ISTITUTO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
“Sandro Pertini” - Servizi alla Persona e del Legno
PER TUTTI E PER CIASCUNO
Piano Formativo
BOZZA n. 3
30 aprile 2013
ANNO FORMATIVO 2013-2014
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Non c’è posto più vicino all’uomo di una fabbrica, e l’intelligenza dell’uomo non è solo nella sua testa ma
nelle sue dita. Il lavoro manuale non favorisce soltanto l’equilibrio psicologico, ma potenzia anche
l’ingegnosità e la precisione dell’intelligenza, ed è la base prima dell’attività artistica.
[…] Ma in generale e dal punto di vista pedagogico, è il lavoro dell’artigiano […] che dovrebbe costituire
l’allenamento manuale di cui sto parlando. Vorrei aggiungere che il fatto di mettere così l’accento
sull’importanza del lavoro manuale nell’educazione mi sembra corrispondere a una caratteristica del mondo di domani, in cui la dignità del lavoro sarà senza dubbio più chiaramente riconosciuta, e in cui forse
scomparirà il dislivello sociale tra l’homo faber e l’homo sapiens.
(JACQUES MARITAIN, L’educazione al bivio)
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Per tutti e per ciascuno
Piano formativo dell’Istituto di Formazione Professionale “Sandro Pertini” di Trento e Villazzano
Settore Servizi alla persona (acconciatura, Estetica) e settore Legno
Carta di identità
Istituto di di Formazione Professionale “Sandro Pertini”
Segreteria e direzione: I – 38123 - TRENTO, Viale Verona, xx
Tel. 0461 93 31 47– E – Mail – Pagina WEB:
Sezione Servizi alla Persona I – 38123 - TRENTO - Viale Verona, 141
Tel 0461 93 31 47 – E Mail [email protected]
Sezione Legno: I – 38123 - VILLAZZANO – Via Asiago, 14 - Tel 0461 93 58 20
Codice identificativo ministeriale:
Coordinate bancarie: Banca IBAN: xxx
Codice Fiscale: 01944590221
P. Iva:
Istituto per la Formazione professionale per la qualifica di estetista, acconciatore/acconciatrice, operatore del
Legno. Quarto anno per il conseguimento del diploma in ciascuno dei tre rami. Corsi serali per adulti per il
conseguimento delle qualifiche in estetica e acconciatura; corsi complementari serali per adulti in liuteria,
manutenzione strumenti musicali, conduzione macchina a controllo numerico nel settore legno, corsi per
l’abilitazione all’esercizio di attività commerciale autonoma nei settori estetica e acconciatura.
27 classi; 510 allievi (al 1.3.2013); 98 docenti ordinari; 5 assistenti educatori; 8 addetti ai servizi di segreteria; 4
tecnici di laboratorio; 8 addetti ai servizi di bidelleria.
Direzione e consiglio di presidenza
Dirigente scolastico e preside: Andrea Schelfi. <[email protected]>, tel.
Vicario: Graziella Petretto
Collaboratori: Andrea Bortolotti, Enzo Deluca
La scrittura di questo Piano formativo è stata coordinata nel periodo gennaio-marzo 2013 da un gruppo di
lavoro composto dai docenti Ilaria Bezzi, Bruno Mellarini, Stefano Rossi e dal collaboratore Sergio Casetti. I
testi dei progetti, Piani di studio eccetera sono stati predisposti dai vari responsabili di settore
Valore delle istruzioni e delle prescrizioni contenute in questo Piano formativo (sicurezza, etc.):
costituiscono “ordini di servizio” di cui non verrà data ulteriore informazione personale. Poiché per legge i
suoi contenuti sono “vincolanti per la comunità scolastica” (D. P. G. G 6929/1999) dovere di ogni docente,
studente e operatore scolastico seguirle. Per questo il Piano è consegnato ad ogni docente con controfirma di
ricevuta.
Le fotografie
Copertina: …
Editing:
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Stampa: ....
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Per tutti e per ciascuno
Presentazione
La persona, prima ancora che i programmi. Testa che deve imparare, corpo che vuole
sentire e muoversi, crescere; pensiero e ragione, emozione e sentimento; apprendimento per vivere,
orientamento per lavorare. Persona come singolo individuo; persona nella società, in un’età,
l’adolescenza, che trae dal gruppo, dai coetanei, dal mondo esterno, come in uno specchio, il senso
della propria identità personale.
È questa l’identità che abbiamo scelto e descritto indicata nello Statuto del nostro Istituto professionale: crescere ragazze e ragazzi completi. Che vuol: dire competenti nel mestiere verso
cui hanno scelto di orientarsi frequentando il “Pertini”; competenti anche come cittadini, autonomi
e responsabili di sé stessi in una società democratica; capaci di inserirsi in un mondo del lavoro ampio e plurale. Per questo proponiamo un fare scuola attento alle singole persone, che sappia valorizzare anche ciò che sanno “di loro”, appreso anche fuori scuola, anche partendo dall’ascolto degli
stessi allievi, alle cui parole facciamo riferimento nel Mandato. Programmi di insegnamento flessibili e personalizzati ai bisogni dei gruppi e, ove possibile, anche delle singole persone, con gli obiettivi che indichiamo nel capitolo Studiare al “Pertini”. Iniziative anche fuori dallo stretto insegnamento, come nel progetto Campus, per sollecitate la motivazione e il piacere dei ragazzi alla scuola,
alla partecipazione, all’impegno personale. Una scuola fondata anche sullo studio e
l’aggiornamento dei docenti e di tutti gli adulti, che descriviamo nel capitolo Formazione, ricerca e
sviluppo. Perché tutti e ciascuno, come dice il titolo del nostro Piano Formativo, ricevano ciò di cui
hanno bisogno per crescere.
Oltre che al nostro Statuto, questo Piano da riferimento infatti al Programma annuale
per Formazione professionale e agli Indirizzi alle istituzione scolastiche e formativi della Provincia
autonoma. Per il cosa e il come insegnare, sono di riferimento i Piani di studio provinciali, con le
mete formative generali indicate nel Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla
fine del terzo e del quarto anno. Di questi indirizzi e programmi il “Pertini” condivide le analisi di
contesto e fa proprie finalità e le iniziative formative.
Questo Piano non è solo una fonte di informazioni sull’Istituto per docenti, allievi, genitori, autorità. È anche una dichiarazione, e una promessa, con cui l’Istituto esplicita la sua Autonomia didattica, organizzativa e di ricerca e ne rende conto, come vuole la legge, al Territorio da cui
riceve le ragazze e i ragazzi, a cui vuole restituire, dopo gli anni della formazione professionale,
giovani dotati delle competenze adeguate ad affrontare la realtà del lavoro, la realtà della vita.
Il direttore,
Andrea Schelfi
Il Presidente del Consiglio dell’Istituzione scolastica,
xxxxxi
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PRIMA PARTE: IL CONTESTO E IL MANDATO
OSSERVAZIONI E PROPOSTE DALL’ANNO PRECEDENTE
I destinatari
Autoanalisi
IL MANDATO
Gli indirizzi della Giunta Provinciale di Trento alle scuole
Il curricolo
IN SINTESI, LE LINEE GUIDA PER IL PIANO FORMATIVO
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OSSERVAZIONI E PROPOSTE DALL’ANNO PRECEDENTE
I DESTINATARI
Al nostro Istituto sono iscritti, x allieve e allievi, così ripartiti per generi e indirizzo professionale:
Settore
Servizi alla persona
 di cui acconciatura
 di cui estetica
Indirizzo Legno
M
F
In 1a
In 2a
In 3a
In 4a
Tot M + F
TOTALE ISTITUTO
Provenienze
Gli allievi provengono in gran parte dalla Valle dell’Adige, in minor numero dalla Valsugana e dalla Vallagarina. Due terzi di loro abitanti in centri relativamente piccoli della provincia, come Lavis, Mezzolombardo,
Pergine Valsugana; un terzo dalla città di Trento.
La valutazione finale al primo esame di Stato (terza media) era mediamente di; il voto di gran lunga prevalente era… eccetera. xxxxx
In età regolare 57 allievi e allieve, pari al 62 %; ripetenti questa prima 34 (circa al 62%).
Nelle classi, gli allievi con bisogni educativi speciali certificati sono 30.
Gli allievi stranieri circa 90, x % sul totale degli allievi dell’Istituto. Provengono dall’Europa orientale (54), dall’America latina (17), dall’Asia (8) e gli altri dall’Africa maghrebina. Solo 7 di loro sono nati o nate in
Italia. di questi. Metà possiedono la lingua italiana in maniera sufficiente; una trentina con difficoltà; 8 sono
agli inizi, o quasi.
Ricchezze
Ad una osservazione sintetica, la ricchezza di questi ragazzi sembra consistere in una disponibilità, alla relazione con l’un adulto di cui si fida. Sembrano, la maggioranza dei ragazzi, interessati a creare legame nella
semplicità e nella spontaneità di una relazione che non chieda formalismi o forte osservanza di ruoli (obiettivo, quello di un completo senso dell’opportunità, da raggiungere con il tempo). Ricchezza è anche la loro
capacità di entrare con immediatezza e semplicità entro il cuore del problema, entro il nodo cruciale di quanto si affronta per poi, con pazienza, imparare a formalizzarlo nel pensiero e nel linguaggio. Ricchezza infine
nel loro partecipare e nel loro lasciarsi provocare e stimolare; inizialmente, magari in tempi e modalità del
tutto loro e spesso non appropriati, però spesso rendendosi protagonisti critici e all'altezza della situazione.
Nella sezione Legno, ci pare anche che i ragazzi provenienti da fuori Trento sia avvantaggiati quanto ad abilità manuali, al darsi da fare in campi per così dire “pratici”.
Limiti
Le difficoltà per i ragazzi di entrambe le sezioni stanno tutte in quelle aree “ad alta componente di astrazione” che richiedono sviluppo del linguaggio, interesse e disponibilità ad uno studio sistematico: ad un test di
ingresso di matematica, la media degli allievi non raggiunge la sufficienza. E poi difficoltà nella lingua italiana: se nei Licei solo 2 allievi su 100 sono al grado 1 quanto a capacità di lettura, un livello considerato insufficiente per muoversi nella società e nel mondo del lavoro, nella Formazione professionale a questo bassissimo livello sono il 47%. Le difficoltà sono il riflesso di un lessico limitato, connesso anche ad un uso
diffuso del dialetto, che implica, in associazione con altre cause, competenze non formate riguardo alla comprensione del testo. Con il corollario di difficoltà in tutte le materie, dato che anche nel campo “pratico” occorrono ormai competenze linguistiche adeguate sia per la comunicazione, sia per la comprensione di istruzioni, uso di macchinari, eccetera.
È evidente in molti di questi ragazzi un’immagine non troppo alta di sé, costruitasi per molti durante un percorso nella scuola elementare e media difficile, molto spesso segnato da insuccessi continui proprio nella
matematica, nella lingua italiana e straniera, nelle scienze.
Da queste osservazioni, alcune indicazioni per l’attività formativa
Questi dati, e le nostre osservazioni dirette sulla tipologia di ragazze e ragazzi che diventano nostri allievi, ci
suggeriscono un Piano formativo annuale nel che, ove occorra, sostenga o renda, ove assente, nelle ragazze e
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nei ragazzi una immagine positiva di sé anche come studentesse e studenti. Un solido lavoro di base nel
biennio per sostenere, o dare ove necessario daccapo, le competenze di cittadinanza, quelle relative
all’apprendere, come la capacità di imparare, di comprende messaggi, esprimersi; e quelle relative al comportamento, come lo sviluppo del senso di responsabilità, di autonomia, di pensasi dentro un progetto di vita.
Quella “competenza combinatoria” grazie alla quale gli allievi potranno mettere insieme conoscenze, risorse,
capacità di progettare una strategia personale, che gli osservatori ritengono importanti, riguardo alla propria
competitività nel mondo del lavoro, delle competenze tecnico-lavorative.1
E dunque: stimare positivamente; partire da quel di buono che c’è, senza stigmatizzare i ragazzi in ciò che
loro manca; valorizzare anche attribuendo compiti personali di responsabilità; accompagnare pazientemente
in un accurato sviluppo del lessico; educare, anche attraverso percorsi personalizzati scolastici per gruppi di
livello, le competenze di base; personalizzare per quanto possibile l’insegnamento.
Questa immagine dei nostri allievi richiama anche una “didattica del fare”; quella cui accennano gli stessi
allievi (vedi a pag. x), che ne hanno parlato attraverso il questionario di autoanalisi; quella implicata, del resto, da un “insegnamento per competenze”, che indica nel fare, intellettuale e manuale, un complemento essenziale al “pensare” ai fini dell’apprendimento.
1
PAT, Programma annuale delle attività per la Formazione professionale 2012/13, pagg. 8-9
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AUTOANALISI
Nel mese di maggio 2012, attraverso un questionario sono state ascoltate le voci di insegnanti e allievi, direzione e genitori, riguardo all’anno formativo avviato alla conclusione. In questa pagina riferiamo quanto le
varie componenti hanno detto. La somministrazione dei questionari, redatti sulla scorta delle proposte
IPRASE, l’imputazione dei dati e la lettura è stata effettuata dall’incaricata di settore, prof. Carla Grigolli
Che cosa hanno detto il dirigente scolastico e il suo staff
Settore Servizi alla persone e settore Legno
Autoanalisi maggio 2012
Riguardo al mandato assegnato al “Pertini”, Istituto di formazione professionale
Il dirigente e il Consiglio di presidenza ritengono che l’Istituto “Pertini” sia stato sostanzialmente fedele al
mandato che le è stato affidato, e che condividono. Che è dare una formazione professionale, e insieme dare
un posto a scuola, oltre ai ragazzi motivati da abilità manuali, a molti ragazzi fragili, o più in difficoltà, che
nel Licei o negli Istituti tecnici non troverebbero altrettanto ascolto e accoglienza. Un mandato sia sociale
che di politica scolastica di cui ci facciamo carico volentieri.
Nel nostro Istituto
Da una parte l’Istituto sa dare competenze, una qualifica e un diploma professionale alle giovani e ai giovani
che hanno scelto i mestieri dell’estetista, della o dell’acconciatore o del falegname.
Dall’altra cerca di raggiungere ciascuno con una proposta educativa, adattando i piani di lavoro ai diversificati bisogni dei ragazzi, soprattutto con quelli gravati da difficoltà particolari dovuti a deficit personali, oppure a difficoltà con la lingua italiana, e così via. Sono indicatori di questa ricerca il progetto “Campus”, con
tutte le sue iniziative di personalizzazione per raggiungere anche i ragazzi più deboli, o quelli che sono per
qualche tempo fuori registro rispetto alle richieste della scuola; o quelle per arricchire la giornata scolastica
con programmi di socialità, di impegno per gli altri, di approfondimento tematico.
Il titolo di questo Piano formativo, “Per tutti e per ciascuno”.
Aree di miglioramento
I diversi soggetti del nostro Istituto –non tutti, ché tutti non li abbiamo ancora ascoltati- hanno indicato i
(numerosi)punti deboli della nostra organizzazione scolastica e della nostra identità di scuola. Abbiamo
ascoltato le loro osservazioni, e indicato i rimedi che, a partire da subito, vogliamo promuovere a partire da
questo Piano formativo; di tali osservazioni da docenti, allieve e allievi, e genitori, e delle iniziative di risposta, rendiamo conto nelle pagine che seguono.
In più, di nostro, come direzione, vogliamo aggiungere un impegno di studio e ricerca, dapprima, e di azione,
poi, riguardo alla promozione dei ragazzi più capaci, di quelli più disponibili e interessati ad apprendere un
mestiere e le competenze correlate. “Promozione” significa portarli avanti ancora, partendo dal loro livello;
per “disponibili e interessati”, intendiamo quanti sono dotati non tanto, o non solo, di un’eccellenza nelle capacità intellettuali, ma anche di buona volontà e di quelle competenze di cittadinanza che hanno a che fare
con il desiderio di apprendere, di stare in una relazione costruttiva con gli altri, di assumersi responsabilità
riguardo al futuro proprio e della Città in cui vivono.
Parallelamente occorrerà raffinare la capacità di personalizzare l’insegnamento; non solo attraverso un insegnamento organizzato per qualche ora settimanale “per livelli”, come facciamo nella “Classe aperta” che
fiancheggia le prime; ma anche promuovendo negli insegnanti la capacità di programmare la giornata scolastica che raggiunga tutti i ragazzi, e li sappia allo stesso tempo contenere e concentrare sullo studio.
È della partita anche l’impegno a diffondere le migliori pratiche didattiche che si stanno sperimentando in
alcune classi e nella “Classe aperta”, anche attraverso un utilizzo più diffuso delle tecnologie della comunicazione e dell’insegnamento e apprendimento digitale in rete.
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Un punto di particolare attenzione
Un punto di attenzione particolare riguarda l’identità del nostro Istituto. Da una parte comprendiamo il bisogno di elevare anche nella formazione professionale il livello delle competenze culturali generali, quelle legate alla lettura, alla scrittura, alla comprensione del testo e ad un matematizzare anche astratto; del saper
progettare, per essere cittadini sempre in grado di apprendere e problematizzare. Dall’altra ci rendiamo conto
che arrivano qui, nella Formazione professionale, allievi per i quali lo studio formale, o fatto di parole e di
saperi astratti, è troppo ostico se non lontano dalle loro capacità intellettuali; intelligenze per lo più “operative” o pratiche –se ci è consentita questa semplificazione- la cui giornata trarrebbe maggior senso e valore da
un impegno nel lavoro concreto, pratico, operativo.
Non sono pochi, questi allieve e queste allieve, per i quali dovremo trovare risposte adatte, magari con curricoli imperniati sul lavoro e che dal lavoro, forse, portano all’astrazione, alla parola, al pensiero più formalizzato.
Implicazioni riguardo al nuovo Piano formativo
Attivare un piano di miglioramento generale dell’Istituto
Questo piano, descritto nelle pagine successivo (pag. x), è costruito in relazione sia agli obiettivi prescritti
dalla Giunta provinciale, sia alle osservazioni e proposte suggerite in autoanalisi dalla componente docenti e
allievi e genitori di questo Istituto (alle pagg. x e seguenti).
Fedeltà al mandato politico
L’Istituto continuerà a coltivare e perfezionare la sua identità: formare competenze e dare le qualifiche professionali che lo connotano; assicurare un posto a scuola anche ai tanti allievi che in percorsi liceali o tecnici
questo posto no troverebbero
Approfondire la ricerca per una personalizzazione dell’insegnamento sempre più efficace
Con il termine “personalizzazione” intendiamo un insegnamento che raggiunga i diversi gruppi di alunni secondo i loro bisogni, se non proprio “ciascuno”, individualmente, che sarà impossibile (sebbene nei casi più
complessi, un’attenzione individuale in senso stretto è già attiva nella cosiddetta “area rossa” di Camus e, in
progetto, nella “Scuola del lavoro”). Continuerà “Campus”, descritto a pag. x.; continuerà la “Classe aperta”,
a pag. x, per i ragazzi che devono conquistare le competenze di apprendimento e cittadinanza preliminari agli
apprendimenti professionali. È sentito forte, nella sezione Legno, il problema di differenziare gli allievi che
hanno desiderio di imparare da quanti non hanno una motivazione specifica per una qualifica in questo settore; molti allievi e le loro famiglie, definiscono questo desiderio come “voglia di stare a scuola in santa pace”.
Gli stessi insegnanti comprendono bene il significato di questa definizione apparentemente semplice “studiare in santa pace”; e si chiedono con insistenza se non sia giunto il tempo nella sezione Legno, di sperimentare nelle prime classi un’organizzazione dei gruppi di insegnamento non più per classi casuali, ma –
semplificando un poco- “per desiderio di apprendere”. Non si tratta –dicono- di raggruppare i ragazzi “per
capacità o intelletto”, e infatti non sono interessati a fare la classe dei bravi e dei meno bravi. Ma di quelli
che desiderano imparare, e sono disposti e interessati a farlo, qualunque sia il loro punto di partenza, e di
qualunque capacità, competenze, difficoltà siano dotati: è, insomma, una questione di interesse e disponibilità. Da questa “chiarezza dei termini” viene al Consiglio di presidenza l’idea di una giornata di una apposita
studio, verso aprile, affinché qualunque decisione o sperimentazione venga presa, poggi su una base di studio
e riflessioni condivise anche con apporti esterni.
Attivare iniziative per valorizzare le allieve e gli allievi più pronti e interessati ad apprendere
È una forma di personalizzazione dell’insegnamento riguardante quella parte di allievi che spesso sono frenati nella loro crescita scolastica da ritmi troppo lenti della classe o, peggio, dalla eccessiva irrequietezza di
alcuni allievi in classi non abbastanza controllabili sul piano dei comportamenti.
Rinnovare l’autoanalisi d’Istituto…
Al nucleo di autoanalisi d’Istituto alla fine di questo anno sarà richiesto di ascoltare quelle componenti del
personale della nostra scuola non ascoltate nell’anno precedente, come il personale amministrativo e il personale dei servizi. Quanto alle allieve e agli allievi si vorrebbe analizzare quali siano le motivazioni che li
hanno orientati al “Pertini” . È un dato da conoscere per attivare al meglio una parziale personalizzazione
della didattica, in connessione anche con l’ipotesi di spingere ulteriormente sulla differenziazione degli insegnamenti, valorizzazione delle ragazze e dei ragazzi più pronti
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Che cosa hanno detto le allieve e gli allievi
Settore Servizi alla persone e settore Legno
Autoanalisi maggio 2012
Le allieve e gli allievi sono stati ascoltati attraverso un questionario a fine maggio 2012. Ha compilato e
restituito il questionario solo il 45 % degli allievi, per lo più le ragazze (80%): per questo riteniamo che i
risultati debbano essere letti con moltissima prudenza. Il 45 %, e quasi solo le ragazze, di rispondenti, è
rappresentativo dell’intera scuola? Forse non hanno restituito il questionario compilati gli allievi, che sembrano la maggioranza, poco interessati alla vita della scuola e alle sue relazioni?
Riguardo alle relazioni interne con i docenti, la direzione e il personale dei servizi
 Gli studenti sono in generale soddisfatti della loro scuola (90%) e della scelta effettuata.

Dicono di avere con gli insegnanti, compreso il coordinatore di classe, un rapporto molto buono o buono
(il 70%), discreto il 20 %; sufficiente il 9%, negativo neanche l’1 %.
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Il 60 % degli allievi è soddisfatto delle lezioni, dei compiti assegnati e del rapporto docenti allievi; meno
della metà è soddisfatto della relazione docenti allievi.
Il 20 % dubita della capacità degli insegnanti di tenere l disciplina; il 25 della loro capacità di motivare
gli studenti; il 32 % ritiene,e che i docenti non si preoccupino affatto di chi è in difficoltà con lo studio.
Uno studente giudica negativamente i libri di testo.
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Buono o molto buono il rapporto con il dirigente per il 37% degli allievi; con il suo vice più o meno il 30
%. In piccola percentuale (circa 5 %) i rapporto non è buono.
Con il loro docente tutor il rapporto è buono per 32 allievi su cento; molto buono 13, discreto 14, sufficiente o negativo per 22.
Più difficili i rapporti con la segreteria e con l’assistente tecnico.
I punti critici, su cui occorre un miglioramento secondo gli studenti e le studentesse, sono:
 orari (troppo pesanti: diminuire i pomeriggi con scuola);
 mensa del tutto inadeguata (68 segnalazioni su 127: 54%);
 i docenti devono essere più ferrei (“chissà dove si arriva”);
 forte richiesta di qualità per chi vuole imparare (“fare una selezione nelle classi prime, in maniera tale da
fare classi con chi ha intenzione realmente di imparare e diventare qualcuno e altre classi dove gli alunni
sono parcheggiati e vengono in questa scuola solo per fare casino e basta e vengono allontanati”);
 aumentare la presenza del Dirigente (“lo si vede poco e solo in certe situazioni”);
 cellulari: come è vietato a noi, così anche per i professori).
Bene invece:
 certificazioni linguistiche;
 certificazioni ecdl;
 potenziare campus (“ci aiuta molto);
 tanti progetti ma proporne ancora di più;
Le proposte degli allievi:
 cambiare l'orario della segreteria e renderlo più ampio (non solo durante la ricreazione che c'è coda o
dopo l'orario scolastico);
 cambiare l'orario scolastico (massimo due pomeriggi altrimenti; altrimenti non possiamo partecipare alla
vita del nostro paese);
 maggior qualità e severità: si riportano integralmente (con errori connessi) alcune frasi riferite al
miglioramento (“mandare via certe persone che nuocciono al funzionamento dell'istituto”;
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“fare una selezione nelle classi prime, in maniera tale da fare classi con chi ha intenzione realmente di
imparare e diventare qualcuno e altre classi dove gli alunni sono parcheggiati e vengono in questa scuola
solo per fare casino e basta e vengono allontanati”;
”istruire maggiormente i bidelli perchè non sono in grado di dare il servizio efficace e suggestivo”;
“Il dirigente potrebbe essere più partecipe e almeno due volte all'anno far vedere agli alunni che lui è
presente non solo passivamente ma anche attivamente questo perchè molta gente maleducata non teme i
professori e affinchè non sentono l'acqua alla gola continuano a creare scompiglio”;
“posso suggerire alla scuola di fare più attività per ragazzi, come conoscere altre scuole di altre città italiane”;
” portare il nostro mondo cioè quello delle parrucchiere e delle estetiste nella nostra città per far accertare che la bellezza che offre questo istituto ai genitori e alle future generazioni”; ”un maggior miglioramento nella parte dei bidelli per quanto riguarda il loro modo di esporsi con gli studenti e di rispondere
con un linguaggio più consono”;
”una miglior attenzione a chi entra nella scuola cioè ai ragazzi che non hanno intenzione di proseguire in
questo settore”;
”riavviare il progetto campus con maggior adeguatezza”;
”più controlli da parte degli insegnanti”;
”i docenti devono considerare l'impegno e la volontà di una persona e non gratificare persone che non
hanno voglia di fare niente o avere preferenze”;
”la scuola dovrebbe essere più rigida nelle norme da rispettare in quanto gli alunni “ se ne fregano”;
”quest'anno ho notato una mancanza di rispetto da parte di molti alunni per gli oggetti appartenenti alla
scuola, i professori stanchi di riprenderli, secondo me stanno iniziando a lasciar andare troppe cose. Così
piano piano il giudizio riguardo le nostra scuola arriverà sempre di più al degrado più totale”;
”il comportamento dei professori deve cambiare perchè io mi comporto come si comportano loro”;
”se i cellulari non gli possono usare gli alunni, neanche i professori potrebbero usarli”;
”dovreste dare più opportunità alle persone interessate per questa professione, e meno a quelle persone
che vengono a fare questa scuola solamente perchè non sanno cos'altro fare”;
”siete troppo buoni nei confronti degli studenti”;
”ritengo sia di dovere più rigidità”;
avere proposte più attive in educazione fisica: partecipare ai giochi della gioventù come tutte le altre
scuole (noi perchè non li facciamo?);
Istituire crediti per chi nel corso dell'anno si è particolarmente contraddistinto per specifiche attività o
meriti;
Far entrare gli alunni nell'edificio in inverno o quando piove o comunque prima del suono del
campanello;
Lasciare un abbigliamento più libero;
Specchi in tutti i bagni;
Accesso a internet libero;
Macchinette sempre accese;
Libertà di fumare;
Cambiare (togliere) gli sms e le chiamate a casa.
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Che cosa faremo dopo aver ascoltati le studentesse e gli studenti?
Riguardo al problema degli studenti che vogliono imparare, ma sono frenati dai compagni di classe troppo
chiassosi o menefreghisti
Questa osservazione degli allievi ha sollecitato una forte attenzione dello staff dell’Istituto (preside e suoi
collaboratori). Il problema ci è stato segnalato anche da genitori e dalle stesse imprese, che ci chiedono qualifiche davvero qualificate. E vero che in certe classi, al giorno d’oggi, ci sono allievi così diversi per interessi, capacità, talenti, voglia di studiare, che raggiungere tutti contemporaneamente e con lo stesso tipo di insegnamento è quasi impossibile. Ci si chiede: dovremmo fare classi “per livelli”? oppure quella degli allievi
che hanno voglia di imparare e sanno farlo, veloci o lenti che siano?; o ancora quella per allieve e allieve cui
non interessa la qualifica, ma sono a scuola “tanto per…”?, quella delle ragazze e dei ragazzi che…? Non
basta quello che facciamo già oggi, attraverso la “Classe aperta” (pag. x), l’Area gialla e l’Area rossa (pag. x)
di Campus?
Non abbiamo risposte immediate.
per ora siamo sperimentando se e come funzioni una “Classe aperta” (vedi a pag. x) nella quale abbiamo
messo, togliendoli dalle altre prime, alcuni allievi molto in difficoltà anche nel comportamento; questa iniziativa dovrebbe aver “alleggerito” il peso dato alle varie prime dalla presenza simultanea di allievi desiderosi di studiare e di altri troppo disinteressati alla scuola. Se darà buoni risultati, cercheremo di espandere anche ad altre classi le metodologie didattiche che, in questa classe aperta, hanno portato successo.
Stiamo pensando anche di introdurre, l’anno prossimo, più frequenti giornate e iniziative per valorizzare gli
studianti più interessati alle cose di scuola, al mestiere da imparare a farsi delle competenze davvero… competenti.
È sufficiente a risolvere il problema così sentito da insegnanti e allievi, da famiglie e imprese? Occorre anche
una classe che raccolga solo le allieve e gli allievi “che hanno voglia di studiare”? Ci stiamo pensando: dedicheremo una giornata di studio da cui raccogliere idee da mettere in pratica per il prossimo anno scolastico.
Sulla richiesta di un più forte, e più immediato, richiamo disciplinare a quei ragazzi che trasgrediscono?
Non sempre è facile intervenire in maniera tempestiva: certe volte la ricostruzione dei fatti e l’attribuzione di
responsabilità e colpe richiede del tempo.
Comunque, il Consiglio di presidenza ha deciso che dal x x 2013 il docente presente in aula ha il potere di
sospendere immediatamente, e per tutto il giorno successivo, l’allieva o l’allievo che si comporta in maniera
non adeguata al contesto scolastico; la decisione, annotata sul registro di classe e sottofirmata immediatamente dal dirigente scolastico o da uno dei suoi collaboratori, viene comunicata immediatamente da
quest’ultimo per via telefonica alla famiglia. Non ci saranno automatismi (tipo: 3 note sul registro=sospensione); sarà prevalente l’interesse educativo dell’alunno.
Sulla richiesta di modificare gli orari di insegnamento settimanali, con abolizione di pomeriggi
Date le attuali prescrizioni di legge, non è possibile introdurre i cambiamenti richiesti. Precedenti sperimentazioni per abolire un pomeriggio di scuola spostando le ore al mattino o su altri pomeriggi hanno peggiorato
la situazione.
Sulla richiesta di ampliare gli orari di segreteria.
Sono stati accresciuti nel pomeriggio fino alle 17.00.
Qualità del servizio mensa
Comprendiamo il desiderio di un servizio ancora migliore, di cibi “come quelli di casa”. Dobbiamo però
considerare che la Commissione mensa, che periodicamente e senza preavviso assaggia i cibi non ha rilevato
particolari insufficienze; che a costi così bassi non può corrispondere un servizio da grand hotel; che il sapore di casa, comunque, non sarà raggiunto mai; che disporre di una mensa con cibo caldo e appena confezionato è comunque un privilegio (per lo più, all’estero o in altre zone d’Italia va a cestino portato da casa).
Resta inteso l’impegno della direzione ad accogliere proposte di miglioramento della qualità anche delle
strutture, con l’impegno ad un controllo costante della qualità dei prodotti e un puntuale richiamo ai responsabili del servizio in caso di evidenti e recidivi errori.
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Che cosa hanno detto le docenti e i docenti
Settore Servizi alla persone e settore Legno
Autoanalisi maggio 2012
I docenti sono stati interpellati riguardo alla vita dell’Istituto attraverso un questionario somministrato loro
nel maggio 2012, dal nucleo interno di autoanalisi. Avevano compilato e restituito il questionario circa il 50
% degli interpellati.
Riguardo agli obiettivi principali del progetto d’Istituto:
Cosa funziona; dove occorre migliorare
È chiara la comunicazione su quali siano gli obiettivi strategici e gli obiettivi educativi dell’Istituto; non
sempre però sono perseguiti con la continuità necessaria. I progetti educativi sono numerosi e di qualità; ora
occorre coordinarli in una regia comune relativa agli obiettivi strategici e trovare un modo per coinvolgere di
più le allieve e gli allievi.
Proposte:
 creare un momento dedicato esclusivamente alla presentazione di tutti i progetti;
 creare un bollettino mensile che illustra i progetti e le iniziative presenti e attuate nell'istituto;
 esplicitare la cornice entro cui ci si muove: non siamo in un liceo ma neppure in una scuola frammentata
ma che sa dare risposte collettive ed individuali alla preparazione culturale e professionale
dell'individuo;
 condivisione del progetto di istituto scritto dai docenti e soprattutto da loro conosciuto.
Riguardo ai processi decisionali
Cosa funziona; dove occorre migliorare
Il modo con cui vengono prese le decisioni in Istituto è apprezzato dal due terzi dei docenti che hanno risposto. Metà di loro ritengono di aver un buon rapporto con la dirigenza e apprezzano soprattutto (90%) la facilità con cui si può raggiungere il dirigente scolastico. La metà dei docenti ritiene che la dirigenza abbia un
rapporto professionale troppo scarso con i docenti.
Da migliorare l’attenzione alle tematiche didattiche educative delle sedute plenarie del Collegio docenti, dei
Dipartimenti disciplinari e dei Consigli di classe, che nella visione dei docenti sembrano più funzionali riguardo all’organizzazione generale. Da migliorare anche le modalità delle comunicazioni interne, ritenute
efficaci solo dal 50 % degli intervistati. Si ritiene sia troppo forte ancora la tendenza dei docenti a “delegare
ad altri”, senza prendersi responsabilità personali.
Proposte
 creare un momento dedicato esclusivamente alla presentazione di tutti i progetti;
 creare un bollettino mensile che illustra i progetti e le iniziative presenti e attuate nell'istituto;
 esplicitare la cornice entro cui ci si muove: non siamo in un liceo, ma neppure in una scuola frammentata
ma che sa dare risposte collettive ed individuali alla preparazione culturale e professionale
dell'individuo;
 condivisione del progetto di istituto scritto dai docenti e soprattutto conosciuto da tutti i docenti.
Riguardo alle attività in classe: fattori di soddisfazione e problemi
Cosa funziona; dove occorre migliorare
I docenti pensano che due terzi loro allievi abbiano raggiunto in toto gli apprendimenti previsti (il 25 % solo
parzialmente). Non così nel campo dei comportamenti: solo un 30 % degli ha assunti in classe comportamenti adeguati(il 50 % in maniera ridotta).Quasi tutti i docenti, comunque, ritengono di aver costruito un buona
relazione con i loro allievi. Due terzi degli allievi partecipa attivamente; degli altri, una metà “molto”, l’altra
metà non partecipa per niente
Attenzione alle relazione degli studenti fra di loro: questo campo richiede una cura specifica per lo più non
sono buone.
Occorre anche una presenza più incisiva della dirigenza nella vita delle classi; occorre una maggiore corresponsabilità del Consiglio di Classe nella scelta di strategie e modalità educative.
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Proposte
 Potenziare il “fare” (i ragazzi hanno bisogno di fare ) ricercando attività adatte allo scopo;
Riguardo alle strutture e ai servizi offerti dall’Istituto
Cosa funziona; dove occorre migliorare
Gli spazi e le strutture edificiali sono considerati mediamente adeguate da metà dei docenti; meglio sono
considerati gli spazi esterni e l’aula magna. Inadeguata e poco funzionale, invece, l’aula docenti. La segreteria propone orari esigui e poco funzionali; la mensa è giudicata abbastanza buona da 40 docenti su cento, non
gradita da altrettanti. Da rivedere la dotazione di strumenti didattici
Proposte
 Un bidello sempre ai piani (anche nel pomeriggio);
 cambiare l'aula insegnanti al servizio alla persona inadeguata per qualsiasi attività;
 “arredare” le aule: sono importanti per i ragazzi per cui fornirle di un armadio, di assicelle su cui poter
appendere materiale. Fornirle di chiavi e far pagare le eventuali rotture.
 Fornire l'aula informatica di classe;
 l'aula informatica non è solo per il quarto anno;
 acquistare tv, lettori dvd e dvd;
 legno: aule troppo piccole;
 legno: parcheggio attualmente è solo per l'Enaip.
Riguardo ai rapporti con le famiglie
Cosa funziona; dove occorre migliorare
Bene, in generale, i rapporti con le famiglie (colloqui di accoglienza, consigli di classe, colloqui con il tutor).
Da migliorare: la formazione media dei tutor; le modalità delle udienze (orari attuali non sempre adatti alle
famiglie: meglio accrescere udienze generali); le assemblee generali d’Istituto.
Proposte
 Creare un organigramma preciso dell'Istituto con i nominativi dei vari referenti area per area
(aggiornarlo) da allegare anche al libretto personale;
 utilizzare il registro elettronico consultabile anche dalle famiglie;
 creare classe per classe su internet un angolo di comunicazione/ mail-list dei genitori;
 cambiare il sistema delle udienze;
 formare i tutor;
Riguardo alla formazione e all’aggiornamento dei docenti
Cosa funziona; dove occorre migliorare
Due terzi dei docenti che hanno partecipato a Corsi e altre iniziative formative interne all’Istituto si sono detti soddisfatti delle attività svolte.
Proposte
 Tot ore precise, ma comunicate, devono venir decise e date alla scuola da tutti in base alla scelta
pedagogica della scuola per l'anno scolastico;
 lasciar libero il docente, che deve pianificare entro gennaio, di scegliersi il corso. Importante è che si
raggiungano le ore;
 programmare corsi non a giugno o settembre, ma durante l'anno;
 tenere una teca in aula insegnanti a disposizione per la consultazione con i corsi extrascolastici
riconosciuti a cui poter partecipare;
 gli aggiornamenti devono essere sia trasversali perchè i formatori per materia difficilmente portano
qualcosa di nuovo. Necessario allargare lo sguardo sulla realtà.
Riguardo al funzionamento generale della scuola
Cosa funziona; dove occorre migliorare
È buona la valutazione generale sul funzionamento dell’Istituto: in tutti i settori. L’orario di insegnamento,
la possibilità di accedere ai laboratori, le relazioni con le famiglie, funzionano bene secondo il 70 % dei docenti. Apprezzata la disponibilità del dirigente scolastico per l’innovazione; bene la cura per i singoli allievi,
con il contributo dell’Area verde che, insieme a molti progetti educativi, sa coinvolgere gli allievi.
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Il dirigente scolastico potrebbe tranquillamente essere più assertivo: ove occorra, sollecitazioni individuali ai
docenti sono più efficaci che un richiamo generico a tutti.
Proposte
 migliorare l’organizzazione del lavoro (meno riunioni più efficaci e efficienti);
 formare i docenti e chiamati a compiti e ruoli specifici;
 ridefinire il collegamento Servizi alla persona-Legno, affinché la separazione geografica non diventi
lontananza ;
 dare una guida ai Consigli di classe, per renderli più funzionali e partecipati (frequentemente alcuni
insegnanti durante la seduta ridono, chiacchierano fra loro o al cellulare);
 individuare un sistema per accertare che i docenti leggano le note informative interne;
 individuare un sistema per accrescere la collaborazione fra docenti dell'area culturale e dell'area
professionale;
 allestire uno spazio on-line dove ogni docente può lasciare il suo messaggio circa i rapporti scuolafamiglia, su aggiornamenti, su organizzazione;
 potenziare i rapporti con le aziende;
 uscire di più allo scoperto per far conoscere la scuola: si fa veramente tanto anche di bello e non lo
diciamo “fuori”.
Questionario e rilevazione risposte a cura della prof. Carla Grigolli
Quali implicazioni nel nuovo Progetto Formativo
Quanto alla formazione, aggiornamento e ricerca
Si è varato un programma biennale, descritto dalla pag. x di questo Piano.
Si è formata una Commissione Formazione e aggiornamento (v. a pag. x).
Riguardo all’introduzione del registro elettronico
Questa scelta non può essere rinviata a lungo. Ipotizziamo che sia possibile introdurlo a partire dal 1 settembre 2014, utilizzando il periodo precedente all’allestimento delle strutture informatiche necessarie, alla formazione e addestramento dei docenti, al materiale allestimento del registro. A pag. x è indicato un primo
piano di lavoro in proposito.
Riguardo alla trasmissione delle informazioni interne
Nasce in piattaforma un Infopoint, o InfoPert, o come si chiamerà. Sarà gestito da Piero Panettieri, al quale
sarà possibile invia via E-mail quanto si vuole pubblicare. Il responsabile pubblicherà previo assenso per il
settore Legno del prof. De Luca, per Servizi alla Persona della prof. Petretto..
Trasmissioni di circolari, documenti e comunicazioni ai docenti
A far data dal 20 aprile 2013, saranno inviate ai docenti solo via posta elettronica. In attesa dell’indirizzo ministeriale o assessorile, sarà utilizzato l’indirizzo presente con Aruba o altro personale se il docete lo chiederà. Responsabile dell’attuazione di questo punto: Andrea Bortolotti.
Organigramma dell’Istituto con esplicitazione di ruoli, compiti e compensi.
vedi alle pagine x e x di questo Piano Formativo.
Riguardo al tema del far conoscere attraverso la stampa le iniziative del “Pertini”
Si è creato una sorta di “Ufficio stampa” che fa capo al collaboratore x, supportato dal gruppo di scrittura del
Piano Formativo. A lui si potranno fare avere notizie, immagini etc., che si ritiene valga la pena divulgare
attraverso la stampa locale (quotidiani, settimanali, radio e TV e radio locali) e la stampa scolastica (Didascalie).
Adeguamento dell’aula docenti alle necessità di studio, lavoro, ristoro dei docenti
Siamo orientati a:
fare dell’attuale aula docenti un’aula di relazioni, conversazioni e comfort;
della zona x fare una sala attrezzata a studio, lavoro, piccola copisteria docenti.
Conduce questa realizzazione il prof. x.
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Che cosa hanno detto i genitori
Settore Servizi alla persone e settore Legno
Autoanalisi maggio 2012
I genitori sono stati interpellati riguardo alla vita scolastica dei loro figli nell’Istituto attraverso un questionario loro somministrato loro nel maggio 2011. Avevano compilato e restituito il questionario -14 domandecirca il 50 % degli interpellati (60 % della sezione Legno (60), 40 % dei Servizi alla persona , per lo più genitori di alunni delle classi prime).
Partecipazione alla vita scolastica
La partecipazione alla vita della scuola, udienze individuali a parte, non è molto forte. Qualcosa alle assemblee di classe e di scuola, qualcosa alle manifestazioni o spettacoli, specie nella sezione del Legno. La partecipazione più forte è alle udienze: uno spazio da ampliare, modificandone orari e modalità (es. udienze generali) per venire incontri alle esigenze dei genitori che lavorano.
Come si informano i genitori sulla vita della scuola?
Attraverso gli avvisi scritti, attraverso i colloqui con docenti e dirigente. Quasi nessuno utilizza il sito web
dell’Istituto. Nessun ruolo di questo tipo svolgono i genitori rappresentanti di classe.
È facile contattare il dirigente scolastico e i docenti?
Abbastanza: di più nella sezione “Leno”, sezione meno complessa: un po’ meno nei Servizi alla persona.
Come giudicano gli spazi e i servizi della scuola?
Per lo più buoni o sufficienti. Molto bene nella sezione legno, un po’ meno nella sezione acconciatori estetiste. Un giudizio critico, negativo, riguarda la mensa della sezione di Viale Verona.
Come giudicano in generale il funzionamento della scuola?
In generale buono, o molto buono riguardo a clima generale delle relazioni e attività integrative; punte di “ottimo” riguardo all’organizzazione generale dell’Istituto, le attività di “Area verde e gialla”, le iniziative di
contatto con l’esterno (viaggi, spettacoli etc.). Da migliorare, secondo una minoranza, i servizi di segreteria
(orari di accesso).
Riguardo a compiti, rispetto delle regole, relazioni docenti allieve e allievi,
Le famiglie sono abbastanza soddisfatte della modalità di assegnazione dei compiti (sezione Servizi 65,3%
mentre alla sezione Legno il 28,3% indica ottimo e il 51,5% abbastanza)..
Buono anche il risultato della scelta circa la soddisfazione sul rispetto delle regole pur evidenziando come
alla sezione legno la seconda scelta sia stata molto (39,4% contro 49,5 % di buono); il rapporto fra docenti e
alunni funziona bene (67,8% ai Servizi e 54,5% al Legno) così come le spiegazioni dei docenti (buono
67,8% ai servizi e 53,5% al Legno seguiti da ottimo con 16,1% ai Servizi e 31,3% al Legno). Entrambe le
sezioni cercano di motivare bene gli alunni raggiungendo risultati buoni o ottimi riuscendo a stabilire una
buona (59,3%- 50,5%) e talvolta ottima (21,2%- 31,3%) empatia e sintonia con i ragazzi. Il territorio e
l'ambiente circostante viene utilizzato abbastanza positivamente (buono 58,5%- 51,5%).
Il dato maggiormente critico lo riceve la voce valutazione degli alunni con un sufficiente (61,9%- 57,6%)
seguito a distanza da abbastanza (19,5%- 26,3%).
Questionario e rilevazione risposte a cura della prof. Carla Grigolli
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IL MANDATO
I Piani di studio provinciali
Settore Servizi alla persone e settore Legno
Il mandato
Riguardo al “cosa insegnare”, il nostro Piano di studi fa riferimento alla delibera 1682 del 3.8.2012,
“Definizione dei Piani di studio per i percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione
professionale” e alle relative “Linee guida”.
Trattandosi di un testo non riassumibile, rinviamo i lettori al testo completo, reperibile nel sito web
Vivoscuola, nell’area Scuola trentina, alla voce Sistema scuola, sottovoce Piani di studio.
I Piani di studio del nostro Istituto, illustrati in modo dettagliato nella seconda parte di questo Piano
Formativo, intitolata “Studiare al Pertini”, fanno riferimento a questi documenti.
I nostri piani di insegnamento fanno riferimento in particolare al Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del terzo e del quarto anno. Questo Profilo, parte prescrittiva del
Regolamento stralcio per la definizione dei Piani di studio provinciali relativi ai percorsi del secondo ciclo e per la disciplina della formazione in apprendistato, etc., Decreto del Presidente della
Provincia 5 agosto 2011, è riportato in sintesi in questo Piano Formativo come premessa ai Piani di
studio provinciali, in quanto testo di riferimento essenziale e quotidiano per degli operatori scolastici, docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari.
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Gli indirizzi della Giunta Provinciale di Trento alle scuole
Settore Servizi alla persone e settore Legno
Il mandato
Ai primi di settembre 2012 con la delibera 1943 la Giunta Provinciale di Trento ha assegnato alle scuole
del Trentino alcuni obiettivi “vincolanti” per il biennio, con l’obbligo per le scuole stesse di indicare entro 60 giorni in quale modo esse intendano organizzarsi per raggiungerli. Nella colonna a sinistra sono
indicati gli obiettivi assegnati; nella destra, gli impegni assunti dall’Istituto, codificati nel “Piano di miglioramento etc.”, varato dal Collegio Docenti in data x.
Obiettivo prescritto dalla Giunta provinciale
Azioni nel nostro Istituto
ASSE A - QUALITÀ DEGLI APPRENDIMENTI
Porre in atto
azioni dirette al
recepimento ed al
completamento
del processo di
elaborazione dei
piani di studio
delle istituzioni
scolastiche e formative, partendo
dalle Linee guida
vigenti e dai documenti fin qui
sviluppati entro le
reti territoriali di
scuole,
anche
analizzando
i
fabbisogni formativi ed occupazionali espressi
dalla
comunità
territoriale.
Praticare con sistematicità forme di valutazione dei risultati
conseguiti
dall’istituzione scolastica/formativa,
valorizzando la cultura del dato, in vista
di un miglioramento
costante della qualità
espressa dalle istituzioni scolastiche e
formative.
Programmare e realizzare azioni specifiche
volte
all’innalzamento del
livello delle competenze di base degli
allievi nelle aree a
maggiore criticità e
nelle lingue straniere,
con attenzione ai
processi di certificazione dei risultati di
Situazione: con la guida dei coordinatori della didattica e la consulenza dell’IPRASE i
dipartimenti disciplinari dell’Istituto hanno (settembre 2012) dapprima studiato il Regolamento stralcio per la definizione dei Piani di studio Provinciali, quindi, anche sulla scorta delle Linee guida connesse, hanno elaborato i Piani di studio d’Istituto riportati in questo Piano formativo, da pag. x a pag. x. Sulla scorta di questi Piani, ciascun
docente è impegnato a predisporre la propria programmazione annuale entro il x. novembre 2012.
Piano di miglioramento: a) I coordinatori della didattica metteranno a disposizione
degli insegnanti delle linee guida per attuare la programmazione personale e relative prove
di valutazione per competenze. I docenti che ne faranno richiesta potranno essere accompagnati dai coordinatori nella redazione della programmazione personale; b) fra maggio e
settembre 2013, i coordinatori della didattica accompagnano i docenti nella redazione della nuova programmazione personale, secondo i Piani di studio di cui sopra, con prove di
verifica per competenze; da settembre 2013 a giugno 2014 i coordinatori della didattica
accompagnano i docenti nella gestione delle Unità didattiche e prove di verifica per competenze di cui sopra.
Situazione: a maggio 2012 effettuata autoanalisi attraverso questionari IPRASE adattati,
ascoltando allievi, docenti e genitori; i risultati e le conseguenze sono descritti a pag. x.
In via sperimentale, attivata in partnership con l’Università di Trento una ricerca sperimentale per valutare l’accrescimento delle competenze trasversali o di base negli allievi
della “Classe aperta”.
Piano di miglioramento: maggio 2013, allargare la platea degli intervistati per autoanalisi (a bidelli, Consiglio di presidenza, segreteria); b) settembre 2013, attivazioni interventi
conseguenti a auto-analisi; c) settembre 2013, ricerca per capire meglio l’identità e le motivazioni allo studio e allo specifico ramo di formazione dei nuovi allievi, a cura del nucleo
di autovalutazione d’Istituto; d) maggio 2014 verifica se e quanto siano stati effettuati gli
interventi conseguenti alle evidenze dall’autonalisi.
Situazione: le aree di maggior criticità sono relative agli apprendimenti formali (linguistici, scientifici e matematici, riflessioni sui processi operativi) e, per una parte degli allievi, i
comportamenti. Sono attivati corsi di recupero e sostegno (v. a pag. x); è attivato Campus
(v. a pag. x).
Piano di miglioramento: a) attivazione di una Classe aperta, iniziativa sperimentale per
il recupero e prevenzione abbandono allievi che dopo pochi mesi della prima classe segnano la tendenza all’abbandono; assorbe dalle classi prime gli allievi più in difficoltà per dare o rinforzare in loro le Competenze ci cittadinanza, relative sia all’apprendimento, che al
comportamento; è pensata anche laboratorio per la sperimentazione e la diffusione
nell’Istituto di metodologie didattiche innovative per contenuti, tecniche (v. a pag. x); b)
rinforzare nell’Area verde di Campus le iniziative di sostegno al successo scolastico e
rinforzo della capacità di studiare/apprendere (v. a pag. x); c) incentivazione utilizzo labo-
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apprendimento conseguiti.
Programmare e realizzare azioni volte
alla valorizzazione
delle eccellenze, sia
sotto
il
profilo
dell’organizzazione
scolastica
che
dell’adozione di metodologie e strategie
didattiche peculiari.
ratori, biblioteca e LIM (v. alle pagg. x, x, x); d) realizzazione di dispense didattiche più
adatte delle attuali alle specifiche necessità e caratteristiche di apprendimento dei nostri
allievi (iniziato per estetica e altro, si proseguirà); e) sperimentazione utilizzo tablet per
apprendimento in classe e a casa (v. a pag. x); f) accrescere il numero degli allievi che accedono alla certificazione lingue straniere (v. a pag. x); g) accrescere il numero degli allievi che accedono alla certificazione informatica (v. a pag. x); h) giornata di studio sulle
ulteriori possibili modalità di personalizzazione dell’insegnamento nel nostro Istituto, oltre
Campus e la Classe aperta (v. sezione “Ricerca”, pag. x); i) I coordinatori della didattica
e/o esperti esterni metteranno a disposizione degli insegnanti delle linee guida per attuare
la programmazione personale. I docenti che ne faranno richiesta potranno essere accompagnati dai coordinatori nella redazione della programmazione personale.
Situazione attuale: sono attivi il “Progetto talenti”, con l’impresa Oreal (v. a pag. x);
Olimpiadi della matematica (v. a pag. x); i viaggi premio per gli allievi migliori a Malta, in
Galles, e a Roma.
Piano di miglioramento. Nel corso del prossimo biennio, l’Istituto è orientato ad attivare
le seguenti iniziative, qui solo delineate, non ancora concretamente attivate. a) iniziative
di peer education in cui valorizzare gli allievi più bravi al servizio della comunità scolastica; b) partecipazione a concorsi; c) proposte di formazione e inserimento lavorativo di
alta qualità anche nei percorsi per adulti; d) attivazione a scuola di gare virtuoso nei diversi
campi disciplinari; e) attivare una politica premiale dell’impegno e dei risultati di apprendimento.
ASSE B - CAPACITÀ INCLUSIVA DEL SISTEMA
Programmare ed attuare azioni efficaci
di contrasto al fenomeno
dell’abbandono scolastico e di promozione del successo
formativo, ivi compreso il potenziamento delle competenze
nella
popolazione
adulta,
mediante
l’adozione di una logica di connessione
in rete tra istituti scolastici/formativi e di
partenariato con attori presenti nella realtà territoriale (famiglie, imprese, privato-sociale, società)
Programmare ed attuare azioni volte
all’inclusione degli
allievi con bisogni
educativi speciali, in
particolare rispetto
alle forme emergenti
di fabbisogni espressi
dagli allievi.
Progettare e realizzare
azioni
volte
all’inclusione degli
Situazione attuale: sono stati attivati i Progetti: “Campus” con Area gialla, Area verde,
Area rossa., per valorizzare e sostenere, recuperare gli allievi in difficoltà e non (v. a pag.
x); Comunità di pratiche” per valorizzare le competenze degli allievi acquisite in attività
extra-scolastiche ((v. a pag. x); percorsi serali per adulti nei settori Estetica e Acconciatura
(v. a pag. x); attivati percorsi di abilitazione professionale nei settori Estetica e Acconciatura; attivati percorsi di formazione nelle carceri di Trento e di Treviso (v. a pag. x); attivati percorsi di formazione per adulti nei compi della liuteria, manutenzione strumenti a fiato, utilizzo di macchine a controllo numerico nella sezione Legno.
Piano di miglioramento: a) attivazione di una “Classe aperta” per il rinforzo delle competenze di base e la prevenzione degli abbandoni nelle classi prime (v. a pag. x); b) attivazione di una “Scuola del lavoro” per allievi in fase di abbandono della scuola nelle classi
seconde e terze (v. a pag. x); c) revisione del progetto “Campus” in relazione allo svilupparsi delle iniziative a) e b) (v. a pag.
Nel corso del prossimo biennio, l’Istituto è orientato ad attivare le seguenti iniziative, qui
solo delineate, non ancora concretamente attivate:
d) sperimentazione del portfolio e partenariato con il provato sociale su alcuni progetti
personalizzati; e) riformulare il progetto CIC, spazio ascolto psicologico allieve e allievi;
f) semplificazione procedure certificazione competenze e crediti allievi nei percorsi per
adulti; g) continuazione percorsi liuteria, strumenti a fiato e formazione utilizzo CNC, di
cui sopra.
Situazione attuale: è attivato il Progetto integrazioni allievi con bisogni speciali che
comprende percorsi a qualifica e percorsi con sola certificazione competenze apprese; percorsi personalizzati, integrazione, adattamenti di orario, corresponsabilità del Consiglio di
classe nella gestione dell’integrazione (v. a pag. x)
Piano di miglioramento. Nel progetto di integrazione degli alunni con bisogni educativi
speciali sono comprese le seguenti iniziative: a) ricerca di contatti con Cooperative sociali e altre realtà analoghe per cercare una integrazione nel mondo del lavoro per i soggetti
più in difficoltà che hanno frequentato i percorsi formativi dell’Istituto; b) migliorare i
contatti con scuole di provenienza degli alunni e Azienda sanitaria per individuare i migliori percorsi formativi agli alunni con bisogni speciali; c) alunni con DSA: impegno per
attivare percorsi di insegnamento/apprendimento specifici e acquisizione di strumenti e
prodotti specifici; d) generalizzare metodiche di osservazione dei nuovi allievi delle classi, elaborate d’intesa con la Facoltà di scienze cognitive, con lo scopo di personalizzare al
meglio gli interventi di prevenzione e insegnamento/apprendimento, utilizzando al meglio
i provvedimenti in uso nell’Istituto (classe aperta, “Campus”, corsi di recupero…).
Situazione attuale: è attivo uno specifico progetto per l’integrazione degli allievi di origine straniera. L’Istituto assicura all’allievo o allieva nuovo arrivato provvedimenti per favorire un rapido apprendimento della lingua italiana, orientamento scolastico, integrazione
21
alunni di cittadinanza
non italiana, con attenzione al superamento delle barriere
linguistiche ed alla
presenza di bisogni
educativi specifici
nelle classi comuni; apporti di mediatori culturali e presenza di docenti facilitatori; sostegno allo studio attraverso un Piano didattico personalizzato, che può concludersi con la
qualifica e diploma o semplice dichiarazione delle competenze acquisite (v. a pag. x); presenza di una Commissione intercultura.
Piano di miglioramento. Nel progetto di integrazione degli alunni con bisogni educativi
speciali sono comprese le seguenti iniziative:
a) codificare e adottare metodiche per un bilancio delle competenze degli allievi stranieri
(v. a pag. x); b) iniziative per il mantenimento della lingua madre (v. a pag. x); c) sensibilizzare i docenti e renderli più competenti nella gestione di classi con presenza di diverse
lingue madri; d) valorizzare la presenza di questi allievi nell’Istituto, allo scopo di far conoscere culture e modi di vivere diversi nel mondo globalizzato e di accrescere la cultura
dell’accoglienza dell’intero Istituto (v. a pag. x); e) prevenire attraverso ragionamenti in
classe sul fenomeno immigrazione e diversità, stigmi negativi, pregiudizi, intolleranze. f)
organizzare materiali di insegnamento e apprendimento facilitati (v. a pag. x)
ASSE C - ORIENTAMENTO SCOLASTICO/PROFESSIONALE E RACCORDO TRA SCUOLA E MONDO DEL LAVORO
Programmare e attuare misure di orientamento scolastico e
professionale in uscita, in relazione alle
peculiarità
proprie
dei diversi segmenti
del sistema, con attenzione all’impatto
prodotto in termini di
prosecuzione degli
studi e di accesso al
mondo del lavoro.
Sviluppare e testare
metodologie ed approcci didattici innovativi, anche mediante attività di peer
learning e di mobilità internazionale degli studenti, diretti
alla valorizzazione di
ambienti di apprendimento
esterni
all’istituzione scolastica/formativa. Particolare attenzione,
nel secondo ciclo, va
rivolta alla metodologia dell’alternanza
scuola-lavoro e più
in
generale
all’integrazione tra
apprendimenti esercitati in contesti formali, non-formali ed
informali.
Situazione attuale: sono attivi i progetti in entrata: a) Progetto orientamento scolastico (v.
a pag. x); b) Progetti ponte” (v. a pag. x) e “Passerelle” (v. a pag. x). In uscita hanno inoltre una forte valenza orientativa gli stages lavorativi, le ore in alternanza scuola-lavoro, e
le varie iniziative attivate dall’Istituto attraverso l’Area verde, o dagli stessi allievi nei periodi di vacanza. Dopo il quarto anno: possibilità di accedere ad un percorso speciale e
specifico di diploma con esame di Stato presso il Liceo delle scienze umane “Filzi” di Rovereto (v. a pag. x).
Piano di miglioramento: a) attivare iniziative di orientamento interno al passaggio dalla
prima alla seconda classe, con eventuale ri-orientamento ove occorra (Questo compito è
affidato specificamente ai docenti tutor, i quali dovranno aiutare gli allievi loro affidati a
verificare il proprio orientamento verso l’uno o l’altro settore interni all’Istituto, o a nuove
strade fuori di esso; v”Libro delle collaborazioni”); b) partecipazione al progetto “Trapezio”. Su iniziativa della scuola Gardolo, in consorzio con altre scuole secondarie di primo
e secondo grado, è un “anno di maturazione” intermedio fra scuola media e superiore per
rinforzare le competenze di base degli alunni che hanno concluso il primo ciclo di istruzione ma non sono pronti per il salto nel secondo; c) quindi anno per il diploma, che sarà
attivato sentite le (future) disposizioni in proposito della Provincia Autonoma di Trento.
Situazione attuale: è in fase di attuazione il Progetto “Classe aperta”, innovativo per didattiche e obiettivi (v. a pag. x); sono attuate modalità di peer learning nell’ambito del
“Progetto Salute” (v. a pag. x).; sono previsti stage e settimane linguistiche all’estero (v. a
pag. x).; è attiva l’Area Verde per la promozione di attività extracurricolari connesse allo
sport, alla musica, alla creatività in genere (v. a pag. x).
Obiettivi di miglioramento. a) Validare la sperimentazione di “classe aperta” avviata
quest’anno ed, eventualmente, estenderne all’intero Istituto i tratti più significativi(v. progetto “Classe aperta” a pag. x); b) dare maggiore risalto e “leggibilità” ai diversi apprendimenti, in particolare a quelli non-formali e informali, attraverso rubriche di indicatori e
griglie di osservazione, in modo da rendere esplicite, comunicabili e trasferibili le evidenze rilevate a riguardo (v. progetto Comunità di pratiche”, a pag. x); c) “Progetto Origami”
promosso dal Dipartimento di Matematica per facilitare l’approccio allo studio della geometria (v. a pag. x); d) promuovere un sempre maggiore protagonismo giovanile nella
progettazione e organizzazione delle attività extracurricolari (v. iniziative cooperativistiche, a pag. x); e) sperimentazione di percorsi in alternanza scuola-lavoro per ragazzi a dispersione scolastica in vista di un inserimento lavorativo in apprendistato (progetto “Scuola del lavoro”, v. a pag. x).
ASSE D - SVILUPPO PROFESSIONALE DEL CORPO DOCENTE
Porre in atto forme
efficaci di programmazione e gestione
dei percorsi di sviluppo professionale
Situazione attuale: sono stati attivati corsi di aggiornamento settoriali mirati allo sviluppo
professionale dei docenti dei singoli dipartimenti (compilazione dei curricoli generali per
competenze; aggiornamento delle metodologie didattiche; didattica delle materie professionali. Per il settore Legno, CNC, organizzazione aziendale, percorsi di certificazioni,
tracciabilità del materiale, intaglio legno. Tutti i docenti annualmente seguono corsi di
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del personale, poste
in stretta relazione
con la lettura dei
fabbisogni specifici
espressi dal corpo
docente, dagli allievi,
dell’istituzione scolastica nel suo insieme ed in relazione
con i molteplici attori
sia interni che esterni
all’istituzione scolastica.
11. Promuovere attività periodiche di auto-analisi riflessiva
da parte degli insegnanti della pratica
professionale
che
concorrano a produrre un significativo
effetto sulle pratiche
di
insegnamento
adottate
formazione sulla sicurezza (D. L. 81).
Obiettivi di miglioramento: a) corso di aggiornamento docenti sull’utilizzo dei registri
elettronici in previsione della loro adozione e dell’utilizzo PEC (v. a pag. x); b) predisporre un repertorio bibliografico, sitografico e multimediale riguardante la professione docente finalizzato all’autoapprendimento e all’autosviluppo dei docenti (v. a pag. x); c) migliorare le modalità per la scelta e l’attivazione di corsi di aggiornamento proposti dai
singoli dipartimenti; d) corso di formazione volontario sulla della gestione classe, anche
attraverso la presenza in aula di un formatore esterno che analizzi l’operato dell’insegnante
con analisi dell’operato, riflessione conclusiva a fine anno formativo per un’eventuale diffusione delle metodologie(v. a pag. x); e) incontri formativi con l’Università di scienze
cognitive per comprendere come avvenga l’apprendimento nei giovani adolescenti di oggi
e di conseguenza studiare modalità, procedure e strumenti efficaci (v. a pag. x); f) formazione e supporto per il personale docente ai fini dell’utilizzo in aula degli strumenti multimediali (v. a pag. x); g) estendere il corso della sicurezza (legge 81) a tutto il personale
docente della scuola e al personale ATA differenziandolo per aree (v. a pag. x); h) inviare
il personale ATA ai corsi di formazione specifici promossi dalla PAT (v. a pag. x).
Situazione attuale: la scuola organizza riunioni periodiche dei referenti di dipartimento
per raccogliere suggerimenti e proposte e verificare quanto precedentemente concordato.
Inoltre, la scuola ha svolto un corso di formazione del personale docente sulla gestione
classe. Lo sviluppo del corso, grazie alla metodologia adottata dal formatore, ha permesso
un’analisi e un confronto tra tutti i docenti di entrambe le sezioni sulle loro pratiche di insegnamento e strategie adottate.
Obiettivi di miglioramento: a) corsi, tavole rotonde allargate a tutti i docenti, momenti di
confronto del proprio operato (v. a pag. x); b) raccolta di buone prassi adottate dai docenti
sulla gestione d’aula (v. a pag. x). c) predisposizione di materiale didattico in formato
elettronico nel nostro portale per permettere al corpo docente di personalizzare gli interventi educativi partendo da una base comune (v. a pag. x); d) incentivazione di gemellaggi, visite altre scuole per un confronto e miglioramento (v. a pag. x); e) percorso con filmati riguardanti la scuola o in generali i giovani adolescenti come momento di riflessione
e confronto; f) predisposizione di un prontuario in sintesi per facilitare l’inserimento dei
nuovi docenti (v. a pag. x).
ASSE E - DEFINIZIONE DI UN PIANO DI MIGLIORAMENTO AMMINISTRATIVO GESTIONALE
Definire un piano di
miglioramento che
permetta alle scuole
un efficientamento
della propria struttura
e delle proprie procedure.
Situazione attuale.
La scuola utilizza la Pec per comunicazioni esterne Pec to Pec e ha sostituito in parte
l’invio di lettere e avvisi tramite sms ai genitori utilizzando l’applicazione SGA.
L’Istituto invia tramite email ai Consiglieri gli ordini del giorno, i verbali e le convocazioni delle sedute del Consiglio di Istituto e la convocazione dello stesso.
Calendarizzazione di lungo periodo degli impegni scolastici.
Ricontrattato l’appalto delle pulizie al ribasso; rivisto l’acquisto dei prodotti riducendo il
più possibile la spesa; ridotti gli interventi degli esperti esterni e rivisti i loro compensi.
Acquistato un nuovo furgone con 9 posti per ridurre la spesa dei diversi trasporti alunni.
Avviati i corsi per il personale e allievi relativi al Pronto soccorso e sicurezza.
Organizzati corsi di formazione per tutto il personale docente e ATA.
Ridotto al minimo i viaggi e visite di istruzione.
Costituita cooperativa scolastica per servizi sia ainterni e esterni alla scuola Acuistate alcune attrezzature per la mensa al fine di migliorare il servizio.
Obiettivi di miglioramento: a) ridurre la spesa per l’acquisto dei prodotti richiedendo ai
diversi modelli un libero contributo; b) dare in affitto strutture scolastiche a servizio delle
associazioni del territorio; c) verranno pianificate meglio le spese di viaggi di istruzione/missioni/uscite del personale; d) verrà attivato il protocollo elettronico (p3; v. a pag. x);
e) sarà riorganizzato l’archivio della scuola; f) ove possibile saranno richiesti contributi
ad Enti esterni; g) verranno portati a termine i corsi per il personale e allievi relativi al
Pronto soccorso e sicurezza (v. a pag. x).; h) verrà elaborato un organigramma e funzionigramma per illustrare e migliorare l’organizzazione interna (v. a pag. x); i) sviluppare la
piattaforma informatica dell’istituto predisponendo uno spazio dedicato dove i docenti
possano raccogliere, condividere e scambiare materiale didattico inerente le diverse discipline (per es. dispense, testi, verifiche di diversa tipologia, etc.); l) predisporre un repertorio (inteso come “luogo di raccolta”) dei documenti della scuola per facilitarne
l’accessibilità e la consultazione; m) richiesta l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici per il risparmio energetico.
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Il programma annuale delle attività della Formazione Professionale 2012/2013 della Provincia
autonoma. Quali implicazioni per il nostro Piano formativo
Settore Servizi alla persone e settore Legno
Il mandato
Che cos’è
Come ogni anno, la Giunta provinciale ha varato il Programma annuale delle attività della formazione professionale per il Trentino. In una “continuità innovativa” con i precedenti, a partire una sintetica analisi della
scenario economico e del mercato del lavoro locale indica tre grandi obiettivi su cui è chiamata la corresponsabilità di Centri e Istituti: consolidare e rendere sempre più visibile l’identità della Formazione professionale per accrescere qualità, competitività e innovazione del sistema produttivo trentino; armonizzare il sistema
con i contesti nazionale ed europeo in fatto di qualifiche e titoli; arricchire il sistema formativo, attraverso
diversificazione e personalizzazione di percorsi e altre provvidenze, in modo che si incontrino al meglio la
domanda di professionalità proveniente dal mondo del lavoro e le competenze professionali dei giovani in
uscita dalla F. P.
Il Programma pianifica su queste basi l’offerta formativa generale annuale, articolata per indirizzi e opzioni
e soggetti dentro i tre grandi settori canonici dell’agricoltura e ambiente, dell’industria e artigianato e dei
servizi. Illustra poi l’offerta formativa con un vasto repertorio di iniziative a finanziamento provinciale, affidate alla responsabilità di Centri e Istituti: dai “Progetti ponte” nel passaggio dalla terza media, al sostegno
per i soggetti in difficoltà; dalla valorizzazione di chi già eccelle, alla prevenzione degli abbandoni; dalla
promozione di stages formativi all’internazionalizzazione; e ulteriori proposte per allargare le potenzialità
formative degli Istituti, come le certificazioni, la formazione del personale, la personalizzazione dei percorsi.
Sollecitare un “cultura della valutazione” che riguardi non solo gli apprendimenti degli allievi, con la ricerca
di strumenti per la valutazione delle competenze acquisite; ma anche la qualità dell’impresa formativa nel
suo complesso. Indica infine le misure provinciali di accompagnamento e supporto agli Istituti per raggiungimento degli obiettivi e le condizioni finanziarie.
Quali ricadute di questo programma riguardo ai piani educativi del nostro Istituto?
Il “Programma” riguarda il sistema Formazione professionale nel suo insieme e allo stesso tempo richiama la
responsabilità dei singoli Istituti. Il “Pertini” ne recepisce appieno gli obiettivi –rinforzo dell’identità ella
Formazione professionale; allineamento ai nuoci contesti istituzionali riguardo a qualificazioni e titoli conseguiti; attivazione di servizi formativi diversificati per fronteggiare le fide educativo complesse di un contesto
in forte mutamento; e attiva gli interventi –dai Progetti ponte, alla valutazione, sopra sinteticamente accennati, sostenuti dal Servizio Istruzione provinciale; e contemporaneamente si assume quest’anno una speciale
responsabilità riguardo a tre settori.
Tre settori di impegno particolare per il nostro Istituto
Sviluppo delle competenze di base, o di cittadinanza. Scrive il “Programma” nel capitolo relativo al contesto
che “l’acquisizione di nuovi vantaggi competitivi, per le organizzazioni e per i singoli individui, colloca sullo stesso piano sia le competenze tecnico-lavorative, sia gli elementi di base e strategici che concorrono alle
competenze chiave e cruciali per lo sviluppo”. Sono quelle che “connotano l’abilità del soggetto di combinare e coordinare conoscenze, risorse e capacità in ordine alla predisposizione di piani di intervento” personali che mettono l’individuo in grado di affrontare positivamente la continua evoluzione delle situazioni esterne
e la propria adattabilità al contesto sociale e lavorativo.2 Se questo è vero, data anche la tipologia delle nostre
allieve e allievi, connotata da marcate insicurezze nelle competenze di base relative all’apprendimento e frequentemente da insicurezze anche sul piano personale e dei comportamenti, allora sul rinforzo di queste
competenze, soprattutto nel primo anno dovremo lavorare. Un’occasione particolare sarà la programmazione
delle iniziative formative nell’ambito del “Laboratorio atteggiamenti e relazioni”, introdotto nel curricolo ordinario in via sperimentale quest’anno (vedi a pag. x).
Personalizzazione. Sarà il secondo campo di impegno particolare del nostro Istituto quest’anno. A tale scopo
abbiamo varato il programma “Classe aperta” (pag. x) e altre forme di sviluppo e sostegno (pag. x); mentre
ci impegneremo a progettare un programma di recupero degli studenti inclini ad uscire dalla scuola. Un particolare attenzione anche alla valorizzazione delle eccellenze, richiamata anche fra gli obiettivi specifici assegnati dalla Giunta provinciale (vedi a pag. x).
2
“Programma etc., pagg. 8 e 9
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Formazione del personale, nell’ipotesi che l’innalzamento generale del livello qualitativo di ciascun Istituto,
postulato dal “Programma” e incluso fra gli obiettivi assegnati dalla Giunta Provinciale per il prossimo biennio, debba essere nutrito, prima di tutto, dalla competenza professionale di tutti gli operatori della scuola. I
programmai specifici sono indicati a pag. x.
Partecipazione allo sforzo per rinforzare l’identità della Formazione professionale trentina
Questi tre settori di impegno speciale, a fianco di tutte le altre iniziative che connotano l’offerta formativa
del nostro Istituto, sono il contributo di responsabilità del “Pertini”al primo e sostanziale obiettivo indicato
nel “Programma annuale delle attività per la formazione professionale” varato per questo anno formativo dal
servizio provinciale istruzione, insieme con l’impegno, anch’esso compreso nel programma PAT ad una valutazione dei risultati alla fine del biennio da poco iniziato, che valuti accanto agli apprendimenti degli allievi in fatto ci competenze, anche la qualità dell’intero “sistema Pertini”.
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IN SINTESI, LE LINEE GUIDA PER IL PIANO FORMATIVO
L’anno formativo 2013/14 sarà dunque caratterizzato da continuità e innovazione.
Continuità riguardo alla mission dell’Istituto, che resta “che è –spiega lo staff nelle pagine iniziali di questo
Piano- dare una formazione professionale, e insieme dare un posto a scuola, oltre ai ragazzi motivati da abilità manuali, a molti ragazzi fragili, o più in difficoltà, che nel Licei o negli Istituti tecnici non troverebbero
altrettanto ascolto e accoglienza. Un mandato sia sociale che di politica scolastica di cui ci facciamo carico.
Innovazione per l’impegno assunto ad una scuola “per tutti e per ciascuno”. Dalla prima sperimentazione di
una classe aperta, alla sperimentazione di una più larga apertura delle aule, specie nel primo corso, per raggiungere il più possibile i gruppi e le persone secondo i loro bisogni.
Innovazione anche secondo gli obiettivi di miglioramento –notevoli- assunti dal dirigente scolastico riguardo
agli obiettivi assegnati dalla Giunta Provinciale; obiettivi che non potranno essere aggiunti nel corso di un
solo anno di scuola, che tuttavia l’Istituto si impegna, pubblicandoli in questo Piano Formativo a tenere in
agenda.
Ci sarà anche un rilancio del Progetto Campus, con l’impegno ad attivare i percorsi personalizzati, in quella
che abbiamo chiamato l’Area rossa, e che ci piacerebbe chiamare Liceo del lavoro; per dire una scuola per
gli allievi in più forte difficoltà, quasi verso l’abbandono degli studi, che faccia perno sul lavoro in azienda
con un ritorno per una formazione culturale generale alla scuola.
Troveranno risposta alcune domande degli allievi e dei docenti: non tutti di quanto essi suggeriscono, propongono o chiedono, si potrà fare durante questo anno: le risorse in diminuire, sia quelle finanziarie, sia
quelle docenti, non consentiranno certo di fare tutto quanto sarebbe desiderabile. Ma quanto assicurato in
queste pagine sarà effettivamente realizzato.
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liceo “fabio filzi”