ASSOCIAZIONE I TA L I A N A D ISLESSIA Sezione di Udine e Provincia LA DISLESSIA E I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO Pubblicazione realizzata da: CENTRO SERVIZI SCOLASTICI DELLA PROVINCIA DI UDINE Presidente on. Pietro Fontanini Assessore all’Istruzione prof. Beppino Govetto Servizio Istruzione e Università Centro Servizi Scolastici Nilla Patrizia Miorin Cinzia Bredeon Lisa Beltrame Cristiana Cisilino Assunta Gobbo Francesca Nocco Elisa Petris Con la collaborazione di: e il sostegno di: ASSOCIAZIONE I TA L I A N A DISLESSIA Sezione di Udine e Provincia Impaginazione e impostazione grafica Provincia di Udine Stampa La Tipografica Srl Opera non in vendita © Provincia di Udine / Provincie di Udin Finito di stampare nel mese di settembre 2013 LA Dislessia e i Disturbi Specifici dell’Apprendimento Indice 7. Dislessia e Disturbi Specifici dell’Apprendimento: l’importanza dell’informazione Beppino Govetto Assessore all’Istruzione, Attività Sportive e Ricreative 11. Ringraziamenti della Presidente dell’Associazione Italiana Dislessia Sezione di Udine Michela Zuliani Presidente AID Udine 15. La dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento Michela Zuliani - Roberta Cannellotto Presidente AID Udine - Socia volontaria, esperta in strumenti informatici 43. La prevalenza della dislessia nella regione Friuli Venezia Giulia Marco Carrozzi - Isabella Lonciari - Chiara Barbiero SC di Neuropsichiatria Infantile IRCCS Burlo Garofolo, Trieste SC di Neuropsichiatria Infantile IRCCS Burlo Garofolo, Trieste SC di Neuropsichiatria Infantile IRCCS Burlo Garofolo, Trieste Dislessia e Disturbi Specifici dell’Apprendimento: l’importanza dell’informazione ACCOMPAGNARE QUOTIDIANAMENTE I NOSTRI BAMBINI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA, A SCUOLA, A CASA E IN OGNI MOMENTO DELLA VITA PUÒ ESSERE, A VOLTE, UN CAMMINO NEL QUALE CI SI TROVA A DOVER AFFRONTARE MOLTI OSTACOLI E COMPLICAZIONI. Non è un compito semplice e, per cercare di ottenere buoni risultati e dare ai nostri bambini la possibilità di crescere nel migliore dei modi, è importante, anche se non sempre facile, capire le loro necessità, i bisogni e il modo di comunicare con il quale ci rendono partecipi delle loro difficoltà. Proprio attraverso i segnali che i bambini trasmettono con il loro modo di comunicare, di imparare e di esprimersi, a volte, emerge la presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) e, spesso, questo DSA si chiama dislessia. Nella convinzione che la scarsa conoscenza e la mancanza di informazioni corrette possano dare adito alla formulazione di giudizi e opinioni affrettate, la Provincia di Udine, perseguendo nel suo intento di divulgare tematiche sociali delicate e importanti come questa, ha accolto con favore la proposta della sezione udinese dell’AID, l’Associazione Italiana Dislessia, di pubblicare queste pagine. Con questo libretto, destinato ai bambini delle nostre scuole, alle loro famiglie e agli operatori scolastici, vogliamo diffondere, in .8 Beppino Govetto maniera semplice e comprensibile, informazioni utili e pratiche sui Assessore all’Istruzione, Attività Sportive e Ricreative DSA in generale e sulla dislessia in particolare: che cos’è, come si presenta, con quali strumenti viene affrontata ecc.. 9. Attraverso le pagine di questo volume, inoltre, abbiamo voluto divulgare i risultati emersi da una ricerca che ha coinvolto oltre 1.500 bambini delle classi quarte della scuola primaria per dimostrare l’incidenza della dislessia in regione e un resoconto sulla valida esperienza del doposcuola, realizzata in provincia di Udine dall’AID, per alcuni bambini con DSA. Nella speranza che questo volume possa essere d’aiuto per le famiglie e gli operatori scolatici che quotidianamente sostengono e accompagnano i bambini, colgo l’occasione per ringraziarli per il loro impegno costante e fondamentale per la crescita di quelli che saranno gli adulti di domani. .10 Ringraziamenti della Presidente dell’Associazione Italiana Dislessia Sezione di Udine UN PROBLEMA ASSUME LA SUA GRAVITÀ A SECONDA DEI TEMPI E DEI MODI IN CUI SI RIESCE AD INTERVENIRE ED A RISOLVERE. Quando io e mio marito ci siamo accorti del disagio di nostro figlio, la situazione era talmente poco compresa e così compromessa da indurci a pensare che non vi fosse soluzione. Per fortuna la mia esperienza pedagogica, unita alla forse più importante costanza di mamma, mi ha indirizzata per intuito verso le tematiche dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Ho avuto ragione. Una volta conosciuta la fonte del disagio e applicate le modalità corrette, il bambino oppositivo, svogliato e depresso è ritornato ad essere il bambino solare, curioso e desideroso di apprendere di un tempo. Ogni successo ha i suoi protagonisti, il bambino, i genitori, gli insegnanti e i clinici, e si ottiene proprio attraverso l’impegno e la collaborazione comune. Ringrazio quindi la Provincia di Udine che in più occasioni ci ha messo a disposizione i propri locali per l’opera di divulgazione delle tematiche riguardanti i DSA, permettendo così a famiglie ed insegnanti di conoscere e, di conseguenza, di ritrovare la serenità familiare e scolastica. Michela Zuliani Presidente Sezione di Udine dell’Associazione Italiana Dislessia .12 In particolare ringrazio l’Assessore all’Istruzione Beppino Govetto ed il suo predecessore Elena Lizzi per aver promosso i nostri 13. Convegni e per il sostegno dato all’Associazione Italiana Dislessia Sezione di Udine, permettendole così di essere scelta per la realizzazione del doposcuola specialistico gratuito rivolto ad alunni con DSA, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un ringraziamento speciale va inoltre all’Assessore Marco Quai che in questi anni si è reso disponibile in innumerevoli occasioni, partecipando e dando così lustro alle nostre iniziative, dimostrando un interesse e una sensibilità davvero fuori dall’ordinario. .14 LA DISLESSIA E I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO ESISTONO MOLTE DEFINIZIONI DI DISLESSIA, RITENIAMO MOLTO ESPLICATIVA E CHIARA QUELLA PUBBLICATA NELLA LEGGE N. 170 DELL’8 OTTOBRE 2010: «… si intende per dislessia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura». (Art. 1 comma 2) Leggere e scrivere sono atti così semplici e naturali che spesso risulta incomprensibile la difficoltà di un bambino dislessico che fatica ad automatizzare questi processi. Il bambino dislessico è intelligente, non ha deficit cognitivi, sensoriali o neurologici e le sue difficoltà non sono causate da problemi familiari o psicologici. Infatti, in presenza di uno di questi fattori non può essere formulata diagnosi di dislessia. Il bambino dislessico è assolutamente in grado di leggere e scrivere, ma per lui questo non è un processo automatico e per eseguire queste attività deve utilizzare al massimo le sue energie e sfruttare le sue capacità. Da questo mancato automatismo spesso nasce anche la Michela Zuliani Presidente Sezione di Udine dell’Associazione Italiana Dislessia difficoltà nell’apprendimento delle sequenze numeriche (tabelline) e delle sequenze temporali, quali ore, giorni, mesi, stagioni. Conseguenza di tutto ciò è che l’alunno si stanca rapidamente e più è stanco più commette errori e rischia di non essere al passo con il resto della classe. Roberta Cannellotto Socia volontaria, esperta in strumenti informatici .16 La Dislessia fa parte dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). La principale caratteristica del DSA è la sua specificità, ovvero il 17. disturbo interessa uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. i DSA sono: Dislessia disturbo specifico della decodifica della lettura (in termini di velocità e accuratezza), quindi la lettura è più lenta e/o meno corretta delle aspettative, in base all’età o alla classe frequentata. Discalculia disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli auto- Disortografia matismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri. disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica (errori di ortografia). L’alunno disortografico conosce le regole ortografiche, ma non riesce ad applicarle nell’atto della scrittura. Errore nel recupero della procedura Errore nel calcolo Spesso i DSA sono accompagnati da altri disturbi evolutivi Disgrafia (comorbilità) quali: disturbo della coordinazione motoria, disturbo disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella visuo-spaziale, disturbo dell’attenzione, ADHD (disturbo di iperat- realizzazione grafica (scrittura poco leggibile). tività e disattenzione). .18 19. Come si possono manifestare i DSA Esplicativa è la slide del dott. Giacomo Cutrera (dislessico adulto, autore del libro “Il Demone Bianco”). Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici, quali inversione di lettere e di numeri (es. 21-12) e sostitu- l zione di lettere (m/n; v/f; b/d; a/e). A volte non riesce ad imparare le UNo dei due tabelline ed alcune informazioni in sequenza, come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; non ha voglia di andare in bicicletta ieri/domani; mesi e giorni; lettura dell’orologio) e può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa o non ricordare la terminologia specifica. Appare quindi disorganizzato nelle sue attività, sia a casa che a a b scuola. Si possono presentare difficoltà nella gestione del materiale scolastico, del diario e dei tempi di esecuzione dei compiti. Può presentare anche difficoltà in alcune abilità motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe) e nella capacità di attenzione e di concentrazione. Spesso viene percepito come un bambino distratto, in alcuni casi, invece, non riesce a focalizzare la sua attenzione che può venire catturata da tutto ciò che lo circonda. Ad esempio mentre la maestra spiega e i compagni prestano totale attenzione, il bambino con DSA, invece, è attento a tutto: voce dell’insegnante, suoni provenienti dall’esterno, rumori in classe, colori, etc. Può avere difficoltà a copiare dalla lavagna e a prendere appunti. Giacomo Cutrera, Convegno di Pasian di Prato 20 ottobre 2011 La difficoltà nel prendere appunti è dovuta al fatto che due compiti cognitivi non possono essere svolti contemporaneamente. Mentre per l’alunno senza DSA l’ascolto è un compito cognitivo e la scrittura è un compito associativo (automatizzato), per il ragazzo con DSA, ascolto e lettura, sono entrambi compiti cognitivi. Viene, o meglio, veniva spesso scambiato per un bambino svo- È importante quindi il riconoscimento delle difficoltà del bambino ed una sua presa in carico precoce, sia per evitare la demotivazione, ma soprattutto per evitare che il vissuto scolastico fallimentare sfoci in problemi psicologici, che sono la conseguenza e non la causa della dislessia. gliato. Benché la svogliatezza non sia la causa delle difficoltà del bambino, questa può manifestarsi di fronte ai continui insuccessi o quando alla fatica e all’impegno non corrisponde un adeguato riconoscimento. .20 21. I fattori secondari I DSA sono dei disturbi “scolastici”, ma generano nei bambini e nei ragazzi degli stati d’animo negativi. La costante frustrazione e la sensazione di non “essere capace” genera ansia che inficia ulteriormente la prestazione (l’ansia è la miglior gomma da cancellare). Uno degli effetti dell’ansia è che il bambino/ragazzo evita tutto ciò che gli crea disagio e quindi può sembrare pigro, svogliato o tendere all’isolamento. rabbia bassa autostima Gli stati d’animo sopra elencati a loro volta generano dei comportamenti. Il bambino, infatti, può reagire al carico emozionale manifestando tendenzialmente due tipi di comportamento. Possiamo così avere il “bambino invisibile” o il “bambino chiassoso”. Il bambino invisibile si isola, è silenzioso e poco par- ansia isolamento tecipe proprio per evitare brutte figure. La frustrazione può provocare rabbia, emozione che il bambino tende inizialmente a rivolgere verso se stesso per poi manifestarla Il bambino chiassoso anche all’esterno. disturba, fa fatica a stare fermo, Nella maggioranza dei casi, è presente un sentimento di bassa è distratto, tendenzialmente di- autostima, conseguenza del loro sentirsi inadeguati, incompetenti sordinato, attira inevitabilmente ed inferiori agli altri. Ricordiamoci che sono bambini e ragazzi in- l’attenzione, ma è bene ricordare telligenti e quindi perfettamente consci delle loro difficoltà e dei che anche in questo bambino c’è risultati delle loro “prestazioni”. un elevato livello di sensibilità. .22 bambino invisibile 23. Possibili fattori di rischio Per questo bambino, che ha una bassa tolleranza alla frustrazione, funzionano poco note e punizioni, ma si pos- Il bambino dislessico ha difficoltà scolastiche che di solito sono ottenere ottimi risultati con dei compaiono già nei primi anni di scuola, a volte già nella scuola “rinforzi” positivi. dell’infanzia e persistono nel tempo. È molto importante ricono- Questi rinforzi servono per scardinare scere i “campanelli d’allarme”. l’immagine negativa che il ragazzino Di seguito ne riassumiamo alcuni: ha di se stesso, quindi all’inizio sarà compito dell’adulto fornirli, ma col tem- . Il bambino ha avuto un ritardo o delle difficoltà nello sviluppo po il bambino stesso sarà in grado di alimentare il suo “circolo” positivo. . Ha avuto difficoltà nell’imparare rime o parole con assonanze? . Ha avuto difficoltà a ricordare i nomi appropriati degli oggetti, È bene inoltre sottolineare che questi bambini sono ad alto rischio di provare forti ed intensi sentimenti di dolore e sofferenza che possono portare alla depressione infantile, ed il bambino depresso può diventare più attivo o comportarsi male proprio per mascherare questi sentimenti dolorosi. bambino chiassoso del linguaggio? inventando dei termini per descriverli (es. volante = guidante)? . Ha difficoltà con i compiti che implicano abilità motorie (rita gliare, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi, infilarsi i calzetti…)? . Ha difficoltà a ricordare elenchi e sequenze? . Fa fatica a ricordare le tabelline? . Ha difficoltà nel calcolo e nella numerazione (soprattutto.. decrescente)? MI SENTO INVISIBILE E STUPIDO (Riccardo, 6 anni e mezzo) . Ha difficoltà ad incolonnare le operazioni e/o a recuperare i. procedimenti? . Ha la tendenza a non riconoscere la corrispondenza tra lettere e suono (b/d, a/e, v/f, m/n, p/q)? . L’esercizio di lettura tende a “spossarlo” in maniera sproporzio nata rispetto alla reale difficoltà del compito? . Continua nel tempo a presentare una lettura sillabica, priva di espressività, omettendo la punteggiatura? . Le difficoltà di lettura (lentezza e/o scorrettezza) comprometto .24 no la comprensione del testo? 25. . La comprensione del testo viene sensibilmente migliorata se ascolta qualcuno che legge per lui? . Quando scrive ha la tendenza a “dimenticare” qualche lettera? . Durante la lettura si lamenta di vedere parole in movimento o Le potenzialita’ Molto spesso il genitore che si approccia a questo problema viene pervaso da un senso di impotenza che gli rende difficile vedere e riconoscere le vere potenzialità del proprio figlio. distorte anche se i controlli oculistici non evidenziano problemi È bene ricordare che la scuola è importante, ma la vita di un bambino deve essere ricca anche di altre esperienze. A nostro modo di vedere di vista? . Presenta difficoltà a copiare dalla lavagna? . La scrittura sotto dettatura è un problema? . Non riesce a portare a compimento le verifiche nei tempi assegnati? . Fa errori ortografici persistenti, nonostante l’esercizio? . La scrittura è illeggibile e/o il tratto incerto? . Quando racconta un fatto anche semplice, è difficile compren dere la sequenza degli accadimenti? . Ha difficoltà nella costruzione di frasi o testi scritti? . Ha un vocabolario limitato? . Ha difficoltà di memorizzazione? . Ha difficoltà nella trascrizione dei compiti, dimentica spesso il materiale scolastico? . C’è una discrepanza tra le ore di studio e il rendimento scolastico? . Nella storia familiare ci sono stati altri casi di percorsi scolastici difficili? È importante però ricordare che ogni individuo presenta delle caratteristiche personali, ragion per cui “ogni dislessico è diverso” e che le risposte positive o negative alle domande sopra poste non costituiscono indicazioni diagnostiche. Per una valutazione è necessario rivolgersi agli Istituti competenti al rilascio di diagnosi. .26 ed in base all’esperienza personale, compito del genitore è quello di aiutare e sostenere il proprio figlio nella ricerca della propria potenzialità e area di successo. È altresì importante che il bambino inizi ad assaporare i primi successi scolastici ed in questo è fondamentale la cooperazione e l’impegno di insegnanti e genitori. Solo in questo modo il bambino riprenderà fiducia nell’adulto e in se stesso, elementi fondamentali per permettergli di trovare e riconoscere i propri punti di forza. I bambini con DSA hanno delle difficoltà ma hanno anche delle qualità che devono essere sostenute e ricordate: . Sono intelligenti . Sono strategici . Sono curiosi ed intuitivi . Riescono a creare connessioni che altri difficilmente riescono a sviluppare . Apprendono in modo multi sensoriale, preferendo canali visivi (apprendono molto per immagini) e uditivi (apprendono dall’ascolto) Se sono sostenuti nell’apprendimento, sono in grado di trovare strategie per compensare le difficoltà dovute al disturbo e la grinta che trovano per affrontare le difficoltà sarà un bagaglio acquisito per la vita adulta. 27. Tutto questo nell’ottica di promuovere il diritto allo studio, di favorire il successo scolastico e ridurre il disagio relazionale ed emotivo degli alunni affetti da DSA. Di fondamentale importanza è il Decreto n. 5669 del 12 luglio 2011 con Linee Guida allegate che costituisce un dettagliato manuale operativo per docenti di ogni ordine e grado, definendo nel contempo diritti e doveri della scuola, della famiglia e dei ragazzi. Si ringrazia Angelica Secchiutti per i disegni creati e donati per questo lavoro. Fornisce degli esempi precisi delle difficoltà specifiche che gli insegnanti possono riscontrare negli alunni; fornisce indicazioni sulle modalità di verifica e di valutazione; pone in risalto la difficoltà di questi alunni nell’apprendimento delle lingue straniere, indicando le modalità in cui è possibile chiedere la dispensa dalla valutazione delle prove scritte e chiarendo la differenza tra dispensa ed esonero totale dallo studio della lingua. L’esonero dall’insegnamento della lingua straniera, infatti, pone lo studente Brevi cenni alla normativa Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.” Questa legge è un importante traguardo per i soggetti con DSA, poiché ne riconosce l’esistenza e chiarisce in modo inequivocabile che i disturbi si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate ed in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali. nella condizione di ricevere al termine del corso di studi un attestato e non un diploma. Al fine di favorire il successo scolastico, nel Decreto attuativo vengono, altresì, indicate le misure dispensative e compensative da adottare, fornendo una definizione che, essendoci particolarmente piaciuta, riportiamo fedelmente: «Tali strumenti sollevano l’alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo». Grande risalto e responsabilità viene data alla Scuola, alla quale viene richiesto di attivarsi per il riconoscimento precoce della presenza di questi disturbi nei propri alunni, di applicarsi nelle attività mirate di recupero e, ultimo ma non meno importante, di favorire il dialogo e la condivisione con la famiglia per ottenere un’efficace collaborazione. .28 29. GLI STRUMENTI di base (leggere, scrivere e calcolare) passino da controllati ad Cosa abbiamo a disposizione È quindi proprio per ovviare a questa mancata automatizzazione, Per comprendere la necessità di fornire agli studenti con DSA misure automatici, cosa che abbiamo visto non accade in questi soggetti. che vengono forniti gli strumenti compensativi ed applicate le misure dispensative. dispensative e strumenti compensativi, è importante sapere che esistono due tipi di processi: quelli automatici (associativi) e quelli controllati (cognitivi). I processi automatici prevedono attività eseguite in modo rapido e preciso, senza bisogno di pensare a ciò che sta accadendo e, quindi, senza una programmazione consapevole ed il bisogno di con- Le misure dispensative Le misure dispensative sollevano lo studente dall’esecuzione di un determinato compito. Sono misure dispensative: mazione, controllo e attenzione costante durante lo svolgimento . . . . . dell’attività. Questi apprendimenti richiedono un alto consumo di allo scritto . Riduzione dei compiti a casa trollo durante l’esecuzione. Questi apprendimenti si mantengono nel tempo e tendono a migliorare naturalmente, prevedendo un consumo minimo di energie. I processi controllati prevedono uno sforzo di attenzione e un’intenzionalità. Per il raggiungimento dell’obiettivo richiedono program- energie, tempi più lunghi e tendono a scomparire se non esercitati. Per chiarire ulteriormente la differenza tra processo automatico e processo controllato calza a pennello l’esempio delle nostre prime lezioni di guida. Autisti alle prime armi dovevamo pensare coscientemente a ciascun gesto: “schiaccia il freno, sposta il piede sul pedale della frizione, inserisci la marcia e piano piano accelera”. Era un processo controllato, quindi cognitivo e non eravamo certo in grado di fare altro, come ascoltare musica e ancor meno dialogare. Il tempo e il ripetersi del gesto hanno creato un automatismo che assolve alle funzioni senza impegnare l’area cognitiva, che è quindi libera di gestire altre attività. Dispensa dalla lettura a voce alta Dispensa dal copiare alla lavagna Dispensa dal prendere appunti Dispensa dalla dettatura Privilegio, nella valutazione, dell’esposizione orale rispetto In base all’osservazione dell’alunno, l’insegnante può concedere, in fase di verifica, tempo aggiuntivo a garanzia di una corretta e completa esecuzione del compito. Nel caso in cui l’insegnante valuti che lo sforzo prolungato non sia produttivo, è prevista la riduzione della quantità di esercizi, garantendone però la complessità. Questi accorgimenti vengono applicati per permettere all’insegnante di conoscere il reale apprendimento dell’alunno. In assenza di studio e applicazione nessuna misura dispensativa e nessuno strumento compensativo permetterà al ragazzo di superare una verifica o un’interrogazione. La difficoltà che gli alunni con DSA incontrano nel percorso di studi è dovuta al fatto che il successo scolastico richiede che i compiti .30 31. Gli strumenti compensativi La sintesi vocale La più importante novità di questi anni è sicuramente l’uso del La sintesi vocale è la riproduzione computerizzata della voce umana computer anche a livello scolastico, il cui utilizzo ha portato grandi che, attraverso un software di gestione, è in grado di “leggere” benefici a tutti gli studenti ed in modo particolare ha fornito i libri digitali. La sua funzione è quindi quella di trasformare un un aiuto essenziale agli studenti con DSA. Gli strumenti com- compito di lettura in un compito di ascolto. Esistono molti tipi di pensativi, tecnologici o cartacei, permettono ai ragazzi di- sintesi vocale, consigliamo di scaricare le versioni dimostrative dei sopperire alle difficoltà causate dal disturbo permettendogli programmi per poterne valutare il gradimento. di concentrarsi sull’esecuzione del compito cognitivo. L’utilizzo Per poter utilizzare la sintesi vocale e il software di gestione è personalizzato e strategico di questi strumenti porta il ragazzo necessario che il testo sia digitalizzato, quindi è importante avere i ad un sempre maggior grado di autonomia. libri digitali, oppure, scannerizzare il libro cartaceo trasformandolo Sono strumenti compensativi: in PDF, ma questo è un procedimento molto laborioso. . . . . . . . . Formulari e tabelle Mappe concettuali, mentali e schemi Tavola pitagorica Calcolatrice Vocabolario digitale Il registratore o la penna che registra I programmi di video scrittura con correttore ortografico La sintesi vocale I libri digitali I libri digitali sono i libri di testo in formato PDF aperto, ossia senza protezioni. Grazie agli accordi che l’Associazione Italiana Dislessia ha stretto con i principali editori di libri scolastici, i libri digitali sono concessi in uso gratuito dall’Associazione Italiana Dislessia e sono richiedibili alla sua Biblioteca Digitale (LibroAID). Per poterli scaricare è necessario iscriversi all’Associazione Italiana Dislessia attraverso il sito www.aiditalia.org, essere in possesso della diagnosi di DSA e dei libri in formato cartaceo. Per gli studenti con dislessia è importante l’utilizzo della sintesi L’ordine può essere eseguito esclusivamente da genitori o da di- vocale, che a nostro modo di vedere sarebbe utile fosse presenta- slessici adulti attraverso il sito: www.libroaid.it. ta anche ai bambini della scuola primaria. Questo perché l’abilità di “leggere con le orecchie” deve essere Questi libri sono leggibili dalla sintesi vocale e possono essere allenata, in modo tale che, nel momento in cui il carico del ma- elaborati attraverso software specifici, sia commerciali che gra- teriale da studiare diventerà più cospicuo, i ragazzi abbiano già tuiti. acquisito questa abilità. .32 33. I software Il registratore I software di gestione delle voci e di elaborazione dei testi per- Il registratore viene utilizzato per ovviare alla difficoltà degli alun- mettono di utilizzare i PDF allo stesso modo in cui si utilizza il ni con DSA nel prendere appunti durante la lezione. Sarebbe bene, libro cartaceo, ossia sottolineare, scrivere, compilare eserciziari, soprattutto alle primarie, che il suo utilizzo fosse gestito dall’in- leggere ed inoltre possono trasformare i testi in audio. segnante, la quale è a conoscenza dei momenti in cui la lezione necessita di approfondimenti che il bambino non troverà nel libro Questo è uno strumento adeguato e favorevole ai ragazzini con di testo. DSA poiché vengono messi in azione i suoi due canali preferenziali Molte insegnanti riferiscono, inoltre, che lo strumento ha un’altra per l’apprendimento: quello uditivo e quello visivo. interessante implicazione, ovvero, nel momento in cui l’insegnante Infatti gli strumenti di gestione della sintesi vocale mettono in avverte che parte la registrazione, in classe cala il silenzio! evidenza le parole che la sintesi sta leggendo (funzione karaoke), Per i più grandi è molto utile la penna che registra che, utilizzata favorendone non poco la comprensione. Inoltre in caso di elaborati con gli appositi quaderni, collega lo scritto con l’audio registrato e propri nella fase di rilettura con la sintesi, verrà notevolmente permette ai ragazzi di riascoltare la lezione nel punto desiderato. agevolata la fase di autocorrezione. Questo evita l’ascolto dell’intera registrazione. I programmi di videoscrittura Il vocabolario digitale I programmi di videoscrittura sono molto utili agli alunni con di- Il vocabolario digitale facilita il ragazzo nella ricerca, resa più sgrafia, sollevando se stessi e l’insegnante dalla lettura di una gra- complicata dalla difficoltà nel ricordare l’ordine cronologico delle fia a volte poco comprensibile. lettere dell’alfabeto, riducendo notevolmente il tempo di esecuzione dell’esercizio. I programmi di videoscrittura con correttore ortografico, utili agli alunni con disortografia, permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della Tavola pitagorica e calcolatrice contestuale correzione degli errori. La tavola pitagorica è uno strumento che serve per bypassare la Ci sembra però doveroso chiarire che questi strumenti devono es- difficoltà che i bambini hanno nel memorizzare le tabelline. sere concessi solo nel caso in cui il ragazzo abbia imparato a digi- La calcolatrice viene utilizzata per agevolare le operazioni di cal- tare nella tastiera con scioltezza, altrimenti al posto di agevolare colo, in modo particolare quando questo risulti un compito secon- lo studente lo si appesantisce di un doppio carico: l’elaborazione dario rispetto all’attività proposta. di un testo e la digitazione al computer. .34 35. Formulari e tabelle la mesopotamia Questi strumenti svolgono le stesse funzioni della tavola pitagorica, ossia permettono il recupero dei dati che, a causa del disturbo specifico, lo studente fatica o non riesce a memorizzare. significa Mappe e schemi terra di mezzo La mappa è uno degli strumenti più efficaci e completi per lo studio, tuttavia nel primo periodo di utilizzo, costringe il ragazzo ad uno sforzo notevole. Costruire una mappa non è affatto semplice, poiché richiede la tra capacità di discernimento delle parti essenziali del testo e costringe ad una organizzazione precisa. Queste richieste vanno in conflitto con la normale propensione dei bambini con DSA che spesso hanno un pensiero “disorganizzato” e la tendenza a raccontare an- tigri che i particolari più insignificanti rendendo, a volte, l’esposizione di eufrate difficile comprensione. Sono, però, proprio le richieste che la mappa impone ad agevolarli nello studio e in seguito nell’esposizione orale. Inoltre, ci sembra doveroso porre l’attenzione sul fatto che tutti questi L’ulteriore punto di forza della mappa è il fatto che sia “visiva” (ca- strumenti, utili e a volte necessari, sono semplicemente dei mezzi nale preferenziale di apprendimento), considerato che alle parole per raggiungere un risultato e che, da soli, non possono risolvere chiave possono essere associate immagini e disegni. il problema. La mappa quindi permette al bambino le connessioni tra imma- È in realtà essenziale che al bambino o ragazzo sia insegnato il loro gine e argomento studiato, in aggiunta, la sua struttura lo aiuterà uso e che sia accompagnato, anche dalla famiglia, nel processo di nell’esposizione organizzata dell’argomento (vedi ad esempio la acquisizione delle abilità indispensabili per il loro corretto ed efficace mappa “La Mesopotamia“). utilizzo. Come abbiamo visto ci sono molteplici misure dispensative e strumenti compensativi, ma non necessariamente servono tutti e È per questo motivo che in questi anni abbiamo attivato Corsi sull’u- non per tutti sono risolutivi. tilizzo degli strumenti rivolti ai ragazzi, ai genitori e agli insegnanti, Solitamente le misure dispensative e gli strumenti compensativi come ad esempio il “Corso genitori-figli: Impariamo a studiare sono indicati nella diagnosi e, ad ogni modo, vanno scelti tenendo insieme!” e il Doposcuola Specialistico, in questo caso rivolto uni- conto della specifica necessità e dell’età dello studente. camente ai bambini. .36 37. IL DOPOSCUOLA SPECIALISTICO IL DOPOSCUOLA: SERVIZIO DI INCLUSIONE PER BAMBINI E GIOVANI SOGGETTI CON DSA finanziato ai sensi dell’art. 12, comma 3, della legge del 7 dicembre 2000, n. 383 – Direttiva 11 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. È un progetto che l’Associazione gruppo per permettere il confronto di esperienze e di modi differenti di “essere” e per incentivare l’autostima e la fiducia in sé e negli altri. Obiettivi del doposcuola . Favorire l’apprendimento strategico attraverso le nuove tecnologie e metodologie basate sui diversi stili cognitivi e di apprendimento Italiana Dislessia ha voluto attivare in cinque sedi pilota con l’obiet- . Migliorare le strategie di studio e la gestione delle situazioni di tivo di esportare, in futuro, l’iniziativa a tutto il territorio nazionale. difficoltà A questo progetto hanno partecipato le Sezioni di Udine, Gorizia, . Favorire la motivazione, l’autostima, la consapevolezza di sé e Monza-Brianza, Roma e Campobasso. Il doposcuola specialistico, totalmente gratuito e rivolto a sei alunni con DSA frequentanti la scuola primaria (4a e 5a classe elementare), ha avuto inizio nel mese di ottobre 2012 ed è terminato nel mese di maggio 2013, per un totale di 144 ore complessive distribuite in due pomeriggi settimanali di tre ore ciascuno. Nella provincia di Udine si è svolto a Tolmezzo l’autonomia . Proporre giochi cooperativi per promuovere l’aiuto reciproco . Instaurare un buon clima di gruppo che favorisca la socializza zione tra pari e la costruzione di relazioni interpersonali positive presso la scuola secondaria di primo grado “Gian Francesco da . Costruire una buona rete di relazioni con tutte le figure adulte Tolmezzo”. Ogni bambino ha avuto a disposizione un PC con il che ruotano attorno ai bambini (logopedisti, psicologi, maestre, software per la creazione di mappe mentali, concettuali o sche- ecc.), concordando percorsi e pianificando momenti di confronto mi che contengono elementi multimediali, i software di gestione . Cercare di migliorare il rendimento scolastico dei bambini della sintesi vocale e l’editor di testi che facilitano la lettura e lo studio, anche dei libri digitali in formato PDF. Le attivita’ Le attività, coordinate dalle tutor Prof.ssa Marzia Cesare e Dott.ssa Obiettivi raggiunti . È andata sempre più consolidandosi una buona relazione con le famiglie Giulia Di Ronco, miravano al sostegno specifico dei bambini con DSA, . I bambini hanno fatto propria la modalità di organizzazione degli al fine di favorire le attività di studio e lo svolgimento dei compiti, attraverso un ambiente motivante e indirizzato al potenziamento . Si sono instaurate e consolidate relazioni positive tra i bambini e delle abilità personali. Inoltre, sono stati organizzati momenti di pausa volti alla socializzazione, all’esternazione delle proprie emozioni e dei propri vissuti, con l’obiettivo di creare un buon clima di .38 spazi e dei tempi tra questi e gli operatori . Si è creato un clima di collaborazione e di aiuto reciproco tra pari 39. . Si è iniziato a costruire un rapporto di collaborazione con le mae- stre dei bambini, che hanno registrato una frequenza scolastica più regolare, maggiore autonomia in classe e maggiori capacità . Le famiglie hanno riscontrato un miglioramento nei loro rapporti con i figli e maggiore tempo libero a disposizione dei figli per svolgere altre attività . I bambini hanno dimostrato di partecipare volentieri al doposcuola La metafora dell’autobus Come giusta conclusione dell’argomento “Strumenti Compensativi” abbiamo pensato di inserire un pezzo tratto dal magnifico libro di Giacomo Cutrera “Demone Bianco”, che riportiamo fedelmente. «L’autobus è come la scuola: corre veloce, più veloce di te e, da piccolo, questa velocità ti coglie di sorpresa e l’autobus ti passa davanti, ti sfugge di mano. I bambini dicono… In questo caso puoi arrenderti e aspettare quello successivo o continuare a correre. La B, l’autobus dietro, è la strada alternativa che noi dislessici troviamo “A me piace il doposcuola perché riesco a fare i compiti e quando per raggiungere la velocità degli altri e, lo scatto B/H1, è la nostra ritorno a casa sono libero” più grande vittoria. “A casa gioco e mi diverto, al doposcuola lavoro ma sono contenta” In quel tratto, gli altri, fanno i conti con il semaforo e con l’impossibilità “Al doposcuola ho imparato ad affrontare le mie difficoltà e a cercare di superarle” di tagliare la curva, fanno i conti con i propri limiti. In quel momento la tua vera forza si manifesta e avviene il sorpasso. Si parla spesso di grandi inventori dislessici e di scienziati che hanno “Al doposcuola mi sono reso conto che non sono il solo ad avere visto dove altri non potevano; beh, queste sono persone che hanno difficoltà e soprattutto che insieme agli altri tutto è più facile” fatto quello scatto, mentre tutti gli altri erano bloccati al semaforo “Mi sono sempre sentito inferiore ai miei compagni ma da quando rosso dei limiti». vado al doposcuola ho scoperto che anche io posso farcela” La Sezione di Udine è particolarmente grata alla Provincia di Udine, per averla appoggiata in questa iniziativa e per averle permesso quindi di essere selezionata tra le novantasette Sezioni operanti in Italia. Un sentito ringraziamento va anche alla “Rete Sbilf” di Tolmezzo, rete di scuole che comprende dodici Istituti Scolastici della Carnia, per aver accolto con entusiasmo il progetto e per essersi subito attivata per permettere la sua realizzazione. Ringraziamo per l’impegno dimostrato: i Dirigenti Scolastici Dott. Fabio Pellizzari, la Prof.ssa Tiziana D’Agaro, le insegnanti Elena Mattiussi e Barbara Bordoni. .40 Bibliografia * * * * Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 Decreto n. 5669 con Linee Guida del 12 luglio 2011 “Guida alla Dislessia per genitori” dell’Associazione Italiana Dislessia “Demone Bianco” di Giacomo Cutrera 41. ASSOCIAZIONE . Offrire agli utenti un punto di riferimento certo e qualificato DISLESSIA I TA L I A N A per ottenere informazioni ed aiuto, per consulenza ed assisten- za ai fini dell’identificazione precoce del problema e per l’ap proccio riabilitativo e scolastico L’Associazione Italiana Dislessia (AID) è stata fondata . Grazie nel 1996 dal Prof. Giacomo Stella, attualmente docente di psicolo- Dislessia è stata approvata la Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 gia clinica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, alla cui stesura hanno partecipato numerosi anche al costante impegno dell’Associazione Italiana Dal 2010 è un’Associazione a Promozione Sociale senza fini di lucro, clinici di fama nazionale che prestano la loro opera volontaria la cui sede legale si trova a Bologna, ma per poter meglio operare all’interno delle attività associative nel territorio favorisce la costituzione di sezioni territoriali nelle province di tutta Italia. L’Associazione è composta da genitori, dislessici adulti, tecnici (psicologi, neuropsichiatri, logopedisti ecc.) ed insegnanti di tutti gli ordini e gradi di scuola, questo a sostegno dell’idea che solo ASSOCIAZIONE La Sezione di Udine DISLESSIA La Sezione di Udine ha iniziato ad I TA L I A N A Sezione di Udine e Provincia [email protected] operare in provincia nell’ottobre del 2010, aumentando sensibilmente di attraverso la cooperazione comune si possono ottenere risultati anno in anno il numero degli asso- significativi sulla conoscenza e risoluzione delle problematiche ciati, segno evidente della neces- legate ai DSA. sità di famiglie e di insegnanti di ricevere informazioni chiare e pre- Un passo assolutamente fondamentale nella storia dell’Associazio- cise sull’argomento. Uno degli o- ne è stato l’aver ottenuto nel 2004 l’accreditamento presso il MIUR biettivi a cui la Sezione si è mag- (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) come giormente dedicata è la costru- ente per la formazione degli insegnanti sulla dislessia. zione di una collaborazione tra tutte le figure che ruotano attorno al Gli scopi dell’Associazione sono: bambino/ragazzo con DSA, parte- . Sensibilizzare il mondo professionale, scolastico e la pubblica cipando e promuovendo convegni opinione sul problema della dislessia evolutiva in vari Comuni della provincia. . Promuovere ricerca e formazione nei diversi ambiti di inter vento: servizi sanitari, riabilitativi, abilitativi, istituzioni scolasti- che ed universitarie .42 43. LA PREVALENZA DELLA DISLESSIA NELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA IN ITALIA NON SONO ATTUALMENTE DISPONIBILI DATI RECENTI E AFFIDABILI RELATIVI ALLA PREVALENZA DELLA DISLESSIA. Gli studi realizzati evidenziano variabilità delle stime ottenute legata ai diversi strumenti utilizzati per la diagnosi, al disturbo ricercato, alla numerosità limitata e al diverso range di età dei soggetti arruolati. Il progetto studio, che fa parte di una rilevazione nazionale più ampia e ha ricevuto un finanziamento dall’Agenzia Regionale della Sanità del FVG e dall’IRCCS Burlo Garofolo nell’ambito dei fondi destinati ai progetti di Ricerca Corrente, si è posto l’obiettivo di valutare la reale prevalenza della dislessia nella Regione Friuli Venezia Giulia in un campione rappresentativo non selezionato. Sono state estratte a sorte tra tutte le scuole della regione 94 classi di 4a elementare, con il coinvolgimento iniziale di 1.774 bambini, di cui 1.528 hanno aderito e 1.357 sono stati analizzati una volta Marco Carrozzi SC di Neuropsichiatria Infantile IRCCS Burlo Garofolo, Trieste applicati i criteri di esclusione previsti dal protocollo. Sono stati realizzati tre successivi livelli di screening, due condotti a scuola e uno presso un Centro di 3° livello con reparto di Neuropsichiatria infantile. Il dato finale di prevalenza della dislessia in Friuli Venezia Giulia è risultato essere compreso tra 3,1% (IC 95% da 2,2 a 4,1) e Isabella Lonciari SC di Neuropsichiatria Infantile IRCCS Burlo Garofolo, Trieste .44 3,2% (IC 95% da 2,4 a 4,3) a seconda dei diversi criteri adottati. Introduzione Chiara Barbiero La dislessia evolutiva, o disturbo specifico di lettura, è definita SC di Neuropsichiatria Infantile IRCCS Burlo Garofolo, Trieste come una difficoltà a leggere in modo corretto e fluente: il livello acquisito nel processo di decodifica, misurato ai test standar- 45. dizzati somministrati individualmente, si situa sostanzialmente al di sotto di quanto previsto in base all’età cronologica del soggetto, alla valutazione psicometrica dell’intelligenza e a un’istruzione scolastica adeguata all’età (DSM 4; WHO, 1993. Inoltre, l’anomalia descritta interferisce in modo significativo con l’apprendimento scolastico o con le attività quotidiane che richiedono capacità di lettura. In Italia non sono attualmente disponibili dati recenti e affidabili relativi alla prevalenza della dislessia in quanto le ricerche presenti in letteratura (Baldini e Brasca, 1958; Faglioni et al., 1967; Bisiacchi, Obiettivo del lavoro Considerando tali premesse, le maggiori associazioni e istituzioni che in Italia si occupano di bambini con DSA hanno costituito un Comitato Epidemiologico Nazionale sulla Dislessia (CENDi) che ha definito metodi e strumenti per la realizzazione di uno studio sulla prevalenza di dislessia a livello nazionale in una popolazione scolastica non selezionata. In questo lavoro si presenta la metodologia adottata e i risultati di una ricerca pilota condotta nella regione Friuli Venezia Giulia. Brotini, Fornari, 1978; Sava e Buffardini, 1981; Levi e Piredda, 1982; Cassini, Ciampalini, Lis, 1984; Masala, Petretto, Stella, 1998; Coscarella, 2001; Moreno et al; 2005) risentono certamente della indeterminatezza dei criteri diagnostici presente fino a pochi anni fa. Solo a seguito della Consensus Conference di Montecatini (2007) si sono stabilite le prime linee guida in Italia relative alla diagnosi Soggetti e metodi Studio trasversale con campionamento a cluster realizzato in Friuli Venezia Giulia. Lo studio è stato approvato dal Comitato Indipendente di Bioetica dell’Istituto per l’Infanzia IRCCS Burlo Garofolo. dei DSA; a queste hanno poi fatto seguito altri documenti quali il PARCC (2011) e le indicazioni di consensus fornite dall’Istituto Su- Criteri di inclusione: sono stati inclusi nello studio bambini frequen- periore della Sanità (2011) che hanno definito criteri condivisi per tanti la 4a classe della scuola primaria (età compresa tra 8 e 10 anni). la formulazione della diagnosi. Criteri di esclusione: sono stati esclusi i bambini con: L’assenza di un dato certo di prevalenza può comportare ripercus- 1. ritardo mentale attestato da certificazione di handicap legge sioni negative sul piano culturale (un fenomeno non misurato tende ad essere sottovalutato/sopravvalutato o misconosciuto), sul piano clinico (risorse insufficienti per la diagnosi e per la riabilitazione), n. 104/92; 2. nazionalità non italiana; sul piano pedagogico (scarso ascolto nella richiesta di risorse pe- 3. mancata frequenza scolastica per un periodo tale da creare dagogiche adeguate per numero e qualità). Inoltre, considerate le difficoltà di apprendimento (maggiore di 2 mesi per anno scola- diverse caratteristiche delle lingue, non ci si può basare su dati rac- stico nel periodo tra la 1a e la 4a classe della scuola primaria). colti in altri paesi (Interagency Committee on Learning Disabilities, 1987; Shaywitz, Fletcher, Shaywitz, 1994, Lindgren De Renzi Richman, 1985) per stimare il dato italiano. Non sono invece stati esclusi i bambini bilingui di nazionalità italiana, quelli con malattia cronica, dal momento che tali situazioni non interferiscono con una possibile diagnosi di dislessia, e i soggetti con diagnosi di DSA già formulata. .46 47. Flow chart dello studio Il campionamento è stato realizzato a partire dalla lista delle scuole e delle classi 4 della scuola primaria, con relativo numero di bame bini, che è stata fornita dall’Ufficio Scolastico Regionale del FVG. Complessivamente sono state selezionate attraverso randomizza- 1774 Bambini contattati 1528 Bambini che hanno aderito alla ricerca 246 63 nazionalità non italiana 13 italiani con certificazione 170 italiani senza certificazione zione 94 classi 4e della scuola primaria. Complessivamente sono stati contattati 1.774 bambini, per 1.528 dei quali i genitori hanno fornito il consenso alla partecipazione (vedi “Flow chart dello studio”). NO consenso 32 Assenti 27 Con certificazione La ricerca è iniziata nel mese di settembre 2008, quando i bambini si trovavano a frequentare l’inizio della classe 4a della scuola primaria, 1496 dopo adeguata informazione sugli scopi della ricerca ai genitori e conseguente firma del modulo di consenso informato. Sono stati Bambini sottoposti al 1° livello di screening completo 104 realizzati tre livelli di valutazione successivi: i primi due a scuola ad opera di psicologi specificatamente formati a somministrare i 1365 test utilizzati per lo studio, il 3o presso un centro di terzo livello in cui fosse presente un reparto di Neuropsichiatria Infantile (IRCCS Burlo Nazionalità non italiana Bambini analizzati 13 (1%) con diagnosi di dislessia precedentemente formulata Garofolo di Trieste) con psicologi e neuropsichiatri. Il primo livello aveva l’obiettivo di applicare alla popolazione sele- 283 zionata i criteri di esclusione definiti e di identificare i bambini con 113 Selezionati per 2° livello di screening difficoltà meritevole di successivo approfondimento. Per evitare + discriminazioni, tutti i bambini delle classi campionate sono stati sottoposti alle prove di primo livello e solo successivamente sono stati applicati i criteri di esclusione. Per identificare i bambini con 396 Sottoposti a 2° livello screening 121 Selezionati per 3° livello di screening Estratti a caso tra non selezionati + ulteriormente segnalati da insegnanti difficoltà sono stati utilizzati i seguenti strumenti: . un breve questionario anamnestico compilato dai genitori conte nente alcune domande relative al bambino e alla sua famiglia (lingua parlata in casa, età, lavoro, titolo di studio dei genitori, problemi di salute del bambino, certificazione di handicap e preesistente diagnosi di DSA); . un questionario di rilevazione dei Disturbi Specifici dell’Appren dimento, da compilarsi da parte dell’insegnante, contenente 5 51 35 2 28 Esclusi 1 caso sociale Non dislessici Dislessia confermata Incertezza diagnostica Persi al follow up 4 WISC o matrici <85 domande relative a difficoltà di lettura, scrittura, calcolo e ad .48 alcune difficoltà o comportamenti spesso associati a DSA. 7 Dislessia stimata (multivariata) Il questionario è stato costruito sulla base dello strumento “RSA- Il terzo livello di valutazione aveva l’obiettivo di porre ove necessa- DSA Questionario per la rilevazione di difficoltà e disturbi rio la diagnosi di dislessia. Si è svolto presso la Neuropsichiatria dell’apprendimento” messo a punto dall’Associazione Italiana Infantile dell’IRCCS Burlo Garofolo, identificata come centro di ter- Dislessia e dal Dipartimento di Scienze Pediatriche dell’Univer- zo livello regionale. Tutti i bambini sono stati sottoposti alle valuta- sità di Messina, che è stato validato e pubblicato, senza modifiche, zioni necessarie per identificare il possibile disturbo di lettura e se dopo l’avvio della presente ricerca (Cappa et al., 2012). necessario porre la diagnosi di dislessia. . una prova di dettato di brano tra quelle previste per la classe 4 a Combinando i risultati delle prove utilizzate, il CENDi ha definito i della scuola primaria dalla batteria per la valutazione della scrit- possibili criteri per orientare la diagnosi di dislessia. Inoltre, sulla base tura e della competenza ortografica per la scuola dell’obbligo dei risultati di queste ulteriori valutazioni, dei questionari compilati (Tressoldi e Cornoldi, 2009), somministrata in classe tramite l’uso e del colloquio con la famiglia sono stati esclusi dalla rilevazione di un computer collegato ad adeguato impianto di amplificazione. epidemiologica, in quanto da considerare come non dislessici, i L’utilizzo della prova di dettato come strumento di screening per bambini che presentavano i seguenti criteri: le difficoltà di lettura è supportato da studi che evidenziano una forte comorbidità presente tra difficoltà di lettura e ortografiche a. Ritardo cognitivo (Angelelli et al., 2010). b. Patologie o anomalie sensoriali e neurologiche I bambini che hanno dimostrato difficoltà alla prova di dettato e/o c. Gravi psicopatologie al questionario compilato dagli insegnanti sono passati al succes- d. Situazioni ambientali, sociali o culturali svantaggiose sivo livello di valutazione. Il secondo livello aveva l’obiettivo di selezionare i bambini con dif- e. Didattica scadente ficoltà di lettura ma con adeguate abilità cognitive di base. La va- I bambini esclusi dallo studio per problemi neuropsichiatrici sono lutazione si è nuovamente svolta nelle scuole, a carico degli stessi stati affidati ai servizi per ulteriori approfondimenti e per la loro ricercatori che avevano realizzato il primo livello. Sono state effet- eventuale presa in carico. tuate le seguenti prove individuali di approfondimento: . prove di lettura di parole e di non parole isolate della batteria DDE-2 (Sartori, Job, Tressoldi, 2007), utilizzate per valutare le competenze di lettura in termini di rapidità e correttezza; . sub-test Vocabolario e Disegno con Cubi della scala WISC-III (Wechsler D., 2006; Orsini e Picone, 2006), per avere una stima delle capacità cognitive del bambino. Discussione dei dati Primo livello: 1496/1528 bambini (32 assenti da scuola alle prove) sono stati sottoposti al primo livello di valutazione completo di cui, dopo avere applicato i criteri di esclusione previsti dal protocollo di studio, 1365 analizzati. In particolare, si segnala che 13 bambini di Solo i bambini in difficoltà alle prove di lettura e con un punteggio 1365 (1%) presentavano una diagnosi di dislessia precedentemente adeguato ai sub-test della scala WISC-III hanno proseguito nella formulata. 283 bambini sono risultati positivi a dettato o questiona- ricerca ed effettuato il terzo livello di valutazione. rio insegnanti e sono stati quindi selezionati per il secondo livello. .50 51. Secondo livello: complessivamente sono stati testati con valutazione individuale 396 bambini. La differenza tra questo numero e quello corrispondente ai bambini identificati al primo livello (283) è data dal fatto che a questo campione sono stati aggiunti, in via cautelativa, un gruppo di bambini per i quali a giudizio dell’insegnante erano presenti difficoltà in correttezza o velocità di lettura (nonostante le prestazioni nella media alle prove di ricerca), e un gruppo di bambini scelti in maniera casuale tra quelli con prestazioni nella media, in modo da ottenere ulteriori informazioni sui test di screening utilizzati e da evitare un eventuale riconoscimento dei soggetti in difficoltà. Tra questi 396 bambini, 121 sono risultati positivi ai test realizzati e quindi avviati al terzo livello. Terzo livello: è stato possibile realizzare l’approfondimento dia- Conclusioni Lo studio ha consentito di stimare con precisione la reale prevalenza di dislessia in una popolazione scolastica non selezionata (da 3,1 a 3,2%). Il dato sembra in linea con l’atteso e con le ipotesi formulate prima dell’avvio dello studio. Va peraltro rilevato che, tra i 1365 bambini complessivamente sottoposti a screening, l’1% possedeva una diagnosi di dislessia precedentemente formulata e il 2% una diagnosi di DSA (che includeva dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia). Questo dato è in linea con quanto pubblicato dal MIUR Veneto nell’anno scolastico 2010/2011: la percentuale di alunni con diagnosi di DSA consegnata dai genitori alle scuole, rispetto alla popolazione scolastica complessiva, era dell’1,2% (Gruppo di Lavoro Regionale sui DSA, 2011). gnostico per 93 di 121 bambini identificati. Per il sottogruppo di bambini che non si sono sottoposti agli accer- Considerata la discrepanza tra la prevalenza di dislessia rilevata al tamenti del terzo livello, la diagnosi di dislessia è stata stimata con termine dello studio (3,1-3,2%) e la percentuale di bambini in pos- l’utilizzo di un modello logistico multivariato. sesso della diagnosi all’inizio della ricerca (1%), emerge che nella La prevalenza di dislessia in Friuli Venezia Giulia nella popolazione popolazione studiata in Friuli Venezia Giulia 2 dislessici su 3 non analizzata è risultata quindi essere pari a 3,1% (42/1365) con IC vedono riconosciuto il loro disturbo durante gli anni della scuo- 95% compreso tra 2,2 e 4,1, se si considerano i bambini con dia- la primaria, in un’età in cui questo dovrebbe essere chiaramen- gnosi certa e quelli con diagnosi stimata all’analisi multivariata, e te identificabile (8-10 anni). La discrepanza evidenziata genera arriva fino a 3,2% (44/1365) con IC 95% compreso tra 2,4 e 4,3, se una serie di interrogativi sulle cause, individuabili nelle varie fasi si considerano anche i bambini con incertezza diagnostica. che il bambino attraversa prima di arrivare alla diagnosi e che Tale dato è stato definito dal numero di bambini risultati positivi coinvolgono più figure (genitore, insegnante, pediatra, personale al termine del terzo livello di valutazione rispetto al numero totale sanitario addetto alla diagnosi), che meriterebbero un adeguato di bambini analizzati. approfondimento. Al momento la rilevazione della prevalenza di dislessia nell’ambito dello studio nazionale è in corso in numerose aree e regioni Italiane (Veneto, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Sardegna, Marche, Umbria). .52 53. 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Gruppo di lavoro del progetto studio sulla dislessia in Friuli Venezia Giulia Barbiero Chiara1-2, Lonciari Isabella1, Montico Marcella2, Monasta Lorenzo2, Penge Roberta3, Vio Claudio4, Tressoldi Patrizio Emanuele5, Ferluga Valentina1-2, Bigoni Anna1-2, Tullio Alessia1-2, Carrozzi Marco1, Ronfani Luca2 per il gruppo di lavoro CENDi (Comitato Epidemiologico nazionale sulla Dislessia). 1 2 3 4 5 Roberta Penge, Società Italiana di Neuro Psichiatria dell’ Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA); Alessandra Pinton, Società Scientifica Logopedisti Italiani (SSLI); Giovanna Rossini, Associazione Italiana Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (AITNE); Claudio Vio, Associazione Italiana Ricerca Psicopatologia dell’Apprendimento (AIRIPA). Coordinamento scientifico dello Studio in Friuli Venezia Giulia: S.C.O. di Neuropsichiatria Infantile e Neurologia Pediatrica, IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo, Trieste Chiara Barbiero, Marco Carrozzi, Luca Ronfani, Giorgio Tamburlini, IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo, Trieste; Servizio di Epidemiologia e Biostatistica, IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo, Trieste Isabella Lonciari, IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo e AID, Associazione Italiana Dislessia; Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile - UOC NPI B, Università di Roma Sapienza Loris Zanier, Servizio Epidemiologico, Direzione Centrale Salute Integrazione Sociosanitaria e Politiche Sociali, Friuli Venezia Giulia; U.O. C. di Neuropsichiatria Infantile, San Donà di Piave (Ve), Italia Dipartimento di Psicologia Generale, Università di Padova, Padova Edda Colcergnan e Enzo Burchiellaro, Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia. Gruppo di lavoro CENDi (Comitato Epidemiologico Nazionale sulla Dislessia): Chiara Barbiero e Luca Ronfani (IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo); Marinella Caruso, Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti e Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva Italiani (ANUPI); Serenella Corbo, Associazione Culturale Pediatri (ACP); Anna Giulia De Cagno, Federazione Logopedisti Italiani (FLI); Isabella Lonciari, Associazione Italiana Dislessia (AID); Massimiliano Parmini, FEDEROTTICA-Associazione Federativa Nazionale Ottici Optometristi (AFNOO); .56 57. CENTRO SERVIZI SCOLASTICI DELLA PROVINCIA DI UDINE cssp.provincia.udine.it / [email protected] 0432 279718 / 279752 / 279462 / 279626