SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO
TELECOMUNICAZIONI E
RADIOTELEVISIONI
Aderente CISAL
Roma, 8 gennaio 2007
TFR E PENSIONI: FRA 30 ANNI UN POPOLO DI
SFRUTTATI E MENDICANTI
Nel degrado dei media televisivi, fortuna nostra, continua a resistere Report, una
trasmissione di “giornalismo reale” in onda su RAI 3, che con i suoi servizi tocca le
coscienze degli ascoltatori, ma evidentemente non quelle dei nostri politici.
In uno degli ultimi servizi di Report è stato sconcertante constatare che, specie in
una pubblica amministrazione, le attività esternalizzate costano di più; si spenderebbe
molto meno internalizzando il lavoro, cioè assumendo a tempo indeterminato quei
lavoratori precari, che oggi sono sottopagati da una selva di cooperative fantasma che
operano per la stessa pubblica amministrazione.
Sono problemi che noi in Telecom stiamo toccando con mano da diversi anni:
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varie esternalizzazioni, quasi tutte realizzate con il trucchetto delle newco,
addirittura con capitale sociale inferiore al valore del TFR dei propri dipendenti, che
lavorano solo per Telecom, e che da subito ricorrono agli ammortizzatori sociali per
espellere i lavoratori dal ciclo produttivo;
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la costituzione dei cosiddetti consurser, o meglio call center esterni fatti di precari,
perché il turnover in azienda deve essere abbattuto. La grande azienda di precariato
Atesia era stata partorita da Telecom !
Ora è stata varata la legge sul TFR e paradossalmente un governo di centrosinistra
ha anticipato di un anno la riforma del centrodestra !
Le nuove norme stanno registrando consensi politici quasi unanimi e le tre maggiori
confederazioni sindacali plaudono perché questa riforma “non va ad ingrassare le potenti
lob b y del paese”.
In parte è così, ma è anche vero che la nuova legge andrà a favorire un’altra lobby,
quella sindacale, perché miliardi di euro dei TFR andranno a confluire nei fondi pensione
aziendali, tutti cogestiti dalle stesse confederazioni sindacali!
I NUOVI ASSUNTI, CIOE’ I GIOVANI, SARANNO TUTTI E COMUNQUE
FREGATI:
i più fortunati, quelli con contratti a tempo indeterminato, cederanno al ricatto e verseranno
il loro TFR nei fondi, perché non potranno campare con una pensione pubblica pari al 40%
del loro stipendio, mentre i meno fortunati, cioè i precari, sempre più numerosi e
sottopagati, non potranno permettersi il lusso di una pensione integrativa.
In tutto questo clima di trasversale riformismo nessuno si è posto un problema
sacrosanto: di che vivranno fra trent’anni i giovani di oggi?
La legge del TFR è l’amara conseguenza delle riforme pensionistiche di questi anni
(Amato, Dini, Berlusconi), riforme che, oltre ad abbassare progressivamente il rendimento
delle pensioni, hanno gradualmente soppresso la pensione di anzianità ed innalzato l’età
pensionabile.
MA QUESTE RIFORME ERANO VERAMENTE NECESSARIE ?
Ci hanno raccontato che la disponibilità di denaro dell’INPS stava diminuendo, ma il
gettito delle entrate contributive era costante, non hanno mai separato l’assistenza dalla
previdenza, non hanno fatto nulla per combattere l’evasione contributiva e non hanno mai
voluto considerare l’aumento della produttività del paese, che ha innalzato la capacità di
produrre ricchezza.
Ma, soprattutto, quello che oggi non dicono è che nel 2005 l’INPS ha registrato un
attivo di 2,03 miliardi di euro e che il suo patrimonio netto è di 24,2 miliardi!
Insomma, sarebbe bastata la sola soppressione delle “pensioni b ab y” e dei vari
privilegi che, in alcuni casi, esistono ancora, mentre a tutt’oggi non vengono riconosciuti
nemmeno i veri lavori usuranti !
ALTRO CHE RISANAMENTO DELLA PENSIONE PUBBLICA: il vero scopo è
stato quello di privatizzarla, con una grossa operazione finanziaria contro il lavoro ed i
lavoratori, che andrà a sottrarre 13 miliardi di euro all’anno dei TFR, per riversarli nella
speculazione finanziaria dei fondi integrativi.
Non dimentichiamoci che questi fondi adottano un sistema a capitalizzazione con
una certa esposizione ai rischi di svalutazione ed inflazione, per non parlare di fallimenti e
maxitruffe (Parmalat, Cirio, Enron insegnano).
LAVORATORI, NON FATEVI INGANNARE !
NON CADETE NELLA TRAPPOLA DEL TACITO ASSENSO !
Se aderite oggi ai fondi integrativi non potrete più uscirne, per farlo c’è sempre
tempo.
Oltretutto, una massiccia adesione ai fondi integrativi potrebbe chiudere
definitivamente ogni ipotesi di rilancio della pensione pubblica.
Aldilà di queste prime valutazioni politiche, SNATER si riserva di divulgare un
dettagliato opuscolo tecnico-informativo, non appena saranno divulgate le previste circolari
applicative del ministero.
La Segreteria Nazionale
SEGR ETER IA NA ZIONA LE – SETTOR E TELEC OMUNIC A ZIONI
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