ELEMENTI DI
NEONATOLOGIA E DI
PUERICULTURA
PRATICA
AGGREGATO AL CORSO DI
PREPARAZIONE AL PARTO C/O AURELIA
HOSPITAL.
DEDICATO ALLE DONNE A TERMINE DI
GRAVIDANZA
A cura di:
Dr. Stefano Tasca
Neonatologo - Chirurgo pediatra
• Casa di Cura Aurelia Hospital
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(forum del pediatra)
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Due consigli, per
cominciare
• Non bisogna mai aver paura di
chiedere spiegazioni. Non si fa mai
brutta figura, anche se ciò che si vuol
sapere sembra banale.
• E’ utile instaurare un rapporto di
stretta collaborazione fra papà,
mamma e pediatra: parlare,
comunicare, riferire, sono la base per
garantire un’ottima cura del bambino
LE PAROLE CHIAVE PER
ESSERE SERENI:
• Un genitore tranquillo e sicuro di se è
certamente migliore di un genitore ansioso
e dubbioso
• Occorre adattarsi alle esigenze che si
presentano di volta in volta, senza
pretendere il controllo totale e costante
della situazione
• E’ importante seguire un PROPRIO MODO
di essere genitori, senza per forza dover
obbedire a consigli o imposizioni di altri
• Le riviste specializzate spesso le sparano
grosse per motivi commerciali: attenzione
a seguirne le indicazioni!!!
Per commettere meno errori (e
non preoccuparsi inutilmente)
occorre sapere che:
• Il bambino ripete la genetica familiare:
velocità di crescita, metabolismo,
conformazione somatica sono
cromosomicamente determinati.
• L’alimentazione del bambino deve seguire i
fondamenti (ed utilizzare i prodotti) della
zona climatica di origine
• Il bambino deve AUTOREGOLARSI sulle
quantità di alimento da assumere
• La valutazione della salute non si basa sulla
“ciccia” ma sulla vivacità e sull’allegria
• L’influenza dell’umore dei genitori sul
comportamento del bambino è molto forte:
un genitore stressato, nervoso, tende a
trasmettere inconsciamente al figlio tali
caratteristiche
• La scelta dei modi e dei tempi circa
l’educazione dei figli deve tenere conto
degli impegni che il genitore possiede fuori
casa MA NON NE DEVE ESSERE
CONDIZIONATA: è più importante allevare
bene un figlio che avere una gratificazione
professionale a tutti i costi.
IL FETO:
• NON “RESPIRA” E NON “MANGIA” MA
VIENE NUTRITO/OSSIGENATO DALLA
MADRE PER VIA PLACENTARE
• E’ IMMERSO IN UN LIQUIDO ISOTONICO
• E’ PROTETTO DALLA MACERAZIONE DA
UNA SECREZIONE SEBACEA (VERNICE
CASEOSA)
• TRASPORTA L’OSSIGENO MEDIANTE UN
TIPO PARTICOLARE DI EMOGLOBINA
• IL SUO CUORE E LA SUA CIRCOLAZIONE
FUNZIONANO IN MODO PECULIARE E
DIVERSO DA QUELLO DEL NEONATO
• HA UN NUMERO DI GLOBULI ROSSI
MAGGIORE DI QUELLO DEL NEONATO
IL NEONATO:
• INIZIA A RESPIRARE E SI NUTRE
AUTONOMAMENTE, NON APPENA RECISO IL
CORDONE OMBELICALE
• ADATTA IL SUO ORGANISMO ALL’AMBIENTE
ASCIUTTO CHE TROVA FUORI DALL’UTERO (calo
fisiologico)
• IL SUO SISTEMA CIRCOLATORIO SI ADATTA
ALLA NUOVA SITUAZIONE DI OSSIGENAZIONE
AUTONOMA (possibile reperto di soffi fisiologici)
• DEGRADA ED ELIMINA TUTTO CIO’ CHE E’
RESIDUO DELLA VITA FETALE: ADEGUA IL
NUMERO DI GLOBULI ROSSI ED ELIMINA
L’EMOGLOBINA FETALE (ittero fisiologico)
Adattamenti postnatali e segni
clinici: Ittero fisiologico
• La pelle diventa giallognola. Massimo in 4°
giornata. Cala lentamente entro i primi 1520 giorni.
• Se aumenta troppo rapidamente e
precocemente si ricorre alla FOTOTERAPIA
(esposizione ad una luce blu che degrada la
bilirubina fissata alla pelle anche se non
impedisce la formazione di nuova
bilirubina).
• In caso di ittero fisiologico, bastano
l’esposizione alla luce solare e l’idratazione
(forzare diuresi) per la risoluzione
EMOGLOBINA
GENESI DELL’ITTERO
GLOBINA (PROTEINE)
ANELLO DELL’EME
CONTENENTE FERRO
PORFIRINA
FERRO (DA
RISPARMIARE)
BILIVERDINA
FERRITINA, EMOSIDERINA
(FEGATO, ECC.)
BILIRUBINA
FEGATO - BILE
ACCUMULO NELLA
PELLE -
ITTERO
Adattamenti postnatali e segni
clinici: Calo fisiologico
• Normale fino al 10% del peso alla
nascita. Si recupera tanto più
precocemente quanto più presto
avviene la montata
• E’ utile per l’equilibrio circolatorio del
neonato nelle prime 24-48 ore di vita.
• Non va contrastato troppo ma è utile
valutarne l’andamento nei primi 4-5
giorni
• Utile usare anche acqua per idratare
Adattamenti postnatali e segni
clinici: Soffi cardiaci
• Compaiono 12-24 ore dopo la nascita e
•
•
•
•
tendono a mantenersi costanti nei giorni
successivi
Sono dovuti alla persistenza dei difetti
fisiologici nella vita fetale e scompaiono
per defunzionalizzazione entro i primi mesi
di vita
Non provocano alterazioni emodinamiche
né disagi al bambino
Le cause più comuni sono FOP, DIV e PDA
Al massimo viene richiesto un controllo
ecografico a distanza
LA CIRCOLAZIONE
FETALE
DOTTO DI
BOTALLO
FORAME OVALE
DIF. INTERVENTRICOLARE
La circolazione del
Neonato (a confronto)
Dotto di Botallo: CHIUSO
Forame ovale: DEFUNZIONALIZZATO
Difetto interventr.: DEFUNZIONALIZZATO
Il ruolo del pediatra (1)
• Già prima della nascita si coordina col
ginecologo e l’anestesista per l’assistenza
immediata al piccolo
• valuta le analisi materne, controlla i
tracciati e le ecografie, si informa su
eventuali problemi in gravidanza, spesso va
a conoscere la futura mamma
• Prepara e controlla personalmente la
strumentazione di assistenza che deve
essere adeguata ad OGNI POSSIBILE
EVENIENZA.
Il ruolo del pediatra (2)
La nascita
• Immediata constatazione dell’attività generale del neonato
(respiro, colorito, tono muscolare, movimenti attivi, azione
cardiaca)
• Entro i primi 30 secondi asciugatura, stimolazione cutanea,
aspirazione delle prime vie aeree e valutazione della risposta.
Eventuale intervento in emergenza.
• Entro il primo minuto ricalcolo delle attività vitali ed
assegnazione del primo punteggio di APGAR. Eventuale
intervento di assistenza intensiva (in caso di necessità: circa
2% dei casi)
• Entro il 5° minuto assegnazione del secondo punteggio di
APGAR
• Controllo di recisione del moncone, prelievo per gruppo
sanguigno da cordone, profilassi oculare ed antiemorragica,
rilievo temperatura e parametri di ossigenazione/ritmo
cardiaco (entro i primi 10 -15 minuti): assegnazione del 3°
punteggio di APGAR
• Sistemazione in culla termostatica per l’osservazione
transitoria (circa 3 ore) e la parametrazione del piccolo,
prima del passaggio al nido o dalla madre per l’attacco al
seno
All’atto della nascita
Valutazione delle capacità di
autonomia. Prima assistenza.
Ritmo cardiaco, primo vagito,
colorito, motilità spontanea.
Giunti all’isola neonatale
Asciugare, aspirare,
riscaldare.
Valutazione del pianto
e del colorito.
Al primo minuto
Pulizia accurata delle
prime vie aeree.
Assegnazione del
primo punteggio
APGAR
Il punteggio di
APGAR
I PARAMETRI:
PIANTO
RIFLESSI
RITMO CARDIACO
COLORITO CORPO E
ESTREMITA’
TONO MUSCOLARE
L’allattamento:
domande frequenti
COME E’ FATTA UNA MAMMELLA?
COME FUNZIONA UNA MAMMELLA?
COME SI PRODUCE IL LATTE?
QUALI SONO I TEMPI ED I MODI
DELL’ALLATTAMENTO?
• POPPATE A RICHIESTA O AD
ORARIO?
• MA AL BAMBINO CHE PRENDE IL
LATTE DI MAMMA BISOGNA DARE
ANCHE ACQUA?
•
•
•
•
Struttura della
mammella
Fatica
Lattazione
Stress
Ansia
facilitazione
cortecci
a
inibizione
prolattina
ossitocina
Maturazione del latte
• 1° fase: COLOSTRO (denso, giallastro,
55-60 cal/100 ml. Vit.A, Sali ++++,
glucidi semplici, Ig)
• 2° fase: TRANSIZIONE (fluido, biancogiallastro, 60 cal/100 ml, glucidi, grassi,
Sali ++)
• 3° fase: MATURO (bianco, bifasico, 65-70
cal/100ml, glucidi, grassi insaturi, Ig,
lisozima, vitamine, aminoacidi liberi,
EGF, Sali +0-)
Fasi della poppata
• Duttale: è il primo fluido che esce
dal capezzolo. Ricco di acqua e
zuccheri, Ig e Sali.
• Acinare: è l’ultimo fluido ad uscire
ed è quello a più alto contenuto
calorico. Contiene grassi e proteine
in maggior misura.
Tradizionalmente viene chiamato
“calata”
Ma …. meglio ad orario o a
richiesta?????
• Se condotto razionalmente un allattamento
a richiesta diviene automaticamente “ad
orario” (il bambino rispetta pause dettate
dal suo metabolismo)
• Se si lascia al bambino la facoltà di
decidere quante volte poppare e quanto
per volta, occorre sapere che questo alla
lunga può essere gravoso per la nutrice
(mancanza di sonno per poppate continue
anche di notte). La scelta sta alla mamma
…
E l’acqua???
• Dissetare con acqua o tisane
molto diluite è una buona
norma a patto che lo si faccia:
• A) DILUENDO MOLTO
• B) NON FORZANDO
• C) SOMMINISTRANDO POCO PER VOLTA,
PIU’ VOLTE AL GIORNO
• D) NON SUPERANDO IL 5% DEL PESO
CORPOREO NELLE 24 ORE
• E) EVITANDO DI DARE LIQUIDI SE SI E’
TROPPO VICINI AD UNA POPPATA
Ma PERCHE’ dare liquidi
diversi dal latte????
• Il latte NON E’ un dissetante ma un
ALIMENTO.
• L’acqua contenuta nel latte NON E’ libera
ma è LEGATA A SALI, PROTEINE, GRASSI,
ECC. (non è disponibile per l’idratazione)
• Un bambino che assume anche liquidi
diversi dal latte (rispettando il fabbisogno e
senza forzature) ha minore fermentazione
intestinale, evacua con regolarità, piange e
richiama meno spesso
• Nessuna preoccupazione per eventuali
confusioni seno/biberon: non accade nulla
se si è razionali
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