Suggerimenti per sostenere
gli esami di Scienza dell’amministrazione e di
Analisi delle politiche pubbliche
Versione 2013
Sommario
Introduzione
p. 3
Capitolo 1 – I corsi e il docente
4
1 – I corsi
4
2 – Il docente
4
3 – Seguire i corsi
4
Capitolo 2 – Gli esami
6
1 – A cosa servono gli esami
6
2 – Come si svolgono gli esami
6
3 – Cosa si deve e cosa non si deve fare durante gli esami
7
4 – Come vengono valutati gli esami
8
Capitolo 3 – Come svolgere l'esame
9
1 – Cosa bisogna sapere per superare l'esame
2 – Metodi di studio
3 – Come iniziare l'esame
4 – Strategie vincenti o per limitare i danni
5 – Imparare dai fallimenti
9
9
10
12
12
Capitolo 4 – Alcuni esempi tratti dagli esami precedenti
14
1 – Temi vincenti
2 – Temi problematici
3 – Temi esilaranti
4 – Alcuni esempi di come potevano essere svolti temi d’esame
14
16
18
18
Appendice – Domande proposte agli esami
22
Introduzione
Le pagine che seguono dovrebbero servire a spiegare a tutti gli studenti della facoltà come
funzionano i corsi ed i relativi esami delle materie politologiche (cioè del settore
disciplinare SPS/04) insegnate in facoltà al momento da Roberto Di Quirico, ricercatore,
professore incaricato nonché autore di questo scritto. A partire dall'anno accademico
2008-2009 gli insegnamenti del settore disciplinare SPS/04 attivati nei vari corsi di laurea
della facoltà e per cui valgono le regole ed i suggerimenti illustrati in questa dispensa
sono i seguenti:
Insegnamento
Docente
Corso di Laurea
Crediti
Note
CORSI ATTIVI
Scienza
Di Quirico
dell'amministrazione
AO
6
Analisi delle
politiche pubbliche
Di Quirico
PST
6
Scienza politica
Di Quirico
SP
12
VECCHI CORSI
Scienza politica
Di Quirico e AGSL
Venturino
Scienza politica
Venturino
9
SP e SSS
Corsi di vecchio ordinamento
(509 e precedenti) in
esaurimento
Scienza
Di Quirico
dell'amministrazione
LM SSAP
4,5
Analisi delle
politiche pubbliche
Di Quirico
LM PGPS
5
Analisi delle
politiche pubbliche
Di Quirico
LM SA
5
Politica dell'Unione Di Quirico
Europea
LM Governance
5
Modulo del corso Storia e
Politica dell'Unione Europea.
Attivato dal 2009-10. In
esaurimento dal 2011
Scienza
Di Quirico
dell'amministrazione
AO
10
Attivato dal 2009-10. Da 6
crediti dal 2011
In esaurimento dal 2011
Capitolo 1 – I corsi e i docenti
1 – I corsi
Nel corso degli anni i corsi di politologia impartiti presso la facoltà di Scienze politiche
sono aumentati e poi diminuiti a causa delle frequenti riforme dei piani di studio dei vari
corsi di laurea e sono stati adattati nei contenuti agli obiettivi didattici e formativi dei
nuovi corsi di laurea. Per questo motivo, oltre ai corsi attualmente erogati ne esistono
altri cessati per cui vengono comunque tenuti esami.
Ogni corso ha le sue specificità ed un programma che può variare di anno in anno.
Quindi lo studente dovrà tenersi aggiornato consultando le pagine del sito web con i
programmi, la descrizione dei corsi ed i testi di riferimento per sostenere l’esame.
2 – Il docente
I docenti dell’Università di Cagliari incardinati nel settore disciplinare SPS/04 al
momento sono solo due, Venturino e Di Quirico, assistiti occasionalmente da tutor
nominati di anno in anno e che quindi cambiano con una certa frequenza. Al momento
solo Di Quirico appartiene alla Facoltà di scienze economiche, giuridiche e politiche
(dipartimento di Studi sociali e delle istituzioni) dove hanno sede i corsi di laurea delle
classi di Scienze politiche.
Di Quirico ha iniziato a lavorare nell'accademia come assegnista di ricerca all'Università
di Pisa per passare poi al Robert Schuman Centre a Fiesole ed all'Istituto Italiano di
Scienze Umane di Firenze con una borsa post-dottorato. Ha collaborato a lungo con la
Facoltà di Scienze Politiche di Firenze, dove ha insegnato Politica dell'integrazione
economica ed ha insegnato European Political Economy all’Università di Bath (UK). É
diventato ricercatore a Cagliari nel marzo 2006 ed ha preso servizio nel settembre dello
stesso anno. I suoi interessi principali riguardano le questioni monetarie internazionali e
l'integrazione europea, ma negli ultimi anni ha lavorato prevalentemente su questioni
concernenti la democratizzazione nei paesi ex sovietici.
3 – Seguire i corsi
Per superare l'esame è molto utile seguire i corsi e cioè frequentare. Solo frequentando
si possono capire cose che altrimenti sfuggirebbero per mancanza di esperienza,
cognizioni e capacità analitiche, lo sviluppo delle quali rientra proprio tra gli obiettivi
del corso. Frequentare vuol dire conoscere il docente, interagire e confrontarsi con lui e
con gli altri studenti, capire di non aver capito, apprendere cose che non si trovano nei
libri di riferimento perché sono il risultato di ragionamenti che lo studente deve essere
in grado di fare da solo. Infatti, è bene ricordare che per far bene i temi dell'esame e
rispondere in modo brillante alle domande non basta quanto scritto nei libri, ma c’è
4
bisogno di tutto ciò che è stato spiegato a lezione, soprattutto dello spirito critico che il
docente tenta di far emergere negli studenti che frequentano le sue lezioni. In altre
parole, l'esame non è un quiz a premi in cui bisogna sapere le cose che sono scritte sul
libro in modo mnemonico e acritico e col quale si vince un premio in voti e crediti e
l'accesso al livello seguente del gioco.
5
Capitolo 2 – Gli esami
1 – A cosa servono gli esami
Contrariamente a quanto si possa credere, i docenti non sono per niente felici di
bocciare gli studenti che si presentano ai loro esami per un motivo molto semplice: poi
ritornano. Questo significa che ci saranno di nuovo i loro compiti da correggere assieme
a quelli degli altri che sostengono per la prima volta l'esame e quindi un carico di lavoro
maggiore per il docente che in genere non ama fare esami e ancor meno ama
correggerli. Purtroppo i docenti all'atto dell'esame sono equiparati a pubblici ufficiali e
sono tenuti a compiere delle valutazioni serie e obiettive, pur nei limiti delle loro
capacità.
Studiare e ancor più capire ciò che si è studiato è sostanzialmente ciò che lo studente
deve fare durante il corso e nel periodo precedente all'esame, dopo di che dovrà
semplicemente dimostrare al docente che lo esaminerà che le cose le conosce ed è in
grado di utilizzare le informazioni di cui dispone per fare dei ragionamenti complessi
sulle tematiche che sono state oggetto del corso. A questo servono gli esami
universitari: a valutare se lo studente ha appreso ed è in grado di utilizzare in modo
critico e analitico ciò che ha appreso.
2 – Come si svolgono gli esami
Gli esami politologici della Facoltà di Scienze economiche, giuridiche e politiche
dell'Università di Cagliari si svolgono solo ed esclusivamente in forma scritta. Questa è
una regola inderogabile che si applica a tutti gli esami di politologia. Considerando che i
corsi in questione sono tutti obbligatori e che sono concentrati negli stessi giorni, si
suppone che vi sia o vi possa essere a ogni appello un numero rilevante di studenti tale
da rendere impraticabile la soluzione degli esami orali.
A parte casi particolarissimi di studenti con handicap fisici che gli rendano impossibile
sostenere l'esame scritto, non sono ammesse eccezioni a questa regola. Chiunque ritenga
di avere tali patologie dovrà contattare l’ufficio disabilità che chiederà ufficialmente al
docente del corso di adottare per lo studente una forma diversa d'esame.
L'esame si svolgerà nei tempi e nei luoghi assegnati dall'amministrazione, pur con un
minimo di flessibilità dovuta alle necessità logistiche dei docenti e in relazione al
numero di iscritti agli esami.
Una volta giunti nell'aula dell'esame gli studenti attenderanno l'arrivo dei docenti e dei
tutor (o tutores). I docenti all'ora stabilita daranno lettura dei temi da svolgere o
proietteranno su schermo il testo di tali temi, ricorderanno brevemente le regole
fondamentali da rispettare durante l'esame e chiederanno se ci sono domande o richieste
di chiarimenti sui titoli. Nel frattempo gli assistenti consegneranno a ogni studente un
foglio con cui svolgere l'esame. Lo studente dovrà scrivere sulla prima pagina in alto il
6
proprio nome, cognome, numero di matricola, corso di laurea, data e nome dell'esame.
Per gli esami saranno semplicemente assegnati tre temi per modulo e lo studente dovrà
svolgerli tutti e tre.
Una volta ottenuti i chiarimenti inizierà il vero e proprio esame. Coloro che dovessero
ritenere di non essere in grado di svolgere l'esame a quel punto potranno alzarsi,
consegnare il loro foglio al docente o all'assistente più vicino alla cattedra e lasciare
l'aula. Lo stesso faranno coloro che nel corso dell'esame dovessero realizzare la loro
incapacità di svolgerlo in modo accettabile. Le domande proposte a ogni esame saranno
riassunte in appendice a future versioni di questa dispensa e quindi gli studenti potranno
consultarle in vista degli esami futuri.
Il tempo concesso per terminare ogni prova è di 1,5 ore a modulo inclusi i tempi per la
lettura e le spiegazioni dei temi. Ovviamente chi finisce prima dello scadere del tempo
massimo deve consegnare l'elaborato e uscire dall'aula anche qualora dovesse sostenere
la seconda parte dell'esame entro pochi minuti. Al momento della consegna lo studente
dovrà esibire il libretto per l'identificazione della sua identità. In mancanza del libretto o
di altro documento d'identità valido (carta d'identità, passaporto o patente di guida)
l'elaborato non sarà accettato e considerato nullo.
3 – Cosa si deve e non si deve fare durante gli esami
Una volta iniziato l'esame, gli studenti dovranno svolgere la prova nel più assoluto
silenzio. In caso di necessità si dovrà alzare la mano per attirare l'attenzione di un docente
o di un assistente e chiedere a lui, ma non si può parlare con i colleghi che partecipano o
hanno partecipato all'esame. Il mancato rispetto di questa fondamentale regola darà adito
a sanzioni che vanno dal richiamo verbale all'espulsione dall'aula e quindi
all'annullamento dell'esame.
Una cosa espressamente proibita è tenere cellulari in vista, accesi o spenti che siano. I
cellulari devono essere spenti e custoditi in borsa e non ne è ammesso l'utilizzo o la
presenza in vista in nessun caso, nemmeno se lo studente si è dimenticato l'orologio e
quindi intende utilizzare il cellulare per sapere che ora è. L'utilizzo di cellulari è ragione
sufficiente per l'espulsione immediata dall'aula. Ovviamente lo stesso vale per auricolari
o qualsiasi altro strumento di comunicazione o di memorizzazione e lettura di dati.
Altra cosa proibita quella di tenere in vista appunti, libri o qualsivoglia forma di scrittura
che possa anche solo far sospettare irregolarità. Durante l'esame non è possibile consultare
niente. Borse, borsette, zaini e qualsiasi contenitore devono essere chiusi e depositati sotto i
banchi oppure nei pressi della cattedra e non è permesso aprirle durante lo svolgimento
dell'esame senza il permesso di un docente o di un assistente, nemmeno per prendere la
penna se quella adoperata fino allora smette di funzionare. In pratica sul banco è concesso
di tenere solo il foglio e la penna con cui si scrive. Eventualmente si può tenere una
seconda penna come riserva. Non è permessa la detenzione e l'utilizzo di bibite, panini e
cibarie varie. Sarebbe invece opportuno che ogni esaminando tenesse sul banco il libretto
universitario in modo che i docenti o gli assistenti possano in ogni momento verificarne
l'identità senza distoglierne l'attenzione dall'esame.
Chi sarà sorpreso a copiare o a consultare testi di ogni genere sarà espulso dall'aula e il
suo compito sarà annullato. Stessa cosa accadrà all'elaborato di chi consegnerà un
compito in cui la risposta a una o più domande coincida col testo riportato nei libri e nel
7
manuale segnalati dal docente per la preparazione degli esami oppure al testo della
risposta di un altro studente. In quest'ultimo caso saranno sanzionati ambedue gli
studenti non potendo sapere chi ha copiato e chi ha lasciato copiare ed è dunque
altrettanto meritevole di essere sanzionato.
Tra le poche cose che non sono vietate durante l'esame, c'è il chiedere chiarimenti
“tecnici” al docente. In realtà, questo dovrebbe essere evitato perché tutti i chiarimenti
dovrebbero essere richiesti prima dell'inizio dell'esame quando appunto i docenti
dedicano un minimo spazio di tempo a soddisfare le curiosità e a dissipare i dubbi degli
studenti, ma è possibile che le ambiguità di una domanda possano emergere solo
durante lo svolgimento del tema e quindi che solo allora si possa manifestare la
necessità di chiedere chiarimenti. Gli studenti sono comunque pregati di non abusare di
quest’opportunità.
4 – Come vengono valutati gli esami
I punteggi per ognuna delle tre domande sono assegnati in base alla seguente scala di
valutazione.
Punti
Valutazione sostanziale
0
Risposta priva di significato compiuto, in bianco o che risponde a domanda diversa da quella
proposta oppure il cui testo è uguale in tutto o in parte al testo del libro di riferimento
1
Individua solo approssimativamente l'argomento di cui si parla risultando incapace di fornire
dettagli significativi
2
Individua solo approssimativamente l'argomento di cui si parla fornendo qualche dettaglio, ma
dimostrando palesemente di non aver capito niente dei problemi di cui discute
3
Individua l'argomento di cui si parla, ma riesce a fornire solo poche informazioni significative
oppure fornisce alcune informazioni contraddittorie che lasciano intuire una scarsissima
comprensione dei problemi
4
Individua l'argomento di cui si parla e fornisce alcune informazioni del tutto descrittive
5
Conosce approssimativamente l'argomento, ma si dimostra incapace di organizzare le
informazioni di cui dispone per dare una risposta compiuta alla domanda
6
Conosce approssimativamente l'argomento e riesce ad organizzare le informazioni in modo da
dimostrare di aver capito almeno il minimo indispensabile
7
Conosce sufficientemente l'argomento, ma lo illustra in modo superficiale, impreciso o
incompleto o comunque usando una prosa inadeguata a fornire un'analisi approfondita
8
Conosce bene l'argomento, ma lo illustra in modo superficiale, impreciso o incompleto o
comunque usando una prosa inadeguata a fornire un'analisi approfondita
9
Conosce bene l'argomento e lo illustra con chiarezza, anche se non ne coglie tutti gli aspetti
specifici
10
Conosce bene l'argomento, lo illustra con chiarezza e ne coglie tutti gli aspetti specifici
Il voto finale per ogni modulo consiste nella somma dei tre punteggi. Qualora l'esame
consista di due moduli, il voto finale sarà dato dalla media aritmetica dei voti finali
ottenuti nei due moduli. Da notare che nel caso di risposte fuori tema, anche qualora
dimostrino un'eccezionale padronanza del tema di cui trattano, sono assegnati 0 punti.
Quindi, se non si conosce la risposta a una domanda, svicolare rispondendo a una
domanda diversa è una strategia che non paga.
8
Capitolo 3 – Come svolgere l'esame
1 – Che cosa bisogna sapere per superare l'esame
Considerato che le domande possono riguardare qualsiasi argomento del programma,
bisogna studiare tutto e tutto deve essere studiato attentamente, inclusi gli appunti, le
dispense e le diapositive fornite nella sezione “materiale didattico” nella pagina web del
corso. Piuttosto bisognerebbe chiedersi come bisogna sapere le cose per superare
l'esame. Uno degli scopi principali dell'esame è verificare se lo studente è in grado di
ragionare sulle cose che ha o dovrebbe aver studiato. Non basta conoscere una gran
mole d’informazioni, ma è indispensabile dimostrare di saperle usare e di aver capito il
significato intrinseco di dinamiche e processi tanto da poter fare indipendentemente
deduzioni e ragionamenti senza che questi siano scritti sui testi di riferimento o siano
stati illustrati a lezione. In fondo, gli studi universitari servono proprio a sviluppare
nello studente la capacità di raccogliere informazioni ed elaborarle con ragionamenti
complessi. Molte delle informazioni assimilate preparando l'esame saranno dimenticate
in fretta, ma se lo studente impara a ragionare sarà poi in grado di recuperare
velocemente quelle informazioni e la necessaria padronanza dell'argomento che dovesse
risultargli necessaria nel futuro. Riassumendo, per superare l'esame bisogna studiare
tutto, capire molto e soprattutto essere in grado di ragionare.
2 – Metodi di studio
Ogni persona ha sviluppato nel corso degli anni un proprio metodo di studio che si
adatta alle sue caratteristiche e alle sue abitudini. C'è chi studia di notte, chi la mattina
presto, chi tutto il giorno. Alcuni studenti sottolineano o evidenziano con un pennarello i
passaggi principali del testo, altri se li copiano, altri ancora fanno riassunti, alcuni
ripetono a voce alta, altri ancora puntano sulla loro memoria e così via dicendo. In ogni
caso, più che il modo in cui si studia conta il risultato cui si ambisce. Questo deve
necessariamente essere la comprensione del testo e degli eventuali appunti, non la
memorizzazione. All'esame non si chiede di affrontare un argomento fornendo una lista
di nomi o eventi. Lo studente deve dimostrare di aver compreso i concetti e di saperli
esporre e gestire con grande padronanza. Per riuscire a far questo è inutile ripetere come
pappagalli il testo dei libri di riferimento o farne riassunti. Bisognerebbe invece essere
in grado di parlare dell'argomento con qualcuno (o semplicemente con se stessi) con la
medesima padronanza e scioltezza con cui si parla di calcio o di moda e cioè
conoscendo i fatti e analizzandoli nel loro significato.
A differenza di discipline quali la matematica, la statistica o l'economia, l'esame di
politologia non si presta a essere impostato come una serie di esercizi la cui risposta è
ben determinata e unica. Discutere di argomenti politologici richiede padronanza di
linguaggio, ma anche personalità e spirito critico oltre che interesse per la materia.
Inoltre, per quanto lo studente che arriva all'università abbia già sviluppato un suo
metodo di studio alle superiori, gli studenti dei primi anni devono capire al più presto
9
che l'università è un'altra cosa e che spesso è necessario imparare nuovamente a
studiare. Infine, bisogna evitare di equiparare l'esame di Scienza politica agli esami di
Storia (come spesso accade) o di altre discipline, pensando quindi di superarli allo
stesso modo e con gli stessi punteggi. L'esame è di Scienza politica è e va affrontato
come un esame di Scienza politica.
Fermo restando quanto detto sopra sulla personalizzazione dei metodi di studio,
l'interazione con il docente è sempre cruciale. Seguire le lezioni, andare al ricevimento o
scrivere al docente per chiedere delucidazioni è sempre d'aiuto. Sarebbe anche
auspicabile leggere prima della lezione o immediatamente dopo i capitoli del testo in cui
si parla di argomenti trattati dal docente per vedere subito cosa non è chiaro.
3 – Come iniziare l'esame
Quando si arriva al momento dell'esame ormai è troppo tardi per pentirsi del modo in
cui ci si è preparati. Quindi, se non si è studiato abbastanza o non si è studiato per niente
le possibilità di prendere un bel voto o addirittura di passare l'esame saranno scarse.
Questo non significa che sia vero l'inverso e cioè che se si è studiato molto si prenderà
un bel voto. Questo perché non basta aver studiato, ma bisogna anche aver capito.
Inoltre, l'esame va pur fatto e come accade talvolta, lo si può sempre sbagliare. In altre
parole, si può impostare male la risposta, fraintendere la domanda o comunque
commettere tutta una serie di "errori tecnici" che possono compromettere il risultato
dell'esame anche di persone preparatissime. Esistono vari errori tecnici che possono
ripercuotersi negativamente sulla valutazione finale del compito di una persona molto
preparata tra cui i principali sono quelli riportati nel prospetto che segue. Quelli elencati
sono problemi di portata generale in cui possono incorrere tutti gli studenti. Possono poi
esistere dei problemi specifici del singolo studente che vanno risolti col buon senso e un
minimo di scaltrezza. Per esempio, se un esaminando ha una calligrafia che gli fa
consumare tanto spazio, dovrà sforzarsi di scrivere caratteri più piccoli e limitare al
massimo i margini laterali da lasciare bianchi per la correzione del docente. Anche se
sforzarsi di scrivere in modo diverso dal solito o in stampatello richiede più tempo, un'ora e
mezzo è più che sufficiente per completare l’esame.
10
Errore
Causa
Conseguenza
Soluzione
Mancata comprensione Non si è riflettuto bene
della domanda
sul significato della
domanda e/o si è fatta
poca attenzione alle
spiegazioni del docente
Non si riesce a
focalizzare bene
l'argomento da discutere
o non se ne colgono tutte
le sfaccettature
Leggere attentamente la
domanda, riflettere sulle
possibili interpretazioni,
chiedere chiarimenti al
docente
Risposte confuse
Non si è capito come
mettere in sequenza i
collegamenti da
analizzare
La risposta perde
coerenza e manca di un
filo logico
Pianificare bene la
risposta prima di iniziare
a scrivere
Risposte lunghe
Si è ritenuto di dover
I punti cruciali si
scrivere come minimo confondono in una
un certo numero di righe quantità eccessiva di
informazioni. Si
consuma troppo spazio e
ne rimane poco per le
altre risposte
Risposte corte
Si è risposto alla
domanda in modo
affrettato e senza
individuare tutti i punti
cruciali da trattare
La risposta è incompleta Individuare i punti
o superficiale
cruciali da inserire nella
risposta
Risposta illeggibile
Calligrafia illeggibile
Il docente non riesce a
leggere e valutare la
domanda e la considera
nulla
Scrivere in stampatello e
con calma
Risposta
incomprensibile
Carenze linguistiche e
difficoltà di scrittura
Lo studente non riesce
ad esprimere i concetti
necessari a fornire la
risposta
Scrivere frasi brevi e
riflettere bene prima di
scrivere
Risposta deviante
Scrivendo lo studente
Si finisce fuori tema e si Pianificare la risposta
perde il filo del discorso risponde in modo
prima di iniziare a
incompleto
scrivere
Risposta ideologica
Lo studente si fa
prendere dalle proprie
passioni politiche
La risposta perde di
Mantenersi distaccati
obiettività e diventa la
dall'argomento di cui si
difesa di un'idea più che tratta
una sua analisi.
Risposta titubante
Si è insicuri della
risposta o della propria
capacità di fornire tutti
gli elementi necessari e
di collegarli nella giusta
sequenza
Non si riesce a centrare
il cuore del problema
Dare risposte nette e
precise
Risposta troncata
Lo spazio sul foglio è
terminato prima di aver
completato la risposta
La risposta resta
incompleta
Progettare tutte le
risposte prima di iniziare
a scrivere
Individuare i punti
cruciali da inserire nella
risposta e concentrarsi su
questi senza
preoccuparsi se la
risposta sembra breve.
11
4 – Strategie vincenti o per limitare i danni
Riassumendo quanto detto finora, possiamo concludere che è cruciale iniziare l'esame
analizzando lucidamente il significato delle domande e pianificando mentalmente con
calma e precisione cosa si deve scrivere nella risposta. Bisogna inoltre ricordare che non
è sufficiente fare un elenco di eventi o di nomi, ma è invece indispensabile dimostrare di
conoscere le informazioni cruciali sul tema toccato dalla domanda e di essere in grado
di illustrare i collegamenti e le consequenzialità tra i vari aspetti. Infine è necessario
liberarsi di credenze infondate che possono condizionare negativamente il modo in cui è
svolto l'esame. In particolare non è vero che:
1. Sia necessario riempire il foglio scrivendo fino alla sua ultima riga. Alcune
domande si prestano a risposte brevissime, seppur molto difficili da individuare;
2. Bisogna utilizzare tutto il tempo a disposizione o che 1,5 ore sono poche.
Dall'esperienza dei precedenti esami emerge come gli studenti che ottengono i
migliori voti impieghino tra i 50 ed i 70 minuti a consegnare il compito.
3. Il testo di ogni risposta debba essere della stessa lunghezza. A seconda dei casi,
della sintassi e della calligrafia dello studente una risposta può essere di una
pagina e mezzo e l'altra o le altre di meno di una pagina ciascuna.
4. Sia sempre necessario illustrare gli argomenti di cui tratta la domanda. Se la
domanda chiede di illustrare le differenze tra la teoria A e la teoria B, lo studente
deve concentrarsi sulle differenze dando per note le teorie. Non deve invece
illustrare le due teorie perché non è quello il tema della domanda e nessuno
glielo ha chiesto.
Un metodo per rispondere al meglio a una domanda (a patto di aver studiato e di aver
capito) può essere quello di analizzare nel dettaglio il testo della domanda stessa. Una
volta effettuata quest'analisi, bisogna strutturare la risposta in modo da dare il giusto
risalto agli elementi principali, spiegare quali sono i collegamenti tra di loro e cosa se ne
può dedurre e infine stimare quanto spazio richiede una risposta del genere. Può darsi
che nell'analizzare il testo della domanda siano emerse delle lacune di preparazione
dello studente e quindi alcune "caselle" siano rimaste vuote. In questo caso bisogna
puntare a limitare i danni progettando una struttura della risposta più semplice e che
ruoti attorno al poco che si conosce dell'argomento. Per ulteriori chiarimenti si vedano
gli esempi di temi svolti nel capitolo 4.
5 – Imparare dai fallimenti
Essere respinti all'esame è un'eventualità che bisogna mettere in conto. Per quanto possa
essere un'esperienza sgradevole può comunque servire per superare l'esame al secondo
tentativo. L'importante è sfruttare al massimo tutte le informazioni che si possono
ottenere sul fallimento e sul perché si è verificato. Per prima cosa bisogna domandarsi
dove si è sbagliato, perché si è sbagliato e quale sarebbe stato il modo corretto di
rispondere. Una volta capito questo, bisogna preparare nuovamente l'esame dall'inizio
riorganizzando anche il metodo di studio e non limitarsi a un ripasso delle cose
contando sul fatto che già si era studiato per l'esame poi fallito. Se si è fallito,
evidentemente qualcosa non ha funzionato ed è molto probabile che questo qualcosa sia
proprio il modo in cui è stato preparato l'esame.
12
La prima cosa da fare sempre dopo essere stati respinti a un esame è chiedere al docente
perché si è stati respinti e cosa c'era di sbagliato nelle riposte fornite. Il docente
percepisce uno stipendio per insegnare, fare esami e fare ricevimento o comunque per
seguire i suoi studenti. Questo serve a ben poco se gli studenti non approfittano di un
servizio che è loro offerto, cui hanno diritto e per il quale il popolo italiano paga. D'altra
parte, se uno studente non è stato in grado di superare un esame da solo, come può
pretendere di capire da solo cosa non ha capito? Potrà certo riprovare all'appello
seguente e magari arrivare a prendere un voto bassissimo ma sufficiente per passare
l'esame, ma potrebbe riuscirci con minor sforzo e migliori risultati se capisse le ragioni
del precedente fallimento. Tra l’altro, il fatto che ci siano studenti che ripetono l’esame
molte volte (pare che il record per le materie politologiche si aggiri sui 17 fallimenti)
dovrebbe moderare l’ottimismo di chi si sente sicuro di passare l’esame al tentativo
immediatamente seguente quello fallimentare.
13
Capitolo 4 – Alcuni esempi ispirati agli esami passati
Dopo quanto detto finora sulle modalità d'esame e sui metodi per svolgerlo e
possibilmente superarlo, passiamo ad alcuni esempi di tema ed analizziamo come sono
stati impostati, quali caratteristiche hanno e come sono stati valutati.
1 - Temi vincenti
I temi che seguono hanno caratteristiche molto diverse, ma otterrebbero tutti punteggi
molto alti se non addirittura il massimo punteggio. Vediamo perché leggendo il tema ed
i commenti inseriti in rosso o in blu tra parentesi quadre.
Esempio n. 1
Domanda: Spiegare cosa sono deregulation e privatizzazione
"Deregulation" e "privatizzazione" sono parte dei contenuti delle riforme che, a partire dalla
metà degli anni Ottanta del XX secolo, hanno coinvolto le burocrazie pubbliche, soprattutto
nei paesi in cui le pubbliche amministrazioni hanno assunto dimensioni e complessità di
funzionamento importanti, come l'Italia [SI INDIVIDUA SUBITO CON CHIAREZZA IL SOGGETTO
DEL TEMA E SE NE DA UNA DESCRIZIONE PRECISA E SINTETICA]
Oltre alle richieste di maggiore trasparenza e coinvolgimento nell'attività delle burocrazie
pubbliche avanzate dai cittadini al fine di renderle più democratiche [INDIVIDUA UN
ELEMENTO SECONDARIO CHE RISCHIAVA DI ESSERE TRALASCIATO], l'altro importante motivo
delle riforme delle burocrazie pubbliche è stato il problema del bilancio dello Stato, ormai
giunto a deficit pericolosi, nonché la necessità di semplificare e razionalizzare il
funzionamento degli apparati burocratici [INDIVIDUA GLI ASPETTI PRINCIPALI DIMOSTRANDO
NON SOLO CHE CONOSCE TUTTI GLI ASPETTI, MA ANCHE CHE NE DISTINGUE L'ORDINE
D'IMPORTANZA], diventati enormi giganti rigidi e spesso inefficaci ed inefficienti nello
svolgimento delle loro attività, prima tra tutte l'attuazione delle politiche pubbliche
[IDENTIFICA IN MODO SINTETICO MA PRECISO IL PERCHÉ DELLE TRASFORMAZIONI CHE
DESCRIVE].
La "privatizzazione" consiste nella vendita di beni statali o di imprese pubbliche [continua
con la descrizione dei due processi e delle loro conseguenze, parte che omettiamo per brevità]
Il tema è stato scritto da uno studente con buone capacità di analisi e di scrittura.
Nonostante sia piuttosto lungo, lo studente ha una calligrafia piccola ma leggibile e
questo gli consente di utilizzare uno spazio ragionevole. Voto:10 e potenziale lode
Esempio n. 2
Domanda: Qual'è la relazione tra regionalizzazione ed integrazione europea suggerita da
Caciagli?
Nel testo "Regioni d'Europa", per comprendere il senso del pensiero di Caciagli il titolo è già
molto significativo [CONSTATAZIONE LA CUI IMPORTANZA SFUGGE AI PIÙ E DIMOSTRA SUBITO
CHE LO STUDENTE HA AFFERRATO IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE]. Egli ci descrive nel
dettaglio le situazioni di "parti di nazioni" [ALTRA DEFINIZIONE BRILLANTE CHE IN TRE PAROLE
FOCALIZZA LA PROBLEMATICA PRINCIPALE], di regioni che appartengono prima alle loro
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nazioni e poi all'Europa, ma considerate sempre le regioni d'Europa, come se tutte fossero
parte di un unico ente politico-territoriale, l'Europa. Così Sardegna, Corsica, Catalogna e
Galizia [DIMOSTRA DI CONOSCERE IL TESTO CITANDO ALCUNI ESEMPI USATI DALL'AUTORE ED
AGGIUNGENDONE ALTRI COMPATIBILI] non sono per lui solo parti di Italia, Francia e Spagna,
ma parti d'Europa. Questa scelta mi appare molto significativa [ PERSONALIZZA, MA NON
DISTORCE], specialmente se rivolgiamo lo sguardo al fatto che il risveglio o la nascita di
sentimenti regionalistici [COLLEGA ALL'ATTUALITÀ LA QUESTIONE DI CUI DISCUTE], che
fossero solo autonomisti o all'eccesso secessionisti, in molte regioni è stato determinato dalla
sempre crescente considerazione di esse a livello europeo [ INDIVIDUA UN RAPPORTO DI
CAUSALITÀ TRA DUE ELEMENTI CHE HA INDIVIDUATO].[il tema prosegue descrivendo i punti
principali su cui si sofferma Caciagli]
L'autore di questo tema dimostra minore padronanza della lingua di quanto non avesse lo
studente dell'esempio precedente, ma questo non sminuisce la sua valutazione perché riesce
comunque a comunicare i concetti che vuole esprimere. Infatti, il docente non corregge né
tanto meno valuta la correttezza linguistica del tema, ma si concentra sui concetti espressi.
Lo studente ha una calligrafia leggibile e usa caratteri di dimensioni medio-grandi. Riesce,
però, a concentrare in una sola pagina tutto ciò che c'è da dire utilizzando uno stile asciutto
e molto diretto e cioè da persona sveglia che capisce al volo le cose. Inoltre lo studente
capisce subito che il tema non chiede di parlare di regionalizzazione e integrazione europea,
ma della relazione che intercorre tra i due fenomeni. Per questa ragione non perde tempo a
descriverli, ma punta subito al soggetto della domanda. Voto:10
Esempio n. 3
Domanda: Illustrare l'influenza delle organizzazioni internazionali in generale e del
sistema finanziario internazionale in particolare, sul processo di policy.
Gli attori del policy subsystem sono plasmati ed influenzati nel loro comportamento dalla
struttura e dalle regole delle organizzazioni, statali e internazionali [FA UN'INTRODUZIONE CHE
AVREBBE POTUTO EVITARE PER RISPARMIARE SPAZIO, MA CHE DIMOSTRA SUBITO UNA GRANDE
PADRONANZA DELL'ARGOMENTO]. Le politiche dei singoli stati sono influenzate dalle
organizzazioni internazionali in quelle policy, come commercio e politica estera che
influiscono direttamente ed in modo incisivo sulle diverse politiche adottate dai singoli stati
[ANCHE QUI SI POTEVA ESSERE PIÙ SINTETICI, MA LO STUDENTE SCRIVE COSÌ PICCOLO CHE
RIESCE A RIMEDIARE UN SACCO DI SPAZIO]. (...omissis) Talvolta vi è un'influenza indiretta che
si riflette sulle policy come ad esempio in materia pensionistica e sanità. Inoltre la forza con
cui tali regimi internazionali incidono sulle politiche dei governi dipende dal grado di forza
dei singoli atti che possono essere trattati, regolamenti o sanzioni formali e informali
[INDIVIDUA VARI ELEMENTI IMPORTANTI PER DETERMINARE L'ENTITÀ DELL'INFLUENZA DI CUI SI
PARLA NELLA DOMANDA]. [prosegue descrivendo le origini del sistema finanziario
internazionale e delle istituzioni finanziarie internazionali e le peculiarità del suo influsso
sulle politiche nazionali]
Questo è un esempio di ottimo tema da non seguire. Lo studente si è dilungato su
moltissimi particolari ed ha scritto un tema lunghissimo. Per quanto abbia dimostrato
un'ampia preparazione e una profonda comprensione dell'argomento, è riuscito solo
grazie ad una scrittura piccolissima e scrivendo fin quasi al bordo del foglio. Inoltre,
fornendo così tanti particolari, alcuni dei quali non sono nemmeno stati trattati a
lezione, ha dato l'impressione di attingere a nozioni acquisite in altri corsi e questo
poteva sminuire la validità del suo tema agli occhi del docente. Voto:10
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2 - Temi problematici
Se ci soffermiamo ad analizzare i temi insufficienti noteremo alcuni aspetti comuni che
derivano dalla coesistenza di una preparazione imperfetta (soprattutto in termini di
comprensione dell'argomento) e di una scarsa capacità di esprimersi, perlomeno per
iscritto. Vediamone alcuni indicando in blu e tra parentesi graffa i pensieri del docente
durante la lettura del testo.
Esempio n. 1
Domanda: Qual'è la relazione tra regionalizzazione ed integrazione europea suggerita da
Caciagli?
Nel libro "regioni d'Europa" Caciagli analizza come, negli ultimi decenni {E CIOÈ QUANTI?}
le regioni si sono evolute nel piano della sfera politica europea { E CHE VUOL DIRE "NEL
PIANO"? COS'È? GEOMETRIA?}. Innanzitutto, per regione, Caciagli intende l'unità territoriale
nel piano immediatamente inferiore {COS'È? L'INQUILINO DEL PIANO DI SOTTO? INTENDE IL
LIVELLO DI GOVERNO? SE FOSSE COSÌ DIMOSTREREBBE COGNIZIONI IMPORTANTI MA DETTO IN
QUESTO MODO NON POSSO INDOVINARE COSA CAPISCE DAVVERO} all'unità statale { ALLO
STATO. PERCHÉ FARLA TANTO LUNGA} oppure la più grande unità politica all'interno dello
stato {CHE ARZIGOGOLO DI RISPOSTA. PROBABILMENTE NON HA CAPITO L'USO DEL CONCETTO
DI MULTILEVEL GOVERNANCE, ALTRIMENTI SI SAREBBE ESPRESSO DIVERSAMENTE}. Per
regionalizzazione si intende invece il trasferimento di alcune funzioni politiche e
amministrative da parte dell'apparato statale { DALLO STATO, BASTA UNA PAROLA. }a quello
regionale {SIAMO SICURI CHE SIA TUTTO QUI? DIREI CHE QUESTA È SOLO UNA PARTE}. Caciagli
sottolinea come questo processo vari a seconda della nazione analizzata: ci sono regioni,
come per esempio la Germania {LA GERMANIA UNA REGIONE?????} in cui le regioni
{QUINDI UNA REGIONE CONTIENE SE STESSA. MA SE L'È RILETTO IL TEMA PRIMA DI
CONSEGNARLO? DIREI DI NO} hanno quasi una completa autonomia compreso il potere
legislativo {CHE STRANO PER UN STATO FEDERALE! CHE POI ABBIANO POTERE LEGISLATIVO
NON È POI COSÌ DEGNO DI NOTA, CE L'HANNO ANCHE LE REGIONI ITALIANE E L'ITALIA NON È UN
PAESE FEDERALE PER IL MOMENTO}, in altre invece i poteri delle regioni sono ancora
abbastanza limitati {CHE SIGNIFICA "ANCORA"? SI PRESUPPONE CHE AUMENTERANNO?
PERCHÉ?}. Queste regioni si stanno integrando nei vari processi politici in ambito europeo { E
CHE VUOL DIRE " INTEGRARSI IN UN PROCESSO IN AMBITO EUROPEO"? AL LIMITE SI STANNO
INSERENDO. OPPURE INTENDE PROPRIO L'INTEGRAZIONE TRA REGIONI?} anche se il ruolo
principale in questioni internazionali è ancora degli stati. L'integrazione europea delle regioni
{??? QUALE INTEGRAZIONE? QUELLA EUROPEA O QUELLA TRA REGIONI EUROPEE CHE FRA
L'ALTRO NON È STATA UN GRANCHÉ?} possiamo dire che sia andata quasi di pari passo con la
regionalizzazione {C'È ANDATA O NO? E PERCHÉ?}. Anche se la regionalizzazione dell'europa
{EUROPA ANDREBBE SCRITTO CON L'INIZIALE MAIUSCOLA.....}resta un mito {MA SE RESTA UN
MITO, ALLORA COME SI PUÒ DIRE CHE È ANDATA DI PARI PASSO CON L'INTEGRAZIONE EUROPEA
CHE UN MITO NON È? FACEVA GLI STESSI PASSI MA CAMMINAVA SUL POSTO? FORSE
L'INTEGRAZIONE EUROPEA DELLE REGIONI DI CUI PARLA PRIMA NON È L'INTEGRAZIONE
EUROPEA PROPRIAMENTE DETTA. MA ALLORA COSA INTENDE? NON CI CAPISCO NIENTE) questo
non cancella il fatto che le regioni hanno assunto un ruolo sempre più importante all'interno
dell'unione, e da questo punto non si potrà più tornare indietro {E CHI LO DICE? CACIAGLI? LO
STUDENTE? QUALCHE ALTRO AUTORE? IL PROFETA ISAIA, CHÉ DI PROFEZIA SI TRATTA SE NON SI
MOTIVA L'AFFERMAZIONE?}. Voto: 3
In questo testo i problemi che emergono sono gravi. Lo studente ha scarsa padronanza della
lingua scritta ed usa spesso termini inappropriati o di cui non soppesa il significato che
fanno assumere alla frase come nel caso della parola "ancora". Ha una visione generica e
superficiale dell'argomento di cui percepisce vari aspetti, ma in modo slegato tra loro.
Inoltre, e questo è forse il problema più grave, non riesce a coordinare in modo logico le sue
affermazioni e non capisce che si contraddice. Infine, questo modo di scrivere causa seri
imbarazzi al docente che corregge il compito perché questi non riesce a capire cosa vuol
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dire lo studente quando usa certi termini e non può dare per certo che dietro a quei termini
vi sia comunque la comprensione di concetti complessi.
Esempio n.2
Domanda: Spiegare quali sono le ragioni che a seconda dei casi suggeriscono l'adozione
di strumenti di policy volontari, misti e coercitivi.
2 politologi Phissed Dan {NOMI INESISTENTI. SONO BRUCE DOERN E RICHARD PHIDD} hanno
sviluppato un modello formato da 10 tipi di strumenti di policy che dividono in tre gruppi a
seconda della partecipazione dello Stato { A DIRE IL VERO PARLANO DI LEGITTIMA
COERCIZIONE COMUNQUE AMMETTIAMO CHE S'INTENDA CHE LA ESERCITA LO STATO}. Quando
lo Stato interviene nelle politiche e hanno strumenti coercitivi (regolazione, erogazione
diretta e impresa pubblica). {? PUNTO? CHE FRASE È QUESTA? QUANDO INTERVIENE CON
STRUMENTI COERCITIVI CHE SUCCEDE?}. Lo Stato interviene usando queste politiche quando
c'è bisogno di una regolazione diretta e che faccia subito effetti { QUESTO PER LE POLITICHE
REGOLATIVE. E LE ALTRE? E POI SUL FATTO CHE FACCIANO SUBITO EFFETTO AVREI I MIEI
DUBBI}. Quando lo stato non interviene nelle politiche si hanno gli strumenti volontari { E
ALLORA LE POLITICHE CHI LE FA? SE LO STATO NON INTERVIENE NELLE POLITICHE CHI LI USA
GLI STRUMENTI? MA NON SI RENDE CONTO DELL'INCOERENZA DI CIÒ CHE DICE?}. Queste
politiche vengono usate per esempio per aiutare ai bisogni primari di chi non riesce a
soddisfare da solo {"AI" BISOGNI PRIMARI NON CREDO SIA ITALIANO} (il volontariato è usato
per esempio quando ci sono [parola illeggibile] perché pare all'immediatezza dell'intervento e
all'efficacia del suo operato è molto utile per le situazioni urgenti) { PERCHÉ SCRIVE TRA
PARENTESI?} {IN OGNI CASO, NON SI CAPISCE NIENTE}. Gli strumenti misti sono
particolarmente usati per controllare i comportamenti dei cittadini {QUI SEMBRA CHE CI SI
RIFERISCA ALLA GESTAPO}, cercando di indurli verso situazioni volute dallo Stato { E CIOÈ?}
In questo caso i problemi di sintassi sono drammatici e rendono alcune parti del tema
praticamente illeggibili. Inoltre lo studente, che evidentemente ha studiato, ha
comunque una preparazione mnemonica e quindi ricorda le cose in modo meccanico e
cerca di esporle per come le ricorda. Voto: 4
Esempio n. 3
Domanda: Spiegare cosa sono deregulation e privatizzazione
Privatizzazione e deregulation sono le tendenze attuali della burocrazione {????}. Con il
termine privatizzazione si intende l'applicazione delle norme applicate nel campo
dell'economia privata a quella statale {MA CHE HA CAPITO QUESTO? SI CONFONDE CON
L'APPROCCIO MANAGERIALE?}, dal saldo in bilancio {FORSE INTENDE IL PAREGGIO DEL
BILANCIO} al pagamento dei funzionari burocratici a seconda dei loro meriti { MA QUANDO
MAI?} e ciò serve per invogliare i burocrati a svolgere per il meglio il loro compito
{SERVIREBBE, AL CONDIZIONALE PERCHÉ NON LO SI FA}. Quindi in un certo senso si privatizza
l'economia statale {??? CHE SIGNIFICA?}. Con il termine deregulation si vuole indicare il fatto
che l'apparato burocratico e le sue azioni in particolar modo, devono essere noti agli individui
{QUESTA SI CHIAMEREBBE TRASPARENZA. LA DEREGULATION È UN'ALTRA COSA} In questo
modo si vuole inoltre cercare di eliminare i formalismi della pubblica amministrazione, in
modo tale da velocizzare le azioni che implicano un'interazione tra burocrati e cittadini
{ALL'ANIMA DELLA CHIAREZZA E DELLA SINTASSI}. Ciò, però, porta inevitabilmente ad una
routinizzazione {E QUESTO SU CHE VOCABOLARIO L'HA TROVATO?} dell'azione dei burocrati.
In questo caso il problema principale dello studente è che non ha capito quasi niente
delle cose di cui ha scritto o, se l'ha capito, ha completamente travisato la domanda o la
terminologia da utilizzare. Voto: 2
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3 - Temi esilaranti
Sui temi gravemente insufficienti è inutile soffermarsi. Sono in genere poche righe prive
di senso o in cui lo studente cerca di inventarsi qualcosa nella speranza di indovinare,
oppure sono domande lasciate in bianco o infine domande in cui lo studente va
completamente fuori tema.
Ci sono però alcuni temi che di solito sono gravemente insufficienti o comunque
valutati con punteggi bassi, in cui si trovano problemi specifici che potrebbero capitare
anche studenti più preparati, compromettendo gravemente l'esito del loro esame. Tali
temi, spesso dai contenuti esilaranti, non sono meno problematici di altri in quanto
anche una solo passaggio particolarmente ridicolo di un tema ben fatto, può influenzare
molto negativamente il docente ed impedirgli di apprezzare quanto di buono c’è nel
resto del tema. Conviene dunque fornire qualche esempio.
Esempio n. 1
Domanda: Spiegare cosa sono deregulation e privatizzazione
The regulation e privatizzazione.......
lo studente ha scritto il termine in questo modo anche quando gli è stata dettata la domanda.
Evidentemente non si ricordava nemmeno com'era scritta sul libro. Altri invece hanno
scritto le regulation dimostrando un'impreparazione non meno inquietante.
Esempio n. 2
Domanda: Illustrare l'influenza delle organizzazioni internazionali in generale e del
sistema finanziario internazionale in particolare, sul processo di policy.
(.....omissis) Anche i paesi più poveri che hanno sempre problemi di bilancio vengono
influenzati dalle organizzazioni internazionali. Infatti per cercare di pareggiare il bilancio
sono costretti a chiedere prestiti che le banche non sono più intenzionate a concedere. Allora
sono costretti a chiedere alla Cassa di Risparmio Internazionale {??????????}
In questo caso lo studente commette una gaffe clamorosa dovuta alla sua totale
ignoranza non tanto dell'argomento della domanda, quanto del contesto economico
internazionale a cui si riferiva. Provenendo probabilmente da una realtà locale molto
isolata ha associato automaticamente l'idea di un istituto finanziario con la filiale del suo
paese di una qualche cassa di risparmio ed ha "fondato" questa nuova istituzione
finanziaria internazionale.
Esempio n. 3
La privatizzazione è un processo che comprende la capacità di rendere ciò che è
pubblico, e quindi dello Stato, privato {IN REALTÀ QUESTA È APPROPRIAZIONE INDEBITA O
ADDIRITTURA TRUFFA AI DANNI DELLO STATO}
In questo caso lo studente, pur sapendo rispondere, lo ha fatto usando una terminologia
del tutto inappropriata che ha dato luogo ad effetti che hanno gravemente nuociuto al
superamento dell'esame.
4 – Alcuni esempi di come potevano essere svolti temi d’esame
Concludiamo questa dispensa con tre esempi di temi svolti o parzialmente svolti
corredati da alcuni suggerimenti che dovrebbero aiutare lo studente ad impostare in
modo efficace le risposte. Nella colonna di sinistra si trovano le domande o le priorità
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che lo studente deve porsi per organizzare e strutturare la risposta. A destra invece si
suggerisce il testo del possibile svolgimento del tema. I titoli dei temi sono tratti da
compiti di alcuni anni fa proposti nell’esame di Scienza politica.
Domanda 1 – Il sistema elettorale all’inglese
Cos’é?
Perché si chiama
così?
Cos’ha di
particolare?
Che vantaggi
comporta?
Che problemi
pone?
Si tratta di un sistema maggioritario a collegio uninominale e a turno unico. Il
candidato che ottiene il maggior numero di voti nel collegio viene eletto, anche se
ottiene solo la maggioranza relativa (o plurality)
Questo tipo di sistema elettorale è diffuso in vari paesi anglosassoni e deve il suo
nome al fatto che è apparso in Inghilterra.
E’ particolarmente adatto al sistema politico inglese, dove vige un modello di
democrazia basata sul principio maggioritario e cioè sulla concentrazione del potere
in governi monocolore e da un sistema bipartitico, modello detto appunto
Westminster
Il sistema all’inglese penalizza la frammentazione partitica e favorisce la formazione
di maggioranze stabili anche se talvolta risicate, proprio perchè la necessità di
raggiungere la maggioranza relativa nell’unico turno impone di creare coalizioni che
possano raccogliere largo consenso nei collegi.
Il sistema inglese non riesce a garantire il controllo del governo alla maggioranza
assoluta degli elettori, può penalizzare molto le minoranze e comunque è poco adatto
a paesi caratterizzati da pluralismo partitico o da una forte polarizzazione. Infatti in
tali paesi questo sistema escluderebbe dal parlamento i rappresentanti di
ampie fasce della popolazione che fanno riferimento a partiti ideologicamente
inconciliabili tra loro e che quindi non possono coalizzarsi.
In questo caso la domanda è semplice nel senso che identifica chiaramente l’argomento
da discutere e non lascia spazio ad improvvisazioni: se lo studente non sa cos’è il
sistema elettorale all’inglese non riesce a scrivere niente oppure va subito fuori tema.
L’insidia di una domanda come questa è che, essendo molto precisa, rischia di essere
sottovalutata dallo studente che potrebbe essere portato a dare una risposta troppo
concisa dimenticando collegamenti importanti perché sembrano ovvi.
Domanda 2 – Illustrare i 5 fattori fondamentali individuati da Barrington Moore nel
percorso storico verso la democrazia
Elencare subito i 5 fattori citando anche il titolo
del libro di Moore in cui espone la sua tesi
Spiegare da dove nasce l’idea di Moore che questi
fattori siano così importanti
Spiegare qual’è la specificità dell’approccio di
Moore nel suo libro “Le origini sociali della
dittatura e della democrazia” individua 5 fattori
essenziali per la prima democratizzazione: 1) un
equilibrio che impedisca l’affermazione di una
monarchia troppo forte o di un’aristocrazia terriera
troppo indipendente; 2) una svolta verso
l’agricoltura mercantile da parte dell’aristocrazia
terriera o dei contadini; 3) l’indebolimento
dell’aristocrazia terriera; 4) l’assenza di una
coalizione aristocratico-borghese contro i contadini
e i lavoratori; 5) una rottura rivoluzionaria con il
passato
Moore sviluppa questa sua interpretazione facendo
riferimento alle esperienze storiche di paesi che
sono oggi delle grandi democrazie e cioè
Inghilterra, Francia e Stati uniti
Moore propone in questo modo l’idea che il
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Moore
Descrivere ognuno dei fattori spiegando perché
sono necessari e che relazioni esistono tra loro
Accennare alle critiche che possono essere mosse
all’interpretazione di Moore
percorso verso la democrazia sia un percorso unico
e cioè che esista un modello che possa spiegare la
prima democratizzazione per tutti i paesi che
l’hanno sperimentata.
(omissis...)
La principale critica che può essere mossa
all’interpretazione di Moore è che si basa
sull’esperienza di un numero limitato di casi che
potrebbero non essere adeguati a spiegare il
fenomeno nel suo complesso.
In questo caso la domanda è una domanda “lunga” che richiede molto spazio e una
descrizione accurata dei vari elementi. Inoltre è necessario dimostrare che la conoscenza
dell’argomento non è solo mnemonica, ma che invece lo studente padroneggia
l’argomento ed è capace di individuare connessioni tra i fattori ed implicazioni della tesi
di Moore. Questa è una classica domanda che rivela al docente/valutatore le reali
capacità dello studente. Uno studente che si limita ad elencare i fattori e a descriverli in
modo essenziale è uno studente da 5-6, uno che riesce a descriverli in modo dettagliato
è uno studente da 8, uno che riesce a percepire le interconnessioni tra i vari fattori e le
implicazioni delle tesi di Moore è uno studente da 10. Però è ben difficile anche se non
impossibile, che lo studente riesca da solo e senza studi precedenti ad individuare
connessioni complesse. Queste gli verranno suggerite a lezione o perlomeno gli
verranno forniti esempi atti a sviluppare le sue capacità critiche. Per questo mi preme
ricordare ancora una volta che, sebbene la frequenza non sia obbligatoria, è comunque
fortemente consigliata. Infatti, gli esami non sono un quiz in cui le risposte devono per
forza essere costituite da informazioni contenute nel libro di testo. Il libro di testo è il
supporto bibliografico per la preparazione dell’esame, ma sono le lezioni ed il
programma d’esame che costituiscono il riferimento per lo studente che deve superare
la prova.
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Domanda 3 - Analizzare la composizione partitica ideale di un governo in termini di
garanzia di stabilità nel caso in cui si abbiano due partiti con il 35 % dei
seggi ognuno, 3 partiti con il 5% ognuno e 5 partiti con il 3% ognuno.
Illustrare le motivazioni della soluzione proposta e gli elementi non
indicati in questa domanda che possono suggerirne di diverse.
Riassumere i dati
Nell’esempio che esaminiamo abbiamo una situazione del genere
Partito A 35%
Partito B 35%
Partito C 5%
Partito D 5%
Partito E 5%
Partito F 3%
Partito G 3%
Partito H 3%
Partito I 3%
Partito L 3%
Soluzione del problema in
base ai dati disponibili
Per avere stabilità è conveniente avere un’ampia maggioranza e un limitato
numero di partiti. Date le poche informazioni disponibili la soluzione ideale
è una coalizione tra partito A e partito B. In questo modo si crea una
coalizione costituita da soli due partiti e che controlla il 70% dei seggi.
Non sappiamo se i due partiti sono ideologicamente conciliabili. Se non lo
sono non potrebbero coalizzarsi e quindi dovrebbero coalizzarsi con i partiti
minori. Quindi sarebbe importante conoscere come si collocano i due partiti
maggiori sull’asse destra-sinistra
Bisognerebbe anche conoscere la collocazione dei restanti partiti in modo
da valutare quali potrebbero costituire una coalizione e quali invece sono
inconciliabili tra loro.
Quali sono i limiti di un
ragionamento del genere e
cos'altro
servirebbe
sapere?
Ammettendo di ottenere
questa
informazione
cos’altro sarebbe utile
sapere?
Avendo questi dati che
considerazioni dovremmo
fare?
Sapendo quali sono posizioni e programmi dei partiti minori possiamo
valutare una composizione ideale della coalizione. Data l’estrema
frammentazione dei partiti minori converrebbe formare una coalizione
sovrabbondante in modo da non concedere a nessun partito minore il potere
di ricattare il governo minacciando di farlo cadere uscendo dalla
maggioranza. Una soluzione potrebbe essere A+C+D+F+G+H+I
(35+5+5+3+3+3+3= 57%). Una coalizione così numerosa è però
improbabile. Più probabile è una coalizione di B con C,D ed E
(35+5+5+5=50%) a patto che i rimanenti partiti siano abbastanza
differenziati da non potersi coalizzare nemmeno nell'opporsi al governo.
In questo caso la domanda, per quanto molto articolata, non è difficile per il tipo di
problema che pone, quanto per la capacità di ragionare che richiede e per gli argomenti
che bisogna padroneggiare (distribuzione sull’asse destra sinistra dei partiti, coalizioni
minime e coalizioni sovrabbondanti) che sono poi il vero argomento di cui si deve
trattare, pur se non in astratto ma in una loro applicazione pratica.
21
Appendice – Domande proposte agli esami
Esami di Giugno 2012
Scienza dell’amministrazione Modulo A
1 – Il Coreper: struttura e funzioni
2 – Illustrare le principali caratteristiche della Politica Agricola Comune
3 – Cosa sono le associazioni transfrontaliere?
Scienza dell’amministrazione Modulo B
1 – Illustrare le funzioni delle Province
2 – Spiegare in cosa consiste la differenza tra struttura verticale e struttura
dipartimentale di una pubblica amministrazione
3 – Spiegare le principali differenze tra società municipalizzate e società partecipate
Analisi delle Politiche pubbliche
1 –Gli strumenti di policy volontari: cosa sono ed in cosa si differenziano dagli
strumenti di policy misti?
2 –Illustrare i principi caratterizzanti dell’approccio dell’economia del benessere
3 –Quali sono i principali problemi causati dalla crisi dei debiti sovrani?
Esami di Luglio 2012
Scienza dell’amministrazione Modulo A
1 – Illustrare le funzioni del Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Unione
europea
2 – La Banca centrale europea: struttura e funzioni
3 – La politica regionale europea
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Scienza dell’amministrazione Modulo B
1 – Strutture di governo e sistemi di finanziamento delle autorità indipendenti
2 – Le politiche pubbliche dei comuni: quali, di quale tipo e in cosa consistono
3 – La struttura organizzativa del sistema sanitario nazionale
Analisi delle Politiche pubbliche
1 – L’implementazione e la valutazione nel ciclo di policy: come si combinano e in
quali forme?
2 – Il sottosistema di policy
3 – Welfare state e crisi dell’euro: spiegare cosa li lega e quali sono le richieste e le
proposte di cambiamento
Esami di Settembre 2012
Scienza dell’amministrazione Modulo A
1 – Illustrare le funzioni della Corte di Giustizia Europea
2 – Descrivere le 4 tipologie di politiche pubbliche di Lowi
3 – Spiegare la differenza tra prezzo obbiettivo, prezzo soglia e prezzo d’intervento
nella politica agricola
Scienza dell’amministrazione Modulo B
1 – Illustrare le principali differenze tra le funzioni dei comuni e le funzioni delle
province nei diversi settori di politiche pubbliche
2 – Spiegare in cosa consiste la differenza tra ministeri d'ordine e ministeri d'intervento
e fornire qualche esempio
3 – Illustrare le principali forme associative dei comuni
Analisi delle Politiche pubbliche
1 –Le aste per i diritti di proprietà come strumento di policy. Quali sono i motivi per cui
si utilizzano e in quali occasioni lo si fa?
2 – Spiegare come l’organizzazione del sistema internazionale influisce sul processo di
policy
3 – Illustrare i principali problemi emersi nella governance dell’euro
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Esami di Gennaio 2013
Scienza dell’amministrazione Modulo A
1 – Coreper 1 e Coreper 2: cosa sono, a cosa servono e in cosa si differenziano?
2 – Quali sono le funzioni del Consiglio europeo?
3 – La politica europea di finanziamento alla ricerca.
Scienza dell’amministrazione Modulo B
1 – Enti, aziende ed agenzie regionali: cosa sono e a cosa servono?
2 – Spiegare la differenza tra struttura per direzioni generali e struttura per dipartimenti
nei ministeri.
3 – Illustrare le principali caratteristiche del sistema scolastico italiano.
Analisi delle Politiche pubbliche
1 – I processi decisionali nel ciclo di policy: illustrare le principali tipologie.
2 – Illustrare il concetto di issue network.
3 – Spiegare le principali differenze tra crisi greca e crisi spagnola.
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Suggerimenti per sostenere gli esami di Scienza