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Paese dei formaggi
Formaggio Svizzero
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Varietà, qualità, bontà
In Svizzera la produzione di formaggio ha una tradizione secolare.
L’Emmental, Le Gruyère DOC e lo Sbrinz DOC, ma anche l’Appenzeller
e il Tête de Moine DOC, sono le varietà più conosciute, in Svizzera e
all’estero. La scelta di formaggi è comunque molto più vasta: nel nostro
paese se ne producono infatti oltre 450 tipi. Il formaggio svizzero,
alimento di base sano e prezioso, non si distingue tuttavia solo per la
varietà ma anche per l’alto valore nutritivo e la versatilità, che ne fanno
un ingrediente insostituibile nella preparazione di piatti prelibati.
Indice
Pagina
La straordinarietà del formaggio svizzero
4
Le caratteristiche del formaggio
6
La produzione del formaggio
8
Formaggi a pasta dura ed extradura
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Formaggi a pasta semidura
12
Formaggi a pasta molle
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Formaggi freschi
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Suggerimenti per l’acquisto e la cucina
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Il formaggio e l’alimentazione
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Paese dei formaggi
Nel nostro paese l’industria del latte è una delle forme di produzione agricola
più antiche e di più solide tradizioni. Oltre a produrre alimenti sani e genuini, riveste
un’importanza fondamentale per l’economia nazionale: infatti rappresenta la
principale fonte di lavoro e di reddito per un numero considerevole di persone.
Circa la metà del latte fornito dai produttori è trasformata in formaggio. Il formaggio svizzero è famoso per la sua qualità, genuinità e bontà, garantite da severe
norme in materia di produzione, controlli di qualità e rispetto dell’ambiente.
Ecco perché il formaggio è uno degli alimenti preferiti dagli svizzeri, che in media
ne consumano circa 19 chilogrammi pro capite all’anno.
La Svizzera è una terra di pascoli
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Infatti, circa l’80% della sua superficie agricola è sfruttabile solo per l’allevamento. Se non ci fosse il bestiame, i terreni adibiti a pascolo si degraderebbero rapidamente. Gli insediamenti nelle zone di montagna verrebbero messi in forse e andrebbero perdute aree di svago e ristoro dalle
grandi potenzialità turistiche.
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Da secoli, comunque, il formaggio svizzero è assai apprezzato anche all’estero.
Infatti, oltre il 30 % del formaggio prodotto in Svizzera viene esportato.
La straordinarietà del formaggio svizzero
Solo il meglio
La qualità del latte è sottoposta a severi controlli, al pari del processo di produzione e di stagionatura del formaggio. Gli standard in materia di qualità e
igiene sono molto elevati, sia in fattoria che nel caseificio. Per garantire la massima sicurezza, sulla crosta dei formaggi a pasta dura e semidura viene impresso
il cosiddetto «passaporto», che indica dove e quando è stata prodotta la
forma. Nel caso dei formaggi a pasta molle, queste informazioni figurano sulla
confezione.
Tradizione secolare, ingredienti di prima
scelta, lavorazione accurata e severi controlli di
qualità: sono queste le caratteristiche che
Natura allo stato puro
hanno reso e rendono il formaggio svizzero
Il formaggio svizzero a pasta molle, semidura e dura è un prodotto naturale al
100 %, a base di latte, caglio, sale e colture di batteri acidolattici. Non può
contenere additivi.
tanto straordinario e inconfondibile.
Paese dei formaggi
Solo latte fresco
Per ottenere un prodotto di alta qualità occorre una materia prima
altrettanto pregiata, proprio come il latte fresco svizzero. Infatti, le mucche vengono nutrite soprattutto con erba e fieno – il cosiddetto foraggio
secco – provenienti da prati e pascoli alpini. Le mucche che forniscono
il latte destinato alla produzione di formaggio di latte crudo (formaggio a
pasta dura e semidura) non possono essere nutrite con foraggio insilato
perché sussiste il rischio che il formaggio non maturi a dovere, a scapito
della qualità.
Produzione in piccole aziende
La produzione decentralizzata è caratteristica dell’industria casearia
svizzera. Nel nostro paese, infatti, circa 2⁄3 del formaggio viene prodotto in
piccole aziende da casari e specialisti altamente qualificati. La sera e la
mattina, il casaro si reca presso le fattorie dei dintorni per ritirare il latte
appena munto, che viene utilizzato per produrre squisito formaggio.
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Le caratteristiche del formaggio
Il formaggio è un prodotto naturale
che, a seconda della varietà, presenta
differenze a livello di dimensioni,
occhiatura, aroma, maturazione e contenuto di acqua e di grasso. In
Svizzera si producono oltre 450 diversi
tipi di formaggio che si distinguono
secondo i criteri qui di seguito esposti.
Paese dei formaggi
Tipo di latte
Tipo di coagulazione
In Svizzera per la produzione del formaggio viene impiegato prevalentemente
latte di mucca. Il latte di capra o di pecora è utilizzato in quantità molto limitata.
A seconda del tipo di formaggio e del processo di lavorazione, si impiega latte
crudo o pastorizzato che può essere di produzione convenzionale, integrata o biologica. Di norma, i prodotti di produzione integrata o biologica sono dichiarati
come tali sulla confezione.
Esistono due tipi di coagulazione: la coagulazione da caglio e la coagulazione
acida. La gran maggioranza dei formaggi svizzeri hanno origine dalla coagulazione
da caglio; i formaggi freschi, come ad esempio la ricotta e il cottage cheese,
dalla coagulazione acida e da caglio.
Tipo di maturazione
In linea di massima, tutti i formaggi maturano dall’interno all’esterno. Nel caso
delle varietà a crosta lavata (Le Gruyère DOC, Appenzeller, formaggio per raclette,
Tilsiter) o fiorita (Tomme, Camembert), la maturazione viene influenzata anche
dall’esterno tramite un particolare trattamento della crosta.
Tenore di grasso
Poiché durante la stagionatura l’acqua evapora, la percentuale della massa asciutta
aumenta. Quindi il tenore di grasso viene misurato sulla base del peso totale del
formaggio senza l’acqua. Un esempio: un formaggio a pasta dura con un tenore di
grasso dichiarato del 48 % nella massa asciutta contiene in effetti circa il 31% di
grasso del latte, il 36 % di acqua e il 33 % di proteine e minerali. Dal punto di vista
del tenore di grasso, il formaggio viene suddiviso nelle seguenti categorie: formaggio doppia panna (almeno il 65 % di grasso nella massa asciutta), formaggio
alla panna (55 %), formaggio grasso (45 %), formaggio 3⁄4 grasso (35 %), formaggio
semigrasso (25 %), formaggio 1⁄4 grasso (15 %) e formaggio magro (meno del 15 %).
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Tempo di maturazione
A seconda del tempo di maturazione e del contenuto d’acqua, i formaggi vengono
suddivisi nelle seguenti categorie: freschi, a pasta molle, semidura, dura o extradura. Mentre i formaggi freschi non richiedono stagionatura, quelli a pasta molle
hanno bisogno di un periodo che va da 1 a 3 settimane; quelli a pasta semidura
alcuni mesi, quelli a pasta dura fino a 1 anno e quelli a pasta extradura fino a 3 anni.
Tenore d’acqua
L’aroma
Il formaggio può essere suddiviso in diverse categorie anche a seconda del tenore
d’acqua. Il maggior tenore d’acqua si trova nei formaggi freschi, seguiti dai formaggi
a pasta molle e da quelli a pasta semidura. Le varietà che contengono meno acqua
in assoluto sono i formaggi a pasta dura e extradura.
L’aroma del formaggio è determinato dall’odore e dal sapore. Tuttavia è sulla
lingua che esso si avverte in tutta la sua pienezza. L’aroma caratterizza le diverse
qualità di formaggio che vengono definite con termini come dolce, aromatico,
maturo, piccante, stagionato e vigoroso.
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La produzione del formaggio
Estrazione e pressatura
Nei caseifici che lavorano secondo metodi tradizionali (in prevalenza nei caseifici d’alpe) i
grani di formaggio vengono estratti dalla caldaia con un apposito telo di canapa quadrato e
grossolanamente intessuto e vengono poggiati sul tavolo di pressatura. Assieme al telo
la massa viene poi adagiata e pressata all’interno di un’apposita fascia di legno detta fascera.
Quindi, il formaggio viene ripetutamente girato, avvolto in nuovi teli e pressato finché non
fuoriesce più siero.
Nei caseifici che si avvalgono di tecnologie moderne la cagliata, dopo essere stata rimestata,
viene pompata direttamente nelle forme, pressata con intensità sempre maggiore e
girata ripetutamente. A questo punto, le forme di formaggio a pasta dura e semidura
vengono dotate del «passaporto».
Per un chilo di formaggio sono necessari circa 10 litri di latte fresco, caglio e colture di batteri
acidolattici. L’impiego del caglio nella produzione del formaggio risale a oltre 2000 anni fa.
Pochi grammi di questo enzima sono sufficienti a far coagulare circa 1000 litri di latte, mentre le
colture di batteri acidolattici inducono la fermentazione e la maturazione del formaggio.
Immagazzinamento e stagionatura
Dopo la pressatura le forme vengono immerse in un bagno di acqua e sale che dura,
a seconda della qualità, da 2 ore per il formaggio a pasta molle fino a 20 giorni per quello a
pasta extradura. L’assorbimento del sale favorisce l’espulsione dei liquidi. A questo punto
inizia la formazione della crosta, che avvolge e dà stabilità alla forma. In seguito le forme
vengono trasferite in cantina e disposte su appositi scaffali per la stagionatura. Durante la
fase di maturazione vengono costante-mente girate e curate.
Controllo di qualità
Prima di essere messo in vendita il formaggio viene sottoposto a un severo controllo di qualità. Ciò garantisce che in tavola giungano solo ed esclusivamente formaggi di prima scelta.
Paese dei formaggi
Riscaldamento del latte e processo di coagulazione
Immediatamente dopo la consegna, il latte viene sottoposto a un controllo di qualità, filtrato e pesato. Quindi viene versato nella caldaia e riscaldato poco a poco rimestandolo di continuo. Dopo 20 minuti il latte
raggiunge la temperatura di circa 32° C. A questo punto vengono aggiunti
il caglio e le colture di batteri acidolattici e viene spento il rimestatore.
Dopo circa 30 minuti di riposo, il latte è coagulato.
Sminuzzatura e riscaldamento
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La massa gelatinosa, detta cagliata, viene rotta con la lira – uno strumento
costituito da una serie di lamine o fili metallici montati su un telaio –
e ridotta in grani di grandezza regolare. In questo modo dalla cagliata
fuoriesce la parte acquosa, detta siero.
A seconda del tipo di formaggio la cagliata viene rimestata e riscaldata
più o meno a lungo. Durante questa fase i grani vengono ulteriormente
sminuzzati.
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Formaggi a pasta dura ed extradura
Per la preparazione dei formaggi a pasta
dura ed extradura si utilizza latte crudo. Dopo
la coagulazione da caglio, la cagliata viene
ridotta in grani fini, poiché i grani piccoli rilasciano più siero. La cagliata composta da grani
e siero viene riscaldata a temperatura
abbastanza elevata per far asciugare bene i
grani. In seguito viene pressata per circa
20 ore. Il successivo bagno in acqua e sale
estrae ulteriore acqua dal formaggio, che al
termine di questo procedimento presenta
un tenore idrico minimo e un contenuto proteico di almeno il 45 %.
Questi formaggi richiedono una stagionatura
molto lunga. Per gustarli nella loro pienezza
occorre infatti attendere un periodo che
varia da un paio di mesi a tre anni. La loro percentuale di grasso nella massa asciutta non
è mai inferiore al 45 %. Tra i formaggi a pasta
extradura figurano lo Sbrinz DOC e diverse
Paese dei formaggi
Tempi di maturazione
A livello di sapore esistono notevoli differenze tra i formaggi a pasta dura giovani e
quelli più stagionati: più un formaggio è giovane, più è dolce. Per gustarne appieno l’aroma
occorre comunque attendere che la maturazione sia completa.
• Sbrinz DOC: pronto per il consumo dopo 18 mesi, stravecchio dopo 2–3 anni.
• Emmental: pronto per il consumo dopo 4–5 mesi, stravecchio dopo 7–12 mesi.
• Le Gruyère DOC: pronto per il consumo dopo 5 mesi, stravecchio dopo 8 –12 mesi.
qualità di formaggio d’alpe, come lo Justistaler.
Tra quelli a pasta dura ricordiamo in
particolare l’Emmental ed Le Gruyère DOC.
Uso
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I formaggi a pasta dura trovano un impiego molto variegato, tanto nella cucina calda quanto
in quella fredda: come formaggi da affettare, da grattugiare o a trucioli, per la fondue,
l’aperitivo, i piatti al forno e i gratin. Ben imballati e tenuti al fresco, i pezzi interi di Emmental
e Le Gruyère DOC si conservano per due settimane, lo Sbrinz DOC fino ad un mese.
Formaggi a pasta semidura
Esistono due tipi diversi di formaggio a pasta
semidura, prodotti a partire da latte pastorizzato o da latte crudo. Per indurre la coagulazione del latte vi si aggiunge il caglio: la
cagliata composta da grani e siero viene quindi
ridotta in grani di medie dimensioni. Affinché
i grani rilascino il siero e si solidifichino, la
cagliata viene prima riscaldata e poi pressata.
Dopo il bagno di acqua e sale, ogni formaggio
è sottoposto alla lavorazione tipica della
propria qualità, che in alcuni casi comprende
anche il lavaggio della crosta. I formaggi
a pasta semidura hanno un tenore di proteine
tra il 25 e il 40 %. Il periodo di maturazione
della maggior parte delle qualità varia dai 3 ai
6 mesi. Questi formaggi hanno una consistenza
che può variare da abbastanza dura a
tenera al taglio, ma che non risulta comunque
mai cremosa.
Paese dei formaggi
Tenore di grasso
I formaggi a pasta semidura vengono suddivisi in quattro categorie
a seconda del tenore di grasso:
• Formaggi alla panna: min. 55 %, ad es. Tilsiter alla panna
• Formaggi grassi: min. 45 %, ad es. Appenzeller
• Formaggi 1⁄4 grasso: min. 15 %, ad es. Tilsiter e Appenzeller
• Formaggi magri: meno del 15 %., ad es. Schabziger glaronese
Più sono stagionati, più il sapore diventa
marcato e piccante. Tipici formaggi a pasta
semidura sono ad esempio il formaggio
per raclette, l’Appenzeller, il Tilsiter, il Tête
Uso
de Moine DOC, il Vacherin friborghese,
il formaggio di montagna grigionese, il formaggio di valese e lo Schabziger.
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Il formaggio a pasta semidura è ideale nella cucina calda e fredda
e il suo impiego spazia dallo spuntino, all’aperitivo, al dessert.
Alcune specialità si prestano bene per la fondue (ad es. Vacherin
friborghese) o la raclette, altre si distinguono per la loro forma
(ad es. il Tête de Moine DOC, servito a rosette). Ben imballati e
tenuti al fresco si conservano da una a due settimane.
Formaggi a pasta molle
Tenore di grasso
I formaggi a pasta molle vengono suddivisi in quattro categorie a
seconda del loro tenore di grasso (percentuale di grasso nella
massa asciutta):
• Formaggi doppia panna: min. 65 %, ad es. Le Crémeux
• Formaggi alla panna: min. 55 %, ad es. Camembert à la Crème
• Formaggi grassi: min. 45 %, ad es. Tomme e Reblochon
• Formaggi semigrassi: min. 25 %., ad es. Brie Suisse semigrasso
Per la produzione dei formaggi a pasta molle si impiega
quasi esclusivamente latte pastorizzato. Dopo l’aggiunta del
Uso
caglio il composto di grani e siero viene riscaldato un poco
I formaggi a pasta molle trovano impiego nella cucina calda e
fredda e sono molto apprezzati anche come dessert. Ben imballati
e tenuti al fresco si conservano circa una settimana.
in modo che i grani rimangano morbidi e piuttosto grossi. A
questo punto la cagliata viene leggermente pressata e lasciata
sgocciolare. Il bagno in acqua e sale è di breve durata. Questo
tipo di formaggio contiene circa il 50 % di acqua e il 20 %
di proteine: è quindi sufficiente un periodo di maturazione di
alcune settimane. Comunemente, i formaggi a pasta molle
si distinguono nei due tipi descritti qui di seguito.
Paese dei formaggi
Formaggi a crosta fiorita
Così chiamati perché, dopo la maturazione da muffa, la loro parte esterna
ha il tipico aspetto bianco e vellutato. Richiedono un periodo di maturazione che va da una a tre settimane. La pasta è morbida e vieppiù cremosa
con la stagionatura e il sapore dolce che li caratterizza diventa man
mano più vigoroso. Di questi formaggi si mangia anche la crosta. Tra di
essi figurano il Brie Suisse, il Camembert Suisse e il Tomme.
Formaggi a crosta lavata
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Durante il periodo di stagionatura che varia da alcune settimane a tre
mesi, questi formaggi a pasta molle vengono lavati con acqua e sale,
quindi spazzolati con una speciale coltura batterica. Grazie a questo procedimento la crosta acquista la tipica colorazione brunastra. La pasta è
fine, morbida e cremosa e il sapore dolce acquista vigore e intensità con
la stagionatura. Tipici formaggi a crosta lavata sono il Reblochon, il
Limburger, il Münster e il Vacherin Mont d’Or. Quest’ultimo si può gustare
solo da ottobre a marzo.
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Formaggio fresco
Per la produzione di formaggio fresco si utilizza
latte pastorizzato che viene fatto coagulare
con l’aggiunta di caglio e batteri acidolattici. Il siero –
salvo che per il Blanc battu – viene separato dal
composto di grani e siero e la massa arricchita di
panna fino a raggiungere il tenore di grasso
desiderato. A seconda del tipo di formaggio si possono aggiungere vari ingredienti.
I formaggi freschi sono privi di crosta, non stagionati, e possono essere consumati subito dopo
la produzione. Il loro tenore di grasso può variare
molto, a seconda del produttore. Sono morbidi,
facili da spalmare, poco o per niente salati e hanno
un aroma delicato. Maggiore è il tenore di grasso,
più sono cremosi e fini. Tra i tipi più conosciuti
vi sono il quark, il cottage cheese, i formaggini, la
mozzarella, il Petit Suisse e specialità come
il formaggio alla panna e alla doppia panna.
Paese dei formaggi
Conservazione
Per scoprire per quanto tempo si conserva il formaggio fresco, basta un’occhiata
alle date limite per la vendita e il consumo indicate sulla confezione. Per evitare
che il prodotto si deteriori prima della scadenza, soprattutto in estate è importante
che durante il trasporto dal negozio a casa la catena del freddo non venga interrotta. Il formaggio fresco dovrebbe essere conservato in frigorifero ad un massimo
di 5° C, nell’imballaggio originale oppure sottovuoto in un contenitore di plastica.
Uso
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Il formaggio fresco è un ingrediente molto versatile della cucina calda e fredda e
può essere utilizzato ad esempio per ripieni, pinzimoni, salse, sformati oppure come
copertura per torte. Il Blanc battu e il quark magro e semigrasso possono essere
impiegati solo per piatti freddi.
Suggerimenti per l’acquisto e la cucina
Cucina fredda
Il formaggio è un ingrediente estremamente poliedrico. È il «companatico» per eccellenza
di pane e patate e l’ideale come stuzzichino. Il piatto di formaggi assortiti, proposto sia
come piatto forte sia come dessert, è composto da un minimo di due qualità di formaggio
a pasta dura o semidura e due qualità di formaggio a pasta molle. Se si tratta della
portata principale occorre calcolare 200 –250 g di formaggio a persona; se offerto come
dessert sono sufficienti 50 – 80 g. In tavola, il formaggio si serve senza imballaggio. La
crosta si taglia nel proprio piatto. Per tagliare il formaggio vi sono vari strumenti speciali
come l’apposito coltello, la girolle per le rosette di Tête de Moine DOC, la pialla o il
coltello da Sbrinz DOC, ideale per le qualità a pasta extradura.
Per consentirgli di sviluppare appieno tutto il suo aroma, il formaggio – ad eccezione di
quello fresco – va tolto dal frigorifero mezz’ora prima di essere consumato.
A prescindere dal suo impiego – come
ingrediente principale di un piatto tipico,
di un raffinato menu sulla tavola delle
feste o di un veloce spuntino – il formaggio
è sempre squisito. Conviene quindi averne
Cucina calda
sempre una buona scorta.
Nella cucina svizzera il formaggio è molto apprezzato per la preparazione di piatti caldi.
Lo Sbrinz DOC grattugiato sulle pietanze calde, la raclette e la fondue sono dei classici
della cucina rossocrociata, a pari titolo con i maccheroni dell’alpigiano, la torta di
formaggio e i crostoni al formaggio. Ma il formaggio non manca neppure nella cucina
moderna, dove il suo impiego creativo non conosce limiti.
Paese dei formaggi
Acquisto
Eccezion fatta per il Vacherin Mont-d’Or, il formaggio non è un prodotto
legato alle stagioni. L’intera varietà è disponibile tutto l’anno. Tale indicazione
è d’obbligo per i formaggi d’importazione a dichiariare. Sulla confezione
deve in ogni caso figurare il tenore di grasso, espresso in percentuale della
massa asciutta (ad es. 45 % di grasso nella massa asciutta oppure «grasso»).
Conservazione
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Se acquistato al taglio, il formaggio si conserva al meglio nella carta in cui è
avvolto, in un recipiente a chiusura ermetica o in una pellicola trasparente.
Lo stesso dicasi per i formaggi acquistati in confezioni sottovuoto una volta
aperti. I resti di formaggi a pasta molle, dura o semidura possono essere
congelati fino a sei mesi, preferibilmente grattugiati, e poi essere utilizzati
per la preparazione di torte di formaggio e di gratin. Anche le miscele per
fondue possono essere surgelate e vanno aggiunte al vino ancora congelate.
Bisogna tuttavia tenere presente che la congelazione va a scapito dell’aroma.
Ecco perché è sempre preferibile consumare il formaggio quando è fresco.
Sulla confezione figurano sempre la data limite per la vendita e quella per il
consumo. Comunque, il formaggio può essere mangiato anche dopo la scadenza,
basta che abbia ancora un bell’aspetto e un buon odore. Se comincia
a rinsecchire o a colare, è sufficiente tagliare via lo strato più superficiale.
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Il formaggio e l’alimentazione
Se il latte crea problemi, entra in scena il formaggio
Spesso, per paura di avere dei disturbi, le persone con un’intolleranza al lattosio
rinunciano ad assumere latticini. Il formaggio è invece ben tollerato, poiché le
qualità a pasta dura non contengono lattosio, e quelle a pasta semidura e molle
ne presentano solo tracce.
Vitamine vitali
Oltre ad essere buono, il formaggio
I grassi del latte contengono le vitamine liposolubili A ed E, che rafforzano le difese
immunitarie e rivestono una grande importanza soprattutto nei periodi di stress.
La vitamina A è un prezioso alleato del sistema immunitario cutaneo poiché rende
la pelle più resistente agli attacchi ambientali. Le vitamine liposolubili del complesso
B regolano il metabolismo del cervello e dei nervi; sono quindi molto preziose soprattutto per chi svolge un’attività sedentaria che richiede un intenso sforzo mentale
e un’accresciuta resistenza allo stress nervoso.
è anche sano. E’ un prezioso alimento
di base e un componente importante di un’alimentazione completa
ed equilibrata.
Paese dei formaggi
Importante fonte di calcio
Insieme al latte, il formaggio è una delle fonti principali di calcio. Per
coprire il fabbisogno giornaliero di questo minerale, ogni giorno basta
quindi portare in tavola anche un pezzetto di formaggio. Il tenore
di calcio è proporzionale alla durezza della pasta: più duro il formaggio,
più calcio contiene.
Oltre che di calcio, il formaggio è anche ricco di vitamina D, che facilita
l’assorbimento e l’utilizzo del calcio da parte dell’organismo. Il calcio è un
minerale insostituibile per la crescita e il mantenimento in buono stato
dell’ossatura e dei denti, nonché per il buon funzionamento dei muscoli.
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Il formaggio e l’alimentazione
Proteine preziose
Il formaggio contiene molte proteine del latte di alto valore biologico
ed è quindi già di per sé un alimento molto nutritivo. Abbinato
alla verdura, all’insalata fresca, alla frutta, alle patate, ai cereali o ai
loro derivati ricchi di proteine vegetali, esso diventa ancora più
prezioso in quanto questa combinazione facilita l’assorbimento dei
minerali da parte dell’organismo.
Grassi indispensabili
I grassi contenuti nel formaggio sono facilmente digeribili, poiché
durante la produzione si ripartiscono uniformemente nel formaggio.
Essi contengono la gamma completa degli amminoacidi essenziali e
delle vitamine liposolubili necessari al buon funzionamento dell’organismo. Inoltre, contengono gli aromi che rendono i piatti così gustosi.
Per ridurre l’apporto di grassi nell’alimentazione, molte persone
scelgono formaggi a tenore di grasso ridotto. Tuttavia, questi ultimi
contengono una quantità minore non solo di grassi ma anche di
vitamine e amminoacidi. Poiché ciò va a scapito dell’alto valore nutritivo originale, è consigliabile evitare le qualità più magre e optare
per i formaggi grassi.
Paese dei formaggi
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