Metodo agli Elementi finiti in ambiente Matlab con Comsol Multiphysics F. Zama [email protected] Department of Mathematics, University of Bologna titolo – p. 1/3 Riferimenti Bibliografici A.Quarteroni, Modellistica Numerica per Problemi differenziali; Springer-Verlag Italia, Milano (2003) C.Johnson Numerical solution of Partial Differential Equations by the Finite Element Method, Cambridge University Press, Cambreidge (1990). titolo – p. 2/3 Terminologia Problema differenziale in forma compatta: P(u, g) ≡ p1 +p2 +···+pd +pt F x, t, u, ∂u ∂ ∂u ∂u u ,..., ,..., , pt , g pd p1 ∂t ∂x1 ∂xd ∂x1 . . . ∂xd ∂xt ! =0 (1) g è l’insieme dei dati, p1 , p2 , · · · , pd , pt ∈ N e u è la funzione incognita nelle d + 1 variabili indipendenti x = (x1 , x2 , . . . , xd )t e t. Ha ordine q se q è il valore massimo assunto da p1 + p2 + · · · + pd + pt . titolo – p. 3/3 Terminologia E’ lineare se P(αu + βw, g) = αP(u, g) + βP(w, g), ∀α, β ∈ R E’ quasi-lineare se le derivate di ordine massimo compaiono solo linearmente. E’ semi-lineare se è quasi-lineare e i coefficienti delle derivate di ordine massimo possono dipendere da x, t ma non da u. Se nell’equazione non compaiono termini dipendenti dalla funzione incognita u l’equazione si dice omogenea. titolo – p. 4/3 Equazioni Lineari del secondo Ordine Equazione del potenziale (Ellittica): −∆u = f , d X ∂2u ∆u = 2 ∂x i i=1 Equazione del calore (Parabolica): ∂u − ∆u = f ∂t Equazione delle onde (Iperbolica): ∂2u − ∆u = 0 ∂t2 titolo – p. 5/3 Equazioni quasi lineari e non lineari Equazione di Burgers: ∂u ∂u =0 −u ∂t ∂x1 equazione quasi lineare del primo ordine. Equazione semi-lineare del secondo ordine: ∂u ∂u ∂2u −u = 2, > 0 ∂t ∂x1 ∂x1 Equazione non lineare del secondo ordine: ∂2u ∂x21 2 + ∂2u ∂x22 2 =f titolo – p. 6/3 Risoluzione Numerica In generale non è possibile ricavare una soluzione per via analitica. I metodi numerici calcolano un’approssimazione uN della soluzione esatta u e permettono di valutare l’errore uN − u in una qualche norma. Il problema approssimato ha dimensione finita N . P(u, g) = 0 ↓ PN (uN , gN ) = 0 EDP esatta (metodi numerici) EDP approssimata titolo – p. 7/3 Convergenza Un metodo numerico è convergente se, in una norma opportuna, si ha: kuN − uk → 0, per N → ∞ Indicato con gN un’approssimazione dell’insieme dei dati, si ha convergenza se e solo se: ∀∃N0 () > 0, ∃δ(N0 , ) : ∀N > N0 (), ∀gN t.c.kg − gN k < δ(N0 , ) allora: ku(g) − uN (gN )k ≤ titolo – p. 8/3 Consistenza e Stabilità Verificare direttamente la convergenza di un metodo numerico può non essere agevole. Conviene passare ad una verifica delle proprietà di consistenza e stabilità . Un metodo numerico si dice consistente se PN (u, g) → 0, per N → ∞ e fortemente consistente se PN (u, g) = 0, ∀N Un metodo numerico è stabile se a piccole perturbazioni sui dati corrispondono piccole perturbazioni sui risultati. titolo – p. 9/3 Teorema di equivalenza Risultato fondamentale che garantisce: Un metodo consistente è convergente se e solo se è stabile. Caratteristiche rilevanti di un metodo numerico: velocità di convergenza ovvero l’ordine rispetto a 1/N con cui l’errore tende a zero. tempo di calcolo e memoria richiesta per l’implementazione del metodo. costo computazionale titolo – p. 10/3 Classificazione Si considera il caso di equazioni del secondo ordine lineari: ∂2u ∂2u ∂u ∂2u ∂u Lu ≡ A 2 + B +C 2 +D +E + Fu = G ∂x ∂x ∂x ∂x ∂x1 ∂x2 1 2 1 2 con A, B, C, D, E, F ∈ R. Posto ∆ = B 2 − 4AC si ha: se ∆ < 0 l’equazione è ellittica; se ∆ = 0 l’equazione è parabolica; se ∆ > 0 l’equazione è iperbolica. Il criterio fa dipendere la classificazione dai termini relativi alle sole derivate di ordine piú alto. Esso è legato alla classificazione della forma quadratica associata: Ax21 + Bx1 x2 + Cx22 + Dx1 + Ex2 + F = G titolo – p. 11/3 Esempi L’equazione delle onde è iperbolica ∂2u ∂2u − =0 2 ∂t2 ∂x1 L’equazione del calore è parabolica ∂u ∂2u =0 − ∂t ∂x21 L’equazione del potenziale è ellittica −4u = f, d X ∂2u 4u = 2 ∂x i i=1 titolo – p. 12/3 Problemi Ellittici Problemi ellittici del secondo ordine si incontrano in svariate applicazioni. Costituiscono il principale nucleo computazionale nella fase di risoluzioni di problemi piú complessi; Modello ideale per introdurre la metodologia degli Elementi Finiti ed illustrarne le principali proprietà . titolo – p. 13/3 Analisi del Problema di Poisson Sia Ω ⊂ Rr un insieme aperto limitato e connesso (dominio) e sia ∂Ω la sua frontiera. Consideriamo il problema −4u = f in Ω (2) dove f = f (x) è una funzione assegnata. La (2) è un’equazione ellittica del secondo ordine, linare, non omogenea (se f 6= 0). Fisicamente u può rappresentare lo spostamento verticale di una membrana elastica dovuto all’applicazione di una forza pari a f , oppure la distribuzione di potenziale elettrico dovuta ad una densità elettrica f . titolo – p. 14/3 Condizioni al bordo Per avere un’unica soluzione, alla (2) vanno aggiunte delle opportune condizioni al contorno. (problema di Dirichlet) Si può ad esempio assegnare il valore di u sul bordo u = g su ∂Ω, g è una funzione assegnata. Il caso g = 0 si dice omogeneo. (problema di Neuman) Oppure imporre il valore della derivata normale di u: ∂u ∇u · n = = h, su ∂Ω ∂n dove n la normale uscente da ∂Ω e h una funzione assegnata. Corrisponde, nel caso della membrana ad aver imposto la trazione al bordo. Se h = 0 si dice omogenea. titolo – p. 15/3 Condizioni al bordo (problema misto) Si possono assegnare condizioni al bordo di tipo diverso, ad esempio: ( u = g suΓD ∂u ∂n = h suΓN essendo ΓD S ΓN = ∂Ω e int(ΓD ) T int(ΓN ) = ∅ titolo – p. 16/3 Problema di Dirichlet (1D) Consideraimo il problema di Dirichlet onogeneo 1D: ( −u00 (x) = f (x) u(0) = 0 0<x<1 u(1) = 0 la funzione u descrive lo spostamento verticale (rispetto alla posizione di riposo u = 0) di un filo elastico con tensione pari a uno, fissato agli estremi, in regime di piccoli spostamenti e soggetto ad una forza trasversale di intensità f. Come si osserva dai grafici, nel caso di carichi concentrati, le soluzioni appartengono solo a C 0 (Ω̄). titolo – p. 17/3 Esempi titolo – p. 18/3 Regolarità Analoghe considerazioni valgolo nel caso in cui f sia una funzione costante a tratti. Nel caso rappresentato di seguito, la soluzione analitica è di classe C 1 ([0, 1]) data da −x/10 u(x) = 0.5x2 − 0.5x + 2/25 −(1 − x)/10 x ∈ [0, 0.4] x ∈ [0.4, 0.6] x ∈ [0.6, 1] Serve una formulazione del problema alternativa a quella forte che consenta di ridurre l’ordine di derivazione richiesto sulla soluzione incognita u. Si passa da un problema differenziale del secondo ordine ad uno integrale del primo ordine. Questo problema costituisce la formulazione debole del problema differenziale. titolo – p. 19/3 Forma Debole del Problema di Poisson Consideriamo il problema di Poisson non omogeneo: −4u = f u=g ∂u = φ ∂n inΩ, suΓD suΓN Z Z dove ΓD e ΓN realizzano una partizione di ∂ω e f, g e φ sono dati. Supponiamo ΓD 6= ∅ per avere unicità della soluzione in senso forte. Sia v una funzione test, moltiplicando per v integrando l’equazione sul dominio: − 4u vdΩ = Ω f vdΩ Ω titolo – p. 20/3 Grazie alla formula di Green: Z Z Z − −4uvdΩ = ∇u∇vdΩ − Ω Ω ∂Ω ∂u vdγ ∂n otteniamo: Z ∇u∇vdΩ − Ω Z ∂Ω ∂u vdγ = ∂n Z f vdΩ Ω Essendo ∂u/∂n = φ su ΓN si ha: Z ∇u∇vdΩ − Ω Z ΓD ∂u vdγ − ∂n Z φvdγ = ΓN Z f vdΩ Ω titolo – p. 21/3 Forma debole Imponendo che v sia nulla di ΓD otteniamo la seguente formulazione debole: R R R trovare u ∈ Vg : Ω ∇u∇vdΩ = ΓN φvdγ + Ω f vdΩ ∀v ∈ V dove V = HΓ1D (Ω) ed avendo posto n n 1 ≡ v ∈ H (Ω) : v |ΓD = 0 1 Vg ≡ v ∈ H (Ω) : v |ΓD = g o o Problema: u ∈∈ Vg invece v ∈ V , soprattutto Vg non è detto che appartenga e HΓ1D . Il problema non è simmetrico. titolo – p. 22/3 Forma simmetrica Supponiamo di conoscere una funzione Rg , detta rilevamento del dato al bordo, tale che Rg ∈ H1 (Ω) e Rg |ΓD = g, si pone u = u − Rg u |ΓD = u |ΓD −Rg |ΓD = g − g = 0 Cioè u ∈ H1ΓD (Ω) ∇u = ∇u + ∇Rg quindi il problema diventa: trovare u ∈ H1ΓD (Ω) : a(u, v) = F (v), ∀v ∈ H1ΓD (Ω) dove R a(u, v) = Ω ∇u∇vdΩ R R R F (v) = − Ω ∇Rg ∇vdΩ + ΓN φvdγ + Ω f vdΩ titolo – p. 23/3 Forma simmetrica Il problema è simmetrico in quanto lo spazio della soluzione coincide con quello delle funzioni test. Le condizioni di Dirichlet sono dette essenziali in quanto compaiono esplicitamente nella definizione dello spazio funzionale del problema. Le condizioni di Neumann sono dette naturali in quanto vengono soddisfatte automaticamente dalla soluzione del problema. Il metodo degli elementi finiti per la risoluzione numerica di un problema in forma simmetrica dà luogo ad un sistema lineare con matrice simmetrica. Il rilevamento del dato al bordo viene costruito mediante approssimazione numerica. titolo – p. 24/3 Problemi Ellittici Si considera il problema: −div(µ∇u) + σu = f u=g µ ∂u = φ ∂n inΩ ∈ ΓD suΓN dove ΓD ΓN = ∂Ω, ΓD ΓN = ∅ Ipotesi: f ∈ L2 (Ω), µ, σ ∈ L∞ (Ω) Si procede analogamente a prima e si ottiene: S T Z µ∇u∇vdΩ + Ω Z σuvdΩ = Ω Z φvdγ + ΓN Z f vdΩ Ω titolo – p. 25/3 Forma simmetrica Ponendo u = u − Rg con Rg rilevamento del dato al bordo, forma debole è data da: trovare u ∈ H1ΓD (Ω) : Z Z Z µ∇u∇vdΩ + σ uvdΩ = Ω Ω − Z φvdγ + ΓN µ∇Rg ∇vdΩ − Ω Z Ω Z f vdΩ+ Ω σRg vdΩ, ∀v ∈ H1ΓD (Ω) (3) titolo – p. 26/3 Caso generale Lu ≡ − P2 ∂ i,j=1 ∂xi Lu = f u=g ∂u = φ ∂nL ∂u ai,j ∂x j inΩ ∈ ΓD suΓN + σu, ∂u ∂nL ≡ P2 ∂u i,j=1 ai,j ∂xj ni dove ai,j sono funzioni definite in Ω, ∂u/∂nL è detta derivata conormale di u associata all’operatore L. In particolare se Lu = −4u allora: ∂u ∂u = ∂nL ∂n titolo – p. 27/3 Caso Generale Ipotesi: σ(x) ∈ L∞ (Ω) ∃α0 tale che σ ≥ α0 q.o. in Ω ai,j : Ω̄ → R sono funzioni continue ∀i, j = 1, 2 esiste una costante positiva α tale che: ∀ξ = (ξ1 , ξ2 )T ∈ R, 2 X i,j=1 ai,j (x)ξ1 ξ2 ≥ α 2 X ξi2 , q.o. inΩ i=1 titolo – p. 28/3 Caso Generale Con tali ipotesi si ottiene una forma debole a(u, v) = F (v) dove a(u, v) ≡ Z Ω 2 X i,j=1 ai,j (x) ∂v ∂u (x) (x) + σ(x)u(x)v(x) dΩ ∂xj ∂xi F (v) = −a(Rg , v) + Z φvdγ + ΓN Z f vdΩ Ω titolo – p. 29/3 Teorema Lax Milgram Sia V uno spazio di Hilbert dotato di una norma k · kV e siano date la forma bilineare a : V × V → R e il funzionale lineare F : V → R. 1. a è continua se: ∃M > 0 : 2. a è coerciva se: 3. F è limitato se |a(u, v)| ≤ M kukkvk ∀u, v ∈ V ∃α > 0 : a(u, u) ≥ αkuk2V ∀u ∈ V ∃K > 0 : |F (v)| ≤ KkvkV ∀v ∈ V Sotto queste ipotesi esiste un’unica soluzione del problema: trovare u ∈ V : a(u, v) = F (v) ∀v ∈ V titolo – p. 30/3 Forma variazionale Se la forma bilineare a(·, ·) è anche simmetrica ovvero a(u, v) = a(v, u), ∀u, v ∈ V allora il problema debole è equivalente al problema variazionale: ( trovare u ∈ V : J(u) = minv∈V J(v), con J(v) ≡ 21 a(v, v) − F (v) titolo – p. 31/3