con e con la partecipazione di ERSAF Regione Lombardia Coldiretti I.N.R.A.N. IL MESE DELL’EDUCAZIONE ALIMENTARE presenta Comincia a scuola il recupero delle tradizioni e dei sapori del nostro paese, passa sui banchi l’offensiva contro l’obesità infantile e i rischi di una alimentazione scorretta e poco consapevole. Quel che manca nei giovani è proprio la conoscenza della buona cucina italiana, del consumo consapevole e della produzione italiana. Per questo iniziamo un viaggio attraverso le campagne d’Italia, i prodotti tipici e di salute, le iniziative di Regioni e Istituzioni Locali, le fattorie didattiche, la conoscenza dei territori, la qualificazione dei servizi di ristorazione collettiva. 32 A cura di Enzo Cilento n. 460 Perché “Il mese dell'educazione alimentare” è uno dei paradossi più stridenti dei nostri tempi. Accanto a un esercito ancora enorme di bambini e di adulti afflitti dalla malnutrizione, cresce - in tutto il globo - anche il numero degli individui in sovrappeso e degli obesi. Una nuova emergenza, sulla quale si interrogano tra gli altri la Fao e l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Come non chiedersi allora cosa sia accaduto in questi anni al nostro corpo, alle nostre abitudini alimentari, al nostro modo di vivere? Come non interrogarsi sull'alimentazione delle giovani generazioni, le più colpite da questa sorta di pandemia? Tuttoscuola promuove un'iniziativa per parlarne e per cercare di individuare le linee e le emergenze da seguire in campo di educazione: alimentare ed al gusto. Un mese, da metà marzo a metà aprile per approfondire l'argomento, per presentare i progetti e le azioni nel campo dell'educazione alimentare. A partire da questo speciale su “Tuttoscuola”, passando per un sito dedicato al “Mese dell'educazione alimentare” nel sito tuttoscuola.com: una vetrina con tante notizie e informazioni aggiornate quotidianamente e aperta alla raccolta di materiali ed esperienze sull'argomento che ci invierete. E poi le informazioni sulla newsletter settimanale “TuttoscuolaNEWS”. Metteremo al centro i temi dell'alimentazione e della salute, degli stili di vita e delle campagne per migliorarli. Renderemo conto dell'esperienza nel frattempo maturata sul tema dell'educazione alimentare nelle nostre scuole; punteremo l'obiettivo sulle nostre mense scolastiche ed universitarie, sulle relative esperienze pilota e di eccellenza. Invitiamo a segnalarci esperienze e fatti relativi ai temi in questione. Ne parleremo nel sito, che diventerà sempre più un luogo di crescita e di discussione tra gli operatori del settore. In questo contiamo di poterci avvalere delle collaborazioni che via via andremo attivando con le istituzioni preposte, con i produttori e le aziende certificate, con le amministrazioni, le scuole e i centri di ricerca specializzati sul tema della nutrizione e dell'alimentazione. n. 460 33 DOSSIER Giovani e sovrappeso: è allarme mondiale IN ITALIA Q IN SOVRAPPESO ALMENO UN BAMBINO SU TRE uesta sarà la prima generazione mondiale in cui malnutrizione e obesità si troveranno percentualmente appaiate _ assicurano gli esperti inglesi. La prima in cui i più giovani rischiano di non vivere più a lungo dei propri genitori”. Del resto sono sempre più numerosi ed allarmanti i dati mondiali relativi a obesità e sovrappeso. Al punto che non sono pochi coloro che parlano ormai esplicitamente di una vera e propria pandemia. La raccolta dati realizzata per il progetto MONICA (MONItoring of trends and determinants in CArdiovascular diseases study) e realizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) parla chiaro. Nei soli Paesi europei la diffusione dell'obesità è cresciuta tra il 10 e il 40% negli ultimi 10 anni, con oscillazioni medie tra il 10-20% per gli uomini e tra il 10-25% per le donne (l’Italia è ai primi posti peraltro). In Gran Bretagna quasi i due terzi degli uomini adulti e oltre la metà delle donne adulte sono in sovrappeso o sono obesi. In Inghilterra, tra il 1995 e il 2002, l’incidenza dell'obesità è raddoppiata tra i ragazzi passando dal 2,9% al 5,7%, mentre, tra le ragazze è 34 aumentata dal 4,9% al 7,8%. Tra i giovani dai 16 ai 24 anni, cresce dal 5,7% al 9,3%, mentre tra le giovani donne si passa dal 7,7% all’11,6% Da qui l’urgenza con cui si istituisce l’International Obesity Task Force (www.iotf.org). Cifre ed assiomi DATI e DATE - Nel mondo, sono almeno 300 milio- Lazio 1992 7/14 anni 17.7%; Calabria 1994 scuole elementari (6-11 anni) 79% maschi 21% femmine soprappeso Ecco i risultati di alcune inchieste svolte sul tema nel nostro territorio a partire dagli anni 90: Ecco qualche altro dato significativo. A fianco il trend che riguarda i piccoli consumatori Usa. Di seguito infine i risultati di alcune inchieste svolte sul tema nel nostro territorio a partire dagli anni 90: Milano popolazione scolastica 1990 Materne 4.7% Elementari 14.1% Medie inferiori 17.9% Medie superiori 12.4% Inchiesta Maffeis: 4 anni maschi 3.6% femmine 2.0% 8 anni maschi 11.2% femmine 13.3% 10 anni maschi 23.4% femmine 12.7% 12 anni maschi 17.3% femmine 11.9% Veneto 1996 scuole elementari (8-11 anni) 13.5% sovrappeso 20% obesi 7.3% gravi obesi Piemonte 1998 6/15 anni Obesità 9.9% MAX maschi 13-14 anni 16.5% MAX femmine 8-9 anni 16.0% n. 460 ni gli individui obesi, mentre “lo spaventoso numero dei sovrappeso è di circa un miliardo su una popolazione mondiale di 6,5 miliardi”ammonisce l’OMS. Se questo trend si conferma, entro il 2015 i sovrappeso mondiali raggiungeranno il miliardo e mezzo… La grandezza del problema è impressionante” _ dice Catherine Le Galès-Camus, assistente del direttore generale dell’OMS per le malattie non comunicabili e mentali. - Il problema, più serio nell’America del Nord ed in Europa, è diffuso ormai anche in aree dove, in passato, non era presente se non in minima entità (Asia, Giappone e regioni dell’Africa e del Sud America; il Cnr ha appena rilevato la crescita del fenomeno obesità anche nei Paesi in via di sviluppo, così che in India e in Cina esso riguarda il 55% delle donne tra i 20 e i 69 anni). - L’incidenza dell’obesità è raddoppiata in quasi tutti i Paesi, negli ultimi 10 anni; n. 460 - Nell’ultima decade, l’incidenza in Europa è aumentata fino al 50%: più che negli Usa; - Secondo uno studio della “International Obesity Task Force”, circa il 4% di tutti i bambini d’Europa è affetto da obesità (l’Italia è al di sopra della media) e tale percentuale è in marcato aumento; - Si stima che il 2-8% dei costi globali per la sanità sia legato all’obesità. Istruzione e alimentazione T utto ciò mentre un po’ a sorpresa si rileva che l’obesità è inversamente proporzionale al livello di istruzione e di scolarizzazione nonché alle condizioni socio-economiche delle famiglie e delle aree di residenza. Illuminante in tal senso una celebre ricerca pubblicata dall’American Journal of Preventive Medicine. La tesi lega la localizzazione delle catene di fast food e della grande distribuzione a basso costo (più diffuse nei quartieri più poveri di Inghilterra e Scozia. Circa 40.000 ristoranti di questo tipo sono nelle zone più depresse del Paese) e la percentuale di sovrappeso che in quei quartieri infatti più alta che altrove. "I risultati _ secondo Karen Glanz, direttore del Prevention Research Centre alla Emory University di Atlanta _ mostrano che laddove c'è una maggiore diffusione di _ o un accesso più facile a _ cibi a basso costo, generalmente di valore nutritivo basso, lì aumenta sensibilmente anche il numero di obesi e di soprappeso residenti”. Infine, si può dire che a concorrere al dato di oltre 300 milioni di obesi nel mondo, aumentati dal 1987 al 2002 del 5% (15% nei paesi europei) - nei paesi industrializzati sono per la maggior parte i poveri e gli svantaggiati; mentre nei paesi in via di sviluppo - dove essere grassi è uno status symbol - sono le classi sociali più elevate a rischiare l'obesità. Ciccio bello, ma non troppo N on certo più rassicurante la situazione italiana e tanto meno quella che riguarda il rapporto tra obesità ed età scolare. Se sono oltre quaranta milioni gli americani adulti obesi (con l’obesità come prima causa di morte: 300 mila morti all’anno) con i sovrappeso cresciuti del 2 per cento dal 1980, passando dal 33 per cento al 35 per cento della popolazione nel 1999; i dati Istat italiani sono tutt’altro che confortanti. Secondo Istat infatti nel Bel Paese l’obesità nello stesso periodo è aumentata del 25%, anche a causa di un’alimentazione iperca- 35 DOSSIER lorica e della scarsa attività fisica. Da questo punto di vista sono proprio le condizioni dei bambini e dei ragazzi (1-17 anni) a destare maggiore preoccupazione, perché l’obesità infantile è il principale fattore di rischio per lo sviluppo dell’obesità da adulti, come vedremo. Secondo il Ministero della Salute, in Italia infatti, già nel biennio 1999-2000 un bambino su 5 era sovrappeso, tanto che fra gli obesi, il 4% era rappresentato da bambini. Secondo il IV Rapporto sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Eurispes e Telefono Azzurro, nel 2002, “il 36% dei bambini tra i 7 ed i 9 anni era in soprappeso” e "l’Italia, insieme alla Grecia, deteneva il primato di bimbi grassi in Europa". L’obesità infantile colpisce di più nella fascia di età fra i 6 e i 13 anni, cioè proprio i bambini della scuola primaria, e riguarda soprattutto i maschi delle zone meridionali (si veda in proposito "Cnr: Sempre più bambini affetti da obesità", sul circolo didattico di Avellino). osì come secondo lo studio Alimentazione e Sport nei bambini in età scolastica, promosso dalla Coldiretti e dal Miur in collaborazione con le Aziende sanitarie locali e condotto su un campione costituito da diecimila bambini campani fra gli otto e i quattordici anni, il disordine alimentare si esprime in termini di tempi, modi e tipo di cibo consumato, cosicché mentre “due genitori su tre non si arrabbiano con i figli per il modo in cui mangiano, quasi un bambino su due si sente accusato di mangiare troppo. Il 90% dei più giovani mangia poi guardando la televisione, mentre un bambino su quattro non è soddisfatto del proprio corpo”. La stessa fonte rivelerebbe inoltre che la regione con il più alto numero di bambini obesi sareb- C 36 Rischio salute Chi tenda all’obesità fin dall’età infantile, può presentare una serie di conseguenze anche precoci che sono di tipo respiratorio (affaticabilità, apnea notturna); articolare, dovute al carico meccanico (varismo/valgismo degli arti inferiori, ossia gambe ad arco o ad “X”, dolori articolari, mobilità ridotta, piedi piatti), disturbi dell'apparato digerente e di carattere psicologico. I bambini in sovrappeso tendono a sviluppare un rapporto difficile con il proprio corpo e con gli altri bambini – sostengono i pediatri - con conseguente isolamento che spesso si traduce in ulteriori abitudini sedentarie e quindi peggioramento della condizione di salute. Le patologie che si sviluppano sono di natura cardiovascolare (ipertensione, malattie coronariche, tendenza all’infarto), muscolo-scheletrica, respiratoria (apnea nel sonno e problemi respiratori). Inoltre, ci sono maggiori probabilità che si sviluppino condizioni di alterato metabolismo, come il diabete mellito (tipo 2, non insulina dipendente) o l’ipercolesterolemia, l’alterazione delle funzioni riproduttive fino allo sviluppo di tumori (del tratto enterico, del colon, della prostata e del seno). A livello psicologico, la condizione di obesità può stravolgere completamente la vita dei soggetti che ne sono affetti, isolandoli dagli altri, rendendo loro più difficile qualunque tipo di socialità. Alcune fonti interessanti sono costituite da: il sito della campagna sulla corretta alimentazione del Ministero della Salute italiano, con numerosi dati sulla situazione dell’obesità nel nostro paese e sugli interventi che si intende attuare. Childhood obesity: public-health crisis, common sense cure” di Cara B Ebbeling, Dorota B Pawlak, David S Ludwig. The Lancet, 10 agosto 2002, Volume 360 Issue 9331 Page 473. Si tratta di uno studio che passa in rassegna la situazione mondiale e i fattori di rischio riguardanti l’obesità infantile. “Evidence based paediatrics: Evidence based management of childhood obesity” Laurel Edmunds, Elizabeth Waters, and Elizabeth J Elliott, BMJ 2001; 323: 916-919. Uno studio sull’obesità infantile pubblicato sul British Medical Journal il 20 ottobre 2001. n. 460 PREVALENZA DI BAMBINI OBESI AL 95° PERCENTUALE DI BMI (*) Fascia d'età dai 6 agli 11 anni 1976 - 1980 1988 - 1994 1999 - 2000 5% 11% 15,5% dai 12 ai 19 anni be appunto la Campania (36 per cento) mentre il numero più basso è in Valle d’Aosta (14,3 per cento). Nella Regione Lazio, su uno studio compiuto su bambini di III elementare, è risultato in sovrappeso il 30% dei soggetti ed obeso il 15%. I dati vanno comunque generalmente peggiorando scendendo verso il Sud del Paese e si attestano ormai intorno al 30%. Istituzioni ed effetti indesiderati L a prima tra tutte le conseguenze negative non è certo quella, pur importante, di carattere estetico – assicurano gli esperti – anche se pure questo aspetto non è da sottovalutare, considerando il livello di frustrazione e di insoddisfazione che il soprappeso e l’obesità comportano. Ben più gravi infatti sono le malattie croniche (vedi box) cui l’obesità contribuisce a volte in modo determinante. Queste uccidono infatti ogni anno quasi il 60 per cento dei 56.5 milioni di morti all’anno, e costituiscono il 45.9 per cento del carico totale mondiale di malattie. Già solo per questo, l’OMS - per tentare un approccio globale al problema - ha deciso di adottare una “Strategia globale sulla Dieta, Attività fisica e la Salute”, sotto il mandato dell’Assemblea Mondiale della Sanità fin dal maggio 2002, sulla scia delle Linee Guida dell’NIH (National Institute of Health) degli Stati Uniti. E se Italia, Grecia e Spagna sono le più obese in Europa, specie tra i gio- n. 460 7% 11% (*) Per identificare il soprappeso e l'obesità nei bambini e negli adolescenti viene utilizzato il percentile di BMI (Body mass Index, ovvero Indice di massa Corporea). Il BMI si calcola nel modo seguente: BMI = (peso in Kg) / (altezza in centimetri) vanissimi, da noi le malattie conseguenti all'eccesso di peso costano allo Stato circa 22,8 miliardi di euro ogni anno, di cui ben 14,6 (il 64%) in ricoveri ospedalieri. Da qui prima l’idea dell’istituzione di una Commissione ministeriale per la nutrizione allo scopo di implementare programmi di educazione alimentare con campagne di comunicazione istituzionale indirizzate anche ai bambini. Poi il Progetto-obiettivo numero 9 "Promuovere gli stili di vita salutari, la prevenzione e la comunicazione pubblica sulla salute", allo scopo di incoraggiare la popolazione ad adottare un corretto modello alimentare; specie per contrastare il diffondersi dell’obesità infantile legata a regimi alimentari disordinati. Allarme pediatrico 15,3% centile come riferimento dell'obesità. In Italia invece i risultati, ormai quasi pari a quelli Usa, salgono a ritmi ancora più vertiginosi (+25%) mentre da un'indagine promossa dal Ministero della Salute i dati indicano che all'età di 9 anni in città campione di Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Puglia e Calabria è ben il 23,9% dei bambini ad essere in soprappeso ed il 13,6% è già obeso. Anche questa inchiesta conferma la più elevata prevalenza di obesità nelle regioni del sud (16% a Napoli) rispetto al nord (6.9% a Lodi). Sottolineano gli esperti: “Il rischio relativo per un bambino obeso di diventare un adulto o b e s o C ominciamo dal caso simbolo. Negli USA, circa il 15% dei bambini (tra i 6 e gli 11 anni) e il 15,5% degli adolescenti (tra i 12 e i 19 anni) sono obesi. L'aumento dell'obesità tra i giovani americani negli ultimi 20 anni è molto elevato. Almeno un giovane su 10, tra i 6 e i 17 anni, è sovrappeso, l’incidenza dell’obesità tra i bambini è più che raddoppiata negli ultimi 30 anni. L'American Obesity Association utilizza l'85 percentuale del BMI come punto di riferimento per il soprappeso e il 95 per- aumenta con l'età ed è direttamente proporzionale alla gravità dell'eccesso ponderale. Fra i bambini obesi in età prescolare, dal 26 al 41% è obeso da adulto, e fra i bambini in età scolare tale percentuale sale al 69%. Il rischio per i bambini obesi di divenirlo da adulti varia tra 2 e 6,5 volte rispetto ai bambini non obesi. La percentuale di rischio sale all' 83% 37 Educazione Alimentare Le proposte della Regione Lombardia in dal 1978, la Regione Lombardia, attraverso la sua Direzione Generale Agricoltura, programma e coordina iniziative di Educazione Alimentare, rivolte soprattutto agli studenti della scuola dell’obbligo, a insegnanti e genitori, oltre che agli operatori dell’ambito alimentare-didattico. Non mancano tuttavia anche azioni rivolte al cittadino-consumatore e l’obiettivo in tutti i casi è quello di promuovere la “cultura” del cibo. I principi che muovono l’azione regionale rispondono alla necessità di fornire ai giovani e alle loro famiglie le informazioni necessarie per attuare scelte alimentari consapevoli, recuperando i principi di una sana alimentazione, della conoscenza del percorso dalla terra alla tavola, della stagionalità dei prodotti e della tradizione territoriale anche nel mercato globale. Far conoscere l’agricoltura, attraverso la comprensione della relazioni esistenti tra sistemi produttivi, consumi alimentari e territorio; - favorire l’adozione di corretti comportamenti alimentari e nutrizionali, il consumo di prodotti tipici e di qualità, ottenuti nel rispetto dell’ambiente o legati alla tradizione e cultura del territorio rurale; - promuovere la trasversalità dell’Educazione Alimentare, informando sugli aspetti storici, culturali e antropologici F www.buonalombardia.it Realizzato della DG Agricoltura e da UnionCamere Lombardia, promuove i prodotti e i professionisti del comparto agroalimentare. Permette di navigare in modo semplice e veloce in quattro aree tematiche: itinerari tematici: percorsi nell’agroalimentare, ma anche nell’agriturismo, nell’ambiente, nell’arte, nella coltura e nell’artigianato; enogastronomia: dedicato a buongustai e appassionati del turismo enogastronomico; aziende e consorzi: una guida per chi compra e chi vende qualità agro-alimentare lombarda; educazione alimentare: dedicato alle scuole, ai ragazzi e alle famiglie, per imparare, giocare, crescere consapevoli dell’importanza di un’alimentazione di qualità. legati alle produzioni agroalimentari e al loro territorio d’origine: queste le principali linee di indirizzo degli interventi regionali. L’obiettivo è proporre un supporto didattico all’autonoma creatività dei docenti, fornendo strumenti di lavoro che rendano piacevole ai ragazzi la conoscenza di tematiche di grande attualità, quali la filiera produttiva, la sicurezza alimentare, l’agricoltura biologica, la tipicità. azione della Regione si svolge in collaborazione con le undici Amministrazioni Provinciali, che sono i principali punti informativi e attuano sul territorio le diverse iniziative, oltre che con l’Ufficio Scolastico regionale, con l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura, con le organizzazione professionali agricole, i consorzi di tutela, le associazioni dei produttori e dei consumatori. Concretamente la Direzione Generale Agricoltura propone annualmente diversi progetti che coivolgono scuole di vario ordine e grado, pubblica libri, cd, giochi in scatola adatti ad un uso didattico a scuola, ma anche ludico, a casa con gli amici o in famiglia, sostiene il progetto “Fattorie Didattiche”, organizza incontri di aggiornamento per insegnanti e operatori. Di seguito alcuni esempi di progetti sviluppati per l’attuale anno scolastico. L’ enti locali e alle aziende di ristorazione scolastica, “mettendo in rete” tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso il forum di www.mangiamobene.it. n progetto pilota biennale, patrocinato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, dove la parola d’ordine è “più frutta, più verdura!”, per convincere al loro consumo soprattutto i più giovani. Questo attraverso corsi di formazione per insegnanti, visite guidate ad aziende agricole e ai mercati ortofrutticoli, pubblicazioni per imparare a costruire un orto, a cucinare frutta e verdura, per conoscere le strutture degli ortomercati, la diffusione nelle scuole di distributori automatici di carote, pomodorini, mele, uva e cocco in confezioni snack pronte all’uso. U Il Pacco Misterioso. Lombardia-Europa: ragazze e ragazzi in cucina un progetto interdisciplinare, che ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza dei prodotti tipici lombardi sia sul nostro territorio sia all’estero, associando attività di laboratorio di cucina, di educazione alimentare, di lingua straniera con lo studio delle caratteristiche e tradizioni del proprio territorio in confronto a quelle di altri Paesi dell’Unione Europea. 20 classi lombarde sono state abbinate a 20 classi estere di Svezia, Islanda, Germania, Lituania, Serbia, Montenegro e dovranno scambiarsi fra loro, attraverso un filmato girato dai ragazzi, una ricetta dove gli ingredienti sono prodotti tipici dei diversi paesi. È Mangiamo Bene: progettazione partecipate per migliorare gli spazi mensa. n progetto, nato sugli esempi sviluppati nel nord Europa, per ridefinire la qualità degli spazi dove si mangia a scuola, attraverso la “partecipazione” dei bambini che collaborano alla progettazione di mense scolastiche più rispondenti al loro immaginario nell’utilizzo dei materiali per gli arredi, gli impianti, i colori… Questo progetto condurrà alla definizione di Linee Guida utili agli U Dal 2001 la D.G. Agricoltura promuove, in collaborazione con le tre principali Associazioni Agrituristiche, il progetto Fattorie Didattiche, che offre a scolaresche e famiglie la possibilità di scoprire la campagna, l’ambiente che la circonda, i gusti, le tradizioni e i mestieri ormai dimenticati, attraverso visite guidate alle oltre 100 aziende agricole aderenti al circuito regionale. Tutte le informazioni sulle proposte di Educazione Alimentare della Regione e delle Province lombarde trovano spazio sul sito www.buonalombardia.it, che contiene una sezione dedicata ai percorsi didattici in materia di alimentazione e di agricoltura, alle pubblicazioni, agli eventi, al catalogo delle Fattorie Didattiche. Regione Lombardia Ente Regionale Direzione Generale Agricoltura per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste U.O. Sistemi Informativi, Struttura Promozione Promozione e Sussidiarietà dell’agroalimentare regionale Via Pola 12 - 20124 MILANO Via Copernico 38 - 20125 MILANO [email protected] [email protected] DOSSIER per gli adolescenti obesi. L'avere uno o entrambi i genitori obesi è il fattore di rischio più importante per la comparsa dell'obesità in un bambino. Inoltre, se in famiglia c’è almeno un adulto obeso, i bambini tra i 6 e i 13 anni con problemi di peso sono ben il 42,1%. I dati crescono nel caso in cui il livello di istruzione familiare sia più basso (+ 3% per famiglie con genitori non laureati e se le risorse familiari sono più modeste). Ecco un’altra foto preoccupante prodotta fatta del resto dall’associazione italiana dei pediatri i quali chiedono alle aziende produttrici l’obbligo di utilizzare etichette nutrizionali chiare e dettagliate sui prodotti alimentari confezionati e di fornire informazioni pubblicitarie non ingannevoli, specialmente quando rivolte ai bambini. Mentre alle scuole chiedono di “scegliere in modo appropriato gli alimenti nei distributori automatici, di potenziare l'attività fisica e di favorire iniziative come i campi estivi”, BAMBINI E ADOLESCENTI CON ECCESSO DI PESO Classi di età Maschi Femmine 10-13 30,9 19,8 6-9 14-17 TOTALE 34,6 33,6 17,3 10,5 26,9 21,2 Fonte: Elaborazione Eurispes su dati dell’International Obesity Task Force. appena due anni fa. In Italia, secondo i dati pubblicati dall’ISS e dall’ISTAT, i dati di cui sopra coinvolgono soprattutto la fascia di età 6-13 anni (più maschi che femmine), 1 su 3. el solo periodo 1994-1999, oltre a registrare la crescita della popolazione in sovrappeso (16 milioni), i dati Istat rivelavano poi che l’obesità, cresciuta di 1/4 in particolar modo tra i bambini, si collegava a quel 60% di adolescenti che intanto vantava il privilegio di possedere la televisione nella stanza da letto e a quel 30% che la guardava per più di tre ore al giorno, dati peraltro in crescita se al televisore si aggiunge la diffusione sempre più capillare dei videogiochi e dei pc nelle case italiane e nelle stanzette dei più giovani. Stessa denuncia viene N 40 avvertenze cui aggiungono alcune buone regole come quelle di: Controllare il peso e la statura almeno ogni sei mesi; Fare cinque pasti al giorno evitando i “fuoripasto”; Consumare almeno cinque porzioni di frutta o verdura al giorno; Bere molta acqua limitando le bevande zuccherate; Ridurre i grassi a tavola, in particolare salumi, fritti, condimenti, dolci… Istituto Auxologico Italiano – Lazio e Puglia record a rischio P er l’Istituto della Crescita in Età Pediatrica i dati, ancora più alti, (35% di soprappeso e 12% di obesi) offrirebbero indicazioni più gravi. Meno di 10% gli obesi al di sotto degli 8 anni; 14-16% tra i 9 e i 13 anni. Dal punto di vista territoriale poi, l’obesità tra gli 8 e i 10 anni, secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana, in Piemonte vedrebbe coinvolti 10 bambini su 100, 13 a Milano, 16 nel Nordest, 21 a Cagliari, 23 in Abruzzo, 24 a Bari e 34 nel Lazio. Del complessivo 12% di bambini obesi italiani, ben il 28 per cento dimostra già presente una sindrome metabolica (associazione di almeno tre fattori tra: obesità, ipertensione, trigliceridi elevati, bassi valori di colesterolo ‘buono’ HDL, insulino-resistenza/intolleranza gludicica/diabete), responsabile di gran parte delle malattie cardiovascolari e della mortalità ad esse associata: 3 bambini obesi su dieci hanno oltre all’obesità un’altra alterazione metabolica o una patologia correlata. “Inoltre – sostiene il professor Viberti – il 16 per cento dei bambini è portatore di microalbuminuria, un marker di danno renale e un fattore di rischio per malattie cardiovascolari e mortalità precoce”. uello che sta accadendo in Gran Bretagna è esemplare, del resto: in un rapporto sull’obesità i medici del Royal Hospital di Londra e MPS (Medical Protection Society) hanno reso pubblico come l’insufficienza cardiaca, causata dall'obesità, ha già ucciso un bambina di appena tre anni, mentre quattro bambini "soffocati dal loro stesso grasso" hanno avuto bisogno della respirazione assistita a causa dei disturbi del sonno causati dall’ostruzione delle vie aeree dovuti al grasso. Il Commons Health Committee ha avvertito che i bambini obesi potrebbero diventare la prima generazione a morire prima dei loro genitori. Il rapporto avverte, inoltre, che l'obesità è cresciuta quasi del 400% nel Q n. 460 corso degli ultimi 25 anni, con tre quarti degli adulti obesi o sovrappeso. I Persuasori occulti U n’ultima notazione. Se è vero che i più piccoli mangiano male (e di conseguenza ingrassano) fanno riflettere i risultati del progetto "Children, Obesity and Associated Avoidable Chronic Diseases” condotto in venti Paesi, promosso dall'European Heart network e co-finanziato dalla Commissione europea. Secondo questi infatti “l'81 per cento dei bambini tra i 6 e i 13 anni chiede ai genitori acquisti alimentari precisi, proprio sulla base della stimolazione pubblicitaria. Da qui un appello a genitori, scuole ed aziende: "i bambini obesi sono candidati a diventare adulti arteriosclerotici, con un elevato rischio di sviluppare in età adulta infarto, ictus cerebrale, malattie vascolari. Gli spot in tv rivolti ai bambini in Italia sono circa il 20 per cento del totale, e 1 su 4 riguarda generi alimentari. In Italia nelle stesse condizioni su un canale commerciale il numero degli spot nel 2000 era di 25 mila e nel 2004 erano diventati più di 27 mila. La fetta più grossa della torta pubblicitaria in generale, più di un quarto, riguarda generi alimentari di cui circa il 70 per cento è dominato da merendine, bevande zuccherate e dolciumi. In particolare il 49 per cento degli spot in onda riguarda cibi ricchi di grassi e zuccheri. E solo il 2 per cento frutta e ortaggi. I dati degli investimenti pubblicitari in Italia evidenziano che nel 2004 si è speso più del doppio in pubblicità di brioche, merendine, biscotti e cereali zuccherati rispetto che di in frutta e verdura. n. 460 Troppo dolci per essere buoni 110 PRODOTTI SOTTO LA LENTE DI R ecentissima l’inchiesta svolta da Altroconsumo, associazione italiana indipendente di consumatori, e da altre sue omologhe europee sulla presenza di zuccheri aggiunti negli alimenti. Dal momento che sono stati passati al setaccio oltre 100 alimenti, non si può dire che si ALTROCONSUMO tratti di una ricerca che riguardi solo i consumatori in età scolare. E però considerando l’alta percentuale di bibite, snack, merendine e simili presi in esame va anche detto che sono proprio i più giovani la clientela in questo caso più interessata al problema. Gli zuccheri semplici aggiunti negli alimenti confezionati per migliorarne il gusto o conservare meglio il prodotto sono spesso in eccesso. I consumatori spesso 41 DOSSIER ignorano l’effettiva quantità di zucchero assunta in una giornata, non riconoscendo come fonte di zuccheri molti prodotti alimentari. Risultato: facilmente si supera l’apporto giornaliero consigliato. Le raccomandazioni dell’INRAN e dell’OMS convergono sul limite del 10-15% dell’apporto calorico giornaliero: sono 50 grammi, in pratica circa dieci cucchiaini di zucchero o dieci zollette. La quota ovviamente viene subito sforata se si pensa che sono ben cinque le zollette presenti in un bicchiere di bibita gassata, quasi sei in uno yogurt da bere; quasi due zollette e mezza in una porzione di merendina per la colazione; una crostatina che dichiara in etichetta “senza zucchero (saccarosio) aggiunto” ne contiene in realtà quasi due zollette. Il peggio però avviene – contro ogni indicazione pediatrica – nel campo degli alimenti per l’infanzia. Secondo la ricerca oltre cinque zollette in una porzione di nettare di mela, più di quattro in una confezione di mela grattugiata, quasi tre zollette e mezzo nella merenda di frutta ai cereali. Non va meglio negli omogeneizzati alla frutta, con quasi tre zollette in tutte le tre diverse marche analizzate. Attenzione infine anche ai prodotti diet. Alcuni di questi, senza zucchero, non apportano meno calorie di quelli normali. La soluzione? Leggere con attenzione le etichette. Mentre intanto l’associazione ha già scritto con urgenza ai ministri della Salute e delle Attività produttive affinché invitino l’industria alimentare a rivedere la formulazione dei propri prodotti, riducendo sensibilmente la quantità di zucchero aggiunto, soprattutto negli alimenti per l’infanzia. 42 Cattive abitudini In Italia numerosi sono gli studi sulle abitudini alimentari dei giovani in età scolare, più rari quelli che coinvolgono i bambini in età prescolare. A Brescia, lo studio di 1000 questionari sulla prima colazione di ragazzi della Scuola Media Inferiore ha messo in rilievo che 1/5 dei ragazzi non fa regolarmente colazione; la colazione di 2 ragazzi su 5 può definirsi “inadeguata” e “poco varia” e le colazioni sono in genere consumate troppo velocemente. Un’indagine alimentare con il metodo di recall delle 24 ore su una popolazione scolastica di Milano (464 maschi e 398 femmine) di 6,9,12 anni ha messo in luce che la dieta del bambino milanese è squilibrata nel rapporto calorico globale e nei singoli nutrienti. I bambini obesi (5.6 % a 6 anni,14.1 % a 9 anni e 15.8 % a 12 anni ) consumano la colazione del mattino in percentuale minore rispetto ai non obesi. Molto cambia nella dieta anche in base alla provenienza geografica dei genitori: nei bambini con entrambi i genitori di origine settentrionale è maggiore l’assunzione di grassi rispetto ai bambini con genitori di origine meridionale i quali ricorrono ad un maggior apporto di proteine vegetali rispetto alle proteine animali e un'incidenza di obesità maggiore rispetto ai bambini di origine settentrionale (17.3 % rispetto a 8.3 %). In merito poi ai bambini americani emerge invece una stretta correlazione tra quantità del tempo che tra i 6 e gli 11 anni un bambino ha passato davanti alla TV e il l’eccesso ponderale in adolescenza. Da un’analisi del rapporto bambino/TV di 600 ragazzi di età media 12.4 anni è emerso che il 43.2% dei ragazzi mangia qualcosa davanti alla Tv nel pomeriggio, il 28.1% alla sera, dopo cena. I cibi consumati sono prevalentemente dolci soprattutto nei bambini più piccoli. Nei bambini più grandi prevale il consumo di panini, focacce, crackers, patatine, frutta. A ciò si aggiunga infine la scarsa consapevolezza dell'assunzione di cibo mentre si guarda la TV come rilevato in altre ricerche sul tema. n. 460 GRANA PADANO: IL NUMERO 1. OGNI GIORNO, DA MILLE ANNI GRANA PADANO: mille anni di qualità. Oggi come nel giorno in cui i monaci benedettini lavorarono la prima forma. Per essere il formaggio DOP (denominazione di origine protetta) più consumato nel mondo, un grande patrimonio italiano fatto di valori autentici. Il GRANA PADANO nasce secondo un disciplinare rigoroso, solo da latte italiano e munto nella zona di produzione. In ogni chilogrammo racchiude la forza di oltre 15 litri di latte, che lo rendono ricco di proteine ad alto valore biologico. Cento grammi di formaggio, con 384 calorie, contengono quelle di 200 grammi di carne. Inoltre abbondano le vitamine - ben sette - ed i sali minerali. GRANA PADANO ha uno dei suoi punti di forza nella stagionatura, per un periodo minimo di nove mesi per il “fresco” ad un massimo di oltre 20, con punte eccezionali di 32 e perfino 36 mesi. Il sapore è dolce nel formaggio più giovane e si fa più marcato e sapido in quello più stagionato. E queste qualità rendono il GRANA PADANO protagonista della cultura gastronomica, celebrato da grandi ristoratori e giovani chef. Da oltre 50 anni il Consorzio Tutela GRANA PADANO protegge la qualità del formaggio al servizio dei consumatori, lo difende dalle imitazioni e lo fa apprezzare, anche investendo risorse ingenti in ricerca e sviluppo attraverso la propria Commissione Scientifica ed in collaborazione con varie università. Inoltre svolge un'intensa attività di informazione dei consumatori sulle qualità della produzione e sulla necessità di una corretta alimentazione. Con il “Progetto Scuole”, in corso da anni e articolato dalle materne alle medie inferiori, iniziative appositamente studiate da esperti e sviluppate insieme ai docenti hanno fatto conoscere ai consumatori più piccoli le caratteristiche del GRANA PADANO, le differenze con altri prodotti al di fuori delle tutele della dop e con esse le più importanti regole per una corretta alimentazione. Questa attenzione all'educazione alimentare è culminata nella creazione dell'OSSERVATORIO GRANA PADANO, la prima indagine periodica condotta in Italia sugli errori nutrizionali, realizzata in collaborazione con la Federazione Italiana medici pediatri e con la Società Italiana di Medicina Generale. Da un confronto con migliaia di loro pazienti di ogni età, i medici ottengono dati reali e li elaborano, tracciando un quadro aggiornato sulle abitudini alimentari degli italiani. ECCO PERCHÉ GRANA PADANO È IL NUMERO UNO. OGNI GIORNO, DA DIECI SECOLI. DOSSIER Dire no alla sedentarietà ALIMENTAZIONE E SALUTE N ella recente pubblicazione delle “Linee Guida per la scuola” predisposte dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del progetto “Alimentazione, movimento, stili di vita: istruzioni per l’uso”, promosso insieme a Federalimentare al fine di prevenire l’obesità e di diffondere stili di vita salutari tra i giovani, sono state evidenziate, una volta di più, le strette relazioni esistenti tra alimentazione, movimento e salute. In quella sede, oltretutto, si è voluto sottolineare soprattutto il ruolo che in questo senso possono avere docenti, scuole, istituzioni, famiglie. Il risultato di questo lavoro è offerto agli utenti nello spazio on line Essere & Benessere presente sul sito Internet del MIUR. Più che la sola educazione alimentare, è infatti proprio uno stile di vita nuovo da adottare la chiave per affrontare il problema, dal momento che la prima battaglia da vincere que- 44 attività sportiva e motoria. gni ora di movimento fisico è in grado di ridurre del 12% il rischio di obesità”. Il prof. Giampietro, specialista in medicina dello sport e scienza dell'alimentazione dell'Università Cattolica di Roma, del resto precisa che “è bene non solo far praticare al bambino uno sport organizzato 2-3 volte a settimana, ma anche dedicare al gioco attivo almeno un'ora al giorno”, mentre intanto recenti studi epidemiologici hanno evidenziato come 3/4 dei ragazzi trascorrano più di due ore al giorno davanti alla TV, e solo il 50% degli adolescenti pratica uno sport con regolarità. Del resto sono gli stessi pediatri italiani ad avvertire:“i bambini obesi in genere sono bambini che non fanno moto, che vengono accompagnati in macchina a scuola, in palestra o dagli amici, che prendono sempre l’ascensore e che passano il loro tempo libero davanti alla Tv o al computer. utti i bambini dovrebbero fare attività fisica, giocando o facendo sport”. A questo si aggiunga qualche cattiva O st’oggi pare essere proprio quella contro la sedentarietà. E allora ecco il primo motto da portare avanti, a tutte le età, è: Più sport e più movimento per tutti. ”Il fatto è infatti che, se sul fronte della corretta alimentazione si sono fatti dei progressi indiscutibili, non così è accaduto - afferma il professor Claudio Maffeis – per la sensibilizzazione dei ragazzi ad una maggiore T n. 460 abitudine alimentare diffusa tra i ragazzi. Tra queste spiccano: • una prima colazione scarsa o assente • spuntini assenti o a base di alimenti a ridotto valore nutritivo • consumo scarso o nullo di verdure e frutta • eccessivo consumo di salumi, cioccolata, barrette, patatine fritte, caramelle e altri dolci confezionati, bevande gassate e zuccherate • spazio eccessivo al fast food all'americana, ricco di alimenti ad elevato contenuto in calorie, grassi saturi, sale e zuccheri semplici e poveri in fibra e vitamine. Se dieta sana e un maggior livello di attività fisica assieme ad una corretta alimentazione, povera di grassi, ricca di carboidrati complessi e abbondan- PROGRAMMA ASL E SCUOLA MILANO te di frutta e verdura fresca sono gli strumenti da porre in evidenza, ben vengano allora i programmi annuali come quelli promossi a Milano dalle locali Asl e che hanno visto coinvolte scuole, insegnanti e studenti per un intero anno scolastico. Così non a caso, all’interno delle singole unità didattiche spiccano temi come “conoscere gli alimenti” o “la giornata alimentare”. Tempi di attuazione Un anno scolastico (dal giugno al giugno successivo) 1° Unità Didattica CONOSCERE GLI ALIMENTI • Aiutare i bambini a comprendere che gli alimenti contengono nutrienti diversi, ciascuno con specifiche proprietà e tutti utili all’equilibrio dell’organismo. • Per fornire ogni nutriente nelle adeguate quantità è importante seguire una dieta varia in termini di qualità degli alimenti, superando la monotonia anche per frutta e verdura. Unità Didattiche 2° Unità Didattica LA GIORNATA ALIMENTARE 3° Unità Didattica LA FRUTTA E LE STAGIONI 4° Unità Didattica LA VERDURA: FORME E COLORI Per saperne di più Obiettivi • Educare i bambini a suddividere la giornata alimentare in tre pasti principali e uno o due spuntini • Educare i bambini a identificare quali alimenti assumere durante il pasto • Educare i bambini a scegliere gli alimenti più idonei per gli spuntini • Imparare a conoscere i diversi tipi di frutta e la loro stagionalità • Incrementare il consumo di frutta, stimolando i bambini a consumare almeno una o meglio due porzioni di frutta al giorno, variando nella qualità. • Imparare a conoscere le varie tipologie di verdura • Incrementare il consumo di verdura, stimolando i bambini a consumarne almeno due porzioni al giorno, variando nella qualità. È stato individuato, all’interno del Dipartimento di Prevenzione, un gruppo di lavoro coordinato dalla dr.ssa Angela Maria Messina tel 0331 498.465 fax 0331 495.535 e-mail: [email protected] Via Spagliardi, 19 – 20015 Parabiago – (MI) n. 460 45 DOSSIER Obiettivo Obiettivi generali Obiettivi specifici “SCELGO LA MERENDA” ovvero come scegliere senza dimenticare la nostra salute • Promuovere nei ragazzi il concetto dello “star bene” anche attraverso l’acquisizione di elementari principi di nutrizione • Promuovere fin dall’infanzia sane abitudini alimentari quali fattore di prevenzione di patologie cronico degenerative • Sensibilizzare i ragazzi nei confronti della pubblicità e dei mass-media, stimolando una atteggiamento più consapevole • Rendere consapevoli i ragazzi della necessità di una alimentazione varia ed equilibrata, in relazione ai bisogni nutrizionali del proprio corpo ( tali concetti erano già stati affrontati nel percorso didattico realizzato in seconda elementare) • Aiutare i bambini ad identificare eventuali errori alimentari e metterli in grado di correggerli. • Valorizzare il consumo di frutta anche come merenda • Conoscere, attraverso la lettura delle etichette, i prodotti preferiti in questa fascia di età,quali merendine, snacks dolci e salati • Fornire elementi di educazione al consumo facendo riflettere i bambini sulla interazione tra pubblicità,TV ed alimentazione Destinatari intermedi Insegnanti Destinatari finali Alunni classi V elementari, insegnanti e genitori Metodologia Materiali Formazione Insegnanti Valutazione Restituzione ai genitori Risorse Struttura del progetto Programmazione Attuazione Valutazione 46 Si intende utilizzare il metodo “esperienziale – promozionale” che, promuovendo il coinvolgimento attivo dei destinatari (ragazzi nel nostro caso) offre maggiori garanzie in termini di acquisizione di modelli comportamentali. In tal senso si propone di utilizzare durante il percorso tecniche quali: • raccolta tabulazione e discussione di dati di propria produzione • assegnazione di compiti come compilare delle schede sulle proprie abitudini alimentari • svolgimento di attività per aiutare a rielaborare in modo concreto quanto appreso • test Manuale tecnico ad uso degli insegnanti “Alimentazione e Nutrizione”; unità didattiche, schede didattiche, questionari, cd-rom Due incontri di circa due ore ciascuno, rivolti a tutti gli insegnanti che aderiscono al progetto, su questi contenuti: • Alimentazione come fattore di salute • Evoluzione dei consumi alimentari Sono previste diverse modalità di valutazione: • di processo • di gradimento condotta con i docenti in relazione agli obiettivi e alle modalità di svolgimento del percorso • di efficacia attraverso questionari per gli alunni Predisposizione di materiale scritto contenente alcune informazioni di base su come deve essere una sana alimentazione nel bambino in età scolare, prendendo spunto da quanto emerso dal lavoro fatto con le classi. Personale del Dipartimento di Prevenzione: medici, nutrizionisti, assistenti sanitari e infermieri. • Progettazione ed incontro degli operatori ASL con gli insegnanti per la presentazione del progetto e del corso di formazione • Promozione di un corso di formazione per i docenti e messa a disposizione del materiale didattico – informativo con valutazione del gradimento da parte loro • Distribuzione e raccolta dei questionari di valutazione • Lavoro in classe degli insegnanti secondo le unità didattiche proposte • Intervento degli operatori ASL in classe • Relazione finale per le famiglie e i docenti con presentazione dei dati raccolti • Valutazione del progetto n. 460 Tempi di attuazione Un anno scolastico (dal giugno al giugno successivo) 1° Unità Didattica LA GIORNATA ALIMENTARE • Educare i ragazzi a suddividere la giornata alimentare in tre pasti principali e uno o due spuntini • Educare i ragazzi a identificare quali alimenti assumere durante il pasto • Educare i ragazzi a scegliere gli alimenti più idonei per gli spuntini 2°Unità Didattica LA FRUTTA, LA VERDURA E LE STAGIONI • Imparare a conoscere i diversi tipi di frutta e di verdura e la loro stagionalità • Incrementare il consumo di frutta e verdura, stimolando i ragazzi a consumare almeno una o meglio due porzioni di verdura al giorno e tre di frutta, variando nella qualità. Un impegno per tutti sarà quello di portare, per merenda a scuola, la frutta o la verdura almeno una volta alla settimana; per le classi che hanno già questa abitudine, aumentare la frequenza 3° Unità Didattica LA MERENDA • Rendere consapevoli i ragazzi delle motivazioni che spesso portano a scegliere una particolare merenda • Stimolare un consumo più vario e consapevole delle merende • Fornire loro le indicazioni necessarie affinché le scelte si orientino anche su merende alternative come la frutta e la verdura 4° Unità Didattica PUBBLICITÁ E ETICHETTE • Fornire elementi di educazione al consumo facendo riflettere i bambini sulla interazione tra pubblicità,TV ed alimentazione. • Imparare a leggere un’etichetta • Rendere consapevoli i ragazzi delle motivazioni che spesso portano a scegliere una particolare merenda Tempi di attuazione Un anno scolastico (dal giugno al giugno successivo) Per saperne di più È stato individuato, all’interno del Dipartimento di Prevenzione, un gruppo di lavoro coordinato dalla dr.ssa Angela Maria Messina tel 0331 498.465 fax 0331 495.535 e-mail: [email protected] Via Spagliardi, 19 – 20015 Parabiago – (MI) Unità didattiche n. 460 Obiettivi 47 DOSSIER Campagne d’Italia IL RECUPERO DI TRADIZIONI E SAPORI DELLA NOSTRA TERRA tare del resto è tra le priorità del iù recente e più mirata all’edul recupero delle tradizioni e Ministero della salute fin dal Piano cazione al gusto ed ai nostri dei sapori, nonché la stessa sanitario nazionale 2002-2004 quanprodotti tipici la campagna emergenza relativa all’obe- do esso si è posto il Progetto-obiettisità ed ai rischi connessi ad vo "Promuovere gli stili di vita saluta- nutrizionale, Un piatto di salute, prouna alimentazione scorretta, ri, la prevenzione e la comunicazione mossa da una serie di associazioni di hanno spinto negli ultimi pubblica sulla salute". Da qui l’istitu- consumatori europee. L’obiettivo dichiarato quello di potenziare dieci anni istituzioni enti e l’informazione nel campo dell’aliassociazioni ad assumersi mentazione e di sviluppare nuove l’onere di portare avanti iniziative di educazione alimenIl problema alimentare è alcune campagne sul tema, tare rivolte ai più giovani. in questo spinti anche da tra le priorità del Ministero l relativo manifesto del resto quanto intanto veniva afferdella Salute che ha istituito sostiene che “Mangiare in mandosi anche in sede modo sano non significa una commissione con europea. Fin dal 1992, infataffatto patimenti e restrizioni ti, la Conferenza programmi di educazione ma, al contrario, piacere e diverInternazionale della alimentare e campagne timento”. Il logo – neanche a Nutrizione FAO/OMS tenudirlo – è un “piatto di salute” invidi comunicazione istituzionale tasi a Roma aveva indicato tante e colorato. Mangia con tra gli obiettivi da raggiunfocalizzate soprattutto gusto, conserva l'Italia è invece lo gere, l’eradicazione dei sui più giovani slogan ed il titolo studiato per la disturbi da carenza iodica, campagna nazionale per il consuche in Italia colpiscono mo consapevole, promossa dal circa il 10% della popolazioGruppo parlamentare dei Verdi al ne. Da qui un campagna indetta dal zione di una Commissione ministeMinistero della Salute fin nel 1997. riale per la nutrizione con program- Senato, in collaborazione con Cna Gli effetti? Secondo le statistiche, mi di educazione alimentare e cam- Alimentare, Coldiretti, Cia e Slow non eccezionali. Gli adolescenti infat- pagne di comunicazione istituzionale Food. L'iniziativa intende promuoveti se da una parte continuano a soste- focalizzate soprattutto sui bambini. re quanto meglio possibile i prodotti nere che: patatine e salatini "non Così come, in accordo con il regionali. fanno tanto bene alla salute" (85%), Ministero dell'istruzione, dell'univer- Il suo avvio ha visto la pubblicazione così come le bibite gassate (88.7%), le sità e ricerca sono stati previsti di un primo opuscolo, dedicato al caramelle (90.7%), il cioccolato momenti formativi e informativi Lazio, che racchiude: (52.9%) e addirittura gli hamburgers all'interno delle scuole medie anche • tutte le informazioni sui prodotti tipici e tradizionali (nel complesso, (75.5%), continuerebbero comunque attraverso la distribuzione di libretti 153 Dop e Igp, 4.100 prodotti tradia stramangiare dolci, hamburger e contenenti le informazioni di base zionali e 200 presidi di slow Food); cibi da fast-food. Il problema alimen- per una buona salute. • le informazioni utili sul come e I 48 “ P ” I n. 460 ISTITUTO NUTRIZIONALE CARAPELLI FONDAZIONE ONLUS 2001: una data da ricordare, perché segna la nascita dell’Istituto Nutrizionale Carapelli, che si occupa prevalentemente di ricerche sull’olio extra vergine di oliva. La divulgazione, la formazione e la ricerca scientifica infatti sono i principali temi di sviluppo intorno a cui si articola l’attività dell’Istituto Nutrizionale Carapelli Fondazione Onlus. Questo prezioso olio è studiato nei diversi ambiti: chimico, sensoriale, agronomico, tecnologico, estrattivo, farmacologico, biochimico, con un’attenzione privilegiata all’aspetto nutrizionale. Accanto all’organizzazione di convegni, seminari, alla pubblicazione di articoli scientifici e libretti esplicativi, la Fondazione, per rendere i risultati della ricerca fruibili non solo nella stretta cerchia accademica, ma anche ai consumatori, coordina varie attività collaterali. A tre anni dalla sua nascita l’Istituto Nutrizionale Carapelli presenta la sua naturale evoluzione: la costituzione di una Fondazione ONLUS che si apre all’esterno ed accoglie al proprio interno altri soggetti della filiera in rappresentanza del mondo della distribuzione, della produzione e delle Istituzioni territoriali. La Fondazione persegue finalità di ricerca scientifica, favorendo l’aumento della conoscenza del portato nutrizionale dell’olio di oliva nella dieta alimentare universale, attraverso la divulgazione e la formazione. Obiettivo primario è studiare e valorizzare le proprietà nutrizionali dell’extra vergine d’oliva, con particolare riferimento ai suoi componenti minori, elementi utili nella protezione dell’organismo umano dai disturbi cardiovascolari e dalle malattie degenerative legate all’invecchiamento cellulare. Già da alcuni anni, soprattutto a partire dal 1987, Carapelli aveva intrecciato preziose collaborazioni con importanti università italiane e straniere. Oggi alcuni dei più qualificati nutrizionisti internazionali fanno parte dell’importante comitato scientifico dell’Istituto Nutrizionale Carapelli e portano avanti numerose iniziative, finalizzate alla diffusione di una più vasta cultura nutrizionale, incentrata sugli effetti benefici dell’olio d’oliva. In particolare l’Istituto Nutrizionale Carapelli è promotore della “Scuola dell’olio”: un assaggio guidato per fare esperienza in prima persona della tecnica dell’assaggio e delle differenze organolettiche di alcuni tipi di oli. Una proposta intelligente per spiegare che l’olio non può essere trattato come prodotto industriale, ma come creazione della natura e dell’uomo. La “Scuola dell’olio”, dedicata all’assaggio dell’olio extra vergine di oliva, è aperta a tutti, ai consumatori, alle scuole, agli chef ed agli addetti del settore e può essere anche itinerante: non è necessario venire nel cuore del Chianti presso gli stabilimenti di Carapelli per partecipare a questa iniziativa, ma come avviene da anni, è la Fondazione stessa a portare in Italia e nel Mondo la sua Scuola. Quest’anno l’Istituto Nutrizionale Carapelli Fondazione Onlus intende raccontare e spiegare ai bambini delle scuole elementari e medie inferiori, in maniera chiara ed accattivante, il complesso universo dell’olio extra vergine di oliva cercando di comunicare quanto sia importante una corretta alimentazione, nell’ambito della valorizzazione della cultura mediterranea, specialmente nell’età evolutiva. www.istitutonutrizionalecarapelli.it DOSSIER dove acquistarli, con i recapiti degli artigiani alimentari di eccellenza. Tra le caratteristiche del relativo disegno di legge presentato al Senato ci sono poi un investimento di 100 milioni di euro all'anno, per 3 anni, per finanziare piani regionali destinati alla protezione e allo sviluppo delle produzioni tradizionali; l'istituzione del marchio prodotto alimentare tradizionale per i prodotti che non possono accedere alla protezione comunitaria; la possibilità per gli enti locali di assumere partecipazioni nei Consorzi di Tutela; il contrasto alla pirateria genetica e alla contraffazione; un credito di imposta a vantaggio delle imprese e dei consorzi per il recupero dei costi di certificazione della qualità. isale poi allo scorso novembre la presentazione delle “Linee Guida per la scuola” predisposte dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del progetto “Alimentazione, movimento, stili di vita: istruzioni per l’uso”, promosso insieme a Federalimentare per la prevenzione dell’obesità e la diffusione di stili di vita salutari tra i giovani. Da qui la nascita dello spazio on line Essere & Benessere sul sito Internet del MIUR; e il concorso per le scuole “Il linguaggio del cibo: storia dell’alimentazione in Italia”, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Ministero dell’Istruzione, R 50 dell’Università e della Ricerca e da Federalimentare. ante poi le campagne nelle scuole predisposte ad hoc anche dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali e dalla Direzione Pesca e Acquacoltura. Tra queste, dopo quelle destinate ad incentivare il consumo di pesce azzurro e quella di educazione alimentare contraddistinta dallo slogan “Tmb - Tu mangia bene”, ricordiamo le Campagne "Vivere il Mare", (concorsi connessi e iniziative collaterali) rivolta principalmente agli studenti delle scuole medie superiori italiane T con una sessione internazionale; e "Marinando", rivolta principalmente agli studenti delle scuole medie inferiori italiane. È l’Ismea - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare - Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, comunque, l’interlocutore privilegiato in tal senso. roviamo a riassumerlo in breve. Ad esso si deve per esempio: Che gusto c'è. Giochiamo con le cose buone della nostra terra Concorso nazionale sull'educazione alimentare rivolto ai bambini del secondo ciclo della scuola elementare realizzato all'interno del Programma Interregionale di Comunicazione ed Educazione Alimentare Cultura che nutre. Esso ha raggiunto 3.500.000 di bambini su tutto il territorio nazionale. A supporto del Programma Cultura che nutre il sito www.culturachenutre.it fornisce informazioni, e servizi a sostegno dei soggetti istituzionali che si occupano di educazione alimentare. “Destinato all'utenza scolastica - insegnanti, alunni e altri attori ed esperti del settore - ma anche agli amanti della cultura e della tradizione alimentare italiana e regionale, è un valido punto di aggregazione sul web anche grazie ad una rete di 20 siti regionali tra loro integrati e coordinati a livello centrale”. Altre iniziative da ricordare sono infine La terra delle cose buone Campagna di educazione alimentare per i bambini del primo ciclo della scuola elementare, che ha raggiunto 600.000 bambini su tutto il territorio nazionale; e La fiera delle cose buone - Campagna di educazione alimentare per i bambini del secondo ciclo della scuola elementare, che ha raggiunto 600.000 bambini su tutto il territorio nazionale. P n. 460 Junk food obesi si muore IN USA È COMINCIATA LA GUERRA AL GRASSO H a fatto scalpore la notizia comparsa sui giornali americani la scorsa primavera. Il primo nemico degli Usa infatti – a parere degli americani – non è né Saddam né Bin Laden, ma l'obesità. Come accaduto già per la campagna contro il fumo (in America fumare fuori dalle mura di casa propria è in pratica diventata un’impresa vera e propria) il Paese si accinge ormai ad un vera e propria battaglia sociale, quella contro l’obesità, il soprappeso, la cattiva alimentazione: fino ad arrivare al reale anatema sociale contro certi stili di vita e certe sregolatezze alimentari e di stili di vita. A lanciare la crociata contro il grasso è stato il direttore del Centro dell'università di Yale per gli studi sui disordini alimentari, il professor Kelly Brownell, che ha scritto un libro sull'argomento. Le sole anticipazioni di questo del resto hanno diffuso lo sconcerto nel Paese e nei media più seguiti dagli americani. Vale la pena mangiare male e vivere peggio se sono ben 300mila le persone che muoiono ogni anno negli Usa per motivi ricollegabili all'obesità? Quale spesa sociale ha il fatto che circa il 65% degli americani è sovrappeso e quindi maggiormente esposto al rischio di malattie vascolari, diabete, artrite e molti tipi di tumore? Ma se la novità dei dati è sostanzialmente relativa, non lo stesso si potrà n. 460 migliorare la dieta e promuovere le attività fisiche della popolazione. Con il luminare Brownell si sono schierati del resto in tanti: da Michael Jacobson, direttore di una grossa organizzazione di consumatori con sede a Washington; a Marion Nestle, del dipartimento dell'università di New York per gli studi sulla nutrizione; fino a Mike Thun dell'associazione americana per le ricerche sul cancro. uest’ultimo si è detto del resto molto contento dell’iniziativa, dal momento che egli spera di bissare il successo della campagna contro il fumo, grazie alla quale il numero dei fumatori negli Usa è sceso dal 43% della popolazione nel 1955 al 23% nel 2001. Altre iniziative dovrebbero infine essere adottate in merito ai prodotti in vendita presso le mense pubbliche, scolastiche e aziendali, con studiate riduzioni di prezzo per i piatti di verdura e frutta. I datori di lavoro potrebbero essere indotti a introdurre gratifiche speciali per chi dimostri di avere perso i chili di troppo. La campagna contro l’obesità costerebbe miliardi, ma gli esperti ritengono che ne varrebbe la pena considerando le centinaia di migliaia di vite che potrebbero essere salvate e gli ingenti costi sanitari che potrebbero essere risparmiati. Superfluo aggiungere a questo punto il disappunto e il diffidente sarcasmo espresso nel frattempo da produttori e rivenditori del settore alimentare ipercalorico. Q dire del resto per ciò che attiene alle soluzioni suggerite dal professor Brownell. a prima sarebbe costituita dall'introduzione della tassa "junk food". Grazie a questa infatti cibi e bevande contenenti troppi zuccheri, grassi e calorie verrebbero tassate in modo particolarmente oneroso rispetto ad altri alimenti, il che fa peraltro seguito a quanto già avvenuto in altri Stati dell’Unione dove infatti sono state già applicate imposte speciali sulle bevande gasate e sui dolci. I proventi di queste tasse finiranno a finanziare progetti per L 51 DOSSIER La ricerca al servizio dei consumatori PARLA FERDINANDO ROMANO, L’ INRAN, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) fondato nel 1999 come riforma del precedente Istituto Nazionale della Nutrizione, è un Ente Pubblico di Ricerca che opera sotto la vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed è l’ente incaricato per l’Italia di elaborare le “Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana”, indicazioni valide per alimentarsi in maniera equilibrata secondo la nostra tradizione alimentare. A presiederlo è il professor Ferdinando Romano il quale, in un momento di grave allarme nel settore dei consumi alimentari (aviaria e non solo), sottolinea una volta di più il ruolo dell’Istituto “nell’attività di ricerca, di informazione e di promozione nel campo degli alimenti, della nutrizione, delle tecnologie dell’alimentazione, ai fini della tutela del consumatore e del miglioramento qualitativo delle produzioni agro-alimentari”. In particolare, aumentate dal 1999 le competenze e le attribuzioni e le competenze dell’Istituto, l’Inran oggi promuove ed implementa attività di ricerca con obiettivi di eccellenza e di rilevanza strategica in ambito nazionale e internazionale”. Professore, converrà con noi che in 52 PRESIDENTE DELL’INRAN un momento storico caratterizzato da grande attenzione nei confronti di qualità e sicurezza, sia legittimo chiedersi di quali fondi e di quanta attenzione goda l’Inran e quale sia il trend in corso. Cosa può dirci in proposito? Inran ha sicuramente maggiore visibilità rispetto al passato. L’importanza del nostro ruolo è del resto confermata da quanto andiamo facendo non solo su mandato del Mipaf ma anche in collaborazione con altri Ministeri: Salute e Miur, soprattutto”. Presidente, eppure non crede che tanto ruolo sia poco noto ai più e che i consumatori quasi non siano a conoscenza di questi servizi? ì, è vero, sono d’accordo. Anche se sono loro in fin dei conti i primi destinatari del nostro lavoro, sia che si parli di ricerca, sia che si parli di nutrizione, sia che si parli di qualità. Infatti, oltre a promuovere il prodotto agroalimentare nazionale, caratterizzandolo e differenziandolo, l’Inran si pone soprattutto l’obiettivo di informare e tutelare il consumatore sul tema della qualità e della sicurezza; di aiutare a migliorare le abitudini alimentari della popolazione. Si deve fare di più. Eppure tutti parlano di tutto. Sui media si parla sempre più di frequente di sicurezza e sembra che tutti possano vantare una non ben chiara autorevolezza nel campo. L’ S Con il rischio che ci siano cento campane e che la gente resti disorientata e spaventata. Non sembra anche a lei? ì, direi che è così. Anche con grosse conseguenze per i nostri produttori. Del resto se c’è un obiettivo al quale oggi bisogna puntare con decisione, è proprio quello di realizzare una maggiore aggregazione tra enti di ricerca ed affini, oggi invece dispersi tra tanti ministeri e assolutamente non coordinati tra loro. Restando al settore alimentazione e nutrizione, pensi ai settori pur coinvolti nella ricerca all’interno di Cnr, Enea, Cra: una vera e propria polverizzazione delle competenze, in pratica. Io penso che sia nostro dovere mettere la ricerca al servizio dei cittadini e dei consumatori, creare delle interfacce con cui sia possibile dialogare per chi ha delle domande da porre. Credo ad esempio che molto si può fare in questo senso con l’informatica e con la telefonia mobile, per cominciare”. L’Inran - suggerisce il suo presidente - del resto ha questo mandato specifico. Ha Consiglio e Commissioni ad hoc, piani di azione e di coordinamento con le Aziende Sanitarie e con le Regioni, un Servizio Consulenza Alimenti e Nutrizione (SCAN) studiati appunto a questo scopo. È bene che i cittadini ed i consumatori sappiano e siano informati da chi ha l’autorità e la competenza per farlo. S n. 460 Educazione alla Campagna Amica L’agricoltura è ambiente, cultura, vita; conoscerla vuol dire stabilire un rapporto con la natura, ma anche misurarsi con questioni cruciali come la sostenibilità dello sviluppo e il consumo consapevole. I bambini e i giovanissimi sono i più esposti al rischio di dimenticare cosa sia la campagna, perché visti dalla città i campi coltivati, le fattorie e i prodotti della terra appaiono ben più distanti di quanto in realtà siano. Il progetto “Educazione alla Campagna Amica”, su iniziativa di Donne Impresa di Coldiretti, è nato dunque per far incontrare il mondo della scuola e l’agricoltura, sensibilizzando i ragazzi sui valori della sana alimentazione, della tutela ambientale, del territorio come luogo d’identità e appartenenza. Dal 2000 ad oggi ha coinvolto 70 province e oltre 400.000 ragazzi, in prevalenza alunni della scuola elementare. L’apporto fondamentale degli insegnanti si è concretizzato anche nella partecipazione ai corsi di formazione organizzati da Coldiretti e riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’educazione alimentare è sin dagli esordi il nucleo centrale del progetto; l’obiettivo è accrescere la capacità di scelta dei “consumatori di domani”, dando loro modo di comparare i processi di produzione e i fattori che determinano la qualità dei cibi. Coldiretti ha anche realizzato alcune indagini conoscitive sulle abitudini alimentari dei ragazzi ed una ricerca antropologica sull’immagine dell’agricoltura nei libri di testo: Paola Falteri “Ho visto i buoi fare il pane”. L’argomento per l’anno scolastico 2006-2007 sarà l’“Energia”, in particolare l’uso di fonti rinnovabili derivate dall’agricoltura e i suoi effetti sull’ambiente e sulla salubrità dei prodotti. La formula di “Educazione alla Campagna Amica” prevede lezioni, laboratori del gusto e visite in aziende agricole o agrituristiche, che garantendo elevati standard di sicurezza e ospitalità, si trasformano in aule all’aperto. Sono proprio le “Fattorie didattiche” (circa 350, organizzate in reti regionali) il cuore dell’iniziativa che più di ogni altra qualifica il progetto come strumento di conoscenza diretta e che più suscita l’entusiasmo dei ragazzi. Per informazioni: Donne Impresa Coldiretti Via XXIV Maggio, 43 – 00187 ROMA Email:[email protected] DOSSIER Il proibizionismo non paga INTERVISTA A LAURA ROSSI, “I dati sono allarmanti, ma da cambiare sono soprattutto gli stili di vita. Con i bambini no alla demonizzazione alimentare, sì alla compensazione” Dottoressa, come valuta gli ultimi dati su soprappeso ed obesità infantile in Italia? llarmanti indubbiamente, anche se per noi purtroppo non costituiscono una novità. I dati italiani però meritano una riflessione un po’ meno superficiale del solito. È vero che viaggiamo intorno al 30% della popolazione infantile, come o peggio di altri Paesi Mediterranei quali la Grecia e la Spagna, il che farebbe pensare ad una sonora bocciatura della cosiddetta dieta mediterranea; ma è anche vero, del resto, che questi numeri sono i risultati di più fattori che vanno letti tutti con attenzione. NUTRIZIONISTA INRAN ma tutto lo stile di vita adottato dai nostri ragazzi, uno stile di vita sedentario, come è noto. È d’accordo sul fatto che il livello di crescita del soprappeso e dell’obesità è ormai più veloce da noi che negli Usa? on abbiamo in realtà in Italia una documentazione storica così capillare come negli Usa dove è possibile ricostruire i dati percentuali relativi agli ultimi 40 anni. Diciamo insomma che il nostro sistema di rilevazione sin qui è stato diverso (meno organico? Ndr) anche se il trend è indubbiamente questo. Di certo quell’11-12% di grave obesità è un dato preoccupante. Non a caso sono appena di ritorno da Bruxelles dove si sta lavorando al Progetto Europeo Lipgene, nato al fine di studiare le concatenazioni esistenti tra obesità infantile e patologie metaboliche. La vera prevenzione però – quella mirata alla stragrande maggioranza dei nostri giovani - va fatta soprattutto in altre direzioni: quella dell’educazione al gusto e quella relativa alla promozione dell’attività fisica. A N Ci dica… n primo luogo non sarebbe serio pensare che i nostri bambini mangiano davvero secondo i dettami della dieta mediterranea in senso stretto, dal momento che nella loro alimentazione ci sono altre componenti estranee ad essa (snack, merendine e grassi aggiunti) che 50 o 60 anni fa non esistevano nella nostra dieta tradizionale. In secondo luogo qui non è in discussione solo quello che si mangia o la relativa quantità Ci spieghi… n effetti oggi i ragazzi frequentano palestre e centri sportivi molto più che in passato. Eppure questo sembra non bastare. La scuola e le I 54 I strutture scolastiche probabilmente potrebbero offrire di più, in questo campo. Ma noi riteniamo che sia soprattutto in famiglia, nella vita di tutti i giorni che vadano cambiate le abitudini. In pratica occorre soprattutto meno sedentarietà. A tutte le età. Meno ore davanti al video, più passeggiate, uscire di più, genitori e figli assieme, per esempio: anche solo per fare la spesa o per portare fuori il cane. Muoversi insieme. In quanto poi all’educazione al gusto, i nutrizionisti oggi non tendono alla demonizzazione di alcun alimento. Anzi. Bisogna saper indurre senz’altro i più giovani a dei cambiamenti nell’alimentazione con minore indulgenza da parte delle madri (i dati parlano chiaro in questo senso). D’altro canto si possono promuovere regimi alimentari in cui non manchino verdure, frutta di stagione, legumi anche grazie a qualche concessione, secondo il metodo della compensazione, per cui a qualche strappo concesso ai più piccoli, deve fare seguito uno scambio che consista nel consumare “per compensazione” quello che noi adulti sappiamo essere più utile ai fini di una corretta alimentazione. Le abitudini si cambiano, in definitiva, specie da piccoli. Anche quelle peggiori… n. 460 e delle loro forme associative, anche attraverso appropriate iniziative di comunicazione, ricercando la collaborazione con le Associazioni dei consumatori; a promuovere percorsi di educazione alimentare in ambito scolastico o nelle aziende agricoloalimentari aderenti ai programmi della Regione, intesi a sviluppare in modo coordinato attività didattiche, formative e informative; a promuovere anche in collaborazione con le Università ed Istituti specializzati, percorsi formativi e di aggiornamento professionale rivolti ai soggetti operanti nel campo della ristorazione, dell’alimentazione e dell’educazione alimentare”. Così, le iniziative, oltre a riguardare genericamente tutti i cittadini, puntano anche nello specifico al mondo della scuola. “Manca nei giovani la consapevolezza della produzione alimentare e la conoscenza della provenienza degli alimenti – recita il testo regionale – Per queLE INIZIATIVE DELLE REGIONI E DELLE ISTITUZIONI LOCALI sto motivo la Regione affiancherà alla tradizionale attività di produzione di materiale informativo e didattico, progetti che intendono proporre attività ed esperienze volte a far riscoprire questo universo culturale. Anche le fattorie didattiche si inseriscono in questo processo”. Educazione alimentare, Orientamento dei consumi, Campagne informative e Progetti per le scuole i passaggi previsti. ziative prese in questi ultimi anni in Alcune delle cose più significative in on è mai simpatico sede regionale in tema di educazione merito sono: fare classifiche di alimentare. Da questo punto di vista • Fattorie aperte e fattorie didattiche merito. E comun- brilla per esempio l’Emilia Il "Programma di attività per il que – al di là di Romagna. Ad essa si devono leggi periodo 2004-2006" vuole promuoqualsiasi malizia locali ad hoc, che puntano infatti “a vere una maggiore conoscenza della giornalistica – definire le linee per l´orientamento moderna impresa agricola; l´iniziadiciamo pure che la dei consumi e l´educazione alimentativa è rivolta ai consumatori nel cosa può servire da stimolo... Solo in re; a favorire l´accesso alle informaduplice appuntamento annuale di questa ottica pertanto riportiamo qui zioni in materia di produzioni e conmaggio e ai più giovani per un’attiuna breve carrellata delle tante ini- sumi alimentari da parte dei cittadini vità di turismo scolastico. Le campagne nelle scuole N n. 460 55 DOSSIER • Progetti "Mangiare insieme" e "Merenda con gusto" Per informare e formare adeguatamente studenti, insegnanti e famiglie sulle più valide modalità di alimentazione; individuato un campione sperimentale di circa 100 classi tra materne, elementari, medie e superiori della Regione. • Sportello mense bio - Prodotti Biologici e Ristorazione Collettiva in Emilia Romagna In collaborazione con Prober (Associazione regionale produttori biologici e biodinamici) per il supporto agli enti pubblici nell’applicazione della LR n.29/02 "Norme per l´orientamento dei consumi, per l’educazione alimentare e per la qualificazione dei servizi di ristorazione collettiva" • SANA - Salone internazionale del naturale Partecipazione al SANA a Bologna • DOCET - idee e materiali per l´educazione e la didattica Partecipazione a DOCET a Bologna • Fattorie Aperte - 2005 L´iniziativa vuole avvicinare i cittadini alla conoscenza del territorio e dei prodotti agroalimentari dell´Emilia-Romagna; anche quest´anno si è svolta nelle due domeniche centrali di maggio, in tutte le province della regione. ra le scelte predominanti quella di dare luogo a lezioni "Esperienziali" con percorsi educativi all’interno delle "fattorie didattiche"; delle "fattorie aperte"; laboratori del gusto e di cucina; Occasioni di consumo a scuola e negli ambienti di lavoro. La stessa regione, poi, in collaborazione con l’Ismea, ha prodotto, grazie all’Assessorato all'Agricoltura, Chi si nasconde in fattoria? Campagna di T 56 educazione alimentare per la scuola elementare che ha raggiunto 100.000 bambini; e Pollice Nero all'attacco!, Campagna di educazione alimentare per la scuola media inferiore, che ha raggiunto gli studenti di tutte le prime medie del territorio regionale. Anche le altre regioni però non stanno certo a guardare L a Regione Piemonte, Assessorato Ambiente Agricoltura e Qualità e il Consorzio Agriturismo Piemonte hanno dato avvio al progetto di Comunicazione ed Educazione alimentare rivolto agli studenti delle scuole elementari di Torino e provincia e alle loro famiglie. Il progetto ha l’obiettivo di avvicinare i ragazzi alla conoscenza della cultura materiale del cibo, delle relazioni che intercorrono tra il cibo e il territorio, dei prodotti agricoli e della loro stagionalità, all’educazione ai valori della ruralità e alla cultura del mondo rurale. Essa si articola in incontri con partecipazione ad attività agricole e degustazione di prodotti tipici nelle aziende agrituristiche, e in corsi di cucina per i ragazzi con il coinvolgimento delle famiglie, condotti dagli agricoltori. In Toscana invece ricordiamo che si deve all’Assessorato all'Agricoltura Fu così che al principino venne un certo languorino, La buona terra, Chi semina raccoglie. Nell'ambito del Programma Interregionale di Educazione e Comunicazione Alimentare, la Regione Toscana ha n. 460 realizzato questa campagna che, con 3 progetti differenti, ha coinvolto le scuole elementari e medie di tutto il territorio, facendo lavorare i ragazzi sul tema del cibo e della sana alimentazione. Diffusione: 16.000 bambini della scuola elementare e 10.000 ragazzi della scuola media Comune di Firenze, Assessorato all'Istruzione - A tavola con Verdeconiglio, campagna di informazione sull'educazione alimentare e sull'agricoltura biologica rivolta ai bambini della scuola elementare. Ha raggiunto 23.000 bambini del territorio comunale In Lombardia, la Direzione Generale Agricoltura ha dato luogo a Ricette a sorpresa, campagna di educazione alimentare rivolta ai bambini della scuola elementare. Ha raggiunto n. 460 18.000 bambini; nonché a A tavola con Verdeconiglio, campagna di informazione sull'educazione alimentare e sull'agricoltura biologica rivolta ai bambini della scuola elementare, che ha raggiunto 15.000 bambini del territorio regionale. A Roma ricordiamo Una cucina coi fiocchi, campagna di informazione sulla refezione scolastica, distribuita in 100.000 copie alle famiglie della città di Roma. Ancora in Toscana poi ricordiamo La frutta fa salute; Il movimento fa salute; L'aria aperta fa salute; Divertirsi fa salute. In Umbria poi brilla in particolare un’iniziativa che, in sede di corretta alimentazione, mira ad informare sui rischi connessi all’obesità. Si tratta nello specifico di una pubblicazione, La “Linea Guida per il trattamento del sovrappeso e dell’obesità”. Anche Milano infine tra le tante ha promosso tra le tante la sua campagna, “Una alimentazione sana per crescere bene”, suddiviso nei due moduli “Nel Paese del Mangiar Sano” e “Scelgo la Merenda”, differenziati per fasce di età essendo rivolti rispettivamente al primo e secondo ciclo della scuola elementare. Nello specifico si tratta di una serie di progetti educativi destinati a promuovere corretti comportamenti alimentari fine nella scuola. Unità didattica differenziate, incontri con le Asl, metodologia esperienziale le carte vincenti del progetto, cui infine ci piace affiancare quello promosso di recente a Parma, la Settimana Provinciale dell’Alimentazione: tradizione ed innovazione alimentare sul territorio. Temi portanti, tra gli altri, quello relativo alle tradizioni rurali del nostro Paese, i rapporti tra Sud e Nord del mondo anche in fatto di alimentazione, e la biodiversità. Il cuore dell’europa ”Bambini, obesità e malattie croniche correlate evitabili” (Children, obesity and associated avoidable chronic diseases) è un progetto promosso da EHN e co-finanziato dalla Commissione Europea, con durata da marzo 2004 a ottobre 2006. Il progetto è stato lanciato a Dublino il 29 aprile 2004, durante un meeting organizzato dalla Fondazione Irlandese per il Cuore. In quella sede il Ministro della Salute Irlandese, Brian Lenihan, ha ribadito la priorità assoluta del problema dell’obesità infantile: “Dato che un bambino obeso ha il doppio delle probabilità di diventare un adulto obeso, è fondamentale per la loro salute e per sventare crisi sanitarie future che si canalizzino delle risorse per prevenire e rispondere all’obesità infantile. Per bloccare l’aumento e invertire l’incidenza dell’obesità nei bambini e negli adulti, dobbiamo facilitare l’accesso di tutti a cibi sani e a una regolare attività fisica”. Tim Lobstein (International Association of Consumer Food Groups) ha rilevato come “In Europa del Nord il tasso di diffusione di sovrappeso tra i bambini è del 10-20%, mentre nell’Europa del Sud siamo intorno 20 -35%.” Paul Lincoln, direttore del National Heart Forum, ha dichiarato che ricerche condotte nel Regno Unito dimostrano che “l’andamento del peso dei bambini cresce in contemporanea con i costi relativi a ogni tipo di pubblicità alimentare rivolta ai bambini, che è cresciuta di sei volte negli ultimi sei anni a partire dal 1998 e continua a crescere di anno in anno”. 57