Il punto di vista - 2003 n.2
"CARCERE: NON LAVORARE STANCA"
Una Giornata di Studi nella Casa di Reclusione di Padova, venerdì 9 maggio 2003
"Lavorare stanca" è il titolo di una raccolta di versi di Cesare Pavese, ed è una banale verità
della vita quotidiana: perché, "fuori", nel mondo "normale", si lavora, si fatica e spesso si
attende con ansia la fine della giornata lavorativa. In carcere no, in carcere è raro che ci sia
la possibilità di stancarsi lavorando, in carcere il tempo spesso non lo si impiega, lo si
"ammazza" nella noia delle giornate prive di qualsiasi occupazione che possa dare loro un
senso.
Il lavoro dovrebbe essere lo strumento principale per la risocializzazione dei detenuti,
eppure nelle carceri la "disoccupazione" riguarda l’80% dei presenti; e poi alla fine, anche
per chi termina la pena, trovare un impiego rimane un’impresa molto ardua.
Spesso si esce infatti dal carcere come soggetti ancora più deboli di quando si è entrati,
per la scarsa abitudine ai ritmi di un lavoro vero, la salute rovinata dalla detenzione, l’età
spesso non più adatta ad affrontare i lavori che offre il mercato, pesanti, precari, poco
tutelati. Un panorama piuttosto desolante nel quale, tuttavia, ci sono anche esperienze
positive di lavoro intramurario; ci sono Agenzie e Sportelli per il lavoro che funzionano
davvero; ci sono Cooperative sociali che si dedicano con successo al reinserimento dei
detenuti; ci sono enti locali che si occupano in modo intelligente della sicurezza delle città,
puntando soprattutto a interventi sociali importanti, come dare lavoro e prospettive di vita
accettabili a chi arriva dal carcere.
Il Centro di Documentazione Due Palazzi (redazione di Ristretti Orizzonti e Gruppo
Rassegna Stampa) e la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, in collaborazione con la
Casa di Reclusione di Padova, ritengono importante organizzare un momento di riflessione
collettiva su questi temi, invitando a parteciparvi i rappresentanti del mondo
imprenditoriale, delle amministrazioni locali, del terzo settore, delle associazioni di
volontariato penitenziario impegnate sul "fronte del lavoro".
Per comprendere meglio i problemi irrisolti del lavoro penitenziario e le difficoltà di
reperire posti di lavoro fuori, per chi esce col "marchio" indelebile del carcere addosso, e
per far conoscere le iniziative che già funzionano e che potrebbero essere d’esempio per
altri operatori, proponiamo allora, per il 9 maggio 2003, la giornata di studi "Carcere: non
lavorare stanca".
Con questa Giornata di studi si vogliono raggiungere alcuni concreti obiettivi:
1. Favorire lo scambio di informazioni tra gli operatori sociali, le amministrazioni locali
e gli imprenditori che sono impegnati in attività a favore del reinserimento lavorativo
dei detenuti e degli ex detenuti, mettere a confronto esperienze diverse, imparare
dai successi e dagli errori degli altri.
2. Rilanciare il progetto delle "Pagine Salvagente per il carcere", che consiste nella
raccolta sistematica, a livello nazionale, degli indirizzi di associazioni, cooperative,
enti pubblici, che possono offrire un sostegno alle persone scarcerate. (Gli indirizzi
già raccolti sono disponibili sul sito internet www.ristretti.it, suddivisi per provincia e
per categoria).
3. Approfondire i problemi legati alle misure alternative, anche in considerazione di un
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"CARCERE: NON LAVORARE STANCA"
mercato del lavoro che è sempre più complesso e flessibile e sempre meno in grado di
offrire lavori sicuri e garantiti
4. Realizzare un opuscolo informativo, destinato ai detenuti e anche alle imprese
eventualmente interessate ad assumerli.
Ai detenuti intendiamo fornire indicazioni sulle possibilità di trovare lavoro, tramite gli
uffici pubblici (Centri per l’Impiego), gli Sportelli di orientamento etc., ma anche
informazioni sul collocamento (che è appena stato di fatto abolito, con un decreto che
richiede un ulteriore approfondimento), sulla pensione, sulle multe da pagare, insomma tutto
quello che, anche dopo il carcere, costituisce comunque un percorso a ostacoli; agli
imprenditori, informazioni sugli incentivi per le aziende che danno lavoro ai detenuti, dentro
e fuori dal carcere (in misura alternativa), sulle opportunità di portare attività produttive in
carcere, sulla figura dei tutor, che in molte situazioni seguono i percorsi di reinserimento
dei detenuti e possono rendere più semplice l’impegno in questo campo dei possibili datori di
lavoro.
Tra i relatori hanno già dato la loro disponibilità: Alessandro Margara (presidente
Fondazione Michelucci di Firenze), Monica Vitali (giudice del lavoro, autrice del libro "Il
lavoro penitenziario"), Licia Roselli (Agenzia di Solidarietà per il Lavoro di Milano - Age.
SoL), Romeo Gatti (Punto Informazione Lavoro Detenuti di Firenze - Pild), Riccardo
Rebuzzini (Presidente del Consorzio Nova Spes di Milano), Sergio Segio (Gruppo Abele di
Milano) e Sergio Cusani (Associazione "Liberi"), per rilan-ciare un "piccolo piano Marshall
per le carceri", Carmen Bertolazzi (vice presidente Conferenza Nazionale Volontariato
Giustizia).
Gli orari dell'iniziativa sono: entrata ore 09,00; inizio lavori del convegno ore 09,30; pausa
ore 12.30 con un "ricco" buffet multietnico. La ripresa dei lavori è prevista per le ore 14.30
e la conclusione dell'incontro alle ore 16.30.
Ulteriori informazioni sulla giornata di studi si possono trovare nel sito www.ristretti.it.
Chi è interessato a partecipare alla giornata di studi deve comunicarlo quanto prima, e
comunque entro il 1° aprile, in quanto le richieste di autorizzazione per l’ingresso nella Casa
di Reclusione di Padova devono essere inoltrate alla magistratura di sorveglianza con un
largo anticipo. Ogni richiesta e comunicazione deve essere fatta ai seguenti indirizzi:
Centro Documentazione Due Palazzi - Via Due Palazzi, 35/a - 35136 Padova - [email protected]
Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-Via Nazionale, 39 - 00186 Roma
[email protected]
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