COLLI
EUGANEI
Padova
Venezia
...............
Indice
2 Colli Euganei
4 La Storia
6 Vitivinicola La Costa
7 Il Petrarca
8 I Vini
7 14 21
Fior d’Arancio
Prosecco
Rime Disperse
Compendium
Merlot
Cabernet
Chardonnay
Marzoche
Serpino frizzante
Posterità
Secretum
Secretum Rosè
...............
Colli Euganei
I
l paesaggio che appare verso la fine del 1300 al primo
sommo poeta italiano, non si discosta di molto da ciò
che oggi attrae il visitatore, che per la prima volta si
reca nei Colli Euganei. La vite, inframmezzata da alcuni
olivi e da altre coltivazioni, presenzia i dolci declivi
fino ad arrivare all’immediata pianura dalla quale
emergono insoliti rilievi montagnosi.
La natura particolarmente curiosa e intrigante nasconde
un territorio molto antico e unico nel suo genere, sul
quale si sono susseguiti, nel corso dei millenni,
particolari fenomeni geologici che hanno impresso un
forte carattere di unicità.
Bisogna tornare indietro di oltre 150 milioni di anni fa,
quando la pianura padana era soltanto una grande
distesa di acqua marina e il suolo, che si andava
formando, era costituito da depositi calcarei e di
microrganismi, che oggi si possono riconoscere nel
complesso sistema dei sottosuoli dei Colli Euganei.
Le rocce di origine sedimentaria differiscono tra loro in
base alle varie epoche di formazione.
La ricchezza del sottosuolo si differenziano in rocce
rosso “Ammonitici” (dal nome dei microrganismi che la
compongono) , le più antiche, sono datate circa 130
milioni di anni, che si disputano il territorio con altre
più recenti, circa 90 milioni di anni, denominate rocce
“Biancone”, calcari compatti e bianchi spessi circa 250
metri, che si estendono al disotto della più recente
roccia “Scaglia Rossa”, ben stratificata e dal
2
...............
Colli Euganei
costituiti da rioliti, trachiti, notevolmente acide in
quanto ricche in silice.
Le eruzioni si verificarono in ambiente sottomarino e
probabilmente i coni più elevati emersero dalla
superficie del mare, determinando la creazione di un
piccolo arcipelago di isolotti vulcanici, che conferirono
al paesaggio euganeo quell'aspetto unico, suggestivo,
così diverso dai vicini rilievi Berici e Lessini.
Grazie a questi importanti fenomeni oggi i Colli
Euganei presentano una grande varietà di sottosuoli e di
clima che, determinano un habitat unico e particolarmente
vocato per la coltivazione della vite e dell’ulivo, come
si può evincere dalle numerose testimonianze che sono
giunte a noi da tempi remoti.
caratteristico colore rosso mattone (da 90 a 55 milioni di
anni) e infine i terreni calcari più recenti che arrivano
sino ai primi fenomeni vulcanici denominate, dato il
loro particolare composizione calcare argillosa, “marne
euganee”.
Ma la complessità e la particolarità del territorio si
evidenzia nell’Eocene superiore, circa 50 milioni di anni
fa, dove hanno inizio le prime eruzione sottomarine che
danno origine a terreni alcalini ricchi di lave basaltiche
che costituiranno rilevanti strati di tufi. Una seconda
eruzione, 30 milioni di anni dopo, nell’Oligocene
inferiore, sprigiona magmi molto viscosi, la cui
composizione, diversa dai precedenti, portò alla
formazione dei caratteristici coni eruttivi euganei
3
...............
La Storia
D
è il materiale che dimostra la presenza e l’interesse
romana in questa zona. Ma ciò che ci conforta
maggiormente è come numerosi storici latini descrivono
la coltivazione della vite e glorificano la qualità del vino
dei Colli Euganei, luoghi peraltro particolarmente
apprezzato non solo per la “deliziosa bevanda”, ma anche
per le amatissime acque termale, che ne fecero dei Colli
Euganei luogo di grande prestigio.
La qualità dei vini dei Colli non venne meno anche dopo
la caduta dell’impero romano, la nascita di numerose
Abbazie sorte a partire dal XII secolo
sono una chiara testimonianza
dell’importanza e della salvaguardia
della viticoltura euganea.
ricordiamo il monastero, con annesso
oratorio, dedicato a S. Giovanni
evangelista di cui resta
ancora la chiesetta, costruito sulla cima
del monte Ricco nel 1203, edificato da
religiosi Benedettini Bianchi della
riforma Cluniacense, dipendenti
direttamente dalla sede principale
dell’ordine religioso situata a Cluny nei
pressi della Borgogna, rinomata zona
vitivinicola francese che all’ordine
monastico deve molto.
Tra l’XI e il XII secolo si affermarono
alcune dinastie di signori rurali nel territorio circostante
crescendo e consolidandosi intorno a castelli e strutture
militari. In questo quadro sociale il vino dei colli trovò un
terreno fertile per migliorare e ampliare la propria
produzione, divenendo un indice di distinzione tra le
varie signorie dell’epoca. I vini venivano classificati dalla
provenienza e si dividevano in quelli provenienti dalla
pianura e quelli prodotti nella Pedevenda cosi si
chiamavano i colli.
a sempre i Colli Euganei hanno rappresentato una
forte attrattiva per l’uomo che fin dal Neolitico ha
lasciato evidenti tracce di sé sulle pendici del Monte della
Madonna e del Monte Venda.
Le particolari condizioni pedoclimatiche, che fornivano
protezione e riparo dall’insalubrità della pianura
acquitrinosa e pericolosa, era un’attrattiva molto forte per
coloro che cercavano un luogo dove vivere.
Tre le diverse popolazioni che si sono insediate nei Colli
Euganei, coloro che hanno lasciato una forte traccia sono
stati, un popolo denominato gli
Euganei, letteralmente tradotto “di
nobile stirpe - ricco di ogni bene”,
proveniente dall’antica Troia o più
genericamente da Oriente, che
apportarono intorno XV - XIII a.C.
nuove conoscenze e soprattutto la
coltura e la cultura della vite,
sviluppando una fiorente civiltà
progredita e raffinata: la Civiltà
atestina avente un propriolinguaggio e
una propria identità.
La testimonianza più antica della
presenza della vite e del vino nei Colli
Euganei risale al VII-VI secolo a.C.
evidenziato da recipienti di terracotta,
ciotole, vasi e coppe rinvenuti in
diversi luoghi.
Dai ritrovamenti effettuati nelle tombe più ricche si può
desumere che queste popolazioni erano dediti a pratiche e
a un rito enoico-culturale di chiara origine greca, il
simposium, nel quale si usava accompagnare il vino con
espressione artistiche colturali di ognuno dei presenti.
Emergono evidenti segni di influenza, nelle usanze di
questo popolo, con modelli culturali Etruschi, segno di un
proficuo rapporto culturale e commerciale. Ampio e ricco
4
...............
La Storia
Testimonianza è il monte Riccio nei pressi di Monselice
che a partire dal XIV secolo in pieno sviluppo del
mercato del vino, in stampe antiche, lo ritroviamo con il
nome di Montevignalesco proprio dovuto all’imponente
crescita della coltivazione della vite su questo monte che
lo occupava per intero.
Ciò trasformò il paesaggio del monte in una miriade di
piccole parcelle tendenzialmente a monocoltura. L'uva
coltivata veniva chiamata “dorata” (probabilmente
garganega) dalla quale si ricavava un ottimo vino, “il
puro di monte” per differenziarlo da
quello meno apprezzato della pianura,
e decantato nei banchetti di molti
nobili casati.
La coltivazione della vite e del vino,
anche sotto la dominazione veneziana,
continuò a grandi livelli grazie alla
continua richiesta del mercato che
favori, da un lato, lo sviluppo della
fiorente attività e dall’altro indebolì la
qualità del vino prodotto.
Si può comprendere come, in queste
condizioni di mercato, dopo la terribile
gelata del febbraio 1709 che distrusse i
vigneti e gli uliveti di tutta Italia, la
ricostruzione dei nuovi impianti venne
eseguita utilizzando criteri volti a
favore il reimpianto di vitigni fortemente produttivi e
poco qualitativi.
Ma le cose non volgevano per il meglio purtroppo, il XVIII
per l’economia in genere e per il padovano è stato un
periodo drammatico per i numerosi eventi che si sono
scatenati.
Al sorgere della giovane Italia agli inizi dell’800 la
situazione vitivinicola vedeva una viticoltura fortemente
penalizzata dalla presenza di un numero enorme di
vitigni, in alcuni casi probabilmente sinonimi, come si
può evincere da alcuni scritti: “Le uve bianche sono
battezzate con un centinaio di nomi e centocinquanta
quelle nere...”. Non meglio si presentava la
trasformazione delle uve che era priva dei rudimenti
minimi di tecnica enologica producendo vini: “ che non
avrebbero bisogno di aggiunta di zucchero, perché
contengono di solito il 10% di alcool, sufficiente per
renderli navigabil...” ma “in questi vini l’acidità varia dal
12 al 15 per mille”.
Proprio da queste osservazioni i
viticultori più sensibili ricominciarono
a ricostruire la provata viticoltura
euganea. Il conte Corinaldi nel 1870 fu
il primo che in Italia, esattamente a
Lispida, importò dalla Francia, dalla
zona di Bordeaux, due vitigni che si
diffusero in tutto il Veneto: cabernet
frank e sauvignon.
Il miglioramento delle cultivar e degli
impianti è sfociato con la “zonazione”
del territorio, un accurato e moderno
studio che permette di conoscere la
vocazionalità dei Colli Euganei,
analizzando i microclimi e le
peculiarità de vitigni presenti per
ottimizzare il rapporto genotipoambiente. Grazie alla “carta vocazionale” del territorio,
un efficace strumento che esalta gli aspetti pedoclimatici
in relazione al tipo di vitigno utilizzato, è possibile per
ogni vitigno trovare il migliore habitat.
Questo strumento è fondamentale per ottenere grandi
risultati vitivinicoli ottimizzando le risorse, ma
soprattutto ottenendo il massimo da un territorio così
glorificato in passato, e senza ombra di dubbio così
particolare e unico.
5
...............
l’Azienda
L
a Famiglia Facchin si è insediata nei Colli Euganei da
molti anni, ma le prime notizie certe si hanno a metà
del 1800 dove, semplici contadini con grande inventiva e
voglia di fare, hanno cominciato a costruire il loro futuro.
Nonostante le difficili prove a cui è stata sottoposta la
viticoltura in quegli anni, oidio (1850), peronospora
(1880) e in ultimo fillossera (1917), la famiglia Facchin
ha tenuto duro superando le enormi difficoltà.
Grazie al genio e alla tenacia di Felice, fratello del
bisnonno, che con grandi sacrifici e con i guadagni
ricavati dalla vendita di vini di
maggiore qualità, fu in grado di
acquistare la terra e iniziare una nuova
e promettente vita.
Pian piano da un’azienda tipicamente
agricola con pochi ettari, si ampliò
fino arrivare a una superficie di circa
100 ha, dove veniva coltivata oltre la
vite e l’ulivo, svariati ettari a
seminativo e a frutteto.
Nel corso degli anni il vino rimaneva
la voce economica più remunerativa,
nonostante i numerosi tentativi di
introduzione di nuove colture, come il
baco da seta.
Ma la svolta la diedero i due fratelli
Giovanni e Sergio che con arguzia e la
lungimiranza trasformarono la generica azienda agricola
in una azienda specializzata per la produzioni di vini di
qualità. Nei primi anni ’60 i fratelli Facchin erano un
importante punto di riferimento per tutti coloro che
volessero acquistare vini “fini” delle pregiate colline.
Arrivavano con qualsiasi mezzo a cavallo, con il calesse e
persino in bicicletta. La partenza era sempre difficile, la
cantina brulicava di fedeli estimatori che passavano molto
tempo a raccontare le loro avventure e la loro peripezie.
Oggi l’azienda La Costa si sviluppa su 100 ha vitati, con
terreni nelle zone maggiormente vocate dei Colli
Euganei. La magnifica esposizione di Baone, dove il
colore e gli eleganti profumi del cabernet si esaltano sulla
terre di Scaglia rossa, magre e severe come si addice ai
migliori siti viticoli. Storiche, oltre che qualitative, le
vecchie vigne di Lispida, dove si mantiene ancora,
nonostante una produzione estremamente limitata, le
“vieilles vignes” di Cabernet Sauviognon e frank di oltre
100 anni. Zovon terreno ricco di lave trachitiche basiche
che dona al Moscato giallo o bianco
sentori di rara finezza. Vo’ e Cortelà,
l’appezzamento più grande, dove
troviamo alcuni vecchi filari di Pinella
e Marzemina bianca, antichi e
apprezzati vitigni autoctoni. Senza
dimenticare la presenza di vigneti,
come vuole la tradizione, di Prosecco,
Garganega, Tocai, Chardonnay e Pinot
bianco tra i vitigni bianchi, mentre nei
rossi troviamo Marzemino, Raboso e
Merlot.
La conduzione dell’azienda e dei
vigneti è sempre all’insegna della
tradizione e della continuità familiare,
Stefano, Alberto, Marco e Davide con
il padre Giovanni sono determinati a
proseguire la strada intrapresa dalla famiglia oltre cento
anni fa.
Il rispetto per le tradizioni e la cultura del proprio
territorio, è un segno indistinguibile di questa azienda
che, nonostante i continui aggiornamenti tecnici per
migliorare la qualità, continua ad operare con l’attenzione
e la dedizione di chi ha non solo un lavoro da compiere
ma anche una grande responsabilità nel proseguire e
mantenere le tradizioni.
6
...............
Il Petrarca
L’
azienda La Costa si vuol far portavoce
dell’espressione del territorio in tutte le sue forme
pedologiche, climatiche e culturali, intende, per mezzo
modo di vivere e questa unica e straordinaria bevanda
che si chiama vino.
Petrarca, poeta inquieto errante, sempre alla ricerca di
risposte e in continuo conflitto con se stesso per
dei suoi vini, far conoscere le prelibatezze dei Colli
Euganei ed anche il ricco patrimonio culturale che
queste terre esprimono. La storia dei “monti euganeis”,
così lontanamente venivano chiamate questi rilievi, ha
visto nascere, vivere e morire numerosi personaggi
illustri, ma quello che desta maggiore
essere uomo di religione, credente e devoto, ma con
un insana attrazione per Platone e Cicerone simbolo
dell’arte e della razionalità come strumento di
rappresentazione del sensibile terreno, da lui ritenuta
una caratteristica fondamentale
interesse è certamente Francesco
Petrarca.
dell’animo umano.
Il primo sommo poeta “italiano” negli
poeta, amore-peccato, realtà-sogno,
ultimi sette anni della sua vita si era
terreno-celeste richiama inesora-
stabilito proprio qui sui Colli
bilmente l’incessante contrasto che
Euganei, ad Arqua, un luogo
avvolge il vino tra vizio e virtù, tra
splendido dove, consigliato dal suo
medico, coltivava la vigna e l’ulivo e
male e bene, tra l’ignoranza e la
cultura.
beveva il vino che produceva.
Ciò che sorprende è che prima di
stabilirsi ad Arqua, il Petrarca, da
convinto moralista quale era e come
si confaceva ai quei tempi per una
Tutte espressioni che coinvolgono il
tessuto stesso della vita, che si
perdono e che si ritrovano tra i
meandri della psiche, nei miti espressi
dall’immagine collettiva nei riti della
Il continuo dualismo del sommo
persona molto religiosa, era astemio. I Colli Euganei e i
loro vini sono riusciti sorprendentemente a “far guarire”
anche il sommo poeta.
Non solo per questo l’azienda La Costa si è sentita di
rendere omaggio a Petrarca, con l’annata 2004, a 700
anni dalla sua nascita, ma soprattutto per evidenti
analogie che intercorrono tra il suo pensiero, il suo
società passata e odierna.
La sana rettitudine e moralità del Petrarca viene presa
come riferimento dall’azienda La Costa per accrescere
la dedizione e l’onestà nella coltivazione della vite e
nella produzione del vino sinonimo di profonda etica
che ha radice profonde nella famiglia e nel modo di
vivere della famiglia Facchin.
7
...............
I Vini
8
7 14 21
MOSCATO GIALLO IGT DELLE VENEZIE
Vitigno Moscato giallo 100%.
Cenni storici Il moscato giallo è uno dei simboli dei colli Euganei, un vitigno
presente sui dolci pendii già dal medioevo. Il moscato si è diffuso soprattutto sotto il
dominio della Serenissima, grazie alle particolari caratteristiche legate alla natura del
sottosuolo di origine vulcanica, che esaltano la finezza dei profumi e la consistenza
al gusto.
Il Moscato Giallo, vitigno storico e simbolo dei Colli Euganei, non poteva che essere
un’occasione per ricordare il sommo poeta Petrarca, che visse e si spense tra questi Colli.
Nell’irrequieta vita del poeta, il numero sette e i suoi multipli, ricorrono ripetutamente
e segnano le più importanti tappe della sua travagliata esistenza, pertanto questo vino
vuole essere un omaggio al pensiero e alla sua umana esistenza.
Dopo aver lasciato Arezzo, la sua patria, passò 7 anni, di adolescenza spensierata e di
grandi illusioni; seguirono gli studi a Bologna per 14 anni di “giovine baldanza” e di
vita mondana; e infine il 6 aprile 1327 conobbe Laura e iniziò il suo amore, intenso e
disperato, per ben 21 anni fino a quando Ella morì il 6 aprile 1348.
Vinificazione La raccolta viene divisa in due distinti momenti nei quali, in funzione
dell’annata, si raccoglie, nel primo, il moscato all’inizio della maturità per mantenere
integro e fresco il caratteristico aroma; segue venti, trenta giorni dopo la raccolta, in
una sorta di vendemmia “semi-tardiva”, l’uva con un grado zuccherino più alto.
Le uve arrivate in cantina vengono diraspate e raffreddate fino a una temperatura di
7-8 gradi.
Pressate sofficemente mediante una pressa pneumatica, il mosto ottenuto viene posto
in una vasca di acciaio per 12 ore a temperatura controllata per illimpidirsi.
Travasato viene fatto fermentare a temperatura controllata di 18-20 C. non completamente
fino a un grado alcolico di circa 10,5-11 alcolici, in modo che il vino rimanga
leggermente dolce.
Raffreddato e filtrato viene lasciato un breve periodo in vasca e immediatamente
imbottigliato.
Ettari coltivati 6 ha.
Tipologia Vulcanico.
Tipologia Bianco fermo dolce.
Degustazione Intrigante al naso, esprime tutti i caratteri aromatici del moscato giallo,
il fruttato (pesca), il floreale (rosa) e lo speziato (salvia). Al palato si ripropone con
tutta la sua personalità aromatica per un bere moderno, piacevole e leggermente dolce.
Abbinamento consigliato In qualsiasi momento da solo. Si sposa bene con formaggi
freschi, specie capra e con dolci secchi. È l’ideale per numerosi cocktail.
Temperatura di servizio Da servire a 8-10 C.
COLLI
EUGANEI
FIOR D’ARANCIO SPUMANTE
COLLI EUGANEI DOCG
Vitigno Moscato giallo 100%.
Cenni storici La famiglia dei Moscati è alquanto numerosa e difficile per qualsiasi
studioso la sua classificazione. È noto che il vitigno Moscato proviene dalla Grecia dove
veniva coltivato producendo pregiatissimi vini dolci. Furono i romani, che apprezzavano
particolarmente questo vitigno, a diffonderlo sui Colli Euganei.
Il Moscato giallo è molto differente dal Moscato bianco sia per l’aspetto esteriore, assume
a maturazione un intenso colore giallo, che per altre caratteristiche, ma ha in comune
quella nota aromatica caratteristica dei Moscati che gli ha valso appunto il nome di
Moscato.
Vinificazione Le uve arrivate in cantina vengono diraspate e raffreddate fino a una
temperatura di 7-8 gradi.
Pressate sofficemente mediante una pressa pneumatica, il mosto ottenuto viene posto in
una vasca di acciaio per 12 ore a temperatura controllata per illimpidirsi.
Travasato viene fatto parzialmente fermentare a temperatura controllata di 18-20 C.
fino a un grado alcolico di circa 5-6 gradi alcolici, in modo che il vino rimanga leggermente
dolce.
Raffreddato e filtrato viene lasciato un breve periodo in apposite vasche, dove con
l’aggiunta di lieviti, viene fatto rifermentare per un periodo che varia dai 40 ai 90 giorni.
Imbottigliato e tappato con il caratteristico tappo a fungo viene posto in commercio dopo
alcuni mesi.
Ettari coltivati 6 ha.
Terreno Vulcanico e marnoso.
Tipologia Spumante.
Degustazione Al naso appaiono tutta le principesche note del moscato: rosa, albicocca,
arancio,mela, spezie in una miscela elegante e raffinata. Nel palato si rafforzano,
sovrapposti alle leggere bollicine che ingentiliscono ulteriormente il piacere percepito,
finendo con una piacevole sensazione dolce.
Abbinamento consigliato A fine pasto accompagnando dolci con poca crema,
biscotti, torte di frutta.
Temperatura di servizio Da servire a 8 C.
COLLI
EUGANEI
PROSECCO SPUMANTE DOC
EXTRA DRY
Vitigno Prosecco, produzione massima di uva per ettaro t. 18
Cenni storici Le numerose ricerche effettuate non sono riuscite con certezza a
identificare la vera patria dell’uva Prosecco, ma è certo che il nome di questo vitigno è
stato dato dall’omonimo paese vicino a Trieste, dove veniva chiamato inizialmente Glera.
Nel paese di Prosecco, pur vantando i natali di questo vitigno, oggi non è più presente
se non molto limitatamente.
Altra cosa certa è che l’uva Prosecco viene coltivata da immemore tempo sui pendii degli
euganei e che quindi possa essere considerata a tutti gli effetti autoctona dei Colli Euganei.
Comunque sia, l’uva Prosecco ha trovato sui Colli Euganei un’invidiabile e particolare
habitat dove esprime alti livelli qualitativi.
Vinificazione La raccolta dell’uva avviene leggermente in anticipo rispetto alla piena
maturazione dato che la gradazione alcolica del vino base non superara i 10,5 alcolici.
Le uve arrivate in cantina vengono diraspate e raffreddate fino a una temperatura di 78 gradi.
Pressate sofficemente mediante una pressa pneumatica, e il mosto ottenuto viene posto
in una vasca di acciaio per 12 ore a temperatura controllata per illimpidirsi.
Travasato viene fatto fermentare a temperatura controllata di 18-20 C.
Mediante costanti e accurati controlli si valuta se necessita di ulteriori travasi o altre
operazioni di cantina.
Il vino viene filtrato e preparato per la rifermentazione che avviene in apposite vasche
chiamate autoclavi, dove raggiunge la pressione voluta e sprigiona tutti i requisiti
qualitativi.
Ettari coltivati 20 ha.
Terreno Marne calcaree.
Tipologia Spumante extra dry.
Degustazione Profilo aromatico fresco e leggiadro con sensazioni che ricordano un
bouquet floreale e note di frutta e agrumi. Il vino è come il profumo spensierato, piacevole,
fresco e terribilmente accattivante.
Abbinamento consigliato In qualsiasi momento da solo. Come aperitivo e antipasti
di pesce crudo. Da merenda con salumi e formaggi leggeri.
Temperatura di servizio Da servire a 6-8C.
COLLI
EUGANEI
RIME DISPERSE
PINELLA IGT DELLE VENEZIE
Vitigno Pinella 100%.
Cenni storici Esiste un certo legame tra Colli Euganei e il Friuli, in effetti come
per il Prosecco anche per la Pinella si hanno notizie sin dall’inizio del ’300 di una
Pinella friulano.
Ma ciò che è certo è che sui Colli Euganei la viticoltura è molto antica (fra il VI e
il V secolo a.C.), e che questo vitigno è da sempre stato identificato come riferimento
qualitativo e come uno dei migliori vini dei Colli Euganei.
A oggi comunque esistono nel mondo solo 10 ettari vitati a Pinella e si trovano sui
Colli Euganei. Nonostante l’importanza storica, biologica e viticola questo vitigno
è stato degradato a produrre un vino leggero, acidulo e frizzante.
L’azienda La Costa ha raccolto la tradizione e la storia dei territori Euganei e ha
voluto riproporre un vino che rispecchiasse le caratteristiche del vitigno e del
territorio.
Per questo motivo è stato dato il nome di una delle maggiori opere del Petrarca, che,
probabilmente, mentre si ispirava a comporre le proprie “rime” sorseggiava il vino
prodotto con questo particolare vitigno.
Vinificazione La raccolta viene eseguita a mano, in cassette, quando l’uva ha
raggiunto una maturazione ottimale.
Le uve arrivate in cantina vengono diraspate e raffreddate fino a una temperatura di
7-8 gradi.
Pressate sofficemente mediante una pressa pneumatica; il mosto ottenuto viene posto
in una vasca di acciaio per 12 ore a temperatura controllata per illimpidirsi.
Travasato viene fatto fermentare a temperatura controllata di 18-20 C.
Raffreddato e filtrato viene lasciato un breve periodo in vasca e immediatamente
imbottigliato.
Ettari coltivati 1 ha.
Terreno Marne calcaree.
Tipologia Bianco fermo.
Degustazione Si presenta al naso con fini e ricercati profumi che spaziano tra la
frutta matura (mela golden), il tabacco e la salvia. Rotondo, strutturato e di carattere
al palato dove sprigiona grande eleganza e persistenza.
Abbinamento consigliato Pesce alla griglia, carni bianche e vitello in umido.
Temperatura di servizio Da servire a 14-16 C.
COLLI
EUGANEI
COMPENDIUM
ROSSO COLLI EUGANEI DOC
Vitigno Merlot 45%, Cabernet Sauvignon 30%, Cabernet Franc 25%.
Cenni storici Direttamente provenienti da quei storici vitigni importati a Lispida
dal conte Corinaldi i due cabernet (franc e sauvignon) e il merlot si fondono in un
armonioso e affascinante vino come nella tradizione bordolese. Le viti da dove si
ricava questo vino hanno mediamente 80 anni, nonostante la forma di allevamento
espansa forniscono una quantità molto limitata. Per questo motivo il nome del vino
riprende la nota opera del sommo poeta Petrarca, vissuto gli ultimi sette anni della
sua vita ad Arquà con grande passione per l’agricoltura e la viticoltura, che ha
come significato letteralmente dal latino “Il pesare insieme”, il “Compendium”,
cioè l’essenza, il riassunto, fornendo lo spunto all’azienda La Costa per produrre
un grande vino che riunisce insieme tutte le peculiarità qualitative, di ciò che
rappresenta la viticoltura e il vino nei colli Euganei.
Vinificazione L’uva giunta a maturazione viene raccolta manualmente in cassetta,
e trasportata in cantina, dove diraspata, viene fatta fermentare in vasche di acciaio
per 15-20 giorni a seconda dell’annata.
Dopo la svinatura il vino viene posto in barriques di rovere francese (Allier) per
circa 14-18 mesi per l’affinamento.
Dopo alcuni travasi viene filtrato, imbottigliato e lasciato in bottiglia per qualche
mese.
Ettari coltivati 5 ha.
Terreno Marne calcaree.
Tipologia Vino fermo rosso.
Degustazione Vino espressivo e di notevole profondità, aromaticamente complesso
e gustativamente armonioso, riassume tutti i caratteri dell’incredibile territorio nel
quale viene prodotto.
Abbinamento consigliato Carni rosse e cacciagione. Formaggi media stagionatura.
Temperatura di servizio Da servire a 16C.
COLLI
EUGANEI
MERLOT
IGT DELLE VENEZIE
Vitigno Merlot 100%.
Cenni storici Questo vitigno proviene dalla regione viticola del sud-ovest della
Francia, in modo particolare dal circondario della Gironda chiamato Medoc e sembra
sia stato importato verso la fine dell’800 in Friuli dal senatore Pecile e dal conte
Brazza. Da qui diffuso e in tutta italia.
Vinificazione L’uva giunta a maturazione viene raccolta manualmente in cassetta,
e trasportata in cantina, dove diraspata, viene fatta fermentare in vasche di acciaio
per 15-20 giorni a seconda dell’annata.
Dopo la svinatura il vino viene conservato in vasche di cemento per meglio stabilizzarsi
e pulirsi.
Dopo alcuni travasi all’inizio del nuovo anno viene filtrato, imbottigliato e lasciato
in bottiglia per qualche mese.
Ettari coltivati 6 ha.
Terreno Marne calcaree.
Tipologia Vino fermo rosso.
Degustazione Al naso emergono raffinati profumi di frutti di bosco, di spezie e
di cuoio. L’attraente morbidezza, il perfetto equilibrio e la stuzzicante persistenza
forniscono sensazione uniche al palato.
Abbinamento consigliato Primi saporiti a base di ragù di carne e secondi di
carni. Bene si abbina a formaggi non molto stagionati.
Temperatura di servizio Da servire a 16C.
COLLI
EUGANEI
CABERNET
IGT DELLE VENEZIE
Vitigno Cabernet Sauvignon 60%, Cabernet Franc 40%.
Cenni storici Le uve provengono dallo storico vigneto di Lispida, dove è documentato
che sia stato piantato il primo vigneto in Italia di Cabernet franc e sauvignon, direttamente
importato dalla zona di Bordeaux in Francia, dal conte Corinaldi nel 1870, nella sua
tenuta sui Colli Euganei.
L’azienda La Costa oggi ha in conduzione, questi antichi e storici vigneti dai quali si
ottiene un superbo vino.
Vinificazione L’uva giunta a maturazione viene raccolta manualmente in cassetta, e
trasportata in cantina, dove diraspata, viene fatta fermentare in vasche di acciaio per 15-20
giorni a seconda dell’annata.
Dopo la svinatura il vino viene conservato in vasche di cemento per meglio stabilizzarsi
e pulirsi.
Dopo alcuni travasi all’inizio del nuovo anno viene filtrato, imbottigliato e lasciato in
bottiglia per qualche mese.
Ettari coltivati 10 ha.
Terreno Marne calcaree.
Tipologia Vino fermo rosso.
Degustazione Al naso si evidenziano complesse note erbacee e speziate che si
intrecciano elegantemente con aromi che ricordano i frutti di bosco. Al contatto con le
papille gustative sprigiona una buona struttura e un’invidiabile equilibrio che accompagnato
ad un’ottima persistenza ne esalta la piacevolezza.
Abbinamento consigliato Primi saporiti a base di carne e secondi di carni. Bene
si abbina a formaggi non molto stagionati.
Temperatura di servizio Da servire a 14C.
COLLI
EUGANEI
CHARDONNAY
IGT DELLE VENEZIE
Vitigno Chardonnay 100%.
Cenni storici Questo vino è il frutto di un assemblaggio di vini prodotti da uve
provenienti da tre zone molto diverse tra loro. L’apporto di caratteristiche aromatiche
e gustative differenti fornisce un vino equilibrato e complesso.
Le uve, vengono raccolte e vinificate separatamente data la differenza di esposizione,
di terreni e di altitudine. Lo Chardonnay della zona di Lispida, quindi su un terreno
calcare marnoso esprime molta eleganza e finezza, nella zona di Cortelà lo chardonnay
fornisce uve atte a vini di buona struttura e longevi, nella zona di Vo vecchio fornisce
struttura e alcolicità.
Vinificazione La raccolta è frutto di una selezione manuale dei migliori grappoli
dei vari vigneti che vengono raccolti e vinificati separatamente.
Le uve arrivate in cantina vengono diraspate e raffreddate fino a una temperatura
di 7-8 gradi.
Pressate sofficemente mediante una pressa pneumatica, il mosto ottenuto viene posto
in una vasca di acciaio per 12 ore a temperatura controllata per illimpidirsi.
Travasato viene fatto fermentare mediante lieviti selezionati per circa 7-9 giorni a
temperatura controllata di 20-22 C.
Travasato viene lasciato in vasca sino all’imbottigliamento. Mediante costanti e
accurati controlli si valuta se necessita di ulteriori travasi o altre operazioni di cantina.
Imbottigliato con una leggera filtrazione viene lasciato qualche mese a maturare in
bottiglia prima di essere posto in commercio.
Ettari coltivati 6 ha.
Terreno Marne calcaree, marne argillose.
Tipologia Bianco fermo.
Degustazione Al naso grande concentrazione di frutta matura, miele e fiori.
Elegante e complesso anche al palato dove permane l’aspetto aromatico impreziosito
da un’ottima struttura e da una lunga persistenza.
Abbinamento consigliato Fornisce il meglio con i secondi a base di pesce, ma
si abbina molto bene con zuppe, minestre e primi a base di pesce e verdure.
Temperatura di servizio Da servire a 12C.
COLLI
EUGANEI
MARZOCHE
BIANCO IGT DELLE VENEZIE
Vitigno Incrocio Manzoni 6.0.13 100%
Cenni Storici Incrocio Manzoni 6.0.13: questa sigla identifica uno dei più riusciti
incroci della carriera di ampelografo (studioso della vite), dell’illustre botanico della
vite Giovanni Manzoni, per molti anni preside della glorioso scuola enologica di
conegliano. Da madre Pinot Bianco e padre Riesling Renano, ottenne un figlio eccezionale.
Fa capolino nei Colli Euganei da qualche decennio, rivelando presto grandi doti di
finezza e armonia, Marzoche è un toponimo di un’area di proprietà dove sono posizionati
i vigneti più prestigiosi dell’azienda che identificano questo terreno e la storia viticola
dei Colli Euganei.
Vinificazione da due genitori come il Riesling e il Pinot Bianco poteva nascere solo
un figlio straordinario.
L’uva ha maturazione medio precoce per cui la vendemmia si esegue nelle prime fasi.
Le uve arrivate in cantina vengono diraspate e raffreddate fino a una temperatura di 7-8
gradi. Pressate sofficemente mediante pressa pneumatica, il mosto ottenuto viene posto
in una vasca di acciaio per 12 ore a temperatura controllata per illimpidirsi.
travasato viene fatto fermentare mediante lieviti selezionati per circa una decina di
giorni a temepratura controllata vicina ai 20 C.
Travasato viene lasciato in vasca sino all’imbottigliamento. Mediante costanti e accurati
controlli si valuta se necessita di ulteriori travasi e altre operazioni di cantina.
Imbottigliato con una leggera filtrazione viene lasciato qualche mese a maturare in
bottiglia prima di essere posto in commercio.
Ettari Coltivati 2 ha.
Terreno marne calcaree.
Tipologia Bianco Fermo.
Degustazione Complesso e ricco al naso, dove rivela piacevoli note di tiglio e di pesca,
con seducenti sensazioni di erbe aromatiche e nocciola. Al palato conferma tutte le attese,
grazie alla buona struttura e alla leggiadra morbidezza. Lunga persistenza.
Abbinamento consigliato Come aperitivo e antipasti di pesce crudo e crostacei. Da
merenda con salumi e formaggi leggeri.
Temperatura di servizio Da servire a 10C.
COLLI
EUGANEI
SERPRINO FRIZZANTE
COLLI EUGANEI DOC
Vitigno Serprina 100%. Produzione massima di uva per ettaro t. 10.
Cenni storici Le uve Serprino, da sempre coltivate sui Colli Euganei, dal punto
di vista viticolo sono uguali e quindi considerate sinonimo dell’uva Prosecco.
Le numerose ricerche effettuate non sono riuscite con certezza a identificare la vera
patria, ma è certo che il nome di questo vitigno è stato dato dall’omonimo paese
vicino a Trieste, dove veniva chiamato inizialmente Glera. Nel paese di Prosecco,
pur vantando i natali di questo vitigno, oggi non è più presente se non molto
limitatamente.
Altra cosa certa è che l’uva Serprina viene coltivata da immemore tempo sui pendii
degli euganei e che quindi possa essere considerata a tutti gli effetti uva autoctona
dei Colli Euganei
Comunque sia, l’uva Serprina ha trovato sui Colli Euganei un’invidiabile e particolare
habitat dove si esprime a alti livelli qualitativi.
Vinificazione La raccolta dell’uva avviene leggermente in anticipo rispetto alla
piena maturazione dato che la gradazione alcolica del vino base non deve superare
i 10,5 alcolici.
Le uve arrivate in cantina vengono diraspate e raffreddate fino a una temperatura
di 7-8 gradi.
Pressate sofficemente mediante una pressa pneumatica e il mosto ottenuto viene
posto in una vasca di acciaio per 12 ore a temperatura controllata per illimpidirsi.
Travasato viene fatto fermentare a temperatura controllata di 18-20 C.
Medianti costanti e accurati controlli si valuta se necessita di ulteriori travasi o altre
operazioni di cantina.
Il vino viene filtrato e preparato per la rifermentazione che avviene in apposite
vasche chiamate autoclavi, dove raggiunge la pressione voluta.
Ettari coltivati 6 ha.
Terreno Collinare costituito da marne calcaree.
Tipologia Frizzante bianco.
Degustazione Profilo aromatico fresco e leggiadro con sensazioni che ricordano
un bouquet floreale e note di frutta e agrumi. Il vino è come il profumo spensierato,
piacevole, fresco e terribilmente accattivante. Propone gli stessi requisiti del prosecco
spumante accompagnati da una spumosità più dolce.
Abbinamento consigliato In qualsiasi momento da solo. Come aperitivo e antipasti
di pesce crudo. Da merenda con salumi e formaggi leggeri.
Temperatura di servizio Da servire a 8C.
COLLI
EUGANEI
POSTERITÀ
MOSCATO GIALLO IGT DELLE VENEZIE
Vitigno Moscato giallo 100%.
Cenni Storici Il moscato giallo è uno dei simboli dei Colli Euganei, un vitigno presente
sui dolci pendii già dal medioevo. Il moscato si è diffuso soprattutto sotto il dominio
della Serenissima, grazie alle particolari caratteristiche legate alla natura del sottosuolo
di origine vulcanica, che esaltano la finezza dei profumi e la consistenza al gusto.
Fin dal passato questo storico vitigno veniva raccolto tardivamente in modo che l’acino
presentasse un grado zuccherino elevato, che permetteva di ottenere un vino molto
morbido e vellutato.
Un vino come si dice…. “da meditazione”, che invita ad alcune riflessioni filosofiche
stimolate dal pensiero del sommo poeta Francesco Petrarca, che nel suo interloquire,
poneva in risalto fondamentali tematiche quali lo scopo della vita e dell’essere umano
e soprattutto la limitatezza del vivere e del “Tempo” che ci concede la vita.
In questo breve spazio è doveroso lasciare qualcosa ai Posteri “Posterità”, coloro che
seguiranno, che saranno indispensabili a tramandare la conoscenza, la cultura e le
tradizioni alle generazioni future. La continuità attraverso le generazioni porta alla fama,
al mito e quindi all’immortalità. Ma l’uomo è mortale e tutto ciò porta all’ “Eternità”
non appartiene all’essere umano ma che è prerogativa solo degli dei…
Per sottolineare l’impegno nella vita e nelle cose quotidiane in modo che le tradizioni
e tutto ciò che ha significato e valore possa continuare, l’azienda La Costa ha prodotto
tre differenti vini dolci: Posterità, moscato giallo, Tempo moscato bianco e Eternità,
moscato rosa….
Vinificazione La raccolta avviene a mano, molto tardivamente, a seconda della
stagione, 40/60 giorni dopo la maturazione. In questo periodo viene fatta una continua
ed accurata selezione lasciando sulla pianta solo i grappoli più belli e più sani.
L’uva raccolta viene posta in pressa e il mosto ricavato viene raffreddato fino a una
temperatura di 7-8 gradi in modo che, posto in una vasca di acciaio per 12 ore a temperatura
controllata, il mosto si illimpidisca.
Travasato viene fatto fermentare in parte in legno (barriques) e in parte in acciaio a
temperatura controllata di 18-20 C.
Viene lasciato riposare per almeno sei mesi nei quali viene ripetutamente controllato e,
se necessita, travasato per ottenere le sensazioni aromatiche volute.
Dopo avere assemblato la parte in legno con quella in acciaio viene filtrato e imbottigliato.
Ettari Coltivati 6 ha.
Terreno vulcanico.
Tipologia Biancoaromatico fermo dolce.
Degustazione Suadente profumo di rosa, albicocca, vaniglia, con nuances di nocciola
e rabarbaro. Elegante e vellutato al palato, con una dolcezza decisa, ma mai stucchevole.
Sorregge lungamente il piacere del degustare con la gentile aromaticità che lo
contraddistingue.
Abbinamento consigliato In qualsiasi momento da solo. Si sposa bene con formaggi
stagionati, con foie gras e dolci cremosi.
Temperatura di servizio Da servire a 10-14C.
COLLI
EUGANEI
SECRETUM SPUMANTE
BRUT VSQ
Vitigno Pinot Nero 50%, Chardonnay 40%, Pinot Bianco 10%.
Cenni storici Nasce nel marzo 2002 quando, dopo una visita in cantina, assaggiamo un vino
di una vasca situata all’estremità della cantina, molto acido, di poco grado, frutto di una vendemmia
precoce. Un vino comunque buono ma molto più adatto a essere utilizzato come base per lo
spumante. E così fu. Nacque il “segreto” qualcosa di nuovo per la zona che doveva rimanere
conoscenza solo di pochi per gli anni che seguivano prima della presentazione sul mercato. Quale
occasione migliore per battezzare questo spumante con la più importante delle opere in latino di
Francesco Petrarca: Secretum meum o De Secreto conflictu curarum mearum, “Il segreto dissidio
dei miei affanni”, un dialogo con Sant’Agostino, in presenza di una donna muta, la Verità, donna
d’ineffabile luce, nel quale esamina fin nelle pieghe più intime il male che lo tormenta, l’inexpletum
quiddam, qualcosa d’incompiuto, dovuto all’attaccamento al quadriceps monstrum delle passioni,
cioè la paura, il desiderio, il dolore e la gioia, riconoscendosi colpevole di molti peccati, soprattutto
di sensualità, e rivelando la mancanza di volontà al vero bene per l’attaccamento alle adamantine
catene, le catene dell’amore e della gloria, dalle quali non sa liberarsi.
Un tema molto indicato per uno spumante ricco di fascino, intrigante, perverso e sensuale.
Vinificazione La raccolta dell’uva avviene leggermente in anticipo rispetto alla piena
maturazione dato che la gradazione alcolica del vino base non deve superare i 10,5-11 alcolici.
Le uve, raccolte in cassette, arrivate in cantina vengono raffreddate in un’apposita cella
frigorifera fino a una temperatura di 7-8 gradi.
Pressate sofficemente mediante una pressa pneumatica e il mosto ottenuto viene posto in
una vasca di acciaio per 12 ore a temperatura controllata per illimpidirsi.
Travasato viene fatto fermentare a temperatura controllata di 18-20 C.
Mediante costanti e accurati controlli si valuta se necessita di ulteriori travasi o altre
operazioni di cantina.
Il vino viene filtrato e preparato per la rifermentazione, mediante l’aggiunta di lieviti
selezionati e zucchero, posto in bottiglia, tappato con bidule e tappo metallico a corona.
Rimane in cantina per almeno 24 mesi.
Al momento prescelto viene posto sulle pupitre per ottenere la messa in punta necessaria per
la completa pulizia della bottiglia mediante l’espulsione dei precipitati formati dalla rifermentazione.
Dopo aver eseguito il degorgement la bottiglia viene tappata e lasciata riposare alcuni mesi
prima di essere posta in vendita.
Ettari coltivati 10 ha.
Terreno Marne calcaree.
Tipologia Spumante BRUT.
Degustazione Complesso al naso, evidenti gli aromi terziari armonizzati con invitanti
note di miele e frutta. In bocca le finissime bollicine accarezzano il palato producendo
una sensazione piacevole e accattivante. Lungo, aromatico e vincente nel finale.
Abbinamento consigliato Come esigente aperitivo e a tutto pasto, sa essere delicato
con le verdure e il pesce; mascolino e deciso con le carni. Cosa chiedere di più.
Temperatura di servizio Da servire a 8-10.
COLLI
EUGANEI
SECRETUM SPUMANTE
ROSÈ BRUT VSQ
Vitigno Pinot Nero 100%.
Cenni storici La presenza del pinot nero nel Veneto scatena il desiderio di produrre in
giusto assemblaggio, uno spumante di gamma alta. Da sempre nei programmi aziendali esiste
lo spumante rosè come forte attrattiva per l’appassionato esigente. L’occasione si presenta
alla prima vendemmia del pinot nero, con il clone adeguato, in giusta scalarità di maturazione
la raccolta procede per il pinot grigio e lo chardonnay che si avvalgono di un leggero anticipo
sulla maturazione fisiologica per esprimere fragranza e corredo acido idoneo.
È attraente il colore rosato che ricorda i petali della rosa, frutto di una attenta vinificazione
mirata alla massima integrità compositiva del vino.
Pinot grigio e chardonnay personalizzano il prodotto apportando finezza e note floreali
piacevoli. Risulta uno spumante per le occasioni di ogni giorno, per gli eventi importanti, in
amicizia e cordialità.
Vinificazione La vendemmia precede di poco la maturazione fisiologica dei grappoli,
intesa come stato sanitario ideale e maggiore accumulo di zuccheri. I vini derivati non devono
superare i 10,5-11 gradi alcolici per una giusta presa di spuma.
Le uve raccolte attentamente vengono rapidamente trasportate in cantina dove subiscono
una pressatura soffice. Il mosto ottenuto, subito raffreddato viene inviato in vasca di
acciaio per la decantazione. Il limpido viene travasato e destinato a fermentare a temperatura
controllata intorno ai 18 C con l’impiego di lieviti selezionati. Il processo fermentativo
si svolge dolcemente e in condizioni ottimali.
Nasce così il vino per la produzione dello spumante che avverà dopo l’invernata successiva
alla soste sulle feccie fini e al raggiunto illimpidimento.
Ettari coltivati 10 ha.
Terreno Marne calcaree.
Tipologia Spumante BRUT.
Degustazione Invitante all’olfatto, piacevole con sensazioni di rosa matura e sentori
balsamici, all’analisi visiva attrae il tono rosato e il corredo di bollicine fini, persistenti
e piacevolmente accattivante.
Abbinamento consigliato Stuzzicante aperitivo, a discrezione accompagna tutto il
pasto. Da fuori pasto è il giusto complemento per istanti di cordialità. Ideale per pietanze
estive leggere e primi piatti.
Temperatura di servizio Da servire a 8-10.
COLLI
EUGANEI
SOC. AGRICOLA VITIVINICOLA LA COSTA
dei F.lli Facchin s.s.
Via Guglielmo Marconi, 1479 - 35030 Vo’ - Padova - Italia
Tel 049 9940195 - [email protected]
www.vinilacosta.it
www.vinilacosta.it
- www.vinilacosta.com
Scarica

montaggio libretto ITA.indd