Libia : opportunità settore industriale
per le Imprese Italiane
Consulenza strategica all’impresa
PREMESSA
• L’economia italiana attraversa una fase di acuta recessione.
• Conseguentemente, le attività industriali produttive, eccetto quelle estremamente
specializzate, hanno subito un drastico calo delle vendite e degli ordinativi.
• E’ assodato che questa crisi è strutturale e che deve essere utilizzata come un’occasione
di totale revisione delle strategie imprenditoriali.
• Il mercato del Nord Africa conta circa 200 milioni di persone (l’intera Africa oltre 1
Miliardo) la cui età media è estremamente bassa, con tutte le conseguenze in termini di
manodopera e di mercato che ciò comporta .
•In questi paesi il PIL è in costante crescita (entro il 2015 la capacità economica di
questi Paesi sarà pari al doppio di quella italiana).
• Inoltre, il reddito pro-capite in questi Stati è in continua ascesa, come la capacità di
acquisto da parte di nuove e larghe fasce della popolazione.
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SITUAZIONE LIBICA
• La Libia rappresenta oggi uno tra gli scenari più interessanti in virtù delle caratteristiche
socio economiche che la riguardano, nonché dei rapporti bilaterali con l’Italia e la sua
solidità finanziaria. Con i suoi 6,5 milioni di abitanti ed un PIL valutato in crescita dell’10%
annuo, il Paese sta costantemente aumentando le attività non-oil&gas, focalizzando la sua
attenzione sul settore privato e dell’industrializzazione; per tali ragioni, si sta assistendo ad
un forte incremento degli investimenti stranieri, specie nei settori di nuovo sviluppo come il
turismo, le infrastrutture, l’agricoltura e l’industria (l’aumento totale è di circa il 23%annuo).
•La situazione finanziaria dello Stato libico è solida e non risente di problemi di carattere
valutario. Questo comporta una facilità di gestione e trasferimento del danaro da e verso
l’estero.
• La Libia ha lanciato un programma di investimenti per i prossimi dieci anni della portata di
oltre 800 miliardi di USD, di cui ne sono stati già stanziati circa 220; questa ingente liquidità
pone la Libia tra i paesi di maggior interesse in un momento di crisi generale dell’economia. Il
programma di sviluppo prevede che tali capitali libici saranno impiegati verso due obiettivi: da
un lato il rinnovamento del Paese anche e sopratutto a livello infrastrutturale, dall'altro lo
sviluppo di una economia non-oil tramite investimenti industriali.
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ITALIA - LIBIA
• L’Italia è da sempre il primo partner commerciale della Libia;
• In data 30 agosto 2008 è stato sottoscritto un accordo bilaterale di amicizia, che è
stato ratificato sia dall’Italia che dalla Libia. In base a tale trattato l’Italia si è impegnata
a corrispondere in favore dello Stato libico opere civili ed infrastrutturali per 5 miliardi
di USD, per circa 20 anni (250 milioni di USD all’anno). Tali opere saranno individuate
da una Commissione Mista ed affidate dal Governo italiano alle aziende italiane che
sono registrate in Libia, secondo la vigente normativa libica. Il trattato contiene norme
generali tese a favorire le aziende italiane ;
• In data 02.04.2009 è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra il Ministro dello
Sviluppo Economico italiano e quello della Pianificazione Economica libico per la
creazione di quattro zone economiche speciali per le aziende italiane che intendono
investire (autonomamente o con partner libici) in Libia o ivi trasferire (in toto o in
parte) la loro produzione;
• Tra Italia e Libia è in vigore l’accordo sulla promozione degli investimenti ed è stato
sottoscritto il trattato contro le doppie imposizioni fiscali.
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SVILUPPO IN LIBIA
In quest’ottica, il governo libico ha ideato un programma di sviluppo che prevede:
• il restyling ed ampliamento di tutti gli aeroporti;
• la ristrutturazione ed ampliamento di tutti i porti già esistenti, e costruzione di 5 nuovi porti per
imbarcazioni da diporto (porti turistici);
• la realizzazione della rete ferroviaria da est ad ovest e della metropolitana per la città
di Tripoli;
• un piano di realizzazione di 1.000.000 di unità abitative, oltre alla costruzione di nuovi centri
amministrativi, direzionali e ministeriali, ed alla creazione di un nuovo quartiere finanziario, con
la sede delle principali banche, la Borsa affari, la Banca Centrale per lo Sviluppo ;
• la realizzazione di zone franche ed aree industriali;
• il rifacimento della rete stradale interurbana, con la costruzione di viadotti e ponti ed il
rifacimento della urbanizzazione primaria per oltre 50.000km all’anno;
• la costruzione di nuovi ospedali, centri di medici, unità di ricerca e lavoratori scientifici,
manutenzione delle strutture sanitarie ed ospedaliere esistenti;
• la realizzazione di infrastrutture: dighe, centri di stoccaggio della merce, interporti,
etc., costruzione di oltre 200 nuovi edifici scolastici di vario livello.
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SOSTEGNO ALLO SVILUPPO
Il governo libico per favorire gli investimenti industriali ha previsto:
– esenzione fiscale totale per 5 anni (rinnovabili per ulteriori 3 anni). Il periodo di esenzione
decorre dalla data di inizio in produttività prevista nel progetto (che può essere – secondo
quanto sopra esposto – modificata);
– esenzione totale dalle imposte doganali per 5 anni (rinnovabili per ulteriori 3 anni)
sull’importazione di macchinari materie prime ed attrezzature per la realizzazione dell’
investimento;
– esenzione fiscale totale sugli utili reinvestiti per tutta la durata dell’investimento sui
dividendi non trasferiti all’estero;
– l’investitore estero ha diritto a richiedere prestiti e finanziamenti dalle banche libiche
per il 70% del valore del proprio investimento;
– l’investitore può conferire il 50% del valore del proprio investimento in macchinari,
materie prime, prodotti ed attrezzature (che saranno oggetto di una perizia tecnica);
– gli enti economici dello Stato libico, ed i fondi di investimento sovrani, possono
partecipare in equity in iniziative di carattere industriale e produttivo di società straniere
(all’interno del territorio libico).
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GARANZIE DEGLI INVESTIMENTI
• Si sottolinea che lo Stato libico ha espressamente previsto che tale progetto non potrà
essere nazionalizzato, espropriato, confiscato, sottoposto a custodia, se non in virtù
di una legge e o di una sentenza giudiziaria.
• In base alla legge n. 5 del 1997 l’investitore può trasferire all’estero i profitti e gli utili
ricavati dal progetto
• La legge n. 318 del 2003 che ratifica l’accordo tra Italia e Libia sulla promozione degli
investimenti stabilisce, all’art. 5, che entrambi i Paesi garantiscono, dopo l'assolvimento degli
obblighi fiscali, e comunque non oltre dodici mesi, il trasferimento all’estero dei pagamenti in
relazione ad un investimento nella stessa valuta del capitale utilizzato in origine o in altra valuta
convertibile..
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VANTAGGI ED OPPORTUNITA’
• I costi delle fonti energetiche sono molto bassi (0,08 cent/Euro per litro/oil).
• Il costo della manodopera si aggira intorno ai 8 Euro al giorno di costo aziendale.
• I prodotti realizzati o assemblati in Libia hanno una condizione di preferenza
assoluta nell’ambito di gare d’appalto e progetti appaltati o finanziati da Enti pubblici e
statali. La legge prevede un obbligo per appaltatori e fornitori di rifornirsi, laddove
possibile, di prodotti nazionali. Tale onere è ribadito sia contrattualmente che nei capitolati
tecnici.
• La Libia rappresenta una piattaforma logistica e strategica per l’intera area del
Nord-Africa e dell’Africa Sub-sahariana, in virtù di una legislazione doganale particolarmente
vantaggiosa. Significativo è il dato della esenzione da dazi doganali per gli scambi
commerciali tra la Libia e i Paesi che costituiscono l’UMA (Unione del Maghreb Arabo),
ossia, Algeria, Marocco, Tunisia e Mauritania. La Libia ha sottoscritto gli Accordi di Agadir
per la creazione di una zona araba di libero scambio tra 12 Stati arabi (Egitto, Tunisia,
Marocco, Algeria, Libano, Siria,Giordania, Arabia Saudita, Qatar, Oman, UAE) che sarà
completamente operativa nel 2012. La Libia ha inoltre implementato accordi bilaterali già
operativi con Egitto,Tunisia, Marocco, Algeria, UAE, Arabia Saudita, Chiad, Niger, Sudan,
Mali,Mauritania, Ciad, Togo, Rep. Centro Africana, Costa d’Avorio e Nigeria.
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Per maggiori informazioni :
Fabrizio Reggiani
[email protected]
+39 348 4441818
www.modinnovation.it
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