Colombo Torna a scoprire l’America Padri e padrini a New York Don Ciotti e il Procuratore Grasso nella Grande Mela Dossier Caritas 2009 Presentato il resoconto emigrazione Stile italiano d’autore Storia della moda italiana nel mondo Novembre 2009 - Febbrario 2010 Magazine di cultura, turismo, lavoro e politiche migratorie Anno I - Numero 2 P ERCORSI 2009-2010 www.laga.es WINTER COLLECTION AUTUMN DATE: 2009-2010 www.laga.es WINTER COLLECTION AUTUMN DATE: PERCORSI WITZ Ad un uomo pio, dopo la morte, vengono aperte le porte del Paradiso. Dopo un po’ di tempo, l’uomo si interroga con curiosità sulla vita all’inferno e chiede il permesso di scendere giù a dare un’occhiatina. Gli viene concesso per due settimane e l’uomo va. Lì trova feste, bagordi, un ambiente vivace e stimolante. Entusiasta del suo soggiorno, chiede di potersi trasferire definitivamente e ancora una volta viene accontentato. Al suo ritorno, però, lo scenario è completamente cambiato: urla, lamenti inquietanti, pentoloni fumanti, forconi minacciosi. Sbigottito, l’uomo domanda al diavolo: «Che ne è delle feste, dei bagordi, di tutto quello che ho visto nelle mie due settimane qui?». E il diavolo, sorridendo con malizia, risponde: «Eh, amico mio... una cosa è il turismo e un’altra l’emigrazione»... Viale Regione Siciliana, 7277 Via XX settembre, 27 Palermo tel. 0916881903 TUTTI I GIORNI ORARIO CONTINUATO 10.00 - 20.00 w w w. s o l u z i o n i - s r l . i t In questo numero Quadrimestrale di cultura, turismo, lavoro e politiche migratorie Registrazione Tribunale di Palermo numero 1153 del 20/03/2009 Edito da A.N.F.E. Associazione Nazionale Famiglie Emigrati Delegazione Regionale Sicilia Presidente nazionale Learco Saporito Vicepresidente nazionale e Delegato regionale Sicilia Paolo Genco Anno I - numero 2 Novembre - Febbraio 2009 Direttore responsabile Antonella Caradonna [email protected] Redazione Caporedattore: Alessia Franco Redazione di Palermo: Marco Scapagnini , Walter Viviano Da Buenos Aires: Dante Ruscica [email protected] Hanno collaborato Gaia Ballo, Marina Cacioppo, Attilio Carapezza, Giuseppe Cassarà, Giovanna Cirino, Salvatore Ferlita, Simona Gazziano, Carla Incorvaia, Alessia Licata, Umberto Lucentini, Paola Pottino, Dante Ruscica Fotografie Vito Catalano, AAVV (foto di stock) Stampa Officine Grafiche Riunite Cosentino & Pezzino - Palermo Traduzioni Annick Lejan, Denis Gailor, Miguel Angel Marcos Martin 16 E Colombo scoprì il nuovo mondo 18 Dalla parte dei buoni di Umberto Lucentini 23 Joe Petrosino da capo della “Squad” a eroe della narrativa popolare italoamericana di Marina Cacioppo 26 Resoconto noir di Carla Incorvaia 30 Thanksgiving day Un mito problematico di Attilio Carapezza Ufficio marketing e pubblicità Responsabile: Rossella Catalano [email protected] [email protected] 34 I numeri dell’emigrazione di Paola Pottino Coordinamento generale, direzione artistica e redazione grafica Direzione Comunicazione e Immagine A.N.F.E. Delegazione Regionale Sicilia Redazione e uffici Centro di Coordinamento Delegazione Regionale A.N.F.E. Sicilia - via della Ferrovia, 54 - 90146 Palermo Tel. +39.091.6710267 Fax +39.091.6716972 www.sicilia.anfe.it 36 Uomini in prima linea di Paola Pottino 39 I punti dell’intervento del Presidente della Camera Gianfranco Fini sulla questione dell’emigrazione in Italia 40 66 di Paola Pottino L’industria ittica in Sicilia non fa il... pesce in barile 42 68 di Carla Incorvaia Appuntamenti Sospensione di giudizio Ritorno in Italia Palermo A/R 45 di Simona Gazziano Le più belle del reame parlano italiano di Alessia Licata 48 Dietro le quinte della moda più ammirata di tutti i tempi di Alessia Licata 52 Priorità strategica per il turismo mediterraneo: destagionalizzare di Giuseppe Cassarà 56 A Lampedusa in fuga verso la libertà 58 72 Palermo A/R Emigranti sull’altare della pace di Giovanna Cirino 75 Palermo A/R Arte italiana a Berlino di Simona Gazziano 76 Palermo A/R Si aprano le danze a tempo di vino di Simona Gazziano 78 Palermo A/R Cultura marinara: Uno dei più grandi tesori della Sicilia La Sicilia va incontro ai suoi figli della diaspora 59 85 di Giovanna Cirino L’istituzione entra in campo a tutela di una delle attività primarie della Sicilia 65 Il grande successo della dieta mediterranea di Gaia Ballo di Salvatore Ferlita Racconto Primo Natale argentino Primera Nochebuena argentina di Dante Ruscica 88 Percorsi Worldwide PERCORSI “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina, ma sovente, davanti alle chiese, donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali (…). Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza dev’essere la nostra prima preoccupazione”. Relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso Americano sugli italiani negli Stati Uniti, stilata nell’ottobre 1912. NEW YORK Celebrazioni del Columbus Day Il Sindaco di New York, Bloomberg alla Parata del Columbus Day (Ph. Vito Catalano) E Colombo scoprì il nuovo mondo B andiere, musica, majorette, carri e una splendida atmosfera festosa si respira ogni anno per le strade di New York durante la commemorazione dello sbarco di Colombo nel Nuovo Mondo. Anche quest’anno, la tradizione e la passione tutta italo-americana non ha tradito le attese, riconfermandosi sempre come la più sentita delle feste italiane nel mondo. Le prime celebrazioni del Columbus Day si tennero nel lontano 12 ottobre 1929, quando Generoso Pope guidò la parata da East Harem fino a Columbus Circle. Da quel giorno i festeggiamenti si fecero sempre più imponenti tanto che il presidente Roosevelt, nel 1937, PERCORSI 16 Celebrazioni del Columbus Day NEW YORK gli attribuì il valore di festa nazionale. La parata, oltre a rendere omaggio a Cristoforo Colombo, è soprattutto un modo per affermare l’orgoglio e il contributo degli italoamericani agli Stati Uniti d’America. L’edizione 2009 si è aperta, come ogni anno, di primo mattino con la celebrazione di una Santa Messa nella Cattedrale di St. Patrick ed è continuata con l’ormai celebre parata sulla Quinta Strada. Ad entrambi gli avvenimenti ha partecipato, insieme a migliaia di rappresentanti di istituzioni e società civile, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il quale ha polemizzato Ph. Vito Catalano con il Wall Street Journal, responsabile di aver pubblicato un lungo articolo in cui denunciava il progressivo declino della festività del Columbus Day. Secondo il ministro non sussiste il rischio che le celebrazioni possano scomparire ed ha espresso l’esigenza di qualcosa di nuovo, pur nel rispetto della tradizione. Al riguardo ha auspicato un rilancio dello studio della lingua italiana negli Stati Uniti, per far conoscere meglio tradizioni e cultura del nostro Paese. Il 517° anniversario della scoperta dell’America, quest’anno coincideva anche con il centenario della morte di Joe Petrosino, ucciso dalla mafia a Palermo nel marzo del 1909. A tal proposito l’ANFE, rappresentata dal presidente nazionale Learco Saporito e dal responsabile delle Politiche Migratorie, Gaetano Calà, ha organizzato per il 15 ottobre un convegno dal titolo “Joe Petrosino: la nuova Sicilia a cento anni dalla sua morte”, alla presenza di illustri relatori del calibro del Procuratore Pietro Grasso, di Don Ciotti, che ha presentato l’Associazione “Libera” famosa per il riutilizzo nella società civile dei beni confiscati alla mafia, di Marcello Saija, professore dell’università di Messina e storico delle migrazioni. Inoltre, Roy Paci & Aretuska insieme ai Sun, si sono esibiti in due “Concerti per la legalità”, uno a Brooklyn e l’altro nel New Jersey ed è stato presentato – presso l’Istituto Italiano di Cultura – il libro “Per Non morire di mafia” scritto da Pietro Grasso con Alberto La Volpe. 17 PERCORSI NEW YORK Omaggio a Petrosino Dalla parte dei buoni Nell’ambito delle Celebrazioni Colombiane è stata ricordata la figura di Joe Petrosino, morto un secolo fa in nome della giustizia N di Umberto Lucentini ew York. Nella piazzetta del parco intestato a Joe Petrosino tre lingue si intrecciano tra di loro: c’è chi parla inglese, chi italiano, chi il tipico italo-americano che racconta le origini lontane di tanti emigrati approdati anni fa in Usa. A Manhattan, nel cuore di New York, ai confini di Little Italy c’è chi, come Joseph E. Petrosino, è nato e cresciuto da queste parti ma ha una parte di cuore che batte in Italia. Questo signore elegante, il ciuffo appena bianco, gli occhiali dorati, è uno dei tanti pro-nipoti di Joe Petrosino, il mitico luogotenente della polizia di New York ucciso dalla “mano nera” a Palermo nel 1909. Joseph E. Petrosino, è martedì 13 ottobre, racconta così una parte della sua vita davanti agli ospiti americani, italo-americani ed italiani arrivati nell’area verde tra Lafayette, Spring Streets e Cleveland Place per l’intitolazione del parco all’antenato illustre, il “Lieutenant Petrosino (1860-1909)”: «Sono orgoglioso di essere nipote di un grande poliziotto che è l’eredità migliore che l’Italia potesse lasciarci. Qui negli Usa ci sono investigatori, vigili del fuoco, medici e cittadini comuni che, da New York a Chicago, dalla Florida a San Francisco, PERCORSI 18 Omaggio a Petrosino NEW YORK onorano la migliore storia d’Italia». Francesco Maria Talò, console italiano a New York, non perde l’occasione per un importante gioco di parole: «Lunedì è stato celebrato il Columbus Day, ma posso dire che ogni giorno è un giorno in cui si ricorda il forte legame tra l’Italia e gli Usa. Oggi si celebrano tre P: Petrosino, Padula e Palermo. Petrosino è Joe, il poliziotto italo-americano nato a Padula e ucciso a Palermo, terra d’origine di investigatori e magistrati anti-mafia. Dietro la figura di Petrosino c’è la storia di tanti italiani, emigrati e non, che sono una risorsa per molti americani. Hanno lavorato con successo contro il crimine molti italiani come Piero Grasso, a capo della Procura nazionale antimafia, e il capo del Police Department di New York, George Grasso, un americano con radici italiane, oggi uno accanto all’altro. Così mi vengono in mente i tanti poliziotti, carabinieri, soldati delle forze armate italiane impegnate in Iraq e in altri luoghi dove c’è tanto lavoro da fare». Joseph E. Petrosino è un magistrato, e scandisce bene le parole quando dice: «Oggi nei posti chiave di uffici della giustizia e della polizia ci sono donne e uomini italoamericani. E tutti abbiamo la stessa volontà: fermare chi discredita e disonora la storia degli italiani, chi con il suo comportamento offende il simbolo per tutti gli italo-americani onesti, Joe Petrosino. Oggi combattere il crimine e il terrorismo è un dovere lasciato da uomini come Joe Petrosino». Ecco, forse è tutto qui, nelle parole del giudice Joseph E. Petrosino, il senso del nuovo legame tra le due sponde dell’oceano raccontato dalle manifestazioni per la settimana della legalità. Queste parole riassumono il concetto che l’ANFE, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a New York, ha sviluppato nel convegno intitolato “Tributo a Joe Petrosino: la nuova Sicilia a 100 anni dalla sua morte”, svoltosi al prestigioso John Jay College di Manhattan, famoso in tutti gli Stati Uniti per i suoi studi in criminologia. Fra gli intervenuti, Piero Grasso, nato e cresciuto in Sicilia – dove ha lavorato e rischiato in prima persona per fermare altri criminali – oggi è a capo della Direzione nazionale antimafia e, a New York, ha già solidi rapporti con colleghi e con poliziotti in prima linea contro i clan. continua a pagina 20 19 PERCORSI P «I Durante le Celebrazioni Colombiane, dello scorso ottobre a New York, il Calandra Institute, nella persona del professor Antony Julian Tamburri, ha organizzato presso la sede del suo House Organ I-Italy un incontro-dibattito sul tema della mafia, al quale hanno partecipato il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, Don Ciotti, fondatore di “Libera” e altre associazioni che combattono la mafia, Francesco Bertolino, il Direttore delle Politiche migratorie Anfe Gaetano Calà ed alcuni giornalisti. Riportiamo di seguito alcuni stralci delle testimonianze di Don Ciotti e del Procuratore Grasso. l Gruppo Abele muove i primi passi nel 1965 a Torino e da lì si diffonde a livello nazionale facendo giungere a maturazione tutto ciò in cui “noi” avevamo sempre creduto. Il rapporto tra pubblico e privato, tra istituzioni e cittadini era cominciato già nei primi anni ‘80 con CNCA (un’associazione di comunità impegnate ad aiutare i tossicodipendenti), poi con LILA, quando arriva il momento di affrontare l’epidemia di AIDS, e infine con “Libera” a metà degli anni ‘90. Perché essere coinvolti? Perché è la libertà stessa che ci permette di chiedere perché. Non si può essere liberi da soli, si è liberi insieme agli altri in uno sforzo collettivo. Ovviamente, nella mia vita certi luoghi e certe persone hanno avuto un ruolo decisivo in questa scelta. Io sono stato abbastanza fortunato da avere genitori che si amavano moltissimo e che amavano moltissimo me e le mie sorelle, amici con cui ho condiviso molte esperienze di vita, le gioie ed i tempi difficili, e con cui ho imparato ad ascoltare ed apprezzare il valore dei rapporti. Chiaramente la fede è stata fondamentale nella mia vita, un dono prezioso derivante dall’incontro con persone quali il cardinale di Torino, Michele Pellegrino. Quando fui ordinato sacerdote nel 1972, Pellegrino, che si faceva chiamare semplicemente “Padre,” mi indicò “la strada”, la mia parrocchia, con un avvertimento: “Segui la strada per imparare, non per insegnare”. La strada, con le sue facce e le sue storie, le sue lotte e le sue vulnerabilità, le sue necessità e le sue speranze, è rimasta il mio punto di riferimento, una bussola di fede che cerca di unire i cieli e la terra, di riconoscere la figura di Gesù nelle molte facce della fragilità umana. Sono un prete, la mia vita è Cristo, il Vangelo, la proclamazione della sua Parola. Cercare Dio significa incontrare le persone, ma, allo stesso tempo, le mie esperienze mi permettono di affermare che si può cercare l’uomo per trovare Dio. Parlo di “cercare” perché Dio non è qualcosa che si possa ottenere automaticamente, Dio è la meta, l’obiettivo: mi mette alla prova ogni giorno nella scoperta dell’articolazione concreta della vita e nelle sue scelte. Temo chi ha capito tutto e sa tutto. Il capitolo 22 del Vangelo secondo Matteo racconta di certe persone che chiedono a Gesù se sia lecito o no pagare le tasse a Cesare. In realtà loro non vogliono incontrarlo o parlargli, ma solo fargli una domanda trabocchetto. Gesù però non permette a nessuno di prendersi gioco di Lui e, riconosciuta la loro cattiveria, dice che l’immagine e l’iscrizione sulle monete siano restituite al giusto proprietario. Ma se è chiaro il detto, “Da’ a Cesare ciò che è di Cesare”, cosa vuol dire “Da’ a Dio ciò che è di Dio”? Qual è l’immagine di Dio? Come si legge nella Genesi l’uomo fu creato ad immagine e somiglianza di Dio, dunque come è nostro dovere restituire il denaro a Cesare, lo è restituire a Dio l’uomo, la Sua creazione. Ecco il problema: non possiamo restituire a Dio mezze persone, persone disperate, persone esaurite, asservite dalla povertà, dalla solitudine, dall’emarginazione. Dobbiamo restituire a Dio persone integre e libere. Questa è la grande sfida che sento come cristiano: creare le condizioni perché tutti siano liberi. E non sto pensando solamente alle persone che sono rifiutate, sfruttate, schiacciate, ma anche a quelle che sono povere dentro. Nella nostra società ci sono forme di povertà immateriale che stanno minando alla base il corpo sociale: l’indifferenza, la rassegnazione, la corsa al potere, il successo, il denaro. I poveri sono anche quelli che hanno perso il senso della vita sebbene abbiano la possibilità di vivere comodamente su questa terra. Qualsiasi cambiamento richiede uno sforzo, e porta con sé resistenza, pregiudizio ed egoismo. Una volta il giudice Caponnetto disse “la mafia teme soprattutto la scuola della giustizia, poichè l’istruzione taglia l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. “Libera” è attiva nelle scuole in tutta l’Italia, promovendo l’educazione e formando i giovani. La sua missione però è anche quella di amministrare i beni che un tempo appartenevano alle cosche mafiose e gestire le cooperative riunite nel consorzio “Libera Terra”. La nostra associazione offre lavori veri e possibilità di vita a molti giovani, dimostrando così che è possibile cambiare e cercare di sradicare la rassegnazione ed il fatalismo che sono le basi su cui si fonda il potere della mafia. In Sicilia, ma anche in altre parti del Sud, ci sono situazioni e possibilità che fino a 15 o 20 anni fa erano inimmaginabili. Ci sono molte persone che, come Peppino Impastato, hanno rida- NEW YORK to speranza e hanno trovato altre persone disposte a riunirsi e a continuare il suo cammino. Associare la mafia solamente alla Sicilia sarebbe però un grave errore, certamente da noi c’è un maggior numero di segni dell’oppressione mafiosa, ma le organizzazioni criminali non operano più a livello locale o nazionale ma piuttosto a livello internazionale, un ambito strettamente collegato alle dinamiche di globalizzazione economica e finanziaria, all’espansione ed alla deregolamentazione dei mercati. “Libera” è nata dalla nostra esperienza con FLARE (Libertà, Legalità, e Diritti in Europa), una rete di associazioni cui aderiscono attualmente oltre trenta Paesi. Nel documento preparato per la Conferenza dei Vescovi Italiani del 1991 su l’Educazione alla Legalità si legge: “Un cristiano non può contentarsi di dichiarare l’ideale e di affermare principi generici. Invece, deve entrare nella storia e trattarla nella sua complessità, promovendo i valori evangelici ed umani della libertà e della giustizia”. La condanna alla mafia da parte di Papa Giovanni Paolo II, che chiama la mafia “una civiltà di morte” rimane una pagina straordinaria della storia, che certamente ha scosso la coscienza del pubblico e segnato una svolta all’interno della Chiesa». Don Ciotti «I l libro “Per non morire di mafia” nasce da un’esigenza, che ho sentito imperiosa, di raccontare la mia vita professionale nella lotta contro la mafia. Nel libro si affronta non soltanto il fenomeno di Cosa nostra siciliana, che è la mafia in senso tradizionale, ma anche le altre organizzazioni di tipo mafioso come la Ndrangheta calabrese, la Camorra napoletana, fino alle nuove mafie, russa, colombiana, nigeriana, albanese, cinese, che vengono fuori dall’Osservatorio Globale, della Procura Nazionale Antimafia. Per descrivere questi fenomeni di organizzazione criminale non si possono usare degli stereotipi validi per tutti, tuttavia il denominatore comune è il fatto che tutte usano l’intimidazione, la violenza, le enormi quantità di danaro che accumulano per corrompere le istituzioni e infiltrarsi nella società al fine di ottenere il massimo dei profitti. Le organizzazioni mafiose tradizionali, come la Mafia la Ndrangheta, la Camorra, soprattutto quella che fa capo ai Casalesi, hanno la caratteristica di gestire il potere assieme alle Istituzioni Pubbliche, alle amministrazioni locali e attraverso esse stringere agganci a livello nazionale. Questo scambio di attività, soprattutto in periodo pre-elettorale, fra organizzazioni mafiose e candidati costituisce la base sulla quale si costruisce il rapporto di dare ed avere in un legame di reazioni che darà vita ad una nuova società che nel libro definisco “borghesia mafiosa”. In questa società, in cui la mafia è parte organica, ci sono commercialisti, tributaristi, professionisti, ingegneri, tecnici e quindi anche amministratori pubblici, politici, imprenditori, che organizzano tutta una serie di attività funzionali al rag- giungimento dei fini di un sistema di potere che è un sistema mafioso. Il pericolo delle società moderne è quello del contagio anche in posti ed in società dove non c’è la presenza fattiva della mafia. La mafia è un fenomeno strutturale, nel senso che entra nella struttura della società, dunque non si può pensare di combatterla solo come reazione ad un’emergenza, bisogna che ci sia l’impegno sistematico delle Istituzioni, della società civile, dei partiti, della magistratura, della polizia, per potere risolvere una volta per tutte questo problema. Ho detto tante volte che in una democrazia, la libertà si misura dalla capacità che hanno i magistrati di essere autonomi e indipendenti, e che ha la stampa di esprimere opinioni anche contrarie alla linea di governo vigente. Finchè non ci sarà una stampa libera e una magistratura autonoma non ci sarà libertà dalla mafia. In Italia sono state adottate delle strategie di contrasto alla mafia molto ampie che, alla repressione da parte della Polizia, hanno affiancato una serie di misure volte a riacquistare il consenso della gente che la mafia in questi anni ha cercato di catturare. L’operazione che prevede l’assegnazione dei beni confiscati ai mafiosi alle associazioni che rimettono sul mercato produzione e lavoro, non fa che restituire alla società civile ciò che la mafia gli aveva sottratto. La guerra certo non è vinta, ma, confortati dai dati statistici, possiamo certamente affermare di aver vinto parecchie battaglie. L’aiuto delle Istituzioni resta fondamentale; non si può, ad esempio, pensare di diffondere la cultura dell’antimafia nei confronti di persone che hanno il problema della sopravvivenza, della sussistenza della propria famiglia. La mafia è inscindibilmente connessa a problemi di devianza sociale e quindi è indispensabile creare le precondizioni per riuscire a risolvere il problema. A mio avviso la repressione è un volano che fa partire una serie di reazioni a catena che evitano il male peggiore: l’indifferenza della gente, la rassegnazione, il fatto di calare la testa e privarsi della propria libertà nelle cose più elementari. Ogni tanto mi sento una Cassandra, perché prevedo chiaramente quello che succederà, ma, come Cassandra, sono spesso condannato a non essere creduto. Io però vorrei lanciare tanti messaggi di speranza e di ottimismo che trovano fondamento in tutte le associazioni contro la Mafia raccolte da Libera, dalla Fondazione Falcone, dalla Fondazione Caponnetto che coinvolgono una serie di soggetti che si attivano per una solidarietà nei confronti della Magistratura e della Polizia o anche semplicemente di coloro che hanno bisogno di assistenza. C’è un episodio che mi ha molto colpito. È la storia di una donna, arrestata col marito per reati mafiosi, che è stata convinta a collaborare dalle proprie figlie che studiavano cultura della legalità nella scuola di un piccolo paesino della Sicilia. Questa speranza che la scuola formi i giovani a diventare presto la nuova classe dirigente che finalmente cambierà la nostra terra è la pietra da cui ricominciare». Pietro Grasso NEW YORK continua da pagina 17 PERCORSI Omaggio a Petrosino Dice il “superprocuratore” antimafia Grasso: «In questi anni sono stati fatti tanti passi avanti nella speranza di cambiare le cose e sconfiggere Cosa nostra. E oggi che si parla di patti tra pezzi dello Stato e mafia dico che bisogna cercare a tutti i costi la verità. Se patti ci sono stati in passato, in particolare per delitti eccellenti come quello di Piersanti Mattarella e Pio La Torre o di Carlo Alberto Dalla Chiesa, fino a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, bisogna essere pronti ad accettare le nuove verità che dovessero emergere dalle indagini. E i fatti e le indagini dicono che la criminalità organizzata spesso è stata il braccio armato di altri interessi». Il passaggio del testimone, del filo del racconto che unisce il capo della Superprocura antimafia e il capo del NYPD, arriva con una battuta: “Due Grasso, una sola legge...”. Così George Grasso si racconta: «Ho cominciato a lavorare nel Dipartimento della polizia di New York a 30 anni, nel ’78 sono diventato detective e in tutti quegli anni ho seguito l’evoluzione della criminalità organizzata a New York. Oggi posso dire che l’esperienza del passato mi fa sperare: potremo vincere questa battaglia. Il congresso Usa ha approvato una legge per centrare questo obiettivo: prevede norme per smantellare il racket delle estorsioni e un programma di protezione per i collaboratori di giustizia. La legge, infatti, deve restare un faro anche davanti ai peggiori criminali. La criminalità organizzata negli Usa è sempre più un’impresa. Prima del 1970 era difficile provare la colpevolezza dei boss, dopo questa data, con le prime nuove leggi approvate, abbiamo usato le indagini sui traffici di droga, sullo sfruttamento della prostituzione, sul gioco d’azzardo, per colpire le aziende della mafia. John Gotti era a capo di un’impresa che fatturava milioni di dollari, e noi abbiamo trovato i rami della sua azienda: il risultato è che Gotti è morto di cancro in carcere. La polizia di New York ha creato dei gruppi di lavoro congiunti contro mafia e terrorismo. Oggi la criminalità organizzata italiana, russa e messicana è trattata come Al Qaeda: è chiaro che non si può proteggere New York fermandosi solo nei confini dei municipi, perché chi ha fatto crollare le Twin Towers ha cominciato la sua attività criminale fuori da New York. 22 Ecco perché le nostre forze di polizia lavorano con i poliziotti di altri stati per fermare i clan. L’anno scorso una grossa inchiesta su un traffico di droga tra Messico, Italia e Usa è stata portata a termine grazie a questa partnership. Certo, ci sono differenze tra di noi: in Italia c’è una triste storia di persone oneste assassinate da Cosa nostra. Qui a New York, no: la criminalità organizzata capisce che se uccide un poliziotto o un magistrato firma il suo suicidio. E anche se la mafia qui continua ad esistere siamo sulla buona strada per sconfiggerla perché utilizziamo una task force che ha il contributo delle procure distrettuali e di quelle italiane». Fra i relatori del convegno c’è anche Don Ciotti che racconta il fenomeno “Libera”, le centinaia di associazioni antimafia che in Italia si sono collegate tra loro e organizzano dibattiti, gestiscono beni confiscati ai boss, assistono i tanti testimoni di giustizia spesso lasciati soli. E sintetizza: «Oggi c’è bisogno di una società responsabile, di tutti i cittadini che concretamente si occupino del problema con i fatti: tutti a parole si dicono contro la mafia, ma la prima mafia da combattere è diventata quella della parola. Sono tre le direttive su cui muoversi per non vanificare l’impegno di chi ha perso la vita per tutti noi. Primo: la formazione, nelle scuole e nelle università, la conoscenza del fenomeno. Secondo: impegnarsi di più tutti, fare il proprio dovere in prima persona. Terzo: dare lavoro ai disoccupati, anche attraverso la gestione dei beni confiscati». E una coppola in regalo, finita sulla testa dei due Grasso e di don Ciotti, è un segnale forte: un pezzo di tradizione scippata come simbolo da Cosa nostra può tornare alle sue origini. Anche partendo da New York. Petrosino nella letteratura NEW YORK Joe Petrosino da capo della “Squad” a eroe della narrativa popolare italoamericana di Marina Cacioppo L ieutenant Joe Petrosino, comandante dell’Italian Squad della Polizia di New York, 700 arresti solo nel 1904, non era uno qualunque, altrimenti non sarebbe mai diventato un personaggio leggendario prima ancora di essere ucciso. Lo sapevano bene i lettori del Progresso Italoamericano e persino quelli del New York Times che leggevano nelle pagine di cronaca della sua indefessa lotta alla Mano Nera, ma lo sapevano soprattutto i lettori della Follia di New York e del Corriere d’America che se lo ritrovavano come personaggio nelle pagine dei romanzi dei celebri Bernardino Ciambelli e 23 PERCORSI NEW YORK Petrosino nella letteratura Italo Stanco. L’eco delle imprese di Joe Petrosino, dalla cronoca nera, filtra presto nelle appendici dei giornali delle comunità italiane, dove si pubblicavano i lunghi e intricati feuilleton appartenenti al genere dei “misteri delle città”, nato in Francia a metà dell’Ottocento con I Misteri di Parigi di Eugene Sue. I misteri di Bleecker Street, Romanzo contemporaneo, Il delitto di Coney Island, e I misteri di Harlem di B. Ciambelli e Le Piovre di New York di Italo Stanco sono solo alcuni dei titoli in cui appare il personaggio di Joe Petrosino. Qui, accanto agli immancabili elementi romanzeschi, alle intricate trame, ai dettagli piccanti e sensazionali, ai ritratti di oscuri criminali e ai vizi dell’alta società, si trovano elementi nuovi, più realistici, legati alla vita della “Colonia italiana”. Una rappresentazione realistica degli ambienti delle comunità italiane densa di riferimenti topografici ai luoghi e ai fatti criminosi realmente accaduti. Queste pubblicazioni rispondevano all’esigenza di rettificare l’immagine degli italiani quale emergeva dalla stampa americana che spesso presentava i nostri connazionali come “i so- PERCORSI 24 liti sospetti”, individui che, per natura, per razza e per cultura, si adattavano male alle leggi statunitensi e che facilmente diventavano pericolosi anarchici o mafiosi pronti a cospirare contro l’America e le sue istituzioni democratiche. Nel perseguire questo intento di riabilitazione, la figura di Joe Petrosino e più tardi quella di Michel Fiaschetti, che lo sostituì al comando dell’Italian Squad nel 1912, svolgeva nei romanzi popolari un ruolo importantissimo. La creazione del personaggio di un poliziotto tutto d’un pezzo, rappresentante della legalità, che agisce in nome della comunità per sradicare il crimine e portare giustizia, rassicura infatti i lettori italoamericani rispetto alle accuse mosse agli Italiani, ed in particolare ai Siciliani, di essere parte di una società segreta, un’organizzazione di assassini che aveva l’obiettivo di controllare le istituzioni della città. Petrosino era dunque il paladino della comunità italiana a New York, dall’alto della sua credibiltà di poliziotto e di membro della comunità, era la figura più adatta a Petrosino nella letteratura NEW YORK spiegare che la comunità italiana non era complice, come si voleva far credere, ma vittima del crimine, trascurata com’era dalle autorità e dalla polizia”. Riportiamo qui a conclusione uno piccolo brano tratto da Il Delitto di Coney Island poiché ci sembra che, a parte il suo valore letterario, esso contenga un messaggio di estrema attualità e lo consegnamo al pubblico di tutto il mondo come monito valido per tutti i popoli. “Petrosino, seguendo le traccie di un assassino, assiste a un’esplosione nel cantiere in costruzione di Penn Station, nella quale perdono la vita quattordici operai di cui dieci italiani. Profondamente colpito dall’accaduto, Joe vorrebbe gridare a tutti: “Questi non appartengono alla Mano Nera, ma alla legione degli uomini dalle mani callose, alla squadra dei martiri del lavoro.” Ma il suo grido non sarebbe stato udito, perché si usa far clamore tutte le volte che un italiano commette un delitto, ma si tace quando centinaia e centinaia cadono vittime del dovere.” 25 PERCORSI NEW YORK Resoconto noir noir Resoconto di Carla Incorvaia W yseguy e picciotti. Don, padrini e capi mandamento. Come arriva la malavita organizzata dei cosiddetti “contadini siciliani” oltreoceano? A spiegarlo è Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo e titolare delle più importanti inchieste sui rapporti fra mafia e politica, su Cosa Nostra e calcio, sul tesoro di Vito Ciancimino, per citarne solo alcune. Nel 2007 ordinò l’arresto del superlatitante Salvatore Lo PERCORSI 26 Piccolo, l’unico boss che aveva continuato a mantenere i rapporti con gli «scappati», i membri di Cosa Nostra costretti a fuggire in America durante la guerra di mafia, scoppiata negli anni ’80 tra corleonesi e palermitani per la supremazia e il controllo del territorio. Una guerra di sangue e cadaveri che contò 240 morti l’anno e che trasformò i rapporti di potere fra le “famiglie” in Sicilia come in America. Resoconto noir NEW YORK Il Tribunale di Palermo “L’uomo chiave del ’900 è Lucky Luciano, al secolo Salvatore Lucani, primo boss ufficiale della moderna famiglia Genovese, considerato uno dei 20 uomini più influenti all’interno dell’organizzazione e padre del moderno crimine organizzato. Fu lui l’ideatore, nel dopoguerra, di quella massiccia espansione del commercio della droga. Grazie a questo traffico internazionale le famiglie americane dei Gambino, dei Bonanno, dei Lucchese, dei Genovese e dei Colombo hanno dato vita a una piattaforma che ha rafforzato e agevolato i rapporti economici e finanziari del malaffare. I loro anni d’oro furono tra il ’70 e la prima parte degli anni ’80, quando con la droga gli italo-americani alzavano montagne di denaro. La morfina, base importata dall’Oriente, veniva rivenduta nella Francia del Sud e in Italia, dove era raffinata e trasformata in eroina nei laboratori e nelle raffinerie siciliane della mafia. Qui i protagonisti sono i Gambino, gli Spatola, gli Inzerillo, che hanno come interlocutore il grande mercato americano. La lotta alla mafia però costringe l’organizzazione a guardare altrove. Quando nell’81 scoppia la guerra tra le famiglie, i corleonesi battono i palermitani e i rapporti con gli americani si affievoliscono. L’affare della droga passa a sud, ai colombiani, che con i loro “cartelli” sono i più sanguinari e organizzati. Venezuela e Argentina sono gli altri due Paesi del Sud America coinvolti negli affari di mafia. Fra gli “scappati” c’è anche Tommaso Buscetta, che insieme ad altri due collaboratori di giustizia, Francesco Marino Mannoia e Salvatore “Totuccio” Contorno, apriranno nuovi e utili panorami per le indagini. Il ’92 e il ’93, sono gli anni dello stragismo in cui la mafia lancia la sua sfida allo stato. Ma alcuni fra i corleonesi esagerano e si verifica una spaccatura interna. Ganci e Aglieri sono fra i più spietati membri del clan, mentre Bernardo Provenzano, il boss dei boss, la primula rossa della mafia, scivola su una posizione moderata. Più tardi sarà l’arresto di Totò Riina a infliggere un duro colpo a Cosa Nostra. In questi anni Salvatore Lo Piccolo è uno dei pochi che aveva mantenuto i rapporti con gli “scappati”. È lui che cerca di convincere Provenzano della assoluta necessità di un’alleanza, che bisogna promuovere quella pace messa al bando da Riina. I fedelissimi Cinà e Rotolo tentano di opporsi, ma solo al 2003 si ottiene una tregua. Quando nel 2006 Provenzano viene arrestato, Lo Piccolo diventa il capo indiscusso di Cosa nostra, Cinà e Rotolo vengono arrestati anche loro, e si torna a sparare. Il boss 27 PERCORSI Resoconto noir di San Lorenzo ordina l’omicidio di Pietro Ingarao e gli” scappati” possono finalmente rientrare. Il 5 novembre del 2007, Salvatore Lo Piccolo, detto il Barone, viene arrestato a Giardinello dalla Catturandi, dopo una latitanza di 25 anni. Il suo territorio era probabilmente la parte nord-occidentale di Palermo, lo Zen e i comuni di Capaci, Isola delle Femmine, Carini, Villagrazia, Sferracavallo, Partanna Mondello e alcune zone della provincia di Trapani. Cocaina, imprese e pizzo, il racket delle estorsioni, costituiscono le sue maggiori entrate economiche. Nasce una nuova alleanza, una nuova strategia fra Cosa Nostra siciliana e quella americana. Il suo arresto crea un vuoto. Gli interessi della mafia diventano di altro tipo. È una mafia finanziaria, quella dei grossi investimenti, che ha bisogno di mercati ricchi e lontani, dove è più facile far perdere le tracce. Anche la mafia si adegua alla globalizzazione mettendo a punto nuove strategie criminali e nuove rotte del riciclaggio del denaro sporco, come dimostra il sequestro di 13 milioni di euro dislocati a Nassau grazie alla complicità di un finanziere milanese e un banchiere svizzero. Fra gli uomini di spicco di Cosa Nostra americana c’è anche Frank Calì, l’ambasciatore, uno dei 90 arrestati nell’ambito dell’inchiesta Old Bridge, la più grande dopo il processo Pizza Connection. Frank Boy,“il signor nessuno”, ufficialmente imprenditore della Italian Food Distribution a New York, uomo di rispetto della famiglia Gambino – Inzerillo, era il punto cardine dei nuovi rapporti fra Sicilia e America. A lui si sono rivolti i giovani rampolli delle famiglie palermitane, da Mandalà e Notaro della Famiglia di Villabate, a Gianni Nicchi della Famiglia di Pagliarelli e Vincenzo Brusca della Famiglia di Torretta. Calì, 43 anni, insieme a Filippo Casamento, diventa il nuovo capo delle famiglie mafiose americane. Ritenuto uomo d’onore dei Gambino, gestisce decine di società per la distribuzione alimentare negli Stati Uniti ed è titolare di imprese edili che realizzano palazzi a New York e creano aziende per il riciclaggio di denaro in paesi offshore. PERCORSI 28 EMIGRAZIONE PERCORSI Thanksgiving day 30 Thanksgiving day Thanksgiving day Un mito problematico O di Attilio Carapezza gni anno negli Stati Uniti, il quarto giovedì di Novembre, le famiglie americane – almeno quelle che la crisi economica non ha sospinto nel girone infernale della neoindigenza – si riuniscono con amici e parenti a festeggiare il Thanksgiving day (“Giorno del ringraziamento”) attorno ad una tavola imbandita su cui troneggiano un dorato tacchino arrosto e un’invitante torta di zucca. Alla centralità del primo piatto si deve la denominazione alternativa di Turkey day (“Giorno del tacchino”). Quello del 2009 è il 388° Thanksgiving della storia, considerato che la prima celebrazione risale al novembre del 1621, indetta da William Bradford, governatore della colonia che i Padri Pellegrini avevano fondato a Plymouth, per ringraziare Dio del loro primo raccolto. Questo primato simbolico non è stato intaccato dalle numerose ricerche storiche che hanno rintracciato precedenti cerimonie di Ringraziamento religioso celebrate da coloni europei sul suolo americano prima del 1621, come quella tenuta l’8 settembre 1565 in un insediamento spagnolo in Florida. EMIGRAZIONE EMIGRAZIONE Thanksgiving day Per la colonia quel primo raccolto significò la prospettiva di un futuro ragionevolmente sereno e stabile. Dopo un primo tentativo di sfuggire alle persecuzioni subite in patria per la loro dissidenza dalla Chiesa anglicana rifugiandosi a Leida, nella laboriosa e tollerante Olanda, avevano deciso di affrontare l’ignoto dell’avventura, andando a fondare una colonia nel Nuovo Mondo, in Massachusetts. Si erano imbarcati sul Mayflower in 121, sfidando l’oceano alla ricerca dell’utopia messianica di una terra in cui realizzare senza condizionamenti le loro istanze di libertà religiosa ed economica (a quest’ultima viene attribuito un rilievo crescente nella recente riflessione storiografica). Le durezze del viaggio, ostacolato da spaventose tempeste, e le difficoltà del primo impatto con la terra americana ne avevano quasi dimezzato il numero. Erano riusciti a sopravvivere ai rigori dell’inverno in un ambiente ostile solo grazie alla iniziale solidarietà degli indiani Wampanoag, abitanti della zona, che avevano insegnato loro a sfruttare in modo rudimentale le risorse dell’ambiente naturale. La tradizione vuole che il PERCORSI 32 festeggiamento – quasi ad anticipare profeticamente la politica del melting pot – avesse un carattere armonicamente multietnico; vi sarebbero stati invitati anche gli indigeni Wampanoag che, grandi cacciatori, sarebbero arrivati portando in dono ai coloni cervi, tacchini ed altra cacciagione della zona. Questo mito fondante della nazione americana, così impeccabilmene politically correct, è oggi messo radicalmente in discussione dalla storiografia di parte “pellerossa” che ne contesta la verosimiglianza, sottolineandone la assoluta mancanza di riscontri documentari e richiamando la natura quasi immediatamente conflittuale dei rapporti tra i due gruppi. Nel 1970 alcune movimenti di indiani d’America giunsero a dichiarare il Thanksgiving day giornata di lutto nazionale. I meno entusiasti di questa tradizione sono ovviamente i tacchini che, estranei sia alle tematiche della libertà economica e religiosa sia a quelle della pacifica coesistenza tra etnìe umane, forse si chiedono perché la memoria dell’affermazione di quei principi si debba celebrare proprio col sacrificio della loro carne. Il tacchino ripieno Re del Thanksgiving day La ricetta Ingredienti per quattro persone • Un tacchino da 5 kg • 1,5 kg di castagne • 800 gr di pane raffermo senza crosta • 150 gr di burro • Una cipolla • Un gambo di sedano • Un limone • Due bicchieri di vino bianco secco • Quattro rametti di rosmarino • Un ciuffo di prezzemolo • Un cucchiaino di maggiorana • Un cucchiaino di timo • Olio, sale, pepe Come si prepara Fate bollire le castagne per circa 45 minuti, quindi pulite e lavate con cura il tacchino dentro e fuori, asciugatelo bene e strofinatelo con 1/2 limone. Quando le castagne saranno cotte, sbucciatele privandole anche della pellicola interna e spezzettatele. Fate sciogliere il burro in una padella, unite la cipolla ed il sedano che avrete precedentemente puliti e tritati, quindi lasciateli insaporire a fuoco medio. Quando saranno ammansiti, aggiungete un bicchiere di vino e lasciatelo evaporare. Tagliate il pane a dadini e poi versatelo nella padella, unendo anche le castagne spezzettate, il prezzemolo, la maggiorana, il timo, sale e pepe. Mescolate con cura, lasciando il composto sul fuoco per 5 minuti, poi fate raffreddare il tutto. Una volta raffreddato, il composto servirà per riempire il tacchino, che sarà poi ricucito con dello spago da cucina. Salate e pepate il tacchino all’esterno e legatelo con altro spago, frapponendo tra questo e la carne i rametti di rosmarino. Sistemate quindi il tacchino in una teglia, copritelo con una garza da cucina impregnata di olio ed infornate a 180°, lasciando cuocere per circa un’ora. Trascorso questo tempo, aggiungete il bicchiere di vino bianco e rimettete in forno ancora per due ore e mezza, bagnando di tanto in tanto con il liquido di cottura. Infine, eliminate la garza e cuocete ancora per una ventina di minuti. Prima di portare in tavola, lasciate raffreddare per alcuni minuti. Il tempo di cottura totale è circa 4 ore. Paese che vai… varianti che trovi A dispetto del passare dei secoli, il tacchino ripieno resta il re incontrastato della tavola nel giorno del Ringraziamento: soltanto negli Usa vengono consumati circa 40 milioni di tacchini in questo periodo. E se questa pietanza è il cavallo di battaglia del Thanksgiving Day, una parte indispensabile gioca anche il sugo, segno inequivocabile della riuscita del piatto. Piatto i cui ingredienti non sono uguali per tutti, ma che variano a seconda dei prodotti locali. Nella East Coast, ad esempio, il ripieno tradizionale include le ostriche; nel Sud è invece più probabile trovare un composto di focaccia al granturco, mentre nel Nord degli Usa per la preparazione del tacchino è molto usata una spezia chiamata Wild Rice. Una tavola del Ringraziamento che rispetti la tradizione, inoltre, deve avere la salsa di mirtillo, preparata con bacche fresche o congelate, né possono mancare le patate dolci, con zucchero, spezie, burro e qualche volta malva. E poi, i piatti vegetariani: le insalate, ad esempio, seguite dalla tradizionale torta di zucca e panna montata. EMIGRAZIONE Rapporto Caritas/Migrantes I numeri dell’emigrazione Tutto quello che c’è da sapere sul Dossier Caritas/Migrantes 2009 ma non si ha il coraggio di leggere Q di Paola Pottino uando si enunciano dati statistici, spesso qualcuno storce il muso. Verissimo, c’è poco di fantasioso o divertente nello stilare un elenco statistico, eppure, per un esame attento della realtà nella quale viviamo, quei numeri un pò “antipatici” spesso diventano imprescindibili. Come potremmo infatti parlare di immigrazione se quei dati non facessero da supporto alle nostre analisi? 4 milioni e 339 mila sono i cittadini stranieri presenti regolarmente sul nostro territorio, 2 milioni i lavoratori, 862 mila minori figli di genitori stranieri, 629 mila gli studenti nelle scuole, oltre 100 mila i ricongiungimenti familiari, 40 mila gli stranieri che ottengono la cittadinanza italiana, 24 mila i matrimoni misti tra italiani e immigrati, circa 6 mila gli studenti stranieri che si laureano annualmente in Italia. Questi, i dati emersi dal Dossier Statistico Immigrazione 2009 Caritas/Migrantes curato da Franco Pittau secondo il quale: «...il Dossier è uno strumento per rovesciare questa falsa immagine che si ha dell’immigrazione, non tanto sulla base delle motivazioni pastorali di Caritas e Migrantes, bensì sulla base dei dati, che da due decenni, continuano a essere forniti con accuratezza e con completezza». Guardando questi dati, dunque, anche l’osservatore più distratto non potrebbe non rendersi PERCORSI 34 Rapporto Caritas/Migrantes EMIGRAZIONE conto che forse è giunto il momento di soffermarci a riflettere, liberi dai pregiudizi, considerando non solo gli atteggiamenti personali, ma anche gli aspetti politici e ideologici. «Inquadrare gli immigrati come regolari e non come clandestini; – continua Pittau, che insieme a don Luigi Di Liegro ha fondato la ricerca annuale della Caritas – inquadrarli come lavoratori e non come delinquenti; inquadrarli come cittadini e non come stranieri, sono dunque i punti che sintetizzano il Dossier Caritas/ Migrantes 2009». Dunque, sotto questo cielo di occhi a mandorla, visi scuri e capelli dorati, in un Paese nel quale le religioni, i credi e le culture sono sempre più diversificati, il fenomeno dell’immigrazione non è distribuito in modo omogeneo in tutte le regioni italiane. La crescita dei cittadini romeni, ucraini e moldavi è in aumento e oltre il 60% degli immigrati risiede nelle regioni del Nord, il 25, 1% in quelle del Centro e il restante 12,8% in quelle del Mezzogiorno. In questo quadro, influiscono in maniera superficiale le poche decine di migliaia di sbarchi. Secondo il Dossier Caritas/Migrantes 2009, infatti, nel 2008 sono state 36.951 le persone sbarcate sulle coste italiane, 17.880 i rimpatri forzati, 10.539 gli stranieri transitati nei centri di identificazione ed espulsione e 6.358 quelli respinti alle frontiere. «Nonostante gli sbarchi siano stati meno dell’1% della presenza regolare, – ha sostenuto Pittau – flussi irregolari, hanno finito col monopolizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e le conseguenti decisioni politiche, provocando una crescente confusione tra immigrati clandestini, irregolari, richiedenti asili e persone aventi diritto alla protezione umanitaria». Il vecchio adagio “non fare di tutta l’erba un fascio” è diventato quindi un esempio da seguire per preparare la società di metà secolo ad affrontare le diversità nella globalizzazione e la globalità nelle specifiche differenze. La memoria corta, non paga mai: molti Paesi nel mondo, hanno incrementato il loro sviluppo con l’aiuto dei nostri connazionali. Perché, allora, l’Italia non dovrebbe costruire il suo futuro con l’aiuto degli immigrati? 35 PERCORSI EMIGRAZIONE Eroismo quotidiano Uomini in prima linea PERCORSI 36 Eroismo quotidiano EMIGRAZIONE Il Generale Domenico Achille, Comandante Regionale “Sicilia” della Guardia di Finanza traccia un quadro sul fenomeno dell’immigrazione clandestina sulle nostre coste di Paola Pottino P ugliese di nascita, il Generale Domenico Achille, Comandante Regionale “Sicilia” della Guardia di Finanza, è nell’Isola da poco più di un anno e mezzo dopo aver prestato servizio in altri ambiti territoriali dell’italia. Qui in collaborazione con il Corpo delle Capitanerie di Porto, la Marina Militare, i Carabinieri, la Polizia di Stato, ognuna nelle loro diverse specificità, combatte il fenomeno criminale legato all’ immigrazione. Generale Achille, quali sono stati i flussi più significativi di immigrazione illegale verso la Sicilia? «I flussi più significativi provengono da Paesi del Bacino del Mediterraneo, del Corno d’Africa, dell’Africa occidentale ed, in minima parte, dal Medio e dall’estremo Oriente o dal Sub-continente indiano. Essi sono costituiti da una componente di emigranti per motivi economici, ma anche da persone in fuga dalla violenza ancorché, in taluni casi, tratte in inganno con la chimera di un lavoro onesto». Domenico Achille Quanto costano questi “viaggi della speranza” per coloro che decidono di affidarsi alle organizzazioni criminali? «Le somme oscillano dai 1.000 ai 3.000 euro». La maggior parte dei clandestini proviene dalla Libia e, in questo quadro, assume specifica rilevanza la decisione del giugno 2005, per l’avvio di una più incisiva cooperazione euro-libica in materia di immigrazione... «Esattamente. Tale decisione è diventata operativa quest’anno con la stesura dei Protocolli di cooperazione tra la l’Italia e la Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, stipulati il 29 dicembre 2007 e 4 febbraio 2009. Nel contesto di tali accordi, a partire dal 25 maggio 2009, la Guardia di Finanza svolge una sistematica attività di pattugliamento del mare territoriale e delle acque internazionali prospicienti il porto libico di Zuwarah, principale snodo dei trasporti clandestini verso Lampedusa». Generale, allora, in base a tali accordi, quali sviluppi ci sono stati? «Gli sviluppi sono nei numeri. L’attività di contrasto posta in essere dai Reparti territoriali della Guardia di Finanza e da quelli della Componente Aeronavale che opera in Sicilia, può essere così sintetizzata distintamente per gli anni 2008 e 2009 con la precisazione che, relativamente all’anno 2009 il dato è riferito fino al mese di settembre. Nell’intero anno 2008, sono state condotte 262 missioni operative che hanno consentito di concorrere al fermo di 10.028 migranti (8.247 uomini, 1.118 donne e 663 minori) di cui 122 arrestati perché ritenuti responsabili del fenomeno quali “scafisti”. Inoltre, sono stati sequestrati 91 natanti utilizzati per il trasporto dei migranti 37 PERCORSI EMIGRAZIONE Eroismo quotidiano clandestini. Dal 1° gennaio al 30 settembre 2009, sono stati operati 80 interventi nel corso dei quali i Reparti operanti hanno fermato n. 1.222 soggetti (987 uomini, 175 donne e 60 minori) di cui 46 arrestati. Nel corso delle operazioni di contrasto al fenomeno, sono stati sequestrati 14 natanti». A seguito delle nuove strategie di contrasto all’immigrazione clandestina adottate dal nostro Governo, assistiamo ad una sensibile diminuzione del numero degli sbarchi lungo le coste del Canale di Sicilia, privilegiando altre rotte marittime. Può dirci quali sono? «Le risultanze operative sembrerebbero confermare una siffatta linea di tendenza atteso che, recentemente, sono stati individuati sbarchi nelle località di: Monasterace Marina (RC); Castro (LE); Africo (RC); Castrignano del Capo (LE); Capo Bruzzano (RC); Isola Capo Rizzuto (KR); Pozzallo (RG). Ne consegue che, in alternativa alla tradizionale direttrice meridionale che attraversa il Canale di Sicilia, i trafficanti di essere umani potrebbero privileggiare le rotte che attraversano il bacino del Mediterraneo PERCORSI 38 orientale (sfruttando come Paesi di partenza la Turchia, la Grecia e l’Egitto) per raggiungere le coste ioniche della Calabria, quelle orientali della Sicilia ed il litorale pugliese, nonché lo stretto di Sardegna (per lo più per le partenze dai porti tunisini ed algerini) per attingere le coste meridionali di quella Regione e quelle occidentali della Sicilia». A livello europeo, dal maggio 2005, è nata l’Agenzia Europea delle frontiere esterne (Frontex). Qual è la funzione di tale struttura? «L’ Agenzia ha la missione di semplificare l’applicazione delle misure comunitarie in materia di gestione delle frontiere esterne dell’Unione Europea e di garantire il coordinamento delle azioni intraprese dagli Stati membri nell’attuare tali misure». Generale Achille, lei crede in una società multietnica? «Sicuramente si. Il mondo evolve in quella direzione, ce ne rendiamo conto tutti. Non possiamo pensare di andare contro corrente, bisogna avviare un doveroso, naturale e civile processo di integrazione e accettare le normali regole di convivenza da entrambe le parti. Del resto, non possiamo dimenticare il nostro passato di emigranti, dobbiamo quindi capire chi oggi si trova nelle condizioni vissute tanti anni fa dai nostri nonni». Il Presidente della Camera EMIGRAZIONE I punti dell’intervento del Presidente della Camera Gianfranco Fini sulla questione dell’emigrazione in Italia Sulla xenofobia In Italia non esiste il razzismo, c’è però tanta xenofobia, ed è noto che la xenofobia è in qualche modo l’anticamera del razzismo, xenofobia che secondo l’etimo della parola è paura dello straniero. Malgrado la storia italiana, c’è questa strisciante, in alcuni casi manifesta, xenofobia per tutta una serie di pregiudizi, perché c’è molta ignoranza, perché non tutte le agenzie educative hanno rivolto, in particolar modo ai più giovani, l’invito a riflettere e giudicare in base alla conoscenza e non al pregiudizio. Il primo impegno che le istituzioni devono avvertire, è proprio quello di contrastare il pregiudizio e combatterlo partendo dall’osservazione onesta della realtà. Sul pacchetto sicurezza Io ne sono convinto, c’è stato il pacchetto sicurezza, serve il pacchetto integrazione. Sicurezza e integrazione sono due facce della stessa medaglia, guardare in modo esclusivo ad una sola faccia della medaglia, significa non avere completa comprensione del fenomeno. In TV, c’è un eccesso di propaganda e un deficit di politica, i temi dell’integrazione e dell’immigrazione degli stranieri sono questioni drammaticamente serie che non si possono affrontare con uno slogan per prendere lo 0,5% in più alle prossime elezioni. Sulla cittadinanza L’auspicio è che si possa trovare, almeno su un punto, un accordo tale da modificare la legislazione vigente. La cittadinanza è il punto di arrivo per una piena integrazione... Sui minori Non solo i bimbi che nascono in Italia, ma anche coloro che vivono in Italia da piccolissimi. C’è la necessità di uno jus soli temperato. Perché a quel bambino che ha frequentato un ciclo scolastico, e dunque si presuppone che abbia 10-11 anni, a quel bambino che fa il tifo per la Roma o per la Lazio, che parla il dialetto, che scherza con mio figlio, che pienamente si è ormai inserito nella scuola, perché dobbiamo dirgli: finché non hai diciotto anni, non sei cittadino italiano? Cominciamo a garantire che diventi italiano quel bambino che ininterrottamente frequenti un ciclo scolastico e che stia stabilmente in Italia con la sua famiglia. è importantissimo riconoscere la cittadinanza per evitare che ci possa essere il tentativo, che può essere anche distorto, quando questi bambini diventano più grandicelli, di trovare le pregresse identità, di essere risucchiati dall’integralismo che pesca nel mondo facendo leva sul fatto che l’identità viene in qualche modo negata o addirittura conculcata dalle società occidentali, che secondo l’integralismo sono quelle società che con il pensiero unico vogliono distruggere la tradizione culturale. Sul diritto di voto Se vuoi portare lo straniero a sentirsi a casa propria in Italia, non puoi negargli a priori il diritto di rappresentanza, allo straniero si dice che ha l’obbligo di pagare le tasse, ma gli si nega il diritto di rappresentanza. C’è qualcosa che non va: le due cose devono stare insieme, diritti e doveri insieme. 39 PERCORSI EMIGRAZIONE Nessuno tocchi Caino Sospensione di giudizio Intervista con Elisabetta Zamparutti, esponente del Partito Radicale e tesoriere di “Nessuno tocchi Caino” E di Paola Pottino cco il punto di vista di una donna che da molto tempo si batte con forza e vigore per i diritti degli uomini, primo fra tutti il diritto alla vita. Elisabetta Zamparutti, oltre ad essere un esponente del Partito Radicale, è tesoriere di “Nessuno tocchi Caino”, la lega internazionale di cittadini e parlamentari per l’abolizione della pena di morte nel mondo. Dottoressa Zamparutti, come procede la battaglia contro la pena di morte? «Dopo l’approvazione della Risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’impegno è quello di attuare i contenuti della risoluzione nei Paesi che praticano la pena di morte, responsabili di oltre il 98% delle esecuzioni capitali. Il punto fondamentale che noi vogliamo rafforzare, è quello relativo al superamento del segreto di Stato delle esecuzioni, infatti, tale superamento servirebbe come deterrente rispetto all’opinione pubblica internazionale. Il 17 e il 18 dicembre, abbiamo deciso di parlare di questo e di molto altro ancora in un congresso organizzato nelle carceri di Padova. Le carceri, infatti, a nostro giudizio, ci sono sembrate un luogo simbolico per parlare del diritto alla vita». PERCORSI 40 Nessuno tocchi Caino EMIGRAZIONE Come giudica la politica immigratoria attuata dal nostro governo? «è un triste dato di cecità rispetto al futuro della nostra società. L’afflusso documentato di persone da altri continenti non può essere ignorato e le misure di respingimento sono soltanto demagogiche. Credo che sia una politica devastante i cui effetti si risentiranno nel prossimo futuro, perché non saremo pronti ad affrontare il problema neanche dal punto di vista culturale. Il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, ad esempio, è una misura in controtendenza che non risolve il problema. Il mondo reale e quello di chi ci governa sono due mondi totalmente sconnessi». Eppure, all’interno del Popolo delle Libertà, l’Onorevole Gianfranco Fini, ha dimostrato una certa apertura riguardo il fenomeno dell’immigrazione… «Penso che anche all’interno del Popolo delle Libertà, vi sia una componente liberale, e mi auguro che queste persone riescano ad esprimere le loro idee in proposito. Credo che alla base di tutto debba comunque cambiare il vigente sistema elettorale, gli eletti devono finalmente essere la vera espressione degli elettori!». Secondo lei come dovrebbe essere regolamentata la normativa sull’immigrazione? «Innanzi tutto, mi sembrerebbe giusto regolarizzare non solo le badanti, ma anche chi ne ha diritto, come ad esempio chi lavora nei campi e, in genere, la manovalanza. In Italia queste persone spesso sono costrette a vivere in un sistema illegale, lavorando in nero e non potendo esercitare i loro diritti e molto spesso, per questi motivi, cadono in un sistema deviante». Dottoressa Zamparutti, che futuro vede per la nostra società? «è una lotta molto dura, ma io ho fiducia nella gente. Bisogna rompere quel muro di silenzio che non permette di comunicare. Alla base è importantissimo considerare il problema dell’informazione, i cittadini vanno informati correttamente e per fare ciò occorre una riforma radicale». 41 PERCORSI EMIGRAZIONE Calabria in film Ritorno in Italia N el 1998 un’imbarcazione con a bordo circa trecento curdi provenienti dall’Iran, dall’Iraq e dalla Turchia sbarca sulla costa ionica della Calabria. Il paese è quello di Riace, lo stesso dei bronzi venuti dal mare ed è sempre dal mare che arrivano i due santi protettori del paese della Locride, Cosimo e Damiano. Gli immigrati chiedono asilo politico ed è così che nasce il primo esperimento di accoglienza di profughi in Italia. Soltanto tre anni più tardi il governo italiano crea il primo programma nazionale d’asilo. «Quello che nel 2002 – spiega Domenico Lucano, sindaco di Riace – viene commutato nella legge Bossi Fini, la numero 189, in sistema di protezione per i richiedenti asilo e per i rifugiati. Il Comune di Riace ha attivato questi progetti di accoglienza per una particolare tipologia di cittadini immigrati; sono quelli che arrivano PERCORSI 42 Wenders sceglie ancora una volta la nostra nazione per raccontare una storia di tutti di Carla Incorvaia dai paesi segnati dalla guerra o dove sono in atto persecuzioni etniche, politiche e che richiedono asilo. A Riace ce ne sono circa un centinaio, tutti rifugiati politici o con protezione umanitaria. Il giorno dello sbarco mi trovavo sulla statale ionica. Incontrare questi immigrati, per me che sono sempre stato impegnato in politica, è stata una rivoluzione. Tanto per me quanto per il popolo di Riace, con un centro storico praticamente svuotato dal fenomeno migratorio e pervaso da un senso di rassegnazione sociale, con uno sviluppo consumistico tutto proteso alla speculazione edilizia lungo il litorale e propenso alla politica della cementificazione. La nostra popolazione, 1800 abitanti divisi in due agglomerati, Riace Marina e la parte storica che conta 700 persone, ha un forte patrimonio agro pastorale che bene si sposa con il background culturale di curdi, eritrei, iraniani, afgani, serbi e di tutta la gente del mondo venuta dal mare e approdata a Riace. Ho passato l’intera estate nel campo profughi». Nel 2000 nasce “Cittàfutura”, un’associazione intitolata a padre Pino Puglisi fondata a Riace nell’estate dell’anno 1999 da un gruppo di giovani, per la promozione, la ricerca e lo studio etnografico della storia e della cultura locale. «Nel 2001, come consigliere di minoranza – continua Lucano – propongo la partecipazione al programma di asilo. In questo modo Riace diventa uno dei primi 75 Comuni d’Italia che aderiscono alla rete di protezione per i rifugiati politici. A Riace giungono persone da tutto il mondo o almeno da quella parte coinvolta dai conflitti. Serbia, Somalia, Etiopia, Palestina, Iran fanno parte della rete di cooperazione internazionale costituita dai Comuni che aderiscono al progetto di asilo. Aprendoci agli altri abbiamo dimostrato che il messaggio di solidarietà è davvero importante». Ed è Wim Wenders che decide di lavorare al primo cortometraggio italiano in 3D proprio sul tema dell’immigrazione nei paesi della Locride. Dietro le quinte, cioè a scriverlo e a produrlo, c’è tanta Bologna: uno sceneggiatore, Eugenio Melloni, e ben due case di produzione, la Technos Videone di Mauro Baldanza e la Xilostudios di Giampiero Piazza, cui s’aggiunge poi la Burgatti edizioni per la colonna sonora. L’interprete principale sarà Ben Gazzara, originario di Canicattì, con un direttore della fotografia come Blasco Giurato (“Nuovo cinema Paradiso”). «A ispirarmi – spiega Melloni – è stato un fatto di cronaca. Qualche anno fa lessi che a Badolato, un paesino calabrese ormai deserto, perché gli abitanti erano tutti emigrati in Germania o in Francia, il sindaco intendeva ripopolare il luogo accogliendo un gruppo di immigrati con lo status di rifugiati politici. M’è sembrato valesse la pena raccontare una storia, con toni e modi quasi da favola per i tempi odierni, in quest’epoca in cui prevalgono chiusura e risentimento. Così ho scritto un soggetto in cui c’è un paese con un solo bambino che vuole fare una partita di pallone ma non trova nessuno. Qui, sbarca un gruppo di giovani immigrati africani. Una “favola” di semplicità classica, ma pure EMIGRAZIONE Una spiaggia della Calabria Calabria in film d’assoluta attualità». Che cosa c’ entrano però le favole con il 3D che di solito è impiegato nell’animazione in pellicole ad alto tasso di spettacolarità? è proprio questa la scommessa di Wenders, resa possibile da un produttore illuminato come Marco Baldanza: dimostrare che il cinema stereoscopico non è solo per gli horror e i cartoon, come ci sta abituando Hollywood, ma è una rivoluzione tecnologica della stessa portata dell’avvento del sonoro e del colore. E, dunque, adatta ad ogni genere di narrazione cinematografica. D’altronde, anche suono e colore alle origini incontrarono molte resistenze. Storia di speranza e immigrazione che ha entusiasmato il regista di “Paris Texas”, le riprese di “Il Volo” sono già iniziate a settembre in Calabria. Il film costerà 183.700 mila euro: la Regione non si limita a patrocinare il film, ma è coproduttrice con settantamila euro. 43 PERCORSI ITALIAN STYLE Un concorso di bellezza tiene unita nel mondo la nostra amata Patria Le più belle delparlano reame italiano S L’Italia, pensata, spesso sospirata, oltrepassa gli oceani e arriva negli States, in Australia, in Argentina attraverso i suoi simboli: la Nazionale che gioca ai Mondiali di calcio, o l’elezione della più bella. di Alessia Licata e la corona di Miss Italia nel Mondo quest’anno ha attraversato l’oceano, volando dal Paraguay alla Moldavia, e passando da Fiorella Migliore a Diana Curmei, l’origine delle miss si è spostata solo da est a ovest della Sicilia, da Comiso, in provincia di Ragusa, a Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo. è in questo volo immaginario, che racchiude tutta la bellezza dell’emigrazione, che si specchia il ricordo della nostra emigrazione, dagli anni difficili fino al riscatto e all’affermazione di tanti connazionali che hanno lasciato la loro terra per cercare quel lavoro che l’Italia negava. E perché no, anche un concorso di bellezza, con il suo essere effimero per definizione, può diventare il pretesto per avvicinare mondi lontani che hanno un humus comune. In tutti gli angoli del mondo le ragazze ambiscono a entrare nel fan- 45 PERCORSI ITALIAN STYLE PERCORSI Miss Italia nel mondo Miss Italia nel Mondo è il segno dell’abbraccio tra un Paese e un gruppo di ragazze per cui la madrepatria è una favola, un luogo dell’anima raccontato da genitori e nonni ITALIAN STYLE tomatico mondo dello spettacolo. Sia che nascano sotto il Pan de Azucar, nelle vie di Manhattan o sulle spiagge del Sud Africa, la voglia di sfilare, di fare cinema o televisione, le accomuna tutte. Per questo sogno, non esitano a compiere, questa volta al contrario, il viaggio intrapreso nel passato dai loro nonni o bisnonni sedotti a loro volta dal sogno di una vita migliore. Oggi le ragazze appartengono alla quarta generazione di emigrati italiani nel mondo e sono le regioni del centro-sud, oltre al Veneto, a dare il maggior numero di partecipanti. Diana, la mora bellezza dell’Est Europa, Miss Italia nel Mondo 2009, che ama Laura Pausini e Tiziano Ferro, spiega: «La mia bisnonna era di Campofelice ed è arrivata in Romania con un gruppo di scultori che lavoravano la pietra. Qui ha incontrato il mio bisnonno e si sono sposati. A quel tempo la Moldavia faceva parte della Romania, solo successivamente divenne uno stato indipendente». Convocate da quella grande chioccia che è il clan della Miren, arrivano nel paese degli avi, spesso per la prima volta, visitano un po’ Venezia e s’innamorano: dell’Italia o degli italiani, poco importa. «In realtà – ammette Diana – ho partecipato al concorso per promuovere all’estero l’immagine del mio Paese, la Moldavia». Sì, Diana si sente molto più moldava che italiana: «Per la mia famiglia è stato impossibile mantenere le tradizioni italiane perché la storia è stata spesso crudele con la Moldavia». Dopo aver sbaragliato la concorrenza lo scorso giugno a Jesolo, Diana è già al lavoro ma non ha abbandonato gli studi di giurisprudenza e recitazione e il lavoro di fotografa di moda per cataloghi, un impegno che non ha nulla a che vedere con il titolo di Miss Italia nel Mondo. 47 PERCORSI ITALIAN STYLE Fashion Dietro le quinte della moda più ammirata di tutti i tempi Q di Alessia Licata uando si dice Made in Italy il pensiero va al cibo, al vino, all’artigianato in ceramica e in vetro, agli occhiali da sole e alla pelletteria, ma soprattutto va alla moda. Ne sono conferma i recenti successi tributati ai couturiers italiani dalle ultime passerelle parigine. L’estro e la creatività italiana sono infatti il segreto del successo delle più grandi maison di tutto il mondo. Stefano Pilati ai vertici della Yves Saint Laurent, Riccardo Tisci stilista di Givenchy, Antonio Marras direttore artistico di Kenzo, fino alle recenti acquisizioni di Marco Zanini per Rochas e Rodolfo Paglialunga per Vionnet, non sono che alcuni fulgidi esempi. Già nel Medioevo l’Italia eccelleva per la produzione tessile di lusso e forniva i più importanti reali d’Europa. La seta di Como, il broccato di Venezia la lana di Firenze, che in passato rimandavano allo stile, al fascino e all’eleganza italiani, sono diventati nel tempo gli abiti di grandi stilisti come Valentino, Armani, Versace, Fendi. La tradizione dell’industria artigianale si è tramandata attraverso le generazioni, migliorando nel tempo capacità e qualità e incontrando le moderne innova- PERCORSI 48 Fashion ITALIAN STYLE zioni. Nel 1949 le sorelle Fontana realizzarono il vestito da sposa di Linda Christian per il matrimonio con Tyrone Power e sempre in quegli anni la rivista americana Harper’s Bazaar dedica ampio spazio agli abiti di Emilio Pucci. La prima sfilata italiana fu organizzata a Firenze nel 1951 dal Marchese Giovanni Battista Giorgini, il quale, avendo intuito le potenzialità delle sartorie italiane, decise di invitare all’evento compratori americani e rappresentanti della stampa internazionale. Sfilarono le creazioni delle sorelle Fontana, di Pucci, Simonetta, Jole Veneziani, Carosa, Schuberth, Germana Marucelli e Fagiani e fu un successo. La creatività, la raffinatezza dei materiali e i prezzi competitivi colpirono il pubblico, spostando definitivamente l’attenzione dalla moda francese a quella italiana. Da allora gli abiti made in Italy sono scelti dai personaggi famosi di tutto il mondo, che trovano nella moda italiana uno stile unico, elegante e raffinato. è il caso di Michelle Obama, che si riconosce nella cifra di Moschino o di Hillary Clinton che ama indossare dolcevita Cruciali. Anche il grande cinema non resiste alla moda italiana. Nel kolossal “Australia” Nicole Kidman veste abiti Prada e indossa scarpe Salvatore Ferragamo. Ma il fascino del marchio italiano contagia anche le pellicole che raccontano storie più vicine alla vita di ogni giorno. è il caso di (Ethic) che, dopo aver firmato gli abiti di Kelli Lang nella famosa soap Beautiful per il piccolo schermo, ha vestito i set di “Que- 49 PERCORSI Fashion Il mio miglior nemico Piccolo grande amore ITALIAN STYLE PERCORSI 50 sto Piccolo Grande Amore” di Riccardo Donna, “Il mio miglior nemico” di Carlo Verdone e “La finestra di fronte” di Ferzan Ozpetek, mentre sono ancora in lavorazione “Tutto l’amore del mondo”, ”Io loro e Lara” di Verdone, “Amore 14” di Muccino, “Scusa ma ti voglio sposare” con Raul Bova, “Meno male che ci sei” con Claudia Gerini e “Angeli e diamanti” con Vittoria Belvedere. Anche Julia Roberts, in Italia per il suo ultimo film, ha scelto le famose parentesi tonde di (Ethic), ormai entrate nell’universo estetico di tante giovanissime fashion victim. Marchio di successo nello scenario internazionale della moda femminile, prima di essere un’etichetta (Ethic) è una scelta morale, quella del vestire rivolgendo l’attenzione al concetto di sviluppo sostenibile. Tessuti e coloranti naturali e l’uso dei pellami derivanti dal ciclo alimentare sono infatti la diretta conseguenza del sostegno che (Ethic) da sempre offre alle campagne ambientaliste. Da qualche anno il marchio ha presentato sul mercato anche la linea Emma, dedicata alle bambine il cui ricavato è stato parzialmente devoluto a favore di istituzioni preposte alla cura dei minori. Grazie al suo eclettismo il marchio è riuscito a penetrare in diversi mercati, esportando un modo di vestire “al- ITALIAN STYLE Ivano Piccirilli Kelli Lang Fashion l’italiana” riconoscibile in tutto il mondo e posizionandosi tra i brand che hanno fatto del low cost una vera e propria filosofia. Già presente in Italia con 45 punti vendita, ha ottenuto nel giro di pochi anni risultati davvero sorprendenti approdando ufficialmente anche all’estero dove è presente in Spagna, Francia, Germania, Russia, Cina e Canada. «Il prodotto italiano è immediatamente riconoscibile dalla cura delle rifiniture e dalla scelta dei materiali – dichiara Ivano Piccirilli, anima del marchio e presidente della società Ies, il quale, anticipando con orgoglio le prossime aperture a Parigi, in Cina e in Giappone, sottolinea che – una così vincente espansione verso l’estero è la prova diretta che lo stile italiano è sempre apprezzato, nonostante crisi e concorrenze, poiché è il risultato di una cultura atavica del cucire che tutto il mondo ci invidia». Connotare un abito con marchio Made in Italy rappresenta dunque la capacità del nostro Paese di coniugare in un solo prodotto qualità della materia e alta dimensione estetica. Oggi la moda italiana copre tutti i segmenti di mercato, dall’haute couture al prêtà-porter, dal programmato al fast fashion, rendendo il proprio stile accessibile proprio a tutti. 51 PERCORSI TURISMO Strategie di sviluppo nel mediterraneo Priorità strategica per il turismo mediterraneo: destagionalizzare C di Giuseppe Cassarà on la fine dell’estate e con l’avvento delle prime piogge sembra essersi conclusa la stagione turistica siciliana, quest’anno “accorciata” di un mese rispetto all’ormai consolidato arco stagionale aprile-ottobre. Ora, a parte ogni considerazione sulla limitatezza di questo periodo stagionale che interessa principalmente l’utilizzazione degli impianti e la conseguente validità occupazionale del settore, quest’anno sembra addirittura che si verifichi un “restringimento” del periodo vacanziero nella nostra Regione. In verità, poi, non è così in quanto, salvo alcuni giorni di inclemenza del tempo, abbiamo davanti delle ottobrate meravigliose che si estendono fino alla cosiddetta “estate di Sammartino”, con eventi e manifestazioni culturali che lambiscono le feste natalizie. E tuttavia è d’obbligo fare un minimo di bilancio della stagione appena trascorsa, in costanza di una crisi economica di portata mondiale che, certamente, ha influito pesantemente anche sull’industria dell’ospitalità in Sicilia. Forse può essere di un certo conforto sapere che, dai primi dati, si evince che in Sicilia si è verificata una minore influenza negativa della crisi, rispetto al resto dell’Italia, ma non possiamo disconoscere che la flessione c’è stata e che la modesta ripresa di agosto non è stata sufficiente per l’auspicato riequilibrio degli arrivi. A questo proposito dobbiamo fare almeno due osservazioni: la prima riguarda la necessità di un esame approfondito delle ragioni della flessione, senza indulgere nel “rifugio” generico della crisi, che pure ha una ricaduta reale e pesante, e poi occorre comprendere fino in fondo le ragioni che confinano una regione come la Sicilia ad una utilizzazione dell’industria turistica a 200 giorni e non all’intero arco dell’anno. Inoltre, e non da ultimo, occorre, con tutta urgenza intervenire concretamente affinché sia riconosciuta alla Sicilia la posizione di leadership nell’aerea mediterranea, PERCORSI 52 come “hub” naturale e punto di riferimento e di incontro di un’attività di turismo coordinato che, certamente, nei prossimi anni dovrà competere con altre importanti aree del mondo. È certamente questo un’obiettivo ambizioso, ma non irrealizzabile: le basi sono già state identificate con la “Dichiarazione di Barcellona del 1995” sul partenariato euro mediterraneo, mentre, da questo punto di vista, le iniziative e la collaborazione ANFE-COPPEM, si muovono in una direzione progettuale molto interessante e sicuramente degna di attenzione. D’altra parte il Mediterraneo assomma in sé alcune caratteristiche che lo rendono peculiare e pure esemplificativo di tante aeree regionali turisticamente importanti nel Mondo. La principale caratteristica del Mediterraneo è quella di essere una grande destinazione turistica internazionale, la più importante del Mondo, ed ancora per molti anni destinata a rimanere tale. Gli ultimi dati disponibili dicono che i Paesi Mediterranei attirano ogni anno circa 250 milioni di viaggiatori stranieri, con una quota di oltre il Strategie di sviluppo nel mediterraneo 30% sul totale mondiale. Anche se l’emergere di destinazioni sempre nuove, tende ad erodere i primati consolidati, è di tutta evidenza che una destinazione così grande ed affermata ha enormi potenzionalità di immagine e di prodotto per potersi rilanciare. Inoltre, il Mediterraneo è forse il bacino più importante di interscambio turistico. In altri termini, il Mediterraneo ha in sé un immenso “mercato interno” privilegiato, facilitato dalla comunanza culturale, da un sistema multimodale di trasporti, dai costi contenuti tipici del cortomedio raggio. Ma non solo: il Mediterraneo è realisticamente anche il luogo nel Mondo in cui più forte è l’interscambio di persone per motivi di lavoro. Infine, anche se non è facile ricostruire dati di questo genere, il Mediterraneo è anche un importantissimo bacino per quanto riguarda l’interscambio di investimenti anche e proprio nel turismo. Un interscambio che ormai da qualche tempo non segue più solo le tradizionali direttrici da Nord a sud, ma che ha sempre più assunto caratteri di variabilità e reciprocità. Peraltro, è ormai abbastanza TURISMO evidente che l’aerea mediterranea concorrerà presto con altre aree come i Carabi ed altri importanti comparti territoriali per cui diventa obbligatorio attrezzarsi ed assumere iniziative concrete con l’indispensabile aiuto dei governi siciliano e nazionale. Ma per partecipare al tavolo di elaborazione strategica della programmazione dello sviluppo, occorre, prima e subito, mettere ordine in casa nostra. E qui torniamo alle due osservazioni che facevamo prima e che possono essere sintetizzate in una domanda: cosa fare per aumentare la stagionalità in Sicilia? In verità a questa domanda, che in se stessa è elementare, più volte sono state date risposte, principalmente dagli operatori del settore, senza tuttavia alcun seguito concreto da parte delle Istituzioni. Una Regione come la Sicilia, se vuole (come merita) assumere un ruolo-guida nello sviluppo mediterraneo del turismo, può, senza alcuna forzatura, utilizzare le potenzionalità che possiede per allargare l’arco stagionale: basta incentivare e far funzionare i principali segmenti che costituiscono il complesso mondo del turismo. A questo riguardo, disponendo di un clima splendido e di un mare eccezionale, senza rinunciare al “prodotto” sole-mare, non possiamo non pensare ad una destagionalizzazione seria dei flussi verso la Sicilia potenziando il segmento convegnistico-congressuale, regolamentando ed incentivando il prodotto culturale, in considerazione dell’immenso patrimonio artistico-monumentale di cui disponiamo, che il resto del mondo ci invidia e la cui domanda è largamente consolidata ed interessante. Il turismo scolastico e quello della terza età, quello naturalistico-ambielntale e quello enogastronomico, unitamente ad altri prodotti di nicchia possono rappresentare un interessante complemento alle risorse regionali del settore. La nostra terra è una terra che contiene tutti gli elementi per accogliere e gestire uno sviluppo dell’attività del Comparto turistico al meglio e potrà, senza alcun dubbio, costituire guida sicura e centro di interesse reale nel Mediterraneo. Ma, per realizzare questa progettualità complessa, occorrono investimenti ed infrastrutture, è necessaria una seria presa di coscienza della nostra classe dirigente e serve un confronto permanente e serrato con gli operatori che lottano ogni giorno per la sopravvivenza delle loro imprese e per lo sviluppo strategico del settore. 53 PERCORSI Lampedusa isola da sogno... Tabaccara Cala Croce Spiaggia della Guitgia Ristorante bar Hotel Beach Guitgia Baia Turchese Spiaggia Guitgia Tel. 0922.970879 Fax 0922.970316 [email protected] Monumento al pescatore Spiaggia Guitgia Tel. 0922.970455 Fax 0922.970098 Cellulare 320.4787639-335.1322309 [email protected] www.lampedusa.to Tabaccara Cala Creta Santuario della Madonna - Porto Salvo Spiaggia dei Conigli Hotel Residence Noleggio auto-scooter-barche Guitgia Tommasino Le Villette di Cala Creta Freccia Azzura Spiaggia Guitgia Tel. 0922.970879 Fax 0922.970316 Cellulare 338.4792802 [email protected] Contrada Cala Creta Tel. 0922.970316 Fax 0922.970879 Spiaggia Guitgia Tel. e Fax 0922.973595 Cellulare 320.4787657/338.2564041 ISOLE Lampedusa, isola semplice A Lampedusa in fuga verso la libertà M ettete insieme fascino, talento, bellezza, cortesia, eleganza, simpatia e, se vogliamo, anche un pizzico di timidezza amalgamata ad una celata malinconia: verrà fuori un cocktail di componenti diverse, racchiuse in un’unica anima. Massimo Ciavarro appare così, con i capelli ricci, di un biondo dorato, che gli donano quell’aria angelica ma al contempo un po’ ribelle che ha fatto impazzire ragazze e donne di ogni età. Molti lo ricordano in “Sapore di mare” di Bruno Contini, ma da allora, molti sono stati i suoi film e molti i successi Come Baglioni e Modugno, anche lei affetto dal “mal di Lampedusa”… «Come potrei non esserlo? Amo la Sicilia, mia madre è di Ustica e, in parte, sono siciliano anch’io. Di Lampedusa amo il mare, la sua natura selvaggia, il suo stato di isola ancora incontaminata ma soprattutto amo la PERCORSI 56 sua semplicità. Una semplicità che leggi negli occhi degli stessi abitanti. A Lampedusa si respira aria di libertà ed è l’unico luogo in cui riesco ad essere veramente me stesso. Ne sono talmente coinvolto che, quando sono lì, non riesco mai veramente a rilassarmi. Voglio far tutto e non voglio perdermi un solo attimo. Faccio le cose più semplici, come svegliarmi presto al mattino, andare a pesca, passo da una spiaggia e l’altra, prendo l’aperitivo nel pub del paese per poi cenare e tornare a casa distrutto, con la voglia di ricominciare un nuovo giorno in mezzo al mare. Tutto molto semplice, insomma, ma ai miei occhi straordinario». Prima attore, poi imprenditore oggi anche produttore cinematografico e domani? «Domani, non lo so, o meglio, non voglio pensarci. Vivo molto il presente e mi piace viverlo con serenità». Lampedusa, isola semplice ISOLE Massimo Ciavarro emigrato d’elite sbarca nell’isola dei sogni per ritrovare energie creative e inconsueti spazi di espressione Il suo ultimo film “L’ultima estate” è stato girato tra Roma e Lampedusa. E’ un caso? «Assolutamente no. L’idea nasce proprio a Lampedusa. Dopo tanti anni da turista, ho sentito forte il desiderio di fare qualcosa che promuovesse e valorizzasse una terra che è già straordinaria di suo. ll film è in uscita a dicembre e parla di amore, di amicizia e del difficile rapporto genitori-figli. In particolare parla dell’amore tra Paolo e Ilaria,due giovani diciottenni, in fuga dalla claustrofobia affettiva delle loro famiglie». cinematografia dell’estremo Nord del mondo proiettata nell’estremo Sud dell’Europa. Un altro modo, insomma, per promuovere il territorio siciliano e riportare il cinema a Lampedusa. Un progetto ambizioso in un territorio difficile. Per lanciare la rassegna è stato, infatti, necessario rimettere in funzione l’arena e curare la ristrutturazione della sala cinematografica. Importante è stata la collaborazione degli abitanti dell’isola, i quali hanno accolto l’iniziativa con passione ed entusiasmo». Ma lei a cosa rinuncerebbe per amore? «Tutto quello che fai per amore non è mai una rinuncia. Quando si mossi dal sentimento e dal desiderio, tutto il resto perde valore ed è per questo che non parlerei di rinuncia. Certo, una cosa che non farei mai, anche per amore, è rinunciare a mio figlio». Se dico libertà, che cosa le viene in mente? «Mi viene in mente il mare, le mie giornate in barca da solo o con le persone che amo. Mi viene in mente la libertà incondizionata, quella che ti permette di potere decidere liberamente cosa fare della tua vita senza essere condizionato dal guadagno, dall’interesse, dalle cose materiali e dal pensiero di quello che sarà dopo. Insomma una libertà vera e forse, oggi, quella più irraggiungibile». Ci parli di “Vento del Nord” «“Vento del Nord” è una rassegna cinematografica, organizzata lo scorso anno a Lampedusa, incentrata sulla 57 PERCORSI SPECIALE PESCA Tonnare, borghi, musei Cultura marinara Uno dei più grandi tesori della Sicilia di Giovanna Cirino Scopello Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca O mbelico del mondo sin dai tempi di Omero e Virgilio, luogo di miti, leggende e feroci conflitti il Mediterraneo conserva nella cultura marinara il suo più grande tesoro. Quel mare che bagna le coste della Sicilia, disegnando un panorama unico al mondo, rappresenta per gli PERCORSI 58 abitanti dell’isola una preziosa risorsa economica e al contempo un inestimabile patrimonio di tradizioni. Tonnare, torri d’avvistamento, approdi, imbarcazioni, arsenali, borghi e musei, testimoniano un importante passato da recuperare, tutelare e riproporre. Gli esempi di archeologia industriale, il prezioso know-how, e un vissuto fatto di consuetudini e saperi, non SPECIALE PESCA Tonnare, borghi, musei Favignana sono solo memoria dell’identità siciliana, ma anche volàno per l’economia dell’isola, impulso per lo sviluppo e per il rilancio occupazionale. Lo skyline del litorale siculo è stato, almeno sino ai primi anni del secolo scorso, delineato dalle 80 tonnare che costituivano un sistema produt- tivo di grande rilievo che contava strutture architettoniche imponenti a Favignana, Scopello, Trapani, Palermo, ma anche a Porto Palo, Marzamemi, Siracusa, Noto. Il tonno rosso ha avuto a lungo un importante ruolo nell’economia e nella vita dei popoli del Mediterraneo. Sono gli arabi, intorno all’anno mille, a perfezionare in Sicilia l’antica tradizione della sua pesca che ha origini antiche, testimoniate dalle incisioni e dalle pitture rupestri presenti in alcune grotte dell’isola. Come le arene di Spagna con i loro riti crudeli, anche le “camere della morte“ e le mattanze, rappresentano un aspetto antropologicamente interessante della nostra storia “sintesi tra economia marinara e produzione ittica, caratterizzata dall’insieme di servizi e impianti necessari alla lavorazione e distribuzione del pescato”. Sino all’Ottocento, la conservazione del tonno è esclusivamente manuale e sotto sale. Sarà Ignazio Florio, della grande famiglia di imprenditori palermitani, a introdurre nel suo stabilimento di Favignana, il nuovo procedimento di conservazione sott’olio in scatola, che dava lavoro a centinaia di addetti. Un apparato industriale restaurato di recente, che avrà una nuova destinazione d’uso proiettando l’intera provincia di Trapani nel futuro. Oggi purtroppo la pesca tradizionale del “re dei mari” è ormai giunta al capolinea, entrata nell’archivio della memoria collettiva, anche se il mercato giapponese continua a richiederne la carne per la preparazione del sushi. Il prezzo del tonno è sempre più elevato e la sua cattura, estesa agli esemplari più piccoli, mette in pericolo il futuro della specie, suscitando varie proteste a livello internazionale. Il mare può essere anche un grande museo, come dimostrano le varie realtà espositive sparse nell’isola: a Sciacca, a Siracusa, a Palermo all’Arsenale borbonico e nel Palazzo d’Aumale di Terrasini. Ben due raccolte a Castellammare e a Filicudi, nell’arcipelago delle Eolie, addirittura un “museo sottomarino”. Ma non solo. Nel piccolo villaggio di pescatori di Aspra, comune di Bagheria, esiste anche un museo dal sapore genuino: è quello dell’acciuga che racconta l’antica attività praticata dalle donne che salavano e conservavano la cosiddetta “carne dei poveri”. Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca 59 PERCORSI SPECIALE PESCA Tonnare, borghi, musei Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca Raccoglie all’interno dell’Azienda Balistreri, reperti storici, strumenti di lavoro, vecchie foto e perfino un’antica bevanda “afrodisiaca” a base di alici. Con Mazara del Vallo e Sciacca, la frazione marinara di Aspra è uno dei tre maggiori poli produttivi siciliani dediti alla conservazione e alla lavorazione del pesce azzurro. Un vero paradiso per palati gourmet che amano il salato: vongole, acciughe e pasta d’acciughe, sughi a base di pesce di alta qualità esportati in tutto il pianeta, con un giro di affari complessivo di circa 75 milioni annui (secondo i dati 2004 dell’Uti, Unità tecnica per l’internazionalizzazione). Quattordici aziende, industriali e artigianali, una realtà produttiva che da lavoro a 300 per- “Q uesta grande isola del Mediterraneo – scriveva Leonardo Sciascia nel 1968 – nel suo modo di essere, nella sua vita, sembra tutta rivolta all’interno, aggrappata agli altipiani e alle montagne, intenta a sottrarsi al mare e ad escluderlo dietro un sipario di alture o di mura, per darsi l’illusione quanto più possibile completa, che il mare non esista, se non come idea calata in metafora nelle messi di ogni anno, che la Sicilia non è un’isola. Che è come nascondere la testa nella sabbia: a non vedere il mare, e che così il mare non ci veda”. sone, coinvolgendone nell’indotto quasi 1.000. Un business importante, con la sola Flott S.p.a., azienda leader del settore, citata dal Sole 24 Ore e perfino dal New York Times, che fattura ogni anno circa 30 milioni di euro. La Sicilia è stata un’isola del tesoro colma di risorse e potenzialità. Con un territorio, un paesaggio, un patrimonio culturale da restituire alle comunità attraverso un turismo sempre più responsabile e delle politiche più attente all’ambiente ed al sistema marino e costiero. La Sicilia è stata un mare, dunque, a 360 gradi. Profondo, circostante, caldo, nostrum, più o meno blu e sempre salato. Forte la provocazione in una terra di paradossi: il mare c’è, il pesce pure e non mancano le ricchezze. Come quelle tutelate dalla Soprintendenza del Mare, prima e unica al momento in Italia, che dal 2003, si occupa del patrimonio archeologico sommerso dei mari siciliani, da cui emergono onda dopo onda, antiche bellezze del calibro del Satiro danzante, a Mazara del Vallo, degli elmi corinzi esposti nel Museo di Camarina e, più recentemente, come gli importanti relitti scoperti nelle acque di Gela e Messina che dimostrano i grandi traffici commerciali che attraversavano le coste siciliane. SPECIALE PESCA Azoni di tutela L’istituzione entra in campo a tutela di una delle attività primarie della Sicilia Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca Intervista all’assessore regionale Bufardeci in merito al comparto della pesca, fonte storica di sostentamento per gli abitanti dell’isola sin dai suoi primi insediamenti umani Quali sono le strategie e le misure che la Regione svilupperà nell’ immediato futuro per ridare competitività al comparto? «Al primo posto c’è sempre il rispetto del mare e del suo ecosistema. Forse può sembrare impossibile conciliare questo imperativo categorico con il rilancio della pesca come attività economica; ma una pesca sostenibile tutela le specie marine, eleva la redditività per gli operatori del setto- re e crea le premesse per consolidare il settore. Inoltre, puntando sull’integrazione delle micro realtà territoriali è possibile realizzare iniziative ad altissimo valore aggiunto anche connesse all’enogastronomico e al turismo. Certo si tratta di una strategia a lungo termine, mentre oggi è necessario affrontare la stretta economica del quotidiano e per questo seguiremo le direttive dell’Unione Europea introducendo le misure di compensazione socio economiche, necessarie per tutelare i livelli occupazionali». Quanto è importante la collaborazione con gli altri Paesi del Mediterraneo? «Il mare è uno spazio geopolitico aperto per definizione. Dialogare con i Paesi del Mediterraneo è una politica necessaria sia per tutelare la nostra flotta, che per esportare il nostro know how e le nostre competenze, in modo che la pesca diventi una risorsa anche nei Paesi della fascia sud del Mediterreaneo. Non c’è dubbio che, per Titti Bufardeci O norevole Bufardeci, quali sono a suo avviso gli elementi favorevoli e le potenzialità dalle quali è possibile partire per ridare slancio a un settore strategico come quello della pesca in Sicilia? «Io credo che dobbiamo lavorare per fare in modo che la Sicilia riesca a rinnovare quel suo patrimonio, non solo economico ma anche sociale e culturale, che deriva dal rapporto col mare. La pesca può tornare a essere un settore trainante, ma non sarà semplice perché bisogna affrontare e sciogliere dei nodi strutturali». 61 PERCORSI SPECIALE PESCA Azioni di tutela Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca di Rossella Catalano L garantire una pesca sostenibile, sia necessario un maggior coordinamento fra Stati costieri del Mediterraneo e tutti sappiamo che il nostro patrimonio ittico è sottoposto a pressioni crescenti, esercitate non solo dalle attività di pesca commerciale e ricreativa, ma anche da fattori esterni quali l’inquinamento e il cambiamento climatico. Tuttavia, anche il maggiore coordinamento internazionale può rivelarsi inefficace se non è accompagnato da un’autentica assunzione di responsabilità da parte di ciascuno Stato costiero. In assenza di una base scientifica su cui poggiare le scelte gestionali, ancorché coordinate a livello internazionale, si rischia di prendere iniziative di breve respiro, che non affrontano alla radice il problema del potenziamento dei controlli e della limitazione della capacità delle flottiglie di pesca, elementi che sono oramai necessari a garantire uno sfruttamento sostenibile». Queste sono sfide che la Sicilia ha ben presenti. In questi anni si è attivamente operato per migliorare il quadro conoscitivo delle attività di pesca e la loro gestione, oltre che per sostenere e rafforzare il quadro di cooperazione multilaterale. Tuttavia molto resta ancora da fare e la Commissione sta ora impegnandosi per conce- PERCORSI 62 Una vita per il mare a Guardia Costiera si impegna in un lavoro continuo e costante a favore del mare attivo 365 giorni l’anno. L’attività di ricerca e soccorso in mare costituisce una delle delicate funzioni cui il Corpo delle Capitanerie di porto Guardia Costiera assolve. Scendendo nel particolare, il porto di Lampedusa conta una unità classe 800 e una classe 300 che svolgono un servizio continuativo di guardia 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno, cui si aggiungono un pattugliatore classe 200 e uno classe 400. Tutti strumenti che fanno parte della 7a squadriglia ed intervengono anche nei casi di soccorso alle imbarcazioni di migranti. «Le nostre unità navali sono pronte a uscire in mare in tempi brevissimi e vengono coordinate dalla sala operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa» dice Antonio Morana, comandante del Circondario. «Nei casi operativi, con elevato numero di persone in pericolo di vita, il coordinamento è invece affidato alla Capitaneria di porto di Palermo o alla Centrale Operativa presso il Comando Generale del corpo delle Capitanerie di porto della Capitale. Nel corso del 2009 sono stati più di 100 gli interventi effettuati con circa 2.700 persone portate in salvo». La Guardia Costiera di Lampedusa opera non solo nel campo del soccorso in mare, ma anche in quello della pesca, dell’ambiente, della sicurezza della navigazione. Come si svolge la vostra ordinaria attività? «Il personale militare dipendente è impegnato quotidianamente sia nello svolgimento di attività di carattere amministrativo che in quelle più squisitamente operative e di controllo nei settori della pesca, dell’ambiente e della sicurezza della navigazione. In particolare, di rilevante importanza sono le mansioni svolte a servizio degli operatori del settore pesca. Basti pensare alla cura dei procedimenti istruttori per il rilascio o il rinnovo delle licenze di pesca e per l’ottenimento delle indennità previste per il fermo biologico o per quelle previste per l’arresto definitivo delle unità da pesca. Rientrano nel novero delle nostre attività anche le operazioni di controllo del rispetto della normativa regionale, nazionale e comunitaria SPECIALE PESCA Azioni di tutela in materia, sia in ambito marittimo che a terra, che hanno lo scopo di prevenire e, nei casi più gravi, di sanzionare le condotte antigiuridiche. Anche nel campo della sicurezza della navigazione, l’operato degli uomini della Guardia Costiera di Lampedusa riguarda sia attività amministrative, quali il rilascio dei certificati di sicurezza delle unità da pesca entro un certo tonnellaggio e delle unità da diporto, sia attività di verifica e controllo dei requisiti tecnici delle stesse unità. Nell’accezione ampia della tutela dell’ambiente marino rientrano sicuramente i controlli finalizzati ad accertare eventuali abusi a danno del pubblico demanio marittimo, che aumentano in maniera considerevole nella stagione estiva, il controllo degli scarichi abusivi in mare e di condotte lesive per le risorse marine tutelate dalla normativa vigente, tra cui l’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie». In Italia la pesca è regolata da diverse norme. Tuttavia, nelle zone in cui si registra la presenza di riserve naturali e di aree marine protette sono previste leggi più restrittive. Quali quelle che interessano l’Area Marina Protetta di Lampedusa? «L’Area delle Isole Pelagie è stata istituita con Decreto dell’allora Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 21.10.02, con lo scopo precipuo della tutela della flora e della fauna marina e della valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona. Mediante la suddivisione dei tratti di mare interessati in tre zone (A, B, C) sono stati previsti divieti e limitazioni di tutte le attività antropiche differenti a seconda che ci si trovi in una zona piuttosto che in un’altra. Nella zona A, detta anche di riserva integrale, sono vietate ad esempio tutte le attività, dalla pesca professionale e sportiva alla navigazione e alla balneazione, con la sola eccezione per l’Isola dei Conigli. Nella zona B, la “riserva generale”, sono consentite molte delle attività vietate nella zona A ma a determinate condizioni. Ad esempio la pesca turismo e la pesca sportiva sono consentite solo ai residenti. Nella zona C, o di riserva parziale, infine, i divieti si riducono ulteriormente e aumenta il numero delle attività consentite». Un’attività a tutto tondo, quella dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lampedusa, che si intensifica però soprattutto in estate, quando la bellezza dell’ambiente è più esposta a condotte lesive, che potrebbero deturparla per sempre. Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca pire una nuova proposta: per la riforma della politica comune della pesca, che vedrà la luce entro il 2012. Quale sarà il contributo della Sicilia in fatto di idee e proposte alla stesura del Libro Verde dell’Unione Europea, il documento che determinerà la politica comune della pesca per i prossimi dieci anni? «Più che di compito dobbiamo parlare di responsabilità. La Sicilia rappresenta una quota determinante del settore nazionale, quasi il 40 per cento del settore produttivo italiano. Abbiamo quindi il dovere di dirigere la posizione del governo nazionale forti delle nostre competenze e sereni nel non volere imporre ma condividere scelte che porteranno al rilancio del settore. Il Libro Verde sarà la Bibbia dei nostri comportamenti, imporrà dei sacrifici ma segnerà anche la possibilità di un new deal dell’industria ittica che non punti più alla massimizzazione del pescato, ma realizzi quelle scelte strategiche di tutela ambientali e rispetto della fauna ittica. La Sicilia e la sua marineria avranno un ruolo centrale nella stesura del Libro Verde dell’Unione Europea, un documento che determinerà la politica comune della pesca per i prossimi dieci 63 PERCORSI SPECIALE PESCA Azioni di tutela anni e che sarà vincolante per la politica comune europea della Pesca». Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca La Commissione Europea ha posto una serie di quesiti, chiedendo agli Stati membri di formulare le proprie riflessioni sui temi della tutela ambientale, della ricerca scientifica per il ripopolamento ittico, sull’introduzione di sistemi di navigazione a bassa emissione, sulla definizione di una politica industriale sostenibile da coniugare con le microrealtà territoriale a carattere familiare e artigianale, che dovranno orientarsi verso nicchie ad altissimo valore aggiunto. Di recente ha poi operato un giro di vite sui controlli a bordo delle imbarcazioni. Il documento approvato a Bruxelles, nel corso della riunione dei ministri Ue di agricoltura e pesca, prevede nuove e più rigide prescrizioni per il settore, per la sicurezza a bordo e per la tutela sanitaria del pescato. «Siamo soddisfatti per l’impegno del governo nazionale, che ha tentato di resistere a molte delle condizioni richieste ed è riuscito a ridurre l’impatto di alcune misure previste che sarebbero state eccessivamente penalizzanti per la realtà siciliana. L’impianto complessivo del regolamento sembra commisurato alle esigenze delle imprese medio grandi della filiera, mentre in realtà il nostro indotto si qualifica per realtà microimprenditoriali. Che vanno sostenute e tutelate. Una delle concessioni ottenute grazie alla mediazione della delegazione italiana riguarda i termini temporali per l’introduzione del nuovo regolamento, dunque il documento entra in vigore, ma la sua applicazione sarà graduale». Questa prassi pone le basi per un rilancio delle azioni di ammodernamento della flotta peschereccia siciliana. «La gradualità temporale delle misure consentirà di aprire una riflessione sulla programmazione comunitaria Fep, il Fondo europeo per la pesca. Siamo giunti a metà cammino del programma e PERCORSI 64 stiamo utilizzando con ottimi risultati le risorse del primo triennio, dimostrando una forte capacità di spesa qualificata. A gennaio, anche valutando i dati dalla prima tranche di programmazione, potremo avviare la seconda fase e rifinanziare le misure destinate all’ammodernamento e alla sicurezza della nostra flotta, con una dotazione finanziaria che potrebbe attestarsi sui 10 milioni di euro. Il regolamento comunitario prevede il meccanismo della licenza a punti. Sulla falsariga di quanto accade per la patente di guida, le inosservanze al regolamento comunitario comporteranno la sottrazione di una quota di punti dalla licenza, sino all’ipotesi di sospensione della licenza stessa. Grazie alla mediazione del governo, la reale applicazione delle sanzioni viene rimandata alle decisione di ogni singolo Stato membro, che ha perciò l’obbligo di adeguarsi ma può decidere la gradualità delle sanzioni. «L’amministrazione regionale punta al rilancio del settore e sarà nostro compito accompagnare gli operatori della filiera nell’adeguarsi a questo regolamento, con la consapevolezza che il settore non solo rappresenta un asset strategico della nostra economia, ma è anche uno spaccato autorevole della nostra cultura e delle nostre tradizioni». SPECIALE PESCA Un pesce al giorno Il grande successo della dieta mediterranea è racchiuso nei famosi omega - 3 del Marenostrum L di Gaia Ballo a battaglia contro molte delle malattie cronico-degenerative quali l’ipertensione, l’aterosclerosi, le coronaropatie, il diabete, le dislipidemie e persino il cancro, si può e si deve combattere anche a tavola. Ciò non significa costringersi ad una sorta di ascetismo alimentare. Gli alleati della salute possono infatti essere delle vere leccornie, tra le quali, il posto d’onore spetta sicuramente al pesce azzurro. Le tre specie più pescate sono l’alice, la sarda e lo sgombro, il cosiddetto “pesce povero” dei nostri mari, assai ricco però dal punto di vista nutrizionale. Il pesce azzurro ha grassi animali simili a quelli vegetali, caratterizzati prevalentemente da composti “insaturi”, in particolare quelli della serie omega-3, importanti per lo sviluppo cerebrale e protettori per cuore ed arterie. Di questa prerogativa sono privi i grassi degli animali di terra, più ricchi di composti “saturi” che, al contrario, se consumati in eccesso, possono facilitare l’insorgenza di alcune malattie. Gli omega-3 sono presenti in tutti i pesci in quantità variabile, ma il loro contenuto nel pesce azzurro è senza dubbi tra i più elevati. Una dieta salutare deve prevedere pesce ricco di omega-3 almeno due volte la settimana. Nei “Livelli di Assunzione Raccomandati di Energia e Nutrienti” per la popolazione italiana, la Società Italiana di Nutrizione Umana ha inserito un livello minimo di acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 per l’adulto pari allo 0,5% delle calorie totali giornaliere. La percentuale raddoppia in un individuo che ha già “varcato il Rubicone” della patologia ed aumenta anche nei neonati e nei bambini in quanto diversi studi hanno dimostrato che, quelli nutriti con latte arricchito, mostrano un migliore sviluppo neurologico. È importante dunque, da parte dei medici nutrizionisti, promuovere il consumo del pesce quale alimento alternativo ad altri cibi proteici, come formaggio, uova e carni ed in particolare incentivare il consumo proprio del pesce azzurro che, cosa da non sottovalutare, per le sue caratteristiche organolettiche, è adatto a soddisfare l’esigenza di tutta la famiglia, dai più piccoli ai più anziani. Attenzione comunque a non cadere nel trabocchetto della frittura, delizia del palato, ma meno favorevole per la salute. Friggere il pesce infatti, comporta una marcata denaturazione degli omega-3, quindi per conservare intatto questo elisir è consigliabile ricorrere ad altri metodi di cottura. Un buon pesce ed una buona ricetta=buona salute! Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca SPECIALE PESCA Industria ittica Dal mare alla tavola Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca L’industria ittica in Sicilia non fa il... pesce in barile L a Sicilia vanta una vocazione naturale per le attività legate al mare e la filiera ittica ricopre una grande importanza nel suo tessuto produttivo, sia economicamente che per il suo contributo in termini di occupazione. Dal punto di vista della localizzazione territoriale, nella Regione, sono presenti poli di forte concentrazione soprattutto nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani. L’industria ittico-conserviera siciliana è composta da realtà aziendali, con origini e tradizioni antiche, che per essere oggi competitive sul mercato, hanno cambiato il loro modo di concepire la propria attività produttiva diversificando i loro prodotti e utilizzando apparecchiature e tecniche all’avanguardia e più rispondenti alle necessità imprenditoriali attuali. La componente artigianale, comunque, ha ancora oggi un certo peso, infatti il 32,38% delle imprese siciliane opera in tale modo. Le attività esercitate dalle aziende siciliane sono, sostanzialmente, la lavorazione e conservazione di pesce e di prodotti a base di pesce e la conservazione di crostacei e molluschi (congelamento, surgelazione, inscatolamento). Le tipologie di prodotti realizzati sono molteplici, si va da quelli a base di tonno e di sgombro alle PERCORSI 66 più svariate tipologie di creme e ragù a base di pesce. Particolare importanza riveste la lavorazione delle acciughe, tanto che viene considerata, l’attività di maggiore rilievo nell’ambito della trasformazione dei prodotti ittici siciliani. La struttura dell’industria di trasformazione dei prodotti della pesca, per quanto riguarda la forma giuridica delle aziende, è composta da società (56,19%), imprese individuali (36,19%) e società cooperative (7,62%). Le imprese di conservazione e trasformazione dei prodotti della pesca maggiormente significative sono riunite in tre grossi poli produttivi localizzati nei Comuni di Sciacca (AG), Mazara del Vallo (TP) e Aspra frazione di Bagheria (PA). SCIACCA Il polo produttivo che è localizzato a Sciacca è composto da 32 aziende. La loro forma giuridica è per la maggior parte quella della ditta individuale o società di persona. La produzione è in tutte le aziende di questo polo, di tipo artigianale/semindustriale senza alcun apporto di particolari tecnologie. La lavorazione prevalente del pescato viene effettuata attraverso la tecnica della “salagione” che non prevede altro che un impegno manuale degli addetti. La maggior parte del pe- SPECIALE PESCA Industria ittica scato utilizzato nella lavorazione proviene dalla flotta di Sciacca, la restante parte dalle flotte di Marsala, Trapani, Pantelleria. La produzione per il 65-70% è destinata al mercato nazionale per la restante parte viene esportata. Per alcune realtà la percentuale di prodotto esportato arriva al 50%. I mercati esteri più appetibili sono quelli statunitense, giapponese e britannico. ASPRA (BAGHERIA, PALERMO) Il raggruppamento delle imprese che è localizzato ad Aspra, a circa 15 chilometri da Palermo, è composto da 14 aziende. L’attività prevalente di queste aziende è la lavorazione e trasformazione di acciughe e alici commercializzate sott’olio e sotto sale. Negli ultimi anni le acciughe che vengono trasformate nelle aziende di Aspra hanno raggiunto i mercati del nord Italia (Lombardia e Piemonte su tutti) ma anche quelli prestigiosi di Germania, Svizzera, Inghilterra e Australia. La tradizione delle aziende per la trasformazione del pesce di Aspra risale a circa 80 anni fa e la sua nascita sembra essere legata al caso. Il pesce che i pescatori del luogo non riuscivano a vendere, infatti, per fare in modo che non andasse a male, veniva sistemato in apposite scatole sotto sale. Un artificio banale che nel volgere di poco tempo è diventato il fondamento economico dell’intera frazione. tività produttive, quali: conservazione attraverso la refrigerazione, congelazione e surgelazione; trasformazione del pescato e confezionamento del prodotto finale; lavorazione di prodotti derivati e scarti. Da ciò deriva che, queste imprese realizzano una moltitudine di prodotti, tra i quali: pesci, crostacei e molluschi surgelati; frutti di mare surgelati; filetti di tonno e di sgombro all’olio di oliva; patè e ragù a base di pesce spada. Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca Un’altra importante caratteristica del distretto di Mazara del Vallo è rappresentata dal fatto che una parte delle imprese cura l’intero ciclo produttivo, dall’esercizio della pesca, con i propri natanti o con gestione di natanti di proprietà altrui, sino al confezionamento del prodotto finale. Mazara quest’anno, dopo la partecipazione di aprile a Slow Fish 2009, la manifestazione internazionale di Genova dedicata al mondo ittico, si propone nuovamente come esponente principale di dieci comuni che rappresentano la Sicilia e i tre mari che bagnano l’Isola: Marsala, Menfi, Sciacca, Licata, Portopalo di Capopassero, Giardini Naxos, Milazzo, Brolo e Cefalù. Anche questa volta, protagonista assoluto è stato il gambero rosa, il crostaceo più tipico del Mediterraneo di Sicilia, per il quale il distretto della pesca di Mazara attende il riconoscimento del marchio DOP. MAZARA DEL VALLO È sede del primo distretto produttivo della pesca in Italia. L’attività economica di questo distretto, che include tutta la provincia di Trapani, è concentrata in gran parte a Mazara del Vallo (60% del volume globale). Il distretto produttivo, istituito nel marzo 2004, è caratterizzato da un numero consistente di imprese: dalla cantieristica navale, alla trasformazione e commercializzazione del pescato oltre a vari Enti, Associazioni di categoria e Consorzi, Università, Centri di ricerca. A differenza dei poli produttivi di Sciacca ed Aspra che si sono specializzati nella lavorazione delle acciughe, il distretto di Mazara del Vallo comprende imprese che esercitano in diverse at- 67 PERCORSI Palermo A/R di Simona Gazziano Gaeta (Latina) A vent’anni dalla scomparsa di Hans Hartung, va in mostra a Gaeta “L’oeuvre Ultime”, l’ultima opera dell’artista franco-tedesco, gran premio internazionale della pittura della Biennale di Venezia nel 1960. L’opera è esposta insieme a sedici grandi tele realizzate in uno slancio vitale negli ultimi giorni di vita dell’artista. Il gallerista Antonio Sapone, tra i primi a esporre le tele di Hans Hartung nella sua galleria di Nizza, e testimone della nascita “dell’ultima opera”, racconta che “Hartung dopo un lungo periodo di immobilità, chiese di scendere con la sua sedia a rotelle fino al suo studio, dove nebulizzò, con una pompa destinata al trattamento della vite, i suoi colori sui muri della casa di Antibes, oggi sede della Fondazione Hartung Bergman.” Oggi quei lavori si possono ammirare presso l’antica Caserma Cosenz, insieme a fotografie e documenti che conducono il visitatore nell’universo dell’artista. PERCORSI 68 Milano Venezia dward Hopper (1882-1967), il più popolare e noto artista del XX secolo, è considerato il maggiore esponente del Realismo statunitense, il pittore che più di ogni altro ha saputo rappresentare la vita quotidiana e la solitudine dell’uomo moderno. Quest’anno, per la prima volta, Milano rende omaggio all’intera carriera dell’artista, con una grande mostra antologica senza precedenti in Italia, che comprende più di 160 opere. Suddivisa in sette sezioni, seguendo un ordine tematico e cronologico, l’esposizione italiana ripercorre tutta la produzione di Hopper, dalla formazione accademica agli anni in cui studiava a Parigi, fino al cosiddetto periodo “classico” e più noto degli anni ’30, ’40, ’50, per concludere con le grandi intense immagini degli ultimi anni. La mostra è inoltre arricchita da un repertorio fotografico, biografico e storico, in cui viene ripercorsa la storia americana dagli anni ’20 agli anni ’60 del XX secolo. La mostra è visitabile dal 15 ottobre al 24 gennaio presso le sale espositive del Palazzo Reale. asce a Venezia il Palazzetto Bru Zane Centre de Musique Française. La nuova istituzione culturale presieduta da Madame Nicole Bru, ha come vocazione quella di restituire al repertorio musicale francese del XIX secolo la notorietà che non le viene ancora pienamente riconosciuta. La Fondazione ha scelto di stabilirsi a Venezia, luogo prediletto dagli artisti romantici durante il XIX secolo, selezionando un magnifico edificio storico della fine del Seicento, con affreschi firmati da Sebastiano Ricci, e che ritorna alla luce dopo due anni di restauro. Tre i Festival in programmazione, ospitati da Palazzo Bru: “Le origini del Romanticismo francese” (dal 3 ottobre al 7 novembre 2010) che comprende dieci concerti; “Le salon romantique” (dal 7 al 27 febbraio 2010), dedicato ai giovani talenti di promettente carriera, protagonisti di sei appuntamenti dedicati alla musica da camera sempre del repertorio romantico francese; “ Il pianoforte romantico” (dal 15 aprile al 19 maggio 2010) che chiude questa prima stagione con un calendario di dieci concerti e il convegno dal titolo: “ Il concerto per pianoforte francese e la modernità”. Per maggiori informazioni: www.bru-zane.com E N Palermo A/R Londra T urner and the Masters è il titolo di una grande mostra che sarà in esposizione dal 23 settembre al 31 gennaio 2010, presso il museo Tate Britain di Londra. Questa grande esposizione raggruppa i più grandi capolavori di Canaletto, Rubens, Rembrand e Tiziano accanto ad alcuni dei più intensi e drammatici quadri di William Turner. Protagonista indiscussa delle tele esposte di Turner è senz’altro la luce, tenue e vibrante allo stesso tempo, colta nei suoi scorci più intimi e raccolti ma anche meno conosciuti al vasto pubblico del grande pittore romantico inglese. Un artista che seppe rivoluzionare l’arte di ritrarre il paesaggio, superando i limiti della raffigurazione prospettica e restituendo gli aspetti più segreti dello spettacolo della natura. “Turner and the Masters” è la prima mostra nel suo genere che esplora tutte le sfide di Turner verso il passato pittorico e la sua fiera rivalità con i suoi contemporanei primo fra tutti John Constable. Non mancano infine tele raffiguranti l’Italia, Paese che l’artista amò profondamente, e in tutti i suoi aspetti: dalle sue leggende alla sua storia, dalla letteratura all’arte. Parigi C enare a Parigi diventa un’esperienza artistica. Almeno secondo gli ideatori di Art Home, un progetto a metà strada tra un’istallazione artistica e un ristorante alla moda. Nato dalla collaborazione tra l’artista Laurent Grasso e il gourmet Gilles Stassart, il locale si trova sul tetto del Palais de Tokyo, museo d’arte contemporanea a Parigi, dove è stato “appoggiato” da una gru e dove resterà solo per un anno. Caratterizzato da un design minimo, l’Art Home ha la forma di un monovolume in vetro e acciaio, con ampie vetrate affacciate sulla Tour Eiffel. All’interno un solo tavolo per dodici persone, che potranno gustare i piatti del giovane chef Stassart che si esibisce ogni giorno nell’arte di cucinare, davanti ai clienti ospiti del locale. Il menù è una sorpresa “artistica” quotidiana. Le prenotazioni si registrano sul sito art –home – electrolux. com. Cambridge I ragazzi dell’agenzia creativa The District a Cambridge la sanno lunga quando si parla di creatività. Una stanza all’interno dei loro uffici, è stata destinata, infatti, a diventare uno spazio espositivo: si chiama Front Room, ed è stata da poco inaugurata con l’istallazione “Oh Eck” dell’artista Chris Gray. Qui, con cadenza bimestrale vengono ospitate mostre ed istallazioni di tutti i generi con lo scopo di far diventare Front Room uno spazio interattivo per tutti i creativi della cittadina inglese, con il team di The District, aperto a suggerimenti e collaborazioni. Il motto è: “varcare i confini tra street-art, design, istallazioni e performance”. Si è da poco tenuta la mostra di Matthew Walkerdine, il quale usa uno straordinario processo di fotocopiatura per produrre paesaggi elaborati e pieni di particolari che vengono poi ulteriormente arricchiti da linee, parole, riflessioni sull’arte. L’indirizzo è : The gatehouse, 23-25 Gwydir Street. E per maggiori informazioni ci si può collegare al sito thedistrict.co.uk. 69 PERCORSI Palermo A/R di Simona Gazziano New York Buenos Aires Philadelphia andinsky” è il titolo della grande mostra che il Guggenheim di New York dedica al grande artista, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione del museo americano. Vassily Kandinsky è stata una figura centrale nella storia del museo Solomon R. Guggenheim: la sua opera non solo rappresenta una parte sostanziale della collezione permanente ma fu determinante per la creazione dell’edificio stesso. Nel 1929 infatti, Solomon R. Guggnheim iniziò a collezionare le tele di Kandinsky sotto suggerimento dell’amica e artista Hilla Rebay; dieci anni dopo, l’entusiasmo per lo stile astratto e “non oggettivo” dell’artista, crebbe a tal punto da spingerli ad aprire il Museum of Non Objective Painting a New York. Nel 1943, Frank Lloyd Wright fu scelto per progettare il capolavoro architettonico che è oggi il museo Guggenheim. Sebbene Kandinsky è conosciuto per quello stile astratto attraverso il quale espresse la sua natura più intima e Wright per il suo spirito innovativo nel fondere l’architettura organica con il mondo naturale, insieme i due auspicarono un’esperienza di vita spirituale ed estetica allo stesso tempo. E ad entrambi è dedicata questa mostra. Fino al 13 gennaio 2010. sposizione Universale – L’Arte alla prova del tempo” è la mostra curata da Giacinto Di Pietrantonio – Direttore della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, ospitata nella sale del museo da aprile a luglio 2009, e successivamente trasferita alla Fundacìon PROA di Buenos Aires da settembre fino al 31 gennaio 2010. Il progetto espositivo tiene fede al concept ideato per il GAMeC: sei secoli di storia dell’arte si snodano in un percorso che accoglie circa 90 opere, suddivise in otto sezioni: “Esposizione Universale del Potere, Esposizione Universale del Quotidiano, Esposizione Universale della Vita e cosi via della Mente, del Corpo, dell’Amore e infine dell’Odio”. Si tratta di tematiche universali, messe a confronto nei secoli da artisti antichi, moderni e contemporanei. Le loro opere provengono da numerose collezioni pubbliche e private, e da uno fra i più importanti musei di arte antica in Italia, l’Accademia Carrara di Bergamo, il cui patrimonio sarà, ancora una volta, il punto di partenza del dedalo espositivo. Per maggiori informazioni: www.proa.org arcel Duchamp: Etant donnès” è il titolo della mostra che il Philadelphia Museum of Art dedica al grande artista, prendendo in prestito il titolo da una sua famosa installazione, considerata il suo capolavoro ultimo, presentato al pubblico nel 1966. Duchamp fu artista dotato di straordinaria fecondità intellettuale tanto da essere considerato, oggi, tra i rinnovatori più radicali dell’arte del ‘900. Abbandonò presto l’arte tradizionale, che vede nella rappresentazione della realtà oggettiva la sola parte dell’espressione e della ricerca artistica, per sviluppare una concezione fondata sempre più su una elaborazione mentale che lo portò progressivamente a spostarsi dall’arte retinica fino all’arte concettuale. “Etant donnès” in esposizione a Philadelphia, è stata descritta da Jasper Johns come “la più strana opera mai presentata in un museo”; ed effettivamente questo sofisticato assemblaggio offre un’esperienza indimenticabile a chi vuole spingersi a guardare attraverso i due piccoli fori che si trovano al centro di questa antica porta di legno spagnola. La mostra è visitabile per tutto il mese di novembre. “K PERCORSI 70 “E “M Palermo A/R Milwaukee I l Milwaukee Art Museum organizza la prima mostra museale negli Stati Uniti interamente dedicata alle ultime opere di Andy Warhol. La mostra dal titolo: “Andy Warhol: The Last Decade” è stata organizzata da John Mckinnon, curatore per l’arte moderna e contemporanea del museo, il quale commenta: “questa mostra, unica nel suo genere, mette in risalto gli ultimi dieci anni di lavoro del grande artista della Pop Art, la sua grande abilità come pittore ma anche la sua inesauribile energia, il suo spirito sempre in evoluzione verso la sperimentazione di nuove tecniche”. La mostra include circa 50 opere, prese in prestito da collezioni private e da istituzioni museali, ed è divisa in diverse sezioni, tra le quali: Astrattismo; Collaborazioni (come per esempio quelle con Jean-Michel Basquiat e Francesco Clemente); Bianco e Nero; Autoritratti. La sezione conclusiva è quella della famosa serie di “Last Supper”, la più grande serie di tele mai prodotta durante la sua intera carriera. Inaugurata il 26 settembre scorso, la mostra sarà aperta fino al 3 gennaio 2010. Ottawa I l Canadian Museum of Contemporary Photography celebra, fino al 10 gennaio prossimo, la personale del fotografo Gabor Szilasi. Nato a Budapest nel 1928 Szilasi è considerato il pioniere della fotografia artistica del Quebec (Stato dove vive e lavora ormai da 40 anni) tanto da avere influenzato con la sua tecnica e i suoi temi, tutta una generazione di fotografi canadesi. Szilasi ha fotografato la città di Montreal e il Quebec rurale, privilegiando l’approccio sociale del soggetto, al fine di renderlo contemporaneo. Ma l’artista non ha mai rinnegato, al contempo, l’importanza della figura umana che viene inserita attraverso una serie di dettagli, nell’ambito del contesto urbano che resta comunque l’elemento principale della fotografia. Il rapporto tra l’architettura e l’individuo e il posto che essa occupa nella memoria di una collettività e di una città spesso addormentata o addirittura morente sono ancora oggi i suoi soggetti preferiti oltre che fonte di continue riflessioni. In esposizione al Museo di Ottawa, alcune delle sue opere più famose come: “Le Restaurant Texan” della serie SainteCatherine (1977-1989), “Dunn’s Famous Delicatessen” (1977), e “Angle MarieAnne et Rivard” della serie Panoramas de Montreal (1977). Chicago O livo Barbieri, Mathieu Borysevicz, David Cotterrel, Shi Guori, Xu Zhen, Yang Fudong, sono alcuni degli artisti partecipanti alla grande collettiva fotografica dal titolo “Reversed Images: Representations of Shanghai and its Contemporary Material Culture” che si terrà, fino al 23 dicembre, al Museum of Contemporary Photography di Chicago. La mostra vuole essere una riflessione sulla città di Shanghai e sul suo sviluppo che, negli ultimi anni, l’ha resa la città più produttiva nell’ambito dell’economia globale del nuovo millennio. Shangai è ripresa dall’obiettivo degli artisti, nelle sue caratteristiche principali: l’impressionante crescita demografica, le rapidissime trasformazioni culturali, ma soprattutto la tensione forte tra i valori occidentali e quelli orientali che investe il modo di vivere, di pensare, le abitudini dei cittadini di questa metropoli. In questa realtà il ruolo dell’arte diventa determinante e l’artista è chiamato a interpretare l’esperienza del proprio vissuto in una città, oggi stritolata tra le contraddizioni che emergono dal proprio passato, così diverso dall’attuale presente e dalle prospettive future. Gli artisti coinvolti nella mostra usano diverse tecniche per riuscire a cogliere quell’istante così rapido nel trasformarsi, da non essere neppure colto dal nostro sguardo. 71 PERCORSI Palermo A/R di Giovanna Cirino Emigranti sull’altare della pace Al Vittoriano si inaugura il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana N ella prestigiosa e simbolica sede del Vittoriano, a Roma, l’apertura del MEI, Museo nazionale Emigrazione Italiana - alla vigilia della commemorazione del 150° anniversario della proclamazione dell’Unità d’Italia - è un’importante operazione di recupero della memoria, fondamentale tappa nella comprensione delle vicende che hanno segnato la nostra storia nazionale. PERCORSI 72 Il MEI, nato sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri, esprime il desiderio di non dimenticare la dolorosa esperienza migratoria transoceanica di chi è partito alla fine dell’Ottocento, dai porti d’imbarco di Genova, Napoli, Palermo e Trieste. Milioni di uomini, donne e bambini che hanno contribuito alle trasformazioni di numerose società in diversi continenti. Contadini, operai, intellettuali, piccoli imprenditori, esuli politici, provenienti dal sud e dal nord della penisola, hanno saputo creare una forza economica e produttiva riconosciuta nel mondo. L’incisiva esposizione nelle diverse sezioni regionali racconta, soprattutto per immagini, come eravamo e come siamo diventati: un Paese povero da cui si fuggiva in cerca di fortuna e nuove prospettive; un Paese prospero, diventato luogo di Palermo A/R approdo dell’altrui disperazione. I frammenti e i ricordi degli emigranti, raccolti nelle bacheche, calamitano l’attenzione per la loro forza evocativa: fotografie di donne che sembrano bagagli viventi, ingoffate negli abiti indossati a strati per timore che venissero rubati nella stiva; documenti, guide e opuscoli; passaporti di colore rosso che segnalavano lo status di emigrante. Ma non solo: biglietti d’imbarco di terza classe, i giochi di bordo, i volantini per i comizi in difesa di Sacco e Vanzetti e moltissimo altro ancora. Come il ricco corredo di lettere e cartoline che testimoniano la fitta corrispondenza, il legame mai interrotto, tra chi parte e chi resta a casa. Si lasciava la miseria delle campagne per raggiungere la “Merica”, anche se poi si chiamava Brasile, Argentina, Canada, Venezuela... Nelle luminose sale il percorso museale si snoda in modo cronologico, dagli anni immediatamente precedenti l’Unità, passando ai flussi migratori interni del secondo dopoguerra, per arrivare sino ai nostri giorni, alle storie di altri migranti. Analizza in maniera puntuale le differenze regionali che in modi e tempi diversi, hanno dato vita ai flussi migratori. Importantissimo è il ruolo svolto dalle società del “mutuo soccorso”, cioè tra gli appartenenti ad una stessa comunità di origine, fortemente radicate ancora oggi, che, prima dello Stato, hanno offerto ai nostri connazionali, sostegno, strumenti e risorse per facilitarne l’integrazione. Il museo, raccontando l’emigrazione evidenzia l’italianità: attraverso testimonianze provenienti dalle aree più povere del nostro Paese, gente diversa per dialetto, retroterra culturale e sociale, unita solo dalla difficoltà degli ostacoli, diventa protagonista del nostro significativo “contributo”. è una storia che ci rende orgogliosi, da far comprendere alle giovani generazioni testimoni di nuove migrazioni, di nuovi sogni, in un mondo in continuo movimento e mutamento. Alessandro Nicosia, direttore del museo sottolinea un dato: «Questa esposizione sfata un luogo comune: osservando i dati notiamo infatti come dal 1876, sino alla fine del XIX secolo, l’emigrazione italiana non è stata un fenomeno circoscritto alla parte meridionale del Paese: Veneto, Friuli, Piemonte, Lombardia, sono le regioni che hanno registrato il più alto numero di partenze, regioni di montagna, con esclusione della Campania. Solo nei primi quindici anni del Novecento, sarà invece la Sicilia a detenere il primo posto, con più di otto milioni di espatri. Nel periodo del boom economico, seguito alla fine della seconda guerra mondiale – continua Nicosia – l’emigrazione seguirà un flusso interno, spostandosi dal Meridione al Settentrione, per cui, ad esempio, nell’uso comune, i termini “emigrante” e “meridionale”, diventeranno equivalenti». In questo fenomeno assai complesso e proteiforme, va ricordato un aspetto tutto femminile. La storia di quelle donne, dei loro sacrifici e delle lunghe attese. Vedove, analfabete, giovani spose e madri, che con fatica e tenacia hanno contribuito a tenere insieme i legami familiari in patria e all’estero, lavorando come e più degli uomini. Il MEI è dedicato anche a loro, artefici della formazione di un’identità tricolore ben definita. 73 PERCORSI LO STILE E LO CHARME NEL CUORE DI PALERMO. V I A R. WAG N E R , 2 - 90139 PA L E R M O - T E L . +39 091 336572 W W W. G R A N D H OT E LWAG N E R . I T - I N F O @ G R A N D H OT E LWAG N E R . I T Palermo A/R di Simona Gazziano Arte italiana a Berlino tiche d’attualità con l’obiettivo finale di fondere la tradizione artistica del nostro Paese con l’audacia espressiva della contemporaneità culturale tedesca. Il calendario fissato per il 2010 della Infantellina Contemporary è già in overbooking. Ma per questo scorcio del 2009 vogliamo segnalare due mostre collettive che ci sembrano di grande interesse e attualità. Stairway To Heaven, in esposizione fino al 23 di ottobre, trae spunto dalla strage delle Twin Towers e vuole essere una riflessione sulle barbarie, le divisioni, le ingiustizie, le guerre e le faide, spesso giustificate da false F. Zammatteo - Victims G Gendarmenmarkt, l’elegante centro di Berlino, ospita un’isola d’arte italiana Infantellina-Contemporary, unica galleria, tra le oltre 750 della capitale tedesca, a presentare esclusivamente arte contemporanea italiana. Inaugurata il 18 ottobre del 2008, la galleria nasce con l’obiettivo di portare sulla scena artistica berlinese un caldo raggio di sole sud-europeo. L’intento è andato sicuramente a buon fine, tanto che in soli dodici mesi di attività, la I-C è diventata polo di attrazione per tutti gli amanti dell’arte italiana residenti nella capitale tedesca. «La galleria – spiega la fondatrice, Charlotte Stein Infantellina – vuole essere una vetrina prestigiosa per gli artisti italiani ed un punto di riferimento per i collezionisti internazionali, che frequentano con assiduità Berlino, considerata ormai da anni città-simbolo dell’arte contemporanea». La galleria ha già all’attivo svariate mostre, sia di giovani artisti affermati che di nuovi talenti emergenti che si muovono tra le tecniche artistiche con uno spiccato interesse per la sperimentazione. La galleria offre agli artisti l’occasione di stimolare spunti di riflessione su tema- La galleria Infantellina Contemporary ospita con successo le opere di giovani talenti al fianco di artisti di indiscussa fama ideologie, che ancora oggi, si verificano nel nostro pianeta negando a tutti noi la pacifica convivenza e il reciproco rispetto. In esposizione le opere di 13 talenti emergenti: Antonella Boscarini, Marco Castagnetto, Francesco Dea, Andrea Giorgi, Giampaolo Cono, Mauro Maffina, Mauro Martin, Mattia Moro, Riccardo Prosperi, Martino Sella, Lucas Tesoriero, Fabrizia Zammatteo, Franco Zulian. Affiancati da due special guest: Paul Kostabi e Willi Bambach. One word, dal 24 ottobre al 3 dicembre è invece ispirata alla caduta del muro di Berlino, di cui ricorre quest’anno il ventennale. Gli artisti partecipanti esprimono, attraverso le proprie opere, la visione personale di tale evento con considerazioni che abbracciano quanto accaduto prima, durante e dopo la tragedia dei cittadini berlinesi. Il tema viene espanso e dilatato fino a diventare un incitamento all’unione e alla pace universale e non mancano forti riferimenti ad altri tipi di “muri” di natura sociale, politica e religiosa. La I-C lavora nella convinzione che l’arte possa ricoprire un ruolo fondamentale nel lento ma progressivo cambiamento della natura umana e della realtà è per questo che predilige temi di natura sociale, ideologica e ambientale. www.infantellina-contemporary.com 75 PERCORSI Palermo A/R di Simona Gazziano Si aprano le danze a tempo di vino G randi ospiti internazionali per la presentazione ufficiale dell’ottava edizione del Calendario Di Meo che si è tenuta il 27 novembre scorso a Palermo. Si tratta di uno straordinario connubio tra arte e vino realizzato da un’idea di Generoso Di Meo, veramente creativa, che gestisce l’omonima azienda vitinicola irpina insieme ai fratelli Erminia e Roberto. Oltre ottocento gli invitati che hanno presenziato al Gran Gala, tra cui numerosi artisti e volti noti dello spettacolo, rappresentanti dell’alta nobiltà europea e della più elegante e raffinata società italiana. La location prescelta, quest’anno, per Dopo New York, Madrid, Parigi, quest’anno Palermo ha ospitato il Gran Gala Di Meo che ha promosso l’uscita del famoso calendario dell’omonima azienda vinicola PERCORSI 76 la presentazione del calendario 2010, è stata il Teatro Politeama Garibaldi. La scelta non è casuale: i soggetti del calendario riprendono, infatti, le decorazioni di due splendidi sipari, quello del Teatro Politeama e quello del Teatro San Carlo di Napoli, che vennero allora affidati, rispettivamente al pittore Gustavo Mancinelli e a suo padre Giuseppe. Gli scatti dei particolari di entrambi i sipari, portano la firma di Luciano Romano ed Ettore Magno. Di altrettanto valore è la prefazione che si avvale delle autorevoli firme, di Fernando Mazzocca e di Vittorio Sgarbi. Due grandi scenografi, infine, come art director del progetto: il napoletano Nicola Rubertelli e il palermitano Francesco Zito. Il calendario che porta il titolo “Due teatri per due Sicilie, i Mancinelli e i loro sipari” è in vendita, da fine novembre, nelle librerie Feltrinelli di Palermo e di Napoli. Le precedenti edizioni del calendario sono state festeggiate con lo stesso tipo di evento un po’ in tutto il mondo, da New York a Parigi, da Napoli a Madrid. Quest’anno è toccato a Palermo che si è attrezzata per i numerosi ospiti internazionali in arrivo: parecchi sono stati gli al- berghi coinvolti e folto il programma che Generoso ha previsto per i suoi invitati: dalla visita dei più importanti palazzi aristocratici palermitani ad una gita, l’indomani della festa, a Salemi, città ubicata al centro di un territorio noto per la produzione vinicola. L’Azienda Agricola Di Meo si estende, invece, sulle colline di Salza Irpina, dove sorge lo splendido casale settecentesco, antico casino di caccia dei Caracciolo, Principi di Avellino, e cuore dell’attività aziendale. La produzione vinicola è senza dubbio dominante sul complesso delle attività aziendali Di Meo. Sia la cura dei vigneti che la raccolta delle uve, sono eseguite ancora oggi scrupolosamente a mano e l’uva proviene esclusivamente dalle aziende agricole di famiglia dislocate nelle più tipiche aree di produzione Docg, Doc e Igt della provincia di Avellino. Cultura e vino è un sodalizio che, ormai da tempo, si è dimostrato vincente e questo appuntamento annuale di Generoso Di Meo è una riuscitissima operazione di promozione del patrimonio campano nel mondo. Il servizio di accoglienza per la serata è stato gentilmente offerto Palermo A/R dall’Azienda NABI, che da vent’anni organizza eventi, conventions e meetings per diversi clienti nazionali, specialmente nel Sud Italia; anche se è presente, con una sede operativa, anche a Milano. Per l’evento palermitano Francesca Buccafusca, General Manager della NABI, si è rivolta all’associazione Fuori Orario Production, che ha suggerito di inserire nella serata un tocco etnico d’autore con la famosa contraddanza siciliana, ballata con grande sorpresa e curiosità dai tanti invitati stranieri. La contraddanza è un ballo figurato, diretto da un corifeo che servendosi di caratteristiche rime, spesso improvvisate, commenta ed illustra (chiama, cumanna) le varie figure, eseguite dalle coppie di ballerini partecipanti. I comandi del ballo sono dati in lingua francese, o meglio in un bizzarro linguaggio che di francese ha soltanto gli accenti finali e le storpiature vernacolari. Le figure del ballo, invece, affondano le radici nelle tradizioni più lontane di molti popoli provenienti da culture diverse. È stato l’attore teatrale palermitano Paolo La Bruna a “cumannare” la contraddanza per Generoso, tra i pochissimi siciliani ancora in grado di farlo, grazie all’eredità orale che si tramanda nella sua famiglia ormai da generazioni. A dare una mano alla grande macchina organizzativa messa in moto da Generoso Di Meo, sono state ben dieci hostess, in occasione dell’elegante party vestite di color rosso vinaccia. I loro abiti da sera sono stati appositamente disegnati e cuciti su misura dall’atelier Via Del Teatro. L’atelier che ha sede a Prato, nasce ventidue anni fa, producendo soprat- tutto costumi di scena per il Teatro Metastasio. Oggi, l’atelier produce abiti d’alta moda e prèt-à-porter, studiati su misura per ogni esigenza e taglia. Ma è soprattutto la continua ricerca di tessuti, e forme astratte da schemi tradizionali, che rendono questi capi particolarmente raffinati ed esclusivi. Tra i tanti doni che Generoso ha già ricevuto ce n’è uno in particolare che si addice perfettamente alla cornice spettacolare del Teatro Politeama ed è un brano di Valzer composto per l’occasione, dall’amico/compositore, genovese di adozione, Lauro Ferrarini. Il brano, dal titolo “Waltz Generoso”, ha aperto le danze della serata. Inutile dire che i vini che sono stati offerti durante la serata portano l’etichetta Di Meo. Non ci resta allora che fare un brindisi Generoso! Di Meo e Caterina Morino Il party di New York Azienda Agricola Di Meo Contrada Coccovoni, 1 Salza Irpina (Av) Ph.: +39 0825 981419 Fax: +39 0825 986333 NABI Corso V. Emanuele, 121 Napoli Ph: +39 081 668046 Fax: +39 081 7614704 Generoso Di Meo con Giuseppe Cipriani Fuori Orario Production Via Lincoln, 36 - Palermo Tel: 3201169455 – 3470347403 Fax: + 39 091 6173098 Via Del Teatro Via Benedetto Cairoli, 44 - Prato Ph: +39 057 423724 Fax: +39 057 423724 77 PERCORSI Palermo A/R di Salvatore Ferlita La Sicilia va incontro ai suoi figli della diaspora “S ono partito per la Germania / nel millenovecentocinquantotto / da clandestino / ché non sapevo come fare / per campare la famiglia…”. È questo l’incipit di uno dei racconti in versi di Stefano Vilardo che danno corpo al poema Tutti dicono Germania Germania, dedicato a una delle più travolgenti epopee del popolo italiano, l’emigrazione. Quando la nostra penisola era terra di bastimenti e non approdo di immigrati stranieri, come lo è oggi. Una vera e propria “deportazione dalla terra”, per dirla con Antonio Castelli, lo scrittore di Castelbuono autore di Entromondo, raccolta di lettere di un emigrante, che costrinse soprattutto giovani affamati in Dal 18 al 21 dicembre, a Kaufbeuren, Karlsfeld e Monaco arte musica e teatro nella lingua della memoria di quanti hanno lasciato la terra, ma non le loro radici PERCORSI 78 cerca di pane e lavoro a inserirsi in una società del tutto diversa rispetto a quella d’origine. Di conseguenza, per non troncare del tutto il cordone ombelicale, l’Isola è stata da essi chiamata a paragone di ogni odore e sapore, di ogni dolcezza di vita e di ogni intensità di sentimento; un luogo insuperabile di verità e di bellezza, che si è a un certo punto cristallizzata, nella lingua, nella memoria. Ma a volte può anche accadere l’impossibile: se infatti Maometto non va alla montagna, è la montagna che va da Maometto. Si vuole dire cioè che per una volta, sarà la Sicilia a spostarsi, in forza di un paradossale straniamento geografico: ad andare incontro ai figli della diaspora, ad annullare i guasti di una lunga e spesso dolorosa odissea. Ecco cosa vuole essere il progetto “Il nuovo volto dei siciliani all’estero: l’identità siciliana nelle nuove generazioni, tra tradizione, modernità e innovazione, cultura, arte, musica e teatro”, che quest’anno, dal 18 al 21 dicembre, avrà come protagonista proprio la Germania, nella fattispecie Kaufbeuren, Karlsfeld e Monaco. Promosso dall’Assessorato al lavoro della Previdenza sociale, della For- mazione professionale e dell’Emigrazione della Regione siciliana e dall’Associazione Acli provinciale di Palermo, in collaborazione con le Acli tedesche, il progetto verrà realizzato dalla cooperativa culturale Agricantus di Palermo, che da anni è il catalizzatore di iniziative del genere, lavorando con sapienza sul bagaglio di tradizioni, sulla memoria, sull’identità, senza però mai lambire le secche del più bieco folklore. Alla luce di tutto ciò, la Sicilia che nelle contrade tedesche si materializzerà non avrà nulla a che vedere con nostalgie scioviniste e bieche malinconie. Anche perché la nostra Isola avrà la faccia di Sergio Vespertino, Paride Benassai ed Ernesto Maria Ponte: tre protagonisti del rinascimento del teatro palermitano, in grado di smontare e poi riassemblare repertori tradizionali e popolareschi, seguendo sempre una falsariga diversa, a volte stralunata e patafisica, in una miscela esplosiva di battute, apologhi, intermezzi musicali. Le performance dunque di questi due attori faranno da incunabolo alla proiezione del film di Emanuele Crialese “Nuovo Mondo”, che racconta la saga disperata di migliaia di poveri diavoli che attraversano l’Oceano per Palermo A/R Vito Meccio Folk-Acli Kaufbeuren Ernesto Maria Ponte Paride Bnassai Sergio Vespertino posta in palio esaltante: restituire le tessere di un mosaico incompleto, fornire a volti sconosciuti uno specchio che possa restituire un’immagine riconoscibile e dignitosa. Antonio Costumati mettere piede a New York. Il tutto, recuperando un dialetto viscerale, biologico, che fa venire in mente quanto scrive Mario Soldati in “America primo amore”: “Troviamo così a New York, conservata quasi sotto campana di vetro, la mentalità di un barbiere di Catania verso il 1890. […] Uno storico serio dell’epoca umbertina, dovrebbe vivere un anno a Brooklyn o a Bronx. Come certi glottologi, per studiare il francese parlato del ’600, vanno al Canada dove i francesi emigrarono appunto in quel secolo. Naturalmente questa cristallizzazione si osserva tale e quale nelle colonie tedesco-americane, ispano-americane, polacco-americane”. E poi ci sarà spazio per dibattiti, interventi musicali (tra cui quello del gruppo Folk-Acli di Kaufbeuren). Attenzione, però: non si tratterà di un semplice viaggio a ritroso nel tempo e nella memoria, di una sorta di salto cronologico nelle brume di un passato oramai divaricato. Il recupero memoriale, il tentativo sciamanico di far rivivere emozioni e sentimenti, si accompagnerà infatti alla cognizione che la Sicilia serbata nel cuore non è più quella da cui si son mossi gli emigrati isolani. Che nel mezzo ci sta la storia, grande e piccola, fatta di cancellazioni, spesso di rimozioni. Con l’aggravante che le nuove generazioni si trovano in una sorta di limbo pencolante: da una parte, la zavorra dell’identità dei genitori; dall’altra, la volontà di sottrarsi agli stereotipi, di abbandonare cliché e consuetudini, per un fisiologico inserimento nel tessuto identitario del Paese cui appartengono ormai a tutti gli effetti. Una scommessa dunque, con una 79 PERCORSI Kemeco I.P. Pietro Murania, fondatore di un’azienda leader nei prodotti per la pulizia della casa e di una filosofia aziendale precisa: investire nella comunicazione e fare affidamento sulle proprie risorse Successo controcorrente a dispetto della crisi L a crisi economica mondiale si sta indebolendo, sostengono gli economisti, ma gli effetti positivi tardano a ricomparire. Per contro, un’azienda siciliana avanza proprio durante la recessione: si chiama Kemeko ed è guidata dall’imprenditore Pietro Murania. La sua ricetta per il successo anche in tempi di crisi? Fare affidamento sulle proprie risorse più che su aiuti da parte del settore pubblico e investire nella comunicazione, perché senza questa è difficile far conoscere un prodotto, per buono che sia. I dati dimostrano che Pietro Murania ha ragione. La sua azienda è una realtà che oltrepassa i confini regionali, inserendosi con successo nel settore dei detergenti per la casa su vasta scala. Quest’anno il fatturato è cresciuto a 24,5 milioni di euro, Bum, subito accolta con grande favore dal mercato. «I nostri interlocutori sono le massaie, anche da un punto di vista della comunicazione – sorride l’imprenditore – non sono certo persone che si lasciano prendere in giro! Per il resto, credo che, oltre la comunicazione, i punti su cui un’azienda dovrebbe puntare sono l’individuazione dei mercati e un marketing adeguato, che varia da realtà a realtà». Pietro Murania non è uno che se ne sta chiuso in azienda. Viaggia spesso, per lavoro e per cultura; le sue mete preferite sono Parigi, Marrakech, l’amatissima Austria e la Bulgaria, dove l’imprenditore dirige la Casa Sicilia, prestigiosa vetrina di promozione di attività e prodotti dell’Isola. www.kemeco.it aumentando del circa 30% rispetto allo scorso anno. «Difficile è stato cominciare da zero – afferma l’imprenditore – ma non mi è mai venuto in mente di lasciare la Sicilia, sono fiero di avere creato una realtà importante per l’isola. Attraverso la legge 488 abbiamo usufruito delle agevolazioni in materia di sgravi fiscali e quei soldi li abbiamo reinvestiti per l’azienda per andare avanti». Pubblicità e investimenti, certo, ma anche grande attenzione a fornire un prodotto dal prezzo contenuto e allo stesso tempo di qualità, efficace e dalle profumazioni delicate. Il primo nato in casa Kemeko porta un nome che aggrega chimica ed ecologia Rio Azzurro, seguito da Rio Melaceto, Rio Bolleblu fino alla neonata linea Rio Bum P lettere Noi immigrati pesci fuor d’acqua U n giorno una scimmietta, tanto desiderosa di fare del bene, si mise in cammino attraverso la giungla, alla ricerca di qualcuno in difficoltà da poter aiutare. Dopo giorni di cammino, giunse nei pressi di un fiume in piena, dove fra le onde che si accavallavano nella discesa delle acque, intravide un pesciolino che si dimenava. Pensò che l’animaletto si trovasse in difficoltà e che potesse buscarsi un malanno, immerso nel freddo e nell’umido. Senza perdere un attimo decise allora di tirarlo fuori da quella situazione pericolosa: sfidando la corrente impetuosa saltò sopra un ramo che galleggiava e, acchiappato il pesce con un movimento veloce, lo tirò fuori dall’acqua. “Adesso lo asciugherò per bene e lo terrò al caldo qui, sotto la mia ascella pelosa”... Detto questo, lo portò in alto sulla cima di un albero. Passò la notte e poi venne il giorno, la scimmietta guardò il pesciolino soddisfatta di averlo tenuto al riparo, ma purtroppo il piccolo animale era morto. “Certo!” – esclamò afflitta – “con tutto quell’umido e quel freddo che ha preso in acqua, sarà morto di polmonite!”. è proprio vero che a volte, magari anche in buona fede, non si tiene conto delle vere esigenze dell’altro, delle sue reali necessità, e ci si ritrova a discutere sui metodi da applicare per migliorare una situazione, senza pensare che forse non è la strada giusta da seguire . è il caso di alcune proposte al vaglio in questo momento per cercare di risolvere l’annosa questione degli stranieri in Italia. Applicare il permesso di soggiorno a punti (come la patente), la classe differenziata a scuola, registrare le impronte dei bimbi Rom sono metodi che inevitabilmente ridurranno gli immigrati nelle condizioni del pesce della favola. Non saranno surrogati di legge a risolvere i problemi di una nazione multietnica all’alba del terzo millennio, né le elemosine o i regali natalizi fatti per pietismo, piuttosto un autentico sentimento di fratellanza, che renda tutti cittadini integrati, uguali di fronte a Dio. Si dice che il popolo Italiano abbia una tradizione di ospitalità ed accoglienza. Bene, forse è arrivato il momento di dimostrarlo seriamente e con azioni concrete. Iryna Chumakova Lombardi nel mondo attraverso il tempo L a mia recentissima nomina a Presidente A.N.F.E. Lombardia – incarico che mi onora, anche quale figlio di famiglia lombarda che, costretta dalle necessità, ha dovuto negli anni ‘50 emigrare per vivere e operare in terra straniera da dove, nel tempo, ha visto accrescere esponenzialmente il nucleo originario attraverso le nuove generazioni che, pur vestite dalla cittadinanza del paese ospitante, sentono sempre più forte il richiamo e il contatto con la terra di origine – trova, in occasione della pubblicazione del secondo numero di Percorsi, una splendida opportunità per dare, attraverso dei cenni storiografici, un contributo per una rappresentazione, attraverso il tempo di un quadro storiografico dell’emigrazione lombarda. In questa ricostruzione, grazie anche al mio passato impegno nella veste di vicepresidente IReR (Istituto di Ricerca della Lombardia) trarrò riferimento anche da specifiche ricerche sull’argomento che, con spiccata sensibilità, la Presidenza della Regione Lombardia ha voluto realizzare per la creazione di una prima raccolta sistematica delle informazioni P lettere di base sul fenomeno migratorio lombardo. La selezione e i criteri che hanno influenzato la compilazione delle biografie dei lombardi nel mondo attraverso il tempo, sono legati alla mancanza di una vera e propria analisi morfica dell’emigrazione; per questa ragione l’identificazione delle aree mondiali con una presenza più o meno consistente di lombardi è stata individuata tracciando a grandi linee il percorso esistenziale di diverse persone che hanno avuto un’esperienza interessante. Alcune di queste sono note, altre meno conosciute, ma sono nel complesso rappresentative della regione di provenienza. Gli studi e le ricerche, hanno fatto emergere una quantità enorme di lombardi che hanno percorso le strade del mondo interno italico e del mondo grande durante i secoli. è chiaro il progetto commerciale generalizzato, a volte sommerso dalle migrazioni causate da eventi bellici specifici come le guerre napoleoniche e quelle di indipendenza, non ultime le Cinque giornate di Milano. In alcuni casi, e in alcune aree della regione Lombardia – particolarmente legate alla grande migrazione di fine Ottocento – hanno dato luogo ad un allontanamento forzoso ed indotto non sempre collegato alla migrazione normale dei lombardi, portatori soprattutto di commercio, arti e mestieri e non soltanto di manovalanza generica. I migranti di rilievo sono stati così sostituiti dai tanti senza storia della grande migrazione di fine Ottocento. Ai migranti di rilievo, di cui si è perso il ricordo, sono subentrati altri, molti altri senza storia, o che non hanno avuto il tempo e la possibilità di raccontarla. Migranti tutti che la memoria collettiva lombarda ha allontanato, un disinteresse verso la storia delle migrazioni lombarde che ha influenzato negativamente lo studio delle trasformazioni avvenute nei protagonisti nei nuovi Paesi di residenza. Ciascun lettore avrà certamente un proprio nome da aggiungere, sommessamente ed estrapolando dalla ricerca effettuata dall’IReR cito brevemente qualche personaggio, degno di uno studio più analitico, che ho incontrato nella lettura della ricerca: - Juan Pablo da Brescia (1505-1560) introdusse il processo di stampa in Messico. - Pietro Martire d’Anghiera fu tra i primi cronisti d’America e consigliere della Regina Isabella di Spagna. - Girolamo Benzoni, milanese: partì nel 1541 per il Nuovo Mondo di cui raccontò in seguito la cronaca e le peripezie di 15 anni di viaggi. - Gaetano Osculati (Monza 1808-Milano 1884) è stato il primo esploratore europeo ad attraversare completamente l’Amazzonia. - Luigi Castiglioni, milanese: visitò e descrisse i 13 stati originari degli Stati Uniti. - Paolo Mantegazza ( Monza 1831 - San Terenzo 1910) medico e non solo, operò in Argentina, che descrisse nel suo volume “Viaggio nei paesi del Rio de la Plata”. - Luigi Lucioni (Malnate 1900 - Greenwich Village 1988) fu pittore realista, ritrattista e paesaggista. - Giacomo Quarenghi ( Rota d’Imagna 1744- San Pietroburgo 1817) fu architetto e pittore neoclassico ispirato dalle opere di Andrea Palladio. - Daniele Comboni ( Limone sul Garda 1831 – Khartum, 1881) è stato un missionario e vescovo italiano. Fondò i Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e le Pie Madri della Nigrizia. - Giovanni Battista Scalabrini (Fino Mornasco 1839- Piacenza 1905) fu il vescovo fondatore delle congregazioni dei missionari e delle suore di San Carlo Borromeo. - Giuseppe Ratti ( Rogeno 1845 – Rogeno 1906) fu uno dei più importanti industriali della seta negli Stati Uniti, tuttora ricordato per il suo filantropismo sia in USA sia in Italia. La lista è lunga, include i minatori, soprattutto quelli morti in miniera, i coloni dei campi di cotone del Mississippi e della Louisiana, i combattenti della Guerra civile americana, i contadini delle fazendas brasiliane, i frontalieri, i banchieri di Parigi, Londra ed Amsterdam, gli agugliai al seguito di Napoleone, i muratori stagionali in Francia e Svizzera, i selciatori di Cuggiono in giro per l’Europa, gli artigiani, gli attori di teatro, i baromèta e i venditori di specchi e quelli con un lavoro semplice, spesso appreso al tempo dell’emigrazione. La Lombardia arriva con un certo ritardo all’appuntamento con la sua storia migratoria. Tuttavia, sarà proprio questo avvio a dare l’impulso necessario per ridarle la sua leadership sia in campo nazionale, che internazionale. Storia di vita passata per un presente cosciente ed un futuro consapevole. Gianfranco Ragazzoli Presidente ANFE Regione Lombardia Soggiorni mare in pensione completa Spiaggia riservata Centro benessere Ricevimenti e banchetti Sport e animazione Congressi, meetings. incentives Tour virtuale ed offerte speciali su www.florioparkhotel.it FLORIO PARK HOTEL C.da Magaggiari - 90045 Cinisi-Terrasini (PA) tel. 091 8684222 - fax 091 8682019 [email protected] Primera Nochebuena argentina RACCONTO DI NATALE Primo Natale argentino Primera Nochebuena argentina Por Dante Ruscica C omo muchos otros italianos, también mi padre, en aquel- seis años sin alegría, sin fuegos artificiales, sin música, sin lu- la época, pensó en la Argentina como opción insoslaya- ces, sin tambores -con las madres todas vestidas de negro que ble, después de las penas y las penurias de la guerra y de la rezaban y lloraban por sus hijos en guerra, con tantos ausentes, posguerra. Por eso, aquel mes de diciembre estábamos prepa- con tantas tragedias- habían borrado casi en nuestra memoria rando la Nochebuena en un patio que recuerdo nítido y lleno de las felices fiestas de antes... plantas en un barrio de Buenos Aires. Ahora, ahora ya habíamos cruzado el mar, estábamos en la Habíamos llegado tres meses antes y yo, fresco de mis estu- Argentina, nos habían pasado tantas cosas, que hablábamos dios de latín y de griego, luchaba con la gramática española, como viejos, decíamos “cuando éramos jóvenes” y todavía tratando ingenuamente de descubrir si había más raíces del no teníamos dieciocho años: tan lejos se habían esfumado los viejo latín en el italiano o en esta nueva lengua... buenos recuerdos!... Todo era distinto, comenzando por el clima. Una Navidad sin Alguna vez, antes de la guerra, había existido la Navidad rica nieve y sin frío me llamaba la atención y la comparación resul- de cosas simples, dominada por el clima casi irreal y la poesía taba más estridente aún en muchas otras cosas, porque, en doméstica de la preparación del pesebre, por los cánticos de la definitiva, veníamos de la guerra y, por más que tratáramos liturgia religiosa de aquellos tiempos -todavía en latín- que ha- de disimular, para nosotros, grandes y chicos, los recuerdos blaban de la tierra germinando al Salvador y de los cielos que que renovaba la Navidad tenían sabor amargo, aunque se se abrían para llover al Justo ( “Roráte coeli désuper Et nubes hacía prepotente también la curiosidad obvia por ver “cómo pluant Justum!” ): cosas bellas y arcanas, difíciles de entender, era aquí”. pero capaces de llenar el alma. Con sorpresa descubríamos -y nos impresionaba- la serenidad En el nuevo país, la Navidad era llena de sol, de serenidad, nos general con que la gente, las familias hablaban de las fiestas. acompañaba el afecto de gente que nunca habíamos conoci- Actitud que nosotros habíamos perdido hacía tiempo. Cinco, do, los parientes argentinos, los primos, los tíos, cuya alegría 85 PERCORSI RACCONTO DI NATALE Primera Nochebuena argentina y entusiasmo nos remitían a tiempos olvidados, obligándonos sobre fallidos noviazgos, niños traviesos, historias de nueras y casi a escarbar en la memoria hasta la infancia tan reciente y suegras, mientras nosotros luchábamos con el sueño para po- tan lejana, sepultada por lo que había venido después... Parecía der llegar desafiantes a ver la iglesia toda iluminada, el angelito que nunca habíamos estado felices. Y sin embargo, las fiestas que, por el invisible piolín de siempre, bajaba en el momento en el pueblito del monte calabrés donde habíamos crecido ha- culminante del Gloria in Excelsis, trayendo la paz a los hombres bían sido en un tiempo normales, alegres. Entre fuegos artifi- de buena voluntad... ciales, castañas asadas, pasteles, pan dulce, morcillas, turrones y -para los mayores- brindis, cantos, bailes. Toda la magia de aquellas fiestas inocentes la borró después la guerra. El pueblo fue tomado por una tristeza más difusa que la Los chicos nos escapábamos fuera del pueblo para esperar neblina que opacaba los campos en las madrugadas otoñales. al “fueguista”, toda un aventura. Llegaba con un carro que a Los padres jóvenes y los hermanos mayores no estaban más. nuestros ojos aparecía enorme, historiado con dramáticos di- Quedaban chicos, mujeres, ancianos. No más fuegos artificia- bujos de mitos y cuchilladas, de dramas y de leyendas, tirado les, no más payasos, bandas musicales, gitanos y vendedores por un gran caballo, escoltado por dos perros y supercargado de castañas calientes, tambores y campanadas alegres. La pla- de instrumentos, materiales y misteriosas mezclas de pólvoras za antes de la misa no se llenó más de gente vestida de domin- y de colores. Se instalaba lejos de las casas y hacía su trabajo go y los semblantes de los adultos se cargaron de dramas y de desde días antes, aislado y circunspecto, alimentando nuestra escondidos temores. Diariamente el cielo se cubría de escua- fantasía. La comisión de fiestas lo contrataba especialmente y drillas de aviones cuyo siniestro estruendo hacía persignar a sin ahorro: debía preparar cosas extraordinarias, luces y juegos las viejitas y asustaba a todos. Iban y venían. En alguna parte que hicieran morir de envidia a los del pueblo de enfrente. Y no- cargaban bombas y en otras las descargaban incesantemente. sotros no resistíamos a la curiosidad de saber como serian los De tanto en tanto, aparecían en el pueblo dos altos carabine- botti , las explosiones: más fuertes que el año anterior, con lu- ros de gran uniforme oscuro, como de gala, para traer “la mala minarias más intensas, con colores y estrellitas más brillantes. noticia” que todos temían. Caminaban adustos y solemnes, Nuestra fantasía de pibes volaba... extraños en el pueblo, buscaban una dirección, llamaban a una Llegaban los de la feria, los vendedores, los gitanos, mirados puerta y entregaban una comunicación escrita: un hijo, un ma- con mil prejuicios campesinos, con sus coloridas vestimentas, rido, un hermano había caído lejos, había sido destrozado por con sus ruidos y sus enseres tintineantes de cobre: de adultos una bomba, había desaparecido en mar...y el Estado presen- volveríamos a ver todo esto sólo en alguna película de Fellini. taba, con la comunicación oficial, sus condolencias. Con este Y mientras se cerraba la escuela por la pausa del largo feriado clima ya ninguna Navidad había sido posible. No había fiestas navideño, vivíamos paso a paso en la plaza el armado del gran en diciembre. Solo imperaba el miedo, se vivían privaciones, y evento, con niños y mujeres acarreando pastores de cerámica, cada uno rezaba silencioso para que los carabineros altos, ele- pasto amarillento y flores de invierno para el pesebre grande gantes, vestidos de negro no llamaran a su puerta... que el párroco aprontaba en la iglesia desde el comienzo de la novena, el período preparatorio de la celebración. Ahora, en el patio de la casa argentina, en esta Navidad soleada, nos encontrabamos todos vivos y unidos, devueltos a la PERCORSI Todos encerrados en los trajes azules domingueros, con nue- serenidad de la familia. No lo podíamos creer, porque los re- stros sobretodos, con gorra y bufanda, atormentábamos a cuerdos volvían y porque nuestros parientes argentinos, ávidos padres y hermanos mayores pidiendo de todo.El encanto in- de cuentos de guerra, quisieron torturarse toda la noche, en genuo de cruzar el pueblo en la oscuridad para la misteriosa aquella mi primera Navidad en Buenos Aires, solicitándonos a misa de medianoche era irresistible. Hacíamos proezas para contar nuestras peripecias, preguntando y repreguntando so- no dormirnos antes, las tías chismeaban con tono pueblerino bre nuestras Nochebuenas de guerra... 86 PERCORSI Worldwide On the side of the good people By Umberto Lucentini In the little square in the park named after Joe Petrosino three languages interweave: some people speak English, some Italian, some the typical Italo-American which bespeaks the distant origins of so many emigrants who came years ago to the USA. In Manhattan, in the heart of New York, at the edge of Little Italy, there are those who like Joseph E. Petrosino were born and grew up in these parts but have a part of their heart that beats in Italy. This elegant gentleman, with a tuft of hair that has just tuned white and gilded glasses, is one of the many great-grandsons of Joe Petrosino, the mythical police lieutenant from New York killed by the “black hand” in Palermo in 1909. on Tuesday 13 October, Joseph E. Petrosino thus recounts a part of his life in front of the American guests, Italo-Americans and Italians who have come to the green area between Lafayette, Spring Streets and Cleveland Place for the naming of the park after their illustrious ancestor, “Lieutenant Petrosino (1860-1909)”: “I am proud to be a grandson of a great police officer that is the best inheritance that Italy could leave us. Here in the USA there are investigators, firemen, physicians and ordinary people that from New York to Chicago, from Florida to San Francisco, honour the best history of Italy.” There, perhaps it is all in the words of judge Joseph E. Petrosino, the meaning of the new bond between the two shores of the ocean recounted by the events for the week of legality entitled “Joe Petrosino: the new Sicily one hundred years after his death”. Francesco Maria Talo, the Italian consul in New York, does not miss the chance of an important play on words: “On Monday Columbus Day was celebrated, but I can say that every day is a day when the strong bond between Italy and the USA is remembered. Today three P’s are celebrated: Petrosino, Padula and Palermo. Petrosino is Joe, the Italo-American police officer born at Padula and killed in Palermo, the birthplace of antimafia investigators and judges. Behind Petrosino there is the history of so many Italians, emigrants and others, who are a resource for many Americans. A successful fight against crime has been waged by many Italians like the head of the national anti-mafia office, Piero Grasso, and the head of the New York Police Department, George Grasso, an American with Italian roots, today alongside one another. So I think of the many po- PERCORSI 88 lice officers, policemen, and soldiers of the Italian armed forces fighting in Iraq and in other places where there is so much work to do.” Joseph E. Petrosino is a judge, and he articulates his words clearly when he says: “Today in the key posts in offices of justice and the police there are Italo-American women and men. And we all have the same determination: to put a stop to those who discredit and dishonour the history of Italians, and with their behaviour offend the symbol of all honest Italo-Americans that Joe Petrosino is. Today fighting crime and terrorism is a duty we inherit from men like Joe Petrosino.” Piero Grasso, who was born and grew up in Sicily – where he has worked and laid his life on the line to stop other criminals – today is the head of the national anti-mafia commission, and in New York he already has solid relationships with colleagues and police officers in the front line against the clans. The anti-mafia “super-attorney” Grasso says: “In the past several years so many steps forward have been made in the hope of changing things and defeating the mafia. And today, when people are speaking of pacts between pieces of the state and the mafia, I say it is necessary to seek the truth at all costs. If there have been pacts in the past, particularly regarding killing of very important people like Piersanti Mattarella and Pio La Torre or Carlo Alberto Dalla Chiesa, or Giovanni Falcone and Paolo Borsellino, we have to be ready to accept any new truths that should emerge from the investigations. And the facts and the investigations say that organized crime has often been the armed expression of other interests.” The head of the NYPD strikes up a link with the head of the national anti-mafia office by making a wisecrack: “Two Grassos, a single law....” George Grasso says: “I started to work in the New York Police Department at 30. In 1978 I became a detective and in all these years I have followed the evolution of organized crime in New York. Today I can say that the experience of the past makes me hopeful: we can win this battle. The US congress has approved a law to reach this objective: it contains norms to dismantle the extortion racket and a protection program for those who collaborate with the law. The law must continue to be a beacon even faced with the worse criminals. Organized crime in the USA is more and more an enterprise. Before 1970 it was difficult to prove the guilt of bosses, but since 1970, with the first new laws approved, we have used the investigations of drug trafficking, exploitation of prostitution and gambling to strike at mafia firms. John Gotti headed an enterprise that had a turnover of millions of dollars, and we Worldwide found the branches of his firm: the result is that Gotti died of cancer in jail. The New York police has created some joint groups working against mafia and terrorism. Today Italian, Russian and Mexican organized crime is treated like Al Qaeda: it is clear that New York cannot be protected stopping inside the confines of the town hall, because the person that made the Twin Towers collapse started their criminal activity outside New York. That’s why our police forces work with the police officers of other states to stop the clans. Last year a big investigation on drug traffic between Mexico, Italy and the USA was completed thanks to this partnership. There are certainly differences between us: in Italy there is a sad history of honest people murdered by the mafia. Here in New York, this is not the case: organized crime understands that if it kills a police officer or a judge it signs its own death warrant. And even if the mafia continues to exist here, we are on the way to defeating it because we use a task force that has the contribution of the district attorneys and Italian ones.” In the tour of New York there is also Don Ciotti, who talks about the Libera phenomenon, the hundreds of anti-mafia associations in Italy that are connected to one another and organize debates, manage property confiscated from the bosses and assist the many witnesses that are often left alone. And he sums up: “Today we need a society responsible for all citizens that concretely deal with the problem: everyone says they are against the mafia, but the first mafia has become the mafia of the word. We have to move in three directions in order not to betray the commitment of those that have lost their lives for all of us. First: formation, in schools and universities, knowledge of the phenomenon. Second: commit ourselves more, all of us, to doing our duty in the first person. Third: giving work to the unemployed, also through management of confiscated property.” And a Sicilian cloth cap as a gift, ending up on the heads of the two Grassos and Don Ciotti, is a strong signal: a piece of tradition snatched by the mafia as a symbol can return to its origins. Even starting from New York. Joe Petrosino, the head of the Italian Squad and a hero of Italo-American popular fiction By Marina Cacioppo Lieutenant Joe Petrosino, the commander of the Italian Police Squad in New York, made 700 arrests in 1904 alone. He was PERCORSI not just anyone – otherwise he would never have become a legendary character even before being killed. The readers of Progress Italoamericano knew it well, as did those of the New York Times, who in the crime pages read of his tireless fight against the Black Hand, but the readers of La Follia di New York and Corriere d’America knew above all that he was present as a character in the pages of the famous novels by Bernardino Ciambelli and Italo Stanco. The echo of the exploits of Joe Petrosino soon filtered from crime news into supplements of the newspapers of the Italian communities with the long and intricate feuilletons belonging to the genre of “city mysteries”, which came into being in France in the middle of the nineteenth century with The Mysteries of Paris by Eugène Sue. The mysteries of Bleecker Street, Contemporary Novel, The Coney Island Crime and The Mysteries of Harlem by B. Ciambelli and The New York Octopuses by Italo Stanco are just some of the titles in which the character of Joe Petrosino appears. Here, alongside the inevitable romantic elements, the intricate plots, the spicy and sensational details, the portraits of dark criminals and the vices of high society, new elements are found, more realistic ones, linked to the life of the “Italian Colony.” Here there is a realistic depiction of the milieu of the Italian communities, dense in topographical references to places and to crimes that really took place. These publications responded to the need to correct the image of the Italians that emerged from the American press, which often presented our fellow-countrymen as “the usual suspects”, individuals that by nature, race and culture did not fit in well with the American laws and that easily became dangerous anarchists or mafiosos ready to conspire against America and its democratic institutions. In the pursuit of this intention of rehabilitation, the introduction of Joe Petrosino and later that of Michel Fiaschetti, who replaced him at the head of the Italian Squad in 1912, played an important role in popular novels. The creation of the character of a sterling police officer, representing legality, who acts on behalf of the community to root out crime and bring justice, reassured Italo-American readers, upset as they were by the accusations made against Italians, and particularly Sicilians, of belonging to a secret society, an organization of killers whose objective was to control the city’s institutions. Hence Petrosino was the paladin of the Italian community in New York; from the height of his credibility 89 PERCORSI PERCORSI Worldwide as a police officer and a member of the community he was the figure best suited to demonstrating that the Italian community was not complicit in crime, as some wanted to make people believe, but a victim of crime, neglected as it was by the authorities and by the police. We can conclude with a short extract from The Coney Island Crime, since apart from its literary value it contains an extremely topical message and it is offered to the public all over the world as a valid admonition for everyone. “Petrosino, following the traces of a killer, assists at an explosion in a building site in Penn Station, in which fourteen workers lose their lives, ten of them Italians. Deeply struck by what has happened, Joe would like to shout to everybody: ‘These people don’t belong to the Black Hand, but to the legion of men with callused hands, to the squad of work martyrs.’ But his cry was not to be heard, because people make a din every time an Italian commits a crime but keep silent when hundreds and hundreds fall victims to duty.” Noir account By Carla Incorvaia Wise guys and picciotti. Dons, godfathers and district heads. How did the organized crime of the so-called “Sicilian peasants” get overseas? It is explained by Antonio Ingroia, the assistant prosecutor in Palermo, responsible for the most important investigations on the relations between mafia and politics, on mafia and football, on the treasure of Vito Ciancimino, to mention just a few. In 2007 he ordered the arrest of the super-wanted man Salvatore Lo Piccolo, the only boss that had gone on maintaining relation with the “runaways”, members of the mafia forced to run away to America during the mafia war that broke out in the 1980s between Corleone and Palermo mafiosos for supremacy and control of the territory. It was a war made up of blood and corpses, with 240 dead in a year, and one that transformed the power relations between the “families” in Sicily and in America. The key man of the twentieth century is Lucky Luciano, whose real name was Salvatore Lucani, the first official boss of the modern Genovese family, considered one of the 20 most influential men inside the organization and the father of modern organized crime. He was the inventor, in the post-war period, of the massive expansion of the drugs trade. Thanks to this international traffic the American Gambino, Bonanno, Lucchese, Genovese and Colombo families set up a base that PERCORSI 90 strengthened and facilitated the economic and financial relationships of organised crime. Their golden years were the seventies and early eighties, when the Italo-Americans made heaps of money with drugs. Morphine, the base imported from the east, was sold on in southern France and Italy, where it was refined and turned into heroin in the Sicilian laboratories and refineries of the mafia. Here the protagonists were the Gambinos, the Spatulas, the Inzerillos, who dealt with the big American market. However, the fight against the mafia forced the organization to look elsewhere. When the war broke out between the families in 1981, the Corleone mafia got the better of the Palermo mafia, and relations with the Americans were weakened. The drug business went south, to the Colombians, who with their “cartels” were the most bloodthirsty and best organized people. Venezuela and Argentina were the other two countries in South America involved in the mafia business. Among the “runaways” there was also Tommaso Buscetta, who together with two other people cooperating with the police, Francesco Marino Mannoia and Salvatore “Totuccio” Contorno, were to open up new and useful panoramas for investigations. 1992 and 1993 were the years of massacres, in which the mafia threw out its challenge to the state. But some of the Corleone men went too far and there was an internal rupture. Ganci and Aglieri were among the most merciless members of the clan, while Bernardo Provenzano, the “boss of bosses”, the Scarlet Pimpernel of the mafia, took up a moderate position. Later the arrest of Totò Riina was to strike a major blow at the mafia. In these years Salvatore Lo Piccolo was one of the few that maintained relations with the “runaways.” He tried to convince Provenzano of the absolute need for an alliance and also to convince him that it was necessary to promote the peace outlawed by Riina. The very faithful Cinàs and Rotolos try to oppose this, but in 2003 a truce was made. When Provenzano was arrested in 2006, Lo Piccolo became the undisputed head of the mafia. Cinà and Rotolo were also arrested, and the shooting started again. The boss of San Lorenzo ordered the murder of Pietro Ingrao and the “runaways” were at last able to return home. On 5 November 2007 Salvatore Lo Piccolo, called the Baron, was arrested at Giardinello, after being on the run for 25 years. His territory was probably the north-western part of Palermo, Zen and the communes of Capaci, Isola delle Femmine, Carini, Villagrazia, Sferracavallo, Partanna Mondello and some areas of Trapani province. Cocaine, enterpris- Worldwide es and protection money, the extortion racket constituted his biggest sources of income. A new alliance was created, a new strategy between the Sicilian and American mafia. Lo Piccolo’s arrest created a void. The interests of the mafia began to be of another type. It was a financial mafia, a mafia of big investments, which needed rich and distant markets, in which it was easier for its traces to disappear. The mafia too adjusted to globalization, setting up new criminal strategies and new routes for laundering dirty money, as is shown by the confiscation of 13 million euros sent out to Nassau thanks to the complicity of a Milanese financier and a Swiss banker. Among the important men in the American mafia there is also Frank Calì, the ambassador, one of the 90 arrested in the Old Bridge investigation, the biggest after the Pizza Connection trial. Frank Boy, “Mr. Nobody”, officially an entrepreneur in Italian food distribution in New York, a “man of respect” of the Gambino-Inzerillo family, was the cornerstone of the new relations between Sicily and America. The young descendants of the Palermo families turned to him – from Mandalà and Notaro of the Villabate family to Gianni Nicchi of the Pagliarelli family and Vincenzo Brusca of the Torretta family. Calì, 43, together with Filippo Casamento, became the new head of the American mafioso families. Considered a man of honour of the Gambinos, he manages about ten companies for food distribution in the United States and is the boss of building firms that put up buildings in New York and create firms for laundering money in offshore countries. Thanksgiving Day: a problematic myth By Attilio Carapezza Every year in the United States, on the fourth Thursday in November, American families – at least those that the economic crisis has not driven into the infernal circle of new poverty – gather together with friends and relatives to celebrate Thanksgiving Day around a laid table on which a gilded roast turkey and an inviting pumpkin pie tower up. The centrality of the first course also accounts for the alternative name Turkey Day. 2009 is the year of the three-hundred-and-eightieth Thanksgiving in history, since the first celebration dates back to November 1621. It was held at the behest of William Bradford, the governor of the colony that the Pilgrim Fathers had PERCORSI founded at Plymouth, to thank God for their first harvest. This symbolic record has not been invalidated by the numerous historical researches that have tracked down previous ceremonies of religious thanksgiving celebrated by European farmers on American soil before 1621, like the one held on 8 September 1565 in a Spanish settlement in Florida. For the colony, that first crop meant the prospect of a reasonably serene and stable future. After a first attempt to escape the persecutions suffered at home because of their dissent from the Anglican Church by taking refuge in Leyden, in hard-working and tolerant Holland, they had decided to face the unknown, an adventure, by going to found a colony in the New World, in Massachusetts. They embarked on the Mayflower in 1621, challenging the ocean in search of the Messianic utopia of a land in which to fulfil their desire for religious and economic freedom without conditionings (increasing importance is attributed in recent historiographic reflection to the economic aspect). The hardships of the voyage, hindered by dreadful storms and the difficulties of the first impact with American soil, almost halved their number. They had only succeeded in surviving the rigors of winter in a hostile environment thanks to the initial solidarity of the Wampanoag Indians, the original inhabitants of the area, who taught them to exploit the resources of the natural environment in a rudimentary way. The tradition has it that the celebration – almost prophetically preluding the melting pot policy – had a harmonically multiethnic character; the Wampanoag natives would also be invited to it. They were great hunters, and would come bringing gifts to the farmers like deer, turkeys and other local game. This founding myth of the American nation, which shows impeccable political correctness, today is radically challenged by ‘redskin’ historiography, which questions its likelihood, stressing the absolute lack of documentary evidence and the almost immediately conflictive nature of relations between the two groups. In 1970 some American Indian movements went so far as to declare Thanksgiving Day a day of national mourning. Least enthusiastic of all about this tradition are obviously the turkeys that, extraneous both to the themes of economic and religious freedom and to those of pacific coexistence between human races, wonder why the memory of affirmation of those principles should be celebrated precisely with the sacrifice of their flesh. 91 PERCORSI PERCORSI Worldwide The figures on emigration By Paola Pottino When statistical data are given, often someone turns their nose up. True, there is little that is fanciful or amusing in drawing up a statistic list, yet, for a careful examination of the reality in which we live, those slightly “unpleasant” numbers often become essential. How could we speak of immigration if those data did not support our analyses? There are four million three hundred and thirty-nine thousand foreign citizens regularly present in our territory, two million workers, eight hundred and sixty-two thousand minors born of foreign parents, six hundred and twenty-nine thousand students in schools, over one hundred thousand families reunited, forty thousand foreigners obtaining Italian citizenship, twenty-four thousand marriages between Italians and immigrants, about six thousand foreign students that annually graduate in Italy. These are the data that emerge from the 2009 Caritas/Migrantes Statistical Dossier on Immigration edited by Franco Pittau, who says: “the Dossier is an instrument to overturn this false image that people have of immigration, not so much on the basis of the pastoral motivations of Caritas and Migrantes, but on the basis of the data, which for two decades have been provided with accuracy and completeness.” Hence, looking at these data, even the most distracted observer could not fail to realise that the moment has perhaps come when it would be worthwhile to stop and reflect, free of prejudices, not only considering personal attitudes, but also political and ideological ones. “Accepting immigrants as regular people and not as clandestine ones,” continues Pittau, who founded the annual research by Caritas together with Don Luigi Di Liegro, “seeing them as workers and not as criminals; seeing them as citizens and not as foreigners, are thus the points that sum up the 2009 Caritas/Migrantes Dossier.” Under this sky of almond eyes, dark faces and gilded hair, in a country in which religions, creeds and cultures are more and more diversified, the phenomenon of immigration is not distributed homogeneously in all Italian regions. The increase in the number of Romanian, Ukrainian and Moldavian citizens goes on and over 60% of immigrants reside in the regions of the north, 25.1% in those of the centre and the remaining 12.8% in those of the south. In this framework, the few tens of thousands of landings only have a superficial influence. In this connection, PERCORSI 92 according to the 2009 Caritas/Migrantes Dossier, “in 2008, 36,951 people landed on the Italian coasts, there were 17,880 forced repatriations, 10,539 foreigners transited through the identification and expulsion centres and 6,358 were rejected at the frontiers.” “Thus although the landings were less than 1% of the regular presences,” says Pittau, “irregular flows have ended up monopolizing the attention of public opinion and consequent political decisions, provoking increasing confusion between clandestine immigrants, irregular ones, asylum seekers and people entitled to humanitarian protection.” The old adage about “not tarring everyone with the same brush” has thus become an example to be followed for preparing mid-century society to face the differences in globalization and globalism in the specific differences. Short-term memory is never rewarding: many countries in the world increased their development with the help of our fellow-countrymen, so why shouldn’t Italy build its future with the help of immigrants? Men in the front line By Paola Pottino Born in Puglia, General Domenico Achille, the Regional Commander for Sicily of the Guardia di Finanza (responsible for tax and excise and tax crime), has been in Sicily for a little over a year and a half and here, in collaboration with the Corps of Harbourmasters, the Military Navy, the Carabinieri, the State Police, each with their different specificities, fights the criminal phenomenon linked to immigration. General Achille, what have been the most significant flows of illegal immigration towards Sicily? «The most significant flows are those coming from countries in the Mediterranean Basin, the Horn of Africa and western Africa and, to a very small extent, from the Middle East and Far East or from the Indian sub-continent. They include a certain number of emigrants who come for financial reasons, but also people fleeing violence and, in some cases, deceived by the chimera of an honest job». How much do these “journeys of hope” cost for those people who decide to entrust themselves to criminal organizations? «The sums oscillate between 1.000 and 3.000 euros». Most of the clandestine immigrants come from Libya, Worldwide and in this framework, of specific importance is the decision of June 2005 to set going more incisive EuropeanLibyan cooperation on the subject of immigration…. «Exactly. This decision became operational this year with the drafting of the protocols of cooperation between Italy and the Great Socialist People’s Libyan Arab Jamahiriya, stipulated on 29 December 2007 and 4 February 2009. In the context of these agreements, starting from 25 May 2009, the Guardia di Finanza carries out systematic patrol activity in the territorial sea and the international waters off the Libyan port of Zuwarah, the main port used by clandestine transports towards Lampedusa». General, on the basis of these agreements, what developments have there been? «The developments are in the numbers. The patrolling activity by the territorial Guardia di Finanza and the air force operating in Sicily can be summed up as follows for the years 2008 and 2009 with the specification that, regarding the year 2009 the datum refers to the month of September. In the whole year 2008, 262 operational missions were carried out that made it possible to contribute to stopping 10,028 migrant (8,247 men, 1,118 women and 663 young minors) 122 of whom were arrested because they were considered responsible for the phenomenon as “boaters.” Further, 91 crafts used for the transport of clandestine migrants were confiscated. From 1 January to 30 September 2009, 80 actions were carried out during which the units stopped 1,222 people (987 men, 175 women and 60 minors) 46 of whom were arrested. During the operations to halt the phenomenon, 14 crafts were seized». Following the new strategies for preventing clandestine immigration adopted by our Government, we see a marked decline in the number of landings along the coasts of the Straits of Sicily, other maritime routes being privileged. Can you tell us which ones they are? «The operational results would seem to confirm this trend, seeing that recently landings have been detected at Monasterace Marina (Reggio Calabria province); Castro (Lecce province); Africo (Reggio Calabria province); Castrignano del Capo (Lecce province); Capo Bruzzano (Reggio Calabria province); Isola Capo Rizzuto (Calabria) and Pozzallo (Ragusa province). It follows that, as an alternative to the traditional southern route that crosses the Straits of Sicily, the traffickers in human beings are more and more using the PERCORSI routes that cross the basin of the eastern Mediterranean (exploiting as their countries of departure Turkey, Greece and Egypt) to reach the Ionian coasts of Calabria, the eastern ones of Sicily and the Puglia coast, as well as the Straits of Sardinia (mostly for departures from Tunisian and Algerian harbours) to reach the southern coasts of that region and the western ones of Sicily». At a European level, in May 2005 the European agency for external frontiers was created (Frontex). What is the function of this structure? «The agency has a mission to simplify the application of the EC measures on the subject of management of the external frontiers of the European Union and to guarantee the coordination of actions undertaken by member states in enacting these measures». General Achille, do you believe in a multiethnic society? «Certainly. The world is evolving in that direction, we all realize it. We cannot think about going against the current. We need to start a rightful, natural and civil process of integration and to accept the normal rules of cohabitation on both sides. Besides, we cannot forget our emigrant past, so we have to understand those that today find themselves in the conditions our grandparents experienced many years ago». The main points in what the President of the Chamber, Gianfranco Fini, has to say on the subject of emigration in Italy On xenophobia: In Italy racism does not exist, but there is a lot of xenophobia, and it is known that xenophobia is possibly the antechamber of racism. According to the etymology of the word, xenophobia is fear of the foreigner. Despite Italy’s history, there is this creeping, or in some cases manifest, xenophobia due to a whole series of prejudices, because there is a lot of ignorance, and because not all educational bodies have prompted people, in particular younger people, to reflect and judge on the basis of knowledge rather than of prejudice. The first commitment that institutions must feel is precisely to oppose prejudice and to fight starting from honest observation of reality. On the security package: I am convinced of it, there has been a security package, and we need an integration 93 PERCORSI PERCORSI Worldwide package. Security and integration are two sides of the same coin. Looking exclusively at a single side of the coin means not having a full understanding of the phenomenon. On TV, there is an excess of propaganda and a deficit of politics; the themes of integration and immigration of foreigners are dramatically serious issues that cannot be addressed with a slogan so as to get 0.5% more votes at the next elections. On citizenship: The hope is that an accord can be found on at least one point so as to modify the legislation in force; the citizen is the arrival point for full integration... On minors: not only babies that are born in Italy, but also those people that have lived in Italy starting from a very young age. There is a need for a moderate jus soli, because why should we say to that child that has attended a school cycle, implying that he or she is 10-11 years old, to that child that supports the Rome or Lazio team, that speaks dialect, that jokes with my child, that by now is fully inserted in school, why should we say: until you are eighteen years old you are not an Italian citizen? We should start to guarantee that that child that uninterruptedly attends a school cycle and is firmly in Italy with his or her family can become Italian. It is very important to recognize citizenship so as to avoid the risk that there may be an attempt – which can also be distorted – when these young people grow a little older, to recover their past identity, to be sucked in by integralism, which fishes around in the world relying on the fact that identity is in some way denied or even trodden on by western societies, which according to integralism are those societies that with an exclusive point of view want to destroy the cultural tradition. On the right to vote: If you want to make the foreigner feel at home in Italy, you cannot pre-emptively deny him or her the right to representation. The foreigner is told that he or she has an obligation to pay taxes, but he or she is denied the right to representation. There is something wrong here: the two things have to go together, rights and duties together. Suspension of judgment by Paola Pottino Here is the point of view of a woman that for a long time has been fighting forcefully and vigorously for people’s rights, first of all the right to life. Elisabetta Zamparutti, a member of the Radical Party, is also the treasurer of “Don’t touch Cain”, the international league of citizens and parliamentarians for the abolition of the death penalty in the world. How is the fight against the death penalty going? PERCORSI 94 «After the approval of the Resolution for the moratorium on executions by the General Assembly of the United Nations, the commitment is to enact the contents of the resolution in countries that have the death penalty, responsible for over 98% of executions. The fundamental point that we want to strengthen is the one relating to overcoming the state secret on executions. This would serve as a deterrent in relation to international public opinion. On 17 and 18 December we have decided to talk about this and many other things in a congress organized in the Padua prison. In our opinion the prison is a symbolic place for talking about the right to life». How do you judge the immigration policy of our government? «It is a sad sign of blindness with respect to the future of our society. The documented influx of people from other continents cannot be ignored and the send-back-home measures are only demagogic. I believe that it is a devastating policy whose effects will be felt in the near future, because we will not even be ready to face the problem from the cultural point of view. The so-called “security package”, for instance, is a measure going against current trends that does not solve the problem. The real world and that of those who govern us are two totally disconnected worlds». Yet, inside the People of Liberty party, Hon. Gianfranco Fini has shown some “open-mindedness” with regard to the phenomenon of immigration… «I think that inside the People of Freedom party too there is a liberal element, and I hope that these people succeed in expressing their ideas on the subject. I believe, however, that at bottom the voting system in force has to change: the people elected must at last be the true expression of what the electors want!». In your opinion, how should the legislation on immigration be regulated? «First of all, I think it would be right to regularize not only immigrant carers, but also others who are entitled, like for instance people who work in the fields and labourers in general. In Italy these people are often forced to live in an illegal system, working clandestinely and unable to exercise their rights and very often, for these reasons, they fall into a deviant system». What future do you see in our society? «It is a very hard struggle, but I have trust in people. It is necessary to break that wall of silence that makes it impossible to communicate. At bottom it is very important to consider the Worldwide problem of information. Citizens must be informed correctly and to do this a radical reform is needed». Back to Italy In 1998 a boat with about three hundred Kurds on board coming from Iran, Iraq and Turkey lands on the Ionian coast of Calabria. The village is Riace, the place of the bronzes that came from the sea, and it is also from the sea that the two protector saints of the Locride village, Cosmo and Damian, come. The immigrants ask for political asylum and so there begins the first experiment in acceptance of fugitives in Italy. Just three years later the Italian government creates the first national asylum programme. “In 2002,” explains Domenico Lucano, mayor of Riace, “this was changed into the Fini-Bossi law, number 189, into a system of protection for asylum seekers and refugees. The Commune of Riace has activated these reception projects for a particular type of immigrant citizens; they are those that arrive from countries marked by war or ones where there are ongoing ethnic and political persecutions and that ask for asylum. At Riace there are about a hundred of them, all political refugees or ones with humanitarian protection. On the day of the landing I was on the Ionian state highway. I have always been engaged in politics and meeting these immigrants was a revolution for me and the people of Riace, with a historic area practically emptied by the migratory phenomenon and pervaded by a sense of social resignation, with a consumer development all tending to the building racket along the shore and inclined to the harsh law of cement and a policy of cementification. Our population, about 1800 inhabitants divided in two agglomerations, Riace Marina and the historical part with about 700 people, has a major agricultural and sheep-raising patrimony that blends well with the cultural background of the Kurds, the Eritreans, the Iranians, the Afghans, the Serbs and all people of the world that come to Riace by sea or by land. I spent the whole summer in the refugee camp.” In 2000 Cittàfutura came into being, an association named after Father Pino Puglisi and founded at Riace in the summer of 1999 by a group of young people, for promotion of, research on and ethnographic study of local history and culture. In 2001, “As a counsellor in the minority party,” continues Lucano, “I proposed participation in the asylum programme. In this way Riace became one of the first 75 communes in Italy adhering to the protection network for political refugees. People come to Riace from all over the world or at least from the part affected PERCORSI by conflicts. Serbia, Somalia, Ethiopia, Palestine and Iran are part of the international cooperation network constituted by the communes adhering to the asylum project. Opening up to others we have shown that the message of solidarity is truly important.” And it is Wim Wenders that decided to work on the first Italian short film in 3D precisely on the theme of immigration in towns and villages in Locride. Behind the scenes, that is to say to write it and to produce it there is a lot of Bologna: a scriptwriter, Eugene Melloni, and no fewer than two production companies, Mauro Baldanza’s Technos Videone and Giampiero Piazza’s Xilostudios, and then there is Burgatti editions for the soundtrack. The main actor will be Ben Gazzara, originally from Canicattì, with Blasco Giurato (“New Cinema Paradiso”) as the director of photography. “I was inspired,” explains Melloni “by a real event. Some years ago I read that at Badolato, a village in Calabria that had become deserted, the inhabitants all having emigrated to Germany or France, the mayor intended to repopulate the place by welcoming a group of immigrants with the status of political refugees. It seemed to me it was worth telling the story, with tones and ways almost fable-like for today, in this age in which closure and resentment prevail. So I wrote a script in which there is a village with only one child that wants to play ball but finds nobody. A group of young African immigrants lands here. A ‘fable’ with classical simplicity, but also absolute topicality.” But what have fables got to do with 3D, which is usually used in very spectacular animation films? “Precisely this is Wenders’ wager, made possible by an enlightened producer like Marco Baldanza: to show that stereoscopic cinema is not only for horror and cartoons, as Hollywood is accustoming us to think, but is a technological revolution as important as the advent of sound and colour – and hence suited to every kind of cinematographic narration. Besides, sound and colour too at first met with a lot of resistances.” A story of hope and immigration that has thrilled the director of “Paris Texas”, the filming of “The Flight” already began in September in Calabria. The film will cost 183,700 thousand euros: the Sicilian Region is not just sponsoring the film, but is co-producing it with seventy thousand euros. The fairest of them all speak Italian Italy, thought of, often yearned for, goes over the oceans and reaches the States, Australia and Argentina through its symbols: the national football team playing in the World Cup or the election of the most beautiful girl. Miss Italy in the World is the 95 PERCORSI PERCORSI Worldwide sign of the embrace between a country and a group of girls for whom the homeland is a fable, a place of the soul told of by parents and grandparent, If the crown of Miss Italy in the World this year has crossed the ocean, flying from Paraguay to Moldova, and passing through Fiorella Migliore to Diana Curmei, the origin of the girls has simply moved from the west to the east of Sicily, from Comiso, in the province of Ragusa, to Campofelice di Roccella, in the province of Palermo. It is in this imaginary flight, which contains all the beauty of emigration, that the memory of our emigration is mirrored, from the difficult years down to recovery and the success of so many fellow-countrymen that have left their land to look for the work that Italy denied. And – why not? – also a beauty contest, with its being ephemeral by definition, can become the pretext to set side by side distant worlds that have a common humus. In all corners of the world girls aspire to enter the imaginary world of show business. Whether they are born under the Sugar Loaf Mountain, in the streets of Manhattan or on the beaches of South Africa, the desire to parade, to work in cinema or television, links them all. For this dream, they do not hesitate to undertake, this time going in the opposite direction, the trip made in the past by their grandparents or great-grandparents, also allured by the dream of a better life. Today the girls belong to the fourth generation of Italian emigrants in the world and it is the central-southern regions, in addition to Veneto, that supply the biggest number of participants. Diana, the dark-skinned beauty from east Europe, Miss Italy in the World 2009, who loves Laura Pausini and Tiziano Ferro, explains: “My great-grandmother was from Campofelice and went to Romania with a group of sculptors that worked with stone. Here she met my great-grandfather and they got married. At that time Moldova belonged to Romania, though subsequently it became an independent country.” Lured by that great mother hen that is the Miren clan, they arrive in the country of their ancestors, often for the first time, they visit a bit of Venice and they fall in love: with Italy or the Italians, it doesn’t matter much. “Actually,” admits Diana, “I took part in the contest to promote the image of my country, Moldova, in foreign countries.” Yes, Diana feels much more Moldovan than Italian: “For my family it was impossible to maintain the Italian traditions because history has often been cruel to Moldova”. After defeating all competitors last June at Jesolo, Diana is already at work but she has not given up her studies on law and acting and her work as a fashion photogra- PERCORSI 96 pher for catalogues which have nothing to do with the title of “Miss Italy in the World.” Do you feel a bit like the Miss of emigrants, even though in your story there is no trace of emigration out of necessity? «Yes, of course, just like the other Miss Italy in the World winners that have preceded me, though my situation is a little untypical: my great-grandmother did not leave Sicily to move abroad once and for all, it just happened by chance, during an ‘artistic’ tour: she liked the place, she met the man of her life and stopped there. I had never been in Italy before last summer, and at the beginning I didn’t feel very much at my ease. Here everything is different – society, the mentality – but gradually I am getting used to it, also thanks to the people I work with, who are helping me a lot. At home with my family I didn’t speak Italian, I only started to study it after the contest. I sometimes eat Italian food; my father is a great cook specializing in pizza, while my mother is good at cooking spaghetti. Recently I have also begun to read Italian books to improve my vocabulary and to learn the language faster». However, she has a big desire to return to her roots: «I have not had the opportunity to visit Campofelice yet but sooner or later I will, it’s very important for me. Unfortunately we have lost all contact with our relatives because of political problems in the past». What contribution to the maintenance of your roots can come from a contest centring on beauty? «Miss Italy in the World is much more than a parade of beautiful girls and the idea that Enzo and Patrizia Mirigliani had of opening up their historic contest to people who, though living far away, have some Italian blood in their veins is truly admirable. It is an extra chance to be known in your country of origin». At the Curmei home they are all happy about this Italo-Moldavian person, happy like the Italian mothers and fathers that at Salso called Enzo Mirigliani patron, recognizing his miraculous gifts. One last curiosity: is it Italian fascination or your objective beauty that determines your success with boys? «But who told you I am successful with boys?». Italian Style by Alessia Licata When anyone says Made in Italy, people think of food, wine, handicraft in ceramics and glass, the sunglasses and leather Worldwide goods, but above all fashion. This is confirmed by the recent successes of Italian couturiers at the latest Parisian fashion parades. In this connection, Italian fantasy and creativeness are the secret of the success of the greatest maisons in the whole world. Stefano Pilati at the head of the Yves Saint Laurent firm, Riccardo Tisci, the stylist of Givenchy, Antonio Marras, the artistic manager of Kenzo, down to the recent acquisitions of Marco Zanini for Rochas and Rodolfo Paglialunga for Vionnet, are just a few radiant examples of this. As long ago as the Middle Ages, Italy excelled for luxury textile production and supplied the most important royals in Europe. Como silk, Venice brocade and Florence wool, which in the past alluded to Italian style, charm and elegance, in the course of time have become the clothes designed by great stylists like Valentino, Armani, Versace and Fendi. The tradition of the craft industry has been handed down through the generations, in the course of time improving its skill and quality and encountering modern innovations. In 1949 the Fontana sisters did the wedding gown of Linda Christian for her marriage to Tyrone Power and in the same years the American magazine Harper’s Bazaar dedicated ample space to clothes designed by Emilio Pucci. The first Italian fashion parade was organized in Florence in 1951 by Marquis Giovanni Battista Giorgini, who, having realized the potentialities of Italian tailors, decided to invite American buyers and representatives of the international press to the event. There was a parade of the creations of the Fontana sisters, Pucci, Simonetta, Jole Veneziani, Carosa, Schuberth, Germana Marucelli and Fagiani, and it was a big success. The creativeness and refinement of the materials and the competitive prices struck the public, shifting attention once and for all from French to Italian fashion. Since then Italian clothes have been chosen by world-famous characters, who in Italian fashion find a unique, elegant and refined style. It is the case of Michelle Obama, who identifies with Moschino clothes, or Hillary Clinton, who loves to wear Cruciali polo neck sweaters. Even “The Devil Wears Prada” and also great cinema cannot resist the charm of Italian fashion. In the colossal film “Australia” Nicole Kidman wears Prada clothes and Salvatore Ferragamo shoes. But the charm of Italian fashion has also infected films telling stories closer to everyday life. It is the case of (Ethic), which, after doing the clothes of Kather- PERCORSI ine Kelly Lang in the famous soap opera “Beautiful” for the small screen, did those for “This Great Little Love” by Riccardo Donna, “My Best Enemy” by Carlo Verdone and “The window opposite” by Ferzan Ozpetek, while other films are still being made: “All the Love in the World”, “Lara and I” by Verdone, “Love 14” by Muccino, “Excuse me but I Want to Marry you” with Raul Bova, “Lucky you are Here” with Claudia Gerini and “Angels and Diamonds” with Vittoria Belvedere in it. Julia Roberts too, in Italy for her latest film, has chosen the famous round brackets of (Ethic), which have now entered the aesthetic universe of so many young fashion victims. A successful brand in the international scenario of female fashion, before being a label (Ethic) is a moral choice, that of dressing with attention to the concept of sustainable development. Fabrics and natural dyes and the use of hides deriving from food cycle are indeed the direct consequence of the support that (Ethic) has long given to environmental campaigns. In the past years this brand has also introduced the Emma line on the market, dedicated to young girls, with profits partially devolved to institutions looking after minors. Thanks to its eclecticism the brand has succeeded in penetrating different markets, exporting an “Italian-style” way of dressing recognizable all over the world and positioning itself among brands that have made “low cost” a real philosophy. Already present in Italy with 45 sale points, in the space of a few years it has obtained truly amazing result, also officially going abroad – it is present in Spain, France, Germany, Russia, China and Canada. “The Italian product is immediately recognizable from the care taken over the finishing touches and from the choice of materials,” declares Ivano Piccirilli, the soul of the brand and the president of the Ies company which, proudly looking forward to the forthcoming openings in Paris, in China and in Japan, stresses that “this successful expansion towards foreign countries is the direct proof that the Italian product is always appreciated, despite crises and competitions, since it is the result of an atavistic culture of sewing that the whole world envies us.” Connoting a garment with the Made in Italy brand thus represents the ability of our country to blend in a single product quality of material and a major aesthetical dimension. Today Italian fashion covers all market segments, from haute couture to prêt-à-porter, from programmed to fast fashion, making its style accessible to absolutely everybody. 97 PERCORSI PERCORSI Worldwide The institution gets to work to protect one of the primary activities in Sicily fish patrimony is submitted to increasing pressures, exerted An interview with Regional Minister Bufardeci regarding the However, even the biggest international coordination can fishing sector, a historical source of income for the inhabitants of prove ineffective if it is not accompanied by authentic accep- the island since the first human settlements tance of responsibility by each coastal state. In the absence of Hon. Bufardeci, in your opinion, what are the favourable elements and potentialities from which it is possible to start in order to give a new impetus to a strategic sector like that of fishing in Sicily? «I believe that we have to work to make Sicily succeed in renewing the heritage, not only economic but also social and cultural, that derives from the relationship with the sea. Fishing can again become a leading sector, but it will not be simple because we need to face and untie some structural knots». What are the strategies and measures that the Region will develop in the immediate future to give competitiveness back to the sector? «In the first place there is always respect for the sea and its ecosystem. It may perhaps seem impossible to reconcile this categorical imperative with the relaunching of fishing as an economic activity, but sustainable fishing protects sea species, increases profits for operators in the sector and creates the premises for consolidating the sector. Furthermore, by aiming at integration of the territorial micro-realities it is possible to create initiatives with very big added value also connected to oenology and gastronomy and tourism. Certainly we are talking about a long-term strategy, while today it is necessary to face the economic difficulties of daily life and for this we reason we will follow the directives of the European Union, intro- PERCORSI not only by activities of commercial and recreational fishing, but also by external factors like pollution and climate change. a scientific basis on which to found the managerial choices, though there is international coordination we risk creating short-term initiatives that do not get to the root of the problem of boosting checks and limiting the fishing ability of fleets, elements that are now necessary to guaranteeing sustainable exploitation». These are challenges that Sicily is well aware of. In the past few years we have actively worked to improve the cognitive picture of fishing activities and their management, as well as to support and reinforce the picture of multilateral cooperation. Nevertheless, much still remains to be done and the Commission is now working to conceive of a new proposal: a proposal for a reform of the common policy on fishing, which will see the light within 2012. What will the contribution of Sicily be, in terms of ideas and proposals, to the drafting of the Green Book of the European Union, the document that will determine the common policy on fishing for the next ten years? «Rather than of a task we have to speak of a responsibility. Sicily has a decisive share in the national sector, almost 40 percent of the Italian productive sector. We therefore have the duty to direct the position of the national government on the basis of our competences, serenely desiring not to impose but to share choices that will lead to the relaunching of the sector. The Green Book will be the Bible of our behaviours, it will ducing measures for socioeconomic compensation, necessary impose some sacrifices but will also involve the possibility of a for protecting employment levels». new deal for the fishing industry that will not aim anymore at How important is collaboration with the other countries in the maximisation of fishing, but will also make environmental the Mediterranean? strategic choices for protection and respect for fish fauna. Sic- «The sea is an open geopolitical space by definition. To hold a ily and its fleet will have a central role in the drafting of the dialogue with the other Mediterranean countries is a neces- Green Book of the European Union, a document that will de- sary policy both for protecting our fleet and for exporting our termine the common policy on fishing for the next ten years know-how and our competences, so that fishing can also be- and will be binding for the European common policy on fish- come a resource in the countries of the southern area of the ing». Mediterranean. There is no doubt that in order to guarantee The European Commission has raised a series of questions, sustainable fishing, greater coordination is necessary between asking member states to formulate their own reflections on the coastal Mediterranean states, and we all know that our the themes of environmental protection, scientific research 98 Worldwide for fish repopulation, the introduction of low-emission navi- «The regional administration aims at the relaunching of the gation systems and the definition of a sustainable industrial sector and it will be our task to accompany operators in the policy that can be blended with territorial micro-realities of sector in getting into line with this regulation, in the aware- a family and non-industrial character, which will have to be ness that the sector not only represents a strategic asset of our oriented towards niches with high added value. Moreover, economy, but it is also an authoritative section of our culture recently it has tightened up checks on board craft. The doc- and our traditions». PERCORSI ument approved in Brussels during the meeting of the EU ministers for agriculture and fishing contemplates new and A life for the sea more rigid prescriptions for the sector, for safety on board By Rossella Catalano and for health checks on the fish caught. «We are satisfied with the commitment of the national government, which has tried to hold out against many of the conditions required and has succeeded in reducing the impact of some planned measures that would have excessively penalized the Sicilian situation. The overall layout of the regulation seems appropriate to the needs of the medium and large firms in the sector, while actually our induced economy really mainly involves small firms. These need to be supported and protected. One of the concessions obtained thanks to the mediation of the Italian delegation concerns the time frame for the introduction of the new regulation: the document will come into force, but its application will be gradual». This practice sets the bases for a relaunching of the actions for modernization of the Sicilian fishing fleet. «The gradual application of the measures will make it possible to open up reflection on the community planning by EFF, the European Fishing Fund. We are halfway through the programme and we are getting very good results in using the resources of the first three years, showing a strong capacity for qualified expense. In January, also appraising the data from the first part of the planning, we can start the second phase The coastguard is involved in continual and constant work for the sea, 365 days a year. Search and rescue activity at sea constitutes one of the delicate tasks performed. Going into details, the port of Lampedusa has a class 800 unit and a class 300 one that maintain a continuous watch service 24 hours a day 365 days a year, and in addition there is a class 200 patrol boat and a class 400 one. These are all instruments that are part of the 7th Squadron and also intervene to aid migrants’ boats. «Our naval units are ready to go out to sea in a very short time and they are coordinated by the operational room of the District Maritime Office on Lampedusa», says Antonio Morana, the district commander. «In operational cases, with a big number of people with their lives in danger, coordination is instead entrusted to the Port Authority of the port of Palermo or to the Operational Headquarters at the General Command of the body of Port Authorities in the Capital. In 2009 there were more than 100 interventions with around 2,700 people brought to safety». The Lampedusa Coastguard operates not only in the field of sea rescue, but also in fishing, the environment and shipping safety. How does your ordinary activity take place? of planning and refinance the measures for the modernization «The military personnel is involved daily both in activity of an and the safety of our fleet, with financing that could be about administrative character and in more strictly operational activ- 10 million euros». ity and in checks in the sectors of fishing, the environment and The community regulation contemplates the mechanism shipping safety. In particular, of major importance are the du- of the license with points. In line with what happens for the ties carried out in the service of operators in the fishing sector. driver’s licence, viotation of the community regulation will One need only think about handling preliminary procedures involve subtraction of a quota of points from the licence, for the issue or renewal of fishing licenses and for obtaining down to the hypothesis of suspension of the licence. Thanks the indemnities for periods of interruption or for the definitive to the mediation of the government, the real application of cessation of fishing activities. Our activities also include checks the sanctions is deputed to a decision by every single mem- on respect for the regional, national and community legisla- ber state, which therefore has an obligation to conform but tion on the subject, both by sea and on land, which serve to can decide the gradualness of the sanctions. prevent and in the most serious cases to sanction illegal be- 99 PERCORSI PERCORSI Worldwide haviours. In the field of shipping safety too the work of the too. This does not mean imposing on oneself a sort of alimen- men of the Lampedusa Coastguard concerns both administra- tary asceticism. The fact is that the allies of health can be true tive activity, like the issue of safety certificates for fishing units alimentary delicacies, among which the place of honour surely within a certain tonnage and for recreational boats, and activity concerned with checking the technical requisites of craft. In the broadest sense, protection of the sea environment also includes checks serving to verify possible abuses against the big quantities in Italy and are the so-called “poor fish” of our seas, but are very rich from the nutritional point of view. public maritime demesne, which considerably increase in the These fish have animal fats similar to vegetable ones, primarily summer season, checks on unauthorized dumping at sea and characterized by “unsaturated” compounds, particularly those on behaviours that are harmful for the sea resources protected of the omega-3 series, which are important for cerebral devel- by the legislation in force, including the Marine Protected Area opment and protecting the heart and arteries. of the Pelagie Islands». The fats of land animals do not have these prerogatives, being In Italy fishing is regulated by various norms. Nevertheless, richer in “saturated” compounds, which instead, if consumed in in the area where there are nature reserves and protected sea areas there are more restrictive laws. Which ones affect the Lampedusa Marine Protected Area? «The area of the Pelagie Islands was created with a decree by excess, can facilitate the onset of some illnesses. Omega-3s are present in all fish in varying quantities but their content is without doubt among the highest in anchovies, what at that time was the Ministry of the Environment and sardines and mackerels. A healthy diet must contemplate fish Protection of the Territory of 21.10.02, mainly for protection of rich in omega-3 at least twice a week. In the Recommended the marine flora and fauna and the valorisation of the biologi- Levels of Assumption of Energy and Nutrients for the Italian cal and geomorphological resources of the area. Through the population, the Italian Society of Human Nutrition has inserted subdivision of the sea stretches affected into three zones (A, B a minimum level of poly-saturate fatty acids of the omega-3 and C) prohibitions and limitations were introduced regarding series for an adult equal to 0.5% of the daily total calories. The all the different human activities on one zone or another. In zone A, also called integral reserve area, for instance, all activities, from professional fishing and angling to navigation percentage doubles in an individual that has already “crossed the Rubicon” of pathology and it also increases in neonates and bathing, are forbidden, except on the Island of Rabbits. and in children, since various studies have demonstrated that In zone B, the “general reserve”, many of the activities forbid- those fed with enriched milk show better neurological devel- den in zone A are allowed, but on particular conditions. For opment. It is therefore important for us medical nutritionists instance, tourism fishing and sporting fishing are only allowed to promote consumption of fish as an alternative food to other for residents. Lastly, in zone C, or partial reserve, the prohibi- protein foods like cheese, eggs and meat and particularly to tions are further reduced and the number of activities allowed promote consumption of anchovies, sardines and mackerels, increases. That of the Lampedusa District Maritime Office is all round activity, which intensifies in summer, when the beauty of the environment is more exposed to harmful behaviours that could deface it forever». PERCORSI goes to anchovies, sardines and mackerel, which are caught in which – and this is not to be underestimated – because of their organoleptic characteristics are suited to satisfying the need of the whole family, from the youngest to the most elderly. Be careful, however, not to fall into the trap of fried food, a de- A fish a day… light for the palate, but less favourable for the health. The fact by Gaia Ballo is that frying fish involves marked denaturation of the omega- The battle against many chronic-degenerative illnesses like 3s, and so to preserve this elixir intact it is advisable to use other hypertension, atherosclerosis, coronary thrombosis, diabetes, cooking methods. dyslipidemia and even cancer, can and must be fought at table Good fish and a good recipe=good health! 100 VITTI ‘NA CROZZA (I have seen a skull) HARLEY-DAVIDSON PALERMO Via Circonvallazione di Monreale, 111 90100 Palermo Tel./Fax 091.6686288 www.harley-davidsonpalermo.com PERCORSI Worldwide Du côté des bons l’un à coté de l’autre. Ainsi je pense aux nombreux policiers, de Umberto Lucentini gendarmes, soldats des forces armées italiennes occupés Sur la petite place du parc intitulée à Joe Petrosino trois en Iraq et ailleurs où il y a tant à faire ». Joseph E. Petro- langues se mélangent: l’anglais, l’italien et l’italo-américain typique qui raconte les origines lointaines de tant d’émigrés débarqués aux USA il y a longtemps. Á Manhattan, au coeur de New York, à la limite de Little Italy, il y a ceux qui comme Joseph E. Petrosino sont nés et ont grandi là mais ont une part du coeur qui bat en Italie. Ce Monsieur élégant, la mèche tout juste blanche, les lunettes dorées, est un des nombreux arrières petits-fils de Joe Petrosino, le mythique lieutenant de la police de New York tué par la Mano Nera à Palerme en 1909. Joseph E. Petrosino, mardi 13 octobre, raconte ainsi une partie de sa vie devant les hôtes américains, italo-américains et italiens arrivés dans la zone verte entre Lafayette, Spring Streets et Cleveland Place pour donner le non de l’illustre ancêtre au parc, le Lieutenant Petrosino (1860-1909): « Je suis orgueilleux d’être le petit fils d’un grand policier qui est le meilleur héritage que l’Italie puisse nous laisser. Ici aux USA il y a des investigateurs, pompiers, médecins, et citoyens communs qui de New York à Chicago, de la Floride à San Fancisco, honorent la meilleure histoire d’Italie ». Voilà, peut-être que tout est là, dans les mots du juge Joseph E. Petrosino, le sens du nouveau lien entre les deux rives de l’océan raconté par les évènements pour la semaine de la légalité intitulée « Joe Petrosino: la nouvelle Sicile à cent ans de sa mort » à l’intérieur de laquelle ont été présentés la conférence organisée par l’Anfe et l’exposition de la Province de Palerme. Francesco Maria Talo, consul italien à New York, ne perd pas l’occasion d’un important jeu de PERCORSI sino est un magistrat, et il articule bien ses mots quand il dit: « Aujourd’hui aux postes clés de la justice et de la police il y a des femmes et des hommes italo-américains. Et nous avons tous la même volonté: arrêter ceux qui discréditent et déshonorent l’histoire des italiens, ceux qui avec leurs comportements offensent le symbole pour tous les italo-américains honnêtes qu’est Joe Petrosino. Aujourd’hui combattre le crime et le terrorisme est un devoir laissé par des hommes comme Joe Petrosino »: Piero Grasso né et ayant grandi en Sicile – où il a travaillé et risqué sa vie pour arrêter d’autres crimes – est aujourd’hui à la tête de la Direction nationale anti-mafia, et à New York il a déjà de solides contacts avec ses collègues et policiers en première ligne contre les clans. Le procureur en chef de l’anti-mafia Grasso nous dit: « durant ces dernières années il y a eu de nombreux pas de faits vers l’espoir de changer les choses et vaincre Cosa Nostra. Et maintenant que l’on parle de pactes entre des membres de l’Etat et la mafia je dis qu’il faut chercher à tout prix la vérité. S’il y a eu des pactes par le passé, en particulier pour des délits importants comme ceux de Piersanti Mattarella et Pio La Torre, ou Carlo Alberto Dalla Chiesa, jusqu’à Giovanni Falcone et Paolo Borsellino, il faut être prêts à accepter les nouvelles vérités qui émergeront des enquêtes. Et les faits et les enquêtes disent que la criminalité organisée souvent à été le bras armé d’autres intérêts ». Le passage du témoin, du fil du récit qui unit le Procureur antimafia et le chef du NYPD, arrive avec une boutade: « Deux Grasso, une seule loi... » George Grasso nous raconte mots: « Lundi nous avons célébré le Colombus Day, mis je donc: « J’ai commencé à travailler dans le Département de peux dire que tous les jours sont des jours pour se souvenir du Police de New York à 30 ans, en 78 je suis devenu détective lien très fort entre l’Italie et les USA. Aujourd’hui on célèbre et pendant toutes ces dernières années j’ai suivi l’évolution les trois P: Petrosino, Padula et Palerme. Petrosino c’est Joe, de la criminalité organisée à New York. Aujourd’hui je peux le policier italo-américain né à Padula et tué à Palerme, terre déduire que l’expérience du passé me fait espérer: nous d’origine d’investigateurs et magistrats anti-mafia. Derrière pourrions gagner cette bataille. Le congrès USA a approuvé le personnage de Petrosino, il y a l’histoire de nombre d’ita- une loi pour centrer cet objectif: elle prévoit des normes liens, émigrés ou non, qui sont une ressource pour beaucoup pour démanteler le racket des extorsions et un programme d’américains. Beaucoup d’italiens ont travaillé avec succès de protection pour les collaborateurs de justice. La loi, en contre la criminalité, comme Piero Grasso, chef du Parquet fait, doit rester un phare même devant les pires criminels. La national anti-mafia, et le chef du Police Department de New criminalité organisée aux USA est de plus en plus une entre- York, George Grasso, un américain aux racines italiennes, prise. Avant 1970 il était difficile de prouver la culpabilité des 102 Worldwide l’exploitation de la prostitution, le jeu de hasard, pour tou- Joe Petrosino de chef de la Squad à héros de la narration populaire italo-américaine cher les affaires de la mafia. John Gotti était à la tête d’une de Marina Caccioppo boss, après 1970 avec les nouvelles premières lois approuvées nous avons utilisé les enquêtes sur les trafics de drogue, entreprise qui facturait des millions de dollars, et nous avons trouver les branches de son entreprise: le résultat est que Gotti est mort d’un cancer en prison. La police de New York a créé des groupes de travail conjoints contre mafia et terrorisme. Aujourd’hui la criminalité organisée italienne, russe et mexicaine sont traitées comme Al Qaeda: il est clair que l’on ne peut pas protéger New York en s’arrêtant aux limites des quartiers, parce que ceux qui ont fait s’écrouler les Twin Towers ont commencé leur activité criminelle hors de New York. Voilà pourquoi nos forces de police travaillent avec les policiers d’autres états pour arrêter les clans. L’année dernière une grosse enquête sur un trafic de drogue entre le Mexique, l’Italie et les USA a été conclu grâce à ce partenariat. Bien sur, il y a des différences entre nous: en Italie il y a une triste histoire de personnes honnêtes assassinées par Cosa Nostra. Ici à New York, non: la criminalité organisée comprend que s’il elle tue un policier ou un magistrat elle signe son suicide. Et même si la mafia continue d’exister nous sommes sur la bonne voie pour la battre parce que nous utilisons une task force qui a l’appui des parquets de districts et italiens ». Dans le tour à New York il y a aussi don Ciotti qui raconte le phénomène Libera, les centaines d’associations anti-mafia qui en Italie se sont unies et organisent des débats, gèrent les biens confisqués aux boss, assistent les nombreux témoins de justice souvent laissés seuls. Et il synthétise ainsi: « Aujourd’hui nous avons besoin d’une société responsable, PERCORSI Lieutenant Joe Petosino, commandant de l’’Italian Squad de la Police de New York, 700 arrestations en 1904, ce n’était pas n’importe qui, sinon il ne serait pas devenu un personnage légendaire avant d’être tué. Ils le savaient parfaitement bien les lecteurs du Progresso italoamericano et meme ceux du New York Times qui lisaient les pages de faits divers de sa lutte assidue contre la ManoNera, mais c’est surtout les lecteurs de La Follia di New York et du Corriere d’America qui le savaient, ils le retrouvaient comme personnage dans les pages des romans du célèbre Bernardino Ciambelli et de Italo Stanco. L’écho des actions de Joe Petrosino, des faits divers, filtre rapidement dans les appendices des journaux des communautés italiennes où on publiait de longs feuilletons compliqués qui appartenaient au genre des « mystères dans les villes » né en France à la moitié du XIXème siècle avec Les Mystères de Paris de Eugène Sue. Les mystères de Bleecker Street, Roman contemporain, Le meurtre de Coney Island, et Les mystères de Harlem de B. Ciambelli et Les Pieuvres de New York de Italo Stanco font partie de quelques titres où apparaît le personnage de Joe Petrosino. En plus des immanquables éléments romanesques des trames compliquées, aux détails cuisants et sensationnels, aux portraits de sombres criminels et aux vices de la haute société, on trouve des éléments nouveaux, plus réalistiques, liés à la vie de la « Colonie italienne ». Une représentation réaliste des milieux des communautés italiennes que tous les citoyens s’occupent concrètement du problème dense de références topographiques aux lieux et faits crimi- par des faits: tous se disent contre la mafia, mais la première nels ayant réellement eu lieu. mafia à combattre est celle de la parole. Les directions à Ces publications répondaient aux exigences de rectifier l’ima- prendre pour ne pas annuler ce qui a été accompli par les per- ge des italiens qui émergeaient de la presse américaine et qui sonnes qui ont perdu la vie pour nous sont trois. En premier: souvent représentait nos compatriotes comme « les habituels la formation, dans les écoles et les universités la connaissan- suspects », des individus qui par nature, race et culture, s’adap- ce du phénomène. Deuxièmement: Etre tous plus actifs, ac- taient mal aux lois américaines et qui facilement devenaient complir son propre devoir. Troisièmement: donner du travail de dangereux anarchistes ou mafieux prêts à conspirer contre aux chômeurs, à travers la gestion des biens confisqués par l’Amérique et les institutions démocratiques. En tentant de exemple ». Et un béret en cadeau, sur la tête des deux Grasso suivre ce rétablissement, l’introduction de la figure de Joe Pe- et de don Ciotti, c’est un signal fort: un morceau de tradition trosino et plus tard celle de Michel Fiaschetti qui le remplaça volé comme symbole de Cosa Nostra peut retourner à ses à la tête de l’Italian Squad en 1912, opérait un rôle très impor- origines. Partant de New York. tant dans les romans populaires. La création du personnage 103 PERCORSI PERCORSI Worldwide d’un policier entier, représentant la légalité, qui agit au nom de la communauté pour déraciner le crime et ramener la justice, rassure les lecteurs italo-américains par rapport aux accusations faites aux italiens, et en particulier aux siciliens, de faire partie d’une société secrète, une organisation d’assassins qui avait pour objectif de contrôler les institutions de la ville. Petrosino était donc le paladin de la communauté italienne à New York, du haut de sa crédibilité de policier et de membre de la communauté il était la figure parfaite pour expliquer que la communauté italienne n’était pas complice, comme on voulait le faire croire, mais victime du crime, mise de côté comme elle l’était par les autorités et la police ». Reprenons ici comme conclusion un petit passage de Le meurtre de Coney Island parce qu’il nous semble qu’en plus de sa valeur littéraire, il contient un message tout à fait actuel et nous le proposons au public du monde entier comme avertissement valable pour tous les peuples. « Petrosino, en suivant les traces d’un assassin, assiste à une explosion dans le chantier en construction de Penn Station, où perdent la vie quatorze ouvriers dont dix italiens. Profondément touché par ce qui s’est passé, Joe voudrait crier à tous: « Ceux-ci n’appartiennent pas à la Mano Nera, mais à la légion des hommes aux mains calleuses, à l’équipe des martyrs du travail »: Mais son cri ne serait pas entendu, parce qu’on a l’habitude de faire du bruit toutes les fois qu’un italien commet un délit, mais on se tait quand des centaines et des centaines tombent victimes du devoir ». Résumé Noir PERCORSI davres qui compte 240 morts par an et transforme les rapports de pouvoir entre les « familles » en Sicile et en Amérique. L’homme clé du XXème siècle est Lucky Luciano, Salvatore Lucani, premier boss officiel de la moderne famille Genovese, considéré l’un des 20 hommes les plus influents à l’intérieur de l’organisation et père du crime organisé moderne. Ce fut lui l’idéalisateur, après guerre, de la grosse expansion du commerce de la drogue. Grâce à ce trafic international les familles américaines des Gambino, Bonanno, Lucchese, Genovese, et Colombo ont créé une plateforme qui a renforcé et facilité les rapports économiques et financiers de la pègre. Leurs années d’or furent entre 70 et le début des années 80, quand avec la drogue les italo-américains levaient des montagnes d’argent. La morphine, base importée d’Orient, était revendue dans le Sud de la France et en Italie, où elle était raffinée et transformée en héroïne dans les laboratoires et raffineries siciliennes de la mafia. Ici les protagonistes sont les Gambino, Spatola, Inzerillo, qui ont comme interlocuteur le grand marché américain. Mais la lutte à la mafia oblige l’organisation à se tourner ailleurs. Quand en 81 la guerre entre familles éclate, les corléonais battent les palermitains et les rapports avec les américains diminuent. L’affaire de la drogue passe au sud, aux colombiens qui avec leurs « cartels » sont plus sanguinaires et organisés. Vénézuela et Argentine sont les deux autres pays d’Amérique du Sud mêlés aux affaires de mafia. Parmi les fugitifs il y a Tommaso Buscetta, qui avec deux autres collaborateurs de justice, Francesco Marino Mannoia et Salvatore « Totuccio » Contorno, ouvriront de nouvelles portes utiles pour les enquêtes. Les années 92 et 93 sont les années des massacres De Carla Incorvaia où la mafia lance son défi à l’Etat. Mais certains des corléonais Wyseguy et picciotti. Don, parrains et chefs de clans. Comment arrive la pègre organisée des « paysans siciliens » de l’autre coté de l’océan? C’est Antonio Ingroia, procureur adjoint de Palerme et à la tête des plus importantes enquêtes judiciaires sur les rapports entre mafia et politique, sur Cosa Nostra et football, sur le trésor de Vito Ciancimino, pour n’en citer que quelques-unes, qui nous l’explique. En 2007 vous avez ordonné l’arrestation de Salvatore Lo Piccolo, en cavale depuis longtemps, le seul boss qui avait continué à maintenir des rapports avec les « fugitifs », les membres de Cosa Nostra contraints de fuir en Amérique durant la guerre de mafia, explosée dans les années 80 entre les corléonais et les palermitains pour la suprématie et le contrôle du territoire. Une guerre de sang et ca- exagèrent et il en résulte une cassure interne. Ganci et Aglieri 104 sont les membres du clan les plus impitoyables, tandis que Bernardo Provenzano, le boss des boss, la tête de la mafia, glisse sur une position modérée. Plus tard c’est l’arrestation de Totò Riina qui infligera un coup dur à Cosa Nostra. Durant ces années Salvatore Lo Piccolo est le seul à avoir maintenu des rapports avec les fugitifs. C’est lui qui tente de convaincre Provenzano d’une alliance absolument nécessaire, qu’il faut promouvoir cette paix mise de coté par Riina. Les très fidèles Cinà et Rotolo tentent de s’opposer, mais jusqu’en 2003 il y a une trêve. Quand en 2006 Provenzano est arrêté Lo Piccolo devient le chef incontesté de Cosa Nostra, Cinà et Rotolo sont arrêtés eux aussi, et on recommence à fusiller. Le boss de San Worldwide Lorenzo ordonne l’homicide de Pietro Ingarao et les fugitifs peuvent finalement rentrés. Le 5 novembre 2007 Salvatore Lo Piccolo, appelé le Baron est arrêté à Giardinello dalla Catturandi, après une cavale qui a duré 25 ans. Son territoire est probablement la zone nordouest de Palerme, le Zen et les communes de Capaci, Iola delle Femmine, Carini, Villagrazia, Sferracavallo, Partanna Mondello et certaines zones de la province de Trapani. Cocaïne, entreprises et racket, le racket des extorsions, constituent les plus grosses recettes économiques. Une nouvelle alliance nait, une nouvelle stratégie entre Cosa Nostra sicilienne et américaine. Son arrestation crée un vide. Les intérêts de la mafia changent. C’est une mafia de la finance, celle des gros investissements, qui a besoin de marchés riches et éloignés, où il est plus facile de semer les traces. La mafia aussi s’adapte à la globalisation en mettant sur pied de nouvelles stratégies criminelles et de nouvelles voies pour le recyclage de l’argent sale, comme le démontre la saisie de 13 millions d’euros placés à Nissau grâce à la complicité d’un financier milanais et d’un banquier suisse. Parmi les hommes importants de Cosa Nostra américaine il y a aussi Frank Calì, l’ambassadeur, l’un des 90 arrêtés après l’enquête Old Bridge, la plus grande après le procès Pizza Connection. Frank Boy, « Monsieur personne », officiellement à la tête de la Italian Food Distribution à New York, homme de respect de la famille Gambino-Inzerillo, était le pivot des nouveaux rapports entre Sicile et Amérique. C’est à lui que se sont adressés les jeunes descendants des familles palermitaines. De Mandalà et Notaro des familles de Villabate, à Gianni Nicchi de la Famille de Pagliarelli et Vincenzo Brusca de la famille de Torretta. Calì, 43 ans, avec Filippo Casamento, devient le nouveau chef des familles mafieuses américaines. Retenu homme d’honneur des Gambino, il gère une dizaine de sociétés pour la distribution alimentaire aux Etats-Unis et est à la tête d’entreprises de construction qui réalisent des buildings à New York et créent des entreprises pour le recyclage de l’argent dans des mique n’a pas poussé dans le tour infernal de la néo-indigen- pays offshore. La tradition veut que la fête – qui anticipera presque prophé- Thanksgiving day: un mythe problématique PERCORSI ce – se réunissent avec des amis et des parents pour fêter le thanksgiving day (Jour du remerciement) autour d’une table dressée où trônent une dinde rôtie dorée et un invitant gâteau à la citrouille. Á l’importance du premier plat on doit l’autre appellation, celle Turkey day (Jour de la dinde). Celui de 2009 est le trois cent quatre-vingt-huitième Thankgsgiving de l’histoire, considérant que la première célébration remonte à novembre 1621, décidée par William Bradford, gouverneur de la colonie que les Pères Pellegrini avaient fondés à Plymouth, pour remercier Dieu de leur première récolte. Cette première symbolique n’a pas été touchée par les nombreuses recherches historiques qui ont retrouvé de précédentes cérémonies de Remerciement religieux célébrées par des colons européens sur le sol américain avant 1621, comme celle qui eut lieu le 8 septembre 1565 dans un groupe d’espagnols en Floride. Pour la colonie cette première récolte signifiait la perspective d’un futur raisonnablement serein et stable. Après une première tentative de fuir aux persécutions subies dans la patrie pour leur dissidence envers l’Eglise anglicane, se réfugiant à Leida, dans la prospère et tolérante Hollande, ils avaient décidé d’affronter l’inconnu de l’aventure, en allant fonder une colonie dans le Nouveau Monde, au Massachusetts. Ils avaient embarqué sur le Mayflower à 121, défiant l’océan à la recherche d’une utopie messianique d’une terre où réaliser sans conditionnements leurs besoins de liberté religieuse et économique (on attribue à celle-ci une importance croissante dans la récente réflexion historiographique). La dureté du voyage, entravé par des tempêtes épouvantables, et les difficultés du premier impact avec la terre américaine avaient pratiquement réduit de moitié le nombre des colons. Ils avaient réussi à survivre aux rigueur de l’hiver dans un environnement hostile grâce seulement à l’initiale solidarité des indiens Wanpanoag, habitants de la zone, qui leur avaient enseignés à exploiter de façon rudimentaire les ressources de l’environnement naturel. tiquement la politique du melting pot – ait un caractère harmonieusement multi-ethnique; les indigènes Wanpanoag y furent invités, grands chasseurs, ils seraient arrivés en por- de Attilio Carapezza tant comme dons aux colons des cerfs, dindes et autre gi- Tous les ans aux Etats-Unis, le quatrième jeudi de Novembre, bier de la zone. Ce mythe de base de la nation américaine, les familles américaines – du moins celles que la crise écono- si impeccablement politically correct, est aujourd’hui mis ra- 105 PERCORSI PERCORSI Worldwide dicalement en discussion par l’historiographie de la part des « peau-rouge » qui en conteste la vraisemblance, soulignant le manque absolu de sources documentaires et rappelant la nature presque immédiatement conflictuelle des rapports entre les deux groupes. En 1970 quelques mouvements d’indiens d’Amérique arrivèrent à déclarer le Thanksgiving day journée de deuil national. Les moins enthousiastes de cette tradition sont évidemment les dindes qui, étrangères aux thèmes de liberté économique et religieuse et à ceux de la cohabitation pacifique entre les ethnies humaines, se demandent pourquoi la mémoire de l’affirmation de ces principes doit être célébrée justement avec le sacrifice de leur chair. Les chiffres de l’émigration de Paola Pottino Quand on énonce les données statistiques, il y en a qui font la grimace. Très vrai, il y a peu de fantaisie ou de divertissement dans la réalisation d’une liste statistique, mais pour un examen précis de la réalité dans laquelle on vit, ces chiffres un peu « antipathiques » deviennent souvent incontournables. Comment pourrions-nous en effet parler d’immigration si ces données ne servaient pas de support à nos analyses? 4 millions et 339 mille c’est le nombre de citoyens étrangers présents régulièrement sur notre territoire, 2 millions les travailleurs, 862 mille mineurs enfants de parents étrangers, 629 mille les jeunes scolarisés, plus de 100 mille les familles reconstituées, 40 mille les étrangers qui obtiennent la nationalité italienne, 24 mille les mariages mixtes entre italiens et immigrés, environ 6 mille les étudiants étrangers qui prennent une maitrise en Italie. Ce sont, les chiffres qui sortent du Dossier Satistique Immigration 2009 Caritas/Migrantes suivi par Franco Pittau selon lequel: « le Dossier est un instrument pour renverser cette fausse image que nous avons de l’immigration, non pas sur la base des motivations pastorales de Caritas et Migrantes, mais sur la base des données, qui depuis deux décennies continuent à être fournies avec soin et de façon complète ». En regardant de plus près donc, même l’observateur le plus distrait ne pourrait pas se rendre compte que peut-être le moment nécessaire à la réflexion est arrivé, en se libérant des préjugés, et en considérant les attitudes personnelles mais aussi celles politiques et idéologiques. Voir les immigrés comme des personnes en règle et non pas comme des clandestins; - continue Pittau, qui avec don Luigi Di Liegro a créé la recherche annuelle de la Caritas – les voir comme des PERCORSI 106 travailleurs et non pas comme des délinquants; les voir comme des citoyens et non pas comme des étrangers, ce sont les points synthétisés dans le Dossier Caritas/Migrantes 2009. Donc, sous ce ciel de visages aux yeux en amande, basanés et cheveux dorés, dans un Pays où les religions, les croyances et les cultures sont toujours très diversifiées, le phénomène de l’immigration n’est pas distribué de façon homogène dans toutes les régions italiennes. La croissance des citoyens roumains, ukrainiens et moldaves est en augmentation et plus de 60% des immigrés résident dans les régions du Nord, 25,1% dans celles du Centre et le reste, 12,8%, au Sud. Dans ce cadre, les quelques dizaines de milliers d’immigrés débarqués influent de façon superficielle. Selon le Dossier Caritas/ Migrantes 2009, en fait: en 2008 il y a eu 36.952 personnes à débarquer sur les cotes italiennes, 17.880 les rapatriements forcés, 10.539 les étrangers passés dans les centres d’identification et d’expulsion et 6.358 ceux ramenés aux frontières. Malgré donc que les débarquements ont été moins de 1% de la présence régulières, - a soutenu Pittau – les flux irréguliers ont continué de monopoliser l’attention de l’opinion publique et par conséquent les opinions politiques, provoquant ainsi une confusion croissante entre les immigrés clandestins, irréguliers, les demandeurs d’asile politique et les personnes ayant le droit à la protection humanitaire. Le vieux diction « ne pas tout mettre dans le même sac » est donc devenu un exemple à suivre pour préparer la société de ce demi-siècle à affronter les différences dans la globalisation et la globalité dans les différences particulières. La mémoire courte ne paie jamais: beaucoup de pays dans le monde, ont fait croitre leur développement avec l’aide de nos compatriotes, pourquoi, alors, l’Italie ne devrait pas construire son futur avec l’aide des immigrés? Des hommes en première en ligne de Paola Pottino Né dans les Pouilles et citoyen sicilien d’adoption, le Général Domenico Achille, Commandant Régional « Sicile » de la Police fiscale, est en Sicile depuis environ un an et demi et collabore avec le Corps de la Capitainerie de Port, la Marine Militaire, la Gendarmerie, la Police, chacune selon sa spécificité, combat le phénomène criminel lié à l’immigration. Général Achille, quels ont été les flux les plus significatifs d’immigration illégale vers la Sicile? «Les flux les plus significatifs sont ceux provenant des pays du bassin méditerranéen, de la Corne d’Afrique et de l’Afri- Worldwide que occidentale et, de façon mineure, du Moyen et de l’extrême Orient et du sud-continent indien. Il s’agit d’émigrants qui migrent pour des raisons économiques, mais aussi de personnes qui fuient la violence, bien que, certaines fois, induites en erreur par la chimère d’un honnête travail». Combien coutent ces « voyages de l’espérance » pour ceux qui décident de s’en remettre aux organisations criminelles? «Les sommes varient de 1000 à 3000 euros». La plus grande partie des clandestins provient de la Libye, et dans ce cadre, la décision de juin 2005, pour la mise en place d’une coopération euro-libyenne plus efficace en matière d’immigration, assume une importance considérable... «Exactement. Cette décision est devenue opérative cette année avec la rédaction des protocoles de coopération entre l’Italie et la Grande Giamahiria Arabe Libyenne Populaire Socialiste, stipulée en date du 29 décembre 2007 et 04 février 2009. Suivant ces accords, à partir du 25 mai 2009, la Police fiscale pratique une activité systématique de patrouilles de la mer territoriale et des eaux internationales se trouvant devant le port libyen de Zuwarah, principal passage des transports clandestins vers Lampedusa». Général, alors, sur la base de ces accords, quels développements y a t-il eu? «Les développements sont dans les chiffres. L’activité de contraste exercée par les services territoriaux de la Police fiscale et par ceux de l’Aéronavale qui opère en Sicile, peut être synthétiser ainsi distinctement pour 2008 et 2009 précisant que, pour l’année 2009, la donnée est valable jusqu’en septembre. Pour toute l’année 2008, 262 missions opératives ont été conduites qui ont permis de bloquer 10.028 migrants (8.247 hommes, 1.118 femmes et 663 mineurs) dont 122 arrêtés parce que retenus responsables du phénomène comme conducteurs de bateaux. De plus, 91 nouveaux-nés ont été séquestrés, utilisés pour le transport des migrants clandestins. Du 1er janvier au 30 septembre 2009, 80 interventions ont eu lieu au cours desquelles 1.222 personnes ont été bloquées (987 hommes, 175 femmes et 60 mineurs) dont 48 arrêtées». Suite aux nouvelles stratégies de contraste à l’immigration clandestine adoptée par notre gouvernement, nous assistons à une diminution sensible du nombre des débarquement le long des cotes du Canal de Sicile vers d’autres voies maritimes. Vous pouvez nous dire lesquelles? «Le résultat des opérations semblerait confirmer une ligne de tendance vu que, récemment, des débarquements ont PERCORSI été découverts dans les localités suivantes: Monasterace Marina (RC); Castro (LE), Africo (RC), Castrignano del Capo (LE), Capo Bruzzano (RC), Isola Capo Rizzuto (KR), Pozzallo (RG). Il en résulte que, à la place de la traditionnelle voie méridionale qui traverse le Canal de Sicile, les trafiquants d’êtres humains utilisent de plus en plus les voies qui traversent le bassin méditerranéen oriental (en exploitant comme pays de départ la Turquie, la Grèce et l’Egypte) pour rejoindre les côtes ioniennes de la Calabre, celles orientales de la Sicile et le littoral des Pouilles, et aussi le détroit de Sardaigne (surtout au départ des ports tunisiens et algériens) pour atteindre les côtes méridionales de cette région et celles occidentales de la Sicile». Au niveau européen, depuis mai 2005, est née l’Agence Européenne des frontières externes (Fontex). Quelle est la fonction de cette structure? «L’Agence a pour mission de simplifier l’application des mesures communautaires en matière de gestion des frontières externes de l’Union Européennes et de garantir la coordination des actions entreprises par les Etats membres pour réaliser ces mesures». Général Achille vous croyez en une société multi-ethnique? «Oui surement. Le monde évolue dans cette direction, nous nous en rendons tous compte. On ne peut pas penser aller contre courant, il faut mettre en place un processus d’intégration juste, naturel et civilisé et accepter les règles normales de cohabitation. Du reste nous ne pouvons pas oublier notre passé d’émigrant, nous devons donc comprendre ceux qui aujourd’hui se trouvent dans les conditions vécues il y a plusieurs années par nos grands-parents». Les points de la relation du Président de la chambre des députés Gianfranco Fini sur la question de l’émigration en Italie Sur la xénophobie: En Italie le racisme n’existe pas, mais il y a beaucoup de xénophobie, et nous savons très bien que la xénophobie est l’antichambre du racisme, xénophobie qui selon l’étymologie veut dire peur de l’étranger. Malgré l’histoire italienne, il existe latente ou manifestée, cette xénophobie pour toute une séries de préjugés, parce qu’il y a beaucoup d’ignorance, parce que le système éducatif n’a pas adressé, et surtout aux plus jeunes, l’invitation à réfléchir et juger sur la 107 PERCORSI PERCORSI Worldwide base de la connaissance et non pas du préjugé. Le premier devoir que les institutions doivent sentir, c’est de combattre le préjugé en partant de l’observation honnête de la réalité. Sur les mesures de sécurité (pacchetto sicurezza): J’en suis convaincu, il y a eu les mesures de sécurité, il faut maintenant les mesures d’intégration. Sécurité et intégration sont les deux faces de la même médaille, regarder une seule face seulement, signifie ne pas avoir une complète compréhension du phénomène. Á la télévision, il y a un excès de propagande et un déficit de politique, les thèmes de l’intégration et de l’immigration des étrangers sont des questions dramatiquement sérieuses que l’on ne peut pas affronter avec un slogan pour prendre 0,5% en plus au prochaines élections. Sur la nationalité: Le vœu est qu’on puisse trouver au moins sur un point un accord pour modifier la législation en vigueur, la nationalité est le point d’arrivée pour une intégration complète... Sur les mineurs: Pas seulement les enfants qui naissent en Italie, mais aussi ceux qui y vivent depuis qu’ils sont tout petits. Il faut une solution tempérée, parce que cet enfant qui a suivi un cycle scolaire, et qui a donc environ 1011 ans, qui est supporter de l’équipe de Rome ou du Lazio, qui parle le dialecte, qui plaisante avec mon fils, qui est tout à fait intégré à l’école, pourquoi doit-on lui dire: jusqu’à tes dix-huit ans, tu n’es pas un citoyen italien? Commençons par garantir à cet enfant la nationalité italienne, lui qui fréquente l’école et qui vit en Italie de façon stable avec sa famille. Il est très important de reconnaître la nationalité pour éviter qu’il puisse y avoir la tentation, quand ces enfants seront plus grands, de trouver les identités précédentes, d’être, avalés par l’extrémisme qui pêche dans le monde en se faisant fort du fait que l’identité est d’une certaine façon niée ou même condamnée par les sociétés occidentales, qui selon l’extrémisme sont les sociétés qui avec la pensée unique veulent détruire la tradition culturelle. Sur le droit au vote: Si tu veux que l’étranger se sente chez lui en Italie, tu ne peux pas lui nier a priori le droit d’être représenté, on lui dit qu’il est obligé de payer les taxes, mais on lui nie le droit de représentation. Il y a quelque chose qui ne va pas: les deux choses doivent aller ensemble, droits et devoirs ensemble. Jugement suspendu PERCORSI pour le droit à la vie. Elisabetta Zamparutti, en plus de son appartenance au Parti radical, est trésorière de « Nessuno tocchi Caino », la ligue internationale des citoyens et parlementaires pour l’abolition de la peine de mort dans le monde. Madame Zamparutti, comment avance la bataille contre la peine de mort? Après l’approbation de la résolution par moratoire des exécutions capitales de la part des l’Assemblée Générale des Nation-Unies, l’engagement est d’actualiser les contenus de la résolution dans les pays qui pratiquent la peine de mort, responsables de plus de 98% des exécutions capitales. Le point que nous voulons atteindre, est dépasser le secret d’Etat des exécutions, cela servirait comme force de dissuasion par rapport à l’opinion publique internationale. Le 17 et 18 décembre, nous avons décider d’en parler, de cela et d’autres points, dans un congrès organisé dans les prisons de Padoue. Les prisons, selon nous, représentent un lieu symbolique pour parler du droit à la vie. Comment juger-vous la politique de l’immigration mise en œuvre par notre gouvernement? C’est un triste point noir par rapport au futur de notre société. L’afflux documenté de personnes provenant d’autres continents ne peut pas être ignoré et les repousser est seulement une mesure démagogique. Je crois que c’est une politique dévastatrice dont les effets se ressentiront dans un futur proche, parce que nous ne serons même pas prêts à affronter le problème du point de vue culturel. Ce qui est dénommé « pacchetto sicurezza », par exemple, est une mesure en contre tendance qui ne résout pas le problème. Le monde réel et celui de ceux qui nous gouvernent sont deux mondes complètement déconnectés. Même si, à l’intérieur du Popolo delle Libertà, le Député Gianfranco Fini, a démontré une certaine « ouverture » pour le phénomène de l’immigration... Je pense que même à l’intérieur du Popolo delle Libertà, il y a une partie libérale, et j’espère que ces personnes réussiront à exprimer leurs idées. Je crois qu’à la base de tout, ce qui doit changer c’est le système électoral actuel, les élus doivent finalement devenir la vraie expression des électeurs! Selon vous quelle devrait être la réglementation en matière de Paola Pottino d’immigration? Voici le point de vue d’une femme qui depuis longtemps se bat Premièrement, il me semblerait nécessaire de régulariser non avec force et vigueur pour les droits de l’homme, et avant tout seulement les aides-ménagères, mais aussi ceux qui en ont le 108 Worldwide droit, comme par exemple les personnes travaillant dans les agro-pastoral qui va très bien avec le background culturel des champs, et en général, tous les manoeuvres. En Italie bien kurdes, érythréens, iraniens, afghans, serbes et tous les gens souvent ces personnes sont obligées de vivre dans l’illégalité, du monde venus de la mer et débarqués à Riace. J’ai passé tout travaillant au noir et ne pouvant exercer leurs droits et très l’été dans le camp de réfugiés ». En 2000 nait Cittàfutura, une souvent, à cause de cela, victimes d’un système de déviation. association intitulée au père Pino Puglisi fondée à Riace l’été Madame Zamparutti, quel futur voyez-vous dans notre so- 1999 par un groupe de jeunes, pour la promotion, la recherche ciété? et l’étude ethnographique de l’histoire et de la culture locale. C’est une lutte très dure, mais j’ai foi dans les gens. Il faut rom- En 2001 « Comme conseiller de minorité – continue Lucano pre ce mur de silence qui ne permet pas de communiquer. Tout – je propose la participation au programme d’asile. Ainsi Riace d’abord il faut considérer le problème de l’information, les ci- devient une des 75 premières communes d’Italie qui adhèrent toyens doivent être informés correctement et pour cela il faut au réseau de protection pour les réfugiés politiques. Á Riace une réforme radicale. arrivent des personnes du monde entier ou du moins de cette Retour en Italie lestine, Iran font partie du réseau de coopération internationa- En 1998 une embarcation avec à bord environ trente kurdes provenant de l’Iran, de l’Iraq et de la Turquie débarque sur la côte ionienne de la Calabre. Il s’agit du village de Riace, celui des bronzes venus de la mer et c’est encore de la mer qu’arrivent les deux saints protecteurs du village de Locride, Cosimo et Damiano. Les immigrés demandent l’asile politique et c’est ainsi que nait la première expérience d’accueil de réfugiés en Italie. C’est seulement trois ans plus tard que le gouvernement italien crée le premier programme national d’asile politique. « Ce qui en 2002 – explique Domenico Lucano, maire de Riace – est commué en loi Bossi Fini, la numéro 189, en système de protection pour les demandeurs d’asile et pour les réfugiés. La Commune de Riace a activé ces projets d’accueil pour une typologie particulière de citoyens immigrés; ceux qui arrivent des pays marqués par la guerre et où ont lieu des persécutions ethniques, politiques et qui demandent l’asile politique. Á Riace il y en a environ une centaine, tous réfugiés politiques ou PERCORSI partie impliquée par les conflits. Serbie, Somalie, Ethiopie, Pale constituée par les Communes qui adhèrent au projet d’asile. En nous ouvrant aux autres nous avons démontré que le message de solidarité est vraiment important ». Et c’est Wim Wenders qui décide de travailler au premier court métrage italien en 3D justement sur le thème de l’immigration dans les villages de Locride. Derrière les coulisses, c’est à dire pour l’écriture et la production, il y a Bologne: un scénariste, Eugenio Melloni, et deux maisons de productions, la Technos Videone de Mauro Baldanza et la Xilostudios de Giampiero Piazza, auxquelles s’ajoute les éditions Burgatti pour la coonne sonore. L’interprète principal sera Ben Gazzara, originaire de Canicattì, avec un directeur de la photographie comme Blasco Giurato (Nuovo cinema Paradiso). « Ce qui m’a inspiré – explique Melloni c’est un fait divers. Il y a quelques années j’avais lu qu’à Badolato, un petit village de Calabre, désormais abandonné, parce que tous les habitants avaient émigrés en Allemagne ou en France, le maire voulait repeupler le lieu en accueillant un groupe d’immigrés avec le statut de réfugiés politiques. Il m’a semblé qu’il avec protection humanitaire. Le jour du débarquement je me valait la peine de raconter une histoire avec des semblants de trouvais sur la nationale ionienne. Rencontrer ces immigrés conte par les temps qui courent, en cette époque où l’empor- moi qui ait toujours été engagé politiquement a été une révo- tent étroitesse et ressentiment. J’ai donc écrit un sujet avec lution, pour moi et pour les habitants de Riace, avec un centre un village où il y a un seul enfant qui veut faire une partie de historique pratiquement vide à cause du phénomène migra- ballon mais ne trouve personne. Ici, débarque un groupe de toire et envahi d’un sens de résignation sociale, avec un déve- jeunes immigrés africains.. Un conte de simplicité classique, loppement à la consommation entièrement axé vers la spécu- mais pourtant d’actualité absolue ». Que viennent faire ici les lation immobilière le long du littoral et enclin à la dure loi du contes et le 3D qui habituellement est employé dans l’anima- ciment et à la politique du béton. Notre population, 1800 habi- tion de pellicules qui mise sur le spectaculaire? « C’est ici qu’est tants divisée en deux agglomérations, Riace Marina et la par- le pari de Wenders, rendu possible par un producteur illuminé tie historique qui compte 700 personnes, a un fort patrimoine comme Marco Baldanza: démontrer que le cinéma stéréosco- 109 PERCORSI PERCORSI Worldwide pique n’est pas seulement destiné à l’horreur et aux dessins a rencontré mon arrière-grand-père et ils se sont mariés. Alors animés, comme nous a habitué Hollywood, mais c’est une ré- la Modavie faisait partie de la Roumanie, seulement par la suite volution technologique de la même portée que la naissance du elle est devenue état indépendant ». Convoquées par cette sonore et de la couleur. Et, donc, adaptée à tous les types de mère poule qu’est le clan de la Miren, elles arrivent dans le pays narration cinématographique. D’autre part, le son et la couleur des ancêtres, souvent pour la première fois, elles visitent un aux origines rencontrèrent aussi de nombreuses résistances ». peu Venise et tombent amoureuses: de l’Italie ou des italiens, Histoire d’espérance et d’immigration qui a enthousiasmé le peu importe. « En réalité – admet Diana – j’ai participé au metteur en scène de Paris Texas , le tournage de Il Volo a déjà concours pour promouvoir à l’étranger l’image de mon pays, la commencé en septembre en Calabre. Le film coutera 183.700 Moldavie ». Oui, Diana se sent beaucoup plus moldave qu’ita- mille euros: la région ne se limite pas à subventionner le film, lienne: « Pour ma famille, cela a été impossible de conserver les mais est coproductrice avec soixante-dix mille euros. traditions italiennes parce que l’histoire a souvent été cruelle avec la Moldavie ». Après avoir dépassé la concurrence en juin Les plus belles du royaume parlent italien dernier, Diana est déjà au travail mais elle n’a pas abandonné Si la couronne de Miss Italie dans le Monde cette année a tra- mode pour les catalogues, un travail qui n’a rien à voir avec son versé l’océan, en volant du Paraguay à la Moldavie, et passant titre de Miss Italie dans le Monde. de Fiorella Migliore à Diana Curmei, l’origine des miss s’est dé- Vous vous sentez un peu la miss des émigrés, même si dans placée seulement de l’est à l’ouest de la Sicile, de Comiso, dé- votre histoire il n’y a pas de traces d’émigration par nécessité? partement de Raguse, à Campofelice di Roccella, département «Miss Italie dans le Monde est beaucoup plus qu’un défilé de de Palerme. C’est à travers ce vol imaginaire, que se renferme belles filles et l’idée est vraiment admirable de la part de Enzo toute la beauté de l’émigration, que se reflète le souvenir de et Patrizia Mirigliani d’ouvrir leur concours historique à celles notre émigration, des années difficiles jusqu’à la délivrance et qui, même habitant loin, ont un peu de sang italien dans les l’affirmation de tant de compatriotes qui ont laissé leur terre veines. C’est une chance en plus pour se faire connaître dans le pour chercher ce travail que l’Italie leur niait. Et pourquoi pas, pays d’origine » Chez les Curmei ils sont tous heureux de cette un concours de beauté, avec son coté éphémère par défini- italo-moldave, heureux comme les mamans et papas italiens tion, il peut devenir le prétexte pour rapprocher des mondes qui, à Salso,appelaient patron Enzo Mirigliani, lui reconnaissant lointains qui ont un humus commun. Dans tout les coins du des dons miraculeux. monde les filles désirent rentrer dans ce mystérieux monde du Une dernière curiosité, c’est le charme italien ou ta véritable spectacle. Nées sous le Pain de Sucre, dans les rues de Man- beauté à déterminer ton succès auprès des garçons? hattan ou sur les plages de l’Afrique du Sud, l’envie de défiler, «Mais qui a dit que j’ai du succès auprès des garçons? » de faire du cinéma ou de la télévision, les rapproche toutes. PERCORSI les études de droit et d’actrice et son travail de photographe de Pour ce rêve elles n’hésitent pas à entreprendre, cette fois en Italian style sens inverse, le voyage entrepris par le passé par leurs grands- De Alessia Licata parents ou arrières grands-parents séduits à leur tour par le Quand on dit Made in Italy on pense à la nourriture, au vin, à rêve d’une vie meilleure. Aujourd’hui les filles appartiennent à l’artisanat de céramique ou du verre, aux lunettes de soleil la quatrième génération d’émigrés italiens dans le monde et ce et aux produits en cuir, mais surtout on pense à la mode. Les sont les régions du centre-sud, avec la Vénétie, à donner le plus récents succès des couturiers italiens aux derniers défilés pari- grand nombre de participantes. Diana, la beauté brune de l’Eu- siens viennent le confirmer. La fantaisie et la créativité italien- rope de l’Est, Miss Italie dans le Monde 2009, qui écoute Laura nes sont en effet le secret du succès des plus grandes maisons Pausini et Tiziano Ferro, explique: « Mon arrière grand-mère du monde entier. Stefano Pilati à la tête de chez Yves saint était de Campofelice et elle est arrivée en Roumanie avec un Laurent, Riccardo Tisci styliste chez Givenchy, Antonio Marras groupe de sculpteurs qui travaillaient la pierre. C’est ici qu’elle directeur artistique de Kenzo, jusqu’aux dernières acquisitions 110 Worldwide tel que Marco Zanini chez Rochas et Rodolfo Paglialunga chez rondes de (Ethic), désormais entrées dans l’univers esthétique Vionnet, et ce ne sont que quelques exemples rapides. Déjà au de tant de jeunes fashion victim. Marque de succès sur la scène Moyen-Age l’Italie excellait dans la production textile de luxe et internationale de la mode féminine, avant d’être une étiquette fournissait les plus importants souverains d’Europe. La soie de (Ethic) est un choix moral, celui de vêtir en faisant attention au Côme, le brocart de Venise, la laine de Florence, qui dans le pas- concept de développement durable. Des tissus et colorants na- sé ramenaient au style, au charme et à l’élégance italiens, sont turels et l’usage de cuirs provenant du cycle alimentaire sont en devenus avec le temps les habits des grands stylistes comme effet la directe conséquence du soutient que (Ethic) offre aux Valentino, Armani, Versace, Fendi. campagnes écologiques. Depuis quelques années la marque a La tradition de l’industrie de l’artisanat s’est transmise de géné- présenté sur le marché la ligne Emma, dédiée aux petites filles rations en générations, en améliorant petit à petit capacité et dont les recettes ont été en partie données aux institutions qualité et en rencontrant les innovations modernes. En 1949 les s’occupant de mineurs. Grâce à son éclectisme la marque a pé- soeurs Fontana réalisèrent la robe de mariée de Linda Christian pour son mariage avec Tyrone Power et toujours à la même époque la revue américaine Harper’s Bazaar dédie de nombreuses pages aux vêtements de Emilio Pucci. Le premier défilé italien fut organisé à Florence en 1951 par le marquis Giovanni Battista Giorgini, qui, ayant eut l’intuition de la puissance des ateliers de couture italiens, décide d’inviter des acheteurs américains et des représentants de la presse internationale. Défileront les créations des soeurs Fontana, Pucci, Simonetta, Jole Veneziani, Carosa, Schuberth, Germana Marucelli et Fagiani et ce fut un grand succès. La créativité, le raffinement des matériaux et les prix compétitifs touchèrent le public, déviant ainsi l’attention de la mode française vers la mode italienne. Depuis lors les vêtements italiens sont choisis par les célébrités du monde entier, qui trouvent dans la mode italienne un style unique, élégant et raffiné. C’est le cas de Michelle Obama, qui se reconnaît dans les coupes de Moschino ou de Hilary Clinton qui aime porter des pulls col roulé Cruciali. Même Le diable s’habille en Prada et le grand cinéma ne résiste pas à la mode italienne. Dans le Colossal Australie Nicole Kidman porte des vêtements Prada et des chaussures Salvatore Ferragamo. Mais le charme des marques italiennes contamine aussi les films qui racontent des histoires de la vie de tous les jours. Par exemple (Ethic) qui après avoir signé les habits de Kelli Lang dans la célèbre série Beautiful pour la télévision, habille le set de Questo Piccolo Grande Amore de Riccardo Donna, Il mio miglior nemico de Carlo Versone et La finestra di fronte de Ferzan Ozpetek, et encore en phase d’élaboration Tutto l’amore del mondo, Io loro e Lara de Verdone, Amore 14 de Muccino, Scusa ma ti voglio PERCORSI nétré divers marchés exportant ainsi une façon de s’habiller «à l’italienne », reconnaissable partout et se positionnant parmi ceux qui ont fait du low cost une véritable philosophie. Déjà présente en Italie avec 45 points de vente, elle a obtenu en quelques années des résultats vraiment surprenants en se tournant officiellement vers l’étranger où on la retrouve en Espagne, France, Allemagne, Russie, Chine et Canada. « Le produit italien est reconnaissable tout de suite à cause des finitions soignées et du choix des matériaux », déclare Ivano Piccirilli, âme de la marque et président de la société Ies, qui, annonçant avec orgueil les prochaines ouvertures à Paris, en Chine et au Japon, souligne que – une expansion gagnante vers l’étranger prouve directement que le produit italien est toujours apprécié, malgré la crise et la concurrence, parce qu’il s’agit du résultat d’une culture atavique de la couture que tout le monde nous envie ». Connoter un vêtement avec la marque Made in Italy représente donc la capacité de notre pays de conjuguer en un seul produit qualité de la matière et haute dimension esthétique. Aujourd’hui la mode italienne couvre tous les secteurs de marché, de la haute couture au prêt-à-porter, du programmé au fast fashion, rendant ainsi son style accessible vraiment à tout le monde. L’institution fait son entrée pour protéger l’une des activités primaires de la Sicile Interview à l’Assesseur Régional Bufardeci à propos de la pêche, sposare avec Raul Bova, Meno male che ci sei avec Claudia Ge- source historique de subsistance pour les habitants de l’ile depuis rini et Angeli e diamanti avec Vittoria Belvedere. Julia Roberts, les premières sédentarisations d’humains en Italie pour son dernier film, a choisi les célèbres parenthèses Monsieur Bufardeci, quels sont selon vous les éléments fa- 111 PERCORSI PERCORSI PERCORSI Worldwide vorables et les potentialités d’où il est possible de partir être inefficace si elle n’est pas accompagnée d’une authenti- pour redonner un élan à un secteur stratégique comme que prise de responsabilité de la part de tous les états côtiers. celui de la pêche en Sicile? En l’absence d’une base scientifique sur laquelle appuyer les «Je crois que nous devons travailler pour faire en sorte que choix de gestion, même si coordonnés au niveau internatio- la Sicile réussisse à rétablir son patrimoine, pas seulement nal, on risque de prendre des initiatives de courte durée, qui économique mais aussi social et culturel, qui dérive de son n’affrontent pas à la base le problème de l’augmentation des rapport avec la mer. La pêche peut redevenir un secteur de contrôles et de la limitation de capacité des flottilles de pê- pointe, ça ne sera pas simple parce qu’il faut affronter et dé- che, éléments désormais nécessaires pour garantir une ex- faire des noeuds structurels». ploitation soutenable». Quelles sont les stratégies et les mesures que la Région Ce sont des défis que la Sicile connait. Ces dernières an- développera dans le futur immédiat pour relancer la com- nées du travail a été fait pour améliorer la connaissance pétitivité du secteur? des activités de pêche et leur gestion, et pour soutenir «Avant tout il y a toujours le respect pour la mer et son éco- et renforcer le cadre de coopération multilatéral. Mais il système. Peut-être que cela semble impossible de concilier reste encore beaucoup à faire et la Commission s’est en- cet impératif catégorique avec la relance de la pêche comme gagée pour concevoir une nouvelle proposition: une pro- activité économique, mais une pêche qui puisse sauvegarder position pour une réforme de la politique commune de la les espèces marines, élève la rentabilité pour les travailleurs pêche, qui naitra avant 2012. Quel sera l’apport de la Sicile du secteur et crée les prémisses pour consolider le secteur. au niveau des idées et des propositions pour la rédaction De plus, en misant sur l’intégration des micros réalités terri- du Livre Vert de l’Union Européenne, le document qui dé- toriales il est possible de réaliser des initiatives de très haute terminera la politique commune de la pêche pour les dix valeur ajoutée liées aux secteurs oenologique, gastronomi- prochaines années? que et touristique. Bien sur il s’agit d’une stratégie à long «Plus que de devoir nous devons parler de responsabilité. terme, tandis qu’aujourd’hui il est nécessaire d’affronter La Sicile représente une part déterminante dans le secteur l’économie du quotidien et pour cela nous suivrons les direc- national, presque 40 pour cent du secteur productif italien. tives de l’Union Européenne en introduisant les mesures de Nous avons donc le devoir de diriger la position du gouverne- compensation socio-économiques, nécessaires pour garan- ment national forts de nos compétences et sereins, ne vou- tir les emplois». lant pas imposer mais diviser des choix qui pourront relancer Quelle est l’importance de la collaboration avec les autres le secteur. Le Livre Vert sera la Bible de nos actions, il impo- pays du bassin Méditerranéen? sera des sacrifices mais marque aussi la possibilité d’un new «La mer est un espace géopolitique ouvert par définition. deal de l’industrie poissonnière qui ne tend pas vers la pêche Dialoguer avec les pays de la Méditerranée est une politique massive, mais qui réalise des choix stratégiques de protec- nécessaire pour sauvegarder notre flotte mais aussi pour im- tion de l’environnement et du respect de la faune marine. La porter notre savoir faire et nos compétences, de façon à ce Sicile et le milieu de la pêche auront un rôle central dans la que la pêche devienne aussi une ressource dans les pays de rédaction du Livre Vert de l’Union Européenne, un document la zone sud de la Méditerranée. Il n’y a pas de doute que pour qui déterminera la politique commune européenne de la Pê- garantir une pêche soutenable une plus grande coordination che». entre les états côtiers de la Méditerranée est nécessaire et La Commission Européenne a posé un certain nombre de nous savons tous que les richesses en poisson subissent des questions, demandant aux états membres de formuler pressions croissantes, dues aux activités de la pêche com- leurs propres réflexions sur les thèmes de la protection merciale et récréative, mais aussi aux facteurs externes tel environnementale, de la recherche scientifique pour la que la pollution et le changement climatique, cependant, réintégration du poisson, sur l’introduction de systèmes même la coordination internationale la plus importante peut de navigation à basse émission, sur la définition d’une po- 112 Worldwide litique industrielle soutenable à conjuguer avec les micros relance du secteur et notre travail sera d’aider les travailleurs réalités territoriales de type familial et artisanal, qui de- de la filière à suivre ce règlement, étant conscients que le sec- vront s’orienter vers des créneaux à haute valeur ajoutée. teur représente un axe stratégique de notre économie, mais Récemment des contrôles plus sévères ont été effectués à est aussi une autorité en matière de culture et traditions». PERCORSI bord des embarcations. Le document approuvé à Bruxelles, au cours de la réunion des ministres Ue de l’agriculture Une vie dédiée à la mer et de la pêche, prévoit de nouvelles prescriptions pour le De Rossella Catalano secteur, plus rigides, pour la sécurité à bord et pour la pro- glement communautaire comporteront la soustraction d’un Les gardes-côtes s’engagent à un travail continue et constant pour la mer vive 365 jours par an. L’activité de recherche et secours en mer constitue une des délicates fonctions dont le Corps de la Capitainerie du port Garde-côte assume. En détail, le port de Lampedusa compte une unité catégorie 800 et une catégorie 300 qui effectue un service continu 24 heures par jour 365 jours par an, auquel s’ajoute un patrouilleur catégorie 200 et un 400. Des véhicules qui font tous partie de la 7ème escadrille et interviennent aussi pour le secours aux embarcations de migrants. Nos unités navales sont prêtes à sortir en mer très rapidement et sont en relation avec la salle opérative du Bureau Départemental Maritime de Lampedusa – nous dit Antonio Morana, commandant du département – Dans les cas comportant un nombre élevé de personne en danger, la coordination est confiée à la Capitainerie du port de Palerme ou à la Centrale Opérative du Commandement Général du corps de Capitainerie du port de la capitale. En 2009 il y a eu plus de 1000 interventions effectuées avec environ 2700 personnes de sauvées. Les gardes-côtes de Lampedusa s’occupent de la sécurité en mer mais aussi de la pêche, de l’environnement, de la sécurité de la navigation. Comment s’effectue votre activité ordinaire? «Le personnel militaire travaille quotidiennement pour tout ce qui concerne l’administration mais aussi pour les opérations sur le terrain comme les contrôles dans les secteurs de la pêche, de l’environnement et la sécurité de la navigation. En particulier, les mansions au service des travailleurs de la pêche sont importantes. Il suffit de penser aux instructions pour délivrer et renouveler les licences de pêche et pour l’obtention d’indemnité prévues pour l’arrêt biologique ou pour l’arrêt définitif d’une nombre de points à la licence, jusqu’à l’éventuelle suspension unité de pêche – poursuit le commandant – Font partie de nos de celle-ci. Grâce à la médiation du gouvernement, l’applica- activités les opérations de contrôles des normes régionales, tion réelle des sanctions est ramenée à la décision de chaque nationales et communautaires, maritimes mais aussi à terre, état membre, qui est obligé de s’adapter mais peut décider qui ont pour but de prévenir et dans les cas les plus graves de le niveau des sanctions. L’administration régionale vise à la sanctionner les conduites anti-juridiques. Dans le cadre de la tection de l’hygiène du poisson. «Nous sommes satisfaits de ce que le gouvernement national a accompli, il a tenté de résister à beaucoup des conditions demandées et réussit à réduire l’impacte que certaines mesures prévues qui auraient été excessivement pénalisantes pour la réalité sicilienne. L’ensemble du règlement semble adapté aux exigences des entreprises, moyennes et grandes, de la filière, tandis que notre pêche concerne une réalité de micros entreprises, qui doivent être soutenues et protégées. Une des concessions obtenues grâce à la médiation de la délégation italienne concerne le moment pour l’introduction du nouveau règlement, le document entrera en vigueur mais son application sera graduelle». Cette pratique pose les bases pour la relance des actions de modernisation de la flotte de pêche sicilienne. «L’application graduelle des mesures consentira d’ouvrir une réflexion sur la programmation communautaire Fep, le fond européen pour la pêche. Nous sommes à mi chemin du programme et nous sommes en train d’utiliser avec de très bons résultats les ressources des trois premières années, démontrant ainsi une grande capacité de dépense qualifiée. En janvier, en évaluant les données de la première tranche du programme, nous pourrons démarrer la seconde phase du programme et financer les mesures destinées à la modernisation et à la sécurité de notre flotte, avec un apport financier qui pourrait être de 10 millions d’euros. Le règlement communautaire prévoit le mécanisme de la licence à points. Un peu comme pour le permis de conduire, les manques au rè- 113 PERCORSI PERCORSI Worldwide sécurité de la navigation, le travail des gardes-côtes de Lam- naropathies, le diabète, les hyperlipidémies et même le cancer, pedusa concerne les activités administratives et la remise peut et doit être combattue à table. Cela ne signifie pas se des certificats de sécurité des unités de pêche entre un cer- contraindre à une sorte d’ascétisme alimentaire. Les alliés de la tain tonnage et des unités de plaisance, activités de vérifica- santé peuvent être en fait de véritables gourmandises alimen- tion et de contrôle des qualités techniques des bateaux. Pour ce qui concerne la protection de l’environnement marin nous pouvons citer les contrôles servant à confirmer certains abus sur le domaine maritime de l’Etat, qui augmente considérablement durant l’été, les contrôles des décharges abusives en mer et les conduites qui portent atteintes aux ressources marines sous tutelle de la norme en vigueur, dont fait partie la Zone Marine Protégée des Iles Pelagie». au poisson. Les trois espèces les plus pêchées sont l’anchois, la sardine et le maquereau, ce qu’on appelle le poisson pauvre de nos mers, mais très riche du point de vue nutritionnel. Ce poisson contient des graisses similaires aux graisses végétales, composées surtout de graisses insaturées, en particulier celles des omégas-3, importants pour le développement cérébral et En Italie la pêche est règlementée par diverses normes. comme protecteurs pour le coeur et les artères. De ces avan- Cependant, dans les zones où se trouvent des réserves na- tages les graisses des animaux de terre manquent, plus riches turelles et zones marines protégées des lois plus sévères en composants saturés qui, par contre, si consommés en ex- sont prévues. Quelles sont celles qui concernent la Zone cès, peuvent faire apparaître certaines maladies. Les omégas-3 Marine Protégée de Lampedusa? sont présents dans tous les poissons en quantité variable, mais «La Zone des Iles Pelagie a été instituée par Décret du Minis- leur contenu dans le poisson dit pauvre est sans aucun doute tère de l’Environnement et de la Protection du Territoire du plus élevé. Une diète équilibrée doit prévoir du poisson riche 21.10.02 dans le but principal de protéger la flore et la faune marine et de valoriser les ressources biologiques et la géomorphologie de la zone. Á travers la subdivision des secteurs de mer intéressés en trois zones (A, B, C) des interdictions et limitations de toutes les activités anthropiques différentes selon la zone dans laquelle on se trouve ont été prévues. Dans la zone A, appelée aussi réserve intégrale, toutes les activités en omégas-3 au moins 2 fois par semaine. Parmi les niveaux d’assomption recommandés d’énergie et nutrition pour la population italienne, la Société Italienne de Nutrition Humaine a inséré un niveau minimum d’acides gras poli saturés de la série omégas-3 pour l’adulte égal à 0,5% des calories quotidiennes totales. Le pourcentage double chez un individu qui sont interdites, de la pêche professionnelle et sportive à la a déjà contracté une pathologie et augmente aussi chez les navigation et la balnéation, avec une seule exception, l’Isola nouveaux nés et les enfants, diverses études ont démontré que dei Conigli. Dans la zone B, la réserve générale, nombre des ceux nourris avec un lait enrichi ont un meilleur développement activités interdites dans la zone A sont permises, mais sui- neurologique. Il est donc important, de notre part médecins vant certaines conditions. Par exemple la pêche de tourisme nutritionnistes, de promouvoir la consommation du poisson et sportive est réservée exclusivement aux habitants. Dans la comme aliment à substituer à d’autres riches en protéines, zone C, ou réserve partielle, enfin, les interdits se réduisent comme le fromage, les oeufs et les viandes et surtout promou- ultérieurement et le nombre des activités consenties aug- voir la consommation du poisson dit pauvre, qui est, à ne pas mente». Une activité importante que celle du Bureau Départemental Maritime de Lampedusa, qui s’intensifie surtout en été, quand la beauté de l’environnement est plus exposée à des conduites nocives, qui pourrait la dégrader à jamais. Un poisson par jour... De Gaia Ballo La bataille contre de nombreuses maladies chroniques et dégénératives comme l’hypertension, l’artériosclérose, les coro- PERCORSI taires, et parmi celles ci, la première place revient surement 114 sous-évaluer, pour ses caractéristiques organoleptiques adapté à toute la famille, des plus jeunes aux plus anciens. Attention toutefois à ne pas tomber dans le piège des fritures, délicieuses pour le palais, mains moins favorables à la santé. Frire le poisson, comporte une forte dénaturation des omégas-3, donc, pour conserver intact cet élixir il est conseillé de faire recours à d’autres méthodes de cuisson. Un bon poisson et une bonne recette=une bonne santé! PERCORSI Worldwide Con los buenos lice Department de New York, George Grasso, un americano De Humberto Lucentini con raíces italianas, hoy uno cerca del otro. Así me acuerdo En la placita del parque dedicado a Joe Petrosino se cruzan de todos los policías, carabineros, soldados de las fuerzas ar- entre ellas tres lenguas: hay quien habla inglés, quien italiano, quien el típico ítalo-americano que revela los orígenes lejanos de tantos emigrantes llegados hace años a EE.UU. En Manhattan, en el corazón de Nueva York, limitando con Little Italy, hay quien como Joseph E. Petrosino ha nacido y crecido por aquí pero tiene una parte de corazón que late por Italia. Este señor elegante, un mechón ligeramente canos, las gafas doradas, es uno de los muchos bisnietos de Joe Petrosino. El mítico lugarteniente de la policía de Nueva York, asesinado por la “mano negra” en Palermo en 1909. Joseph E. Petrosino, es martes 13 de octubre, cuenta así uma parte de su vida delante de los invitados americanos, ítalo-americanos e italianos que han llegado al área verde entre Lafayette, Spring Streets e Cleveland Place para dedicar el parque al ilustre antepasado, el “Lieutenant Petrosino (1860-1909)”: «Estoy orgulloso de ser nieto de un gran policía que es la herencia mejor que Italia podía dejarnos. Aquí, en los Estados Unidos hay investigadores, bomberos, médicos y ciudadanos comunes que de Nueva York a Chicago, desde Florida a San Francisco, honran la mejor historia de Italia». Tal vez se encuentra todo aquí, en las palabras del juez Joseph E. Petrosino, el sentido del nuevo vínculo entre las dos orillas del océano narrado por las manifestaciones para la semana de la legalidad titulada “Joe Petrosino: nueva Sicilia a los cien años de su muerte”, durante la cual se han presentado el congreso organizado PERCORSI madas italianas destinadas en Irak o en otros lugares donde hay mucho que hacer”. Joseph E. Petrosino è un magistrato, y pronuncia bien las palabras cuando dice: “Hoy en los lugares más importantes de la justicia y de la policía hay sólo mujeres y hombres ítalo-americanos. Y todos tenemos la misma voluntad: parar a quien desacredita y deshonra la historia de los italianos, a quien con su comportamiento ofende el símbolo de todos los ítalo-americanos honestos representado por Joe Petrosino. Hoy luchar contra el crimen y el terrorismo es un deber que nos han dejado hombres como Joe Petrosino”. Piero Grasso, nacido y crecido en Sicilia – donde ha trabajado y ha arriesgado su vida en primera persona para parar a otros criminales – hoy es jefe de la Dirección nacional antimafia, y en Nueva York ya tiene sólidas relaciones con colegas y policías en primera línea contra los clanes. Dice el “superfiscal” antimafia Grasso: “Durante estos años se ha progresado mucho en la esperanza de cambiar las cosas y derrotar la Cosa Nuestra. Y hoy, que se habla de pactos entre secciones del Estado y mafia, digo que hay que buscar a toda costa la verdad. Si hubo pactos en el pasado, especialmente para delitos excelentes como el de Piersanti Mattarella y Pio La Torre o de Carlo Alberto Dalla Chiesa, hasta Giovanni Falcone y Paolo Borsellino, hay que estar preparados para aceptar las nuevas verdades que pudieran emerger de las indagaciones. Y los hechos y las indagaciones dicen que la criminalidad organi- por Anfe. zada a menudo es el brazo armado de otros intereses”. Francesco Maria Talo, cónsul italiano en Nueva York, no pier- El paso del testigo, del hilo de la narración que vincula al jefe de la ocasión para un importante juego de palabras: “El lunes de la Superfiscalía antimafia y el jefe del NYPD, llega con una se celebró el Columbus Day, pero puedo decir que cada día agudeza: “Dos Grasso, una sola ley…”. Así George Grasso se es un día en el que se recuerda el fuerte vínculo entre Italia relata: “Empecé a trabajar en el Departamento de la policía y EE.UU. hoy se celebran tres: Petrosino, Padula y Palermo. de Nueva York a los 30 años, en el ’78 me nombraron detec- Petrosino es Joe, el policía ítalo-americano nacido en Padula tive y durante todos esos años seguí la evolución de la cri- y asesinado en Palermo, tierra de origen de investigadores y minalidad organizada de Nueva York. Hoy puedo afirmar que magistrados anti-mafia. Detrás de la figura de Petrosino está la experiencia del pasado me hace esperar: podremos ganar la historia de muchos italianos, emgrantes y no, que ahora esta batalla. El congreso de EE.UU ha aprobado una ley para representan un recurso para muchos americanos. Han traba- alcanzar este objetivo: prevé normas para desmantelar el jado con éxito contra el crimen muchos italianos como Piero racket de las extorsiones y un programa de protección para Grasso, jefe de la Fiscalía nacional antimafia, y el jefe del Po- los colaboradores de la justicia. La ley, de hecho, debe se- 116 Worldwide guir siendo un faro también ante los peores criminales. La vés de la gestión de los bienes confiscados”. Y una “coppola” criminalidad organizada en los EE.UU. es, cada vez más, una de regalo, terminada en la cabeza de los dos Grasso y de don empresa. Antes de 1970 era difícil probar la culpabilidad de Ciotti, es una señal fuerte: un trozo de tradición arrancada los boss, después de 1970. con las primeras nuevas leyes como símbolo de Cosa nuestra puede volver a sus orígenes. aprobadas, empleamos las investigaciones sobre el tráfico También partiendo de Nueva York. PERCORSI de drogas, sobre la explotación de la prostitución, sobre el de dólares, y nosotros hemos encontrado las ramificaciones Joe Petrosino de jefe de la Squad a heroe de la narrativa popular ítaloamericana de su empresa: el resultado es que Gotti se ha muerto de cán- De Marina Cacioppo cer en la cárcel. La policía de Nueva York ha creado unos gru- Lieutenant Joe Petrosino, comandante de la Italian Squad de pos que trabajo juntos contra la mafia y el terrorismo. Hoy la la Policía de Nueva York, 700 arrestos sólo en 1904, no era criminalidad organizada italiana, rusa y mejicana es tratada uno cualquiera, si no nunca se habría convertido en un perso- como Al Qaeda: está claro que no se puede proteger Nueva naje legendario incluso antes de que lo asesinaran. Lo sabían York parándose en los confines municipales, porque quien bien los lectores del Prograso Ítalo-americano e incluso los ha derrumbado las Torres Gemelas empezó su actividad cri- del New York Times que leían en las páginas de sucesos de su minal fuera de Nueva York. Es por eso que nuestras fuerzas incansable lucha contra la Mano Negra, pero lo sabían sobre de policía trabajan con policías de otros estados para parar a todo los lectores de la Locura de Nueva York y del Correo de los clanes. El año pasado una importante investigación sobre América que lo encontraban como personaje en las páginas un tráfico de droga entre Méjico, Italia y EE.UU. se realizó de las novelas del célebre Bernardino Ciambelli y de Italo gracias a esta colaboración. Naturalmente, hay diferencias Stanco. entre nosotros: en Italia hay una triste historia de personas El eco de las empresas de Joe Petrosino, de la sección de su- honestas asesinadas por la Cosa Nuestra. Aquí, en Nueva cesos pasa a los apéndices de los periódicos de las comuni- York, no: la criminalidad organizada sabe que si asesina a un dades italianas sonde se publicaban los largos y enredados policía o a un magistrado firma su suicidio. Y aunque aquí la folletones pertenecientes al géneros de los “misterios de las mafia sigue existiendo estamos en el buen camino para de- ciudades”, nacido en Francia a mediados del siglo XIX con Los rrotarla porque empleamos una task force con la que colabo- Misterios de París de Eugene Sue. Los Misterios de Bleecker ran las fiscalías de los distritos y las italianas”. Street, Novela contemporánea, El delito de Coney Island, En la gira a Nueva York participa también Don Ciotti que Los misterios de Harlem de B. Ciambelli y Las mafias de cuenta el fenómeno Libera, los centenares de asociaciones Nueva York de Italo Stanco son sólo algunos de los títulos en antimafia que en Italia se han unido y organizan debates, los que aparece el personajes de Joe Petrosino. Aquí, junto gestionan bienes confiscados a los mafiosos, ayudan a los a los imprescindibles elementos novelescos, a las intricadas testigos a menudo dejados solos. Y sintetiza: “Hoy hace fal- tramas, a los detalles picantes y sensacionales, a los retratos ta una sociedad responsable, de todos los ciudadanos, que oscuros de criminales y a los vicios de la alta sociedad, se en- concretamente se ocupen del problema con los hechos: todo cuentran elementos nuevos, más realistas, ligados a la vida el mundo con las palabras se declara en contra de la mafia, de la “Colonia italiana”. pero la primera mafia a combatir es la de la palabra. Son tres Una representación realista de los ambientes de las comuni- las directrices a seguir para no malograr el empeño de quien dades italianas, repleta de referencias topográficas a lugares ha perdido la vida por todos nosotros. Primero: la formación, y a hechos criminosos realmente sucedidos. en las escuelas y en las universidades, conocer el fenómeno. Estas publicaciones respondían a la exigencia de rectificar Segundo: empeñarse un poco todos, actuar en primera per- la imagen de los italianos que emergía de la prensa ameri- sona. Tercero: dar trabajo a los desempleados, también a tra- cana que, a menudo, representaba a nuestros compatriotas juego de azar para perjudicar a las empresas de la mafia. John Gotti era el jefe de una empresa que facturaba millones 117 PERCORSI PERCORSI Worldwide como “ los sospechosos de siempre”, individuos que por na- “campesinos sicilianos”? Lo explica Antonio Ingroia, fiscal de turaleza, por raza y por cultura se adaptaban mal a las leyes Palermo y titular de las más importantes investigaciones so- americanas y que fácilmente se convertían en peligrosos bre las relaciones entre mafia y política, sobre la Cosa Nues- anarquistas o mafiosos listos para conspirar contra América tra y el fútbol, sobre el tesoro di Vito Ciancimino, solo para y sus instituciones democráticas. Persiguiendo este intento citar algunas. En 2007 ordenó el arresto del “superbuscado” de rehabilitación, la introducción de la figura de Joe Petrosi- Salvatore Lo Piccolo, el único jefe que había seguido mante- no y más tarde la de Michel Fiaschetti que lo sustituyó en la niendo relaciones con los «huidos», los miembros de la Cosa jefatura del Italian Squad en 1912, desempeñaba en las nove- Nuestra obligados a huir a América durante la guerra de ma- las un papel importantísimo. La creación del personaje de un fia, estallada en los años ’80 entre corleoneses y palermita- policía íntegro, representante de la legalidad, que actúa en nos por la supremacía y el control del territorio. Una guerra nombre de la comunidad para erradicar el crimen y restable- sangrienta y de cadáveres que contó 240 muertos al año y cer la justicia, tranquiliza de hecho a los lectores ítalo-ame- que se transformó las relaciones de poder entre las “familias” ricanos frente a las acusaciones vertidas contra los Italianos, tanto en Sicilia como en América. y en particular contra los Sicilianos, de formar parte de una El hombre clave del siglo XX, Lucky Luciano, es decir, Salva- sociedad secreta, una organización de asesinos que tenía el tore Lucani,primer jefe oficial de la moderna familia Genove- objetivo de controlar las instituciones de la sociedad. se, considerado uno de los 20 hombres más influyentes de la Petrosino era, pues, el paladín de la comunidad italiana en organización y padre del moderno crimen organizado. Fue él Nueva York, desde su credibilidad de policía y de miembro de quien ideó en la posguerra la masiva expansión del comercio la comunidad era la figura más adecuada para explicar que de la droga. Gracias a ese tráfico internacional, las familias la comunidad italiana no era cómplice, como se quería hacer americanas de los Gambino, de los Bonanno, de los Lúchese, creer, pero víctima del crimen, por ser desprotegida por las de los Genovese y de los Colombo han creado una platafor- autoridades y por la policía.” ma que ha reforzado y facilitado las relaciones económicas y Concluismos con un pequeño fragmento de El Delito de Co- financieras de los negocios ilegales. Sus años dorados fueron ney Island, porque nos parece que, además de su valor lite- del ’70 a la primera parte de los ’80, cuando con la droga los rario, contiene un mensaje de extrema actualidad y se lo en- ítalo-americanos levantaban montañas de dinero. La mor- tregamos al público de todo el mundo como amonestación fina importada de Oriente, se vendía en Francia meridional válida para todos los pueblos. y en Italia, donde se refinaba y transformaba en heroína en “Petrosino, siguiendo las huellas de un asesino, asiste a una los laboratorios y en las refinerías sicilianas de la mafia. Aquí explosión en la obra de Penn Station, en la que mueren cator- los protagonistas son los Gambino, los Spatola, los Inzerillo, ce obreros de los cuales diez eran italianos. Profundamente que tienen como interlocutor el gran mercado americano. La impresionado por lo sucedido, Joe quisiera gritar a todo el lucha a la mafia, sin embargo, obliga a la organización a cam- mundo: “Éstos no pertenecen a la Mano Negra, sino a la le- biar de rumbo. Cuando en el ’81 extalla la guerra entre lasfa- gión de los hombres de las manos callosas, al equipo de los milias, los Corleoneses derrotan a los palermitanos y las rela- mártires del trabajo.” Pero su grito no lo oiría nadie, porque ciones con los americanos se atenúan. El negocio de la droga se suele clamar todas las veces que un italiano comete un pasa al sur, a los colombianos que con sus “carteles”cárteles” delito, pero se calla cuando centenares y centenares caen son los más sanguinarios y organizados. Venezuela y Argen- víctimas del deber.” tina son los otros dos países de Sudamérica involucrados en Informe noir PERCORSI los negocios mafiosos. Entre los “huidos” se encuentra también Tommaso Buseta que, junto a otros dos colaboradores De Carla Incorvaia de la justicia, Francesco Marino Mannoia e Salvatore “Totuc- Wysegu y picciotti. Don, padrinos y jefes de distrito. ¿cómo cio” Contorno, abrirán nuevos y útiles panoramas para las in- cruza el océano la delincuencia organizada de los llamados vestigaciones. El ’92 y el ‘93 son los años de las masacres que 118 Worldwide lanzan un reto al estado. Pero algunos corleoneses exageran las familias palermitanas. Desde Mandalà y Notaro de la Fa- y se verifica una fractura interna. Ganci y Aglieri son entre los milia de Villabate, a Gianni Nicchi de la Familia de Pagliarelli más despiadados del clan, mientras Bernardo Provenzano, y Vincenzo Brusca de la Familia de Torretta. Calì, 43 años, el jefe de los jefes, el inencontrable de la mafia, se adquiere con Filippo Casamento, se converte en el nuevo jefe de las una actitud más moderada. Más tarde será el arresto de Totó familias mafiosas americanas. Considerado hombre de ho- Riina que infligirá un duro golpe a la Cosa Nuestra. Durante nor de los Gambino, administra decenas de sociedades para estos años, Salvatore Lo Piccolo es uno de los pocos que se la distribución alimentaria en los Estados Unidos y es titular había seguido manteniendo en contacto con los “huidos”. Es de empresas de construcción que realizan edificios en Nueva él quien intenta convencer a Provenzano de la absoluta nece- York y crean empresas para el reciclaje de dinero en países sidad de una alianza, que es necesario promocionar aquella offshore. PERCORSI paz rechazada por Riina. Los lealísimos Cinà y Rotolo intenCuando en 2006 Provenzano es detenido, Lo Piccolo se con- Día de acción de gracias: un mito problemático vierte en el jefe absoluto de la cosa nuestra y Ciná y Rolo son De Attilio Carapezza detenidos también, se vuelve a disparar. El jefe de San Loren- Todos los años en Estados Unidos, el cuarto jueves de no- zo ordena el asesinato de Pietro Ingarao y los “huidos” por fin viembre, las familias americanas – por lo menos aquellas que pueden volver. la crisis económica no ha empujado al infierno de la neo-in- El 5 de noviembre de 2007 Salvatore Lo Piccolo, llamado el Ba- digencia - se reúnen con amigos y familia para celebrar el rón, es arrestado en Giardinello dalla Catturandi, después de Thanksgiving day (“Día de acción de gracias”), alrededor de 25 años una clandestinidad. Su territorio era probablemente una mesa bien puesta sobre la que reinan un dorado pavo la parte nordoccidental de Palermo, el Zen y los municipios asado y una invitante tarta de calabaza. A la importancia del de Capaci, Isola delle Femmine, Carini, Villagrazia, Sferraca- primer plato se debe la denominación alternativa Turkey day vallo, Partanna Mondello y algunas zonas de la provincia de (“Día del pavo”). Trapano. Cocaína, empresas y “pizzo”, el racket de las ex- El de 2009 es el 388 Thankgsgiving de la istoria, si pensa- torsiones, constituyen sus mayores entradas económicas. mos que la primera celebración se remonta a 1621, gracias Nace una nueva alianza, una nueva estrategia entre la Cosa a William Bradford, gobernador de la colonia que los Padres Nuestra siciliana y la americana. Su arresto crea un vacío. Los Peregrinos habían fundado en Plymouth, para dar las gracias intereses de la mafia cambian. Es una mafia financiera, de a Dios por su primera cosecha. Este primacía simbólica no ha grandes inversiones, que necesita mercados ricos y lejanos, sido contrastada por las numerosas investigaciones históri- donde es más fácil ocultarse. También la mafia se adecua a la cas que han encontrado ceremonias religiosas anteriores de globalización perfeccionando nuevas estrategias criminales Acción de gracias celebradas por colonos europeo en territo- y nuevas rutas del reciclaje del dinero sucio, como demuestra rio americano antes de 1621, como la del 8 de septiembre de la confisca de 13 millones de euros llevados a Nassau gracias i565 en un asentamiento español en Florida. la complicidad de un financiero milanés y un banquero suizo. Para la colonia aquella primera cosecha significó la perspec- Entre los hobres de relieve de la Cosa Nuestra americana se tiva de un futuro razonablemente sereno y estable. Después encuentra también Frank Calì, el embajador, uno de los 90 de un primer intento de huir de las persecuciones sufridas en arrestados en el ámbito dela investigación Old Bridge, la ma- patria por su desacuerdo con la Iglesia anglicana, refugián- yor después del juicio Pizza Connection. Frank Boy,“el señor dose en Leida, en la trabajadora y tolerante Holanda, deci- nadie”, oficialmente empresario de la Italian Food Distribu- dieron afrontar lo desconocido de la aventura, fundando una tion en Nueva York, hombre de respeto de la familia Gam- colonia en el Nuevo Mundo, en Massachusetts. 121 se habían bino - Inzerillo, era la bisagra de las nuevas relaciones entre embarcado en el Mayflower, retando el océano en busca de Sicilia y América. A él se han dirigido los jóvenes vástagos de la utopía mesiánica de una tierra en la que realizar sin condi- tan oponerse, pero en 2003 se obtiene una tregua. 119 PERCORSI PERCORSI Worldwide cionamientos sus exigencias de libertas religiosa y econó- extranjeros, 629mil los estudiantes en las escuelas, más de mica (a esta última se atribuye cada vez más relieve en los 100mil las reunificaciones familiares, 40mil los extranjeros estudios historiográficos). La dureza del viaje, obstaculiza- que obtienen la ciudadanía italiana, 24mil los matrimonios do por espantosas tempestades y las dificultades del primer mixtos entre italianos y extranjeros, unos 6mil los estudian- impacto con la tierra americana habían reducido el número tes extranjeros que se licencian anualmente en Italia. casi a la mitad. Habían conseguido sobrevivir al rigor del in- Éstos los datos contenidos en el Informe Estadístico Inmi- vierno en un ambiente hostil sólo gracias a la inicial solida- gración 2009 Carita/Migrantes realizado por Franco Pittau, ridad de los indios Wampanoag, habitantes de la zona, que según el cual: “el Informe es un instrumento para invertir les habían enseñado a explotar de manera rudimentaria los esta falsa imagen que tenemos de la inmigración, basado recursos del ambiente natural. no tanto en las razones pastorales de Caritas y Migrantes, La tradición quiere que la celebración – como si quisiera sino en los datos, que desde hace dos decenios vienen ofre- adelantar la política del melting pot – tuviera armónica- ciendo con cuidado y exhaustividad.” Mirando estos datos, mente un carácter multiétnico; invitaría también a los pues, también el observador más distraído no podría no indígenas Wampanoag que, grandes cazadores, llegaría, darse cuenta que tal vez haya llegado el momento en el que llevando a los colonos ciervos, pavos y otras piezas de la convendría pararse para reflexionar, liberándonos de pre- zona. Este mito fundador de la nación americana, tan im- juicios, considerando no sólo las actitudes personales, sino pecablemente politically correct hoy ha sido puesto seria- también políticas e ideológicas. “Considerar a los extran- mente en duda por la historiografía de parte “piel roja” que jeros regulares y no clandestinos; - continúa Pittau, que contesta su verosimilitud, subrayando la falta absoluta de junto con don Luigi Di Ligero, ha fundado le investigación documentos y remitiendo a la conflictualidad casi inmedia- anual de la Caritas - considerarlos trabajadores y no delin- ta de las relaciones entre los dos grupos. En 1970, algunos cuentes; considerarlos ciudadanos y no extranjeros, son los movimientos de pie rojas llegaron a llamar el Thanksgiving puntos que sintetizan el Informe Caritas/Migrantes 2009.” day día de luto nacional. En síntesis, bajo este cielo de ojos almendrados, rostros os- Los menos entusiasmados de esta tradición obviamente curos y cabellos dorados, en un País donde las religiones, son los pavos que, ajenos tanto al tema de la libertad eco- los credos y las culturas se diversifican cada vez más, el nómica y religiosa como al de la pacífica convivencia de et- fenómeno de la inmigración no está repartido de manera nias humanas, se preguntan por qué en la memoria de la homogénea en todas las regiones italianas. La presencia de afirmación de aquellos principios hay que celebrar con el ciudadanos rumanos, ucranianos y moldavos sigue crecien- sacrificio de su carne. do y más del 60% de los inmigrantes reside en las regiones Los números de la emigración PERCORSI del Norte, el 25,1% en las del Centro y el restante 12,8% en las del Sur. Sobre estos números influyen de manera super- De Paola Pottino ficial las pocas decenas de desembarques. Según el Informe Cuando de enuncian datos estadísticos, a menudo alguien Caritas/Migrantes 2009, en efecto “en 2008 fueron 36.951 tuerce el hocico. las personas que desembarcaron en las costas italianas, Verdad, es poco fantasioso o divertido escribir un elenco 17.880 las repatriaciones forzosas, 10.539 los extranjeros estadístico, sin embargo, para un examen atento de la rea- que transitaron por los centros de identificación y expulsión lidad en la que vivimos, esos números un poco “antipáticos” y 6.358 los rechazados en las fronteras”. “Por tanto, a pesar a menudo se vuelven imprescindibles. De hecho, ¿cómo po- de que los desembarques hayan sido menos del 1% de las dríamos hablar de emigración si esos datos no suportaran presencias regulares, - afirma Pittau – flujos irregulares, han nuestros análisis? 4 millones y 339mil son los ciudadanos acabado por monopolizar la atención de la opinión pública extranjeros regularmente presentes en nuestro territorio, 2 y las consiguientes decisiones políticas, provocando una millones los trabajadores, 862mil menores hijos de padres confusión creciente entre inmigrantes clandestinos, irre- 120 Worldwide gulares, que solicitan asilo y personas que tienen derecho en frente del puerto líbico de Zuwarah, principal nudo de a la protección humanitarios”. El viejo dicho “no medir por transportes clandestinos hacia Lampedusa». el mismo rasero” se ha convertido por tanto en un ejemplo General, entonces, gracias a estos acuerdos ¿qué nove- a seguir para preparar a la sociedad de la mitad de siglo a dades ha habido? que afronte la diversidad en la globalización y la globalidad «Se nota en los números. La actividad de contraste realiza- en las diferencias específicas. La memoria corta, no ayuda: da por las Secciones territoriales de la Guardia di Finanza y muchos Países del mundo han incrementado su desarrollo del cuerpo Aeronaval que actúa en Sicilia, se puede sinteti- con la ayuda de nuestros compatriotas, ¿por qué, entonces, zar de forma diferente para los años 2008 y 2009, precisan- Italia no tendría que construir su futuro con la ayuda de los do que, por lo que se refiere a 2009, el dato se refiere hasta inmigrantes? el mes de septiembre. Durante todo 2008, se han realizado PERCORSI 262 misiones operativas que han permitido participar en Hombres en primera línea la detención de 10.028 emigrantes ((8.247 hombres, 1.118 De Paola Pottino mujeres y 663 menores), de los cuales 122 han sido arresta- Original de Puglia y ciudadano italiano de adopción, el Ge- dos porque reconocidos responsables del fenómeno como neral Domenico Achille, Comandante Regional “Sicilia” lle- patrones. Además, se han requisado 91 embarcaciones uti- va en Sicilia poco más de un año y medio y aquí en colabo- lizadas para el transporte de los clandestinos. Desde el 1 de ración con el Cuerpo de las Capitanías de Puerto, la Marina enero hasta el 30 de septiembre de 2009, se han realizado Militar, los Carabinieri, la Policía Nacional, cada una en sus 80 intervenciones durante las cuales las Secciones implica- diferentes especificidades, lucha contra el fenómeno crimi- das han detenido a 1222 individuos (987 hombres, 175 muje- nal ligado a la inmigración. res y 60 menores), de los cuales 46 arrestados. Durante las General Achille, ¿Cuáles han sido los flujos más significa- operaciones de contraste al fenómeno, se han embargado tivos de inmigración ilegal hacia Sicilia? 14 embarcaciones». «Los flujos más significativos son los que proceden de los A causa de las nuevas estrategias de contraste a la in- Países de la Cuenca del Mediterráneo, del Cuerno de África, migración clandestina adoptadas por nuestro Gobierno, del Medio y Extremo Oriente o del Sub-continente Indio. Se asistimos a una sensible disminución del número de des- componen de emigrantes por fines económicos, pero tam- embarcos a lo largo de las costa del Canal de Sicilia, privi- bién de personas que huyen de la violencia o, en algunos legiando otras rutas. ¿Puedes decirnos cuáles son? casos, engañadas por el espejismo de un trabajo honesto». «Los resultados de las operaciones parecerían confirmar ¿Cuánto cuestan estos “viajes de la esperanza” para los esta tendencia, dado que hace poco se han identificado que deciden confiarse a organizaciones criminales? desembarcos en Monasterace Marina (RC); Castro (LE); «Las cantidades oscilan entre 1.000 y 3.000 euros». Africo (RC); Castrignano del Capo (LE); Capo Bruzzano La mayoría de clandestinos proceden de Libia, y en este (RC); Isola Capo Rizzuto (KR); Pozzallo (RG). Esto significa sentido, asume una especial importancia la decisión de que, como alternativa a la tradicional directriz meridonal junio de 2005 de poner en marcha una cooperación más que atraviesa el Canal de Sicilia, los traficantes de seres incisiva euro-líbica en materia de emigración... humanos emplean cada vez más a menudo las rutas que «Exacto. Esta decisión se ha hecho operativa esta año con atraviesan la cuenca del Mediterráneo oriental (partiendo la redacción de los Protocolos de cooperación entre Italia de Países como Turquía, Grecia y Egipto) para alcanzar las y Gran Giamahiria Árabe Líbica Popular Socialista, estipu- costas jónicas de Calabria, las orientales de Sicilia y la costa lados el 29 de diciembre 2007 y el 4 de febrero 2009. En el de Puglia, además del estrecho de Cerdeña (sobre todo si contexto de estos acuerdos, desde el 25 de mayo de 2009, parten de los puertos tunecinos y argelinos) para desem- la Guardia di Finanza lleva a cabo una sistemática actividad barcar en las costas meridionales de esta región y las occi- de patrullaje en el mar territorial y en las aguas territoriales dentales de Sicilia». 121 PERCORSI PERCORSI Worldwide Los puntos de la intervención del Presidente de la Cámara Gianfranco Fini sobre la cuestión de la inmigración en Italia Sobre la xenofobia: en Italia no existe el racismo, sin embargo hay mucha xenofobia y es sabido que la xenofobia es de alguna manera la antesala del racismo, xenofobia que según la etimología de la palabra es miedo al extranjero. A pesar de la historia italiana, existe esta latente, en algunos casos manifiesta, xenofobia por una serie de prejuicios, porque hay mucha ignorancia, porque no todas las instituciones educativas han invitado, de manera especial, a los jóvenes a que reflexionen y juzguen en base al conocimiento y no al prejuicio. El primer compromiso que las instituciones deben advertir es justo el de contrastar el prejuicio y combatirlo partiendo de la observación de la realidad. Sobre las medidas de seguridad: estoy convencido, hemos tomado medidas de seguridad, ahora necesitamos medidas de integración. Seguridad e integración son las dos caras de la misma moneda, mirar exclusivamente una sola cara de la moneda significa no tener completa comprensión del fenómeno. En TV hay un exceso de propaganda y un déficit de política, el tema de la integración y de la inmigración de los extranjeros son cuestiones dramáticamente serias que no se pueden afrontar como un eslogan para sacar un 0,5% más en las próximas elecciones. Sobre la ciudadanía: la esperanza es que se pueda encontrar, por lo menos sobre un punto, un acuerdo tal que se modifique la legislación vigente, la ciudadanía es una meta para una plena integración... Sobre los menores: no sólo los niños que nacen en Italia, PERCORSI mo reconocer la ciudadanía para evitar que pueda haber un intento, que puede ser también distorsionado, cuando estos niños crecen un poco, de encontrar las identidades previas, de ser tragados por el integralismo que pesca en el mundo aprovechando que la identidad de alguna manera es negada o incluso conculcada por las sociedades occidentales, que según el integralismo son aquellas sociedades que con el pensamiento único quieren destruir la tradición cultural. Sobre el derecho de voto: Si quieres que el extranjero se sienta en su casa en Italia, no puedes negarle a priori el derecho de representación, al extranjero le decimos que tiene que pagar los impuestos, pero se le niega el derecho de representado. Hay algo que no funciona: las dos cosas tienen que ir juntas, derechos y deberes juntos. SUSPENSIÓN DE JUICIO De Paola Pottino He aquí el punto de vista de una mujer que desde hace mucho tiempo lucha con fuerza y vigor por los derechos de los hombres, el primero de todos el derecho a la vida. Elisabetta Zamparutti, además de ser un exponente del Partido Radical, es tesorera de “NESSUNO TOCCHI CAINO”, la liga internacional de ciudadanos y parlamentarios para la abolición de la pena de muerte en el mundo. Doctora Zamparutti, ¿Cómo procede la batalla contra la pena de muerte? Después de la aprobación de la resolución para la moratoria de las ejecuciones capitales por parte de la Asamblea General de las Naciones Unidas, el trabajo es el de aplicar los contenidos de la resolución en los países que practican la pena de muerte, responsables de más del 98% de las ejecuciones capitales. El punto fundamental que nosotros queremos refor- sino también los que viven en Italia desde muy pequeños. zar, es el relativo a la superación del secreto de Estado de las Hace falta un jus soli temperato, porque a este niño que ha ejecuciones, de hecho tal superación serviría como disuasión realizado un ciclo escolar, y que por lo tanto se supone que respecto a la opinión pública internacional. El 17 y el 18 de tiene 10-11 años, a este niño que es un hincha de la Roma o diciembre, hemos decidido hablar de esto y de mucho más de la Lazio, que habla el dialecto, que bromea con mi hijo, en un congreso organizado en las cárceles de Pádua. Las cár- que ya se ha integrado plenamente en la escuela, ¿por qué celes, de hecho, a nuestro juicio, nos han parecido un lugar tenemos que decirle: hasta que no tengas dieciocho años no simbólico para hablar del derecho a la vida. eres ciudadano italiano? Empecemos con garantizarle que ¿Cómo juzga la política inmigratoria aplicada por nuestro sea italiano aquel niño que frecuente un ciclo escolar y que gobierno? viva establemente en Italia con su familia. Es importantísi- Es un triste dato de ceguera respecto al futuro de nuestra 122 Worldwide sociedad. El aflujo documentado de personas de otros con- como nace el primer experimento de acogida de prófugos en tinentes no puede ser ignorado y las medidas de rechazo son Italia. Solamente tres años después, el gobierno italiano crea sólo demagógicas. Creo que es una política destructiva cu- el primer programa nacional de asilo. “El que en 2002 – expli- yos efectos los resentiremos en el próximo futuro, porque no ca Domenico Luciano, alcalde de Riace – se convierte en la estaremos preparados para afrontar el problema ni desde el ley Bossi Fini, la número 189, en sistema de protección para punto de vista cultural. El llamado “paquete seguridad”, por los que piden asilo y para los refugiados. El ayuntamiento de ejemplo, es una medida contra corriente que no resuelve el Riace ha activado estos proyectos de acogida para una espe- problema. El mundo real y el de quien nos gobierna son dos cial tipología de ciudadanos extranjeros; son los que llegan de mundos totalmente desconectados. los países en guerra o donde se realizan persecuciones étni- Sin embargo, dentro del Pueblo de la Libertad, el Diputa- cas, políticas y que piden asilo. En Riace son unos cien, todos do Gianfranco Fini, ha demostrado una cierta “apertura” refugiados políticos o con protección humanitaria. El día del respecto al fenómeno de la inmigración... desembarco me encontraba en la nacional jónica. Encontrar- Pienso que también en el interior de el Pueblo de la Libertad, me con estos inmigrantes, para mí, que siempre he estado haya una componente liberal, y espero que estas personas comprometido políticamente, ha sido una revolución, para puedan expresar sus ideas al respecto. Creo que en la base de mí y para la gente de Riace, con un centro histórico prácti- todo se debe, por lo tanto, cambiar el vigente sistema electo- camente vacío por el fenómeno de la emigración y marcado ral, los elegidos deben finalmente ser la verdadera expresión por un sentimiento de resignación social, con un desarrollo de los electores. consumista totalmente dedicado a la especulación inmobi- Según usted ¿cómo debería ser regulada la normativa so- liaria a lo largo de la costa y a la dura ley del cemento y a la bre la inmigración? política del ladrillo. Nuestra población, 1800 habitantes re- En primer lugar, me parecería justo regularizar no sólo a las partidos entre dos localidades, Riace Marina y la parte histó- cuidadoras, sino también a los que tienen derecho, como rica que cuenta con 700 personas, tiene un fuerte patrimonio por ejemplo a quienes trabajan en el campo y, en general, la agro pastoril que se conjuga bien con el background cultural mano de obra. En Italia estas personas a menudo están obli- de los curdos, los eritreo, los iraníes, los afganos, los serbios gadas a vivir en un sistema ilegal, trabajando en negro y no y toda la gente del mundo venida del mar y desembarcada en pudiendo ejercer sus derechos y muy frecuentemente, por Riace. He pasado todo el verano en el campo prófugos.” En el este motivo, caen en un sistema desviado. 2000 nace Cittàfutura, una asociación dedicada a padre Pino Doctora, Zamparutti, ¿qué futuro ve en nuestra socie- Puglisi fundada en Riace en el verano de 1999 por un grupo dad? de jóvenes, para la promoción, la investigación y el estudio Es una lucha muy dura, pero yo tengo confianza en la gente. etnográfico de la historia y la cultura local. En 2001 “Como Hay que romper el muro de silencio que no permite comuni- concejal de la oposición – continúa Lucano – propongo la car. En la base es importantísimo considerar el problema de participar en el programa de asilo. De esta manera Riace la información, a los ciudadanos se les debe informar correc- se convierte en uno de los primeros 75 Ayuntamientos que tamente y para ello se necesita una reforma radical. se une a la red de protección para los refugiados políticos. RETORNO A ITALIA PERCORSI A Riace llegan personas de todo el mundo o por lo menos de aquella parte de mundo involucrada en conflictos. Serbia, En 1998 una embarcación con a bordo unos trescientos cur- Somalia, Etiopía, Palestina e Irán forman parte de la red de dos procedentes de Irán, de Iraq y de Turquía desembarca en cooperación internacional constituida por los Ayuntamien- la costa jónica de Calabria. El pueblo es el de Riace, el mis- tos que participan en el proyecto de asilo. Abriéndonos a los mos de los bronces venidos del mar y es siempre del mar de otros hemos demostrado que el mensaje de solidaridad es donde llegan dos santos protectores del pueblo de la Locride, verdaderamente importante”. Y es Wim Wenders quien deci- Cosimo y Damiano. Los hombres piden asilo político y es así de realizar el primer cortometraje italiano en 3D justo sobre 123 PERCORSI PERCORSI Worldwide el tema de la inmigración en los pueblos de la Locride. Entre desplazado sólo desde el este al oeste de Sicilia, desde Comi- bastidores, es decir, entre los que lo escriben y lo producen, so, en la provincia de Ragusa, a Campofelice de Roccella, en hay mucha Bolonia: un guionista, Eugenio Melloni, y hasta la provincia de Palermo. dos productoras, la Technos Videone de Mauro Baldanza y la Es en este vuelo imaginario, que encierra toda la belleza de la Xilostudios de Giampiero Piazza, a las que se añade la Bu- emigración, donde se refleja el recuerdo de nuestra emigra- gatti ediciones para la banda sonora. El intérprete principal ción, desde los años difíciles hasta el rescate y la afirmación será Ben Gazzara, original de Canicattì, con un director de la de muchos conciudadanos que han dejado su tierra para bus- fotografía como Blasco Giurato («Nuovo cinema Paradiso»). car ese trabajo que Italia len negaba. Y, por qué no, también Lo que me ha inspirado – explica Melloni – ha sido un suceso un concurso de belleza, con su ser efímero por definición, real. Hace algunos años leí que en Badolato, un pueblecito se puede convertir en el pretexto para acercar mundos leja- calabrés ya desierto, porque sus habitantes habían emigrado nos que tienen un humus común. En todos los rincones del todos a Alemania o a Francia, el alcalde pretendía repoblar el mundo las chicas aspiran entrar en el inaferrable mundo del lugar acogiendo a un grupo de inmigrantes con el estatus de espectáculo. Tanto si nacen debajo del Pan de Azúcar, como refugiados políticos. Me ha parecido que valía la pena contar en las calles de Manhattan o en las playas de Sudáfrica, las una historia, con tonos y modos casi de cuento para nuestro ganas de desfilar, de hacer cine o televisión, las aúna a todas. tiempos, en esta época en la que prevalecen clausura y re- Por este sueño, no dudan en emprender, esta vez al revés, sentimiento. Así escribí una historia en la que hay un pueblo el viaje que sus abuelos o bisabuelos hicieron seducidos a su con un solo niño que quiere jugar un partido de fútbol, pero vez por el sueño de una vida mejor. Hoy en día, la chicas per- no encuentra a nadie. Aquí, desembarca un grupo de jóvenes tenecen a la cuarta generación de emigrantes italianos en el inmigrantes africanos. Un ‘cuento’ de una simpleza clásica, mundo y son las regiones del centro-sur, además de Veneto, pero también de absoluta actualidad”. Pero, ¿qué tienen que las que dan el mayor número de participantes. ver los cuentos con el 3D que normalmente se emplea en la Diana, la belleza morena de Europa del Este, Mss Italia en el animación en películas muy espectaculares? “Es justo esta la Mundo 2009, a la que le gustan Laura Pausini y Tziano Ferro, apuesta de Wenders, hecha realidad por un productor ilus- explica. “Mi bisabuela era de Campofelice y llegó a Rumanía trado como Marco Baldanza: demostrar que el cine estereos- con un grupo de escultores que trabajaban la piedra. Aquí cópico no es sólo para las películas de terror o los dibujos ani- conoció a mi bisabuelo y se casaron. En esa época Moldavia mados, como nos está acostumbrando Hollywood, sino que pertenecía a Rumanía, sólo después se convirtió en un país es una revolución tecnológica de las mismas dimensiones independiente”. Convocada por esa gran madraza que es el del sonido y del color. Y, por tanto, adecuada a todo género clan de la Miren, llegan al país de sus antepasados, a menudo de narración cinematográfica. Además, también el sonido y por primera vez, visitan un poco Venecia y se enamoran: de el color en sus orígenes encontraron muchas resistencias”. Italia o de los italianos, no es importante. “En realidad – reco- Historia de esperanza e inmigración que ha entusiasmado al noce Diana – he participado en el concurso para promocionar director de «Paris Texas», el rodaje de «Il Volo» ha empezado en el extranjero la imagen de mi país, Moldavia”. Sí, Diana se en septiembre en Calabria. El filme costará 183.700 mil euros: siente mucho más moldava que italiana: “Para mi familia ha la Región no se limita a patrocinar la película, sino que es co- sido imposible mantener las tradiciones italianas porque la productora con setenta mil euros. historia a menudo ha sido muy cruel con Moldavia.” Después Las más hermosas del reino hablan italiano PERCORSI de avasallar a la competencia el pasado mes de junio en Jesolo, Diana ya ha vuelto al trabajo pero no ha abandonado los estudios de derecho y arte dramático y su trabajo de fotó- Si la corona de Miss Italia en el Mundo este año ha cruzado grafa de moda para catálogos, un compromiso que no tiene el océano, volandi desde Paraguay a Moldavia, y pasando de nada que ver con el título de Miss Italia en el Mundo. Fiorella Migliore a Diana Curmei, el origen de las miss se ha ¿Se siente un poco una miss de los emigrantes, aunque 124 Worldwide en su historia no haya huella de emigración como nece- firman los éxitos recientes de los couturieres italianos en las sidad? última pasarelas parisinas. De hecho, el estro y la creatividad “Sí, desde luego, justo como las demás Miss Italia en el italiana son el segreto del éxito de las más importantes mai- Mundo que me han precedido, aunque mi situación es algo son de todo el mundo. Stefano Pilati en las vértices de la Yves atípica: mi bisabuela no dejó Sicilia para desplazarse definiti- Saint Laurent, Riccardo Tisci estilista de Givenchy, Antonio vamente al extranjero, fue una casualidad, durante una gira Marras director artístico de Kenzo, hasta las recientes adqui- “artística”. Le gustó el lugar, encontró al hombre de su vida y siciones de Marco Zanini para Rochas y Rodolfo Paglialunga se quedó. Antes del verano pasado no había estado en Italia para Vionnet, no son sino los ejemplo más brillantes. y, al principio, no me sentía cómoda. Aquí todo es diferente: Ya en la Edad Media Italia destacaba por la producción textil la sociedad, la mentalidad, pero lentamente me estoy acos- de lujo y abastecía a los más importantes reales de Europa. tumbrando gracias también a las personas con las que traba- La seda de Como, el brocado de Venecia, la lana de Florencia, jo que me están ayudando mucho. En mi casa con mi familia que en el pasado remitían al estilo, al encanto y a la elegancia no hablaba italiano, empecé a estudiarlo sólo después del italiana con el tiempo se han convertido en las creaciones de concurso. De vez en cuando como italiano, mi padre es un los grandes estilistas como Valentino, Armani, Versace, Fen- gran cocinero especialista en pizza, mientras mi madre sabe di. La tradición de la industria artesanal se ha transmitido a cocinar muy bien los espaguetis. Desde hace algún tiempo través de las generaciones, mejorando en el tiempo capaci- leo libros italianos para mejorar mi vocabulario y aprender dades y calidades y encontrando las modernas innovaciones. más rápido la lengua.” Las ganas de raíces, sin embargo, se En 1949 las hermanas Fontana realizaron el traje de novia de siente: “Todavía no he tenido la oportunidad de visitar Cam- Linda Christian para su boda con Tyrone Power y siempre en pofelice, pero antes o después lo haré, quiero hacerlo. Des- esos años la revista estadounidense Harper’s Bazzar dedicó graciadamente hemos perdido todo contacto con la familia amplio espacio a los trajes de Emilio Pucci. a causa de los problemas políticos del pasado”. El primer desfile italiano fue organizado en Florencia en 1951 ¿Cómo puede contribuir un concurso de belleza a mante- por el marqués Giovanni Battista Giorgini, que, habiendo in- ner las raíces? tuido las potencialidades de las sastrerías italianas, decidió “Miss Italia en el Mundo es mucho más que un desfile de chi- invitar al evento a compradores americanos y a representan- cas guapas y es realmente admirable la idea de Enzo y Patri- tes de la prensa internacional. Desfilaron las creaciones de cia Mirigliani de abrir su histórico concurso también a quien, las hermanas Fontana, Pucci, Simonetta, Jole Veneziani, Ca- aun viviendo lejos, tiene un poco de sangre italiana en las rosa, Schuberth, Germana Marucelli y Fagiani y fue un éxito. venas. Es una oportunidad más para que te conozcan en el La creatividad, la fineza de los materiales y los precios com- país de origen”. En casa Curmei están todos contentos por su petitivos impresionaron al público, desplazando la atención ítalo-moldava, felices como las mamás y papás italianos que, de la moda francesa a la moda italiana. en Salso, llamaban patrono a Enzo Mirigliani, reconociéndo- Desde entonces, los trajes italianos son elegidos por perso- les poderes milagrosos. najes famosos de todo el mundo, que encuentran en la moda Una última curiosidad: ¿es el atractivo italiano o tu objeti- italiana un estilo único, elegante y refinado. Es el caso de Mi- va belleza lo que determina tu éxito con los hombre? chelle Obama, que se reconoce en la firma de Moschino o de “Pero...¿Quién dice que tengo éxito con los hombres?” Hillary Clintosn que ama vestir jerséis Cruciali. Italian Syle PERCORSI Tampoco “El diablo viste de Prada” y el gran cine se han resistido a la moda italiana. En la superproducción “Australia”, De Alessia Licata Nicole Kidman lleva vestidos de Prada y zapatos de Salvato- Cuando se dice Made in Italy se piensa en la comida, en el re Ferragamo. Pero el atractivo de la marca italiana contagia vino, en la artesanía de cerámica o vidrio, en las gafas de sol también a las películas que cuentan historias más cercanas y en la marroquinería, pero, sobre todo, en la moda. Lo con- a la vida de cada día. Es el caso de (Ethic) que, después de 125 PERCORSI PERCORSI Worldwide firmar los vestidos de Kelli Lang en el famoso culebrón Connotar un traje con el sello Made in Italy representa, Beautifull para la pequeña pantalla, ha vestido el plató de pues, la capacidad de nuestro país de conjugar en un dolo “Questo Piccolo Grande Amore” de Riccardo Donna, “Il mio producto calidad de la materia y dimensión estética. Hoy miglior nemico” de Carlo Verdone y “La finestra di fronte” en día la moda italiana cubre todos los segmentos del mer- di Ferzan Ozpetek, mientras se están rodando todavía “Tu- cado, desde la haute couture al prêt-à-porter, desde lo pro- tto l’amore del mondo”,”Io loro e Lara” de Verdone, “Amo- gramado al fast fashion, haciendo asequible su estilo real- re 14” de Muccino, “Scusa ma ti voglio sposare” con Raul mente a todo el mundo. Bova, “Meno male che ci sei” con Claudia Gerini y “ Angeli e la, ha elegido los famosos paréntesis de (Ethic), ya entrados Las instituciones entran en juego para tutelar una de las actividades primarias de Sicilia. en el universo de muchas jovencísimas fashion victim. Entrevista al Consejero Regional Bufardeci sobre el sector de Marca de éxito en el escenario internacional de la moda fe- la pesca, fuente histórica de alimentación para los habitantes menina, antes de ser una etiqueta, (Ethis) es una elección de la isla desde los primeros asentamientos humanos moral, la de vestir dirigiendo la atención al concepto de de- Consejero Bufardeci, ¿cuáles son en su opinión los ele- sarrollo sostenible. Tejidos y colorantes naturales y empleo mentos favorables y las potencialidades de las cuales es de pieles derivadas del ciclo alimenticio son, de hecho, la posible partir para darle relevancia a un sector estratégi- directa consecuencia del apoyo que (Ethic) ofrece desde co como el de la pesca en Sicilia? siempre a las campañas ambientalistas. «Yo creo que tenemos que trabajar de tal manera que Sici- Desde hace unos años, la marca representa en el mercado lia consiga renovar su patrimonio, no sólo económico sino también a la línea Emma, dedicada a las niñas y cuyas ga- también social y cultural, que deriva de la relación con el nancias se han destinado parcialmente a instituciones dedi- mar. La pesca puede volver a ser un sector impulsor, pero cadas al cuidado de los menores. no será simple porque se necesita afrontar y deshacer nu- Gracias a su eclectismo, la marca ha conseguido entrar en dos estructurales». diversos mercados, exportando una manera de vestir “a la ¿Cuáles son las estrategias y las medidas que la Región italiana” reconocible en todo el mundo, colocándose entre desarrollará en un futuro inmediato para dar competiti- los brand que han hecho del “bajo coste” una auténtica fi- vidad al sector? losofía. «En primer lugar está siempre el respeto del mar y de su Ya presente en Italia con 45 tiendas, ha obtenido en pocos ecosistema. Tal vez puede parecer imposible armonizar años resultados realmente sorprendentes llegando oficial- este imperativo categórico con el impulso de la pesca como mente también al extranjero, donde se encuentra en Espa- actividad económica, pero una pesca sostenible protege ña, Francia, Alemania, Rusia, China y Canadá. las especies marinas, eleva la rentabilidad de los operado- “El producto italiano se reconoce inmediatamente por el res del sector y crea las premisas para consolidar el sector. cuidado de los remates y por la elección de los materiales. Además, enfocando sobre la integración de las micro reali- – declara Ivano Piccirilli, alma de la marca y presidente de dades territoriales es posible realizar iniciativas de altísimo la soiedad Ies, quien, adelantando con orgullo las próximas valor añadido también ligadas al enogastronómico y al tu- aperturas en París, en China y en Japón, subraya que – una rismo. Es cierto que se trata de una estrategia a largo pla- expansión hacia el extranjero tan triunfadora es la prueba zo, mientras hoy es necesario atajar la estrecha economía fehaciente de que el producto italiano sigue siendo apre- del día a día y por ello seguiremos las directivas de la Unión ciado, a pesar de la crisis y la competencia, porque es el Europea introduciendo las medidas de compensación socio resultado de una cultura atávica de la costura que todo el económicas, necesarias para proteger los niveles ocupacio- mundo nos envidia”. nales». diamanti “ con Vittoria Belvedere. También Julia Roberts, en Italia para rodar su última pelícu- PERCORSI 126 Worldwide ¿En qué medida es importante la colaboración con los rán al relanzamiento del sector. El Libro Verde será la Biblia demás Países del Mediterráneo? de nuestros comportamientos, impondrá sacrificios pero «El mar es un espacio geopolítico abierto por definición. señala también la posibilidad de un new deal de la industria Dialogar con los países del Mediterráneo es una política ne- pesquera que no se siga enfocando hacia la maximización cesaria tanto para proteger nuestra flota como para expor- del pescado, sino que realice una elección estratégica de tar nuestro know how y nuestras competencias, de modo protección ambiental y respeto de la fauna pesquera.Sicilia que la pesca sea ventajosa también en los países de la fran- y su marina tendrán un papel relevante en la redacción del ja sur del Mediterráneo. No hay duda que para garantizar Libro Verde de la Unión Europea, un documento que deter- una pesca sostenible es necesaria una mayor coordinación minará la política común de la pesca para los próximos diez entre estados costeros del Mediterráneo y todos sabemos años y que será vinculante para la política común europea que nuestro patrimonio pesquero está expuesto a presio- de la pesca». nes crecientes, ejercidas no sólo por la actividad de pesca La Comisión Europea ha puesto una serie de preguntas, comercial y deportiva, sino también por factores externos pidiendo a los estados miembros que formulen sus pro- como la contaminación y el cambio climático, sin embar- pias reflexiones sobre temas de protección ambiental, de go, también la mayor coordinación internacional puede ser la investigación científica para la repoblación pesquera, ineficaz si no está acompañada de una auténtica acepta- sobre la introducción de sistemas de navegación de bajas ción de responsabilidad por parte de cada estado costero. emisiones, sobre la definición de una política industrial En ausencia de una base científica sobre la cual apoyar las sostenible conjugada con la microrealidad territorial de decisiones de gestión, aunque coordinadas a nivel interna- carácter familiar y artesanal, que deberán orientarse ha- cional, se corre el riesgo de tomar iniciativas de corto al- cia nichos de altísimo valores añadidos. Recientemente cance, que no abordan de raíz el problema de potenciar los ha dado una vuelta de tuerca sobre los controles a bordo controles y las limitaciones de la capacidad de las flotillas de las embarcaciones. El documento aprobado en Bru- de pesca, elementos que son ya necesarios para garantizar selas, durante la reunión de los ministros de agricultura y una explotación sostenible». pesca de la Ue, prevé nuevas y más rígidas prescripciones Estos son retos que Sicilia tiene bien presentes. En estos para el sector, para la seguridad a bordo y para la protec- años se ha operado activamente para mejorar el cuadro ción sanitaria del pescado. de conocimiento de la actividad de pesca y su gestión, y «Estamos satisfechos del trabajo del gobierno nacional, para sostener y reforzar el cuadro de cooperación multi- que ha intentado resistir a muchas de las condiciones pedi- lateral. Sin embargo queda mucho todavía por hacer y la das y ha conseguido reducir el impacto de algunas medidas comisión está ahora trabajando para concebir una nueva previstas que habrían penalizado excesivamente la realidad propuesta: una propuesta para una reforma de la Política siciliana. La estructura del reglamento en su conjunto pa- común de la pesca, que verá la luz antes de finalizar 2012. rece adecuada a las exigencias de las medianas empresas ¿Cuál será la aportación de Sicilia en ideas y propuestas de la cadena agroalimentaria, mientras nuestras industrias a la redacción del Libro Verde de la Unión Europea, el do- derivadas se cualifican para realidades microempresariales. cumento que determinará la política común de la pesca Que hay que reservar y proteger. Una de la concesiones para los próximos diez años? obtenidas gracias a la mediación de la delegación italiana «Más que de deber tenemos que hablar de responsabili- tiene que ver con los términos temporales para la introduc- dad. Sicilia representa una cuota determinante del sector ción del nuevo reglamento, así pues el documento entra en nacional, casi el 40 por ciento del sector productivo italia- vigor, pero su aplicación será gradual». no. Tenemos por lo tanto el deber de dirigir la postura del Esta práctica pone las bases para un relanzamiento de las gobierno nacional gracias a nuestras competencias y sin acciones de modernización de la flota pesquera siciliana. querer imponer, pero compartiendo decisiones que lleva- «La gradación temporal de las medidas consentirá abrir 127 PERCORSI PERCORSI PERCORSI Worldwide una reflexión sobre la programación comunitaria Fep, el va del Ufficio Circondariale Marittimo de Lampedusa.- dice Fondo europeo para la pesca. Hemos llegado a la mitad del Antonio Morana, comandante del Circondario - en los casos programa y estamos utilizando con óptimos resultados los operativos, con elevado número de personas en peligro de recursos del primer trienio, demostrando una gran capaci- vida, el coordinamiento lo lleva la Capitanía de puerto de dad de gasto cualificado. En Enero, una vez evaluados los Palermo o la Central Operativa de Mando General del cuer- datos de la primera etapa de programación y financiando po de las capitanías de puerto de la Capital. Durante 2009 las medidas a la modernización y a la seguridad de nuestra han sido más de 100 las intervenciones realizadas con unas flota, con una financiación que podría aproximarse a los 10 2.700 personas salvadas». millones de euros». La Guardia Costera de Lampedusa actúa no sólo en el El reglamento comunitario prevé el mecanismo de la li- campo del socorro en el mar, sino también en el de la cencia por puntos. Sobre el modelo de lo que sucede para pesca, del medioambiente y de la seguridad de la nave- el carné de conducir, las inobservancias del reglamento gación. ¿Cómo se desarrolla su actividad? comunitario comportarán la sustracción de una cuota de «El personal militar está empeñado cotidianamente tanto puntos de la licencia, hasta la hipótesis de suspender la en la realización de actividades de carácter administrati- propia licencia. Gracias a la mediación del gobierno, la vo com en las propiamente operativas y de control en los aplicación real de las sanciones se suspende a la decisión sectores de la pesca, del medioambiente y de la seguridad de cada Estado individualmente, que tiene por lo tanto la de la navegación. En particular, especialmente importan- obligación de adecuarse pero puede decidir la gradación tes son las funciones desempeñadas para los trabajadores de las sanciones. del sector de la pesca. Es suficiente pensar en el cuidado «La administración regional apuesta por relanzar el sector de los procedimientos sumariales para la expedición o la y será nuestro deber acompañar a los operadores de la ca- renovación de permisos de pesca y para la obtención de la dena a adecuarse a esta reglamentación, a sabiendas de indemnizaciones previstas por el paro definitivo de las uni- que el sector no sólo representa un equilibrio estratégico dades de pesca – continúa el comandante. Forman parte de nuestra economía, sino también una descripción autori- de nuestras actividades también las operaciones de control zada de nuestra cultura y de nuestras tradiciones». de la normativa regional, nacional y comunitaria, tanto en Una vida para el mar PERCORSI ámbito marítimo, como de tierra, que tienen la finalidad de prevenir y en los casos más graves de sancionar las conduc- De Rossella Catalano tas antijurídicas. También en el campo de la seguridad de La Guardia Costera está empeñada en un trabajo continuo y la navegación, la actuación de los hombres de la Guardia constante a favor del mar, activo durante 365 días al año. La Costera de Lampedusa concierne tanto a actividades admi- actividad de búsqueda y socorro en mar constituye una de nistrativas, como la expedición de certificados de seguridad las delicadas funciones que realiza el Cuerpo de la Guarda de las unidades de pesca hasta cierto tonelaje y de las em- Costera de las Capitanía de puerto. Entrando en detalle, el barcaciones de recreo, como actividades de control de los puerto de Lampedusa cuenta con una unidad clase 800 y requisitos técnicos de las misma unidades. De la acepción una unidad clase 300 que realizan un servicio continuo de amplia de la tutela del ambiente marino forman parte segu- guardia 24 horas al día durante 365 días al año, a los que ramente los controles para averiguar posibles abusos con- se añaden un patrullero clase 200 y uno clase 400. todos tra el público demanio marítimo, que aumentan de forma instrumentos que pertenecen a la 7ª escuadrilla e intervie- considerable en verano, el control de los desagües ilegales nen también en los casos de socorro a las embarcaciones en el mar y de conductas perjudiciales para los recursos ma- de emigrantes. rinos tutelados por la normativa vigente, entre las cuales se «Nuestras unidades navales están preparadas para salir en encuentra el Área Marina de las Islas Pelagie». tiempos brevísimos y están coordinadas por la sala operati- En Italia la pesca está reglamentada por diversas nor- 128 mas. Sin embargo, en las zonas en las que se registra la nutricional. El pescado azul contiene grasas animales pa- presencia de reservas naturales y de áreas marina pro- recidas a las vegetales, caracterizadas fundamentalmente tegidas se prevén leyes más rígidas. ¿Cuáles son las que por compuestos “insaturados”, en particular los de la serie conciernen al Área Protegida de Lampedusa? omega-3, importantes para el desarrollo cerebral y protec- «El Área de las Islas Pelagie ha sido instituida con Decreto tores de corazón y arterias. del Ministerio del Medioambiente de entonces y de la Tute- No tienen esta prerrogativa las grasas de los animales te- la del Territorio del 21.10.02 con el fin de tutelar la flora y la fauna marina y de la valorización de los recursos biológicos y geomorfológicos de la zona. Mediante la subdivisión de las zonas de mar interesadas en tres zonas (A, B, C) se han previsto vetos y limitaciones de todas las actividades humanas diferentes, según si nos encontramos en una zona más bien que en otra. En la zona A, llamada también Reserva integral, se prohíben, por ejemplo, todas las actividades, desde la pesca profesional y deportiva, hasta la navegación y bañarse, con la única excepción para la Isla de los Conejos. rrestres, más ricos de compuestos “saturados” que, por el contrario, si se consumen en exceso, pueden facilitar la aparición de algunas enfermedades. Los omega-3 se encuentran en todos los pescados en cantidades variables, pero su contenido en el pescado azul es uno de los más elevados. Una dieta sana debe prever pescado rico de omega-3 por lo menos 2 veces a la semana. En los Niveles de Asunción Recomendados de Energía y En la zona B, la “reserva general”, se permiten muchas de Nutrientes para la población italiana, la Sociedad Italiana las actividades prohibidas en la zona A, pero con determi- de Nutrición ha incluido un nivel mínimo de ácido grasos nadas condiciones. Por ejemplo, la pesca turística y la pesca poliinsaturados de la serie omega-3 para el adulto, equiva- deportiva se permiten sólo a los residentes. En la zona C, o lente al 0.5% de las calorías totales diarias. de reserva parcial, finalmente, las prohibiciones se reducen El porcentaje se dobla en un individuo que ya sufre una pa- ulteriormente y aumenta el número de actividades permiti- tología y aumenta en los neonatos y en los niños, puesto das. Una actividad total, la del Ufficio Circondariale Marit- que diversos estudios han demostrado que los que se nu- timo de Lampedusa, que, sin embargo, se intensifica sobre tren de leche enriquecida muestran un desarrollo neuroló- todo en verano, cuando la belleza del medioambiente está gico mejor. más expuesta a conductas lesivas, que podrían dañarla para Es importante, por lo tanto, por parte de nosotros, los mé- siempre». Un pescado al día... De Gaia Ballo La batalla contra muchas de las enfermedades crónicodegenerativas como la hipertensión, la arterosclerosis, las enfermedades coronarias, el diabetes y hasta el cáncer, se puede y se debe combatir también en la mesa. Eso no significa obligarse a una suerte de ascetismo alimenticio. dicos nutricionistas, promocionar el consumo del pescado como alimento alternativo a otros alimentos proteicos, como queso, huevos y carne y, en particular, promocionar el consumo de pescado azul que -algo que no hay que subestimar- por sus características organolépticas es adecuado para satisfacer las exigencias de toda la familia, desde los más pequeños a los más ancianos. Cuidado, de todas formas, con no caer en la trampa de la fritura, delicia para el paladar, pero menos favorable para De hecho, los aliados de la salud pueden ser verdaderas la salud. delicias para el paladar. Entre éstas, el puesto de honor lo Freír el pescado, de hecho, comporta una marcada des- ocupa sin duda el pescado azul. naturación de los omega-3, por lo tanto, para mantener Las tres especies más pescadas son los boquerones, las intacto este elixir se aconseja recurrir a otros métodos de sardinas y la caballa, el llamado “pescado pobre” de nues- preparación. tros mares, sin embargo muy rico desde el punto de vista Un buen pescado y una buena receta: ¡buena salud! PERCORSI Last call “Chi guarda l’oro non pensa mai che c’è gente che muore in miniera” P 2009-2010 www.laga.es WINTER COLLECTION AUTUMN DATE: