PERCORSI TRIENNALI DI QUALIFICA REPORT DI MONITORAGGIO Biennio2006/07 e 2007/08 INDICE PREMESSA .................................................................................................. 4 PIANO DI MONITORAGGIO E ACCOMPAGNAMENTO DEI PERCORSI TRIENNALI 2006/07................................................................................... 5 IL PERCORSO DI MONITORAGGIO .............................................................. 6 GLI OGGETTI DEL MONITORAGGIO .............................................................. 6 METODO E FASI DEL PERCORSO DI MONITORAGGIO E ACCOMPAGNAMENTO..................... 7 VISITE ALLE CLASSI ................................................................................... 8 OBIETTIVI, MODALITÀ E STRUMENTI ........................................................... 8 GLI ESITI ............................................................................................... 12 Differenza tra le classi ........................................................................... 12 Differenza tra le annualità ...................................................................... 19 Allievi con disabilità ............................................................................... 21 Formazione formatori ............................................................................ 24 CONCLUSIONI .......................................................................................... 25 ALLEGATI ................................................................................................. 28 Scheda di presentazione della classe........................................................ 29 Traccia per la gestione dell’interazione con gli allievi .................................. 31 Questionario di valutazione degli allievi .................................................... 32 PIANO DI MONITORAGGIO E ACCOMPAGNAMENTO DEI PERCORSI TRIENNALI 2007/08................................................................................. 34 RILEVAZIONE E CONDIVISIONE DEI FABBISOGNI AI FINI DELLA DEFINIZIONE DELLE GIORNATE DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO................................ 36 ESITI ..................................................................................................... 37 Conoscenza della normativa di riferimento ai fini della realizzazione di percorsi di qualifica professionale triennali sperimentali .......................................... 37 Obiettivi Specifici di Apprendimento......................................................... 39 Aspetti metodologici del percorso ............................................................ 41 Valutazione .......................................................................................... 45 Certificazione delle competenze .............................................................. 48 Esami di qualifica regionale .................................................................... 49 ELEMENTI DI SINTESI A PARTIRE DALLE SCHEDE COMPILATE DAGLI ENTI DI FORMAZIONE.......................................................................................... 51 PERCORSO DI ACCOMPAGNAMENTO ......................................................... 57 Impressioni lasciate dai partecipanti ........................................................ 57 CONCLUSIONI .......................................................................................... 60 Pagina 2 di 60 Pagina 3 di 60 PREMESSA La Provincia di Varese prosegue il suo impegno nell’offrire supporto al sistema di formazione professionale territoriale attraverso la raccolta di elementi che contribuiscono a “leggere” la realtà dei Centri di Formazione Professionale, sia nel loro rapporto con l’impianto normativo in continua evoluzione, sia nella gestione delle attività formative. Il presente report si suddivide in due sezioni, corrispondenti alle due annualità oggetto delle azioni di monitoraggio: 2006/07 e 2007/08. Fra le due parti risulta evidente una differenza relativa sia agli oggetti di valutazione, sia alle modalità di realizzazione del monitoraggio: nonostante questo non deve sfuggire il legame che sottostà alle azioni realizzate ovvero l’attenzione che la Provincia ha nel capire la realtà del sistema della formazione professionale per sostenere gli aspetti problematici e per promuovere la qualità della formazione erogata. Va inoltre sottolineato che di anno in anno le azioni di monitoraggio e di accompagnamento proposte hanno tenuto conto dei mutamenti del contesto (in termini normativi, di vincoli, di evoluzione del sistema, di bisogni dell’utenza) e delle esigenze e priorità rilevate dal monitoraggio dell’anno precedente. Pertanto come emerge dal report, non troverete differenze solo nei due impianti di monitoraggio (oggetto di valutazione, modalità di raccolta delle informazioni, esiti finali), ma anche nelle azioni di accompagnamento che da essi derivano in quanto si sono definite di volta in volta attorno ad oggetti diversi e con modalità rinnovate. Risulta quindi evidente che i report riferiti alle due annualità in questione non vanno letti cercando un confronto fra gli elementi presenti in ciascuno. Il primo infatti conclude un ciclo triennale di monitoraggio che, pur cambiando gli oggetti di valutazione nei tre anni, ha mantenuto costanti le modalità di rilevazione, basate sull’incontro diretto con gli allievi e con gli enti da parte degli operatori provinciali. Il secondo report presenta un’azione “leggera” di monitoraggio e accompagnamento realizzata attraverso la raccolta documentale degli elementi riferiti alla realizzazione e gestione dei corsi. L’analisi degli elementi emersi ha permesso di definire e realizzare un breve percorso di formazione degli operatori del sistema. Una considerazione comune che traspare dagli elementi e presentati in entrambe le sezioni del report è che il sistema di formazione professionale varesino, osservato da prospettive diverse, dimostra di essere in continua evoluzione sia in termini di offerta quantitativa sia in termini di qualità della formazione: qualità attesa e ricercata. Pagina 4 di 60 PIANO DI MONITORAGGIO E ACCOMPAGNAMENTO DEI PERCORSI TRIENNALI 2006/07 La Provincia di Varese, Settore Formazione Professionale e Istruzione, proseguendo la sua consolidata pratica, anche per l’anno formativo 2006/07 ha svolto azioni di monitoraggio e accompagnamento delle attività formative di competenza del settore: i corsi per apprendistato extra-obbligo, per apprendisti minorenni in Diritto Dovere di Istruzione e Formazione e i percorsi di Qualifica Triennale. Il presente report si colloca al termine di un percorso di monitoraggio e accompagnamento che chiude un ciclo triennale. Abbiamo pertanto raccolto elementi da un campione di classi durante tutto l’itinerario triennale, non perdendo di vista peraltro le “nuove leve” che di anno in anno entrano nei percorsi della formazione professionale. Non intendendo fare qui una sintesi dei report degli anni precedenti (a cui si rimanda per approfondimenti) ci sembra importante ripercorrere schematicamente il percorso di monitoraggio e accompagnamento compiuto nelle precedenti due annualità. Nell’anno 2004/05 l’azione di monitoraggio ha coinvolto TUTTE le classi prime del sistema della formazione professionale che iniziavano l’anno con la piena applicazione del modello sperimentale lombardo: 28 classi. L’oggetto di monitoraggio è stato l’attuazione del modello progettuale nelle singole realtà con particolare riferimento alla metodologia formativa dell’Unità di Apprendimento. Nell’anno 2005/06 i criteri di definizione del campione sono stati: • mantenere le stesse classi prime incontrate l’anno precedente per dare continuità all’intervento di monitoraggio: 26 classi seconde; • introdurre 15 delle 43 classi di prima annualità, individuate una per ente e preferibilmente, ove possibile, appartenenti ad un profilo professionale diverso dalla classe seconda monitorata. L’oggetto di monitoraggio era rilevare lo “stato” del sistema della formazione professionale rivolta ai percorsi triennali di qualifica al fine di proseguire la riflessione ed il confronto all’interno del sistema su ulteriori possibili percorsi di lavoro. In merito ai percorsi triennali l’obiettivo prioritario rimane quello di accompagnare il sistema formativo provinciale nell’implementazione della sperimentazione triennale, sostenendo le criticità e valorizzando i punti di forza, al fine di promuovere e garantire standard di offerta formativa coerenti con la riforma del sistema di istruzione e formazione, in tutta la rete territoriale. In continuità con il percorso svolto in passato abbiamo realizzato, come azione di monitoraggio, le visite alle classi e l’incontro con lo staff di coordinamento del corso al fine di monitorare l’andamento dei corsi. Pagina 5 di 60 IL PERCORSO DI MONITORAGGIO GLI OGGETTI DEL MONITORAGGIO Così come indicato nel piano di monitoraggio proposto all’inizio delle attività del presente anno formativo, l’oggetto di monitoraggio individuato è stato: il successo formativo: strategie e strumenti applicati. Anche quest’anno abbiamo ritenuto utile non perdere il contatto diretto con i fruitori finali dei percorsi, avendo l’obiettivo di raccogliere il livello di benessere percepito dagli allievi e il loro sentirsi presi in carico, in quanto prerequisiti minimi affinché possa avviarsi e mantenersi ogni processo di apprendimento nei giovani adolescenti. Parallelamente la nostra attenzione si è rivolta anche al benessere dello staff formativo dell’ente come condizione per una buona gestione del processo formativo. Nell’ottica della crescita del sistema inoltre, ci è parso importante rilevare alcune buone pratiche utilizzate dagli enti nonché una verifica delle eventuali ricadute applicative della formazione formatori proposta nell’anno 2005/06. A partire dalle sollecitazioni degli anni precedenti una particolare attenzione è stata posta al tema della presenza di allievi con disabilità (in possesso di diagnosi funzionale) nei percorsi di formazione professionale, sia per la dimensione numerica (in alcune classi si raggiunge il rapporto di 1 disabile su 3 studenti), sia per la necessità di rivedere il ruolo dell’insegnate di sostegno (quando è presente in relazione alle risorse messe a disposizione dai finanziamenti regionali. Occorre considerare che già da quest’anno non vi sono state risorse per il sostegno sulle classi prime!) e soprattutto in relazione al ruolo dell’intero staff formativo che opera con una classe con all’interno allievi con disabilità. Ci è parso quindi opportuno all’interno delle azioni di monitoraggio dei percorsi triennali, considerare in modo specifico le caratteristiche delle classi in relazione anche alla presenza di allievi con disabilità – vedi campione individuato -, al fine di rilevarne le criticità e le soluzioni attuate. Tutto il lavoro di monitoraggio realizzato è da considerarsi in un’ottica di continuità rispetto all’esperienza degli scorsi anni (il supporto al sistema, la rilevazione dell’efficacia delle azioni formative) e di confrontabilità dei risultati emersi nei monitoraggi delle precedenti annualità – vedi in particolare la parte relativa ai questionari di gradimento. Pagina 6 di 60 METODO E FASI DEL PERCORSO DI MONITORAGGIO E ACCOMPAGNAMENTO Anche per quest’anno si sono mantenute le scelte di fondo e l’impianto generale che è stato definito e sperimentato gli anni precedenti. Riassumiamo brevemente i punti salienti: • si è mantenuto lo staff di monitoraggio interno al settore per un presidio e una presenza “forte” sul campo; • l’impianto ha mantenuto le caratteristiche di condivisione e permeabilità alle modifiche proposte dagli enti; • si sono privilegiate azioni che permettessero una positiva contaminazione fra i soggetti: effetto “circolo virtuoso”; • si è voluta mantenere un rapporto di vicinanza fra la provincia ed enti realizzando le azioni di monitoraggio presso la sede dei singoli enti, anziché l’esclusiva convocazione gli operatori presso gli uffici provinciali; • si sono realizzate le azioni di accompagnamento e di monitoraggio in itinere (collocando le visite alle classi circa a metà dell’anno formativo) in modo da utilizzare tempestivamente i risultati. Il processo di definizione ed erogazione delle azioni di monitoraggio e accompagnamento ha mantenuto le fasi già sperimentate gli scorsi anni: 1. campionatura delle classi da monitorare con l’incontro presso la sede dell’ente, 2. individuazione dei focus da monitorare e delle modalità di realizzazione delle visite, 3. presentazione delle proposte ai direttori degli validazione e l’avvio delle modalità di adesione, enti per la 4. realizzazione delle visite alle classi e restituzione immediata degli esiti ai coordinatori/formatori, 5. realizzazione e diffusione del report finale. Pagina 7 di 60 VISITE ALLE CLASSI OBIETTIVI, MODALITÀ E STRUMENTI Quest’anno le classi coinvolte nei percorsi di qualifica sono state 128, suddivise in 47 classi prime, 45 classi seconde e 36 classi terze. Visto l’elevato numero delle classi, si è reso necessario definire un campione delle stesse in modo da poter realizzare il monitoraggio coerentemente con le finalità dello stesso. Sono state individuate 18 classi secondo campionamento che ha considerato tre principali criteri: un piano di 1. una classe per ente di formazione; 2. individuazione delle classi con il maggior numero di allievi con disabilità; 3. suddivisione del campione in 6 classi prime, 6 classi seconde e 6 classi terze, ove possibile mantenendo le classi già incontrate negli scorsi anni. Le visite alle classi sono state realizzate nei mesi di febbraio e marzo 2007 (tranne una classe che si è reso necessario posticipare ad aprile) e hanno coinvolto i 18 enti del sistema formativo. In totale sono stati incontrati 313 allievi (su 389 iscritti nelle classi campione): 115 delle classi prime, 102 delle seconde e 96 delle classi terze. Di seguito la tabella riassuntiva con le classi monitorate, per ente di formazione, tipologia di corso e annualità: OPERATORE Id Prog. 06/07 CIOFS CASTELLANZA 358794 Agenzia sede di GALLARATE 369851 Agenzia sede di LUINO 369570 Agenzia sede di TRADATE 368244 PADRE MONTI 369644 Agenzia sede di VARESE 368738 Denominazione Corso OPERATORE DEI SERVIZI ALL'IMPRESA OPERATORE MECCANICO (Addetto alle macchine utensili) OPERATORE ALIMENTARE E DELLA RISTORAZIONE (Aiuto cuoco, Operatore sala bar) OPERATORE MECCANICO (Addetto alle macchine utensili) OPERATORE GRAFICO MULTIMEDIALE OPERATORE ALIMENTARE E DELLA RISTORAZIONE (Operatore sala bar) di ann.tà allievi cui dis % dis 1 25 6 24% 2 20 5 25% 1 23 5 22% 1 24 5 21% 2 21 5 24% 1 25 4 16% Pagina 8 di 60 OPERATORE Id Prog. 06/07 Denominazione Corso OPERATORE COMMERCIALE E 368802 DELLE VENDITE (Addetto alle vendite) OPERATORE ELETTRICO ED ELETTRONICO ENAIP 370124 (Installatore manutentore VARESE di impianti elettrici civili e industriali) OPERATORE ELETTRICO ED ELETTRONICO ENAIP BUSTO 370127 (Installatore manutentore 1 di impianti elettrici civili e industriali) OPERATORE ALIMENTARE E ENAIP BUSTO 369853 DELLA RISTORAZIONE 2 (Addetto sala bar) OPERATORE CFP TICINO369107 COMMERCIALE (Addetto MALPENSA alle vendite) CIOFS OPERATORE DEI SERVIZI 358798 VARESE ALLE IMPRESE IAL OPERATORE ALIMENTARE 364472 SARONNO E DELLA RISTORAZIONE OPERATORE PER LE CURE ESTETICHE (Acconciatore CLAF 358698 maschile e femminile, Estetista) OPERATORE PER LE CURE L'ACCADEMIA 358888 ESTETICHE OPERATORE DELLO ACOF 365887 SPETTACOLO OPERATORE COMMERCIALE E DELLE ASLAM 369323 VENDITE (Addetto alle vendite) OPERATORE MECCANICO C.F.P. 369506 (Termoidraulico, BISUSCHIO Meccanico d'auto) C.F.P. BESOZZO di ann.tà allievi cui dis % dis 2 24 4 17% 3 17 3 18% 2 20 4 20% 1 22 4 18% 2 16 3 19% 3 18 3 17% 3 25 3 12% 1 22 0 0% 3 19 3 16% 3 19 1 5% 2 22 0 0% 3 27 0 0% In neretto le 10 classi incontrate anche negli anni precedenti, ciò ha permesso di mantenere un significativa continuità rispetto alle classi incontrate. Pagina 9 di 60 Gli allievi sono distribuiti secondo le seguenti figure professionali: numero studenti per professione 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 num alimentare e commerciale ristorazione e vendite 81 54 meccanico cure estetiche elettrico ed elettronico servizi impresa grafico multimediale spettacolo 44 37 32 30 19 16 Gli strumenti predisposti (vedi allegati 2 e 3: “Traccia per il colloquio guidato con la classe” e “Questionario per gli allievi”) rilevavano le stesse variabili, ma utilizzando modalità diverse in quanto “rifiniture” derivanti dell’esperienza di monitoraggio maturata dal Settore nei precedenti anni formativi: • il colloquio guidato ha fatto riflettere gli allievi sulle “parole chiave” dell’impianto progettuale, esplorando in particolare la soddisfazione, l’efficacia, la consapevolezza, per verificare il livello di benessere e conseguentemente di presa in carico da parte dell’ente; • il questionario, ha toccato gli stessi elementi discussi nel colloquio, chiedendo ai ragazzi di esprimersi sulle variabili individuate, riferite a 5 aree: contenuti, didattica, spazi e strumenti, apprendimenti, soddisfazione complessiva. La valutazione da parte di ciascun allievo è avvenuta, in forma anonima, attribuendo un punteggio da 1 a 10 ad ogni domanda; • l’incontro con i coordinatori dei percorsi finalizzato alla riflessione e all’approfondimento degli elementi generali emersi dalle visite. Si sono affrontati gli aspetti peculiari emersi dalle classi terze, l’impatto degli allievi con disabilità presenti nelle classi, le evidenze riferite alle caratteristiche dell’essere formatore in un percorso di formazione professionale. Ogni visita si è conclusa con l’elaborazione immediata dei dati dei questionari e la loro restituzione, insieme agli elementi rilevati nel Pagina 10 di 60 colloquio guidato, alle figure interessate dell’ente, con il duplice obiettivo di “leggere” insieme le informazioni rilevate attribuendo loro un significato “contestualizzato” e di fornire elementi utili a interventi ed eventuale riprogettazione sia sul fronte del gruppo classe sia con lo staff formativo. Anche quest’anno questa fase si è dimostrata molto preziosa per attribuire significato ai dati rilevati leggendoli all’interno del contesto classe, dello staff formativo e più in generale dell’ambito organizzativo dell’ente. La restituzione è stata infine occasione per evidenziare elementi positivi di conferma sulla “bontà” del lavoro svolto dagli staff, (sicuramente utile come gratificazione degli sforzi messi in campo). In alcuni casi sono emersi punti critici che sono stati analizzati per individuare ipotesi di soluzione. Pagina 11 di 60 GLI ESITI A partire dagli obiettivi che il monitoraggio di quest’anno ha avuto, la parte che segue analizzerà tre differenti aspetti: 1. le differenze emerse tra le classi del campione – classi prime, classi seconde e classi terze – sia in relazione agli elementi raccolti durante la visita, sia in relazione ai dati emersi dalle customer satisfaction; verranno inoltre riportate ulteriori considerazioni tra gli esiti delle customer di quest’anno con quelle degli anni precedenti; 2. considerazioni disabilità; in relazione al tema degli allievi con 3. considerazioni sulla formazione formatori. Differenza tra le classi Un primo elemento da evidenziare, parlando in termini generali, è relativo al fatto che abbiamo riscontrato sostanziali differenze nelle differenti tipologie di classi monitorate: in particolare tra le classi prime e classi seconde rispetto alle classi terze. all’interno di ogni ciclo scolastico, se da una parte possiamo delineare alcune caratteristiche comuni alle classi, dall’altra dobbiamo comunque evidenziare alcune specificità. In termini generali abbiamo riscontrato che le classi prime sono interessate ed ingaggiate rispetto al corso. gli studenti percepiscono l’ente come una realtà in grado di accoglierli e supportarli; alcuni di coloro che provengono da altre esperienze scolastiche riconoscono una notevole differenza nelle modalità di attenzione che i docenti e l’ente in generale mettono in gioco. C’è una forte percezione dell’essere presi in carico dall’ente: “nelle altre scuole sei considerato un numero, qua una persona”. Un altro aspetto da evidenziare è che l’ingresso nella formazione professionale costituisce per molti una novità rispetto alle modalità di relazione con i docenti, con l’organizzazione “scolastica”, rispetto all’approccio didattico e allo studio. In questo quadro di generale soddisfazione una classe ha evidenziato significativi problemi esclusivamente nel rapporto, sia in termini organizzativi sia in termini relazionali, con la direzione dell’ente. In particolare vengono evidenziati come elementi di forza, dal questionario di customer satisfaction, gli apprendimenti relativamente alle conoscenze tecniche ed alle attività pratiche, gli spazi, gli strumenti e le tecnologie che gli enti mettono a disposizione, e la soddisfazione per il percorso scelto. Pagina 12 di 60 Le classi, in generale, hanno partecipato in modo attivo all’incontro con noi, mostrando un buon livello di ingaggio, collaborando alla discussione e contribuendo all’approfondimento delle tematiche proposte. Solo in un caso abbiamo incontrato una classe con poca capacità di attenzione e di tenuta. Alle sollecitazioni da parte nostra gli studenti hanno fatto fatica a descrivere le attività, gli argomenti e in generale il percorso didattico. Abbiamo avuto l’impressione che si trattasse, più che di un’oppositività, di una “povertà culturale”/immaturità che ha condizionato l’andamento dell’incontro. Nelle classi seconde incontrate quest’anno si riconoscono alcuni aspetti già evidenziati nel monitoraggio dello scorso anno: pur evidenziando una serie di elementi positivi e di qualità che gli studenti riconoscono al corso e quindi all’ente, evidenziano comunque maggiori capacità di essere critici ed esigenti rispetto ai compagni delle classi prime. Anche in questo caso, a parte una classe che è quasi esclusivamente critica con l’ente – aspetti organizzativi, rapporto con i docenti, aspetti legati alla struttura -, tutte le classi evidenziano come elemento fortemente qualitativo il rapporto con i docenti giunto ad un livello di maturazione maggiore rispetto all’anno precedente e riconoscono la capacità dell’ente di essere accogliente; chi ha avuto un precedente rapporto con l’istruzione ne è rimasto profondamente deluso ed apprezza molto il clima di interesse alla persona che trovano nella formazione professionale. Alla domanda su che cosa funzione bene, cosa piace di più, riportiamo sono alcuni stralci che ci sembrano esplicativi del parere degli studenti: “Qua mi trovo bene. Quando mi sveglio la mattina mi alzo tranquillo perché mi trovo bene in questa scuola: ci vengo volentieri. Non c’è tensione tra docente e alunno” “È bello venire qua: per il rapporto con gli insegnati, con alcuni siamo molto aperti” “Il modo di fare lezione: è più semplice e ti coinvolgono di più. I prof ci tengono anche a farci capire le cose” “Il rapporto con gli insegnanti: è anche un rapporto di amicizia, non è così distaccato” “Qua ti aiutano. Abbiamo rispetto con i docenti. Ti trattano come una persona e non solo come studenti”. Sul versante delle criticità che vengono evidenziate emergono principalmente aspetti di tipo organizzativo: l’orario che viene definito di settimana in settimana e che non permette di organizzarsi al di fuori delle attività didattiche, questioni legate alla gita, trovare un accordo sulle regole, la mancanza della palestra o la sua condivisione a volte difficile con altre scuole... Pagina 13 di 60 Di fondo, comunque, sembra emergere l’esigenza, da parte degli studenti delle classi seconde, di essere riconosciuti come interlocutori da coinvolgere nelle decisioni all’interno di un contesto in cui si sentono comunque protagonisti attivi e non solo fruitori passivi. Rispetto al clima di classe e sull’interazione con noi durante l’incontro abbiamo riscontrato un panorama più variegato rispetto alle classi prime: una classe ha partecipato attivamente portando contributi critici e costruttivi dimostrando sensibilità e responsabilità, gli studenti di un’altra, pur essendo calmi e attenti, si sono dimostrati poco partecipi alla discussione; altri molto distratti e caotici non erano in grado di motivare le loro affermazioni; un’altra classe ancora non è stata in grado di mantenere una discussione ordinata e costruttiva. Un discorso a parte va dedicato alle classi terze, per la prima volta inserite nel piano di monitoraggio. Al contrario delle classi prime e seconde, dove sono prevalsi aspetti positivi relativamente al rapporto con i docenti, alla capacità dell’ente di accogliere, di essere considerati interlocutori validi, di essere inseriti in un percorso che prepara ad una professione, le terze sono risultate prevalentemente “arrabbiate” o “deluse”, critiche verso il percorso o l’ente. I sentimenti che maggiormente abbiamo raccolto da parte degli studenti possiamo suddividerli secondo una duplice natura: una certa “rabbia” da parte di alcuni per l’instaurarsi di dinamiche conflittuali con l’ente che in alcuni casi non sono state gestite adeguatamente e hanno quindi portato a situazioni di contrapposizione e di incomunicabilità; una certa “delusione” per coloro che hanno valutato che la didattica svolta nei tre anni sia stata superficiale e non abbia permesso loro di apprendere in maniera adeguata, sia sotto il profilo legato alla professionalità, sia rispetto agli elementi di cultura generale. Fa eccezione una classe, che al contrario delle altre, riconosce la validità di quanto appreso nel percorso di formazione, in particolare per l’esperienza di stage giudicata molto utile. L’emergere di questi aspetti critici nelle classi terze è riconducibile a diversi fattori. Anzitutto la partecipazione allo stage (che in terza ha un monte ore significativo) come momento in cui gli studenti si confrontano con l’esterno nella prospettiva di un imminente ingresso nel mondo professionale reale. Qui incontrano colleghi più anziani ed esperti della professione, si confrontano con stagisti provenienti da altre scuole, ritenuti spesso più preparati, entrano in un mondo adulto che piace, che costituisce la meta finale del percorso formativo, un mondo rispetto al quale l’esperienza scolastica risulta perdente. Possiamo utilizzare una metafora vicina alla realtà degli studenti: quando si prova il motorino si guarda alla bicicletta con sufficienza e distacco, pur essendo stata quest’ultima il mezzo propedeutico all’uso della moto. Inoltre l’imminente uscita dal mondo della formazione, percepito come contesto che offre una certa “protezione”, per entrare Pagina 14 di 60 definitivamente nel mondo del lavoro, percepito come un nuovo ambiente con cui confrontarsi senza la presenza di “mediatori”, creano nello studente un certo livello d’ansia che, in occasione delle nostre visite, hanno espresso attraverso critiche e delusioni rispetto alla presunta poca serietà del percorso. In ogni caso queste critiche non hanno impedito agli studenti di sottolineare l’alto e significativo valore dello stage in termini di opportunità di apprendimento. Emergono però alcune differenze riferite, in questo caso, alla figura professionale: per alcuni profili il mondo professionale avanza elevate richieste di competenza con l’effetto sugli studenti di ritenere di non aver imparato abbastanza nel percorso formativo; per altri profili il mondo delle professioni pone al contrario istanze inferiori a quanto richiesto nel percorso, con il risultato che gli studenti valutino a primo acchito l’esperienza scolastica come inutilmente troppo esigente. È chiaro che queste valutazioni sempre dipendono anche dal livello di elaborazione di cui gli studenti sono capaci e a quanto sono accompagnati e sollecitati a riflettere. Infine abbiamo rilevato in alcuni casi che lo stage viene percepito come un momento separato dal corso e non come una sua parte integrante: a giudizio dei formatori diventa perciò importante rafforzare maggiormente il raccordo tra i contenuti del percorso con i contenuti dell’esperienza professionale, tenendo sempre presente che il compito formativo non si pone come unico obiettivo la costruzione di un buon professionista, ma anche di un buon cittadino dotato degli strumenti culturali per esercitare i propri diritti e doveri. Rispetto alla raccolta di questi elementi tutte le classi, a parte una, hanno partecipato attivamente e in modo costruttivo alla discussione e all’approfondimento degli argomenti emersi. Nonostante l’atteggiamento di sfiducia nella possibilità che le cose possano cambiare, gli studenti hanno considerato seriamente il momento di monitoraggio dimostrando di avere buone capacità critiche unite al desiderio di motivare ed argomentare le proprie opinioni. Nella riflessione con i coordinatori dei percorsi sono emersi elementi che fanno riferimento a fattori “fisiologici” collegati alla temporalità del rapporto studente-percorso triennale: in classe terza abbiamo studenti da una parte stanchi e desiderosi di uscire dal percorso, dall’altra soggetti alla “pressione” degli imminenti esami di qualifica. Sul versante dei formatori assistiamo ad un naturale processo di “distacco” nei confronti della classe e alla contemporanea richiesta di maggiori capacità di teorizzazione da parte degli studenti proprio in vista degli esami. Inoltre alcuni segnalano che i docenti sono portati a concentrare maggiormente l’attenzione e la “cura” sulle classi in entrata nei percorsi. Pagina 15 di 60 Quanto emerso dalla discussione con le classi trova pienamente conferma negli esiti dei questionari di gradimento che abbiamo somministrato alla classe al termine dell’incontro. confronto tra le classi 06/07 8,0 7,5 7,0 6,5 6,0 5,5 5,0 4,5 4,0 Contenuti didattici Didattica Spazi e strumenti Apprendimenti Soddisfazione complessiva Media generale classi prime 7,0 7,0 7,3 7,6 7,6 7,3 classi seconde 6,7 6,4 6,8 7,2 7,2 6,9 classi terze 5,1 5,0 4,6 5,6 5,5 5,2 Dagli elementi del grafico si possono fare alcuni considerazioni: • lo scostamento dei valori attribuiti dagli studenti alle voci del questionario mantiene un andamento costante tra le tre annualità; • lo scostamento tra le classi prime e le classi seconde risulta minimo, mentre è significativo quello delle classi terze; • queste ultime su tutte le voci del questionario danno una valutazione al di sotto della sufficienza, mentre le classi prime danno punteggi al di sopra del 7. Il risultato finale che emerge dai questionari di gradimento è ancor più particolare se si considera il fatto che delle classi terze una di queste è risultata molto soddisfatta su tutte le voci alzando in questo modo la media generale. Un ulteriore considerazione a partire dal grafico proposto è relativa allo scostamento tra le differenti classi rispetto alla voce spazi e strumenti: per le classi terze il confronto diretto con il mondo del lavoro, porta a considerare meno adeguata e meno interessante la strumentazione tecnica professionale in dotazione all’ente. Riportiamo ora una tabella riassuntiva degli esiti del monitoraggio relativamente ai risultati delle customer satisfaction. Ci sembra opportuno riportare questi dati in quanto abbiamo verificato una forte Pagina 16 di 60 corrispondenza tra quanto rilevato nel colloquio con la classe e quanto riportato nelle schede di customer. Dalla lettura della tabella possiamo fare alcune considerazioni: • in prima battuta sottolineiamo l’andamento positivo, in termini generali, degli esiti del monitoraggio. 13 classi hanno dato una valutazione sufficiente contro le 5 che hanno espresso un punteggio al di sotto della sufficienza; • metà delle classi campione ha dato una valutazione al di sopra del 7; • delle 6 classi con il punteggio più basso, 5 sono classi terze, mentre delle 4 con il punteggio più alto, 3 sono classi prime. Pagina 17 di 60 N° questionari compilati 313 numero studenti 21 13 24 18 11 23 19 20 20 16 16 16 16 15 22 13 16 14 1 3 1 1 2 2 2 2 1 1 2 1 3 3 3 2 3 3 8,2 8,5 8,4 7,3 8,0 7,4 6,8 7,5 6,7 5,8 6,0 5,9 5,4 5,1 5,0 4,3 3,4 3,0 6,3 8,2 8,5 8,4 7,3 8,0 7,4 6,8 7,5 6,7 5,8 6,0 5,9 5,4 5,1 5,0 4,3 3,4 3,0 6,3 Didattica 7,7 8,3 8,1 7,1 7,2 7,8 7,2 6,6 6,8 6,4 6,1 6,0 5,6 5,2 5,0 3,7 3,8 2,1 6,1 Quando spiegano i tuoi insegnanti parlano in modo chiaro? Li capisci facilmente? 7,8 8,3 7,8 7,1 6,9 7,7 8,1 6,7 6,4 6,5 6,9 6,5 6,1 5,8 4,9 4,8 4,1 2,6 6,4 Il modo con cui si svolgono le lezioni ti coinvolge e ti aiuta a restare attento/a e concentrato/a? 7,3 7,8 8,0 6,3 6,0 7,8 6,5 6,4 6,2 6,2 6,1 5,1 5,6 4,7 4,2 3,8 3,1 1,7 5,7 Riesci a capire il collegamento tra le materie teoriche e pratiche? 8,0 8,6 8,6 7,5 7,4 7,6 7,8 7,6 7,7 6,2 6,6 5,9 5,0 4,7 5,7 2,2 4,3 2,4 6,3 Se durante l’anno hai svolto delle attività di recupero/approfondimento (LARSA) come valuti la loro utilità rispetto al miglioramento della tua preparazione? 7,5 8,5 7,4 8,7 7,9 6,6 5,7 6,7 4,8 6,5 5,6 5,2 4,0 1,6 6,2 Spazi e strumenti 8,2 7,0 6,2 8,7 7,5 6,5 7,6 6,9 6,7 7,3 6,8 6,8 6,9 5,4 3,8 5,5 1,6 2,9 6,2 Gli spazi, gli strumenti e le tecnologie che la scuola ti mette a disposizione (es. aule, laboratori, computer, macchine e strumenti …) ti sembrano adeguati alle attività che devi svolgere? 8,2 7,0 6,2 8,7 7,5 6,5 7,6 6,9 6,7 7,3 6,8 6,8 6,9 5,4 3,8 5,5 1,6 2,9 6,2 Apprendimenti 8,3 8,8 8,6 7,9 8,0 8,0 7,8 7,7 7,7 7,2 7,1 5,9 6,2 5,4 5,1 4,6 5,1 3,2 6,8 Il corso ti sta aiutando ad acquisire conoscenze teoriche generali? 8,0 8,3 8,2 7,2 7,6 7,7 7,1 7,8 7,0 6,7 6,0 5,9 3,8 5,3 4,7 3,8 4,4 2,6 6,2 Il corso ti sta aiutando ad acquisire conoscenze tecniche? 8,6 8,9 8,8 7,8 7,8 8,0 8,0 7,7 7,5 7,3 7,5 6,1 7,4 5,5 5,0 4,6 5,4 3,6 7,0 Il corso ti sta aiutando ad acquisire le capacità pratiche (es. i laboratori) previste dalla qualifica professionale? 8,3 9,1 8,8 8,8 8,5 8,1 8,4 7,6 8,6 7,7 7,9 5,5 7,5 5,5 5,7 5,4 5,5 3,5 7,2 Soddisfazione complessiva 8,3 7,6 8,4 7,8 7,7 7,9 7,6 8,1 7,1 6,7 6,9 7,1 5,8 6,4 5,4 5,2 4,8 3,1 6,8 Sei soddisfatto dei risultati che hai ottenuto fino a questo momento? 7,6 7,6 7,9 7,2 6,6 7,5 6,8 7,1 7,0 6,8 6,9 6,5 6,0 5,3 5,0 4,5 4,4 2,4 6,3 Sei soddisfatto del rapporto che hai con i tuoi compagni di classe? 8,8 6,8 7,1 7,4 9,3 7,1 8,3 9,0 7,9 6,4 7,1 7,4 7,7 7,9 8,2 5,5 7,6 4,2 7,4 Sei soddisfatto del rapporto che hai con gli insegnanti? 8,7 8,2 8,0 7,1 6,8 8,3 8,4 7,2 6,4 6,9 6,6 6,5 6,6 6,1 5,9 3,9 3,9 2,1 6,5 Sei soddisfatto del rapporto che hai con il tuo tutor? 9,0 8,6 9,6 8,6 7,4 8,1 7,7 8,3 6,1 8,0 6,3 7,6 4,8 6,3 4,5 8,0 3,4 1,7 6,9 La scuola informa la tua famiglia su quello che fai? 7,1 6,4 9,3 8,1 8,0 7,7 7,1 8,1 7,4 6,1 7,1 8,3 4,7 7,1 4,8 4,5 5,6 6,9 6,9 Sei soddisfatto della scuola che hai scelto? 8,7 8,1 8,8 8,3 8,0 8,7 7,1 8,8 8,1 5,9 7,2 6,0 4,9 5,6 4,0 4,7 3,6 1,4 6,5 MEDIA PER ALLIEVO 8,1 8,0 7,9 7,8 7,7 7,5 7,4 7,3 7,0 6,7 6,6 6,3 6,0 5,5 4,9 4,7 3,7 2,9 6,4 annualità Contenuti didattici Ti sembrano interessanti gli argomenti affrontati a scuola? media Pagina 18 di 60 Differenza tra le annualità Per concludere questa parte relativa alle customer riportiamo un confronto dei dati tra le classi prime e le classi seconde nei differenti anni formativi. Come emerge immediatamente gli scostamenti nelle classi nei diversi anni formativi sono praticamente minimi trasversalmente su tutte le voci, sia per quanto riguarda le classi prime (differenza nella media generale di 0,3 punti) e ancor di più rispetto alle classi seconde (solo 0,1 punti). Questo dato, in relazione a quello precedente, ci conferma su alcune analisi. Innanzitutto possiamo affermare la coerenza delle indicazioni date dagli studenti, in relazione allo stesso corso nelle diverse annualità scolastiche, osservando l’andamento costante sulle diverse voci indagate dalla scheda. Questo dato, unito alla corrispondenza trovata tra quanto espresso dalla classe e quanto rilevato da noi durante la restituzione con i valori emersi dalle customer, ci fa dire che i dati e le considerazioni riportate sono da considerarsi attendibili e utilizzabili in termini di analisi e considerazioni. customer classi prime 10,0 9,0 8,0 7,0 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 Contenuti didattici Didattica Spazi e strum enti Apprendim enti Soddisfazione com plessiva Media generale a.f. 06/07 7,0 7,0 7,3 7,6 7,6 7,3 a.f. 05/06 7,3 7,1 7,9 8,0 7,9 7,6 a.f. 04/05 6,9 6,8 7,6 7,7 7,5 7,3 Pagina 19 di 60 customer classi seconde 10,0 9,0 8,0 7,0 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 Contenuti didattici Didattica Spazi e strum enti Apprendim enti Soddisfazione com plessiva Media generale a.f. 06/07 6,7 6,4 6,8 7,2 7,2 6,9 a.f. 05/06 6,6 6,3 6,7 7,2 7,1 6,8 Possiamo quindi affermare che il modello progettuale previsto dalla sperimentazione triennale, le modalità in cui viene proposto e attuato dai vari enti, funziona molto bene in termini generali per le classi prime e seconde che ne percepiscono la “bontà” così come evidenziato nel paragrafo precedente (fatte salvo specifiche situazioni critiche già descritte). Le criticità emerse invece nelle classi terze ci indicano la necessità approfondire la riflessione in merito alle peculiarità connesse a questa annualità ed eventualmente rivedere modalità e pratiche finora messe in atto. Pagina 20 di 60 Allievi con disabilità Come già detto precedentemente un’attenzione particolare quest’anno è stata posta alla presenza degli allievi con disabilità all’interno delle classi per rilevare come e quanto la loro presenza incide sullo svolgimento della didattica, sul livello di apprendimento della classe, sulle dinamiche relazionali e sulla gestione della classe da parte dei docenti. Le segnalazioni avute gli scorsi anni dagli enti formativi evidenziavano un forte problematicità di gestione delle persone con disabilità che, a quanto riportato, hanno significative ricadute sulla classe soprattutto in termini di presenza numerica. Per questo motivo il campione di classi individuato ha visto come uno dei criteri principali la presenza di un alto numero di allievi con disabilità nelle classi incontrate – vedi tabella a pag. 6. Durante le restituzioni della visita fatte agli enti uno spazio apposito è stato dedicato proprio per tematizzare questi aspetti. Pur non avendo previsto per questo momento un approccio “scientifico” – raccolta di dati riscontrabili e confrontabili, strumenti ad hoc,... – possiamo comunque trarre alcune considerazioni particolarmente interessanti e valide anche in relazione al fatto che il campione incontrato è stato numericamente significativo: quest’anno gli allievi con disabilità con diagnosi funzionale che si sono iscritte ai corsi triennali sono state 234 mentre quelli iscritti nelle classi coinvolte dal monitoraggio erano 58: pertanto il campione incontrato è stato di circa il 25% sul totale. Innanzitutto quando ci riferiamo a situazioni di allievi con disabilità con diagnosi funzionale è necessario individuare di che tipo di disabilità si parla. Da quanto raccolto nel monitoraggio i macro livelli di disabilità possono essere suddivisi in due: uno di tipo cognitivo, legato quindi a difficoltà di apprendimento, un altro di tipo comportamentale; non sono presenti allievi con disabilità con compromissioni fisiche gravi. Le persone che abbiamo incontrato durante il monitoraggio avevano una disabilità quasi esclusivamente di tipo cognitivo, che quindi incide direttamente sull’apprendimento. Pochissimi i ragazzi con disabilità sul versante comportamentale. Il dato emerso, a partire dalle considerazioni che abbiamo fatto durante le restituzioni con i coordinatori e tutor delle classi, è che la maggior parte di allievi con disabilità non presenta problemi di tipo comportamentale, con conseguenti ricadute sulla gestione della classe. La considerazione comune emersa dai coordinatori ha evidenziato che gli aspetti problematici dal punto di vista comportamentale sono riferiti ad altri fattori: disagio relazionale, familiare o sociale, problematiche individuali che poi vengono “riversate” nell’ambiente classe. Pertanto rispetto alla gestione della classe gli allievi con disabilità non hanno un impatto considerato in maniera negativa. Alcuni formatori ci hanno riferito i problemi si riscontrano prevalentemente nell’area degli Pagina 21 di 60 apprendimenti; in questo quadro il docente di sostegno è necessario e fondamentale. Da notare come il ruolo del docente di sostegno (quando è possibile prevederlo in relazione alle risorse messe a disposizione dai finanziamenti regionali) nella maggior parte dei casi viene esercitato nella prospettiva di figura a sostegno della classe e non esclusivamente per il disabile a cui risulta “assegnata” diventando in questo modo una risorsa aggiuntiva per tutti gli studenti e rivestendo un ruolo significativo ed integrato all’interno dello staff dei docenti -consiglio di classe. In questo quadro il sistema della formazione professionale, per cultura storica dell’accoglienza, per le caratteristiche formative (didattica induttiva, pedagogia del compito, apprendimento attraverso in fare), per le peculiarità generali sul piano culturale dell’utenza “tipica” che riduce la distanza sul piano degli apprendimenti con gli allievi con disabilità, per il rapporto di vicinanza con il mondo imprenditoriale (che permette di avvicinare e accompagnare i giovani –compresi gli allievi disabili- al mondo del lavoro), si conferma come l’ambiente formativo privilegiato dove gli allievi con disabilità vengono accolti permettendo loro di sperimentare un’esperienza formativa e umana significativa. Tutto ciò non immune da processi problematici riferiti innanzitutto alla questione delle scarse risorse, al fenomeno frequente della mancata segnalazione della disabilità da parte della famiglia al momento dell’iscrizione (spesso accompagnata dal pensiero di “guarigione” del proprio figlio), alla debolezza della rete territoriale dei servizi alla persona che, nella fase di passaggio dalla scuola secondaria di primo grado al sistema superiore, spesso perde il contatto con l’utenza. Si evidenzia anche su questi fronti l’instancabile impegno degli enti di formazione nel far fronte alle difficoltà con risorse proprie, con la passione individuale, con la tenacia di mantenere un rapporto significativo con tutti i soggetti che hanno a che fare con gli allievi con disabilità, nella consapevolezza che l’intervento educativo-formativo della formazione professionale si inserisce in un percorso di vita individuale di ampio respiro. Va detto inoltre che durante le visite alle classi per noi non è stato facile (in molte situazioni non ci siamo riusciti) individuare gli allievi con disabilità in quanto molti di loro si integrano bene nella classe e alcuni hanno partecipato alla discussione con contributi adeguati. Infine abbiamo rilevato in alcune situazioni che gli allievi con disabilità costituiscono una risorsa per l’intero gruppo classe: in alcuni compagni infatti sono scattate delle forme di tutoraggio e di affiancamento e questo è stata un occasione per vivere un’esperienza positiva di protagonismo. Restano aperte alcune questioni di “sistema” che possiamo segnalare in attesa che, almeno alcune, vengano affrontate e risolte a livello regionale e nazionale: l’età di termine dei percorsi triennali avviene a 17 anni (in un percorso senza bocciature), ma i servizi di inserimento lavorativo prendono in carico gli allievi con disabilità solo se maggiorenni; Pagina 22 di 60 la cultura dell’orientamento in uscita dal percorso di primo ciclo vede ancora la prevalenza di una “lettura in chiave scolastica” delle capacità e competenze degli individui con l’effetto di avere allievi con disabilità orientati verso percorsi inadatti; mancanza a livello territoriale di un soggetto preposto alla cura del “progetto di vita” di ciascun disabile che raccordi servizi e operatori che intervengono nelle diverse fasi della crescita. Pagina 23 di 60 Formazione formatori In relazione all’azione di formazione formatori realizzata nell’anno formativo 2005/06 sul tema della promozione del successo formativo, con particolare riferimento alla gestione di gruppi di apprendimento difficili, (si veda il capitolo 2 del Report di monitoraggio dei percorsi triennali – dicembre 2006) abbiamo colto l’occasione delle visite di monitoraggio per aprire una finestra sul rilevare le eventuali ricadute operative a distanza di un anno dalla realizzazione delle azioni di formazione. Non abbiamo svolto una rilevazione sistematica, ma ci siamo basati su un riscontro immediato da parte dei nostri interlocutori, coordinatori e docenti riferiti alla classe monitorata. Gli elementi rilevati sono pertanto molto parziali, ma altrettanto significativi. È emersa la valutazione positiva dell’esperienza e dei contenuti affrontati insieme alla difficoltà a trasferire nella pratica quotidiana non solo gli elementi appresi, ma anche le buone prassi sperimentate, sia da un consiglio di classe all’altro sia da un anno all’altro. Questo per diversi ordini di fattori: un anno di accompagnamento nella condivisione e sperimentazione di innovazioni metodologiche è di per sé un periodo troppo breve per la sedimentazione delle pratiche; le persone migrano di impiego o di ruolo ricoperto (ciò pone la questione sulla stabilità che il sistema è in grado di offrire in una condizione di incertezza delle risorse); oggettiva difficoltà da parte di chi ha aderito al percorso formativo di coinvolgere i colleghi che non hanno partecipato. Accanto a tutto ciò abbiamo anche riscontrato situazioni in cui modalità e strumenti appresi al percorso formativo sono utilizzati e valutati interessanti e soprattutto utili con il dichiarato impegno di approfondire e ampliare le esperienze. Pagina 24 di 60 CONCLUSIONI Come riportato nel report conclusivo dello scorso anno e come detto nella premessa del presente report le condizioni dello stato del sistema della formazione professionale ci hanno indotto a centrare la nostra attenzione, per il piano di monitoraggio di questo anno, sul tema del successo formativo, andando a evidenziare le strategie e gli strumenti applicati dagli enti. Questo lavoro di monitoraggio si è svolto andando a verificare la presa in carico degli studenti da parte degli enti sia attraverso la raccolta del livello di benessere percepito dagli allievi, sia nei colloqui approfonditi che abbiamo realizzato al termine delle visite con i coordinatori, in alcuni casi anche con i docenti, in altri anche con il direttore della struttura. In altre parole quello che abbiamo cercato di verificare è se l’ente è riuscito a gestire il processo formativo in modo da dare agli studenti della classe l’opportunità di sentirsi proficuamente inseriti in un percorso di apprendimento finalizzato alla qualifica (quindi con aspetti “prescrittivi”) e di sentirsi al tempo stesso accolti e sostenuti sul piano personale. La definizione dell’oggetto di valutazione nasce inoltre da alcune considerazioni fatte lo scorso anno di cui riportiamo questo stralcio utile per inquadrare le motivazioni che ci hanno guidato: Abbiamo rilevato come la riduzione delle risorse economiche sta provocando una inevitabile revisione delle modalità applicative della sperimentazione triennale: una costante riduzione degli spazi di progettazione delle Unità di Apprendimento da parte dei docenti, crescente difficoltà a suddividere i gruppi classe per la realizzazione dei LARSA, tempi più ridotti per la compilazione del Portfolio, non come mero adempimento amministrativo, ma che prevede il coinvolgimento attivo dei singoli allievi… Tutto ciò avviene nel momento in cui tali strumenti sarebbero ancor più preziosi per gestire un’utenza che necessita di approcci personalizzati, di maggior coinvolgimento nel processo formativo, di presa in carico in quanto “persona” nella sua complessità e globalità. Abbiamo rilevato come in alcune situazioni gli enti siano riusciti e riescano comunque a trovare degli spazi, pur non direttamente finanziati, per realizzare attività personalizzate e a volte individualizzate; in altri casi invece siamo in presenza di limiti oggettivi tali da non poter essere superati e dunque alcune attività previste a progetto restano lettera morta. Pagina 25 di 60 Naturalmente il quadro per l’anno in corso non è mutato. Durante la realizzazione delle visite abbiamo incontrato situazioni molto diversificate: classi molto soddisfatte e molto consapevoli del percorso che stavano realizzando; altre classi arrabbiate, molto critiche e in posizione oppositiva verso l’ente stesso; altre ancora poco partecipi, disinteressate, a volte apatiche. Fermo restando la validità generale dell’offerta formativa e la buona gestione dei percorsi da parte degli enti, come sottolineato nel capitolo precedente, vogliamo evidenziare due aspetti che sono venuti in rilievo che contribuiscono in modo sostanziale al buon esito dei corsi: le capacità organizzative dell’ente, la capacità di essere educatori da parte dei formatori/docenti. Proprio la stretta relazione che abbiamo verificato tra il benessere della classe e la presenza di questi due importanti elementi ci porta a dire che il successo formativo si costruisce all’interno di un processo che coinvolge tutte le parti in gioco: studenti, staff formativo, coordinamento e dirigenza. Per quanto riguarda le capacità organizzative dell’ente ci riferiamo ai seguenti fattori la cui presenza si riflette sugli esiti formativi in termini di successo, di benessere percepito dagli studenti e dagli operatori stessi: • la chiarezza e il riconoscimento dei ruoli; • la cura delle relazioni: formali e informali di chiunque entra “in contatto” con l’organizzazione; • la definizione chiara e la tenuta sulle regole; • la costruzione di uno staff formativo stabile, solido e affiatato; • la dimensione strutturale, il luogo fisico: la definizione di uno spazio dove gli studenti identifichino un “territorio” che sentano proprio, che sia organizzato in relazione a scopi definiti e precisi e nello stesso tempo sia personalizzabile, che possa esprimere che lo frequenta. In relazione a ciò che possiamo definire attenzione pedagogica o clima educativo, a quegli aspetti di talento e passione professionale, a tutta quella sfera che difficilmente può rientrare con criteri oggettivabili in azioni di monitoraggio, ma che permea i gesti, le relazioni, gli ambienti formativi stessi, abbiamo rilevato alcuni elementi che “fanno la differenza” dell’azione educativa: • l’attenzione e la cura della relazione personale con ciascun studente da parte dei formatori; • la presa in carico della persona in termini globali, non solo per gli aspetti di performance scolastiche/formative, consapevoli peraltro che i percorsi di formazione professionale hanno obiettivi Pagina 26 di 60 e risorse finalizzate e non possono offrire soluzioni per tutte le circostanze. Resta pur vero che occupandosi di adolescenti occorre ascoltare e accogliere istanze che hanno a che fare con la costruzione dell’identità personale, con la ricerca del senso delle cose, con la dimensione del futuro da immaginare, progettare, costruire; • l’investimento personale e la passione dei singoli formatori per la professione svolta. È difficile mettere in rilievo questi aspetti, senza rischiare di dire cose scontate o di incorrere nelle insidie del terreno degli aspetti sindacali, ma non possiamo non rilevare (senza averlo posto come oggetto di monitoraggio) che dietro alle situazioni di successo formativo e di benessere complessivo degli studenti vi sono professionisti appassionati, generosi, competenti. Possiamo concludere il presente report rispondendo a questa domanda: che stato di salute ha dimostrato di avere quest’anno il sistema della formazione professionale in provincia di Varese? Il quadro di incertezza normativa, accresciuta rispetto al passato, e le risorse in continua contrazione provocano precarietà e discontinuità del personale (con evidenti ricadute relazionali sugli studenti), tempi ridottissimi per la progettazione didattica comune e il raccordo degli staff formativi, impossibilità di garantire figure di sopporto e coordinamento che spesso “strappano” l’esercizio di questi ruoli da altre funzioni o dal proprio tempo personale, in questo quadro dunque la formazione professionale continua ad affrontare con passione, determinazione, chiarezza di obiettivi, buoni risultati, le sfide della formazione rivolta ad una fascia di studenti che non troverebbe in altri sistemi risposte altrettanto efficaci e soddisfacenti. Possiamo solo augurarci che possa continuare in condizioni migliori. Pagina 27 di 60 ALLEGATI Allegato 1. Scheda di sintesi sulle caratteristiche della classe Allegato 2. Traccia per il colloquio guidato con la classe Allegato 3. Questionario per gli allievi Pagina 28 di 60 Scheda di presentazione della classe - percorsi triennali 2006/07 La presente scheda di rilevazione si colloca all’interno dell’attività di monitoraggio per i percorsi triennali che ha come oggetto il successo formativo, rilevato attraverso l’analisi delle strategie e degli strumenti utilizzati dagli enti e il livello di percezione di benessere espresso dagli allievi. La compilazione della scheda ha due obiettivi: • raccogliere elementi sulle caratteristiche della classe in modo da poter meglio mirare il colloquio realizzato dagli operatori provinciali; • raccogliere elementi sulle buone pratiche utilizzate dagli enti proprio in relazione alle caratteristiche della classe stessa. Si invita a farci pervenire la scheda compilata entro il ………. Grazie per la collaborazione DATI ANAGRAFICI Ente, ID e denominazione del corso Composizione della classe Maschi/femmine N. allievi disabili con diagnosi funzionale Stranieri N. allievi provenienti da altri paesi Difficoltà con la lingua italiana: • scritta • parlata Altri tipi di difficoltà che presentano Allievi problematici Presenza di altri allievi che mostrano forme di disagio: quanti sono e che tipo di disagio evidenziano? DIDATTICA Indicare le Unità di apprendimento realizzate e/o previste Evidenziare gli elementi significativi che caratterizzano l’attività formativa Pagina 29 di 60 Vengono realizzate unità/àttività specifiche per i allievi con disabilità? Indicare quali Proposte extra-didattiche Vengono proposte attività extradidattiche? Quali e con quale obiettivo? STAFF FORMATIVO Composizione dello staff Docenti che compongono lo staff formativo e relativa area disciplinare Altre figure coinvolte Figure di sostegno È presente il docente di sostegno e per quante ore la settimana sulla classe? Sono presenti altre figure di supporto e per quante ore la settimana sulla classe? Metodologia di lavoro dello staff Raccordo e condivisione metodologica e didattica Incontri di staff: articolazione e tempi CLIMA DI CLASSE Livello di integrazione tra compagni di classe in relazione a: • allievi disabili • allievi stranieri Interesse rispetto alle discipline/attività Coinvolgimento e partecipazione al percorso didattico ASPETTI RELAZIONALI Rapporto con le famiglie Con che modalità avvengono? Rispetto a quali argomenti? Difficoltà incontrate e soluzioni adottate Osservazioni varie Pagina 30 di 60 ENTE CLASSE DATA Traccia per la gestione dell’interazione con gli allievi Diversità/Novità rispetto allo scorso anno: Tutor: Coordinatore: Docenti: Direttore: Altre figure: UA: LARSA: Altre attività: Portfolio: Valutazione: Famiglie: Cosa funziona bene, cosa vi piace: Cosa NON funziona, cosa NON vi piace: Regole: Clima, soddisfazione complessiva: Quanti intendono proseguire nella formazione: Clima di classe durante l’incontro: Note: Pagina 31 di 60 Monitoraggio dei percorsi triennali 2006/2007 Questionario di valutazione degli allievi Corso e classe frequentata data Ti chiediamo di esprimere la tua opinione sul corso che stai frequentando, mettendo una crocetta in corrispondenza del punteggio – da 1 (molto negativo) a 10 (molto positivo) – che vuoi assegnare a ciascuna delle voci indicate. Inoltre, troverai alcune domande aperte a cui ti chiediamo di rispondere scrivendo quello che pensi. Leggi con calma le domande e chiedi spiegazioni se c’è qualcosa che non hai capito. Ti raccomandiamo di mantenere ANONIMO il questionario e di rispondere a TUTTE le domande. Grazie CONTENUTI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Ti sembrano interessanti gli argomenti affrontati a scuola? (1=non sono per niente interessanti; 10=sono molto interessanti) C’è qualche argomento/materia o attività che ti è piaciuto in modo particolare? DIDATTICA 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Quando spiegano i tuoi insegnanti parlano in modo chiaro? Li capisci facilmente? (1=non parlano in modo chiaro e ho difficoltà a capirli; 10= parlano in modo chiaro e non ho alcuna difficoltà a capirli) Il modo con cui si svolgono le lezioni ti coinvolge e ti aiuta a restare attento e concentrato? (1=non mi sento per niente coinvolto; 10= mi sento particolarmente coinvolto e partecipe) Riesci a capire il collegamento tra le materie teoriche e pratiche? (1=non trovo nessun collegamento; 10=trovo collegamenti fra tutte le materie teoriche e quelle pratiche) Se durante l’anno hai svolto delle attività di recupero/approfondimento (LARSA) come valuti la loro utilità rispetto al miglioramento della tua preparazione? (1= nessuna utilità; 10= grande utilità) SPAZI E STRUMENTI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Gli spazi, gli strumenti e le tecnologie che la scuola ti mette a disposizione (es. aule, laboratori, computer, macchine e strumenti …) ti sembrano adeguati alle attività che devi svolgere? (1=non sono assolutamente adeguati; 10=sono particolarmente adeguati e aggiornati) Ci sono delle cose (spazi, strumenti, attrezzature ecc.) che secondo te mancano nella tua scuola e di cui senti il bisogno? Potresti dirci quali? APPRENDIMENTI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Il corso ti sta aiutando ad acquisire conoscenze teoriche generali (es: italiano, matematica, inglese, storia, ecc.)? (1=non ho imparato niente; 10=ho imparato molto) Il corso ti sta aiutando ad acquisire conoscenze tecniche (es. materie professionali)? (1=non ho imparato niente; 10=ho imparato molto) Il corso ti sta aiutando ad acquisire le capacità pratiche (es. i laboratori) previste dalla qualifica professionale? (1=non ho imparato niente; 10=ho imparato molto) SODDISFAZIONE COMPLESSIVA 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Sei soddisfatto dei risultati che hai ottenuto fino a questo momento? (1=non sono assolutamente soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto) Sei soddisfatto del rapporto che hai con i tuoi compagni di classe? (1=non sono assolutamente soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto) Sei soddisfatto del rapporto che hai con gli insegnanti? (1=non sono assolutamente soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto) Sei soddisfatto del rapporto che hai con il tuo tutor? (1=non sono assolutamente soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto) La scuola informa la tua famiglia su quello che fai? (1= per niente; 10= informa continuamente la mia famiglia) Sei soddisfatto della scuola che hai scelto? (1=non sono assolutamente soddisfatto; 10=sono molto soddisfatto) Se c’è qualcosa del corso che stai frequentando che non ti piace scrivila qua sotto...! Pagina 33 di 60 PIANO DI MONITORAGGIO E ACCOMPAGNAMENTO DEI PERCORSI TRIENNALI 2007/08 In relazione al graduale consolidamento dei percorsi triennali di formazione professionale avviati nel settembre 2003 nell’ambito della sperimentazione regionale, per l’anno formativo 2007/08 la Regione Lombardia, attraverso l’Agenzia Regionale Istruzione Formazione Lavoro, ha avviato un progetto denominato “Formazione congiunta e accompagnamento per operatori dei percorsi sperimentali di Istruzione Formazione Professionale”, gestito in stretta collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e con le Province Lombarde. Lo scopo del progetto è quello di offrire occasioni strutturate di formazione e tutoring in riferimento agli elementi maggiormente qualificanti della sperimentazione regionale. Nell’ambito di tale progetto regionale si è definito un modello di monitoraggio che le province, con differenti modalità operative, avrebbero implementato nei propri territori di riferimento. La Provincia di Varese per l’anno 2007/08 ha proposto una modalità di monitoraggio che tiene conto del percorso di formazione che l’Agenzia Regionale Istruzione Formazione Lavoro ha avviato e, in attesa della sua realizzazione, ha predispone e attuato la seguente azione di monitoraggio. L’impianto di monitoraggio ha voluto rilevare lo stato di attuazione del modello progettuale previsto dalla sperimentazione regionale al fine di raccogliere elementi utili alla definizione di un breve percorso di formazione formatori con l’obiettivo di supportare il sistema nell’applicazione del modello. L’oggetto di monitoraggio pertanto è riferito alle modalità di realizzazione dei percorsi di qualifica triennale. Sono stati monitorati tutti i settori professionali presenti presso gli enti di formazione. A seguito dell’elaborazione degli elementi raccolti è stato definito e realizzato un percorso di formazione/approfondimento delle tematiche individuate punti critici e/o punti su cui offrire un supporto. Pagina 34 di 60 Il piano di monitoraggio e accompagnamento per l’anno in corso ha previsto la seguente articolazione: Le modalità di realizzazione dei percorsi di qualifica Oggetto di triennale in relazione ad alcuni elementi della monitoraggio sperimentazione triennale regionale: normativa, OSA, metodologia, certificazione delle competenze Modalità e strumenti Invio di una scheda presso ciascun ente e compilazione da parte del referente del settore o del direttore del centro. Compilazione di una scheda per ogni settore presente presso l’ente. Invio delle schede compilate entro mercoledì 9 aprile 2008. A seguito dell’elaborazione del materiale raccolto proposta di un percorso di formazione/aggiornamento rivolto agli operatori del sistema. Al termine dell’indagine e del percorso di formazione elaborazione, da parte degli operatori della Provincia, di un Report che descrive il quadro della situazione. Campione L’invio delle schede e la relativa compilazione della stessa riguardano tutti gli enti del territorio provinciale. Tempistica L’invio e la relativa restituzione delle schede prevista per i mesi di marzo e aprile. Il percorso di formazione/aggiornamento realizzato nel corso del mese di maggio. Pagina 35 di 60 RILEVAZIONE E CONDIVISIONE DEI FABBISOGNI AI FINI DELLA DEFINIZIONE DELLE GIORNATE DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO La scheda per la rilevazione dei fabbisogni ha avuto l’obiettivo, oltre all’acquisizione di elementi che fotografano il sistema dei corsi di qualifica triennale, di raccogliere dati utili alla predisposizione della proposta del percorso di formazione e aggiornamento realizzato nel mese di maggio 2008. La scheda per la rilevazione dei fabbisogni è stata strutturata nella forma di un questionario in parte a risposta chiusa, in parte a risposta aperta; per ogni questione affrontata è sempre stato possibile utilizzare un campo aperto laddove le opzioni previste non fossero esaustive. Gli oggetti affrontati, in coerenza con le opzioni del progetto, sono stati i seguenti: • Conoscenza della normativa di riferimento ai fini della realizzazione di percorsi di qualifica professionale triennali sperimentali • Obiettivi Specifici di apprendimento • Aspetti metodologici del percorso • Valutazione • Certificazione delle competenze • Esami di qualifica regionale Pagina 36 di 60 ESITI DATI GENERALI N. classi prime N. classi seconde N. classi terze totale N. alunni classi prime N. alunni classi seconde N. alunni classi terze totale ASSOLUTI TOTALI 38 36 35 109 844 775 665 2284 PERCENTUALI 34,9% 33,0% 32,1% 100,0% 37,0% 33,9% 29,1% 100,0% Conoscenza della normativa di riferimento ai fini della realizzazione di percorsi di qualifica professionale triennali sperimentali La direzione del CFP possiede documentazione relativa alla normativa di riferimento dei percorsi sperimentali triennali di Istruzione e Formazione Professionale della Regione Lombardia? Standard minimi di cui all’accordo in Conferenza Unificata del 14 gennaio 2004 SI 31 100,0% NO 0 0,0% totale 31 100,0% DM 139/07 SI 31 100,0% NO 0 0,0% totale 31 100,0% DG Istruzione Lavoro, DDG 10 Aprile 2007 n. 3618 “Approvazione degli Obiettivo Specifici di Apprendimento relativi ai percorsi triennali sperimentali di Istruzione e Formazione professionale della Regione Lombardia SI 31 100,0% NO 0 0,0% totale 31 100,0% DG Istruzione Lavoro, DDG 10 Aprile 2007 n. 3616 “Approvazione dei documenti “Certificazione delle competenze e riconoscimento dei crediti formativi – Attuazione dell’accordo in Conferenza Unificata del 28 Ottobre 2004” e “Linee guida per il passaggio tra sistemi di istruzione e di istruzione e formazione professionale” SI 31 100,0% NO 0 0,0% totale 31 100,0% Pagina 37 di 60 Informazioni Il CFP ha assicurato la diffusione della normativa tra i docenti/formatori impegnati nel percorso sperimentale? SI In o o o o o o o o o o o o o o o 96,8% NO 0% IN PARTE 3,2%□ che modo: Equipe e riunioni plenarie Mettendo a disposizione il materiale in visione – distribuendo gli osa del settore Attraverso riunioni in plenaria nei consigli di classe e, successivamente, attraverso incontri ed illustrazione individuale per i colleghi inseriti in momenti successivi Comunicazione in data di emissione dei documenti. Messa a disposizione dei documenti cfr. Dossier documenti armadio segreteria sistema qualità La normativa è archiviata sul server in un luogo accessibile ai docenti/formatori. - tramite avvisi quando arriva qualche nuovo documento. - istituzione di un gruppo di lavoro ad hoc Tramite comunicazioni e durante le riunioni collegiali Tramite comunicazioni e durante le riunioni collegiali Comunicazioni durante gli incontri collegiali Le normative sono consultabili presso il centro e il materiale “operativo” viene consegnato direttamente ai docenti; ad inizio anno si tiene una riunione in cui si illustrano indicazioni, osa, strumenti di lavoro I coordinatori hanno a disposizione tutta la normativa sopra citata; a ogni docente vengono consegnati gli standard minimi della propria disciplina Riunioni informative, formazione in provincia, distribuzione materiali Consigli di classi e distribuzione copia materiale Trasmissione documentazione OSA e revisione condivisa progettazione a seguito normative Invio per email; Riunione con i docenti Riunioni informative, distribuzione materiali, partecipazione alla formazione proposta dalla Provincia Rispetto a quali aspetti e/o contenuti l’informazione sulla normativa relativa ai percorsi sperimentali triennali dovrebbe essere meglio conosciuta, approfondita, completata dai docenti? o o o o o o o o Stesura e applicazione del psp Difficoltà di compilazione/redazione del psp (interpretative, metodologiche) difficoltà di adeguare la programmazione alle normative (assetti assistenti/cambiamenti veloci…) Aspetti operativi e traduzione in realtà dei principi Dg istruzione lavoro, ddg 10 aprile 2007 n. 3616 “approvazione dei documenti “certificazione delle competenze e riconoscimento dei crediti formativi, soprattutto la certificazione delle competenze ed il riconoscimento dei crediti formativi Dovrebbe essere approfondita la normativa inerente la certificazione delle competenze e riconoscimento dei crediti formativi, inoltre quella riguardante la costruzione del piano di studio personalizzato (psp). Non si sono avuti rilievi in merito. Difficoltà di compilazione del psp, risulta difficile seguire i continui cambiamenti normativi che sono in continua evoluzione Approfondimenti sugli osa e aggiornamento degli stessi in relazione ai gruppi di Pagina 38 di 60 lavoro tra regione lombardia e usr Applicazione competenze osa nel contesto del territorio di riferimento Linee guida per il passaggio tra sistemi di istruzione e di istruzione e formazione professionale” o Risulta fondamentale che i docenti siano consapevoli e condividano la necessità di una maggiore valorizzazione del sistema della formazione professionale che deve essere riconosciuta come esperienza formativa dotata di valenze pedagogiche, culturali, sociali e professionali, e che i cfp rappresentino un luogo di crescita e di valorizzazione della persona. Si sente grande necessità di una migliore e più condivisa applicazione dell’impostazione didattica strutturata in Unità di apprendimento, basate sulla pedagogia del compito e sullo sviluppo dell’interdisciplinarietà. Risulta ancora difficile: trasformare i contenuti disciplinari in competenza attuare una didattica attiva legata a compiti reali individuare, organizzare e realizzare unità di apprendimento che coprano la maggior parte dell’attività didattica Certamente la normativa in continua evoluzione e modifica non aiuta a creare credibilità, motivazione e mobilitazione da parte del gruppo dei Docenti che deve troppo spesso riformulare la propria programmazione. Inoltre anche le modalità organizzativo/finanziarie del CFP si traducono in elemento di forte criticità e spesso di difficile comprensione e gestione (bandi, corsi a budget, quote capitarie, doti …..) o o Obiettivi Specifici di Apprendimento Analisi dell’implementazione degli OSA La progettazione delle attività didattiche tiene conto degli OSA? SI 51,6% In che modo: o o o o o o o o o o o o NO 0% IN PARTE 48,4%□ Nonostante gli incontri organizzati, non tutti i docenti hanno sviluppato opportuna padronanza di metodo 1° anno in corso: si - 2° e 3° anno in corso: in via di adeguamento Sono lo “spirito guida” della progettazione e della sua trasposizione in realtà Il psp è strutturato e realizzato tenendo conto degli osa che si cerca di raggiungere applicando il più possibile le metodologie didattiche indicate dalla sperimentazione triennale. (didattica attiva, compiti reali, uda…) Gli osa vengono declinati da ogni singolo insegnante nella propria programmazione Diffusione; costruzione dei programmi e/o uda tenendo conto degli osa Si per la prima annualità, in parte per la seconda e terza. Le attività didattiche sono impostate in funzione del raggiungimento delle competenze previste in uscita Solo in riferimento alla progettazione delle uda del primo anno Pianificazione uda con declinazione obiettivi specifici, declinazione competenze acquisite Nella progettazione delle unità di apprendimento e programmazione annuale dei docenti Applicazione uda aventi per esito le competenze stabilite in base agli osa Pagina 39 di 60 Criticità e questioni aperte Elementi critici identificati dal CFP nell’implementazione degli OSA e relative motivazioni o o o o o o o o o o o o o E’ emersa la difficoltà di realizzare incontri collegiali in cui siano presenti la totalità degli interessati Difficoltà di adeguamento veloce ai cambiamenti Difficoltà di sincronizzazione tra le aree - sono a tratti velleitari nella misura in cui non tengono conto di caratteristiche e potenzialità degli utenti Lo scarso livello di apprendimento degli allievi non garantisce il pieno raggiungimento degli esiti proposti. Difficoltà di adattare gli osa agli specifici gruppi classe; ridotto tempo di esecuzione Non sono stati identificati elementi critici Precarietà dei docenti. I docenti di ruolo sono in numero ridotto Precarietà dei docenti con difficoltà nell’organizzare incontri collegiali di progettazione. Precarietà dei docenti e quindi difficoltà a programmare incontri collegiali Necessità di anticipare alcuni contenuti in relazione alla realizzazione di alcune unità di apprendimento; - implementazione degli stessi alla luce degli esiti dei gruppi di lavoro Applicazione osa alla differenziazione delle realtà lavorative presenti sul territorio di riferimento Manca una suddivisione per annualità degli osa; spesso le conoscenze ed abilità collegate alle competenze sono troppo ampie e generiche (es: colorimetria) e non forniscono perciò un reale aiuto alla progettazione didattica. La progettazione e la programmazione didattica si devono però confrontare con problematiche legate a due aspetti diversi: Sul fronte allievi: Eterogeneità a livello di prerequisiti di base Eterogeneità a livello di età e, quindi, di esperienze scolastiche precedenti Presenza di un elevato numero di allievi diversamente abili, con diagnosi funzionale e non Presenza di elementi con problemi particolarmente rilevanti a livello personale e familiare Motivazione degli allievi rispetto alla scelta del percorso Sul fronte operatori: Precarietà e quindi impossibilità di costruire un rapporto di continuità didattica Difficoltà ad organizzare gli incontri collegiali necessari per socializzare le modalità didattiche e per creare comunione di intervento Difficoltà a coprire le necessità legate sia alla programmazione didattica che agli interventi e all’attenzione/ascolto richiesta dagli allievi in particolari situazioni Difficoltà nell’organizzare l’orario scolastico che possa opportunamente sviluppare la modularità delle diverse aree disciplinari Carenza di risorse umane che si traducono in difficoltà di consentire un insegnamento che tenga conto dei diversi livelli degli allievi, che non possono essere seguiti nell’intero gruppo classe Pagina 40 di 60 Aspetti metodologici del percorso Tra le attività dedicate all’accoglienza è stata prevista la rilevazione delle motivazioni individuali al percorso scolastico scelto? SI 100% NO Se SI, sono stati usati: test 64,5% colloqui individuali 74,2% altro (specificare) o Schede individuali per allievo o Schede book o Giochi di ruolo, open day, visite aziendali, stage motivazionali e di orientamento o o o Attività strutturate e non all’interno della prima fase di accoglienza Attività didattica in aula Attività strutturate e non strutturate tese alla rilevazione di motivazione, attitudine ed interessi Se no perché: Durante l’accoglienza sono state previste attività per la rilevazione dei livelli di competenza in ingresso? SI 90,3% NO 9,7% Se SI, sono state svolte rilevazioni in: discipline area dei linguaggi 90,3% discipline area scientifica 90,3% discipline area tecnologica informatica 25,8% discipline area professionale 16,1% più aree: (specificare) o area delle capacità personali con attività di: - individuazione stili di apprendimento; - scoperta punti di forza e di debolezza; - conoscenza di se o attività di gruppo Se no perché: o Durante l’accoglienza le attività sono dedicate prioritariamente alla conoscenza della classe, alla formazione del gruppo, alla rilevazione della motivazione, alla spiegazione dettagliate del corso, all’osservazione delle dinamiche tra gli alunni in modo da calibrare interventi ad hoc, alla costituzione/condivisione del patto d’aula, alla presentazione delle figure di riferimento del Centro, alle spiegazione delle norme di Istituto. È importante per noi sin da subito “agganciare “ gli alunni, creare un rapporto positivo e di fiducia sin dai primi momenti di permanenza nel centro; l’attenzione è posta sulla “persona” o La fase dell’accoglienza è destinata specificatamente alla conoscenza degli allievi, alla presentazione dell’Ente, dei percorsi formativi e delle figure di riferimento. In questa fase si costituisce il “patto d’aula” e vengono presentate le norme di Istituto. Si pongono gli alunni, le loro motivazioni ed attitudini in primo piano. Pagina 41 di 60 Sono state previste attività per inserire efficacemente l’alunno nell’ambiente scolastico? SI 100% NO Se SI, quali ambiti sono stati privilegiati? conoscenza dell’ambiente / struttura dell’edificio 87,1% conoscenza dei laboratori 77,4% conoscenza tra i compagni 100% conoscenza del settore professionale 90,3% altro (specificare) o Conoscenza formatori/operatori; conoscenza metodologie o Attività di gruppo per favorire la formazione di un buon clima di classe, schede di presentazione personale o Conoscenza personale, ruoli lavorativi e servizi offerti dal CFP Con quali modalità colloqui individuali 48,4% attività di gruppo 100% test 41,9% altro: specificare o Accoglienza iniziale, riti di auto/presentazione del primo giorno di scuola, tutor come referente informativo del gruppo classe o Visite guidate e testimonianze privilegiate o Realizzazione planimetrie; realizzazione interviste ed elaborazione profili/presentazioni Se no perché: Le attività di accoglienza hanno influenzato la progettazione didattica dei docenti? SI 93,5% NO 6,5% Se SI sono stati coinvolti: la programmazione disciplinare in relazione ai livelli di 80,6% competenza in ingresso le attività didattiche in relazione alle caratteristiche 74,2% soggettive degli alunni la progettazione complessiva in relazione ai bisogni 58,1% formativi degli alunni altro (specificare) Se no perché: o Non si sono rilevati dati sulle competenze in ingresso nell’attività di accoglienza specifica, i singoli docenti all’interno delle loro ore hanno poi rilevato secondo le proprie modalità i livelli degli alunni Sono state previste attività per l’orientamento individuale di ciascun alunno? SI 100% NO Se SI con quali strumenti?: colloqui individuali con il tutor 100% Pagina 42 di 60 valutazione del consiglio di classe 54,8% valutazioni disciplinari 29,0% altro specificare o Colloqui da parte dello psicologo con alcuni allievi e con la famiglia o Colloqui individuali con il coordinatore/ attività con il docente di orientamento o Attività nell’area personalizzazioni o Osservazione alunno; attività svolte durante l’accoglienza o Attività in aula o Colloqui con psicologo che gestisce moduli personalizzati di orientamento e motivazione al percorso Se no perché: Durante l’anno scolastico sono stati previsti momenti per la rilevazione dello stile di apprendimento degli alunni? SI 83,9% NO 16,1% Se SI sono stati usati: test 54,8% colloqui individuali 67,7% griglie di osservazione 29,0% altro specificare o U.d.A n.2 (imparare ad imparare) o Schede book o All’interno delle singole discipline i docenti hanno rilevato eventuali difficoltà specifiche nell’apprendimento della propria materia o All’interno delle ore di personalizzazione; all’interno della compilazione del portfolio Se no perché: sono tuttora in discussione le modalità Durante le attività sono stati previsti momenti per la rilevazione dello stile relazionale degli alunni? SI 100% NO Se SI sono stati usati: test 32,3% colloqui individuali 90,3% griglie di osservazione 35,5% altro specificare o Osservazione delle dinamiche di gruppo nei momenti strutturati e non o Giochi di ruolo - attività di gruppo o Attività di gruppo o Si raccolgono le osservazioni spontanee, si valutano le dinamiche durante i consigli di classe o Osservazione dinamiche in classe; attività del modulo di sviluppo personale o Osservazione del tutor e dei docenti, condivise in consiglio di classe Lezioni ed esercitazioni di comunicazione e relazione interpersonale/osservazione lavori di gruppo all’interno delle ore di personalizzazione Se no perché: Pagina 43 di 60 In caso di scarso successo negli apprendimenti, sono state svolte attività per la rilevazione delle motivazioni ? SI 100% NO Se SI attraverso: autovalutazione dell’alunno 41,9% colloqui individuali con il tutor 96,8% altro specificare o Colloqui con lo psicologo, incontri con la famiglia o Sportello di ascolto psicologico o Condivisione nei consigli di classe Se no perché: In caso di insuccesso, sono state svolte attività di rimotivazione / riorientamento? SI 100% NO Se SI quali attività sono state svolte? gruppi di recupero per specifiche competenze 71,0% recupero individuale 64,5% colloqui motivazionali 100% attività di approfondimento del settore professionale 41,9% (visite, colloqui con esperti ecc.) altro specificare Se no perché: Sono stati individuati docenti referenti dell’orientamento all’interno del Consiglio di classe? SI 100% NO Se SI, quali: tutor 51,6% coordinatore di classe 25,8% docenti area professionale 9,7% altro 12,9% altro(specificare) o Docente disciplina specifica o Psicologo o Docenti psicologi che operano nel monte ore trasversale o Orientatore o Coordinatore area personalizzazioni o Coordinatore orientamento o Psicologo/invio a servizi specifici del cfp in materia di orientamento o Referente educativo di area Se no perché: Pagina 44 di 60 UDA del Piano di Studi Personalizzato 267 26 75 162 4 Totale Area di base Area professionalizzante Pluriarea Disciplinari Le UDA coprono La totalità del monte ore di insegnamento Solo una parte delle ore di insegnamento (nelle altre ore le discipline sviluppano i contenuti e le competenze loro attinenti in modo autonomo) Le UDA - durata Le UDA hanno una durata media di N° di attività La più breve dura N° ore La più lunga dura N° ore ore 100,0% 9,7% 28,1% 60,7% 1,5% 0% 33% 93,5 h 5h 381 h Valutazione Aspetti/Dimensioni Specificare il tipo di valutazione valutate Conoscenze o o o o o o o o o o o o o o Abilità o o o Voto in 100esimi Schede di verifica – prove – schede di autovalutazione – schede di progettazione - colloqui - esercitazioni Scala decimale ricondotta al gisbo Test formativi e sommativi, Verifiche scritte e orali, talvolta usando strumenti auto valutativi Punteggio espresso in centesimi Con giudizio e punteggio espresso in centesimi Verifiche; test a scelta multipla Rubriche Prove orali, prove scritte, prove pratiche Libretto di valutazione e griglie specifiche Test, relazioni, verifiche scritte e interrogazioni orali Valutazione autentica attraverso strumenti di verifica previsti nelle u.d.a., prove di laboratorio per specifiche abilità professionali e prove strutturate e semistrutturate soprattutto per le conoscenze Prove orali, prove scritte, prove pratiche Voto in 100esimi Schede di verifica – prove – schede di autovalutazione – schede di progettazione - colloqui - esercitazioni Scala decimale ricondotta al GISBO Pagina 45 di 60 o o o o o o o o o o Competenze o o o o o o o o o o o Comportamento o o o o o o o o o o o o o o Simulazioni, role playing Prove scritte e pratiche, talvolta usando strumenti auto valutativi Punteggio espresso in centesimi Con giudizio e punteggio espresso in centesimi Problem solving Rubriche Libretto di valutazione e griglie specifiche Realizzazione elaborati (cartelloni, presentazioni, decorazioni, vetrine, etc.) Valutazione autentica attraverso strumenti di verifica previsti nelle u.d.a., prove di laboratorio per specifiche abilità professionali e prove strutturate e semistrutturate soprattutto per le conoscenze Prove orali, prove scritte, prove pratiche Rubrica/voto in 100esimi Schede di verifica – prove – schede di autovalutazione – schede di progettazione - colloqui - esercitazioni - rubriche di valutazione Scala GISBO Simulazioni, casi reali, unità di apprendimento con realizzazione di prodotti, osservazioni sulle modalità di lavoro Osservazione e autovalutazione un contesti di compito reale (uda) Punteggio espresso in centesimi Con giudizio e punteggio espresso in centesimi Rubriche Libretto di valutazione e griglie specifiche Rubriche di valutazione processi di lavoro e prodotti finali Valutazione autentica attraverso strumenti di verifica previsti nelle u.d.a., prove di laboratorio per specifiche abilità professionali e prove strutturate e semistrutturate soprattutto per le conoscenze Prove orali, prove scritte, prove pratiche Rubrica/voto in 100esimi Colloqui - rubriche di valutazione - osservazione Scala GISBO su partecipazione- applicazione - interazione col gruppo e i docenti - rispetto delle regole - cura degli strumenti attrezzature Osservazione e analisi al fine di decodificare le diverse modalità di agire Griglie di osservazione Punteggio espresso in centesimi Con giudizio e punteggio espresso in centesimi Rubriche Pagella Valutazione da parte del consiglio di classe degli indicatori presenti nel libretto Libretto di valutazione e griglie specifiche Schede di osservazione; strumenti di gestione del contratto d’aula volti a verificare il rispetto delle regole stabilite La valutazione dei diversi aspetti avviene utilizzando più strumenti: - costanza e tenuta: scala di valutazione Pagina 46 di 60 o Stage o o o o o o o o o o o o o o Rendimento complessivo o o o o o o o o o o o o o Altro (specificare) o o o correlata alla percentuale di assenze; - rispetto delle regole: traduzione in punteggio delle annotazioni effettuate dai docenti sul “registro educativo”, strumento interno per la rilevazione dei comportamenti individuali devianti (che producono punteggi negativi) o coerenti (che al contrario si trasformano in punteggi positivi); - altri aspetti: media della valutazione strutturata dei singoli docenti Valutazione da parte del consiglio di classe degli indicatori presenti sul libretto Voto in 100esimi Questionario Scala GISBO dello staff formativo che valuta complessivamente il raggiungimento degli obiettivi dell’uda, considerando la valutazione aziendale e l’autovalutazione dell’allievo Valutazione reale delle attività e dei comportamenti rispetto agli obiettivi stabiliti nel progetto formativo Osservazione e autovalutazione un contesti di compito reale Punteggio espresso in centesimi Con giudizio e punteggio espresso in centesimi Rubriche Rubriche - pagella Auto- valutazione e valutazione da parte dell’azienda ospitante Libretto di valutazione e griglie specifiche Autovalutazione; schede di valutazione azienda e tutor Questionari di valutazione da parte dell’azienda delle competenze tecniche e dei comportamenti, adottando il modello proposto dalle ats sperimentali. Autovalutazione e valutazione da parte dell’Azienda ospitante Voto in 100esimi Scheda di valutazione formativa Vedi scheda specifica Sintesi di tutte le valutazione utilizzate Consiglio di classe – colloquio col tutor Punteggio espresso in centesimi Con giudizio e punteggio espresso in centesimi Rubriche Pagella Libretto di valutazione e griglie specifiche Schede di valutazione fine ciclo e informative per le famiglie Valutazione di fine corso, adottando il modello del Libretto Formativo Prove orali, prove scritte, prove pratiche Unità di apprendimento. N.b.: la valutazione, codificata dal sistema qualità e utilizzata all’interno dell’intera associazione ciofs, copre tutti gli aspetti/dimensioni evidenziati ed è espressa in centesimi. Valutazione descrittiva delle competenze acquisite (portfolio-schede di valutazione) Valutazione descrittiva, portfolio, scheda di valutazione. Pagina 47 di 60 La valutazione sommativa si realizza: Fine fase (ciclo, quadrimestre) Fine modulo (disciplina, UA) Fine anno Altro modo 83,9% 48,4% 80,6% Strumenti per la formalizzazione della valutazione sommativa Rubriche Libretto di valutazione allievo Pagella Altro (specificare) 54,8% 45,2% 87,1% o o o Relazione psicologica e attitudinale - scheda di valutazione formativa - schede di verifica Durante gli scrutini di fine anno viene compilato anche un file *.xls che calcola pesi e punteggi finali Portfolio delle competenze Certificazione delle competenze Se prevista, quando A fine modulo/UA A fine ciclo A fine anno A fine stage A fine triennio Altro (specificare) o o o o 3,2% 6,5% 22,6% 6,5% 100% La certificazione delle competenze viene: - rilasciata in qualsiasi momento l’allievo esca dal percorso formativo del cfp; - compilata per la valutazione di allievi provenienti da altri percorsi scolastici, che richiedano l’inserimento in annualità successive alla prima A fine anno solo se richiesto dall’utenza per esigenze particolari Riconoscimento dei crediti Al ritiro o al passaggio ad altro percorso formativo. N.b. La valutazione delle competenze viene effettuate a fine UA e a fine stage, ma la certificazione delle stesse in senso stretto viene rilasciata al termine del triennio o in occasione di un ritiro o passaggio ad altro percorso Con riferimento a: OSA di base OSA professionali Altro (specificare) Con quali strumenti: Allegati all’Accordo Stato Regioni 28 ottobre 2005 100% 100% 100% Pagina 48 di 60 Strumentazioni realizzate dal CFP: specificare o o o o o griglia valutazione UdA Scheda di valutazione (bimestrale/quadrimestrale); portfolio Scheda di valutazione, portfolio Griglie di ammissione all’esame Strumento SW autoprodotto basato su Word e Excel per la produzione della documentazione di presentazione agli esami di qualifica, per la raccolta e formalizzazione dei risultati e per la produzione dell’allegato A. E’ in corso di rilascio uno strumento SW con architettura distribuita messo a punto dalla Sede Regionale Enaip per la gestione complessiva della progettazione didattica e della valutazione intermedia e finale Esami di qualifica regionale Quale impatto ha avuto la somministrazione e la gestione delle prove di qualifica nell’anno 2006/07 (competenze dei docenti, organizzazione tecnica, tempistica, correzione delle prove, acquisizione e trasmissione delle informazioni, attese degli allievi e dei docenti, contenuti delle prove, …) o o o o o o o La preparazione e l’organizzazione dell’esame ha richiesto un certo impegno ed alcune riunioni organizzative. I docenti hanno dimostrato di aver compreso la metodologia da adottare. L’organizzazione dell’esame è poi funzionata egregiamente: le prove si sono svolte nei tempi programmati ed anche gli allievi le hanno affrontate con serenità e consapevolezza, conseguendo perlopiù buoni risultati Il CFPIL non è stato sede d’esame di qualifica nell’anno formativo 2006/07. Dal punto di vista organizzativo non ci sono stati problemi particolari, e tutto è avvenuto nel pieno rispetto dei tempi, nonostante gli errori da prima sessione, e l’ansia dell’aula informatica non testata, perché installata la sera precedente a causa del furto di tutti i pc due settimane prima dell’esame. La correzione delle prove è stata abbastanza lunga in italiano, ma i docenti hanno fornito un ottimo supporto ai commissari. Gli esiti degli esami sono stati conformi alle attese, e in vari casi superiori, vista la minore difficoltà delle prove 2006/7 rispetto a quelle 2005/6 su cui era stata modulata la preparazione. La somministrazione e la gestione delle prove di qualifica nell’anno 2006/07 non ha avuto nessun impatto particolare, anche perché tutto era organizzato secondo le modalità già applicate negli anni precedenti. Anche la richiesta di compilazione di modulistica specifica provinciale non ha creato particolari problemi, in quanto tale documentazione si è rivelata molto dettagliata e guidata ed ha permesso di dare maggior evidenza alle attività realizzate. Nel complesso positivo, anche se è risultata problematica la recezione telematica delle prove multidisciplinari regionali, soprattutto per il compito di informatica. Positiva, invece, la trasmissione delle informazioni rispetto ai due anni formativi precedenti (2004/2005 e 2005/2006) L’esperienza maturata dall’inizio della sperimentazione ha consentito una buona gestione delle prove di qualifica Nel corso dell’anno 2006/2007 non si sono tenuti esami di qualifica per il questo settore. Pagina 49 di 60 o o o o o o o o o o o Nell’anno 2006/07 non è stata effettuata la prova di qualifica per mancanza del terzo anno Nell’anno 2006/07 è stata effettuata la prova di qualifica del terzo anno. Non si sono riscontrati particolari problemi. Rispetto alle annualità precedenti la novità più evidente è stata il sistema di correzione degli elaborati della prova multidisciplinare, che ha presentato alcuni problemi per errori contenuti nella matrice del format, ma che, superati questi, ha notevolmente velocizzato il lavoro di calcolo delle medie Non si sono svolti esami di qualifica presso il centro, in quanto non vi era una terza annualità di questa filiera formativa Impatto positivo. Note critiche: - troppe ore per l’esecuzione della prova professionale; - pesanti da sostenere tutte le prove scritte in sequenza; colloquio orale stressante per i tempi molto dilatati se la classe è numerosa Non si sono svolti esami nel corso dell’anno 2006/2007. Non si sono rilevate particolari difficoltà, anche se l’organizzazione delle prove, dei gruppi di lavoro, dell’uso dei laboratori e della tempistica delle prove ha richiesto un grosso sforzo da parte dei docenti coinvolti. Le prove di lingua italiana, matematica e lingua inglese ed informatica hanno ottenuto discreti risultati risultando comunque impegnative e difficoltose per diversi alunni. La reiterazione delle prove negli ultimi quattro anni secondo le stesse modalità ha determinato un’implementazione delle stesse con sempre maggior consapevolezza rispetto alla loro gestione, riducendo nel tempo le problematiche organizzative. Inoltre, al fine di rendere omogenee le modalità di valutazione anche le prove di passaggio di ciclo (due per ogni annualità) richiamano nell’impostazione quelle previste a fine triennio. Permane una criticità relativamente all’erogazione della prova multidisciplinare, che sottopone gli allievi ad un ritmo incalzante nel passaggio da una prova all’altra (quattro prove in quattro ore, con un passaggio repentino da una disciplina all’altra). Riteniamo che la modalità operativa migliore per lo svolgimento delle prove di qualifica potrebbe essere la realizzazione di una unità di apprendimento multidisciplinare, in linea con la metodologia utilizzata in tutto il triennio, che comporti la realizzazione di un prodotto/evento finale utilizzando l’intero arco della settimana. Eccessiva compressione dei tempi di svolgimento delle prove scritte; errori frequenti in schede/file di correzione; referenti esterni non reperibili anche durante lo svolgimento delle prove; registrazione informatica dei risultati da ottimizzare; auspicabile inserimento competenze verificabili con prove scritte all’interno della prova tecnico-professionale Gli aspetti più rilevanti riguardano: 1. Organizzazione tecnica e tempistica: la trasmissione ai CFP della prova multidisciplinare regionale e delle griglie di correzione è stata caratterizzata da non pochi problemi logistici. In particolare il posizionamento obbligatorio della prova regionale in terza giornata ha costretto a un’organizzazione poco razionale delle restanti parti dell’esame. 2. Correzione prove multidisciplinari: molto onerosa, in particolare per la modalità prevista di registrazione delle risposte degli allievi. Potrebbe essere utile disporre anche di una versione informatica del testo della prova, che consentisse ai CFP che lo desiderano di effettuare una somministrazione online della prova stessa, con il vantaggio di una tabulazione certa e immediata dei risultati Non si sono rilevati particolari problemi nella somministrazione delle prove d’esame, anche se l’organizzazione dei tempi delle prove, dei gruppi per l’uso dei laboratori e delle correzioni ha richiesto notevoli sforzi da parte dei docenti coinvolti per poter rispettare i tempi richiesti. Le prove di lingua italiana, matematica, lingua inglese, informatica sono state svolte con discreti risultati, risultando comunque molto impegnative e difficoltose per la maggior parte delle alunne. Pagina 50 di 60 ELEMENTI DI SINTESI A PARTIRE DALLE SCHEDE COMPILATE DAGLI ENTI DI FORMAZIONE Dati generali Gli enti coinvolti dal monitoraggio sono stati tutti gli enti del sistema di formazione dei percorsi di qualifica triennale, mentre i corsi coinvolti sono stati 31, così come riportato nella tabella che segue: Ente di formazione Settore Classi Classi Classi Alunni Alunni Alunni iii professionale prime seconde terze i ii Agenzia Formativa sede di Varese Alberghiero alimentazione 3 3 3 75 67 57 Agenzia Formativa sede di Varese Estetica 2 2 2 50 53 48 Agenzia Formativa sede di Varese Florovivaismo 1 1 0 22 22 0 Cfpil Artigianato artistico 1 1 1 8 9 11 L'Accademia Estetica e benessere 2 1 0 35 16 0 Agenzia Formativa sede di Tradate Meccanico 1 1 2 17 24 29 Agenzia Formativa sede di Tradate Servizi di impresa 1 1 1 18 15 19 Ciofs Commerciale 1 1 1 25 25 20 Pagina 51 di 60 Ente di formazione Settore Classi Classi Classi Alunni Alunni Alunni iii professionale prime seconde terze i ii Ciofs Amministrativo 1 1 2 24 19 34 Ciofs Estetica 1 1 1 24 28 21 Padre Monti Grafica industriale 2 2 2 44 45 41 Agenzia Formativa sede di Gallarate Operatore dell’artigianato artisticoaddettto alla lavorazione dei metalli nell’arte orafa 1 1 1 23 18 18 Agenzia Formativa sede di Gallarate Operatore elettrico ed elettronico 1 1 1 20 18 20 Agenzia Formativa sede di Gallarate Operatore meccanico addetto alle macchine 1 1 1 20 20 14 Acof Comunicazione e spettacolo 1 1 1 22 25 15 Acof Aziendale amministrativo 1 1 1 22 15 14 1 1 1 24 16 13 1 1 1 26 23 20 Agenzia Formativa sede di Luino Agenzia Formativa sede di Luino Elettrico installatore manutentore impianti elettrici civili e industriali Artigianale operatore macchine utensili addetto lavorazioni falegnameria Pagina 52 di 60 Ente di formazione Settore Classi Classi Classi Alunni Alunni Alunni iii professionale prime seconde terze i ii Agenzia Formativa sede di Luino Estetica acconciatore maschile e femminile 1 1 1 25 26 22 Agenzia Formativa sede di Luino Alimentare operatore alimentare della ristorazione aiuto cuoco operatore sala bar 1 1 1 24 26 24 CFP Comune di Besozzo Meccanica operatore macchine utensili 1 1 1 24 21 15 CFP Comune di Besozzo Commercio operatore commerciale addetto alle vendite 1 1 1 23 23 23 Ial Cisl Meccanico 1 1 1 26 26 22 Ial Cisl Alimentare 2 2 2 50 49 46 Ial Cisl Elettrico 1 1 1 25 26 21 CFP Ticino Malpensa Commercio 1 1 1 20 19 14 Enaip Varese Elettrico 1 1 1 22 20 24 Enaip Varese Commercio 1 1 1 22 18 23 Pagina 53 di 60 Ente di formazione Settore Classi Classi Classi Alunni Alunni Alunni iii professionale prime seconde terze i ii Enaip Varese Grafico 1 1 1 21 21 19 Enaip Varese Meccanico 1 1 1 23 19 18 Dorsy Accademy Estetica acconciatore maschile e femminile 2 1 0 40 23 0 38 36 35 844 775 665 Totali Il numero di classi risulta equamente suddiviso tra classi prime (34,9%), classi seconde (33%) e classi terze (32,1%) mentre risultano differenti i numeri degli allievi per categoria di classe: dal 37% delle classi prime al 29,1% delle classi terze. La conoscenza della normativa Tutti gli enti dichiarano di possedere la documentazione relativa alla normativa di riferimento dei percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale della Regione Lombardia e di averne assicurato la diffusione. Tale diffusione è avvenuta, ed avviene, sia attraverso riunioni di tipo collegiale (consigli di classe, incontri ad hoc, riunioni informative) sia mettendo a disposizione il materiale con modalità differenti: distribuzione ad ogni docente della documentazione, inserimento del materiale informatizzato sul server in modo da renderlo accessibile a tutti, collocazione del materiale cartaceo in luoghi dedicati. Gli aspetti e i contenuti che si ritiene necessario approfondire fanno riferimento a: • stesura/compilazione, oltre che all’applicazione, del Piano Studi Personalizzato (PSP), • certificazione delle competenze, • obiettivi specifici di apprendimento, • passaggio tra professionale. i sistemi di istruzione e formazione Pagina 54 di 60 Viene sottolineata inoltre l’importanza di condividere la logica dell’impostazione della formazione professionale e di trovare insieme modalità efficaci di traduzione della normativa in azioni concrete da utilizzare nella pratica quotidiana. Gli obiettivi specifici di apprendimento Metà degli enti di formazione dichiara di fare riferimento agli Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA) per la progettazione delle attività didattiche, ovvero per l’impostazione e la progettazione delle Unità di Apprendimento (UdA), per la definizione e costruzione dei programmi, per la strutturazione del PSP. Vengono comunque sottolineate difficoltà nell’implementazione degli OSA, in particolare in relazione alle classi seconde e terze. Una delle motivazioni maggiormente espresse dagli enti fa riferimento alla difficoltà di costruire un team stabile di docenti in grado di far proprie modalità condivise di lavoro: la precarietà del corpo docenti, la scarsità di risorse che non permette di personalizzare gli interventi sui singoli allievi, la difficoltà ad organizzare incontri collegiali comportano di riflesso un limite all’utilizzo significativo degli OSA. Su un altro piano emerge la difficoltà di adattare gli OSA alla classe: basso livello di motivazione degli allievi rispetto alla scelta del percorso, eterogeneità di prerequisiti di base, eterogeneità di età e, quindi, di esperienze scolastiche precedenti, presenza di un elevato numero di allievi con disabilità sia con diagnosi funzionale che senza, presenza di allievi con problemi particolarmente rilevanti a livello personale e familiare. Aspetti metodologici del percorso Come emerge dalle schede compilate ogni ente ha investito sugli aspetti di tutoraggio e affiancamento di ogni allievo attraverso la strutturazione ed applicazione di momenti e strumenti dedicati: attività dedicate all’accoglienza, attività per la rilevazione dei livelli in ingresso, attività per l’orientamento con l’individuazione di docenti referenti all’interno del consiglio di classe, una cura particolare all’individuazione delle motivazioni di scarso successo (ove presenti) e relative attività di rimotivazione e riorientamento. Ogni ente ha strutturato al suo interno modalità di gestione degli aspetti descritti secondo le proprie caratteristiche investendo in particolar modo nella definizione di strumenti adatti alla situazione specifica. Un’ultima considerazione fa riferimento alle UdA sviluppate e realizzate dagli enti: il 60% ha coinvolto contemporaneamente sia l’area professionalizzante sia quella di base; quasi il 30% si sono riferite solo Pagina 55 di 60 all’area professionalizzante e il 10% solo a quella di base; il 4% ha impostato le UdA secondo le discipline. Questi dati confermano la buona capacità degli enti di interpretare il mandato normativo (e soprattutto quello filosofico) nell’impostazione e realizzazione delle UdA che superano la logica del semplice apprendimento di una disciplina andando invece ad orientarsi verso la logica dell’acquisizione di competenze. Valutazione e Certificazione delle competenze La considerazione che possiamo fare a partire da quanto indicato nelle schede compilate dagli enti è che esistono molte e differenti modalità di interpretare il tema della valutazione. Sia che si tratti di valutare le conoscenze, le abilità, le competenze o anche altri aspetti del percorso formativo emerge come questo tema necessiti di una maggiore condivisione tra gli enti dell’approccio e delle modalità di applicazione. Anche rispetto alla certificazione delle competenze emerge un’ampia gamma di interpretazioni soprattutto in merito a quando realizzare e rilasciare la documentazione – a fine ciclo, a fine anno, a fine stage, a fine UdA. Pagina 56 di 60 PERCORSO DI ACCOMPAGNAMENTO A seguito degli elementi emersi dal monitoraggio e sintetizzati nelle pagine precedenti, la Provincia ha proposto agli enti di formazione un breve percorso di formazione rivolto agli operatori del sistema di formazione professionale del territorio. Le tematiche affrontate sono state di tipo normativo, per inquadrare e individuare il filo logico che collega il quadro di riferimento europeo con le leggi nazionali e regionali; di tipo educativo per meglio definire i compiti formativi dei percorsi e all’interno di questi come si gioca il ruolo del docente/formatore; di tipo didattico per individuare strategie e specifiche metodologie per affrontare le questioni “spinose” legate alle aree della matematica e della cultura scientifica. Gli incontri sono tenuti dal prof. Dario Nicoli, esperto di formazione professionale e docente presso la facoltà di Sociologia all’Università Cattolica di Brescia. Oltre al contributo teorico il percorso ha visto momenti di confronto e condivisione di buone prassi messe in atto dagli enti di formazione al fine di accrescere la qualità dell’offerta formativa in tutto il sistema provinciale. Il percorso si è realizzato in tre pomeriggi nel mese di maggio e ha visto l’adesione di quasi 90 docenti e formatori che hanno partecipato in un clima di stimolante confronto e offrendo contributi interessati. Abbiamo utilizzato uno strumento snello e non strutturato per la raccolta delle opinioni dei partecipanti in merito al percorso svolto. Di seguito riportiamo integralmente quanto emerso per offrire in modo diretto al lettore le considerazioni e le impressioni dei partecipanti che liberamente hanno comunicato. Impressioni lasciate dai partecipanti 1. Interessante confronto sui reali temi che sottendono gli sviluppi della formazione educativa/scolastica. Appare indispensabile coltivare la formazione dei docenti su nuove competenze affettive e relazionali necessarie. 2. Fare o non fare…. non esiste provare! 3. Giornate interessanti. La prima per la chiarezza del quadro normativo. La seconda soprattutto per la possibilità di scambio di esperienze. 4. Non capisco come lo stupore possa essere considerato ordinario. Non riesco purtroppo a collocare quest’idea, suggestiva, nella quotidianità di un centro di formazione. Manchiamo di concretezza. 5. Prima lezione: è stata utile e piacevolmente sorprendente conoscere i requisiti richiesti a un formatore. Quello che mi ha stupito è stato scoprire che le competenze richiesteci riguardano soprattutto aspetti relazionali Pagina 57 di 60 piuttosto che contenutistici. Seconda lezione: è stato utile vedere che alcune esperienze fisicamente coinvolgenti siano state fatte con successo e ancora di più lo è stato sapere come poterle attuare (conoscere alcuni contatti). 6. Tra il pensare e il fare… c’è di mezzo l’individuo. 7. L’ascolto e il confronto con i colleghi è sempre un momento di crescita 8. Giornate molto interessanti; ricche di spunti anche se poi difficili da mettere in pratica soprattutto per la mancanza di obbiettivi comuni tra i vari livelli della formazione. 9. Sicuramente interessante. È utile e dà la possibilità di ragionare sulle buone prassi e sulle eventuali strategie da adottare rispetto alle diverse realtà di classe (poiché penso che ciascuna di esse sia una realtà a sé stante, con le proprie dinamiche esclusive). 10. «Aria fresca, ripasso d’umanità, originalità e creatività». La formazione è stata stimolante ed interessante con una modalità efficace ed attiva. Arricchenti le esperienze dei colleghi. Importante creare spazi/momenti di confronto e compartecipazione su metodologie ed attualità/iniziative creative, educative, non ordinarie. 11. La formazione è stata strutturata con una modalità funzionale ed efficace. È stimolante sentire le esperienze dei colleghi e può essere interessante verificarne gli effetti a lungo termine. Le esperienze presentate hanno fatto percepire la libertà nello sviluppare la creatività di docenti e coordinatori, trasformando idee in processi educativi. La Provincia dovrebbe enfatizzare l’importanza di queste attività “extra” didattiche. 12. Il confronto mi incoraggia e mi rende consapevole di quello che faccio e so di essere sulla via giusta nelle mie azioni. 13. … è sempre possibile! 14. Esperienza positiva. Condiviso i problemi quotidiani nella gestione del gruppo classe. 15. siamo sicuri che i nostri ragazzi sono realmente “felici”? 16. Primo incontro: molto interessante l’ipotesi della certificazione delle competenze come abilitazione per i formatori. Secondo incontro: ottima la sollecitazione alla fantasia e alla creatività 17. Ritengo di fondamentale importanza momenti formativi come questi, soprattutto per trovare o “ritrovare” il piacere della formazione. È un gioco di parole, ma come si può pensare di insegnare se non si è disposti ad imparare? 18. Devo meditare adesso come implementare le idee emerse in questa sede. 19. Il mio problema è che ho al massimo 2 ore per classe, poco per instaurare veri rapporti. 20. Anche se siamo ancora un po’ ingessati nella fluidità della comunicazione, mi sembra ci siano buone possibilità di sentirsi vivi nello svolgere questa insieme! 21. Propongo di istituzionalizzare lo scambio di buone prassi. 22. Buoni spunti di lavoro. Grazie Pagina 58 di 60 23. “CFP ludens”: il gioco come metodologia efficace, che risveglia la gioia di apprendere 24. Mi è sembrato di capire che MOTIVAZIONE sia la parola chiave. Pare che qualunque sia la materia ad interessare è il metodo. Ritengo che l’interesse sia strumento per ottenere apprendimento. Non credo che interessare sia l’obiettivo di quanto proposto, bensì attraverso attività “interessanti” si possano passare dei contenuti 25. A mio parere, RELAZIONE è la parola chiave. Su questo si costruisce tutto il resto 26. Alle volte abbassare sempre più il livello, basandoci sul definirla “un’utenza difficile” è decisamente rischioso e poco costruttivo, soprattutto per loro… Pagina 59 di 60 CONCLUSIONI A partire dagli elementi emersi dal monitoraggio quest’anno riteniamo di poter trarre alcune considerazioni: realizzato • Il sistema della formazione professionale relativo ai corsi di qualifica triennale dimostra, nel suo insieme, di avere bene assorbito ed interpretato il mandato normativo della Regione; • Il corpo docenti dei centri di formazione professionale si dimostra molto disponibile a percorsi di accompagnamento e/o di aggiornamento su tematiche di forte impatto e sicuro interesse; • A seguito di quanto emerso nel monitoraggio dello scorso anno quest’anno si è proposta, nei tre incontri di formazione, la tematica della gestione delle classi e gli aspetti pedagogici dell’insegnamento: questa tematica ha riscontrato notevole adesione al corso oltre che una modalità di partecipazione attiva. In questo quadro di continui cambiamenti normativi e gestionali, che di conseguenza necessitano di continui adattamenti da parte degli enti, la Provincia continua a porsi come soggetto attento a questi aspetti costruendo percorsi di affiancamento e di monitoraggio congrui con la situazione contestuale. Per il prossimo anno pertanto riteniamo importante realizzare un monitoraggio relativo all’introduzione del sistema regionale “Dote Formazione” in relazione all’impatto gestionale, organizzativo e nel rapporto all’utenza. Inoltre in riferimento agli elementi emersi dal monitoraggio e dall’accompagnamento realizzati, intendiamo proporre un percorso di analisi sul tema della Valutazione degli apprendimenti e della Certificazione delle competenze al fine di avviare, così come fatto per gli OSA e per le UdA, un processo di definizione e costruzione di modelli condivisi fra gli enti del territorio. Pagina 60 di 60