Lions Club International - Distretto 108 Ia3 - Ufficio Stampa Governatore ROBERTO BERGERETTI COMUNICATO STAMPA Anno Lionistico 2011-2012 * * * Alberto Bertone, presidente e ad delle Fonti di Vinadio Spa (Acqua S. Anna) ospite del Lions Club “Carrù-Dogliani” Giovedì scorso - nell’Agriturismo “La Pieve” di Dogliani - il Lions Club Carrù-Dogliani ha ospitato il presidente e amministratore delegato delle “Fonti di Vinadio Spa”, Alberto Bertone. Una serata importante voluta dal presidente Paolo Candela, per affrontare sia il tema dell’acqua, che quello - che sta sempre diventando più importante - collegato al riciclo dei contenitori in generale. Tema molto sentito dalle “Fonti di Vinadio Spa”, conosciute forse più col suo prodotto, “l’Acqua S. Anna”, (leader in Italia nel mercato delle acque minerali), che ha realizzato la “BioBottle”, ovvero la prima bottiglia “eco-sostenibile”, costruita in plastica vegetale e, con l’etichetta, sia riciclabile, che compostabile. Ovvero etichetta e bottiglia si biodegradano completamente in 80 giorni nei siti di compostaggio, con l’eccezione del tappo che deve essere conferito nella raccolta differenziata. All’incontro hanno presenziato Samuele Crosetti, vice presidente del Leo Club Carrù-Dogliani e Raffaele Sasso, officier distrettuale, facente parte dello staff del Governatore del Distretto 108 Ia3, Roberto Bergeretti. «Ad Alberto Bertone, va il grazie di tutto il Lions Club Carrù-Dogliani e mio personale - ha detto nel suo intervento il presidente Paolo Candela - per aver accettato di essere con noi per parlarci della sua personale esperienza che fa parte della storia della famiglia. Famiglia che ha legami profondi col nostro territorio, perchè il papà Giuseppe, era nativo di Mondovì-Rifreddo e la mamma, Angela Occelli, presente questa sera è originaria di Carrù». Quindi dopo la lettura del curriculum, dei premi e dei riconoscimenti ottenuti da Alberto Bertone (da ultimo, il Premio Impresa Ambiente 2011 – Menzione Speciale Categoria Miglior Prodotto a Sant’Anna BioBottle) il suo intervento. «La mia - ha raccontato Alberto Bertone - è una famiglia di immigrati dal monregalese a Torino dove viviamo, pur continuandoci a sentire cuneesi al 100%. Io sono nato a Torino. Mio padre non aveva studiato, ma aveva la grande capacità di saper fare scelte importanti anche in campi innovativi. Così è diventato costruttore e anche continuando in tale attività, si è interessato di molti settori: in particolare era affascinato dalla possibilità di imbottigliare l’acqua per portarla sulle tavole degli italiani. Un’idea nata nel 1970 che è diventata realtà nel 1996, quando a 29 anni, dopo aver lavorato solo nelle costruzioni, ho iniziato ad occuparmi della nuova realtà. Abbiamo sempre investito su chi lavora in montagna, mantenendo una struttura snella con grande uso dell’informatica e della robotica. Oggi 40 persone sono addette alla produzione,10 al controllo qualità, 20 alla vendita, al marketing alla logistica ed all’amministrazione. Lo stabilimento costruito in legno occupa 60 mila metri quadrati ed è posizionato a valle, mentre l’acqua è captata in quota (1660 metri) e portata attraverso 400 km di tubature, raccolta in 11 serbatoi da un milione di litri, per servire dieci linee di produzione. La capacità produttiva è di 310 mila bottiglie all’ora con un massimo di 7,5 milioni di bottiglie al giorno, con un impianto di produzione all’avanguardia in Europa, mentre lo stoccaggio e la gestione del magazzino sono totalmente automatizzati con l’utilizzo di robot a percorso laser. Abbiamo raggiunto la copertura dell’11,6% dell’acqua in volume venduta in Italia e siamo in cima alla classifica dei prodotti più venduti, con un fatturato che nel 2010 è stato di 185 milioni di euro». Quindi ha ancora aggiunto: «Abbiamo investito in automazione e puntato sulla rapidità di interventi innovativi ma anche sulla preziosa collaborazione dei dipendenti, decidendo in tempi brevi, per essere sempre all’avanguardia rispetto alle grandi multinazionali, che invece hanno tempi lunghi. Così per la “BioBottle”: in America il polimero di partenza era utilizzato per i piatti “usa e getta”. Quando l’ho saputo - circa 8 anni fa - mi sono precipitato in Minnesota ed ho iniziato la sfida sino ad arrivare al prodotto odierno, che in pochi mesi ha coperto il 15-20% della produzione. Ha costi elevati, ma è importante pensare all’ambiente, per un futuro migliore». Infine una piacevole “scoperta”: la collaborazione offerta da Alberto Bertone al Lions International, col finanziamento, negli anni scorsi, di alcuni pozzi in Africa, per dare l’acqua a chi non l’aveva ancora. Nella foto, Alberto Bertone col presidente del Lions Club Carrù-Dogliani, Paolo Candela, il cerimoniere, Paola Porta, l’officier distrettuali, Raffaele Sasso e il vice presidente del Leo Club Carrù-Dogliani, Samuele Crosetti