TACCUINO DI VIAGGIO | Tanzania
Nakupenda Malaika!
Un viaggio vero è quando hai
camminato a piedi nudi per i sentieri
nascosti del tuo cuore, e ad ogni
passo tutto ti stupisce. Torni a casa e
hai un cuore gonfio, è un panorama a
perdita d’occhio ed è tutto racchiuso
in te, una cascata d’emozioni, la pace
la quiete, l’energia l’adrenalina, un
microcosmo fatto d’amore e di
valori. ASANTE SANA TANZANIA!
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TACCUINO DI VIAGGIO | Australia
Tre settimane nell’AUSTRALIA del NORD:
Queensland, Northern Territory e New South Wales
Gruppo Actis Perinetto
Testo e foto di Carlo De Filippis
P
remessa
E’ risaputo che, per far
colpo sulle ragazze,
noi uomini spesso millantiamo
di svolgere le professioni più
avventurose ed affascinanti. Orbene,
sull’aereo che da Dubai conduceva
il nostro gruppo a Brisbane per dare
inizio all’avventura di tre settimane
in Australia del Nord, ho avuto la
bella pensata di non spacciarmi
per un astronauta o per un navigato
calciatore della Premier League,
bensì per un cronista d’assalto non
ritenendo, per comprovate pregresse
esperienze, la mia reale professione
di ingegnere all’altezza di destare
il giusto interesse nel gentil sesso.
Il tutto però non considerando il
rovescio della medaglia: la notizia ha
infatti inebriato così tanto la fanciulla
che ha iniziato a sbandierare la
cosa a destra ed a manca e, una
volta giunta al capogruppo, trovarmi
investito del compito di scrivere il
presente articolo è stato un attimo,
in barba a qualsiasi successiva
ammissione della realtà dei fatti.
Ciò premesso, di seguito riporto il
diario del nostro giro per la terra dei
canguri, redatto non da un navigato
scrittore ma da un ingegnere
pallonaro sulla base delle note del
capogruppo Luciano Actis Perinetto
(per tutti solo “il Perinetto”), dei
ricordi ancora vivi nella mia testa e
delle oltre 2000 foto scattate.
02/03 agosto 2013: in volo
Il gruppo, composto da 15 persone
provenienti dalle più disparate
località italiane (Aosta, Milano,
Genova, Cremona, Padova, Roma,
Napoli, Livorno, etc. etc.), è partito
dagli aeroporti di Roma Fiumicino e
Milano Malpensa nella tarda serata di
venerdì 2 agosto, per congiungersi a
Dubai prima del successivo volo per
Brisbane. Chiunque abbia già fatto
un viaggio i cui iscritti erano all’inizio
illustri sconosciuti tra loro, ben
comprende le preventive aspettative
estetiche che si creano verso gli altri
partecipanti, suffragate, il più delle
volte, da sbirciatine ai vari profili
facebook. Fatto sta però che, da che
mondo è mondo, nell’arco di una vita,
a chiunque è capitato prima o poi di
106 - Avventure nel mondo 1 | 2014
risultare affascinante almeno in una
foto. Sono certo ad esempio che in
qualche cassetto la simpaticissima
Anna Mazzamauro conserverà uno
scatto in cui, controluce e con alle
spalle un flebile tramonto, assomigli
a Rita Hayworth mentre, l’irresistibile
Alvaro Vitali, custodirà gelosamente
sul comò un’immagine di gioventù
in cui, con una scoppola di traverso,
ricordi, se pur alla lontana, un
giovane e tenebroso Bruce Willis.
Insomma, è matematico che prima
o poi la luce, l’inquadratura, la
posa, l’intensità dello sguardo e
tanto altro convergeranno in un
memorabile scatto che, pur ritraendo
noi stessi, non ci rappresenta affatto.
Bene, è altrettanto matematico
che poi noi useremo tale foto per
il profilo facebook. Pertanto potete
immaginare la generale delusione
dei componenti del gruppo appena
incontratisi non essendo, nessuno di
noi partecipanti al tour “Australia del
Nord”, nemmeno lontani parenti di
Monica Bellucci o Tom Cruise. Messo
l’animo in pace circa la possibilità di
condividere le camere della vacanza
con sosia di attori di Hollywood, dopo
aver maledetto facebook, abbiamo
tutti iniziato a sperare almeno nel bel
tempo …….
Austr
04 agosto: Whale Watching ad
Hervey Bay
Giunti a Brisbane dopo quasi un
giorno di aereo, ci siamo diretti
verso Hervey Bay dove, dopo aver
posato i nostri bagagli in hotel,
siamo saliti a bordo della barca per
la prima emozione della vacanza: il
whale watching tour. Personalmente
avevo già avuto esperienze del
genere in Canada ed in Argentina
ma mai avevo avuto l’opportunità
di ammirare questi immensi cetacei
così da vicino, a non meno di un
metro di distanza. E’ incredibile
infatti come, ad un certo punto, due
megattere si siano appropinquate
allo scafo ed abbiano iniziato a
circoscriverlo ed ad immergervisi
sotto quasi stessero giocando con
un loro simile dando l’opportunità a
tutti di ottenere scatti memorabili.
Ad ogni loro passaggio l’intero
equipaggio salutava con le braccia
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TACCUINO DI VIAGGIO | Australia
l’animale che, a sua volta, sembrava
ricambiare ponendosi di fianco ed
agitando la pinna pettorale neanche
fossimo in qualche lungometraggio
della Disney! Il tutto è andato avanti
per tre quarti d’ora buoni prima che,
all’imbrunire, invertissimo la rotta
per tornare in porto.
05 e 06 agosto: Fraser Island
Di prima mattina abbiamo preso il
ferry per Fraser Island dove abbiamo
trascorso una due giorni immersi
nella luminosità della sua sabbia,
nel blu del suo mare e nel rigoglioso
verde della sua vegetazione.
Nell’arco della nostra permanenza
sulla più grande isola di sabbia al
mondo, abbiamo percorso piacevoli
sentieri all’interno delle sue foreste
pluviali intervallate da sontuose
dune di sabbia e da freschi torrenti
e laghi di acqua dolce, in particolare
il lake Mc Kenzie ed il lake Wabby
La sera poi, dopo un’impegnativa
cena a base di pietanze messicane,
è stato delizioso ammirare il cielo
costellato di stelle, persi in un
silenzio irreale che lasciava trapelare
il solo infrangersi delle onde sulla
battigia a metri e metri di distanza.
Inutile sottolineare che tale idillio è
repentinamente cambiato una volta
entrati in stanza, allorquando i fagioli
piccanti, i burritos e le tortillas oramai
digeriti hanno iniziato ad inscenare
un concerto metal di rara brutalità
per uditi ed olfatti forti che solo
l’alba con i suoi colori e, soprattutto,
la sua aria fresca, ha fatto scemare.
Il giorno seguente poi non ci siamo
fatti mancar nulla: siamo passati da
un breve giro in aereo da sei posti
nei pressi del relitto del Maheno,
ad affacci mozzafiato da scogliere
a picco sul mare che lasciavano
intravedere imponenti razze e balene
all’orizzonte,
dall’avvistamento
di uno squalo in mezzo metro
d’acqua intento a rubare i pesci
appena abboccati all’amo dei
pescatori australiani, a quello di
un “temutissimo” dingo disteso
sul bagnasciuga che si lasciava
accarezzare da impavidi turisti
neanche fosse un criceto ed infine
al delizioso bagno nelle Champagne
Pools, delle caratteristiche piscine
naturali scavate nella roccia, in
cui è tanto piacevole immergervisi
quanto facile tagliarsi, come peraltro
pronosticato dalla nostra guida
australiana Mike: un omone di circa
due metri, vestito da ranger e con la
pancia a forma di fusto di birra, che
ha subito perso la testa per la donna
più intellettuale del nostro gruppo.
E’ proprio vero che gli opposti si
attraggono! Infine, in serata, tornati
a Hervey Bay, siamo saliti a bordo
di un bus notturno con destinazione
Airlie Beach.
07, 08 e 09 agosto: crociera in
barca a vela (Whitsunday Islands)
La mattina del 7, ancora intontiti
dal viaggio notturno in pullman che
ha messo a dura prova le nostre
schiene, siamo saliti a bordo della
“Spank me”, una barca a vela di
circa 25 metri, per una crociera di
48 ore nelle Whitsunday Islands,
un arcipelago di 74 piccole isole
sparse di fronte la costa del
Queensland. Il tutto intervallato da
momenti dedicati allo snorkeling,
passeggiate a terra, avvistamenti
di aquile di mare, balene e delfini.
Tra tutti i posti visitati ritengo che
una menzione speciale vada alla
Whitehaven Beach, una paradisiaca
spiaggia di sabbia bianca come
credo sia difficile trovarne per il
globo terrestre, nelle cui acque
circostanti non è raro imbattersi in
pesci colorati e razze. La sera poi,
sotto il consueto cielo stellato in cui
troneggiava la costellazione dello
Scorpione e la Croce del Sud, ricordo
piacevoli suonate di chitarra e bevute
di rum atte a riscaldare noi tutti, vista
la notevole escursione termica che si
iniziava ad avvertire già al calar del
sole. La mattina del 9 infine, proprio
quando stavamo per far ritorno
in porto, il tempo è cambiato in
maniera repentina e ci siamo trovati
a veleggiare di traverso in mezzo ad
un mare increspato con onde lunghe
e cielo plumbeo. Il tutto arricchito
da due megattere che, per qualche
minuto, hanno nuotato al nostro
fianco accompagnandoci con i loro
spruzzi ed il loro moto sinusoidale!
Ad ogni buon conto la “Spank me”
ha tenuto il mare ottimamente ed ha
fatto sentire noi tutti veri lupi di mare,
avendo partecipato attivamente
alle manovre di bordo per alzare ed
ammainare randa e fiocco. Una volta
in porto, dopo un po’ di relax alle
piscine pubbliche di Lagoon Beach,
ci siamo concessi un po’ di shopping
prima di cenare con dell’ottimo fish
and chips a base di Barramundi,
un tipico e saporito pesce locale, e
tralia
salire a bordo di un altro pullman
notturno che ci avrebbe condotto
l’indomani a Cairns.
10 agosto: Cape Tribulation
Giunti di buon ora all’ostello di
Cairns, dopo aver svolto lo stretching
necessario a smaltire le posture del
bus notturno, abbiamo noleggiato le
auto con cui abbiamo fatto rapida
rotta verso Cape Tribulation.
In tutta sincerità, non annovererei
tale gita tra le più belle della
vacanza, in quanto nulla ha aggiunto
alle foreste ed alle spiagge visitate a
Fraser Island. Molto piacevole invece
il giro in battello sul Daintree river
dove, senza troppi turisti ed a bordo
di una comoda quanto tecnologica
imbarcazione (dotata anche di
telecamera con schermo al plasma
per restituire in tempo reale gli
animali ripresi), alcuni di noi hanno
passato un paio d’ore scorrazzando
per il fiume, soffermandosi ad
ammirare la fauna popolante le
sue sponde, in primis i coccodrilli.
Infatti, fatta salva qualche specie di
variopinto uccello (tra tutti ricordo
molti esemplari del nostro Martin
pescatore), l’animale dominante in
queste acque è proprio il coccodrillo
estuarino che si riconosce da quello
fluviale in via prioritaria per stazza
e conformazione del muso. La sera,
dopo una doccia nel caratteristico
ostello di Cairns, abbiamo raggiunto
il centro città per una cena a base
di specialità locali tra cui spiedini di
canguro e bocconcini di coccodrillo.
Prima di tornare in hotel, per digerire
il tutto, alcuni di noi hanno optato
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per una piacevole passeggiata lungo
l’attrezzato lungomare della città.
Qui, tra gazebo, piante e percorsi nel
verde, è iniziata una specie di corsa
stile giochi senza frontiere per evitare
gli spruzzi degli innaffiatoi muniti di
timer che, impazziti ed inesorabili,
mitragliavano all’impazzata. Quindi,
zuppi ma contenti, abbiamo fatto
ritorno all’ostello per concederci un
meritato riposo in vista della giornata
successiva.
11 agosto: Cairns (Reef cruise) Darwin
E’ dall’inizio della vacanza che gli
amanti delle immersioni fremevano
per salire a bordo di questo
catamarano a motore super attrezzato
che ci avrebbe accompagnato in
lungo ed in largo per la grande
barriera corallina con soste per lo
snorkeling.
L’avventura non comincia però
sotto i migliori auspici visto il cielo
plumbeo e sporadiche raffiche di
vento. Basta però qualche muffin
accompagnato da caffè e tè caldi
a farci cambiare prospettiva fino a
riuscire a modificare le condizioni
al contorno: tempo un’oretta infatti,
appena giunti alla prima tappa, inizia
a fare capolino il sole che non ci
avrebbe poi più abbandonato per
tutto il giorno. Ricordo che l’acqua
del mare era così tiepida che sembra
la doccia di casa ma, quando i più
impazienti stavano per tuffarsi in
acqua, giunse l’avvertimento dello
staff: “si consiglia di indossare
la muta anti medusa se non si
vuole rischiare di essere punti e
Avventure nel mondo 1| 2014 - 107
TACCUINO DI VIAGGIO | Australia
dover essere trasportati di corsa
all’ospedale”. Costo dell’intervento,
tra elicottero, spese mediche etc.
circa 5.000AUD non coperti da
nessuna assicurazione. A quel
punto, benché vista la stagione
la probabilità di incontrare la
cubomedusa fosse assai bassa,
in un attimo è iniziata una copiosa
vestizione da parte di tutti i presenti
a bordo, nessuno escluso. In meno di
un quarto d’ora, con indosso le mute
nere e le maschere che lasciavano
scoperta solo la bocca, sembravamo
tutti invitati ad una festa di carnevale
a tema “Diabolik”. In acqua lo
spettacolo è stato strepitoso e
nemmeno l’accurato documentario
del National Geographic, visto
prima di partire in HD, può rendere
giustizia alle meraviglie incontrate:
il pesce Napoleone che posava
con noi per una foto neanche fosse
il pupazzo di Mickey Mouse ad
Eurodisney, tartarughe marine a cui
si poteva nuotare accanto senza
spaventarle, razze, cernie e pesci
colorati di ogni tipo tra cui l’oramai
famigerato “Nemo”, a cui un gruppo
di giapponesi ha dedicato un servizio
fotografico di 10 minuti. Come detto
l’acqua era calda ed invitante mentre
il sole illuminava l’azzurro del mare
circostante, così da farci sembrare
di essere al centro di una cartolina.
Con tali premesse anche i lupi più di
terra che di mare del nostro gruppo
hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo
e si sono tuffati! Tra tutti, scorgere il
nostro capogruppo, fiero montanaro
valdostano, munito di maschera,
muta, ciambella e braccioli, è stato
uno spettacolo talmente imprevisto
ed irripetibile che in questo caso
sono stati i pesci a mettersi in fila
per una foto ricordo con lui!
Alla prima si sono susseguite altre
tre immersioni in posti diversi
ed ugualmente spettacolari dove
qualche fortunato ha avuto la buona
sorte di imbattersi in qualche piccolo
squalo che raggiungeva la metrata.
Tra uno spostamento e l’altro, a
bordo si è mangiato dell’ottimo e
selezionato cibo tra cui, ricordo,
andavano per la maggiore le
porzioni di gamberetti e di sushi.
Tornati in porto, i tempi serrati non
hanno impedito ai più di darsi allo
shopping nei negozietti limitrofi
prima di dirigersi all’aeroporto per la
successiva destinazione: Darwin.
Giunti a serata inoltrata abbiamo
affittato le tre Mitsubishi Pajero che
ci avrebbero fatto compagnia per
buona parte del residuo viaggio.
Il tutto non proprio con tempi
immediati. Infatti, al fine di evitare
eventuali problemi assicurativi alla
riconsegna, tutti e tre gli equipaggi
hanno iniziato a controllare i
danni già indicati nel libretto con
maniacale precisione ma al buio e
muniti solo della luce della luna e
dei nostri cellulari. Comunque, pur
consapevoli che, tra il lusco ed il
brusco, si correva il rischio di indicare
anche chiazze dovute a moscerini
schiacciati, ci siamo fatti prendere
un po’ la mano ed abbiamo restituito
all’operatore Avis un foglio più simile
ad una battaglia navale che ad una
essenziale mappatura dei graffi pre
esistenti! Arrivati in ostello a notte
oramai fonda, distrutti ma felici,
siamo andati a dormire non curanti
della condizione delle camere la cui
biancheria, nella maggior parte dei
casi, non era stata cambiata.
del custode bensì a più pericolosi
dingo australiani! Una volta
subodorato il pericolo, la rapidità
con la quale i due sono corsi, dopo
un immediato e terrorizzato sguardo
di intesa, alle rispettive dimore, può
fare invidia ad Usain Bolt!
cui pietanze hanno incontrato tutti i
gusti, spaziando tra pasta, carne e
pesce. Sarà stata la fame, sarà stata
la competizione, sarà stato che era
tutto buono, ma la nostra, più che una
tavolata di quindici amici, sembrava
uno di quei tornei americani i cui
partecipanti si sfidano a mangiare
di tutto e di più nel più breve tempo
possibile! Alla fine, senza vincitori né
vinti, abbiamo digerito con un rum di
gruppo dopo il quale si è tornati tutti
in branda. Tutti tranne una fresca
coppietta appena formatasi nella
terra dei canguri che, complice la
splendida luna e le camere occupate
dal resto del gruppo, ha deciso di
appartarsi nei prati del resort. Il clima
mite, la leggera brezza, i riflessi
dei raggi lunari, il cielo stellato
ed il suono di qualche animale in
sottofondo sembravano la cornice
ideale per i due fino a quando anche
loro, terminata l’enfasi iniziale,
hanno compreso che gli ululati in
lontananza che si facevano sempre
più vicini non appartenevano ai cani
Rock, non prima però della consueta
sosta alla bakery in cui abbiamo
riempito stomaci e zaini dei consueti
repellenti biologici anti mosquito.
Per arrivare alla base delle rocce, in
cui vi sono pitture rupestri di colore
rosso, bianco e nero raffiguranti
scene di caccia, animali, aborigeni e
divinità varie (Anbangbang Gallery),
abbiamo percorso un piacevole
sentiero di circa 1,5 Km all’interno
del bosco. Abbiamo poi proseguito
per il trail Anbangbang Billabong
che conduce fino al belvedere di
Gunwarddehwardde per poi tornare
alle macchine, mangiare qualcosa e
dirigerci verso Cooinda per l’imbarco
della Yellow Water Cruise.
Giunti con discreto anticipo, abbiamo
avuto il tempo di scorgere un
coccodrillo che, con i soli occhi fuori
dall’acqua, era intento a fare la posta
ad un’anatra per scopi tutt’altro che
meditativi. Armati di pazienza e
di macchina fotografica abbiamo
trovato spazio nelle vicinanze con
la speranza di scattare la foto della
13 agosto: Kakadu National Park
(Jabiru): Nourlangie e Yellow
Water
Sveglia all’alba per mettersi in
marcia al più presto al fine di poter
dedicare il giusto tempo alla visita
delle pitture rupestri di Nourlangie
Austra
12 agosto: Kakadu National Park
(Jabiru): Ubirr
Lasciate le stanze così come trovate
(chissà se ad oggi avranno mai
cambiato le lenzuola?), abbiamo
abbandonato Darwin, senza visitarla
per mancanza di tempo, iniziando ad
abituarci alla guida a destra lungo
la strada che ci ha portati fino al
bellissimo resort Aurora Kakadu.
Depositati i bagagli e prenotato il
ristorante per la sera, ci siamo diretti
verso il Kakadu National Park non
prima di esserci fermati alla bakery
di Jabiru dove, tra pizze all’aglio e
cipolla, tortini al bacon e sfiziosità
108 - Avventure nel mondo 1 | 2014
varie, ci siamo rifocillati rendendoci
al contempo repellenti alle fastidiose
zanzare e mosche infestanti tali
luoghi con un sol fiato! Il pomeriggio
lo abbiamo dedicato ai vari walk
del parco, tra cui il Bardedjilidji, per
ammirare le pitture rupestri, e quello
che ci ha portati all’Ubirr lookout, una
roccia piatta e larga che si affaccia
a 360° sulla pianura alluvionale
sottostante, giusto in tempo per
ammirare il bellissimo tramonto!
Tornati al resort, prima ancora di
farci la doccia, ci siamo fiondati
sulla ricchissima cena a buffet le
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TACCUINO DI VIAGGIO | Australia
vacanza. Dopo un quarto d’ora buono
però, anche i fotografi più accaniti,
demordendo, si sono allontanati ma
non così tanto da non accorgersi
del successivo scroscio d’acqua
misto a piume varie nell’aria che ci
informava dell’avvenuta colazione!
A questo punto, sarà stata
l’emozione, sarà stata la stanchezza
o, forse, solo la vecchiaia, al nostro
capogruppo è caduta in acqua la
lista dei partecipanti alla crociera,
a qualche metro dall’avvenuto
banchetto del coccodrillo! Atteso
che, senza lista, non si sarebbe
saliti a bordo, vi lascio immaginare
la circospezione con cui, muniti
di retino, abbiamo arditamente
provveduto a recuperare il foglio
A4 auspicando che l’anatra fosse
stata sufficiente a quietare la fame
del temibile lucertolone. Mai tale
coraggio fu meglio ripagato! Nella
crociera infatti, oltre ad imbatterci
in coccodrilli di ogni dimensione
e sorta, abbiamo avuto modo di
ammirare diverse specie di uccelli
oltre che una fitta vegetazione
composta da palme, mangrovie,
eucalipti, pandanus e ninfee, senza
dimenticare lo spettacolare tramonto
sul fiume!
In serata, dopo una cena al Social
club, ci siamo riposati in una sorta
di campeggio con bungalow rialzati
parcheggiando però incautamente i
nostri mezzi in posti riservati ad altri.
Tempo un quarto d’ora ed un tedesco
più largo che alto, in mutande
bianche stile lottatore di sumo,
imprecando un po’ in lingua madre,
un po’ in inglese condito da qualche
parolaccia italiana, ci ha raggiunto
intimandoci di sloggiare dal posto
a lui riservato. Da veri gentlemen
abbiamo evitato di polemizzare con
il troglodita: sia ben chiaro non per
la stazza, bensì per l’educazione per
la quale noi italiani siamo famosi in
tutto il mondo.
che dicevano di far attenzione ai
coccodrilli! Arrivati verso le 15,
abbiamo condotto una passeggiata
di qualche ora alla ricerca di qualche
animale da fotografare con scarsi
risultati tranne qualche volpe volante
appollaiata sugli alberi ed un paio
di wallabies che scorrazzavano nei
pressi dell’ingresso del parco in tutta
la loro velocità, tuttavia ci siamo
consolati con il bel sentiero “Baruwei
Loop” che ci ha portato fino al
Baruwei Lookout permettendoci di
godere di una meravigliosa vista
del Katherine river. La sera ci siamo
rilassati al Country Club con musica
dal vivo a cui abbiamo partecipato
attivamente ballando in pista.
Proprio in tale occasione la donna
più esperta del gruppo, forte del suo
innato sex appeal, ha conturbato una
giovane ragazza australiana di chiare
tendenze saffiche attirandola come
una calamita. A nulla sono valsi i
chiarimenti circa la di lei preferenza
del genere maschile. Siamo dovuti
intervenire strappandola alle sue
attenzioni e portandola in hotel,
imboccando in carovana un paio di
strade in palese contromano!
15 agosto: Katherine– Daly Waters
– Tennant Creek
Anche oggi, inesorabile come
sempre, la sveglia è suonata prima
delle sei, al fine di raggiungere di
buon ora Bitter Springs, sorgente
di acqua termale in mezzo alla
foresta, da cui siamo ripartiti per
Daly Waters con relativa sosta
pranzo in un famoso pub immerso
nel nulla. La fama del posto la si
deve, oltre che agli indubbi piatti
appetitosi (imperdibile il maxi burger
al barramundi!!!), all’arredamento
oltremodo eccentrico composto
da reggiseni, banconote, cappelli,
sciarpe, scarpe, strumenti musicali
ed ogni altro genere di anticaglia
possibile ed immaginabile. Polvere
compresa! Per digerire e non
mettersi alla guida con troppo alcol
nel sangue, molti di noi hanno
accompagnato il pasto con la ginger
beer, una birra allo zenzero gassata,
dissetante e dal sapore veramente
buono. Poco prima del tramonto
siamo giunti a Tennant Creek dove
ci siamo fermati per rifornirci al
supermercato. Mentre stavamo
caricando le nostre macchine con
le vettovaglie appena acquistate,
siamo stati costretti a fare lo slalom
alia
14 agosto: Jabiru – Katherine
Solita sveglia da cacciatori per
dirigersi al Nitmiluk (Katherine
Gorge) National Park con sosta,
lungo il tragitto, per un piccolo
walk che conduce ad un laghetto
con cascata molto suggestivo nei
pressi del parcheggio di Maguk,
dove i più temerari (o più dementi,
a seconda dei punti di vista n.d.r.)
del gruppo si sono tuffati nelle acque
cristalline, noncuranti dei cartelli
tra una moltitudine di aborigeni alti,
magri ed ubriachi che camminavano
per strada con sguardo semi assente
avvicinandoti, di quando in quando,
per chiederti qualche spicciolo.
Sembrava di essere i protagonisti
di qualche film di George A. Romero
assediati da stormi di zombie
affamati, in questo caso, più che di
carne umana, di monetine.
16 agosto: Tennant creek – Devils
Marbles – Alice Springs
Prima tappa della giornata Devils
Marbles, luogo spettacolare in cui,
in mezzo ad una vasta pianura,
si trovano una moltitudine di
massi tondeggianti di granito
perfettamente levigati. Occasione
questa imperdibile per gli affezionati
di facebook che hanno così potuto
dare libero sfogo alla loro fantasia
facendosi immortalare nelle posizioni
più variopinte: spingendo massi di
20m di diametro, sostenendo palle
di granito di decine di tonnellate,
meditando in posizione yoga in
equilibrio precario sul vertice più alto
delle rocce, etc. etc..
La tappa successiva è stata il
monumento eretto a cavallo del
Tropico del Capricorno dove, tra una
foto ricordo e l’altra, incontriamo
una famigliola in vacanza vestita
in modo davvero eccentrico se non
addirittura tamarra …. Mentre erano
partiti i primi commenti del tipo “è
proprio vero che la classe del vestire
nel mondo è solo italiana”, si sono
avvicinati chiedendoci la cortesia
di scattargli una foto utilizzando
un italiano con chiara influenza
bergamasca. Senza commentare,
...............................................................................
siamo tornati alle macchine per
dirigerci verso Alice Springs dove
siamo arrivati al nostro ostello in
serata. Le camere erano da sei
persone e ne abbiamo occupate
tre ignorando il fatto che vigeva
la formula “shared”, ovvero la
possibilità di condividere la stanza
con sconosciuti a seconda della
disponibilità della struttura. A
questo punto torna di attualità la
coppietta che nei giorni precedenti
è andata vicino a diventare cibo
per dingo. Infatti i due, con astuzia,
mentre il resto del gruppo decideva
di dirigersi ad un ristorante
indiano, esternavano il loro poco
appetito nonchè la necessità di
riposo. Così, appena l’ultimo del
gruppo ha richiuso la porta, Lui,
canticchiando, si è precipitato sotto
la doccia pregustando il momento
di intimità susseguente, ignorando
Avventure nel mondo 1| 2014 - 109
TACCUINO DI VIAGGIO | Australia
il successivo svolgersi degli eventi.
Infatti, neanche il tempo di girare
le manopole dell’acqua calda e
fredda al fine di trovare la giusta
temperatura, che si è sentita la
porta aprirsi insieme ad un “Hello,
I’m Sophie!” con sommo sconcerto
di Lei che, sorpresa mentre frugava
nella sua valigia alla ricerca
dello shampoo e del balsamo per
capelli, ha risposto: “e mò chest
che bbò?????” (che tradotto dal
napoletano stretto vorrebbe dire :
“ed ora costei cosa desidera?”). A
nulla sono valsi i tentavi di Lui, nudo
fino al midollo con asciugamano
a coprire il pube, stile Adamo con
foglia di fico, di convincerla che
forse si sarebbe potuta accomodare
in un’altra camera. Così, dopo aver
distrattamente ascoltato la storia
di questa insegnante inglese alla
scoperta dell’Australia, comprensiva
di visione delle sue foto ai canguri,
scattate nei giorni precedenti (da noi
invece avvistati solo in 2D schiacciati
sulla carreggiata), i piccioncini
hanno cenato con una barretta al
cioccolato ed una mela avanzate dai
giorni precedenti, prima di fare una
passeggiata e coricarsi in camerata.
pigiama party a base di rum nella
stanza delle uniche ragazze astemie
del gruppo! Forse, proprio a causa
del troppo bere e mangiare, pare che
il russare notturno si sia propagato
come un virus a diversi soggetti
e non solo ai soliti noti, oramai
identificati e costretti a dormire
insieme. Pertanto, nel cuore della
notte, si sono udite secche e dirette
rimostranze da parte di insospettabili
signorine votate al bon ton durante
il giorno.
18 agosto: Kings Canyon – Kata
Tjuta – Yulara
Dopo la travagliata notte ci siamo
diretti a tutta manetta verso Yulara.
Lungo la strada ci siamo fermati al
lookpoint sul Mount Conner da cui
abbiamo scorto in lontananza un
monolite che abbiamo scambiato
per Ayers Rock o Uluru, per dirla
“all’aborigena”. Dopo i primi scatti
con in sottofondo i nostri commenti
del tipo “è esattamente come me
lo immaginavo”, alcuni australiani
ci hanno informato dell’abbaglio
e così, aggiungendo un “dicevo io
che non gli somigliava per niente”,
abbiamo riposto gli obiettivi negli
zaini e siamo rimontati in macchina
in direzione del parco di Kata Tjuta
(Monti Olgas), in cui abbiamo
affrontato una passeggiata di circa
7/8 Km seguendo il sentiero della
Valley of the Winds, per goderci
gli spettacolari panorami. Alla fine
della camminata, proprio quando
credevamo di meritare la vista
del tramonto sulle montagne con
i repentini cambi di colorazione,
ci siamo dovuti sorbire invece gli
inseguimenti con tanto di fragorose
urla di un padre e del di lui pestifero
figlio, che vengono gioco forza ritratti
in buona parte degli scatti.
di colore in pochi minuti passando
dal marrone al rosso mattone fino
all’ocra. Lasciata defluire la massa
dei turisti, in particolare quelli dei
numerosi bus, ci siamo diretti al
Mala car park per iniziare il Base
Walk, un sentiero di circa 10 Km che
corre lungo tutta la base della roccia
che abbiamo percorso in senso
antiorario. Durante la passeggiata
abbiamo osservato diversi scorci
interessanti tuttavia molti dei quali
“sensitives sites” ovvero luoghi a cui
gli Aborigeni attribuiscono significati
magici e, come tali, da non poter
nemmeno fotografare.
Per dirla tutta, al fine di rispettare
la cultura aborigena, Uluru non
dovrebbe nemmeno essere scalato
essendo per loro un luogo sacro. Per
gli aborigeni infatti Uluru è il centro
del Tempo del Sogno, il confine solo
da pochi valicabile tra i Sentieri
dei Sogno e la dimensione umana.
La conoscenza dei Sentieri del
Sogno è tramandata dagli Aborigeni
attraverso cerimonie e canzoni rituali,
oltre che attraverso le incisioni sulla
roccia. E comunque, detto tra noi, è
consigliabile rinunciare alla scalata
a prescindere dal voler rispettare
o meno le loro tradizioni: vista la
conformazione della roccia non sono
pochi quelli che ci hanno rimesso
l’osso del collo.
La sera siamo tornati ad Alice
Springs per essere pronti l’indomani
a partire per Sidney, ma non prima di
aver fatto una sosta per ammirare le
splendide colorazioni della Rainbow
Valley.
nostre valigie di ogni tipo di regalo
e souvenir, dagli immancabili
boomerang ai magneti per frigo,
dalle magliette e felpe stile “I love
Australia” a cappelli con denti di
coccodrillo, dal didjeridoo, strumento
musicale aborigeno, a collane con
opale incastonato e chi più ne ha più
ne metta.
Arriviamo a Sidney a metà
pomeriggio e ci siamo diretti subito
al caratteristico ostello Harbour
YHA situato nel quartiere Rocks
con vista mozzafiato sulla baia e, in
particolare, sull’Opera House e sul
ponte.
Dalla mattina del 21 e fino al
pomeriggio del 23 abbiamo iniziato
a scandagliare la città in lungo
ed in largo, sia con il gruppo a
pieno organico per le mete da non
perdere (giro dell’Opera House,
Bondi beach, quartiere the Rocks,
etc.) sia in gruppetti sparsi a
seconda delle preferenze e dei gusti.
Come mezzo di trasporto abbiamo
scelto il classico sightseeing bus,
immancabile in ogni grande città.
La temperatura è freddina ma la
giornata è soleggiata ed il giro ci
ha consentito di prendere visione
di un po’ di tutto con pranzetto
a base di fish and chips a Bondi
beach e successiva passeggiata
sulla spiaggia per digerire il troppo
fritto ingurgitato. Qui, malgrado la
temperatura non proprio invitante,
ci siamo imbattuti in temerari surfisti
che si preparavano a scendere in
acqua e cavalcare le onde. D’un
tratto questo sport, affascinante ma
non troppo popolare dalle nostre
parti, ha incontrato l’interesse delle
ragazze del gruppo e, a detta loro,
nulla c’entrava con il fatto che a
praticarlo fossero fustacci biondi,
con occhi azzurri, alti circa 1m e 90
e con addominali a tartaruga! Al che
Australia
17 agosto: Alice Springs – West
MacDonnell National Park – Kings
Canyon
Mattinata trascorsa in macchina
guidando su lunghi tratti di sterrato in
cui ognuno di noi si è immedesimato
in un partecipante della Parigi Dakar
fino ad arrivare a Kings Canyon per
una fantastica passeggiata tra rocce
secolari fino al tramonto, ora in cui
le rocce hanno assunto i più vari
colori, dal rosso acceso al cioccolato
fondente! Durante il tragitto verso
Kings Canyon, non potevamo
esimerci dal fare una sosta allo
spettacolare West MacDonnell
National Park, passeggiando lungo
i vari sentieri, in particolare quello
che conduce al fantastico lookout su
Ormiston Gorge. La sera poi tutti a
rifocillarsi in un bel Resort dove, con
in sottofondo della musica dal vivo,
abbiamo cenato su lunghe panche
e tavolate di legno con brocche di
birra e carne alla griglia rosolata
da noi stessi neanche fossimo
all’Octoberfest di Monaco di Baviera
o alla fiera della porchetta di Ariccia,
piuttosto che nel cuore dell’Australia.
La sera poi, prima di andare a
dormire, abbiamo improvvisato un
19 agosto: Yulara–Uluru– Rainbow
Valley - Alice Springs
La sveglia stavolta è suonata davvero
presto ma per un fine ben preciso:
essere alla Sunrise Viewing area
prima del sorgere del sole e goderci
l’alba su Uluru. Pur sbagliando
strada più volte, alla fine siamo
riusciti ad arrivare per il rotto della
cuffia e, non lesinando sul numero di
scatti, abbiamo fatto un venti minuti
buoni di foto e meditazione. Tuttavia
nessuna immagine potrà ben
restituire l’emozione dell’assistere a
questo enorme monolite che cambia
110 - Avventure nel mondo 1 | 2014
20-23 agosto Sidney
Prima di prendere l’aereo diamo
libero sfogo allo shopping, nella
dedicata zona pedonale Todd
Mall nei pressi del centro di Alice
Springs. Abbiamo così riempito le
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a
TACCUINO DI VIAGGIO | Australia
01
noi maschietti, trovandoci spiazzati,
abbiamo tentato di convincere le
ragazze di essere dotati anche noi
di addominali a tartaruga, sebbene
alle volte rigirata dalla parte del
dorso, ma senza successo. Altro
posto fantastico da segnalare è
Darling Harbour, una baia colma di
negozi, ristoranti e bar con fontane
e giochi d’acqua vari. Nelle vicinanze
c’è il mercato del pesce, un area con
enormi casermoni pieni di diversi
stand che vendono il pesce appena
pescato cucinato in tutti i modi
possibili ed immaginabili. Credo che
ognuno di noi abbia mangiato per
tre, provando ad assaggiare di tutto,
dai classici calamari e gamberi fritti
al granchio, da code di aragoste ed
astici a tranci di pesce alla griglia. I
tavoli fuori danno direttamente sul
porto ed è stato molto piacevole
mangiarci malgrado il forte vento
e la moltitudine di uccelli di ogni
tipo alla ricerca di cibo. In acqua
i pellicani la facevano da padrone
riuscendo ad ingurgitare con il loro
lungo becco le code di gambero
avanzate. Sul molo invece sono
stati i gabbiani a spadroneggiare
arrivando prima di tutti sugli avanzi
di pesce, lasciando così ai più lenti e
timorosi Ibis gli scarti, patatine fritte
comprese. Atteggiamento questo,
per un animale sacro, di certo poco
snob.
Altre visite interessanti sono state
Shelly beach, il Sidney Harbour
National Park e la camminata
sull’Harbour Bridge con scalata, per i
più audaci, del pilone centrale.
Meta da non sottovalutare è stata il
Wild life alla periferia di Sidney, una
sorta di zoo/fattoria che annovera
tra i suoi recinti tutte le specie di
animali australiani. Visto che nel
corso della vacanza animali come
il wombat ed i casuario sono stati
avvistati solo sui cartelli stradali che
ne preannunciavano la possibilità
di attraversamento strada (mai
avvenuta), alcuni di noi hanno
scelto di visitare il parco. Scelta
ripagata dalla possibilità di posare
per una foto ricordo con un Koala,
dar da mangiare direttamente con
le proprie mani a canguri grigi e
wallabies ed apprezzare specie
rare quali il famigerato diavolo
della Tasmania (di fatto instancabile
camminatore grande poco più di
un carlino), i kookaburra, le volpi
volanti ed i ghost bat, nonché insetti
e rettili vari. Menzione speciale
merita l’incontro di una ragazza
del gruppo con il casuario. Ad una
distanza di circa 20 cm e separati
da una gabbia, i due si sono fissati
e studiati per qualche secondo con
lo sguardo particolarmente sveglio
che contraddistingue entrambi. Dopo
un po’, forse pensando di avere di
fronte una sorta di gallina cresciuta
ad anabolizzanti, lei ha iniziato a
giocare con l’animale provando
ad accarezzargli il muso con la
preziosissima mappa del parco che,
vista l’accuratezza dell’editing, da
sola sarebbe bastata a ricordare la
visita. A quel punto il casuario non
ci penda due volte e gliela strappa
di mano provando ad ingurgitarla
senza successo, risultando troppo
piatta e lunga per il suo becco. Per
recuperarla ci sono voluti ben due
rangers muniti di scopa e bastone al
fine di evitare i pericolosissimi calci
del volatile noto a tutti per il suo
carattere belligerante. A tutti tranne
che, evidentemente, alla nostra
amica.
Alle 18 del 23, dopo gli ultimi
acquisti, ci siamo ritrovati tutti in
Gruppo a Fraser Island
ostello dove, recuperati i bagagli,
ci siamo diretti verso l’aeroporto
per il ritorno a casa. I voli SidneyDubai e Dubai-Malpensa, sono stati
piacevoli ed arriviamo a Milano in
orario. Pare che, coloro che hanno
dovuto aspettare il successivo volo
per Fiumicino, in crisi di astinenza,
si sono concessi subito un piatto
di ravioli di vera pasta italiana.
Non prima però di aver salutato e
ringraziato tutti per la bellissima
avventura con la certezza di rivedersi
presto per un raduno di cui è stata
già prescelta la location: Genova.
Ma questa, è un’altra storia.
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TACCUINO DI VIAGGIO | Marocco
Il mio Marocco.
Tra colori, suoni e odori un’esperienza di emozioni
da un MARRAKECH EXPRESS gruppo Ginevra Colli
Testo e foto della coordinatrice
G
razie Antonio.
Il compagno di
viaggio che vi
auguro di incontrare.
“Arrivando a ogni nuova città il
viaggiatore ritrova un suo passato
che non sapeva più d’avere:
l’estraneità di ciò che non sei più o
non possiedi più t’aspetta al varco
nei luoghi estranei e non posseduti”.
Italo Calvino
Il mio viaggio in Marocco inizia tempo
fa, prima di partire, forse ancor prima
di conoscere la meta… la voglia di
andare è imperante e necessaria…
E’ il mio primo viaggio da
coordinatrice, voglio sia perfetto
(per quanto la perfezione possa
esistere…), vorrei dare il meglio
di me, prima di ogni cosa
nell’organizzazione. E’ un viaggio
semplice, direi comodo, facile da
realizzare, ma è pur sempre la mia
prima volta.
Marocco. Africa. Terra di colori, suoni,
odori di forte impatto. Marocco.
Sguardi scuri, battiti di djembè, litanie
di muezzin. Tutto questo e molto altro
rapisce le emozioni, le scrolla, le
frulla e te le restituisce… può anche
capitare che tu, guardandole, quelle
emozioni, non le riconosca più.
Orio al Serio, (BG), Sabato 13
giugno
Il viaggio comincia a casa. Nessuna
citazione è più indovinata nel nostro
caso...
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Il volo è un quadro in movimento.
Intorno a noi, i soli europei, decine di
bambini in partenza per le vacanze.
Insieme alle loro mamme, celate
nei loro lunghi abiti, nei loro veli e
Avventure nel mondo 1| 2014 - 111
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Tre settimane nell`Australia del Nord