ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI PONTE
PLESSO DI TORRECUSO
PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
SECONDARIA DI 1° GRADO - CLASSE 1°A
A.S. 2014/2015
TORRECUSO: TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO
CON L’INSERTO DI APPROFONDIMENTO SULLE CANTINE VITIVINICOLE - IN
COLLABORAZIONE CON IL COMUNE DI TORRECUSO
AVVERTENZE PER IL LETTORE
E’ questa la “seconda edizione” del progetto di Ed. Ambientale: <<Torrecuso: tra presente,
passato e futuro.>>
Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, infatti, nel farci i complimenti per il nostro lavoro, ci
hanno chiesto di realizzare un inserto di approfondimento sulle Cantine Vitivinicole di
Torrecuso, per poterlo a loro volta inserire nel progetto di incentivazione alle attività turistiche:
“Il filo del vino”, finanziato dalla Regione Campania. Grazie a quest’opportunità che
l’Amministrazione ci ha offerto, abbiamo potuto visitare le cantine del terrritorio e conoscere da
vicino l’affascinate e suggestiva filiera del vino e della sua produzione.
Nonstante i tempi ormai ristretti di fine anno scolastico, gli alunni sono riusciti a portare a
termine, e anche con grande entusiasmo e partecipazione, l’inserto-cantine, che potrete
leggere alla fine del nostro libretto di Ed. Ambientale.
Come docente mi complimento con loro per la buona volontà, la tenacia e la determinazione
con cui hanno affrontato questa nostra “seconda ristampa”, realizzando non solo
l’approfondimento sulle cantine, ma anche una vista sul passato dell’attività vitivinicola di
Torrecuso, (con foto e descrizioni degli attrezzi di un tempo), e uno sguardo sul futuro , ( con
un’idea-progetto per lo sviluppo delle cantine del paese). Al progetto hanno allegato, inoltre,
un cd-rom con una presentazione in power point delle cantine visitate, corredata da foto e
dalla suggestiva colonna sonora di Pavarotti: Brindiamo alla sua salute!
Con quest’augurio, ringrazio tutti per la disponibilità dimostrata.
Un grazie, in particolare, alla nostra Dirigente, Dott.ssa Maria Angela Fucci, per la possibilità
che ci ha offerto accogliendo l’invito dell’amministrazione comunale; e un grazie enorme alle
famiglie, che hanno collaborato, ospitando e incoraggiando i ragazzi, nei frenetici pomeriggi di
ideazione del progetto. Infine, un sincero grazie agli alunni della classe 1°A – Secondaria di
Torrecuso, che hanno dimostrato di essere davvero BRAVI!
La Prof.ssa Luongo M.Teresa
Introduzione
Noi, alunni della classe 1°A, della scuola secondaria di primo grado A. Fusco, abbiamo
realizzato il progetto di Educazione Ambientale, “Torrecuso: tra passato presente e futuro.”
L‟obiettivo del progetto è di far conoscere cos‟è stato il nostro paese in passato, com‟è adesso
e, secondo noi, come potrà essere in futuro… Questo progetto ci ha aiutato a stare insieme, a
collaborare ed a essere come una grande squadra.
Per fare questo lavoro, con la guida della nostra insegnante di storia e geografia, la prof.ssa
Maria Teresa Luongo, ci siamo divisi in tre gruppi. Un gruppo avrebbe lavorato sul passato di
Torrecuso, un altro sul presente e un altro ancora sul futuro.
Abbiamo ricercato la storia del nostro paese su diversi libri ma anche su Internet. Abbiamo
raccolto molte foto e altre le abbiamo scattate noi, di queste poi abbiamo fatto la descrizione.
Il gruppo del passato ha lavorato su immagini e documenti che hanno influito sulla storia del
nostro paese, che, anche se piccolo, si è mescolato alla grande Storia… (ad esempio,
Torrecuso era torre di guardia del ducato longobardo di Benevento). Ogni membro del gruppo
aveva un periodo storico e un argomento di Torrecuso nel passato da studiare, sviluppare e
raccontare. Il gruppo del presente, invece, ha descritto come il paese si presenta oggi, anche
dal punto di vista economico, lavorando su foto, tabelle, grafici, ecc. Ed ha parlato anche delle
chiese di Torrecuso e del nostro Istituto Comprensivo. Il gruppo del futuro, infine, si è
incentrato sulla futura economia del paese ed anche sull‟eventuale restaurazione di aree
dismesse, come ad esempio il nostro parco giochi. I membri di questo gruppo hanno
realizzato, quindi, delle idee per il futuro, tra cui dei mercatini, una banca del tempo e una
scuola di ricamo, il cui ricavato potrebbe andare a beneficio della comunità di Torrecuso.
L’obiettivo di questo progetto è di far capire meglio la storia del nostro paese e di fornire degli
spunti per migliorarlo in futuro. Noi pensiamo che realizzare questo progetto sia stato
educativo, perché ci ha dato l’opportunità di conoscere meglio la realtà in cui viviamo, ed
anche collaborativo, poiché tutta la classe ha partecipato con entusiasmo fornendo tutto
l’impegno e il materiale necessario.
Speriamo che la lettura sia di vostro gradimento!
La classe 1°A
TORRECUSO: IL PASSATO
IL TOPONIMO DI TORRECUSO
Sulle origini del nome “Torrecuso”, le interpretazioni sono varie e non sempre abbastanza
convincenti. Scartata l‟ipotesi leggendaria di “Torre dei Chiusi”, (che faceva risalire la
fondazione del paese a un Lucumone di Chiusi, cacciato dall‟Etruria e stabilitosi sulla collina di
Torrecuso), resta la più attendibile, “Torus” o “Toronis”, cioè, altura o colle, in riferimento alla
posizione geografica del paese. “Torus” probabilmente sarà stato il diminutivo di “Torricolus”
da cui, per successivi cambiamenti, sarà “Torlicoso” e infine “Torrecuso”.
Torrecuso si trova a circa 420 metri sul livello del mare, è poggiato su una massa di roccia
compatta e non è soggetto a gravi dissesti geologici. Il centro storico, nonostante i secoli
passati, conserva ancora il suo aspetto altomedioevale.
LE ORIGINI DI TORRECUSO
Osservando il punto in cui si trova Torrecuso, possiamo comprendere l‟origine e la funzione
che ha svolto nei secoli precedenti: funse da difesa naturale, con alle spalle il monte Pentime,
e fu per Benevento e il suo ducato una vera e propria torre di guardia. Questo perché, nei
tempi antichi, le alture erano utilizzate come punto di osservazione e appunto di difesa.
Torrecuso, quindi, essendo nelle vicinanze di Benevento, ebbe un ruolo molto importante
proprio a causa della sua posizione geografica.
Torrecuso originariamente era, però, situato più a valle, verso il fiume Calore, nelle vicinanze
del ponte “Funicoli o Fenucchio”, di epoca romana. A causa del terremoto del 1349 l‟abitato
che sorgeva a ponte Fenucchio fu distrutto e fu abbandonato. Gli abitanti si stabilirono sulla
collina ove adesso sorge Torrecuso, per avere una posizione maggiormente strategica e una
difesa più sicura. Infatti, lo sviluppo di Torrecuso e del suo castello, da come dimostrano anche
le sue torri, è di epoca longobarda.
PONTE FENUCCHIO
Il termine Fenucchio, dopo varie storpiature, dovrebbe derivare dal latino “funis”, cioè fune. Si
riferisce alla fune di canapa che si tendeva da una sponda all‟altra del fiume per tirare la barca.
Il barcaiolo, in piedi sul battello, con le mani alla fune traghettava persone e cose. Questo
battello era l‟unico modo di attraversare il fiume laddove non c‟erano ponti, ed era conosciuto
col termine “scafa”. Sul Calore vi sono, infatti, zone chiamate: Scafa di Vitulano, Scafa Melica
nel comune di Torrecuso, e Scafa di S. Lorenzo.
Il ponte “Funiculum o Fenucchio” formava, pertanto, un collegamento di Torrecuso col territorio
di Torrepalazzo. Nel 1320 Fenucchio e Torrepalazzo ottengono una propria autonomia e
amministrazione.
Resti del castello normanno della baronia dei Feniculo
TORRECUSO NELL’EPOCA FEUDALE
Il fatto che Torrecuso sorgeva su un‟altura era positivo, perché la sua posizione era un punto
strategico e di difesa. Infatti, in epoca longobarda e precisamente nell‟anno 871, il duca
Adalgiso fece rinforzare e munire di torri le mura di cinta; al loro interno si sviluppò il Castello
di Torrecuso, una rocca dapprima destinata a presidio di guardia, in seguito ingranditasi fino a
divenire un vero e proprio borgo.
Con l‟arrivo della dominazione normanna, sotto Guglielmo II, si costituì la “Baronia Feniculi”,
dal nome del potente feudatario, Tommaso de Fenucchio, a capo della baronia di cui faceva
parte anche Torrecuso, e che dipendeva direttamente dal re.
In seguito, Tommaso de Fenucchio, o meglio qualche suo discendente con il suo stesso
nome, fu spogliato dai suoi possedimenti da Federico II, in epoca sveva. Infatti, nelle
pergamene del 1269 dell‟archivio di S. Sofia, risulta che l‟abate Nicolò fece costatare dinanzi
ad un giudice beneventano che, per volere di Federico ll, il dominio dell‟intera baronia di
Tommaso de Fenucchio apparteneva ormai alla Badia. L‟intento dell‟abate era di sottrare il
territorio della baronia al dominio degli Angioini, che avevano nel frattempo conquistato l‟Italia
Meridionale. Purtroppo non vi riuscì e la Baronia dei De Fenucchio fu distrutta: Apollosa,
Torrecuso e Ponte passarono ai Frangipane della Tolfa, come premio per la cattura di
Corradino di Svevia.
A Torrecuso, in seguito, si sono alternate diverse famiglie feudali: dopo i Frangipane della
Tolfa, i della Leonessa, i Caracciolo Rossi di Vico e i Cito. I Caracciolo Rossi hanno lasciato le
tracce maggiori della loro presenza in Torrecuso.
LA BISTORRE
LA TORRE A LIBECCIO
Ancora oggi Torrecuso conserva la sua inconfondibile tipologia castrense, con la sua cinta
muraria e le sue torri di epoca longobarda.
IL CASALE DI TORREPALAZZO
Nota storica: Il 16 maggio del
1795, don Domenico Isernia di
Benevento,
si
presenta
dal
Governatore e Giudice della Corte
Marchesale, asserendo che suo
padre, don Nicola, aveva preso in
affitto per nove anni dalla Famiglia
Cito, il Feudo di Torrepalazzo per la
somma di 1.850 ducati annui. Don
Domenico chiede un‟altra proroga
di nove anni (fino al 1808), per la
somma annua di 2.200 ducati da
pagarsi a ogni fine agosto.
TORRECUSO NELL’EPOCA MODERNA
Torrecuso, come si può dedurre dallo “Stato delle Anime”, compilato dai parroci fino al 1715,
era diviso in contrade chiuse nella cerchia delle mura, ed erano: Salzabraco, S. Erasmo e lo
Basci. Qualche anno dopo, si aggiungono altre contrade: Porta Cera, Sotto il Palazzo e Porta
Castiello. In epoca moderna, il Comune, detto Università, fu autonomo fino al 1811. Nel 1861
Benevento divenne provincia e Torrecuso ne fece parte. Solo nel 1881, nei documenti storici,
troviamo elencate tutte le vie attuali. Il paese si era sviluppato, uscendo dalla cerchia delle
mura. Il centro storico, infatti, aveva dei piccoli spazi solo davanti alle due chiese, che ormai
erano insufficienti per il movimento dei cittadini; così si decise di costruire fuori Porta Castello
case più ampie, più igieniche e comode, visto che si stavano sviluppando anche i mezzi di
trasporto con i cavalli e le strade di collegamento del paese con la campagna e con i comuni
vicini. Nel 1881 i nuclei familiari sono 338 e le “Anime” sono 1.432.
Primi insediamenti in campagna
Nel 1722 troviamo il primo nucleo familiare che si stabilisce fuori dal centro storico, in contrada
Pozzillo, indicata come “Masseria”. Nel 1760 altre famiglie s‟insediano nelle contrade Fuosso,
Centore, Saude e Spineto. Nel 1790 furono abitate le zone della Fabbricata e S. Liberatore.
Nel censimento del 1881 si registra la forte espansione che, ormai, si è avuta verso la
campagna: i nuclei familiari che vivono in campagna sono 133, con una popolazione di 594
persone. La popolazione, in totale, è composta di 2.062 abitanti.
TORRECUSO: IL PRESENTE
Torrecuso è situato su una collinetta alle pendici del Taburno, a circa 420 metri sul livello del
mare. Il suo paesaggio è prevalentemente rurale.
“ Là del Taburno a l’ultima pendice
tra infranti torri appare un
paesetto
dai Longobardi eretto
sopra un gruppo di sassi ameno
ed erto
ed al furor sempre de’ venti
aperto…..
……..un borgo su l’altura levato,
in vecchio stile,
col bruno suo maniero e il roseo
campanile:
è Torrecuso.”
Antonio Mellusi
TORRECUSO: INFORMAZIONI
Provincia
Regione
Benevento (BN)
Campania
Popolazione
Superficie
Densità
3.426 abitanti (01/01/2014 - Istat)
29,16 km²
117,51 ab./km²
Stemma Comunale: castello con tre torri su cui splende un
vivido sole.
Nome abitanti
Santo Patrono
Torrecusani
San Liberatore - 15 maggio
Collepiano, Defenze, Fontanacampana, Fontanavecchia, Fragneta,
Frazioni, Località
Iardino, Isca, Mercuri, Pecci, Pezze, Pezzepagliara, San Libero,
e Nuclei abitati
Scauzone, Torrepalazzo
Sindaco
Erasmo Cutillo dal 25/05/2014
Zona sismica Zona climatica Gradi giorno
1
D
1.835
altitudine 420 m s.l.m. Misura espressa in metri sopra il livello del mare del punto in cui è situata la Casa Comunale, con
(min 71 - max 1.168) l'indicazione della quota minima e massima sul territorio comunale.
Coordinate Geografiche
sistema
41°
14° 40'
11'
48,72'' E
sessagesimale
25,44''N
Le coordinate geografiche sono espresse in latitudine Nord
(distanza angolare dall'equatore verso Nord) e longitudine Est
(distanza angolare dal meridiano di Greenwich verso Est).
TORRECUSO: GEOGRAFIA FISICA
Torrecuso si trova nel parco regionale del Taburno. Il centro sorge sul versante orientale del
monte Caruso, alle pendici del monte Pentime. Il Pentime è rivolto verso Torrecuso fino alla
vetta, mentre l‟altro lato appartiene al comune di Vitulano. Dista dal capoluogo 21 km circa, e
ha un'altezza minima di circa 200 m e una massima di 1200 m. Mentre il centro del paese è
situato a circa 500 m sul livello del mare. Torrecuso è uno dei paesi principali nel parco di
Taburno-Camposauro.
Distribuzione della popolazione per età:
Il Comune di Torrecuso fa parte di: Comunità Montana Zona del Taburno, Regione Agraria n.4
– Colline del Calore Irpino inferiore, Parco Taburno – Camposauro, Associazione Nazionale
Città del Vino e Associazione Nazionale Città dell‟Olio.
Le chiese e altri edifici religiosi sono: la chiesa di Sant‟Erasmo Vescovo (1343), la chiesa di
San Liberatore e la Basilica della SS. Annunziata.
TORRECUSO: CLIMA E DATI GEOGRAFICI
Clima:
di tipo Mediterraneo
Gradi Giorno:
1.835
Zona Climatica: Fascia D
Posizione:
Nella Regione Campania, in provincia di Benevento, sorge nella valle del
Calore, in prossimità della piana di Benevento, ai piedi del monte Pentime.
La popolazione residente è di circa 3426 abitanti (circa 1688 maschi e circa 1738 femmine).La
densità per kmq è di 129,4. La superficie totale è di 26,47 kmq.
La denominazione degli abitanti è Torrecusani, il Santo Patrono è San Liberatore, la Festa
Patronale è il 15 Maggio e il giorno del mercato settimanale è la domenica.
Tra gli eventi il più importante è: il “VinEstate”, in passato noto come ”La sagra del vino
aglianico”, che si celebra attualmente durante la prima settimana di settembre e dura di solito
3 giorni.
TORRECUSO: L’ECONOMIA
L‟agricoltura è uno dei settori più praticati e ha circa 1150 addetti alla coltivazione, 1300 per gli
uliveti, e 260 per i seminativi. La produzione di uva è di 490 q annui. Le cantine sono in tutto
23 e producono molti tipi di vino, tra cui i più famosi: Aglianico e Falanghina. A Torrecuso ci
sono anche delle industrie che si trovano nella località di Torrepalazzo e di Collepiano. Le
industrie sono in tutto 46, con circa 430 addetti.
Nella foto uno scorcio delle campagne di Torrecuso. L‟agricoltura è una delle maggiori fonti
economiche del paese, si coltiva soprattutto l‟ulivo e la vite. Molto conosciuto è il vino di
Torrecuso per la sua grande bontà e qualità. E‟ stato investito parecchio in questo settore da
parte degli amministratori e dei produttori locali negli ultimi anni per garantire il giusto livello
competitivo alle nostre vigne sul mercato italiano.
CHIESA DI SANT’ERASMO
La parrocchia di S. Erasmo è situata nel centro storico di Torrecuso precisamente nella piazza
di S. Erasmo. La chiesa si presenta con una sola navata con mura interne intonacate e il
pavimento in mattoni. All‟ingresso sul lato sinistro c‟è il fonte battesimale di pietra. All‟interno
gli altari sono tre: l‟altare maggiore con una tela raffigurante S. Filippo Neri, l‟altare di destra
con una tela raffigurante S. Barbato e l‟altare di sinistra, raffigurante S. Erasmo.
PONTE MANFREDI
Nel 2006 l‟amministrazione comunale ha inaugurato un nuovo ponte sul fiume Calore,
denominato Ponte Manfredi in onore dell‟illustre personaggio, Manfredi Di Svevia, che in quei
pressi perse la vita; questo nuovo ponte sorge non molto distante dal vetusto ponte
Fenocchio.
ISTITUTO COMPRENSIVO A. FUSCO
L‟Istituto Comprensivo A. Fusco ospita la scuola dell‟infanzia, la scuola primaria e la scuola
secondaria di primo grado. La scuola si presenta su due piani. Sul piano superiore ci sono le 6
classi della scuola primaria e su quello inferiore le 2 sezioni della scuola dell‟infanzia e le 3
classi della scuola secondaria di primo grado. Annessa alla scuola vi è la palestra. L‟edificio
scolastico è stato recentemente ristrutturato e quest‟anno ospita una popolazione di circa 166
alunni. La nostra Dirigente, che ringraziamo per la sua costante presenza, cura e attenzione
nei nostri confronti, è la dott.ssa Maria Angela Fucci. La nostra scuola è uno dei plessi didattici
dell‟Istituto Comprensivo di Ponte, l‟altro è quello di Paupisi.
TORRECUSO: IL FUTURO
Il nostro progetto: IL NUOVO PARCO GIOCHI A TORRECUSO
Questo è l‟attuale parco giochi di Torrecuso,
come possiamo vedere dall‟immagine, è
pieno di erbacce incolte e inoltre manca la
scaletta d‟accesso allo scivolo.
I giochi destinati ai più piccoli sono arrugginiti
e quindi inadatti per la loro sicurezza.
Attualmente è inutilizzato perché reputato
pericoloso e pertanto è un‟area in disuso e
dismessa del nostro Comune.
Da qui la nostra proposta di un intervento di
.
recupero, come l‟abbiamo immaginato nel
disegno che segue…
… nel FUTURO
Il nostro parco giochi del futuro è più sicuro. Abbiamo aggiunto: una fontana per bere,
un‟altalena per i più piccoli ed anche un laghetto per giocare con le barchette e una zona con
la sabbia; in questo modo anche i bambini più piccoli possono divertirsi. Abbiamo inserito
anche una scala allo scivolo e una giostra a ruota. Inoltre abbiamo sostituito la breccia con
l‟erbetta.
Il gioco è fondamentale per una crescita sana dei bambini e confidiamo nel fatto che gli adulti
difendano il nostro diritto a divertirci nel nostro parco giochi del futuro e che ci aiutino a
realizzarlo il prima possibile.
Il nostro progetto: IL MERCATINO DELLE PULCI A TORRECUSO
Nel nostro progetto, dopo i necessari interventi di riqualificazione dell‟area, la nostra pineta
potrebbe offrire molteplici spunti dai non trascurabili sviluppi economici. Innanzitutto
l‟installazione di adeguate strutture permanenti potrebbe, condizioni climatiche permettendo,
consentire lo svolgimento di un periodico “Mercatino delle pulci”, con un impatto ambientale
nullo si creerebbero fonti di guadagno e un ritorno economico per tutta la comunità.
Nel Mercatino si potrebbero vendere i prodotti dell‟agricoltura, vino, olio del nostro paese, e
quelli del nostro artigianato. Sarebbe così una vetrina permanente di quanto c‟è di più bello,
buono e genuino a Torrecuso.
Nel nostro mercatino abbiamo inserito anche la “Banca del Tempo”. Nella Banca del Tempo
le persone si scambiano i favori, prestando il proprio “tempo”, così chi è bravo in qualcosa, può
metterlo a disposizione della comunità, ricevendo a sua volta “il tempo e la capacità di fare”
delle altre persone iscritte alla Banca.
Nel Mercatino delle Pulci abbiamo pensato di proporre anche la vendita di prodotti tipici
dell‟artigianato torrecusano. Eccone alcuni esempi nelle foto che seguono.
Questo cesto è fatto di legno intrecciato e
dipinto con forme geometriche di color
arancione e bianco, è formato da sedici fili di
paglia intrecciati che gli danno una forma
tonda e rialzata. Anche i bordi sono decorati,
il bordo superiore è decorato attraverso un
merletto sempre fatto a mano che richiama
quello posto al centro sotto la decorazione
A Torrecuso si fabbricavano le “radicelle”, che
erano fatte con le canne e con i rami più sottili
del salice; erano usate per poggiarvi frutta da
essiccare o ortaggi. In questo modo erano
realizzate anche le ceste, che erano usate
per la raccolta delle verdure nell‟orto. Nella
che sembra rappresentare una foglia senza
stelo. All'interno vi è una tovaglia a quadri
bianca e rossa che rappresenta lo stile antico
e semplice del tempo.
cesta si può vedere anche un mestolo fatto in
legno, che serviva per preparare il cibo.
Inoltre è presente anche un arnese sempre
realizzato con il legno.
Il nostro progetto: LA SCUOLA DI RICAMO A TORRECUSO
Nel nostro progetto abbiamo pensato di
inserire anche una “Scuola di Ricamo”.
Nella
nostra
idea,
prevediamo
come
volontarie quattro o cinque anziane del paese
che insegnino a ricamare alle ragazze che
vogliano imparare.
I ricami realizzati potrebbero essere anch‟essi
venduti nel Mercatino delle Pulci.
La scuola di ricamo potrebbe tenersi una
volta a settimana il pomeriggio, e come luogo
abbiamo individuato quello nella foto accanto,
nel centro storico del paese, e precisamente
in piazza A. Mellusi, nel palazzo CaraccioloCito.
Nelle foto che seguono, si possono ammirare alcuni esempi di ricamo realizzati dalle nostre
nonne e che potrebbero, appunto, essere insegnati alle giovani nella Scuola di Ricamo e
quindi prodotti e poi venduti nel Mercatino delle Pulci.
Questa coperta per culla è stata
realizzata a uncinetto con della lana
bianca. Durante la lavorazione sono
state fatte molte catenelle e poi sono
state intrecciate tra loro formando
degli archetti.
Questa guida per tavolo è stata
realizzata in due tempi. La parte
centrale è stata realizzata a punto a
croce con ago e filo colorato. Il bordo
invece è stato realizzato a uncinetto
con cotone blu.
Questi
asciugamani
sono
stati
realizzati ricamando un disegno
prestampato con punto pieno, (i fiori)
e
intaglio,
(le
foglie).
Per
la
lavorazione sono stati utilizzati ago e
cotone rosso, verde e marrone.
IL RICAVATO DEL NOSTRO MERCATINO CON ANCHE I PRODOTTI DELLA SCUOLA DI
RICAMO, INOLTRE, ANDREBBE ALLA COMUNITA': PER PRIMA COSA POTREMMO
EFFETTUARE, AD ESEMPIO, L’INTERVENTO DI RECUPERO DEL NOSTRO PARCO
GIOCHI!
ISTITUTO COMPRENSIVO DI PONTE
PLESSO DI TORRECUSO
A.S. 2014-15
PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE
Secondaria di I° grado – Classe 1°A
“Le cantine di Torrecuso”
In collaborazione con il
La Fortezza è una cantina il cui proprietario è Enzo Rillo, che, esperto in altri settori, all‟inizio
vendeva solo l‟uva dei suoi terreni ad altre cantine. Decise, in seguito, di costruire una cantina,
che nel 2006 iniziò a produrre vino per la vendita. Con il passare del tempo ampliò i suoi
progetti, ingrandendo la cantina e costruendo delle sale per il ristorante.
Quando la produzione è diventata molto importante, la cantina si è ampliata, (adesso è di circa
2000mq), in un altro lato della proprietà e la vecchia cantina è diventata una sala-ricevimento.
Attualmente, ci sono 3 sale con stili diversi in modo da riuscire ad accontentare vari clienti con
gusti differenti. La cantina è stata chiamata Fortezza per l‟impronta data alla sua struttura
architettonica.
ll centro aziendale si trova in una vasta conca soleggiata protesa verso la valle del fiume
Calore, nel cuore del Taburno e del Sannio beneventano. La cantina è interamente in pietra,
ben integrata nella campagna circostante, con perfetto mix tra tradizione e moderne
tecnologie.
La Fortezza, attualmente, produce vini come l‟Aglianico, che è un vino rosso ricco di polifenoli,
(una sostanza che si trova nella buccia delle uve e che nell‟Aglianico è molto presente.) E
questo vino è prodotto frizzante o base; abbiamo inoltre la Falangina, il Greco e il Fiano (sono
tutti vini bianchi che vengono lavorati in pressa, cioè non vengono mischiate le uve tra di loro.)
L‟azienda produce anche grappe e limoncelli.
Si inizia la vinificazione, o vendemmia, circa a metà ottobre - inizio novembre per l‟uva rossa.
Per l‟uva bianca, invece, la vendemmia inizia a metà settembre.
La vendemmia si esegue manualmente e in cassetta, e le uve sono portate in cantina durante
la giornata per essere lavorate. Alle uve bianche sono eliminati le vinacce e i raspi. Poi il vino
va nelle vasche di raccolta per 10/15 giorni e avviene la fermentazione.
CISTERNE PER LA VINIFICAZIONE
I rossi, invece, vanno in fermentazione
direttamente nei serbatoi insieme alle
bucce per mantenere un buon colore
del vino, determinato dai polifenoli.
Per
i
rossi
la
temperatura
di
fermentazione è di circa 20°, per i
bianchi di circa 13° e rimangono in
fermentazione per circa 20 giorni.
I vini rossi stanno in acciaio per circa
sei mesi, i bianchi per circa un anno.
BOTTAIA CON LE BARRIQUES PER L‟INVECCHIAMENTO
Nella bottaia sono conservati i vini
che si devono far invecchiare in
barriques. L‟Aglianico bisogna farlo
riposare in barriques per 24 mesi,
poi 12 mesi in bottiglia. Le barriques
devono essere utilizzate non più di 3
volte, dopodiché devono essere
rigenerate,
oppure
bisogna
acquistarne delle nuove. I vini della
Riserva vanno solo in barriques
nuove. La Riserva di oggi è un
Aglianico del 2007.
La macchina imbottigliatrice
ha un processo ben preciso:
1.La bottiglia viene lavata e
sterilizzata.
2.Viene asciugata.
3.Viene riempita di vino.
4.Viene messo il tappo.
5.Viene messa l‟etichetta.
PRODOTTO FINALE
Il vino della Fortezza è esportato in Francia, Germania, Danimarca, Canada…ma sta per
essere commercializzato anche in Cina e America. Il costo di una bottiglia di vino varia dai
€6,00 ai €15,50. Il costo dell‟Aglianico IGT è di €6,00; l‟Aglianico Riserva, invece, costa
€15,50. Infine l‟Aglianico DOC costa €9,00. La Fortezza parteciperà all‟Expo per quattro giorni.
Antonella Porto, Direttrice della cantina, ci
ha raccontato: “La vendemmia è la nostra
festa per la produzione del vino. È un
traguardo per cui si è curata tutto l‟anno la
vigna e il suo terreno. La vendemmia è un
evento importante in cui si lavora
duramente, le uve arrivano in cantina
persino di notte e sono subito lavorate.
Alla fine della vendemmia, ogni anno,
organizziamo una cena per festeggiare il
lavoro svolto.”
Il nome Fontanavecchia deriva dal nome della località in cui si trova questa cantina di famiglia.
Hanno sempre prodotto vino, poi dal 1990 c‟è stata la vendita ai commercianti. La cantina
possiede 14 ettari di proprietà e 4 ettari in affitto. Il mercato è a livello internazionale ed è
esportato all‟estero il 30% della produzione. Infatti, il vino è esportato anche in Germania,
America, Olanda e Svizzera.
La cantina produce l‟Aglianico, il Greco, la Falanghina e il Fiano, con le uve dei vitigni
autoctoni e di proprietà. Le uve poi sono messe in vari macchinari in base al vino da produrre.
Ad esempio, con la pressa soffice si realizzano il rosato e i vini bianchi. Il rosato si ottiene
facendo dapprima rimanere l‟uva rossa con la sua buccia, poi dopo circa 3 ore si separa il vino
rosso dalle bucce e da questo risultato si ricava il rosato, che non ha sempre la stessa
tonalità… (a volte è più scuro, a volte più chiaro). La Pressa soffice è il macchinario con cui
sono macinate le uve, sono lavorati i vini bianchi e il rosato.
Pressa Soffice
Vigneti di Fontanavecchia
In questa cantina sono prodotte 160mila bottiglie l‟anno ricavate da 1200/1300 quintali di uva. I
vini rossi iniziano la fase di affinamento nelle barriques per circa 18 mesi. Questo sia per
l‟Aglianico base sia per la Riserva. In seguito, i vini sono selezionati e portati nelle cisterne, per
poi essere assemblati nei serbatoi. Avviene, infine, la chiarifica, la filtrazione e
l‟imbottigliamento.
Cisterne di vinificazione.
Sala delle barriques.
Una bottiglia di vino costa dai €7,00 ai €30,00. L‟Aglianico DOC costa €7,00; l‟Aglianico
Riserva con affinamento in legno costa €30,00. Attualmente l‟Aglianico Riserva in commercio è
del 2009 e costa €7,00.
PRODOTTO FINALE
Giuseppe Rillo, figlio del fondatore della
cantina, ci ha detto: “E‟ un bel lavoro… Si è a
contatto con la natura, con tante persone e si
viaggia molto, ma è anche un lavoro con tanti
sacrifici. Si lavora sette giorni su sette e a
volte anche per 12 ore il giorno. L‟importante,
però, è lavorare bene e con passione, anche
perché questo è un lavoro che si sviluppa sul
nostro territorio. Grazie al vino, Torrecuso
oggi è un nome conosciuto all‟estero e ciò è
motivo di orgoglio.”
Il nome di quest‟azienda deriva da una leggenda: ci fu in questi territori una ribellione di alcuni
contadini contro feudatario longobardo, da qui il nome di Rivolta. Dal 1812 esiste questa
struttura e da più di 200 anni è della famiglia Cotroneo. L‟azienda è nata nel 1998 e all‟inizio
possedeva soltanto pochi ettari di vigneti fino ad arrivare a oggi con 38 ettari di superficie
vitata. In tutto sono 60 ettari di proprietà con coltivazioni anche di foraggi, uliveti e girasoli. Il
sistema di allevamento per portare avanti i vigneti è la tecnica della produzione “a spalliera”,
cioè filari lineari di viti. Questa tecnica garantisce una migliore qualità perché ci sono pochi
grappoli per pianta, circa 7/8 grappoli a vite e non più di 12 per pianta. Così i grappoli vanno
tutti insieme a piena maturazione e ciò ne garantisce la qualità.
„
Davanti ad ogni fila di vigneti ci sono piante di rose, perché la rosa è una pianta che è molto
sensibile e quindi percepisce prima il virus che la danneggia. E‟ usata, quindi, come un
campanello d‟allarme per un eventuale attacco di Peronospera, una malattia che colpisce il
grappolo e le foglie della vite e che si riconosce facilmente dalle macchie che si creano proprio
sulle foglie.
Quest‟azienda produce in modo biologico, infatti, non si usano prodotti sistemici e per curare
questa o altre malattie si fanno solo trattamenti preventivi con rame e zolfo. Inoltre, ogni 6/7
filoni, viene lasciato un filone non coltivato perché bisogna ripopolare sia la microfauna che la
microflora, ottenendo così insetti utili contro eventuali attacchi parassitari. Utilizzano anche
trappole a ferormoni che si dispongono sopra i filoni per uccidere la tignola o la coccinella, che
sono anch‟essi insetti dannosi per la vite.
Le cisterne di stoccaggio sono circa 22. La vendemmia per i bianchi inizia a fine settembre,
invece per i rossi a fine ottobre. Per i bianchi le uve arrivano nelle cantine in cassette e sono
selezionate su un nastro trasportatore, dove sono eliminate le foglie e selezionati a mano gli
acini, (eliminando quelli non maturi). Le uve vanno poi nella pigiadiraspatrice, dove si
separano i raspi, che poi vengono di nuovo messi nel terreno per arricchirlo di humus. Chicchi
e mosto, infine, sono messi in una pressa. I rossi, invece, vanno in un serbatoio vinificatore per
la macerazione pellicolare, cioè il contatto del mosto con la buccia degli acini per estrarne il
colore. I serbatoi vinificatori portano delle pale che si abbassano e girano, queste sono
chiamate follatori. La fermentazione alcolica è la trasformazione degli zuccheri in alcool. La
temperatura di fermentazione per i rossi è di 20°, per i bianchi è di 15°. Ogni cisterna è
controllata da un quadro di comando impostato da un tecnico. Le bottiglie arrivano già sterili,
ma sono comunque sterilizzate di nuovo per una maggiore sicurezza. La bottaia comprende
botti che possono contenere fino a 25 ettolitri, dove è conservato l‟Aglianico base e può
rimanervi per circa 1 anno. I colmatori sono importanti perché servono a fare un lavoro di
trabocco, ossia la colmatura del vino.
In quest‟azienda vengono raccolti
circa 1000 quintali l‟anno d‟uva, con i
quali si producono intorno ai 750
ettolitri di vini. La bottiglia di vino
base costa circa €10,00, l‟Aglianico
Riserva €22,00, mentre l‟Aglianico
base €10,50. Si produce Aglianico
DOCG, Falanghina, Greco, Fiano,
Coda di volpe, Piedirosso, che sono
tutti prodotti DOP.
Il Sogno di
Rivolta è un prodotto IGP.
Esportano il 30% del vino prodotto
all‟estero: in Germania, Svizzera,
Lussemburgo,
Olanda,
Russia,
Giappone, Cina, Canada, New York
e Brasile.
Zampelli Gianni, un dipendente della cantina La Rivolta, ha affermato: “Ho una grande
passione per questo lavoro, per gli studi fatti (sono diplomato in Agraria), ma soprattutto per
l‟esperienza diretta sul campo. Consiglierei questo lavoro a voi giovani perché il mondo
dell‟enologia, quindi lo studio del vino, è molto vario e interessante, ci sono per esempio
laboratori come il nostro, dove si fanno controlli e stage per studenti universitari. A noi sembra
che in certi momenti il lavoro sia anche un po‟ monotono, ma l‟esperienza più bella è stata
quella di vedere ogni anno crescere l‟azienda e ricevere molte premiazioni, come “I cinque
grappoli” e “La corona”. Oggi siamo famosi in tutto il mondo e saremo presenti all‟EXPO e al
VINITALY a Verona”.
Falluto è un‟azienda di famiglia fondata nel 1968 dal Cavaliere Mennato Falluto e iscritta
all‟albo degli imbottigliatori con il numero 92. Questo è, infatti, uno dei vitigni più antichi di
Aglianico e fa parte dei cinque rossi che in Europa hanno avuto riconoscimento. Inoltre, nel
territorio di Torrecuso è stata questa la prima cantina a imbottigliare il vino. Mennato Falluto
aveva dei vigneti e vendeva l‟uva ad altre cantine di città. Pensò, quindi, di fondare una
cantina in paese e la sua fu la prima cantina a produrre vino a Torrecuso. Lo stemma usato
come logo aziendale è stato scelto dopo una ricerca araldica.
Questa cantina possiede 16 ettari di vigneti, tutti raccolti in un unico fondo attorno all‟azienda,
con circa 100/110 piante. Si producono Falanghina, Aglianico, Coda di volpe e Rosato, con
circa 100.000 bottiglie l‟anno in totale. I prezzi variano da € 1,20 di vino sfuso a € 9,00 per la
Riserva in bottiglia. Vigneti e cantine dall‟azienda agricola Falluto, sorgono in zona collinare,
che per esposizione e natura, può essere considerata una delle migliori località per la
produzione del vino in Torrecuso. La raccolta è manuale e l‟uva è messa in cassette e poi
trasportata in cantina. Non trascorre più di 1 ora tra la raccolta e la pigiatura. Il raffreddamento
dei bianchi e del rosato è di circa 8-9° prima della pressatura e questo per conservare gli
aromi e i profumi tipici del vitigno che si andrà a vinificare.
Cantina con i silos per la vinificazione.
Nelle vasche di conservazione
viene fermentato il vino.
La temperatura per i vini bianchi è
di 14°-16° massimo per circa 12
giorni, invece per i rossi si usano i
termovinificatori . Per la Riserva si
passa dalla temperatura bassa di
14°, per arrivare negli ultimi 2
giorni a una temperatura di 32°
massimo (per una durata totale di
15 giorni di fermentazione). Per
l‟Aglianico base si parte da una
temperatura di 30° e si arriva a
16°. Mentre il rosato è vinificato
come i bianchi.
.
I vigneti aziendali sono tutti allevati a contro spalliera, perché ciò garantisce una maggiore
espansione al sole dei grappoli e così una maggiore qualità, anche se la resa è minore rispetto
al tradizionale sistema a tendone. C‟è da dire che l‟avv. Antonio Coletta, intimo amico del
fondatore della cantina, ha ideato la sagra “Estate Torrecusana”, con l‟intento di ottenere il
marchio DOC per l‟Aglianico e così, proprio grazie a questa manifestazione, abbiamo avuto la
certificazione DOC a Torrecuso negli anni ‟70.
Sullo sfondo della foto si possono vedere alcune parti di carri allegorici usati per la sagra.
Oggi l‟80% della produzione di questa azienda è di Aglianico. Mino Falluto, nipote del
Cavaliere, ci ha detto che: “Crediamo nell‟enoturismo per appassionati di vino. Soprattutto nei
mesi di Settembre e Ottobre vengono a visitarci gruppi di turisti anche dal nord, per vivere con
noi la vendemmia. Occorre passione. Io ho ereditato la passione da mio nonno. Ricordo le
giornate trascorsee con lui tra i vigneti, a vedere anche quelli degli altri, ricordo le nostre
chiaccherate in cantina. Amo il mio lavoro e non riesco a immaginarne uno migliore per
me…sono nato qui!”.
L‟affinamento si svolge in legno.
La bottaia è attualmente ubicata
nella parte storica della cantina. E‟,
però, ormai in attuazione il 3°
ampliamento
dell‟azienda,
che
prevede una bottaia esterna e una
sala per le degustazioni.
PRODOTTO FINALE
La Cantina Falluto partecipa a
Vinitaly a Verona e sarà per qualche
giorno presente anche all‟Expò.
Una bottiglia di Riserva costa 9,00
euro, una DOC 4,50 euro, una IGT
3,50 euro. Esportano vini anche in
Francia, soprattutto il rosato.
Mennato Falluto: “Sì, consiglieri questo lavoro ai giovani e di praticarlo con passione.
Personalmente io lo amo, forse perché sono nato qui e sono legato alle mie radici e alla mia
terra.”
ODE AL VINO DEL FALLUTO
“Là del taburno all‟ultima pendice”,
per ricordare i versi del Mellusi,
tra torri infrante ancor s‟erge felice
l‟antico paesel di Torrecuso.
Immerso in una selva di vigneti
dove una volta s‟ espandeva il grano
sembra custodir mille segreti
da San Liberator fin giù alle piane.
A mezza strada è la contrada Saude
sotto la protezion di Sant‟Antonio
(leviamo a Lui tutte le nostre “Laude”)
il Padovano che scacciò il Demonio!
Ti giri attorno e trovi…il Paradiso!
Quello che si pensava ormai “perduto”,
che trasforma le lacrime in sorrisi:
l‟inebriante vigneto dei Falluto!
Respiri dell‟Aglianico il profumo
nel morbido ondeggiare delle colline
e dal tuo andare in estasi, desumo
che rimarresti qui fino… alla fine!
Ma quando prendi a sorseggiare il vino
ti senti, come dire, un padreterno
e vorresti cantar: questo è “divino”,
il resto… mandiamolo all‟inferno!
Ci ha lavorato tanto, il buon Mennato,
a tirar su quest‟ottimo bicchiere,
esaltando la grandezza del creato,
che l‟hanno nominato cavaliere.
M.C.
LE CANTINE DI TORRECUSO NEL PASSATO
Attrezzature usate un tempo per la vendemmia e la vinificazione:
Le botti nelle quali era versato il vino,
erano depositate nelle bottaie delle
cantine, dove il vino invecchiava. La
maggior parte del vino era depositata
nelle bottiglie che erano vendute o
venivano conservate per il consumo
familiare. Per lo più si vendeva il vino
sfuso o addirittura solo l‟uva.
In quest‟ attrezzo era gettata l‟uva per
essere macinata e fatta diventare mosto,
separando gli acini dai raspi.
Il Torchio è un macchinario antico usato per
macinare l‟uva.
L‟uva veniva messa dentro al torchio, la si
schiacciava con una leva e si abbassava una tavola
sopra i grappoli raccolti; così si spremeva l‟uva e la si
trasformava in mosto, che poi si metteva a riposare in
vasche di legno o di plastica.
Progetto: LE CANTINE DI TORRECUSO NEL FUTURO
Con tutte le cantine di Torrecuso potremmo creare su Internet una Piattaforma di vendita Ecommerce e quindi una Cantina Virtuale, dove si potranno esporre e acquistare i prodotti
online.
Le bottiglie che vengono selezionate e trasportate con il mouse sul carrello, saranno poi
acquistate dagli utenti con un semplice click.
La vendita del vino di Torrecuso sarà così molto più semplice, pratica e accessibile a tutti,
perché tutte le cantine saranno facilmente raggiungibili virtualmente su Internet e chiunque
potrà vederle in un‟unica pagina di E-commerce, dove troverà i loghi delle aziende, la
descrizione della loro storia e delle caratteristiche e qualità dei loro prodotti, con i relativi
prezzi.
Questi sono alcuni loghi delle cantine locali che potremmo trovare nella piattaforma:
Cliccandoci sopra con il mouse evidenziamo alcuni prodotti:
Falanghina
Coda di volpe
Aglianico
Rosato
Con i loro relativi prezzi:
€9,00
€9,50
€8,50
€8,50
Questo è un esempio della visualizzazione su Internet dei vini delle cantine di Torrecuso
presenti in piattaforma e subito acquistabili in modalità E-commerce.
NOI IMMAGINIAMO UN CONSORZIO DELLE NOSTRE CANTINE SOTTO UN SOLO LOGO
Il nome del logo è:
LA CLASSE 1° A
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prog. amb. torrecuso definitivo