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e mai dare?
La manovra finanziaria Chiedere
L’edilizia è allo stremo
preoccupa gli imprenditori
Con due assemblee sul territorio
Confartigianato ha illustrato
le nuove norme
Leonardo Gentile dell’Area Fiscale Confartigianato
La manovra finanziaria non convince
gli artigiani e le piccole imprese: nuovi lacci alle aziende e la minaccia di un
ulteriore inasprimento fiscale.
Grande partecipazione alle assemblee
organizzate da Confartigianato per illu-
strare le norme. La prima si è tenuta alla ZIPA di Jesi alla presenza di Giorgio
Cataldi, segretario provinciale Confartigianato, di Ubaldo Benigni presidente Confartigianato Jesi e di Giuseppe Carancini responsabile Con-
fartigianato Jesi, il dott. Leonardo
Gentile dell’Area Fiscale Confartigianato, ha relazionato nel dettaglio su
tutte le novità comprese nel pacchetto
della finanziaria soffermandosi in particolar modo su quelle che più andranno a incidere sulla gestione d’impresa.
Non sono poche e minacciano di condizionare pesantemente la vita quotidiana
degli imprenditori.
C’è grande preoccupazione per questo. Si teme un forte inasprimento della pressione fiscale. Già la situazione è
abbastanza precaria e le aziende spesso
non hanno sufficienti liquidità per far
fronte alle spese e arrivare a pareggio
di bilancio. Queste disposizioni varate
dalla manovra rischiano di dare, a suon
di balzelli, il colpo di grazia alle imprese che, con i denti, cercano – nonostante tutto – di resistere.
Un ulteriore fattore di preoccupazione
è motivato dai pressanti controlli e dalle ingenti sanzioni che accompagnano
l’attuazione della manovra.
Le aziende hanno bisogno di un periodo di transizione per adattarsi alle nuove normative senza pericolo di incorrere in sanzioni. Inoltre, la forte azione di
controllo andrebbe rivolta non tanto sui
contribuenti onesti che lavorano secondo la legge, bensì contro il lavoro sommerso e tutte le forme di “nero”. La seconda assemblea della Confartigianato si è svolta ad Ancona presso l’auditorium dell’Associazione.
Summit Confartigianato a Roma
Pressing sul Governo per salvare le imprese
Il momento straordinario impone scelte e azioni straordinarie: per salvare le nostre imprese, per salvare l’Italia.
È stato questo il concetto e l’impegno condiviso nel summit tra i presidenti e i segretari del sistema Confartigianato
che si è svolto a Roma. Fare o non fare le scelte necessarie,
hanno ribadito il presidente e il segretario della Confartigianato provinciale di Ancona Valdimiro Belvederesi e
Giorgio Cataldi significa indirizzare il Paese verso l’uscita
dalla crisi o verso il declino.
Con una recente lettera al Presidente Berlusconi le Associazioni degli imprenditori hanno ribadito la preoccupazione
incalzante per un quadro congiunturale che si dimostra
ogni giorno più severo. Al fine di contribuire a fornire una
risposta efficace a questa situazione Confartigianato ha elaborato proposte concrete che sono state presentate con le
altre Organizzazioni nel “manifesto per le imprese”. Ad oggi,
nessuna reazione concreta è seguita da parte del Governo e
nessun dialogo è stato aperto.
Il ritardo che stiamo accumulando sul fronte del rilancio
della crescita e della credibilità sta costando moltissimo in
termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese. L’Italia ha
mezzi, risorse, intelligenze, per risalire la china ma il tempo
è scaduto. È allora di fondamentale importanza che si attuino misure strutturali, concrete e credibili, che diano un
chiaro segnale di inversione di marcia. Per tornare a crescere
occorre necessariamente investire nei settori produttivi e
diminuire la tassazione.
Il nostro è un appello forte al fare: il Governo deve realizzare
le iniziative necessarie e adeguate alla gravità del momento. Queste sono le scelte che è chiamata a fare la politica.
Noi non vogliamo fare politica. Ma siamo chiamati alla responsabilità di spingere verso gli interventi che responsabilmente sappiamo essere necessari. Il nostro ruolo è e sarà
sempre più quello di proposta nei confronti delle Istituzioni
e di controllo dell’operato a livello territoriale.
Informazioni, consulenza,
finanziamenti, supporto:
accompagniamo per mano
la nascita dell’impresa.
Chi ci governa proprio non si rende conto delle condizioni del settore edile.
Il peso dei ritardati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione e la
stretta creditizia, per le imprese diventa ogni giorno più insopportabile, soprattutto per quelle piccole e medie, la
cui sopravvivenza è messa costantemente a rischio dalla crisi di liquidità, con pesanti ripercussioni anche sui
livelli occupazionali. Per arginare tale emergenza, nella cosiddetta manovra
economica di ferragosto (D.L. 138/2011)
era stata inserita una norma che avrebbe
consentito alle aziende in credito con la
PA di ottenere la certificazione dei debiti
maturati dalle amministrazioni pubbliche. Tale intervento è stato tuttavia cancellato in fase di conversione della manovra. Ora è nuovamente all’esame del
Governo per il suo eventuale inserimento nel decreto sviluppo, che a breve dovrebbe vedere la luce. Infatti, nella bozza di decreto è prevista la possibilità di
certificare i debiti purché liquidi ed esigibili, di tutte le pubbliche amministrazioni e, inoltre, che il credito certificato
possa essere ceduto a istituti di credito e
società di factoring.
Sul fronte dei lavori pubblici vi è stata
una ulteriore riduzione dei fondi: è stato tagliato un ulteriore 14% degli stanziamenti (si è arrivati ai 11,2 miliardi di
euro previsti dalla legge di stabilità del
2012). Gli incentivi volumetrici previsti
dal Decreto Sviluppo di luglio (meccanismo simile al Piano Casa) non risultano appetibili per i privati, che, comunque vista la situazione generale del paese rimangono molto prudenti. Quindi
Paolo Picchio, Resp. Confartigianato Edili
anche in questo caso, una risposta mancata. I dati parlano chiaro: meno 37 mila posti di lavoro nell’ultimo anno (-8%)
e oltre 7.200 società costrette a uscire dal mercato (-7%). Questo il bilancio preoccupante presentato nei giorni
scorsi dall’Osservatorio nazionale delle
Casse Edili della CNCE sulla situazione in cui versa il comparto delle costruzioni sul piano occupazionale.
E il Governo cosa propone: condoni per
recuperare liquidità (si parla di 14 diverse forme di condono).
Per l’ennesima volta un premio ai furbi, una misura di corto respiro, l’ennesima dimostrazione di incapacità di inquadrare in una revisione generale delle regole del comparto delle costruzioni una prospettiva di sviluppo e rilancio partendo dalle cose basilari da fare:
riqualificare il patrimonio edilizio esistente in primis. A quando l’intervento di persone capaci di scelte concrete
e coraggiose?
Pulitintolavanderie:
presto la nuova legge
Una nuova legge regionale regolerà
presto le norme in materia di tintolavanderie. La III Commissione della
Regione Marche per le Attività Produttive ha approvato la proposta di legge,
presentata dalla Giunta regionale, con
la quale sono formulati i criteri generali per la formazione professionale degli
addetti e le funzioni che saranno esercitate dai Comuni.
La Presidente Confartigianato Pulitintolavanderie Katia Sdrubolini ha
espresso la sua soddisfazione.
Dopo anni abbiamo una legge che regola l’attività, talvolta esercitata da personale non qualificato e non in grado di
garantire la massima professionalità in
questo settore.
Comune di Ancona: abrogato l’obbligo del
libretto sanitario per acconciatori ed estetiste
Su impulso delle Associazioni di categoria, il Comune di Ancona ha deciso
la abrogazione dell’obbligo del possesso del libretto sanitario per il personale
addetto all’esercizio delle attività di acconciatore e di estetista.
La Presidente Confartigianato Acconciatori Sonia Brunella, che con
grande impegno ha portato avanti la
questione, ha espresso soddisfazione
per questo risultato. Informazioni su
www.confartigianato.an.it
Il punto giusto
da cui partire >
L’elenco completo degli incontri su
www.confartigianato.an.it
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