Colombo
Torna a scoprire l’America
Padri e padrini a New York
Don Ciotti e il Procuratore Grasso
nella Grande Mela
Dossier Caritas 2009
Presentato il resoconto emigrazione
Stile italiano d’autore
Storia della moda italiana
nel mondo
Novembre 2009 - Febbrario 2010
Magazine di cultura, turismo, lavoro e politiche migratorie
Anno I - Numero 2
P
ERCORSI
2009-2010
www.laga.es
WINTER
COLLECTION AUTUMN
DATE:
2009-2010
www.laga.es
WINTER
COLLECTION AUTUMN
DATE:
PERCORSI
WITZ
Ad un uomo pio, dopo la morte, vengono aperte le porte
del Paradiso. Dopo un po’ di tempo, l’uomo si interroga con
curiosità sulla vita all’inferno e chiede il permesso di scendere
giù a dare un’occhiatina.
Gli viene concesso per due settimane e l’uomo va.
Lì trova feste, bagordi, un ambiente vivace e stimolante.
Entusiasta del suo soggiorno, chiede di potersi trasferire
definitivamente e ancora una volta viene accontentato.
Al suo ritorno, però, lo scenario è completamente cambiato:
urla, lamenti inquietanti, pentoloni fumanti, forconi minacciosi.
Sbigottito, l’uomo domanda al diavolo: «Che ne è delle
feste, dei bagordi, di tutto quello che ho visto nelle mie due
settimane qui?».
E il diavolo, sorridendo con malizia, risponde: «Eh, amico mio...
una cosa è il turismo e un’altra l’emigrazione»...
Viale Regione Siciliana, 7277
Via XX settembre, 27
Palermo
tel. 0916881903
TUTTI I GIORNI
ORARIO CONTINUATO
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In questo
numero
Quadrimestrale di cultura, turismo, lavoro e politiche migratorie
Registrazione Tribunale di Palermo
numero 1153 del 20/03/2009
Edito da A.N.F.E.
Associazione Nazionale Famiglie Emigrati
Delegazione Regionale Sicilia
Presidente nazionale
Learco Saporito
Vicepresidente nazionale e Delegato regionale Sicilia
Paolo Genco
Anno I - numero 2
Novembre - Febbraio 2009
Direttore responsabile
Antonella Caradonna
[email protected]
Redazione
Caporedattore: Alessia Franco
Redazione di Palermo: Marco Scapagnini , Walter Viviano
Da Buenos Aires: Dante Ruscica
[email protected]
Hanno collaborato
Gaia Ballo, Marina Cacioppo, Attilio Carapezza, Giuseppe Cassarà,
Giovanna Cirino, Salvatore Ferlita, Simona Gazziano, Carla Incorvaia,
Alessia Licata, Umberto Lucentini, Paola Pottino, Dante Ruscica
Fotografie
Vito Catalano, AAVV (foto di stock)
Stampa
Officine Grafiche Riunite Cosentino & Pezzino - Palermo
Traduzioni
Annick Lejan, Denis Gailor, Miguel Angel Marcos Martin
16
E Colombo scoprì il nuovo
mondo
18
Dalla parte dei buoni
di Umberto Lucentini
23
Joe Petrosino
da capo della “Squad”
a eroe della narrativa
popolare italoamericana
di Marina Cacioppo
26
Resoconto noir
di Carla Incorvaia
30
Thanksgiving day
Un mito problematico
di Attilio Carapezza
Ufficio marketing e pubblicità
Responsabile: Rossella Catalano
[email protected] [email protected]
34
I numeri dell’emigrazione
di Paola Pottino
Coordinamento generale, direzione artistica
e redazione grafica
Direzione Comunicazione e Immagine
A.N.F.E. Delegazione Regionale Sicilia
Redazione e uffici
Centro di Coordinamento Delegazione Regionale
A.N.F.E. Sicilia - via della Ferrovia, 54 - 90146 Palermo
Tel. +39.091.6710267 Fax +39.091.6716972
www.sicilia.anfe.it
36
Uomini in prima linea
di Paola Pottino
39
I punti dell’intervento
del Presidente della
Camera Gianfranco Fini
sulla questione
dell’emigrazione in Italia
40
66
di Paola Pottino
L’industria ittica in Sicilia
non fa il... pesce in barile
42
68
di Carla Incorvaia
Appuntamenti
Sospensione di giudizio
Ritorno in Italia
Palermo A/R
45
di Simona Gazziano
Le più belle del reame
parlano italiano
di Alessia Licata
48
Dietro le quinte della moda
più ammirata di tutti i tempi
di Alessia Licata
52
Priorità strategica per il
turismo mediterraneo:
destagionalizzare
di Giuseppe Cassarà
56
A Lampedusa in fuga
verso la libertà
58
72
Palermo A/R
Emigranti sull’altare della pace
di Giovanna Cirino
75
Palermo A/R
Arte italiana a Berlino
di Simona Gazziano
76
Palermo A/R
Si aprano le danze
a tempo di vino
di Simona Gazziano
78
Palermo A/R
Cultura marinara: Uno dei
più grandi tesori della Sicilia
La Sicilia va incontro
ai suoi figli della diaspora
59
85
di Giovanna Cirino
L’istituzione entra in campo
a tutela di una delle attività
primarie della Sicilia
65
Il grande successo
della dieta mediterranea
di Gaia Ballo
di Salvatore Ferlita
Racconto
Primo Natale argentino
Primera Nochebuena
argentina
di Dante Ruscica
88
Percorsi Worldwide
PERCORSI
“Generalmente sono di piccola statura e di pelle
scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano
perché tengono lo stesso vestito per molte
settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio
nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni
agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro
affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si
presentano di solito in due e cercano una stanza
con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano
quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi
incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere
l’elemosina, ma sovente, davanti alle chiese, donne
vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani
invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono
assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al
furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perché poco
attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce
di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade
periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I
nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi
alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo
selezionare tra coloro che entrano nel nostro
Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di
espedienti o, addirittura, di attività criminali (…). Vi
invito a controllare i documenti di provenienza e a
rimpatriare i più. La nostra sicurezza dev’essere la
nostra prima preoccupazione”.
Relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso Americano
sugli italiani negli Stati Uniti, stilata nell’ottobre 1912.
NEW
YORK
Celebrazioni del Columbus Day
Il Sindaco di New York, Bloomberg alla Parata del Columbus Day (Ph. Vito Catalano)
E Colombo scoprì
il nuovo mondo
B
andiere, musica, majorette, carri e
una splendida atmosfera festosa si
respira ogni anno per le strade di
New York durante la commemorazione dello sbarco di Colombo nel
Nuovo Mondo. Anche quest’anno, la tradizione e la
passione tutta italo-americana non ha tradito le attese, riconfermandosi sempre come la più sentita delle
feste italiane nel mondo.
Le prime celebrazioni del Columbus Day si tennero nel
lontano 12 ottobre 1929, quando Generoso Pope guidò la parata da East Harem fino a Columbus Circle.
Da quel giorno i festeggiamenti si fecero sempre più
imponenti tanto che il presidente Roosevelt, nel 1937,
PERCORSI
16
Celebrazioni del Columbus Day
NEW
YORK
gli attribuì il valore di festa nazionale. La parata, oltre a
rendere omaggio a Cristoforo Colombo, è soprattutto un
modo per affermare l’orgoglio e il contributo degli italoamericani agli Stati Uniti d’America.
L’edizione 2009 si è aperta, come ogni anno, di primo
mattino con la celebrazione di una Santa Messa nella Cattedrale di St. Patrick ed è continuata con l’ormai celebre
parata sulla Quinta Strada.
Ad entrambi gli avvenimenti ha partecipato, insieme a migliaia di rappresentanti di istituzioni e società civile, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il quale ha polemizzato
Ph. Vito Catalano
con il Wall Street Journal, responsabile di aver pubblicato
un lungo articolo in cui denunciava il progressivo declino
della festività del Columbus Day. Secondo il ministro non
sussiste il rischio che le celebrazioni possano scomparire
ed ha espresso l’esigenza di qualcosa di nuovo, pur nel rispetto della tradizione. Al riguardo ha auspicato un rilancio
dello studio della lingua italiana negli Stati Uniti, per far conoscere meglio tradizioni e cultura del nostro Paese.
Il 517° anniversario della scoperta dell’America, quest’anno coincideva anche con il centenario della morte
di Joe Petrosino, ucciso dalla mafia a Palermo nel marzo
del 1909.
A tal proposito l’ANFE, rappresentata dal presidente nazionale Learco Saporito e dal responsabile delle Politiche Migratorie, Gaetano Calà, ha organizzato per il 15 ottobre un
convegno dal titolo “Joe Petrosino: la nuova Sicilia a cento
anni dalla sua morte”, alla presenza di illustri relatori del
calibro del Procuratore Pietro Grasso, di Don Ciotti, che ha
presentato l’Associazione “Libera” famosa per il riutilizzo
nella società civile dei beni confiscati alla mafia, di Marcello
Saija, professore dell’università di Messina e storico delle
migrazioni. Inoltre, Roy Paci & Aretuska insieme ai Sun, si
sono esibiti in due “Concerti per la legalità”, uno a Brooklyn
e l’altro nel New Jersey ed è stato presentato – presso l’Istituto Italiano di Cultura – il libro “Per Non morire di mafia”
scritto da Pietro Grasso con Alberto La Volpe.
17
PERCORSI
NEW
YORK
Omaggio a Petrosino
Dalla parte dei
buoni
Nell’ambito delle Celebrazioni Colombiane
è stata ricordata la figura di Joe Petrosino,
morto un secolo fa in nome della giustizia
N
di Umberto Lucentini
ew York. Nella piazzetta del parco
intestato a Joe Petrosino tre lingue
si intrecciano tra di loro: c’è chi parla inglese, chi italiano, chi il tipico
italo-americano che racconta le origini lontane di tanti emigrati approdati anni fa in Usa.
A Manhattan, nel cuore di New York, ai confini di Little
Italy c’è chi, come Joseph E. Petrosino, è nato e cresciuto da queste parti ma ha una parte di cuore che batte in
Italia. Questo signore elegante, il ciuffo appena bianco,
gli occhiali dorati, è uno dei tanti pro-nipoti di Joe Petrosino, il mitico luogotenente della polizia di New York
ucciso dalla “mano nera” a Palermo nel 1909.
Joseph E. Petrosino, è martedì 13 ottobre, racconta così
una parte della sua vita davanti agli ospiti americani,
italo-americani ed italiani arrivati nell’area verde tra
Lafayette, Spring Streets e Cleveland Place per l’intitolazione del parco all’antenato illustre, il “Lieutenant
Petrosino (1860-1909)”: «Sono orgoglioso di essere
nipote di un grande poliziotto che è l’eredità migliore
che l’Italia potesse lasciarci. Qui negli Usa ci sono investigatori, vigili del fuoco, medici e cittadini comuni che,
da New York a Chicago, dalla Florida a San Francisco,
PERCORSI
18
Omaggio a Petrosino
NEW
YORK
onorano la migliore storia d’Italia». Francesco Maria
Talò, console italiano a New York, non perde l’occasione
per un importante gioco di parole: «Lunedì è stato celebrato il Columbus Day, ma posso dire che ogni giorno è
un giorno in cui si ricorda il forte legame tra l’Italia e gli
Usa. Oggi si celebrano tre P: Petrosino, Padula e Palermo. Petrosino è Joe, il poliziotto italo-americano nato a
Padula e ucciso a Palermo, terra d’origine di investigatori e magistrati anti-mafia. Dietro la figura di Petrosino
c’è la storia di tanti italiani, emigrati e non, che sono una
risorsa per molti americani. Hanno lavorato con successo contro il crimine molti italiani come Piero Grasso, a capo della Procura nazionale antimafia, e il capo
del Police Department di New York, George Grasso, un
americano con radici italiane, oggi uno accanto all’altro.
Così mi vengono in mente i tanti poliziotti, carabinieri,
soldati delle forze armate italiane impegnate in Iraq e in
altri luoghi dove c’è tanto lavoro da fare».
Joseph E. Petrosino è un magistrato, e scandisce bene le
parole quando dice: «Oggi nei posti chiave di uffici della giustizia e della polizia ci sono donne e uomini italoamericani. E tutti abbiamo la stessa volontà: fermare
chi discredita e disonora la storia degli italiani, chi con
il suo comportamento offende il simbolo per tutti gli
italo-americani onesti, Joe Petrosino. Oggi combattere
il crimine e il terrorismo è un dovere lasciato da uomini
come Joe Petrosino». Ecco, forse è tutto qui, nelle parole del giudice Joseph E. Petrosino, il senso del nuovo
legame tra le due sponde dell’oceano raccontato dalle
manifestazioni per la settimana della legalità. Queste
parole riassumono il concetto che l’ANFE, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a New York, ha
sviluppato nel convegno intitolato “Tributo a Joe Petrosino: la nuova Sicilia a 100 anni dalla sua morte”, svoltosi
al prestigioso John Jay College di Manhattan, famoso in
tutti gli Stati Uniti per i suoi studi in criminologia.
Fra gli intervenuti, Piero Grasso, nato e cresciuto in Sicilia – dove ha lavorato e rischiato in prima persona per
fermare altri criminali – oggi è a capo della Direzione
nazionale antimafia e, a New York, ha già solidi rapporti
con colleghi e con poliziotti in prima linea contro i clan.
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19
PERCORSI
P
«I
Durante le Celebrazioni Colombiane, dello scorso ottobre
a New York, il Calandra Institute, nella persona del professor Antony
Julian Tamburri, ha organizzato presso la sede del suo House Organ
I-Italy un incontro-dibattito sul tema della mafia, al quale hanno
partecipato il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso,
Don Ciotti, fondatore di “Libera” e altre associazioni che combattono
la mafia, Francesco Bertolino, il Direttore delle Politiche migratorie
Anfe Gaetano Calà ed alcuni giornalisti. Riportiamo di seguito alcuni
stralci delle testimonianze di Don Ciotti e del Procuratore Grasso.
l Gruppo Abele muove i primi passi
nel 1965 a Torino e da lì si diffonde
a livello nazionale facendo giungere a maturazione tutto ciò in cui “noi” avevamo sempre creduto. Il rapporto tra pubblico
e privato, tra istituzioni e cittadini era cominciato già nei primi
anni ‘80 con CNCA (un’associazione di comunità impegnate ad
aiutare i tossicodipendenti), poi con LILA, quando arriva il momento di affrontare l’epidemia di AIDS, e infine con “Libera” a
metà degli anni ‘90.
Perché essere coinvolti? Perché è la libertà stessa che ci permette di chiedere perché. Non si può essere liberi da soli, si è
liberi insieme agli altri in uno sforzo collettivo. Ovviamente,
nella mia vita certi luoghi e certe persone hanno avuto un ruolo
decisivo in questa scelta. Io sono stato abbastanza fortunato
da avere genitori che si amavano moltissimo e che amavano
moltissimo me e le mie sorelle, amici con cui ho condiviso molte esperienze di vita, le gioie ed i tempi difficili, e con cui ho
imparato ad ascoltare ed apprezzare il valore dei rapporti.
Chiaramente la fede è stata fondamentale nella mia vita, un
dono prezioso derivante dall’incontro con persone quali il cardinale di Torino, Michele Pellegrino.
Quando fui ordinato sacerdote nel 1972, Pellegrino, che si faceva chiamare semplicemente “Padre,” mi indicò “la strada”,
la mia parrocchia, con un avvertimento: “Segui la strada per
imparare, non per insegnare”. La strada, con le sue facce e le sue
storie, le sue lotte e le sue vulnerabilità, le sue necessità e le sue
speranze, è rimasta il mio punto di riferimento, una bussola di
fede che cerca di unire i cieli e la terra, di riconoscere la figura di
Gesù nelle molte facce della fragilità umana.
Sono un prete, la mia vita è Cristo, il Vangelo, la proclamazione
della sua Parola. Cercare Dio significa incontrare le persone,
ma, allo stesso tempo, le mie esperienze mi permettono di
affermare che si può cercare l’uomo per trovare Dio. Parlo di
“cercare” perché Dio non è qualcosa che si possa ottenere automaticamente, Dio è la meta, l’obiettivo: mi mette alla prova
ogni giorno nella scoperta dell’articolazione concreta della vita
e nelle sue scelte.
Temo chi ha capito tutto e sa tutto. Il capitolo 22 del Vangelo secondo Matteo racconta di certe persone che chiedono a
Gesù se sia lecito o no pagare le tasse a Cesare. In realtà loro
non vogliono incontrarlo o parlargli, ma solo fargli una domanda trabocchetto.
Gesù però non permette a nessuno di prendersi gioco di Lui e,
riconosciuta la loro cattiveria, dice che l’immagine e l’iscrizione sulle monete siano restituite al giusto proprietario. Ma se è
chiaro il detto, “Da’ a Cesare ciò che è di Cesare”, cosa vuol dire
“Da’ a Dio ciò che è di Dio”? Qual è l’immagine di Dio? Come si
legge nella Genesi l’uomo fu creato ad immagine e somiglianza di Dio, dunque come è nostro dovere restituire il denaro a
Cesare, lo è restituire a Dio l’uomo, la Sua creazione.
Ecco il problema: non possiamo restituire a Dio mezze persone, persone disperate, persone esaurite, asservite dalla povertà, dalla solitudine, dall’emarginazione. Dobbiamo restituire a
Dio persone integre e libere. Questa è la grande sfida che sento
come cristiano: creare le condizioni perché tutti siano liberi. E
non sto pensando solamente alle persone che sono rifiutate,
sfruttate, schiacciate, ma anche a quelle che sono povere dentro. Nella nostra società ci sono forme di povertà immateriale
che stanno minando alla base il corpo sociale: l’indifferenza, la
rassegnazione, la corsa al potere, il successo, il denaro. I poveri
sono anche quelli che hanno perso il senso della vita sebbene
abbiano la possibilità di vivere comodamente su questa terra.
Qualsiasi cambiamento richiede uno sforzo, e porta con sé resistenza, pregiudizio ed egoismo.
Una volta il giudice Caponnetto disse “la mafia teme soprattutto la scuola della giustizia, poichè l’istruzione taglia l’erba sotto i
piedi della cultura mafiosa”.
“Libera” è attiva nelle scuole in tutta l’Italia, promovendo l’educazione e formando i giovani.
La sua missione però è anche quella di amministrare i beni che
un tempo appartenevano alle cosche mafiose e gestire le cooperative riunite nel consorzio “Libera Terra”. La nostra associazione offre lavori veri e possibilità di vita a molti giovani, dimostrando così che è possibile cambiare e cercare di sradicare la
rassegnazione ed il fatalismo che sono le basi su cui si fonda il
potere della mafia.
In Sicilia, ma anche in altre parti del Sud, ci sono situazioni e
possibilità che fino a 15 o 20 anni fa erano inimmaginabili. Ci
sono molte persone che, come Peppino Impastato, hanno rida-
NEW YORK
to speranza e hanno trovato altre persone disposte a riunirsi e
a continuare il suo cammino. Associare la mafia solamente alla
Sicilia sarebbe però un grave errore, certamente da noi c’è un
maggior numero di segni dell’oppressione mafiosa, ma le organizzazioni criminali non operano più a livello locale o nazionale
ma piuttosto a livello internazionale, un ambito strettamente
collegato alle dinamiche di globalizzazione economica e finanziaria, all’espansione ed alla deregolamentazione dei mercati.
“Libera” è nata dalla nostra esperienza con FLARE (Libertà, Legalità, e Diritti in Europa), una rete di associazioni cui aderiscono attualmente oltre trenta Paesi. Nel documento preparato
per la Conferenza dei Vescovi Italiani del 1991 su l’Educazione
alla Legalità si legge: “Un cristiano non può contentarsi di dichiarare l’ideale e di affermare principi generici. Invece, deve entrare
nella storia e trattarla nella sua complessità, promovendo i valori
evangelici ed umani della libertà e della giustizia”. La condanna
alla mafia da parte di Papa Giovanni Paolo II, che chiama la mafia “una civiltà di morte” rimane una pagina straordinaria della
storia, che certamente ha scosso la coscienza del pubblico e
segnato una svolta all’interno della Chiesa».
Don Ciotti
«I
l libro “Per non morire di mafia” nasce da un’esigenza, che ho sentito
imperiosa, di raccontare la mia vita
professionale nella lotta contro la mafia. Nel
libro si affronta non soltanto il fenomeno di
Cosa nostra siciliana, che è la mafia in senso tradizionale, ma
anche le altre organizzazioni di tipo mafioso come la Ndrangheta calabrese, la Camorra napoletana, fino alle nuove mafie,
russa, colombiana, nigeriana, albanese, cinese, che vengono
fuori dall’Osservatorio Globale, della Procura Nazionale Antimafia.
Per descrivere questi fenomeni di organizzazione criminale
non si possono usare degli stereotipi validi per tutti, tuttavia il
denominatore comune è il fatto che tutte usano l’intimidazione, la violenza, le enormi quantità di danaro che accumulano
per corrompere le istituzioni e infiltrarsi nella società al fine
di ottenere il massimo dei profitti. Le organizzazioni mafiose
tradizionali, come la Mafia la Ndrangheta, la Camorra, soprattutto quella che fa capo ai Casalesi, hanno la caratteristica di
gestire il potere assieme alle Istituzioni Pubbliche, alle amministrazioni locali e attraverso esse stringere agganci a livello
nazionale. Questo scambio di attività, soprattutto in periodo
pre-elettorale, fra organizzazioni mafiose e candidati costituisce la base sulla quale si costruisce il rapporto di dare ed avere
in un legame di reazioni che darà vita ad una nuova società che
nel libro definisco “borghesia mafiosa”.
In questa società, in cui la mafia è parte organica, ci sono
commercialisti, tributaristi, professionisti, ingegneri, tecnici
e quindi anche amministratori pubblici, politici, imprenditori,
che organizzano tutta una serie di attività funzionali al rag-
giungimento dei fini di un sistema di potere che è un sistema
mafioso. Il pericolo delle società moderne è quello del contagio anche in posti ed in società dove non c’è la presenza fattiva
della mafia. La mafia è un fenomeno strutturale, nel senso che
entra nella struttura della società, dunque non si può pensare
di combatterla solo come reazione ad un’emergenza, bisogna
che ci sia l’impegno sistematico delle Istituzioni, della società
civile, dei partiti, della magistratura, della polizia, per potere
risolvere una volta per tutte questo problema. Ho detto tante
volte che in una democrazia, la libertà si misura dalla capacità
che hanno i magistrati di essere autonomi e indipendenti, e che
ha la stampa di esprimere opinioni anche contrarie alla linea di
governo vigente.
Finchè non ci sarà una stampa libera e una magistratura autonoma non ci sarà libertà dalla mafia.
In Italia sono state adottate delle strategie di contrasto alla
mafia molto ampie che, alla repressione da parte della Polizia, hanno affiancato una serie di misure volte a riacquistare
il consenso della gente che la mafia in questi anni ha cercato
di catturare. L’operazione che prevede l’assegnazione dei beni
confiscati ai mafiosi alle associazioni che rimettono sul mercato produzione e lavoro, non fa che restituire alla società civile ciò che la mafia gli aveva sottratto. La guerra certo non è
vinta, ma, confortati dai dati statistici, possiamo certamente
affermare di aver vinto parecchie battaglie. L’aiuto delle Istituzioni resta fondamentale; non si può, ad esempio, pensare di
diffondere la cultura dell’antimafia nei confronti di persone che
hanno il problema della sopravvivenza, della sussistenza della
propria famiglia.
La mafia è inscindibilmente connessa a problemi di devianza
sociale e quindi è indispensabile creare le precondizioni per riuscire a risolvere il problema. A mio avviso la repressione è un
volano che fa partire una serie di reazioni a catena che evitano
il male peggiore: l’indifferenza della gente, la rassegnazione, il
fatto di calare la testa e privarsi della propria libertà nelle cose
più elementari. Ogni tanto mi sento una Cassandra, perché
prevedo chiaramente quello che succederà, ma, come Cassandra, sono spesso condannato a non essere creduto.
Io però vorrei lanciare tanti messaggi di speranza e di ottimismo che trovano fondamento in tutte le associazioni contro la
Mafia raccolte da Libera, dalla Fondazione Falcone, dalla Fondazione Caponnetto che coinvolgono una serie di soggetti che
si attivano per una solidarietà nei confronti della Magistratura
e della Polizia o anche semplicemente di coloro che hanno bisogno di assistenza. C’è un episodio che mi ha molto colpito.
È la storia di una donna, arrestata col marito per reati mafiosi,
che è stata convinta a collaborare dalle proprie figlie che studiavano cultura della legalità nella scuola di un piccolo paesino
della Sicilia. Questa speranza che la scuola formi i giovani a
diventare presto la nuova classe dirigente che finalmente cambierà la nostra terra è la pietra da cui ricominciare».
Pietro Grasso
NEW
YORK
continua da
pagina 17
PERCORSI
Omaggio a Petrosino
Dice il “superprocuratore” antimafia Grasso: «In questi
anni sono stati fatti tanti passi avanti nella speranza di
cambiare le cose e sconfiggere Cosa nostra. E oggi che
si parla di patti tra pezzi dello Stato e mafia dico che
bisogna cercare a tutti i costi la verità. Se patti ci sono
stati in passato, in particolare per delitti eccellenti come
quello di Piersanti Mattarella e Pio La Torre o di Carlo
Alberto Dalla Chiesa, fino a Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino, bisogna essere pronti ad accettare le nuove
verità che dovessero emergere dalle indagini. E i fatti e
le indagini dicono che la criminalità organizzata spesso
è stata il braccio armato di altri interessi».
Il passaggio del testimone, del filo del racconto che unisce il capo della Superprocura antimafia e il capo del
NYPD, arriva con una battuta: “Due Grasso, una sola
legge...”.
Così George Grasso si racconta: «Ho cominciato a lavorare nel Dipartimento della polizia di New York a 30 anni,
nel ’78 sono diventato detective e in tutti quegli anni ho
seguito l’evoluzione della criminalità organizzata a New
York. Oggi posso dire che l’esperienza del passato mi fa
sperare: potremo vincere questa battaglia. Il congresso
Usa ha approvato una legge per centrare questo obiettivo: prevede norme per smantellare il racket delle estorsioni e un programma di protezione per i collaboratori
di giustizia. La legge, infatti, deve restare un faro anche
davanti ai peggiori criminali. La criminalità organizzata
negli Usa è sempre più un’impresa. Prima del 1970 era
difficile provare la colpevolezza dei boss, dopo questa
data, con le prime nuove leggi approvate, abbiamo
usato le indagini sui traffici di droga, sullo sfruttamento
della prostituzione, sul gioco d’azzardo, per colpire le
aziende della mafia. John Gotti era a capo di un’impresa
che fatturava milioni di dollari, e noi abbiamo trovato i
rami della sua azienda: il risultato è che Gotti è morto di
cancro in carcere. La polizia di New York ha creato dei
gruppi di lavoro congiunti contro mafia e terrorismo.
Oggi la criminalità organizzata italiana, russa e messicana è trattata come Al Qaeda: è chiaro che non si può
proteggere New York fermandosi solo nei confini dei
municipi, perché chi ha fatto crollare le Twin Towers ha
cominciato la sua attività criminale fuori da New York.
22
Ecco perché le nostre forze di polizia lavorano con i poliziotti di altri stati per fermare i clan. L’anno scorso una
grossa inchiesta su un traffico di droga tra Messico, Italia e Usa è stata portata a termine grazie a questa partnership. Certo, ci sono differenze tra di noi: in Italia c’è
una triste storia di persone oneste assassinate da Cosa
nostra. Qui a New York, no: la criminalità organizzata capisce che se uccide un poliziotto o un magistrato firma il
suo suicidio. E anche se la mafia qui continua ad esistere
siamo sulla buona strada per sconfiggerla perché utilizziamo una task force che ha il contributo delle procure
distrettuali e di quelle italiane».
Fra i relatori del convegno c’è anche Don Ciotti che racconta il fenomeno “Libera”, le centinaia di associazioni
antimafia che in Italia si sono collegate tra loro e organizzano dibattiti, gestiscono beni confiscati ai boss, assistono i tanti testimoni di giustizia spesso lasciati soli. E
sintetizza: «Oggi c’è bisogno di una società responsabile,
di tutti i cittadini che concretamente si occupino del problema con i fatti: tutti a parole si dicono contro la mafia,
ma la prima mafia da combattere è diventata quella della parola. Sono tre le direttive su cui muoversi per non
vanificare l’impegno di chi ha perso la vita per tutti noi.
Primo: la formazione, nelle scuole e nelle università, la
conoscenza del fenomeno. Secondo: impegnarsi di più
tutti, fare il proprio dovere in prima persona. Terzo: dare
lavoro ai disoccupati, anche attraverso la gestione dei
beni confiscati».
E una coppola in regalo, finita sulla testa dei due Grasso
e di don Ciotti, è un segnale forte: un pezzo di tradizione
scippata come simbolo da Cosa nostra può tornare alle
sue origini. Anche partendo da New York.
Petrosino nella letteratura
NEW
YORK
Joe Petrosino
da capo della “Squad”
a eroe della narrativa
popolare italoamericana
di Marina Cacioppo
L
ieutenant Joe Petrosino, comandante
dell’Italian Squad della Polizia di New
York, 700 arresti solo nel 1904, non era
uno qualunque, altrimenti non sarebbe
mai diventato un personaggio leggendario prima ancora di essere ucciso. Lo sapevano bene i
lettori del Progresso Italoamericano e persino quelli del
New York Times che leggevano nelle pagine di cronaca
della sua indefessa lotta alla Mano Nera, ma lo sapevano
soprattutto i lettori della Follia di New York e del Corriere
d’America che se lo ritrovavano come personaggio nelle
pagine dei romanzi dei celebri Bernardino Ciambelli e
23
PERCORSI
NEW
YORK
Petrosino nella letteratura
Italo Stanco. L’eco delle imprese di Joe Petrosino, dalla
cronoca nera, filtra presto nelle appendici dei giornali
delle comunità italiane, dove si pubblicavano i lunghi
e intricati feuilleton appartenenti al genere dei “misteri
delle città”, nato in Francia a metà dell’Ottocento con I
Misteri di Parigi di Eugene Sue. I misteri di Bleecker Street,
Romanzo contemporaneo, Il delitto di Coney Island, e I
misteri di Harlem di B. Ciambelli e Le Piovre di New York
di Italo Stanco sono solo alcuni dei titoli in cui appare il
personaggio di Joe Petrosino. Qui, accanto agli immancabili elementi romanzeschi, alle intricate trame, ai dettagli piccanti e sensazionali, ai ritratti di oscuri criminali
e ai vizi dell’alta società, si trovano elementi nuovi, più
realistici, legati alla vita della “Colonia italiana”.
Una rappresentazione realistica degli ambienti delle comunità italiane densa di riferimenti topografici ai luoghi
e ai fatti criminosi realmente accaduti. Queste pubblicazioni rispondevano all’esigenza di rettificare l’immagine
degli italiani quale emergeva dalla stampa americana
che spesso presentava i nostri connazionali come “i so-
PERCORSI
24
liti sospetti”, individui che, per natura, per razza e per
cultura, si adattavano male alle leggi statunitensi e che
facilmente diventavano pericolosi anarchici o mafiosi
pronti a cospirare contro l’America e le sue istituzioni
democratiche. Nel perseguire questo intento di riabilitazione, la figura di Joe Petrosino e più tardi quella di
Michel Fiaschetti, che lo sostituì al comando dell’Italian
Squad nel 1912, svolgeva nei romanzi popolari un ruolo
importantissimo.
La creazione del personaggio di un poliziotto tutto d’un
pezzo, rappresentante della legalità, che agisce in nome
della comunità per sradicare il crimine e portare giustizia, rassicura infatti i lettori italoamericani rispetto alle
accuse mosse agli Italiani, ed in particolare ai Siciliani, di
essere parte di una società segreta, un’organizzazione
di assassini che aveva l’obiettivo di controllare le istituzioni della città.
Petrosino era dunque il paladino della comunità italiana
a New York, dall’alto della sua credibiltà di poliziotto e
di membro della comunità, era la figura più adatta a
Petrosino nella letteratura
NEW
YORK
spiegare che la comunità italiana non era complice,
come si voleva far credere, ma vittima del crimine,
trascurata com’era dalle autorità e dalla polizia”.
Riportiamo qui a conclusione uno piccolo brano tratto da Il Delitto di Coney Island poiché ci sembra che, a
parte il suo valore letterario, esso contenga un messaggio di estrema attualità e lo consegnamo al pubblico di tutto il mondo come monito valido per tutti i
popoli. “Petrosino, seguendo le traccie di un assassino, assiste a un’esplosione nel cantiere in costruzione
di Penn Station, nella quale perdono la vita quattordici
operai di cui dieci italiani. Profondamente colpito dall’accaduto, Joe vorrebbe gridare a tutti: “Questi non
appartengono alla Mano Nera, ma alla legione degli
uomini dalle mani callose, alla squadra dei martiri
del lavoro.” Ma il suo grido non sarebbe stato udito,
perché si usa far clamore tutte le volte che un italiano
commette un delitto, ma si tace quando centinaia e
centinaia cadono vittime del dovere.”
25
PERCORSI
NEW
YORK
Resoconto noir
noir
Resoconto
di Carla Incorvaia
W
yseguy e picciotti. Don, padrini e capi mandamento. Come
arriva la malavita organizzata
dei cosiddetti “contadini siciliani” oltreoceano? A spiegarlo è Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo e titolare delle più importanti inchieste sui rapporti fra
mafia e politica, su Cosa Nostra e calcio, sul
tesoro di Vito Ciancimino, per citarne solo alcune. Nel
2007 ordinò l’arresto del superlatitante Salvatore Lo
PERCORSI
26
Piccolo, l’unico boss che aveva continuato
a mantenere i rapporti con gli «scappati»,
i membri di Cosa Nostra costretti a fuggire in America durante la guerra di mafia,
scoppiata negli anni ’80 tra corleonesi e
palermitani per la supremazia e il controllo
del territorio. Una guerra di sangue e cadaveri che contò 240 morti l’anno e che trasformò i rapporti di potere fra le “famiglie” in Sicilia
come in America.
Resoconto noir
NEW
YORK
Il Tribunale
di Palermo
“L’uomo chiave del ’900 è Lucky Luciano, al secolo Salvatore Lucani, primo boss ufficiale della moderna famiglia
Genovese, considerato uno dei 20 uomini più influenti all’interno dell’organizzazione e padre del moderno crimine
organizzato. Fu lui l’ideatore, nel dopoguerra, di quella
massiccia espansione del commercio della droga. Grazie
a questo traffico internazionale le famiglie americane dei
Gambino, dei Bonanno, dei Lucchese, dei Genovese e dei
Colombo hanno dato vita a una piattaforma che ha rafforzato e agevolato i rapporti economici e finanziari del
malaffare. I loro anni d’oro furono tra il ’70 e la prima parte
degli anni ’80, quando con la droga gli italo-americani alzavano montagne di denaro. La morfina, base importata
dall’Oriente, veniva rivenduta nella Francia del Sud e in
Italia, dove era raffinata e trasformata in eroina nei laboratori e nelle raffinerie siciliane della mafia. Qui i protagonisti sono i Gambino, gli Spatola, gli Inzerillo, che hanno
come interlocutore il grande mercato americano.
La lotta alla mafia però costringe l’organizzazione a guardare altrove.
Quando nell’81 scoppia la guerra tra le famiglie, i corleonesi battono i palermitani e i rapporti con gli americani si
affievoliscono. L’affare della droga passa a sud, ai colombiani, che con i loro “cartelli” sono i più sanguinari e organizzati. Venezuela e Argentina sono gli altri due Paesi del
Sud America coinvolti negli affari di mafia.
Fra gli “scappati” c’è anche Tommaso Buscetta, che insieme ad altri due collaboratori di giustizia, Francesco Marino Mannoia e Salvatore “Totuccio” Contorno, apriranno
nuovi e utili panorami per le indagini. Il ’92 e il ’93, sono gli
anni dello stragismo in cui la mafia lancia la sua sfida allo
stato. Ma alcuni fra i corleonesi esagerano e si verifica una
spaccatura interna.
Ganci e Aglieri sono fra i più spietati membri del clan,
mentre Bernardo Provenzano, il boss dei boss, la primula
rossa della mafia, scivola su una posizione moderata. Più
tardi sarà l’arresto di Totò Riina a infliggere un duro colpo
a Cosa Nostra. In questi anni Salvatore Lo Piccolo è uno
dei pochi che aveva mantenuto i rapporti con gli “scappati”. È lui che cerca di convincere Provenzano della assoluta
necessità di un’alleanza, che bisogna promuovere quella
pace messa al bando da Riina. I fedelissimi Cinà e Rotolo
tentano di opporsi, ma solo al 2003 si ottiene una tregua.
Quando nel 2006 Provenzano viene arrestato, Lo Piccolo diventa il capo indiscusso di Cosa nostra, Cinà e Rotolo
vengono arrestati anche loro, e si torna a sparare. Il boss
27
PERCORSI
Resoconto noir
di San Lorenzo ordina l’omicidio di
Pietro Ingarao e gli” scappati” possono finalmente rientrare.
Il 5 novembre del 2007, Salvatore Lo
Piccolo, detto il Barone, viene arrestato a Giardinello dalla Catturandi,
dopo una latitanza di 25 anni. Il suo
territorio era probabilmente la parte nord-occidentale di Palermo, lo
Zen e i comuni di Capaci, Isola delle
Femmine, Carini, Villagrazia, Sferracavallo, Partanna Mondello e alcune zone della provincia
di Trapani. Cocaina, imprese e pizzo, il racket delle estorsioni, costituiscono le sue maggiori entrate economiche.
Nasce una nuova alleanza, una nuova strategia fra Cosa
Nostra siciliana e quella americana. Il suo arresto crea un
vuoto.
Gli interessi della mafia diventano di altro tipo. È una
mafia finanziaria, quella dei grossi investimenti, che ha
bisogno di mercati ricchi e lontani, dove è più facile far
perdere le tracce.
Anche la mafia si adegua alla globalizzazione mettendo a
punto nuove strategie criminali e nuove rotte del riciclaggio del denaro sporco, come dimostra il sequestro di 13
milioni di euro dislocati a Nassau grazie alla complicità di
un finanziere milanese e un banchiere svizzero.
Fra gli uomini di spicco di Cosa Nostra americana c’è anche
Frank Calì, l’ambasciatore, uno dei 90 arrestati nell’ambito dell’inchiesta Old Bridge, la più grande dopo il processo
Pizza Connection.
Frank Boy,“il signor nessuno”, ufficialmente imprenditore
della Italian Food Distribution a New York, uomo di rispetto della famiglia Gambino – Inzerillo, era il punto cardine
dei nuovi rapporti fra Sicilia e America.
A lui si sono rivolti i giovani rampolli delle famiglie palermitane, da Mandalà e Notaro della Famiglia di Villabate,
a Gianni Nicchi della Famiglia di Pagliarelli e Vincenzo
Brusca della Famiglia di Torretta. Calì, 43 anni, insieme a
Filippo Casamento, diventa il nuovo capo delle famiglie
mafiose americane. Ritenuto uomo d’onore dei Gambino,
gestisce decine di società per la distribuzione alimentare
negli Stati Uniti ed è titolare di imprese edili che realizzano palazzi a New York e creano aziende per il riciclaggio di
denaro in paesi offshore.
PERCORSI
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EMIGRAZIONE
PERCORSI
Thanksgiving day
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Thanksgiving day
Thanksgiving day
Un mito
problematico
O
di Attilio Carapezza
gni anno negli Stati Uniti, il quarto
giovedì di Novembre, le famiglie
americane – almeno quelle che la
crisi economica non ha sospinto
nel girone infernale della neoindigenza – si riuniscono con amici e parenti a festeggiare il Thanksgiving day (“Giorno del ringraziamento”)
attorno ad una tavola imbandita su cui troneggiano
un dorato tacchino arrosto e un’invitante torta di
zucca. Alla centralità del primo piatto si deve la denominazione alternativa di Turkey day (“Giorno del
tacchino”).
Quello del 2009 è il 388° Thanksgiving della storia,
considerato che la prima celebrazione risale al novembre del 1621, indetta da William Bradford, governatore della colonia che i Padri Pellegrini avevano
fondato a Plymouth, per ringraziare Dio del loro primo raccolto. Questo primato simbolico non è stato
intaccato dalle numerose ricerche storiche che hanno
rintracciato precedenti cerimonie di Ringraziamento
religioso celebrate da coloni europei sul suolo americano prima del 1621, come quella tenuta l’8 settembre 1565 in un insediamento spagnolo in Florida.
EMIGRAZIONE
EMIGRAZIONE
Thanksgiving day
Per la colonia quel primo raccolto significò la prospettiva di un futuro ragionevolmente sereno e stabile.
Dopo un primo tentativo di sfuggire alle persecuzioni subite in patria per la loro dissidenza dalla Chiesa
anglicana rifugiandosi a Leida, nella laboriosa e tollerante Olanda, avevano deciso di affrontare l’ignoto
dell’avventura, andando a fondare una colonia nel
Nuovo Mondo, in Massachusetts. Si erano imbarcati
sul Mayflower in 121, sfidando l’oceano alla ricerca dell’utopia messianica di una terra in cui realizzare senza
condizionamenti le loro istanze di libertà religiosa ed
economica (a quest’ultima viene attribuito un rilievo
crescente nella recente riflessione storiografica). Le
durezze del viaggio, ostacolato da spaventose tempeste, e le difficoltà del primo impatto con la terra americana ne avevano quasi dimezzato il numero. Erano
riusciti a sopravvivere ai rigori dell’inverno in un ambiente ostile solo grazie alla iniziale solidarietà degli
indiani Wampanoag, abitanti della zona, che avevano
insegnato loro a sfruttare in modo rudimentale le risorse dell’ambiente naturale. La tradizione vuole che il
PERCORSI
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festeggiamento – quasi ad anticipare profeticamente
la politica del melting pot – avesse un carattere armonicamente multietnico; vi sarebbero stati invitati anche
gli indigeni Wampanoag che, grandi cacciatori, sarebbero arrivati portando in dono ai coloni cervi, tacchini
ed altra cacciagione della zona. Questo mito fondante
della nazione americana, così impeccabilmene politically correct, è oggi messo radicalmente in discussione
dalla storiografia di parte “pellerossa” che ne contesta
la verosimiglianza, sottolineandone la assoluta mancanza di riscontri documentari e richiamando la natura quasi immediatamente conflittuale dei rapporti
tra i due gruppi. Nel 1970 alcune movimenti di indiani
d’America giunsero a dichiarare il Thanksgiving day
giornata di lutto nazionale. I meno entusiasti di questa tradizione sono ovviamente i tacchini che, estranei
sia alle tematiche della libertà economica e religiosa
sia a quelle della pacifica coesistenza tra etnìe umane,
forse si chiedono perché la memoria dell’affermazione
di quei principi si debba celebrare proprio col sacrificio
della loro carne.
Il tacchino ripieno
Re del Thanksgiving day
La ricetta
Ingredienti per quattro persone
• Un tacchino da 5 kg
• 1,5 kg di castagne
• 800 gr di pane raffermo senza crosta
• 150 gr di burro
• Una cipolla
• Un gambo di sedano
• Un limone
• Due bicchieri di vino bianco secco
• Quattro rametti di rosmarino
• Un ciuffo di prezzemolo
• Un cucchiaino di maggiorana
• Un cucchiaino di timo
• Olio, sale, pepe
Come si prepara
Fate bollire le castagne per circa 45 minuti, quindi pulite e lavate
con cura il tacchino dentro e fuori, asciugatelo bene e strofinatelo
con 1/2 limone. Quando le castagne saranno cotte, sbucciatele
privandole anche della pellicola interna e spezzettatele.
Fate sciogliere il burro in una padella, unite la cipolla ed il sedano
che avrete precedentemente puliti e tritati, quindi lasciateli insaporire a fuoco medio. Quando saranno ammansiti, aggiungete
un bicchiere di vino e lasciatelo evaporare.
Tagliate il pane a dadini e poi versatelo nella padella, unendo
anche le castagne spezzettate, il prezzemolo, la maggiorana, il
timo, sale e pepe. Mescolate con cura, lasciando il composto sul
fuoco per 5 minuti, poi fate raffreddare il tutto.
Una volta raffreddato, il composto servirà per riempire il tacchino, che sarà poi ricucito con dello spago da cucina. Salate e pepate il tacchino all’esterno e legatelo con altro spago, frapponendo
tra questo e la carne i rametti di rosmarino.
Sistemate quindi il tacchino in una teglia, copritelo con una garza da cucina impregnata di olio ed infornate a 180°, lasciando
cuocere per circa un’ora. Trascorso questo tempo, aggiungete il
bicchiere di vino bianco e rimettete in forno ancora per due ore e
mezza, bagnando di tanto in tanto con il liquido di cottura. Infine, eliminate la garza e cuocete ancora per una ventina di minuti.
Prima di portare in tavola, lasciate raffreddare per alcuni minuti.
Il tempo di cottura totale è circa 4 ore.
Paese che vai… varianti che trovi
A dispetto del passare dei secoli, il tacchino ripieno resta il re incontrastato della tavola nel giorno del Ringraziamento: soltanto
negli Usa vengono consumati circa 40 milioni di tacchini in questo
periodo. E se questa pietanza è il cavallo di battaglia del Thanksgiving Day, una parte indispensabile gioca anche il sugo, segno
inequivocabile della riuscita del piatto.
Piatto i cui ingredienti non sono uguali per tutti, ma che variano a
seconda dei prodotti locali. Nella East Coast, ad esempio, il ripieno tradizionale include le ostriche; nel Sud è invece più probabile
trovare un composto di focaccia al granturco, mentre nel Nord degli Usa per la preparazione del tacchino è molto usata una spezia
chiamata Wild Rice.
Una tavola del Ringraziamento che rispetti la tradizione, inoltre, deve avere la salsa di mirtillo, preparata con bacche fresche
o congelate, né possono mancare le patate dolci, con zucchero,
spezie, burro e qualche volta malva. E poi, i piatti vegetariani: le
insalate, ad esempio, seguite dalla tradizionale torta di zucca e
panna montata.
EMIGRAZIONE
Rapporto Caritas/Migrantes
I numeri
dell’emigrazione
Tutto quello che c’è da sapere
sul Dossier Caritas/Migrantes 2009
ma non si ha il coraggio di leggere
Q
di Paola Pottino
uando si enunciano dati statistici, spesso qualcuno storce il muso.
Verissimo, c’è poco di fantasioso o
divertente nello stilare un elenco
statistico, eppure, per un esame attento della realtà nella quale viviamo, quei numeri un pò
“antipatici” spesso diventano imprescindibili. Come potremmo infatti parlare di immigrazione se quei dati non
facessero da supporto alle nostre analisi? 4 milioni e 339
mila sono i cittadini stranieri presenti regolarmente sul
nostro territorio, 2 milioni i lavoratori, 862 mila minori
figli di genitori stranieri, 629 mila gli studenti nelle scuole, oltre 100 mila i ricongiungimenti familiari, 40 mila gli
stranieri che ottengono la cittadinanza italiana, 24 mila
i matrimoni misti tra italiani e immigrati, circa 6 mila gli
studenti stranieri che si laureano annualmente in Italia.
Questi, i dati emersi dal Dossier Statistico Immigrazione
2009 Caritas/Migrantes curato da Franco Pittau secondo il quale: «...il Dossier è uno strumento per rovesciare
questa falsa immagine che si ha dell’immigrazione, non
tanto sulla base delle motivazioni pastorali di Caritas e
Migrantes, bensì sulla base dei dati, che da due decenni, continuano a essere forniti con accuratezza e con
completezza». Guardando questi dati, dunque, anche
l’osservatore più distratto non potrebbe non rendersi
PERCORSI
34
Rapporto Caritas/Migrantes
EMIGRAZIONE
conto che forse è giunto il momento di soffermarci a
riflettere, liberi dai pregiudizi, considerando non solo
gli atteggiamenti personali, ma anche gli aspetti politici
e ideologici. «Inquadrare gli immigrati come regolari e
non come clandestini; – continua Pittau, che insieme a
don Luigi Di Liegro ha fondato la ricerca annuale della
Caritas – inquadrarli come lavoratori e non come delinquenti; inquadrarli come cittadini e non come stranieri,
sono dunque i punti che sintetizzano il Dossier Caritas/
Migrantes 2009».
Dunque, sotto questo cielo di occhi a mandorla, visi scuri
e capelli dorati, in un Paese nel quale le religioni, i credi
e le culture sono sempre più diversificati, il fenomeno
dell’immigrazione non è distribuito in modo omogeneo
in tutte le regioni italiane.
La crescita dei cittadini romeni, ucraini e moldavi è in
aumento e oltre il 60% degli immigrati risiede nelle regioni del Nord, il 25, 1% in quelle del Centro e il restante
12,8% in quelle del Mezzogiorno. In questo quadro, influiscono in maniera superficiale le poche decine di migliaia di sbarchi.
Secondo il Dossier Caritas/Migrantes 2009, infatti, nel
2008 sono state 36.951 le persone sbarcate sulle coste
italiane, 17.880 i rimpatri forzati, 10.539 gli stranieri
transitati nei centri di identificazione ed espulsione e
6.358 quelli respinti alle frontiere.
«Nonostante gli sbarchi siano stati meno dell’1% della
presenza regolare, – ha sostenuto Pittau – flussi irregolari, hanno finito col monopolizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e le conseguenti decisioni politiche,
provocando una crescente confusione tra immigrati
clandestini, irregolari, richiedenti asili e persone aventi
diritto alla protezione umanitaria».
Il vecchio adagio “non fare di tutta l’erba un fascio” è
diventato quindi un esempio da seguire per preparare la società di metà secolo ad affrontare le diversità
nella globalizzazione e la globalità nelle specifiche differenze. La memoria corta, non paga mai: molti Paesi
nel mondo, hanno incrementato il loro sviluppo con
l’aiuto dei nostri connazionali. Perché, allora, l’Italia
non dovrebbe costruire il suo futuro con l’aiuto degli
immigrati?
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PERCORSI
EMIGRAZIONE
Eroismo quotidiano
Uomini
in prima linea
PERCORSI
36
Eroismo quotidiano
EMIGRAZIONE
Il Generale Domenico Achille, Comandante
Regionale “Sicilia” della Guardia di Finanza
traccia un quadro sul fenomeno dell’immigrazione
clandestina sulle nostre coste
di Paola Pottino
P
ugliese di nascita, il Generale Domenico Achille, Comandante Regionale “Sicilia” della Guardia di Finanza, è nell’Isola da poco più di un
anno e mezzo dopo aver prestato
servizio in altri ambiti territoriali dell’italia. Qui in collaborazione con il Corpo delle Capitanerie di Porto,
la Marina Militare, i Carabinieri, la Polizia di Stato,
ognuna nelle loro diverse specificità, combatte il fenomeno criminale legato all’ immigrazione.
Generale Achille, quali sono stati i flussi più significativi di immigrazione illegale verso la Sicilia?
«I flussi più significativi provengono da Paesi del Bacino del Mediterraneo, del Corno d’Africa, dell’Africa
occidentale ed, in minima parte, dal Medio e dall’estremo Oriente o dal Sub-continente indiano. Essi
sono costituiti da una componente di emigranti per
motivi economici, ma anche da persone in fuga dalla violenza ancorché, in taluni casi, tratte in inganno
con la chimera di un lavoro onesto».
Domenico Achille
Quanto costano questi “viaggi della speranza”
per coloro che decidono di
affidarsi alle organizzazioni
criminali?
«Le somme oscillano dai 1.000
ai 3.000 euro».
La maggior parte dei clandestini proviene dalla Libia e, in
questo quadro, assume specifica rilevanza la decisione
del giugno 2005, per l’avvio di
una più incisiva cooperazione euro-libica in materia di immigrazione...
«Esattamente. Tale decisione è diventata operativa
quest’anno con la stesura dei Protocolli di cooperazione tra la l’Italia e la Gran Giamahiria Araba Libica
Popolare Socialista, stipulati il 29 dicembre 2007 e 4
febbraio 2009. Nel contesto di tali accordi, a partire dal 25 maggio 2009, la Guardia di Finanza svolge
una sistematica attività di pattugliamento del mare
territoriale e delle acque internazionali prospicienti il
porto libico di Zuwarah, principale snodo dei trasporti clandestini verso Lampedusa».
Generale, allora, in base a tali accordi, quali sviluppi ci sono stati?
«Gli sviluppi sono nei numeri. L’attività di contrasto
posta in essere dai Reparti territoriali della Guardia di
Finanza e da quelli della Componente Aeronavale che
opera in Sicilia, può essere così sintetizzata distintamente per gli anni 2008 e 2009 con la precisazione
che, relativamente all’anno 2009 il dato è riferito fino
al mese di settembre. Nell’intero anno 2008, sono
state condotte 262 missioni
operative che hanno consentito di concorrere al fermo di
10.028 migranti (8.247 uomini,
1.118 donne e 663 minori) di cui
122 arrestati perché ritenuti responsabili del fenomeno quali
“scafisti”. Inoltre, sono stati
sequestrati 91 natanti utilizzati per il trasporto dei migranti
37
PERCORSI
EMIGRAZIONE
Eroismo quotidiano
clandestini. Dal 1°
gennaio al 30 settembre 2009, sono
stati operati 80 interventi nel corso
dei quali i Reparti
operanti hanno fermato n. 1.222 soggetti (987 uomini, 175 donne e 60 minori) di cui 46 arrestati. Nel corso delle operazioni di contrasto al fenomeno, sono
stati sequestrati 14 natanti».
A seguito delle nuove strategie di contrasto all’immigrazione clandestina adottate dal nostro
Governo, assistiamo ad una sensibile diminuzione
del numero degli sbarchi lungo le coste del Canale
di Sicilia, privilegiando altre rotte marittime. Può
dirci quali sono?
«Le risultanze operative sembrerebbero confermare una siffatta linea di tendenza atteso che, recentemente, sono stati individuati sbarchi nelle località di:
Monasterace Marina (RC); Castro (LE); Africo (RC);
Castrignano del Capo (LE); Capo Bruzzano (RC); Isola Capo Rizzuto (KR); Pozzallo (RG).
Ne consegue che, in alternativa alla tradizionale direttrice meridionale che attraversa il Canale di Sicilia,
i trafficanti di essere umani potrebbero privileggiare
le rotte che attraversano il bacino del Mediterraneo
PERCORSI
38
orientale (sfruttando come Paesi di partenza la Turchia, la Grecia e l’Egitto) per raggiungere le coste ioniche della Calabria, quelle orientali della Sicilia ed il
litorale pugliese, nonché lo stretto di Sardegna (per
lo più per le partenze dai porti tunisini ed algerini)
per attingere le coste meridionali di quella Regione
e quelle occidentali della Sicilia».
A livello europeo, dal maggio 2005, è nata l’Agenzia Europea delle frontiere esterne (Frontex). Qual
è la funzione di tale struttura?
«L’ Agenzia ha la missione di semplificare l’applicazione delle misure comunitarie in materia di gestione delle frontiere esterne dell’Unione Europea e di
garantire il coordinamento delle azioni intraprese
dagli Stati membri nell’attuare tali misure».
Generale Achille, lei crede in una società multietnica?
«Sicuramente si. Il mondo evolve in quella direzione,
ce ne rendiamo conto tutti. Non possiamo pensare
di andare contro corrente, bisogna avviare un doveroso, naturale e civile processo di integrazione e accettare le normali regole di convivenza da entrambe
le parti. Del resto, non possiamo dimenticare il nostro passato di emigranti, dobbiamo quindi capire
chi oggi si trova nelle condizioni vissute tanti anni fa
dai nostri nonni».
Il Presidente della Camera
EMIGRAZIONE
I punti dell’intervento
del Presidente della Camera
Gianfranco Fini
sulla questione
dell’emigrazione in Italia
Sulla xenofobia
In Italia non esiste il razzismo, c’è però tanta xenofobia, ed è noto che la xenofobia è in qualche modo
l’anticamera del razzismo, xenofobia che secondo
l’etimo della parola è paura dello straniero.
Malgrado la storia italiana, c’è questa strisciante, in
alcuni casi manifesta, xenofobia per tutta una serie
di pregiudizi, perché c’è molta ignoranza, perché non
tutte le agenzie educative hanno rivolto, in particolar
modo ai più giovani, l’invito a riflettere e giudicare in
base alla conoscenza e non al pregiudizio. Il primo
impegno che le istituzioni devono avvertire, è proprio quello di contrastare il pregiudizio e combatterlo partendo dall’osservazione onesta della realtà.
Sul pacchetto sicurezza
Io ne sono convinto, c’è stato il pacchetto sicurezza,
serve il pacchetto integrazione. Sicurezza e integrazione sono due facce della stessa medaglia, guardare
in modo esclusivo ad una sola faccia della medaglia,
significa non avere completa comprensione del fenomeno. In TV, c’è un eccesso di propaganda e un deficit
di politica, i temi dell’integrazione e dell’immigrazione degli stranieri sono questioni drammaticamente
serie che non si possono affrontare con uno slogan
per prendere lo 0,5% in più alle prossime elezioni.
Sulla cittadinanza
L’auspicio è che si possa trovare, almeno su un punto,
un accordo tale da modificare la legislazione vigente.
La cittadinanza è il punto di arrivo per una piena integrazione...
Sui minori
Non solo i bimbi che nascono in Italia, ma anche coloro che vivono in Italia da piccolissimi. C’è la necessità di uno jus soli temperato. Perché a quel bambino
che ha frequentato un ciclo scolastico, e dunque si
presuppone che abbia 10-11 anni, a quel bambino
che fa il tifo per la Roma o per la Lazio, che parla il
dialetto, che scherza con mio figlio, che pienamente si è ormai inserito nella scuola, perché dobbiamo
dirgli: finché non hai diciotto anni, non sei cittadino
italiano? Cominciamo a garantire che diventi italiano quel bambino che ininterrottamente frequenti un
ciclo scolastico e che stia stabilmente in Italia con la
sua famiglia. è importantissimo riconoscere la cittadinanza per evitare che ci possa essere il tentativo,
che può essere anche distorto, quando questi bambini diventano più grandicelli, di trovare le pregresse
identità, di essere risucchiati dall’integralismo che
pesca nel mondo facendo leva sul fatto che l’identità
viene in qualche modo negata o addirittura conculcata dalle società occidentali, che secondo l’integralismo sono quelle società che con il pensiero unico
vogliono distruggere la tradizione culturale.
Sul diritto di voto
Se vuoi portare lo straniero a sentirsi a casa propria
in Italia, non puoi negargli a priori il diritto di rappresentanza, allo straniero si dice che ha l’obbligo di
pagare le tasse, ma gli si nega il diritto di rappresentanza. C’è qualcosa che non va: le due cose devono
stare insieme, diritti e doveri insieme.
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PERCORSI
EMIGRAZIONE
Nessuno tocchi Caino
Sospensione
di giudizio
Intervista con Elisabetta Zamparutti,
esponente del Partito Radicale e tesoriere
di “Nessuno tocchi Caino”
E
di Paola Pottino
cco il punto di vista di una donna che
da molto tempo si batte con forza e vigore per i diritti degli uomini, primo fra
tutti il diritto alla vita. Elisabetta Zamparutti, oltre ad essere un esponente
del Partito Radicale, è tesoriere di “Nessuno tocchi Caino”, la lega internazionale di cittadini e parlamentari
per l’abolizione della pena di morte nel mondo.
Dottoressa Zamparutti, come procede la battaglia
contro la pena di morte?
«Dopo l’approvazione della Risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali da parte dell’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite, l’impegno è quello di attuare i contenuti della risoluzione nei Paesi che praticano la pena di morte, responsabili di oltre il 98% delle
esecuzioni capitali. Il punto fondamentale che noi vogliamo rafforzare, è quello relativo al superamento del
segreto di Stato delle esecuzioni, infatti, tale superamento servirebbe come deterrente rispetto all’opinione pubblica internazionale. Il 17 e il 18 dicembre, abbiamo deciso di parlare di questo e di molto altro ancora
in un congresso organizzato nelle carceri di Padova. Le
carceri, infatti, a nostro giudizio, ci sono sembrate un
luogo simbolico per parlare del diritto alla vita».
PERCORSI
40
Nessuno tocchi Caino
EMIGRAZIONE
Come giudica la politica immigratoria attuata dal
nostro governo?
«è un triste dato di cecità rispetto al futuro della nostra società. L’afflusso documentato di persone da altri continenti non può essere ignorato e le misure di
respingimento sono soltanto demagogiche. Credo che
sia una politica devastante i cui effetti si risentiranno
nel prossimo futuro, perché non saremo pronti ad affrontare il problema neanche dal punto di vista culturale. Il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, ad esempio, è
una misura in controtendenza che non risolve il problema. Il mondo reale e quello di chi ci governa sono due
mondi totalmente sconnessi».
Eppure, all’interno del Popolo delle Libertà, l’Onorevole Gianfranco Fini, ha dimostrato una certa apertura riguardo il fenomeno dell’immigrazione…
«Penso che anche all’interno del Popolo delle Libertà,
vi sia una componente liberale, e mi auguro che queste
persone riescano ad esprimere le loro idee in proposito. Credo che alla base di tutto debba comunque cambiare il vigente sistema elettorale, gli eletti devono finalmente essere la vera espressione degli elettori!».
Secondo lei come dovrebbe essere regolamentata la
normativa sull’immigrazione?
«Innanzi tutto, mi sembrerebbe giusto regolarizzare
non solo le badanti, ma anche chi ne ha diritto, come
ad esempio chi lavora nei campi e, in genere, la manovalanza. In Italia queste persone spesso sono costrette a vivere in un sistema illegale, lavorando in nero e
non potendo esercitare i loro diritti e molto spesso, per
questi motivi, cadono in un sistema deviante».
Dottoressa Zamparutti, che futuro vede per la nostra società?
«è una lotta molto dura, ma io ho fiducia nella gente. Bisogna rompere quel muro di silenzio che non
permette di comunicare. Alla base è importantissimo
considerare il problema dell’informazione, i cittadini
vanno informati correttamente e per fare ciò occorre
una riforma radicale».
41
PERCORSI
EMIGRAZIONE
Calabria in film
Ritorno
in Italia
N
el 1998 un’imbarcazione con a bordo
circa trecento curdi provenienti dall’Iran, dall’Iraq e dalla Turchia sbarca sulla costa ionica della Calabria.
Il paese è quello di Riace, lo stesso
dei bronzi venuti dal mare ed è sempre dal mare che
arrivano i due santi protettori del paese della Locride,
Cosimo e Damiano.
Gli immigrati chiedono asilo politico ed è così che nasce il primo esperimento di accoglienza di profughi
in Italia. Soltanto tre anni più tardi il governo italiano
crea il primo programma nazionale d’asilo. «Quello
che nel 2002 – spiega Domenico Lucano, sindaco di
Riace – viene commutato nella legge Bossi Fini, la
numero 189, in sistema di protezione per i richiedenti
asilo e per i rifugiati. Il Comune di Riace ha attivato
questi progetti di accoglienza per una particolare tipologia di cittadini immigrati; sono quelli che arrivano
PERCORSI
42
Wenders sceglie
ancora una volta
la nostra nazione
per raccontare
una storia di tutti
di Carla Incorvaia
dai paesi segnati dalla guerra o dove sono in atto persecuzioni etniche, politiche e che richiedono asilo. A
Riace ce ne sono circa un centinaio, tutti rifugiati politici o con protezione umanitaria. Il giorno dello sbarco
mi trovavo sulla statale ionica. Incontrare questi immigrati, per me che sono sempre stato impegnato in
politica, è stata una rivoluzione. Tanto per me quanto
per il popolo di Riace, con un centro storico praticamente svuotato dal fenomeno migratorio e pervaso
da un senso di rassegnazione sociale, con uno sviluppo
consumistico tutto proteso alla speculazione edilizia
lungo il litorale e propenso alla politica della cementificazione. La nostra popolazione, 1800 abitanti divisi
in due agglomerati, Riace Marina e la parte storica che
conta 700 persone, ha un forte patrimonio agro pastorale che bene si sposa con il background culturale di
curdi, eritrei, iraniani, afgani, serbi e di tutta la gente del mondo venuta dal mare e approdata a Riace.
Ho passato l’intera estate nel campo profughi». Nel
2000 nasce “Cittàfutura”, un’associazione intitolata
a padre Pino Puglisi fondata a Riace nell’estate dell’anno 1999 da un gruppo di giovani, per la promozione, la ricerca e lo studio etnografico della storia e
della cultura locale.
«Nel 2001, come consigliere di minoranza – continua
Lucano – propongo la partecipazione al programma
di asilo. In questo modo Riace diventa uno dei primi
75 Comuni d’Italia che aderiscono alla rete di protezione per i rifugiati politici. A Riace giungono persone
da tutto il mondo o almeno da quella parte coinvolta
dai conflitti. Serbia, Somalia, Etiopia, Palestina, Iran
fanno parte della rete di cooperazione internazionale costituita dai Comuni che aderiscono al progetto di
asilo. Aprendoci agli altri abbiamo dimostrato che il
messaggio di solidarietà è davvero importante».
Ed è Wim Wenders che decide di lavorare al primo cortometraggio italiano in 3D proprio sul tema dell’immigrazione nei paesi della Locride.
Dietro le quinte, cioè a scriverlo e a produrlo, c’è tanta
Bologna: uno sceneggiatore, Eugenio Melloni, e ben
due case di produzione, la Technos Videone di Mauro
Baldanza e la Xilostudios di Giampiero Piazza, cui s’aggiunge poi la Burgatti edizioni per la colonna sonora.
L’interprete principale sarà Ben Gazzara, originario di
Canicattì, con un direttore della fotografia come Blasco Giurato (“Nuovo cinema Paradiso”).
«A ispirarmi – spiega Melloni – è stato un fatto di cronaca. Qualche anno fa lessi che a Badolato, un paesino
calabrese ormai deserto, perché gli abitanti erano tutti emigrati in Germania o in Francia, il sindaco intendeva ripopolare il luogo accogliendo un gruppo di immigrati con lo status di rifugiati politici. M’è sembrato
valesse la pena raccontare una storia, con toni e modi
quasi da favola per i tempi odierni, in quest’epoca in
cui prevalgono chiusura e risentimento. Così ho scritto un soggetto in cui c’è un paese con un solo bambino che vuole fare una partita di pallone ma non trova
nessuno. Qui, sbarca un gruppo di giovani immigrati
africani. Una “favola” di semplicità classica, ma pure
EMIGRAZIONE
Una spiaggia della Calabria
Calabria in film
d’assoluta attualità». Che cosa c’ entrano però le favole con il 3D che di solito è impiegato nell’animazione in
pellicole ad alto tasso di spettacolarità?
è proprio questa la scommessa di Wenders, resa possibile da un produttore illuminato come Marco Baldanza: dimostrare che il cinema stereoscopico non è
solo per gli horror e i cartoon, come ci sta abituando
Hollywood, ma è una rivoluzione tecnologica della
stessa portata dell’avvento del sonoro e del colore. E,
dunque, adatta ad ogni genere di narrazione cinematografica. D’altronde, anche suono e colore alle origini
incontrarono molte resistenze. Storia di speranza e
immigrazione che ha entusiasmato il regista di “Paris
Texas”, le riprese di “Il Volo” sono già iniziate a settembre in Calabria. Il film costerà 183.700 mila euro:
la Regione non si limita a patrocinare il film, ma è coproduttrice con settantamila euro.
43
PERCORSI
ITALIAN STYLE
Un concorso di bellezza tiene unita nel mondo la nostra amata Patria
Le più belle
delparlano
reame
italiano
S
L’Italia, pensata, spesso
sospirata, oltrepassa gli
oceani e arriva negli States,
in Australia, in Argentina
attraverso i suoi simboli:
la Nazionale che gioca
ai Mondiali di calcio, o
l’elezione della più bella.
di Alessia Licata
e la corona di Miss Italia nel Mondo
quest’anno ha attraversato l’oceano,
volando dal Paraguay alla Moldavia,
e passando da Fiorella Migliore a
Diana Curmei, l’origine delle miss si
è spostata solo da est a ovest della Sicilia, da Comiso,
in provincia di Ragusa, a Campofelice di Roccella, in
provincia di Palermo.
è in questo volo immaginario, che racchiude tutta la
bellezza dell’emigrazione, che si specchia il ricordo
della nostra emigrazione, dagli anni difficili fino al
riscatto e all’affermazione di tanti connazionali che
hanno lasciato la loro terra per cercare quel lavoro
che l’Italia negava. E perché no, anche un concorso
di bellezza, con il suo essere effimero per definizione,
può diventare il pretesto per avvicinare mondi lontani che hanno un humus comune. In tutti gli angoli
del mondo le ragazze ambiscono a entrare nel fan-
45
PERCORSI
ITALIAN
STYLE
PERCORSI
Miss Italia nel mondo
Miss Italia nel Mondo
è il segno dell’abbraccio tra un
Paese e un gruppo di ragazze per
cui la madrepatria è una favola, un
luogo dell’anima raccontato da
genitori e nonni
ITALIAN
STYLE
tomatico mondo dello spettacolo. Sia che nascano sotto
il Pan de Azucar, nelle vie di
Manhattan o sulle spiagge
del Sud Africa, la voglia di
sfilare, di fare cinema o televisione, le accomuna tutte.
Per questo sogno, non esitano a compiere, questa volta
al contrario, il viaggio intrapreso nel passato dai loro
nonni o bisnonni sedotti a
loro volta dal sogno di una
vita migliore. Oggi le ragazze
appartengono alla quarta generazione di emigrati italiani
nel mondo e sono le regioni
del centro-sud, oltre al Veneto, a dare il maggior numero di partecipanti.
Diana, la mora bellezza dell’Est Europa, Miss Italia
nel Mondo 2009, che ama Laura Pausini e Tiziano
Ferro, spiega: «La mia bisnonna era di Campofelice
ed è arrivata in Romania con un gruppo di scultori
che lavoravano la pietra. Qui ha incontrato il mio bisnonno e si sono sposati. A quel tempo la Moldavia
faceva parte della Romania, solo successivamente
divenne uno stato indipendente». Convocate da
quella grande chioccia che è il clan della Miren, arrivano nel paese degli avi, spesso per la prima volta,
visitano un po’ Venezia e s’innamorano: dell’Italia o
degli italiani, poco importa.
«In realtà – ammette Diana – ho partecipato al concorso per promuovere all’estero l’immagine del mio
Paese, la Moldavia». Sì, Diana si sente molto più moldava che italiana: «Per la mia famiglia è stato impossibile mantenere le tradizioni italiane perché la storia
è stata spesso crudele con la Moldavia».
Dopo aver sbaragliato la concorrenza lo scorso giugno a Jesolo, Diana è già al lavoro ma non ha abbandonato gli studi di giurisprudenza e recitazione e il
lavoro di fotografa di moda per cataloghi, un impegno che non ha nulla a che vedere con il titolo di Miss
Italia nel Mondo.
47
PERCORSI
ITALIAN
STYLE
Fashion
Dietro le quinte della
moda
più ammirata di tutti i tempi
Q
di Alessia Licata
uando si dice Made in Italy il pensiero va al cibo, al vino, all’artigianato in ceramica e in vetro, agli
occhiali da sole e alla pelletteria,
ma soprattutto va alla moda. Ne
sono conferma i recenti successi tributati ai couturiers italiani dalle ultime passerelle parigine. L’estro
e la creatività italiana sono infatti il segreto del
successo delle più grandi maison di tutto il mondo.
Stefano Pilati ai vertici della Yves Saint Laurent, Riccardo Tisci stilista di Givenchy, Antonio Marras direttore artistico di Kenzo, fino alle recenti acquisizioni
di Marco Zanini per Rochas e Rodolfo Paglialunga
per Vionnet, non sono che alcuni fulgidi esempi.
Già nel Medioevo l’Italia eccelleva per la produzione
tessile di lusso e forniva i più importanti reali d’Europa. La seta di Como, il broccato di Venezia la lana di
Firenze, che in passato rimandavano allo stile, al fascino e all’eleganza italiani, sono diventati nel tempo gli abiti di grandi stilisti come Valentino, Armani,
Versace, Fendi.
La tradizione dell’industria artigianale si è tramandata attraverso le generazioni, migliorando nel tempo
capacità e qualità e incontrando le moderne innova-
PERCORSI
48
Fashion
ITALIAN
STYLE
zioni. Nel 1949 le sorelle Fontana
realizzarono il vestito da sposa di
Linda Christian per il matrimonio
con Tyrone Power e sempre in
quegli anni la rivista americana
Harper’s Bazaar dedica ampio
spazio agli abiti di Emilio Pucci.
La prima sfilata italiana fu organizzata a Firenze nel 1951 dal Marchese Giovanni Battista Giorgini, il
quale, avendo intuito le potenzialità delle sartorie italiane, decise
di invitare all’evento compratori
americani e rappresentanti della
stampa internazionale.
Sfilarono le creazioni delle sorelle Fontana, di Pucci, Simonetta,
Jole Veneziani, Carosa, Schuberth, Germana Marucelli e Fagiani
e fu un successo. La creatività, la
raffinatezza dei materiali e i prezzi competitivi colpirono il pubblico, spostando definitivamente
l’attenzione dalla moda francese
a quella italiana.
Da allora gli abiti made in Italy
sono scelti dai personaggi famosi di tutto il mondo, che trovano
nella moda italiana uno stile unico, elegante e raffinato.
è il caso di Michelle Obama, che
si riconosce nella cifra di Moschino o di Hillary Clinton che ama indossare dolcevita Cruciali.
Anche il grande cinema non resiste alla moda italiana. Nel kolossal “Australia” Nicole
Kidman veste abiti Prada e indossa scarpe Salvatore
Ferragamo. Ma il fascino del marchio italiano contagia
anche le pellicole che raccontano storie più vicine alla
vita di ogni giorno. è il caso di (Ethic) che, dopo aver
firmato gli abiti di Kelli Lang nella famosa soap Beautiful per il piccolo schermo, ha vestito i set di “Que-
49
PERCORSI
Fashion
Il mio miglior nemico
Piccolo grande amore
ITALIAN
STYLE
PERCORSI
50
sto
Piccolo
Grande Amore” di Riccardo
Donna, “Il mio miglior nemico”
di Carlo Verdone e “La finestra di
fronte” di Ferzan Ozpetek, mentre sono ancora in lavorazione
“Tutto l’amore del mondo”, ”Io
loro e Lara” di Verdone, “Amore 14” di Muccino, “Scusa ma ti
voglio sposare” con Raul Bova,
“Meno male che ci sei” con Claudia Gerini e “Angeli e diamanti”
con Vittoria Belvedere.
Anche Julia Roberts, in Italia per
il suo ultimo film, ha scelto le famose parentesi tonde di (Ethic),
ormai entrate nell’universo
estetico di tante giovanissime
fashion victim.
Marchio di successo nello scenario internazionale della moda
femminile, prima di essere
un’etichetta (Ethic) è una scelta
morale, quella del vestire rivolgendo l’attenzione al concetto
di sviluppo sostenibile. Tessuti e
coloranti naturali e l’uso dei pellami derivanti dal ciclo alimentare sono infatti la diretta conseguenza del sostegno che (Ethic)
da sempre offre alle campagne
ambientaliste.
Da qualche anno il marchio ha presentato sul mercato anche la linea
Emma, dedicata alle bambine il cui
ricavato è stato parzialmente devoluto a favore di istituzioni preposte alla cura dei minori. Grazie al
suo eclettismo il marchio è riuscito a penetrare in diversi mercati,
esportando un modo di vestire “al-
ITALIAN
STYLE
Ivano Piccirilli
Kelli Lang
Fashion
l’italiana” riconoscibile in tutto il mondo e posizionandosi tra i brand che hanno fatto del low cost una vera e
propria filosofia.
Già presente in Italia con 45 punti vendita, ha ottenuto nel giro di pochi anni risultati davvero sorprendenti approdando ufficialmente anche all’estero dove è
presente in Spagna, Francia, Germania, Russia, Cina e
Canada.
«Il prodotto italiano è immediatamente riconoscibile
dalla cura delle rifiniture e dalla scelta dei materiali – dichiara Ivano Piccirilli, anima del marchio e presidente
della società Ies, il quale, anticipando con orgoglio le
prossime aperture a Parigi, in Cina e in Giappone, sottolinea che – una così vincente espansione verso l’estero
è la prova diretta che lo stile italiano è sempre apprezzato, nonostante crisi e concorrenze, poiché è il risultato di una cultura atavica del cucire che tutto il mondo
ci invidia». Connotare un abito con marchio Made in
Italy rappresenta dunque la capacità del nostro Paese
di coniugare in un solo prodotto qualità della materia e
alta dimensione estetica. Oggi la moda italiana copre
tutti i segmenti di mercato, dall’haute couture al prêtà-porter, dal programmato al fast fashion, rendendo il
proprio stile accessibile proprio a tutti.
51
PERCORSI
TURISMO
Strategie di sviluppo nel mediterraneo
Priorità strategica per il
turismo mediterraneo:
destagionalizzare
C
di Giuseppe Cassarà
on la fine dell’estate e con l’avvento
delle prime piogge sembra essersi conclusa la stagione turistica siciliana, quest’anno “accorciata” di un mese rispetto
all’ormai consolidato arco stagionale
aprile-ottobre. Ora, a parte ogni considerazione sulla
limitatezza di questo periodo stagionale che interessa
principalmente l’utilizzazione degli impianti e la conseguente validità occupazionale del settore, quest’anno
sembra addirittura che si verifichi un “restringimento”
del periodo vacanziero nella nostra Regione.
In verità, poi, non è così in quanto, salvo alcuni giorni di
inclemenza del tempo, abbiamo davanti delle ottobrate
meravigliose che si estendono fino alla cosiddetta “estate di Sammartino”, con eventi e manifestazioni culturali
che lambiscono le feste natalizie.
E tuttavia è d’obbligo fare un minimo di bilancio della
stagione appena trascorsa, in costanza di una crisi economica di portata mondiale che, certamente, ha influito
pesantemente anche sull’industria dell’ospitalità in Sicilia. Forse può essere di un certo conforto sapere che, dai
primi dati, si evince che in Sicilia si è verificata una minore influenza negativa della crisi, rispetto al resto dell’Italia, ma non possiamo disconoscere che la flessione
c’è stata e che la modesta ripresa di agosto non è stata
sufficiente per l’auspicato riequilibrio degli arrivi. A questo proposito dobbiamo fare almeno due osservazioni:
la prima riguarda la necessità di un esame approfondito
delle ragioni della flessione, senza indulgere nel “rifugio”
generico della crisi, che pure ha una ricaduta reale e pesante, e poi occorre comprendere fino in fondo le ragioni
che confinano una regione come la Sicilia ad una utilizzazione dell’industria turistica a 200 giorni e non all’intero
arco dell’anno.
Inoltre, e non da ultimo, occorre, con tutta urgenza intervenire concretamente affinché sia riconosciuta alla Sicilia la posizione di leadership nell’aerea mediterranea,
PERCORSI
52
come “hub” naturale e punto di riferimento e di incontro
di un’attività di turismo coordinato che, certamente, nei
prossimi anni dovrà competere con altre importanti aree
del mondo.
È certamente questo un’obiettivo ambizioso, ma non
irrealizzabile: le basi sono già state identificate con la
“Dichiarazione di Barcellona del 1995” sul partenariato
euro mediterraneo, mentre, da questo punto di vista, le
iniziative e la collaborazione ANFE-COPPEM, si muovono in una direzione progettuale molto interessante e
sicuramente degna di attenzione.
D’altra parte il Mediterraneo assomma in sé alcune caratteristiche che lo rendono peculiare e pure esemplificativo di tante aeree regionali turisticamente importanti
nel Mondo.
La principale caratteristica del Mediterraneo è quella di
essere una grande destinazione turistica internazionale,
la più importante del Mondo, ed ancora per molti anni
destinata a rimanere tale. Gli ultimi dati disponibili dicono che i Paesi Mediterranei attirano ogni anno circa 250
milioni di viaggiatori stranieri, con una quota di oltre il
Strategie di sviluppo nel mediterraneo
30% sul totale mondiale. Anche se l’emergere di destinazioni sempre nuove, tende ad erodere i primati consolidati, è di tutta evidenza che una destinazione così grande ed affermata ha enormi potenzionalità di immagine e
di prodotto per potersi rilanciare.
Inoltre, il Mediterraneo è forse il bacino più importante
di interscambio turistico. In altri termini, il Mediterraneo
ha in sé un immenso “mercato interno” privilegiato, facilitato dalla comunanza culturale, da un sistema multimodale di trasporti, dai costi contenuti tipici del cortomedio raggio.
Ma non solo: il Mediterraneo è realisticamente anche il
luogo nel Mondo in cui più forte è l’interscambio di persone per motivi di lavoro.
Infine, anche se non è facile ricostruire dati di questo genere, il Mediterraneo è anche un importantissimo bacino
per quanto riguarda l’interscambio di investimenti anche e proprio nel turismo. Un interscambio che ormai da
qualche tempo non segue più solo le tradizionali direttrici da Nord a sud, ma che ha sempre più assunto caratteri
di variabilità e reciprocità. Peraltro, è ormai abbastanza
TURISMO
evidente che l’aerea mediterranea concorrerà presto
con altre aree come i Carabi ed altri importanti comparti
territoriali per cui diventa obbligatorio attrezzarsi ed assumere iniziative concrete con l’indispensabile aiuto dei
governi siciliano e nazionale.
Ma per partecipare al tavolo di elaborazione strategica
della programmazione dello sviluppo, occorre, prima e
subito, mettere ordine in casa nostra. E qui torniamo alle
due osservazioni che facevamo prima e che possono essere sintetizzate in una domanda: cosa fare per aumentare la stagionalità in Sicilia?
In verità a questa domanda, che in se stessa è elementare, più volte sono state date risposte, principalmente
dagli operatori del settore, senza tuttavia alcun seguito
concreto da parte delle Istituzioni.
Una Regione come la Sicilia, se vuole (come merita) assumere un ruolo-guida nello sviluppo mediterraneo del
turismo, può, senza alcuna forzatura, utilizzare le potenzionalità che possiede per allargare l’arco stagionale: basta incentivare e far funzionare i principali segmenti che
costituiscono il complesso mondo del turismo.
A questo riguardo, disponendo di un clima splendido e
di un mare eccezionale, senza rinunciare al “prodotto”
sole-mare, non possiamo non pensare ad una destagionalizzazione seria dei flussi verso la Sicilia potenziando il
segmento convegnistico-congressuale, regolamentando
ed incentivando il prodotto culturale, in considerazione
dell’immenso patrimonio artistico-monumentale di cui
disponiamo, che il resto del mondo ci invidia e la cui domanda è largamente consolidata ed interessante.
Il turismo scolastico e quello della terza età, quello naturalistico-ambielntale e quello enogastronomico, unitamente ad altri prodotti di nicchia possono rappresentare un interessante complemento alle risorse regionali
del settore.
La nostra terra è una terra che contiene tutti gli elementi per accogliere e gestire uno sviluppo dell’attività del
Comparto turistico al meglio e potrà, senza alcun dubbio, costituire guida sicura e centro di interesse reale nel
Mediterraneo.
Ma, per realizzare questa progettualità complessa, occorrono investimenti ed infrastrutture, è necessaria una
seria presa di coscienza della nostra classe dirigente e
serve un confronto permanente e serrato con gli operatori che lottano ogni giorno per la sopravvivenza delle
loro imprese e per lo sviluppo strategico del settore.
53
PERCORSI
Lampedusa
isola da sogno...
Tabaccara
Cala Croce
Spiaggia della Guitgia
Ristorante bar
Hotel
Beach Guitgia
Baia Turchese
Spiaggia Guitgia
Tel. 0922.970879 Fax 0922.970316
[email protected]
Monumento al pescatore
Spiaggia Guitgia
Tel. 0922.970455 Fax 0922.970098
Cellulare 320.4787639-335.1322309
[email protected]

www.lampedusa.to
Tabaccara
Cala Creta
Santuario della Madonna - Porto Salvo
Spiaggia dei Conigli
Hotel
Residence
Noleggio auto-scooter-barche
Guitgia Tommasino
Le Villette di Cala Creta
Freccia Azzura
Spiaggia Guitgia
Tel. 0922.970879 Fax 0922.970316
Cellulare 338.4792802
[email protected]

Contrada Cala Creta
Tel. 0922.970316
Fax 0922.970879
Spiaggia Guitgia
Tel. e Fax 0922.973595
Cellulare 320.4787657/338.2564041
ISOLE
Lampedusa, isola semplice
A Lampedusa in fuga verso
la libertà
M
ettete insieme fascino, talento, bellezza, cortesia, eleganza, simpatia e,
se vogliamo, anche un pizzico di timidezza amalgamata ad una celata malinconia: verrà fuori un cocktail di componenti diverse,
racchiuse in un’unica anima. Massimo Ciavarro appare
così, con i capelli ricci, di un biondo dorato, che gli donano quell’aria angelica ma al contempo un po’ ribelle che
ha fatto impazzire ragazze e donne di ogni età. Molti lo
ricordano in “Sapore di mare” di Bruno Contini, ma da
allora, molti sono stati i suoi film e molti i successi
Come Baglioni e Modugno, anche lei affetto dal “mal
di Lampedusa”…
«Come potrei non esserlo? Amo la Sicilia, mia madre è
di Ustica e, in parte, sono siciliano anch’io. Di Lampedusa amo il mare, la sua natura selvaggia, il suo stato
di isola ancora incontaminata ma soprattutto amo la
PERCORSI
56
sua semplicità. Una semplicità che leggi negli occhi degli stessi abitanti. A Lampedusa si respira aria di libertà
ed è l’unico luogo in cui riesco ad essere veramente me
stesso. Ne sono talmente coinvolto che, quando sono
lì, non riesco mai veramente a rilassarmi. Voglio far tutto e non voglio perdermi un solo attimo. Faccio le cose
più semplici, come svegliarmi presto al mattino, andare
a pesca, passo da una spiaggia e l’altra, prendo l’aperitivo nel pub del paese per poi cenare e tornare a casa
distrutto, con la voglia di ricominciare un nuovo giorno
in mezzo al mare. Tutto molto semplice, insomma, ma
ai miei occhi straordinario».
Prima attore, poi imprenditore oggi anche produttore cinematografico e domani?
«Domani, non lo so, o meglio, non voglio pensarci. Vivo
molto il presente e mi piace viverlo con serenità».
Lampedusa, isola semplice
ISOLE
Massimo Ciavarro
emigrato d’elite sbarca
nell’isola dei sogni
per ritrovare energie
creative e inconsueti
spazi di espressione
Il suo ultimo film “L’ultima estate” è stato girato tra
Roma e Lampedusa. E’ un caso?
«Assolutamente no. L’idea nasce proprio a Lampedusa.
Dopo tanti anni da turista, ho sentito forte il desiderio
di fare qualcosa che promuovesse e valorizzasse una
terra che è già straordinaria di suo. ll film è in uscita
a dicembre e parla di amore, di amicizia e del difficile
rapporto genitori-figli. In particolare parla dell’amore
tra Paolo e Ilaria,due giovani diciottenni, in fuga dalla
claustrofobia affettiva delle loro famiglie».
cinematografia dell’estremo Nord del mondo proiettata nell’estremo Sud dell’Europa. Un altro modo, insomma, per promuovere il territorio siciliano e riportare il
cinema a Lampedusa. Un progetto ambizioso in un
territorio difficile. Per lanciare la rassegna è stato, infatti, necessario rimettere in funzione l’arena e curare
la ristrutturazione della sala cinematografica. Importante è stata la collaborazione degli abitanti dell’isola,
i quali hanno accolto l’iniziativa con passione ed entusiasmo».
Ma lei a cosa rinuncerebbe per amore?
«Tutto quello che fai per amore non è mai una rinuncia.
Quando si mossi dal sentimento e dal desiderio, tutto
il resto perde valore ed è per questo che non parlerei di
rinuncia. Certo, una cosa che non farei mai, anche per
amore, è rinunciare a mio figlio».
Se dico libertà, che cosa le viene in mente?
«Mi viene in mente il mare, le mie giornate in barca da
solo o con le persone che amo. Mi viene in mente la
libertà incondizionata, quella che ti permette di potere decidere liberamente cosa fare della tua vita senza
essere condizionato dal guadagno, dall’interesse, dalle
cose materiali e dal pensiero di quello che sarà dopo.
Insomma una libertà vera e forse, oggi, quella più irraggiungibile».
Ci parli di “Vento del Nord”
«“Vento del Nord” è una rassegna cinematografica, organizzata lo scorso anno a Lampedusa, incentrata sulla
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PERCORSI
SPECIALE PESCA
Tonnare, borghi, musei
Cultura marinara
Uno dei più grandi tesori della Sicilia
di Giovanna Cirino
Scopello
Assessorato
Cooperazione,
Commercio,
Artigianato
e Pesca
O
mbelico del mondo sin dai
tempi di Omero e Virgilio,
luogo di miti, leggende e
feroci conflitti il Mediterraneo conserva nella cultura
marinara il suo più grande tesoro. Quel mare
che bagna le coste della Sicilia, disegnando un
panorama unico al mondo, rappresenta per gli
PERCORSI
58
abitanti dell’isola una preziosa risorsa economica e al contempo un inestimabile patrimonio
di tradizioni. Tonnare, torri d’avvistamento,
approdi, imbarcazioni, arsenali, borghi e musei, testimoniano un importante passato da
recuperare, tutelare e riproporre. Gli esempi di
archeologia industriale, il prezioso know-how,
e un vissuto fatto di consuetudini e saperi, non
SPECIALE PESCA
Tonnare, borghi, musei
Favignana
sono solo memoria dell’identità siciliana, ma
anche volàno per l’economia dell’isola, impulso
per lo sviluppo e per il rilancio occupazionale.
Lo skyline del litorale siculo è stato, almeno sino
ai primi anni del secolo scorso, delineato dalle
80 tonnare che costituivano un sistema produt-
tivo di grande rilievo che contava strutture architettoniche imponenti a Favignana, Scopello,
Trapani, Palermo, ma anche a Porto Palo, Marzamemi, Siracusa, Noto. Il tonno rosso ha avuto a lungo un importante ruolo nell’economia
e nella vita dei popoli del Mediterraneo. Sono
gli arabi, intorno all’anno mille, a perfezionare
in Sicilia l’antica tradizione della sua pesca che
ha origini antiche, testimoniate dalle incisioni e
dalle pitture rupestri presenti in alcune grotte
dell’isola.
Come le arene di Spagna con i loro riti crudeli,
anche le “camere della morte“ e le mattanze,
rappresentano un aspetto antropologicamente interessante della nostra storia “sintesi tra
economia marinara e produzione ittica, caratterizzata dall’insieme di servizi e impianti necessari
alla lavorazione e distribuzione del pescato”.
Sino all’Ottocento, la conservazione del tonno
è esclusivamente manuale e sotto sale. Sarà
Ignazio Florio, della grande famiglia di imprenditori palermitani, a introdurre nel suo stabilimento di Favignana, il nuovo procedimento
di conservazione sott’olio in scatola, che dava
lavoro a centinaia di addetti.
Un apparato industriale restaurato di recente,
che avrà una nuova destinazione d’uso proiettando l’intera provincia di Trapani nel futuro.
Oggi purtroppo la pesca tradizionale del “re
dei mari” è ormai giunta al capolinea, entrata
nell’archivio della memoria collettiva, anche se
il mercato giapponese continua a richiederne
la carne per la preparazione del sushi. Il prezzo
del tonno è sempre più elevato e la sua cattura, estesa agli esemplari più piccoli, mette in
pericolo il futuro della specie, suscitando varie
proteste a livello internazionale.
Il mare può essere anche un grande museo,
come dimostrano le varie realtà espositive sparse nell’isola: a Sciacca, a Siracusa, a Palermo all’Arsenale borbonico e nel Palazzo d’Aumale di
Terrasini. Ben due raccolte a Castellammare e
a Filicudi, nell’arcipelago delle Eolie, addirittura
un “museo sottomarino”. Ma non solo. Nel piccolo villaggio di pescatori di Aspra, comune di
Bagheria, esiste anche un museo dal sapore genuino: è quello dell’acciuga che racconta l’antica attività praticata dalle donne che salavano e
conservavano la cosiddetta “carne dei poveri”.
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Cooperazione,
Commercio,
Artigianato
e Pesca
59
PERCORSI
SPECIALE PESCA
Tonnare, borghi, musei
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Artigianato
e Pesca
Raccoglie all’interno dell’Azienda Balistreri, reperti storici, strumenti di lavoro, vecchie foto e
perfino un’antica bevanda “afrodisiaca” a base
di alici. Con Mazara del Vallo e Sciacca, la frazione marinara di Aspra è uno dei tre maggiori
poli produttivi siciliani dediti alla conservazione
e alla lavorazione del pesce azzurro. Un vero
paradiso per palati gourmet che amano il salato: vongole, acciughe e pasta d’acciughe, sughi
a base di pesce di alta qualità esportati in tutto
il pianeta, con un giro di affari complessivo di
circa 75 milioni annui (secondo i dati 2004 dell’Uti, Unità tecnica per l’internazionalizzazione).
Quattordici aziende, industriali e artigianali,
una realtà produttiva che da lavoro a 300 per-
“Q
uesta grande isola del Mediterraneo
– scriveva Leonardo Sciascia nel 1968
– nel suo modo di essere, nella sua vita, sembra
tutta rivolta all’interno, aggrappata agli altipiani
e alle montagne, intenta a sottrarsi al mare e ad
escluderlo dietro un sipario di alture o di mura,
per darsi l’illusione quanto più possibile completa, che il mare non esista, se non come idea calata in metafora nelle messi di ogni anno, che la
Sicilia non è un’isola. Che è come nascondere la
testa nella sabbia: a non vedere il mare, e che così
il mare non ci veda”.
sone, coinvolgendone nell’indotto quasi 1.000.
Un business importante, con la sola Flott S.p.a.,
azienda leader del settore, citata dal Sole 24
Ore e perfino dal New York Times, che fattura
ogni anno circa 30 milioni di euro.
La Sicilia è stata un’isola del tesoro colma di risorse e potenzialità.
Con un territorio, un paesaggio, un patrimonio
culturale da restituire alle comunità attraverso un turismo sempre più responsabile e delle
politiche più attente all’ambiente ed al sistema
marino e costiero.
La Sicilia è stata un mare, dunque, a 360 gradi. Profondo, circostante, caldo, nostrum, più o
meno blu e sempre salato.
Forte la provocazione in una terra di paradossi: il
mare c’è, il pesce pure e non mancano le ricchezze. Come quelle tutelate dalla Soprintendenza del
Mare, prima e unica al momento in Italia, che dal
2003, si occupa del patrimonio archeologico sommerso dei mari siciliani, da cui emergono onda dopo
onda, antiche bellezze del calibro del Satiro danzante, a Mazara del Vallo, degli elmi corinzi esposti nel
Museo di Camarina e, più recentemente, come gli
importanti relitti scoperti nelle acque di Gela e Messina che dimostrano i grandi traffici commerciali
che attraversavano le coste siciliane.
SPECIALE PESCA
Azoni di tutela
L’istituzione entra in campo
a tutela di una delle attività
primarie della Sicilia
Assessorato
Cooperazione,
Commercio,
Artigianato
e Pesca
Intervista all’assessore regionale Bufardeci
in merito al comparto della pesca, fonte
storica di sostentamento per gli abitanti
dell’isola sin dai suoi primi insediamenti umani
Quali sono le strategie e le misure che la Regione svilupperà nell’ immediato futuro per ridare competitività al comparto?
«Al primo posto c’è sempre il rispetto del
mare e del suo ecosistema. Forse può
sembrare impossibile conciliare questo imperativo categorico con il
rilancio della pesca come attività economica; ma una pesca
sostenibile tutela le specie
marine, eleva la redditività
per gli operatori del setto-
re e crea le premesse per consolidare il settore.
Inoltre, puntando sull’integrazione delle micro
realtà territoriali è possibile realizzare iniziative ad altissimo valore aggiunto anche connesse
all’enogastronomico e al turismo. Certo si tratta
di una strategia a lungo termine, mentre oggi è
necessario affrontare la stretta economica del
quotidiano e per questo seguiremo le direttive
dell’Unione Europea introducendo le misure di
compensazione socio economiche, necessarie
per tutelare i livelli occupazionali».
Quanto è importante la collaborazione con gli
altri Paesi del Mediterraneo?
«Il mare è uno spazio geopolitico aperto per
definizione. Dialogare con i Paesi
del Mediterraneo è una politica
necessaria sia per tutelare la nostra flotta, che per esportare
il nostro know how e le nostre competenze, in modo
che la pesca diventi una
risorsa anche nei Paesi
della fascia sud del
Mediterreaneo. Non
c’è dubbio che, per
Titti Bufardeci
O
norevole Bufardeci, quali sono
a suo avviso gli elementi favorevoli e le potenzialità dalle quali è
possibile partire per ridare slancio a un settore strategico come quello della
pesca in Sicilia?
«Io credo che dobbiamo lavorare per fare in
modo che la Sicilia riesca a rinnovare quel suo patrimonio, non solo economico ma anche sociale
e culturale, che deriva dal rapporto col mare. La
pesca può tornare a essere un settore trainante,
ma non sarà semplice perché bisogna affrontare
e sciogliere dei nodi strutturali».
61
PERCORSI
SPECIALE PESCA
Azioni di tutela
Assessorato
Cooperazione,
Commercio,
Artigianato
e Pesca
di Rossella Catalano
L
garantire una pesca sostenibile, sia necessario
un maggior coordinamento fra Stati costieri del
Mediterraneo e tutti sappiamo che il nostro patrimonio ittico è sottoposto a pressioni crescenti,
esercitate non solo dalle attività di pesca commerciale e ricreativa, ma anche da fattori esterni
quali l’inquinamento e il cambiamento climatico. Tuttavia, anche il maggiore coordinamento
internazionale può rivelarsi inefficace se non è
accompagnato da un’autentica assunzione di responsabilità da parte di ciascuno Stato costiero.
In assenza di una base scientifica su cui poggiare
le scelte gestionali, ancorché coordinate a livello
internazionale, si rischia di prendere iniziative di
breve respiro, che non affrontano alla radice il
problema del potenziamento dei controlli e della
limitazione della capacità delle flottiglie di pesca,
elementi che sono oramai necessari a garantire
uno sfruttamento sostenibile».
Queste sono sfide che la Sicilia ha ben presenti. In questi anni si è attivamente operato per
migliorare il quadro conoscitivo delle attività di
pesca e la loro gestione, oltre che per sostenere
e rafforzare il quadro di cooperazione multilaterale. Tuttavia molto resta ancora da fare e la
Commissione sta ora impegnandosi per conce-
PERCORSI
62
Una vita
per il mare
a Guardia Costiera si impegna in un lavoro
continuo e costante a favore del mare attivo 365 giorni l’anno.
L’attività di ricerca e soccorso in mare costituisce una
delle delicate funzioni cui il Corpo delle Capitanerie di
porto Guardia Costiera assolve.
Scendendo nel particolare, il porto di Lampedusa conta una unità classe 800 e una classe 300 che
svolgono un servizio continuativo di guardia 24 ore
al giorno per 365 giorni l’anno, cui si aggiungono un
pattugliatore classe 200 e uno classe 400. Tutti strumenti che fanno parte della 7a squadriglia ed intervengono anche nei casi di soccorso alle imbarcazioni
di migranti.
«Le nostre unità navali sono pronte a uscire in mare
in tempi brevissimi e vengono coordinate dalla sala
operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di
Lampedusa» dice Antonio Morana, comandante del
Circondario. «Nei casi operativi, con elevato numero
di persone in pericolo di vita, il coordinamento è invece affidato alla Capitaneria di porto di Palermo o
alla Centrale Operativa presso il Comando Generale
del corpo delle Capitanerie di porto della Capitale.
Nel corso del 2009 sono stati più di 100 gli interventi
effettuati con circa 2.700 persone portate in salvo».
La Guardia Costiera di Lampedusa opera non solo
nel campo del soccorso in mare, ma anche in quello della pesca, dell’ambiente, della sicurezza della
navigazione. Come si svolge la vostra ordinaria attività?
«Il personale militare dipendente è impegnato quotidianamente sia nello svolgimento di attività di
carattere amministrativo che in quelle più squisitamente operative e di controllo nei settori della pesca,
dell’ambiente e della sicurezza della navigazione. In
particolare, di rilevante importanza sono le mansioni svolte a servizio degli operatori del settore pesca.
Basti pensare alla cura dei procedimenti istruttori per
il rilascio o il rinnovo delle licenze di pesca e per l’ottenimento delle indennità previste per il fermo biologico o per quelle previste per l’arresto definitivo delle
unità da pesca. Rientrano nel novero delle nostre
attività anche le operazioni di controllo del rispetto
della normativa regionale, nazionale e comunitaria
SPECIALE PESCA
Azioni di tutela
in materia, sia in ambito marittimo che a terra, che
hanno lo scopo di prevenire e, nei casi più gravi, di
sanzionare le condotte antigiuridiche. Anche nel
campo della sicurezza della navigazione, l’operato
degli uomini della Guardia Costiera di Lampedusa
riguarda sia attività amministrative, quali il rilascio
dei certificati di sicurezza delle unità da pesca entro
un certo tonnellaggio e delle unità da diporto, sia attività di verifica e controllo dei requisiti tecnici delle
stesse unità. Nell’accezione ampia della tutela dell’ambiente marino rientrano sicuramente i controlli
finalizzati ad accertare eventuali abusi a danno del
pubblico demanio marittimo, che aumentano in maniera considerevole nella stagione estiva, il controllo
degli scarichi abusivi in mare e di condotte lesive per
le risorse marine tutelate dalla normativa vigente,
tra cui l’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie».
In Italia la pesca è regolata da diverse norme. Tuttavia, nelle zone in cui si registra la presenza di
riserve naturali e di aree marine protette sono previste leggi più restrittive. Quali quelle che interessano l’Area Marina Protetta di Lampedusa?
«L’Area delle Isole Pelagie è stata istituita con Decreto dell’allora Ministero dell’Ambiente e della Tutela
del Territorio del 21.10.02, con lo scopo precipuo
della tutela della flora e della fauna marina e della
valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona. Mediante la suddivisione dei tratti di mare interessati in tre zone (A, B, C) sono stati
previsti divieti e limitazioni di tutte le attività antropiche differenti a seconda che ci si trovi in una zona
piuttosto che in un’altra. Nella zona A, detta anche
di riserva integrale, sono vietate ad esempio tutte le
attività, dalla pesca professionale e sportiva alla navigazione e alla balneazione, con la sola eccezione per
l’Isola dei Conigli. Nella zona B, la “riserva generale”,
sono consentite molte delle attività vietate nella
zona A ma a determinate condizioni. Ad esempio la
pesca turismo e la pesca sportiva sono consentite
solo ai residenti. Nella zona C, o di riserva parziale,
infine, i divieti si riducono ulteriormente e aumenta il
numero delle attività consentite».
Un’attività a tutto tondo, quella dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa, che si intensifica però
soprattutto in estate, quando la bellezza dell’ambiente è più esposta a condotte lesive, che potrebbero deturparla per sempre.
Assessorato
Cooperazione,
Commercio,
Artigianato
e Pesca
pire una nuova proposta: per la riforma della
politica comune della pesca, che vedrà la luce
entro il 2012.
Quale sarà il contributo della Sicilia in fatto di
idee e proposte alla stesura del Libro Verde
dell’Unione Europea, il documento che determinerà la politica comune della pesca per i
prossimi dieci anni?
«Più che di compito dobbiamo parlare di responsabilità. La Sicilia rappresenta una quota determinante del settore nazionale, quasi il 40 per cento
del settore produttivo italiano. Abbiamo quindi
il dovere di dirigere la posizione del governo nazionale forti delle nostre competenze e sereni
nel non volere imporre ma condividere scelte che
porteranno al rilancio del settore. Il Libro Verde
sarà la Bibbia dei nostri comportamenti, imporrà
dei sacrifici ma segnerà anche la possibilità di un
new deal dell’industria ittica che non punti più alla
massimizzazione del pescato, ma realizzi quelle
scelte strategiche di tutela ambientali e rispetto
della fauna ittica.
La Sicilia e la sua marineria avranno un ruolo
centrale nella stesura del Libro Verde dell’Unione Europea, un documento che determinerà la
politica comune della pesca per i prossimi dieci
63
PERCORSI
SPECIALE PESCA
Azioni di tutela
anni e che sarà vincolante per la politica comune europea della Pesca».
Assessorato
Cooperazione,
Commercio,
Artigianato
e Pesca
La Commissione Europea ha posto una serie di
quesiti, chiedendo agli Stati membri di formulare le proprie riflessioni sui temi della tutela
ambientale, della ricerca scientifica per il ripopolamento ittico, sull’introduzione di sistemi
di navigazione a bassa emissione, sulla definizione di una politica industriale sostenibile
da coniugare con le microrealtà territoriale a
carattere familiare e artigianale, che dovranno
orientarsi verso nicchie ad altissimo valore aggiunto.
Di recente ha poi operato un giro di vite sui controlli a bordo delle imbarcazioni. Il documento
approvato a Bruxelles, nel corso della riunione
dei ministri Ue di agricoltura e pesca, prevede
nuove e più rigide prescrizioni per il settore, per
la sicurezza a bordo e per la tutela sanitaria del
pescato.
«Siamo soddisfatti per l’impegno del governo
nazionale, che ha tentato di resistere a molte
delle condizioni richieste ed è riuscito a ridurre
l’impatto di alcune misure previste che sarebbero
state eccessivamente penalizzanti per la realtà siciliana. L’impianto complessivo del regolamento
sembra commisurato alle esigenze delle imprese
medio grandi della filiera, mentre in realtà il nostro indotto si qualifica per realtà microimprenditoriali. Che vanno sostenute e tutelate. Una delle
concessioni ottenute grazie alla mediazione della
delegazione italiana riguarda i termini temporali
per l’introduzione del nuovo regolamento, dunque il documento entra in vigore, ma la sua applicazione sarà graduale».
Questa prassi pone le basi per un rilancio delle azioni di ammodernamento della flotta peschereccia siciliana.
«La gradualità temporale delle misure consentirà di aprire una riflessione sulla programmazione
comunitaria Fep, il Fondo europeo per la pesca.
Siamo giunti a metà cammino del programma e
PERCORSI
64
stiamo utilizzando con ottimi risultati le risorse
del primo triennio, dimostrando una forte capacità di spesa qualificata. A gennaio, anche valutando i dati dalla prima tranche di programmazione,
potremo avviare la seconda fase e rifinanziare
le misure destinate all’ammodernamento e alla
sicurezza della nostra flotta, con una dotazione
finanziaria che potrebbe attestarsi sui 10 milioni
di euro.
Il regolamento comunitario prevede il meccanismo della licenza a punti. Sulla falsariga di
quanto accade per la patente di guida, le inosservanze al regolamento comunitario comporteranno la sottrazione di una quota di punti
dalla licenza, sino all’ipotesi di sospensione della licenza stessa. Grazie alla mediazione del governo, la reale applicazione delle sanzioni viene
rimandata alle decisione di ogni singolo Stato
membro, che ha perciò l’obbligo di adeguarsi
ma può decidere la gradualità delle sanzioni.
«L’amministrazione regionale punta al rilancio
del settore e sarà nostro compito accompagnare gli operatori della filiera nell’adeguarsi
a questo regolamento, con la consapevolezza
che il settore non solo rappresenta un asset
strategico della nostra economia, ma è anche
uno spaccato autorevole della nostra cultura e
delle nostre tradizioni».
SPECIALE PESCA
Un pesce al giorno
Il grande successo della dieta mediterranea
è racchiuso nei famosi omega - 3 del
Marenostrum
L
di Gaia Ballo
a battaglia contro molte delle
malattie cronico-degenerative
quali l’ipertensione, l’aterosclerosi, le coronaropatie, il diabete, le dislipidemie e persino
il cancro, si può e si deve combattere anche a
tavola.
Ciò non significa costringersi ad una sorta di
ascetismo alimentare. Gli alleati della salute
possono infatti essere delle vere leccornie, tra
le quali, il posto d’onore spetta sicuramente al
pesce azzurro.
Le tre specie più pescate sono l’alice, la sarda e
lo sgombro, il cosiddetto “pesce povero” dei nostri mari, assai ricco però dal punto di vista nutrizionale. Il pesce azzurro ha grassi animali simili
a quelli vegetali, caratterizzati prevalentemente
da composti “insaturi”, in particolare quelli della
serie omega-3, importanti per lo sviluppo cerebrale e protettori per cuore ed arterie.
Di questa prerogativa sono privi i grassi degli
animali di terra, più ricchi di composti “saturi”
che, al contrario, se consumati in eccesso, possono facilitare l’insorgenza di alcune malattie.
Gli omega-3 sono presenti in tutti i pesci in
quantità variabile, ma il loro contenuto nel pesce azzurro è senza dubbi tra i più elevati. Una
dieta salutare deve prevedere pesce ricco di
omega-3 almeno due volte la settimana. Nei
“Livelli di Assunzione Raccomandati di Energia
e Nutrienti” per la popolazione italiana, la Società Italiana di Nutrizione Umana ha inserito
un livello minimo di acidi grassi polinsaturi della
serie omega-3 per l’adulto pari allo 0,5% delle
calorie totali giornaliere.
La percentuale raddoppia in un individuo che ha
già “varcato il Rubicone” della patologia ed aumenta anche nei neonati e nei bambini in quanto diversi studi hanno dimostrato che, quelli nutriti con latte arricchito, mostrano un migliore
sviluppo neurologico.
È importante dunque, da parte dei medici nutrizionisti, promuovere il consumo del pesce quale
alimento alternativo ad altri cibi proteici, come
formaggio, uova e carni ed in particolare incentivare il consumo proprio del pesce azzurro che,
cosa da non sottovalutare, per le sue caratteristiche organolettiche, è adatto a soddisfare
l’esigenza di tutta la famiglia, dai più piccoli ai
più anziani.
Attenzione comunque a non cadere nel trabocchetto della frittura, delizia del palato, ma meno
favorevole per la salute.
Friggere il pesce infatti, comporta una marcata
denaturazione degli omega-3, quindi per conservare intatto questo elisir è consigliabile ricorrere ad altri metodi di cottura.
Un buon pesce ed una buona ricetta=buona
salute!
Assessorato
Cooperazione,
Commercio,
Artigianato
e Pesca
SPECIALE PESCA
Industria ittica
Dal mare alla tavola
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L’industria ittica in Sicilia
non fa il... pesce in barile
L
a Sicilia vanta una vocazione naturale per le attività legate al mare e la
filiera ittica ricopre una grande importanza nel suo tessuto produttivo,
sia economicamente che per il suo contributo in
termini di occupazione. Dal punto di vista della
localizzazione territoriale, nella Regione, sono
presenti poli di forte concentrazione soprattutto
nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani.
L’industria ittico-conserviera siciliana è composta
da realtà aziendali, con origini e tradizioni antiche, che per essere oggi competitive sul mercato, hanno cambiato il loro modo di concepire la
propria attività produttiva diversificando i loro
prodotti e utilizzando apparecchiature e tecniche
all’avanguardia e più rispondenti alle necessità
imprenditoriali attuali. La componente artigianale, comunque, ha ancora oggi un certo peso,
infatti il 32,38% delle imprese siciliane opera in
tale modo. Le attività esercitate dalle aziende
siciliane sono, sostanzialmente, la lavorazione
e conservazione di pesce e di prodotti a base di
pesce e la conservazione di crostacei e molluschi
(congelamento, surgelazione, inscatolamento).
Le tipologie di prodotti realizzati sono molteplici,
si va da quelli a base di tonno e di sgombro alle
PERCORSI
66
più svariate tipologie di creme e ragù a base di pesce. Particolare importanza riveste la lavorazione
delle acciughe, tanto che viene considerata, l’attività di maggiore rilievo nell’ambito della trasformazione dei prodotti ittici siciliani. La struttura
dell’industria di trasformazione dei prodotti della
pesca, per quanto riguarda la forma giuridica delle aziende, è composta da società (56,19%), imprese individuali (36,19%) e società cooperative
(7,62%). Le imprese di conservazione e trasformazione dei prodotti della pesca maggiormente
significative sono riunite in tre grossi poli produttivi localizzati nei Comuni di Sciacca (AG), Mazara
del Vallo (TP) e Aspra frazione di Bagheria (PA).
SCIACCA
Il polo produttivo che è localizzato a Sciacca è
composto da 32 aziende. La loro forma giuridica
è per la maggior parte quella della ditta individuale o società di persona. La produzione è in tutte
le aziende di questo polo, di tipo artigianale/semindustriale senza alcun apporto di particolari
tecnologie. La lavorazione prevalente del pescato viene effettuata attraverso la tecnica della “salagione” che non prevede altro che un impegno
manuale degli addetti. La maggior parte del pe-
SPECIALE PESCA
Industria ittica
scato utilizzato nella lavorazione proviene dalla
flotta di Sciacca, la restante parte dalle flotte di
Marsala, Trapani, Pantelleria. La produzione per
il 65-70% è destinata al mercato nazionale per la
restante parte viene esportata. Per alcune realtà la percentuale di prodotto esportato arriva al
50%. I mercati esteri più appetibili sono quelli statunitense, giapponese e britannico.
ASPRA (BAGHERIA, PALERMO)
Il raggruppamento delle imprese che è localizzato ad Aspra, a circa 15 chilometri da Palermo, è
composto da 14 aziende. L’attività prevalente di
queste aziende è la lavorazione e trasformazione
di acciughe e alici commercializzate sott’olio e
sotto sale. Negli ultimi anni le acciughe che vengono trasformate nelle aziende di Aspra hanno
raggiunto i mercati del nord Italia (Lombardia e
Piemonte su tutti) ma anche quelli prestigiosi di
Germania, Svizzera, Inghilterra e Australia.
La tradizione delle aziende per la trasformazione
del pesce di Aspra risale a circa 80 anni fa e la sua
nascita sembra essere legata al caso. Il pesce che
i pescatori del luogo non riuscivano a vendere, infatti, per fare in modo che non andasse a male,
veniva sistemato in apposite scatole sotto sale.
Un artificio banale che nel volgere di poco tempo
è diventato il fondamento economico dell’intera
frazione.
tività produttive, quali: conservazione attraverso
la refrigerazione, congelazione e surgelazione;
trasformazione del pescato e confezionamento
del prodotto finale; lavorazione di prodotti derivati e scarti.
Da ciò deriva che, queste imprese realizzano una
moltitudine di prodotti, tra i quali: pesci, crostacei e molluschi surgelati; frutti di mare surgelati;
filetti di tonno e di sgombro all’olio di oliva; patè e
ragù a base di pesce spada.
Assessorato
Cooperazione,
Commercio,
Artigianato
e Pesca
Un’altra importante caratteristica del distretto
di Mazara del Vallo è rappresentata dal fatto che
una parte delle imprese cura l’intero ciclo produttivo, dall’esercizio della pesca, con i propri natanti
o con gestione di natanti di proprietà altrui, sino
al confezionamento del prodotto finale.
Mazara quest’anno, dopo la partecipazione di
aprile a Slow Fish 2009, la manifestazione internazionale di Genova dedicata al mondo ittico, si
propone nuovamente come esponente principale
di dieci comuni che rappresentano la Sicilia e i tre
mari che bagnano l’Isola: Marsala, Menfi, Sciacca,
Licata, Portopalo di Capopassero, Giardini Naxos,
Milazzo, Brolo e Cefalù. Anche questa volta, protagonista assoluto è stato il gambero rosa, il crostaceo più tipico del Mediterraneo di Sicilia, per il
quale il distretto della pesca di Mazara attende il
riconoscimento del marchio DOP.
MAZARA DEL VALLO
È sede del primo distretto produttivo della pesca
in Italia. L’attività economica di questo distretto,
che include tutta la provincia di Trapani, è concentrata in gran parte a Mazara del Vallo (60% del
volume globale). Il distretto produttivo, istituito
nel marzo 2004, è caratterizzato da un numero
consistente di imprese: dalla cantieristica navale,
alla trasformazione e commercializzazione del
pescato oltre a vari Enti, Associazioni di categoria
e Consorzi, Università, Centri di ricerca.
A differenza dei poli produttivi di Sciacca ed
Aspra che si sono specializzati nella lavorazione
delle acciughe, il distretto di Mazara del Vallo
comprende imprese che esercitano in diverse at-
67
PERCORSI
Palermo
A/R
di Simona Gazziano
Gaeta
(Latina)
A
vent’anni dalla scomparsa di
Hans Hartung, va in mostra
a Gaeta “L’oeuvre Ultime”,
l’ultima opera dell’artista franco-tedesco, gran premio internazionale della
pittura della Biennale di Venezia nel
1960. L’opera è esposta insieme a sedici
grandi tele realizzate in uno slancio vitale negli ultimi giorni di vita dell’artista.
Il gallerista Antonio Sapone, tra i primi
a esporre le tele di Hans Hartung nella
sua galleria di Nizza, e testimone della
nascita “dell’ultima opera”, racconta
che “Hartung dopo un lungo periodo
di immobilità, chiese di scendere
con la sua sedia a rotelle fino al suo
studio, dove nebulizzò, con una pompa
destinata al trattamento della vite, i
suoi colori sui muri della casa di Antibes,
oggi sede della Fondazione Hartung
Bergman.” Oggi quei lavori si possono
ammirare presso l’antica Caserma Cosenz, insieme a fotografie e documenti
che conducono il visitatore nell’universo
dell’artista.
PERCORSI
68
Milano
Venezia
dward Hopper (1882-1967), il più
popolare e noto artista del XX
secolo, è considerato il maggiore
esponente del Realismo statunitense,
il pittore che più di ogni altro ha saputo
rappresentare la vita quotidiana e la solitudine dell’uomo moderno. Quest’anno, per la prima volta, Milano rende
omaggio all’intera carriera dell’artista,
con una grande mostra antologica senza precedenti in Italia, che comprende
più di 160 opere. Suddivisa in sette
sezioni, seguendo un ordine tematico
e cronologico, l’esposizione italiana ripercorre tutta la produzione di Hopper,
dalla formazione accademica agli anni
in cui studiava a Parigi, fino al cosiddetto periodo “classico” e più noto degli
anni ’30, ’40, ’50, per concludere con le
grandi intense immagini degli ultimi
anni. La mostra è inoltre arricchita da
un repertorio fotografico, biografico e
storico, in cui viene ripercorsa la storia
americana dagli anni ’20 agli anni ’60
del XX secolo. La mostra è visitabile dal
15 ottobre al 24 gennaio presso le sale
espositive del Palazzo Reale.
asce a Venezia il Palazzetto
Bru Zane Centre de Musique
Française. La nuova istituzione culturale presieduta da Madame
Nicole Bru, ha come vocazione quella di
restituire al repertorio musicale francese del XIX secolo la notorietà che non le
viene ancora pienamente riconosciuta.
La Fondazione ha scelto di stabilirsi a
Venezia, luogo prediletto dagli artisti
romantici durante il XIX secolo, selezionando un magnifico edificio storico
della fine del Seicento, con affreschi
firmati da Sebastiano Ricci, e che
ritorna alla luce dopo due anni di restauro. Tre i Festival in programmazione,
ospitati da Palazzo Bru: “Le origini del
Romanticismo francese” (dal 3 ottobre
al 7 novembre 2010) che comprende
dieci concerti; “Le salon romantique”
(dal 7 al 27 febbraio 2010), dedicato ai
giovani talenti di promettente carriera, protagonisti di sei appuntamenti
dedicati alla musica da camera sempre
del repertorio romantico francese; “ Il
pianoforte romantico” (dal 15 aprile
al 19 maggio 2010) che chiude questa
prima stagione con un calendario di
dieci concerti e il convegno dal titolo: “
Il concerto per pianoforte francese e la
modernità”. Per maggiori informazioni:
www.bru-zane.com
E
N
Palermo
A/R
Londra
T
urner and the Masters è il titolo
di una grande mostra che sarà
in esposizione dal 23 settembre
al 31 gennaio 2010, presso il museo
Tate Britain di Londra. Questa grande
esposizione raggruppa i più grandi capolavori di Canaletto, Rubens, Rembrand e
Tiziano accanto ad alcuni dei più intensi
e drammatici quadri di William Turner. Protagonista indiscussa delle tele
esposte di Turner è senz’altro la luce,
tenue e vibrante allo stesso tempo, colta
nei suoi scorci più intimi e raccolti ma
anche meno conosciuti al vasto pubblico
del grande pittore romantico inglese.
Un artista che seppe rivoluzionare l’arte
di ritrarre il paesaggio, superando i
limiti della raffigurazione prospettica e
restituendo gli aspetti più segreti dello
spettacolo della natura. “Turner and the
Masters” è la prima mostra nel suo genere che esplora tutte le sfide di Turner
verso il passato pittorico e la sua fiera
rivalità con i suoi contemporanei primo
fra tutti John Constable. Non mancano
infine tele raffiguranti l’Italia, Paese che
l’artista amò profondamente, e in tutti i
suoi aspetti: dalle sue leggende alla sua
storia, dalla letteratura all’arte.
Parigi
C
enare a Parigi diventa un’esperienza artistica. Almeno
secondo gli ideatori di Art
Home, un progetto a metà strada tra
un’istallazione artistica e un ristorante
alla moda. Nato dalla collaborazione
tra l’artista Laurent Grasso e il gourmet
Gilles Stassart, il locale si trova sul tetto
del Palais de Tokyo, museo d’arte
contemporanea a Parigi, dove è stato
“appoggiato” da una gru e dove resterà
solo per un anno.
Caratterizzato da un design minimo,
l’Art Home ha la forma di un monovolume in vetro e acciaio, con ampie vetrate
affacciate sulla Tour Eiffel. All’interno
un solo tavolo per dodici persone, che
potranno gustare i piatti del giovane
chef Stassart che si esibisce ogni giorno
nell’arte di cucinare, davanti ai clienti
ospiti del locale. Il menù è una sorpresa
“artistica” quotidiana. Le prenotazioni si
registrano sul sito art –home – electrolux. com.
Cambridge
I
ragazzi dell’agenzia creativa The
District a Cambridge la sanno lunga
quando si parla di creatività. Una
stanza all’interno dei loro uffici, è stata
destinata, infatti, a diventare uno spazio
espositivo: si chiama Front Room, ed è
stata da poco inaugurata con l’istallazione “Oh Eck” dell’artista Chris Gray.
Qui, con cadenza bimestrale vengono
ospitate mostre ed istallazioni di tutti
i generi con lo scopo di far diventare
Front Room uno spazio interattivo per
tutti i creativi della cittadina inglese,
con il team di The District, aperto a suggerimenti e collaborazioni. Il motto è:
“varcare i confini tra street-art, design,
istallazioni e performance”.
Si è da poco tenuta la mostra di
Matthew Walkerdine, il quale usa uno
straordinario processo di fotocopiatura
per produrre paesaggi elaborati e pieni
di particolari che vengono poi ulteriormente arricchiti da linee, parole,
riflessioni sull’arte. L’indirizzo è : The
gatehouse, 23-25 Gwydir Street. E per
maggiori informazioni ci si può collegare al sito thedistrict.co.uk.
69
PERCORSI
Palermo
A/R
di Simona Gazziano
New York
Buenos Aires
Philadelphia
andinsky” è il titolo della grande mostra che il
Guggenheim di New York
dedica al grande artista, in occasione
del cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione del museo americano.
Vassily Kandinsky è stata una figura
centrale nella storia del museo Solomon
R. Guggenheim: la sua opera non solo
rappresenta una parte sostanziale della
collezione permanente ma fu determinante per la creazione dell’edificio
stesso. Nel 1929 infatti, Solomon R.
Guggnheim iniziò a collezionare le
tele di Kandinsky sotto suggerimento
dell’amica e artista Hilla Rebay; dieci
anni dopo, l’entusiasmo per lo stile
astratto e “non oggettivo” dell’artista,
crebbe a tal punto da spingerli ad aprire
il Museum of Non Objective Painting a
New York. Nel 1943, Frank Lloyd Wright
fu scelto per progettare il capolavoro
architettonico che è oggi il museo
Guggenheim. Sebbene Kandinsky è
conosciuto per quello stile astratto attraverso il quale espresse la sua natura
più intima e Wright per il suo spirito
innovativo nel fondere l’architettura
organica con il mondo naturale, insieme
i due auspicarono un’esperienza di vita
spirituale ed estetica allo stesso tempo.
E ad entrambi è dedicata questa mostra. Fino al 13 gennaio 2010.
sposizione Universale – L’Arte alla prova del tempo” è la
mostra curata da Giacinto Di
Pietrantonio – Direttore della GAMeC
– Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, ospitata nella sale
del museo da aprile a luglio 2009, e successivamente trasferita alla Fundacìon
PROA di Buenos Aires da settembre
fino al 31 gennaio 2010.
Il progetto espositivo tiene fede al concept ideato per il GAMeC: sei secoli di
storia dell’arte si snodano in un percorso
che accoglie circa 90 opere, suddivise
in otto sezioni: “Esposizione Universale
del Potere, Esposizione Universale del
Quotidiano, Esposizione Universale
della Vita e cosi via della Mente, del
Corpo, dell’Amore e infine dell’Odio”.
Si tratta di tematiche universali, messe
a confronto nei secoli da artisti antichi,
moderni e contemporanei.
Le loro opere provengono da numerose
collezioni pubbliche e private, e da uno
fra i più importanti musei di arte antica
in Italia, l’Accademia Carrara di Bergamo, il cui patrimonio sarà, ancora una
volta, il punto di partenza del dedalo
espositivo. Per maggiori informazioni:
www.proa.org
arcel Duchamp: Etant
donnès” è il titolo della
mostra che il Philadelphia
Museum of Art dedica al grande artista,
prendendo in prestito il titolo da una
sua famosa installazione, considerata
il suo capolavoro ultimo, presentato
al pubblico nel 1966. Duchamp fu
artista dotato di straordinaria fecondità intellettuale tanto da essere
considerato, oggi, tra i rinnovatori più
radicali dell’arte del ‘900. Abbandonò
presto l’arte tradizionale, che vede
nella rappresentazione della realtà
oggettiva la sola parte dell’espressione
e della ricerca artistica, per sviluppare
una concezione fondata sempre più su
una elaborazione mentale che lo portò
progressivamente a spostarsi dall’arte
retinica fino all’arte concettuale. “Etant
donnès” in esposizione a Philadelphia,
è stata descritta da Jasper Johns come
“la più strana opera mai presentata in
un museo”; ed effettivamente questo
sofisticato assemblaggio offre un’esperienza indimenticabile a chi vuole
spingersi a guardare attraverso i due
piccoli fori che si trovano al centro di
questa antica porta di legno spagnola.
La mostra è visitabile per tutto il mese
di novembre.
“K
PERCORSI
70
“E
“M
Palermo
A/R
Milwaukee
I
l Milwaukee Art Museum organizza la prima mostra museale negli
Stati Uniti interamente dedicata alle
ultime opere di Andy Warhol. La mostra
dal titolo: “Andy Warhol: The Last
Decade” è stata organizzata da John
Mckinnon, curatore per l’arte moderna
e contemporanea del museo, il quale
commenta: “questa mostra, unica nel
suo genere, mette in risalto gli ultimi dieci
anni di lavoro del grande artista della Pop
Art, la sua grande abilità come pittore
ma anche la sua inesauribile energia, il
suo spirito sempre in evoluzione verso la
sperimentazione di nuove tecniche”.
La mostra include circa 50 opere, prese
in prestito da collezioni private e da
istituzioni museali, ed è divisa in diverse
sezioni, tra le quali: Astrattismo; Collaborazioni (come per esempio quelle
con Jean-Michel Basquiat e Francesco
Clemente); Bianco e Nero; Autoritratti.
La sezione conclusiva è quella della
famosa serie di “Last Supper”, la più
grande serie di tele mai prodotta durante la sua intera carriera. Inaugurata il 26
settembre scorso, la mostra sarà aperta
fino al 3 gennaio 2010.
Ottawa
I
l Canadian Museum of Contemporary Photography celebra, fino al
10 gennaio prossimo, la personale
del fotografo Gabor Szilasi. Nato a
Budapest nel 1928 Szilasi è considerato
il pioniere della fotografia artistica del
Quebec (Stato dove vive e lavora ormai
da 40 anni) tanto da avere influenzato
con la sua tecnica e i suoi temi, tutta
una generazione di fotografi canadesi.
Szilasi ha fotografato la città di Montreal e il Quebec rurale, privilegiando
l’approccio sociale del soggetto, al fine
di renderlo contemporaneo. Ma l’artista
non ha mai rinnegato, al contempo,
l’importanza della figura umana che
viene inserita attraverso una serie
di dettagli, nell’ambito del contesto
urbano che resta comunque l’elemento
principale della fotografia. Il rapporto
tra l’architettura e l’individuo e il posto
che essa occupa nella memoria di una
collettività e di una città spesso addormentata o addirittura morente sono
ancora oggi i suoi soggetti preferiti
oltre che fonte di continue riflessioni. In
esposizione al Museo di Ottawa, alcune
delle sue opere più famose come: “Le
Restaurant Texan” della serie SainteCatherine (1977-1989), “Dunn’s Famous
Delicatessen” (1977), e “Angle MarieAnne et Rivard” della serie Panoramas
de Montreal (1977).
Chicago
O
livo Barbieri, Mathieu Borysevicz, David Cotterrel, Shi
Guori, Xu Zhen, Yang Fudong,
sono alcuni degli artisti partecipanti alla
grande collettiva fotografica dal titolo
“Reversed Images: Representations
of Shanghai and its Contemporary
Material Culture” che si terrà, fino al
23 dicembre, al Museum of Contemporary Photography di Chicago. La
mostra vuole essere una riflessione sulla
città di Shanghai e sul suo sviluppo che,
negli ultimi anni, l’ha resa la città più
produttiva nell’ambito dell’economia
globale del nuovo millennio. Shangai è
ripresa dall’obiettivo degli artisti, nelle
sue caratteristiche principali: l’impressionante crescita demografica, le
rapidissime trasformazioni culturali, ma
soprattutto la tensione forte tra i valori
occidentali e quelli orientali che investe
il modo di vivere, di pensare, le abitudini
dei cittadini di questa metropoli. In
questa realtà il ruolo dell’arte diventa
determinante e l’artista è chiamato a
interpretare l’esperienza del proprio
vissuto in una città, oggi stritolata tra
le contraddizioni che emergono dal
proprio passato, così diverso dall’attuale presente e dalle prospettive future.
Gli artisti coinvolti nella mostra usano
diverse tecniche per riuscire a cogliere
quell’istante così rapido nel trasformarsi, da non essere neppure colto dal
nostro sguardo.
71
PERCORSI
Palermo
A/R
di Giovanna Cirino
Emigranti
sull’altare della pace
Al Vittoriano
si inaugura
il Museo
Nazionale
dell’Emigrazione
Italiana
N
ella prestigiosa e simbolica sede del Vittoriano,
a Roma, l’apertura del
MEI, Museo nazionale
Emigrazione Italiana - alla vigilia della
commemorazione del 150° anniversario della proclamazione dell’Unità
d’Italia - è un’importante operazione
di recupero della memoria, fondamentale tappa nella comprensione
delle vicende che hanno segnato la
nostra storia nazionale.
PERCORSI
72
Il MEI, nato sotto l’egida del Ministero
degli Affari Esteri, esprime il desiderio di non dimenticare la dolorosa
esperienza migratoria transoceanica
di chi è partito alla fine dell’Ottocento, dai porti d’imbarco di Genova,
Napoli, Palermo e Trieste. Milioni di
uomini, donne e bambini che hanno
contribuito alle trasformazioni di numerose società in diversi continenti.
Contadini, operai, intellettuali, piccoli
imprenditori, esuli politici, provenienti dal sud e dal nord della penisola,
hanno saputo creare una forza
economica e produttiva riconosciuta nel mondo.
L’incisiva esposizione nelle diverse
sezioni regionali racconta, soprattutto per immagini, come eravamo
e come siamo diventati: un Paese
povero da cui si fuggiva in cerca
di fortuna e nuove prospettive; un
Paese prospero, diventato luogo di
Palermo
A/R
approdo dell’altrui disperazione. I
frammenti e i ricordi degli emigranti,
raccolti nelle bacheche, calamitano
l’attenzione per la loro forza evocativa: fotografie di donne che sembrano
bagagli viventi, ingoffate negli abiti
indossati a strati per timore che venissero rubati nella stiva; documenti,
guide e opuscoli; passaporti di colore
rosso che segnalavano lo status di
emigrante. Ma non solo: biglietti
d’imbarco di terza classe, i giochi di
bordo, i volantini per i comizi in difesa
di Sacco e Vanzetti e moltissimo altro
ancora. Come il ricco corredo di lettere e cartoline che testimoniano la fitta
corrispondenza, il legame mai interrotto, tra chi parte e chi resta a casa.
Si lasciava la miseria delle campagne
per raggiungere la “Merica”, anche
se poi si chiamava Brasile, Argentina,
Canada, Venezuela...
Nelle luminose sale il percorso museale si snoda in modo cronologico,
dagli anni immediatamente precedenti l’Unità, passando ai flussi migratori interni del secondo dopoguerra, per arrivare sino ai nostri giorni,
alle storie di altri migranti. Analizza
in maniera puntuale le differenze
regionali che in modi e tempi diversi,
hanno dato vita ai flussi migratori.
Importantissimo è il ruolo svolto dalle
società del “mutuo soccorso”, cioè
tra gli appartenenti ad una stessa
comunità di origine, fortemente
radicate ancora oggi, che, prima
dello Stato, hanno offerto ai nostri
connazionali, sostegno, strumenti e
risorse per facilitarne l’integrazione.
Il museo, raccontando l’emigrazione evidenzia l’italianità: attraverso
testimonianze provenienti dalle aree
più povere del nostro Paese, gente
diversa per dialetto, retroterra culturale e sociale, unita solo dalla difficoltà
degli ostacoli, diventa protagonista
del nostro significativo “contributo”. è
una storia che ci rende orgogliosi, da
far comprendere alle giovani generazioni testimoni di nuove migrazioni, di
nuovi sogni, in un mondo in continuo
movimento e mutamento.
Alessandro Nicosia, direttore del
museo sottolinea un dato: «Questa
esposizione sfata un luogo comune:
osservando i dati notiamo
infatti come dal 1876, sino alla
fine del XIX secolo, l’emigrazione italiana non è stata un
fenomeno circoscritto alla
parte meridionale del Paese:
Veneto, Friuli, Piemonte,
Lombardia, sono le regioni
che hanno registrato il più
alto numero di partenze,
regioni di montagna,
con esclusione della
Campania. Solo nei
primi quindici anni
del Novecento, sarà
invece la Sicilia a detenere il primo posto,
con più di otto milioni
di espatri. Nel periodo
del boom economico, seguito alla fine
della seconda guerra
mondiale – continua
Nicosia – l’emigrazione seguirà un flusso
interno, spostandosi
dal Meridione al Settentrione, per
cui, ad esempio, nell’uso comune, i
termini “emigrante” e “meridionale”,
diventeranno equivalenti».
In questo fenomeno assai complesso e proteiforme, va ricordato un
aspetto tutto femminile. La storia di
quelle donne, dei loro sacrifici e delle
lunghe attese. Vedove, analfabete,
giovani spose e madri, che con fatica
e tenacia hanno contribuito a tenere
insieme i legami familiari in patria
e all’estero, lavorando come e più
degli uomini. Il MEI è dedicato anche
a loro, artefici della formazione di
un’identità tricolore ben definita.
73
PERCORSI
LO STILE E LO CHARME NEL CUORE DI PALERMO.
V I A R. WAG N E R , 2 - 90139 PA L E R M O - T E L . +39 091 336572
W W W. G R A N D H OT E LWAG N E R . I T - I N F O @ G R A N D H OT E LWAG N E R . I T
Palermo
A/R
di Simona Gazziano
Arte italiana
a Berlino
tiche d’attualità con l’obiettivo finale di
fondere la tradizione artistica del nostro
Paese con l’audacia espressiva della
contemporaneità culturale tedesca.
Il calendario fissato per il 2010 della
Infantellina Contemporary è già in
overbooking. Ma per questo scorcio del
2009 vogliamo segnalare due mostre
collettive che ci sembrano di grande interesse e attualità. Stairway To Heaven,
in esposizione fino al 23 di ottobre, trae
spunto dalla strage delle Twin Towers e
vuole essere una riflessione sulle barbarie, le divisioni, le ingiustizie, le guerre
e le faide, spesso giustificate da false
F. Zammatteo - Victims
G
Gendarmenmarkt, l’elegante centro di Berlino,
ospita un’isola d’arte italiana Infantellina-Contemporary, unica galleria, tra le oltre 750 della
capitale tedesca, a presentare esclusivamente arte contemporanea italiana.
Inaugurata il 18 ottobre del 2008, la
galleria nasce con l’obiettivo di portare
sulla scena artistica berlinese un caldo
raggio di sole sud-europeo. L’intento è
andato sicuramente a buon fine, tanto
che in soli dodici mesi di attività, la I-C è
diventata polo di attrazione per tutti gli
amanti dell’arte italiana residenti nella
capitale tedesca.
«La galleria – spiega la fondatrice, Charlotte Stein Infantellina – vuole essere
una vetrina prestigiosa per gli artisti
italiani ed un punto di riferimento per i
collezionisti internazionali, che frequentano con assiduità Berlino, considerata
ormai da anni città-simbolo dell’arte
contemporanea».
La galleria ha già all’attivo svariate mostre, sia di giovani artisti affermati che di
nuovi talenti emergenti che si muovono
tra le tecniche artistiche con uno spiccato interesse per la sperimentazione.
La galleria offre agli artisti l’occasione di
stimolare spunti di riflessione su tema-
La galleria Infantellina Contemporary
ospita con successo le opere di
giovani talenti al fianco di artisti di
indiscussa fama
ideologie, che ancora oggi, si verificano
nel nostro pianeta negando a tutti noi
la pacifica convivenza e il reciproco
rispetto. In esposizione le opere di 13
talenti emergenti: Antonella Boscarini,
Marco Castagnetto, Francesco Dea,
Andrea Giorgi, Giampaolo Cono, Mauro
Maffina, Mauro Martin, Mattia Moro,
Riccardo Prosperi, Martino Sella, Lucas
Tesoriero, Fabrizia Zammatteo, Franco
Zulian. Affiancati da due special guest:
Paul Kostabi e Willi Bambach.
One word, dal 24 ottobre al 3 dicembre
è invece ispirata alla caduta del muro
di Berlino, di cui ricorre quest’anno
il ventennale. Gli artisti partecipanti
esprimono, attraverso le proprie opere,
la visione personale di tale evento con
considerazioni che abbracciano quanto
accaduto prima, durante e dopo la
tragedia dei cittadini berlinesi. Il tema
viene espanso e dilatato fino a diventare
un incitamento all’unione e alla pace
universale e non mancano forti riferimenti ad altri tipi di “muri” di natura
sociale, politica e religiosa.
La I-C lavora nella convinzione che l’arte
possa ricoprire un ruolo fondamentale
nel lento ma progressivo cambiamento
della natura umana e della realtà è per
questo che predilige temi di natura
sociale, ideologica e ambientale.
www.infantellina-contemporary.com
75
PERCORSI
Palermo
A/R
di Simona Gazziano
Si aprano le danze
a tempo di vino
G
randi ospiti internazionali per la presentazione ufficiale dell’ottava
edizione del Calendario
Di Meo che si è tenuta il 27 novembre scorso a Palermo. Si tratta di uno
straordinario connubio tra arte e vino
realizzato da un’idea di Generoso
Di Meo, veramente creativa, che
gestisce l’omonima azienda vitinicola
irpina insieme ai fratelli Erminia e
Roberto. Oltre ottocento gli invitati
che hanno presenziato al Gran Gala,
tra cui numerosi artisti e volti noti
dello spettacolo, rappresentanti
dell’alta nobiltà europea e della più
elegante e raffinata società italiana.
La location prescelta, quest’anno, per
Dopo New York,
Madrid, Parigi,
quest’anno Palermo ha
ospitato il Gran Gala
Di Meo che ha
promosso l’uscita del
famoso calendario
dell’omonima azienda
vinicola
PERCORSI
76
la presentazione del calendario 2010,
è stata il Teatro Politeama Garibaldi.
La scelta non è casuale: i soggetti
del calendario riprendono, infatti, le
decorazioni di due splendidi sipari,
quello del Teatro Politeama e quello
del Teatro San Carlo di Napoli, che
vennero allora affidati, rispettivamente al pittore Gustavo Mancinelli
e a suo padre Giuseppe. Gli scatti
dei particolari di entrambi i sipari,
portano la firma di Luciano Romano
ed Ettore Magno.
Di altrettanto valore è la prefazione
che si avvale delle autorevoli firme,
di Fernando Mazzocca e di Vittorio
Sgarbi. Due grandi scenografi, infine,
come art director del progetto: il
napoletano Nicola Rubertelli e il
palermitano Francesco Zito.
Il calendario che porta il titolo
“Due teatri per due Sicilie, i Mancinelli e i loro sipari” è in vendita, da
fine novembre, nelle librerie Feltrinelli di Palermo e di Napoli.
Le precedenti edizioni del calendario sono state festeggiate con lo
stesso tipo di evento un po’ in tutto
il mondo, da New York a Parigi, da
Napoli a Madrid. Quest’anno è toccato a Palermo che si è attrezzata
per i numerosi ospiti internazionali
in arrivo: parecchi sono stati gli al-
berghi coinvolti e folto il programma
che Generoso ha previsto per i suoi
invitati: dalla visita dei più importanti
palazzi aristocratici palermitani ad
una gita, l’indomani della festa, a
Salemi, città ubicata al centro di un
territorio noto per la produzione
vinicola.
L’Azienda Agricola Di Meo si estende, invece, sulle colline di Salza
Irpina, dove sorge lo splendido
casale settecentesco, antico casino
di caccia dei Caracciolo, Principi di
Avellino, e cuore dell’attività aziendale. La produzione vinicola è senza
dubbio dominante sul complesso
delle attività aziendali Di Meo.
Sia la cura dei vigneti che la raccolta
delle uve, sono eseguite ancora oggi
scrupolosamente a mano e l’uva proviene esclusivamente dalle aziende
agricole di famiglia dislocate nelle
più tipiche aree di produzione Docg,
Doc e Igt della provincia di Avellino.
Cultura e vino è un sodalizio che,
ormai da tempo, si è dimostrato
vincente e questo appuntamento
annuale di Generoso Di Meo è una
riuscitissima operazione di promozione del patrimonio campano nel
mondo.
Il servizio di accoglienza per la
serata è stato gentilmente offerto
Palermo
A/R
dall’Azienda NABI, che da vent’anni
organizza eventi, conventions e
meetings per diversi clienti nazionali,
specialmente nel Sud Italia; anche
se è presente, con una sede operativa, anche a Milano. Per l’evento
palermitano Francesca Buccafusca,
General Manager della NABI, si è
rivolta all’associazione Fuori Orario
Production, che ha suggerito di
inserire nella serata un tocco etnico
d’autore con la famosa contraddanza
siciliana, ballata con grande sorpresa
e curiosità dai tanti invitati stranieri.
La contraddanza è un ballo figurato,
diretto da un corifeo che servendosi di caratteristiche rime, spesso
improvvisate, commenta ed illustra
(chiama, cumanna) le varie figure,
eseguite dalle coppie di ballerini
partecipanti. I comandi del ballo
sono dati in lingua francese, o meglio
in un bizzarro linguaggio che di
francese ha soltanto gli accenti finali
e le storpiature vernacolari. Le figure
del ballo, invece, affondano le radici
nelle tradizioni più lontane di molti
popoli provenienti da culture diverse.
È stato l’attore teatrale palermitano
Paolo La Bruna a “cumannare” la
contraddanza per Generoso, tra i
pochissimi siciliani ancora in grado
di farlo, grazie all’eredità orale che si
tramanda nella sua famiglia ormai da
generazioni.
A dare una mano alla grande macchina organizzativa messa in moto da
Generoso Di Meo, sono state ben
dieci hostess, in occasione dell’elegante party vestite di color rosso
vinaccia. I loro abiti da sera sono stati
appositamente disegnati e cuciti su
misura dall’atelier Via Del Teatro.
L’atelier che ha sede a Prato, nasce
ventidue anni fa, producendo soprat-
tutto costumi di scena per il Teatro
Metastasio. Oggi, l’atelier produce
abiti d’alta moda e prèt-à-porter,
studiati su misura per ogni esigenza
e taglia. Ma è soprattutto la continua
ricerca di tessuti, e forme astratte
da schemi tradizionali, che rendono
questi capi particolarmente raffinati
ed esclusivi.
Tra i tanti doni che Generoso ha già
ricevuto ce n’è uno in particolare che
si addice perfettamente alla cornice
spettacolare del Teatro Politeama
ed è un brano di Valzer composto
per l’occasione, dall’amico/compositore, genovese di adozione, Lauro
Ferrarini. Il brano, dal titolo “Waltz
Generoso”, ha aperto le danze della
serata.
Inutile dire che i vini che sono stati
offerti durante la serata portano
l’etichetta Di Meo. Non ci resta allora
che fare un brindisi Generoso!
Di Meo e Caterina Morino
Il party di New York
Azienda Agricola Di Meo
Contrada Coccovoni, 1
Salza Irpina (Av)
Ph.: +39 0825 981419
Fax: +39 0825 986333
NABI
Corso V. Emanuele, 121
Napoli
Ph: +39 081 668046
Fax: +39 081 7614704
Generoso Di Meo con Giuseppe Cipriani
Fuori Orario Production
Via Lincoln, 36 - Palermo
Tel: 3201169455 – 3470347403
Fax: + 39 091 6173098
Via Del Teatro
Via Benedetto Cairoli, 44 - Prato
Ph: +39 057 423724
Fax: +39 057 423724
77
PERCORSI
Palermo
A/R
di Salvatore Ferlita
La Sicilia va incontro
ai suoi figli della diaspora
“S
ono partito per
la Germania / nel
millenovecentocinquantotto / da
clandestino / ché non sapevo come
fare / per campare la famiglia…”.
È questo l’incipit di uno dei racconti
in versi di Stefano Vilardo che danno
corpo al poema Tutti dicono Germania Germania, dedicato a una delle
più travolgenti epopee del popolo
italiano, l’emigrazione. Quando la
nostra penisola era terra di bastimenti e non approdo di immigrati
stranieri, come lo è oggi.
Una vera e propria “deportazione
dalla terra”, per dirla con Antonio
Castelli, lo scrittore di Castelbuono
autore di Entromondo, raccolta di
lettere di un emigrante, che costrinse soprattutto giovani affamati in
Dal 18 al 21 dicembre,
a Kaufbeuren, Karlsfeld
e Monaco arte musica
e teatro nella lingua
della memoria di quanti
hanno lasciato la terra,
ma non le loro radici
PERCORSI
78
cerca di pane e lavoro a inserirsi in
una società del tutto diversa rispetto
a quella d’origine.
Di conseguenza, per non troncare
del tutto il cordone ombelicale, l’Isola è stata da essi chiamata a paragone di ogni odore e sapore, di ogni
dolcezza di vita e di ogni intensità di
sentimento; un luogo insuperabile di
verità e di bellezza, che si è a un certo punto cristallizzata, nella lingua,
nella memoria.
Ma a volte può anche accadere
l’impossibile: se infatti Maometto
non va alla montagna, è la montagna
che va da Maometto. Si vuole dire
cioè che per una volta, sarà la Sicilia
a spostarsi, in forza di un paradossale
straniamento geografico: ad andare
incontro ai figli della diaspora, ad
annullare i guasti di una lunga e
spesso dolorosa odissea. Ecco cosa
vuole essere il progetto “Il nuovo
volto dei siciliani all’estero: l’identità
siciliana nelle nuove generazioni, tra
tradizione, modernità e innovazione,
cultura, arte, musica e teatro”, che
quest’anno, dal 18 al 21 dicembre,
avrà come protagonista proprio la
Germania, nella fattispecie Kaufbeuren, Karlsfeld e Monaco.
Promosso dall’Assessorato al lavoro
della Previdenza sociale, della For-
mazione professionale e dell’Emigrazione della Regione siciliana e
dall’Associazione Acli provinciale
di Palermo, in collaborazione con
le Acli tedesche, il progetto verrà
realizzato dalla cooperativa culturale
Agricantus di Palermo, che da anni
è il catalizzatore di iniziative del
genere, lavorando con sapienza sul
bagaglio di tradizioni, sulla memoria,
sull’identità, senza però mai lambire
le secche del più bieco folklore.
Alla luce di tutto ciò, la Sicilia che
nelle contrade tedesche si materializzerà non avrà nulla a che vedere
con nostalgie scioviniste e bieche
malinconie. Anche perché la nostra
Isola avrà la faccia di Sergio Vespertino, Paride Benassai ed Ernesto Maria
Ponte: tre protagonisti del rinascimento del teatro palermitano, in
grado di smontare e poi riassemblare
repertori tradizionali e popolareschi,
seguendo sempre una falsariga diversa, a volte stralunata e patafisica,
in una miscela esplosiva di battute,
apologhi, intermezzi musicali.
Le performance dunque di questi
due attori faranno da incunabolo alla
proiezione del film di Emanuele Crialese “Nuovo Mondo”, che racconta
la saga disperata di migliaia di poveri
diavoli che attraversano l’Oceano per
Palermo
A/R
Vito Meccio
Folk-Acli Kaufbeuren
Ernesto Maria Ponte
Paride Bnassai
Sergio Vespertino
posta in palio esaltante: restituire le
tessere di un mosaico incompleto,
fornire a volti sconosciuti uno specchio che possa restituire un’immagine riconoscibile e dignitosa.
Antonio Costumati
mettere piede a New York. Il tutto,
recuperando un dialetto viscerale,
biologico, che fa venire in mente
quanto scrive Mario Soldati in “America primo amore”: “Troviamo così
a New York, conservata quasi sotto
campana di vetro, la mentalità di
un barbiere di Catania verso il 1890.
[…] Uno storico serio dell’epoca
umbertina, dovrebbe vivere un anno
a Brooklyn o a Bronx. Come certi
glottologi, per studiare il francese
parlato del ’600, vanno al Canada
dove i francesi emigrarono appunto
in quel secolo. Naturalmente questa
cristallizzazione si osserva tale e quale nelle colonie tedesco-americane,
ispano-americane, polacco-americane”. E poi ci sarà spazio per dibattiti,
interventi musicali (tra cui quello del
gruppo Folk-Acli di Kaufbeuren).
Attenzione, però: non si tratterà
di un semplice viaggio a ritroso nel
tempo e nella memoria, di una sorta
di salto cronologico nelle brume
di un passato oramai divaricato. Il
recupero memoriale, il tentativo
sciamanico di far rivivere emozioni e
sentimenti, si accompagnerà infatti
alla cognizione che la Sicilia serbata
nel cuore non è più quella da cui si
son mossi gli emigrati isolani. Che
nel mezzo ci sta la storia, grande e
piccola, fatta di cancellazioni, spesso
di rimozioni. Con l’aggravante che
le nuove generazioni si trovano in
una sorta di limbo pencolante: da
una parte, la zavorra dell’identità
dei genitori; dall’altra, la volontà di
sottrarsi agli stereotipi, di abbandonare cliché e consuetudini, per un
fisiologico inserimento nel tessuto
identitario del Paese cui appartengono ormai a tutti gli effetti.
Una scommessa dunque, con una
79
PERCORSI
Kemeco
I.P.
Pietro Murania,
fondatore di un’azienda
leader nei prodotti
per la pulizia della casa
e di una filosofia aziendale
precisa: investire
nella comunicazione
e fare affidamento
sulle proprie risorse
Successo
controcorrente
a dispetto della crisi
L
a crisi economica
mondiale si sta indebolendo, sostengono gli economisti, ma gli effetti
positivi tardano a ricomparire.
Per contro, un’azienda siciliana
avanza proprio durante la recessione: si chiama Kemeko ed è guidata
dall’imprenditore Pietro Murania.
La sua ricetta per il successo anche
in tempi di crisi? Fare affidamento
sulle proprie risorse più che su aiuti
da parte del settore pubblico e investire nella comunicazione, perché
senza questa è difficile far conoscere un prodotto, per buono che sia.
I dati dimostrano che Pietro Murania ha ragione. La sua azienda è una
realtà che oltrepassa i confini regionali, inserendosi con successo nel
settore dei detergenti per la casa su
vasta scala. Quest’anno il fatturato
è cresciuto a 24,5 milioni di euro,
Bum, subito accolta con grande
favore dal mercato.
«I nostri interlocutori sono le massaie, anche da un punto di vista
della comunicazione – sorride
l’imprenditore – non sono certo
persone che si lasciano prendere
in giro! Per il resto, credo che, oltre la comunicazione, i punti su cui
un’azienda dovrebbe puntare sono
l’individuazione dei mercati e un
marketing adeguato, che varia da
realtà a realtà».
Pietro Murania non è uno che se ne
sta chiuso in azienda. Viaggia spesso, per lavoro e per cultura; le sue
mete preferite sono Parigi, Marrakech, l’amatissima Austria e la
Bulgaria, dove l’imprenditore dirige
la Casa Sicilia, prestigiosa vetrina di
promozione di attività e prodotti
dell’Isola.
www.kemeco.it
aumentando del circa 30% rispetto
allo scorso anno.
«Difficile è stato cominciare da zero
– afferma l’imprenditore – ma non
mi è mai venuto in mente di lasciare
la Sicilia, sono fiero di avere creato
una realtà importante per l’isola.
Attraverso la legge 488 abbiamo
usufruito delle agevolazioni in materia di sgravi fiscali e quei soldi li
abbiamo reinvestiti per l’azienda
per andare avanti».
Pubblicità e investimenti, certo, ma
anche grande attenzione a fornire
un prodotto dal prezzo contenuto e
allo stesso tempo di qualità, efficace e dalle profumazioni delicate.
Il primo nato in casa Kemeko porta un nome che aggrega chimica
ed ecologia Rio Azzurro, seguito
da Rio Melaceto, Rio Bolleblu
fino alla neonata linea Rio Bum
P
lettere
Noi immigrati pesci fuor d’acqua
U
n giorno una scimmietta, tanto desiderosa di
fare del bene, si mise in cammino attraverso
la giungla, alla ricerca di qualcuno in difficoltà da
poter aiutare.
Dopo giorni di cammino, giunse nei pressi di un fiume in piena, dove fra le onde che si accavallavano
nella discesa delle acque, intravide un pesciolino
che si dimenava.
Pensò che l’animaletto si trovasse in difficoltà e che
potesse buscarsi un malanno, immerso nel freddo
e nell’umido. Senza perdere un attimo decise allora
di tirarlo fuori da quella situazione pericolosa: sfidando la corrente impetuosa saltò sopra un ramo
che galleggiava e, acchiappato il pesce con un movimento veloce, lo tirò fuori dall’acqua.
“Adesso lo asciugherò per bene e lo terrò al caldo
qui, sotto la mia ascella pelosa”... Detto questo, lo
portò in alto sulla cima di un albero. Passò la notte e
poi venne il giorno, la scimmietta guardò
il pesciolino soddisfatta di averlo tenuto
al riparo, ma purtroppo il piccolo animale era morto.
“Certo!” – esclamò afflitta – “con tutto
quell’umido e quel freddo che ha preso in acqua, sarà morto
di polmonite!”.
è proprio vero che a
volte, magari anche
in buona fede, non si
tiene conto delle vere
esigenze dell’altro, delle sue reali necessità, e
ci si ritrova a discutere
sui metodi da
applicare per
migliorare una
situazione,
senza pensare
che forse non è
la strada giusta
da seguire . è il
caso di alcune proposte al vaglio in questo momento per cercare di risolvere l’annosa questione degli
stranieri in Italia. Applicare il permesso di soggiorno a punti (come la patente), la classe differenziata
a scuola, registrare le impronte dei bimbi Rom sono
metodi che inevitabilmente ridurranno gli immigrati nelle condizioni del pesce della favola.
Non saranno surrogati di legge a risolvere i problemi di una nazione multietnica all’alba del terzo
millennio, né le elemosine o i regali natalizi fatti per
pietismo, piuttosto un autentico sentimento di fratellanza, che renda tutti cittadini integrati, uguali di
fronte a Dio. Si dice che il popolo Italiano abbia una
tradizione di ospitalità ed accoglienza. Bene, forse
è arrivato il momento di dimostrarlo seriamente e
con azioni concrete.
Iryna Chumakova
Lombardi nel mondo attraverso il tempo
L
a mia recentissima nomina a Presidente
A.N.F.E. Lombardia – incarico che mi onora, anche quale figlio di famiglia lombarda che,
costretta dalle necessità, ha dovuto negli anni ‘50
emigrare per vivere e operare in terra straniera
da dove, nel tempo, ha visto accrescere esponenzialmente il nucleo originario attraverso le nuove
generazioni che, pur vestite dalla cittadinanza del
paese ospitante, sentono sempre più forte il richiamo e il contatto con la terra di origine – trova, in occasione della pubblicazione del secondo numero di
Percorsi, una splendida opportunità per dare, attraverso dei cenni storiografici, un contributo per una
rappresentazione, attraverso il tempo di un quadro
storiografico dell’emigrazione lombarda.
In questa ricostruzione, grazie anche al mio passato
impegno nella veste di vicepresidente IReR (Istituto
di Ricerca della Lombardia) trarrò riferimento anche da specifiche ricerche sull’argomento che, con
spiccata sensibilità, la Presidenza della Regione
Lombardia ha voluto realizzare per la creazione di
una prima raccolta sistematica delle informazioni
P
lettere
di base sul fenomeno migratorio lombardo. La selezione
e i criteri che hanno influenzato la compilazione delle biografie dei lombardi nel mondo attraverso il tempo, sono
legati alla mancanza di una vera e propria analisi morfica
dell’emigrazione; per questa ragione l’identificazione delle
aree mondiali con una presenza più o meno consistente
di lombardi è stata individuata tracciando a grandi linee il
percorso esistenziale di diverse persone che hanno avuto
un’esperienza interessante. Alcune di queste sono note,
altre meno conosciute, ma sono nel complesso rappresentative della regione di provenienza. Gli studi e le ricerche, hanno fatto emergere una quantità enorme di
lombardi che hanno percorso le strade del mondo interno italico e del mondo grande durante i secoli. è chiaro
il progetto commerciale generalizzato, a volte sommerso
dalle migrazioni causate da eventi bellici specifici come le
guerre napoleoniche e quelle di indipendenza, non ultime
le Cinque giornate di Milano.
In alcuni casi, e in alcune aree della regione Lombardia –
particolarmente legate alla grande migrazione di fine Ottocento – hanno dato luogo ad un allontanamento forzoso
ed indotto non sempre collegato alla migrazione normale
dei lombardi, portatori soprattutto di commercio, arti e
mestieri e non soltanto di manovalanza generica.
I migranti di rilievo sono stati così sostituiti dai tanti senza
storia della grande migrazione di fine Ottocento. Ai migranti di rilievo, di cui si è perso il ricordo, sono subentrati
altri, molti altri senza storia, o che non hanno avuto il tempo e la possibilità di raccontarla. Migranti tutti che la memoria collettiva lombarda ha allontanato, un disinteresse
verso la storia delle migrazioni lombarde che ha influenzato negativamente lo studio delle trasformazioni avvenute
nei protagonisti nei nuovi Paesi di residenza.
Ciascun lettore avrà certamente un proprio nome da aggiungere, sommessamente ed estrapolando dalla ricerca
effettuata dall’IReR cito brevemente qualche personaggio, degno di uno studio più analitico, che ho incontrato
nella lettura della ricerca:
- Juan Pablo da Brescia (1505-1560) introdusse il processo
di stampa in Messico.
- Pietro Martire d’Anghiera fu tra i primi cronisti d’America
e consigliere della Regina Isabella di Spagna.
- Girolamo Benzoni, milanese: partì nel 1541 per il Nuovo
Mondo di cui raccontò in seguito la cronaca e le peripezie
di 15 anni di viaggi.
- Gaetano Osculati (Monza 1808-Milano 1884) è stato il
primo esploratore europeo ad attraversare completamente l’Amazzonia.
- Luigi Castiglioni, milanese: visitò e descrisse i 13 stati originari degli Stati Uniti.
- Paolo Mantegazza ( Monza 1831 - San Terenzo 1910) medico e non solo, operò in Argentina, che descrisse nel suo
volume “Viaggio nei paesi del Rio de la Plata”.
- Luigi Lucioni (Malnate 1900 - Greenwich Village 1988) fu
pittore realista, ritrattista e paesaggista.
- Giacomo Quarenghi ( Rota d’Imagna 1744- San Pietroburgo 1817) fu architetto e pittore neoclassico ispirato dalle opere di Andrea Palladio.
- Daniele Comboni ( Limone sul Garda 1831 – Khartum,
1881) è stato un missionario e vescovo italiano. Fondò i
Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e le Pie Madri
della Nigrizia.
- Giovanni Battista Scalabrini (Fino Mornasco 1839- Piacenza 1905) fu il vescovo fondatore delle congregazioni
dei missionari e delle suore di San Carlo Borromeo.
- Giuseppe Ratti ( Rogeno 1845 – Rogeno 1906) fu uno dei
più importanti industriali della seta negli Stati Uniti, tuttora ricordato per il suo filantropismo sia in USA sia in Italia.
La lista è lunga, include i minatori, soprattutto quelli morti
in miniera, i coloni dei campi di cotone del Mississippi e della Louisiana, i combattenti della Guerra civile americana, i
contadini delle fazendas brasiliane, i frontalieri, i banchieri
di Parigi, Londra ed Amsterdam, gli agugliai al seguito di
Napoleone, i muratori stagionali in Francia e Svizzera, i
selciatori di Cuggiono in giro per l’Europa, gli artigiani, gli
attori di teatro, i baromèta e i venditori di specchi e quelli
con un lavoro semplice, spesso appreso al tempo dell’emigrazione.
La Lombardia arriva con un certo ritardo all’appuntamento
con la sua storia migratoria. Tuttavia, sarà proprio questo
avvio a dare l’impulso necessario per ridarle la sua leadership sia in campo nazionale, che internazionale.
Storia di vita passata per un presente cosciente ed un futuro consapevole.
Gianfranco Ragazzoli
Presidente ANFE Regione Lombardia
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Primera Nochebuena argentina
RACCONTO
DI NATALE
Primo Natale argentino
Primera Nochebuena argentina
Por Dante Ruscica
C
omo muchos otros italianos, también mi padre, en aquel-
seis años sin alegría, sin fuegos artificiales, sin música, sin lu-
la época, pensó en la Argentina como opción insoslaya-
ces, sin tambores -con las madres todas vestidas de negro que
ble, después de las penas y las penurias de la guerra y de la
rezaban y lloraban por sus hijos en guerra, con tantos ausentes,
posguerra. Por eso, aquel mes de diciembre estábamos prepa-
con tantas tragedias- habían borrado casi en nuestra memoria
rando la Nochebuena en un patio que recuerdo nítido y lleno de
las felices fiestas de antes...
plantas en un barrio de Buenos Aires.
Ahora, ahora ya habíamos cruzado el mar, estábamos en la
Habíamos llegado tres meses antes y yo, fresco de mis estu-
Argentina, nos habían pasado tantas cosas, que hablábamos
dios de latín y de griego, luchaba con la gramática española,
como viejos, decíamos “cuando éramos jóvenes” y todavía
tratando ingenuamente de descubrir si había más raíces del
no teníamos dieciocho años: tan lejos se habían esfumado los
viejo latín en el italiano o en esta nueva lengua...
buenos recuerdos!...
Todo era distinto, comenzando por el clima. Una Navidad sin
Alguna vez, antes de la guerra, había existido la Navidad rica
nieve y sin frío me llamaba la atención y la comparación resul-
de cosas simples, dominada por el clima casi irreal y la poesía
taba más estridente aún en muchas otras cosas, porque, en
doméstica de la preparación del pesebre, por los cánticos de la
definitiva, veníamos de la guerra y, por más que tratáramos
liturgia religiosa de aquellos tiempos -todavía en latín- que ha-
de disimular, para nosotros, grandes y chicos, los recuerdos
blaban de la tierra germinando al Salvador y de los cielos que
que renovaba la Navidad tenían sabor amargo, aunque se
se abrían para llover al Justo ( “Roráte coeli désuper Et nubes
hacía prepotente también la curiosidad obvia por ver “cómo
pluant Justum!” ): cosas bellas y arcanas, difíciles de entender,
era aquí”.
pero capaces de llenar el alma.
Con sorpresa descubríamos -y nos impresionaba- la serenidad
En el nuevo país, la Navidad era llena de sol, de serenidad, nos
general con que la gente, las familias hablaban de las fiestas.
acompañaba el afecto de gente que nunca habíamos conoci-
Actitud que nosotros habíamos perdido hacía tiempo. Cinco,
do, los parientes argentinos, los primos, los tíos, cuya alegría
85
PERCORSI
RACCONTO
DI NATALE
Primera Nochebuena argentina
y entusiasmo nos remitían a tiempos olvidados, obligándonos
sobre fallidos noviazgos, niños traviesos, historias de nueras y
casi a escarbar en la memoria hasta la infancia tan reciente y
suegras, mientras nosotros luchábamos con el sueño para po-
tan lejana, sepultada por lo que había venido después... Parecía
der llegar desafiantes a ver la iglesia toda iluminada, el angelito
que nunca habíamos estado felices. Y sin embargo, las fiestas
que, por el invisible piolín de siempre, bajaba en el momento
en el pueblito del monte calabrés donde habíamos crecido ha-
culminante del Gloria in Excelsis, trayendo la paz a los hombres
bían sido en un tiempo normales, alegres. Entre fuegos artifi-
de buena voluntad...
ciales, castañas asadas, pasteles, pan dulce, morcillas, turrones
y -para los mayores- brindis, cantos, bailes.
Toda la magia de aquellas fiestas inocentes la borró después la
guerra. El pueblo fue tomado por una tristeza más difusa que la
Los chicos nos escapábamos fuera del pueblo para esperar
neblina que opacaba los campos en las madrugadas otoñales.
al “fueguista”, toda un aventura. Llegaba con un carro que a
Los padres jóvenes y los hermanos mayores no estaban más.
nuestros ojos aparecía enorme, historiado con dramáticos di-
Quedaban chicos, mujeres, ancianos. No más fuegos artificia-
bujos de mitos y cuchilladas, de dramas y de leyendas, tirado
les, no más payasos, bandas musicales, gitanos y vendedores
por un gran caballo, escoltado por dos perros y supercargado
de castañas calientes, tambores y campanadas alegres. La pla-
de instrumentos, materiales y misteriosas mezclas de pólvoras
za antes de la misa no se llenó más de gente vestida de domin-
y de colores. Se instalaba lejos de las casas y hacía su trabajo
go y los semblantes de los adultos se cargaron de dramas y de
desde días antes, aislado y circunspecto, alimentando nuestra
escondidos temores. Diariamente el cielo se cubría de escua-
fantasía. La comisión de fiestas lo contrataba especialmente y
drillas de aviones cuyo siniestro estruendo hacía persignar a
sin ahorro: debía preparar cosas extraordinarias, luces y juegos
las viejitas y asustaba a todos. Iban y venían. En alguna parte
que hicieran morir de envidia a los del pueblo de enfrente. Y no-
cargaban bombas y en otras las descargaban incesantemente.
sotros no resistíamos a la curiosidad de saber como serian los
De tanto en tanto, aparecían en el pueblo dos altos carabine-
botti , las explosiones: más fuertes que el año anterior, con lu-
ros de gran uniforme oscuro, como de gala, para traer “la mala
minarias más intensas, con colores y estrellitas más brillantes.
noticia” que todos temían. Caminaban adustos y solemnes,
Nuestra fantasía de pibes volaba...
extraños en el pueblo, buscaban una dirección, llamaban a una
Llegaban los de la feria, los vendedores, los gitanos, mirados
puerta y entregaban una comunicación escrita: un hijo, un ma-
con mil prejuicios campesinos, con sus coloridas vestimentas,
rido, un hermano había caído lejos, había sido destrozado por
con sus ruidos y sus enseres tintineantes de cobre: de adultos
una bomba, había desaparecido en mar...y el Estado presen-
volveríamos a ver todo esto sólo en alguna película de Fellini.
taba, con la comunicación oficial, sus condolencias. Con este
Y mientras se cerraba la escuela por la pausa del largo feriado
clima ya ninguna Navidad había sido posible. No había fiestas
navideño, vivíamos paso a paso en la plaza el armado del gran
en diciembre. Solo imperaba el miedo, se vivían privaciones, y
evento, con niños y mujeres acarreando pastores de cerámica,
cada uno rezaba silencioso para que los carabineros altos, ele-
pasto amarillento y flores de invierno para el pesebre grande
gantes, vestidos de negro no llamaran a su puerta...
que el párroco aprontaba en la iglesia desde el comienzo de la
novena, el período preparatorio de la celebración.
Ahora, en el patio de la casa argentina, en esta Navidad soleada, nos encontrabamos todos vivos y unidos, devueltos a la
PERCORSI
Todos encerrados en los trajes azules domingueros, con nue-
serenidad de la familia. No lo podíamos creer, porque los re-
stros sobretodos, con gorra y bufanda, atormentábamos a
cuerdos volvían y porque nuestros parientes argentinos, ávidos
padres y hermanos mayores pidiendo de todo.El encanto in-
de cuentos de guerra, quisieron torturarse toda la noche, en
genuo de cruzar el pueblo en la oscuridad para la misteriosa
aquella mi primera Navidad en Buenos Aires, solicitándonos a
misa de medianoche era irresistible. Hacíamos proezas para
contar nuestras peripecias, preguntando y repreguntando so-
no dormirnos antes, las tías chismeaban con tono pueblerino
bre nuestras Nochebuenas de guerra...
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PERCORSI
Worldwide
On the side of the good people
By Umberto Lucentini
In the little square in the park named after Joe Petrosino three
languages interweave: some people speak English, some Italian, some the typical Italo-American which bespeaks the distant origins of so many emigrants who came years ago to the
USA. In Manhattan, in the heart of New York, at the edge of
Little Italy, there are those who like Joseph E. Petrosino were
born and grew up in these parts but have a part of their heart
that beats in Italy.
This elegant gentleman, with a tuft of hair that has just tuned
white and gilded glasses, is one of the many great-grandsons
of Joe Petrosino, the mythical police lieutenant from New York
killed by the “black hand” in Palermo in 1909. on Tuesday 13
October, Joseph E. Petrosino thus recounts a part of his life
in front of the American guests, Italo-Americans and Italians
who have come to the green area between Lafayette, Spring
Streets and Cleveland Place for the naming of the park after
their illustrious ancestor, “Lieutenant Petrosino (1860-1909)”:
“I am proud to be a grandson of a great police officer that is
the best inheritance that Italy could leave us. Here in the USA
there are investigators, firemen, physicians and ordinary people that from New York to Chicago, from Florida to San Francisco, honour the best history of Italy.”
There, perhaps it is all in the words of judge Joseph E. Petrosino, the meaning of the new bond between the two shores
of the ocean recounted by the events for the week of legality
entitled “Joe Petrosino: the new Sicily one hundred years after
his death”.
Francesco Maria Talo, the Italian consul in New York, does not
miss the chance of an important play on words: “On Monday
Columbus Day was celebrated, but I can say that every day is
a day when the strong bond between Italy and the USA is remembered. Today three P’s are celebrated: Petrosino, Padula
and Palermo. Petrosino is Joe, the Italo-American police officer born at Padula and killed in Palermo, the birthplace of antimafia investigators and judges. Behind Petrosino there is the
history of so many Italians, emigrants and others, who are a
resource for many Americans. A successful fight against crime
has been waged by many Italians like the head of the national
anti-mafia office, Piero Grasso, and the head of the New York
Police Department, George Grasso, an American with Italian
roots, today alongside one another. So I think of the many po-
PERCORSI
88
lice officers, policemen, and soldiers of the Italian armed forces fighting in Iraq and in other places where there is so much
work to do.” Joseph E. Petrosino is a judge, and he articulates
his words clearly when he says: “Today in the key posts in offices of justice and the police there are Italo-American women
and men. And we all have the same determination: to put a
stop to those who discredit and dishonour the history of Italians, and with their behaviour offend the symbol of all honest
Italo-Americans that Joe Petrosino is. Today fighting crime
and terrorism is a duty we inherit from men like Joe Petrosino.”
Piero Grasso, who was born and grew up in Sicily – where he
has worked and laid his life on the line to stop other criminals
– today is the head of the national anti-mafia commission, and
in New York he already has solid relationships with colleagues
and police officers in the front line against the clans. The
anti-mafia “super-attorney” Grasso says: “In the past several
years so many steps forward have been made in the hope of
changing things and defeating the mafia. And today, when
people are speaking of pacts between pieces of the state and
the mafia, I say it is necessary to seek the truth at all costs. If
there have been pacts in the past, particularly regarding killing
of very important people like Piersanti Mattarella and Pio La
Torre or Carlo Alberto Dalla Chiesa, or Giovanni Falcone and
Paolo Borsellino, we have to be ready to accept any new truths
that should emerge from the investigations. And the facts and
the investigations say that organized crime has often been the
armed expression of other interests.”
The head of the NYPD strikes up a link with the head of the
national anti-mafia office by making a wisecrack: “Two Grassos, a single law....” George Grasso says: “I started to work in
the New York Police Department at 30. In 1978 I became a detective and in all these years I have followed the evolution of
organized crime in New York. Today I can say that the experience of the past makes me hopeful: we can win this battle. The
US congress has approved a law to reach this objective: it contains norms to dismantle the extortion racket and a protection
program for those who collaborate with the law. The law must
continue to be a beacon even faced with the worse criminals.
Organized crime in the USA is more and more an enterprise.
Before 1970 it was difficult to prove the guilt of bosses, but
since 1970, with the first new laws approved, we have used the
investigations of drug trafficking, exploitation of prostitution
and gambling to strike at mafia firms. John Gotti headed an
enterprise that had a turnover of millions of dollars, and we
Worldwide
found the branches of his firm: the result is that Gotti died
of cancer in jail. The New York police has created some joint
groups working against mafia and terrorism. Today Italian,
Russian and Mexican organized crime is treated like Al Qaeda:
it is clear that New York cannot be protected stopping inside
the confines of the town hall, because the person that made
the Twin Towers collapse started their criminal activity outside
New York. That’s why our police forces work with the police officers of other states to stop the clans. Last year a big investigation on drug traffic between Mexico, Italy and the USA was
completed thanks to this partnership. There are certainly differences between us: in Italy there is a sad history of honest
people murdered by the mafia. Here in New York, this is not
the case: organized crime understands that if it kills a police
officer or a judge it signs its own death warrant. And even if the
mafia continues to exist here, we are on the way to defeating
it because we use a task force that has the contribution of the
district attorneys and Italian ones.”
In the tour of New York there is also Don Ciotti, who talks
about the Libera phenomenon, the hundreds of anti-mafia associations in Italy that are connected to one another and organize debates, manage property confiscated from the bosses
and assist the many witnesses that are often left alone. And he
sums up: “Today we need a society responsible for all citizens
that concretely deal with the problem: everyone says they are
against the mafia, but the first mafia has become the mafia of
the word. We have to move in three directions in order not to
betray the commitment of those that have lost their lives for
all of us. First: formation, in schools and universities, knowledge of the phenomenon. Second: commit ourselves more, all
of us, to doing our duty in the first person. Third: giving work
to the unemployed, also through management of confiscated
property.” And a Sicilian cloth cap as a gift, ending up on the
heads of the two Grassos and Don Ciotti, is a strong signal: a
piece of tradition snatched by the mafia as a symbol can return
to its origins. Even starting from New York.
Joe Petrosino, the head of the Italian
Squad and a hero of Italo-American
popular fiction
By Marina Cacioppo
Lieutenant Joe Petrosino, the commander of the Italian Police
Squad in New York, made 700 arrests in 1904 alone. He was
PERCORSI
not just anyone – otherwise he would never have become a
legendary character even before being killed. The readers of
Progress Italoamericano knew it well, as did those of the New
York Times, who in the crime pages read of his tireless fight
against the Black Hand, but the readers of La Follia di New
York and Corriere d’America knew above all that he was present as a character in the pages of the famous novels by Bernardino Ciambelli and Italo Stanco.
The echo of the exploits of Joe Petrosino soon filtered from
crime news into supplements of the newspapers of the Italian
communities with the long and intricate feuilletons belonging to the genre of “city mysteries”, which came into being
in France in the middle of the nineteenth century with The
Mysteries of Paris by Eugène Sue. The mysteries of Bleecker
Street, Contemporary Novel, The Coney Island Crime and The
Mysteries of Harlem by B. Ciambelli and The New York Octopuses by Italo Stanco are just some of the titles in which the
character of Joe Petrosino appears. Here, alongside the inevitable romantic elements, the intricate plots, the spicy and sensational details, the portraits of dark criminals and the vices
of high society, new elements are found, more realistic ones,
linked to the life of the “Italian Colony.” Here there is a realistic depiction of the milieu of the Italian communities, dense
in topographical references to places and to crimes that really
took place.
These publications responded to the need to correct the image of the Italians that emerged from the American press,
which often presented our fellow-countrymen as “the usual
suspects”, individuals that by nature, race and culture did
not fit in well with the American laws and that easily became
dangerous anarchists or mafiosos ready to conspire against
America and its democratic institutions. In the pursuit of this
intention of rehabilitation, the introduction of Joe Petrosino
and later that of Michel Fiaschetti, who replaced him at the
head of the Italian Squad in 1912, played an important role in
popular novels.
The creation of the character of a sterling police officer, representing legality, who acts on behalf of the community to root
out crime and bring justice, reassured Italo-American readers,
upset as they were by the accusations made against Italians,
and particularly Sicilians, of belonging to a secret society,
an organization of killers whose objective was to control the
city’s institutions. Hence Petrosino was the paladin of the Italian community in New York; from the height of his credibility
89
PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
as a police officer and a member of the community he was
the figure best suited to demonstrating that the Italian community was not complicit in crime, as some wanted to make
people believe, but a victim of crime, neglected as it was by
the authorities and by the police. We can conclude with a short
extract from The Coney Island Crime, since apart from its literary value it contains an extremely topical message and it is
offered to the public all over the world as a valid admonition
for everyone. “Petrosino, following the traces of a killer, assists at an explosion in a building site in Penn Station, in which
fourteen workers lose their lives, ten of them Italians. Deeply
struck by what has happened, Joe would like to shout to everybody: ‘These people don’t belong to the Black Hand, but to the
legion of men with callused hands, to the squad of work martyrs.’ But his cry was not to be heard, because people make a
din every time an Italian commits a crime but keep silent when
hundreds and hundreds fall victims to duty.”
Noir account
By Carla Incorvaia
Wise guys and picciotti. Dons, godfathers and district heads.
How did the organized crime of the so-called “Sicilian peasants” get overseas? It is explained by Antonio Ingroia, the
assistant prosecutor in Palermo, responsible for the most
important investigations on the relations between mafia and
politics, on mafia and football, on the treasure of Vito Ciancimino, to mention just a few. In 2007 he ordered the arrest
of the super-wanted man Salvatore Lo Piccolo, the only boss
that had gone on maintaining relation with the “runaways”,
members of the mafia forced to run away to America during
the mafia war that broke out in the 1980s between Corleone
and Palermo mafiosos for supremacy and control of the territory. It was a war made up of blood and corpses, with 240
dead in a year, and one that transformed the power relations
between the “families” in Sicily and in America.
The key man of the twentieth century is Lucky Luciano, whose
real name was Salvatore Lucani, the first official boss of the
modern Genovese family, considered one of the 20 most influential men inside the organization and the father of modern organized crime. He was the inventor, in the post-war
period, of the massive expansion of the drugs trade. Thanks
to this international traffic the American Gambino, Bonanno,
Lucchese, Genovese and Colombo families set up a base that
PERCORSI
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strengthened and facilitated the economic and financial relationships of organised crime. Their golden years were the
seventies and early eighties, when the Italo-Americans made
heaps of money with drugs. Morphine, the base imported from
the east, was sold on in southern France and Italy, where it was
refined and turned into heroin in the Sicilian laboratories and
refineries of the mafia. Here the protagonists were the Gambinos, the Spatulas, the Inzerillos, who dealt with the big American market. However, the fight against the mafia forced the
organization to look elsewhere. When the war broke out between the families in 1981, the Corleone mafia got the better
of the Palermo mafia, and relations with the Americans were
weakened. The drug business went south, to the Colombians,
who with their “cartels” were the most bloodthirsty and best
organized people. Venezuela and Argentina were the other
two countries in South America involved in the mafia business.
Among the “runaways” there was also Tommaso Buscetta,
who together with two other people cooperating with the police, Francesco Marino Mannoia and Salvatore “Totuccio” Contorno, were to open up new and useful panoramas for investigations. 1992 and 1993 were the years of massacres, in which
the mafia threw out its challenge to the state. But some of the
Corleone men went too far and there was an internal rupture.
Ganci and Aglieri were among the most merciless members
of the clan, while Bernardo Provenzano, the “boss of bosses”,
the Scarlet Pimpernel of the mafia, took up a moderate position. Later the arrest of Totò Riina was to strike a major blow at
the mafia. In these years Salvatore Lo Piccolo was one of the
few that maintained relations with the “runaways.” He tried
to convince Provenzano of the absolute need for an alliance
and also to convince him that it was necessary to promote the
peace outlawed by Riina. The very faithful Cinàs and Rotolos
try to oppose this, but in 2003 a truce was made.
When Provenzano was arrested in 2006, Lo Piccolo became
the undisputed head of the mafia. Cinà and Rotolo were also
arrested, and the shooting started again. The boss of San
Lorenzo ordered the murder of Pietro Ingrao and the “runaways” were at last able to return home.
On 5 November 2007 Salvatore Lo Piccolo, called the Baron,
was arrested at Giardinello, after being on the run for 25
years. His territory was probably the north-western part
of Palermo, Zen and the communes of Capaci, Isola delle
Femmine, Carini, Villagrazia, Sferracavallo, Partanna Mondello and some areas of Trapani province. Cocaine, enterpris-
Worldwide
es and protection money, the extortion racket constituted
his biggest sources of income. A new alliance was created,
a new strategy between the Sicilian and American mafia. Lo
Piccolo’s arrest created a void. The interests of the mafia began to be of another type. It was a financial mafia, a mafia of
big investments, which needed rich and distant markets, in
which it was easier for its traces to disappear. The mafia too
adjusted to globalization, setting up new criminal strategies
and new routes for laundering dirty money, as is shown by
the confiscation of 13 million euros sent out to Nassau thanks
to the complicity of a Milanese financier and a Swiss banker.
Among the important men in the American mafia there is
also Frank Calì, the ambassador, one of the 90 arrested in the
Old Bridge investigation, the biggest after the Pizza Connection trial.
Frank Boy, “Mr. Nobody”, officially an entrepreneur in Italian food distribution in New York, a “man of respect” of the
Gambino-Inzerillo family, was the cornerstone of the new relations between Sicily and America. The young descendants
of the Palermo families turned to him – from Mandalà and
Notaro of the Villabate family to Gianni Nicchi of the Pagliarelli family and Vincenzo Brusca of the Torretta family. Calì,
43, together with Filippo Casamento, became the new head
of the American mafioso families. Considered a man of honour of the Gambinos, he manages about ten companies for
food distribution in the United States and is the boss of building firms that put up buildings in New York and create firms
for laundering money in offshore countries.
Thanksgiving Day:
a problematic myth
By Attilio Carapezza
Every year in the United States, on the fourth Thursday in
November, American families – at least those that the economic crisis has not driven into the infernal circle of new poverty – gather together with friends and relatives to celebrate
Thanksgiving Day around a laid table on which a gilded roast
turkey and an inviting pumpkin pie tower up. The centrality
of the first course also accounts for the alternative name Turkey Day. 2009 is the year of the three-hundred-and-eightieth
Thanksgiving in history, since the first celebration dates back
to November 1621. It was held at the behest of William Bradford, the governor of the colony that the Pilgrim Fathers had
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founded at Plymouth, to thank God for their first harvest.
This symbolic record has not been invalidated by the numerous historical researches that have tracked down previous
ceremonies of religious thanksgiving celebrated by European farmers on American soil before 1621, like the one held on
8 September 1565 in a Spanish settlement in Florida.
For the colony, that first crop meant the prospect of a reasonably serene and stable future. After a first attempt to
escape the persecutions suffered at home because of their
dissent from the Anglican Church by taking refuge in Leyden,
in hard-working and tolerant Holland, they had decided to
face the unknown, an adventure, by going to found a colony
in the New World, in Massachusetts. They embarked on the
Mayflower in 1621, challenging the ocean in search of the
Messianic utopia of a land in which to fulfil their desire for
religious and economic freedom without conditionings (increasing importance is attributed in recent historiographic
reflection to the economic aspect). The hardships of the voyage, hindered by dreadful storms and the difficulties of the
first impact with American soil, almost halved their number.
They had only succeeded in surviving the rigors of winter in
a hostile environment thanks to the initial solidarity of the
Wampanoag Indians, the original inhabitants of the area,
who taught them to exploit the resources of the natural environment in a rudimentary way.
The tradition has it that the celebration – almost prophetically preluding the melting pot policy – had a harmonically
multiethnic character; the Wampanoag natives would also
be invited to it. They were great hunters, and would come
bringing gifts to the farmers like deer, turkeys and other local game. This founding myth of the American nation, which
shows impeccable political correctness, today is radically
challenged by ‘redskin’ historiography, which questions its
likelihood, stressing the absolute lack of documentary evidence and the almost immediately conflictive nature of relations between the two groups. In 1970 some American Indian
movements went so far as to declare Thanksgiving Day a day
of national mourning.
Least enthusiastic of all about this tradition are obviously the
turkeys that, extraneous both to the themes of economic
and religious freedom and to those of pacific coexistence between human races, wonder why the memory of affirmation
of those principles should be celebrated precisely with the
sacrifice of their flesh.
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Worldwide
The figures on emigration
By Paola Pottino
When statistical data are given, often someone turns their
nose up. True, there is little that is fanciful or amusing in drawing up a statistic list, yet, for a careful examination of the reality in which we live, those slightly “unpleasant” numbers often
become essential. How could we speak of immigration if those
data did not support our analyses? There are four million three
hundred and thirty-nine thousand foreign citizens regularly
present in our territory, two million workers, eight hundred
and sixty-two thousand minors born of foreign parents, six
hundred and twenty-nine thousand students in schools, over
one hundred thousand families reunited, forty thousand foreigners obtaining Italian citizenship, twenty-four thousand
marriages between Italians and immigrants, about six thousand foreign students that annually graduate in Italy. These
are the data that emerge from the 2009 Caritas/Migrantes
Statistical Dossier on Immigration edited by Franco Pittau,
who says: “the Dossier is an instrument to overturn this false
image that people have of immigration, not so much on the
basis of the pastoral motivations of Caritas and Migrantes,
but on the basis of the data, which for two decades have been
provided with accuracy and completeness.” Hence, looking
at these data, even the most distracted observer could not
fail to realise that the moment has perhaps come when it
would be worthwhile to stop and reflect, free of prejudices,
not only considering personal attitudes, but also political and
ideological ones.
“Accepting immigrants as regular people and not as clandestine ones,” continues Pittau, who founded the annual
research by Caritas together with Don Luigi Di Liegro, “seeing them as workers and not as criminals; seeing them as
citizens and not as foreigners, are thus the points that sum
up the 2009 Caritas/Migrantes Dossier.” Under this sky of almond eyes, dark faces and gilded hair, in a country in which
religions, creeds and cultures are more and more diversified,
the phenomenon of immigration is not distributed homogeneously in all Italian regions. The increase in the number
of Romanian, Ukrainian and Moldavian citizens goes on and
over 60% of immigrants reside in the regions of the north,
25.1% in those of the centre and the remaining 12.8% in those
of the south. In this framework, the few tens of thousands of
landings only have a superficial influence. In this connection,
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92
according to the 2009 Caritas/Migrantes Dossier, “in 2008,
36,951 people landed on the Italian coasts, there were 17,880
forced repatriations, 10,539 foreigners transited through the
identification and expulsion centres and 6,358 were rejected
at the frontiers.”
“Thus although the landings were less than 1% of the regular
presences,” says Pittau, “irregular flows have ended up monopolizing the attention of public opinion and consequent
political decisions, provoking increasing confusion between
clandestine immigrants, irregular ones, asylum seekers and
people entitled to humanitarian protection.” The old adage
about “not tarring everyone with the same brush” has thus
become an example to be followed for preparing mid-century society to face the differences in globalization and globalism in the specific differences. Short-term memory is never
rewarding: many countries in the world increased their development with the help of our fellow-countrymen, so why
shouldn’t Italy build its future with the help of immigrants?
Men in the front line
By Paola Pottino
Born in Puglia, General Domenico Achille, the Regional
Commander for Sicily of the Guardia di Finanza (responsible for tax and excise and tax crime), has been in Sicily
for a little over a year and a half and here, in collaboration
with the Corps of Harbourmasters, the Military Navy, the
Carabinieri, the State Police, each with their different specificities, fights the criminal phenomenon linked to immigration.
General Achille, what have been the most significant
flows of illegal immigration towards Sicily?
«The most significant flows are those coming from countries in the Mediterranean Basin, the Horn of Africa and
western Africa and, to a very small extent, from the Middle
East and Far East or from the Indian sub-continent. They
include a certain number of emigrants who come for financial reasons, but also people fleeing violence and, in some
cases, deceived by the chimera of an honest job».
How much do these “journeys of hope” cost for those
people who decide to entrust themselves to criminal organizations?
«The sums oscillate between 1.000 and 3.000 euros».
Most of the clandestine immigrants come from Libya,
Worldwide
and in this framework, of specific importance is the decision of June 2005 to set going more incisive EuropeanLibyan cooperation on the subject of immigration….
«Exactly. This decision became operational this year with
the drafting of the protocols of cooperation between Italy
and the Great Socialist People’s Libyan Arab Jamahiriya,
stipulated on 29 December 2007 and 4 February 2009. In
the context of these agreements, starting from 25 May
2009, the Guardia di Finanza carries out systematic patrol
activity in the territorial sea and the international waters off
the Libyan port of Zuwarah, the main port used by clandestine transports towards Lampedusa».
General, on the basis of these agreements, what developments have there been?
«The developments are in the numbers. The patrolling activity by the territorial Guardia di Finanza and the air force operating in Sicily can be summed up as follows for the years
2008 and 2009 with the specification that, regarding the
year 2009 the datum refers to the month of September. In
the whole year 2008, 262 operational missions were carried
out that made it possible to contribute to stopping 10,028
migrant (8,247 men, 1,118 women and 663 young minors)
122 of whom were arrested because they were considered
responsible for the phenomenon as “boaters.” Further, 91
crafts used for the transport of clandestine migrants were
confiscated. From 1 January to 30 September 2009, 80 actions were carried out during which the units stopped 1,222
people (987 men, 175 women and 60 minors) 46 of whom
were arrested. During the operations to halt the phenomenon, 14 crafts were seized».
Following the new strategies for preventing clandestine immigration adopted by our Government, we see
a marked decline in the number of landings along the
coasts of the Straits of Sicily, other maritime routes being privileged. Can you tell us which ones they are?
«The operational results would seem to confirm this trend,
seeing that recently landings have been detected at Monasterace Marina (Reggio Calabria province); Castro (Lecce
province); Africo (Reggio Calabria province); Castrignano
del Capo (Lecce province); Capo Bruzzano (Reggio Calabria
province); Isola Capo Rizzuto (Calabria) and Pozzallo (Ragusa province). It follows that, as an alternative to the traditional southern route that crosses the Straits of Sicily, the
traffickers in human beings are more and more using the
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routes that cross the basin of the eastern Mediterranean
(exploiting as their countries of departure Turkey, Greece
and Egypt) to reach the Ionian coasts of Calabria, the eastern ones of Sicily and the Puglia coast, as well as the Straits
of Sardinia (mostly for departures from Tunisian and Algerian harbours) to reach the southern coasts of that region
and the western ones of Sicily».
At a European level, in May 2005 the European agency
for external frontiers was created (Frontex). What is the
function of this structure?
«The agency has a mission to simplify the application of the
EC measures on the subject of management of the external
frontiers of the European Union and to guarantee the coordination of actions undertaken by member states in enacting these measures».
General Achille, do you believe in a multiethnic society?
«Certainly. The world is evolving in that direction, we all realize it. We cannot think about going against the current.
We need to start a rightful, natural and civil process of integration and to accept the normal rules of cohabitation on
both sides. Besides, we cannot forget our emigrant past, so
we have to understand those that today find themselves in
the conditions our grandparents experienced many years
ago».
The main points in what
the President of the Chamber,
Gianfranco Fini, has to say
on the subject of emigration
in Italy
On xenophobia: In Italy racism does not exist, but there is a
lot of xenophobia, and it is known that xenophobia is possibly
the antechamber of racism. According to the etymology of
the word, xenophobia is fear of the foreigner. Despite Italy’s
history, there is this creeping, or in some cases manifest, xenophobia due to a whole series of prejudices, because there
is a lot of ignorance, and because not all educational bodies
have prompted people, in particular younger people, to reflect
and judge on the basis of knowledge rather than of prejudice.
The first commitment that institutions must feel is precisely to
oppose prejudice and to fight starting from honest observation of reality. On the security package: I am convinced of it,
there has been a security package, and we need an integration
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package. Security and integration are two sides of the same
coin. Looking exclusively at a single side of the coin means not
having a full understanding of the phenomenon. On TV, there
is an excess of propaganda and a deficit of politics; the themes
of integration and immigration of foreigners are dramatically
serious issues that cannot be addressed with a slogan so as to
get 0.5% more votes at the next elections. On citizenship: The
hope is that an accord can be found on at least one point so as
to modify the legislation in force; the citizen is the arrival point
for full integration... On minors: not only babies that are born
in Italy, but also those people that have lived in Italy starting
from a very young age. There is a need for a moderate jus soli,
because why should we say to that child that has attended a
school cycle, implying that he or she is 10-11 years old, to that
child that supports the Rome or Lazio team, that speaks dialect,
that jokes with my child, that by now is fully inserted in school,
why should we say: until you are eighteen years old you are not
an Italian citizen? We should start to guarantee that that child
that uninterruptedly attends a school cycle and is firmly in Italy
with his or her family can become Italian. It is very important to
recognize citizenship so as to avoid the risk that there may be
an attempt – which can also be distorted – when these young
people grow a little older, to recover their past identity, to be
sucked in by integralism, which fishes around in the world relying on the fact that identity is in some way denied or even trodden on by western societies, which according to integralism are
those societies that with an exclusive point of view want to destroy the cultural tradition. On the right to vote: If you want to
make the foreigner feel at home in Italy, you cannot pre-emptively deny him or her the right to representation. The foreigner
is told that he or she has an obligation to pay taxes, but he or
she is denied the right to representation. There is something
wrong here: the two things have to go together, rights and duties together.
Suspension of judgment
by Paola Pottino
Here is the point of view of a woman that for a long time has
been fighting forcefully and vigorously for people’s rights, first
of all the right to life. Elisabetta Zamparutti, a member of the
Radical Party, is also the treasurer of “Don’t touch Cain”, the
international league of citizens and parliamentarians for the
abolition of the death penalty in the world.
How is the fight against the death penalty going?
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«After the approval of the Resolution for the moratorium on
executions by the General Assembly of the United Nations, the
commitment is to enact the contents of the resolution in countries that have the death penalty, responsible for over 98% of
executions. The fundamental point that we want to strengthen
is the one relating to overcoming the state secret on executions. This would serve as a deterrent in relation to international
public opinion. On 17 and 18 December we have decided to talk
about this and many other things in a congress organized in the
Padua prison. In our opinion the prison is a symbolic place for
talking about the right to life».
How do you judge the immigration policy of our government?
«It is a sad sign of blindness with respect to the future of our society. The documented influx of people from other continents
cannot be ignored and the send-back-home measures are only
demagogic. I believe that it is a devastating policy whose effects will be felt in the near future, because we will not even
be ready to face the problem from the cultural point of view.
The so-called “security package”, for instance, is a measure
going against current trends that does not solve the problem.
The real world and that of those who govern us are two totally
disconnected worlds».
Yet, inside the People of Liberty party, Hon. Gianfranco Fini
has shown some “open-mindedness” with regard to the
phenomenon of immigration…
«I think that inside the People of Freedom party too there is
a liberal element, and I hope that these people succeed in expressing their ideas on the subject. I believe, however, that at
bottom the voting system in force has to change: the people
elected must at last be the true expression of what the electors
want!».
In your opinion, how should the legislation on immigration
be regulated?
«First of all, I think it would be right to regularize not only immigrant carers, but also others who are entitled, like for instance
people who work in the fields and labourers in general. In Italy
these people are often forced to live in an illegal system, working clandestinely and unable to exercise their rights and very
often, for these reasons, they fall into a deviant system».
What future do you see in our society?
«It is a very hard struggle, but I have trust in people. It is necessary to break that wall of silence that makes it impossible to
communicate. At bottom it is very important to consider the
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problem of information. Citizens must be informed correctly
and to do this a radical reform is needed».
Back to Italy
In 1998 a boat with about three hundred Kurds on board coming from Iran, Iraq and Turkey lands on the Ionian coast of Calabria. The village is Riace, the place of the bronzes that came
from the sea, and it is also from the sea that the two protector
saints of the Locride village, Cosmo and Damian, come. The
immigrants ask for political asylum and so there begins the first
experiment in acceptance of fugitives in Italy. Just three years
later the Italian government creates the first national asylum
programme. “In 2002,” explains Domenico Lucano, mayor of
Riace, “this was changed into the Fini-Bossi law, number 189,
into a system of protection for asylum seekers and refugees.
The Commune of Riace has activated these reception projects
for a particular type of immigrant citizens; they are those that
arrive from countries marked by war or ones where there are
ongoing ethnic and political persecutions and that ask for asylum. At Riace there are about a hundred of them, all political
refugees or ones with humanitarian protection. On the day of
the landing I was on the Ionian state highway. I have always
been engaged in politics and meeting these immigrants was a
revolution for me and the people of Riace, with a historic area
practically emptied by the migratory phenomenon and pervaded by a sense of social resignation, with a consumer development all tending to the building racket along the shore and
inclined to the harsh law of cement and a policy of cementification. Our population, about 1800 inhabitants divided in
two agglomerations, Riace Marina and the historical part with
about 700 people, has a major agricultural and sheep-raising
patrimony that blends well with the cultural background of the
Kurds, the Eritreans, the Iranians, the Afghans, the Serbs and
all people of the world that come to Riace by sea or by land.
I spent the whole summer in the refugee camp.” In 2000 Cittàfutura came into being, an association named after Father
Pino Puglisi and founded at Riace in the summer of 1999 by
a group of young people, for promotion of, research on and
ethnographic study of local history and culture. In 2001, “As
a counsellor in the minority party,” continues Lucano, “I proposed participation in the asylum programme. In this way Riace became one of the first 75 communes in Italy adhering to
the protection network for political refugees. People come to
Riace from all over the world or at least from the part affected
PERCORSI
by conflicts. Serbia, Somalia, Ethiopia, Palestine and Iran are
part of the international cooperation network constituted by
the communes adhering to the asylum project. Opening up to
others we have shown that the message of solidarity is truly
important.” And it is Wim Wenders that decided to work on the
first Italian short film in 3D precisely on the theme of immigration in towns and villages in Locride. Behind the scenes, that is
to say to write it and to produce it there is a lot of Bologna: a
scriptwriter, Eugene Melloni, and no fewer than two production
companies, Mauro Baldanza’s Technos Videone and Giampiero
Piazza’s Xilostudios, and then there is Burgatti editions for the
soundtrack. The main actor will be Ben Gazzara, originally from
Canicattì, with Blasco Giurato (“New Cinema Paradiso”) as the
director of photography. “I was inspired,” explains Melloni “by
a real event. Some years ago I read that at Badolato, a village
in Calabria that had become deserted, the inhabitants all having emigrated to Germany or France, the mayor intended to
repopulate the place by welcoming a group of immigrants with
the status of political refugees. It seemed to me it was worth
telling the story, with tones and ways almost fable-like for today, in this age in which closure and resentment prevail. So I
wrote a script in which there is a village with only one child that
wants to play ball but finds nobody. A group of young African
immigrants lands here. A ‘fable’ with classical simplicity, but
also absolute topicality.” But what have fables got to do with
3D, which is usually used in very spectacular animation films?
“Precisely this is Wenders’ wager, made possible by an enlightened producer like Marco Baldanza: to show that stereoscopic
cinema is not only for horror and cartoons, as Hollywood is accustoming us to think, but is a technological revolution as important as the advent of sound and colour – and hence suited
to every kind of cinematographic narration. Besides, sound
and colour too at first met with a lot of resistances.” A story of
hope and immigration that has thrilled the director of “Paris
Texas”, the filming of “The Flight” already began in September
in Calabria. The film will cost 183,700 thousand euros: the Sicilian Region is not just sponsoring the film, but is co-producing it
with seventy thousand euros.
The fairest of them all speak Italian
Italy, thought of, often yearned for, goes over the oceans and
reaches the States, Australia and Argentina through its symbols: the national football team playing in the World Cup or the
election of the most beautiful girl. Miss Italy in the World is the
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sign of the embrace between a country and a group of girls for
whom the homeland is a fable, a place of the soul told of by
parents and grandparent,
If the crown of Miss Italy in the World this year has crossed the
ocean, flying from Paraguay to Moldova, and passing through
Fiorella Migliore to Diana Curmei, the origin of the girls has
simply moved from the west to the east of Sicily, from Comiso,
in the province of Ragusa, to Campofelice di Roccella, in the
province of Palermo. It is in this imaginary flight, which contains all the beauty of emigration, that the memory of our emigration is mirrored, from the difficult years down to recovery
and the success of so many fellow-countrymen that have left
their land to look for the work that Italy denied. And – why not?
– also a beauty contest, with its being ephemeral by definition,
can become the pretext to set side by side distant worlds that
have a common humus. In all corners of the world girls aspire
to enter the imaginary world of show business. Whether they
are born under the Sugar Loaf Mountain, in the streets of Manhattan or on the beaches of South Africa, the desire to parade,
to work in cinema or television, links them all. For this dream,
they do not hesitate to undertake, this time going in the opposite direction, the trip made in the past by their grandparents
or great-grandparents, also allured by the dream of a better
life. Today the girls belong to the fourth generation of Italian
emigrants in the world and it is the central-southern regions,
in addition to Veneto, that supply the biggest number of participants. Diana, the dark-skinned beauty from east Europe,
Miss Italy in the World 2009, who loves Laura Pausini and Tiziano Ferro, explains: “My great-grandmother was from Campofelice and went to Romania with a group of sculptors that
worked with stone. Here she met my great-grandfather and
they got married. At that time Moldova belonged to Romania, though subsequently it became an independent country.”
Lured by that great mother hen that is the Miren clan, they
arrive in the country of their ancestors, often for the first time,
they visit a bit of Venice and they fall in love: with Italy or the
Italians, it doesn’t matter much. “Actually,” admits Diana, “I
took part in the contest to promote the image of my country,
Moldova, in foreign countries.” Yes, Diana feels much more
Moldovan than Italian: “For my family it was impossible to
maintain the Italian traditions because history has often been
cruel to Moldova”. After defeating all competitors last June at
Jesolo, Diana is already at work but she has not given up her
studies on law and acting and her work as a fashion photogra-
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pher for catalogues which have nothing to do with the title of
“Miss Italy in the World.”
Do you feel a bit like the Miss of emigrants, even though in
your story there is no trace of emigration out of necessity?
«Yes, of course, just like the other Miss Italy in the World winners that have preceded me, though my situation is a little
untypical: my great-grandmother did not leave Sicily to move
abroad once and for all, it just happened by chance, during an
‘artistic’ tour: she liked the place, she met the man of her life
and stopped there. I had never been in Italy before last summer, and at the beginning I didn’t feel very much at my ease.
Here everything is different – society, the mentality – but
gradually I am getting used to it, also thanks to the people I
work with, who are helping me a lot. At home with my family I
didn’t speak Italian, I only started to study it after the contest.
I sometimes eat Italian food; my father is a great cook specializing in pizza, while my mother is good at cooking spaghetti.
Recently I have also begun to read Italian books to improve my
vocabulary and to learn the language faster».
However, she has a big desire to return to her roots: «I have
not had the opportunity to visit Campofelice yet but sooner or
later I will, it’s very important for me. Unfortunately we have
lost all contact with our relatives because of political problems
in the past».
What contribution to the maintenance of your roots can
come from a contest centring on beauty?
«Miss Italy in the World is much more than a parade of beautiful girls and the idea that Enzo and Patrizia Mirigliani had of
opening up their historic contest to people who, though living far away, have some Italian blood in their veins is truly
admirable. It is an extra chance to be known in your country
of origin». At the Curmei home they are all happy about this
Italo-Moldavian person, happy like the Italian mothers and fathers that at Salso called Enzo Mirigliani patron, recognizing
his miraculous gifts.
One last curiosity: is it Italian fascination or your objective
beauty that determines your success with boys?
«But who told you I am successful with boys?».
Italian Style
by Alessia Licata
When anyone says Made in Italy, people think of food, wine,
handicraft in ceramics and glass, the sunglasses and leather
Worldwide
goods, but above all fashion. This is confirmed by the recent successes of Italian couturiers at the latest Parisian
fashion parades. In this connection, Italian fantasy and
creativeness are the secret of the success of the greatest
maisons in the whole world. Stefano Pilati at the head of
the Yves Saint Laurent firm, Riccardo Tisci, the stylist of
Givenchy, Antonio Marras, the artistic manager of Kenzo,
down to the recent acquisitions of Marco Zanini for Rochas
and Rodolfo Paglialunga for Vionnet, are just a few radiant
examples of this.
As long ago as the Middle Ages, Italy excelled for luxury textile production and supplied the most important royals in Europe. Como silk, Venice brocade and Florence wool, which in
the past alluded to Italian style, charm and elegance, in the
course of time have become the clothes designed by great
stylists like Valentino, Armani, Versace and Fendi.
The tradition of the craft industry has been handed down
through the generations, in the course of time improving
its skill and quality and encountering modern innovations.
In 1949 the Fontana sisters did the wedding gown of Linda
Christian for her marriage to Tyrone Power and in the same
years the American magazine Harper’s Bazaar dedicated
ample space to clothes designed by Emilio Pucci.
The first Italian fashion parade was organized in Florence
in 1951 by Marquis Giovanni Battista Giorgini, who, having
realized the potentialities of Italian tailors, decided to invite
American buyers and representatives of the international
press to the event. There was a parade of the creations of
the Fontana sisters, Pucci, Simonetta, Jole Veneziani, Carosa, Schuberth, Germana Marucelli and Fagiani, and it was a
big success. The creativeness and refinement of the materials and the competitive prices struck the public, shifting attention once and for all from French to Italian fashion. Since
then Italian clothes have been chosen by world-famous
characters, who in Italian fashion find a unique, elegant and
refined style. It is the case of Michelle Obama, who identifies
with Moschino clothes, or Hillary Clinton, who loves to wear
Cruciali polo neck sweaters.
Even “The Devil Wears Prada” and also great cinema cannot resist the charm of Italian fashion. In the colossal film
“Australia” Nicole Kidman wears Prada clothes and Salvatore Ferragamo shoes. But the charm of Italian fashion has
also infected films telling stories closer to everyday life. It is
the case of (Ethic), which, after doing the clothes of Kather-
PERCORSI
ine Kelly Lang in the famous soap opera “Beautiful” for the
small screen, did those for “This Great Little Love” by Riccardo Donna, “My Best Enemy” by Carlo Verdone and “The
window opposite” by Ferzan Ozpetek, while other films are
still being made: “All the Love in the World”, “Lara and I” by
Verdone, “Love 14” by Muccino, “Excuse me but I Want to
Marry you” with Raul Bova, “Lucky you are Here” with Claudia Gerini and “Angels and Diamonds” with Vittoria Belvedere in it.
Julia Roberts too, in Italy for her latest film, has chosen the famous round brackets of (Ethic), which have now entered the
aesthetic universe of so many young fashion victims.
A successful brand in the international scenario of female
fashion, before being a label (Ethic) is a moral choice, that
of dressing with attention to the concept of sustainable development. Fabrics and natural dyes and the use of hides
deriving from food cycle are indeed the direct consequence
of the support that (Ethic) has long given to environmental
campaigns. In the past years this brand has also introduced
the Emma line on the market, dedicated to young girls, with
profits partially devolved to institutions looking after minors.
Thanks to its eclecticism the brand has succeeded in penetrating different markets, exporting an “Italian-style” way of
dressing recognizable all over the world and positioning itself
among brands that have made “low cost” a real philosophy.
Already present in Italy with 45 sale points, in the space of a
few years it has obtained truly amazing result, also officially
going abroad – it is present in Spain, France, Germany, Russia,
China and Canada.
“The Italian product is immediately recognizable from the
care taken over the finishing touches and from the choice of
materials,” declares Ivano Piccirilli, the soul of the brand and
the president of the Ies company which, proudly looking forward to the forthcoming openings in Paris, in China and in Japan, stresses that “this successful expansion towards foreign
countries is the direct proof that the Italian product is always
appreciated, despite crises and competitions, since it is the
result of an atavistic culture of sewing that the whole world
envies us.” Connoting a garment with the Made in Italy brand
thus represents the ability of our country to blend in a single
product quality of material and a major aesthetical dimension.
Today Italian fashion covers all market segments, from haute
couture to prêt-à-porter, from programmed to fast fashion,
making its style accessible to absolutely everybody.
97
PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
The institution gets to work
to protect one of the primary
activities in Sicily
fish patrimony is submitted to increasing pressures, exerted
An interview with Regional Minister Bufardeci regarding the
However, even the biggest international coordination can
fishing sector, a historical source of income for the inhabitants of
prove ineffective if it is not accompanied by authentic accep-
the island since the first human settlements
tance of responsibility by each coastal state. In the absence of
Hon. Bufardeci, in your opinion, what are the favourable elements and potentialities from which it is possible to start
in order to give a new impetus to a strategic sector like that
of fishing in Sicily?
«I believe that we have to work to make Sicily succeed in renewing the heritage, not only economic but also social and
cultural, that derives from the relationship with the sea. Fishing can again become a leading sector, but it will not be simple
because we need to face and untie some structural knots».
What are the strategies and measures that the Region will
develop in the immediate future to give competitiveness
back to the sector?
«In the first place there is always respect for the sea and its
ecosystem. It may perhaps seem impossible to reconcile this
categorical imperative with the relaunching of fishing as an
economic activity, but sustainable fishing protects sea species,
increases profits for operators in the sector and creates the
premises for consolidating the sector. Furthermore, by aiming
at integration of the territorial micro-realities it is possible to
create initiatives with very big added value also connected to
oenology and gastronomy and tourism. Certainly we are talking about a long-term strategy, while today it is necessary to
face the economic difficulties of daily life and for this we reason we will follow the directives of the European Union, intro-
PERCORSI
not only by activities of commercial and recreational fishing,
but also by external factors like pollution and climate change.
a scientific basis on which to found the managerial choices,
though there is international coordination we risk creating
short-term initiatives that do not get to the root of the problem of boosting checks and limiting the fishing ability of fleets,
elements that are now necessary to guaranteeing sustainable
exploitation».
These are challenges that Sicily is well aware of. In the past
few years we have actively worked to improve the cognitive picture of fishing activities and their management, as
well as to support and reinforce the picture of multilateral
cooperation. Nevertheless, much still remains to be done
and the Commission is now working to conceive of a new
proposal: a proposal for a reform of the common policy on
fishing, which will see the light within 2012. What will the
contribution of Sicily be, in terms of ideas and proposals, to
the drafting of the Green Book of the European Union, the
document that will determine the common policy on fishing for the next ten years?
«Rather than of a task we have to speak of a responsibility.
Sicily has a decisive share in the national sector, almost 40
percent of the Italian productive sector. We therefore have the
duty to direct the position of the national government on the
basis of our competences, serenely desiring not to impose but
to share choices that will lead to the relaunching of the sector. The Green Book will be the Bible of our behaviours, it will
ducing measures for socioeconomic compensation, necessary
impose some sacrifices but will also involve the possibility of a
for protecting employment levels».
new deal for the fishing industry that will not aim anymore at
How important is collaboration with the other countries in
the maximisation of fishing, but will also make environmental
the Mediterranean?
strategic choices for protection and respect for fish fauna. Sic-
«The sea is an open geopolitical space by definition. To hold a
ily and its fleet will have a central role in the drafting of the
dialogue with the other Mediterranean countries is a neces-
Green Book of the European Union, a document that will de-
sary policy both for protecting our fleet and for exporting our
termine the common policy on fishing for the next ten years
know-how and our competences, so that fishing can also be-
and will be binding for the European common policy on fish-
come a resource in the countries of the southern area of the
ing».
Mediterranean. There is no doubt that in order to guarantee
The European Commission has raised a series of questions,
sustainable fishing, greater coordination is necessary between
asking member states to formulate their own reflections on
the coastal Mediterranean states, and we all know that our
the themes of environmental protection, scientific research
98
Worldwide
for fish repopulation, the introduction of low-emission navi-
«The regional administration aims at the relaunching of the
gation systems and the definition of a sustainable industrial
sector and it will be our task to accompany operators in the
policy that can be blended with territorial micro-realities of
sector in getting into line with this regulation, in the aware-
a family and non-industrial character, which will have to be
ness that the sector not only represents a strategic asset of our
oriented towards niches with high added value. Moreover,
economy, but it is also an authoritative section of our culture
recently it has tightened up checks on board craft. The doc-
and our traditions».
PERCORSI
ument approved in Brussels during the meeting of the EU
ministers for agriculture and fishing contemplates new and
A life for the sea
more rigid prescriptions for the sector, for safety on board
By Rossella Catalano
and for health checks on the fish caught.
«We are satisfied with the commitment of the national government, which has tried to hold out against many of the
conditions required and has succeeded in reducing the impact
of some planned measures that would have excessively penalized the Sicilian situation. The overall layout of the regulation seems appropriate to the needs of the medium and large
firms in the sector, while actually our induced economy really
mainly involves small firms. These need to be supported and
protected. One of the concessions obtained thanks to the
mediation of the Italian delegation concerns the time frame
for the introduction of the new regulation: the document will
come into force, but its application will be gradual».
This practice sets the bases for a relaunching of the actions
for modernization of the Sicilian fishing fleet.
«The gradual application of the measures will make it possible to open up reflection on the community planning by
EFF, the European Fishing Fund. We are halfway through the
programme and we are getting very good results in using the
resources of the first three years, showing a strong capacity
for qualified expense. In January, also appraising the data from
the first part of the planning, we can start the second phase
The coastguard is involved in continual and constant work for
the sea, 365 days a year. Search and rescue activity at sea constitutes one of the delicate tasks performed. Going into details,
the port of Lampedusa has a class 800 unit and a class 300 one
that maintain a continuous watch service 24 hours a day 365
days a year, and in addition there is a class 200 patrol boat and
a class 400 one. These are all instruments that are part of the
7th Squadron and also intervene to aid migrants’ boats.
«Our naval units are ready to go out to sea in a very short time
and they are coordinated by the operational room of the District Maritime Office on Lampedusa», says Antonio Morana,
the district commander.
«In operational cases, with a big number of people with their
lives in danger, coordination is instead entrusted to the Port
Authority of the port of Palermo or to the Operational Headquarters at the General Command of the body of Port Authorities in the Capital. In 2009 there were more than 100 interventions with around 2,700 people brought to safety».
The Lampedusa Coastguard operates not only in the field
of sea rescue, but also in fishing, the environment and shipping safety. How does your ordinary activity take place?
of planning and refinance the measures for the modernization
«The military personnel is involved daily both in activity of an
and the safety of our fleet, with financing that could be about
administrative character and in more strictly operational activ-
10 million euros».
ity and in checks in the sectors of fishing, the environment and
The community regulation contemplates the mechanism
shipping safety. In particular, of major importance are the du-
of the license with points. In line with what happens for the
ties carried out in the service of operators in the fishing sector.
driver’s licence, viotation of the community regulation will
One need only think about handling preliminary procedures
involve subtraction of a quota of points from the licence,
for the issue or renewal of fishing licenses and for obtaining
down to the hypothesis of suspension of the licence. Thanks
the indemnities for periods of interruption or for the definitive
to the mediation of the government, the real application of
cessation of fishing activities. Our activities also include checks
the sanctions is deputed to a decision by every single mem-
on respect for the regional, national and community legisla-
ber state, which therefore has an obligation to conform but
tion on the subject, both by sea and on land, which serve to
can decide the gradualness of the sanctions.
prevent and in the most serious cases to sanction illegal be-
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PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
haviours. In the field of shipping safety too the work of the
too. This does not mean imposing on oneself a sort of alimen-
men of the Lampedusa Coastguard concerns both administra-
tary asceticism. The fact is that the allies of health can be true
tive activity, like the issue of safety certificates for fishing units
alimentary delicacies, among which the place of honour surely
within a certain tonnage and for recreational boats, and activity concerned with checking the technical requisites of craft.
In the broadest sense, protection of the sea environment also
includes checks serving to verify possible abuses against the
big quantities in Italy and are the so-called “poor fish” of our
seas, but are very rich from the nutritional point of view.
public maritime demesne, which considerably increase in the
These fish have animal fats similar to vegetable ones, primarily
summer season, checks on unauthorized dumping at sea and
characterized by “unsaturated” compounds, particularly those
on behaviours that are harmful for the sea resources protected
of the omega-3 series, which are important for cerebral devel-
by the legislation in force, including the Marine Protected Area
opment and protecting the heart and arteries.
of the Pelagie Islands».
The fats of land animals do not have these prerogatives, being
In Italy fishing is regulated by various norms. Nevertheless,
richer in “saturated” compounds, which instead, if consumed in
in the area where there are nature reserves and protected
sea areas there are more restrictive laws. Which ones affect
the Lampedusa Marine Protected Area?
«The area of the Pelagie Islands was created with a decree by
excess, can facilitate the onset of some illnesses.
Omega-3s are present in all fish in varying quantities but their
content is without doubt among the highest in anchovies,
what at that time was the Ministry of the Environment and
sardines and mackerels. A healthy diet must contemplate fish
Protection of the Territory of 21.10.02, mainly for protection of
rich in omega-3 at least twice a week. In the Recommended
the marine flora and fauna and the valorisation of the biologi-
Levels of Assumption of Energy and Nutrients for the Italian
cal and geomorphological resources of the area. Through the
population, the Italian Society of Human Nutrition has inserted
subdivision of the sea stretches affected into three zones (A, B
a minimum level of poly-saturate fatty acids of the omega-3
and C) prohibitions and limitations were introduced regarding
series for an adult equal to 0.5% of the daily total calories. The
all the different human activities on one zone or another. In
zone A, also called integral reserve area, for instance, all activities, from professional fishing and angling to navigation
percentage doubles in an individual that has already “crossed
the Rubicon” of pathology and it also increases in neonates
and bathing, are forbidden, except on the Island of Rabbits.
and in children, since various studies have demonstrated that
In zone B, the “general reserve”, many of the activities forbid-
those fed with enriched milk show better neurological devel-
den in zone A are allowed, but on particular conditions. For
opment. It is therefore important for us medical nutritionists
instance, tourism fishing and sporting fishing are only allowed
to promote consumption of fish as an alternative food to other
for residents. Lastly, in zone C, or partial reserve, the prohibi-
protein foods like cheese, eggs and meat and particularly to
tions are further reduced and the number of activities allowed
promote consumption of anchovies, sardines and mackerels,
increases. That of the Lampedusa District Maritime Office is all
round activity, which intensifies in summer, when the beauty
of the environment is more exposed to harmful behaviours
that could deface it forever».
PERCORSI
goes to anchovies, sardines and mackerel, which are caught in
which – and this is not to be underestimated – because of their
organoleptic characteristics are suited to satisfying the need of
the whole family, from the youngest to the most elderly.
Be careful, however, not to fall into the trap of fried food, a de-
A fish a day…
light for the palate, but less favourable for the health. The fact
by Gaia Ballo
is that frying fish involves marked denaturation of the omega-
The battle against many chronic-degenerative illnesses like
3s, and so to preserve this elixir intact it is advisable to use other
hypertension, atherosclerosis, coronary thrombosis, diabetes,
cooking methods.
dyslipidemia and even cancer, can and must be fought at table
Good fish and a good recipe=good health!
100
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(I have seen a skull)
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PERCORSI
Worldwide
Du côté des bons
l’un à coté de l’autre. Ainsi je pense aux nombreux policiers,
de Umberto Lucentini
gendarmes, soldats des forces armées italiennes occupés
Sur la petite place du parc intitulée à Joe Petrosino trois
en Iraq et ailleurs où il y a tant à faire ». Joseph E. Petro-
langues se mélangent: l’anglais, l’italien et l’italo-américain
typique qui raconte les origines lointaines de tant d’émigrés débarqués aux USA il y a longtemps. Á Manhattan, au
coeur de New York, à la limite de Little Italy, il y a ceux qui
comme Joseph E. Petrosino sont nés et ont grandi là mais
ont une part du coeur qui bat en Italie. Ce Monsieur élégant,
la mèche tout juste blanche, les lunettes dorées, est un des
nombreux arrières petits-fils de Joe Petrosino, le mythique
lieutenant de la police de New York tué par la Mano Nera à
Palerme en 1909. Joseph E. Petrosino, mardi 13 octobre, raconte ainsi une partie de sa vie devant les hôtes américains,
italo-américains et italiens arrivés dans la zone verte entre
Lafayette, Spring Streets et Cleveland Place pour donner
le non de l’illustre ancêtre au parc, le Lieutenant Petrosino
(1860-1909): « Je suis orgueilleux d’être le petit fils d’un
grand policier qui est le meilleur héritage que l’Italie puisse
nous laisser. Ici aux USA il y a des investigateurs, pompiers,
médecins, et citoyens communs qui de New York à Chicago,
de la Floride à San Fancisco, honorent la meilleure histoire
d’Italie ». Voilà, peut-être que tout est là, dans les mots du
juge Joseph E. Petrosino, le sens du nouveau lien entre les
deux rives de l’océan raconté par les évènements pour la
semaine de la légalité intitulée « Joe Petrosino: la nouvelle
Sicile à cent ans de sa mort » à l’intérieur de laquelle ont été
présentés la conférence organisée par l’Anfe et l’exposition
de la Province de Palerme. Francesco Maria Talo, consul italien à New York, ne perd pas l’occasion d’un important jeu de
PERCORSI
sino est un magistrat, et il articule bien ses mots quand il
dit: « Aujourd’hui aux postes clés de la justice et de la police
il y a des femmes et des hommes italo-américains. Et nous
avons tous la même volonté: arrêter ceux qui discréditent et
déshonorent l’histoire des italiens, ceux qui avec leurs comportements offensent le symbole pour tous les italo-américains honnêtes qu’est Joe Petrosino. Aujourd’hui combattre
le crime et le terrorisme est un devoir laissé par des hommes
comme Joe Petrosino »: Piero Grasso né et ayant grandi en
Sicile – où il a travaillé et risqué sa vie pour arrêter d’autres
crimes – est aujourd’hui à la tête de la Direction nationale
anti-mafia, et à New York il a déjà de solides contacts avec
ses collègues et policiers en première ligne contre les clans.
Le procureur en chef de l’anti-mafia Grasso nous dit: « durant ces dernières années il y a eu de nombreux pas de faits
vers l’espoir de changer les choses et vaincre Cosa Nostra.
Et maintenant que l’on parle de pactes entre des membres
de l’Etat et la mafia je dis qu’il faut chercher à tout prix la
vérité. S’il y a eu des pactes par le passé, en particulier pour
des délits importants comme ceux de Piersanti Mattarella et
Pio La Torre, ou Carlo Alberto Dalla Chiesa, jusqu’à Giovanni
Falcone et Paolo Borsellino, il faut être prêts à accepter les
nouvelles vérités qui émergeront des enquêtes. Et les faits
et les enquêtes disent que la criminalité organisée souvent à
été le bras armé d’autres intérêts ».
Le passage du témoin, du fil du récit qui unit le Procureur
antimafia et le chef du NYPD, arrive avec une boutade:
« Deux Grasso, une seule loi... » George Grasso nous raconte
mots: « Lundi nous avons célébré le Colombus Day, mis je
donc: « J’ai commencé à travailler dans le Département de
peux dire que tous les jours sont des jours pour se souvenir du
Police de New York à 30 ans, en 78 je suis devenu détective
lien très fort entre l’Italie et les USA. Aujourd’hui on célèbre
et pendant toutes ces dernières années j’ai suivi l’évolution
les trois P: Petrosino, Padula et Palerme. Petrosino c’est Joe,
de la criminalité organisée à New York. Aujourd’hui je peux
le policier italo-américain né à Padula et tué à Palerme, terre
déduire que l’expérience du passé me fait espérer: nous
d’origine d’investigateurs et magistrats anti-mafia. Derrière
pourrions gagner cette bataille. Le congrès USA a approuvé
le personnage de Petrosino, il y a l’histoire de nombre d’ita-
une loi pour centrer cet objectif: elle prévoit des normes
liens, émigrés ou non, qui sont une ressource pour beaucoup
pour démanteler le racket des extorsions et un programme
d’américains. Beaucoup d’italiens ont travaillé avec succès
de protection pour les collaborateurs de justice. La loi, en
contre la criminalité, comme Piero Grasso, chef du Parquet
fait, doit rester un phare même devant les pires criminels. La
national anti-mafia, et le chef du Police Department de New
criminalité organisée aux USA est de plus en plus une entre-
York, George Grasso, un américain aux racines italiennes,
prise. Avant 1970 il était difficile de prouver la culpabilité des
102
Worldwide
l’exploitation de la prostitution, le jeu de hasard, pour tou-
Joe Petrosino de chef de la Squad
à héros de la narration populaire
italo-américaine
cher les affaires de la mafia. John Gotti était à la tête d’une
de Marina Caccioppo
boss, après 1970 avec les nouvelles premières lois approuvées nous avons utilisé les enquêtes sur les trafics de drogue,
entreprise qui facturait des millions de dollars, et nous avons
trouver les branches de son entreprise: le résultat est que
Gotti est mort d’un cancer en prison. La police de New York
a créé des groupes de travail conjoints contre mafia et terrorisme. Aujourd’hui la criminalité organisée italienne, russe
et mexicaine sont traitées comme Al Qaeda: il est clair que
l’on ne peut pas protéger New York en s’arrêtant aux limites
des quartiers, parce que ceux qui ont fait s’écrouler les Twin
Towers ont commencé leur activité criminelle hors de New
York. Voilà pourquoi nos forces de police travaillent avec les
policiers d’autres états pour arrêter les clans. L’année dernière
une grosse enquête sur un trafic de drogue entre le Mexique,
l’Italie et les USA a été conclu grâce à ce partenariat. Bien
sur, il y a des différences entre nous: en Italie il y a une triste
histoire de personnes honnêtes assassinées par Cosa Nostra.
Ici à New York, non: la criminalité organisée comprend que
s’il elle tue un policier ou un magistrat elle signe son suicide.
Et même si la mafia continue d’exister nous sommes sur la
bonne voie pour la battre parce que nous utilisons une task
force qui a l’appui des parquets de districts et italiens ».
Dans le tour à New York il y a aussi don Ciotti qui raconte le
phénomène Libera, les centaines d’associations anti-mafia
qui en Italie se sont unies et organisent des débats, gèrent
les biens confisqués aux boss, assistent les nombreux témoins de justice souvent laissés seuls. Et il synthétise ainsi:
« Aujourd’hui nous avons besoin d’une société responsable,
PERCORSI
Lieutenant Joe Petosino, commandant de l’’Italian Squad de
la Police de New York, 700 arrestations en 1904, ce n’était pas
n’importe qui, sinon il ne serait pas devenu un personnage légendaire avant d’être tué. Ils le savaient parfaitement bien les
lecteurs du Progresso italoamericano et meme ceux du New
York Times qui lisaient les pages de faits divers de sa lutte assidue contre la ManoNera, mais c’est surtout les lecteurs de La
Follia di New York et du Corriere d’America qui le savaient, ils
le retrouvaient comme personnage dans les pages des romans
du célèbre Bernardino Ciambelli et de Italo Stanco.
L’écho des actions de Joe Petrosino, des faits divers, filtre rapidement dans les appendices des journaux des communautés
italiennes où on publiait de longs feuilletons compliqués qui
appartenaient au genre des « mystères dans les villes » né en
France à la moitié du XIXème siècle avec Les Mystères de Paris de Eugène Sue. Les mystères de Bleecker Street, Roman
contemporain, Le meurtre de Coney Island, et Les mystères
de Harlem de B. Ciambelli et Les Pieuvres de New York de Italo
Stanco font partie de quelques titres où apparaît le personnage de Joe Petrosino. En plus des immanquables éléments
romanesques des trames compliquées, aux détails cuisants
et sensationnels, aux portraits de sombres criminels et aux
vices de la haute société, on trouve des éléments nouveaux,
plus réalistiques, liés à la vie de la « Colonie italienne ». Une représentation réaliste des milieux des communautés italiennes
que tous les citoyens s’occupent concrètement du problème
dense de références topographiques aux lieux et faits crimi-
par des faits: tous se disent contre la mafia, mais la première
nels ayant réellement eu lieu.
mafia à combattre est celle de la parole. Les directions à
Ces publications répondaient aux exigences de rectifier l’ima-
prendre pour ne pas annuler ce qui a été accompli par les per-
ge des italiens qui émergeaient de la presse américaine et qui
sonnes qui ont perdu la vie pour nous sont trois. En premier:
souvent représentait nos compatriotes comme « les habituels
la formation, dans les écoles et les universités la connaissan-
suspects », des individus qui par nature, race et culture, s’adap-
ce du phénomène. Deuxièmement: Etre tous plus actifs, ac-
taient mal aux lois américaines et qui facilement devenaient
complir son propre devoir. Troisièmement: donner du travail
de dangereux anarchistes ou mafieux prêts à conspirer contre
aux chômeurs, à travers la gestion des biens confisqués par
l’Amérique et les institutions démocratiques. En tentant de
exemple ». Et un béret en cadeau, sur la tête des deux Grasso
suivre ce rétablissement, l’introduction de la figure de Joe Pe-
et de don Ciotti, c’est un signal fort: un morceau de tradition
trosino et plus tard celle de Michel Fiaschetti qui le remplaça
volé comme symbole de Cosa Nostra peut retourner à ses
à la tête de l’Italian Squad en 1912, opérait un rôle très impor-
origines. Partant de New York.
tant dans les romans populaires. La création du personnage
103
PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
d’un policier entier, représentant la légalité, qui agit au nom de
la communauté pour déraciner le crime et ramener la justice,
rassure les lecteurs italo-américains par rapport aux accusations faites aux italiens, et en particulier aux siciliens, de faire
partie d’une société secrète, une organisation d’assassins qui
avait pour objectif de contrôler les institutions de la ville.
Petrosino était donc le paladin de la communauté italienne à
New York, du haut de sa crédibilité de policier et de membre
de la communauté il était la figure parfaite pour expliquer que
la communauté italienne n’était pas complice, comme on voulait le faire croire, mais victime du crime, mise de côté comme
elle l’était par les autorités et la police ».
Reprenons ici comme conclusion un petit passage de Le
meurtre de Coney Island parce qu’il nous semble qu’en plus
de sa valeur littéraire, il contient un message tout à fait actuel et nous le proposons au public du monde entier comme
avertissement valable pour tous les peuples. « Petrosino, en
suivant les traces d’un assassin, assiste à une explosion dans
le chantier en construction de Penn Station, où perdent la vie
quatorze ouvriers dont dix italiens. Profondément touché par
ce qui s’est passé, Joe voudrait crier à tous: « Ceux-ci n’appartiennent pas à la Mano Nera, mais à la légion des hommes aux
mains calleuses, à l’équipe des martyrs du travail »: Mais son
cri ne serait pas entendu, parce qu’on a l’habitude de faire du
bruit toutes les fois qu’un italien commet un délit, mais on se
tait quand des centaines et des centaines tombent victimes du
devoir ».
Résumé Noir
PERCORSI
davres qui compte 240 morts par an et transforme les rapports
de pouvoir entre les « familles » en Sicile et en Amérique.
L’homme clé du XXème siècle est Lucky Luciano, Salvatore
Lucani, premier boss officiel de la moderne famille Genovese,
considéré l’un des 20 hommes les plus influents à l’intérieur
de l’organisation et père du crime organisé moderne. Ce fut
lui l’idéalisateur, après guerre, de la grosse expansion du commerce de la drogue. Grâce à ce trafic international les familles
américaines des Gambino, Bonanno, Lucchese, Genovese, et
Colombo ont créé une plateforme qui a renforcé et facilité les
rapports économiques et financiers de la pègre. Leurs années
d’or furent entre 70 et le début des années 80, quand avec la
drogue les italo-américains levaient des montagnes d’argent.
La morphine, base importée d’Orient, était revendue dans le
Sud de la France et en Italie, où elle était raffinée et transformée en héroïne dans les laboratoires et raffineries siciliennes
de la mafia. Ici les protagonistes sont les Gambino, Spatola,
Inzerillo, qui ont comme interlocuteur le grand marché américain. Mais la lutte à la mafia oblige l’organisation à se tourner ailleurs. Quand en 81 la guerre entre familles éclate, les
corléonais battent les palermitains et les rapports avec les
américains diminuent. L’affaire de la drogue passe au sud, aux
colombiens qui avec leurs « cartels » sont plus sanguinaires et
organisés. Vénézuela et Argentine sont les deux autres pays
d’Amérique du Sud mêlés aux affaires de mafia. Parmi les fugitifs il y a Tommaso Buscetta, qui avec deux autres collaborateurs de justice, Francesco Marino Mannoia et Salvatore « Totuccio » Contorno, ouvriront de nouvelles portes utiles pour les
enquêtes. Les années 92 et 93 sont les années des massacres
De Carla Incorvaia
où la mafia lance son défi à l’Etat. Mais certains des corléonais
Wyseguy et picciotti. Don, parrains et chefs de clans. Comment arrive la pègre organisée des « paysans siciliens » de
l’autre coté de l’océan? C’est Antonio Ingroia, procureur adjoint
de Palerme et à la tête des plus importantes enquêtes judiciaires sur les rapports entre mafia et politique, sur Cosa Nostra et
football, sur le trésor de Vito Ciancimino, pour n’en citer que
quelques-unes, qui nous l’explique. En 2007 vous avez ordonné
l’arrestation de Salvatore Lo Piccolo, en cavale depuis longtemps, le seul boss qui avait continué à maintenir des rapports
avec les « fugitifs », les membres de Cosa Nostra contraints de
fuir en Amérique durant la guerre de mafia, explosée dans les
années 80 entre les corléonais et les palermitains pour la suprématie et le contrôle du territoire. Une guerre de sang et ca-
exagèrent et il en résulte une cassure interne. Ganci et Aglieri
104
sont les membres du clan les plus impitoyables, tandis que
Bernardo Provenzano, le boss des boss, la tête de la mafia,
glisse sur une position modérée. Plus tard c’est l’arrestation
de Totò Riina qui infligera un coup dur à Cosa Nostra. Durant
ces années Salvatore Lo Piccolo est le seul à avoir maintenu
des rapports avec les fugitifs. C’est lui qui tente de convaincre
Provenzano d’une alliance absolument nécessaire, qu’il faut
promouvoir cette paix mise de coté par Riina. Les très fidèles
Cinà et Rotolo tentent de s’opposer, mais jusqu’en 2003 il y a
une trêve. Quand en 2006 Provenzano est arrêté Lo Piccolo
devient le chef incontesté de Cosa Nostra, Cinà et Rotolo sont
arrêtés eux aussi, et on recommence à fusiller. Le boss de San
Worldwide
Lorenzo ordonne l’homicide de Pietro Ingarao et les fugitifs
peuvent finalement rentrés.
Le 5 novembre 2007 Salvatore Lo Piccolo, appelé le Baron
est arrêté à Giardinello dalla Catturandi, après une cavale qui
a duré 25 ans. Son territoire est probablement la zone nordouest de Palerme, le Zen et les communes de Capaci, Iola delle
Femmine, Carini, Villagrazia, Sferracavallo, Partanna Mondello et certaines zones de la province de Trapani. Cocaïne,
entreprises et racket, le racket des extorsions, constituent
les plus grosses recettes économiques. Une nouvelle alliance
nait, une nouvelle stratégie entre Cosa Nostra sicilienne et
américaine. Son arrestation crée un vide. Les intérêts de la
mafia changent. C’est une mafia de la finance, celle des gros
investissements, qui a besoin de marchés riches et éloignés,
où il est plus facile de semer les traces. La mafia aussi s’adapte
à la globalisation en mettant sur pied de nouvelles stratégies
criminelles et de nouvelles voies pour le recyclage de l’argent
sale, comme le démontre la saisie de 13 millions d’euros placés
à Nissau grâce à la complicité d’un financier milanais et d’un
banquier suisse. Parmi les hommes importants de Cosa Nostra américaine il y a aussi Frank Calì, l’ambassadeur, l’un des
90 arrêtés après l’enquête Old Bridge, la plus grande après le
procès Pizza Connection.
Frank Boy, « Monsieur personne », officiellement à la tête de
la Italian Food Distribution à New York, homme de respect de
la famille Gambino-Inzerillo, était le pivot des nouveaux rapports entre Sicile et Amérique. C’est à lui que se sont adressés les jeunes descendants des familles palermitaines. De
Mandalà et Notaro des familles de Villabate, à Gianni Nicchi
de la Famille de Pagliarelli et Vincenzo Brusca de la famille de
Torretta. Calì, 43 ans, avec Filippo Casamento, devient le nouveau chef des familles mafieuses américaines. Retenu homme
d’honneur des Gambino, il gère une dizaine de sociétés pour la
distribution alimentaire aux Etats-Unis et est à la tête d’entreprises de construction qui réalisent des buildings à New York et
créent des entreprises pour le recyclage de l’argent dans des
mique n’a pas poussé dans le tour infernal de la néo-indigen-
pays offshore.
La tradition veut que la fête – qui anticipera presque prophé-
Thanksgiving day:
un mythe problématique
PERCORSI
ce – se réunissent avec des amis et des parents pour fêter le
thanksgiving day (Jour du remerciement) autour d’une table
dressée où trônent une dinde rôtie dorée et un invitant gâteau
à la citrouille. Á l’importance du premier plat on doit l’autre appellation, celle Turkey day (Jour de la dinde).
Celui de 2009 est le trois cent quatre-vingt-huitième Thankgsgiving de l’histoire, considérant que la première célébration
remonte à novembre 1621, décidée par William Bradford, gouverneur de la colonie que les Pères Pellegrini avaient fondés à
Plymouth, pour remercier Dieu de leur première récolte. Cette
première symbolique n’a pas été touchée par les nombreuses
recherches historiques qui ont retrouvé de précédentes cérémonies de Remerciement religieux célébrées par des colons
européens sur le sol américain avant 1621, comme celle qui
eut lieu le 8 septembre 1565 dans un groupe d’espagnols en
Floride.
Pour la colonie cette première récolte signifiait la perspective
d’un futur raisonnablement serein et stable. Après une première tentative de fuir aux persécutions subies dans la patrie pour
leur dissidence envers l’Eglise anglicane, se réfugiant à Leida,
dans la prospère et tolérante Hollande, ils avaient décidé d’affronter l’inconnu de l’aventure, en allant fonder une colonie
dans le Nouveau Monde, au Massachusetts. Ils avaient embarqué sur le Mayflower à 121, défiant l’océan à la recherche d’une
utopie messianique d’une terre où réaliser sans conditionnements leurs besoins de liberté religieuse et économique (on
attribue à celle-ci une importance croissante dans la récente
réflexion historiographique). La dureté du voyage, entravé par
des tempêtes épouvantables, et les difficultés du premier impact avec la terre américaine avaient pratiquement réduit de
moitié le nombre des colons. Ils avaient réussi à survivre aux
rigueur de l’hiver dans un environnement hostile grâce seulement à l’initiale solidarité des indiens Wanpanoag, habitants
de la zone, qui leur avaient enseignés à exploiter de façon rudimentaire les ressources de l’environnement naturel.
tiquement la politique du melting pot – ait un caractère harmonieusement multi-ethnique; les indigènes Wanpanoag y
furent invités, grands chasseurs, ils seraient arrivés en por-
de Attilio Carapezza
tant comme dons aux colons des cerfs, dindes et autre gi-
Tous les ans aux Etats-Unis, le quatrième jeudi de Novembre,
bier de la zone. Ce mythe de base de la nation américaine,
les familles américaines – du moins celles que la crise écono-
si impeccablement politically correct, est aujourd’hui mis ra-
105
PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
dicalement en discussion par l’historiographie de la part des
« peau-rouge » qui en conteste la vraisemblance, soulignant
le manque absolu de sources documentaires et rappelant la
nature presque immédiatement conflictuelle des rapports
entre les deux groupes. En 1970 quelques mouvements d’indiens d’Amérique arrivèrent à déclarer le Thanksgiving day
journée de deuil national.
Les moins enthousiastes de cette tradition sont évidemment
les dindes qui, étrangères aux thèmes de liberté économique
et religieuse et à ceux de la cohabitation pacifique entre les
ethnies humaines, se demandent pourquoi la mémoire de l’affirmation de ces principes doit être célébrée justement avec le
sacrifice de leur chair.
Les chiffres de l’émigration
de Paola Pottino
Quand on énonce les données statistiques, il y en a qui font la
grimace. Très vrai, il y a peu de fantaisie ou de divertissement
dans la réalisation d’une liste statistique, mais pour un examen
précis de la réalité dans laquelle on vit, ces chiffres un peu « antipathiques » deviennent souvent incontournables. Comment
pourrions-nous en effet parler d’immigration si ces données
ne servaient pas de support à nos analyses? 4 millions et 339
mille c’est le nombre de citoyens étrangers présents régulièrement sur notre territoire, 2 millions les travailleurs, 862 mille
mineurs enfants de parents étrangers, 629 mille les jeunes
scolarisés, plus de 100 mille les familles reconstituées, 40
mille les étrangers qui obtiennent la nationalité italienne, 24
mille les mariages mixtes entre italiens et immigrés, environ
6 mille les étudiants étrangers qui prennent une maitrise en
Italie. Ce sont, les chiffres qui sortent du Dossier Satistique
Immigration 2009 Caritas/Migrantes suivi par Franco Pittau
selon lequel: « le Dossier est un instrument pour renverser
cette fausse image que nous avons de l’immigration, non pas
sur la base des motivations pastorales de Caritas et Migrantes, mais sur la base des données, qui depuis deux décennies
continuent à être fournies avec soin et de façon complète ».
En regardant de plus près donc, même l’observateur le plus
distrait ne pourrait pas se rendre compte que peut-être le
moment nécessaire à la réflexion est arrivé, en se libérant
des préjugés, et en considérant les attitudes personnelles
mais aussi celles politiques et idéologiques. Voir les immigrés comme des personnes en règle et non pas comme des
clandestins; - continue Pittau, qui avec don Luigi Di Liegro a
créé la recherche annuelle de la Caritas – les voir comme des
PERCORSI
106
travailleurs et non pas comme des délinquants; les voir comme des citoyens et non pas comme des étrangers, ce sont les
points synthétisés dans le Dossier Caritas/Migrantes 2009.
Donc, sous ce ciel de visages aux yeux en amande, basanés
et cheveux dorés, dans un Pays où les religions, les croyances
et les cultures sont toujours très diversifiées, le phénomène
de l’immigration n’est pas distribué de façon homogène dans
toutes les régions italiennes. La croissance des citoyens roumains, ukrainiens et moldaves est en augmentation et plus
de 60% des immigrés résident dans les régions du Nord,
25,1% dans celles du Centre et le reste, 12,8%, au Sud. Dans
ce cadre, les quelques dizaines de milliers d’immigrés débarqués influent de façon superficielle. Selon le Dossier Caritas/
Migrantes 2009, en fait: en 2008 il y a eu 36.952 personnes à
débarquer sur les cotes italiennes, 17.880 les rapatriements
forcés, 10.539 les étrangers passés dans les centres d’identification et d’expulsion et 6.358 ceux ramenés aux frontières.
Malgré donc que les débarquements ont été moins de 1% de
la présence régulières, - a soutenu Pittau – les flux irréguliers
ont continué de monopoliser l’attention de l’opinion publique
et par conséquent les opinions politiques, provoquant ainsi
une confusion croissante entre les immigrés clandestins, irréguliers, les demandeurs d’asile politique et les personnes
ayant le droit à la protection humanitaire. Le vieux diction
« ne pas tout mettre dans le même sac » est donc devenu un
exemple à suivre pour préparer la société de ce demi-siècle à
affronter les différences dans la globalisation et la globalité
dans les différences particulières. La mémoire courte ne paie
jamais: beaucoup de pays dans le monde, ont fait croitre leur
développement avec l’aide de nos compatriotes, pourquoi,
alors, l’Italie ne devrait pas construire son futur avec l’aide
des immigrés?
Des hommes en première en ligne
de Paola Pottino
Né dans les Pouilles et citoyen sicilien d’adoption, le Général Domenico Achille, Commandant Régional « Sicile » de la
Police fiscale, est en Sicile depuis environ un an et demi et
collabore avec le Corps de la Capitainerie de Port, la Marine
Militaire, la Gendarmerie, la Police, chacune selon sa spécificité, combat le phénomène criminel lié à l’immigration.
Général Achille, quels ont été les flux les plus significatifs
d’immigration illégale vers la Sicile?
«Les flux les plus significatifs sont ceux provenant des pays
du bassin méditerranéen, de la Corne d’Afrique et de l’Afri-
Worldwide
que occidentale et, de façon mineure, du Moyen et de l’extrême Orient et du sud-continent indien. Il s’agit d’émigrants
qui migrent pour des raisons économiques, mais aussi de
personnes qui fuient la violence, bien que, certaines fois, induites en erreur par la chimère d’un honnête travail».
Combien coutent ces « voyages de l’espérance » pour ceux
qui décident de s’en remettre aux organisations criminelles?
«Les sommes varient de 1000 à 3000 euros».
La plus grande partie des clandestins provient de la Libye,
et dans ce cadre, la décision de juin 2005, pour la mise en
place d’une coopération euro-libyenne plus efficace en
matière d’immigration, assume une importance considérable...
«Exactement. Cette décision est devenue opérative cette
année avec la rédaction des protocoles de coopération entre
l’Italie et la Grande Giamahiria Arabe Libyenne Populaire Socialiste, stipulée en date du 29 décembre 2007 et 04 février
2009. Suivant ces accords, à partir du 25 mai 2009, la Police
fiscale pratique une activité systématique de patrouilles de
la mer territoriale et des eaux internationales se trouvant devant le port libyen de Zuwarah, principal passage des transports clandestins vers Lampedusa».
Général, alors, sur la base de ces accords, quels développements y a t-il eu?
«Les développements sont dans les chiffres. L’activité de
contraste exercée par les services territoriaux de la Police
fiscale et par ceux de l’Aéronavale qui opère en Sicile, peut
être synthétiser ainsi distinctement pour 2008 et 2009 précisant que, pour l’année 2009, la donnée est valable jusqu’en
septembre. Pour toute l’année 2008, 262 missions opératives
ont été conduites qui ont permis de bloquer 10.028 migrants
(8.247 hommes, 1.118 femmes et 663 mineurs) dont 122 arrêtés parce que retenus responsables du phénomène comme
conducteurs de bateaux. De plus, 91 nouveaux-nés ont été séquestrés, utilisés pour le transport des migrants clandestins.
Du 1er janvier au 30 septembre 2009, 80 interventions ont
eu lieu au cours desquelles 1.222 personnes ont été bloquées
(987 hommes, 175 femmes et 60 mineurs) dont 48 arrêtées».
Suite aux nouvelles stratégies de contraste à l’immigration clandestine adoptée par notre gouvernement, nous
assistons à une diminution sensible du nombre des débarquement le long des cotes du Canal de Sicile vers d’autres
voies maritimes. Vous pouvez nous dire lesquelles?
«Le résultat des opérations semblerait confirmer une ligne
de tendance vu que, récemment, des débarquements ont
PERCORSI
été découverts dans les localités suivantes: Monasterace
Marina (RC); Castro (LE), Africo (RC), Castrignano del Capo
(LE), Capo Bruzzano (RC), Isola Capo Rizzuto (KR), Pozzallo
(RG). Il en résulte que, à la place de la traditionnelle voie méridionale qui traverse le Canal de Sicile, les trafiquants d’êtres
humains utilisent de plus en plus les voies qui traversent le
bassin méditerranéen oriental (en exploitant comme pays de
départ la Turquie, la Grèce et l’Egypte) pour rejoindre les côtes ioniennes de la Calabre, celles orientales de la Sicile et le
littoral des Pouilles, et aussi le détroit de Sardaigne (surtout
au départ des ports tunisiens et algériens) pour atteindre les
côtes méridionales de cette région et celles occidentales de
la Sicile».
Au niveau européen, depuis mai 2005, est née l’Agence
Européenne des frontières externes (Fontex). Quelle est
la fonction de cette structure?
«L’Agence a pour mission de simplifier l’application des mesures communautaires en matière de gestion des frontières
externes de l’Union Européennes et de garantir la coordination des actions entreprises par les Etats membres pour réaliser ces mesures».
Général Achille vous croyez en une société multi-ethnique?
«Oui surement. Le monde évolue dans cette direction, nous
nous en rendons tous compte. On ne peut pas penser aller
contre courant, il faut mettre en place un processus d’intégration juste, naturel et civilisé et accepter les règles normales de cohabitation. Du reste nous ne pouvons pas oublier
notre passé d’émigrant, nous devons donc comprendre ceux
qui aujourd’hui se trouvent dans les conditions vécues il y a
plusieurs années par nos grands-parents».
Les points de la relation du
Président de la chambre des députés
Gianfranco Fini sur la question de
l’émigration en Italie
Sur la xénophobie: En Italie le racisme n’existe pas, mais il y
a beaucoup de xénophobie, et nous savons très bien que la
xénophobie est l’antichambre du racisme, xénophobie qui selon l’étymologie veut dire peur de l’étranger. Malgré l’histoire
italienne, il existe latente ou manifestée, cette xénophobie
pour toute une séries de préjugés, parce qu’il y a beaucoup
d’ignorance, parce que le système éducatif n’a pas adressé, et
surtout aux plus jeunes, l’invitation à réfléchir et juger sur la
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Worldwide
base de la connaissance et non pas du préjugé. Le premier
devoir que les institutions doivent sentir, c’est de combattre
le préjugé en partant de l’observation honnête de la réalité.
Sur les mesures de sécurité (pacchetto sicurezza): J’en suis
convaincu, il y a eu les mesures de sécurité, il faut maintenant les mesures d’intégration. Sécurité et intégration sont
les deux faces de la même médaille, regarder une seule face
seulement, signifie ne pas avoir une complète compréhension du phénomène. Á la télévision, il y a un excès de propagande et un déficit de politique, les thèmes de l’intégration
et de l’immigration des étrangers sont des questions dramatiquement sérieuses que l’on ne peut pas affronter avec un
slogan pour prendre 0,5% en plus au prochaines élections.
Sur la nationalité: Le vœu est qu’on puisse trouver au moins
sur un point un accord pour modifier la législation en vigueur,
la nationalité est le point d’arrivée pour une intégration
complète... Sur les mineurs: Pas seulement les enfants qui
naissent en Italie, mais aussi ceux qui y vivent depuis qu’ils
sont tout petits. Il faut une solution tempérée, parce que cet
enfant qui a suivi un cycle scolaire, et qui a donc environ 1011 ans, qui est supporter de l’équipe de Rome ou du Lazio,
qui parle le dialecte, qui plaisante avec mon fils, qui est tout
à fait intégré à l’école, pourquoi doit-on lui dire: jusqu’à tes
dix-huit ans, tu n’es pas un citoyen italien? Commençons par
garantir à cet enfant la nationalité italienne, lui qui fréquente
l’école et qui vit en Italie de façon stable avec sa famille. Il
est très important de reconnaître la nationalité pour éviter
qu’il puisse y avoir la tentation, quand ces enfants seront plus
grands, de trouver les identités précédentes, d’être, avalés
par l’extrémisme qui pêche dans le monde en se faisant fort
du fait que l’identité est d’une certaine façon niée ou même
condamnée par les sociétés occidentales, qui selon l’extrémisme sont les sociétés qui avec la pensée unique veulent
détruire la tradition culturelle. Sur le droit au vote: Si tu veux
que l’étranger se sente chez lui en Italie, tu ne peux pas lui
nier a priori le droit d’être représenté, on lui dit qu’il est obligé
de payer les taxes, mais on lui nie le droit de représentation. Il
y a quelque chose qui ne va pas: les deux choses doivent aller
ensemble, droits et devoirs ensemble.
Jugement suspendu
PERCORSI
pour le droit à la vie. Elisabetta Zamparutti, en plus de son appartenance au Parti radical, est trésorière de « Nessuno tocchi
Caino », la ligue internationale des citoyens et parlementaires
pour l’abolition de la peine de mort dans le monde.
Madame Zamparutti, comment avance la bataille contre la
peine de mort?
Après l’approbation de la résolution par moratoire des exécutions capitales de la part des l’Assemblée Générale des Nation-Unies, l’engagement est d’actualiser les contenus de la
résolution dans les pays qui pratiquent la peine de mort, responsables de plus de 98% des exécutions capitales. Le point
que nous voulons atteindre, est dépasser le secret d’Etat des
exécutions, cela servirait comme force de dissuasion par rapport à l’opinion publique internationale. Le 17 et 18 décembre,
nous avons décider d’en parler, de cela et d’autres points, dans
un congrès organisé dans les prisons de Padoue. Les prisons,
selon nous, représentent un lieu symbolique pour parler du
droit à la vie.
Comment juger-vous la politique de l’immigration mise en
œuvre par notre gouvernement?
C’est un triste point noir par rapport au futur de notre société.
L’afflux documenté de personnes provenant d’autres continents ne peut pas être ignoré et les repousser est seulement
une mesure démagogique. Je crois que c’est une politique
dévastatrice dont les effets se ressentiront dans un futur proche, parce que nous ne serons même pas prêts à affronter le
problème du point de vue culturel. Ce qui est dénommé « pacchetto sicurezza », par exemple, est une mesure en contre tendance qui ne résout pas le problème. Le monde réel et celui de
ceux qui nous gouvernent sont deux mondes complètement
déconnectés.
Même si, à l’intérieur du Popolo delle Libertà, le Député
Gianfranco Fini, a démontré une certaine « ouverture »
pour le phénomène de l’immigration...
Je pense que même à l’intérieur du Popolo delle Libertà, il y a
une partie libérale, et j’espère que ces personnes réussiront à
exprimer leurs idées. Je crois qu’à la base de tout, ce qui doit
changer c’est le système électoral actuel, les élus doivent finalement devenir la vraie expression des électeurs!
Selon vous quelle devrait être la réglementation en matière
de Paola Pottino
d’immigration?
Voici le point de vue d’une femme qui depuis longtemps se bat
Premièrement, il me semblerait nécessaire de régulariser non
avec force et vigueur pour les droits de l’homme, et avant tout
seulement les aides-ménagères, mais aussi ceux qui en ont le
108
Worldwide
droit, comme par exemple les personnes travaillant dans les
agro-pastoral qui va très bien avec le background culturel des
champs, et en général, tous les manoeuvres. En Italie bien
kurdes, érythréens, iraniens, afghans, serbes et tous les gens
souvent ces personnes sont obligées de vivre dans l’illégalité,
du monde venus de la mer et débarqués à Riace. J’ai passé tout
travaillant au noir et ne pouvant exercer leurs droits et très
l’été dans le camp de réfugiés ». En 2000 nait Cittàfutura, une
souvent, à cause de cela, victimes d’un système de déviation.
association intitulée au père Pino Puglisi fondée à Riace l’été
Madame Zamparutti, quel futur voyez-vous dans notre so-
1999 par un groupe de jeunes, pour la promotion, la recherche
ciété?
et l’étude ethnographique de l’histoire et de la culture locale.
C’est une lutte très dure, mais j’ai foi dans les gens. Il faut rom-
En 2001 « Comme conseiller de minorité – continue Lucano
pre ce mur de silence qui ne permet pas de communiquer. Tout
– je propose la participation au programme d’asile. Ainsi Riace
d’abord il faut considérer le problème de l’information, les ci-
devient une des 75 premières communes d’Italie qui adhèrent
toyens doivent être informés correctement et pour cela il faut
au réseau de protection pour les réfugiés politiques. Á Riace
une réforme radicale.
arrivent des personnes du monde entier ou du moins de cette
Retour en Italie
lestine, Iran font partie du réseau de coopération internationa-
En 1998 une embarcation avec à bord environ trente kurdes
provenant de l’Iran, de l’Iraq et de la Turquie débarque sur la
côte ionienne de la Calabre. Il s’agit du village de Riace, celui
des bronzes venus de la mer et c’est encore de la mer qu’arrivent les deux saints protecteurs du village de Locride, Cosimo
et Damiano. Les immigrés demandent l’asile politique et c’est
ainsi que nait la première expérience d’accueil de réfugiés en
Italie. C’est seulement trois ans plus tard que le gouvernement
italien crée le premier programme national d’asile politique.
« Ce qui en 2002 – explique Domenico Lucano, maire de Riace
– est commué en loi Bossi Fini, la numéro 189, en système de
protection pour les demandeurs d’asile et pour les réfugiés.
La Commune de Riace a activé ces projets d’accueil pour une
typologie particulière de citoyens immigrés; ceux qui arrivent
des pays marqués par la guerre et où ont lieu des persécutions
ethniques, politiques et qui demandent l’asile politique. Á Riace il y en a environ une centaine, tous réfugiés politiques ou
PERCORSI
partie impliquée par les conflits. Serbie, Somalie, Ethiopie, Pale constituée par les Communes qui adhèrent au projet d’asile.
En nous ouvrant aux autres nous avons démontré que le message de solidarité est vraiment important ». Et c’est Wim Wenders qui décide de travailler au premier court métrage italien
en 3D justement sur le thème de l’immigration dans les villages de Locride. Derrière les coulisses, c’est à dire pour l’écriture
et la production, il y a Bologne: un scénariste, Eugenio Melloni,
et deux maisons de productions, la Technos Videone de Mauro
Baldanza et la Xilostudios de Giampiero Piazza, auxquelles
s’ajoute les éditions Burgatti pour la coonne sonore. L’interprète principal sera Ben Gazzara, originaire de Canicattì, avec
un directeur de la photographie comme Blasco Giurato (Nuovo
cinema Paradiso). « Ce qui m’a inspiré – explique Melloni c’est
un fait divers. Il y a quelques années j’avais lu qu’à Badolato, un
petit village de Calabre, désormais abandonné, parce que tous
les habitants avaient émigrés en Allemagne ou en France, le
maire voulait repeupler le lieu en accueillant un groupe d’immigrés avec le statut de réfugiés politiques. Il m’a semblé qu’il
avec protection humanitaire. Le jour du débarquement je me
valait la peine de raconter une histoire avec des semblants de
trouvais sur la nationale ionienne. Rencontrer ces immigrés
conte par les temps qui courent, en cette époque où l’empor-
moi qui ait toujours été engagé politiquement a été une révo-
tent étroitesse et ressentiment. J’ai donc écrit un sujet avec
lution, pour moi et pour les habitants de Riace, avec un centre
un village où il y a un seul enfant qui veut faire une partie de
historique pratiquement vide à cause du phénomène migra-
ballon mais ne trouve personne. Ici, débarque un groupe de
toire et envahi d’un sens de résignation sociale, avec un déve-
jeunes immigrés africains.. Un conte de simplicité classique,
loppement à la consommation entièrement axé vers la spécu-
mais pourtant d’actualité absolue ». Que viennent faire ici les
lation immobilière le long du littoral et enclin à la dure loi du
contes et le 3D qui habituellement est employé dans l’anima-
ciment et à la politique du béton. Notre population, 1800 habi-
tion de pellicules qui mise sur le spectaculaire? « C’est ici qu’est
tants divisée en deux agglomérations, Riace Marina et la par-
le pari de Wenders, rendu possible par un producteur illuminé
tie historique qui compte 700 personnes, a un fort patrimoine
comme Marco Baldanza: démontrer que le cinéma stéréosco-
109
PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
pique n’est pas seulement destiné à l’horreur et aux dessins
a rencontré mon arrière-grand-père et ils se sont mariés. Alors
animés, comme nous a habitué Hollywood, mais c’est une ré-
la Modavie faisait partie de la Roumanie, seulement par la suite
volution technologique de la même portée que la naissance du
elle est devenue état indépendant ». Convoquées par cette
sonore et de la couleur. Et, donc, adaptée à tous les types de
mère poule qu’est le clan de la Miren, elles arrivent dans le pays
narration cinématographique. D’autre part, le son et la couleur
des ancêtres, souvent pour la première fois, elles visitent un
aux origines rencontrèrent aussi de nombreuses résistances ».
peu Venise et tombent amoureuses: de l’Italie ou des italiens,
Histoire d’espérance et d’immigration qui a enthousiasmé le
peu importe. « En réalité – admet Diana – j’ai participé au
metteur en scène de Paris Texas , le tournage de Il Volo a déjà
concours pour promouvoir à l’étranger l’image de mon pays, la
commencé en septembre en Calabre. Le film coutera 183.700
Moldavie ». Oui, Diana se sent beaucoup plus moldave qu’ita-
mille euros: la région ne se limite pas à subventionner le film,
lienne: « Pour ma famille, cela a été impossible de conserver les
mais est coproductrice avec soixante-dix mille euros.
traditions italiennes parce que l’histoire a souvent été cruelle
avec la Moldavie ». Après avoir dépassé la concurrence en juin
Les plus belles du royaume
parlent italien
dernier, Diana est déjà au travail mais elle n’a pas abandonné
Si la couronne de Miss Italie dans le Monde cette année a tra-
mode pour les catalogues, un travail qui n’a rien à voir avec son
versé l’océan, en volant du Paraguay à la Moldavie, et passant
titre de Miss Italie dans le Monde.
de Fiorella Migliore à Diana Curmei, l’origine des miss s’est dé-
Vous vous sentez un peu la miss des émigrés, même si dans
placée seulement de l’est à l’ouest de la Sicile, de Comiso, dé-
votre histoire il n’y a pas de traces d’émigration par nécessité?
partement de Raguse, à Campofelice di Roccella, département
«Miss Italie dans le Monde est beaucoup plus qu’un défilé de
de Palerme. C’est à travers ce vol imaginaire, que se renferme
belles filles et l’idée est vraiment admirable de la part de Enzo
toute la beauté de l’émigration, que se reflète le souvenir de
et Patrizia Mirigliani d’ouvrir leur concours historique à celles
notre émigration, des années difficiles jusqu’à la délivrance et
qui, même habitant loin, ont un peu de sang italien dans les
l’affirmation de tant de compatriotes qui ont laissé leur terre
veines. C’est une chance en plus pour se faire connaître dans le
pour chercher ce travail que l’Italie leur niait. Et pourquoi pas,
pays d’origine » Chez les Curmei ils sont tous heureux de cette
un concours de beauté, avec son coté éphémère par défini-
italo-moldave, heureux comme les mamans et papas italiens
tion, il peut devenir le prétexte pour rapprocher des mondes
qui, à Salso,appelaient patron Enzo Mirigliani, lui reconnaissant
lointains qui ont un humus commun. Dans tout les coins du
des dons miraculeux.
monde les filles désirent rentrer dans ce mystérieux monde du
Une dernière curiosité, c’est le charme italien ou ta véritable
spectacle. Nées sous le Pain de Sucre, dans les rues de Man-
beauté à déterminer ton succès auprès des garçons?
hattan ou sur les plages de l’Afrique du Sud, l’envie de défiler,
«Mais qui a dit que j’ai du succès auprès des garçons? »
de faire du cinéma ou de la télévision, les rapproche toutes.
PERCORSI
les études de droit et d’actrice et son travail de photographe de
Pour ce rêve elles n’hésitent pas à entreprendre, cette fois en
Italian style
sens inverse, le voyage entrepris par le passé par leurs grands-
De Alessia Licata
parents ou arrières grands-parents séduits à leur tour par le
Quand on dit Made in Italy on pense à la nourriture, au vin, à
rêve d’une vie meilleure. Aujourd’hui les filles appartiennent à
l’artisanat de céramique ou du verre, aux lunettes de soleil
la quatrième génération d’émigrés italiens dans le monde et ce
et aux produits en cuir, mais surtout on pense à la mode. Les
sont les régions du centre-sud, avec la Vénétie, à donner le plus
récents succès des couturiers italiens aux derniers défilés pari-
grand nombre de participantes. Diana, la beauté brune de l’Eu-
siens viennent le confirmer. La fantaisie et la créativité italien-
rope de l’Est, Miss Italie dans le Monde 2009, qui écoute Laura
nes sont en effet le secret du succès des plus grandes maisons
Pausini et Tiziano Ferro, explique: « Mon arrière grand-mère
du monde entier. Stefano Pilati à la tête de chez Yves saint
était de Campofelice et elle est arrivée en Roumanie avec un
Laurent, Riccardo Tisci styliste chez Givenchy, Antonio Marras
groupe de sculpteurs qui travaillaient la pierre. C’est ici qu’elle
directeur artistique de Kenzo, jusqu’aux dernières acquisitions
110
Worldwide
tel que Marco Zanini chez Rochas et Rodolfo Paglialunga chez
rondes de (Ethic), désormais entrées dans l’univers esthétique
Vionnet, et ce ne sont que quelques exemples rapides. Déjà au
de tant de jeunes fashion victim. Marque de succès sur la scène
Moyen-Age l’Italie excellait dans la production textile de luxe et
internationale de la mode féminine, avant d’être une étiquette
fournissait les plus importants souverains d’Europe. La soie de
(Ethic) est un choix moral, celui de vêtir en faisant attention au
Côme, le brocart de Venise, la laine de Florence, qui dans le pas-
concept de développement durable. Des tissus et colorants na-
sé ramenaient au style, au charme et à l’élégance italiens, sont
turels et l’usage de cuirs provenant du cycle alimentaire sont en
devenus avec le temps les habits des grands stylistes comme
effet la directe conséquence du soutient que (Ethic) offre aux
Valentino, Armani, Versace, Fendi.
campagnes écologiques. Depuis quelques années la marque a
La tradition de l’industrie de l’artisanat s’est transmise de géné-
présenté sur le marché la ligne Emma, dédiée aux petites filles
rations en générations, en améliorant petit à petit capacité et
dont les recettes ont été en partie données aux institutions
qualité et en rencontrant les innovations modernes. En 1949 les
s’occupant de mineurs. Grâce à son éclectisme la marque a pé-
soeurs Fontana réalisèrent la robe de mariée de Linda Christian
pour son mariage avec Tyrone Power et toujours à la même époque la revue américaine Harper’s Bazaar dédie de nombreuses
pages aux vêtements de Emilio Pucci. Le premier défilé italien
fut organisé à Florence en 1951 par le marquis Giovanni Battista
Giorgini, qui, ayant eut l’intuition de la puissance des ateliers
de couture italiens, décide d’inviter des acheteurs américains
et des représentants de la presse internationale. Défileront les
créations des soeurs Fontana, Pucci, Simonetta, Jole Veneziani,
Carosa, Schuberth, Germana Marucelli et Fagiani et ce fut un
grand succès. La créativité, le raffinement des matériaux et les
prix compétitifs touchèrent le public, déviant ainsi l’attention
de la mode française vers la mode italienne. Depuis lors les vêtements italiens sont choisis par les célébrités du monde entier,
qui trouvent dans la mode italienne un style unique, élégant et
raffiné. C’est le cas de Michelle Obama, qui se reconnaît dans
les coupes de Moschino ou de Hilary Clinton qui aime porter
des pulls col roulé Cruciali. Même Le diable s’habille en Prada
et le grand cinéma ne résiste pas à la mode italienne. Dans le
Colossal Australie Nicole Kidman porte des vêtements Prada
et des chaussures Salvatore Ferragamo. Mais le charme des
marques italiennes contamine aussi les films qui racontent
des histoires de la vie de tous les jours. Par exemple (Ethic) qui
après avoir signé les habits de Kelli Lang dans la célèbre série
Beautiful pour la télévision, habille le set de Questo Piccolo
Grande Amore de Riccardo Donna, Il mio miglior nemico de
Carlo Versone et La finestra di fronte de Ferzan Ozpetek, et
encore en phase d’élaboration Tutto l’amore del mondo, Io loro
e Lara de Verdone, Amore 14 de Muccino, Scusa ma ti voglio
PERCORSI
nétré divers marchés exportant ainsi une façon de s’habiller «à
l’italienne », reconnaissable partout et se positionnant parmi
ceux qui ont fait du low cost une véritable philosophie.
Déjà présente en Italie avec 45 points de vente, elle a obtenu
en quelques années des résultats vraiment surprenants en se
tournant officiellement vers l’étranger où on la retrouve en Espagne, France, Allemagne, Russie, Chine et Canada.
« Le produit italien est reconnaissable tout de suite à cause des
finitions soignées et du choix des matériaux », déclare Ivano
Piccirilli, âme de la marque et président de la société Ies, qui,
annonçant avec orgueil les prochaines ouvertures à Paris, en
Chine et au Japon, souligne que – une expansion gagnante
vers l’étranger prouve directement que le produit italien est
toujours apprécié, malgré la crise et la concurrence, parce qu’il
s’agit du résultat d’une culture atavique de la couture que tout
le monde nous envie ».
Connoter un vêtement avec la marque Made in Italy représente donc la capacité de notre pays de conjuguer en un seul
produit qualité de la matière et haute dimension esthétique.
Aujourd’hui la mode italienne couvre tous les secteurs de marché, de la haute couture au prêt-à-porter, du programmé au
fast fashion, rendant ainsi son style accessible vraiment à tout
le monde.
L’institution fait son entrée
pour protéger l’une des activités
primaires de la Sicile
Interview à l’Assesseur Régional Bufardeci à propos de la pêche,
sposare avec Raul Bova, Meno male che ci sei avec Claudia Ge-
source historique de subsistance pour les habitants de l’ile depuis
rini et Angeli e diamanti avec Vittoria Belvedere. Julia Roberts,
les premières sédentarisations d’humains
en Italie pour son dernier film, a choisi les célèbres parenthèses
Monsieur Bufardeci, quels sont selon vous les éléments fa-
111
PERCORSI
PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
vorables et les potentialités d’où il est possible de partir
être inefficace si elle n’est pas accompagnée d’une authenti-
pour redonner un élan à un secteur stratégique comme
que prise de responsabilité de la part de tous les états côtiers.
celui de la pêche en Sicile?
En l’absence d’une base scientifique sur laquelle appuyer les
«Je crois que nous devons travailler pour faire en sorte que
choix de gestion, même si coordonnés au niveau internatio-
la Sicile réussisse à rétablir son patrimoine, pas seulement
nal, on risque de prendre des initiatives de courte durée, qui
économique mais aussi social et culturel, qui dérive de son
n’affrontent pas à la base le problème de l’augmentation des
rapport avec la mer. La pêche peut redevenir un secteur de
contrôles et de la limitation de capacité des flottilles de pê-
pointe, ça ne sera pas simple parce qu’il faut affronter et dé-
che, éléments désormais nécessaires pour garantir une ex-
faire des noeuds structurels».
ploitation soutenable».
Quelles sont les stratégies et les mesures que la Région
Ce sont des défis que la Sicile connait. Ces dernières an-
développera dans le futur immédiat pour relancer la com-
nées du travail a été fait pour améliorer la connaissance
pétitivité du secteur?
des activités de pêche et leur gestion, et pour soutenir
«Avant tout il y a toujours le respect pour la mer et son éco-
et renforcer le cadre de coopération multilatéral. Mais il
système. Peut-être que cela semble impossible de concilier
reste encore beaucoup à faire et la Commission s’est en-
cet impératif catégorique avec la relance de la pêche comme
gagée pour concevoir une nouvelle proposition: une pro-
activité économique, mais une pêche qui puisse sauvegarder
position pour une réforme de la politique commune de la
les espèces marines, élève la rentabilité pour les travailleurs
pêche, qui naitra avant 2012. Quel sera l’apport de la Sicile
du secteur et crée les prémisses pour consolider le secteur.
au niveau des idées et des propositions pour la rédaction
De plus, en misant sur l’intégration des micros réalités terri-
du Livre Vert de l’Union Européenne, le document qui dé-
toriales il est possible de réaliser des initiatives de très haute
terminera la politique commune de la pêche pour les dix
valeur ajoutée liées aux secteurs oenologique, gastronomi-
prochaines années?
que et touristique. Bien sur il s’agit d’une stratégie à long
«Plus que de devoir nous devons parler de responsabilité.
terme, tandis qu’aujourd’hui il est nécessaire d’affronter
La Sicile représente une part déterminante dans le secteur
l’économie du quotidien et pour cela nous suivrons les direc-
national, presque 40 pour cent du secteur productif italien.
tives de l’Union Européenne en introduisant les mesures de
Nous avons donc le devoir de diriger la position du gouverne-
compensation socio-économiques, nécessaires pour garan-
ment national forts de nos compétences et sereins, ne vou-
tir les emplois».
lant pas imposer mais diviser des choix qui pourront relancer
Quelle est l’importance de la collaboration avec les autres
le secteur. Le Livre Vert sera la Bible de nos actions, il impo-
pays du bassin Méditerranéen?
sera des sacrifices mais marque aussi la possibilité d’un new
«La mer est un espace géopolitique ouvert par définition.
deal de l’industrie poissonnière qui ne tend pas vers la pêche
Dialoguer avec les pays de la Méditerranée est une politique
massive, mais qui réalise des choix stratégiques de protec-
nécessaire pour sauvegarder notre flotte mais aussi pour im-
tion de l’environnement et du respect de la faune marine. La
porter notre savoir faire et nos compétences, de façon à ce
Sicile et le milieu de la pêche auront un rôle central dans la
que la pêche devienne aussi une ressource dans les pays de
rédaction du Livre Vert de l’Union Européenne, un document
la zone sud de la Méditerranée. Il n’y a pas de doute que pour
qui déterminera la politique commune européenne de la Pê-
garantir une pêche soutenable une plus grande coordination
che».
entre les états côtiers de la Méditerranée est nécessaire et
La Commission Européenne a posé un certain nombre de
nous savons tous que les richesses en poisson subissent des
questions, demandant aux états membres de formuler
pressions croissantes, dues aux activités de la pêche com-
leurs propres réflexions sur les thèmes de la protection
merciale et récréative, mais aussi aux facteurs externes tel
environnementale, de la recherche scientifique pour la
que la pollution et le changement climatique, cependant,
réintégration du poisson, sur l’introduction de systèmes
même la coordination internationale la plus importante peut
de navigation à basse émission, sur la définition d’une po-
112
Worldwide
litique industrielle soutenable à conjuguer avec les micros
relance du secteur et notre travail sera d’aider les travailleurs
réalités territoriales de type familial et artisanal, qui de-
de la filière à suivre ce règlement, étant conscients que le sec-
vront s’orienter vers des créneaux à haute valeur ajoutée.
teur représente un axe stratégique de notre économie, mais
Récemment des contrôles plus sévères ont été effectués à
est aussi une autorité en matière de culture et traditions».
PERCORSI
bord des embarcations. Le document approuvé à Bruxelles, au cours de la réunion des ministres Ue de l’agriculture
Une vie dédiée à la mer
et de la pêche, prévoit de nouvelles prescriptions pour le
De Rossella Catalano
secteur, plus rigides, pour la sécurité à bord et pour la pro-
glement communautaire comporteront la soustraction d’un
Les gardes-côtes s’engagent à un travail continue et constant
pour la mer vive 365 jours par an. L’activité de recherche et
secours en mer constitue une des délicates fonctions dont le
Corps de la Capitainerie du port Garde-côte assume. En détail,
le port de Lampedusa compte une unité catégorie 800 et une
catégorie 300 qui effectue un service continu 24 heures par jour
365 jours par an, auquel s’ajoute un patrouilleur catégorie 200
et un 400. Des véhicules qui font tous partie de la 7ème escadrille et interviennent aussi pour le secours aux embarcations
de migrants. Nos unités navales sont prêtes à sortir en mer
très rapidement et sont en relation avec la salle opérative du
Bureau Départemental Maritime de Lampedusa – nous dit
Antonio Morana, commandant du département – Dans les cas
comportant un nombre élevé de personne en danger, la coordination est confiée à la Capitainerie du port de Palerme ou à
la Centrale Opérative du Commandement Général du corps
de Capitainerie du port de la capitale. En 2009 il y a eu plus de
1000 interventions effectuées avec environ 2700 personnes de
sauvées.
Les gardes-côtes de Lampedusa s’occupent de la sécurité
en mer mais aussi de la pêche, de l’environnement, de la
sécurité de la navigation. Comment s’effectue votre activité
ordinaire?
«Le personnel militaire travaille quotidiennement pour tout ce
qui concerne l’administration mais aussi pour les opérations sur
le terrain comme les contrôles dans les secteurs de la pêche, de
l’environnement et la sécurité de la navigation. En particulier,
les mansions au service des travailleurs de la pêche sont importantes. Il suffit de penser aux instructions pour délivrer et renouveler les licences de pêche et pour l’obtention d’indemnité
prévues pour l’arrêt biologique ou pour l’arrêt définitif d’une
nombre de points à la licence, jusqu’à l’éventuelle suspension
unité de pêche – poursuit le commandant – Font partie de nos
de celle-ci. Grâce à la médiation du gouvernement, l’applica-
activités les opérations de contrôles des normes régionales,
tion réelle des sanctions est ramenée à la décision de chaque
nationales et communautaires, maritimes mais aussi à terre,
état membre, qui est obligé de s’adapter mais peut décider
qui ont pour but de prévenir et dans les cas les plus graves de
le niveau des sanctions. L’administration régionale vise à la
sanctionner les conduites anti-juridiques. Dans le cadre de la
tection de l’hygiène du poisson.
«Nous sommes satisfaits de ce que le gouvernement national
a accompli, il a tenté de résister à beaucoup des conditions
demandées et réussit à réduire l’impacte que certaines mesures prévues qui auraient été excessivement pénalisantes
pour la réalité sicilienne. L’ensemble du règlement semble
adapté aux exigences des entreprises, moyennes et grandes,
de la filière, tandis que notre pêche concerne une réalité de
micros entreprises, qui doivent être soutenues et protégées.
Une des concessions obtenues grâce à la médiation de la délégation italienne concerne le moment pour l’introduction
du nouveau règlement, le document entrera en vigueur mais
son application sera graduelle».
Cette pratique pose les bases pour la relance des actions
de modernisation de la flotte de pêche sicilienne.
«L’application graduelle des mesures consentira d’ouvrir
une réflexion sur la programmation communautaire Fep, le
fond européen pour la pêche. Nous sommes à mi chemin du
programme et nous sommes en train d’utiliser avec de très
bons résultats les ressources des trois premières années, démontrant ainsi une grande capacité de dépense qualifiée. En
janvier, en évaluant les données de la première tranche du
programme, nous pourrons démarrer la seconde phase du
programme et financer les mesures destinées à la modernisation et à la sécurité de notre flotte, avec un apport financier
qui pourrait être de 10 millions d’euros. Le règlement communautaire prévoit le mécanisme de la licence à points. Un
peu comme pour le permis de conduire, les manques au rè-
113
PERCORSI
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Worldwide
sécurité de la navigation, le travail des gardes-côtes de Lam-
naropathies, le diabète, les hyperlipidémies et même le cancer,
pedusa concerne les activités administratives et la remise
peut et doit être combattue à table. Cela ne signifie pas se
des certificats de sécurité des unités de pêche entre un cer-
contraindre à une sorte d’ascétisme alimentaire. Les alliés de la
tain tonnage et des unités de plaisance, activités de vérifica-
santé peuvent être en fait de véritables gourmandises alimen-
tion et de contrôle des qualités techniques des bateaux. Pour
ce qui concerne la protection de l’environnement marin nous
pouvons citer les contrôles servant à confirmer certains abus
sur le domaine maritime de l’Etat, qui augmente considérablement durant l’été, les contrôles des décharges abusives
en mer et les conduites qui portent atteintes aux ressources
marines sous tutelle de la norme en vigueur, dont fait partie
la Zone Marine Protégée des Iles Pelagie».
au poisson. Les trois espèces les plus pêchées sont l’anchois,
la sardine et le maquereau, ce qu’on appelle le poisson pauvre
de nos mers, mais très riche du point de vue nutritionnel. Ce
poisson contient des graisses similaires aux graisses végétales,
composées surtout de graisses insaturées, en particulier celles
des omégas-3, importants pour le développement cérébral et
En Italie la pêche est règlementée par diverses normes.
comme protecteurs pour le coeur et les artères. De ces avan-
Cependant, dans les zones où se trouvent des réserves na-
tages les graisses des animaux de terre manquent, plus riches
turelles et zones marines protégées des lois plus sévères
en composants saturés qui, par contre, si consommés en ex-
sont prévues. Quelles sont celles qui concernent la Zone
cès, peuvent faire apparaître certaines maladies. Les omégas-3
Marine Protégée de Lampedusa?
sont présents dans tous les poissons en quantité variable, mais
«La Zone des Iles Pelagie a été instituée par Décret du Minis-
leur contenu dans le poisson dit pauvre est sans aucun doute
tère de l’Environnement et de la Protection du Territoire du
plus élevé. Une diète équilibrée doit prévoir du poisson riche
21.10.02 dans le but principal de protéger la flore et la faune
marine et de valoriser les ressources biologiques et la géomorphologie de la zone. Á travers la subdivision des secteurs
de mer intéressés en trois zones (A, B, C) des interdictions
et limitations de toutes les activités anthropiques différentes
selon la zone dans laquelle on se trouve ont été prévues. Dans
la zone A, appelée aussi réserve intégrale, toutes les activités
en omégas-3 au moins 2 fois par semaine. Parmi les niveaux
d’assomption recommandés d’énergie et nutrition pour la population italienne, la Société Italienne de Nutrition Humaine
a inséré un niveau minimum d’acides gras poli saturés de la
série omégas-3 pour l’adulte égal à 0,5% des calories quotidiennes totales. Le pourcentage double chez un individu qui
sont interdites, de la pêche professionnelle et sportive à la
a déjà contracté une pathologie et augmente aussi chez les
navigation et la balnéation, avec une seule exception, l’Isola
nouveaux nés et les enfants, diverses études ont démontré que
dei Conigli. Dans la zone B, la réserve générale, nombre des
ceux nourris avec un lait enrichi ont un meilleur développement
activités interdites dans la zone A sont permises, mais sui-
neurologique. Il est donc important, de notre part médecins
vant certaines conditions. Par exemple la pêche de tourisme
nutritionnistes, de promouvoir la consommation du poisson
et sportive est réservée exclusivement aux habitants. Dans la
comme aliment à substituer à d’autres riches en protéines,
zone C, ou réserve partielle, enfin, les interdits se réduisent
comme le fromage, les oeufs et les viandes et surtout promou-
ultérieurement et le nombre des activités consenties aug-
voir la consommation du poisson dit pauvre, qui est, à ne pas
mente». Une activité importante que celle du Bureau Départemental Maritime de Lampedusa, qui s’intensifie surtout en
été, quand la beauté de l’environnement est plus exposée à
des conduites nocives, qui pourrait la dégrader à jamais.
Un poisson par jour...
De Gaia Ballo
La bataille contre de nombreuses maladies chroniques et dégénératives comme l’hypertension, l’artériosclérose, les coro-
PERCORSI
taires, et parmi celles ci, la première place revient surement
114
sous-évaluer, pour ses caractéristiques organoleptiques adapté
à toute la famille, des plus jeunes aux plus anciens. Attention
toutefois à ne pas tomber dans le piège des fritures, délicieuses
pour le palais, mains moins favorables à la santé. Frire le poisson, comporte une forte dénaturation des omégas-3, donc,
pour conserver intact cet élixir il est conseillé de faire recours
à d’autres méthodes de cuisson. Un bon poisson et une bonne
recette=une bonne santé!
PERCORSI
Worldwide
Con los buenos
lice Department de New York, George Grasso, un americano
De Humberto Lucentini
con raíces italianas, hoy uno cerca del otro. Así me acuerdo
En la placita del parque dedicado a Joe Petrosino se cruzan
de todos los policías, carabineros, soldados de las fuerzas ar-
entre ellas tres lenguas: hay quien habla inglés, quien italiano, quien el típico ítalo-americano que revela los orígenes
lejanos de tantos emigrantes llegados hace años a EE.UU. En
Manhattan, en el corazón de Nueva York, limitando con Little
Italy, hay quien como Joseph E. Petrosino ha nacido y crecido
por aquí pero tiene una parte de corazón que late por Italia.
Este señor elegante, un mechón ligeramente canos, las gafas
doradas, es uno de los muchos bisnietos de Joe Petrosino. El
mítico lugarteniente de la policía de Nueva York, asesinado
por la “mano negra” en Palermo en 1909. Joseph E. Petrosino, es martes 13 de octubre, cuenta así uma parte de su vida
delante de los invitados americanos, ítalo-americanos e italianos que han llegado al área verde entre Lafayette, Spring
Streets e Cleveland Place para dedicar el parque al ilustre antepasado, el “Lieutenant Petrosino (1860-1909)”: «Estoy orgulloso de ser nieto de un gran policía que es la herencia mejor que Italia podía dejarnos. Aquí, en los Estados Unidos hay
investigadores, bomberos, médicos y ciudadanos comunes
que de Nueva York a Chicago, desde Florida a San Francisco,
honran la mejor historia de Italia». Tal vez se encuentra todo
aquí, en las palabras del juez Joseph E. Petrosino, el sentido
del nuevo vínculo entre las dos orillas del océano narrado por
las manifestaciones para la semana de la legalidad titulada
“Joe Petrosino: nueva Sicilia a los cien años de su muerte”,
durante la cual se han presentado el congreso organizado
PERCORSI
madas italianas destinadas en Irak o en otros lugares donde
hay mucho que hacer”.
Joseph E. Petrosino è un magistrato, y pronuncia bien las
palabras cuando dice: “Hoy en los lugares más importantes
de la justicia y de la policía hay sólo mujeres y hombres ítalo-americanos. Y todos tenemos la misma voluntad: parar a
quien desacredita y deshonra la historia de los italianos, a
quien con su comportamiento ofende el símbolo de todos los
ítalo-americanos honestos representado por Joe Petrosino.
Hoy luchar contra el crimen y el terrorismo es un deber que
nos han dejado hombres como Joe Petrosino”.
Piero Grasso, nacido y crecido en Sicilia – donde ha trabajado
y ha arriesgado su vida en primera persona para parar a otros
criminales – hoy es jefe de la Dirección nacional antimafia, y
en Nueva York ya tiene sólidas relaciones con colegas y policías en primera línea contra los clanes. Dice el “superfiscal”
antimafia Grasso: “Durante estos años se ha progresado mucho en la esperanza de cambiar las cosas y derrotar la Cosa
Nuestra. Y hoy, que se habla de pactos entre secciones del
Estado y mafia, digo que hay que buscar a toda costa la verdad. Si hubo pactos en el pasado, especialmente para delitos
excelentes como el de Piersanti Mattarella y Pio La Torre o de
Carlo Alberto Dalla Chiesa, hasta Giovanni Falcone y Paolo
Borsellino, hay que estar preparados para aceptar las nuevas
verdades que pudieran emerger de las indagaciones. Y los
hechos y las indagaciones dicen que la criminalidad organi-
por Anfe.
zada a menudo es el brazo armado de otros intereses”.
Francesco Maria Talo, cónsul italiano en Nueva York, no pier-
El paso del testigo, del hilo de la narración que vincula al jefe
de la ocasión para un importante juego de palabras: “El lunes
de la Superfiscalía antimafia y el jefe del NYPD, llega con una
se celebró el Columbus Day, pero puedo decir que cada día
agudeza: “Dos Grasso, una sola ley…”. Así George Grasso se
es un día en el que se recuerda el fuerte vínculo entre Italia
relata: “Empecé a trabajar en el Departamento de la policía
y EE.UU. hoy se celebran tres: Petrosino, Padula y Palermo.
de Nueva York a los 30 años, en el ’78 me nombraron detec-
Petrosino es Joe, el policía ítalo-americano nacido en Padula
tive y durante todos esos años seguí la evolución de la cri-
y asesinado en Palermo, tierra de origen de investigadores y
minalidad organizada de Nueva York. Hoy puedo afirmar que
magistrados anti-mafia. Detrás de la figura de Petrosino está
la experiencia del pasado me hace esperar: podremos ganar
la historia de muchos italianos, emgrantes y no, que ahora
esta batalla. El congreso de EE.UU ha aprobado una ley para
representan un recurso para muchos americanos. Han traba-
alcanzar este objetivo: prevé normas para desmantelar el
jado con éxito contra el crimen muchos italianos como Piero
racket de las extorsiones y un programa de protección para
Grasso, jefe de la Fiscalía nacional antimafia, y el jefe del Po-
los colaboradores de la justicia. La ley, de hecho, debe se-
116
Worldwide
guir siendo un faro también ante los peores criminales. La
vés de la gestión de los bienes confiscados”. Y una “coppola”
criminalidad organizada en los EE.UU. es, cada vez más, una
de regalo, terminada en la cabeza de los dos Grasso y de don
empresa. Antes de 1970 era difícil probar la culpabilidad de
Ciotti, es una señal fuerte: un trozo de tradición arrancada
los boss, después de 1970. con las primeras nuevas leyes
como símbolo de Cosa nuestra puede volver a sus orígenes.
aprobadas, empleamos las investigaciones sobre el tráfico
También partiendo de Nueva York.
PERCORSI
de drogas, sobre la explotación de la prostitución, sobre el
de dólares, y nosotros hemos encontrado las ramificaciones
Joe Petrosino de jefe de la Squad a
heroe de la narrativa popular ítaloamericana
de su empresa: el resultado es que Gotti se ha muerto de cán-
De Marina Cacioppo
cer en la cárcel. La policía de Nueva York ha creado unos gru-
Lieutenant Joe Petrosino, comandante de la Italian Squad de
pos que trabajo juntos contra la mafia y el terrorismo. Hoy la
la Policía de Nueva York, 700 arrestos sólo en 1904, no era
criminalidad organizada italiana, rusa y mejicana es tratada
uno cualquiera, si no nunca se habría convertido en un perso-
como Al Qaeda: está claro que no se puede proteger Nueva
naje legendario incluso antes de que lo asesinaran. Lo sabían
York parándose en los confines municipales, porque quien
bien los lectores del Prograso Ítalo-americano e incluso los
ha derrumbado las Torres Gemelas empezó su actividad cri-
del New York Times que leían en las páginas de sucesos de su
minal fuera de Nueva York. Es por eso que nuestras fuerzas
incansable lucha contra la Mano Negra, pero lo sabían sobre
de policía trabajan con policías de otros estados para parar a
todo los lectores de la Locura de Nueva York y del Correo de
los clanes. El año pasado una importante investigación sobre
América que lo encontraban como personaje en las páginas
un tráfico de droga entre Méjico, Italia y EE.UU. se realizó
de las novelas del célebre Bernardino Ciambelli y de Italo
gracias a esta colaboración. Naturalmente, hay diferencias
Stanco.
entre nosotros: en Italia hay una triste historia de personas
El eco de las empresas de Joe Petrosino, de la sección de su-
honestas asesinadas por la Cosa Nuestra. Aquí, en Nueva
cesos pasa a los apéndices de los periódicos de las comuni-
York, no: la criminalidad organizada sabe que si asesina a un
dades italianas sonde se publicaban los largos y enredados
policía o a un magistrado firma su suicidio. Y aunque aquí la
folletones pertenecientes al géneros de los “misterios de las
mafia sigue existiendo estamos en el buen camino para de-
ciudades”, nacido en Francia a mediados del siglo XIX con Los
rrotarla porque empleamos una task force con la que colabo-
Misterios de París de Eugene Sue. Los Misterios de Bleecker
ran las fiscalías de los distritos y las italianas”.
Street, Novela contemporánea, El delito de Coney Island,
En la gira a Nueva York participa también Don Ciotti que
Los misterios de Harlem de B. Ciambelli y Las mafias de
cuenta el fenómeno Libera, los centenares de asociaciones
Nueva York de Italo Stanco son sólo algunos de los títulos en
antimafia que en Italia se han unido y organizan debates,
los que aparece el personajes de Joe Petrosino. Aquí, junto
gestionan bienes confiscados a los mafiosos, ayudan a los
a los imprescindibles elementos novelescos, a las intricadas
testigos a menudo dejados solos. Y sintetiza: “Hoy hace fal-
tramas, a los detalles picantes y sensacionales, a los retratos
ta una sociedad responsable, de todos los ciudadanos, que
oscuros de criminales y a los vicios de la alta sociedad, se en-
concretamente se ocupen del problema con los hechos: todo
cuentran elementos nuevos, más realistas, ligados a la vida
el mundo con las palabras se declara en contra de la mafia,
de la “Colonia italiana”.
pero la primera mafia a combatir es la de la palabra. Son tres
Una representación realista de los ambientes de las comuni-
las directrices a seguir para no malograr el empeño de quien
dades italianas, repleta de referencias topográficas a lugares
ha perdido la vida por todos nosotros. Primero: la formación,
y a hechos criminosos realmente sucedidos.
en las escuelas y en las universidades, conocer el fenómeno.
Estas publicaciones respondían a la exigencia de rectificar
Segundo: empeñarse un poco todos, actuar en primera per-
la imagen de los italianos que emergía de la prensa ameri-
sona. Tercero: dar trabajo a los desempleados, también a tra-
cana que, a menudo, representaba a nuestros compatriotas
juego de azar para perjudicar a las empresas de la mafia.
John Gotti era el jefe de una empresa que facturaba millones
117
PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
como “ los sospechosos de siempre”, individuos que por na-
“campesinos sicilianos”? Lo explica Antonio Ingroia, fiscal de
turaleza, por raza y por cultura se adaptaban mal a las leyes
Palermo y titular de las más importantes investigaciones so-
americanas y que fácilmente se convertían en peligrosos
bre las relaciones entre mafia y política, sobre la Cosa Nues-
anarquistas o mafiosos listos para conspirar contra América
tra y el fútbol, sobre el tesoro di Vito Ciancimino, solo para
y sus instituciones democráticas. Persiguiendo este intento
citar algunas. En 2007 ordenó el arresto del “superbuscado”
de rehabilitación, la introducción de la figura de Joe Petrosi-
Salvatore Lo Piccolo, el único jefe que había seguido mante-
no y más tarde la de Michel Fiaschetti que lo sustituyó en la
niendo relaciones con los «huidos», los miembros de la Cosa
jefatura del Italian Squad en 1912, desempeñaba en las nove-
Nuestra obligados a huir a América durante la guerra de ma-
las un papel importantísimo. La creación del personaje de un
fia, estallada en los años ’80 entre corleoneses y palermita-
policía íntegro, representante de la legalidad, que actúa en
nos por la supremacía y el control del territorio. Una guerra
nombre de la comunidad para erradicar el crimen y restable-
sangrienta y de cadáveres que contó 240 muertos al año y
cer la justicia, tranquiliza de hecho a los lectores ítalo-ame-
que se transformó las relaciones de poder entre las “familias”
ricanos frente a las acusaciones vertidas contra los Italianos,
tanto en Sicilia como en América.
y en particular contra los Sicilianos, de formar parte de una
El hombre clave del siglo XX, Lucky Luciano, es decir, Salva-
sociedad secreta, una organización de asesinos que tenía el
tore Lucani,primer jefe oficial de la moderna familia Genove-
objetivo de controlar las instituciones de la sociedad.
se, considerado uno de los 20 hombres más influyentes de la
Petrosino era, pues, el paladín de la comunidad italiana en
organización y padre del moderno crimen organizado. Fue él
Nueva York, desde su credibilidad de policía y de miembro de
quien ideó en la posguerra la masiva expansión del comercio
la comunidad era la figura más adecuada para explicar que
de la droga. Gracias a ese tráfico internacional, las familias
la comunidad italiana no era cómplice, como se quería hacer
americanas de los Gambino, de los Bonanno, de los Lúchese,
creer, pero víctima del crimen, por ser desprotegida por las
de los Genovese y de los Colombo han creado una platafor-
autoridades y por la policía.”
ma que ha reforzado y facilitado las relaciones económicas y
Concluismos con un pequeño fragmento de El Delito de Co-
financieras de los negocios ilegales. Sus años dorados fueron
ney Island, porque nos parece que, además de su valor lite-
del ’70 a la primera parte de los ’80, cuando con la droga los
rario, contiene un mensaje de extrema actualidad y se lo en-
ítalo-americanos levantaban montañas de dinero. La mor-
tregamos al público de todo el mundo como amonestación
fina importada de Oriente, se vendía en Francia meridional
válida para todos los pueblos.
y en Italia, donde se refinaba y transformaba en heroína en
“Petrosino, siguiendo las huellas de un asesino, asiste a una
los laboratorios y en las refinerías sicilianas de la mafia. Aquí
explosión en la obra de Penn Station, en la que mueren cator-
los protagonistas son los Gambino, los Spatola, los Inzerillo,
ce obreros de los cuales diez eran italianos. Profundamente
que tienen como interlocutor el gran mercado americano. La
impresionado por lo sucedido, Joe quisiera gritar a todo el
lucha a la mafia, sin embargo, obliga a la organización a cam-
mundo: “Éstos no pertenecen a la Mano Negra, sino a la le-
biar de rumbo. Cuando en el ’81 extalla la guerra entre lasfa-
gión de los hombres de las manos callosas, al equipo de los
milias, los Corleoneses derrotan a los palermitanos y las rela-
mártires del trabajo.” Pero su grito no lo oiría nadie, porque
ciones con los americanos se atenúan. El negocio de la droga
se suele clamar todas las veces que un italiano comete un
pasa al sur, a los colombianos que con sus “carteles”cárteles”
delito, pero se calla cuando centenares y centenares caen
son los más sanguinarios y organizados. Venezuela y Argen-
víctimas del deber.”
tina son los otros dos países de Sudamérica involucrados en
Informe noir
PERCORSI
los negocios mafiosos. Entre los “huidos” se encuentra también Tommaso Buseta que, junto a otros dos colaboradores
De Carla Incorvaia
de la justicia, Francesco Marino Mannoia e Salvatore “Totuc-
Wysegu y picciotti. Don, padrinos y jefes de distrito. ¿cómo
cio” Contorno, abrirán nuevos y útiles panoramas para las in-
cruza el océano la delincuencia organizada de los llamados
vestigaciones. El ’92 y el ‘93 son los años de las masacres que
118
Worldwide
lanzan un reto al estado. Pero algunos corleoneses exageran
las familias palermitanas. Desde Mandalà y Notaro de la Fa-
y se verifica una fractura interna. Ganci y Aglieri son entre los
milia de Villabate, a Gianni Nicchi de la Familia de Pagliarelli
más despiadados del clan, mientras Bernardo Provenzano,
y Vincenzo Brusca de la Familia de Torretta. Calì, 43 años,
el jefe de los jefes, el inencontrable de la mafia, se adquiere
con Filippo Casamento, se converte en el nuevo jefe de las
una actitud más moderada. Más tarde será el arresto de Totó
familias mafiosas americanas. Considerado hombre de ho-
Riina que infligirá un duro golpe a la Cosa Nuestra. Durante
nor de los Gambino, administra decenas de sociedades para
estos años, Salvatore Lo Piccolo es uno de los pocos que se
la distribución alimentaria en los Estados Unidos y es titular
había seguido manteniendo en contacto con los “huidos”. Es
de empresas de construcción que realizan edificios en Nueva
él quien intenta convencer a Provenzano de la absoluta nece-
York y crean empresas para el reciclaje de dinero en países
sidad de una alianza, que es necesario promocionar aquella
offshore.
PERCORSI
paz rechazada por Riina. Los lealísimos Cinà y Rotolo intenCuando en 2006 Provenzano es detenido, Lo Piccolo se con-
Día de acción de gracias:
un mito problemático
vierte en el jefe absoluto de la cosa nuestra y Ciná y Rolo son
De Attilio Carapezza
detenidos también, se vuelve a disparar. El jefe de San Loren-
Todos los años en Estados Unidos, el cuarto jueves de no-
zo ordena el asesinato de Pietro Ingarao y los “huidos” por fin
viembre, las familias americanas – por lo menos aquellas que
pueden volver.
la crisis económica no ha empujado al infierno de la neo-in-
El 5 de noviembre de 2007 Salvatore Lo Piccolo, llamado el Ba-
digencia - se reúnen con amigos y familia para celebrar el
rón, es arrestado en Giardinello dalla Catturandi, después de
Thanksgiving day (“Día de acción de gracias”), alrededor de
25 años una clandestinidad. Su territorio era probablemente
una mesa bien puesta sobre la que reinan un dorado pavo
la parte nordoccidental de Palermo, el Zen y los municipios
asado y una invitante tarta de calabaza. A la importancia del
de Capaci, Isola delle Femmine, Carini, Villagrazia, Sferraca-
primer plato se debe la denominación alternativa Turkey day
vallo, Partanna Mondello y algunas zonas de la provincia de
(“Día del pavo”).
Trapano. Cocaína, empresas y “pizzo”, el racket de las ex-
El de 2009 es el 388 Thankgsgiving de la istoria, si pensa-
torsiones, constituyen sus mayores entradas económicas.
mos que la primera celebración se remonta a 1621, gracias
Nace una nueva alianza, una nueva estrategia entre la Cosa
a William Bradford, gobernador de la colonia que los Padres
Nuestra siciliana y la americana. Su arresto crea un vacío. Los
Peregrinos habían fundado en Plymouth, para dar las gracias
intereses de la mafia cambian. Es una mafia financiera, de
a Dios por su primera cosecha. Este primacía simbólica no ha
grandes inversiones, que necesita mercados ricos y lejanos,
sido contrastada por las numerosas investigaciones históri-
donde es más fácil ocultarse. También la mafia se adecua a la
cas que han encontrado ceremonias religiosas anteriores de
globalización perfeccionando nuevas estrategias criminales
Acción de gracias celebradas por colonos europeo en territo-
y nuevas rutas del reciclaje del dinero sucio, como demuestra
rio americano antes de 1621, como la del 8 de septiembre de
la confisca de 13 millones de euros llevados a Nassau gracias
i565 en un asentamiento español en Florida.
la complicidad de un financiero milanés y un banquero suizo.
Para la colonia aquella primera cosecha significó la perspec-
Entre los hobres de relieve de la Cosa Nuestra americana se
tiva de un futuro razonablemente sereno y estable. Después
encuentra también Frank Calì, el embajador, uno de los 90
de un primer intento de huir de las persecuciones sufridas en
arrestados en el ámbito dela investigación Old Bridge, la ma-
patria por su desacuerdo con la Iglesia anglicana, refugián-
yor después del juicio Pizza Connection. Frank Boy,“el señor
dose en Leida, en la trabajadora y tolerante Holanda, deci-
nadie”, oficialmente empresario de la Italian Food Distribu-
dieron afrontar lo desconocido de la aventura, fundando una
tion en Nueva York, hombre de respeto de la familia Gam-
colonia en el Nuevo Mundo, en Massachusetts. 121 se habían
bino - Inzerillo, era la bisagra de las nuevas relaciones entre
embarcado en el Mayflower, retando el océano en busca de
Sicilia y América. A él se han dirigido los jóvenes vástagos de
la utopía mesiánica de una tierra en la que realizar sin condi-
tan oponerse, pero en 2003 se obtiene una tregua.
119
PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
cionamientos sus exigencias de libertas religiosa y econó-
extranjeros, 629mil los estudiantes en las escuelas, más de
mica (a esta última se atribuye cada vez más relieve en los
100mil las reunificaciones familiares, 40mil los extranjeros
estudios historiográficos). La dureza del viaje, obstaculiza-
que obtienen la ciudadanía italiana, 24mil los matrimonios
do por espantosas tempestades y las dificultades del primer
mixtos entre italianos y extranjeros, unos 6mil los estudian-
impacto con la tierra americana habían reducido el número
tes extranjeros que se licencian anualmente en Italia.
casi a la mitad. Habían conseguido sobrevivir al rigor del in-
Éstos los datos contenidos en el Informe Estadístico Inmi-
vierno en un ambiente hostil sólo gracias a la inicial solida-
gración 2009 Carita/Migrantes realizado por Franco Pittau,
ridad de los indios Wampanoag, habitantes de la zona, que
según el cual: “el Informe es un instrumento para invertir
les habían enseñado a explotar de manera rudimentaria los
esta falsa imagen que tenemos de la inmigración, basado
recursos del ambiente natural.
no tanto en las razones pastorales de Caritas y Migrantes,
La tradición quiere que la celebración – como si quisiera
sino en los datos, que desde hace dos decenios vienen ofre-
adelantar la política del melting pot – tuviera armónica-
ciendo con cuidado y exhaustividad.” Mirando estos datos,
mente un carácter multiétnico; invitaría también a los
pues, también el observador más distraído no podría no
indígenas Wampanoag que, grandes cazadores, llegaría,
darse cuenta que tal vez haya llegado el momento en el que
llevando a los colonos ciervos, pavos y otras piezas de la
convendría pararse para reflexionar, liberándonos de pre-
zona. Este mito fundador de la nación americana, tan im-
juicios, considerando no sólo las actitudes personales, sino
pecablemente politically correct hoy ha sido puesto seria-
también políticas e ideológicas. “Considerar a los extran-
mente en duda por la historiografía de parte “piel roja” que
jeros regulares y no clandestinos; - continúa Pittau, que
contesta su verosimilitud, subrayando la falta absoluta de
junto con don Luigi Di Ligero, ha fundado le investigación
documentos y remitiendo a la conflictualidad casi inmedia-
anual de la Caritas - considerarlos trabajadores y no delin-
ta de las relaciones entre los dos grupos. En 1970, algunos
cuentes; considerarlos ciudadanos y no extranjeros, son los
movimientos de pie rojas llegaron a llamar el Thanksgiving
puntos que sintetizan el Informe Caritas/Migrantes 2009.”
day día de luto nacional.
En síntesis, bajo este cielo de ojos almendrados, rostros os-
Los menos entusiasmados de esta tradición obviamente
curos y cabellos dorados, en un País donde las religiones,
son los pavos que, ajenos tanto al tema de la libertad eco-
los credos y las culturas se diversifican cada vez más, el
nómica y religiosa como al de la pacífica convivencia de et-
fenómeno de la inmigración no está repartido de manera
nias humanas, se preguntan por qué en la memoria de la
homogénea en todas las regiones italianas. La presencia de
afirmación de aquellos principios hay que celebrar con el
ciudadanos rumanos, ucranianos y moldavos sigue crecien-
sacrificio de su carne.
do y más del 60% de los inmigrantes reside en las regiones
Los números de la emigración
PERCORSI
del Norte, el 25,1% en las del Centro y el restante 12,8% en
las del Sur. Sobre estos números influyen de manera super-
De Paola Pottino
ficial las pocas decenas de desembarques. Según el Informe
Cuando de enuncian datos estadísticos, a menudo alguien
Caritas/Migrantes 2009, en efecto “en 2008 fueron 36.951
tuerce el hocico.
las personas que desembarcaron en las costas italianas,
Verdad, es poco fantasioso o divertido escribir un elenco
17.880 las repatriaciones forzosas, 10.539 los extranjeros
estadístico, sin embargo, para un examen atento de la rea-
que transitaron por los centros de identificación y expulsión
lidad en la que vivimos, esos números un poco “antipáticos”
y 6.358 los rechazados en las fronteras”. “Por tanto, a pesar
a menudo se vuelven imprescindibles. De hecho, ¿cómo po-
de que los desembarques hayan sido menos del 1% de las
dríamos hablar de emigración si esos datos no suportaran
presencias regulares, - afirma Pittau – flujos irregulares, han
nuestros análisis? 4 millones y 339mil son los ciudadanos
acabado por monopolizar la atención de la opinión pública
extranjeros regularmente presentes en nuestro territorio, 2
y las consiguientes decisiones políticas, provocando una
millones los trabajadores, 862mil menores hijos de padres
confusión creciente entre inmigrantes clandestinos, irre-
120
Worldwide
gulares, que solicitan asilo y personas que tienen derecho
en frente del puerto líbico de Zuwarah, principal nudo de
a la protección humanitarios”. El viejo dicho “no medir por
transportes clandestinos hacia Lampedusa».
el mismo rasero” se ha convertido por tanto en un ejemplo
General, entonces, gracias a estos acuerdos ¿qué nove-
a seguir para preparar a la sociedad de la mitad de siglo a
dades ha habido?
que afronte la diversidad en la globalización y la globalidad
«Se nota en los números. La actividad de contraste realiza-
en las diferencias específicas. La memoria corta, no ayuda:
da por las Secciones territoriales de la Guardia di Finanza y
muchos Países del mundo han incrementado su desarrollo
del cuerpo Aeronaval que actúa en Sicilia, se puede sinteti-
con la ayuda de nuestros compatriotas, ¿por qué, entonces,
zar de forma diferente para los años 2008 y 2009, precisan-
Italia no tendría que construir su futuro con la ayuda de los
do que, por lo que se refiere a 2009, el dato se refiere hasta
inmigrantes?
el mes de septiembre. Durante todo 2008, se han realizado
PERCORSI
262 misiones operativas que han permitido participar en
Hombres en primera línea
la detención de 10.028 emigrantes ((8.247 hombres, 1.118
De Paola Pottino
mujeres y 663 menores), de los cuales 122 han sido arresta-
Original de Puglia y ciudadano italiano de adopción, el Ge-
dos porque reconocidos responsables del fenómeno como
neral Domenico Achille, Comandante Regional “Sicilia” lle-
patrones. Además, se han requisado 91 embarcaciones uti-
va en Sicilia poco más de un año y medio y aquí en colabo-
lizadas para el transporte de los clandestinos. Desde el 1 de
ración con el Cuerpo de las Capitanías de Puerto, la Marina
enero hasta el 30 de septiembre de 2009, se han realizado
Militar, los Carabinieri, la Policía Nacional, cada una en sus
80 intervenciones durante las cuales las Secciones implica-
diferentes especificidades, lucha contra el fenómeno crimi-
das han detenido a 1222 individuos (987 hombres, 175 muje-
nal ligado a la inmigración.
res y 60 menores), de los cuales 46 arrestados. Durante las
General Achille, ¿Cuáles han sido los flujos más significa-
operaciones de contraste al fenómeno, se han embargado
tivos de inmigración ilegal hacia Sicilia?
14 embarcaciones».
«Los flujos más significativos son los que proceden de los
A causa de las nuevas estrategias de contraste a la in-
Países de la Cuenca del Mediterráneo, del Cuerno de África,
migración clandestina adoptadas por nuestro Gobierno,
del Medio y Extremo Oriente o del Sub-continente Indio. Se
asistimos a una sensible disminución del número de des-
componen de emigrantes por fines económicos, pero tam-
embarcos a lo largo de las costa del Canal de Sicilia, privi-
bién de personas que huyen de la violencia o, en algunos
legiando otras rutas. ¿Puedes decirnos cuáles son?
casos, engañadas por el espejismo de un trabajo honesto».
«Los resultados de las operaciones parecerían confirmar
¿Cuánto cuestan estos “viajes de la esperanza” para los
esta tendencia, dado que hace poco se han identificado
que deciden confiarse a organizaciones criminales?
desembarcos en Monasterace Marina (RC); Castro (LE);
«Las cantidades oscilan entre 1.000 y 3.000 euros».
Africo (RC); Castrignano del Capo (LE); Capo Bruzzano
La mayoría de clandestinos proceden de Libia, y en este
(RC); Isola Capo Rizzuto (KR); Pozzallo (RG). Esto significa
sentido, asume una especial importancia la decisión de
que, como alternativa a la tradicional directriz meridonal
junio de 2005 de poner en marcha una cooperación más
que atraviesa el Canal de Sicilia, los traficantes de seres
incisiva euro-líbica en materia de emigración...
humanos emplean cada vez más a menudo las rutas que
«Exacto. Esta decisión se ha hecho operativa esta año con
atraviesan la cuenca del Mediterráneo oriental (partiendo
la redacción de los Protocolos de cooperación entre Italia
de Países como Turquía, Grecia y Egipto) para alcanzar las
y Gran Giamahiria Árabe Líbica Popular Socialista, estipu-
costas jónicas de Calabria, las orientales de Sicilia y la costa
lados el 29 de diciembre 2007 y el 4 de febrero 2009. En el
de Puglia, además del estrecho de Cerdeña (sobre todo si
contexto de estos acuerdos, desde el 25 de mayo de 2009,
parten de los puertos tunecinos y argelinos) para desem-
la Guardia di Finanza lleva a cabo una sistemática actividad
barcar en las costas meridionales de esta región y las occi-
de patrullaje en el mar territorial y en las aguas territoriales
dentales de Sicilia».
121
PERCORSI
PERCORSI
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Los puntos de la intervención
del Presidente de la Cámara
Gianfranco Fini sobre la cuestión
de la inmigración en Italia
Sobre la xenofobia: en Italia no existe el racismo, sin embargo hay mucha xenofobia y es sabido que la xenofobia es de
alguna manera la antesala del racismo, xenofobia que según
la etimología de la palabra es miedo al extranjero. A pesar
de la historia italiana, existe esta latente, en algunos casos
manifiesta, xenofobia por una serie de prejuicios, porque hay
mucha ignorancia, porque no todas las instituciones educativas han invitado, de manera especial, a los jóvenes a que reflexionen y juzguen en base al conocimiento y no al prejuicio.
El primer compromiso que las instituciones deben advertir es
justo el de contrastar el prejuicio y combatirlo partiendo de la
observación de la realidad.
Sobre las medidas de seguridad: estoy convencido, hemos
tomado medidas de seguridad, ahora necesitamos medidas
de integración. Seguridad e integración son las dos caras de
la misma moneda, mirar exclusivamente una sola cara de la
moneda significa no tener completa comprensión del fenómeno. En TV hay un exceso de propaganda y un déficit de
política, el tema de la integración y de la inmigración de los
extranjeros son cuestiones dramáticamente serias que no se
pueden afrontar como un eslogan para sacar un 0,5% más en
las próximas elecciones.
Sobre la ciudadanía: la esperanza es que se pueda encontrar, por lo menos sobre un punto, un acuerdo tal que se modifique la legislación vigente, la ciudadanía es una meta para
una plena integración...
Sobre los menores: no sólo los niños que nacen en Italia,
PERCORSI
mo reconocer la ciudadanía para evitar que pueda haber un
intento, que puede ser también distorsionado, cuando estos
niños crecen un poco, de encontrar las identidades previas,
de ser tragados por el integralismo que pesca en el mundo
aprovechando que la identidad de alguna manera es negada
o incluso conculcada por las sociedades occidentales, que según el integralismo son aquellas sociedades que con el pensamiento único quieren destruir la tradición cultural.
Sobre el derecho de voto: Si quieres que el extranjero se
sienta en su casa en Italia, no puedes negarle a priori el derecho de representación, al extranjero le decimos que tiene
que pagar los impuestos, pero se le niega el derecho de representado. Hay algo que no funciona: las dos cosas tienen
que ir juntas, derechos y deberes juntos.
SUSPENSIÓN DE JUICIO
De Paola Pottino
He aquí el punto de vista de una mujer que desde hace mucho tiempo lucha con fuerza y vigor por los derechos de los
hombres, el primero de todos el derecho a la vida. Elisabetta
Zamparutti, además de ser un exponente del Partido Radical, es tesorera de “NESSUNO TOCCHI CAINO”, la liga internacional de ciudadanos y parlamentarios para la abolición de
la pena de muerte en el mundo.
Doctora Zamparutti, ¿Cómo procede la batalla contra la
pena de muerte?
Después de la aprobación de la resolución para la moratoria
de las ejecuciones capitales por parte de la Asamblea General
de las Naciones Unidas, el trabajo es el de aplicar los contenidos de la resolución en los países que practican la pena de
muerte, responsables de más del 98% de las ejecuciones capitales. El punto fundamental que nosotros queremos refor-
sino también los que viven en Italia desde muy pequeños.
zar, es el relativo a la superación del secreto de Estado de las
Hace falta un jus soli temperato, porque a este niño que ha
ejecuciones, de hecho tal superación serviría como disuasión
realizado un ciclo escolar, y que por lo tanto se supone que
respecto a la opinión pública internacional. El 17 y el 18 de
tiene 10-11 años, a este niño que es un hincha de la Roma o
diciembre, hemos decidido hablar de esto y de mucho más
de la Lazio, que habla el dialecto, que bromea con mi hijo,
en un congreso organizado en las cárceles de Pádua. Las cár-
que ya se ha integrado plenamente en la escuela, ¿por qué
celes, de hecho, a nuestro juicio, nos han parecido un lugar
tenemos que decirle: hasta que no tengas dieciocho años no
simbólico para hablar del derecho a la vida.
eres ciudadano italiano? Empecemos con garantizarle que
¿Cómo juzga la política inmigratoria aplicada por nuestro
sea italiano aquel niño que frecuente un ciclo escolar y que
gobierno?
viva establemente en Italia con su familia. Es importantísi-
Es un triste dato de ceguera respecto al futuro de nuestra
122
Worldwide
sociedad. El aflujo documentado de personas de otros con-
como nace el primer experimento de acogida de prófugos en
tinentes no puede ser ignorado y las medidas de rechazo son
Italia. Solamente tres años después, el gobierno italiano crea
sólo demagógicas. Creo que es una política destructiva cu-
el primer programa nacional de asilo. “El que en 2002 – expli-
yos efectos los resentiremos en el próximo futuro, porque no
ca Domenico Luciano, alcalde de Riace – se convierte en la
estaremos preparados para afrontar el problema ni desde el
ley Bossi Fini, la número 189, en sistema de protección para
punto de vista cultural. El llamado “paquete seguridad”, por
los que piden asilo y para los refugiados. El ayuntamiento de
ejemplo, es una medida contra corriente que no resuelve el
Riace ha activado estos proyectos de acogida para una espe-
problema. El mundo real y el de quien nos gobierna son dos
cial tipología de ciudadanos extranjeros; son los que llegan de
mundos totalmente desconectados.
los países en guerra o donde se realizan persecuciones étni-
Sin embargo, dentro del Pueblo de la Libertad, el Diputa-
cas, políticas y que piden asilo. En Riace son unos cien, todos
do Gianfranco Fini, ha demostrado una cierta “apertura”
refugiados políticos o con protección humanitaria. El día del
respecto al fenómeno de la inmigración...
desembarco me encontraba en la nacional jónica. Encontrar-
Pienso que también en el interior de el Pueblo de la Libertad,
me con estos inmigrantes, para mí, que siempre he estado
haya una componente liberal, y espero que estas personas
comprometido políticamente, ha sido una revolución, para
puedan expresar sus ideas al respecto. Creo que en la base de
mí y para la gente de Riace, con un centro histórico prácti-
todo se debe, por lo tanto, cambiar el vigente sistema electo-
camente vacío por el fenómeno de la emigración y marcado
ral, los elegidos deben finalmente ser la verdadera expresión
por un sentimiento de resignación social, con un desarrollo
de los electores.
consumista totalmente dedicado a la especulación inmobi-
Según usted ¿cómo debería ser regulada la normativa so-
liaria a lo largo de la costa y a la dura ley del cemento y a la
bre la inmigración?
política del ladrillo. Nuestra población, 1800 habitantes re-
En primer lugar, me parecería justo regularizar no sólo a las
partidos entre dos localidades, Riace Marina y la parte histó-
cuidadoras, sino también a los que tienen derecho, como
rica que cuenta con 700 personas, tiene un fuerte patrimonio
por ejemplo a quienes trabajan en el campo y, en general, la
agro pastoril que se conjuga bien con el background cultural
mano de obra. En Italia estas personas a menudo están obli-
de los curdos, los eritreo, los iraníes, los afganos, los serbios
gadas a vivir en un sistema ilegal, trabajando en negro y no
y toda la gente del mundo venida del mar y desembarcada en
pudiendo ejercer sus derechos y muy frecuentemente, por
Riace. He pasado todo el verano en el campo prófugos.” En el
este motivo, caen en un sistema desviado.
2000 nace Cittàfutura, una asociación dedicada a padre Pino
Doctora, Zamparutti, ¿qué futuro ve en nuestra socie-
Puglisi fundada en Riace en el verano de 1999 por un grupo
dad?
de jóvenes, para la promoción, la investigación y el estudio
Es una lucha muy dura, pero yo tengo confianza en la gente.
etnográfico de la historia y la cultura local. En 2001 “Como
Hay que romper el muro de silencio que no permite comuni-
concejal de la oposición – continúa Lucano – propongo la
car. En la base es importantísimo considerar el problema de
participar en el programa de asilo. De esta manera Riace
la información, a los ciudadanos se les debe informar correc-
se convierte en uno de los primeros 75 Ayuntamientos que
tamente y para ello se necesita una reforma radical.
se une a la red de protección para los refugiados políticos.
RETORNO A ITALIA
PERCORSI
A Riace llegan personas de todo el mundo o por lo menos
de aquella parte de mundo involucrada en conflictos. Serbia,
En 1998 una embarcación con a bordo unos trescientos cur-
Somalia, Etiopía, Palestina e Irán forman parte de la red de
dos procedentes de Irán, de Iraq y de Turquía desembarca en
cooperación internacional constituida por los Ayuntamien-
la costa jónica de Calabria. El pueblo es el de Riace, el mis-
tos que participan en el proyecto de asilo. Abriéndonos a los
mos de los bronces venidos del mar y es siempre del mar de
otros hemos demostrado que el mensaje de solidaridad es
donde llegan dos santos protectores del pueblo de la Locride,
verdaderamente importante”. Y es Wim Wenders quien deci-
Cosimo y Damiano. Los hombres piden asilo político y es así
de realizar el primer cortometraje italiano en 3D justo sobre
123
PERCORSI
PERCORSI
Worldwide
el tema de la inmigración en los pueblos de la Locride. Entre
desplazado sólo desde el este al oeste de Sicilia, desde Comi-
bastidores, es decir, entre los que lo escriben y lo producen,
so, en la provincia de Ragusa, a Campofelice de Roccella, en
hay mucha Bolonia: un guionista, Eugenio Melloni, y hasta
la provincia de Palermo.
dos productoras, la Technos Videone de Mauro Baldanza y la
Es en este vuelo imaginario, que encierra toda la belleza de la
Xilostudios de Giampiero Piazza, a las que se añade la Bu-
emigración, donde se refleja el recuerdo de nuestra emigra-
gatti ediciones para la banda sonora. El intérprete principal
ción, desde los años difíciles hasta el rescate y la afirmación
será Ben Gazzara, original de Canicattì, con un director de la
de muchos conciudadanos que han dejado su tierra para bus-
fotografía como Blasco Giurato («Nuovo cinema Paradiso»).
car ese trabajo que Italia len negaba. Y, por qué no, también
Lo que me ha inspirado – explica Melloni – ha sido un suceso
un concurso de belleza, con su ser efímero por definición,
real. Hace algunos años leí que en Badolato, un pueblecito
se puede convertir en el pretexto para acercar mundos leja-
calabrés ya desierto, porque sus habitantes habían emigrado
nos que tienen un humus común. En todos los rincones del
todos a Alemania o a Francia, el alcalde pretendía repoblar el
mundo las chicas aspiran entrar en el inaferrable mundo del
lugar acogiendo a un grupo de inmigrantes con el estatus de
espectáculo. Tanto si nacen debajo del Pan de Azúcar, como
refugiados políticos. Me ha parecido que valía la pena contar
en las calles de Manhattan o en las playas de Sudáfrica, las
una historia, con tonos y modos casi de cuento para nuestro
ganas de desfilar, de hacer cine o televisión, las aúna a todas.
tiempos, en esta época en la que prevalecen clausura y re-
Por este sueño, no dudan en emprender, esta vez al revés,
sentimiento. Así escribí una historia en la que hay un pueblo
el viaje que sus abuelos o bisabuelos hicieron seducidos a su
con un solo niño que quiere jugar un partido de fútbol, pero
vez por el sueño de una vida mejor. Hoy en día, la chicas per-
no encuentra a nadie. Aquí, desembarca un grupo de jóvenes
tenecen a la cuarta generación de emigrantes italianos en el
inmigrantes africanos. Un ‘cuento’ de una simpleza clásica,
mundo y son las regiones del centro-sur, además de Veneto,
pero también de absoluta actualidad”. Pero, ¿qué tienen que
las que dan el mayor número de participantes.
ver los cuentos con el 3D que normalmente se emplea en la
Diana, la belleza morena de Europa del Este, Mss Italia en el
animación en películas muy espectaculares? “Es justo esta la
Mundo 2009, a la que le gustan Laura Pausini y Tziano Ferro,
apuesta de Wenders, hecha realidad por un productor ilus-
explica. “Mi bisabuela era de Campofelice y llegó a Rumanía
trado como Marco Baldanza: demostrar que el cine estereos-
con un grupo de escultores que trabajaban la piedra. Aquí
cópico no es sólo para las películas de terror o los dibujos ani-
conoció a mi bisabuelo y se casaron. En esa época Moldavia
mados, como nos está acostumbrando Hollywood, sino que
pertenecía a Rumanía, sólo después se convirtió en un país
es una revolución tecnológica de las mismas dimensiones
independiente”. Convocada por esa gran madraza que es el
del sonido y del color. Y, por tanto, adecuada a todo género
clan de la Miren, llegan al país de sus antepasados, a menudo
de narración cinematográfica. Además, también el sonido y
por primera vez, visitan un poco Venecia y se enamoran: de
el color en sus orígenes encontraron muchas resistencias”.
Italia o de los italianos, no es importante. “En realidad – reco-
Historia de esperanza e inmigración que ha entusiasmado al
noce Diana – he participado en el concurso para promocionar
director de «Paris Texas», el rodaje de «Il Volo» ha empezado
en el extranjero la imagen de mi país, Moldavia”. Sí, Diana se
en septiembre en Calabria. El filme costará 183.700 mil euros:
siente mucho más moldava que italiana: “Para mi familia ha
la Región no se limita a patrocinar la película, sino que es co-
sido imposible mantener las tradiciones italianas porque la
productora con setenta mil euros.
historia a menudo ha sido muy cruel con Moldavia.” Después
Las más hermosas del reino
hablan italiano
PERCORSI
de avasallar a la competencia el pasado mes de junio en Jesolo, Diana ya ha vuelto al trabajo pero no ha abandonado los
estudios de derecho y arte dramático y su trabajo de fotó-
Si la corona de Miss Italia en el Mundo este año ha cruzado
grafa de moda para catálogos, un compromiso que no tiene
el océano, volandi desde Paraguay a Moldavia, y pasando de
nada que ver con el título de Miss Italia en el Mundo.
Fiorella Migliore a Diana Curmei, el origen de las miss se ha
¿Se siente un poco una miss de los emigrantes, aunque
124
Worldwide
en su historia no haya huella de emigración como nece-
firman los éxitos recientes de los couturieres italianos en las
sidad?
última pasarelas parisinas. De hecho, el estro y la creatividad
“Sí, desde luego, justo como las demás Miss Italia en el
italiana son el segreto del éxito de las más importantes mai-
Mundo que me han precedido, aunque mi situación es algo
son de todo el mundo. Stefano Pilati en las vértices de la Yves
atípica: mi bisabuela no dejó Sicilia para desplazarse definiti-
Saint Laurent, Riccardo Tisci estilista de Givenchy, Antonio
vamente al extranjero, fue una casualidad, durante una gira
Marras director artístico de Kenzo, hasta las recientes adqui-
“artística”. Le gustó el lugar, encontró al hombre de su vida y
siciones de Marco Zanini para Rochas y Rodolfo Paglialunga
se quedó. Antes del verano pasado no había estado en Italia
para Vionnet, no son sino los ejemplo más brillantes.
y, al principio, no me sentía cómoda. Aquí todo es diferente:
Ya en la Edad Media Italia destacaba por la producción textil
la sociedad, la mentalidad, pero lentamente me estoy acos-
de lujo y abastecía a los más importantes reales de Europa.
tumbrando gracias también a las personas con las que traba-
La seda de Como, el brocado de Venecia, la lana de Florencia,
jo que me están ayudando mucho. En mi casa con mi familia
que en el pasado remitían al estilo, al encanto y a la elegancia
no hablaba italiano, empecé a estudiarlo sólo después del
italiana con el tiempo se han convertido en las creaciones de
concurso. De vez en cuando como italiano, mi padre es un
los grandes estilistas como Valentino, Armani, Versace, Fen-
gran cocinero especialista en pizza, mientras mi madre sabe
di. La tradición de la industria artesanal se ha transmitido a
cocinar muy bien los espaguetis. Desde hace algún tiempo
través de las generaciones, mejorando en el tiempo capaci-
leo libros italianos para mejorar mi vocabulario y aprender
dades y calidades y encontrando las modernas innovaciones.
más rápido la lengua.” Las ganas de raíces, sin embargo, se
En 1949 las hermanas Fontana realizaron el traje de novia de
siente: “Todavía no he tenido la oportunidad de visitar Cam-
Linda Christian para su boda con Tyrone Power y siempre en
pofelice, pero antes o después lo haré, quiero hacerlo. Des-
esos años la revista estadounidense Harper’s Bazzar dedicó
graciadamente hemos perdido todo contacto con la familia
amplio espacio a los trajes de Emilio Pucci.
a causa de los problemas políticos del pasado”.
El primer desfile italiano fue organizado en Florencia en 1951
¿Cómo puede contribuir un concurso de belleza a mante-
por el marqués Giovanni Battista Giorgini, que, habiendo in-
ner las raíces?
tuido las potencialidades de las sastrerías italianas, decidió
“Miss Italia en el Mundo es mucho más que un desfile de chi-
invitar al evento a compradores americanos y a representan-
cas guapas y es realmente admirable la idea de Enzo y Patri-
tes de la prensa internacional. Desfilaron las creaciones de
cia Mirigliani de abrir su histórico concurso también a quien,
las hermanas Fontana, Pucci, Simonetta, Jole Veneziani, Ca-
aun viviendo lejos, tiene un poco de sangre italiana en las
rosa, Schuberth, Germana Marucelli y Fagiani y fue un éxito.
venas. Es una oportunidad más para que te conozcan en el
La creatividad, la fineza de los materiales y los precios com-
país de origen”. En casa Curmei están todos contentos por su
petitivos impresionaron al público, desplazando la atención
ítalo-moldava, felices como las mamás y papás italianos que,
de la moda francesa a la moda italiana.
en Salso, llamaban patrono a Enzo Mirigliani, reconociéndo-
Desde entonces, los trajes italianos son elegidos por perso-
les poderes milagrosos.
najes famosos de todo el mundo, que encuentran en la moda
Una última curiosidad: ¿es el atractivo italiano o tu objeti-
italiana un estilo único, elegante y refinado. Es el caso de Mi-
va belleza lo que determina tu éxito con los hombre?
chelle Obama, que se reconoce en la firma de Moschino o de
“Pero...¿Quién dice que tengo éxito con los hombres?”
Hillary Clintosn que ama vestir jerséis Cruciali.
Italian Syle
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Tampoco “El diablo viste de Prada” y el gran cine se han resistido a la moda italiana. En la superproducción “Australia”,
De Alessia Licata
Nicole Kidman lleva vestidos de Prada y zapatos de Salvato-
Cuando se dice Made in Italy se piensa en la comida, en el
re Ferragamo. Pero el atractivo de la marca italiana contagia
vino, en la artesanía de cerámica o vidrio, en las gafas de sol
también a las películas que cuentan historias más cercanas
y en la marroquinería, pero, sobre todo, en la moda. Lo con-
a la vida de cada día. Es el caso de (Ethic) que, después de
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firmar los vestidos de Kelli Lang en el famoso culebrón
Connotar un traje con el sello Made in Italy representa,
Beautifull para la pequeña pantalla, ha vestido el plató de
pues, la capacidad de nuestro país de conjugar en un dolo
“Questo Piccolo Grande Amore” de Riccardo Donna, “Il mio
producto calidad de la materia y dimensión estética. Hoy
miglior nemico” de Carlo Verdone y “La finestra di fronte”
en día la moda italiana cubre todos los segmentos del mer-
di Ferzan Ozpetek, mientras se están rodando todavía “Tu-
cado, desde la haute couture al prêt-à-porter, desde lo pro-
tto l’amore del mondo”,”Io loro e Lara” de Verdone, “Amo-
gramado al fast fashion, haciendo asequible su estilo real-
re 14” de Muccino, “Scusa ma ti voglio sposare” con Raul
mente a todo el mundo.
Bova, “Meno male che ci sei” con Claudia Gerini y “ Angeli e
la, ha elegido los famosos paréntesis de (Ethic), ya entrados
Las instituciones entran en juego
para tutelar una de las actividades
primarias de Sicilia.
en el universo de muchas jovencísimas fashion victim.
Entrevista al Consejero Regional Bufardeci sobre el sector de
Marca de éxito en el escenario internacional de la moda fe-
la pesca, fuente histórica de alimentación para los habitantes
menina, antes de ser una etiqueta, (Ethis) es una elección
de la isla desde los primeros asentamientos humanos
moral, la de vestir dirigiendo la atención al concepto de de-
Consejero Bufardeci, ¿cuáles son en su opinión los ele-
sarrollo sostenible. Tejidos y colorantes naturales y empleo
mentos favorables y las potencialidades de las cuales es
de pieles derivadas del ciclo alimenticio son, de hecho, la
posible partir para darle relevancia a un sector estratégi-
directa consecuencia del apoyo que (Ethic) ofrece desde
co como el de la pesca en Sicilia?
siempre a las campañas ambientalistas.
«Yo creo que tenemos que trabajar de tal manera que Sici-
Desde hace unos años, la marca representa en el mercado
lia consiga renovar su patrimonio, no sólo económico sino
también a la línea Emma, dedicada a las niñas y cuyas ga-
también social y cultural, que deriva de la relación con el
nancias se han destinado parcialmente a instituciones dedi-
mar. La pesca puede volver a ser un sector impulsor, pero
cadas al cuidado de los menores.
no será simple porque se necesita afrontar y deshacer nu-
Gracias a su eclectismo, la marca ha conseguido entrar en
dos estructurales».
diversos mercados, exportando una manera de vestir “a la
¿Cuáles son las estrategias y las medidas que la Región
italiana” reconocible en todo el mundo, colocándose entre
desarrollará en un futuro inmediato para dar competiti-
los brand que han hecho del “bajo coste” una auténtica fi-
vidad al sector?
losofía.
«En primer lugar está siempre el respeto del mar y de su
Ya presente en Italia con 45 tiendas, ha obtenido en pocos
ecosistema. Tal vez puede parecer imposible armonizar
años resultados realmente sorprendentes llegando oficial-
este imperativo categórico con el impulso de la pesca como
mente también al extranjero, donde se encuentra en Espa-
actividad económica, pero una pesca sostenible protege
ña, Francia, Alemania, Rusia, China y Canadá.
las especies marinas, eleva la rentabilidad de los operado-
“El producto italiano se reconoce inmediatamente por el
res del sector y crea las premisas para consolidar el sector.
cuidado de los remates y por la elección de los materiales.
Además, enfocando sobre la integración de las micro reali-
– declara Ivano Piccirilli, alma de la marca y presidente de
dades territoriales es posible realizar iniciativas de altísimo
la soiedad Ies, quien, adelantando con orgullo las próximas
valor añadido también ligadas al enogastronómico y al tu-
aperturas en París, en China y en Japón, subraya que – una
rismo. Es cierto que se trata de una estrategia a largo pla-
expansión hacia el extranjero tan triunfadora es la prueba
zo, mientras hoy es necesario atajar la estrecha economía
fehaciente de que el producto italiano sigue siendo apre-
del día a día y por ello seguiremos las directivas de la Unión
ciado, a pesar de la crisis y la competencia, porque es el
Europea introduciendo las medidas de compensación socio
resultado de una cultura atávica de la costura que todo el
económicas, necesarias para proteger los niveles ocupacio-
mundo nos envidia”.
nales».
diamanti “ con Vittoria Belvedere.
También Julia Roberts, en Italia para rodar su última pelícu-
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¿En qué medida es importante la colaboración con los
rán al relanzamiento del sector. El Libro Verde será la Biblia
demás Países del Mediterráneo?
de nuestros comportamientos, impondrá sacrificios pero
«El mar es un espacio geopolítico abierto por definición.
señala también la posibilidad de un new deal de la industria
Dialogar con los países del Mediterráneo es una política ne-
pesquera que no se siga enfocando hacia la maximización
cesaria tanto para proteger nuestra flota como para expor-
del pescado, sino que realice una elección estratégica de
tar nuestro know how y nuestras competencias, de modo
protección ambiental y respeto de la fauna pesquera.Sicilia
que la pesca sea ventajosa también en los países de la fran-
y su marina tendrán un papel relevante en la redacción del
ja sur del Mediterráneo. No hay duda que para garantizar
Libro Verde de la Unión Europea, un documento que deter-
una pesca sostenible es necesaria una mayor coordinación
minará la política común de la pesca para los próximos diez
entre estados costeros del Mediterráneo y todos sabemos
años y que será vinculante para la política común europea
que nuestro patrimonio pesquero está expuesto a presio-
de la pesca».
nes crecientes, ejercidas no sólo por la actividad de pesca
La Comisión Europea ha puesto una serie de preguntas,
comercial y deportiva, sino también por factores externos
pidiendo a los estados miembros que formulen sus pro-
como la contaminación y el cambio climático, sin embar-
pias reflexiones sobre temas de protección ambiental, de
go, también la mayor coordinación internacional puede ser
la investigación científica para la repoblación pesquera,
ineficaz si no está acompañada de una auténtica acepta-
sobre la introducción de sistemas de navegación de bajas
ción de responsabilidad por parte de cada estado costero.
emisiones, sobre la definición de una política industrial
En ausencia de una base científica sobre la cual apoyar las
sostenible conjugada con la microrealidad territorial de
decisiones de gestión, aunque coordinadas a nivel interna-
carácter familiar y artesanal, que deberán orientarse ha-
cional, se corre el riesgo de tomar iniciativas de corto al-
cia nichos de altísimo valores añadidos. Recientemente
cance, que no abordan de raíz el problema de potenciar los
ha dado una vuelta de tuerca sobre los controles a bordo
controles y las limitaciones de la capacidad de las flotillas
de las embarcaciones. El documento aprobado en Bru-
de pesca, elementos que son ya necesarios para garantizar
selas, durante la reunión de los ministros de agricultura y
una explotación sostenible».
pesca de la Ue, prevé nuevas y más rígidas prescripciones
Estos son retos que Sicilia tiene bien presentes. En estos
para el sector, para la seguridad a bordo y para la protec-
años se ha operado activamente para mejorar el cuadro
ción sanitaria del pescado.
de conocimiento de la actividad de pesca y su gestión, y
«Estamos satisfechos del trabajo del gobierno nacional,
para sostener y reforzar el cuadro de cooperación multi-
que ha intentado resistir a muchas de las condiciones pedi-
lateral. Sin embargo queda mucho todavía por hacer y la
das y ha conseguido reducir el impacto de algunas medidas
comisión está ahora trabajando para concebir una nueva
previstas que habrían penalizado excesivamente la realidad
propuesta: una propuesta para una reforma de la Política
siciliana. La estructura del reglamento en su conjunto pa-
común de la pesca, que verá la luz antes de finalizar 2012.
rece adecuada a las exigencias de las medianas empresas
¿Cuál será la aportación de Sicilia en ideas y propuestas
de la cadena agroalimentaria, mientras nuestras industrias
a la redacción del Libro Verde de la Unión Europea, el do-
derivadas se cualifican para realidades microempresariales.
cumento que determinará la política común de la pesca
Que hay que reservar y proteger. Una de la concesiones
para los próximos diez años?
obtenidas gracias a la mediación de la delegación italiana
«Más que de deber tenemos que hablar de responsabili-
tiene que ver con los términos temporales para la introduc-
dad. Sicilia representa una cuota determinante del sector
ción del nuevo reglamento, así pues el documento entra en
nacional, casi el 40 por ciento del sector productivo italia-
vigor, pero su aplicación será gradual».
no. Tenemos por lo tanto el deber de dirigir la postura del
Esta práctica pone las bases para un relanzamiento de las
gobierno nacional gracias a nuestras competencias y sin
acciones de modernización de la flota pesquera siciliana.
querer imponer, pero compartiendo decisiones que lleva-
«La gradación temporal de las medidas consentirá abrir
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una reflexión sobre la programación comunitaria Fep, el
va del Ufficio Circondariale Marittimo de Lampedusa.- dice
Fondo europeo para la pesca. Hemos llegado a la mitad del
Antonio Morana, comandante del Circondario - en los casos
programa y estamos utilizando con óptimos resultados los
operativos, con elevado número de personas en peligro de
recursos del primer trienio, demostrando una gran capaci-
vida, el coordinamiento lo lleva la Capitanía de puerto de
dad de gasto cualificado. En Enero, una vez evaluados los
Palermo o la Central Operativa de Mando General del cuer-
datos de la primera etapa de programación y financiando
po de las capitanías de puerto de la Capital. Durante 2009
las medidas a la modernización y a la seguridad de nuestra
han sido más de 100 las intervenciones realizadas con unas
flota, con una financiación que podría aproximarse a los 10
2.700 personas salvadas».
millones de euros».
La Guardia Costera de Lampedusa actúa no sólo en el
El reglamento comunitario prevé el mecanismo de la li-
campo del socorro en el mar, sino también en el de la
cencia por puntos. Sobre el modelo de lo que sucede para
pesca, del medioambiente y de la seguridad de la nave-
el carné de conducir, las inobservancias del reglamento
gación. ¿Cómo se desarrolla su actividad?
comunitario comportarán la sustracción de una cuota de
«El personal militar está empeñado cotidianamente tanto
puntos de la licencia, hasta la hipótesis de suspender la
en la realización de actividades de carácter administrati-
propia licencia. Gracias a la mediación del gobierno, la
vo com en las propiamente operativas y de control en los
aplicación real de las sanciones se suspende a la decisión
sectores de la pesca, del medioambiente y de la seguridad
de cada Estado individualmente, que tiene por lo tanto la
de la navegación. En particular, especialmente importan-
obligación de adecuarse pero puede decidir la gradación
tes son las funciones desempeñadas para los trabajadores
de las sanciones.
del sector de la pesca. Es suficiente pensar en el cuidado
«La administración regional apuesta por relanzar el sector
de los procedimientos sumariales para la expedición o la
y será nuestro deber acompañar a los operadores de la ca-
renovación de permisos de pesca y para la obtención de la
dena a adecuarse a esta reglamentación, a sabiendas de
indemnizaciones previstas por el paro definitivo de las uni-
que el sector no sólo representa un equilibrio estratégico
dades de pesca – continúa el comandante. Forman parte
de nuestra economía, sino también una descripción autori-
de nuestras actividades también las operaciones de control
zada de nuestra cultura y de nuestras tradiciones».
de la normativa regional, nacional y comunitaria, tanto en
Una vida para el mar
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ámbito marítimo, como de tierra, que tienen la finalidad de
prevenir y en los casos más graves de sancionar las conduc-
De Rossella Catalano
tas antijurídicas. También en el campo de la seguridad de
La Guardia Costera está empeñada en un trabajo continuo y
la navegación, la actuación de los hombres de la Guardia
constante a favor del mar, activo durante 365 días al año. La
Costera de Lampedusa concierne tanto a actividades admi-
actividad de búsqueda y socorro en mar constituye una de
nistrativas, como la expedición de certificados de seguridad
las delicadas funciones que realiza el Cuerpo de la Guarda
de las unidades de pesca hasta cierto tonelaje y de las em-
Costera de las Capitanía de puerto. Entrando en detalle, el
barcaciones de recreo, como actividades de control de los
puerto de Lampedusa cuenta con una unidad clase 800 y
requisitos técnicos de las misma unidades. De la acepción
una unidad clase 300 que realizan un servicio continuo de
amplia de la tutela del ambiente marino forman parte segu-
guardia 24 horas al día durante 365 días al año, a los que
ramente los controles para averiguar posibles abusos con-
se añaden un patrullero clase 200 y uno clase 400. todos
tra el público demanio marítimo, que aumentan de forma
instrumentos que pertenecen a la 7ª escuadrilla e intervie-
considerable en verano, el control de los desagües ilegales
nen también en los casos de socorro a las embarcaciones
en el mar y de conductas perjudiciales para los recursos ma-
de emigrantes.
rinos tutelados por la normativa vigente, entre las cuales se
«Nuestras unidades navales están preparadas para salir en
encuentra el Área Marina de las Islas Pelagie».
tiempos brevísimos y están coordinadas por la sala operati-
En Italia la pesca está reglamentada por diversas nor-
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mas. Sin embargo, en las zonas en las que se registra la
nutricional. El pescado azul contiene grasas animales pa-
presencia de reservas naturales y de áreas marina pro-
recidas a las vegetales, caracterizadas fundamentalmente
tegidas se prevén leyes más rígidas. ¿Cuáles son las que
por compuestos “insaturados”, en particular los de la serie
conciernen al Área Protegida de Lampedusa?
omega-3, importantes para el desarrollo cerebral y protec-
«El Área de las Islas Pelagie ha sido instituida con Decreto
tores de corazón y arterias.
del Ministerio del Medioambiente de entonces y de la Tute-
No tienen esta prerrogativa las grasas de los animales te-
la del Territorio del 21.10.02 con el fin de tutelar la flora y la
fauna marina y de la valorización de los recursos biológicos
y geomorfológicos de la zona. Mediante la subdivisión de
las zonas de mar interesadas en tres zonas (A, B, C) se han
previsto vetos y limitaciones de todas las actividades humanas diferentes, según si nos encontramos en una zona
más bien que en otra. En la zona A, llamada también Reserva integral, se prohíben, por ejemplo, todas las actividades,
desde la pesca profesional y deportiva, hasta la navegación
y bañarse, con la única excepción para la Isla de los Conejos.
rrestres, más ricos de compuestos “saturados” que, por
el contrario, si se consumen en exceso, pueden facilitar la
aparición de algunas enfermedades.
Los omega-3 se encuentran en todos los pescados en cantidades variables, pero su contenido en el pescado azul es
uno de los más elevados.
Una dieta sana debe prever pescado rico de omega-3 por lo
menos 2 veces a la semana.
En los Niveles de Asunción Recomendados de Energía y
En la zona B, la “reserva general”, se permiten muchas de
Nutrientes para la población italiana, la Sociedad Italiana
las actividades prohibidas en la zona A, pero con determi-
de Nutrición ha incluido un nivel mínimo de ácido grasos
nadas condiciones. Por ejemplo, la pesca turística y la pesca
poliinsaturados de la serie omega-3 para el adulto, equiva-
deportiva se permiten sólo a los residentes. En la zona C, o
lente al 0.5% de las calorías totales diarias.
de reserva parcial, finalmente, las prohibiciones se reducen
El porcentaje se dobla en un individuo que ya sufre una pa-
ulteriormente y aumenta el número de actividades permiti-
tología y aumenta en los neonatos y en los niños, puesto
das. Una actividad total, la del Ufficio Circondariale Marit-
que diversos estudios han demostrado que los que se nu-
timo de Lampedusa, que, sin embargo, se intensifica sobre
tren de leche enriquecida muestran un desarrollo neuroló-
todo en verano, cuando la belleza del medioambiente está
gico mejor.
más expuesta a conductas lesivas, que podrían dañarla para
Es importante, por lo tanto, por parte de nosotros, los mé-
siempre».
Un pescado al día...
De Gaia Ballo
La batalla contra muchas de las enfermedades crónicodegenerativas como la hipertensión, la arterosclerosis, las
enfermedades coronarias, el diabetes y hasta el cáncer, se
puede y se debe combatir también en la mesa.
Eso no significa obligarse a una suerte de ascetismo alimenticio.
dicos nutricionistas, promocionar el consumo del pescado
como alimento alternativo a otros alimentos proteicos,
como queso, huevos y carne y, en particular, promocionar
el consumo de pescado azul que -algo que no hay que subestimar- por sus características organolépticas es adecuado
para satisfacer las exigencias de toda la familia, desde los
más pequeños a los más ancianos.
Cuidado, de todas formas, con no caer en la trampa de la
fritura, delicia para el paladar, pero menos favorable para
De hecho, los aliados de la salud pueden ser verdaderas
la salud.
delicias para el paladar. Entre éstas, el puesto de honor lo
Freír el pescado, de hecho, comporta una marcada des-
ocupa sin duda el pescado azul.
naturación de los omega-3, por lo tanto, para mantener
Las tres especies más pescadas son los boquerones, las
intacto este elixir se aconseja recurrir a otros métodos de
sardinas y la caballa, el llamado “pescado pobre” de nues-
preparación.
tros mares, sin embargo muy rico desde el punto de vista
Un buen pescado y una buena receta: ¡buena salud!
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“Chi guarda l’oro non pensa mai che c’è gente che muore in miniera”
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