Nucleo Ispettivo Tecnici
della Prevenzione AUSL
di Parma
Relatore Tecnico della Prevenzione Micologo Giovanni Rossi
Az. USL di Parma Servizio SIAN Distretto di Parma Città.
DECRETO 17 gennaio 1997, n. 58
Il T.d.P. è responsabile, nell'ambito delle proprie
competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica
e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale
nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e
delle bevande, di igiene di sanità pubblica e veterinaria.
Il tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di
lavoro, operante nei servizi con compiti ispettivi e di
vigilanza è, nei limiti delle proprie attribuzioni, ufficiale
di polizia giudiziaria
Può coadiuvare l'amministrazione giudiziaria durante indagini
sui reati contro il patrimonio ambientale, sulle condizioni di
igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e sugli alimenti.
Il T.d.P. svolge con autonomia tecnico professionale le
proprie attività e collabora con altre figure professionali
all'attività di programmazione e di organizzazione del lavoro
della struttura in cui opera.
E' responsabile dell'organizzazione della pianificazione,
dell'esecuzione e della qualità degli atti svolti nell'esercizio
della propria attività professionale.
Funzioni di ispezione e controllo del T.d.P.
L’attività di controllo del T.d.P. è molto ampia
(ambiente, alimenti, sicurezza sul lavoro, igiene
veterinaria) viene esercitata principalmente attraverso
l’ispezione.
Si
tratta
di
un’attività
di
POLIZIA
AMMINISTRATIVA O DI PREVENZIONE (art. 13 L.
689/81), in quanto compiuta in una fase preliminare
all’emergenza di reato Il T.d.P. Riveste inoltre la
qualifica di UPG e quindi svolge anche l’attività di
POLIZIA GIUDIZIARA (artt. 55 e 57 C.P.P.)
CONTROLLO UFFICIALE ALIMENTI
Le amministrazioni coinvolte
M IN IS T E R O D E L L A
SALUTE
M IN IS T E R O D E L L E
P O L IT IC H E
A G R IC O L E E
FO RESTALI
M IN IS T E R O
D E L L ’E C O N O M IA E
D E L L E F IN A N Z E
(D ip a r tim e n to d elle
d o g a n e e d e lle im p o ste
in d ire tte )
C o n tr o lli
su ll’ig ie n e d e i
P r o d o tti
a lim e n ta r i
C o n tr o lli su lla
q u a lità d e i
p r o d o tti
a lim e n ta r i
C o n tr o lli d i
n a tu r a fisc a le
Organi addetti controlli
-alimenti biologiciI controlli disciplinati dal regolamento CE 2092/91
sono rivolti al rispetto delle modalità di produzione
e sono esercitate dal Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali e dagli organismi di controllo
riconosciuti idonei.
Organi addetti al controllo pubblico
-alimenti biologiciIspettorato Centrale repressioni frodi preposto alla
garanzia della qualità dei prodotti agroalimentari ed alla
tutela dei consumatori.


Comando Carabinieri Politiche Agricoli
Guardia di Finanza e il Corpo Forestale dello Stato hanno
una specifica competenza nel reprimere le frodi agrarie.

Organi addetti al controllo pubblico
-alimenti biologici-
organi ispettivi sanitari (T.d.P.,Veterinari,Medici)
Il controllo su prodotti biologici deve essere esercitato secondo le
modalità stabilite dal:
Decreto Legislativo 3 marzo 1993, n 123
PER CONTROLLO UFFICIALE DEI PRODOTTI ALIMENTARI, SI
INTENDONO:
A)
I PRODOTTI ALIMENTARI, IVI COMPRESI GLI ALIMENTI
DESTINATI AD UN'ALIMENTAZIONE PARTICOLARE;
B)
GLI ADDITIVI ALIMENTARI, LE VITAMINE, I SALI MINERALI
INCLUSI I SALi e DEGLI OLIGOELEMENTI E GLI ALTRI ADDITIVI
DESTINATI AD ESSERE VENDUTI IN QUANTO TALI;
C)
I MATERIALI E GLI OGGETTI DESTINATI A VENIRE A
CONTATTO CON I PRODOTTI DI CUI ALLE LETTERE A) E B).
IL CONTROLLO HA LA FINALITA' DI ASSICURARE LA
CONFORMITA' DEI PRODOTTI
ALLE DISPOSIZIONI
DIRETTE A PREVENIRE I RISCHI PER LA PUBBLICA
SALUTE,
A
PROTEGGERE
GLI
INTERESSI
DEI
CONSUMATORI, TRA CUI QUELLI INERENTI LA
CORRETTA INFORMAZIONE, E AD ASSICURARE LA
LEALTA' DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI.
CONTROLLI PRODOTTI BIOLOGICI
-organi ispettivi sanitariA) Produzione
B) Commercializzazione
I controlli possono essere di due tipi:
a) semplici
b) complessi
Semplici: quando si effettua direttamente nell’attività al
fine di verificare dal punto visivo l’osservanza di leggi o
regolamenti.
CONTROLLI SEMPLICI
a) La pulizia e l’osservanza delle norme igieniche;
b) I locali, le attrezzature i mezzi di trasporto
ecc. ;
c) l’etichettatura;
d) L'esame documentale (piano d’autocontrollo,
Aut. San. Ecc.)
ETICHETTATURA PRODOTTI
BIOLOGICI
Normative principali di riferimento:
-Reg. CEE 2092/91 e succ. Mod. ed integrazioni
-D.Lvo 220/95
-D.Lvo n. 109 del 27 gennaio 1992 succ. Mod. Ed
integrazioni
Il prodotto biologico deve essere stato ottenuto nel
rispetto di tutte le norme di produzione e controllo
stabilite dalla legislazione (reg.CEE 2092/91);
Sono previste TRE categorie di etichettatura
1)
Prodotti con almeno il 95% degli ingredienti agricoli
che è stato coltivato secondo il metodo biologico
per almeno due anni;
2) Prodotti in cui almeno il 70% degli ingredienti è di
rpoduzione biologico (due anni), il riferimento
all'agricoltura biologica non si potrà fare nella
denominazione di vendita, ma solo nell'elenco degli
ingredienti, e nella dicitura obbligatoria “XX % degli
ingredienti di origine agricola è stato ottenuto
conformemente alle norme della produzione
biologica”
Il logo europeo in questo caso non può essere usato;
3)
Prodotti vegetali in conversione al biologico, si tratta di
prodotti che sono coltivati secondo il metodo biologico
da almeno un anno prima del raccolto.
E' Obbligatoria la dicitura “Prodotto in conversione
all'agricoltura biologica”
Il logo europeo in questo caso non può essere usato
L'etichetta BIO
In base al Decreto legislativo n.220/95 deve portare le seguenti
indicazioni:
-Nome dell'organismo di Controllo e suo codice proceduto dalla
sigla
. IT;
-Il Codice dell'Azienda Controllata;
-Numero di Autorizzazione sia per i prodotti agricoli freschi che
trasformati
-La dicitura “organismo di controllo autorizzato con D.M.
MIRAAF N.. del.. in applicazione del Reg. CEE n. 2092/91”
-l'indicazione
(facoltativa)
“Agricoltura
biologica-Regime
di
controllo
-Lo specifico logo comunitario che è facoltativo ma applicabile
solo ai prodotti della prima tipologia (1) venduti confezionati.
CE”
ESEMPIO di etichetta di un prodotto con almeno il 95%
POMODOR Passata di pomodoro da agricoltura biologica
Agricoltura Biologica
.
Regime di controllo (CEE)
Controllato da XXXX delXXX
IT CPB Z123 F000001
DEVONO INOLTRE ESSERE RIPORTATE TUTTE LE ALTRE
INDICAZIONI PREVISTE DALLA NORMATIVA DI ETICHETTATURA
ALIMENTI
ES. etichetta di un prodotto con almeno il 70%
.
BISCOTTI CRIC
Ingredienti:farina di frumento tipo”O” , farina di frumento integrale*,olio di
semi di mais,livito di birra, sale
* da agricoltura biologica
Prodotto da forno-Fette biscottate
il 75% degli ingredienti di origine agricola è stato ottenuto conformemente alle
norme dell'agricoltura biologica
DEVONO INOLTRE ESSERE RIPORTATE TUTTE LE ALTRE
INDICAZIONI PREVISTE DALLA NORMATIVA DI ETICHETTATURA
ALIMENTI
ES.: Prodotti in conversione.
.
PISELLI
Piselli Lessati-Prodotto in conversione all'Agricoltura Biologica
Agricoltura Biologica- regime di controllo (CEE)
Controllato da XXXX Aut. Mi.P.A.F. n. xxx del xxx
IT CPB 123 FOOOOO1
Ingredienti:pisellio in conversione all'agricoltura biologica,acqua,sale.
DEVONO INOLTRE ESSERE RIPORTATE TUTTE LE ALTRE
INDICAZIONI PREVISTE DALLA NORMATIVA DI ETICHETTATURA
ALIMENTI
Esame Documentale
Documentazione dell’attività di controllo
Tutta l’attività svolta nell’ambito del controllo deve
essere descritta nel relativo “Verbale Ispettivo” nel
quale sono anche indicati gli eventuali provvedimenti
amministrativi (sanzioni, prescrizioni, proposte di
ordinanze ecc.) o penali e o le successive indagini.
Il verbale è un atto con fede privilegiata esso fa piena
prova fino a querela di falso (art. 2700 c.civ )
CONTROLLO COMPLESSO
Complessi:quando
richiedono
particolari
cognizioni
tecniche e professionali specifiche con l’utilizzo anche di
particolari strumentazioni:
IL PRELIEVO DI CAMPIONI
-IL PRELIEVO DI CAMPIONI NON PUO’ ESSERE IMPEDITO
DALLA PARTE (art.4 L.283/62)
-IL CAMPIONAMENTO VIENE EFFETTUATO SULLA BASE DI
PROCEDURE UFFICIALI DI PRELIEVI
-Di TUTTE LE OPERAZIONI COMPIUTE SI REDIGE UN APPOSITO
VERBALE DI PRELIEVO
-IL CAMPIONE VIENE SUDDIVISO IN DIVERSE ALIQUOTE
TUTTE SIGILLATE CON RIVETTI E CARTELLINI D’UFFICIO
UNA O PIU’ RESTA ALLA PARTE
●
DUE POSSONO ESSERE UTILIZZATE PER LE ANALISI
●
UNA RESTA A DISPOSIZIONE DELLE AUTORITA’ GIUDIZIARIA
O AMM.VE e PER LA REVISIONE D’ANALISI
●
Normativa principale
L.283/62 -DPR 327/80
Residui di prodotti fitosanitari
Decreto 23 luglio 2003Ministero della Salute
Attuazione della direttiva 2002/63/CE 11 luglio 2002 relativa ai metodi di campionamento
ai fini del controllo ufficiale dei residui di prodotti fitosanitari in alimenti di origine
animale e vegetale
Micotossine:
Decreto 23 dicembre 2000 Ministero della Salute
Recepimento della direttiva 98/53/CE della Comm. che fissa i metodi per ilprelievo di
campioni e metodi d'analisi per il controllo ufficiale dei tenori massimi di taluni
contaminanti nei prodotti alimentari.
Decreto 17 novembre 2004 Ministero della Salute
Recepimento direttiva 2003/78/CE della Comm. 11.12.2003 relativa ai metodi di
campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori di patulina nei prodotti
alimentari
Contaminanti ambientali:
Decreto 17 novembre 2004 Ministero della Salute
-Recepimento della direttiva 2003/121/CE della Com del 15.12.03 che modifica la
direttiva 98/53/CE,che fissa metodi per il prelievo di campioni e metodi di analisi per il
controllo ufficiale dei tenori massimi di taluni contaminanti nei prodotti alimentari
IRREGOLARITA‘
Principali irregolarità BIO
Etichettatura non conforme
Etichettatura falsificata o contraffatta
Prodotti venduti per biologici con presenza di residui
fitosanitari
Altre irregolarità:
contaminanti ambientali accidentali
presenza di micotossine
presenza di parassiti o larve
presenza di muffe ecc.
Comunicazione irregolarità: Legge 441/63
D.Legge 282/86
D.Lgs 123/93
CONCLUSIONI
La sfida che ci attende come organi di controllo
anche alla luce dei nuovi regolamenti CE (Reg. CE
852/04 -882/04) sarà sempre una maggiore
collaborazione e coordinamento degli interventi
ispettivi di tipo sanitario non disgiunto nel tutelare
gli INTERESSI DEI CONSUMATORI INERENTI LA
CORRETTA INFORMAZIONE E ALLA LEALTA' DELLE
TRANSAZIONI COMMERCIALI.
CONCLUSIONI
Il 17 giugno 2004 è stato istituito il Comitato
Nazionale per la Sicurezza Alimentare presso il
Ministero della Salute a seguito dell’intesa tra il:
Ministro della Salute, il Ministro delle politiche
agricole e forestali, le Regioni e le Province
Autonome di Trento e Bolzano.
WWW.SICURALIMENTARE.IT
Grazie
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