Novembre - Dicembre 2005
COSMO 11-12
Editoriale
NON TEMERE, PICCOLO GREGGE
“Non temere, piccolo gregge” ci dice Gesù. “La terra non sarà distrutta”, scrisse nostro fratello David M. Turoldo.
Noi, nonostante la chiusura di conventi, la restituzione di parrocchie ai Vescovi, nonostante i frequenti annunci di fratelli defunti, sentiamo il vigore del Senario e, come i primi
Padri, vediamo che la società ha bisogno di noi perché ha urgenza di fraternità, di austerità, di
docilità alla Parola, di volontà di servizio. Il mondo ha bisogno di ciò che a noi fu dato gratuitamente e gratuitamente stiamo dando, con cuore contento. Nel discusso concerto della globalizzazione i Servi (e non solo noi) mettiamo la nota indispensabile alla vita delle persone e
delle nazioni. Non dovremmo limitarci a fare riferimento ai nostri “grandi”: Filippo, Giuliana, Antonio, Andrea, Giovanni, Davide, Gioacchino ecc., per giustificare la presenza dei Servi nella storia. Ciascuno di noi, e molti che siedono con noi a tavola, siamo testimoni del talento ricevuto: talento necessario come il denaro della giornata.
Le nostre Costituzioni, emanate dal Vangelo, sono la linfa della convivenza mondiale. Le norme delle Nazioni Unite e gli innumerevoli articoli delle leggi dei Paesi di tutto il
mondo hanno bisogno estremo dello spirito che ha nutrito noi per secoli. Altro che guardare
timidamente, da dietro le persiane, la marcia insensata dell’umanità! Altro che tirare i remi in
barca ed aspettare senza speranza e senza illusioni che i “monatti” vengano a caricarci sul
carro dei cadaveri!
La visione di Ezechiele è una verità: stimolo e rimprovero.
In noi c’è ragione di esistere perché c’è vita. Siamo stati generati e destinati a lievitare il mondo.
Solo il sale insipido perde il senso di essere tale. Ma noi, per la misericordia di Dio,
siamo membri vivi del Corpo di Cristo, che è ogni fratello abitante in questo mondo. Lo ha
ricordato il Priore generale nella Lettera all’intera Famiglia dei Servi in occasione dei 700 anni dall’approvazione pontificia dell’Ordine: “Noi che abbiamo ricevuto il carisma ribadito dal
testo costituzionale, che cosa facciamo? Come lo condividiamo? Come ci adoperiamo per
farlo conoscere? A volte diamo l’impressione di non sapere che fare o di aver paura di agire;
diamo l’impressione che è difficile intraprendere qualcosa o che non abbiamo le forze per farlo; che non abbiamo i mezzi o che tocca ad altri realizzarlo. Tutto questo può portarci a una
immotivata rassegnazione, ad un infondato timore del rischio, all’indifferenza, alla passività,
ad una “codarda umiltà” o a riparare nella comodità della nostra “casa, dolce casa! […]
La nostra identità è qualcosa di più di un’idea astratta che si prolunga attraverso i secoli. La nostra identità è un modo di essere, di vivere, di amare, di piangere, di lottare, di credere, di sperare, di condividere, di benedire. La nostra identità è vita, e possiamo essere orgogliosi del nostro carisma soltanto quando siamo generatori e portatori di vita. Se ci comportiamo diversamente, anziché essere orgogliosi di un carisma e di un patrimonio, falsiamo il
senso della nostra vita di Servi di Maria, di essere servitori di ciò che vi è di più sacro: essere
servitori della vita”.
Nostra Signora non va in pensione, è sempre presente, perché è Madre dell’Amore
che non ha limiti, che non cessa mai. Solo chi si sgancia dall’amore può sentirsi fallito e finito. Ma chi oserà sganciarsi dall’Amore?
“Non temere, piccolo gregge...”
Fra Bruno M. Predonzani
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La visita è proseguita in Francia, a Saint
Ortaire (Normandia) dove esiste da quasi un
secolo un nostro convento, ma dove ora la
nostra presenza è ridotta. Anche qui è stato
molto significativo l’incontro sia con gli amici
che frequentano la comunità sia con i rappresentanti e responsabili della Fraternità
San Pellegrino presente in Francia-Belgio,
che ha qui il suo centro.
Una piccola sosta a Torduet (vicino a Lisieux) per incontrare una comunità che da
anni ha scoperto la spiritualità dei Servi e
desidera ispirarsi ad essa.
L’ultima visita, prima di partire per il Canada, è stata alle suore Serve di Maria, dette
di Londra, ma che in realtà hanno avuto origine in Francia (Cuves). L’accoglienza è stata veramente fraterna e simpatica. L’impressione che abbiamo riportato da questa visita
è che, nonostante che la nostra presenza sia
ridotta, esista una vivacità e un attaccamento all’Ordine che raramente si ritrova là dove
la presenza dei frati è più numerosa.
Dal 13 al 30 settembre ha invece avuto
luogo la Visita canonica alla Provincia canadese. Oltre all’incontro con il Consiglio provinciale, i Visitatori hanno incontrato tutte e
sette le comunità della Provincia: Ottawa,
Montréal (tre comunità), Ayer’s Cliff, Québec
e Acton Vale. Durante le tre settimane di
permanenza i Visitatori hanno fatto base nel
convento della Visitazione a Montréal, dove
è di comunità anche fra Michel M. Sincerny, già Priore generale (1977-1989). Due
particolari momenti meritano di essere ricordati: la Giornata della Famiglia dei Servi, tenuta sabato 17 settembre e il pellegrinaggio
annuale, celebrato l’indomani 18 settembre,
al cimitero dei frati OSM di Ayer’s Cliff. Durante il Sabato servitano, nella chiesa di N.
D. de la Defense, il frate domenicano Daniel
Cadrin ha tenuto una conferenza sulla vita
religiosa soffermandosi sulle prospettive future. Il Priore generale è intervenuto con un
suo saluto.
PRIORE GENERALE
E CASE GENERALIZIE
VISITA CANONICA A FRB E CAN
Dal 2 al 12 settembre il Priore generale
fra Ángel M. Ruiz Garnica, accompagnato
dal Consigliere generale fra Cesare M. Antonelli ha compiuto la Visita canonica alla
Delegazione Francia-Belgio.
I primi giorni sono stati dedicati agli incontri con le realtà servitane presenti in Belgio. Già il 3 settembre si prevedeva un incontro con la Famiglia dei Servi, che ha avuto lo scopo di far conoscere la presenza dei
Servi in questo Paese. Vi ha partecipato un
buon numero di persone (80). Presso la comunità di Bruxelles vi è un gruppo dell’Ordine Secolare e di amici della comunità, che si
distingue per l’attaccamento all’Ordine e per
l’impegno ad essere presenti come Servi di
Maria in questa città, che è ormai il centro
dell’Europa. La comunità di Bruxelles è aperta alla accoglienza, in particolare, di religiosi
e laici che seguono corsi di aggiornamento
in pastorale e catechesi presso il Centro
«Lumem Vitae», che abbiamo visitato. I frati
della comunità hanno manifestato il loro auspicio che frati, suore e laici della nostra Famiglia possano venire per corsi di aggiornamento, condividendo la vita della comunità.
Esiste da qualche tempo un’altra presenza di frati Servi di Maria presso il santuario
N. S. dei Poveri a Banneux. Questi due fratelli, non più giovani di età, ma di spirito, lavorano con grande entusiasmo presso questo santuario, dove vi è anche una cappella
dei Sette Santi Fondatori.
L’altra visita significativa, durante il soggiorno in Belgio, è stata alle suore di Jolimont. Questa comunità di suore Serve di
Maria ha sede presso il grande ospedale che
hanno fondato all’inizio del secolo scorso,
ma che ora ha una sua gestione separata. Il
gruppo di sorelle, ormai anziane, ha la propria sede in una casa adiacente, continuando a svolgere alcuni servizi nello stesso ospedale, che è stato sempre il punto di riferimento per ogni esigenza di tipo sanitario per
i nostri frati del Belgio. La visita del Priore
generale ha voluto essere, oltre che un gesto di comunione, anche di gratitudine.
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Cesare M. Antonelli
A 125 ANNI DALLA NASCITA DELLA BEATA
MARIA GUADALUPE RICART OLMOS
In data 16 novembre 2005, il Priore generale ha indirizzato a tutti i Servi e le Serve di
Maria della Spagna un’ampia lettera per ricordare i 125 anni (23 febbraio 1881 - 23
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febbraio 2006) dalla nascita della beata Maria
Guadalupe Ricard Olmos. Scrive tra l’altro il
Priore generale: «Madre Guadalupe ha trasformato in cosa grande ciò che era piccolo
(la vita ordinaria) e in valore universale il particolare (il martirio) […] Ciò dimostra che per
essere santi bisogna immettere amore e bene
in tutto e verso tutti, senza cercare lo straordinario né perdersi in astratte teorie […] La celebrazione dei 125 anni dalla nascita di Madre
Guadalupe è un invito rivolto a noi a “nascere
di nuovo”, per vivere sempre e in tutto secondo il cuore di Dio, mantenendo con tutti ‘solo
rapporti di pace, di misericordia, di giustizia e
di amore costruttivo. In questo impegno di
servizio, la figura di Maria ai piedi della croce
sia la nostra immagine conduttrice. Poiché il
Figlio dell’uomo è ancora crocifisso nei suoi
fratelli, noi, Servi della Madre, vogliamo essere con Lei ai piedi delle infinite croci, per recarvi conforto e cooperazione redentrice» (Cost. 319).
nuta alla formulazione dei due seguenti temi
generali da affrontarsi nel Capitolo generale:
1. La necessità di una testimonianza di povertà concreta nel segno di una maggiore radicalità evangelica; 2. L’esigenza di riconsiderare
alcuni aspetti della organizzazione dell’Ordine
per adeguarli alle nuove esigenze della realtà
attuale.
A questo punto, chiarito l’ambito delle suddette preoccupazioni, la Commissione ha deciso di interpellare nuovamente tutto l’Ordine
e di continuare il dialogo con ciascun frate,
con ciascuna comunità, con le Province e con
i Vicariati formulando una serie di domande
intorno a ciascuno di questi due temi: questionario da inviare tempestivamente così che le
risposte pervengano entro la prima metà di
giugno 2006.
I membri della Commissione, oltre ad aver
lavorato per otto giorni in pieno spirito di fraternità nonostante la diversità culturale e anche di opinioni, hanno anche esaminato alcuni
altri problemi riguardanti la Commissione
stessa ed hanno fissato come data del prossimo incontro il 19 giugno 2006.
Al termine della Riunione, i membri della
Commissione hanno espresso la loro gratitudine per la calorosa ospitalità offerta dalla comunità di San Marcello.
INCONTRO A ROMA DELLA
COMMISSIONE PRECAPITOLARE
Nei giorni 13-22 novembre, presso il convento di San Marcello a Roma, si è riunita la
Commissione precapitolare. Erano presenti i
frati: Lourdusamy M. Anthonysamy, Consigliere generale, Bernardino M. Zanella
(AND), Rhett M. Sarabia (PHI), Pontiano M.
Musoke (UGA), Ermes M. Ronchi (VEN),
Charlie M. Leitão De Souza (BRA), Bruno M.
Zanirato (PRG), Coordinatore della Commissione; Martin M. Lintner (TIR), Eugene M.
Smith (USA), Yvon M. Chalifoux (CAN) e Ángel M. Camarillo (MEX). Assente giustificato
per motivi di salute fra Patrick M. Ryall (ISL).
Nella prima sessione della Riunione ogni
membro della Commissione ha proceduto alla
lettura di tutte le risposte al Questionario inviato in precedenza all’Ordine. Si è preso atto
di una buona partecipazione dell’Ordine: al
Questionario, infatti, hanno risposto 73 comunità sul totale di 140, 5 gruppi (Conferenze regionali e Consigli provinciali/vicariali) e 16 singoli frati. Successivamente, dopo un esame
delle risposte suddivise per lingue, la Commissione ha cercato di fare una sintesi delle
proposte e delle preoccupazioni manifestate.
Individuato il criterio metodologico più idoneo
per continuare il lavoro e nello sforzo di precisare quale fosse la preoccupazione maggiore
manifestata dai frati, la Commissione è pervewww.servidimaria.org
Fra Ángel M. Camarillo
IN UNA MOSTRA D’ARTE A LUCCA:
UN CROCIFISSO DI SAN MARCELLO
A Lucca, nel Palazzo del Governo, ha avuto luogo nei giorni 8-10 ottobre la Mostra
“Tesori d’Arte del Fondo per il Culto”, promossa e organizzata dalla Direzione Centrale per
l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto
del Ministero dell’Interno, in stretta collaborazione con la Prefettura di Lucca, e allestita
presso la sontuosa Galleria delle Statue del
palazzo del Governo.
Dipinti, sculture in bronzo, ostensori, reliquari, pissidi, pianete, paliotti, dalmatiche, mitrie e altri preziosi arredi sacri per un totale di
43 opere sono state scelte accuratamente tra
i tesori di 14 chiese che fanno parte del ricchissimo patrimonio architettonico ed artistico
del Fondo Edifici di Culto. Tra i capolavori esposti anche lo stupendo Crocifisso di A. Van
Dyck che si ammira nella sacrestia della chiesa di San Marcello.
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gli le tappe da seguire per la sua accettazione
nell’Ordine.
Per quanto attiene alla verifica del cammino vocazionale del candidato ho innanzitutto
avuto un colloquio molto franco con Isidor, poi
con la sua famiglia, quindi con le Suore Serve
di Maria di Galeazza presenti in Corea – e segnatamente con la Delegata Sr Anna e con
Sr Maria Hildegund; ho incontrato, inoltre, il
parroco della parrocchia di appartenenza di
Isidor, il padre Emmanuel CMI, un religioso
indiano impegnato nella formazione, e un altro
sacerdote coreano, parroco della parrocchia
dove si trova la comunità delle nostre suore.
Il candidato Isidor Kim ha 30 anni e appartiene a una famiglia profondamente cristiana e
molto legata alle Suore Serve di Maria; ha
studiato per otto anni in Germania diplomandosi come cantante d’opera. Attualmente un
suo fratello sacerdote sta studiando presso la
Pontificia Università Gregoriana di Roma. Isidor ha riferito che sin da giovanissimo pensava di farsi sacerdote e se anche ha rinviato la
scelta definitiva è stato sempre assiduo della
parrocchia prestandovi molteplici servizi. Dopo aver conosciuto le Suore Serve di Maria
sia in Germania sia in patria ha pensato di farsi frate Servo di Maria e ne ha fatto richiesta
al Priore generale. Sebbene la risposta da
parte del Priore generale tardasse, Isidor ha
preferito attendere ancora. Dopo i suddetti
colloqui da me condotti, ho proposto che egli
possa partire per l’India per ricevere la formazione iniziale. Poiché al momento il Consiglio
generalizio non prevede una presenza dei frati Servi di Maria in Corea, senza peraltro escluderla nel futuro poiché “lo Spirito soffia
dove vuole”, trascorso un primo periodo di formazione il Consiglio generalizio, prima che
Isidor cominci il noviziato, lo assegnerà ad una giurisdizione. Isidor ha accettato questa
proposta. Sono già in corso i contatti con il Vicario del Vicariato dell’India per l’accettazione
del candidato. Durante la mia permanenza in
Corea del Sud ho avuto anche contatti informali con alcuni giovani coreani interessati alla
vita e alla spiritualità dei Servi di Maria.
SEGRETARIATI
E UFFICI GENERALI
CLIOS
NOVITÀ NEL
CALENDARIUM LITURGICUM OSM 2005-2006
A chi fosse sfuggito, nel Calendarium Liturgicum ordinis fratrum servorum beatae mariae
virginis 2005-2006, da tempo distribuito, ci sono da sottolineare alcuni significativi anniversari che vengono chiaramente indicati, accompagnati con una semplice illustrazione e
da un testo essenziale in lingua latina, italiana
e inglese. Questi anniversari sono: il 750° anniversario (1256-2006) del prodigio del pozzo
all’origine della chiesa-santuario della Madonna del pozzo presso il convento dei Servi di
Santa Maria in Via, Roma; il 750° anniversario
(1256-2006) della fondazione del monastero
di Sant’Angelo in Vado; il 350° anniversario
(1656-2006) della morte di fra Giovanni Battista Drusiani, noto scienziato; il 250° anniversario (1756-2006) della morte di fra Uguccione (Antônio) M. Dias Quaresma, primo
frate brasiliano; il secondo centenario (18062006) delle beatificazioni di Giacomo da Città della Pieve, detto l’Elemosiniere, e di fra
Andrea da Borgo Sansepolcro; il primo centenario (1906-2006) della collocazione della
statua marmorea di San Bonfiglio nella basilica Vaticana di S. Pietro a Roma; i cinquantesimi anniversari (1956-2006) dell’elevazione a
dignità di “basilica minore” della chiesasantuario Our Lady of Sorrows, Chicago, e
della beatificazione di Papa Innocenzo XI,
terziario OSM; i quarantesimi anniversari della
chiusura del Concilio ecumenico Vaticano II
(dic. 1965-2005) e dell’istituzione della CLIOS
(1966-2006); il primo anniversario (20052006) della scomparsa di fra Ignazio M. Calabuig.
SEGRETARIATO GENERALE
FORMAZIONE E STUDI
VOCAZIONI OSM DALLA COREA
Fra Lourdusamy M. Anthonysamy
Nota sulla Chiesa Cattolica in Corea
Gli inizi della Chiesa coreana risalgono a
due secoli fa, quando nel 1784 fu battezzato a
Pechino il primo coreano. Diversamente dai
Paesi nei quali il Cristianesimo è stato portato
da missionari esteri, in Corea è penetrato at-
Dal 28 ottobre al 5 novembre, nella mia
qualità di Segretario generale per la Formazione e gli Studi, ho compiuto una visita nella
Corea del Sud per verificare la serietà del
cammino vocazionale di un candidato all’Ordine, certo Isidor KIM (Hwan Ho) e per proporwww.servidimaria.org
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traverso dotti laici coreani convertitisi al messaggio cristiano in occasione di viaggi in Cina
e poi divenuti apostoli tra la propria gente.
La chiesa coreana ha conosciuto il martirio
sin dall’inizio. Il primo martire Kim Beum Ou
testimoniò la sua fede con la vita nel 1785.
Nel primo secolo di esistenza, i martiri cristiani
in Corea furono almeno diecimila. Le più dure
persecuzioni avvennero negli anni 1801,
1839, 1846 e 1866. Giovanni Paolo II, il 6
maggio 1984, beatificò 103 martiri coreani. La
persecuzione, poi, è continuata anche in tempi più recenti nella Corea del Nord, dove il governo comunista riconosce la libertà religiosa
soltanto sulla carta costituzionale. Nella Corea
del Sud, invece, la chiesa ha conosciuto e conosce un rapido sviluppo. Nel 1950 i cattolici
erano 150 mila; nel 1960 erano 452 mila e nel
1981 assommavano a un milione e mezzo.
Dal 1980 ad oggi, la crescita dei cattolici conosce una media del 10% annuo. Aumentano
anche le vocazioni sacerdotali e religiose nonché l’impegno dei laici. Si tratta di un fenomeno unico, considerato lo straordinario sviluppo
economico del Paese. Va considerato che
mentre è in atto nella Corea del Sud la crisi
delle religioni tradizionali (Buddismo, Confucianesimo, Shamanismo animista) l’immagine
positiva della Chiesa è soprattutto dovuta alla
testimonianza dei laici, alla dottrina sociale
cristiana, a prese di posizione significative
della gerarchia e alla memoria dei tanti martiri.
mancano le forze per farlo. Siamo disperati e
sgomenti per quello che da mesi accade nella
nostra foresta amazzonica. Forse ve ne sarà
giunta notizia anche attraverso la stampa. Impossibile descrivere la situazione. Il fumo della foresta in fiamme raggiunge i duemila metri
di altezza. La spaventosa siccità favorisce l’estendersi delle fiamme. Sono ormai milioni gli
alberi bruciati e gli animali uccisi dal fuoco,
mentre la popolazione è investita dal fumo
tossico che devasta i polmoni. I morti per questa catastrofe sono già molti, e gli ammalati
non si contano. Qui la gente non ha mezzi per
fermare il fuoco assassino. Se la situazione
dovesse continuare, in pochi anni l’intera foresta amazzonica, polmone della terra, diventerà un ricordo. Nella nostra sola parrocchia di
Sena Madureira –vasta due volte il Belgio–
sono stati contati 2.904 incendi. Nella terribile
siccità che ha prosciugato i fiumi, noi vediamo
la vendetta della natura.
Si avvicina il Natale, e perciò noi non perdiamo la fede.
Quando la gente conosce le cose –diceva
Padre Turoldo– sa fare anche miracoli. Ma
troppa gente ancora non sa. Ecco il perché
della nostra lettera. Noi facciamo una proposta e cerchiamo che tutti la sostengano. Di
fronte a tanto dolore, su questo altare di infinita sofferenza, aggravata da tante altre calamità, chiediamo, gridando al mondo, che si
faccia una moratoria di almeno dieci anni.
Un decennio giubilare per la salvezza delle
piante, degli animali, di noi tutti.
In un altro momento vi daremo qualche altra notizia. Vi parleremo della possibilità di evitare gli incendi nella Amazzonia con strumenti alternativi, specialmente per lo spegnimento degli incendi nei campi: quest’anno ne
sono stati contati più di duecento mila.
Nella vostra e nostra fede speriamo in una
soluzione, e contiamo sul vostro amore per la
natura, per le piante, per la vita.
A nome della comunità e della gente della
nostra foresta, uniti in preghiera, vi ringraziamo e vi auguriamo un felice anno nuovo.
GIUSTIZIA E PACE
ANCORA SULL’INCENDIO
DELLA FORESTA AMAZZONICA
Nel precedente numero di COSMO abbiamo riportato il testo della lettera da inviare alle
principali autorità mondiali per chiedere una
moratoria nella devastazione della foresta amazzonica compiuta con la moltiplicazione di
piccoli e grandi incendi che, oltre a provocare
la distruzione di piante e la morte di animali,
provocano una sempre più larga nube tossica
che pregiudica la salute delle popolazioni. Il
Segretario provinciale per la Giustizia e la Pace e per le Missioni della Provincia brasiliana
fra Ettore M. Turrini ci prega di inserire in
COSMO questa lettera che ogni lettore potrà a
sua volta inviare a conoscenti ed amici. Eccone il testo.
POSTULAZIONE
UN PASSO AVANTI DELLA CAUSA
DI SR ELEONORA GIORGI
Dopo oltre un decennio di studi si è concluso con la consegna della Informatio da parte
del Postulatore, fra Tito M. Sartori, l’iter per
la preparazione della Positio super vita, virtuti-
Carissimi fratelli e sorelle e carissimi amici,
vorremmo scrivere a ciascuno di voi, ma ci
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COSMO 11-12
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bus et fama sanctitatis della Serva di Dio madre Eleonora Giorgi (1882-1945). Malgrado
l’assenza di qualsiasi titolo di studio [imparò a
leggere e a scrivere da una buona signora di
S. Pellegrino di Firenzuola (Firenze); a far di
conto apprese da papà], resse per dodici anni
la Congregazione delle Suore Serve di Maria
SS. Addolorata di Firenze (1928-1940) come
Superiora generale. Arricchita di straordinari
doni mistici e soggetta a fenomeni preternaturali da Dio permessi in ordine a totale purificazione interiore, dette prova di straordinaria umiltà. Il ricco epistolario e le conferenze tenute alle Consorelle durante il generalato, come
pure l’insegnamento svolto quando assunse
l’ufficio di Maestra delle novizie negli ultimi
cinque anni (1940-1945), testimoniano una
ricchezza di dottrina straordinaria convalidata
da eroico esercizio di virtù cristiane. Le estasi,
lo spirito di profezia, le nozze mistiche che ne
conclusero l’itinerario spirituale, indicano nella
figura di madre Eleonora Giorgi una testimone
d’eccezione nel panorama di santità dell’Ordine durante ben sette secoli di storia.
le tematiche, i partecipanti si sono divisi in tre
gruppi di lavoro fino a mercoledì pomeriggio.
Dalla successiva discussione in aula è emersa l’opportunità di raggruppare i contributi dei
gruppi in quattro serie di proposte.
1. PROPOSTE PER L’ASSEMBLEA GENERALE. 1.1.
Vengono dati dei suggerimenti per continuare
la collaborazione come Conferenza, per la
semplificazione dello Statuto, per i settori di
collaborazione (formazione istituzionale e permanente). 1.2. Il Consiglio della Conferenza è
invitato a tener presente nella programmazione le iniziative già collaudate, ad es.: calendario artistico, marcia dei Servi, Giornata Mondiale della Gioventù, pastorale giovanile ecc.
1.3. Alcuni frati hanno suggerito di convocare
l’Assemblea generale in ottobre, dopo la celebrazione dei Capitoli provinciali. Questa indicazione è stata valutata dal Coordinatore con
i Priori provinciali. L’Assemblea è stata confermata a Pietralba dalla sera del 20 febbraio
2006 al pranzo del giorno 24.
2. PROPOSTE AL CONSIGLIO GENERALIZIO. 2.1.
Si suggerisce di istituire la Conferenza OSMEUROPA, composta dai Priori e Delegati provinciali e dal Coordinatore dei priori delle case
generalizie, per favorire il dialogo, la conoscenza, possibili collaborazioni, ecc. 2.2. I
Priori provinciali d’Italia trovino un loro modo
di collaborazione nei settori individuati dall’attuale statuto.
3. PROPOSTA AI CAPITOLI PROVINCIALI E AL CAPITOLO GENERALE. 3.1. Si tengano nella dovuta
considerazione le ragioni di quei frati –in età
avanzata– i quali guardano con preoccupazione alla prospettiva di essere sradicati dal convento in cui si trovano e catapultati in un nuovo ambiente a volte di difficile accettazione.
3.2. Si ritiene opportuno “vivere una saggia e
previdente disponibilità a livello europeo, attenti ai segni che possono venire dall’Ordine,
dalla chiesa e dalla società”. 3.3. Si suggerisce un cammino graduale, ma costante, di
collaborazione tra le Province d’Italia “nella
ragionevole prospettiva del futuro realizzarsi
di una provincia unica in Italia”. Tale prospettiva dovrebbe favorire la progettazione di
“comunità nelle quali i frati si preparino a dar
vita a nuovi progetti di servizio ecclesiale, aperti alle istanze della società contemporanea” (Capitolo generale 2001 n. 31/6 e 49).
4. PROPOSTE PER PROMUOVERE LA CRESCITA DI
UNA MENTALITÀ INTERPROVINCIALE ED EUROPEA.
4.1. Si propone di accrescere e sviluppare
nelle comunità in Europa una apertura con-
Fra Tito M. Sartori
COORDINAMENTO
TRA LE PROVINCE
CONFITES
RIUNIONE DEI CONSIGLI PROVINCIALI
Convocata e presieduta dal Coordinatore
fra Paolo M. Erthler, la seconda riunione dei
Consigli delle Province CONFITES ha avuto
luogo a Misano Adriatico tra martedì 25 e giovedì 27 ottobre.
In continuità con la prima riunione (Misano
Adriatico 17-20 gennaio 2005) e in preparazione all’Assemblea CONFITES del 2006 e del
Capitolo generale del 2007, l’agenda dei lavori prevedeva l’esame dei seguenti temi: 1.
Prospettive per i Servi di Maria in Europa; 2.
Identità e valutazioni su ‘conferenze’ o
‘federazioni’ regionali in genere, su CONFITES
in particolare; 3. Settori di collaborazione nell’area della conferenza CONFITES; 4. Proposte
per il Capitolo generale 2007; 5. Attualità e
futuro della vita religiosa: enucleazione di elementi fondamentali indispensabili (principi e
visibilità).
Dopo una breve presentazione in aula delwww.servidimaria.org
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Settembre-Ottobre 2005
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creta ai laici, con un atteggiamento di “rifondazione della comunità”, offrendo anche una nostra partecipazione ai loro progetti. 4.2. Si organizzino incontri nelle comunità per una
maggiore conoscenza e per favorire il dialogo
e lo scambio di esperienze.
Pur trattandosi di “proposte”, le varie conclusioni sono sottoposte a votazione per evidenziare la mens dei partecipanti alla riunione.
A cura della segreteria CONFITES verranno
diffusi quanto prima gli atti della riunione
(cronaca, relazioni, documentazione, conclusioni).
promossa dal Gruppo Volontariato Penitenziario dell’arciconfraternita della Misericordia di
Siena presso la quale la nostra comunità presta servizio e assistenza.
La mostra ha avuto numerosi visitatori e
alcuni quadri sono stati venduti a beneficio e
onore dei nostri “fratelli carcerati”.
Fra Antonio M. Pacini
NAC
INCONTRO A ROMA DELLA CONFERENZA
Nei giorni 7-8 novembre si è riunita, nella
comunità di San Marcello a Roma, la Conferenza regionale del Nord America (North American Conference). Erano presenti i frati:
Yvon M. Chalifoux, Coordinatore; Anthony
M. O’Connell, Priore provinciale USA; Paul
M. Novak, Socio provinciale USA; Gaétan M.
Proulx, Priore provinciale Canadese, Claude
M. Préfontaine, Socio provinciale Canadese;
Ángel M. Vargas, Priore provinciale della
Provincia Messicana. Assente giustificato fra
Rogelio M. Rayas, Socio provinciale della
Provincia Messicana. Fungeva da traduttore
fra Philip M. Allen.
L’incontro ha avuto due momenti: il dibattito sull’agenda prevista e la presentazione delle conclusioni ai rappresentanti del Consiglio
generalizio.
1. Il dibattitto sull’agenda prevista. L’incontro
ha avuto inizio con un saluto del Priore generale fra Ángel M. Ruiz Garnica che si è compiaciuto che la Conferenza si sia riunita per la
prima volta in Europa e a Roma. Dopo la preghiera iniziale guidata da fra Gaétan M.
Proulx, il Coordinatore ha dato il suo benvenuto a fra Claude M. Préfontaine che per la
prima volta partecipava all’incontro della Conferenza e a fra Philip M. Allen per la sua disponibilità a fare da interprete.
L’incontro ha affrontato diversi argomenti,
ma il principale è stato quello della preparazione del documento per il prossimo Capitolo
generale. La NAC, peraltro, è stata la prima
Conferenza regionale a presentare proposte
alla Commissione precapitolare. Nel dibattito
al riguardo è stato posto l’accento sulla necessità che il testo che sarà preparato dalla
Commissione precapitolare sia breve e il meno astratto possibile. L’Ordine è chiamato a
rispondere con urgenza a necessità molto
concrete, soprattutto nel campo della formazione e del sostegno alle nuove fondazioni.
Comunicato a cura della segreteria
rivisto dal Coordinatore
INIZIO DEL PRE-NOVIZIATO E SETTIMO
CENTENARIO DELLA MORTE DEL
BEATO GIOACCHINO
Domenica 18 settembre, con la solenne
Messa vespertina della festività della Vergine
Addolorata presieduta dall’arcivescovo di Siena mons. Antonio Buoncristiani, la nostra
comunità ha dato ufficialmente inizio all’anno
centenario della morte del beato Gioacchino.
Il Vescovo ne ha ricordato l’esemplare figura,
amata e onorata dai Senesi. Per riproporla all’attenzione e alla venerazione della diocesi
l’urna del beato verrà esposta in cattedrale
nella settimana che seguirà la domenica in
albis (23-30 aprile 2006).
Durante l’anno celebrativo la nostra comunità è arricchita dalla presenza di dieci prenovizi che hanno iniziato il loro periodo di formazione il 15 settembre, con una gioiosa celebrazione presieduta da fra Paolo M. Erthler,
Coordinatore della CONFITES.
Ecco i nomi dei prenovizi: Domenico De
Filippi, Mariano Rigoni, Emanuele Cattarossi, Federico Mangia, Francesco Scorrano, Gianluca Lombardi, Hernàn Grisolia,
Massimo Chechile, Raffaele Reppucci, Stefano Viliani. I primi due provengono dalla
Provincia Veneta, i rimanenti otto dalla Provincia della SS.ma Annunziata.
Da segnalare, poi, una iniziativa ben riuscita.
Nel chiostro della nostra basilica, dal 23
settembre al 2 ottobre, ha avuto luogo una
mostra di dipinti e di elaborati realizzati da alcuni detenuti del carcere di San Gimignano.
La mostra dal titolo “I colori dell’anima” è stata
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COSMO 9-10
Settembre-Ottobre 2005
Sotto questo aspetto, la Commissione precapitolare deve tener conto delle conclusioni approvate dai capitoli interprovinciali delle regioni dell’Ordine. Si è anche riconosciuta l’importanza che all’inizio del Capitolo generale, i capitolari dispongano di una informazione aggiornata sul personale e sulle risorse finanziarie dell’Ordine e quali responsabilità si siano
riservate le Province nei confronti delle varie
Delegazioni e sui progetti dell’Ordine.
La Conferenza ha anche discusso come
contribuire al mantenimento degli studenti in
Colombia e in Indonesia. Si consiglia che il
Priore provinciale del Messico presenti il problema ai prossimi Capitoli provinciali delle altre due Province della NAC. È stata anche esaminata la richiesta da parte del Vicariato
dell’India per un aiuto finanziario per la costruzione della casa di noviziato. Infine, fra Yvon
M. Chalifoux ha presentato una relazione sull’incontro generale di metà sessennio a Valinkanni, osservando che la NAC fu la sola Conferenza regionale a presentare proposte a
questa Riunione.
Il prossimo incontro della Conferenza che
avrà luogo nel mese di settembre 2006 in
Messico avrà come temi in agenda: 1) Incontro per un gruppo ristretto di frati per discutere
l’attività della NAC; 2) Apertura di una casa di
formazione regionale in Canada; 3) Incontro
dei Consigli provinciali della NAC.
2. Incontro con i rappresentanti del Consiglio
generalizio. Presenti all’incontro i Consiglieri
generali fra Cesare M. Antonelli e fra Lourdusamy M. Anthonysamy. A nome della
Conferenza, il Coordinatore fra Yvon M. Chalifoux ha elencato in una serie di punti ciò che
la NAC suggerisce in vista del Capitolo generale del 2007. Tra questi: - la preparazione di
una documentazione aggiornata sui frati, sulle
risorse finanziarie e sulle regioni così che si
abbia una chiara visione dell’Ordine; - il Marianum; - Compiti e luogo di assegnazione dei
Consiglieri generali; - Case di formazione a
livello di Ordine oltre quella di S. Alessio Falconieri; - Invio di giovani frati nelle aree più
vecchie dell’Ordine per sostenerle; - Preparazione di uno studio statistico delle risorse dell’Ordine; affidare alla responsabilità del Segretario generale per le Missioni l’accoglimento di
richieste di aiuto che giungono ai Priori provinciali; - come individuare nuove forme di collaborazione ecc.
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PROVINCE, VICARIATI,
DELEGAZIONI
ANNUNZIATA
A TARANTO OMAGGIO DEI BAMBINI
A GIOVANNI PAOLO II
L’indomani della morte di Giovanni Paolo
II, scendendo di prima mattina in chiesa, il
parroco della parrocchia dell’Addolorata fra
Gabriele M. Meccariello, aprendo la porta
del tempio vi trovava appiccicato un biglietto
sul quale una bambina di cinque anni aveva
raffigurato a modo suo Papa Woytjla che saliva in cielo e aveva scritto: “Tu sei il papà più
dolce che sia mai esistito”. Fra Gabriele, al
momento dell’omelia, volle leggere a voce alta
il biglietto lasciato dalla bambina alla porta
della chiesa e lanciò una proposta: se altri
bambini e ragazzi avessero voluto imitare l’iniziativa di quella bimba, lo facessero; il parroco
le avrebbe raccolte e rese di pubblica ragione
per un doveroso omaggio al compianto pontefice. Immediato fu il passaparola nelle famiglie
e nelle scuole elementari. Fra Gabriele ha così realizzato un volume nel quale ha raccolto
le esternazioni e i disegni dei ragazzi tarentini.
Alcuni hanno scritto persino dei versi. Il singolare volume è stato inviato alla Segreteria di
Stato, la quale, in data 21 luglio, ha cordialmente ringraziato fra Gabriele della felice iniziativa.
Da Nuovo Dialogo, 2005, n. 30-31
PIEMONTE-ROMAGNA
FORUM DEI GIOVANI CRISTIANI E MUSULMANI
All’Istituto S. Pellegrino di Misano Adriatico, nei giorni 9-11 dicembre, ha avuto luogo
un Forum di dialogo interreligioso della Famiglia dei Servi con la partecipazione dell’Associazione Giovani Musulmani d’Italia. Tema del
Forum:”Cittadini del cielo per abitare insieme
le città della terra: esplorazioni guidate verso
luoghi non comuni da pensare e abitare”. Forum speciale giovani cristiani e musulmani,
amanti di Dio e dell’uomo, in dialogo verso
l’incontro. La Tre-Giorni è stata vissuta con
momenti di preghiera cristiana e musulmana,
laboratori caratterizzati da spazi di narrazione
animati da facilitatori cristiani e musulmani e
dibattiti aperti in assemblea plenaria. Sono in8
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Novembre - Dicembre 2005
COSMO 11-12
tervenuti il sociologo Adel Jabbar, il teologo
Brunetto Salvarani e il giornalista Gennaro
Carotenuto.
crifici, i frati del Vicariato delle Filippine, oltre
che sperare nei benefattori, si affidano al Signore, ripetendo la preghiera dei due discepoli di Emmaus: “Resta con noi, Signore”.
L’ASSOCIAZIONE “ORIZZONTI DI SPERANZA”
SERVO DI DIO FRA VENANZIO M. QUADRI
Fra Nady Meren
E IL
MESSICANA
I PRIMI DIECI ANNI DELLA PROVINCIA
Anche quest’anno l’Associazione “Orizzonti di speranza” (Cf COSMO 1-2.2005.19) ha
tenuto, il 17 agosto u.s., nella chiesa parrocchiale “Mater Admirabilis” di Riccione (Rimini),
un incontro di preghiera nel ricordo del Servo
di Dio fra Venanzio M. Quadri. L’iniziativa è
stata possibile grazie alla generosa disponibilità del parroco Don Romano. L’incontro è
stato preparato con grande cura. Sono stati
affissi ben cento manifesti non solo in tutte le
chiese di Riccione, ma anche nelle principali
strade della cittadina balneare.
Alle ore 21.00, presieduta da fra Girolamo
M. Iotti, OSM, è stata celebrata l’Eucaristia. I
canti erano eseguiti dal Coro Città di Riccione,
diretto dal Maestro Marco Galli; all’organo
Monica Boschetti. Dopo la celebrazione eucaristica ha avuto luogo una veglia di preghiera, durante la quale il regista Thomas Otto e
l’attore Giuliano Volpinari hanno intrattenuto
i presenti con opportune letture spirituali. Ottima la partecipazione. Non solo, ma nei giorni
seguenti, numerose persone hanno dichiarato
di aver molto apprezzato l’iniziativa che, senza dubbio, ha contribuito a far conoscere ulteriormente l’esemplare figura di fra Venanzio
M. Quadri.
Con lettera del 7 ottobre 2005, il Priore
provinciale della Provincia di Santa María de
Guadalupe fra Ángel M. Vargas ha indetto,
con inizio dal 21 ottobre, le celebrazioni per
ricordare il decimo anniversario di erezione
della Provincia (1995-2005). Scopo delle celebrazioni “ricordare i laici Servi di Maria che
diedero inizio alla presenza dell’Ordine in terra messicana e i primi frati che giunsero in
Messico”, grazie ai quali, nell’arco di poco più
di cinquant’anni dalla nascita della prima comunità di frati, si è giunti al nostro tempo in
cui la più giovane Provincia dell’Ordine, oltre
ad aver dato ai Servi di Maria l’attuale Priore
generale, ha anche aperto la sua prima fondazione all’estero, in Indonesia. Il cammino dell’Ordine in terra messicana fino alla nascita
della Provincia e ad oggi (1995-2005) è stato
ricordato, con ricchezza di dati, da fra Rogelio M. Rayas nel bollettino María y sus Siervos (nueva época, año III, número 7, septiembre-diciembre 2005). Dopo la creazione della
prima comunità OSM messicana (1948), nel
1949 nacque il Commissariato messicano, del
quale fu primo Commissario fra Lorenzo M.
Boratto; con le nuove Costituzioni approvate
a Madrid, il Commissariato divenne, nel 1969,
Vicariato e primo Vicario provinciale fu fra Ángel M. Vedelago; dopo l’erezione a Provincia,
primo Priore provinciale fu fra Ángel M. Ruiz
Garnica.
Avviata dai frati della Provincia Veneta, la
presenza dei Servi in Messico ha conosciuto
un graduale aumento di vocazioni native. A
partire dal 1983 il numero di frati di nazionalità
messicana superava quelli di nazionalità italiana. Attualmente la Provincia conta 52 frati
distribuiti in 10 comunità, delle quali 2 in Colombia e 1 in Indonesia. I novizi sono 6; i professi temporanei 6 e i candidati 13.
Nelle celebrazioni decennali saranno coinvolte tutte le espressioni della Famiglia dei
Servi del Messico. Da notare che, dopo l’Italia, il Messico, nell’Ordine, conta il maggior
numero di membri dell’OSSM.
Da una cronaca di Marcella Marri
FILIPPINE
16 PRENOVIZI SI PREPARANO AL NOVIZIATO
Il 17 settembre u.s. il Vicario provinciale fra
Rhett M. Sarabia ha proceduto al rito di ammissione di sette nuovi prenovizi che si aggiungono ai nove già accolti in precedenza. Il
Vicariato San Pellegrino delle Filippine conosce, in questo momento, una promettente primavera vocazionale. È questo un segno di sicura speranza, anche se il mantenimento dei
prenovizi fino al noviziato crea un problema di
carattere economico molto serio. Ovviamente
nel Vicariato si avverte un certo disagio al
pensare che in alcune parti dell’Ordine ci sono
i mezzi, ma mancano le vocazioni, mentre in
altre parti le vocazioni abbondano ma scarseggiano o mancano i mezzi. Comunque,
convinti che ogni crescita comporta crisi e sawww.servidimaria.org
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COSMO 11-12
Novembre - Dicembre 2005
LO SVILUPPO DEL CENTRO MARIANO
studio per gli studenti. Sino ad oggi ha scritto,
per le Edizioni del Centro mariano: “Guadalupe, Evangelio y cultura”; “María, Protagonista de la Historia” e “Iconografia”.
Per le Edizioni Paoline ha scritto i due libri:
“María en el Catecismo de la Iglesia Católica”
e “Diccionario mariológico”. C’è poi in corso di
preparazione un’altra opera sui dogmi mariani, sperando che la salute di fra Valerio migliori abbastanza perché possa riprendere in mano la penna.
Insomma al Centro mariano del Messico, a
partire da quest’anno 2005, le cose stanno
cambiando sensibilmente. Il biennio di mariologia dello scorso mese di luglio ha registrato
un aumento degli alunni (sono stati 36, rispetto ai 12/15 del 2004). Ciò si deve soprattutto
all’intensa azione di propaganda posta in atto
dal convento di Xochimilco con la distribuzione di pieghevoli e di messaggi telefonici ai vari istituti religiosi ecc.
L’ultimo Simposio mariologico (vedi più avanti) ha registrato un sensibile aumento di
partecipanti rispetto al precedente tenuto nel
luglio 1998. Considerato anche il tema del
Simposio (Maria e l’Eucaristia), la partecipazione è stata notevole e ha superato le 150
presenze, numero mai raggiunto in precedenza. Anche questa volta la buona riuscita è dovuta alla forte propaganda con cui il Simposio
è stato preparato.
Attualmente il Centro mariano si propone
di aumentare i suoi corsi a livello interno, utilizzando a questo scopo la sede di San Juan
de Dios, il convento di La Divina Providencia
e quello di Xochimilco. Questi corsi, della durata di due ore, che si terranno per un solo
giorno la settimana, avranno inizio a febbraio
del 2006. Lo scopo è quello di favorire la partecipazione di studenti nel corso dell’anno e
non necessariamente nel biennio che si tiene
nel mese di luglio. L’indole delle lezioni si
manterrà al livello dovuto, anche se inferiore a
quello del biennio mariologico istituzionale.
Un vantaggio in più, almeno si spera, è la
creazione del Gruppo di sostegno “Amici del
Centro Mariano”: esso è formato da vecchi e
nuovi benefattori dell’Ordine, da conoscitori
della mariologia di base e da semplici devoti
della Madonna. Il primo incontro di questo
gruppo ha avuto luogo il 12 novembre, nel
convento di Santa María di Xochimilco. Scopo
dell’incontro la reciproca conoscenza dei componenti del gruppo, la presentazione delle attività del Centro Mariano e la promozione delle
La storia del Centro mariano degli ultimi tre
anni (2002-2005) si può descrivere con una
sola parola: rinascita. Effettivamente, dopo il
passaggio dalla sede San Juan de Dios al
convento di La Divina Providencia, il Centro
Mariano di Città del Messico aveva sofferto di
una fase di stanchezza e di crisi. Rimanevano
in piedi alcune attività come il biennio che si
teneva a San Juan de Dios e a Guadalajara,
alcune settimane mariane e alcuni corsi che
coinvolgevano organismi distinti. Invece la
pubblicità, la promozione, la cura dell’archivio,
il contatto con gli studenti si erano affievoliti e
ridotti a un’ombra del passato.
Quali le ragioni? Credo che la prima ragione sia da ricercare nel ritorno in Italia di fra
Giovanni M. Sperman, la malattia e la scomparsa di uno dei continuatori fra Faustino M.
Faustini, e l’abbandono in cui a poco a poco
è venuto a trovarsi fra Miguel Ángel M. Delgado. Per almeno due anni il Centro Mariano
di Città del Messico è rimasto affidato ad un
solo frate che, nella maniera che gli fu possibile, continuò a portare avanti le attività mariologiche, lottando contro ogni genere di difficoltà e talvolta privato della collaborazione di coloro che avrebbero potuto aiutarlo.
Dall’autunno del 2002 le attività del Centro
mariano sono gradualmente riprese. Per prima cosa si cominciò con il mettere in ordine
l’archivio dei docenti e degli alunni, e soprattutto a riordinare e a schedare la biblioteca
mariologica che, al momento del trasloco al
convento della Divina Providencia si era trasformata in una catasta disordinata accantonata e ricoperta di polvere e di ogni genere di
scartoffie.
Il lavoro di cernita, di classificazione e di
messa in ordine dei documenti si è protratto
dalla metà del 2003 fino ad oggi. Ritrovare notizie e dati sugli alunni che hanno frequentato
i corsi, sulle materie insegnate, come pure ordinare gli appunti di questa o quella materia,
aggiornare i registri dell’amministrazione, le
cronache dei corsi impartiti ecc. è stato un lavoro enorme. Un discorso a parte merita l’allargamento del Centro Mariano nel convento
dei Servi di Maria di Guadalajara. In questo
convento fra Valerio M. Maccagnan, sin dal
mese di luglio 1995, iniziò i corsi del biennio
mariologico e li ha continuati sino ad oggi con
una partecipazione media di oltre trenta persone. Non contento di ciò, ha redatto i testi di
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COSMO 11-12
varie forme di collaborazione. Atto conclusivo
dell’incontro la recita dell’inno “Akathistos” e
un concerto di musica mariana eseguito da un
coro locale. Si è trattato di un modo di offrire
ai partecipanti una immagine corretta delle vaste possibilità esistenti nel campo mariano a
livello di celebrazioni liturgiche e popolari, così
che sgorghi spontaneo in tutti il desiderio di
promuovere la conoscenza dei valori umani e
cristiani che si riassumono nella figura di Maria, Madre del Signore.
Attualmente, poi, ci sono altre sfide da affrontare. Innanzitutto far in modo che l’attività
del Centro Mariano trovi un suo spazio preciso in seno alla Provincia Messicana. Parimenti, la diffusione a largo raggio delle attività portate avanti dal Centro così che la Chiesa locale sappia di poter contare su di un centro di
formazione e di informazione in questo settore
specifico della teologia. Si aggiunga poi l’apprendimento delle nuove tecniche di comunicazione e l’adattamento del materiale disponibile ai nuovi metodi pedagogici. E per ultimo,
ma non per importanza, continuare lo studio e
l’aggiornamento da parte dei responsabili del
Centro, tenuti in forza del loro ufficio, ad approfondire il nuovo e l’antico per quanto attiene alla dottrina e al culto di Nostra Signora.
dai frati di varie comunità, dal clero diocesano
e da fra Stefano M. Pullini in rappresentanza
della già Provincia-Madre, la Provincia Piemontese; la cattedrale era gremita. I canti sono stati eseguiti dal coro della nostra parrocchia Santa Teresa de Jesús di Valencia.; quattro conferenze su tema mariologicomariano; - un incontro degli ex alunni osm.
Fra Honorio M. Martín Sánchez
AYSÉN
CELEBRATI I 50 ANNI
DEL VICARIATO APOSTOLICO
Domenica 4 settembre, a Coyhaique, nella
cattedrale gremita di fedeli e alla presenza dei
vescovi di Rancagua, Osorno, Puerto Montt,
Ancud ed Aysén e del Vescovo emerito di Comodoro-Rivadavia (Argentina), sono stati celebrati i 50 anni del Vicariato Apostolico di Aysén. Nell’omelia, il vescovo dell’Aysén mons.
Luis Infanti De la Mora ha espresso la sua
gratitudine per i 50 anni della chiesa dell’Aysén come Vicariato, riconoscendo il contributo dato soprattutto dall’Ordine dei Servi di Maria, precisando: “Cinquant’anni fa, Papa Pio
XII volle imprimere alla chiesa dell’Aysén
maggiore forza, maggiore dinamismo, maggiore ardore e per questo la nominò Vicariato
Apostolico, affidando ai Servi di Maria la responsabilità di aiutare questa chiesa a nascere e a crescere. Oggi vogliamo darne atto a
tante persone che hanno dedicato con generosità e con gioia la loro vita a questa missione accanto ai primi abitanti della nostra regione”.
Terminata l’omelia, i vescovi e i sacerdoti
celebranti si sono recati, insieme ai familiari
dei primi vescovi dell’Aysén alla nuova cripta
per procedere alla benedizione del luogo in
cui riposano i resti mortali di mons. Antonio
M. Michelato e Gerardo Cesare M. Vielmo,
nonché dei sacerdoti i frati Paolo M. Venezian e Marcello M. Frasson e della religiosa
Serva di San Giuseppe M. Amadora Peña.
Prima della benedizione conclusiva, Mons.
Alejandro Goić Karmelić, vescovo di Rancagua e Presidente della Conferenza episcopale
cilena, si è rivolto ai fedeli per salutare, a nome di tutti i vescovi del Cile, la chiesa dell’Aysén, ricordando che “in data odierna i vescovi, nelle rispettive sedi, hanno ringraziato Iddio
per questi 50 anni del Vicariato, nel quale i
missionari Servi di Maria e i membri di altre
Fra Felipe M. Mariscal Chávez
SPAGNOLA
50 ANNI DI VITA E DI SERVIZIO
DEI SERVI A PLASENCIA
I frati della Provincia spagnola, insieme alla chiesa locale e alla Famiglia dei Servi, nel
mese di novembre hanno ricordato i loro 50
anni di presenza e di servizio nella città di Plasencia: prima nel convento di San Domenico
(1954) e, due anni più tardi, nel santuario della Virgen del Puerto. I frati, presenti attualmente nella sola comunità del santuario mariano, hanno dato vita a una serie di iniziative
che hanno suscitato l’interesse della città. Esse sono: - un’ampia e ben preparata Mostra
fotografica sulla vita dei frati e il servizio da
loro prestato alla gente e alla chiesa di Plasencia negli ultimi 50 anni; - Canto e celebrazione dell’Inno Akathistos, nella chiesa cattedrale, ad opera di un gruppo di giovani coppie
di Valencia e di San Sebastian de los Reyes,
amici dei Servi e diretti da Ricardo Lázaro; celebrazione eucaristica nella cattedrale, presieduta dal vescovo diocesano e concelebrata
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COSMO 11-12
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congregazioni femminili e maschili hanno, insieme ai laici, dato vita alla chiesa e fatto opera di evangelizzazione e di civiltà in questa
bella regione della patria”. A loro volta, due
familiari dei vescovi Antonio M. Michelato e
Gerardo Cesare M. Vielmo, venuti appositamente dall’Italia, hanno preso la parola per
ringraziare, ricordare ed esaltare quanto i due
suddetti vescovi hanno fatto per lo sviluppo
della chiesa dell’Aysén. L’assemblea eucaristica si è conclusa tra gli applausi spontanei
dei fedeli, mentre la corale “Tierra Viva”, diretta dal Maestro Arturo Barros, intonava il canto “Madre de Aysén”.
lennità del rito ortodosso-cattolico. Dall’Uganda lo ha raggiunto fra Gino M. Leonardi; dall’Italia fra Giuseppe M. Corradi insieme ad
alcuni sacerdoti e amici; dall’Ungheria fra
Roch M. Boulanger. Era presente anche il
confratello rumeno fra Adrian M. Dobos.
Il rito ortodossso-cattolico, diverso nelle
forme, ma simile nella sostanza a quello romano, era continuamente sostenuto dal canto
del coro e da invocazioni del celebrante. L’ordinando è stato presentato al popolo; il vescovo ha dato lettura del suo curriculum, poi sono
stati incensati il Santissimo, le sante icone,
poi l’ordinando e infine il popolo. Sono seguiti
ancora canti e invocazioni cantate, letture, poi
finalmente l’imposizione delle mani del vescovo e i riti dell’ordinazione. Dopo l’Eucaristia,
come conclusione della grande celebrazione,
il vescovo ha espresso tutta la sua soddisfazione con una commossa omelia.
Nelle molte preghiere recitate non è stato
dimenticato il popolo di Kisoga; fra Cristin, infatti, ha poi fatto ritorno in Africa per continuare, ora più intensamente, la sua missione di
evangelizzazione.
Da: Vicariato Andino, Boletín Informativo
n. 221, Octubre 2005, p. 57
LA CHIESA DI AYSÉN HA ORA
LA SUA “STORIA”
Contestualmente alla celebrazione dei 50
anni di vita del Vicariato Apostolico dell’Aysén, è stata presentata la sua storia con la
pubblicazione dell’opera di fra Vladimiro M.
Memo Lombardo La Iglesia de Aysén puente
entre fe y cultura, per le Ediciones Vicariato
Apostólico de Aysén. In un ampio testo corredato di originali immagini, l’elegante pubblicazione - dopo avere ampiamente presentato gli
inizi della Chiesa di Aysén (1934-1940) e, le
vicende della Prefettura Apostolica (19401955) ripercorre i dieci lustri del Vicariato rievocandone le vicende secondo la successione cronologica dei Vicari apostolici, i vescovi
Antonio M. Michelato Danese (1955-1958),
Gerardo Cersare M. Vielmo Guerra (19581963), Bernardo M. Cazzaro Bertollo (19641988), Aldo M. Lazzarin Stella (1989-1998),
fino all’attuale vescovo Luigi M. Infanti De la
Mora. Alcune Appendici riportano i nomi delle
parrocchie e dei parroci che si sono succeduti
alla loro guida, dei Superiori regolari dei Servi
di Maria, una ricca Nota bibliografica nonché
un utile Glossario.
Da una Nota di Fra Giuseppe M. Corradi
FAMIGLIA DEI SERVI
UNIFAS
ANCHE L’ARGENTINA VERSO LA CREAZIONE
DELL’UNIFAS NAZIONALE
Nel corso dell’assemblea della Delegazione Rioplatense, tra gli obiettivi da perseguire
nel breve termine anche la promozione dell’OSSM che, in Argentina, costituisce la base
da cui partire per arrivare alla creazione dell’UNIFAS nazionale. Durante una apposita visita in Argentina –dal 22 luglio al 4 agosto–, il
Priore provinciale della Provincia Messicana
fra Ángel M. Vargas, su invito della Delegazione, ha incontrato, per una ulteriore animazione, numerose fraternità secolari. A Quilmes, 18 giovani universitari, il 23 luglio hanno
fatto la Promessa. Erano stati accolti due anni
prima. La Fraternità è molto viva e si riunisce
ogni settimana per la Lectio divina. Ancora a
Quilmes, incontro con 20 persone che stavano preparandosi all’ammissione all’OSSM nella fraternità dell’Addolorata, prevista per la ter-
UGANDA (DELEGAZIONE EST-AFRICA)
DALL’UGANDA ALLA ROMANIA E RITORNO
Il 15 agosto, a Lugoj, ridente cittadina romena vicina a Timisoara, è stato ordinato sacerdote dal vescovo mons. Mesian Alexandru il nostro frate fra Cristin M. Marincean
che da qualche anno opera a Kisoga in Uganda. Da sempre aveva espresso il desiderio di
poter essere ordinato in Romania con la sowww.servidimaria.org
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COSMO 11-12
za domenica di settembre. Ad Avellaneda la
fraternità OSSM è formata da otto giovani coppie, mentre altre persone si accingevano a fare la Promessa nella Fraternità San Martín de
Porres di Tacuarendí. Alla domanda del Padre Vargas perché questa giovane Fraternità
avesse scelto il nome di Martín de Porres
hanno risposto: –San Martino mangiava insieme al cane, al gatto e al topo; in questa fraternità non ci sono né stranieri né nativi e, per
giunta, sono anche di diverso indirizzo politico–.
concretezza allo spirito di servizio e di compassione dell’intera Famiglia dei Servi. Il 29
ottobre l’incontro si è concluso con una concelebrazione eucaristica nella cappella della
comunità delle Suore della Congregazione
delle Serve di Maria SS. Addolorata di Napoli.
Alla celebrazione è stato dato un tocco di internazionalità perché è stata animata con canti in diverse lingue e con una danza preparata
dalle aspiranti e postulanti della comunità.
A tutti noi che abbiamo partecipato a questa settimana resta l’invito-esortazione:
“Vivere come Servi/e di Maria non riguarda
soltanto il modo come serviamo, ma tocca il
nostro più profondo essere servitori, ad imitazione di Maria che ha vissuto come Serva del
Signore, come portatrice di vita, di gioia, di unione, portando compassione e amore a tutti”.
Fra Benito M. Moresco
ASIA-OCEANIA
SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ SERVITANA
Dal 24 al 29 ottobre, a TunasanMuntinlupa, Manila (Filippinre) ha avuto luogo
la Settimana di Spiritualità servitana dell’area
Asia-Oceania” (The Asian-Oceanic Servite
Spirituality Week). Organizzatore il Presidente
dell’UNIFAS-Filippine fra Alvin M. Cabacang.
Tema della Settimana, in conformità con la
celebrazione dell’Anno eucaristico: “Vivere l’Eucaristia ispirandosi a Maria, Madre e Serva
del Signore (Live the Eucharist: by drawing
abiding inspiration from Mary, Mother and
Servant of the Lord)”.
L’incontro ha avuto inizio il 24 ottobre con
la presentazione dei Delegati venuti dall’Australia, dall’India, dall’Indonesia e dalla diverse comunità delle Filippine dove sono presenti
i membri della Famiglia dei Servi.
Lunedì 25 è stato compiuto un pellegrinaggio a sette chiese della città di Manila per meditare sui sette dolori della B. V. Addolorata. I
giorni 26 e 27 ottobre sono stati dedicati alla
riflessione sui seguenti temi: 1. La maternità e
il servizio della Vergine Maria nella tradizione
servitana; 2. Significato e importanza della
maternità e del servizio di Maria nel contesto
attuale dell’Asia e dell’Oceania; 3. La celebrazione eucaristica, segno di unione nella carità
per i Servi. Il 28 ottobre i partecipanti hanno
visitato un Centro di assistenza per bambine
abbandonate. Si tratta di bambine, la maggioranza delle quali è stata trovata nella strada e
che, in numero elevato, hanno subito violenze
fisiche e sessuali. Presenti le bambine, è stata
celebrata l’Eucaristia e, successivamente, è
stata condivisa con loro una merenda. La serata è stata trascorsa con giochi organizzati e
alcune danze. In questo modo si è inteso dare
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Sr Beatriz Adame
MONACHE
I PRIMI CINQUANT’ANNI DELLA
FEDERAZIONE MONASTICA ITALIANA
Sabato 22 ottobre, presso il monastero
B.V. Addolorata di Via della Fanella in Roma,
è stato ricordato il 50° anniversario della istituzione della Federazione monastica italiana.
La celebrazione ha avuto il suo momento culminante nella Eucaristia di ringraziamento
presieduta dal Priore generale fra Ángel M.
Ruiz Garnica. Per la circostanza, a cura della
Federazione, è stato distribuito un consistente
opuscolo che, dopo una premessa sulla vita
contemplativa e monastica, narra la storia della Federazione monastica Italiana dagli inizi
sotto il generalato di fra Alfonso M. Montà
fino alla soglia dei nostri giorni. Dopo aver ricordato il decisivo apporto iniziale di fra Gerardo M. Vielmo, che può veramente essere
chiamato “il padre della Federazione” e di Sr
M. Luciana Battocchia del monastero di Carpenedo, l’opuscolo descrive la vita della Federazione, distribuendone l’attività in distinti paragrafi dedicati ai primi due sessenni della Federazione (1955-1967), con l’avvio del noviziato comune; quindi al terzo e quarto sessennio (1967-1979) contrassegnato soprattutto
dal rinnovamento postconciliare; al quinto e
sesto sessennio (1979-1991) con l’impegno
nell’aggiornamento, nella formazione iniziale e
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permanente e nella missione e, infine, al settimo e ottavo sessennio (1991-2003) contrassegnati dall’intensificarsi dei rapporti con la
Famiglia dei Servi.
seguono anche i bambini nelle scuole; senza
combattere l’analfabetismo non ci sarà un futuro per questi giovanissimi. La nostra comunità, però, è piccola e le cose si possono fare,
come suol dirsi, soltanto una alla volta. Penso
che sia indispensabile pregare il Signore perché faccia crescere in noi la passione per andare incontro ai milioni di crocifissi del nostro
tempo.
CONGREGAZIONI OSM
Sr Floriana Andreazza
PISTOIA
ESPERIENZA MISSIONARIA IN UGANDA
RIPARATRICI
SE N’È ANDATA
LA “SAMARITANA DELLA CARITÀ”
Mi è stata data questa estate l’opportunità
di andare a fare visita alle nostre consorelle in
Uganda. Inizialmente, non lo nascondo, l’idea
mi ha procurato dei timori e una certa ansia: Che cosa vado a fare? Darò fastidio a chi ha
già tanto da sopportare! -. Quando la Madre
Generale mi ha dato il permesso, ho avuto bisogno di alcuni incoraggiamenti per decidere,
e soltanto dopo aver saputo che il biglietto era
pagato e che in nessun modo sarebbe stato
rimborsato, sono partita.
Sin dal primo giorno sono rimasta colpita
dalla bellezza del paesaggio, dalla varietà e
intensità dei colori dei fiori e degli uccelli, dalle
centinaia di bambini che si incontrano per la
strada, sporchi, spogli, ma bellissimi e sorridenti. Ho assistito volentieri alle celebrazioni
religiose e, pur non capendo nulla, sentivo
che nascevano da una chiesa viva che innalza lodi al Signore con canti melodici, ben ritmati e senza alcuna fretta. Per la celebrazione dell’Assunta siamo entrati in chiesa alle ore 8.00 e siamo usciti alle 11.30 a.m.
Ho seguito anche il lavoro instancabile delle nostre consorelle per alleviare e per rispondere alle molte e urgenti necessità quotidiane
di quelle persone che mancano di tutto. Hanno bisogno soprattutto di medicinali per far
fronte alle malattie ricorrenti come la malaria
che, con le complicanze dell’AIDS, richiede
molti e costosi farmaci. I malati di tubercolosi
e di AIDS hanno bisogno di cure che non sono
alla portata di questa gente. Spesso le suore
devono provvedere al trasporto dei malati in
ospedale. Le suore, inoltre, cercano di aiutare
le donne per rendere loro possibile guadagnare qualche cosa: le seguono in piccoli lavori
artigianali e nel portare avanti microprogetti di
sviluppo; talvolta si aiutano le vedove a pagare l’affitto di una stanza di abitazione; sono
frequenti, infatti, i casi di donne vedove o malate di AIDS che vengono sfrattate. Le suore
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Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre, mentre
partecipava a piedi al pellegrinaggio che da
Roma si avviava al santuario del Divino Amore, è morta, investita da un’autovettura, Sr M.
Teresilla Barillà, SMR. Aveva 62 anni. Il noto
e compianto Mons. Luigi Di Liegro (†1997),
Direttore della Caritas Romana, insieme al
quale Sr Teresilla si era impegnata nell’assistenza ai più emarginati, la chiamava “la samaritana della carità e della misericordia”. La
scomparsa di Sr Teresilla ha suscitato una eco vastissima ed i più importanti quotidiani italiani –e persino alcune agenzie di stampa estere– hanno dedicato molto spazio alla figura
di questa suora. Il Sindaco di Roma Walter
Veltroni ha scritto: “Il suo costante impegno a
favore delle persone in difficoltà, dei reclusi e
delle persone sofferenti, svolto con passione
e caparbietà straordinarie, resteranno per
sempre un esempio di solidarietà umana”. Un
ex detenuto da lei assistito ha detto: “È morta
com’era vissuta, sempre al lavoro. Lavorava
sempre, non dormiva mai. Smontava dalla
notte in ospedale, e invece di andare a riposarsi veniva in carcere. È morta di troppo lavoro come don Luigi Di Liegro, con cui aveva
molto in comune… Io apprezzavo il fatto che il
suo fosse un rapporto gratuito: lei non chiedeva e non giudicava. Una figura di riconciliazione assai rara. Con la sua fede concreta, profonda e irremovibile rappresentava la normalità del bene”.
Da In Famiglia 2005/3
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UNA COMUNITÀ INTERCONGREGAZIONALE
conciliazione/riparazione delle rispettive Famiglie religiose sono aspetti che insieme viviamo
ed esprimiamo nell’accogliere la donna ferita
nella sua dignità, nell’accompagnarla nel cammino di liberazione e di maturazione, sostenendola nelle scelte e nei tempi di realizzazione; nel promuoverne il raggiungimento dell’autonomia e della integrazione sociale. Sperimentiamo che la motivazione della collaborazione viene da Dio che pone nei nostri cuori
un’ansia di comunione sempre più grande. È
Dio, infatti, che ci dà il dono della comunione
che riceviamo nella Chiesa comunità di fede.
È la dimensione spirituale della Chiesa che
sta alla base del fatto che le nostre diverse
espressioni carismatiche si completino e si
illuminino a vicenda e giungano ad un sano
confronto e ad una arricchente condivisione in
fraternità. La sfida della nostra missione è di
tale delicatezza che non può essere adempiuta efficacemente senza la collaborazione, tanto nel discernimento quanto nell’azione, di ciascuna di noi (Vita consecrata, 74). Tutto questo comporta dialogo aperto e leale, rispetto,
fiducia, discernimento, accettazione reciproca,
creatività, integrazione nella comunicazione e
nella collaborazione e rafforza la nostra solidarietà e la comunione tra le Congregazioni.
Si tratta di condividere criteri e decisioni per
rispondere meglio alle sfide che ci sono poste
di cercare insieme nuovi modelli per rinnovare
la vita consacrata oggi e favorire il dialogo interculturale, interreligioso e interecclesiale.
Insieme formiamo una sola famiglia. Abbiamo
bisogno le une delle altre. L’intercongregazionalità è per noi una sfida per il futuro delle comunità religiose. Sulle orme di santa Teresa
Verzeri e di M. Elisa Andreoli, nostre fondatrici, vogliamo continuare nell’oggi e vivere la
loro passione per Cristo e per l’umanità ferita,
consapevoli che lo Spirito ci sospinge a spargere sempre nuovi semi di speranza per la
vita consacrata.
SI RACCONTA
Sono ormai trascorsi più di quattro anni da
quando due Famiglie religiose, le Suore del
Sacro Cuore di Gesù e le Serve di Maria Riparatrici, hanno avviato la comunità intercongregazionale a Ponte Mammolo, nella periferia di Roma, per vivere insieme la comunione
dei carismi e il servizio a donne in difficoltà
che desiderano lasciarsi alle spalle il loro passato e guardare con speranza al futuro. Riportiamo la testimonianza delle suore di questa
comunità.
La nostra comunità intercongregazionale
nel perseguire l’ideale di conformarsi a Cristo,
ha cercato di vivere la comunione dei carismi,
della vita e del servizio, nella condivisione,
nella partecipazione e nella collaborazione.
Fin dall’inizio i due carismi sono parsi complementari reciprocamente arricchenti, tanto che
le rispettive icone del Cuore trafitto di Cristo e
della Vergine ai piedi della Croce sono diventate le immagini conduttrici e ispiratrici del nostro quotidiano. Quotidiano vissuto nella comunione fraterna, quale dono di Dio, da cui
scaturisce il compito della costruzione della
fraternità e dell’apertura alla diaconia verso
l’umanità ferita. L’evangelista Matteo afferma
infatti che ogni fraternità cristiana si fonda nel
Signore e nel mistero della sua presenza in
mezzo a noi: “Ove sono due o tre riuniti nel
mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,
20). Grazie all’amore reciproco, dono dello
Spirito, è dunque possibile vivere un autentico
amore fraterno, alimentato dalla Parola e dall’Eucaristia, purificato nel sacramento della riconciliazione, sostenuto dall’implorazione dell’unità (Vita consecrata, 42). L’intercongregazionalità, lo sguardo misericordioso verso
queste giovani, la convivenza con loro, la preoccupazione per il loro futuro, la ricerca di lavoro e casa per ciascuna, la collaborazione in
rete per tutte le loro necessità, hanno reso la
nostra mente più attenta, il nostro cuore più
vigile, la nostra preghiera più umile e insistente e hanno allargato gli orizzonti per accettare
il conveniente pluralismo nelle varie dimensioni. Infatti la nostra fraternità non è contrastata
dalle differenti identità carismatiche perché
essa si costruisce nel rispetto, anzi nella messa a frutto delle diversità; né la convivenza
con le giovani è ostacolata dalle diverse religioni da queste professate. Particolarmente i
doni carismatici della misericordia e della riwww.servidimaria.org
Sr Lucia Muraro e Sr Erma Marinelli SMR
- Sr Teresa Rocca FsCJ
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BREVI
LAICI
COYHAIQUE (Cile).
Anche le Serve di Maria SS.ma Addolorata di
Firenze presenti in Aysén hanno ricordato i
150 anni della loro Congregazione. Lo hanno
fatto lunedì 12 settembre con una celebrazione eucaristica nella cattedrale di Coyhaique
presenti personali e alunni del Collegio Mater
Dei e fedeli della diocesi. Le prime suore della
Congregazione giunsero in Cile nel 1938 e
successivamente si sono spinte fino all’Aysén.
OSSM
MESSICO. CONGRESSO NAZIONALE OSSM
Nei giorni 8-10 luglio, nel convento di Santa María di Xochimilco, è stato celebrato il
Congresso nazionale dell’Ordine secolare. Erano presenti sorelle e fratelli di tutto il Paesi e
rappresentanti delle fraternità degli Stati Uniti
d’America. I temi affrontati nel corso del Congresso sono stati i seguenti: 1. I sette Santi
Fondatori nell’ambiente storico, politico e religioso del secolo XIII (fra Miguel M. Stocco
OSM, assistente provinciale dell’Ordine Secolare); 2. I sette Fondatori nel loro tempo (fra
Rogelio M. Rayas OSM, incaricato da parte
del Consiglio provinciale); 3. La comunità dei
Sette a Cafaggio alla ricerca della vita comune e a Monte Senario per una maggiore solitudine, penitenza e unione con Dio (fra Felipe
M. Mariscal Chávez OSM, priore della comunità di Xochimilco); 4. L’approvazione degli
Statuti provinciali OSSM della Provincia Messicana (Rosa de Guadalupe González Bayardo, segretaria nazionale). 5. La Famiglia dei
Servi di Messico: presenza, realtà, prospettive
(fra Ángel M. Vargas, Priore provinciale).
ROMA.
La parrocchia e la comunità di S. Maria in Via
di Roma ha programmato diverse iniziative
per celebrare, nel 2006, il 750° anniversario
del prodigio del pozzo all’origine della chiesasantuario della Madonna del Pozzo, quotidianamente visitata da molti fedeli. Le varie attività sono state illustrate nel bollettino quadrimestrale del santuario: La Madonna del Pozzo.
PUBBLICAZIONI
VANNUCCI GIOVANNI M., OSM. Pellegrino dell’Assoluto. (Quaderni di Ricerca, 20)
Nuova edizione riveduta a cura di E. D’Agostini. Servitium Editrice, Sotto il Monte Bergamo
2005, 318 p., Euro 13,00.
Da María y sus Siervos,
septiembre-dicembre 2005
Questa nuova edizione, essendo esaurita
la precedente, è stata rivista e ordinata nel
ventesimo anniversario della morte di Giovanni M. Vannucci (18 giugno 1984). Si presenta
pertanto un po’ variata nei titoli delle sezioni e
talora anche nella successione degli articoli;
sono stati aggiunti altri contributi, apparsi
sempre nella rivista Servitium, che non erano
stati inclusi in precedenza nel volume o in altre raccolte vannucciane, pubblicate dopo la
morte nel corso degli anni; alcuni articoli sono
stati tolti perché già presenti in altre pubblicazioni o perché risultanti marginali rispetto ai
contenuti del libro o, data anche la brevità, parevano non aggiungere elementi significativi a
quanto già espresso più largamente in altri
contesti.
Per Vannucci tre sono le dimensioni del
nostro conoscere e amare: quella fenomeniwww.servidimaria.org
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DAVIDE MONTAGNA - ERMES RONCHI,
Tra eremo e città. Il beato Giovannangelo
Porro: storia, memoria e attualità. Comunità
dei frati Servi di santa Maria, San Carlo al
Corso, Milano, 2005. 40 p., Ill.
ca, con cui costruiamo la nostra esperienza e
alla quale attingiamo per le nostre scienze,
per i nostri bisogni e per i nostri interessi quotidiani; quella razionale, con cui organizziamo,
induciamo ed esprimiamo tutto il nostro sapere e il nostro vivere secondo le dimensioni
dell’universo e dell’uomo terrestre; quella mistica con cui intuiamo il mistero nascosto fin
dall’inizio nella parola creatrice e che ci porta
nel trascendente, per la quale il primo istante
dell’essere si ricongiunge con il suo ultimo istante, al suo sfociare nell’eterno, nell’infinito
da cui era uscito. Fra Giovanni ha intuito e poi
ha cercato di tracciare il cammino che riunisce
il primo con l’ultimo, la profezia con la realizzazione, la bellezza con la verità e bontà, il
cielo con la terra, l’immanente con il trascendente, l’astratto con il concreto: tutto ciò che è
molteplice, separato e diviso, nell’unità. Chiamava tale cammino esperienza della “parola
creatrice”.
In tredici brevi paragrafi contrassegnati da
illustrazioni policrome, vengono presentati il
profilo biografico e i tratti spirituali e pastorali
sapienti del beato Giovannangelo. Al termine
del volumetto una scheda iconografica dedicata alle illustrazioni riprodotte.
BRUNI GIANCARLO M., OSM, Grammatica dell’Ecumenismo. Verso una nuova immagine di Chiesa e di uomo. Assisi, Cittadella
Editrice 2005, 383 p.
Dalla penombra della divisione emerge l’alba della riconciliazione, una esperienza di aurora nell’incanto e nello stupore, la “nuova visione” di Charles Brent, il “monastero invisibile” di Paul Couturier, la “cosa arcana” di
Paolo VI, il “calice comune” del patriarca Atenagora I. È la parabola dell’ecumenismo, che
l’Autore ci presenta nel suo lungo cammino
dalle origini ad oggi, come evento fortemente
voluto dallo Spirito, vissuto nel dialogo, e che
nel suo compimento costituirà una novità per
la Chiesa e per il mondo. Un cammino per il
quale si propone un qualificato discorso sui
diritti-doveri teologicamente ben fondato. Una
deontologia non motivata da ragioni di politica
ecclesiastica, diplomatiche quindi, e neppure
sostenuta da una adesione acritica alla cultura della tolleranza, ma radicata e giustificata
da motivazioni squisitamente evangelicoteologiche.
PERRI FERDINANDO M., OSM. Il Beato
Giovannangelo e la vita contemplativa.
(Bibliotheca Servorum Mediolanensis. Collezione minore, 11). Milano, Convento dei Servi
in San Carlo 2005, 48 p.
Così si legge nella Premessa dell’Autore
che è Priore provinciale della provincia Veneta: “In occasione del V centenario della morte
del beato Giovannangelo Porro, la comunità
dei frati Servi di santa Maria in San Carlo
(Milano), nella cui chiesa riposano i resti mortali del beato, mi ha sollecitato a riprendere in
mano e a rielaborare una mia ricerca storicospirituale dapprima espressa in una conferenza tenuta nel 1981 a Monte Senario, poi edita
con il titolo Il beato Giovannangelo Porro, in I
Servi di Maria nell’età delle Riforme, Monte
Senario 1981 (Quaderni di Monte Senario 4),
pp.129-143. Ho accolto con gioia l’invito, anche perché il beato Giovannangelo è patrono
della provincia di Lombardia e Veneto: la ricorrenza è momento di comune esultanza
non solo per i frati del convento di Milano, ma
anche per tutte le altre comunità della Provincia e dell’Ordine.
Nel rielaborare a distanza di oltre un ventennio quel testo, ho preferito sostituire il profilo biografico del beato che apriva la mia relazione con la Notizia biografica scritta dal padre Davide M. Montagna nel 1996: anche nei
suoi confronti è un dedito di riconoscenza che
mai potremo colmare”.
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PEDICO MARCELLINA M. – MURARO
MAURA M. – PÉREZ MÁRQUEZ RICARDO
M.,OSM, Pellegrini all’Addolorata di Rovigo
(Quaderni di Spiritualità Mariana, 13). Rovigo,
Centro Mariano “Beata Vergine Addolorata”
2004, 131 p., Ill.
Una Guida per conoscere la storia e il
messaggio spirituale che promana dalla chiesa-santuario “Beata Vergine Addolorata” di
Rovigo. Il volume è diviso in tre parti. 1. Storia
della chiesa-santuario (M. Marcellina PedicoM. Maura Muraro). Vengono presentate le origini della devozione all’Addolorata di Rovigo
con la descrizione del noto prodigio. Quindi
sono ricordate le ricorrenze giubilari del prodi17
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gio, l’incoronazione dell’immagine, gli anniversari (25° e 50°) della medesima, le istituzioni e le persone legate all’immagine dell’Addolorata. 2. In visita alla chiesa-santuario
(Ricardo Pérez Márquez). Della chiesasantuario vengono illustrate: l’architettura, la
facciata e il portale, l’interno, l’esterno con la
Via Matris nel parco e il Messaggio spirituale. 3. In preghiera (M. Marcellina Pedico - M.
Maura Muraro). Contiene: il calendario, alcuni pii esercizi (il Santo Rosario, la Corona
dell’Addolorata, le Suppliche litaniche a Santa Maria, l’Angelus Domini e l’“Ora di riparazione mariana”) e una serie di altre preghiere. Il volume è arricchito dal alcune illustrazioni policrome.
AA.VV., In memoria di Sr M. Ildebranda
Saggin (20 novembre 1925 - 25 ottobre 2004). Serve di Maria Riparatrici. Casa “Madre
Dolores” Rovigo, 2005, 46 p.
Si tratta di Testimonianze in memoria di
sr M. Ildebranda Saggin pubblicate nel I anniversario del dies natalis. In primo luogo
viene riportato il necrologio a firma della
Priora generale Sr M. Rita Fattorini edito in
occasione della morte di sr M. Ildebranda,
quindi quattordici testimonianze di consorelle, poi di alcuni sacerdoti e di persone amiche e conoscenti della compianta sorella.
In Appendice alcuni Testi spirituali trascritti da sr M. Ildebranda in una sua agenda, dal 1950 in poi.
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PAGINA DI ANIMAZIONE VOCAZIONALE
Il rito della professione solenne vissuto da un giovane della parrocchia Maria SS.ma Addolorata di Taranto
Con immensa gioia, finalmente, mi si è offerta l’occasione di partecipare per la prima
volta alla professione solenne dei miei cari amici Luca e Alessandro.
Dopo un triduo di preparazione, articolato in due momenti, costituiti dalla liturgia eucaristica alle ore 18.00 del giorno 5 novembre e dall’adorazione eucaristica preceduta da una
riflessione tenuta da fra Stefano, alle ore 21.00 dello stesso giorno, finalmente domenica 6 novembre, alle ore 17.00, nella parrocchia Maria SS.ma Addolorata di Taranto, fra Luca M. Grifoni e fra Alessandro M. Greco hanno emesso la loro professione solenne dei consigli evangelici.
Alla concelebrazione, presieduta dal Priore generale fra Ángel M. Ruiz Garnica, al
quale facevano corona il Priore provinciale della Provincia della SS. Annunziata fra Giuseppe
M. Galassi e numerosi padri provenienti dalle diverse parti d’Italia per partecipare all’importante e festoso evento per tutto l’Ordine dei Servi di Maria e per le comunità di Taranto e di
Manduria delle quali è figlio fra Alessandro.
Tra gli altri c’erano alcuni giovani professi provenienti da Roma che hanno voluto
portare il calore e il sostegno della comunità di formazione Sant’Alessio Falconieri. Costoro
hanno prestato in diversi momenti il servizio liturgico. C’erano anche i giovani in accoglienza
presso la comunità di Siena, accompagnati da fra Paolo M. Orlandini. Dei presenti, due diaconi diocesani prestavano il loro servizio all’altare.
Notevole è stata l’affluenza dei fedeli, sensibilizzati nelle settimane precedenti con locandine affisse nelle parrocchie delle due diocesi di appartenenza dei due professi e anche mediante una edizione straordinaria del giornalino parrocchiale “Prossimo tuo”, sul quale erano
state portate le testimonianze di fra Luca e di fra Alessandro fatte ai giovani e a tutti i fedeli
presenti la sera del 5 novembre, a conclusione del triduo di preparazione.
Anche “Nuovo Dialogo”, giornale diocesano, ha riportato in due edizioni successive le testimonianze di entrambi i giovani professi.
I frati Manetto M. Martino, priore della comunità di Taranto e Gabriele M. Meccariello, parroco, hanno curato non solo l’accoglienza premurosa ed attenta di tutti gli ospiti convenuti per evitare i possibili disagi e disservizi, ma sono stati silenziosi e disponibili registi
dell’evento, insieme con altri collaboratori laici.
La celebrazione eucaristica è stata animata dal Coro di Manduria. Al termine della S.
Messa non sono mancati i ringraziamenti da parte dei due neo professi solenni a tutti coloro
che hanno sostenuto il loro cammino con l’amicizia, l’affetto e la preghiera.
Il piacere della condivisione dell’agape fraterna ha concluso la festa con la gioia espressa dalle due comunità che hanno salutato affettuosamente i due giovani professi. Naturalmente, non solo i fedeli si sono commossi nei momenti più solenni del rito, specie quando i
due candidati si sono prostrati.
Forse mai, come in questa circostanza, la nostra bella chiesa parrocchiale, costruita
con tanta attenzione alla visione della Chiesa rinnovata dal Concilio Vaticano II, mi è sembrata
una stupenda cornice per il rito della professione solenne. Inoltre, la presenza di tanti frati Servi di Maria e la partecipazione sentita di noi giovani e dei fedeli presenti riflettevano veramente il senso di fraternità che caratterizza la Famiglia dei Servi.
Posso affermare che questo evento mi ha indotto a riflettere e a maturare il convincimento che per seguire Cristo è importante lasciarsi guidare non soltanto dal cuore, ma soprattutto dalla ragione, capace sempre di spiegare i motivi della propria fede e dal coraggio delle
proprie idee come segno di fedeltà al Signore e alla sua Chiesa.
Un giovane della comunità servitana di Taranto
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FOTOCRONACA
SOMMARIO
PRIORE GENERALE
E CASE GENERALIZIE
VISITA CANONICA A FRB E CAN
A 125 ANNI DALLA NASCITA DELLA BEATA
MARIA GUADALUPE RICART OLMOS
A ROMA INCONTRO COMMISSIONE PRECAPITOLARE
LUCCA: IN MOSTRA CROCIFISSO DI S. MARCELLO
1.
2
2.
2
3
3
3.
4.
SEGRETARIATI E UFFICI GENERALI
CLIOS
SEG. GEN. FORMAZIONE E STUDI
GIUSTIZIA E PACE
POSTULAZIONE
4
4
5
5
5.
COORDINAMENTO TRA LE PROVINCE
CONFITES
INIZIO DEL PRE-NOVIZIATO E SETTIMO CENTENARIO
DELLA MORTE DEL BEATO GIOACCHINO
NAC
6
6.
7
7
7.
8.
PROVINCE, VICARIATI, DELEGAZIONI
9.
ANNUNZIATA
PIEMONTE-ROMAGNA
FILIPPINE
MESSICANA
SPAGNOLA
AYSÉN
UGANDA
8
8
9
9
11
11
12
Incontro Famiglia dei Servi Asia-Oceania. Da
sinistra: Il Vicario provinciale dell’India, il Consigliere generale fra Lourdusamy M. Anthonysamy e dall’Australia fra Stephen M. Barker.
Foto di gruppo dei partecipanti all’Assemblea
Asia-Oceania della Famiglia dei Servi.
Fra Luigi M. Ilari , uno dei primi frati che iniziarono la presenza dell’Ordine nelle Filippine
Inghilterra. Da sinistra: Il Priore generale, il Priore provinciale della Provincia delle Isole fra Patrick M. Ryall e il Consigliere generale fra Patrick
M. Carroll
Banneux (Belgio). Da sinistra: Il Priore generale
e i frati Joseph M. Lèbre, Benoît M. Courtejoie,
Felix M. Lacanne e il Consigliere generale fra
Cesare M. Antonelli
Inghilterra. Il Priore generale con Sr Felicity
McKeown delle Serve di Maria di Londra
Incontro a Roma della Commissione precapitolare.
Copertina della recentissima pubblicazione dedicata ai tradizionali presepi di San Marcello
La nuova veste del Bollettino del Vicariato delle
Filippine.
FAMIGLIA DEI SERVI
UNIFAS
ASIA-OCEANIA
12
13
COSMO
MONACHE
I 50 ANNI DELLA FED. MONASTICA ITALIANA
Piazza San Marcello, 5
00187 ROMA – Italy
tel. (+39) 06 699 30 1
fax (+39) 06 679 2131
Posta elettronica:
[email protected]
13
CONGREGAZIONI OSM
PISTOIA
RIPARATRICI
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LAICI OSM
OSSM
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BREVI
PUBBLICAZIONI
EDITORIALE
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ANIMAZIONE VOCAZIONALE
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DIRETTORE RESPONSABILE: LINO M. PACCHIN
EDITORE: CASA GENERALIZIA SERVI DI MARIA
AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI ROMA
N. 55/91 DEL 1° FEBBRAIO 1991
STAMPATO IN PROPRIO
COSMO viene inviato gratuitamente a chiunque
ne faccia richiesta. Ogni destinatario è tuttavia
pregato a inviare un contributo annuo tramite
CCP n. 29430006 intestato a:
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06 - Servi di Maria