Il businnes del defoult cronico (continua da pag. 2)
Dal suo punto di vista, Tsipras può
considerare la propria firma all'accordo come
un prendere tempo. In effetti, più che di un
accordo, pare trattarsi dell'ennesimo rinvio,
poiché tra i provvedimenti imposti al governo
greco per "fare cassa" ci sono le solite
privatizzazioni. In realtà le privatizzazioni
non fanno cassa, anzi costano, poiché vanno
finanziate con denaro pubblico, visto che i
privati non sono disposti a sborsare nulla.
Quando poi le privatizzazioni sono fatte sotto
un'impellente costrizione, le lobby private
diventano sempre più avide ed esigenti. Anche i
predecessori di Tsipras avevano preso l'impegno
solenne di privatizzare tutto il privatizzabile, ma
semplicemente non disponevano dei soldi per
farlo.
Renzi non ha certo fatto ricorso ad argomenti
così concreti e sconvenienti per ridimensionare
il presunto accordo con la Grecia, ma si è
lanciato nella recita dello statista a tutto tondo,
lamentando, ad esempio, la scomparsa
dell'Ucraina dall'agenda europea. Ma, se nella
tragedia greca Europa è solo un comprimario,
nella tragedia ucraina l'Europa è appena una
comparsa. I veri protagonisti, come sempre,
sono la NATO ed il FMI. Il deficit di Europa è
solo un alibi che serve a coprire un dato di fatto
molto più misero, e cioè che la cosiddetta
"Europa" è un'operazione coloniale degli USA.
Renzi perde sempre occasioni d'oro per stare
zitto, poiché parlare di Ucraina, significa
inevitabilmente parlare di inasprimento delle
sanzioni contro la Russia, con tutti i guai che ciò
sta comportando per l'economia italiana. A
soffiare sul fuoco della crisi ucraina, e delle
conseguenti sanzioni alla Russia, c'è inoltre una
potente lobby finanziaria specializzata nel
riciclaggio, alla quale la Russia è costretta a
ricorrere per aggirare le sanzioni. In questi
giorni l'Ucraina si trova ancora una volta a
rischio di default, di totale insolvenza nei
confronti dei debiti.
Una Christine Lagarde insolitamente generosa
si è dichiarata disposta a portare l'esposizione
creditizia del FMI nei confronti dell'Ucraina
dagli originari diciassette miliardi di dollari
addirittura a quaranta. In cambio, come al solito,
di "riforme".
L'Ucraina
è
oggi
la
prima
linea
dell'aggressione della NATO contro la Russia, e
ciò spiega la disponibilità del FMI ad elargire
altri prestiti. L'intransigenza del FMI verso
la Grecia indica perciò che i rischi di un'uscita
della stessa Grecia dalla NATO sono ritenuti
prossimi allo zero. Ma lo stesso FMI non
rinuncia comunque a tenere l’Ucraina per il
collo ed a pretendere sacrifici da una
popolazione costretta già ad una guerra.
Il bello è che tutto questo data a molto prima
del secondo colpo di Stato della NATO a Kiev
del gennaio-febbraio 2014. Già nel 2009
l'Ucraina della prima "Rivoluzione Arancione"
risultava a rischio di insolvenza totale, ed il
quotidiano "Il Sole-24 Ore" titolava con enfasi
paternalistica: "L'Ucraina aggrappata al FMI".
Un titolo più realistico sarebbe stato: "Il FMI
aggrappato alla gola dell'Ucraina".
A proposito della crisi finanziaria
dell'Ucraina, alcuni osservatori hanno parlato di
ennesimo "fallimento" del FMI. Sta di fatto che,
grazie al FMI, dei Paesi a costante rischio di
default sono costretti a pagare crescenti interessi
sul loro debito pubblico.
Dal punto di vista delle cosche della finanza
internazionale, non si tratta certo di un
fallimento. Quando i contribuenti europei
dovranno pagare alle banche gli interessi del
debito ucraino, sicuramente i media non
edificheranno il castello di colpevolizzazioni
che hanno messo su contro la Grecia; anzi, ci si
chiederà di sborsare con entusiasmo, poiché in
Ucraina si tratterà di salvare il Sacro Occidente
dalle grinfie dell'Orso russo.
La situazione economica in
Italia sta migliorando. Ve lo
giuro sull’anima di mia madre!
Ultimi sondaggi politici elettorali:
12 febbraio 2016,
Pd e Renzi di nuovo in calo
Dopo le intenzioni di voto di Demopolis, oggi
i sondaggi elettorali di Ixè-Agorà.
Allarme rosso dalle parti del governo: dopo
timidi segnali di ripresa (per utilizzare
un’espressione a loro tanto cara), il Pd e la
fiducia in Renzi (e nel suo governo) tornano a
scendere.
Questo è il succo degli ultimi sondaggi
politici elettorali di Ixè, andati in onda nel talk
politico di Rai Tre.
Lascia in pace tua
madre, povera donna,
che ha già avuta la
disgrazia di avere un
figlio come te!
[email protected]
Savona Venerdì 19 Febbraio 2016
Fondato nel 2012 – Anno V NUMERO 159
http://www.iononvotonews.altervista.org/
€0
L’ANGOLO DEL RELAX
«UMANITA’ NOVA»
Il businnes del defoult cronico
"24 mesi di Governo"
Ultimi sondaggi politici elettorali (12 febbraio
2016): tornano a scendere Pd e Renzi, M5S di
nuovo su.
Ma non solo: il M5S, dopo il leggero
appannamento delle ultime settimane, torna a
crescere.
A quanto pare la strategia del M5S sulle
unioni civili, nonché le regole etiche stabilite a
Roma, sono risultate mosse gradite agli italiani.
Male invece il Pd, che in una settimana passa
dal 34.1% al 33.3%. Lieve flessione per la Lega
Nord (-0,2) e mezzo punto in più per Forza
Italia.
Al calo del Pd corrisponde quello nella
fiducia degli italiani nel governo Renzi e nel
Premier: entrambi perdono un punto percentuale
(Renzi al 31%, il governo al 28%). Affluenza al
61.4%.
Sintesi dei dati degli ultimi sondaggi politici
elettorali di Ixè-Agorà:
– PD 33,3% (-0,8).
– M5S 24,9% (+0,2).
– LEGA NORD 14,0% (-0,2).
– FI 11,7% (+0,5).
– SI 4,8% (+0,6).
– FDI 4,4% (+0,4).
– AP (NCD+UDC) 2,1% (-0,6).
– PRC 1,5% (+0,4).
– IDV 0,7% (+0,1).
– VERDI 0,6% (+0,1).
– SC 0,3% ( = ).
Gli scenari politici italiani restano
complessivamente gli stessi degli ultimi mesi:
l’elettorato è spaccato in tre blocchi (Pd, Centro
destra e M5S) e ognuno di questi tre poli ha
buone possibilità di vincere al ballottaggio
(ipotizzando che il Centro destra sia in grado di
riunirsi in modo compatto al momento delle
Mario Repetto elezioni).
Da grande vorrei non lavorare,
avere il potere e essere ricco...
...facile...
Camerata, piano
con gli insulti!
e se proprio devo … Voto Beppe Grillo
Il ciclo della vita
a.
1.
I.
b.
2.
II.
c.
3.
III.
La politica del MFI
Errori o gravi inadempienze (secondo me):
1. pur essendo proprietario di casa sono stato e
sono nettamente contrario all'eliminazione
indiscriminata dell'ICI (o IMU)
2. da parte dell'attuale maggioranza si procede
spesso in senso contrario rispetto alle critiche
che prima il PD faceva dai banchi
dell'opposizione (ultimo es. il mancato
election day sui referendum)
3. ma le omissioni in assoluto più gravi sono i
mancati e drastici tagli alla macchina
amministrativa, al numero di dirigenti e
componenti (eletti e/o nominati) nelle varie
istituzioni (e non solo in Parlamento),
all'oscuro
sottobosco
politico,
alle
improduttive municipalizzate, ai numerosi
enti inutili, agli sprechi a tutti i livelli, ai
doppi, tripli incarichi, ai vitalizi, ai piccoli o
grandi centri di potere, ai privilegi diffusi a
tutti i livelli, alle retribuzioni delle alte
cariche tra le più elevate in Europa, ecc., ecc.
Al riguardo un parlamentare tedesco faceva
proprio osservare come ad esempio certi
stipendi (governatore banca tedesca,
ambasciatori, ecc. siano della metà rispetto a
quelli italiani, mentre per contro i guadagni
dei nostri impiegati ed operai sono inferiori a
quelli tedeschi). Cose queste che la Merkel
non potrà mai dire pubblicamente, che
continuano a rendere poco credibile il nostro
paese e sulle quali Renzi scantona sempre,
riempiendosi invece la bocca col pannicello
caldo dell'eliminazione del Senato.
Così il dissesto economico-finanziario lo
continuano a pagare sempre gli stessi cittadini
ovvero quelli che hanno meno voce in capitolo e
ai quali si continua far pagare tutte le crisi,
offrendo (quando va bene) servizi tra i più
carenti e scadenti in Europa.
Distinti saluti
Gli atteggiamenti di Matteo
Renzi sono come quelli del
fascista Benito Mussolini.
IO NON VOTO NEWS
... basta essere
iscritti al Pd!
COMIDAD
Uno dei maggiori punti di forza del potere è
quello di riuscire ad essere sempre più squallido
dell'immaginabile. Più di un osservatore aveva
notato che la "riforma" della Scuola targata
Renzi non è altro che una legge di spese con una
delega in bianco al governo. Decine e decine di
pagine fumose e di paradossi giuridici non
riescono a nascondere l'unico dato concreto,
cioè che a miliardi (non si capisce bene quanti
vengono stanziati e, in base all'art. 22, il
governo ne farà ciò che vorrà nei prossimi mesi.
Sarebbe bastato questo per giustificare ogni
opposizione, ma è già il termine "opposizione" a
presentarsi aleatorio. Quello del potente è il
mestiere più facile del mondo, poiché tutto
viene affrontato dietro il comodo paravento del
vittimismo, perciò ogni obiezione ed ogni
perplessità vengono fatte passare per
opposizioni, per sabotaggi, per "remare contro".
La vera opposizione l'ha fatta il governo, che ha
preventivamente criminalizzato i sindacati ed il
personale della Scuola. I sindacati avrebbero
voluto collaborare alla "riforma", ma non gli è
stato concesso.
Dato che la posizione di "oppositore" non è
affatto una scelta, ma l'effetto di un'esclusione
è molto facile cadere nella trappola della
"propositività" invece di limitarsi a constatare il
carattere vuoto e depistante di slogan come
"aziendalizzazione", gli si sono contrapposte
delle parole evocative come "democrazia" e
"Costituzione", in nome del consueto
"animabellismo" a cui gli oppositori sono
condannati per cercare di fare bella figura
davanti all'opinione pubblica. Tanto impegno
era superfluo, dato che gli slogan del potere
sono intercambiabili. Il "passare dalla protesta
alla proposta" costituisce inoltre uno dei tipici
luoghi comuni cari al potere, poiché devia la
discussione dal punto nodale, cioè il saccheggio
delle risorse pubbliche a vantaggio di lobby
private.
Dopo aver fatto i propri sporchi affari e quelli
delle sue lobby, Renzi ha potuto volare al
summit dei governi della zona euro a darsi le
arie da statista. In una dichiarazione alla stampa,
il Genio di Rignano ha intonato la litania
del "deficit di Europa", dell'Europa assente
ai tavoli delle grandi questioni internazionali.
Renzi ha anche trattato con sufficienza il
cosiddetto "accordo" con la Grecia che si
sarebbe raggiunto di li a poche ore.
Molti hanno visto nell'atteggiamento del
governo
greco
un
totale
cedimento,
specialmente dopo il risultato del referendum.
Si è dunque confermata la regola aurea secondo
cui il risultato elettorale è giusto e sacrosanto
solo quando i poveri perdono. Ma, anche
considerando le storiche ambiguità di Tsipras
(ad esempio, le sue frequentazioni con George
Soros), c'è da considerare che la Grecia subisce
un ricatto micidiale. Finché rimane nell'euro, la
Grecia può almeno comprare in Europa i
prodotti di prima necessità. Il ritorno alla
dracma comporterebbe l'urgenza di procurarsi
dollari per gli acquisti all'estero, quindi
la speculazione anche di pochi "investitori"
ridurrebbe immediatamente la dracma a carta
straccia, come oggi sta accadendo al bolivar, la
moneta venezuelana.
Si parla tanto oggi di mondo "multipolare',
ma finché l'unica moneta di pagamento
internazionale (in terminologia tecnica: valuta di
riserva) sarà il dollaro, il mondo rimarrà
"unipolare". Qualche mese fa la Cina ha
proposto che anche lo yuan diventi una valuta di
riserva e, guarda la combinazione, è subito stata
fatta scoppiare la "bolla cinese" che ora
minaccerebbe l'economia mondiale. La vera
menzogna è il "mercato".
(continua a pag. 2)
Noi della CGIL non
abbiamo gradito che Renzi
non abbia accettato la
collaborazione dei sindacati
per la riforma della scuola!
E se l’avesse
mai fatto?
Avremmo approvato
tutte le sue proposte!
Soluzione a fondo pagina
Renzi, Pd, Camusso, Cgil, ,…
mi hanno veramente schifato!
Ma non eri un
incallito compagno?
Si, ma finalmente
sono guarito!!!
Soluzione: (a, 3, II) (b, 1, III) (c, 2, 1)
a pag. 2
· Continua da pag. 1
· "24 mesi di Governo"
· Sondaggi politici
a pag. 3
· Squallori e miserie dell’eurorenzismo
· Commento al campionato di calcio 2015–2016
· Hit-parade dei buffoni
a pag. 4
· L’angolo della fantascienza
· Fantascienza
· Rassegna di URANIA
a pag. 5
· Quesiti di matematica
· L’angolo de Dottor A. C.
· Storie di ordinaria follia ...
· L’angolo della cucina
a pag. 6
· Un CD per voi
Allegato: Il raggio traente
«UMANITA’ NOVA»
Promesse disperate
Squallori e miserie
dell’eurorenzismo
Come qualcuno aveva paventato, gli eccessi
comunicativi di Renzi in campo europeo hanno
contribuito ad inasprire il clima ed a renderlo
più favorevole a strette della finanza pubblica
sempre più drastiche: Le dichiarazioni ed i tweet
a base dell'ossimoro: "non accettiamo lezioni,
ma faremo ugualmente i bravi, anzi, i più bravi",
non sono serviti a placare l'arroganza della
burocrazia europea, come ha dimostrato la
sortita del commissario finlandese; in compenso
hanno contribuito, eccome, a rendere ancora più
ineludibile per l'Italia l'osservanza del famoso
vincolo del 3%, invece tranquillamente ignorato
dalla Francia. Il classico mettersi nel sacco da
soli
lI continuo richiamo di Renzi alle promesse
mancate di investimenti da parte del presidente
della Commissione UE, Juncker, ha assunto poi
un carattere patetico, dato che le promesse sono
appunto promesse. Sarebbe inoltre tutto da
dimostrare che gli "investimenti" creino davvero
nuova occupazione, e non contribuiscano invece
a mettere in forse quella che c'è, attraverso le
solite "grandi opere" utili solo a distruggere
storici tessuti sociali e produttivi.
Anche la comunicazione ufficiale prorenziana
ha assunto ormai uno strano doppio taglio. Ad
articoli di apparente incitamento e sostegno,
corrispondono piogge di commenti dei "lettori",
che vanno in tutt'altro senso, cioè ad auspicare
l'arrivo in Italia del castigamatti Troika. Questi
finti commenti, chiaramente preconfezionati,
servono a creare l'illusione di un moto
spontaneo di opinione pubblica che si lamenta di
un presunto "eccesso di democrazia" (l'eccesso
di una cosa che non esiste), che si risolverebbe
in eccesso di spesa. C'è poi un Eugenio Scalfari
sempre più vaniloquente, che non si limita ad
invocare il commissariamento dell’Italia ha da
parte della Troika UE-BCE-FMI, ma si lancia in
elogi della "oligarchia", ritenuta la giusta e
necessaria forma di governo. Per ora, secondo
Scalfari, si tratterebbe ancora di una oligarchia
"elettiva", forse come quella della Troika, che
non è stata eletta da nessuno.
Scalfari dimostra l'approssimazione dei suoi
studi liceali, attribuendo l'auspicio del governo
oligarchico a Platone (che semmai parlava di
aristocrazia); ma è chiaro che si tratta di fumo
pseudoculturale che va nel senso di portare a
compimento la delegittimazione dell'impianto
costituzionale. Sarà un caso che Scalfari
sia anche stato [*] uno sperticato supporter di
Giorgio Napolitano, il "custode della
Costituzione"? Ma chi custodisce il custode? La
NATO.
L'eurorenzismo si rivela così un'operazione
politica di avvilimento complessivo ed
irreversibile: il velleitarismo renziano viene
spacciato come ultimo, disperato, rantolo
dell'indipendenza italiana. Entro un anno la
questione dell'euro potrebbe essere superata dai
fatti per il crollo di tutta l'impalcatura fittizia
che sostiene la moneta unica. Ma ciò non
comporterebbe alcun allentamento della
sottomissione coloniale in atto, poiché la
sudditanza alla Troika verrebbe giustificata con
le inguaribili tare storiche del popolo italiano.
La mitica "cessione di sovranità" viene così
sganciata persino da questo o da quell'obiettivo
da raggiungere, e il pretesto dell'emergenza
finanziaria viene sostituito dall'emergenza
razziale dovuta alla strutturale inferiorità del
popolo italiano.
Il risultato pratico di questa campagna
propagandistica, è di porre la questione della
sopravvivenza della moneta unica su uno sfondo
sempre più sfocato; ed in effetti il problema a
questo punto non è la sopravvivenza dell'euro, e
neppure della Unione Europea, ma di stabilire
che nessun ostacolo procedurale o legale può
essere opposto alle lobby degli affari insediate
nelle organizzazioni internazionali, a cominciare
dal Fondo Monetario Internazionale.
Infatti mentre i "troikisti" si lamentano di
inesistenti assunzioni di nuovi insegnanti,
il Ministero dell'Istruzione finanzia una
speculazione immobiliare dell'Università di
Bologna, che svende palazzi storici per costruire
un "campus" all'americana di cui nessuno
sentiva il bisogno. Il tutto per edificare dei
"College" che servano da preliminare
all'Università vera e propria; dei "College" che
elargirebbero a pagamento - ed a credito - la
stessa qualità di istruzione che in passato forniva
un liceo pubblico appena funzionante. Per ora il
TAR ha bloccato la "sperimentazione" del Liceo
ridotto a quattro anni avviata dalla ex ministra
Carrozza. Ma questa "sperimentazione" avviata
in gran segreto, è comunque indizio di una
volontà precisa che si succede di governo in
governo in quanto espressa dal FMI. La
"cessione di sovranità" dovrebbe per l'appunto
evitare altri inconvenienti del genere sulla strada
delle cosiddette "riforme".
Comidad
[*] Aggiunta del Direttore. L’articolo è stato
pubblicato su Umanità Nova quando ancora
il nostro amato presidente della repubblica
era ancora Giorgio Napolitano.
Renzi, Scalfari e Napolitano...
Dalla serie:
"Al peggio non c’è mai fine!"
Commento al campionato di calcio 2015–2016
25° giornata
I risultati della giornata sono stati:
Lazio-Verona 5-2;
Carpi-Roma 1-3;
Empoli-Frosinone 1-2; Chievo-Sassuolo 1-1;
Juventus-Napoli 1-0;
Milan-Genoa 2-1;
Palermo-Torino 1-3; Sampdoria-Atalanta 0-0;
Udinese-Bologna 0-1;
Fiorentina-Inter 2-1.
La giornata comincia bene con il Verona che
affonda a Roma contro la Lazio ed io esulto,
la faccia di Del Neri dopo il 3-2 era tutto un
programma, vedeva già il pareggio, pare che
domani si presenterà all’ospedale per una visita
oculistica. Il Frosinone espugna Empoli, i
toscani hanno finito la birra? Il Genoa perdendo
al Meazza contro il Milan torna in seri guai
come pure la Sampdoria, solo un pari a Marassi
con l’Atalanta, ambedue le genovesi appaiate a
+ 3 sui ciociari. Anche il Palermo perde in casa
con il Torino ed è un solo gradino sopra le due
liguri. L’Udinese sconfitta allo stadio Friuli dal
Bologna si avvicina alla zona retrocessione.
Perde anche il Carpi nel testacoda con la Roma
che non gioca bene ma vince. Invece in testa
una juve più fortunata che brava batte con un
tiro e mezzo il Napoli all’88°, ma c’è una brutta
deviazione di un difensore con Reina, sorpreso a
fare la spesa nell’area, in posizione sbagliata al
contrario di Buffon che su un precedente tiro
ravvicinato di un partenopeo occupa quella
giusta salvando i bianconeri; "Napoli: chi è
causa del suo mal, pianga se stesso!" è la
morale. Credo sia la fine di un bel sogno; resta il
secondo posto. A Firenze l’arbitro Mazzoleni
riesce ad essere il peggiore in campo nonostante
i giocatori e rovina del tutto una già pessima
partita gestendo in modo demenziale quasi tutti i
cartellini gialli e...
a cura di V. A.
Ha telefonato
Luciano Moggi!
E cosa voleva?
Sapere se c’è
posto nella
nostra banda!!
Hit-parade dei buffoni
1. Matteo Renzi
(43)
2. Roberto Mancini
(5)
3. Michel Platini
(14)
4. Sepp Blatter
(6)
5. Adriano Galliani
(11)
6. Francesco I
(14)
7. Duo Oppini
(1)
8. Beppe Marotta
(4)
Il numero fra parentesi rappresenta le
presenze nella classifica.
Matteo Renzi, come Silvio Berlusconi, é gran
maestro nell’esportare brutte figure all’estero
come se ce fosse bisogno! Rimane sempre
primo e sempre inarrivabile. Mancini a Firenze
non ne azzecca una e mantiene saldamente
il 2° posto. Il duo Oppini, padre e figlio,
sostituiscono al 7° posto Sinisa Mihajlovic dopo
le innumerevoli idiozie dette a 7GOLD a seguito
di juve-Napoli. Anche il buon Tiziano Crudeli,
meriterebbe di rientrare in classifica per gli
stessi motivi, ma non c’é più spazio.
a cura di V. A.
L’angolo della fantascienza
Fredric Brown (1906 – 1972) fu un autore
americano del genere “fantascienza”; scrisse lui
questo famoso racconto «The sentinel».
«La sentinella»
di Fredrick Brown
Era bagnato fradicio e coperto di fango e
aveva fame freddo ed era lontano 50mila anniluce da casa. Un sole straniero dava una gelida
luce azzurra e la gravità doppia di quella cui era
abituato, faceva d’ogni movimento un’agonia di
fatica. Ma dopo decine di migliaia d’anni,
quest’angolo di guerra non era cambiato. Era
comodo per quelli dell’aviazione, con le loro
astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma
quando si arriva al dunque, tocca ancora al
soldato di terra, alla fanteria, prendere la
posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo.
Come questo fottuto pianeta di una stella mai
sentita nominare finché non ce lo avevano
mandato. E adesso era suolo sacro perché c’era
arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra
razza intelligente della galassia… crudeli
schifosi, ripugnanti mostri.
Il primo contatto era avvenuto vicino al centro
della galassia, dopo la lenta e difficile
colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed
era stata subito guerra; quelli avevano
cominciato a sparare senza nemmeno tentare un
accordo, una soluzione pacifica. E adesso,
pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi
denti e con le unghie.
Era bagnato fradicio e coperto di fango e
aveva fame, freddo e il giorno era livido e
spazzato da un vento violento che gli faceva
male agli occhi. Ma i nemici tentavano di
infiltrarsi e ogni avamposto era vitale.
Stava all’erta, il fucile pronto.
Lontano 50mila anni-luce dalla patria, a
combattere su un mondo straniero e a chiedersi
se ce l’avrebbe mai fatta a riportare a casa la
pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui.
Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel
verso strano, agghiacciante, che tutti loro
facevano, poi non si mosse più.
Il verso, la vista del cadavere lo fecero
rabbrividire. Molti, col passare del tempo,
s’erano abituati, non ci facevano più caso; ma
lui no. Erano creature troppo schifose, con solo
due braccia e due gambe, quella pelle d’un
bianco nauseante e senza squame…
(tratto da "Tutti i racconti" (1950-1972),
Fredrick Brown, 1992, A. Mondadori Editore
Non lamentarti
soldato ti è andata
ancora bene!
!!???
Sulla Terra avresti
potuto incontrare Renzi!
Sadoul
La storia della fantascienza – 3i
The mad planet [Il pianeta folle] apparve nel
giugno 1920 in «Argosy», e la sua seconda parte
nell'aprile del 1921 sulla stessa rivista. Più tardi
nel 1953 Leinster scrisse Nightmare planet [Il
pianeta dell'incubo], che completava la serie; il
tutto fu pubblicato nella forma di un romanzo
con il titolo di Forgotten planet [Il pianeta
dimenticato]. Il tema bonifica dei pianeti non
abitati affinché vi si possano sviluppare, qualche
secolo più tardi, condizioni favorevoli ala vita
umana Un pianeta senza nome subisce un
programma di inseminamento progressivo che
comincia con i microrganismi e dovrebbe
arrestarsi con i vertebrati. Ma per un incidente il
piano si ferma agli insetti. Non esistendo uccelli,
roditori, rettili o anfibi che possano ostacolare la
proliferazione degli insetti, questi non tardano a
diventare la razza dominante del pianeta e
acquistare, dopo alcune mutazioni, dimensioni e
ferocia terrificanti e ferocia terrificanti Un
battello spaziale (l'Icaro) si è nel frattempo
sfracellato sul pianeta senza nome e i
sopravissuti si trovano a dover affrontare
un'esistenza da incubo nel mezzo a gigantesche
farfalle carnivore, maggiolini capaci di uccidere
un uomo e ragni antropofagi.
The mad planet inizia molti secoli dopo
l'incidente l'Icaro. La colonia umana, decimata
terrorizzata
dagli
insetti
giganti,
ha
completamente dimenticato l’esistenza di una
civiltà umana su altri mondi. I sopravvissuti
sono più vicini all'uomo delle caverne che
all'essere che ha conquistato le stelle. Un
giovane, più coraggioso degli altri, tenta di dare
alla sua tribù il rango che le compete in un
mondo ostile. Burt - e il nome del giovane - non
agisce coscientemente ma spinto a uccidere per
difendersi, scopre l'uso delle armi e si rende
conto che la fuga non è l’unica soluzione
possibile di fronte all'assalto di un insetto
gigante. Ma la tribù non lo segue; chiusa nelle
sue abitudini, considera follia il voler avvicinare
gli insetti solo perché hanno il ventre fragile. In
The red dust [Polvere rossa], seconda avventura,
un nuovo pericolo minaccia Burt e i
sopravvissuti: funghi dalle spore velenose
scoppiano nella pianura. Il vento spinge lontano
la polvere rossa delle spore che uccidono
l'uomo. Di nuovo Burt prende il comando della
tribù e costringe gli uomini ad abbandonare la
pianura, verso terre dove esseri forse ancora più
temibili li attendono. Giunti sugli altopiani
scoprono che i maggiolini sono grandi due
centimetri e che anche gli altri insetti hanno
dimensioni ridotte non avendo trovato le stesse
condizioni favorevoli al loro sviluppo. Burl, la
dolce Saya e la tribù sono salvi.
A partire dal luglio 1920 la decadenza delle
riviste Munsey si accentua e «Argosy» e «AllStory Weekly » sono costrette a fondersi. Sotto
la doppia testata appare tra il maggio e il giugno
del 1921 un romanzo, The blind spot [La
macchia cieca], che ebbe molto successo
all'epoca. Ne erano autori Austin Hall e Homer
Eon Flint, tra i primi (insieme a Francis Stevens)
a utilizzare l'idea degli universi paralleli
nella fantascienza contemporanea. La «macchia
cieca» che dà il titolo al romanzo è il passaggio
tra due universi; ne scaturiscono un individuo
molto strano che è uno scienziato, e poi
altri personaggi. Inizia un'avventura lenta,
complicata, prolissa che confesso di aver letto
con molta fatica, ma che piacque moltissimo ai
lettori del tempo. A tal punto che Austin Hall
dovette dargli un seguito, pubblicato nel 1932 su
«Argosy»: The spot of lif [La macchia della
vita]. Non sono l'unico a pensarla così; lo stesso
Damon Knight, con il quale una volta tanto sono
d'accordo, ha scritto nella raccolta dei suoi
articoli critici, In search of wonder [Alla ricerca
del meraviglioso]: «The blind spot è stato
definito un classico. Dalla sua pubblicazione
nel 1921 non ha cessato di essere incensato,
ristampato più volte, venerato dagli specialisti...,
nonostante il fatto che non abbia la minima
qualità. Mi chiedo perché tutti, compresi gli
stessi Ackerman e Moskowitz, abbiano preso sul
serio questo libercolo».
Ma torniamo al secondo libro per parlare di un
piccolo mistero. Il seguito apparve con notevole
ritardo e con la sola firma di Austin Hall Homer
Eon Flint era infatti morto nel 1924 in
circostanze misteriose quanto gli intrecci dei
suoi romanzi. Era stato trovato in un campo con
il corpo trapassato da un assale posteriore di un
automobile che apparteneva a un noto gangster.
A qualche metro da Flint c'era la pistola dello
scrittore; un sacco, contenente una leva e altri
attrezzi da scassinatore, fu trovato sui sedili
posteriori dell'auto. Flint non aveva mai fatto
parte della malavita e il mistero non fu mai
svelato.
Nel 1923 «Argosy All-Story Weekly»
presenta un nuovo romanzo di Abraham Merritt,
brevissimo ma tra i suoi migliori, The face in the
abyss. Come abbiamo detto, l'influenza di
Francis Stevens si fa particolarmente sentire in
questa avventura, il cui inizio ricorda in maniera
impressionante The citadel of fear. In una
cordigliera del Perù, Nicholas Graydon e tre
suoi compagni incontrano una civiltà misteriosa,
quella di Yu-atlanchi. Una fanciulla di rara
bellezza, Suarra, cade nelle mani di uno degli
uomini di Graydon e rischia di essere violentata.
Ma Nicholas interviene per salvarla e ne
conquista il cuore. La fanciulla gli annuncia che
i suoi compagni moriranno: gli promette che
cercherà di salvarlo, ma dice che loro due non si
vedranno mai più. Con la protezione della
«Madre dei Serpenti» Graydon dovrà affrontare
il «Volto nell'Abisso» che dà titolo all'opera.
(continua)
Rassegna di URANIA
1. I crocevia del tempo
con Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano
2. Superuomo legittimo
con Beppe Grillo
3. I danzatori del crepuscolo
con Matteo Renzi ed i ministri del governo
4. La crisi della realtà 1 - Emergenza!
con la dirigenza del Pd
5. L'apprendista
con Rudy Garcia
6. Luce nera
con Alessandra Mussolini e F. Storace
7. Sogno mortale
con il Milan in Champions League
8. È bello essere marziani
con R. Brunetta, I. La Russa, S. Bondi
a cura di V. A.
Quesiti di logica ematematica
Premessa
Storie di ordinaria follia...
Raccolta differenziata
L’angolo del Dottor A. C.
lo sono o lo fanno?
Il quesito richiede le solite capacità di
buonsenso ed la conoscenza del concetto di
potenza.
96. Quattro ferri di cavallo
Un maniscalco propone di mettere per il
prezzo di 1 centesimo il primo chiodo (*),
2 centesimi il secondo, 4 centesimi il terzo,
8 centesimi il quarto e così di seguito fino al
32esimo chiodo, poiché ogni ferro comporta
8 chiodi. Qual è il prezzo totale della ferratura?
*) in assoluto o per ogni ferro? Raddoppio del
prezzo di ogni chiodo per 31 volte, ovvero
raddoppio del prezzo di ogni chiodo per
ciascun ferro per sette volte?
Quasi incredibile! Ieri ho sentito dei giornalisti
genovesi dire che il comportamento della
società Genoa, dal punto di vista dirigenziale, è
inspiegabile! Mi domando: lo sono o lo fanno?
Credo che anche il mio caro cagnolino,
Cucciolo, abbia ormai capito ciò che è fin
troppo semplice: il nostro splendido presidente è
alla canna del gas e cerca di vendersi o meglio
svendere, tutto il possibile, anche giocatori
buoni. A quel punto prende prestiti secchi di
giocatori da rilanciare che ritornano da dove
sono venuti, pensionati, scarti di altre squadre,
insomma scommesse. Tutto ciò che realizza
viene buttato nel pozzo senza fondo
dell'azienda. E i giornalisti si chiedono quale sia
la tattica? Questa, delle scommesse. Ne faccio
una anch'io: scommettiamo che quest'anno
andiamo in serie B? Se non accade......vuol dire
che il livello della seria A in Italia è bassissimo.
$
S8 = 1 + 2 + 4 + 8 + 16 + 32 + 64 + 128 = 255
cent. di €.
per un totale generale per gli otto ferri pari a
S = 255 x 8 = 2040 cent. di € ovvero si
presume 20,40 €.
Da un paio di mesi o più anche a Savona sono
passati gli addetti dell’ATA (società rumenta &
company) per distribuire ai cittadini i kit atti alla
raccolta del così detto "umido", ovvero i rifiuti
organici; tale kit consistente in 120 sacchetti, un
piccolo raccoglitore marrone atto a contenerne
appunto uno ed un opuscolo, il tutto al modico
prezzo di 0 €! Non preoccupatevi, i dirigenti
della società avranno di certo già pensato a
come recuperare la generosa offerta fatta, per
esempio battendo cassa presso il nostro solerte
comune (solerte nel prenderci per il "culo"), lo
stesso comune che di certo aumenterà
ulteriormente la tassa sui rifiuti per pareggiare i
conti... più qualcosina per... se. Inoltre, davanti
ai portoni delle abitazioni, poco distante, sono
stati collocati alcuni raccoglitori, anch’essi
marroni, non eccessivamente capaci.
Vediamo di fare un riassunto per il perfetto
cittadino "getta rumenta": cassonetti verdi per il
vetro, bianchi per la carta, azzurri per la plastica,
marroni per il famigerato umido oltre al classico
cassonetto dove prima si gettava di tutto. Il bello
è che i politici ci vengono anche a raccontare
che in questo modo si risparmia, io non ho
ancora capito come e nessuno si é mai degnato
minimamente di spiegarmelo. Quello di cui sono
invece certo è che tutti questi prodotti recuperati
e riciclati ci verranno nuovamente ri...venduti.
Un esempio? Il vetro, con il quale, per esempio,
si rifaranno altre bottiglie che incideranno
nuovamente sul costo delle bevande e i
produttori, non contenti di rifarsi solo delle
spese di riciclo, le caricheranno per intero sul
nostro groppone. Pagheremo il vetro delle
bottiglie all’infinito! Stesso discorso per la
plastica. Con l’umido pare si fabbricherà terra
concimata che ovviamente verrà messa in
commercio. Allora verrebbe la voglia di
boicottare questo "giocattolo" di politici e ATA.
Come? Ad esempio: vetro nei contenitori
bianchi, plastica in quelli verdi, carta in quelli
azzurri. E in quelli marroni? Beh dato il
colore..., no non conviene, evitiamone il riciclo
a peso d’oro come letame! Ma noi cittadini, ligi
al dovere e civici, non lo faremo mai (ne siete
così certi?) e manterremo Savona pulita come è
ora, cioè un letamaio. Dovete saper che questi
signori dell’ATA, che continuano a imporre
aumenti (spesso ingiustificati), con ovvie
conseguenze per le nostre tasche, pensano a
tutto tranne che a far fare ai loro lavoranti
quanto gli compete: tenere la città pulita. Non
passerà molto tempo che saremo obbligati a
portare i sacchetti direttamente nei depositi di
smaltimento così che la società incaricata
risparmierà pure le spese di trasporto. Ormai i
disservizi stanno raggiungendo la massima
perfezione e più aumentano più noi li paghiamo,
qualcuno mi sa spiegare questo strano
fenomeno? Che nei costi siano caricate anche le
spese sostenute per ... bustarelle & C?
a cura di V. A.
V. A..
Soluzione 1:
Per ogni chiodo il prezzo raddoppia. Si osservi
che:
chiodi
1°
2°
3°
...
n°
...
32°
centesimi
20
21
22
...
2n–1
231
...
Letteralmente la spesa totale sarebbe la somma
dei prezzi dei singoli chiodi cioè S 32 =
∑
31
2n
n=0
ma già il solo 32esimo chiodo ha un prezzo
assurdo 231 = 2.147.483.648 centesimi, che mi
pare un po’ eccessivo.
L’autore che conosce poco la matematica e
nulla la lingua italiana forse meglio faceva a
dire:
96 bis. Quattro ferri di cavallo
Un maniscalco propone di mettere per il
prezzo di 1 centesimo il primo chiodo di ogni
ferro, 2 centesimi il secondo, 4 centesimi il
terzo, 8 centesimi il quarto e così di seguito fino
al 32esimo chiodo, poiché ogni ferro comporta
8 chiodi. Qual è il prezzo totale della ferratura?
Soluzione 2:
Per ogni chiodo di ogni ferro il prezzo
raddoppia. Si osservi che:
chiodi
1°
2°
3°
4°
centesimi
20=1
21=2
22=4
23=8
chiodi
5°
6°
7°
8°
centesimi 24=16 25=32 26=64 27=128
per una spesa totale S8 per ogni ferro pari a:
S8 =
7
∑2
n
n=0
All’autore
piacciono i cavalli?
Direi di più
gli asini!
Commento del Direttore
Pur non essendo genoano mi auguro che le
fosche previsioni del Dottor A. C. non si
realizzino. Supponendo l’ultima affermazione
riportata in verde vera ne segue:
Il livello della seria A in Italia è bassissimo da
cui deriva che ciò non accadrà!
Per 4 persone
Penne alla Sorrentina
3/4 hg di penne rigate, quattro spicchi di aglio,
cinque pomodori maturi tipo San Marzano, una
piccola mozzarella di bufala fresca, q. b. di olio
extravergine di oliva, sei foglioline di basilico,
di origano, di peperoncino rosso e di sale.
Pulire aglio e basilico, fare a piccoli cubetti la
mozzarella, tritare i pomodori finemente e farli
cuocere senza fermentarli aggiungendo l’aglio,
l’olio, il peperoncino, il sale e l’origano.
Togliere l’aglio prima di condire le penne, cotte
in abbondante acqua salata, con il sugo, i cubetti
di mozzarella ed il basilico.
Inutile dire che per questo primo piatto va
serviti con un fresco vino rosato del Salento.
$
Un po’ di cocktail
Personali
Lime Ginger Gin
♦ Bibita al ginger 4/10
♦ Gin 4/10
♦ Succo di Lime 2/10
♦ Q. b. di zucchero
Si prepara direttamente nell’old-fashioned on
the rocks e si guarnisce con fettina di lime.
a cura di V. A.
Il pdessino di Tulio tempo fa
aveva chiesto ai savonesi di
aiutarlo a diventare sindaco!
Angelino, bisogna riformare
nuovamente la sanità!
Hai ragione Matteo,
funziona ancora
troppo bene!!!
Non gli era bastato quello
che aveva mangiato fino
a quel momento?
5. Il mio nome é Lucignolo
Edoardo Bennato
6. A Napoli '55 è 'a musica
Edoardo Bennato
[orchestra]
[orchestra]
In quel posto che è ancora segreto
a quell'ora che nessuno sa
quando incomincerà la festa
beato chi ci sarà,
è una festa esclusiva ad inviti,
il trionfo delle vanità,
sarà il mio nome il vostro lasciapassare
e la mia luce vi guiderà.
Sono nato a Napoli, anzi a Bagnoli,
periferia industriale
tra il turno e il rumore delle acciaierie,
sono nato in Viale Campi Flegrei 55, un numero che mi piace
che suona bene oche mi ha portato sempre fortuna
e ha portato fortuna anche a tutti i miei amici del cortile
che mi seguono da sempre
perché insieme ci divertiamo
in fondo era scritto nei numeri, nel destino,
[orchestra]
Il mio nome è Lucignolo,
una garanzia,
per arrivare al centro della sballo
vi illumino la via.
Tra lo insidie dei quaranta ladroni
e le prediche di Ali Babà
il mio nome come abracadabra
tutte le porte vi aprirà.
Pecchè a Napule 55 è 'a musica.
[orchestra]
Il mio nome è Lucignolo,
una garanzia,
oltre le convenzioni della notte
vi illumino la via
dormo tutto quanto il santo giorno con determinazione,
faccio il PR ma non è un mestiere
è una vocazione.
E se chiedete in giro ognuno vi dirà
che in ogni festa vera
é Lucignolo l’unica vera superstar.
[orchestra]
Il mio nome, nome, nome, nome, ... è Lucignolo.
Il mio nome, nome, nome, nome, ... è Lucignolo.
Il mio nome è Lucignolo,
una garanzia,
oltre le convenzioni della notte
vi illumino la via.
[orchestra]
7. Al gran ballo dello Leopolda
Edoardo Bennato
[orchestra[
Pippo ci vai tu
oppure ci vad’io.
o tu senza un invito
o io senza preavviso
parlato: si vai decidiamo va, per me è lo
stesso, ci vuoi andare tu, dai come la
situazione,si ma decidiamo, si okay.
Pippo ci vai tu
oppure ci vad’io.
o tu col tuo buon senso
o io col mio delirio
parlato: e comunque prendiamo una decisione,
vai che ci posso andare anch’io,
guarda so cosa fare so cosa dire, non
ti preoccupare, guarda sta tranquillo.
[orchestra[
Pippo ci vad’io
e parlo a nome tuo,
lo faccio a modo mio
Pippo a muso duro.
[orchestra]
A diciotto anni seno emigrato a Milano
così come fanno tatti quelli che sono nati al sud,
anche i bluesman nati al delta del Mississippi andavano
verso nord
Chicago, New York
io a Milano ci sono andato perché volevo fare la musica
e le case discografiche erano tutte lì,
così ho cominciato a bazzicare quei corridoi, quelle anticamere
cercando almeno di accaparrarmi le simpatie delle segretarie
dei padrini e dei padroni dell'industria del disco
è stata un'esperienza dura ma divertente,
del resto era questa la mia vocazione.
[orchestra]
Pecchè a Napule '55 è 'a musica
[orchestra]
Poi un bel giorno quando meno me lo aspettavo,
quando ormai avevo pensato di lasciar perdere
é arrivata la grande occasione,
nel senso che il capo della lobby che conta ha detto si
e ha deciso che le mie canzonette potevano essere utili
alla causa,
io confesso che ne ho approfittato subito
anche perché dopo anni di gavetta
era l’unico modo per farmi ascoltare
in fondo l’ho detto, lo ripeto era scritto nel numeri
nel destino
Pecchè a Napule '55 é 'a musica
pecchè a Napule quanno fa tridde nun nevica
pecchè a Napule quanno fa caldo é l'Africa
pecchè a Napule '55 è 'a musica
Al gran ballo della Leopolda
Pecchè a Napule quanno sunammo è America
nella foga della quadriglia
pecchè a Napule '55 è 'a musica
e del tango figurato
ba-ba-ballo disperato.
Pippo ci vad’io
e parlo con un Matteo
ma Pippo tra tutti e due
chissà chi è quello vero.
Ah, ah alla Leopolda
Ah, ah alla Leopolda
Ah, ah alla Leopolda
Ah, ah alla Leopolda
Pippo ci vad’io
Ah, ah alla Leopolda
Ah, ah alla Leopolda
e parlo con un Matteo
Ah, ah alla Leopolda
Ah, ah alla Leopolda
ma Pippo tra tutti e due
Ah, ah alla Leopolda
Ah, ah alla Leopolda
chissà chi è quello vero,
chi è quello vero
[orchestra[
Ah, ah alla Leopolda
Ah, ah alla Leopolda
Ah, ah alla Leopolda
Ah, ah alla Leopolda .........
[orchestra]
[orchestra]
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