Notiziario
Anno XIX, numero 8 • agosto 2004
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24° Convegno nazionale (5-8 ottobre, Bellaria Igea Marina)
Gullini presenta i “temi”
di Sauro Dal Fiume
T
ra poco, dal 5 all'8 ottobre il
Centro Congressi Europeo di
Bellaria-Igea Marina ospiterà il
24° Convegno nazionale dell'ANUSCA.
Ci pare il momento più indicato per parlare dei “temi” di questo atteso appuntamento per gli amministratori e gli operatori dei Servizi Demografici e chi
meglio di Paride Gullini, presidente
dell'ANUSCA, può farlo?
Presidente Gullini, cominciamo dal
“titolo” del 24° Convegno nazionale di Bellaria: “Innovazione ed efficienza amministrativa: una sfida per
l'Europa. Il ruolo dei Servizi
Demografici”. Di tutto, di più?
“Già il numero 24 testimonia che siamo
in presenza di un appuntamento che
oltre a testimoniare la storia dei servizi
demografici di un quarto di secolo rappresenta ormai l'appuntamento nazionale ed internazionale per eccellenza
per le specifiche tematiche di settore.
Nel 2004 l'Unione Europea si è allargata
con l'ingresso di altri nove stati e il
Convegno di Bellaria non poteva che
essere incentrato sulle nuove tecnologie e sull'efficienza dell'apparato amministrativo chiamato a supportare la
sfida globale che l'Europa deve sostenere con le nazioni emergenti.
Costruita l'Europa degli Stati occorre
costruire l'Europa dei cittadini. In questo contesto ANUSCA è convinta che
un ruolo importante lo possono svolgere i nostri servizi demografici, nel confronto continuo con le analoghe associazioni professionali degli altri paesi per
assicurare ai legislatori europei il contributo dell'esperienza pratica di che vive
giornalmente a contatto con i bisogni
dei cittadini al fine di armonizzare le
diverse legislazioni in materia.
L'Italia, in questo senso, ha molte novi-
tà da presentare agli altri paesi: mi riferisco alla carta d'identità elettronica ed ai
servizi ai cittadini a questa collegati, alla
firma digitale, all'informatizzazione dei
registri di stato civile.
Sono questi alcuni degli argomenti che
saranno al centro del dibattito della
prossima manifestazione. Le presenze
internazionali assicureranno come sempre ai partecipanti un confronto con la
situazione negli altri paesi.
Un'esperienza unica che consente di
aprire gli orizzonti oltre i nostri confini a
livello europeo e che solo il convegno
ANUSCA è in grado da anni di offrire ai
colleghi di tutti i comuni italiani.
Oltre agli argomenti citati credo che il
Convegno sarà l'occasione per dibattere un argomento che in questi giorni fa
discutere le forze politiche.
Mi riferisco alla proposta del Ministro
dell'Interno, On. Giuseppe Pisanu, per
Il presidente Paride Gullini
segue a pag. 15
Una novità importante
Il dubbio
della Cassazione
sul cognome dei figli
di Renzo Calvigioni
In un incontro con il Presidente Gullini, il
Presidente dell’ISTAT esamina le
opportunità d’intese ed assicura la sua
presenza al Convegno ANUSCA
Biggeri: fondamentale
il ruolo dei Servizi
Demografici
di Benedetto Leone
F
L
orse è discriminatorio imporre ai
figli esclusivamente il cognome
paterno, tanto da generare il
sospetto che possa trattarsi di una violazione dell’articolo 3 della Costituzione;
questo è il dubbio sollevato dalla Corte di
Cassazione, sul quale dovrà pronunciarsi
a presenza dell’ISTAT al prossimo
Convegno ANUSCA, la formazione degli ufficiali d’anagrafe e stato
civile, le opportunità offerte dalla
Accademia, la produzione delle statistiche
demografiche e sociali, la revisione del
regolamento anagrafico: questi i temi di
segue a pag. 13
segue a pag. 11
Anno XIX, numero 8 • AGOSTO 2004
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Un interessante scambio culturale
Anno XIX, numero 8 • AGOSTO 2004
L’ANUSCA in Ungheria
U
Il direttore Mario Ciclosi (il primo a destra), il presidente Paride Gullini (secondo a sinistra), il direttore
Jozsef Kobor (secondo a destra), nella visita al Ministero dell’Interno Ungherese a Budapest.
tà e questa apertura.”
Sulla stessa linea anche Paride Gullini,
Presidente dell’ANUSCA: “Da anni, alti
dirigenti del Ministero dell’Interno
ungherese partecipano ai nostri convegni e conoscevamo, quindi, seppur
approssimativamente, la loro organizzazione anagrafica ed elettorale.
Con estremo piacere, abbiamo accolto il
loro invito che ci ha permesso di verificare nei dettagli la loro organizzazione e di
confrontare, con i responsabili nazionali
dei vari settori, le rispettive legislazioni.
Abbiamo avuto modo di apprezzare la
loro organizzazione anagrafica alta-
mente informatizzata e di visitare il centro nazionale che, sulla base
dell’anagrafe, produce vari documenti,
quali la carta d’identità, passaporto,
patente, libretto di circolazione, carta di
soggiorno degli stranieri ecc….
Grande interesse è stato manifestato
per la nostra carta d’identità elettronica
e per le possibilità che si aprono con
l’Accademia per favorire uno scambio di
professionalità che devono guardare
all’Europa.
Un sincero grazie al Ministero
dell’Interno per l’accoglienza riservataci
ed al dottor Kobor per la disponibilità.”
Notiziario
na delegazione composta dal
Prefetto Mario Ciclosi, Direttore
Centrale dei Servizi
Demografici del Ministero dell’Interno e
dal Presidente dell’ANUSCA, Paride
Gullini, è stata ospite dal 3 al 7 luglio, del
Ministero dell’Interno ungherese per
una visita di studio e uno scambio di
esperienze operative per la gestione
dell’anagrafe della popolazione, del servizio elettorale e di altri servizi collegati
(carta d’identità, passaporto, patente,
libretto di circolazione, carta di soggiorno per stranieri, archivio criminale ecc.).
La delegazione, che è stata ricevuta ed
assistita, nel corso della sua visita, dal
dottor Jozsef Kobor, Responsabile della
gestione dell’anagrafe centralizzata
ungherese, ha avuto anche una serie di
incontri con i responsabili dei vari uffici e
precisamente: Keresztesne Szepesi Eva
(Capo Dipartimento dell’Ufficio Centrale
di Budapest per il rilascio di documenti),
Andrea Hackspacher (Responsabile
dell’Ufficio Informatico, Laszlo Erdelyi
(Capo dell’Ufficio Ispezioni), Eva Becht
(Capo dell’Archivio Criminale) ed Emilia
Rytko (Dirigente dell’Ufficio Nazionale
delle Elezioni).
L’incontro con Emilia Rytko ha consentito un confronto sulle rispettive legislazioni. Quella ungherese, centralizzata,
con un elevatissimo grado di informatizzazione, si fonda sull’anagrafe della
popolazione che è la base, oltre che per
le operazioni elettorali, per assicurare
diversi altri servizi.
Al termine della visita, abbiamo raccolto
le seguenti dichiarazioni da parte dei
delegati: il Prefetto Mario Ciclosi ha così
sintetizzato: “La visita in Ungheria è
stata un grande successo, oltre che una
soddisfazione. Prima di tutto è necessario evidenziare la squisita ospitalità con
la quale siamo stati accolti e accompagnati per mano nella conoscenza delle
tradizioni di questa nobile Nazione,
soprattutto per apprezzare e conoscere
l’evoluzione organizzativa, amministrativa e politica della Repubblica ungherese. Abbiamo riscontrato tantissime affinità, tantissimi motivi che ci permetteranno sicuramente, in uno spirito di
intensa collaborazione, di proseguire
insieme nel viaggio in Europa, che ci aiuti
a costruire i cittadini d’Europa, in un rapporto molto intenso, per contribuire ad
un ordimento europeao veramente condiviso.
Un ringraziamento particolare va allo
Stato ungherese, per questa disponibili-
La delegazione Anusca nella piazza degli Eroi di Budapest.
3
All’Accademia ANUSCA
a
N
elle giornate del 2
e del 3 luglio,
l’Accademia degli
Ufficiali di Stato Civile,
Anagrafe ed Elettorale, inaugurata nel marzo scorso,
si è resa scenario della II
Convention dei Dirigenti
della Regione Emilia
Romagna.
I funzionari, che hanno
lavorato sulle materie
dell’innovazione e la qualità dello sviluppo, hanno
avuto modo di tastare con
mano non solo la ricettività a livello turistico del territorio (nel programma dei
convegnisti, tra le altre cose, anche una
visita all’Enoteca di Dozza), ma anche le
potenzialità di cui l’Accademia stessa è
dotata, come sede di incontri formativi e
professionalizzanti.
Un appuntamento di grande livello che
ha avuto il lustro della partecipazione di
personaggi di spicco, tra cui il Presidente
della Regione, Vasco Errani, che ha concluso col proprio intervento la due giorni
di studio e confronto, il Vice Presidente
Flavio Del Bono e il Vice Presidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia,
oltre, nell’apertura dei lavori, al neo
Sindaco di Castel San Pietro Terme,
Vincenzo Zacchiroli e Gaudenzio
Garavini (Direttore Generale
dell’Organizzazione, Sistemi Informativi
e Telematica), promotore e organizzatore dell’iniziativa, nonché fra i fautori della
Il Presidente della
Regione Emilia
Romagna Vasco Errani
(al centro) ed il Vice
Presidente Flavio Del
Bono (il secondo da destra) alla 2a Convention
della Regione che si è tenuta il 2 e 3 luglio
all’Accademia ANUSCA
scelta dell’Accademia come sua sede.
Grande la soddisfazione per l’esito
dell’iniziativa da parte degli organizzatori, che si sono avvalsi della collaborazione di ANUSCA.
Non a caso, il Sindaco Zacchiroli ha sottolineato l’inclinazione di Castel San
Pietro a divenire città della formazione e
della cultura, anche col sostegno di
ANUSCA e delle risorse che sta mettendo in campo.
Dello stesso avviso appare Flavio Del
Bono: “Sarebbe sicuramente interessante valutare seriamente se Castel San
Pietro possa diventare il luogo in cui la
Regione svolge questi momenti dirigenziali e organizzativi.
Il posto è splendido, ben servito, come
sappiamo, dal punto di vista logistico e
l’Accademia credo che trovi un momen-
to di ulteriore valorizzazione, grazie a
questa nostra presenza. Mi piacerebbe
pensare che queste convention con dirigenza e collaboratori, oltre al carattere
di regolarità, avessero anche la possibilità di toccare luoghi diversi, ma, in una
comparazione, Castel San Pietro è sinceramente favorito.”
Anche Gaudenzio Garavini, , sottolinea
le grandi possibilità di ANUSCA: “Quando il Presidente Gullini è stato così gentile da invitarmi a vedere questa struttura,
subito mi è venuto spontaneo pensare
di individuarla come sede cui destinare la
convention. L’ Accademia ha grandi
potenzialità, non solo per la sua ubicazione, ma anche in termini di dimensioni
strutturali, che perfettamente si prestano a iniziative formative di questo tipo.”
Notiziario
Anno XIX, numero 7 • LUGLIO 2004
2 Convention Dirigenti Regione Emilia Romagna
4
Gaudenzio Garavini, direttore generale
dell’Organizzazione Sistemi Informatici e
Telematica della Regione.
L’On. Bruno Solaroli, il Presidente Paride Gullini, e il sindaco di Castel S. Pietro Terme Vincenzo
Zacchiroli in prima fila alla “Convention” dei dirigenti della Regione.
La chiameremo Andrea…meglio di no !!!
corrispondenza al sesso del nato viene
considerato uno di quei principi di
carattere generale che ispirano l’intero
sistema dello stato civile, per cui non si
comprende affatto, e si tratta di una
vera e propria contraddizione in termini,
perché il nome Andrea goda di questo
trattamento privilegiato che ad altri
elementi onomastici viene negato.
Se anche tale nome in altri Paesi viene
attribuito a persone di sesso femminile,
espressione schietta della cultura e delle
tradizioni locali, questa circostanza non
basta ad avvalorare la correttezza di una
scelta analoga in Italia, dove il nome
“A n d r e a ” è t i p i c a m e n t e e d
esclusivamente di genere maschile,
come si ricava anche dalla sua
etimologia, “aner, andròs” di origine
greca, che significa “uomo”.
In quest’ottica, l’ufficiale di stato civile
chiamato a formare l’atto di nascita
deve tener presente un criterio ben
preciso: quando il nome nell’uso
comune è di genere esclusivamente
maschile (ovvero, nel caso opposto,
femminile), non basta che in altri Paesi
sia considerato anche o esclusivamente
di genere opposto, dovendosi far
riferimento esclusivamente alla
qualificazione - maschile o femminile - in
uso nel nostro Paese.
Diverso sarebbe il discorso ove si
trattasse di nomi stranieri che in Italia
non abbiano una qualificazione così
netta ed univoca.
Oltretutto, analizzando la questione
sotto il profilo della comparazione dei
vari interessi in gioco, occorre
considerare che il diritto dei genitori di
scegliere liberamente il nome per il
proprio figlio incontra una limitazione
che è ampiamente giustificata da
ragioni di opportunità e buon
andamento dell’azione amministrativa
che il legislatore ha voluto elevare al
rango di norma scritta, esprimendosi
nella prescrizione contenuta nell’art. 35
del DPR 396/2000, norma che trova
fondamento, oltre che nei principi
generali dell’ordinamento, anche in una
regola, non scritta, comunemente
conosciuta come “buon senso”.
Poi, non si comprende affatto perché
Andrea sì e Maria no !!!
Non si capisce proprio che differenza
passi fra Andrea Rossi (che può, a
questo punto, essere benissimo
maschio o femmina) e Maria Rossi (che
altrettanto potrebbe essere femmina o
maschio se solo venisse concesso di
applicare lo stesso criterio!).
Non va, comunque, sottovalutato un
altro aspetto significativo: come ogni
altro istituto che va ad incidere sui diritti
della personalità e in perfetta sintonia
con i nuovi orientamenti in materia di
tutela del nome, è stata prevista una
precisa garanzia a salvaguardia delle
ragioni degli interessati, individuabile nel
provvisorio accoglimento della loro
volontà; difatti, l’ufficiale di stato civile,
dopo averli avvertiti del divieto posto
dall’art. 35, deve comunque procedere
a formare l’atto, attribuendo il nome
indicato dal dichiarante ma segnalando
la questione al Procuratore della
Repubblica per la promozione del
giudizio di rettificazione: era lo stesso
Ministero ad impartire questa istruzione
agli ufficiali di stato civile con la circolare
Miacel n. 2/2001.
Nella vigenza del vecchio ordinamento
di stato civile, in cui il divieto attualmente
contenuto nell’art. 35 del D.P.R.
396/2000 non era esplicitato in forma
così chiara ma veniva ricavato per altre
vie, il grande Carlo Mancinelli, proprio a
proposito del nome Andrea, scriveva “E’
indubbio che nasceranno sempre
perplessità da tale contrasto e ne
seguiranno certamente fastidi agli
interessati i quali nello svolgimento della
loro attività e nel corso delle varie
vicende della vita saranno chiamati a
dimostrare che non esiste errore nelle
certificazioni che dovranno produrre. E’
pur vero che non esiste un elenco
ufficiale di nomi femminili o maschili ma
in questo ci soccorre la consuetudine la
quale … si sostituisce alla legge quando
questa non esiste”.
Dato che ora la norma esiste ed è
estremamente chiara, la questione
dovrebbe considerarsi definitivamente
chiusa !
A questo punto è chiaro che il ruolo decisivo viene giocato dall’autorità giudiziaria, chiamata a valutare l’eventuale violazione dell’art. 35 del D.P.R. 396/2000 in
relazione ad ogni singolo caso segnalato. Ricordando come sia stata ripetutamente confermata, da parte della giurisprudenza, la validità e l’operatività del
principio della corrispondenza del nome
al sesso del nato, si ritiene interessante
riportare di seguito la nota che la
Procura della Repubblica di Ravenna ha
indirizzato in risposta ad un Comune
che aveva inviato una segnalazione prosegue a pag. 6
Notiziario
C
ome sarebbe monotono il
lavoro degli operatori dei servizi
demografici se tutto filasse
sempre liscio e non si dessero mai
occasioni per tornare a riflettere su
questioni che potrebbero sembrare
ampiamente superate da tempo ed
invece riaffiorano in tutta la loro vera o
presunta problematicità, vuoi perché la
soluzione non è poi così condivisa, vuoi
perché, come nel caso specifico, la
normativa vigente, anche se chiara e
precisa, non viene accettata di buon
grado da coloro che sono destinati a
subirne gli effetti.
Stavolta i riflettori si sono riaccesi sulla
tematica dell’attribuzione di nomi in
maniera non corrispondente al sesso del
neonato, problema che in passato
aveva suscitato vivo interesse fra gli
ufficiali di stato civile, chiamati ad
applicare una regola non formalizzata in
una norma scritta ma unanimemente
condivisa, poiché ispirata da ragioni di
opportunità che vanno ben oltre il pur
indiscusso diritto dei genitori di scegliere
liberamente il nome per il proprio figlio.
La questione è stata riaperta da una
risposta che la Direzione centrale dei
servizi demografici ha fornito al quesito
posto da un Comune circa l’attribuibilità
del nome Andrea ad una creatura di
sesso femminile; com’è noto il Ministero
si è orientato per la soluzione positiva,
mantenendo invece fermo il principio
della attribuibilità del prenome “Maria”
ad un neonato di sesso maschile,
purché preceduto da altro elemento
onomastico di inequivocabile genere
maschile.
In concreto, anziché ribadire una
posizione già consolidata ed
unanimemente accolta dalla più
autorevole dottrina, è stata scelta una
soluzione difficilmente condivisibile, con
motivazioni che non appaiono
soddisfacenti.
Senza tornare ad approfondire un
argomento che è stato già ampiamente
analizzato in passato, credo basti
ricordare che la sola formulazione
dell’art. 35 del D.P.R. 396/2000 sia più
che sufficiente a contrastare qualsiasi
interpretazione divergente: “Il nome
imposto al bambino deve corrispondere
al sesso …”.
La finalità di tale prescrizione è talmente
chiara da non necessitare di particolari
argomentazioni; conferma ne è il fatto
che il divieto di imporre prenomi che
possono trarre in equivoco sulla loro
Anno XIX, numero 8 • AGOSTO 2004
di Liliana Palmieri
5
Anno XIX, numero 8 • AGOSTO 2004
continua da pag. 5 - La chiameremo Andrea
prio sulla questione della attribuzione
del nome “Andrea” ad neonato di sesso
femminile: “In relazione alla nota n. ….
del 17.6.2004, si rappresenta che questo ufficio procederà al promuovimento
presso il locale Tribunale del giudizio di
rettificazione dell'atto di nascita sopra
menzionato.
A tal fine, per non provocare eccessivi traumi alla famiglia di appartenenza, si prega voler comunicare, dopo aver sentito i
genitori della piccola, se i medesimi
abbiano la preferenza per un prenome
femminile che questo ufficio intenderebbe aggiungere al primo nome
Andrea (ad esempio Francesca Andrea,
Giuliana Andrea)”.
Come si può notare, la scelta della
Procura della Repubblica si pone in perfetta sintonia con l'orientamento appena illustrato, a dimostrazione di come i
tempi non siano ancora maturi per supe-
COMUNE DI ….
Ufficio di stato civile
Prot.
rare il principio posto dall'art. 35.
Forse si arriverà anche a questo, ma si
dovrà necessariamente passare per un
profondo ripensamento della materia;
a normativa invariata altre soluzioni non
sembrano praticabili.
In conclusione, si ritiene utile indicare
anche un modello da utilizzare per effettuare la segnalazione della violazione
dell'art. 35 alla Procura della Repubblica
competente per territorio.
Data ………
Alla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di XXXXXX
Oggetto: Atto di nascita di X.Y. Attribuzione del nome in maniera non corrispondente al sesso del nato - Violazione
dell’art. 35 del D.P.R. 396/2000.
L’ufficiale di stato civile
Visti gli artt. 34 comma 4 e 35 del D.P.R. 396/2000, il quale ultimo dispone che “Il nome imposto al bambino deve
corrispondere al sesso”;
Viste le istruzioni impartite dal Ministero dell’interno con circolare Miacel n. 2/2001, secondo cui “se il dichiarante
insiste per l'attribuzione al nato di nomi in numero superiore a tre o in modo non corrispondente al sesso, (l’ufficiale
di stato civile) deve procedere ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 34 del DPR, non potendosi ammettere un rifiuto
alla formazione di un atto di nascita, dando notizia di quanto avvenuto al procuratore della Repubblica per la
promozione del giudizio di rettificazione”;
RIFERISCE
ai fini della promozione dell’eventuale giudizio di rettificazione, quanto segue:
Notiziario
- In data ….. è stato formato l’atto di nascita relativo a …….. ;
6
- Il neonato è di sesso …….. , per cui risulta violato il disposto di cui all’art. 35 del D.P.R. 396/2000;
- I genitori intendono perseverare nella loro scelta di attribuire al neonato il nome “xxx”, pur essendo stati avvertiti
del divieto posto dal citato art. 35 e della confusione che può sorgere sulla identità personale del soggetto sotto il
profilo del sesso, maschile o femminile, nonché del fatto che in Italia “xxx” (nome scelto) è un nome esclusivamente
di genere … (maschile o femminile, a seconda del caso) e che alcuni Tribunali (Trib. Modena sentenza n. 509 del
12.9.1994 – Trib. civile Bari sez. II 24.9.2003) hanno ritenuto di rettificare l’atto di nascita in conformità alla
prescrizione di cui all’art. 35 D.P.R. 396/2000;
Restando in attesa di decisioni in merito, si porgono distinti saluti.
L’Ufficiale di stato civile
………………………
Allegati:
- copia integrale atto di nascita n. … p.. s.
- stato di famiglia
Tesseramento 2004
Un po’di (bei) numeri
gli incrementi registrati anche in
Campania, Sicilia, Lazio e Lombardia,
dove la percentuale dell’aumento è
stata decisamente sensibile.
La palma della Regione più affezionata
ad ANUSCA quanto a numero di
associati è la Lombardia con ben 514
unità, ma in rapido avvicinamento
anche Sicilia e Calabria.
Si può parlare quindi di risultati più che
soddisfacenti, se pensiamo che il trend
globale è quello del consolidamento di
numeri già raggiunti e addirittura di un
miglioramento nella maggior parte dei
casi.
Passando alla situazione dei Comuni,
sempre per quanto riguarda il primo
semestre del 2004, ottime notizie
giungono dalla Lombardia e dalla Valle
d’Aosta, dove si è registrato addirittura
un incremento nell’adesione degli Enti,
in un quadro comunque roseo di tante,
tantissime conferme dei numeri
precedenti, anche dalle altre Regioni.
La Valle d’Aosta registra un ottimo
piazzamento anche fra le Regioni con
maggiore percentuale di Comuni
associati (ben il 66% del totale), dietro ad
Emilia Romagna, che segna un ottimo
68%, e davanti a Veneto (62%).
Nelle Province, ragguardevoli i risultati
raggiunti da Reggio Emilia, che ha
incrementato le proprie adesioni di un
bel 9%, ma anche da Cremona, Chieti,
Cosenza. Fra le Province che giocano al
rialzo anche Lodi, Lecco, Roma e
Pordenone.
Un quadro incoraggiante quindi, che
sicuramente sarà un ottimo incentivo
per ANUSCA a migliorarsi giorno dopo
giorno e, se possibile, ad essere ancora
più vicino ai propri associati, che
dimostrano tanta fiducia e fedeltà.
Ovviamente, nella speranza che siano
sempre di più.
Notiziario
A
l giro di boa, in corrispondenza
della fine del primo semestre
2004, facciamo un po’ il punto
della situazione sul versante
Tesseramento. Con risultati assai
positivi.
Numeri e percentuali alla mano, questa
sortita fra Comuni e Soci ci dà il quadro
del successo e del gradimento sempre
più alto che ANUSCA riscuote, anno
dopo anno, fra gli Operatori dei Servizi
Demografici.
Segno inequivocabile che l’attività
dell’Associazione produce “qualcosa” di
concreto ed è in grado di rispondere alle
molteplici esigenze che emergono
nell’attività del settore.
Passando ai dettagli, nella gara del
tesseramento tutta targata ANUSCA fra
Soci ed Enti, i primi mostrano di aver
allungato decisamente il passo.
Pressochè raddoppiato, infatti, il
numero dei Soci in Abruzzo, ma ottimi
Anno XIX, numero 8 • AGOSTO 2004
di Silvia Zini
7
Anno XIX, numero 8 • AGOSTO 2004
QUOTE ASSOCIATIVE COMUNI 2004 (PER CLASSI DI ABITANTI)
ABITANTI
QUOTA”A”
QUOTA”B”
0-1.000
1.001-5.000
5.001-15.000
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€ 130,00
€ 130,00
€ 130,00
€ 130,00
€ 130,00
€ 140,00
€ 190,00
€ 265,00
€ 305,00
€ 360,00
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civile italiano dalla sua istituzione ai giorni nostri, curata da Federico Vitali; (nuovo servizio)
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unico Anusca);
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- convenzione con Postecom per la trasmissione elettronica sicura di atti e documenti;
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città.
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- convenzione con Regulus: servizi web accessibili alle persone disabili.
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Uniconsult (copertura assicurativa dei rischi professionali); Jolly Hotel; APT Andalo; Ginalebole;
C.G.A. Gina Lebole; Gruppo Foschi Hotel; Valleverde Calzature; Space Hotels; Agenzia Viaggi Sud
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Domenico al Piano Matera; Hotel Parco delle Rose San Giovanni Rotondo; Terme di Salsomaggiore;
Mercatone Uno (reparti Borsari Sport, Mobili e Bazar, Oro, Telefonia, Libero Servizio)
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.anusca.it
Le quote si possono versare sul c/c postale n. 10517407 o vaglia postale intestato ad
ANUSCA, oppure con bonifico bancario sul c/c 07400005821A presso la Banca CARISBO,
filiale di Castel San Pietro Terme (CIN O - ABI 06385 CAB 36750) intestato ad ANUSCA.
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1a Parte