CONVEGNO
IL DISAGIO PSICHICO IN ADOLESCENZA: LA PRESA
IN CARICO RESIDENZIALE
14 dicembre 2012
Sala didattica Palazzini Uzielli - Vinci
A cura di:
Dr . M. Francardi: Psicologo-Psicoterapeuta
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 a) il rapporto tra adolescente ed adulto è un rapporto, che
presenta fisiologicamente una forte oscillazione;
 b) l’adolescente ha un forte bisogno di sentirsi padrone
della sua vita e questo si esplica spesso proprio nel prendere
le distanze dall’adulto;
 c) l’alleanza tra adolescente ed adulto è sempre, per
l’adolescente, un’alleanza a tempo: dura sin quando può
deciderne modi e tempi;
 d) l’adolescente attiva in modo spontaneo un processo di
rispecchiamento con il gruppo coetanei che costituisce la
culla naturale del processo di riformulazione dell’identità:
verifica status ed appropriatezza di sé, del proprio stile di
relazione, si confronta con scelte e implicazioni di vita.
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“Quello adulto è un mondo da cui bisogna
prendere le distanze…”
“è un mondo che vuole imporre le sue regole
ed il suo modo di essere”;
“è un mondo che non mi capisce, che
considero noioso e sbagliato, il più delle
volte superfluo, qualche volta utile”;
“voi pensate di sapere tutto di noi e di come
stanno le cose ed invece non sapete niente”
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Tendenza massiccia al ricorso di difese primitive:
autolesionismo, scissione e frammentazione dell’Io,
mutacismo, negazione, locus esterno, agiti, tendenza al
drop-out; attacco-fuga.
Verso il terapeuta:
Fretta di concludere, sensazione di rigidità del terapeuta o di
inconcludenza; ambivalenza sul farsi aiutare, paura o
rifiuto della relazione; seduzione e provocazione, strategie
di controllo; sfida sui limiti di accettazione; ricerca delle
incoerenze e dei punti di intima vulnerabilità o delle
istanze collusive nella persona del terapeuta.
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I “bisogni dell’adolescente” costituiscono una sorta di doppio
movimento in cui da un lato vi è il bisogno di evitare soluzioni e
compromessi, sentirsi reale o anche sopportare di non sentirsi tali;
dall’altro manifestano il bisogno di sfidare un ambiente in cui tale
provocazione possa essere tollerata e gestita, così da garantire (e
non doversi confessare…) la propria necessità di dipendenza.
il Terapeuta deve quindi essere in grado di accettare la complessità
multiproblematica dell’adolescente, dopo l’impatto con un distacco
dagli oggetti primari in cui si è sviluppata la sofferenza. Offre la
possibilità di esprimere le esigenze distruttive senza farsi
distruggere, valorizzando ogni atto costruttivo e sforzo di
adattamento, stimolando, accompagnando e sostenendo su un
piano di relazione che non può esimersi da requisiti di autenticità,
coinvolgimento emotivo ed elevata serietà professionale (gioco di
ruolo senza perdere mai la consapevolezza dell’effetto).
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 Capacità di adattamento al contesto comunitario
(nuovi riferimenti affettivi e spazio-temporali,
angosce di separazione da casa)
 Capacità di affidarsi alla relazione terapeutica
 Capacità di implementare le capacità di autonomia
sviluppate nello spazio protetto della Comunità ad
esito delle dimissioni
 Elaborazione del lutto e confronto progressivo con
la realtà esterna
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 L’ospite raramente chiede l’intervento o ne riconosce il




bisogno;
E’ soggetto alla scelta di metodo della struttura nella quale
è stato inserito;
La “terapia è necessaria”: si utilizza un approccio
normativo, analitico, motivazionale, persuasivo/strategico
per rendere comprensibile da parte dell’ospite, il significato
dei tentativi di rifiuto;
In “Struttura” si è esposti a questa sistematica
sollecitazione senza possibilità di sottrarsi;
Ogni ospite condivide il proprio terapeuta con gli altri
all’interno di un rapporto di convivenza, e con loro stessi, si
espone al “… Gruppo!”
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Impegno frontale:
 Colloqui individuali con ogni ospite
 Conduzione del gruppo terapeutico
 Mediazione familiare
Impegni non frontali:
 Partecipazione alle riunioni di equipe e microequipe
 Colloqui con i genitori
 Partecipazione agli incontri di verifica con i servizi
 Collabora a progetti di sviluppo e coordinamento (scuola,
tirocini, formazione, ricerca, operatori esterni, eventi)
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 La Psicoterapia come strumento ma anche come obiettivo a
seconda delle caratteristiche clinico/motivazionali
dell’ospite
 Gli interventi si delineano attraverso un continuum di
stimoli orientati a stabilire un rapporto di fiducia diretto o
filtrato da altro caregiver
 La tutela della privacy e dei diritti personali costituisce un
ambito importante e molto delicato, a volte suscettibile di
strumentalizzazione, da definire e negoziare in modo
chiaro con il paziente
 Ciò serve a gestire le complesse e articolate tecniche di
espulsione e provocazione del terapeuta dal setting
terapeutico
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La perdita di coerenza nei significati delle
proprie transizioni interne, che portano
l’adolescente a confusioni nel
riconoscimento di sé e degli altri senza
più poter fare riferimento come prima
agli oggetti primari della propria
infanzia
La condizione adolescenziale
caratterizzata dal misurarsi su varie
sfaccettature senza che sia ancora
possibile, e per altri versi augurabile,
una capacità di definire un insieme.
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PRESA IN CARICO
 Psicoterapia ad orientamento cognitivo costruttivista
(1 seduta/sett.)
 Incontri esperienziali indoor/outdoor (esposizioni)
 Cicli di psicoterapia intensiva (2 sedute/sett)
 Colloqui di mediazione familiare (1 seduta ogni 15 gg.)
EVENTUALI TAPPE INTERMEDIE
 “L’attesa” a fronte di un regolamento che prescrive lo svolgimento
dei colloqui individuali
 I compiti di elaborazione scritta
 L’osservazione partecipata
 I colloqui di sostegno
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

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
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
Coabitazione all’interno di un clima relazionale emotivo;
Graduale sviluppo della capacità di tolleranza al confronto;
Correlazioni tra i diversi tipi di atteggiamento nei diversi setting
Stimolo alla attività di contatto emotivo, di pensiero e relazione
comunicativa;
Sostegno al processo di differenziazione, individuazione,
soggettivazione, autonomizzazione
Confronto con i genitori interni
Analisi dei meccanismi di difesa e delle conseguenze funzionali
Attivazione di un processo di ripresa dalla sofferenza e dal
disagio della patologia mentale
Confronto sui traumi infantili e con la vulnerabilità narcisistica
Analisi del proprio Stile di Attaccamento.
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 Rielaborazione della storia di vita secondo criteri non




reali ma squisitamente soggettivi
Ricerca di una condivisione delle problematiche
percepite come tali dal paziente e dalle figure di
riferimento nonchè degli eventi della storia personale
che li hanno rinforzati
Condivisione di un patto terapeutico
Analisi, condivisione ed elaborazione dei contenuti
depressivi e degli agiti comportamentali
Potenziale implementazione dei risultati analitici in
tutti i dispositivi e livelli di intervento della struttura
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Non si configura realmente come relazione terapeutica
ma ha lo scopo di porre le basi attraverso un ruolo
assimilabile a quello di ogni altro operatore;
Viene svolto dal terapeuta all’interno di uno spazio
individuale previsto;
Permette di creare un margine di interazione al fine di
costruire una relazione;
Si svolge sostanzialmente attraverso il gioco e sistematici
tentativi di negoziazione per il raggiungimento di
obiettivi possibili e condivisi sull’adattamento al
setting individuale
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Winnicott scrive: «I giovani adolescenti sono un insieme
di isolati che tendono con vari mezzi di aggregarsi
mediante l’adozione di gusti comuni. Essi possono
raggrupparsi se sono attaccati come gruppo, ma questa
è solo un’organizzazione paranoide reattiva in risposta
ad un attacco esterno; dopo l’aggressione tornano ad
essere un aggregato di isolati» (Winnicott, 1971).
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Se il gruppo dei pari è il luogo in cui si negoziano i nuovi stili
identitari, il gruppo terapeutico si inserisce come chiave di
possibile esplicitazione di queste regole non dette,
gestendo gli inevitabili contenuti persecutori.
Si propone come confine in cui si sta insieme ed in cui il
terapeuta guida le occasioni di confronto sugli aspetti di
processo e contenuto, stimolando le risorse espressive,
favorendo l’interazione, la costruzione di significati.
Si osservano insieme le implicazioni da diverse angolazioni,
riconoscendole come soggettivamente condivisibili; si
ampliano le possibilità di confronto e di elaborazione del sé
e del sè con gli altri.
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 Quando il processo di elaborazione sulla




storia ed i “genitori interni” è
sufficientemente matura e le esigenze
proiettive risultano gestibili;
Per stimolare il confronto sui reciproci
bisogni di riconoscimento e di
cambiamento, sostenendo un patto di
relazione.
Propone un piano di lavoro attraverso una
conduzione attiva sulla comunicazione .
Distingue compiti e regole di ruolo.
Aiuta ad esprimere i limiti personali
favorendo l’accettazione e la collaborazione
attiva dell’altro.
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Rapporto con
le famiglie
Gruppo
Terapeutico
Rapporto
con ospite
PRI e spazi
informali
Servizi
Colloqui
Interazione
dinamica
(Gruppo C.)
dinamiche
operatori
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 Il terapeuta può venire più facilmente esposto a
dinamiche che rappresentano dei tentativi di attacco
finalizzati a gestire la paura del cambiamento o del
confronto con le proprie angosce.
 La psicoterapia viene svolta in un luogo vissuto a volte
come casa sostitutiva, a volte come carcere,
identificando il terapeuta come co-artefice di questa
costrizione
 Forte sollecitazione e conseguente necessità di
elaborazione dei contenuti controtransferali
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.
Servizi
Staff direttivo
Psicoterapia
PRI e
Protocolli
Supervisione
Equipe e
microequipe
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• Significativo investimento (20h/sett.) sull’intervento
•
•
•
•
psicoterapeutico in Struttura;
Gestione del setting orientata agli spazi strutturati e
non;
Stratificazione dei livelli di intervento;
Analisi e verifica sulle connessioni metacomunicative e
metacognitive nel sistema;
Analisi delle criticità su requisiti soglia/intervento.
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L’evoluzione progressiva di un modello pragmatico integrato
in età evolutiva, rappresenta:
- una sfida concettuale
- una urgenza clinica
- una necessità operativa per la promozione della salute
- la strada per la qualità del cambiamento terapeutico
- un modello di attuazione evidence-based condiviso su basi
epistemologiche
- il fondamentale criterio di continuità terapeutica nel
passaggio alla presa in carico adulti si configura ancora con
una scissione istituzionale, con evidenti implicazioni
critiche
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La psicoterapia nella presa in carico residenziale