PERCORSI TRIENNALI DI
QUALIFICA
REPORT DI MONITORAGGIO
Biennio2006/07 e 2007/08
INDICE
PREMESSA .................................................................................................. 4
PIANO DI MONITORAGGIO E ACCOMPAGNAMENTO DEI PERCORSI
TRIENNALI 2006/07................................................................................... 5
IL PERCORSO DI MONITORAGGIO .............................................................. 6
GLI OGGETTI DEL MONITORAGGIO .............................................................. 6
METODO E FASI DEL PERCORSO DI MONITORAGGIO E ACCOMPAGNAMENTO..................... 7
VISITE ALLE CLASSI ................................................................................... 8
OBIETTIVI, MODALITÀ E STRUMENTI ........................................................... 8
GLI ESITI ............................................................................................... 12
Differenza tra le classi ........................................................................... 12
Differenza tra le annualità ...................................................................... 19
Allievi con disabilità ............................................................................... 21
Formazione formatori ............................................................................ 24
CONCLUSIONI .......................................................................................... 25
ALLEGATI ................................................................................................. 28
Scheda di presentazione della classe........................................................ 29
Traccia per la gestione dell’interazione con gli allievi .................................. 31
Questionario di valutazione degli allievi .................................................... 32
PIANO DI MONITORAGGIO E ACCOMPAGNAMENTO DEI PERCORSI
TRIENNALI 2007/08................................................................................. 34
RILEVAZIONE E CONDIVISIONE DEI FABBISOGNI AI FINI DELLA DEFINIZIONE
DELLE GIORNATE DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO................................ 36
ESITI ..................................................................................................... 37
Conoscenza della normativa di riferimento ai fini della realizzazione di percorsi
di qualifica professionale triennali sperimentali .......................................... 37
Obiettivi Specifici di Apprendimento......................................................... 39
Aspetti metodologici del percorso ............................................................ 41
Valutazione .......................................................................................... 45
Certificazione delle competenze .............................................................. 48
Esami di qualifica regionale .................................................................... 49
ELEMENTI DI SINTESI A PARTIRE DALLE SCHEDE COMPILATE DAGLI ENTI DI
FORMAZIONE.......................................................................................... 51
PERCORSO DI ACCOMPAGNAMENTO ......................................................... 57
Impressioni lasciate dai partecipanti ........................................................ 57
CONCLUSIONI .......................................................................................... 60
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PREMESSA
La Provincia di Varese prosegue il suo impegno nell’offrire supporto
al sistema di formazione professionale territoriale attraverso la raccolta di
elementi che contribuiscono a “leggere” la realtà dei Centri di Formazione
Professionale, sia nel loro rapporto con l’impianto normativo in continua
evoluzione, sia nella gestione delle attività formative.
Il presente report si suddivide in due sezioni, corrispondenti alle due
annualità oggetto delle azioni di monitoraggio: 2006/07 e 2007/08.
Fra le due parti risulta evidente una differenza relativa sia agli
oggetti di valutazione, sia alle modalità di realizzazione del monitoraggio:
nonostante questo non deve sfuggire il legame che sottostà alle azioni
realizzate ovvero l’attenzione che la Provincia ha nel capire la realtà del
sistema della formazione professionale per sostenere gli aspetti
problematici e per promuovere la qualità della formazione erogata.
Va inoltre sottolineato che di anno in anno le azioni di monitoraggio
e di accompagnamento proposte hanno tenuto conto dei mutamenti del
contesto (in termini normativi, di vincoli, di evoluzione del sistema, di
bisogni dell’utenza) e delle esigenze e priorità rilevate dal monitoraggio
dell’anno precedente.
Pertanto come emerge dal report, non troverete differenze solo nei
due impianti di monitoraggio (oggetto di valutazione, modalità di raccolta
delle
informazioni,
esiti
finali),
ma
anche
nelle
azioni
di
accompagnamento che da essi derivano in quanto si sono definite di volta
in volta attorno ad oggetti diversi e con modalità rinnovate.
Risulta quindi evidente che i report riferiti alle due annualità in
questione non vanno letti cercando un confronto fra gli elementi presenti
in ciascuno.
Il primo infatti conclude un ciclo triennale di monitoraggio che, pur
cambiando gli oggetti di valutazione nei tre anni, ha mantenuto costanti
le modalità di rilevazione, basate sull’incontro diretto con gli allievi e con
gli enti da parte degli operatori provinciali.
Il secondo report presenta un’azione “leggera” di monitoraggio e
accompagnamento realizzata attraverso la raccolta documentale degli
elementi riferiti alla realizzazione e gestione dei corsi. L’analisi degli
elementi emersi ha permesso di definire e realizzare un breve percorso di
formazione degli operatori del sistema.
Una considerazione comune che traspare dagli elementi e presentati
in entrambe le sezioni del report è che il sistema di formazione
professionale varesino, osservato da prospettive diverse, dimostra di
essere in continua evoluzione sia in termini di offerta quantitativa sia in
termini di qualità della formazione: qualità attesa e ricercata.
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PIANO DI MONITORAGGIO E
ACCOMPAGNAMENTO DEI PERCORSI
TRIENNALI 2006/07
La Provincia di Varese, Settore Formazione Professionale e
Istruzione, proseguendo la sua consolidata pratica, anche per l’anno
formativo 2006/07 ha svolto azioni di monitoraggio e accompagnamento
delle attività formative di competenza del settore: i corsi per
apprendistato extra-obbligo, per apprendisti minorenni in Diritto Dovere
di Istruzione e Formazione e i percorsi di Qualifica Triennale.
Il presente report si colloca al termine di un percorso di
monitoraggio e accompagnamento che chiude un ciclo triennale.
Abbiamo pertanto raccolto elementi da un campione di classi durante
tutto l’itinerario triennale, non perdendo di vista peraltro le “nuove leve”
che di anno in anno entrano nei percorsi della formazione professionale.
Non intendendo fare qui una sintesi dei report degli anni precedenti
(a cui si rimanda per approfondimenti) ci sembra importante ripercorrere
schematicamente il percorso di monitoraggio e accompagnamento
compiuto nelle precedenti due annualità.
Nell’anno 2004/05 l’azione di monitoraggio ha coinvolto TUTTE le
classi prime del sistema della formazione professionale che iniziavano
l’anno con la piena applicazione del modello sperimentale lombardo: 28
classi. L’oggetto di monitoraggio è stato l’attuazione del modello
progettuale nelle singole realtà con particolare riferimento alla
metodologia formativa dell’Unità di Apprendimento.
Nell’anno 2005/06 i criteri di definizione del campione sono stati:
• mantenere le stesse classi prime incontrate l’anno precedente
per dare continuità all’intervento di monitoraggio: 26 classi
seconde;
• introdurre 15 delle 43 classi di prima annualità, individuate una
per ente e preferibilmente, ove possibile, appartenenti ad un
profilo professionale diverso dalla classe seconda monitorata.
L’oggetto di monitoraggio era rilevare lo “stato” del sistema della
formazione professionale rivolta ai percorsi triennali di qualifica al fine di
proseguire la riflessione ed il confronto all’interno del sistema su ulteriori
possibili percorsi di lavoro.
In merito ai percorsi triennali l’obiettivo prioritario rimane quello di
accompagnare il sistema formativo provinciale nell’implementazione della
sperimentazione triennale, sostenendo le criticità e valorizzando i punti di
forza, al fine di promuovere e garantire standard di offerta formativa
coerenti con la riforma del sistema di istruzione e formazione, in tutta la
rete territoriale. In continuità con il percorso svolto in passato abbiamo
realizzato, come azione di monitoraggio, le visite alle classi e
l’incontro con lo staff di coordinamento del corso al fine di
monitorare l’andamento dei corsi.
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IL PERCORSO DI MONITORAGGIO
GLI OGGETTI DEL MONITORAGGIO
Così come indicato nel piano di monitoraggio proposto all’inizio delle
attività del presente anno formativo, l’oggetto di monitoraggio individuato
è stato: il successo formativo: strategie e strumenti applicati.
Anche quest’anno abbiamo ritenuto utile non perdere il contatto
diretto con i fruitori finali dei percorsi, avendo l’obiettivo di raccogliere il
livello di benessere percepito dagli allievi e il loro sentirsi presi in
carico, in quanto prerequisiti minimi affinché possa avviarsi e mantenersi
ogni processo di apprendimento nei giovani adolescenti. Parallelamente la
nostra attenzione si è rivolta anche al benessere dello staff formativo
dell’ente come condizione per una buona gestione del processo
formativo.
Nell’ottica della crescita del sistema inoltre, ci è parso importante
rilevare alcune buone pratiche utilizzate dagli enti nonché una verifica
delle eventuali ricadute applicative della formazione formatori proposta
nell’anno 2005/06.
A partire dalle sollecitazioni degli anni precedenti una particolare
attenzione è stata posta al tema della presenza di allievi con disabilità
(in possesso di diagnosi funzionale) nei percorsi di formazione
professionale, sia per la dimensione numerica (in alcune classi si
raggiunge il rapporto di 1 disabile su 3 studenti), sia per la necessità di
rivedere il ruolo dell’insegnate di sostegno (quando è presente in
relazione alle risorse messe a disposizione dai finanziamenti regionali.
Occorre considerare che già da quest’anno non vi sono state risorse per il
sostegno sulle classi prime!) e soprattutto in relazione al ruolo dell’intero
staff formativo che opera con una classe con all’interno allievi con
disabilità.
Ci è parso quindi opportuno all’interno delle azioni di monitoraggio
dei percorsi triennali, considerare in modo specifico le caratteristiche delle
classi in relazione anche alla presenza di allievi con disabilità – vedi
campione individuato -, al fine di rilevarne le criticità e le soluzioni
attuate.
Tutto il lavoro di monitoraggio realizzato è da considerarsi in
un’ottica di continuità rispetto all’esperienza degli scorsi anni (il supporto
al sistema, la rilevazione dell’efficacia delle azioni formative) e di
confrontabilità dei risultati emersi nei monitoraggi delle precedenti
annualità – vedi in particolare la parte relativa ai questionari di
gradimento.
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METODO E FASI DEL PERCORSO DI MONITORAGGIO E
ACCOMPAGNAMENTO
Anche per quest’anno si sono mantenute le scelte di fondo e
l’impianto generale che è stato definito e sperimentato gli anni
precedenti.
Riassumiamo brevemente i punti salienti:
•
si è mantenuto lo staff di monitoraggio interno al settore per
un presidio e una presenza “forte” sul campo;
•
l’impianto ha mantenuto le caratteristiche di condivisione e
permeabilità alle modifiche proposte dagli enti;
•
si sono privilegiate azioni che permettessero una positiva
contaminazione fra i soggetti: effetto “circolo virtuoso”;
•
si è voluta mantenere un rapporto di vicinanza fra la provincia
ed enti realizzando le azioni di monitoraggio presso la sede dei
singoli enti, anziché l’esclusiva convocazione gli operatori presso gli
uffici provinciali;
•
si sono realizzate le azioni di accompagnamento e di
monitoraggio in itinere (collocando le visite alle classi circa a
metà dell’anno formativo) in modo da utilizzare tempestivamente i
risultati.
Il processo di definizione ed erogazione delle azioni di monitoraggio
e accompagnamento ha mantenuto le fasi già sperimentate gli scorsi
anni:
1. campionatura delle classi da monitorare con l’incontro presso la
sede dell’ente,
2. individuazione dei focus da monitorare e delle modalità di
realizzazione delle visite,
3. presentazione delle proposte ai direttori degli
validazione e l’avvio delle modalità di adesione,
enti
per
la
4. realizzazione delle visite alle classi e restituzione immediata degli
esiti ai coordinatori/formatori,
5. realizzazione e diffusione del report finale.
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VISITE ALLE CLASSI
OBIETTIVI, MODALITÀ E STRUMENTI
Quest’anno le classi coinvolte nei percorsi di qualifica sono state
128, suddivise in 47 classi prime, 45 classi seconde e 36 classi
terze. Visto l’elevato numero delle classi, si è reso necessario definire un
campione delle stesse in modo da poter realizzare il monitoraggio
coerentemente con le finalità dello stesso.
Sono state individuate 18 classi secondo
campionamento che ha considerato tre principali criteri:
un
piano
di
1. una classe per ente di formazione;
2. individuazione delle classi con il maggior numero di allievi con
disabilità;
3. suddivisione del campione in 6 classi prime, 6 classi seconde
e 6 classi terze, ove possibile mantenendo le classi già
incontrate negli scorsi anni.
Le visite alle classi sono state realizzate nei mesi di febbraio e marzo
2007 (tranne una classe che si è reso necessario posticipare ad aprile) e
hanno coinvolto i 18 enti del sistema formativo. In totale sono stati
incontrati 313 allievi (su 389 iscritti nelle classi campione): 115 delle
classi prime, 102 delle seconde e 96 delle classi terze.
Di seguito la tabella riassuntiva con le classi monitorate, per ente di
formazione, tipologia di corso e annualità:
OPERATORE
Id
Prog.
06/07
CIOFS
CASTELLANZA
358794
Agenzia sede
di GALLARATE
369851
Agenzia sede
di LUINO
369570
Agenzia sede
di TRADATE
368244
PADRE
MONTI
369644
Agenzia sede
di VARESE
368738
Denominazione Corso
OPERATORE DEI SERVIZI
ALL'IMPRESA
OPERATORE MECCANICO
(Addetto alle macchine
utensili)
OPERATORE ALIMENTARE E
DELLA RISTORAZIONE (Aiuto
cuoco, Operatore sala bar)
OPERATORE MECCANICO
(Addetto alle macchine
utensili)
OPERATORE GRAFICO
MULTIMEDIALE
OPERATORE ALIMENTARE E
DELLA RISTORAZIONE
(Operatore sala bar)
di
ann.tà allievi cui
dis
%
dis
1
25
6
24%
2
20
5
25%
1
23
5
22%
1
24
5
21%
2
21
5
24%
1
25
4
16%
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OPERATORE
Id
Prog.
06/07
Denominazione Corso
OPERATORE COMMERCIALE E
368802 DELLE VENDITE (Addetto alle
vendite)
OPERATORE ELETTRICO ED
ELETTRONICO
ENAIP
370124 (Installatore manutentore
VARESE
di impianti elettrici civili e
industriali)
OPERATORE ELETTRICO ED
ELETTRONICO
ENAIP BUSTO
370127 (Installatore manutentore
1
di impianti elettrici civili e
industriali)
OPERATORE ALIMENTARE E
ENAIP BUSTO
369853 DELLA RISTORAZIONE
2
(Addetto sala bar)
OPERATORE
CFP TICINO369107 COMMERCIALE (Addetto
MALPENSA
alle vendite)
CIOFS
OPERATORE DEI SERVIZI
358798
VARESE
ALLE IMPRESE
IAL
OPERATORE ALIMENTARE
364472
SARONNO
E DELLA RISTORAZIONE
OPERATORE PER LE CURE
ESTETICHE (Acconciatore
CLAF
358698
maschile e femminile,
Estetista)
OPERATORE PER LE CURE
L'ACCADEMIA 358888
ESTETICHE
OPERATORE DELLO
ACOF
365887
SPETTACOLO
OPERATORE
COMMERCIALE E DELLE
ASLAM
369323
VENDITE (Addetto alle
vendite)
OPERATORE MECCANICO
C.F.P.
369506 (Termoidraulico,
BISUSCHIO
Meccanico d'auto)
C.F.P.
BESOZZO
di
ann.tà allievi cui
dis
%
dis
2
24
4
17%
3
17
3
18%
2
20
4
20%
1
22
4
18%
2
16
3
19%
3
18
3
17%
3
25
3
12%
1
22
0
0%
3
19
3
16%
3
19
1
5%
2
22
0
0%
3
27
0
0%
In neretto le 10 classi incontrate anche negli anni precedenti, ciò
ha permesso di mantenere un significativa continuità rispetto alle classi
incontrate.
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Gli allievi sono distribuiti secondo le seguenti figure professionali:
numero studenti per professione
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
num
alimentare e commerciale
ristorazione
e vendite
81
54
meccanico
cure
estetiche
elettrico ed
elettronico
servizi
impresa
grafico
multimediale
spettacolo
44
37
32
30
19
16
Gli strumenti predisposti (vedi allegati 2 e 3: “Traccia per il
colloquio guidato con la classe” e “Questionario per gli allievi”) rilevavano
le stesse variabili, ma utilizzando modalità diverse in quanto “rifiniture”
derivanti dell’esperienza di monitoraggio maturata dal Settore nei
precedenti anni formativi:
•
il colloquio guidato ha fatto riflettere gli allievi sulle “parole chiave”
dell’impianto
progettuale,
esplorando
in
particolare
la
soddisfazione, l’efficacia, la consapevolezza, per verificare il livello
di benessere e conseguentemente di presa in carico da parte
dell’ente;
•
il questionario, ha toccato gli stessi elementi discussi nel colloquio,
chiedendo ai ragazzi di esprimersi sulle variabili individuate, riferite
a 5 aree: contenuti, didattica, spazi e strumenti, apprendimenti,
soddisfazione complessiva. La valutazione da parte di ciascun
allievo è avvenuta, in forma anonima, attribuendo un punteggio da
1 a 10 ad ogni domanda;
•
l’incontro con i coordinatori dei percorsi finalizzato alla riflessione e
all’approfondimento degli elementi generali emersi dalle visite. Si
sono affrontati gli aspetti peculiari emersi dalle classi terze,
l’impatto degli allievi con disabilità presenti nelle classi, le evidenze
riferite alle caratteristiche dell’essere formatore in un percorso di
formazione professionale.
Ogni visita si è conclusa con l’elaborazione immediata dei dati dei
questionari e la loro restituzione, insieme agli elementi rilevati nel
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colloquio guidato, alle figure interessate dell’ente, con il duplice obiettivo
di “leggere” insieme le informazioni rilevate attribuendo loro un
significato “contestualizzato” e di fornire elementi utili a interventi ed
eventuale riprogettazione sia sul fronte del gruppo classe sia con lo staff
formativo.
Anche quest’anno questa fase si è dimostrata molto preziosa per
attribuire significato ai dati rilevati leggendoli all’interno del contesto
classe, dello staff formativo e più in generale dell’ambito organizzativo
dell’ente.
La restituzione è stata infine occasione per evidenziare elementi
positivi di conferma sulla “bontà” del lavoro svolto dagli staff,
(sicuramente utile come gratificazione degli sforzi messi in campo). In
alcuni casi sono emersi punti critici che sono stati analizzati per
individuare ipotesi di soluzione.
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GLI ESITI
A partire dagli obiettivi che il monitoraggio di quest’anno ha avuto,
la parte che segue analizzerà tre differenti aspetti:
1. le differenze emerse tra le classi del campione – classi
prime, classi seconde e classi terze – sia in relazione agli
elementi raccolti durante la visita, sia in relazione ai dati
emersi dalle customer satisfaction; verranno inoltre riportate
ulteriori considerazioni tra gli esiti delle customer di
quest’anno con quelle degli anni precedenti;
2. considerazioni
disabilità;
in
relazione
al
tema
degli
allievi
con
3. considerazioni sulla formazione formatori.
Differenza tra le classi
Un primo elemento da evidenziare, parlando in termini generali, è
relativo al fatto che abbiamo riscontrato sostanziali differenze nelle
differenti tipologie di classi monitorate: in particolare tra le classi prime e
classi seconde rispetto alle classi terze. all’interno di ogni ciclo scolastico,
se da una parte possiamo delineare alcune caratteristiche comuni alle
classi, dall’altra dobbiamo comunque evidenziare alcune specificità.
In termini generali abbiamo riscontrato che le classi prime sono
interessate ed ingaggiate rispetto al corso. gli studenti percepiscono
l’ente come una realtà in grado di accoglierli e supportarli; alcuni di
coloro che provengono da altre esperienze scolastiche riconoscono una
notevole differenza nelle modalità di attenzione che i docenti e l’ente in
generale mettono in gioco. C’è una forte percezione dell’essere presi in
carico dall’ente: “nelle altre scuole sei considerato un numero, qua una
persona”.
Un altro aspetto da evidenziare è che l’ingresso nella formazione
professionale costituisce per molti una novità rispetto alle modalità di
relazione con i docenti, con l’organizzazione “scolastica”, rispetto
all’approccio didattico e allo studio. In questo quadro di generale
soddisfazione una classe ha evidenziato significativi problemi
esclusivamente nel rapporto, sia in termini organizzativi sia in termini
relazionali, con la direzione dell’ente.
In particolare vengono evidenziati come elementi di forza, dal
questionario di customer satisfaction, gli apprendimenti relativamente
alle conoscenze tecniche ed alle attività pratiche, gli spazi, gli strumenti e
le tecnologie che gli enti mettono a disposizione, e la soddisfazione per il
percorso scelto.
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Le classi, in generale, hanno partecipato in modo attivo all’incontro
con noi, mostrando un buon livello di ingaggio, collaborando alla
discussione e contribuendo all’approfondimento delle tematiche proposte.
Solo in un caso abbiamo incontrato una classe con poca capacità di
attenzione e di tenuta. Alle sollecitazioni da parte nostra gli studenti
hanno fatto fatica a descrivere le attività, gli argomenti e in generale il
percorso didattico. Abbiamo avuto l’impressione che si trattasse, più che
di un’oppositività, di una “povertà culturale”/immaturità che ha
condizionato l’andamento dell’incontro.
Nelle classi seconde incontrate quest’anno si riconoscono alcuni
aspetti già evidenziati nel monitoraggio dello scorso anno: pur
evidenziando una serie di elementi positivi e di qualità che gli studenti
riconoscono al corso e quindi all’ente, evidenziano comunque maggiori
capacità di essere critici ed esigenti rispetto ai compagni delle classi
prime.
Anche in questo caso, a parte una classe che è quasi esclusivamente
critica con l’ente – aspetti organizzativi, rapporto con i docenti, aspetti
legati alla struttura -, tutte le classi evidenziano come elemento
fortemente qualitativo il rapporto con i docenti giunto ad un livello di
maturazione maggiore rispetto all’anno precedente e riconoscono la
capacità dell’ente di essere accogliente; chi ha avuto un precedente
rapporto con l’istruzione ne è rimasto profondamente deluso ed apprezza
molto il clima di interesse alla persona che trovano nella formazione
professionale.
Alla domanda su che cosa funzione bene, cosa piace di più,
riportiamo sono alcuni stralci che ci sembrano esplicativi del parere degli
studenti:
“Qua mi trovo bene. Quando mi sveglio la mattina mi alzo
tranquillo perché mi trovo bene in questa scuola: ci vengo
volentieri. Non c’è tensione tra docente e alunno”
“È bello venire qua: per il rapporto con gli insegnati, con
alcuni siamo molto aperti”
“Il modo di fare lezione: è più semplice e ti coinvolgono di più.
I prof ci tengono anche a farci capire le cose”
“Il rapporto con gli insegnanti: è anche un rapporto di
amicizia, non è così distaccato”
“Qua ti aiutano. Abbiamo rispetto con i docenti. Ti trattano
come una persona e non solo come studenti”.
Sul versante delle criticità che vengono evidenziate emergono
principalmente aspetti di tipo organizzativo: l’orario che viene definito di
settimana in settimana e che non permette di organizzarsi al di fuori delle
attività didattiche, questioni legate alla gita, trovare un accordo sulle
regole, la mancanza della palestra o la sua condivisione a volte difficile
con altre scuole...
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Di fondo, comunque, sembra emergere l’esigenza, da parte degli
studenti delle classi seconde, di essere riconosciuti come interlocutori da
coinvolgere nelle decisioni all’interno di un contesto in cui si sentono
comunque protagonisti attivi e non solo fruitori passivi.
Rispetto al clima di classe e sull’interazione con noi durante
l’incontro abbiamo riscontrato un panorama più variegato rispetto alle
classi prime: una classe ha partecipato attivamente portando contributi
critici e costruttivi dimostrando sensibilità e responsabilità, gli studenti di
un’altra, pur essendo calmi e attenti, si sono dimostrati poco partecipi
alla discussione; altri molto distratti e caotici non erano in grado di
motivare le loro affermazioni; un’altra classe ancora non è stata in grado
di mantenere una discussione ordinata e costruttiva.
Un discorso a parte va dedicato alle classi terze, per la prima volta
inserite nel piano di monitoraggio.
Al contrario delle classi prime e seconde, dove sono prevalsi aspetti
positivi relativamente al rapporto con i docenti, alla capacità dell’ente di
accogliere, di essere considerati interlocutori validi, di essere inseriti in un
percorso che prepara ad una professione, le terze sono risultate
prevalentemente “arrabbiate” o “deluse”, critiche verso il percorso o
l’ente.
I sentimenti che maggiormente abbiamo raccolto da parte degli
studenti possiamo suddividerli secondo una duplice natura: una certa
“rabbia” da parte di alcuni per l’instaurarsi di dinamiche conflittuali con
l’ente che in alcuni casi non sono state gestite adeguatamente e hanno
quindi portato a situazioni di contrapposizione e di incomunicabilità; una
certa “delusione” per coloro che hanno valutato che la didattica svolta nei
tre anni sia stata superficiale e non abbia permesso loro di apprendere in
maniera adeguata, sia sotto il profilo legato alla professionalità, sia
rispetto agli elementi di cultura generale. Fa eccezione una classe, che al
contrario delle altre, riconosce la validità di quanto appreso nel percorso
di formazione, in particolare per l’esperienza di stage giudicata molto
utile.
L’emergere di questi aspetti critici nelle classi terze è riconducibile a
diversi fattori. Anzitutto la partecipazione allo stage (che in terza ha un
monte ore significativo) come momento in cui gli studenti si confrontano
con l’esterno nella prospettiva di un imminente ingresso nel mondo
professionale reale. Qui incontrano colleghi più anziani ed esperti della
professione, si confrontano con stagisti provenienti da altre scuole,
ritenuti spesso più preparati, entrano in un mondo adulto che piace, che
costituisce la meta finale del percorso formativo, un mondo rispetto al
quale l’esperienza scolastica risulta perdente.
Possiamo utilizzare una metafora vicina alla realtà degli studenti:
quando si prova il motorino si guarda alla bicicletta con sufficienza e
distacco, pur essendo stata quest’ultima il mezzo propedeutico all’uso
della moto.
Inoltre l’imminente uscita dal mondo della formazione, percepito
come contesto che offre una certa “protezione”, per entrare
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definitivamente nel mondo del lavoro, percepito come un nuovo ambiente
con cui confrontarsi senza la presenza di “mediatori”, creano nello
studente un certo livello d’ansia che, in occasione delle nostre visite,
hanno espresso attraverso critiche e delusioni rispetto alla presunta poca
serietà del percorso.
In ogni caso queste critiche non hanno impedito agli studenti di
sottolineare l’alto e significativo valore dello stage in termini di
opportunità di apprendimento. Emergono però alcune differenze riferite,
in questo caso, alla figura professionale: per alcuni profili il mondo
professionale avanza elevate richieste di competenza con l’effetto sugli
studenti di ritenere di non aver imparato abbastanza nel percorso
formativo; per altri profili il mondo delle professioni pone al contrario
istanze inferiori a quanto richiesto nel percorso, con il risultato che gli
studenti valutino a primo acchito l’esperienza scolastica come inutilmente
troppo esigente. È chiaro che queste valutazioni sempre dipendono anche
dal livello di elaborazione di cui gli studenti sono capaci e a quanto sono
accompagnati e sollecitati a riflettere.
Infine abbiamo rilevato in alcuni casi che lo stage viene percepito
come un momento separato dal corso e non come una sua parte
integrante: a giudizio dei formatori diventa perciò importante rafforzare
maggiormente il raccordo tra i contenuti del percorso con i contenuti
dell’esperienza professionale, tenendo sempre presente che il compito
formativo non si pone come unico obiettivo la costruzione di un buon
professionista, ma anche di un buon cittadino dotato degli strumenti
culturali per esercitare i propri diritti e doveri.
Rispetto alla raccolta di questi elementi tutte le classi, a parte una,
hanno partecipato attivamente e in modo costruttivo alla discussione e
all’approfondimento degli argomenti emersi. Nonostante l’atteggiamento
di sfiducia nella possibilità che le cose possano cambiare, gli studenti
hanno considerato seriamente il momento di monitoraggio dimostrando
di avere buone capacità critiche unite al desiderio di motivare ed
argomentare le proprie opinioni.
Nella riflessione con i coordinatori dei percorsi sono emersi elementi
che fanno riferimento a fattori “fisiologici” collegati alla temporalità del
rapporto studente-percorso triennale: in classe terza abbiamo studenti da
una parte stanchi e desiderosi di uscire dal percorso, dall’altra soggetti
alla “pressione” degli imminenti esami di qualifica. Sul versante dei
formatori assistiamo ad un naturale processo di “distacco” nei confronti
della classe e alla contemporanea richiesta di maggiori capacità di
teorizzazione da parte degli studenti proprio in vista degli esami. Inoltre
alcuni segnalano che i docenti sono portati a concentrare maggiormente
l’attenzione e la “cura” sulle classi in entrata nei percorsi.
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Quanto emerso dalla discussione con le classi trova pienamente
conferma negli esiti dei questionari di gradimento che abbiamo
somministrato alla classe al termine dell’incontro.
confronto tra le classi 06/07
8,0
7,5
7,0
6,5
6,0
5,5
5,0
4,5
4,0
Contenuti
didattici
Didattica
Spazi e
strumenti
Apprendimenti
Soddisfazione
complessiva
Media generale
classi prime
7,0
7,0
7,3
7,6
7,6
7,3
classi seconde
6,7
6,4
6,8
7,2
7,2
6,9
classi terze
5,1
5,0
4,6
5,6
5,5
5,2
Dagli elementi del grafico si possono fare alcuni considerazioni:
• lo scostamento dei valori attribuiti dagli studenti alle voci del
questionario mantiene un andamento costante tra le tre
annualità;
• lo scostamento tra le classi prime e le classi seconde risulta
minimo, mentre è significativo quello delle classi terze;
• queste ultime su tutte le voci del questionario danno una
valutazione al di sotto della sufficienza, mentre le classi prime
danno punteggi al di sopra del 7.
Il risultato finale che emerge dai questionari di gradimento è ancor
più particolare se si considera il fatto che delle classi terze una di queste
è risultata molto soddisfatta su tutte le voci alzando in questo modo la
media generale.
Un ulteriore considerazione a partire dal grafico proposto è relativa
allo scostamento tra le differenti classi rispetto alla voce spazi e
strumenti: per le classi terze il confronto diretto con il mondo del lavoro,
porta a considerare meno adeguata e meno interessante la
strumentazione tecnica professionale in dotazione all’ente.
Riportiamo ora una tabella riassuntiva degli esiti del monitoraggio
relativamente ai risultati delle customer satisfaction. Ci sembra
opportuno riportare questi dati in quanto abbiamo verificato una forte
Pagina 16 di 60
corrispondenza tra quanto rilevato nel colloquio con la classe e quanto
riportato nelle schede di customer.
Dalla lettura della tabella possiamo fare alcune considerazioni:
• in prima battuta sottolineiamo l’andamento positivo, in termini
generali, degli esiti del monitoraggio. 13 classi hanno dato una
valutazione sufficiente contro le 5 che hanno espresso un
punteggio al di sotto della sufficienza;
• metà delle classi campione ha dato una valutazione al di sopra
del 7;
• delle 6 classi con il punteggio più basso, 5 sono classi terze,
mentre delle 4 con il punteggio più alto, 3 sono classi prime.
Pagina 17 di 60
N° questionari compilati
313
numero
studenti
21
13
24
18
11
23
19
20
20
16
16
16
16
15
22
13
16
14
1
3
1
1
2
2
2
2
1
1
2
1
3
3
3
2
3
3
8,2
8,5
8,4
7,3
8,0
7,4
6,8
7,5
6,7
5,8
6,0
5,9
5,4
5,1
5,0
4,3
3,4
3,0
6,3
8,2
8,5
8,4
7,3
8,0
7,4
6,8
7,5
6,7
5,8
6,0
5,9
5,4
5,1
5,0
4,3
3,4
3,0
6,3
Didattica
7,7
8,3
8,1
7,1
7,2
7,8
7,2
6,6
6,8
6,4
6,1
6,0
5,6
5,2
5,0
3,7
3,8
2,1
6,1
Quando spiegano i tuoi insegnanti parlano in modo chiaro? Li
capisci facilmente?
7,8
8,3
7,8
7,1
6,9
7,7
8,1
6,7
6,4
6,5
6,9
6,5
6,1
5,8
4,9
4,8
4,1
2,6
6,4
Il modo con cui si svolgono le lezioni ti coinvolge e ti aiuta a
restare attento/a e concentrato/a?
7,3
7,8
8,0
6,3
6,0
7,8
6,5
6,4
6,2
6,2
6,1
5,1
5,6
4,7
4,2
3,8
3,1
1,7
5,7
Riesci a capire il collegamento tra le materie teoriche e pratiche?
8,0
8,6
8,6
7,5
7,4
7,6
7,8
7,6
7,7
6,2
6,6
5,9
5,0
4,7
5,7
2,2
4,3
2,4
6,3
Se durante l’anno hai svolto delle attività di
recupero/approfondimento (LARSA) come valuti la loro utilità
rispetto al miglioramento della tua preparazione?
7,5
8,5
7,4
8,7
7,9
6,6
5,7
6,7
4,8
6,5
5,6
5,2
4,0
1,6
6,2
Spazi e strumenti
8,2
7,0
6,2
8,7
7,5
6,5
7,6
6,9
6,7
7,3
6,8
6,8
6,9
5,4
3,8
5,5
1,6
2,9
6,2
Gli spazi, gli strumenti e le tecnologie che la scuola ti mette a
disposizione (es. aule, laboratori, computer, macchine e strumenti
…) ti sembrano adeguati alle attività che devi svolgere?
8,2
7,0
6,2
8,7
7,5
6,5
7,6
6,9
6,7
7,3
6,8
6,8
6,9
5,4
3,8
5,5
1,6
2,9
6,2
Apprendimenti
8,3
8,8
8,6
7,9
8,0
8,0
7,8
7,7
7,7
7,2
7,1
5,9
6,2
5,4
5,1
4,6
5,1
3,2
6,8
Il corso ti sta aiutando ad acquisire conoscenze teoriche generali?
8,0
8,3
8,2
7,2
7,6
7,7
7,1
7,8
7,0
6,7
6,0
5,9
3,8
5,3
4,7
3,8
4,4
2,6
6,2
Il corso ti sta aiutando ad acquisire conoscenze tecniche?
8,6
8,9
8,8
7,8
7,8
8,0
8,0
7,7
7,5
7,3
7,5
6,1
7,4
5,5
5,0
4,6
5,4
3,6
7,0
Il corso ti sta aiutando ad acquisire le capacità pratiche (es. i
laboratori) previste dalla qualifica professionale?
8,3
9,1
8,8
8,8
8,5
8,1
8,4
7,6
8,6
7,7
7,9
5,5
7,5
5,5
5,7
5,4
5,5
3,5
7,2
Soddisfazione complessiva
8,3
7,6
8,4
7,8
7,7
7,9
7,6
8,1
7,1
6,7
6,9
7,1
5,8
6,4
5,4
5,2
4,8
3,1
6,8
Sei soddisfatto dei risultati che hai ottenuto fino a questo
momento?
7,6
7,6
7,9
7,2
6,6
7,5
6,8
7,1
7,0
6,8
6,9
6,5
6,0
5,3
5,0
4,5
4,4
2,4
6,3
Sei soddisfatto del rapporto che hai con i tuoi compagni di classe?
8,8
6,8
7,1
7,4
9,3
7,1
8,3
9,0
7,9
6,4
7,1
7,4
7,7
7,9
8,2
5,5
7,6
4,2
7,4
Sei soddisfatto del rapporto che hai con gli insegnanti?
8,7
8,2
8,0
7,1
6,8
8,3
8,4
7,2
6,4
6,9
6,6
6,5
6,6
6,1
5,9
3,9
3,9
2,1
6,5
Sei soddisfatto del rapporto che hai con il tuo tutor?
9,0
8,6
9,6
8,6
7,4
8,1
7,7
8,3
6,1
8,0
6,3
7,6
4,8
6,3
4,5
8,0
3,4
1,7
6,9
La scuola informa la tua famiglia su quello che fai?
7,1
6,4
9,3
8,1
8,0
7,7
7,1
8,1
7,4
6,1
7,1
8,3
4,7
7,1
4,8
4,5
5,6
6,9
6,9
Sei soddisfatto della scuola che hai scelto?
8,7
8,1
8,8
8,3
8,0
8,7
7,1
8,8
8,1
5,9
7,2
6,0
4,9
5,6
4,0
4,7
3,6
1,4
6,5
MEDIA PER ALLIEVO 8,1
8,0
7,9
7,8
7,7
7,5
7,4
7,3
7,0
6,7
6,6
6,3
6,0
5,5
4,9
4,7
3,7
2,9
6,4
annualità
Contenuti didattici
Ti sembrano interessanti gli argomenti affrontati a scuola?
media
Pagina 18 di 60
Differenza tra le annualità
Per concludere questa parte relativa alle customer riportiamo un
confronto dei dati tra le classi prime e le classi seconde nei differenti anni
formativi.
Come emerge immediatamente gli scostamenti nelle classi nei
diversi anni formativi sono praticamente minimi trasversalmente su tutte
le voci, sia per quanto riguarda le classi prime (differenza nella media
generale di 0,3 punti) e ancor di più rispetto alle classi seconde (solo 0,1
punti).
Questo dato, in relazione a quello precedente, ci conferma su alcune
analisi. Innanzitutto possiamo affermare la coerenza delle indicazioni date
dagli studenti, in relazione allo stesso corso nelle diverse annualità
scolastiche, osservando l’andamento costante sulle diverse voci indagate
dalla scheda. Questo dato, unito alla corrispondenza trovata tra quanto
espresso dalla classe e quanto rilevato da noi durante la restituzione con i
valori emersi dalle customer, ci fa dire che i dati e le considerazioni
riportate sono da considerarsi attendibili e utilizzabili in termini di analisi
e considerazioni.
customer classi prime
10,0
9,0
8,0
7,0
6,0
5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
Contenuti
didattici
Didattica
Spazi e
strum enti
Apprendim enti
Soddisfazione
com plessiva
Media generale
a.f. 06/07
7,0
7,0
7,3
7,6
7,6
7,3
a.f. 05/06
7,3
7,1
7,9
8,0
7,9
7,6
a.f. 04/05
6,9
6,8
7,6
7,7
7,5
7,3
Pagina 19 di 60
customer classi seconde
10,0
9,0
8,0
7,0
6,0
5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
Contenuti
didattici
Didattica
Spazi e
strum enti
Apprendim enti
Soddisfazione
com plessiva
Media generale
a.f. 06/07
6,7
6,4
6,8
7,2
7,2
6,9
a.f. 05/06
6,6
6,3
6,7
7,2
7,1
6,8
Possiamo quindi affermare che il modello progettuale previsto dalla
sperimentazione triennale, le modalità in cui viene proposto e attuato dai
vari enti, funziona molto bene in termini generali per le classi prime e
seconde che ne percepiscono la “bontà” così come evidenziato nel
paragrafo precedente (fatte salvo specifiche situazioni critiche già
descritte).
Le criticità emerse invece nelle classi terze ci indicano la necessità
approfondire la riflessione in merito alle peculiarità connesse a questa
annualità ed eventualmente rivedere modalità e pratiche finora messe in
atto.
Pagina 20 di 60
Allievi con disabilità
Come già detto precedentemente un’attenzione particolare
quest’anno è stata posta alla presenza degli allievi con disabilità
all’interno delle classi per rilevare come e quanto la loro presenza incide
sullo svolgimento della didattica, sul livello di apprendimento della classe,
sulle dinamiche relazionali e sulla gestione della classe da parte dei
docenti.
Le segnalazioni avute gli scorsi anni dagli enti formativi
evidenziavano un forte problematicità di gestione delle persone con
disabilità che, a quanto riportato, hanno significative ricadute sulla classe
soprattutto in termini di presenza numerica.
Per questo motivo il campione di classi individuato ha visto come
uno dei criteri principali la presenza di un alto numero di allievi con
disabilità nelle classi incontrate – vedi tabella a pag. 6.
Durante le restituzioni della visita fatte agli enti uno spazio apposito
è stato dedicato proprio per tematizzare questi aspetti. Pur non avendo
previsto per questo momento un approccio “scientifico” – raccolta di dati
riscontrabili e confrontabili, strumenti ad hoc,... – possiamo comunque
trarre alcune considerazioni particolarmente interessanti e valide anche in
relazione al fatto che il campione incontrato è stato numericamente
significativo: quest’anno gli allievi con disabilità con diagnosi funzionale
che si sono iscritte ai corsi triennali sono state 234 mentre quelli iscritti
nelle classi coinvolte dal monitoraggio erano 58: pertanto il campione
incontrato è stato di circa il 25% sul totale.
Innanzitutto quando ci riferiamo a situazioni di allievi con disabilità
con diagnosi funzionale è necessario individuare di che tipo di disabilità si
parla. Da quanto raccolto nel monitoraggio i macro livelli di disabilità
possono essere suddivisi in due: uno di tipo cognitivo, legato quindi a
difficoltà di apprendimento, un altro di tipo comportamentale; non sono
presenti allievi con disabilità con compromissioni fisiche gravi.
Le persone che abbiamo incontrato durante il monitoraggio avevano
una disabilità quasi esclusivamente di tipo cognitivo, che quindi incide
direttamente sull’apprendimento. Pochissimi i ragazzi con disabilità sul
versante comportamentale.
Il dato emerso, a partire dalle considerazioni che abbiamo fatto
durante le restituzioni con i coordinatori e tutor delle classi, è che la
maggior parte di allievi con disabilità non presenta problemi di tipo
comportamentale, con conseguenti ricadute sulla gestione della classe. La
considerazione comune emersa dai coordinatori ha evidenziato che gli
aspetti problematici dal punto di vista comportamentale sono riferiti ad
altri fattori: disagio relazionale, familiare o sociale, problematiche
individuali che poi vengono “riversate” nell’ambiente classe.
Pertanto rispetto alla gestione della classe gli allievi con disabilità
non hanno un impatto considerato in maniera negativa. Alcuni formatori
ci hanno riferito i problemi si riscontrano prevalentemente nell’area degli
Pagina 21 di 60
apprendimenti; in questo quadro il docente di sostegno è necessario e
fondamentale.
Da notare come il ruolo del docente di sostegno (quando è possibile
prevederlo in relazione alle risorse messe a disposizione dai finanziamenti
regionali) nella maggior parte dei casi viene esercitato nella prospettiva
di figura a sostegno della classe e non esclusivamente per il disabile a
cui risulta “assegnata” diventando in questo modo una risorsa aggiuntiva
per tutti gli studenti e rivestendo un ruolo significativo ed integrato
all’interno dello staff dei docenti -consiglio di classe.
In questo quadro il sistema della formazione professionale, per
cultura storica dell’accoglienza, per le caratteristiche formative (didattica
induttiva, pedagogia del compito, apprendimento attraverso in fare), per
le peculiarità generali sul piano culturale dell’utenza “tipica” che riduce la
distanza sul piano degli apprendimenti con gli allievi con disabilità, per il
rapporto di vicinanza con il mondo imprenditoriale (che permette di
avvicinare e accompagnare i giovani –compresi gli allievi disabili- al
mondo del lavoro), si conferma come l’ambiente formativo privilegiato
dove gli allievi con disabilità vengono accolti permettendo loro di
sperimentare un’esperienza formativa e umana significativa.
Tutto ciò non immune da processi problematici riferiti innanzitutto
alla questione delle scarse risorse, al fenomeno frequente della mancata
segnalazione della disabilità da parte della famiglia al momento
dell’iscrizione (spesso accompagnata dal pensiero di “guarigione” del
proprio figlio), alla debolezza della rete territoriale dei servizi alla persona
che, nella fase di passaggio dalla scuola secondaria di primo grado al
sistema superiore, spesso perde il contatto con l’utenza.
Si evidenzia anche su questi fronti l’instancabile impegno degli enti
di formazione nel far fronte alle difficoltà con risorse proprie, con la
passione individuale, con la tenacia di mantenere un rapporto
significativo con tutti i soggetti che hanno a che fare con gli allievi con
disabilità, nella consapevolezza che l’intervento educativo-formativo della
formazione professionale si inserisce in un percorso di vita individuale di
ampio respiro.
Va detto inoltre che durante le visite alle classi per noi non è stato
facile (in molte situazioni non ci siamo riusciti) individuare gli allievi con
disabilità in quanto molti di loro si integrano bene nella classe e alcuni
hanno partecipato alla discussione con contributi adeguati.
Infine abbiamo rilevato in alcune situazioni che gli allievi con
disabilità costituiscono una risorsa per l’intero gruppo classe: in alcuni
compagni infatti sono scattate delle forme di tutoraggio e di
affiancamento e questo è stata un occasione per vivere un’esperienza
positiva di protagonismo.
Restano aperte alcune questioni di “sistema” che possiamo
segnalare in attesa che, almeno alcune, vengano affrontate e risolte a
livello regionale e nazionale: l’età di termine dei percorsi triennali avviene
a 17 anni (in un percorso senza bocciature), ma i servizi di inserimento
lavorativo prendono in carico gli allievi con disabilità solo se maggiorenni;
Pagina 22 di 60
la cultura dell’orientamento in uscita dal percorso di primo ciclo vede
ancora la prevalenza di una “lettura in chiave scolastica” delle capacità e
competenze degli individui con l’effetto di avere allievi con disabilità
orientati verso percorsi inadatti; mancanza a livello territoriale di un
soggetto preposto alla cura del “progetto di vita” di ciascun disabile che
raccordi servizi e operatori che intervengono nelle diverse fasi della
crescita.
Pagina 23 di 60
Formazione formatori
In relazione all’azione di formazione formatori realizzata nell’anno
formativo 2005/06 sul tema della promozione del successo formativo,
con particolare riferimento alla gestione di gruppi di apprendimento
difficili, (si veda il capitolo 2 del Report di monitoraggio dei percorsi
triennali – dicembre 2006) abbiamo colto l’occasione delle visite di
monitoraggio per aprire una finestra sul rilevare le eventuali ricadute
operative a distanza di un anno dalla realizzazione delle azioni di
formazione.
Non abbiamo svolto una rilevazione sistematica, ma ci siamo basati
su un riscontro immediato da parte dei nostri interlocutori, coordinatori e
docenti riferiti alla classe monitorata. Gli elementi rilevati sono pertanto
molto parziali, ma altrettanto significativi. È emersa la valutazione
positiva dell’esperienza e dei contenuti affrontati insieme alla difficoltà a
trasferire nella pratica quotidiana non solo gli elementi appresi, ma anche
le buone prassi sperimentate, sia da un consiglio di classe all’altro sia da
un anno all’altro.
Questo per diversi ordini di fattori: un anno di accompagnamento
nella condivisione e sperimentazione di innovazioni metodologiche è di
per sé un periodo troppo breve per la sedimentazione delle pratiche; le
persone migrano di impiego o di ruolo ricoperto (ciò pone la questione
sulla stabilità che il sistema è in grado di offrire in una condizione di
incertezza delle risorse); oggettiva difficoltà da parte di chi ha aderito al
percorso formativo di coinvolgere i colleghi che non hanno partecipato.
Accanto a tutto ciò abbiamo anche riscontrato situazioni in cui
modalità e strumenti appresi al percorso formativo sono utilizzati e
valutati interessanti e soprattutto utili con il dichiarato impegno di
approfondire e ampliare le esperienze.
Pagina 24 di 60
CONCLUSIONI
Come riportato nel report conclusivo dello scorso anno e come detto
nella premessa del presente report le condizioni dello stato del sistema
della formazione professionale ci hanno indotto a centrare la nostra
attenzione, per il piano di monitoraggio di questo anno, sul tema del
successo formativo, andando a evidenziare le strategie e gli
strumenti applicati dagli enti.
Questo lavoro di monitoraggio si è svolto andando a verificare la
presa in carico degli studenti da parte degli enti sia attraverso la
raccolta del livello di benessere percepito dagli allievi, sia nei colloqui
approfonditi che abbiamo realizzato al termine delle visite con i
coordinatori, in alcuni casi anche con i docenti, in altri anche con il
direttore della struttura.
In altre parole quello che abbiamo cercato di verificare è se l’ente è
riuscito a gestire il processo formativo in modo da dare agli studenti della
classe l’opportunità di sentirsi proficuamente inseriti in un percorso di
apprendimento finalizzato alla qualifica (quindi con aspetti “prescrittivi”) e
di sentirsi al tempo stesso accolti e sostenuti sul piano personale.
La definizione dell’oggetto di valutazione nasce inoltre da alcune
considerazioni fatte lo scorso anno di cui riportiamo questo stralcio utile
per inquadrare le motivazioni che ci hanno guidato:
Abbiamo rilevato come la riduzione delle risorse
economiche sta provocando una inevitabile revisione
delle
modalità
applicative
della
sperimentazione
triennale: una costante riduzione degli spazi di
progettazione delle Unità di Apprendimento da parte dei
docenti, crescente difficoltà a suddividere i gruppi classe
per la realizzazione dei LARSA, tempi più ridotti per la
compilazione del Portfolio, non come mero adempimento
amministrativo, ma che prevede il coinvolgimento attivo
dei singoli allievi…
Tutto ciò avviene nel momento in cui tali strumenti
sarebbero ancor più preziosi per gestire un’utenza che
necessita di approcci personalizzati, di maggior
coinvolgimento nel processo formativo, di presa in carico
in quanto “persona” nella sua complessità e globalità.
Abbiamo rilevato come in alcune situazioni gli enti
siano riusciti e riescano comunque a trovare degli spazi,
pur non direttamente finanziati, per realizzare attività
personalizzate e a volte individualizzate; in altri casi
invece siamo in presenza di limiti oggettivi tali da non
poter essere superati e dunque alcune attività previste a
progetto restano lettera morta.
Pagina 25 di 60
Naturalmente il quadro per l’anno in corso non è mutato.
Durante la realizzazione delle visite abbiamo incontrato situazioni
molto diversificate: classi molto soddisfatte e molto consapevoli del
percorso che stavano realizzando; altre classi arrabbiate, molto critiche e
in posizione oppositiva verso l’ente stesso; altre ancora poco partecipi,
disinteressate, a volte apatiche.
Fermo restando la validità generale dell’offerta formativa e la buona
gestione dei percorsi da parte degli enti, come sottolineato nel capitolo
precedente, vogliamo evidenziare due aspetti che sono venuti in rilievo
che contribuiscono in modo sostanziale al buon esito dei corsi: le capacità
organizzative dell’ente, la capacità di essere educatori da parte dei
formatori/docenti.
Proprio la stretta relazione che abbiamo verificato tra il benessere
della classe e la presenza di questi due importanti elementi ci porta a dire
che il successo formativo si costruisce all’interno di un processo che
coinvolge tutte le parti in gioco: studenti, staff formativo, coordinamento
e dirigenza.
Per quanto riguarda le capacità organizzative dell’ente ci riferiamo ai
seguenti fattori la cui presenza si riflette sugli esiti formativi in termini di
successo, di benessere percepito dagli studenti e dagli operatori stessi:
•
la chiarezza e il riconoscimento dei ruoli;
•
la cura delle relazioni: formali e informali di chiunque entra “in
contatto” con l’organizzazione;
•
la definizione chiara e la tenuta sulle regole;
•
la costruzione di uno staff formativo stabile, solido e affiatato;
•
la dimensione strutturale, il luogo fisico: la definizione di uno
spazio dove gli studenti identifichino un “territorio” che sentano
proprio, che sia organizzato in relazione a scopi definiti e precisi
e nello stesso tempo sia personalizzabile, che possa esprimere
che lo frequenta.
In relazione a ciò che possiamo definire attenzione pedagogica o
clima educativo, a quegli aspetti di talento e passione professionale, a
tutta quella sfera che difficilmente può rientrare con criteri oggettivabili in
azioni di monitoraggio, ma che permea i gesti, le relazioni, gli ambienti
formativi stessi, abbiamo rilevato alcuni elementi che “fanno la
differenza” dell’azione educativa:
•
l’attenzione e la cura della relazione personale con ciascun
studente da parte dei formatori;
•
la presa in carico della persona in termini globali, non solo per gli
aspetti di performance scolastiche/formative, consapevoli
peraltro che i percorsi di formazione professionale hanno obiettivi
Pagina 26 di 60
e risorse finalizzate e non possono offrire soluzioni per tutte le
circostanze. Resta pur vero che occupandosi di adolescenti
occorre ascoltare e accogliere istanze che hanno a che fare con la
costruzione dell’identità personale, con la ricerca del senso delle
cose, con la dimensione del futuro da immaginare, progettare,
costruire;
•
l’investimento personale e la passione dei singoli formatori per la
professione svolta. È difficile mettere in rilievo questi aspetti,
senza rischiare di dire cose scontate o di incorrere nelle insidie
del terreno degli aspetti sindacali, ma non possiamo non rilevare
(senza averlo posto come oggetto di monitoraggio) che dietro
alle situazioni di successo formativo e di benessere complessivo
degli studenti vi sono professionisti appassionati, generosi,
competenti.
Possiamo concludere il presente report rispondendo a questa
domanda: che stato di salute ha dimostrato di avere quest’anno il
sistema della formazione professionale in provincia di Varese?
Il quadro di incertezza normativa, accresciuta rispetto al passato, e
le risorse in continua contrazione provocano precarietà e discontinuità del
personale (con evidenti ricadute relazionali sugli studenti), tempi
ridottissimi per la progettazione didattica comune e il raccordo degli staff
formativi, impossibilità di garantire figure di sopporto e coordinamento
che spesso “strappano” l’esercizio di questi ruoli da altre funzioni o dal
proprio tempo personale, in questo quadro dunque la formazione
professionale continua ad affrontare con passione, determinazione,
chiarezza di obiettivi, buoni risultati, le sfide della formazione rivolta ad
una fascia di studenti che non troverebbe in altri sistemi risposte
altrettanto efficaci e soddisfacenti.
Possiamo solo augurarci che possa continuare in condizioni migliori.
Pagina 27 di 60
ALLEGATI
Allegato 1.
Scheda di sintesi sulle caratteristiche della classe
Allegato 2.
Traccia per il colloquio guidato con la classe
Allegato 3.
Questionario per gli allievi
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Scheda di presentazione della classe
- percorsi triennali 2006/07
La presente scheda di rilevazione si colloca all’interno dell’attività di
monitoraggio per i percorsi triennali che ha come oggetto il successo
formativo, rilevato attraverso l’analisi delle strategie e degli strumenti utilizzati
dagli enti e il livello di percezione di benessere espresso dagli allievi.
La compilazione della scheda ha due obiettivi:
•
raccogliere elementi sulle caratteristiche della classe in modo da
poter meglio mirare il colloquio realizzato dagli operatori provinciali;
•
raccogliere elementi sulle buone pratiche utilizzate dagli enti proprio in
relazione alle caratteristiche della classe stessa.
Si invita a farci pervenire la scheda compilata entro il ……….
Grazie per la collaborazione
DATI ANAGRAFICI
Ente, ID e denominazione del corso
Composizione della classe
Maschi/femmine
N. allievi disabili con diagnosi funzionale
Stranieri
N. allievi provenienti da altri paesi
Difficoltà con la lingua italiana:
• scritta
• parlata
Altri tipi di difficoltà che presentano
Allievi problematici
Presenza di altri allievi che mostrano forme di
disagio: quanti sono e che tipo di disagio
evidenziano?
DIDATTICA
Indicare le Unità di apprendimento realizzate
e/o previste
Evidenziare gli elementi significativi che
caratterizzano l’attività formativa
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Vengono realizzate unità/àttività specifiche per i
allievi con disabilità?
Indicare quali
Proposte extra-didattiche
Vengono proposte attività extradidattiche?
Quali e con quale obiettivo?
STAFF FORMATIVO
Composizione dello staff
Docenti che compongono lo staff formativo e
relativa area disciplinare
Altre figure coinvolte
Figure di sostegno
È presente il docente di sostegno e per quante
ore la settimana sulla classe?
Sono presenti altre figure di supporto e per
quante ore la settimana sulla classe?
Metodologia di lavoro dello staff
Raccordo e condivisione metodologica e
didattica
Incontri di staff: articolazione e tempi
CLIMA DI CLASSE
Livello di integrazione tra compagni di classe
in relazione a:
• allievi disabili
• allievi stranieri
Interesse rispetto alle discipline/attività
Coinvolgimento e partecipazione al percorso
didattico
ASPETTI RELAZIONALI
Rapporto con le famiglie
Con che modalità avvengono?
Rispetto a quali argomenti?
Difficoltà incontrate e soluzioni adottate
Osservazioni varie
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ENTE
CLASSE
DATA
Traccia per la gestione dell’interazione con gli allievi
Diversità/Novità
rispetto allo scorso
anno:
Tutor:
Coordinatore:
Docenti:
Direttore:
Altre figure:
UA:
LARSA:
Altre attività:
Portfolio:
Valutazione:
Famiglie:
Cosa funziona bene,
cosa vi piace:
Cosa NON funziona,
cosa NON vi piace:
Regole:
Clima, soddisfazione
complessiva:
Quanti intendono
proseguire nella
formazione:
Clima di classe
durante l’incontro:
Note:
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Monitoraggio dei percorsi triennali 2006/2007
Questionario di valutazione degli allievi
Corso e classe frequentata
data
Ti chiediamo di esprimere la tua opinione sul corso che stai frequentando, mettendo una crocetta in
corrispondenza del punteggio – da 1 (molto negativo) a 10 (molto positivo) – che vuoi assegnare a
ciascuna delle voci indicate.
Inoltre, troverai alcune domande aperte a cui ti chiediamo di rispondere
scrivendo quello che pensi.
Leggi con calma le domande e chiedi spiegazioni se c’è qualcosa che non hai
capito.
Ti raccomandiamo di mantenere ANONIMO il questionario e di rispondere a TUTTE le domande. Grazie
CONTENUTI
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Ti sembrano interessanti gli argomenti affrontati a scuola? (1=non sono per
niente interessanti; 10=sono molto interessanti)
C’è qualche argomento/materia o attività che ti è piaciuto in modo particolare?
DIDATTICA
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Quando spiegano i tuoi insegnanti parlano in modo chiaro? Li capisci
facilmente? (1=non parlano in modo chiaro e ho difficoltà a capirli; 10= parlano in
modo chiaro e non ho alcuna difficoltà a capirli)
Il modo con cui si svolgono le lezioni ti coinvolge e ti aiuta a restare
attento e concentrato? (1=non mi sento per niente coinvolto; 10= mi sento
particolarmente coinvolto e partecipe)
Riesci a capire
il collegamento tra le materie teoriche e pratiche?
(1=non trovo nessun collegamento; 10=trovo collegamenti fra tutte le materie
teoriche e quelle pratiche)
Se durante l’anno hai svolto delle attività di recupero/approfondimento
(LARSA) come valuti la loro utilità rispetto al miglioramento della tua
preparazione? (1= nessuna utilità; 10= grande utilità)
SPAZI E STRUMENTI
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Gli spazi, gli strumenti e le tecnologie che la scuola ti mette a
disposizione (es. aule, laboratori, computer, macchine e strumenti …) ti
sembrano adeguati alle attività che devi svolgere? (1=non sono assolutamente
adeguati; 10=sono particolarmente adeguati e aggiornati)
Ci sono delle cose (spazi, strumenti, attrezzature ecc.) che secondo te mancano nella tua scuola e di
cui senti il bisogno? Potresti dirci quali?
APPRENDIMENTI
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Il corso ti sta aiutando ad acquisire conoscenze teoriche generali (es:
italiano, matematica, inglese, storia, ecc.)? (1=non ho imparato niente; 10=ho
imparato molto)
Il corso ti sta aiutando ad acquisire conoscenze tecniche (es. materie
professionali)? (1=non ho imparato niente; 10=ho imparato molto)
Il corso ti sta aiutando ad acquisire le capacità pratiche (es. i laboratori)
previste dalla qualifica professionale? (1=non ho imparato niente; 10=ho
imparato molto)
SODDISFAZIONE COMPLESSIVA
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Sei soddisfatto dei risultati che hai ottenuto fino a questo momento?
(1=non sono assolutamente soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto)
Sei soddisfatto del rapporto che hai con i tuoi compagni di classe? (1=non
sono assolutamente soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto)
Sei soddisfatto del rapporto che hai con gli insegnanti? (1=non sono
assolutamente soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto)
Sei soddisfatto del rapporto che hai con il tuo tutor? (1=non sono
assolutamente soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto)
La scuola informa la tua famiglia su quello che fai? (1= per niente; 10=
informa continuamente la mia famiglia)
Sei soddisfatto della scuola che hai scelto? (1=non sono assolutamente
soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto)
Se c’è qualcosa del corso che stai frequentando che non ti piace scrivila qua sotto...!
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PIANO DI MONITORAGGIO E
ACCOMPAGNAMENTO DEI PERCORSI
TRIENNALI 2007/08
In relazione al graduale consolidamento dei percorsi triennali di
formazione professionale avviati nel settembre 2003 nell’ambito della
sperimentazione regionale, per l’anno formativo 2007/08 la Regione
Lombardia, attraverso l’Agenzia Regionale Istruzione Formazione Lavoro,
ha avviato un progetto denominato “Formazione congiunta e
accompagnamento per operatori dei percorsi sperimentali di Istruzione
Formazione Professionale”, gestito in stretta collaborazione con l’Ufficio
Scolastico Regionale per la Lombardia e con le Province Lombarde.
Lo scopo del progetto è quello di offrire occasioni strutturate di
formazione e tutoring in riferimento agli elementi maggiormente
qualificanti della sperimentazione regionale.
Nell’ambito di tale progetto regionale si è definito un modello di
monitoraggio che le province, con differenti modalità operative,
avrebbero implementato nei propri territori di riferimento.
La Provincia di Varese per l’anno 2007/08 ha proposto una modalità
di monitoraggio che tiene conto del percorso di formazione che l’Agenzia
Regionale Istruzione Formazione Lavoro ha avviato e, in attesa della sua
realizzazione, ha predispone e attuato la seguente azione di
monitoraggio.
L’impianto di monitoraggio ha voluto rilevare lo stato di
attuazione
del
modello
progettuale
previsto
dalla
sperimentazione regionale al fine di raccogliere elementi utili alla
definizione di un breve percorso di formazione formatori con
l’obiettivo di supportare il sistema nell’applicazione del modello.
L’oggetto di monitoraggio pertanto è riferito alle modalità di
realizzazione dei percorsi di qualifica triennale.
Sono stati monitorati tutti i settori professionali presenti presso
gli enti di formazione. A seguito dell’elaborazione degli elementi raccolti è
stato definito e realizzato un percorso di formazione/approfondimento
delle tematiche individuate punti critici e/o punti su cui offrire un
supporto.
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Il piano di monitoraggio e accompagnamento per l’anno in corso ha
previsto la seguente articolazione:
Le modalità di realizzazione dei percorsi di qualifica
Oggetto di
triennale in relazione ad alcuni elementi della
monitoraggio sperimentazione triennale regionale: normativa, OSA,
metodologia, certificazione delle competenze
Modalità e
strumenti
Invio di una scheda presso ciascun ente e compilazione da
parte del referente del settore o del direttore del centro.
Compilazione di una scheda per ogni settore presente
presso l’ente.
Invio delle schede compilate entro mercoledì 9 aprile
2008.
A seguito dell’elaborazione del materiale raccolto proposta
di un percorso di formazione/aggiornamento rivolto
agli operatori del sistema.
Al termine dell’indagine e del percorso di formazione
elaborazione, da parte degli operatori della Provincia, di un
Report che descrive il quadro della situazione.
Campione
L’invio delle schede e la relativa compilazione della stessa
riguardano tutti gli enti del territorio provinciale.
Tempistica
L’invio e la relativa restituzione delle schede prevista per i
mesi di marzo e aprile. Il percorso di
formazione/aggiornamento realizzato nel corso del mese di
maggio.
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RILEVAZIONE E CONDIVISIONE DEI FABBISOGNI AI FINI
DELLA DEFINIZIONE DELLE GIORNATE DI FORMAZIONE E
AGGIORNAMENTO
La scheda per la rilevazione dei fabbisogni ha avuto l’obiettivo, oltre
all’acquisizione di elementi che fotografano il sistema dei corsi di qualifica
triennale, di raccogliere dati utili alla predisposizione della proposta del
percorso di formazione e aggiornamento realizzato nel mese di maggio
2008.
La scheda per la rilevazione dei fabbisogni è stata strutturata nella
forma di un questionario in parte a risposta chiusa, in parte a risposta
aperta; per ogni questione affrontata è sempre stato possibile utilizzare
un campo aperto laddove le opzioni previste non fossero esaustive.
Gli oggetti affrontati, in coerenza con le opzioni del progetto, sono
stati i seguenti:
• Conoscenza della normativa di riferimento ai fini della
realizzazione di percorsi di qualifica professionale triennali
sperimentali
• Obiettivi Specifici di apprendimento
• Aspetti metodologici del percorso
• Valutazione
• Certificazione delle competenze
• Esami di qualifica regionale
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ESITI
DATI GENERALI
N. classi prime
N. classi seconde
N. classi terze
totale
N. alunni classi prime
N. alunni classi seconde
N. alunni classi terze
totale
ASSOLUTI TOTALI
38
36
35
109
844
775
665
2284
PERCENTUALI
34,9%
33,0%
32,1%
100,0%
37,0%
33,9%
29,1%
100,0%
Conoscenza della normativa di riferimento ai fini della realizzazione
di percorsi di qualifica professionale triennali sperimentali
La direzione del CFP possiede documentazione relativa alla normativa di
riferimento dei percorsi sperimentali triennali di Istruzione e Formazione
Professionale della Regione Lombardia?
Standard minimi di cui all’accordo in Conferenza Unificata del 14 gennaio
2004
SI
31
100,0%
NO
0
0,0%
totale
31
100,0%
DM 139/07
SI
31
100,0%
NO
0
0,0%
totale
31
100,0%
DG Istruzione Lavoro, DDG 10 Aprile 2007 n. 3618 “Approvazione degli
Obiettivo Specifici di Apprendimento
relativi ai percorsi triennali
sperimentali di Istruzione e Formazione professionale della Regione
Lombardia
SI
31
100,0%
NO
0
0,0%
totale
31
100,0%
DG Istruzione Lavoro, DDG 10 Aprile 2007 n. 3616 “Approvazione dei
documenti “Certificazione delle competenze e riconoscimento dei crediti
formativi – Attuazione dell’accordo in Conferenza Unificata del 28 Ottobre
2004” e “Linee guida per il passaggio tra sistemi di istruzione e di
istruzione e formazione professionale”
SI
31
100,0%
NO
0
0,0%
totale
31
100,0%
Pagina 37 di 60
Informazioni
Il CFP ha assicurato la diffusione della normativa tra i docenti/formatori
impegnati nel percorso sperimentale?
SI
In
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
96,8%
NO
0%
IN PARTE 3,2%□
che modo:
Equipe e riunioni plenarie
Mettendo a disposizione il materiale in visione – distribuendo gli osa del settore
Attraverso riunioni in plenaria nei consigli di classe e, successivamente,
attraverso incontri ed illustrazione individuale per i colleghi inseriti in momenti
successivi
Comunicazione in data di emissione dei documenti. Messa a disposizione dei
documenti cfr. Dossier documenti armadio segreteria sistema qualità
La normativa è archiviata sul server in un luogo accessibile ai docenti/formatori.
- tramite avvisi quando arriva qualche nuovo documento. - istituzione di un
gruppo di lavoro ad hoc
Tramite comunicazioni e durante le riunioni collegiali
Tramite comunicazioni e durante le riunioni collegiali
Comunicazioni durante gli incontri collegiali
Le normative sono consultabili presso il centro e il materiale “operativo” viene
consegnato direttamente ai docenti; ad inizio anno si tiene una riunione in cui si
illustrano indicazioni, osa, strumenti di lavoro
I coordinatori hanno a disposizione tutta la normativa sopra citata; a ogni
docente vengono consegnati gli standard minimi della propria disciplina
Riunioni informative, formazione in provincia, distribuzione materiali
Consigli di classi e distribuzione copia materiale
Trasmissione documentazione OSA e revisione condivisa progettazione a seguito
normative
Invio per email; Riunione con i docenti
Riunioni informative, distribuzione materiali, partecipazione alla formazione
proposta dalla Provincia
Rispetto a quali aspetti e/o contenuti l’informazione sulla normativa
relativa ai percorsi sperimentali triennali dovrebbe essere meglio
conosciuta, approfondita, completata dai docenti?
o
o
o
o
o
o
o
o
Stesura e applicazione del psp
Difficoltà di compilazione/redazione del psp (interpretative, metodologiche) difficoltà di adeguare la programmazione alle normative (assetti
assistenti/cambiamenti veloci…)
Aspetti operativi e traduzione in realtà dei principi
Dg istruzione lavoro, ddg 10 aprile 2007 n. 3616 “approvazione dei documenti
“certificazione delle competenze e riconoscimento dei crediti formativi,
soprattutto la certificazione delle competenze ed il riconoscimento dei crediti
formativi
Dovrebbe essere approfondita la normativa inerente la certificazione delle
competenze e riconoscimento dei crediti formativi, inoltre quella riguardante la
costruzione del piano di studio personalizzato (psp).
Non si sono avuti rilievi in merito.
Difficoltà di compilazione del psp, risulta difficile seguire i continui cambiamenti
normativi che sono in continua evoluzione
Approfondimenti sugli osa e aggiornamento degli stessi in relazione ai gruppi di
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lavoro tra regione lombardia e usr
Applicazione competenze osa nel contesto del territorio di riferimento
Linee guida per il passaggio tra sistemi di istruzione e di istruzione e formazione
professionale”
o Risulta fondamentale che i docenti siano consapevoli e condividano la necessità
di una maggiore valorizzazione del sistema della formazione professionale che
deve essere riconosciuta come esperienza formativa dotata di valenze
pedagogiche, culturali, sociali e professionali, e che i cfp rappresentino un
luogo di crescita e di valorizzazione della persona.
Si sente grande necessità di una migliore e più condivisa applicazione
dell’impostazione didattica strutturata in Unità di apprendimento, basate sulla
pedagogia del compito e sullo sviluppo dell’interdisciplinarietà.
Risulta ancora difficile:
trasformare i contenuti disciplinari in competenza
attuare una didattica attiva legata a compiti reali
individuare, organizzare e realizzare unità di apprendimento che coprano la
maggior parte dell’attività didattica
Certamente la normativa in continua evoluzione e modifica non aiuta a creare
credibilità, motivazione e mobilitazione da parte del gruppo dei Docenti che
deve troppo spesso riformulare la propria programmazione.
Inoltre anche le modalità organizzativo/finanziarie del CFP si traducono in
elemento di forte criticità e spesso di difficile comprensione e gestione (bandi,
corsi a budget, quote capitarie, doti …..)
o
o
Obiettivi Specifici di Apprendimento
Analisi dell’implementazione degli OSA
La progettazione delle attività didattiche tiene conto degli OSA?
SI 51,6%
In che modo:
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
NO
0%
IN PARTE 48,4%□
Nonostante gli incontri organizzati, non tutti i docenti hanno sviluppato
opportuna padronanza di metodo
1° anno in corso: si - 2° e 3° anno in corso: in via di adeguamento
Sono lo “spirito guida” della progettazione e della sua trasposizione in realtà
Il psp è strutturato e realizzato tenendo conto degli osa che si cerca di
raggiungere applicando il più possibile le metodologie didattiche indicate dalla
sperimentazione triennale. (didattica attiva, compiti reali, uda…)
Gli osa vengono declinati da ogni singolo insegnante nella propria
programmazione
Diffusione; costruzione dei programmi e/o uda tenendo conto degli osa
Si per la prima annualità, in parte per la seconda e terza.
Le attività didattiche sono impostate in funzione del raggiungimento delle
competenze previste in uscita
Solo in riferimento alla progettazione delle uda del primo anno
Pianificazione uda con declinazione obiettivi specifici, declinazione competenze
acquisite
Nella progettazione delle unità di apprendimento e programmazione annuale dei
docenti
Applicazione uda aventi per esito le competenze stabilite in base agli osa
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Criticità e questioni aperte
Elementi critici identificati dal CFP nell’implementazione degli OSA e
relative motivazioni
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
E’ emersa la difficoltà di realizzare incontri collegiali in cui siano presenti la
totalità degli interessati
Difficoltà di adeguamento veloce ai cambiamenti
Difficoltà di sincronizzazione tra le aree - sono a tratti velleitari nella misura in
cui non tengono conto di caratteristiche e potenzialità degli utenti
Lo scarso livello di apprendimento degli allievi non garantisce il pieno
raggiungimento degli esiti proposti.
Difficoltà di adattare gli osa agli specifici gruppi classe; ridotto tempo di
esecuzione
Non sono stati identificati elementi critici
Precarietà dei docenti. I docenti di ruolo sono in numero ridotto
Precarietà dei docenti con difficoltà nell’organizzare incontri collegiali di
progettazione.
Precarietà dei docenti e quindi difficoltà a programmare incontri collegiali
Necessità di anticipare alcuni contenuti in relazione alla realizzazione di alcune
unità di apprendimento; - implementazione degli stessi alla luce degli esiti dei
gruppi di lavoro
Applicazione osa alla differenziazione delle realtà lavorative presenti sul territorio
di riferimento
Manca una suddivisione per annualità degli osa; spesso le conoscenze ed abilità
collegate alle competenze sono troppo ampie e generiche (es: colorimetria) e
non forniscono perciò un reale aiuto alla progettazione didattica.
La progettazione e la programmazione didattica si devono però confrontare con
problematiche legate a due aspetti diversi:
Sul fronte allievi:
ƒ Eterogeneità a livello di prerequisiti di base
ƒ Eterogeneità a livello di età e, quindi, di esperienze scolastiche
precedenti
ƒ Presenza di un elevato numero di allievi diversamente abili, con diagnosi
funzionale e non
ƒ Presenza di elementi con problemi particolarmente rilevanti a livello
personale e familiare
ƒ Motivazione degli allievi rispetto alla scelta del percorso
Sul fronte operatori:
ƒ Precarietà e quindi impossibilità di costruire un rapporto di continuità
didattica
ƒ Difficoltà ad organizzare gli incontri collegiali necessari per socializzare le
modalità didattiche e per creare comunione di intervento
ƒ Difficoltà a coprire le necessità legate sia alla programmazione didattica
che agli interventi e all’attenzione/ascolto richiesta dagli allievi in
particolari situazioni
ƒ Difficoltà nell’organizzare l’orario scolastico che possa opportunamente
sviluppare la modularità delle diverse aree disciplinari
ƒ Carenza di risorse umane che si traducono in difficoltà di consentire un
insegnamento che tenga conto dei diversi livelli degli allievi, che non
possono essere seguiti nell’intero gruppo classe
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Aspetti metodologici del percorso
Tra le attività dedicate all’accoglienza è stata prevista la rilevazione delle
motivazioni individuali al percorso scolastico scelto?
SI
100%
NO
Se SI, sono stati usati:
test
64,5%
colloqui individuali
74,2%
altro (specificare)
o Schede individuali per allievo
o Schede book
o Giochi di ruolo, open day, visite aziendali, stage motivazionali e di orientamento
o
o
o
Attività strutturate e non all’interno della prima fase di accoglienza
Attività didattica in aula
Attività strutturate e non strutturate tese alla rilevazione di motivazione,
attitudine ed interessi
Se no perché:
Durante l’accoglienza sono state previste attività per la rilevazione dei
livelli di competenza in ingresso?
SI
90,3%
NO
9,7%
Se SI, sono state svolte rilevazioni in:
discipline area dei linguaggi
90,3%
discipline area scientifica
90,3%
discipline area tecnologica informatica
25,8%
discipline area professionale
16,1%
più aree: (specificare)
o area delle capacità personali con attività di: - individuazione stili di
apprendimento; - scoperta punti di forza e di debolezza; - conoscenza di se
o attività di gruppo
Se no perché:
o Durante l’accoglienza le attività sono dedicate prioritariamente alla conoscenza
della classe, alla formazione del gruppo, alla rilevazione della motivazione, alla
spiegazione dettagliate del corso, all’osservazione delle dinamiche tra gli alunni
in modo da calibrare interventi ad hoc, alla costituzione/condivisione del patto
d’aula, alla presentazione delle figure di riferimento del Centro, alle spiegazione
delle norme di Istituto. È importante per noi sin da subito “agganciare “ gli
alunni, creare un rapporto positivo e di fiducia sin dai primi momenti di
permanenza nel centro; l’attenzione è posta sulla “persona”
o La fase dell’accoglienza è destinata specificatamente alla conoscenza degli
allievi, alla presentazione dell’Ente, dei percorsi formativi e delle figure di
riferimento. In questa fase si costituisce il “patto d’aula” e vengono presentate
le norme di Istituto. Si pongono gli alunni, le loro motivazioni ed attitudini in
primo piano.
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Sono state previste attività per inserire efficacemente l’alunno
nell’ambiente scolastico?
SI
100%
NO
Se SI, quali ambiti sono stati privilegiati?
conoscenza dell’ambiente / struttura dell’edificio
87,1%
conoscenza dei laboratori
77,4%
conoscenza tra i compagni
100%
conoscenza del settore professionale
90,3%
altro (specificare)
o Conoscenza formatori/operatori; conoscenza metodologie
o Attività di gruppo per favorire la formazione di un buon clima di classe, schede
di presentazione personale
o Conoscenza personale, ruoli lavorativi e servizi offerti dal CFP
Con quali modalità
colloqui individuali
48,4%
attività di gruppo
100%
test
41,9%
altro: specificare
o Accoglienza iniziale, riti di auto/presentazione del primo giorno di scuola, tutor
come referente informativo del gruppo classe
o Visite guidate e testimonianze privilegiate
o Realizzazione planimetrie; realizzazione interviste ed elaborazione
profili/presentazioni
Se no perché:
Le attività di accoglienza hanno influenzato la progettazione didattica dei
docenti?
SI
93,5%
NO
6,5%
Se SI sono stati coinvolti:
la programmazione disciplinare in relazione ai livelli di
80,6%
competenza in ingresso
le attività didattiche in relazione alle caratteristiche
74,2%
soggettive degli alunni
la progettazione complessiva in relazione ai bisogni
58,1%
formativi degli alunni
altro (specificare)
Se no perché:
o Non si sono rilevati dati sulle competenze in ingresso nell’attività di accoglienza
specifica, i singoli docenti all’interno delle loro ore hanno poi rilevato secondo le
proprie modalità i livelli degli alunni
Sono state previste attività per l’orientamento individuale di ciascun
alunno?
SI
100%
NO
Se SI con quali strumenti?:
colloqui individuali con il tutor
100%
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valutazione del consiglio di classe
54,8%
valutazioni disciplinari
29,0%
altro specificare
o Colloqui da parte dello psicologo con alcuni allievi e con la famiglia
o Colloqui individuali con il coordinatore/ attività con il docente di orientamento
o Attività nell’area personalizzazioni
o Osservazione alunno; attività svolte durante l’accoglienza
o Attività in aula
o Colloqui con psicologo che gestisce moduli personalizzati di orientamento e
motivazione al percorso
Se no perché:
Durante l’anno scolastico sono stati previsti momenti per la rilevazione
dello stile di apprendimento degli alunni?
SI
83,9%
NO
16,1%
Se SI sono stati usati:
test
54,8%
colloqui individuali
67,7%
griglie di osservazione
29,0%
altro specificare
o U.d.A n.2 (imparare ad imparare)
o Schede book
o All’interno delle singole discipline i docenti hanno rilevato eventuali difficoltà
specifiche nell’apprendimento della propria materia
o All’interno delle ore di personalizzazione; all’interno della compilazione del
portfolio
Se no perché:
sono tuttora in discussione le modalità
Durante le attività sono stati previsti momenti per la rilevazione dello stile
relazionale degli alunni?
SI
100%
NO
Se SI sono stati usati:
test
32,3%
colloqui individuali
90,3%
griglie di osservazione
35,5%
altro specificare
o Osservazione delle dinamiche di gruppo nei momenti strutturati e non
o Giochi di ruolo - attività di gruppo
o Attività di gruppo
o Si raccolgono le osservazioni spontanee, si valutano le dinamiche durante i
consigli di classe
o Osservazione dinamiche in classe; attività del modulo di sviluppo personale
o Osservazione del tutor e dei docenti, condivise in consiglio di classe
Lezioni ed esercitazioni di comunicazione e relazione interpersonale/osservazione
lavori di gruppo all’interno delle ore di personalizzazione
Se no perché:
Pagina 43 di 60
In caso di scarso successo negli apprendimenti, sono state svolte attività
per la rilevazione delle motivazioni ?
SI
100%
NO
Se SI attraverso:
autovalutazione dell’alunno
41,9%
colloqui individuali con il tutor
96,8%
altro specificare
o Colloqui con lo psicologo, incontri con la famiglia
o Sportello di ascolto psicologico
o Condivisione nei consigli di classe
Se no perché:
In caso di insuccesso, sono state svolte attività di rimotivazione /
riorientamento?
SI
100%
NO
Se SI quali attività sono state svolte?
gruppi di recupero per specifiche competenze
71,0%
recupero individuale
64,5%
colloqui motivazionali
100%
attività di approfondimento del settore professionale
41,9%
(visite, colloqui con esperti ecc.)
altro specificare
Se no perché:
Sono stati individuati docenti referenti dell’orientamento all’interno del
Consiglio di classe?
SI
100%
NO
Se SI, quali:
tutor
51,6%
coordinatore di classe
25,8%
docenti area professionale
9,7%
altro
12,9%
altro(specificare)
o Docente disciplina specifica
o Psicologo
o Docenti psicologi che operano nel monte ore trasversale
o Orientatore
o Coordinatore area personalizzazioni
o Coordinatore orientamento
o Psicologo/invio a servizi specifici del cfp in materia di orientamento
o Referente educativo di area
Se no perché:
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UDA del Piano di Studi Personalizzato
267
26
75
162
4
Totale
Area di base
Area professionalizzante
Pluriarea
Disciplinari
Le UDA coprono
La totalità del monte ore di insegnamento
Solo una parte delle ore di insegnamento
(nelle altre ore le discipline sviluppano i
contenuti e le competenze loro attinenti in
modo autonomo)
Le UDA - durata
Le UDA hanno una durata media di N°
di attività
La più breve dura N°
ore
La più lunga dura N° ore
ore
100,0%
9,7%
28,1%
60,7%
1,5%
0%
33%
93,5 h
5h
381 h
Valutazione
Aspetti/Dimensioni
Specificare il tipo di valutazione
valutate
Conoscenze
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Abilità
o
o
o
Voto in 100esimi
Schede di verifica – prove – schede di autovalutazione –
schede di progettazione - colloqui - esercitazioni
Scala decimale ricondotta al gisbo
Test formativi e sommativi,
Verifiche scritte e orali, talvolta usando strumenti auto
valutativi
Punteggio espresso in centesimi
Con giudizio e punteggio espresso in centesimi
Verifiche; test a scelta multipla
Rubriche
Prove orali, prove scritte, prove pratiche
Libretto di valutazione e griglie specifiche
Test, relazioni, verifiche scritte e interrogazioni orali
Valutazione autentica attraverso strumenti di verifica
previsti nelle u.d.a., prove di laboratorio per specifiche
abilità professionali e prove strutturate e semistrutturate
soprattutto per le conoscenze
Prove orali, prove scritte, prove pratiche
Voto in 100esimi
Schede di verifica – prove – schede di autovalutazione –
schede di progettazione - colloqui - esercitazioni
Scala decimale ricondotta al GISBO
Pagina 45 di 60
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Competenze
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Comportamento
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Simulazioni, role playing
Prove scritte e pratiche, talvolta usando strumenti auto
valutativi
Punteggio espresso in centesimi
Con giudizio e punteggio espresso in centesimi
Problem solving
Rubriche
Libretto di valutazione e griglie specifiche
Realizzazione elaborati (cartelloni, presentazioni,
decorazioni, vetrine, etc.)
Valutazione autentica attraverso strumenti di verifica
previsti nelle u.d.a., prove di laboratorio per specifiche
abilità professionali e prove strutturate e semistrutturate
soprattutto per le conoscenze
Prove orali, prove scritte, prove pratiche
Rubrica/voto in 100esimi
Schede di verifica – prove – schede di autovalutazione –
schede di progettazione - colloqui - esercitazioni - rubriche
di valutazione
Scala GISBO
Simulazioni, casi reali, unità di apprendimento con
realizzazione di prodotti, osservazioni sulle modalità di
lavoro
Osservazione e autovalutazione un contesti di compito reale
(uda)
Punteggio espresso in centesimi
Con giudizio e punteggio espresso in centesimi
Rubriche
Libretto di valutazione e griglie specifiche
Rubriche di valutazione processi di lavoro e prodotti finali
Valutazione autentica attraverso strumenti di verifica
previsti nelle u.d.a., prove di laboratorio per specifiche
abilità professionali e prove strutturate e semistrutturate
soprattutto per le conoscenze
Prove orali, prove scritte, prove pratiche
Rubrica/voto in 100esimi
Colloqui - rubriche di valutazione - osservazione
Scala GISBO su partecipazione- applicazione - interazione
col gruppo e i docenti - rispetto delle regole - cura degli
strumenti attrezzature
Osservazione e analisi al fine di decodificare le diverse
modalità di agire
Griglie di osservazione
Punteggio espresso in centesimi
Con giudizio e punteggio espresso in centesimi
Rubriche
Pagella
Valutazione da parte del consiglio di classe degli indicatori
presenti nel libretto
Libretto di valutazione e griglie specifiche
Schede di osservazione; strumenti di gestione del contratto
d’aula volti a verificare il rispetto delle regole stabilite
La valutazione dei diversi aspetti avviene utilizzando più
strumenti: - costanza e tenuta: scala di valutazione
Pagina 46 di 60
o
Stage
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Rendimento
complessivo
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Altro (specificare)
o
o
o
correlata alla percentuale di assenze; - rispetto delle regole:
traduzione in punteggio delle annotazioni effettuate dai
docenti sul “registro educativo”, strumento interno per la
rilevazione dei comportamenti individuali devianti (che
producono punteggi negativi) o coerenti (che al contrario si
trasformano in punteggi positivi); - altri aspetti: media della
valutazione strutturata dei singoli docenti
Valutazione da parte del consiglio di classe degli indicatori
presenti sul libretto
Voto in 100esimi
Questionario
Scala GISBO dello staff formativo che valuta
complessivamente il raggiungimento degli obiettivi dell’uda,
considerando la valutazione aziendale e l’autovalutazione
dell’allievo
Valutazione reale delle attività e dei comportamenti rispetto
agli obiettivi stabiliti nel progetto formativo
Osservazione e autovalutazione un contesti di compito reale
Punteggio espresso in centesimi
Con giudizio e punteggio espresso in centesimi
Rubriche
Rubriche - pagella
Auto- valutazione e valutazione da parte dell’azienda
ospitante
Libretto di valutazione e griglie specifiche
Autovalutazione; schede di valutazione azienda e tutor
Questionari di valutazione da parte dell’azienda delle
competenze tecniche e dei comportamenti, adottando il
modello proposto dalle ats sperimentali.
Autovalutazione e valutazione da parte dell’Azienda
ospitante
Voto in 100esimi
Scheda di valutazione formativa
Vedi scheda specifica
Sintesi di tutte le valutazione utilizzate
Consiglio di classe – colloquio col tutor
Punteggio espresso in centesimi
Con giudizio e punteggio espresso in centesimi
Rubriche
Pagella
Libretto di valutazione e griglie specifiche
Schede di valutazione fine ciclo e informative per le famiglie
Valutazione di fine corso, adottando il modello del Libretto
Formativo
Prove orali, prove scritte, prove pratiche
Unità di apprendimento. N.b.: la valutazione, codificata dal sistema qualità e
utilizzata all’interno dell’intera associazione ciofs, copre tutti gli
aspetti/dimensioni evidenziati ed è espressa in centesimi.
Valutazione descrittiva delle competenze acquisite (portfolio-schede di
valutazione)
Valutazione descrittiva, portfolio, scheda di valutazione.
Pagina 47 di 60
La valutazione sommativa si realizza:
Fine fase (ciclo, quadrimestre)
Fine modulo (disciplina, UA)
Fine anno
Altro modo
83,9%
48,4%
80,6%
Strumenti per la formalizzazione della valutazione sommativa
Rubriche
Libretto di valutazione allievo
Pagella
Altro (specificare)
54,8%
45,2%
87,1%
o
o
o
Relazione psicologica e attitudinale - scheda di valutazione formativa - schede di
verifica
Durante gli scrutini di fine anno viene compilato anche un file *.xls che calcola
pesi e punteggi finali
Portfolio delle competenze
Certificazione delle competenze
Se prevista, quando
A fine modulo/UA
A fine ciclo
A fine anno
A fine stage
A fine triennio
Altro (specificare)
o
o
o
o
3,2%
6,5%
22,6%
6,5%
100%
La certificazione delle competenze viene: - rilasciata in qualsiasi momento
l’allievo esca dal percorso formativo del cfp; - compilata per la valutazione di
allievi provenienti da altri percorsi scolastici, che richiedano l’inserimento in
annualità successive alla prima
A fine anno solo se richiesto dall’utenza per esigenze particolari
Riconoscimento dei crediti
Al ritiro o al passaggio ad altro percorso formativo. N.b. La valutazione delle
competenze viene effettuate a fine UA e a fine stage, ma la certificazione delle
stesse in senso stretto viene rilasciata al termine del triennio o in occasione di
un ritiro o passaggio ad altro percorso
Con riferimento a:
OSA di base
OSA professionali
Altro (specificare)
Con quali strumenti:
Allegati all’Accordo Stato Regioni 28 ottobre 2005
100%
100%
100%
Pagina 48 di 60
Strumentazioni realizzate dal CFP: specificare
o
o
o
o
o
griglia valutazione UdA
Scheda di valutazione (bimestrale/quadrimestrale); portfolio
Scheda di valutazione, portfolio
Griglie di ammissione all’esame
Strumento SW autoprodotto basato su Word e Excel per la produzione della
documentazione di presentazione agli esami di qualifica, per la raccolta e
formalizzazione dei risultati e per la produzione dell’allegato A. E’ in corso di
rilascio uno strumento SW con architettura distribuita messo a punto dalla Sede
Regionale Enaip per la gestione complessiva della progettazione didattica e della
valutazione intermedia e finale
Esami di qualifica regionale
Quale impatto ha avuto la somministrazione e la gestione delle prove di
qualifica nell’anno 2006/07 (competenze dei docenti, organizzazione
tecnica, tempistica, correzione delle prove, acquisizione e trasmissione
delle informazioni, attese degli allievi e dei docenti, contenuti delle prove,
…)
o
o
o
o
o
o
o
La preparazione e l’organizzazione dell’esame ha richiesto un certo impegno ed
alcune riunioni organizzative. I docenti hanno dimostrato di aver compreso la
metodologia da adottare. L’organizzazione dell’esame è poi funzionata
egregiamente: le prove si sono svolte nei tempi programmati ed anche gli allievi
le hanno affrontate con serenità e consapevolezza, conseguendo perlopiù buoni
risultati
Il CFPIL non è stato sede d’esame di qualifica nell’anno formativo 2006/07.
Dal punto di vista organizzativo non ci sono stati problemi particolari, e tutto è
avvenuto nel pieno rispetto dei tempi, nonostante gli errori da prima sessione, e
l’ansia dell’aula informatica non testata, perché installata la sera precedente a
causa del furto di tutti i pc due settimane prima dell’esame. La correzione delle
prove è stata abbastanza lunga in italiano, ma i docenti hanno fornito un ottimo
supporto ai commissari. Gli esiti degli esami sono stati conformi alle attese, e in
vari casi superiori, vista la minore difficoltà delle prove 2006/7 rispetto a quelle
2005/6 su cui era stata modulata la preparazione.
La somministrazione e la gestione delle prove di qualifica nell’anno 2006/07 non
ha avuto nessun impatto particolare, anche perché tutto era organizzato
secondo le modalità già applicate negli anni precedenti. Anche la richiesta di
compilazione di modulistica specifica provinciale non ha creato particolari
problemi, in quanto tale documentazione si è rivelata molto dettagliata e
guidata ed ha permesso di dare maggior evidenza alle attività realizzate.
Nel complesso positivo, anche se è risultata problematica la recezione
telematica delle prove multidisciplinari regionali, soprattutto per il compito di
informatica. Positiva, invece, la trasmissione delle informazioni rispetto ai due
anni formativi precedenti (2004/2005 e 2005/2006)
L’esperienza maturata dall’inizio della sperimentazione ha consentito una buona
gestione delle prove di qualifica
Nel corso dell’anno 2006/2007 non si sono tenuti esami di qualifica per il
questo settore.
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o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Nell’anno 2006/07 non è stata effettuata la prova di qualifica per mancanza del
terzo anno
Nell’anno 2006/07 è stata effettuata la prova di qualifica del terzo anno. Non si
sono riscontrati particolari problemi.
Rispetto alle annualità precedenti la novità più evidente è stata il sistema di
correzione degli elaborati della prova multidisciplinare, che ha presentato alcuni
problemi per errori contenuti nella matrice del format, ma che, superati questi,
ha notevolmente velocizzato il lavoro di calcolo delle medie
Non si sono svolti esami di qualifica presso il centro, in quanto non vi era una
terza annualità di questa filiera formativa
Impatto positivo. Note critiche: - troppe ore per l’esecuzione della prova
professionale; - pesanti da sostenere tutte le prove scritte in sequenza; colloquio orale stressante per i tempi molto dilatati se la classe è numerosa
Non si sono svolti esami nel corso dell’anno 2006/2007.
Non si sono rilevate particolari difficoltà, anche se l’organizzazione delle prove,
dei gruppi di lavoro, dell’uso dei laboratori e della tempistica delle prove ha
richiesto un grosso sforzo da parte dei docenti coinvolti. Le prove di lingua
italiana, matematica e lingua inglese ed informatica hanno ottenuto discreti
risultati risultando comunque impegnative e difficoltose per diversi alunni.
La reiterazione delle prove negli ultimi quattro anni secondo le stesse modalità
ha determinato un’implementazione delle stesse con sempre maggior
consapevolezza rispetto alla loro gestione, riducendo nel tempo le
problematiche organizzative. Inoltre, al fine di rendere omogenee le modalità di
valutazione anche le prove di passaggio di ciclo (due per ogni annualità)
richiamano nell’impostazione quelle previste a fine triennio. Permane una
criticità relativamente all’erogazione della prova multidisciplinare, che sottopone
gli allievi ad un ritmo incalzante nel passaggio da una prova all’altra (quattro
prove in quattro ore, con un passaggio repentino da una disciplina all’altra).
Riteniamo che la modalità operativa migliore per lo svolgimento delle prove di
qualifica potrebbe essere la realizzazione di una unità di apprendimento
multidisciplinare, in linea con la metodologia utilizzata in tutto il triennio, che
comporti la realizzazione di un prodotto/evento finale utilizzando l’intero arco
della settimana.
Eccessiva compressione dei tempi di svolgimento delle prove scritte; errori
frequenti in schede/file di correzione; referenti esterni non reperibili anche
durante lo svolgimento delle prove; registrazione informatica dei risultati da
ottimizzare; auspicabile inserimento competenze verificabili con prove scritte
all’interno della prova tecnico-professionale
Gli aspetti più rilevanti riguardano: 1. Organizzazione tecnica e tempistica: la
trasmissione ai CFP della prova multidisciplinare regionale e delle griglie di
correzione è stata caratterizzata da non pochi problemi logistici. In particolare il
posizionamento obbligatorio della prova regionale in terza giornata ha costretto
a un’organizzazione poco razionale delle restanti parti dell’esame. 2. Correzione
prove multidisciplinari: molto onerosa, in particolare per la modalità prevista di
registrazione delle risposte degli allievi. Potrebbe essere utile disporre anche di
una versione informatica del testo della prova, che consentisse ai CFP che lo
desiderano di effettuare una somministrazione online della prova stessa, con il
vantaggio di una tabulazione certa e immediata dei risultati
Non si sono rilevati particolari problemi nella somministrazione delle prove
d’esame, anche se l’organizzazione dei tempi delle prove, dei gruppi per l’uso
dei laboratori e delle correzioni ha richiesto notevoli sforzi da parte dei docenti
coinvolti per poter rispettare i tempi richiesti. Le prove di lingua italiana,
matematica, lingua inglese, informatica sono state svolte con discreti risultati,
risultando comunque molto impegnative e difficoltose per la maggior parte delle
alunne.
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ELEMENTI DI SINTESI A PARTIRE DALLE SCHEDE COMPILATE
DAGLI ENTI DI FORMAZIONE
Dati generali
Gli enti coinvolti dal monitoraggio sono stati tutti gli enti del sistema
di formazione dei percorsi di qualifica triennale, mentre i corsi coinvolti
sono stati 31, così come riportato nella tabella che segue:
Ente di
formazione
Settore
Classi Classi Classi Alunni Alunni Alunni
iii
professionale prime seconde terze
i
ii
Agenzia
Formativa
sede di
Varese
Alberghiero
alimentazione
3
3
3
75
67
57
Agenzia
Formativa
sede di
Varese
Estetica
2
2
2
50
53
48
Agenzia
Formativa
sede di
Varese
Florovivaismo
1
1
0
22
22
0
Cfpil
Artigianato
artistico
1
1
1
8
9
11
L'Accademia
Estetica e
benessere
2
1
0
35
16
0
Agenzia
Formativa
sede di
Tradate
Meccanico
1
1
2
17
24
29
Agenzia
Formativa
sede di
Tradate
Servizi di
impresa
1
1
1
18
15
19
Ciofs
Commerciale
1
1
1
25
25
20
Pagina 51 di 60
Ente di
formazione
Settore
Classi Classi Classi Alunni Alunni Alunni
iii
professionale prime seconde terze
i
ii
Ciofs
Amministrativo
1
1
2
24
19
34
Ciofs
Estetica
1
1
1
24
28
21
Padre Monti
Grafica
industriale
2
2
2
44
45
41
Agenzia
Formativa
sede di
Gallarate
Operatore
dell’artigianato
artisticoaddettto alla
lavorazione dei
metalli nell’arte
orafa
1
1
1
23
18
18
Agenzia
Formativa
sede di
Gallarate
Operatore
elettrico ed
elettronico
1
1
1
20
18
20
Agenzia
Formativa
sede di
Gallarate
Operatore
meccanico
addetto alle
macchine
1
1
1
20
20
14
Acof
Comunicazione
e spettacolo
1
1
1
22
25
15
Acof
Aziendale
amministrativo
1
1
1
22
15
14
1
1
1
24
16
13
1
1
1
26
23
20
Agenzia
Formativa
sede di
Luino
Agenzia
Formativa
sede di
Luino
Elettrico installatore
manutentore
impianti
elettrici civili e
industriali
Artigianale operatore
macchine
utensili addetto
lavorazioni
falegnameria
Pagina 52 di 60
Ente di
formazione
Settore
Classi Classi Classi Alunni Alunni Alunni
iii
professionale prime seconde terze
i
ii
Agenzia
Formativa
sede di
Luino
Estetica acconciatore
maschile e
femminile
1
1
1
25
26
22
Agenzia
Formativa
sede di
Luino
Alimentare operatore
alimentare
della
ristorazione aiuto cuoco operatore sala
bar
1
1
1
24
26
24
CFP Comune
di Besozzo
Meccanica operatore
macchine
utensili
1
1
1
24
21
15
CFP Comune
di Besozzo
Commercio operatore
commerciale addetto alle
vendite
1
1
1
23
23
23
Ial Cisl
Meccanico
1
1
1
26
26
22
Ial Cisl
Alimentare
2
2
2
50
49
46
Ial Cisl
Elettrico
1
1
1
25
26
21
CFP Ticino Malpensa
Commercio
1
1
1
20
19
14
Enaip
Varese
Elettrico
1
1
1
22
20
24
Enaip
Varese
Commercio
1
1
1
22
18
23
Pagina 53 di 60
Ente di
formazione
Settore
Classi Classi Classi Alunni Alunni Alunni
iii
professionale prime seconde terze
i
ii
Enaip
Varese
Grafico
1
1
1
21
21
19
Enaip
Varese
Meccanico
1
1
1
23
19
18
Dorsy
Accademy
Estetica acconciatore
maschile e
femminile
2
1
0
40
23
0
38
36
35
844
775
665
Totali
Il numero di classi risulta equamente suddiviso tra classi prime
(34,9%), classi seconde (33%) e classi terze (32,1%) mentre risultano
differenti i numeri degli allievi per categoria di classe: dal 37% delle
classi prime al 29,1% delle classi terze.
La conoscenza della normativa
Tutti gli enti dichiarano di possedere la documentazione relativa alla
normativa di riferimento dei percorsi triennali di Istruzione e Formazione
Professionale della Regione Lombardia e di averne assicurato la
diffusione. Tale diffusione è avvenuta, ed avviene, sia attraverso riunioni
di tipo collegiale (consigli di classe, incontri ad hoc, riunioni informative)
sia mettendo a disposizione il materiale con modalità differenti:
distribuzione ad ogni docente della documentazione, inserimento del
materiale informatizzato sul server in modo da renderlo accessibile a
tutti, collocazione del materiale cartaceo in luoghi dedicati.
Gli aspetti e i contenuti che si ritiene necessario approfondire fanno
riferimento a:
• stesura/compilazione, oltre che all’applicazione, del Piano
Studi Personalizzato (PSP),
• certificazione delle competenze,
• obiettivi specifici di apprendimento,
• passaggio tra
professionale.
i
sistemi
di
istruzione
e
formazione
Pagina 54 di 60
Viene sottolineata inoltre l’importanza di condividere la logica
dell’impostazione della formazione professionale e di trovare insieme
modalità efficaci di traduzione della normativa in azioni concrete da
utilizzare nella pratica quotidiana.
Gli obiettivi specifici di apprendimento
Metà degli enti di formazione dichiara di fare riferimento agli
Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA) per la progettazione delle
attività didattiche, ovvero per l’impostazione e la progettazione delle
Unità di Apprendimento (UdA), per la definizione e costruzione dei
programmi, per la strutturazione del PSP.
Vengono comunque sottolineate difficoltà nell’implementazione degli
OSA, in particolare in relazione alle classi seconde e terze.
Una delle motivazioni maggiormente espresse dagli enti fa
riferimento alla difficoltà di costruire un team stabile di docenti in grado
di far proprie modalità condivise di lavoro: la precarietà del corpo
docenti, la scarsità di risorse che non permette di personalizzare gli
interventi sui singoli allievi, la difficoltà ad organizzare incontri collegiali
comportano di riflesso un limite all’utilizzo significativo degli OSA.
Su un altro piano emerge la difficoltà di adattare gli OSA alla classe:
basso livello di motivazione degli allievi rispetto alla scelta del percorso,
eterogeneità di prerequisiti di base, eterogeneità di età e, quindi, di
esperienze scolastiche precedenti, presenza di un elevato numero di
allievi con disabilità sia con diagnosi funzionale che senza, presenza di
allievi con problemi particolarmente rilevanti a livello personale e
familiare.
Aspetti metodologici del percorso
Come emerge dalle schede compilate ogni ente ha investito sugli
aspetti di tutoraggio e affiancamento di ogni allievo attraverso la
strutturazione ed applicazione di momenti e strumenti dedicati: attività
dedicate all’accoglienza, attività per la rilevazione dei livelli in ingresso,
attività per l’orientamento con l’individuazione di docenti referenti
all’interno del consiglio di classe, una cura particolare all’individuazione
delle motivazioni di scarso successo (ove presenti) e relative attività di
rimotivazione e riorientamento. Ogni ente ha strutturato al suo interno
modalità di gestione degli aspetti descritti secondo le proprie
caratteristiche investendo in particolar modo nella definizione di
strumenti adatti alla situazione specifica.
Un’ultima considerazione fa riferimento alle UdA sviluppate e
realizzate dagli enti: il 60% ha coinvolto contemporaneamente sia l’area
professionalizzante sia quella di base; quasi il 30% si sono riferite solo
Pagina 55 di 60
all’area professionalizzante e il 10% solo a quella di base; il 4% ha
impostato le UdA secondo le discipline.
Questi dati confermano la buona capacità degli enti di interpretare il
mandato normativo (e soprattutto quello filosofico) nell’impostazione e
realizzazione delle UdA che superano la logica del semplice
apprendimento di una disciplina andando invece ad orientarsi verso la
logica dell’acquisizione di competenze.
Valutazione e Certificazione delle competenze
La considerazione che possiamo fare a partire da quanto indicato
nelle schede compilate dagli enti è che esistono molte e differenti
modalità di interpretare il tema della valutazione.
Sia che si tratti di valutare le conoscenze, le abilità, le competenze o
anche altri aspetti del percorso formativo emerge come questo tema
necessiti di una maggiore condivisione tra gli enti dell’approccio e delle
modalità di applicazione.
Anche rispetto alla certificazione delle competenze emerge un’ampia
gamma di interpretazioni soprattutto in merito a quando realizzare e
rilasciare la documentazione – a fine ciclo, a fine anno, a fine stage, a
fine UdA.
Pagina 56 di 60
PERCORSO DI ACCOMPAGNAMENTO
A seguito degli elementi emersi dal monitoraggio e sintetizzati nelle
pagine precedenti, la Provincia ha proposto agli enti di formazione un
breve percorso di formazione rivolto agli operatori del sistema di
formazione professionale del territorio.
Le tematiche affrontate sono state di tipo normativo, per
inquadrare e individuare il filo logico che collega il quadro di riferimento
europeo con le leggi nazionali e regionali; di tipo educativo per meglio
definire i compiti formativi dei percorsi e all’interno di questi come si
gioca il ruolo del docente/formatore; di tipo didattico per individuare
strategie e specifiche metodologie per affrontare le questioni “spinose”
legate alle aree della matematica e della cultura scientifica.
Gli incontri sono tenuti dal prof. Dario Nicoli, esperto di formazione
professionale e docente presso la facoltà di Sociologia all’Università
Cattolica di Brescia.
Oltre al contributo teorico il percorso ha visto momenti di confronto
e condivisione di buone prassi messe in atto dagli enti di formazione al
fine di accrescere la qualità dell’offerta formativa in tutto il sistema
provinciale.
Il percorso si è realizzato in tre pomeriggi nel mese di maggio e ha
visto l’adesione di quasi 90 docenti e formatori che hanno partecipato in
un clima di stimolante confronto e offrendo contributi interessati.
Abbiamo utilizzato uno strumento snello e non strutturato per la
raccolta delle opinioni dei partecipanti in merito al percorso svolto. Di
seguito riportiamo integralmente quanto emerso per offrire in modo
diretto al lettore le considerazioni e le impressioni dei partecipanti che
liberamente hanno comunicato.
Impressioni lasciate dai partecipanti
1. Interessante confronto sui reali temi che sottendono gli sviluppi della
formazione educativa/scolastica. Appare indispensabile coltivare la
formazione dei docenti su nuove competenze affettive e relazionali
necessarie.
2. Fare o non fare…. non esiste provare!
3. Giornate interessanti. La prima per la chiarezza del quadro normativo. La
seconda soprattutto per la possibilità di scambio di esperienze.
4. Non capisco come lo stupore possa essere considerato ordinario. Non
riesco purtroppo a collocare quest’idea, suggestiva, nella quotidianità di
un centro di formazione. Manchiamo di concretezza.
5. Prima lezione: è stata utile e piacevolmente sorprendente conoscere i
requisiti richiesti a un formatore. Quello che mi ha stupito è stato scoprire
che le competenze richiesteci riguardano soprattutto aspetti relazionali
Pagina 57 di 60
piuttosto che contenutistici. Seconda lezione: è stato utile vedere che
alcune esperienze fisicamente coinvolgenti siano state fatte con successo
e ancora di più lo è stato sapere come poterle attuare (conoscere alcuni
contatti).
6. Tra il pensare e il fare… c’è di mezzo l’individuo.
7. L’ascolto e il confronto con i colleghi è sempre un momento di crescita
8. Giornate molto interessanti; ricche di spunti anche se poi difficili da
mettere in pratica soprattutto per la mancanza di obbiettivi comuni tra i
vari livelli della formazione.
9. Sicuramente interessante. È utile e dà la possibilità di ragionare sulle
buone prassi e sulle eventuali strategie da adottare rispetto alle diverse
realtà di classe (poiché penso che ciascuna di esse sia una realtà a sé
stante, con le proprie dinamiche esclusive).
10. «Aria fresca, ripasso d’umanità, originalità e creatività». La formazione è
stata stimolante ed interessante con una modalità efficace ed attiva.
Arricchenti le esperienze dei colleghi. Importante creare spazi/momenti di
confronto e compartecipazione su metodologie ed attualità/iniziative
creative, educative, non ordinarie.
11. La formazione è stata strutturata con una modalità funzionale ed efficace.
È stimolante sentire le esperienze dei colleghi e può essere interessante
verificarne gli effetti a lungo termine. Le esperienze presentate hanno
fatto percepire la libertà nello sviluppare la creatività di docenti e
coordinatori, trasformando idee in processi educativi. La Provincia
dovrebbe enfatizzare l’importanza di queste attività “extra” didattiche.
12. Il confronto mi incoraggia e mi rende consapevole di quello che faccio e
so di essere sulla via giusta nelle mie azioni.
13. … è sempre possibile!
14. Esperienza positiva. Condiviso i problemi quotidiani nella gestione del
gruppo classe.
15. siamo sicuri che i nostri ragazzi sono realmente “felici”?
16. Primo incontro: molto interessante l’ipotesi della certificazione delle
competenze come abilitazione per i formatori. Secondo incontro: ottima
la sollecitazione alla fantasia e alla creatività
17. Ritengo di fondamentale importanza momenti formativi come questi,
soprattutto per trovare o “ritrovare” il piacere della formazione. È un
gioco di parole, ma come si può pensare di insegnare se non si è disposti
ad imparare?
18. Devo meditare adesso come implementare le idee emerse in questa sede.
19. Il mio problema è che ho al massimo 2 ore per classe, poco per
instaurare veri rapporti.
20. Anche se siamo ancora un po’ ingessati nella fluidità della comunicazione,
mi sembra ci siano buone possibilità di sentirsi vivi nello svolgere questa
insieme!
21. Propongo di istituzionalizzare lo scambio di buone prassi.
22. Buoni spunti di lavoro. Grazie
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23. “CFP ludens”: il gioco come metodologia efficace, che risveglia la gioia di
apprendere
24. Mi è sembrato di capire che MOTIVAZIONE sia la parola chiave. Pare che
qualunque sia la materia ad interessare è il metodo. Ritengo che
l’interesse sia strumento per ottenere apprendimento. Non credo che
interessare sia l’obiettivo di quanto proposto, bensì attraverso attività
“interessanti” si possano passare dei contenuti
25. A mio parere, RELAZIONE è la parola chiave. Su questo si costruisce tutto
il resto
26. Alle volte abbassare sempre più il livello, basandoci sul definirla
“un’utenza difficile” è decisamente rischioso e poco costruttivo,
soprattutto per loro…
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CONCLUSIONI
A partire dagli elementi emersi dal monitoraggio
quest’anno riteniamo di poter trarre alcune considerazioni:
realizzato
• Il sistema della formazione professionale relativo ai corsi di
qualifica triennale dimostra, nel suo insieme, di avere bene
assorbito ed interpretato il mandato normativo della
Regione;
• Il corpo docenti dei centri di formazione professionale si
dimostra molto disponibile a percorsi di accompagnamento
e/o di aggiornamento su tematiche di forte impatto e sicuro
interesse;
• A seguito di quanto emerso nel monitoraggio dello scorso
anno quest’anno si è proposta, nei tre incontri di formazione,
la tematica della gestione delle classi e gli aspetti pedagogici
dell’insegnamento: questa tematica ha riscontrato notevole
adesione al corso oltre che una modalità di partecipazione
attiva.
In questo quadro di continui cambiamenti normativi e gestionali, che
di conseguenza necessitano di continui adattamenti da parte degli enti, la
Provincia continua a porsi come soggetto attento a questi aspetti
costruendo percorsi di affiancamento e di monitoraggio congrui con la
situazione contestuale.
Per il prossimo anno pertanto riteniamo importante realizzare un
monitoraggio relativo all’introduzione del sistema regionale “Dote
Formazione” in relazione all’impatto gestionale, organizzativo e nel
rapporto all’utenza.
Inoltre in riferimento agli elementi emersi dal monitoraggio e
dall’accompagnamento realizzati, intendiamo proporre un percorso di
analisi sul tema della Valutazione degli apprendimenti e della
Certificazione delle competenze al fine di avviare, così come fatto per gli
OSA e per le UdA, un processo di definizione e costruzione di modelli
condivisi fra gli enti del territorio.
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