PROGETTO FONDI CEI 8xmille
“RIFONDIAMOCI”
Laboratorio di Formazione per Volontari
Siracusa, 01/07/2014
Sede Caritas Diocesana di Siracusa
Via della Conciliazione n.6
Analisi dei vostri spunti…Prima di iniziare,
partiamo da ciò che per noi tutti è veramente
Importante, ovvero:
Chiarificazione di alcuni aspetti tecnici legati al Progetto Fondi
CEI 8xmille “Rifondiamoci” (perché questo Progetto, qual è
l’obiettivo generale del Progetto, quali sono gli obiettivi
specifici del Progetto, quali saranno i miglioramenti che
deriveranno dalla messa in atto del Progetto);
 Acquisizione di un metodo specifico ed adeguato, da
applicare univocamente durante il nostro servizio presso i
Centri d’ascolto Territoriali;
 Confronti costanti sulla base delle esperienze vissute, da
vivere come momenti di condivisione in grado di fornirci
informazioni e suggestioni su cui lavorare e riflettere;
 Conoscenza ed appropriato utilizzo delle risorse a disposizione
dei Centri d’ascolto Territoriali, come sinonimo di qualità del
servizio e come viatico In grado di favorire la costituzione di
una rete solida ed efficiente

Progetto “Rifondiamoci”
IL PROGETTO FONDI CEI
8XMILLE “RIFONDIAMOCI"
Progetto “Rifondiamoci”
IL PROGETTO FONDI CEI 8xmille
“RIFONDIAMOCI"
PERCHE’ NASCE
Perchè in questo momento storico, nel quale la
crisi sta costringendoci ad una seria riflessione sul
nostro mandato e sulla nostra missione all'interno
della Chiesa, avere a disposizione degli strumenti
qualitativamente e quantitativamente consoni
risulta essere assolutamente necessario.
Pertanto, come prima azione, si è deciso di
ripensare all’importanza ed al ruolo dei Centri
d’Ascolto, come luoghi pastorali precipui
a sostegno dei poveri presenti all’interno del
territorio cittadino
Progetto “Rifondiamoci”
IL PROGETTO FONDI CEI 8xmille
“RIFONDIAMOCI"
I dati raccolti ed analizzati e relativi agli utenti
rivoltisi al Centro d’Ascolto diocesano:
 dal 2010 al 2013, il numero degli utenti
complessivi* è aumentato del 89,2%;
 dal 2010 al 2013, l’incremento annuale medio
degli utenti complessivi è stato del 29,7%
*per utenti complessivi si intendono gli utenti diretti, ovvero
coloro che direttamente si rivolgono/si sono rivolti al Centro
d’Ascolto diocesano (es. il capofamiglia), comprensivi dei
loro nuclei familiari.
Progetto “Rifondiamoci”
IL PROGETTO FONDI CEI 8xmille
“RIFONDIAMOCI"


Il numero medio dei bisogni riscontrati** rispetto ad ogni
utente diretto è stato di 5, ma per il 25% di essi (1 utente
diretto su 4), ne sono stati riscontrati 8;
La percentuale di soddisfacimento derivante dal
rapporto tra richieste formulate dagli utenti diretti (sulla
base dei bisogni riscontrati) ed interventi effettuati è
stata del 34,5% (rif. Analisi dei dati CdA diocesano,
anno 2012)
**secondo i parametri stabiliti da Caritas Italiana, i bisogni fanno
riferimento ad una classificazione che considera, in ottica globale, le
seguenti problematiche: problematiche abitative, problematiche
di detenzione e giustizia, problematiche legate a dipendenze,
problematiche familiari, problematiche riferite ad handicap/disabilità,
problematiche relative al grado di istruzione, problematiche legate a
migrazione/immigrazione, problematiche occupazionali, problematiche
di tipo economico, problematiche relative alla salute, problematiche
denominate “altre”.
Progetto “Rifondiamoci”
IL PROGETTO FONDI CEI 8xmille
“RIFONDIAMOCI"
Alla luce dell’analisi di cui sopra, Il Progetto si porrà come
punto di partenza per dare il via ad una Rifondazione,
strutturale ed organizzativa, dei servizi Caritas (iniziando dai
Centri d’ascolto territoriali, per poi proseguire con la
creazione dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse e
l’elaborazione di Progetti legati a specifiche problematiche
riscontrate nel territorio) presenti a Siracusa, mediante:
 l’utilizzo di un metodo e di strumenti specifici, atti a
migliorare la qualità dei servizi;
 l'avvio di una serie di nuovi di servizi integrati pensati ad
hoc, frutto di una conoscenza capillare del territorio;
 la valorizzazione della rete di interazione tra le realtà
Caritas presenti sul territorio
Progetto “Rifondiamoci”
IL PROGETTO FONDI CEI 8xmille
“RIFONDIAMOCI"
L’OBIETTIVO GENERALE
Il Progetto Fondi CEI 8xmille "RIFONDIAMOCI" si prefigge l'obiettivo
generale di potenziare i servizi offerti, mediante la nascita di 4
nuovi Centri d’Ascolto Caritas costituiti su base territoriale, nella
città di Siracusa.
GLI OBIETTIVI SPECIFICI

Costituire ed avviare le attività dei 4 Centri d’Ascolto territoriali
(e loro successivo coordinamento) nella città di Siracusa;

Costruire la rete informatica di condivisione delle informazioni
tra i Centri d'Ascolto, mediante l'adozione del software
applicativo OsPoweb;

Potenziare la capacità di fronteggiamento delle povertà da
parte dei Centri d'Ascolto coinvolti ed avviare nuovi servizi
specifici
Progetto “Rifondiamoci”
QUALI MIGLIORAMENTI RISPETTO
ALLA SITUAZIONE ATTUALE?

Redistribuzione territoriale della povertà tra i vari Centri
d’Ascolto Territoriali (influirà sulla qualità del nostro
servizio e sull’ottimizzazione delle risorse a disposizione);

Maggiore conoscenza del fenomeno povertà, grazie ad
uno studio del territorio competente, sistematico ed
organizzato, effettuato con i mezzi informatici e
capacità tecniche a nostra disposizione
(Ospoweb/Analisi statistica e sociologica dei dati);

Creazione di una “rete” tra i Centri d’Ascolto Territoriali e
le Parrocchie della città, in grado di favorire lo scambio
di informazioni tra i volontari
Progetto “Rifondiamoci”
QUALI MIGLIORAMENTI RISPETTO
ALLA SITUAZIONE ATTUALE?

Fruizione di dati ed elementi necessari per la
creazione e realizzazione di progetti specifici;

Sensibilizzazione alla conoscenza di precipui
strumenti pastorali e delle tecniche d’utilizzo degli
stessi, come opportunità per acquisire e diffondere
un modello, ma anche come importante canale
per testimoniare la Carità nella comunità,
ecclesiale e non
Progetto “Rifondiamoci”
IL CENTRO D'ASCOLTO
Progetto “Rifondiamoci”
IL CENTRO D'ASCOLTO
Il Centro di ascolto è il luogo privilegiato (perché
consegnato dalla tradizione e confermato
dall’esperienza) in cui si intessono relazioni con i
poveri, maestri e pulpito del parlare e dell'agire di ogni
Caritas.
Il servizio del Centro di ascolto è coordinato da una
persona con incarico specifico da parte del Direttore della
Caritas diocesana che promuove e gestisce il servizio
stesso. All’interno del Centro di ascolto operano
sia volontari che collaboratori retribuiti.
Nel Centro di ascolto i volontari e gli operatori lavorano in
équipe. Periodicamente si confrontano su come
supportare le diverse persone incontrate. Questo permette
di armonizzare i criteri di intervento e rendere omogeneo lo
stile di lavoro
Progetto “Rifondiamoci”
IL CENTRO D'ASCOLTO
Funzioni e compiti
Il Centro di ascolto fa dell'ASCOLTO il suo MODO
PROPRIO di SERVIZIO. Il suo "fare" prevalente è
l'ascolto, cuore della relazione di aiuto, dove chi
ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con
ruoli diversi, in un progetto che, ricercando le
soluzioni più adeguate, punta a un processo di
liberazione della persona dal bisogno
Progetto “Rifondiamoci”
IL CENTRO D'ASCOLTO
Dall'Ascolto e dall’Accoglienza della persona conseguono
le altre funzioni specifiche:
1. Presa in carico delle storie di sofferenza e definizione di un
progetto di “liberazione";
2. Orientamento delle persone verso una rilettura delle reali
esigenze e una ricerca delle soluzioni più indicate e dei servizi
più adeguati presenti sul territorio;
3. Accompagnamento di chi sperimenta la mancanza di punti di
riferimento e di interlocutori che restituiscano la speranza di un
cambiamento, mettendo in contatto la persona con i servizi
presenti sul territorio ed attivando tutte le risorse possibili;
4. Prima risposta per i bisogni più urgenti, sempre attraverso il
coinvolgimento delle comunità parrocchiali e del territorio
Progetto “Rifondiamoci”
IL CENTRO D'ASCOLTO
Il Centro di ascolto svolge, al fianco del servizio ai poveri,
un servizio di animazione della comunità cristiana espressa
soprattutto dalle funzioni di:
 sussidiarietà, poiché rivolge il suo servizio a persone che
vivono in condizione di povertà e che ancora non
hanno trovato accoglienza e ascolto a l’interno della
comunità parrocchiale;
 stimolo, poiché svolge il suo servizio di ascolto in
continuo dialogo con gli altri Centri di ascolto
(parrocchiali, vicariali e territoriali/zonali).
 supporto, poiché non si sostituisce alle attività svolte
all’interno delle comunità parrocchiali, bensì si integra
ad esse
Progetto “Rifondiamoci”
ACQUISIRE UN METODO
SPECIFICO ED ADEGUATO:
ASCOLTO E
COMUNICAZIONE
Progetto “Rifondiamoci”
ACQUISIRE UN METODO SPECIFICO ED
ADEGUATO: ASCOLTO E COMUNICAZIONE
Il processo d’ascolto è, in considerazione dell’evoluzione della
sfera relazionale umana e sociale, un’attività comunicativa che
richiede il pieno coinvolgimento cognitivo ed empatico
dell’ascoltatore.
Sappiamo, infatti, che sentire (come azione di recepimento dei
suoni attraverso il canale uditivo) non equivale
ad ascoltare (come azione di predisposizione verso un’attività di
cui si ha consapevolezza);
in realtà, chi ascolta "percepisce un input, ovvero discorso
verbale in entrata (solitamente coacervato ad altri segnali sonori,
come i rumori di fondo) e da questo input seleziona indizi per
potersi costruire un modello o rappresentazione mentale del
messaggio che il soggetto parlante sta cercando di trasmettere"
(Anderson e Lynch 1988). In quest’ottica, quindi, l’ascolto assume
la rilevanza di un processo assolutamente attivo
Progetto “Rifondiamoci”
ACQUISIRE UN METODO SPECIFICO ED
ADEGUATO: ASCOLTO E COMUNICAZIONE
L’ascolto è un processo costruttivo, che implica la presenza di
un ascoltatore attivo e consapevole, ovvero una persona che
sa perché ascolta (ha uno scopo), che cosa ascolta
(seleziona le informazioni rilevanti), come ascolta (sceglie le
tecniche appropriate) e che, considerando tutti gli elementi
sopraccitati, configurerà chi ascolta (il nostro interlocutore);
Un buon ascoltatore non resta semplicemente in attesa di
udire informazioni (ascolto passivo): cerca, piuttosto, di
facilitare all’interlocutore l’esposizione dei contenuti del
messaggio, “sintonizzandosi” sulla sua “frequenza” e
compiendo piccole azioni di partecipazione che sublimano la
sua posizione di vivo interesse nei confronti dell’argomento
(ascolto attivo);
Progetto “Rifondiamoci”
ACQUISIRE UN METODO SPECIFICO ED
ADEGUATO: ASCOLTO E COMUNICAZIONE
E’ importante saper identificare la struttura delle informazioni dei
vari formati comunicativi e tipi di discorso (nel nostro caso,
momenti d’ascolto “de visu”, ove ci verranno descritte le
problematiche salienti vissute dal nostro interlocutore, il quale,
evidentemente, non è in grado di affrontare e superare da solo)
e saper individuare le informazioni importanti sulla base degli
scopi dell’ascolto (es. creazione di un progetto di liberazione
dalla condizione di difficoltà’, partendo dalle risorse conosciute
ed accessibili, che sia specifico in considerazione di quanto
espresso e carpito dal confronto con il nostro interlocutore).
I fattori di natura socio-affettiva e motivazionali condizionano
molto il modo in cui vengono percepiti i compiti di ascolto, e, di
conseguenza, i modi in cui essi vengono eseguiti. E’ essenziale,
pertanto, abbassare i livelli di ansia (che agiscono come filtro
negativo) e promuovere un ambiente d’ascolto in cui traspaia
cordialità, tranquillità e sicurezza
Progetto “Rifondiamoci”
ASCOLTO E TIPI DI COMUNICAZIONE

Comunicazione Verbale

Comunicazione Non Verbale
Progetto “Rifondiamoci”
ASCOLTO E COMUNICAZIONE VERBALE
La comunicazione verbale è quel tipo di
comunicazione che si attua mediante l’utilizzo
del linguaggio (sia orale che scritto) e che
dipende da precise regole sintattiche (struttura
del messaggio), semantiche (significato del
messaggio) e circostanziali (contesto di
riferimento, rapporto con l’interlocutore).
Progetto “Rifondiamoci”
ASCOLTO E COMUNICAZIONE NON
VERBALE
La comunicazione non verbale, invece, è
quel tipo di comunicazione che comprende
tutti gli elementi di uno scambio
comunicativo che non riguardano il livello
puramente semantico, (il significato letterale
delle parole), ma che riguardano
il linguaggio del corpo, come strumento di
comunicazione tra persone.
Progetto “Rifondiamoci”
ASCOLTO E COMUNICAZIONE NON
VERBALE
In senso lato, la comunicazione non verbale comprende:
 postura
 gestualità
 mimica facciale (espressioni del volto, sguardo)
 Prossemica, o comportamento spaziale (orientamento
nello spazio, distanza interpersonale, contatto
corporeo)
 paralinguistica
 aspetto esteriore
 voce/fonetica (ritmo, velocità dell’eloquio, intonazione,
forza vocale, enfasi, durata)
Progetto “Rifondiamoci”
ASCOLTO E COMUNICAZIONE NON
VERBALE
La postura è la posizione che il corpo assume durante
uno scambio comunicativo; essa agisce rivelando
lo stato emotivo con il quale l’interlocutore partecipa
alla comunicazione (es. una postura rilassata ed eretta
proietterà sicurezza ed interesse nei confronti
dell’argomento descritto dall’interlocutore);
La gestualità è il comparto di piccole azioni che si
utilizzano durante uno scambio comunicativo; essa è
grado di esprimere efficacemente e/o rafforzare i
concetti comunicati verbalmente, sia in entrata che in
uscita (es. pollice in su “ok” per indicare che va bene, si
è d’accordo, ecc..)
Progetto “Rifondiamoci”
ASCOLTO E COMUNICAZIONE NON
VERBALE
Lo sguardo è concepito come atto di guardare; in
riferimento al suo utilizzo, è possibile riscontrare:
- elementi di tipo fisiologico e involontario, come
la dilatazione delle pupille o il battito delle palpebre;
- elementi di tipo consapevole, come i movimenti e le
espressioni degli occhi;
Lo sguardo agisce, per antonomasia, come un ottimo
strumento di comunicazione non verbale; esso,
infatti, può trasmettere innumerevoli messaggi di
variegata natura, quali, ad esempio, gioia, tristezza,
sicurezza, disinteresse, critica, distacco, ecc...
Progetto “Rifondiamoci”
ASCOLTO E COMUNICAZIONE NON
VERBALE
Altrettanto importanti sono la prossemica, intesa come lo studio
semiologico dei gesti/segni ed il comportamento spaziale, ovvero
l’orientamento nello spazio e la distanza interpersonale;
I comportamenti spaziali tengono del tipo di relazione che si ha con
l’interlocutore e della distanza che da questo ci separa; pertanto,
possiamo classificare delle distanze (zone) così suddivise:

zona pubblica: ascolto effettuato ad oltre 3, 6 m di distanza
dall’interlocutore;

zona sociale: ascolto effettuato a 3,6-1,2 m di distanza
dall’interlocutore;

zona personale: ascolto effettuato a 1,2 m-45 cm di distanza
dall’interlocutore;

zona intima: ascolto effettuato a 45-15 cm di distanza
dall’interlocutore;
Nel nostro caso, la zona da adottare è senz’altro quella sociale
Progetto “Rifondiamoci”
ASCOLTO E COMUNICAZIONE NON
VERBALE
Il sistema paralinguistico si riferisce ad altezza,
ritmo, volume e tono del linguaggio, ma anche
all’accento ed alla qualità della voce e dei
suoni, anche in considerazione della presenza di
momenti di forte emotività e di elementi
fisiologici ad essa correlati (pianto, sbadiglio,
risata, ecc..)
Progetto “Rifondiamoci”
ASCOLTO E COMUNICAZIONE NON
VERBALE
Promemoria: spesso il non verbale racconta
molto di più di ciò che viene detto!
Ricordiamoci, inoltre, che se il comportamento
non verbale contraddice le parole, il messaggio
non passa, o passa solo parzialmente, mentre
l’effetto è massimo quando c’è perfetta
aderenza tra ciò che si trasmette con il “verbale”
e ciò che si trasmette con il “non verbale”
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI
COMUNICATIVI NELLA
RELAZIONE DI AIUTO
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI COMUNICATIVI
I Comportamenti comunicativi sono i
comportamenti adottati per
condividere/mettere in comune qualcosa
con gli altri; ne esistono diversi (passivo,
aggressivo, assertivo), ognuno dei quali
contraddistinto da specifiche peculiarità
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI COMUNICATIVI –
COMPORTAMENTO ASSERTIVO
Comportamento assertivo
L’assertività è la componente relazionale che
permette di riconoscere le proprie emozioni e i propri
bisogni e di comunicarli agli altri.
Il soggetto assertivo è colui che è capace di avere un
atteggiamento positivo verso se stesso e verso gli altri
fino a raggiungere capacità relazionali spontanee,
naturali e soddisfacenti. Assume comportamenti
verbali e non verbali che gli permettono di
conservare rispetto per se stessi, di conservare i propri
diritti, senza tentare di dominare, strumentalizzare o
controllare gli altri.
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI COMUNICATIVI –
COMPORTAMENTO ASSERTIVO
Esempio di comportamento assertivo:
 Eloquio fluente e privo di esitazioni;
 Postura eretta e rilassata;



Mimica facciale perfettamente allineata agli eventi
ascoltati (es. sorriso in caso di eventi positivi, palpebra
inferiore sollevata e bocca inespressiva in caso di eventi
negativi);
Contatto visivo fermo, ma non dominante;
Gestione del comportamento spaziale corretta (scelta
di una zona adeguata rispetto al tipo di relazione che
sussiste con l’interlocutore)
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI COMUNICATIVI
NELLA RELAZIONE D’AIUTO
Quesito: come comunicare efficacemente nella
relazione d’aiuto?
Per comunicare efficacemente è fondamentale
tener conto dei seguenti fattori, ovvero pensare:
 a chi ci si rivolge;
 in che contesto siamo;
 l’obiettivo che ci diamo;
 il linguaggio che usiamo
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI COMUNICATIVI
NELLA RELAZIONE D’AIUTO
Come sappiamo, la comunicazione
avviene attraverso uno scambio tra due o
più soggetti. Si ha un’interazione quando
vi è un’azione di reciproco scambio
comunicativo, ove sussiste condivisione di
pensieri, vissuti ed emozioni tra i
comunicanti
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI COMUNICATIVI
NELLA RELAZIONE D’AIUTO
I componenti che influenzano
profondamente la relazione e che risultano
essere strettamente legati al campo delle
emozioni sono:
 La capacità di ascolto
 L’uso del feedback (retroazione)
 La comunicazione assertiva
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI COMUNICATIVI
NELLA RELAZIONE D’AIUTO
La capacità d’ascolto (es. ascolto passivo,
ascolto attivo), cambia seconda dei casi
e dell’evolversi della relazione di
comunicazione (es. si potrà inizialmente
optare un ascolto passivo per
immagazzinare le informazioni di rilievo
contenute nel messaggio
dell’interlocutore, per poi passare ad
ascolto attivo mirato)
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI COMUNICATIVI
NELLA RELAZIONE D’AIUTO
L’uso dei feedback (retroazione, azione di ritorno), che
distinguiamo in:
 positivo (es. “hai ragione!”) per indicare
approvazione e comunicare all’interlocutore che esiste
e si è d’accordo con lui;
 negativo (es. “stai sbagliando!”) per indicare
disaccordo e comunicare all’interlocutore che esiste,
ma non si è d’accordo con lui;
In quasiasi caso ed a prescindere dalle nostre opinioni,
lasciare un feedback è sempre importante, poiché
indica la determinazione di una nostra posizione rispetto
a quanto detto dall’interlocutore che, in tal modo, si
renderà conto d’esser stato ascoltato
Progetto “Rifondiamoci”
I COMPORTAMENTI COMUNICATIVI
NELLA RELAZIONE D’AIUTO
La comunicazione assertiva è fondamentale per
la gestione di un’efficace relazione di aiuto, in
cui il riconoscimento delle emozioni dell’altro
passa attraverso il riconoscimento delle proprie e
il rispetto dei bisogni degli altri è possibile solo se
è presente il rispetto di sé; essa, inoltre:
 favorisce un buon livello di autostima;
 funge da stimolo a reazioni significative;
 riduce la paura e l’ansietà
Progetto “Rifondiamoci”
TECNICHE D’ASCOLTO
NELLA RELAZIONE D'AIUTO
Progetto “Rifondiamoci”
ACQUISIRE UN METODO SPECIFICO ED
ADEGUATO: TECNICHE D’ASCOLTO NELLA
RELAZIONE D'AIUTO
Come già sottolineato, ascoltare non è la stessa cosa
che sentire, perché comporta la creazione e lo sviluppo
di un processo attivo e complesso. Ascoltare, infatti,
significa:
 raccogliere informazioni da chi parla, astenendosi dal
giudicare ed assumendo un atteggiamento
empatico;
 palesare attenzione nei confronti di chi parla, in modo
da incoraggiare la continuazione della
comunicazione;
 intervenire con osservazioni limitate, ma incoraggianti,
in grado di favorire il nostro interlocutore nella
prosecuzione della comunicazione
Progetto “Rifondiamoci”
ACQUISIRE UN METODO SPECIFICO ED
ADEGUATO: TECNICHE D’ASCOLTO NELLA
RELAZIONE D'AIUTO

Tecnica d’ascolto passivo

Tecnica d’ascolto attivo

Tecnica d’ascolto “mista”
Progetto “Rifondiamoci”
ACQUISIRE UN METODO SPECIFICO ED
ADEGUATO: TECNICHE D’ASCOLTO NELLA
RELAZIONE D'AIUTO
L’ascolto passivo permette di rapportarsi ad un
interlocutore in presenza di situazioni e sistemi
relativamente semplici.
E’ caratterizzato da:
 un atteggiamento passivo, atto a neutralizzare
le emozioni;
 controllo della conversazione da una
prospettiva statica;
 Un approccio oggettivo, che presta attenzione
ai contenuti
Progetto “Rifondiamoci”
ACQUISIRE UN METODO SPECIFICO ED
ADEGUATO: TECNICHE D’ASCOLTO NELLA
RELAZIONE D'AIUTO
L’ascolto attivo è adatto, invece, per la gestione
di situazioni e sistemi complessi.
E’ caratterizzato da:
 un atteggiamento attivo, ove è possibile
riscontrare la centralità delle emozioni;
 una particolare attenzione alla forma ed
all’analisi prospettica a più soluzioni;
 un approccio dinamico (né soggettivo, né
oggettivo)
Progetto “Rifondiamoci”
PROPOSTA DI UNA TECNICA DI
ASCOLTO MISTA
Obiettivo: creare un clima di fiducia per
instaurare una relazione di aiuto efficace
che consenta di supportare la persona nel
superamento delle proprie difficoltà.
Progetto “Rifondiamoci”
PROPOSTA DI UNA TECNICA DI
ASCOLTO MISTA
I passaggi (steps) da seguire per raggiungere l’obiettivo
saranno:

ascolto passivo: ascoltare in silenzio l’altro con attenzione;

messaggi di accoglimento: utilizzo di messaggi verbali/non
verbali in grado di sottolineare l’atteggiamento di ascolto
(“certamente”, “si” “sono d’accordo”…annuire, sorridere,
ecc…);

messaggi di incoraggiamento: utilizzo di messaggi verbali
in grado di incoraggiare l’interlocutore
nell'approfondimento di alcuni aspetti comunicati, senza
valutare o giudicare;

ascolto attivo: riflessione sul contenuto del messaggio
dell’altro restituendolo con parole diverse. Riflette i
sentimenti espressi e percepiti durante l’attività
comunicativa
Progetto “Rifondiamoci”
PROPOSTA DI UNA TECNICA DI
ASCOLTO MISTA
Vantaggi di questa tecnica d’ascolto:







La persona che parla percepisce il nostro interesse;
Offre a chi parla la possibilità di spiegarsi e mitigare la
propria emotività;
Aiuta a descrivere e definire meglio il proprio problema;
Promuove nuove analisi e prospettive relative al
problema;
Riduce la possibilità di fraintendimenti;
Migliora i rapporti personali;
Favorisce la relazione empatica
Progetto “Rifondiamoci”
CONSIGLI PRATICI PER
UNA BUONA ATTIVITÀ
D’ASCOLTO
Progetto “Rifondiamoci”
CONSIGLI PRATICI PER UNA BUONA
ATTIVITÀ D’ASCOLTO I:

Essere consapevoli del linguaggio corporeo e prossemico
(comunicazione non verbale), attraverso cui vengono
veicolati gli stati emotivi connessi alla comunicazione verbale
(sia in entrata, che in uscita);

Esercitare controllo su quanto sta avvenendo durante le fasi di
costruzione della relazione comunicativa (es. la persona è più
“sciolta” nell’esposizione, la persona si è irrigidita e fatica ad
esternare i suoi problemi);

“Mettere a fuoco” l’altro come persona: questo implica un
confronto con il nostro interlocutore, che tenga in
considerazione l’esperienza di disagio, le percezioni e le
reazioni scaturenti da tale condizione;

Formulare domande aperte, che permettano all’interlocutore
di approfondire quanto già detto e/o aggiungere nuovi
elementi
Progetto “Rifondiamoci”
CONSIGLI PRATICI PER UNA BUONA
ATTIVITÀ D’ASCOLTO I:

Utilizzare degli intercalari (Facilitatori): l’impiego di formule
verbali come “capisco” “certo” “sì”, l’utilizzo di segni non
verbali di assenso (es. annuire), o stare in silenzio in modo
empatico e attivo incoraggiano la persona a continuare a
parlare, a confidarsi e a trovare le parole giuste, soprattutto in
momenti in cui è più che probabile il sopraggiungere di
esternazioni inerenti alla sfera emotiva (capita spesso, durante
la nostra attività d’ascolto);

Precisare ed ottenere chiarimenti dalla persona, durante
l’evolversi della fase d’ascolto, chiedendo di specificare
alcuni dettagli (es. “quando è accaduto?”); questo la aiuterà
a ricordare gli eventi narrati in modo più dettagliato;

Ripetere un concetto appena udito per essere sicuri di aver
compreso; conferisce alla persona la sensazione d’essere
ascoltata e capita
Progetto “Rifondiamoci”
CONSIGLI PRATICI PER UNA BUONA
ATTIVITÀ D’ASCOLTO II:
Instaurare con l’interlocutore un rapporto di
tipo ORIZZONTALE (facilita l’ascolto, il dialogo
ed il confronto);
 Porsi in modo OBIETTIVO nei confronti della
persona che ascoltiamo e dei problemi a
questa afferenti;
 EDUCARE, non GIUDICARE (funzione
pedagogica prevalente del mandato Caritas)

Progetto “Rifondiamoci”
CONSIGLI PRATICI PER UNA BUONA
ATTIVITÀ D’ASCOLTO II:

Creare un clima ed un contesto in grado di FAVORIRE l’ascolto
(es. predisporre il luogo d’ascolto in modo accogliente,
assumere un atteggiamento cordiale ed assertivo, utilizzare
una corretta tecnica d’ascolto, ecc.);

Non perdere MAI di vista l'azione che contraddistingue il
nostro servizio (L’ASCOLTO): tutti coloro che si rivolgeranno ai
Centri d’Ascolto sono, a prescindere da tutto, SORELLE e/o
FRATELLI bisognosi d’essere guidati e, in quanto tali, devono
SEMPRE essere ascoltati!
Progetto “Rifondiamoci”
GRAZIE PER L’ATTENZIONE!
Progetto “Rifondiamoci”
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