con
e con la partecipazione di
ERSAF Regione Lombardia
Coldiretti
I.N.R.A.N.
IL MESE
DELL’EDUCAZIONE
ALIMENTARE
presenta
Comincia
a scuola il recupero delle tradizioni e dei
sapori del nostro paese, passa sui banchi l’offensiva contro l’obesità infantile e i rischi di
una alimentazione scorretta e poco consapevole. Quel che manca nei giovani è proprio la
conoscenza della buona cucina italiana, del consumo consapevole e della produzione italiana. Per questo iniziamo un viaggio attraverso le campagne d’Italia, i prodotti tipici e di
salute, le iniziative di Regioni e Istituzioni Locali, le fattorie didattiche, la conoscenza dei
territori, la qualificazione dei servizi di ristorazione collettiva.
32
A cura di Enzo Cilento
n. 460
Perché “Il mese dell'educazione alimentare”
è
uno dei paradossi più stridenti dei nostri tempi. Accanto
a un esercito ancora enorme di bambini e di adulti afflitti
dalla malnutrizione, cresce - in tutto il globo - anche il
numero degli individui in sovrappeso e degli obesi. Una
nuova emergenza, sulla quale si interrogano tra gli altri la
Fao e l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Come non
chiedersi allora cosa sia accaduto in questi anni al nostro
corpo, alle nostre abitudini alimentari, al nostro modo di vivere? Come
non interrogarsi sull'alimentazione delle giovani generazioni, le più colpite da questa sorta di pandemia? Tuttoscuola promuove un'iniziativa per
parlarne e per cercare di individuare le linee e le emergenze da seguire in
campo di educazione: alimentare ed al gusto. Un mese, da metà marzo a
metà aprile per approfondire l'argomento, per presentare i progetti e le
azioni nel campo dell'educazione alimentare. A partire da questo speciale su “Tuttoscuola”, passando per un sito dedicato al “Mese dell'educazione alimentare” nel sito tuttoscuola.com: una vetrina con tante notizie
e informazioni aggiornate quotidianamente e aperta alla raccolta di materiali ed esperienze sull'argomento che ci invierete. E poi le informazioni
sulla newsletter settimanale “TuttoscuolaNEWS”.
Metteremo al centro i temi dell'alimentazione e della salute, degli stili di
vita e delle campagne per migliorarli. Renderemo conto dell'esperienza
nel frattempo maturata sul tema dell'educazione alimentare nelle nostre
scuole; punteremo l'obiettivo sulle nostre mense scolastiche ed universitarie, sulle relative esperienze pilota e di eccellenza.
Invitiamo a segnalarci esperienze e fatti relativi ai temi in questione. Ne
parleremo nel sito, che diventerà sempre più un luogo di crescita e di
discussione tra gli operatori del settore. In questo contiamo di poterci
avvalere delle collaborazioni che via via andremo attivando con le istituzioni preposte, con i produttori e le aziende certificate, con le amministrazioni, le scuole e i centri di ricerca specializzati sul tema della nutrizione e dell'alimentazione.
n. 460
33
DOSSIER
Giovani e sovrappeso:
è allarme mondiale
IN ITALIA
Q
IN SOVRAPPESO ALMENO UN BAMBINO SU TRE
uesta sarà la prima
generazione mondiale in cui malnutrizione e obesità si
troveranno percentualmente appaiate
_ assicurano gli
esperti inglesi. La prima in cui i più
giovani rischiano di non vivere più a
lungo dei propri genitori”. Del resto
sono sempre più numerosi ed allarmanti i dati mondiali relativi a obesità e sovrappeso. Al punto che non
sono pochi coloro che parlano ormai
esplicitamente di una vera e propria
pandemia. La raccolta dati realizzata
per
il
progetto
MONICA
(MONItoring of trends and determinants in CArdiovascular diseases
study)
e
realizzata
dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS) parla chiaro. Nei soli
Paesi europei la diffusione dell'obesità è cresciuta tra il 10 e il 40% negli
ultimi 10 anni, con oscillazioni medie
tra il 10-20% per gli uomini e tra il
10-25% per le donne (l’Italia è ai
primi posti peraltro). In Gran
Bretagna quasi i due terzi degli uomini adulti e oltre la metà delle donne
adulte sono in sovrappeso o sono
obesi. In Inghilterra, tra il 1995 e il
2002, l’incidenza dell'obesità è raddoppiata tra i ragazzi passando dal
2,9% al 5,7%, mentre, tra le ragazze è
34
aumentata dal 4,9% al 7,8%. Tra i
giovani dai 16 ai 24 anni, cresce dal
5,7% al 9,3%, mentre tra le giovani
donne si passa dal 7,7% all’11,6% Da
qui l’urgenza con cui si istituisce
l’International Obesity Task Force
(www.iotf.org).
Cifre ed assiomi
DATI e DATE
- Nel mondo, sono almeno 300 milio-
Lazio 1992 7/14 anni 17.7%;
Calabria 1994
scuole elementari (6-11 anni)
79% maschi
21% femmine soprappeso
Ecco i risultati di alcune inchieste svolte sul tema nel nostro territorio a partire dagli anni 90: Ecco qualche altro dato significativo. A
fianco il trend che riguarda i piccoli consumatori Usa. Di seguito
infine i risultati di alcune inchieste svolte sul tema nel nostro territorio a partire dagli anni 90:
Milano
popolazione scolastica 1990
Materne 4.7%
Elementari 14.1%
Medie inferiori 17.9%
Medie superiori 12.4%
Inchiesta Maffeis:
4 anni
maschi 3.6% femmine 2.0%
8 anni
maschi 11.2% femmine 13.3%
10 anni
maschi 23.4% femmine 12.7%
12 anni
maschi 17.3% femmine 11.9%
Veneto 1996
scuole elementari (8-11 anni)
13.5% sovrappeso
20% obesi
7.3% gravi obesi
Piemonte 1998 6/15 anni
Obesità 9.9%
MAX maschi 13-14 anni 16.5%
MAX femmine 8-9 anni 16.0%
n. 460
ni gli individui obesi, mentre “lo
spaventoso numero dei sovrappeso
è di circa un miliardo su una popolazione mondiale di 6,5 miliardi”ammonisce l’OMS. Se questo trend
si conferma, entro il 2015 i sovrappeso mondiali raggiungeranno il
miliardo e mezzo… La grandezza
del problema è impressionante” _
dice Catherine Le Galès-Camus,
assistente del direttore generale
dell’OMS per le malattie non comunicabili e mentali.
- Il problema, più serio nell’America
del Nord ed in Europa, è diffuso
ormai anche in aree dove, in passato, non era presente se non in minima entità (Asia, Giappone e regioni
dell’Africa e del Sud America; il Cnr
ha appena rilevato la crescita del
fenomeno obesità anche nei Paesi
in via di sviluppo, così che in India
e in Cina esso riguarda il 55% delle
donne tra i 20 e i 69 anni).
- L’incidenza dell’obesità è raddoppiata in quasi tutti i Paesi, negli ultimi 10 anni;
n. 460
- Nell’ultima decade, l’incidenza in
Europa è aumentata fino al 50%:
più che negli Usa;
- Secondo uno studio della
“International Obesity Task Force”,
circa il 4% di tutti i bambini
d’Europa è affetto da obesità
(l’Italia è al di sopra della media) e
tale percentuale è in marcato
aumento;
- Si stima che il 2-8% dei costi globali per la sanità sia legato all’obesità.
Istruzione
e alimentazione
T
utto ciò mentre un po’ a sorpresa si rileva che l’obesità è inversamente proporzionale al livello di istruzione e di scolarizzazione
nonché alle condizioni socio-economiche delle famiglie e delle aree di
residenza. Illuminante in tal senso
una celebre ricerca pubblicata
dall’American Journal of Preventive
Medicine. La tesi lega la localizzazione delle catene di fast food e della
grande distribuzione a basso costo
(più diffuse nei quartieri più poveri di
Inghilterra e Scozia. Circa 40.000
ristoranti di questo tipo sono nelle
zone più depresse del Paese) e la percentuale di sovrappeso che in quei
quartieri infatti più alta che altrove.
"I risultati _ secondo Karen Glanz,
direttore del Prevention Research
Centre alla Emory University di
Atlanta _ mostrano che laddove c'è
una maggiore diffusione di _ o un
accesso più facile a _ cibi a basso
costo, generalmente di valore nutritivo basso, lì aumenta sensibilmente
anche il numero di obesi e di soprappeso residenti”.
Infine, si può dire che a concorrere al
dato di oltre 300 milioni di obesi nel
mondo, aumentati dal 1987 al 2002
del 5% (15% nei paesi europei) - nei
paesi industrializzati sono per la
maggior parte i poveri e gli svantaggiati; mentre nei paesi in via di sviluppo - dove essere grassi è uno status symbol - sono le classi sociali più
elevate a rischiare l'obesità.
Ciccio bello,
ma non troppo
N
on certo più rassicurante la
situazione italiana e tanto
meno quella che riguarda il
rapporto tra obesità ed età scolare.
Se sono oltre quaranta milioni gli
americani adulti obesi (con l’obesità
come prima causa di morte: 300 mila
morti all’anno) con i sovrappeso cresciuti del 2 per cento dal 1980, passando dal 33 per cento al 35 per cento
della popolazione nel 1999; i dati
Istat italiani sono tutt’altro che
confortanti. Secondo Istat infatti nel
Bel Paese l’obesità nello stesso periodo è aumentata del 25%, anche a
causa di un’alimentazione iperca-
35
DOSSIER
lorica e della scarsa attività fisica.
Da questo punto di vista sono proprio
le condizioni dei bambini e dei ragazzi (1-17 anni) a destare maggiore
preoccupazione, perché l’obesità
infantile è il principale fattore di
rischio per lo sviluppo dell’obesità da
adulti, come vedremo. Secondo il
Ministero della Salute, in Italia infatti, già nel biennio 1999-2000 un bambino su 5 era sovrappeso, tanto che
fra gli obesi, il 4% era rappresentato
da bambini. Secondo il IV Rapporto
sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Eurispes e Telefono
Azzurro, nel 2002, “il 36% dei bambini tra i 7 ed i 9 anni era in soprappeso” e "l’Italia, insieme alla Grecia,
deteneva il primato di bimbi grassi in
Europa". L’obesità infantile colpisce
di più nella fascia di età fra i 6 e i 13
anni, cioè proprio i bambini della
scuola primaria, e riguarda soprattutto i maschi delle zone meridionali
(si veda in proposito "Cnr: Sempre
più bambini affetti da obesità", sul
circolo didattico di Avellino).
osì come secondo lo studio
Alimentazione e Sport nei bambini in età scolastica, promosso
dalla Coldiretti e dal Miur in collaborazione con le Aziende sanitarie locali e condotto su un campione costituito da diecimila bambini campani
fra gli otto e i quattordici anni, il
disordine alimentare si esprime in
termini di tempi, modi e tipo di cibo
consumato, cosicché mentre “due
genitori su tre non si arrabbiano con
i figli per il modo in cui mangiano,
quasi un bambino su due si sente
accusato di mangiare troppo. Il 90%
dei più giovani mangia poi guardando la televisione, mentre un bambino
su quattro non è soddisfatto del proprio corpo”. La stessa fonte rivelerebbe inoltre che la regione con il più
alto numero di bambini obesi sareb-
C
36
Rischio salute
Chi tenda all’obesità fin dall’età infantile, può presentare una serie di
conseguenze anche precoci che sono di tipo respiratorio (affaticabilità,
apnea notturna); articolare, dovute al carico meccanico (varismo/valgismo degli arti inferiori, ossia gambe ad arco o ad “X”, dolori articolari, mobilità ridotta, piedi piatti), disturbi dell'apparato digerente e di
carattere psicologico.
I bambini in sovrappeso tendono a sviluppare un rapporto difficile con
il proprio corpo e con gli altri bambini – sostengono i pediatri - con
conseguente isolamento che spesso si traduce in ulteriori abitudini
sedentarie e quindi peggioramento della condizione di salute.
Le patologie che si sviluppano sono di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all’infarto), muscolo-scheletrica,
respiratoria (apnea nel sonno e problemi respiratori). Inoltre, ci sono
maggiori probabilità che si sviluppino condizioni di alterato metabolismo, come il diabete mellito (tipo 2, non insulina dipendente) o l’ipercolesterolemia, l’alterazione delle funzioni riproduttive fino allo sviluppo di tumori (del tratto enterico, del colon, della prostata e del seno). A
livello psicologico, la condizione di obesità può stravolgere completamente la vita dei soggetti che ne sono affetti, isolandoli dagli altri, rendendo loro più difficile qualunque tipo di socialità.
Alcune fonti interessanti sono costituite da:
il sito della campagna sulla corretta alimentazione del Ministero della
Salute italiano, con numerosi dati sulla situazione dell’obesità nel
nostro paese e sugli interventi che si intende attuare.
Childhood obesity: public-health crisis, common sense cure” di Cara B
Ebbeling, Dorota B Pawlak, David S Ludwig. The Lancet, 10 agosto
2002, Volume 360 Issue 9331 Page 473. Si tratta di uno studio che passa
in rassegna la situazione mondiale e i fattori di rischio riguardanti l’obesità infantile.
“Evidence based paediatrics: Evidence based management of
childhood obesity” Laurel Edmunds, Elizabeth Waters, and Elizabeth J
Elliott, BMJ 2001; 323: 916-919. Uno studio sull’obesità infantile pubblicato sul British Medical Journal il 20 ottobre 2001.
n. 460
PREVALENZA DI BAMBINI OBESI AL 95° PERCENTUALE DI BMI (*)
Fascia d'età
dai 6 agli 11 anni
1976 - 1980
1988 - 1994
1999 - 2000
5%
11%
15,5%
dai 12 ai 19 anni
be appunto la Campania (36 per
cento) mentre il numero più basso è
in Valle d’Aosta (14,3 per cento).
Nella Regione Lazio, su uno studio
compiuto su bambini di III elementare, è risultato in sovrappeso il 30%
dei soggetti ed obeso il 15%. I dati
vanno comunque generalmente peggiorando scendendo verso il Sud del
Paese e si attestano ormai intorno al
30%.
Istituzioni
ed effetti indesiderati
L
a prima tra tutte le conseguenze negative non è certo quella,
pur importante, di carattere
estetico – assicurano gli esperti –
anche se pure questo aspetto non è
da sottovalutare, considerando il
livello di frustrazione e di insoddisfazione che il soprappeso e l’obesità
comportano. Ben più gravi infatti
sono le malattie croniche (vedi box)
cui l’obesità contribuisce a volte in
modo determinante. Queste uccidono infatti ogni anno quasi il 60 per
cento dei 56.5 milioni di morti all’anno, e costituiscono il 45.9 per cento
del carico totale mondiale di malattie. Già solo per questo, l’OMS - per
tentare un approccio globale al problema - ha deciso di adottare una
“Strategia globale sulla Dieta, Attività
fisica e la Salute”, sotto il mandato
dell’Assemblea Mondiale della Sanità
fin dal maggio 2002, sulla scia delle
Linee Guida dell’NIH (National
Institute of Health) degli Stati Uniti.
E se Italia, Grecia e Spagna sono le
più obese in Europa, specie tra i gio-
n. 460
7%
11%
(*) Per identificare il soprappeso e l'obesità nei bambini e negli adolescenti
viene utilizzato il percentile di BMI (Body mass Index, ovvero Indice di massa Corporea).
Il BMI si calcola nel modo seguente:
BMI = (peso in Kg) / (altezza in centimetri)
vanissimi, da noi le malattie conseguenti all'eccesso di peso costano allo
Stato circa 22,8 miliardi di euro ogni
anno, di cui ben 14,6 (il 64%) in ricoveri ospedalieri. Da qui prima l’idea
dell’istituzione di una Commissione
ministeriale per la nutrizione allo
scopo di implementare programmi di
educazione alimentare con campagne di comunicazione istituzionale
indirizzate anche ai bambini.
Poi il Progetto-obiettivo numero 9
"Promuovere gli stili di vita salutari,
la prevenzione e la comunicazione
pubblica sulla salute", allo scopo di
incoraggiare la popolazione ad adottare un corretto modello alimentare;
specie per contrastare il diffondersi
dell’obesità infantile legata a regimi
alimentari disordinati.
Allarme pediatrico
15,3%
centile come riferimento dell'obesità.
In Italia invece i risultati, ormai quasi
pari a quelli Usa, salgono a ritmi
ancora più vertiginosi (+25%) mentre
da un'indagine promossa dal
Ministero della Salute i dati indicano
che all'età di 9 anni in città campione
di Lombardia, Toscana, Emilia
Romagna, Campania, Puglia e
Calabria è ben il 23,9% dei bambini
ad essere in soprappeso ed il 13,6% è
già obeso. Anche questa inchiesta
conferma la più elevata prevalenza di
obesità nelle regioni del sud (16% a
Napoli) rispetto al nord (6.9% a
Lodi). Sottolineano gli esperti: “Il
rischio relativo per un
bambino obeso
di diventare
un
adulto
o b e s o
C
ominciamo dal caso simbolo. Negli USA, circa il 15%
dei bambini (tra i 6 e gli
11 anni) e il 15,5% degli
adolescenti (tra i 12 e i 19
anni)
sono
obesi.
L'aumento dell'obesità tra i
giovani americani negli ultimi 20
anni è molto elevato. Almeno un giovane su 10, tra i 6 e i 17 anni, è
sovrappeso, l’incidenza dell’obesità
tra i bambini è più che raddoppiata
negli ultimi 30 anni. L'American
Obesity Association utilizza l'85 percentuale del BMI come punto di riferimento per il soprappeso e il 95 per-
aumenta
con l'età ed è
direttamente
proporzionale alla gravità dell'eccesso ponderale. Fra i bambini obesi in
età prescolare, dal 26 al 41% è obeso
da adulto, e fra i bambini in età scolare tale percentuale sale al 69%. Il
rischio per i bambini obesi di divenirlo da adulti varia tra 2 e 6,5 volte
rispetto ai bambini non obesi. La percentuale di rischio sale all' 83%
37
Educazione Alimentare
Le proposte della Regione Lombardia
in dal 1978, la Regione Lombardia, attraverso
la sua Direzione Generale Agricoltura, programma e coordina iniziative di Educazione
Alimentare, rivolte soprattutto agli studenti
della scuola dell’obbligo, a insegnanti e genitori, oltre che agli operatori dell’ambito alimentare-didattico. Non mancano tuttavia
anche azioni rivolte al cittadino-consumatore e l’obiettivo
in tutti i casi è quello di promuovere la “cultura” del cibo.
I principi che muovono l’azione regionale rispondono alla
necessità di fornire ai giovani e alle loro famiglie le informazioni necessarie per attuare scelte alimentari consapevoli, recuperando i principi di una sana alimentazione,
della conoscenza del percorso dalla terra alla tavola, della
stagionalità dei prodotti e della tradizione territoriale
anche nel mercato globale.
Far conoscere l’agricoltura, attraverso la comprensione
della relazioni esistenti tra sistemi produttivi, consumi alimentari e territorio;
- favorire l’adozione di corretti comportamenti alimentari
e nutrizionali, il consumo di prodotti tipici e di qualità,
ottenuti nel rispetto dell’ambiente o legati alla tradizione e cultura del territorio rurale;
- promuovere la trasversalità dell’Educazione Alimentare,
informando sugli aspetti storici, culturali e antropologici
F
www.buonalombardia.it
Realizzato della DG Agricoltura e da UnionCamere Lombardia, promuove i prodotti e i professionisti del comparto agroalimentare.
Permette di navigare in modo semplice e veloce in quattro aree
tematiche:
itinerari tematici: percorsi nell’agroalimentare, ma anche nell’agriturismo, nell’ambiente, nell’arte, nella coltura e nell’artigianato;
enogastronomia: dedicato a buongustai e appassionati del turismo
enogastronomico;
aziende e consorzi: una guida per chi compra e chi vende qualità
agro-alimentare lombarda;
educazione alimentare: dedicato alle scuole, ai ragazzi e alle famiglie, per imparare, giocare, crescere consapevoli dell’importanza di
un’alimentazione di qualità.
legati alle produzioni agroalimentari e al loro territorio
d’origine: queste le principali linee di indirizzo degli
interventi regionali.
L’obiettivo è proporre un supporto didattico all’autonoma
creatività dei docenti, fornendo strumenti di lavoro che
rendano piacevole ai ragazzi la conoscenza di tematiche
di grande attualità, quali la filiera produttiva, la sicurezza
alimentare, l’agricoltura biologica, la tipicità.
azione della Regione si svolge in collaborazione
con le undici Amministrazioni Provinciali, che sono
i principali punti informativi e attuano sul territorio
le diverse iniziative, oltre che con l’Ufficio Scolastico
regionale, con l’Ente Regionale per i Servizi
all’Agricoltura, con le organizzazione professionali agricole, i consorzi di tutela, le associazioni dei produttori e dei
consumatori.
Concretamente la Direzione Generale Agricoltura propone
annualmente diversi progetti che coivolgono scuole di
vario ordine e grado, pubblica libri, cd, giochi in scatola
adatti ad un uso didattico a scuola, ma anche ludico, a
casa con gli amici o in famiglia, sostiene il progetto
“Fattorie Didattiche”, organizza incontri di aggiornamento per insegnanti e operatori.
Di seguito alcuni esempi di progetti sviluppati per l’attuale anno scolastico.
L’
enti locali e alle aziende di ristorazione scolastica, “mettendo in rete” tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso il
forum di www.mangiamobene.it.
n progetto pilota biennale, patrocinato dal
Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, dove
la parola d’ordine è “più frutta, più verdura!”, per
convincere al loro consumo soprattutto i più giovani.
Questo attraverso corsi di formazione per insegnanti, visite guidate ad aziende agricole e ai mercati ortofrutticoli,
pubblicazioni per imparare a costruire un orto, a cucinare
frutta e verdura, per conoscere le strutture degli ortomercati, la diffusione nelle scuole di distributori automatici di
carote, pomodorini, mele, uva e cocco in confezioni snack
pronte all’uso.
U
Il Pacco Misterioso. Lombardia-Europa: ragazze e
ragazzi in cucina
un progetto interdisciplinare, che ha l’obiettivo di
diffondere la conoscenza dei prodotti tipici lombardi
sia sul nostro territorio sia all’estero, associando attività di laboratorio di cucina, di educazione alimentare, di
lingua straniera con lo studio delle caratteristiche e tradizioni del proprio territorio in confronto a quelle di altri
Paesi dell’Unione Europea. 20 classi lombarde sono state
abbinate a 20 classi estere di Svezia, Islanda, Germania,
Lituania, Serbia, Montenegro e dovranno scambiarsi fra
loro, attraverso un filmato girato dai ragazzi, una ricetta
dove gli ingredienti sono prodotti tipici dei diversi paesi.
È
Mangiamo Bene: progettazione partecipate
per migliorare gli spazi mensa.
n progetto, nato sugli esempi sviluppati nel nord
Europa, per ridefinire la qualità degli spazi dove si
mangia a scuola, attraverso la “partecipazione” dei
bambini che collaborano alla progettazione di mense scolastiche più rispondenti al loro immaginario nell’utilizzo
dei materiali per gli arredi, gli impianti, i colori… Questo
progetto condurrà alla definizione di Linee Guida utili agli
U
Dal 2001 la D.G. Agricoltura promuove, in collaborazione
con le tre principali Associazioni Agrituristiche, il progetto Fattorie Didattiche, che offre a scolaresche e famiglie
la possibilità di scoprire la campagna, l’ambiente che la
circonda, i gusti, le tradizioni e i mestieri ormai dimenticati, attraverso visite guidate alle oltre 100 aziende agricole aderenti al circuito regionale.
Tutte le informazioni sulle proposte di Educazione
Alimentare della Regione e delle Province lombarde trovano spazio sul sito www.buonalombardia.it, che contiene una sezione dedicata ai percorsi didattici in materia
di alimentazione e di agricoltura, alle pubblicazioni, agli
eventi, al catalogo delle Fattorie Didattiche.
Regione Lombardia
Ente Regionale
Direzione Generale Agricoltura
per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste
U.O. Sistemi Informativi,
Struttura Promozione
Promozione e Sussidiarietà
dell’agroalimentare regionale
Via Pola 12 - 20124 MILANO
Via Copernico 38 - 20125 MILANO
[email protected]
[email protected]
DOSSIER
per gli adolescenti obesi. L'avere
uno o entrambi i genitori obesi è il
fattore di rischio più importante per
la comparsa dell'obesità in un bambino. Inoltre, se in famiglia c’è almeno
un adulto obeso, i bambini tra i 6 e i
13 anni con problemi di peso sono
ben il 42,1%. I dati crescono nel caso
in cui il livello di istruzione familiare
sia più basso (+ 3% per famiglie con
genitori non laureati e se le risorse
familiari sono più modeste). Ecco
un’altra foto preoccupante prodotta
fatta del resto dall’associazione italiana dei pediatri i quali chiedono alle
aziende produttrici l’obbligo di utilizzare etichette nutrizionali chiare e
dettagliate sui prodotti alimentari
confezionati e di fornire informazioni pubblicitarie non ingannevoli, specialmente quando rivolte ai bambini.
Mentre alle scuole chiedono di “scegliere in modo appropriato gli alimenti nei distributori automatici, di
potenziare l'attività fisica e di favorire iniziative come i campi estivi”,
BAMBINI E ADOLESCENTI CON ECCESSO DI PESO
Classi di età
Maschi
Femmine
10-13
30,9
19,8
6-9
14-17
TOTALE
34,6
33,6
17,3
10,5
26,9
21,2
Fonte: Elaborazione Eurispes su dati dell’International Obesity Task Force.
appena due anni fa. In Italia, secondo
i dati pubblicati dall’ISS e dall’ISTAT,
i dati di cui sopra coinvolgono
soprattutto la fascia di età 6-13 anni
(più maschi che femmine), 1 su 3.
el solo periodo 1994-1999,
oltre a registrare la crescita
della popolazione in sovrappeso (16 milioni), i dati Istat rivelavano
poi che l’obesità, cresciuta di 1/4 in
particolar modo tra i bambini, si collegava a quel 60% di adolescenti che
intanto vantava il privilegio di possedere la televisione nella stanza da
letto e a quel 30% che la guardava
per più di tre ore al giorno, dati peraltro in crescita se al televisore si
aggiunge la diffusione sempre più
capillare dei videogiochi e dei pc
nelle case italiane e nelle stanzette dei
più giovani. Stessa denuncia viene
N
40
avvertenze cui aggiungono alcune
buone regole come quelle di:
Controllare il peso e la statura almeno ogni sei mesi; Fare cinque pasti al
giorno evitando i “fuoripasto”;
Consumare almeno cinque porzioni
di frutta o verdura al giorno; Bere
molta acqua limitando le bevande
zuccherate; Ridurre i grassi a tavola,
in particolare salumi, fritti, condimenti, dolci…
Istituto Auxologico
Italiano – Lazio e Puglia
record a rischio
P
er l’Istituto della Crescita in Età
Pediatrica i dati, ancora più alti,
(35% di soprappeso e 12% di
obesi) offrirebbero indicazioni più
gravi. Meno di 10% gli obesi al di
sotto degli 8 anni; 14-16% tra i 9 e i
13 anni. Dal punto di vista territoriale poi, l’obesità tra gli 8 e i 10 anni,
secondo la Società Italiana di
Nutrizione Umana, in Piemonte
vedrebbe coinvolti 10 bambini su
100, 13 a Milano, 16 nel Nordest, 21 a
Cagliari, 23 in Abruzzo, 24 a Bari e 34
nel Lazio. Del complessivo 12% di
bambini obesi italiani, ben il 28 per
cento dimostra già presente una sindrome metabolica (associazione di
almeno tre fattori tra: obesità, ipertensione, trigliceridi elevati, bassi
valori di colesterolo ‘buono’ HDL,
insulino-resistenza/intolleranza gludicica/diabete), responsabile di gran
parte delle malattie cardiovascolari e
della mortalità ad esse associata: 3
bambini obesi su dieci hanno oltre
all’obesità un’altra alterazione metabolica o una patologia correlata.
“Inoltre – sostiene il professor Viberti
– il 16 per cento dei bambini è portatore di microalbuminuria, un marker
di danno renale e un fattore di rischio
per malattie cardiovascolari e mortalità precoce”.
uello che sta accadendo in
Gran Bretagna è esemplare,
del resto: in un rapporto sull’obesità i medici del Royal Hospital di
Londra e MPS (Medical Protection
Society) hanno reso pubblico come
l’insufficienza cardiaca, causata dall'obesità, ha già ucciso un bambina di
appena tre anni, mentre quattro bambini "soffocati dal loro stesso grasso"
hanno avuto bisogno della respirazione assistita a causa dei disturbi del
sonno causati dall’ostruzione delle
vie aeree dovuti al grasso. Il
Commons Health Committee ha
avvertito che i bambini obesi potrebbero diventare la prima generazione
a morire prima dei loro genitori. Il
rapporto avverte, inoltre, che l'obesità è cresciuta quasi del 400% nel
Q
n. 460
corso degli ultimi 25 anni, con tre
quarti degli adulti obesi o sovrappeso.
I Persuasori occulti
U
n’ultima notazione. Se è vero
che i più piccoli mangiano
male (e di conseguenza ingrassano) fanno riflettere i risultati del
progetto "Children, Obesity and
Associated
Avoidable
Chronic
Diseases” condotto in venti Paesi,
promosso
dall'European
Heart
network e co-finanziato dalla
Commissione europea. Secondo questi infatti “l'81 per cento dei bambini
tra i 6 e i 13 anni chiede ai genitori
acquisti alimentari precisi, proprio
sulla base della stimolazione pubblicitaria. Da qui un appello a genitori,
scuole ed aziende: "i bambini obesi
sono candidati a diventare adulti
arteriosclerotici, con un elevato
rischio di sviluppare in età adulta
infarto, ictus cerebrale, malattie
vascolari. Gli spot in tv rivolti ai bambini in Italia sono circa il 20 per cento
del totale, e 1 su 4 riguarda generi alimentari. In Italia nelle stesse condizioni su un canale commerciale il
numero degli spot nel 2000 era di 25
mila e nel 2004 erano diventati più di
27 mila. La fetta più grossa della
torta pubblicitaria in generale, più di
un quarto, riguarda generi alimentari
di cui circa il 70 per cento è dominato da merendine, bevande zuccherate
e dolciumi. In particolare il 49 per
cento degli spot in onda riguarda cibi
ricchi di grassi e zuccheri.
E solo il 2 per cento frutta e ortaggi. I
dati degli investimenti pubblicitari in
Italia evidenziano che nel 2004 si è
speso più del doppio in pubblicità di
brioche, merendine, biscotti e cereali
zuccherati rispetto che di in frutta e
verdura.
n. 460
Troppo dolci
per essere buoni
110
PRODOTTI SOTTO LA LENTE DI
R
ecentissima l’inchiesta
svolta
da
Altroconsumo, associazione
italiana
indipendente di consumatori, e da altre
sue omologhe europee sulla presenza di zuccheri
aggiunti negli alimenti. Dal momento
che sono stati passati al setaccio oltre
100 alimenti, non si può dire che si
ALTROCONSUMO
tratti di una ricerca che riguardi solo
i consumatori in età scolare. E però
considerando l’alta percentuale di
bibite, snack, merendine e simili
presi in esame va anche detto che
sono proprio i più giovani la clientela
in questo caso più interessata al problema. Gli zuccheri semplici aggiunti
negli alimenti confezionati per
migliorarne il gusto o conservare
meglio il prodotto sono spesso in
eccesso. I consumatori spesso
41
DOSSIER
ignorano l’effettiva quantità di zucchero assunta in una giornata, non
riconoscendo come fonte di zuccheri molti prodotti alimentari.
Risultato: facilmente si supera l’apporto giornaliero consigliato. Le raccomandazioni
dell’INRAN
e
dell’OMS convergono sul limite del
10-15% dell’apporto calorico giornaliero: sono 50 grammi, in pratica
circa dieci cucchiaini di zucchero o
dieci zollette. La quota ovviamente
viene subito sforata se si pensa che
sono ben cinque le zollette presenti
in un bicchiere di bibita gassata,
quasi sei in uno yogurt da bere;
quasi due zollette e mezza in una
porzione di merendina per la colazione; una crostatina che dichiara in
etichetta “senza zucchero (saccarosio) aggiunto” ne contiene in realtà
quasi due zollette. Il peggio però
avviene – contro ogni indicazione
pediatrica – nel campo degli alimenti per l’infanzia. Secondo la ricerca
oltre cinque zollette in una porzione
di nettare di mela, più di quattro in
una confezione di mela grattugiata,
quasi tre zollette e mezzo nella
merenda di frutta ai cereali. Non va
meglio negli omogeneizzati alla frutta, con quasi tre zollette in tutte le
tre diverse marche analizzate.
Attenzione infine anche ai prodotti
diet. Alcuni di questi, senza zucchero, non apportano meno calorie di
quelli normali. La soluzione?
Leggere con attenzione le etichette.
Mentre intanto l’associazione ha già
scritto con urgenza ai ministri della
Salute e delle Attività produttive
affinché invitino l’industria alimentare a rivedere la formulazione dei
propri prodotti, riducendo sensibilmente la quantità di zucchero
aggiunto, soprattutto negli alimenti
per l’infanzia.
42
Cattive abitudini
In Italia numerosi sono gli studi sulle abitudini alimentari dei giovani in
età scolare, più rari quelli che coinvolgono i bambini in età prescolare.
A Brescia, lo studio di 1000 questionari sulla prima colazione di ragazzi
della Scuola Media Inferiore ha messo in rilievo che 1/5 dei ragazzi non
fa regolarmente colazione; la colazione di 2 ragazzi su 5 può definirsi
“inadeguata” e “poco varia” e le colazioni sono in genere consumate
troppo velocemente.
Un’indagine alimentare con il metodo di recall delle 24 ore su una popolazione scolastica di Milano (464 maschi e 398 femmine) di 6,9,12 anni
ha messo in luce che la dieta del bambino milanese è squilibrata nel rapporto calorico globale e nei singoli nutrienti.
I bambini obesi (5.6 % a 6 anni,14.1 % a 9 anni e 15.8 % a 12 anni ) consumano la colazione del mattino in percentuale minore rispetto ai non
obesi.
Molto cambia nella dieta anche in base alla provenienza geografica dei
genitori: nei bambini con entrambi i genitori di origine settentrionale è
maggiore l’assunzione di grassi rispetto ai bambini con genitori di origine meridionale i quali ricorrono ad un maggior apporto di proteine
vegetali rispetto alle proteine animali e un'incidenza di obesità maggiore rispetto ai bambini di origine settentrionale (17.3 % rispetto a 8.3 %).
In merito poi ai bambini americani emerge invece una stretta correlazione tra quantità del tempo che tra i 6 e gli 11 anni un bambino ha passato davanti alla TV e il l’eccesso ponderale in adolescenza.
Da un’analisi del rapporto bambino/TV di 600 ragazzi di età media 12.4
anni è emerso che il 43.2% dei ragazzi mangia qualcosa davanti alla Tv
nel pomeriggio, il 28.1% alla sera, dopo cena.
I cibi consumati sono prevalentemente dolci soprattutto nei bambini più
piccoli. Nei bambini più grandi prevale il consumo di panini, focacce,
crackers, patatine, frutta. A ciò si aggiunga infine la scarsa consapevolezza dell'assunzione di cibo mentre si guarda la TV come rilevato in
altre ricerche sul tema.
n. 460
GRANA PADANO:
IL NUMERO 1.
OGNI GIORNO,
DA MILLE ANNI
GRANA PADANO: mille anni di qualità. Oggi come nel
giorno in cui i monaci benedettini lavorarono la prima
forma. Per essere il formaggio DOP (denominazione di
origine protetta) più consumato nel mondo, un grande
patrimonio italiano fatto di valori autentici.
Il GRANA PADANO nasce secondo un disciplinare rigoroso, solo da latte italiano e munto nella zona di produzione. In ogni chilogrammo racchiude la forza di oltre
15 litri di latte, che lo rendono ricco di proteine ad alto
valore biologico. Cento grammi di formaggio, con 384
calorie, contengono quelle di 200 grammi di carne.
Inoltre abbondano le vitamine - ben sette - ed i sali
minerali.
GRANA PADANO ha uno dei suoi punti di forza nella
stagionatura, per un periodo minimo di nove mesi per
il “fresco” ad un massimo di oltre 20, con punte eccezionali di 32 e perfino 36 mesi. Il sapore è dolce nel formaggio più giovane e si fa più marcato e sapido in
quello più stagionato. E queste qualità rendono il
GRANA PADANO protagonista della cultura gastronomica, celebrato da grandi ristoratori e giovani chef. Da
oltre 50 anni il Consorzio Tutela GRANA PADANO protegge la qualità del formaggio al servizio dei consumatori, lo difende dalle imitazioni e lo fa apprezzare,
anche investendo risorse ingenti in ricerca e sviluppo
attraverso la propria Commissione Scientifica ed in collaborazione con varie università. Inoltre svolge un'intensa attività di informazione dei consumatori sulle
qualità della produzione e sulla necessità di una corretta alimentazione. Con il “Progetto Scuole”, in corso da
anni e articolato dalle materne alle medie inferiori, iniziative appositamente studiate da esperti e sviluppate
insieme ai docenti hanno fatto conoscere ai consumatori più piccoli le caratteristiche del GRANA PADANO, le
differenze con altri prodotti al di fuori delle tutele della
dop e con esse le più importanti regole per una corretta alimentazione. Questa attenzione all'educazione alimentare
è
culminata
nella
creazione
dell'OSSERVATORIO GRANA PADANO, la prima indagine periodica condotta in Italia sugli errori nutrizionali,
realizzata in collaborazione con la Federazione Italiana
medici pediatri e con la Società Italiana di Medicina
Generale. Da un confronto con migliaia di loro pazienti di ogni età, i medici ottengono dati reali e li elaborano, tracciando un quadro aggiornato sulle abitudini alimentari degli italiani.
ECCO PERCHÉ GRANA PADANO È IL NUMERO UNO.
OGNI GIORNO, DA DIECI SECOLI.
DOSSIER
Dire no alla sedentarietà
ALIMENTAZIONE
E SALUTE
N
ella recente pubblicazione
delle
“Linee Guida per la
scuola” predisposte
dal
Ministero
dell’Istruzione,
dell’Università
e
della Ricerca nell’ambito del progetto
“Alimentazione, movimento, stili di
vita: istruzioni per l’uso”, promosso
insieme a Federalimentare al fine di
prevenire l’obesità e di diffondere stili
di vita salutari tra i giovani, sono
state evidenziate, una volta di più, le
strette relazioni esistenti tra alimentazione, movimento e salute.
In quella sede, oltretutto, si è voluto
sottolineare soprattutto il ruolo che
in questo senso possono avere docenti, scuole, istituzioni, famiglie. Il
risultato di questo lavoro è offerto
agli utenti nello spazio on line Essere
& Benessere presente sul sito
Internet del MIUR.
Più che la sola educazione alimentare, è infatti proprio uno stile di vita
nuovo da adottare la chiave per
affrontare il problema, dal momento
che la prima battaglia da vincere que-
44
attività sportiva e motoria.
gni ora di movimento fisico è
in grado di ridurre del 12% il
rischio di obesità”. Il prof.
Giampietro, specialista in medicina
dello sport e scienza dell'alimentazione dell'Università Cattolica di Roma,
del resto precisa che “è bene non solo
far praticare al bambino uno sport
organizzato 2-3 volte a settimana, ma
anche dedicare al gioco attivo almeno un'ora al giorno”, mentre intanto
recenti studi epidemiologici hanno
evidenziato come 3/4 dei ragazzi trascorrano più di due ore al giorno
davanti alla TV, e solo il 50% degli
adolescenti pratica uno sport con
regolarità. Del resto sono gli stessi
pediatri italiani ad avvertire:“i bambini obesi in genere sono bambini
che non fanno moto, che vengono
accompagnati in macchina a scuola,
in palestra o dagli amici, che prendono sempre l’ascensore e che passano
il loro tempo libero davanti alla Tv o
al computer.
utti i bambini dovrebbero fare
attività fisica, giocando o facendo sport”.
A questo si aggiunga qualche cattiva
O
st’oggi pare essere proprio quella
contro la sedentarietà.
E allora ecco il primo motto da portare avanti, a tutte le età, è: Più sport
e più movimento per tutti.
”Il fatto è infatti che, se sul fronte
della corretta alimentazione si sono
fatti dei progressi indiscutibili, non
così è accaduto - afferma il professor
Claudio Maffeis – per la sensibilizzazione dei ragazzi ad una maggiore
T
n. 460
abitudine alimentare diffusa tra i
ragazzi.
Tra queste spiccano:
• una prima colazione scarsa o assente
• spuntini assenti o a base di alimenti a ridotto valore nutritivo
• consumo scarso o nullo di verdure
e frutta
• eccessivo consumo di salumi, cioccolata, barrette, patatine fritte,
caramelle e altri dolci confezionati,
bevande gassate e zuccherate
• spazio eccessivo al fast food all'americana, ricco di alimenti ad elevato contenuto in calorie, grassi
saturi, sale e zuccheri semplici e
poveri in fibra e vitamine.
Se dieta sana e un maggior livello di
attività fisica assieme ad una corretta
alimentazione, povera di grassi, ricca
di carboidrati complessi e abbondan-
PROGRAMMA ASL E SCUOLA MILANO
te di frutta e verdura fresca sono gli
strumenti da porre in evidenza, ben
vengano allora i programmi annuali
come quelli promossi a Milano dalle
locali Asl e che hanno visto coinvolte
scuole, insegnanti e studenti per un
intero anno scolastico. Così non a
caso, all’interno delle singole unità
didattiche spiccano temi come
“conoscere gli alimenti” o “la giornata alimentare”.
Tempi di attuazione
Un anno scolastico (dal giugno al giugno successivo)
1° Unità Didattica
CONOSCERE
GLI ALIMENTI
• Aiutare i bambini a comprendere che gli alimenti contengono nutrienti diversi, ciascuno con specifiche proprietà e tutti
utili all’equilibrio dell’organismo.
• Per fornire ogni nutriente nelle adeguate quantità è importante seguire una dieta varia in termini di qualità degli alimenti, superando la monotonia anche per frutta e verdura.
Unità Didattiche
2° Unità Didattica
LA GIORNATA
ALIMENTARE
3° Unità Didattica
LA FRUTTA
E LE STAGIONI
4° Unità Didattica
LA VERDURA:
FORME E COLORI
Per saperne
di più
Obiettivi
• Educare i bambini a suddividere la giornata alimentare in tre pasti principali e uno o due spuntini
• Educare i bambini a identificare quali alimenti assumere durante il pasto
• Educare i bambini a scegliere gli alimenti più idonei per gli spuntini
• Imparare a conoscere i diversi tipi di frutta e la loro stagionalità
• Incrementare il consumo di frutta, stimolando i bambini a consumare almeno una o meglio due porzioni di frutta al
giorno, variando nella qualità.
• Imparare a conoscere le varie tipologie di verdura
• Incrementare il consumo di verdura, stimolando i bambini a consumarne almeno due porzioni al giorno, variando nella
qualità.
È stato individuato, all’interno del Dipartimento di Prevenzione,
un gruppo di lavoro coordinato dalla dr.ssa Angela Maria Messina
tel 0331 498.465 fax 0331 495.535 e-mail: [email protected]
Via Spagliardi, 19 – 20015 Parabiago – (MI)
n. 460
45
DOSSIER
Obiettivo
Obiettivi generali
Obiettivi specifici
“SCELGO LA MERENDA”
ovvero come scegliere senza dimenticare la nostra salute
• Promuovere nei ragazzi il concetto dello “star bene” anche attraverso l’acquisizione di elementari principi di nutrizione
• Promuovere fin dall’infanzia sane abitudini alimentari quali fattore di prevenzione di patologie cronico degenerative
• Sensibilizzare i ragazzi nei confronti della pubblicità e dei mass-media, stimolando una atteggiamento più consapevole
• Rendere consapevoli i ragazzi della necessità di una alimentazione varia ed equilibrata, in relazione ai bisogni nutrizionali del
proprio corpo ( tali concetti erano già stati affrontati nel percorso didattico realizzato in seconda elementare)
• Aiutare i bambini ad identificare eventuali errori alimentari e metterli in grado di correggerli.
• Valorizzare il consumo di frutta anche come merenda
• Conoscere, attraverso la lettura delle etichette, i prodotti preferiti in questa fascia di età,quali merendine, snacks dolci e salati
• Fornire elementi di educazione al consumo facendo riflettere i bambini sulla interazione tra pubblicità,TV ed alimentazione
Destinatari intermedi Insegnanti
Destinatari finali
Alunni classi V elementari, insegnanti e genitori
Metodologia
Materiali
Formazione
Insegnanti
Valutazione
Restituzione
ai genitori
Risorse
Struttura del progetto
Programmazione
Attuazione
Valutazione
46
Si intende utilizzare il metodo “esperienziale – promozionale” che, promuovendo il coinvolgimento attivo dei destinatari
(ragazzi nel nostro caso) offre maggiori garanzie in termini di acquisizione di modelli comportamentali.
In tal senso si propone di utilizzare durante il percorso tecniche quali:
• raccolta tabulazione e discussione di dati di propria produzione
• assegnazione di compiti come compilare delle schede sulle proprie abitudini alimentari
• svolgimento di attività per aiutare a rielaborare in modo concreto quanto appreso
• test
Manuale tecnico ad uso degli insegnanti “Alimentazione e Nutrizione”;
unità didattiche, schede didattiche, questionari, cd-rom
Due incontri di circa due ore ciascuno, rivolti a tutti gli insegnanti che aderiscono al progetto, su questi contenuti:
• Alimentazione come fattore di salute
• Evoluzione dei consumi alimentari
Sono previste diverse modalità di valutazione:
• di processo
• di gradimento condotta con i docenti in relazione agli obiettivi e alle modalità di svolgimento del percorso
• di efficacia attraverso questionari per gli alunni
Predisposizione di materiale scritto contenente alcune informazioni di base su come deve essere una sana alimentazione
nel bambino in età scolare, prendendo spunto da quanto emerso dal lavoro fatto con le classi.
Personale del Dipartimento di Prevenzione: medici, nutrizionisti, assistenti sanitari e infermieri.
• Progettazione ed incontro degli operatori ASL con gli insegnanti per la presentazione del progetto e del corso di formazione
• Promozione di un corso di formazione per i docenti e messa a disposizione del materiale didattico – informativo con
valutazione del gradimento da parte loro
• Distribuzione e raccolta dei questionari di valutazione
• Lavoro in classe degli insegnanti secondo le unità didattiche proposte
• Intervento degli operatori ASL in classe
• Relazione finale per le famiglie e i docenti con presentazione dei dati raccolti
• Valutazione del progetto
n. 460
Tempi di attuazione
Un anno scolastico (dal giugno al giugno successivo)
1° Unità Didattica
LA GIORNATA ALIMENTARE
• Educare i ragazzi a suddividere la giornata alimentare in tre pasti principali e uno o due spuntini
• Educare i ragazzi a identificare quali alimenti assumere durante il pasto
• Educare i ragazzi a scegliere gli alimenti più idonei per gli spuntini
2°Unità Didattica
LA FRUTTA, LA VERDURA
E LE STAGIONI
• Imparare a conoscere i diversi tipi di frutta e di verdura e la loro stagionalità
• Incrementare il consumo di frutta e verdura, stimolando i ragazzi a consumare almeno una o meglio due
porzioni di verdura al giorno e tre di frutta, variando nella qualità. Un impegno per tutti sarà quello di
portare, per merenda a scuola, la frutta o la verdura almeno una volta alla settimana; per le classi che
hanno già questa abitudine, aumentare la frequenza
3° Unità Didattica
LA MERENDA
• Rendere consapevoli i ragazzi delle motivazioni che spesso portano a scegliere una particolare merenda
• Stimolare un consumo più vario e consapevole delle merende
• Fornire loro le indicazioni necessarie affinché le scelte si orientino anche su merende alternative come la
frutta e la verdura
4° Unità Didattica
PUBBLICITÁ E ETICHETTE
• Fornire elementi di educazione al consumo facendo riflettere i bambini sulla interazione tra pubblicità,TV
ed alimentazione.
• Imparare a leggere un’etichetta
• Rendere consapevoli i ragazzi delle motivazioni che spesso portano a scegliere una particolare merenda
Tempi di attuazione
Un anno scolastico (dal giugno al giugno successivo)
Per saperne di più
È stato individuato, all’interno del Dipartimento di Prevenzione,
un gruppo di lavoro coordinato dalla dr.ssa Angela Maria Messina
tel 0331 498.465 fax 0331 495.535 e-mail: [email protected]
Via Spagliardi, 19 – 20015 Parabiago – (MI)
Unità didattiche
n. 460
Obiettivi
47
DOSSIER
Campagne d’Italia
IL
RECUPERO DI TRADIZIONI E SAPORI DELLA NOSTRA TERRA
tare del resto è tra le priorità del
iù recente e più mirata all’edul recupero delle tradizioni e Ministero della salute fin dal Piano
cazione al gusto ed ai nostri
dei sapori, nonché la stessa sanitario nazionale 2002-2004 quanprodotti tipici la campagna
emergenza relativa all’obe- do esso si è posto il Progetto-obiettisità ed ai rischi connessi ad vo "Promuovere gli stili di vita saluta- nutrizionale, Un piatto di salute, prouna alimentazione scorretta, ri, la prevenzione e la comunicazione mossa da una serie di associazioni di
hanno spinto negli ultimi pubblica sulla salute". Da qui l’istitu- consumatori europee. L’obiettivo
dichiarato quello di potenziare
dieci anni istituzioni enti e
l’informazione nel campo dell’aliassociazioni ad assumersi
mentazione e di sviluppare nuove
l’onere di portare avanti
iniziative di educazione alimenIl problema alimentare è
alcune campagne sul tema,
tare rivolte ai più giovani.
in questo spinti anche da
tra le priorità del Ministero
l relativo manifesto del resto
quanto intanto veniva afferdella Salute che ha istituito
sostiene che “Mangiare in
mandosi anche in sede
modo sano non significa
una commissione con
europea. Fin dal 1992, infataffatto patimenti e restrizioni
ti,
la
Conferenza
programmi di educazione
ma, al contrario, piacere e diverInternazionale
della
alimentare e campagne
timento”. Il logo – neanche a
Nutrizione FAO/OMS tenudirlo – è un “piatto di salute” invidi comunicazione istituzionale
tasi a Roma aveva indicato
tante e colorato. Mangia con
tra gli obiettivi da raggiunfocalizzate soprattutto
gusto,
conserva l'Italia è invece lo
gere, l’eradicazione dei
sui più giovani
slogan ed il titolo studiato per la
disturbi da carenza iodica,
campagna nazionale per il consuche in Italia colpiscono
mo consapevole, promossa dal
circa il 10% della popolazioGruppo parlamentare dei Verdi al
ne. Da qui un campagna indetta dal zione di una Commissione ministeMinistero della Salute fin nel 1997. riale per la nutrizione con program- Senato, in collaborazione con Cna
Gli effetti? Secondo le statistiche, mi di educazione alimentare e cam- Alimentare, Coldiretti, Cia e Slow
non eccezionali. Gli adolescenti infat- pagne di comunicazione istituzionale Food. L'iniziativa intende promuoveti se da una parte continuano a soste- focalizzate soprattutto sui bambini. re quanto meglio possibile i prodotti
nere che: patatine e salatini "non Così come, in accordo con il regionali.
fanno tanto bene alla salute" (85%), Ministero dell'istruzione, dell'univer- Il suo avvio ha visto la pubblicazione
così come le bibite gassate (88.7%), le sità e ricerca sono stati previsti di un primo opuscolo, dedicato al
caramelle (90.7%), il cioccolato momenti formativi e informativi Lazio, che racchiude:
(52.9%) e addirittura gli hamburgers all'interno delle scuole medie anche • tutte le informazioni sui prodotti
tipici e tradizionali (nel complesso,
(75.5%), continuerebbero comunque attraverso la distribuzione di libretti
153 Dop e Igp, 4.100 prodotti tradia stramangiare dolci, hamburger e contenenti le informazioni di base
zionali e 200 presidi di slow Food);
cibi da fast-food. Il problema alimen- per una buona salute.
• le informazioni utili sul come e
I
48
“
P
”
I
n. 460
ISTITUTO
NUTRIZIONALE
CARAPELLI
FONDAZIONE ONLUS
2001: una data da ricordare, perché segna la
nascita dell’Istituto Nutrizionale Carapelli, che si
occupa prevalentemente di ricerche sull’olio extra
vergine di oliva.
La divulgazione, la formazione e la ricerca scientifica infatti sono i principali temi di sviluppo intorno a cui si articola l’attività dell’Istituto
Nutrizionale Carapelli Fondazione Onlus.
Questo prezioso olio è studiato nei diversi ambiti:
chimico, sensoriale, agronomico, tecnologico,
estrattivo, farmacologico, biochimico, con un’attenzione privilegiata all’aspetto nutrizionale.
Accanto all’organizzazione di convegni, seminari,
alla pubblicazione di articoli scientifici e libretti
esplicativi, la Fondazione, per rendere i risultati
della ricerca fruibili non solo nella stretta cerchia
accademica, ma anche ai consumatori, coordina
varie attività collaterali.
A tre anni dalla sua nascita l’Istituto Nutrizionale
Carapelli presenta la sua naturale evoluzione: la
costituzione di una Fondazione ONLUS che si apre
all’esterno ed accoglie al proprio interno altri soggetti della filiera in rappresentanza del mondo
della distribuzione, della produzione e delle
Istituzioni territoriali.
La Fondazione persegue finalità di ricerca scientifica, favorendo l’aumento della conoscenza del
portato nutrizionale dell’olio di oliva nella dieta
alimentare universale, attraverso la divulgazione
e la formazione.
Obiettivo primario è studiare e valorizzare le proprietà nutrizionali dell’extra vergine d’oliva, con
particolare riferimento ai suoi componenti minori,
elementi utili nella protezione dell’organismo
umano dai disturbi cardiovascolari e dalle malattie degenerative legate all’invecchiamento cellulare.
Già da alcuni anni, soprattutto a partire dal 1987,
Carapelli aveva intrecciato preziose collaborazioni
con importanti università italiane e straniere.
Oggi alcuni dei più qualificati nutrizionisti internazionali fanno parte dell’importante comitato
scientifico dell’Istituto Nutrizionale Carapelli e
portano avanti numerose iniziative, finalizzate
alla diffusione di una più vasta cultura nutrizionale, incentrata sugli effetti benefici dell’olio d’oliva.
In particolare l’Istituto Nutrizionale Carapelli è
promotore della “Scuola dell’olio”: un assaggio
guidato per fare esperienza in prima persona
della tecnica dell’assaggio e delle differenze organolettiche di alcuni tipi di oli. Una proposta intelligente per spiegare che l’olio non può essere trattato come prodotto industriale, ma come creazione della natura e dell’uomo.
La “Scuola dell’olio”, dedicata all’assaggio dell’olio
extra vergine di oliva, è aperta a tutti, ai consumatori, alle scuole, agli chef ed agli addetti del
settore e può essere anche itinerante: non è
necessario venire nel cuore del Chianti presso gli
stabilimenti di Carapelli per partecipare a questa
iniziativa, ma come avviene da anni, è la
Fondazione stessa a portare in Italia e nel Mondo
la sua Scuola.
Quest’anno l’Istituto Nutrizionale Carapelli
Fondazione Onlus intende raccontare e spiegare
ai bambini delle scuole elementari e medie inferiori, in maniera chiara ed accattivante, il complesso universo dell’olio extra vergine di oliva
cercando di comunicare quanto sia importante
una corretta alimentazione, nell’ambito della
valorizzazione della cultura mediterranea, specialmente nell’età evolutiva.
www.istitutonutrizionalecarapelli.it
DOSSIER
dove acquistarli, con i recapiti degli
artigiani alimentari di eccellenza.
Tra le caratteristiche del relativo disegno di legge presentato al Senato ci
sono poi un investimento di 100
milioni di euro all'anno, per 3 anni,
per finanziare piani regionali destinati alla protezione e allo sviluppo
delle produzioni tradizionali; l'istituzione del marchio prodotto alimentare tradizionale per i prodotti che non
possono accedere alla protezione
comunitaria; la possibilità per gli enti
locali di assumere partecipazioni nei
Consorzi di Tutela; il contrasto alla
pirateria genetica e alla contraffazione; un credito di imposta a vantaggio
delle imprese e dei consorzi per il
recupero dei costi di certificazione
della qualità.
isale poi allo scorso novembre
la presentazione delle “Linee
Guida per la scuola” predisposte dal Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca nell’ambito del progetto “Alimentazione,
movimento, stili di vita: istruzioni
per l’uso”, promosso insieme a
Federalimentare per la prevenzione
dell’obesità e la diffusione di stili di
vita salutari tra i giovani. Da qui la
nascita dello spazio on line Essere &
Benessere sul sito Internet del MIUR;
e il concorso per le scuole “Il linguaggio del cibo: storia dell’alimentazione
in Italia”, promosso dal Ministero per
i Beni e le Attività Culturali, dal
Ministero
dell’Istruzione,
R
50
dell’Università e della Ricerca e da
Federalimentare.
ante poi le campagne nelle
scuole predisposte ad hoc
anche dal Ministero per le
Politiche Agricole e Forestali e dalla
Direzione Pesca e Acquacoltura. Tra
queste, dopo quelle destinate ad
incentivare il consumo di pesce
azzurro e quella di educazione alimentare contraddistinta dallo slogan
“Tmb - Tu mangia bene”, ricordiamo
le Campagne "Vivere il Mare", (concorsi connessi e iniziative collaterali)
rivolta principalmente agli studenti
delle scuole medie superiori italiane
T
con una sessione internazionale; e
"Marinando", rivolta principalmente
agli studenti delle scuole medie inferiori italiane. È l’Ismea - Istituto di
Servizi per il Mercato Agricolo
Alimentare - Ministero per le
Politiche Agricole e Forestali, comunque, l’interlocutore privilegiato in tal
senso.
roviamo a riassumerlo in breve.
Ad esso si deve per esempio:
Che gusto c'è. Giochiamo con le
cose buone della nostra terra Concorso nazionale sull'educazione
alimentare rivolto ai bambini del
secondo ciclo della scuola elementare
realizzato all'interno del Programma
Interregionale di Comunicazione ed
Educazione Alimentare Cultura che
nutre. Esso ha raggiunto 3.500.000 di
bambini su tutto il territorio nazionale. A supporto del Programma
Cultura che nutre il sito www.culturachenutre.it fornisce informazioni, e
servizi a sostegno dei soggetti istituzionali che si occupano di educazione alimentare. “Destinato all'utenza
scolastica - insegnanti, alunni e altri
attori ed esperti del settore - ma
anche agli amanti della cultura e
della tradizione alimentare italiana e
regionale, è un valido punto di aggregazione sul web anche grazie ad una
rete di 20 siti regionali tra loro integrati e coordinati a livello centrale”.
Altre iniziative da ricordare sono infine La terra delle cose buone Campagna di educazione alimentare
per i bambini del primo ciclo della
scuola elementare, che ha raggiunto
600.000 bambini su tutto il territorio
nazionale; e La fiera delle cose buone
- Campagna di educazione alimentare per i bambini del secondo ciclo
della scuola elementare, che ha raggiunto 600.000 bambini su tutto il
territorio nazionale.
P
n. 460
Junk food obesi si muore
IN USA
È COMINCIATA LA GUERRA AL GRASSO
H
a fatto scalpore la
notizia comparsa
sui giornali americani la scorsa primavera. Il primo
nemico degli Usa
infatti – a parere
degli americani – non è né Saddam
né Bin Laden, ma l'obesità. Come
accaduto già per la campagna contro
il fumo (in America fumare fuori
dalle mura di casa propria è in pratica diventata un’impresa vera e propria) il Paese si accinge ormai ad un
vera e propria battaglia sociale, quella contro l’obesità, il soprappeso, la
cattiva alimentazione: fino ad arrivare al reale anatema sociale contro
certi stili di vita e certe sregolatezze
alimentari e di stili di vita.
A lanciare la crociata contro il grasso
è stato il direttore del Centro dell'università di Yale per gli studi sui
disordini alimentari, il professor
Kelly Brownell, che ha scritto un
libro sull'argomento. Le sole anticipazioni di questo del resto hanno diffuso lo sconcerto nel Paese e nei
media più seguiti dagli americani.
Vale la pena mangiare male e vivere
peggio se sono ben 300mila le persone che muoiono ogni anno negli Usa
per motivi ricollegabili all'obesità?
Quale spesa sociale ha il fatto che
circa il 65% degli americani è sovrappeso e quindi maggiormente esposto
al rischio di malattie vascolari, diabete, artrite e molti tipi di tumore?
Ma se la novità dei dati è sostanzialmente relativa, non lo stesso si potrà
n. 460
migliorare la dieta e promuovere le
attività fisiche della popolazione.
Con il luminare Brownell si sono
schierati del resto in tanti: da
Michael Jacobson, direttore di una
grossa organizzazione di consumatori con sede a Washington; a Marion
Nestle, del dipartimento dell'università di New York per gli studi sulla
nutrizione; fino a Mike Thun dell'associazione americana per le ricerche
sul cancro.
uest’ultimo si è detto del resto
molto contento dell’iniziativa,
dal momento che egli spera di
bissare il successo della campagna
contro il fumo, grazie alla quale il
numero dei fumatori negli Usa è
sceso dal 43% della popolazione nel
1955 al 23% nel 2001. Altre iniziative
dovrebbero infine essere adottate in
merito ai prodotti in vendita presso
le mense pubbliche, scolastiche e
aziendali, con studiate riduzioni di
prezzo per i piatti di verdura e frutta.
I datori di lavoro potrebbero essere
indotti a introdurre gratifiche speciali per chi dimostri di avere perso i
chili di troppo. La campagna contro
l’obesità costerebbe miliardi, ma gli
esperti ritengono che ne varrebbe la
pena considerando le centinaia di
migliaia di vite che potrebbero essere
salvate e gli ingenti costi sanitari che
potrebbero
essere
risparmiati.
Superfluo aggiungere a questo punto
il disappunto e il diffidente sarcasmo
espresso nel frattempo da produttori
e rivenditori del settore alimentare
ipercalorico.
Q
dire del resto per ciò che attiene alle
soluzioni suggerite dal professor
Brownell.
a prima sarebbe costituita dall'introduzione della tassa "junk
food". Grazie a questa infatti
cibi e bevande contenenti troppi zuccheri, grassi e calorie verrebbero tassate in modo particolarmente oneroso rispetto ad altri alimenti, il che fa
peraltro seguito a quanto già avvenuto in altri Stati dell’Unione dove
infatti sono state già applicate imposte speciali sulle bevande gasate e sui
dolci. I proventi di queste tasse finiranno a finanziare progetti per
L
51
DOSSIER
La ricerca al servizio
dei consumatori
PARLA FERDINANDO ROMANO,
L’
INRAN,
Istituto
Nazionale di Ricerca
per gli Alimenti e la
Nutrizione (INRAN)
fondato nel 1999
come riforma del
precedente Istituto
Nazionale della Nutrizione, è un Ente
Pubblico di Ricerca che opera sotto
la vigilanza del Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali ed è
l’ente incaricato per l’Italia di elaborare le “Linee Guida per una Sana
Alimentazione Italiana”, indicazioni
valide per alimentarsi in maniera
equilibrata secondo la nostra tradizione alimentare. A presiederlo è il
professor Ferdinando Romano il
quale, in un momento di grave allarme nel settore dei consumi alimentari (aviaria e non solo), sottolinea una
volta di più il ruolo dell’Istituto “nell’attività di ricerca, di informazione e
di promozione nel campo degli alimenti, della nutrizione, delle tecnologie dell’alimentazione, ai fini della
tutela del consumatore e del miglioramento qualitativo delle produzioni
agro-alimentari”. In particolare,
aumentate dal 1999 le competenze e
le attribuzioni e le competenze
dell’Istituto, l’Inran oggi promuove
ed implementa attività di ricerca con
obiettivi di eccellenza e di rilevanza
strategica in ambito nazionale e
internazionale”.
Professore, converrà con noi che in
52
PRESIDENTE DELL’INRAN
un momento storico caratterizzato
da grande attenzione nei confronti di
qualità e sicurezza, sia legittimo chiedersi di quali fondi e di quanta attenzione goda l’Inran e quale sia il trend
in corso.
Cosa può dirci in proposito?
Inran ha sicuramente maggiore visibilità rispetto al passato.
L’importanza del nostro ruolo
è del resto confermata da quanto
andiamo facendo non solo su mandato del Mipaf ma anche in collaborazione con altri Ministeri: Salute e
Miur, soprattutto”.
Presidente, eppure non crede che
tanto ruolo sia poco noto ai più e
che i consumatori quasi non siano
a conoscenza di questi servizi?
ì, è vero, sono d’accordo. Anche
se sono loro in fin dei conti i
primi destinatari del nostro
lavoro, sia che si parli di ricerca, sia
che si parli di nutrizione, sia che si
parli di qualità. Infatti, oltre a promuovere il prodotto agroalimentare
nazionale, caratterizzandolo e differenziandolo, l’Inran si pone soprattutto l’obiettivo di informare e tutelare il consumatore sul tema della qualità e della sicurezza; di aiutare a
migliorare le abitudini alimentari
della popolazione. Si deve fare di più.
Eppure tutti parlano di tutto. Sui
media si parla sempre più di frequente di sicurezza e sembra che
tutti possano vantare una non ben
chiara autorevolezza nel campo.
L’
S
Con il rischio che ci siano cento
campane e che la gente resti disorientata e spaventata. Non sembra
anche a lei?
ì, direi che è così. Anche con
grosse conseguenze per i nostri
produttori. Del resto se c’è un
obiettivo al quale oggi bisogna puntare con decisione, è proprio quello di
realizzare una maggiore aggregazione tra enti di ricerca ed affini, oggi
invece dispersi tra tanti ministeri e
assolutamente non coordinati tra
loro. Restando al settore alimentazione e nutrizione, pensi ai settori pur
coinvolti nella ricerca all’interno di
Cnr, Enea, Cra: una vera e propria
polverizzazione delle competenze, in
pratica. Io penso che sia nostro dovere mettere la ricerca al servizio dei
cittadini e dei consumatori, creare
delle interfacce con cui sia possibile
dialogare per chi ha delle domande
da porre. Credo ad esempio che
molto si può fare in questo senso con
l’informatica e con la telefonia mobile, per cominciare”. L’Inran - suggerisce il suo presidente - del resto ha
questo mandato specifico. Ha
Consiglio e Commissioni ad hoc,
piani di azione e di coordinamento
con le Aziende Sanitarie e con le
Regioni, un Servizio Consulenza
Alimenti e Nutrizione (SCAN) studiati appunto a questo scopo. È bene
che i cittadini ed i consumatori sappiano e siano informati da chi ha
l’autorità e la competenza per farlo.
S
n. 460
Educazione alla Campagna Amica
L’agricoltura è ambiente, cultura, vita; conoscerla vuol dire stabilire un rapporto con la natura, ma
anche misurarsi con questioni cruciali come la sostenibilità dello sviluppo e il consumo consapevole. I bambini
e i giovanissimi sono i più esposti al rischio di dimenticare cosa sia la campagna, perché visti dalla città i campi
coltivati, le fattorie e i prodotti della terra appaiono ben più distanti di quanto in realtà siano.
Il progetto “Educazione alla Campagna Amica”, su iniziativa di Donne Impresa di Coldiretti, è nato dunque per
far incontrare il mondo della scuola e l’agricoltura, sensibilizzando i ragazzi sui valori della sana alimentazione,
della tutela ambientale, del territorio come luogo d’identità e appartenenza.
Dal 2000 ad oggi ha coinvolto 70 province e oltre 400.000 ragazzi, in prevalenza alunni della scuola elementare.
L’apporto fondamentale degli insegnanti si è concretizzato anche nella partecipazione ai corsi di formazione
organizzati da Coldiretti e riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
L’educazione alimentare è sin dagli esordi il nucleo centrale del progetto; l’obiettivo è accrescere la capacità di
scelta dei “consumatori di domani”, dando loro modo di comparare i processi di produzione e i fattori che
determinano la qualità dei cibi. Coldiretti ha anche realizzato alcune indagini conoscitive sulle abitudini
alimentari dei ragazzi ed una ricerca antropologica sull’immagine dell’agricoltura nei libri di testo: Paola Falteri
“Ho visto i buoi fare il pane”. L’argomento per l’anno scolastico 2006-2007 sarà l’“Energia”, in particolare l’uso
di fonti rinnovabili derivate dall’agricoltura e i suoi effetti sull’ambiente e sulla salubrità dei prodotti.
La formula di “Educazione alla Campagna Amica” prevede lezioni, laboratori del gusto e visite in aziende
agricole o agrituristiche, che garantendo elevati standard di sicurezza e ospitalità, si trasformano in aule
all’aperto. Sono proprio le “Fattorie didattiche” (circa 350, organizzate in reti regionali) il cuore dell’iniziativa
che più di ogni altra qualifica il progetto come strumento di conoscenza diretta e che più suscita l’entusiasmo
dei ragazzi.
Per informazioni: Donne Impresa Coldiretti
Via XXIV Maggio, 43 – 00187 ROMA
Email:[email protected]
DOSSIER
Il proibizionismo non paga
INTERVISTA
A
LAURA ROSSI,
“I dati sono allarmanti, ma da cambiare sono soprattutto gli stili di vita.
Con i bambini no alla demonizzazione
alimentare, sì alla compensazione”
Dottoressa, come valuta gli ultimi
dati su soprappeso ed obesità
infantile in Italia?
llarmanti
indubbiamente,
anche se per noi purtroppo non
costituiscono una novità. I dati
italiani però meritano una riflessione
un po’ meno superficiale del solito. È
vero che viaggiamo intorno al 30%
della popolazione infantile, come o
peggio di altri Paesi Mediterranei
quali la Grecia e la Spagna, il che
farebbe pensare ad una sonora bocciatura della cosiddetta dieta mediterranea; ma è anche vero, del resto,
che questi numeri sono i risultati di
più fattori che vanno letti tutti con
attenzione.
NUTRIZIONISTA INRAN
ma tutto lo stile di vita adottato dai
nostri ragazzi, uno stile di vita sedentario, come è noto.
È d’accordo sul fatto che il livello
di crescita del soprappeso e dell’obesità è ormai più veloce da noi
che negli Usa?
on abbiamo in realtà in Italia
una documentazione storica
così capillare come negli Usa
dove è possibile ricostruire i dati percentuali relativi agli ultimi 40 anni.
Diciamo insomma che il nostro sistema di rilevazione sin qui è stato
diverso (meno organico? Ndr) anche
se il trend è indubbiamente questo.
Di certo quell’11-12% di grave obesità
è un dato preoccupante. Non a caso
sono appena di ritorno da Bruxelles
dove si sta lavorando al Progetto
Europeo Lipgene, nato al fine di studiare le concatenazioni esistenti tra
obesità infantile e patologie metaboliche. La vera prevenzione però –
quella mirata alla stragrande maggioranza dei nostri giovani - va fatta
soprattutto in altre direzioni: quella
dell’educazione al gusto e quella relativa alla promozione dell’attività fisica.
A
N
Ci dica…
n primo luogo non sarebbe serio
pensare che i nostri bambini mangiano davvero secondo i dettami
della dieta mediterranea in senso
stretto, dal momento che nella loro
alimentazione ci sono altre componenti estranee ad essa (snack, merendine e grassi aggiunti) che 50 o 60
anni fa non esistevano nella nostra
dieta tradizionale. In secondo luogo
qui non è in discussione solo quello
che si mangia o la relativa quantità
Ci spieghi…
n effetti oggi i ragazzi frequentano palestre e centri sportivi molto
più che in passato. Eppure questo
sembra non bastare. La scuola e le
I
54
I
strutture scolastiche probabilmente
potrebbero offrire di più, in questo
campo. Ma noi riteniamo che sia
soprattutto in famiglia, nella vita di
tutti i giorni che vadano cambiate le
abitudini. In pratica occorre soprattutto meno sedentarietà. A tutte le
età. Meno ore davanti al video, più
passeggiate, uscire di più, genitori e
figli assieme, per esempio: anche solo
per fare la spesa o per portare fuori il
cane. Muoversi insieme. In quanto
poi all’educazione al gusto, i nutrizionisti oggi non tendono alla demonizzazione di alcun alimento. Anzi.
Bisogna saper indurre senz’altro i più
giovani a dei cambiamenti nell’alimentazione con minore indulgenza
da parte delle madri (i dati parlano
chiaro in questo senso). D’altro canto
si possono promuovere regimi alimentari in cui non manchino verdure, frutta di stagione, legumi anche
grazie a qualche concessione, secondo il metodo della compensazione,
per cui a qualche strappo concesso ai
più piccoli, deve fare seguito uno
scambio che consista nel consumare
“per compensazione” quello che noi
adulti sappiamo essere più utile ai
fini di una corretta alimentazione. Le
abitudini si cambiano, in definitiva,
specie da piccoli. Anche quelle peggiori…
n. 460
e delle loro forme associative, anche
attraverso appropriate iniziative di
comunicazione, ricercando la collaborazione con le Associazioni dei
consumatori; a promuovere percorsi
di educazione alimentare in ambito
scolastico o nelle aziende agricoloalimentari aderenti ai programmi
della Regione, intesi a sviluppare in
modo coordinato attività didattiche,
formative e informative; a promuovere anche in collaborazione con le
Università ed Istituti specializzati,
percorsi formativi e di aggiornamento professionale rivolti ai soggetti
operanti nel campo della ristorazione, dell’alimentazione e dell’educazione alimentare”. Così, le iniziative,
oltre a riguardare genericamente
tutti i cittadini, puntano anche nello
specifico al mondo della scuola.
“Manca nei giovani la consapevolezza
della produzione alimentare e la conoscenza della provenienza degli alimenti – recita il testo regionale – Per queLE INIZIATIVE DELLE REGIONI E DELLE ISTITUZIONI LOCALI sto
motivo la Regione affiancherà alla
tradizionale attività di produzione di
materiale informativo e didattico, progetti che intendono proporre attività ed
esperienze volte a far riscoprire questo
universo culturale. Anche le fattorie
didattiche si inseriscono in questo processo”. Educazione alimentare,
Orientamento
dei
consumi,
Campagne informative e Progetti per
le scuole i passaggi previsti.
ziative prese in questi ultimi anni in Alcune delle cose più significative in
on è mai simpatico sede regionale in tema di educazione
merito sono:
fare classifiche di alimentare. Da questo punto di vista
• Fattorie aperte e fattorie didattiche
merito. E comun- brilla
per
esempio
l’Emilia
Il "Programma di attività per il
que – al di là di Romagna. Ad essa si devono leggi
periodo 2004-2006" vuole promuoqualsiasi malizia locali ad hoc, che puntano infatti “a
vere una maggiore conoscenza della
giornalistica
– definire le linee per l´orientamento
moderna impresa agricola; l´iniziadiciamo pure che la dei consumi e l´educazione alimentativa è rivolta ai consumatori nel
cosa può servire da stimolo... Solo in re; a favorire l´accesso alle informaduplice appuntamento annuale di
questa ottica pertanto riportiamo qui zioni in materia di produzioni e conmaggio e ai più giovani per un’attiuna breve carrellata delle tante ini- sumi alimentari da parte dei cittadini
vità di turismo scolastico.
Le campagne
nelle scuole
N
n. 460
55
DOSSIER
• Progetti "Mangiare insieme" e
"Merenda con gusto"
Per informare e formare adeguatamente studenti, insegnanti e famiglie sulle più valide modalità di alimentazione; individuato un campione sperimentale di circa 100
classi tra materne, elementari,
medie e superiori della Regione.
• Sportello mense bio - Prodotti
Biologici e Ristorazione Collettiva
in Emilia Romagna
In collaborazione con Prober
(Associazione regionale produttori
biologici e biodinamici) per il supporto agli enti pubblici nell’applicazione della LR n.29/02 "Norme per
l´orientamento dei consumi, per l’educazione alimentare e per la qualificazione dei servizi di ristorazione
collettiva"
• SANA - Salone internazionale del
naturale
Partecipazione al SANA a Bologna
• DOCET - idee e materiali per l´educazione e la didattica
Partecipazione a DOCET a Bologna
• Fattorie Aperte - 2005
L´iniziativa vuole avvicinare i cittadini alla conoscenza del territorio e
dei
prodotti
agroalimentari
dell´Emilia-Romagna;
anche
quest´anno si è svolta nelle due
domeniche centrali di maggio, in
tutte le province della regione.
ra le scelte predominanti quella
di dare luogo a lezioni
"Esperienziali" con percorsi
educativi all’interno delle "fattorie
didattiche"; delle "fattorie aperte";
laboratori del gusto e di cucina;
Occasioni di consumo a scuola e
negli ambienti di lavoro. La stessa
regione, poi, in collaborazione con
l’Ismea,
ha
prodotto,
grazie
all’Assessorato all'Agricoltura, Chi si
nasconde in fattoria? Campagna di
T
56
educazione alimentare per la scuola
elementare che ha raggiunto 100.000
bambini; e Pollice Nero all'attacco!,
Campagna di educazione alimentare
per la scuola media inferiore, che ha
raggiunto gli studenti di tutte le
prime medie del territorio regionale.
Anche le altre regioni
però non stanno certo
a guardare
L
a
Regione
Piemonte,
Assessorato
Ambiente
Agricoltura e Qualità e il
Consorzio Agriturismo Piemonte
hanno dato avvio al progetto di
Comunicazione ed Educazione alimentare rivolto agli studenti delle
scuole elementari di Torino e provincia e alle loro famiglie. Il progetto ha
l’obiettivo di avvicinare i ragazzi alla
conoscenza della cultura materiale
del cibo, delle relazioni che intercorrono tra il cibo e il territorio, dei prodotti agricoli e della loro stagionalità,
all’educazione ai valori della ruralità
e alla cultura del mondo rurale. Essa
si articola in incontri con partecipazione ad attività agricole e degustazione di prodotti tipici nelle aziende
agrituristiche, e in corsi di cucina per
i ragazzi con il coinvolgimento delle
famiglie, condotti dagli agricoltori.
In Toscana invece ricordiamo che si
deve all’Assessorato all'Agricoltura
Fu così che al principino venne un
certo languorino, La buona terra, Chi
semina raccoglie. Nell'ambito del
Programma
Interregionale
di
Educazione
e
Comunicazione
Alimentare, la Regione Toscana ha
n. 460
realizzato questa campagna che, con
3 progetti differenti, ha coinvolto le
scuole elementari e medie di tutto il
territorio, facendo lavorare i ragazzi
sul tema del cibo e della sana alimentazione. Diffusione: 16.000 bambini
della scuola elementare e 10.000
ragazzi della scuola media
Comune di Firenze, Assessorato
all'Istruzione - A tavola con
Verdeconiglio, campagna di informazione sull'educazione alimentare e
sull'agricoltura biologica rivolta ai
bambini della scuola elementare. Ha
raggiunto 23.000 bambini del territorio comunale
In Lombardia, la Direzione Generale
Agricoltura ha dato luogo a Ricette a
sorpresa, campagna di educazione
alimentare rivolta ai bambini della
scuola elementare. Ha raggiunto
n. 460
18.000 bambini; nonché a A tavola
con Verdeconiglio, campagna di informazione sull'educazione alimentare
e sull'agricoltura biologica rivolta ai
bambini della scuola elementare, che
ha raggiunto 15.000 bambini del territorio regionale. A Roma ricordiamo
Una cucina coi fiocchi, campagna di
informazione sulla refezione scolastica, distribuita in 100.000 copie alle
famiglie della città di Roma. Ancora
in Toscana poi ricordiamo La frutta
fa salute; Il movimento fa salute;
L'aria aperta fa salute; Divertirsi fa
salute. In Umbria poi brilla in particolare un’iniziativa che, in sede di
corretta alimentazione, mira ad
informare sui rischi connessi all’obesità. Si tratta nello specifico di una
pubblicazione, La “Linea Guida per il
trattamento del sovrappeso e dell’obesità”. Anche Milano infine tra le tante
ha promosso tra le tante la sua campagna, “Una alimentazione sana per
crescere bene”, suddiviso nei due
moduli “Nel Paese del Mangiar Sano”
e “Scelgo la Merenda”, differenziati
per fasce di età essendo rivolti rispettivamente al primo e secondo ciclo
della scuola elementare. Nello specifico si tratta di una serie di progetti
educativi destinati a promuovere corretti comportamenti alimentari fine
nella scuola. Unità didattica differenziate, incontri con le Asl, metodologia esperienziale le carte vincenti del
progetto, cui infine ci piace affiancare quello promosso di recente a
Parma, la Settimana Provinciale
dell’Alimentazione: tradizione ed
innovazione alimentare sul territorio. Temi portanti, tra gli altri, quello
relativo alle tradizioni rurali del
nostro Paese, i rapporti tra Sud e
Nord del mondo anche in fatto di alimentazione, e la biodiversità.
Il cuore
dell’europa
”Bambini, obesità e malattie croniche correlate evitabili” (Children,
obesity and associated avoidable
chronic diseases) è un progetto
promosso da EHN e co-finanziato
dalla Commissione Europea, con
durata da marzo 2004 a ottobre
2006. Il progetto è stato lanciato a
Dublino il 29 aprile 2004, durante
un meeting organizzato dalla
Fondazione Irlandese per il Cuore.
In quella sede il Ministro della
Salute Irlandese, Brian Lenihan,
ha ribadito la priorità assoluta del
problema dell’obesità infantile:
“Dato che un bambino obeso ha il
doppio delle probabilità di diventare un adulto obeso, è fondamentale per la loro salute e per sventare crisi sanitarie future che si
canalizzino delle risorse per prevenire e rispondere all’obesità infantile. Per bloccare l’aumento e
invertire l’incidenza dell’obesità
nei bambini e negli adulti, dobbiamo facilitare l’accesso di tutti a
cibi sani e a una regolare attività
fisica”.
Tim
Lobstein
(International
Association of Consumer Food
Groups) ha rilevato come “In
Europa del Nord il tasso di diffusione di sovrappeso tra i bambini è
del 10-20%, mentre nell’Europa
del Sud siamo intorno 20 -35%.”
Paul Lincoln, direttore del
National Heart Forum, ha dichiarato che ricerche condotte nel
Regno Unito dimostrano che “l’andamento del peso dei bambini cresce in contemporanea con i costi
relativi a ogni tipo di pubblicità
alimentare rivolta ai bambini, che
è cresciuta di sei volte negli ultimi
sei anni a partire dal 1998 e continua a crescere di anno in anno”.
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