ISTITUTO COMPRENSIVO NICHELINO 2
Via Sangone, 34 10042 Nichelino (TO)
Tel. 011/60.51.397
www.icnichelino2.it
--- [email protected]
PIANO OFFERTA FORMATIVA
TRIENNALE
Anni Scolastici 2016/17 – 2017/18 – 2018/19
Elaborato dal Collegio dei docenti con delibera del 19/01/2016 ed approvato dal Consiglio d’istituto con delibera del 20/01/2016
1
CAPITOLO 1: IDENTITA’ DELL’ISTITUTO
1.1 STRUTTURA DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO
Il nostro Istituto è costituito da tre ordini di scuola ubicati in cinque plessi:
SCUOLE DELL’INFANZIA
“J. Mirò”
“Andersen”
SCUOLE PRIMARIE
“W. Disney”
“Sangone”
SCUOLA SECONDARIA DI
PRIMO GRADO
“ S. Pellico”
Via Puccini, 43
Tel. 011-6819615
Via Nino Costa , 16
Tel. 011-6053627
Via Puccini, 39
Tel. 011-621938
Via Sangone, 36
Tel. 011-6061578
Via Sangone, 34
Tel. 011-6051397 sede dell’Ufficio del
Dirigente
Scolastico
e
dei
Servizi
Amministrativi.
1.2 RISORSE STRUTTURALI
Scuola dell’infanzia “Mirò”




Sei sezioni con annessi spogliatoi e servizi igienici
Due saloni, di cui uno polivalente (mensa, attività didattiche, post scuola)
Cucina
Giardino
Scuola dell’infanzia “Andersen”





Cinque sezioni con servizi igienici
Una sezione adibita a palestrina
Due saloni di cui uno polivalente (mensa, attività didattiche, post scuola)
Cucina
Giardino
Scuola primaria “Disney”







Ventiquattro aule
Aula di psicomotricità e di sostegno
Laboratorio di informatica
Biblioteca
Aula LIM
Palestra
Refettorio
2
Scuola primaria “Sangone”
 Venti aule
 Aula video
 Aule LIM
 Aula informatica
 Biblioteca
 Auletta adibita a palestrina
 Palestra
 Refettorio
Scuola secondaria di primo grado
 9 aule ( 2 con lavagna interattiva multimediale);
 5 locali adibiti a laboratori: •laboratorio arte e immagine; •laboratorio audiovisivo;
•laboratorio informatica; • laboratorio musicale; •laboratorio scientifico.
 Locali adibiti a: presidenza, segreterie; sala insegnanti; saletta ricevimento
genitori;biblioteca; sala medica; sale mensa; palestre con spogliatoi annessi.
1.3 FINALITA’
Una scuola per la formazione di cittadini competenti
La finalità della scuola è lo sviluppo armonico ed integrale della persona, all’interno dei principi
definiti dalla Costituzione italiana e dai documenti dell’Unione Europea, nella promozione della
conoscenza, nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, con il coinvolgimento
attivo degli studenti e delle famiglie.
L’azione della scuola si esplica attraverso la collaborazione con la famiglia, nel reciproco rispetto
dei diversi ruoli e ambiti educativi, nonché con le altre formazioni sociali ove si svolge la
personalità di ciascuno.
Quadro di riferimento sono le otto competenze chiave per l’apprendimento permanente definite dal
Parlamento europeo (Raccomandazione del 18/12/ 2006):
mprenditorialità;
Le competenze rappresentano un insieme integrato di conoscenze (dichiarative/procedurali), di
abilità (cognitive/linguistiche/manuali/motorie) e atteggiamenti (personali/interpersonali/sociali)
che l’alunno-persona è in grado di attivare in determinati contesti reali, realizzando una prestazione
consapevole finalizzata al raggiungimento di uno scopo.
Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno nella società della conoscenza per la
realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.
3
Il profilo dello studente e gli obiettivi
Compito della scuola è quello di contribuire attivamente alla formazione di competenze che
consentano all’alunno, al termine del percorso del primo ciclo di istruzione, di sviluppare la propria
personalità e di affrontare con responsabilità e maggiore autonomia le situazioni di vita della
propria età.
Secondo le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione
(DPR 254/2012)
Lo studente ha consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti, utilizza gli strumenti di
conoscenza per comprendere se stesso e gli altri, per riconoscere ed apprezzare le diverse identità,
le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco..
Dimostra una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere enunciati e testi
di una certa complessità, di esprimere le proprie idee, di adottare un registro linguistico
appropriato alle diverse situazioni.
Nell’incontro con persone di diverse nazionalità è in grado di esprimersi a livello elementare in
lingua inglese e di affrontare una comunicazione essenziale, in semplici situazioni di vita
quotidiana, in una seconda lingua europea. .
Le sue conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche gli consentono di analizzare dati e fatti
della realtà e di verificare l’attendibilità delle osservazioni proposte da altri.
Si orienta nello spazio e nel tempo; osserva ed interpreta ambienti, fatti, fenomeni e produzioni
artistiche.
Ha buone competenze digitali, usa con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per
ricercare e analizzare dati ed informazioni, per distinguere informazioni attendibili da quelle che
necessitano di approfondimento, di controllo e di verifica e per interagire con soggetti diversi nel
mondo.
Possiede un patrimonio di conoscenze e nozioni di base ed è allo stesso tempo capace di ricercare e
di procurarsi velocemente nuove informazioni ed impegnarsi in nuovi apprendimenti anche in
modo autonomo.
Ha cura e rispetto di sé. Si assume le proprie responsabilità e chiede aiuto quando si trova in
difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede.
4
1.4 BISOGNI EDUCATIVI E FORMATIVI DEGLI ALUNNI
E’ essenziale che gli alunni vivano in un ambiente sereno, si rechino a scuola volentieri e non
provino disagio nei confronti dell’esperienza scolastica, perchè ciò sia possibile è necessario
soddisfare due bisogni fondamentali
RELAZIONE e APPRENDIMENTO
SCUOLA dell’INFANZIA
•inserimento scaglionato,
•orario ridotto,
•compresenza delle insegnanti,
•supporto dei genitori nelle prime due settimane di
scuola.
Accoglienza
RELA
ZIONE
SCUOLA PRIMARIA
•orario ridotto.
•compresenza degli insegnanti(compatibilmente con
la riduzione di organico verificatasi per l’a.s.
2010/11 e ancora in parte in vigore),
•supporto dei genitori, qualora necessario, nella
prima settimana di scuola,
•continuità fra ordini di scuola.
SCUOLA SECONDARIA
Socializzazione
Integrazione
•colloqui iniziali individuali con le famiglie dei singoli
allievi
per approfondirne la conoscenza,
•presentazione e conoscenza degli spazi e delle regole
del
nuovo ambiente scolastico,
•illustrazione delle principali norme di sicurezza,
•continuità fra ordini di scuola.
Creare un clima favorevole
•alla conoscenza
•all’incontro
•all’accettazione degli altri.
Promuovere:
•la cooperazione
•la conoscenza di altre culture
•riconoscere la diversità come risorsa
• Incentivare le occasioni di comunicazione, scambio e
Acquisizione delle confronto educando al rispetto delle norme della civile
convivenza.
regole
•Guidare alla presa di coscienza ed al rispetto dei diversi
punti di vista e alle differenti culture presenti nel
territorio.
5
Acquisi I team docenti dei tre ordini di scuola (infanzia, primaria,
zione secondaria di primo grado) predispongono piani di lavoro
delle annuali nonché incontri mensili di progettazione, confronto
compet e verifica per classi parallele o gruppi omogenei per età, su
tematiche comuni, incontri di programmazione per ambiti
enze
disciplinari e per tematiche trasversali alle diverse
discipline.
APPRENDIMENTO
•Porre l’alunno al centro dell’attenzione.
•Instaurare una situazione non direttiva.
Rafforzamento •Creare un clima relazionale sereno.
della motivazione •Valorizzare il gioco come risorsa.
•Incentivare la comunicazione, lo scambio e il confronto.
•Perseguire con gradualità gli obiettivi previsti rispettando
gli stili di apprendimento e garantendo flessibilità di tempi.
Prevenzione
•Interventi mirati all’individuazione precoce dei disturbi di
apprendimento.
•Rete di interventi che coinvolgano: alunni, famiglia,
personale docente e non docente, territorio (ASL, distretto
scolastico, Comune….).
•Percorsi didattici che utilizzino anche nuove tecnologie e
metodologie alternative.
•Continuità educativa tra i vari ordini scolastici.
•Utilizzo di strategie per una adeguata integrazione delle
diverse realtà multietniche.
•Formazione e aggiornamento del personale docente.
Valorizzazione
•Incentivare l’autostima e stimolare l’autonomia.
•Sviluppare la capacità di giudizio e lo spirito critico.
•Potenziare la curiosità.
•Valorizzare le diversità individuali e la cooperazione.
Orientamento
e
autorientamento
•Aiutare l’alunno nella conoscenza di sé.
•Accompagnarlo nel suo processo di crescita.
•Favorire la maturazione della capacità decisionale e di
scelta.
•Rendere ciascuno consapevole delle proprie risorse,
attitudini e potenzialità.
•Accompagnare l’alunno nella conquista della propria
autonomia.
•Aiutarlo a fare scelte consapevoli e sostenibili.
•Sviluppare competenze strategiche forti, soprattutto in
relazione all’acquisizione e alla gestione del sapere.
•Rifondare i curricoli privilegiando conoscenze e
competenze significative per l’esistenza di coloro che
apprendono.
6
Per il raggiungimento dei suddetti obiettivi la Scuola
secondaria di 1°grado fornisce gli strumenti culturali e le
risorse a disposizione (interne ed esterne) per creare
situazioni formative con forte valenza orientativa.
Le diverse situazioni formative vanno ad inserirsi in un
progetto educativo-didattico organico e sistematico, che si
sviluppa nell’arco del triennio e pone l’allievo in condizioni
di poter costruire i propri percorsi di vita.
L’attività di orientamento si avvale della collaborazione con
diversi interlocutori presenti sul territorio, quali il servizio
Orientarsi della Provincia di Torino, i centri di formazione
professionale Engim ed Enaip di Nichelino.
Le classi terze partecipano ogni anno ad iniziative
consolidate da tempo:
• “Salone dell’Orientamento”, organizzato dal Comune di
Nichelino;
•incontri con esperti esterni;
•visita alle scuole superiori del territorio per acquisire una
conoscenza diretta dell’offerta formativa;
•realizzazione di laboratori-ponte con le scuole superiori
del territorio.
1.5 OBIETTIVI FORMATIVI PRIORITARI
In base a quanto previsto dalla Legge 107/15, art.1.comma7, il nostro Istituto
Comprensivo, per il prossimo triennio, considerando il Piano di Miglioramento,
l’offerta formativa e le risorse disponibili, individua come prioritari, nei tre ordini di
scuola, i seguenti OBIETTIVI FORMATIVI:
 Sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica
attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace
 Attenzione ai bisogni educativi speciali
 Valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche con particolare
riferimento alla lingua italiana
 Potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche
 Potenziamento delle discipline artistico-musicali e motorie
7
1.6 PIANO DI MIGLIORAMENTO
LINEE DI MIGLIORAMENTO
AREE PRIORITARIE
STESURA
CURRICOLO
VERTICALE (scuola
Infanzia, scuola
primaria, scuola
secondaria inferiore)
OBIETTIVI A LUNGO
TERMINE
OBIETTIVI A BREVE
TERMINE
ATTIVITÀ
- costruzione del curricolo
della scuola dell'infanzia a
partire dai campi di
esperienza/raccordo con
curricolo sc. Primaria
-costruzione del curricolo di
italiano e matematica
primaria/ raccordo con
curricolo scuola secondaria
-corso di formazioneper -gennaio/marzo
tutti gli insegnanti
2016
- costituzione gruppo di
lavoro/commissione per il
curricolo
-riunioni periodiche di
studio e
approfondimento
-progettare per
competenze nei tre
ordini di scuola
dell'Istituto Comprensivo
-riunioni periodiche
commissione per il
curricolo
-restituzione dati e
discussione con
Collegio dei docenti
TEMPI DI
REALIZZAZIONE
-coordina attività della
commissione per il
curricolo
-monitora tempi di
realizzazione del
progetto su curricolo
verticale/programma
incontri
-aggiorna commissione
pof
RESPONSABILE
PROGETTO
-numero di
programmazioni
riprogettate per
competenze
Funzione
strumentale
Curricolo
verticale
-primo mercoledì di
ogni mese nel corso
degli anni scolastici -numero di
2015-2018
verifiche comuni
predisposte per
-in ogni interclasse/ competenze
consigli di classe/
intersezione tramite
i partecipanti alla
commissione per il
curricolo
-riunioni periodiche
di gruppo
-attività individuale di
studio dei partecipanti
-designazione funzione
strumentale per il curricolo
INDICATORI
-periodo di impegno
triennale
-incontri mensili nel
corso degli anni
scolastici 20152018
-incontri periodici
commissione pof
AREE PRIORITARIE
OBIETTIVI A LUNGO
TERMINE
OBIETTIVI A BREVE
TERMINE
ATTIVITÀ
TEMPI DI
REALIZZAZIONE
-Migliorare i livelli di
conoscenza e
competenza degli alunni
nell'ambito linguistico e
matematico
-realizzare laboratori di
recupero in italiano e
matematica nella scuola
secondaria inferiore
-laboratori di italiano e
matematica per fasce
deboli
-secondo
quadrimestre
-realizzare laboratori di
recupero/potenziamento in
italiano e matematica nella
scuola primaria
-laboratori di italiano e
matematica per gruppi
di livello scuola
primaria
-affinare criteri di formazione
delle classi
-trasmissione dati da
un ordine di scuola
all'altro
-laboratori di continuità
POTENZIAMENTO
DEGLI ESITI
FORMATIVI DEGLI
ALUNNI IN AMBITO -favorire l'uniformità
LINGUISTICO E
degli esiti formativi
all'interno del sistema
MATEMATICO
scolastico riducendo la
varianza interna nelle
classi e fra le classi
-individuare indicatori più
efficaci per rilevare punti di
debolezza/forza degli alunni
-predisporre progetti comuni
alla classi di puntuale
realizzazione
-definire prove di verifica
comuni per le classi in
ingresso e in uscita
- valutare l'efficacia delle
metodologie di
insegnamento e delle
strategie adottate nel
team di classi parallele
-aumentare il grado di
progettazione comune delle
classi/sezioni
-aumentare il livello di
condivisione delle buone
prassi adottate nelle classi
INDICATORI
RESPONSABILE
PROGETTO
- percentuale di Team di classe
alunni i cui esiti e Consigli di
formativi risultino classe
migliorati nel
confronto tra i
-durante gli orari di risultati del
compresenza degli primo
insegnanti di scuola quadrimestre e
primaria (classi
del secondo;
seconde-quinte)
-incontri periodici a
fine ciclo
-in corso d'anno
-realizzare tabelle di
rilevazione
- numero di
alunni coinvolti
nei percorsi
formativi;
-al termine dell'anno - indice di
scolastico
“varianza” fra le
classi;
-compiere osservazioni -al termine dell'anno
nel gruppo classe di
scolastico
provenienza
-condurre
attività/laboratori
comuni per le classi
-in corso d'anno
periodicamente
-condurre prove di
verfica comuni
-inizio anno
scolastico
-fine anno
scolastico
-progettazione mensile
di intersezione scuola
dell'infanzia/ interclasse
scuola primaria
-incontri mensili di
programmazione
lungo tutto l'anno
scolastico
-progettazione nei
dipartimenti scuola
media
-incontri periodici
nell'anno scolastico
Consigli
d’interclasse;
Dipartimenti
disciplinari;
Commissione
formazione
classi
Consigli
d’interclasse;
Dipartimenti
disciplinari
-programmazione
settimanale di classe e
interclasse di plesso
-evidenziare precocemente i
disturbi specifici
dell'apprendimento per
predisporre tempestivamente
percorsi formativi adeguati e
adottare buone prassi
INCLUSIONE
-favorire il successo
formativo di tutti gli
alunni in particolare gli
alunni BES
(si rimanda al PAI
riguardo ai percorsi per
alunni stranieri e alunni
con disabilità)
-incontri settimanali
di programmazione
lungo tutto l'anno
scolastico
-Progetto “Rete
-gennaio-giugno di
dislessia e
ogni anno
accessibilità: per dare a scolastico
tutti le stesse
opportunità” con
laboratori di
potenziamento
nelle scuole
dell'infanzia e classi
prime e seconde delle
scuole primarie dell'I.C.
-supporto della
logopedista della asl di
riferimento
-migliorare le metodologie di
insegnamento
-condividere buone prassi
-formazione di tutti di gli
insegnanti sul tema
dell'inclusione (corso
Index, formazione su
allegato alla dgr. 16)
-Calendarizzazione
di alcuni incontri nel
corso dell'anno
scolastico
-progettare percorsi specifici
-compilazione PDP
-mese di novembre
-laboratori per gli alunni -primavera di ogni
Dsa in orario scolastico anno scolastico
nelle classi terze-quinte
della scuola primaria
-percorsi di studio
personalizzati nella
scuola secondaria
inferiore
-durante tutto l'anno
scolastico
-Funzione
strumentale per
l'Inclusione;
Team di classe;
Consigli di
classe
FABBISOGNO DI ORGANICO
In questa sezione si indica il numero di posti di organico, anche in riferimento alle sezioni “L’organico
dell’autonomia” e “Reti di scuole e collaborazioni esterne” della nota MIUR prot. n. 2805 del 11.12.2015:
a. posti comuni e di sostegno
SCUOLA INFANZIA E PRIMARIA
Scuola
dell’infanzia
Scuola
primaria
Annualità
Fabbisogno per il triennio
Posto di sostegno
a.s. 2016-17: n.
Posto
comune
24
a.s. 2017-18: n.
24
3
a.s. 2018-19: n.
24
3
a.s. 2016-17: n.
50
11
a.s. 2017-18: n.
50
11
a.s. 2018-19: n.
50
11
3
Motivazione: indicare il piano
delle sezioni previste e le loro
caratteristiche (tempo pieno e
normale, pluriclassi….)
12 sezioni di tempo normale 40
ore sett.li
12 sezioni di tempo normale 40
ore sett.li
12 sezioni di tempo normale 40
ore sett.li
25 classi di tempo pieno 40 ore
sett.li
25 classi di tempo pieno 40 ore
sett.li
25 classi di tempo pieno 40 ore
sett.li
I dati sono calcolati in riferimento alla serie storica degli organici, con riferimento al decorso
decennio.
Scuola dell’infanzia posti comuni: si ipotizza di costituire la sezione n. 12, in quanto tutte le scuole
statali del territorio non hanno disponibilità di locali.
Scuola primaria posti comuni: si ipotizza la conferma delle 25 classi attualmente funzionanti a tempo
pieno.
11
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO
Classe di
a.s. 2016-17
a.s. 2017-18
a.s. 2018-19
concorso/s
ostegno
A043
7
7
7
A059
4
4 + 3 ore
4 + 3 ore
A245
1 + 2 ore
1 + 4 ore
1 + 4 ore
A345
1 + 12 ore
1 + 15 ore
1 + 15 ore
A032
1 + 2 ore
1 + 4 ore
1 + 4 ore
A028
1 + 2 ore
1 + 4 ore
1 + 4 ore
A033
1 + 2 ore
1 + 4 ore
1 + 4 ore
A030
1 + 2 ore
1 + 4 ore
1 + 4 ore
AD00
6
6
6
Motivazione: indicare il piano
delle classi previste e le loro
caratteristiche
Essendo un istituto comprensivo appena
istituito, non è possibile fare ricorso alle serie
storiche.
Considerato però che l’istituto sta avviando la
costruzione di un curricolo verticale, si attende
da parte dell’utenza una particolare attenzione
verso questa nuova realtà e pertanto si ipotizza:
nel 2016/17, la formazione di 4 prime
a fronte di 5 quinte primaria in
uscita, per un totale di 10 classi di cui
3 a tempo prolungato
nel 2017/18, la formazione di 4 prime
a fronte di 5 quinte primaria in
uscita, per un totale di 11 classi di cui
3 a tempo prolungato
nel 2018/19, la conferma delle 11
classi di cui 3 a tempo prolungato, in
virtù del fatto che le quinte primaria
uscenti sono 4
Per i posti di sostegno, si ipotizza il
mantenimento di 6 cattedre, a fronte degli
alunni disabili in uscita dalla scuola primaria in
ciascun anno.
Ulteriori elementi: …..
b. Posti per il potenziamento
Tipologia (es. posto comune
primaria, classe di concorso
scuola secondaria, sostegno…)
n. docenti
Posto comune primaria
3
Posto sostegno primaria
1
Si prevede l’utilizzo di 2 posti per lo svolgimento dei laboratori linguistici, a favore
degli alunni stranieri e con disturbi dell’apprendimento; di un posto per uniformare
il tempo pieno
Si prevede la conferma dell’organico di potenziamento assegnato nell’ a.s. 2015/16,
per lo svolgimento di attività laboratori ali specifici (CAA, …)
A043
1
Si prevede l’utilizzo di un posto per il potenziamento delle competenze linguistiche
per alunni DSA e per la valorizzazione delle eccellenze
A345
1
A059
1
A032
1
Motivazione
Si prevede l’utilizzo di un posto per il potenziamento delle competenze in lingua
inglese , in particolare per gli alunni DSA e per la valorizzazione delle eccellenze
(CLIL)
Si prevede l’utilizzo di un posto per il potenziamento delle competenze logicomatematiche nell’ottica di allineamento dei risultati INVALSI, per gli alunni DSA e
per la valorizzazione delle eccellenze
Si prevede di realizzare classi con potenziamento delle competenze nella pratica e
nella cultura musicale per la scuola primaria e secondaria di 1° grado (Legge
107/2015, comma 7, punto c)
c. Posti per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nel rispetto di quanto
stabilito dal comma 14 dell’art. 1, legge 107/2015.
Tipologia
Assistente amministrativo
n.
6
Collaboratore scolastico
21
Assistente tecnico e relativo profilo (solo
scuole superiori)
Altro
/
/
12
CAPITOLO 2: OFFERTA FORMATIVA
2.1 ORARI SCUOLA DELL’INFANZIA
Nella scuola dell’infanzia l’orario complessivo di funzionamento fino ad un massimo di 1700 ore annue,
secondo l’art. 3 del D.L. 59/04 e la C.M. 29/04 si articola nelle seguenti modalità:
7.45-8.25
8.30- 9.00
13.00-13.05
15.30-15.45
15.45- 17.15
pre scuola
Entrata
uscita antimeridiana
Uscita
post scuola comunale
L’organizzazione che ne consegue si fonda sui seguenti aspetti:
 l’utilizzo delle ore di compresenza per attività a sezioni parallele, attività di
piccolo gruppo per interventi individualizzati e potenziamento delle abilità
individuali;
 la programmazione didattico/educativa strutturata rispettando le potenzialità
individuali, i livelli di apprendimento, le fasce di età e le esigenze strutturali e
organizzative;
 la gestione da parte delle insegnanti del servizio di pre-scuola.
2.2 ORARI SCUOLA PRIMARIA
Le scuole primarie riconoscono l’orario del tempo pieno (40 ore) come unica opportunità in grado di
garantire pienamente la formazione della personalità del bambino e del cittadino, tramite un modello
scolastico che consenta tempi distesi ed adeguati ai ritmi di crescita e di apprendimento, tramite
un’organizzazione della classe che prevede anche momenti di contemporaneità delle insegnanti e lavori
strutturati per piccoli gruppi,
tramite un equilibrato alternarsi di momenti di studio, di esercitazione, di espressione personale, di rapporti
interpersonali e di ambienti significativi per l’affettività.
Con il piano programmatico 25/09/08, il MIUR prevede la progressiva introduzione del maestro prevalente,
anche nelle classi a tempo pieno,così come dispone l’art. 4 della legge 30/10/08 n’169.
Gradualmente la riduzione degli organici comporta, da un lato il mantenimento delle 40 ore settimanali di
frequenza per gli alunni e, d’altro canto, dovrà prevedere l’applicazione di un numero di insegnanti
superiore a due, per garantire la copertura delle 40 ore settimanali di funzionamento della classe.
Tale modularizzazione si applica sulle sole classi prime.
Le modalità orarie adottate hanno lo scopo di salvaguardare le compresenze nella misura massima delle
possibilità, limitando orari di docenza spezzati in ogni giornata.
2.3 ORARI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
• Orario di funzionamento delle classi di Tempo Normale
(Il modulo orario prevede l’obbligo di frequenza di un’attività laboratoriale per un quadrimestre scelta
fra quelle proposte dal Plesso)
Ora
8,00-8,55
8,55-9,50
9,50-10,40
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
10,50-11,45
11,45-12,35
12,40-13,35
13
Sabato
L
I
B
E
R
O
13,35-14,30
14.30-15.25
15,25-16,20
Mensa
Laboratorio
Laboratorio
• Orario di funzionamento delle classi di Tempo Prolungato
(Il modulo orario prevede l’obbligo di frequenza di un’attività laboratoriale per almeno un quadrimestre
scelta fra quelle proposte dal Plesso)
Ora
8,00-8,55
8,55-9,50
9,50-10,40
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
12,40-13,35
13,35-14,30 Mensa
14.30-15.25
15,25-16,20
Intervallo
Intervallo
Intervallo
Intervallo
10,50-11,45
11,45-12,35
Mensa
Laboratorio
Laboratorio
Sabato
L
I
B
E
R
O
Mensa
•Orario curricolare:
- Classi di Tempo Normale (modulo 30 unità didattiche con un rientro pomeridiano quadrimestrale
di attività laboratoriale)
Lettere (Italiano,Storia, Geografia)
Matematica e scienze
Inglese
Francese
Arte e immagine
Educazione musicale
Scienze motorie
Tecnologia
Religione/ attività alternativa
10
6
3
2
2
2
2
2
1
unità didattiche (u.d.)
- Classi di Tempo Prolungato (modulo 36 unità didattiche con due rientri pomeridiani più un terzo
pomeriggio quadrimestrale di attività laboratoriale)
Lettere (Italiano,Storia, Geografia)
Matematica e scienze
Inglese
Francese
Arte e immagine
Educazione musicale
Scienze motorie
Tecnologia
Religione/ attività alternativa
12
8
3
2
2
2
2
2
1
unità didattiche (u.d.)
14
2.4 OBIETTIVI E COMPETENZE DA PROMUOVERE
L’offerta formativa del nostro Istituto si fonda su due aspetti fondamentali per la crescita dell’alunno e la
formazione del cittadino:
PROMOZIONE DEL
BENESSERE
ACQUISIZIONE DI COMPETENZE
PROMOZIONE DEL BENESSERE
CONTENUTI
STRATEGIE
• Contenere le ansie e lo stress dovute al cambiamento.
• Permettere la conoscenza del nuovo ambiente scolastico.
• Conoscere i futuri insegnanti.
• Promuovere il successo formativo degli studenti.
• Rilevare indicatori di disagio.
ACCOGLIENZA • Programmare laboratori ponte tra i differenti ordini di scuola per favorire il
INSERIMENTO passaggio alla scuola di grado superiore.
CONTINUITA’
•Osservare l’ambiente della scuola dell’infanzia in cui si sono formati i bambini.
RELAZIONE
EDUCATIVA
Attenzione costante degli insegnanti a:
 bisogni individuali dell’utenza,
 qualità dell’insegnamento,
 formazione di base a tutti gli alunni,
 sviluppo di una scuola multietnica,
 inserimento degli alunni con bisogni educativi speciali,
 pari opportunità per tutti.
ASSEMBLEE DI CLASSE E SEZIONE
RAPPORTO
SCUOLA –
FAMIGLIA
Calendarizzazione di incontri periodici tra genitori ed insegnanti per:
 coinvolgimento dei genitori nella gestione dei problemi educativi;
 informazioni sull’attività didattica;
 discussioni di eventuali tematiche di interesse comune all’interno delle classi/sezioni.
Per urgenze è data la possibilità di richiedere colloqui individuali con gli insegnanti di
classe/sezione.
COLLOQUI INDIVIDUALI ( tutti gli ordini di scuola)
Fra genitori e insegnanti, per seguire insieme il percorso didattico del singolo alunno.
INTERCLASSE E INTERSEZIONE (infanzia e primaria)
Incontri periodici fra il dirigente scolastico, le insegnanti, i genitori rappresentanti per
discutere delle tematiche riguardanti il funzionamento e l’organizzazione scolastica.
CONSIGLIO DI INTERCLASSE PER CLASSI PARALLELE DI CIRCOLO(infanzia e
primaria)
Incontri fra insegnanti di classi parallele e i rappresentanti di classe per discutere
15
tematiche educative specifiche di interesse comune.
CONSIGLI DI CLASSE (scuola secondaria di 1° grado)
Sono costituiti dai docenti di ogni classe ed hanno competenze relative al coordinamento
didattico e multi/interdisciplinare ed alla valutazione periodica e finale degli alunni.
Fanno parte del consiglio di classe i rappresentanti dei genitori eletti annualmente.
INCONTRI QUADRIMESTRALI (scuola secondaria di 1° grado)
Fra genitori ed insegnanti di tutte le discipline per informazioni sull’andamento didattico
del singolo allievo.
ACQUISIZIONE DI COMPETENZE
CONTENUTI
STRATEGIE
SCUOLA dell’INFANZIA

Programmazione educativo/didattica con competenze differenziate per fasce
di età.
SCUOLA PRIMARIA


Programmazione educativo/didattica per classi parallele.
Programmazione di competenze irrinunciabili per classi parallele.
SCUOLA SECONDARIA

PROGRAMMAZIONE
Programmazione trasversale per competenze europee a cura di ogni consiglio
di classe.
 Programmazione disciplinare elaborata in comune con docenti della stessa
disciplina.
 Programmazione individualizzata per alunni con bisogni educativi speciali.
.
Le programmazioni vengono presentate alle famiglie nelle assemblee di
classe/sezione ad inizio dell’anno scolastico. Nel corso dell’anno è prevista una
ricerca-azione per avviare una prima fase di costruzione del curricolo verticale dai
tre ai quattordici anni, come da Indicazioni Nazionali ministeriali. Tale progetto
verrà condotto in rete con le altre scuole del territorio.
Considerando le potenzialità e gli interessi individuali, si predispongono piani
OBIETTIVI DIDATTICO annuali di lavoro individuando le competenze ritenute irrinunciabili, adeguate
EDUCATIVI
alle varie fasce di età.

Motivare ad apprendere : affinché l’imparare risulti essere un’esperienza
piacevole e gratificante, oltre che costruttiva.

Porre sempre l’alunno al centro dell’azione didattica, partendo dalle sue
esperienze, conoscenze e pre-conoscenze e dai suoi bisogni, per favorire
l’interesse e la curiosità.

Instaurare una situazione non direttiva: valorizzare, incoraggiare, dimostrare
attenzione, ascoltare, manifestare rispetto per le capacità e possibilità di ogni
alunno, dare fiducia.
CRITERI
METODOLOGICI
16
VERIFICA
E
VALUTAZIONE

Creare un clima relazionale sereno e proficuo.

Valorizzare il gioco come risorsa privilegiata di apprendimento e di relazione
nei bambini più piccoli.

Incentivare ogni occasione di comunicazione, scambio e confronto, educando
al rispetto delle norme della civile convivenza.

Guidare alla presa di coscienza ed al rispetto dei diversi punti di vista, nonché
delle differenti culture presenti sul territorio.

Perseguire con gradualità gli obiettivi previsti, garantendo flessibilità di tempi
nel rispetto dei ritmi di apprendimento individuali.

Valutare in itinere ed al termine di ogni unità didattica i risultati conseguiti, al
fine di mettere a punto, ed eventualmente modificare, il percorso intrapreso.
La valutazione attraversa ogni momento dell’attività della scuola ed è elemento
costitutivo del POF sotto il profilo dell’identità pedagogica,didattica,
organizzativo-gestionale.
La valutazione
• tiene conto dei livelli di partenza e delle situazioni contestuali;
• concentra l’attenzione e l’investimento educativo sull’evoluzione
dell’apprendimento e non solo sul risultato; 
• si basa sull’osservazione continua e sulla raccolta di indicatori molteplici, che
forniscono informazioni sul progressivo sviluppo di competenze degli allievi;
•è formativa, ovvero interessa l’apprendimento nel suo verificarsi, favorisce il
dialogo educativo e la valutazione fra pari, stimola e guida le riflessioni e le
autovalutazioni da parte dell’allievo sui propri processi di apprendimento
favorendo il controllo delle procedure, l’intenzionalità responsabile;
• è coerente con una didattica laboratoriale, cooperativa, che impegna e stimola il
protagonismo attivo dei discenti, all’interno di un ambiente funzionale
all’apprendimento;
• si affida a criteri equi, trasparenti e condivisi, che favoriscono un orientamento
alla progressiva padronanza delle competenze personali;
•è potenzialmente inclusiva poiché coinvolge e accompagna il soggetto nei
processi di apprendimento, responsabilizzandolo, aumentandone le capacità di
riflessione critica su di sé, il senso di autostima e quindi l’autonomia individuale.
Nella scuola secondaria, per quanto riguarda le valutazioni disciplinari che
verificano i processi di apprendimento e il percorso formativo dell’alunno,
si realizzeranno prove sia orali, sia scritte (questionari; risposte aperte, semiaperte e chiuse; realizzazioni di testi e problemi) articolate in:
•Prove d’ingresso (inizio anno per verificare il livello di partenza)
•Prove in itinere (durante l’anno scolastico con verifiche periodiche)
•Prove in uscita (a fine anno per verificare i risultati raggiunti)
Le prove di ingresso e di uscita verranno somministrate ogni anno per la durata
del triennio. I risultati saranno condivisi dal Consiglio di Classe che, prendendo
atto delle diverse situazioni, attiverà strategie di recupero, consolidamento o
approfondimento a seconda delle necessità.
Gli strumenti attraverso i quali si declina il percorso di valutazione consistono in:
•giudizio di idoneità per le classi terze,
17
2.5 COLLABORAZIONE FRA ISTITUTI
RETE DI SCUOLE
Tutte le scuole di Nichelino, di ogni ordine e
grado, hanno costituito una rete di
collaborazione per la realizzazione di progetti
comuni al fine di rispondere sempre più
adeguatamente alle richieste ed esigenze
dell’utenza del territorio.
18
2.6 PROGETTI COMUNI A TUTTO L’ISTITUTO
(INFANZIA/ PRIMARIA/SECODARIA DI PRIMO GRADO)
• ACCOGLIENZA ED INSERIMENTO
FINALITA’
 Contenere le ansie degli alunni e dei genitori per favorire un inserimento sereno
nella nuova realtà scolastica.
SI RIVOLGE A:
Alunni in ingresso nella nuova realtà scolastica e relativi genitori.
CHE COSA SI FA
Riunioni informative con i genitori prima dell’iscrizione (infanzia e primaria),
open day per conoscere le scuole e l’offerta formativa,
disponibilità a colloqui individuali per situazioni particolari,
possibilità di laboratori aperti ai genitori degli alunni in ingresso.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Alunni e insegnanti con la collaborazione dei genitori delle sezioni/classi interessate.
METODOLOGIE
Inserimento scaglionato (scuola dell'infanzia).
Orario ridotto (scuola dell'infanzia/primaria).
Compresenze degli insegnanti.
Supporto dei genitori nelle prime due settimane di scuola dell'infanzia e nella prima di
scuola primaria.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Osservazione sugli inserimenti.
Colloqui con le famiglie.
Colloqui fra gli insegnanti.
19
• CONTINUITÀ
FINALITA’
 Favorire nei bambini e nei ragazzi un approccio positivo al nuovo ordine scolastico.
 Promuovere la conoscenza della nuova struttura scolastica e del diverso stile di lavoro.
SI RIVOLGE A:
Alunni, genitori e insegnanti delle classi di passaggio tra i diversi ordini di scuola.
CHE COSA SI FA
Possibilità di osservazione dei bambini della scuola dell’infanzia da parte degli
insegnanti di scuola primaria durante alcuni momenti della routine quotidiana
(gioco libero, pranzo, attività didattica).
Laboratori ponte fra scuola dell’infanzia e primaria con due incontri fra le classi
prime e i bambini di cinque anni.
Laboratori ponte fra scuola primaria e scuola secondaria.
Colloqui fra insegnanti per il passaggio dati utili alla formazione delle classi prime.
Compilazione griglie di verifica e valutazione proposte dalla commissione territoriale
di Continuità.
Incontri fra genitori e insegnanti.
Incontro fra insegnanti dei diversi ordini di scuola per la verifica degli inserimenti
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Tutti gli alunni di fine ciclo e quelli dell’inizio del grado scolastico successivo.
Tutti gli insegnanti dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia.
Tutti gli insegnanti delle classi prime e delle classi quinte della scuola primaria.
Professori delle scuole secondarie di primo grado.
Funzioni strumentali.
METODOLOGIE
Per i laboratori ponte: attività in comune tra alunni dei differenti ordini di scuola per
la realizzazione di elaborati, oggettistica, cartelloni, disegni,….
Visita della scuola e conoscenza degli spazi.
Adesione a progetti offerti dal territorio o a percorsi concordati fra insegnanti dei
diversi ordini di scuola.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Valutazione delle attività svolte.
Colloqui e schede per il passaggio dati.
20
• INCLUSIONE
FINALITA’
 Promuovere la cultura dell’inclusione per favorire la crescita e il percorso scolastico
di tutti gli alunni e in particolare degli alunni con bisogni educativi speciali (BES)
SI RIVOLGE A:
Alunni con disabilità
Alunni con disturbi specifici di apprendimento
Alunni in situazione di svantaggio socio- economico-linguistico-culturale
CHE COSA SI FA:
ALUNNI CON DISABILITA’: riunioni del gruppo H per analizzare le situazioni,
organizzare le risorse disponibili (insegnanti, educatori, assistenti alla comunicazione)
e strutturare gli orari.
I referenti per l’inclusione svolgono attività di consulenza e tutoring, illustrano e raccolgono
la documentazione prevista (Pei,Pdf). Gli insegnanti di sostegno e quelli di classe/sezione
progettano percorsi didattici personalizzati e ricercano proposte e strategie per la risoluzione di
situazioni specifiche. Gli insegnanti di sostegno si riuniscono periodicamente.
ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: adesione dell’Istituto
al “Progetto di prevenzione DSA” promosso nelle scuole del territorio dall’Amministrazione Comunale. Gli insegnanti di classe compilano il Pdp (Piano Didattico Personalizzato)
e progettano attivita’ specifiche. I referenti dell’inclusione svolgono attività di counseling
e tutoring, illustrano e raccolgono la documentazione prevista(Pdp)
ALUNNI IN SITUAZIONE DI SVANTAGGIO SOCIO, ECONOMICO, LINGUISTICO,
CULTURALE: gli insegnanti di classe/sezione facilitano la comunicazione con le famiglie
e progettano attività specifiche per favorire l’acquisizione della lingua italiana e
adottano il protocollo di accoglienza adottato dall’Istituto.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti di classe/sezione
Insegnanti di sostegno
Insegnanti referenti per l’inclusione
METODOLOGIE
.Incontri periodici dettati dalle necessità
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Incontri periodici fra il Dirigente Scolastico, la Funzione Strumentale sull’Inclusione,
e i referenti per monitorare le situazioni e proporre criteri di miglioramento
21
date a livello territoriale
• SCUOLA-FAMIGLIA
FINALITA’
 Far vivere agli alunni un’esperienza scolastica positiva.
 Coinvolgere i genitori nella gestione dei problemi educativi.
 Accogliere pareri, esigenze, richieste e proposte dell’utenza.
SI RIVOLGE A:
Genitori, alunni, insegnanti.
CHE COSA SI FA
AREA DIDATTICA:
Assemblee periodiche di classe/sezione calendarizzate a inizio anno scolastico.
Colloqui individuali informativi.
Assemblee di classe/sezione, interclasse/intersezione.
Consigli di classe aperti ai genitori
Lezioni aperte
Feste e mostre didattiche
Open Day
Sito della scuola e giornalino
Interventi sulla stampa locale
Sportello di ascolto rivolto ai genitori
AREA ORGANIZZATIVA:
Partecipazione dei genitori agli organi collegiali
Questionario di soddisfazione dell’utenza
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti e genitori
METODOLOGIE
Informazioni sull’attività didattica
Discussione su tematiche educative di interesse comune
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Questionario di fine anno rivolto alle famiglie per la valutazione dell’organizzazione delle
scuole e dell’offerta formativa
Partecipazione delle famiglie alla vita della scuola in momenti istituzionalizzati e non.
22
• OSSERVATORIO ALIMENTAZIONE E COMMISSIONE MENSA
FINALITA’
 Monitorare il servizio di ristorazione scolastica
 Organizzare momenti di incontro rivolti ai genitori, con la presenza di esperti, per riflettere su
tematiche educative di interesse generale
SI RIVOLGE A:
Genitori e insegnanti dei quattro istituti comprensivi del territorio.
CHE COSA SI FA
Per la commissione mensa:periodicamente ci si incontra per verificare l’andamento
della mensa nelle scuole e per concordare eventuali miglioramenti da apportare al menù.
Per l’osservatorio: il gruppo progetta e realizza annualmente attività rivolte ai genitori di tutte le
scuole nell’ambito dell’ed. alla salute.
Possibilità di attuare il progetto “Frutta nelle scuole” , compatibilmente con le risorse
disponibili.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Genitori, insegnanti rappresentanti dei quattro Istituti Comprensivi di Nichelino,
responsabili della ristorazione scolastica, dietista.
METODOLOGIE
Confronto e discussione sulle problematiche emerse sul servizio di ristorazione
fra genitori, responsabili ed esperti (per la commissione mensa).
Confronto e discussione sulle tematiche educative riguardanti alimentazione e salute
(per l’osservatorio).
23
• BIBLIOTECA
FINALITÀ:
 Promuovere nell'alunno l'interesse e il "gusto"per la lettura
 Favorire il passaggio dalla lettura intesa come dovere scolastico ad un'attività libera e capace di
porre
il soggetto in relazione con se stesso e con gli altri.
SI RIVOLGE A:
Alunni della scuola dell'infanzia, della scuola primaria, della scuola secondaria di
secondo grado.
CHE COSA SI FA
INFANZIA E PRIMARIA- Lettura dell'insegnante, giochi di ruolo e simulazione,
drammatizzazione, manipolazione e rielaborazione testi, riformulazione di quanto letto
in diverse forme espressive, documentazione dell'esperienza.
Collaborazione con la biblioteca Civica con la possibilità di:
•visite guidate •laboratori in sede • prestito a distanza “Biblioteca in trasferta”.
SCUOLA SECONDARIA
• Giornata del dono (donazione di libri da parte dei docenti e dell’utenza per ampliare
la biblioteca scolastica).
• Benvenuto in biblioteca (attività di accoglienza per gli allievi delle classi prime).
• Giralibro (concorso rivolto ai ragazzi in collaborazione con l’associazione culturale “Giralibro”)
• Bibliotecario per un giorno incarico di consegna e ritiro libri per responsabilizzare gli allievi
e sensibilizzarli sull’importanza della lettura.
• Reading: attività di lettura per piccoli gruppi con spunti per riflettere
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti di sezione/classe, responsabile della biblioteca scolastica.
METODOLOGIE
•Scuola dell'infanzia:
Valorizzazione del gioco quale mezzo privilegiato per l'attivazione e lo sviluppo di processi
cognitivi e di apprendimento.
•Scuola primaria:
Creazione di situazioni motivanti all'ascolto, alla lettura e alla produzione.
•Scuola secondaria
Assunzione di ruoli di responsabilità nella gestione della biblioteca e ruoli
di impegno nelle attività di lettura.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Compilazione di un questionario iniziale finalizzato ad indagare il rapporto del bambino
copiare
con il libro.
Compilazione di un questionario finale per i laboratori svolti in biblioteca.
Consegna di un post-it per ogni libro preso in prestito sul quale annotare un giudizio relativo
copiare
al libro scelto.
Compilazione di schede libro assegnate dai docenti delle classi.
24
GRUPPO H
FINALITA’
 Concorrere alla piena integrazione scolastica degli allievi con bisogni educativi speciali.
SI RIVOLGE A:
alunni diversamente abili, stranieri, dsa, alunni con esigenze educative speciali,
insegnanti di sostegno e/o di classi/sezioni.
CHE COSA SI FA
Attività di organizzazione (analisi della situazione, delle risorse disponibili,
ricerca del loro ottimale utilizzo, orario degli insegnanti, ecc..).
Consulenza per tutte le esigenze relative all’handicap.
Ricerca di proposte e strategie per la risoluzione di situazioni specifiche.
Possibilità di formazione congiunta di insegnanti di classe/ di sostegno/ educatori su tematiche
condivise.
Coordinamento mensile (programmazione di circolo) tra gli insegnanti di sostegno per scadenze,
consulenza su compilazione documenti, tutoring.
Gestione documentazione informatica con relativa consulenza ai colleghi in corrispondenza
delle scadenze ministeriali.
Consulenza sull’organizzazione del lavoro tra insegnanti di classe, insegnanti di sostegno
e educatori per l’autonomia e la comunicazione (programmazione di circolo).
Collegamento con la scuola polo di Moncalieri e gestione dei materiali
in comodato d’uso.
Gestione sussidi HC.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti referenti dei tre ordini di scuola.
Funzione Strumentale sull’inclusione
METODOLOGIE
Incontri periodici con scadenze dettate dalle necessità.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Incontri periodici.
valutare le situazioni di partenza e propone criteri di miglioramento
sull’uso delle risorse al fine di migliorare l’integrazione
25
• INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI
FINALITA’





Facilitare la comunicazione con le famiglie degli alunni stranieri
Favorire l’integrazione degli alunni stranieri nelle classi/sezioni
Favorire l’apprendimento della lingua italiana
Promuovere la conoscenza di altre culture
Promuovere il benessere relazionale e la cooperazione
SI RIVOLGE A:
Tutte le classi/sezioni dell’istituto e le famiglie dei bambini stranieri.
CHE COSA SI FA
Pred Possibilità di incontri con le famiglie degli alunni stranieri per illustrare
il fu il funzionamento pratico della scuola (materiale, uscite, mensa….) nei primi
mes mesi dell’anno scolastico e nei momenti di scadenze “chiave” (valutazione)
qual qualora si ritenga necessario.
Possibilità di usufruire di mediatori culturali nei momenti di “criticità”(inserimento,
colloqui con le famiglie, valutazioni) compatibilmente con le risorse economiche
disponibili.
Attività didattica personalizzata finalizzata all’acquisizione della lingua italiana.
Attività volte alla sensibilizzazione degli alunni sulle tematiche interculturali.
Attivazione a livello territoriale di un gruppo di incontro fra le mamme
straniere per confrontarsi su temi di interesse comune (compatibilmente
con i fondi disponibili).
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti di classe/sezione.
Mediatori culturali qualora si ritenga necessario il loro intervento.
Commissione per l’integrazione degli alunni stranieri.
METODOLOGIE:
Protocollo d’accoglienza che prevede:
- consulenza amministrativa- burocratica-informativa (a cura della segreteria),
- consulenza ai genitori (a cura del team di insegnanti),
- consulenza educativo-didattica (a cura della commissione e delle insegnanti
di classe).
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Programmazioni periodiche.
Incontri per classi/sezioni per verificare le attività.
26
• SCUOLA IN OSPEDALE E ISTRUZIONE DOMICILIARE
FINALITA’
 Fronteggiare situazioni di ricoveri ospedalieri
e/o domiciliari di alunni eventualmente colpiti da infermità.
SI RIVOLGE A:
Tutti gli alunni che, a causa di infermità, sono costretti ad un’astensione prolungata dalla
frequenza scolastica per un periodo di tempo non inferiore a trenta giorni e che necessitano,
a norma di legge, di fruire del servizio Scuola in Ospedale o di Istruzione
Domiciliare (attivato in caso di necessità).
CHE COSA SI FA
Per l’istruzione domiciliare: gli insegnanti di classe (o diversamente reperiti)
seguiranno didatticamente gli alunni al proprio domicilio.
Per la scuola in ospedale: collaborazione e interazione fra insegnanti di classe
e insegnanti della scuola ospedaliera.
L’ ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Coordinamento fra insegnanti di classe e insegnanti della scuola ospedaliera per
garantire la continuità didattica.
L’istruzione domiciliare viene generalmente impartita dai docenti della scuola di
provenienza.
METODOLOGIE
Vanno considerati i limiti strumentali dovuti alle patologie, con le conseguenti ridotte
abilità. Tempi di applicazione, limiti fisici e psicologici vanno considerati prima di
qualunque intervento. E’ bene cercare di sfruttare sia le possibilità offerte dalle moderne
tecnologie telematiche per la comunicazione, sia le visite dei compagni, laddove le
condizioni fisiche e logistiche lo permettano.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Il percorso seguito con l’istruzione domiciliare, i progressi educativi realizzati e i prodotti dell’alunno
certificheranno le competenze individuali che accompagneranno l’allievo al suo rientro a scuola e durante
tutto il percorso scolastico.
La documentazione delle competenze acquisite è compilata ed aggiornata a cura del docente o dei docenti
domiciliari della classe di provenienza, anche sulla base della relazione degli insegnanti ospedalieri.
27
CURVATURA DEL CURRICOLO SULLE ESIGENZE DEL TERRITORIO
FINALITA’
 Realizzazione delle compensazioni fra discipline, attività di insegnamento, attività della quota
nazionale del curricolo. La secondaria di primo grado adotta un tempo scuola modulato su unità
orarie di 55 minuti per consentire l’organizzazione di laboratori pomeridiani con il recupero dei
minuti residui.
 Valorizzazione del pluralismo culturale e territoriale in relazione alle finalità della scuola
dell’obbligo.
 Ampliamento dell’offerta formativa.
SI RIVOLGE A:
Tutte classi/sezioni dell'istituto in relazione alle singole programmazioni.
CHE COSA SI FA
Conoscenza del territorio rispetto agli aspetti antropici, geografici-socio culturali
tramite:
• uscite sul territorio,
• adesione ai bandi regionali che prevedono finanziamenti per la realizzazione di specifiche
progettualità,
• adesione alle iniziative promosse dal comune, dall’ASL e dal quartiere,
• attività e visite presso musei, biblioteche, teatri, archivi ecc.
Adesione alle proposte laboratoriali del Comune
Utilizzo delle compresenze, delle contemporaneità
Inglese con docenti specialisti e specializzati nella scuola primaria
Produzione di eventi musicali, artistici, ricreativi anche in orario extrascolastico
Accoglienza degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio
impegnati nel percorso di alternanza scuola/lavoro, per la realizzazione di progetti
legati alla didattica e/o all’organizzazione
Tutoraggio degli studenti universitari impegnati nel tirocinio
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti di classe e/o esperti esterni.
Risorse presenti sul territorio
METODOLOGIE
Attività frontali e/o attività di gruppo condotte in aula.
Percorsi didattici individualizzati.
Aggregazione delle discipline in aree o ambiti disciplinari.
Flessibilità oraria e organizzativa.
Uscite didattiche sul territorio.
Attività laboratoriali.
Attività
laboratoriali.
VERIFICHE
E VALUTAZIONI
Per gli insegnanti : incontri periodici di programmazione, incontri periodici con eventuali esperti.
Per gli allievi: verifica periodica del raggiungimento degli obiettivi.
28
•SISTEMA SCUOLE NICHELINO
FINALITA’

Creare occasioni di incontro, discussione, confronto, collaborazione
tra le istituzioni scolastiche del territorio e gli enti locali.
 Favorire scambi operativi fra i plessi presenti sul territorio.
SI RIVOLGE A:
Insegnanti, famiglie, Enti locali territoriali (comune, asl, cisa).
CHE COSA SI FA
Le istituzioni, collegate in rete:
- promuovono iniziative comuni di orientamento, continuità, sicurezza,
auto-valutazione e qualità del servizio, formazione del personale, ampliamento
delle nuove tecnologie, sostegno al disagio, allo svantaggio, all’handicap e
all’inserimento degli stranieri;
- condividono modalità di consulenza su argomenti non concernenti la professionalità
docente o per il buon funzionamento amministrativo;
- realizzano ampliamenti dell’offerta formativa in relazione alle esigenze del
contesto culturale, sociale, economico della realtà locale;
- realizzano progetti comuni su tematiche didattiche;
- promuovono azioni comuni nei confronti degli EELL del territorio.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Dirigenti scolastici e docenti delle scuole del territorio.
METODOLOGIE
Incontri periodici su tematiche di interesse comuni.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Incontri periodici di discussione e monitoraggio sugli obiettivi prefissati ad inizio anno.
29
• SITO WEB
FINALITA’:



Documentazione dell’attività didattica.
Comunicazione tra alunni, con le famiglie e i docenti.
Integrazione tra risorse della scuola e risorse del territorio.
SI RIVOLGE A:
Alunni, insegnanti e genitori.
CHE COSA SI FA
Presentazione delle attività vissute dalle classi sul sito scolastico.
Accesso attraverso il sito scolastico ai sussidi e alle risorse della scuola e del territorio.
L’ ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Alunni, insegnanti e genitori.
METODOLOGIE
Raccolta e pubblicazione sul sito scolastico di materiale prodotto dalle classi/sezioni.
¶
30
PIANO SCUOLA DIGITALE CON BANDO PON
FINALITÀ:
 favorire l’apprendimento delle competenze chiave, facilitando l’accesso ai contenuti presenti nel
web;
 favorire “l’inclusione digitale, uno degli obiettivi dell’Agenda Digitale, incrementando l’accesso a
internet, le competenze digitali e la fruizione di informazioni e servizi online tra studenti di contesti
sociali svantaggiati o studenti BES, DSA e disabili”;
 favorire un approccio aperto alle innovazioni;
 porre al centro i bisogni e le esigenze dell’alunno, nel quadro di una cooperazione tra scuola e
genitori potenziando la comunicazione scuola-famiglia
 migliorare continuamente la qualità dell’offerta formativa e dell’apprendimento attraverso
l’innovazione
 promuovere le capacità di orientamento: riconoscere le proprie potenzialità e i risultati raggiunti
dagli studenti; garantire le competenze necessarie per un buon inserimento nei successivi gradi
scolastici e – nel lungo termine, per un progetto di vita futuro
 responsabilizzare all’uso corretto di internet e della risorsa limitata “Banda”, tramite pianificazione
delle politiche di accesso ad internet ed evitando accessi ripetuti e inutili sul web;
 RESPONSABILIZZARE I GENITORI PER ARRIVARE A UN CONTROLLO FUNZIONALE
DELL'UTILIZZO DELLA RETE DA PARTE DEI PROPRI FIGLI (verifica e filtraggio dei
contenuti web visitati);
 accelerare il processo di dematerializzazione nella gestione amministrativa (favorendo e incentivando
la documentazione non cartacea all’interno della scuola e gestendone in maniera corretta
l’archiviazione);
 garantire la sicurezza informatica della rete locale, separando la rete degli uffici (Presidenza,
Segreteria, ecc) da quella della didattica (aule, laboratori, ecc), senza ricorrere a diversi contratti
ADSL, utilizzando porte diverse per reti diverse, pur nella condivisione di un unico accesso ad
Internet.
SI RIVOLGE A:
Alunni, genitori, insegnanti.
COSA SI FA:
-potenziamento delle infrastrutture di rete e diffusione della banda larga nella scuola
- lavorare in gruppo per accedere alle informazioni in tempo reale.
-lavorare con gli ausili didattici (laboratori, LIM, etc.) in quanto strumento insostituibile di accesso
a fonti diverse dal libro di testo.
METODOLOGIA:
laboratori con l’utilizzo di LIM, computer e/o tablet
costruzione di ipertesti e produzione di dispense
31
• PROGETTO DIDEROT
FINALITÀ:
 Favorire la conoscenza e il contatto con la matematica, l’ambiente, l’arte e la musica.
SI RIVOLGE A:
Tutte le scuole primarie e secondarie della Provincia di Torino.
CHE COSA SI FA
• Per gli alunni: attività in classe condotte da esperti, partecipazione a spettacoli teatrali.
• Per gli insegnanti: formazione con esperti, partecipazione alle attività laboratoriali.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Esperti esterni, nell’ambito del progetto promosso dalla Fondazione CRT.
METODOLOGIE
Giochi matematici.
Visione di spettacoli teatrali.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Produzione di elaborati artistici.
32
•PROTEZIONE CIVILE
FINALITÀ:
 Coordinare le attività provinciali di educazione alla protezione civile
SI RIVOLGE A:
Tutte le scuole della provincia di Torino che lo richiedono; le attività sono coordinate
dal dirigente scolastico e dal D.S.G.A. per la parte amministrativa.
CHE COSA SI FA
Coordinamento delle attività educative in tema di protezione civile per la provincia di
Torino; documentazione delle attività stesse.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Dirigente Scolastico. D. S.G.A. Esperti esterni.
Insegnanti di classe solo in quanto aderenti alle proposte della scuola polo.
Insegnanti di classe.
METODOLOGIE:
Interventi educativi in classe e attività pratiche.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Realizzazione di cartelloni, servizi fotografici, presentazioni in power point, pagine
web…..
33
2.7 PROGETTI SPECIFICI RELATIVI AI TRE ORDINI DI SCUOLA
2.7.1 PROGETTI SCUOLA DELL’INFANZIA e SCUOLA PRIMARIA
Tematiche comuni per età e per interclasse
• RACCONTANDO...
PICCOLI CITTADINI…. A 3,4, 5 ANNI
FINALITÀ:
•Conoscere aspetti della propria realtà familiare, scolastica e sociale.
•Favorire relazioni interpersonali basate sulla cooperazione, l’accettazione dell’altro e le regole di
convivenza.
•Riconoscere i diritti e i doveri di ogni bambino.
SI RIVOLGE A:
Tutti i bambini delle due scuole dell’infanzia.
CHE COSA SI FA
Percorsi d’ascolto e filastrocche tematiche.
Partecipazione ad attività laboratori ali e mostre tematiche.
Semplici drammatizzazioni.
Giochi di finzione.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti di sezione.
METODOLOGIE
Attività in piccolo gruppo.
Attività con il gruppo sezione.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Osservazioni costanti per verificare la capacità di attenzione e partecipazione alle attività proposte.
Realizzazione di cartelloni, libri-gioco.
34
• ARTISSIMA ……….ARTE
FINALITÀ:




• Produrre messaggi con l’uso di linguaggi, tecniche e materiali diversi.
Leggere e comprendere immagini.
Favorire la riproduzione di forme e colori e la coordinazione occhio/mano.
Attraverso il percorso di arte e immagine, condurre gli alunni ad acquisire le prime capacità di lettura
delle immagini che li circondano, reintegrate dal punto di vista della forma e del colore.
• Osservare un’opera d’arte di genere pittorico, collegata ai contenuti della programmazione per individuare
le caratteristiche più evidenti.
• Riprodurre e interpretare in modo creativo un’opera d’arte con tecniche e strumenti diversi.
SI RIVOLGE A:
Classi prime e seconde della scuola primaria.
CHE COSA SI FA
Realizzazione di collage, composizioni e costruzioni utilizzando materiali di varia
provenienza.
Utilizzo di fumetti, manifesti, cartoline, filmati, teatro e foto.
Osservazione di quadri di autori famosi.
Produzione di disegni e cartelloni.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti di classe.
METODOLOGIE
Attività rivolte al gruppo classe o a piccoli gruppi della stessa classe o
delle classi parallele.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Gli insegnanti si incontreranno mensilmente per classi parallele per verificare
le attività e preparare quelle successive.
35
• INTERCULTURA - EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA CIVILE
FINALITÀ
• Sviluppare la consapevolezza dell’esistenza di differenti personalità.
• Favorire le relazioni interpersonali
• Educare al rispetto di sé, degli altri e delle cose in ogni situazione.
• Promuovere la conoscenza e il rispetto delle principali regole della vita sociale.
• Educare alla tolleranza e al rispetto delle diversità.
• Promuovere il rispetto, la tutela, la valorizzazione dell’ambiente, in quanto patrimonio
a disposizione di tutti.
 Favorire l’integrazione
•Avviare alla conoscenza delle istituzioni.
SI RIVOLGE A:
Classi terze, quarte e quinte della scuola primaria.
CHE COSA SI FA
Giochi di accoglienza, giochi cooperativi.
Attività relative all’accoglienza, alla conoscenza di sé, degli altri e dell’ambiente circostante.
Conoscenza del mondo attraverso un approccio interculturale e interdisciplinare
( uscite didattiche, visite guidate, lettura di storie, laboratori,..).
Riflessioni si diritti/doveri dei bambini/cittadini
Avvio alla conoscenza e alla comprensione dell’organizzazione costituzionale
e amministrativa del Paese
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti del team.
METODOLOGIE
Attività rivolte al gruppo classe o per piccoli gruppi della stessa classe
o delle classi parallele.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Gli insegnanti si incontreranno mensilmente per classi parallele per verificare le
attività e preparare quelle successive.
36
• IMPARIAMO A STARE BENE A SCUOLA
FINALITÀ
• Favorire l’instaurarsi di un clima relazionale positivo all’interno del gruppo classe.
• Monitorare le difficoltà di apprendimento per individuare strategie educative e didattiche efficaci.
• Acquisire nuove strategie da attuare nella quotidianità da parte degli insegnanti.
SI RIVOLGE A:
Sezioni di scuola dell’infanzia.
Classi di scuola primaria
Sezioni di scuola secondaria (compatibilmente con i fondi stanziati dalla Regione).
Le classi partecipanti saranno individuate dal Collegio Docenti
CHE COSA SI FA
Per gli alunni: attività laboratoriali in piccolo gruppo condotti da insegnanti
dell’Istituto, in orario curricolare o extra curricolare
.
Per gli insegnanti: formazione con gli esperti, partecipazione alle attività laboratoriali.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti specializzate in attività drammatico-teatrale.
Insegnanti con formazione in psicologia dell’eta’ evolutiva
METODOLOGIE
Incontri formativi fra esperti e insegnanti di sezione.
Osservazioni libere e guidate.
Simulazioni e drammatizzazioni.
Giochi di ruolo e attività psicomotorie.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Osservazioni periodiche.
Valutazioni in itinere e finali con la collaborazione degli esperti.
Restituzione agli insegnanti dei risultati.
Lezioni aperte ai genitori
37
• LUDOTECA
FINALITÀ
• Promuovere la cultura ludica e costruire percorsi che prevedano l’utilizzo educativo del gioco integrandosi
con la programmazione curricolare.
• Far conoscere ai bambini i servizi offerti dalla ludoteca comunale.
SI RIVOLGE A:
Tutte la sezioni di scuola dell’infanzia.
Tutte le classi di scuola primaria (compatibilmente con i posti disponibili messi a
disposizione dal Comune).
CHE COSA SI FA
In linea con l’impegno di attuare quanto contenuto nella Convenzione dei Diritti
dell’Infanzia, vengono proposte attività che riqualificano il gioco libero in spazi strutturati,
momenti di costruzione, di pittura, di manipolazione e di racconto di storie.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti comunali della ludoteca.
METODOLOGIE
Attività ludiche, motorie, grafico pittoriche e plastiche proposte nelle classi/sezioni
o negli spazi della ludoteca.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Attività ed elaborati prodotti dai bambini.
Esposizione degli elaborati ad eventuali mostre e/o manifestazioni organizzate
dal Comune sul territorio.
38
• ORTI DIDATTICI
FINALITÀ





Favorire la conoscenza degli elementi naturali.
Favorire promuovere comportamenti tesi al rispetto della natura.
Promuovere una corretta alimentazione.
Sviluppare un senso di responsabilità verso sé, gli altri e l’ambiente.
Sperimentare successi e insuccessi legati al lavoro agricolo.
SI RIVOLGE A:
Classi delle scuole dell’infanzia e primaria.
CHE COSA SI FA
Pulizia della parte del giardino adibita ad orto.
Coltivazione dell’orto (semina, trapianti, raccolta, consumo).
Documentazione delle attività svolte.
Partecipazione ad eventuali mostre e/o manifestazioni organizzate dal Comune sul territorio.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti di classe/ sezione.
METODOLOGIE
Orto a scuola.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Mostra didattica sul territorio.
Attività ed elaborati prodotti dai bambini.
Laboratori.
39
• RETE DSA ( DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO )
FINALITÀ
● Individuare precocemente disturbi specifici di apprendimento(dislessia, disgrafia, disortografia,
discalculia) per avviare percorsi che facilitino il successo formativo degli alunni.
Per gli allievi della scuola secondaria di primo grado:
● Consentire agli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento e/o con bisogni educativi speciali il
raggiungimento degli obiettivi minimi per ogni area disciplinare.
SI RIVOLGE A:
Bambini di 5 anni di scuola dell’infanzia.
Bambini del primo anno di scuola primaria.
Allievi DSA e BES della scuola secondaria di primo grado.
CHE COSA SI FA
• Per i bambini: screening condotto con batterie di prove standardizzate,
laboratori di potenziamento in piccoli gruppi
• Per gli insegnanti: incontri di formazione e supervisione con il neuropsichiatra e la
logopedista dell’asl.
Per gli allievi della scuola secondaria:elaborazione di percorsi individualizzati e personalizzati
attraverso la redazione del PDP, utilizzato dagli insegnanti come strumento di lavoro in itinere
e presentato alle famiglie come documentazione delle strategie di intervento programmate.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Servizio di N.P.I. e logopedia dell’asl per la formazione e la supervisione.
Insegnanti di sc. dell’infanzia e primaria (5 anni e classi I) per somministrazione delle prove
e laboratori di potenziamento nelle classi/sezioni.
Nella scuola secondaria tutti gli insegnanti del consiglio di classe interessato.
METODOLOGIE
●Somministrazione di test. ●Osservazione e rilevazione dei fattori predittivi.
●Tabulazione dati. ●Percorsi di potenziamento nelle classi/sezioni.
Per gli allievi della scuola secondaria: ●Applicazione del PDP con uso delle misure dispensative e
compensative individuate (utilizzo PC, ausili per il calcolo, schede, tabelle, mappe, da utilizzare
anche nel corso delle prove d’esame finale. ●Predisposizione di azioni di tutoraggio.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
●Prove di screening. ●Prove di fine anno.●Incontri con le famiglie dei bambini individuati.
Per la scuola secondaria:●verifiche periodiche programmate, scritte e orali, adeguate e svolte secondo
le modalità indicate nel PDP. La valutazione terrà conto maggiormente del contenuto e non della forma
e sarà effettuata, se necessario, anche attraverso interventi informali per evitare condizioni di ansia e
di stress emotivo.
40
2.7.2
PROGETTI SCUOLA DELL’ INFANZIA
• GIOCOMOTRICITA’
FINALITÀ
 Dare un’opportunità ai bambini di sperimentare l’esplorazione degli spazi
e del movimento, per raggiungere una migliore conoscenza di sé e delle proprie potenzialità.
SI RIVOLGE A:
Bambini di tre, quattro e cinque anni ( attività con contributo economico delle
famiglie).
CHE COSA SI FA
•Per gli insegnanti: formazione con l’esperto, partecipazione alle attività psicomotorie.
•Per i bambini: attività psicomotorie in piccoli gruppi con la psicomotricista.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Psicomotricisti provenienti da enti esterni.
Insegnanti di sezione.
METODOLOGIE:
Giochi motori.
Brevi percorsi motori con materiali strutturati.
Osservazioni libere e guidate.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Confronti fra insegnanti ed esperti.
Lezione aperta conclusiva per i genitori.
41
• MUSICA PER CRESCERE
FINALITÀ
 Costruire un percorso didattico educativo con il linguaggio sonoro musicale.
 Sviluppare le capacità inventive e creative del bambino attraverso esperienze di sonorizzazione e
drammatizzazione.
SI RIVOLGE A:
Tutti i bambini delle due scuole dell’infanzia (attività con contributo economico delle
famiglie).
CHE COSA SI FA
Esperienze dirette di giochi cantati, di canti e movimento, di ascolto e movimento,
di invenzione e composizione canora con oggetti.
Costruzione di strumenti musicali.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Esperti esterni.
METODOLOGIE
Ogni lezione comprende: uso della voce e del canto, attività ritmico-motorie,
uso degli strumenti musicali, lettura ed esecuzione di ritmi.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Osservazioni in itinere da parte dell'esperto con la collaborazione delle insegnanti di sezione.
Lezione aperta ai genitori.
42
2.7.3 PROGETTI SCUOLA PRIMARIA
• INFORMATICA
FINALITÀ:
• Fornire un primo livello di alfabetizzazione informatica.
• Aiutare i bambini ad utilizzare gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie.
• Utilizzare la tecnologia informatica per la comunicazione e l’espressione.
SI RIVOLGE A:
Tutti bambini della scuola primaria.
CHE COSA SI FA
Condivisione delle regole necessarie a un sano approccio all’uso del computer.
Utilizzo di programmi di videoscrittura, di grafica e programmi utili alla creazione
di grafici e diagrammi.
Creazione di pagine personali e di gruppo, ipertesti con contenuti legati alle attività delle singole classi
in percorsi curricolari interdisciplinari.
Condivisione di buone prassi per un utilizzo sicuro e consapevole della rete.
Ricerca di materiali e fotografie su internet.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti di classe.
METODOLOGIE
Si può accedere al laboratorio per piccoli gruppi in base alle esigenze delle classi e
compatibilmente con le compresenze degli insegnanti.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Gli insegnanti di classe verificano le competenze acquisite attraverso le attività svolte.
43
• MUSICHIAMO
FINALITÀ:




Potenziare il processo di alfabetizzazione nel campo dei suoni.
Usare la voce come strumento più naturale ed immediato, sia nel parlato che nel cantato, per
comunicare ed esprimersi nel linguaggio della musica.
Prendere coscienza del ritmo inferiore ed esprimersi attraverso il movimento; interiorizzare i valori
ritmici fondamentali e saper leggere, memorizzare, trascrivere semplici cellule ritmiche e
sequenziali.
Coordinare l’azione musicale con quella scenica, narrativa e recitativa.
SI RIVOLGE A:
Classi delle scuole primarie "Walt Disney" e "Sangone"
(il contributo economico è a carico delle famiglie ).
CHE COSA SI FA
Canti, filastrocche, conte, accompagnandosi con gesti-suono
o con gli strumenti a percussione, si danza, si ascoltano brani musicali, si sviluppa
l’espressione corporea, si fa conoscenza con la pulsazione ed il ritmo, si leggono e si suonano
ritmi.
Studio di uno strumento musicale: il flauto.
Possibilità di realizzare opere musicali a livello teatrale.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Professionisti riconosciuti, diplomati al conservatorio.
METODOLOGIE
Esercizi di concentrazione, uso della voce e del canto,
attività ritmico-motorie propedeutiche alla danza, uso degli strumenti a percussione,
lettura ed esecuzione di ritmi, esercizi con il flauto e recitazione.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Incontri tra docente professionista e insegnanti di classe per la preparazione, la verifica
e la valutazione di ogni unità didattica.
44
• TENNIS
FINALITÀ
 Conoscenza della disciplina del tennis attraverso situazioni di gioco-sport, mirate a favorire
il controllo dei movimenti, dell’equilibrio, del coordinamento oculo-manuale e all’acquisizione
di spazio-tempo, della lateralità e delle regole nel gioco di gruppo
SI RIVOLGE A:
Alunni di tutte le classi di scuola primaria.
CHE COSA SI FA
3 lezioni gratuite per tutte le classi di sc. primaria, festa finale nella palestra
della scuola (con la possibilità di continuare previa disponibilità delle famiglie a versare un
contributo economico).
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
TENSOTENNIS - Borgaretto – Torino
METODOLOGIE
Approccio alla disciplina sportiva con situazioni di gioco- sport adattate alle varie
fasce di età:attività psico-motorie nel I° ciclo, esercizi di educazione motoria specifici e
propedeutici al tennis nel II° ciclo.
L’istruttore interviene con materiale tecnico proprio.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Per gli insegnanti: incontri periodici con l’esperto.
Per i bambini: verifica del raggiungimento degli obiettivi attraverso test
Lezione aperta ai genitori
45
• ALFABETIZZAZIONE – EDUCAZIONE MOTORIA
FINALITÀ
• Promuovere una coscienza motoria e sportiva nei giovani.
• Valorizzare gli aspetti educativi e sociali dello sport quale importante fattore di crescita e
di arricchimento della personalità e di tutela della salute.
SI RIVOLGE A:
tutte le classi di scuola primaria .(compatibilmente con le risorse disponibili)
CHE COSA SI FA
Lezioni gratuite per tutte le classi
Attività in palestra condotte dall’esperto, affiancato dall’insegnante.
Consulenza teorica agli insegnanti da parte dell’esperto.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Esperto tutor laureato in scienze motorie o all’ISEF proposto dal Miur e/o dal Coni.
.
METODOLOGIE
Per gli alunni: - attività svolte in relazione alle programmazioni proposte dall’esperto,
- utilizzo di materiale sportivo come supporto all’attività.
Per gli insegnanti:- consulenza con l’esperto.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Staffetta di fine anno con tutte le classi coinvolte
Monitoraggio dell’attività svolta con gli alunni.
46
• AVVIAMENTO ALLO SPORT
FINALITA’



Dare la possibilità agli alunni di provare nuove esperienze motorie, per una formazione motoria
completa.
Presentare e promuovere diverse discipline sportive da continuare eventualmente in orario
extrascolastico.
Proporre le discipline sportive paraolimpiche a tutti gli alunni.
SI RIVOLGE A:
Alunni della scuola primaria, compatibilmente con l’offerta degli enti sportivi.
Possibilità di proseguire l’attività con il contributo economico delle famiglie.
CHE COSA SI FA
Attività di supporto tecnico e organizzativo nello svolgimento dell’attività.
Il corso prevede una serie di incontri.
Gli istruttori intervengono nelle classi con materiale tecnico proprio.
L’ ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Personale tecnico qualificato.
METODOLOGIE:
Presentazione di più discipline sportive (ad es. minibasket, minivolley, arti marziali,
teatazione , twirling, hockey,....)
L’attività si svolge in palestra.
47
• PREVENZIONE E ANALISI DEL DISAGIO
FINALITÀ:
•
•
•
•
Imparare a instaurare relazioni positive.
Imparare ad affrontare e gestire i conflitti.
Riconoscere sentimenti ed emozioni.
Promuovere il rispetto, la tolleranza, la cooperazione.
SI RIVOLGE A:
Classi della scuola primaria che ne facciano richiesta, compatibilmente con la disponibilità
del CISA.
CHE COSA SI FA
• Narrazione di sé.
• Esperienze di ascolto attivo.
• Attività relative alla conoscenza di sé e degli altri.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Educatori del CISA in collaborazione con gli insegnanti di classe.
METODOLOGIE
Giochi e attività rivolte al gruppo classe o a piccoli gruppi della stessa classe.
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Autovalutazione da parte degli alunni.
Confronto tra insegnanti ed educatori per rilevare e predisporre strategie d’intervento
appropriate alla situazione specifica.
48
2.7.4 LABORATORI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
MATEMATICHIAMO
Finalità ed obiettivi
 Individuare percorsi di apprendimento condivisi per facilitare
l'acquisizione di competenze trasferibili nei diversi ordini di
scuola
 Favorire il confronto fra docenti di una medesima disciplina
appartenenti a ordini di scuola diversi
 Innalzamento progressivo dei risultati nelle prove di verifica e
nelle prove Invalsi
 Incrementare la motivazione al raggiungimento di risultati
positivi
SI RIVOLGE A:
Alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado,
Alunni delle classi prime della scuola secondaria di secondo grado “Erasmo da
Rottedam” di Nichelino
CHE COSA SI FA
Laboratori in presenza, in compresenza con gruppi di alunni di terza media e
prima superiore.
Attività e-learning con ausilio di una piattaforma interattiva, delle tecnologie
multimediali e di internet
Didattica collaborativa e cooperativa tra pari, tra docenti di ordini di scuola diversi,
tra alunni di diversi ordini di scuola
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti di matematica dei due ordini di scuola (secondaria di primo e secondo grado).
METODOLOGIA
Metodologia operativa-sperimentale tipica del laboratorio dove
ogni lavoro è frutto di riflessione, progettazione e realizzazione eseguita da ciascun
ragazzo con il coordinamento degli insegnanti che propongono l’attività.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Ogni lavoro viene valutato in base al risultato ottenuto e all’impegno dimostrato nell’eseguirlo.
Le competenze raggiunte saranno indicate sulla scheda di valutazione finale.
49
• LABORATORIO DI CREATIVITÀ
Finalità ed obiettivi
• Imparare a progettare tenendo conto delle risorse, usando e
manipolando diversi materiali.• Imparare ad abbellire oggetti semplici e
di recupero dando loro nuova vita, a costruire uno schema di lavoro e ad
esprimere i propri gusti e le proprie capacità creative.
SI RIVOLGE A:
Allievi di prima media secondo le richieste delle famiglie, allievi di seconda e
terza secondo le indicazioni dei Consigli di classe.
CHE COSA SI FA
Nel corso di ogni lezione si porta a termine un lavoro di découpage o decorazione
su vetro/ceramica o stencil o cartonaggio…
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Un insegnante nel proprio recupero orario e per la durata di un quadrimestre.
METODOLOGIA
Metodologia operativa-sperimentale tipica del laboratorio dove
ogni lavoro è frutto di riflessione, progettazione e realizzazione eseguita da ciascun
ragazzo con il coordinamento degli insegnanti che propongono l’attività.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Ogni lavoro viene valutato in base al risultato ottenuto e all’impegno dimostrato nell’eseguirlo.
Le competenze raggiunte saranno indicate sulla scheda di valutazione finale.
50
• LABORATORIO DI GIORNALISMO
GIORNALINO SCOLASTICO “LA VOCE DEL PELLICANO”
Finalità ed obiettivi
•Conoscere la struttura e le fasi di realizzazione di un giornale. •Stimolare
l’interesse per il mondo circostante, partendo dal proprio vissuto e da fatti di
attualità. •Maturare un’identità condivisa, come gruppo e come scuola, anche
attraverso il lavoro cooperativo. •Migliorare le capacità critiche, di
riflessione e di espressione scritta. •Costruire un progetto trasversale alle
discipline. •Acquisire e/o potenziare le conoscenze informatiche. •Conoscere
i programmi di navigazione in internet e le modalità di realizzazione di
pagine web.
SI RIVOLGE A:
Alunni delle classi I°- II°- III° del plesso Pellico.
CHE COSA SI FA
●Raccolta di notizie, dati, informazioni, realizzazione di interviste per la redazione di un articolo.
●Organizzazione di una redazione con assunzione e rispetto di ruoli e svolgimento di compiti precisi
per la realizzazione di un prodotto finale condiviso.
●Scrittura creativa.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Alunni delle varie classi del plesso coadiuvati dagli insegnanti che nell’ambito dei
propri laboratori contribuiscono alla stesura di alcuni articoli.
METODOLOGIA
Lavoro di gruppo, discussioni partecipate.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Osservazione delle strategie messe in atto nell’affrontare le attività con particolare attenzione
all’attitudine a operare in gruppo, alle capacità creative e di esposizione, alle abilità nell’uso
degli strumenti informatici, dati di cui si terrà conto in sede di valutazione per la formulazione
del giudizio globale finale di ogni allievo.
51
• LABORATORIO di LETTURA ANIMATA
Finalità ed obiettivi
• Sviluppare la capacità di ascoltare, leggere, comprendere,
verbalizzare, comunicare, dialogare, riflettere sulla lingua.
• Intraprendere un percorso-viaggio incentrato sulla comprensione
ed elaborazione del testo, sullo sviluppo delle idee.
SI RIVOLGE A:
Alunni delle classi seconde e terze.
CHE COSA SI FA
Lettura silenziosa ed ad alta voce.
Conversazione in circolo guidata dall’ insegnante.
Analisi del testo.
Drammatizzazione.
Manipolazione e rielaborazione testi.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Alunni ed insegnanti.
METODOLOGIA
-Lezioni frontali
-Lezioni dialogate.
-Attività di gruppo.
VERIFICA E VALUTAZIONE
In itinere e finali, i voti saranno espressi in decimi.
52
• LABORATORIO LOGICO-MATEMATICO
Classe seconda
Finalità ed obiettivi
• Migliorare la capacità di applicare algoritmi.
• Migliorare la capacità di calcolo in N e in Q.
• Migliorare la capacità di risolvere problemi aritmetici e di
geometria piana.
• Potenziare le capacità logiche e migliorare la concentrazione.
• Potenziare l’autostima.
SI RIVOLGE A:
Allievi che necessitano di un rafforzamento delle abilità matematiche,
provenienti dalle classi seconde.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Un piccolo gruppo di allievi (10/12) provenienti dalle tre classi seconde e dalla docente
di matematica.
CHE COSA SI FA: si considerano le difficolta” evidenziate da ogni allievo
per proporre attivita” graduate e legate alle applicazioni della matematica alla realta”
METODOLOGIA:
Esercizi guidati e graduati per difficolta”
Costruzione di tabelle e di grafici inerenti alle attivita” proposte
Discussioni finalizzate alla scelta di strategie risolutive
METODOLOGIA
Soluzione di giochi logico matematici per potenziare la capacita” di concentrazione
• Esercizi
guidati edigraduati
difficoltà.
Costruzione
modelliper
materiali
di figure piane per scopre caratteristiche e proprieta”
• Costruzione di tabelle e di grafici inerenti alle attività proposte.
• Discussioni finalizzate alla scelta di strategie risolutive.
VERIFICA
E VALUTAZIONE
• Soluzione di
giochi logico-matematici per potenziare la capacità di concentrazione.
Osservazione
in
attività
agli per
allievi.
• Costruzione di itinere
modellidelle
materiali
di proposte
figure piane
scoprirne caratteristiche e proprietà.
Verifiche orali e scritte con particolare attenzione all’evoluzione delle abilità richieste.
53
LABORATORIO LOGICO-MATEMATICO
Finalità ed obiettivi
• Migliorare la capacità di applicare algoritmi.
• Migliorare la capacità di calcolo in Q e in R.
• Migliorare la capacità di risolvere problemi aritmetici, di
geometria piana e solida.
• Potenziare le capacità logiche e migliorare la concentrazione.
• Potenziare l’autostima.
SI RIVOLGE A:
Allievi che necessitano di un rafforzamento delle abilità matematiche,
provenienti dalle classi terze.
CHE COSA SI FA
Si parte dalle difficoltà evidenziate da ogni allievo per proporre attività graduate e
legate anche alle applicazioni della matematica alla realtà, con lo scopo di migliorare
le competenze e l’autostima di ognuno.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Un piccolo gruppo di allievi (10/12) provenienti dalle tre classi terze e dalla docente
di matematica.
METODOLOGIA
• Esercizi guidati e graduati per difficoltà.
• Costruzione di tabelle e di grafici inerenti alle attività proposte.
• Discussioni finalizzate alla scelta di strategie risolutive.
• Soluzione di giochi logico-matematici per potenziare la capacità di concentrazione.
• Costruzione di modelli materiali di figure piane e solide per scoprirne caratteristiche
e proprietà.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Osservazione in itinere delle attività proposte agli allievi.
Verifiche orali e scritte con particolare attenzione all’evoluzione delle abilità richieste.
54
• LABORATORIO MUSICALE
Finalità ed obiettivi
•Alfabetizzazione musicale. •Tecniche fondamentali del flauto e
degli strumenti a percussione. •Uso corretto della voce.
•Realizzazione di partiture cantate e/o suonate di musica d’insieme.
•Sviluppo del senso ritmico e della creatività personale.
SI RIVOLGE A:
Alunni delle classi prime, seconde e terze.
CHE COSA SI FA
Uso di strumenti a percussione, alcuni realizzati con materiali di recupero, esecuzione di
semplici ritmi con graduale aumento delle difficoltà sino ad arrivare all’improvvisazione.
Uso della voce e del flauto per l’esecuzione di brani musicali di vario genere.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Un gruppo di allievi provenienti dalle tre classi.
METODOLOGIA
Uso della notazione musicale facilitata e della memoria in alternativa
alla tradizionale scrittura musicale.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Le verifiche saranno pratiche, con esecuzione di ritmi, con le percussioni, con il flauto o
con la voce, sia corali, sia individuali. Nel valutare si terrà conto dell’impegno, della
partecipazione e dello sviluppo dell’orecchio musicale.
55
• LABORATORIO PITTORICO E SCENOGRAFICO
Finalità ed obiettivi
•Potenziamento delle capacità logiche e organizzative negli iter
progettuali e operativi. •Conoscenza e uso delle tecniche.
•Sviluppo della capacità ideativa e creativa in relazione agli spazi.
SI RIVOLGE A;
Alunni delle tre classi.
CHE COSA SI FA
Laboratorio strutturato in tre fasi :
1 - lezioni teoriche e progettazione
2 - prove e bozzetti in scala
3 - realizzazione pratica di quinte scenografiche.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Allievi delle tre classi della scuola secondaria, su segnalazione dei vari consigli di
classe.
METODOLOGIA
Ogni tecnica verrà introdotta e presentata, spiegata nelle sue modalità d'uso, che verranno
poi applicate in esercizi di produzione e rielaborazione.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Al termine del laboratorio si confronteranno i vari lavori ed elaborati per arrivare
ad una sorta di autovalutazione.
I singoli elaborati saranno valutati facendo riferimento agli obiettivi della programmazione.
Il laboratorio scenografico si concluderà con l’allestimento delle scene in occasione
della rappresentazione teatrale di fine anno.
56
• LABORATORIO SCIENTIFICO - MATEMATICO
Sperimentando con…….la fisica, la chimica e la biologia e giocando con i numeri
Finalità ed obiettivi
• Operare secondo il metodo scientifico.
• Potenziare le capacità logiche e migliorare la concentrazione.
SI RIVOLGE A:
Allievi provenienti dalle classi prime, che hanno espresso la scelta al momento dell’iscrizione.
CHE COSA SI FA
• Osservazioni di elementi biologici e di fenomeni inerenti al mondo vegetale, animale,
fisico e chimico.
• Esperienze di laboratorio con l’uso di materiale di laboratorio o facilmente reperibile.
• Soluzione di giochi matematici.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Un piccolo gruppo di allievi (11/12) proveniente dalle tre classi prime ed è tenuta
dalla docente di matematica del corso A.
METODOLOGIA
Uso degli strumenti presenti nel laboratorio e di materiali facilmente reperibili per
effettuare osservazioni ed esperienze legate alla biologia, alla fisica e alla chimica applicando
le varie fasi del metodo scientifico. Tabulazione degli esperimenti su tabelle,costruzione di grafici,
calcoli, commento dei risultati ottenuti attraverso discussioni guidate.
I lavori proposti saranno eseguiti in modo individuale o in piccoli gruppi.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Le verifiche e la valutazione dei risultati conseguiti saranno incentrate sull’ osservazione in
itinere dell’esecuzione delle attività proposte e si terrà conto dell’evoluzione delle abilità
richieste anche attraverso l’uso di questionari.
57
• LABORATORIO SPORTIVO
“Giochiamo insieme”
Finalità ed obiettivi
• Consolidamento delle capacità coordinative e condizionali degli
allievi.
• Comprensione ed attivazione dei principi di lealtà sportiva e di
collaborazione.
• Acquisizione del rispetto delle regole di gioco,conoscenza del
linguaggio sportivo.
SI RIVOLGE A:
Allievi/e delle classi seconde e terze.
CHE COSA SI FA
Giochi di squadra tradizionali, regolamentati dai codici delle diverse Federazioni,
semplici giochi da cortile che si prestano facilmente all'attività scolastica con le loro
molteplici varianti. Inoltre verrà proposta la partecipazione al Progetto “Hockey...Amo”
della società Asd Naflio che mira alla promozione dell'hockey su prato nelle scuole di Torino
e della prima cintura della città. Naturalmente quest'ultima iniziativa è subordinata
all'adesione degli allievi, in quanto l'attività ha un costo di 5 € ad allievo.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Allievi/e delle classi seconde e terze coordinati dall'insegnante di Educazione Fisica.
METODOLOGIA
Uso del metodo globale per favorire la comprensione di ogni gesto, sia semplice che
complesso, coadiuvato, quando necessario, da interventi analitici.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Osservazione sistematica di ogni singolo allievo, per tutta la durata del laboratorio
e nel corso in ogni attività proposta.
58
• LABORATORIO TEATRALE
Finalità ed obiettivi
• Capacità di conoscere e controllare le proprie emozioni.
• Lavorare in gruppo al fine di realizzare un prodotto comune: lo
spettacolo teatrale.
• Affrontare problemi, ipotizzare soluzioni, verificarne la percorribilità,
realizzare le scelte operate.
• Essere consapevoli che una corretta comunicazione richiede l’uso del
proprio corpo, la postura fisica, la mimica facciale, lo sguardo, il
movimento.
SI RIVOLGE A:
Alunni delle classi prime, seconde e terze.
CHE COSA SI FA
Il Laboratorio, attraverso il “gioco del teatro”, cura gli aspetti della comunicazione,
intesa come elemento cardine delle dinamiche sociali, stimolando gli allievi a
ricercarne la chiarezza e l’efficacia nell’emissione di messaggi verbali e non verbali,
per giungere ad acquisire la capacità di costruire comunicazioni che utilizzino tutte le
potenzialità espressive degli allievi.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Alunni delle classi seconde e terze guidati dalle insegnanti.
METODOLOGIA
Coperative learning.
Tutoraggio tra pari.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Osservazione del lavoro in corso di realizzazione.
Capacità di interagire col gruppo.
Colloqui fra gli insegnanti.
59
• LABORATORIO di TECNOLOGIA
Finalità ed obiettivi
Il laboratorio di tecnologia non vuole essere un luogo fisico diverso dalla
classe, ma un insieme strutturato di attività, volte alla costruzione di
“significati degli oggetti”, coinvolge quindi persone, idee, strutture.
Esso propone un approccio operativo tramite l’utilizzo di strumenti
specifici, a partire da materiali poveri fino ad arrivare all’uso del
computer.
SI RIVOLGE A:
Allievi delle tre classi della scuola secondaria di primo grado.
CHE COSA SI FA
Vengono proposte schede di lavoro, successivamente si effettuano esercizi di
esplorazione anche con l’ausilio di internet per acquisire idee e trovare nuovi stimoli.
Si parte da alcune procedure di base più intuitive per arrivare a costruzioni più complesse
sperimentando l’applicazione dei materiali studiati ed evidenziando le connessioni tra
teoria e pratica.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA
Un insegnante di educazione tecnica nel proprio recupero orario per la durata di
un quadrimestre.
METODOLOGIA
Tecno-operativa, progettuale e sperimentale, tipica dell’attività laboratoriale, articolata in tre
fasi: riflessione, progettazione e realizzazione del prodotto da parte di ciascun allievo con
il coordinamento dell’insegnante.
VERIFICA E VALUTAZIONE
La valutazione consisterà in un giudizio globale sul lavoro svolto. Si terrà conto
delle capacità creative, dell'attitudine a operare in gruppo, quando richiesto,
della qualità dell’impegno profuso nell’intraprendere e portare a termine le attività proposte.
Le competenze raggiunte saranno indicate nella scheda di valutazione finale.
60
• TRINITY
Finalità ed obiettivi
Potenziamento delle competenze dell’ascolto (listening)
e del parlato ( speaking).
SI RIVOLGE A:
Alunni delle classi prime, seconde e terze con livello di partenza più che buono.
CHE COSA SI FA
Ascolto, ripetizione e memorizzazione di frasi su modello, osservazione e descrizione
di immagini, dialoghi su attività di routine, revisione di strutture e funzioni grammaticali
generalmente già studiate in orario curricolare.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Docenti di lingua inglese della scuola.
METODOLOGIA
Verrà privilegiato l’aspetto comunicativo. Si guiderà l’allievo dalla comprensione orale
alla produzione orale attraverso l’ascolto, la ripetizione, il lavoro a coppie, il lavoro di gruppo e
l’interazione con l’insegnante.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Gli alunni verranno valutati con un esame finale, tenuto da insegnanti madrelingua.
In seguito al superamento dell’esame verrà rilasciata una Certificazione Trinity.
61
• LABORATORIO di AVVIO AL LATINO
Finalità ed obiettivi
Il laboratorio si propone di rendere gli allievi consapevoli
della presenza del latino nel lessico e nelle strutture della
lingua italiana. Costituisce altresì l’occasione per potenziare
le conoscenze morfo-sintattiche e per esercitare le loro
capacità logiche.
Si precisa che il laboratorio sarà attivato solo se si
raggiungerà un numero minimo di iscritti.
SI RIVOLGE A:
Allievi delle classi terze orientati a percorsi liceali.
CHE COSA SI FA
Analisi della sintassi di base della lingua latina.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Un insegnante di Lettere nel proprio recupero orario per la durata di un quadrimestre.
METODOLOGIA
Lezioni frontali.
Applicazione delle regole apprese in esercizi di traduzione.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Osservazioni sistematiche e schede per verificare il raggiungimento degli obiettivi
prefissati.
62
PROGETTO UNPLUGGED
Un programma scolastico di prevenzione dell'uso di sostanze
Finalità ed obiettivi
I programmi basati sul modello dell'influenza sociale nel prevenire e
ridurre l'uso di sostanze tra gli adolescenti hanno l'obiettivo di:
●modificare gli atteggiamenti nei confronti dell'uso di sostanze;
●rafforzare le abilità necessarie per affrontare la vita quotidiana;
●sviluppare negli adolescenti le competenze e le risorse di cui hanno
bisogno per resistere alla pressione dei pari e alle influenze sociali;
●fornire informazioni e conoscenze corrette sulle sostanze e sui loro
effetti sulla salute.
SI RIVOLGE A:
Adolescenti di età compresa tra i 12 e i 14 anni.
CHE COSA SI FA
Integra attività basate sulle life skills (abilità di una persona a fronteggiare gli eventi della
vita e a prendere decisioni ) con attività focalizzate sul credo formativo.
basandosi sul modello dell’influenza sociale.
L’ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Insegnanti specificamente formati.
METODOLOGIA
Cooperative learning, role-play, brain storming, animazioni e discussioni di gruppo.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Nel corso delle attività si verificheranno le capacità di: collaborare, partecipare e agire in
modo autonomo e responsabile, affrontare situazioni problematiche.
63
● GIOCHI MATEMATICI
Ogni anno viene proposta agli allievi della scuola secondaria di primo
grado, maggiormente dotati di abilità nell'ambito logico, la partecipazione
ai “Giochi Matematici d' Autunno” elaborati dall' Università Bocconi di
Milano, al fine di valorizzare al meglio le eccellenze.
64
Cap 3: ORGANIZZAZIONE DELL’ISTITUTO
3.1 L’OFFERTA FORMATIVA
L’offerta formativa della scuola mira a:
 promuovere il benessere e migliorare la qualità delle relazioni sociali,
 garantire a tutti gli allievi uguaglianza di opportunità e percorsi adeguati alle potenzialità di ciascuno,
 rispettare i bisogni e i ritmi di apprendimento individuali,
coinvolgendo i seguenti soggetti:
•alunni
•insegnanti
•famiglie
•dirigente scolastico
•personale non docente (personale ATA,personale amministrativo)
•enti esterni
utilizzando le seguenti procedure :
SOGGETTI
PROCEDURE
ALUNNI









INSEGNANTI
(ORGANICO DELL’AUTONOMIA:
-INSEGNANTI DI CLASSE/SEZIONE, DI
SOSTEGNO E ORGANICO POTENZIATO)





percorsi formativi
attività di laboratorio
uscite didattiche e viaggi d’istruzione
attività psicomotorie e sportive
programmazione collegiale
o di circolo
o per classi/sezioni parallele
o per campi di esperienza
programmazione di classe/sezione
programmazione per l’area bes
potenziamento dell’offerta formativa
verifica e valutazione iniziale, in itinere e
finale
o di obiettivi
o di metodologie
o di strumenti
organi collegiali
o collegio docenti
o interclassi/intersezioni
o consiglio di circolo
commissioni e progetti
formazione e aggiornamento *
partecipazione all’organizzazione e alla
gestione dell’istituto
tutoraggio degli studenti di scienze della
formazione per il tirocinio universitario
65


DIRIGENTE SCOLASTICO





FAMIGLIE







PERSONALE AMMINISTRATIVO






COLLABORATORI SCOLASTICI




Realizzazione del Piano dell’offerta formativa
tramite
o attività degli organi collegiali (collegio
docenti; interclassi ed intersezioni;
consiglio di circolo)
o incontri con le figure responsabili e con
gruppi di progetto e commissioni di
lavoro
o Gestione del personale e del bilancio della
scuola
Formazione e gestione del bilancio della
scuola
Gestione amministrativa e delle risorse della
scuola
Valorizzazione del personale
Gestione dei rapporti con gli enti esterni alla
scuola (famiglie degli alunni, enti locali,
ASL, servizi socio-assistenziali,
amministrazione scolastica periferica e
centrale.
Promozione e gestione del miglioramento del
servizio
Gestione dei reclami e delle emergenze
(sicurezza, igiene)
Gestione della formazione del personale
assemblee di classe/sezione
colloqui individuali
interclassi/intersezioni con i genitori
consiglio di circolo
collaborazione con il Dirigente Scolastico e
con il personale docente
gestione del bilancio, dell’inventario dei beni
in dotazione alla scuola, dell’anagrafe degli
alunni, delle attività esterne alla scuola (uscite
didattiche, attività sportive), del personale
garanzia dell’efficienza degli edifici scolastici
mediante richiesta agli uffici predisposti di
lavori di manutenzione straordinaria
gestione degli acquisti per le classi e per
l’amministrazione scolastica
tenuta dell’archivio e del protocollo
vigilanza sugli edifici scolastici e custodia
accoglienza dei bambini e dell'utenza
controllo dei flussi di persone in
ingresso/uscita dagli edifici o all'interno
prima informazione all'utenza (atrio)
sostegno al lavoro dei docenti (fotocopie,
predisposizione sussidi, …)
assistenza su situazioni specifiche (assenza
dell'insegnante, accompagnamento
bambini…)
garanzia dell'igiene (pulizia locali, arredi,
strumenti, giochi, assistenza in toilette, …)
66







ENTI ESTERNI



collaborazioni varie (mensa, ingresso/uscita
da scuola, …)
garantire adeguati livelli di comunicazione
(circolari, telefono, …)
cooperazione all'attività amministrativa
(posta, …)
attività di pronto soccorso e primo intervento
in caso di necessità
ludoteca comunale decentrata
assistenza scolastica personalizzata per alunni
con disabilità
collaborazione e consulenza con il servizio di
NPI e il Cisa
servizio di pre e post scuola nella scuola
primaria e di post scuola nella scuola
dell’infanzia
servizio mensa
associazioni sportive
verifica l’organizzazione mediante procedure di valutazione condivise in merito ai percorsi educativi e al
miglioramento interno della scuola:
PERCORSI EDUCATIVI
La valutazione degli alunni, intersecandosi con i
processi di autovalutazione degli insegnanti, di
autovalutazione degli alunni e con la
verifica/valutazione collegiale dell’insegnamento,
presenta caratteri di forte complessità, trovandosi
al bivio tra il rendicontare gli apprendimenti
cognitivi e sociali acquisiti e il prospettare gli
scenari futuri di maturazione ed apprendimento.
Nello stesso tempo, la scuola deve dare riscontro
con tempi, modalità, scopi e linguaggi diversi alle
famiglie e agli alunni.
La valutazione periodica, formalizzata sui
documenti
ufficiali
(documento
di
valutazione,certificazione delle competenze)si
integra con altri strumenti (voti delle verifiche
periodiche riportati sull’agenda della classe,
osservazioni periodiche del comportamento) ed in
primo luogo con i colloqui periodici con le
famiglie, che sono obbligatori
La valutazione quadrimestrale e conclusiva
degli alunni è effettuata con votazione numerica,
sulla base dei criteri stabiliti annualmente dal
Collegio dei Docenti.
La valutazione delle prove di verifica, delle
interrogazioni , è realizzata con giudizi e/o
commenti.
La valutazione quadrimestrale e conclusiva degli
alunni concerne gli apprendimenti e sarà espressa
con voti da 5 a 10, mentre quella sul
comportamento dell’alunno sarà espressa con un
67
MIGLIORAMENTO
DELL’ORGANIZZAZIONE
INTERNA DELLA SCUOLA
giudizio.
I voti relativi alle discipline possono essere
integrati con annotazioni,; il giudizio sul
comportamento è obbligatoriamente integrato
dalla scheda di RILEVAZIONE DEI PROCESSI
DI MATURAZIONE DELL’ALUNNO.
Le modalità di valutazione degli alunni saranno
comunicate alle famiglie dalla direzione didattica.
La valutazione degli alunni disabili e degli alunni
con difficoltà specifiche di apprendimento tiene
conto delle aree di programmazione differenziata
ed è adeguata alle competenze che ne derivano.
La scuola promuove un sistema di
autovalutazione interno, sulla qualità del servizio
offerto agli alunni e alle famiglie per:
- migliorare l'organizzazione del sistema-scuola
- facilitare la comunicazione fra la scuola e la
famiglia
- favorire la trasparenza delle procedure
organizzative adottate
Il sistema di autovalutazione interno è dato dal
nucleo di valutazione d'istituto.
Esso è composto:
- dal dirigente scolastico
- dal collaboratore di direzione con funzioni
vicarie
- dal docente funzione strumentale per l'attuazione
del POF e da alcuni insegnanti del circolo
- dal direttore dei servizi generali e amministrativi
Il nucleo potrà avvalersi del supporto dei docenti
collaboratori di direzione e fiduciari, oppure dei
docenti funzioni strumentali (su questioni di loro
specifica competenza).
Compito del nucleo è:
- rilevare le potenzialità, i punti di eccellenza ,le
criticità e gli spazi di miglioramento relative
all’organizzazione interna del servizio scolastico
-fornire alla dirigenza e agli organi collegiali
competenti idonee indicazioni per lo sviluppo
della qualità
Da tale ambito è esclusa la valutazione dei
docenti
Il nucleo, sentite le indicazioni delle
interclassi/intersezioni, proporrà strumenti per
rilevare la soddisfazione degli utenti e del
personale della scuola.
L’utilizzo provvisorio e sperimentale di tali
strumenti sarà valutato dal Collegio dei Docenti
dopo il primo anno di attività.
In base alla Legge 107/15, commi 126,127,128,
129, il Dirigente Scolastico, assegna annualmente
al personale docente, una somma per la
68
valorizzazione del merito, sulla base dei criteri
individuati dal comitato di valutazione
FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI
FINALITA’:



Arricchimento professionale e culturale degli insegnanti.
Approfondimento di tematiche educative, didattiche e metodologiche.
Trasferimento delle conoscenze acquisite nella programmazione educativo/didattica.
SI RIVOLGE A:
Tutti gli insegnanti
CHE COSA SI FA
Aggiornamento dei docenti sulle seguenti tematiche:
(si attiveranno i corsi in base alle adesioni e ai fondi disponibili)
- Formazione inerente alla compilazione del registro elettronico
- “La scuola delle storie”
- “Index”
- “Fare bene la scuola”
- Costruzione del curricolo verticale
- Formazione su tematiche riguardanti l'inclusione
- Alfabetizzazione informatica e utilizzo di strategie multimediali a scopo didattico
- Adesione ai progetti di formazione in rete proposti da altri circoli e dal Comune e a
eventuali tematiche di interesse comune proposte in Collegio Docenti.
METODOLOGIA:
- Formazione in presenza di esperti
- Aggiornamento on line
- Aggiornamento personale
- Condivisione di buone pratiche
- Documentazione a disposizione dei docenti
L’ ATTIVITA’ E’ SVOLTA DA:
Esperti esterni
Docenti
VERIFICHE E VALUTAZIONI
Incontri di verifica.
Documentazione delle attività svolte a disposizione dell’Istituto.
69
FORMAZIONE DEL PERSONALE AMMINISTRATIVO E DEI
COLLABORATORI SCOLASTICI
FINALITA’

Aggiornare le proprie conoscenze e acquisire le competenze necessarie su tematiche attuali
utili nel proprio ambito lavorativo.
SI RIVOLGE A:
Tutto il personale amministrativo e il personale collaboratore scolastico del
circolo didattico.
CHE COSA SI FA
ASSISTENTI AMMINISTRATIVI E DSGA:
-Dematerializzazione
- Comunicazione con l’utenza
- Gestione dello stato giuridico
COLLABORATORI SCOLASTICI:
- Primo Soccorso
- Comunicazione con l’utenza
- Alfabetizzazione informatica
L’ ATTIVITÀ È SVOLTA DA:
Esperti esterni.
METODOLOGIE
Formazione teorica, formazione operativa, formazione tramite consulenza tecnica.
70
Cap. 4 INCLUSIONE
4.1: PER UNA SCUOLA INCLUSIVA
L’identità del II Istituto Comprensivo di Nichelino è fondata, secondo le prassi più consolidate, su un
approccio relazionale e didattico che pone l’inclusione al centro dell’operato dei docenti.
Come documentato dal nostro Pof, infatti, sulla base di questo fondamentale principio si persegue la finalità
di promuovere la crescita e il successo formativo di tutti i bambini e le bambine, garantendo a ciascuno pari
opportunità educative e formative, con l’intento di rimuovere eventuali ostacoli di natura economicasociale- culturale- linguistica- psicofisica che non consentano a tutti di raggiungere tale finalità.
Pertanto i bisogni educativi e formativi fondamentali individuati nel nostro Pof risultano essere:
-
la relazione inclusiva basata su:
 accoglienza degli alunni nei tre ordini di scuola che l’Istituto comprende, con particolare
attenzione agli alunni stranieri
 creazione di un clima favorevole alla socializzazione
 promozione della cultura dell’integrazione di alunni provenienti da altre culture o
diversamente abili o in situazione di particolare difficoltà
 costruzione e condivisione di regole comuni
-
l’apprendimento basato su una didattica che
 pone al centro l’alunno e le sue esperienze di vita
 struttura percorsi scolastici predisposti nell’ambito delle classi o sezioni parallele, con
riferimento al gruppo classe specifico
 riconosce e valorizza le diversità
 promuove le potenzialità individuali
 facilita il successo formativo di ognuno.
4.2: IL PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIONE
Sulla base della Circolare n.8, 6 marzo 2013, che illustra le indicazioni operative per l’attuazione della
Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, le scuole elaborano un Piano Annuale per l’Inclusione.
- CHE COS’E’ IL PAI
Il Piano Annuale per l’Inclusione (PAI) e’ un” atto interno della scuola autonoma”, consiste in un
documento annuale che riassume una serie di elementi finalizzati a migliorare l’azione educativa della
scuola, indirizzata a tutti gli alunni e in particolare agli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES).
Esso rappresenta inoltre uno strumento che possa contribuire ad accrescere la consapevolezza dell’intera
comunita’ educante sulla centralità e la trasversalita’ dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei
processi educativi.
Esso viene predisposto nella forma di un documento-proposta che, alla luce dei bisogni della scuola,
della verifica dei progetti attivati e dell’analisi dei punti di forza e delle criticità che hanno
accompagnato le azioni di inclusione scolastica realizzate durante l’anno scolastico, preveda elementi di
miglioramento degli interventi.
Esso pone l’attenzione sui bisogni educativi dei singoli alunni, sugli interventi pedagogici-didattici
effettuati nelle classi durante l’anno scolastico corrente programmando alcuni obiettivi di miglioramento
per l’anno successivo.
71
- A CHI E’ DESTINATO
-
Il Piano e l’azione educativa della scuola in esso riassunta sono rivolti a tutti gli alunni che la
frequentano ed in particolare a tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali.
“In questo senso, ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni
Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali,
rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta” (Direttiva
ministeriale 27/12/2012).
Come meglio esplicitato dalla Circolare Ministeriale n.8 del 6/3/2013, la Direttiva ridefinisce e
completa il tradizionale approccio all’integrazione scolastica, basato sulla certificazione della
disabilità, estendendo il campo di intervento e di responsabilità della comunità educante agli alunni
dell’intera area dei Bisogni Educativi Speciali che comprende lo svantaggio sociale e culturale, i
disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, le difficoltà derivanti dalla non
conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse.
Rientrano pertanto in tale casistica:
gli alunni con disabilità
gli alunni con disturbi specifici di apprendimento
gli alunni stranieri
gli alunni in situazione di svantaggio socio-economico.
IL GRUPPO DI LAVORO PER L’INCLUSIONE (GLI)
Il compito del GLI è:
- Rilevare gli allievi con BES presenti nella scuola.
- Raccogliere e documentare gli interventi didattico-educativi posti in essere anche in funzione di azioni di
apprendimento organizzativo in rete tra scuole e/o rapporto con azioni strategiche dell’Amministrazione.
- Focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie/metodologie di gestione delle
classi.
- Rilevare, monitorare e valutare il livello di inclusività della scuola.
- Elaborare al termine di ogni anno scolastico il Piano Annuale dell’Inclusività riferito a tutti gli alunni con
BES.
- Promuovere l’attivazione di una didattica laboratoriale inclusiva.
- Fungere da interfaccia della rete dei CTS e dei servizi sociali e sanitari territoriali per l’implementazione di
azioni di sistema.
Per l’anno scolastico in corso, esso è costituito, in forma ristretta, e su delibera del Collegio dei Docenti, dal
Dirigente Scolastico, dalla Funzione Strumentale per l’Inclusione, dalla Funzione Strumentale per il Pof, dai
membri della Commissione Pof.
Successivamente si provvederà a dare forma definitiva e completa al GLI, redigendo anche il calendario di
incontri previsti.
- TEMPI DI STESURA
La Circolare Ministeriale n.8/2013 indica due momenti fondamentali per la stesura del PAI: la fine
dell’anno scolastico in corso e l’inizio di quello successivo.
Entro la fine di giugno, il Piano Annuale deve essere approvato dal Collegio dei docenti, in modo
tale che le risorse possano essere attivate, compatibilmente con le disponibilità finanziarie degli
Uffici scolastici e degli Enti territoriali, già a partire dal mese di settembre, prima dell’inizio delle
lezioni. Qualora ci sia discrepanza tra risorse umane richieste e concesse, sarà compito del GLI
72
adattare il Piano per permettere al Dirigente scolastico di procedere all’assegnazione del personale ai
singoli plessi o classi.
- OBIETTIVI DEL PAI
 consolidare le buone prassi in materia di inclusione degli alunni disabili (con il supporto della
dirigenza, della funzione strumentale, dell’articolazione del Gruppo H) e degli alunni DSA (con il
supporto della dirigenza, della funzione strumentale, delle risorse connesse al progetto dsa)
 consolidare le buone prassi contenute nel Protocollo di accoglienza degli alunni stranieri (con il
supporto della dirigenza, del referente, della commissione stranieri e con le risorse eventuali del
progetto regionale stranieri)
 pervenire ad una stesura (precisa, collegiale e condivisa con la famiglia) dei piani didattici
personalizzati per tutti gli alunni che ne hanno diritto (con il supporto della dirigenza e della funzione
strumentale)
 pervenire entro il termine dell’anno scolastico alla stesura di un Protocollo territoriale per
l’individuazione ed il supporto agli alunni in situazione di disagio socio-economico e culturale,
anche allo scopo di prevenire e risolvere le problematiche connesse alla frequenza irregolare. Tali
lavori prevedono il lavoro di rete delle scuole del territorio, con la partecipazione attiva del Comune,
del Cisa12, del Ser.T., dell’Asl To5 e dovranno essere recepiti nei Piani di zona negli ambiti
“disagio” e “minori”
Il PDF (Profilo Dinamico Funzionale)
Il primo documento di progettazione dell’inclusione è il Profilo Dinamico Funzionale, redatto all’inizio
dell’anno scolastico, per gli alunni iscritti alle classi prime, in collaborazione fra genitori, docenti del
Consiglio di Classe in cui l’alunno è inserito, ASL e altre figure professionali che si occupano dell’alunno.
Il PEI (Piano Educativo Individualizzato)
E’ un documento annuale, stilato dallo stesso gruppo di lavoro che ha lavorato sul Pdf e deve approfondirne,
in stretta continuità, gli aspetti di programmazione didattica, educativa, riabilitativa e di socializzazione per
l’anno scolastico in corso.
La progettazione inizia in parallelo alla programmazione della classe e comprende tutto ciò che l’alunno
disabile può fare rispetto alle sue potenzialità.
Il Pei può essere modificato in corso d’anno in caso di necessità e al termine verrà sottoposto a verifica
finale.
Il PDP (Piano Didattico Personalizzato)
Il PDP è un contratto tra famiglia, scuola e istituzioni socio-sanitarie, per organizzare un percorso mirato nel
quale vengono soprattutto definiti gli strumenti compensativi e dispensativi che aiutano alla realizzazione
del successo scolastico degli studenti BES.
Per ciascuna materia devono infatti essere individuati gli strumenti dispensativi e compensativi più efficaci
per portare lo studente al raggiungimento degli obiettivi alla pari dei compagni.
73
È un diritto garantito dalla legislazione.
Sul piano pratico è inoltre uno strumento importante per monitorare il percorso scolastico dello studente,
tutto ciò nel garantire le pari opportunità e il pari diritto allo studio per ogni persona.
Compito della nostra scuola è dimostrare di aver messo in atto tutte le misure previste dalla legislazione per
consentire agli studenti con bisogni educativi speciali il raggiungimento degli obiettivi minimi per ogni area
disciplinare.
Il PDP viene redatto dal consiglio di classe annualmente e i contenuti riguardano:
a. i dati generali con l’analisi della situazione dell’alunno
b. il livello delle competenze raggiunte nelle diverse aree disciplinari
c. gli obiettivi e i contenuti d’apprendimento previsti per l’anno scolastico e la metodologia con le misure
compensativi e dispensative
d. le modalità di verifica con le misure compensative e dispensative
e. la valutazione in itinere e finale con le indicazioni sul come viene effettuata
f. i rapporti con la famiglia, con particolare riferimento alla parte dei compiti da svolgere a casa.
Il PDP deve essere redatto all’inizio di ogni anno scolastico
74
Allegato 1:
OBIETTIVI IRRINUNCIABILI SCUOLA DELL’INFANZIA
Fascia di età: 3 anni
COMPETENZE PERSONALI



Stabilire relazioni con bambini e adulti
Collaborare alle attività proposte in sezione
Possedere una sufficiente autonomia personale
COMPETENZE COMUNICATIVE



Esprimere vissuti e/o richieste relative ai propri bisogni
Comprendere semplici richieste e consegne
Rafforzare la capacità di comunicazione
COMPETENZE CONOSCITIVE



Percepire globalmente lo schema corporeo
Esplorare le possibilità espressive del colore
Conquistare sempre maggiore autonomia nell’ambiente scolastico
COMPETENZE LINGUISTICHE


Ascoltare fiabe, filastrocche, semplici racconti
Comprendere semplici messaggi
COMPETENZE OPERATIVE



Esplorare le possibilità espressive dei materiali
Conoscere, sperimentare e giocare con i materiali grafico-pittorici
Rappresentare le parti del viso
COMPETENZE METODOLOGICHE




Accettare l’assenza dei genitori
Adattarsi ai ritmi della vita scolastica
Comprendere le regole di vita comune
Osservare e sperimentare utilizzando tecniche grafico-pittoriche-plastiche
75
FASCIA DI ETA’: 4 ANNI
COMPETENZE PERSONALI



Rispettare le regole di vita comune
Relazionarsi con gli altri
Affrontare con serenità le diverse situazioni che si presentano nell’ambiente scolastico
COMPETENZE COMUNICATIVE



Saper esprimere le proprie emozioni e verbalizzare i propri vissuti
Partecipare alla conversazione con interventi e risposte appropriate
Drammatizzare racconti ascoltati
COMPETENZE CONOSCITIVE



Conoscere e comprendere gli indicatori spaziali (dentro/fuori, sopra/sotto,..)
Comprendere le nozioni temporali (prima/dopo)
Individuare quantità (molti/pochi, di più/di meno,…)
COMPETENZE LINGUISTICHE



Strutturare correttamente le frasi
Ascoltare e comprendere fiabe, racconti, poesie
Memorizzare e ripetere semplici canzoni, poesie e filastrocche
COMPETENZE OPERATIVE




Controllare gli schemi motori, dinamici e posturali di base
Possedere adeguata motricità fine e coordinazione oculo-manuale
Familiarizzare con spazi ed oggetti
Muoversi intenzionalmente nello spazio
COMPETENZE METODOLOGICHE



Manifestare curiosità verso l’ambiente circostante
Esplorare l’ambiente circostante utilizzando i vari organi di senso
Esprimere e rappresentare semplici esperienze e fenomeni osservati
76
FASCIA DI ETA’: 5 ANNI
COMPETENZE PERSONALI





Raggiungere una buona autonomia in ogni attività scolastica
Interagire con gli altri in modo costruttivo
Comprendere e rispettare le regole della vita scolastica
Partecipare attivamente alle esperienze scolastiche
Conoscere l’ambiente scolastico utilizzando creativamente spazi ed oggetti
COMPETENZE COMUNICATIVE



Ascoltare e comprendere discorsi
Rielaborare correttamente fiabe e racconti
Intervenire verbalmente nel gruppo
COMPETENZE CONOSCITIVE



Conoscere i concetti topologici (dentro/fuori, vicino/lontano, alto/basso,…)
Osservare, descrivere, classificare oggetti in base a uno o due criteri
Operare con le quantità
COMPETENZE LINGUISTICHE



Ascoltare e comprendere fiabe, racconti, poesie di complessità crescente
Individuare, i personaggi di un racconto
Riconoscere il significato delle parole in un contesto
COMPETENZE OPERATIVE





Condividere modalità di gioco e schemi d’azione
Aumentare la disponibilità all’interno del gruppo
Rispettare le regole del gioco
Rappresentare graficamente lo schema corporeo
Aumentare la competenza motoria
COMPETENZE METODOLOGICHE



Individuare la presenza di un problema nel quotidiano
Chiedere aiuto di fronte a un problema
Utilizzare la capacità di classificazione e misurazione per ordinare gli oggetti
Per gli alunni di cinque anni e mezzo (anticipi scuola primaria) non ci sono indicazioni didattiche
specifiche, in quanto si presuppone che l’iscrizione sia effettuata ritenendo raggiunte le competenze minime
già indicate per i bambini dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia.
77
Allegato 2:
OBIETTIVI IRRINUNCIABILI SCUOLA PRIMARIA
CLASSE PRIMA
Lingua italiana

ASCOLTARE
Ascoltare e comprendere semplici consegne


PARLARE
Formulare semplici richieste
Esprimersi in modo comprensibile

LEGGERE E COMPRENDERE
Decifrare semplici parole

SCRIVERE
Scrivere parole bisillabe e trisillabe
Matematica

PROBLEMI
Operare concretamente in semplici situazioni problematiche
NUMERI
 Conoscere i simboli numerici entro il 10 e saperli collegare alla quantità

CALCOLI
Operare addizioni e sottrazioni entro il 10 utilizzando materiale strutturato e non

GEOMETRIA
Orientarsi e muoversi in uno spazio conosciuto
Storia

Orientarsi nel tempo: adesso, dopo e prima riferito al proprio vissuto
Educazione alla convivenza civile

Conoscere e rispettare le principali norme della vita associata
Geografia

Saper individuare e definire la posizione degli oggetti in relazione al proprio corpo, secondo gli
indicatori spaziali: vicino/lontano, sopra/sotto, dentro/fuori, alto/basso, davanti/dietro.
Scienze

Osservare e descrivere
Educazione all'immagine

Produrre forme e immagini con materiali vari
78

Riconoscere e denominare i colori primari
Musica



Prendere consapevolezza della realtà sonora circostante
Utilizzare le possibilità espressive del proprio corpo per produrre rumori e suoni
Usare la voce eseguendo giochi cantati collegati alla gestualità
Motoria



Sperimentare gli schemi motori di base: camminare, correre, saltare, strisciare
Gestire il proprio corpo in movimento nello spazio e rispetto agli altri
Partecipare ad attività di gioco.
CLASSE SECONDA
Lingua italiana
ASCOLTARE
 Ascoltare e comprendere i messaggi verbali
PARLARE
 Utilizzare i messaggi verbali per:
o comunicare esperienze personali
o raccontare brevi storie
LEGGERE E COMPRENDERE
 Leggere in modo sufficientemente scorrevole
 Comprendere un breve testo letto autonomamente
 Individuare in un testo narrativo personaggi, luoghi
SCRIVERE
 Scrivere sotto dettatura
 Scrivere in modo autonomo
 Conoscere le principali convenzioni ortografiche
Matematica
PROBLEMI
 Comprendere, rappresentare e risolvere semplici problemi di addizione e sottrazione
NUMERI
 Leggere e scrivere in cifre e in lettere i numeri entro il 100
 Confrontare e ordinare i numeri entro il 100 e disporli sulla linea dei numeri
 Rappresentare e registrare i raggruppamenti in base 10
CALCOLI
 Eseguire:
o semplici addizioni in riga
o addizioni in colonna entro il 100 senza cambio
o semplici sottrazioni in riga
o sottrazioni in colonna entro il 100 senza cambio
79
o semplici moltiplicazioni in riga, con L'aiuto della rappresentazione grafica
GEOMETRIA
 Conoscere e utilizzare i concetti topologici
 Riconoscere e denominare le più semplici figure solide e piane
MISURA
 Compiere confronti diretti di grandezze
 Effettuare misure con oggetti e strumenti elementari
Scienze


Osservare e descrivere la realtà circostante
Porre domande
Storia




Sapersi orientare nei vari momenti della giornata
Cogliere il concetto di successione temporale, ordinando sequenze di immagini
Sapersi orientare nell'organizzazione ciclica del tempo (settimane, mesi, stagioni)
Cogliere relazioni di contemporaneità tra gli eventi
Educazione alla convivenza civile



Interagire positivamente con gli altri
Riconoscere e comprendere altri modi di vivere
Individuare le giuste abitudini alimentari
Geografia


Riconoscere gli elementi naturali e antropici del paesaggio
Formulare proposte di organizzazione degli spazi vissuti
Immagine


Sperimentare L'uso di strumenti grafici e tecniche con vari materiali
Usare adeguatamente forme e colori
Musica


Ascoltare, riconoscere, memorizzare e comprendere suoni e rumori
Usare la voce, sia nel parlato che nel canto, eseguendo giochi cantati collegati alla gestualità, al
ritmo, al movimento
Motoria


Gestire il proprio corpo in movimento nello spazio e rispetto agli altri
Partecipare ad attività di gioco-sport rispettando le regole
80
CLASSE TERZA
Lingua Italiana
ASCOLTARE E PARLARE
 Comprendere le informazioni fondamentali presenti in brevi letture fatte dall'insegnante
 Articolare frasi sufficientemente chiare ( per coerenza e rispetto della sequenza cronologica) per:
o dialogare con compagni ed adulti
o esporre esperienze vissute
o riferire su brevi testi letti
LEGGERE E COMPRENDERE TESTI
 Leggere un breve testo in modo abbastanza scorrevole
 Dimostrare di comprendere il significato di semplici e brevi testi narrativi, rispondendo a domande a
scelta multipla
 Individuare personaggi, luoghi, tempi (in breve testo narrativo)
 Individuare, in un testo narrativo, le parti descrittive
PRODURRE TESTI
 Scrivere con l'aiuto di semplici schemi o domande guida, brevi testi di tipo narrativo (esperienze vissute
o storie inventate)
RIFLETTERE SULLE STRUTTURE LINGUISTICHE
 Consolidare l'uso delle regole ortografiche più comuni
 Usare correttamente le forme flessibili della lingua (singolare-plurale, maschile-femminile)
 Riconoscere alcune parti del discorso (articolo, nome, verbo)
 Usare le principali strutture sintattiche (soggetto, predicato)
Matematica
PROBLEMI
 Individuare situazioni problematiche reali
 Risolvere problemi con una domanda e una operazione, utilizzando semplici schemi
NUMERI
 Conoscere la struttura del numero intero entro le unità di migliaia
 Leggere, scrivere, confrontare e ordinare numeri naturali
 Intuire attraverso esercitazioni pratiche, il valore posizionale delle cifre
 Rappresentare una frazione come parte di adatte figure geometriche
CALCOLI
 Eseguire per iscritto le 4 operazioni con numeri naturali seguendo procedimenti di calcolo:
o addizioni e sottrazioni con un cambio
o moltiplicazioni con il secondo fattore di una cifra
o applicare la tabella della moltiplicazione
o divisione con lo schieramento
GEOMETRIA E MISURA
 Orientarsi e muoversi nello spazio secondo istruzioni
81




Conoscere gli elementi essenziali della geometria (le linee, le principali figure geometriche)
Individuare e costruire simmetrie
Conoscere ed utilizzare praticamente misure non convenzionali di lunghezza, peso, capacità
Conoscere le misure convenzionali di lunghezza
Storia







Conoscere la successione mnemonica dei giorni della settimana e dei mesi dell'anno
Riconoscere le trasformazioni dell'ambiente causate dalle stagioni
Cogliere il concetto di successione temporale ordinando tre, quattro sequenze narrative (relative a
semplici e brevi brani)
Cogliere relazioni di contemporaneità tra gli eventi
Cogliere i cambiamenti prodotti nel tempo
Essere in grado di trarre semplici informazioni da un documento ( oggetto, immagine, testimonianza
orale, racconto)
Distinguere fatti realmente accaduti da storie fantastiche
Educazione alla convivenza civile




Riconoscere ed indicare i gruppi di appartenenza (famiglia, gruppo classe…)
Comprendere la necessità di regolare la vita comune osservando norme e regole
Riconoscere e comprendere altre culture
Consolidare le giuste abitudini alimentari
Geografia



Sapersi orientare nello spazio, secondo punti di riferimento e saper compiere semplici percorsi
Riconoscere i principali ambienti geografici
Riconoscere le differenti carte geografiche
Scienze



Osservare e descrivere
Porre domande pertinenti all'argomento
Formulare semplici ipotesi plausibili
Educazione all’immagine


Imparare ad osservare oggetti e immagini reali
Rievocare esperienze mediante semplici tecniche espressive
Educazione al suono e alla musica



Acquisire familiarità con gli strumenti a disposizione
Esprimersi attraverso il movimento per rispondere a stimoli sonori e riprodurre con il proprio corpo ritmi
ascoltati
Usare la voce sia nel parlato che nel canto per ripetere filastrocche e giochi cantati
Educazione motoria


Consolidare gli schemi motori di base
Consolidare la lateralità
82

Consolidare le capacità di socializzazione e partecipazione ai diversi giochi
CLASSE QUARTA
Lingua italiana



ASCOLTARE E PARLARE
Comprendere racconti, esperienze, fatti narrati da coetanei e adulti.
Individuare il tema centrale che guida una conversazione.
Fornire resoconti delle proprie esperienze.


LEGGERE E COMPRENDERE
Leggere un testo.
Comprendere l’idea centrale di un semplice testo narrativo.

SCRIVERE
Produrre semplici testi di carattere narrativo.




RIFLETTERE SULLE STRATEGIE LINGUISTICHE
Analizzare e classificare: i nomi in ordine a genere e numero, gli articoli e gli aggettivi qualificativi.
Ricavare enunciati minimi.
Espandere l’enunciato minimo in modo guidato.
Analizzare e coniugare i verbi nei tempi semplici del modo indicativo.
Matematica

PROBLEMI
Affrontare situazioni problematiche reali e ricercare soluzioni.
Analizzare il testo di un problema espresso con termini di uso quotidiano con una sola domanda
esplicita.
Risolvere semplici problemi.




NUMERI
Conoscere le strutture del numero intero.
Leggere, scrivere, confrontare, ordinare i numeri entro il mille.
Comprendere il valore posizionale delle cifre entro il mille.
Conoscere la frazione come parte di un intero.







CALCOLI
Eseguire addizioni e sottrazioni con numeri interi.
Eseguire moltiplicazioni con il secondo fattore di una cifra.
Conoscere la tabella della moltiplicazione.
Eseguire semplici divisioni con l’aiuto delle tabelline.
83





GEOMETRIA E MISURA
Distinguere e nominare correttamente rette verticali, orizzontali e oblique.
Individuare angoli.
Riconoscere le principali figure piane.
Individuare simmetrie mediante piegatura o ritagli in figure date.
Conoscere le unità di misura convenzionali di lunghezza, peso-massa e capacità almeno nelle unità
di misura di uso più comune.
Storia



Distinguere fatti storici da storie fantastiche(miti, leggende)
Distinguere vari tipi di fonte
Consolidare i concetti di successione durata, contemporaneità, causa ed effetto
Educazione alla convivenza civile


Consolidare il rispetto di norme e regole della vita comune
Riconoscere che le persone di diversa nazionalità, razza e religione sono portatrici di risorse umane e
spirituali
Geografia



Conoscere a grandi linee le caratteristiche fisiche, climatiche ed antropiche dei principali ambienti
Saper leggere semplici carte geografiche
Saper individuare l’Italia nel continente euroasiatico e sul mappamondo
Scienze


Osservare, descrivere e porre domande pertinenti
Fare semplici ipotesi ed elaborare possibili spiegazioni
Educazione all’immagine


Conoscere ed utilizzare semplici tecniche pittoriche e manipolative
Comprendere semplici messaggi iconici di tipo diverso
Educazione al suono e alla musica



Saper ascoltare brani musicali di diverso genere
Leggere e produrre semplici ritmi
Eseguire in gruppo filastrocche e semplici canti
Educazione motoria



Consolidare lo schema corporeo
Padroneggiare gli schemi motori di base
Consolidare l’orientamento spazio-temporale
84
CLASSE QUINTA
Lingua Italiana



ASCOLTARE
Individuare l’intento comunicativo di un semplice messaggio
Articolare il proprio pensiero, esprimendolo con chiarezza e coerenza adeguate.
Arricchire progressivamente la competenza lessicale.
LEGGERE E COMPRENDERE
 Leggere correttamente un testo rispettando la punteggiatura e senza errori caratteristici
 Saper tradurre in parafrasi un testo
 Individuare le idee principali e trovare l’idea centrale
 Individuare i diversi tipi di testo



SCRIVERE
Produrre testi coerenti utilizzando: un lessico sufficientemente vario ed appropriato, periodi semplici e i
principali segni di interpunzione.
Produrre semplici testi con funzioni diverse
Produrre parafrasi riassuntive
RIFLESSIONE LINGUISTICA
 Individuare ed analizzare le principali parti del discorso
 Individuare e riconoscere il soggetto e il predicato
Matematica
PROBLEMI
 Saper individuare nel testo i dati, le relazioni e le richieste.
 Saper risolvere problemi inerenti al vissuto quotidiano con percorsi logici visualizzati da
rappresentazioni grafiche, quali schemi e disegni.
NUMERI
 Conoscere la struttura del numero intero e decimale.
 Leggere, scrivere e ordinare i numeri.
 Riconoscere il valore posizionale delle cifre.
 Usare la frazione come parte di grandezze e quantità numeriche.
CALCOLI
 Operare con numeri interi e decimali.
GEOMETRIA E MISURA
 Conoscere le caratteristiche principali dei poligoni riguardo a lati, angoli, diagonali e altezze
 Utilizzare strumenti tecnici per disegnare figure
 Conoscere ed utilizzare le unità di misura convenzionali di superficie
 Misurare e calcolare il perimetro e l’area di semplici figure piane
 Essere consapevoli della diversità concettuale esistente tra la nozione di volume e quella di superficie
Storia


Riconoscere un fatto storico, utilizzando vari tipi di fonte
Collocare un fatto nel tempo e nello spazio
85





Comprendere che un fatto storico può essere conseguenza di un fatto precedente e premessa per fatti
futuri
Attribuire ad un “oggetto” valore di fonte
Distinguere vari tipi di fonte
Di ogni periodo storico preso in esame, conoscere gli aspetti principali
Collocare sulla linea del tempo i quadri di civiltà ricostruiti.
Educazione alla convivenza civile



Riconoscere ed indicare i gruppi di appartenenza (la famiglia, il gruppo classe ... ).
Comprendere la necessità di regolare la vita comune, attraverso norme e regole.
Riconoscere che le persone di diversa nazionalità, razza e religione sono portatrici di risorse umane e
spirituali.
Geografia



Riconoscere ed utilizzare i punti cardinali sulle carte geografiche.
Saper riconoscere e nominare i diversi continenti sul planisfero
Conoscere la varietà delle carte geografiche e saperle utilizzare per trarne informazioni.
Scienze




Osservare e descrivere.
Porre domande.
Fare semplici ipotesi.
Partecipare alla realizzazione di esperienze concrete.
Educazione all'immagine



Conoscere ed utilizzare tecniche pittoriche e manipolative.
Realizzare prodotti finiti, usando una delle tecniche richieste.
Leggere e comprendere messaggi iconici di tipo diverso ( TV, cinema, teatro... ).
Educazione al suono ed alla musica




Ascoltare ed analizzare suoni per definirli sulla base di alcuni criteri.
Saper ascoltare con attenzione brani musicali di diverso genere.
Eseguire con il gruppo filastrocche e semplici canti
Utilizzare gli strumenti del laboratorio o altri oggetti della vita quotidiana per :
o produrre semplici ritmi
o accompagnare i canti
Educazione Motoria


Acquisire lo schema corporeo.
Padroneggiare gli schemi motori di base.
86




Sapersi orientare nello spazio e nel tempo.
Affinare la coordinazione oculo-manuale e quella dinamica generale.
Rafforzare la lateralità.
Rispettare le regole di gioco ed assumere comportamenti sociali positivi.
LINGUA STRANIERA
CLASSE PRIMA




Ascoltare e comprendere semplici parole
Leggere semplici parole
Saper riconoscere semplici parole in forma scritta
Saper utilizzare oralmente semplici forme di saluto informale
SECONDO BIENNIO




Ascoltare e comprendere semplici comandi
Leggere e comprendere parole inerenti agli argomenti trattati
Saper riprodurre per iscritto semplici parole
Saper utilizzare semplici strutture note (in riferimento a se stessi)
TERZO BIENNIO





Ascoltare e comprendere semplici messaggi
Ascoltare e comprendere semplici canzoni e filastrocche
Leggere e comprendere semplici messaggi inerenti ad argomenti noti
Saper riprodurre per iscritto semplici e brevi frasi
Saper utilizzare oralmente strutture note
INFORMATICA
CLASSE PRIMA


Individuare somiglianze e differenze fra uomo e macchina
Creare ed ordinare semplici azioni sequenziali
SECONDO BIENNIO




Riconoscere le parti principali del computer
Accendere e spegnere il computer
Aprire e chiudere un programma
Utilizzare semplici programmi di grafica
TERZO BIENNIO


Utilizzare un programma di videoscrittura
Creare cartelle
87
Allegato 3:
INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA
La presenza dell’I.R.C. è motivata dall’accordo di revisione del Concordato Lateranense (legge 25/03/83), in
questo risponde a precise esigenze di carattere psicologico e culturale del bambino offrendo risposte di
significato ai suoi molteplici perché.
L’I.R.C. nella scuola primaria, come gli altri saperi, dà particolare risalto alla continuità pedagogica e
didattica per lo sviluppo unitario ed armonico dell’alunno.
L’I.R.C. si inserisce nel quadro delle finalità della scuola ed insieme a tutte le altre aree contribuisce
all’educazione integrale degli alunni.
L’I.R.C. offre il suo apporto fondamentale attraverso i suoi specifici contenuti, tenendo conto delle esigenze
dello sviluppo psicologico e spirituale dell’alunno e attraverso la conoscenza delle fonti e un confronto con
le altre religioni o sistemi di significato.
L’offerta formativa si basa su contenuti della religione cristiana che consentono la conoscenza della persona
di Gesù attraverso la testimonianza della Bibbia.
In questa prospettiva si inseriscono le nuove conoscenze su quelle già acquisite.
ASPETTI ORGANIZZATIVI.
Le attività sono organizzate settimanalmente per un ammontare di:
ore 1.30 in ogni sezione della scuola dell’infanzia
ore 2 in ogni classe della scuola primaria.
COMPETENZE IRRINUNCIABILI RELIGIONE CATTOLICA
SCUOLA DELL’INFANZIA 3 / 4 ANNI





Conoscere la propria identità e quella altrui.
Conoscere la figura di Gesù.
Conoscere i simboli del Natale.
Conoscere i simboli della Pasqua
Scoprire nella Chiesa il luogo di incontro della comunità Cristiana.
SCUOLA DELL’INFANZIA 5 ANNI




Conoscere la figura di Dio Creatore
Conoscere la storia del Natale.
Conoscere la storia della Pasqua
Scoprire nella Chiesa,casa e famiglia dei cristiani e luogo di preghiera
COMPETENZE IRRINUNCIABILI RELIGIONE CATTOLICA
SCUOLA PRIMARIA
CLASSI PRIME



Prendere coscienza di sé, degli altri, della realtà che lo circonda e sapere di farne parte.
Conoscere il significato delle più importanti feste cristiane.
Comprendere il significato dei valori della Chiesa come comunità cristiana.
88
CLASSI SECONDE




Scoprire l’importanza del dono ricevuto con la vita.
Approfondire il significato del Natale cristiano.
Comprendere il valore della fratellanza.
Scoprire che per i cristiani la Pasqua è un momento di grande gioia, perché è la festa di Gesù risorto.
CLASSI TERZE




Scoprire che tutto ha una storia e interrogarsi sull’origine di tutto il creato.
Scienza e fede a confronto.
Bibbia come fonte sacra per cristiani ed ebrei.
Pasqua ebraica e Pasqua cristiana: tradizioni a confronto.
CLASSI QUARTE



Il Vangelo per scoprire la storia di Gesù.
Riconoscere nell’insegnamento di Gesù i valori cristiani.
Il significato della Pasqua nel mondo.
CLASSI QUINTE




Scoprire la complessità della realtà che lo circonda.
La diversità è fonte di arricchimento per tutti.
Diritti umani e religiosi a confronto.
Approfondimento sulle tradizioni delle feste cristiane
STRATEGIE PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLE COMPETENZE IRRINUNCIABILI
Per favorire l’apprendimento delle competenze irrinunciabili si ritiene indispensabile lavorare sulle abilità:
motorie, spazio-temporali, visivo - percettive.
Inoltre è importante creare un clima non competitivo, di serenità, di cooperazione e di fiducia reciproca nella
classe/sezione, utilizzando anche tecniche e strategie per far parlare l’alunno e condurlo ad un ascolto attento
e consapevole.
E’ opportuno che, qualunque sia il metodo di insegnamento adottato, si mettano in atto strategie diversificate
per stimolare tutti gli stili di apprendimento e rispettare le caratteristiche proprie di ogni tappa del percorso
didattico.







Motivazione intrinseca come punto di partenza per il superamento dei dubbi e delle incertezze
Esplicitazione delle difficoltà vincendo la paura di essere giudicati
Lezione partecipata come strumento per affrontare le difficoltà di alcuni con l'apporto di tutta la
classe, sfruttando al meglio le capacità di ciascuno
Apprendimento cooperativo
Esercitazioni alla lavagna come strumento di verifica personale e collettiva dell'argomento svolto
Interventi individualizzati o per livello (utilizzo delle ore di compresenza per attività di recupero
individualizzato o in piccolo gruppo)
Valutazione vista non come giudizio, ma come verifica di raggiungimento di un obiettivo e punto di
partenza per ulteriore approfondimento
89
ALLEGATO 4
SCUOLA SECONDARIA DI 1°GRADO
MACRO-OBIETTIVI DISCIPLINARI CLASSI 1° 2° 3°
ITALIANO
-
COMPRENSIONE DELLA LINGUA ORALE
COMPRENSIONE DELLA LINGUA SCRITTA
PRODUZIONE NELLA LINGUA ORALE
PRODUZIONE NELLA LINGUA SCRITTA
CONOSCENZA DELLE FUNZIONI E DELLA STRUTTURA DELLA LINGUA, ANCHE NEI SUOI ASPETTI STORICO-EVOLUTIVI
CONOSCENZA ED ORGANIZZAZIONE DEI CONTENUTI
STORIA
-
CONOSCENZA EVENTI STORICI
CAPACITÀ DI STABILIRE RELAZIONI TRA I FATTI STORICI
COMPRENSIONE DEI FONDAMENTI E DELLE ISTITUZIONI DELLA VITA SOCIALE, CIVILE E POLITICA
COLLOCARE NEL TEMPO
GEOGRAFIA
-
CONOSCENZA DELL’AMBIENTE FISICO E UMANO ANCHE ATTRAVERSO L’OSSERVAZIONE
USO DEGLI STRUMENTI PROPRI DELLA DISCIPLINA
COMPRENSIONE DELLE RELAZIONI TRA SITUAZIONI AMBIENTALI, CULTURALI , SOCIO-POLITICHE ED ECONOMICHE
COMPRENSIONE ED USO DEL LINGUAGGIO SPECIFICO
COLLOCARE NELLO SPAZIO
SCIENZE MATEMATICHE
-
CONOSCENZA DEGLI ELEMENTI SPECIFICI DELLA DISCIPLINA
OSSERVAZIONE DEI FATTI, INDIVIDUAZIONE E APPLICAZIONE DI RELAZIONI, PROPRIETÀ E PROCEDIMENTI
IDENTIFICAZIONE E COMPRENSIONE DI PROBLEMI, FORMULAZIONE D’IPOTESI E DI SOLUZIONI E LORO VERIFICA
COMPRENSIONE ED USO DEI LINGUAGGI SPECIFICI
SCIENZE CHIMICHE, FIISICHE E NATURALI
-
CONOSCENZE DEGLI ELEMENTI PROPRI DELLE DISCIPLINE
OSSERVAZIONE DI FATTI E FENOMENI ANCHE CON L’USO DEGLI STRUMENTI
FORMULAZIONE DI IPOTESI E LORO VERIFICA ANCHE SPERIMENTALE
COMPRENSIONE ED USO DEI LINGUAGGI SPECIFICI
LINGUE STRANIERE
-
COMPRENSIONE DELLA LINGUA ORALE
COMPRENSIONE DELLA LINGUA SCRITTA
PRODUZIONE NELLA LINGUA ORALE
PRODUZIONE NELLA LINGUA SCRITTA
CONOSCENZA ED USO DELLE STRUTTURE E DELLE FUNZIONI LINGUISTICHE
CONOSCENZA DELLA CULTURA E DELLA CIVILTÀ
TECNOLOGIA
-
OSSERVAZIONE E ANALISI DELLA REALTÀ TECNOLOGICA CONSIDERATA IN RELAZIONE CON L’UOMO E L’AMBIENTE
PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE E VERIFICA DI ESPERIENZE OPERATIVE
CONOSCENZE TECNICHE E TECNOLOGICHE
COMPRENSIONE ED USO DEI LINGUAGGI SPECIFICI
ARTE E IMMAGINE
-
CAPACITÀ DI OSSERVARE/VEDERE E COMPRENSIONE ED USO DEI LINGUAGGI VISIVI SPECIFICI
CONOSCENZA ED USO DELLE TECNICHE ESPRESSIVE
PRODUZIONE E RIELABORAZIONE DEI MESSAGGI VISIVI
90
-
LETTURA DI DOCUMENTI DEL PATRIMONIO CULTURALE E ARTISTICO
EDUCAZIONE MUSICALE
-
COMPRENSIONE ED USO DEI LINGUAGGI SPECIFICI
ESPRESSIONE VOCALE ED USO DEI MEZZI STRUMENTALI
CAPACITÀ D’ASCOLTO E COMPRENSIONE DEI FENOMENI SONORI E DEI MESSAGGI MUSICALI
RIELABORAZIONE PERSONALE DI MATERIALI SONORI
SCIENZE MOTORIE
-
IL MOVIMENTO DEL CORPO E LA SUA RELAZIONE CON LO SPAZIO E IL TEMPO
IL LINGUAGGIO DEL CORPO COME MODALITÀ COMUNICATIVA E ESPRESSIVA
IL GIOCO, LO SPORT, LE REGOLE E IL FAIR PLAY
SICUREZZA E PREVENZIONE, SALUTE E BENESSERE
RELIGIONE
-
CONOSCENZA DEI CONTENUTI ESSENZIALI DELLA RELIGIONE
CAPACITÀ DI RICONOSCERE ED APPREZZARE I VALORI RELIGIOSI
CAPACITÀ DI RIFERIMENTO CORRETTO ALLE FONTI BIBLICHE E AI DOCUMENTI
COMPRENSIONE ED USO DEI LINGUAGGI SPECIFICI
91
ALLEGATO 5: P.A.I. Piano Annuale dell’ Inclusione
Con la Direttiva 27/12/2012, con la Circ. n. 8 del 6/03/2013 e con la nota 1551 del 27/6/2013, il MIUR ha
fornito indicazioni di contesto ed orientamenti operativi in merito all’insieme di problematiche riassunte nel
termine BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI.
Con le note prot. 3709 del 19/4/2013 e prot. 6161 del 28/6/2013, l’Ufficio scolastico regionale per il
Piemonte ha fornito agli istituti scolastici ulteriori precisazioni.
Sulla base di tali indicazioni, l’istituto comprensivo ha elaborato il suo Piano annuale per l’inclusione, che
si riconosce nelle seguenti caratteristiche:
- di essere un progetto annuale
- di avere carattere sperimentale
- di connotarsi come piano di miglioramento
- di radicarsi nel concreto reale della scuola
- di realizzarsi con le sole risorse presenti nell’istituto
- di essere la sintesi di altri documenti e procedure in uso nel circolo
- di guardare all’interazione con le realtà scolastiche del territorio
- di necessitare del supporto e dell’interesse degli enti del territorio.
Qui di seguito è riportato il piano annuale per l’inclusione, elaborato sulla base delle direttive e delle linee
guida deliberate dal Collegio dei docenti.
92
Piano Annuale per l’Inclusione
Parte I – analisi dei punti di forza e di criticità
A. Rilevazione dei BES presenti:
1. disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3)
 minorati vista
 minorati udito
 Psicofisici
2. disturbi evolutivi specifici
 DSA
 ADHD/DOP
 Borderline cognitivo
 Altro
3. svantaggio (indicare il disagio prevalente)
 Socio-economico
 Linguistico-culturale
 Disagio comportamentale/relazionale
 Altro
Totali
% su popolazione scolastica
N° PEI redatti dai GLHO
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria
B. Risorse professionali specifiche
Insegnanti di sostegno
AEC
Assistenti alla comunicazione
Prevalentemente utilizzate in…
Attività individualizzate e di
piccolo gruppo
Attività laboratoriali integrate
(classi aperte, laboratori protetti,
ecc.)
Attività individualizzate e di
piccolo gruppo
Attività laboratoriali integrate
(classi aperte, laboratori protetti,
ecc.)
Attività individualizzate e di
piccolo gruppo
Attività laboratoriali integrate
(classi aperte, laboratori protetti,
ecc.)
Funzioni strumentali / coordinamento
Referenti di Istituto (disabilità, DSA, BES)
Psicopedagogisti e affini esterni/interni
Docenti tutor/mentor
Altro:
Altro:
n°
0
1
28
17
2
10
0
5
15
33
111
12,96
14
3
Sì / No
Sì
Si
==
==
Sì
No
Sì
Sì
Sì
No
==
==
93
C. Coinvolgimento docenti curricolari
Coordinatori di classe e simili
Docenti con specifica formazione
Altri docenti
Attraverso…
Sì / No
Sì
Sì
Sì
Partecipazione a GLI
Rapporti con famiglie
Tutoraggio alunni
Progetti didattico-educativi a
prevalente tematica inclusiva
Altro:
Partecipazione a GLI
Rapporti con famiglie
Tutoraggio alunni
Progetti didattico-educativi a
prevalente tematica inclusiva
Altro:
Partecipazione a GLI
Rapporti con famiglie
Tutoraggio alunni
Progetti didattico-educativi a
prevalente tematica inclusiva
Altro:
Assistenza alunni disabili
Progetti di inclusione / laboratori integrati
Altro:
Informazione /formazione su genitorialità e
psicopedagogia dell’età evolutiva
Coinvolgimento in progetti di inclusione
E. Coinvolgimento famiglie
Coinvolgimento in attività di promozione
della comunità educante
Altro:
Accordi di programma / protocolli di intesa
formalizzati sulla disabilità
Accordi di programma / protocolli di intesa
formalizzati su disagio e simili
F. Rapporti con servizi
Procedure condivise di intervento sulla
sociosanitari territoriali e
disabilità
istituzioni deputate alla
Procedure condivise di intervento su
sicurezza. Rapporti con CTS /
disagio e simili
CTI
Progetti territoriali integrati
Progetti integrati a livello di singola scuola
Rapporti con CTS / CTI
Altro:
Progetti territoriali integrati
G. Rapporti con privato sociale e
Progetti integrati a livello di singola scuola
volontariato
Progetti a livello di reti di scuole
Strategie e metodologie educativodidattiche / gestione della classe
Didattica speciale e progetti educativodidattici a prevalente tematica inclusiva
Didattica interculturale / italiano L2
H. Formazione docenti
Psicologia e psicopatologia dell’età
evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.)
Progetti di formazione su specifiche
disabilità (autismo, ADHD, Dis. Intellettive,
sensoriali…)
Altro:
Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati*:
0
1
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento
degli insegnanti
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive;
Sì
==
Sì
No
No
No
==
==
==
==
==
==
Sì
No
==
D. Coinvolgimento personale ATA
94
Sì
Sì
No
==
Sì
No
Sì
Sì
==
Sì
Sì
==
==
==
==
No
No
Sì
Sì
Sì
2
x
x
==
3
X
4
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola,
in rapporto ai diversi servizi esistenti;
Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare
alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative;
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi
formativi inclusivi;
Valorizzazione delle risorse esistenti
Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la
realizzazione dei progetti di inclusione
Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel
sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo
inserimento lavorativo.
Altro:
Altro:
X
x
x
X
x
x
* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo
Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici
95
X
Parte II – Obiettivi di incremento dell’inclusività proposti per il
prossimo anno
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa cosa, livelli di
responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.)
Insegnanti
di
 Progettano
 percorsi formativi attraverso ricerca/
classe
azione con insegnanti di sostegno e
educatori
 definiscono
 orario
adeguato
all’utilizzo
di
insegnanti di sostegno/ educatori e
compresenze
 collaborano con
 famiglia
 servizi territoriali (asl, cisa)

redigono

Progettano




definiscono


collaborano con


redigono
Esaminano

formulano






Referente alunni
stranieri

applica protocollo di
accoglienza attraverso


Referenti dsa

Funzione
Strumentale

coadiuvano
funzione
strumentale
redige e monitora PAI
attraverso
Insegnanti
sostegno
Gruppo
Circolo
H
di
di
PEI
PDP
percorsi formativi attraverso ricerca/
azione con insegnanti di classe ed
educatori
orario
adeguato
all’utilizzo
di
insegnanti di sostegno/ educatori
famiglia
servizi territoriali (asl, cisa)
PEI
casi
risorse disponibili
ipotesi ore e docenti assegnati ai casi
considerando la continuità didattica ed
educativa anche per gli educatori
rapporti con famiglie
rapporti
con
insegnanti
di
classe/sezione
rapporti con il GLI
rapporti con Gruppo H
rapporti con rete di scuole
 realizza progetto dsa di
rapporti con referenti
territorio attraverso
rapporti
con
insegnanti
di
classe/sezione coinvolti
 rapporti con enti esterni (Comune, asl,
Assoc. italiana Dislessia)
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti





Nell’ambito del Progetto Territoriale DSA e del Protocollo Territoriale Disagio a cui l’istituto comprensivo
aderisce, sono previsti momenti di formazione per gli insegnanti.
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive;
Adozione di una valutazione formativa e orientativa che ha come finalità la promozione della crescita
dell’alunno attraverso la restituzione dei progressi da lui maturati per aumentarne la fiducia in sé e il proprio
livello di consapevolezza.
Tale principio ispira sia la valutazione in itinere dei singoli docenti, sia la valutazione periodica e finale
dell’intero team dei docenti riuniti in consiglio di interclasse o di classe in sede di scrutinio.
In particolare la scuola primaria integra la scheda di valutazione degli apprendimenti, con una tabella
specifica con cui si procede a rilevare, per segnalarli alle famiglie, i Livelli di Maturazione raggiunti in vari
ambiti.
96
Al tempo stesso nella scuola dell’infanzia la valutazione collegiale del team docente elabora un profilo in
uscita degli alunni, basato su un aspetto formativo ed uno informativo che integri i dati scolastici con le
informazioni provenienti dalla famiglia.
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola
Disabilità
Gruppo H in base alla tipologia dei casi
 Suddivide monte ore insegnanti di
sostegno
 Individua personale particolarmente
formato
 Garantisce principio di continuità
didattica ed educativa
DSA
Funzione Strumentale e Referenti
 Registrano i casi
 Suddividono monte ore laboratori
 Realizzano monitoraggi per la
prevenzione
di
tali
disturbi
nell’ambito del progetto Rete DSA
Stranieri
Referente Stranieri


Disagio
Funzione Strumentale e insegnanti di
classe



Applica protocollo di accoglienza
Registra necessità specifiche delle
classi
Rilevano situazioni specifiche
Attivano laboratori nell’ambito del
POF
Segnalano i casi in sede di scrutinio
Inoltre la funzione strumentale per la realizzazione del PAI presiede incontri con insegnanti di sostegno al
fine di facilitare l’operato degli insegnanti di nuovo arrivo, la raccolta di materiali e la condivisione di
metodologie.
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai
diversi servizi esistenti
Nell’ambitodei servizi forniti da ASL territoriale e CISA si attivano i seguenti laboratori:
 Cooperativa Accomazzi
 Psicologa ASL (Sordano)
 Laboratorio territoriale Gulliver
 Servizio di Educativa territoriale
Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che
riguardano l’organizzazione delle attività educative
Per facilitare il rapporto e il coinvolgimento delle famiglie la scuola organizza:
 Assemblee periodiche di classe/sezione
 Colloqui periodici e a richiesta con le singole famiglie
Elabora e redige con la partecipazione delle famiglie:
 Profili personali degli alunni della scuola dell’infanzia
 PEI
 PDP
97
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi;
L’intero Piano dell’Offerta Formativa del II Istituto comprensivo è predisposto con tale finalità come
documentato nei vari capitoli. ( Capitolo 2-Offerta Formativa e Capitolo 4- Progetti non comuni a tutte le
classi/sezioni)
Valorizzazione delle risorse esistenti
In modo costante l’organizzazione dell’Istituto comprensivo prevede di ampliare le opportunità educative
degli alunni a partire:
 dalle risorse umane presenti
 dalle risorse orarie disponibili
 dai materiali elaborati e dagli strumenti disponibili
 dalle risorse economiche ricevute
valutandone di volta in volta il loro utilizzo ottimale.
Da anni, inoltre, si attivano laboratori di docenza aggiuntiva, dedicati ai bambini con DSA o disagio,
ricavando risorse specifiche dal fondo di Istituto seppur con limiti notevoli considerate le economie che su di
esso sono state operate e le crescenti necessità che in ogni anno scolastico si rilevano in misura crescente
proprio a tale riguardo.
Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di
inclusione
Oltre alle risorse del Fondo di Istituto utilizzate per laboratori di docenza aggiuntiva, ogni anno scolastico
l’Istituto comprensivo partecipa ai bandi regionali o provinciali predisposti per gli ambiti specifici degli alunni
con Bisogni Educativi Speciali.
Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la
continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo.
Fra i tre ordini di scuola, infanzia-primaria-secondaria, si organizzano laboratori di continuità e momenti di
osservazione dei docenti dell’ordine di scuola successivo nelle classi/sezioni conclusive dell’ordine
precedente.
Nei rapporti con la scuola dell’ordine successivo si realizzano laboratori, open day e visite.
98
Allegato 6
SISTEMA SCUOLE NICHELINO
Rete di scuole istituita ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. 8/3/1999 n. 275
con atto interno in data 7/11/2007
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA
E
INSERIMENTO ALUNNI STRANIERI
Il protocollo ha l’intento di attuare, in modo operativo, le indicazioni normative contenute
nell’art. 45 del DPR 31/08/99 n°394.
Il protocollo è un documento comune a tutte le scuole del territorio che viene deliberato dal
Collegio dei Docenti per la parte didattico/organizzativa e dagli Organi Competenti per la
parte amministrativo/burocratica. Le delibere terranno conto ed attueranno quanto disposto
dalla normativa vigente sulla materia di integrazione degli alunni stranieri (in particolare, la
Circ. del MIUR n. 2 del 8/1/2010).
Il protocollo contiene criteri, principi, indicazioni riguardanti l’iscrizione e l’inserimento
degli alunni immigrati, definisce i compiti e i ruoli degli operatori scolastici, traccia le
diverse possibili fasi di accoglienza e le attività di facilitazione per l’apprendimento della
lingua italiana.
Il protocollo costituisce uno strumento di lavoro che viene integrato e rivisto sulla base delle
esperienze realizzate.
Il protocollo si propone di:
- definire pratiche condivise all’interno delle scuole in tema di accoglienza di alunni stranieri
- facilitare l’ingresso a scuola di bambini e ragazzi di altra nazionalità nel sistema scolastico
e sociale
- sostenere gli alunni neo-arrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto
- favorire un clima di accoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga eventuali
ostacoli alla piena integrazione
- costruire un contesto favorevole all’incontro con altre culture e con le “storie” di ogni
alunno
- promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio sui temi
dell’accoglienza e dell’educazione interculturale nell’ottica di un sistema formativo
integrato.
99
Il protocollo delinea prassi condivise di carattere:
* Amministrativo/burocratico/informativo che riguardano
l’iscrizione e l’inserimento a scuola degli alunni stranieri
* Comunicativo/relazionale riguardante i compiti e i ruoli degli
operatori scolastici e le fasi dell’accoglienza a scuola
* Educativo/didattico che traccia le fasi relative all’assegnazione
della classe, insegnamento dell’italiano come seconda lingua
* Sociale che individua i rapporti e le collaborazioni con il
territorio.
FASE AMMINISTRATIVO/BUROCRATICO/INFORMATIVA
Questa fase viene eseguita e messa gradualmente a sistema da un incaricato della segreteria;
essa rappresenta il primo approccio dei genitori stranieri con l’istituzione quindi, al fine di
garantire un’adeguata cura nell’espletamento di questo incontro di carattere amministrativo e
informativo, si ritiene utile dotare la segreteria di moduli multilingue onde facilitare la
raccolta delle informazioni.
COMPITI:
* Iscrivere l’alunno utilizzando la modulistica predisposta
* Acquisire certificati attestanti gli studi fatti nel paese di origine, ovvero dichiarazione del
genitore o del responsabile del minore attestante la classe e la tipologia dell’istituto
frequentato, in attesa della documentazione originale
* Acquisire la documentazione attestante le vaccinazioni effettuate (tradotta in italiano)
* Informare la famiglia , o chi per essa, sull’organizzazione della scuola consegnando note
informative nella lingua d’origine
* Fornire ai genitori la documentazione multilingue per facilitare la comunicazione con gli
insegnanti
* Informare i genitori del tempo che intercorrerà tra l’iscrizione e l’effettivo inserimento
nella classe
* Avvisare la Commissione Accoglienza e Inserimento alunni stranieri per fissare il primo
incontro tra le famiglie e la Commissione stessa
100
L’iscrizione viene accettata con riserva in attesa della regolarizzazione dei genitori, nel caso
di studenti figli di irregolari.
L’iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di
studio delle scuole di ogni ordine e grado.
FASE COMUNICATIVO/RELAZIONALE
Questa fase è curata dalla Commissione di Accoglienza e Inserimento composta da docenti
della scuola ed eventualmente dal Dirigente Scolastico,dal personale di segreteria, dai
mediatori e/o operatori interculturali.
COMPITI:
* Fissare il primo incontro con la famiglia e l’alunno straniero
* Esaminare la documentazione raccolta dalla segreteria all’atto dell’iscrizione
* Effettuare un colloquio con la famiglia nel quale raccoglie informazioni sulla storia
personale e scolastica e sulle abitudini linguistiche dei genitori e del ragazzo nei diversi
contesti ( in famiglia e nelle realtà esterne)
* Effettuare un colloquio con l’alunno per la valutazione delle abilità, delle competenze, dei
bisogni specifici di apprendimento e degli interessi
* Proporre l’assegnazione alla classe
* Fornire le informazioni raccolte ai docenti che accoglieranno l’alunno in classe e
concordare il giorno di ingresso per organizzarsi tecnicamente e per preparare la classe
* Individuare con il team- docenti percorsi comunicativi mirati all’integrazione
CRITERI DI ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE
Il Dirigente Scolastico e la Commissione Accoglienza, nei criteri di assegnazione alla classe
faranno innanzitutto riferimento alla C.M. n2/ 8gennaio 2010 relativa al tetto massimo di
studenti stranieri presenti in ogni classe.
101
Verranno inoltre esaminati gli elementi raccolti e sentiti gli insegnanti interessati,al fine di
individuare la classe di inserimento secondo i criteri fondamentali previsti dall’art. 45 del
DPR 31/8/99 n°394.
Tale normativa sancisce che:
- Tutti i minori stranieri, regolari o non, hanno il diritto e l’obbligo dell’inserimento
scolastico
- L’iscrizione del minore alla scuola dell’obbligo può essere richiesta in qualunque periodo
dell’anno scolastico
- I minori devono essere iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica (art. 45 DPR
394/99 ) salvo che la Commissione accoglienza deliberi l’iscrizione ad una classe/sezione
diversa tenendo conto :
a. Dell’ordinamento degli studi del Paese d’origine dell’alunno, che può determinare
l’iscrizione ad una classe/sezione immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella
corrispondente all’età anagrafica
b. Del corso di studi eventualmente seguito nel Paese di provenienza documentato o
certificato dai genitori
c. Del titolo di studio posseduto dall’alunno
d. Dell’accertamento delle competenze, abilità, livelli di preparazione da parte della classe
di accoglienza
e. Delle aspettative espresse dalla famiglia durante i colloqui preliminari
f. Della possibilità di inserimento in una classe inferiore in caso di arrivo dell’alunno nella
seconda metà dell’anno scolastico
Nell’individuare la classe/sezione nella quale inserirlo, si terrà altresì conto delle diverse
realtà delle classi interessate ( numero di alunni, situazioni di svantaggio, presenza di
insegnanti di sostegno, presenza di altri alunni stranieri della medesima area linguistica )
nonché del clima di empatia e collaborazione del team docenti e della classe.
FASE EDUCATIVO/DIDATTICA
In questa fase la Commissione Accoglienza e inserimento, dopo aver valutato il nuovo
alunno, individua i più opportuni percorsi facilitati di inserimento, di apprendimento e/o
consolidamento dell’Italiano L2.
102
Individua, inoltre, rapporti e collaborazioni con il territorio (contatti con i servizi sociali, se
necessari, reperimento di mediatori linguistici, ricerca di informazioni in rete, contatti con gli
altri Circoli scolastici)-
ACCOGLIENZA
L’accoglienza non può essere una fase definita nel tempo, ma dovrebbe corrispondere ad una
modalità di lavoro atta ad instaurare e mantenere nel plesso un clima accettabile e motivante
per tutti i protagonisti dell’azione educativa (genitori, docenti, alunni, collaboratori scolastici
).
Sarà compito degli insegnanti preparare l’accoglienza predisponendo attività mirate a:
-Favorire la conoscenza dei compagni, degli spazi, dei tempi e dei ritmi dell’ambiente
scolastico
- Sensibilizzare la classe all’accoglienza del nuovo compagno attraverso:1) interventi
educativi con attenzione positiva alle differenze. 2) realizzazione di rapporti solidali e di
aiuto reciproco. 2) integrazione degli obiettivi individuali con quelli della classe. 4)
adattamento dei curricoli. 5) educazione interculturale attraverso una analisi comparativa e
contrastava delle due culture.
VALUTAZIONE
Per quanto attiene alle modalità di valutazione e di certificazione degli alunni stranieri, in
particolare dei neo-arrivati, si fa riferimento a quanto espresso nelle Linee guida per
l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri emanate dal Ministero
dell’Istruzione,dell’Università e della Ricerca Dipartimento per l’Istruzione-Direzione
Generale per lo studente- Ufficio per l’integrazione degli alunni stranieri ( Circolare
ministeriale n° 24 del marzo 2006).
Le competenze raggiunte dall’alunno non italofono sono valutate, sia nelle fasi intermedie
che nelle fasi finali, utilizzando parametri diversificati rispetto al resto della classe, tenendo
presente che alcuni fattori generali ( emotivi, motivazionali, cognitivi) influiscono anche
sull’apprendimento della seconda lingua.
Ci sentiamo, perciò, di sottolineare la necessità che l’apprendimento della nuova lingua passi
sempre e comunque attraverso la relazione,cioè alla creazione di un rapporto empatico tra il
docente (che non potrà essere uno che si trovi lì per caso o per comodità) e l’alunno che vede
in lui un punto di riferimento e di collegamento per la propria integrazione.
103
Indice
Capitolo 1: IDENTITÀ DELL’ISTITUTO ……………………………
pag. 2
1.1 Struttura………………………………………………………………………...pag. 2
1.2 Risorse strutturali………………………………………………………………pag. 2
1.3 Finalità ……………………………..……....................................................... pag. 3
1.4 Bisogni educativi e formativi degli alunni………………………………………pag. 5
1.5 Obiettivi formativi prioritari ……………………............................................. pag. 7
1.5 Piano di Miglioramento………………………………………………………….pag. 8
1.6 Fabbisogno di organico ……………………………………………………….. pag.11
Capitolo 2: OFFERTA FORMATIVA ……………………………………………. pag. 13
2.1 Orari scuola dell’infanzia ………………………………………………...
pag.
2.2 Orari scuola primaria ……………………………………………………..
pag.
2.3 Orari scuola secondaria di Primo Grado………………………………………..pag.
2.4 Obiettivi della scuola e competenze da promuovere ………………………….. pag.
2.5 Collaborazione fra istituti del territorio……………………………………… .pag.
2.6 Progetti comuni a tutto l’istituto ……………………………………….
pag.
2.7 Progetti specifici relativi ai tre ordini di scuola ……………………………
pag.
2.7.1 Progetti scuola dell’infanzia/primaria ……………………………………… pag.
2.7.2 Progetti scuola dell’infanzia …………………………..
pag.
2.7.3 Progetti scuola primaria ……………………………………………………..pag.
2.7.4 Laboratori scuola secondaria di primo grado………………………………….pag.
13
13
13
15
18
19
19
34
41
43
49
Capitolo 3: L’ORGANIZZAZIONE DELL’ISTITUTO ……………………….… pag. 65
Capitolo 4: INCLUSIONE…………………………………………………………. pag. 71
4.1 Per una scuola inclusiva ……………………………………………………… pag. 71
4.2 Il P.A.I. (piano annuale dell’inclusività) …………………………………….. pag. 71
Allegato 1: Obiettivi irrinunciabili scuola dell’infanzia……………………… … pag. 75
Allegato 2: Obiettivi irrinunciabili scuola primaria…………………….. ……….. pag. 78
Allegato 3: Insegnamento della religione cattolica…………………..………….… pag. 88
Allegato 4: Macro obiettivi scuola Secondaria……………………….….………… pag. 90
Allegato 5: Il PAI…………………………………………………………………… pag. 92
Allegato 6: Il protocollo di accoglienza degli alunni stranieri …………………..…. pag. 99
104
Scarica

PTOF Triennale IC NICHELINO 2