P.O.F.
PIANO OFFERTA FORMATIVA
Fondazione Scuola Infanzia pubblica
Paritaria &
Sezione PRIMAVERA
Riva Rocci- Almese
PREMESSA
Il presente POF, elaborato con la collaborazione delle insegnanti e dei genitori, si
ispira ai principi didattici espressi nel Progetto Educativo della Scuola.
Con il Piano dell’Offerta Formativa, il collegio docenti intende presentare la propria
Scuola dell’Infanzia mostrandone le caratteristiche, le scelte educative, le scelte
didattiche, che la configurano come luogo di crescita e formazione dell’identità
affettiva, relazionale e cognitiva del bambino.
La scuola, all’interno , è ora considerata un’organizzazione più articolata e flessibile
nei tempi e nella forma. Inoltre la pluralità e la collegialità tra i docenti, la relazione e
il dialogo con i genitori, il rapporto con le risorse esterne del territorio, pongono la
scuola nella prospettiva di un sistema formativo integrato.
La scuola dell’infanzia, attraverso la strutturazione intenzionale dell’ambiente, crea le
condizioni di apprendimento, di relazioni e di vita.
In questo contesto educativo-didattico i bambini già all’età di tre anni, incontrano “i
saperi” e la cultura dei “grandi”; vengono promosse, potenziate, esternate le loro
competenze (conoscenze, linguaggi,strumenti).
In tale prospettiva le scelte e le azioni del Collegio si articolano verso una
progettualità che, tenendo conto delle risorse interne ed esterne, risponde ai bisogni
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specifici dei bambini, permettendo a tutti lo sviluppo dell’identità, delle competenze,
dell’autonomia, puntando quindi verso il successo formativo.
1. LA SCUOLA
L’Asilo Infantile Riva Rocci è stato fondato nel maggio del 1878 dal Dott. Cav.
Pietro Riva Rocci. Ad un anno dalla sua fondazione la Scuola Materna ha la sua sede
in un locale proprio, situato in via Viglianis 16 e acquistato con il lascito.
Nel 1975, in seguito all’incremento demografico verificatosi nel territorio almesino,
la Scuola cede al comune guidato dal Sindaco Cav. Mario Magnetto la propria sede e
sulla sua proprietà, mediante finanziamenti in parte propri, in parte privati e in parte
pubblici, costruisce una nuova sede, sempre situata in via Viglianis.
All’atto della fondazione, lo statuto della Scuola si propone (art.2) di “accogliere e
custodire gratuitamente nei giorni feriali i bambini poveri di ambo i sessi del comune
di Almese dall’età dai tre ai sei anni e di provvedere alla loro educazione fisica,
morale, intellettuale e religiosa”.
In data 28/02/2001 il Ministero della Pubblica Istruzione riconosce la scuola materna
Riva – Rocci scuola PUBBLICA PARITARIA ai sensi della legge del 10/03/2000 n°
62 a decorrere dall’anno scolastico 2001/2002.
Il Consiglio di amministrazione della scuola con la deliberazione n° 63 del
25/07/2002 delibera:
1) Di trasformare l’IPAB “Asilo Infantile Riva- Rocci”, con sede in Almese – via
Viglianis n° 16, in Fondazione di diritto privato denominata “Scuola
dell’Infanzia Riva – Rocci”, ai sensi dell’articolo 16 del Decreto Legislativo 04
maggio 2001 n° 207, essendo in possesso dei requisiti previsti e richiesti dalla
normativa stessa.
2) Di autorizzare e di dare pieno mandato al Presidente e legale rappresentante
della IPAB, a presentare istanza di trasformazione alla Regione Piemonte –
Assessorato alle Politiche Sociali – perché sia riconosciuta e dichiarata la
personalità giuridica di diritto privato dell’Asilo Infantile Riva – Rocci” di
Almese con la nuova veste giuridica di Fondazione e con la denominazione
“Scuola dell’Infanzia Riva – Rocci” e ad effettuare ogni atto preliminare
necessario a detto riconoscimento.
La Regione Piemonte (Direzione Patrimonio e Tecnico) con racc. A/R
Prot.n°144554/10/10.7 certifica in data 05.05.03 al n° 351 del registro regionale
centralizzato provvisorio delle persone giuridiche è stata iscritta la Fondazione
Scuola dell’Infanzia Riva Rocci.
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Dalla data di fondazione dell’Ente il territorio del Comune di Almese
– circa 18 km in zona montana – ha subito profonde trasformazioni, sui piani dello
sviluppo edilizio, demografico, socio – culturale ed economico.
A partire da un’economia locale essenzialmente rurale, negli anni ‘60/75 si perviene a
un’economia prevalentemente imperniata sul settore primario: notevole
l’assorbimento di personale (a livello operaio e impiegatizio) da parte dei grossi
insediamenti industriali presenti in Val di Susa (FIAT, Magnadyne, Cotonifici
“Vallesusa”, “Moncenisio”, ecc.). Parallelamente, si assiste all’emergere delle attività
commerciali e artigianali; altri fenomeni significativi di questi anni sono rappresentati
dalla massiccia occupazione femminile e dal flusso immigratorio proveniente dal Sud
d’Italia. Le famiglie sono ancora fortemente radicate sul territorio e l’esigenza della
Scuola materna è spesso supplita dalla presenza dei genitori e dell’entourage
familiare (nonni, zii e altri parenti).
A cominciare dagli anni ‘70/80, a causa del decentramento industriale della città di
Torino e alla breve distanza – 25 Km – che separa Almese dal centro città
(percorribile ora in 20 minuti grazie all’autostrada Frejus), il paese assume
caratteristiche “residenziali”: molte famiglie residenti a Torino si trasferiscono nel
Comune almesino, pur mantenendo la loro occupazione in città o nella prima cintura.
Nasce così l’esigenza di una Scuola Materna che offra alle famiglie un servizio
scolastico consono agli orari previsti dalle nuove esigenze lavorative: pertanto, la
scuola decide di ampliare la propria offerta formativa mediante l’istituzione di un
Tempo Prolungato (7.30 – 18.00).
In seguito, col ridimensionamento dei grandi insediamenti industriali (FIAT,
Moncenisio, ecc.) l’occupazione si sposta verso le piccole e medie imprese instaurati
a partire dagli anni Ottanta nel Comune almesino e in altre zone del territorio
limitrofo (Avigliana e Sant’Ambrogio); caratterizzano le occupazioni locali anche le
attività commerciali e artigianali.
A differenza dal passato il nostro comune assiste, da almeno un decennio, ad una
immigrazione che non riguarda più il flusso dal sud al nord dell’Italia, ma coinvolge
molti stati del continente europeo, (appartenenti o meno alla Comunità Europea), stati
del continente nord Africano, alcuni paesi dell’America Latina.
Questo cambio di immigrazione, di esigenze, di costumi e di culture diverse, ha
stimolato la scuola a lavorare su programmi di integrazione indispensabili per inserire
nuovi nuclei familiari che a partire dalla conoscenza della nostra lingua necessitavano
di accoglienza mirata. Ad oggi, insieme a bimbi stranieri, già nati qui, accogliamo
nuovi bimbi nati in un altro paese (principalmente rumeni), che non parlano la nostra
lingua, ma che diventeranno stanziali insieme alle loro famiglie.
Negli ultimi quattro anni le forti difficoltà dell’economia mondiale e nazionale hanno
segnato anche i nuclei familiari almesini che, proprio per problematiche legate
all’occupazione, manifestano una necessità di costi contenuti del servizio e flessibilità
negli orari. Inoltre, da verifiche anagrafiche evidenziamo che il disagio delle famiglie
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si ripercuote anche in una sensibile diminuzione della natalità che nel
nostro Comune è passata da 68 bimbi nati nel 2008, ai 41 nati nel 2010, e 48 nati nel
2011. Una piccola ripresa della natalità si registra nel 2012 con 58 nati, mentre i dati
per il 2013 ad oggi (ott.2013) si fermano a 39 nati e residenti. Questa situazione si
rileva confrontando i dati pubblicati nel nostro POF 2011: pur con un aumento totale
di abitanti la popolazione di età inferiore ai 6 anni continua a diminuire.
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http://www.tuttitalia.it/piemonte/73-almese/statistiche/popolazione-eta-scolastica2012/
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Negli ultimi anni l’elevato livello socio – culturale raggiunto dalla popolazione
almesina si è tradotto - sul piano scolastico - in richieste sempre più esigenti,
consapevoli e articolate da parte delle famiglie: tali richieste, accordandosi ai
suggerimenti educativi provenienti dalle attuali ricerche di psico- pedagogia, hanno
permesso alla Scuola di riqualificare notevolmente l’Offerta Formativa,
permettendole di abbandonare definitivamente la sua iniziale
(1878) vocazione
assistenzialistica per pervenire a una diversificata pluralità di
proposte didattiche e di attività integrative, volte al
raggiungimento di uno sviluppo sempre più armonico e
integrale della personalità infantile.
SEZIONE PRIMAVERA "I MASNA' CIT"
"I PULCINI"
La nostra scuola è l'agenzia educativa che storicamente ad Almese si occupa di prima
infanzia. Abbiamo rilevato dalle famiglie una forte esigenza per un servizio educativo
nella fascia di età 24/36 mesi che rispondesse ad una esigenza di servizio educativo di
qualità a costi accessibili anche per famiglie che stanno attraversando una
pesantissima crisi occupazionale.
Abbiamo quindi partecipato al Bando Regionale per l'apertura di nuove SEZIONI
PRIMAVERA, SIAMO STATI AMMESSI E DA SETTEMBRE 2013 LA SEZIONE
E' ATTIVA CON GRANDE SODDISFAZIONE NOSTRA E DELLE FAMIGLIE.
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SEZIONE PRIMAVERA " I PULCINI"
La Sezione “Primavera”, dedicata ai bambini dai 24 ai 36 mesi, nasce come proposta
integrativa all’interno della Scuola dell’infanzia “Riva Rocci”. Si caratterizza
inizialmente come un’offerta educativa che va ad incrementare (senza sovrapporsi)
quella del Nido, con attività e routines quotidiane affini a quelle previste per la fascia
di età dei più piccoli, e un gruppo piuttosto eterogeneo di bambini che si accresce con
nuovi arrivi nel corso dell’anno.
Con settembre 2013 la Sezione Primavera viene quindi progettata sulla base della
esperienza maturata, strutturando meglio l’articolazione delle attività didattiche e la
scansione dei momenti della giornata.
La conduzione delle attività viene affidata a due educatori, che seguono il gruppo dei
bambini individuando un progetto educativo ad hoc, con obiettivi di autonomia e
sviluppo personalizzati. Per fare ciò, si punta sul gruppo stesso: la precoce
socializzazione, il costante stimolo reciproco, la creazione di dinamiche relazionali
positive tra i bimbi sono elementi fondamentali attorno ai quali le educatrici
costruiscono una proposta educativa accogliente e significativa.
Per questo motivo, come richiesto dal Progetto stesso, la sezione Primavera accoglie
un gruppo stabile di bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, che trascorre in
struttura una giornata che inizia alle 8,30 del mattino e prosegue sino alle 16.00.
Di seguito, quindi, riportiamo gli obiettivi più specifici, divisi per le macro-aree dello
sviluppo infantile:
PRIMO OBIETTIVO - IL CORPO Conoscere il proprio corpo, dare un nome agli arti e alle varie parti del corpo.
Disegnare figure umane via via più precise e complete.
Maturare competenze di motricità fine.
Imparare gradualmente il controllo degli sfinteri, rinunciando al pannolino.
SECONDO OBIETTIVO – L’ESPRESSIONE VERBALEParlare con i compagni e descrivere quello che ci circonda.
Acquisire fiducia nelle proprie capacità di comunicazione autonoma.
Ascoltare e ripetere brevi filastrocche o fiabe.
Imitare con la voce e riprodurre versi di animali, suoni della natura, etc.
TERZO OBIETTIVO DI SVILUPPO - L'ESPLORAZIONE DEL MONDO
CHE CI CIRCONDAOrdinare oggetti in base alla loro forma e grandezza.
Eseguire semplici percorsi realizzati con materiali diversi.
Localizzare e collocare se stessi nello spazio.
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SPAZI INTERNI ed ESTERNI
La nostra Scuola dedica alla Sezione Primavera un’ampia aula autonoma, attigua
all’Asilo, dove i bambini svolgono le attività.
Gli spazi esterni di riferimento per i bambini di questa fascia di età sono costituiti da
un cortile con pavimentazione anti – shock chiuso e protetto, arredato con giochi ed
arredi adeguati e a norma.
CONTINUITA’ CON LA SCUOLA DELL’INFANZIA
La continuità verticale con l’attigua scuola dell’Infanzia è un valore aggiunto di
grande rilevanza, perché consente ai bambini di osservare i compagni più grandi in
diversi momenti della giornata, nonché condividere (specie nelle fasi finali dell’anno)
momenti delle routines come l’accoglienza e il commiato proprio con i bimbi della
Scuola dell’Infanzia. La continuità, inoltre, è un processo strutturato che impegna le
educatrici della Primavera e gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia attraverso più
momenti dedicati al fine di facilitare il passaggio graduale dei piccoli al mondo dei
“più grandi”, registrandone le attività e gli obiettivi raggiunti in corso d’anno,
condividendo questo importante percorso di avvicinamento al mondo dell’Infanzia
anche con le famiglie dei piccoli.
ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ DI CURA
I momenti cardini della giornata dei bambini della Sezione Primavera, dal punto di
vista delle cure personali, sono fondamentalmente il pranzo, i cambi e il riposo.
Come si è già accennato, il riposo è gestito nella stanza dedicata al sonno: la stanza è
allestita con lettini e brandine apposite, dove chi ne ha necessità si riposa dopo il
pranzo.
I cambi, come già detto, sono realizzati nel blocco servizi dedicato al quale hanno
accesso soltanto i bambini della Primavera.
Il pranzo invece viene servito nell’apposito refettorio, allestito con piano di lavoro
per il personale che scodella i pasti ai tavoli dei piccoli.
L’Istituto è dotato di cucina interna, gestita dalle nostre cuoche che si attengono al
menù supervisionato dall’ASL.
STRUMENTI DI REGISTRAZIONE DELLE ATTIVITA’
L’anno scolastico è attraversato da un filo conduttore costituito dalla
programmazione, intorno alla quale le educatrici costruiscono le attività quotidiane.
Ogni attività di piccolo gruppo viene proposta quotidianamente ai bambini, per lo più
nella fascia mattinale.
GIORNATA TIPO
La giornata vera e propria dei bambini della Primavera inizia intorno alle 8.30, ma
già dalle 7,30 una educatrice è presente in struttura per accogliere eventuali
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anticipatari. Intorno alle ore 9.00 i bambini progressivamente
aumentano di numero, ed arriva quindi la seconda figura educativa.
Dopo i primi giochi informali e affettuosi di accoglienza, gli educatori registrano i
presenti e gli assenti, comunicano il numero al personale ausiliario per la
prenotazione dei pasti e procedono al cambio (igiene personale): a seguire la merenda
di mezza mattina, costituita da frutta fresca, che diventa una occasione di
condivisione e persino un’attività (“Di che colore è questa mela? Che profumo ha? E’
calda? E’ fredda?” etc.).
A seguire, le educatrici, propongono al gruppo l’attività didattica della mattina, che
può essere manipolazione, collage, pittura, oppure un’attività all’esterno a seconda
della stagione e delle condizioni meteorologiche. Registrata l’attività, gli educatori
fanno un secondo passaggio ai bagni per verificare chi ha necessità del cambio o di
usare il bagno, e ci si lavano le mani in preparazione al pasto. Terminato il pasto si
cambiano tutti i bambini che hanno il pannolino e si accompagna nella stanza del
Sonno. Intorno alle 15.00 avviene il risveglio aspettando con il gioco libero l’arrivo
dei genitori.
Dopo le ore 16.00 la maggior parte dei bimbi è uscita: chi si ferma sino alle 17.0017.30 (di solito uno o due bimbi al massimo) viene accolto insieme ai bimbi della
Scuola dell’Infanzia, a seconda di quale sia la condivisione degli spazi più opportuna
per entrambi i gruppi di bambini…
Attività cognitive:
educazione linguistica
educazione logico-matematica
Attività motorie:
percorsi psicomotori
attività di ginnastica
RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
La famiglia è il primo nucleo formativo, pertanto la scuola , come agenzia educativa
deve affiancarla nel processo di formazione.
Per la sezione Primavera il ruolo della famiglia è essenziale perché i bambini sono
piccoli.
Prevediamo, pertanto, una iniziale fase di accoglienza dove i genitori insieme al team
docente favoriscono l’inserimento del bambino, l’orario sarà flessibile.
I genitori sono coinvolti nella realizzazione di feste, gite, uscite di socializzazione e
didattiche.
Inoltre i genitori parteciperanno
Alle Assemblee di sezione,
Ai colloqui individuali per lo scambio reciproco di informazioni sul percorso
effettuato dai singoli alunni.
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Nell’ingresso c’è affissa una bacheca su cui verranno esposti gli
avvisi per i genitori, che dovranno rispettare delle regole di comportamento e routine.
2013/2014
PROGETTO SCUOLA BILUNGUISMO!!
2. LE RISORSE
RISORSE UMANE
La scuola è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da 7
membri:4 nominati dal Sindaco di Almese, 2 membri di diritto (erede della famiglia
Riva Rocci e parroco di Almese), un membro nominato dai genitori degli alunni
frequentanti lo scuola. All’interno del Consiglio di Amministrazione è nominato il
Presidente.
TAB. A
SEZIONI
n° BAMBINI ASS
n° INSEGNANTI SEZ
ALTRE
EDUCATI
PRIMAVER FIGURE
VO
A
2 persone
6 classi
140
1
6+1
2
in cucina,
eterogenee
di cui 10
coordinatrice
INSEGNAN 2 persone
da min. 22
stranieri
TI
ausiliarie,
max 26
1insegnante
bambini
madrelingu
a inglese ,
11
1 logoped.,
1 psicologa,
1 Tirocinio.
PERSONALE DIPENDENTE
COLLABORATORI
- INS INGLESE
madrelingua
- 1 LOGOPEDISTA
- 1 PSICOLOGA
- 1PSICOMOTRICISTA
- 1 COORDINATRICE
- 8 DOCENTI
- 2 CUOCHE
- 2 OPERATORI
-1 ASSISTENTE ED.
La Scuola si struttura in 6 sezioni composte da 22 bambini circa. Oltre
le aule, i locali scolastici sono costituiti da una dispensa, una cucina, un refettorio, un
salone attrezzato con giochi da interno, un atrio per l’accoglienza, i servizi igienici, i
servizi igienici attrezzati per portatori di handicap, un ufficio.
La Scuola è inoltre circondata da circa 5000 metri q di bosco nel quale è stato
inaugurato nell’ottobre 2008 il primo MINI PARCO AVVENTURA in Italia e da un
cortile con pavimentazione in materiale anti urto (allestito nel luglio 2011) attrezzato
con giochi didattici da esterno, da un cortile nella parte alta e da due posteggi.
b)MENSA:
La Scuola ha in funzione un locale cucina, dove con personale dipendente
qualificato (1 cuoca e 1 aiuto cuoca) viene offerto un servizio di mensa fresca
giornaliero, con particolare attenzione all’obbligo della normativa vigente
(HACCP). ALCUNE DERRATE SONO BIOLOGICHE, POSSIBILITA' DI
PASTI PER: CELIACI/ALLERGICI/INTOLLERANTI/VEGETARIANI.
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La nostra attenzione è finalizzata alla diffusione dei principi e dei
valori di una sana e corretta alimentazione dei bambini e alla relativa promozione
nelle mense delle scuole.
Consideriamo il momento del pasto parte importante della giornata
educativa; sono le insegnanti ad occuparsene in prima persona, non
deleghiamo ad enti esterni né la preparazione, né la somministrazione dei
pasti ai nostri bimbi.
L’alimentazione è vita, cultura, economia, ambiente, economia: conoscere e capire
ciò che mangiamo vuol dire stabilire un rapporto con il mondo in cui viviamo e
misurarsi con questioni cruciali come lo sviluppo sostenibile, la salute e il
consumo consapevole.
Acquisire abitudini alimentari corrette fin da bambini aiuta ad avere da adulti un
rapporto sano ed equilibrato con il cibo, con il proprio corpo e con l’ambiente che
ci circonda. Oggi, infatti, in Europa ci sono circa 22 milioni di bambini in
sovrappeso, di cui 5 milioni sono obesi. Diabete, disturbi cardiovascolari e persino
osteoporosi precoce attendono i giovani che continueranno a ignorare la necessità
di migliorare la propria alimentazione e di condurre uno stile di vita sano.
La nostra attenzione alla gestione della mensa interna, senza deleghe,
assumendoci il carico della responsabilità, senza obbligare le famiglie a
pagare un ente esterno (che comunque deve giustamente avere un guadagno su
ogni buono pasto- che noi invece possiamo reinvestire in qualità) ha come
obiettivi appunto quelli di: contribuire alla diffusione di una corretta informazione
circa i principi di una sana alimentazione; educare i bambini alla cultura della
sostenibilità; stimolare le famiglie e tutti i soggetti interessati alla prima infanzia a
tracciare un indirizzo centrato sulla salubrità della ristorazione soprattutto nelle
scuole.
IN ACCORDO CON I PEDIATRI ABBIAMO DA DUE ANNI ADOTTATO IL
SISTEMA DI MANGIARE LA CONTRARIO: frutta alle 10,00/a pranzo prima
portata ANTIPASTO VERDURA CRUDA /seguito dal secondo con contorno e
per ultimo il PRIMO.
a) CONVENZIONE TRA LA FONDAZIONE SCUOLA DELL’INFANZIA RIVA
ROCCI DI ALMESE e L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO
FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE
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La nostra Scuola, in quanto Scuola Pubblica Paritaria, ha firmato
la
convenzione con l’Università degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze
della Formazione e sarà sede di tirocinio, con l’accoglienza presso la struttura del
nostro Ente di allievi del Corso di Laurea in Scienze della Formazione primaria.
Siamo inoltre da tempo sede di tirocinio per le studentesse del Liceo Socio-Psico
Pedagogico “NORBERTO ROSA” di Susa e di altri licei.
b) DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: A PARTIRE DA SETT. 2012
LA NOSTRA SCUOLA ADERISCE AL PROGETTO SPERIMENTALE “IO
SONO CAPACE!”
Percorsi innovativi per la diagnosi precoce dei D.S.A.
Nell’ a.s.2012/2013 la nostra scuola, unitamente all'Istituto comprensivo di
Almese, Avigliana e Buttigliera, al Liceo “N. Rosa” di Susa/Bussoleno, e in
collaborazione con l’ASL TO3 distretto Susa e il Comune di Almese, ha attivato
un’azione di screening per individuare eventuali casi di Disturbi Specifici
dell’Apprendimento: dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia, disprassia.
(vedi ALLEGATO 2)
c) INTEGRAZIONE DIVERSAMENTE ABILI E SVANTAGGIO
La scuola dell’infanzia, per gli stili di comunicazione che la caratterizzano, per la
flessibilità e la globalità progettuale, è il contesto favorevole per l’intervento
educativo didattico dei bambini diversamente abili. L’integrazione rappresenta
un’importante momento di crescita personale e umana per ogni componente della
comunità scolastica. Impegna docenti, compagni e genitori nel processo di
accettazione della diversità.
La scuola opera in stretto rapporto con la famiglia e i centri specialistici territoriali e
non, che si occupano dell’aspetto terapeutico/riabilitativo degli alunni.
 I servizi specialistici hanno il compito di redigere la diagnosi funzionale
che, in base alla diagnosi medica dell’handicap, individua le capacità
potenziali del bambino.
 Dalla diagnosi funzionale, l’insegnante di sostegno con le insegnanti di
classe predispongono il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.). Il P.E.I.
che diventa parte integrante della programmazione, individua obiettivi
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specifici, metodologie didattiche utili per il loro perseguimento tenendo
conto dei ritmi e tempi di apprendimento.
Gli interventi educativi didattici sono effettuati sia nel gruppo classe che nel rapporto
individualizzato o di piccolo gruppo. Nelle sezioni in cui è inserito un alunno
diversamente abile le insegnanti avranno particolare attenzione a predisporre spazi,
materiali, ad individuare strategie appropriate e necessarie al pieno sviluppo delle
potenzialità individuali, in funzione dell’integrazione. L’apporto positivo dato dalla
multimedialità pone in rilievo il “progetto di sperimentazione delle nuove
tecnologie”. Le esperienze d’integrazione condotte in questi anni presso la nostra
scuola rilevano che la flessibilità organizzativa, che permette la progettazione di
percorsi individualizzati, e la “risorsa” compagni sono le componenti del reale
processo di integrazione degli alunni diversamente abili. Per quanto riguarda gli
alunni che presentano situazioni di svantaggio socio-culturale tali da generare
difficoltà di relazione, di comportamento e di apprendimento le insegnanti si faranno
carico di diversificare, integrare stimoli, proposte e modalità durante le attività
educative didattiche. Saranno predisposti percorsi individualizzati con l’attivazione di
strategie e risorse interne. Per i casi particolari sarà richiesta la collaborazione degli
Enti Locali.
3. LE ATTIVITA’ INTEGRATIVE
Ai fini di arricchire e qualificare la propria Offerta Formativa, rendendola sempre
più idonea alle attuali esigenze dell’educazione infantile, la nostra Scuola di anno in
anno si propone di ampliare e integrare le attività eminentemente didattiche con
esperienze di tipo extra curricolare.
Tali iniziative, se da un lato mantengono un logico collegamento con la
Programmazione Educativo – Didattica dell’anno in corso, traducendone obiettivi e
finalità, per altro verso si prefiggono di instaurare una connessione tra realtà
scolastica ed extra – scolastica (territoriale, storico – culturale, sociale, sportiva) al
fine di fornire al bambino i linguaggi e gli strumenti adeguati per rendersi efficace e
consapevole interprete della società in cui vive.
In questa prospettiva le attività integrative si avvalgono spesso di risorse esterne
alla Scuola, prevedendo una proficua collaborazione con le varie agenzie educative
ed associazioni presenti sul territorio.
Iniziative per l’ampliamento dell’offerta formativa
Solo tre scuole, tra cui la nostra, sono state scelte per avviare la sperimentazione
dell'Università di Torino, SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA PROF.
SABENA (ordinario di didattica della matematica) su:
APPRENDIMENTI PRECOCI DELLA MATEMATICA NELLA SCUOLA
DELL'INFANZIA (ROBOTICA/STRATEGIA/SCACCHI)
http://www.youtube.com/watch?v=bxQZA4YHpbk&feature=related
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- La Scuola dell’Infanzia Riva Rocci (istituto capofila) in rete con la Scuola
dell’Infanzia di Buttigliera e di Avigliana ha presentato il progetto “Imparo la
sicurezza” che è stato classificato nel Bando di Scuola Sicura promosso dalla
Regione Piemonte Direzione Sanità Pubblica.
La scuola attuerà percorsi educativi e laboratori specifici finalizzati a trasmettere
principi e valori sulla prevenzione e a fare acquisire atteggiamenti e stili di vita
sicuri costruendo, attraverso attività e laboratori specifici, le capacità di prendere
decisioni in condizioni di incertezza e di convivere con le complessità attraverso
la conoscenza dei rischi, la loro valutazione e l’assunzione di comportamenti,
atteggiamenti e stili di vita consapevoli e responsabili verso se stessi e gli altri .
- Visite guidate a mostre, musei, ed esplorazioni riguardanti le arti figurative,
plastiche e musicali.
- Laboratori settimanali.
- Escursioni e uscite organizzate sul territorio inerenti le tematiche proposte dalla
Programmazione.
- Interventi nelle sezioni di esperti (artisti) per lezioni e incontri di approfondimento
sugli argomenti dei PIANI PERSONALIZZATI).
- Laboratori settimanali (vedi piano personalizzato annuale).
- In caso di neve è prevista la GITA per tutti di un giorno al Colle del Lys, parco
Yety.
- Gite di fine anno (periodo maggio/giugno).
INOLTRE:
- Momenti di incontro e di convivialità con le famiglie e di condivisione della vita
comunitaria locale in occasione dei “tempi forti” dell’anno scolastico e liturgico.
- Festa dei nonni 2 ottobre.
- Preparazione al Santo Natale (dicembre).
- Presso Auditorium Magnetto spettacoli natalizi riservati ai nostri bimbi e alle loro
famiglie.
- Festa dei genitori (aprile).
- Spettacolo recital e premiazione dei bambini uscenti con apertura alla
partecipazione (giugno).
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4.ORGANIZZAZIONE
a) CALENDARIO E SERVIZIO SCOLASTICO
La Scuola consta attualmente di 6 sezioni eterogenee (3/4/5 anni).
Le attività didattiche contemplano gruppi di sezione alternati a gruppi omogenei (per
fasce di età). In tale attività le docenti sono impegnate alternativamente nella sezione
di cui risultano titolari e nelle altre classi onde garantire l’ottimizzazione delle singole
competenze e risorse individuali di ciascuna insegnante, non che una costruttiva
pluralità di modelli relazionali e di stili didattici per i bambini.
Per ciò che concerne l’apertura e le interruzioni delle attività scolastiche relative alle
festività civili e religiose dell’anno la Scuola si uniforma al Calendario Scolastico
Regionale vigente nelle Scuole statali presenti sul territorio (Istit. Comprensivo di
Almese).
La chiusura dell’anno scolastico (30 giugno) è solitamente protratta dall’allestimento
di un Centro Estivo permanente nel periodo compreso nella prima quindicina di
luglio.
Orario giornaliero:
la scuola apre alle 7,30 e chiude alle 18
l’orario dalle 7,30 alle 8,30 e dalle 16 alle 18 è considerato pre e dopo scuola
b) ARTICOLAZIONE DELLA GIORNATA SCOLASTICA
7.30 – 8.30
8.30 – 9.00
9:00
9.00 – 9.40
Pre scuola: accoglienza dei bambini in
salone.
Animazione e giochi in salone (8.30:
inizio tempo normale)
Accoglienza nelle sezioni (gioco e
disegno libero)
Appello, conteggio buoni pasto,
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9.40 – 10.00
10.00 – 11.00
11.00 – 11.30
11.30 – 11.45
12.00 – 13.00
13.00 – 13.15
13.30 – 15.00
15.00 – 15.30
15.30 – 16.00
16.00 – 18.00
calendario
Spuntino a base di frutta e uso dei servizi
igienici
Attività didattiche relative alla
programmazione o attività di laboratorio
(suddivisione dei bambini in gruppi di
età omogenea)
Gioco libero
Uscita antimeridiana e uso dei servizi
igienici
Pranzo
Prima uscita pomeridiana e uso dei
servizi igienici
Riposo per i bambini di tre e quattro anni
ed attività di laboratorio per i bambini di
cinque anni
Giochi, canti, disegno libero
Uscita pomeridiana
Dopo scuola
(CALENDARIO SCOLASTICO 2013/2014 vedi allegato)
c) IL TEMPO EDUCATIVO
L’intento del corpo docente è quello di strutturare i tempi didattici, così come quelli
relativi al soddisfacimento delle necessità igienico – alimentari del bambino, al fine
instaurare un corretto equilibrio con le regole istituzionali che disciplinano i periodi
di apertura del servizio.
Il ritmo della giornata è stato impostato tenendo conto del benessere psicofisico dei
piccoli utenti, con particolare riguardo all’elusione di eventuali fenomeni di
sovraffaticamento.
Il tempo scolastico assume inoltre, alla luce dei Nuovi Orientamenti e delle
Indicazioni Nazionali, un’esplicita valenza pedagogica in ragione delle esigenze di
relazione e di apprendimento dei bambini: “La giornata scolastica… offre i
riferimenti esterni sui quali si distende la vita quotidiana e sui quali si può avviare la
strutturazione sia dell’aspetto ciclico della scansione temporale (le ore, i giorni, le
settimane), sia del tempo irreversibile del divenire” (dai N.O. 1991).
Significativi, in tal senso, i contributi della ricerca pedagogica più avvertita – Bruner,
Pontecorvo – mirati a sottolineare l’importanza della cosiddetta routine come sfondo
ideale per le strutture organizzatrici che favoriscono i processi di concettualizzazione
(organizzazione spazio – temporale, formulazione di ipotesi, percezione del reale) e
per l’avverarsi di processi di tipo trasversale che si riferiscono parallelamente alle
dimensioni cognitiva, affettiva e sociale.
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In seconda istanza, lo sforzo con cui si ricerca una corretta concentrazione delle
scansioni temporali di cui si intesse il vissuto quotidiano del bambino è volto a
favorire l’acquisizione e l’interiorizzazione di alcune regole fondamentali della vita
comunitaria, stimolando in tal modo nei piccoli, attraverso l’esperienza concreta, lo
sviluppo di un’esperienza democratica nell’ambiente scolastico e la capacità di
gestire serenamente i rapporti interpersonali con i coetanei e gli adulti.
5.RETTE
La Fondazione Scuola dell’Infanzia Riva Rocci beneficia di finanziamenti da parte
del Ministero della Pubblica Istruzione, dalla Regione Piemonte ed è convenzionata
con il Comune di Almese.
Per pareggiare il bilancio applica una quota a carico dalle famiglie che viene definita
da fasce di reddito I.S.E.E. (da presentare entro giugno).
6.ORGANI DI PARTECIPAZIONE DEI GENITORI NELLA SCUOLA
MATERNA PARITARIA
L’art. 1 comma 4, let. C, della legge 62/2000 prevede che in ogni scuola vengano
istituiti e funzionino “organi collegiali improntati alla partecipazione democratica”.
Consiglio di amministrazione
Con la trasformazione dell’Ente in Fondazione il nuovo statuto della scuola prevede
la presenza di un genitore eletto dai genitori della scuola come membro del Consiglio
di Amministrazione: allo scadere della carica la scuola convocherà un’assemblea per
eleggere un nuovo rappresentante. La prima elezione è avvenuta nel novembre 2003.
Collegio dei docenti di scuola
Il collegio dei docenti è composto dal personale insegnante in servizio nella scuola ed
è presieduto dal coordinatore dell’attività didattica nominato dal gestore, a norma
della circolare del Dipartimento per i servizi nel territorio, prot. 25 dell’11/01/2002.
Il collegio dei docenti:
- cura la programmazione dell’azione educativa e dell’attività didattica;
- formula proposte all’ente gestore della scuola, per il tramite della coordinatrice, in
ordine alla formazione e alla composizione delle sezioni, agli orari e
all’organizzazione della scuola, tenendo conto del presente regolamento e del
regolamento interno, ove esistente;
- valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per
verificarne l’efficacia in rapporto agli obiettivi programmati;
- esamina i casi di alunni che presentano particolari difficoltà di inserimento, allo
scopo di individuare le strategie più adeguate per una loro utile integrazione;
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- d’intesa con gli altri organi collegiali e l’ente gestore predispone il P.O.F. che
viene reso pubblico, mediante consegna alle famiglie, all’atto dell’iscrizione. Il
collegio si insedia all’inizio dell’anno scolastico e si riunisce di norma una volta
ogni due mesi. Il segretario del collegio per la redazione dei verbali delle riunioni
viene indicato dalla coordinatrice tra i docenti presenti all’incontro.
Assemblea generale dei genitori
L’assemblea generale dei genitori della scuola è costituita dai genitori delle bambine
e dei bambini iscritti.
La prima assemblea viene convocata entro il mese di novembre dalla coordinatrice
della scuola; in questa sede divisi per sezione vengono eletti i genitori rappresentanti
di sezione.
L’assemblea deve essere obbligatoriamente convocata anche quando lo richieda per
iscritto almeno un terzo dei suoi componenti.
La Riunione risulta valida, in prima convocazione, se sono presenti la metà dei
genitori; in seconda convocazione, un’ora dopo, qualsiasi sia il numero dei presenti.
All’assemblea possono partecipare, con solo diritto di parola, la coordinatrice della
scuola, il personale docente e non docente e gli amministratori della scuola.
L’assemblea designa il/i genitore/i eventualmente previsto/i nel Consiglio di
Amministrazione.
L’assemblea esamina la relazione programmatica dell’attività della scuola, proposta
dal collegio dei docenti, ed esprime proprio parere in ordine al P.O.F ed ad altre
iniziative scolastiche progettate per il miglioramento della qualità e l’ampliamento
dell’offerta formativa.
Di ogni riunione viene redatto apposito verbale firmato da un segretario scelto tra i
genitori presenti e dal Presidente.
Consiglio di scuola o di Istituto
Il consiglio di intersezione è composto dai docenti in servizio nella scuola e dal
genitore degli alunni per ogni sezione, scelti dalle rispettive assemblee, da un
rappresentante del personale ausiliario, da due membri del Consiglio di
Amministrazione ed è presieduto dalla coordinatrice della scuola che lo convoca,
oppure da un docente, membro del consiglio, suo delegato.
Si riunisce, in ore non coincidenti con l’orario di funzionamento della scuola, con il
compito di formulare al collegio dei docenti e agli organismi gestionali della scuola
proposte in ordine all’azione educativa e didattica e ad iniziative innovative
finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa.
Le funzioni di segretario vengono attribuite dal presidente ad uno dei docenti
presenti.
Assemblea di sezione dei genitori
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L’assemblea di sezione è formata dai genitori dei bambini di ciascuna sezione e
designa due genitori per il Consiglio di intersezione.
Essa, presieduta da uno dei due genitori designati a far parte del Consiglio di
intersezione collabora con la/le insegnante/i responsabile/i della sezione per la
migliore soluzione di questioni proposte dalla/e stessa/e.
Alle assemblee possono partecipare, con diritto di parola, la coordinatrice e le
insegnanti della sezione.
Di ogni riunione viene redatto sintetico verbale.
Collegio dei docenti di zona
E’ costituito dagli insegnanti in servizio tra le scuole che risultino collegate in rete
nell’ambito dei Servizi territoriali di coordinamento pedagogico e didattico
organizzati dalla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) a livello provinciale ed
è presieduto da un coordinatore di rete, nominato dal Presidente provinciale della
FISM.
Il collegio si riunisce di norma tre volte all’anno allo scopo di definire e verificare le
linee comuni della programmazione educativa e didattica e favorire lo scambio di
esperienze tra scuole operanti nel territorio. L’aiuto e la collaborazione tra scuole
Fism del territorio per questo anno vedrà realizzati momenti di condivisione di
spettacoli, uscite e attività.
7. RAPPORTI CON IL TERRITORIO
Ai fini di calare la Programmazione educativo – didattica nel contesto socio ambientale in cui si espleta il servizio formativo della Scuola, il Collegio Docenti si
premura di organizzare molteplici attività mediante le quali incentivare contatti
costruttivi con i vari Enti presenti sul territorio; in particolare grande rilevanza ha
assunto negli anni la collaborazione sempre più stretta con alcune associazioni
almesine: Associazione il Boschetto “Amici della scuola dell’infanzia RIVA Rocci,
Vigili Volontari del Fuoco Almese, A.I.B. Almese ,Croce Rossa Villardora, A.NA.
Sez di Almese, Università della terza età, Donatori Fidas Almese, FED Italiana
Escursionismo, Associazione Rondò di Bimbi, Sci Club Valmessa , AIRC Piemonte.
8.RISORSE ECONOMICHE
Le risorse economiche sono indicate nel bilancio della Scuola, il quale risulta
conforme alle regole della pubblicità prevista dalla legge per l’Ente gestore. Il
bilancio è comunque accessibile a chiunque nella Scuola stessa vi abbia interesse ed è
disponibile presso la segreteria della scuola da maggio a giugno.
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9.CONTINUITA’ EDUCATIVA
PROGETTO CONTINUITA’ (vedi Allegato 1)
10.VERIFICHE E VALUTAZIONI
Le attività di verifica e di valutazione della Scuola Materna Riva – Rocci si ispirano
alle disposizioni e ai criteri orientativi forniti dai Nuovi Orientamenti per la Scuola
dell’Infanzia del ’91, dalla C.M. 4094 del 21.06.95 e dalle Indicazioni nazionali per il
curricolo, ott.2007
In questa prospettiva l’osservazione sistematica del bambino effettuata dal corpo
docente nel corso dell’attività didattica non deve né intende assumere connotazioni di
rigidità finalizzate alla stesura di documenti classificatori su effettive o presunte
capacità e conoscenze. Significativo, in tal senso, il dettato dei N.O., laddove si
esprime con forza l’importanza della contestualizzazione, considerando lo sviluppo
infantile non come mero “fatto funzionale”, bensì in relazione, sempre e comunque,
con le difficoltà cognitive, le esigenze emotive e le richieste affettive di ogni singolo
alunno.
Tutto ciò nella consapevolezza che “… il modo con cui ognuno percepisce se stesso
nella sua situazione sociale e educativa costituisce una condizione essenziale per la
sua ulteriore crescita personale” (dai N.O. del ’91).
Nella misura in cui “compito della Scuola è identificare i processi da promuovere,
sostenere e rafforzare per consentire ad ogni bambino di realizzarsi al massimo
grado possibile” (N.O. ’91), i docenti si propongono di osservare, misurare e
comprendere anziché giudicare gli individuali livelli di apprendimento degli alunni.
L’attività di osservazione si svolge quotidianamente durante le attività ludico –
motorie, didattiche e routinarie: in particolare, essa si propone di rilevare nei bambini
tanto gli aspetti più propriamente cognitivi, quanto le loro competenze dinamico –
relazionali ed emotive (espressione di bisogni, vissuti, esperienze operative e
affettive).
Le osservazioni effettuate sono registrate su apposite griglie riassuntive, ma anche
attraverso filmati, fotografie che costituiranno un archivio di informazioni confluendo
al termine del triennio scolastico in un prospetto informativo relativo alle conoscenze
e abilità raggiunte dal bambino.
Ispirata ai criteri della flessibilità, favorisce in tal modo le insegnanti nella
progettazione di percorsi educativi individualizzati, che, prendendo atto dei
prerequisiti del bambino e degli obiettivi raggiunti, attuano mirate strategie
metodologiche volte al potenziamento degli iniziali livelli di sviluppo infantile, al
recupero delle eventuali difficoltà e alla valorizzazione delle personali attitudini.
11.AUTOVALUTAZIONE INSEGNANTI
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Attraverso strumenti di analisi critica del proprio operato (griglie, test) da compilare
in team o singolarmente , attraverso incontri di gruppo anche con la psicologa della
Ass. Rondò di bimbi attuiamo una costante verifica in itinere del nostro operato:
"Agli insegnanti competono la responsabilità della valutazione e la cura della
documentazione , nonché la scelta dei relativi strumenti, nel quadro dei criteri
deliberati dagli organi collegiali…"( INDICAZIONI NAZIONALI PER IL
CURRICOLO DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA E DEL PRIMO CICLO
DELL'ISTRUZIONE SETTEMBRE2012)
http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot5559_12
12.LE INDICAZIONI NAZIONALI PER LA SCUOLA
DELL’INFANZIA
Aree di obiettivi specifici di apprendimento:
 CONNOTAZIONI ESSENZIALI:
- Valorizzazione del gioco
- Esplorazione e ricerca
- Vita di relazione
- Mediazione didattica
- Osservazione, progettazione, verifica
- Documentazione
 OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO EDUCATIVO
- Maturazione dell’identità personale
- Conquista dell’autonomia
- Sviluppo delle competenze
 Per quanto riguarda gli obiettivi specifici di apprendimento vedi il piano
personalizzato delle attività educative.
 OBIETTIVI FORMATIVI: gli obiettivi contestualizzati e personalizzati “in
loco” dalle singole realtà scolastiche.
 UNITA’ DI APPRENDIMENTO: uno o più obiettivi formativi organizzati al
fine di realizzare delle competenze
 PIANO PERSONALIZZATO DELLE ATTIVITA’ EDUCATIVE: l’insieme
delle unità di apprendimento, coordinate in maniera personalizzata rispetto agli
alunni e in continuità rispetto al territorio.
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 FASCICOLO PERSONALE: cartella di materiali prodotti dall’alunno al fine
di valutare e orientare l’azione educativa.
PROGETTO EDUCATIVO
La Scuola dell’Infanzia, ormai superati gli scopi assistenzialistici di cui in passato era
stata investita, si configura come autentica istituzione educativa: luogo di vita,
ambiente di apprendimento, essa intende offrire, nell’attuale contesto socio –
culturale, un servizio educativo di alta qualità, concorrendo alla promozione dei diritti
del bambino e allo sviluppo integrale della sua personalità, in stretta relazione con la
famiglia e le altre istituzioni presenti sul territorio.
24
Pertanto essa integra l’opera formativa della famiglia, attuando un metodo educativo
che si fonda sulla concezione di “educazione” come “introduzione” alla realtà nella
sua totalità.
E’ il modo di portare il bambino in contatto con tutto ciò che esiste, rendendolo
capace di autoconsapevolezza, autonomia e responsabilità. E’ il gesto continuo di far
crescere la persona, ovvero di far emergere l’immagine UNICA e IRRIPETIBILE
che Dio le ha posto dentro fin dalla sua origine.
Quattro, conseguentemente, i cardini con cui il personale docente della Scuola si
propone di confrontarsi quotidianamente: la Scuola dell’Infanzia intesa come
SCUOLA poiché l’ordinamento legislativo vigente le riconosce il ruolo di pubblico
servizio educativo in qualità di Scuola Paritaria, parte integrante del sistema
scolastico nazionale.
In quanto tale, essa:
- funziona con l’autorizzazione e la vigilanza delle Autorità scolastiche competenti;
- opera nel rispetto di quanto stabilito dalla Legge 10/03/2000 n° 62 e dai successivi
Orientamenti Didattici del ’91e dalla legge 28 marzo 2003, dalle Indicazioni
nazionali per il curricolo ott.2007 fermo restando il Progetto Educativo che la
ispira;
- Può e deve accogliere bambini disabili prevedendo un insegnante di
sostegno(Legge 104)
- fa propri i principi contenuti nelle dichiarazioni dell’ONU sui diritti dell’infanzia e
nella Costituzione italiana;
- risponde ai principi della libertà di educazione e della pluralità delle istituzioni
educative, espressione delle diverse realtà socio culturali.
 ISTITUZIONE EDUCATIVA DI ISPIRAZIONE CRISTIANA
Poiché ispira il suo Progetto Educativo ai principi del Vangelo e aderisce al magistero
della Chiesa, offrendo al bambino un luogo di autentica crescita religiosa come
momento di scoperta di sé e del mondo mediante lo sviluppo di valori cristiani e
umani fondanti: educazione alla pace, alla solidarietà, alla non violenza, all’amicizia,
al rispetto delle diversità, anche attraverso una funzione della professionalità del
docente vissuta dal medesimo come “servizio” al bambino e alla famiglia.
 SCUOLA DELL’INFANZIA
Poiché proiezione della famiglia nella funzione educante; non si sostituisce al
modello genitoriale, ma ne integra l’azione; onde la necessità, da parte della famiglia,
di una piena consapevolezza e condivisione degli ideali educativi proposti dalla
Scuola. La coerenza educativa scuola – famiglia si concretizza con il dialogo aperto e
fiducioso tra genitori e docenti, finalizzato al raggiungimento di uno stile educativo
comune che il bambino possa sperimentare sia negli ambienti scolastici, sia tra le
mura domestiche.
 ISTITUZIONE EDUCATIVA FEDERATA ALLA FISM (FEDERAZIONE
ITALIANA SCUOLE MATERNE)
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Poiché non svolge un ruolo di supplenza nei confronti della scuola statale, bensì
paritaria rispetto alle scuole statali, ne costituisce una significativa alternativa,
ponendosi a garanzia della libertà di coscienza e del diritto della famiglia a scegliere
la scuola che meglio risponde ai suoi intenti educativi. Pertanto, essa condivide le
finalità, gli scopi e le norme statutarie della FISM, partecipando attivamente alle
attività culturali, pedagogiche e sociali organizzati dalla Federazione.
L’OFFERTA FORMATIVA DELLA NOSTRA SCUOLA
RISPETTO DEI DIRITTI DEL
BAMBINO
SUPPORTO EDUCATIVO PER IL
SUPERAMENTO DELLE
DISEGUAGLIANZE
-
- Sviluppo delle competenze comunicative,
espressive, logiche, operative
- Evoluzione dei processi cognitivi, affettivi
e di socializzazione
- Maturazione dell’identità
- Promozione dell’autonomia
Diritto alla vita
Diritto alla salute
Diritto all’educazione
Diritto all’istruzione
Diritto al rispetto della propria identità
Diritto al gioco
FLESSIBILITA’ ALLE
TRASFORMAZIONI SOCIO –
CULTURALI
-
Uso dei linguaggi mass – mediali
Uso dei mezzi telematici/informatici
Arricchimento di conoscenze
Educazione alla convivenza
democratica e alla tolleranza
SERVIZIO ALLA FAMIGLIA
- Colloqui individuali con l’insegnante di
sezione
- Incontri collegiali di formazione con
esperti del settore educativo
- Condivisione di attività didattiche con i
vostri bambini (feste, ricorrenze…)
- Consulenza di figure professionali
(logopedista, psicologa) con l’istituzione
di uno sportello genitori
PROGETTO ACCOGLIENZA
Il progetto accoglienza è formulato puntando soprattutto al processo, alla qualità delle
attività ed alla valorizzazione del senso di appartenenza di un gruppo.
Il progetto si snoda tra varie attività e giochi di conoscenza degli ambienti e delle
persone della nostra scuola.
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Nel primo mese le insegnanti propongono un percorso che si sviluppa con la
scoperta, l’ambientamento e le esperienze condivise a scuola che portano così ad una
maggiore conoscenza, favorendo la socializzazione.
Per facilitare l’ambientamento dei bambini più piccoli è previsto un periodo di
inserimento graduale, che consente ai bambini di interiorizzare le varie routine che
scandiscono la giornata scolastica, in modo che ognuno possa comprendere il prima e
il dopo di ogni momento, per vivere così serenamente il tempo che li separa dal
ricongiungimento con la figura materna e l’ambiente domestico.
Tempi: settembre- ottobre
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Da quest’anno la nostra
programmazione sara’anche in
lingua inglese per avvicinare
così i bambini al
BILINGUISMO!!!!!
(ALLEGATO 4)
ALLEGATO 4
sett/ott 2013
Collegio docenti sett. 2013
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PROGETTO AVVIO AL BILINGUISMO
SCUOLA INF. RIVA ROCCI ALMESE
Premesse:
.
Ci siamo aggiornati anche sugli ultimi studi relativi al bilinguismo dai 3 ai 5 anni che
confutano alcune scuole di pensiero educativo tendenti a liquidare il problema
parlando genericamente di una dannosa precocità, anzi la predisposizione al
bilinguismo è peculiare della fascia di età sotto i 7 anni.
Ci sentiamo forti della flessibilità' nell'aggiornamento della nostra didattica e del
"know how" innovativo in campo pedagogico ed educativo che, da almeno 20 anni,
caratterizza la nostra scuola.
A seguito delle precedenti premesse abbiamo valutato la possibilità di introdurre,
nella nostra didattica già a partire dal mese di novembre 2013, il bilinguismo.
La proposta e' in orario scolastico per tutti i bambini dai 3 ai 6 anni.
Il progetto educativo di quest'anno ha come tematica principale IL CIRCO.
Gli obbiettivi didattici prefissati dai traguardi di sviluppo per la scuola dell'infanzia
saranno raggiunti anche in modo bilingue attraverso Rany, la nostra insegnante
Clown che arriverà a novembre, preceduta da misteriose lettere da Londra che i bimbi
stanno già ricevendo.
SECONDA PARTE: progetto bilinguismo
Obiettivo: CERTIFICAZIONE Trinity College London
www.trinitycollege.co.uk/
(Examination Board/ente certificatore) protocollo intesa Ministero Pubblica
Istruzione 2001
RISERVATO AI BAMBINI DI 5 anni
A PARTIRE DA GENNAIO 2014
Approfondimento pomeridiano 1/2 pom. a settimana, solo per i bimbi dell'ultimo
anno per ottenere la certificazione TRINITY.
L'esame consiste in un colloquio individuale con un esaminatore inviato dal Trinity
College London presso la sede d'esame, durante il quale il candidato, dal livello 4 in
poi, propone anche argomenti di sua scelta, muovendosi liberamente tra gli ambiti più
vari: vita familiare, professionale, musica, sport, viaggi, ambiente, società, politica,
proprio come avviene in una conversazione reale.
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Il colloquio è strutturato in modo da simulare un'interazione naturale, presupponendo
che, con l'aumentare del proprio livello di competenza, il candidato assuma
maggiormente il controllo della conversazione durante l'esame.
I requisiti linguistici, che il candidato deve dimostrare di riconoscere e saper
utilizzare, aumentano ovviamente assieme al livello di esame sostenuto.
I dodici livelli vengono suddivisi in 4 stadi: Initial, Elementary, Intermediate e
Advanced.
Essendo il programma di esame cumulativo gli elementi del primo stadio (Initial) si
ritrovano anche in quello successivo e così via, in modo che allo stadio Advanced si
ritrovano tutti gli elementi dei tre stadi precedenti.
OVVIAMENTE NOI PROPORREMO IL PRIMISSIMO LIVELLO, CIOE' IL
GESE PRE A-1
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La programmazione annuale avrà come tema l’ambiente del circo che con
i suoi colori, i suoi personaggi e le sue atmosfere fantastiche e misteriose,
accompagnerà i bambini alla scoperta di forme, colori e abilità.
Il circo è un mondo particolare, fantastico e misterioso che dà ai bambini
la possibilità di conoscere e sviluppare la loro creatività e le attitudini alla
socializzazione.
Rappresenta anche l’opportunità di creare un collegamento tra persone,
dando la possibilità di esprimersi, di venire ascoltati e di capire le proprie
capacità.
Il circo è per i bambini divertimento, stranezza, fantasia, sfruttando questo
aspetto ludico si toccherà anche il tema della diversità per far capire ai
bambini che la scuola in fondo è un buffo circo dove ognuno è un artista
unico, con le proprie caratteristiche e potenzialità.
Il progetto si articolerà su due unità di apprendimento: IL CIRCO DEI
COLORI e IL CIRCO DEGLI ARTISTI.
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Prima unità di apprendimento
IL CIRCO DEI COLORI
In questa prima parte del progetto lo scopo è quello di far scoprire ai
bambini il tendone del circo che con i suoi colori fa da contenitore a tutto
ciò che si trova dentro.
Attraverso i colori i bimbi potranno dar spazio alla loro fantasia e
creatività e, giocando con essi, impareranno divertendosi ad esplorarli,
diluirli, mescolarli per dar vita a tante diverse sfumature ed intensità.
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TRAGUARDI DI SVILUPPO
OBIETTIVI DI COMPETENZA
3 ANNI
4 ANNI
5 ANNI
1.Il bambino comunica,esprime
emozioni,racconta,utilizzando le varie
possibilità che il linguaggio del corpo
consente. Inventa storie e si esprime
attraverso diverse forme di
rappresentazione e drammatizzazione.
Si esprime attraverso il disegno,la
pittura e altre attività manipolative e
sa utilizzare diverse tecniche
espressive
(dal c.e. immagini, suoni e colori)
· Comprende che il
tendone
del circo è formato da
tanti
colori.
· Conosce e utilizza i
colori
primari.
· Conosce e utilizza i
colori
primari e secondari.
· Conosce e utilizza i colori
primari,secondari e le varie
sfumature
2. Il bambino conosce e discrimina le
diverse parti del corpo (viso) e
rappresenta il corpo in stasi e in
movimento
(dal c.e. il corpo in movimento)
· Riconosce le varie parti
del
viso, sa nominarle ed
impara
a rappresentarle.
· Il bambino riconosce e
differenzia
il
viso
felice/triste
· Riconosce le varie parti
del
viso e lo rappresenta in
modo
completo
· Coglie le differenze tra
le vari
espressioni del viso
· Riconosce le varie parti
del
viso e lo rappresenta in
modo
completo
· Coglie le differenze tra le
vari
espressioni e sa
rappresentarle
· Tenta di rappresentare i
giochi motori vissuti
3. Il bambino raggruppa e ordina
secondo criteri diversi, confronta e
valuta quantità, utilizza semplici
simboli per registrare; compie
misurazioni mediante semplici
strumenti.
(dal c.e. la conoscenza del mondo)
· Il bambino conosce le
figure
geometriche del cerchio e
del
quadrato.
· Il bambino conosce le
figure geometriche del
cerchio, del quadrato e
del triangolo e riesce ad
individuarle osservando
la realtà.
· Il bambino conosce le
figure
geometriche del cerchio,
del
quadrato, del triangolo e
del
rettangolo e le sa utilizzare
nella
rappresentazione
grafica.
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ATTIVITA’ PREVISTE PER IL RAGGIUNGIMENTO
DEGLI OBIETTIVI
1° TRAGUARDO DI SVILUPPO
2° TRAGUARDO DI SVILUPPO
3°TRAGUARDO DI SVILUPPO
3 ANNI
4 ANNI
5 ANNI
o Osservazione del circo
tramite delle foto.
o Attività grafico-pittorica
del
tendone del circo con i
colori
primari
o Osservazione del circo
tramite
delle foto.
o Attività graficopittorica del
tendone del circo con i
colori
secondari.
o Osservazione del circo
tramite
delle foto.
o Attività grafico-pittorica
del
tendone del circo
mescolando
e sfumando i colori
o Osservazione di
immagini con
espressioni diverse ed
imitazione delle
espressioni
allo specchio
o Realizzazione di alcune
schede per disegnare su
dei
pagliacci le parti del viso
mancanti e le espressioni
felice/ triste
o Osservazione di
immagini con
espressioni diverse ed
imitazione delle
espressioni
allo specchio.
o Realizzazione di alcune
schede per disegnare su
dei
pagliacci le parti del viso
mancanti e le espressioni
felice/ triste
o Osservazione di
immagini con
espressioni diverse ed
imitazione delle espressioni
allo specchio
o Realizzazione di alcune
schede per disegnare su dei
pagliacci le parti del viso
mancanti e le espressioni
felice/ triste
o Realizzazione con
o Realizzazione con
diverse
tecniche, di alcune schede
legate alle figure
geometriche
del cerchio, quadrato e
triangolo.
o Realizzazione con
diverse
tecniche, di alcune schede
legate alle figure
geometriche
del cerchio e del quadrato
diverse
tecniche, di alcune schede
legate alle figure
geometriche
del cerchio, quadrato e
triangolo e del rettangolo
Seconda unità di apprendimento
IL CIRCO DEGLI ARTISTI
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In questa parte del percorso vogliamo avvicinare il bambino alla scoperta
dei simpatici e coraggiosi personaggi che abitano il circo.
I vari artisti del circo saranno presentati ai bambini con le performance e le
caratteristiche che li distinguono per suscitare la curiosità e l’interesse nei
bambini e stimolarli ad imitare le attività che i vari personaggi eseguono al
circo.
In questa fase del progetto, significative saranno l’esperienze corporee,
giochi di coordinazione, equilibrio, salti, capriole…
TRAGUARDI DI
SVILUPPO
OBIETTIVI DI COMPETENZA
3 ANNI
4 ANNI
5 ANNI
1. il bambino esercita le
potenzialità
sensoriali, conoscitive, relazionali,
ritmiche ed espressive del corpo
(dal c.e. il corpo e il movimento)
· Percepisce e riconosce
le
caratteristiche fisiche più
evidenti di un
personaggio
attraverso gli organi
sensoriali
· Imita semplici
movimenti di
espressione corporea
· Riconosce le
caratteristiche fisiche
più
evidenti di un
personaggio.
· Imita semplici
movimenti di
espressione corporea
· Riproduce con il
disegno le
caratteristiche fisiche più
evidenti di un
personaggio
· potenzia la
coordinazione
oculo -manuale
2.Il bambino esplora i materiali che
ha
a disposizione e li utilizza con
creatività
(dal c.e. immagini, suoni e colori)
· usa in maniera
autonoma
diverse tecniche grafico
pittoriche
· usa il colore ed
assembla il
materiale per riprodurre
ed
inventare sagome
· esplora, manipola e
trasforma
materiali seguendo un
progetto proprio e di
gruppo
ATTIVITA’ PREVISTE PER IL RAGGIUNGIMENTO
DEGLI OBIETTIVI
35
3 ANNI
4 ANNI
5 ANNI
1° TRAGUARDO DI SVILUPPO
o Riconoscere le
caratteristiche
dei personaggi del
circo(costumi
trucchi ecc..)
o giochi di travestimento
e trucco
o Imitare
acrobati,giocolieri e
domatori
2° TRAGUARDO DI SVILUPPO
o realizzazione del
cartellone con le sagome
degli artisti
o Riconoscere le
caratteristiche dei
personaggi del
circo(costumi trucchi
ecc..)
o giochi di
travestimento e
trucco
o Imitare
acrobati,giocolieri
e domatori
o realizzazione del
cartellone con le sagome
degli artisti
o Riconoscere le
caratteristiche dei
personaggi del
circo(costumi
trucchi ecc..)
o giochi di travestimento
e
trucco
o Imitare
acrobati,giocolieri e
domatori
o realizzazione del
cartellone con le sagome
degli artisti
SFONDO METODOLOGICO
A livello generale si cercherà di creare per quanto possibile:
 Un clima relazionale positivo in cui i bambini siano accettati con i loro
problemi, le loro potenzialità e le loro carenze con lo scopo di sviluppare il
senso di autostima e sicurezza in se stessi.
 Un ambiente stimolante che miri ad attivare prima la curiosità e in seguito
l’attenzione e l’interesse per gli argomenti trattati.
 Una scuola del fare: organizzare le occasioni concrete per una varietà di attività
pratiche, utilizzando tutti i mediatori didattici, in modo che i bambini imparino
a porsi domande, osservare, formulare ipotesi, raccogliere dati, discutere in
gruppo, collegare problemi e concetti.
 Il laboratorio è lo spazio educativo che colora le azioni e le esperienze del
bambino. E’ luogo di ricerca e di esplorazione, di progettazione ed invenzione.
Per lungo tempo numerose ideologie pedagogiche si sono susseguite
interrogandosi sulla validità della didattica di laboratorio.
Sia che avvengano in piccoli gruppi guidati dall’adulto, che in gruppi
spontanei, le esperienze vissute nel laboratorio sono sempre momenti di
apprendimento molto significativi per i bambini, perché riguardano sia la sfera
cognitiva che quella relazionale. Per questo motivo abbiamo definito il piano
personalizzato delle attività strutturandole per laboratori.
 Ogni anno il Collegio docenti elabora il “Piano personalizzato delle attività
educative” che sviluppa le unità di lavoro per fasce di età con riferimento ai
“CAMPI DI ESPERIENZA”, che sono i diversi ambiti del FARE e
36
dell’AGIRE del bambino. I campi di esperienza attualmente individuati dalle
“indicazioni per il Curricolo” sono cinque:
-
Il sé e l’altro;
Il corpo in movimento;
Immagini, suoni e colori;
I discorsi e le parola;
La conoscenza del mondo.
Il sé e l’altro
Le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme
I bambini formulano le grandi domande esistenziali sul mondo e cominciano a
riflettere sul senso e sul valore morale delle loro azioni, prendono coscienza della
propria identità, scoprono le diversità e apprendono le prime regole necessarie alla
vita sociale.
Negli anni della scuola dell’infanzia il bambino osserva la natura, la vita e
il suo evolversi ed estinguersi, l’ambiente che lo circonda, le relazioni tra le persone;
ascolta le narrazioni degli adulti, le espressioni delle loro opinioni e della loro fede; è
testimone degli eventi e ne vede la rappresentazione attraverso i media, partecipa alle
tradizioni della famiglia e della comunità. Sente di appartenere alla sua famiglia, alla
sua comunità, alla sua scuola; si accorge di essere uguale e diverso nella varietà delle
situazioni, di poter essere accolto o escluso, di poter accogliere o escludere. Si chiede
dove era prima di nascere e se e dove finirà la sua esistenza e quella di chi gli è caro,
quale sia l’origine del mondo; si interroga su Dio e si confronta con l’esperienza
religiosa.
La presenza di bambini che parlano altre lingue e hanno tratti diversi e famiglie con
tradizioni e religioni diverse apre nuovi orizzonti, suscita reazioni, curiosità,
preoccupazioni e sentimenti che non possono essere ignorati.
In questi anni, dunque, si definisce e si articola l’identità di ciascun bambino e di
ciascuna bambina come consapevolezza del proprio corpo, della propria personalità e
del proprio stare con gli altri. Sono gli anni della scoperta degli adulti come fonte di
protezione e contenimento, degli altri bambini come compagni di giochi e come
limite alla propria volontà.
Il bambino cerca di dare un nome agli stati d’animo, sperimenta il piacere, le
difficoltà della condivisione e i primi conflitti, supera progressivamente
l’egocentrismo e può cogliere altri punti di vista. Esperienze, emozioni, pensieri e
domande generano riflessioni, ipotesi, discorsi, comportamenti sociali che hanno
bisogno di spazi di incontro e di elaborazione.
La scuola si pone come luogo di dialogo, di approfondimento culturale e di reciproca
formazione tra genitori e insegnanti per affrontare insieme questi temi e proporre ai
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bambini un modello di ascolto e di rispetto, per convenire come aiutare ciascun
bambino a trovare risposte alle grandi domande in coerenza con le scelte della sua
famiglia e al tempo stesso riconoscendo e comprendendo scelte diverse e mostrando
per queste rispetto. La scuola si confronta con le famiglie per condividere le regole
che consentono di realizzare le finalità educative e propone ai bambini prime forme
di dialogo sulle domande che essi pongono, sugli eventi della vita quotidiana, sulle
regole del vivere insieme.
Traguardi per lo sviluppo della competenza
Il bambino sviluppa il senso dell’identità personale, è consapevole delle proprie
esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato.
Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni della famiglia, della
comunità e sviluppa un senso di appartenenza.
Pone domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità culturali, su ciò che è
bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una prima consapevolezza dei propri
diritti e dei diritti degli altri, dei valori, delle ragioni e dei doveri che determinano il
suo comportamento.
Riflette, si confronta, discute con gli adulti e con gli altri bambini, si rende conto che
esistono punti di vista diversi e sa tenerne conto.
È consapevole delle differenze e sa averne rispetto.
Ascolta gli altri e dà spiegazioni del proprio comportamento e del proprio punto di
vista.
Dialoga, discute e progetta confrontando ipotesi e procedure, gioca e lavora in modo
costruttivo e creativo con gli altri bambini.
Comprende chi è fonte di autorità e di responsabilità nei diversi contesti, sa seguire
regole di comportamento e assumersi responsabilità.
Il corpo in movimento
Identità, autonomia, salute
I bambini prendono coscienza e acquisiscono il senso del proprio sé fisico, il
controllo del corpo, delle sue funzioni, della sua immagine, delle possibilità sensoriali
ed espressive e di relazione e imparano ad averne cura attraverso l’educazione alla
salute.
Il bambino che entra nella scuola ha già acquisito il dominio delle principali funzioni
del corpo, il senso della propria identità e alcune conoscenze fondamentali
riguardanti lo schema e il linguaggio corporeo, attraverso le quali si esprime e
organizza la sua presenza attiva nel mondo circostante.
Sviluppa la conoscenza del proprio corpo attraverso l’esperienza sensoriale e
percettiva che gli permette di sperimentarne le potenzialità, di affinarle e di
rappresentarlo. I giochi e le attività di movimento consolidano la sicurezza di sé e
permettono ai bambini e alle bambine di sperimentare le potenzialità e i limiti della
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propria fisicità, i rischi dei movimenti incontrollati e violenti, le diverse sensazioni
date dai momenti di rilassamento e di tensione, il piacere del coordinare le attività
con quelle degli altri in modo armonico.
Il corpo ha potenzialità espressive e comunicative che si realizzano in un linguaggio
caratterizzato da una propria struttura e da regole che il bambino impara attraverso
specifici percorsi di apprendimento: i gesti mimici sostituiscono o sottolineano la
parola, mantengono la conversazione o la sospendono, esprimono sentimenti ed
emozioni, accompagnano la fruizione musicale.
Le attività informali, di routine e di vita quotidiana, la vita e i giochi all’aperto sono
altrettanto importanti delle attività espressive e di movimento libero o guidato e
possono essere occasione per l’educazione alla salute attraverso una sensibilizzazione
alla corretta alimentazione e all’igiene personale.
La scuola dell'infanzia mira a sviluppare gradualmente nel bambino la capacità di
leggere, capire e interpretare i messaggi provenienti dal corpo
proprio e altrui, di rispettarlo e di averne cura, di esprimersi e di comunicare
attraverso di esso per giungere ad affinarne la capacità percettive e di conoscenza
degli oggetti, la capacità di orientarsi nello spazio, di muoversi e di comunicare
secondo fantasia e creatività.
Traguardi per lo sviluppo della competenza
Il bambino vive pienamente la propria corporeità, ne percepisce il potenziale
comunicativo ed espressivo, matura condotte che gli consentono una buona
autonomia nella gestione della giornata a scuola.
Riconosce i segnali e i ritmi del proprio corpo, le differenze sessuali e di sviluppo e
adotta pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di sana alimentazione.
Prova piacere nel movimento, sperimenta schemi posturali e motori, li applica nei
giochi individuali e di gruppo, anche con l’uso di piccoli attrezzi ed è in grado di
adattarli alle situazioni ambientali all’interno della scuola e all’aperto.
Controlla l’esecuzione del gesto, valuta il rischio, interagisce con gli altri nei giochi
di movimento, nella danza, nella comunicazione espressiva.
Riconosce il proprio corpo, le sue diverse parti e rappresenta il corpo fermo e in
movimento.
Immagini, suoni e colori
Gestualità, arte, musica, multimedialità
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I bambini sono portati a esprimere con immaginazione e creatività le loro emozioni e
i loro pensieri: l’arte orienta questa propensione, educa al sentire estetico e al piacere
del bello. Lo sforzo di esplorare i materiali, di interpretare e creare sono
atteggiamenti che si manifestano nelle prime esperienze artistiche e che possono
estendersi e appassionare ad altri apprendimenti.
I bambini possono esprimersi con linguaggi differenti: con la voce, il gesto, la
drammatizzazione, i suoni, la musica, la manipolazione e la trasformazione dei
materiali più diversi, le esperienze grafico-pittoriche, i mass-media, ecc. La fruizione
di questi linguaggi educa al senso del bello, alla conoscenza di se stessi, degli altri e
della realtà.
L’incontro dei bambini con l’arte è occasione per osservare con occhi diversi il
mondo che li circonda. I diversi materiali esplorati con tutti i sensi, le tecniche
sperimentate, confrontate, condivise ed esercitate, le osservazioni di quadri, sculture
o architetture aiuteranno a migliorare la capacità di osservare, coltivare il piacere
della fruizione e ad avvicinare alla cultura e al patrimonio artistico. I bambini che si
cimentano nelle diverse pratiche di pittura, di manipolazione, di costruzione plastica e
meccanica osservano, imitano, trasformano, interpretano, inventano e raccontano.
La musica è un linguaggio universale, carico di emozioni e ricco di tradizioni
culturali. Il bambino, interagendo con il paesaggio sonoro, sviluppa le proprie
capacità cognitive e relazionali, impara a percepire, ascoltare, ricercare e discriminare
i suoni all’interno di contesti di apprendimento significativi. Esplora le proprie
possibilità sonoro-espressive e simbolico-rappresentative, accrescendo la fiducia
nelle proprie potenzialità.
L’ascolto delle produzioni sonore personali lo apre al piacere di fare musica e alla
condivisione di repertori appartenenti a vari generi musicali.
Il bambino si confronta con i nuovi media e con i nuovi linguaggi della
comunicazione, come spettatore e come attore. La scuola può aiutarlo a familiarizzare
con l’esperienza della multimedialità, favorendo un contatto attivo con i media e la
ricerca delle loro possibilità espressive e creative.
Traguardi per lo sviluppo della competenza
Il bambino comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie possibilità che
il linguaggio del corpo consente.
Inventa storie e sa esprimerle attraverso la drammatizzazione, il disegno, la pittura e
altre attività manipolative; utilizza materiali e strumenti, tecniche espressive e
creative; esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie.
Segue con curiosità e piacere spettacoli di vario tipo (teatrali, musicali, visivi, di
animazione…); sviluppa interesse per l’ascolto della musica e per la fruizione di
opere d’arte.
Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale
utilizzando voce, corpo e oggetti.
Sperimenta e combina elementi musicali di base, producendo semplici sequenze
sonoro-musicali.
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Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando anche i simboli di una notazione
informale per codificare i suoi percepiti e riprodurli.
I discorsi e le parole
Comunicazione, lingua, cultura
I bambini imparano a comunicare verbalmente, a descrivere le proprie esperienze e il
mondo, a conversare e dialogare, a riflettere sulla lingua, e si avvicinano alla lingua
scritta. Attraverso la conoscenza e la consapevolezza della lingua materna e di altre
lingue consolidano l’identità personale e culturale e si aprono verso altre culture.
I bambini giungono alla scuola dell’infanzia avendo acquisito le principali strutture
linguistiche: hanno appreso, nell’interazione con i familiari, la lingua materna, le sue
intonazioni e i ritmi, le principali regole del discorso; sanno usare la lingua per
esprimere le proprie intenzioni e i propri desideri e per interagire con gli altri; hanno
osservato e appreso come le diverse persone comunicano tra loro; hanno avuto
contatti con i messaggi prodotti dai media. Spesso hanno già incontrato lingue
diverse.
La lingua diventa via via uno strumento con il quale giocare ed esprimersi in modi
personali, creativi e sempre più articolati; sul quale riflettere per comprenderne il
funzionamento; attraverso il quale raccontare e dialogare, pensare logicamente,
approfondire le conoscenze, chiedere spiegazioni e spiegare il proprio punto di vista,
progettare, lasciare tracce.
Se opportunamente guidati, i bambini estendono il patrimonio lessicale, le
competenze grammaticali, conversazionali, logiche e argomentative, confrontano la
propria lingua materna con altre lingue, formulano ipotesi e si cimentano con
l’esplorazione della lingua scritta. Possono apprendere efficacemente una seconda
lingua purché il contesto sia dotato di senso, l’apprendimento avvenga in modo
naturale, sia inserito nelle attività quotidiane e diventi esso stesso occasione di
riflessione e di dialogo.
La scuola dell’infanzia ha il compito di promuovere in tutti i bambini la padronanza
della lingua italiana e la consapevolezza dell’importanza dell’uso della propria lingua
materna da parte dei bambini di origini culturali diverse. Offre la possibilità di vivere
contesti di espressione-comunicazione nei quali il bambino possa imparare a
utilizzare la lingua in tutte le sue funzioni e nelle forme necessarie per addentrarsi nei
diversi campi di esperienza. Sollecita le pratiche linguistiche che mettano i bambini
in condizione di scambiare punti di vista, confrontare le proprie interpretazioni
attorno a fatti ed eventi, esprimere i propri pensieri, negoziare e condividere con gli
altri le proprie opinioni. Incoraggia il progressivo avvicinarsi dei bambini alla lingua
scritta, che potenzia e dilata gli orizzonti della comunicazione, attraverso la lettura di
libri illustrati e l’analisi dei messaggi presenti nell’ambiente.
Traguardi per lo sviluppo della competenza
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Il bambino sviluppa la padronanza d’uso della lingua italiana e arricchisce e precisa il
proprio lessico.
Sviluppa fiducia e motivazione nell’esprimere e comunicare agli altri le proprie
emozioni, le proprie domande, i propri ragionamenti e i propri pensieri attraverso il
linguaggio verbale, utilizzandolo in modo differenziato e appropriato nelle diverse
attività.
Racconta, inventa, ascolta e comprende le narrazioni e la lettura di storie, dialoga,
discute, chiede spiegazioni e spiega, usa il linguaggio per progettare le attività e per
definirne le regole.
Sviluppa un repertorio linguistico adeguato alle esperienze e agli apprendimenti
compiuti nei diversi campi di esperienza.
Riflette sulla lingua, confronta lingue diverse, riconosce, apprezza e sperimenta la
pluralità linguistica e il linguaggio poetico.
È consapevole della propria lingua materna.
Formula ipotesi sulla lingua scritta e sperimenta le prime forme di comunicazione
attraverso la scrittura, anche utilizzando le tecnologie.
La conoscenza del mondo
Ordine, misura, spazio, tempo, natura
I bambini esplorano la realtà, imparando a organizzare le proprie esperienze
attraverso azioni consapevoli quali il raggruppare, il comparare, il contare, l’ordinare,
l’orientarsi e il rappresentare con disegni e con parole.
Attraverso le attività proposte, le organizzazioni dei fenomeni naturali e degli
organismi viventi, le conversazioni, le attività ludiche, costruttive o progettuali, il
bambino comincia a capire l’importanza di guardare sempre meglio i fatti del mondo,
confrontando le proprie idee con le idee proposte dagli adulti e dagli altri bambini.
Partendo da situazioni di vita quotidiana, dal gioco, dalle domande e dai problemi che
nascono dall’esperienza concreta il bambino comincia a costruire competenze
trasversali quali: osservare, manipolare, interpretare i simboli per rappresentare
significati; chiedere spiegazioni, riflettere, ipotizzare e discutere soluzioni; cogliere il
punto di vista degli altri in relazione al proprio, nelle azioni e nelle comunicazioni;
prevedere, anticipare, osservare, organizzare, ordinare gli oggetti e le esperienze;
interagire con lo spazio in modo consapevole e compiere i primi tentativi per
rappresentarlo; avvicinarsi al numero come segno e strumento per interpretare la
realtà e interagire con essa; riflettere sulla misura, sull’ordine e sulla relazione;
osservare i viventi, sempre in relazione con aspetti del mondo fisico, mossi dalla
curiosità verso di sé e verso l’ambiente naturale nonché verso le sue continue
trasformazioni; progettare e perseguire progetti nel tempo documentandone gli
sviluppi.
Nella scuola dell’infanzia i bambini apprendono a organizzarsi gradualmente nel
tempo e nello spazio, a partire dai loro vissuti quotidiani di vita familiare, scolastica,
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ludica e facendo riferimento alle attività degli adulti e agli eventi naturali e culturali.
Spazio e tempo sono legati tra loro nell’esperienza fondamentale del movimento, le
cui caratteristiche di durata, estensione e rapidità costituiscono per i bambini sia
elementi di analisi degli stessi movimenti direttamente osservati, sia criteri di
interpretazione del cambiamento in generale.
I bambini acquisiscono coscienza del proprio corpo attraverso una corrispondente
consapevolezza del mondo e viceversa: la prima “organizzazione fisica” del mondo
esterno (forma, movimento, luce, calore, ecc.) si sviluppa in stretta e reciproca
corrispondenza con i canali di percezione e motricità. In modo analogo il bambino
mette in relazione le funzioni interne e le funzionalità esterne di qualunque
organismo vivente e si accosta alla consapevolezza delle trasformazioni della materia
mettendole in relazione con le esperienze del proprio corpo.
Il bambino può interpretare qualunque macchina, meccanismo, strumento, artefatto
tecnologico che fa parte della sua esperienza mediante un contrappunto fra “come è
fatto” e “cosa fa”. L’intreccio fra linguaggio e azione nell’attività di conoscenza del
bambino favorisce la scoperta della varietà degli aspetti del mondo e, al tempo stesso,
promuove l’organizzazione culturale.
Il compito degli insegnanti è quello di rendere i bambini gradualmente consapevoli
della ricchezza potenziale della loro esperienza quotidiana e dei modi in cui la cultura
dà forma a tale esperienza; di assecondarli e sostenerli nel processo dello sviluppo
della competenza e nei loro primi tentativi di simbolizzare e formalizzare le
conoscenze del mondo; di aiutarli e indirizzarli nel costruire le prime immagini del
mondo e di sé che siano coerenti e significative, a percepire e coltivare il benessere
che deriva dallo stare nell’ambiente naturale.
Traguardi per lo sviluppo della competenza
Il bambino raggruppa e ordina secondo criteri diversi, confronta e valuta quantità;
utilizza semplici simboli per registrare; compie misurazioni mediante semplici
strumenti.
Colloca correttamente nello spazio se stesso, oggetti, persone; segue correttamente un
percorso sulla base di indicazioni verbali.
Si orienta nel tempo della vita quotidiana.
Riferisce eventi del passato recente dimostrando consapevolezza della loro
collocazione temporale; formula correttamente riflessioni e considerazioni relative al
futuro immediato e prossimo. Coglie le trasformazioni naturali.
Osserva i fenomeni naturali e gli organismi viventi sulla base di criteri o ipotesi, con
attenzione e sistematicità.
Prova interesse per gli artefatti tecnologici, li esplora e sa scoprirne funzioni e
possibili usi.
È curioso, esplorativo, pone domande, discute, confronta ipotesi, spiegazioni,
soluzioni e azioni.
Utilizza un linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni o le esperienze.
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Quanto riportato nello Sfondo Metodologico segue le “Indicazioni nazionali per il
curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” del Ministero
dell'Istruzione dell'Università della Ricerca, del 5 febbraio 2013.
LABORATORI
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Per i bambini di 3 anni: La forma privilegiata d’attività motoria è costituita dal
gioco che adempie a rilevanti e significative funzioni di vario tipo, da quella
cognitiva a quella socializzante e a quella creativa. Occorre quindi conoscere e
sperimentare tutte le forme praticabili di gioco a contenuto motorio: dai giochi liberi
a quelli di regole, dai giochi con materiali a quelli simbolici, dai giochi di esercizio a
quelli programmati, dai giochi imitativi a quelli tradizionali.
La strategia d’intervento dell’insegnante verterà soprattutto nel creare le condizioni
affinché il bambino si possa esprimere liberamente e possa rivestire di significati
simbolici e imitativi i propri giochi motori, e nello stimolarlo alla ricerca di forme
espressive e comunicative personali ed efficaci. Gli schemi motori di base vengono
utilizzati spontaneamente dai bambini per risolvere gli innumerevoli compiti della
vita quotidiana e risultano più ricchi tanto più sono sviluppati nel corso di azioni
diverse e variate, in grado di produrre così nuovi movimenti. Non si dovrà allora
semplicemente far acquisire a ciascun bambino la più ampia base motoria in termini
soltanto quantitativi, ma qualitativi; pertanto schemi motori di base come saltare,
strisciare, rotolare, camminare, lanciare e arrampicare dovranno essere vissute dal
bambino in situazioni varie e diversificate tra loro nell’attuazione.
L’attività motoria mira a favorire l’espressione della sua motricità naturale; farlo
anche attraverso l’associazione tra musica e movimento permette al bambino di
rivelare l’identità ritmica che lega i movimenti innati e spontanei del proprio corpo a
quelli musicali, creando un primo adattamento di se stesso in rapporto alla realtà che
lo circonda e una prima relazione e controllo del corpo acquisendo maggiore
sicurezza in quanto cosciente della sua autonomia.
OBIETTIVI SPECIFICI:
 Nominare le parti del corpo toccandole mentre le descrive
(testa, gambe, braccia, mano)
 Riconosce di far parte di un gruppo: intuisce l’importanza della
collaborazione durante giochi o attività
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Per i bambini di 4-5 anni: Il bambino per natura apprende alcune azioni e
movimenti tentando e riprovando…ma imparare significa acquisire anche la
padronanza dei propri atti, operare delle differenziazioni sempre più sottili del sé;
integrare dei movimenti differenziati per formare azioni intenzionali.
Le strategie che metteremo in atto tenderanno al perseguimento dello sviluppo di una
conoscenza e padronanza del sé corporeo che contribuirà a costruire nel bambino una
personalità libera e capace di muoversi nello spazio perché controllata e coordinata.
Attraverso attività di equilibrio, lateralizzazione e coordinazione oculo - manuale si
offre al bambino la possibilità di sperimentare il suo corpo, abituandolo ad usarlo
anche come mezzo di relazione con il mondo. Il corpo è parte di noi e solo noi
abbiamo la possibilità di comandarlo e decidere in che modo usarlo. Attraverso le
semplici regole di un gioco il bambino imparerà indirettamente a controllare il suo
corpo facendogli fare dei movimenti piuttosto che altri per riuscire a svolgere quanto
chiesto dall’ insegnante in modo corretto. Questo lavoro prende in considerazione il
corpo rappresentato per arrivare ad una maggiore padronanza di sé.
OBIETTIVI SPECIFICI:
 Possiede un equilibrio statico e dinamico: cammina, corre, salta, lancia, afferra
gestendo in modo autonomo il proprio corpo.
 Risponde in modo corretto a comandi di orientamento spaziale: sopra – sotto;
vicino – lontano muovendosi nello spazio rispettando sé e le cose.
 Sviluppa l’abilità motoria a livello operativo: afferra, lancia, corre, rotola….
 Discrimina i movimenti più utili e produttivi al fine di risultare vincitore
all’interno di un gioco.
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Per i bambini di 3 anni: Il bambino ha un senso immediato del colore che lo rende
capace di esprimere la propria personalità con un’abilità del tutto spontanea. Non è
un caso che i bambini siano fortemente attratti dai colori e, se lasciati liberi, volentieri
“pasticcino” con ogni tipo di colore comunicando un grande senso di libertà e
soddisfazione. Proprio perché l’uso del colore rappresenta un’esperienza, un mezzo
di comunicazione e di espressione, è lecito parlare in questo tipo di laboratorio di
“linguaggio del colore”. Essi, i colori, esprimono sia emozioni che stati d’animo e
sembrano quasi vivere di vita propria, soprattutto quando vengono accostati gli uni
agli altri o si mescolano tra di loro.
Attraverso l’attività di laboratorio si fornirà il tempo, lo spazio ed alcuni semplici
materiali quali: colori a dita, tempera, carta colorata da strappare, pennarelli, pastelli
a cera, aiutando il bambino nei procedimenti che siano al di là della sua attuale
portata, accompagnandolo a superare momenti di distrazione, ascoltandolo quando
avrà modo di raccontare quanto fatto. Tutto ciò darà la possibilità di “partire” per un
vero e proprio viaggio di scoperta dell’uso del colore iniziando dall’ambiente
circostante per arrivare ad esprimere attraverso il colore emozioni e sentimenti. Ciò
che renderà questo “spazio” del tutto particolare sarà l’inizio e la fine di ogni attività
rappresentato da un “rituale” caratterizzato da: all’inizio un canto, alla fine un
racconto – sintesi che la maestra farà in terza persona “descrivendo” in modo
simpatico l’approccio del gruppo verso quella determinata proposta.
OBIETTIVI SPECIFICI:
 Capacità di osservazione e comprensione nell’utilizzo dei materiali
 Capacità di acquisire maggior coordinamento nelle attività di motricità fine
Per i bambini di 4 anni: Pensare che l’arte sia materia per esperti del settore sarebbe
come confinarla in territori inaccessibili, quindi vorrebbe dire che solo pochi
geneticamente eletti siano predisposti alla sua comprensione. Ma non è così: chi la
frequenta, chi la prende a pretesto, chi gioca con l’arte sa a quale immenso
giacimento di conoscenze, relazioni e connessioni essa predisponga.
Usare l’arte come “materiale didattico” permette di ritrovare un saper “fare”,
restituisce centralità alle mani, rivaluta le attese e il rispetto dei tempi, costruisce
concrete prospettive di scoperta e aperture al “nuovo” utili a formare sensibilità e
spirito critico, lontano da stereotipi culturali.
Ma il protagonista principale di questo laboratorio non è l’arte ma il bambino stesso
che, attraverso le attività, non imparerà nozioni sull’arte e sugli artisti, né si
approprierà di tecniche di pittura rispetto ad altre. Quello che intendiamo fare,
attraverso l’osservazione di immagini che riproducono quadri famosi e la
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sperimentazione del colore (primari, secondari e le loro sfumature), tramite “il
pasticciamento”, la manipolazione, i miscugli, l’osservazione e la propria
riproduzione, è avvicinare i bambini all’arte, insegnandogli che ogni quadro può
essere letto e interpretato in maniera diversa: tutto dipende dall’osservatore. Allenare
i bambini a esprimere liberamente le loro impressioni, invitarli a descrivere ciò che il
pittore secondo loro voleva trasmettere, proporgli di riprodurre un’opera, aiuterà i
bambini a sviluppare il senso estetico e la loro immaginazione. Confrontando le varie
opere moderne e non, la loro sensibilità estetica si svilupperà per poi sfociare in ciò
che gli Orientamenti del ’91 chiamavano lo “stile personale”.
OBIETTIVI SPECIFICI:
 Sviluppare la coordinazione oculo-manuale
 Sviluppare il senso estetico
 Consolidare la conoscenza dei colori primari e secondari, delle tonalità e
intensità dei colori
Per i bambini 5 anni: I programmi ministeriali per l’educazione all’immagine
prevedono “l’avvicinamento ai beni culturali presenti nell’ambiente”.
L’avvicinamento non dovrà però limitarsi a promuovere una conoscenza nozionistica
dell’arte. Le riproduzioni di opere d’arte presenti intorno a noi (cinema, televisione,
pubblicità, riviste) fanno ormai parte di quella che è stata definita la civiltà delle
immagini. Risulta quindi appropriato fare educazione all’immagine attraverso
l’immagine.
Ogni attività di laboratorio sarà suddivisa in due momenti: ci sarà un primo momento
dedicato allo “studio” dei quadri in cui il bambino verrà guidato dall’insegnante in
un’osservazione mirata, attraverso delle domande stimolo atte a far emergere le
differenze artistiche dei diversi dipinti. In questo modo i bambini impareranno a
distinguere i diversi stili artistici e le diverse tecniche pittoriche. In un secondo
momento i bambini verranno invitati a rappresentare uno dei quadri osservati
cercando di rispettare il più possibile la tecnica usata dall’artista e saranno liberi di
sperimentare tecniche e materiali di solito non usati durante lo svolgimento delle
normali attività scolastiche. Questo perché, come dice Marangoni nel suo libro
“Saper vedere”, la sola osservazione o descrizione degli elementi del linguaggio
visivo (punto, linea, colore, ombra, luce, spazio…) non è sufficiente per comprendere
le sue strutture e quindi per riconoscerle nelle immagini. Al fine di individuare i
processi mentali che danno origine alle strutture del linguaggio iconico, si deve
passare attraverso l’operatività, si deve cioè fare esperienza. E’ con l’azione che il
bambino corregge la propria esperienza, modificando e ampliando i propri schemi
mentali per sostituzione e integrazione (Piaget). E' proprio l'esperienza visiva e
manuale che avvicinerà e educherà il bambino al linguaggio dell'arte fornendogli
spunti sui caratteri tattili di oggetti e materiali, sull'espressività delle forme,
suggerendogli un modo di conoscere e di procedere che egli stesso sperimenterà
realizzando da sé le sue opere.
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OBIETTIVI SPECIFICI:
 Capacità di leggere in maniera critica e creativa le opere d’arte
 Sviluppare il senso estetico
 Saper riconoscere e usare le varie tecniche pittoriche come elemento espressivo
e comunicativo
“SCACCO” MATTO
(per i bimbi di 5 anni)
49
In questo laboratorio i bambini si avvicineranno al mondo degli scacchi con la stessa
curiosità con cui si ascolta una fiaba. In questo magico mondo si passeggia sulla
scacchiera, si incontrano i personaggi (i pezzi del gioco), si impara a muoversi come
loro, indossando vestiti per assomigliare a loro, formando disposizioni regolari e
cantando con loro canzoncine e filastrocche (almeno una per ogni tipo di movimento
di cui i personaggi sono capaci).
I bambini sperimenteranno il senso dello spazio geometrico e delle possibilità di
movimento che esso offre anche in relazione alla presenza degli altri; poi il senso del
tempo, il ritmo che scandisce le azioni ma anche il lento cammino del pedone o il
rapido passaggio dell’alfiere, e infine il senso dell’energia che nasce dalla
collaborazione, personaggi che si aiutano a vicenda, come le due torri, e che agiscono
insieme, come tanti pedoni affiancati pronti ad marciare in avanti sostenendosi l’un
l’altro. Questi elementi (lo spazio, il tempo e l’energia) sono i parametri più
importanti per comprendere il gioco, e indispensabili per progredire fino ai più alti
livelli; nessuna ambizione nel voler generare futuri campioni, ma molta attenzione
nel formulare proposte utili in tutte le direzioni.
Gli scacchi, sono un gioco piuttosto complesso, le cui origini non trovano
collocazione ne di luogo ne di tempo; da sempre, sono considerati un' attività ludica
per adulti dato che si tratta di un gioco articolato e molto apprezzato dai grandi, ma
non per questo non adatto ai bambini.
I bambini risultano essere molto incuriositi dalla forma della scacchiera e dai
personaggi che lo caratterizzano, infatti, Alfieri, Re e Regine hanno un forte potere
attrattivo su di loro e li stimolano a mettere in atto competenze cognitive: quali
l'attenzione, la concentrazione e la capacità di creare strategie finalizzate al
raggiungimento di uno scopo attraverso un confronto diretto.
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Disegnare è uno dei passatempi preferiti dai bambini. Indipendentemente dal talento,
il disegno rappresenta per i più piccoli un’attività utile e divertente, oltre che di
fondamentale importanza per lo sviluppo della loro capacità d’astrazione e di
percezione della realtà; attraverso questa attività, infatti, il bambino ha l’occasione di
esprimere in modo unico ed originale la propria creatività ed i propri sentimenti,
trasferendoli sulla carta. Inoltre, il disegno stimola l’interazione tra i diversi sensi del
bambino, collegando organi apparentemente distanti come gli occhi e le mani.
Le proposte operative che faremo attraverso questo laboratorio incoraggeranno i
bambini ad entrare in confidenza con la matita e a cogliere intuitivamente come, da
semplici linee e forme geometriche, possono nascere mille immagini differenti.
Inizialmente i bambini si eserciteranno liberamente nello sperimentare i movimenti
con la mano che gli consentiranno di tracciare sulla carta cerchi, ovali, righe dritte a
zig zag,…Successivamente i bambini cominceranno a percepire quali forme si
nascondono dietro alle immagini (cerchi nel bruco, cerchi e triangolo nel gelato,…) e
comprenderanno che, abbinando diverse figure geometriche, le linee si
trasformeranno, passo dopo passo, in un’immagine compiuta e definita in tutti i suoi
particolari.
OBIETTIVI GENERALI:
 Affinare la propria coordinazione oculo-manuale;
 Riconoscere forme geometriche nelle immagini (triangoli, cerchi, quadrati..);
 Utilizzare linee e forme per creare nuove immagini;
51
Questo laboratorio si occupa delle capacità comunicative del bambino riferite al
linguaggio orale e al primo contatto con la lingua scritta, anche attraverso esercizi di
coordinazione oculo-motoria.
Le proposte muovono dal principio che la lingua si apprende all’interno di una varietà
di contesti comunicativi e che essa, nella complessità dei suoi aspetti costitutivi, è un
sistema governato da regole che si applicano anche se non si sanno descrivere.
L’esperienza linguistica aiuta il bambino a conquistare fiducia nelle proprie capacità
di comunicazione e di espressione; la Scuola dell’Infanzia, pertanto, deve favorire lo
sviluppo di tutte le possibilità linguistiche.
Il 95% dei bambini impara a parlare senza insegnamento specifico, mentre solo una
piccola minoranza impara il linguaggio scritto senza insegnamento.
Quindi per imparare a scrivere bisogna aver raggiunto una competenza linguistica
tale da consentire al soggetto un’analisi accurata della forma delle parole, oltre che
del contenuto, ossia identificare i singoli elementi che compongono la parola
mantenendoli nella posizione in sequenza.
Decifrare la lingua scritta è il punto d’arrivo di un processo che ha senso se inserito in
un contesto comunicativo motivante.
Compito della Scuola dell’Infanzia è quello di sostenere la curiosità del bambino
fornendogli i mezzi per soddisfarla: senza “insegnare a scrivere” (che sarà compito
dell’ordine di scuola successivo) stimolare invece la consapevolezza che tutto ciò che
è scritto ha un significato.
Le docenti di questa scuola hanno seguito un percorso di approfondimento legato ai
disturbi di apprendimento e ai piccoli “campanelli d’allarme” che in questi casi si
possono individuare fin dalla scuola dell’Infanzia.
Le competenze acquisite dalle docenti saranno di particolare stimolo, proprio in
questo laboratorio, a porre particolare attenzione alle manifestazioni piccole ma
significative di alcuni disturbi, in particolare della dislessia, (che come ambito di
diagnosi, non riguarda direttamente la scuola dell’infanzia, in quanto ha la sua
maggiore manifestazione nella fatica dei soggetti a leggere e scrivere), ma che
riteniamo meriti un’attenzione particolare a partire dal primo inserimento in ambito
scolastico, per evitare grandi frustrazioni future al bambino che eventualmente
presenti i piccoli segnali di questo disturbo.
OBIETTIVI GENERALI:
 Acquisizione della fiducia nelle proprie capacità di comunicazione;
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












Comprendere i discorsi degli altri;
Capacità di filtrare le idee;
Verbalizzare e saper raccontare esperienze vissute;
Arricchimento del bagaglio lessicale;
Farsi capire dagli altri;
Capacità di indicare in modo appropriato oggetti, persone, azioni;
Formulare frasi di senso compiuto;
Capacità di conoscenza cronologica (ieri, oggi, domani);
Saper mettere in relazione parole e immagini, immagini e parole;
Familiarizzare con immagini (libri);
Rappresentazione iconica;
Traduzione simbolica;
Comporre e ricomporre parole.
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La matematica nella Scuola dell’Infanzia è esperienza alla portata di tutti perché è
sempre operativa, vissuta, agita, divertente, quando è possibile è gioco vero e proprio.
La Scuola ripropone il modo di fare matematica, che i bambini hanno già
sperimentato da soli quando giocano a nascondino o costruiscono un circuito per le
loro automobiline.
Lo ripropone con una maggiore intenzionalità e valorizzazione delle situazioni
problematiche.
Sperimentando, il bambino impara a confrontare, a ordinare, a compiere stime
approssimative, a formulare ipotesi e verificarle con strumentazioni adeguate, ad
interpretare ed intervenire consapevolmente sul mondo. La matematica nella Scuola
dell’Infanzia è scoperta, uso di teorie e uso di strategie, integrazione di esperienze
reali, potenziali e fantastiche, operatività e gioco.
Giocando si fa matematica ed è possibile accostare i bambini alla matematica
attraverso il gioco. Il gioco propone continui e motivanti stimoli alla soluzione di
problemi ed all’uso di strategie e implica l’uso di strutture di ordine (le regole,
l’alternanza), la sperimentazione di concetti, lo sviluppo di conoscenze e abilità.
Attraverso il gioco è possibile proporre la ripetizione senza che questa diventi noia e
poi rifiuto.
Osservando la realtà che lo circonda, il bambino scopre che il nostro quotidiano
è ricco di numeri e quantità. Oltre le attività pratiche si riserveranno momenti
per le conversazioni guidate e spontanee che favoriranno l'emergere del senso
logico di ogni bambino.
OBIETTIVI GENERALI:
 Sviluppare l’organizzazione della memoria, la presenza simultanea di molti e
diversi codici, la compresenza di procedure logiche e analogiche, la relazione
immediata tra progettazione, operatività, controllo, tra fruizione e produzione,
la capacità di elaborare strategie e la capacità di documentazione (scuola
selezionata per sperimentazione apprendimenti precoci della matematica
dall’Università di Torino, facoltà Scienze e Formazione). (ALLEGATO 3)
 Acquisire la capacità di elaborazione e di costruzione di concetti matematici
basilari
 Conoscere strumenti di osservazione della realtà relativi all' ambito
matematico.
 Esplorare le possibilità offerte dai giochi e dalle attività quotidiane per le
competenze di tipo matematico.
Preoseguo progetto bilinguismo del mattino
54
Con possibilità di CERTIFICAZIONE Trinity College London.
La lingua inglese, inserita nel quadro generale dell’educazione linguistica, nella
scuola dell’infanzia, è uno strumento che favorisce una maggiore elasticità mentale
portando ad accrescere le relazioni interpersonali dell’individuo.
Avvalendosi della curiosità verbale tipica dell’età, dello stimolo alla socializzazione e
della massima plasticità cerebrale proprie di questa età essa fornisce ai bambini un
numero maggiore di stimoli linguistici. Un approccio alla lingua inglese coinvolge i
bambini attraverso filastrocche, balli e canzoni per guidarli ad un incontro immediato
e spontaneo con nuovi suoni. Educare questa generazione di bimbi italiani non
può prescindere dall' obbligo morale di fornire al più presto gli strumenti per
l'apprendimento "almeno" della lingua inglese, infatti i nostri bimbi stanno
crescendo a fianco di coetanei stranieri già bilingue.
L‘introduzione della lingua inglese non si configura come un insegnamento precoce,
ma come una sensibilizzazione del bambino verso un codice linguistico diverso dal
proprio, il quale in seguito porterà ad un apprendimento attivo.
OBIETTIVI GENERALI:
 Sviluppare la capacità di socializzazione;
 suscitare negli alunni l’interesse verso un codice linguistico diverso;
 potenziare le capacità di ascolto, di attenzione, di comprensione e
memorizzazione;
 sviluppare la capacità d’uso dei linguaggi non verbali;
 favorire lo sviluppo cognitivo dell’alunno stimolando i diversi stili di
apprendimento;
 riconoscere e riprodurre suoni e ritmi della lingua inglese
LE ATTIVITA’
Le attività sono così suddivise:
o ATTIVITA’ PROGRAMMATE E COORDINATE
55
Sono le attività scelte dall’ insegnante durante lo svolgimento della
programmazione.
o ATTIVITA’ LABORATORIALI
Sono le attività inerenti ad ogni singolo laboratorio e vengono scelte dall’
insegnante che attua il laboratorio stesso.
o ATTIVITA’ INDIVIDUALIZZATE
Sono le attività specifiche che ogni insegnante attuerà con i bambini che
necessitano di una metodologia diversa rispetto al gruppo classe.
o ATTIVITA’ RICORRENTI E QUOTIDIANE
Sono le attività che quotidianamente i bambini svolgono durante il corso della
giornata: pulizia personale, refezione, dormitorio.
o ATTIVITA’ LIBERE
Sono la attività che il bambino liberamente sceglie di attuare nei momenti di
ricreazione e possono essere: gioco libero, disegno libero, manipolazione
strumenti vari.
VALUTAZIONE
La valutazione è uno strumento indispensabile per il lavoro didattico nella scuola
dell’infanzia; permette all’insegnate di acquisire maggiori informazioni sui processi
di apprendimento e di crescita del bambino. Valutare implica il riconoscimento
dell’esistenza di diversi stili di apprendimento, nel rispetto dell’unicità di ogni
bambino e del suo diritto di apprendere secondo i propri tempi.
Le valutazioni devono essere:
- in itinere (formativa): volta ad avere una conoscenza continua, attenta al tutto e
non solo allo specifico in diverse situazioni comportamentali e apprenditive e in
contesti e momenti differenti;
- iniziali: volte a delineare un quadro delle capacità con cui si accede alla scuola
dell’infanzia;
- intermedie: momenti interni alle varie sequenze didattiche, che consentono di
aggiustare ed individualizzare le proposte educative ed i percorsi di
apprendimento;
- finali: un bilancio finale per la verifica degli esiti formativi, delle qualità
dell’attività e didattica e del significato globale dell’esperienza didattica.
Lo strumento più affidabile per verificare se le conoscenze e le abilità incontrate
durante le attività didattiche sono diventate competenze personali dei bambini è
quello dell’osservazione sistematica. L’osservazione si concentra sul comportamento
del bambino durante le attività di comunicazione, relazione, esplorazione,
produzione, svolte da solo o con altri.
56
PROGRAMMAZIONE USCITE /GITE E ATTIVITA’ EXTRA
 Colle del Lis parco giochi nella neve Yeti Village, pranzo al rifugio, febbraiomarzo 2014.
 Corso di sci in collaborazione con SCI CLUB
Valmessa (al pomeriggio accompagnati dai genitori).
 I n collaborazione con l' Associazione "la Piota"
organizzeremo in primavera una giornata
GIOCANDO "A NASCONDINO"con il NUCLEO
CINOFILO di SOCCORSO.

 Gita Rifugio Amprimo
con guide FIE: maggio 2014,
5 anni.
 CREAZIONE AQUILONI per i bimbi di 4/5 anni
nel mese di aprile.
 Da novembre ad aprile, un giorno a settimana
dalle 16,45 alle 17,15 circa, per i bimbi del doposcuola
LABORATORIO MUSICALE.
 Gita di fine anno.
57
PROGRAMMAZIONE DIDATTICA DI RELIGIONE CATTOLICA
2013-2014 (3-4-5 anni)
Il percorso proposto vuole offrire ai bambini la possibilità di riflettere su esperienze
personali contribuendo a rispondere al profondo bisogno di significato proprio di
ciascuna persona, tenendo al centro lo sviluppo integrale del bambino. Ogni proposta
didattica inserita in questo ambito predilige il gioco quale metodo didattico
privilegiato in quanto valido tramite per comunicare in chiave fantastica e divertente
per i bambini.
NUCLEI TEMATICI
CHE MERAVIGLIA IL CREATO!
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
 Riconoscere che la natura e le
persone che ci stanno intorno
sono doni di Dio Creatore.
 Maturare
atteggiamenti
si
stupore e gratitudine per i doni
ricevuti da Dio.
IL MONDO DEL BAMBINO E LA
VITA INTORNO A SE’
 Avviare il bambino alla scoperta
della vita in sé e attorno a sé.
 Instaurare
rapporti
di
collaborazione con i compagni e
comprendere l’importanza di
assumere atteggiamenti positivi
all’interno del gruppo classe.
IL DONO PIU’ BELLO: GESU’
 Riconoscere i principali segni del
Natale intorno a noi.
 Saper cogliere il messaggio
d’amore, di pace, di generosità
che Gesù ci presenta.
 Conoscere gli avvenimenti ed il
significato della nascita di Gesù:
attesa, nascita, accoglienza.
LA VITA DI GESU’
 Vedere in Gesù un amico e
scoprire nei racconti e nelle
parabole atteggiamenti positivi
da prendere come esempio.
 Riflettere e sperimentare gesti di
condivisione.
58
 Scoprire la Pasqua come festa di
luce, pace, gioia e vita.
 Conoscere e scoprire i segni e i
simboli cristiani tipici della
Pasqua.
PASQUA: FESTA DELLA VITA
ALLEGATO 1
PROGETTO CONTINUITA’
Una particolare cura richiede la continuità con la Scuola Primaria finalizzata al
coordinamento dei curricoli degli anni ponte, alla connessione fra i rispettivi impianti
metodologici e didattici e alla eventuale organizzazione di attività comuni.
Uno strumento importante per realizzare queste prospettive è la Programmazione
Coordinata di obiettivi, itinerari e strumenti di osservazione e verifica accompagnata
da momenti condivisi di formazione per gli insegnanti dei due gradi di scuola.
NUOVI ORIENTAMENTI 1991
“La continuità nasce dall’esigenza primaria di garantire il diritto dell’alunno
ad un percorso formativo organico e completo che mira a promuovere uno sviluppo
articolato e multidimensionale nel soggetto il quale, pur nei cambiamenti evolutivi e
nelle diverse istituzioni scolastiche, costituisce così la sua particolare identità”.
Decreto Ministeriale n°. 339 /1992
La continuità didattica è indispensabile per garantire ai bambini un percorso unitario
nel rispetto dei ritmi e dei tempi personali di sviluppo.
La Scuola dell’Infanzia, affermano i Nuovi Orientamenti, deve porsi in continuità e
in complementarietà con le esperienze che il bambino compie nei suoi vari ambienti
di vita, prevedendo un sistema di rapporti interattivi con le istituzioni educative
precedenti, collaterali, successive:
CONTINUITA’
ORIZZONTALE
VERTICALE
 CON LA FAMIGLIA
 CON LE ASSOCIAZIONI DEL
TERRITORIO
 CON LE ISTITUZIONI DEL
TERRITORIO
 CON LA FAMIGLIA
 CON L’ASILO NIDO
 CON LA SCUOLA PRIMARIA
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Alla luce di tali considerazioni, la nostra Scuola partecipa alla COMMISSIONE
CONTINUITA’ dell’Istituto Comprensivo di Almese.
Sul piano operativo, durante gli incontri periodici che si effettuano lungo il corso
dell’anno scolastico, la Commissione Continuità elaborerà e attuerà la
programmazione di un lavoro collegiale e trasversale (Docenti della Scuola
dell’Infanzia, Elementare e Media) volto all’individuazione di obiettivi longitudinali
che tengano in considerazione lo sviluppo del bambino, nonché finalizzato alla
definizione delle modalità di osservazione e di raccolta dati e alla elaborazione di
percorsi educativi comuni.
In particolare, la Continuità Educativa tra Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria si
occuperà:
1. del coordinamento curricolare relativo agli anni ponte;
2. della trasmissione dall’uno all’altro grado di scuola di informazioni /conoscenze
inerenti i bambini mediante la presentazione del Fascicolo personale dell’alunno;
di eventuali problematiche e strategie educative, di interventi di recupero anche
con personale specializzato (logopedista/psicologa)
3. della comunicazione dei percorsi didattici effettuati nella Scuola dell’Infanzia;
4. del collegamento delle reciproche strategie metodologico – didattiche;
5. dell’individualizzazione di opportune attività di accostamento graduale dei bimbi
della Materna al mondo della Scuola primaria (visita accompagnata alla Scuola
primaria, familiarizzazione con gli spazi e con i tempi della vita scolastica, primo
contatto con le insegnanti e con gli alunni). Esperienze di lavoro in comune
concordate con le insegnanti dei tre plessi della scuola primaria dell’Istituto
Comprensivo di Almese relative a concrete attività didattiche normalmente grafico
pittoriche/o di drammatizzazione.
ALLEGATO 2 "PROGETTO IO SONO CAPACE"
Nell'anno scolastico 2012/13 si è avviato un importante progetto sperimentale sui
percorsi innovativi integrati per la diagnosi precoce dei disturbi specifici di
apprendimento (DSA). La nostra scuola, come altre istituzioni in collaborazione con
l'ASLTO3 e il comune di Almese, sarà coinvolta in questo interessante progetto,
attivando un'azione di screening per individuare eventuali casi di dislessia, disgrafia,
disortografia, discalculia e disprassia. Lo screening da noi scelto (un questionario
diviso in due parti: una per i docenti e l'altra per i genitori) è il risultato di un progetto
scientifico nazionale del C.N.R., che ha come scopo non solo l'individuazione
attendibile dei soggetti a maggior rischio di DSA, ma anche la promozione di una
fattiva collaborazione fra la scuola, la famiglia e il servizio sanitario. I bambini
risultati a rischio "leggero" saranno oggetto di una specifica attività di potenziamento
nel corso dei mesi successivi e poi ricontrollati. Per i bambini con i rischi più
accentuati, invece, si avvierà subito una segnalazione ai genitori con suggerimento di
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rivolgersi all'ASL TO3 per accertamenti diagnostici e, se necessario, per interventi
riabilitativi e sanitari utili al caso.
ALLEGATO 3
Università degli Studi di Torino
Facoltà di Scienze della Formazione
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA
Alla Coordinatrice pedagogico-didattica
Scuola dell’infanzia paritaria
“Riva Rocci” di Almese
Sig.ra Patrizia Dosio
Gent.ma Sig.ra,
ho il piacere di comunicarle che il Gruppo di ricerca e di sperimentazione coordinato dalla
prof.ssa Cristina Sabena, docente di Fondamenti e didattica della matematica presso questo Corso di
Laurea, ha accolto la Scuola dell’Infanzia paritaria “Riva Rocci” di Almese nella rete di scuole dove
sarà condotta a partire dal presente anno accademico una sperimentazione derivante dalla ricerca
nazionale e internazionale sull’azione didattica in ambito matematico nella scuola dell’infanzia.
La sperimentazione avrà come obiettivo primario il potenziamento dei processi di
insegnamento-apprendimento della matematica, con particolare attenzione alla formazione del
numero e alla localizzazione spaziale.
Parallelamente all’attività sperimentale si svolgerà un corso di formazione/aggiornamento
incentrato sull’analisi dei fondamenti teorici e sullo sviluppo degli strumenti didattici e rivolto alle
insegnanti coinvolte nella sperimentazione.
A nome del Consiglio del Corso di Laurea, ringrazio Lei e le Sue collaboratrici per la
disponibilità concessa ed auguro buon lavoro.
Il Presidente del Corso di Laurea
Prof. Redi Sante Di Pol
Torino, 5 novembre 2012
SCUOLA DELL’INFANZIA “RIVA ROCCI”
61
PROGRAMMAZIONE SEZIONE PRIMAVERA
“ I PULCINI”
ANNO SCOLASTICO 203/2014
IL PAGLIACCIO BIRILLO
ALLA SCOPERTA DI UN MONDO DI COLORI!
PREMESSA
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Vista la crescente richiesta di servizi educativi per i bambini al di sotto dei tre anni di età,
per consolidare l’offerta educativa e per venire incontro alle esigenze delle famiglie, viene
strutturato uno specifico progetto, teso all’ampliamento qualificato dell’offerta formativa;
rivolta ai bambini dai 24 ai 36 mesi di età, tramite la realizzazione di una iniziativa
sperimentale improntata a criteri di qualità pedagogica e flessibilità rispondenti alle
caratteristiche della specifica fascia di età e che si qualifica come sezione sperimentale
“
PRIMAVERA” aggregata alla scuola dell’infanzia.
INTRODUZIONE
I colori segnano e connotano la nostra vita, il colore è presente in ogni momento delle nostre
giornate. Proprio per questo, la programmazione didattica quest’anno è costituita da uno
stimolante viaggio esplorativo nel mondo dei colori.
In questo percorso, attraverso diverse occasioni di gioco ed esplorazione, i bambini hanno
l’opportunità di sperimentare le caratteristiche tattili e i forti stimoli visivi offerti da
un’ampia gamma di materiali che, spaziano tra impasti di frutta o verdure, composizioni
cromatiche di materiali naturali, colori a dita, tempere e altro.
La prima cosa che occorre fare, per favorire la creatività, è nutrire i bambini con una grande
ricchezza di esperienze, perché ognuno possa esprimersi, al meglio delle sue capacità e
secondo il proprio stile. E’ fondamentale sostenere e incoraggiare i progressi fatti e infondere
loro la sensazione di fiducia nelle proprie abilità.
Attraverso questo percorso saranno portati ad affrontare le novità serenamente, a cercare
soluzioni originali, a provare cose nuove insomma ad essere creativi.
63
ARGOMENTI PROPOSTI:
Uso i colori (ottobre- gennaio)
I colori intorno a me (febbraio-giugno)
Uso i colori: tecniche e materiali
Proporre ai bambini esperienze che li portino a sperimentare le diverse tecniche di
colorazione ed esplorare il mondo che li circonda alla scoperta dei colori, intesi nel senso di
materiali e sostanze con cui colorare iniziando a manipolare materiali tradizionali come i colori
digitali, le tempere, i pastelli a cera, pongo ecc…
Attività proposte:

Manipolazione di impasti di verdure e frutta: pomodori pelati, zucca, spinaci, rapa
rossa…tale attività permette ai bambini di conoscere e manipolare il materiale,
assaggiare, odorare, lasciare traccia dei propri segni.

Manipolazione e sperimentazione del colore a dita o di altre tempere atossiche; questa
attività favorisce la conoscenza e la scoperta del colore a dita, che consente di
scoprire, attraverso l’esperienza , che le mani “sporche di colore” lasciano una traccia
delle azioni e dei movimenti compiuti.
Può aiutare i bambini a superare la paura di “sporcarsi”.
Provoca nuove sensazioni ed emozioni diverse.
Permette ai bambini di:
64
manipolare il materiale,
immergere le mani nel colore,
lasciare impronte e tracce dei propri gesti,
conoscere il materiale (attraverso il tatto,la vista)
colorare e colorarsi.

A tutto colore: Esperienze col colore in piena libertà, offrendo al bambino
un’esperienza che lo coinvolga globalmente, il colore sul corpo provoca una doppia
percezione visiva e tattile dando sensazioni ed emozioni forti. Creare una situazione
che permetta ai bambini di manipolare il colore, di modificare se stessi e buona parte
dell’ambiente circostante dipingendo e dipingendosi.

Tutto può lasciare una traccia: giochi con il colore a tempera, o a dita, abbinando a
questo, strumenti, oggetti e materiali idonei a lasciare tracce, impronte, stampi come
ad esempio: lasciar tracce con le ruote delle macchinine, stampare con le verdure…
L’uso di questi strumenti esalta l’azione e l’agire dei bambini, favorisce la
comprensione della relazione tra movimento e traccia lasciate.

La pittura con le spugne: materiale di varie dimensioni e consistenza per attività di
pittura con i colori a dita o con le tempere. La finalità educativa è di offrire
l’opportunità di sperimentare un uso diverso dei colori a dita. Proporre uno strumento
nuovo, offrire l’opportunità di conoscere caratteristiche e potenzialità.
L’utilizzo delle spugne e di altri strumenti, che contribuiscono a mantenere una
certa distanza tra i bambini che hanno paura sporcarsi.

Dipingere al cavalletto con tempere e pennelli:conoscere e impadronirsi di una tecnica
grafica-pittorica. Sperimentare, dipingendo, una diversa dimensione spaziale:il piano
del cavalletto che ospita i fogli infatti è obliquo. I pennelli consentono di scoprire
nuove pressioni, nuovi tratti, segni
diversi, di ampliare il proprio raggio d’azione.

Dipingere con rulli di dimensioni diverse:i bambini vengono invitati ad osservare e
utilizzare gli strumenti, permettendo loro di scoprirne le potenzialità attraverso
l’esperienza diretta.
65
I colori intorno a me
Proporremo ai bambini esperienze diverse che li
portino alla scoperta e alla distinzione dei colori.
Attraverso la realizzazione di cartelloni con i
colori del mondo suddividendo insieme a loro
tutte le cose rosse, gialle, blu e così via.
I cartelloni potranno servire per il gioco: “Rosso come…” in cui nomineremo un colore e i
bambini diranno il colore corrispondente. Utilizzando riviste, depliant promozionali di
supermercati, cartoncini ecc…
Attività proposte:

Far discriminare elementi in base al colore.

Far utilizzare i colori e scoprirne il valore emotivo.

Far ritrovare diverse tonalità di uno stesso colore.

Utilizzare diverse tecniche grafico – pittoriche e manipolative esercitandosi a non
uscire dai confini di un disegno (figura).

Acquisire coordinazione oculo-manuale.

Indicare e nominare i colori dopo averli osservati.

Indicare e trovare oggetti di colori diversi richiesti dall’insegnante.

Indicare e nominare i colori nell’abbigliamento e nei cibi.
66

Indicare e nominare i colori della natura.
Svilupperemo:
La storia del Pagliaccio Birillo
(collegandoci alla programmazione della scuola dell’infanzia di quest’anno)
Questa è la storia di un
pagliaccio allegro e vivace,
che si chiamava Birillo.
I suoi abiti come la sua faccia erano tutti
colorati, e quando gironzolava per il paese tutti
erano felici al sol vederlo!
Se qualcuno era triste,
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bastava che lui lo toccasse e con la magia dei
suoi colori felici: rosso, arancione e
giallo, questi tornava ad essere
allegro.
Un giorno, la strega Tremendina, invidiosa dei
poteri di Birillo ed infastidita dagli schiamazzi di
tutta quella gente felice, con un inganno, gli
portò via tutti i colori della faccia e del vestito.
Grazie
all’intervento del
maghetto
dell’arcobaleno, il
Pagliaccio Birillo
riuscì
a riprendersi i suoi colori dalle cose belle che lo
circondavano; come l’azzurro del cielo, il giallo
del sole, il verde dei prati …
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Birillo ritornò così ad essere colorato e
sorridente.
Canzoncine sui colori con l’uso di CD.
Filastrocche dei colori cantate e animate.
Giochi di gruppo sui colori.
69
Scarica

Traguardi per lo sviluppo della competenza