Aut. Trib. MI del
19/11/1994 n.611
ANO/
DCB/MIL
AUT.DRT/ 003
/2
PDI/0223
Anno XIII - n. 1 - gennaio 2007
03
18/04/20
PERIODICO
S O C I E T À U M A N I TA R I A
1893
TRIMESTRALE DELLA
F O N D ATA N E L
Vecchia Milano
La nuova rubrica
di Romano Bracalini
UNICO
Piero Calamandrei
all’Umanitaria,
il recupero di una
lezione etica
Notizie dall’interno
Un nuovo progetto
per i giovani:
arti e mestieri
a scuola
Scorribande
N E L L A
A R U O TA
L I B E R A
“SI
S O C I E T À
DICE SPESSO CHE IN CARCERE SI IMPARA A NON FARE
NULLA IO INVECE PARTECIPANDO AI VOSTRI LABORATORI
TEATRALI HO AVUTO MODO COME DI PERCORRERE UN VIAG
GIO INTERIORE CHE NON AVEVO MAI FATTO PRIMA CON IL
VANTAGGIO (LA SCUSA) DI CREDERE CHE QUELLO A CUI STAI
PENSANDO NON È LA TUA VITA MA QUELLA DI UN ALTRO
GRAZIE ALLA RECITAZIONE HO POTUTO PENSARE A MOMEN
TI DELLA MIA VITA SU CUI NON MI ERO MAI SOFFERMATO
MOLTO E QUESTA SPECIE DI MASCHERA INVISIBILE MI HA
AIUTATO A RIFLETTERE A FONDO SU CHI SONO E COSA HO
FATTO COME SE AVESSI MODO DI GUARDARMI DA FUORI O
SE MI STESSERO PASSANDO DAVANTI DELLE IMMAGINI DI UN
FILM IN QUESTO MODO HO POTUTO CONFRONTARMI CON
IL MIO PASSATO CRESCERE E CAPIRE I MIEI ERRORI TOR
NANDO A CREDERE IN ME STESSO”
È
PROPRIO ASCOLTANDO LE PAROLE DI UNO DEI DETENUTI
CHE IN QUESTI ULTIMI ANNI HANNO PARTECIPATO CON SBA
(E RINNOVATO)
“TEATRODENTRO” CHE MI
LORDITIVO
INTERESSE AI NOSTRI CORSI DI
SONO DOMANDATO CHE COSA
SUCCEDEREBBE SE IL SOTTOSCRITTO DURANTE LE ABITUALI
MANIFESTAZIONI CHE QUOTIDIANAMENTE SI SVOLGONO IN
UMANITARIA AVESSE LA POSSIBILITÀ DI RIMANERE IN INCO
GNITO E OSSERVARE A DISTANZA QUELLO CHE AVVIENE DIE
TRO LE QUINTE PER CARPIRE SENSAZIONI E COMMENTI DAL
L’UDITORIO CHE SOVENTE DIMOSTRA LA PROPRIA STIMA E
CONSIDERAZIONE PARTECIPANDO ALLE NOSTRE ATTIVITÀ
(PER
CHI NE AVESSE MANCATA QUALCUNA A PAGINA
Nato a Pistoia nel 1955, Vauro (Senesi) è da vent’anni il graffiante vignettista
de “il Manifesto”. Allievo di Pino Zac, con cui ha fondato “Il Male” nel 1977,
da allora la sua penna ha lasciato il segno sulle più importanti testate: Satyricon, Linus, Cuore, L’Heco des Savanes, Corriere della Sera, Smemoranda.
La vignetta è tratta da “Clandestino” (Terre di mezzo Editore, 2006).
ABBIAMO CREATO UN PICCOLO EXCURSUS VISIVO CHE VALE
PIÙ DI MILLE PAROLE)
CREDO
CHE SIA ENORMEMENTE UTILE RICOMPORRE IN UN
MOSAICO COMPLETO TUTTE LE OSSERVAZIONI I GIUDIZI GLI
ATTEGGIAMENTI CHE POSSONO ESSERE REGISTRATI DECODI
FICATI E INTERPRETATI DIVENTANDO INFORMAZIONI PRE
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La sede di Napoli riapre con due nuovi progetti
ZIOSE PER LA VITA DI UN ENTE CHE HA UN SUO CUORE PUL
SANTE
(HUMANITER) UNO STAFF DI PRIM’ORDINE (I CHIO
STRI) E UNA PROGRAMMAZIONE RICCA E DIVERSIFICATA CHE
DURA ININTERROTTAMENTE DODICI MESI SU DODICI
DO SENTO AD ESEMPIO CHE “IL
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UNICO
pag. 10
Vecchia Milano
A
SAN VITTORE
PROGRAMMA MONITORE È
BOLLATE E
Romano Bracalini inaugura una curiosa rubrica
IL CARCERE PUÒ DIVENTARE UN LUOGO DI
pag. 12
“UNA
FORMA DI
APPRENDIMENTO CONTINUO CHE RINFRANCA IL CORPO E LO
SPIRITO” VUOL DIRE CHE IL SENSO DEL NOSTRO LAVORO È
RICONOSCIUTO E APPREZZATO
MAGARI NON POSSIAMO PIÙ FREGIARCI DEL TITOLO DI “PIO
NIERI DI ARDITEZZE SOCIALI” (COME CI DEFINIVANO UN
SECOLO FA) MA NESSUNO PUÒ METTERE IN DUBBIO LA
NOSTRA BUONA FEDE O SINDACARE IL NOSTRO OPERATO
ODIERNO CHE RIUNISCE IN UNA DIALETTICA TEMATICA
INTERVENTI SOCIALI ED ATTIVITÀ CULTURALI DI LARGO RESPI
RO CHE CI RIPAGANO DI OGNI SFORZO ORGANIZZATIVO E CI
SPINGONO A DARE IL MASSIMO PER RINNOVARE QUESTA
INCREDIBILE ISTITUZIONE CHE ANCORA TANTO
(ANCHE
GRAZIE A SOCI E VOLONTARI) HA DA DARE
PIERO AMOS NANNINI
2
La parola alla città
L’Istituto dei tumori lotta contro l’inquinamento
RINASCITA E NON UNA SCONFITTA DELLA SOCIETÀ”; CHE
SEGUIRE LE NOSTRE ATTIVITÀ DIVENTA
La Costituzione raccontata da Piero Calamandrei
QUAN
UN GROSSO SOSTEGNO E UNA VALIDA RISORSA PER LA SCUO
LA”; CHE ANCHE “GRAZIE AI CORSI REALIZZATI A
Pianeta Humaniter
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Notizie dall’interno
Arti e mestieri a scuola: tutti al lavoro
In copertina: Pierre Auguste Renoir, “Jeunes filles au piano”,
olio su tela - cm. 116x91 (1892) - Paris, Musée d’Orsay
SPAZIO SOLIDALE
Dal 1961 la sua visione non è cambiata di una virgola: un mondo
dove i diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dagli altri documenti sulla protezione internazionale
siano riconosciuti, garantiti e tutelati. Loro (quasi due milioni di
soci) sono quelli di Amnesty International, un’organizzazione
non governativa indipendente, una comunità globale di difensori
dei diritti umani. Sostenere la loro battaglia equivale a prendere
posizione contro la tortura, contro la pena di morte, contro lo
sfruttamento dei minori, contro la violenza alle donne.
MOMENTI DI APPROFONDIMENTO
LO
SCORSO
OTTOBRE A CHI SI FOSSE AVVICINATO AL PORTICATO CHE CONDUCE AL
SALONE
DEGLI
AFFRESCHI
UN GRANDE PANNELLO SEGNALAVA IL PROGRAMMA DI UNA GIORNATA DI STUDIO MOLTO INTENSA E RICCA DI NOMI
IMPORTANTI TUTTI INVITATI A DARE IL LORO CONTRIBUTO E LA LORO TESTIMONIANZA AD UN CONVEGNO REALIZ
ZATO DALL’ASSOCIAZIONE
NESTORE ECCO IL RESOCONTO DI CHI L’HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA
Dopo la pensione si ricomincia a vivere
Il Convegno “La transizione dal lavoro al pensionamento: vissuti e progetti” è stato dedicato in primo luogo a
presentare i risultati di una ricerca
(edita da FrancoAngeli Editore) progettata e promossa dall’Associazione
Nestore, con il finanziamento della
Fondazione Cariplo e
della Regione Lombardia, e condotta da un’équipe di docenti e
ricercatori dell’Università di Milano e Milano-Bicocca. La ricerca,
che indaga l’universo
dei pensionandi e pensionati lombardi, ha
avuto una duplice finalità: di carattere conoscitivo, mirante a verificare la legittimità
delle premesse e delle
ipotesi di lavoro dell’Associazione, e di
carattere
sociale,
orientata ad offrire
strumenti utili per la messa in atto di
politiche di intervento sociale e civile
da parte di Istituzioni e Operatori.
In questo senso il Convegno (un’iniziativa realizzata in coordinamento
con l’Umanitaria e sostenuta da alcuni sponsor particolarmente sensibili
come Andromedia, Autostrade Milano
Serravalle, Centro Servizio per il
Volontariato di Treviso, Fondazione
Cariplo, Pirelli Re, Regione Lombardia) si è svolto in due fasi. Nella mattinata sono stati presentati i risultati
del progetto di indagine condotto dai
tre ricercatori responsabili: la sociologa Carla Facchini ha presentato i dati
statistici che riguardano “gli scenari
della transizione”; la psicologa Antonietta Albanese ha affrontato “ansie
e progettualità” che caratterizzano le
persone al momento di questo delicato passaggio di vita. Infine, Giorgio
Vitrotti, psicologo e Consigliere dell’Associazione Nestore, ha introdotto
il tema del “rapporto tra pensionamento e volontariato”, esplorando le
possibilità offerte dalle associazioni di
volontariato per motivare i pensionati verso nuove forme di autorealizzazione. La mattinata si è conclusa con
l’autorevole visione di sintesi offerta
da Giuseppe De Rita, Presidente del
Censis, il quale ha definito la fase del
pensionamento con la parola “autovalorizzazione”,
come
espressione
anche di un nuovo concetto, che coinvolge non solo la fase lavorativa, ma
anche quella post-lavorativa, dove il
pensionato ha finalmente la possibilità di esprimere al meglio le proprie qualità.
Il pomeriggio è stato
dedicato a raccogliere le
risposte possibili, i differenti punti di vista e i
percorsi operativi offerti dai vari interlocutori
coinvolti nel problema
della transizione al pensionamento, tutti con
ruoli molto diversi. Gli
interventi
si
sono
intrecciati in un dialogo
costruttivo, attorno ad
una
tavola
rotonda
coordinata da Antonio
de Lillo. Vi hanno partecipato Graziella Carneri (CGIL Milano), Laura
Balbo, don Virginio Colmegna,
Roberto Polli, direttore generale
Assolombarda e Loris Fantini, in rappresentanza dell’Assessorato Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione
Lombardia.
Il prof. de Lillo ha ricordato che stiamo vivendo un momento di grandi
trasformazioni economiche e sociali
che coinvolgono nuovi modi lavorativi
e che muteranno inevitabilmente in
futuro anche l’assetto pensionistico.
Roberto Polli ha ricordato che da
tempo Assolombarda è attiva nel
sociale tramite Sodalitas, che raggruppa aziende e manager in pensione, che offrono volontariamente le
loro competenze a favore degli enti
non-profit. Graziella Carneri ha
espresso il dubbio che il pensionato,
sia che faccia volontariato o no,
voglia continuare a utilizzare le competenze acquisite, oppure preferisca
progettare il proprio futuro creandosi
una nuova identità. La professoressa
Balbo ha sottolineato la necessità di
una formazione permanente in tutte
le fasi della vita e ha puntualizzato
che in certi settori - politica, univer-
sità, comunicazione - non si va mai in
pensione, perché si continua a lavorare a oltranza, a beneficio dello
scambio intergenerazionale e di una
continua crescita di esperienza e
conoscenza. L’intervento di Don Colmegna ha sottolineato come il volontariato oggi corra il rischio di diventare una “azienda sociale”, mettendo
a rischio la spontaneità della gratuità
e la gioia di fare. Infine, Loris Fantini ha riconosciuto all’Associazione
Nestore il meritevole impegno di progettare interventi formativi per orientare le persone nella fase della transizione dal lavoro alla pensione, tema
cruciale e di grande attualità.
Il convegno, per la buona riuscita del
quale l’Associazione Nestore ha lavorato a pieno ritmo per sei mesi, ha
avuto una simpatica conclusione con
l’intervento di Aldo Cazzullo, inviato
del Corriere della Sera, che ha dialogato a lungo con quattro grandi adulti che non pensano proprio di andare
in pensione: Rosellina Archinto,
Cesare Rimini, Gianfranco Dettori e
Mino Bordignon. Insomma, per la
prima volta è stato fatto uno sforzo
serio per costruire una piattaforma di
dati, testimonianze e scambio di informazioni che sono per ora solo il punto
di partenza per ulteriori sviluppi aperti a ricercatori, studiosi e interlocutori
sociali e istituzionali interessati.
Fiorella Nahum
ZOOM
Una kermesse
che viene dal freddo
Dal passaggio a Nord-est che impegnò per secoli i migliori esploratori al
mondo alle aurore boreali, dal sole di
mezzanotte alla Patagonia, scoprendo tutto quello che c’è da sapere
sulle terre polari e sugli iceberg,
incredibili montagne galleggianti.
Il tutto, attraverso la presenza di illustri ospiti, reportage, dibattiti, conferenze, filmati, immagini e persino
degustazioni di tradizionali miscele
di the canadese.
Si intitola Polo Sud, Polo Nord: storia, mistero e fascino degli estremi
che si toccano il prossimo evento
della rassegna “Uno sguardo sul
mondo” - curata da Roberto Cossu previsto per il week-end di sabato 3
e domenica 4 febbraio 2007. La
manifestazione, patrocinata da
“International Polar Year 20072008”, assume un’evidente valenza
internazionale perché rientra in un
circuito che coinvolgerà migliaia di
scienziati di 60 paesi, in una campagna di ricerca volta all’osservazione
delle misteriose regioni polari.
Naturalmente, molti degli appunta-
photo Circolo Polare Milano
menti - quasi a cadenza oraria e tutti
ripresi in video e inseriti nel sito
www.circolopolare.com - tendono a
ripercorrere le tappe di una esplorazione che fin dal 1500 ha spinto l’uomo ad avventurarsi verso terre sconosciute. Sono loro, il Duca degli
Abruzzi (con la sua nave “Stella
Polare”), Umberto Nobile (con la
Tenda Rossa), Roald Amundsen,
Guido Monzino, Ernest Shackleton,
alcuni degli epici esploratori che
rischiarono la vita tra iceberg, ghiaccio e pack, in condizioni estreme.
Ma non mancano storie e approfondimenti anche su chi vive (a due e
quattro zampe) in quelle lande desolate: dagli orsi polari che sono divenuti i beniamini della piccola cittadina di Churchill, in Canada, al popolo
degli Inuit, “una civiltà ai confini del
mondo”, la cui lingua ha quaranta
parole differenti per la neve, e nessuna per la guerra. (clac)
4
Programma
gennaio • marzo 2007
14 GENNAIO - ORE 17.00
XXII Stagione
Beatrice Rana, pianoforte
Musiche di: Bach, Beethoven, Schubert, Mendelssohn
15 GENNAIO - ORE 18.00
“I lunedì dell’ambiente”
Ricerca, sviluppo sostenibile e competitività
Intervista ad un esperto del settore
17 GENNAIO - ORE 18.00
“I mercoledì della salute. Il medico consiglia”
La riabilitazione
Con Maurizio Picca, Franca Coppadoro e altri esperti
20 GENNAIO - ORE 16.00
Opera Lirica
Ciclo a cura di Lucillo Pitton
25 GENNAIO - ORE 10.30
La difesa della Costituzione ieri e oggi
Intervengono Piero Amos Nannini, Arturo Colombo e Virginio Rognoni
(servizio a pag. 7)
27 GENNAIO - ORE 9.30/18.00
XV Giornata delle Biblioteche Lombarde
In collaborazione con AIB Lombardia. Informazioni: tel. 02-5468492
28 GENNAIO - ORE 17.00
XXII Stagione
Concerto degli allievi e degli insegnanti
della Civica Scuola di Musica di Cesano Boscone
Musiche da film
3-4 FEBBRAIO - ORE 11.00/24.00
“Uno sguardo sul mondo”
Polo Sud, Polo Nord. Storia, mistero e fascino degli estremi che si toccano
A cura di Roberto Cossu
7 FEBBRAIO - ORE 18.00
“I mercoledì della salute. Il medico consiglia”
L’ospedale
Con Giancarlo Palmieri e altri esperti del settore
10 FEBBRAIO - ORE 16.30
“Piccole tracce”
La Compagnie Balabik presenta Õ
Regia di Noelle Dehousse e Christophe Mourlon Caffin
Con Noelle Dehousse e Veronique Maby
Età consigliata: da 12 mesi a 3 anni
11 FEBBRAIO - ORE 17.00 XXII Stagione
Anna D’Errico, pianoforte
Musiche di: Messiaen, Berio, Albeniz, Boulez, Sciarrino, Ravel, Debussy
12 FEBBRAIO - ORE 18.00
“I lunedì dell’ambiente”
La casa ecologica
Intervista a Maurizio Spada, Istituto Uomo e Ambiente - Milano
17 FEBBRAIO - ORE 16.00
Opera Lirica. Ciclo a cura di Lucillo Pitton
18 FEBBRAIO - ORE 16.00
La conosci l’erba voglio?
Testo e Regia di Ricardo Fuks.
Liberamente ispirato alla fiaba omonima di Anna Zazzara della Campa
Con Michele Annunziata e Katia Piana
Età consigliata: 4/8 anni
Per le scuole: dal 13 al 16 febbraio, ore 9.45 e ore 11.00
22 FEBBRAIO - ORE 16.00/24.00
Festa di Carnevale
25 FEBBRAIO - ORE 17.00 XXII Stagione
Concerto degli allievi del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano
3 MARZO - ORE 16.00
Opera Lirica. Ciclo a cura di Lucillo Pitton
4 MARZO - ORE 16.00
Le avventure di Alice
Dal romanzo di Lewis Carroll. Testo e Regia di Ricardo Fuks
Con Michele Annunziata, Katia Piana, Amos Mattio, Susana Beatriz Alvear
Età consigliata: dai 10 anni
Per le scuole: dal 27 febbraio al 2 marzo, 5 e 6 marzo, ore 10.30
ZOOM
7 MARZO - ORE 18.00
“I mercoledì della salute. Il medico consiglia”
La persona non-autosufficiente
Con Guia Devalle, Silvio Colagrande, Aldo Pisani Ceretti e Giancarlo Secchi
10 MARZO - ORE 16.30
“Piccole tracce”
Tam Teatromusica presenta Chiaro di terra
Regia di Laurent Dupont. Con Flavia Bussolotto
Età consigliata: da 18 mesi a 3 anni
11 MARZO - ORE 17.00
XXII Stagione
Valerio De Bonis, percussioni - Alfredo Miglionico, pianoforte
Musiche di: Zivkovic, Brown, Cage, Rosauro, Xenakis, Wiener, Gauthreaux
12 MARZO - ORE 18.00
“I lunedì dell’ambiente”
Ecologia e bellezza
Intervista a Stefano Zecchi, docente di estetica all’Università Statale di Milano
15 MARZO - ORE 21.00
Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare
Teatro San Cipriano. Regia di Laura Moruzzi
Scene dell’Istituto Kandinskij
Età consigliata: dai 12 anni
Per le scuole: dal 13 al 15 marzo, ore 9.15 e 11.00
17 MARZO - ORE 16.00
Opera Lirica.
Ciclo a cura di Lucillo Pitton
24 e 25 MARZO - ORE 15.30 e 16.30
L’Orto delle arti presenta L’orto in scena
Percorso Didattico Interattivo Video Teatrale
Regia di Diego Roveroni. Scene di Narima Mason
Video di Simone Varano e Diego Roveroni
Con Narima Mason e Simone Varano
Età consigliata: 4/10 anni
Per le scuole: dal 19 al 23 e dal 26 al 30 marzo, ore 9.45, ore 11.00, ore 14.30
30 MARZO - 1 APRILE
Arte bianca. XII edizione di Arte da mangiare
A cura di topylabrys
Informazioni: tel. 02- 54122521
Teatro e solidarietà:
parlano le scuole coinvolte
photo Nino Romeo
A febbraio, la rassegna di
Caro(n)teatro entra nel vivo con i
suoi spettacoli per bambini e ragazzi. In questi anni, il lavoro di organizzazione e promozione ha dato i
suoi frutti: sono quasi 200 le classi di
Milano e hinterland che l’anno scorso hanno partecipato alle nostre iniziative, nel segno di una cultura
della solidarietà che è nel dna dell’Umanitaria. “Ai bambini piace
ascoltare le sonorizzazioni dal vivo e
interagire con gli attori – ci dice Cristina Chinello, insegnante di “Nuova
educazione” – Dopo gli spettacoli,
ogni bambino, attraverso il disegno,
racconta quale parte della rappresentazione ha preferito. I disegni
vengono poi esposti in classe e successivamente raccolti nei rispettivi
album”. Gli spettacoli e i laboratori
teatrali, quindi, non sono un
momento a sé, ma integrano, anzi
arricchiscono, il normale corso scolastico. Il caso de “Il canto della Terra”
(previsto a maggio) è particolarmente indicativo. Ce lo racconta
Paola Ricci, insegnante alla Scuola
(servizio a pag. 11)
La musica del futuro passa dall’Umanitaria
Non ha fatto in tempo a premiare i vincitori del XVI Concorso Nazionale di borse
di studio che la Giuria del Concorso (Giorgio Vidusso, Marcello Abbado, Bruno
Zanolini, Béatrice Martin e Massimiliano Baggio) si è già messa al lavoro per
promuoverne la XVII edizione. A gennaio il bando del Concorso sarà disponibile in tutti i Conservatori e gli Istituti di Alta Formazione italiani, così come
sarà possibile scaricarlo dal nostro sito www.umanitaria.it.
Nel frattempo, le esecuzioni dei vincitori dell’edizione di quest’anno
sono divenute il tradizionale CD musicale che rappresenta
un notevole ausilio alla carriera di questi giovani talenti del mondo
musicale contemporaneo: un Cd che non può mancare nelle raccolte di chi ama la musica classica, soprattutto quando sa regalare emozioni forti, genuine, indimenticabili. In attesa di sentirli dal
vivo nella prossima stagione dei concerti, lasciatevi conquistare da
cinque straordinari interpreti.
(servizio a
pagina 14)
MUSICA
TEATRO
XXII Stagione dei Concerti:
euro 10,00 - euro 7,00
Per i soci frequentatori ingresso gratuito
Opera Lirica:
euro 10,00 - euro 7,00 - euro 5,00 (soci)
Per le famiglie
euro 7,00 - euro 5,00
Per le scuole
Ingresso unico: euro 6,00
Ingresso libero per insegnanti
MOMENTI DI
APPROFONDIMENTO
KERMESSE
Ingresso libero
Ingresso libero
Umanitaria, tel.02/5796831 • Humaniter, tel.02/55192966
Il calendario può subire variazioni per cause di forza maggiore.
Info: Segreteria Ufficio Attività Culturali, 02-5796831
Media di via Vivaio. “L’aspetto dell’itinerario didattico che più ha colpito i ragazzi è stato rendersi conto
di come gli uomini primitivi abbiano
scoperto la musica attraverso l’imitazione dei suoni della natura, imparando a costruire strumenti musicali
con materiali dell’ambiente intorno
a loro. Poi, ispirandosi alle “invenzioni” di Antonio Testa, i ragazzi
hanno inventato, sonorizzato e
mimato situazioni in tema. Le esperienze meglio riuscite sono state l’animazione di mondi marini, la sonorizzazione della pioggia e del vento,
il movimento nella vegetazione della
foresta, le danze tribali attorno ad
un fuoco”. Con queste affermazioni
di stima, possiamo andare tranquilli:
Caro(n)teatro sa come si fa.
Raffaella Onesti
INFORMAZIONI
tel. 02/57968343
cell. 339/8894292
5
PIANETA HUMANITER
L’Humaniter attiva a Napoli
due nuovi progetti
Come ogni anno la Fondazione Humaniter di Napoli
ha festeggiato l’inaugurazione del nuovo anno accademico con un evento,
seguito da giornalisti e
televisioni locali, che si è
tenuto il 16 novembre
presso il Circolo Artistico
Politecnico. Per l’occasione, oltre alla direttrice
della sede napoletana,
Maria Luisa Zazzara, a
fare gli onori di casa c’era
anche Piero Amos Nannini, Presidente della Società
Il presidente dell’Umanitaria
consegna a Maria Luisa Zazzara la
Umanitaria. La cerimonia
Laurea ad honorem a Massimo della
è stata l’occasione non
Campa per la tenacia e l’impegno con
solo di sottolineare il ruolo
cui si è prodigato a Milano e Napoli.
che la Fondazione si è guadagnata nei suoi dieci anni di attività come punto di
riferimento cittadino grazie agli oltre duecento corsi
organizzati, ma anche per presentare due nuove
attività: il Progetto Monitore, a sostegno della
disaffezione scolastica da parte dei ragazzi di scuola elementare e media, che, partito l’anno scorso,
conta oggi su l’adesione di ben cinque scuole, e lo
Jurisconsum, sportello di aiuto per il cittadino, istituito nella sede Humaniter di piazza Vanvitelli, 15.
Hanno poi preso la parola, ricordando il loro decennale percorso di collaborazione con l’Humaniter,
Norma Pepe, docente di Lingua inglese e Aldo De
Gioia, insegnante del corso “Tutta Napoli: storia,
teatro, poesie e canzoni”. La manifestazione è stata
presentata da Luigi Nappi, coinvolto in prima persona nei nuovi progetti, mentre ad allietare i numerosi intervenuti - che hanno dovuto riservare per
tempo il proprio posto in sala - l’esecuzione del concerto per violino e pianoforte ad opera di Silvia
Mazzon e Leonardo Zunica, che hanno eseguito
brani di Mozart, Szimanowsky e Franck.
Per finire, è stato offerto un ricco buffet, davvero
molto apprezzato da parte dei soci presenti!
Mario Grossi
A piazza Vanvitelli,
la nuova canzone cilena inaugura
il calendario sociale
Sabato 18 novembre ha avuto inizio la stagione 2006/07 delle
manifestazioni artistico-culturali dell’Humaniter di Napoli con
un concerto del gruppo musicale Charagua. Il gruppo, attivo
dagli anni ‘70, è nato dall’incontro di musicisti e cultori della
tradizione musicale e della canzone d’autore dell’America Latina. Il repertorio è rivolto all’esplorazione dei principali ritmi
e temi che abbracciano tutti i Paesi attraversati dalle Ande.
La strumentazione di cui il gruppo si avvale, originaria di queste regioni, è costruita artigianalmente secondo tradizione e
per la gran parte reperita dagli stessi esecutori nei paesi d’origine. Attualmente, il complesso è formato da: Massimo Petti,
Stefano Petti, Gabriele Cini, Gerardo Musso, Nauro Scipione,
Corrado Velona, Gianni Scalella e Roberto Trenca.
Nel corso della serata i “Charagua” hanno eseguito un programma della tradizione musicale andina, dalle origini fino
alla “nuova canzone cilena”, facendosi, tra l’altro, portatori
della voce dei popoli e delle etnie latino-americane e delle loro
tematiche sociali e culturali. Particolare successo hanno
riscosso le esecuzioni di alcuni brani della “nuova canzone cilena”, dal repertorio di Violeta e Isabel Parra e Victor Jara.
Il concerto, che ha visto la partecipazione entusiasta di un
numeroso pubblico, è stato dedicato alla memoria di Mario
Faggella, componente storico del gruppo, recentemente scomparso all’età di 42 anni e il ricavato è stato offerto in beneficenza alla Missione dei Padri Comboniani di Castelvolturno per
la raccolta di fondi destinata alla costruzione di un asilo-nido.
La serata si è conclusa con un rinfresco egregiamente preparato dalle docenti dei corsi di cucina: Gloria De Fazio, Anna
Franca Freda e Anna Gambardella.
Felice Trenca
Un nuovo vice-Presidente per rinsaldare Milano e Napoli
In occasione della prolusione dei corsi di Milano, Francesco Licchiello si è ufficialmente presentato ai docenti Humaniter nella nuova veste di Vice-Presidente, dopo la
nomina ricevuta in sede di Consiglio Direttivo il 15 ottobre scorso. Durante la serata,
che si è conclusa con la presentazione del volume del centenario del Quartiere operaio
Umanitaria in via Solari (presenti Antonio Pizzinato, Ornella Selvafolta, Enzo Radice e
Maurizio Spada), il neo vice-Presidente ha confermato le finalità e i progetti delineati
negli ultimi mesi dal compianto Galileo Lucchini per rendere sempre più speciale la
grande famiglia Humaniter. A “Lello” è stata intitolata - al primo piano - l’Aula 8, così che
il suo impegno e la sua abnegazione rimangano d’esempio per tutti noi.
Franca Magnoni
6
UNICO
La sua voce
rivive nel nostro sito
Da gennaio, accedendo al sito
www.umanitaria.it, si potrà ascoltare il
discorso di Calamandrei. Ecco le poche
parole con cui Riccardo Bauer introdusse la commemorazione di Calamandrei,
a pochi giorni dalla scomparsa. “Egli
ritorna oggi tra noi con la sua eloquenza
nobile e pur semplice, con dottrina
profonda, scientificamente serena e
civilmente incitatrice. La parola del maestro indimenticabile suona oggi ancora
come un altissimo richiamo all’impegno
scientifico e morale di tutti i giovani che
si apprestano ad una sempre rinnovata
battaglia di civiltà, di progresso e di
libertà. Ecco la parte sostanziale di ciò
che egli disse precisando i fondamenti
storici della Costituzione”.
Da “Milano ricostruisce 1945-1954” (Ed. Cariplo 1990)
Prendete una delle istituzioni benemerite di Milano;
aggiungetevi uno dei padri della Costituente e fategli
commentare il testo della nostra Costituzione. Avrete gli
ingredienti di quella che fu (era il 26 gennaio 1955) una
delle iniziative più apprezzate che ebbero luogo nel Salone degli Affreschi dell’Umanitaria, quando fu organizzato un
ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana, invitando insigni cultori del diritto ad illustrare, in modo accessibile a tutti, i principi morali e giuridici che stanno a fondamento della nostra vita sociale. Per inaugurare il
corso fu chiamato uno di quelli che - nell’ordine - fu tra gli esponenti di
“Giustizia e Libertà”, collaborò a movimenti clandestini durante la Resistenza e partecipò, come rappresentante del Partito d’Azione, alla Costituente: insomma, Piero Calamandrei.
Purtroppo le cronache di quel giorno non sono tantissime. Tra i pochi ricordi recuperati, spicca la testimonianza di Enrico Colombi: “Ricordo la sala
degli Affreschi stracolma di giovani studenti medi ed universitari che ascoltavano il maestro con la stessa passione. Ricordo che tenevo d’occhio mio
fratello minore, seduto nella sala con gli altri: in quell’occasione fui stupito
di vederlo col volto acceso d’entusiasmo, con gli occhi scintillanti, applaudire a lungo, a tutta forza, con gli altri”.
Sul palco, colorito dalla fresca parlata toscana, Calamandrei incantava la
platea: un discorso breve, semplice, chiaro, pervaso di una gran passione
civile e democratica, che ancora oggi - a leggerlo - trascina e commuove.
Anzi, come scrisse Paese sera il 10 febbraio 1960 (riproposto qui sotto),
quando la registrazione di quel discorso divenne un 33 giri per la Collana
Letteraria della Cetra, dovrebbe costituire la base del corso d’Educazione
civica per le nostre scuole.
Nel frattempo, nelle pagine che seguono, eccone un’ampia sintesi.
UNICO
Quando Calamandrei spiegò
la Costituzione in Umanitaria
Claudio A. Colombo
Giovedì 25 gennaio, nel Salone degli Affreschi, la
lezione di Calamandrei sarà rievocata dall’onorevole Virginio Rognoni, ex vice-presidente del Consiglio
Superiore della Magistratura, e dallo storico Arturo
Colombo in un incontro con le scuole milanesi dal
titolo “La difesa della Costituzione ieri e oggi”.
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CALAMANDREI, UNA LEZIONE
Nella nostra Costituzione c’è un articolo, che è il
più importante di tutta la Costituzione, il più
impegnativo; non impegnativo per noi che siamo
al desinare, ma soprattutto per voi giovani che
avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di
ordine economico e sociale, che, limitando di fatto
la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del
Paese”. È compito di rimuovere gli ostacoli che
impediscono il pieno sviluppo della persona
umana. Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti,
dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto
quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo
primo “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni
uomo di lavorare e di studiare e di trarre con
sicurezza con il proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si
potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si
potrà chiamare neanche democratica. Una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di
fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di
diritto è una democrazia puramente formale, non
è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla
vita della Società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la
Società. E allora voi capite da questo che la
nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un
programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere. Quanto lavoro avete
da compiere! Quanto lavoro vi sta dinnanzi!
na, in questo uditorio, ma spesso in larghi strati,
in larghe categorie di giovani, un po’ una malattia dei giovani. “La politica è una brutta cosa”.
“Che me ne importa della politica”. È così bello e
così comodo. La libertà c’è, si vive in regime di
libertà, ci sono altre cose da fare che interessarsi di politica. E lo so anch’io. Il mondo è così
bello. È vero! Ci sono tante belle cose da vedere,
da godere oltre che ad occuparsi di politica. E la
politica non è una piacevole cosa. Però, la libertà
è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel
senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai. E vi auguro, di non trovarvi mai a sentire questo senso di
angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi
ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare,
vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.
La Costituzione, vedete, è l’affermazione scritta
in questi articoli, che dal punto di vista letterario
non sono belli, ma l’affermazione solenne della
solidarietà sociale, della solidarietà umana, della
sorte comune, che se va a fondo, va a fondo per
tutti questo bastimento. È la Carta della propria
libertà, la Carta della propria dignità d’uomo. Io
mi ricordo le prime elezioni, dopo la caduta del
fascismo, il 6 giugno del 1946; questo popolo che
da venticinque anni non aveva goduto delle
libertà civili e politiche, la prima volta che andò
a votare, dopo un periodo di orrori, di caos: la
guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi, andò
a votare. Io ricordo, io ero a Firenze, lo stesso è
capitato qui. Queste file di gente disciplinata
davanti alle sezioni. Disciplinata e lieta. Perché
avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare
la propria opinione per contribuire a creare que-
Perché, vedete, la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da
sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio
cadere e non si muove. Perché si muova bisogna
ogni giorno rimetterci dentro il combustibile.
Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la
volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità; per questo una delle offese
che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla
politica, indifferentismo che è, non qui per fortu-
sta opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, della nostra patria,
della nostra terra; disporre noi delle nostre sorti,
delle sorti del nostro paese. Quindi voi giovani
alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la
vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa
vostra, metterci dentro il senso civico, la
coscienza civica; bisogna rendersi conto che questa è una delle gioie della vita, rendersi conto che
ognuno di noi, nel mondo, non è solo! Che siamo
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DI GRANDE ATTUALITÀ
in più, che siamo parte di un tutto, tutto nei limiti dell’Italia e nel mondo.
In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra
storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti
sfociati qui negli articoli. E a sapere intendere,
dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane.
Quando io leggo nell’articolo 2: “L’adempimento
dei doveri inderogabili di solidarietà, politica, economica e sociale” o quando leggo nell’art. 11 “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa
alla libertà di altri popoli”, “la patria italiana in
mezzo alle altre patrie” ma questo è Mazzini!
Questa è la voce di Mazzini. O quando io leggo
nell’articolo 8: “Tutte le confessioni religiose,
sono ugualmente libere davanti alla legge” ma
questo è Cavour! O quando io leggo nell’articolo 5
“La Repubblica, una ed indivisibile, riconosce e
promuove le autonomie locali” ma questo è Cat-
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taneo! O quando nell’art. 52 io leggo, a proposito
delle forze armate “L’ordinamento delle forze
armate si informa allo spirito democratico della
Repubblica”, l’esercito di popolo, e questo è Garibaldi! O quando leggo all’art. 27 “Non è ammessa la pena di morte” ma questo, o studenti milanesi, è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi
nomi lontani.
Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa
Costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come
voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento,
morti in Russia, morti in Africa, morti per le
strade di Milano, per le strade di Firenze, che
hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia
potessero essere scritte su questa Carta. Quindi
questa non è una Carta morta. Questo è un
testamento, un testamento di centomila morti.
SE VOI VOLETE ANDARE IN PELLEGRINAGGIO, NEL LUOGO DOVE È NATA LA NOSTRA
COSTITUZIONE, ANDATE NELLE MONTAGNE DOVE CADDERO I PARTIGIANI, NELLE
CARCERI DOVE FURONO IMPRIGIONATI, NEI CAMPI DOVE FURONO IMPICCATI,
DOVUNQUE È MORTO UN ITALIANO, PER RISCATTARE LA LIBERTÀ E LA DIGNITÀ:
ANDATE LÌ, O GIOVANI, COL PENSIERO, PERCHÉ LÌ È NATA LA NOSTRA COSTITUZIONE".
Articolo apparso su “L’Avanti” del 19 gennaio 1955.
Sullo sfondo, una foto degli anni ‘50 del Salone degli Affreschi
gremito di giovani e adulti (Archivio Storico Umanitaria).
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Livornese di nascita, ma milanese di adozione, da questo numero Romano Bracalini
inaugura “Vecchia Milano”, una rubrica fissa per il nostro trimestrale. Inviato per la
Rai di Milano per servizi culturali, documentarista, autore di testi teatrali, una ricca
produzione come storico e saggista, Bracalini ci guida attraverso storie, temi e personaggi
della nostra città: perché un buon segugio non va mai in pensione.
Cesare Beccaria, il filosofo grassoccio
che combattè la pena di morte
La statua di Cesare Beccaria sorge
nella piazza che un tempo ospitava
le carceri e il palazzo di giustizia,
dove ha sede oggi il Comando della
vigilanza urbana. La Commissione
per il monumento a Beccaria volle
che lo scultore Giuseppe Grandi effigiasse il filosofo in età già vecchia a
dispetto della ragione che suggeriva
di farlo giovane, poiché l’opera che
gli aveva dato la gloria fu scritta a
27 anni. Per il monumento s’erano
raccolte 30.000 lire di cui 15.000
vennero pagate allo scultore per l’opera e il marmo e le altre 15.000
per le spese della Commissione. Nel
bassorilievo figurava una frase del
suo libro: “Se dimostrerò non essere
la pena di morte né utile né necessaria, avrò vinto la causa dell’umanità”.
Alla fine del Settecento la pena di
morte era in vigore in tutta Europa
e quasi dappertutto era praticata la
tortura con le tenaglie e i tratti di
corda, la berlina e la fustigazione
pubblica. Pene che ripugnavano alla
coscienza degli illuministi lombardi.
Cesare Beccaria, giovane filosofo,
grassoccio, timido, nevrotico, s’era
formato alla scuola illuminista di
Pietro Verri, animatore della rivista
“Il Caffè”. In pochi mesi, incoraggiato dal Verri che lo aiutò a vincere la
naturale pigrizia e la cronica incostanza, compose un libretto destinato a enorme successo: “Dei delitti e
delle pene”, pubblicato anonimo a
Livorno nel 1764. Gli avversari e i
teorici della legge del
taglione lo accusarono
di vilipendio della religione e delle autorità. Il
libro si diffuse in tutta
Europa e gettò le premesse del diritto penale moderno. Con limpida prosa e magia di
stile, Beccaria diceva
che “un codice fisso di
leggi doveva sostituirsi
al disumano, fossilizzato, oscuro diritto penale vigente”. La pena di
morte era un retaggio
dei vecchi tempi, quando la legge comune non aveva ancora emancipato l’uomo e lo teneva in
soggezione davanti ad essa. Prima
di lui il processo si svolgeva senza
garanzie per l’imputato, senza pubblicità e senza difesa. Dopo di lui
non fu più possibile mandare a
morte il reo senza concepirla come
una vendetta dello stato.
Dice Beccarla: “Perché ogni pena
non sia una violenza di uno o di
molti contro un privato cittadino,
dev’essere essenzialmente pubblica,
pronta, necessaria, la minima delle
possibili nelle date circostanze, proporzionata ai delitti, dettata dalle
leggi”. Da quel momento l’Occidente
cominciò a cancellare la pena di
morte dagli ordinamenti moderni,
sia pure con parecchie resistenze da
parte di reazionari e clericali che la
ritenevano quasi una punizione divi-
na e il giusto spavento
del malvagio. Fu il
Granducato di Toscana
il primo stato europeo
ad abolire la pena di
morte con la legge “leopoldina” promulgata
nel 1786 da Pietro Leopoldo di Lorena. Il
primo stato sovrano a
sancire nella Costituzione il divieto della
pena di morte fu la
Repubblica
Romana,
ispirata da Mazzini, il
3 luglio 1849, mentre
stava
per
essere
sopraffatta dai francesi. Il primo
stato nazionale europeo fu l’Italia,
nel 1889, con il Codice Zanardelli.
Poi la pena capitale venne reintrodotta dal fascismo nel 1926 per i
delitti politici e nel 1931 estesa
anche ai delitti comuni.
Per curiosa coincidenza nel punto in
cui venne innalzato il monumento
sorgeva la casa del boia. Nel 1853,
dopo i moti popolari del sei febbraio,
la carica di boia venne data a tale
Giovanni Lachner che per non farsi
riconoscere metteva una grande
barba posticcia di colore rossiccio. Il
monumento venne inaugurato nel
1871, in un clima di grande commozione. Sarebbero passati diciotto
anni prima che l’Italia civile facesse
proprio il ragionamento di Beccaria.
Romano Bracalini
VENT’ANNI DI VITA SOTTO IL FASCISMO, RACCONTATI GIORNO PER GIORNO
A fine gennaio sarà in libreria Otto milioni di biciclette (Ed. Mondadori), il nuovo libro di Romano Bracalini sulla vita quotidiana durante il fascismo. Nello sterminato repertorio di studi sul fascismo, dedicati prevalentemente alla storia politica, militare, diplomatica ed economica, i libri sulla vita d’ogni giorno e sulle condizioni di vita della famiglia italiana sotto il regime non sono molti, anzi c’è uno strano
vuoto, mentre si registra un rinnovato interesse di studi per quel periodo, non solo in Italia, man mano che ci si allontana da esso. Questo libro ricostruisce minutamente, giorno per giorno, attraverso la vita degli italiani, vent’anni di fascismo vissuto dal popolo: un fascismo
quotidiano, con i treni popolari, le feste, le restrizioni alimentari, l’autarchia, il pane che diventava sempre più caro e introvabile, le tessere annonarie del tempo di guerra. Il “foro Mussolini” divenne una metafora per il popolo che tirava la cinghia per soddisfare i sogni di grandezza del regime. Una lettura inedita e divertente nello stile ironico e secco dell’Autore.
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SOTTO I RIFLETTORI
L’arte bianca chiama, Arte da mangiare risponde
Tre giorni pieni. Dal 30 marzo al 1°
aprile la XII edizione di Arte da mangiare attende visitatori, estimatori e
fans per un appuntamento goloso, in
concomitanza, come tutti gli anni, con
la fiera d’Arte Miart che si tiene qui a
Milano. I visitatori potranno incontrare gli Artisti presso i Chiostri dell’Umanitaria e vivere assieme dei
momenti dedicati alla comunicazione
artistica, dove i partecipanti sono chiamati ad assaggiare e gustare l’Arte…
Ebbene sì, l’Umanitaria da anni propone un fatto d’Arte unico
che ha aperto ad una
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nuova esperienza; infatti,
le opere d’arte non solo
possono essere viste, ma
devono essere assaporate.
Quale sapore avrà l’opera
d’Arte di ciascun Artista?
Quale
messaggio
ogni
autore vorrà comunicare
ai visitatori attenti, ma
non golosi di semplice
cibo, ma curiosi di scoprire il sapore di ogni opera?
La XII edizione è dedicata
all’Arte bianca, termine
che solitamente richiama
l’arte di panificare. Ma
come si muoveranno gli
Artisti? Quali proposte ci
faranno? Quando si parla
di bianco la mente va a
Michelangelo, la grande
stagione
del
barocco
romano con Gianlorenzo
Bernini, il ritorno all’antico di Antonio Canova per
arrivare ad altri materiali
e superfici verso lo Spazialismo di Fontana con il
suo “manifesto bianco”, le
textures Cretti-croste di
Burri, Castellani e Manzoni con gli Achromes bianchi, Mario Schifano,
Francesco Lo Savio (tra spazio e luce),
Giulio Paolini con disegno geometrico
1960 tela bianca segnata solo da una
squadratura lineare… Fontana con
Luce spaziale-struttura al neon (1951)
e le famose pitture di luce nel concettualismo…
Questi saranno gli input, ma accanto a
ciò, l’opera si ispirerà alla panificazione, a tutto ciò che in alimentazione
ricorda il bianco.
Fra le varie sezioni le installazioni che
vivranno in Umanitaria, ed in altre
location milanesi, tutte da scoprire
(anche su www.artedamangiare.com),
ci sarà un appuntamento d’obbligo, la
Sezione scultura, dedicata ad un oggetto da cucina, quest’anno il Mattarello
… visto dalla creatività dell’Arte.
Naturalmente come tutti gli anni ci
saranno anche sezioni dedicate al Food
design e alla enogastronomia. I partner saranno come di consueto l’Azienda Tranviaria di Milano, l’Associazione Panificatori, la Provincia di Milano
e altre istituzioni che coinvolgeremo.
Nella Città si potranno incontrare le
“famose mucche” interpretate da vari
Artisti. Questa “mostra all’aperto, è
stata presentata in parte a Firenze,
ma precedentemente in altre città, la
prima volta a New York.
Degustazioni, cene d’Arte, spettacoli e
dibattiti completeranno un programma
da assaporare con intelligenza.
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Ornella Piluso
Foto 1: Filippo Penati, presidente della Provincia di
Milano, mentre osserva compiaciuto “Tast ring” (foto 3),
una delle opere di design dell’artista Topylabris.
Foto 2: opera di Tiziana Priori dedicata all’arte bianca.
Foto 4: il “Mattarello” di Marco Pedroni.
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LA PAROLA ALLA CITTÀ
FONDAZIONE IRCCS ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI
Contro lo smog: che fare?
La risposta non è più rinviabile se
lo scorso inverno ben in 180 tra
singoli, comitati e associazioni si
sono rivolti alla magistratura per
chiedere interventi immediati, in
sostituzione del Comune e della
Regione, per evitare il pericolo
attuale di un danno grave alla
salute dei cittadini.
Mentre divampa la discussione (e
spesso la polemica) sulle misure
per ridurre l’inquinamento da
traffico a Milano, ci sono dei
“laboratori” di pensiero attivi, dove – isolandosi ma
forse neppure troppo dal
contingente – si studiano
problemi e soluzioni. Uno
di questi è la Fondazione
IRCCS Istituto Nazionale
dei Tumori di via Venezian, che non è solo un
luogo di cura ma anche
di ricerca e prevenzione.
Pneumologia e Epidemiologia della Fondazione
sono le strutture in prima
fila per lo studio del problema smog. E proprio ad
un gruppo dell’Istituto si
deve un apparecchietto con il
quale i nostri James Bond in
camice bianco vanno qua e là per
la città a scovare la misura dell’inquinamento….
Le conseguenze nefaste delle polveri sono illustrate dal dott. Roberto Boffi di Pneumologia. “L’effetto
negativo delle polveri spesso ricade su persone affette da patologie
preesistenti e che ne possono subire conseguenze immediate, come
nel caso dei soggetti asmatici, dei
bambini e delle donne gravide.
Ovviamente maggiore è l’entità
dell’esposizione, maggiore è il
rischio di malattia. Nel corso dei
nostri studi sul particolato fine
outdoor e indoor, sia legato all'in-
quinamento veicolare che da fumo
di sigaretta, abbiamo messo a
punto un apparecchio capace di
misurare in tempo reale la percentuale di polveri che restano
depositate all’interno dei polmoni
Illustrazione di Matteo Gallo Stampino
(Scuola del Fumetto di Milano)
a ogni atto respiratorio. Il particolato di diametro inferiore ai 10
micrometri (PM10) è presente nell’inquinamento dell’aria sia indoor
che outdoor. È prodotto principalmente dalla combustione in industrie, sistemi di riscaldamento e
traffico veicolare, nonché dal fumo
di tabacco”. E quindi Boffi lancia
l’allarme: “Dai nostri studi risulta
che in media restano depositate
nell’apparato respiratorio ben il
50% delle polveri respirate. L’aria
espirata è molto più pulita di quella inspirata!”.
Anche nella società civile si è
ormai creata una vera e propria
lobby per la mobilità sostenibile.
Una parte considerevole di questo
arcipelago è sostituto da Ciclobby
Onlus il cui Consiglio Direttivo ha
adottato lo scorso 16 novembre
2006 un documento di proposta
alle autorità. “Il Sindaco Letizia
Moratti e l’Assessore al Traffico Edoardo Croci hanno
avuto il merito di porre in
modo concreto la questione della pollution charge
cercando una risposta
coraggiosa e impegnativa”.
L’associazione
però
denuncia dei limiti e
propone - tra le altre
cose - maggiori risorse
al rafforzamento dei trasporti
pubblici,
con
estensione della rete e
maggiore frequenza delle
corse (attese di non oltre
10 minuti); semafori asserviti ai mezzi pubblici (prima
di disporsi al rosso si dovrebbe
dare la precedenza al mezzo
pubblico che sopraggiunge, permettendogli così di proseguire la
corsa); estensione delle corsie preferenziali; adozione di mezzi di
superficie di nuova generazione
meno inquinanti, più frequenti o
più capienti; prolungamento degli
orari apertura della metropolitana. E, ovviamente, incentivi all’utilizzo delle bici!
Se si potesse riassumere tutto con
un titolo da poliziesco anni ‘70, si
potrebbe scrivere: “Milano inquinata, la città reagisce”.
Tommaso Migliaccio
Maledette polveri… che ci riempiono la vita
La Cascina Rosa, campus di ricerca per medicina
preventiva, vicino alla sede storica dell’Istituto dei
Tumori di Milano.
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L’inquinamento outdoor da PM10 è riconosciuto come un rischio per la salute, responsabile di
un aumento significativo di morbilità e mortalità (principalmente per malattie cardiovascolari,
asma e tumori del polmone, ma anche per le donne in gravidanza). Il PM2,5 e il PM1 sono
considerate polveri fini ancora più pericolose, perché possono raggiungere anche gli alveoli
polmonari. Oggi, grazie all’apparecchio creato dal gruppo del dott. Boffi, la concentrazione del
particolato nell’aria espirata viene misurata in tempo reale, cioè registrando i dati ogni secondo. Ciò ha permesso di confermare dati di altri laboratori: in media l’aria espirata è molto più
pulita di quella inspirata, e quello “splendido” filtro che è il polmone purtroppo si impregna progressivamente delle sostanze cancerogene, irritanti e ossidanti veicolate alla superficie delle
polveri sottili, causando enormi danni respiratori e cardiovascolari. (t.m.)
NOTIZIE DALL’INTERNO
Arti e mestieri
ritornano a scuola
L’esperienza ormai pluriennale del Progetto Monitore nelle
scuole milanesi ha appurato che molti ragazzi, una volta
usciti dalla Scuola Media, si trovano praticamente privi di
qualsiasi competenza tecnica che possa aiutarli nella ricerca di un lavoro. Per questo, già da qualche mese, grazie al
sodalizio con l’Unione Artigiani della Provincia di Milano e
con un contributo dell’Assessorato Scuola, Famiglia e Politiche del Lavoro del Comune di Milano, abbiamo predisposto un progetto-pilota, che prevede la creazione di un laboratorio di Arti e mestieri a scuola (il nome del progetto è
“La Società Umanitaria per la frequenza scolastica e l’orientamento professionale”), sotto la guida di un artigiano
esperto: un esperimento a metà strada tra la scuola, l’officina e l’apprendistato.
Il progetto si riallaccia ad un “antenato” illustre: la Scuola
Preparatoria di Orientamento e Avviamento professionale
che l’Umanitaria, sulle ceneri della scuola professionale di
tirocinio per ragazzi di inizio secolo, istituì nel 1956 con
molteplici attività nel settore del legno, ferro, ceramica,
incisione, fotocomposizione (a cui si aggiungevano anche i
corsi femminili di cucito, biancheria e ricamo). Una scuola
innovativa pronta a preparare alla vita, equamente divisa
tra lezioni in classe e ore di laboratorio, dove la pratica, il
“fare e saper fare”, andavano considerati come
strumenti insostituibili per lo sviluppo e l’apprendimento: purché dare la possibilità agli
studenti di prendere confidenza con un lavoro
non andasse a scapito dell’educazione umanistica.
Ad oggi, il progetto è ancora in fase di
rodaggio (una ricerca statistica sta individuando scuole, zone e materie d’insegnamento). Ma siamo sicuri che in
poco tempo, come per il Programma
Monitore, diventerà un altro nostro
modello d’intervento, nel segno di
un rinnovato impegno verso le
nuove generazioni, di cui vi terremo costantemente informati.
Maria Helena Polidoro
Due immagini dei corsi di avviamento al lavoro
per i ragazzi delle scuole medie, che l’Umanitaria
istituì negli anni ‘50 nel settore della falegnameria
e del cucito, biancheria e ricamo.
Foto Archivio Storico Umanitaria.
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NOTIZIE FLASH NOTIZIE FLASH NOTIZIE FLASH NOTIZIE FLASH NOTIZIE FLASH NOTIZI
a cura di Claudio A. Colombo. Foto di Nino Romeo e Lorenzo Zuntini
Bilancio d’Estate...
aspettando un
grande anniversario
Oltre tredicimila presenze per ben incon
tri giornalieri: questo il rendiconto più che
positivo di tre mesi di attività da giugno a
settembre Grazie alla collaborazione con
Nuova Educazione AIB Lombardia Associa
zione Arte da mangiare e Comune di Bucci
nasco anche la XIX edizione della nostra
kermesse estiva non ha deluso le aspettati ve di chi (organi di stampa compresi) ritiene
l’Estate nei Chiostri uno degli appuntamenti
di punta di Milano Il programma si è snoda
to attraverso l’intero arco della giornata: al
mattino con le Botteghe per l’infanzia
(dedicate all’interculturalità tra i popoli) e
gli itinerari artistici e culturali fuori porta; al
pomeriggio con mostre (sopra quella dedi
cata a Lucio e gli altri) incontri e approfon
dimenti tematici; e poi al calar della luce
con la programmazione ininterrotta di
“UmanitARIA” il miglior cinema all’aperto
Un programma titanico (credeteci) che lo
staff di Umanitaria e Humaniter ha ideato
senza sosta come ideale prolungamento
delle attività che si svolgono durante l’anno
Che da noi tra i chiostri non prevede ferie
ma solo qualche breve pausa
Insomma a costo di sembrare ripetitivi sen
tiamo di aver fatto il nostro dovere
Il nuovo Collegio
dei nostri Delegati
Dopo le votazioni svoltesi il e ottobre
scorso per il parziale rinnovo del Collegio dei
Delegati sono stati eletti Mirella Beneggi
Maria Costa Alessandro Fisco V Paolo
Gastaldi Sergio Giuli Amedeo Giuliani
Beniamino Isella Franca Magnoni Piero
Ernesto Malatesta Manfredi Mari Rino
Patelli Antonio Purpura Onorio Rosati Fer
nando Tosonotti Sandro Zaccarelli Maria
Luisa Zazzara I nuovi Delegati resteranno
in carica sino al settembre 14
Un inno alla musica, da Milano a Parigi
Sabato ottobre nel Salone
degli Affreschi un pubblico calo
roso ha assistito alla premiazione
e al concerto dei vincitori della
XVI edizione del Concorso Nazio
nale di Borse di studio che que
st’anno ha sancito un gemellaggio
con il Musée Debussy di Saint Ger
main en Laye vicino a Parigi E
proprio nella capitale francese si
esibirà il prossimo marzo la giova
ne pianista Irene Veneziano anni scelta per elezione popolare a rappre
sentare i sei giovani talenti premiati dall’Umanitaria alla fine di una fatico
sa competizione estesa a tutti i Conservatori e Istituti di Alta Formazione
Musicale d’Italia
La nomina della Veneziano è stata ufficializzata dall’Assessore alla Cultura
del Comune di Milano Vittorio Sgarbi che nel suo intervento ha sottoli
neato come tra i giovani ci sia ancora chi si dedica alla musica e all’eleva
zione dello spirito in una società dove i valori della cultura stanno lascian
do il posto ad un materialismo qualunquista Lo stesso Sgarbi ha svelato di
aver espresso il suo voto per la pianista varesotta Oltre alla Veneziano
sono stati premiati il duo vocale milanese composto da Hyun Joo Cho e
Marino Nahon il pianista pugliese Maurizio Zaccaria la flautista di Fano
Elena Giri e Damiano Scarpa violoncellista di Castelfranco Veneto
La giuria presieduta da Marcello Abbado ha avuto parole di ammirazione
per tutti i concorrenti che hanno dimostrato di aver raggiunto una note
vole maturità artistica
Lorenzo Zuntini
Un nuovo make-up per Milano
Giovedì settembre si è svolta una tavola rotonda alla quale hanno par
tecipato gli architetti Stefano Boeri Antonello Boatti Marco Romano
Maurizio Spada con l’assessore Gianni Verga e la consigliera comunale
Milly Moratti La domanda iniziale formulata da Maurizio Spada coordi
natore dell’incontro è stata la seguente: Che cosa fa bella una città oggi? E
che cosa si intende con il termine bellezza?
La risposta di Antonello Boatti è che la città e in particolare Milano deve
uscire dall’individualismo e dall’egoismo borghese che fa belle le dimore
nella dimensione privata e brutte e trascurate in quella pubblica Per Milly
Moratti la bellezza di una città sta nelle cose vicine ai veri bisogni dei cit
tadini e in armonia con il bisogno di natura Stefano Boeri afferma che è
problematico parlare di bellezza come armonia e porta esempi pratici su
Milano Gianni Verga dice che la bellezza è frutto anche della democrazia
e che quello che fa bene è anche bello come dice il Cardinal Martini Molta
colpa è degli architetti che hanno perso il senso del decoro Per finire
Marco Romano dà il suo contributo spiegando la sua teoria estetica della
città fatta dalle intenzioni dei cittadini di fare qualcosa di bello nelle abi
tazioni e soprattutto negli spazi collettivi Questa tendenza che è una
caratteristica della città europea nasce a partire dal mille ed è il frutto di
una società aperta
Si conclude la serata con una serie di obiezioni su queste affermazioni por
tate da rappresentanti di comitati di cittadini con esempi concreti nel
comune di Milano che mostrano la volontà dell’amministrazione di favo
rire gli interessi dei pochi di speculare trascurando la volontà dei molti di
mantenere il panorama urbano immutato La domanda che emerge è que
sta: l’aspetto del centro storico nella città moderna è o non è un tema col
lettivo da valorizzare e difendere? La risposta della maggior parte dei rela
tori è stata affermativa (sm)
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Progetto editoriale
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Robecchetto con Induno (MI)
Hanno collaborato
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Romano Bracalini
Anna Chiorino
Roberto Cossu
Lucia Di Gioia
Mario Grossi
Tommaso Migliaccio
Fiorella Nahum
Raffaella Onesti
Nino Romeo
Maurizio Spada
Felice Trenca
Lorenzo Zuntini
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iacchettistampa, Milano
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19 dicembre 2006
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15
Come in un film
Per una volta lasciamo ad un sintetico excursus
visivo il compito di raccontare alcune delle iniziati
ve che hanno contraddistinto l’operato dell’Umani
taria durante gli ultimi dodici mesi nel segno del
l’impegno civile della solidarietà della diffusione
di cultura
Dal bilancio di un nuovo anno di attività nelle
scuole con il Progetto Monitore (foto ) alla rievoca
zione teatrale di Piero e Ada Gobetti (foto ) dal
Concorso nazionale per giovani musicisti (foto ) al
ricordo a più voci per Alessandro Galante Garrone
con Virginio Rognoni (foto e ) dal ricco programma
dell’Estate nei Chiostri (foto ) al centenario del quar
tiere Solari (foto ) dalle considerazioni di due anni in
carcere con Teatrodentro (foto ) fino alla partecipa
zione ad Inverart Padiglione d’arte giovane (foto )
Una bella soddisfazione
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photo Fabrizio Tampellini
photo Cesare Colombo
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foglio_1-2007 - Società Umanitaria