Deliberazione n.
Seduta del
137
3 0 GIU 2014
Conciliazione famiglia- lavoro: presa d'atto del Piano di Azione Territoriale e dei
progetti delle Alleanze territoriali
Il Direttore Generale
Matteo Stocco
PUBBLICALA ALL'ALBO
O N - M N E IL
coadiuvato da:
0 3 LUG. 2014
Il Direttore Amministrativo: Filomena Lopedoto
Il Direttore Sanitario: Patrizia Zarinelli
Il Direttore Sociale : Roberto Calia
-
Richiamata la delibera n. 1 del 22.04.2014 con cui questa A S L ha preso atto della D.G.R. n.
X/1701 del 17.04.2014, in virtù della quale è stato nominato i l Direttore Generale della Azienda
Sanitaria Locale della Provincia di Monza e Brian/a nella persona del Dott. Matteo Stocco;
Richiamata la D G R n. X/1081 del 12.12.2013 " D i s p o s i z i o n i i n o r d i n e a l l a v a l o r i z z a z i o n e d e l l e
p o l i t i c h e t e r r i t o r i a l i d i c o n c i l i a z i o n e , d e i t e m p i l a v o r a t i v i c o n l e esigenze f a m i l i a r i e d e l l e r e t i d i
i m p r e s e che offrono
s e r v i z i d i welfare
(di c o n c e r t o c o n g l i Assessori
Melazzìni, A p r e a e
B u l b a r e l l i ) " avente l'obiettivo di sviluppare e consolidare sul territorio regionale le politiche di
conciliazione famiglia-lavoro;
Dato atto che la D G R n. X/1081 del 12.12.2013 prevede la ripartizione delle risorse alle A S L
per i l finanziamento dei Piani di Azione territoriali e che assegna all'ASL della Provincia di
Monza e Brianza un budget biennale composto da una quota fissa pari a € 228.536,00 e di una
premialità pari a € 57.133,00 assegnabile a seguito di verifica positiva dei risultati attesi;
Atteso che l ' A S L debba definire i l Piano di Azione Territoriale che riporti gli obiettivi strategici
e le azioni che i territori dovranno sviluppare nel prossimo biennio e i progetti delle Alleanze
territoriali;
Vista la delibera n. 31 del 29.04.2014 " P r o v v e d i m e n t i conseguenti
a l l a D G R X/1081 d e l
12.12.2013 e a l d.d.u.o. n . 2 0 5 8 d e l l ' I 1.03.2014 i n o r d i n e a l l e p o l i t i c h e t e r r i t o r i a l i d i
c o n c i l i a z i o n e f a m i g l i a - l a v o r o " con cui l ' A S L della Provincia di Monza e Brianza ha disposto
un Avviso pubblico per l'assegnazione di contributi destinati alla realizzazione di progetti da
parte delle Alleanze locali da inserire nel Piano di Azione territoriale della conciliazione;
Rilevato che entro i l termine di scadenza dell'Avviso per la presentazione delle domande di
assegnazione di contributi finalizzati alla realizzazione dei progetti, fissato per i l giorno
26.05.2014, sono pervenuti n. 5 progetti come di seguito riportato:
1
002310
Regione
Lombardia
A S L Monza e Brianza
Numero progetto
Ente capofila dell'Alleanza
territoriale
Titolo
Progetto n. 1
T.V.B. FAMIGLIA: il tempo è
valore per il benessere della famiglia
Provincia di Monza e Brianza
Progetto n. 2
WELFARE A CONTATTO
Welfare artigiano
Comune di Desio
Progetto n. 3
CO-OPPORTUNITY: opportunità di
co - working, co - baby e co-care
Comune di Monza
Progetto n. 4
START UP CONCILIAZIONE:
prime azioni di conciliazione
famiglia-lavoro
nell'ambito
di
Seregno
Comune di Seregno
Progetto n. 5
LAB: Laboratorio di idee e buone
prassi sulla conciliazione dei tempi
di vita e lavoro.
Offerta Sociale
-
Visto i l verbale dei lavori del Comitato di Valutazione e monitoraggio dei progetti presentati
dalle Alleanze locali, riunitosi in data 10.06.2014 depositato presso il Servizio famiglia dell'ASL
della Provincia di Monza e Brianza;
Preso atto della graduatoria dei progetti come di seguito riportata:
Posizione in
graduatoria
1
Ente capofila
dell'Alleanza
territoriale
Titolo progetto
WELFARE A CONTATTO - Welfare artigiano
4
START UP CONCILIAZIONE: prime azioni di
conciliazione famiglia-lavoro nell'ambito di Seregno
T.V.B. FAMIGLIA: il tempo è valore per il benessere della
famiglia
LAB: Laboratorio di idee e buone prassi sulla conciliazione
dei tempi di vita e lavoro
5
CO-OPPORTUNITY: opportunità di co - working, co baby e co-care
2
3
Comune di Desio
Comune di Seregno
Punteggio
46
46
Provincia di Monza e
Brianza
45
Offerta Sociale
43
Comune di Monza
41
Dato atto che l'approvazione delle proposte progettuali sarà definitiva solo a seguito della
validazione del Piano Territoriale da parte della Cabina di Regia Regionale;
Dato atto che successivamente alla suddetta approvazione i l presente provvedimento verrà
pubblicato, a cura del responsabile del procedimento, sul sito dell'Asl della Provincia di Monza
e Brianza, sezione "Amministrazione trasparente", in applicazione degli artt. 26 e 27 del D. Lgs
n. 33/2013;
Atteso che successivamente all'approvazione regionale dei progetti, le Alleanze Locali
dovranno formalizzare la loro costituzione attraverso contratti di partnership che esplicitino
ruoli, modalità di partecipazione e apporti sia in termini di contenuti tecnici che economici,
secondo le indicazioni di cui al d.d.u.o. n. 2058 dell'I 1.03.2014 in ordine alle politiche
territoriali di conciliazione famiglia - lavoro sopracitato;
2
Considerato che l'Avviso prevedeva l'assegnazione di un finanziamento non superiore a
€ 45.000,00 per ciascun progetto a copertura dell'80% massimo del totale della spesa prevista;
Dato atto che tutte le Alleanze territoriali partecipanti all'Avviso hanno richiesto i l massimo
del contributo previsto di € 45.000,00 ad eccezione dell'Alleanza Locale i l cui ente capofila è
Offerta Sociale che ha richiesto un finanziamento pari a € 44.998,00=;
Ritenuto di procedere all'erogazione dei contributi alle Alleanze locali successivamente
all'approvazione dei progetti, come da indicazioni regionali;
Considerato a seguito dei lavori del Comitato di Valutazione e monitoraggio di procedere
all'assegnazione del finanziamento a tutte le Alleanze territoriali, assegnando a ciascuna i l
contributo richiesto da ciascuna per un totale di spesa pari a € 224.998,00= e come di seguito
riassunto:
Posizione in
graduatoria
Titolo progetto
1
WELFARE A CONTATTO - Welfare artigiano
2
START UP CONCILIAZIONE: prime azioni di
conciliazione famiglia-lavoro nell'ambito di Seregno
T.V.B. FAMIGLIA: i l tempo è valore per il benessere
della famiglia
LAB: Laboratorio di idee e buone prassi sulla
conciliazione dei tempi di vita e lavoro
CO-OPPORTUNITY: opportunità di co - working, co baby e co-care
3
4
5
Ente capofila
dell'Alleanza
territoriale
Comune di Desio
Comune di Seregno
Provincia di Monza e
Brianza
Offerta Sociale
Comune di Monza
Finanziamento
45.000,00
45.000,00
45.000,00
44.998,00
45.000,00
224.998,00
Totale
Valutato i l Piano di Azione territoriale, allegato 1 parte integrante e sostanziale del presente
atto, comprensivo delle proposte progettuali presentate dalle Alleanze territoriali, da trasmettere
alla Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato secondo le indicazioni di
cui alla D G R n. X/1081 del 12.12.2013;
Preso atto dell'attestazione del responsabile del Servizio competente circa la correttezza
formale e sostanziale del presente provvedimento;
Preso atto, come indicato dal Direttore del Servizio Contabilità e Finanza, della corretta
registrazione dell'onere di spesa pari a € 224.998,00 sul conto 420.080.400 "Contributi
conciliazione tempi di vita e lavoro" del Bilancio Socio Assistenziale 2014;
Acquisiti i pareri favorevoli del Direttore Amministrativo, del Direttore Sanitario e del Direttore
Sociale ai sensi e per gli effetti degli artt. 3 e 3 bis del D. Lgs. n. 502/92 e ss.mm.ii. ed art. 15
della L.R. n. 33/2009 nel testo vigente, nonché disposizioni regionali applicative;
DELIBERA
per le motivazioni citate in premessa e che qui si intendono integralmente trascritte e riportate:
3
Regione
Lombardia
002312
A S L MonXO • Brionza
1)
di prendere atto del Piano di Azione territoriale contenente le proposte progettuali
presentate dalle Alleanze territoriali da trasmettere alla Direzione Generale Famiglia
Solidarietà Sociale e Volontariato per la relativa approvazione, allegato 1 parte
integrante e sostanziale del presente atto;
2)
di prendere atto della graduatoria dei progetti quale esito dell'Avviso pubblico,
come da verbale dei lavori del Comitato di Valutazione depositato agli atti del
Servizio Famiglia, come di seguito riportata:
Posizione in
graduatoria
Titolo progetto
1
WELFARE A CONTATTO - Welfare artigiano
2
START UP CONCILIAZIONE: prime azioni di
conciliazione famiglia-lavoro nell'ambito di Seregno
T.V.B. FAMIGLIA: il tempo è valore per il benessere
della famiglia
LAB: Laboratorio di idee e buone prassi sulla
conciliazione dei tempi di vita e lavoro
CO-OPPORTUNITY: opportunità di co - working,
co - baby e co-care
3
4
5
Ente capofila
dell'Alleanza
territoriale
Comune di Desio
Comune di Seregno
Provincia di Monza
e Brianza
Offerta Sociale
Comune di Monza
Finanziamento
45.000,00
45.000,00
45.000,00
44.998,00
45.000,00
224.998,00
Totale
3)
di prendere atto che successivamente all'approvazione da parte della Cabina di
Regia Regionale il presente provvedimento verrà pubblicato, a cura del responsabile
del procedimento, sul sito dell'Asl della Provincia di Monza e Brianza, sezione
"Amministrazione trasparente", in applicazione degli artt. 26 e 27 del D. Lgs n.
33/2013;
4)
di prendere atto che successivamente alla suddetta approvazione delle proposte
progettuali si procederà alla formalizzazione delle stesse Alleanze, attraverso
contratti di partnership che esplicitino ruoli, modalità di partecipazione e apporti sia
in termini di contenuti tecnici che economici, come da indicazioni regionali;
5)
di prendere atto che a seguito dell'approvazione delle proposte progettuali da parte
della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato si procederà
all'assegnazione del finanziamento alle Alleanze territoriali secondo le modalità e i
criteri riportati in premessa;
6)
di incaricare i l Servizio Famiglia, in qualità di Responsabile del procedimento, per gli
adempimenti conseguenti
7)
di prendere atto, come indicato dal Direttore del Servizio Contabilità e Finanza, della
corretta registrazione dell'onere di spesa pari a € 224.998,00 sul conto 420.080.400
"Contributi conciliazione tempi di vita e lavoro" del Bilancio Socio Assistenziale
2014;
4
002313 (éf
Regione
Lombardia
ASL Monta e Brianza
8)
di dare atto che i l presente provvedimento è immediatamente esecutivo e sarà
pubblicato all'Albo dell'Azienda ai sensi dell'art. 18, c.9, della L.R. 30.12.2009, n.
33.
IL DIRETTÓRIìGENERALE
(Matteo)Stocco)
Esprimono parere favorevole:
Il Direttore Amministrativo: Filomena _
Il Direttore Sanitario: Patrizia ZarineHà
Il Direttore Sociale : Roberto Calia
* M^A^
5
002314
Regione
Lombardia
A$L Monza e B r i a n »
Allegato alla delibera del Direttore Generale n.
dei 3 0 G I Ù 2014
Oggetto.. Conciliazione famiglia- lavoro: presa d'atto del Piano di Azione Territoriale e dei
progetti delle Alleanze territoriali
Il Responsabile del Procedimento
Il Direttore del/Servizio Famiglia
Paola Buonvicino
Visto di congruità tecnica di competenza
Il Direttore Dwartimento ASSI
Paola Buonvicino
PIANO DI AZIONE TERRITORIALE
2014 - 2015
GIUGNO 2014
1
INDICE
Introduzione
Analisi del contesto
I bisogni del territorio:le persone, le imprese e i servizi per la famiglia
o
IL CONTESTO DEMOGRAFICO
o
IL CONTESTO ECONOMICO-SOCIALE
o
VALUTAZIONE INTERVENTI CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO 2011-2013
Mappatura dei servizi
Finalità ed Obiettivi
Ruolo Asl
Collaborazione con Asl Lecco
Le risorse
Le Azioni
o
INFORMAZIONE/FORMAZIONE/COMUNICAZIONE
o
AZIONI STRUTTURALI
o
I PROGETTI DELLE ALLEANZE LOCALI
Monitoraggio e valutazione
2
Introduzione
Con la DGR 381/2010 è stato avviato dalla Regione il processo di costruzione delle Reti territoriali per
la Conciliazione attraverso la sottoscrizione di un Accordo tra soggetti pubblici e privati nel territorio
delle Asl con la finalità di dare vita a modelli innovativi di welfare.
Siccome nel territorio dell’asl di Monza e Brianza la Dgr.1081/13 è stata accolta in continuità rispetto al
lavoro già svolto in precedenza è apparso opportuno e naturale chiedere ai soggetti firmatari
dell’Accordo 2010/2013 la disponibilità a rinnovare l’adesione.
Il 27 marzo 2014 è stato firmato sul territorio della Asl della Provincia di Monza e Brianza il nuovo
Accordo con la partecipazione di 38 Soggetti in rappresentanza degli enti pubblici, delle forze del
lavoro – imprese e sindacati – oltre che del terzo settore e del privato sociale e si è costituita la RETE
TERRITORIALE.
Regione Lombardia
ASL di Monza e Brianza
Provincia di Monza e Brianza
Camera di Commercio, Industria, Agricoltura, Artigianato di Monza e Brianza
Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci
Ambito Territoriale di Monza
Ambito Territoriale di Seregno
Ambito Territoriale di Desio
Ambito Territoriale di Carate Brianza
Ambito Territoriale di Vimercate
Consigliera Provinciale di Parità
Agenzia Formazione Orientamento Lavoro Monza e Brianza - AFOL
Ufficio Scolastico Territoriale
APA Confartigianato Imprese
Assolombarda
Centro Studi ALSPES
CGIL
CISL
UIL
Compagnia delle Opere Monza e Brianza
CONFAPI INDUSTRIA
Confcommercio
Confcooperative
Confindustria Monza e Brianza
Consorzio Comunità Brianza
Coordinamento Cral Brianza
CS&L consorzio sociale
Fondazione Centro Orientamento Famiglia ONLUS
Fondazione Centro per la Famiglia Cardinal Maria Martini ONLUS
Fondazione della Comunità di Monza e Brianza ONLUS
Fondazione Distretto Green & High Tech Monza e Brianza
Fondazione Luigi Clerici
Fondazione per la famiglia Edith Stein ONLUS
Fondazione Stefania ONLUS
Forum delle Associazioni Familiari di Monza e Brianza
Per il Tavolo di Consultazione dei Soggetti del Terzo Settore - il Forum del Terzo Settore
Consorzio Desio Brianza
Unione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza
L’Accordo rimane aperto ad ogni successiva possibile adesione di altri Attori territoriali.
In sede di Accordo si sono definiti il ruolo della Asl e del Comitato di Valutazione.
La Rete territoriale che si è formata con la firma dell’Accordo si è fin da subito ampliata ad altri
soggetti partner nei progetti presentati dai Capofila delle Alleanze Locali.
3
I nuovi aderenti sono:
AMICIDUE ONLUS
ANTEAS Brianza
AUSER Brianza
Centro Lavoro Vimercatese
CONFAPI Industria Servizi SRL
Consorzio Mestieri – Agenzia Mestieri Monza
Farmacom SPA
Istituto europeo Candia
La Spiga coop sociale
Orto in casa – società agricola
Puppenfesten – Associazione Culturale
Servia SRL
Verde Grano coop sociale
Il secondo Piano di azione territoriale viene definito secondo quanto previsto nella DGR 1081 del
12.12.2013 “Disposizioni in ordine alla valorizzazione delle politiche territoriali di conciliazione, dei
tempi lavorativi con le esigenze familiari e delle reti di imprese che offrono servizi di welfare” nella
quale la Regione Lombardia ha approvato le nuove linee guida per dare continuità alle reti
territoriali che si sono costituite nei precedenti anni di lavoro.
4
Analisi del contesto
I dati e i commenti riportati in questa sezione intendono fornire una panoramica sintetica degli
andamenti delle principali informazioni economico-statistico del territorio con raffronti temporali e
territoriali insieme ad osservazioni e indicazioni ricavate da gruppi di stakeholders significativi,
interpellati attraverso specifici focus group.
Il contesto demografico
La Provincia di Monza e della Brianza è composta da 55 Comuni che afferiscono a 5 Distretti SocioSanitari: Carate Brianza, Desio, Monza, Seregno e Vimercate coincidenti con i 5 Ambiti Comunali.
Nell'anno 2013 la popolazione totale risulta pari a 850.684 abitanti: 415.165 maschi e 435.519
femmine.
Il comune con popolazione più numerosa è il capoluogo di provincia Monza, terzo comune della
Lombardia come numerosità.
Distribuzione nei 5 Distretti:
Distretto
Carate Brianza
Desio
Monza
Seregno
Vimercate
Maschi
74.213
92.318
80.280
80.885
87.469
Femmine
77.319
95.772
87.350
84.105
90.973
Totale
151.532
188.090
167.630
164.990
178.442
Tot.
415.165
435.519
850.684
La distribuzione della popolazione tra italiani e stranieri, suddivisi per sesso, residenti nei Distretti è la
seguente:
Italiani
Distretto
Carate Brianza
Desio
Monza
Seregno
Vimercate
Stranieri
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
69.528
84.877
72.614
76.209
80.762
71.933
87.998
78.761
78.782
83.428
4.685
7.441
7.666
4.676
6.707
5.386
7.774
8.589
5.323
7.545
Totale
151532
188090
167630
164990
178442
Nei grafici che seguono sono riportati i dati riferiti alla popolazione, distribuita nei Distretti, suddivisi
tra italiani e stranieri e per fasce di età.
Grafico 1
Popolazione italiana e straniera Provincia MB
200000
160000
120000
Italiani
Stranieri
80000
40000
0
Carate
Brianza
Desio
Monza
Seregno
Vimercate
5
Grafico 2
Popolazione italiana Distretti ASL MB suddivisa per fasce di età
75000
60000
Carate Brianza
Desio
Monza
Seregno
Vimercate
45000
30000
15000
0
0-4 anni
5-14 anni
15-44 anni
45-64 anni
>64 anni
Complessivamente la popolazione straniera, che è cresciuta rispetto al 2012, è di 65.792 unità ( pari al
7,7% della popolazione totale), presenta una certa prevalenza delle donne, come dettagliato nella
tabella che segue:
ETA'
(anni)
Area
di
SESSO residenza
STRANIERI
ASL
Incremento
Monza e
% rispetto
Brianza
al 2012
2012
Carate
Brianza
Desio
Monza
Seregno
Vimercate
4.685
7.441
7.666
4.676
6.707
Femmine 5.386
7.774
8.589
5.323
7.545
31.175
34.617
14.252
100
65.792 %
59.725
Maschi
Totale
ASL
Monza
e
%
Brianza
2013
Totale
10.071
Carate
Proporzioni Brianza Desio
su
totale
popolazione 6,6% 8,1%
15.215 16.255
9.999
Monza Seregno
Vimercate
ASL
9,7% 6,1%
8,0%
7,7%
28.168
+10,7%
31.557
+9,7%
+10,2%
Nella Provincia di Monza e Brianza si sta assistendo ad alcuni fattori di mutamento demografico:
l’incremento della popolazione, circa l'1% in più ogni anno, l’aumento della popolazione
straniera, che attualmente rappresenta circa l’8% del totale ed è in continua crescita,
principalmente nella fascia di età più produttiva, quella tra i 15 e i 64 anni, oltre che
l'aspettativa di vita che, a fronte di migliori stili di vita e di un buon programma di promozione alla
salute, porta ad un costante innalzamento dell'età media della popolazione, tanto che nel 2020 si
stima che gli ultrasettantacinquenni saranno il 40% in più di oggi con conseguenti ricadute
sulla necessità di assistenza e di assorbimento di risorse. Di contro, i valori percentuali di
popolazione giovane nella nostra provincia sono leggermente superiori alla media della Regione
tanto che nel 2013 il nostro “indice di vecchiaia” (rapporto tra ultrasessantacinquenni e minori di 15
anni) è pari a 139 (139 anziani ogni 100 giovanissimi) contro i 146 della Lombardia e i 151 dell’Italia1.
Di fatto il quadro demografico a seguito dell'aumento della aspettativa di vita, comporta una costante
crescita di condizioni complesse di cronicità, fragilità, disabilità e non autosufficienza come dimostrano
anche i dati specifici di seguito riportati, riferiti a due target particolari di popolazione: la popolazione
con disabilità e gli utenti del servizio cure domiciliari.
La popolazione con disabilità
1 DPCSS ASL Monza e Brianza anno 2014
6
La popolazione con disabilità della ASL MB rappresenta il 6,6% della popolazione 0-64 anni residente
nella Provincia di Monza e Brianza, con un modesto incremento rispetto all’ultimo aggiornamento
(6,3% nel 2012). La popolazione con disabilità, costituisce una percentuale della popolazione del
nostro territorio che va dal 5,5% del Distretto di Vimercate al 7,0% del Distretto di Desio
La distribuzione della popolazione inclusa nell'anagrafe della disabilità, distinta per classi di età,
evidenzia tassi elevati nella classe di età corrispondente alla prima infanzia (8,4% della popolazione
00-02) e nelle classi di età scolare (10,0% nella classe 6-10 anni e 11,1% nella classe 11-13 anni).
L'andamento successivo risulta caratterizzato da una leggera flessione cui segue un picco all'uscita dal
ciclo produttivo (8,70% nella classe 50-64 anni).
I dati per genere evidenziano una sostanziale equipartizione tra maschi e femmine nella popolazione
delle persone con disabilità con una presenza del 50,1% di femmine e del 49,9% di maschi.
Il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata è rivolto alle persone in condizione di non
autosufficienza, temporanea o permanente, che a causa delle gravi difficoltà nella
deambulazione non sono in grado di accedere ai servizi ambulatoriali del territorio.
Vengono garantite a domicilio prestazioni sanitarie, sociosanitarie a sostegno della persona e del
lavoro di cura del caregiver familiare, supportando le attività del medico di famiglia e dei servizi sociali
dei comuni, secondo il modello di lavoro condiviso.
Vengono assicurati interventi di assistenza anche nei giorni festivi, 7 giorni su 7, con risposta entro 48
lavorative per i casi derogabili che si riduce a 24 nei casi più urgenti. Sono attivi sul territorio 22
erogatori accreditati per l'ADI Voucher, di cui 9 specializzati per cure palliative domiciliari. Il servizio è
gratuito e non presenta lista d’attesa.
Uno degli aspetti più significativi dell'incremento dei consumi per le cure domiciliari è l'evoluzione
demografica, che vede un costante incremento dei soggetti anziani, delle patologie croniche, delle
fragilità e delle non autosufficienze.
L'aumento del bisogno rilevato nel territorio trova conferma nel confronto tra i dati relativi alla spesa
sostenuta in ogni Distretto dell'Asl che dimostrano un netto incremento dal 2012 al 2013:
SPESA ADI VOUCHER 2012-2013 in euro
DISTRETTO
CARATE
DESIO
MONZA
SEREGNO
VIMERCATE
TOTALE
ANNO 2012
317.095
906.421
846.592
666.478
791.545
3.528.133
ANNO 2013
291.481
938.421
953.819
762.688
853.606
3.800.015
7
Il contesto economico-sociale
Fonte: Camera di Commercio MB
L’analisi della dinamica imprenditoriale evidenzia un calo delle imprese attive, che già nel secondo
trimestre del 2013, sono state 1.638 unità in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno
precedente2.
La situazione critica del mercato del lavoro e in particolare nell’industria manifatturiera è data dai due
valori riferiti a fatturato e produzione che risultano negativi:
Variazione tendenziale dell'industria
manifatturiera
(I trim. 2014/IV trim. 2013)
fatturato
produzione
-1,6%
-0,9%
I settori che emergono sono quelli dell’High Tech con 11,5 imprese attive per Kmq nel settore High
Tech dell'industria e dei servizi e del legno-mobile con 5,6 imprese attive per Kmq nell'industria del
legno e fabbricazione mobili.
Dai dati – disponibili sul sito della Camera di Commercio MB e dell'Osservatorio Provincia MB– risulta
presente, sul territorio della Provincia Monza e Brianza, un sistema imprenditoriale che al 31 marzo
2014 comprende n. 73.350 imprese attive che sono così distribuite secondo la categoria giuridica.
2 DPCSS ASL Monza e Brianza anno 2014
8
Mentre la distribuzione per Settore di attività è la seguente:
Fonte: Elaborazione Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese
Dal Rapporto 2013, Analisi dei Flussi del Mercato del Lavoro Provincia di Monza e della
Brianza risulta evidente come nel territorio della Provincia di Monza e della Brianza l’andamento dei
flussi del mercato del lavoro riflette inevitabilmente, per tutto il 2013, gli effetti della crisi economica
che continua ad affliggere i sistemi produttivi del nostro Paese.
I dati di sintesi registrano un calo di avviamenti pari al 7,5% rispetto al 2012 mentre per le cessazioni
il calo è del 6%; rispetto all’anno precedente infatti si rilevano oltre 5.6oo cessazioni in meno.
Il calo degli avviamenti colpisce trasversalmente ogni settore del tessuto economico ed in modo
particolare quello industriale in senso stretto, dove la quota delle cessazioni supera quella degli
avviamenti di 2 punti percentuali (21% contro il 19%).
Il 49% degli avviamenti complessivi avviene per figure quali artigiani, operai e professionalità
qualificate nel commercio, cui fanno seguito con il 29% operai di macchinari e conduttori d’impianti
ed infine dirigenza, professioni tecniche, scientifiche ed intellettuali con il 22% .
I soggetti cessati sono oltre 72 mila; il 56% è di genere maschile (oltre 40 mila soggetti), ed il 44%
di genere femminile (oltre 31 mila soggetti).
La quota maggiore di soggetti cessati all’interno del mercato del lavoro, pari al 45% del totale dei
soggetti, è presente nella classe di età giovane 20-34 anni e la classe di età 35-49 anni presenta una
quota significativa di soggetti cessati pari al 36%.
I soggetti cessati sono per il 75% di cittadinanza italiana e per il restante 25% di cittadinanza
straniera.
I soggetti avviati nell’anno 2013 sono oltre 66 mila; il 55% è di genere maschile (oltre 36 mila
soggetti), ed il 45% di genere femminile (oltre 30 mila soggetti).
La quota maggiore di soggetti avviati all’interno del mercato del lavoro, pari al 47% del totale dei
soggetti, è presente nella classe di età giovane 20-34 anni, a conferma del fatto che la popolazione
maggiormente mobile nel mercato del lavoro è costituita prevalentemente da giovani. Anche la classe
di età 35-49 anni presenta una quota significativa di soggetti avviati, pari al 36%, del totale dei
soggetti considerati.
Gli avviati sono per il 75% di cittadinanza italiana e per il restante 25% di cittadinanza straniera.
Le previsioni per il 2014 facevano ipotizzare un aumento del 2% per le cessazioni ed un dato
leggermente in calo di avviamenti.
Per far fronte a questa difficile situazione si sono operati diversi interventi a tutela dei rapporti
esistenti in presenza di processi di crisi aziendali ma anche a favore di una crescita strutturale del
tessuto economico grazie a politiche a sostegno dell'innovazione ed investimenti delle start up nonché
9
ad interventi atti ad arginare i preoccupanti e sempre più diffusi fenomeni di delocalizzazione di
impresa.
Nel dettaglio alcuni dati.
Il genere e l'età
Le assunzioni avvengono prevalentemente per la classe di età giovane sia per il genere femminile che
per quello maschile.
Il 48% degli avviamenti complessivi sia per il genere femminile che per quello maschile avviene nella
classe di età 20-34 anni e anche per la classe di età 35-49 anni si osservano quote significative di
avviamenti, con un valore del 36% per entrambi i generi.
Genere maschile
Genere femminile
AVVIAMENTI: 45.817 CESSAZIONI: 50.166 SALDO:-4.349
AVVIAMENTI: 39.328 CESSAZIONI: 41.410 SALDO: -2.082
CONTRATTI:
Tempo Determinato (41%), Tempo Indeterminato (32%)
CONTRATTI:
Tempo Determinato (46%), Tempo Indeterminato (29%)
SETTORE:
Commercio e servizi (61%), Industria in senso stretto (25%)
SETTORE:
Commercio e servizi (87%)
PROFESSIONE:
Professioni non qualificate (28%)
PROFESSIONE:
Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (33%)
Si osservano differenze di impiego per la tipologia contrattuale Tempo Determinato che per il genere
femminile presenta una quota del 46% (oltre 18 mila avviamenti), mentre per il genere maschile la
quota risulta pari al 41%.
Al contrario per i contratti Somministrazione e Tempo Indeterminato le quote di avviamenti associate
al genere maschile superano quelle del genere femminile: per la prima la distanza è di tre punti
percentuali (15% rispetto al 12%), ed anche per la seconda tipologia la distanza è della stessa entità
(32% rispetto al 29%).
Anche dall’analisi dell’articolazione degli avviamenti per settore di attività economica e per genere, si
possono osservare delle diversità significative.
Gli avviamenti all’interno del settore Commercio e servizi avvengono per una quota pari all’87% per il
genere femminile (oltre 34 mila), mentre il genere maschile presenta una quota del 61% (oltre 27
mila); nell’Industria in senso stretto il genere maschile è presente per una quota del 25% (oltre 11
mila avviamenti), mentre il genere femminile con un valore del 12% (oltre 4 mila avviamenti); il
settore Costruzioni presenta una quota significativa per il genere maschile, pari al 13%, mentre il
genere femminile risulta pressoché inesistente (1%).
Il 16% degli avviamenti per il genere femminile (oltre 6 mila avviamenti) avviene per professioni non
qualificate, mentre tale quota per il genere maschile è pari al 28% (oltre 12 mila avviamenti).
Le professioni per cui viene registrata una superiorità del genere maschile sono Artigiani, operai
specializzati e agricoltori con il 20% rispetto al 5% del genere femminile, Conduttori di impianti, operai
di macchinari fissi e mobili e conducenti di veicoli con il 9% rispetto al 3%, Professioni non qualificate
e Professioni tecniche con il 10% rispetto al 9%; per le restanti professioni il genere femminile supera
il genere maschile, in modo particolare per le Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei
servizi, per cui il genere femminile mostra un valore del 33% rispetto al 16% del genere maschile.
Stranieri-genere-età
Gli avviamenti nell’anno 2013 per cittadini stranieri sono oltre 20 mila e avvengono principalmente per
il genere maschile con una quota pari al 68% (oltre 13 mila avviamenti), mentre il genere femminile
possiede il restante 32% (oltre 6.5 mila avviamenti).
Le assunzioni avvengono prevalentemente per la classe di età giovane: il 48% degli avviamenti
complessivi avviene nella classe di età 20-34 anni, mentre la classe 35-49 anni possiede una quota
percentuale pari al 40%.
10
Tabella – Avviamenti per tipologia contrattuale e cittadinanza straniera, Anno 2013
Contratto
Avviamenti
Tempo Indeterminato
Tempo Determinato
Somministrazione
Apprendistato
Lavoro a progetto
Altre comunicazioni
Dato non disponibile
Totale
9.276
8.180
1.997
384
326
188
58
20.409
Quota
%
45%
40%
10%
2%
2%
1%
0%
100%
Dall’analisi dell’articolazione degli avviamenti per settore di attività economica si osserva la prevalenza
del Commercio e Servizi, con oltre 14 mila avviamenti ed una quota percentuale sul totale pari al
71%, seguito da Industria in senso stretto con il 14%, Costruzioni con il 13% e Agricoltura con l’1%.
AVVIAMENTI: 20.409 CESSAZIONI: 21.392 SALDO: -983
AVVIAMENTI 2013
CONTRATTI: Tempo Indeterminato (45%) e Tempo Determinato (40%)
SETTORE: Commercio e servizi (71%) e Industria in senso stretto (14%)
PROFESSIONE: Professioni non qualificate (45%)
Lavoratori in DDL e in mobilità
I dati sotto riportati, rilevati presso i Centri per l'Impiego, evidenziano una situazione in cui tra i
lavoratori in DDL - DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITA' AL LAVORO – le donne sono la maggioranza
(prima tabella).
Nella seconda tabella, riferita ai lavoratori in mobilità, cioè lavoratori licenziati da imprese in crisi che
percepiscono una indennità di mobilità, le donne invece sono solo il 38,5% del totale. Da notare però
che queste aziende appartengono quasi tutte al settore industriale, che impiegano prevalentemente
uomini.
Dati 2013 – DDL ( DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITA' AL LAVORO)
DDL.
297/0 TOT
COD. 2
2008
TOT
2009
TOT
2010
TOT
2011
TOT
2012
TOT
2013
M
F
CPI
Cesano
2.495
4.058
4.000
4.015
5.072
5.729
2.950
2.779
CPI
Monza
2.500
4.482
5.628
5.584
6.939
7.667
3.737
3.930
CPI
Seregno
1.465
4.019
3.908
4.071
5.265
6.211
2.957
3.254
CPI
Vimercate
1.753
3.302
2.892
3.301
4.102
4.728
2.258
2.470
Totale
8.213
15.861
16.428
16.971
21.378
24.335
11.902 12.433
11
Dati 2013 - LAVORATORI IN MOBILITA'
L.223/9 TOT
COD. 1
2008
TOT
2009
TOT
2010
TOT
2011
TOT
2012
TOT.
2013
M
F
CPI
Cesano
225
371
508
381
390
509
298
211
CPI
Monza
200
372
459
493
372
593
382
211
CPI
Seregno
203
507
556
539
433
718
454
264
CPI
Vimercate
134
429
384
461
578
591
347
244
Totale
762
1.679
1.907
1.874
1.773
2411
1481
930
La difficile situazione occupazionale trova conferma nel numero di pratiche di esenzione per disoccupazione
presentate da parte di cittadini con reddito del nucleo familiare inferiore a € 8.263,31 presso gli sportelli dei
distretti che sono più che triplicate dal 2011 ad oggi, passando da n. 2582 a n. 8941 nei soli primi dieci mesi
dell'anno. Una tendenza che si riscontra anche per le pratiche di esenzione relative alle altre forme di
sostegno al reddito (cassa integrazione e mobilità)3.
domande di esenzione sanitaria E02 per disoccupazione
2011
2012
2013 (al 31/10/2013)
2582
5597
8941
Il dato della crisi economica è ulteriormente confermato dal costante incremento delle domande di
attivazione di ammortizzatori sociali (es. indennità di disoccupazione) che erano già più di 15.000 al 30
settembre 2013, ovvero quante quelle presentate nell'arco di tutto il 2012
Nel dettaglio alcuni dati riferiti a tipologia specifiche di imprese che si ritengono rilevanti in relazione al tema
della Conciliazione famiglia-lavoro:
% sul totale
tipologia
numero
36,00%
Imprese artigiane
22.593
19,10%
Titolari femminili
di imprese individuali
6.211
5,80%
Titolari under 30
1.883
13,50%
Titolari stranieri
4.376
Imprese artigiane
Al 31 marzo 2014 le imprese artigiane attive in Brianza sono 22.593, pari al 36,0% del totale delle imprese
della provincia; in un anno registrano un calo del -0,8%, meglio del dato complessivo dell’artigianato
lombardo (-1,4%).
A livello settoriale, sono in maggiori difficoltà i comparti tipicamente artigiani del manifatturiero (-2,4% in
dodici mesi) e delle costruzioni (-1,0%), crescono i rimanenti settori (+1,0%). Il calo del manifatturiero è
diffuso tra tutte le maggiori produzioni della Brianza, in particolare la lavorazione del legno e produzione di
mobili (-3,0%), la fabbricazione di prodotti in metallo (-2,3%), l’industria tessile e l’abbigliamento (-3,1%).
Tra gli altri settori caratterizzati da una significativa presenza di attività artigiane sono in crescita le attività di
3
DPCSS ASL Monza e Brianza 2014
12
pulizia e disinfestazione (+6,8%) e quelle di catering, gelaterie e pasticcerie (+1,7%), stabili le attività di
riparazione di computer e di beni per uso personale e i servizi di parrucchiere e di altri trattamenti estetici, il
calo più accentuato lo registrano gli autotrasportatori (-5,7).
Al 31 marzo 2014, le titolari femminili di imprese individuali brianzole sono 6.211, pari al 19,1% del
totale delle imprese individuali.
L’imprenditoria femminile continua a registrare un calo di attività, circa 70 in meno nei primi tre mesi del
2014, mentre si tratta del -2,6% in un anno.
La grande maggioranza delle imprese individuali femminili della provincia opera nei servizi (85,3%) che
registra una variazione tendenziale in linea con la media delle titolari donne (-2,5%). Diminuiscono in
particolare le attività del commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli (-6,3%),
che costituisce l’eccezione negativa rispetto agli altri comparti più numerosi dei servizi, come servizi alla
persona (+1,4%) e noleggio e agenzie di viaggio (+3,4%).
In forte contrazione il settore dell’agricoltura (-8,4% su base annua), tiene meglio invece l’industria che
complessivamente fa segnare un -2,2%. In controtendenza con il totale delle imprese della provincia, le
attività manifatturiere (-1,3%) segnano un calo minore rispetto alle costruzioni (-4,9%).
Titolari under 30
I giovani under 30 titolari di imprese individuali attive in Brianza sono 1.883, pari al 5,8% del totale dei
titolari, sostanzialmente stabili rispetto a marzo dello scorso anno (1 impresa in più).
Nel trimestre in esame, su base annua, si riduce soprattutto il comparto industriale giovanile (-6,6%) e
all’interno di questo, il settore più consistente numericamente, quello delle costruzioni, registra una
variazione tendenziale pari a -4,8%, mentre per il manifatturiero in senso stretto si tratta di 16 unità in meno
(-14,5%).
Migliore la situazione delle imprese under 30 operanti nei servizi che, rispetto allo stesso trimestre del 2013,
mostrano nel complesso una variazione positiva del 3,2%; all’interno di questo settore, in forte aumento le
imprese di noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+9,4%), ma anche le attività dei
servizi di alloggio e ristorazione (+9,2%) e in misura minore il commercio all'ingrosso e al dettaglio;
riparazione di autoveicoli e motocicli (+0,6%).
Titolari stranieri
Nel primo trimestre 2014 sono 4.376 le imprese individuali attive con titolare nato all’estero, il 13,5% delle
imprese individuali attive in provincia; crescono di circa 60 unità in valori assoluti (+1,5%) sia su base annua
che trimestrale.
Dal punto di vista settoriale, al contrario della media provinciale è l’industria a superare i servizi; per la prima
la crescita è del +2,7% in un anno, mentre i secondi nello stesso periodo sono sostanzialmente stabili
(+0,4%). L’industria vede crescere sia il comparto delle costruzioni (+2,3%) che le attività manifatturiere
propriamente dette (+5,5%), il dato dei servizi invece è il frutto di una flessione del commercio (-3,0%) e
delle attività di trasporto e magazzinaggio (-11,0%) e di una contemporanea crescita di alloggio e
ristorazione (+8,4%) e delle attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese
(+9,3%).
Dati dimissioni donne al primo anno di vita dei figli
Dati recenti confermano il permanere di una difficoltà specifica a carico delle donne lavoratrici con figli
piccoli4 : queste “hanno una possibilità di lavorare inferiore del 30% rispetto alle donne senza figli e questa
difficoltà è maggiore per le donne più giovani, che è più probabile abbiano figli di età inferiore ai tre anni,
per i quali la disponibilità di asili nido pubblici è più scarsa. Viceversa è minore per le donne meno giovani,
che è più probabile abbiano figli tra i 3 e i 5 anni per i quali la disponibilità delle scuole materne è più ampia,
almeno nelle regioni del centro-nord, decisamente più bassa nelle regioni del mezzogiorno”.
Sono infatti le donne ad essere maggiormente espulse dai processi produttivi ed hanno più difficoltà a
ricollocarsi all’interno del mercato del lavoro, soprattutto se si considera che la cura della famiglia continua
ad essere affidata prevelentemente alle sole donne. Ad esse il più delle volte compete la ricerca di soluzioni
più conciliabili con la condizione familiare e/o personale, quale il lavoro part time.
4
Rapporto BES – Benessere Equo e Sostenibile - ISTAT – marzo 2013
13
In generale 1 donna su 6 dopo il parto lascia il lavoro e questi sono i dati riferiti alla Provincia di Milano (in
cui rientrano anche quelli di Monza e Brianza) forniti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – dati
Anno 2013:
14
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione generale per l'attività ispettiva
Monitoraggio
DIMISSIONI LAVORATRICE MADRE/LAVORATORE PADRE
(ex art. 55, D.Lgs. n. 151/2001)
ANNO 2013
Fasce di età
numero
Sesso
Anzianità di
servizio
Nazionalità
numero numero
Cittadini
Italiani
Extracomunitari
F
M
UE
fino a 18
anni
2
2
1
da 19 a 25
anni
165
165
104
20
41
da 26 a 35
anni
1131
1131
874
75
182
da 36 a 45
anni
772
770
oltre 45
anni
25
25
TOTALE
2.095
2.093
2
2
1
numero
fino
a3
anni
da
4a
10
anni
da
11 a
15
anni
650
23
99
da
16 a
20
anni
19
3
3
oltre
20
anni
1.648
121
DIMISSIONI NON CONVALIDATE
Figli
Ampiezza
aziendale
Settore produttivo
numero
numero
Motivazione
dimissioni
numero
numero
877
0
110
fino
a 15
994
Agricoltura
4
a1
392
953
1
1120
da
16 a
50
333
Industria
259
a2
183
214
2
728
214
Commercio
766
a3
149
39
>
2
137
220
Credito e
Assicurazioni
105
b
527
12
334
Servizi
961
c
144
d
e
f
249
246
205
da
51 a
100
da
101
a
200
oltre
200
326
N.
a1 -incompatibilità tra occupazione lavorativa e assistenza al neonato per mancato accoglimento al nido
a2 -incompatibilità tra occupazione lavorativa e assistenza al neonato per assenza parenti di supporto
a3 -elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato (es. asilo nido o baby sitter)
b - passaggio ad altra azienda
c - mancata concessione del part-time/orario flessibile/modifica turni di lavoro
d - desiderio di cura della prole in maniera esclusiva
e - cambio residenza/distanza tra luogo di residenza e sede di lavoro/ricongiungimento al coniuge
f - chiusura/cessazione/trasferimento azienda
15
La situazione dei lavoratori del territorio dell'Asl è stata “ascoltata” anche attraverso la compilazione di un
questionario a cui hanno risposto e 1.079 persone e 26 imprese.
Le risposte delle imprese
Pur non essendo significativo il numero dei questionari compilati dalla imprese - solo 26 – sembra utile
riportare alcuni dati.
Delle 26 imprese la maggioranza appartiene al settore dei servizi, un quarto sono cooperative; 3 imprese
hanno più di 100 dipendenti mentre il 60% occupa fino a 15 dipendenti.
Il 58% delle imprese sostiene di essere a conoscenza delle tematiche di conciliazione anche grazie al’azione
di sensibilizzazione promossa da ASL.
La maggior parte delle imprese adotta forme di part time e flessibilità di orario mentre solo 3 imprese
adottano misure di welfare aziendale.
Le risposte dei lavoratori
Nei questionari rivolti ai lavoratori è stato chiesto di indicare i propri bisogni di conciliazione (condizione
familiare e bisogno di cura); come viene distribuito il loro tempo e l'orario di lavoro (mobilità casa-lavoro;
regime e organizzazione degli orari; permessi legge 104; possibilità di fruire di flessibilità e part-time); se
possono contare su aiuti formali e informali (servizi aziendali e sul territorio;sostegni da altri familiari); se
hanno fatto esperienza di azioni di conciliazione e il gradimento nei confronti di misure e politiche di
conciliazione.
La difficoltà maggiore è attribuita dagli intervistati alla rigidità dell'orario di lavoro oltre alla carenza di
servizi alla persona.
Si evidenziano di seguito alcuni dati particolarmente significativi.
Grafico Regime dell'orario di lavoro (% tra uomini e donne)
Possibilità di part-time e flessibilità oraria: l'85% del campione lavora in un'azienda che contempla la
possibilità di lavorare part time, anche se per il 32% dei casi l'orario ridotto non è previsto in tutte le
mansioni.
Rispetto al settore, si nota come il part-time sia facilmente accessibile per i lavoratori della PA (all'83% dei
dipendenti pubblici viene riconosciuta la possibilità dell'orario ridotto) e nel no-profit (79%), mentre lo è
assai meno nei servizi-commercio (solo al 36% degli occupati del settore hanno accesso al part-time).
Ben il 78% dei rispondenti attualmente occupati a tempo pieno afferma di preferire il part-time se potesse
permetterselo economicamente (ricordiamo che solo il 28% del campione lavora effettivamente a part-time)
e l'interesse nei confronti dell'orario ridotto è decisamente più forte tra le donne (85%) rispetto agli uomini
(56%).
16
Se il 32% dei lavoratori è pienamente soddisfatto dell'attuale orario di lavoro perchè permette di far fronte
alle esigenze di conciliazione, il 54% è solo parzialmente soddisfatto e il 14% per nulla soddisfatto, come
dettagliato nei due grafici che seguono.
Soddisfazione per il proprio orario di lavoro rispetto alle esigenze di conciliazione (% per
settore)
Soddisfazione per il proprio orario di lavoro rispetto alle esigenze di conciliazione (% per
presenza figli)
Mobilità casa-lavoro
Nella stragrande maggioranza dei caso il tragitto casa-lavoro non comporta un eccessivo
dispendio di tempo infatti l''85% raggiunge il posto di lavoro in meno di un'ora.
È tuttavia significativo, dal punto di vista dei costi collettivi in termini di sostenibilità
ambientale, il fatto che l'86% usi l'auto privata per coprire tale spostamento, contro il 10% che
si sposta con mezzi pubblici e appena il 3% che raggiunge il lavoro a piedi.
Tab. Durata del tragitto casa-lavoro
17
Gli aiuti formali e informali alla cura: fruizione di servizi aziendali e territoriali e sostegno
famigliare
Il 56% può contare sull'appoggio di parenti per far fronte ad esigenze di conciliazione. Il 16% pur
sentendone il bisogno non ha la possibilità di ottenere un aiuto nella cura dalla rete famigliare.
É da notare che il 20% degli uomini pensa di non aver bisogno di alcun aiuto famigliare, mentre la stessa
opinione è sostenuta solo dall'11% delle intervistate.
Tab. Disponibilità di parenti per rispondere ad esigenze di conciliazione
Fruizione servizi e aiuti alla cura: il 45% del campione dichiara che per la cura di famigliari si appoggia a
servizi pubblici e di mercato. Sono in particolare gli addetti del settore commercio/servizi a rivolgersi con
maggiore frequenza a servizi e strutture di aiuto alla cura (65%).
Nel 97% si tratta esclusivamente di servizi territoriali: del tutto residuali risultano infatti i servizi aziendali.
Solo il 15% dei rispondenti dichiara di non essere soddisfatto dei servizi offerti dal territorio nel quale risiede.
Tab. Fruizione di servizi/strutture (asili nido, centri diurni, doposcuola, oratori, babysitting,
badanti, ecc.)
La conciliazione difficile: perché?
Opinione sul principale problema di conciliazione: il 50% dei rispondenti pensa che i problemi di conciliazione
derivino dalla rigidità dell'orario di lavoro, a seguire - con il 20% dei consensi - la carenza di servizi alla
persona.
Sono i giovani e i lavoratori dell'industria e del commercio ad essere particolarmente scontenti dell'orario di
lavoro, mentre gli uomini sottolineano la mancanza di servizi sul territorio.
NB: elaborazione dati a cura di CdIE - consulente tecnico del Tavolo Conciliazione
18
Nel corso del 2013 sono stati realizzati due focus group a cui sono state inviate le lavoratrici che
avevano usufruito della Dote servizi alla persona con l’intento di raccogliere le loro valutazione in merito ed
altre esigenze in riferimento al tema della conciliazione.
L’erogazione della Dote è stata valutata positivamente come supporto concreto all’impegno economico che le
famiglie devono sostenere per il pagamento delle rette soprattutto del servizio nido. E’ stato quindi
considerato come strumento ‘inclusivo’ che consente di valorizzare le persone impegnate nel conciliare la
dimensione della famiglia con quella del lavoro.
Nel corso degli incontri sono emersi come rilevanti questioni quali: come risolvere l’e urgenze familiari che
non trovano rispondenza nei servizi offerti dal territorio, su quali supporti è possibile contare in assenza di
una rete parentale, la fatica di mantenere l’impegno lavorativo con figli molto piccoli, la difficoltà di
organizzare gli impegni familiari a fronte di lavori a turni o distanza del luogo di lavoro dall’abitazione.
L’incontro è stato molto apprezzato anche come momento di scambio tra le persone e come segnale di
attenzione da parte delle istituzioni.
Vista l’utilità e il gradimento dello strumento focus-group, in previsione della definizione del Piano di azione
per il biennio 2014-2015, nei mesi tra Marzo e Giugno 2014, ne sono stati organizzati altri 6 per cercare di
comprendere meglio gli effettivi bisogni del territorio.
I focus group sono stati realizzati con i seguenti soggetti:
- Tagesmutter dell’Istituto Candia di Seregno
- Mamme ed educatrici di bambini che frequentano l’asilo nido e la scuola elementare del Centro
Mamma Rita di Monza
- Direttori e/o operatori di alcune RSA del territorio
- Operatori sportelli stranieri
- Genitori ed educatrici di bambini che frequentano l’asilo nido comunale di Monza
- Operatori sportelli Dote Conciliazione.
Gli incontri hanno rappresentato un importante momento di confronto e condivisione con diversi soggetti del
territorio, rispetto a tematiche legate alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e l’argomento è risultato
molto sentito; particolarmente apprezzata l’opportunità offerta, ha dato conferma di alcune questioni già
rilevate e fornito indicazioni importanti per gli interventi da realizzare attraverso il Piano ed in particolare:
•
•
•
•
una delle problematiche maggiori risulta essere la gestione dei casi di emergenza (per esempio
malattia improvvisa dei figli o gestione di un anziano non autosufficiente). Questo accade soprattutto
perché oggi si può contare sempre meno sulla presenza di una rete parentale, sia in termini di
assenza della stessa (per esempio nel caso delle donne straniere o a causa di lontananza dai
genitori), sia in termini di non disponibilità (nonni che ancora lavorano e non possono occuparsi dei
nipoti).
le imprese risultano essere poco sensibili rispetto ai bisogni dei propri lavoratori/trici e offrono, nella
maggior parte dei casi, solo risposte strutturate rigidamente che poco si adattano alle esigenze delle
famiglie; viene quindi auspicata una maggiore personalizzazione e flessibilità degli orari (esempio un
maggior utilizzo del part time).
i servizi molto spesso risultano avere un’organizzazione troppo rigida (ad esempio, orari che non
facilitano chi lavora lontano da casa o su turni). Anche il costo dei servizi risulta essere un problema;
infatti con l’attuale crisi diventa difficile sostenere rette troppo elevate soprattutto quando uno
stesso servizio è frequentato da due o più figli. In questi casi, per cercare di alleggerire questo
carico, agevolazioni economiche rispetto alle rette potrebbero essere d’aiuto.
la conciliazione dei tempi di vita - lavoro è una tematica molto complessa soprattutto per le donne
straniere, che molto spesso vanno a colmare la difficile gestione delle famiglia in sostituzione delle
donne italiane che, occupate e con figli, non hanno più il tempo e le risorse per accudire congiunti
anziani (esempio badanti). Queste donne però a loro volta si trovano ad affrontare quotidianamente
gli stessi problemi e per questo risultano essere doppiamente svantaggiate. A differenza delle donne
italiane però sembrano in grado fronteggiare le emergenze in modi diversi: si è infatti evidenziata la
presenza di relazioni informali di supporto (soprattutto tra specifici gruppi etnici), che potrebbe
essere una risorsa da incentivare ed integrare con il sistema dei servizi.
19
Valutazione interventi conciliazione famiglia-lavoro
2011-2013
La stesura di un nuovo Piano Territoriale non può non partire anche dalla valutazione del precedente biennio
di attuazione della tematica della Conciliazione sul territorio.
Progetti innovativi di welfare aziendale e servizi interaziendali.
Molteplici sono stati i Progetti innovativi, finanziati secondo i diversi bandi/avvisi, per più di un milione di
euro destinati a imprese e lavoratori del territorio, che hanno attivato azioni su più piani, quali:
• riduzione dei tempi e le modalità di lavoro ad es. introducendo il telelavoro e la banca delle ore
• strumenti rivolti alla gestione del tempo familiare incentivando e perfezionando le modalità per i
congedi di maternità e paternità, allattamento, congedi parentali e di assistenza ai soggetti non
autosufficienti
• strumenti che riorganizzano il tempo sociale volti ad armonizzare gli orari dei servizi al cittadino
• attività di informazione/formazione a favore di lavoratori e imprese.
I Progetti finanziati per un totale di € 120.000 con i due AVVISI gestiti dall’Asl - PROGETTI SERVIZI
INTERAZIENDALI (2011-2012) sono stati 9 con durata di un anno – in conclusione tra il luglio 2013 e il
marzo 2014 ed hanno ricevuto ognuno un contributo max € 15.00 pari al 80% del costo complessivo.
Con il BANDO WELFARE AZIENDALE Regionale 2010/2012 e con il recente BANDO WELFARE AZIENDALE
Regionale 2012/2013 – scadenza 30 settembre 2013 - sono stati finanziati progetti di singole imprese o
gestiti da soggetti capofila a nome di reti territoriali.
Accanto a interventi facilmente riscontrabili nell'ambito del welfare aziendale, quali servizi di time saving,
accompagnamento dei lavoratori, attività a supporto delle famiglie nella quotidianità, un progetto ha
realizzato in forma sperimentale un servizio nell’ambito della mobilità sostenibile, introducendo così un focus
particolare rispetto ai bisogni dei lavoratori.
Nella promozione del Bando 2013 sono state coinvolte complessivamente attraverso 23 seminari 103 aziende
private e cooperative, grazie anche alla collaborazione di Associazioni Datoriali, Sindacato, Comuni e Uff. di
Piano, Associazioni.
Più progetti sono stati presentati con il sostegno dell’Asl come capofila della rete territoriale.
L'attività di accompagnamento alla progettualità realizzato con il supporto tecnico messo a disposizione dal
Tavolo territoriale (consulenti tecnici CdIE e Ass. per la famiglia) ha evidenziato ancora una volta quanto già
osservato in precedenza: la difficoltà da parte delle imprese – e delle MPMI in particolare - di cogliere le
opportunità di finanziamento perché non abituate a progettare e di progettare in ambito di welfare
aziendale. Diversa la competenza delle imprese di tipo cooperativo che abitualmente gestiscono progetti che
hanno avuto accesso a fonti di finanziamento diverse.
L'attività di formazione prevista per il biennio 2014-2015 intende quindi dare continuità a questa azione di
supporto dedicando percorsi ed iniziative specifiche a far sì che la competenza progettuale possa crescere e
svilupparsi in modo sistematico, anche all'interno del tessuto imprenditoriale oggi meno coinvolto dal tema
della conciliazione.
Dote servizi alla persone e premialità assunzione
Sul territorio in attuazione del sistema Doti regionale, sono stati erogati grazie ai finanziamenti regionali,
appositamente destinati, più di 600 Doti Servizi alla persona – per un massimo a € 1.600 ognuno - per
l'utilizzo di servizi contenuti nella Filiera della conciliazione.
I dati evidenziano come il contributo sia stato richiesto da genitori di bambini piccoli: nella quasi totalità si
tratta di lavoratrici dipendenti o autonome che hanno utilizzato servizi per la prima infanzia inseriti nella
filiera dei servizi.
Per quanto riguarda la Dote Premialità assunzione - erogata nel periodo: agosto 2010/ giugno 2013
sono state coinvolte 58 imprese per un totale di 98 contributi, infatti alcune imprese hanno
effettuato più assunzioni.
20
I 98 contributi una tantum di € 1.000 ognuno sono state erogati come premialità assunzione alle micropiccole-medie imprese che hanno assunto per almeno 6 mesi una donna – madre di un bambino di età
inferiore ai 5 anni - in situazione lavorativa precaria.
Di seguito si riportano nella Tabella i dati nel dettaglio:
TOTALE PREMIALITA' RICHIESTE
102
TOTALE PREMIALITA' ASSEGNATE
98
TOTALE IMPRESE RICHIEDENTI
58
2 rinunce + 2 non in possesso dei requisiti
TOTALE IMPRESE CON PIU' DI UNA PREMIALITA'
11
ASSEGNATA
CON 2 PREMIALITA'
4
CON 3 PREMIALITA'
2
CON 4 PREMIALITA'
2
CON 8 PREMIALITA'
1
CON 10 PREMIALITA'
1
CON 11 PREMIALITA'
1
DIMENSIONE IMPRESE
32
15
11
micro
piccola
media
TIPOLOGIA IMPRESE
Ditta individuale
Società di persone
Società di capitale
Cooperativa Sociale
Fondazione
SETTORE DI ATTIVITA'
Commercio
Artigianato
Industria
Servizi
IMPRESE FEMMINILI
15
TIPOLOGIA CONTRATTO
Determinato
Indeterminato
DURATA
6 mesi
11
7 mesi
5
8 mesi
4
9 mesi
5
10 mesi
3
11 mesi
3
12 mesi
18
17 mesi
1
18 mesi
2
24 mesi
1
28 mesi
1
indeterminato
44
15
28
3
11
1
6
29
1
22
54
44
21
I dati evidenziano come le assunzioni effettuate non si siano limitate alla durata minima prevista per
ottenere il contributo, ma abbiano riguardato anche assunzioni di più lungo periodo e a tempo
indeterminato.
La contrattazione di secondo livello
Il Tavolo Territoriale della Brianza ha sempre posto attenzione al tema della contrattazione di secondo
livello, anche in relazione al fatto che la parti sociali territoriali hanno partecipato da subito attivamente alle
attività.
Nel marzo 2013 è stato siglato un accordo territoriale (il primo in Lombardia) da parte di Cgil Cisl Uil MB e
da sei associazioni imprenditoriali (Confindustria, Assolombarda, Api, Confcooperative, Apa Confartigianato,
Unione Artigiani).
L’obiettivo principale era quello di rendere operativo il Bando Welfare regionale, che poneva come precondizione per la presentazione di progetti di welfare aziendale ed interaziendale “l’aver avviato o concluso”
una contrattazione di secondo livello.
L'accordo prevedeva:
un monitoraggio complessivo del Tavolo territoriale conciliazione presso l'Asl, anche finalizzato alla
stabilizzazione delle azioni, una volta conclusi i progetti e dunque i finanziamenti
- un elenco, a titolo indicativo, delle possibili azioni di welfare e conciliazione a favore dei dipendenti, su
aree quali flessibilità aziendali e orari, benessere dei dipendenti, rientri dalla maternità e da periodi di
congedo o malattia, servizi salva tempo, sostegno al reddito, part time, telelavoro.
- un doppio binario per imprese con o senza Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) per l’accesso al bando
welfare: in presenza di queste ultime, l’accordo veniva siglato direttamente con le stesse Rsu mentre in
assenza delle stesse l’impresa poteva “agganciarsi” all’accordo territoriale.
A seguito dell’accordo territoriale, è stato quindi possibile presentare diversi progetti da parte del territorio
dell’Asl raggiungendo numero considerevole tra tutti progetti presentati nella regione.
Da verificare ora con il procedere degli stessi l’impatto sul territorio e quindi verificare quale effetto
moltiplicatore potranno avere.
Accordi aziendali siglati precedentemente in aziende medio-grandi hanno visto la valorizzazione di intereventi
di conciliazione, quali ad esempio l’integrazione dal 30 al 50% della retribuzione in caso di utilizzo del
congedo parentale da parte del padre alla ST.
22
Mappatura dei servizi
L'ASL Monza e Brianza è presente sul territorio con 65 sedi distribuite nei 55 comuni della Provincia. La
distribuzione dei servizi comprende n. 15 sportelli per la Scelta e Revoca del Medico di Medicina Generale
(MMG) e Pediatra di Famiglia (PdF), n. 11 sportelli di accoglienza delle richieste di Assistenza Domiciliare
Integrata (ADI), n. 10 sportelli per l’accoglienza delle richieste di protesica minore, n. 14 punti di accoglienza
delle richieste di ausili per l’incontinenza, n. 7punti di accoglienza del servizio vaccinazioni, n. 21 sedi
consultoriali, n. 3 sportelli per i servizi di veterinaria ed altrettanti per i servizi alle imprese.
L'apertura dei servizi al pubblico si articola dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30/9.00 alle ore 12.00/13.00 e
solo per alcuni servizi è prevista l’apertura pomeridiana degli sportelli di front office. 5
La rete d'offerta socio-sanitaria e sociale.
Il modello di governo delle risorse in ambito sociosanitario prevede una diversa declinazione secondo i
seguenti ambiti:
• sistema dei servizi tipici a budget (RSA - RSD - CDI - CDD - CSS - Hospice - Riabilitazione - SMI - CF
privati)
•
•
servizi di assistenza domiciliare integrata (ADI)
servizi innovativi e sperimentali nel quadro della DGR 116/2013.
Le Unità d’offerta socio-sanitarie presenti sul territorio al 31.12.2013 sono 143 come da tabella
seguente:
5 ASL MB – Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio-Sanitari Anno 2014 pag. 8
23
Tipologia
n. unità di offerta n. unità di offerta
solo autorizzate
accreditate
numero posti
autorizzati
numero posti
accreditati
Numero posti
a contratto
RSA*
3
34
3467
3248
3128
RSD
1
4
261
201
201
CDI
22
614
614
544
CDD
22
552
552
535
CSS
4
40
40
40
RIA residenziale
1
36
36
36
RIA ambulatoriale
3
=
=
=
=
(di cui 9 spec. In
cure palliative)
=
=
2
=
=
10
CONSULTORI
(di cui 6 pubblici)
22
Erogatori cure dom.
in voucher
Ospedalizzazione
domiciliare cure
palliative**
Cure domiciliari
distrettuali ***
5
=
=
=
HOSPICE
1
1
31
20
SERT ****
3
=
=
SMI
1
=
=
COMUNITA’ TOX
4
80
80
80
133
5081
4791
4584
TOTALE
10
20
(*) RSA
il numero dei posti a contratto è pari a 3128; il numero dei posti accreditati è pari a 3248 (posti ordinari 3026 e posti per Alzheimer 222); il numero totale di posti
disponibili autorizzati è incrementato dall’avere riportato in tabella anche i posti delle tre RSA che non hanno alcun contratto; accanto all’offerta di posti di ricovero di
lunga degenza sono a disposizione della popolazione 15 posti di sollievo, di cui n. 2 dedicati a soggetti con disturbi comportamentali presso la RSA Arca di Desio
attivati dall’1/7/2012 e n. 40 posti per post – acuti presso le RSA Sant’Andrea e Anni Azzurri di Monza (progetto DGR 3239/12).
(**) Ospedalizzazione domiciliare cure palliative
interventi di cure domiciliari a gestione diretta da parte dell’AO Vimercate e degli istituti Clini Zucchi, la cui attività è stata riportata in quanto ha un impatto sugli
interventi di presa in carico domiciliare particolarmente significativi nel settore specifico delle cure palliative.
(***) Cure distrettuali domiciliari
sono le U.O. per le cure domiciliari dei 5 Distretti socio sanitari, che svolgono le valutazioni multidimensionali, la presa in carico e l’erogazione di alcune tipologie di
prestazioni ADI per utenti fragili.
(****) SERT
Il Servizio territoriale per le dipendenze della ASL si articola in 3 servizi rivolti prevalentemente alle tossicodipendenze (SERT) situati a Monza, Carate e Limbiate e 3
servizi rivolti prevalentemente alle dipendenze da alcol (NOA) situati a Monza, Seregno e Vimercate. A questi si aggiungono il Centro per il Trattamento del
Tabagismo con sede a Monza, il Centro Educativo Polivalente (offerta di aggancio precoce per i consumatori che agisce anche in raccordo con la Prefettura) con
sede a Monza e l’Unità Operativa Carcere presso la Casa Circondariale di Monza.
24
Le Unità d’offerta socio assistenziale presenti sul territorio al 01/01/2014 sono 297, così ripartite:
(ASL MB – Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio-Sanitari Anno 2014).
TIPOLOGIA
NUMEROSITA’
servizi prima infanzia
190
nidi famiglia
30
comunità residenziali per minori
24
comunità residenziali per disabili
13
centri per anziani
8
centri aggregazione giovanile
15
servizi formazione all'autonomia
4
centri socio-educativi
13
TOTALE
297
I Servizi inseriti nella Filiera della Conciliazione comprendono n. 216 servizi , quasi totalmente riferiti a
servizi per la prima infanzia: asili nido pubblici e privati, nidi famiglia e tagesmutter.
25
Finalità ed Obiettivi
Famiglia e lavoro: al centro la relazione tra le due dimensioni
Dalle indicazioni e dagli orientamenti emersi dall'attuazione del primo Piano di Azione territoriale e dall’analisi
del bisogno esposta nei paragrafi precedenti, vengono assunte quattro finalità che collocano al centro
dell'attenzione la relazione tra le dimensioni della famiglia e quella del lavoro, come guida (focus) delle azioni
che si intendono realizzare:
•
•
•
•
intergenerazionalità
paternità e lavoro
welfare aziendale e benessere
contrattazione territoriale.
Intergenerazionalità
Con intergenerazionalità è intesa quella dimensione peculiare della famiglia all'interno della quale ogni
generazione è contemporaneamente destinataria e produttrice di scambi di solidarietà.
Lo scambio solidaristico tra generazioni vissuto all'interno della dimensione familiare – caratterizzata da
scambi improntati alla gratuità - costituisce un virtuoso circuito, risorsa naturale per il fronteggiamento delle
necessità familiari e delle stesse fragilità familiari, che spesso consente di sopperire alla carenza di prossimità
sociale
In ciò è facilmente riscontrabile un valore economicamente misurabile delle funzioni che le famiglie
continuano a garantire nonostante le molteplici difficoltà.
La funzione educativa e sociale della famiglia si riconosce facilmente nella cura dei minori ma sempre più
frequentemente è richiesta anche quella di cura dei soggetti fragili, familiari anche adulti e anziani non più
autonomi e autosufficienti: il prendersi cura diventa così impegno a livello intra e intergenerazionale. Ed
importante risulta verificare come gli assetti di welfare agiscano su questi legami, dentro e fuori la famiglia.
Si evidenzia inoltre come “il nodo della conciliazione dei tempi tra famiglie e lavoro dovrebbe essere
ripensato anche in modo da consentire...di poter inserire tra le proprie responsabilità...l'ottemperare a
compiti di relazione, di cura dei tempi di vita familiare oltre a quelli lavorativi. Questione che in altri paesi
europei è stata risolta con una maggiore flessibilità definibile “family friendly” 6.
Se esempio di intergenerazionalità può essere stata finora la funzione di sostegno dei nonni alla conciliazione
dei tempi di lavoro e famiglia, ciò appare comunque come un modello non sostenibile a lungo dato il
prolungamento dei tempi della vita lavorativa a seguito della recente riforma pensionistica e data la
necessità dei nonni stessi di essere accuditi se malati o non autosufficenti.
La società fatica a pensare per generazioni e la famiglia sembra sempre più ridotta ad ambito privato quando
invece occorrerebbe una progettualità familiare e sociale che superi le generazioni presenti.
In particolare occorre oggi prestare attenzione alle “generazioni di mezzo” senza concentrarsi esclusivamente
sui due estremi (bambini e anziani), riconoscendo come la generazione dei giovani e degli adulti rappresenti
di fatto un ponte tra le due direzioni.
Non basta però curare la dimensione familiare, ma occorre investire anche nella comunità, attivare cioè
azioni volte a sviluppare legami solidali tra le persone e le generazioni, in cui gli adulti siano riconosciuti
come punto di incontro tra le generazioni, consapevoli del fatto che le generazioni familiari sono
contemporaneamente generazioni sociali.
In tal senso va la sollecitazione del funzionario del Dipartimento delle Politiche per la Famiglia- Presidenza
del Consiglio dei Ministri che, al termine dell'anno europeo dell'invecchiamento attivo e la solidarietà tra
generazioni, commenta riconoscendo come il legame intergenerazionale abbia valore intrinseco perché
connaturato nelle relazioni familiari e sociali ma potrebbe altresì produrre benefici maggiori se venisse
codificato e strutturato in specifiche azioni progettuali7.
6 F. Maci INFFRA Intergenerazionalità, Famiglia e Fragilità, Forum Ass. Familiari – Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle
7
Politiche Sociali – L. 383/2000 Lettera F, Annualità 2011 – pg.9
Ibidem - pg.76
26
In tal senso ha operato il progetto Nidifiliare realizzato da due Nidi famiglia di Monza nel corso del
2013/2014 (progetto finanziato con Avviso Asl): con la finalità di attivare un servizio intergenerazionale in
grado di far fronte a più bisogni contemporaneamente e ugualmente generare processi di empowerment
relazionale e di welfare community è stato sperimentato un percorso formativo offerto a nonni dei bambini
frequentanti il nido famiglia ma anche esteso ad altri interessati.
Nel Piano di Azione territoriale per il biennio 2014-2015 si intende quindi perseguire l'obiettivo di
promuovere il tema dell'intergenarazionalità all'interno della azioni di informazione/sensibilizzazione: ad es. la
GIORNATA dei FIGLI AL LAVORO (che dovrebbe essere promossa da tutti soggetti aderenti alla Rete
territoriale) potrebbe essere estesa anche ai nonni, prevedendo una loro una partecipazione attiva in
particolare per quanto riguarda l'incontro centrato su orientamento scolastico/professionale.
Inoltre nell'ottica dell'anziano non solo destinatario di cura ma soggetto attivo all'interno delle diverse azioni
a livello territoriale potrebbe essere promossa la partecipazione a titolo volontario e gratuito di professionisti
pensionati per favorire la trasmissione di saperi in un rapporto di reciprocità con giovani: ad es. il giovane
che insegna all'anziano l'utilizzo del computer e l'artigiano anziano che insegna al giovane il mestiere.
Tutelare la capacità delle famiglia di prendersi cura e al contempo favorire la costruzione di reti di cura
solidale rappresentano obiettivi già all'attenzione di tanti soggetti che operano nel territorio in diversi ambiti
di intervento e sono oggetto di progettazione, a partire da quanto di competenza della ASL e degli Uffici di
Piano.
L'adozione di modalità che valorizzano e incrementano la competenza delle persone stesse, siano esse
bisognose di cura o care giver trova riscontro ad esempio nell'avvio di Gruppi AMA con la partecipazione di
care giver, familiari e professionali, e di anziani interessati.
Paternità e lavoro
Occuparsi di conciliazione significa tener conto delle profonde trasformazioni che riguardano la vita familiare
e in particolare i modelli genitoriali, di come si struttura l'interazione di questi con i ruoli professionali e
quindi quali possono essere le relazioni tra responsabilità e cura familiare.
Ciò conferma il fatto che la complessa questione conciliazione famiglia lavoro non può essere intesa solo
come una sfida femminile: la dimensione lavorativa rappresenta per le madri come per i padri un ambito di
riferimento fondamentale per l'identità della persona adulta e quindi occorre superare la “femminizzazione”
del problema.
Oltre a molteplkici esempi in ambito europe, clcuni esempi significativi di welfare aziendale in Italia (ad es. il
caso dell'ATM) hanno evidenziano come la cultura del lavoro sia capace di progettare e realizzare misure ed
interventi di conciliazione innovativi in riferimento alla responsabilità genitoriale dei padri, come attuazione di
politiche di welfare aziendale ed espressione di Responsabilità sociale di impresa.
Con il processo di trasformazione delle identità (maschile e femminile), anche gli uomini sono chiamati a
mettersi in gioco come padri e a riappropriarsi di un terreno che tradizionalmente è stato appannaggio
femminile, ovvero la cura8.
Si parla così di nuovi padri in una situazione in cui però non sono ancora chiari i nuovi modelli di paternità e
tantomeno è facile individuare quali azioni concrete possono favorire l'assunzione di un ruolo attivo, a partire
dalla necessaria negoziazione dei ruoli all'interno della coppia.
Come gestire il doppio ruolo può essere quindi assunto come questione che interroga le politiche che
rispondono ai bisogni sempre più dei padri come delle madri.
Di fatto in Italia rimane a tutt’oggi prevalente il modello del padre dedito al sostegno economico della
famiglia (male breadwinner) attraverso il ruolo retribuito extrafamiliare come assunto culturale che influenza
fortemente i padri ma anche gli interventi che vengono messi in campo a favore della famiglia: facilmente
nei servizi si strutturano iniziative a favore delle neo-mamme, dimenticando o relegando in un posizione
secondaria, la figura paterna considerata solo in alcune occasioni.
Alcuni dati significativi: l'interruzione della carriera professionale per motivi familiari:
M 2,9% - F 11,4% così come la durata dell'interruzione della carriera professionale per la nascita del primo
figlio: F 25,3% mesi, M 0 (dati Istat 2007).
Infine il lavoro domestico e di cura familiare è per il 76,2% a carico delle donne (dati Istat 2008-2009)
evidenziando una forte asimmetria nei compiti di cura tra padri e madri9.
8
9
M.L.Bosoni – Conciliare paternità e lavoro.Studi di casi aziendali – Vita e Pensiero, Mi, 2013
ibidem
27
Il congedo espressamente dedicato ai padri dalla recente applicazione della normativa (L.53/2000),
rappresenta un segnale della tendenza che rileva come, insieme alla diffusione del modello familiare in cui
entrambi i genitori lavorano, si rende necessaria una genitorialità condivisa.
Ancora le analisi rivelano come l'utilizzo del congedo parentale sia prevalentemente femminile e sia utilizzato
prevalentemente quando i figli sono piccoli: madri 45% - padri 6,9% (soprattutto i padri occupati nelle
Pubbliche amministrazioni).
D'altra parte la differente retribuzione del congedo parentale per i padri – confrontata con quella della
madre durante il congedo per maternità – costituisce un disincentivo all'utilizzo ed evidenzia un differente
livello di importanza attribuito alla maternità e alla paternità.
Già nel primo Piano di azione territoriale l'incremento dell'utilizzo dei congedi parentali da parte dei padri è
stato perseguito con diverse azioni che hanno puntato soprattutto sulla diffusione delle informazioni a partire
dal livello degli operatori che abitualmente intercettano le famiglie e soprattutto le nuove famiglie.
Oltre a i due seminari informativi, è stato realizzato un libretto informativo “ Conciliazione famiglia-lavoro. I
congedi parentali - DALLA PARTE DEI PAPÀ” che continua ad essere diffuso e che è pubblicato sul sito Asl,
da cui è possibile inoltre accedere ad uno sportello on line che fornisce risposte a singole questioni.10
Per il biennio 2014 -2015 si intende quindi proseguire pianificando – come riportato successivamente tra le
azioni di Informazione/Sensibilizzazione – una specifica Campagna promozione congedi parentali con la
collaborazione di tutti i soggetti partecipanti alla Rete territoriale oltre alla promozione di interventi di
conciliazione, quali flessibilità oraria in entrata ed uscita dai luoghi di lavoro per accompagnare i figli a scuola
(coma azioni di welfare aziendale) presso le aziende.
Welfare aziendale e Benessere
E' noto come il Welfare aziendale rappresenti oggi una questione centrale che lega insieme famiglia e
impresa: le condizioni di lavoro influiscono direttamente sulla qualità di vita familiare (dal lato della famiglia)
e l'adozione di strategie di conciliazione diventa uno dei fattori con cui l'azienda si rende competitiva, in
grado di stare sul mercato e di attrarre risorse umane (dal lato dell'impresa).
E il dibattito aperto sul «secondo welfare» marca con forza la distinzione tra privatizzazione dei servizi e
costruzione di un nuovo sistema di governance in grado di coinvolgere al tempo stesso attori pubblici e
privati. Tra i soggetti del secondo welfare spicca, per capacità finanziarie e gestionali, il mondo
imprenditoriale, attraverso l’offerta di welfare aziendale per i lavoratori.......un ruolo importante può essere
rivestito dalle imprese, che hanno potenzialità in termini di risorse economiche e organizzative per
implementare quelle politiche aziendali a favore della sostenibilità – sociale e ambientale – che rientrano
oggi nell’ampio concetto di corporate social responsibility (European Commission 2001).....Spazio crescente
all’interno delle aziende, ma anche nelle amministrazioni pubbliche, è occupato dalla sfera del work-life
balance..11
Welfare aziendale rappresentato da tutte le azioni che possono essere messe in campo a favore dei
lavoratori attraverso un'offerta di servizi e strumenti, non necessariamente di natura economica, che di fatto
aumentano il benessere dei lavoratori, accrescendone la motivazione e la fedeltà all'azienda, oltre che
garantendo il mantenimento del know how e l'incremento del capitale umano.
Gli interventi, molteplici e correlati alle 4 leve della conciliazione (organizzativa, economica, dei servizi,
culturale), possono riguardare i servizi di time saving, l'organizzazione del tempo lavoro in termini di
flessibilità, il supporto in relazione a servizi di cura, le necessità economiche oltre che iniziative di
formazione.
Ciò si inserisce nella Responsabilità Sociale di Impresa con cui l'impresa risponde ai bisogni non solo
economici della collettività esercitando la propria responsabilità nei confronti delle persone e del territorio;
ciò diventa fattore di innovazione e competitività.
Infatti studi dimostrano come la riduzione del turnover, il miglioramento del clima aziendale e della capacità
di attrarre talenti siano variabili economicamente influenti sulla produttività aziendale.
Interventi a favore della conciliazione famiglia lavoro quale l'apertura e gestione di nidi aziendali non
possono però essere assunti come unica modalità tenuto conto dell'impossibilità ad es. per le MPMI di
sostenere i costi elevati di un servizio come questo e le MPMI che sono la maggioranza del sistema
produttivo dell'ASL MB, come di quello italiano.
10 Le risposte sono fornite dalla Dott.ssa S. Guancia, formatore e consulente della Rete insieme al CdIE
6 G. Mallone - Il secondo welfare in Italia: esperienze di welfare aziendale a confronto - Centro di Ricerca e Documentazione
Einaudi, 2013
28
Se il nido aziendale può rappresentare un buona risposta a fronte della scarsità di servizi per la prima
infanzia ciò non risolve comunque tutti i problemi riscontrati dalle famiglie: orari rigidi di apertura e chiusura,
spesso non compatibili con gli orari di lavoro dei genitori lavoratori, scarsa diffusione di soluzioni innovative o
alternative al nido (es. tagesmutter) o costi eccessivi dei nidi privati.
Tra le soluzioni di conciliazione, la flessibilità dell'orario di lavoro rappresenta una strategia adottata in molte
imprese ed attuabile a costi decisamente inferiori a quelli di un servizio da attivare, e può consentire al
lavoratore di gestire autonomamente lavoro e famiglia, adottando le soluzioni che meglio garantiscono
l'equilibrio desiderato.
Altri interventi – quali benefit, convenzioni, sostegni economici diretti alla cura dei figli e di altri familiari costituiscono altre valide forme di sostegno ai compiti di cura.
E a fronte dell'invecchiamento della popolazione, sempre più necessario diventa il supporto alla cura non
solo per la presenza dei figli piccoli. Sempre più famiglie sono impegnate nella gestione degli anziani e di
altri familiari adulti non autonomi (come risulta anche dalla rilevazione effettuata con i Questionari della
conciliazione nel territorio dell'Asl, di cui si dirà più avanti), mentre il tema della cura dei familiari anziani,
malati o disabili è ancora latente o poco considerato all'interno del welfare aziendale.
Le azioni di welfare aziendale richiedono innanzitutto un'analisi dei bisogni dei dipendenti e quindi il
monitoraggio della soddisfazione degli stessi (attraverso questionari, focus group, incontri) per raccogliere le
esigenze e poi verificare l'effettiva adeguatezza delle risposte ai bisogni.
Ma una riflessione sul funzionamento e sulla cultura organizzativa più che sull'applicazione di modelli di
gestione e adeguamento a norme specifiche fa sì che la conciliazione diventi un'area centrale rispetto alla
questione del benessere obiettivo dell'azienda, consentendo la maggior interconnessione possibile tra sfera
familiare/personale e ambiente lavorativo.
Questo compete ai responsabili delle risorse umane che sono chiamati ad investire sugli aspetti intangibili del
funzionamento organizzativo: accanto a pratiche dirette (congedi, flessibilità oraria, ecc.) è richiesto un
cambiamento culturale12.
Con questa finalità – già perseguita con l'attuazione dei diversi progetti finanziati all'interno del primo Piano
– verrà proposta una specifica azione formativa a favore in particolare delle MPMI (vedi piano di
formazione).
Contrattazione territoriale
Nel marzo 2013, come anticipato in altra parte del documento, è stato attivato nell’ambito territoriale dell’Asl
un accordo territoriale in forma sperimentale sottoscritto da sei Associazioni imprenditoriali (Confindustria,
Assolombarda, Api, Confcooperative, Apa Confartigianato, Unione Artigiani) e da Cgil Cisl Uil MB.
La necessità di adottare questo accordo, come requisito per le imprese per poter accedere al Bando Welfare
regionale, ha rappresentato l’occasione per una riflessione sulla contrattazione di secondo livello quale
strumento con cui favorire l’adozione di modelli di welfare aziendale e interaziendale innovativi, e la loro
sostenibilità.
Stante la necessità di trovare soluzioni diverse in un clima di cooperazione e nell’ottica della condivisione
della responsabilità, la contrattazione può di fatto rappresentare il mezzo con cui si individuano e si
sperimentano modalità innovative che adottano soluzioni flessibili in risposta ad esigenze svariate: forme di
accordi per la conciliazione, orari flessibili, forme di servizi aziendali, bonus….
Partendo dalla specificità della realtà del tessuto economico-territoriale, il dialogo tra le parti datoriali e
sindacali può portare quindi all’adozione di risposte ai bisogni di lavoratori/trici e l’esercizio della
responsabilità delle Parti Sociali – attraverso la contrattazione a tutti i livelli – può permettere di affrontare i
grandi temi delle politiche familiari (quali messa a punto di nuovi modelli di organizzazione del lavoro, servizi
aziendali, per le famiglie, modifiche degli orari) coniugando l’esigenza di flessibilità dei lavoratori/trici con la
produttività.
Mettendo al centro la famiglia e i suoi bisogni, la contrattazione può assumere un ruolo fondamentale: per
rilanciare e sostenere l’occupazione, in particolare quella femminile, oltre a rafforzare le politiche attive del
lavoro poiché consente di trovare soluzioni adeguate alle situazioni e ai contesti, entrando nel merito delle
problematiche e delle diverse specificità.
Che sia di stimolo per realizzare un processo di innovazione dell’organizzazione aziendale e del rapporto tra
azienda e territorio è dato dall’ esempio concreto del recente Accordo in tema di conciliazione dei
tempi di vita e di lavoro, pari opportunità e responsabilità sociale d’impresa sottoscritto a Trento13
12 ibidem
14 Accordo in tema di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, pari opportunità e responsabilità sociale d’impresa – Trento – 10
ottobre 2013
29
in cui le Parti, “attribuendo specifico valore aggiunto alla contrattazione di secondo livello, anche con
riferimento al suo sviluppo e alla sua diffusione in relazione a materia come quella della responsabilità
sociale di impresa, intendono avvalersi della delega conferita dalla legge, e attraverso l‘esercizio della relativa
libertà contrattuale, dare concreta applicazione al dettato normativo con piena effettività ….. e dichiarano
che quanto pattuito genera “incrementi di produttività, qualità, redditività, favorendo l’efficienza
organizzativa a vantaggio di risultati riferiti all’andamento economico, degli utili d’impresa e ad ogni altro
elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale”.
Si deve oggi far fronte e ad esigenze diverse che debbono essere conciliate, tenendo presente che
intervenire in tal senso può conseguentemente produrre un cambiamento nella qualità di vita e
rappresentare un supporto, anche economico, alla famiglia e all’impresa.
E’ possibile quindi “dare vita ad una vera politica della conciliazione attraverso anche l’applicazione di accordi
e buone prassi in grado di promuovere una cultura di impresa familiarmente responsabile, dove prevalga
l’idea che adottare piani di welfare aziendale conviene a lavoratori/trici ma anche alla stessa impresa in
termini di fidelizzazione del personale, incremento della produzione ed efficienza, investendo ne proprio
futuro successo”14.
Stante il pronunciamento del Ministero del Lavoro – tramite l’interpello 25/2013 – che si è espresso
positivamente in merito alla possibilità che la contrattazione collettiva di settore di secondo livello intervenga
nel disciplinare le modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria ai sensi del novellato art.32
d.lgs.151/2001 - e visto il precedente dell’Accordo di Trento - si intende affrontare all’interno della Rete
territoriale la questione, in continuità con l’obiettivo che già nel primo Piano era stato definito.
In tal senso verrà quindi proposto come obiettivo concreto e compito della Rete territoriale la messa a tema
di una contrattazione territoriale sull’utilizzo dei congedi parentali a ore, come sperimentazione a favore della
conciliazione famiglia-lavoro di una modalità innovativa dalla duplice finalità:
• promuovere una cultura di maggiore condivisione dei compiti genitoriali grazie ad una maggior
flessibilità della cura del bambino
• realizzare contesti lavorativi tali da favorire una migliore conciliazione delle responsabilità lavorative
e di quelle familiari.
A partire dalle quattro finalità descritte sono stati individuati alcuni obiettivi specifici:
•
•
•
•
•
•
•
promozione di azioni finalizzate a nuove opportunità di lavoro e nuovi profili professionali
sostegno a modalità di prestazione di lavoro flessibile e tipologie contrattuali family friendly
promozioni di reti integrate di imprese finalizzate alla sostituzione temporanea dei lavoratori in
congedo
miglioramento della rete dei servizi di cura
promozione di misure di welfare aziendale e territoriale rispondenti alle esigenze di famiglie e
imprese in un’ottica di conciliazione famiglia – lavoro
sviluppo di iniziative sperimentali nel campo delle RSI, conciliazione vita – lavoro e welfare aziendale
interventi in grado di accrescere l’utilizzo dei congedi parentali da parte dei lavoratori.
Particolare cura dovrà essere riservata da parte della Rete all’integrazione e all’equilibrio tra le istanze
provenienti dalle imprese verso il welfare aziendale e le istanze degli Enti pubblici rispetto al welfare sociale
per evitare il disimpegno di uno rispetto all’altro nella logica di realizzare un sistema integrato di offerta a
favore di persone e imprese.
14
L. Ocmin – Contrattare la conciliazione famiglia-lavoro – CISL - marzo 2014
30
Ruolo Asl
Il capofila della RETE TERRITORIALE è l’ASL per il tramite della Direzione Sociale.
La Asl ha assunto il compito di coordinamento del complesso degli interventi attivati sul territorio e della
responsabilità di coinvolgere ciascun soggetto sottoscrittore in tutte le fasi di governo, assicurando la piena
realizzazione delle progettualità e dell’intero processo.
Il compito della ASL quale soggetto capofila delle Reti territoriali sarà di garantire la sinergia e una logica di
coordinamento complessivo del territorio di riferimento attraverso l’integrazione degli strumenti
programmatici proposti nonché la presentazione a Regione Lombardia del Piano territoriale di conciliazione
condiviso con la Rete.
I lavori della RETE TERRITORIALE sono ripresi dopo la firma dell’Accordo per predisporre l’Avviso per la
presentazione delle azioni progettuali da parte delle Alleanze Locali e per i lavori preparatori alla definizione
del PIANO TERRITORIALE.
Dal punto di vista metodologico si intende procedere nell’attuazione del Piano, come già in precedenza,
strutturando gruppi di lavoro finalizzati ad obiettivi e compiti delegati da parte della Rete, poiché questa
modalità permette di rafforzare il linguaggio comune implementando i rapporti di fiducia esistenti tra i
partecipanti.
Collaborazione con Asl Lecco
Data la vicinanza dei due territori e l'analogia rilevata in merito ai bisogni della popolazione e delle imprese, il
programma di intervento ipotizzato per quanto riguarda Informazione/formazione/comunicazione prevede la
condivisione con l'ASL di Lecco di tutte le iniziative che possono essere aperte contemporaneamente ai
soggetti delle due Reti territoriali e ad altri soggetti che possono essere interessati e coinvolti.
Già in passato sono stati realizzati degli scambi in questo senso con l'ASL di Lecco; ora si tratta di attuare
azioni continuative e organiche tenendo conto del fatto che gruppi di popolazione che vivono al confine dei
due territori sono lavoratori pendolari verso il territorio limitrofo e/o utilizzano servizi presenti nell'Asl
confinante.
Si ritiene inoltre che azioni congiunte potranno risultare vantaggiose anche a livello economico, permettendo
una miglior razionalizzazione dell'utilizzo di risorse umane ed economiche a disposizione di ognuna delle due
ASL.
31
Risorse
La nuova programmazione regionale ha previsto lo stanziamento a favore della Asl Monza e Brianza di €
228.536,00 per i progetti delle Alleanze Locali ed € 20.000 per attività di formazione.
I 5 progetti presentati dalle Alleanze locali a seguito di Avviso Asl saranno quindi destinatari della quasi
totalità del finanziamento essendo prevista l'erogazione di contributi – pari all'80% del costo complessivo di
ogni progetto – per un massimo di 45.000 euro e per un totale di € 224.998.
Il restante 20% è previsto come co-finanziamento ed è costituito da risorse economiche, risorse umane,
attrezzature e materiale.
La quota variabile che potrà essere assegnata all'Asl a seguito della valutazione dopo la prima annualità da
parte della Regione (pari a € 57.137,00), potrà essere destinata a seguito di valutazione positiva dei singoli
progetti in proporzione rispetto al finanziamento già assegnato.
Le altre azioni previste dal Piano per il biennio 2014-2015 verranno realizzate con risorse messe a
disposizione dai soggetti partecipanti alla Rete, attraverso l'impiego di ore lavoro, utilizzo sedi e attrezzature
e materiale, andando così a costituire un ulteriore co-finanziamento che sarà possibile quantificare
successivamente con la messa a punto delle attività specifiche.
32
Le Azioni
Informazione/Formazione/Comunicazione
La conciliazione famiglia-lavoro rappresenta un fattore strategico della qualità della vita delle persone di oggi
che assunto come problema di politica sociale richiede un cambiamento culturale perchè si realizzi un
effettivo coinvolgimento e una valorizzazione di una pluralità di attori: le istituzioni, il privato sociale, le
famiglie affinché siano capaci di interagire in una logica di sussidiarietà.
Proporre al territorio la conciliazione (che segna la vita delle persone e della società e non del singolo
adulto) come impegno sociale che interroga molteplici soggetti è compito della Rete e richiede la traduzione
in azioni mirate e verificabili con l'obiettivo di valorizzare il contributo di ognuno nel processo di
ricomposizione dei tempi di vita per superare l'asimmetria del rapporto famiglia-lavoro e richiamare
l'attenzione sulla relazione tra questi due contesti.
La cultura della conciliazione sul territorio è stata promossa, nella precedente programmazione, con diverse
azioni di sensibilizzazione, informazione e formazione: per chi amministra servizi, per studenti e famiglie, per
la pubblicizzazione di interventi economici, per la promozione di progetti di welfare aziendale e di servizi
interaziendali.
Tra le diverse attività realizzate si segnala in particolare la Fiera della Conciliazione (nel 2012 presso Teatrino
della Villa Reale di Monza e nel 2013 presso Centro Mamma Rita di Monza) quale momento di
pubblicizzazione e promozione delle attività svolte. E la partecipazione significativa, in termini numerici e di
rappresentanza, a questi eventi conferma l'opportunità di proseguire con modalità analoghe che rendano
sempre più partecipi i diversi soggetti coinvolti dal tema.
Concretamente gli interventi per il biennio 2014-2015 che afferiscono all'ambito dell'informazione/
formazione/comunicazione verranno attivati in continuità con quanto realizzato nel precedente Piano
territoriale perseguendo gli stessi obiettivi e le medesime modalità di attuazione riconducibili a:
diffusione conoscenza in merito alla conciliazione famiglia lavoro
coinvolgimento fasce di popolazione particolarmente interessate
predisposizione di interventi partecipati
sollecitazione di nuove progettualità
promozione di forme di conciliazione (es. utilizzo congedi parentali)
generazione di buone prassi
integrazione con politiche territoriali.
Come già detto in precedenza, è prevista la condivisione con l'ASL di Lecco di tutte le iniziative che
possono essere aperte contemporaneamente ai soggetti delle due Reti territoriali e ad altri soggetti che
possono essere interessati e coinvolti, data la vicinanza dei due territori e l'analogia rilevata in merito ai
bisogni della popolazione e delle imprese e il comune orientamento del programma di intervento ipotizzato.
Già in passato sono stati realizzati degli scambi in questo senso con l'ASL di Lecco; ora si tratta di attuare
azioni continuative e organiche tenendo conto del fatto che gruppi di popolazione che vivono al confine dei
due territori sono lavoratori pendolari verso il territorio limitrofo e/o utilizzano servizi presenti nell'Asl
confinante.
Si ritiene inoltre che azioni congiunte potranno risultare vantaggiose anche a livello economico, permettendo
una miglior razionalizzazione dell'utilizzo di risorse umane ed economiche a disposizione di ognuna delle due
ASL.
Attualmente – per quanto riguarda Informazione e Sensibilizzazione - è possibile prevedere la
realizzazione di interventi già identificati quali:
• Campagna promozione congedi parentali*
• Concorso logo Imprese Family friendly
• Eventi pubblici per diffusione attività avviate: IIIa Fiera Conciliazione (feb./marzo 2015) e Convegno
(fine 2015/inizio 2016) *
33
•
•
Creazione e diffusione materiale informativo *
Valorizzazione attività informativa già in essere e loro ulteriore promozione*.
* condivise con Asl di Lecco
Altre iniziative potranno essere assunte a seguito delle prime valutazioni delle attività svolte
complessivamente, ampliando o avviando ex novo interventi mirati.
Il piano di Formazione predisposto prevede la realizzazione di interventi a più livelli.
Il percorso formativo è stato realizzato in continuità con il servizio di assistenza tecnica di formazione già
attivato a supporto del Tavolo Conciliazione nel biennio 2011-2013 e si basa sui risultati dei percorsi già
realizzati cioè i seminari e gli incontri di supporto alla progettazione delle singole Alleanze, sia con incontri di
gruppo che singolarmente.
Infatti per favorire e sostenere la presentazione dei progetti è stato attivato nel periodo aprile/maggio 2014
un percorso formativo intitolato “Progettare la conciliazione famiglia – lavoro” - gestito dal CdIE (Centro di
Iniziativa europea) - rivolto ai soggetti della Rete territoriale e ad altri del territorio che potevano essere
interessati a partecipare all'Avviso per la formulazione di progetti presentati dalle Alleanze Locali che si
dovevano costituire.
A seguito della validazione del Piano da parte della Regione verrà avviata la parte successiva della
formazione, rivolta ai soggetti del territorio coinvolti a vario titolo nella realizzazione del Piano, con lo scopo
di favorire la condivisione degli obiettivi delle azioni individuate e delle modalità di gestione degli interventi.
In particolare sono già stati identificati incontri la cui articolazione risulta essere come di seguito specificato,
prevedendo come tempi di realizzazione il periodo da settembre 2014 a giugno 2015:
a) Formazione rivolta ai soggetti pubblici capofila delle Alleanze: condivisione delle metodologie e degli
strumenti di Management dei progetti (lavorare in partenariato, coordinamento degli interventi,
monitoraggio e controllo dello stato di realizzazione quantitativa e qualitativa delle singole azioni,
sostenibilità degli interventi e rendicontazione) - Una giornata
b) Formazione personalizzata rivolta ad ogni Alleanza per favorire una gestione efficace degli interventi,
evidenziando le potenzialità e le criticità di ogni partenariato, per sostenere la sinergia delle
competenze e per strutturare le modalità organizzative in modo da evitare dispersioni di energie e di
tempo - Una giornata per alleanza per un totale di 5 giornate
c) Formazione tematica orientata alla diffusione e alla condivisione della cultura della conciliazione
aziendale e territoriale rivolta ai soggetti della Rete aderenti all’Accordo e ad altri soggetti che
potrebbero sostenere le Alleanze e costituire uno dei fattori di successo e di sostenibilità degli
interventi (es. aziende, servizi sociali e del lavoro di cura della filiera di conciliazione, associazioni
culturali, strutture del tempo libero, GAS, ordini professionali, beneficiari finali di servizi e di sostegni
etc) - Due giornate
d) Formazione personalizzata su richiesta mirata a piccole e piccolissime aziende interessate a
introdurre piani di conciliazione; gli incontri possono essere singoli o di gruppo a seconda delle
esigenze e sono rivolti alle imprese non coinvolte nelle azioni delle Alleanze - Una giornata
Il CdIE per la realizzazione di questo progetto disporrà di
Guancia) e altri supporti organizzativi.
personale qualificato (Anna Catasta, Sabina
Un ulteriore momento formativo verrà attivato in merito al Monitoraggio e alla Verifica del Piano nella
forma del workshop a cui saranno invitati tutti i soggetti della Rete con l’intento di realizzare il massimo
coinvolgimento possibile.
La finalità è quella di costruire un sistema coerente e funzionale – partendo dall’attività di monitoraggio e
verifica che all’interno di ogni Progetto presentato dalle Alleanze Locali verrà realizzata – potrà essere
perseguita attingendo alle competenze presenti tra i diversi soggetti della Rete e utilizzando eventuali altri
apporti da parte di esperti da individuare con il contributo della Rete.
34
Per quanto riguarda il Piano di Comunicazione che deve accompagnare la promozione e l'attuazione del
Piano di azione territoriale è previsto l'utilizzo di modalità tecnologicamente avanzate in aggiunta all'utilizzo
del sito aziendale e alle forme abituali di diffusione delle informazioni.
A tale scopo verrà utilizzato anche il Giornalino dell'Asl di Monza nel quale sarà prevista una rubrica con a
tema la conciliazione che permetterà anche uno scambio diretto con i lettori.
Data l'esperienza positiva del precedente Piano, si prevede di promuovere azioni che permettano alle
persone e alle imprese di avvicinarsi sempre più al tema, per diventare a loro volta promotori attivi del tema.
In particolare le due azioni
• campagna promozione congedi parentali
• concorso logo Imprese Family friendly
intendono raggiungere imprese e lavoratori, incrementando conoscenze e informazioni e dando visibilità a
comportamenti virtuosi che potranno essere, successivamente, segnalati come Buone prassi.
Tutti i soggetti della Rete – come già in precedenza – provvederanno a mettere a disposizione dei propri
interlocutori tutte le informazioni e i dati utili a creare attenzione e interesse intorno al tema della
conciliazione.
In generale si intende promuovere ogni forma di interazione che possa permettere di sensibilizzare
informando e al contempo raccogliere esigenze, indicazioni e commenti da parte di gruppi di popolazione già
coinvolti o da coinvolgere quali potenziali destinatari di azioni di conciliazione.
Come già detto in precedenza, la modalità dell’incontro nella forma del focus group potrebbe essere quella
privilegiata dato il gradimento riscontrato nelle esperienze analoghe già realizzate e data la massa di
informazioni e riscontri rilevati a fronte di scelte operate.
Sul territorio inoltre si stanno avviando, a seguito di diverse sperimentazioni, forme di intervento che
riguarderanno gruppi di persone a cui verrà proposto anche di strutturarsi in gruppi dia auto-mutuo-aiuto
(Gruppi AMA) che potranno essere quindi individuati come interlocutori privilegiati anche per il tema della
conciliazione famiglia-lavoro e fare da cassa di risonanza di iniziative.
Senz’altro nella scelta dei luoghi dove mirare le azioni di comunicazioni si dovranno tenere presente ambiti in
cui le famiglie già si incontrano e sono portatrici di bisogni che possono più facilmente incrociarsi con
interventi e servizi di conciliazione (ad es. i servizi per la prima infanzia).
Non ultimo è previsto che l’informazione, la sensibilizzazione e la comunicazione facciano parte del
patrimonio dei Servizi pubblici sia dell’Asl che dei Comuni: per questo si è lavorato nel precedente biennio
attraverso la formazione degli operatori dei servizi e per questo si continuerà a lavorare anche nel prossimo
biennio
Azioni strutturali
Osservatorio buone prassi
Riconoscendo che il termine “buone prassi” è ormai entrato nell'uso comune, occorre altresì ammettere che
ciò non è sempre accompagnato da una chiara definizione del concetto stesso e soprattutto dalla
condivisione del suo significato.
Senz'altro l'esperienza del primo Piano di azione territoriale ha permesso la realizzazione “buoni interventi”
che, sul territorio, hanno portato benefici alle persone singole, alle famiglie e alle imprese.
Proseguendo ora nell'attività, con il Piano per il biennio 2014-2015, si ritiene opportuno promuovere la
realizzazione di un'attività sistematica di rilevazione di Buone prassi in tema di conciliazione famiglia lavoro
all'interno del territorio che potranno essere identificate attraverso la costituzione e attivazione di una
specifica attività di “Osservatorio” affinché sia possibile successivamente riproporle ad altri contesti, alle
condizioni date.
Prioritario quindi per l'identificazione di Buone prassi è la condivisione di una definizione di buona prassi e
dei criteri per individuarla.
Diversi possono essere i riferimenti: ad es. la definizione data dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
che mette in luce l’elemento di vantaggio rispetto ad altre. In generale i criteri generalmente utilizzati per
identificare una buona prassi sono: l’innovatività, l’efficacia, l’efficienza, la sostenibilità e la
riproducibilità della stessa.
35
Nel documento dell’Osservatorio sulla famiglia e le buone pratiche nei servizi – curato dall’Osservatorio
Nazionale sulla Famiglia 15- il concetto di buona prassi riferita al sistema di welfare, propone un modello di
analisi originale, definito relazionale coerentemente con l’idea che una pratica è tanto migliore quanto più
crea o rigenera il capitale sociale dei soggetti target (individuali/collettivi).
Dalla valutazione della risposta data da una pratica messa in atto rispetto ad un problema rilevato, si valuta
l'articolazione dell'intervento nella sua attuazione, osservando come
più soggetti sono chiamati a
collaborare. Successivamente viene valutato l'esito dell'intervento in riferimento alla soluzione del problema
iniziale ed il ruolo esercitato dal capitale sociale dei beneficiari.
La buona pratica di welfare in senso relazionale è dunque definita in termini di produzione (creazione e/o
valorizzazione) del capitale sociale inteso come relazioni di fiducia, cooperazione e reciprocità fra gli attori in
gioco.
L'attività quindi che si intende realizzare come osservatorio territoriale potrà essere svolta da un gruppo di
lavoro rappresentativo dei soggetti della Rete che avrà il compito di raccogliere e classificare possibili Buone
prassi, dopo aver elaborato con l'intera Rete una definizione condivisa del concetto.
I momenti pubblici previsti come azioni del Piano potranno successivamente diventare l'occasione per
presentare e diffondere Buone prassi chiaramente identificate (ad es. quello delle politiche degli orari del
territorio).
Educazione alla salute presso imprese – aggancio WHP
Il Progetto WHP, di cui al Decreto n. 11861 del 11 dicembre 2012, che prevede l’intervento presso le
imprese su sei aree tematiche (fumo, alimentazione, alcool e sostanze, mobilità sostenibile, benessere dei
dipendenti, attività fisica) ha coinvolto sei aziende del territorio con un numero di dipendenti superiore a 90.
Accanto agli interventi previsti si ipotizza la possibilità di offrire un’attività di educazione di promozione della
salute, ampliando così le iniziative che abitualmente il servizio consultoriale offre ai cittadini.
L’offerta potrebbe così andare ad integrare le azioni previste nei diversi progetti proposti dalle Alleanze Locali
e trovare nel tramite delle Associazioni datoriali come dei Sindacati un canale di informazioni ulteriore.
Concretamente potrebbe essere così realizzata un’azione di informazione e promozione relative alla salute
(ad es. pap-test e/o metodi contraccettivi) piuttosto che organizzare incontri su tematiche emergenti e
rilevate direttamente dai lavoratori/lavoratrici (es. la tematica della genitorialità).
Iniziative gestite da Associazioni datoriali e Sindacali
Le Associazioni Datoriali e Sindacali che hanno un ruolo significativo rispetto al territorio e alle imprese di cui
sono interlocutori privilegiati si impegneranno, oltre che ad integrare il tema della conciliazione in tutti i
servizi di formazione e consulenza di cui saranno destinatarie le imprese, a gestire altri interventi con la
medesima finalità.
Potranno cioè essere attivamente coinvolti nella programmazione e gestione di interventi rivolti ad imprese e
ad altri soggetti territoriali (es. scuole, gruppi di popolazione, servizi pubblici e privati) portando un proprio
contributo di esperienza, ad esempio con testimonianze significative di iniziative realizzate in tema di
conciliazione.
In tal modo verrebbe sollecitata una maggior vicinanza del mondo del lavoro con il resto della vita delle città
e ugualmente verrebbero valorizzati e divulgati interventi nell’ambito della conciliazione famiglia-lavoro.
Raccordo con Università Bicocca
E’ allo studio la possibilità di concordare con l’Università Bicocca, interessata alla sottoscrizione dell’Accordo,
la possibilità di introdurre il tema della conciliazione famiglia-lavoro nei corsi di studio che prevedono la
formazione di professionisti che potrebbero essere in futuro impegnati in servizi o in imprese portando così
un know how già orientato.
L’esempio a cui si fa riferimento è il Corso master già attivato nel contesto dell’Asl di Lecco grazie
all’interesse di un imprenditore del territorio.
15 - Osservatorio Nazionale sulla Famiglia. Dossier delle ricerche dell'Osservatorio sulle famiglie e le buone
pratiche nei servizi - 2007
36
Contrattazione territoriale
Considerando la contrazione delle risorse pubbliche che riguarda molti servizi e nonostante la contrattazione
di questi ultimi anni nel settore privato sia stata prevalentemente di tipo "difensivo" data la situazione di crisi
(cassa integrazione, esuberi, contratti di solidarietà, ecc.), si rileva come la contrattazione su vari aspetti di
welfare aziendale e conciliazione - di tipo "espansivo" - si stia configurando come una effettiva risposta ai
bisogni di lavoratrici, lavoratori e famiglie.
Come ulteriore possibilità di sviluppo è stato quindi proposto alla Rete la possibilità di valutare – in
particolare per le MPMI – la contrattazione per l’applicazione dei congedi parentali ad ore (come già
realizzato a Trento), ritenendo questo un intervento fattibile a costi contenuti anche per contesti lavorativi
più piccoli.
Di fatto, nella recente progettazione da parte delle Alleanze Locali, è stata rilevata l’attenzione riservata alle
MPMI che sono state identificate come soggetti da privilegiare negli interventi che verranno posti in essere
dalla diverse reti che supportano i singoli progetti.
I Progetti delle Alleanze Locali
In data 30 Aprile 2014 è stato pubblicato sul sito istituzionale dell’ASL di Monza e Brianza l’Avviso pubblico
finalizzato alla realizzazione di Alleanze Locali nell’ambito della Conciliazione famiglia – lavoro.
Sono stati presentati n. 5 progetti , che a seguito della valutazione del Comitato di valutazione e
monitoraggio, sono stati tutti ritenuti ammissibili e finanziabili
I progetti presentati dalle Alleanze Locali intendono perseguire obiettivi che tengono conto delle azioni
realizzabili all’interno e all’esterno delle imprese, in sinergia con l’offerta di servizi esistenti attivabili nel
territorio, con l’obiettivo principale di sostenere e sviluppare la realizzazione di un’offerta che si radichi nel
territorio.
Complessivamente i progetti delle Alleanze intendono
• creare una rete integrata tra le imprese del territorio e tra questa e il sistema dei servizi, in un
quadro di economicità degli interventi e di maggior diffusione possibile per quanto riguarda i
destinatari
• Promuovere la creazione di condizioni che consentano di dare continuità nel tempo alle azioni
previste, definendone la loro sostenibilità.
Particolare valore è stata attribuita quindi alla collaborazione tra più soggetti, in una logica di promozione di
reti, che punti alla fare sistema tra soggetti privati e pubbliche amministrazioni e che abbia effetti
moltiplicatori significativi e che sia duratura e sostenibile anche oltre la scadenza dei progetti stessi.
L’analisi di tipo qualitativo e quantitativo – premessa di ogni progetto – è stata realizzata tenendo conto di
quanto emerso nel corso dell’attività del Tavolo, in particolare dalle informazioni raccolte attraverso i dati
rielaborati dai Questionari e dai diversi focus group.
La lettura dei bisogni è stata quindi ulteriormente declinata nelle singole specificità territoriali, a partire
dall’identità e dalle funzioni proprie di ognuno dei soggetti aderenti alle reti su cui è stato costruito ogni
progetto.
L’analisi dei progetti presentati dalle cinque Alleanze Locali ha quindi evidenziato la copertura di bisogni
diversificati da parte delle azioni che sono state programmate e che verranno realizzate in un arco di tempo
congruo.
Anche dal punto di vista dei destinatari finali – persone e imprese – i progetti intendono raggiungere target
di popolazione diversificati e in linea sia con i bisogni identificati che con le indicazioni contenute nell’Avviso
dell’ASL.
I destinatari finali saranno raggiunti con interventi e modalità diverse che prevedono anche azioni finalizzate
e propedeutiche all’erogazione di benefici diretti. Tali azioni – che trovano copertura nel co-finaziamneto
37
richiesto dalla’Avviso pari al 20% - sono essenziali per l’architettura dei singoli progetti che sono
concretizzabili solo nel loro insieme.
Non si ravvisano aree o destinatari che non siano stati adeguatamente considerati nelle diverse progettualità
presentate, le cui azioni sono in linea con gli obiettivi che la Rete si è data attraverso il Piano.
Caratteristiche peculiari dei progetti:
•
Contengono sia azioni strutturali che azioni rivolte a persone e/o imprese
•
Prevedono l’integrazione con i Piani di Zona
•
Prevedono sia ipotesi rispetto alla sostenibilità nel tempo che alla continuità prevista in caso di
assegnazione di ulteriori risorse economiche.
Destinatari:
•
•
•
•
•
•
•
Anziani autonomi e non
Caregiver e/o familiari di disabili
Famiglie monoparentali
Famiglie di immigrati
Imprese
Lavoratori/trici
Donne disoccupate inoccupate con figli minori (fino 14 anni)
DESTINATARI
N.
FAMIGLIE/PERSONE
1.322
DISOCCUPATI/E
75
LAVORATORI/TRICI
896
AZIENDE
46
TOT
2.339
38
T.V.B. FAMIGLIA
(Provincia MB)
WELFARE
CONTATTO
WELFARE
ARTIGIANO
(Comune
Desio)
FAMIGLIE/PERSONE
DISOCCUPATI/E
LAVORATORI/TRICI
AZIENDE
TOT
1145
15
225
10
1395
249
10
259
A
–
di
CO
–
OPPORTUNITY
(Comune
di
Monza)
157
START
UP
CONCILIAZIONE
(Comune
di
Seregno)
LAB
(Offerta Sociale)
20
TOT
1.322
20
42
40
80
20
140
300
6
326
896
46
2.339
75
219
Azioni:
•
•
•
•
Flessibilità organizzativa
Promozione utilizzo congedi parentali
Promozione piani congedo
Transizione formazione lavoro per giovani (da 16 a 25 anni)
AZIONI
PROGETTI CHE HANNO
PREVISTO L’AZIONE
FLESSIBILITA’
ORGANIZZATIVA
-
-
CONGEDI PARENTALI
-
-
PROMOZIONE
CONGEDO
PIANI
DI
-
PROGETTO
COMUNE DESIO
PROGETTO
COMUNE MONZA
PROGETTO
COMUNE
SEREGNO
PROGETTO
COMUNE
VIMERCATE
PROGETTO
PROVINCIA MB
PROGETTO
COMUNE DESIO
PROGETTO
COMUNE
SEREGNO
PROGETTO
COMUNE
VIMERCATE
PROGETTO
PROVINCIA MB
PROGETTO
COMUNE DESIO
PROGETTO
COMUNE
SEREGNO
39
-
TRANSIZIONE
FORMAZIONE
PER GIOVANI
LAVORO
PROGETTO
COMUNE
VIMERCATE
PROGETTO
MONZA
COMUNE
Di seguito i cinque progetti nel dettaglio.
1) T.V.B. FAMIGLIA: il TEMPO è VALORE per il BENESSERE della FAMIGLIA
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Ente capofila: PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA: ruolo di coordinamento e di supporto alla
realizzazione del progetto mantenendo i rapporti con i soggetti capofila delle altre Alleanze
Locali e con il capofila della Rete. È referente per il monitoraggio, la rendicontazione e la
valutazione del progetto.
CONSIGLIERA DI PARITA’: ruolo di monitoraggio dei contenuti delle azioni formative e
coinvolgimento dei Comuni del territorio.
AFOL MB, FORMAPER, CISL E CGIL: funzioni tecniche di rapporto diretto con le imprese e
responsabili di azioni di formazione dirette.
SOC. VERDE GRANO, L’ORTO IN CASA, COOP AMICI DUE, ASSOCIAZIONE
CULTURALE PUPPEN FESTEN: ruolo di erogatori di servizi per la conciliazione.
AMBITO DI CARATE BRIANZA: funzioni di supporto alla realizzazione delle azioni e
all’integrazione con le politiche territoriali (in collaborazione con tutti i partner istituzionali).
ASSOLOMBARDA E CONFINDUSTRIA: funzioni di supporto alla realizzazione di azioni rivolte
alle imprese.
CENTRO STUDI ALSPES: funzioni tecniche di indagine e studio rispetto agli indicatori di
valutazione del progetto.
ASSOCIAZIONE PUPPEN FESTEN: organizzazione e realizzazione eventi previsti dal progetto
e azioni dirette alle famiglie.
COMUNI DI ARCORE, MUGGIO’, RONCO BRIANTINO, SEVESO E SOVICO: ruolo di
promotori delle azioni presso la propria organizzazione e presso le aziende del proprio Albo
fornitori o a contatto a vario titolo con l’Amministrazione.
Il progetto ha come finalità, da un lato tentare di migliorare e accrescere l’offerta dei servizi/interventi di
cura e alla persona, rendendoli maggiormente accessibili e flessibili soprattutto in risposta alle crescenti e
sempre più articolate esigenze di conciliazione (maternità ma anche accadimento di genitori non
autosufficienti) e dall’altro quella di offrire risposte concrete alle esigenze dei dipendenti e delle PMI, che
caratterizzano il territorio.
Il progetto prevede di raggiungere n. 1395 destinatari finali di cui:
- n. 1135 adulti (fruitori ipotetici dei voucher intesi come genitori con figli minori o disabili e figli di
genitori anziani semiautonomi)
- n. 15 donne disoccupate o inoccupate con figli minori (fino a 14 anni)
- n. 10 famiglie di immigrati
- n. 225 lavoratori/lavoratrici (partecipanti alla formazione)
- n. 10 aziende
Gli obiettivi del progetto sono:
1) Potenziare il benessere della comunità e la competitività del sistema economico territoriale
2) Migliorare il benessere all’interno del nucleo familiare, con particolare riferimento alla condivisione
dei compiti di cura e ad un migliore bilanciamento dei tempi della famiglia con quelli lavorativi
3) Sostenere la libera partecipazione al mercato del lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici gravati da
compiti di cura dei familiari
4) Facilitare la diffusione delle buone pratiche e della cultura in tema di conciliazione, delle politiche dei
tempi, del secondo welfare, della valorizzazione del personale, dell’organizzazione del lavoro
5) Favorire la partecipazione delle donne e dei soggetti deboli al mercato del lavoro attraverso lo
sviluppo delle attività GAAS (che impiegano soggetti disabili), la diffusione di attività di consegna
40
pasti (che impegnano soggetti detenuti o exdetenuti nei laboratori di preparazione), la riqualifica di
persone in cassa integrazione, incontri di testimonianza e formazione per donne inoccupate o
disoccupate finalizzate al rientro nel mondo del lavoro.
Il raggiungimento degli obiettivi è subordinato alla realizzazione di una serie di azioni:
• Attività di coordinamento (preparazione e gestione del progetto): è previsto l’attivazione di un
gruppo di regia.
•
Attività di promozione della cultura della conciliazione: realizzazione di 15 interventi di
formazione di mezza giornata (4 ore) organizzati in focus group o altre forme che permettano la
partecipazione di diversi target/destinatari del progetto
•
Attività di counselling: colloqui diretti alle imprese e alle PA per la promozione dei congedi
parentali, delle attività del progetto e dei temi specifici legati alla flessibilità aziendale
•
-
Attività servizi di conciliazione:
GAAS aziendali per l’acquisto della spesa (convenzione delle imprese già contattate con la coop
Amici due)
SPESA AMICA per la consegna presso il posto di lavoro di frutta e verdura fresca
PAUSA SPEED per la consegna di un pasto presso l’anziano semiautonomo, il figlio adolescente o il
disabile a casa durante l’orario di lavoro
SOS FAMILY per il supporto di emergenza nei casi di malattia del bimbo che ha conosciuto la
famiglia durante gli eventi organizzati
Snellimento delle procedure rivolte all’attivazione dei servizi per anziani
•
Attività di comunicazione: realizzazione di due eventi che coinvolgerà le reti di GAAS attivate +
presentazione del report quali - quantitativo delle azioni del progetto.
•
Attività di monitoraggio e valutazione: coordinata da tutti i partner rispetto alla gestione delle
proprie attività e monitorate attraverso interviste telefoniche e lo studio del Centro ALSPES.
I risultati attesi saranno verificati attraverso indicatori quali – quantitativi e mediante l’utilizzo di
diversi strumenti (rilevazione di presenza ai corsi di formazione, registrazione dei contatti e delle
richieste dei servizi suddivisi per tipologie di utenza raccolti in appositi format, interviste e elaborazione
statistica di dati).
Indicatori quantitativi:
Per persone
- 1135 persone per i servizi di conciliazione, di cui 300 persone intervistate ed analizzate nei loro
comportamenti conciliativi e nutrizionali,
- 150/200 persone attese per i moduli formativi
- 70 famiglie tra eventi e iniziative del progetto
- 30 operatori coinvolti
Per imprese
- 10 (tra imprese, libere professioniste e PA contattate dal progetto).
Indicatori qualitativi
- Valutazione del gradimento dei servizi
- Iniziative autonome da parte delle imprese
- Report statistico valutativo del Centro ALSPES.
Le fasi del progetto si articoleranno tra sett. 2014 e giugno 2016
41
PROGETTO
CAPOFILA
ALLEANZA
DESTINATARI
AZIONI
T.V.B. FAMIGLIA: il TEMPO
è VALORE per il
BENESSERE della
FAMIGLIA
PROVINCIA MONZA E
BRIANZA
- Formaper – Azienda speciale CCIAA di
Milano
- Comune di Biassono – ente capofila
dell’Ambito di Carate B.za
- Consigliera di parità
- AFOL MB
- CISL MB Lecco
- CGIL MB
- Amici due società coop sociale onlus
- Soc. Verde Grano
- L’orto in casa società agricola
- Centro Studio ALSPES
- Puppenfesten – associazione culturale
- Comuni di Sovico, Seveso,
Ronco Briantino, Arcore,
Muggiò
- Confindustria
- Assolombarda
Alleanza APERTA
n. 1135 genitori con figli
minori o disabili e figli di
genitori anziani
•
n. 15 donne disoccupate o
inoccupate con figli minori
•
n. 10 famiglie di immigrati
•
n. 225 lavoratori/trici
•
n. 10 aziende
TOT DESTINATARI
1395
Attività di coordinamento (preparazione e
gestione del progetto): è previsto l’attivazione di un
gruppo di regia.
•
Attività di promozione della cultura della
conciliazione: realizzazione di 15 interventi di
formazione di mezza giornata (4 ore) organizzati in
focus group o altre forme che permettano la
partecipazione di diversi target/destinatari del
progetto
Attività di counselling: colloqui diretti alle imprese
e alle PA per la promozione dei congedi parentali,
delle attività del progetto e dei temi specifici legati
alla flessibilità aziendale
Attività servizi di conciliazione:
- GAAS aziendali per l’acquisto della spesa
(convenzione delle imprese già contattate con la
coop Amici due)
- SPESA AMICA per la consegna presso il posto di
lavoro di frutta e verdura fresca
- PAUSA SPEED per la consegna di un pasto presso
l’anziano semiautonomo, il figlio adolescente o il
disabile a casa durante l’orario di lavoro
- SOS FAMILY per il supporto di emergenza nei casi
di malattia del bimbo che ha conosciuto la famiglia
durante gli eventi organizzati
- Snellimento delle procedure rivolte all’attivazione
dei servizi per anziani
Attività di comunicazione: realizzazione di due
eventi che coinvolgerà le reti di GAAS attivate +
presentazione del report quali-quantitativo delle
azioni del progetto.
Attività di monitoraggio e valutazione:
coordinata da tutti i partner rispetto alla gestione
delle proprie attività e monitorate attraverso
interviste telefoniche e lo studio del Centro ALSPES.
42
2) WELFARE A CONTATTO - WELFARE ARTIGIANO
•
•
•
•
•
Ente capofila: COMUNE DI DESIO – ente capofila dell’Ambito di Desio: svolge funzione di
sensibilizzazione e divulgazione delle informazioni,, coordina e monitora le procedure di erogazione
dei servizi e presidia l’intero processo. È agente positivo nelle azioni strutturali e di diffusione della
cultura delle politiche di conciliazione sul territorio dell’Ambito. Svolge funzione di raccordo tra il
mondo del pubblico e del privato imprenditoriale.
Confartigianato e SERVIA SRL: svolgono funzione di comunicazione, di diffusione del welfare
aziendale e di accompagnamento personalizzato e ragionato all’interno delle imprese artigiane.
Assumono ruolo centrale nell’intersezione fra le azioni strutturali e le azioni prestazionali interne alle
10 imprese, intervenendo con un contributo di pensiero e di esperienza nel processo di
cambiamento culturale delle relazioni fra il 1° e il 2° Welfare.
Cooperativa La Spiga: partecipa al progetto offrendo la dimensione sociale degli interventi a
favore delle/dei lavoratrici/lavoratori destinatari del progetto. La sua funzione si esprime nella
gestione delle prestazioni assistenziali ed educative rivolte ad anziani e a minori, intervenendo nei
tempi di vita non presidiati da altri servizi e in assenza di reti informali di supporto alle famiglie dei
dipendenti coinvolti nel progetto.
Azienda Speciale Consortile “Consorzio Desio – Brianza CoDeBri”: partecipa al progetto
ponendo l’attenzione al tema del “benessere organizzativo” o “salute organizzativa”, ormai da tempo
argomento di considerazione, anche normativa. CoDeBri intende supportare i lavoratori, a rischio
stress lavoro correlato, con tecniche di rilassamento (pilates, yoga, training autogeno) che aiutino ad
affrontare l’impegno e la fatica del lavoro, attraverso l’adozione di strumenti che “insegnino” a
gestire lo stress.
CGIL: gioca un ruolo strategico, di raccordo e di promozione fra gli interventi dei progetti per
favorire, anche con la sensibilizzazione delle parti sociali, la sostenibilità delle azioni di conciliazione
famigli – lavoro.
Il progetto ha come finalità di realizzare azioni di sistema, azioni rivolte alle aziende, azioni di conciliazione
rivolte alle persone per sviluppare un’ integrazione tra ambiti disciplinari diversi e sistematizzare la
collaborazione tra il mondo sociale e quello economico-imprenditoriale, attraverso la promozione di interventi
di co-finanziamento.
Il progetto prevede di raggiungere n. 259 destinatari finali di cui:
- n. 249 lavoratori/lavoratrici
- n. 10 aziende
Gli obiettivi del progetto sono:
1) Obiettivi strutturali:
- Costruire conoscenza ed interazione
- Elaborare strumenti e buone prassi comuni fra soggetti del 1° e 2° welfare del territorio
2) Obiettivi rivolte alle imprese:
- Diffusione pratiche di welfare aziendale e family friendly nelle piccole e medie imprese artigiane
- Favorire le conoscenze e l’utilizzo da parte del lavoratore delle provvidenze messe a disposizione
dell’ente bilaterale dell’artigianato (es. sostegno alla maternità, utilizzi congedi)
3) Obiettivi rivolte alle persone:
- favorire la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro dei dipendenti pubblici e privati con carichi di cura
relativi alla presenza di familiari anziani e/o minori
- Supportare la gestione domestica e l’assolvimento di incombenze quotidiane
- Migliorare il benessere psicosociale degli operatori dei servizi/uffici pubblici, maggiormente esposti a
situazioni di fragilità attraverso l’apprendere tecniche per fronteggiare lo stress e di rilassamento, al
fine di migliorare la capacità di resistenza e ridurre l’ansia.
Il raggiungimento degli obiettivi è subordinato alla realizzazione di una serie di azioni:
43
•
-
Azione strutturali:
Attivazione di un tavolo di lavoro, composto da operatori pubblici e privati, con lo scopo di
individuare possibili azioni da intraprendere per favorire l’armonizzazione degli orari e dei servizi
dell’Ambito di Desio con le esigenze dei lavoratori del territorio.
•
-
Azione rivolte alle imprese:
Diffusione di azioni di sensibilizzazione sul tema della conciliazione e del welfare aziendale nelle
piccole medie imprese e nelle realtà artigiane del territorio dell’Ambito di Desio
Avvio di micro sperimentazioni per la diffusione di informazioni sulla conciliazione e welfare aziendale
attraverso i sistemi di comunicazione istituzionale
Organizzazione di incontri informativi
Percorsi di accompagnamento e orientamento per l’individuazione di corrette azione di welfare
aziendale (rivolti a 10 imprese campione).
•
-
Azioni rivolte alle persone:
Erogazione di voucher ai dipendenti pubblici e privati per l’utilizzo di interventi e servizi di cura, di
assistenza ed educativi per sollevare le famiglie che hanno in carico anziani parzialmente o non
autosufficienti e minori:
I risultati attesi:
• Azione di sistema: introduzione di un movimento di rinnovamento sistemico e attivazione di
nuove sinergie di conciliazione che coinvolgono 14 dipendenti del pubblico e 20 del privato (per un
tot di 34 dipendenti).
•
Azione rivolte alle imprese: attivazione di un progetto pilota che coinvolga 1010 imprese di cui
10 imprese campione e 40 dipendenti.
•
Azioni rivolte alle persone: miglioramento del clima relazionale interno ai contesti di lavoro,
diminuzione della frustrazione e della insoddisfazione, aumento della partecipazione
all’organizzazione del lavoro. È previsto il coinvolgimento di 15 dipendenti per il gruppo AMA, 60
dipendenti per i servizi alla persona, 100 dipendenti per gli interventi benessere.
Le fasi del progetto si articoleranno tra sett. 2014 e giugno 2016
44
PROGETTO
CAPOFILA
ALLEANZA
DESTINATARI
AZIONI
WELFARE A
CONTATTO –
WELFARE
ARTIGIANO
COMUNE DI DESIO –
ENTE CAPOFILA
DELL’AMBITO DI
DESIO
SERVIA SRL – Confartigianato
MB
La Spiga coop sociale
CoDeBri azienda speciale
CISL
CGIL
Alleanza APERTA
•
n. 249 lavoratori/trici
•
n. 10 aziende
TOT DESTINATARI
259
Azione di sistema:
Attivazione di un tavolo di lavoro,
composto da operatori pubblici e privati,
con lo scopo di individuare possibili azioni
da intraprendere per favorire
l’armonizzazione degli orari e dei servizi
dell’Ambito di Desio con le esigenze dei
lavoratori del territorio.
Azione rivolte alle imprese:
Diffusione di azioni di sensibilizzazione sul
tema della conciliazione e del welfare
aziendale nelle piccole medie imprese e
nelle realtà artigiane del territorio
dell’Ambito di Desio
Avvio di micro sperimentazioni per la
diffusione di informazioni sulla
conciliazione e welfare aziendale
attraverso i sistemi di comunicazione
istituzionale
Organizzazione di incontri informativi
Percorsi di accompagnamento e
orientamento per l’individuazione di
corrette azione di welfare aziendale
(rivolti a 10 imprese campione).
Azioni rivolte alle persone:
Erogazione di voucher ai dipendenti
pubblici e privati per l’utilizzo di interventi
e servizi di cura, di assistenza ed
educativi per sollevare le famiglie che
hanno in carico anziani parzialmente o
non autosufficienti e minori.
45
3) CO-OPPORTUNITY: opportunità di co-working, co-baby e co-care
• Ente capofila: COMUNE DI MONZA – ente capofila Ambito di Monza: ruolo di coordinamento e di
supporto alla realizzazione del progetto. È responsabile del monitoraggio, della rendicontazione e
della valutazione del progetto. E’ gestore diretto del servizio co-care nei quartieri, che erogherà in
collaborazione con Anteas e Auser.
• CONSORZIO COMUNITA’ BRIANZA IMPRESA SOCIALE: gestione diretta della azioni relative al
co-working e co-baby
• CISL: messa a disposizione di personale per l’erogazione di consulenze per quanto riguarda i diritti
dei lavoratori/trici e sulle normative attraverso il proprio sportello conciliazione famiglia – lavoro.
• COF – FONDAZIONE Centro Orientamento Famiglia: realizzazione di percorsi di coaching
individuale e gruppi di auto mutuo aiuto per sopportare il rientro alla maternità nel mercato del
lavoro.
• AUSER BRIANZA: collaborazione attiva per la gestione e realizzazione dell’azione relativa al cocare (Amico di quartiere).
• ANTEAS BRIANZA: : collaborazione attiva per la gestione e realizzazione dell’azione relativa al cocare (Amico di quartiere).
• FARMACOM SPA: predisposizione di segnaletiche per attivare corsie preferenziali per l’”Amico di
quartiere” nelle farmacie a loro associate. Collaborazione attiva per il buon funzionamento delle
attività di prenotazione, ritiro e consegna farmaci da parte dell’”Amico di quartiere”.
• CONSORZIO MESTIERI – AGENZIA MESTIERI MONZA: messa a disposizione di personale per
consulenze sulle politiche attive del lavoro: stesura CV, bilanci di competenze, orientamento al
lavoro.
Il progetto, attraverso le due macro azioni previste e che verranno successivamente dettagliate, ha come
finalità, da un lato quello di offrire soluzioni nuove (es. co-working) per facilitare il rientro dalla maternità
delle neo-mamme residenti a Monza, ovviando alla rigidità delle aziende rispetto agli orari quotidiani imposti,
senza però dover lavorare da casa, e quindi in maniera isolata, come nel caso del telelavoro e che prevedano
la possibilità di abbinare servizi per l’infanzia (co-baby) con orari molto flessibili pensati come luoghi di “sosta
temporanea” per i bambini mentre i genitori usufruiscono del co-working; dall’altro offrire nuove forme di
supporto (es. Amico di quartiere) per le famiglie con a carico familiari anziani e servizi di prossimità in
quartieri ad alta densità di popolazione anziana over 65.
Il progetto prevede di raggiungere n. 219 destinatari finali di cui:
- n. 72 Bambini 0-5 anni
- n. 30 Genitori (anziani)
- n. 45 Caregiver e/o familiari di disabili
- n. 10 Famiglie monoparentali
- n. 20 Donne disoccupate o inoccupate con figli minori (fino 14 anni)
- n. 42 Donne che rientrano dalla maternità
Gli obiettivi del progetto sono:
1) Offrire alle giovani donne (under 40), alle neo-mamme che rientrano dalla maternità e/o alle donne
cassa integrate/disoccupate con figli inserite in percorsi formativi, soluzioni nuove effettivamente
family friendly, così da facilitare il rientro dalla maternità o nel mercato del lavoro
2) Offrire alle destinatarie con figli 0-6 anni la possibilità di usufruire, in maniera gratuita e per alcune
ore/anno, del servizio di baby-parking presso una struttura già identificata
3) Facilitare il rientro delle madri nel mercato del lavoro, potenziando le loro capacità di interpretare il
mercato e le offerte occupazionali
4) Favorire la conoscenza delle normative e garantire la tutela dei diritti delle lavoratrici madri
5) Facilitare, grazie ad un “amico di quartiere” (maggiordomo), la prenotazione di esami, il ritiro delle
ricette, l’acquisto/consegna di farmaci per i lavoratori/trici che hanno all’interno del proprio nucleo
familiare un anziano
6) Sviluppare funzioni dell’”amico di quartiere” quale promotore di percorsi di cittadinanza attiva e di
reti di quartiere a sostegno delle famiglie che lavorano (baby-sitter e/o badante di vicinato).
Il raggiungimento degli obiettivi è subordinato alla realizzazione di una serie di azioni:
46
•
-
-
-
•
Azione 1 Co-working e co-baby: offrire un servizio nuovo, gratuito e flessibile che faciliti il
rientro al lavoro dopo la maternità o nel mercato del lavoro per le destinatarie di cui al punto 1)
obiettivi, attraverso:
72 pacchetti (36/anno) da 32 giornate ciascuno per l’utilizzo gratuito di postazioni di lavoro
totalmente attrezzate. L’orario di apertura dello spazio dedicato al co-working è previsto dalle ore
9.00 alle ore 18.00, con possibilità di estensione oraria
72 pacchetti (36/anno) da 20 ore ciascuno per l’utilizzo gratuito del servizio di baby-parking e per
l’animazione gratuita di max. 5 feste di compleanno
L’assegnazione dei pacchetti, per le azioni sopracitate, avverrà tramite un bando promosso dal
Consorzio Comunità Brianza, in condivisione con cooperative socie a cui sarà affidata la gestione
diretta del co-working e del co-baby.
Grazie alla collaborazione con gli Sportelli Lavoro, l’Agenzia Mestieri e i sindacati verranno offerte
consulenze per la stesura dei CV e dei bilanci di competenza, oltre all’orientamento rispetto alle
offerte occupazionali e sui diritti delle lavoratrici con carichi familiari. Sono previsti quindi momenti di
coaching individuale (16 percorsi tot. da 5h ciascuno) e di piccolo gruppo (2 gruppi con massimo 10
partecipanti ).
Azione 2 Co-care: figura dell’”Amico di quartiere” (maggiordomo), con il compito di facilitare i
lavoratori/trici con a carico familiari anziani (es. prenotazioni esami, trasporto anziani per
visite/esami, ritiro/consegna ricette presso farmacie aderenti a Farmacom, che garantiranno corsie
preferenziali). La realizzazione di questa azione avverrà in raccordo con i servizi sociali territoriali che
si occupano di assistenza anziani.
I risultati attesi:
• Azione 1 Co-working e co-baby:
- Realizzazione e promozione sul territorio di un bando per l’assegnazione dei pacchetti previsti
dall’azione 1 (co-working co-baby)
- Aumento delle possibilità di rientrare prima dalla maternità e agevolazione del bilancio familiare
attraverso l’accesso agevolato a servizi flessibili per la cura dei figli
- Realizzazione di n. 2 percorsi di sostegno di piccolo gruppo per le madri e di almeno n. 16 percorsi
individuali da 5 ore ciascuno
- Realizzazione di almeno n. 25 percorsi individuali di orientamento al lavoro, stesura del CV, bilanci di
competenza da parte degli Sportelli Lavoro coinvolti rispetto al progetto
- Aumento delle conoscenze rispetto alle offerte formative-professionali + aumento della
consapevolezza rispetto alle risorse personali e competenze professionali nelle destinatarie (almeno il
90%)
- Accesso agli sportelli sindacali delle destinatarie (almeno il 60%) + aumento delle conoscenze sui
loro diritti
• Azione 2 Co-care:
- “Amico di quartiere”: inserimento in 2 quartieri sperimentali
- Intercettazione dei bisogni e accesso al servizio “Amico di quartiere” per almeno il 60% dei lavoratori
residenti con a carico anziani
- Trasferibilità del servizio in almeno due quartieri di Monza e sensibilizzazione di almeno 1 quartiere
per l’avvio di servizi di prossimità (badante/baby-sitter di vicinato).
Le fasi del progetto si articoleranno tra sett. 2014 e agosto 2016
47
PROGETTO
CAPOFILA
ALLEANZA
DESTINATARI
AZIONI
CO – OPPORTUNITY:
OPPORTINITA’ DI
CO – WORKING COCARE E CO - BABY
COMUNE DI MONZA
– ENTE CAPOFILA
DELL’AMBITO DI
MONZA
- Consorzio Comunità Brianza
- CISL
- COF Fondazione Centro
Orientamento Famiglia
- AUSER BRIANZA
- ANTEAS BRIANZA
- FARMACOM SPA
- Consorzio Mestieri (Agenzia
Mestieri Monza)
n. 72 bambini 0-5
n. 30 figli di genitori
anziani
• n. 45 care-giver e/o
familiari disabili
•
n. 10 famiglie
monoparentali
•
n. 20 donne
disoccupate o
inoccupate con figli
minori
•
n. 42 donne che
rientrano dalla
maternità
TOT DESTINATARI
219
Azione Co-working e co-baby: offrire
un servizio nuovo, gratuito e flessibile che
faciliti il rientro al lavoro dopo la maternità
o nel mercato del lavoro per le donne:
72 pacchetti (36/anno) da 32 giornate
ciascuno per l’utilizzo gratuito di
postazioni di lavoro totalmente attrezzate
72 pacchetti (36/anno) da 20 ore
ciascuno per l’utilizzo gratuito del servizio
di baby-parking e per l’animazione
gratuita di max. 5 feste di compleanno
Momenti di coaching individuale (16
percorsi tot. da 5h ciascuno) e di piccolo
gruppo (AMA).
Alleanza APERTA
•
•
Azione Co-care: figura dell’ “Amico di
quartiere” (maggiordomo), con il compito
di facilitare i lavoratori/trici con a carico
familiari anziani (es. prenotazioni esami,
trasporto anziani per visite/esami,
ritiro/consegna ricette). La realizzazione di
questa azione avverrà in raccordo con i
servizi sociali territoriali che si occupano di
assistenza anziani.
48
4) START UP CONCILIAZIONE: PRIME AZIONI DI CONCILIAZIONE FAMIGLIA LAVORO
NELL’AMBITO DI SEREGNO
•
•
•
•
•
•
•
Ente capofila: COMUNE DI SEREGNO – ente capofila dell’Ambito di Seregno: svolge attività
trasversale di coordinamento del progetto e partecipa attivamente alla diffusione dell’informazione
rispetto ai servizi di conciliazione sul territorio.
CONFAPI INDUSTRIA: svolge azione di sensibilizzazione rivolta alle imprese sul tema della
conciliazione famiglia – lavoro e avvio di microsperimentazioni (rispetto all’Azione 1)
CONFAPI INDUSTRIA SERVIZI SRL: svolge azione di sensibilizzazione rivolta alle imprese sul
tema della conciliazione famiglia – lavoro e avvio di microsperimentazioni (rispetto all’Azione 1).
APA CONFARTIGIANATO IMPRESE MILANO MONZA E BRIANZA: svolge azione di
sensibilizzazione rivolta alle imprese sul tema della conciliazione famiglia – lavoro e avvio di
microsperimentazioni (rispetto all’Azione 1).
AFOL – AGENZIA PER LA FORMAZIONE, L’ORIENTAMENTO E IL LAVORO DI MONZA E
BRIANZA: svolge funzione di supporto alla conciliazione per potenziali imprenditrici e donne con
lavoro precario (rispetto all’Azione 2)
ISTITUTO EUROPEO MARCELLO CANDIA SOC. COOP. SOCIALE PER AZIONI: svolge
funzione di supporto alla conciliazione per potenziali imprenditrici e donne con lavoro precario
(rispetto all’Azione 2)
CISL MONZA BRIANZA LECCO: svolge funzione di diffusione di informazione rispetto ai servizi di
conciliazione sul territorio (rispetto all’Azione 3).
Il progetto ha come finalità la diffusione della cultura e della conoscenza della Conciliazione e delle possibilità
di Welfare aziendale nelle piccole imprese e nelle aziende artigiane del territorio, favorire l’attivazione di
percorsi di orientamento e riqualificazione lavorativa (anche orientati all’autoimprenditorialità) per donne
disoccupate, in mobilità oppure in cassa integrazione, supportare le donne con lavoro precario che vogliano
incrementare la propria attività con servizi di conciliazione ( sostegno nella cura dei figli) più elastici e
accessibili.
Il progetto prevede di raggiungere n. 140 destinatari finali di cui:
- n. 40 Donne disoccupate o inoccupate con figli minori
- n. 80 Lavoratori/lavoratrici
- n. 20 Aziende
Gli obiettivi del progetto sono:
1) Diffusione di informazioni sulle pratiche di welfare aziendale e sui temi della conciliazione nelle
piccole imprese e nelle aziende artigiane del territorio
2) Introduzione di pratiche di welfare aziendale, attraverso il supporto di esperti, in alcune piccole
imprese e in aziende artigiane del territorio
3) Favorire percorsi specifici di formazione e di avvio ad esperienze lavorative di auto imprenditorialità
per donne madri, disoccupate, inoccupate a rischio di espulsione dal mercato del lavoro, con
garanzia di un supporto qualificato per la cura dei figli, flessibile e accessibile (tramite il servizio
Tagesmutter)
4) Sviluppo di portali (comunali, di categoria …) rivolti ai cittadini, le PMI e le realtà artigiane
dell’Ambito di Seregno per la diffusione di normative, fiscali e di carattere generale, riguardanti la
conciliazione.
Il raggiungimento degli obiettivi è subordinato alla realizzazione di una serie di azioni:
• Azione 1 – sensibilizzazione per le imprese sul tema della conciliazione e avvio micro
sperimentazioni
- Organizzazione di almeno 2 momenti informativi attivati attraverso consulenti delle associazioni di
categoria, rivolti alle imprese rispetto ai temi della conciliazione famiglia - lavoro
- Accompagnamento di almeno 3 aziende artigiane e 3 piccole medie imprese nell’individuazione di
azioni di welfare aziendale
- Diffusione di buone prassi attive attraverso i canali associativi e istituzionali di informazione.
49
•
Azione 2 – supporto alla conciliazione per potenziali imprenditrici e donne con lavoro
precario:
- Seminari informativi al fine di diffondere il progetto rivolto a potenziali imprenditrici e donne con
lavoro precario
- Stesura bilancio di competenza (6 ore individuali rivolte a 20 persone) e bilancio di competenza
professionale attitudinale ed esperienziale
- Analisi delle propensioni e delle attitudini all’auto imprenditorialità (6 ore individuali rivolte a 20
persone)
- Promozione di conoscenze specifiche nell’ambito della gestione di impresa (12 ore di gruppo rivolte a
20 persone) attraverso consulenze di gruppo
- Disponibilità da parte dei Centri per l’impiego AFOL, a supportare le destinatarie del percorso di auto
imprenditorialità ed attivare eventuali tirocini in aziende.
Per la realizzazione di questa azione è previsto il supporto dell’Istituto Candia, tramite il servizio
Tagesmutter, per quanto riguarda la valutazione dei bisogni e la pianificazione delle giornata di
accudimento dei figli delle donne che saranno impegnate nelle azioni formative.
I fondi stanziati dal bando per questa azione, se non saranno esauriti completamente all’interno della
prima parte dell’azione stessa (servizio di cura per favorire la formazione), saranno convogliati a
beneficio della seconda parte dell’azione che prevede un analogo supporto di cura dei figli per un gruppo
di donne con lavoro precario che vogliono mantenere o ampliare la propria attività lavorativa.
•
-
Azioni 3 - Informazione servizi di conciliazione sul territorio:
Pubblicazione sui principali siti di interesse locale di informazione di facile comprensione rivolte a
tutta la cittadinanza su aspetti normativi, fiscali e di carattere generale, riguardanti la conciliazione
Progettazione di un evento finale rivolto alla cittadinanza per dare visibilità al progetto realizzato.
I risultati attesi:
• Azione 1:
- attività di sensibilizzazione e formazione per almeno 20 imprese e realtà artigiane (10+10);
- implementazione di interventi di conciliazione in almeno 6 imprese (tra quelle che hanno aderito al
percorso di formazione)
- nell’ambito dell’impresa CONFAPI servizi, attivazione di almeno 1 buona prassi in tema di
conciliazione degli orari
- diffusione della cultura della conciliazione nelle diverse aziende afferenti alle associazioni di categoria
coinvolte (850 iscritti per APA e 100 iscritti per CONFAPI nell’Ambito di Seregno).
•
•
-
Azione 2:
adesione di almeno 10 donne al percorso sull’auto imprenditorialità che possono utilizzare il servizio
di Tagesmutter
vantaggio per almeno 10 donne rispetto all’utilizzo del servizio di Tagesmutter per il reperimento e il
mantenimento della propria attività lavorativa.
Azioni 3:
circolarità delle informazioni riguardanti le buone prassi sull’attivazione di percorsi di conciliazione nel
territorio.
Le fasi del progetto si articoleranno tra ottobre 2014 e settembre 2016
50
PROGETTO
CAPOFILA
ALLEANZA
DESTINATARI
AZIONI
START UP
CONCILIAZIONE: PRIME
AZIONI DI
CONCILIAZIONE
FAMIGLIA LAVORO
NELL’AMBITO DI
SEREGNO
COMUNE DI SEREGNO –
ENTE CAPOFILA
DELL’AMBITO DI
SEREGNO
- CONFAPI INDUSTRIA
- CONFAPI INDUSTRIA SERVIZI SRL
- APA CONFARTIGIANATO IMPRESE
MILANO MB
- AFOL
- Istituto europeo Marcello Candia
- CISL MB LECCO
Alleanza APERTA
n. 40 donne disoccupate o
inoccupate con figli minori
•
n. 80 lavoratori/trici
•
n. 20 aziende
TOT DESTINATARI
140
Azione 1 – sensibilizzazione per le imprese
sul tema della conciliazione e avvio micro
sperimentazioni
- Organizzazione di almeno 2 momenti informativi
attivati attraverso consulenti delle associazioni di
categoria
- Accompagnamento di almeno 3 aziende artigiane
e 3 piccole medie imprese nell’individuazione di
azioni di welfare aziendale
- Diffusione di buone prassi attive attraverso i canali
associativi e istituzionali di informazione.
•
Azione 2 – supporto alla conciliazione per
potenziali imprenditrici e donne con lavoro
precario:
- Seminari informativi
- Bilancio di competenza (6 ore individuali rivolte a
20 persone) e bilancio di competenza professionale
attitudinale ed esperienziale.
- Analisi delle propensioni e delle attitudini all’auto
imprenditorialità (6 ore individuali rivolte a 20
persone)
- Promozione di conoscenze specifiche nell’ambito
della gestione di impresa (12 ore di gruppo rivolte a
20 persone) attraverso consulenze di gruppo
- Disponibilità da parte dei Centri per l’impiego
AFOL, a supportare le destinatarie del percorso di
auto imprenditorialità at attivare eventuali tirocini in
aziende.
Azioni 3 - Informazione servizi di
conciliazione sul territorio:
- Pubblicazione sui principali siti di interesse locale
di informazione di facile comprensione rivolte a
tutta la cittadinanza su aspetti normativi, fiscali e di
carattere generale, riguardanti la conciliazione
- Progettazione di un evento finale rivolto alla
cittadinanza per dare visibilità al progetto realizzato.
51
5) LABORATORIO DI IDEE E PRASSI SULLA CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI
LAVORO
•
•
•
Ente capofila: OFFERTA SOCIALE – ente capofila dell’Ambito di Vimercate:
CISL MONZA BRIANZA LECCO, FONDAZIONE DISTRETTO GREEN & HIGH TECH MONZA E
BRIANZA E CENTRO LAVORO VIMERCATESE: hanno il compito di organizzare interventi volti a
definire azioni di welfare aziendale con l’obiettivo di introdurre nuove forme di flessibilità
organizzativa finalizzata alla conciliazione ed al miglioramento del clima organizzativo.
CONSORZIO SOCIALE CS&L, COOP SOCIALE AERIS, FONDAZIONE CASA FAMGLIA SAN
GIUSEPPE E FONDAZIONE CENTRO PER LA FAMIGLIA CARDINAL MARTINI: ruolo di
erogatori di servizi innovati e incentivi economici a persone portatrici di un duplice bisogno (lavoro e
cura dei minori – lavoro e cura di anziani o persone non autosufficienti).
Il progetto ha come finalità quella di realizzare interventi sul territorio del vimercatese, che pongano al
centro le famiglie, attraverso una rinnovata attenzione alle modalità di sostegno del suo ruolo sociale e ai
diversi bisogni dei suoi componenti.
Il progetto prevede di raggiungere n. 326 destinatari finali di cui:
- n. 5 pre-adolescenti
- n. 5 adolescenti
- n. 10 nuclei familiari 10
- n. 300 lavoratori/lavoratrici
- n. 6 aziende
Gli obiettivi del progetto sono:
1) promuovere consapevolezza rispetto nuovi fenomeni sociali legati al tema della conciliazione famiglia
- lavoro
2) favorire il raccordo e la valorizzazione tra politiche pubbliche e politiche organizzative interne alle
imprese
3) sviluppare una rete integrata e innovativa tra i servizi sociali, sociosanitari, educativi in particolare per
famiglie con minori/anziani/persone non autosufficienti
4) sviluppare e potenziare il sistema di governance territoriale sul tema della conciliazione
5) promuovere e diffondere buone prassi in modo da razionalizzare le sinergie e attivare in modo
efficace tutte le risorse presenti.
Il raggiungimento degli obiettivi è subordinato alla realizzazione di una serie di azioni:
• Sostegno alle imprese per modalità family friendly e nuovi interventi welfare
• Concessioni incentivi economici per attività sperimentali per famiglie
• Aggiornamento/orientamento per occupazione nei servizi legati alla conciliazione.
Attraverso:
la costituzione della CABINA DI REGIA: funzione di laboratorio di idee e prassi sulla conciliazione.
Gli interventi si articoleranno su 3 ASSI:
1) Asse del welfare: attraverso contrattazione II° livello, verranno promossi interventi volti a definire
nuove forme di flessibilità finalizzata alla conciliazione e al miglioramento del clima organizzativo.
Saranno inoltre raccolte e diffuse buone prassi già realizzate, prodotti materiali rispetto ai vantaggi
che azioni di conciliazione e di welfare aziendale possono portare alle imprese.
2) Asse della conciliazione lavoro e cura di minori : erogazione di servizi innovativi di cura intrafamiliare
3) Asse conciliazione lavoro e cura di anziani/persone non autosufficienti: erogazione di incentivi
economici con priorità verso persone segnalate dai servizi sociali comunali.
Mainstreaming di progetto: la Cabina di Regia definirà nuove alleanze e buone prassi, ovvero concrete azioni
di conciliazione che potranno essere replicate nel tempo; parallelamente le buone prassi sperimentate
saranno recepite dai Piano di Zona.
52
I risultati attesi:
Il progetto delinea nuove ricomposizioni tra gli attori che erogano servizi di welfare al fine di migliorare la
qualità di vita e il benessere dei cittadini.
Sono previsti:
- incontri cabina di regia: 8
- soggetti coinvolti nelle azioni progettuali: 15
- workshop: 4
- destinatari: 326
- interventi informazione/sensibilizzazione:25
- incontri per diffusione buone prassi: 8
Le fasi del progetto si articoleranno in dodici mesi dalla data di avvio.
53
PROGETTO
CAPOFILA
ALLEANZA
DESTINATARI
AZIONI
LAB:
LABORATORIO
DI IDEE E
BUONE PRASSI
SULLA
CONCILIAZIONE
DEI TEMPI DI
VITA E DI
LAVORO
OFFERTA
SOCIALE –
ENTE
CAPOFILA
DELL’AMBITO
DI
VIMERCATE
- Consorzio
Sociale CS&L
- Coop. Sociale
AERIS
- CISL Monza
Lecco
- Fon. Distretto
Green HT
- Ass. Progetto
Lavoro
Vimercatese
- Fondazione
Centro per la
Famiglia C.
Martini
- RSA
Fondazione
Casa Famiglia
San Giuseppe
Alleanza
APERTA
n. 10
(5+5)
adolescenti
/pre
adolescenti
•
n. 10
nuclei
familiari
•
n. 300
lavoratori/t
rici
•
n. 6
aziende
TOT DESTINATARI
326
- Sostegno alle imprese per
attivare modalità family
friendly e nuovi interventi di
welfare aziendale
- Concessioni incentivi
economici per attività
sperimentali per famiglie
Aggiornamento/orientamento
per occupazione nei servizi
legati alla conciliazione.
•
Attraverso:
a) costituzione CABINA DI
REGIA: funzione di
laboratorio di idee e prassi
sulla conciliazione
b) interventi su 3 ASSI:
• asse del welfare
(attraverso
contrattazione II°
livello) con nuove
forme flessibilità e
miglioramento clima
organizzativo costruzione di buone
prassi
•
asse della
conciliazione lavoro e
cura di minori
attraverso erogazione
servizi innovativi di
cura intra-familiare
•
asse conciliazione
lavoro e cura di
anziani/persone non
autosufficienti
attraverso erogazione
incentivi economici priorità a persone
segnalate da servizi
sociali comunali
Mainstreaming di progetto:
nuove alleanze, buone prassi
che verranno recepite da
Piano di zona
54
Monitoraggio e verifica
Comitato di Valutazione e monitoraggio locale
La Rete territoriale Monza e Brianza ha formato un Comitato di Valutazione e monitoraggio locale composto
da ASL Monza e Brianza, STER Monza e da un rappresentante dei seguenti soggetti individuati dalla rete
stessa:
- Consigliera di Parità
- Provincia Monza e Brianza
- OO.SS.
- Associazioni Datoriali
- Ambiti Comunali
- Camera di Commercio Monza e Brianza
- Terzo Settore/Associazioni Familiari
- Fondazione Monza e Brianza.
È compito del Comitato di Valutazione e monitoraggio locale la verifica della coerenza ed efficacia delle azioni
proposte rispetto alle finalità di sviluppo del territorio in materia di conciliazione Famiglia – Lavoro, di crescita
economica e coesione sociale, oltre al monitoraggio in itinere dei processi ed azioni programmate.
Nel momento in cui il Comitato di Valutazione ha svolto la funzione di valutazione delle proposte progettuali
predisposte dai Soggetti Capofila delle Alleanze territoriali che insistono nel territorio di competenza della
Rete è stato individuato formalmente un gruppo ristretto di componenti nel rispetto dell’articolazione della
Rete territoriale complessiva composto da STER, Consigliera di Parità provinciale, Fondazione Monza e
Brianza e ASL.
Come previsto dall’art.11 dell’Accordo territoriale, il percorso di monitoraggio e verifica verrà effettuato su
vari livelli:
- ogni soggetto capofila delle Alleanze è tenuto ad individuare idonei strumenti atti a dettagliare
l’evoluzione dell’azione in termini quantitativi e qualitativi
- l’Asl provvederà a raccogliere e catalogare le diverse azioni e interventi avviati sul territorio
attraverso il monitoraggio di specifici indicatori di risultato atti a misurare a livello quali-quantitativo
l’evoluzione del Piano di azione territoriale, tenuto conto delle indicazioni regionali
- l’Asl collaborerà con la Regione per la raccolta e la rielaborazione dei dati relativi al monitoraggio.
L’Asl in accordo con la Rete ha previsto di agire su più livelli che sono tra loro connessi e che richiederanno il
contributo di tutti:
• incontri trimestrali della Rete
• definizione impianto di valutazione con definizione/elaborazione strumenti
• rilevazione quali-quantitativa
• workshop a supporto del monitoraggio e della verifica del Piano
• valutazione progetti Alleanze Locali.
La finalità ultima è quella di giungere all’attivazione di un”sistema di valutazione” complessivo e coerente che
si agganci in modo funzionale all’intento di realizzare un Piano che integra al proprio interno i progetti delle
Alleanze Locali con quanto previsto nelle altre Azioni.
Nella definizione dell’impianto di valutazione si dovrà quindi tener conto di quanto già previsto per ogni
progetto predisposto dalle Alleanze in relazione al loro sistema di monitoraggio e valutazione interno.
Accanto alla rilevazione quantitativa dei dati (n. soggetti destinatari raggiunti, n, imprese, ecc.) particolare
attenzione verrà riservata alla dimensione qualitativa.
Come già detto in precedenza, affrontando il tema della conciliazione occorre valorizzare anche elementi
“non tangibili” che appartengono alla dimensione delle relazioni oltre a quella delle cose concrete; in sede di
valutazione occorre quindi cercare di costruire e adottare strumenti e modalità che permettano di
riconoscere e il valore di questa dimensione (la cd “dimensione relazionale”).
55
Un momento specifico nella forma del workshop formativo potrà costituire (come già detto nelle azioni di
Formazione) un’occasione concreta di analisi ed elaborazione di strumenti e metodologie condivise.
Promuovendo la partecipazione di tutti i soggetti della Rete a questo momento, particolare attenzione verrà
dedicata alla verifica dei risultati attesi, misurati secondo gli indicatori dati attraverso i quali sarà anche
possibile riconoscere ed individuare eventuali buone prassi da riprodurre.
Il monitoraggio verrà realizzato secondo gli indicatori previsti dalla Regione e riferiti in particolare ai progetti
delle Alleanze Locali e alle attività di formazione:
• n. accordi sottoscritti
• n. enti pubblici coinvolti
• n. enti privati non profit coinvolti
• n. enti privati profit coinvolti
• n. beneficiari raggiunti
• n. progetti avviati
• n. piani di flessibilità avviati
• n. ore erogate per formazione/aggiornamento/orientamento e utilizzo risorse dedicate.
Gantt
56
AZIONI
Invio in
Regione
del Piano
Avvio Piano
di Azione
a seguito di
validazione
regionale
Sottoscrizio
ne accordo
Alleanze
Locali
Avvio
progetti
delle
Alleanze
Formazione
– avvio :
Formazione
rivolta ai
soggetti
pubblici delle
Alleanze
Formazione
personalizzata
rivolta ad ogni
Alleanza
Formazione
tematica
Formazione
personalizzata
su richiesta
mirata a
piccole e
piccolissime
aziende
Giu.
Ag./
Sett.
2014
Ott.
2014
Nov. Dic.
201 201
4
4
Gen
.
201
5
Feb.
015
Marz
o
2015
Apr.
201
5
Mag.
2015
Giugn
o
2015
Lug.
2015
Ag.
201
5
Set
t.
20
15
Ott.
201
5
Nov
.
201
5
Dic.
201
5
Gen Feb.
Apr Mag Giu
Marz
.
.
.
g.
o
201 201
201 201 201
2016
6
6
6
6
6
Ag./
Lug. Sett. Ott
Nov
2016 201 2016 201
6
6
Dic.
201
6
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Informazion
e/Sensibilizz
azione:
Campagna
promozione
congedi
parentali
X
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x
57
Concorso logo
Imprese
Family
Friendly
IIIa Fiera
Conciliazione
feb marzo
2015
Convegno
Fine
2015/inizio
2016
Azioni
strutturali:
x
x
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Monitoraggi
o e verifica:
Incontri
trimestrali
Rete
Definizione
impianto di
valutazione
Workshop a
supporto del
monitoraggio
e verifica del
Piano
Rilevazione
qualiquantitativa
(in entrata,
itinere e in
uscita) dei
risultati attesi
e dell'impatto
Valutazione
dei Progetti
delle Alleanze
Verifica e
report finale
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3 0 GIU 2014