084a087_cddn_lavadischi.qxp 31-03-2009 21:27 Pagina 84 L’AMATEUR PROFESSIONNEL Wash me baby! La VPI, gli amanti del disco nero lo sanno, si occupa da oltre 30 anni di come riprodurre al meglio il formato vinilico realizzando esclusivamente giradischi, bracci, accessori e macchine lavadischi per il formato analogico. Proprio di queste ultime ci occupiamo qui… di Luca Lombardi N on una ma ben due macchine lavadischi da prendere in esame, con la possibilità di un challenge, sebbene in famiglia: in nostro possesso, infatti, ecco la versione base della casa americana (denominata 16.5) e la nuovissima top di gamma 27 Typhoon mentre, non in nostro possesso, esiste anche un terzo modello intermedio che si chiama 17 pro, automatica come il modello top ma con un motore praticamente identico a quello del modello 16.5, molto meno potente della 27 Typhoon. Così descritta la gamma dedicata alla pulizia del disco nero, passiamo all’analisi dei due modelli a nostra disposizione partendo dalla VPI 84 16.5, un cubo dalle dimensioni abbastanza imponenti, dal peso di 12,7 kg (le finiture sono in legno nero), mentre il modello 27 VPI Typhoon Record Cleaner risulta meno ingombrante e con una linea più moderna; è infatti realizzato con uno chassis completamente in metallo di colore nero e dal peso anch’esso non indifferente. Le spazzole per la pulizia delle macchine VPI sono realizzate in setole di nylon finissime tagliate al laser. Le setole hanno una flessibilità adatta a penetrare efficacemente nei solchi senza tuttavia danneggiarli; allo stesso tempo hanno anche la necessaria rigidità per garantire l’efficacia del lavaggio. Il feltro è di sughero mentre il piatto della 27 è in acrilico trasparente ed è di maggiore spessore rispetto a quello della 16.5 che usa del materiale composito. Anche per quanto riguarda il clamp, indispensabile per fissare il disco sul piatto, è di migliore qualità quello della 27. Il funzionamento della 16.5 è semiautomatico, questo significa che il disco gira grazie ad un motore, ma il liquido e la spazzola vanno utilizzati manualmente dall’utente mentre l’aspirazione avviene in automatico. Il modello top è sicuramente più comodo grazie agli automatismi che oltre ad asciugare il vinile lo lavano. Altra caratteristica tecnica importante che differenzia le due macchine è che la 27 ha un’aspirazione con più del doppio di potenza e possiede la ventola di raffreddamento. Le istruzioni sono ben realizzate ma purtroppo esclusivamente in inglese e per chi non conosce la lingua anglosassone non sono di facile comprensione. Il funzionamento di entrambe le lavadischi comunque è piuttosto intuitivo anche se ci sono delle accortezze da osservare che sarebbe meglio sapere prima di metterle in funzione. Innanzi tutto, prima di iniziare il lavaggio dei dischi è consigliabile posizionare le macchine su un piano stabile e in bolla. Poi, nel caso della 16.5, una volta collocato il disco sul piatto è importante bloccarlo con il piccolo clamp in dotazione. Bisogna stringere in maniera non eccessiva per non rovinare l’etichetta del vinile ma allo stesso tempo sufficiente a evitare che il disco giri a vuoto. Il passo successivo è quello di alzare la levetta turntable posta sul frontale della 16.5 e, mentre il disco gira, bagnarlo di liquido per la pulizia (una piccola bottiglia di liquido è fornita di serie e con la pratica si capirà quanto liquido sia necessario per pulire un disco); poi delicatamente si devono appoggiare le setole della spazzola sul vinile. Solo dopo avere creato uno strato uniforme di liquido su tutta la superficie del disco nero si può aumentare leggermente la pressione per fare entrare le setole bagnate della spazzola all’interno dei solchi: ovviamente non bisogna esagerare troppo con la pressione; diciamo che le spazzole non si devono piegare eccessivamente. Del tutto normale è il rumore che accompagna la rotazione del piatto e, con la pressione della spazzola, il rumore è accentuato. Generalmente sei giri sono più che sufficienti per pulire un vinile. C’è chi preferisce fare meno giri e chi ne esegue anche più di dieci. Ad ogni modo, il nu- aprile 2009• SUONO 084a087_cddn_lavadischi.qxp 31-03-2009 21:27 Pagina 85 VPI HV-16,5 e 27 Typhoon due giri, si può fare un ulteriore giro oppure ripetere l’operazione di lavaggio. Il disco non va asciugato all’aria ed è di fondamentale importanza eliminare completamente il liquido di pulizia durante il procedimento di aspirazione. La VPI consiglia di pulire entrambe le spazzole motore surriscaldato. Entrambe le lavadischi VPI hanno un tubicino per lo scolo del liquido aspirato dal vacuum tube. Il liquido aspirato va a finire all’interno della lavadischi e la VPI consiglia di svuotare la macchina ogni 12 lati lavati. L’operazione è semplice: basta liberare il tubi- (cleaning e vacuum) con acqua corrente tiepida nel caso queste fossero sporche; a Roma, come in altre zone italiane, l’acqua è ricca di calcio e per questo motivo è preferibile pulire le spazzole in una bacinella contenente acqua distillata. cino dal tappo, inserire il tubo in una bottiglia o recipiente vuoto e inclinare la lavadischi. Ecco, di seguito due buoni consigli per l’utilizzo: - se non si vuole sporcare il feltro di sughero collocato sulla base della macchina lavadischi e di conseguenza il lato lavato, si può appoggiare un altro tappetino (da acquistare separatamente) - prima di lavare un disco con la VPI, è possibile utilizzare una spazzola manuale pulisci vinili del tipo Doctor Music e Mobile Fidelity e, con un liquido adeguato, pulire il grosso per poi rilavare o semplicemente aspirare il disco con la lavadischi. Alcuni appassionati lavano i vinili ogni volta che li ascoltano, in modo da usufruire di un disco pulito e dal suono più performante in ogni occasione; anche se i dischi non si dovrebbero rovinare dopo molti lavaggi (ovviamente questo è vero se si usano i liquidi di qualità come quello fornito dalla VPI), crediamo che non sia necessario effettuare questa operazione. Al contrario è sicuramente fondamentale dopo il lavaggio conservare il vinile pulito con delle buste che impediscano il formarsi delle cariche elettrostatiche: le migliori sono quelle in carta di riso, ma vanno molto bene anche quelle con il foglio di carta e la velina trasparente. La stessa VPI sconsiglia liquidi di altre case e soprattutto liquidi che possano essere infiammabili o troppo aggressivi sul nostro amato disco nero. I liquidi di pulizia sono realizzati partendo da una composizione di base che prevede l’utilizzo in gran parte di acqua distillata e di piccole percentuali di alcol etilico, alcol isopropilico e liquido tensioattivo e ovviamente, ogni prodotto è realizzato con delle modifiche della ricetta originale. I grandi cuochi hanno il loro piccolo segreto nel preparare un piatto, an- Nella foto la più piccola delle lavadischi VPI: svolge le funzioni base ed è dotata di comandi ridotti. Efficace comunque il suo operato. mero di giri varia anche in base alle condizioni di sporcizia del vinile e ognuno può valutare con l’uso il migliore compromesso. Alla fine dell’operazione di pulitura, sempre con il disco che gira, si posiziona il braccio del vacuum tube sopra di esso e poi si alza la levetta vacuum. Il braccio automaticamente si abbassa e si va ad appoggiare completamente sopra al disco aspirandone il liquido. Due giri sono generalmente sufficienti ad asciugare un LP: si consiglia di non fare troppi giri consecutivi perché il disco potrebbe ricaricarsi elettrostaticamente. Alla fine dei due giri, per spegnere l’aspirazione basta abbassare la leva vacuum e il braccio si alza autonomamente. Solo dopo che il braccio si è alzato si potrà abbassare la leva turntable che fa smettere di girare il piatto e va a spegnere il motore: a questo punto basta svitare il clamp e ripetere le stesse operazioni per l’altra faccia del disco... È importantissimo non usare il vacuum con il disco senza liquido, asciutto o con il piatto che non gira, se non si vuole rovinare sia il vinile che la macchina lavadischi. Un consiglio per evitare di fare troppi giri durante l’asciugatura del disco? Basta fissare un punto dell’etichetta all’inizio dell’aspirazione e il gioco è fatto! Altra accortezza da seguire è quella di evitare di bagnare l’etichetta del vinile per non rovinarla: se questo dovesse accadere non preoccupatevi, per evitare danni basterà fare asciugare il liquido prima di riporre il disco nella custodia. Nel caso in cui il vinile non fosse asciutto dopo CARATTERISTICHE DICHIARATE VPI HW-16.5 Prezzo: € 850,00 VPI HW-27 Typhoon Prezzo: € 2.950,00 Distributore: Audiogamma Via Pietro Calvi, 16 20129 Milano (MI) Tel.02-55181610 Fax 02-55181961 www.audiogamma.it SUONO • aprile 2009 LAVAGGIO TOP Le operazioni di pulizia del disco con la 27 Typhoon sono simili a quelle spiegate in precedenza, anche se sono semplificate dall’utilizzo degli automatismi, ma prima di iniziare il lavaggio è necessario comunque riempire di liquido il serbatoio della macchina. Come per il modello minore, basta posizionare il disco con il relativo clamp e, mentre si fa girare il piatto, si preme il pulsante del liquido Pump e la spazzola stende il prodotto e pulisce il vinile da sola e dopo due, tre giri per direzione (la 27 ha la possibilità di girare il piatto anche in senso anti orario per un più approfondito lavaggio) si potrà avviare, dopo avere posizionato il braccio in direzione del disco, l’aspirazione per due giri. Il motore della 27 non solo è più silenzioso di quello della 16.5 ma addirittura di qualsiasi macchina lavadischi provata in precedenza: la VPI assicura che il rumore del motore è stato dimezzato rispetto ai due modelli più piccoli. Inoltre, l’aspirazione è più accurata grazie al motore due volte più potente e il liquido è risucchiato con più decisione dalla spazzola vacuum che asciuga il disco in pochi secondi rispetto alla 16.5. Altro vantaggio che ha la 27 riguardo al modello base è quello di potere lavare dischi ininterrottamente visto che questo modello è dotato di una ventola di raffreddamento che non è presente nella 16.5: nel modello base, dopo aver lavato all’incirca sei dischi di fila, si consiglia di fare una pausa per raffreddare il 85 084a087_cddn_lavadischi.qxp 31-03-2009 21:28 Pagina 86 L’AMATEUR PROFESSIONNEL che il più semplice e anche nel caso specifico esistono prodotti più efficaci in caso di sporco più ostinato e prodotti adatti esclusivamente per i più delicati vinili a 78 giri. La stessa VPI ha in commercio liquidi adatti a più situazioni: quello fornito con la macchina dalla VPI, ad esempio, non è adatto ai dischi Shellac! Ad ogni modo, si possono utilizzare tranquillamente anche prodotti altrettanto buoni come quelli del concorrente Nitty Gritty, che ha al suo interno una piccola quantità di alcool, o gli equivalenti di Doctor Disc e Mobile Fidelity... I liquidi di marche diverse, a causa delle diverse composizioni, apportano delle diverse influenze sul risultato finale. Tra i prodotti utilizzati il liquido VPI è tra i più sicuri e consente ottimi risultati sotto tutti i parametri. C’È LAVAGGIO E LAVAGGIO? Entrambe le macchine in esame puliscono bene qualsiasi disco. Nel caso di vinili molto sporchi e con grossi problemi di cariche elettrostatiche è consigliabile ripetere il lavaggio se si vuole ottenere il massimo dei risultati. Il disco lavato dalle macchine lavadischi diventa pulito e pari al nuovo. Anche il suono è differente rispetto a prima del lavaggio. I dischi lavati con entrambe le macchine VPI hanno manifestato, in genere, un suono più ampio tridimensionalmente e migliorava anche la messa a fuoco: sembra come se lo stilo sia in grado di estrarre maggiori informazioni dal solco e gli estremi di frequenza appaiono più estesi, mentre nella maggior parte dei casi i rumori causati dalla polvere e dalle cariche elettrostatiche vengono ridotti. Ovviamente, non si può pretendere un miracolo con dischi consumati e graffiati o con vinili registrati male: i segni sui dischi non spariscono e, se i graffi sono causa di rumori indesiderati, li ritroveremo lì dove erano in precedenza! Per quanto riguarda le ditate sui solchi, queste vengono ridotte ma non sempre eliminate completamente; con liquidi più aggressivi 86 come il Nitty Gritty Pure 2 che ha una piccola percentuale di alcool si ottengono sotto questo punto di vista risultati migliori. Dopo un attento ascolto con apparecchiature di riferimento si è notato persino che il suono dopo il lavaggio non è proprio uguale tra le due macchine. Abbiamo svolto la prova lavando lo stesso disco (posseduto in doppia copia) con entrambi i modelli e, benché la prova non possa vantare il crisma della scientificità (lo stato dei due dischi potrebbe essere stato lievemente differente), la 27 ha sempre ottenuto all’ascolto risultati costanti con un suono significativamente superiore rispetto a prima della pulizia, anche con i dischi nuovi che, durante il lavaggio, vengono liberati dei liquidi (oli) usati durante la produzione. Il suono, se pur con piccole differenze, con la 27 è risultato più naturale e morbido rispetto alla 16.5. Con la entry level della VPI si possono comunque ottenere ottimi risultati dal punto di vista del suono che però possono variare in base a come si usa la spazzola (pressione, quantità del liquido e numero di giri). Come accennato in precedenza sono diversi i fattori che possono influenzare il risultato: con piccole accortezze e con la pratica si otterranno risultati costanti. Con la 16.5 si può ottenere un suono più aperto, arioso e, con alcuni dischi, anche più dettagliato rispetto a prima del lavaggio. Un suono più morbido dopo il lavaggio si può ottenere regolando nuovamente il braccio di aspirazione e aumentandone la pressione (ovviamente senza esagerare) sul disco; questa soluzione, abbastanza semplice da attuare, non è consigliata a chi non ha un minimo di dimestichezza. Una soluzione pratica e sicura per ottenere risultati simili è quella di porre un secondo feltro sopra il piatto della macchina lavadischi; inoltre un secondo feltro ci consente di non contaminare il lato lavato con la polvere che si è depositata sul feltro del piatto. Se si desidera un suono asciutto e dettagliato sulle frequenze La VPI 27 Typhoon rappresenta il top di gamma della casa: garantisce funzioni di lavaggio più accurate e compplesse. medio-alte le regolazioni di fabbrica sembrano già quelle ottimali. Da segnalare ancora che tra gli accessori (venduti a parte) per le macchine lavadischi VPI, molto utile è il braccio vacuum tube per i 45 giri. Sostituire il braccio da 33 a 45 giri è un’operazione semplice e veloce per entrambe le macchine. Quando infine la spazzola di aspirazione della lavadischi è usurata (la casa dichiara nel manuale circa 200 ore di autonomia) si potrà cambiare questo componente con estrema semplicità. Il tubo di colore nero si sfila verso l’alto, mentre il tubo trasparente della spazzola si estrae delicatamente dal tubo principale. CONSIDERAZIONI FINALI Una macchina lavadischi è un oggetto utilissimo, anzi indispensabile per gli amanti del disco nero e soprattutto per i collezionisti di vinile. Tra quelle semiautomatiche, la VPI 16.5 è un vero best buy, un prodotto ben realizzato, robusto e che svolge il suo lavoro in maniera impeccabile, e tutti i dischi, che siano usati o nuovi, traggono un enorme beneficio dal suo utilizzo (ovviamente, per ottenere il massimo bisogna avere delle piccole accortezze durante l’utilizzo). Non a caso questo modello è sul mercato da oltre 20 anni e, parlando con l’importatore, ci è stato assicurato che in tutti questi anni non è mai rientrata una macchina difettosa o danneggiata! La nuova 27 Typhoon, oltre ad essere costruita con materiali di maggiore pregio rispetto alla 16.5, è decisamente più silenziosa e la ventola di raffreddamento del motore consente un funzionamento ininterrotto. Probabilmente però la differenza più importante tra la 27 Typhoon e gli altri modelli della casa americana sta nel fatto che in questo modello la pulizia del vinile è ancora più accurata: la 27 Typhoon è sicuramente una delle migliori lavadischi mai realizzate se non addirittura la migliore in assoluto. La diversità di prezzo che intercorre tra la VPI 16.5 e la 27 non è poca ma d’altronde è risaputo che nel mondo dell’hi-end per ottenere dei miglioramenti, si è costretti a spendere parecchio. Chi scrive è un felice possessore di una 16.5 ma vi assicuro che se potessi permettermelo non ci penserei due volte ad acquistare la 27 Typhoon, una macchina che si può considerare un vero punto d’arrivo! aprile 2009• SUONO 084a087_cddn_lavadischi.qxp SUONO • aprile 2009 31-03-2009 21:28 Pagina 87 87