Quarta parte
Ateismo
Agnosticismo
Indifferentismo
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Ateismo (dal greco atheos, composto da α-, "senza",
e θεός, “Dio", letteralmente "senza Dio")
Nella presenza
del male e
dell’ingiustizia nel mondo,
molti uomini vedono oggigiorno una
prova della non-esistenza di
Dio, perché… se Egli esistesse,
non permetterebbe tutto ciò.
In realtà questo disagio e questo
interrogativo sono anch’essi una “via”
verso Dio.
L’uomo, infatti, percepisce il male e
l’ingiustizia come privazioni, come
situazioni dolorose non dovute che
reclamano un bene e una giustizia cui
si aspira.
Potrebbe essere interessante vedere questo breve video da YouTube
http://www.youtube.com/watch?v=JaojRzhN0Ts
Un ateismo come
conseguenza di una
analisi razionale di
tipo scientifico,
empirico, è
contraddittoria,
perché Dio non è
oggetto del
sapere
scientificosperimentale.
Una causa diffusa di ateismo è ritenere che
l’affermazione di Dio obblighi ad una
penalizzazione dell’uomo: se Dio esiste
allora l’uomo non sarebbe libero, né godrebbe di
una piena autonomia nella sua esistenza terrena.
Questa visione ignora che la dipendenza della
creatura da Dio fonda la libertà e l’autonomia della
creatura.
È vero piuttosto il contrario: come insegna
la storia dei popoli, quando si nega Dio si finisce col
negare anche l’uomo e la sua dignità trascendente.
Fra le cause
dell’ateismo, specialmente
dell’ateismo pratico, va incluso anche il
cattivo esempio dei credenti.
Si deve dire piuttosto che nascondono
e
non manifestano il genuino volto di
Dio e della religione per aver trascurato
di educare la propria fede, o per una
presentazione fallace della dottrina, o anche per
i difetti della propria vita religiosa, morale e
sociale.
Un altro motivo per dichiararsi ateo è vedere
la divisione che esiste tra coloro che
credono in un solo Dio (cristianesimo;
ebraismo ed islamismo come maggiori religioni
monoteiste) o tra coloro che credono in
Gesù Cristo (ortodossi; riformisti; anglicani;
calvinisti; evangelisti; ecc.)
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Lo studio per conoscere Dio non è una
complicazione: il fatto che nell’unico Dio
ci sono tre Persone; che ogni Persona è
Dio ma non sono tre dei bensì un solo
Dio; che Gesù Cristo è vero Dio e vero
Uomo; ecc.
C’è in gioco la relazione degli uomini col
vero Dio e la propria salvezza.
“Tu credi che c’è un Dio solo?
Fai bene; anche i demòni lo credono
e tremano!” (Gc 2, 19)
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L’agnosticismo
Sostiene che la
ragione umana non
può concludere nulla su Dio e sulla
sua esistenza.
Diffuso specie negli ambienti intellettuali.
Spesso i loro fautori si propongono un
impegno di vita personale e sociale, ma senza
alcun riferimento verso un fine ultimo,
cercando così di vivere un umanesimo senza
Dio.
L’indifferenza religiosa
rappresenta oggi la principale manifestazione di
non credenza .
Il tema di Dio non viene preso in considerazione
perché quasi soffocato da una vita orientata ai
beni materiali.
Cruise ships still find
a Haitian berth
Luxury liners are still
docking at private
beaches near Haiti's
devastated earthquake
zone for holidaymakers
to enjoy the water
L’indifferenza religiosa coesiste con certa
simpatia per il sacro e talvolta per lo pseudoreligioso, fruiti in modo moralmente
disimpegnato, come fossero beni di
consumo.
Per mantenere a lungo una posizione di
indifferenza religiosa, l’essere umano ha
bisogno di continue distrazioni in modo da non
soffermarsi mai sui problemi esistenziali più
importanti, rimuovendoli sia dalla propria vita
quotidiana che dalla propria coscienza: senso
della vita e della morte, valore morale delle
proprie azioni, ecc.
Poiché nella vita di una persona esistono
sempre eventi “che fanno la differenza”
(innamoramento, paternità, morti premature,
dolori e gioie, ecc.), la posizione di
“indifferenza religiosa” non è sostenibile lungo
l’intero arco di una vita umana, perché su Dio
non si può fare a meno, almeno qualche
volta, di interrogarsi.
Prendendo spunto dagli eventi
esistenzialmente significativi della vita,
occorre aiutare chi è indifferente ad aprirsi
alla affermazione di Dio.
Dove ci portano le considerazioni fatte in
questa prima lezione?
Ci avvicinano alla verità sul mondo e su
noi stessi; allo stesso tempo ci fanno
scoprire che Dio non è una risposta che
meta fine alle nostre domande.
Dio è un mistero profondo il che non toglie
che possiamo dedurre il mistero di Dio dal
mistero del cosmo e dal mistero della
nostra esistenza.
Jutta Burggraf, Teologia fondamentale, Ed. Ares, Milano 2004. p.30
Davanti al mistero di Dio, le nostre
rappresentazioni umane della divinità
debbono rinnovarsi continuamente.
Perciò dobbiamo rifare il cammino sempre di
nuovo e approfondire sempre più la
conoscenza di Dio.
Più l’uomo si avventura nella ricerca di Dio,
tanto più insoddisfacenti gli appaiono tutte le
risposte precedenti.
Un impressionante esempio di questo fatto ce
lo offre la Bibbia nella figura di Giobbe.
Jutta Burggraf, Teologia fondamentale, Ed. Ares, Milano 2004. p.31
Tua figlia è rimasta attratta da un libro di
Marilyn Ferguson in cui afferma che «la
guerra è impensabile in una società di
persone autonome che hanno scoperto
che tutta l'umanità è interdipendente,
che non temono idee e culture estranee,
che sanno che tutte le rivoluzioni
cominciano nell'interiorità e che non si
può imprimere il proprio marchio di
illuminazione sugli altri». Cosa diresti a
tua figlia?
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