CAMORRA
LA
NOTIZIE
RACCOLTE
STORICHE
DOCUMENTATE
E
'PER
CURA
Di
MARCO
MONNIER.
Terza
Udizione.
FIRENZE,
G.
BARBÈRA
EDITORE.
1863.
Proprietà
Prezzo:
letteraria.
li Ire
f.
7Ì».
Le Opereannunziate
Catalogosi
nel
trovano
Librai
dai seguenti
ITALIA.
Firenze,
principali Librai,
via
dall' Editore,
dai
e
Faenza,
Livorno,
Pisa,
72.
Giovanni
Mazzajoli.
TniESTE,
Saraval.
G.
C.
»
Coen.
Udine,
Gambierasi
Trento,
Merli
Paoladi Lui;
Federigo
Luigi Giannelli.
Spalato,
Vito
Fratelli
Nistri.
Fratelli
| Siena,
Onorato
Porri.
Zara,
Piacenza,
F.
Solari.
!
Ignazio Gati.
Parma,
G.
Zanghieri.
P.
Fiaccadori.
'
*
!i
*
i' Grosseto,
Giuseppe
Lucca,
:
Pietrasanta.
Fratelli
|; Cortona,
L.
1 Genova,
Figli
di
ì!
•
Bart.
Maragliano.
»
Luigi
Beuf.
li
B.
Carlo
Gianini
"
I
il Milano.
Carlo
Vincenzi.
Buffa
Lorenzo.
Rocchi.
e
Rusconi.
Francesco
Pietro
e
F.
Rimini,
Fratelli
Tonini.
Pesaro,
Ancona,
Odoardo
L.
C.
e
G.
B.
e
C.
Crotti.
Enrico
Prudente
Giacomo.
Brigola.
Sonzogno.
»
F.Mazzucchelli.V.Bol-
0
Fratelli
»
Giovanni
C.
di E
Boniardi-Pogliani
Montanari
Camerino,
Teramo,
Fuligno,
Giuseppe
Romualdo
Feder."
Giovanni
Tomassini.
CittX
Ricci
di
Todi,
Roma,
Besozzi.
Paolo.
Bergamo,
Fratelli
V.
Napoli,
Cavalli..
Bolis.
Pagnoncelli.
Colombo
Brescia,
Andrea
Mantova,
Verona,
Padova,
Venezia,
B.
Fantacchiolti.
F.
Liberati.
A.
Natali.
P.
Merle.
Delken.
Rossi-Romano.
»
G.
Rondinella.
»
G.
Marghieri.
Deangelis.
Madia
Giuseppe.
E.
a
ni.
Palermo,
Balbiani.
Drucker
e
»
Tedeschi.
M.
Pcruzzo-Sacchetto.
H.
F.
Gallarmi.
F.
Carlo.
Valenti
Ros
Vincenzo.
L.
A.
Alessandro.
Costanza
Lorenzo.
Sartori.
Aurelj Giuseppe
G.
Spithover.
Aj ragni Angelo.
Prato
Castello,
G.
Ripamonti Carpano
Casale,
Cremona,
Miinstcr.
e
Giuseppe.
OSIMO,
Ferrano.
e
David
Gio.
Semprucei.
Aurelj
Perugia,
Fajini
Conti.
Cherubini
»
Mordi
A.
Pasini.
Antonio
fratelli.
C.
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Faenza,
Schellino.
C.
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Ravenna,
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Zanichelli
(Giuseppedi
Gaetano
»
N.
Marsali
Imola,
Lorenzo
Arsizio,
Calderini
Federigo
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Pietro.
S.
Luigi Conterno.
T. Degiorgis.
Paravia
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!• Savona,
Ferrara,
Bologna,
C.
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Bocca
•
»
Schiepatti.
Toscanelli
»
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Grondona.
Visconti.
j.
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Reggio,
Modena,
Mariottini.
Nizza,
IjTorino,
Giovanni.
Grazioli
Bartalini.
G.
Battara.
Adorni
Lupi.
Guidolti.
Luigi
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Edoardo.
Longhi
Morpurgo.
Pedone-Lauri
Fratelli
Gioacchino
Salvadorc
»
Miinstcr.
Decio
Biondo.
Biondo.
Sandron.
Messina,
Carmelo
Londra,
P.
Celesti.
ESTERO.
Parigi,
A.
Xavier,
Banque,
i/
la
et
C",
Otta» Voltaire,
43.
e
C.
Williams
rue
6.
Tondler
Rolandi,
Berner
Street
Arts,
Beaux
Maisonneuve
Vienna,
de
Lauriel,
G. Pedonedei
rue
22.
14,
and
Covent
Lipsia,
Monaco,
Norg?
Henrietta
st'
Garden.
F.
A.
G-
Franz.
Brockaus.
Tip.
Ha
LA
CAMORRA.
Già
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NOTIZIE
SUL
STORICHE
DOCUMENTATE
BRIGANTAGGIO
NELLE
PROVINCIE
NAPOLETANE.
CAMORRA
LA
STORICHE
NOTIZIE
DOCUMENTATE
E
RACCOLTE
CURA
PEB
DI
MONNIER.
MARCO
Edizione.
Terza
FIRENZE,
O.
BARBÈRA,
EDITORE.
N
1863.
Proprietà
letteraria.
C
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SOMMARIO.
Intiiodvzionb
I.
\
Pag.
DELLA
ORGANAMENTO
CAMORRA.
Primi
sulla
cenni
di
La
sgarro
del
di
mala
Il
vita
coltello
La
camorristi
di
moneta
La
soldi
cinque
cerimonia
di
picciotto
—
—
addivenisse
si
—
garzone
—
prova
—
Come
Il
Napoli
richino
Il bi-
setta
—
—
ricevimento
del
—
Costituzione^della
—
Il
della
—
II.
LA
NELLE
CAMORRA
dei
Il
forzato
Notizie
Calabrese
della
Utilità
Salvatore
III.
CAMORRA
LA
di
di
Le
detto
Lubrano
di
sentenze
—
Porta
omicidio
IV.
LA
ucciso
avea
di
i
l'
17
Le
morte
esecuzioni
Lombardi
Come
in
lasse
pugna-
Provinciali
Scene
di
PIAZZA.
IN
un
i
contro
—
—
CAMORRA
di
Segni
di
L'
camorristi
ingannato
Aversano,
e
I
—
di
un
Napolitani
31
sangue
I
camorristi
per
—
—
boia
il
Forestiero,
—
—
Odii
extremis
uccidere
Zellosielio
e
Storia
morte
sua
e
di
onore
Cirillo
Doria
nale
pe-
—
»
Massa
—
delitto
suo
per
meritare
e
Codice
uomo
—
quale
e
Mormile
capi
—
—
Caccaviello
Capra-
grazia
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OMICIDA.
Antonio
Il
I
grand'
il
diritto
venisse
didel
—
camorristi
i
prete
bastone
Zezza
Diego
Crescenzo,
Il
camorra
Il
—
—
della
coltelli
—
fra
Corrispondenze
un
—
—
camorra
—
Zingone
Come
tocco
sfruttati
poveri
I
i
sopra
L'olio
—
—
—
—
il
ed
3
»
Vicaria
camorristi
vino
guaggio
Lin—
loro
—
camorrista
riello
della
rattolo
ba-
Il
—
segretario
fra
prigioni
Le
diritti
I
—
il
giudizi
i
camorristi
—
giuoco
Il
—
dei
PRIGIONI.
Madonna
la
per
sedute,
carusiello,
capo
Rapporti
setta
le
capi,
—
il
contortilo,
—
I
setta
riconoscimento
I
—
camorristi
piacere
in
1
canti
mendi-
—
guanti
gialli
VI
—
La
—
nelle
camorra
prostituzione
di
Lamenti
la
e
La
Gli
Lo
—
V.
La
—
di
e
camorristi
ehi
VI.
Umili
—
RAGIONI
militari
polizia
e
passasse
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pace
l'armata
nel-
camorra
Gli
Arabi
gli
La
con-
rista
Iljcamor-
—
i vice-
sotto
camorra
dei
Rapporti
—
La
—
uffizialipubbliehelli
Gesuiti
sui
I
bona-
—
i Borboni
I
—
religiosi
danaro
—
liberali
deportati
—
-colonia
—
Le
—
1 terrori
*-
La
—
Tremiti
la
di
della
camorra
di
Perchè
popolo
I terrori
stranieri
L' inforno
La
—
paura
degli
—
dei
camorra
La
terrori
del
attuali
Progressi
—
persecuzione
dei
62
•
I terrori
La
47
rio
vestia-
di
e
Cortadillo
e
—
CAMORRA.
polizia-della
il
—
etimologia
fra
corda
sotto
—
—
la
di
attendibili
Gli
Ferdinando
ec.
Rineonete
-
camorra
—
demoralizzamento
violenze
re
tratti
DELLA
—
camorrista
giudice
La
lotto
dell'autore
scuse
letterati
dei
11
—
di
baratteria
La
—
garduna
SOCIALI
Suo
—
La
—
Il
—
giornali
—
La
—
I due
—
—
fiacre
camorrista
Questioni
Ispagna
Panca
Napoli
a
consumo
Pag.
Monopodio
Sancho
sui
—
in
camorra
fraternità
di
sulla
fregio
CAMORRA.
DELLA
ORIGINI
re
»
11
giuoco,
dazio
carnacottara
—
cocomeri,
Sul
cocchiere
La
—
sol
camorra
—
un
de' Gracchi
sui
camorra
di
e
at$i stili
madre
La
—
contrabbando
Sul
padulano
—
usuraio
private
case
—
un
clandestino
—
ec.
—
; dove
fosse
setta
spettata
ri72
•
VII.
1860
e
POLITICA.
CAMORRA
LA
servigi
I
li
Francesso
—
—
Come
—
garibaldina
dello
e
setta
cospirassero
terra
Silvio
e
mare
Spaventa
LA
Vili.
evoluzioni
quattro
REPRESSIONE.
—
scasso,
ricatti
sfuggissero
Le
protezioni
—
uomini
e
i
figli dei
Deportazione
e
Conclusione
influenti
Campagna
del
settati
al
riformata
—
carcere
—
e
del
ec.
Il
—
camorra
mendatore
com-
mostrazioni,
Di-
—
Il bel
—
trabbando
con-
garzone
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città
camorra
delle
intimiditi
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Avete
questore
di
Napoli
lettera
del
al
con
i camorristi
loro
vittiaoe
Provvedimenti
Un
—
Furti
—
Ooaie
—
Complicità
giudici
Una
della
nella
—
Prefetto
86
»
ioaprosc
ordinarie
i
della
Il
—
Peppe
si
o
Napoli
—
camorristi
stre
pia-
Liborio
setta
Ultime
leggi
Lettera
—
estorsioni
brigantaggio
ec,
alle
d'
roba
delie
Don
Persianaro
de'
Persecuzione
—
della
—
È
di
1859
—
politica
polizia
del
decadimento
e
fischi, denunzie,
Le
—
liberali
La
—
La
Il disinteresse
—
di
popolani
I
—
costituzione
la
Grandezza
—
di
184*
—
i camorristi
Ministero
comandante
—
cezionali
ec-
cacciatore
—
di
Le
di
mogli
Ponza
—
delle
Buoni
Murate
resultati
in
Firenze
—
di
simili
La
setta
provvedimenti
sciolta
di—
•
t00
APPENDICE.
Avvertimeli
Pag.
lo
Salvatore
I.
Crescenzo
De
ili
143
—
,
•
Zingone
Vincenit
II.
•
IVI
—
III.
Attingenti
Vincenzo
di
Napoli
114
—
Baschi
Pasquale
IV.
Bascoli
o
•
•
IVI
—
V.
Antonio
Mazzola,
Tommaso
•
•
Saugiovanni
IVI
—
VI.
Felice
De
Meo
Mele
o
—
116
•
VII.
Mazzola
Luigi
*
IVI
—
Mormile
Antonio
Vili.
•
altri
ed
•
IVI
—
Pasquale
IX.
118
Scarpati
—
Giovanni
X.
Niccola
Pardi,
Saponnriello
alias
Frasca,
—
Michele
—
Gallo
XI.
Vari
119
di
grappi
camorristi
120
—
„
Giambattista
XII.
Falco
De
detto
l'
Abbarcato™
•
•
IVI
—
0
Altri
XIII.
di
groppi
camorristi
121
—
Giovanni
XIV.
Cicala
Leopoldo
—
XV.
Giuseppe
d'Andrea.
•
Gal
•
IVI
—
Giosuè
e
Gennaro
Musco
—
lucci
122
—
XVI.
Pasquale
Zoboli
Gaetano
—
—
Carlo
Domenico
Donna
—
123
perna
XVII.
Paturgo
ed
Borrelli
altri
124
—
Raffaelle
XVIII.
il
Carrera
Lucianelto
126
—
XIX.
Et
—
estera
et
estera
•
IVI
•
INTRODUZIONE.
È
male
è
essa
:
i
ancora
di
di
forse
e
certe
l'Italia
alle
popolazioni
Di
avulse.
il
qui
la*
si
è
grande
di
conati
in
i
tale
sul
Tale
della
loro
è
ma
egli
autonomista
bisogna
sizione
oppoche
giorni
imponendosi
da
esser
al
conservare
tale
lei
Papa
che,
comincia
viviamo.
Le
statuaria
nella
dopo
si
loro
tal
stia,
dina-
quattordici
nei
cui
principio,
gran
giorni
questioni
grandi
sa
:
il
trionfare
a
la
settentrione,
del
Intendo
tamente
net-
porre
intendo
non
provincia
intiera.
basta
errori,
io
nazionale,
sono
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difficili
come
comprenderle
vuole
splendida
e
bisogna
realtà,
piedistallo.
Ora
l'Italia.
si
Italia
Per
sanamente
provincie
nelle
—
quali
capolavori
porle
i
bramano
e
strani
questi
penisola
infruttuosi,
apprezzarle
che
la
stemma,
la
ai
tutti
possederlo,
respingono
a
associazione
mezzo
quale
so
Scrivono
senza
concludono
questione.
annessa
la
la
rispondere
Per
il
che
non
certe
l'unità
temporale.
poter
suo
Napoletano
di
avversato
a
I
Napoli.
a
profitto
a
hanno
ostacoli
sopratutto
ma
incontra
che
specie,
politica.
e
il
occupa
in
questi
sentimentale
l'Italia
il
golarità
sin-
qualche
pubblico,
ambizioni
attribuiscono
italiana,
che
quelli
pubblicisti stranieri,
teorie
del
fine
osservare
per
offrire
e
nizzata
orgaè
cui
solo
non
conosciuti
ostacoli
veri
i
mostrar
vicino,
curiosità
alla
l'estorsione
popolare,
segreta
da
poco
più
definita
esser
società
una
studiarla
utile
costumi
per
potrebbe
Camorra
La
?
meridionali
compone
?
ma
è
qual
di
niuno
un
É
il
forse
sol
ignora
che
nemico
uomo
che
il
la
murattista
partito
É
minaccia
forse
—
la
parola
il partito
autonomia
4
?
2
—
è
maschera
una
malcontenti,
i
federalista?
nella
ma
borbonici
alla
il
protestar col
chiamano,
la
così
silenzio
debolezza
la
di cui
di
assolda.
interessi
comune,
di
e
No,
questo
a
partigiani di
i
Y
di
usurpazione,
Sì, quando
si
non
i malfattori
tutti
diritto
suo
che
la
e
la
reazione
proprietà, le
è
che
le
l'Italia
eccita
ed
L'Italia
sociale.
società
causa
bugiarde
voci
pubblicististranieri
i
che
minacciano
la
sua
tutte
contro
dell' autonomia,
Murat,
che
politica,ma
è
non
; difende
non
idee
sue
tutti
a
chia
d'anartorto
a
1' opinione nazionale.
come
mille
quando
si contentano
assoldando
de' Borboni
dissoluzione,
considerano
IX.
servitori, fedeli
contro
ed
i malfattori
la difende
e
Pio
ma
i
e
sibbene
guerra
soltanto
il
i suoi
binazione
com-
a
No,
no.
dinastia.
sollevando
dunque
La
difende
nuova
mondo
quali
lacrime
nuova
e
federazione
meridionale,
e
o
contrade.
sono
della
una
partito
meglio
scendo
conovogliono combattere,
e,
impotenza propria, suppliscono alle
difettano
queste
Non
e
della
di protestare,
contentano
forze
colle
i
il
Francia,
antichi
caduto,
re
e
sì
ghi
intri-
tessono
forse
mattina
dire
a
È
—
di questo
regno
vale
de' vinti, al
causa
ogni
quale
in
che
borbonico?
partito
onesti,
sono
disillusi.
si fabbrica
il
la
sotto
esiste
non
esso
conservare
per
forse
É
i vinti, i
dove
France,
faccie,
tre
a
—
volte
libro;
non
piace dichiararlo,
dando
l'opinione nazionale
che
mi
no;
è
pio
princiresiste;
ne' boschi
opposizione popolare che si nasconde
per
derubare
l'assalto alle Diligenze: non
i passeggieri e dar
è
lermo
Paa
l'opinione pubblica che ieri (1 ottobre 1S62) armava
all' improvviso
una
brigata di pugnalatori,
e la gettava
di sangue
assetata
sulla popolazione. No, mille volte no;
non
credersi
sia
dal
che
la civiltà
Piemonte,
può
rappresentata
Sicilie. Non
delle due
dall'ex-reame
la barbarie
bisogna prendere
Torino
le quisquilie di campanile
fra Napoli e
per
è T
non
e
causa
Ma
di
nemmeno
per
è
occasione
d' uopo
persuadersi
all' altro : da
fronte
un
; è d' uopo
solo
anche
terra
quanti
tutti coloro
da
conservare.
una
lato
che
fede,
hanno
questi
v' hanno
cne
persuadersiche
hanno
di
un
attentati
elerqenti l' uno
due
l' Italia, dall' altro
per
V Italia
feroci.
dine
il disor-
parteggiano
principio
famiglia,
una
da
tutelare,
una
zolla
non
ma
di
3
—
Parmi
—
in
giustificatoquesta mia asserzione
precedente operetta, nella quale presi a discorrere
aver
delle
asserzioni
in
varrà
dirò
cui
brigantaggiodelle
del
sue
non
le
spetta.
Mi
si farà
di
era
i
ferita. Gentile
in
air Italia
compito
sulle
spesso
dici
gli affettuosi me-
troppo
imitare
che
ferita,
nella
chirurgia
cittadino
! La
è l'illusione
non
filantropiadeve
vera
che
risolutamente
mestieri
è
compromettere
poteva
Dichiariamo
che
e
che
errore,
benemerito
giorni
aver
maggior coraggio
in
neppure
del
favor
insistere
anzi
del
palla è
morra
ca-
il paziente, i suoi
rassicurare
per
da
stessi, dichiararono
prima che la palla non
sé
e
di
rimprovero
questo
nella
come
dell'Italia, e
paese,
Varignano, che
del
la
con
simpatie dell'Europa
le
amici,
è, giudicandola
l'attenzione
sventure
miserie
dappoiché
città,
mie
in luce,
do
oggi
gantaggio
bri-
gantaggio
briun
rigore,se non
E
almeno
forse, oso
questi miei
sperarlo, con
riuscirò
le
inutile a Napoli richiamando
sopra
suscitando
che
le
avvalorare
scritto, che
questo secondo
nuli' altro
studii,
campagne.1 Ad
nostre
del
una
In
estrarla.
che
salva,
la
politica
la verità.
ma
I.
ORGANAMENTO
Primi
cenni
sulla
mala
vita
La
—
moneta
I
il
Lo
—
1
dai
a
Notizie
di
tempi
Borjès finora
Edizione.
birichino
capi,
sgarro
soldi
—
Napoli
La prova
—
—
Come
ricevimento
del
le
di
di
i
Il
barattolo
Fra
—
e
Napoli,
storiche
Diavolo
inedito,
per
anche
era
spesso
documentate
sino
Marco
ai
l' Italiano, che
sul
giorni
Mo.wier.
di
garzone
coltello
del
risti
camor-
Costituzione
—
—
Il
addivenisse
si
capo
straniero,
sbarcava
Il
giudizi
sedute,
carusiello, il segretario
dei camorristi
fra loro.
Rapporti
—
setta
—
picciotto
di cinque
cerimonia
La
—
setta
setta
Il
—
CAMORRA.
DELLA
or
della
Il
—
Linguaggio
fa poco
meravigliato, mentre
tando,
con-
della
tempo
toccava
Brigantaggio nelle provincie napoletane
di
Giornale
aggiuntovi 1' intero
Seconda
1862.
Firenze, Barbèra,
nostri,
—
4
—
vedendo
terra,
accostarsi
lui, segretamente,
da
ricevere
e
robusto
uomo
un
—
al
soldo
un
caiuolo,
bar-
suo
due.
o
chi
fosse
viaggiatore prendeva vaghezza di chiedere
perto
coquell'esattore meglio vestito degli altri plebei, spesso
si faceva
innanzi
di anelli e di gioielli,
che
come
drone,
pail
del
verbo,
divideva, senza
e
proferir
saggio
pasprezzo
è
udiva
il
coli' umile
barcaiuolo,
rista.
camorrispondersi:
Se
il
Lo
straniero
facchino, che
che
erano
nelle
aver
mani
secondo
del
entrambi
fosse
il
percettore,
nuovo
pari : è il camorrista.
Il viaggiatore lasciava
di piazza. Appena
avea
dinanzi
sorgeva
poneva
camorrista?
vedere
soldo
un
chiedeva
del
parte
cocchiere
rispondeva
in
saliva
Anche
mano.
a
risposto
in
questi
e
rame
si ostinava
il montatoio,
cocchiere,
al
di
gli veniva
e
toccato
alle
alcun
ovunque
locanda
citurno,
ta-
i facchini
una
rozza
car-
terzo
un
renza
defe-
con
questo
è
il
più meravigliato
calcagna individui, che
il viaggiatore,sempre
continuamente
gli rendevano
la
dinariamente
or-
straniero, dopo
lo
se
un
e
se
moneta
una
contribuzione,
seconda
E
soldi.
alcuni
riceveva
deponevano
imperioso incognito.E
questa
qual
gli
non
due,
dell'
individuo
di
facchino
pari misterioso
del
esattore
dal
osservato
chiedere
portato i bagagli di
aveva
un
preceduto da
lui, scuopriva
locanda,
alla
giungendo
denaro
sue
servigio
e
dovea
che
malinconicamente:
tuttavia
sborsare.
è
ricevevano
—
E
il
il camorrista.
gari,
que' viaggiatorivolveduto
che
credono
conoscere
Napoli quando hanno
il Museo,
il Vesuvio
degli
e
Pompei ; se,
prendendo cura
vita
di cogliere il popolo nella
uomini, studiava
sua
tidiana
quoogni passo, ne'quartieri poveri, alle stazioni
; ad
delle strade
ferrate, alle porte della città, sui mercati, nelle
taverne
il bravo
incontrava
implacabile, che, l'occhio fiero,
la testa
alta, con
negli
pantaloni larghi, si intrometteva
affari e
ne' piaceri dei poveri, in ispecie ne' piaceri viziosi
e
zano,
meznegli affari equivoci,e a vicenda
agente di cambio,
ceva
di
i
secondo
casi, faintermediario, ispettore
polizia
l'ufficio di quelle grandi potenze, che
a
presso
poco
si mischiano
le riguardano.
negli affari che non
Allora
ciò che fossero i camorristi
egli chiedeva
; e gli
E
se
lo
straniero
non
era
uno
di
5
—
veniva
desiderava
se
Ciò
che
molto
sia la
io dirò
tempo,
in
«li uomini
del
contributo
coli' intimidazione
Insisto
di
misura
che
di
in
luogo
del
popolo.
potere,
della
società.
informati
male
in
quella
guanti
si
negli
le
distinguono
dai
altri
paesi. Si
che
importanza
ufficiale
accorda
coloro
a
fanno
centerie
difetto
vorrebbe
al
vini8
ai
che
imbattersi
a
camorra,
Ma,
grado
mal-
a
stato
ad
un
di
uomo
l'
favore; al-
un
la protezione che
pagare
zionario
funle spallette
; air alto
deboli, col
in
di
curalo
di
grandi
diritto
di
pena
tali camorristi
Toson
riconoscere
più
scherma,
d'oro;
sospensione
questa
del
nella
del
cavaliere
sotto
modesto
abile
Ma
sia
non
di-
Regno
che
terra
forte
il
a
io
mestieri
usano
stimo
carsi
re-
Napoli.
AH'
tutta
è
di vino
che,
un
che
tutti i
a
violenza
per
si fa
quale
d' industria
reazionario,
d'Italia;
scaltri
bassa
camorrista
botte
una
rispettatocome
infine
alcuni
strade.
le
tutte
gli impiegati scrupolosi
le compiae
pieghevolezza dell' animo
la
proibisce al
in
o
di destituzione
cavaliere
esser
vescovo
di
desiderano
che
minaccia
; al
per
il
esiste
ricerche, mi
nome
vende
influenza
di
la
e
nome
impossibile
traccia di associazione
negli abusi
classi
superiori: i quali, del resto,
di simil
misfatti
perpetrati
genere
dà
superiore
che
cui
menoma
accusate
sono
quella
oltre
significatodel
che
delle
a
ponevano
vigliacchi.
zione
parole, un'associa-
lebbra
consegue
l'alta
distinto
minuziose
e
che
ogni abuso
questa
e
non
i
che
bianchi
lunghe
scuoprire la
non
Dal
hanno
di
onde
che
il
e
camorra
affermano
e
setta
ciò
almeno
Napoletani, stendendo
I
della
chiamano
queste
su
fortante
scon-
un'associazione
era
violenti,
e
nerali
ge-
sapessero
non
ella fosse
parole :
e
setta,
patria colla
stessi
i viziosi
primo
ramificazioni
le danno,
due
corrotti
popolo,
uomini
le
classi
in
che
ciò
camorra,
codesta
contraddittorie, idee
ragguagli complicati,e
opinione, che i Napoletani
avveniva
a
Napoli.
che
è
qual fosse
tornava
e
morra:
Ca-
chiamata
setta
una
conoscene
notizie confuse,
che
otteneva
non
di
i membri
replicatoesser
ma
—
incontro
del
locale, fortemente
regno
delle
Dissi che
due
questa
popolo
esiste
organata,
uoa
specialissima,
setta
ramificata
per
tutto
tico
l'an-
Sicilie.
setta
poneva
a
contributo
i viziosi ed
6
—
i
luoghi ove
prigioni.
cioè
nelle
Ma
sia ;
procediamo
della
camorra,
innanzi
di
nelle
Prima
studiamoci
assumere
prigionie
in
le
piazza, indaghiamo
qual
prese
«ri-
che
ella
diversi
i suoi
e
ra,
agglome-
ciò
ricercare
di
li
di esaminare
sindacato
a
si riuniscono,
necessità
trista
una
ordine.
con
questi
ove
regna
ne'
specialmente
e
infatti
vigliacchi
; essa
—
sia
uffici,
il
terno
in-
suo
organamento.
I
che
politici,
di Napoli,
miseria,
da
vasi
dal
del
materno,
e
seno
la
morente
il pane
a
era
costretti
Il
ladro
si assicurava
o
là di
l'altro
l' una
:
o
del
paradiso
di
restava
il suo
di
fazzoletti, col
di rame,
;
e
finiva
Allora
di
un
or
qua
giorno
cose
tato
sfrut-
difettava.
ne
e
furto
due
Vigliacco,era
coraggioso,aspirava a divenir
coraggio, o
camorra
mendicante,
dunque
in prigione.
risvegliarsi
avea
orfano
vitto, si impadroniva
qualche piccola moneta
col
egli
esser
Rubava
buon'ora
ne' mercati
dalla
dacché
—
scuole
ed
fame.
Mancavano
asili,
per
si troi genitori non
sì mite
che
vavano
prezzo,
del
voro.
laad insegnare ai figlila necessità
piccolo vagabondo
addiveniva
or
i santi
tutti
e
prima,
anche
sovente
stacca-
—
mano
nascita,
ficato
bene-
allattati fino al terzo
deva
stenanno
vengono
in lacrime, giuai passeggeri e si struggeva
rando
qui
per
degli uomini, quanto
Cielo. Quando
il bambino
tirannia
dalla
e
tutti i doni
i fanciulli
ed
i
malmenato
tanto
paese
dalla
non
sotto
crescessero
oggi ingegnose soluzioni alla questione
modo
chiesti
si sono
in
qual
giammai
in questo
Borboni
i figlidel
povero,
dalla stupidità e dall'ignoranza e
e
cercano
rista.
camor-
Ma
i vari
che ei superasse
mestieri
giungervi era
per
di mala
vita, era
di iniziamento.
Dapprima, garzone
de' meno
al servizio
de' più rigorosi e
produttivi,
gradi
tenuto
de'
semplice servo
quello che il Papa
questo
stalo
fino
a
de' settari,
servi
sia
servo
che
non
in
de' servi
avesse
realtà
di Dio
fornito
assai
più
Rimaneva
prova
di
di
in
zelo
e
grado al secondo, dalla
candidatura
al noviziato, diveniva
picciotto di sgarro.
è un
Picciotto
diminutivo, che
press'a poco risponde
alla parola
nota
:
piccolo, e designifica letteralmente
ragazzo
di
ardire.
una
Passando
certa
allora
inferiorità
dal
terzo
di età, di condizione,
e
di merito.
8
—
e
perfino
infamati
fino
onora
che
a
—
sieno
non
attaccati,soppressi,
che
generazione nuova,
che era
considerato
gloria ne' tempi d'
tal guisa, a mò
d'esempio, vedemmo
da
dell' Elvezia,
che
si battevano
popoli, considerati
repubblica,la quale, non
questi mercati
figlida
d'uomini,
lei venduti
i
eroi
come
di
paga
innalzava
delitto
cittadini
giovani
de'
dalla
anche
loro
trattati
con
anche
la
contro
re
consacrare
ciò
Per
trascorsi.
oro
servizio
al
de'
causa
chiama
una
de' monumenti
ai
oggi basta rammentare
questifatti per
suscitare
la riprovazione della pubblica coscienza.
La
nei tempi
camorra
era
dunque rispettatae venerata
usciti appieno?), nei quali non
riconosce(ne siamo peranco
vasi altro diritto, tranne
quello del più forte. E aggiungi che
la camorra,-
fino ad
ammetteva
nel
vale
a
Fui
assicurato
tempi
dire
che
alla
in
ad
Per
di
non
ultimo
si
convinto
stato
tutte
queste
più richieste. Ma
rigore che per lo
V aspirante ha
da
necessario
ha
teme
da
mostrare
innanzi.
subire
che
assai
parte,
era
vale
a
di
prove
di delitti contro
militare
perfino
sa
Per
prova
conservare
essenziale
stieri
me-
dire
tura.
na-
guisa
un' esclusione
:
i
lità,
mora-
in
appartenere
non
quei
pubblicamente
gendarmi
condizioni, le prime almeno,
la condizione
fierezza.
fornire
polizia o alla marina
rigorosa colpiva tutti gli sbirri e
Ora
farne
dessero
occorreva
alla
alcuna
lontani
famiglia onorevole,
inoltre
era
Per
onesti,
certa
una
son
ma
—
esclusi.
una
essere
di
Non
stessa.
relativamente
dotati
sorelle, che
moglie o
prostituzione:
aver
cioè
passato
erano
ne
uomini
fannulloni
vagabondi,
rispettavasé
punto,
che
seno
appartenere
non
certo
un
suo
i ladri
—
mentre
:
lo è
sono
non
con
gedati.
con-
maggior
picciottodi sgarro
di coraggio
di devozione
e
divenire
un
segreto,
e
che
:
non
il coltello.
Noi
entriamo
pertanto
ne' costumi
della
setta;
essa
ci
quella ferocia ributtante, che era
propria dei
di altri secoli. L' aspirante al grado di picciottosi
costumi
offriva per eseguire un
decreto
sanguinario della società,
ossia per
uccider
sfregiarenel viso, e occorrendo
un
per
eravi
assassinio
Quando
uomo.
non
sfregio ordinato, il
o
candidato
subiva
la prova
della tirata,consistente
nel tirare
di coltello contro
un
picciottogià ricevuto e designatodalla
apparirà
con
9
—
Ma
sorte.
si trattava
non
il coltello
ove
di
doveva
non
Fuvvi
posta in
si
terra,
che
assai
duello
Al
il candidato
e
per
mite,
o,
musco,
il braccio.
primo
vuto
rice-
era
moneta
oneri
gli
Apparteneva
ne
noviziatQ di due,
i
dronirsi
impa-
e
forata,
mano
ordinario
senza
talvolta
e
mente
coraggiosa-
fruirne
i bcneticii.
che
gli affidava
camorrista,
un
a
tre
quali sopportava
dell'associazione
per
de' loro
punta
colla
usciva
minato
deter-
sgarro.
anni, durante
otto
colla
morristi
ca-
cinque
segnale
un
con
I
da
moneta
gettarsi fra i coltelli
talvolta
:
diversa.
era
prova
ad una
infilarla
per
doveva
picciotto di
un
picciottosubiva
e
la
intorno
diveniva
sei
toccare
tutti insieme
e
abbassavano
della
Il
semplice
quale
cerchio
Il candidato
pugnali.
di
nel
tempo
un
facevano
ma
un
a
novizio.
come
soldi
tirata
una
si abbracciavano,
i duellanti
sangue
di
che
spiegarmi più chiaramente,
;
—
in tanto, e
di tanto
gli accordava,
pochi soldi. Le imprese più faticose e più
per carità, che
pericolose spettavano al picciotto: ed egli era
ferito
presempre
di versar
tavia,
tutAccettava
quando si trattava
sangue.
affari, e
tutti i suoi
noviziato
di
fatiche, le
perchè
in
cima
cui
grado
supremo,
irresistibile
seduzione
più, egli
cambiare
poter
di
quello
con
Di
male.
il momento
possa
il
sempre
infanzia, la cui
al
trascinato
avea
le
tutte
schiavitù,
scorgeva
fin dalla
aspirava
lamenti,
pericolidi questa
i
umiliazioni,
suo
in
prorompere
senza
al
non
affrettava
il
ed
camorrista,
suo
ogni
ciotto
pic-
con
titolo
'tale
a
lo
di
effetto
non
da
ma
correva
qualsiasi fatica,,
egli
innanzi
al pericolo.Quando
ordinato
stesso
un
era
colpo
si
amministrarlo
di pugnale, tutti i picciotti
offrivano
:
per
di assumerne
la
poi, compiuta l'impresa, tutti dichiaravano
responsabilità,e di lasciarsi cogliere dalla giustiziain luogo
del colpevole. Per
sorte
svegliar gelosia,si traeva
a
non
solo
il
un
si
non
di
nome
delitto
picciotto
dieci
anni,
Oso
non
ritraeva
che
colui
di
e
avrebbe
colui
secondato
talvolta
appena
prestavo
che
venti
or
fa
alla
fortuna
anni
queste
narrare
fede
ambiva
dalla
Y
avuto
di
si
onore
di
Il
glòria di espiarlo.
talvolta
guadagnava
diveniva
ferri,ma
orribili stranezze,
qualche tempo
commetter
:
ma
rista.
camor-
alle
il tavolino
quali
ove
10
—
scrivo
è coperto
Polizia,
di carte
le
quali
picciotti(son
il male
ed
—
dai
che
il male
che
Stato,
o
più
che
di
hanno
difesi, da
della
di
fatti simili. E
sti
que-
compiere
sero
commettes-
dubbio
senza
essi lo
—
Questo
mettevano
com-
dai
so
nelle
prigionier
gioni,
pri-
lunghi
dagli avvocati
interrogati,
anni
passato
infine
medesimi
essi
storia) non
la
che
uomini
onore.
li hanno
magistrati che
li hanno
dagli archivi
No
il danaro.
per
di dire
mi
costa
sentimento
un
per
di
di
ora
volgari, scellerati
quello
tolte
centinaia
costretto
per
ecco
autentiche
constatano
malfattori
erano
—
il titolo
:
di
o
piuttostola loro unica
più ardente
in
ambizione.
che
mi
E
spingo più oltre, e dico
questo
razione
incoraggiatida una
inconcepile aberdepravamento erano
della coscienza
che in altri tempi
popolare. Affermo
camorrista
in
questo
ammirazione
anche
la loro
era
in
si prostravano
le
masse
spaventate
paese
chiedo
mi
alla supremazia del coltello. Ma
altri
altrettanto
di
fronte
Tuttavia
non
che
erano
zelo
e
Il
di
questi giorni stessi non
avvenga
sciabola.
della
supremazia
la galera da
da
subire
dare
o
alla
straordinari
mezzi
se
in
e
stoccata
una
camorrista.
di
luoghi
con
per
picciottovi perveniva
sommissione
salire
al
di
forza
a
poco
di noviziato,
a
a
poco
i suoi
anni
durante
grado
de' capi, che lo iniziavano
guadagnando sempre
più la confidenza
ogni giorno più ai segreti della setta. « Io sono
di lui, V ho meglio informato *" dice un
contento
rista
camor»
che
di un
delle lettere originali
mi
picciotto,in una
Poi un
bel giorno chiedeva
comunicate.
state
sono
con
de* capi il titolo di camorrista.
una
supplica diretta a uno
battimen
Allora
un
lungo diquesti riuniva la società, e cominciava
intorno
alla moralità
alla capacità del nuovo
e
—
candidato.
con
In
grande
Si
di
caso
facevasi
il ricevimento
ammissione
solennità.
eziandio
narra
ne'
come
tempi
scorsi
vi
si
fantasmagoria pseudo-massonica.
sulla quale
assidevano
tavola
ad una
intorno
un
pistola carica, un bicchier
pugnale, una
di
vino
una
specie
—
fittiziamente
il
avvelenato
picciottoseguito
alla
come
di
setta.
tutti i suoi
da
e
un
11 barbiere,
confratelli
di
una
lancetta.
si
-
unisse
I settari
erano
sti
pod' acqua
o
ceva
introduSi
barbiere
qualunque,
tenente
appar-
il
nel
stesso,
quale
Napoli, cava
tempo
sangue,
apriva
11
—
una
al candidato,
vena
bagnava
una
giurava
di
società,
di
fedele.
il bicchiere
pronto, ad
esser
il
al
il
mostrando
;
il suicidio
impedire
di
così
suicidarsi.
a
capo,
Ma
il
donando
abban-
e
di
mano,
colla
e
destra
dovea
sinistra
la
poneva
gettava in terra
contenere
e
la
sulla
faceva
bevanda
una
aria
in
nanzi
di-
sulla
diritta
la sua
mano
poneva
colla sinistra scaricava
e
bicchiere, che
Prese
segreti
ordinato
al tamurro*
dopo aver
la pistola, facevalo
inginocchiare
cambiando
tamurro
i
morte
Allora
candidato
Poi,
del
per
e
pugnale.
del
testa
i
verso
posto,
suo
il bicchiere
posar
del
mano
tamurro,
a
bocca
sua
segnale
un
la
stendeva
capo
Poi
alla
alla
Da
seguirne gli ordini
figgeva
prendeva il pugnale e lo invivacità
la pistola e avvicinava
con
armava
:
di
stendendola
pronto
sempre
tavola
sulla
il titolo
fino
conservare
esser
sommissione
con
immediatamente.
si ritirava
paziente»prendeva
nel
proprio sangue
mano
camorristi,
della
il
momento
questo
indi
—
in
stola.
pi-
testa
pezzi
avvelenata,
precauzioni, toglieva il pugnale dalla tavola é
avendolo
omaggio al
riposto nella
sua
guaina, ne faceva
lui
da
abbracciato
che
stato
nuovo
dopo essere
compagno,
si alzava
riceveva
e
l'amplesso dagli altri che gli facevano
Il tamurro
camorrista
così addiveniva
corona.
e
partecipava
tutti i privilegi,a tutti i benefizi
della
società, la sua
a
queste
nomina
a
tutti
presentandolo
Tale
forse
era
in certe
e
epoca
ho piena fede
e
il cerimoniale
logge.
che
veleno,
teatrale
da
l'ammissione
a
detto
»
:
«
Fin
esperete
quali sono
risposto:
—
»
un
»
miei
»
mico
da
duello
al
Li
assistito
siete
benefizi
ai
del
conosco
coltello,
;
come
debbo
?»
fare
fedele
non
avere
colo
spetta-
avendo
l'avea
tato
vo-
presentato
capacità, gli avea
voi
—
una
ai
parte-
sapete
:
Il candidato
già dicemmo)
compagni, giurare d'essere
delle autorità
pubbliche,
né
veduto
riunita
compagno
della
società
camorrista
gione
pri-
una
dello
insomma
il capo
di
le prove
nostro
in
ha
non
società
certa
una
nel quale
politico,
candidato,
oggi
in
personalmente
salasso, nulla
fornite
!
rigore
camorrista,
un
diceva
il capo
e
uomo
detenuto
un
e,
i doveri
«
di
riferito. La
noi
con
»
né
del
tutti i membri,
Ma
ha
di
me
V
Riconoscete
—
al ricevimento
pistola,né
sezioni,
diverse
alle
nota
resa
era
tirata
con
miei
alcun
voj
avea
(ossia
uno
soci,
dei
ne-
rapporto
12
—
individui
»
con
»
compagni
»
gono
la
avea
si
alla
denunziare
polizia,non
i miei
amarli*
ladri, anzi
più degli altri, poiché ponil nuovo
loro vita in pericolo. » Ciò detto
pagno
comprestato giuramento su due pugnali incrociati,
battuto
era
addetti
—
il capo
fratello
un
con
gli altri
e
che
il
ciato
abbrac-
avea
proclamato
stalo
era
seguiti da
erano
anche
o
campagna
eletto
era
nuovo
di
sorte,
a
in
luogo
aveano
secondo
ed
i ricevimenti
Ordinariamente
banchetti, che
soci
tratto
in
entrato
di
in
morrista.1
ca-
grandi
in
gione,
priuna
zione
se-
detenuti.
una
compagni
compagni liberi, o
rio
Nulla
di più gaio di tal: feste ; il napoletano è per ordinasobrio, ma
intemperante tino alla ghiottornianelle grandi
l'
gioie eccezionali. Dissi fino alla ghiottornia,mai però fino alebrezza:
pasti e queste omeriche
dopo questi formidabili
libagionii
convitati
dritti
se
sicuri,
e
come
città insieme,
in
tornavano
ne
pattuglia
una
di
minando
cam-
granatieri
digiuni.
Fino
alla camorra;
a
entro
studiarsi
il
è
ora
a
diminuirla.
gigantesca
pesava
che
pubblica
prestar
sopra
a
hanno
abbracciava
tutta
privata :
e
in
si affaticano
potere
tale
occulto
è
che
della
particolarità
I romanzieri
un
come
nelle
la via
mostralo
organamento
suo
contradittorie, che
o
ho
punto
questo
a
la
fede, questo Stato
basi secolari, e si divideva
gli
napoletana,
atti della
essi descritta.
clandestino
in
associazione
una
la società
da
asserzioni
l'importanza
sognato
camorra
loro
ad
esagerarne
su
Diffìcile
setta.
mezzo
tutti
conduceva
sezioni
era
e
vita
A
costituito
nettamente
segnate
di-
borghesia, la sua
ossia in piccole corporazioni,
in paranze,
plebe, suddivise
che
si distinguevano fra esse
o
per specialitàdi industria
il
di lavoro ; e tutte
sotto
queste corporazioni si riunivano
comando
di un
unico, elettivo, che prendeva il titolo
capo
di generale. Secondo
scelto
esser
gli uni, il generale doveva
nell' Isola di Ponza
fra i deportati più feroci ; secondo
altri,
alla aristocrazia
napoletana ; e ur\ libellista non
apparteneva
:
1
:
la
avea
Molte
quello
bene
persone
de' camorristi
aristocrazia,
erano
queste
distinzioni
non
erano
mi
informate
semplici
veterani, gli anziani, il
ultimi
i
sua
chiaramente
e
la
hanno
quello
senato
de'
della
stabilite.
sua
segnalato due
morra
gradi nella caproprietari : questi
Ma
associazione.
ripeto che
camorristi
13
—
ha
esitato
principe della
un
Ho
consultato
materia
e
licenza
di
magistrato
qui
nominarli
e
essa
Francesco
:
il
ministro
il
per
supremo
a
È inutile che
io dica
della
a
che
vari
più competenti in
e chiedo
partitipolitici,
la
loro
autorità
la monarchia
della
e
poggiarmi
ap-
Casella, avvocato,
Francesco
assoluta
; il signor
quale, prefetto di polizia,poi
II, si servì
setta
uomini
citare
signor
sotto
della
tali calunnie.
Napoli gli
appartengono
Romano,
servizio
in
e
che
ad
Liborio
casa
il governo
borbonica.
tali fantasie
ammetto
non
di
attribuire
ad
—
camorra
per
ministro
ricostituire
il
sicurezza
pubblica; il signor Silvio
Spaventa, che, governando la polizia e V interno dopo l' annessione
di Napoli all' Italia, perseguitò la setta
allora onnipotente
il
fermezza
molta
con
signor Aveta,
energia e
;
pressione
quest'opera di requestore attuale, il quale ha riassunto
con
maggior coraggio ed energia; il signor Cuci
di intelligenzachiara
niello, uomo
e
ragguardevole, che,
sotto
come
impiegato superiore nella stessa amministrazione
il governo
il Gabinetto
di Todello Spaventa, compilò per
rino
memoria
Or
una
pregevolissima sopra i camorristi.
di questi uomini
cha
assicurare
nenti,
emibene, posso
nessuno
dei quali sono
nelle mani
passati a centinaia i bravi
della plebaglia, ha
di un
potuto sospettare l'esistenza
nerale
gedi
essi.
onnipossente, che dominasse
sopra
All' incontro, coloro
che
di campanile
cano
cerper amor
di diminuire
la importanza
della setta
e
pretendono
che
sia una
violenti,
di malfattori
semplice banda
questa
che
a
Napoli
opprimono
gli altri in qualche galera tanto
interrotto
-
—
•
in Francia,
come
La
dell'
è
camorra
ex-reame
delle
è
un
riunito
uomini
sono
di buona
in tutti i
sparsa
Sicilie. Essa
due
fede
luoghi
si
che
di
si illudono.
detenzione
costituisce
que
ovun-
prigionieri: è organata
in piccoligruppi indipendentigli uni
non
dagli altri, ma
riunita
di
fra
è
relazioni
loro.
Non
sotto
privi
gli ordini di
unico ; ma
certa
un
gerarchia
soggetta però ad una
capo
ad un
tradizionale, che subordina
centro
altro, le priun
gioni
di Napoli, per
Castel
Castel
esempio, a
Capuano, e
ha autorità
La
Capuano al Bagno di Procida.
capitale non
è tanto
rivalità
che avvennero
sulle provincie, lo che
vero
strane
e
sanguinose (avrò agio di parlarne nuovamente)
certo
numero
di
14
—
fra
i
compagni
ricevuto
in
dell'
mani
di
di camorristi
tenuti,
essi
alcuna
che
che
di
la
si
Questi
assenso
sopra
come
esisteva
morrista.
ca-
soltanto
tri
decen-
eranvi
corrispondenza
co'de-
nuovi
ammettevano
ad
l'
luogo del-
informazioni
non
interessi
bri,
mem-
aveano
non
la
Napoli,
presentato
in
l'altra
al-
vicenda.
a
di
capo
Chieti
(capo
città almeno
non
si referiva
effetto
un
era
erano
ostacoli,
un'estremità
tale
can"orra
grandi
il camorrista
senza
da
chiesto
che
che
nelle
che
il loro
ciò
in
ma
altro
altre
a
di
aveva
Loreto
liberi.
senza
e
capi,
la società
che
tal Liberato
Ripeto per
prigioni;e
nelle
lettera
una
Citeriore)gli
Abruzzo
nelle
accolto
si consultano
annunziava
quale
napoletani. Ida
i
dei
ex-reame
nelle
avuto
un
è
città
una
la raccomandazione
sopra
Ho
provincialie
—
con
nulla
da
avea
piazza, si diceva,
pretendere dalle prigioni,né queste da quella. In Napoli
v'erano
dodici
di quecentri, uno
quartiere: ognuno
sti
per
centri
suddividevasi
in
le
quali agispeciali,
vano
paranze
soggezione. La
facevano
borsa
combriccola
e
e
a
parte.
per loro conto
Esamineremo
in appresso
mestieri. di queste
i diversi
cole
picsocietà
il
avea
loro
anonime.
suo
capo,
Constatiamo
e
superiore quegli
che
regnava
di tali
L' ultimo
maestri
gran
dimora
Porta
siello, e avea
presso
tempo
sue
un
è
il briareo
scomparso:
mille
braccia;
ma.
sarà
non
che
ben
lo conosce.
compagno
I capi di questi centri
erano
ad
essi
obbedire
Erano
di
!
ogni
centro
riconoscevano
questi capi
che
che
soltanto
nel
quartiere della
chiamavasi
Aniello
Capuana.
della
Da
Questura
preso,
come
a
eletti da
coloro
Au-
qualche
ha
quanto
caria*
Vi-
le
steso
mi
diceva
che
vevano
do-
onnipotenti,ma
tar
consulnon
prendere gravi provvedimenti, senza
potevano
i loro sottoposti.Ogni camorrista
che non
subisse
pena
consultivo
Nulla
di
deliberativo.
eravi
voto
avea
e
più grottesco
di queste riunioni
gravissime, ove
plebei malfattori
discutevano
sulle più piccole
con
imperturbabile correttezza
minuzie.
Ma
nulla
di più terribile, allorché
eravi
la
con
calma
la stessa
stessa
e
gravità prendevano a trattare
stioni
quedi
vita
e
morte
certamente
II capo
volere
era
potente meglio per il suo
che. per l' importanza delle sue
attribuzioni.
I
personale
camorristi
16
—
via
l'iati)
dirige nella
alla
cappello
la
parola a
Masto, volete
mano
esso
compagno,
di
abbreviativo
—
ha
non
de'
uno
capi, gli dice
niente?
diritto
al
Quanto
che
plice
sem-
di
titolo
al
col
Si,
Signore.
equivale ad or*
linguaggio, della setta, ubbidienza
L' uomo
dine ; freddare ad
uccidere
morto.
a
; dormente
derubato
chiamasi
agnello o soggetto; l'oggetto involato,
rufo o bruffo; il ricettatore, graffo;il coltello, martino,
morto,
fuoco, bocca, tofa o buona
punta, o misericordia
; l'arme
tic tact o bo-botta
bas ; il revolver
; le pattugliegatti,neri o
di polizia capo-lasagna;
Y ispettore
sorci; il commissario
tre
suo
figlioFrancesco
lasagne (Ferdinando II chiamava
il sergente di gendarCiccio lasagna). Il lasagnaro era
Don
meria
il
r
(sparagio) semplice gendarme; il palo
;
asparago
so.
discoril cambiar
la spia ; la serpentina la piastra; chiantale
Il verbo
accamujfure significavatogliere altrui. Quando
sta,
camorriun
picciottoprendeva sopra di sé il delitto di un
Nel
lo accollava.
egli
se
Fra
i
di
si
questi
coltello.
di
In
nel
ossia
cassa,
Il camorrista
abbandonare
i
di
a
erano
morto
era
sotto
esattamente
; la
le armi
al
il diritto
dar
renunzia
servizio
nella
era
non
era
non
pava
partecialquanta
consigli
rata
consideLa
decadenza.
una
vedova
la
pensione;
una
ne
non
di
lui Y antico
;
;
malgrado
come
soccorsi
setta
ciò
sua
non
in
tirata
qualità,ma
sua
di
Avea
farsi ascoltare
rispettavasempre
camorristi
che
conservava
un'abdicazione,
come
alla
la
completamente
disciplina di essa,
considerazione.
e
il potere
società
alla
ma
profitti,
influenza
e
giammai
ai doveri,
astretto
renunziar
poteva
giustiziadel
alla
più serio della
Si feriva
picciotti.
ai
prova
del petto.
I
compagno.
e
i
figlidi
della
i malati
sputa
di-
la decisione
se
ma,
era
di
mezzo
della
il motivo
ricorrevano
dine
l'or-
dietro
cessare
al capo
arbitro ;
il duello
caso
serviva
che
musco
riferiva
interponeva
questo
dovea
alterco
i contendenti,
appagava
non
che
terzo,
un
:
ogni
compagni
setta
erano
chi
vec-
quegli
tevano
riscuo-
assistiti,
vendicati.
i morti
Tutti
in
questi
usi
e
questo studio
potenti che
univano
molti
altri
ancora,
ci incontreremo,
fra di
loro
ne'
quali procedendo
mostrano
i camorristi.
gami
già i leMa
non
i7*_
;
havvi
cosa
i
setta, quanto
suoi
membri,
Essa
aveva
e
La
codice,
il suo
è
codice
Questo
a
migltóridea del forteorganameqtodelln
si attribuiva
diritti spaventevoli che
i
sopra
ha potuto strapparle.
forza umana
che niuna
fornisca
ch"
Quanto
risolversi.
a
e
rendeva
stato
mai
me,
credo
parte de' compagni
maggior
avendo
scribacchiatori,
giustiziada sé medesima.
scritto?
Questione difficile
che
sapeva
là notizie
e
non
raccolto
poi a qual fine
leggere.Alcuni
: e
no
qua
di
?
sioni
confes-
e
loro creazione,
hanno
aggiunto molto
in tal
diviso
quest'opera così riunita per articoli, e hanno
guisa fatto la legislazionedella camorra.
Non
seguirò il loro esempio. Preferisco credere, lo che
è probabile, che
si trasmettessero
viva
alcune
dizioni
travoce
a
abbandonassero
le particolaritàni
fondamentali
e
che
dei capi e degli affiliati. I documenti
citerò in
senno
decisione
breve
avvalorano
della
questa opinione. Niuna
da qualsiasilegge scritta : il
società
trovai
sostenuta
capo
si riferisce a ciò che
gli fu insegnato da chi lo iniziò.
i
contro
Rispetto ai giudizi pronunziati dai camorristi
loro compagni, impossibile è
negarli: erano
splendidi e
del capo
si erigeva in.
l'ordine
la società
tremendi.
Dietro
di morte.
tribunale
e
pronunziava sentenze
frattanto
nelle prigioni,scandagliamo ancor
Entriamo
infami.
Noi troveremo
la setta all'opra,
più questi costumi
vedremo
zione
e
qual fosse realmente
questa formidabile associaavendovi
e
la civii società.
contro
IL
.
CAMORRA
LA
Le
prigioni della
Vicaria
I
—
il tocco
—
I
capi
d'uomo
Quando
ovvero
un
Il bastone
Zezza
Il
—
Codice
un
L'olio
e
PRIGIONI.
la Madonna
per
Il
—
prete divenisse
del Calabrese
Caprariello
Marmile
—
—
poveri sfruttati
Còme
coltelli—
NELLE
Utilità
—
Salvatore
camòrra
un
qualsiasi,
di
—
Il
un
Il
morristi
ca-
ed
i
sopra
go
Die—
i camorristi
diritto
a
dei
vino
camorra
—
il gran-
Crescenzo,
assassinio,
opinioniliberali,conducevano
-
Notizie
—
della
Corrispondenze fra
—
Zingone
penale della
delitto
camorrista
—
/ diritti
—
giuoco forzato
di
mo'
grazia.
pio,
d'esem-
prevenuto
2
nelle
18
—
prigioni di
Castel
chiamavano,
alla
di
—
Capuano (o, come
Vicarìa),dopo aver
più
si
comunemente
la gran
portò
nel secolo
XII,
varcato
palazzo,costruito dal re Guglielmo
la corte, esso
la galleriache circonda
e
dopo aver
percorso
giungeva per una
grande scala ad una
porta assai bassa,
dalla quale un
mediana
di statura
non
uomo
poteva passare
senza
togliersiil cappello. Questa porta, o meglio queste
questo
due
(dacché
porte
ne
ve
sormontate
simili),
due
erano
affreschi
Madonna
religiosirappresentanti una
devano
liberò san
T Angiolo che
Pietro, s' aprivano e si richiue
confusamente
sulle due
prigioni, nelle quali erano
i malfattori
la prigione
raccolti
:
e
gli amici del progresso
de* nobili, e quella del popolo.
Parlo
del passato, perchè descrivo
questi tristi luoghi
entrambe
nello
da
in
stato
II.
si trovavano
cui
Copio
mia
la
di
il monarcato
sotto
descrizione
da
dinando
Fer-
quadro dipinto
un
più costanti vittime de' Borboni,
correggi
Alessandro
fecondo
Avitabile, drammaturgo
e
patriotta inSotto
il precedente regime egli veniva
stato
arread
che gli se ne
dicesse
il perchè,
ogni istante, senza
una
e.
dopo qualche mese
era
posto in libertà, senza
rola
pavita
sul
di scusa
della
metà
sua
:
cosi
egli passava
l'altra metà
in prigione. Oggi è impiegato supeteatro,
e
riore
nella Questura
di Napoli.
al
naturale
da
Quando
varcato
dove
il quale
di
l'altra
trovavansi
il carceriere
che
Da
Un
gli veniva
quel momento
e
i cancellieri
Vergine
non
in
capo
destinata.
È
noto
solamente
dal
che
è
e
e
in
piccola
una
riabile)
chiedevagli (fraseinvadel fisco.
il
nelle
lui colla
su
tutti
Dopo
prigioniero nella
mani
mano
de'
stesa
chiedergli danaro
per
la
immagine
Napoli
a
affissa
avea
specie di scriba,
una
conduceva
a
stato,
suo
la minestra
cadeva
esso
cominciava
Madonna.
del
seconda
porta, giungeva
si avvicinava
bravo
alzata,
della
o
a
arrivato
registravail nuovo
contava
se
prenderai pane e
che
sala
delle
il prevenuto,
1' una
o
stanza,
una
i canti
risti.
camoro
glio
me-
il lume
delle
della
vie,
botteghe le più profane, nei caffè, nelle
taverne
e
perfino ne' postriboli.Le prostitute,alla pari delle
sotto
donne
la sera,
l'immagine
oneste, si addormentano
devoto
della Madre
pudore, tengono
di Dio, che
esse,
per
ma
anche
nelle
19
-
durante
velata
a
ragione
maggior
malfattori
essi
guadagnano
E
questo
Napoli,
Spagna
traccie
fino
alla
fino
al
L'olio
medio-evo.
camorristi
; nelle
dalla
alle
mani
dei
rimaneva
quali
prigione.Non poteva muovere
fatale che
uomo
calcagna un
un
della
storia
fino
di
storia
in
fornì
più
polkadirsi
non
tiera.
in-
si ritrovano
quale
nella
nella
e
città
la Madonna
per
di frodi, e alla
pagato l'olio, il detenuto
Ma,
uscisse
spagnuola,
conquista
fetto,
ef-
tale
la
del
risalendo
passo,
ogni sorta
all' accattonaggio.
cioè
tutte,
ogni
pretesto ad
ogni epoca
di
ad
illuminare
che
immemorabile,
costume
un
le
di
della
i detenuti,
tutti
a
dai
1' olio
lei. A
a
.contribuzione
modo
tal
per
fornire
accèsa dinanzi
una
può dunque
prigionivenerata
di
incaricati
stare
richiedono
nelle
anche
essere
deve
che
Madonna
turpitudini.La
camorristi
dai
e
lampada,
e
le loro
—
umile
libero
che
a
dai
non.
passo, senza
facea
sentire
gli
il suo
che
un' implacabile vigilo stancava
tutto
con
lanza.
peso,
Lo
di
sventurato
non
godeva neppure
quel po' di
differen
libertà, che lascia il peggior carcere:
ogni atto il più indi lui era
solo spiato, ma
non
samente
sottoposto rigorocontributi; non
a
eragli lecito mangiare, bere,
avere
fumare,
un
per
di
giuocare
decimo
aver
Pagava
superfluo,
pagava
:
pagava
del suo
Quelli
che
rischio
d'
de'
si
sodisfare
di
uccisi
a
colpi di
toglieresoldo
di
a
per
uno
il diritto
aver
pagava
per
sì il necessario
costretto
era
prigionieri si rassegnava
lasciava
gli perveniva. Pagava
aver
carcere,
Doveva
camorrista.
come
giustizia,
perfino quando, più povero
per
rifiutavano
essere
del
che
ottenere
per
oppressione
lo
licenza
il danaro
tutto
sopra
il diritto di
comprare,
vendere.
mura
la
senza
a
tali
bastone.
per
di
gli altri, e
tutto
codesti
il
vilegi
pri-
ottener
più nudo delle
privarsi di tutto.
imposte correvano
La
maggior parte
e
questa crudele
soldo
come
schiavitù,
il daharo
tristi, il
e
faticabile
dall'in-
quale però
si batteva
bisognando,
per
vittima, dopo
sua
spogliatadell' ultimo suo cencio.
Volete
de' camorristi
ragguagli precisi sulle estorsioni
di Castel
Ho
in proposito molli
Capuano?
potuto consultare
antichi
fra gli altri il signor Michele
prigionieri politici,
e
Persico
(già deputato) e il signor Fitti paldi (oggi ispettore
delle Poste),i quali subirono
questo singolare dispotismo e
la
proteggeva
contro
averla
20
—
lo studiarono
che
la
delle
seria
con
quali tollerava
di
bene
dai
non
spesso
niero
prigio-
un
alla Vicaria, riceveva
settari, di
dai
carcerieri^ ma
narrato
dalle armi,
Quando
uso.
condotto
era
hanno
tutto, cominciando
proibiva V
o
grado
certo
un
Essi mi
attenzione.
disponeva di
camorra
—
quelli
più potenti,la licenza di portare un coltello a propria
che all'arrivo alla Vicaria
difesa. In tal guisa avvenne
signor Michele Persico e del barone Carlo Poerio, si presentò
assai
del
loro dinanzi
il quale, fatta
un
di
compagno
profonda riverenza, disse offrendo
una
Prendete, eccellenze, noi
stili: (e
(oggionest
carcere
queste armi. »
Ma, oltre allh tassa
vi autorizziamo
ad
di buona
prigionieri
ai
loro due
portare
a
il camorrista
regolareche
uomo),
imponeva
essi i domestici
condizione, assegnava
di tre speal loro servizio ; ve
ne
erano
cie
i
i servi, i chiamatori
e
: questa gente non
quartiglieri
destinati
:
soggetta alla setta, la quale dava
questa la sottoponeva poi a contributi.
loro l'impiego,
affiliata,
ma
era
e
gnava
guadaripeteròpiù d'una volta, la camorra
ricchi
co'
Aveva
certo
un
pe'
più specialmente
poveri.
di essi,
minor
influenza su
esercitava
rispetto,o almeno
sogni
di bialle sue
non
voglie per mezzo
potendo costringerli
i poveri erano
i
urgenti o di vizi ignobili
; menare
sistenza
primi a richiedere, per tutti gli atti della loro vita, l'asinteressata de1 compagni. Così molti detenuti
devano
venMa,
lo
e
ad
vii prezzo
due
ricevevano
a
che
minestra
del
e
quelle vesti
volte
pane
quel
camorrista,
all'anno,
quotidiano.Il
ai detenuti,
dove
di alcuni
non
anche
ma
camorrista
solo
le vesti
metà
della
rivendeva
che vi
prigioni,
rinviavano
e
gli uni e
zioso
scrupolo; circolo vi-
vitto ai fornitori delle
il loro tornaconto,
trovavano
gli altri
e
un
senza
e
il
che
menomo
si arricchivano
a spese
speculatori
sventurati, poco vestiti,peggio nutriti, strappati,
due
sorta
di
affreddoliti,affamati
vendevano
la minestra
e
perchè questi sciagurati
bicchier
bere
Per
fumare
un
gli abiti ?
un
sigaro, per
unica
distrazione
d' Asprino, più spesso per giuocare,
sibile
posin
Ora
il
il tabacco, il vino,
giuoco, erano
poter
Ma
della
camorra
Così
togliereai detenuti
-\
il danaro, che
la lor veste
la setta
nuova
o
avea
pagato per
il loro vitto, tor-
21
—
fatalmente
la
quale speculava sui piaceri
basta :
i camorristi
speculato sui bisogni. Né
dopo aver
loto impecostringevate i prigionieria giuocare, offrendo
riosament
bligati
obdi
carte:
un
mazzo
que' malaugurati erano
bastonati.
a
giuocare sotto pena di esser
ricreazioni
la
della
Una
fra le ordinane
prigione era
liani
la chiamano
a
mora
Napoli il tocco. Tutti gli Itao
come
e
a
anco
gli stranieri conoscono
questo
poco
presso
so
chiudivertimento
popolare: due giuocatori alzano il pugno
di dita
lo lasciano
cadere,
numero
aprendo un certo
e
mero
qualsiasi.II nu(a loro capriccio)e gridando un numero
deve
essi annunziato
da
corrispondere alla somma
i giuocatori.Se questo
colo
caldelle dita aperte da ambedue
di mero
è giusto (se per esempio io grido cinque,
caso
il mio
avversario
due), si
ne
aprendo tre dita, mentre
apre
ricadono
e
guadagna on
punto. E poiché i pugni si alzano
navn
.
alla
—
insieme,
e
ciò
i due
e
numeri
lestezza
con
il
singolareper
bene
Or
e
La
dalla
annunziati
sono
il
cadenza,
con
capitato che
nuovo
mora
gli ozi della Vicaria.
vendute
setta,
Vi
si
giuocavano
la
camorra,
quale
giuoco
vi
non
il tocco
o
nel
il
stesso,
diviene
intende
assai
nulla.
giornalmente
occupava
delle
avea
tempo
bottigliedi vino,
monopolio di questo
due
Dopo averle pagato il vino, le si davano
soldi per ogni partita: dal che ne
che
in brev'ora
resulla va
i giuocatori non
rivendevano
obolo.
Allora
aveano
più un
ai loro tiranni, per aver
di che giuocare, il vino che aveano
commercio.
comprato
;
il danaro,
ma
che
ritraevano,
ne
ben
tornava
contenti
di aver
quali, non
ricevuto
volte
delle bottiglie,
due
il prezzo
le bevevano
vece
inalla barba
dei giuocatori alterati e tre volte derubati.
Con
guadagnava
queste piccole industrie, la camorra
lei
molto
che
da
col
diviso
custode
danaro,
era
maggiore
della Vicaria.
Il signor Fittipaldi,
che ha tenuto
dietro a tali
in questa sola prigione,e in
che
raggiri,mi ha assicurato
sola
i proventi della
280
settimana,
setta
una
a
ascesero
presto
in
ducati
(circa1200
tasca
Siffatti
spogliare
scossero
gli altri
dei
buon
italiane).
lire
esempi
di
i
camorristi,
animo.
i detenuti
che
mostrano
Ve
ne
furono
altro
per
lasciavano
alcuni
violentemente
il
io
due, che, imprigionati sotto
ne
conosco
giogo,
e
ebbero
si
a
lodarsene.
che
Fra
i Bor-
22
—
boni
opinioni politiche,tennero
per
prima volta,
la
che
essi, che
ad
cadere
tigri della
agnelli.A vederli
creduto
arrivati
per
:
del
le mani
di porre
Y indomani
vigilia divennero
sì pieni di sommissione
e di
i
primi
delle
pari
loro
miti
ci.
fero-
come
si
umiltà
i camorristi
:
essi stessi
chinavano
s'inaveano
al diritto
piegavano
vittime, essi
rebbe
sa-
i nuovi
presi
che
legge
la
sotto
addosso
piedi queste .bestie
ai loro
istante, che
un
avessero
per
loro capi. Non
però così
era
per
alla
fiero, la
sì
contegno
un
tentò
camorra
fecero
Le
imposta
—
forte.
più
giorno che un prete calabrese* gettato in
al suo
ingresso
prigione per avventure
galanti,fu avvicinato
da un
camorrista
non
potè dargli un soldo per la
; il prete
Il camordanari.
aveva
rista
lampada della Madonna,
perchè non
Avvenne
un
allora
divenne
il prete, che
(esclamò
tu
dime.»
neir
E
le
tutte
bene
coltelli.
prigioni la
che
nascosto,
ed
I
sempre
compagni si
Ma
il timore
per
Il camorrista
offrì
uno
prete
al
prete
Allora
sentì
e
:
1
coltelli
Tre
i
e
un*
sorveglianti
lo
non
chiamato
era
che
la
così
privano
sco-
pianta,
a
e
frugati
esser
dunque
e
fu
erano
detto
nelle
mani
del
capo,
ne
che
il
versario.
l'av-
uccise
dalla
preso
paura,
dai rigori della
e
sempre
darmi.
gen-
coltelli simili,
due
con
dai
disarmati-
ho
si pose
in guardia : ma
fu quindi il più destro, e
minacciato
almeno
raggio)
co-
disposizione del capo.1
lui per aver
coltelli, quando
ne
nella
indosso
di portarne
gione
pri-
soltanto
doppiamente
di
quindi udfno
proposito che io dica
un
deposilo di armi,
avea
custodia
tornò
calabrese
era
di
e
Ah!
«
arme
sopra
il
rispose compagno
punto
al
chiese
sala vicina, dove
deposito
dirigono a
bisogno, astenendosi
hanno
perchè
si
giustizia e
clic
li
portava
che,
prigioni
ispettore
ogni sorveglianza.
cosi
di
ordinò
tre
uua
perquisizione
questi
coltelli,
saputo
della
della
finì per
trovarli
che
(chiedo scusa
particolarità) nella buca
di
Un
malgrado
seco
mi
li;t narrato,
dell' esistenza
avendo
minuta
Un
latrina.
i
quarto
capi
Ispettore)
:
all'
società
i carcerieri
sotto
era
»
bastone.
suo
io avessi
in
Bisogna
Questo
giammai.
se
nella
subito
corse
il
calabrese,
era
difficoltà ;
ve
due
capo
in
Non
a
—
alzò
e
saresti- sì fiero,
non
onore.
suo
cattivo
d'
—
ora
già
aveano
fra
un
dopo
tre
fece
coltelli
quarto
d'
ora
una
visita
nuova
nuovi
ne
!
avremo
—
nel
camenone
Toglieteceli (disse
altri
tre.
dei
risti
camor-
uno
di
essi
24
—
anche
i Borboni
sotto
la
—
carceri
nelle
manteneva
setta
una
il monospecie di tranquillitàe di sicurezza. Assumendosi
del disordine,
e
polio della violenza
gli affiliati proibivano
agli estranei d' imitare il loro esempio e di violare i diritti
che
si erano
attribuiti. Estorcevano
danaro, ma
cuoprivano
i ladri ;
air
che
Ogni
volentieri
detenuto
Inoltre
1.autorità
l'ordine.
andavano
il
avea
i
trarre
a
affittati essi
propria borsa
ai
detenuti
di
setta.
di
prezzo
loro dal
loro
carlino
un
di
cura
tenere
man-
alzarsi,
che
letti
dai
al
la
compagni
all'ora
mattina,
dai
propria
della
il patronato
sotto
affidava
medesimi
alla
e
camorrista.
suo
Ogni
; pugnalavano
assassinii.
Così
impedivano gli
alla
tenevano
si mettevano
quellialtrui
confiscavano
ma
occorrenza,
tutti coloro
vita
stili,ma
avevano
questi
avevano
il
giorno,
o
li riunivano
Fisco, e
pagliericciconcessi
per
la conta, ossia
rispettare
l'appello ordinario. Facevano
per
la disciplinacon
i custodi.
quell'autoritàdi che difettavano
Il signor Persico
che un
in sua
ha narrato
mi
giorno,
senza,
precittà
della
di
dei più feroci accrastatori
Napoli,
uno
assassinato
imprigionato per avere
prima, poi spogliato un
dente
impucapitano spagnuolo sulla pubblica via, si permise una
ai
infrazione
Capuano. Fece
regolamenti di Castel
venire
la
lungamente
con
amici,
suoi
co' suoi
o
custode
quel luogo
La
che
alle
mani
di
finir male
terribile
capitano spagnuolo.
togliersidall'imbarazzo?
un
Chiamò
; il custode
in
vi
che
egli
aiuto
suo
spia
timento,
dell'avver-
insulti
adoperò
dei
uno
lasciare
ordinarglidi
a
facinoroso,
Come
disse
conto
rispose con
il detenuto
col
tenendo
non
trattenne
(ilcustode
coi rubini
talea
in persona
venne
minacciava
scena
venire
; al
ce
il bandito
il custode
prudenza, gli
Abbiate
essa.
occhi).Ma
si
(druda) al parlatorioe
mina
sua
scherni.
e
non
ardiva
avea
ucciso
pertanto
Diego
per
Zezza,
il camorrista.
Questo
setta.
Avea
per
aveva
arme
un
tagliato la
formidabile.
accrastinaro,
sua
Zezza
de'
uno
era
rasoio
amante
Si
e
testa
ad
più
infisso nel
dalla
gravi ferite. Giungeva
ammenava
ove
Diego
un
uomo
forti
adepti
manico,
prigione di
timore
senza
dunque
presolo per i capelli,sotto gli
la
quale
Aversa,
quell'arme
con
al
avvicinò
oltraggio)sbatacchiò
(terribile
col
della
feroce
occhi
testa
della
di
lui
a
25
—
più riprese
dove
costui
in
abusi
cancello, poi lo gettò sopra
moversi.
osò
non
di
caso
Questo
seguito
il
contro
della
violenza,
sua
dai
non
la
morra,
ca-
fine. Racchiuso
medesimo,
in
gli
per
sinato
cospirazione.Perì assasdai
suoi
compagni di
vera
una
confratelli,
suoi
sé
contro
letto,
un
come
scorge
de' servigi.
trista
una
sollevò
Montefusco,
a
ebbe
Zezza
si
Ben
rendesse
bisogno,
Diego
—
ma
galera.
istoria
Tale
fa
ne
me
un'altra,
ricordare
che
avvenne
de' più pericolosi,
nell'ergastolodi Santo Stefano. Un camorrista
Una
racchiuso.
vi
era
soprannominato Caprariello,
di lui : ad un
contro
venuto,
segnale concongiura, fu ordita anche
tutti i forzati
difese
Si
lungamente,
battè
anche
come
del
Bagno.
superiore,
salì éul
Confinato
un
caduta
la
cadavere
correndo
poi
un
si
ordini
al
di
Lombardia.
fu
Egli
dalla
essi
avea
la campagna
spogliatonel
in
somma
si incaricò
ebbero
la storia
Ferdinando,
forte
una
fu
rammemori
ritorno,
suo
corte,
in
ancora
si
ove
loro
per
sfragellò
che
mano
mutilato.
io
di
reduce
difese
si
galleria
rendersi,
volendo
non
e
la corte
della
canto
dove
non
parlato de'servigi resi
prigioni.Rispetto a quelli che
che
circondano
un
precipitònella
assalitori
Gli
si
all'altro
piano
un
che
in
arco,
Ho
basta
da
finalmente
di
parapetto
rabbia:
quattro de'quali morirono.
nove,
potendo più fuggire,e
non
gridi di
con
galleriesovrapposte,
qualche tempo,
per
assalirono
ferì
ne
leone,
un
le
per
lo
oro
di ritrovare
suo
setta
rendevano
del
delle
alle autorità
ai detenuti,
soldato
napoletano,
fatto, a
malgrado degli
del 1848:
imprigionato
ingresso alla Vicarìa di
che
portava in dosso. La camorra
la somma
il ladro, e vi riuscì: anche
ritrovata.
E
ora,
se
malfattori
basta
si
ed
vogliono cogliere
entrare
nel
in
segreto
questi singoflagranti
lari
de' loro
affari
intimi,
che
il
corrispondenza curiosissima
mi
di Napoli, cortesemente
nicò.
comusignor
Sono
recentemente
una
quarantina di lettere, sorprese
di Antonio
Morin una
prigione, sottoscritte tutte col nome
mino,
Nuovo
una
percorrere
Aveta,
questore
o
dei camorristi
detenuti
capo
(prigionecostruita espressamente
per
Mormile,
m'inganno,
in
un
canto
del
Castel
al
Carcere
essi,
Capuano). Queste
se
non
lettere
26
—
indirizzate
sono
infermità.
di
pretesto
ha
il capo
onnipotente che avea
sottoposti,non
sapeva
ha un
segretario,che
suoi
società
ufficio ;
carattere
formola
Caro
—
è
finale
con
ho
la
generalmente
tutt} i
divisa
seguente
compagni
articoli, ognuno
per
quali
frose
parlo né
quelli de'
Non
a
della
E
:
né
lingua
comuni
Mormino
di
cortesia
sacramentale
pagni
com-
Ogni
—
comincia
con
indispensabile.
da
dire,
clude
con-
altro.
non
stile, che
dello
Noto
forzati.
la
e
i
voi.
parola Dippiù, congiunzione che sembra
ha più alcuna
lo scrittore
Quando
non
cosa
questa
in
con
—
Tutti
:
la
con
entrando
tutti
con
de'
su
cominciano
compagni
e
morte
prigione la
ogni
gli occhi
sotto
compagno
salutano
me
è
lettera
che
le lettere
frase
questa
In
scrivere.
Ogni
Mormino.
di
e
giura segretezza
al giuramento, è pugnalato
manca
se
Tutte
diritto
frodi.
che
prova
di vita
i
o
per causa
dello stile
di
differente, il che
lettera
i
Francesco
più strano
corrispondenza di
dell'ortografiadi questa
un
San
havvi
Nulla
comandava
Zingone, che
Vincenzo
trasportatiali ospizio di
settari
e
Don
a
—
soltanto
gliano
somi-
l'estrema
fosse a
Zingone, che sembra
più anziano, perchè ogni prigione
i capi trattavano
fra loro
altre, e
lui
verso
superiore o di lui
indipendente dalle
eguale a eguale. Ma
certi
brani
l'iniziatore
fanno
mi
del
credere
che
era
da
Zin
che
rizzava
gli indilettere così rispettosee lo salutava
ossequiosamente
(vi ossequio, gli diceva, i più distinti saluti).
fosse
gone
stato
Passiamo
1
che
in
calo
•
il Grande
di
persona
fu bene
un
era
avvertirne
ma
gli
dica
•
compagno
società.
la
si
lasciarono
che
gli
-
•
e
si
osservazioni
queste
pongo
vi
brani
sono
di queste
oscuri
in
e
spesso
capo,
Vi
corrispondenze.1
nota
impinguare
non
per
come
inintelligibili,
dell'
sto
que-
Ciò
che
avete
Alighieri :
pratiVincenzo
Russo
di Napoleone
sta
lutto
bene, perciò il sonno
decifrato
da
quei dotti che lo seguirono.
Questo Vincenzo
sleale
che
credo, rubato
senza
avea,
degli oggetti d'oro
Per
tolti l'oriuolo
e
punirlo, gli furon
gli anelli sospetti,
che
si
non
gli abiti, perchè, scrive
Sformino,
vogliamo
commentatore
un
•
»
«
tolto
a m
intiere
indirizzala
zoppo,
da
parla
di
che
stato
è
anche
un
sono
un
cavallo
i suoi
cenci.
allegorie. Ne
Giuseppe
certo
malato,
•
mostrato
al
»
ho
datata
una
Cangiano
ristabilito
della
al
sua
suo
da
Aversa,
capo
42
Antonio
bruciatura,
ma
che
farvi.
sa
veterinario, il quale non
mi
risponde Sformilo,
dispiace che la zoppia alla gamba
compagno,
del cavallo.
Dietro
alla mia
che
è stato
è stato
casa
lungo tempo
inguaribile,
i mezzi
farlo
di nuovo
all' erba
perciò cercate
guarire, che poi lo manderemo
sempre
Caro
-
Vi
abbi
lettere
Talvolta
luglio 4862,
Sformilo.
(e
racconto)
spaventerebbe
•
Russo
alcune
In
il mio
troppo
all' oggetto
ora
giovane
«
27
-
si trattano
gli affari
interni
di
prese,
degli
interessi
de\camorristi.
tutto
sugli
ai
di decisioni
di danaro
di
degli
talvolta
e
avviene
gno,
compa-
un
interessi
al
esattamente
privati
tello
confra-
suo
prigione, gli chiede
interroga o gli dà
nella
istruzioni,lo
affiliati dubbi,
intorno
parla
si
dell'arrivo
o
referisce
Mormino
gli porge
o
partenza,
comuni,
quanto
società;
della
inflitte,di grazie accordate,
pene
distribuirsi, della
da
—
le risoluzioni
gli trasmette
glio
consinotizia
della
società
all'ospizio;gli invia danaro,
si scusa
di non
o
o
inviargliene: « per spartere lo carusiello fa
dice
la pipa
talvolta
»
allegoricamente.
acqua
dei nomi
Queste lettere sono
a causa
importanti finalmente
hanno
che
di un
rivelato
alla polizia, tutti accompagnati
pittoresco o faceto, testimoni
Pasquale Legitsoprannome
»
e
detenuti
altro.
non
che
che
Suppongo
»
sono
sia
cavallo
questo
cristiano
un
malmenato
camorristi.
dai
^
Oltre
le
lettere
di
Mormino,
di
fascio
questo
contiene
carte
autografi
co' quali
di
si
biglietti ili raccomandazione,
camorrista
la sua
o
qualche volta anche
protezione per un
ben
Cosi
un
un
galantuomo
profano
camorra.
(sic)
disposto a prò della
per
nominato
Michele
indirizzato
al
de' camorristi
viene
come
un
Canduglio
capo
ha
co' compagni.
«che
diritto
benevolo
Un
ad
uomo
ogni riguardo, perchè era
di
altro, Salvatore
è segnalato all' attenzione
un
Lombardo,
Zingone come
ciotto
picdi sgarro
morale.
di buona
Un
altro, Carlo
comandato
racScarpato, è caldamente
le lagrime agli ocdal suo
lettera
chi.
figlio in' una
patetica che fa venir
«Consideratelo
il
scrive
come
vostro
proprio
Pasquale Scarpato
padre»
Ora
di re ce u te insieme
uniti avean
questo
padre e questo figliosi teneramente
sumato
con-
semplici compagni.
chiedeva
a
Zingone
generale
in
Sono
«
»
a
vi
ho
colle
essi
il titolo di
La
»
stato
»
altro.
che
•
del
•
•
Ho
ne
e
del
bravata
camorrista,
di
esaminata:
me
eccezione
non
questa
gola
re-
insubordinazione.
di
e
a
le prime
Zingone, ma
role
pagli affiliati si danno
Vincenzo
a
un
quello
non
di
da
mentre
amico.
Amico.
mi
non
ricevuto
avuto
sia di
non
compagni,
Casoria
fisiche, morali
è
più
stata
che
detenuto,
in
de'
San
brutti
male
dispiaceri
ricevuto
da
politiche, che
e
da
dimenticarli
che
a
tutta
voi,
! ! E
dire
ma
sono
ed
dire
debbo
sdebitarmi
spero
le loro
qualità
civile
società
la
non
mangiare
per
da
voglio
non
vergogna
che
dirvi
danari
azioni
buone
non
taluni
farei
dare
doveva
delle
Francesco
debbo
poi
rimessa,
si
e
par-
ticolare.
»
»
ho
bene
in
indirizzata
è
che
Caro
borsa
mai
•
ducati.
mila
aria
certa
una
per
:
credere
•
»
altre
testualmente
fanno
dodici
ha
una
riferisco
di
furto
un
colpito in questa corrispondenza
fa
lettera
sola
parola di politica.Una
mi
stuona
mi
fra
fatto
trovato
e
La
armata
mano
Un
per
ora.
Vi
saluto
di
Quando
Addio
cuore.
poi
si
capisce
con
da
i
tulli
amici
veri
la
»
Vostro
»
•
Vicaria, 49
luglio
62.
»
liberali
Costituente
Michele
costituzionali
(sic) allora
servo
ed
amico
Silvestri.
si t
(sic)
28
—
detto
timo
Giovanni
del
re
Furiano,
ladri), Niccola
è
Morraino,
le
spesso
Non
antenati.
rende
il
precedere
doveri
hanno
di
mostrare
ec.
senza
liturgica
la società
convocare
I
«
per
»
citazione
qualche
con
camorra
frase
questa
a
lettere debbo
di queste
la
da
chiamato
segue
della
seduta
una
rapporto
quanto
Avanti
di
conto
suo
mi
discluzionare
il fondo
Calabrese.
detto
più piacevole della imperturbabile gravità di
quando parla delle discussioni della setta. Invoca
lezioni dei suoi predecessori, le tradizioni
degli
Nulla
cioè
f
ciavo,
Cannetella, Ricciardelli, detto CiucDelicher
detto
Lonone
Paparuolo, Carlo
che
i figlidell' Elvezia
a
(ilche mostra
di
affiliarsi ai
di Napoli non
sdegnavano
Svizzarotto
miei
t'è vivo
chi
Sigillo,detto
servizio
far
Miele, detto
Ferdinando
Mozzone,
Carmine
detto
—
notare
una
la
forma
e
importante,
cosa
da
regolaritàdi queste comunicazioni
una
prigione all' altra,,a malgrado di tutte le sorveglianze.
Ho
inteso
di messaggeri
stessi servivano
dire che
i custodi
ai malfattori, ma
credo
piuttostoche individui estranei alla
di questo picprigione, talvolta sconosciuti, si incaricassero
colo
esattezza
servizio
sull' esergo
Ecco
la
e
la raccomandazione
posta, testimone
di molte
lettere, « Date cinque soldi al
di
frattanto
uno
propri, e
di
che
manoscritti
stile
fra
correggo
latore.
»
copio
neo
e
ortografia, sottoliparentesi le parole troppo
questi
modello
come
i nomi
di
scritta
stualmente,
te-
di
strane.
Caro
«
tuttii
e
il
vi rimette
Richezza
combangnio
grana
sei
carlini
Ottaiano
—
e
mezzo.
Simonetta
Tutta
la
Dovete
da
grana
carlini e
37
»
la
sopra
7
il Monaciello
tangenda
ascende
di
alla
a
carlini
e
docati
sua
tangenda
Branchale.
quattro
Dippiù questa
mana
La
perchè
mi
summa
mene
[entrano)
e
mezzo
—
[impedita)
ibedita
quattro
a
(a voi)
carlini
carlini
sette
resta
avvoi
li trasano
[meno) al combangnio
mene
grana
dieci
avere
di
[V unione
tangende,
le vostre
Bascolo
sua
lunione
con
dovete
e
—
summa
dare
salutate
avervi
compagni)
due
Per
di
Dopo
»
[Compagno)
Combangnio
—
uno
e
grana.
Richezza
deve
resta
27
dare
a
dui
tervi
rimet-
grana.
[mane) la
Società
si è
benignate
29
—
che
i. camorristi
tulti
abbiamo) alzate
Dippiù li
voti
passavano
la
che
in
stavano
camorristi
che
state
loro
al
posto,
[li
cietà.
So-
in
stanno
e
che
alla sinistra
stavano
messi
labiamo
punizione
[alzato la mano)
mana
sono
—
non
anche
come
Cazzatola
allo Spitale.
che
si rattrova
pratticate voi per
Salvatore
decriscenza
scenzo)
[de CreDippiù quando' venne
in
cerchai
grazia per li camorristi
punizione. IS01
in
tutti solo giopovamo
[ci opponemmo) per il Ciucciato
—
della
ricuardo
lettera
che
mandai
la
combangnio
Andolfo,
che
Società.
abbiamo
chiamate
Noi
[conto)di
ha
lettera
questa
assicurato)che
lui
giurando sul suo
parlate sul condo
alzata
Società.
Non
anche
dico
ricevute
mai
la
sembre
(gli abbiamo
alla
e
il vostro
riferito
d'
insegnamenti
Antonio
Mormino
Zingone
la
estorto
altri. Le
ricevere.
Un
Y alzata
in
coloro
la
non
la
Questa
della
fatto
erano
camorristi
dai
principale
era
parti
che
camorra,
regolarmente
danaro
contratti
di
di
dall' inviare
comincia
era
della
[segno)
segna
combangnio
lungo
un
al
spetta
San
Francesco.
loro
tangente.
»
commento.
confratello
suo
lui
a
ed
Così
La
piena
ai suoi
i
malati
distribuzione
loro
alla pari
ogni settimana,
dei debiti
ineguali e la somma
prelevata su quella che doveano
retribuzione
era
corrispondenza
fra
il
soggetto
i
capi della
ordinario
e
setta.
altro
di
di énota
in questa lettera
punto meritevole
ai camormani, vale a dire la grazia accordata
risti
è
dietro l' intercessione
dei loro confratelli. Così
pena,
alla sinistra
furono
amnistiati
che stavano
: subivano
più mite, cioè la privazione dell'
pena
Vi erano
de' loro diritti pecuniari.
dure,
mi
intero, perchè è
per
abbisogna
essa
ma
nell'ospiziodi
ricevevano
degli
:
parte
subordinati
del
lettera
questa
sinistra
Mormino.
Andonio
Ho
in
trovate
mana
(a lui)cioè
per
abbiamo
avendo
non
al
lettera,
la
mattina
questa
alzate
allui
Mi
aldro.
per
Andolfo
Ciucciaro,
labbiamo
mano)
la
Andolfo
così
e
Pizzifalcone
pregiudicava la
prendere condo
giasicurato [ci
lettera
aveva
non
del
chondravenzione,
detta
il detto
e
onore,
[mandò) a
—
ma
parleremo in appresso.
ne
sulle
Tratteniamoci
momento
un
onore
pene
grazie. Esse
del
voto,
anche
si
più
-accor-
30
_
davano,
ho
come
influente,
Niccola
Furiano
Svizzarotto,
si
d'un
Carmine
a
»
inteso
»
grafia),codesta
»
Ciucciaro
il'Calabrese,
giunto
nella
però, dice
lettera
Mormino
i
»
rimpiazzato
»
al
»
avuto
»
disordine
»
toglierlodi bel
»
sidio.
medesimo
di
laccio
che
alla
facesse
camorra
gola;
camorra
al
l'hanno
carcere
gli direte
avesse
mano
piccola
spedale,
che
cosa
vi
di
autorizzo
rimetterlo
e
l'orto-
sentire
far
questa
Bene
«
sopra
qualmente
che
questo
la
nuovo
l
un' altra
in
commetterà
di
detto
lo stesso
riproduco
non
codesto
conto
ma
—
di
notata
comunica
vi
compagni
col
ho
(di cui
società
che
che
le mani
alzò
Ciucciavo,
Pullo, detto
nel
Delicher
Carlo
di
genze
indul-
con
riunita
a
rista
camor-
Avitabile
Niccola
di
la società
Vicarìa,
detto
parlava
la
un
compagno
si festeggiaval'arrivo
della
nuovo
di cui
al
Prer
»
la privazione della
più grave,
al presidio, cioè in stato
l'invio
di sorveglianza.
camorra
e
Questa pena equivaleva ad una
sospensione lemporaria, che
di tutti i suoi diritti. La sospensione
privava il condannato
si punivano
due ; con
le
mese
essa
un
o
poteva durare
infrazioni
di cui ho
leggiere. Così nella lettera medesima,
citato un
brano, trovo
un
Giuseppe
mese
un
per
sospeso
camorrista
di
al
di rispetto
Aiello, perchè aveva
mancato
giornata. Un altro Ignazio Giglione è sospeso
anno,,
per un
al suo
dovere.
di giornata, avea
mancato
perchè, essendo
Ecco
*
ordinariamente
di
preghiere
le
prigione, di cui
plenarie. Così al giungere
carcere
lo
detto, dietro
in
recente
a
—
Ma
fissato
Cnsì
dei
ora
una
queste
dalla
Vicarìa, col
il passo
autorità,
Sole,
formino,
i
la
capi,
1
Vale
fece
a
dire
eccellenza,
per
fece solennemente
qualche
eclissando
clemenza
sua
sudditi, eh' ei si degnava
Zingone
saggio
il
Crescenzo,
grazie.
principe
il granritorno
in capo, col pugno
sull'anca
dendo
prenla fronte
innanzi
tutte
le
tutti, alzando
a
su
estese
De
le
cappello
scartando
egli
il
il bravo,
lo chiama
come
grandine piovevano
Salvator
il famoso
camorristi,
alla
Come
fino al termine
subite
raramente
erano
pene
sentenza.
allorché
d'uomo,
pena
di
chiamar
osservazione
coattivamente.
su
le
stelle,
come
tutti i delitti
suoi
ancora
intorno
a
due
il
re
de' suoi
fratelli.
picciotti
32
-
La
di
pena
morte
dibattimento
un
attendeva
veniva
formale, da
designato
difensore,
come
sostenervi
gli
la
tratto
rifiutato
d' ufficio
uffici di
Le
esaminare,
in
giudizio nel
aver
»
cessori
»
stanziato
sopra
che
Hormino,
certo
erasi
colla
delle
tutti
continuo
io
di camorristi
numero
nuovo
posti
non
per
a
a
adempire a queir obbligo che i nostri antei- medesimi
ci hanno
insegnato, perchè avendo
lungo tempo in quel sito (in altra prigione) e
nulla
conchiudendo
di
»
»
informata
Questo
Coloro
morte.
prigione
condannati
all'unanimità;
che
a
bene
è slata
segue.... »
i cadenunziato
morristi,
avea
di infamia,
nato
quindi condan-
e
nella
lui
con
di Mormile
stessa
del
distruggerlo,furono
la lettera
com-
quanto
racchiusi
che
riusciti
erano
non
l'Europa
tutta
disclussionato
Pasquale Capozzo,
dunque colpevole
era
a
abbiamo
; ed
conosciutissima
infamità
che
scellerato
l'infame
distrutto
aver
Pasquale Capozzo, essendo
dal detto
messa
Capozzo
»
per
di lui.
alzato
o
più
colo
mira-
in
prigioni,
le
tutte
ingresso al Carcere
loro
Se
esecuzione.
lo
saputo
»
»
Mormile
un
per
Promulgata
—
in
coltello
un
di
riuniti
erano
passibiledella pena che
sfuggirla se non
poteva
tutti i capi della città e
a
era
onore,
parlano
quale un compagno
altro
pubblico ministero,
della
d'
regno
lettere di
parte,
giurati e giudici.
picciotto qualunque, per
un
luoghi del
da
tenuto
testimoni,
infliggere,e non
fuga, perchè segnalato tosto
sicuro
di trovare
Provincie era
i
dopo
nel
affiliati
gli
incaricato
tale
l'accusato,
come
tutti
mentre
era
declinava
cui
dibattimento
sentenza
sorte,
a
pronunciata solennemente
era
la sentenza,
—
pari
accenna
non
facilmente.
tal silenzio la lascia intendere
ma
pena,
indicato
la
Ho
di sopra
le leggi di sangue
che
reggevano
che
setta,
gelici
sono
precisamente il contrario dei precettievana
qual
:
»
«
Colui
Colui
ma.
Ciro
che
la
loro
dei
convocata
avea
egli stesso
trarrà
non
Cozzolino
distrutto
Ma
rifiuterà
che
e
Capozzo]erano
esecuzione
seconda
parlato
lo
tu
il
esser
volta
coltello,perirà di coltello.
Angelino (idue
dunque due
De
e
per
Crescenzo.
che
ordine
La
vano
ave-
non
uomini
»
morti.
del
società
padrone
fu
Pure
stino
Agopena.
insieme
stati veduti
:
mitigò
Capozzo ; erano
confessava.
Qualunque
a
vitti-
carnefice, sarà
contrordinata
Salvatore
padroni,
una
Agostino
di
ne
la
fosse stato
l'argo-
33
—
colloquio era
tale
mento,
quale
dalla
società,
da
Questo
la società
ma
Oapozzo, di
pronunziata
cui
traditore
come
è
la
le
sempre
indulgenza ;
di
Se
sentenze
sue
parlato di sopra, potè sfuggire alla pena
di lui, fu in grazia della prudenza di un
ho
contro
durante
prigioni,che
separato dagli altri.
ispettore delle
sempre
Antonio
una
esempio
un
commutava
non
e
tolto
Fu
narrato
me
dalla
vergogna,
di barattolo, ossia proscritto
ed infame.
delitto
un
rialzarsi.
potea
non
—
fu
Lubrano,
Il
mesi
alcuni
tradimento,
di
compagno
È tempo
fortunato.
meno
lo tenne
suo
di
narrare
istoria
sua
Lubrano
Antonio
De
Salvatore
non
insieme
a
purché
cercarli
mi
in
De
:
st' occasione
nell' isola di Ponza,
di
doveva
Ma
graziato dal
condannato
Commise
ancora
libertà, si diede
officiale,
di
sta
que-
sfuggire que-
lasciò
fu
la
fu tosto
il Crocco
ma
(se
di evadere,
briganti.L'affare
non
la
Si
affrettò
grande
dal
a
vizio
ser-
potere
culto
oc-
!
morte
a
dove
di Gaeta
mezzi
loro
essere
Lubrano
potere
confinati
furono
l'assedio
una
questi uomini
e
nemici
contro
fatta
stala
nemico.
del suo
per vendicarsi
all'autorità
dell'isola. Per
questo
denunziarlo
fu
due
banda
Crescenzo
borbonica.
armata
I
durante
una
Era
spento,
inganna),offrendo
entrassero
concluso
erasi
non
odio
segreto
e
grand' uomo.
altri detenuti
a
non
antico
mai.
perdonano
molti
memoria
l'odio
ma
andò
reazione
il
Crescenzo,
riconciliazione,
violenti
nutriva
delitto
un
gravissimo.
Restituito
al contrabbando
sfrontatamente
:
alla
questo
ma
fu il
non
suo
maggiore peccato ; ebbe colpa ben
più grave,
cioè di esercitare
tale mestiere
senza
a
proprioprofitto,
teciparne
pari lucri alla setta.
che
Mi assicurano
di
nel mese
settembre
dell'anno
chiederglimille
a
fu
volta
condannato
Ripreso
Aveta,
Massa,
fu
che
scannarono.
e
valentemente
Lubrano,
nel
condotto
tre
camerone,
Al
setta.
lo attendevano
Dico
La
rifiutò,
3 ottobre,
poliziail
Antonio
gli affiliati della
ducati.
della
compagni
e
Vicaria
per
darono
man-
la seconda
morte.
a
dalla
ordinata
i
corrente
nella
condotta
razzia
a
soprannominato
ove
erano
uomini
; altri assicurano
dal
Porta
racchiusi
ingresso si imbattè
che, gettandosi sopra
suo
e
fine
dei
fossero
3
questore
di
tutti
in tre
di
morristi
ca-
mini,
uo-
lui, Io
otto,
34
—
perchè
il cadavere
Tale
Zingone
e
della
potenza
che
Crescenzo,
De
ferite, fatte
otto
aveva
la
era
—
setta
facevano
nulla
Y esecuzione.
ordinata
avea
di Salvatore
segnatamente
e
mino
Sfor-
sebbene
consultarlo,
senza
versi.
di-
coltelli
con
Zingone
del
il capo
Castel
Capuano. Egli inviò
della moglie
la sentenza
di Lubrano
per mezzo
Mozzone
:
esso
fosse
non
la condanna
Ha
Dissi
io
ho
non
che
il condannalo
secondo
otto,
la
incaricato
detenuto
un
spedale
di
simulato
avea
camorrista,
dell' antico
anche
consentì
osando
Questi
commesso
morte,
vasi
quando
1
gli
salire
Ora
L'
che
in
di
nell'
settario
un
assumerai
abolito
che
pertanto
camorrista
ergastolo
il
era
condannati
durava
bagno e finalmente
politicifurono
fino
I'
a
5
sono
patio che
il
venne
av-
che
non
ergastolo,1
ma
non
il
quale gli disse :
l'
responsabilitàdel-
che
i'omicidio
per
lo
pena
Iu
anni, poi
tristo
più
la
di
dctemione
dura.
reclusione
La
peno
fino
non
:
vi
più
a
10,
ergastolo. Spaventa, Settembrini, Agresti
condannati
; ma
puniva
la provocazione. Non
Di guisa che.
di fornir questa prova
si
un
o
un
picciottouccideva
uomo,
luogo più
alla
sinio,
assas-
detenuto
benevolo
era
Y
grado
un
la
tu
nell'ergastolo,in quanto
ogni qualvolta fosse provata
un
sventurati
ad
il codice
prigioni
colpevole. Cos\
sfuggito il nome,
all' odio
nemico
un
ma
divenir
nelle
altrui, a
è
mi
quale
questo
Per
sostituzioni
per
servire
ricorse
ammazzerò,
omicidio.
a
avea
ucciderlo,
Lo
tra Ha
giorno
un
camorrista.
di
commesso,
settario, del
compagni
in
Lubrano.
delitti per conto
si denunziasse
in luogo del
un
dei
entrare
stali commessi
di
picciotto
il picciottoattribuivasi
Sovente
avea
divenire
malattia.
di
queste
Crescenzo,
De
da
per
qua!
so
[siaccollò,
un
Y ordine
e
l'assassinio
erano
regno.
non
mandante
—
non
si accollò
Comunissime
che
Francesco,
chi
o
si attribuì
Per
sfregiare dietro
San
di
compagni
Era
uva.
semplice
labrese,
soprannominato il Ca-
ambiziosissimo.
e
d'
tremenda.
storia
delitto.
furente, conosciuto
soggetto,
tare
recapi-
paniere
un
solo
un
Furiano,
Niccola
per nome
reazionario
erasi
Ma
parola sacra) il
picciotto
pessimo
fu
altri affermano.
secondo
iu
appieno questa
colpito da tre
narrato
di
l' incarico
assunto
avea
megera
di morte,
nascosta
questa
o
di
all'ergastolo.
si
racchiudevano
mite
poi
e
la
gionia
pripresidio, il
era
il
i loro
gni
compa-
35
—
colle
ammenava
far
credere
di
sue
stesse
essere
stato
del
Il detenuto
di
colpo
un
dalla
attaccato
coltello,per
vittima.
sua
fece
si
dall'uomo
dunque
quale avea
del
giare
schiaffegordinato
ucciso
dal settario
appresso
poco
Per buona
ventura
o
per miracolo,
la giustiziafu informata
di
son
rare,
fu
questo
e
mani
quale parlo
pubblicamente
T assassinio,
—
religiosaesattezza.
perchè tali rivelazioni
fu condannato,
questo negoziato. L' istigatoredel delitto non
giurasse esser
egli il colpevole, e Tassassi
comunque
le cose
che
la prudenza di accomodar
avuto
avea
non
no,
in modo
da
apparir come
provocato, fu impiccato.
con
Ho
provato
con
aneddoto
un
che
recente,
le sentenze
.
di morte
rigorosamente eseguite; aggiungo
erano
proibito a
il
senza
ciò
Uno
al
altro
con
Antonio
da
di
di
influenti
fu
dormiva
il delatore,
licenza
Il ferito
spirò
fu
gli
Doria,
ciò
Forastiero
die
la
di
condotti
comune
come
sul
letto
pugnale,
di
San
egli
avea
che
compagni
l'Orefice
ove
senza
Francesco,
Cacciavello
Tosto
della
stessa
sera
di
di morire
tore
au-
zio
pregiudi-
a
saltò
tre
Morra,
proprietario
commessa
spedale)egli altri
(ilCapraio, Gennaro
sato
accu-
(ilcapo
v'erano
ec.),chiesero
alla Vicaria.
vore
faQuesto
qualche ora
fu loro concesso
due
giorni dopo. Appena
giunti nel
dei camorristi, tutti i compagni si riunirono, tennero
consiglio,e decisero
quanto segue.
esser
Il
era
di
morte.
sua
detenuti
camerone
Vincenzo
ducati,
istessà. Prima
nello
camorra
e
della
stificar
giu-
prima alla espiazione
perchè sorpreso
ziato
giornalie denun-
dai
colpi
altri
compagni.
agli
trasportato allo spedale
la notte
Forastiero
per
accusato
di 200
(24 agosto Ì861),
della
delitto
chiamato
denunzia.
ove
un
detenuto
negoziante. Avvertito
chiederne
gni
compadi
grado
della camorra,
evaso
un'estorsione
un
in
sono
tempo
poco
di nuovo,
arrestalo
era
camorrista
un
e
suoi
dei
uno
era
aneddoto.
pena,
in mano,
stocco
uno
con
sua
setta;
Forastiero,
presidio,d'onde
della
uccidere
di
giudizio della
degli uomini
nome
per
camorrista
un
che
ora
capo
per
interino
che
avea
sostituito
il titolare
di cui
precisamente quell'Antonio Mormile
la corrispondenza, il quale trovandosi
passato la
notte
dell'assassinio
allo
abbiamo
malato
spedale),il
capo
(questi
minato
esaaveva
interi-
36
—
io
no,
diceva, it contarulo
scacciati
dalla
nell'assenza
camorra,
condannato
dire
trovavasi
da
all'
alcuni
amici
scena,
da
si sarebbe
dal
ebbi
quale
versato
ancora
Forastiero
dagli
pagni
com-
camerone,
e
il
di Forastiero,
circondato
stanza,
di questa
Testimone
l'ispettore
notizie, previde che
Y inferriata,
traverso
a
del
angolo
un
lui devoti.
a
Gli
anno.
un
delitto i
del
in
ciecamente
eletto.
sospesi per
presenza
opposto della
angolo
lui veduta
Luigi Baculo,
in
discusso
rono
fucidio
omi-
un
permesso
del capo
stessa
sera
riuniti
lungamente
quale
la
servizio
di
morte.
a
che
però
presenti eransi
avevano
aver
per
senza
e
venne
Debbo
il camorrista
e
il permesso
presenti all' atto furono
altri camorristi
Forastiero
—
queste
risolvè
Tosto
del
sangue.
altri camorristi
fu
; l'assassino
strana,
malgrado !
suo
parte, e, cosa
Peraltro, fra i compagni sospesi per non
l'omicidio
trovavansi
due
uomini, Garofaniello
di
parare
se-
messo
a
i
Lombardi,
e
Morraile
(ritornatodallo spedale e presente
pregavano
al giudizio)di inviarli a Sati Francesco,
ove
speravano
CacMa
rientrare
in grazia, rendendosi
indispensabili.
quali
caviello
della
che
ritornato
era
nulla
camorra,
essersi
da
il danaro
alle
di
chiamò
ordinò
un
di
di
numero
è
questa
atta
dalla
settembre,
per
sgarro
Lombardi
atto
udienza,
arbitrario
ma
a
di
si
Garofaniello
non
sero
accor-
vendicarsi.
di
complicatissima, piena
gli intrighidella setta.
Caccaviello
il capo
Telorosso
e
gli
nome
ossia
dalla
venuti
sollevò
senso
con-
tava
accet-
mentre
Mormile
risolverono
tutti
visitatori, i quali erano
Questo
e
storia
una
il 3
picciotto di
scacciare
dire
il
senza
mitigare questo
per
piastre;
e
svelare
a
che
avvenne
tanto
Lombardi
maneggio
questo
direttore
era
assassinio,
segretamente
istanze.
si scorge
che
fasi diverse
e
Ora
essi
facea
loro
di
tosto
Ben
per
barbaro
per
alcune
ove
essi, rimproverandoli di
fare
volle
complici di un
loro superiori. Finì
rigore, ricevendo
cedere
spedale,
allo
resi
de'
e
impedito
aver
per
clamori.
sala,
certo
un
i detenuti.
vedere
Garofaniello
la
profittaredel tumulto, ed ebbero
mento
simulare
un
principio di rissa nelT intendi-
vollero
.
trista
idea
di
di
sarebbe
lotta, ove
vera
una
provocare
il capo,
il quale nella mischia
potrebbe esser
per
sbaglio.Il piano
riuscì.
Chiamato
in
soccorso
nuto
interveucciso...
da
uno
37
—
Caccaviello
combattenti,
dei
Lombardi
morto.
glie ne resero
di colpire a
vincitore
si
si vantò
di
aver
omaggio.
Non
è
ammenato
infatti
un
un
L'avventurato
camorristi.
gloriosamissione
la
coltello da uno
un
gli fu donato
che il terribile
spedale. Fu convenuto
illegalmente ucciso Doria, e che per
effetto
tale
di
compagni
che
avea
dalla
condannato
irregolaritàera
ignoro per quali manovre,
Lombardi
conduce
alla
vittima,
San
di
Francesco
Baculo,
e
di
mezzo
forse
lo
carneficina.
facile
questa
Francesco.
avrebbe
1' avrebbe
rista,
camor-
del corridore,
inferriata
Là
de' suoi
attratto,
San
prigione di
chirurgia.
passava
Forastiero
ciò,
in
è
come
di
sala
sarebbe
setta,
alla terza
mentre
e
tutti,
nella
trovarsi
doveva
Avvertito
a
pugnali e cadde
il colpo, e tutti
lieve onore
quello
Forastiero.
A
sua
i
fra
gettò
dei
capo
immediatamente
morte
ottenne
uccider
che
—
la
atteso
scannata.
pregò l'Ispettorea inviarlo
nemici
ai suoi
avrebbe
fatto.
immaginarlo,
:
Ma
derli
parlava di ucciil signor Luigi
desiderava
non
questa
prigione di
ad
ultimo
Granatello,
delitto; spirata la pena,
espiare il suo
nella prigione di A versa,
questo feroce bandito deve ritornare
terminare
l'espiazione di quella dovutagli per il primo
per
Inviò
il condannato
Portici, nella
a
reato
Un
camorrista
dei
uno
suoi
gli piaceva.
che
il
felicitazioni
per
danni.
dozzina
una
Egli
Ruggiero
aveva
;
funzionario
del
mente
Un
Così
alcuni
in
cambio
licenza
poteva
Filippo
servigi
un
nome
dell'assassinio.
Y
degli
Cirillo
fece
che
altri.
In
chi
più
ricevè
non
commettere
air
or
favore,
salire
esser
V onesto
che
Tosto
nella
morte.
a
in
grado,
trasferito
un'altra
»
ore
fa
ispettore Michele
ignoro qual fosse.
ispettore fu condannato
Zellosiello, per
Cirillo dovendo
di uccidere
assassinare
rifiutare ;
camorrista
picciotto per
incaricò
il delitto
gli chiese
dovè
setta
famigerato
reso
la
senza
fuori della
il diritto
dunque
avea
compagni,
al dì
compenso,
non
si
in
prigione disse al picciotto: « Aspetta la mia parlosiello
Zeltenza
ventiquattrore dopo uccidi l'ispettore.»
aspettò la partenza del suo
signore : ventiquattro
l'
morto.
dopo
ispettore era
Arrestato, interrogato,tradotto in potere della giustizia,
—
—
38
—
condannato
il
il
morte,
a
di Cirillo. Fu
nome
ribaldo
I
Re
—
costui
Ma
questo
studiato
di
4848
pronunziò
sol volta
una
valoroso
perfine impiccato questo
ha
ne
graziati molti,
che
non
!
il lato
era
bello
della
i colori,
esagerarne
giustizia: ho
rendeva
che
alla
non
questa
reso
picciotto
non
Ferdinando
valevano
—
detto,
ai detenuti
:
che
spero
d' esempio,
e
mo'
a
anche
ho
lo
setta,
mi
sono
mi
sarà
dei
vigi
ser-
che
constatato
nel
rispettòi prigionieripolitici.Ma
aggiungo che
anche
allora vi furono
affiliati,i quali fccei*o il contrario,
testimone
quel Giuseppe d 'Alessandro
soprannominato YAessa
che
versano,
Vicaria.
e
un
I
di
tentò
provocare
si consolavano
liberali
loro
i suoi
cinque
subirono
cento
il
versano,
divenne
nel
in
Un
fu
e
dalla
strada
setta
Lombardi
certo
detto
Ho
presi,stesi
colpi di verghe.
paterno regime de'
alla
mezzo
Francia,
furono
di
Tale
il Re.
Viva
tevole
spaven-
tavola,
una
sopra
il modo
era
raggiose,
co-
di
cedere
pre-
Borboni
Uispetto all' Afu graziato, e
di queste
turbolenze,
provocatore
ben
di sbirri.
Arrestato
più
presto spia e
capo
il famoso
Manetti
1860
con
colpo di bastone
per
sotto
date
liberali
tacersi,
tumulto
un
e
tando
can-
manifestazioni
grido
al
dimostrazione
contro
una
uomini
nella
cattività
tal
l'Aversano
ma
patriottici;
giorno, per rispondere alle
nacque
tardi
loro
li consigliava a
:
e
della
inni
ammutinò
Ne
reazionario
moto
un
ho
ne
Forastiero,
data
in
aveva
nella
fratellanza
ministro
credo,
quanto
a
avvicinò
della
anche
che
condannato,
gli si
Brenier,
signor
al
a
morte.
l'uccise.
prigione,e
che
di
i camorristi,
univa
pronunziata contro
dei compagni. Ma
io debbo
uno
terribili scoppiavano talvolta
fra
la sentenza
prova
ucciso
aggiungere che inimicizie
questi uomini, uniti da tanti interessi comuni, e che queste
inimicizie
ad
atti stranissimi.
si spingevano spesso
Mi è stato
che per vencitato l'esempio di un
uomo
dicarsi
di
di
suo
odio
lui
il
e
questo
abile
più
tempo
correva
città, cercando
d'
morte,
dalla
nel
ben
per
il camorrista
di
osando
non
maneggiare
risentimento
suo
(Luigi Russo)
di
insolente,
scherzo
uno
che
prigione
acquistar tempo
quale appellava
di
il coltello,
quindici
prigione, di
fronte
sempre,
e
a
che
una
il
covò
anni.
egli voleva
in
fensore,
l'of-
attaccare
rante
Du-
uccidere
città
in
sentenza
fu tre
volte
40
—
Il
«
dei
del
Nobili, ed
stanza
onde
delle
una
di
uso
sottochiavi,
che
antica
per
primo del pane,
del
in
due
e
un
unico
quale vi
;
che
dà
luogo
il
quale
per
diversi
cello, per
dei
selice,
ed
dalla
della
al
levigato
attrito
dei
da
tutti ; il
alte
Nobili,
parlarsii
e
il
lo chiamano
nuti
dete-
cameron-
quinto poi,
pavimento dell'intero
del
più fino marmo
par
malfattori
perchè
nominato
de-
vien
gente più povera,
piedi dei
nudi
taverna,
dei
carcere
disperati. Il
ma
il
prigionieri,
dei
uso
vedersi
possono
il quarto
abitato
ed
vasto
terzo
per
aria al
più piccolo di
il
essere
più
continuo
carceri;
cameroni,
carcerali
dai
focolari
luce
stanze
cortile circondato
gran
vari
sono
diverse
zione
giorni si fa la distribuil secondo
degli strappun-
minestra
un
gradini e
dei
si chiamano
tutt' i
ad
va
trando
En-
morte.
a
cinque ampissimi
colà
finestrone
dei
il
si
ritta,
di-
a
corridoio,
stretto
un
migliori letti; il
i
sono
esso
nel
mura,
della
e
porte
di
piccole segrete,
condannati
dei
in
ed
cancello
un
cinque
a
Y altra
per
perchè
pane
da
perchè
di
va
consuetudine
tini, perchè vi
ed
si
cappella
alla
fronte
di
il cancello
anzidetto, si scendono
per
in
al pianterreno, il quale è diviso
va
per
e
ha
a
nell'interno,
quali
le canterelle,
si ascende
nel
si scende
quale
quello denominato
modo.
La
prima
seguente
solto
sta
ed
l' udienza,
per
il
per
per
chiamate
si
è
serve
ferro
Popolo
scompartito
carcere
—
è
carcere
il
per
l'hanno
che
calpestano, la maggior parte dei quali è
da fare spavento,
lacera, sucida
a
malgrado che
calpestato e
vendessero
ne
Vien
pur
dalo
la
loro
/aldo,
quegli esseri,
un
coloro, nemici
dicfamare.se
mela
per
cibo
pane:
finànco
della
bastante
ad
di
o
a
tersi
po-
loro esistenza,
di
prezzo
chiamato
il vile
piccolo materasso,
un
minestra*
un'abbondante
distribuita
tutti i dì venga
pasta o di riso o di legumi ed
essi
non
famata,
af-
lo
un
grano.
dai prigionieri
maggior parte di
gliono
a
quelli che vo-
la
e
per dormirvi
sopra;
chiamati
uomini, lo cedono
di quatpiù comodamente,
tro
per il compenso
di
contentandosi
alla
settimana,
più cinque grana
dormire
o
al
essi
giacere
ma
ai
anche
più
sulla
nel
miseri
terra,
e
più rigido inverno.
e
laceri
giacca, oggetti che
una
nuda
sola
una
camicia,
ciò fanno
Due
volte
un
paio
quella perduta gente,
volta, mandano
non
subito
solo
I' anno
poi
di calzoni
senza
a
la state,
vendere
ed
neanche
per
si dà
una
stirsene
ve-
vilis-
41
—
simo
tristi abitanti
loro
della
di
quel lugubre luogo,
nell'ozio, cantando
vita
nella
virtù
della
Ecco
i
Giuseppe
«
incontrò
il
quale
era
bassissima, smilzo
occhi
fieri
truci, che
e
Questo
»
essere
lui: il solo
il solo
i
nuovo
provinciali
un
primo
nuovo
camerone
dei vinciali
protura
quarantanni, di sta-
della
camorra
da
lui
ed
oro
del
ricamo
rapina. Egli
distintivo, che
nel
carcere,
vestito
era
portava
l'
del-
era
retto
ber-
un
altri ricami.
seguito da
era
fra
parla, era
nel
e
di
uccello
somiglianza con
un
alla foggia dei briganti,ed
onorifico
grado occupato
rosso
con
galloni d'
di
di viso scarno,
con
persona,
insieme
davano
al suo
aspetto
nelT
gran
darsi
mento
il senti-
Vicaria.
di circa
della
per
rissa
vi si
carcere,
uomo
un
cuori
»
Ottaiano, capo
Antonio
con
:
nel
scese
non
per
solate,
famigliede-
quei
; ma
di cui
nella
di recente
di
della
storia
Napolitani.Il Giuseppe,
entrato
sede
all' uccisione.
la dolorosa
ora
detenuto
s
mai
ha
crapula, al furto,
alla
e
maggior parte
non
finiranno
alla società,
mezzo
ore
miando,
bestem-
quale
nel
utili al loro simile, alle loro
miglioried
giacché
vizi che
intere
canzoni,
giorno
liberi in
le
passano
oscene
al
pensando
e
ritorneranno
e
quei
che
colpa, e
e
giocando,
la pena
divenire
alimentare
per
fatti divenire
mici
negli hanno
di Dio. Questi luridi e spiacevoli esseri,
alla
società
della
ciò fanno
tutto
e
;
prezzo
li trascinarono
—
altri due
berretto
camorristi
stiti
ve-
prese
più piccolo,
indicare
la differenza
del grado. Uno
di quelli
per
cendogli
Giuseppe per un braccio e lo presentò al capo, diQuesti è un nuovo
«
nosceva
ospite.» E Giuseppe che coera
gliusi del carcere,
giacché non
quella la prima
volta
che
come
e
ciò
vi
la
rispetto
le
Quando
»
—
In
»
—
E
a
della
capo
perchè
?
son
—
Vi
»
—
Va
sei
questo
me
»
—
il berretto
e
baciò
il
camorra,
molto
con
quale gli
resse
di-
seguenti parole :
—
»
del
mano
»
»
si tolse
veniva,
era
Son
Antonio,
?
momento.
sei
venuto
bene,
venuto
va
disceso
per
bene.
quaggiù
cercarvi
Di
e
prima
senza
fare il mio
quale provincia sei
sentarti
pre-
dovere.
?
Napolitano.
beffandolo, ripetèla parola
con
molta
irò-
42
—
nia
disprezzo, ed
soggiunse :
e
modo
due
dei
uno
—
del
dir
vuol
Napolitano
—
seguilo
suo
lo
nello
stesso
che
stesso
scemo.
Giuseppe
»
l'altro
sì
lo
manigoldo
forte, che
mise
mordendosi
!
io
:
stordito
disse
fatto
ho
non
la
per
:
—
nessuna
gli die
e
schiaffo
uno
più d' un' ora.
e
pel dolore,
per
rabbia
Ma
è
questa
e
chieria
sover-
una
mancanza.
disprezzo
il capo
con
maggior
Hai
ragione, povero
—
poco
vicino
più
piangere
a
di risentimento,
un
con
restare
il berrelto
Ed
»
che
fece
lo
si
Giuseppe
guardò
glistava
di
prima
fanne
galantuomo:
spose
gli riquerela
ti vengano
coraggiosi tuoi compaesani, acciocché
vendicare.
E. volgendosi ad uno
de' suoi seguaa
ci,
nel
darai
creaturina
A
:
un
proseguì
questa
posto
ai disperati.
in mezzo
quinto camerone
ha negato di paMa
io, soggiunse Giuseppe, non
»
gare
ai
bravi,
ai
—
—
-
il diritto,
»
e
conseguenza....
il diritto ed andrai
per
Pagherai
—
colà.
Va' via,
poltro-
naccio.
E
»
un
ciò
calcio, ed
T altro
altri
un
dei
uno
In
pugno.
più malvagi
di
le paroie con
accompagnò
bravacci
forte spinta, e
gli die una
tal guisa quel malvagio, oppresso
da
lui,
coltello, un'
un
della
camerone
Antonio
dicendo,
s
qualunque
arma
incontrò
si
taverna
di
vecchia
data, i quali, vedendolo
la
guancia
tutta
fosse
accaduto.
ricevuto,
di
chiese
quelli,mordendosi
Noi qui non
»
sino
»
quello
»
»
»
le sferre,
le
per
abbiamo:
ne
perciò
e
vendicarsi
per
;
dispetto,disse
quei millantatori
il
fanno
uno
ma
:
ci han
i bravi.
datemi
un
e
con
—
Con
—
Ed
prudenza
un
di vetro,
poco
altro soggiunse :
—
coi
un
io spero
della
; il capo
»
mani
e
di legno, V appunterò,
pezzo
1'anima
dal corpo.
gli caccerò
Sì l'appunterai, e con
quale istrumento?
Ma
—
siderando
de-
Nel
per vendicarsi.
alcuni
suoi
amici
piangere
coltello
un
—
tolte
con
e
scorgendogli
che
arrossita, gli domandarono
cosa
gli
loro
l'ingiusto oltraggio
Giuseppe raccontò
loro
e
d'ira
fremendo
allontanò
cbe
subito
denti.
Per
—
ci
ora
verranno
bisogna
le 8rmi
aver
da
pra
so-
,
società
Sì; Filippo
me
(che
così
le ha
promesse.
chiamavasi
il capo
"della
43
—
del
camorra
attende
e
ci vuol
»
il solo
tutto
non
e
sempre
accomodare
parole,
le
con
sangue.
ad
ragione: bisogna scrivere
Hai
—
Nobili) promette
egli vorrebbe
mai:
qui
dei
carcere
—
di
uomo
risoluzione;
a
coraggio che sta sopra ed è
fa paura:
lui l'ergastolonon
amore,
per
è
Alberico; egli,
egli fa
interesse,
per
non
e
di
capace
una
il
morrista
ca-
tutti
come
la
buoni
solo a prendersi il sabato
quali sono
del guadagno.
di tutti, e
digli
Sì, scrivigli,ed in nome
»
non
vogliamo più soffrire questa ingiustaed infame
altri, i
gli
zione
porche
—
noi
»
Sì, vado;
—
guardia,
»
Indi
?
Tu
»
Sì,
—
»
E
—
»
—
»
—
»
Oh
alta
tirono.
par-
voce
da
disse
:
E
—
idea
quaggiù
piastra.
Giuseppe.
la
lo
ed
entratura
tua
troppo,
far
non
dicendo
io
Y ho.
non
parole inutili,
prese
e
il danaro.
caccia
petti del vestito
i
per
il posto.
guardato
Vuoi
—
—
lo
darò
va
ciò
tutto
bene,
che
venderlo
No
gli
parli ragionevolmente,
ora
dal
capo
•
—
disse
—
dopo averlo
Questo gallone è
;
e
?
signore, io
Ebbene,
posso
verrà
vorrete.
togliendogliil berretto
attenzione, gli domandò
con
e
scrollate.
vi
—
vuoi
tu
:
non
ripeto, in questo momento
danaro
ho
nulla, perchè non
: quest'oggi,
quando
Óra
fai il
così
giusto peso.
qual ragione ?
ve
il camorrista
»
ad
e
di
via,
Ma
la
raggiunse, e dandogli
lo
dopo
cattiva
con
! per
piastra è
così
—
»
»
e
Ma
madre,
lino?
chiamarsi
udì
spinta,gli
per
bella
parecchie
darvi
venuto
Una
—
E
»
mia
sei
farmi
a
venga
degli interlocutori,
—
»
die
uno
voi
sorpreso.
una
presto, dammi
poco:
Una
piastra ? gli domandò
vivere
—
disse
disprezzo una
molto
sordo
sia
Giuseppe
poco
il quale poco
a
camorrista,
con
non
io
Andiamo,
—
»
un
acciocché
di
qualcuno
ma
rannia.
ti-
te
lo
non
vendo.
restituirò
quando
mi
darai
la
piastra.
»
—
E
detto
ciò, partì portandosi il berretto,
e
Giù-
*?
44
—
rimordendosi
seppe,
chiese
mani,
;
la
per
nuovo
lettera
La
sicura.
persona
della
far
tutti i
riunire
le
prima
fatta
dal
corse
udirne
nelT
e
mandata
e
destino
suo
tario
segre-
sbuffò
il contenuto
della
capo
al
leggere dal
la fece
se
accaduto.
nuovo
società,
per
pregò di
lo
e
bile
consiglio Quando
quel nocompagni
la parola
fu riunito, il giovane Alberico
prese
scritto,
ciò che
stato
compagni tutto
gli era
consesso
espose
finì il
subito
Alberico
società,1
del
informarlo
fu
Poi
e
di
forte
più
ai suoi
arma
un
lettera, per
la collera.
ed
la rabbia
per
dicarsi
compagni per venma
quelli,inculcandogli pazienza per il momento,
che
vendo
scritutti uniti a raggiungere l'amico
stava
andarono
»
di
—
ai
in
animatissimo
suo
discorso
dire
con
:
Sì, noi
—
non
dei
più a lungo gli
loro
anche
volta, ci
se
perdoneremo
questa
faremo
bruttissima
una
figura,ed i nostri fratelli dei bagni
marci
il dritto d' accusarci
tutto
e
e chiadegli ergastoliavranno
né
dobbiamo
possiamo,
provinciali:
vili ed
Le
»
ed
al
carcerati
andarono
detto
a
Sant'
tutti
i due
mente
per
dei
dal
anch'essi
a
il
fecero
dalla
tutto
ciò
camorra.
un
alla
in
ed
provinciali,vestili
loro
/inestrone.
in
Poco
gala
gran
col massimo
e
che
sa
dopo quei di
preceduti dal
Egli nelP accettare
legge e scrive, sotto
e
una
tal
pena
di
carica
morte.
deve
si
e
poli,
Naloro
cancello.
gran
la discussione,
i-
scrivere, ed
leggere
ponenti
com-
loro
cortile,
nel
scesero
capo,
I
camorra
al
prender posto vicino
consiglio,incominciò
gran
carcerato
guarda
perfettamente sgombri
i
è
che
zio
spacortile.
nel
,
-
-
Questi
nello
cancello
che
gran
nel cortile
lo stesso
?
1
Popolo, che
compagni
appartenevano
non
società
andarono
capo,
Radunato
così
il
sta
giù
dirimpetto al
vestiti
r-
coi suoi
luoghi rimasero
quelliche
sedettero
si fosse
subito
che
finitiva
dedecidere
per
si spedì ravviso
del
carcere
riunito
ove
di
quei
preceduti
e
bisognava,
camorristi, chiamati
gli aspiranti a divenire
di bastoni, ed
piciutti di sgar, si armarono
del
fare sgombrare
la gente
tutta
camerone
della
lusso
del
si fosse
minuti
pochi
da
società
Onofrio,
cortile ;
che
quali
i
compagni,
consiglio delle due camorre
sul fatto; ed al momento
il
della
capo
di un'ora
dai
sul
decisero
Allora
vita.
la nostra
tutta
per
i
parole entusiasmarono
unanimità
»
soffrire
infami
sue
convocato
abusi
è
pagato
i
ii
mensual-
giurare segretezza
45
—
della
noi
quale
daremo
domandò
nulla
modi
una
soddisfazione.
suoi
compagni,
che
i
ferri
Il
e
fischi
con
cancello
saldo
fini
pochi minuti
i
per
il silenzio, e le
ritornò
riprincipiarono
nuovo
la
che
ottenne
non
fatti
così
a
le
gridi
di
inferociti
quello
sforzi,
e
la
ilarità dei
fazioni
il capo
domanda
è
e
i
altro
sottoposti
due
capi
loro
posti,
chiesero
Napolitani
dei
ira
dei
ripresero
I
sui
troppo
era
loro
le min'accie
e
loro
gli applausi dei
quei di giù ; al
leoni
ma
;
trattative.
soddisfazione,
una
con
come
maggiore
due
col chiedere
derisione
e
abbatterlo
per
rompersi
per
risultato
e
discorso
suo
Napolitanisi scagliarono
del
Dopo
prese
basso, e terminò
di
quei
rimproverò
litani
capo dei Naposcritto nella lettera
quello dei provinciali
la parola, e con
aspri
e
vero,
Alberico
negò. Allora
Il
cenno.
ch'era
ciò
fosse
Alberico
ad
mandata
breve
un
tutto
se
—
di
provincialicon
tutta
gravità rispose: « La
giusta, e l'avrete. » Indi
d' un
il quale parti, e dopo
parlò all'orecchio
suo
compagno,
braccio
vecchio
pochi istanti ritornò trascinando
un
per un
di
e
sessantanni,
coi
piedi
:
Come
—
»
scalzi
salutò
lo
capo,
disse
Dove
innanzi
al
quel misero
rispettosamente, e questi sorridendo
detto
—
»
—
»
—
Ma
»
—
Sì
»
—
Evviva
In
ti chiami
Carrozza*
nato
signore, io
! del
Quindi
Compagni
e
il vecchio
tutto
mante.
tre-
e
noi
di
Porta
quartiere
a
dei
bravi,
degli uomini
e
con
di
bolico
dia-
quei di sopra
parole :
queste
chiesto
una
Napoli, voi ci avete
l'accordiamo,
ed
è
questa*
sedia, e
spalliera una
ché
percuotere il disgraziato vecchio, fincadde
terra
privo di sensi ed
per
prese
la
per
sangue
barbarie
e
crudeltà
gridi, alle imprecazioni ed
al
Capuana.
il cancello,
verso
ve
provinciali
dicendo,
Quest'atto
Napoli?
di
sono
fratelli di
quella si mise a
quel misero
non
immerso
nel proprio
ed
in
si rivolse
con
ai
rispose
?
diresse
soddisfazione,
mezzo
gli
Napoli
sarcasmo
»
vestito
sparuta,
?
propriamente
—
Così
faccia
Arrivato
sei
j"
»
cenci
Francesco
—
coraggio.
—
di luridi
dalla
disprezzo
dei
alle
provinciali.
fu
eseguito
minacce
dei
in
politani
Na-
46
—
Alberico
»
die
urlo
un
pei
capelli
fatta
rauca
che fu data
sero
a
quel mipercossa
tigre ferita, e come
quello d'una
prima
pari
a
s'allontanò.
forsennato
un
a
alla
lo
Indi
Tira
a
gridò:
Imbroglia,
»E
»
»
nello
gli mostrò
L'avv.
—
Ciò
che
uomo
disse
amico,
tuo
tuo
stesso
1
Conti,
Sì, il
—
»
rabbia
con
il
l'uomo
difensore,
il tuo
sguainò
tutti
tuli' i
a
contro
ramento
scene
che
coltello
un
portava
Gl'individui
dei
due
tutti
alle
dalla
strada
leggi, educati
i sovrumani
per
soldati,
»
delle
e
l'ordine
Quando
Quella
il
giù*
crudeli
più
crudeli.
nati
forsen-
come
quali non
pochi istanti
barbara
le
parteness
apfin
grida
battaglia,
che
parlava lo stesso
paesi poco discosti, governati dalle stesse
stessa
religione,durò circa un'ora, e finì
sforzi e tratti di coraggio dei custodi,
ai primi gridi.
di polizia accorsi
autorità
carneficina,
dalla
giurarono
degli assalitori,
feriti
dei
gridò
un
i
dopo
e
minacce
le
percossi, i lamenti
in
scagliarono
provincie,
loro
s'udivano
quella disumana
linguaggio, nati
si
e
di
e
selvagge
incontravano,
che
coloro
levò
più selvagge
società
lamenti
ripetettero
queste
altre
delle
nascosto
stili, e
di sopra
Napolitani Quelli
i provinciali. A
delle
sopra
i nascosti
sguainarono
successero
ne
nato
paese.
detto
vendetta:
morte
dei
spetta
ora
provinciale.
curarsi
senza
giacca, e brutalmente,
quel disgraziato, lo ferì più volte nel viso.
nel cortile si
Alla
vista di quel sangue
»
solo
voce
pei capelli.
tenea
la
sotto
dei
con
guarda.
me;
di
e
Ottaiano,
Antonio
—
strascinando
tornò
poco
avvocato
spaventato
per
—
fu
mercè
solleciti
i
erano
divisi
furon
gente
tornato
dati
malaugurati luoghi, furon
maggior parte dei quali
i facinorosi
tra
forza
la
soccorsi
ai
più pacifici e
e
chiusi
nelle
in
quei
feriti, la
miseri
diverse
cerati:
carghete
se-
»
Tali
ora
da
i costumi
erano
inferno,
questo
4
Per
Che
dicendo
miglior
correr
Ornai
dei camorristi
la
navicella
lascia
dietro
acqua
del
a
sé
nelle
col
Poeta:
alza
le vele
mio
inpegno,
mar
si crudele.
prigioni.Usciamo
»
48
—
ladroni, così
—
varietà
di
famose
categorie del signor Canler,
che
tutti coloro
dal
al
tasca
innumerevoli
saccólwro,
al
fino
passeggero,
far
ruba
dionale,
meri-
il fazzoletto
regio che
feroce
alle
sero
comprendes-
nell'Italia
altrui
che
riscontro
si
vi
ove
de'beni
vivono
modesto
da
di
abbrucia
le
abbandonare
saccheggia i villaggi.Ma, senza
Napoli, potrei fornire singolari notizie su questa feccia di
affollate
è molto
le vie della
non
erano
vagabondi, onde
dicanti
quelli,ladri e mengrande città: ladri questi, mendicanti
insieme
di piaall'occorrenza, che facevan
mostra
ghe
simulavano
di
infermità
cannare
inorribili, o
ogni specie
per
il pubblico e fuorviare
la polizia.La
sera
tutto
sopratda
falsi
che
si
Napoli era pavesata
poveri,
impadronivano
delle viuzze
dei
molta
quartieri deserti, e con
appartate e
ivi distribuivansi
cattivi colpi senza
arte
tentar
correr
per
rischio. Mugolavano
all'avvicinarsi
di una
il menomo
tuglia,
patil grido del gallo scorgendo da lunge
contraffacevano
un
lunghi gemili quando
passeggiero in ritardo, e mettevano
e
campagne
il passeggero
vestito
era
allorché
tutti
i
ma
inferito
che
questi "misfatti
Napolitani hanno
bastava
Esiste
La
molta
con
che
certa
una
la
da
distingue
tale specialitàdi
Con
non
nelle
perfino in
entrava
mezzano
in
alla
Corte,
ne
sti.
camorriuna
altri
essa
alte
Borsa,
alcuni
opuscoli
gravissimo.
cenando
generi
sfere;
metteva
com-
per
furfanteria.
di
esercitata
era
co'
non
particolare
carattere
alla
fusione
con-
li commetteva
e
hanno
essa
da
insinuava
si
nei
Banca,
principi
tori,
ama-
e
steri
Mini-
barando
chiamavasi
giuoco. Ciò, che per estensione
l'uomo
in guanti bianchi, era
importante che
del leone,
lutti gli affari,e prendeva la pane
alle loro tavole
camorrista
più
in
delitti
questo
gli
industria
affiliati,nelle
amministrazioni,
e
tutti
di
senza
argomento
libera,
camorra
la
È
po'di camorra
torto
quando
tale
su
specie
dell' intimidazione.
mezzo
il
leggerezza
Patri
attesa.
era
anche
incontra
il Gloria
e
essere
per
città stessa,
nella
punto,
si
un
avuto
infatti,ed. anche
camorra
che
che
vi
era
malfattori
esser
questo
su
d' idee
scritti
la vittima
che
il veniente
sopravYAve
ria
Ma-
cantavano
buono,
sembrava
annunziavano
In
fallo:
meschinamente,
V affare
quando
allorché
solo, starnutivano
era
non
di
de' sol lecitatori che
prelevava
una
commissione
49
—
che
$ui favori ottenuti, V altezza
e
stabilimenti
degli
economizzava
sé
per
poveri, e nutriva la
quasi
quali morivano
tutta
quanta,
vuol
tutti
alle
giuocava
matricolato,
ne
dai
suoi
certi
sotto
sudditi.
anche
ovunque
Egli portava
paura.
un
Dando
fino
persone,
Inglese più
destro
simile
coltello, ed
un
di
rome
i miei
tutte
le locande,
facchino, dal
Questa
opprime.
coltello
in
:
comanda.
!
io
tasca:
mi
Non
disse
non
co
casa,
d'individui,
al
che
in
rissa
bracci
si
scarpe.
lustra-
che
a
volta
sua
donna
una
negli occhi
giorno colle mani
il fuoco
un
non
cui
nella
nulla.
era
non
al
subordinati, oltre
di
camorra
trovata
dal
cantiniere
dal
rappresentata da
ha
disputa
l'altro,
per
gittarsinella mischia
in
l'ho
ridendo,
havvi
o
commercio
è
cora
an-
servita,
è
abito
numero
una
tutti i
in
esercita
si
essa
ove
gerarchia
Essa
—
solo
a
stria
indu-
questa
sguattero, dal cameriere
camorra
donna
una
che
domesticità,
di
titolo, regna
in
città;
certo
un
bene, in questa
gli oppressori
sì, da
da
allo
cuoco
di
vittima
generalmente
non
locanda
La
grado
dire
liberamente
della
occhi.
all'ultimo
Or
bisogna
case
sotto
primo
l'uno
le
si fa
(come
estensione
tutte
fu piccato
apcise
duellista. Ucnon
rimase
non
coltello
questo
costui
lissimo
abi-
era
lui.
si esercitava
quartieri,in
che
a
Napoli) alla parola camorra,
violenta
si
perchè
corte,
a
siccome
adoperarlo. Solamente,
di spada,
assai
nome
lungo e aveva
assassino, ma
come
rispettatocome
molte
Si diventa
—
a
ricevuto
ma
aveano
così
un
governi, quando
neir
era
o
solo di
conosciuto
Napoli, ma
camorrista
completo che tirava i
carte, pieno di debiti e di vizi ; birbo
perfino conosciuto
vista, grazie al cielo, un
e
Cordone
Gran
I
storico
Ho
dadi
solo
un
libellisti
troppo
pur
far lo
de' trovatelli,
spese
la camarilla
; era
tutti di fame
il vino
riceveva
che
stesso
re
naro
da-
sul
rendita
vendeva
quale
altri camorristi,
il
di
ad
all' ingrosso il governo
infine
al minuto; era
i qualilo rivendevano
la
Vescovo,
solo
che
famigliaa
sua
eccettuarne
senza
il direttore
filantropoofficiale
franchi
centomila
de'
i
il
beneficenza,
di
il contrabbando
favoriva
contrabbandiere,
col
i benefizi
divideva
ne
—
via in cui
prostesi.Essa
appropria ciò
che
e
non
fa il
un
guinose
san-
È dessa
prenda parte
:
o
che
per
corra
suo
trova,
a
colo
picsorve-
4
50
—
glia le contrattazioni,
il
cosa
hanno
diritto
suo
paura.
Non
basta
del
che
porto
fosse
ciò
ver
in
ranocchia,
una
loro
se
smozzicato,
diritto,
come
contando
sulle
hai
gli chiese
»
come
porto, mise
La
cielo
sossopra
folla cominciava
a
impaurirono
quarto d' ora
dopo
alzata, mostrando
restituisse
la
comare.
al
e
i
resero
fra
dichiaro
:
lotto,
in
le
salti
al
i
accorrevano,
dita.
sue
fu
strepitando.
e
colla
Non
che
solamente
donna.
alla
trionfo
in
Che
ce
ne
due
cinque .soldi
tornava
essa
avrebbe
Appena
—
urlando
terra,
e
moneta
facchino
al
soldi
rio
sala-
suo
che
riunirsi, i carabinieri
camorristi
Un
la
il
il danaro
cinque
Il pò-
casa.
con
freccia, giunse
una
perchè
vigliacco come
ma
cane,
dita
i
mettendo
dunque?
informata, partì
di
mestamente
potuto guadagnare
tu
e
facchino
un
a
tornava
ne
ogni
sopra
si tacciono,
risti
giorno i camorcinque soldi, pretendendo
pesce
un
preleva
giustizia.Un
estorto
avevano
fòrte
uomo,
altri lo sanno,
rende
essa
:
i fornitori,
tassa
gli
:
—
mano
se
so
la
la
riprese
ai camorristi.
Ma,
lo
ripeto, questotnon
donna,
praticata da una
tutti
i camorristi
ma
qual punto
a
prova
nulla
tutti i
fossero
offre
luoghi
Ciò
che
Borboni,
che
del
mondo.
qui
è
la setta
era
che
non
è radicato
il male
si trovi
non
che
singolare,o
organata
la
camorra
sarebbe
riuscita, se
ne' costumi
più
meno
o
almeno
in tutti i
lo
era
cere,
pia-
per
Questo
assomigliati.
lei
a
era
esempio
del
paese,
segnalato io
ai
tempi
quartieridella
dei
città,
di questi,quello
notai, e uno
capi, come
infine che
nuamente
contidella Vicaria, a tutti superiore : la setta
tutti
si ingeriva in certi affari e si imponeva
a
i poltroni,a tutti i viziosi del paese.
le
di diritto erano
Il luogo ove
gli affiliali entravano
poli
Nabische
dalla polizia Eranvi
autorizzate
a
più o meno
della città, certe
ne' quartieri popolari e ne' dintorni
i suoi
avente
mal
taverne
alle
dodici
famate,
classi inculte.
un'altra, i lazzaroni
necessaria
spada,
sfruttava
per
bastone
riunivansi
ove
Incapaci
a
e
le
giuocatoriappartenenti
ho
danaro).
specialmente i plebei; dunque
e
i numeri,
quattro specie di
Ora
lettera
distinguere una
benissimo
conoscevano
il lotto,
i
detto
che
in
carte
la
tutte
da
scienza
(coppa,
camorra
le bische,
51
—
de' fanatici cenciosi, assisi in
ove
di
legno,
ad
terra,
giornate
passavano
ostinatamente,
care
era
cavallo
a
si trovava
vi
a
intiere
nottate
e
che
certo
o
che
pan-
giuo-
a
fronte
di
cogli occhi fìssi sulle carte, che
abbandonava
di un
solo sguardo, l' inevitabile esattore,
vincita : il caad ogni partitapretendea parte della
morrista.
essi, ritto, immobile,
non
che
Con
mai
diritto
qual
Erano
saputo.
mille
li
•
—
nella
imponeva
quindici,erano
taverna,
solo
un
sorvegliava,li derubava
bastando
si fosse
?
giuocatori
tutti. E
Non
potevano
cento,
spesso
rispetto,
era
non
si è
essere
in
li teneva
camorrista
anche
ciò
a
i
così
un
morrista,
ca-
che
semplice picciotto,
un
era
vigilanza non
soltanto
ricercata, per
subita, spesso anzi era
impedire le
frodi, per giudicare delle partite dubbie.
Questo testimone
interessato
barava
là
trovato
era
facilmente
i baratori
i suoi
sotto
:
occhi
si
non
gastigava colle sue mani
difficoltà; aggiustava le
impunemente:
o
tale
Ma
custode
buon
un
1
caso
per
le
toglieva di mezzo
telli.
contese;
impediva le risse ; si gettava, occorrendo, fra i colghi
La polizianon
aveva
bisogno d' intervenire in que'luoallora
della
ai compagni
setta
pericolosi; si affidava
;
tollerata.
Ho
cio,
singolarecommermi son
bettola di pessima
in una
lasciato condurre
e
fama
affatto
Medina.
I giuocatorinon
Fontana
erano
presso
lazzaroni, tanto
meno
signori: portavano quegli abiti
gran
i mezzi
un
po' logori,che qui indossano
galantuomini. In
voluto
veder
da
vicino
questo
grazia di questo
durante
le
portava
una
e
vestiario, non
erano
rispettabile
partite,ma
queste finite, un uomo
al
mano
stendendo
Y altra
semplici parole:
la
osservazioni, salutava
Non
solo
tributi, ma
Napoli
nelle
nuovo
strada
davanti
alla scopa,
le
alla
armato
di
un
Era
—
di
deferenza,
queste
pagato
al
tornava
e
:
suo
i*giuocatorionesti
loro
due
senza
posto.
grosso
a
sempre
bastone,
che
devano
pren-
che
perdevan qualzione
qualsiasialtra ricrea-
porte,
primiera,
inoffensiva, rischiavano
tiranno,
»
segno
diceva
in
sospette la società imponeva tali
È noto
che
si giocava alle carte.
a
si fa nella
il fresco
ora
case
dovunque
tutto
camorra!
di
in
vincitori
ai
mano
«
berretto
suo
sorvegliati
giacchetta,
e
di
veder
che
giungere
si poneva
il
fiera*
52
t
_
fra
mente
essi
conoscerli,
senza
grande potenza
a
malgrado
I contribuenti
aveano
un
danari:
costretti
erano
discendenti
—
del
bel
principiodi
giurare che
nullameno
ai
nostri
palle
le
la
giorni,senza
E
tassa.
i
niello
Masa-
sotto
lapidato
avea
posta
1' im-
mormorare,
nanzi
di-
di tutte
le loro membra
carte, tremavano
al bastone
Ciò vidi io stesso,
del primo venuto.
sulle
le mie
detto
dovuta
alla
in
società,
tiravasi
esso
davanti
di
lui
tutti,
queste
avversario,
equivoco
suo
mortale.
era
e
di
una
qualche
volta
fare. La
van
alla
dava
Quando
di
vivere,
—
contando,
servigi
Il tributo
ossia
tasse
due
da
carlini
gli proponeva
avveniva
soldo
Stabilita
in
settimana*
per
ogni lenone,
nelle
come
l'ordine
e
che
duello
alla
mezzo
lo
volta
tal-
strada,
soldati, i quali lascia-
profferirverbo,
bravi
si
e
immerso
cadeva
saliva
irreperibile
tutti i
da
rialzare
spesso
in
e
peggiori luoghi,
meretrice:
ogni
il casuale,
contare
senza
dagli abituati,
Là
de' due
uno
al
chiamavano,
un
in
simili)
due
seco
la
come
coltelli
grado,
de' suoi
gladiatori,nello stato
di più.
il decimo,
sul giuoco era
dalla camorra
dieci. Sopra altri vizi imponeva
sopra
esatto
un
simili.
punte,
due
tasca
antichi
assassinio
un
di
portavano
ne
il vincitore
e
gli
come
ri-
e
salario.
menomo
proibiva di
legge de' Borboni
la poliziagiungeva, il vinto avea
Una
—
il
fuori
un
posto di
presso
folla assisteva
senza
sangue.
i feriti !
cessato
Ciò
fuga, quando
nel
riscosso,
avea
chiedere
(perchè tutti,o quasi
e
che
il danaro
traeva
offrendo
teva
giuocatori,il picciottorimet-
i
de' due
uno
in
compagno
un
camorrista,
secondo
sopravveniva un
il primo, volesse
prender il suo
sto,
po-
sventura
allora
la parte
agire, se
facoltà di
Quando
senza
conoscendo
non
esigere
per
avea
non
camorrista
modestamente
per
che,
del
mani
picciottobastava
ma
presentava
nelle
se
il
che
assenza
titolo si
E
sotto
finestre.
Ho
non
la
sulle
imposta
nuova
una
di
giuocavano
non
pagare
plebea, che
quella forte razza
di pietre contro
armata
tirannia
di
spagnuola a causa
una
intervento.
non
a
di
frutta, pagavano
l' ufficio di
faceva
e
violentemente
bische
adempiva
la setta
con
avea
riceveva
carlino
un
che
otteneva
da
quellidi
golarmente
re-
I' ufficio di
vigile attività.
I
saggio.
pastener
man-
postri-
53
-
boli
sotto
sorvegliati
poco
in
da
Pur
la
infami.
le
sopratutto
un'
pari
che
nulla
non
na
discipli-
avvenivano
ne1
luoghi
lo,
popoil contrabbando,
Faceva
debolezze.
sini!.
assas-
i difetti del
sfruttava
essa
però
non
ma
esclusivamente
regnava
sue
frodi,
vi
raramente
nevano,
mante-
certa
una
delle
spesso
tutti i vizi,
Oltre
intimorendo
del
setta
sotto
si
regime
precedente
camorra,
dramma:
al
volgere
e
della
si commettevano
vi
:
grazia
il
—
vava
gli impiegati della dogana, o piuttostoprelefraudolento,
ponendo
imposta su questo commercio
contribuzione
a
fuvvi
profittavano, perchè
in Napoli per
mezzo
ne
entrava
lo esercitavano
che
toloro
e
tempo
un
della
e
in
Ma
dogana.
loro
co-
cui
non
polizia assai mal fatta, la
altrove,
veci alla dogana e
faceva
le
camorra
ne
spesso
sorvegliando gì'imbarchi e gli sbarchi, l' ingresso,1 egresso
mercanzia.
Conosco
negozianti di prim' ordine,
e il trasporto della
che
ai quali davano
al loro soldo
camorristi,
aveano
invii
fior di piastre per
le loro spedizioni.Gli
assicurare
di danaro,
garantitidalla sor*
esempio, erano
per
spesso
veglianza di questa polizia irregolare E quello che è più
ganata
singolare si è che questa strana
ispezione fu ben tosto ore
lungi
un
rigore, che era
sottoposta a tariffa con
dai costumi
gressi
del paese.
si stabili a tutti gli inLa
camorra
di Napoli, a tutti gli uffizi del dazio, alla
dogana,
basta.
alla
Essendo
per
stazione
le vetture
lo
innanzi
ferrovia,
della
le carrette
e
che
la
dovevano
i
viaggiatori.La tassa
il decimo.
e
percepita ; sempre
costava
semplice corsa
per una
e
ne
che
aveva
Era
del
loro
specialmente
vittime.
1
frutta
Bla
quello
voglia. Questa
che
Or
bene,
alcuni
chiamano
alle
dazio-consumo
di
«
; il decimo
nove
è
notevole
i
un
che
terreni
grassi e
camorra.
attendevano
bravi
non
loro
»
soldo
per
pagavano
di viver
paniere.
di mala
tranquilli.
io diceva,
coltivati
che
le
de' panieri
portavano
(abitantedi pedule
ben
fizi
gli uf-
città, presso
della
i nostri
contento!
Padulano
chiesta
cabriolet, per esempio,
dieci soldi, il cocchiere
non
imposta permetteva
eccoti
canzie
mer-
Un
spettava alla
si è
le
rigorosamente
era
porte
che
cocchieri,
i
e
trasportare
giardinieridelle campagne
e
dapprima un
pagavano
amico,
giorni,a
i facchini
tassò
sono
or
;
così
dalle
si
an-
54
—
tiche
porte di Napoli si stendono
forniscono
e
?
chiese
»
la
è
parte,
legumi
egli
»
rovina.
La
frutti
i nostri
li rendeva
ce
birbe.
queste
prendono
tu, dissi
«
Io,
rispose,sono
un
che
morto,
dai
che
alle
coi
nostri
di
rimettere
i
pochi
di
al
camorrista,
che
soldi
Dio
di
cavato.
ri-
avean
raggiungere
per
abbiamo
ne
che
trenta,
fiacre, nulla
hai
da
alle
ha
scese,
Un
camorrista
pizzo (posto)al
che
nella
che
mi
sare
pas-
sdrucciola
grotta di
delle
e
Posilippo
gli impediva
protegge,
che
e
il
il
avea
avrebbe
de' cavalli, mi
mercato
vuoi
non
de' mortaletti
paura
pecore
cammino.
comprato
piacciono, che
lui
a
Ho
le strade,
conosce
non
luoghi che
salite, cade
assassinato.
uomo
che ieri si è impennato
campane,
ha
branco
di
schiacciato un
e
suo
legumi, e tutti
panieri si spargono
»
cavallo
un
e
»
sangue.
cocchiere
un
a
(mercante ambulante)
ladro
un
il nostro
Ma
«
dire !
di
to
conten-
i nostri
la rajfno
vuole
Invece
tutto
che
esattamente,
vi
Oggi
—
!
il bazzariota
quale affidiamo
questi percorritoridi vie,
la città,non
mancavano
per
al
Perchè
mento
sopprime in questo mosignore » esclamò
"c questa
la sua
prendeva, è vero,
camorra
sorvegliava
ma
vio
Vesu-
del
si
Ah
ce
—
«
città),
la
tutta
a
alle falde
fino
Perchè
«
—
camorra.
la nostra*
che
—
miato
rispar-
b
la
sua
io
avevo
questo
furto.
mancia
dal
da
passare
in
io
industria
il lotto
era
Era
—
spiegazione.Non
cieco, ed
mi
proteggeva.
costretto
stato
a
e
L'anno
E
Ciò
messo
senza
di
comprar
ciò
sanno
merita
che
fatto
stato
lui
»
gran
clandestino.
scorso
1'ha
egli
galantuomo !
singolare, esercitata
un
assai
tutti
le vendite
dal compratore.
cavallo
perchè
sono
cavallaccio.
e
un
buono,
per
Un'altra
di
venditore
vendere
prigione,e
questo
Egli sorvegliava
riceveva
dai
alcune
morristi,
ca-
parole
sia il lotto officiale
grande apparato
Napoli. La estrazione
avea
luogo con
in
del
Castel
sala
che
ogni sabato,
una
Capuano (ilquale è anil palazzo dei tribunali
ha
in Napoli ; oggi l'estrazione
luogo al palazzo delle Finanze) sotto la ispezione della Corte
in
de'Conti,
del
uno
ne
con
popolo
dopo
conteneva
e
la benedizione
per
T altro
di
mano
cinque
novanta.
di
un
numeri
Questi
un
in
sacerdote,
presenza
fanciullo, il quale
da
un1
cinque
urna
numeri
di
estraeva
legno,
erano
che
pub-
56
-
—
giuocare e non può rischiare
che le minime
una
somme,
per esempio (10 centesimi
l'ultimo
mattina,
e
mezzo). Ma il sabato
giorno, all'ultimo
la più piccola messa
di quattro
deve
momento
essere
lini
carbia
che
(lire1, 68). Ora è raro
un
plebeo di Napoli abin tasca,
mana,
in specie alla fine della settiquesto denaro
Il
popolo ha
la settimana
tutta
avendo
giuocato soldo
durante
sedea
camorrista
lotto.
i sei
di
sul
Questo
fa
separata,
i
Ma
lotto
è
delle
alla
al
che
di
di
istituzione
avrebbe
radicata
in
morir
a
Così
favore
sulla
di
stata
di
Essa
franchi
sola
vi
II
lui,
che
recente
diritto
cendosi
ridu-
il fisco
arricchire
ricchi
arrestata
teneva
una
con
tal
un
la
donna,
botteghino di
un
guadagnava, ogni settimana,
stiere.
me-
Carnalotto
lecito.
il-
migliaio
un
!
affiliati si ponevano
tutti gli uffizi ortodossi
vinceva
popolo
riacquistare il
per
di
e
questa
Il
de' Borboni.
addivenivano
anche
Gli
vinto
potuto abolire
ha
dinastia
Garibaldi
lotto.
toglieva il
paglia.
che
(rosticciera),
eottara
vuole
il povero
non
ha
la rivoluzione
volte
non
Francesco
i camorristi
È
della
Il
giuocatisortano.
Ma
tre
le si
se
trabbando.
con-
una
povero.
onnipotenza,
sua
richiamato
rovinarsi
\\
o
di
partita vergognosamente
popolo, che frutta al primo
tributo vergognoso
imposto
un
due
insorgere
più
È
del
Già
sollevato.
colla
milioni.
illusione
perpetua
stesso,
di
è
giuoco più immorale,
ineguale fra il fisco e
nosciuti
rico-
sono
mestiere
loro
i numeri
il
centinaia
somma
nel
si
non
bigliettoguadagna,
che
gli spetta ;
un
la
probità
certa
estrazione
Vicarìa
alla
di
alle
povere
colle stesse
più
quasi
messe
caso
per
vincitore
miracolo
un
minacciato
di
Se
posallora
al
clandestino
ufficio
le
che
si indirizza
un
estratti
ciò
tutto
vantaggi e
legale. La
Y uffizio
camorristi.
è
esserne
di
stessi
numeri
esattamente
pagano
anzi
mostrano
una
tiene
riceve
agli
offre
e
dai
che
trafficante
guarentigie, che
soldo
per
primi giorni.Egli
canto,
condizioni,
stesse
per
deduca
dai
e
il sabato
prelevavano
Un
giuocatoriavventurati.
talvolta, dava
il decimo.
sempre
Si comprende
ora
alla
camorra
alla porta
sera
un
diritto
uomo
di
dieci
sul
mia,
casa
soldi
naro
da-
per
cato
du-
:
l' industria
della
setta.
Essa
sfrut-
57
—
vizi, anche
tu Iti i
lava
quelli del
il governo,
quando
—
o
amore
per
Rubava
potere.
al verno,
goforza, si conduceva
per
o
disonestamente.
Ora
che
alle altre varietà di camorristi : quello
sopra
mento
ai bagni di mare
riceveva da ogni stabilie
passo
presiedeva
sei carlini
si mostrava
e
impegnati
le
è
qualche
cioè, che
impegna
del
il suo
spesso
deve
pagare
le
e
impone
danaro
donna
si è
abbandona
lato
un
necessità
la
in
lo
richiede,
necessità
la
le costa
che
anzi
condizioni
che
vien
fra
il
i
che
anelli
qui
La
si
sinuavasi
così, in
Essa
talmente
dei
Al
la
voleva
che
crederlo
Sia
della
che
nell'
È
al
nome:
ecocome
numero
dieci
suoi
de' Gracchi.
madre
che
ho
le
vittime
in
restavano
più
quando questi
sono
prigioni,ove
non
il tributo
contribuenti.
voluto
ma
origine,come
(ho
la
citate
falangi dei
le
tutte
di
fama
hanno
così
agiscono
temuta,
temuti,
sinistra
continuato
:
Essa
premono.
speculando su tutte queste debolezze, iumille guise, nella vita privata dei poveri.
tiranni, anche
Erano
povera
l'
oppressione del-
tuttavia, incredibile
E
parlatoriodelle
puntualmente
ancora
La
da
di pane
per pagare
pezzo
dall' altro questo tristo gioiellodi cui
cuoprono
riconosce
camorra,
era
gli ori
conserva
d'oro
quelle che più fanno mostra
sono
esempi di modestia, di previdenza e di virtù.
diti, che
essa
ultimo
suo
—
che
creditori
due
conservare
non
degli
E
frutto ;
il riscatto.
per
in
e
sempre.
recarle
che
all' usuraio,
recente
guadagna
ori, in gioielli
popolo
cambiarlo
a
niente
interessi
gode.
abitudine, quelle
essa
del
donna
sopra
di
catena
doro,
una
già indebitata per comprare
impegna per pagarla. Si immagini pertanto il
tino
e
far
gravi
la
spesso
tristo stato
suo
La
ma
ovunque,
che
fondate
regna
state
sono
quando
questo paese
gli
che
affretta
si
danaro
;
male
un
non
Napoli, ove
di risparmio.
a
casse
e
via
lui dai
presso
insolentemente
L'usura
tutto
quello che praticava l'usure
di anelli
di catene,
carico
di spilli,
che
scondeva
napoveri, sfarzo ambulante
di
baldo.
1 ignobile mestiere
questo ri-
settimana
per
nella
voluto
la cavalleria
dico
de'loro
vedere
da
anche
di
crede
consultare
errante
e
erano
ricevono
racchiusi,
me,
ed
ho
più, erano
il signor Lazzaro
tutti i
si sieno
potere
ri.
libe-
Io
non
veduto.
rispettati.
deputato
abbiano
partiti),
associati
«
per
58
—
h
difendere
»
mezzo
il debole
di
la
contro
maggiore ; »
giorni il miglior
nostri
col
la violenza
che
sia
forte
del
prepotenza
forza
una
nei
ancora
—
titolo alla
sia
venerazione
moltitudini,essi si erigevano in tribunale popolare e
una
magistratura meglio consultata, meglio
componevano
Nel
di quella eletta da
Ferdinando.
ascoltata
«
suo
tiere.
quar-
delle
il
scrive
»
»
fatto
»
inappellabilie
T ufficio
giudici di pace ; le
giustissime, non
spesso
verificare
sono
disobbedite;
mai
»
dispendiosi litigi.
si evitano
mezzo
sentenze
sue
di
esercita
il camorrista
«
dei
questo
con
spesso
Ho
voluto
»
signor Lazzaro,
quest'asserzione,
trovai
la
e
mente
perfetta-
esatta.
Ma,
se
una
con
dal) altra faceva
di cocomeri,
prima
tasse
frutti, che
sulla
caricazione,
sulla
scaricazione,
sulla
vendita
umile
al
diritto
minuto
di
la sera,
prendono
là loro
si slanciano
un
diritto
sì
prezzo,
poco
tori
coltivade'
profitto
a
vi
non
0
!
un'
verso
corsa,
lutti i
in
Roma
O
—
un
—
Pungolo,
e
il
un
diritto
guadagnavano quasi nulla.
zione
ai venditori
di giornali,che
dopo la rivolula città 1
inondato
comparisce il
Quando
hanno
Pungolo
percepiva
trasporto,
sulla distribuzione,
questi frutti
gni,
ma-
ranof
nu
sul
scemando
che
de* venditori,
Chiedetelo
0
un
(pe
usi
camorra
diritto
un
regalo del povero,
e
—
faccia). La
la
venditor
ri-
pagare
tra
a
o
cinque o sei
potesse mangiar questi
dovevano
popolo
al
lavi
te
e
quali
il felice consumatore
servono
bivi
diritto
che
i
qualche bene,
ai venditori
lo si chieda
Che
male.
molto
faceva
il camorrista
mano
!
—
frotte
monelli
di
fradicio,
agitando il foglioancora
quartieri gridando a perdigola.
—
Notizie
Pungolo
notte,
e
Pungolo
—
di
ora
È
—
e
0
asciuto
!
Pungolo
È
Galibardo
Pungolo
o
—
Il
—
bello
tizie
No-
—
re
legge-
a
pubblico
arresta
ginandosi,
passaggio questi gridatori sfrenati, affannati, immacosì frettolosi, che il fogliodella sera
nel vederli
annunzi
frutta qualfuribonda
che
grandi notizie. Questa corsa
da
soldo
in modo
ai ragazzi, che
vociferano
vanno
e
al
loro
spolmonarsi
fortuna
fino
ai camorristi
il loro
—
a
Chiedetelo
di
cambi
che
v'è
gente
che,
senza
posto, esigono
a
la
frutta
per le vie. Ma
far cosa
alcuna, senza
parte
quei disgraziatiche
militari ;
erano
del
grossa
i Borboni
sotto
più
comprati dalla
una
sciar
la-
bottino!
camorra
vano
serviche
59
—
—
?
li rivendeva
ai ricchi ;
guardati
battuti
dei
quella
Uovo
a
negri, subivano
prigionieridi Stato
come
comprati, questi sciagurati,
ma
appena
tenuti
sotto
vista,
chiavi, nutriti, vestiti,
servitù
una
nei
di
più rigorosa
di Castel
sotterranei
l'
del-
!
Chiedetelo
stessi !
Sì,
questi vagabondi
faroni
cui ho parlato di sopra,
stroppiali,famelici, fandella miseria
che mettevano
piaghe schifose in mostra,
erano
sottoposti alla pari degli altri alla inesorabile
mosina.1
Vi era
rapacità della camorra.
un'imposizione fino sull'eleai
raeodicanti
—
di
La
infine
setta
militari:
corpi
di
fuvvi
trarne
cambiando
le
forzati, sotto
dei
vesti
cui
si corruppe,
nella
marina.
Poco
cielo,
non
da
è
più
si fuse
in
in
il cattivo
con
i Borboni,
Sicilia
dire
vi
sulla
che
si
volendo
de'
bagni
forse
era
fu
stabilì,
piano
un
sgraziat
disto
to-
passò
che, grazie al
napolitano
più felice
spirito di
granatiere
estirpare.L'esercito
italiano,combinazione
I' esercito
e
un
armata
presto
e
militare
camorra
da
rando
dispe-
e
prevalse. L'
elemento
male
un
che
sovrano,
soltanto
camorra
porte
nei
arreggimentarono i
coi gigli.Non
giudichiamo
bianca
Diciamo
insinuata
era
uniformi,
quest'atto
la
ho
coscrizione
rosse
umanitario.
in
cui
soldati, aprirono le
severamente
tentativo
in
tempo
la
bandiera
la
s
finirla)
preme
un
acclimatare
frattanto
troppo
(mi
dell'altra, nella
quale la lealtà, il coraggio, lo
del
il rispetto della
bandiera, la fermezza
corpo,
piemontese, il brio del bersagliere,di questo corpo
vispo
cini
e
gagliardo che mi dà l' idea di uno
squadrone di fantacche corrono
davanti
ad essi al fragore vivace
sempre
della lor musica
queste qualità del grande esercito
; tutte
hanno
si battono
invaso
i coscritti di Napoli che
marciano
e
ora
come
vecchi
reggimento,
presi a
1
un
Fino
camorrista
Si
per
sulla
caso
la
mia
nell'intiera
devozione
! A
Sossio
non
temeva
delr
Italia;
delle
estorcere
del
danaro.
.
.
sue
le
mattine
di
compone
e
di
Napoli)
anche
industrie
Prendeva
loro
di
era
un
mini
uo-
già più
riconosco
non
delitti,
Una
messa.
si
(provincia
Frattamaggiore
Aversano.
di
tutte
passare
finestra ; esso
temulissinioflfcolpevole
di
molti
chiamava
preti, ai quali
sotto
soldati. Vedo
un
regnava
nio.
assassi-
sfruttare
fino
tre
i
soldi
60
—
il
che
circonflesso
eternamente
perduto l'accento
sua
provincia
Bisogna però confessare che un
piccolo numero
ha
la
del mezzogiorno
di introdurre
tentato
esercito
camorra
il lettore
:
sé
italiano.
il soldo,
sul
setta
condusse
ad
Si ebbe
1
i
sul
della
che
questo
3.
4.
si abbiano
5.
per
bene
tutti
Usare
smascherata
e
non
cuoprirli di confusione.
la pena
che
infliggerea costoro
a
furono
espostinel
campo
scritto
da
questo
questa
dall' autorità
recentemente
ese-
militare
per
Sono
dal
disposizioni diramate
mento,
superiori. Questo
prezioso docui ragguagli che
ho dato
e completa
comandanti
conferma
e
e
ed
bettole
esigere
anelli, catenelle
hanno
che
ciuffetto
giuoco
altri
gli
segni innanzi
i
ove
la
camorristi
camorra.
laccetti
o
detti,
in
colore
essendo
sti
que-
sorveglianza
malattie,
finte
con
coloro
che
di
cercano
per
colla
di esercitare
speranza
negli
entrare
più
colà
volmente
age-
camorra.
Nelle
rigore
riviste
effetti
per
se
si
di
danaro
degli
scoprire
eccessive
somme
Vigilare
sede
6.
Fare
Osservare
di
si
se
Procurare
di
caserme,
armi
che
si
adoperare la massima
negli zaini od altrove,
esigono
corrispondenze attive
capi della camorra.
delle
riviste
tanto
inopiMie
9
nelle
o
ranghi
caserme
come
dritto
di
coi
luoghi
di
zione
attense
o
camorra.
pena
nel
dei
in
tanto
se
nelle
conservino
tengono
abituale
piegate di occhio,
il
il
promuovere
ridotti
nei
vigilanza
quelli
severa
7.
8.
i
sopra
alle
camorristi.
dei
militari
napolitano,
annullare
che
nell'esercito.
i
severa
una
Osservare
la
e
sopra
sull'esercito
presa
sventata
ridicolo:
comunicato,
stato
ebbero
non
presi
tutti
a
facilmente
distintivi
ospedali
organato
quale stava
petto
Camorrista}
datare
A
entri
verde, capelli con
o
estorsioni
flagello.
adunano
S.
è
Esercitare
1.
:
camorra
guerra
mi
questa
associazione
nel
provvedimenti
la
che
ministro
di
senso
il
paralizzarli,
Ecco
impedire
con
resultato
già infamante
nome
nero
altro
cartello
un
camorra
di
cospirazione
buon
il
più poteva
con
loro
la
;
di
mini
uo-
immaginarlo
una
traffico
un
pane,
de' camorristi
sforzi
italiano
un
di
clute,
reobblighi imposto
esistono
inveterati
che
in tutti i paesi, in tutte
di uomini,
più
principiando dai collegi. Ha
vano
a
più violenti erano
Napoli, perchè si costituiformavano
e
una
oppressione organizzata
perniciosie
•i
aperto
consistesse
per
ovunque,
sistema
accrescimento
un
riunioni
Gli
i deboli,
che
in
abbastanza
come
rancio, sul
abusi
in
dire
già
sa
Era,
contro
fornimenti,
le
ne
medesimo.
de' violenti
Inutile
Noi
abruzzese,
fantaccino
un
avea
neir
da
diceva
Italiani, mi
tutti
della
su
il siciliano, il lombardo.
napolitano, il piemontese,
siamo
—
nei
o
con
rendere
prestigio che
essi
le
mani
o
in
altra
agli effètti
facessero
del
alle
soldato.
volte
segni
maniera.
oggetto
di
ludibrio
tentano
di
esercitare.
e
disprezzo
i camorristi
per
61
—
cuzione
hanno
dalla
non
stessa
Non
l'esercito.
Sicilia
d'onde
da
paese.
discorrere
condotto
della
essa
una
delle
che
pene
altrui, in
neldi
venuta
era
delle
derisi
son
camorra
sfregio,una
lo
setta,
e
della
che
soltanto
avea
zioni
opera-
infligge
essa
ispecie al di là
A
stretto.
con
Napoli s'incontra
uguale facilità un
si può
tedesco
studente
:
metter
scomuno
sfregiato come
da
è
sicuro
che
stato
un
morrista.
caa
egli
{fregiato
colpo
al
applica
dello
uomo
bisogno per
Ma
18V0
Gli
volta
fu
decretato
di
chi
di
severità.
di
sé
anche
a
necessaria
che
Fu
creduto
che
specie
una
mostrando
esse,
sangue,
«
bisogna
sopravvenne
accaduto.
9.
Vigilare
essere
Non
è
ridendo,
per
che
i
ami
reprimerli;
di portare
sopra
di
questa
supplizi.
si lagnava, né
niuno
le vittime
che
all' uomo
che
ami,
vano
affeziona-
le
di
una
d'onde
folla s'era
La
rate?
sfigu-
avea
esclamava
»
larga piaga
»
stesse?
ziate
queste disgra-
miserabili)si
1
il
e
usciva
riunita
,
«
intimoriti
una
mi
che
agente
—
rasoio,
questo
gota
il 1830
sorte
onore
ejglimi
di
un
era
furore
di
sulla
mio
losia,
geuna
raddoppiamento
neppur
queste
che
Bisogna
«
—
sul
direbbe
(VictorHugo
con
cui
parlassero,e
affermo
se
di
violenze
punire
come
di
dopo
sfigurato il volto
avesse
ordinario
di
o
e
frequenti fra
legge speciale per
punita con
proibito agli uomini
anche
testimoni
Sarò
sangue
ferita, che
de' rasoi, istrumento
eranvi
freddo
barie
bar-
questa
collera
ricevuta, sarebbe
l'avea
Ma
di
sì
una
ogni
che
donne
accesso
un
sfregi divennero
fu
che
in
commessa,
qualche
sentenza.
conto
particolarmentesulle
è
veniva
ad
loro
rammento
ordinarie
o
del
dunque più
Io
alcuno,
più spaventalo
gente
ho
—
ciò che
polizia,il quale chiese
nulla
»
rispose ella, « ho preso
imitare
quel giovane quando
giovani soldati, e
o
influenzati
da
le
reclute
coloro
al
che
loro
si
arrivo
hanno
in
non
no
abbia-
sospetto
di
camorristi.
10.
quali
sono
Verificare
maggiormente
quei militari
di
corpo,
11.
con
designate
allorché
le
attenzione
tutta
gli
stati
nei
(figliazioni)
matricolari
di
affine
gliare
sorvefurti, giuoco, ferimenti,
mente
attentale avessero
sofferte; sorvegliare pure
punizioni per
coloro
che
facevano
che
dalle
figliazionisuddette
parte
dell' esercito
risultano
delle
Due
aver
fatti
passaggi
Sicilie.
dai
siano
Inculcare
denunziati
si conoscano
che
i camorristi, quando
di
esseri
iu corpi
zione;
puniindegni e da espellersi,inviandoli
compagni, siccome
dell'esercito.
co' soldati
vigilare poscia sulle corrispondenze di questi ultimi
62
—
si fa la barba:
io
tutto.,Io
ecco
v'ho
non
badato
scherzerò
non
—
troppo
rasoi.
coi
più
mi
e
tagliata:
sono
»
V.
DELLA
ORIGINI
Questioni
di
etimologia
Rinconete
—
La
La
baratteria
I
—
due
Umili
—
Ornai
in
Gli
—
dovuto
dei
Rapporti
—
uffiziali
Spagna
Monopodio
di
—
Sancho
e
vice-re
i
sotto
il lettore
sua
conosce
la
potenza
nelle
Gesuiti
Panga
Napoli
a
sui
pubblichelli
risti
camor-
booachi
I
—
—
suoi
i
camorra,
carceri, le
studiarne
Importa ora
forse mi
dirà
si
(e taluno
prender di qui le mosse.
:
confraternita
Il camorrista
—
in
camorra
dell' autore.
scuse
città.
La
—
camorra
corda
garduna
leggi, la
sue
La
di
La
—
Arabi
—
tratti
La
—
vestiario
Cortadillo
fra gli
camorra
—
le
e
di
e
CAMORRA.
le
costumi,
zioni
ramifica-
sue
cause
le origini
e
già detto)che
lo avrà
Ma
il mio
avrei
è
argomento
malagevole parlarne» serbando
una
rigorosa regolaritàcronologica. Se io dovessi scrivere
alcun
la storia d'Italia, a mo'd'
vi sarebbe
esempio, non
dei Pelasgi e
inconveniente
collo stabilimento
esordire
a
spizio
degli Illiri,perchè la sola parola Italia, scritta sul frontesì poco
è
conosciuto, che
libro, evocherebbe
del
della
gloriosa immagine
Che
Appennin
nei
lettori
illetterati la
più
penisola
parte,
il
circonda
mar
l'Alpe.
e
»
Ma
vaghe
il titolo di
e
confuse.
gli si
ho
stimato
indicarne
questo
nome,
oltre
venga,
uomo
un
a
chi
ma
che
idee
definirla
noi
da
ignoto, non
egli sia ; il
il torrente
prima
perchè
melmoso,
e
le
scaturigini.
parte a propriamente
poi
camorra.
egli
in
suscitare
necessario
quindi
descrivere
dover
D' altra
della
onde
chiede,
Stimai
ci imbattiamo
prima. Quando
poteva
non
camorra
Intorno
nulla
il 1820.
alle
dire
originidi
dice
la
Per
ottenere
storia,
e
una
la
non
bavvi
setta
genesi
che
tradizione
qualche semplice
porta
non
sale
ri-
notizia
64
—
dire
noci ; hacer
camorra
esiste nel linguaggio
cercare
camorrista
Vi
soggetto.
che
uno
è
popolare,
da
duuque
di
tratto
il
là
lite. Il
cercar
contro
de' camorristi
per
e
nome
il cattivo
cento
querula,
suo
di
nome
designa
e
scommetter
la setta, eminentemente
ha
è
—
politani
na-
conseguenza
importazione spagnuola.
una
Si
d'altra
trovano
alcune
gnuoli
vestigia di
i vizi
di
L.
se
taluno
Viardot
conete
si
onde
conosciute
e
rassomigliava
»
numero
»
funti
»
che
»
bato.
alla
di
ed
messe
il
»
ratore
»
che
»
uno
»
grida
»
in
col
di
dette
dei
muove
dei
e
certo
de-
dei nostri
viene
del
prete
noi
da
ru-
arrecano,
di
corre
il procu-
comprendiamo
ed
via
la
per
raffrena
la
che
folla
si
per
sotto
suffragio);
il boia
quando
inseguito dalle
è
ladro, al ladro, arrestatelo, arrestatelo,
mezzo
co-
un
l'alguazilche ci corregge,
pietà di noi, quegli infine che,
a
nostri
al
anno
ci assiste,
che
si
vano
divide-
nostro
Y elemosina
via
per
benefattori
nostri
Era
grandi vantaggi a quelle anime,
naufragio (voleva dire
nome
È
«
pagate in tal guisa
e
prendisti
ap-
scellerata.
più
clero.
che
ciò
[Rin-
Monopodio. Questa
Siviglia, i quali
a
di
parte
si assicura,
quanto
»
Or
Cervantes.
il capo,
di far dire ogni
per il riposo delle anime
celebra, una
Queste messe
via
di lei
era
polizia e
le
d
di
benefattori, prelevando, per
e
a
di
novelle
le
ladri stabiliti
confessa
»
teggeva
pro-
grazia all'abile traduzione
confraternita
camorra
lucri colla
i loro
stume,
simile,
la
nella
di
riunione
»
spa-
che
di rileggere la seconda
pena
Cotardillo)vi troverà la storia di due ladri
prende
ammessi
una
un'associazione
sfruttarli. In
sono
costumi
antichi
negli
parte
si
precipitava
getta
dietro
il
Lasciate
diavolo:
andar
fuggiasco, dicendo:
quel povero
assai è disgraziato,che
vada
che
in pace
sia
»
e
punito
dal suo
stesso
»
Leggendo queste linee, si
peccato. »
di Napoli,
che vi si parlasse non
crederebbe
di Siviglia,
ma
dei costumi
di
di tre secoli indietro, ma
non
quelli
dei nostri giorni.
»
—
La
come
si
confraternita
la
giudicava
piembri
di
camorra:
da
questi birbanti,
medesima
di
«
la
aveva
sé
il diritto
Sivigliaformava
vita
aveva
e
di
dato
lingua,
sua
e
si
morte.
loro
società
una
il
sui
Monopodio,
l'ordine
di
te
par-
codice,
suo
attribuiva
a
propri
il capo
prelevare
di
su
65
—
quanto
»
tutto
»
lampada
È
di
nel
immagine che
fanno
di
nelle
fra
contatto
e
maggiori
avevano
i camorristi,
il diritto
società
due
loro
un
»
quadri
prigioni.
le
si chiamavano
novizi
mezza
ai
nata
an-
fratelli
conto
per
offici subalterni.
parte
a
aveano,
e
soprannome,
di entrare
steva
consi-
case,
mille
adempivano
tutti
i
per
Sivigliai
nelle
prigioni,sia
contribuenti
I fratelli
in città.
venerava
una
pagare
furto, portavano ambasciate
loro
alle
sia
si
i camorristi
si trovano
punto
primo
maggiori
come
che
per l'olio della
elemosina
del noviziato. A
tempo
fratelli minori; dovevano
sul
de* loro
santa
che
altro
Un
qualche
quello
Madonna,
della
rubavano
una
di
lo stesso
—
di
ciò
tutto
che
nella
Il capo
massa
comune.
gli applicatiportavano
fra i
distribuiva
industrie
il prodotto totale delle
diverse
subordinati
e
gli agenti, dopo aver
prelevato ciò che spettava
agli alcadi e agli alguazils.In grazia di tali precauzioni,
ai luoghi ove
dinanzi
le pattuglie passavano
erano
ricoverati
i banditi
nel
un
»
Ecco
lasciato
»
chado
gato
obbli-
delitto.
Spesso la confraternita
teneva
private, e Monopodio
che
commissioni
dai
riceveva
suoi
alcune
in
otto.
»
per
»
ferro.
Termine
uno
(Un
che
Mozzone,
della
collana.
sua
(il mutilato): »
prima qualità,a
«
la
pegno
di
soprannome
All'oste
«
Lucerna,
di
camorrista
lo
suona
il Desmo-
Esecutore
dodici
Napoli
stesso.)
colpi
di
il colpo. Ricevuto
scudo
stabilito sei
il
avea
giorni.
bastone
un
Esecutore
di
acconto
Mani-
»
Nota
»
primo
»
scudi:
»
era
partite tolte da quel registro.
AI sarto
a
gobbo soprannominato il Silguero (caldedella signora che ha
rino) sei colpi di bastone
per conto
»
»
delle
registro esatto
Questi si spargevano
ciascuno
città, dove
delie vendette
incaricava
clienti.
la
per
qualche
commettere
a
si
mattino
mai.
v' entravano
non
e
degli sfregida
al mercante
trenta
sono
sul
già
farsi
canto
stati
in
della
questa
via. Prezzo
pagati
in
Il
settimana.
conto.
cinquanta
Esecutore
Cbiquiznaque. »
lo sfregio de' camorristi.
Ecco
Recan
maraviglia questi
di
fra
due
le
società, soprattutto quansomiglianza
punti
do
si pensa
un
che
quadro
Cervantes
non
ci ha
di fantasia per incastrarvi
fornito
in
qualche
questa
avventura
vella
no-
66
—
invece
ma
romanzesca,
ha
fiorettature, di
senza
il
durante
fatto
studio
uno
costumi
soggiorno
suo
—
da
infami,
finzioni,
senza
esaminati
lui
Siviglia dall'anno
a
4588
l'anno
al-
1603.
alla camorra
gine
un'oriche assegna
particolarità,
spagnuola, è il significatonel quale questa parola è presa
Infatti
dagli scrittori del dialetto e dalla gente del paese.
consultiamo
il Vocabolario
se
Napolitano di De Ritis o il
Un'altra
Vocabolario
è
del
Siciliano
biscazziere
un
plebeo, che
ai giuocatoria
del danaro
estorcervi
È
probabile
setta, il cui
aleatorio
che
proibitodal
primo
dall'arabo
allora
arabo
rista
camor-
per
nacce.
mi-
della
mestiere
giuoco
fraudolenti
lucri
Mencirski,
persiano di
e
il
Rumar,
produttivo di
Corano,
il dizionario
forza
il
che
l'osterie
per
di
d'insulti
e
corre
fosse
questo
verrebbe
nome
[alea,dice
Mortillaro, si vedrà
et
lucrum).
quivis ludus peculiariterquo captatur
dessero
cabolo
può dunque inferirne che gli Arabi
questo voai Napolitani,
agli Spagnuoli, i quali lo trasmisero
ahatorius
Si
forse
anche
È
il fatto
con
denotava.
che
però che questa
Spagna ai tempi di
in
Pan^a
fece
nome,
sul
il
giro della
isola
in
tornerò
quale
di
in
traslato, frode, tanto
per
spagnuolo), allorché Sancho, come
in
camminava
dal
prodotto
romore
che
essi col
si battevano
della
che
di noi per
spogliarciin
uomo
dabbene,
causa
di
questa
la
Ecco
qui
rissa,
perchè
da
»
me
brevemente.
consultati.
La
«
»
a
del
gere
sopraggiunlerare
tol-
si
gettisopra
«
Calmatevi,
—
è la
qual
il governatore.
»
Chiedo
di
licenza
sono
testo
data
saprà
da
da
che
il
mini
uo-
Dobbiam
Signor Governatore,
Signoria vostra
udì
due
Erano
al
letterale, fatta
libera
—
io
questo
mano,
raccontatemi
e
egli ebbe.
traduzione
alquanto
spade.
alla strada?
«
in
quanto
fece
in
furti,e che
Sancho,
risposta che
una
due
commetta
mezzo
disse
»
bastone
suo
di essi esclamò:
uno
gfente
italiano
si fermarono'
che
e
giustizia,e
questa
di
cozzar
il
istoseguaci e dal suo
e
gli alguazils,mentre
i cancellieri
ad
mezzo
(si noti
io diceva,
tutti i suoi
Sancho
significacambio,
che
appresso,
in vigore
era
Allorché
Baratteria
traffico, e,
da
giro, accompagnato
contare
riografo,senza
"
Cervantes.
sua
giuoco
sul
imposta
certo
me,
stituire
so-
air interpreta
altri traduttori
ve
questo
lo dirò
gen-
67
—
»
vinto
ha
tiluomo
—
nella
ora
di
casa
giuoco,
là
di
faccia,
»
io che
ero
più di mille reali, e Dio sa come;
presente
coscienza, in favor di lui molte
giudicai, contro
parmi
avrebbe
che
tite dubbie
dato
al:
quando sperai
e
è stile darne
meno
come
qualche scudo di gratificazione,
»
ad
»
moni
»
e
»
ed
»
»
»
dalla
Questo
è
casa.
»
faceva
mancia
d'ordinario
pagata
che
la
dal
che
giuocatore
imposta percepita
dalla
vince.
E
di
camorra
barattolo.
interrogato da Sancho,
col dichiarare
vomitare
la
che,
(traduco letteralmente
vincita
sua
Sancho
questo:
a
»
il
»
gli più di quattro
j"
danaro,
avversario
suo
era
modesti
»
vano
esser
»
volto
»
tunati,
»
fraudolentemente,
»
il vizio
inoltre
la
e
che
chiamavano
È
È
—
frode
narrato
voluto
del
spesso
il barato
dove-
loro
si
dava
che questi aveano
sapessero
perchè i giuocatori fraudolenti
[mirones)che
vera
camorra
i camorristi
Da
nelle
propria
e
vinto
sono
li sorprenè lo sfruttare
,
brano
apprendiamo
giuoco di Spagna si
questo
di
case
con
giuocatori for-
patteggiare co'
non
altrui.
dar-
mirones.
200
pagare
immediatamente
e
questo
da
di
Sancho
reali
al
la sentenza
nota
a
avendo
la
chiese
»
avea
avea
speravano
ciò che
de' testimoni
tributari
sempre
dono.
che
porsi a
che
meno
a
quanto
non
la
perchè gli regalava
ricevere
e
gioviale,senza
che
e
vero,
coloro
che
fatto
vomitar
potete rispondere?
confessò
reali,
perchè
e
Che
«
Egli
«
ritardava, avrebbe
Sancbo
se
ganancia) al gentiluomo.
»
nelle
napolitano
:
aggiunge ancora
bene*
onorevole:
Io sono
ho impiego né
uomo
non
un
fìzii,perchè i miei genitori nulla mi hanno
insegnato e
lasciato
nulla
»
(altrarassomiglianza co' camorristi),e
Unisce
»
il camorrista
la pagiuoco di Napoli. Ho tradotto gratificazione
rola
specie
specialmente una
spagnuola barato, che denota
L' individuo,
»
danaro
di
qui rammento
Napoli chiamasi
«
frodi
»
che
ciò
le
colpi, per giudicare
querele, egli intascò il suo
le
testi-
stanno
ne
se
de' buoni
e
risparmiare
uscì
importanza, che
mia
de' cattivi
per
case
di
della
uomini
fuori
star
paragrafo
trattar
con
osservo
uomini
II
fu
gentiluomo
miront e questi a
dell' isola
dieci
la
partire
anni.
polizia di
simili, pronunzia
che
dannato
con-
dendo
Chiu-
Napoli,
sentenze
68
—
simili.
Essa
fino*
dove,
abbiam
di
e
Per
la
a
ragioni da
Però
di
camorra
conosciuta
LUI,
nei
vivea
I.
luoghi
della
centro
di
XVI
setta,
né
fatto
di
le
È
1573):
dalla
Vela
A
«
della
G.
in
trò
en-
il
seguito
feroce, che
del
lo
seco-
quanto
notizia
nuto
perveVicaria
si
l'un
l'olio
gue
se-
è
della
carcerati, creandosi
dai
tolo
(Ti-
Essa
scriveva
C.
ove
siciliane
metà
nostra
la
giuoco,
un'associazione
carceri, fflcendosi pagare
dette
di
case
varsi
gioche
soltanto
noto
Fin
non
mestieri
addivennero
Gran
carceri
è
di baratteria.
nome
formò
gli Spa-
con
prammatiche
che
cardinale
sett.
probabile che
queste contrade
nelle
assassinio.
estorsioni
molte
il
vi
di
dentro,
in
soltanto
sotto
e
e
(Pragm., 27
priori
leggi:
in
Panca
proposito
confuse.
detenzione,
di
il vice-re
fanno
tale
in
molto
)
ec
rapina
che
le
dunque
di
gastigata dalle
e
v.
antichi
e
si esercitò
non
era
importa
non
fanno
nell' Italia meridionale
tracce,
congetture
è
esposte
me
annali
negli
trovano
ne
costumi
I
dopo Sancho
molto
si stabilisse
gnuoli.
se
nuovo
li invia,
e
giustizia.
le
camorra
città
ordine.
progredito
morale
dalla
li scaccia
—
l'altro
perle
lam-
facendosi
dare
altri illeciti pagamenti, facendo
essi
e
pane
da padroni in dette carceri.
11 pio prelato immaginò
»
—
singoiar
un
due
mezzo
tratti di
corda.
Esiste
nella
G.
fatteci e
missione
Gesù.
»
»
»
»
C.
Biblioteca
tali, che
erano
appena
li vestiti
già venduti
spogliato senza
poteva parlare
»
cilità si
»
carceri
»
si facevano
»
casione
»
no,
»
la
rapporto
quelli che
torgliqualche
entra
sotto
di
nuovo
nelle
che
è
i
eran
trovava
con
non
più
maltrattamenti
per
che
ocper
che ognu-
li facevano
si tace
le
o
colore
sotto
fa-
dentro
ec.
carcerati
carcerato,
si
s
furti
s' accorgeva
vita, poiché
venivano
altro titolo che
carceri
peggio
ben
se
erano
danaro
mutazioni
prigionii
nelle
avvelenazioni
grandi
a
o
quel
omicidi,
fuori. E
di
quale
lampa,
e
carceri
della
per mezzo
della Compagnia
di
uno
e
accorgersene,
della
per timore
facevano
che
entrato
delle
e
riosissimo
cu-
1674
che
«
delle
a
stasse.
ba-
documento
stato
PP.
dai
sottopose
supplizionon
un
Napoli
al presente
istituitavi
dal
rileva
il
dello
di
la
:
che
Relazione
sino
perpetua
camorra
Nazionale
Vicarìa
della
mantenute
Si
la
sembra
Ma
intitolato:
della
domar
per
pagare
modestia.
»
69
—
Ma
della
i sermoni
corda
Dio,
dèi
mi
*"
tu
»
darò
che
camorra
st' epoca
; ma,
adottato
nella
la
a
altro
che
oggi,
usato
una
alleate.
di quealmeno
o
delinquenticomuni.
esempio, impiccato
vice-re, per
scherano
il
Giovanni,
Quel
1529
Colonna,
bel
subì
null'altro
plebei, che
del giorno,
mezzo
orecchie.
proprie
lio
Giuordine
per
matamori
riscatti, nel
alle
nel
nome
di
capo
affezione
aveano
di
I, pag.
Alcuni
Il
suo
la
di
imporre
estorsioni
di
nome
di Toraldo,
d'Annese,
del
la insurrezione
radicata
continue
92.)
bandi
durante
di
in
un
Ma
questo
De
nel
cui
l'esistenza
opuscolo
tre poveri
ragioni a prò di
sicarii
Odiveier, come
V Eminentissimo
piedi di S. E
e
arbitrarie
tasse
e
Guisa
di
gati
promul-
ci mostrano
1647
questi bravi,
camorristi.
indicata
ai cittadini, e
ancora
della
intitolato
soldati
dine
l'abitu-
è chiaramente
setta
alemanni
proditori
si dava
non
Barlume
:
ec.
Althann.
le
di fatto
del
da
reggimenti
porsi ai
Manca
la
data
forza di pazienti ricerche, il signor
a
opuscolo; ma,
Blasiis è
che
fu scritto
giunto a concludere
esso
4726.
Dopo
«
è
nelle
stessa
quale*
non
pena,
di
mestiere
sviare, di strappare
se
non
quello
falsificare le procedure. (Parrino, Teat. Sfar,
dei Viceré,
voi.
di
camorra
società
ancora
matiche
pram-
altro
avea
il
dai
taglia e
a
fratello Cola
e
d'
mo'
feroce
sottoponeva
coloro
consorteria
cardinale
un
è
non
nome
»
officiale e letteraria, si trova
peraltro
prosa
de' reati, che
di que' tempi la specialità
stinguon
di-
ne1 malfattori
Monti,
il
di
anche
quale
di
se
offerta.
ne' documenti
si incontra
non
se
prigionie
confederazione
una
o
di
salsiccia,ti
tanta
divenuta,
anco
per
unica
di
nome
era
non
associazione
era
risposta: a Padre,
nelle
costantemente
città. Essa
che
tento
padri, in-
questa
si commettevano
d'un
empia
comperarne
per
dei
uno
grazia di Dio che tu mi hai
lunga sequela di bandi, di ordinanze,
dimostra
che
in quo' tempi i misfatti della
tutta
Una
Il
miglioreeffetto
parlandoglidella grazia
questa
carlino
un
che
narra
detenuto,
un
ottenesse
non
sortirono
non
Si
cardinale.
del
convertire
a
Gesuiti
de
—
Ma
aver
gli abusi
rammentato
spagnuol? durante
quello che era
la
loro
e
le esazioni
dominazione,
peggio, che
quei
tali
Y autore
allora
dei soldati
dice
:
militari
-JO))
di
»
parte
»
un
»
mati
»
abborriti, li quali per
»
col
»
liere
»
non
»
sa,
)"
somme
corrotti
sì
di
diabolici
e
sgherri
altro
che
uniti con
paese,
di soldati, chiabastardi
infame
di certi
genere
giannizzeri,dalli stessi spagnuoli
Don
i ribaldi,
male
Idalghi
confondersi
il
quel povero
li rispettava,sendone, giunti sino a
certi
e
con
bigliettinicomponeano
tra
i
»'vita.
Da
»
e
brano
questo
non
onore
in
tutti
di
nome
cava-
che
cittadino
a
minacciandoli
benestanti,
d'
e
uffizi fatti avessero,
vilissimi
appellavansi, col
buona
seco
del
malandrini
e
tiravano
costumi
ritirarsi in chie-
consideranti
di
della
mancanza
che
potrebbesi concludere
in Spagna
nel 4417
fondata
compagnia della Garduna,
siasi
la quale offre tanti punti di simiglianza colla camorra,
in una
stabilita co' conquistatori nelle due
Sicilie, riunendo
la
,
associazione
formidabile
vie, i tirannelli
delle
i baratori
di
tutti
prigioni,e
ladri
i
carte,
delle
sanguinari
i
del
?
paese
cita
Rispetto alla camorra
più mite, quella cioè che si esernoi la ritroviamo
i poveri venditori
sui mercati,
contro
nelle
antiche
anche
solo
ma
non
negli antichi costumi,
infima
di
in passato una
classe
leggi.Esisteva
poliziotti,
che
in
nominata
uffizioli
pubblichelle(prubbechelle dialetto),
si facea
lecito sotto
diversi
pretestidi imporre ai venditori
di commestibili
certe
coprire
piccole tasse fraudolenti
per
le
contravvenzioni.
loro
dai
Tali
sono
hanno
le
secoli
e
vestigiadella
scorsi.
meglio
; pure
violenze
oggi
diritto
stesso
viene
cento
per-
camorristi.
nei
cosa
Lo
che
le estorsioni
afflitto le città
questi paesi
che
fin dal
setta
Ben
si vede
nulla
;
che
ho
che
almeno
esse
meridionali,
erano
ben
sono
provano
che
scellerati,
degli
regno
ciare
potuto rintrac-
in
già
degli Spagnuoli.Ma
alcuna
aggiunga particolarità
sul
piccola
che
le
questi giorni
ne' costumi
nulla
di
è stato
ganamento
graduale orAvrei
della setta.
rinvenirla
voluto
e
assegnarle
del
nelle
tremende
1799, perchè sarebbe
scene
una
parte
immensa
fortuna
di farne
stato
me
responsabile una
per
società
di malandrini, e di assolverne
così il popolo ; ma
le mie
tutte
indagini, forse insufficienti (amo sperarlo ancora),
inutili. Ho
furono
ho
tutti
picchiato a
gli usci,
sultato
congli storici della prima rivoluzione, coloro che più
trovato
72
—
—
VI.
SOCIALI
RAGIONI
popolo
La
—
paura
terrori
/
—
terrori
La
—
del
attuali
Progressi
/
1/
religiosi
persecuzione
-
camorra
passasse
de*
Quando
il diritto
a
chi
dobbiamo
a
chi
lo sfrutta?
Quindi,
la
se
attribuirne
la
chi
ebbe
camorra
in
chi
lo tollera
e
a
lunga
polizia
Tremiti; dove
spettata.
setta
fosse ri-
qualche luogo,
lo
vita
impone,
lo
chi
governo.
anzi tutto
Ferdinando
re
la
A
sì
I
—
della
colpa ?
popolo e il
dal popolo, e
Cominciamo
di
di
regna
bili
attendi-
militari
camorra
Perchè
—
forte
il
accusarne
terrori
colonia
La
—
Gli
—
violenze
La
—
deportati
più
a
I
—
liberali
boni
i Bor-
sotto
letterati
Le
—
inferno
del
No:
dei
terrori
dei
il danaro
la
demoralizzamento
stranieri
degli
polizia della
e
Suo
—
—
CAMORRA.
DELLA
o
subisce.
biamo
Napoli, dob-
a
rendiamogli giustizia.
pregi veri e talune virtù, che non incontrai altrove,
spinte (ino alla passione ; e la parola non è esagerata. Così
della famiglia,il rispettoai vecchi, la veneil sentimento
razione
al padre e
alla
filiale,per cui i figliconservano
Ha
il titolo di
madre
da
quando
anche
che
danaro
che
amori
fanciulli
guadagnano
sguardo
uno
,
che
durano
accumulando
ammobiliata
attesa
:
castamente
soldo
la
casa,
la carità
per
a
sono
col
devozione
cieca
la
lavoro
basta
la
sotto
veemenza
non
tutte
la
abbia
fetti,
negli aftenacità
negli
ad
talora
lunghi anni,
ricevere
ove
:
gli amici,
per
solo
soldo,
infine
ad
essi,
consegnano
addivenuti
il
uomini, tutto
e
(signore),
gnore
fino
a
accendere
l'amante,
che
il letto
comprato
la fidanzata
le forme,
e
e
sì fedelmente
le
elemosine
interesse,
largamente distribuite, i soccorsi prestati senza
che
fanno
l' adozione
i poveri dei figlide1 più poveri. Non
sì
cito che
i fatti che
tutti i
vengono
sotto
la mia
penna
e
che
cadono
ac-
giorni sotto i miei occhi.
fatto
il popolo ha
Aggiungo che dopo la rivoluzione
di
occasione
che hanno
progressi sociali notevoli. Coloro
lo riconoscono
l'aria vivida
trattare
esso
con
non
più, tanto
libertà gli ha aperto l' intelligenza.
Il lazzarone
della
de' tempi andati
chiedeva
che
dormiva
per le vie e non
,
73
—
al
di
che
re
dal
parte
esiste:
non
dialetto,
lo si dà,
:
lo si
i calzoni
e
frigiodi
grossa
Cervantes.
dice
sole, il vagabondo pittoresco
stesso
suo
nome
un
popolano.
attribuiva
gli si
è
parso
scom-
che
in
insulto.
L'
ricevuto
come
di
quasi
nome
è
non
respinge
il
popolo
preso
costume
leggero che
il
almeno
o
ha
del
il suo
abbandonar
non
più
—
iqala
uomo
porta più il
Non
nelle
la camicia
litografie:
tela, il. cappuccio o il berretto
di
grossa
lana, le calze
le scarpe
vestiario
e
semplice
pescatori di Carmelo
Questo
di
come
carne,
che
si trova
non
Mergellina. Il popolano
ha
turchina
adottato
blouse
la
non
degli operai, ma
il suo
di. un
colo
picindossa veste e sotto veste, e cuopre
capo
berretto, o di un
cappello di feltro, porta pantaloni
che
scendono
fino ai piedi, calzati di cuoio, alla pari di
là fra
e
qua
ogni
i
individuo.
altro
o
lascia
Lavora,
di
baffi,
i suoi
crescere
opinione politica,appartiene alla
Nazionale.
Gli schernitori
Guardia
ridono, gli artisti ne
ne
il popolo se
ne
piangono, ma
avvantaggia (e questo è quel
che
monta), e il mondo
progredisce.
Ma
ho parlata che del vestiario e di un
certo
non
gresso
prointellettuale
ben
della plebe : sarebbe
piccola cosa
impara
leggere,
a
ha
un'
•
questo
anche
Non
proposito
consigliereiallo
bastonare
commissionario
suo
si è
ritemprata
cime
Alpi
scendono
Ho
un
borghese
Quando
canna.
prima
fosse
ne
vi
di
Garibaldi,
dal
prudenza:
sa
Mi
importanti, e
espresso
il voto
che
di
egli rideva
e
di
corrono,
fare, il
potea
libere
dignità
che
dalle
degli Appennini.
un
e
vincerebhe.
notato
nel
franco:
pòpolo
più d'una
più riprese ha
Ma
scatore
pe-
biate
oggi ab-
Ma
rispondere
vi
nazionale.
semplice
stupidamente, quasi
sarcasmi.
mostrata
a
acquistato.
fiacre. La
aure
scherno
replicherebbe
spingo più oltre: ho
che
fava
popolano, il quale schiaflo avea
colpito colla sua
che
vi
si è
suo
falde
alle
parlare libero
energia collettizia che
occasioni
del
de' vostri
peso
tempi
che
altravolta
un
prendevate
schiacciato
abusate,
occhi
azzimato,
molto
queste
in
fino
ieri co' miei
veduto
nei
il cocchiere
o
ha
popolo
straniero,
individuate
delle
il
facilità,come
tanta
con
tere.
carat-
non
non
questo
su
anche
si operasse
nel suo
farmi
credo
illusione, dichiarando
se
progresso,
bene :
Or
una
volta
non
certa
nelle
mente
coraggiosa-
dopo questo
elogio
74
—
meritato, che
sintomi
dopo questi
le
yirtù di
plebe
Già
accennai
sotto
dal
costretto
sono
sperare
mio
mento
argoaddivenuta
collettivamente
fosse
demoralizzatore
de' Borboni.
il governo
nel mio
peto
opuscolo sul Brigantaggio : lo ridella
in luce le vere
cause
per
porre
fino al governo
di Murat
la caduta
oggi
Dopo
rivoluzione,
fanno
ci
rigenerazione che
che
ciò
della
influenza
felice
popolo libero,
un
questa
lo
di
mostrare
a
la
constata
—
fu governata
camorra.
poli
di Garibaldi, Na-
più assoluto, più degradante,
più tristo, più fatale della sequela di pessimi monarchi, che
il trono
durante
secolo
ascesero
già tarlato
questo mezzo
III: e questo tiranno, che
di Carlo
le intelligenze,
spense
avvilì gli spiriti,
le coscienze, tenendo
il popolo
corruppe
la più brutale
sotto
la più inesplicabileoppressione,fu la
e
da
tiranno,
un
!
paura
E
per
trovarmi
non
in
dissenso
alcuni
con
patriotiun
Ranieri,
po' suscettibili, specialmente col deputato Antonio
napolitano per eccellenza, che mi ha vivamente
rato
rimprovetano
queste asserzioni, ripeto che parlo del popolo napolii Borboni,
risalire più su
nella sua
storia
sotto
senza
Non
ho
trenta
né
dimenticato
che
in
questo
scoppiarono nelle vie,
impedì
alla
come
ho
della
tutte
paese
so
che
inquisizionedi
esser
e
fedelissima
le
né
Masaniello,
di
Napoli.
ribellioni
le
conosco
Ri-
fortunate
l'opposizione de1 lazzaroni
feroce
di essi.
contro
fine,
In-
terribile dell' energia popolare,
«
suprema
bisogno di ricordare gliinesorabili furori del 1 799!
prova
appena
dopo
Ma
poco
rivoluzione
insurrezioni
quaranta
o
la
venne
Restaurazione,
la
non
meno,
oppressione, che
calmata,
questa
ma
vitalità
doma
da
a
poco
a
strana
una
violenza
raddolcirli.
senza
agli animi
Un
fitto velo venne
sul popolo napolitano,un
steso
vapore
avvolse
lo
lo
Ho
veduto
e
pestilenziale
questo paese
assopì.
il.1848:
vi
tornato
prima e dopo
sono
dopo lunghi
spesso
mento
ali1
nulla varrebbe
ad
estero
:
soggiorni
esprimere l'isola-
morale,
o
di Germania.
Vesuvio,
turchini,
vago
colla
ove
usò
in
cui
Era
éua
cresta
di
stesso
fumo,
Sorrento
scorgevo
sinuosità
trovava
lo
sempre
giardino posto
di
io mi
in
mezzo
innumerevoli
tornando
golfo,lo
co1 suoi
al cader
a
questa
Francia
di
stesso
ardente
colori
rosei
del sole,
costa
fra la serenità
come
rotonda,
del
e
un
piena
ri-
cielo
e
75
—
onde.
limpidezza delle
la
guardar gli uomini,
per
voltate
Ma,
voi
—
spalle a!
le
in
cadevate
panorama
tristezza
una
in
e
ropa
popolo isolato dall' Eule questioni che
tutte
agitavano i
a
due
mondi, imprigionato in una
non
splendida cella, ove
né le conquiste mané le idee, né le credenze,
entravano
teriali
in
Se, per avventura,
del secolo
nostro.
un
luogo
menti
ai grandi avveniparola intorno
pubblico dicevate
una
da
voi, come
contemporanei, la folla si allontanava
da un provocatore
Luigi
sospetto, assoldato dal commendator
de* baroni
uomini
istruiti, splenVi erano,
è vero,
Aiossa.
dide
ottenebrata
velata
e
intelligenzefra questa moltitudine
vivere
da una
dovevano
ricorrere,
triplicenube, ma
per
la pazienza
in Europa, a sotterfugi,
che avrebbero
stancato
di
benedettino,
un
delle
mezzo
libri che
d'oro:
ricettarvi
prudentemente
colla maggior
liberarsi
Dio
a
col
li
rivendevano
favore
i frutti illeciti
cura
farsi
a
peso
mere
ca-
proibiti.
e
scienza, il
dimenticare,
disconosciuti
o
dalle
dell'oscurità
loro
la
sconosciuti
di restare
a
delle loro
mura
zelo
il loro
consacrando
ingegno,
e
i
Per
giornali,riunivano
letti de' librai, i quali
nelle
nascondigli
scavavano
chiedendo
sotto
contrabbando,
nascondevano
toh)
contrabbandiere.
un
aveano
cercare
a
per
poi
Infine
di
l'astuzia
e
andavano
per
un
legazioni straniere
li ricevevano
e
Trovavate
stupore desolante.
intiera, straniero
uno
*
per
persecuzioni
della
polizia.
Ma,
acquistar là
di
prima
siffatti,occorreva
aprivano
pubblico
il loro
comunanza
per
dinanzi
e
de' lazzaroni
era
animo
sospetto,
svanivano
sofferenze
indifferenti
agli
di
ciarle
frivole
e
uomini
che
Ogni
Bruto.
finivano
sui
balli* del
si
eminenti
si formavano
l' isolamento, eroi
viventi
di
da
sé
rimentati
espe-
nuovo
suo
l'ignoranza
capitolo
ingresso, o
giorno innanzi,
Una
le
diffidenza
o
telata
cau-
intelligenze.Gli
parte, nell'ombra
a
sorti
al
mini
uo-
Non
privazioni.In
di
simulavano
rappresentava la sera.
ghiacciava le relazioni, e isolava
sull'opera
intimità
bronzo.
muraglie
amici
da lungo tempo
le conversazioni
e
in
di
la
e
di
superare
che
ad
l' imbecillità
o
fiducia
medesimi
e
nella
nelterra
de' morti.
Ahimè!
cosi
lontani
nulla
da
invento
noi, che
1
forse
pure
mi
questi tempi
si accuserà
non
sono
già
di ritrarre
76
—
dal
vero
di
ma
testimonianza
dal
1848
di,
1869
al
mente,
ora
esilio in
paese
o
una
essi vi diranno
libero,
che
e
unanimi
che
d'
declinava
ebbero
non
furono
povera
in
ora
Invoco
la
l'
del-
la fortuna
inviati
qua
e
la
Napoli
la loro
sfinimento.
di
però
in
detenuti
astinenza,
dalla
morire
per
tutti coloro che
di
un
furono
finito
testimonianza
città
:
fantasia. Invoco
mia
quanti
tutti
estenuata
avrebbe
e
colla
creare
—
là nelle
pra
provincie, confinati in una
borgata,isolati sodi
tutti
uscirne
con
proibizione
:
gliati,
sorvemontagna
spiati,denunziati, respinti dalla popolazione, che si
nelle
allontanava
Chi
da
essi
spavento,
con
temendo
di
tersi.
compromet-
è
che cammina
solo in campagna,
colla
quel!'uomo
bassa, che le guardie campestri accompagnano
testa
con
uno
carceri?
dalle
evaso
sguardo inquieto e geloso: forse un
dotto, e quindi un
attendibile, ossia un
spetto:
sono
: è
un
uomo
Invoco
lebbroso
dir
vuol
sospetto
per testimonianza
dodici
anni
vissero
sotto
essi se
persecuzione : diranno
dal
Già
si comprende,
quanta
due
violenza
Sicilie. Ho
ho
accennato,
nell'antico
ove
il
dibili,
atten-
abbominevole
questa
esagero.
che
poco
la paura
regnasse
molti paesi
veduto
t
que' trecentomila
infine
che
allontaniamocene
:
con
delle
Stato
potere
era
temuto,
malizia
la
angoscio A Roma
i
il coraggio di affigger pasquinate contro
popolare avea
cardinali.
Firenze
V opposizione de' letterati avea
A
un
tro
cenin casa
di riunione
di Giampietro Vieusseux, e resisteva
di una
dalla
al dispotismo snervante
autocrazia
temperata
in
ma
notai
nessuno
mansuetudine.
A
eccitata, vibrava
il
popolo
il
suo
tale
non
rivoluzione
in
Milano
sempre
lasciava
la
fibra
come
fuggire
nazionale,
vibra
un1
tuttora
occasione
costantemente
a
Venezia,
per
e
mostrare
in
Napoli era caduta
gli stranieri. Ma
di prostrazione, che era
giunta a temer
più della
che della tirannia
Ogni qualvolta un moto
piava
scopuna
provincia vedevansi
impallidire quellistessi
odio
stato
simili
contro
il Governo.
fresche
Le memorie
tuttora
più esecravano
del 15
atterrate
none,
a
maggio 4S48, delle case
colpi di candai
dai
rivoltosi, ma
non
saccheggiate, bruciate,
soldati del re ; il regime tremendo
che
avea
seguito tali
in preda ali oppressione militare, le
violenze
; la città
barbe
taglialea colpi di sciabola, i borghesi aggreditinelle
che
77
—
loro
i
dai
carrozze
soldati che
cittadini di
primi
tutte
:
le
narro
per
morte,
a
vi si assidevano
in
luogo loro;
Napoli, gentiluomini, deputati, antichi
trascinati
le vie fino alle prigioe
ni,
per
dannati
poi conquattro anni senza
processo,
in ultimo, per grazia, gettati nelle galere
ministri, incatenati
poi detenuti
—
e
barbarie
queste
bastonate,
(e passo
sopra
la cuffia del
le torture,
né
molte,
a
silenzio)avea-
impaurito il popolo fino al punto di togliergliil senso
morale.
voi parlavate del 1848
Quando
politicoe il senso
ricordarsene
a
un
borghese, egli vi rispondeva di non
più.
E Ferdinando
II in tutti 1 giornali letterari, i soli che
lora
alfosser tollerati, era
il monarca
pio,
augusto, clemente,
no
adorabile.
Ho
arrossire:
li
o
conosco
Ma
non
se
ho
non
ciò
scrivevan
hanno
non
senza
cambiato
stile
dove
Emanuele
Vittorio
scrivono
Ferdinando
che
essi
ancora:
soltanto
epiteti:
uomini
conosciuto
vevano
scri-
II.
parlato fin qui
ne
Gli
di
politica.Coloro, che
scevri
almeno
erano
occupavano,
affatto.
Niente
che
stranieri
da
simili terrori?
particolarmente
protetti da loro ministri, impallidivano come
gì'indigeni
faccia a
li
in
un
gendarme, o ad un
aguzzino. Quando
interrogavate sullo stato del paese,
rispondevano che non
golare,
se
interessavano, o vi replicavano con
ne
questa frase sinv' è da
che
mille volte : qui non
ho udita
temere,
basta
ho veduto
E
non
negozianti
occuparsi del Governo.
e
industriali
della
re
e
in
bronzo
officine
a
Ecco
in
per
ciò
terra
non
cotta,
! Coloro
queste
prezzo,
di camorra,
varietà
che
si rifiutavano
ricordo
fu
che
Villa
arrestato
apparteneva
l'ordine
tutto
immagini
che
di
di
il regno,
devozione.
merita
di
dendole
ven—
esser
erano
comprare
la cortesia
avea
tata
no-
segnalati
di av-
'
della
Napoli
statuette
nelle loro
ovunque
canti,
traffiliberalismo. Altri
in
il mercante
e
loro
distribuirli
e
sospetti di
esser
demagoghi,
oscuro
comprare
in gesso,
le
autorizzati, smerciavano
caro
per
vertirvene.
busti
i loro
regina,
un'altra
Mi
i ritratti del
esteri, onorevolissimi,
e
a
stessi,
nel
una
Reale,
da
al
pacifico,in un
nuovo
un
viaggiatore ancora
granatiere del re. Questo
sera
un
posto
in tempo
vicino,
giardino pubblico.
Il
destinato
a
viale
a
tare
mili-
mantenere
viaggiatore camminava
78
—
giungeva
a
snudata,
colla sciabola
Credete
«
Napoli
a
fiamme
che
lasciate
troppo:
del
signore,
l'affare
forestiere
un
vi
non
in
miciliat
do-
fuoco
sputava
mettervi
di
gredì
ag-
danaro.
suo
dimenticato.
vada
gli
lo
granatiere
l'indomani
rischiereste
e
giustizia,
Il
lo derubò
caro
me,
che
marina,
arrivato, che
nuovo
a
querci.
e
diceva
»
al
credete
«
:
me;
a
le
traverso
a
brezza
la
aspirare
tranquillamente per
soffi
—
e
lamentate
Non
reste
otter-
brutto
un
broglio.
im-
»
simili
volentieri
Moltiplicherei
nel
piano
di
questo
del
lavoro,
i limiti. Mi
troppo
paese,
mio
acclimatarlo
se
esempi,
bero
entrereb-
rischiassero
non
preme
che
di
istallare
il lettore
onde
questi costumi,
con
di estenderne
in
strargli
mo-
tere,
quali sieno i veri nemici che l'Italia deve combate
sacra
quale missione
essa
quale compito tremendo,
debba
comporvi. Queste particolaritàmi dispenseranno più
dal dare
tardi dall' erigermi in saggio Mentore
lezioni al
e
Io gli mostro
è il male
Governo
dove
del regno
nuovo.
:
debba
è lo stesso
che
egli
dirgli dove
colpire.
è la paura.
Noi
Il male
la vediamo
ogni giorno nelle
del
Provincie, seguendo la storia monotona
brigantaggio,
che
bande
infierisce
le
stesse
con
capitanate dal
sempre
delle
medesimo
a
malgrado dello zelo e del valore
capo,
i luoghi continuamente
tati
maltrattruppe italiane. Quali sono
minacciati
e
malfattori
dai
?
Quelli forse,
il
ove
re
caduto
de-
partigiani?Niente affatto:
il re
decaduto
conta
partigianiche in Roma,
e
sono
non
quelliove
quasi tutti Spagnuoli. I luoghi più devastati sono
furfanti
i
si trovano
in maggior numero
per spogliare i loro
conta
vicini,
Ecco
in
e
il
ebbero
maggior
maggior
perchè
a
di
numero
i
numero
le Calabrie
soffrire
poltroni per
lasciarli
in
questi ultimi tempi
sono
brigantaggio. I Calabri
dal
fare.
sì poco
uomini
coraggiosi.
Questo
un'arme
abilmente
mani
politicanelle
di
delle
terrore
Dio,
calamità
due
la miseria.
a
anche
che
di
il solo
si volean
al
colui
freno
che
non
era
tanto
per grazia
possibileagli eccessi
conservare,
regnava
l'ignoranza e
d' incivilirsi, cioè
popolo i mezzi
mestieri
Y agiatezza, era
sostituire quale
che
pur
ne' paesi liche
conservatori,
questi elementi
Ricusando
l' istruzione
cosa
quanto
accresciuto
80
—
—
no
qui quel Dio spavaldo fatto all'immaginedel Goverdi Napoli, Dio di odio e di coli era* che si sostituiva al no*
che prendeva il luogo del Dio crocifìsso 1
stro, Dio crocifissore
Inutile dire che pongo
da banda
i grandi caratteri
e
nell'isolamento
bra
nell'omle grandi intelligenzeformatesi
e
; da
morte
in questo
non
comprendo
eroi
e
i soldati
i martiri
di dissoluzione,
e
masse,
che
in
spezzato dal
sociale,,politico,religiosoera
che
dell' ultimo
degradamene
affermo
e
e
invincibili, gli
ostinati, le vittime
nell'universale
delle
Parlo
regno.
di decadimento
tempo
il
esse
legame
Le
terrore.
forze
pari delle intelligenze,si perdevano
tsi consumavano,
perchè disperse troppo e isolate. Non
o
alcuna:
1 autorità
era
possibilecoesione
proibivaperfino le
riunioni
ne' pedoni mossi
per giùoca re agli scacchi. Forse
i re
contro
non
so
quale allegoriaperigliosa.Dal
scorgeva
che
che
le classi popolari qualsiasi asin tutte
sociazione
emergeva
formarsi
sti.
derrila
contro
non
preponderanza
potea
Gli individui
erano
dispersi,e questo popolo di solitari
alcuna
collettizia alle oppressioni
resistenza
non
opponeva
vive
delle
del
paese,
minoranze
e
origine, la
sotto
Alla
alla
influenti
trionfavano
diversi
Corte
popolo
della
nomi
era
la setta
gravava
la camarilla
di
di
camorra
sole
Tale
impunemente.
reale
causa
violente, che
e
cui
fu,
mille
potentemente
di
organate
su
narrai
se
la
non
specie, che
tutte
le
minavano
do-
le caste
imprese:
nel
Gli uomini
la possanza.
già mostrai
d'energia nella feccia de' Napolitani eransi associati contro
la moltitudine
Fu
inerte, degenerata, esterrefatta.
un
verno
goche
officioso
imitava
1e
indipendente, qualche volta
consuetudini
del governo
officiale,e alla pari di lui regnava
il diritto del più forte. Da
ciò tutto
quello che ho fin
per
qui narrato:
questa magistratura, questa amministrazione,
questa polizia,quest'armata, questo Stato completo, stabilito
nelle prigioni,nelle vie, che
sfidava
ogni potenza, perchè
in sé riassumeva
tutta
zio
l'energia popolare a serviquanta
del male.
Così
la camorra
fu conservata
colpa di
per
coloro
osando
struggerl
diche, non
non
o
potendo associarsi
per
cui
la subirono.
Ma
fu conservata
la tollerò.
così
Ella
potente
ebbe
quanto
eziandio
nella
per
debolezza
la debolezza
colpa
del
del
del
potere
popolo.
governo
un
che
ausiliare
«I
—
il monarcato
contro
potere
lettori sembrerà
molti
per
del
debolezza
La
potè accusarlo di esser
leggere la storia senza
passioni,è forza concordar
Non
Tuttavolta,
preconcettie
che
due
si
ove
meditarla
glia
vo-
senza
v'ebbe
non
ma
mai
verno
go-
Sicilie I
risalire al medio
amo
di Ferdinando,
dinastia
meco
si è scritto
Mollo
nuova.
debole.
delle
regno
questa è un* opinione che
e
la
ninno
forte nel
:
strana
contro
e
—
evo
ricordare
e
le dinastie
tutte
: principi
conquista di Roberto Guiscardo
bonici,
Normanni,
Svevi, Angioini, Aragonesi, Austriaci, Borda
forze
stranieri, sostenuti
Napoleonici, sempre
così travagliatodel
straniere. Làscio
da parte il monarcato
cui la rivoluzione
primo Ferdinando,
l'Impero tolsero il
e
I che durò
solo cinque
di Francesco
trono, e il monarcato
anni, il tempo, cioè che occorreva
completa la
per render
cadute
ruina
e
di
la
Io
questo paese.
che
soltanto
noto
Due
dopo
Sicilie
fino
il mio
quest'epoca
a
di
secolo
mezzo
un
comincio
di
regolare,di politica
omogenea,
4830,
nelle
corso
era
non
possesso
dal
esame
minio
tranquillo,di dopopolare e
governo
nazionale.
,
Ferdinando
per trenta.
criterio :
e
d'ora
II
Come
ascese
li
il trono
Nel
impiegò?
il paese
conosceva
e
venti
a
anni,
difendersi.
gli uomini
:
regnò
e
spirito
Avea
dopo
quarto
un
il nuovo
ministro
colloquio,avea
già indovinato
che eragli condotto.
di memoria
Dotato
prodigiosa,sapeva
la biografiacompleta di quanti nel suo
mente
a
regno
pòdi
vedere
servirlo
avversarlo
fisoteano
o
una
: bastavagli
di
nomia,
di udir
nome
un
per
sola volta
una
per
obliarli
non
mai.
Pieghevole, astuto, rotto agli affari,amabile, piacevole
le apparenze
di un buon uomo;
famigliare; avea
e
avea
che
andelle virtù, quelle virtù di famigliache valgono sempre
ai principi le simpatie degli onesti. Tuttavia
fece
non
che del male, perchè eglifu simile ai suoi sudditi; ebbe paura
per
tutta
la
quanta
Senza
un
compito
Salito
Emanuele.
lato
spinto nella
emancipare
suoi
occhi
il
vita.
terrore
inesplicabile
questo
bel
sua
via
suo
l'Italia
nella
cb'ei
diritta.
avrebbe
potuto
stenere
so-
torio
storia,é forse prevenire Vitfu
sul
trono,
venne
da
ogni
Luigi
consigliòad
ai
popolo: un giovane liberale mostrò
dell'avvenire
riupita tutta quanta sotto
Filippo lo
6
82
—
il
suo
scettro.
giorni
rimase
egli avesse
Comprese,
L' idea lo
colpì;
meditabondo
non
preoccupato
e
solo,
re
Da
ed
la
tutta
per
paura
volle istruirlo
e
non
ebbe
e
scienza,
e
la
ripeto, non
lo
quel tempo,
proibì ne'
la
e
in
tenne
governo
frontiere
e
freno
:
lo
suoi
dicevagli:
Ebbe
rialzarlo
Stati
:
che
pensò
:
ebbe
non
ebbe
e
paura
progresso,
in quarantina sotto
a
difendersi,
del
paura
paura
lo fu
all'ispezionede/ gendarmi
si offrisse
lettera
una
monarca
del
pose
ottenne
non
ricevè
vita.
sua
quanto
tanto
ebbe
osato....
!
sempre
e
avrebbe
credente
risposta. Luigi Filippo
parola
fredda, breve, netta, in cui il giovane
Sarò
alcuni
per
che
si credè
:
che
e
di
una
che
fu notato
e
il programma
osò. Il giovane
compreso
ma
—
polo,
po-
della
paura
della stampa,
in
mai
siasi
qual-
lo arrestò
alle
qualunque forma
de' doganieri (mi
o
proposito che fu mestieri ricorrere alle
protezionidi un principe reale, per permettere la introduzione
i quali erano
considerati
di fotografìa,
de' primi istrumenti
io questo
rammento
còme
infernali)
; ebbe
macchine
fari, degli ospizi,delle
tutte
le riforme,
i mezzi
sempre
le truppe
tutte
trent' anni
strade,
le innovazioni,
sul
trono
dei
di
studiando
mantenervisi.
di
una
marina
disarmati
;
creò
borghesi
di
il segreto
Ecco
scuole, di
visse
e
delle
paura
questo
ed
un
fortificò
abbominevole
terribili
esercito,
Gaeta,
nando
Ferdi-
regno.
passò
contro
i
continuamente
certo
grado di
atteggiandosi con
un
abilità a soldato
zeri,
di Svìzmaggior cautela si circondò
; per
che erano
fedele guardia alla sua
porta : dopo di che,
abbastanza
sicuro, ad
onta
non
sembrandogli di essere
della sua
dabile
eccellente
artiglieria,organò una
polizia formitutti coloro
Né erano
che gli faceva n paura.
contro
i ladri o i briganti,che
non
aveano
opinioni politiche;
usava
riguardi ai primi, concedeva
(a
pensioni ai secondi
Talarico
isoletta,o li
per esempio), li relegava in un'amena
i liberali erano
lasciava
in libertà. Ma
inseguitie perseguitati
ardore.
Tale
fu
trice
moralizzainfaticabile
l'opera
con
da
Non
Ferdinando.
tratta
re
impresa e compiuta
di sradicare
vasi
piuttosto di preservare
gli abusi, ma
utili alla
conservazione
del
tornar
quelli che
potevano
in
rivista,
-
trono.
Non
si pensava
in
guisa
alcuna
a
trarre
la
plebe
83
—
dal
avvilimento
suo
fino
fine
alla
in
quindi
del
essa
combattuto,
avea
contro?
Fu
si
non
si
e
lasciata
plebei energici. Quindi
dominato
sempre
D' altra
vuole
setta
perchè
riguardi dal
servigi alla
rendevano
anche
che
molto
curiosi, scritti
da
polizia:
mani
camorrista
un
relazioni
divisi in articoli, e
codice
camorra,
sotto
la
la setta
sorveglianza
colla
di
forma
a'
posta,
era
punti
apil
della
questi
punti
ap-
segreto
dei
tempi
Borboni,
della
indomani
polizia.Air
della
un
si
pentito,
ragguagli singolari intorno alle
coli' antica
prefettura di Napoli. Secondo
della
erano
governo
mie
nelle
parte. Ho
facessero
forniva
quale
muoverle
notai,
lo
lo
non
governo:
A
che
paura.
parte essi
ne
Prima
più volentieri
meritavano
dalla
potea
non
I camorristi,
nemica.
averla
amava
non
nemica.
del
tranquilla,tanto
soluta
as-
se
camorra
molestato.
neppure
la monarchia
come
occupata
era
mantenervela
viviamo,
La
Ferdinando
da
non
cui
degradato.
e
trattata
esser
4818
snervato
in
di
che
sapendo
possibile,nei tempi
popolo
un
desiderava
si
secoli, ben
dei
è
non
; anzi
—
sua
del
presentavasial commissario
Voi
suo
: «
quartiere, e chiedevagliun' udienza particolare
vedete
»
gli diceva « un nuovo
operaio che ha ricevuto
elezione, il
la
in
E
dopo
trasmetteva
la
proprietà.
ad
capo
Né
affiliato
nuovo
»
un
riceveva
mese
basta.
Il
società
segreta
nominava
e
quartieri, ciascuno
ducati
cento
segreti
della
incaricati
di
di
(425
nei
lire
le loro
tasche
a
ciò
i
dei
al commissario,
che
i funzionari
sicurezza
benefìzi
a
sua
capi
pagata
mese,
autorizzati.
terzo
la
prender
sua
dei
dici
do-
provvisione
una
il denaro
con
ducati.
cento
all' organamento
anche
quali avea
italiane) al
questi malandrini
il Carusiello, un
portato
coli'
de'
a
egli stesso
polizia In ricambio
vegliare alla pubblica
riempire
da
limitavasi
presiedeva
ma
di
mancia
una
prefetto non
parte di "barattolo,
della
dieci piastre.Il commissario
gli dava
notizia al prefettodi polizia,il quale
eie
non
sui
fondi
governativi
no
sdegnava-
estorto
Quando
ai veri
posi divideva
mente
religiosa-
era
volta
di
lo divideva
ispettor di servizio e col caposquadra. £ ciò avveniva
dodici
di
il felicissimo regno
tutto
quartieri e durante
Ferdinando
Questo
II.
affermano
gli appunti
del
camorrista.
Malage-
84
~-
mi
vole
riesce
che
notare
setta
colla
vero
ciò, noi
ha
lo
soggiunto:
i
consultato
sapremmo.
Noi
nulla
«
Comunque
siasi,la
i Borboni
sotto
da
frastagliati
altre
l'esattezza. Ma
informati
meglio
taggio
vantizie,
no-
debbo
sia
nella
negli antichi uffici del ministero dell' interno,
in replica che ignoravano queste
relazioni della
polizia.Un
impiegato ini ha detto : « Se fosse
ebbi
ne
ho
loro
A
sia
questura,
e
essi abbiano.
valore
qual
aggiungere che sono
quali bo esperìmentalo
posso
delle
però
dire
—
fino
al
Un
»
altro
modestamente
più
»
può essere.
sappiamo, ma
fu rispettata,
usata
spesso
Essa formava
specie di
una
ne
camorra
1848.
della
meglio istruita sui delitti comuni
che
occupavasi soltanto dei delitti poli*
in un
furto importante avveniva
quartiere,
polizia scismatica,
polizia ortodossa,
tici.
Quando
un
il commissario
incaricava
salvo
il
chiamava
di
Inoltre
la
ho
come
già
notato,
il
o
...
lo
e
trovato,
sempre
era
dei camorristi.
fosse il capo
camorra,
dei camorristi
il capo
Il ladro
il ladro.
trovare
che
caso
sé
a
missario.
com-
incaricata
era
della
polizia delle prigioni,dei mercati, delle bische, dei
ceva
della città. Estorfamati
lupanari e di tutti i luoghi mal
ai viziosi, ma
denaro
impediva lo scandalo. Talvolta
assassinava
nelle
interveniva
conto
proprio, ma
per
pure
risse e faceva
riporre nella guaina i coltelli. Oggi ancora,
zarri
subite, questi bizdopo tutte le persecuzioni che hanno
malandrini
denunzia
sua
della
sì
camorrista
E
loro fa
che
fronte
non
taverna
una
una
lo
generosa
fu.
è
ad
è costume
(perchèormai
in
tener
mancia
ora
intendere
una
società
tanto
e
utile.
preso
riconoscendo
fiero
sua
il danaro
la tolleranza
gadiere
bri-
polizia legale);
la
conto
qualunque,
ove
al
quartiere, né
luogo al suo
portamento
le
dita, gli fece la
sue
piene
Facile
di
questura
del
erano
promise
delegato del
caserma
di
in
corse
al
non
vicina
i Borboni
egli
ond'
la
nosco
Coparticolariche li richiedono di soccorso.
tino
un
vignaiuolo dei dintorni di Napoli,che un bel matnel corso
derubato;
stato
svegliandosi seppe di essere
Fece
subito
notte
eragli stato tolto tutto il danaro.
della
sotto
dico
non
i
ma
guerra,
la
servono,
agli anelli
querela, e gli
e
fosse
stato
dell1 antico
Però
il
mi
si
vato.
ritro-
regime
afferma
85
?*"*
che, quando
camorrista
un
?
-i—
qualche atto
commetteva
violento, èra
deportato o piuttosto relegato
vi
Il Governo
all'Adriatico.
Trèmiti, in mezzo
colonia
una
attuata
e
ottima
penitenziaria,
tal
con
negligenza
potè'moralizzare
non
i cattivi
istinti lasciali
idea,
balìa
iti loro
fondata
avea
che
questo
alcuno
Correggere
o
tuto
isti-
eccitò
anzi
:
aumentò
e
di
pessimamente
ma
volere
mal
o
troppo
nell'isola
la
dazione
degra-
giovani delinquenti.I fuorviati,
colà
mandati, vi si perderono. Si pensò anche a ricondurli
al bene
coir influenza
dei la famiglia,e a tale effetto, relegando
fra
che
meretrici,
essi* delle
ho
nott
dei
l'abbrutimento
e
anarchia
fu
Tale
morale.
la
matrimoni
a
minevole
più abo-
la
resultò
qualificare:ne
di
bisogno
si costrinsero
celebre
colonia
di
Tremiti.
Vuoisi
ciò che
conoscere
ora
relegati (per chiamarli
meretrici, per
compirne
i
col
deportatio
nome) quando,
la educazione,
vi
dopo
furono
le
inviati
i
?
camorristi
Ogni relegato riceveva
anzi
prendeva
ne
due
loro
i
divenissero
soldi
dieci
tutto
la
cassa
la
fortuna
uno,
soldi al
giorno.
il decimo,
per
Il
rista
camor-
suo
conto:
religiosamente conservata.
Restavano
soldi che
il relegato spendeva a suo
sette
cere.
piaIl povero
lonia
disgraziato inviata alle isole (perchè la codi Tremiti
il solo luogo di deportazione, essendo
non
era
abitati da
tutti gli scogli sparsi in mezzo
al mare
condannati
il povero
disgraziato,io
più o mena
colpevoli),
diceva, senza
lavoro, senza:
senza
sorveglianza, non
cure,
i
che una1
distrazione
avea
possibile,il giuoco. Giuocava
sette soldi che gli restavano,
la vigilanzadel comsotto
ma
pagno,
il quale trovavasi
presente, e sorvegliava
sempre
le ricreazioni, e prendeva
sulle scommestutte
decimo
se,
un
tiplicavano
partitesi molper ricompensa alle proprie fatiche. Le
perchè le giornate erano
lunghe e i giuocatori
per
intemperanti:
vinto
avean
nulla
perdevano
rischiando,
decimo
per
nelle tasche
E
salvava-
per
comune,
in
coloro
seguito,ma
in
che
l'esattore
vinceva
decimo,
del
variava:
Alla fine della
sempre.
i sette
soldi de' relegatierano
principio
immobile,
giornata,
passati
camorrista.
sovrappiù
dovevano
esser
grati al
parte della loro provvisione: i due
tiranno
che
soldi cioè, che
86
—
custodiva
nella
cassa
sarebber
risorse. Con
rimanente
di
que' due
soldi
alla
apparteneva
dacché
fame,
gli
questa cautela
Senza
comune.
morti
—
altre
avevano
non
doveano
vestirsi
camorra.
La
nutrirsi
e
del
nel
cinicamente
pilucchi, mi diceva
Più, lo ripeto, la setta
non
si
1848,
perchè non
occupava
di
ritornello
primo capitolo un
mani,
che
lo
membro
di
fatto, che
aveagli
molti
E
società
incontrato
ho
detto,
le
tutte
dico
vecchio
ha
i carbonari
confermato
di
In
camorrista.
un
notizia,
semplice
cambio,
ri-
cuna
al-
senza
ebbi
quali
de'
rispetto ai frammassoni,
malevolenza
egli
questo
ha
mi
i frammassoni.
fra
linea
risti,
camor-
cospiratore
meraviglia. Mai,
trovati
in
dei
canzone
mi
segrete
recato
fra
ho
ne
questo
di
Un
oro
perseguitata prima
citato
politica.Ho
fu
evidentemente.
prova
V
camorrista.
un
una
il
:
si arricchiva
setta
nelle
sue
soprattutto co' poveri, perchè li teneva
caccia
prima co'vizi, poi co' loro bisogni. Facimmo
dai
turati
sven-
egregia opinione.
sempre
VII.
LA
1848
I
—
popolani liberali
cospirassero
la
della
—
setta
contrabbando
commendatore
—
Bel
quello
del
i camorristi
II
Francesco
—
Liborio
Persianaro
baldina
gari-
Napoli
—
terra
e
de' camorristi
quattro
4848
a
evoluzioni
l'esercito
morra
ca-
della
détta
—
setta.
demagogia
come
quella
moto
meno
conosco
demagogico di
non
con
Napoli. Preparata da lunga pezza
di Gaeta,
realtà
Il
—
—
Le
—
H
—
È
—
e
servigi
I
—
roba
d* o si Peppe
di mare
Persecuzione
della
Spaventa
estorsioni
ec.
Dimostraziont,
fischi,denunzie,
quella rivoluzione,
una
spada, mediante
La
piastre
Don
Silvio
de' libri, affrettata
tuomini.
Come
—
decadimento
e
finalmente
In
di
del
disinteresse
di
alla corte
Roma.
1860
e
delle
polizia
Grandezza
Garzone
Giunse
dicevasi
TI
1859
—
politica
La
—
—
—
di
La
costituzione
Il
POLITICA.
CAMORRA
dalla
se
e
come
splendida
pur
fu
tale,
dicesi
tuttora
esaltazione
avvenne
di
Pio
IX,
trarre
senza
semplice dimostrazione
plebe parteggiava per la monarchia
una
in
di
galan«
assoluta.
88-
—
autorità
loro
plebe. La
dalla
i dodici
volta, sopra
si stendeva,
quartieridella
specialmente che
luoghi infamati, delle
si esercitasse
de'
la
sopra
altra
sebbene
e
non
giante
popolazione ondeg-
prigioni
de'
e
bagni,
non
dalla genesubita, ossia riconosciuta
ralità
per questo meno
si sostituiva
della plebe. Ricordo
che la setta
non
era
solo
alla
due
lazzaroni
magistratura, e ehe
degli odii lun contro T
alla
polizìa,ma
avevano
al camorrista,
confinati
provincie
nelle
mani
nelle
meno
e
caro
allorquando
revano
altro, ricordel
più giusto
spesso
Ora.
essendo
imbastardita l' aristocrazia,
pace.
la borghesia, disperso il partitoliberale,, esiliati»
giudice di
impaurita
del
porta del
di
città,
dissi
lo
detenuti
o
l'esercito, a1
re
nelle
piedi di
galere i patriotti,
lui
clero,
il
alla
la Francia,
palazzo gli Svizzeri, ostile.ai Borboni
delle memorie
ma
paralizzatadall' Inghilterra paurosa
la
Murat,
e
quindi favorita da. tutte queste circostanze
dinastia
suo
Borbonica, inflessibile nell' immobilità
i
cospiratoridisperati
che
esservi
sola
un
dissero
da
mezzo
della
medesimi
sé
a
sfruttare,
rannia,
ti-
sua
le
tesero
e
non
mani
ai camorristi.
questi:audaci furfanti che si assumevano
qualità
di capi del popolo e un
che
non
gentiluomo napolitano,
ho bisogno di nominare,
ebbe
colloquio. Eransi
luogo un
dati appuntamento:
in un
quartiere lontano, dietro T Albergo
Vi si condussero
de' Poveri.
con
precauzione, col cappello
che cuopriva la lor faccia, giungendo Y uno
dopo Y altro, e
avvicinandosi
ai primi arrivati con
che face
certo
un
segno
di un
le labbra
che somigliava al rumore
barcon
e
a n
il segnale di riconoscimento.
Riuniti cbe furono,
ciò, ed era
Fra
cominciarono
Ma
a
i camorristi
cominciarono
condizioni.
la
del
molo
popolo: che
i
cbe
a
gente: che,
santa
se
canaglia
che
il governo.
la coscienza
lamentarsi
per
aveano
1848.
era
non
borghesi
loro
un
non
e
ben
stessi, lasciando
delle
vestiti
da
cambiamento
inteodea
già
le
porre
per
loro
al
letterati
nuovo
e
forza:
loro
della
gentiluomo (cosa incredibile 1)
ciò. che ho già notato,
Gli dissero
il
scoppiato nel popolo e per
Rimproverarono
questo
pensato
aveano
dunque
rivoluzione
che
demolire
abbandonarne
piastre;che.
non
parte
dovea
i
la
aveano
povera
avvenire,
vantaggi
infine
era
a
la
loro
co-
mestieri
89
—
di
di danaro,
che,
suscitare
per
ogni capo popolo, vale
esigeva una
gratificazionedi
camorrista,
rivolta, e
dire
ogni
una
cominciare,
per
capo
danaro,
molto
—
a
dieci
mila
ducali.
Questa
la
il
precisamente
essersi
dell' umanità
e
condurre
ad
conferenza
una
era
non
Lamentò
capitaledie'camorristi.
punto
lasciato
gentiluomo, che
al
comprendere
a
dell' incivilimento
eterna
causa
die
pretesa
di
uomini
con
da
vedevano
la questione che
pratici,i quali non
solo lato, e tanto
un
perchè da
più ebbe da lamentarsene,
posero
cadde
di quei tristi,che gli imnelle mani
quel momento
troppo
forti
riscatti.
di
Ognuno
del
questa
iniziato rappresentava
de
decurioni,
in
segnale
del
cui
leggevasi
liberale
compagni,
senza
in
li riuniva
e
Essa
in
casa
La
Eranvi
gnale
se-
un
a
essi; questo
parola
la
(era
della
gli uomini
per
alcune
donna,
una
affiliata alla società,
essere
Ordine
di
ogni
camorra
si diceva
setta
ostile
dimostrazione
giorno una
che
mirava
a
prepararla. Non
tuttavia
specie
sopra
permanente.
ogni
preparava
si limitava
ma
e
al governo,
alle piastre.Eranvi
fra ì
era
uomini.
si riconoscevano
parola
cambio
di
di
numero
che
la
scoppiò mai,
non
conda
se-
rocché
impe-
rappresentava,
portavano
segreto) non
lettera
una
che
pecora
comitato
che
certo
un
de' centurioni,
carta
in
provvisionifìsse, regolate a
che
degli uomini
cospirazione, che
numero
in
ricevè
essi
ne
di buona
persone
Unsi
Giovannara,
che,
tutti i
conosceva
in conciliaboli
sua
fede
bri
mem-
pericolosi.
assai
dichiarata
la guerra
alla
polizia,accoglieva
del
i disertori, faceva
rumore
plebei sospetti,nascondeva
e
avea
bene
del
buona
spaventava
da
spada
il governo.
parata che
Francesco
Gli
testa.
come
e
si sfasciò
venne
In questo
a
sé
stesso
sostituirsi
a
di
che
sostenuto:
da
dalla
male,
guaina
ma
Damocle.
dal
di
il
re
sospesa
Questo
di
un' ombra
quest'ombra
una
glielarappresentava
fantasma
quando
periodo di dissolvimento,
che
credendola
lo circondavano
che
spada
una
più
èva
non
eruditi
molto-
terrorer
con
utile, perchè
era
cosfc tratta
era
faceva
non
li considerava
sua
tarlato
Si
parte, checché
D' altra
causa.
dirsi, questa agitazione popolare
possa
sulla
la
per
i
trono
nando*
Ferdidi rivoluzione
tirannia.
dalla fine del 4869
90
—
al
principio del 4860,
lato
i camorristi,
arrestato
ho
cui
detenuto
un
ratori;
cospi-
proposito,
tenuto
nato
spiegazioni,condan-
senza
tatamente
fu esiliatoda Napoli,si presentarono sfronprocesso,
agli altri iniziati,a loro ben cogniti,e richiesero
la
ho
politica.Io
camorra
delle
una
di
i
riscattavano
osservato,
gentiluomo,
il
mandato,
senza
senza
toro
ho
Da
incredibili.
casi
avvennero
come
quando
e
—
loro
vittime
era
;
parlato
guari 'con
che
diavolo,
povero
un
ha
non
dovè
de' ducati:
curione
ogni deagli occhi per trovare
ne
esigeva quattro per giorno.
D'altra
parte il signor Aiossa, che dirigeva la polizia,
di furfanti
invece
di usar
riguardi e di comprare
questa banda
che per
che
i cospiratori,senza
la
far alcun
rovinava
Un bel giorno
tremenda.
una
cospirazione, ne aveva
paura
indebitarsi
in
prese
I Da
vittima
di
i camorristi
massa
sventura
che
fino
I Ve
quel
furono
mi
piazza,
perfino da
carezzati
nel
—
immensa
atteggiò a
(tre fra gli
nascosero
il Piazziere,
Questi
verati,
rico-
strana,
cosa
e,
altri
gridatore
accolti,
furono
onesti,
uomini
:
si
canaglia
il Chiazziere,
Schiavetto)
lo
e
si
che
mostrati,
relegò nel!' isole
codesta
momento
furono
aie
li
e
ai gni,
compache
loro
continuarono
ricevere
di
barattolo,
la parte
a
noscevano
cospettava sulle operazioni della setta. Tutti i camorristi
loro
ritiro
ignoto alla polizia,ma
il loro
Ve
ne
ne
furono
segreto: neppur
furono
altri
inviati
Si
sventura.
essi
ora
diviso
Francesco
le lor
al
II
da
galere:
che
Abbiamo
«
ve
un' immensa
ramente
fie-
veduto
fratelli ; noi
di dividere
con
nostri
sono
abbiamo
pene,
salisse
era
ma
nascosero,
galere, e, lo ripeto,
atteggiarono a martiri, e poterono
gloria e i benefìzi !
Per
tal guisa la camorra
essa
si
alle
la
come
che
denunziarli.
a
fu
le
gridare lasciando
Settembrini, Spaventa, Poerio
abbiamo
andò
uno
alcuni
dunque
notissimo
diritto
»
politica.Vediamo
divenne
potere.
un
anno
salito
al
trono.
tato
Maltrat-
del
che lo hanno
un
stro,
modipinto come
pari dai nemici
amici
che
nulla
vorrebbero
farne
era
e
un
eroe,
dagli
buon
più che un
figliuolo.
Spingeva il rispetto filiale fino
alla
venerazione,
e
considerava
genio e di autorità che
dei
più grande monarca
tempi
uomo
di
Ferdinando
egli
moderni.
come
conoscesse,
Da
qui
il
solo
come
avvenne,
il
91
—
che
al
giunto
celebre
ancora,
del
suo
come
la
dal
bomba
nuovo
mità
raggiungere la subliparole sinistre, scoppiando
fecero
solo
perire non
paese,
atteso
quanti aveano
qualche
nel
di
tutti
la dinastia, la
ancora
ma
re,
due
delle
è
proclama
un
egli non
sperava
augusto padre. Queste
illusione
l'autonomia
fede, in
in buona
che
una
paziente
cosa
potere dichiarò
—
monarchia
e
Sicilie.
di certe
principe mancasse
zioni
nodi certe
e
attitudini-Ingegno meno
pieghevole, meno
di quello di suo
acuto
padre, suppliva alle facoltà che gli
molta
molto
2elo e con
mancavano
con
applicazione. Privo
di memoria,
giornate intiere a prender appunti. Si
passava
di molte
volentieri
ne' particolari,
entrava
cose,
occupava
Non
già
che
il reale
benissimo
conosceva
i Codici,
di
giure internazionale
primo giureconsulto de1
e
sentiva
sconcertato,
divino
un
peccato
non
che
le
temperamento,
tali notizie, che
parte del
al
diritto
venerava
la
stituzione
co-
questa
dopo
ne
da
mi
un
vengono
di
Francesco
Consiglio
IT, e che
regime. Gli chiesi
credeva
nuovo
II avanti
Francesco
tutti
e
arrecava
del
lo
ma
al
egli si
partigiano
era
di
le vittorie
di
forza dal barone
per
affrettò la caduta
del re,
strappata
zione
modifica-
crudeli.
prove
tal cambiamento
lo
era
dal
di cadere
Garibaldi.
spose
rivenuto,
av-
trono
avea
fatti
Questi
costituzione
Una
Brenier
ma
Mi
credeva.
memoria.
conservan
se
potuto subire
del
Tuttavia
recenti
Sventuratamente
Stati.
principe avrebbero
neir esilio, e dopo due
anni
che
essergli stato affermato
ma
aggiunse che egli non
ma
fronte
tener
un
convertito
idee
ceduto,
pubblico
dogma. Non voleva conceder
perchè suo
padre aveagli detto esser
faceva
si è
per
garantire
che
uomo
potuto
diritto
mortale.
Posso
*
o
come
sol
suoi
Non
religiosi.
avarizia
per
sinceramente
avrebbe
di
spostato in politica,dove
e
singolari scrupoli
fatto
in
e
di
ministro
almeno
lo fece
sono
che,
cia,
Francadere
grazia, fu proclamata il 25 giugno 4860, cioè un anno
menda
e
più trerespinta dalla più strana
troppo tardi, e venne
cospirazione, quella del silenzio. Le prigionisi aprirono,
con
e
ne
la
dopo
e
uscirono
frotte di
camorristi.
liberazione, fu di assalire
di
abbruciare
tutte
le carte;
Il loro
primo
il commissariato
dopo
di
che
di
atto,
lizia
po-
presero
92
—
—
gli sbirri a colpi di bastone. Lasciati a sé stessi,avrcbber
messo
Napoli a ferro e fuoco.
Il signor Liborio
in que'giorni noRomano
stato
minato
era
allora in condizioni
prefetto di Polizia. Noi eravamo
ne,
costituziosingolari,fra un re che dava
malgrado una
suo
esercito
ed un
la voleva; un
popolo che non
pronto a
far fuoco sul popolo e uno
che molestavano
di turbolenti
sciame
codesta
e
poliziaera
truppa. L'antica
provocavano
scomparsa
città
in
balia di
in
era
Guardia
la
;
aspettativa di
aveva
;
Nazionale
medesima,
sé
15
un
nuovo
già
preso
in
esisteva
non
canaglia sanfedista,
la
e
la
ancora,
al sacsi preparava
cheggio
delle botteghe (garantisco
maggio,
affitto
deporvi il bottino.
LiborioRomano
Tratta vasi
di
salvar
Napoli, e Don
Un
raccomandarsi.
non
più a qual santo
generale
sapeva
borbonico
V antico
lo consigliò ad imitare
e
produc
(rigoverno
fatto)per
questo
testualmente
in
fare ?
ciò
è
innanzi
fuorviati.
Mùéràbles,
appartenendo
ma
che
fallo
senza
siavi
non
divenire
fuorviata
in
un
era
?
sogno.
il
preso
so
lo
Don
una
a
quelle confraternite
di
Dio,
volte)
la
vigorosa* intesa
Don
suo
unicamente
Liborio
criminosa
loro
protegger
a
forse
che
la crise
per
era
era
la
cietà,
so-
lo
non
partito e quasi
ciazione
asso-
concepì,
lo
giustificargrave,
mestieri
il
pedire
im-
ebbe
luogo*.
volentieri, fu questo un
servigio
dai camorristi.
di questo primo sucFelice
cesso»
reso
di organarli:
Liborio
tentò
maginò
e
disciplinarli.Im-
Io confesso
eminente
Le»
soventi
disse
pericolo urgente; la città indifesa, e che
il saccheggio ; e il saccheggio non
Io
letto
la città
realizzare
settari, cambiare
bel
dopo aver
Lo
ignoro:
ancor
avea
lungo tempo
me
bene
non
degradato, da
poter più
del
gia
l'enerVolgere a vantaggio
paese
società
una
da
al
ricondurre
tanto
essere
dei
non
di
e
-saccheggio e
il
impedire
forse
vogliono
(eglistesso
onesto.
uomo
di
Liborio
Don
umanitarie
credeva
tutto
che
Ma
severità.
molta
con:
di riabilitare
istesso
tempo
accusato
stato
Trattavasi
uomini
che
va
face-
esso
camorristi.
Di
che
che
ciò
gazioni,
spiepericolo. » Don Liborio chiese alcune
in
Si
cio
bracgettò
seguì il consiglio del generale.
e
nel
far
a
di
caso
ai
frase)«
la
ben
guardia cittadina1 composta
di
malfattori,
questi.
93
—
che
arruolare
così
sperava
il
tenevano
sgarro
nella
cacciati
in capo
divenne
squadra. Fu una
capo
subitanea
nel servizio della pubblica sicurezza.
dirlo, tal rivoluzione
debbo
La
si 6ervì
non
camorra
riusci
prevenire le rivolte,
:
nei
birri violentemente
dei
luogo
di
picciotti
I
società onesta.
camorrista
ogni
per
—
fu
vi
non
mai
primi giorni
ma
s\
un
della
sua
nei
pienamente
soltanto
della
primi
:
voluzion
ri-
E,
mesi.
influenza
sua
litti
impedì fino i più piccoli dedi furti
piccol numero
quanto
gente.
sorveglianza imperiosa e dili-
scipline
uniformi, diavea
guardia cittadina non
ancora
di
regolamenti stabiliti : si componeva
popolani
di
vestiti da semplici operai, armati
grossi bastoni, non
fuor di una
aventi
coccarda
altro segnale di riconoscimento
tricolore
ai loro
si fece rispettaree
essa
gascbetti. Pure
temere
più assai dei feroci, a malgrado del vestiario, delle
fìsonomie, della daga, del fucile, del volto severo
lento
trucue
di questi antichi
sbirri. Essa
si condusse
mente,
coraggiosaLa
dimostrarlo
Potrei
che
e
ne
citerò
richiede
strano
aneddoti
venti
con
onestamente:
dei
quali fui
stimone
te-
Non
impressi nella mia memoria.
il più singolare,ma
solo, non
quello che
un
osservazioni
meno
il
inferocito
schiarimenti.
e
violento
periodo
precede
che
più
rimasero
che
Durante
tempo
sembrerà
che
ciò
e
l'arrivo
di
della
cioè nel
rivoluzione,
Garibaldi,
il
popolo
l'antica
era
pratutto
so-
vendicavasi
polizia e
subite sotto
delle sofferenze
l' oppressione venale
e brutale
di questa formidabile
di
cerco
legione di lirannelli. Non
soltanto
che
rammento
giustificare gli eccessi commessi,
furono
rappresaglie crudeli.
Un
giorno, un antico commissario, mal celato sotto il
mantrice
i
e
che,
di
una
contro
fermarono
quali
cominciarono
per buona
allontanata
commissario
fu riconosciuto
carrozza,
mezzo
egli
non
con
a
folla, montò
morto
sua
del
polo,
pofiail cre,
il cavallo,
dalla
ne|la
grande
andarsene,
accanto
carrozza
paura
il mal
capitato, che
prefettura dove
tempi antichi e preparavasi a subire
seppe
volle
alcuni
aggredirono
grida, minacciose.
venne
Sopravgettar
della
influente
un
uomo
polizia
tosto
ventura
la
da
e
lo
condusse
credevasi
la
sorpresa
la
temendo
ancora
al
alla
ai
sizione,
più terribile inquiche
era
vendetta
libero. Ma
popolare
94
—
—
Chiese
lunga detenzione.
volesse, perfino alle galere, pur
di
assai
più
dove
si
nella
strada.
sotto
la scorta
una
Con
difficoltà
molta
di
camorrista
un
casa
nulla
il commissario
sua
sano
di
non
rassicurato
il
Persianaro.
avea
temere,
a
salvo; nell'effusione
e
esser
della
inviato
tornare
rinviato
e
onnipotente
Luigi Cozzolino, soprannominato
compagno
fu
di
per
Con
e
nome
tale
ritornò
a
gratitudine volle
la rifiutò,
il brav' uomo
piastra al Persianaro; ma
in aria di disprezzo: « mi credete
forse apdicendo
partenent
ali1antica
polizia? »
Questi tratti di probità si rinnuovavano
giornalmente.
di
di più, negli ultimi
mesi
del
La
camorra
rese,
regno
Francesco
italiana. Strette
II, servigiben segnalatialla causa
dare
alla
una
rivoluzione
già sicura
le guardie
dalla
condotte
e
cospirazioneunitaria,
che,
più bisogno di celarsi,
cittadine
onde
comunicarono
al popolo l'ardore
entusiasmo
e
erano
risvegliaronocosì quel turbolento
prese:
manifestavasi
che
ad ogni istante, in ogni
per Garibaldi,
occasione, prima che questi giungesse; in codesta
epoca
di
di
in
transizione,
dissoluzione,
cui
o
meglio
singolare
II era
Francesco
le
re
grazia di Dio, e regnava
per
sopra
Sicilie e sopra
in
Due
Gerusalemme,
ancora
governando
le provincie del continente
anche
nella
cittadella
tutte
e
abitando
di Messina,
la capitale del suo
risedendo
regno,
sul suo
nel palazzo de1 sovrani, assiso
dal
circondato
trono,
esercito, e la città intiera, la fedelissima
suo
Napoli, apparteneva
vittoria,
della
al fantastico
già
l'avea
È
in
che
avea
lo
passare
entrarvi
solo.
avanti
di
Stretto
conquistata e poteva poi
al*
immaginare cfualipericoli noi corressimo
decadimento
e
questa apoteosi, minacciati
questo
facile
loro, fra
da
Eroe,
non
lato
un
balìa
dalla
demolizione,
dall' altro
dallo
sfasciamento,
de' vinti
che, potenti ancora
mente
e
provocati costantevincitori, potevano mitragliare la città. Tutta-
dai
pochi poliziotticolpiti negli ultimi
giorni di
giugno, pochi borghesi assaliti nel 45 luglio nella via e
bolati
motivo, e persino senza
senza
pretesto, vigliaccamente sciadalla Guardia
fu versata
Reale, non
una
goccia di
volta, salvo
senza
II
Francesco
sangue.
trombe
fucile. E
tutto
e
se
tamburi,
ciò
in
andò,
ne
e
mi
Garibaldi
grazia de'
si permetta
giunse
camorristi.
senza
la frase,
colpi di
96
—
vestire
e
violenti,
la città 1 Uomini
tutta
pavesare
—
spesso
i doganieri,
armati, proteggevano
E
40
questi raggirie spaventavano
i quali nulla di meglio chiedevano
che d'aver
la dogana di Napoli, i cui proventi erano
ascesi
mila
ducati il giorno, a mala
rendeva
pena
contrabbando
Del
camorrista
un
rolle.
vino,
di
dalle
loro
o
case
si
celebre, nominato
compagni
della
carni,
per
far
avanzavano
ai
o
che
in
havvi
né
i vetturali
gli
di
numerosi
gridando
(È roba
tosto
i loro
contrabbando.
diritti, che
stessi
differenza
«
:
rischiavano
questo
d'
il vetturale
e
che
Quindi
un
di
ma
Se
la
pagava
si
di più curioso
se
camorristi
al
pagavano
ricevere
e
il dazio
alla
e
fisco,
poco
dogana|;
il
temevano
mali
si appigliavan
setta,
di subire
erano
buona
una
a
a
l'economia
alla
fisco
né
alcuna
cosa
il dazio
sorpresidal
la
che
è
presso
alla
pagare
dovuto
pagavano
essere
pagavano
soffrire
a
giorno
nel
non
una
sicuri
di
tura.
bastona-
setta.
aprì gli
il
immaginare le perditeconsiderevoli che
della
città. Fuvvi
dazio
perfino
consumo
(e guarentisco
occhi
Novanta
dicembre
potere, che
al
camorristi
1860:
furono
1 indomani
ho
il fatto che
quale, tra tutte le porte
potè percepire che 25
non
lire
—
ciò è facile
Da
ebbe
sare,
pas-
Peppe.)
si
o
padroni guadagnavano
Pagavano alla camorra
avrebbero
minore.
leggera;
presi da1
esser
rico
ca-
Lasciate
era
al
pena
un
e
ed
—
cio
brac-
i ga bel lotti uscivano
esigere i tributi, i camorristi
latte,
Non
era
dunque
insignificante.
che
li spingeva a questi raggiri, ma
la paura:
i due
assai più del regolare. Fra
potere occulto
?a
città.
giungeva
la visita
»
Me-
camorristi.
Ciò
questo
supremo
Pasquale
Allorché
a
gliaio.
mi-
un
tutte
a
Dogana.
di
fino
le porte
della
si appostava coli' arme
in
appartiene a Garibaldi
gabellottisi allontanavano
tassa
il comando
avea
liberamente
T uffizio
presso
terra
meno
Si
operava
'picchettodi
Un
I
non
di
paura.
di
fonte
vole)
autore-
zione
Napoli, l'amministra-
soldi 1
Questa
enormità
gravi provvedimenti.
ordinò
arrestati
il dazio
da
in
sola
una
fruttò
800
notte
ducati
nel
(3400
italiane).
Per
uomini
ultimo
più
il commendatore
eminenti
del
gli
deSpaventa, uno
antico
repubblicano,
Silvio
48Ì8,
97
—
istruito
lo stabilimento
dopo
che
di
e
Ma
reazione.
che
affrontò
errori
diritto
che
di
che
a
essere
air opera
tempo
un
fece
:
tavola
che
rasa
egli è
rendergli quésta giustizia.Quanto
hanno
vicenda.
è
non
un
A
fu
contrastargli
impopolarità.Ora
la
potere
di riorganamento,
tempo
un
può
non
ardore
Napolitani
si infamano
in
dovea
ventura
gli si imputano,
I
sarebbe
mala
per
il merito
al
galera, venne
monarchia,
della
con
pose
arditamente
di
anni
otto
si
egli
ho
e
da
temperato
e
—
duto,
ca-
agli
scuterli.
di-
questo il luogo per
difetto, si
grave
prestar
accusano
loro fede, questo
paese
de' loro deputati,
briganti. Uno
libro (I moridf ingegno
di spirito,ha scritto un
bondi
uomo
e
del Palazzo
molto
CarignanoJ, nel quale prova con
che
brio
i suoi concittadini, i suoi colleghi, i deputati di
stuolo di imbecilli
di furfanti. In nome
uno
Napoli, sono
o
del cielo, io scongiuro gli stranieri
a
non
prestar fede a
Li supplico a non
credere,
tura
queste insolenze.
dopo la letdi quel libro che
che l'auha fatto qualche rumore,
tore
sia un
dino,
astioso, bilioso, cattivo, un
uomo
pessimo cittache
non
è
si studi
più
la
L' autore
è
sé
di
caverna
una
migliore
del
medesimi,
di provare
ai due mondi
de' morti,
terra
è
almeno
ha
calunniato
suo
libro, e
contano
fra
il
suo
che,
sé
e
paese
loro
uomini
di
'
de' furfanti.
la terra
Napolitani,checché
i
T Italia
se
Egli
stesso.
dicano
di
uomini
spirito e
dabbene.
Il commendatore
e'diresse
Spaventa,
io diceva,
venne
al
potere
poliziae V interno. Uno dei
in disparte bruscamente
suoi
la camorra.
porre
Usò peraltro precauzione, attese un
un'
frazione
inpretesto,
qualunque alla disciplina stabilita. L' espettazione
fu lunga. Trovata
sola volta arl'occasione, fece in una
non
restare
centinaio di camorristi, i più terribili, e gl'invio
un
alle isole. Contemporaneamente
abolì la Guardia
Cittadina,
di Pubblica
le sostituì una
Guardia
Sicurezza
e
già organata
da qualche tempo.
è accusato
Si
lo Spaventa di aver
in tale
occasione
i cattivi, e di aver
colpitoalcuni
perseguitato i buoni come
lungo
per
primi atti fu di
patriottiesaltali,anche
è
impossibileentrare
persone.
Poco
la
tempo
dei
in
importa
camorristi.
come
garibaldini,
tale
discussione
all' Europa,
se
:
in
è
questione
una
razzia
7
Mi
di
di
98
—
scellerati, per
onesti.
uomini
mi
non
o
errore
fornito
avessero
col
quale procedevasi
sa,
capo
della
di
suon
a
Ne
tromba
una
infatti
prese
una
Y occasione
Francesco
sotto
la
accanita
guerra
banda
intiera,
in
del
sé
un
di
distrutta.
uomini,
interruzione
la
caddero
potere,
dal
racchiuse
nei
inviate
furono
ministro
bagni
;
e
lasciavano
dietro
capi
ne
di cialtroni
a
Spaventa,
confusamente
e
che
fecero
che
andarono
un
con
un
tumulto
chiasso
venta
Sparono
fu-
:
dopo
tempo
vendicarsi
Per
evasero.
perseguitava,organarono
popolari: spinsero per le
e
di
vittime
poco
di
continuava
e
perderono potenza
uscirono
ne
tanto
sol-
ne' costumi
altri
non
ma
venta,
Spa-
esisteva
non
fatale. Le
opera
di
radicata
era
capi
gato
rele-
avea
non
le
dimostrazioni
morte
sua
nell' isole,
che
galera: fatte
in
che
Essa
ma
Scacciati da Napoli, i
paese.
riformavasi
la setta,
che
sotto
senza
e
fu
non
gruppo
i camorristi.
contro
resultò
ne
proclamato
avea
rinviò
e
ios-
signore A
gli energici provvedimenti
malgrado
camorra
IL
e6se
il modo
Il
regime.
alcuni
se
accuse,
di rammentare
l'antico
le opportune
verificazioni,
che
dei liberali.
Tuttavia,
compresi
ripetutoqueste
sotto
Polizia
furono
calcolo
per
avrei
Non
—
contro
;
del
di lui
le
frotte di vagabondi
vie
infernale, gridando
ad
aggredirloimpunemente
i suoi
spaventevole fin entro
In tal
casa.
palazzo delle Finanze, fin nella sua
dal
minacciosa.
Cadendo
guisa persistè la camorra,
sempre
dei
nella opposizione. Tutti quei bravi
entrata
potere, era
mercati
si contentavano
di Napoli non
di rubare
pochi soldi
ai sempliciotti
addivenuti
Nelle
zioni
eleuomini
: erano
politici.
proibivano tale o tal' altra candidatura, confortando
co1 loro bastoni
la religionedegli elettori. Né
la coscienza
e
di inviare
contentavano
si
e
vegliarne
sorun
deputato alla Camera,
da lungi la condotta
contegno,
; spiavano il suo
si facevano
i
suoi
discorsi,
sapendo leggerli
non
leggere
sé medesimi.
da
di lui, lo sacontenti
erano
lutavano,
Quando non
uffici nel
al
di
fischi
sotto
Per
anco
per
ritorno
suo
e
di
i
Torino,
della
camorristi
sua
un
con
grida, che scoppiava
le finestre
ultimo
da
la
bestiale
certo
con-
viso,
all'improv-
sera
casa.
si
dettero
ad
un
mestiere
Ho
più immorale.
lungamente dubitato di quanto
fatti numerosi,
lo hanno
dire, ma
eloquenti,me
sto
prò-
99
—
in
vato
tal
che
modo,
—
oltre
potrei più
non
negarlo.
La
di denunziarli
taglia sui borbonici, minacciando
individuo
era
un
polizia.Quando
sospetto di
riceveva
la visita di
Y antico
tenerezza
regime, esso
verso
Voi cor«
un
incognito,che gli diceva confidenzialmente:
relè
vigilasu di voi: si afferma
grandi pericoli; il governo
setta
che
i
sostenete
galera.
che
un
mezzo
camorrista
un
che
forte
avea
non
alcun
dal
liberato
aver
egli credeva
gridava contro
questo errore
precisamente quello che avea
Del
resto
non
L'
in
in
al
barone
F....
ma
che
denunziato
del
giudice Mele,
minacciando
a
sua
dato
il
il
fatto il
era
commetteva
temevano
non
storie
narrare
alcune
estorcere
stato
precedente.
che
di denunziarlo
volta
che
regime,
nuovo
E
danaro.
suo
dilettanti
volea
notissimo, che
uomo
bonico,
il bor-
una
pericolo, pagava
venalità
la
bagno per
proposito
questo
lenzio
il si-
Allora
»
soltanto
Molti
estorsioni.
potrei
e
usarne,
la setta
era
di
specie
questa
andrete
comprate
o
denunziarvi.
cui
poliziotto,
faceva
ribili.
ter-
piastre
borbonico,
oome
d' ordine
arrestato
il
quale giudice perì pochi giorni appresso
da un
assassinato
fratello del
codesto
delinquente,
camorrista.
Il
fratello
islesso, il gioera
non
un
suo
vane
assassino, soprannominato il Bel Garzone, non
teneva
appar-
uomo
alla
tentativi
duplice
di
son
Dopo
il
48
cui
attribuito
come
appena
per
suo
anni
alla
notare,
non
ed
per
campagna
di riunirsi
ad
(?)e
né
prese
alla
alcuna
parte
del
morte
aveva
tornò
una
asserzione
camorra,
dallo
delitto, il Bel
la
riceverlo
un
camorra
ai
strato.
magi-
condo
speculazione privata,il sefraterna. Insisto su
ciò, perchè questo
tanto
parlarono i giornali di quell'epoca
vendetta
reato
fu
vagò
La
setta.
fatti presso
il barone,
Il primo delitto fu una
una
in
soldo,
vostro
corso
credendosi
somma,
dietro
di
al
vorrebbe
quegli che
di
briganti:voi
sventurato,
misterioso
prendete
i
assoldate
preti e
pallido dalla paura, supplicava il
havvi
visitatore di trarlo di impaccio. «e Non
l'agente della setta:
per salvarvi, diceva
Lo
»
suo
del
una
poneva
alla
già
scioglimento del
Garzone
due
omicidi
luogo impenetrabile,ma
a
la
Napoli.
sulla
camorra
Si
si
tita,
smen-
dramma.
(ilqui
per nascondersi; tentò,
banda
di briganti,che
finalmente
è
che
le
aveva
coscienza)
quanto
a
non
era
cesi,
di-
volle
nascosto
incaricò
di
100
—
ritrovarlo, lo che
alla
non
Ho
veduto
dai
le
un
per
giorno
di
in
tal
la
guirono
ese-
revolver.
scinato
trasangue,
alla
prigione
giorno
crudelmente
farlo
per
guisa,
minare.
cam-
si
se
fosse
presentarsialla questura
osarono
del
da
sangue
cinque
essi
Il
versato.
sei, i quali si
o
Il
l'assassino.
arrestato
avere
compagni
colpi di
alcuni
!....
che
erano
del
operato
che
proposta,
senza
non
appartenuto
avesse
alcuni
lo battevano
il prezzo
non
tale
mezzo
l'impresa,
ottenere
se
ferito, coperto
compagno
Compiuta
e
bel
avrebbero
Non
di
Governo,
nel
vie
camorristi, che
trattato
dal
Garzone
il Bel
per
accettata
fatica,
senza
fatto
stata
fatta
fosse
vogliono
avrebbe
non
Essendo
setta.
—
primo
di
vantavano
giorno appresso
ne
sorsero
trentina.
una
Tali
furono
le alte
della
imprese
fino
camorra
alla
Potrei
nel luglio4862.
proclamazione dello stato d'assedio
la pazienza
non
moltiplicargli aneddoti, ma
voglio stancar
i
del lettore. Bastino
riferiti, per
dunque quelli da me
la
quali in brevi parole si riassume
parte politicadella
setta.
Sotto
Ferdinando
Sotto
Francesco
Sotto
II
II
la Rivoluzione
dichiarata
sotto
tutti i
la
culta.
polizia oc-
rale.
cospirazione libe-
alla
torio
poliziaofficiale;sotto Vite si è nettamente
nell'opposizione,
il disordine:
per
fatto
avea
appartenne
fu
è entrata
Emanuele
essa
la
questa
e
è
la
nione,
opi-
vera
sua
governi.
Vili.
REPRESSIONE.
LA
ricatti
Furti
imprese della camorra
con
scasso,
ce,
Come
camorristi
nella
città
%
brigantaggio
sfuggissero
alle leggi ordinarle
Le
Complicità delle loro vittime
intimiditi
Provvedimenti
i
cezionali
ecprotezioni influenti e
giudici
Ultime
—
—
—
—
—
Campagna
—
di
Le
di
uomini
mWgli
e
Ponza
—
di
simili
—
La
1862,
i
del
del
questore
Prefetto
figli dei settari
al
Deportazione
setta
disciolta
provvedimenti
Finalmente
anno
Lettera
—
nel
—
mese
profittando dello
e
di
Una
—
Aveta
lettera
carcere
delle
riformata
—
cacciatore
Un
—
Napoli
al
Ministero
del
Murate
Buoni
—
comandante
in
renze
Fi-
resultati
Conclusione.
di
stato
settembre
del
di assedio, che
corrente
era
stato
101
—
zelo,
suo
risolvè
il
tutto
dare
un
erasi
così
mostrata
potente,
di
le varietà
Napoli stesso
aggressori
entro
Ogni
notte
dei
cittadini.
alla
Ho
che
de' Mercanti,
Il
di
là
di
scatola
1
lume.
di
avvenivano
Non
ma
ho
ai
una
brigantio
forte
di
somma
crederlo,
e
nosciutissimi
Contro
estremi
taluni
conosco
tanto
assassinati
danaro,
rimedi.
male
di
di
tal
I camorristi
perseguitare
dalla
furono
vendita,
ri-
cioè
fanciulli
di
non
se
pagne.
cam-
tanto
piti,
rasegnati
con-
esser
sborsavano
sciocchi
Questi individui
da
co-
qui nominati.
natura,
occorreva
sfuggivano
tutti
codesta
nelle
di
e
vie,
pagare
esser
verò
tro-
cercava,
minacciati
che
vigliacchida
narie,. perchè intimidivano
farli
e
a
città, come
nelle
tabacco
in
gli sdrucciolò
tranquillamente alla
agio, scegliendo ciò
uomini
di
furori
che
meriterebbero
un
beli'
nella
parlare
che
tornato
suo
rieatti
inteso
miferi.
fiam-
occorre:
dunque
ciò
prese
fors anche
a
mi
che
Corse
sigari;e.
di
rivendita
quello
—
prima bottega,potè rubare
che
più gli conveniva.
Infine
per
molto
era
trovò
vi
non
una
ecco
porta: vi
fiammiferi, e
pacco
tasche
scorse
la
di
qualche
tasca
Ah
farmi
che
scassò
una
come
—
Ma
si conteneva.
canzie
scuoprire a tastoni le mertratsceglieresoprattutto, dacché
caso?
Il pover
era
uomo
dunque
non
distanza.
poca
bottega
una
come
grave:
prendere a
imbrogliato, quando
assai
a
era
la cassa?
e
tavasi
caso
rogato
inter-
quartiere
nel
notte,
una
la porta di
scassato
egli avea
appropriarsi quello che in essa
buio, e il ladro frugando le sue
lio
il domici-
camorrista,
un
tadini.
cit-
dei
brigantaggio.
violavano
io stesso
confessare
questura,
ricolosam
pein tutte
di furore,
e
di
atti
armata
mano
udito
audacia
di
commetteva
a
così
la sicurezza
possibilicontro
giunta a tal punto
era
camorra
ma
politiche,
reazioni
attentati
Essa
si rin-
non
la
Mai
il
attività,
sua
insinuata
erasi
mai
e
nelle
solo
non
la
tutta
pericolo.
il
stava
di
tutto
con
propizia,e probabilmente
era
nell'indugio
nuovava:
che
coraggio, con
colpo alla camorra.
estesi
Marmora,
lo secondò
suo
gran
L' occasione
che-
Aveta,
questore
con
poteri
dei
e
conferiti, il» generale La
stati
col
concerto
proviocie meridionali
nelle
proclamato
che
gli erano
—
coloro
giustiziao
alle
che
adoperare
leggi ordinaavrebbero
denunciarli.
tuto
po-
Erano
102
—
che
ladri
che impoai derubati, malfattori
nevano
paura
alle loro
vittime, e che le stringevano in
faceva
n
silenzio
a
qualche modo
quella della
porli
codeste
rati che
u
temuti.
e
i
tutto
per
degli
consenso
vare
possibile tro-
era
dell'accusa
rati
scelle-
contro
più onesto!
il contrario
tollerato
di
d'altra
E
parte
sé stessi,
accusare
senza
che
popuh
coram
i tribunali
innanzi
dichiaravano
e
avevano
derubali,
esser
Non
subirle.
l'uomo
era
quali
giustizia,e
della
plebei, tassati, riscattati, sfregiati,pugnalati
I
dichiarare
senza
mani
testimoni
non
affermare
essi
potevano
cità,
compli-
silenziosa
più
dal
giustificate
dovuto
avean
negavan
l'accusato
che
nelle
estorsioni
parti civili,
così
colla
Non
si sapeva
qual partito prendere
paura.
che
codesti
uomini
protettida coloro
dovuto
gastigare
scia
medesimi,
sé
attaccare
per
avrebbero
—
erano
esser
becilli,
poltroni ed impresi a gabbo, di
ridicolosamente
spogliati,maltrattati
mente
vil-
e
?
Dirò
tutto
influenti
condotta.
Dal
condotto
venti
sottoscritte
Ho
!
cui
da
veduto
queste
della
membro
un
nomi
de'
avea
de' certificati di
sicuro
era
tori
protetbuona
setta
era
ricevere
di
in difesa dello
rispettabili,
lettere
libello, pubblicherei i nomi
un
:
se
il
mio
lavoro
de' soscrittori.
pudenti
parola e avrò finito. Questi malfattori imintimidivano
perfino i loro giudici.Sì ; ne ho ve*
assolvere
alcuni, perchè la magistratura, l'antica ben
Ancora
duti
inteso,
Era
per
arrestato
Vicarìa, il questore
lettere
fosse
in
momento
alla
sventurato
ogni camorrista
che
gli rilasciavano
:
ne
una
avea
paura
mestieri
raggiungere
in
!
pertanto
terrore
provvedimenti
sfuggivano
ispiratoe conservato
i camorristi,
grazia al
di
che
eccezionali
alle
leggi
dalla
penali,
loro
Il governo
profittò dello stato d' assedio. Il signor
ordinò
i settari una
Aveta
contro
una
senza
posa,
guerra
dal
simile
generale
a
rigorosa
quella comandata
campagna
secondato
La
Marmora
i briganti. Fu
contro
potentemente
setta.
dal
e
i
segretario generale della questura,
puano,
Cada alcuni
dai signori Iossa
e
delegati,segnatamente
boni
i quali, avendo
sofferte lunghe prigioniesotto i Borpolitiche,conoscevano
personalmente tutti
per cause
le sue
peggiori camorristi. Il primo mi ha narrato
spedisignor D
Amore,
104
—
S.
A
«
E.
Ministro
il
L'È.
V.
eredità
sia
a
detta
la così
23
settembre
camorra,
e
1862.
delle
una
appieno come
queste provincie dal
conosce
rimaste
dell'Interno.
Napoli,
»
»
—
borbonico
i camorristi,
come
ziali
esi-
più
verno
gostringendosi
che più sogliono
quei partitipolitici
riusciti ad
baldanzose
inea
pretensioni, erano
si proclamasse
che
ne' trascorsi
giorni, innanzi
di assedio, con
trate
maggiori eccessi che mai. Le enmina
sul pendio di una
totale
erano
governo
astutamente
concitarsi
perversare
lo stato
del
a
che
contrabbandi
pe' continui
le proprietà de' cittadini, fatte
minacciavano
della
di
le incalzavano
ad
segno
dove;
d'ogni
incessanti
sioni,
aggres-
saldi
i più
dinamenti
orgravemente
sociale, se l'autorità politicanon
scuotere
sicurezza
specie
proteiforme di delitto con
un
energico provvedimento, che,
rilenti di forme
transazioni, senza
senza
guate
giudiziarie(inadeordinario
a raggiungere i nuovi
imperversamenti di questo stramale
soggiogasse d' un colpo all' imperio
sociale),
delle
leggi la ostinata pervicacia de' camorristi, e tornasse
istanti la loro dignità agli esattori delle pubcosì in brevi
bliche
si fosse
fatta
ad
ed
entrate,
proprie
e
se
stato
stati
sono
d'
della
si è
la
questa
avuto
è
no,
nel
portate
le
a
tal cifra
aggressioni
il sentimento
dalla
contro
della
prostrazione
cui
in
triplicati,le
finora
le
della
città,
non
si attentassero
non
proprietà
sicurtà
trovavasi
però questi salutari benefìzi non
in cui
effimeri; perchè dalle prigioni medesime,
seno
lo dica
personale
cui
scienza,
co-
tro
porta die-
che
e
di
cere;
car-
pubblica
arresto,
Perché
nel
più
nulla
se
e
segno,
alla
circondato,
stato
dei
300
i dazi
irrefragabili,
l'esempio,
scomparse,
pienamente rialzato
e
repugnante
esecuzione di questo
urgente
pressoché
»
delle
sicurezza
pochi giorni ridotti in
di
ingiusto o
lotteria
in
ovvero
plauso generale ond'
sé, quai documenti
a
entrate
de' cittadini
resto
siasi dato,
nella
il
radici
sue
questo provvedimento si è dato,
sfidati camorristi
siavi
al
dalle
cose.
E
»
investire
nanzi.
in-
tornassero
sono
questi
chiusi
rinin-
105
—
camorristi
domati
di
colà
qualche
a
—
incitamento
subdolo
subbuglio e
di
conato
aderenti, sembrami
a' loro
partito che 1' E. V. si faccia a divisare*
di Sardegna, o altrove, un
luogo separato dove
confinarsi
sollecitamente
quelli tra essi che sono
del pubblico pei più accaniti
macchinatori
di
che, avuto
riguardo alle varie volte in cui han
urgente
T attenzione
dell'autorità
ritornare
potrebbero
loro
ed
inveterate
altro
sotto
pubblica
confino
libertà
sarebbe
450
o
rassicurata
di
in
i loro
vicina;
terra
una
richiamato
che
contrade,
animi
medesimi
sarebbe
non
non
balìa
delle
tramutati,
la coscienza
si offrirebbe
esempio
vano
si
sordini,
di-
il loro
o
di
degli altri; dopo qualche tempo
lontane
e
rinascenti
efficace
un
camorra,
evasione
la loro
seco
fama
in
Allora
pericolo de'
dal
potessero
in
questi detenuti,
di
potrebbe portar
su
darsi
senza
nell'isola
o
ritenere
a
tendenze.
incorreggibili
agli occhi
che
in
cielo, 440
che
pubblica, è
sero
fos-
non
manenza
per-
lo sperare
di
sentimenti
ritemprassero a
tuite.
costiobbedienza
alla legge e di soggezione alle
autorità
Non
ultimo
le
quello di diradare
vantaggio sarebbe
prigioni della città dal pericoloso ingombro di questo gendi prigionieri,ed una
base
di duratura
tame
rebbe
garentìa sastabilita alla pubblica tranquillitàed alla sicucosì
rezza
delle proprietà dei cittadini.
Sicuro
il suffragio deU
meriterà
che tal proposta
»
istruzioni.
1' E
V., io mi aspetto il più presto le sue
»
Queste
Racchiusi
provvedimenti
i
loro
ottenevan
a
in
detenuti,
Le
urgenti. Tutti
erano
stati
bai camorristi
erano
non
quel giorno contro
distrugger la setta, né per diminuirla di numero.
per
solo
razzo
imbaloro detenzione
nelle prigioni era
un
non
rigore inutile.
e
un
un
pericolo per il potere, ma
presi fino
La
istruzioni
ma
una
sala
non
cessavano
mogli
la
a
parte,
di
senza
conto
D'altra
ai
recalcitranti
parte
la
moglie
alle
giorno
col
o
V altro
in
un
da
sui
città.
contribuenti,
sottane
bastone
de' debiti
di
in
difficoltà. I
menoma
fronte
violenze
il riscatto
ai
sempre
la
di
più agguerriti tremavano
malandrine.
Sapevano che un
usciti di prigione, e
chiesto
esercitar
si presentavano
camorra
minori
usavano
popolani
di
queste
i mariti'
rebbero
sa-
avrebber
mano
questi
camorrista
e
era
non
gati.
padi
per
106
—
medesima
sé
luce
potenza,
una
facevano
si
in erba
fin dalla
i fanciulli
e
al
ginnasi clandestini
città
prigioni,ove
di
scherma
questa
i
insegnata. Così il popolo
anco
tiglide' loro padri, ma
l'assassinio.
per
Tenendo
pertanto
il fine
isole
che
non
voluto.
dal
Ponza,
.»
Comunico
mio
non
turi
ma-
si raggiungeva
alcune
pena
testimone
ciente
insuffi-
dell' Isola
al questore
era
comandante
Militare
Comando
Regio
«
di
i bravi
niva
ve-
la
tera
let-
Napoli.
di
»
essi
esempio,
per
i condannati,
correggeva
indirizzata
seguente,
pericolosa
rispettava
precoci già
imprigionatii camorristi, non
Quanto alla relegazione in
vicine, Ponza
troppo
in
nella
istruzione,
mutua
loro
solo
alla
dato
avea
rispettare.Questi picciotti
coltello fin dai loro più teneri
anni; eranvi
nelle
che
culla
si addestravano
e
—
all'autorità
comando
Auttieri
S.
luglio4862.
che
su
questa
isola
il
Esposito, Biagio Marino,
quali niun avvertimento
sul
metterli
V.
li 12
rista
relegato a disposizionecamorda
Francesco
spalleggiatoanche
ai
e
Luigi Bottiglieria condanna,
misure
di
e
rigore han
potuto
trovansi
Fortunato,
a* medesimi
di
dell'Isola.
talché
sentiero,
retto
vedendo
da' menzionati,
fa
giornalmente coadiuvato
solo, ma
degli abusi sulla gente qui relegata non
quanto,
armata,
con
calpestando ogni dritto, si fa ardito con mano
minacce
da ogni relegato
vie di fatto esigere la camorra
e
che
costà
qualche obolo
giunge, e su di altri che lucrano
della
il relegato
col sudore
fronte : e di fatti giorni sono
Michele
alla mia abitazione
Lucente
esso
giunto in questa, veniva
T Auttieri
che
i miei
sotto
propri
grondare
sangue
dal
danaro
bramava
si
detto
presentava
Ungaro,
che
chiedendo
vende,
dal
camorrista
a
preso
bocca,
e
Ieri
F altro
air altro
la
perchè
autorizzato
vidi
costretto
sul
;
bastonate
perchè
dolo
facen-
l' Auttieri
prepotentemente
relegato Ferdinando
travagliatosul cavofondo
parte sul guadagno, e sulle
aveva
percosse
mi
naso
Lucente.
vibrarglidelle
locchè
occhi
in questo porto,
frutta che
T Ungaro
giungendo
con
grosso
capo
farlo restringere in
all' alterigiadi
baculo
; per-
prigionel'Aut-
107
—
nelle
tieri,e consegnati
descritti ;
seguaci
lunga
per
e
la
con
continui
come
disturbi
condotti
che
è
la
prego
od
Ventolene
per
l'isola,
che
S.
V.
da
questo
questa isola,
lo seconda
ih
luogo che
altro
segregarlidalla
per
tenerli
da
tolto
venisse
me
della
capo
e
degli abusi
facendo
l'Auttieri
Luigi Bottiglieriche
in
più opportuno
lasciarli liberi
e
prepotente
e
potrassi da
non
i
Relegazione
questa
commetterebbero
così
:
il
ancora
fossero
che
menzionata,
disturbatore
capo
comecché
e
certezza
combriccola
di
caserme
accasermati
pezza
—
società
tutto,
crederà
la mantiene
che
turbata.
Il comandante
»
F.
»
Ben
si scorge
come
nelle isole, da
la
correggere
Era
misure
flagellocon
stessi
capitano. »
esercitasse
si
camorra
coloro
i camorristi
Cutelli
risola
che
vi
mente
impune-
si inviavano
per
impossibile combattere
dunque
ordinarie.
Bisognava provocare
da Napoli, abitato
una
relegazionein un paese più lontano
da una
popolazione più vigorosa, o almeno
più ribelle a
questa oppressione ancora
ignota da lei, e quindi da lei
questo
riconosciuta.
non
La
Sardegna
deportazione.Ma
ai
regalo
chiedere
inviarvi
in
cui
il governo
poveri Sardi.
al
di
re
restano
Murate,
dove
loro
di
stati
sono
Firenze,
cento
si fanno
per
questa,
mi
quanto
a
per
intrapresi in
alcuno
altri
già
e
di
al momento
racchiusi
cento
cui
sto
tri-
questo
momento
un
sappia, dato
mi
questa
dell'Australia
angolo
un
far
a
tenni
tato.
resul-
nelle
rate,
Mu-
deportati a
proposito.
ventina
una
le
per
lavori
per
si afferma
stanza.
Non
oso
mie
mani,
rigori
basteranno
sperarlo. Ho
che
considerevoli.
Firenze
ancora
la
prova
di coesione,
a
trattò per
penitenziaria, di
ancora
Questi
forza
cellulare
colonia
io
camorristi
63
prigione
Tremiti,
che
hanno,
non
Frattanto
dar
Portogallo
a
questa colonia di tirannelli incolti ; ma
scrivo
(1 novembre
1862), i negoziati
proposito
Ne
consentì
non
Si
un* isola adatta
era
la
(e
fra
un
vitalità
facilità
sua
Allorché
per
a
distruggere
tristo
documento
della
camorra,
riformarsi
la
setta?
nelle
la
sua
dopo perdite
dotti
conprimi 63 deportati furono
i più importanti, i
questi v'erano
i
108
—
—
proprietari, i guapi, i capi) la
fu sorpresa
Nuovo
da
barco,
Carcere
la lettera
quelli di
San
ai settari
inviata
seguente
im
loro
del
stessa
sera
Francesco
del
viceversa.
o
i
Compagni
«
di
Dopo
»
fanno
i miei.
carissimi.
avervi
Vengo
partitiil Capo ed
i compagni
Scola,
e
perciò
vi
ei
che
consapevole
tigliaa causa
la
di
Pere
a
chi
e
che
compire
compagni si
i
a
Porco)
siderosi
deatteso
capo,
vi
la
avete
il
portato
but-
sello,
caro-
unito
caramente
fo
il solito
secondo
avete
salutandovi
di
partito,
non
anno
settimana
corrente
rispostae
che
tina
mat-
siamo
da
è
Mormile
son
capo
[Piede
alzato
qui
per
mentreccbè
avete
come
questa
alzare
Porco
tutto
dovete
tutti
a
segno
Il
»
»
Mangiaguerra,
Asenici.
Ben
Scola.
Giuseppe
Simonetto,
Antonio
la
si scorge
come
fosse
la società
era
un
già
Domenico
Francesco
Cesario,
Cascione,
sera
del
stessa
riformata.
cola
Ni-
antico
mento,
sciogli-
suo
Giuseppe
Scola,
soldato
il titolo che
usare
per
coltello, libéralissimo
però e di
o,
professore di
assai spinto: esecrava
carcere
Stiano,
Vincenzo
già vecchio,
uomo
d' armi,
maestro
da
Fedele
»
capo,
dava,
Parmiciano,
Esposito, Giuseppe
Domenico
Dente,
Murat,
compagno
dei camorristi
le firme
Luigi Miletpure
Izzo, Alfonso
Majetto, Marinariello, Raffaele
Giovanni
Capasse
nuovo
vostro
Seguono
to, Gennaro
nel
creduto
anno
orecchie
che
da
come
conoscenza
conoscere
come
nella
ma
mi
tutti
alle
tutti
a
Contabile, perciò riuniti
rimasti
son
giunto
attente
il
facciamo
chi
darvi
a
contaiolo
per
salutato
caramente
molte
di
vittime
Santa
tutti i sovrani.
dei
Maria
Borboni
che
Ho
lo hanno
il
di
egli si
un
queste
lore
cotizie
no-
conosciuto
Apparente.
bastino
dunque che questi provvedimenti non
vi hanno
E pure
a
distruggere completamente la camorra.
alcuni
io rispondo
che
gli dicono troppo rigorosi.A costoro
forse
medicina
sarà
con
opportuna
questo opuscolo» che
di
sensibilità.
in
la
Li
loro
ispecie
filantropica
prego
per
in appenle biografie,che vi unisco
leggere attentamente
Temo
109
—
dice.
Non
frivoli
lettori.
mia
della
piccolilibelli,frutto
sono
divertire
—
fantasia, per
serii, autentici,
documenti
Sono
officiali !
mi
Concludendo,
già presi
la
dei
non
bastano
per
ma
è
conosciuti
diminuito
molta
pazienza
infatigabileperseveranza
una
modo
nella
onestà,
soltanto
non
sarà
che
l'Italia
nemici
non
della
son
così
non
ridotti
forse
lunghi
rovesciar
alle
di
Galantuomo
un
No,
tanti
questi
gran
ai nostri
di
secoli
nemici
queste
camorra
non
rechi
la
camorra
anzi
è
veduto
potuto
armi
con
colla
ad
Ora
una
Talarico
da
una
della
fede
briganti.
Ferdinando
esclamò
:
al
frutte,
e
mio
e
là
è
uno
Uno
dei
amico
una
un
non
con
tutti
una
narcato,
mo-
amici
con
pensione
che
lui,
e
che
è
vestito
non
avea
tuttora
trovavusi
da
essendo
ceduto
le
pagata
in
mezzo
di disprezzo che
nullità
Napoli, una
smorfia
di
Crescenzo.
brigantaggio e
meglio di quello, «"
(il signor Ecoffey)
che
uomo
città,1 le
il
Talarico
riccamente
de' birbanti
fra
va
miei
capitolato
con
nella
de
spesso
G iosa ffa Ite
pareva
sdegnosamente
Quello
fatto
Questa
aveva
impunità
mostrando
di
II
potrebbero
gantaggio
la società, il bri-
Salvatore
me
lettore.
Ischia, il fumoso
della
mostra
descrivere
camorrista.
da
promessa
esattezza.
dinanzi
sorpresa
dai
ad
vinto
sogno
addivenuto
grazia
contro
di
e
ut
spregiata
Talarico
esser
strugger
di-
non
nazionale,
brigantaggio
il
riavvicinamento
questo
la
ha
ma
patria comune
retaggio dell'antico
associazioni
campagna,
Donatello
Crocco
Che
essi
la
contro
della
1
non
opuscoli,
Non
pericolosi.
sonò
non
dissolventi, fatale
tutte
di
in
sofferenze,
ammutinando
elementi
bande
principio
giorni è
quel
che
a
scriveranno
grossi volumi,
e
ripeto
di Mu-
coronato.
questi
che
esserlo
V opera
I suoi
stessi
Fino
edifizio
questo
proprie forze,
dell' Italia, che
dopo
tuttora
meridionale.
i mazziniani
borboni;
memorandum
realtà
e
piaga aperta
guarita. Tale è
cicatrizzata,ma
compire nell'Italia
mai
eterno
po' di
vigilanza,
in ispecial
un
orribile
questa
federazione, dei
forti da
saranno
Ancora
fermezza
nella
al
de' misfatti
numero
lo
lo dissi in principio e
politici,
i partigianidell'autonomia,
sono
sono
concludendo;
rat,
da
ha
e
Prefetto
coraggio, un'assidua
e
resultati,
gici
dopo questi ener-
terzi.
due
di
il
che
stabilisce
provvedimenti,
del
lettera
delitti,che
dei
menti
provvedi-
i
se
ottimi
almeno
la
solo
non
prova
la statistica
che,
mente
distruggere completa-
già prodotto
fanno
quali
tempo,
constatare
hanno
setta,
Ministro,
place
piedi
galantuomo,
è
possibile
imun
110
—
di
congreghe
furfanti
gettare in
possono
—
sanguinari che
alle
mezzo
che
T
saccheggio ai vincitori
nel
mezzogiorno i veri
sono
le
fa
opposizione
vera
istruzione, la miseria
brigante che
che
camorrista
sotto
la
le
di
addivenire
forme,
si
sotto
mettendo
provinti.
ai
che
sdegna
distrutta, è
esser
artigiano
soldato
o
faticosamente
la
con
il
il
;
voro
la-
col
è
violenza;
maschere,
le
tutte
Ciò
dell'Italia.
ignoranza
guadagnar
agevole estorcere
è
tutte
nemici
vuol
non
gli
quanto
male
vuole
non
è
l'incendio
e
ricusa
che
danaro
popolazioni esterrefatte,
il
Tali
di
forza
a
il
insorto
la
e
che
attaccarlo
rigenerazione morale, che ardisce ora
finirà per
distruggerlo. La
biata;
questione oggi è camT Italia non
è più per
Governo
Napoli un
nuovo,
o
una
nuova
contro
dinastia
gli uomini
tutti
gli onesti
di
le
con
le
;
senno
forze
del
del
le
che
ne'
questa
e
di
che
fanno
e
la
dal
autorizzino
paura,
la
la
esisterà
ladri,
Dinanzi
palla
più,
sarà
se
Italia
e
è
la
ora
seppellirli;che
della
e
sua
bra
dall'omil
popolo
dignità
e
l'iniquità dell'alto
l' iniquitàdel
basso
;
istinto di
che
la
vitù,
degradazione e di schiadalla
coscienza
si
popolare che
fallo
di repressione che
scirà;
riusenza
dalla
estratta
ferita, e la camorra
memoria
in quest' opuscolo
come
non
Marco
1
le
libertà,
nell'oblio.
Napoli,
tutta
che
criminose,
escano
sentimento
violenza
violenza
la
il sistema
ecco
decadute,
nel
vergognoso
sia sradicata
affatto
e
caduto
che
questo
rialza:
e
que' principiladisconosciuti
si tentava
ove
ritempri
potenza;
sua
coalizioni
tutti
Che
dinastie
silenzio,
intiera, dell
spezzare.
trionfare, perchè l'Italia
civiltà.
si
nime
una-
di
deve
essa
da
dalle
libero
della
non
ha
dell'Italia
queste
che
e
condannati
fatto
non
È mestieri
guerra
L'Italia
e
assassini
di
de*
zelo
con
contrade.
per* abbattere
l'umanità,
lottano
ora
da
zogiorno,
quelle del mezpopolo, esercito,
e
quelle del
e
associazioni
antiche
l' associazione
è
:
difeso
sociale
opprimevano
queste
imponente, spariscono le questioni di forma
lotta
dinastia.
quanta
cuore
scorsi
tempi
a.
1 ordine
settentrione
potere
polizia,guardia nazionale,
contro
di
e
forze
è
l'Italia
novembre
1862.
Monnier.
112
—
che
il lettore,
di
costruire
da
casotto
così,
intendo
non
il lavoro
della
aggiungo
(e ne faccio
amministrazione)
che
sono
piene
tutte
del
Questore
Ma.
non
tile
inu-
difendere
per
le
un
son
limitato
quasi
di
luogo
in
sempre
serie
di
una
Napoli,
mio
linea
o
notizie
le
e
che
opuscolo,
in
mi
ossale,
col-
quest'opera
nel
delitti, onde
successori.
di
sicurezza
più
vantaggio
a
de' suoi
i documenti
il loro
trovato
:
auanto
saranno
Archivi
agli
alla
anche
lavoro
un
il riassunto
parte
incontestabile
foglio,che
in
vigilare
da
ponendo
di
istruzione
riassumere
a
già
da
è
faticabil
congratulazioni alla inbiografici
questi compendi
che
per
criticare
alcuna
mie
riassunto
e
guisa
necessità
consegnate
e
io
in
cui
pagine
attuale
avendo
avevano
il
seicento
considerevole,
stringen
ri-
e
cifra
una
le
compendi
ho
Non
onorevole
stualment
Segretario Generale.
riprodotto tei fatti singolari, e quelli che
che
giungevano
io
che
medesimo,
a
grado
a
me
progredivo nella
interminabili
dell*
nuovi
con
quei documenti
parola, prima
una
di
lettura
Anche
Nella
si
la
Questura,
anzi
non
prima
stimo
io
sentinelle.
Parlando
stessi
fortificato
meschina
più
ed
armonia,
e
castello
un
Nella
persuaso.
proporzioni
occorrono
opera
già
spero
—
maggior
della
tratta
collettive
della
setta,
quali
si
Vienna
praticano
come
a
camorristi
specialità
benefìzii.
settari
de1
suoi
pericolosi
società.
atti,
ora
a
la
che
Provano
in
ad
de'
ora
suoi
mostrare
Questura
:
onde
di
la
a
dell'opere
come
l'assassinio,
o
che
Londra,
a
i
descritto
misfatti
e
i settari,
far
la
non
di
palese
Napoli abbia
dri
la-
sono
nelle
setta
anche
a
principali
quest'Appendice,
ho
liati.
affi-
degli
camorra,
Parigi,
soltanto
non
seguono,
non
furto,
il
tanto
uomini,
come
sia
crede,
fino
paragrafi che
provano
nominati
Così
Scendo
ma
non
Napoli.
mento.
quest'Avverti-
quelle individuali
ovunque,
viventi,
assassini.
o
di
ma
si
comunemente
chiuder
de' camorristi
ma
documenti
Questi
qua
parte dei
camorra,
diligenza raccolti.
tanta
di
i
pieni
erano
de' suoi
più
quali
come
rati
scelle-
liberato
la
Salvatore
I.
Il
della
re
febbraio
Libero
ripreso,
nel
nelle
sistenza
proibite, retal Bornei,
polizia rinunziando
ritorna
a
Napoli, ove
tal De
calmarsi,
È liberalo
diviene
è racchiuso
È
(vedi
là che
III).È
nella
ingresso
suo
È questo
nelle
tal
con
è disarmata
Cittadina
i suoi
più pericoloso
poi relegato nell'isola
fra
di
tragica
questa
Crescenzo,
condannato
scena:
è
Lubrano
fratelli
con-
Ponza.
Lubrano
Antonio
ed
esso
di
al
al
assassinato
Castel
di
Capuano.
grand' uomo,
del
prigioni
conduce
di tutti
accanita
De
delitto
libro) e
di questo
Si
la Guardia
Capuano,
prigione
1' ultimo
inviato
stato
di
VII
il cap.
notte, da Silvio Spaventa.
dalla
dissi, scacciata
polizia, torna
la fine
l'influenza
per
che
la lotta
nota
scenzo
Cre-
De
camorra,
al deposito della
tura.
prefetoltraggiosi sulla persona
di prigione ancora.
mesi
Cittadina.
Crescenzo
comincia
il cap.
morte
come
Castel
a
(vedi
Guardia
una
sei
a
Liborio
la
contro
atti
permette
della
la camorra,
De
mestiere.
antico
more,
ti-
trale
cen-
libertà
attende
si
lratto*in
un
infierir
a
carriera,
nuova
ad
soppressa
Allora
suo
squadra
capo
nella
violenza
Don
sotto
ha
ne
Capuano
nella
prigione
lo racchiude
e
è condannato
ed
Mala,
Castel
nel
città. È
in
camorra
Molise.
la
che
la
esercitar
custodendolo
provinole,
PrincipatcWi
Anzi
un
ad
ricomincia
polizia, che
la
e
del
Ma
È
un
in
questi fatti, continua
per
1855,
lo interna
a
ad
nel
re;
mestieprigione il suo
glio
ferisce
altro
detenuto, ne uccide
un
un
(Luigi Salvatori, 14 lualle
vuole
1849), perchè questo disgraziato non
assoggettarsi
potenze
preè condannato
che a cinque
di lui. Malgrado
questi delitti,non
di prigione.
anni
6
Esordisce
—
d'armi
volta, porto
gravi arrecate
una
ferite
pubblica,
caporale di marina.
Imprigionalo
di
in
delitti
tre
con
forza
de' camorristi.
il Lacenaire
banda,
1849
alla
Crescenzo,
De
—
delle
Murate
fino
ad
Ultima
Firenze.
di
almeno.
oggi
zia;
noti-
è borbonico.
II.
Questo
Crescenzo
in
due
Esordisce
varie
già celebre,
capo,
imperava
Eccone
a
15
carcerazioni
Nel
Apparente.
Restituita
nell'isola
in
di
Vincenzo
—
parole
anni
dal
1841
Castel
a
regnava
San
a
Francesco,
De
meplre
Capuano.
la vita
:
furti
con
al
1837
tijQil
conduce
Graziato
nella
per
tanto
di
destrezza,
di
1841
coltello
libertà, si
Tremiti.
Zingone.
nuovo
e
prigione
la setta
bene,
nel
e
questi
per
di
diviene
che
1848,
Santa
subisce
Maria
camorrista.
la polizia lo manda
ricomincia
le
sue
é ripreso di nuovo
nel
1851
ripreso,
ancora,
ladro.
Provoca
fra i
ammutinamento
come
vagabondo
e
come
un
di Castel
camorristi
distribuzione
la
del
Capuano
barattolo,
e si
per
fa condannare
mesi
di
detenzione
40
nella
bita
a
prigione di Avellino. Sula pena,
nel
del
Mercato
delle
dodici
zioni
sequartiere
(una
apre
di Napoli) un
caffè
che
il quartier
diviene
della
generale
estorsioni,
è
è liberato
8
114
-
del
camorra,
contrabbando, del furto, il deposito del bottino, il reUna
luogo sospetto fa
perquisizione in questo
d'armi.
e
provvisione di oggetti rubati, di munizioni
d'onde
nella prigione di San
Francesco,
corrisponde
de' malfattori.
fugio
rinvenire
una
Zingone
torna
Mormile
con
—
Crescenzo,
De
con
e
Ora
vedemmo.
come
alle
trovasi
Murate.
III.
Vincenzo
—
nel
Arrestato
di
4849
maggio
prigione, ripreso poco
tasca
condannato
e
della
e
e
guerra,
racchiuso
nel
1853
Sant'Agnello;
la
per
di
un
quinta
; poi posto
ripreso per la sesta
lungo stile che portava
1861
reperiti su di
furti
precedenti e le
; assoluto, a malgrado
da
commetterli
alcuni
arrestato
di
de' servizi
furto
di
ha
quale
da
amato
storia
di donna,
IV.
di
ripreso
rilasciato
dai
tosto
dell'anno
Y.
di
carico
Presidio
forza
—
Non
per
difetto
corrente
più
perchè trattasi
luogo nel
qui trovato
:
copio
di
mio
4
di prove
furto
per
Mazzola,
Tommaso
riassumo
nel
Carabinieri
una
(1!)
sotto
putazione
l'im-
Tale
dal
1859
di
nella
la
furto
fu
ciso.
uc-
condannato
:
prigione
stupro.
Antonio
testualmente
di
calo.
qualifitriplice accusa
violenza, di
con
per
di
È
ora
ad
rimento
feuna
re
Castellamma-
raggiri sospetti,
sufficienti,
arrestato
e
opuscolo.
non
troppo
era
furto
per
sotto
aprile Jttl
varietà
zione
carcera-
perchè
ecco
1849
Somma
e
lo slata
Parisi, per
Parisi
:
è
ottava
sua
a
Bascoll.
o
maggio
parte
servito
di prove
volta
d'amore.
fin
Alfonso
certo
un
cipio
prin-
Murate.
pubblica,
reclusione, di cui subì
nuova
alle
nel
al
aveano
nome
all' altro
piaceva
nuovo
alla
resistenza
di
Baschi
al
ferri
Imprigionato
;
una
Pasquale
ai
che
la
rivalità
Firenze
in
ora
—
Condannato
a
per
per
nuovo
proibite.
Durante
giovanetto
un
fanciulla, che
è
chiavi
di armi
Attingenti.
assassinare
dotta
concausa
dopo mentre
aggrediva colla
probabilmente
derubarlo,
per
anelli
oriolo
un
e
degli
nienti
prove-
false
di detenzione
e
fatto
una
lui
buona
1860
di
dì
prigioni
di
di ciò, per mancanza
l'ottava
appresso,
per
giorni
Vincenzo
Attingenti
di
passeggero,
un
liberato
in dosso;
gibile
incorreg-
nelle
promessa
novembre
nel
mesi
chiuso
e
dietro
volta
alcuni
arrestato
e
malandrino
come
Napoli,
libertà
in
pistola alla mano
dappoiché furono
so
volta
da
ma
del
ma
4855
allontanato
1858;
Campobasso
;
1854
nel
de' più
vagabondo
uno
altro furto;
L'imputazione di un
nella
a
prigione degli imberbi,
in
di
preso
riFrancesco:
san
quella
sotto
nel
e
inviato
finalmente
nel
1853
nel
ripreso
di
fin d' allora
alla
sospetto;
giorni
fazzoletto
un
polizia invigilato come
polizia, e dalla
callidi furfantelli
della città, è imprigionato nel 1850
come
denunziato
29
a
rubato
aver
appresso
per
al ministero
addetto
uffiziale
un
a
furto
per
Napoli.
di
Attingenti
alle
il 12
braio
feb-
Murate.
£an$ioTannl.
il rapporto
che
camorra,
della
non
stura,
Queha
fin
115
—
—
il
delle
tributo
della
soqquadro
a
mal
o
le
di
nelle
grado,
dorerie,
e
argenti
tra
pubbliche
sembianza
Sotto
burbanza,
loro
Sangiovanni)
Antonio
Mazzola
e
questi (Tommaso
che
i più protervi
camorristi
tenevano
della
Piazza
contrattazioni
degli Orefici.
buono
da
sensali, essi inframettevansi,
vendita
di
faccende, per compra
o
per
Son
«
ed
la
manomettendo
farla
altrui
gevano
esi-
libertà
degli orefici, che degli estranei
ventori.
avhanno
archivi
avuto
giudiziari
anno
gli
a
estorsioni.
Fra
fulgidissime delle costoro
raccogliere delle
prove
gli altri fatti segnalati in quell'anno, vi ha questo, che un
giorno
il .Sangiovanni
di
orecchini
ad
orefice
dj
un
paio
avea
carpito un
ad un
facendo
di doverle
le lustre
nome
Luigi Talamo,
presentare
di oggetti somiglianti, e poi, sol
che
dovea
signore
comprare
chè
peraltrui
chiamavasi
Antonio
caro
Sangiovanni, e potea far pagar
il rifiuto
alle sue
di soddisfare
cupidigie, erasi recisamente
negato
si spaventò
delle
minacce:
restituirli.
a
Queir orefice
non
sue
ne
elevò
alla polizia, ne
in
reclamò
tratto
querela di frode, e fu pure
usci
emendato
frodatore
dello
V indegno
arresto
non
ne
punto
; ma
sì da
convenzioni,
dall'
Fin
di
spirito
vita.
parte
1858
che
formava
la sua
e
compreso
la
forza
dopo, accorreva
pubblica per nuovi
avvenivano
sulla Piazza
degli Orefici,e causa
che
camorra,
lo
avea
pochi
brighe che
di quel subbuglio
le baldanzose
ni,
erano
pretensioni del Sangiovandue
vendita
la
di
il quale, solo
pendenti di
aver
proposta
per
il comdi una
oro
orefici, reclamava
e
spilla di brillanti tra due
bentosto
fosse
si
denso
sciolto
cendevole
di otto
ogni viducati, comunque
aversi
le parti interessate
tra
non
impegno
potuto
per
accordare
sul
di
quegli oggetti.
prezzo
dalle
mani
della
Allo
modo
fu colpito ripetutamente
stesso
»
il
secondo
delle
eccessi
giustizia, in mezzo
agli
sue
ree
passioni,
di questi sedicenti
volta, nel 23
Mazzola, ed una
sensali, Tommaso
al magidenunziato
novembre
in carcere
ristretto
1848, veniva
strato
e
della
disturbatore
quillità;
pubblica tranpenale qual vagabondo
e
simili
un'altra, a' 5 novembre
1858, quando
fazioni
soprafper
di
la
dello
diritti,
esercizio
altrui
dici
quindegli
riportava
pena
di questo
terza
volta, nel febbraio
giorni di prigionia ; ed una
ed oltraggi verso
di arma
vietata
asportazione
gli agenti
anno,
per
bordone
della
forza
nelle
i due
tenendosi
pubblica. Ma
compagni,
loro camorre,
ed avendo
un'altra
ai loro
cenni
bordaglia di
pure
loro
momentanei
dei
aderenti,
rigori
non
isgomenlavansi
punto
di essi,
della
V uno
V altro
mentre
cadevano
o
giustizia, che
su
il resto
lasciavano
in
delle
loro estorsioni;
quindi,
e
piena balia
la baldanza
lungi di scemarsi, aggravavasi
ogni di maggiormente
Invece,
clamori
de'
altrui
offerte
nella
di
di
loro
»
mesi
animi,
seconda
a
la
essa
poter
naturali
richieste
e
delle
di
se
Sangiovanni,
loro
camorre.
le
risultati
non
della
non
quel
giorno
a
cose
libera
cominciato
convenzioni.
altrui
proprie
si è
vennero
»
sulle
violenza
trafficare
degli Orefici,
Piazza
Mazzola
di
dei
delle
e
con
e
11 diritto
a
e
patteggiare
delle
concorrenza
godere
in
cui,
sconcertarsi
le
veramente,
con
l'arresto
le trame
steriose
mi-
116
—
VI.
il 23
Arrestato
Maiorini,
e
tali reali
per
il 6
e
settembre
1855,
Ileo
nel
si
di
Bagno
al
unisce
una
lunga
accusato
figura come
più di 30 malfattori,
bertà
li-
cini,
Man-
furti, ripreso
di
nel
in
posto
Nicandro
ladro
serie
1856,
cui
Carmine;
famoso
in
aiutato
Mele.
o
faeli
violento
danno
di Rafa
per furto
alla forza
pubblica; imprigionato
1853
resistenza
per
averlo
ottobre
De
marzo
il 23
agosto
dopo
e
11
Felice
—
—
gli
ne-
in
processo,
delitti di ogni
famoso
carichi
di
comparirono
il 31 agolibertà
alla
restituito
sa
specie. Assoluto, Dio
e
sto
come,
il
3
nell'anno
agosto,
1858, è imprigionato di nuovo
seguente,
di vagabondaggio
convinto
la notte, e di ferite
equivoco, durante
la rivoluzione
armata
Durante
arrecale
a
suocera.
gravi a mano
sua
dal
Castel
arruola
fra
i
si
esce
garibaldini, poi
Capuano,
nella
Guardia
Mobile, ma
turchina, si associa
tunica
Sola,
assai
temuto
il
:
liberazione
nel
VII.
e
la
per
giugno
mesi
1849,
una
come
29
luglio 1844,
1847;
il 1
assoluto,
la
arrestato
ottobre
1848, per
ma
desima
me-
per
la quarta
ladro
come
e
il 27
Ahimè!
carcere.
di
tutti:
Vili.
SCOLA
GIUSEPPE
MURAGLIA
ANTONIO
—
Svizzarotlo
detto
Piede
detto
Cento
Cazzar
—
denti
cervone
essi
sella.
farina
maietta
pasquale
—
alfonso
detto
no
giulia-
LUIGI
—
pasquale
—
COZZO-
DILIRER
e
ESPOSITO
CIRO
—
CARLO
Gaetano
—
Ferdinando
—
LEOPOLDO
—
ACCURSO
PuZZOÌunO
MICHELE
—
alfonso
—
riassunti:
Mozzone
N1CC0LA
—
Francesco
—
detto
LEGITTIMO
detto
di Porco
miei
Mormlle,
D' ONOFRIO
SERAPIGLIA
e
variarci
MILETTI
annunziata
dello
Esposito
ola.
Ecco
le
Antonio
—
gennaio di questo
condannato
di
28
mesi
a
i tristi affiliati della
sono
CACCAVIELLO
FRANCESCO
—
tali
possibile
rilasciato
notturno,
il 17
nuovamente
PASQUALE
—
DOMENICO
—
è
ladro
come
illecite
armi
mi
non
rassomigliano
1857
sostenuto
detenzione
per
anni
maggio
mallevadoria,
anno
lo
festeggiato
slato
marzo
volta
due
volta
sesta
dietro
LINO
il 7
terza
ricondotto
si
camorrista
un
Tremiti;
incorreggibile inviato
a
di
a
Napoli dopò
dopo due
relegazione, ma
di libertà colto
di furto
in flagrante delitto
stendo
qualificalo ; resiallora
forza
armi
alla
armala
con
a
mano
proibite)
blica
pub(e
condannato
e
perciò a sei anni di relegazione : arrestato
per
il 17
la
dal
fin
delitto
stesso
causa
È
ladro.
la
e
nico
Dome-
Mazzola*
liulgl
_
ladro
come
dello
accusato
è
arresto
rossa
malfattore,
quartiere.
suo
Denunziato
di
mestiere
suo
camicia
celebre
altro
un
.ultimo
-suo
la
allora, sotto
ad
il
continua
e
anche
loro
amici
nostri
lettere
nei
antichi
:
noi
capitoli II
e
li vedemmo
III
di
questo
all'opra
libro.
e
—
mo
ledemErano
117
—
dessi
che
e1ecreta
rigori
della
loro
pertanto
(1857),
carcerato
qualche
difetto
delle
forma,
estorsioni
sue
Corte
dopo per
criminale
stata
cassata
ripreso
camorrista,
tosto
ma
come
dall'armata
cacciato
anno
essendo
dopo,
tempo
di
un
dalla
ai ferri
1858), condannato
e
di
compendio
un
soldato,
antico
Mormile,
condotta
un
dopo gli ultimi
Torino
dalia Quee
stura
biografico e morale
vita.
Antonio
sua
Ecco
Capuano,
Gabinetto
dal
loro
di
ti contro
Napoli.
di
di Castel
società
la
costituivano
—
sentenza
delie
trovasi
(9 giugno
rato
Napoli, libe-
di
la
causa
a
la
per
falsità
per
brutalità
sue
alle
oggi
Murate
di
Firenze.
Antonio
Caccaviello
all'ergastolo (1848)
alla
inferiore
coltello,
nuovo
quale
venuto
era
tirato
avea
render
a
il
innanzi
conto
antico
ultimo
camorrista.
1857
vietato
Esposito
nel
e
alla
fu
al
1859;
forza
Pasquale
tre
terzo
arresto
suo
il 4
arrestato
le
rompendo
dicembre
volte
condannato
furto, nel 1855,
per
resistito
coltello
eoo
ha
pubblica.
Legittimo,
evase
2
più- grave
pena
Nell'ergastolo stesso
ra
anco-
diatamente
imme-
di
Michele
nel
giovanissimo
a
e
quella
nel
lentemente;
vioNapoli. Imprigionalo di nuovo
1861, evase
dell'anno
fu ripreso nel 18 maggio
ma,
Insomcorrente.
condannato,
galeotto liberato, poi di nuovo
poi evaso,
i tribunali
per
alla
morte.
delitto, del
condannato
stato
era
ossia
nella
fu di nuovo
arrestato
pena,
fu riposto in prigione il 15
il 22
1850,
della
inferriate
inviato
fu
gennaio
Aversa
di
lento,
vio-
ripreso
espiala
;
liberato
1860;
1861,
furto
per
carcere;
sua
prigione
marzo
agosto
1849
il 17
il
la
luglio
truffatore, ladro
come
e
camorrista.
Francesco
nobile
Caccaviello,
compagno
sostenne
imprigionato
di
tanto
che
dalla
Guardia
che
melma
a
San
dai
temerono
di
ad
recarsi
e
del
no
gior-
quel
Fu
suo
egli che,
avea
concepita,
di
cui
settembre,
ricorda
che
29
risti
camor-
tura
fuggire dall'apercomplotto fu sventato
e
stura,
dagli agenti della Quei fuggiaschi nella
arrestare
di
la
traverso
a
da
Il
Napoli.
(ingentilisco la espressione)
24
tentato
Carabinieri
pari
settari.
anno,
del
aveano
di
i
questo
evasione
fogne
Nazionale,
non
fra
giornali. Ognuno
i
alle
conduce
di
agosto
Lazzaro
alla
ergastolo
violentemente,
evase
famosa
la
rumore
imprigionati
coli'
parti principali
il 3
nuovo
diretta
e
menaron
delle
una
preparata
cominciò
Cervone
quale
speravano
evadere.
Domenico
d'Onofrio
poi condannato
il 5
Carlo
volta
nel
novembre
Presidio,
1860
la quarta
per
relegato
fu
Esposito, detto
tre
1846, è stato
Ricondotto
a
al
d'onde
il
Ponza
era
tale
per
a
nel
evaso,
evasione
e
di agosto
mese
poi di
un
per
nuovo
volta
galera e tre
Castel
Capuano,
in
a
per
he
volte
è
stato
arre-
omicidio.
Marinariello, condannato
volte
1856,
stato
la
prima
è
evaso.
relegato
Tremiti.
Pasquale
l'altra
per
nel
Annunziata,
furti
1853
detto
qualificati,una
(subito dopo aver
Centodenti, ha
nel
1847
a
espiata
sei
subito
anni
la prima
già
di
due
danne
con-
reclusione,
pena)
a
venti
118
—
di
anni
Evase
ferri.
Fu
camorrista.
Per
da
di
Qual
questi.
più
e
brevità
1'
spesso
IX.
Era
«
in
dico
qual
meno,
1' altro
e
licenza
più
il satellite
delle
della
Ed
danno.
suo
a
a
che
Ferdinando,
nome
che,
avvilite
col
terrore
poi,
; e
infelice
di
aveva
le
del
indettato
Miceli,
a
ferocia
del
riusciva
nome,
alla
di
testa
un'
di Somma
sulla
montagna
sequestrava
estorquendogli
a
Cuocolo,
cuoi,
nome
persona
la
in
gli
ingente somma
capitano è latitante, ed
pace
in
tornar
a
di
contrade
lontane
desolare
mila
il fratello
«abitanti
onesti
potesse
di 12
il giorno
la
sua
terra
in
cui
Ora
in
ma
lerate
scel-
sue
germano
di
di
ricco
che
pitano
ca-
dello
venti,
malvi-
della
arresto,
alcuno
bastiano
Sea
negoziante
questo
molti
desimo
me-
San
eleggere
riscatto
per
lato
affi-
lui, quel
comitiva
un
Pasquale
luoghi ;
quei
ri*
1' abitazione
altra
ducali.
un
con
briganti, depredava
coi
delle
ed
farsi
a
lui
già
era
comune
a
Guai
da
avesse
Minieri
della
contrade
circostanti.
compagno
Nazionali
suo
droni,
la-
e
Rapporto
dell'assassino
di
gareggiava
messosi
e
altre
Carmine
Guardie
simili
dis-
assassini
nelle
estorsioni,
sue
pugnale
quest'uomo
il contronolato
avventure
e
il
camorra
le
il
—
lutti
sono
testualmente
di oitar
baldanzoso
armi
gennaio.
agli altri non
intorno
Scarpatl.
San
Sebastiano
Portici, Resina,
di soddisfare
alle
chi, rifiutandosi
il viso
e
insieme.
di
cevuto
ladro
di
il 3
carcere
nulla
Pasquale
—
chiedo
Qui pure
Questura.
più
uno
mestiere
duplice
suo
sostenuto
nuovo
desiderio
il
riprese
e
di
—
ne
di
sua
gne
insi-
respirano
rebbero
emigrequei due
natale.
ai
sguardo
rivolga uno
registri delle prigioni
bastano
sul conto
le concordi
di Pasquale
testazioni
atScarpati,1 e se non
dei suoi
conterranei
tuttora
trepidanti del suo
possibile
di ciò che
un' idea
ordire
di
ritorno, da quelli soli si avrà
possa
nel
A
l'animo
di
1849
Imperocché
malvagio
gennaio
quest'uomo.
di tale Antonio
sfregio in persona
egli era
imputalo di ferite con
A' 12
glio
lucorrezionale.
la competenza
Abruzzese, e dichiaravasene
ed
inveito
con
eguali violenze,
impugnando
1850, per
aver
di Maria
un'
danno
insidiosa
arma
Savarese, veniva
a
sottoposto
dalle
anche
ad
secondo
un
prigioni per essersi
giudizio. Liberato
la
Gran
Corte
fatto
dichiarato
in
dalla
nale,
correzioquel
competenza
dello
tre mesi
stesso
anno
1850, era
dopo, il 27 novembre
di carcere.
anni
omicidio
a due
e condannato
imputato di mancalo
delle
nulla
triste
corretto
sue
e
»
Espiala questa
pena,
per
dei
suoi
della
conterranei
a
trepidauza
passioni, anzi
più baldo
la
franca
si
die
a
scorrere
stare
a
man
lui,
con
a
campagna
petto
i viandanti,
devastando
le
svaligiando le
proprietà, aggredendo
affaticare
su'
suoi
facendo
gli agenti
vetture
passi
più tempo
e
per
vari
della
forza
pubblica fino al principio del 1857. Allora
per
»
1
01 trecciò
II lettore
feroce, citata
in
non
una
si
ha
nota
forse
del
dimenticalo
Cap.
II di
una
questo
lettera
libro.
patetica
di
questa
bestia
120
—
XI.
desiderio
Per
tori
i
Mi
basti
tutti, senza
Mi
diverse,
ognuno
affermare
di
condanne
camorristi.
riunisco
di
precedenti
lettore.
sotto
a
della
pazienza del
eccezione, subirono
tutti, senza
delitti
o
malfai-
i
mente
particolar-
narrare
abusare
non
per
che
titolo
questo
rinunzio
e
furti,frodi, assassini^
per
congeneri.
Dica
eccezione.
limito
D'Ascoli
rubavano
camorristi,
fazzoletti
i
distinguono.
Esposito,
Pasquale
e
li
specialitàche
alle
dunque
Vincenzo
e
brevità,
di
di
gruppi
industrie
esercitanti
molte
Vari
—
—
in
esempio,
per
del
piazza
borsaioli
Castello
vano
pone-
e
Pasquale Canino
giuocatori nel caffè del Sebeto.
e
il celebre
ò
Centrella
si
non
(che ancora
ligevano
potuto arrestare) prediil delitto
in
armata.
Altri,
grande, cioè il furto a mano
Gaetano
Flaminio,
come
Ignazio
D'Elia,
Mosella,
Biagio
Ignazio
Vincenzo
Cuomo,
Castronuovo,
Totino,
Luigi Riccio, Francesco
sul Ponte
si vede, stavano
della
banda
tutta
una
come
Maddalena,
all' ingresso di Napoli ; e
il giorno, esigevano
la calà, durante
morra
taglie
dai
poi
conduttori
nella
che
è
è
gruppo
borbonici.
Per
regime
più
loro
era
Francesco
II
del
e
Santo
divertivasi
bombe
la
e
di
sua
disparve
nel
poi
assassino,
Padre.
Tale
fino
a
1860,
che
di
Tale
delitti
sette
del
incendio
omicidio)
cui
sovrano,
16
fu
commessi
assoluto
malandrino
questo
de'
piccoli servigi politici. Ma
troppo schifosa !
XII.
merita
un
V
; da
il tormentatore
e
mollf
di
ladro
De
fa
corrente
che
Esposito,
rimenti,
furti, feGiuseppe, saccheggio,
e
il 1848;
clemenza
del
costantemente
feccia, che
è
Falco
Abbareatore.
articolo
Napoli a Pozzuoli
cappello : i doganieri
padrone del paese.
di
viato
abbre-
e
mestiere
dalla
quasi sempre
volgare rendeva
togliamoci da questa
Giambattista
—
detta
Questi
Fuorgrotta
San
di
centemente
re-
delle
Raffaello
il 1843
di
l'antico
sotto
catena
dell'anno
quel
fra
nuovo
che
incendiar
a
suo
settembre
ancóra
commissariato
fu
nonostante
e
il
il
Schiano,
polizia
squadra e come
di
si
partigiani
spia della
cosi capo
ricominciò
nel
che
divennero
reazione
la
Bagno
vi
mente
politici,e naturalberali,
atteggiarono a li-
Carmine
è
sopra
e
si
accortisi
ma
della
conto
per
arrestalo.
colpevole
il
male,
dell* antico,
facendo
al
pena,
de' liberali. Divenne
nuovamente
Era
il
violenza
la vita.
1860,
nel
:
i passeggeri.
le ruote,
sotto
Luigi Curci, che condannato
per le vie. Tale
15
di
anni
a
ferri, avea
alleggerito la sua
regime
altri
cadde
per
de' camorristi
di fare
molesto
tal
con
tutta
momento,
la libertà
sperando
gettò
si
commestibili
svaligiavano
e
monco
quello
un
di
mercanti
carrozze
Cuomo,
rimasto
altro
dai
e
le
ritardo, che
in
era
braccio;
un
Un
carrette
di essi, Francesco
carrozza
ruppe
di
aggredivano
notte
Uno
una
ai
a
parte:
tutti
è
il contrabbandiere
di
tutti
lo conoscevano,
cevano
gli fadisarmare
da
lui.
si lasciavano
121
—
dal
Carcerato
della
spirar
nel
sua
rivoluzione
1859,
e
contento
non
contrabbando
in
tornò
;
prigione,
esser
principali furti
nascose
lungamente,
si
pose
rubare
alla
fino
di
al
nuovo
gante
fare il brie
per
mo
alla pubblicazione dell'ulti-
usci
ne
nuovo
fu
e
e
commessi
ripreso
l'8
settembre
barcato
im-
e
Tremiti.
per
XIII.
di
contrabbandiere
i
barriere
alle
più; disparve
sempre
editto
i camorristi
contro
il 19
Si
Portici.
poi ricomparve
;
di
ali»
commercio
il suo
esteso
avea
attribuiscono
si
di
dintorni
ne*
1860,
pena,
Gli
ladro.
fatto
s' era
al
1855
—
Altri
*—
di
gruppi
camorristi.
Gennaro
Lippiello (ilprimo, soprannomi*
e
Pasquale Santucci
la
nel
nato
quartiere
camorra
Abellino) esercitavano
Avvocata,
e
nel corso
la notte
Vittorio
durante
il brigantaggio
Emanuele,
larga
l'altro
circonda
malfattori
antichi
via che
Napoli. L'uno
erano
e
;•
furto
contrabbando.
e
più volte carcerati
per
Som
Altri
Antonio
mei la, it
: il muratore
più pericolosi ancora
Michele
cocchiere
Giovanni
una
nelle
la
un*
Esposito, detto
di briganti.
banda
vera
isolata
di
vicinanze
audacia
inaudita.
Del
ricettacolo
loro
Attaccavano
elio,
botteghe
condannati
e
una
là
Di
furti
con
le
il negoziante
no
formava-
era
Teduccio.
a
le
già
Nardi
(Inglesino?)
Angresino
Il
commettevano
ove
tutti
Gaetano
Giovanni
San
città,
sulla
sera
il calzolaio
Giudice,
del
casa
si
tavano
getdi
scasso
case
mano
a
della
giustizia : uno*
volte ; sei o sette
volte
Del
Giudice,
(Sommella) arrestato
cinque
i
fra
furbi
volte
violenti
Nardiello, il quale
uno
più
e più
; quattro
due
volte
1' Angresino
dal bagno;
ladro
era
un
evaso
poi era
rito
emenelle
i
furava
chiese,
vasi
sotto
ne
e
Ferdinando,
; lavorava,
fabbricatore
inoltre
glietti
di congedi
militari
di bisacri;
falsario,
era
e
È
di banca, e
ultimo
Firenze
alle
camorrista.
ora
a
per
armata.
resto
erano
a
nominare
Murate.
limito
Mi
Manzi
e
L' ultimo
dal
dieci
Coloro
Giovanni
che
Cicala
d'Andrea
di
copio
XIV.
che
dopo nel
Leopoldo
dallo
cuore
sullo
le
di
del
Non
scorcio
è
alcuno
dell'
meritano
Cicala
speciale
una
nel
inverno
a
ricordare
del
Leopoldo
—
d'
certamente
spavento
della
Questura
sono
processo
Musco
di Benevento
Gennaro
e
menzione
:
riguarda.
Gennaro
«
incorreggibili : Vito
gli slessi fatti.
sempre
cinque volte : il prima
processato
Costoro
li
Giovanni
—
stato
ladri
ripeter
non
per
vengono
di Napoli,
Graziano.
1' articolo
due
ancora
Luigi Garofalo,
è
dopo il 1858
4847
in poi.
Masco
Andrea*
cui
non
quella
passato
anno
si stringa
comitiva
soleva
tuttavia
di
ladri
mettere
a
il
che
ruba
Y ingresso
sembiante
sotto
procacciandosene
private
Cosi
fu saccheggiala
la casa
essere
agenti della forza pubblica.
cosi quella di Monsignore
conte
: così
Vargas, a Portici
abitazioni,
***
—
122
—
r
di
Canosa, già capo
Polizia.
Que' scellerati
altra
di
che
da
insidie
loro
avrebbe
inflessione
di
Sicurezza,
del
De
appunto
Leopoldo
Musco,
di Tenente,
e
forestiera, era
orda
queir
malfattori
-due
e
furto
E
»
per
Provincie,
vento), ove
passioni, osò
a
fede
Leopoldo
sue
più
di
traforarsi
nelP
avventure
ree
avrebbe
rosso
Polizia.
con
comitiva
detti.
delle
di
politico reggimento
delitto
al
di
libero
campo
alle
dalla
era
sua
ste
que-
sotto
il
rapaci
sue
qui
per
l'avere
che
loro
patria (Bene-
sua
garibaldino
speranza
d* Andrea
simile
allo ardimento
esercito
la
di Pubblica
agli atti ziari
giudiToledo, signor
trovansi
veterani
prannome
souna
capitanava
frequente
Delegato
profugo
avuto
col
voce
sua
gioielliere di
già
rimosso
Gennaro
—
un
del
Musco,
avrebbe
per
che
ansa
invece
erano
nella
organizzazione di
anzi
gì' individui
della
e
di
del
condizioni
nuove
non
non
giabbetto
della
o
governo?
passalo
il
rivelazioni
vi prendevano
parte che
uomini,
questi
forse, ebbero
intraprese
le
spacciandosi
più
mira
consorti
suoi
i
affettare
che
danno
di
fra
soleva
colui
commesso
le
borghese
in
e
riconosciuto
che
solenni
fanno
Francesco,
della
Pubblica
erano
Il
alcuno
testa
divisa
alle
toglievano
che
da
non
aspettarsi
era
disserrare
la propria dimora
resistenza
a
di ladri
Sicurezza.
Di
e
quella schiera
al
individui
dinotati
i tre
margine.1
qui
minima
di
camorristi
alla loro
Delegato
politici antecedenti
per
la
fatta
Prefettura
colla
d'ordinario
Questura,
di
chi
a' funzionari
»
mettendosi
Nazionali,
figurava
dell1 antica
Ripartimento
camuffavansi
—
eli Guardie
e
di
—
tare
riten-
indossato
gli sguardi
avea
già
persona
galeotto che
un
di furti, e di furti
lunga pena di ferri per imputazione
l'esse!
delle
Giovanni
Cicala, oltre alaggravali
più turpi qualifiche
e
chiuso
da
in
fama
a
di camorrista,
già
e
più tempo
avea
alle leggi e
il suo
ad ogni sentimento
di soggezione
animo
segno
nunziato
deveniva
di rispetto agli altrui
diritti,che a' 16 aprile del 1860
violenza
da
al potere
furto
qualificato
giudiziario per
di Giuseppe
Tedeschi.
danno
commesso
a
Agli otto giugno dello
espiata
una
—
scorso
sottraevasi
anno
pubblica
in
quella
dalle
mani
presenza
di
impetuosamente
che
era
alla
scortato
della
un
forza
pubblico
cidio
omicomplice di un
sulle
di varie
falsificazioni di polizze bancali, e trovavasi
e
in
altra
riassicurato
veniva
spalle quest'
tere
poimputazione
quando
della
della
nevano
impogiustizia, e le esigenze
pubblica sicurezza
alla Questura
la dichiarazione
di spedirlo in carcere
con
del
libertà
che
in caso
di qualunque
di
magistrato
pronunziazione
ulteriori
doveva
il
Cicala
lei rinviarsi
penale
a
gli
menti
provvediper
da adottarsi
della pubblica quiete
carico
nello interesse
a suo
funzionario,
e
della
postosi in latitanza,
e
tutela
della
XV.
Anche
«
Giuseppe
—
rispetto
I fratelli
La
proprietà
parola
a
come
de' cittadini.
»
Giosuè
e
Gattucci.
della
il processo
del pubblico
voce
questi copio
Gallucci
gut,
si rendeva
sono
ognuno
in
intende,
si riferisce
Questura.
i più sfi-
come
al Processo
della
Questura.
123
—
—
andavano»
che
di raggiratori camorristi
quella combriccola
fede
la buona
la tranquillità dei proprietari di
e
sorprendendo
partile di vino, e quindi,
impossessarsi delle loro
campagna
per
da violenze,
da
di
ben
minacce
tosto
con
e
pretesti
ogni specie, seguiti
dati
di
rifiutavano
si
di
vini
vini,
il
era
colla
e
mezzo
•ciatamente
del
delle
persuadersi
della
distornando
1' altrui;
presentarsi
saldezza
e
i
violenze
tali, da
loro
dello
adempimento
al
ultimo
portare
giudiziari,
agli
e
stessi
garantire il corso
si ripieno di reclami
di
non
preferivano
la
imposto
era
se
Pronti
»
della
far
loro
dar
a
la
grado
eminente
alla
roba
alla
Giosuè
e
proprietà
di
comitiva
Zonoli
Questi
false,
bottino
lavoro
in
e
vestiti, ben
le
case,
in
un
nulla
e
forse
aprire
per
far
senza
circondati,
prendevano
più pericolosi
ricchi
i
rumore
:
moralità
e
di
raglio
sba-
a
in
tare
atten-
di
V audacia
dei
esercizio
autorità
di
cupidigie,
e
di
d
targo
Pa
tutti.
magazzini
durante
il
di
grado
in
onesto,
apparenza
la più alta
morristi
ca-
possedevano
Pasquale
—
che
messo
il libero
loro
de1
il loro
Donnaperna.
i
erano
ha
principio
delle
forza
alla
altri
altro
ogni
Domenico
chiavi
cioè
qualità di camorristi,
altrui,e d'impedire agli
è
ond'
ed
della
dintorni
alla classe
quali
i
truffatori,
la
Gaetano
—
coloni
molti
impressione
la
dei
coloni
appartenevano
più corrivi alle mani;
di
Galluc-
crediti.
loro
mantenere
de' timidi
fatto
di
vie
fratelli
ai
dei
Gallucci
che
propri diritti, credendo
giustizia dovesse
inchinarsi
XVI.
gli atti
accingevansi
Questura è
intimare
molestia
riscossione
nell'animo
la
suddetta
ardivano
non
difendevano
che
avvocati
agli
si
ai coltelli,onde
mano
e
tutelala
diritti.
propri
siffattesoverchierie
alcuna
arrecare
riore
ulte-
ogni
agenti della forza pubblica
della
giustizia ; e Y archivio
di probi negozianti, ai quali per
accoltellatori
ha
arresto
gran
dei
tate
ripor-
invece
che
vita
prepotenza
città,essi Giuseppe
hanno
ne
fattori,nel
poveri
i
abbandonare
termine
e
a
voluto
danaro
fare
voler
ricolose
pe-
spacsi
minacce
avesse
non
che
vino
le
della
a
ci,
loro
del
compiva
Né
mercanzie.
timore
ritegno d' incutere
che
creditori, e agli uscieri
aveva
loro
si
camorristico,
ricevute
delle
e
mano,
si
di
deposito
di
altrui
di
prontezza
spesso
il prezzo
pretensione
Per
luoghi
è accaduto
ma
riscuotere
a
bastonate
loro
trafficante
qualità di
simulata
ne*
alcuno
parole, quando
del
loro
proposilo
semplici
a
La
sodalizio
loro
il distorno
rimanevano
si
della
intimazione
attinenze
»
soddisfarli.
a
d' introduzione
anche
irreprovevoli,
delle
l'impronta
fabbricare
giorno
occupati
mezzi
sfrontati.
serrature,
con
di
educazione,
certa
ladri
a
uscivano
provare
una
ma
Abili
d' onde
a
un
stenza
sussi-
ben
Studiavano
di notte
entravano
in un
batter
d' occhio.
e lo svaligiavano
appartamento
di
avevano
visto, tranne
buon'apparenza che
gente
I vicini
andava
veniva.
Vuoisi
conoscere
malfattori?
saccheggiare
uno
L'anno
il magazzino
de'
scorso,
di
misfatti
nel
dorature
commessi
di
mese
di
un
da
questi
novembre,
certo
De
bili
terri-
volevano
Francesco,
124
—
fecero?
Che
Toledo.
via
in
—
Montarono
al
Coir
Tesorone,
negoziante conosciutissimo.
di questo
nell'appartamento
falsa, penetrarono
nella
scesero
bottega, praticando un* apertura
sbarra
di
di
La
che
mattina, senza
estrazione, la bottega
ferro.
impudente
portiere della
questa
che
il
che
ne
gente
franchezza
ben
ben
ora
:
si fosse
era
e
sospettouomo»
colla
maggior
fermano
non
accorto
Si
il pover
detenzione.
discendere
e
portieri
i
Egli
le persone
mai
vestite.
colpevole
Il
perquisizione
fra
una
sua
gli
e
il ladro
che
volta
temeva
avea
venduto
il malfattore
la
e
che
camorra,
la
si
possano
del
inverno
della
costui
di
da
è
coi
Napoli
:
della
si
compagni
suoi
Questura) che
fece a spogliare
traendo
Pastore
che
poi, avuto
alla giustizia,gli
sentore
e
partita
il proprietario
si porse
furto
del
e
spacciandosi
consapevole
capace
cautela
la
gli oggetti involati, se si fosse avuto
taneo
spondi
innanzi,
scalpore,
muoverne
Gabriele
P anzidetto
estinta.
ladri
questi
aggredì
Ritorno
al
dal
costui
cambiale
compagni,
si rilasciasse
che
noto
LA
LUCIANO
fu
non
mai
consorti
testa
le
di
questa
banda
;
ma
non
Lascio
contrabbando
GATTA
—
LUIGI
—
e
articolo
il curioso
trascrivo
guente
se-
linee
un'
RUSSO
PALUMBO
—
di
comitiva
DE
PASQUALE
—
FRANCESCO
Giambattista
doganali
altra
Borrclll,
Carlo
PASQUALE
il camorrista
Come
di
processo.
—
«
simili
imprese
e
XVII.
alla
una
da
no»
suoi
le interminabili
dunque
ripetizioni.
Francesco
no,
Paesacocchiere
emulo, il famoso
amabili
di
di
maniere,
e
gentil portamento
uomo,
le botteghe
una
degli orafi, e che
elegantemente
villa
fu ricevuto
di
colpi di fu*
a
una
Posilipo, ove
derubava
Cile.
reato,
che
cuperargli
ri-
il loro
e
bellissimo
notte
altre
citare
grossi volumi
i
che
fece
dei
uno
di
»
Potrei
amo
del
P
iscena
in
Cottone,
assoluzione
in
Pastore,
cosi, posto
e
che
a
processo
Francesco
un
con
ducati,
piccoli acconti, e
fra
Questa transazione
specie più singolari di
mese
delle
una
trattare
a
duecento
di
settembre.
di denunziarlo
mosse
in
mese
di
Immaginare.
(dice il
pure
casa
assenza
sulle
era
di
1861, Zoboli
la
tempo
notte
al prezzo
segreto
vittima
sua
consentito
giustizia,aveva
il
Aggiungeremo
«
neir
di
al derubalo
pagava
saldare
nel mese
per
era
furto
riterebbe
meimbecille, che
maggio
un
1861, a pregiudizio
nominato.
Zoboli, che
esser
Questo vigliacco, temendo
di
alla
di
Operando
affiliati.
i suoi
con
nel
commesso
lui
Zoboli
era
si trovarono
camorrista,
questo
impudente
presso
spoglie alcuni
gioiellie altri oggetti provenienti da un
mille
a
casa
chiave
una
vuotata.
colpo,
lunga
una
salire
vestita
Napoli
a
subire
dovè
in
d'onde
galantuomo,
nell'impiantito con
alcuno
il
fatto
avesse
innocentissimo,
era
veduto
avea
casa
di
aiuto
di
una
superiore,
piano
FELICE
RICCIO.
di
Falco
Fuorgrotta e
somigliante,
infestava
Posilipo, Carlo
metteva
a
coi
suoi
Borrelli^
sbaraglio
le
125
—
pubbliche
dello
entrate
circostanti.
al
I
al Ponte
Stato
audaci
meno
clandestino
trasporto
—
della
dei
della
Maddalena
complici
suoi
pagne
cam-
rali
adope-
erano
macellata
carne
le
e
con
trimento,
de-
grave
più che dei dazi, della pubblica salute, e quelli che alla
d* istinti e prontezza
ferocia
di mano,
trai
rapacità cungiun^evanp
a
a
sopratutto i sopranotati, davacsi
quali figuravano
proteggere
ed
veduta
armata,
degli stessi agpnti doganali, i loro contrabbandi.
a
mano
E di quali eccessi, di quale baldanza
fossero
capaci, lo
modo
il
dica
veemente
face vasi
delle
totale
ha
Vi
«
—
pubbliche
de1 dazi
tutti
a
indiretti
segnava
Palumbo)
p^zza
))
ner»
»
spesso
»
costoro
»
in
»
villaggio
di
»
arriva
subornare
linea
a
»
comprende
»
conto
pre
effetti dei
»
che
»
ed
la
che
di
alle
venire
volonterosi
dei
entra
e
banii.
delia
ogni
1860,
settembre
commesso
un
slaccialo
vasi
da
che
lasciarvi
Borrelli
Carlo
la
—
scorso
T
uno
udrassi
a
nove
insorti
di
che
da
soltanto
ina
sono
essi
individui
a
tenersi
sulla
Carlo
di
stretti
delle
di
e
fa
di
—
con
luno
ta-
a
quest*
nistrazione
Ammi-
di
parte
di
non
a
loro
sul
un
Zito, per
nome
lun"o
vincolici
Sant'
Anastasia,
loro criminose
avventure,
essersi
operafatto altro
effetto
a
sul
baldanzusa
zuffa
tra
cipio
prinbriccola,
com-
loro
per
turpi emolumenti,
terreno;
con
il
che
aveva
questa
dei
che
vedrassi
menato
pure
altra volta, in
che
cadavere
a
a
venuti
erano
insieme
quale
Questura
contrabbando
avean
dividersi
a
Borrelli
»
impressione
quando
comitiva,
sua
rimasto
era
quando
—
parentado
e
le
oltre
miciliato
do-
quale
sangue,
tutti
di
concordi
quali
non
a
sono
sulle barriere
doganali,
pei contrabbandi
e
di
furti,e di ogni specie di grnsgrassazioni,
aggirarsi
ancora
doganale
impedire un
Borrelli,
somma
Pazzigni,
bordone
cesserà
stupore
e
—
capitanata
ulissidi
a
la
con
fatto
forza
virtù
salda
de' suoi
nieri
dogapoco
resistere
de' contrabagli autori
quei feroci
udrassi
quando
i componenti
anno,
vita
trasporto;
dello
ad
pretendersi
in guardia
della
insufficienza
di
della
ben
sem-
terribili
i
la
con
il direttore
cui
cori
ragionare
a
loro
animosamente
il loro
parole
ombra
Ma
indiretti, avrà
dazi
delle
mitezza
forza
corrispondenza
questa
torna
possa
le notti
non
la
Ella
—
recenti
tutte
respingere
a
dal
non
troppo
stare
a
Di
stanza
messo
fatto.
di
barriere, perchè
gépiù
e
prossimo
non
quando
degli agenti doga-
malfattori
sono
e
abbiano
Forse, in leggendo
vie
di
lunga
di
sicché
virtù
le
genia
mani,
delitti alle
loro
salda
con
e
codesta
con
l'Amministrazione
e
armi
ha
là,
e
;
forza,
viva
squale
Pa-
posti doganali.
i
pernicioso
Maddalena
a
da
astuzie,
con
assale
il più
che
ma
e
di
e
contrabbando
quando
ed
rettore
il diin
(ed
Àferola,
facinorosi
di far
e
troppo
non
la
con
accorrere
la
ed
delia
Ponte
gli agenti doganali
»
6
nucleo
del
che
retti
indi-
scriveva
anno
alias
di
consumo;
infesta
cosi
scorso
mano
una
dazi
lo sperpero
consumo.
—
Borrelli,
Pazzigni, irrompe
oltre
nali,
va
violenza
forte
il più
sulla
dello
mestiere
di
dazi
a
aperta
con
»
»
altro
esercita
»
n
luglio
ha
vi
«
facinorosi
dei
volevasi
non
di
Carlo
di
nomi
—
soggetti
nel
se
su' generi
di
mano
i
non
lo arresto,
imposte
una
l'amministrazione
cui
con
provocarne
a
126
—
sazioni
violente.»
arrestati
concerne,
Così,
«
industria,
mai
pompa
di
superiori alle loro
dai risparmi
deile
di
mila
trenta
freno
fossero
a
chi
sarà
dei
delie
centro
XVIII.
È
terra,
che
del
Felice
raggrumolare
proprietà
voce
da
d' ingiustizia
tassare
a
Napoli,
il
detto
Carrera
ogni
delitti,
di
e
li strappa
e
?
incorreggibiliattinenze
ed
criminose
di
la loro
la
li rimuove
che
tuto
potutto
audacia,
con
giurati
pubblica potestà, e con-
alzerà
che
crescere
ac-
per
han
vita
contrabbando
di
onesta
Borrelli
lutti
della
insegne
li
agi di
di
il De
alcuna
sudore
di una
intraprese il valore
uomini
siffatti, insofferenti
concittadini
Raffaella
—
di
i fratelli
conterranei
altrimenti
loro
di
su
fattori,
mal-
che
L'articolo,
goccia
soverchiare
a
delle
disposizione
una
dal
adusati
nostri
forze
sociali, ed
Per
—
questi singolari
di
diversi.
una
di
loro
de'
segrete
sue
vivere
non
versato
condizioni
rivestiti
pur
delitti
palmo
un
ducati.
legge,
di
aver
petto
a
per
le
esercitare
senza
precedenti
parole :
proprie
queste
con
senza
la coltura
far
volte
varie
chiude
i
Seguono
—
—
Luci
a
»
nello.
de'
de' più
peggiori, ma
alla
ne,
rivoluziodopo
sopra
ai suoi
ov' era
furti alla Darsena,
apparentemente
impiegato,,
vi
nel mattino
che
un' ora
due
o
perchè non
(e i suoi
passava
lo
lo
circondalo
di
non
perchè
denunziavano,
superiori
sapean
avrebber
fatto qualche
che
loro
forse
brutto
picciotti di sgarro,
stabilimento
alla
sua
scherzo)
espulsione da
questo
un
per
che
di commettervi,
furto
alle sue
tentato
strie
induimpudente,
avea
diverse, ne1 luoghi peggiori della città. Ma
voglio accennare
di
alle
cioè che
estorsioni
però ad un
nuovo
camorra,
citò
esergenere
nelle
manifatture
dei tabacchi, d' accordo
certi
con
padroni a
servizio
tributo
degli operai. A questi sciagurati avea
imposto un
di
tipo
vero
un
strani.
Passo
camorrista,
alla
vita
non
prima
antealta
e
—
di
carlino
un
delle
numero
Nel
due
o
foglie
manipolare
1861,
ingresso
in
lo
200
ducati.
XIX.
E
praticando
la
arrestavano
reale
Et
—
di
contento
cantera
la mia
i
loro
et
rassegna
Giuseppe
nominare
muro
il 5
per
sigari. Chiese
onesto
lo
e
sorpreso
nel
un
del
manifatturarle.
Fu
buca
una
rubare
e
diminuzione
per
all' amministrazione,
literlà,offrendo
qui finisco,sebbene
Mi
si
pena
distribuivano
clandestinamente.
casa
manifattura
nella
che
loro
di
sotto
il tabacco
stava
mentre
settimana,
rubava
istesso
tempo
per
che
ceva
fa-
sto
agoavere
agli agenti
di
compenso
caetera.
sia
tuli' altro
che
Vincenzo
Arena,
piuta.
com-
Aitol-
Gennaro
la, Gaetano
Canelli, Salvatore
Pesce, Mariano
Ascione,
Vincenzo
di delitti
Amato,
Mazzarella, Domenico
Fogliano, carico
di
FaFilomene
detto
e
il Santillo, Gennaro
condanne,
Mormone,
sano,
Gennaro
-ostinati
e
della
Scafa,
marina
imponevano
e
il
detto
camorristi
taglie
ai
Mulo,
Gaetano
violenti, che
vetturali
prima,
di
praticavano
poi
ladri
Giacomo,
ai
sioni
estor-
fabbricanti
di
-!?
CATALOGO
EDIZIONI
DELLE
BARBÈRA
G.
dì
TIf
OGttAFO-ElHTOBE
in
1863.
Maggio,
"*?*"
^mtali
«
tergo.
?ramassero
I
Opeue
uhi)
amia
le
in
questo
Coloro
prò
SS
aia
saranno
mandati
Citilmìo
paesi
rivolgerli
iomanda
liliri
Le
FIRENZE.
per
In
posta
Vaglia
in
tulio
il
si
uve
manieri
non
le
franchi
In
Librai
Librai,
sono
serviti
pollale.
Regno
dai
trovano
purché
tal
di
caso
porlo.
o
b
i
"
Pubblicazioni
Notizie
documentate
storiche
«lai
Napoletane
Il Papato,
T Impero
Francesco
notario
La
Romana
E.
Reali.
Nuove
Delle
Un
Condizioni
Filippo
del
Perfetti,
del
presidente
di
di Monsignor
domestico
F.
proto-
e
3.
»
Nuovi
del
scritti
Liverani,
Considerazioni
-
del
già Segretario
Ghislieri
1. 50.
te
dell'Aba-
cardinal
Marini,
bibliotecario
e
—
Cardinale
Canonico
del
e
»
Papato
Collegio
giorni nostri,
L.
1. 50.
voi
—
Monsignor
opuscolo
Provincie
Memoria
—
Prelato
Un
—
i Gesuiti
e
—
d" Italia
Liverani,
Sede.
sino' ai
opuscolo
il Regno
e
di
Andrea,
Diavolo
Un
Santa
della
Curia
De
tempi
nelle
Brigantaggio
sul
ili Fra
Monnier.
Marco
per
politiche.
dell' Università
Roma
»
50.
—
.
di Roma
Ricordi
Il Clero
Filippo
per
favore
in
dell' Ordine
della
dei
ascritto
Sul
Carlo
di
e
Chiesa,
dominio
dei
temporale
Bobone,
a
versità
Regia Unidel
Parroco
fronte)
»
.
.
di
La
Congresso,
Francia, Roma
Un
—
La
; Studio
De
»
Guérronneere.
Là
B.
G.
di
Austria.
e
al
narrata
Cenno
—
le
Leggi
D'Azeglio.
Massimo
al
sino
alla luce.
finora
uscita
e
(ìiorgini
suo
1860J. Edizione
[9 Novembre,
altra
d' Ottobre
i Decreti
di
continuata
e
Parere
30.
—
—
Un
storico
Popolo
da
strative
ammini»
1. 00.
»
1. 50.
Giuseppe
ritiro nell' isola
di
più completa
opuscolo ...»—.
prera
Ca-
d'ogni
70.
Giovanni
politico di
Gemelli
Toscana
1. 10.
»
Austria, Cenni
Un opuscolo.
1.
storico-politici.—
per la Verità, a favore degli Editori delia Biblioteca
del Tipografo sig. G. Barbèra.
dell'Italiano
e
e
—
.
di
quattro
Breve
27
Nota
dalle
ore
9
antimeridiane
di
Aprile 1859. Lettera
D.
Tommaso
al
suo
Figlio
Lajatico
del
di
27
a
una
Aprile 1859,
L' Assemblea
Storia
del
Toscana,
Seconda
25.
»
»
Storia
30
.
.
Garibaldi,
di Giuseppe
B.
—
»
urgenti. Pensieri
Ricciardi
Napoli
A.
l'Italia, per
e
Centralizzazione,
Vita
un'Appendice
con
opuscolo
Questioni
G.
—.50.
n
il
e
50.
—
.
Considerazioni
Papi,
ora
e
nella
Giorgini
Il Papa
XVI
Gregorio
dall'Autore
approvata
—
gioni
ra-
de' Riti, nell' Archiginnasio
Ebraica
(col testo
per
1.
Teologia Dogmatica,
Lingua
Sancasciani
di
—
urgenti
e
Girolamo
di
Decreto
di
Versione
—
nuove
Congregazione
Professore
Siena.
di
Dott.
italiana
causa
Sacra
alla
Scrittura
Sacra
con
Predicatori, per
Romano
di
della
»
Passaglia, Lettera
Carlo
1.
»
Riforma
Della
Perfetti
All'Illustre
già
Perfetti
ossia
Società,
la
e
Filippo
M.
alle 1
Neri
diane
pomeri-
Corsini
Corsini.
»
chese
Mar45.
—
.
intorno
di quattro ore
Cosimo
Ridolfi
ai
fatti
»
del
—
.
Considerazioni
edizione
di
vile
Ci85.
Leopoldo
45.
ti,
Galeot1. 25.
»
.
Il
Segreto
colò
dei
Fatti
Tommaseo
palesi seguiti nel 1859, Indagini
»
di
Nic1. 50.
L'As.
TI,
h.
Il Segreto
COLÒ
*
Tua.
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