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REV. 3 Del. 23 - 02 - 2011
“BANCA DEL LATTE
UMANO DONATO”
di Cesena
presso la Terapia Intensiva
Pediatrica e Neonatale
dell’ Ospedale M. Bufalini.
Per maggiori informazioni
contattare il numero:
0547/394362
Nel 1962, presso l’ospedale Bufalini
di Cesena, è stata istituita una
“BANCA DEL LATTE UMANO”.
La Banca del Latte è un centro
adibito alla raccolta, selezione,
trattamento e distribuzione del
latte umano offerto da “donatrici
volontarie” selezionate con molta
cura.
Rappresenta un punto di raccolta del
latte donato e distribuito ai neonati
che ne abbiano necessità ricoverati
in Terapia Intensiva Neonatale.
Il latte umano viene utilizzato per il suo potere nutrizionale e
per le sue proprietà terapeutiche perché numerose evidenze
scientifiche ne dimostrano i vantaggi per la crescita ed il
normale sviluppo del neonato. Le mamme dei bimbi prematuri
che non abbiano sufficiente latte oppure non fossero idonee
all’allattamento o nel caso in cui il bambino presentasse gravi
patologie, potranno ricorrere alla Banca del Latte per poter beneficiare gratuitamente di questa protezione naturale.
IMPORTANZA DEL LATTE UMANO
Il latte umano per la sua composizione è stato definito oltre
che un alimento, un sistema biologico con nutrienti essenziali,
componenti enzimatiche, ormonali, fattori di crescita ed antiinfettivi lo rendono un alimento unico ed inimitabile.
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Esistono delle situazioni in cui il latte di donna diviene
indispensabile non solo per il suo potere nutrizionale,ma anche
per le sue proprietà terapeutiche.
L’uso del latte umano risulta quindi essenziale per il suo potere
anti-infettivo (presenza di lattobacilli, componenti del sistema
immunitario, lattoferrina, transferrina etc.) nei bambini che
hanno subito interventi chirurgici di resezione intestinale e nei
piccoli pazienti che presentano le seguenti malattie:
Grave immaturità
Cardiopatie congenite
Malattie dell’apparato gastro-enterico
Gravi intolleranze alimentari
Disordini metabolici congeniti
AIDS
Cerebropatie con malnutrizione
Diarrea intrattabile
Il latte umano risulta l’alimento più completo per il neonato
e contiene tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno oltre che
ormoni e anticorpi che non si trovano nel latte artificiale.
Il latte materno è unico: non si può riprodurne perfettamente la
formula. La sua composizione infatti è estremamente variabile
in riferimento al periodo di allattamento, per assecondare le
diverse necessità nutritive del piccolo in crescita.
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Il latte è costituito da acqua al 90% più glucidi, lipidi e proteine
in concentrazione differente a seconda che si tratti di latte
vaccino o latte umano.
Proprio queste differenze fanno del latte umano l’ alimento più
idoneo nell’alimentazione dei neonati rispetto al latte di altri
mammiferi.
Rispetto a quello bovino, il latte umano contiene una quantità di
proteine diverse ed una percentuale maggiore di
lattoalbumina ed è più povero di caseina. Questo lo rende un
alimento più digeribile.
Contiene più lattosio, che è come il glucosio, un importante
fonte di energia utilizzata dal cervello del neonato, è più ricco
di rame zinco e ferro ed ha un maggiore contenuto dell’enzima
lisozima che ha un effetto benefico sulla flora dell’intestino e
aiuta l’organismo a difendersi dalle infezioni.
Fornisce più vitamine A, E e C,e più acidi grassi polinsaturi.
I bambini allattati al seno sviluppano meno malattie infettive
perché il latte umano trasferisce al neonato gli anticorpi della
madre.
Circa l’80% delle cellule nel latte umano sono costituite da
macrofagi, cellule che contrastano batteri e virus, e proteggono
verso un gran numero di infezioni.
D’altra parte, la madre produce anticorpi verso qualsiasi agente
estraneo si trovi nel suo ambiente, gli stessi che poi trasferisce
con il latte al bambino.
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PROCEDURE PER LA RACCOLTA E
CONSERVAZIONE DEL LATTE
Per far si che il latte giunga al centro di raccolta non inquinato
devono essere rispettate alcune semplici norme igieniche:
Lavarsi accuratamente le mani prima della raccolta.
Detergere le mammelle (i capezzoli in particolare) con
acqua corrente o con una garza imbevuta di acqua.
Utilizzare un tiralatte manuale o elettrico.
Pulire accuratamente e disinfettare le parti del tiralatte
che vengono a contatto con il latte.
I biberon sterili vengono forniti dal reparto già pronti per
l’uso e corredati di fascetta da applicare al biberon con i
dati richiesti.
Chiudere ermeticamente i biberon dopo il riempimento e
metterlo subito nel frigorifero ad una temperatura
inferiore a 4°C o nel congelatore.
Il latte estratto non può essere tenuto in frigorifero per
più di 12 ore, trascorse le quali và posto nel congelatore
a –18°- 20° C.
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È possibile raccogliere il latte in più riprese nell’arco
delle 12 ore conservando il biberon in frigorifero.
Il biberon destinato al congelamento non va mai
riempito più di 100 ml.
Scrivere su ogni biberon nome, cognome
donatrice, data e ora di raccolta del latte.
della
Va sempre segnalata al personale del reparto
l’insorgenza di febbre, malattie infettive acute, mastiti, micosi del capezzolo o dell’areola mammaria e l’ eventuale assunzione di farmaci.
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Il ritiro dei biberon a domicilio è previsto dalla banca
del latte una volta a settimana previ accordi con la
donatrice. Per ulteriori necessità contattare
l’operatrice della banca del latte al n° 0547 394362 la
quale provvederà ad inviare o ritirare ulteriori biberon.
Giunto al centro di raccolta, il latte prima di venire utilizzato
viene pastorizzato.
Questo trattamento termico a 62,5°C per 30 min. non altera le
caratteristiche nutrizionali del latte e fornisce un prodotto microbiologicamente sano.
Il latte viene poi congelato a –18°–20°C e conservato.
Prima di utilizzarlo viene scongelato, miscelato con eventuali
integratori per renderlo più completo, riscaldato e
somministrato. Queste procedure operative fatte nel rispetto
delle norme igieniche assicurano al latte donato una buona
qualità microbiologica e nutrizionale.
COSA MANGIARE DURANTE L’ALLATTAMENTO
Durante l'allattamento, un'alimentazione corretta ed
equilibrata è fondamentale sia come garanzia di una
composizione ottimale del latte, sia per soddisfare l'aumentato fabbisogno nutrizionale della neo-mamma.
Fortunatamente, la qualità, la quantità e il valore nutrizionale
del latte prodotto sono solo in parte
influenzate
dall'alimentazione della mamma.
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Anche durante questo particolare periodo della vita,
un'alimentazione varia (con proteine animali e vegetali), ricca in
frutta e verdura, compensa pienamente le spese energetiche
sostenute per la produzione di latte perché sia garantito,
tramite l'alimentazione, un "surplus" nutrizionale che
comprenda tutti i principi nutritivi necessari.
Non esiste una dieta specifica, ma alcuni accorgimenti possono
aiutare ad evitare problemi ed imprevisti. Generalmente le
raccomandazioni dietetiche per la donna che allatta richiedono
solo minimi aggiustamenti alle sue precedenti abitudini
alimentari e di stile di vita.
Devo mangiare di più durante l’allattamento?
Il fabbisogno energetico della mamma dovrà
tener conto, oltre che della sua costituzione
fisica, della attività svolta, e della quantità di
latte prodotto: infatti 100 g di latte prodotto
richiedono un dispendio energetico non
trascurabile, pari a circa 90 kcal.
Ciò significa che una mamma che produce, ad esempio, 750 g di
latte al giorno, dovrebbe sommare al suo fabbisogno calorico
giornaliero circa 650 kcal.
Se si eccede questo apporto calorico la conseguenza è un
aumento in peso (difficile poi da smaltire), mentre un apporto
calorico inferiore può ridurre la produzione giornaliera di latte.
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Cosa dovrei mangiare?
In generale durante l’allattamento è sempre
necessaria un’alimentazione variata con cibi
ricchi di proteine
come carne, latte,
uova, pesce, formaggi.
La componente proteica influenza la quantità di latte
prodotta, mentre non ne modifica la qualità. Dovrà essere
presente in una quantità di circa 17 g maggiore rispetto al
fabbisogno di una donna che non allatta. Questo quantitativo è
orientativamente fornito da 50 g di formaggio grana, ad
esempio.
Un'assunzione di quantitativi elevati di zuccheri semplici
incrementa notevolmente l'apporto calorico, senza influenzare
né la quantità né la qualità di latte prodotto.
I dolci vanno dunque assunti con moderazione.
Via libera, invece, per i carboidrati complessi (pane, pasta, riso)
tenendo tuttavia sempre presente il valore calorico complessivo.
A differenza della componente proteica e glucidica, la
componente lipidica del latte è notevolmente influenzata
dall'alimentazione materna.
In particolare gli oli vegetali (oliva) rappresentano una preziosa
fonte di acidi grassi essenziali.
Il termine essenziali indica che devono essere necessariamente
introdotti con la dieta in quanto il nostro organismo non è in
grado di sintetizzarli.
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Anche il pesce rappresenta un ottimo
alimento perché è in grado di fornire una
buona integrazione di acidi grassi Omega
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funzioni nervose del cervello del lattante.
Frutta e verdura contengono
vitamine e sali minerali necessari
per la crescita del bambino e per
sopperire alle carenze causate
dall’allattamento.
Poiché l'allattamento provoca una perdita giornaliera di calcio,
risulta indispensabile soddisfare l'aumentato fabbisogno
giornaliero (circa 1200 mg) integrando la dieta con latte, yogurt
o formaggi, alimenti notoriamente ricchi di questo elemento.
Cosa è meglio evitare?
Il consiglio è di mangiare tutto ma con moderazione.
È preferibile ridurre il consumo di carni
conservate e insaccati per evitare di
assumere conservanti, mitili e molluschi
che possono veicolare microrganismi,
crostacei e noccioline che possono
causare allergie al bambino.
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L’alcool passa nel latte materno,
sono quindi da evitare superalcolici
ma anche birra (non è vero che
aumenta la produzione del latte).
L’assunzione di cavoli, broccoli e cipolle, alimenti ricchi di zolfo,
impartiscono odori e sapori sgraditi al lattante e comporta la
produzione di gas eccessivi nell’intestino dei lattanti.
Caffè, tè e coca cola e cioccolato non vanno consumati in eccesso.
Devo bere di più durante l’allattamento?
Il latte è composto per la maggior parte da acqua, quindi quella
persa durante l’allattamento va reintegrata attraverso
l’assunzione di acqua o succhi di frutta. La produzione del latte
materno incrementa il fabbisogno di acqua. Un'assunzione
regolare e abbondante va dunque incoraggiata, prediligendo
un'acqua (oligominerale) non gasata a basso contenuto di sodio.
Sono da evitare bevande alcoliche perché passano nel latte.
Posso assumere farmaci durante
l’allattamento?
In genere, durante l’allattamento,
preferibile evitare di assumere farmaci.
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Questo opuscolo è stato realizzato da:
dott. Ruggero Ruggeri
dott.ssa Marina Fridel
U.O. Igiene degli Alimenti e Nutrizione
Dipartimento Sanità Pubblica AUSL Cesena
dott. Augusto Biasini
Terapia Intensiva Pediatrica e Neonatale
Ospedale M. Bufalini Cesena
Elaborazione grafica a cura di
Fausto Magnani
Dipartimento Sanità Pubblica AUSL Cesena
Centro Stampa Azienda Unità Sanitaria Locale di Cesena
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opuscolo banca del latte