Richard Meyer, Dives in Misericordia, Roma, Tor Tre Teste
Rappresentazione tridimensionale con l’utilizzo il software Wolfram Mathematica
Progettista
Richard Meyer
Periodo di costruzione
1996-2003
Tipologia Edilizia
Chiesa
Impresa
Italcementi
Sistema Costruttivo
Calcestruzzo bianco autopulente e vetro
Prpf. C. Falcolini – Stud.:De Tulio Francesco, Tartasi Tommaso
Richard Meyer, Dives in Misericordia, Roma, Tor Tre Teste
“… seeing the third shell being erected I am reminded of hearing a symphony by Beethoven or seeing the third act of a play by
Brecht…”. Richard Meier
La Chiesa di Tor Tre Teste appare improvvisamente, piena di luce e di forza espressiva, tra i grandi palazzi del moderno
quartiere romano di Tor Tre Teste. Una piccola struttura, un gioiello dell’architettura contemporanea, che mai ci aspetteremmo di
trovare incastonata in quest’area periferica così lontana dalla Roma monumentale. La Chiesa di Tor Tre Teste è stata fortemente voluta
da Papa Giovanni Paolo II per essere il memoriale del Grande Giubileo del 2000 e trasposizione visiva dei contenuti dell’Enciclica
“Dives in Misericordia” emanata dal Santo Padre nel Novembre del 1980. Nel documento il Papa spinge l’umanità tutta ad “…attingere
nell’eterno per affrontare le grandi preoccupazioni contemporanee…” (Giovanni Paolo II). La nuova chiesa doveva irradiare questo
messaggio di grande attualità ed essere testimonianza visibile del cammino della Chiesa nel Terzo Millennio... A questo scopo
architetti, tra i più stimati in tutto il mondo, sono stati invitati a presentare un progetto per una chiesa parrocchiale. Richard Meier,
vincitore del concorso, sintetizza in modo semplice ma ardito le funzioni di “luogo di accoglienza, luogo di convocazione e luogo di
Chiesa” e crea una struttura ricca di simbologia e spiritualità. L’edificio è caratterizzato da tre grandi vele, gonfie al vento, in
calcestruzzo bianco, delle quali la maggiore misura un’altezza di 26 metri. Queste sono unite da ampie superfici vetrate di grandi
impatto emozionale. Il tutto rende magnificamente l’idea originale “della barca della Chiesa” che conduce i fedeli nei mari del Terzo
Millennio. Entrando all’interno ci si trova in un luogo magico dove le coperture in cristallo e la luminosità diffusa trasformano “Dives in
Misericordia” in una “sorgente di luce e verità” e trasmettono al visitatore un senso di grande pace e spiritualità.L’imponenza e
l’originalità del progetto di Meier sono stati una sfida per la moderna ingegneria italiana. Le vele autoportanti sono realizzate in conci,
ciascuno del peso di 12 tonnellate. Per il montaggio delle strutture sono state inventate delle macchine specifiche capaci di sopportare
tanta sollecitazione. Inoltre il bianco splendente delle superfici esterne della Chiesa è ottenuto grazie ad un nuovo tipo di cemento
(Bianco TX Millenium) autopulente, che garantisce l’inalterazione del colore delle superfici attraverso il tempo.
INSERIMENTO DEL SISTEMA DI RIFERIMENTO E DEI COMANDI DI BASE
Nel documento di Mathematica
sono stati inseriti i comandi base
per lavorare sulle immagini
bidimensionali (cerchi, ellisse, linea,
spirale..) e che sono state utilizzate
per lo studio della pianta e della
sezione del fabbricato,
successivamente le funzioni
tridimensionali per la realizzazione
del modello.
Il primo passo è importare la pianta
dell’edificio nel software in modo da poter
seguire l’andamento del perimetro e avviare
l’analisi….
Con il comando “Graphics” è possibile
tracciare dei segmenti (indicandone spessore e
colore ) inserendo le coordinate delle
estremità di questi. Scrivendo più coordinate è
possibile disegnare linee spezzate percorrendo
tutto il perimetro…
Le linee vengono disegnate per parti (è
riportato l’esempio delle perimetrazioni
pincipali) ed è possiblile vederle assieme
sovrapposte alla pianta grazie al comando
“Show”.
linea01=Graphics[{Thickness[0.005],Red,Line[{{-3.55,4.8},{-3.55,2.95},{3.25,2.95},{-3.25,2.1},{-2.95,1.4},{-2.95,-5.9},{2.6,-5.9},{2.6,-3.25},{3.1,3.25},{3.1,1.4},{3.45,2.35},{3.45,2.85},{3.55,2.85},{3.55,4.6}}]},PlotRange®{{5,5},{-5*725/465,5*725/465}},Axes-True]
STUDIO SULLA SEZIONE
Manipulate[Show[GraphicsRow[{im1, ParametricPlot[circle[a, b][k][t], {t, 0, 2 Pi}, PlotRange -> {{-14, 14}, {-14*437/448,
14*437/448}}, PlotStyle -> {Red, Thickness[0.005]}, Axes -> True]}, ImageSize -> {448, 437}, Spacings -> -360]], {a, -20,
20}, {b, -20, 20}, {k, 0, 30}]
Lo studio della sezione dimostra come il cerchio è la
generatrice principale. Le tre vele principali sono
porzioni di cerchio che hanno raggio differente e
centro comune.
Con lo stumento manipulate è possibile determinare
sovrappore i semicerchi sul disegno ricavandone le
esatte coordinate di raggio e centro.
STUDIO SULLA PIANTA
Manipulate[Show[GraphicsRow[{im1, ParametricPlot[circle[a, b][k][t], {t, 0, 2 Pi}, PlotRange -> {{-14, 14}, {-14*437/448,
14*437/448}}, PlotStyle -> {Red, Thickness[0.005]}, Axes -> True]}, ImageSize -> {448, 437}, Spacings -> -360]], {a, 20, 20}, {b, -20, 20}, {k, 0, 30}]
L’andamento della pianta ha molte analogie
con l’andamento della sezione, infatti le curve
principali sono generate da segmenti di
cerchio che hanno raggio differente e centro
nel medesimo punto.
….passagio alle tre dimensioni….
Il comando “ParametricPlot3d” è utilizzato anche per disegnare solidi di rotazione quali una
sfera. Questa è definita da 3 parametri che sono uno il raggio e due le coordinate del suo
centro.
sfera[a_][u_,v_]:=a {Cos[u] Cos[v],Sin[u] Cos[v],Sin[v]}
Modificando tali parametri e imponendo una traslazione sui tre assi è possibile definire
la sfera impostata sull’arco di circonferenza trovato precedentemente. Specificando il
“PlotRange” si disegna solo la parte del solido che ci interessa. Nelle immagini si vede
proprio il passaggio da sfera a semisfera fino ad arrivare alle porzioni di sfera che ci
interessano
sfer6 = ParametricPlot3D[
sfera[2.15][u, v] + {1.2, -0.35, 0}, {u, 3.3 Pi/4,
4.7 Pi/4}, {v, 0,
1.1 Pi/4}, PlotRange -> {{-3, 3}, {-3*540/640,
3*540/640}, {-3, 3}},
Axes -> True, Mesh -> None]
Dove [1.2] è il raggio del solido,
+{0.35,0,1} è la matrice di
traslazione, e {u,3.3 Pi/4,4.7 Pi/4}
è l’angolo da disegnare…
ParametricPlot3D[sfera[2][u, v] + {1, 1, 1}, {u, 0, Pi}, {v, 0, Pi}, PlotRange -> {{-4, 4}, {-3*600/640, 3*540/640}, {-4, 4}},
Axes -> True, Mesh -> None]
AVANZAMENTO
POLIGONI 3D
Il comando Graphics3d permette di disegnare poligoni tridimensionali definendoli tramite le coordinate spaziali di due spigoli, assunti
dal programma come principali. Con lo strumento show è possibile controllare l’avanzamento del modello.
Graphics3D[{Cuboid[{0.4, -1, 0}, {1.4, 0.6, 1.25}],
PlotRange -> {{-3, 3}, {-3*540/640, 3*540/640}, {-3, 3}}, Axes -> True}]
Show[{vert2, base, campanile, ingresso}, ImageSize -> {640, 540}]
VISTE
Show[{sfera1, sfera6, sfer6, sfera2, sfe2, sfe3, sf3, sf4, sfera3, vert2, base, vert10, ver2, vert202, vertingr, campanile, ingresso, cresta1, cresta2, vert21,
cresta3}, ImageSize -> {640, 540}]
Il risultato finale mostra tutti gli elementi precedentemente impostati e definiti.
CONFRONTO TRA IL MODELLO IN MATHEMATICA E FOTO DELL’EDIFICIO
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Dives in Misericordia