(Allegato 1)
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
Comune di Forlì Piazza A. Saffi 8, 47100 Forlì – http://wwww.comune.forli.fc.it
Area Servizi al Cittadino – Servizio Politiche Educative e della Genitorialità –
Via Caterina Sforza 16, Forlì.
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ00551
REGIONALE Regione Emilia Romagna
2°
(Allegato 1)
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
“Buone Prassi” di integrazione interculturali in contesti scolastici e formativi
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Educazione e Promozione culturale (E 16)
6)
Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza
il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili;
identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
6.1 Breve accenno al contesto territoriale in relazione alla visione dei bisogni
emersi dal Piano Provinciale 2011
Come emerso durante l’ultima Assemblea Soci (9 marzo 2011) per la definizione
del Piano Provinciale di Forlì-Cesena gli Enti hanno individuato nelle seguenti aree i
“bisogni” maggiori del territorio:
Area socio assistenziale
Area promozione culturale
Da anni vengono realizzati progetti di servizio civile nei diversi settori di intervento
delle aree sopra indicate e qui velocemente riportiamo:
- Tutela delle categorie svantaggiate: anziani, persone con disabilità, minori ed adulti
con disagio sociale,stranieri;
- Contrasto al problema della dispersione scolastica: azioni di tutoraggio
- Contrasto ai problemi di devianza: azioni di prevenzione alla salute
- Contrasto ai problemi di integrazione e/o solitudine: azioni relative alla
pubblicizzazione ed attuazione di progetti relativi alla multiculturalità e alla cultura
della Pace.
- Sostegno al settore artistico: azioni dirette alla promozione divulgazione e
salvaguardia del patrimonio artistico; azioni di progettazione e sviluppo di eventi
culturali rivolti a specifici target (bambini, adolescenti, anziani, immigrati ecc…) e
alla popolazione in generale.
Gli Enti che aderiscono al Co.Pr.E.S.C., sviluppano progetti di servizio civile che
tentano di garantire il pieno coinvolgimento delle nuove generazioni rispetto a queste
tematiche, cercando di fornire risposte nuove e dinamiche alle esigenze della
popolazione.
Per ulteriori approfondimenti della lettura dei bisogni si consiglia di visionare il Piano
Provinciale realizzato dal Co.Pr.E.S.C in sinergia con gli Enti.
6.2 Il contesto territoriale in relazione al progetto
In linea con il piano provinciale, il progetto di seguito proposto, prevede interventi
mirati alla promozione di Buone Prassi di integrazione interculturale e multiculturale
in situazioni formative ed educative rivolte a bambini e ragazzi in età scolare.
(Allegato 1)
Il contesto di riferimento è rappresentato dal territorio del Comune di Forlì, con una
popolazione complessiva, all' 1/1/2011, di 118.167 abitanti di cui 13.338 stranieri,
pari all' 11,29%.
Se si prende in considerazione il dato della presenza dei cittadini stranieri negli
ultimi 3 anni, si può notare come la percentuale di incidenza sul resto della
popolazione sia in costante aumento:
Anno
Residenti
Stranieri
%
2009
116.208
11.130
9,58
2010
117.550
12.483
10,62%
2011
118.167
13.338
11,29
(dati tratti da “Statistica Emilia-Romagna” su http://www.regione.emiliaromagna.it/wcm/statistica/index.htm e da
Comune di Forlì – statistiche sulla popolazione su
http://www.comune.forli.fc.it/servizi/menu/dinamica.aspx?
idArea=850&idCat=850&ID=850&TipoElemento=area )
Tale tendenza è particolarmente rilevante se si prendono in considerazioni le fasce
d'età più giovani, rispetto alle quali, ad esempio nell'anno 2010 (ultimo anno rispetto
al quale sono riportati dati completi nella banca dati “Statistica Emilia Romagna”), la
percentuale di incidenza è superiore alla media regionale:
Fascia 0-19 anni
Residenti
Stranieri
%
Comune di Forlì
19.690
3.191
16,21
Regione
756.759
117.122
15,48
(dati aggiornati all'1/1/2010, tratti da “Statistica Emilia-Romagna” su http://www.regione.emiliaromagna.it/wcm/statistica/index.htm )
Per quanto riguarda la fascia d'età scolare, si riportano alcuni dati più dettagliati:
Fasce d'età
Residenti Stranieri
%
da 5- 9 anni
5087
718
14,11
da 10 a 14 anni
4516
639
14,15
da 15 a 19 anni
4649
723
15,55
(dati aggiornati all'1/1/2010, tratti da “Statistica Emilia-Romagna” su http://www.regione.emiliaromagna.it/wcm/statistica/index.htm )
Si può rilevare una consistente presenza di minori stranieri sommando le prime due
fasce prese in esame, corrispondenti alla scuola primaria e secondaria di primo grado.
6.3 Contesto settoriale
Per un ulteriore approfondimento, si riportano i dati relativi alla presenza dei minori
(Allegato 1)
stranieri: nelle scuole primarie e secondarie del territorio forlivese.
1. Stranieri iscritti presso le scuole del territorio forlivese
Su una popolazione scolastica che conta n. 13.682 alunni, i minori stranieri che
nell'anno scolastico 2010/11 hanno frequentato le scuole di Forlì sono risultati
complessivamente n. 1588 ( il 11,61 %della popolazione scolastica) di cui n. 664
nelle scuole primarie, n.462 nelle scuole secondarie di primo grado e n. 462 nelle
scuole secondarie.
a.s. 2008/09
SCUOLE
Tot.
Alunni
iscritti
1° circolo
2° circolo
a.s. 2009/10
Tot.
Alunni
stranieri
%
alunni
stranieri
Tot. Alunni
iscritti
646
83
12,85
538
114
21,19
4° circolo
793
95
6° circolo
812
7° circolo
781
8° circolo
Tot. Scuole primarie
Media F. Orsini
a.s. 2010/11
Tot.
Alunni
stranieri
% alunni
stranieri
Tot.
Alunni
iscritti
Tot.
Alunni
stranieri
% alunni
stranieri
676
95
14,05
700
108
15,43
541
124
22,92
557
149
26,75
11,98
801
92
11,49
854
105
12,3
138
17
841
149
17,72
817
151
18,48
73
9,35
820
82
10
858
81
9,44
821
119
14,49
813
114
14,02
659
70
10,62
4391
622
14,17
4492
656
14,06
4445
664
14,94
1109
209
18,85
1126
221
19,63
1049
195
18,54
Media oalmezzano
786
144
18,32
762
150
19,69
790
154
19,49
Media via Ribolle
792
83
10,48
896
96
10,71
917
113
12,32
Tot. Scuol esec. Di 1° grado
2687
436
16,23
2784
467
16,77
2756
462
16,76
Tot. Scuole sec. 2° grado
6195
467
7,54
6377
579
9,08
6481
462
7,13
(dati forniti dal Servizio Diritto allo Studio del Comune di Forlì a.s. 2010/2011)
I dati riferiti all'ultimo triennio dimostrano il costante aumento dei minori stranieri
nelle scuole del territori forlivese.
In particolare sottolineiamo che nell'ultimo triennio la scuola che ha accolto il
maggior numero di alunni stranieri è la scuola secondaria di 1° grado F. Orsini. Tale
scuola si articola in quattro sedi, nella tabella di seguito proponiamo i dati relativi
alla presenza degli alunni stranieri suddivisi per sedi
a.s 2008/09
a.s. 2010/11
a.s 2009/10
Tot. Alunni
iscritti
Tot. Alunni
stranieri
% alunni
stranieri
Tot. Alunni
iscritti
Tot. Alunni
stranieri
% alunni
stranieri
Tot. Alunni
iscritti
Tot. Alunni
stranieri
% alunni
stranieri
MARONC
ELLI
272
107
39,34
254
114
44,88
237
111
46,84
MERCUR
IALE
331
53
16,01
337
53
15,73
335
41
12,24
VILLAFR
ANCA
75
12
16
78
8
10,26
75
8
10,68
ORCEOLI
431
37
8,58
457
46
10,07
(dati forniti dal Servizio Diritto allo Studio del Comune di Forlì a.s. 2010/2011)
456
42
9,21
F. Orsini
La sede che accoglie il maggior numero di stranieri è la scuola Maroncelli, collocata
nel centro storico, una zona della città che è connotata da un'alta presenza di famiglie
straniere. Tale scuola, in questi anni, ha visto una progressiva diminuzione degli
alunni italiani iscritti a fronte di un costante aumento di alunni stranieri che nell'a.s.
2010/11 ha raggiunto il 46,84%.
2. Servizio di mediazione interculturale
(Allegato 1)
All'interno delle scuole primarie e secondarie di primo grado è attivo il Servizio di
Mediazione Interculturale. Questo tipo di intervento è finalizzato alla realizzazione di
progetti individualizzati di accoglienza di minori stranieri nuovi iscritti, ma anche di
attività interculturali che coinvolgano il gruppo classe. Il servizio di mediazione
interculturale è coordinato dal Comune di Forlì che dispone di un budget definito che
utilizza per attribuire alle singole scuole un pacchetto di ore di mediazione
interculturale calcolato in proporzione al numero degli alunni stranieri nuovi iscritti
nel mese di settembre. Il budget a disposizione del Comune di Forlì è invariato da
cinque anni a fronte di un costante aumento dei minori stranieri nuovi iscritti,
pertanto sempre meno riesce a rispondere al bisogno espresso dalle scuole.
Di seguito riportiamo i dati relativi al Servizio di mediazione interculturale
nell'ultimo triennio 2008-2011
Servizio di mediazione interculturale
a.s. 2008/09
a.s. 2009/10
a.s. 2010/11
Minori stranieri nuovi iscritti
1241
1411
1393
Ore di mediazione interculturale
1060
969
885
(dati forniti dal Servizio Politiche educative e della genitorialità-Unità Diritto allo Studio del Comune di Forlì)
Dai dati si evince che il numero di ore di mediazione interculturale riconosciuto alle
singole scuole non permette la possibilità di realizzare interventi individualizzati se
non per un numero di ore esiguo (2/3 ore a bambino) e vincola il servizio a progetti
di prima accoglienza o ad interventi in piccolo gruppo che non sempre rispondono al
bisogno del singolo alunno.
3. attività di supporto alla qualità dei progetti di integrazione dei minori stranieri
Sul territorio di Forlì è attivo un servizio di supporto rivolto ad insegnati ed
educatori, per l'accompagnamento della progettazione educativa e didattica e per la
produzione e la raccolta di documentazioni che fanno riferimento a buone pratiche di
integrazione scolastica e sociale dei minori stranieri.
Tale attività è realizzata dallo Sportello Intercultura, un servizio coordinato dal
Centro Documentazione Apprendimenti e realizzato attraverso la collaborazione con
il Centro per la Pace Annalena Tonelli di Forlì e sostenuto con finanziamenti
regionali finalizzati e con fondi propri del Comune e della Provincia di Forlì-Cesena.
I dati relativi all'attività dello Sportello sono i seguenti:
Dati sportello intercultura
a.s. 07/08
a.s. 08/09
a.s. 09/10
Accessi allo Sportello per
supporto alla progettazione
250
220
54
Accessi alla formazione
257
220
52
toatali
507
440
106
2
2
1
Materiali prodotti
documentazioni/raccolte di
strumenti didattici
Dal prospetto emerge in modo evidente la progressiva diminuzione degli accessi al
servizio. Tale elemento è da associare in primo luogo alla drastica riduzione dei
momenti di apertura, dovuta ai tagli al budget assegnato da parte degli Enti che
partecipano al progetto. Tale riduzione è in controtendenza rispetto alle richieste
(Allegato 1)
degli insegnanti e ai bisogni rilevati di supporti e di collaborazioni da attivare ad
integrazione e valorizzazione degli interventi delle scuole.
6.4 Emersione del bisogno
Dall'analisi dei dati e dai momenti di confronto con le scuole emergono i seguenti
elementi:
− la presenza di situazioni sempre più complesse all'interno delle scuole, sia per
l'alto numero di alunni stranieri, sia per le diverse etnie e specificità culturali
rappresentate;
− una compresenza di situazioni relazionali e sociali critiche, soprattutto nelle
scuole secondarie di primo grado, riconducibili, in parte al normale percorso di
crescita degli adolescenti, in parte a situazioni di bullismo emergente;
− una preoccupante intolleranza verso gli stranieri che si sta sviluppando soprattutto
nei quartieri ad elevata densità di presenza (ad esempio centro storico).
A fronte di tali situazioni sono stati attivati diversi tipi di supporto, come, ad
esempio:
- l'intervento di operatori specializzati per attività di Mediazione culturale o di
Facilitazione linguistica o di insegnamento dell'italiano come L2;
- supporto alla progettazione educativa e didattica delle scuole, attraverso lo Sportello
Intercultura, mirata ad implementare la capacità di accoglienza e la proposta di
percorsi di integrazione innovativi;
- la proposta di percorsi di formazione specifica, attivata dalle scuole stesse.
La complessità delle situazioni richiede, però, la possibilità di sviluppare ulteriori
progetti e modelli organizzativi più flessibili, in grado di facilitare la sperimentazione
di percorsi didattici e di integrazione meno formali all'intendo della scuola. Tali
percorsi possono essere attivati grazie all'introduzione di una figura di tipo amicale
come quella del volontario.
Alcune scuole hanno sviluppato esperienze significative, sia a livello didattico, sia a
livello di organizzazione, ma sono ancora insufficienti le occasioni di confronto e di
scambio a livello territoriale, per fare diventare queste come occasione di
formazione anche per altri.
A partire da questo dato, si è condivisa con gli insegnanti la necessità di
accompagnare le scuole nella produzione di materiali didattici, a partire dalle
esperienze consolidate, da poter mettere a disposizione di tutte le scuole, in modo da
implementare, attraverso un'azione indiretta, la realizzazione di progetti e di buone
prassi di integrazione.
6.5 Servizi specifici esistenti
Il Comune di Forlì, in collaborazione con le Istituzioni scolastiche primarie e
secondarie di primo grado di Forlì, ha elaborato un progetto interistituzionale che
prevede interventi di mediazione interculturale e linguistica.
Il progetto è stato elaborato in maniera condivisa e prevede il coinvolgimento dei
soggetti del privato sociale che nel nostro territorio si occupano principalmente di
integrazione interculturale.
Il progetto prevede:
(Allegato 1)
interventi di facilitazione linguistica, gestiti e realizzati dalle Rete delle
Istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo grado forlivesi, attraverso
un finanziamento annuale della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì.
−
interventi di mediazione interculturale e linguistica, gestiti e coordinati dal
Comune di Forlì e realizzati nelle Istituzioni scolastiche, attraverso una
convenzione con una cooperativa specializzata.
In particolare, l'intervento del Comune prevede:
− supporto pedagogico al progetto interistituzionale a favore dell'accoglienza e
dell'integrazione scolastica dei minori stranieri, concordato nell'ambito di tavoli
di lavoro specifici che coinvolgono i diversi soggetti interessati;
− assegnazione a ciascuna istituzione scolastica di un monte ore annuo per gli
interventi di mediazione linguistica e interculturale, sulla base di criteri stabiliti in
accordo con i dirigenti scolastici forlivesi;
− monitoraggio degli ambiti e dei compiti nei quali interviene il mediatore culturale
−
a scuola;
Per la realizzazione di queste azioni, è necessario mantenere un costante dialogo e
coordinamento tra le scuole e la rete dei servizi territoriali.
Il Comune di Forlì interviene anche attraverso servizi di secondo livello:
- il coordinamento pedagogico comunale;
- il Centro comunale di Documentazione Apprendimenti, che, per lo specifico,
propone lo “Sportello Intercultura”, un servizio che promuove una cultura del
dialogo e dell’accoglienza, favorisce lo sviluppo della qualità dell’integrazione
scolastica e sociale di bambini e ragazzi di altre culture, opera in rete con i servizi, le
istituzioni, le associazioni per una educazione interculturale.
Lo Sportello offre:
− consulenza e supporto alla progettazione di percorsi di accoglienza,
d’insegnamento della lingua italiana nelle classi e nei gruppi;
− documentazione su materiali didattici e su percorsi formativi,consultazione di
materiale di approfondimento, documentazione di esperienze significative;
− informazione sui servizi e sulle risorse del territorio a favore dell’integrazione
scolastica e extrascolastica, sulla normativa per la progettazione educativa e
didattica;
− una biblioteca specializzata su temi interculturali;
− consulenza da parte del Centro Documentazione Apprendimenti per elaborare
documentazioni educative.
Infine, nel progetto è coinvolto anche il Centro Servizi per l'Integrazione del
Comprensorio Forlivese, che propone uno spazio di informazione, consulenza,
orientamento ai servizi e segretariato sociale. Tale collaborazione è fondamentale,
soprattutto nella fase di iscrizione scolastica, per orientare le famiglie di minori
straniere nella scelta della scuola da frequentare.
(Allegato 1)
6.6. La specificità del progetto (il valore aggiunto)
Il presente progetto si rivolge, pertanto, ai minori stranieri dai 6 ai 15 anni residenti
nel Comune di Forlì e si sviluppa su due livelli d'intervento:
1. azioni progettuali svolte direttamente con i minori nei contesti scolastici
attraverso la presenza del volontario che si propone come figura amicale volta
a favorire la realizzazione di percorsi e progetti d'integrazione non strutturati
che valorizzano le risorse informali;
2. la predisposizione di materiale di documentazione e materiali didattici da
mettere a disposizione delle classi di tutte le scuole primarie e secondarie del
territorio per favorire la diffusione e sperimentazione di progetti interculturali
Qu Questi due livelli d'intervento permettono oltre ad implementare con modalità dirette
ed indirette modalità progettuali d'integrazione di sviluppare e potenziare la rete dei
supporti a disposizione delle scuole.
Si individua, in particolare, nella sede Maroncelli della Scuola secondaria di 1° grado
F. Orsini, un contesto significativo di sperimentazione per la presenza di specifiche
condizioni:
- l'alta presenza di alunni stranieri;
- la rappresentatività delle problematiche presenti, rispetto alle caratteristiche del
territorio;
- la disponibilità degli insegnanti a mettere in pratica percorsi innovativi di lavoro.
Si individua, inoltre, lo Sportello Intercultura, coordinato dal CDA, come strumento
privilegiato di accompagnamento e supporto al lavoro degli insegnanti, per le
specifiche funzioni che svolge, da sviluppare e potenziare in relazione alle richieste
del territorio, soprattutto per la parte relativa alla produzione di materiali.
6.7 Indicatori
Indicatori che sono stati utilizzati per leggere il contesto:
Gli indicatori attraverso i quali è stato misurato il contesto sono:
− popolazione complessiva del Comune di Forlì;
− n stranieri residenti nel Comune di Forlì e percentuale di incidenza rispetto alla
popolazione
− popolazione complessiva della Regione Emilia Romagna
− n. stranieri residenti in regione e percentuale di incidenza rispetto alla
popolazione
− n. minori stranieri residenti nel Comune di Forlì suddivisi per fasce di età;
− n. minori stranieri iscritti nelle scuole del Comune di Forlì sul totale degli alunni
iscritti, riferiti al triennio 2008-2011;
− dati del servizio di mediazione interculturale nel triennio 2008/2011;
− dati relativi alle attività di supporto alla qualità dei progetti di integrazione dei
minori stranieri.
(Allegato 1)
7) Obiettivi del progetto:
Obiettivo generale:
L’obiettivo generale del progetto è di implementare le azioni di integrazione
interculturale che nel territorio di Forlì si rivolgono ai minori stranieri dai 6 ai 15
anni, realizzando attività in contesti scolastici, con il supporto di un volontario che
diviene una figura di riferimento per i minori stranieri e di stimolo/curiosità per tutta
la classe.
Inoltre, la possibilità di predisporre materiali di documentazione e materiali didattici
da mettere a disposizione delle classi permette di raggiungere un target molto più
ampio e di supportar il lavoro delle scuole nei percorsi di integrazione che
coinvolgono bambini stranieri e non, andando ad incidere sulla qualità degli
interventi.
Questo particolare ambito di impiego dei volontari è stato individuato come ambito
prioritario anche nel Piano provinciale stilato dal Co.Pr.E.S.C in concertazione con gli
altri Enti di SC del territorio.
7. 1 Obiettivi specifici relativi al Territorio:
− implementare le azioni progettuali finalizzate all'integrazione dei minori
stranieri in contesti scolastici.
7.1.1 Risultati attesi e Indicatori di Risultato:
Rispetto all’obiettivo n.1. i risultati attesi e indicatori di risultato sono i seguenti:
(Risultati attesi):
− siano realizzati progetti volti a migliorare l'integrazione dei minori stranieri in
contesti scolastici;
− si supportino, le azioni rivolte all'integrazione attraverso la predisposizione di
materiali da mettere a disposizione delle scuole.
(indicatori di risultato):
− almeno n.3 progetti finalizzati all'integrazione di minori stranieri realizzati in
contesti scolastici;
− predisposizione di materiale di documentazione e di “buone prassi”.
7.2 Obiettivi specifici relativi all'Ente:
Il Progetto verrà coordinato da una pedagogista del Servizio Politiche Educative e
della Genitorialità del Comune di Forlì e dalla responsabile del Centro di
Documentazione e Apprendimenti del Comune di Forlì, che collaboreranno con le
figure OLP presenti nel contesto scolastico.
Gli obiettivi specifici che l'Ente si propone di perseguire attraverso il progetto, sono i
seguenti:
(Allegato 1)
1. implementare, sviluppare e migliorare progetti d'integrazione che
coinvolgono i minori stranieri in contesti scolastici;
2. supportare i minori stranieri attraverso la presenza di una figura di
riferimento che possa mediare e promuovere l'integrazione dei minori
stranieri a scuola;
3. qualificare e supportare i percorsi d'integrazione svolti in contesti
scolastici predisponendo materiali di documentazione da proporre alle
classi.
7.2.1 Risultati attesi e Indicatori di Risultato:
Rispetto agli obiettivi specifici individuati si definiscono i seguenti risultati attesi e
rispettivi indicatori di risultato:
Rispetto all’obiettivo n.1. i risultati attesi e indicatori di risultato sono i seguenti:
(Risultati attesi):
- implementazione e sviluppo di progetti d'integrazione in contesti scolastici
(indicatori di risultato):
− almeno n.3 progetti/percorsi finalizzati all'integrazione, programmati e
realizzati;
− la realizzazione di almeno un incontro al mese di supervisione tra l' insegnante
referente e il coordinatore pedagogico, al fine di monitorare che il percorso sia
effettivamente un'esperienza d'integrazione per il minore.
Rispetto all’obiettivo n.2. i risultati attesi e indicatori di risultato sono i seguenti:
(Risultati attesi):
- si realizzino azioni progettuali volte a supportare i minori stranieri nel loro percorso
d'integrazione attraverso la presenza della figura del volontario che diviene un
riferimento;
- il minore straniero sperimenti percorsi e progetti d'integrazione con i coetanei in
contesti scolastici.
(indicatori di risultato):
- almeno un percorso per ogni minore coinvolto finalizzato all'integrazione realizzato;
- una media di 25 ore settimanali che il volontario svolge con i minori stranieri al fine
di realizzare attività volte all'integrazione;
- almeno un incontro di verifica al mese tra coordinatore, insegnante referente e
volontario al fine di monitorare in itinere lo sviluppo del percorso;
Rispetto all’obiettivo n.3. i risultati attesi e indicatori di risultato sono i seguenti:
(Risultati attesi):
(Allegato 1)
- siano predisposti materiali di documentazione a supporto dei progetti d'integrazione
in contesti scolastici
- le classi realizzino progetti d'integrazione utilizzando i materiali predisposti.
(indicatori di risultato):
− predisposizione di almeno un materiale di documentazione per ogni progetto
realizzato;
− messa a disposizione del materiale per le classi;
− almeno un incontro di verifica e monitoraggio al mese tra il responsabile del
CDA, insegnante referente e volontario.
7.3 Obiettivo generale relativo al Volontario:
Il progetto consente ai ragazzi stranieri in servizio civile, di vivere un’esperienza che
offre la possibilità di sviluppare abilità collegate alla relazione d’aiuto, al lavoro di
team, al problem solving e alla co-partecipazione a progetti integrati, in situazioni
lavorative complesse.
7.3.1 Obiettivi specifici relativi al Volontario:
Gli obiettivi specifici che il progetto rivolge al volontario sono i seguenti:
1. sperimentarsi nella costruzione di “relazioni di aiuto” significative con minori
in situazioni complesse;
2. poter avere la possibilità di confrontarsi con altri ragazzi-volontari, sfruttando
il gruppo come una occasione di integrazione, di crescita individuale e di
confronto;
3. acquisire competenze rispetto ai processi di ricerca e documentazione di
materiali in campo educativo.
7.3.2 Risultati attesi e Indicatori di risultato:
Rispetto agli obiettivi specifici individuati, si sviluppano i seguenti risultati attesi e i
rispettivi indicatori di risultato:
Rispetto all’obiettivo n.1. i risultati attesi e indicatori di risultato sono i seguenti:
(Risultati attesi):
- il volontario riceva una formazione specifica sulla relazione d’aiuto;
- il volontario sperimenti personalmente una relazione d’aiuto;
(indicatori di risultato):
- almeno 6 ore di formazione specifica sulla relazione d’aiuto;
- il volontario realizza almeno n. 3 progetti d'integrazione.
Rispetto all’obiettivo n.2. i risultati attesi e indicatori di risultato sono i seguenti:
(Risultati attesi):
(Allegato 1)
- i volontari in servizio civile regionale sperimentino occasioni
d'integrazione e di confronto tra di loro e con i volontari che svolgono
servizio per il progetto nazionale;
- i volontari partecipino ad una formazione che offra loro opportunità e
occasioni di confronto e di crescita personale;
(indicatori di risultato):
- almeno n.1 incontro ogni due mesi nel quale i volontari, si possano
confrontare;
- almeno n.18 ore di formazione finalizzate al confronto in gruppo.
Rispetto all’obiettivo n.3. i risultati attesi e indicatori di risultato sono i seguenti:
(Risultati attesi):
- i volontari sperimentino strumenti e metodologie di ricerca
e
documentazione;
- i volontari acquisiscano progressivamente, una maggiore consapevolezza
rispetto alla documentazione in campo educativo.
(indicatori di risultato):
- almeno n.10 ore di formazione specifica;
- i volontari predispongano i materiali di documentazione concordati;
- almeno un incontro di supervisione al mese svolto dal referente del CDA,
al fine di monitorare l'esperienza dei volontari e la loro consapevolezza
rispetto ai percorsi messi in atto.
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le
attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio
civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo:
8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
Fase di ideazione: al fine di ideare e definire i contenuti del progetto, la coordinatrice
pedagogico referente degli interventi di integrazione interculturale e la responsabile
del C.D.A. hanno preso in esame i dati, le risorse e le criticità relative all'integrazione
di minori stranieri, rilevate in corso d'anno in incontri di coordinamento con gli
insegnanti referenti per le scuole del territorio e gli operatori socio-culturali. Inoltre
durante gli incontri coordinati dal Co.Pr.E.S.C. per la definizione del Piano
provinciale sono stati individuati possibili percorsi per il superamento delle criticità.
Gli obiettivi specifici del progetto verranno perseguiti secondo la seguente tempistica.
1°
2°
3°
4°
5°
6°
7°
8°
9°
10° 11°
mese mese mese mese mese mese mese mese mese mese mese
12°
mese
(Allegato 1)
Obiettivo n.1
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
Obiettivo n.2
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
Obiettivo n.3
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
Obiettivo n.1: implementare, sviluppare e migliorare progetti d'integrazione che
coinvolgono i minori stranieri in contesti scolastici
Obiettivo n.1
MESI
AZIONI
1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 11° 12°
Ideare percorsi e progetti d'integrazione
x x
Attuazione dei percorsi
x x x x x
x x
x
x
x
x
x
x x
x x
x
x
x
x
x
Verifica e monitoraggio dei percorsi
Obiettivo n.2: supportare i minori stranieri attraverso la presenza di una figura
di riferimento che possa mediare e promuovere l'integrazione dei minori
stranieri nel contesto scolastico
Obiettivo n.2
MESI
AZIONI
1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 11° 12°
Mediazione interculturale
x x x x x
Facilitazione linguistica
x x x x x
Progetti interculturali con il gruppo classe
x x x
x
x
x x x
x
x
x
x
x x x
x
x
Obiettivo n.3: qualificare e supportare i percorsi d'integrazione svolti in contesti
scolastici predisponendo materiali di documentazione da proporre alle classi
Obiettivo n. 3
MESI
AZIONI
1°
2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 11° 12°
Supporto alla progettazione educativa e
didattica
x
x
Produzione di documentazione educativa e
didattica
Disseminazione delle esperienze e dei materiali
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette
attività
(Allegato 1)
Risorse umane che supporteranno i volontari durante l’intero progetto sono:
Risorse interne:
- n.1 pedagogista coordinatrice del progetto che accoglie e supporta il
volontario impegnato nella scuola durante tutto lo svolgimento del
progetto costituendosi come figura di riferimento
- Responsabile Centro di Documentazione e Apprendimento del Comune
di Forlì che accoglie e supporta i volontari in servizio presso il Centro
durante tutto lo svolgimento del progetto costituendosi come figura di
riferimento. Inoltre, coordinerà la formazione specifica rivolta ai volontari
- Operatori documentalisti CDA che supporteranno i volontari rispetto
alla possibilità di reperire e utilizzare strumenti e materiali;
- n. 1 unità di personale di segreteria dell'Unità Diritto allo Studio- che
supporterà l’organizzazione amministrativa;
- n. 1 unità di personale di segreteria del CDA che collaborerà con le altre
figure amministrative sugli aspetti organizzativi
- n. 1 unità di personale di segreteria del Servizio Politiche Educative e
della genitorialità che supporterà nell’organizzazione amministrativa;
- n.2 OLP (Operatori Locali di Progetto): sono referenti per i volontari
relativamente a tutte le tematiche legate alle attività previste dal progetto;
- n.1 Tutor di progetto: rappresenta le figura di prima istanza per i
volontari, è supervisore delle attività
Risorse esterne:
- I Responsabili degli Enti/Servizi coinvolti nel processo di integrazione
scolastica e sociale dei bambini / ragazzi stranieri;
- Esperti dello Sportello Intercultura.
8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
Obiettivo n.1: implementare, sviluppare e migliorare progetti d'integrazione che
coinvolgono i minori stranieri in contesti scolastici
L'azione n.1: ideare percorsi e progetti d'integrazione, prevede le seguenti attività:
- il volontario si confronterà con il coordinatore di progetto sulle azioni previste;
- il coordinatore pedagogico favorirà il confronto tra il volontario e l'insegnante
referente;
- il volontario si confronterà con l'insegnante di riferimento degli alunni coinvolti nel
progetto per definire insieme quali azioni progettuali prevedere;
- il volontario e l'insegnante individueranno le attività da svolgere nel tempo scuola
L'azione n.2: attuazione dei percorsi, prevede le seguenti attività:
- il volontario realizzerà le azioni progettuali previste, con il supporto e la
collaborazione dell'insegnate referente;
- il volontario realizzerà con il minore attività laboratoriali, di approfondimento e/o
integrative al percorso scolastico curricolare.
L'azione n.3: verifica e monitoraggio dei percorsi, prevede le seguenti attività:
- il volontario, il coordinatore pedagogico e l’insegnante referente realizzeranno
momenti di supervisione al fine di verificare e monitorare i percorsi;
- il volontario, il coordinatore pedagogico e l’insegnante referente individueranno,
(Allegato 1)
strumenti e modalità di valutazione e monitoraggio;
- saranno realizzate attività finalizzate a valutare e monitorare il percorso cercando di
cogliere il punto di vista del volontario, ma anche quello dei minori coinvolti.
Obiettivo n.2: supportare i minori stranieri attraverso la presenza di una figura di
riferimento che possa mediare e promuovere l'integrazione dei minori stranieri nel
contesto scolastico:
L'azione n.1: mediazione interculturale, prevede le seguenti attività:
- il volontario svolgerà attività di osservazione sulla classe;
- il volontario faciliterà l'integrazione dei minori stranieri nel gruppo classe;
- il volontario si proporrà come figura-ponte tra la cultura di appartenenza e quella
italiana;
- il volontario si confronterà costantemente con l'insegnate referente per monitorare e
definire i progetti da realizzare.
L'azione n.2: facilitazione linguistica, prevede le seguenti attività:
- il volontario realizzerà progetti di facilitazione linguistica con i minori stranieri;
- il volontario affiancherà alcuni minori stranieri, nuovi iscritti, per realizzare
un'azione di accoglienza.
L'azione n.3: progetti interculturali con il gruppo classe, prevede le seguenti attività:
− il volontario si confronterà l'insegnante referente per definire percorsi
interculturali da proporre al gruppo classe;
− il volontario realizzerà percorsi che coinvolgano minori stranieri e non,
finalizzati alla valorizzazione delle diverse culture anche con il supporto del
CDA e attraverso l'utilizzo di materiali prodotti dal Centro;
− il volontario può collaborare con le insegnanti e gli operatori del CDA alla
raccolta dei materiali prodotti durante l'esperienza ai fini della
documentazione finale
Obiettivo n.3: qualificare e supportare i percorsi d'integrazione svolti in contesti
scolastici predisponendo materiali di documentazione da proporre alle classi
L'azione n.1: supporto alla progettazione educativa e didattica, prevede le seguenti
attività:
− i volontari svolgeranno una funzione di collegamento tra la scuola ed centro di
documentazione, per eventuali richieste di consulenza, formazione e
documentazione utili alla realizzazione dei progetti di integrazione;
− i volontari affiancheranno gli operatori del centro di documentazione nella
ricerca di materiali di approfondimento e risorse di tipo documentale e non
(informazioni sulle culture di appartenenza degli alunni, documentazioni di
esperienze pregresse, strumenti didattici, strumenti informativi rivolti agli
alunni e alla famiglie) disponibili sul territorio e presso il centro, utili alla
realizzazione dei progetti nelle classi
(Allegato 1)
− i volontario parteciperanno a momenti di formazione/consulenza rivolta alla
scuola con la funzione di supporto alla documentazione
L'azione n.2: produzione di documentazione educativa e didattica, prevede le
seguenti attività:
− i volontari parteciperanno ad incontri tra la scuola ed il centro di
documentazione per la definizione ed il monitoraggio dei progetti di
documentazione;
− potranno essere presenti a scuola o partecipare a specifici incontri, per la
raccolta in itinere della documentazione grezza relativa ai progetti attivati,
collaborando in tal senso con il volontario impegnato nella relazione con i
minori;
− cureranno l'organizzazione dei materiali, in base ai criteri concordati;
− affiancheranno gli operatori del centro di documentazione per la produzione
dei materiali, che avranno soprattutto il carattere di documentazione
multimediale
L'azione n. 3 : disseminazione delle esperienze e degli strumenti didattici prevede le
seguenti attività:
− i volontari, affiancati dagli operatori del centro, parteciperanno alla
costruzione di un catalogo delle esperienze in forma cartacea e all'inserimento
dei materiali nel data base del centro e/o in altri archivi didattici disponibili
per gli insegnanti in rete (archivi regionali e nazionali di raccolta di
documentazioni ed oggetti didattici);
− parteciperanno alla produzione periodica (sul sito del centro, o sotto forma di
newsletter) di materiali informativi sulle esperienze in corso, sugli strumenti
didattici utilizzati e sugli approfondimenti predisposti, rivolta ad insegnanti ed
operatori del territorio e alla rete dei servizi dedicati alla problematica del
progetto;
− contribuiranno all'organizzazione di specifici momenti di presentazione dei
materiali rivolti agli insegnati e agli educatori della scuola
− contribuiranno all'organizzazione di momenti di presentazione dei materiali ad
altri insegnanti
− raccoglieranno, tramite specifici strumenti di monitoraggio predisposti dagli
operatori del centro, le indicazioni ed eventuali bisogni che potranno emergere
durante gli incontri.
8.4 Il progetto non è rivolto ad un target specifico e non si prevede una quota di
posti riservata.
(Allegato 1)
9)Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
10 )Numero posti con vitto e alloggio:
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
12) Numero posti con solo vitto:
3
0
3
0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
Il volontario presterà servizio per un monte ore annuo di 1100ore.
Il volontario comunque garantirà sempre un servizio minimo di 12 ore settimanali, per
11 mesi.
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
5
I giorni di servizio del/la volontario/a saranno 5 a settimana.
A scuola: 5 giorni settimanali(mattino e/o rientro pomeridiano).
Presso il CDA: 5 giorni settimanali (mattino e/o rientro pomeridiano)
Si prevede la sospensione del progetto per n. 30 giorni nel caso in cui i volontari
esprimano la necessità di recarsi nel proprio paese d'origini.
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
Ai volontari sarà richiesta:
2) flessibilità oraria;
3) disponibilità a lavorare in équipe con le altre figure professionali presenti nelle
sedi di lavoro
4) disponibilità ad una mobilità sul territorio in missioni che si concludono nell’arco
della giornata;
5) in base alla circolare UNSC del 30 settembre 2004 par.6.1, e per un periodo non
superiore ai 30 giorni complessivi il volontario in SCN potrà essere chiamato a
svolgere la propria attività all’esterno della Sede di Attuazione insieme all’Operatore
locale di Progetto.
(Allegato 1)
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
1
Scuola Medie
VIA ORSINI
Forlì
Via Orsini,50
80396
2
UNITA'
CENTRO DI
DOCUMENTAZIONE
(C.D.A.)
Forlì
Via Paolucci
Ginnasi, 15
26577
N.
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Indirizzo
Cod. ident.
sede
N. vol.
per
sede
1
2
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto
Nominativi dei Responsabili Locali di Ente
Accreditato
Cognome e
nome
Data di
nascita
C.F.
Cognome e Data di
nome
nascita
ZOLI
ROBERTA
07/02/1953
ZLORRT53B47D704Z
VASUMINI
MLENA
17/05/52
VSM MLN 52E57 D704U
SILIMBANI
RITA
04/01/59
SLMRTI59A44D704P
VASUMINI
MLENA
17/05/52
VSM MLN 52E57 D704U
C.F.
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
Promozione del Servizio Civile durante tutto l'anno
Viene attuata una serie di azioni volte alla promozione del servizio civile, non solo durante il
periodo di validità del bando, ma durante tutto il corso dell'anno. Si cerca quindi di costruire e
mantenere relazioni costanti e continuative con gli studenti e gli insegnanti degli istituti
superiori, inserendoli in una mailing list di aggiornamento sul servizio civile, invitandoli a
partecipare ad eventi e incontri di promozione del servizio civile, coinvolgendoli in attività
legate alla promozione stessa (per esempio concorsi per individuare lo spot più bello, il filmato
più bello, ...) e partecipando eventualmente al Salone dell'Orientamento.
Per dare impulso e valorizzare concretamente il servizio civile sul territorio, si proporranno
incontri di sensibilizzazione rivolti a vari gruppi di aggregazione giovanile (gruppi scout,
oratori, centri sociali, ...) e, in generale, a tutta la cittadinanza, avvalendosi in questo della
collaborazione di enti e associazioni già attivi in alcuni ambiti di intervento del servizio civile.
Si stanno cercando poi canali che permettano di sponsorizzare il servizio civile durante eventi
in cui sia prevista una forte affluenza di giovani (feste universitarie, concerti, manifestazioni
sportive o ricreative, ...).
Inoltre, l’Ente partecipa alle attività di promozione e sensibilizzazione realizzate in maniera
congiunta con il Copresc di Forlì-Cesena e con gli enti del territorio provinciale, come indicato
nell’allegata scheda di attuazione del Protocollo d’Intesa con il Copresc per un monte ore di
21.
A seguire si da un elenco delle attività previste per la promozione e la sensibilizzazione.
1. Sensibilizzazione al servizio civile
Piena realizzazione di tutte le attività volte alla sensibilizzazione dei giovani verso i valori e i
contenuti del servizio civile nazionale e regionale.
SCUOLE DI SECONDO GRADO
In tal senso, viene proposta agli istituti superiori della provincia la realizzazione di incontri
informativi (con l'impiego di volontari in servizio civile presso gli enti aderenti al
Co.Pr.E.S.C. e loro referenti). Tali incontri sono finalizzati a sensibilizzare i ragazzi delle
scuole superiori ai temi della solidarietà e della cittadinanza attiva. Gli incontri sono
soprattutto rivolti alle classi 4° e 5° superiori, in piena collaborazione anche con gli insegnanti
deputati all’orientamento dei ragazzi/e.
UNIVERSITA’
Sono previsti 2 incontri nelle sedi universitarie di Forlì e Cesena per “formare”ed informare
i ragazzi e le ragazze sui temi che sottendono il valore del servizio civile e la coesione sociale.
Gli incontri avvengono grazie all’apporto di canali istituzionali e alla collaborazione delle
associazioni studentesche. Tali incontri prevedano momenti di testimonianza di volontari in
servizio civile in Italia e all’estero.
Tali attività vengono organizzate e definite con la partecipazione e il coinvolgimento degli enti
tramite la convocazione da parte del Co.Pr.E.S.C. di tavoli- azione specifici sugli interventi
nelle scuole.
Per dare impulso e valorizzare concretamente il servizio civile sul territorio, si proporranno
incontri di sensibilizzazione rivolti a vari gruppi di aggregazione giovanile (gruppi scout,
oratori, centri sociali, ...) e, in generale, a tutta la cittadinanza, avvalendosi in questo della
collaborazione di enti e associazioni già attivi in alcuni ambiti di intervento del servizio civile.
SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE
Il Co.Pr.E.S.C. da alcuni anni ha attivato alcuni percorsi di educazione alla pace per le scuole
del forlivese e del cesenate. Vengono gestiti degli incontri con le classi utilizzando tecniche di
formazione non formali e coinvolgono pienamente i bambini e gli insegnanti.
Le tematiche affrontate sono la nonviolenza, il rapporto con l’altro e la cittadinanza attiva. Il
percorso all’interno delle scuole è sostenuto attivamente grazie alla collaborazione degli Enti
aderenti al Co.Pr.E.S.C. tramite l’impiego dei ragazzi in servizio civile.
2. Promozione del Servizio Civile durante tutto l'anno
Il Co.Pr.E.S.C., attraverso il coinvolgimento degli Enti aderenti, attuerà sul territorio una serie
di azioni volte alla sensibilizzazione del servizio civile attraverso:
Promozione
sul territorio provinciale delle diverse esperienze di servizio civile.
L'intento è quello di coinvolgere direttamente le strutture e i volontari che in esse
operano, trasmettendo la loro esperienza attraverso testimonianze.
Oltre
alle testimonianze dirette dei volontari si utilizzeranno una serie di strumenti atti
a promuovere l'esperienza valoriale del singolo: produzione di interviste da inserire sul
sito www.coprescfc.it; articoli da pubblicare nei quotidiani locali, interviste dei volontari
nelle TV locali.
Promozione
delle diverse esperienze di servizio civile all'estero attraverso la
promozione e distribuzione dell'apposito materiale informativo (brochures) e la
predisposizione di incontri pubblici.
Partecipazione a manifestazioni di carattere pubblico che riguardano i temi fondanti il
servizio civile.

Ricerca
di canali che permettano di sponsorizzare il servizio civile durante eventi in
cui sia prevista una forte affluenza di giovani (feste universitarie, concerti,
manifestazioni sportive o ricreative, ...).
Tutte queste attività vengono realizzate grazie alla disponibilità da parte degli enti di volontari
e propri referenti.
3. Promozione dei Bandi di Selezione Volontari
Poco prima della pubblicazione del bando di servizio civile il Co.Pr.E.S.C. si impegna ad
attivare, in collaborazione con gli Enti attraverso tavoli azione e/o scambio di idee ed
esperienze via e-mail, le strategie di pubblicizzazione.
La partecipazione attiva degli Enti nella definizione delle strategie mira a:
strumenti
da utilizzare (video-spot, piuttosto che interviste dei volontari su quotidiani
locali ecc..);
individuazione
dei luoghi dove è necessario porre più energia nel veicolare le
informazioni;
quali
aiuti pratici possono apportare gli enti soci e le associazioni aderenti al
Co.Pr.E.S.C.
Viene predisposto anticipatamente il materiale informativo per avviare la diffusione entro la
prima settimana d’uscita del bando, il quale è distribuito nei “luoghi strategici” grazie all’aiuto
degli enti aderenti. Inoltre vengono allestiti banchetti informativi in punti strategici (all'interno
delle Università durante l'orario di lezione, all'interno delle scuole, ...), grazie all'aiuto dei
volontari provenienti dagli enti.
All'interno del sito www.coprescfc.it vengono inseriti tutti i progetti approvati e finanziati
per garantirne la massima visibilità. Verranno predisposte schede riassuntive delle attività e
dei fini di ogni singolo progetto, segnalando i recapiti degli enti con il relativo nominativo a
cui i ragazzi possono fare riferimento. Contemporaneamente ogni ente si impegna ad inserire
un link sul proprio sito internet che rimandi al sito del Copresc www.coprescfc.it
Inoltre verrà incrementata l'attività di sportello informativo e verrà attivato un numero verde
gratuito attivo dalla mattina al tardo pomeriggio dal lunedì al venerdì.
Vengono inoltre prodotti in forma coordinata e congiunta manifesti e opuscoli informativi che
sono diffusi grazie alla collaborazione degli enti aderenti al Co.Pr.E.S.C. Infine, si cerca di
avere massima visibilità sui giornali locali e sulle emittenti televisive e radiofoniche.
4. promozione dei bandi di servizio civile rivolti a minorenni.
Visto il pieno interessamento degli Enti ai progetti di servizio civile rivolti ai giovani dai 15 ai
18 anni emerso durante l’assemblea soci del 9 marzo 2011, svolta per la definizione del piano
provinciale; e riconosciuto da tutti i partecipanti questa possibilità come strumento efficace di
promozione attiva di una cultura di servizio civile, il Co.Pr.E.S.C attuerà tutte le azioni
necessarie per promuovere tale esperienza sul territorio:
•
Pubblicazione nel sito delle notizie relative a questo bando;
•
Incontri nelle scuole medie-superiori
•
Disponibilità di sportello per informare ragazzi; genitori e scuole interessate.
5. Metodologia prevista per la pubblicizzazione del bando di servizio civile regionale
Per quanto concerne la promozione del Bando Servizio Civile Regionale, come già avvenuto
per l'anno 2010/2011, si riconferma la diffusione di un avviso pubblico del Bando.
L’avviso verrà pubblicato congiuntamente sui siti internet degli enti di servizio civile che
parteciperanno al bando di scr, il sito del copresc fc e il sito dell’informagiovani.
Inoltre verrà garantirà anche per quest'anno la pubblicizzazione del Bando, attraverso una
collaborazione con gli enti per la realizzazione dei seguenti incontri rivolti ai ragazzi d
cittadinanza straniera:
Incontro presso il Centro per gli Stranieri del Comune di Cesena
e/o A.S.S.I.P.R.O.V di Cesena
Incontro presso il Comune di Forlì – Centro giovanile “la Fabbrica
delle Candele” e/o Centro di Solidarietà Sociale
Incontro all'Informagiovani del Comune Mercato Saraceno
A tutti gli incontri parteciperanno OLP e volontari in SCN e ex volontari in SCR, in
modo da potere fornire le giuste informazioni.
Si ricorda che, anche la sclta dei luoghi sopra elencati è avvenuta tramite un confronto degli
Enti all’Assemblea Straordinaria dei soci avvenuta il 9 marzo per la stesura del Piano
Provinciale e che hanno individuato questi luoghi come i più consoni per la giusta
veicolazione delle informazioni tra i giovani cittadini stranieri.
Inoltre è da ricordare che il Progetto di SCR dell’ente sottoscrivente sarà pubblicato nel sito
del Copresc FC.
6. Sensibilizzazione relativa al valore della CARTA DI IMPEGNO ETICO
Per il 2011/2012 è prevista una cooperazione e collaborazione con il Copresc Fc per la
sensibilizzazione rivolta all'intera comunità e, specificatamente ai giovani, sulla Carta
diImpegno Etico attraverso percorsi di sensibilizzazione nelle scuole superiori di Cesena
e di Forlì sulle previsioni della legge Regionale 20/03 del Servizio Civile svolto sia in Italia
che all'estero, grazie anche alle diverse testimonianza dei giovani coinvolti.
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
I volontari saranno selezionati in base ai criteri definiti ed approvati con
determinazione del Direttore Generale UNSC dell' 11 giugno 2009, n.173.
Al momento della selezione sarà presente, inoltre, un esperto di immigrazione,
collaboratore dello Sportello Intercultura.
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del
progetto:
Il Sistema di Monitoraggio e Valutazione implementato raccoglie l’esperienza
maturata durante gli ultimi anni dagli Enti di Servizio Civile della Provincia di Forlì –
Cesena.
Il Piano interno di monitoraggio coinvolge l’Ente in incontri trimestrali con i
volontari e con gli OLP, raccolti e ordinati nella stesura di una relazione ex post. Tale
relazione sarà presentata al CO.PR.E.S.C. di Forlì – Cesena ed illustrerà il quadro
emerso e monitorato in itinere, darà visione complessiva dell’andamento del Progetto
e farà emergere criticità, trasferibilità e riproducibilità delle buone prassi, nonché
fornirà dei modelli di qualità costruiti. In questo contesto ci si avvarrà anche dei dati
contenuti nella relazione consuntiva dell’esperienza redatta dai referenti scolastici.
I dati raccolti vanno oltre la dimensione delle attività in atto (emersione delle criticità
ed eventuali interventi di problem solving), costituendo infatti basi solide e attendibili
per valutare correttamente l’impatto dei progetti su tutte le organizzazioni coinvolte e
al tempo stesso definire la futura progettazione (o ri progettazione) degli interventi.
Il Sistema di Monitoraggio e Valutazione si pone l’obiettivo di misurare:
− obiettivi raggiunti (risultati raggiunti con gli obiettivi specifici; obiettivi
−
−
−
−
−
generali raggiunti e esito del progetto);
realizzazione delle attività previste;
organizzazione del progetto - modelli di gestione dei volontari;
formazione generale e specifica rivolta ai volontari;
crescita individuale dei volontari e benefici dichiarati all’interno del progetto
presentato;
soddisfazione dei volontari e degli operatori (intermedia e finale).
Strumenti del sistema di monitoraggio:
− questionari e schede iscritti;
− interviste di gruppo;
− interviste individuali;
− verifica comparata con il diagramma di Gantt.
Per quanto riguarda la rilevazione destinata alle ragazze/i in SCR, verrà fatta in
parallelo agli incontri trimestrali, anche in occasione di momenti di Formazione
Generale e Specifica, o di attività realizzate in collaborazione con il
CO.PR.E.S.C. di Forlì- Cesena.
Oltre al proprio piano di monitoraggio interno il Comune di Forlì partecipa al percorso di
monitoraggio condiviso a livello provinciale dal Co.Pr.e.s.C di Forlì-Cesena, come da
protocollo di intesa.
Obiettivi del monitoraggio condiviso:
attuare un percorso multidimensionale prendendo in considerazione le diverse
mission e visioni degli Enti coinvolti. Per questo motivo ci si avvarrà dell'utilizzo di
strumenti di analisi valutati flessibili e adattabili alle singole situazioni con lo scopo
ultimo di effettuare una chiara e reale indagine sul valore del progetto per il
volontario, per l’ente e per il territorio.
− La condivisione del percorso di monitoraggio trova il senso nell'idea di
accompagnamento degli Enti verso una crescita delle capacità e degli strumenti per
valutare i propri progetti di servizio civile in modo efficiente e analitico.
−
I livelli da misurare:
l'esperienza del giovane all'interno del progetto e della struttura;
gli obiettivi raggiunti rispetto al progetto, alla struttura, al territorio e al giovane
in servizio civile;
− il rapporto del giovane con gli utenti e le figure di riferimento (olp, responsabile
della struttura, volontari della struttura, operatori della struttura);
− il risultato finale di un anno di servizio civile: la crescita dell'individuo.
−
−
Modalità di attuazione:
Data la suddivisione del territorio provinciale di Forlì- Cesena i tavoli di lavoro saranno
suddivisi in numero 2 unità: TAVOLO DI LAVORO FORLI' che prenderà in considerazione
tutti gli enti del comprensorio Forlivese e la Comunità Montana; TAVOLO DI CESENA
composto dagli enti del comprensorio Cesenate e la Comunità della Valle del Savio.
I suddetti tavoli (Tavoli -Azione sul Monitoraggio), nella fase ex ante e nella fase conclusiva
di presentazione dei dati emersi dal monitoraggio (tramite un evento pubblico) saranno riuniti
in plenaria. Gli incontri sono effettuati tramite i tavoli-azioni che verranno riuniti due volte.
Per garantire un efficace e costante scambio di valutazioni sull’andamento del servizio civile,
il Co.Pr.E.S.C. predispone una mailing list volta a mantenere i contatti con gli enti. In questo
modo viene garantita l’attuazione il tavolo-azione ma utilizzando lo strumento delle email;
efficace per tempistiche e per risultati.
Questa metodologia di lavoro viene denominata tavolo-azione virtuale.
Il monitoraggio condiviso abbraccia tutto il tempo relativo all'arco vitale dei progetti. Questo
significa che la scansione temporale degli incontri avrà inizio e fine oltre i 12 mesi previsti
per l'attuazione dei progetti approvati.
Tempistiche:
ex ANTE è l'incontro in plenaria previsto qualche giorno prima dell'inizio dell'entrata in
servizio dei ragazzi. A questo tavolo, oltre alla partecipazione dei referenti del monitoraggio è
prevista anche la partecipazione degli olp. Condivisione del programma ed eventuali
integrazioni. Visione e riflessione sui questionari previsti e sulle metodologie di analisi che si
intende adottare.
In ITINERE verranno effettuati i tavoli-azione virtuali.
Il primo avverrà già al secondo mese di inserimento dei ragazzi in servizio presso le strutture.
In questa fase si coglierà l'occasione per aprire un confronto sulla fase di inserimento dei
volontari e sugli obiettivi prefigurati dai progetti; elaborazione dei dati emersi dai primi
questionari; condivisione di altri metodi di valutazione che gli enti intendono adottare
all'interno della loro realtà (es. colloqui individuali con i volontari, domande aperte agli olp,
interviste agli utenti, ecc..).
Il secondo invece è previsto a metà servizio dei ragazzi. Condivisione dei dati emersi dalla
somministrazione del questionario ai volontari, ai referenti della formazione e ai
Rappresentanti Legali degli Enti. I temi trattati saranno relativi alla valutazione
dell’andamento in generale del SC, sullo stato di avanzamento del progetto, sulla formazione
generale svolta dai ragazzi e sull’impatto/ricaduta del servizio civile nell’ente e sul territorio.
ex POST:verso la conclusione del servizio civile si convocherà un ultimo tavolo azione
durante il quale verranno presi in esame i seguenti punti:
− il funzionamento degli strumenti adottati durante il monitoraggio per misurare i livelli
condivisi.
− I risultati emersi
− come applicare i risultati alla futura progettazione
− costruzione del materiale da presentare all’evento pubblico
Evento pubblico: avverrà a conclusione del servizio civile.
Si sottolinea come uno degli scopi del monitoraggio condiviso è quello di rilevare i dati
relativi alle diverse esperienze di servizio civile sul territorio di Forlì Cesena identificando in
questo modo la reale ricaduta sul territorio dell'operato dei ragazzi in servizio civile. Grazie
all'esperienza di monitoraggio condiviso verranno predisposti dei report ed elaborata una
ricerca.
Strumenti di lavoro:
−
−
−
−
Incontri in plenaria
Tavolo - azione i distrettuali
Tavolo - azione virtuale
Somministrazione di questionari:
scheda 1: questionario di inizio – volontari
scheda 2: questionario in itinere – volontari
scheda 3: questionario formazione – referenti della formazione
scheda 4: questionario intervista ai Legali Rappresentanti degli Enti
scheda 5: questionario finale - volontari
scheda 6: questionario finale – olp
Figure coinvolte nel monitoraggio condiviso:
−
−
−
Referenti del monitoraggio indicati dagli Enti stessi nelle schede di attuazione con il
CO.PR.E.S.C per l'anno 2011.
Olp delle diverse sedi di attuazione dei progetti
Operatori del CO.PR.E.S.C FC
N.b. le schede di monitoraggio indicate sopra sono allegate all’interno del Piano
Provinciale del servizio civile presentato alla Regione Emilia Romagna in data 27
marzo 2011 dal CO.PR.E.S.C. FC.
Si ricorda come per l’anno 2011/2012 gli Enti abbiano deciso di condurre un unico
monitoraggio sia per i ragazzi in scn che i ragazzi in scr.
Oltre alle schede di monitoraggio sopra elencate, il CO.PR.E.S.C. FC. Effettuerà due
incontri di verifica con i ragazzi in scr:


1° incontro – avverrà durante la prima fase di inserimento dei ragazzi in scr. Elenco
delle aspettative.
Modalità: colloqui in gruppo; giochi di ruolo
2° incontro – sarà quello conclusivo dove si verificheranno i risultati attesi; le
aspettative dei ragazzi; il livello di integrazione apportato grazie all’anno di servizio
civile regionale.
Modalità: colloquio in gruppo; lavoro di gruppo
Oltre al sistema di monitoraggio interno il Comune di Forlì parteciperà
alle attività di monitoraggio esterno in sede Co.Pr.E.S.C. di ForlìCesena ove è deciso di adottare un sistema comune valido per tutti gli
Enti attualmente progettanti per il Servizio Civile Regionale. I giovani ed
un referente del monitoraggio dell'ente parteciperanno agli incontri
stabiliti ed alle azioni previste.
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti
dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Assenza di requisiti
23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
progetto:
7000 euro Coordinamento del progetto: personale del Comune di Forlì che
parteciperà alla realizzazione e sviluppo del progetto;
1000 euro Materiale di cancelleria messo a disposizione dei volontari per svolgere le
attività
1000 euro Produzione e duplicazione materiale di documentazione
250 euro gettone presenza esperto Sportello Intercultura per selezione volontari
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
L’ente in riferimento al progetto il Comune di Forlì “Buone Prassi” di integrazione
interculturali in contesti scolastici e formativi
attuerà attività coordinate e congiunte con il COPRESC di Forlì-Cesena con il concreto e
specifico apporto su:
- sensibilizzazione congiunta su:
- Carta d’impegno etico e previsioni della L.R.20/03: valori dell’obiezione di
coscienza e tematiche collegate (nonviolenza, difesa civile, povertà, solidarietà,
mondialità e intercultura, pace e diritti umani, ecc.)
- Servizio civile svolto sia in Italia che all’estero, con le dirette testimonianze
dei giovani già coinvolti;
- Percorsi di nonviolenza e cittadinanza attiva nelle scuole elementari, medie e
medie superiori
- Promozione congiunta del bando e di orientamento dei giovani alla scelta del progetto:
L'azione del CO.PR.E.S.C. sarà coordinata e congiunta con gli operatori degli Enti coinvolti
nella progettazione regionale 2011/2012, nella pubblicizzazione dell'esperienza di servizio
civile regionale attraverso incontri informativi presso:
- Incontro presso il Centro per gli Stranieri del Comune di Cesena e/o A.S.S.I.PROV
- Incontro presso il Comune di Forlì – Centro giovanile “la Fabbrica
delle Candele” e/ Centro di Solidarietà Sociale
- Incontro all'Informagiovani del Comune Mercato Saraceno
- Emissione dell'avviso pubblico di presentazione delle opportunità rivolte ai cittadini
stranieri
- Organizzare e promuovere incontri pubblici per presentare ai giovani i progetti di servizio
civile in collaborazione con i centri che si occupano di immigrazione
- Promozione del Servizio Civile Regionale tramite adeguati strumenti informativi (sito
internet, incontri pubblici, mailinglist) (VEDI BOX 17)
- Formazione coordinata e congiunta per gli operatori locali di progetto e le figure
accreditate degli enti della provincia.
- Formazione coordinata e congiunta dei volontari in servizio civile
- Attività di monitoraggio condiviso del progetto in ambito Copresc
(VEDI BOX. 20)
25)Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Nello specifico i volontari disporranno dei seguenti materiali nelle diverse sedi in cui
svolgeranno il loro servizio.
Presso la scuola i volontari potranno disporre di tutto il materiale messo a
disposizione degli alunni::
− n. 2 fotocopiatrici;
− n.4 computer collegati in rete con stampante;
− n. 1 macchina fotografica digitale;
− n.1 lavagna luminosa;
− n. 2 lettori DVD;
− n.1 telecamera;
− n. 1 video proiettore;
− n.1fax
Presso il Centro di documentazione Apprendimenti i volontari potranno disporre di:
− n. 2 computer collegati in rete con stampanti
− n. 1 postazione per produzione di materiali multimediali con software dedicati
− n. 1 scanner
− n. 2 telecamere digitali per la ripresa video
− n. 1 fotocopiatrice
− biblioteca specializzata sui temi del progetto
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
Verrà rilasciato attestato di partecipazione all'attività formativa proposta.
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
NO
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio,
certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Il progetto “Buone Prassi” di integrazione interculturali in contesti scolastici e formativi
consente ai ragazzi e alle ragazze in servizio civile:
− in generale, di vivere un'esperienza che offre la possibilità di sviluppare
abilità collegate alla relazione di aiuto, al lavoro di team, al problem solving e alla
co-partecipazione a progetti integrati, in situazioni lavorative complesse;
− di sperimentare strumenti e strategie di osservazione e di analisi dei bisogni
di individui, di gruppi e di contesti ( istituzionali e non);
− di sperimentare strumenti di “autosservazione”, mirati al raggiungimento di
una consapevolezza rispetto agli effetti dei propri interventi con i minori, nei
diversi contesti. Il volontario avrà, infine, occasione di sperimentarsi
personalmente nella costruzione di “relazioni di aiuto” significative con minori in
situazioni di difficoltà.
In relazione alla specificità degli interventi previsti dal progetto, i/le ragazzi/e in
servizio civile potranno acquisire conoscenze teoriche e pratiche su:
− particolari tecniche, strumenti e metodologie di interventi a disposizione delle
figure professionali che operano in campo educativo e didattico;
− le risorse presenti sul territorio e le modalità possibili per la loro attivazione;
− le reti di supporto all’integrazione scolastica e sociale dei minori stranieri
− i criteri per la costruzione di progetti educativi.
− i criteri e le procedure di elaborazione di una documentazione educativa
− tecniche di produzione di materiali multimediali
− i criteri e le procedure di produzione di materiali formativo rivolto a personale
educativo e scolastico
Infine, le competenze che saranno certificate mediante il rilascio della
"Dichiarazione delle competenze, a valere come credito formativo" riconosciute
dalla Regione Emilia Romagna in attuazione dell'art. 10, primo comma, della L. R.
20del 2003, sono le seguenti:
1.applicare tecniche di animazione, socializzazione e di gioco per favorire
l'integrazione dei singoli e dei gruppi;
2.adottare stili di comportamento propositivi, improntati alla cordialità e alla cortesia;
3.porsi con atteggiamento responsabile e collaborativo con le diverse figure coinvolte
nel progetto (personale dell'Ente e dei contesti nei quali verrà svolto il servizio
volontario, colleghi, professionisti, ecc.), tenendo conto dei propri compiti e dei
risultati da raggiungere;
4.integrarsi con altre figure professionali e non;
5.lavorare in team;
6.adeguarsi al contesto: tenendo conto di linguaggi e atteggiamenti, rispetto delle
regole, degli orari, dei compiti;
7.gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità.
Le competenze sopra citate sono rinvenibili nel “primo prontuario delle competenze
riconoscibili nell’esperienza del servizio civile”, predisposto dalla Regione EmiliaRomagna.
Le suddette competenze verranno certificate mediante il rilascio della “Dichiarazione
delle competenze, a valere come credito formativo”, e riconosciute dalla Regione
Emilia-Romagna in attuazione dell’articolo 10, primo comma, della L.R. 20 del 2003.
Formazione generale dei volontari
29)Sede di realizzazione:
Comune di Forlì:
•
Sede di via Maceri Malta,7/a;
•
Sede di via Paolucci Ginnasi, n.15/17
Inoltre la formazione potrà avvenire anche presso :
Comprensorio Forlivese:
− Coordinamento Provinciale Enti di Servizio Civile (Co.Pr.E.S.C.) di Forlì – Cesena),
Sede di Forlì, c/o Centro per la Pace di Forlì, via Andrelini n°59, 471121 Forlì.
− Ass. San Martino CDS via Maldenti n° 7 – 47121 Forlì
− Provincia di Forlì-Cesena sede di Forlì – Piazza Morgagni n°3 - 47121 Forlì
− Sala Consigliare Comune di Forlimpopoli Piazza Fratti n° 3 – 47034 Forlimpopoli
Comprensorio Cesenate:
− Sala Polivalente ASSIPROV via Serraglio n° 18 – 47521 Cesena
All'occorrenza, alcune lezioni si potranno svolgere in aule messe a disposizione dagli enti e
dalle associazioni coinvolti nei corsi. Tali aule si troveranno comunque all'interno delle sedi
degli enti e delle associazioni in questione e le variazioni verranno comunicate entro i 15.
Una lezione consisterà in una visita strutturata ad una realtà del territorio che si distingue per
il proprio impegno a sostegno del servizio civile e dei valori ad esso connessi
30) Modalità di attuazione:
La formazione generale avverrà in proprio
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
no
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Il Percorso di Formazione Generale ha come obiettivi la formazione civica, sociale,
culturale dei volontari, integrazione tra i ragazzi in scr e scn attraverso percorsi di
cittadinanza attiva e responsabile e sarà realizzato trasversalmente a più Progetti di
Servizio Civile attivati da Enti differenti sul territorio provinciale, con il supporto di:
lezioni frontali, letture, proiezione video e schede informative;
kit del volontario: predisposizione di materiale informativo relativo alla legge che
istituisce il servizio civile nazionale e servizio civile regionale; carta etica;
bibliografia, filmografia e siti consigliati;
 dinamiche non formali: incontri interattivi con coinvolgimento diretto dei
partecipanti, training, giochi di ruolo, di cooperazione e di simulazione, giochi di
conoscenza e di valutazione, role paly; tdo (teatro dell'oppresso)
 coinvolgimento diretto attraverso la visita di una realtà attiva sul territorio per
l’affermazione dei valori alla base del servizio civile(solidarietà, nonviolenza,
cittadinanza attiva, …);


In tal modo ciascun corsista dovrà utilizzare e mettere in atto le competenze apprese in aula,
potenziando i risultati della formazione ricevuta, attraverso il confronto diretto con la realtà
dell’ente e dello specifico settore di intervento.
La metodologia didattica utilizzata è sempre finalizzata al coinvolgimento attivo dei
partecipanti attraverso l’utilizzo di tecniche di simulazione comportamentale, che
permetteranno il contatto diretto con i giovani.
Il percorso formativo verrà attuato entro i primi 5 mesi dall’avvio al servizio ed è stato
suddiviso per lo più in giornate da 4 ore ciascuna per consentire una piena partecipazione ed
attenzione dei partecipanti.
I volontari sono obbligati a frequentare i corsi di formazione generale e specifica e non
possono, durante lo svolgimento dei predetti corsi, avvalersi di permessi.
In fine si è ritenuto importante il rapporto con i referenti di Servizio Civile e i referenti per la
formazione e gli olp degli enti aderenti, pianificando ed attuando 3 incontri.
- 1° incontro: almeno 10 giorni prima l'inizio della formazione. Presentazione del calendario
del piano formativo; verrà ribadito l'importanza del percorso formativo; illustrazione dei
i contenuti dei moduli formativi e strumentazioni utilizzate. Verrà fornita ad ogni ente la
cartella/kit del volontario che sarà distribuita ad ogni corsista nel primo giorno di formazione.
Il calendario fornito dovrà essere trasmesso da ogni Ente all'UNSC.
-2° incontro: avverrà a metà del percorso formativo. In questo incontro si valuteranno le
problematiche di tipo logistico e metodologico rilevate; valutazione di possibili modifiche in
itinere.
- 3° incontro: termine del percorso formativo. Monitoraggio delle schede di valutazione
effettuate da ogni corsista; valutazione complessiva del corso; inizio riprogettazione prossima
formazione. Valutazione delle metodologie e strumenti.
Ad ogni incontro presiede un tutor d’aula con il compito di accoglienza della classe; raccolta
dei materiali/lavori prodotti dai volontari durante le lezioni; passaggi di consegne tra i
formatori; predisposizione delle aule; somministrazione/raccolta questionari di verifica del
percorso formativo.
Questa figura oltre ad compiti puramente organizzativi è indispensabile al fine di dare
omogeneità e continuità ai moduli formativi, presentando di volta in volta i formatori, i
contenuti del modulo e sottolineando i legami tra i moduli e i temi della formazione generale
con le attività svolte dai singoli volontari. Il tutor d’aula partecipa ai tavoli dei formatori e
alla progettazione della formazione.
Inoltre il Tutor d’aula avrà il compito di verificare che i ragazzi inseriti in scr non
trovino ostacoli natura linguistica e/o culturale nella comprensione delle lezioni.
Qual’ora si verificassero queste criticità sarà compito del tutor d’aula avvertire
prontamente l’ente di appartenenza dei ragazzi sollecitando l’attivazione di ulteriori
moduli linguistici.
Nella realizzazione delle classi di formazione si terranno conto dei seguenti fattori:
a) Essendo la Provincia di Forlì- Cesena una realtà complessa perchè strutturata su due città
verrà prediletta una omogeneità del territorio di appartenenza degli Enti in cui sono inseriti i
ragazzi in Servizio Civile
b) Si cercherà di creare classi eterogenee per quello che riguarda il settore di intervento dei
ragazzi in servizio civile nell'ottica di costruire un confronto il più ampio possibile sulle
diverse realtà.
c) Il limite massimo di ogni classe sarà di 15 unità. Questa regola è applicata in modo tale da
rendere il gruppo classe il più coeso e solidale possibile; rendere ancora più efficiente le
giornate di formazione, creare un rapporto più stretto tra la classe e i docenti; facilitare le
esercitazioni e tutte le dinamiche non formali utilizzate durante la formazione
I 10 moduli di formazione generale previsti dalle “Linee Guida per la Formazione Generale
dei volontari” sono stati affidati a diversi formatori accreditati, in base alle competenze e alle
predisposizioni di ciascuno.
Per alcuni moduli potranno essere previsti, sotto la guida dei formatori incontri con esperti
del tema affrontato.
In ultimo si ricorda che, alla fine del percorso saranno predisposti, qualora la situazione lo
richieda, dei corsi di recupero che vanno da un minimo di 1 a un massimo di 2 lezioni.
33) Contenuti della formazione:
I temi affrontati sono quelli contenuti nella circolare dell’UNSC “Linee guida per la
formazione dei volontari”, di volta in volta declinati in base alle metodologie utilizzate dai
vari formatori e in base al programma delle giornate deciso dagli stessi.
Si ricorda che la tempistica prevista è di 11 incontri che, all'occorrenza potranno essere
accorpati in una giornata che prevede due momenti formativi tra il mattino e il pomeriggio.
Il percorso formativo verrà attuato assieme ai ragazzi in scn allo scopo di integrare i
ragazzi in scr all’interno di un gruppo di lavoro consolidato. In ultimo si ricorda che,
oltre ai moduli formativi implementati sulla linee guida dell’UNSC è stato predisposto,
in aderenza alle direttive della Regione Emilia-Romagna, un modulo relativo alla
integrazione e alla società multiculturale. Tale modulo verrà condotto da un
formatore/formatrice straniera con esperienza nel settore dell’integrazione. E’ previsto
anche per questa lezione il pieno coinvolgimento dei ragazzi in scn.
Modulo UNSC: L'identità di gruppo in formazione (prima parte) e presentazione dell'Ente
1° GIORNATA: 4 ORE
- Presentazione del corso e dell'agenda dei lavori;
- Introduzione alla formazione generale: cos’è e perché la formazione generale del servizio
civile in modo coordinato e congiunto
- Chi è il Copresc e quale impegno della RER
- Presentazione personale dei partecipanti e dei propri enti
- Definizione del “gruppo classe”
- Confronto e condivisione delle aspettative e delle motivazioni SCN
Modalità e tecniche specifiche del corso: Attraverso dinamiche frontali i formatori
definiscono l'identità di gruppo dei volontari in scn, e successivamente in modo interattivo
attraverso schede di esercizio. Verranno coinvolti i ragazzi attraverso il confronto diretto sulle
motivazioni. Queste dinamiche hanno lo scopo di analizzare le motivazioni e le aspettative
del volontario su due linee: il proprio servizio civile e la formazione generale.
Materiali utilizzati: Distribuzione del Kit formativo (cartellina con calendario del corso;
riferimenti del Copresc; dispense create dai formatori; filmografia e bibliografia, ecc...);
schede di esercizio; slide; supporto cartaceo; quaderno per appunti.
Modulo UNSC: La normativa vigente e la Carta di Impegno Etico. Diritti e doveri del
volontario.
2° GIORNATA: 4 ORE
- Il sistema del servizio civile: sede e figure di riferimento
- Le normative principali e la carta di impegno etico
- Diritti e doveri del volontario: il ruolo e la funzione del volontario
- Circolare 30 settembre 2004
Modalità e tecniche specifiche del corso: Lezioni frontali; proiezione di slide; lettura della
carta Etica; lettura della Circolare 30 settembre; lettura e discussione del contratto; confronto
diretto sulle problematiche riscontrate in struttura e sulle domande relative ai diritti e doveri.
Materiali utilizzati: Video proiettore; slide; fotocopie delle circolari UNSC
Modulo UNSC: L'identità di gruppo in formazione (seconda parte)
3° GIORNATA: 4 ORE
- Il gruppo e la comunicazione: Le modalità comunicative; la comunicazione in gruppo;
modalità per gestire al meglio la comunicazione nella relazione interpersonale e di gruppo.
La comunicazione è lo strumento base del rapporto umano. Si analizzeranno, attraverso
attività/esercizi, le connessioni che la comunicazione ha con gli aspetti organizzativi di un
gruppo, come ne condiziona scambi e relazioni interne e come di conseguenza ne condiziona
anche l’operatività.
Modalità e tecniche specifiche del corso: Momenti frontali; proiezione di video, slide; foto;
simulazioni; giochi di ruolo; studio dei casi e discussione dei casi pratici all'interno del
proprio ente.
Materiali utilizzati: Video proiettore; slide; dispense specifiche; lavagna a fogli mobili;
quaderno per appunti
Modulo UNSC: Dall'obiezione di coscienza al Servizio Civile Nazionale: storia e differenza
delle due realtà.
4° GIORNATA: 4 ORE
- Definizione del concetto di Odc
- Storia dell’Odc fino al SCN (movimenti, avvenimenti, corpi civili di pace e personaggi)
- Analisi dei principi della legge 64/2001 (Art. 1)
Tramite l’analisi del concetto di Obiezione di Coscienza, si affronteranno le tappe principali
dell’evoluzione del servizio civile, attraverso i movimenti ed i personaggi storici che hanno
sostenuto gli odc fino ad arrivare alla nuova legge sul SCN. Differenze e considerazioni tra
obiezione di coscienza e servizio civile. Elementi di riflessioni sul termine “difesa” e “patria”.
Individuazione di modalità di difesa della patria in modo non violento e non armato. Si
passerà brevemente alla storia della nonviolenza e dei movimenti nonviolenti; esercitazioni.
Modalità e tecniche specifiche del corso: Momenti forntali; proiezione di video, slide; foto;
discussione di casi; lavori di gruppo sul tema della difesa.
Materiali utilizzati: Video proiettore; slide; dispense specifiche; lavagna a fogli mobili;
fotocopie, quaderno per appunti
Modulo UNSC: Il conflitto e la sua gestione
5° GIORNATA: 4 ORE
−
differenza tra guerra e conflitto
−
I conflitti nella quotidianità: gestione efficace della comunicazione
−
gestione di tecniche di risoluzione dei conflitti in un gruppo
Il modulo prevede una prima parte relativa ai macroconflitti e al concetto di conflitto.
Nella seconda parte l'attenzione verrà spostata sui conflitti che ogni giorno i ragazzi si
ritrovano ad affrontare, partendo dai concetti base della comunicazione si andranno ad
analizzare le dinamiche che possono portare o produrre eventuali conflitti. Attraverso
tecniche di simulazione di eventi realmente vissuti presso le proprie strutture i ragazzi
analizzeranno le potenziali possibilità alternative per gestire un conflitto vissuto/subito al
meglio delle proprie capacità.
Modalità e tecniche specifiche del corso: Momenti frontali; proiezione di video, slide; foto;
discussione di casi; giochi di ruolo.
Materiali utilizzati: Video proiettore; slide; fotocopie, quaderno per appunti
Modulo UNSC: Il dovere di difesa della Patria. La difesa non violenta e la storia della
nonviolenza
6° GIORNATA: 4 ORE
- Il dovere di difesa della patria: art 52 della costituzione, sentenze corte costituzionale, ecc…
- La difesa civile non armata e nonviolenta
−
storia della nonviolenza
−
modalità nonviolenta
Partendo dalla storia del SC, illustrata nella 5° giornata, e dalle Sentenze della Corte
Costituzionale nn.164/85, 228/04, 229/04 e 431/05, si analizzeranno i concetti di difesa civile
o difesa non armata evidenziando le tematiche di fondo quali pace e diritti umani. Verrà
successivamente analizzato il concetto di nonviolenza e come applicarla in modo quotidiano
alla vita di gruppo.
Modalità e tecniche specifiche del corso: Momenti frontali. Nella parte relativa alla
nonviolenza: Tdo (teatro dell'oppresso; giochi di ruolo; simulazioni.
Materiali utilizzati: Video proiettore; slide; fotocopie, quaderno per appunti; cd-room e dvd
Modulo UNSC: La solidarietà e il no-profit: le forme di volontariato; il servizio civile
volontario. La protezione Civile.
7° GIORNATA: 4 ORE
- Il mondo del no profit
- La protezione civile
Caratteristiche delle organizzazioni che operano nel mondo del non profit: l’associazionismo,
il volontariato, la cooperazione sociale, il mondo del welfare. Individuazione e analisi delle
diverse forme di solidarietà presenti sul territorio. La povertà e il sottosviluppo a livello
mondiale, la lotta alla povertà nelle scelte politiche italiane e negli orientamenti dell’Unione
Europea, il contributo degli Organismi non Governativi.
Elementi base sulla Protezione Civile ed individuazione di collegamenti tra difesa della Patria
e difesa dell’ambiente, del territorio e delle popolazioni.
Modalità e tecniche specifiche del corso: Momenti frontali, discussione di gruppo
Materiali utilizzati: Video proiettore; slide; fotocopie, quaderno per appunti
Modulo UNSC: le forme di cittadinanza attiva
8° GIORNATA: 8 ORE (una parte verrà affrontata con l'aiuto di esperti sul tema della
coesione sociale e della multiculturalità)
- La cittadinanza attiva valore del SCN
Illustrazione di alcuni modelli e percorsi di educazione al bene comune: -Analisi di alcuni
articoli della Costituzione Italiana
- Il principio costituzionale di solidarietà sociale: le povertà economiche e l’esclusione
sociale.
- L’educazione alla legalità democratica: diritti e doveri dei cittadini, i diritti umani, le forme
di partecipazione democratica, civile e politica alla vita della società.
−
Il principio di sussidiarietà.
−
Percorsi di coesione sociale: la realtà dell'immigrazione e la società multiculturale
−
Modelli e percorsi di educazione al bene comune
Modalità e tecniche specifiche del corso: Momenti frontali, discussione di gruppo; role
paly; giochi di ruolo; schede di esercizio
Materiali utilizzati: Video proiettore; slide; fotocopie per le schede di esercizio, quaderno
per appunti; colori fogli matite e cartelloni
9° GIORNATA: 4 ORE
- Incontro/Visita ad una realtà viva o storica di significativa importanza per l’affermazione
dei diritti umani.
Per calare le tematiche affrontate nel territorio in cui i giovani svolgono il proprio servizio e
per dare maggiore concretezza a quanto appreso in aula, è prevista una visita presso una
organizzazione che lotta per l’affermazione dei valori fondanti il servizio civile, come la pace,
la solidarietà, la cittadinanza attiva, la nonviolenza, ecc.
I volontari verranno affiancati ed accompagnati da un formatore durante la visita.
Modulo RER: L’inclusione e l’esclusione sociale. Nuove forme di cittadinanza attiva dentro
a nuove forme di società..
10° GIORNATA: 4 ORE
−
Percorsi di coesione sociale: la realtà dell'immigrazione e la società multiculturale
−
Modelli e percorsi di educazione al bene comune
L’educazione alla legalità democratica: diritti e doveri dei cittadini, i diritti umani, le forme di
partecipazione democratica, civile e politica alla vita della società.
−
Il principio di sussidiarietà.
Modalità e tecniche specifiche del corso: Lezioni frontali; proiezione di slide; lettura di
brani; confronto diretto sulle esperienza di vita dei partecipanti; giochi di ruolo.
Materiali utilizzati: Video proiettore; slide; fotocopie
Modulo UNSC: chiusura del percorso formativo. Il lavoro per progetti.
11° GIORNATA (tutte le classi insieme con n° adeguato di formatori): 4 ORE –
LAVORO
- Giornata in plenaria con la partecipazione di tutti i formatori,
- attività di gruppo sul senso del percorso formativo
- attività suddivisa in sottogruppi sul lavoro di progetto
- Valutazione e verifica del corso
Al termine del percorso formativo si terrà una lezione/incontro conclusivo al quale saranno
invitati anche i referenti della formazione delle diverse strutture. Si prevedono un momento
laboratoriale relativo al lavoro per progetti. Verranno predisposti sottogruppi all'interno dei
quali verranno identificati gli elementi base della progettazione: tramite il racconto del
proprio progetto i ragazzi analizzeranno i progetti in cui sono inseriti cercando di collegarli
alla valutazione dei bisogni del territorio. Breve stesura di un progetto e presentazione di
questo agli altri gruppi. Somministrazione di un questionario di fine formazione.
Modalità e tecniche specifiche del corso: momenti frontali, discussioni in plenaria;
questionari.
Materiali utilizzati: cartelloni; quaderni per appunti; videoproiettore; computer
portatile, slide; fotocopie
−
Durante la formazione sarà prevista la presenza tra i giovani di un mediatore
linguistico che verrà scelto in base ai gruppi linguistici di appartenenza
dei volontari stranieri. Inoltre verranno anche coinvolti i volontari
italiani per facilitare la comunicazione tra le diverse culture.
TOTALE ORE: 48
34) Durata:
48 ore
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
Centro Documentazione Apprendimenti (CDA) del Comune di Forlì, via Paolucci
Ginnasi n.15/17, Forlì (FC)
36) Modalità di attuazione:
La formazione verrà effettuata in proprio con formatori del Comune di Forlì presso le
strutture e i servizi del Centro di Documentazione Apprendimenti/Centro Risorse del
Comune di Forlì (via Paolucci Ginnasi n.15/17- Forlì-FC). Il Centro di
Documentazione Apprendimenti è un Servizio di qualificazione degli interventi di
integrazione scolastica, con funzione di documentazione, informazione, formazione e
consulenza.
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
Dott.ssa Rita Silimbani nata a Forlì (FC) il 4 gennaio 1959
Dott.ssa Alessandra Caroli: nata a Forlì (FC) il 13/09/1964
Dott.ssa Silvia Evangelisti, nata a Forlimpopoli (FC) il 17/04/1980
Si allega il curriculum
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Dott.ssa Rita Silimbani: Laurea in Pedagogia presso l’Università di Bologna. Stages
post laurea presso Università di Bologna – Cattedra di Pedagogia speciale e presso
Istituto Regionale di Psicopedagogia dell’Apprendimento. Partecipazione a numerosi
corsi di formazione. Esperto formatore pedagogico. Consulente/formatrice in svariati
corsi per docenti e per progettazione educativa. Pubblicazioni.
Dott.ssa Alessandra Caroli: Laureata in Sociologia presso l'Università di Urbino.
Partecipazione a numerosi corsi di formazione in ambito psico-relazionale. Esperto
formatore socio-relazionale. Formatore in svariati corsi rivolti a minori,
adolescenti/giovani ed adulti in ambito scoiologico e relazionale.
Dott.ssa Silvia Evangelisti: Laureata in scienza dell’Educazione e specializzata in
Pedagogia presso l’Università di Bologna. Partecipazione a numerosi seminari e
convegni legati alla disabilità e alla Relazione Educativa. Esperienza triennale (anni
2004/2007) come formatrice presso Ente di Formazione provinciale. Occupazione
attuale: Coordinatrice pedagogica presso il Servizio Qualità Educativa e Direzione
Pedagogica del Comune di Forlì.
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La formazione ha l’obiettivo di:
− offrire ai ragazzi e alle ragazze in servizio civile nazionale alcuni strumenti
di base per affrontare il lavoro con i minori all’interno dei loro contesti di
vita quotidiani;
− favorire l’attivazione di un percorso di consapevolezza delle proprie
competenze e risorse, spendibili nella relazione educativa;
− supportare in maniera continuativa lo svolgersi della relazione e lo sviluppo
del progetto di accompagnamento.
Articolazione dell'attività formativa:
− Si prevede un momento iniziale di formazione propedeutica all’ingresso
del/la ragazzo/a in servizio civile nei diversi contesti di vita del minore, cui
seguirà un percorso mirato ad accompagnare l’ingresso in situazione e la
definizione del progetto operativo di intervento, nonché la verifica della sua
realizzazione.
− Inoltre, se richiesti i volontari partecipano a momenti di incontro e confronto
con i referenti dei diversi contesti. Tali occasioni di coinvolgimento
rappresentano un momento formativo importante per i volontari, quanto
l'attività comune di formazione specifica con gli esperti.
Infine, il gruppo dei volontari avrà momenti di scambio sui progetti individualizzati
dei ragazzi costruiti in continuità nei diversi contesti, nell'ambito dei momenti
specifici di coordinamento pedagogico previsti dall'Amministrazione comunale.
Metodologie previste per la conduzione del percorso formativo:
a) momenti di lavoro in grande gruppo, durante i quali verranno proposti:
- alcuni contenuti di base per il lavoro con i minori e alcuni spunti di riflessione
sulle esperienze;
- simulazioni e attività di laboratorio.
b) momenti di lavoro in piccolo gruppo, durante i quali sarà possibile approfondire
i contenuti proposti e di calarli nella pratica operativa legata al proprio progetto di
intervento;
c) momenti di supervisione e verifica in gruppo, mirati ad una condivisione delle
esperienze, una verifica dei problemi ed un confronto sulle strategie utilizzate;
d) momenti di tutoraggio individualizzato, per una supervisione della relazione con
i minori e con le diverse figure professionali presenti nei diversi contesti.
Si prevede, inoltre, la possibilità di inserire i/le ragazzi/e in servizio civile
volontario in ulteriori percorsi formativi, predisposti dal CDA o dalle scuole del
territorio, finalizzati all’acquisizione di specifiche metodologie educative e/o di
accompagnamento.
40) Contenuti della formazione:
► ”Costruzione del gruppo dei volontari del progetto e condivisione
dell’esperienza”:
(18 ore).
favorire l’identità di gruppo dei volontari che hanno scelto di partecipare allo stesso
progetto al fine di sviluppare uno spirito orientato alla collaborazione e alla
condivisione dell'esperienza che condividono;
offrire momenti di confronto e di scambio di competenze rispetto alla mansione
specifica che sono chiamati a svolgere nel progetto;
analizzare le competenze richieste dal progetto nei diversi contesti sperimentati dai
volontari;
facilitare il flusso di comunicazione tra i volontari perché sperimentino una modalità
di comunicazione autentica basata sull’ascolto reciproco e sulla partecipazione attiva;
anche sperimentando diversi stili di comunicazione.
REALIZZATO DA:
Dott.ssa Alessandra Caroli: Laureata in Sociologia presso l'Università di Urbino.
Partecipazione a numerosi corsi di formazione in ambito psico-relazionale. Esperto
formatore socio-relazionale. Formatore in svariati corsi rivolti a minori,
adolescenti/giovani ed adulti in ambito scoiologico e relazionale e Dott.ssa Silvia
Evangelisti: Laureata in Scienza dell’Educazione e specializzata in Pedagogia
presso l’Università di Bologna. Partecipazione a numerosi seminari e convegni
legati alla disabilità. Esperienza triennale come formatrice presso Ente di
Formazione provinciale.
►” Dalle competenze grezze, alla costruzione di una Relazione Educativa”:
(12 ore).
4. saper riconoscere le proprie competenze, per un utilizzo consapevole
all’interno del progetto educativo
5. la relazione educativa come incontro tra due identità ( “le virtù
dell’educatore”)
6. i progetti di intervento : dall’individuazione delle risorse alla costruzione del
progetto educativo.
REALIZZATO DA:
Dott.ssa Silvia Evangelisti: Laureata in Scienza dell’Educazione e specializzata in
Pedagogia presso l’Università di Bologna. Partecipazione a numerosi seminari e
convegni legati alla disabilità. Esperienza triennale come formatrice presso Ente di
Formazione provinciale.
► “La relazione di aiuto”
( 6 ore)
- come accompagnare il ragazzo verso l’acquisizione di autonomie personali:
ascoltare accogliere, aiutare senza interferire. Riflettere in modo maggiormente
consapevole sulla propria quotidianità professionale;
- permettere una maggiore consapevolezza del proprio modello di aiuto;
2)facilitare una maggiore consapevolezza su come e quanto i propri vissuto
emotivi incidono sulla relazione che si crea con l’altro;
3)mettere a fuoco le dinamiche interpersonali che scaturiscono nel momento in
cui ci si prende cura dell’altro.
REALIZZATO DA:
Dott.ssa Rita Silimbani: Laurea in Pedagogia presso l’Università di Bologna. Stages
post laurea presso Università di Bologna – Cattedra di Pedagogia speciale e presso
Istituto Regionale di Psicopedagogia dell’Apprendimento. Partecipazione a numerosi
corsi di formazione. Esperto formatore pedagogico. Consulente/formatrice in svariati
corsi per docenti e per progettazione educativa. Pubblicazioni.
► “ Le risorse a supporto dei progetti di integrazione”
(4 ore)
La Rete dei Centri Di Documentazione per l’Integrazione della Regione Emilia
Romagna: i progetti, le finalità, gli obiettivi, e le metodologie di lavoro;
il Centro Documentazione Apprendimenti: le scelte metodologiche, le finalità, gli
strumenti, i progetti
lo Sportelli Intercultura e la rete dei servizi per l'integrazione delle persone
straniere
REALIZZATO DA:
Dott.ssa Rita Silimbani: Laurea in Pedagogia presso l’Università di Bologna. Stages
post laurea presso Università di Bologna – Cattedra di Pedagogia speciale e presso
Istituto Regionale di Psicopedagogia dell’Apprendimento. Partecipazione a numerosi
corsi di formazione. Esperto formatore pedagogico. Consulente/formatrice in svariati
corsi per docenti e per progettazione educativa. Pubblicazioni.
► “ La documentazione educativa”
(10 ore)
- i criteri per documentare le esperienze;
- le tecniche di produzione delle documentazioni ( audio, video, cartacea,
ipermedia, ecc…)
- dal materiale grezzo al prodotto finito;
- le banche dati di esperienze, strumenti didattici e materiali di approfondimento;
- come comunicare e mettere in circolo le esperienze.
REALIZZATO DA:
Dott.ssa Rita Silimbani: Laurea in Pedagogia presso l’Università di Bologna. Stages
post laurea presso Università di Bologna – Cattedra di Pedagogia speciale e presso
Istituto Regionale di Psicopedagogia dell’Apprendimento. Partecipazione a numerosi
corsi di formazione. Esperto formatore pedagogico. Consulente/formatrice in svariati
corsi per docenti e per progettazione educativa. Pubblicazioni.
MODULO LINGUISTICO:
Si prevede un modulo di lingua italiana della durata complessiva di 20 ore
organizzato dal CoPR.E.S.C
Tale modulo verrà effettuato da mediatori culturali e insegnanti di lingua italiana.
Sedi di svolgimento del corso:
-c/o Centro per la Pace di Forlì in via Andrelini 59 – Forlì 47100
-c/o Centro Donna in via ex-tiro a segno, 239 – Cesena 47023
41) Durata:
n. 70 ore di formazione specifica (di cui n.20 ore di modulo linguistico)
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Per quanto concerne la formazione specifica, l'Ente si avvale delle seguenti
metodologie:
- incontri a cadenza trimestrale tra le coordinatrici del progetto del Comune, l'OLP e i
formatori per la programmazione, monitoraggio e verifica dei percorsi formativi
proposti ai ragazzi in servizio civile;
- incontri mensili tra le coordinatrici del progetto del Comune, l'OLP e i ragazzi in
servizio civile per un confronto e una verifica delle conoscenze acquisite attraverso i
percorsi formativi e le occasioni di confronto;
- stesura di un report trimestrale sull'andamento del progetto e sulle competenze
acquisite dai volontari in particolare in riferimento ai contenuti affrontati nel percorso
di formazione, attraverso momenti di lavoro con le coordinatrici del progetto del
Comune , gli OLP e i ragazzi in servizio civile.
- incontri di verifica finale tra le coordinatrici del progetto del Comune, l'OLP, i
formatori e i volontari per valutare la ricaduta dei percorsi formativi sugli obiettivi del
progetto;
- partecipazione ai tavoli sulla formazione in ambito Co.Pr.E.S.C
Per quanto concerne la formazione generale:
- durante il periodo di lezione i formatori compilano una scheda di autovalutazione
che prevede: temi trattati, partecipazione della classe, eventuali problematiche
riscontrate
- al termine del percorso formativo, verranno somministrati ai giovani alcuni
questionari di valutazione;
- Il Copresc a metà percorso formativo somministrerà e raccoglierà un questionario
rivolto
ai
referenti
della
formazione*
- il Copresc convocherà incontri specifici del Tavolo– Azione sulla formazione, in cui
i formatori e/o i referenti della formazione, segnalati nella scheda di attuazione del
Protocollo d’Intesa con il Copresc, parteciperanno per ri-progettare il percorso
formativo alla luce dei dati conclusivi raccolti.
*come già riportato nel box 20, l’ente parteciperà al programma di monitoraggio
condiviso con il Copresc, che prevede l’elaborazione di strumenti specifici atti a
monitorare i percorsi di formazione generale e specifica.
Forlì, 13 Aprile 2011
Firma
Il RESPONSABILE
Servizio Civile Nazionale
Comune di Forlì
MILENA VASUMINI
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scheda progetto per l`impiego di volontari in