Valutare
le potenzialità dei bambini
Come la partecipazione dei bambini contribuisce
a combattere la povertà e l’esclusione sociale
Eurochild è una rete di organizzazioni
e soggetti singoli, che lavorano in tutta
Europa per migliorare la qualità della
vita dei bambini e dei giovani. Il nostro
lavoro si fonda sui principi espressi
nella Convenzione Internazionale sui
Diritti del bambino.
Gli obiettivi di Eurochild sono:
•
Condividere informazioni su
politiche e buone prassi;
•
Monitorare e influenzare il
processo politico tanto a livello
europeo che nazionale;
•
Creare gruppi di interesse
e partnership tra le
organizzazioni membri di
Eurochild;
•
Rappresentare, presso le
istituzioni internazionali,
gli interessi dei membri di
Eurochild;
•
Incrementare le competenze
dei suoi membri attraverso
corsi di formazione, sostegno e
consulenza.
I paesi europei membri di Eurochild
sono 35 (aderenti all’Unione Europea
e non).
Pubblicato a Settembre 2010 da:
Eurochild
Questa pubblicazione è sostenuta
dal Programma della Comunità
Europea per l’Occupazione e la
Solidarietà Sociale (2007-2013).
Questo programma è gestito dalla
Direzione Generale Occupazione,
Affari Sociali e Pari Opportunità della
Commissione Europea. È stato istituito
per sostenere finanziariamente la
realizzazione degli obiettivi dell’Unione
Europea nell’area di occupazione
e degli affari sociali, come indicato
nell’Agenda Sociale, e quindi
contribuire al raggiungimento degli
obiettivi della Strategia di Lisbona in
questo campo.
Il programma settennale si rivolge
a tutti gli stakeholder che possono
contribuire a plasmare una legislazione
sociale, una linea politica e lo
sviluppo di un’occupazione adeguata
ed efficace, in tutti i paesi membri
dell’UE-27, dell’EFTA-EEA, i paesi
candidati e i paesi candidati potenziali.
La mission di PROGRESS consiste nel
rafforzare il contributo dell’Unione
Europea a sostegno degli Stati membri
impegnati a creare una maggiore e
migliore occupazione e nel costruire
una società più coesa.
A tal fine, PROGRESS sarà
determinante per:
•
fornire analisi e consulenza politica
nelle aree politiche di PROGRESS;
•
monitorare e riferire in merito
all’attuazione delle politiche e delle
normative dell’UE nelle aree di
competenza di PROGRESS;
•
promuovere lo scambio di linee
politiche, di programmi formativi
e il sostegno tra gli Stati Membri
sugli obiettivi e le priorità dell’UE;
•
diffondere ampiamente le opinioni
degli stakeholder e della società.
Avenue des Arts, 1-2
B-1210 Brussels
T: +32 (0)2 511 70 83
F: +32 (0)2 511 72 98
www.eurochild.org
[email protected]
Le idee e i punti di vista espressi in
questo libro sono di Eurochild e non
riflettono necessariamente la posizione
o l’opinione della Commissione
Europea.
Per ulteriori informazioni, vedere:
http://ec.europa.eu/employment_
social/progress/index_en.html
Valutare
le potenzialità dei bambini
Come la partecipazione dei bambini contribuisce
a combattere la povertà e l’esclusione sociale
Redatto da Mieke Schuurman
Settembre 2010
Ringraziamenti
Un sincero ringraziamento a tutti gli adulti e i bambini che sono stati
intervistati, senza i quali non sarebbe stato possibile scrivere questo libro:
Gaëlle Buysschaert (UNICEF Belgio), Nele Lefevere (UNICEF Belgio), Jan
vanGils (Kind en Samenleving, Belgio), Emilie Dalen (17, KREM, Norvegia),
Cathrine Skar (KREM, Norvegia), Amy (17, Action for Children, Regno
Unito), Morgan (12, Action for Children, Regno Unito), Mark Benson (Action
for Children, Regno Unito), Mariló Aneas (Centre Esclat Bellvitge, FEDAIA,
Spagna), Anna-Maria (16, Parlamento dei Bambini, Cipro), Anthoulla (13,
Parlamento dei Bambini, Cipro), Ninetta Kazantzis (Comitato Parlamentare
Cipriota per la Protezione e il Welfare dell’infanzia, Cipro), Darren Bird (Funky
Dragon, Galles, UK), Cato Oosterwijk (26, Consiglio nazionale olandese per
la Gioventù, Paesi Bassi), Willemijn Phielix (25, Consiglio Nazionale Olandese
per la Gioventù, Paesi Bassi), Ivo (16, Centro Giovanile Paesi Bassi), Stephan
(15, Centro Giovanile, Paesi Bassi), e Ton van der Gaag (Centro Giovanile,
Paesi Bassi).
Le illustrazioni sono state eseguite da bambini e ragazzi dai 4 ai 19 anni e
sono state realizzate nell’ambito del progetto di Action for Children: Easington
Emotional Wellbeing Project. Tutti i bambini sono stati in precedenza coinvolti
in attività di partecipazione e molti hanno anche avuto la possibilità di
prendere parte alla selezione dello staff di Action for Children. I gruppi hanno
lavorato con un’arte terapista per creare le illustrazioni. I giovani artisti sono:
Chantelle, Chloe, Summer, Alex, Georgina, Glen, Jorja, Rachel, Savannah,
Bradley, Carl, Lewis, Kevin, Alex, Dean, Andrew, John, Jordan, Nicole,
Thomas, Jodie, Chris, Lee, Gavin, Cain, Anthony, Christian, David e Chris.
Nelle loro introduzioni alle diverse sezioni e ai casi studio, gli esperti che
hanno contribuito alla stesura del libro, fornendo il prezioso contributo
delle loro ricerche, sono: Natalia Fernandes, Università di Scienze della
Formazione, Università di Minho, Braga, Portogallo; Gerison Lansdown,
consulente per i diritti dell’infanzia a livello internazionale che ha pubblicato
e tenuto numerose conferenze sui diritti dei bambini, incluso il loro diritto
alla partecipazione; Jenny Pearce, docente di Politiche Giovanili e Direttrice
dell’Istituto di Scienze Sociali Applicate, presso l’Università di Bedfordshire,
Regno Unito; Mona Sandbaek, Ricercatrice Senior presso la Oslo University
College e presso NOVA, un istituto di ricerca sotto il patrocinio del Ministero
dell’Istruzione della Ricerca in Norvegia; Nigel Thomas, docente di Ricerca
sull’Infanzia e la Gioventù presso la Università del Central Lancashire.
Grazie anche a Jana Hainsworth, Segretario Generale di Eurochild per il suo
sostegno e i preziosi consigli; Reka Velenyi, Assistente Politica di Eurochild,
per avere realizzato le interviste sui casi studio spagnoli e Marie Dubit per
aver elaborato il lay-out del libro.
Valutare le potenzialità dei bambini - Riconoscimenti
1
Informazioni sul redattore e autore dei casi di studio
Mieke Schuurman è un’esperta di diritti dell’infanzia e di politiche europee.
Dal 2009 svolge incarichi di ricerca e seminari specifici. Povertà infantile
ed esclusione sociale sono alcuni delle campagne di advocacy che Mieke
Schuurman ha sviluppato per varie organizzazioni internazionali e ONG. Prima
di questo, era Segretario Generale di European Children’s Network dove ha
realizzato una campagna di sensibilizzazione sui i diritti dei bambini a livello
europeo. Ha inoltre guidato una campagna di successo per includere i diritti
dei bambini nella Costituzione europea, coinvolgendo bambini provenienti
da 11 paesi europei. Mieke Schuurman vive nei Paesi Bassi. Email:mieke.
[email protected]
Informazioni sull’edizione italiana
La traduzione del volume originale “Valuing Chindren’s Potential” è curata da
CIFA, organizzazione non governativa italiana membro di Eurochild dal 2010.
CIFA è un’organizzazione non governativa
nata il 1980 a Torino, impegnata a migliorare
le condizioni di vita dei bambini in situazione di
bisogno o in stato di abbandono e a tutelare i loro
diritti fondamentali. CIFA utilizza gli strumenti
dell’adozione internazionale, della cooperazione
allo sviluppo e promuove i diritti dell’infanzia in Italia, in Europa e nel mondo.
Per maggiori informazioni www.cifaong.it
2
Valutare le potenzialità dei bambini - Riconoscimenti
Prefazione
di Mária Herczog
Presidente di Eurochild, Membro del Comitato ONU per i Diritti dell’Infanzia
Come nuovo Presidente della rete di organizzazioni Eurochild, è per me
un grande piacere introdurre la nostra ultima pubblicazione su di un
argomento che mi sta molto a cuore: la partecipazione dei bambini.
Il diritto ad essere ascoltati – come previsto dall’articolo 12 della
Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia (CRC) – è uno dei quattro
principi fondamentali della Convenzione; ciò significa che deve essere
preso in considerazione nell’interpretazione e nell’attuazione di tutti gli
altri diritti. Nel 2009, il Comitato sui diritti dell’infanzia ha redatto un
Commento Generale per dare indicazioni ai governi su come applicare
l’articolo 12, affermando che i principi della Convenzione “non possono
essere concretizzati se il bambino non è rispettato come soggetto che
ha le proprie opinioni”. In realtà (come affermato da Gerison Lansdown
nella sua introduzione al capitolo 3), “c’è ancora una montagna da scalare
prima di poter affermare che tutti i paesi dell’UE rispettano il diritto dei
bambini a essere ascoltati in merito alle decisioni che li riguardano”.
I casi studio presentati in questo libro descrivono solo alcuni degli esempi
pionieristici dove è stata data voce ai bambini. Noi sosteniamo che la
lotta contro la povertà infantile e l’esclusione sociale può essere efficace
solo se si trova il modo di dare più potere ai bambini e di coinvolgerli
nei processi decisionali. I benefici per i bambini coinvolti direttamente
sono evidenti, come possono testimoniare i bambini intervistati in questo
libro. La partecipazione però, può avere anche un impatto più ampio, su
cambiamenti in ambito politico, sull’atteggiamento dei servizi sociali, sulla
qualità dei servizi erogati e, infine, sull’opinione della società nei confronti
dei bambini. Questo cambiamento di mentalità può fare una differenza
fondamentale al fine di interrompere la spirale della povertà e creare una
società in cui a ogni bambino è consentito di crescere adeguatamente.
Questo libro è parte del contributo di Eurochild al 2010 – Anno Europeo
della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale. Nell’arco dell’anno abbiano
promosso nove messaggi politici - il primo dei quali è conferire più potere
ai bambini. Gli esempi di questo libro forniscono alcune idee su come
questo può essere fatto; le introduzioni, redatte da esperti accademici
del settore, spiegano in maniera convincente perché l’empowerment dei
bambini sia così importante. Il libro accompagna la nostra campagna onValutare le potenzialità dei bambini - Prefazione
3
line “www.endchildpoverty.eu”, che dura ormai da un anno e sta raccogliendo
molte firme e messaggi, in particolare da giovani e bambini.
I bambini e le famiglie sono duramente colpiti dalla crisi economica in corso.
I tagli alla spesa pubblica incidono negativamente sulle risorse che i nostri
membri hanno a disposizione per lavorare con i bambini più vulnerabili.
Siamo convinti che gli sforzi per coinvolgere i bambini nei processi decisionali
debbano essere rinforzati e non ridotti. Non si tratta solo di offrire delle
esperienze che possono cambiare la vita dei bambini coinvolti, ma anche di
costruire una cultura in cui i bambini sono valorizzati e rispettati per quello
che hanno da dare. Questa è la strada migliore e più conveniente a lungo
termine, per uscire dalla povertà e dall’esclusione sociale.
4
Valutare le potenzialità dei bambini - Prefazione
Contenuti
Ringraziamenti
1
Prefazione
3
Contenuti
5
Come usare questo libro?
7
Introduzione
Il concetto di partecipazione dei bambini di Nigel Thomas
11
Capitolo 1: La partecipazione e la nostra percezione della povertà 15
Introduzione
L’importanza della prospettiva infantile sulla povertà
di Mona Sandbæk
17
Caso di studio
Come vivono i bambini indigenti l’esperienza della loro condizione di vita?
UNICEF Belgio
19
Caso di studio
Come le esperienze di vita dei bambini possono guidare gli assistenti sociali
KREM, Norvegia
23
Capitolo 2: La partecipazione e il miglioramento dei servizi
27
Introduzione
Giovani, participazione ed empowerment
di Jenny Pearce
29
Caso di studio
I bambini partecipano alla selezione e all’assunzione dello staff
Action for Children, Inghilterra, Regno Unito
33
Caso di studio
Dare la possibilità ai bambini di esprimere le loro opinioni e punti di vista
FEDAIA, Catalogna, Spagna
39
Valutare le potenzialità dei bambini - Contenuti
5
Capitolo 3: La partecipazione e il miglioramento delle politiche 43
Introduzione
Affrontare l’equilibrio dei poteri
di Gerison Lansdown
45
Caso di studio
Mettere in pratica i diritti dei bambini, il caso di Cipro
Parlamento dei bambini cipriota, Cipro
47
Caso di studio
I bambini gallesi vengono ascoltati dal Comitato delle Nazioni Unite
sui diritti del bambino
Funky Dragon, Galles, Regno Unito
Capitolo 4: La partecipazione e il supporto dei coetanei
Introduzione
Rispettare i diritti dei bambini negli istituti assistenziali promuove la
cittadinanza
di Natália Fernandes
Caso di studio
Bambini e adolescenti istituzionalizzati vengono preparati dai loro
coetanei per creare un Comitato della Gioventù
Consiglio Nazionale Olandese della Gioventù, Paesi Bassi
Conclusioni e suggerimenti
6
51
57
59
61
67
Conclusioni
69
Suggerimenti
71
Valutare le potenzialità dei bambini - Contenuti
Come usare questo libro?
Eurochild, una rete internazionale di organizzazioni che lavorano in tutta
Europa per migliorare la qualità della vita di bambini e adolescenti, sta
dando una voce ai bambini in Europa. Attraverso l’analisi di casi studio
concreti, questo libro dimostra come i bambini possono partecipare e venire
coinvolti nelle decisioni che riguardano la loro vita. Inoltre questo libro
esplora le possibilità che hanno i bambini e i giovani di contribuire alla lotta
contro la povertà infantile e l’esclusione sociale. Questi casi studio sono
affiancati dall’importante ricerca eseguita da affermati esperti universitari nel
campo della partecipazione infantile e giovanile.
Il lavoro di Eurochild si fonda sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui
Diritti del Bambino (UNCRC). Questo libro sviluppa gli argomenti per la
concretizzazione di uno dei quattro principi fondamentali dell’UNCRC: “i
bambini hanno il diritto di esprimere quello che pensano in merito
alle decisioni che li riguardano e le loro opinioni devono essere prese
in considerazione”.
Il libro si articola in quattro diverse sezioni, con un’introduzione
generale redatta da Nigel Thomas, docente di Ricerca sull’Infanzia e
l’Adolescenza presso l’Università del Central Lancashire, Regno Unito.
Egli ha insegnato e ha portato avanti un’accurata ricerca sul welfare infantile
e sui diritti e la partecipazione dei bambini.
Ogni sezione fa riferimento a uno o due casi studio, che sono stati scelti come
modelli di buona prassi in materia di partecipazione dei bambini e dei
giovani. Questi casi studio sono stati forniti da alcune organizzazioni europee
associate ad Eurochild o dagli esperti universitari che hanno partecipato
alla stesura di questo libro. Essi illustrano diversi modelli di buona prassi,
quali per esempio, i parlamenti regionali o nazionali composti da bambini e
ragazzi, i progetti a livello locale rivolti a bambini svantaggiati, i progetti di
partecipazione infantile proposti dai servizi per l’infanzia e il coinvolgimento
di gruppi di età diverse. La maggior parte dei casi studio coinvolge bambini
tra gli 11 e i 18 anni, tuttavia, alcuni progetti, come quelli presentati
dall’organizzazione spagnola FEDAIA o da quella inglese Action for Children,
dimostrano che la partecipazione funziona anche con bambini molto piccoli, a
partire dai 3 anni di età.
Ciascuna delle quattro sezioni ha un obiettivo diverso per quanto riguarda la
partecipazione dei bambini.
La prima sezione esplora la partecipazione dei bambini e la loro
comprensione della povertà. Si fa riferimento a due casi studio proposti
dall’UNICEF Belgio e dal KREM (Norvegia) che servono a spiegare ciò che
veramente conta per i bambini che soffrono la povertà e l’esclusione sociale,
Valutare le potenzialità dei bambini - Come usare questo libro?
7
quali sono le tematiche importanti per loro e quali fattori devono essere
presi in considerazione nello sviluppo delle politiche di lotta contro la povertà
infantile. In entrambi i casi, i bambini che vivono l’esclusione sociale o la
povertà hanno preso parte ai progetti di partecipazione e hanno avuto la
possibilità di parlare dei loro sogni per il futuro e dei miglioramenti che si
potrebbe apportare al loro ambiente di vita. Mona Sandbaek, ricercatrice
presso NOVA e presso l’Università di Oslo in Norvegia, introduce questi casi
studio insieme alla ricerca sull’argomento da lei condotta.
La seconda sezione esamina la partecipazione dei bambini e la loro
capacità di influenzare un miglioramento dei servizi sociali destinati
a bambini e adolescenti. Questa sezione è introdotta da Jenny Pearce,
docente di Politiche Giovanili presso l’Università di Bedfordshire, Regno Unito,
che ha una vasta esperienza di lavoro con i bambini e i giovani svantaggiati,
in particolare con le giovani donne vittime di abusi sessuali. I casi studio
presentati raccontano di come i bambini vengono coinvolti nel reclutamento e
nella selezione del personale che lavorerà con loro (Action for Children, Regno
Unito) e di come sia importante coinvolgere anche bambini molto piccoli a
rischio di emarginazione o in situazione di abbandono (FEDAIA, Catalogna,
Spagna). Nei due casi sono utilizzati metodi diversi per coinvolgere i bambini,
appartenenti a fasce d’età differenti e provenienti da svariati contesti, per
esempio quello di una famiglia affidataria.
La terza sezione si concentra sulle opinioni dei bambini riguardo alle
politiche per l’infanzia in condizioni di povertà o di esclusione sociale.
Il Parlamento dei Bambini cipriota e l’Assemblea di bambini di Funky Dragon,
in Galles, si occupano di questioni politiche complesse che riguardano questi
temi. Per esempio, il Parlamento dei Bambini cipriota ha favorito un migliore
accesso alle scuole ai bambini con bisogni speciali e un cambiamento nei
programmi scolastici. I bambini e i giovani dell’organizzazione Funky Dragon
hanno effettuato una ricerca che ha coinvolto più di 10.000 bambini in Galles.
Tale ricerca ha permesso di redigere una relazione che è stata presentata al
Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino. Questa sezione del libro
è introdotta da Gerison Lansdown, esperta di diritti dei bambini, che ha
pubblicato molti testi sui diritti e la partecipazione infantile.
L’ultima sezione analizza la partecipazione dei bambini e il sostegno
reciproco. I bambini che vivono presso un’istituzione assistenziale
nei Paesi Bassi, sono stati formati da un gruppo di giovani educatori,
membri del Consiglio Nazionale della Gioventù Olandese, al fine di creare
delle associazioni pro-gioventù all’interno dell’istituzione in cui vivono.
Generalmente i bambini si sentono più a loro agio quando sono persone
giovani ad occuparsi della loro formazione ed i risultati sono sempre molto
positivi: in questo caso, per esampio, le condizioni di vita dei bambini
all’interno del loro istituto sono notevolmente cambiate. La Dott.ssa Natália
Fernandes, docente presso l’Università di Minho (Braga, Portogallo),
introduce questa sezione e giustamente sottolinea che i bambini possono
diventare protagonisti della propria vita, quando si fanno promotori di una
8
Valutare le potenzialità dei bambini - Come usare questo libro?
associazione che difende i loro diritti all’interno dell’istituto in cui vivono.
Tutti i casi studio descrivono i metodi e i processi utilizzati per favorire la
partecipazione dei bambini e i risultati di tali consultazioni. In ogni caso
studio, una o più persone coinvolte nel processo di partecipazione dei bambini
sono state intervistate. Ove possibile, i bambini e i giovani coinvolti nei
processi di partecipazione sono stati intervistati. Tutte le persone intervistate
hanno accettato di essere nominate.
Valutare le potenzialità dei bambini - Come usare questo libro?
9
Introduzione
Il concetto di partecipazione dei
bambini
di Nigel Thomas
Nigel Thomas è docente di Ricerca sull’Infanzia e l’Adolescenza presso
l’Università del Central Lancashire, Regno Unito. È anche co-direttore de Il
Centro, creato per promuovere e studiare la partecipazione, l’inserimento e
l’empowerment dei bambini e degli adolescenti. Thomas ha un’esperienza
ventennale nel settore, ha insegnato e studiato approfonditamente temi quali
il welfare, i diritti e la partecipazione dei bambini.
E’ un piacere essere stato invitato a scrivere l’introduzione a questa
importante pubblicazione di Eurochild. L’Europa sta entrando in un periodo
di grave crisi economica e l’impatto sui bambini e sugli adolescenti sarà
probabilmente molto forte; in particolare sono a rischio i bambini e i
giovani che già vivono una condizione di svantaggio a causa della povertà
e dell’esclusione sociale. In un tale contesto, la campagna promossa
da Eurochild per combattere la povertà tra i bambini è estremamente
importante, così come la pubblicazione di questo libro.
Durante i due decenni trascorsi da quando gli stati europei hanno ratificato
la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, sono stati fatti grandi progressi
nell’ambito della promozione e della difesa dei diritti dei bambini, in
particolare del loro diritto a partecipare non solo alle decisioni che riguardano
la loro vita, ma anche alla vita sociale e politica in generale. La portata dei
reali cambiamenti prodotti nella vita di bambini e adolescenti dai suddetti
progressi è ovviamente molto variabile. Per esempio, i benefici sono molto
evidenti per i bambini che prendono parte alle attività partecipative, mentre
sono meno evidenti per coloro che non vivono l’esperienza direttamente.
Se l’investimento in termini di tempo, sforzi, creatività, risorse materiali e
finanziarie impiegate per promuovere i diritti dell’infanzia, non ottiene risultati
concreti per i bambini più poveri, allora il reale valore di tutto questo lavoro
sarebbe molto discutibile.
Nel mio paese, il Regno Unito, si è provato un diffuso senso di vergogna
quando uno studio UNICEF del 2007 ha riportato che i bambini britannici
erano i più infelici dei paesi economicamente sviluppati. In realtà lo studio
non mostrava questo, bensì che i giovani più poveri nel Regno Unito soffrono
maggiormente la disuguaglianza e le relative conseguenze rispetto ai ragazzi
degli altri paesi OCSE.
Valutare le potenzialità dei bambini - Introduzione
11
La sfida consiste quindi nel distribuire i benefici del progresso sociale ed
economico, così come i costi della crisi finanziaria, più equamente tra i
membri della società, soprattutto bambini e giovani. Non è accettabile che
alcuni bambini abbiano una vita estremamente agiata, mentre altri siano privi
del minimo necessario per prendere pienamente parte alla vita sociale.
I bambini sono spesso profondamente consapevoli di quanto sia ingiusta e
inaccettabile una tale situazione, mentre gli adulti tendono maggiormente ad
accettarla, dandola per scontata.
I bambini non solo sono più sensibili al problema della povertà e della
disparità sociale, ma hanno anche molto da offrire alla lotta per un mondo
migliore grazie ad un istintivo senso della giustizia e alla capacità di fornire
idee nuove e originali per combattere i problemi che già i loro genitori hanno
dovuto affrontare.
Si dice che lo scienziato Robert Oppenheimer abbia affermato: “ci sono
bambini che giocano nelle strade che potrebbero risolvere problemi di fisica
complessi meglio di me poiché hanno un alto livello di percezione sensoriale
come io non ho più da tanto tempo”.
La filosofa politica Iris Marion Young scrisse che “includere svariate
prospettive nel processo politico è nell’interesse di tutta la società, in quanto
aumenta le probabilità di favorire la giustizia dal momento che vengono
presi in considerazione gli interessi di tutti e nel contempo si accresce la
consapevolezza sociale dei suoi partecipanti”.
In altre parole, i bambini dovrebbero prendere parte alla sfida per il
progresso sociale, in primo luogo perché hanno il diritto di tutelare i loro
interessi e in secondo luogo perché possono fornire informazioni e suggerire
nuove idee di cui tutti possono beneficiare.
I casi presentati in questo volume offrono una prova evidente del valore e
del potenziale dei contributi dei bambini. Alcuni casi studio si riferiscono a
strutture di tutela dell’infanzia o afferiscono ai servizi sociali, mentre altri
sono esempi di attività alle quali più gruppi di bambini e adolescenti hanno
preso parte. Come sottolinea Mona Sandbæk, entrambi i casi presentati
dall’UNICEF Belgio e dal KREM Norvegia, in modi molto diversi, riflettono
un forte impegno ad ascoltare le opinioni dei bambini e a garantire che le
loro esperienze e i loro punti di vista siano presi in considerazione nelle
decisioni politiche. Essi mostrano anche come i bambini possano contribuire
a una nuova comprensione di (i) che cosa significhino per loro la povertà
e l’esclusione sociale e (ii) quale tipo di soluzione potrebbe essere efficace
per combatterle. Jenny Pearce richiama l’attenzione sul rischio “che i servizi
sociali possano discriminare a favore di giovani ambiziosi e ben disposti alla
collaborazione piuttosto che fare un autentico sforzo per coinvolgere i giovani
svantaggiati, che possono essere più difficili da avvicinare e interessare”.
Tuttavia, come fa notare, il caso di Action for Children mostra che bambini
12
Valutare le potenzialità dei bambini - Introduzione
con difficoltà di apprendimento o molto piccoli sono in grado di contribuire
alle decisioni riguardanti la scelta delle persone assunte per lavorare con
loro e che anche bambini impossibilitati a spostarsi da casa possono essere
coinvolti, se gli operatori sociali si adoperano per renderli partecipi.
Come Gerison Lansdown ci ricorda, il procedimento è importante quanto i
risultati e non è sufficiente che gli adulti creino le condizioni favorevoli alla
partecipazione dei bambini, ma è necessario “che i bambini stessi si sentano
attivamente coinvolti fin dall’inizio nella creazione delle strutture e dei sistemi
attraverso i quali possono essere ascoltati”. Il caso studio dell’organizzazione
Funky Dragon, al quale Gerison Lansdown fa riferimento, è un esempio di
lavoro ben strutturato, finalizzato allo sviluppo dei suddetti sistemi; tale
lavoro è stato supportato da adulti (incluso un considerevole appoggio da
parte del Governo del Galles), ma è stato diretto essenzialmente da bambini
e adolescenti.
Natália Fernandes ci ricorda che i bambini affidati a istituzioni di tutela sono
particolarmente vulnerabili all’esclusione sociale e anche agli abusi, a causa
della natura chiusa e autocratica di molte di queste istituzioni. L’esempio
dei Paesi Bassi dimostra come ci siano “altri modi possibili di organizzare
la vita all’interno delle istituzioni assistenziali, sulla base dei principi di
partecipazione, sul sostegno reciproco, sulla collaborazione e la cooperazione,
sul dialogo e l’appoggio, che sono elementi fondamentali per incentivare una
cittadinanza attiva dei bambini e dei giovani”; inoltre dimostra che questi
sistemi sono in grado di produrre benefici tangibili per i giovani.
In breve, tutti i casi studio riportati in questo volume, pur in modo diverso,
costituiscono degli esempi di come i giovani più svantaggiati o indigenti
possano, con il giusto supporto, impegnarsi seriamente nel miglioramento
delle proprie condizioni di vita e addirittura contribuire al progresso della vita
sociale di tutti. In ciò risiede la speranza, per l’Europa e per il mondo.
Valutare le potenzialità dei bambini - Introduzione
13
Capitolo 1
La partecipazione e la nostra
percezione della povertà
Introduzione
L’importanza della prospettiva
infantile sulla povertà
di Mona Sandbæk
Mona Sandbæk è ricercatrice senior presso il Nordic Centre of Excellence in
Welfare Research (NOVA) e l’Università di Oslo, Norvegia. NOVA è un istituto
di ricerca sotto il patrocinio del Ministero norvegese dell’Istruzione e della
Ricerca. Mona ha al suo attivo svariate pubblicazioni sul welfare infantile, la
povertà e le condizioni di vita dei bambini.
I due casi studio “Che cosa ne pensi?” di UNICEF Belgio e del KREM Norvegia,
riflettono entrambi un forte impegno ad ascoltare i punti di vista dei bambini
e a garantire che vengano presi in considerazione nel processo decisionale
politico. Tale impegno rispetta l’articolo 12 dell’UNCRC, che tutela il diritto a
partecipare dei bambini. Gli studi forniscono esempi su bambini e adolescenti
che partecipano non solo come informatori nell’ambito della ricerca, ma
come veri e propri collaboratori nei provvedimenti volti a migliorare la loro
situazione. I due studi mostrano come i bambini possono contribuire a una
nuova comprensione di ciò che significa per loro la povertà e a individuare
le misure che potrebbe essere utile adottare nella lotta alla povertà e
all’emarginazione sociale.
La doppia azione dei bambini
Durante l’ultimo decennio i bambini sono stati coinvolti sia come oggetto di
analisi che come informatori in un numero crescente di studi sulla povertà
infantile. Attraverso la condivisione delle loro esperienze, si è notato che
adottano due tipi di comportamento. In primo luogo, impiegano varie
strategie per affrontare la vita quotidiana; soprattutto, per i bambini più
indigenti, è molto importante riuscire ad evitare di essere esclusi dalla vita
sociale a scuola e dalle attività per il tempo libero. In secondo luogo, cercano
di proteggere i propri genitori in vari modi, per esempio evitando di chiedere
loro beni o attività che non sono in grado di pagare. (Redmond 2008).
I genitori danno la priorità ai figli
La ricerca internazionale ha dimostrato che la maggior parte dei genitori
indigenti dà priorità ai figli. Spesso si privano del necessario non spendendo
denaro per sé stessi o per la casa pur di provvedere ai bisogni dei propri
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
17
figli (Chasse et al 2003, Thorød 2006, Sandbæk 2008, Redmond 2008). Se
ciò non è sufficiente, molti chiedono denaro in prestito a familiari e amici
oppure si indebitano, come indicato nello studio di UNICEF Belgio. Tuttavia, il
basso reddito può anche causare contrasti e difficoltà. Quando la situazione
economica è particolarmente difficile, i genitori non sono più in grado di
proteggere i propri figli proprio per la mancanza di denaro anche per i bisogni
primari. (Middlthon m.fl. 1997).
Partnership con i giovani
Bambini e adolescenti possono prendere parte a diverse attività per
influenzare in modo più diretto le decisioni politiche. Attraverso un approccio
user-oriented, l’organizzazione KREM sta lavorando in collaborazione con
i giovani che hanno abbandonato la scuola e non hanno ancora trovato
una sistemazione nel mondo del lavoro, per dimostrare quanto tali giovani
possano essere motivati, responsabili e creativi.
La partecipazione alle condizioni dei giovani
Come possiamo migliorare la partecipazione dei bambini nella sfera pubblica,
passando da un intervento fittizio solo di facciata ad una autentica, concreta
consultazione? Questo è stato uno dei temi affrontati durante la Celebrazione
della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia svoltasi a Ginevra, nell’ottobre
2009. Per raggiungere questo obiettivo, si deve ricordare che, come tutti
i bambini, anche coloro che crescono in povertà, costituiscono un gruppo
eterogeneo. Hanno esperienze e opinioni diverse, quindi la ricerca e il loro
coinvolgimento devono rispettare e riflettere questo fatto. Inoltre, ogni
partecipazione deve rispettare i diritti dei bambini alla dignità e alla privacy.
La partecipazione è un diritto, non un dovere! È per questo che gli adulti
devono cercare insieme ai giovani partecipanti quelli che ritengono siano i
modi più significativi di collaborazione.
Fonti
Chasse, K.A. Zander, M. and Rasch, K.,(2003), Meine Familie ist arm: Wie Kinder in
Grundschulalter Armut erleben und bewältingen, Opladen: Leske and Budrich.
Middlethon, S., Ashworth, K. and Braithwaite, I., (1997), Small Fortunes: Spending on
Children, Childhood Poverty and Parental Sacrifice, York: Joseph Rowntree Foundation.
Redmond, G. (2008), Children’s Perspectives on Economic Adversity: A Review of the
Literature, Florence: UNICEF.
Sandbæk, M. (ed), (2008), Barns levekår.Familiens inntekt og barns levekår over tid,
Oslo: NOVA.
Thorød, A.B. (2006), En normal barndon? Foreldrestrategier for å skjerne barn fra
konsekvenser av å leve med lav inntekt, Oslo: NOVA.
18
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
Caso di studio
Come vivono i bambini indigenti
l’esperienza della loro condizione di vita?
Caso studio di UNICEF Belgio (realizzato dal Centro di Ricerca “Child
and Society” in Belgio). Interviste a: Gaëlle Buysschaert, Funzionario per i
Diritti del Bambino, UNICEF Belgio; Nele Lefevere, Funzionario pro-tempore
per i Diritti del Bambino, UNICEF Belgio, Jan van Gils, Direttore di Kind en
Samenleving (Child and Society).
Come vivono la povertà i bambini e i giovani? UNICEF Belgio ha incaricato
Kind en Samenleving (Child and Society) di indagare il tema. La povertà e
il modo in cui viene vissuta dai bambini ha preoccupato UNICEF Belgio per
molti anni. La concomitanza dell’Anno Europeo contro la Povertà, nel 2010
e l’interessamento della Presidenza belga dell’UE, ha creato l’opportunità di
sviluppare un progetto specifico nel quadro del progetto “Che cosa ne pensi?”
di UNICEF Belgio.
UNICEF Belgium si impegna ad ascoltare i bambini
e garantire che le loro opinioni ed esperienze vengano
presi in considerazione nel processo decisionale politico.
Nel 1999 l’UNICEF ha lanciato il progetto “Che cosa ne
pensi?” con l’intento di portare le opinioni dei bambini al
Comitato sui diritti dell’infanzia, integrando il rapporto
alternativo ONG e la relazione dello Stato. “Che cosa
ne pensi?” ha focalizzato la sua attenzione sulla partecipazione dei bambini più
vulnerabili in Belgio, che comprende le esperienze e le richieste dei minori stranieri
non accompagnati, dei bambini negli ospedali, dei bambini che hanno problemi
con la legge e dei bambini con disabilità. Le loro voci sono state ascoltate e sono
state oggetto di riflessioni, dalle quali sono scaturite raccomandazioni specifiche
da parte del Comitato sui diritti dell’infanzia al governo belga.
e
I bambini devono chiedere di essere coinvolti
L’organizzazione “Kind en Samenleving” ha lavorato con sei gruppi di bambini
di età compresa tra gli 11 e i 18 anni, in alcune delle aree più disagiate
del Belgio. I gruppi coinvolgono un totale di 110 bambini e adolescenti
provenienti da diverse regioni, sia di lingua fiamminga che francese, e
presentano un equilibrio di genere tra maschi e femmine. La maggior parte
dei giovani provengono da famiglie di migranti; altri hanno genitori di origine
belga, anch’essi cresciuti in povertà. Tutti i bambini appartengono a famiglie
con redditi bassi e sono ad alto rischio di esclusione sociale. La selezione è
stata effettuata in collaborazione con le organizzazioni di lotta alla povertà.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
19
La partecipazione al progetto di ricerca è completamente volontaria, cosicché
i bambini hanno bisogno di essere convinti che tale partecipazione costituisca
un vantaggio per loro. Un modo di attirare il loro interesse è quello di
utilizzare strumenti creativi e originali per raccogliere le informazioni. I diversi
gruppi utilizzano tecniche differenti. Ogni gruppo ha il suo approccio, sia per
i lavori di gruppo che per i colloqui a tu per tu, a seconda di ciò che si ritiene
più appropriato per i bambini e gli adolescenti coinvolti. I metodi utilizzati
hanno lo scopo di responsabilizzare i giovani partecipanti: i bambini non sono
chiamati a discutere “la loro povertà”, ma a parlare dei loro sentimenti nei
confronti dell’ambiente in cui vivono e della loro vita in generale.
“La ricerca a diretto contatto con i giovani aiuta ad andare oltre gli stereotipi generati
dai mezzi di comunicazione o da semplificazioni statistiche”, afferma Jan van Gils.
A Liegi i giovani hanno intervistato i loro assistenti sociali e le persone che
vivono nel loro quartiere sul fatto di essere a rischio di povertà. Questa
prima fase è stata seguita da una discussione con i giovani sulla loro idea di
povertà. In Eeklo, ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 14 anni hanno lavorato con
un sistema tipo chat box per raccontarsi
le loro storie. Ad Anversa, giovani tra i
16 e i 18 anni hanno scattato delle foto
della zona in cui vivono e quindi hanno
spiegato che cosa ritengono importante
per loro, discutendo insieme sulla base
delle fotografie. Ad Anversa, un gruppo
di bambini tra gli 11 e i 16 anni hanno
partecipato ad attività e giochi organizzati
nel loro quartiere e hanno scritto una
canzone rap insieme a un musicista
professionista. Ragazzi e ragazze hanno
lavorato in gruppi distinti nelle attività
di Anversa. A Bruxelles, gruppi di ragazzi di diverse età (dai 12 ai 18 anni)
hanno lavorato sul tema del loro quartiere. Parte delle attività sono state
riprese in video.
I ricercatori coinvolti hanno seguito da vicino le attività e le discussioni
all’interno di ciascun gruppo. Gli incontri si sono svolti nei luoghi abituali di
ritrovo dei giovani, per garantire che si sentissero a proprio agio. “La fiducia
e l’apertura all’interno del gruppo e nei confronti del ricercatore sono cruciali
per raccogliere i migliori risultati”, spiega Jan van Gils.
Lemarginazione è più importante che la povertà in sé stessa
La percezione dei bambini della loro situazione di vita non sempre
corrisponde alle supposizioni degli adulti. Molti bambini non si riconoscono
effettivamente in situazione di povertà e dicono frasi del tipo: “è qualcosa che
accade nel terzo mondo” e “i poveri sono coloro che vivono per le strade”.
20
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
Gli indicatori di povertà basati sul reddito delle famiglie non collimano con
la percezione che i bambini hanno della loro situazione economica familiare.
Una scoperta della ricerca è che diversi genitori spendono al di là delle loro
possibilità per assicurare regali costosi ai propri figli, anche se questo significa
indebitarsi. “I bambini spesso hanno difficoltà a posizionarsi nelle classiche
divisioni del basso-alto livello di reddito, ma si vedono comunque diversi dagli
altri bambini, sentendosi isolati. Questa “esclusione” è un sentimento molto
comune”, dice Gaëlle Buysschaert.
Nove temi principali sono emersi durante la consultazione: i giovani stessi,
il loro ambiente, l’istruzione, le famiglie, gli amici, il loro futuro, le attività
per il tempo libero, la povertà e l’autostima. I disegni sono stati utilizzati dai
ricercatori nelle ultime sessioni quali feedback per valutare l’importanza di
ogni tema.
Per ciascuna area tematica, si sono potute trarre specifiche conclusioni. Ad
esempio, a proposito del loro quartiere, alcuni bambini hanno dichiarato:
“nel mio quartiere mi sento a casa, ci conosciamo tutti”, ma altri si sono
lamentati per l’immondizia e per i problemi legati alla droga, all’alcolismo e
alla criminalità. Per quanto riguarda l’istruzione, i bambini comprendono che
è importante per il loro futuro, ma nel contempo la ritengono una perdita di
tempo, qualcosa che non saranno mai in grado di portare a termine.
“Si sente spesso parlare di crescenti livelli di criminalità tra i giovani o di
numerosi ragazzi che abbandonano prematuramente la scuola”, afferma
Jan Van Gils. “In realtà abbiamo bisogno di capire ciò che induce nei
bambini comportamenti negativi o perché in loro viene meno la motivazione
a frequentare la scuola, anche se affermano di conoscere l’importanza
dell’istruzione”.
L’autonomia e l’autostima sono fondamentali
Nel complesso, i bambini tendono a focalizzarsi sugli aspetti positivi, piuttosto
che su quelli negativi, del loro ambiente di vita.
Essi attribuiscono grande importanza al loro livello di autonomia e allo
stesso tempo ritengono molto importante essere sostenuti dagli adulti, in
particolare quelli con cui si relazionano in ambito scolastico e familiare. Molti
bambini pensano di non essere sufficientemente appoggiati in tali ambiti e
neppure coinvolti nelle decisioni che li riguardano. Maggiore autonomia e
autostima si ottengono grazie all’interazione di bambini e adolescenti con il
loro ambiente, al sostegno di familiari e amici, alla partecipazione ad attività
e all’istruzione.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
21
I bambini possono ottenere un cambiamento positivo, se viene
data loro un’opportunità
“Se ci fossero più attività destinate ai bambini e agli adolescenti nei nostri
quartieri, ci sarebbero meno lamentele nei confronti dei giovani”, sostengono
i ragazzi coinvolti nei progetti del Belgio. Durante una delle attività di
partecipazione alcuni giovani hanno lamentato la presenza di immondizia
nel loro quartiere e quindi hanno deciso di ripulirlo. Questo li ha portati in
contatto con i loro vicini, molti dei quali avevano sempre visto i ragazzi come
elementi di disturbo; da quel momento però hanno iniziato a trattarli con
maggior rispetto. La partecipazione porta a risultati positivi sia per i bambini
e i giovani che per l’ambiente in cui vivono.
Altri bambini hanno criticato una campagna contro la piccola criminalità
realizzata con manifesti affissi a scuola, affermando: “Se fossimo stati
consultati in merito alla campagna, avremmo proposto idee molto più efficaci
per comunicare il messaggio!”. Questo evidenzia un altro punto chiave della
partecipazione: i bambini vogliono essere coinvolti nel processo decisionale e
possono fornire contributi molto positivi.
Jan van Gils afferma che “ascoltando i bambini, i nostri ricercatori possono
dipingere un quadro più preciso di ciò che è importante per loro e delineare
quali politiche di intervento potrebbero fare la grande differenza nella loro
vita”. Ai giovani è stata anche data la possibilità di discutere i risultati dello
studio del ricercatore e dare il loro feedback.
In Belgio i risultati del progetto sono
attesi con trepidazione. Il governo belga
ha messo la povertà infantile all’ordine
del giorno della sua presidenza dell’UE
nel 2010 e il sostegno alla partecipazione
dei bambini è un passo fondamentale. Il
progetto integra il lavoro della Fondazione
Re Baldovino, che parimenti considera la
partecipazione dei bambini una priorità
elevata. UNICEF Belgio vuole utilizzare
© UNICEF/NYHQ2008-1743/
i risultati della ricerca per ottenere un
Teona Menabdishvili
radicale cambiamento a livello regionale,
nazionale ed europeo e per sostenere un dialogo sociale sui diritti e la
partecipazione dei bambini che vivono in povertà.
Per ulteriori informazioni:
http://www.unicef.be/nl/project-belgium/kinderen-armoede (Olandese)
http://www.unicef.be/fr/project-belgium/enfants-vivant-dans-la-pauvrete (Francese)
22
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
Caso di studio
Come le esperienze di vita dei bambini
possono guidare gli assistenti sociali
Caso studio condotto dal KREM (Creatività e Diversità nella vita di
lavoro), Norvegia – Intervista con Cathrine Skar, consigliere del KREM e
Emilie Dalen (17 anni)
KREM è un’organizzazione di imprenditoria sociale
che lavora per promuovere e creare nuovi tipi di
vita lavorativa, più creativi e diversificati. KREM
sviluppa e realizza progetti pilota e laboratori
didattici volti a responsabilizzare e formare gruppi
di persone emarginate o temporaneamente fuori
dal mondo del lavoro o dal sistema scolastico. Il
KREM è coinvolto in diversi progetti, tra i cui fini ci sono la lotta alla
povertà infantile e il recupero dei giovani che lasciano la scuola.
Il lavoro di gruppo contribuisce a creare fiducia e rispetto reciproci
“Quest’anno, a febbraio, ho lasciato la scuola. Ho preso contatto con il KREM
attraverso mia madre. Gli operatori del KREM mi hanno chiesto se mi sarebbe
piaciuto entrare in un gruppo con altri giovani che hanno vissuto le mie
stesse esperienze “, racconta Emilie, 17 anni. Emilie si è quindi unita a un
gruppo di quattro persone che hanno abbandonato la scuola e si è incontrata
con loro regolarmente per un periodo di due mesi. “È stato un miracolo
trovare dei ragazzi disponibili ad ascoltarmi e che hanno vissuto esperienze
simili alle mie”, ha riferito.
Le discussioni di gruppo sono state guidate da un adulto. “Ci piaceva molto,
perché non era come un insegnante, ma più come un membro della squadra”,
ricorda Emilie. “Non ci conoscevamo prima di trovarci insieme nel gruppo e
questo ci ha permesso di essere onesti gli uni con gli altri. Abbiamo imparato a
rispettarci reciprocamente”. Oltre a partecipare alle discussioni di gruppo, Emilie
ha scattato numerose foto, in particolare ai graffiti nella zona per lo skateboard.
Alla fine di ogni giornata i ragazzi facevano una valutazione del giorno
trascorso, compilando una specie di diario “in cui annotavamo quello che
avevamo imparato, quello che avevamo fatto e ciò che avremmo dovuto
migliorare nei prossimi incontri o non fare affatto”. In seguito, queste
annotazioni quotidiane dei ragazzi nel loro diario sono state utilizzate dai
ricercatori del KREM per redigere la valutazione finale.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
23
Il KREM sviluppa modelli direttamente con gli utenti e lavora con un approccio bottomup, realizzando tutto ciò in collaborazione con i servizi pubblici. L’obiettivo principale è
quello di creare e sviluppare modelli e metodi che facilitino il percorso verso il ritorno
a scuola o la vita lavorativa: “Quando lavoriamo in collaborazione con i giovani esclusi
dalla vita scolastica o lavorativa, possiamo capire, attraverso workshop e corsi, quali
siano le loro competenze, le loro risorse, i loro sogni e la loro creatività”.
Permettere che i sogni diventino realtà
Come risultato delle discussioni di gruppo, i giovani hanno girato un filmato.
Ogni filmato era personale e rappresentava un curriculum vitae alternativo, in
cui raccontavano non solo quello che avevano fatto, ma anche quali fossero
le loro competenze, ciò che hanno imparato dalle loro esperienze di vita e
i loro sogni. I giovani hanno anche scritto un testo di presentazione di se
stessi, che accompagnava il filmato. La storia di ogni ragazzo avrebbe dovuto
avere un lieto fine, ispirato a quello che sogna di fare. Il sogno di Emilie era
quello di diventare un’artista tatuatrice, come ha illustrato nel suo filmato.
Nel frattempo ha sviluppato anche un altro interesse: lavorare aiutando altri
giovani.
Quando i filmati sono stati completati, i giovani hanno presentato il loro
lavoro ad alcuni operatori che lavorano con bambini e giovani come loro. “Le
loro reazioni sono state forti, alcuni piangevano, ma questa esperienza li ha
aiutati a capire meglio i giovani”, dice Emilie.
Emilie tornerà a scuola il prossimo
autunno, dal momento che ha compreso
che deve finire gli studi per trovare
un lavoro. Il gruppo la ha aiutata a
prendere questa decisione. Prima di
tornare a scuola, Emilie lavorerà presso
il KREM ad un sito web per i giovani:
“Il sito è destinato ai ragazzi che non
hanno i mezzi per crescere e sarà aperto
a tutti, per condividere le proprie storie,
per esempio come ci si sente ad avere
un padre alcolizzato.“ Il sito sarà gestito
dai giovani e Cathrine, operatrice del
KREM, formerà un gruppo di adulti per
preparare e aiutare i giovani coinvolti.
Photo by Emilie Dalen
Lavorare sull’abbandono della scuola in questo modo contribuisce a restituire
ai ragazzi autostima, scoprire che cosa vogliono fare e, sulla base di ciò,
consente di creare collegamenti fra loro e la scuola, i potenziali datori di
lavoro e i servizi pubblici.
24
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
“L’intero concetto dei gruppi di discussione è incentrato sui sogni dei giovani
per il futuro”, dice Cathrine. Cathrine è la responsabile che si occupa dei
progetti con i giovani che hanno lasciato prematuramente la scuola, molti dei
quali vivono l’esperienza della povertà.
Trasformare le esperienze di vita in una risorsa
Cinque giovani coinvolti nelle attività del KREM, tra cui Emilie, hanno
raccontato le loro esperienze di crescita in condizioni di indigenza e si sono
divertiti nel farlo. Un noto personaggio della televisione li ha aiutati a scrivere
le loro storie. “Ha fatto un sacco di commenti sulla mia storia, cosa assai
dolorosa dal momento che è una storia vera, quella della mia vita, dalla quale
però ho imparato molte cose”. Le storie dei ragazzi sono state riportate anche
nel capitolo di un libro sulle persone che vivono in povertà. Parlare delle
loro storie ha aiutato i ragazzi a sentirsi ascoltati e a capire che volevano
raccontarle in pubblico. “Dopo questa esperienza si sentivano cambiati in
modo positivo, hanno sentito di essere stati ascoltati”, ha detto Cathrine.
KREM usa la partecipazione a tutti i suoi lavori al fine di indurre cambiamenti
in campo politico. “Sempre più spesso i bambini e i giovani vengono ascoltati,
ma questo non significa necessariamente che i servizi e le politiche tengano
conto di quello che dicono”, osserva Cathrine Skar.
La povertà infantile in Norvegia
La povertà infantile è aumentata in Norvegia dal 2000. Nel 2006, quasi
l’8 per cento di tutti i bambini sotto i 18 anni (85.000) viveva in famiglie
definite indigenti sulla base degli indicatori di povertà dell’Unione europea
(reddito inferiore al 60 per cento del reddito medio familiare nazionale).
Lo scopo del KREM è quello di responsabilizzare i giovani e aiutarli a
riconoscere la propria esperienza di vita come una risorsa per le loro scelte
future, o, in altre parole, ‘a trasformare le proprie esperienze in risorse’.
Questi giovani spesso non sono in contatto con i servizi sociali, ma sono
‘abbandonati a se stessi’.
Ascoltare i bambini fa la differenza
Secondo i bambini che partecipano alle discussioni di gruppo organizzati
dal KREM, il numero di abbandoni scolastici può essere ridotto modificando
i sistemi di insegnamento e di educazione. Tuttavia, “il governo non
ascolta i bambini”, ha dichiarato Emilie, “il governo potrebbe apportare utili
cambiamenti se se solo volesse ascoltare le opinioni dei bambini”.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
25
“La partecipazione attiva dà ai bambini un senso di dignità e costituisce
una nuova esperienza”, Cathrine lo sa bene sulla base della sua esperienza
di lavoro con bambini e giovani che hanno abbandonato la scuola. Costoro
sono abitualmente destinatari passivi dei servizi sociali, che spesso utilizzano
metodologie predefinite. Il fatto che i bambini e i giovani non vengano
ascoltati dai servizi pubblici e le loro opinioni non siano prese nella dovuta
considerazione, incide negativamente sulla loro autostima.
Il KREM viene spesso contattato direttamente dai bambini, che vogliono
essere coinvolti nel loro lavoro, oppure cerca di avvicinare i ragazzi attraverso
i servizi sociali, a volte con ripetuti inviti, per incoraggiarli a presentarsi. Il
KREM si avvale di assistenti sociali, di personale educativo di alto livello e di
persone che a loro volta sono state aiutate dall’operato del KREM e possono
usare l’esperienza personale per aiutare altri bambini e giovani.
“Molti di questi giovani hanno abbandonato del tutto la scuola. Il tempo è
importante per loro: un anno lontano da scuola è un periodo lungo per una
persona giovane”, dice Cathrine.
I workshop dei gruppi di discussioni si svolgono normalmente nell’arco di
alcuni mesi. Fino ad oggi, non ci sono state valutazioni dell’impatto a lungo
termine sui bambini e sui giovani coinvolti, ma progetti analoghi, realizzati
per adulti senza lavoro, hanno portato a risultati positivi anche a lungo
termine.
Secondo il KREM, i servizi sociali destinati ad aiutare coloro che abbandonano
la scuola e i bambini in situazione di indigenza non collaborano tra di loro e
non sono adeguati alle esigenze dei bambini e dei giovani. Il KREM cerca di
creare un dialogo tra gli enti assistenziali pubblici e i bambini e le famiglie
indigenti.
“Personalmente, ho trovato sorprendente che nelle riunioni con i servizi
sociali manchi la volontà di tenere conto delle esperienze dei giovani più
vulnerabili nell’ambito del loro lavoro. Utilizzano un approccio di tipo topdown, invece di ascoltare gli esperti del settore. Si possono trovare preziose
risorse nelle esperienze personali delle persone”, spiega Cathrine. “Il
nostro obiettivo principale è quello di dare voce alle esperienze dei giovani
nell’ambito dei servizi sociali e della politica, perché è più conveniente e
permette di fornire servizi migliori”.
26
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 1
Capitolo 2
La partecipazione e il miglioramento
dei servizi
Introduzione
Giovani, partecipazione ed
empowerment
di Jenny Pearce
Jenny Pearce è docente di Politiche Giovanili e Direttrice dell’Istituto di
Scienze Sociali Applicate, presso l’Università di Bedfordshire, Regno Unito.
Per diversi anni si è occupata del problema dello sfruttamento sessuale
minorile e ha pubblicato molti libri sulla partecipazione dei giovani che hanno
vissuto questo tipo di esperienza.
Per partecipazione s’intende: “il processo di condivisione delle decisioni
che riguardano la propria vita e la vita della comunità in cui si vive.
La democrazia si fonda sulla partecipazione; tutte le democrazie sono
chiamate a misurarsi con questo standard” (Hart, 1992, p.5).
L’ideologia dominante alla base della “partecipazione” è che gli utenti dei
servizi sociali sono i più idonei a definire i propri bisogni e a indicare come
tali esigenze possano essere soddisfatte. Partecipando allo sviluppo di un
servizio, gli utenti hanno il potere di migliorarne la sostenibilità e l’efficienza
(Warrington 2010). La partecipazione offre l’opportunità di sfidare il modello
“imperialista” tipico del rapporto tra adulti e bambini, in cui gli adulti
detengono il potere e l’autorità. Al contrario, la partecipazione propone
un modello di “partnership”, dove adulti e giovani condividono i processi
decisionali (Coleman 2010). Questa particolare attenzione alla partecipazione
è comune anche ai sostenitori dei diritti dell’infanzia (Convenzione ONU sui
diritti del bambino e UNICEF, 2002).
Man mano che la prassi di coinvolgere i giovani nelle decisioni sullo sviluppo
e l’utilizzo dei servizi sociali si è diffusa, sono sorti anche alcuni dubbi. Per
esempio, è stato evidenziato che talvolta la partecipazione giovanile è solo
fittizia. Al fine di attirare finanziamenti o dimostrare che i diritti dei bambini
vengono rispettati, i giovani sono invitati a partecipare a riunioni o a processi
decisionali in realtà già precedentemente definiti, in modo da far credere
che gli è stato conferito potere decisionale. Hart parla di diversi tipi di
partecipazione giovanile e li illustra come fossero gli otto gradini di una scala,
in cui si passa dal coinvolgimento giovanile come gesto esteriore, puramente
“decorativo”, a una vera e concreta partecipazione dei giovani. (Hart,
1997). Un’altra critica è rivolta ai servizi sociali, i quali, a volte, coinvolgono
solamente giovani ambiziosi e ben disposti alla collaborazione piuttosto che
fare un autentico sforzo per coinvolgere i giovani svantaggiati, che possono
essere più difficili da avvicinare e interessare.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
29
Personalmente, ho lavorato con alcune giovani donne vittime di violenza e
sfruttamento sessuale. Trasmettere loro l’importanza della partecipazione è
stata una vera sfida e ha comportato l’utilizzo di molte risorse. (Pearce 2009).
Questo progetto è durato due anni e ha coinvolto una ventina di giovani
donne, che hanno realizzato un opuscolo per descrivere i loro problemi e
suggerire alcune possibili soluzioni (Doncaster Young Women, 2009). Il
risultato finale di questo lavoro è stato presentato dalle donne stesse ed è
stato ampiamente letto sia dagli utenti dei servizi sociali, che dagli operatori
e da coloro che sono incaricati di sviluppare progetti di politica giovanile al
fine di prevenire lo sfruttamento sessuale minorile. Il progetto ci ha insegnato
tre cose.
Primo: le attività di partecipazione devono essere adattabili alle condizioni
mutevoli dei giovani partecipanti; infatti, la loro situazione abitativa, di salute
e benessere può cambiare radicalmente durante il corso dei lavori.
Secondo: anche se richiede molto tempo e dispendio di risorse, è importante
e costruttivo coinvolgere nelle decisioni anche i giovani più vulnerabili e
svantaggiati, in modo che possano esprimere le loro necessità e la loro
opinione riguardo ai servizi sociali erogati. In questo modo si consente
a tutti i giovani, non solo quelli motivati e ben disposti, di partecipare al
rinnovamento dei servizi sociali.
Terzo: l’atto stesso di partecipare è importante quanto il risultato ottenuto.
Ciò significa che l’attività in sé è importante quanto il prodotto che crea.
L’esperienza di apprendimento implicita nella realizzazione delle suddetta
attività può stimolare l’autostima di giovani delusi e scontenti.
I casi studio analizzati nel capitolo che segue permettono altre rilevanti
considerazioni sulla partecipazione di giovani e bambini. In particolare,
si sottolinea l’importanza di coinvolgerli nella scelta e nell’assunzione del
personale che dovrà lavorare con loro. Il caso studio prende in considerazione
anche i possibili problemi che questo può comportare e fornisce alcuni
consigli su come superarli. Ad esempio, evidenzia che anche i ragazzi con
difficoltà di apprendimento o i bambini molto piccoli possono intervenire nelle
decisioni sul reclutamento. Inoltre anche i bambini impossibilitati a spostarsi
da casa possono essere coinvolti: ad esempio, i bambini in affidamento
possono essere consultati attraverso colloqui individuali con gli operatori e
contribuire così a definire il profilo delle persone che si occuperanno di loro.
In sostanza, dimostra che la partecipazione deve essere trattata seriamente,
offrendo una reale preparazione ai giovani, in modo che possano giungere a
esercitare un potere decisionale.
Il caso studio e il lavoro con le giovani vittime di abusi sessuali di cui sopra,
dimostrano che sviluppare una partnership con i giovani è complicato e
impegnativo, ma può fornire loro preziose competenze e aiutare a migliorare
la qualità dei servizi sociali. Questa è una lezione importante per coloro che
sono coinvolti nello sforzo di conferire potere ai bambini e ai giovani e in
30
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
particolare per coloro che si adoperano per porre fine alla povertà infantile.
Si può così sfidare la teoria del “circolo vizioso della povertà” (Rutter e
Madge 1976) che si basa sul presupposto determinista che la povertà di una
generazione causa povertà in quella successiva. Attraverso la partecipazione,
i giovani possono sviluppare la forza e la fiducia necessarie a sfidare questo
ciclo infinito della povertà; inoltre, possono acquisire nuove competenze
e conoscenze che consentano loro di accrescere il senso di responsabilità
e di avere accesso alle risorse essenziali per il loro sviluppo. Il messaggio
conclusivo è che tutti i servizi sociali, compresi quelli che lavorano con i
giovani più svantaggiati e apparentemente irrecuperabili, sono in grado di
sviluppare attività di partecipazione.
Fonti
Coleman, J (2010 in press), The Nature of Adolescence, 4th Edition, Routledge, London.
Chambers, R. (1983), Rural Development: Putting the Last First, Harlow: Pearson
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Chambers, R. (1997), Whose Reality Counts? Putting the First Last, London:
Intermediate Technology Publications.
Doncaster Young Women (2009), Out of the Box, University of Bedfordshire: disponibile
attraverso [email protected].
Friere, P (1972), Pedagogy of the Oppressed, London, London: Penguin.
Hart, R. (1992), Children’s Participation: From Tokenism to Citizenship, Florence:
UNICEF International Child Development Centre.
Hart, R. (1997), Children’s Participation: The Theory and Practice of Involving Young
Citizens in Community Development and Environmental Care, London: Earthscan
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Pearce JJ (2009), Young People and Sexual Exploitation: It isn’t Hidden, You Just Aren’t
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Rutter, M and Madge (1976), Cycles of Disadvantage, Heinemann: London.
Warrington, C. (2010), From Less Harm to More Good: The Role of Children and Young
People’s Participation in Relation to Sexual Exploitation in Youth and Policy: edizione
speciale sullo sfruttamento sessuale minorile.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
31
Caso di studio
I bambini partecipano alla selezione
e all’assunzione dello staff
Caso studio di Action for Children, Regno Unito – Interviste con Mark
Benson, Action for Children Responsabile dei Progetti di Partecipazione, Amy
(16 anni) e Morgan (12 anni).
Action for children: l’obiettivo principale di questa
organizzazione è “mettere il bambino al centro” di tutto quello
che viene fatto. Questo impegno è alla base di tutto il suo
lavoro ed è il cuore del suo approccio alla partecipazione e
al coinvolgimento. Action for Children vede la partecipazione
come un continuum, la cui pratica viene costantemente
incoraggiata e integrata a tutti i lavori e le attività.
Tutti i bambini possono contribuire alla selezione e assunzione dello staff
Un aspetto particolare del lavoro intrapreso da Action for Children a favore
della partecipazione è quello di coinvolgere sistematicamente i bambini e i
giovani nei processi di selezione e reclutamento dello staff. Questo tipo
di approccio è stato sviluppato nel corso degli anni ed è stato recentemente
documentato nella pubblicazione ”The right choice (La Scelta Giusta)”
Il coinvolgimento dei bambini e dei giovani nella selezione del personale
è attuato fin dall’inizio del processo. Tutti i project manager che decidono
di realizzare una nuova campagna di reclutamento sono incoraggiati e
consigliati su come coinvolgere i giovani nel loro lavoro. Questo garantisce
il coinvolgimento dei bambini e dei giovani avvenga già in fase iniziale e
permette di evitare errori comuni come la mancanza di tempo per sviluppare
un approccio coerente e per preparare adeguatamente i ragazzi al loro ruolo.
Il grado di partecipazione varia a secondo del tipo di lavoro disponibile, la
natura del progetto e l’interesse e la capacità di comprensione dei bambini e
dei giovani coinvolti.
Il coinvolgimento dell’utente dei servizi sociali deve essere visto come un
continuum e può comprendere vari passaggi quali: partecipazione dei giovani
ai colloqui di reclutamento condotti dagli adulti, colloqui condotti solamente
dai giovani, momenti di incontro e conoscenza tra adulti, giovani e candidati
all’assunzione, gruppi di discussione. “Si può anche realizzare il lavoro su base
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
33
L’organizzazione
Action
for
Children è impegnata ad aiutare i
bambini più vulnerabili e i giovani
che
quotidianamente
vivono
ingiustizie,
disuguaglianze
e
povertà nel Regno Unito. Action for
Children aiuta bambini e giovani a
mettere a frutto le loro potenzialità.
Il lavoro dell’organizzazione si
adatta alle diverse realtà locali e
viene realizzato in partnership con
iMieke Schuurman con Amy, Morgan e Alexia bambini, i giovani, le famiglie, la
comunità e le organizzazioni locali.
di Action for Children
Action for Children promuove
campagne di sensibilizzazione affinché avvengano i cambiamenti che possano
fare la differenza per i bambini, i giovani e le famiglie di tutto il Regno Unito.
individuale, soprattutto quando un lavoro di gruppo è inadeguato; infatti,
risulta difficile a livello logistico riunire bambini in affidamento provenienti
da diverse aree geografiche. Durante il lavoro individuale, il bambino o il
giovane può indicare le domande che ritiene utile porre al candidato durante il
colloquio di assunzione o quali qualità dovrebbe avere”, spiega Mark Benson.
Per far meglio comprendere come i bambini possano essere coinvolti nella
scelta dello staff, Mark Benson fa riferimento a Penhurst, una scuola di
Action for Children che aiuta i bambini che hanno seri e complessi problemi
di apprendimento. Durante il colloquio di lavoro, i candidati sono invitati a
incontrare alcuni dei bambini. “Anche se molti bambini non sono in grado
di comunicare verbalmente, gli operatori che lavorano con loro utilizzano
la capacità di osservazione del comportamento dei bambini e la profonda
conoscenza che hanno di loro per comprenderne le reazioni e la risposta nei
confronti di ogni candidato”.
Altri metodi utilizzati per favorire la comunicazione dei bambini e dei giovani
diversamente abili comprendono supporti visivi (per esempio, adesivi con
faccine sorridenti o tristi, parole o altre immagini da collocare su una tavola
accanto alle foto dei candidati), i questionari e il voto per mezzo di simboli.
Gli strumenti utilizzati sono sempre adattati alla capacità, all’età e
all’interesse dei bambini o dei giovani coinvolti. Secondo Mark “il modo
in cui i bambini e i giovani partecipano dipende dal tipo di figura professionale
da assumere e dalla situazione in cui si trovano i bambini”.
Action for Children sostiene bambini e giovani tra gli 0 e i 25 anni. Tutti i nostri
progetti coinvolgono i bambini e i giovani nella selezione del personale. I
bambini sono scelti a partire dai 6 anni di età, tuttavia possono essere coinvolti
bambini anche più piccoli, attraverso l’utilizzo di giochi o attraverso un’attenta
osservazione delle loro reazioni mentre interagiscono con i potenziali candidati.
34
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
Le interviste ai bambini guidano a nuove prospettive
Da oltre quattro anni Amy (16) e Morgan (12) sono coinvolti nel progetto
sulla partecipazione di Action for Children a Gloucester; ne parlano con
entusiasmo: “Uno dei progetti più interessanti a cui ho preso parte è quello
che mi ha coinvolta personalmente nella selezione del personale; inoltre ho
avuto la possibilità di intervenire nella scelta dello staff anche in altri realtà
pubbliche quali scuole o Consigli. Noi giovani siamo stati preparati a fare
questo lavoro in maniera corretta ovvero a eseguire i colloqui con i possibili
candidati senza pregiudizi o discriminazioni. Tra le modalità di selezione, oltre
ai colloqui formali in cui i candidati devono rispondere alle nostre domande,
utilizziamo anche la possibilità di coinvolgere i candidati in lavori artistici per
sondare le loro abilità creative e la capacità di comunicazione”, spiega Amy.
L’approccio più comune per coinvolgere i bambini nelle assunzioni è
la “commissione parallela” ovvero i candidati sono intervistati da una
commissione composta da adulti e poi da una commissione composta da
bambini e giovani. Prima del colloquio, i bambini lavorano con un membro
dello staff per definire il profilo professionale e personale richiesto e
identificare particolari competenze o conoscenze che i candidati devono avere
per ottenere il posto di lavoro.
È importante che all’inizio di ogni processo di selezione del personale,
i bambini sappiano cosa verrà loro richiesto, quale sarà il loro ruolo
e che influenza avranno sul risultato finale. Questo assicura che i
bambini si sentano valorizzati e rispettati durante tutta la loro esperienza di
partecipazione.
Durante il colloquio di lavoro realizzato dalla Commissione dei bambini e dei
giovani, l’adulto sarà presente con un ruolo chiaro, “gli adulti possono dare un
sostegno, ma non ci dicono cosa fare, sono lì per gestire questioni pratiche,
come per esempio controllare la durata del colloquio”. L’adulto assicura che
riservatezza, uguaglianza e diversità siano rispettate.
“Molto spesso noi giovani e gli adulti abbiamo le stesse idee riguardo alle
persone che intervistiamo. La commissione composta dagli adulti sostiene
che sovente noi giovani riusciamo a raccogliere delle informazioni che
possono essere di grande utilità”, dice Amy. I pareri discordi sono benvenuti.
Infatti, forniscono l’occasione per ulteriori discussioni e dibattiti tra le due
commissioni; tutti i soggetti coinvolti devono rivedere il perché delle loro
decisioni. Secondo Morgan: “noi giovani siamo in grado di scavare più a
fondo e scoprire alcuni lati dei candidati che gli adulti non vedono. Gli adulti
non sanno quello che i bambini e i giovani pensano a meno che non ci
coinvolgano nei loro processi decisionali. Gli adulti non vedono ciò che noi
vediamo, di conseguenza possono imparare da noi”.
Per esempio, nel Progetto di Partecipazione di Gloucester, i giovani hanno
partecipato al reclutamento di un certo numero di persone con contratto partValutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
35
time. “Agli adulti sono piaciuti tutti i candidati; tuttavia hanno voluto sentire
anche il nostro parere; i candidati che non ci hanno convinto, non sono stati
scelti”.
Sia il personale coinvolto nel reclutamento che i potenziali candidati
apprezzano l’apporto decisionale dei bambini. Secondo un Responsabile dei
Servizi Sociali locali “il feedback fornito dalla Commissione dei giovani fa la
differenza. I giovani completano la commissione degli adulti e forniscono il
loro personale punto di vista sulle caratteristiche professionali e personali
dei candidati. Ci fanno sapere se vorrebbero il candidato intervistato come
assistente sociale”.
Un candidato per il posto di Direttore dei Servizi Sociali all’interno del
Servizio Sanitario nel Gloucestershire ha dato questa valutazione: “Ho
trovato la commissione dei giovani molto professionale; è un buon esempio
di partecipazione. I giovani ricordano al candidato che loro sono i principali
destinatari del lavoro per cui sta facendo domanda”.
Condivisione di potere tra adulti e bambini
La selezione del personale è una concreta opportunità per condividere il
potere e il processo decisionale tra adulti e bambini. Ne beneficiano gli utenti
dei servizi, il personale e le organizzazioni in generale poiché aiuta a fare
scelte migliori. Ciò è testimoniato da Amy: “abbiamo intervistato e poi scelto
Rachel, uno dei membri del nostro staff che ora lavora a diretto contatto con
noi; siamo molto felici della nostra scelta”. Morgan aggiunge: “il personale
lavora meglio se viene scelto dai giovani con cui deve lavorare”. Nel giro
di cinque, dieci anni tutto il personale sarà stato reclutato con il
coinvolgimento dei bambini e dei giovani.
Tutti i bambini e i giovani che utilizzano i servizi di Action for Children possono
essere coinvolti. Dopo ogni reclutamento, bambini e giovani sono invitati
a valutare il loro intervento che, secondo Mark è sempre molto positivo: “I
bambini sono contenti di fare qualcosa di nuovo; spesso al termine del lavoro
di selezione si premia il loro impegno facendo qualcosa di divertente tutti
insieme”. Amy spiega quali sono i vantaggi per i bambini che sono coinvolti
nei processi decisionali: “Ci aiuta a sviluppare delle competenze, ci dà una
“Participation is not a ‘mystical art’, but something we should do every
day. Children should be encouraged to speak up and be listened to on
issues that concern them”, says Mark.
The definition of participation used by Action for Children is: “we
believe participation is the active involvement of children and young people
in experiences, opportunities and decisions that affect their lives and their
ability to fulfil their potential”.
36
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
motivazione per fare altre cose. Personalmente, ho imparato molto da questa
esperienza; ora ho più fiducia in me stessa. Mi ha dato una spinta verso la
vita; noi ragazzi siamo molto orgogliosi di ciò che facciamo. Tutti i bambini e i
giovani dovrebbero avere la possibilità di essere coinvolti”.
Diffondere buone prassi
Action for Children si impegna profondamente affinché tutti gli operatori
sociali “apprendano e condividano” la buona prassi della partecipazione. Di
conseguenza, organizza giornate di formazione e seminari annuali o realizza
strumenti di formazione come “La scelta giusta,” una vera e propria guida al
reclutamento che è stata diffusa tra tutti i membri dell’organizzazione.
Nel Gloucestershire, Action for Children ha sostenuto Amy e Morgan affinché
diventassero “formatori della partecipazione” ovvero sono stati preparati al
fine di promuovere la partecipazione in tutte le organizzazioni della provincia.
I due ragazzi hanno sviluppato un programma di assemblee e workshop per
spiegare in cosa consiste la partecipazione e come migliorare e sviluppare il
coinvolgimento dei bambini e dei giovani.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
37
Caso di studio
Dare la possibilità ai bambini di
esprimere le loro opinioni e punti di vista
Caso studio di FEDAIA, Federazione delle Associazioni per la Cura e la
Formazione dell’Infanzia, Catalogna, Spagna – Interviste Intervista con Mariló
Aneas, Centre Esclat Bellvitge (membro dell’Organizzazione FEDAIA)
La partecipazione aiuta a rafforzare la stima dei bambini
A volte i bambini trovano difficoltà a prendere le decisioni o, quando si tratta
di esprimere le loro opinioni, si fanno spesso influenzare da ciò che pensano i
loro coetanei o gli adulti. L’obiettivo di questo progetto consisteva nell’aiutare
i bambini a parlare di ciò che era importante per loro come individui e
rinforzare il loro senso di identità e la fiducia in sé stessi. Si è inoltre lavorato
sulle dinamiche di gruppo, per aiutare
i bambini a comunicare all’interno
F E D A I A
di un gruppo e giungere quindi a
(Federazione
delle Associazioni
decisioni condivise.
per la Cura e
la
Formazione
“Y tú opinas qué?” (E tu che cosa
dell’Infanzia)
pensi?) è un progetto condotto da
è
una
FEDAIA per raccogliere informazioni
organizzazione
sui bisogni e i desideri dei bambini e
non-profit, che si occupa di oltre
10.000 bambini e adolescenti
dei giovani, in particolare coloro che
e delle loro famiglie, che sono
sono a rischio di esclusione sociale.
a rischio di esclusione sociale o
Tali informazioni sono servite per
vivono situazioni di abbandono
elaborare del materiale video e una
in Catalogna (Spagna). FEDAIA è
guida utilizzati dagli operatori sociali
composta da un gran numero di
associazioni di promozione sociale
di tutta la regione per coinvolgere
in tutta la Catalogna.
direttamente i bambini e i giovani con
cui lavoranoo.
Il Centro Esclat-Bellvitge è una
delle associazioni che fondano
il loro lavoro sul principio della
partecipazione. Il Centro, situato in
una zona di Barcellona caratterizzata
da alti livelli di immigrazione, offre
attività per il tempo libero ai bambini
e ai giovani al fine di promuovere
l’integrazione sociale. Il Centro
fornisce anche una vasta gamma di
Gli obbiettivi di FEDAIA sono:
migliorare la qualità di vita dei
bambini, dei giovani e delle loro
famiglie in Catalogna; difendere
i loro diritti e il loro benessere;
migliorare
la
professionalità
e la qualità degli interventi
di
sostegno;
rispondere
efficacemente al mutamento degli
scenari. Il coinvolgimento diretto
dei bambini, dei giovani e delle
loro famiglie è il principio alla base
del loro lavoro.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
39
servizi e programmi a sostegno delle famiglie, della genitorialità e della cura
dei figli, corsi di formazione professionale e orientamento al lavoro.
In questo progetto, bambini di diverse età che frequentano associazioni per
il doposcuola sono stati coinvolti in attività creative destinate ad aiutarli a
esprimere ciò che ritengono importante per loro.
Secondo Mariló Aneas, che lavora presso il Centro, “i bambini hanno lavorato
molto sul tema dei diritti dell’infanzia. Volevamo essere sicuri che li avessero
compresi a fondo e fossero in grado di giudicare se tali diritti sono rispettati o
no. Abbiamo cercato di fargli raccontare le loro insoddisfazioni e valutato se si
potesse fare qualcosa per aiutarli.”
Coinvolgere i bambini più piccoli e i giovani
Bambini appartenenti a diverse fasce di età sono stati coinvolti nel progetto.
Per i bambini dai 3 ai 7 anni sono stati utilizzati pupazzi, giochi di ruolo,
disegni e filmati per aiutarli a esprimere più facilmente le loro opinioni ed
esigenze. Alcuni dei bambini si sono travestiti da adulti per parlare dei
loro rapporti con gli operatori o con la famiglia. Mariló ha sottolineato: “È
importante prendersi il tempo necessario per lavorare con i bambini molto
piccoli, in quanto hanno bisogno di più tempo per comprendere lo scopo
dell’attività”.
Per i ragazzi più grandi (fino ai 16 anni), il progetto si è avvalso di materiale
audiovisivo, disegni, graffiti e musica hip-hop. Alcuni dei giovani sono stati
incoraggiati a trovare informazioni sull’argomento navigando in rete. “È
fondamentale rendere le attività piacevoli e divertenti in modo da invogliare
i giovani a partecipare. Graffiti e hip-hop sono molto popolari ed è più facile
raggiungere i giovani offrendo questo tipo di attività”, dice Mariló.
E’ importante per i bambini sentirsi uguali
Molti bambini che vengono al Centro Esclat Bellvitge soffrono l’esclusione
sociale e hanno problemi economici o difficoltà familiari. Alcuni bambini
sono stati segnalati al Centro dai
servizi sociali, che hanno consigliato
la loro partecipazione al progetto.
Tuttavia, un aspetto importante di
questo progetto è era quello di essere
aperto a tutti i bambini. “Può arricchire
i bambini ilbambini, il fatto di lavorare
in un ambiente in cui tutti possono
partecipare e tutti si sentono uguali”,
dice Mariló. Ogni gruppo coinvolge
dai 10 ai 15 bambini e ragazzi; alcuni
40
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
obiettivi importanti del lavoro sono stati: sviluppare la capacità di comunicare
all’interno di un gruppo, imparare a rispettare le opinioni degli altri e a
prendere decisioni insieme. I bambini avevano molta autonomia nella scelta
degli argomenti che avrebbero dovuto discutere; gli adulti hanno svolto
solamente un ruolo di supervisori delle attività.
“La partecipazione si evolve attraverso il lavoro che facciamo; si ottengono
risultati positivi solo a lungo termine, risulta difficile vedere un esito
immediato”. Un importante obiettivo a lungo termine è era quello di
permettere ai bambini di esprimersi liberamente grazie all’autonomia e alla
fiducia in sé stessi, che vanno acquisendo durante l’esperienza; infatti, molti
bambini hanno difficoltà ad esprimere ciò che pensano e sentono.
Inoltre Mariló ha sottolineato l’importanza di festeggiare i risultati ottenuti dai
bambini: “Alla fine del progetto abbiamo organizzato una festa con i bambini.
I più giovani hanno preparato uno spettacolo teatrale; nonostante il compito
fosse difficile, i bambini si sono divertiti molto a realizzarlo e a presentarlo al
pubblico”.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 2
41
Capitolo 3
La partecipazione e il miglioramento
delle politiche
Introduzione
Affrontare l’equilibrio dei poteri
di Gerison Lansdown
Gerison Lansdown, consulente per i diritti dell’infanzia a livello internazionale,
ha pubblicato e tenuto numerose conferenze sui diritti dei bambini, incluso
il loro diritto alla partecipazione.Gerison ha partecipato attivamente
all’elaborazione della Convenzione sui Diritti delle Persone Disabili.
Una storia di bambini senza voce
Stiamo assistendo a un lento ma profondo cambiamento in tutta l’Unione
Europea. Prima dell’adozione della Convenzione sui Diritti del Bambino da
parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 20 anni fa, i bambini erano
praticamente invisibili, senza chi ne rappresentasse gli interessi, ignorati
da attivisti sociali, avvocati e analisti politici. Quando i governi hanno preso
coscienza di tale invisibilità, hanno iniziato ad attivarsi in favore dei bambini,
per fornire loro istruzione, protezione e assistenza sanitaria, ma anche per
imporre disciplina, controllo e punizioni. Si iniziò a capire che bisognava
investire sull’infanzia per ottenere dei cittadini consapevoli. Tuttavia,
raramente i bambini potevano influenzare le leggi, le decisioni politiche,
l’erogazione di servizi e le risorse, tutti elementi molto importanti per le loro
vite; erano considerati esclusivamente come destinatari, privi della possibilità
di dare un proprio contributo.
La sfida della CRC agli atteggiamenti convenzionali verso i bambini
La CRC, approvata da ogni membro della UE, ha messo in discussione questo
tipo di rapporto tra adulti e bambini, insistendo sul fatto che i bambini hanno
il diritto di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano la loro vita. È stata
necessaria una profonda revisione del tradizionale approccio nei confronti
dei bambini, riconoscendogli sia la capacità che il diritto di essere coinvolti
nei processi che sono determinanti per la loro vita. Ovviamente questo ha
rappresentato una sfida enorme. Non esistevano linee guida che indicassero
come lavorare con i bambini e i giovani in qualità di collaboratori, quindi
gli ultimi 20 anni sono stati un periodo di grande sperimentazione, che ha
richiesto la creazione di nuovi modelli di intervento e ha messo in discussione
gli atteggiamenti convenzionali nei confronti dei bambini. Gli esempi di
Funky Dragon nel Galles e del Parlamento dei Bambini di Cipro, descritti in
questo capitolo, sono molto significativi, in quanto rappresentano dei modelli
innovativi in cui i bambini hanno sviluppato i propri forum e le proprie reti
di comunicazione attraverso i quali influenzare la politica del governo. E
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
45
come i due casi dimostrano chiaramente, i bambini e i giovani possono avere
un impatto rilevante. Nel caso dei bambini del Parlamento cipriota, il loro
intervento ha permesso di apportare importanti miglioramenti nella scuola,
come incrementare l’accessibilità per i disabili e portare ad una modifica
radicale dei sistemi punitivi. In Galles, i bambini sono riusciti a creare gli
strumenti attraverso i quali gli studenti possono sollevare lamentele.
Assimilare e applicare la lezione fornita dalle esperienze fatte
fino ad oggi
Le ONG, i politici, gli operatori che lavorano con i bambini, i funzionari, i
bambini e i giovani stessi hanno imparato veramente molto dalle esperienze
di quest’ultimo ventennio. Tuttavia, nonostante i progressi compiuti, c’è
ancora una montagna da scalare prima di poter affermare che in tutti i paesi
dell’UE si rispetta il diritto dei bambini ad essere ascoltati nelle questioni
che li riguardano. Se vogliamo scalare quella montagna, abbiamo bisogno di
imparare dalla lezione fondamentale fornita da iniziative come Funky Dragon
e il Parlamento dei Bambini cipriota.
In primo luogo, il processo è importante come il risultato. Non è sufficiente
che gli adulti decidano di creare le condizioni necessarie alla partecipazioni
dei bambini, ma è indispensabile che i bambini vengano attivamente coinvolti
fin dall’inizio nella creazione delle strutture e dei sistemi attraverso i quali
possono essere ascoltati.
In secondo luogo, gli adulti devono comprendere che è essenziale cambiare
il loro atteggiamento e il loro approccio nei confronti dei bambini. La
convinzione che i bambini siano incompetenti e che gli adulti abbiano
indubbiamente la capacità di fare meglio è molto diffusa e costituisce un
ostacolo al riconoscimento del diritto dei bambini ad essere ascoltati.
In terzo luogo, è fondamentale creare gli spazi nei quali i bambini possano
trovarsi per elaborare i loro programmi, parlare dei loro problemi e decidere
come affrontarli.
Infine, cosa forse più importante, si deve andare oltre le iniziative a breve
termine e i semplici progetti, per arrivare a strutture istituzionali che si
occupino degli equilibri di potere a tutti i livelli della società. I bambini devono
godere di un accesso diretto e costante agli ambiti decisionali della politica
per essere in grado di influenzarne e responsabilizzarne le azioni. Senza di
ciò, gli interessi, le prospettive e le proposte dei bambini continueranno ad
avere un valore marginale e poco incisivo. I due casi studio trattati in questo
capitolo offrono esempi di come quell’accesso può essere creato e mantenuto.
46
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
Caso di studio
Mettere in pratica i diritti dei
bambini, il caso di Cipro
Caso studio del Parlamento dei Bambini cipriota, Cipro - Intervista con
Ninetta Kazantzis (membro del Comitato parlamentare cipriota per la tutela
e il welfare dei bambini), Anna-Maria (16 anni), Anthoulla (13 anni) e due
coordinatori.
Il Parlamento dei Bambini cipriota è nato principalmente per promuovere i
diritti dei bambini a Cipro. I temi che vengono discussi dal Parlamento dei
bambini vengono individuati durante le assemblee plenarie, con riferimento a
questioni di attualità a Cipro o eventi specifici. Per esempio, in seguito a una
maratona organizzata per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dei disabili,
il Parlamento dei Bambini ha organizzato una sessione speciale sui bambini
disabili, con particolare attenzione nei confronti dei diritti dei bambini disabili
nelle scuole e del rispetto o meno di tali diritti. I temi possono anche essere
suggeriti dal Comitato parlamentare cipriota per la tutela e il welfare dei bambini
(PCCPWC) che supporta il Parlamento dei bambini, o altre organizzazioni. Per
esempio, i rifugiati sono stati all’ordine del giorno del Parlamento nel giugno
2010 a seguito di una proposta dell’UNHCR, un tema affrontato anche dall’UE in
occasione del 2010, anno contro la povertà e l’esclusione sociale.
Fatti e cifre rigaurdanti il Parlamento dei Bambini cipriota
Il Parlamento dispone di 70 posti, di cui 24 sono
riservati ai ciprioti turchi, ma attualmente solo
i posti dei bambini greco-ciprioti sono occupati. I
bambini che costituiscono il Parlamento sono di età
compresa tra i 12 e i 18 anni. Il Parlamento esiste
dal 2001 e si riunisce in assemblea plenaria ogni 2
mesi.
“… Il Parlamento dei Bambini di Cipro dovrebbe essere attivo tutto l’anno come
istituzione permanente, con l’obiettivo fondamentale della partecipazione
attiva e collettiva dei bambini nel processo decisionale politico, utilizzando
tutti i mezzi giuridici e le procedure a disposizione” (Preambolo allo Statuto
del Parlamento dei Bambini di Cipro).
Il Parlamento dei Bambini cipriota è diviso in cinque sezioni, esattamente
come il parlamento nazionale degli adulti. A ogni sezione viene assegnato
un tema concordato durante l’assemblea plenaria. Quindi, nell’ambito delle
riunioni delle singole sezioni, si elabora una proposta sul tema stabilito e
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
47
gli argomenti per sostenerla; le proposte saranno poi votate dall’assemblea
plenaria. Il Parlamento dei Bambini cipriota si riunisce ogni due mesi, mentre
le riunioni delle singole sezioni si svolgono una o due volte al mese, a
seconda del tema da trattare.
Inoltre, all’interno di ogni sezione, i bambini sono divisi in gruppi con
mansioni diverse, come quello che si occupa della sensibilizzazione verso i
diritti dei bambini, il comitato eventi, il comitato culturale. Ogni sezione deve
gestire i propri gruppi.
Le delibere sono approvate quando la maggioranza del Parlamento dei
bambini vota a favore. A questo punto, passano direttamente al parlamento
nazionale degli adulti e il PCCWPC garantisce che le risoluzioni più importanti
vengano messe all’ordine del giorno. Per esempio, la richiesta di un difensore
civico per i bambini proviene dal Parlamento dei bambini. Due anni fa è stato
istituito il primo difensore civico per i bambini e questo costituisce un gran
successo del Parlamento.
I membri del parlamento dei bambini sono eletti dai loro
coetanei nelle scuole
I membri del Parlamento dei bambini vengono eletti ogni due anni. Ci sono
56 membri permanenti greco-ciprioti e tre rappresentanti delle minoranze
etniche. Accanto ai membri permanenti ci sono i membri supplenti,
per sostituire i bambini che eventualmente non possono partecipare a
un’assemblea.
La maggior parte dei bambini vengono eletti nelle scuole. Anche un piccolo
gruppo di bambini che non frequentano la scuola può partecipare. Il PCCWPC
effettua questo tipo di selezione per mezzo di volantini diffusi nei luoghi
frequentati da bambini e ragazzi, chiedendo loro di candidarsi. Uno degli
attuali parlamentari proviene proprio da questo gruppo di bambini che non
frequentano la scuola. Secondo Anna-Maria e Anthoulla, tutti i bambini delle
scuole hanno le stesse possibilità di partecipazione. Per esempio, i bambini
con disabilità che frequentano normalmente possono prendere parte al
Parlamento. Non vi è alcuna discriminazione tra i bambini.
I bambini che fanno parte del Parlamento non possono avere più di 18 anni.
La carica dura 2 anni e si può essere rieletti per un secondo mandato, a meno
che non si compiano i 18 anni nei due anni seguenti. Tuttavia, molti ragazzi
di 16 e 17 anni rimangono come collaboratori, per fornire supporto ai nuovi
membri del Parlamento dei Bambini, fatto percepito come un segnale molto
positivo. Per essere eletti bisogna avere almeno 12 anni, ma anche le opinioni
dei bambini più piccoli vengono ascoltate attraverso delle consultazioni.
48
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
I bambini prendono l’iniziativa per raccogliere informazioni
I bambini hanno bisogno di raccogliere informazioni sui temi che si trovano
ad affrontare. Possono ricevere consigli dai coordinatori, ma devono
procurarsi i dati e le informazioni necessari presso le fonti pertinenti, quali
il governo, le ONG o le Università. Utilizzano anche sondaggi per raccogliere
informazioni. Per esempio, per la conferenza sui bambini disabili è stato
condotto un sondaggio tra i genitori di bambini disabili, gli insegnanti e la
comunità in generale, che ha dato risultati eccellenti.
Ogni sezione ha due coordinatori per aiutare i bambini; la maggior parte
di loro sono giovani professionisti qualificati, che vengono preparati
appositamente per lavorare nel Parlamento dei bambini, soprattutto per
imparare a incoraggiare i bambini a esprimersi e ad ascoltarsi gli uni con
gli altri. Secondo Anna-Maria e Anthoulla, “i nostri coordinatori ci aiutano a
guidare le discussioni e a scrivere le relazioni. Ne sanno più di noi! “. Se c’è
un problema, i bambini si rivolgono prima al loro coordinatore, ma possono
anche sollevare questioni direttamente con il PCCWPC o il Difensore Civico dei
bambini.
Per le riunioni delle singole sezioni, sono i bambini che devono trovare un
luogo di incontro. Le assemblee plenarie invece si svolgono nella Casa del
Parlamento, a Nicosia o Limassol o in altro luogo a Cipro. La distribuzione dei
seggi nel Parlamento dei bambini è simile a quella del parlamento degli adulti:
il presidente di ogni sezione ha il suo posto e il Presidente del Parlamento dei
bambini si siede accanto al Presidente della Camera del Parlamento.
Alcuni importanti successi, ma i bambini vogliono di più
Il più grande successo del Parlamento dei bambini è stata l’istituzione di un
difensore civico per i bambini a Cipro. Si è visto anche un cambiamento nella
politica del Ministero della Pubblica Istruzione in seguito al contributo del
Parlamento sul tema delle punizioni nelle scuole.
Tuttavia, i bambini sono delusi per una generale mancanza di feedback
in merito alle risoluzioni
presentate dal Parlamento:
“Il Comitato Pancipriota ci
informa su ciò che accade
nel parlamento nazionale,
ma vorremmo che le persone
incaricate di prendere decisioni
ci fornissero un feedback,
informandoci su quello che
fanno con le nostre proposte”.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
49
Comunque i bambini sono felici di essere membri del Parlamento “È una bella
esperienza e un’occasione per partecipare; inoltre abbiamo la possibilità
di imparare e fare cose nuove”. “L’aspetto più importante è che possiamo
esprimerci liberamente, scambiare idee e sviluppare le nostre personalità
grazie all’interazione con gli altri bambini”.
I bambini non sono chiamati a fare una valutazione formale delle attività
del Parlamento, ma dopo ogni riunione delle sezioni si discutono i risultati
delle assemblee plenarie. Anche il PCCWPC effettua una sua valutazione del
funzionamento del Parlamento dei bambini ogni anno.
Secondo uno dei coordinatori: “I bambini lavorano sodo e volentieri, noi
siamo presenti solo per facilitare il loro lavoro. È come una boccata d’aria
fresca ascoltare i bambini e sentire come sono in grado di esprimere bene i
bisogni e le esigenze della società”.
50
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
Caso di studio
I bambini gallesi vengono ascoltati
dal Comitato delle Nazioni Unite sui
diritti del Bambino
Caso studio del Funky Dragon, Galles, Regno Unito - Intervista a Darren
Bird, Amministratore Delegato di Funky Dragon e contributi video su You Tube
“Presentazione dei nostri diritti e della nostra storia a Ginevra” di Christopher
Gibbins (17 anni), Rebecca Harries (18 anni) e Benjamin Sawyers (15 anni).
Fatti e cifre riguardanti Funky Dragon
Funky Dragon è l’Assemblea dei bambini
e dei giovani del Galles ed è stata fondata
nel 2004. Il suo scopo principale è quello di
dare un’opportunità ai bambini e ai giovani
tra gli 0 e i 25 anni di far sentire la propria
voce sulle questioni che li riguardano. È
un’organizzazione guidata da giovani. Funky
Dragon è un modo per i ragazzi gallesi di parlare direttamente al Governo
del Galles e agli altri responsabili delle scelte politiche.
Il lavoro di Funky Dragon si svolge principalmente in Galles e si occupa
soprattutto dei bambini più svantaggiati e vulnerabili. Nel 2006 i giovani
hanno iniziato a lavorare a una relazione alternativa destinata al Comitato
delle Nazioni Unite sulla CRC “per raccontare alle Nazioni Unite tutte le cose
buone che abbiamo fatto in Galles” riferisce Ben (15).
Relazione dei bambini sui diritti dei bambini
Ogni cinque anni, gli Stati che hanno approvato la Convenzione delle Nazioni
Unite sui Diritti del bambino (CRC), ovvero tutti gli stati del mondo tranne
gli Stati Uniti e la Somalia, devono presentare una relazione sui progressi
compiuti al Comitato delle Nazioni Unite. Per i bambini del Galles è stato
davvero importante che le loro opinioni siano state presentate in una
relazione separata, alternativa al Comitato. “Speriamo che il Comitato sia
più chiaro in merito ai diritti miei e di tutti i bambini”, ha detto Chris (17),
uno dei tre ragazzi che sono andati a Ginevra per portare il punto di vista dei
bambini gallesi. Gli altri due erano Rebecca (18) e Ben (15).
Quando i giovani hanno cominciato a lavorare sul rapporto per il Comitato
UNCRC, inizialmente pensavano di occuparsi di tutti gli articoli della Convenzione.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
51
Tuttavia, non tutti i temi sono importanti per i bambini del Galles e su altri
articoli, come per esempio quello riguardante i bambini rapiti, concordavano
pienamente e non avevano nulla da aggiungere. Sono stati quindi scelti quattro
temi: istruzione, partecipazione, informazione e salute. Altri temi specifici che
riguardano i giovani, come quello dei bambini disabili, sono stati integrati con
questi quattro temi. Inoltre sono state individuate altre quattro aree di interesse
per i giovani gallesi: cultura, ambiente, tempo libero e trasporti.
Prima di lanciarsi nella stesura del rapporto alternativo, i rappresentanti di
Funky Dragon sono andati a Bruxelles per incontrare i giovani del progetto
“Che cosa ne pensi?”, realizzato da UNICEF Belgio, che ha coinvolto un
gruppo di 50 giovani dai 13 ai 18 anni. Lo scopo era quello di confrontarsi
sull’esperienza di presentare una relazione alternativa al Comitato delle
Nazioni Unite. Per lavorare a questa relazione, Funky Dragon ha scelto i
collaboratori per affiancare i giovani e il Gran Consiglio ha istituito un gruppo
direttivo. “Dal momento in cui ci siamo incontrati, abbiamo lavorato sodo
sulla relazione”, ha detto Rebecca.
Per quanto riguarda il Gran Consiglio, i suoi rappresentanti restano in carica
due anni. “In seguito non sono incoraggiati a presentarsi per un secondo
mandato: i giovani che hanno istituito Funky Dragon ritengono che dopo due
anni si possa diventare “corrotti”, nel senso che si comincia a scendere a
patti con il governo e ad accettare le sue ragioni, o scuse, per non realizzare
le cose, come la mancanza di tempo o di denaro! “, spiega Darren. Tuttavia
una minoranza di bambini sono stati eletti per due mandati. I ragazzi non
vengono tutti eletti nello stesso momento, per assicurare la continuità
al Consiglio e far sì che i bambini imparino a trasmettere le conoscenze
acquisite ai nuovi arrivati.
Struttura di Funky Dragon
Il Gran Consiglio è composto da 100 giovani, di età compresa tra
gli 11 e i 25 anni di età. Il Galles è composto da 22 enti locali, in ognuno
dei quali è attivo un forum locale della gioventù, che elegge quattro
rappresentanti, che avranno un seggio nel Consiglio Generale del Funky
Dragon. Restano in carica due anni.
I candidati a diventare rappresentanti possono provenire da:
• il settore del volontariato, per esempio scouts, enti di beneficenza locali;
• il settore istituzionale, per esempio associazioni giovanili, scuole, servizi sociali;
• i consigli scolastici, che sono obbligatori in tutte le scuole primarie e
secondarie del Galles;
• il settore per la parità, che comprende i bambini e giovani svantaggiati,
i disabili, le minoranze etniche, gli omosessuali, i senza tetto, ecc.
Darren Bird: “L’ultima categoria in realtà rappresenta più del 25%, poiché i ragazzi provenienti
dalle altre categorie possono anche appartenere a una minoranza o essere gay”.
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Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
Consultare più di 10.000 ragazzi gallesi
Nel gennaio 2007 i ragazzi hanno iniziato al lavorare a un sondaggio
nazionale, con workshop e interviste, per raccogliere informazioni
direttamente da bambini e giovani. Sono stati consultati più di 10.000
bambini per il sondaggio, che è stato realizzato nel corso di assemblee
scolastiche; durante tali assemblee venivano spiegate le domande ai bambini,
che quindi potevano votare con un sistema di telecomando. Inoltre sono stati
organizzati workshop su diversi temi per raccogliere ulteriori informazioni
direttamente dai bambini e dai giovani e sono state realizzate interviste
individuali a ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, provenienti da specifici gruppi di
interesse. L’equilibrio di genere delle persone coinvolte è stato rispettato.
Da luglio a ottobre i dati raccolti sul gruppo dagli 11 ai 18 anni sono stati
analizzati e riassunti nella relazione “I nostri diritti, la nostra storia”. Un
altro progetto di ricerca è stato condotto con i bambini più piccoli, dai 7 ai
10 anni, che ha portato al rapporto “Perché l’età delle persone aumenta
invece di diminuire?”
Far sì che la voce dei bambini venga ascoltata
Tre rappresentanti sono stati selezionati per presentare la relazione alla
Commissione delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino a Ginevra. “Non
capita spesso che dei ragazzi portino una testimonianza alle Nazioni Unite,
ma in realtà noi giovani conosciamo i temi che sarebbe importante prendere
in considerazione”, ha detto Rebecca. “Le questioni che abbiamo sottoposto
alle Nazioni Unite includono la necessità di combattere il bullismo, poiché
quasi la metà di tutti i bambini sono vittime di bullismo, e la necessità di
avere spazi sufficienti per giocare, dal momento che il 96% dei bambini
chiede un’area verde per giocare” ha riferito Ben.
Rebecca ha inoltre sollevato la questione del limitato accesso alle informazioni
sul UNCRC: “La maggior parte dei miei amici non conoscono l’esistenza della
Convenzione”. I tre rappresentanti gallesi ritengono che la parte migliore del
loro viaggio a Ginevra sia
stata la riunione informale,
durante la quale hanno
avuto l’opportunità di
parlare a tu per tu con i
rappresentanti delle Nazioni
Unite e alcuni ministri:
“Mi sono presentato e ho
illustrato le nostre idee”,
ha raccontato Chris. “Le
due richieste principali
presentate al Comitato delle
Nazioni Unite sono state
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
53
la diffusione obbligatoria di informazioni sull’UNCRC in tutte le scuole ed il
potenziamento della politica anti-bullismo nelle scuole”, ha detto Ben.
Impatto della partecipazione dei bambini sulla loro vita e sui
programmi politici che li riguardano
“Quello che personalmente ho ricavato dall’intera esperienza di delega presso
le Nazioni Unite è l’approfondimento delle mie conoscenze sulla Convenzione,
oltre all’aver compreso che sono in grado di parlare a funzionari adulti
senza essere troppo nervosa e soprattutto conscia che la mia opinione è
importante”, ha detto Rebecca.
Per Chris non è stato solo preparare e presentare un rapporto: “Essere
coinvolto fin dall’inizio mi ha cambiato come persona”.
Ben è ancora più entusiasta nel parlare di tutta l’esperienza e ha affermato:
“Si è trattato di un grande lavoro, ma ne è valsa la pena”; circa l’udienza
presso il Comitato delle Nazioni Unite ha riferito: “ci siamo detti: abbiamo
fatto tutto il lavoro necessario, questo è il momento decisivo, entriamo e
facciamo del nostro meglio”.
Nel 2009 è stata effettuata una verifica completa, da parte del governo
gallese, sull’andamento del lavoro di Funky Dragon sulla partecipazione dei
bambini. È emerso che tra i risultati più positivi per i ragazzi coinvolti ci sono
un migliore sviluppo personale e l’acquisizione di una maggiore autostima. Un
altro importante risultato è l’influenza su alcuni provvedimenti politici, come
per esempio quello che garantisce il diritto dei bambini a protestare nelle
scuole. Tuttavia, come Darren sottolinea “ci sono sempre problemi che si
possono risolvere ed altri no, ma in questo modo i giovani riescono ad avere
una reale percezione del lavoro dei politici”.
Il governo gallese ha commentato il rapporto elaborato da Funky Dragon,
e presentato alle Nazioni Unite, nella sua relazione del novembre 2008 dal
titolo “Sulla strada giusta” e ha evidenziato la collaborazione positiva creatasi
con Funky Dragon in Galles. In seguito alle Osservazioni Conclusive del
Comitato delle Nazioni Unite per il Regno Unito del 2008, il governo gallese
ha adottato un programma di intervento in favore dei bambini nel febbraio
2010 e attualmente sta lavorando su una legge sui diritti dei bambini.
Darren ha commentato che si è creato un buon rapporto a livello personale
tra loro e il Commissario per i bambini gallese, fatto che li ha aiutati quando
sono andati a esprimere le loro opinioni davanti alle Nazioni Unite a Ginevra.
Lavorando con il governo gallese, i giovani hanno collaborato anche con altri
gruppi. Per esempio, quando un bambino entra nel sistema assistenziale, tutti
i suoi effetti personali vengono conservati in un sacchetto per l’immondizia;
di conseguenza i giovani hanno chiesto che venga rispettata maggiormente la
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Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
dignità di questi bambini e lo hanno fatto in collaborazione con altre ONG. Un
altro esempio di collaborazione con altre ONG riguarda il bullismo omofobico,
che è stato inserito dal governo nella sua politica anti-bullismo per le scuole.
“Il rapporto alle Nazioni Unite è stata una buona cosa, ma io non sono
convinto della sua efficacia. Le Osservazioni Conclusive per le quattro regioni
del Regno Unito sono formulate in un linguaggio diplomatico che in realtà
non ha molto impatto” afferma Darren Bird. Anche il relatore del Comitato
delle Nazioni Unite per il Regno Unito non si è sorpreso del fatto che i giovani
non fossero soddisfatti delle Osservazioni Conclusive. In realtà essi non sono
sempre soddisfatti dei risultati dei loro interventi al governo: “I risultati
non sono uniformi e dipendono dal fatto che portino o meno a cambiamenti
concreti per i bambini”, dice Darren.
Funky Drangon verifica continuamente il lavoro svolto, inoltre ogni due anni
viene fatta una valutazione complessiva delle attività. I ragazzi che hanno
partecipato alle attività di Funky Dragon ricevono un “certificato di qualifica”,
che attesta la loro partecipazione e le ore fatte di volontariato. Quando i
bambini hanno preso parte al Gran Consiglio per due anni, ricevono una
statua del Funky Dragon, che viene consegnata loro durante una cerimonia
ufficiale, spesso presieduta da un ministro o da una celebrità. Si tratta di
un’esperienza molto speciale per i bambini.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 3
55
Capitolo 4
La partecipazione e il supporto dei
coetanei
Introduzione
Rispettare i diritti dei bambini negli
istituti promuove la cittadinanza
di Natália Fernandes
Natália Fernandes, docente presso l’Università di Minho - Università delle
Scienze della Formazione infantile, Braga, Portogallo. Ha pubblicato una
ricerca sulla situazione dei bambini che vivono negli istituti assistenziali, di
conseguenza in condizione di abbandono e a rischio di abuso, e il loro diritto
a partecipare.
I bambini e gli adolescenti ospitati in istituti assistenziali, provvedimento
motivato da complesse situazioni sociali e familiari, non sempre vengono
rispettati quali titolari di diritti e in alcuni casi possono essere vittime di
abbandono e di abuso (Durning, 1998). Secondo chi scrive, una delle ragioni
che possono portare ad abusi negli istituti è il fatto che molti di questi
operano a porte chiuse, con sistemi autocratici e fortemente indipendenti
e con una gestione di tipo gerarchico. In questo modo essi non favoriscono
rapporti di apertura e di interazione con i bambini e i giovani, nei quali, di
conseguenza, potrebbero nascere sentimenti di paura e insicurezza.
La ricerca ha dimostrato che alcuni bambini, che vivono l’istituzionalizzazione,
potrebbero essere più vulnerabili all’esclusione sociale, come sostenuto da
Ridge e altri autori (2000). Costoro considerano i bambini negli istituti ad alto
rischio di solitudine e di mancanza di sostegno sociale nel loro percorso verso
l’indipendenza; inoltre la loro autonomia e la loro capacità di partecipazione
risultano gravemente compromesse.
La struttura organizzativa delle istituzioni di assistenza, favorendo il silenzio
e l’isolamento dei bambini e degli adolescenti ospitati, potrebbe quindi essere
un ostacolo importante verso il loro riconoscimento quali cittadini attivi che
hanno opinioni proprie nei confronti dell’ambiente in cui vivono e della loro
vita quotidiana, come sostenuto da Fernandes (2009). Si può infatti generare
una situazione in cui i bambini sono costantemente sottoposti a regole
prestabilite, cosicché restano inconsapevoli del fatto che hanno il diritto di
far sentire la loro voce e di essere ascoltati. Allo stesso modo, i bambini in
questo contesto si convincono di non essere autorizzati a esternare la propria
insoddisfazione, tranne forse in relazione ai rapporti con i coetanei.
Nonostante tutto, ci sono casi che dimostrano come i bambini e gli
adolescenti possono riprendere il controllo della propria vita. Un modo in cui
lo fanno è quello di crearsi delle simboliche protezioni, come per esempio la
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 4
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formazione di gruppi “famiglia” all’interno dell’istituzione, ovvero di gruppi
di bambini che si aiutano vicendevolmente come i membri di una famiglia. I
“gruppi famiglia” vengono organizzati dai bambini, senza la partecipazione di
adulti, e costituiscono una strategia per proteggere se stessi e nel contempo
per dare loro un senso di appartenenza.
È quindi estremamente importante diffondere nuove metodologie, che portino
ad un diverso tipo di organizzazione della vita all’interno delle istituzioni
assistenziali, basata su principi di partecipazione, sostegno reciproco,
cooperazione e partnership e sul dialogo, che sono meccanismi fondamentali
per promuovere la cittadinanza attiva dei bambini e dei giovani.
Nel caso studio qui presentato, siamo in grado di mostrare come i ragazzi,
attraverso un processo formalmente dinamico ovvero un Consiglio della
Gioventù, possono acquisire competenze di cittadinanza anche all’interno di
un istituto assistenziale.
Il Consiglio ha un orientamento pratico e, per mezzo di esso, i bambini
possono ottenere risorse importanti per la loro vita, come la garanzia di un
accesso a Internet, regole istituzionali a misura di bambino, il miglioramento
della regolamentazione delle visite. Tuttavia, il Consiglio della Gioventù
costituisce anche uno spazio in cui acquisire la capacità di negoziare,
sviluppare una propria identità e imparare a relazionarsi con gli altri in modo
efficace. Attraverso l’interazione con gli altri bambini e con gli adulti, i ragazzi
acquisiscono competenze di cittadinanza proprie, dimostrando che una
cittadinanza consapevole può formarsi anche tra le mura di un istituto.
Fonti
Durning, P. (1998), “Toute institution accueillant et soignant des enfants est-elle
potentiellement maltraitante?”, in Marceline Gabel, Frédéric Jésu et Michel Manciaux
(orgs.), Maltraitances institutionnelles: accueillir et soigner les enfants sans les
maltraiter, Paris: Éditions Fleurus, 71-87.
Fernandes, N., (2009), Childhood and Rights: Social representations, Practices and
Powers, Porto: Edições Afrontamento.
Ridge, T., Millar J. (2000), “Excluding Children: Autonomy, Friendship and the
Experience of the Care System”, Social Policy & Administration, 34(2), 160-175.
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Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 4
Caso di studio
Bambini e adolescenti istituzionalizzati
vengono preparati dai loro coetanei
per creare un Comitato della Gioventù
Caso Studio del Consiglio nazionale olandese della Gioventù, Paesi
Bassi - Sono stati intervistati Willemijn Phielix, trainer del DNYC (Consiglio
nazionale olandese della Gioventù) (25 anni), Cato Oosterwijk, operatore
impegnato in progetti di politiche giovanili e assistenza della gioventù nel
DNYC (26 anni), Ivo (16 anni) e Stephan (15 anni), membri di un comitato
giovanile di un istituto assistenziale, e Ton van der Gaag (consigliere politico
presso l’istituto assistenziale).
Nei Paesi Bassi, il Consiglio nazionale olandese della Gioventù (DNYC)
prepara i bambini e i giovani ospitati in istituti di assistenza a creare comitati
composti da giovani all’interno delle loro istituzioni. Ivo (16) e Stephan (15),
che vivono in un istituto rieducativo per ragazzi di età compresa tra i 10 e i
18 anni, hanno preso parte a corsi di formazione organizzati dal DNYC e sono
diventati membri del comitato dei giovani all’interno dell’istituto in cui vivono.
Ivo vive nell’istituto dal novembre 2009 e Stephan vive lì da due anni. Ivo
riferisce: “non è l’ambiente ideale nel quale vivere” e non è stata una loro
scelta andare a vivere lì. Il tribunale ha stabilito che dovessero essere affidati
a un’istituzione al fine di ricevere assistenza adeguata. L’obiettivo dell’istituto
è quello di reinserire i ragazzi nella società. Il comitato dei giovani all’interno
dell’istituto rappresenta gli interessi di tutti i ragazzi ospiti, migliorando
la loro autostima. Inoltre, insegna a socializzare e a raggiungere dei
compromessi con gli altri, al fine di risolvere i problemi e venire incontro più
efficacemente alle loro necessità.
Willemijn (25) è stata preparata dal DNYC per formare i ragazzi dell’istituto.
La sua formazione personale ha richiesto cinque anni e ci tiene a sottolineare
che l’articolo 12 della UNCRC è alla base del loro lavoro.
I giovani residenti in istituto hanno bisogno di essere motivati
a partecipare ai comitati dei giovani
Una delle difficoltà per i comitati giovanili all’interno degli istituti rieducativi
è il fatto che i giovani sono qui solo per un periodo limitato, con un
conseguente elevato turnover di rappresentanti del comitato. Nell’istituto
in cui vivono Ivo e Stephan, solo quattro ragazzi sono attualmente membri
del comitato della gioventù. Gli altri ragazzi hanno lasciato l’istituto. I nuovi
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 4
61
membri sono scelti dai ragazzi che sono già membri del comitato. “I ragazzi
del nostro istituto sono molto interessati a diventare membri del consiglio
interno, ma devono prima partecipare a una riunione e dimostrare di essere
realmente motivati a prendere parte ai dibattiti e a presentarsi regolarmente,
altrimenti non li vogliamo”, dice Ivo.
Cato, che lavora al progetto del DNYC dice: “Credo che i ragazzi ci tengano
a partecipare ai comitati interni alle istituzioni, perché è divertente e perché
possono apprendere cose nuove e nel contempo raggiungere dei risultati”.
La missione del Consiglio nazionale olandese della
Gioventù (DNYC, in olandese NJR) è quella di favorire
la partecipazione dei giovani. Questa organizzazione
ombrello, che copre varie organizzazioni giovanili
olandesi, offre ai giovani, di età compresa tra i 12 e i 30
anni, l’opportunità di dimostrare chi sono e quali capacità
hanno, sia nell’ambito della propria comunità locale sia
presso le Nazioni Unite a New York. Il Consiglio (NJR)
fornisce agli enti governativi e alle altre organizzazioni
consulenza in materia di politica giovanile. NJR è un’organizzazione per i giovani
guidata da giovani, infatti i membri del Consiglio hanno tra i 21 e i 22 anni.
Nell’istituto di Ivo e Stephan, il comitato si riunisce ogni settimana il giovedì.
Lunedì ha luogo un incontro di apertura settimanale con tutti i ragazzi
dell’istituto (60 in totale) per vagliare i temi che vorrebbero fossero discussi
in seno al comitato. “Durante il resto della settimana visito tutte le unità
in cui i ragazzi vivono, lavorano o vanno a scuola per verificare di che cosa
hanno bisogno e per organizzare discussioni di gruppo, quindi porto tutte
queste informazioni alla riunione del consiglio interno”, racconta Ivo.
“Viene deciso un ordine del giorno per ogni riunione, che normalmente
include due temi principali e un sottotema da discutere; inoltre fissiamo il
tempo che possiamo dedicare alla trattazione di ogni problema”, spiega Ivo. I
temi sono sempre legati a esperienze personali dei ragazzi nell’istituto e alla
necessità di miglioramenti. Alle riunioni del comitato partecipano i ragazzi
e due educatori dell’istituto. Una volta al mese partecipa anche qualche
componente della direzione, fatto che è molto apprezzato dai ragazzi perché
possono discutere direttamente con loro i cambiamenti da fare. È importante
che lo staff riconosca le capacità dei ragazzi e ascolti seriamente ciò che
hanno da dire.
Cato afferma: “In base alla mia esperienza personale, posso dire che
questi ragazzi sono in grado di discutere qualsiasi argomento, fintanto che
l’approccio è paritario, con argomentazioni chiare e senza pretesa di giudizio”.
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Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 4
I giovani imparano a negoziare e a raggiungere compromessi
“I nostri coetanei dell’istituto spesso mi chiedono: “ a cosa serve avere un
comitato dei giovani e perché ci dedichi tanto tempo?” Allora io rispondo:”
Come credi che siamo riusciti a ottenere un televisore in ogni camera da
letto? Si possono davvero realizzare dei cambiamenti!”.
“Abbiamo ottenuto diverse cose, come per esempio un Internet café, dove
possiamo avere accesso a Internet per qualche ora al giorno”, dice Stephan.
“Uno dei maggiori risultati raggiunti è quello di avere un televisore in ogni
stanza, ma abbiamo dovuto lottare molto duramente per ottenerlo”, dice Ivo.
È molto importante per i ragazzi non dover sempre stare nella sala comune,
ma poter godere di più privacy e poter scegliere quale programma televisivo
guardare.
“Anche i comitati dei giovani di altre istituzioni assistenziali hanno combattuto
per conquistare diverse riforme, riuscendo ad ottenere, per esempio,
spiegazioni del regolamento dell’istituto più chiare e comprensibili per i
ragazzi, attrezzature sportive e una migliore regolamentazione delle visite.
Ora il calcolo del tempo, che i genitori hanno a disposizione per stare con i
propri figli, inizia dal momento in cui si incontrano e viene quindi escluso il
tempo necessario per passare i controlli di sicurezza”, spiega Cato, del DNYC.
Ivo e Stephan hanno imparato,
grazie alla formazione, a
sviluppare argomenti per
convincere la direzione. Per
esempio, Ivo ha calcolato
come risparmiare sui biglietti
dei treni per gli spostamenti
del fine settimana. Quanto
viene risparmiato può essere
impiegato per attività di fine
settimana destinate ai ragazzi
che restano in istituto.
Photo: Remco Bohle
“Non accetto mai un ‘no’ da parte degli operatori che lavorano qui e cerco
sempre di convincerli con buone argomentazioni”, ha detto. I ragazzi
imparano a raggiungere dei compromessi, come per esempio nel caso
dell’Internet cafè, che è aperto solo per alcune ore al giorno, ma è sempre
meglio di niente.
Ivo e Stephan parlano con molto entusiasmo del fatto di essere membri del
consiglio interno, “È bello partecipare alle riunioni del consiglio, purché non
siano troppo lunghe”, afferma Stephan. Sono entrambi soddisfatti dei risultati
che hanno ottenuto fino a questo momento “altrimenti avremmo già smesso
di partecipare”.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 4
63
Solo i giovani possono diventare formatori
“Insieme con altri volontari preparo i giovani degli istituti a creare comitati
all’interno delle istituzioni”, dice Willemijn Phielix (25), trainer del DNYC. “I
ragazzi e le ragazze che io formo sono stati affidati a strutture rieducative
o istituti assistenziali perché hanno commesso un crimine o perché hanno
disturbi comportamentali.”
Perché Willemijn, una studentessa di legge, dedica il suo tempo libero a
questo tipo di formazione? “Credo che sia davvero bello vedere come i
giovani riescano ad aprirsi e a esprimere le loro opinioni. Siamo giovani e
possiamo comprendere molto meglio degli adulti le esigenze dei ragazzi. Al
termine di una giornata di formazione molti ragazzi si sentono orgogliosi di sé
stessi, il che mi dà una spinta enorme a continuare!”.
Tutti i trainer sono selezionati dal DNYC: “Bisogna avere al massimo 18-23
anni quando si inizia, essere motivati e avere già una certa esperienza come
trainer”, spiega Cato del NJR. I trainer seguono un corso di formazione di
due giorni incentrato sulle caratteristiche dei comitati giovanili (che cosa
sono e come si può rendere la partecipazione più accattivante e divertente)
e su come relazionarsi con il gruppo target composto da giovani delinquenti
e da giovani con disturbi comportamentali. Durante la formazione, ai
trainer viene chiesto se abbiano dei pregiudizi nei confronti di questi
giovani “difficili” e se siano consapevoli del fatto che lavorare con loro
significa mettersi continuamente in discussione; inoltre si richiede loro un
atteggiamento positivo e di fiducia nei confronti del lavoro svolto con i ragazzi
istituzionalizzati.
L’obiettivo dei comitati della gioventù è di “formare i giovani affinché siano
pronti ad esternare le proprie opinioni e si sentano orgogliosi di se stessi”.
Nei Paesi Bassi il comitato della gioventù è un requisito legale per gli istituti
assistenziali e quelli rieducativi. Il numero di istituti che chiedono a DNYC
di aiutarli a istituire un comitato aumenta ogni anno. Nonostante questo
sviluppo positivo, alcuni comitati sono ancora in attesa di essere inseriti nella
struttura organizzativa delle loro istituzioni.
“I direttori devono essere incoraggiati a dedicare del tempo per partecipare ai
dibattiti dei giovani e per ascoltare le loro opinioni sulle questioni quotidiane
che li riguardano direttamente e anche, più in generale, sulle questioni di
interesse pubblico. Purtroppo, alcuni sembrano riluttanti a partecipare.
Quelli che partecipano rimangono sempre sorpresi dall’alto livello degli
argomenti dibattuti e colpiti dalla capacità dei giovani di formare un comitato
e intervenire a proposito delle dinamiche interne alla struttura. Ogni istituto
in cui abbiamo portato i nostri corsi di formazione, ci hanno richiamato per
avere ulteriori corsi a livello più avanzato o per essere consigliati su come
migliorare la partecipazione.” spiega Cato.
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Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 4
Peer to peer: i benefici della formazione per entrambe le parti
Cato spiega che i giovani che partecipano ai corsi di formazione sono
selezionati dal personale dell’istituto, in base alla loro disponibilità ed
esperienza. Tutti partecipano volontariamente.
Una giornata di formazione sui comitati della gioventù comincia subito con
un contributo dei giovani. Dopo aver fatte le dovute presentazioni tra i
partecipanti e aver fornito una spiegazione sull’obiettivo della giornata, la
prima domanda posta ai ragazzi è: “Perché è importante essere un membro
di un comitato della gioventù?” I ragazzi rispondono sempre con affermazioni
pertinenti, per esempio: partecipare significa dimostrarsi reciproco rispetto
oppure partecipare è importante per discutere dei problemi. Tutte le loro
risposte vengono annotate; alla fine della sessione, i ragazzi reagiscono
spesso con incredulità: “Wow, abbiamo detto questo?”. Grazie a questa prima
esperienza, i ragazzi capiscono quali siano i valori alla base di un comitato
della gioventù.
Terminata la formazione, il feedback è sempre positivo. “La maggior parte
dei ragazzi dell’istituto ha maturato la sua esperienza di vita sulla strada.
Capiscono subito se le tue intenzioni sono vere o false”. I trainer basano il
loro lavoro sul feed-back ottenuto dai giovani: per loro è importante capire
cosa ha funzionato durante il corso e cosa non è andato bene, per apportare
eventuali miglioramenti.
Durante il processo di creazione di un comitato dei giovani, sia i giovani
istituzionalizzati che gli stessi formatori crescono personalmente e
acquisiscono nuove esperienze: “Diventiamo coscienti delle nostre capacità;
diventiamo ambasciatori dei diritti dei giovani che vivono negli istituti
assistenziali e in quelli rieducativi” afferma Willemijn.
Ivo e Stephan hanno partecipato a molti corsi di formazione tenuti da
Willemijn, che riguardavano non solo la creazione di un comitato della
gioventù, ma anche l’organizzazione di riunioni del comitato e la divisione
efficace dei compiti e delle responsabilità. Nel comitato della gioventù,
al quale hanno partecipato Ivo e Stephan, c’era un presidente, un
vicepresidente e una persona che annotava quello che accadeva durante le
riunioni. Nell’ultimo corso di formazione, Ivo ha imparato come rappresentare
al meglio tutti i ragazzi dell’istituto.
Al termine di una giornata di formazione tutti i giovani che partecipano
ricevono un attestato di frequenza dal DNYC. “È bello partecipare alle
giornate di formazione del DNYC perché costituisce una nuova esperienza ed
è bello ricevere un certificato per questo”, dice Ivo.
Valutare le potenzialità dei bambini - Capitolo 4
65
Conclusioni e suggerimenti
Conclusioni
Questi casi studio, provenienti da diversi paesi d’Europa, dimostrano che tutti
i bambini e i giovani, compresi quelli più svantaggiati ed emarginati,
sono in grado di partecipare alle decisioni che concernono la loro vita. Che
si tratti di politiche locali, regionali o nazionali che li riguardano o servizi di
cui sono i diretti fruitori, i ragazzi devono poter far sentire la propria voce,
come stabilito dall’articolo 12 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti
del Bambino: il diritto del bambino ad essere ascoltato.
I casi studio mostrano che non ci sono percorsi prestabiliti o metodi
fissi per coinvolgere i bambini e i giovani. Gli esempi descritti variano
dai parlamenti nazionali e regionali dei bambini ai bambini coinvolti nel
reclutamento degli operatori, dai giovani formati per istituire consigli di
coetanei in istituti assistenziali ai ragazzi che, pur vivendo ai margini della
società, senza frequentare la scuola o lavorare, vengono coinvolti nei processi
per migliorare le loro condizioni di vita e realizzare i loro sogni. Anche se non
ci sono dei percorsi prestabiliti, esistono però dei modelli e delle linee
guida per realizzare una partecipazione significativa, come dimostrano
i casi studio presentati da Eurochild.
“Crediamo che partecipazione voglia dire coinvolgimento attivo dei
bambini e degli adolescenti nelle esperienze, nelle opportunità e nelle
decisioni che riguardano la loro vita e la loro capacità di realizzare il
proprio potenziale” (Actions for Children, Regno Unito).
Tutti i bambini coinvolti nei casi studio di questo libro hanno detto che la
partecipazione è molto divertente e “cool” e confermano che hanno preso
parte volontariamente. Ne parlano in maniera entusiasta perché si sono
sentiti ascoltati e le loro opinioni prese in considerazione.
Allo stesso modo, gli adulti che hanno lavorato con i bambini e i giovani
considerano le loro idee e i loro punti di vista molto preziosi: “È come una
boccata d’aria fresca ascoltare i bambini e sentire come sono in grado di
esprimere bene i bisogni e le esigenze della società”, dice un coordinatore che
lavora nel Parlamento dei Bambini cipriota.
I casi studio hanno dimostrato che quando vengono presi in considerazione
le opinioni e i punti di vista dei bambini, le politiche e i servizi che li
riguardano cambiano positivamente e diventano a misura di bambino.
Quando i ragazzi si rendono conto che possono ottenere cambiamenti
concreti, sono molto più motivati a partecipare ai processi decisionali che
riguardano la loro vita.
La partecipazione dei bambini e dei giovani più svantaggiati può contribuire
a una nuova comprensione della povertà infantile e dell’esclusione sociale;
Valutare le potenzialità dei bambini - Conclusioni e suggerimenti
69
infatti, questo nuovo tipo di percezione ci può aiutare a individuare
misure più efficaci per combattere la povertà e l’esclusione sociale.
I casi studio di Action for Children (Regno Unito), FEDAIA (Spagna), KREM
(Norvegia), UNICEF (Belgio) e il Consiglio nazionale olandese della Gioventù,
con i comitati dei giovani interni agli istituti, hanno dimostrato che tutti i
servizi sociali, compresi quelli che lavorano con i ragazzi più svantaggiati o
irrecuperabili, possano sviluppare attività partecipative.
Il coinvolgimento dei giovani più vulnerabili e svantaggiati nelle
decisioni che riguardano le loro esigenze e l’erogazione dei servizi a loro
destinati, è importante e produttivo. Infatti, assicura che non siano solo
i giovani istruiti e motivati o quelli più accessibili ad avere voce in capitolo
sui servizi e le politiche rilevanti per la loro vita. Sebbene richieda più tempo
e risorse, il coinvolgimento dei ragazzi più vulnerabili porta a risultati molto
positivi su due fronti, quello personale e quello del miglioramento delle
condizioni di vita. Come risulta dai casi studio, il coinvolgimento di questi
ragazzi migliora e rende più efficienti i servizi e le politiche a loro rivolti e nel
contempo riduce i costi.
Il processo di partecipazione è importante quanto i risultati: aiuta i
bambini e i giovani particolarmente svantaggiati ad acquisire autostima.
Inoltre dà loro fiducia e insegna a esprimere le proprie opinioni con
argomentazioni chiare e ad ascoltare quelle degli altri. Le attività di
partecipazione devono essere adattate alle circostanze mutevoli dei
giovani partecipanti, la cui situazione abitativa, di salute e di benessere può
cambiare radicalmente nel corso dei lavori.
Attraverso le attività di partecipazione, i bambini non solo imparano a
contribuire al cambiamento di politiche e servizi ma approfondiscono anche la
conoscenza dei loro diritti, come nel caso dei ragazzi gallesi del Funky Dragon
e quelli spagnoli di FEDAIA. Costoro hanno compreso quanto sia importante
che tutti i bambini imparino a conoscere i loro diritti sanciti dalla
Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia.
I casi studio del Consiglio nazionale olandese della Gioventù e del KREM in
Norvegia dimostrano che i bambini e gli adolescenti si sentono più a loro agio
quando lavorano con altri giovani o adulti che hanno vissuto esperienze
analoghe alle loro, perché possono identificarsi con loro più facilmente.
“Gli adulti non sanno veramente quello che i bambini e i giovani pensano,
a meno che non ce lo chiedano e non ci coinvolgano. Non vedono ciò che
noi riusciamo a vedere; possono imparare da noi” (Morgan, 12 anni, Regno
Unito).
Questa citazione mostra chiaramente che il contributo dei bambini è un
valore aggiunto alle prospettive degli adulti.
70
Valutare le potenzialità dei bambini - Conclusioni e suggerimenti
Suggerimenti
Secondo Eurochild, la povertà infantile e l’esclusione sociale non possono
essere affrontate efficacemente senza investire nella partecipazione dei
bambini. La partecipazione è una parte essenziale della lotta contro la
povertà e l’esclusione sociale per i seguenti motivi:
•
aiuta ad ampliare la prospettiva degli adulti, apportando nuove idee e
opinioni che possono migliorare i processi decisionali;
•
è un diritto, sancito dall’articolo 12 della Convenzione delle Nazioni
Unite sui diritti del Bambino, approvata da tutti gli stati membri
dell’UE;
•
riconosce che i bambini sono soggetti portatori di diritti e non solo
oggetti di tutela. Pone l’accento sulle potenzialità e le capacità di
mediazione dei bambini.
•
conferisce potere ai bambini, aumentando la loro autostima e senso di
identità. Aiuta i bambini a esprimere le loro opinioni e a trasformare le
esperienze negative del passato in risorse positive per la vita futura;
•
sviluppa le capacità dei bambini di comunicazione, negoziazione
e ascolto. Può aiutare i bambini ad acquisire una vasta gamma di
competenze necessarie per la realizzazione di sé stessi.
Tuttavia, i bambini possono realizzare veramente le loro potenzialità, solo
se la loro partecipazione non è fittizia: è necessario ascoltare, capire e
rispondere seriamente alle richieste dei bambini; sono necessarie modifiche
concrete a tutti i livelli del processo politico.
Raccomandazioni affinché la partecipazione dei bambini venga
realizzata a livello europeo
 La cooperazione europea in ambito di povertà infantile e esclusione
sociale deve creare uno spazio per capire come i bambini e
gli adolescenti vivono queste realtà. Ciò può essere ottenuto
introducendo nuovi indicatori sul benessere dei bambini che prendano
anche in considerazione la loro percezione soggettiva di benessere;
realizzando indagini a livello quantitativo e qualitativo per raccogliere
le esperienze e le opinioni dei giovani; promuovendo attività di
partecipazione a livello nazionale e regionale che coinvolgano i
bambini svantaggiati e i giovani nella lotta contro la povertà infantile
attraverso lo scambio di buone prassi; sostenendo eventi e attività
a livello dell’UE che coinvolgano i bambini provenienti da ambienti
svantaggiati.
Valutare le potenzialità dei bambini - Conclusioni e suggerimenti
71
 L’UE dovrebbe adottare una strategia globale e ambiziosa sui diritti
dei bambini mettendo in pratica l’articolo 3 del Trattato di Lisbona,
che indica la protezione dei diritti dei bambini quale obiettivo esplicito
dell’Unione europea. La partecipazione dei bambini deve essere un
importante pilastro della strategia UE. Questo implica: sostenere
le strutture e le organizzazioni locali e regionali affinché sviluppino
un autentico dialogo sulle politiche d’interesse UE con i bambini e i
giovani (in particolare i più svantaggiati); sviluppare delle linee guida
sulla partecipazione dei bambini per aiutare i diversi settori della
politica UE; creare degli indicatori comparabili in grado di monitorare
la partecipazione dei bambini a livello degli Stati membri e/o a livello
regionale; produrre strumenti di informazione di comunicazione a
misura di bambino. A questo riguardo, la Commissione Europea
dovrebbe sfruttare l’importante lavoro del Consiglio d’Europa.
Raccomandazioni affinché la partecipazione dei bambini venga
realizzata a livello regionale e nazionale
 I governi nazionali e regionali dovrebbero investire in strutture di
partecipazione al fine di offrire ai bambini e ai giovani la possibilità di
essere ascoltati nel processo decisionale a livello locale, regionale e
nazionale (e, potenzialmente, a livello UE). Tali strutture dovrebbero
essere finanziate su base continua, assicurandosi che i ragazzi
possano esprimere la loro opinione su come l’organizzazione è gestita
e sugli argomenti scelti per la discussione. Particolare attenzione deve
essere data all’incoraggiamento dei bambini che sono meno disposti e
interessati a partecipare.
 La formazione di tutti i professionisti che lavorano con i bambini
(insegnanti, operatori sanitari, assistenti sociali, ecc) deve
comprendere anche la formazione sulla partecipazione dei bambini e
sui loro diritti. È importante che i professionisti comprendano e siano
sensibili all’impatto della povertà e dell’esclusione sociale sulla vita
dei bambini; inoltre è necessario che gli vengano fornite le risorse
utili per ascoltare e rispondere alle esigenze specifiche dei bambini
provenienti da ambienti svantaggiati.
 I bambini dovrebbero avere la possibilità di conoscere i propri
diritti come previsto dalla Convenzione Onu sui diriti dell’Infanzia.
I governi nazionali e regionali dovrebbero quindi includere questo
tema nei programmi scolastici. I bambini e i giovani devono ricevere
la formazione necessaria per imparare a partecipare, a sviluppare
argomentazioni, ad ascoltare gli altri e a rispettare le opinioni e le
convinzioni altrui.
72
Valutare le potenzialità dei bambini - Conclusioni e suggerimenti
Raccomandazioni riguardanti le buone prassi di partecipazione
che coinvolgono i bambini e i giovani
 La partecipazione deve essere riconosciuta come un diritto e non un
dovere. I ragazzi devono essere motivati a partecipare. Per ottenere
ciò, devono comprendere fin dall’inizio lo scopo della partecipazione;
inoltre, i metodi utilizzati devono essere divertenti e adatti alla loro
età, capacità e interessi. È importante riconoscere le competenze
acquisite dai giovani durante la partecipazione mediante rilascio di
attestati o riconoscimenti di crediti formativi.
 La partecipazione dei bambini deve essere realizzata correttamente.
E’ fondamentale rispettare le misure di protezione dell’infanzia
e assicurare un’adeguata preparazione e follow-up. I bambini
dovrebbero ricevere un feedback sul risultato della loro
partecipazione. Lo staff e i volontari coinvolti nel favorire la
partecipazione dei bambini devono essere formati adeguatamente.
E ‘importante che la privacy dei bambini sia rispettata e che tutti i
bambini siano trattati allo stesso modo e non giudicati.
 Nei processi partecipativi viene riconosciuto un livello di autonomia
molto variabile ai bambini, che spazia da attività interamente
progettate e realizzate da loro stessi a altre che, invece, sono
quasi interamente determinate dagli adulti. Sono le circostanze che
definiscono il tipo di approccio da seguire. Tuttavia, la partecipazione
non deve mai essere usata come mezzo di strumentalizzazione
o manipolazione dei bambini per realizzare gli scopi degli adulti.
Bisognerebbe invece cogliere ogni opportunità per conferire ai bambini
la piena responsabilità dei processi partecipativi e dei risultati che ne
derivano.
Valutare le potenzialità dei bambini - Conclusioni e suggerimenti
73
Altre pubblicazioni di Eurochild
Family policies that work best for children - fighting child poverty &
promoting child well-being. Report part I of the Family and Parenting
Support Thematic Working Group study visit to Sweden and Denmark
on 26-30 april 2010, Settembre 2010
Tinyurl: http://tinyurl.com/22vps24
Eurochild’s Policy Position - Eurochild’s proposals for the development
of the EU’s strategy on the rights of the child, Maggio 2010
Tinyurl: http://tinyurl.com/2fpos97
Eurochild’s Key Messages for 2010 European year to combat poverty
and social exclusion, Febbraio 2010
Tinyurl: http://tinyurl.com/39b6kxt
Children in Alternative Care - National Surveys - 2nd edition, Gennaio
2010
Tinyurl: http://tinyurl.com/2g8ln2u
Eurochild report: Impact of the financial crisis on children, Ottobre 2009
Tinyurl: http://tinyurl.com/2ch3dm9
Eurochild report: Ending child poverty within the EU? A review of the
2008-2010 National Strategy reports on social protection and social
inclusion, Febbraio 2009
Tinyurl: http://tinyurl.com/c9tv9s
Eurochild report: Support for families - looking at strategies to
identify, engage with and empower families most at risk of exclusion,
Novembre 2007
Tinyurl: http://tinyurl.com/2fc97lc
Eurochild Fact Sheet on Child Poverty in the EU, Giugno 2007
Tinyurl: http://tinyurl.com/26dh4co
Eurochild report: Ending Child Poverty within the EU? A review of the
2006-08 National reports on strategies for social protection and social
inclusion, Maggio 2007
Tinyurl: http://tinyurl.com/2dwh8kz
Valutare
le potenzialità dei bambini
Come la partecipazione dei bambini contribuisce
a combattere la povertà e l’esclusione sociale
Questa pubblicazione dimostra, attraverso la descrizione di casi studio concreti, come
i bambini possano partecipare e venire coinvolti nelle decisioni che riguardano la loro
vita e come la loro partecipazione possa contribuire alla lotta contro la povertà infantile
e l’esclusione sociale. Questi casi studio sono affiancati dall’importante ricerca eseguita
da affermati esperti nel campo della partecipazione infantile e giovanile.
I casi studio presentati sono stati scelti come modelli di buona prassi in materia di
partecipazione dei bambini e dei giovani. Il libro consta di quattro capitoli:
•
il Capitolo 1 esplora la partecipazione dei bambini e la loro comprensione della
povertà. Si fa riferimento a due casi studio proposti dall’UNICEF Belgio e dal
KREM (Norvegia) che servono a spiegare ciò che veramente conta per i bambini
che soffrono la povertà e l’esclusione sociale, quali sono le tematiche importanti
per loro e quali fattori devono essere presi in considerazione nello sviluppo delle
politiche di lotta contro la povertà infantile.
•
il Capitolo 2 fesamina come la partecipazione dei bambini possa migliorare
i servizi sociali destinati a bambini e adolescenti. I casi studio presentati
raccontano di come i bambini vengono coinvolti nel reclutamento e nella
selezione del personale che lavorerà con loro (Action for Children, Regno Unito)
e di come sia importante coinvolgere anche bambini molto piccoli a rischio di
emarginazione o in situazione di abbandono (FEDAIA, Catalogna, Spagna).
•
il Capitolo 3 analizza come i bambini possono essere coinvolti nei dibattiti politici
al fine di influenzare lo sviluppo di politiche che li riguardano. Il Parlamento dei
Bambini cipriota ha favorito un migliore accesso alle scuole ai bambini con bisogni
speciali e l’organizzazione Funky Dragon in Galles ha effettuato una ricerca che ha
coinvolto più di 10.000 bambini al fine di redigere una relazione alternativa che è
stata presentata al Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti del Bambino.
•
il Capitolo 4 analizza la partecipazione dei bambini e il sostegno reciproco usando
come esempio dei bambini che sono stati formati da un gruppo di loro coetanei,
membri del Consiglio Nazionale della Gioventù Olandese, al fine di creare un
comitato pro-gioventù all’interno dell’istituto in cui vivono, nei Paesi Bassi.
Per ognuno dei casi studio, sono stati intervistati uno o più adulti coinvolti nel processo
di partecipazione con i bambini. Quando possibile, sono state realizzate interviste anche
con i bambini e i giovani coinvolti nel processo di partecipazione.
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