Attività fisica e salute - Agire
Bologna
8-9 marzo 2010
Costruire una politica pubblica per la
promozione dell’attività fisica
Pierluigi Macini
Carta di Ottawa
Prima Conferenza internazionale sulla Promozione della salute
Ottawa, 7-21 novembre 1986
Promuovere la salute significa:
Costruire una politica pubblica per la tutela della salute
La promozione della salute va oltre la mera assistenza sanitaria. Essa porta il
problema all’attenzione dei responsabili delle scelte in tutti i settori, a tutti i livelli,
invitandoli alla piena consapevolezza delle conseguenze, sul piano della salute, di
ogni loro decisone e a una precisa assunzione di responsabilità in merito. Nella
politica di promozione della salute si fondono componenti diverse ma
complementari, quali la legislazione, i provvedimenti fiscali e la modifica dei criteri
organizzativi, in un’azione coordinata diretta a imporre politiche sanitarie, sociali e
dei redditi ispirate ad una maggiore equità. L’azione comune contribuisce a
garantire prodotti e servizi più salubri e sicuri, servizi pubblici più sani e ambienti
più igienici e accoglienti. La politica di promozione della salute richiede di
individuare gli ostacoli che impediscono l’adozione di una politica pubblica che
tuteli la salute in tutti i settori non sanitari e i modo migliori per rimuoverli. Occorre
far sì che anche per i responsabili politici la scelta della tutela della salute divenga
la scelta più vantaggiosa.
General reccomendations:
•General goals were formulated
•Implementation plan was included
•Timeframe and a responsible body for the implementation was often specified
•Most policies emphasized the importance of an evaluation
•Limited evidence for intersectoral collaboration
•Quantified goals for physical activity were the exception
In Italia:
Distribuzione compiti fra Stato e Regioni
Stato:
1. Legge finanziaria 2007, detrazione dall’Irpef di una parte
delle spese sostenute per l’iscrizione dei ragazzi e dei
giovani di età compresa fra 5 e 18 anni ad associazioni
sportive, palestre, piscine ed altre strutture che
promuovono lo sport dilettantistico
2. Protocolli di intesa
3. Accordo Ministero Istruzione-CONI
4. Progetti CCM
Regioni:
1. Esperienze diverse
2. Piano regionale della Prevenzione
L’esperienza della Regione
Emilia-Romagna
Dai Piani per la salute (PPS), al Piano sociale e
sanitario, al primo Piano regionale per la
Prevenzione, ai programmi di promozione
dell’attività fisica
DGR n. 321/2000
“Lo scopo di un Piano per la Salute (PPS) è quello di fungere da strumento
e luogo centrale dove vengono elaborati programmi di miglioramento della
salute e dell’assistenza sanitaria.
….
Esiste una varietà di fattori che condizionano la salute. Su alcuni di essi è
possibile intervenire più o meno efficacemente, come condizioni
socioeconomiche, stili di vita, condizioni ambientali e disponibilità di servizi
(compresi il SSN, servizi sociali e scuola), mentre altri non sono
modificabili, come sesso, età e patrimonio genetico.
Un Piano per la Salute può essere definito come un piano poliennale di
azione elaborato e realizzato da una pluralità di attori, coordinati dal
governo locale, che impegnano risorse umane e materiali allo scopo di
migliorare la salute della popolazione anche attraverso il miglioramento
dell’assistenza sanitaria.
Un approccio “politica per la salute” riconosce che le attività di molte
istituzioni (particolarmente Enti Locali) e gruppi organizzati hanno un
potenziale importante impatto sulla salute della comunità.
La legge regionale dell’Emilia-Romagna n. 29 del
23 dicembre 2004
I principi (art. 1):
a) Centralità del cittadino, in quanto titolare del diritto alla salute
b) Responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute delle persone
e delle comunità locali
c) Universalità ed equità di accesso alle prestazioni e ai servizi, secondo le
necessità di ciascuno
f) Valorizzazione delle responsabilità individuali e collettive nella
promozione di stili di vita e di ambienti di vita e di lavoro idonei a
mantenere lo stato di salute
i) Valorizzazione della funzione delle formazioni sociali
l) Compartecipazione degli Enti Locali alla programmazione delle attività e
alla verifica dei risultati di salute
Il Piano sociale e sanitario 2008-2010 (Deliberazione
dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna 22 maggio
2008, n. 1448)
• primo Piano sociale e sanitario integrato
• la comunità competente che partecipa
• l’integrazione delle politiche
• L’integrazione istituzionale principio fondamentale di
governance
• Provincia/Conferenza territoriale sociale e sanitaria (CTSS)
• Comuni/Comitato di Distretto
Il Piano sociale e sanitario 2008-2010
• Gli strumenti della programmazione
• Livello regionale
– Piano regionale sociale e sanitario
– Programma annuale di riparto del Fondo sociale regionale
– Programmazione annuale e finanziamento del Servizio sanitario
regionale
– Piano regionale della Prevenzione
– Piano annuale di ripartizione del Fondo per la non autosufficienza
• Livello CTSS
– Atto di indirizzo e coordinamento triennale
• Livello Distretto
– Piano di zona distrettuale per la salute e il benessere sociale (triennale)
– Programma attuativo annuale
Il Piano sociale e sanitario 2008-2010
• Capitolo 5. La sanità pubblica e veterinaria
• Le nuove prospettive
• Obiettivi prioritari
– Attuazione del Piano regionale della Prevenzione, con riferimento agli
aspetti connessi agli stili di vita
– Malattie infettive
– Emergenze in sanità pubblica
– Screening oncologici
– Promozione di un sistema integrato di sicurezza e di miglioramento
della qualità della vita lavorativa
– Rischi per la salute derivanti dal contesto abitativo e urbano
– Sicurezza alimentare
– Sanità pubblica veterinaria
Azioni attivate:
1.
2.
3.
Presupposti di politica per la salute
Organizzazione del Servizio sanitario regionale (riorientamento dei Servizi
di Medicina dello sport e promozione dell’attività fisica, Servizi di
Epidemiologia e Comunicazione)
Programmi/progetti di intervento sulla popolazione generale e sulla
popolazione a rischio: con le caratteristiche della intersettorialità
(trasporti, urbanistica, scuola, organizzazioni per lo sport, ..) e
interistituzionalità (Province, Comuni, Aziende Usl, assessorati regionali,..)
Cose da fare con il Piano regionale della Prevenzione 2010-2012:
1.
2.
3.
4.
Selezione dei programmi/progetti di promozione e prescrizione dell’attività
fisica
Diffusione della cultura dell’attività fisica, a partire dall’interno del
Servizio sanitario regionale
Piano strategico di comunicazione nei confronti dei decisori politici
Sistema di valutazione di processo
Il punto critico:
l’integrazione delle politiche, che nasce dalla condivisione
convinta del valore di una vita attiva dei cittadini per il
miglioramento della salute, della qualità della vita, dei servizi
(sanitari, trasporti, ..)
…. la somma di buoni piani settoriali produce un “disastro”.
•Politiche dello sport: dalla tutela dei praticanti sportivi
organizzati e della competizione al supporto dell’attività fisica di
tutti
•Il CONI, gli Enti di promozione sportiva, le società sportive:
aggiungere ai valori della competizione e dell’agonismo quelli
dell’attività fisica come strumento di salute
•Politiche dei trasporti: politiche di contrasto all’utilizzo di veicoli a
motore privati
•Politiche urbanistiche: l’ambiente costruito influenza l’attività fisica
•Politiche dell’educazione: valorizzazione dell’attività fisica come
strumento educativo e di benessere
•Le politiche sanitarie:
•I Medici dello sport: dalla valutazione dell’idoneità alla pratica
sportiva alla valutazione funzionale per supportare stili di vita più
attivi e per la prescrizione dell’attività fisica
•I MMG e gli altri specialisti (cardiologi, diabetologi, fisiatri, ..): il
counselling e la prescrizione dell’attività fisica
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