Bologna, 26 ottobre 2012 Latte e prodotti caseari Corso di formazione e di aggiornamento in: MICROBIOLOGIA DEGLI ALIMENTI 1 Roberto Foschino 2 Bologna, 26 ottobre 2012 Definizione e classificazione di latte E’ il prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa delle vacche lattifere in buono stato di salute e nutrizione. E’ il liquido di secrezione della ghiandola mammaria. Nei Paesi occidentali, il latte ed i suoi derivati forniscono alla popolazione quasi un terzo del fabbisogno giornaliero di proteine. Dal latte crudo si ricavano: latte alimentare (pastorizzato, ultrapastorizzato, UHT, sterilizzato, essicato) e i suoi derivati (crema, burro, formaggio, ricotta, siero, caseine) Latte e prodotti caseari 3 Bologna, 26 ottobre 2012 Il consumo di latte alimentare in Italia Nel nostro Paese si consumano mediamente circa 55 litri/anno pro capite Latte e prodotti caseari 4 Bologna, 26 ottobre 2012 Richiami legislativi Il Regolamento CE n. 853/2004 definisce le norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale. Definisce i requisiti per la produzione di latte crudo e prodotti lattiero caseari. Il Regolamento CE n. 2073/2005 e il Regolamento n. 1441/2007 definiscono i criteri di sicurezza alimentare e i criteri di igiene di processo nella produzione di latte e prodotti lattiero caseari. Il Regolamento UE n. 37/2010 classifica le sostanze farmacologicamente attive e definisce i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale. Latte e prodotti caseari 5 Bologna, 26 ottobre 2012 Requisiti per la produzione di latte Il latte crudo per essere ammesso all'alimentazione umana deve provenire: da allevamenti ufficialmente indenni da tubercolosi e brucellosi e da animali che non presentino sintomi di malattie infettive trasmissibili all'uomo attraverso il latte, che denotino uno stato sanitario generale buono e non evidenzino sintomi di malattie che possano comportare una contaminazione del latte, ai quali non siano stati somministrati sostanze o prodotti non autorizzati, o per i quali, in caso di somministrazione di prodotti o sostanze autorizzati, siano stati rispettati i tempi di sospensione prescritti per tali prodotti o sostanze. Latte e prodotti caseari 6 Bologna, 26 ottobre 2012 Requisiti per la produzione di latte Parametro Grasso (%) Latte per il consumo umano Latte fresco pastorizzato di alta qualità Non fissato > 3,5 Proteine (g/L) > 28,0 > 32,0 Residuo secco magro (g/100ml) > 8,5 > 8,5 Acido lattico (mg/L) non fissato < 30 Carica batterica (UFC/ml) < 100.000* < 100.000* Cellule somatiche (n/ml) < 400.000** < 300.000** * Media geometrica calcolata su un periodo di due mesi, con almeno due prelievi al mese. ** Media geometrica mobile, calcolata su un periodo di tre mesi, con almeno un prelievo al mese Latte e prodotti caseari 7 Bologna, 26 ottobre 2012 Requisiti per il trasporto di latte Il latte crudo deve essere trasportato in condizioni refrigerate. Temperatura di raccolta: Raccolta giornaliera: ≤ 8°C Raccolta non giornaliera: ≤ 6°C Condizioni di raccolta di latte destinato alla produzione di latte di alta qualità: solo raccolta giornaliera: ≤ 6°C fino al momento della consegna Latte e prodotti caseari 8 Bologna, 26 ottobre 2012 Classificazione funzionale dei microrganismi Microrganismi utili sono quei microrganismi la cui concentrazione (Unità Formanti Colonia / g o ml) e le cui attività metaboliche sono utili per la preparazione di un alimento (pro-tecnologici) o di un integratore (probiotici), oppure indispensabili per mantenere lo stato di salute del consumatore (microbiota intestinale). Microrganismi patogeni sono quei microrganismi la cui presenza o la cui concentrazione nell’alimento (U. F. C. / g o ml) o le cui tossine o i cui prodotti metabolici a certi livelli quantitativi (mg/Kg) costituiscono un pericolo per la salute del consumatore. Microrganismi indicatori o alteranti sono quei microrganismi la cui concentrazione (U.F.C. / g o ml) o i cui prodotti metabolici a certi livelli quantitativi (mg/Kg) indicano lo stato igienico mantenuto in produzione o in distribuzione, oppure lo stato di alterazione di un alimento, oppure lo stato qualitativo. Latte e prodotti caseari 8 9 Bologna, 26 ottobre 2012 Classificazione funzionale dei microrganismi Lactobacillus spp., Lactococcus spp., Pediococcus spp., Streptococcus spp. Latte e prodotti caseari 9 10 Bologna, 26 ottobre 2012 Classificazione funzionale dei microrganismi Salmonella, Listeria monocytogenes, EHEC, Campylobacter Bacillus cereus Latte e prodotti caseari 10 11 Bologna, 26 ottobre 2012 Latte e prodotti caseari 11 12 Bologna, 26 ottobre 2012 Classificazione funzionale dei microrganismi Enterobatteriacee, Stafilococchi coag. positivi Escherichia coli, Pseudomonas spp., Bacillacee, Latte e prodotti caseari 12 13 Bologna, 26 ottobre 2012 Prodotti da latte e derivati Latte crudo Latte alimentare (Latte termizzato o pastorizzato) Latte in polvere Latte pastorizzato Crema Latte ultrapastorizzato Burro Latte UHT Latte sterile in bottiglia Formaggio Siero Ricotta Siero essiccato Latte e prodotti caseari 14 Bologna, 26 ottobre 2012 Fonti di contaminazione microbica in latte crudo ANIMALI Pelle, peli, mucose, feci INSETTI Feci UOMO Pelle, peli Micrococcaceae Streptococcus Enterobacteraceae Enterococcus Clostridium Micrococcus Streptococcus Staphylococcus Staph. aureus (afta epizootica) Campylobacter Cl. perfringens E. coli patogeni L. monocytogenes Salmonella Virus enterici Staph. aureus Latte e prodotti caseari 15 Bologna, 26 ottobre 2012 Fonti di contaminazione microbica in latte crudo Aria Bacillus Spore di miceti Acqua Pseudomonadaceae Suolo Pseudomonadaceae Enterobacteraceae Bacillus Clostridium Bac. cereus Cl. botulinum L. monocytogenes Mangimi Bacillus Clostridium Batteri lattici Spore di miceti Bac. cereus micotossine Attrezzature Pseudomonadaceae Enterobacteraceae AMBIENTE Bac. cereus Latte e prodotti caseari 16 Bologna, 26 ottobre 2012 Livelli di contaminazione microbica in latte crudo 1.000.000 Batteri Gram positivi Batteri Gram negativi UFC/ml 100.000 10.000 1.000 Latte di buona qualità Latte di media qualità Latte di scarsa qualità Latte e prodotti caseari 17 Bologna, 26 ottobre 2012 Composizione microbica in latte crudo Giannino et al., Int. J. Food Microbiol. 2009 Latte e prodotti caseari 18 Bologna, 26 ottobre 2012 Batteri lattici in latte crudo Streptococcus 10% Lb. casei Lb. paracasei Lb. plantarum S. thermophilus S. macedonicus S. bovis Lactobacillus 10% Enterococcus 50% L. lactis subsp.lactis L. garvieae L. raffinolactis Lactococcus 30% E. faecium E. faecalis E. italicus E. casseliflavus E. durans Latte e prodotti caseari 18 19 Bologna, 26 ottobre 2012 Commercializzazione di latte crudo Nel Regolamento CE 853/2004 si autorizza la commercializzazione di latte crudo per il consumo umano diretto. La Conferenza Stato Regioni del 25 gennaio 2007 regolamenta il commercio di latte crudo destinato al consumo umano diretto e definisce i criteri igienici per la produzione e distribuzione. Le macchine erogatrici sono collocate in prossimità dell’azienda agricola di produzione, consentono all’allevatore di remunerare meglio il bene prodotto e all’acquirente di approvvigionarsi direttamente al luogo di origine. Latte e prodotti caseari 19 20 Bologna, 26 ottobre 2012 Incidenza di batteri patogeni in latte crudo Salmonella Listeria monocytogenes EHEC Campylobacter 0 - 10% 0 - 10% 0 - 5% 0 - 5% Il consumo di latte crudo è rischioso. Latte e prodotti caseari 20 21 Bologna, 26 ottobre 2012 Il risanamento, la pastorizzazione E’ un processo di riscaldamento termico (trattamento minimo, 72°C per 15s) che consente di eliminare tutti i microrganismi patogeni non sporigeni e gran parte della microflora saprofita senza provocare sostanziali modificazioni sensoriali, fisiche e nutrizionali. Il prodotto finito deve essere mantenuto refrigerato (T < 6°C). Ha un tempo di conservazione limitato. Trattamento termico Temperatura Tempo Fosfatasi Perossidasi 65°– 70°C 15 – 30 s + + Pastorizzazione LTLT 63°C 30 min - + Pastorizzazione HTST 72° – 75°C 15 – 30 s - + Pastorizzazione flash 82° – 85°C 3–5s - + Ultrapastorizzazione 120°C 1s - - Termizzazione Latte e prodotti caseari 21 22 Bologna, 26 ottobre 2012 Termodurici: microrganismi che resistono al trattamento Bacillus, Clostridium, Geobacillus, Enterococcus, Streptococcus, Microbacterium, Micrococcus Latte e prodotti caseari 22 23 Bologna, 26 ottobre 2012 Stima del rischio: un caso di studio Risk assessment: hazard identification dose-response assessment exposure assessment risk characterization Experimental design: enquiries carried out in the households storage tests enumeration of B. cereus present in milk Latte e prodotti caseari 23 24 Bologna, 26 ottobre 2012 Latte e prodotti caseari 24 25 Bologna, 26 ottobre 2012 6°C 8°C 10°C 12°C Latte e prodotti caseari 25 26 Bologna, 26 ottobre 2012 Latte e prodotti caseari 26 27 Bologna, 26 ottobre 2012 Latte e prodotti caseari 27 28 Bologna, 26 ottobre 2012 Prodotti da latte e derivati Latte crudo Latte alimentare (Latte termizzato o pastorizzato) Latte in polvere Latte pastorizzato Crema Latte ultrapastorizzato Burro Latte UHT Latte sterile in bottiglia Formaggio Siero Ricotta Siero essiccato Latte e prodotti caseari 29 Bologna, 26 ottobre 2012 Definizione di starter E’ una coltura di batteri o di miceti che viene addizionata alla materia prima o ad un semilavorato, in una determinata fase del processo, per far partire e/o controllare una attività microbica (fermentazione lattica o sviluppo di micelio) necessaria alla preparazione o maturazione del prodotto alimentare . Latte e prodotti caseari 29 30 Bologna, 26 ottobre 2012 Albero filogenetico dei batteri lattici Latte e prodotti caseari 30 31 Bologna, 26 ottobre 2012 Albero filogenetico dei batteri lattici Latte e prodotti caseari 31 32 Bologna, 26 ottobre 2012 Formulazioni di starter Multiple strains E’ una coltura costituita da più ceppi (2, 3 o 4), isolati e selezionati in laboratorio in base alle loro attività, successivamente preparati singolarmente in concentrazioni elevate e miscelati Mixed strains E’ una coltura costituita da più ceppi della stessa specie, isolati e selezionati in laboratorio in base alle loro attività, successivamente miscelati e fatti sviluppare a concentrazioni elevate Sieroinnesti e lattoinnesti naturali E’ una coltura costituita da più ceppi della stessa specie e da più specie differenti realizzata lasciando sviluppare in siero (la microflora derivante da una lavorazione precedente) o in latte (la microflora presente nel latte crudo dopo termizzazione) Latte e prodotti caseari 32 33 Bologna, 26 ottobre 2012 Specie microbiche impiegate negli starter LATTICI TERMOFILI LATTICI MESOFILI Streptococcus thermophilus Lactococcus lactis ssp. lactis Lactococcus lactis spp. lactis var. diacetylactis Lactococcus lactis spp. cremoris Leuconostoc mesenteroides ssp. cremoris Streptococcus thermophilus Lactobacillus bulgaricus Streptococcus thermophilus Lactobacillus helveticus Lactobacillus casei Lactobacillus acidophilus NON LATTICI SPORE FUNGINE Bifidobacterium animalis Brevibacterium linens Propionibacterium shermanii Penicillium camemberti Penicillium roqueforti Penicillium glaucum Latte e prodotti caseari 33 34 Bologna, 26 ottobre 2012 Specie microbiche riscontrate nei formaggi b.lattici termofili b.lattici mesofili 9 8 7 6 Log UFC/g NSLAB Lb. alimentarius Lb. casei Lb. fermentum Lb. paracasei Lb. plantarum Lb. rhamnosus 5 4 3 2 0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 Mesi di stagionatura Latte e prodotti caseari 34 35 Bologna, 26 ottobre 2012 Bioprotezione: le batteriocine Sostanze di natura peptidica o proteica, generalmente codificate da plasmidi, attive su specie batteriche filogeneticamente vicine, più raramente su batteri patogeni. Sono molecole prodotte direttamente dalla sintesi proteica (dai ribosomi); la biosintesi è bloccata da inibitori della sintesi proteica, a differenza degli antibiotici che sono molecole, anche peptidiche (penicillina), prodotte da sistemi multi-enzimatici e la cui biosintesi non è bloccata da inibitori della sintesi proteica. Latte e prodotti caseari 35 36 Bologna, 26 ottobre 2012 Bioprotezione: le batteriocine classe caratteristiche dimensioni nome I^ Lantibiotici contenenti amminoacidi non tradizionali come la lantionina, o amminoacidi deidratati peptidi nisina, lattococcina S, carnocina U149 latticina 481 II^ presenza del motivo conservato Tyr-Gly-Asn-Gly-Val peptidi < 10 kDa pediocina AcH, PA-1, lattococcina A, leucocina A , sakacina A, P, curvacina A, mesenteroicina Y105 III^ proteine > 30 kDa helveticina J, acidofilina A, lattacina A, B IV^ proteine > 30 kDa plantaricina S, leucocina S, pediocina SJ-1 Latte e prodotti caseari 36 37 La nisina Bologna, 26 ottobre 2012 No L. monocytogenes Nome Group N Inhibitory Substance + suffisso INA Specie produttrice Lactococcus lactis subsp. lactis, Lactococcus lactis subsp. cremoris Spettro di attività Batteri Gram positivi (cell. veg. Bacillus, Clostridium) PM (preNisina) 57 aa → (Nisina) 34 aa Det. genici operone della nisina è cromosomale (11 geni); elemento trasponibile per coniugazione Sintesi Traduzione, Modificazioni intracellulari post-traduzionali su alcuni aa (deidratazioni, formazioni di tioesteri e addizione di gruppi sulfidrilici), Trasporto del peptide attraverso la membrana citoplasmatica, Azione proteolitica (attivazione) a carico della pre-nisina asporto del peptide leader Limite d’uso 10 mg/kg di alimento Latte e prodotti caseari 37 38 Bologna, 26 ottobre 2012 La nisina Ac. amminobutirrico (Aba), Deidro-alanina (Dha), Deidro-butirrina (Dhb) Lantionina (Ala-S-Ala) Metil-Lantionina (Aba-S-Ala) La nisina agisce a livello della membrana cellulare organizzandosi in strutture complesse (simil-pori) che alterano l’equilibrio osmotico e il potenziale di membrana della cellula L’inserzione della nisina non avviene in regione specifiche della membrana cellulare Latte e prodotti caseari 38 39 Bologna, 26 ottobre 2012 La pediococcina AcH Nome Da Pediococcus Specie produttrice Pediococcus pentosaceus Pediococcus acidilactici Spettro di attività Bacillus, Lactobacillus, L. monocytogenes, Leuconostoc, Pediococus PM 44 aa Det. Genici operone della pediocina è plasmidico (4 geni) pSRQ11, pSMB74 Peptide cationico che si lega a fosfolipidi di membrana in siti specifici detti recettori. Agisce modificando il potenziale di membrana attraverso la formazione di piccoli pori e la conseguente fuoriuscita di molecole. Alcuni dati sperimentali suggeriscono inoltre l’esistenza di “specie” molecolari che funzionano come protettori di membrana dall’effetto battericida della batteriocina. Limite d’uso Non ancora regolamentato Latte e prodotti caseari 39 40 Bologna, 26 ottobre 2012 La mesenteroicina Y105 Nome Da L. mesenteroides Specie produttrice Leuconostoc mesenteroides Spettro di attività L. monocytogenes, Enterococcus PM 36 aa Det. Genici operone della mesenteroicina è plasmidico Peptide termicamente assai stabile. Attività depolarizzante sulla membrana cellulare Limite d’uso Non ancora regolamentato Latte e prodotti caseari 40 41 Bologna, 26 ottobre 2012 La helveticina J Nome Da L. helveticus Specie produttrice Lactobacillus helveticus Spettro di attività L. helveticus, L. delbrueckii PM 37 kDa (> 300 kDa) Inducibile con mitomicina (vettore batteriofago?) Limite d’uso Non ancora regolamentato Latte e prodotti caseari 41 42 Bologna, 26 ottobre 2012 Alterazione in formaggio fresco da Serratia • Il difetto si manifesta come un arrossamento superficiale che si diffonde verso il centro della pasta. Il sapore è leggermente più amarognolo dello standard. Non presenta odore anomalo. • Avviene dopo 4-8 giorni dal confezionamento, sia a temperature di frigorifero che a temperatura ambiente (più celermente). • Il difetto è generalizzato su lotti di uno stesso stabilimento, ma è indipendente dalla linea produttiva impiegata. Latte e prodotti caseari 42 43 Bologna, 26 ottobre 2012 Alterazione in formaggio fresco da Serratia Qual’ è la causa del fenomeno? Se è di origine microbiologica, quali sono i microrganismi coinvolti? Qual’ è la fonte di contaminazione lungo il processo? Quali sono i fattori implicati nella manifestazione del difetto? Latte e prodotti caseari 43 44 Bologna, 26 ottobre 2012 Arrossamento nei formaggi N° campion Prodotto Luogo e data i fontina Italia (1979) 2 crescenza Italia (1979) 4 mozzarella Italia (1980) n.d. brie Francia (1990) 6 f. fuso Italia (1994) 10 tilsit Germania (2001) n.d. taleggio Italia (2003) n.d. Livelli di Microrganismo ritenuto concentrazion responsabile dell'alterazione e (UFC/g) Epicoccum, lieviti 1,00E+04 Brevibacterium , lieviti, coliformi 1,00E+05 Pseudomonas n.d. Brevibacterium, Pseudomonas 1,00E+06 Bacillus licheniformis 1,00E+07 Brev. linens, Deb. hansenii n.d. Brev. linens, Deb. hansenii n.d. Latte e prodotti caseari 44 45 Bologna, 26 ottobre 2012 Il prodotto Crescenza • E’ ottenuto da latte vaccino intero, sottoposto a pasteurizzazione. • E’ un formaggio molle, grasso, a coagulazione tipicamente presamica, a pasta cruda, senza crosta, che subisce una brevissima stagionatura (6-10 giorni) in celle frigorifere. • La forma è a parallelepipedo, con lato di circa 18 cm, le facce sono piane, lo scalzo è di 5 cm, il peso è circa 2 kg. • E’ prodotto in due tipologie a seconda delle aree geografiche di vendita: una versione “morbida”, spalmabile, parzialmente collassata, e una versione “sostenuta”, tagliabile. Latte e prodotti caseari 45 46 Bologna, 26 ottobre 2012 Latte crudo Pastorizzazione (72°C per 15 s) Trasferimento in caldaia (38°C) Aggiunta starter Flow sheet di produzione Aggiunta caglio Coagulazione Sosta 1° taglio della cagliata Sosta 2° taglio della cagliata Estrazione della cagliata Messa in stampi e rivoltamenti Stufatura a 28-30°C Salatura in salamoia (10-15°C per 2 h) Maturazione (4°C per 6 gg) Confezionamento in atm.protettiva Latte e prodotti caseari 46 47 Bologna, 26 ottobre 2012 Piano sperimentale Analisi chimiche e microbiologiche su prodotti alterati e non, per comprendere la causa dell’alterazione Isolamento e identificazione di microrganismi indiziati Riproduzione del fenomeno: inoculo dei ceppi isolati in terreni di laboratorio e su prodotti non alterati Valutazione della resistenza al trattamento termico Determinazione della temperatura minima di sviluppo Valutazione della resistenza ai disinfettanti Latte e prodotti caseari 47 48 Bologna, 26 ottobre 2012 Risultati I risultati preliminari ottenuti sia da analisi chimiche che da analisi microbiologiche, effettuate da due laboratori indipendenti, su un campionamento stratificato (unità campionarie difettose vs unità campionarie normali) non evidenziano differenze significative tra prodotti alterati e non, né mettono in luce elementi anomali. caratteri fisici e chimico-fisici normali composizione chimica percentuale normale assenza di contaminanti chimici assenza di coloranti (non si riesce ad isolare ed identificare la sostanza che dà la colorazione) composizione microbica normale (starter di S. thermophilus > 108 UFC/g) presenza di contaminazione di batteri non lattici ( 105 UFC/g) e di lieviti (≥ 104 UFC/g) Latte e prodotti caseari 48 49 Bologna, 26 ottobre 2012 Risultati Rigorosa ispezione delle linee di produzione e verifica di tutte le operazioni, procedure e responsabilità. Ricerca per isolare lungo la filiera i microrganismi che in letteratura si sono dimostrati responsabili di tale alterazione. Ripetizione del campionamento stratificato (parte alterata vs parte normale nella medesima unità prodotto). Latte e prodotti caseari 49 50 Bologna, 26 ottobre 2012 Risultati c.b.s. lieviti batteri lattici coliformi UFC/g UFC/g UFC/g UFC/g parte alterata (rossa) parte normale (bianca) 9,50E+06 1,59E+05 4,52E+05 2,03E+05 3,45E+08 2,03E+08 5,24E+06 4,85E+04 Isolamento dei ceppi dominanti Uso di terreno selettivo e differenziale, tecnica per spatolamento superficiale Identificazione della specie Latte e prodotti caseari 50 51 Bologna, 26 ottobre 2012 Risultati Enterobacter agglomerans 22% Serratia marcescens 35% Serratia liquefaciens 4% Klebsiella pneumoniae 4% Klebsiella oxitoca 9% Enterobacter cloacae 26% Inoculo dei ceppi isolati in terreni di laboratorio e su prodotti non alterati Latte e prodotti caseari 51 52 Bologna, 26 ottobre 2012 Risultati Andamento della concentrazione dei contaminanti in Crescenza conservata a diverse temperature 1,00E+09 arrossamento 1,00E+08 1,00E+07 A5 C A 10 C controllo a 10 C controllo a 5 C 1,00E+06 1,00E+05 1,00E+04 1,00E+03 0 2 4 6 8 10 12 tempo (giorni) Latte e prodotti caseari 52 53 Bologna, 26 ottobre 2012 Risultati FONTI DI CONTAMINAZIONE PRIMARIA S. m. può risiedere, anche se in modo minoritario, negli intestini di animali di allevamento (ovini, caprini, bovini) e dunque il latte crudo può risultarne contaminato; S. m. può essere presente in concentrazioni elevate nell’ambiente di allevamento, sulle attrezzature per la raccolta, la conservazione ed il trasporto del latte crudo in funzione del livello igienico che viene mantenuto. FONTI DI CONTAMINAZIONE SECONDARIA S. m. può essere presente in concentrazioni elevate nell’ambiente e sulle attrezzature di trasformazione casearia in funzione del livello igienico che viene mantenuto. Latte e prodotti caseari 53 54 Bologna, 26 ottobre 2012 Risultati Ceppi di S. m., responsabili del fenomeno di arrossamento, sono stati sottoposti a trattamento termico (a 70-72-74°C per 15-30-60 s) in latte scremato e intero sterile, in tubi capillari (Ø 2 mm) Trattamento termico a 72°C Trattasi di contaminazione post-pasteurizzazione 1,00E+08 UFC/m l ! S. m. non resiste al trattamento usato per sanificare il latte nella preparazione di Crescenza 1,00E+07 latte intero 1,00E+06 latte scremato 1,00E+05 1,00E+04 1,00E+03 1,00E+02 1,00E+01 0 10 20 Latte 30e prodotti 40 caseari 50 tempo (s) 54 60 55 Bologna, 26 ottobre 2012 Sviluppo di Serratia marcescens a differenti temperature 1,2 2°C 4°C 6°C 1 D.O. 600nm 0,8 0,6 0,4 0,2 0 -0,2 0 2 4 6 8 10 tempo (giorni) ! S. m. è un batterio psicrotrofo E’ plausibile che si sviluppi durante la fase di maturazione 55 VALUTAZIONE DELLA RESISTENZA AI DISINFETTANTI Principio attivo Concentrazione d’uso Tempi di contatto Esametilendiguanide 1% 1-5-10-20min Gluteraldeide 1% 1-5-10-20min 0,1% 1-5-10-20min 3% 1-5-10-20min Ac.peracetico/H 2O2 Ipoclorito si sodio Abbattimento di S. marcescens con differenti disinfettanti 1,00E+06 1,00E+05 1,00E+04 esametilendiguanide gluteraldeide ac.peracetico ipoclorito 1,00E+03 1,00E+02 1,00E+01 1,00E+00 0 5 10 tempo (minuti) 15 20 9-Quality-Serratia 56