FREQUENZE
GENOTIPICHE
E GENICHE
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Genetica delle popolazioni
a.a. 10-11 prof S. Presciuttini
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Un esempio: proteine seriche
Un esempio di variazione genetica entro e fra popolazioni è riportato
nell’articolo di Das et al. (2002), relativo a tre popolazioni umane del
Bengala occidentale tipizzate per quattro proteine seriche.


Le “proteine seriche” fanno parte dei marcatori genetici classici, che erano
già disponibili prima dell’avvento dell’analisi del DNA. La tipizzazione fa
uso della tecnica di elettroforesi in gel d’amido sviluppata a metà degli
anni ’50, che consente di separare miscele di proteine diverse sulla base
delle loro dimensioni e cariche elettriche. Miglioramenti successivi sono
stati l’introduzione della focalizzazione isoelettrica (elettroforesi in
gradiente di pH), che consente una ulteriore separazione delle proteine non
risolte, e l’introduzione del gel di poliacrilamide.
L'analisi di alcune proteine seriche fa parte degli esami routinari del
sangue, mentre altre hanno interesse solo per la variabilità genetica che
mostrano nelle popolazioni
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Numerosità osservate
Una parte della tabella di Das et al., relativa ad uno dei marcatori
tipizzati, è riportata nella figura seguente. La colonna di sinistra mostra
il nome del locus (Componente Gruppo Specifico o GC), i fenotipi
individuati e il nome degli alleli; a destra seguono i dati di due delle tre
popolazioni studiate.
Consideriamo la colonna “Obs.
No.” (numerosità osservata):
vediamo ad es. che 5 soggetti
sono “ISIS”, e dall’elenco degli
alleli deduciamo che si tratta di
soggetti attribuiti al genotipo
omozigote per l’allele IS. I totali
dei due campioni sono 38 e 45
soggetti
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Frequenze alleliche
Per questo locus sono stati individuati 3 alleli, denominati *IS, *IF e
*2, che sono presenti nei campioni in 5 delle 6 combinazioni possibili,
le cui frequenze sono 0,474, 0,329 e 0,197
Come sono calcolate le frequenze alleliche? In questo caso gli alleli
sono distinguibili l'uno dall'altro (codominanza) e il calcolo è
elementare.
Si tratta semplicemente di contare la numerosità di ciascun allele nel
campione e di riportarla a 1

per l’allele *IS, 10 copie sono presenti nei 5 genotipi ISIS, e 13 copie sono
presenti sia nel genotipo ISIF che nel genotipo 2IS; quindi abbiamo 36
copie *IS, che riportate al totale dei geni esaminati per il sistema GC (che
è il doppio degli individui tipizzati, 2N =76) fa esattamente 0,474. (Nota:
c’è un errore di stampa nella frequenza di questo allele nella seconda
popolazione). Analogamente si contano le numerosità degli altri due alleli
e si riportano in frequenza relativa
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Esempio: colore del fiore
Una popolazione di Kalmia latifolia è stata
valutata per la frequenza allelica di un locus
codominante responsabile della colorazione
Red buds: 5000
Pink buds: 3000
White buds: 2000
A1A1
A1A2
A2A2
Le differenze fra i fenotipi sono attribuibili al
locus dell'antocianina
Quali sono le frequenze dell'allele A1 e a2?
Frequency of A2 = q
Frequency of A1 = p
1
N 11 + N 12
2 N 11 + N 12
2
p=
=
,
N
2N
q=
1
N 12
2 N 22 + N 12
2
=
,
N
2N
N 22 +
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Frequenze alleliche per sistemi codominanti
Dunque nel caso di sistemi codominanti si può scrivere la regola
generale
pi = (2nii + Σj≠i nij)/(2n),
cioè anche
pi = (nii + ½ Σj≠i nij)/n
(1)
dove pi è la frequenza dell’allele i (i = 1, 2, o 3 nel caso del sistema
GC), nii è la numerosità del genotipo omozigote per l'allele i e Σj≠i nij
indica la somma di nij per tutti i valori di j ( j = 1, 2, 3), tranne quando j
= i; n è il numero totale degli individui del campione
Se le frequenze genotipiche sono espresse in frequenze relative (a
somma 1), fij (= nij/N, Σ fij = 1), esse possono essere usate al posto di
nii nell’eq. (1).
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La stima delle frequenze alleliche e del loro errore
In effetti noi non siamo interessati tanto alla frequenza allelica
osservata in un dato campione quanto piuttosto alla frequenza allelica
nella popolazione che quel campione rappresenta.

Cioè noi esaminiamo un campione assumendo che esso sia rappresentativo
della popolazione cui esso appartiene, e inferiamo le proprietà di questa
dal campione stesso.
Nel caso di sistemi codominanti si può mostrare che la miglior stima
della frequenza (πi) dell’i-esimo allele nella popolazione è data dall’eq.
(1). Quindi semplicemente poniamo πi = pi.

Però ci dobbiamo porre il problema dell’errore dovuto al campionamento:
se si estraggono a caso un numero limitato di genotipi, ci sarà
inevitabilmente una certa variazione casuale delle frequenze alleliche
calcolate nel campione rispetto a quelle della popolazione, e più è piccolo
il campione, più grande è la deviazione che mediamente ci aspettiamo.
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Deviazione standard ed errore standard
Come la variabilità di una serie di misure è indicata dalla deviazione
standard, così la variabilità di un valore statistico (es. una percentuale,
una proporzione, una media ecc.) calcolato su un campione è indicata
dall'errore standard.


la deviazione standard descrive la variabilità di una serie di misure
effettuate su un campione o una popolazione.
l'errore standard descrive l'incertezza nella stima di un valore statistico (es.
media, proporzione ecc.);
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Standard Error of Mean
Standard Deviation is a measure of how individual points differ
from the mean estimates in a single sample
Standard Error is a measure of how much the estimate differs from
the true parameter value (in the case of means, μ)
 If you repeated the experiment, how close would you expect
the mean estimate to be to your previous estimate?
Standard Error of the Mean (se):
95% Confidence Interval:
se =
Vx
n
x ± 1.96( se)
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Errore standard delle frequenze alleliche
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Assumendo che il campionamento sia multinomiale, la varianza teorica
delle frequenze alleliche V(πi) è data da
V(πi) = πi(1 - πi)/(2N)
Questa è la varianza attesa in un gran numero di campioni della stessa
dimensione estratti a caso da una popolazioni in cui la frequenza
allelica è πi. Quindi l’errore standard delle frequenze alleliche [s.e.(pi)]
si stima come
s.e.(pi) = V(πi)½ .
Ad esempio gli errori standard delle frequenze di *IS, *If e *2 nella prima
popolazione di Das et al. sono rispettivamente [0,474 x (1 – 0,474)/76]½ = 0,057,
[0,329 x (1 – 0,329)/76]½ = 0,054, e [0,197 x (1 – 0,197)/76]½ = 0,046, come
riportato in tabella accanto alla stima delle frequenze alleliche.
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Maximum variance as a function of allele
frequency for a codominant locus
0.3
0.25
p(1-p)
0.2
0.15
0.1
0.05
0
0
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0.6
0.7
0.8
0.9
1
p
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Why is variance highest at intermediate
allele frequencies?
p = 0.5
p = 0.125
If this were a target, how variable would your outcome be in each
case (red versus white hits)?
Variance is constrained when value approaches limits (0 or 1)
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Limiti di confidenza
L'errore standard rappresenta un parametro fondamentale, che viene
comunemente impiegato per il calcolo dei limiti fiduciali (o intervalli
fiduciali o intervalli di confidenza)
Il limite fiduciale è molto utile per avere un'idea della vera caratteristica
della popolazione che stimiamo attraverso lo studio di un campione
Per campioni ragionevolmente ampi (almeno 50-60 osservazioni),
valgono le seguenti relazioni fondamentali:
Che cosa significa l'espressione «confidenza 95%» o «intervallo
fiduciale 95%» o «intervallo di confidenza 95%»? In parole povere,
anche se non del tutto esatte, si può dire che «confidenza 95%» indica
che vi è una probabilità del 95% che l'intervallo trovato includa la vera
caratteristica della popolazione.
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Eterogeneità di frequenze alleliche fra popolazioni
L’errore standard delle frequenze è essenziale per calcolare la
significatività delle differenze osservate fra popolazioni.
Per esempio, un modo molto semplice per decidere se una differenza
osservata fra le frequenze alleliche di due popolazioni è significativa “al
livello del 5%” è quello di calcolare i limiti di confidenza del 95%
(95% C.L.) delle frequenze stimate, che si trovano come
95% C.I. = pi ± 1,96 x s.e.(pi),
e controllando se non ci sia sovrapposizione fra i due intervalli
delimitati da questi limiti.
●
Si può facilmente verificare che le frequenze alleliche stimate nelle due
popolazioni di Das et al. non sono significativamente diverse le une dalle altre;
quindi sulla base di questi due campioni non possiamo concludere che ci troviamo
in presenza di popolazioni eterogenee per frequenze alleliche
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