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MARIA MONTESSORI, IERI E OGGI
“Costruire la pace è opera dell’educazione”
Il metodo educativo ideato da Maria Montessori
(nata a Chiaravalle, Ancona, il 31 agosto 1870, e morta a
Noordwijk, in Olanda, il 6 maggio 1952), conferisce
grande centralità all’autonomia e all’auto-correzione
dell’errore. Elaborato inizialmente per i bambini disabili, fu
successivamente esteso a tutti i bambini.
Nel 1906, nel quartiere romano di San Lorenzo - dove
da poco aveva preso avvio un lavoro di risanamento urbano – inizia l’esperienza destinata
a renderla famosa in tutto il mondo: Maria Montessori viene incaricata di occuparsi dei
bambini in età prescolare. Nasce il 6 gennaio del 1907 a Roma la prima "Casa dei
Bambini", per i piccoli dai 3 ai 6 anni, un vero laboratorio dove la dottoressa mette a punto
il suo metodo pedagogico. Il materiale didattico di cui la scuola viene corredata è ideato
dalla stessa Montessori. I risultati dell’esperienza condotta nelle Case dei bambini – in
particolare in quella romana – sono riassunti e illustrati nel 1909 ne “Il metodo della
pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case dei bambini”, tradotto e
pubblicato poi in molte lingue. Ne deriva una fama impetuosa, che porta la Montessori a
compiere numerosi viaggi all’estero. Nel 1932, la conferenza dal titolo “La pace e
l’educazione,” in cui la Montessori afferma che l’educazione è lo strumento per formare
mentalità di pace. Da quel momento è sorvegliata dalla polizia e nel 1934 lascia l’Italia,
diffondendo in Europa, già attraversata dai primi segnali della guerra, il suo messaggio di
pace con una serie di conferenze raccolte nel libro “Educazione e pace” (1949). Maria
Montessori abbandona definitivamente l’Italia nel 1934. Al termine della seconda guerra
mondiale Maria Montessori torna in Europa, ove si impegna per la diffusione di una
pedagogia della pace, tema su cui già era intervenuta fin dal lontano 1899, nel corso di
conferenze svolte in varie città d'Italia a favore della Lega per i deficienti. In Olanda, sua
patria adottiva, rimarrà fino alla morte (6 maggio 1952).
“Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal
bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”.
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LA MOSTRA
L’idea della mostra ha preso avvio dal rinvenimento del Materiale Montessori un tempo
utilizzato nelle scuole di Desenzano del Garda.
Per l’esposizione di tale materiale storico (prima sala), si è voluto seguire il più possibile
l'ordine in cui la stessa Montessori lo descrive nel suo “Manuale di pedagogia scientifica”
(Alberto Morano Editore, 1935 Napoli, terza edizione), dal quale sono tratte anche le
citazioni riportate nei pannelli descrittivi e in alcune didascalie.
Non tutto il materiale sensoriale ideato per i 3-6 anni è giunto sino a noi; parte degli oggetti
esposti provengono dalla scuola primaria di via Mazzini, e trovano collocazione qui perché
proposti anche nella scuola dell'infanzia (per i 4-6 anni).
Completano l’esposizione gli Album e il materiale conservato gelosamente e messo
gentilmente a disposizione dalle signore Raffaella Acerbi, Ada Casnici, Renata Iori, Rosa
Leso, Graziella Rigoni e Angela Vetrano, Maestre Montessori che hanno insegnato nella
Casa dei Bambini e nelle classi delle scuole elementari a Desenzano del Garda.
La terza e ultima sala, vede esposti i materiali di oggi prodotti dalla ditta Gonzagarredi –
GAM, una delle principali aziende nel mondo a produrre attualmente i materiali ideati da
Maria Montessori.
La catalogazione del consistente materiale pervenuto, resa possibile anche grazie
all’apporto dell’Associazione Montessori Brescia, è tuttora in corso.
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LA CASA DEI BAMBINI
Maria Montessori estende “l'educazione speciale” - che aveva dato
meravigliosi risultati coi bambini “deficienti” - alle scuole infantili per bambini dai
3 ai 7 anni, derivandone l'opportunità dal fatto che “...se un paragone è possibile
tra i deficienti e i normali, questo è nel periodo della prima infanzia – ove il
fanciullo che non ebbe la forza di sviluppare – e quello che non è ancora
sviluppato – possono in qualche modo somigliarsi”.
Così nacque la “Casa dei bambini”.
Improntata su due principi, sociale e pedagogico, la pedagogia
montessoriana pone grande enfasi sull'importanza dell'ambiente nel quale i
bambini vivono e apprendono. Non è il bambino che si deve adattare
all'ambiente, ma è l'ambiente che deve essere organizzato “a portata” di
bambino, delle sue necessità e curiosità.
«Chi si proponga di aiutare lo
sviluppo psichico del bambino,
deve partire dal fatto che la mente
assorbente del bambino si orienta
sull’ambiente; e, specialmente agli
inizi della vita deve prendere
speciali precauzioni affinché
l’ambiente offra interesse e
Ed ancora: “Il nostro metodo nella
attrattive a questa mente che deve
nutrirsene per la propria
costruzione.» [1]
1- La mente del bambino (1952)
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LA DIRETTRICE
"La maestra intanto osserva, non vista, tace, e nota le
caratteristiche individuali: un bambino è capace di ripeter
l'esercizio tante volte finché li ha messi tutti al loro posto, un
altro si stanca subito e lascia l'esercizio, un altro
s'impazientisce, ma vuol riuscire, un'altro pigro non ha più
forza di perseverare. Ed ella scruta, conosce, dirige le attività
psichiche di ciascuno, donde il nonne di Direttrice invece di
quello di Maestra: Direttrice della vita e dell'anima dei suoi
piccoli.”
Nella Casa dei bambini, l'adulto ha un compito molto particolare, che non
è quello di aiutare o di sostituirsi al bambino, ma quello di fornirgli i materiali
giusti per il livello di sviluppo nel quale il bambino si trova. Livello che le
maestre colgono osservando in continuazione i bambini.
Oltre al compito dell'osservazione, un altro ne ha la maestra : quello
dell'esperimento, cioè quello di far lezione. La Montessori abolisce le lezioni
collettive almeno fino a quando il bambino non abbia liberamente imparato
l'ordine collettivo nella scuola, ed anche allora saranno rarissime. Queste le
indicazioni del Metodo: « I - non insistere ripetendo la lezione, Il - non far capire
al bambino che ha sbagliato o che non ha inteso, perché lo sforzerebbe a
intendere, e altererebbe lo stato naturale che deve essere utilizzato dalla
maestra per le sue osservazioni psicologiche ».
Dalla fine degli anni ’60 sino alla seconda metà degli anni ’70, il Metodo
Montessori è stato applicato in alcune sezioni della scuola dell’infanzia e nella
primaria; era attiva anche una “Casa dei bambini”.
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VITA PRATICA
“Fornita la scuola con questi piccoli e graziosi mobili, dobbiamo indirizzare
le attività infantili a usarli tutti, a rimetterli a posto dopo che furono spostati, a
ricostruirli dopo che furono demoliti, a pulirli, lavarli e lustrarli: impiantando così
un lavoro speciale che si è dimostrato adatto in modo sorprendente ai piccoli
bambini.”
Attraverso le attività di “Vita Pratica” i bambini imparano a prendersi cura di loro
stessi e dell'ambiente, mentre attraverso il Materiale Sensoriale si appropriano
delle chiavi di esplorazione dell’ambiente. Ogni bambino sceglie liberamente
l'attività che più lo attrae, muovendosi in un ambiente preparato in cui trova ciò
che appaga il suo profondo bisogno di fare e di scoprire. In tal modo, ciascuno
pone le basi della fiducia in se stesso attraverso la coscienza del proprio saper
fare.
“… Il bambino si interessa ai lavori di vita pratica in un modo sorprendente.
Egli non lavora come faremmo noi. Non si contenta solo di raggiungere uno
scopo esterno. [...] Il lavoro più complesso e che comporta le maggiori cure da
parte della maestra è quello di apparecchiare la tavola. [...] La maestra insegna
anche qui ogni atto colla più grande esattezza: come appoggiare i piatti sulla
tavola senza fare rumore, come trasportare il vassoio che contiene vari bicchieri
di vetro senza farli tintinnare.”
n. 1 Serie di vassoi
“Nella cura della persona il più difficile passo è quello di imparare a
vestirsi e spogliarsi. [...] Per agevolare l’apprendimento di tutti quegli atti così
diversi, nel mio materiale esiste una collezione di telai ai quali sono attaccati
pezzi di stoffa, di cuoio, ecc. Questi possono essere abbottonati, agganciati,
legati insieme, riassumendo tutte le diverse maniere che la nostra civiltà ha
inventato per fissare i vestiti, le scarpe ecc.”
n. 2 Telai delle allacciature
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I MATERIALI DI SVILUPPO
“... i sensi, essendo gli esploratori dell’ambiente, aprono la via alla
conoscenza. I materiali per l’educazione dei sensi sono offerti come
una specie di chiave per aprire una porta all’esplorazione delle cose
esterne, come un lume che fa vedere più cose e più particolari che al
buio non si potrebbero vedere...”
Maria Montessori definisce “sensitivi” quei periodi dello sviluppo in cui il
bambino è spinto verso alcune attività che si rivelano particolarmente adatte alla
formazione di determinate competenze.
Il Materiale Sensoriale che accompagna lo sviluppo del bambino è
costituito da un insieme di oggetti raggruppati secondo una determinata qualità
fisica dei corpi: colori, forma, suono, stato di ruvidezza, peso, temperatura.
Costituito da una sezione del materiale ideato da Itard e Séguin per
l’educazione dei bambini ritardati e da quello usato nelle stesse “Case dei
bambini” durante il primo periodo sperimentale, aiuta la mente del bambino a
mettere a fuoco le diverse qualità intrinseche e, attraverso una manipolazione
attiva, a trasformarle in altrettanti concetti.
L’educazione dei sensi e il loro raffinamento è la base dello sviluppo
dell’intelligenza. Gli oggetti che costituiscono il materiale sensoriale sono divisi
in gruppi, ogni gruppo presenta una sola qualità (colore, peso, ecc.), ma in gradi
diversi e facenti riferimento ad un solo senso (vista, tatto ecc.). Le “tre serie di
blocchi”, primo materiale descritto dalla stessa Montessori nel suo Manuale di
pedagogia scientifica, “[...]consistono in tre serie di forme geometriche solide:
cubi, prismi ad aste”.
1 - Torre rosa, 2 – Scala marrone (non reperiti nel materiale)
3- Aste numeriche
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ESERCIZI DEL TATTO
“E’ la speciale sensibilità muscolare del bambino da tre a sei anni di età,
quella che forma la sua propria attività muscolare, che stimola in lui l’uso del
senso stereognostico. Quando il bambino spontaneamente si benda gli occhi
per riconoscere i diversi oggetti, come gli incastri solidi e piani, egli esercita
questo senso.”
Nel Metodo, la Montessori attribuisce grande importanza all'educazione del
“senso tattile”, tanto da descriverne puntualmente anche le fasi di preparazione
e il metodo, appunto, per gli esercizi da realizzare con il materiale da lei ideato.
“... è bene di “preparare l’organo”, facendo immergere le dita del bambino
in acqua tiepida, e sottoponendole poi ad un rapido massaggio, asciugando
ruvidamente i polpastrelli delle dita. Dopo di ciò, si insegna al bambino a
passare i morbidi polpastrelli delle dita nella maniera più leggera sopra le due
superfici separate [...].
[...] Iniziando il bambino all’educazione del senso tattile, la maestra ha sempre
nel primo tempo una parte attiva; non deve mostrare soltanto al bambino “come
si fa”; il suo intervento è più definito: essa prende la manina di lui e la guida a
toccare le superfici con la punta delle dita, nella maniera più leggera possibile.
Essa non farà spiegazioni; le sue parole saranno piuttosto l’incoraggiare il
bambino a distinguere con la mano le differenti sensazioni. Quando egli le ha
riconosciute, allora ripete da sé l’esercizio in maniera delicata, come gli è stato
insegnato.”
4 - Tavolette liscio/ruvido, 5 - Scatola delle stoffe
6 - Tavolette del senso barico, 7 - Tavolette termiche
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LE SENSAZIONI DI COLORE
“Il primo esercizio per il bambino è quello di appaiare i colori: egli sceglie
in un mucchio di colori mescolati le due tavolette uguali, le prende e le pone una
vicino all’altra.
Naturalmente la maestra non offre al bambino tutte le centoventiquattro
tavolette in un mucchio, ma sceglie soltanto pochi colori dei più vivi, per esempio
rosso turchino e giallo, e mischia solo tre o quattro paia. [...] Fatto questo, la
maestra pone il paio insieme sulla tavola. Poi prende, forse, il turchino ed il
bambino sceglie l’altra tavoletta per formare un nuovo paio. La maestra allora
mescola ancora le tavolette, perché il bambino ripeta da sé l’esercizio, cioè,
scegliere le due tavolette rosse, le due turchine, le due gialle, ecc., e mettere i
due pezzi di ogni paio vicini l’uno all’altro. [...]
“E’ un vero trionfo
quello di identificare l’idea
con la verità corrispondente
e di prendere nelle loro
mani la prova del potere
mentale che hanno
acquistato.”
“un bambino [...], per mezzo della memoria riconosce il colore, che egli
non confronta più con una realtà, ma con un’immagine impressa nella propria
mente. E’ un vero trionfo quello di identificare l’idea con la verità corrispondente
e di prendere nelle loro mani la prova del potere mentale che hanno acquistato.”
8 – 9 – 10 -Tavolette del colore
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LA DISTINZIONE DELLE FORME
GEOMETRICHE
“Condurre il bambino in tenerissima età a una osservazione comparativa e
sistematica delle figure geometriche – e ciò per uno spontaneo impulso – è lo
scopo del materiale che viene ora descritto: gl’incastri piani.” [...]
Anche qui il controllo dell’errore sta nel materiale, perché le figure non
possono esser incastrare esattamente se non messe al proprio posto.
“a mano del bambino durante questo esercizio di toccare i contorni delle
figure geometriche ha una guida concreta dell’oggetto. […] “Tale esercizio si può
considerare una indiretta, ma vera preparazione al disegno. [...] La piccola mano
che tocca, sente e sa come seguire un contorno determinato, e si prepara,
senza saperlo alla scrittura.”
17 - Armadietto delle forme geometriche piane
18 - Cartoncini delle figure geometriche
”Nel materiale di sviluppo vi sono anche solidi geometrici – dipinti in
turchino chiaro – una sfera, un prisma, una piramide, un cono, un cilindro. La
maniera più divertente per insegnare al bambino a riconoscere queste forme, è
di fargliele palpare ad occhi chiusi, invitandolo a indovinare il loro nome: questo
sarà insegnato in una maniera che descriverò più tardi. [...]
19 - Solidi geometrici
“Il desiderio del bambino di raggiungere un fine che conosce, lo induce a
correggersi. Non è perciò un maestro, che gli renda noto lo sbaglio e mostri la
maniera di correggerlo; ma un complesso lavoro della sua intelligenza lo
conduce a tale risultato.”
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DAI RUMORI ALLE SENSAZIONI MUSICALI
“Un modo di mettere a disposizione del bambino oggetti capaci di
produrre rumori graduati che egli possa riconoscere e comparare, è di costruire
delle scatole cilindriche (di cartone o meglio di legno) le quali contengono oggetti
diversi ed in maggiore o minore quantità; in modo che scotendole, producano
differenti rumori. Dal più forte, ove sono sassolini che si urtano insieme, al più
tenue e soffice, ove è contenuta invece della sabbia che scivola al di dentro. Ci
sono sei scatole in gradazione, dal rumore forte al rumore sordo; e la stessa
gradazione è ripetuta in doppia serie.
Dopo una spiegazione preliminare della maestra, egli ripete l’esercizio da
sé, e se si benda gli occhi, può concentrare meglio la propria attenzione.”
11 - 12 - Cilindri dei rumori
L’educazione musicale occupa un posto
importante nel Metodo Montessori. Imparare
ad ascoltare, e quindi a riconoscere e
classificare suoni, toni, ritmi, contribuisce alla
costruzione della capacità espressiva dei
bambini.
“Per gli inizi del senso musicale, usiamo un materiale che le esperienze di
Itard (medico e pedagogista, del quale la Montessori mutua il “metodo di
osservazione del bambino” - n.d.r.) e l’uso popolare e antico delle campane, ci
confermano come adatti a svegliare il sentimento iniziale della musica. Esso
consiste in una serie di doppie campane che formano un’ottava con toni e
semitoni.
13 – Campanelli, 14 – Tavole di posa dei campanelli
15 – Tavola con il rigo musicale, 16 – Note musicali
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EDUCARE AL LINGUAGGIO
Nella sua osservazione dei bambini, la Montessori notò che mentre un
bambino cresce ci sono alcuni periodi di tempo che appaiono essere più
favorevoli per sviluppare e perfezionare particolari caratteristiche dell'essere
umano. Chiamò questi speciali periodi “Periodi sensitivi”, un termine mutuato
dalla biologia. Caratterizzati da grande potenziale, interesse e propensione
verso una particolare sensitività, possono sfociare in un'intensa, prolungata
operosità, sempre diretta allo sviluppo e all'adattamento.
Ne è un eccellente esempio il Periodo sensitivo dell'acquisizione del linguaggio.
“La prima infanzia, è, infatti, l’età nella quale […] i suoni delle parole,
indipendentemente dal loro significato, sono ricordati con interesse spontaneo.
[…]. Si tratta dunque di un metodo che conduce il bambino alla scrittura per vie
indirette. Infatti è logico che la preparazione a fare una cosa non dovrebbe
consistere nel farla.”
Gli scopi di questo materiale sono dunque di preparare/supportare il
bambino nella scrittura e nel riconoscere l'ordine dei suoni all'interno della
parola parlata. La stessa Montessori li definisce “I fattori della scrittura preparati
all’infuori della scrittura”. […] La scrittura contiene un groviglio di difficoltà che si
possono raggruppare separatamente, e superare con esercizi diversi. Ha infatti
alcune difficoltà tutte meccaniche di esecuzione, […] e il tracciare quei fini segni
che sono le lettere dell’alfabeto.”:
I colori di fondo delle lettere smerigliate non sono casuali: rosso e blu, che
connotano rispettivamente le vocali e le consonanti, sono colori contrastanti
nello spettro solare e le vocali sono su sfondo rosso per la loro importanza
(“danno voce” alle consonanti).
20 - Incastri di ferro, 21 - Lettere smerigliate
22 - Alfabetario corsivo
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FAME DI PAROLE
Maria Montessori definisce “fame di parole” la particolare propensione del
bambino all'apprendimento di nuovi vocaboli, che lo contraddistingue in
particolare fino ai 5 anni.
Le varie Nomenclature del Metodo svolgono una funzione sensoriale di
riconoscimento delle immagini, permettendo un ottimo esercizio di
discriminazione visiva, rispondono al bisogno del bambino di assimilare parole
nuove e facilitano la conoscenza, grazie all’organizzazione per categorie.
Maria Montessori dice che “si depositano nell'inconscio”, con una importante
funzione di preparazione indiretta alla cultura.
Le Nomenclature classificate sono insiemi di
figure riunite secondo criteri sensoriali, logici o
culturali. Usualmente si dividono in tre gruppi:
1 – figure raccolte in base a caratteristiche
comuni (animali che strisciano, ….)
2 – classificazioni specifiche (animali in base
all'ambiente in cui vivono, animali con
piumaggio, …)
3 – classificazioni scientifiche (uccelli, pesci, contrasti geografici, figure
geometriche, …)
49 – Nomenclature
“Il linguaggio si fissa per mezzo di parole esatte delle idee che la mente ha
acquistato. […] In tal modo i bambini sono capaci di “trovare se stessi” tanto nel
mondo delle cose naturali, che nel mondo delle parole che li circondano.”
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PSICO ARITMETICA
“Allo stato naturale, lo spirito umano è già matematico: tende verso
l'esattezza, la misura, il confronto” [2]
Il materiale ideato dalla Montessori, vero materiale operativo di sviluppo e
non sussidio didattico, permette al bambino di rendersi conto “dall'interno” di
determinate soluzioni e procedimenti. È materiale polivalente", in quanto può
essere ripreso a livelli diversi, per fini diversi, e riconsiderato sotto aspetti
differenti dal bambino stesso, al quale richiede attività creativa di trasformazione
- o comunque manipolatoria - che lo aiuta a sviluppare le sue potenzialità.
In particolare, la conoscenza del numero prevede tre tappe: conoscenza
delle quantità, conoscenza del simbolo, associazione di cifre e quantità. Tale
conoscenza si svolge in tre momenti (secondo il concetto montessoriano della
c.d. “Lezione a tre tempi”), per mezzo di tre materiali differenti:
1. presentazione (aste ed esercizi relativi)
2. riconoscimento (fuselli)
3. dimostrazione di possesso della conoscenza (esercizio con marchette).
“L’estrema esattezza e concretezza della mente infantile ha bisogno di un
aiuto che sia preciso e chiaro. Quando si presentano al bambino le aste della
numerazione, vediamo che fanciulletti piccolissimi prendono un vivo interesse
alla numerazione.”
3 - Aste numeriche
24 - Cifre smerigliate
25 – 26 - Casellario dei fusi
27 – Cartelli delle cifre - 28 – Cartelli e marchette
[2] Dall'infanzia all'adolescenza
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DIECI, ED OLTRE
“ […] zero è niente, ma quando è messo vicino a uno, ci
permette di contare oltre 9 cioè, 10. .[…] “Qui si presenta la
necessità di un materiale più ricco per accumulare le decine – ed
ecco che si penetra insensibilmente nel periodo della istruzione
elementare – ove un ricco materiale di perle conduce ai calcoli e
alle quattro operazioni.”
Il materiale presentato in questa sezione, proprio perché “penetra
insensibilmente” nell'istruzione primaria, viene solo brevemente descritto.
Nel Metodo, comunque, anche l'introduzione al sistema decimale è fortemente
legata all'esperienza sensoriale, ed è introdotta già nella Casa dei bambini. Ma è
anche l'organizzazione geometrica a rendere il concetto numerico (100 è il
quadrato del 10, 1000 è il cubo del 10).
Grazie alla lezione con il materiale delle perle oro, definito in questo colore
dalla Montessori perché rimanda a qualcosa di molto prezioso, dal punto di vista
sensoriale, visivo e del peso (una unità è una perla oro, una decina è un
bastoncino di dieci perle, un cento è un quadrato di dieci decine legate insieme,
…), i bambini comprendono il valore relativo dei numeri, trasformando una
qualità astratta in una caratteristica percepibile: il peso.
dal 31 al 34 - Unità, decine, quadrati, cubo di perle oro
35 – Cartelli dei numeri
I multipli (cubo, quadrato) sono srotolati, scomposti, grazie a un particolare
materiale: le catene del 100 e del 1000.
36 - Catene del 100 e del 1000
Per rafforzare il concetto dei numeri oltre il dieci, i bambini utilizzano le Tavole di
Séguin, in cui eseguono le operazioni – ad esempio 10 + 4 – sovrapponendo
materialmente il quattro allo zero del dieci.
29 – 30 Tavole di Séguin
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BOTANICA
“Le stesse piante circondano il botanico ed il comune viandante, ma il botanico
vede in ogni pianta quelle qualità che sono classificate nella sua mente, ed
assegna ad ogni pianta il suo proprio posto negli ordini naturali, dando ad
ognuno il suo proprio nome. E’ appunto questa sua capacità di riconoscere una
pianta in un complesso ordine di classificazione, quella che distingue il botanico
dal comune giardiniere, ed è il linguaggio scientifico ed esatto che caratterizza
l’osservatore esercitato.”
Anche qui, il semplice materiale ad incastri invita il bambino ad un utilizzo su
piani diversi: visivo, tattile e di classificazione, con l’impiego completo e
molteplice dello stesso “mezzo” nelle diverse discipline.
46 – Incastri di pianta, foglia e fiore
GEOGRAFIA
L'applicazione manuale aiuta
l'apprendimento.
Su questo presupposto, già nella Casa dei
bambini il Materiale di geografia propone
numerosi incastri con i continenti, gli stati,
ecc., che portano all'individuazione delle
forme terrestri, dei continenti, delle regioni italiane...
47 – 48 – Mobiletti per gli incastri della geografia
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EDUCAZIONE RELIGIOSA
Con il passare degli anni, e con l’ampliarsi del suo successo su scala
mondiale, Maria Montessori si sentì investita di una missione di “palingenesi
universale” che assunse toni decisamente religiosi: non si trattava solo di
rendere l’educazione più efficace, più a misura del bambino, ma di salvare
l’umanità attraverso il bambino. Tutte le citazioni bibliche della Pedagogista
vanno quindi interpretate in senso educativo.
Il tono profetico e religioso, che attraversa profondamente tutte le opere
della Montessori, è pienamente coerente con tutto lo spirito che ha animato il
suo pensiero.
Sull’educazione religiosa nelle “Case dei bambini”, nella più vasta bibliografia di
Maria Montessori, si ricordano in particolare: I bambini viventi nella Chiesa
(1922), La Vita in Cristo (1931), e La Santa Messa spiegata ai bambini (1932).
L'aspetto religioso è molto sentito dalla Montessori, che riflette nel suo Metodo
pedagogico importanti concetti universali.
I due Calendari in legno qui esposti sono rari esemplari del materiale
appositamente ideato dalla Montessori per illustrare ai bambini i cicli dell'Anno
liturgico, comparati con i mesi e le stagioni, riprendendone i corrispondenti colori
utilizzati nei paramenti religiosi.
c – Calendario liturgico I
d – Calendario liturgico II (accompagnato dal libretto delle istruzioni)
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EDUCAZIONE E PACE
Il tema della pace accompagnò tutta la
vita di Maria Montessori, dalle guerre coloniali
alla devastante seconda guerra mondiale. Ma
è in particolare il soggiorno indiano che le
consentì di entrare in contatto con quella che si
può definire “la culla della pace” e che segnò
fortemente il pensiero montessoriano, la sua
proposta pedagogica e quindi il suo Metodo.
“Esiste, ignorata, un'entità psichica, una personalità sociale, immensa per
moltitudine di individui, una potenza del mondo che deve essere presa in
considerazione; se aiuto e salvezza possono venire, ci verranno soltanto dal
bambino; perché il bambino è il costruttore dell'uomo.
Il bambino è dotato di poteri sconosciuti, che possono guidare ad un avvenire
luminoso. Se veramente si vuole mirare ad una ricostruzione, lo sviluppo delle
potenzialità umane deve essere lo scopo dell'educazione.”
M. Montessori, La mente del bambino
"L'educazione è l'arma della pace e la pace è la condizione della buona
educazione. La pace è una meta che si può raggiungere attraverso l'accordo e
due sono i mezzi che conducono a questa unione: uno è lo sforzo immediato di
risolvere senza violenza i conflitti, vale a dire di eludere le guerre; l'altro è lo
sforzo prolungato di costruire stabilmente la pace tra gli uomini. Ora, evitare i
conflitti è compito della politica, costruire la pace è compito dell'educazione."
M. Montessori, Bruxelles 1936
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