www.gazzetta.it lunedì 2 giugno 2014 1,30 €
REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 - TEL. 0262821 - REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 - TEL. 06688281
POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO
anno 118 - Numero
numero 128
Anno
www.forst.it
ITALIA
VERSO IL MONDIALE IL C.T. HA DECISO I 23: L’ESCLUSIONE DI PEPITO ACCENDE LE POLEMICHE
TRIESTE IN FESTA
Quintana re
di un Giro
che ha fatto
innamorare
L’ITALIA
Scelta sofferta e dolorosa: tagliato Rossi
Prandelli boccia Destro e tiene Insigne
Il colombiano è il simbolo delle nuove
generazioni. Aru rappresenta il futuro
del nostro ciclismo: parte l’asta.
Basso e Cunego: è finita un’epoca
CECCHINI, GARLANDO, VERNAZZA DA PAGINA 2 A PAGINA 5, COMMENTO DI BOLDRINI A PAGINA 19
GHISALBERTI, GIALANELLA, GREGORI, PASTONESI PAG. 22-29
Gigi Buffon
portiere
Mattia Perin
portiere
Salvatore Sirigu
portiere
Ignazio Abate
difensore
Andrea Barzagli
difensore
Leonardo Bonucci
difensore
Giorgio Chiellini
difensore
Matteo Darmian
difensore
Ebbene sì, benedetto Giro d’Italia... Hai vinto anche
stavolta. La sintesi della corsa rosa 2014 sta tutta qui
nella Piazza Unità d’Italia stracolma anche di tifosi
colombiani. Sta nel solido legame con la storia fatto
di frecce (e bandiere) tricolori e di commozione per
l’inno d’Italia. E sta nel podio, con quelle facce, che
è una finestra spalancata sul futuro.
Mattia De Sciglio
difensore
Gabriel Paletta
difensore
Alberto Aquilani
centrocampista
Antonio Candreva
centrocampista
Daniele De Rossi
centrocampista
Claudio Marchisio
centrocampista
Thiago Motta
centrocampista
Marco Parolo
centrocampista
L’ARTICOLO A PAGINA 19
Andrea Pirlo
centrocampista
Marco Verratti
centrocampista
Mario Balotelli
attaccante
Antonio Cassano
attaccante
Alessio Cerci
attaccante
Ciro Immobile
attaccante
Lorenzo Insigne
attaccante
Andrea Ranocchia
difensore (riserva)
ilCommento
LA CORSA ROSA
HA VINTO ANCORA
DI PIER BERGONZI
MOTOGP SESTA VITTORIA IN SEI GARE
L’INCIDENTE «FORZA AZZURRI» DICE IL CAPITANO DEL MILAN CHE PUO’ RIAVERLO IN DICEMBRE
Marquez spettacolo
ma Rossi non molla
Duello-show tutto spagnolo
con Lorenzo. Vale da 10° a 3°
E in Moto3 trionfa Fenati
3 La gioia di Marc Marquez, 21 anni
SCHEMBARI, ZAMAGNI PAG. 30-35
COMMENTO DI FALSAPERLA PAG. 19
BASKET SEMIFINALI GARA 2: C’E’ SIENA-ROMA
Sassari, colpo a Milano: 1-1
Belinelli va in finale Nba
9 771120 506000
40 6 0 2>
DI SCHIAVI PAG. 36-37, COMMENTO DI ORIANI PAG. 19
Cesare Prandelli
c.t.
MONTOLIVO SI OPERA ALLA TIBIA: 6 MESI DI STOP
3 Riccardo Montolivo, infortunato nel match con l’Irlanda
BOCCI, LAUDISA, MOLINARO ALLE PAGINE 8-9
IL PRESIDENTE OGGI LE VECCHIE GLORIE COL REAL
IL CASO LO RIVELA INCHIESTA DEL SUNDAY TIMES
MERCATO IL CLUB GIALLOROSSO ALL’ATTACCO
Agnelli: «La Juve
presto vicino
alle big d’Europa»
«Comprati i voti
per il Mondiale»
Il Qatar ora trema
Roma, è sprint Cerci-Iturbe
Inter, obiettivo su Siqueira
«Alla fine del triennio 2015-18
dobbiamo fatturare 300 milioni
a stagione. Sono grato a Conte»
Alcuni membri Fifa sarebbero
stati corrotti con 5 milioni
di dollari. Torneo a rischio?
IL ROMPIPALLONE
3 Andrea Agnelli, 38 anni
3 Bin Hammam, ex membro della Fifa
GRAZIANO, MAURO, OLIVERO PAG 10
LICARI A PAGINA 7
DALLA VITE, PUGLIESE ALLE PAGINE 11-13
DI GENE GNOCCHI
Preoccupazione per Ghirardi che vuole
lasciare il calcio. Si sa che chi smette
con lo sport tende ad ingrassare.
w
2
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
MONDIALE -10 LA NAZIONALE
I NUMERI E LA CONDIZIONE DEGLI AZZURRI
Portieri
+
=
+
Difensori
=
=
=
=
+
=
-
Centrocampisti
=
=
Gigi
Buffon
Mattia
Perin
Salvatore
Sirigu
Ignazio
Abate
Andrea
Barzagli
Leonardo
Bonucci
Giorgio
Chiellini
Matteo
Darmian
Mattia
De Sciglio
Gabriel
Paletta
Alberto
Aquilani
Antonio
Candreva
36 anni
Juventus
21 anni
Genoa
27 anni
Psg
27 anni
Milan
33 anni
Juventus
27 anni
Juventus
29 anni
Juventus
24 anni
Torino
21 anni
Milan
28 anni
Parma
29 anni
Fiorentina
27 anni
Lazio
Partite
139
Gol Subiti 114
Mondiali
3
Europei
2
Conf.Cup
2
0
0
0
0
0
8
8
0
0
0
47
0
1
1
1
36
2
0
0
1
67
4
1
1
2
1
0
0
0
0
10
0
0
0
1
2
0
0
0
0
34
5
0
1
1
19
0
0
0
1
Partite
Gol Fatti
Mondiali
Europei
Conf.Cup
19
1
0
0
1
Italia in Brasile se
Prandelli taglia Pepito:
e lascia a casa Destro
A sorpresa c’è Insigne
Il c.t. Cesare
Prandelli, 56 anni,
con Giuseppe
Rossi, 27 anni IPP
Il c.t. azzurro ha scelto i 23: in attacco ci manca una seconda
torre centrale. Ok Verratti e Darmian, dentro Parolo e Paletta
DAL NOSTRO INVIATO
LUIGI GARLANDO
FIRENZE
Le decisione più sofferta e
dolorosa di una vita da allenatore. Cesare Prandelli ha tagliato Pepito Rossi, l’attaccante che
ha aspettato oltre lo scetticismo
di tanti, con una fede paragonabile solo a quella di Bearzot
in Pablito Rossi; ha tagliato
l’uomo che ha posto sul piedistallo come esempio di professionalità e dedizione. Lo ha trascinato con affetto paterno,
ma, al momento di scegliere, ha
ascoltato il campo. Come giusto. Non è il codice etico che seleziona. L’unico modo che ha
un allenatore per difendere
l’onestà delle proprie scelte è
ancorarle alle prestazioni. Lo
sport è campo.
Non è Pepito Rossi ha recuperato nel fisico, il ginocchio è
saldo, ma sabato a Londra non
ha mai tirato in porta, mai puntato l’area con decisione, ha
sempre cercato la giocata lontano dal cuore dell’area e dai
tackle. In un paio di settimane
puoi assorbire una contrattura,
non scacciare dalla testa le remore di un infortunio tremendo. Col tempo Pepito ritroverà
senz’altro il suo calcio spensierato, ma per «questo Pepito» il
Mondiale sarebbe stata una
partita troppo grande. Scelta
giusta e coraggiosa, perché
portarsi comunque Rossi, amato trasversalmente, avrebbe garantito la pace sociale. Napoli
non sarebbe certo insorta per
Insigne, come è insorta Firenze, dove vive Prandelli, per Pepito, che aveva la benedizione
di Lippi. Le squadre coraggiose
nascono da scelte coraggiose.
Perché Insigne Ha una logica
anche il ripescaggio a sorpresa
di Insigne, che ha finito la stagione in crescendo, ottimo protagonista della finale di Coppa
Italia. Con Benitez ha allungato
la copertura di fascia e può proporsi anche come esterno offensivo di centrocampo, oltre
che come seconda punta nel
raggio di Balotelli e giocoliere
tra le linee. Ha orgoglio sfrontato da campioncino che divampa in notti speciali: è successo in Champions, può ripetersi in un Mondiale. Con una
giocata può cambiarti la vita.
Senza torri Destro è stato superato sul traguardo come Bitossi a Gap, ma deve prenderse-
Super
la anche con se stesso. Prima
del mese di squalifica (con codice etico) segnava a raffica ed
era in vantaggio sulla concorrenza. Poi, alla richiesta di disponibilità per un ruolo di riserva, pare che non abbia risposto con esagerato entusiasmo.
Un ragazzo di 23 anni non dovrebbe accettare anche un posto nel bagagliaio pur di arrivare al Mondiale? Dopo Toni e Gilardino, falciata un’altra punta
centrale. E se a Balotelli viene il
raffreddore? Prandelli sa bene
che, se uscirà dal Mondiale dopo un assedio infruttuoso, sarà
messo in croce per gli attaccanti centrali lasciati a casa. Ma la
scelta è un preciso messaggio
tattico: attaccheremo senza dare riferimenti, con incursori
(Marchisio, Candreva...) sorretti da un centrocampo di qua-
Garanzia.
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Oltre a Montolivo
infortunato,
restano fuori
anche Pasqual,
Romulo e Maggio
Ranocchia farà
da riserva
lità (Pirlo, Verratti, Cassano) e
da fasce aggressive. Il finto centravanti potrà farlo anche Cassano. L’ultima finale mondiale
la Spagna la vinse con Villa e
Pedro che non sono arieti. Decise Iniesta. E comunque, avesse
avuto Tevez e Llorente, Prandelli li avrebbe portati.
Fede in Paletta C’è una zona
d’ombra in difesa: l’affannato
Paletta è stato preferito a Ra-
nocchia in buona forma. Evidentemente Prandelli ha guardato oltre: punta sul recupero
atletico dell’italo-argentino e
sulla sua tempra da Mondiale,
temendo le amnesie che hanno
tradito spesso Ranocchia. Maggio e Romulo pagano infortuni
e calo di condizione. Anche qui
il campo è stato sovrano e spietato. Con Romulo, Prandelli
perde il jolly che ha sempre
avuto (prima Giaccherini). Sarebbe stato lo stesso Romulo a
farsi da parte, per precarietà di
forma e per non rubare un posto a un compagno. Così fosse,
avrebbe meritato l’azzurro che
non ha mai vestito in campo.
Meritato anche l’azzurro di Parolo, dopo un’ottima stagione.
L’Italia è fatta, ora facciamoci
un bel Mondiale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
+
+
-
+
=
+
Attaccanti
-
+
=
LA GAZZETTA DELLO SPORT
=
+
3
Riserva
=
Daniele
De Rossi
Claudio
Marchisio
Thiago
Motta
Marco
Parolo
Andrea
Pirlo
Marco
Verratti
Mario
Balotelli
Antonio
Cassano
Alessio
Cerci
Ciro
Immobile
Lorenzo
Insigne
Andrea
Ranocchia
30 anni
Roma
28 anni
Juventus
31 anni
Psg
29 anni
Parma
35 anni
Juventus
21 anni
Psg
23 anni
Milan
31 anni
Parma
26 anni
Torino
24 anni
Torino
32 anni
Napoli
26 anni
Inter
94
15
2
1
2
43
2
1
0
1
3
0
0
0
0
108
13
2
2
2
5
1
0
0
0
29
12
0
0
1
36
10
0
2
0
11
0
0
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1
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4
1
0
0
0
12
0
0
0
0
20
1
0
0
0
GDS
enza l’altro Rossi
il caso
«Che amarezza...
Ma ora farò il tifo
per i miei compagni»
Rossi la prende con fair play, la fidanzata no: ritwitta i molti
messaggi di protesta. Le due voci del suo staff: «Niente
polemiche». «Prandelli ha sbagliato: era primo in tutti i test»
DAL NOSTRO INVIATO
COSÌ CONTRO L’INGHILTERRA ALL’ESORDIO?
CASSANO
MARCHISIO
SEBASTIANO VERNAZZA
@GazzaVernazza
FIRENZE
BALOTELLI
PIRLO
VERRATTI
DE ROSSI
DE SCIGLIO
CHIELLINI
BARZAGLI
DARMIAN
BUFFON
4-1-3-2
GDS
E sono tre. La prima
esclusione nel 2010: Giuseppe
Rossi fuori dal Mondiale sudafricano, l’allora c.t. Marcello
Lippi non lo chiamò per scelta
tecnica, salvo pentirsene ancora
una volta pochi giorni fa, in visita a Coverciano. La seconda nel
2012: Europeo saltato a causa
dei molteplici infortuni al ginocchio destro. La terza adesso:
l’ennesima rottura del ginocchio, la rincorsa, l’illusione della rimonta e la doccia fredda di
ieri sera. Niente Brasile per Rossi, ragazzo bravo e molto sfortunato. L’attaccante italo-americano esce di scena con grande
dignità e sportività: «Sono amareggiato e dispiaciuto, ma tiferò
per i miei compagni», ha dichiarato ieri in tarda serata. La fidanzata Jenna Sodano l’ha presa meno bene e ha ritwittato molti
messaggi di protesta per la mancata convocazione del suo ragazzo.
Dispiacere Appresa la notizia,
Pepito ha lasciato Coverciano e si
è rifugiato nella sua casa di Firenze, in pieno centro, palazzo che
ospita anche Vincenzo Montella
e Daniele Pradé, allenatore e d.s.
della Fiorentina. Tragitto breve,
molti pensieri. «Gli ho scritto un
messaggio – racconta il suo procuratore Andrea Pastorello -. “E’
vero che non sei nei 23?”. Mi ha
risposto soltanto: “Sì, ci sentiamo
dopo, ho la batteria scarica”. Ci è
I tifosi viola
si scatenano sui
social network:
nel mirino la scelta
del c.t.
rimasto male, teneva molto al
Mondiale brasiliano. Per cinque
mesi ha fatto enormi sacrifici.
Partirà presto per le vacanze negli Stati Uniti (la famiglia di Pepito vive nel New Jersey, ndr). Non
facciamo polemiche, la decisione
di Prandelli va accettata con serenità. Il c.t. ha la responsabilità di
scelte difficili. Sappiamo che le
motivazioni non sono tecniche».
Giuseppe si è mai pentito di aver
rifiutato gli Usa come nazionale e
di aver deciso di giocare nell’Ita-
lia, la patria dei suoi genitori?
«Non è questo il momento di fare certi discorsi, ma no, Giuseppe è sempre stato convintissimo,
lui voleva e vuole l’azzurro». Sui
social ribolle la rabbia di tanti tifosi della Fiorentina. «A Firenze
vogliono tutti bene a Rossi perché lui è uno che non molla mai,
però ripeto: da parte nostra assoluto rispetto per le convocazioni di Prandelli». Federico Pastorello, fratello di Andrea e a
sua volta agente, ha però twittato: «Questa volta Prandelli si è
proprio sbagliato. Era primo in
tutti i test». Tweet rilanciato da
Jenna, la ragazza di Pepito.
Furore in rete I tifosi viola
non hanno gradito. Su Facebook
e Twitter fioccano i messaggi
contro Prandelli, per giunta ex
allenatore della Fiorentina. Molti però si consolano al pensiero
che Rossi avrà modo di recuperare e di preparare al meglio la
prossima stagione in maglia viola. No, gli ultrà viola non metteranno a ferro e fuoco strade e
piazze della città come nel 1990
per la cessione di Robi Baggio alla Juventus. Era maggio e allora
come oggi la Nazionale, all’epoca guidata da Azeglio Vicini, preparava un Mondiale. I tempi sono cambiati, ora la gente si sfoga
alla tastiera, anche se non si può
del tutto escludere che oggi
qualche tifoso si presenti ai cancelli di Coverciano per protestare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
4
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
MONDIALE -10 LA NAZIONALE
Balo, scatta l’allarme
Muscoli affaticati
dal raduno azzurro
Il medico dell’Italia: «Mario ha problemini ai flessori e
agli adduttori». Ieri in allenamento gol e poi massaggi
DAL NOSTRO INVIATO
SEBASTIANO VERNAZZA
@GazzaVernazza
FIRENZE
Piccoli effetti collaterali
del duro lavoro fisico svolto all’inizio del ritiro a Coverciano.
Mario Balotelli accusa dei
«problemini muscolari», così li
ha definiti il professor Enrico
Castellacci, responsabile dello
staff medico azzurro. Nulla di
grave, un minimo segnale d’allarme, che però va registrato
perché il Mondiale incombe.
Tra meno di due settimane, a
Manaus contro l’Inghilterra, il
debutto degli azzurri a Brasile
2014, in condizioni climatiche
estreme per caldo e umidità.
motori. Con ogni probabilità
certi «dolorini» erano attesi,
adesso si tratta di gestire gli indolenzimenti con cura e cautela. Niente di preoccupante, però il grave infortunio di Montolivo e la botta in testa ad Aquilani hanno stordito l’ambiente
azzurro. Striscia il timore che
si sia innescata la ruota della
sfortuna.
Difesa Ci sono pure buone
notizie, per esempio quelle che
riguardano Barzagli, apparso
reattivo nella partitella di ieri.
Il difensore della Juve ha imparato a gestire le sue «eterne»
tendinopatie. «E’ un ragazzo
molto attento al proprio fisico», ha spiegato Castellacci.
Anche Paletta, alle prese coi
postumi di un guai a un polpaccio, è in miglioramento. Incrociamo le dita, partiamo e speriamo, ma non è casuale che
Prandelli porti a Mangaratiba
Buone notizie
per Barzagli
alle prese con
le tendinopatie:
sembra in ripresa
Anche Paletta
deve gestire
i guai al polpaccio:
Ranocchia pronto
in caso di forfait
Massaggi Ieri pomeriggio
Balo ha giocato tutta la partitella d’allenamento e ha segnato pure dei grandi gol, ma a
metà della seduta è stato massaggiato alle gambe. «Problemini ai flessori e agli adduttori
- ha spiegato Castellacci -. Un
po’ Mario li aveva già quando è
arrivato a Coverciano. In questi
giorni ci sono stati dei sovrac-
carichi di lavoro che hanno influito». Sabato a Londra, nel
test match contro l’Irlanda, Balotelli si è riscaldato, ma non è
entrato per giocare uno scampolo di gara, segno che Prandelli ha preferito non correre
rischi. Vedremo che cosa succederà mercoledì a Perugia
contro il Lussemburgo. Se Ma-
rio restasse fuori anche dal
prossimo incontro, ci sarebbe
di che interrogarsi. Due settimane fa, nella prima sessione
del ritiro premondiale al centro tecnico federale, gli azzurri, agli ordini dei preparatori
Venturati e Casellato, hanno
svolto allenamenti severi per
mettere forza e benzina nei
Mario Balotelli,
23 anni, sorride
in allenamento
insieme
a Lorenzo
Insigne, 22
ANSA
come 24° uomo e prima riserva
il difensore centrale Andrea
Ranocchia. Fino al giorno prima della gara d’esordio sarà
possibile sostituire eventuali
infortunati e il c.t. calcola che i
rischi maggiori, in questo senso, si corrano nel reparto difensivo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
4
il programma
I NUMERI Ieri serata libera,
12
I gol realizzati da
Balotelli in
Nazionale: il
primo nel 2011
contro la Polonia
in amichevole,
l’ultimo alla
Armenia
nell’ottobre 2013
in una gara delle
qualificazione al
Mondiale
3
Le reti segnate
da Mario a Euro
2012: 1
all’Irlanda nel
girone
eliminatorio, due
alla Germania
nella semifinale
vinta dall’Italia
2-1
29
Le presenze di
Balotelli con
l’Italia, l’ultima lo
scorso
novembre a
Londra in
amichevole
contro la Nigeria
mercoledì a Perugia
col Lussemburgo
Lo stadio «Renato Curi» di Perugia
FIRENZE Mentre gli azzurri «tagliati»
già ieri sera hanno fatto i bagagli per
tornare a casa, i reduci hanno avuto
la serata libera. Alcuni calciatori sono
usciti coi familiari, la maggior parte è
andata a cena in un ristorante di sushi
in zona centrale prima di rientrare entro la mezzanotte. Il clima, si sussurra, è stato allegro ma con venature
malinconiche, visto che lo choc per
l’infortunio di Montolivo è ancora fresco così come l’arrivederci con i compagni che vedranno il Mondiale in tv.
IL PROGRAMMA
Oggi
Doppio allenamento a Coverciano.
Domani
Foto ufficiale e partenza in pullman
per Perugia. Nel pomeriggio allenamento allo stadio Curi.
Mercoledì 4 giugno
Amichevole a Perugia col Lussemburgo, ultimo test prima della partenza.
Giovedì 5 giugno
La spedizione azzurra partirà da Roma, direzione Rio de Janeiro.
Domenica 8 giugno
Ultima amichevole prima del Mondiale, contro il Fluminense.
Sabato 14 giugno
Esordio all’Arena Amazonia di Manaus contro l’Inghilterra.
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
La dedica di De Rossi
«Un gran Mondiale
anche per Montolivo»
«Il suo infortunio potrà unirci ancora di più. Siamo
maestri di questi tornei, sarà l’Italia della qualità»
DAL NOSTRO INVIATO
IN BRASILE
MASSIMO CECCHINI
FIRENZE
Dopo i quarti
le ammonizioni
si cancellano
Se torneranno i giorni del
vino e delle rose, quelli dei popo-po-po in libera uscita e delle persone nelle strade, dal
cuore dello spogliatoio azzurro
la prima dedica è pronta: per
Montolivo. E non solo per questione di semplice amicizia. A
raccontarlo è Daniele De Rossi
che, agganciato Facchetti nella
storia della Nazionale come
numero di presenze (94), alle
soglie del terzo Mondiale parla
come un senatore azzurro, non
tirandosi indietro su nessun argomento delicato, dagli obiettivi al codice etico.
L’Italia della qualità «Pensando a Riccardo per noi è un giorno triste. Ci ho parlato e sta
male. Speriamo di fare un
grande Mondiale anche per
lui. Il suo infortunio potrebbe
unirci ancora di più». Dal punto di vista tecnico Daniele non
trema. «Verratti è giovane, ma
fa la Champions da due anni ed
è ormai un giocatore pronto.
Darmian pure, sembra De Sciglio all’esordio. Aquilani ha
calcio, visione di gioco, inserimenti: merita il Mondiale a
prescindere da Montolivo». Ne
consegue che? «Sono ottimista. La partita con l’Irlanda non
fa testo perché avevamo lavorato tanto ed era impossibile
essere brillanti. D’altronde con
l’Inghilterra giocheremo in
condizioni climatiche disastrose, ma tutti noi vogliamo lasciare il segno. Io sono orgoglioso per la mia terza partecipazione. Ho già vinto a 22 anni, ma vorrei farlo ancora.
D’altronde sono tanti anni che
non faccio la Champions, mi
piacerebbe mettermi in mostra. L’Italia, poi, è tra le squadre che può vincere il Mondiale. Siamo maestri quando arrivano manifestazioni del genere. Non dico che siamo favoriti,
però se non si parte per provare a vincere è inutile farlo. Nonostante sia una Nazionale che
Al Mondiale brasiliano le
ammonizioni saranno
cancellate dopo i quarti e non
si porteranno fino alla finale.
Come per la precedente
edizione, infatti, la Fifa ha
infatti deciso di spezzare il
torneo in due fasi: la squalifica
sarà naturalmente «pagata»
fino all’ultimo atto del torneo,
un’ammonizione sarà invece
cancellata. L’obiettivo è anche
evitare il caso limite di un
Messi fuori dalla finale
mondiale per un’ammonizione
in semifinale (preceduta da un
cartellino giallo ricevuto
magari nella fase a gruppi).
Diversa storicamente la scelta
dell’Uefa: in Champions
League le ammonizioni si
portano fino alla fine (caso
limite Nedved squalificato
prima della finale 2003).
Daniele
De Rossi,
30 anni,
ha esordito
con la
Nazionale
maggiore
quasi 10 anni
fa, nel
settembre
del 2004
REUTERS
ha diviso per le scelte e il codice etico, anche se non ha vinto
ha ottenuto indiscutibilmente
dei risultati. Sarà l’Italia della
qualità, perché c’è talento, palleggio e tocco di palla. Cassano? Dà fantasia. A 32 anni, oltre alle giocate, deve mettere
qualcosa di più e lo sta facendo, d’altronde ormai nel Parma ha un ruolo da leader». Per
ciò che lo riguarda, inoltre, Daniele si candida alla regia anche partendo tra i centrali difensivi. «Sono pronto a fare
tutto. Quel movimento lo faremo per aiutare la manovra della squadra. Quando si incastra
il movimento giusto, impostando con tre giocatori invece
che con due il vantaggio è evidente».
Etica & Roma Nel finale poi
De Rossi si riavvicina alla Roma, partendo proprio dalle gestione del codice etico. «Sareb-
be stato assurdo per Chiellini
perdere un Mondiale per quel
gesto (la gomitata-blocco a
Pjanic, ndr). E’ giusto che le valutazioni le faccia Prandelli,
anche se poi si possono creare
delle delle strumentalizzazioni. Io poi devo giudicare me e
non gli altri: quando sono stato
punito, penso che sia stato giusto». L’ultima virata è sul caso
Benatia. «Si possono fare interviste più o meno riuscite. L’importante è che nessuno lo
guardi con l’occhio storto. Ha
dato alla Roma più di noi romani, c’è da imparare per voglia, sacrificio e serietà. Poi
spetta a lui e al club decidere.
Garcia? Sono contento del prolungamento e qualunque romanista dovrebbe esserlo. Ha
fatto benissimo». Proprio come
De Rossi vuole fare in Brasile.
Le prime dediche, d’altronde,
sono già pronte.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
d
LA GAZZETTA DELLO SPORT
5
LA STELLA CADENTE
HA DETTO
S
Su Chiellini
«Sarebbe stato
assurdo che
perdesse un
Mondiale per
quel gesto con
Pjanic. La mia
punizione per il
codice etico?
Niente da dire,
era giusta»
S
Su Cassano
«Dà fantasia: a
32 anni, oltre
alle giocate,
deve mettere
qualcosa di più
e lo sta
facendo. Del
resto, ormai nel
Parma ha un
ruolo da leader»
S
Su Benatia
«Si possono fare
interviste più o
meno riuscite,
ma nessuno
deve guardarlo
storto. Ha dato
alla Roma più di
noi romani, poi
spetterà a lui e
al club decidere»
Wayne Rooney, 28 anni, quest’anno 19 gol col Manchester United AFP
Tra crisi e malanni
l’Inghilterra non è più
Rooney-dipendente
L’ascesa di Sturridge, il momentaccio
dello United, i flop nel 2006 e nel 2010:
Wayne non è più il totem di Hodgson
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
STEFANO BOLDRINI
LONDRA
Anche i totem vacillano e
in questi giorni in Inghilterra si
mette in discussione il miglior
calciatore del paese. Wayne Rooney non è più il monarca assoluto, al quale sono stati perdonati due Mondiali flop e un Europeo da comparsa, condizionato da una squalifica per un
fallo di reazione in Montenegro. L’ascesa di Sturridge ha
questo contrappeso: l’improvvisa vulnerabilità di Rooney, uno
che con il nome che si ritrova,
Wayne, sembrava davvero il pistolero che risolve tutto al saloon. Proprio nel giorno in cui David Moyes dice «al Manchester
United non mi hanno dato il
tempo necessario per lavorare»,
lo stesso fattore tempo comincia a remare contro Rooney.
Crocevia Brasile Il centravanti ha chiuso male la stagione: un malanno all’inguine gli
ha fatto saltare l’ultimo mese.
Ritrovare la forma non è facile a
maggio, anche se Rooney ha
mostrato buona volontà: si è
portato in vacanza, in Portogallo, due fisioterapisti. Ce la sta
mettendo tutta, Rooney, che
non concede sconti neppure a
sé stesso: «Ho 28 anni e non
posso fallire in Brasile». La prestazione sbiadita con il Perù ha
però scatenato i media inglesi.
Hodsgon lo difende, ma zio
Roy, che teme i giornalisti co-
me, se non più, degli avversari
del girone al mondiale, si è lasciato scappare: «Non ci sono
posti garantiti per nessuno».
Cambia il vento In questo gioco di equilibri, l’ascesa di Sturridge tranquillizza tutti, ma
quando sui siti dei principali
giornali ti piazzano il sondaggio
«Si può fare a meno di Rooney?», è chiaro che la benevolenza nei confronti del giocatore è arrivata al capolinea. Rooney paga anche il ridimensionamento attuale del Manchester
United. Con un manager molto
influente come Ferguson e una
squadra che vinceva a mani basse, in Nazionale il peso dei Red
Devils si avvertiva. Oggi il vento
è cambiato. Il Liverpool ha sorpassato lo United e si fa un gran
parlare del calcio di Rodgers e
dei suoi interpreti. Rooney dovrà incassare anche il primo
smacco dell’era Van Gaal: il capitano annunciato dei Diavoli
Rossi sarà quasi sicuramente
Van Persie. Il re è nudo.
L’espressione, tratta da una favola di Andersen, è perfetta per
il Rooney attuale, mai nelle grazie della stampa inglese, ma finora protetto dal suo talento e
dal deserto del calcio d’Oltremanica. Da qui a dire che possa
scivolare in panchina ci corre un
Oceano paragonabile a quello
trasvolato ieri dall’Inghilterra
per sbarcare a Miami, ma le cose
sono cambiate. Rooney dovrà
farsene una ragione.
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6
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
MONDIALE -10 L’INTERVISTA
GLI 8 GIRONI
GIRONE A
BRASILE
CROAZIA
MESSICO
CAMERUN
GIRONE C
COLOMBIA
GRECIA
COSTA D’AVORIO
GIAPPONE
GIRONE E
SVIZZERA
ECUADOR
FRANCIA
HONDURAS
GIRONE G
GERMANIA
PORTOGALLO
GHANA
STATI UNITI
GIRONE B
SPAGNA
OLANDA
CILE
AUSTRALIA
GIRONE D
URUGUAY
COSTA RICA
INGHILTERRA
ITALIA
GIRONE F
ARGENTINA
BOSNIA
IRAN
NIGERIA
GIRONE H
BELGIO
ALGERIA
RUSSIA
COREA DEL SUD
LE PARTITE DEI GRUPPI
GIOVEDÌ 12 GIUGNO
BRASILE-CROAZIA (SAN PAOLO)
ORE 22
VENERDÌ 13 GIUGNO
MESSICO-CAMERUN (NATAL)
ORE 18
SPAGNA-OLANDA (SALVADOR)
ORE 21
CILE-AUSTRALIA (CUIABA)
ORE 24
SABATO 14 GIUGNO
COLOMBIA-GRECIA (BELO HORIZONTE) ORE 18
URUGUAY-COSTA RICA (FORTALEZA)
ORE 21
INGHILTERRA-ITALIA (MANAUS)
ORE 24
DOMENICA 15 GIUGNO
COSTA D’AVORIO-GIAPPONE (RECIFE)
ORE 3
SVIZZERA-ECUADOR (BRASILIA)
ORE 18
FRANCIA-HONDURAS (PORTO ALEGRE) ORE 21
ARGENTINA-BOSNIA (RIO)
ORE 24
LUNEDÌ 16 GIUGNO
GERMANIA-PORTOGALLO (SALVADOR) ORE 18
IRAN-NIGERIA (CURITIBA)
ORE 21
GHANA-STATI UNITI (NATAL)
ORE 24
MARTEDÌ 17 GIUGNO
BELGIO-ALGERIA (BELO HORIZONTE)
ORE 18
BRASILE-MESSICO (FORTALEZA)
ORE 21
RUSSIA-SUD COREA (CUIABA)
ORE 24
MERCOLEDÌ 18 GIUGNO
AUSTRALIA-OLANDA (PORTO ALEGRE) ORE 18
SPAGNA-CILE (RIO)
ORE 21
CAMERUN-CROAZIA (MANAUS)
ORE 24
GIOVEDÌ 19 GIUGNO
COLOMBIA-COSTA D’AVORIO (BRASILIA) ORE 18
URUGUAY-INGHILTERRA (SAN PAOLO) ORE 21
GIAPPONE-GRECIA (NATAL)
ORE 24
VENERDÌ 20 GIUGNO
ITALIA-COSTA RICA (RECIFE)
ORE 18
SVIZZERA-FRANCIA (SALVADOR)
ORE 21
HONDURAS-ECUADOR (CURITIBA)
ORE 24
SABATO 21 GIUGNO
ARGENTINA-IRAN (BELO HORIZONTE) ORE 18
GERMANIA-GHANA (FORTALEZA)
ORE 21
NIGERIA-BOSNIA (CUIABA)
ORE 24
DOMENICA 22 GIUGNO
BELGIO-RUSSIA (RIO)
ORE 18
SUD COREA-ALGERIA (PORTO ALEGRE) ORE 21
STATI UNITI-PORTOGALLO (MANAUS) ORE 24
LUNEDÌ 23 GIUGNO
AUSTRALIA-SPAGNA (CURITIBA)
ORE 18
OLANDA-CILE (SAN PAOLO)
ORE 18
CAMERUN-BRASILE (BRASILIA)
ORE 22
CROAZIA-MESSICO (RECIFE)
ORE 22
MARTEDÌ 24 GIUGNO
ITALIA-URUGUAY (NATAL)
ORE 18
COSTA RICA-INGHILTERRA (BELO H.)
ORE 18
GIAPPONE-COLOMBIA (CUIABA)
ORE 22
GRECIA-COSTA D’AVORIO (FORTALEZA) ORE 22
MERCOLEDÌ 25 GIUGNO
NIGERIA-ARGENTINA (PORTO ALEGRE) ORE 18
BOSNIA-IRAN (SALVADOR)
ORE 18
HONDURAS-SVIZZERA (MANAUS)
ORE 22
ECUADOR-FRANCIA (RIO)
ORE 22
GIOVEDÌ 26 GIUGNO
PORTOGALLO-GHANA (BRASILIA)
ORE 18
STATI UNITI-GERMANIA (RECIFE)
ORE 18
ALGERIA-RUSSIA (CURITIBA)
ORE 22
SUD COREA-BELGIO (SAN PAOLO)
ORE 22
LA SECONDA FASE
Ottavi di finale
Belo Horizonte
1ª GIRONE A
2ª GIRONE B
Rio de Janeiro
Quarti
di finale
Semifinali
Fortaleza
Belo Horizonte
Venerdì 4 luglio,
ore 22.00
Martedì 8 luglio,
ore 22.00
Rio de Janeiro
Finale
ale
1ª GIRONE C
2ª GIRONE D
Brasilia
1ª GIRONE E
2ª GIRONE F
Porto Alegre
Venerdì 4 luglio,
ore 18.00
Fortaleza
1ª GIRONE B
2ª GIRONE A
Recife
Salvador
Sabato 5 luglio,
ore 22:00
1ª GIRONE D
2ª GIRONE C
1ª GIRONE F
2ª GIRONE E
1ª GIRONE H
2ª GIRONE G
Finale 3°-4° posto
Brasilia
Sabato 12 luglio
ore 22:00
San Paolo
Salvador
Rio de
Janeiro
eiro
Domenica
nica
lio
13 luglio
1:00
ore 21:00
1ª GIRONE G
2ª GIRONE H
Brasilia
Sabato 5 luglio,
ore 18:00
San Paolo
Mercoledì 9 luglio
ore 22:00
di lo pensavamo pure noi. Invece siamo usciti con gli azzurri. Ma ci siamo messi a lavorare subito, 18 mesi fa, per aggiungere il 5% che ci mancava:
concretezza, efficienza, saper
chiudere le gare».
L’amico nemico
OLIVER BIERHOFF
«Occhio Italia
Siamo preparati
anche per sfatare
le maledizioni»
«La mia Germania è migliore rispetto al 2012
Bungalow, bocce e Merkel, tutto aiuta per il titolo»
PIERFRANCESCO ARCHETTI
Infortuni, incidenti, polemiche, vandalismi: stavolta
il ritiro italiano della Germania non è stato così tranquillo
come nel passato e il lavoro di
Oliver Bierhoff, manager della
nazionale, ha riguardato la
rincorsa degli avvenimenti
fuori dal campo: «Veniamo in
Italia dal 2006 — Sardegna,
Sicilia, due volte qui — e troviamo sempre cordialità, disponibilità, ottime condizioni.
Il lavoro in Alto Adige è stato
calcisticamente valido»
Nei 10 anni della vostra gestione avete centrato molti
obiettivi: ricostruzione, identità tattica, gioco spettacolare e
integrazione sociale. Non il più
importante, un titolo. Perché?
«Nel 2006 e 2008 abbiamo
perso contro Italia e Spagna
che avevano qualcosa di più.
Già nel 2010 era più possibile,
ci ha castigato un corner in semifinale con la Spagna. All’Euro 2012 sentiamo ancora di
HA
DETTO
L’avete trovato?
«Come gruppo siamo più
avanti. Quelli del nucleo storico da 10 anni, Mertesacker,
Lahm, Schweinsteiger, Podolski sanno che è l’ultima occasione per prendere un Mondiale. La generazione successiva, Özil, Khedira, Reus, Götze
ha molta più esperienza rispetto al 2012 per sopravvivere nei momenti delicati di un
torneo».
E’ vero che hanno costruito
il resort del ritiro per voi?
«No. E sono stato sospettato
di favoritismi perché l’imprenditore che sta costruendo è tedesco, ma il mio lavoro è conoscere le persone.Il ritiro deve
essere un ambiente giusto, dove nasce tutto. Dovevo dare
nuovi stimoli ai giocatori: tanti
posti che ho visionato erano
già stati “usati” 100 volte dai
giocatori con i club o la nazionale. Il villaggio sul mare di
Santo Andrè era già previsto,
sarebbe stato edificato anche
senza di noi. Abbiamo soltanto
chiesto alcune modifiche: 1213 abitazioni, sei giocatori in
un bungalow, spero serva a
creare ambiente di gruppo».
S
L’incidente
in ritiro
«Era un’azione
della Mercedes
con Rosberg
(foto) e
Wehrlein. Ci ha
colpito
profondamente,
siamo sempre
vicini ai feriti»
S
I leader
«Per la
generazione di
Schweinsteiger
(foto) e altri è
l’ultima occasio
ne per vincere
un Mondiale.
Tutti saranno
più concreti e
determinati»
Ma come li dividete: per
club, per ruolo, per età? Sei teste diverse vanno anche selezionate per affinità?
«Facciamo decidere il consiglio della squadra, ci sembra la
via migliore: questa generazione va sempre stimolata per
prendere iniziative. Ogni casa
ha un capitano responsabile,
un solo frigo in comune. Metterò anche le bocce, faremo
gare fra bungalow».
Il resto non sembra.
«Con Grosskreutz che ha
fatto pipì nella hall di un hotel
siamo stati chiari, non tolleriamo più certi comportamenti. Il
tragico incidente durante uno
spot del nostro sponsor ci ha
colpito profondamente, siamo
sempre in contatto con la famiglia del ferito più grave (è in
coma indotto, n.d.r.), speriamo che guarisca presto. Forse
certe azioni di Pr andranno ripensate, ma il calcio ha anche
un aspetto commerciale. Sono
sicuro invece che gli infortunati sul campo saranno pronti.
Neuer, Lahm, Schweinsteiger
ci aiuteranno in Brasile».
d
avere buttato la partita. Giuste
o sbagliate formazione e tattica, con l’Italia abbiamo perso
per due errori individuali».
Anche ora l’incrocio con gli
azzurri può avvenire solo in
semifinale. Preoccupati?
«No. Se si avvicina l’Italia il
nostro obiettivo è di cancellare
nella testa, e non solo, la maledizione».
Ma l’Italia non le sembra un
poco precaria?
«Per questo è pericolosa.
Non va al Mondiale dicendo
che è favorita, però ha sempre
qualcosa da proporre».
Rimane l’idea che lo zenit
per questa vostra generazione fosse il 2012.
«Lo slogan era: è ora. Quin-
Oliver Bierhoff,
46 anni,
manager della
nazionale
tedesca dal
2004. Ha
giocato in Italia
con Ascoli,
Udinese, Milan,
Chievo
LAPRESSE
Le bocce? Sport antico, per
chi usa i social.
«Non proibiremo i social,
basta che si rispettino compagni e rivali. Ma anche le bocce
servono per stare insieme».
S
ll futuro
«Albertini lascia?
Io non ho
intenzione di
farlo anche se
dovessimo
vincere perché
ho un contratto
fino al 2016 e ho
tanti progetti per
la federazione»
La Cancelliera, che ha sempre un occhio di riguardo per
lei, come sta?
«Bene, è tranquilla, ha altri
problemi ma è sempre vicina
alla squadra, verrà a trovarci
anche in Brasile».
Il suo amico Albertini lascia,
lei cosa fa dopo il Mondiale?
«No, non smetto. Io ho un
contratto fino al 2016 ed è importante far vedere che mantengo la parola. Con la federazione stiamo cambiando mentalità al calcio tedesco. Non ho
ancora finito».
PARI TEDESCO: 2-2
Müller e Schürrle
non bastano
con il Camerun
Meglio la Germania della
ripresa, quando deve subire un
gol dal Camerun (Eto’o, con
esultanza da vecchietto) per
svegliarsi. Thomas Müller,
servito da Boateng, e Andrè
Schürrle, mandato in porta da
Podolski partito in fuorigioco
hanno ribaltato il penultimo
test prima del Mondiale. Ma
Choupo-Moting, attore in
Bundesliga con il Mainz, ha
pareggiato al 78’ dando la
giusta dimensione al punteggio.
Il 2-2 di Moenchengaldbach
lascia a Löw il problema
Khedira (titolare ma non in
forma) e aggiunge quello di
Özil, sostituito tra i fischi al 63’.
Non hanno giocato Neuer,
Lahm, Schweinsteiger e Klose.
VACANZE IN SARDEGNA
Xabi Alonso:
«La Spagna
non è finita»
Brasile imbattibile,
Italia, Argentina e Inghilterra
a rimorchio. E la Spagna
campione in carica? «Siamo
lì, attenti e pronti al ruolo che
ci compete. Difenderemo il
titolo, anche per rispondere
a chi dice che il nostro ciclo
volge al termine». Xabi
Alonso svela un filo di
scaramanzia. Il regista del
Real Madrid e delle Furie
Rosse si gode le ultime ore
di relax al Forte Village, in
Sardegna. «Serviva staccare,
qui si sta benissimo, mi godo
le persone più care. Il ruolo
di star? Ho imparato da mio
padre a essere umile e a
distinguere i valori della vita».
Xabi, fresco campione
d’Europa con il Real anche se
ha dovuto saltare la finale di
Lisbona per squalifica, è figlio
d’arte: Miguel Angel vanta
due scudetti con la Real
Sociedad. «Favoriti per il
Mondiale? Il Brasile su tutti.
Sono forti ed è il loro
momento. Per noi e le altre
europee c’è un nemico:
l’umidità. L’Italia? Avete
tradizione e carattere, sapete
venir fuori da qualsiasi
situazione. Sarà un mese
di battaglie e fatica».
Chiusura con i complimenti
per Carlo Ancelotti: «Persona
squisita e allenatore senza
eguali. Giocare in Italia? Ho
un contratto con il Real».
Mario Frongia
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PROBLEMI FRANCESI
STRAGE IN NIGERIA
Schiena a pezzi: Ribery a rischio
Autobomba contro
tifosi: oltre 40 morti
Deschamps
aspetta l’ultimo
giorno per
decidere. Ieri 1-1
con il Paraguay
ALESSANDRO GRANDESSO
PARIGI
Didier Deschamps fa i
conti con lo stato di salute di
Franck Ribery. L’esterno del
Bayern Monaco non sta bene,
da settimane soffre di mal di
schiena e al ritiro dei Bleus è
scattata l’allerta. Ieri si era
propagata pure la notizia che
fosse deciso il forfait al Mondiale, allarme rientrato in serata. Ribery così si è accomodato in panchina nell’1-1 contro il Paraguay, ma Deschamps
deve ponderare il rischio di lasciarlo oggi nella lista dei 23.
Opzioni Rinunciarvi sarebbe
un problema anche perché tra
le riserve nessuno ovviamente
potrebbe garantire la stessa
qualità. La Francia potrebbe
accontentarsi di un Ribery a
mezzo servizio, sperando in
un pieno recupero durante la
competizione, gestendo le tre
partite di un girone non impossibile. Ieri, sotto la pioggia di
Nizza, al suo posto Deschamps
ha valorizzato Valbuena, più
sperimentato del generoso
Remy del Newcastle, partito
dal 1’ ma a destra. Permutando lo stesso con il fantasista del
Marsiglia, applaudito all’uscita dopo 71’, e cercando giocate
ad effetto , prima di cedere il
posto all’opzione emergente
Griezmann (19’ s.t), in gol al
37’. In ogni caso Deschamps ha
tempo fino al 14, vigilia dell’esordio contro l’Honduras,
per chiamare qualcun altro.
Pogba leader In panchina,
con il sorridente Ribery, c’erano pure Benzema e Varane, arrivati affaticati dopo la finale
di Champions League vinta
con il Real Madrid. Niente di
angosciante per Deschamps
che si è accontentato del solido
Koscielny in difesa, accoppiato
a Sakho, con Evra e Sagna sui
fianchi. Davanti, Giroud offre
una valida alternativa al bomber del Real, comunque prioritario. Mentre il centrocampo è
ormai ritagliato sulla leadership tecnica di Pogba, in campo per tutta la partita, affiancato dai parigini Matuidi e Cabaye, e sempre più indispensabile a una squadra in crescita.
Anche contro il Paraguay la
Francia ha mostrato personalità, trovando il gol con un bel
destro a girare di Griezmann
(37’). Rete alla Ribery, appunto. Neutralizzata poi dal pari
di Caceres (44’).
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Strage a Mubi, in Nigeria,
dove ieri una bomba ha ucciso
almeno 40 persone. Le notizie
che arrivano dall’Africa, però,
sono confuse: secondo l’Afp
l’ordigno è esploso in uno stadio
di calcio, mentre per la Reuters
in un bar mentre tanta gente
guardava una partita in tv.
Dietro l’attentato ci sarebbe
la mano di Boko Haram,
l’organizzazione militare
islamica che sta terrorizzando
il Paese (200 vittime nell’ultimo
mese) e che addita musica e
calcio come mezzi di distrazione
dalla religione. Un attacco simile
era stato tentato a Jos davanti
a un maxischermo durante
la finale di Champions 2014:
fece 3 morti, l’innesco della
bomba arrivò troppo presto.
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
la ribalta è tutta del Qatar.
A sinistra Bin Hammam,
accusato di corruzione. Sopra
Jack Warner (sarebbe stato
corrotto). In alto, Sepp Blatter
L’accusa
«Comprati i voti
per il Mondiale 2022»
Il Qatar ora trema
Il Sunday Times rivela: alcuni membri Fifa corrotti con
5 milioni di dollari da Bin Hammam. Torneo a rischio?
A giugno, a novembre o
forse mai? Il botto arriva inatteso a pochi giorni dal Mondiale e rischia di far male. Qatar
2022 torna in bilico dopo le
terribili novità sulla presunta
corruzione di alcuni votanti. Il
Sunday Times ha rivelato
d’avere le mail che provano i
pagamenti effettuati dal qatariota Bin Hammam (5 milioni
di dollari) a membri Fifa per indirizzare il voto. Blatter non
commenta, il Qatar minaccia
querele. Ma già qualcuno parla
di nuova assegnazione se lo
scandalo dovesse essere confermato: non sarà comunque
facile tornare indietro.
to il 3 dicembre 2010: l’Esecutivo Fifa vota Russia per il Mondiale 2018 e Qatar per il 2022.
Prima che scandalosa, la scelta
è tecnicamente discutibile perché i due Paesi non hanno i migliori dossier, il contrario. Il voto è comunque «strano»: partecipano solo 22 membri su 24
dell’Esecutivo, perché 2 sono
già «congelati» causa sospetta
corruzione (sempre il Sunday
Times li ha filmati mentre ricevevano mazzette). La Gazzetta
titola «Il Mondiale dei ricchi» e
non è l’unica a fare allusioni
sulla correttezza delle procedure. Inghilterra (2018) e soprattutto Usa (2022) parlano
di «scandalo»: sembra che
Blatter avesse promesso il
Mondiale agli americani.
Voto scandalo Comincia tut-
Bin Hammam k.o. Dopo il vo-
FABIO LICARI
to, la situazione alla Fifa precipita. Bin Hammam, presidente
della Confederazione asiatica,
sfida Blatter alle presidenziali
del 2011 e finisce stritolato a
sua volta da accuse di corruzione proprio alla vigilia delle elezioni. Viene squalificato a vita,
anche se graziato dal Tas per
insufficienza di prove. Intanto
spuntano nuovi guai in Qatar:
Platini ricorda che d’estate a 50
gradi non si può certo giocare e
propone il Mondiale d’inverno
(al momento del voto ci ha
pensato nessuno?); le organizzazioni per i diritti umani lanciano precise accuse sulla situazione dei lavoratori a Doha
e dintorni. E si comincia anche
a parlare di «Russiagate» e di
opere d’arte regalate da Mosca
ad alcuni votanti. Comunque
per la Russia c’è tempo. Per ora
laStoria
MORTO A 62 ANNI
ANDREA SCHIANCHI
Biondo, bello,
e pure bravo
La vita al limite
di Marinho
Il Diavolo Biondo ha concluso la sua fuga
sulla fascia sinistra, capelli al vento e zero pensieri
in testa. Francisco Marinho, a 62 anni, è crollato
a terra mentre teneva in mano una figurina della Coppa del Mondo del 1974: la sua. Se n’è
andato così, ricordando quello che era stato
(un campione) e dimenticando quello che era
(povero, triste, alcolizzato). Alla metà degli anni Settanta il Diavolo Biondo non era solo il terzino sinistro del Botafogo e del Brasile. Era un
mito. Interpretava il ruolo con la tipica sfacciataggine brasiliana (mai preoccuparsi della fase difensiva) e con l’irriverenza di quei tempi di contestazione: portava i capelli lunghi, come i Figli dei Fiori, le sue cavalcate erano un inno alla libertà e alla
fantasia.
Terzino del Brasile ai Mondiali ‘74.
Talentuoso e irriverente, si perse
tra donne, alcool e notti brave
Talento Era tanto sopra le righe in campo quanto fuori. La sua parabola, per certi versi, ricorda
quella dell’immenso Garrincha: talento puro, imprevedibilità, stravaganze. Finite le partite,
c’erano le belle donne, lo champagne, il gioco
d’azzardo. Una vita al limite, corse a perdifiato
4
I NUMERI
14
I voti al
Qatar
dell’Esecutivo
Fifa (22): così il
Paese asiatico
si aggiudicò
l’edizione 2022
del Mondiale.
Agli Usa
andarono gli
altri 8 voti
Organizzazione difficile Comincia il balletto di proclami e
smentite. Unica cosa che sembra sicura è il fatto che il Mondiale 2022 si giocherà d’inverno: Platini (tirato in ballo a sua
volta per la cena all’Eliseo con
gli sceicchi e per il figlio assunto dalla Qatar Sports) suggerisce gennaio, Blatter preferisce
novembre e fa: «Votare Qatar è
stato un errore». Nel 2015, dopo l’ennesima commissione,
sarà fissata la data. Comunque
— come per scandali e scandaletti di Germania 2006, Polonia-Ucraina 2012 eccetera — la
situazione pare metabolizzata:
il sistema di assegnazione non
è pulito, dal 2026 dovrebbero
votare tutti i 207 Paesi e non
solo 24 «esecutivi», ma intanto
è fatta e buonanotte. Blatter
prepara così l’ennesima ricandidatura che sarà ufficializzata
al Congresso di San Paolo il 1011 giugno. Quando...
Accuse Times Secondo il
quotidiano inglese, Bin Hammam ha pagato 1,6 milioni di
dollari a Jack Warner, presidente del Nordamerica (dei
quali 450mila prima del voto);
inoltre 350mila dollari a Reynald Temari, membro dell’Oceania, per opporsi alla sua sospensione (procedura che impedì al suo successore di votare
quel 3 dicembre). In totale 5
milioni di dollari, da fondi neri,
andati anche ad altri protagonisti della storiaccia, tra i quali
diversi presidenti di federazioni africane (non votanti per il
Mondiale). Le mail, i documenti, le prove bancarie arrivano da una «gola profonda»
Fifa. Il quotidiano promette
nuove rivelazioni «nelle prossime settimane».
LA GAZZETTA DELLO SPORT
7
4 Appunti
LA FIFA
IN BRASILE Dopo l’operazione
S Vidal ce l’ha fatta
Il caso
Qatar 2022
Saranno
giorni caldi
a San Paolo
per la Fifa
dopo le
rivelazioni del
Sunday Times.
L’Esecutivo
(7-8 giugno)
e il Congresso
(10-11 giugno)
dovranno
affrontare
il «caso» Qatar
Il Cile lo convoca
Paura passata: Vidal
parteciperà al Mondiale. Il c.t. del
Cile Jorge Sampaoli lo ha infatti
inserito nei 23 convocati
nonostante l’operazione al
menisco del ginocchio destro che
lo juventino ha sostenuto il 7
maggio. In lista anche Isla (Juve),
Carmona (Atalanta) e Pinilla
(Cagliari), oltre ad Alexis Sanchez.
La lista dei 23
Ghana, 5 «italiani»
S più Prince Boateng
Le elezioni
alla
presidenza
Al Congresso
Sepp Blatter
dovrebbe
candidarsi
ufficialmente
alla presidenza
(voto il 29
maggio 2015).
Già candidato
il francese
Champagne,
è attesa
in estate
la decisione
di Platini
Indagini Fifa La cosa divertente è che nel luglio 2012 la
Fifa, dopo i numerosi scandali,
ha introdotto il codice etico e
poi assunto l’americano Michael Garcia, ex procuratore
generale di New York, per svolgere indagini sui voti per Qatar
e Russia. Oggi in Oman Garcia
dovrebbe incontrare dirigenti
qatarioti per poi presentare la
relazione finale al giudice etico
Joachim Eckert prima dell’inzio del Mondiale. Difficilmente
le scadenze saranno rispettate.
Però c’è chi trema: se Garcia ha
già trovato argomenti interessanti, se il Sunday Times aggiungerà particolari, allora Eckert potrebbe suggerire un ripensamento dell’assegnazione. E la Fifa potrebbe essere
costretta a indire una nuova
votazione: già ieri il vicepresidente Fifa Jim Boyce (Nord Irlanda) si è detto favorevole, nel
caso, a un nuovo voto. Al Congresso mancano otto giorni:
che cosa succederà?
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lungo la fascia, sempre con il rischio di oltrepassare la linea bianca e finire fuori dal campo.
Francisco Marinho, fuori, ci è finito spesso. Come Garrincha, del resto. O come George Best.
E’ vero, il Diavolo Biondo non ha raggiunto
l’altezza di quei miti, ma se negli ultimi anni abbiamo ammirato le volate di Roberto
Carlos, Cafu, Maicon e Dani Alves dobbiamo sapere che il loro padre si chiamava Francisco Marinho: non l’inventore
ma il prototipo del terzino fluidificante.
Pugni Fluidificava talmente bene, e in tale
scioltezza da far imbestialire i compagni che
gli urlavano di tornare in difesa, devi marcare l’avversario, sennò non sappiamo come
fare. Il Diavolo Biondo se ne fregava, e se ne
fregò pure nella finale per il terzo posto al
Mondiale del 1974 quando il Brasile perse 1-0
dalla Polonia. Il gol lo segnò Lato, l’uomo che
Marinho doveva controllare. Negli spogliatoi il
portiere Leao prese a pugni Francisco: «Devi imparare a comportarti. Non puoi sempre fare come pare a te». Il Diavolo Biondo incassò le botte,
ma non imparò la lezione.
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Ci sono 5 giocatori del
campionato italiano nella lista dei
23 del Ghana diramata dal c.t.
Kwesi Appiah: sono Acquah
(Parma), Badu (Udinese), Asamoah
(Juventus), Essien e Muntari
(Milan). A loro si aggiunge l’ex
rossonero Kevin Prince Boateng
(ora allo Schalke). Convocati
anche i fratelli Ayew, figli di Abedi
Pelè, e Asamoah Gyan, che nel
2010 sbagliò un rigore decisivo
con l’Uruguay nei quarti.
Kevin Prince Boateng, 27 anni REUTERS
Amichevoli
Lukaku e Hazard:
Belgio già in forma
Le stelle del Belgio già
brillano: Romelu Lukaku e Eden
Hazard firmano il 2-0 di
Stoccolma alla Svezia (ma
Ibrahimovic è rimasto in
panchina). Successo anche per gli
Stati Uniti: 2-1 alla Turchia nel New
Jersey, gol di Johnson e del totem
Dempsey per gli americani, di
Selcuk Inan su rigore per i turchi.
Costa d’Avorio
C’è Gervinho
con Drogba e Yaya
Il romanista Gervinho sarà
a Brasile 2014: il suo nome figura
nella lista ufficiale della Costa
d’Avorio. Guidata, naturalmente,
da Didier Drogba e Yaya Touré,
che avrà ancora al suo fianco
anche il fratello Kolo. Tra gli
esclusi del c.t. Sabri Lamouchi, gli
attaccanti Doumbia e Lacina
Traoré.
8
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
L’INFORTUNIO
Forza Montolivo
ALESSANDRA BOCCI
MILANO
La notte è passata, la nottata no. Riccardo Montolivo è
tornato ieri nel primo pomeriggio a Milano su un aereo
ambulanza con la tibia sinistra
rotta (frattura lievemente
scomposta del terzo medio distale), il morale a pezzi e una
maschera di serenità appiccicata sulla faccia. Serenità esibita col capo dello staff medico
del Milan Rudy Tavana che è
andato a trovarlo nel tardo pomeriggio e con tutti quelli che
sono passati alla clinica Madonnina o gli hanno telefonato, a partire dal trio BerlusconiGalliani-Inzaghi che si è fatto
sentire subito dopo l’infortunio. «Il nostro capitano è un
soldato, non molla», dice Galliani. «E’ rabbioso, ha voglia di
rimettersi in piedi», racconta il
padre Marcello. Riccardo Montolivo sarà operato questa mattina alla Madonnina dall’equipe del professor Schoenhuber,
poi comincerà la lunga nottata
senza calcio. Ci vorrà carattere
per tirarsene fuori in fretta dopo un infortunio del genere.
Sostegno Le decisioni fondamentali erano state prese già a
Londra, quando il medico della
Nazionale Castellacci ha trasmesso via mail la prima radiografia al collega milanista. In
mattinata Montolivo è ripartito con Castellacci, poi è stato
preso in consegna a Linate dal
dottor Mazzoni, medico sociale del Milan. Alla Madonnina,
L’intervento
PIERANGELO MOLINARO
Riccardo Montolivo è in
buone mani. Herbert Schoenhuber, il chirurgo ortopedico
che stamane presso la clinica
Madonnina, a Milano, lo opererà per ridurre la frattura alla
tibia della gamba sinistra con
cui il centrocampista azzurro
è rientrato ieri pomeriggio da
Londra, è quasi la Madonna di
Lourdes per il mondo dello sci.
Ha rimesso in piedi generazioni intere di colleghi di Alberto
Tomba dopo gravissimi incidenti. Altoatesino di Brunico,
63 anni, è responsabile del reparto di traumatologia dello
sport dell’Istituto Galeazzi di
Milano e presidente della
commissione medica della Federazione Sport Invernali da
oltre vent’anni.
I miracoli In certi casi i suoi
interventi chirurgici si sono
dimostrati veri e propri miracoli, come nel 1998, quando
riattaccò il tendine d’Achille a
Luca Cattaneo, il discesista azzurro di Ponte di Legno che
cadde rovinosamente durante
la discesa delle Olimpiadi invernali di Nagano. Dopo soli 8
mesi, un record per un settore
così delicato, Cattaneo era già
in pista. C’è chi ha detto che lo
sci azzurro gli deve diverse
medaglie, ad esempio tutte
quelle di Giorgio Rocca. Rocca
all’esordio di Coppa del Mondo nel 1996 si distrusse un ginocchio in un gigante sulla pi-
Riccardo Montolivo, 29 anni,
centrocampista del Milan AI
Oggi l’operazione
alla tibia sinistra
Pronto a fine anno
«E’ stata una batosta, ma il vostro affetto mi
ha ridato il sorriso». E Berlusconi lo consola
sono ancora andati a trovarlo,
ma messaggi e telefonate si sono susseguiti. Berlusconi ha
mandato alla Madonnina il suo
medico personale Zangrillo
per essere sicuro che nulla
mancasse al suo capitano.
L’equipe medica oggi è numerosa: Schoenhuber con il dottor Pozzoni, tutti e due del Galeazzi (anche Montolivo senior
lavorava lì), il dottor Accetta e
Tavana. L’intervento è fissato
per le dieci.
Italia-Irlanda, è il 9’ del primo tempo: Montolivo s’infortuna in uno scontro con Alex Pearce riportando
la frattura della tibia. Il centrocampista azzurro uscirà in barella dopo l’intervento dei medici IPP/AP
esami e una certezza: la frattura è lievemente scomposta,
niente di tremendo, ma tremendo è che Riccardo abbia
perso il Mondiale a 29 anni.
«Poteva essere il suo momento,
la prossima volta avrà 33 anni
e chissà se sarà ancora in na-
zionale», dice il padre, ex anestesista, che oggi andrà in sala
operatoria con l’equipe che
opererà suo figlio.
Parole «È stata una batosta,
ma il vostro affetto mi ha fatto
tornare il sorriso!Ora farò il ti-
fo con tutti voi per i miei compagni!Forza Azzurri», ha scritto su Twitter Riccardo, che è rimasto tutto il giorno in compagnia dei genitori (oltre al
padre, la madre Antje) e della
moglie Cristina. Molti compagni sono già in vacanza e non
Tocca a Schoenhuber
Il chirurgo famoso
nel mondo dello sci
A
ORTOPEDICO
A MILANO
S
Herbert
Schoenhuber
63 anni,
è responsabile
del reparto di
traumatologia
dello sport
dell’istituto
Galeazzi di
Milano e
presidente della
commissione
medica della
Federazione
Sport Invernali
da più di
vent’anni
sta austriaca di Flachau. Un
incidente che aveva compromesso legamenti, capsula,
menischi e cartilagine. Pareva
perso, una delle tante speranze che una disciplina traumatica come lo sci alpino fagocita
irrimediabilmente.
Recupero La ripresa di Rocca fu lunga e lenta, anche per
colpa di altri infortuni, come
nel 1999. Per molti medici pure quella volta era al capolinea, invece la fase migliore
della sua carriera è stata fra il
2003 ed il 2006, stagione in
L’INFORTUNIO
Prognosi
6 mesi di stop
Diagnosi
frattura
alla tibia sinistra
GDS
cui con 5 vittorie riuscì a conquistare la coppa di slalom.
Rocca, la cui sorte pareva segnata nel 1996, si è ritirato nel
2010, a 35 anni, per l’ennesimo infortunio alla vigilia dell’Olimpiade di Vancouver dopo 14 stagioni di splendida
carriera.
Campioni Non solo i pazzi
spericolati dello sci, ma anche
altri atleti devono ringraziare
Schoenhuber. Nell’ambito degli sport invernali ha rimesso
in pista anche Alessandro Pittin, che, dopo il bronzo della
combinata nordica a Vancouver 2010, si era distrutto in allenamento durante un salto
dal trampolino. Quel bronzo
Pittin avrebbe potuto replicarlo a febbraio a Sochi, invece si
è piazzato quarto. Il medico
altoatesino ha operato anche
campioni di altre discipline,
come Parisse, il capitano della
nazionale di rugby e, per
quanto riguarda il calcio, nel
2012 ricostruì il legamento
crociato anteriore del ginocchio di Muntari. Schoenhuber
dice che quello che attende
Montolivo non è un intervento
complesso: «La frattura al terzo mediale della tibia sinistra
è leggermente scomposta. Riporteremo l’osso nella posizione ottimale e poi lo fisseremo con un chiodo. La prognosi? Biologicamente la guarigione avviene in 90/120
giorni, ma in campo potrà tornare fra sei mesi».
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Sostituti Il Milan spera di
avere Montolivo in campo in
autunno, ma difficilmente sarà
pronto prima di dicembre. «Un
infortunio che non ci voleva,
dispiace per il giocatore, speriamo possa recuperare al più
presto», ha detto l’amministratore delegato Galliani che è
passato a salutare Riccardo nel
pomeriggio. «Gli siamo vicini e
lo aspettiamo, la nostra stagio-
ne comincia tardi e non abbiamo fretta di andare sul mercato. Abbiamo Cristante. ci saranno più chance per lui in attesa che torni Riccardo». Per
gli accordi fra federazioni e
club, dal prossimo mese la Figc
si farà carico dello stipendio di
Montolivo fino al rientro in
campo: un risparmio del quale
il Milan avrebbe volentieri fatto a meno, così come Riccardo
avrebbe fatto a meno delle vacanze anticipate. «Sono cose
dolorose, ma nel mondo del
calcio possono capitare. Mio figlio cercherà di reagire nel migliore dei modi», assicura il padre Marcello. Ma un Mondiale
sfumato a pochi giorni dalla
partenza è un grande guaio. Il
crac dell’osso a Craven Cottage
resterà nelle orecchie di Riccardo a lungo. Cancellarlo sarà
più difficile del riparare la frattura.
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Gazzetta.it
PROGRAMMA ESTIVO
Gazza
Tvf
Adriano Galliani, 69, con Barbara Berlusconi, 29 LIVERANI
Barbara in crociera
Tournée negli Usa
Lui è un habitué, lei invece farà il suo
debutto quest’anno. La «Crociera Rossonera —
Adidas Milan Junior Camp», diventata ormai
l’appuntamento fisso dell’estate, si arricchisce di
nuovi ospiti: oltre ad Adriano Galliani ci sarà anche
Barbara Berlusconi. Sarà la prima volta dei due
amministratori delegati insieme a bordo di una
nave: si tratta della MSC Splendida, che partirà il
prossimo 22 giugno da Genova e che navigherà nel
Mar Mediterraneo. L’itinerario prevede tappe a
Napoli, Messina, Tunisi, la città azzurra di Sidi Bou
Said, Cartagine, Barcellona e infine Marsiglia e la
Provenza, prima di fare rientro a Genova il 29
giugno. I tifosi trascorreranno una settimana di
vacanza partecipando ad attività, incontri, giochi e
serate dedicate insieme ai campioni del Milan di
ieri e di oggi, e allo staff tecnico e medico della
prima squadra. L’obiettivo è quello di ospitare
anche Filippo Inzaghi, ma molto dipenderà anche
da come si evolverà la situazione nei prossimi
giorni. La nuova stagione rossonera invece
comincerà il 9 o il 10 luglio: al raduno mancheranno
i giocatori reduci dal Mondiale, che si
aggregheranno alla squadra in un secondo
momento. Come sempre si lavorerà a Milanello fino
alla partenza per la tournée negli Stati Uniti (21
luglio). I rossoneri giocheranno il 24 a New York
contro l’Olympiacos, poi il 27 luglio a Pittsburgh con
il Manchester City e infine il 2 agosto a Charlotte
con il Liverpool. In caso di primo posto nel girone,
giocherà la finale del 4 agosto a Miami. Intanto
venerdì 6 giugno, salvo imprevisti, è in programma
la prima visita di Silvio Berlusconi a casa Milan.
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Neymar, 22 anni, brasiliano AP
LE MAGIE DI NEYMAR
GOL DA DIETRO PORTA
IN ALLENAMENTO
Neymar durante il
Mondiale avrà tutti gli occhi
del suo Brasile addosso. In
attesa del fischio d'inizio, la
star del Barcellona mostra
tutto il suo talento con un
gol da cineteca in
allenamento. Guardatelo sul
nostro sito.
IMMOBILE-BORUSSIA
«PER CHIUDERE
MANCA LA FIRMA»
Al termine di ItaliaIrlanda al Craven Cottage di
Londra il capocannoniere
dell'ultima serie A conferma
che si trasferirà a
Dortmund per disputare la
Bundesliga e la Champions
League. Impossibile non
parlare dell'infortunio di
Montolivo: «Ci ha
destabilizzati».
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
d E ora il Milan cosa fa?
HANNO
DETTO
S
Galliani
«Non ci voleva
l’infortunio di
Montolivo.
Come si può
consolare?
Tutto il Milan,
a partire dal
presidente
Berlusconi, gli
è vicino»
clic
DAL K.O. DI ANASTASI
AL DITO DI BUFFON:
GLI ADDII IN EXTREMIS
Non è la prima volta che
un azzurro si infortuna pochi
giorni prima di un grande
evento, Mondiale o Europeo.
Anastasi si fece male a un
testicolo prima di partire per
Messico 70: lo sostituì
Boninsegna, che poi giocò un
ottimo Mondiale, segnando
anche in finale. Peruzzi si
ruppe prima del Mondiale
1998 e il numero 1 diventò
Pagliuca. Buffon saltò
l’Europeo 2000 per un dito
rotto: giocò Toldo. Pessotto
saltò il Mondiale del 2002 per
la rottura dei legamenti.
S
De Rossi
«Perdere uno
come Montolivo,
uno dei vecchi,
degli storici, fa
veramente male.
Riccardo è un
ragazzo sempre
positivo e
corretto, dispiace
ancora di più»
Largo a Cristante
Ma se va via Essien...
Ruoli centrali per De Jong e Muntari. Intanto il club
rossonero cerca un giocatore duttile e d’esperienza
CARLO LAUDISA
carlolaudisa
MILANO
Il lungo stop di Riccardo
Montolivo complica non poco
i piani del Milan. Il centrocampista di Caravaggio è un
punto di riferimento del centrocampo e per Pippo Inzaghi
non sarà facile trovare delle
soluzioni all’altezza. L’ a.d.
rossonero Adriano Galliani ha
già affrontato l’argomento
con Silvio Berlusconi durante
la cena di sabato sera ad Arcore. Al momento la decisione è
quella di dare spazio a Bryan
Cristante, il diciannovenne
centrale che ha già esordito
brillantemente contro l’Atalanta, segnando un gol e colpendo una traversa. Poi, con
l’avvento di Clarence Seedorf
è tornato ai box, complice un
noioso infortunio e la concorrenza del neo-arrivato Michael Essien.
Gerarchie Adesso il friulano
avrà un’importante opportunità per scalare le gerarchie in
casa rossonera. Ma è chiaro
che il mercato all’orizzonte
potrà portare nuove opportunità per dare un nuovo assetto
al centrocampo. Anche nel
nuovo corso è previsto un ruolo centrale per Nigel De Jong,
mentre merita sempre grandi
attenzioni Sulley Muntari. Un
discorso a parte merita Andrea Poli, ancora a metà con la
Sampdoria. Il lavoro diplomatico con il club blucerchiato è
stato già avviato. L’impressione è che per il jolly trevigiano
ci sarà ancor più spazio nella
stagione che va a cominciare.
LA GAZZETTA DELLO SPORT
9
ma è chiara la logica milanista. Provare a liberarsi dell’ex
giocatore del Chelsea e offrire
a Cristante maggiori opportunità. In questa prospettiva,
dunque, va messo nel conto
che il Milan nelle prossime
settimane valuterà nuove opportunità per questo reparto.
L’identikit non è ancora chiaro. È presto per fare dei nomi,
ma va messo nel conto che la
caccia ad un nuovo centrocampista è appena partita. Più
che per sostituire direttamente Montolivo per cercare un
elemento duttile, capace di
reggere la responsabilità di
una maglia da titolare. E’ difficile, invece, che torni alla base
Antonio Nocerino. Il campano
ha delle possibilità di restare
al West Ham, ma se così non
fosse verrebbero prese in esame anche altre strade.
Rami Intanto c’è un clima di
ottimismo per Rami. La scorsa
settimana il Milan ha presentato un’offerta al Valencia da
3,8 milioni di euro. Il difensore è deciso a restare in rossonero e dalla Spagna si attendono notizie positive questa
settimana. Certo, si attende
l’insediamento di Peter Lim
per chiudere questa pratica e
proprio questo cambio di consegne in casa spagnola comporta una tempistica adeguata. Avviata anche la trattativa
con il Nec Breda per la cessione dell’attaccante Kingsley
Boateng, questa stagione in
prestito al Catania. Invece si
prevedono tempi per lunghi
per la soluzione della comproprietà di Alberto Paloschi con
il Chievo. Per l’attacco rientra,
infatti, Alessandro Matri dalla
Fiorentina e il destino di Paloschi è chiaramente legato anche alle decisioni sul futuro
dell’ormai ex viola.
I dubbi Semmai restano degli interrogativi sulle prospettive di Essien, voluto da Seedorf e forte di un contratto per
un’altra stagione. È presto per
identificare dei pretendenti,
Poli è a metà
con la Sampdoria,
l’impressione è
che troverà
ancora più spazio
Bryan Cristante, 19 anni, centrocampista del Milan ANSA
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
MERCATO
L’EVENTO STASERA LA SFIDA TRA LE VECCHIE GLORIE E UN APPUNTAMENTO TRA I DIRIGENTI DELLE DUE SOCIETA’
UNESCO CUP
Emozione allo Stadium: c’è Zizou
La Signora parla di Morata col Real
Zidane farà un
tempo con i
bianconeri e uno
con gli spagnoli. A
cena la trattativa
G.B. OLIVERO
MILANO
Se siete juventini e avete un figlio di età variabile tra
i 5 e i 15 anni stasera avete
l’obbligo morale di portarlo
allo Stadium. Ci sono mille
motivi: i vecchi campioni di
Juve e Real Madrid, la finalità
benefica, il clima di festa. E
poi, o forse prima, c’è un altro
motivo, che ha un nome e un
cognome: Zinedine Zidane. I
bambini tra i 5 e i 15 anni
l’hanno visto giocare solo su
youtube e su qualche dvd. Certo, non sarà la stessa cosa ma
Zizou ha ancora un fisico atletico e poi con la palla tra i piedi, anzi sotto la suola, può
cambiare colore a una serata.
E’ come chiedere a John McEnroe di prendere la racchetta: ci
metterà un po’ di più ad arrivare a rete, ma la stop volley è
sempre quella. Zidane giocherà un tempo con il Real e un
tempo con la Juve. E saranno
passati 4.037 giorni dal 14
maggio 2003, l’ultima volta
che Zizou scese su questo stesso campo che allora si chiamava Delle Alpi. Il francese segnò
un gol, ma la Juve vinse 3-1 ed
eliminò il Real Madrid in semifinale di Champions.
Morata-day Nella comitiva
spagnola a Torino non c’è Florentino Perez, ma sarà Emilio
Butragueño a parlare con i di-
Pavel Nedved e Zinedine Zidane nel corso della sfida che l’anno
scorso vide opporsi le vecchie glorie di Juve e Real. Al Bernabeu
vinsero gli spagnoli 2-1, stasera allo Stadium la rivincita AP
rigenti bianconeri, a chiedere
notizie di Arturo Vidal e a rispondere a domande su Alvaro Morata. La trattativa per il
giovane attaccante sta per entrare nel vivo e stasera (cena
prevista allo Stadium dopo la
partita) verrà affrontato l’argomento. Il Real vorrebbe cedere Morata in prestito tenendosi il diritto di controriscatto. E intanto Fabio Quagliarella ha dichiarato a
Firenzeviola.it che «ho tanta
voglia di giocare, mi sento importante. La Fiorentina è una
delle opzioni: a Firenze sono
stato benissimo e i tifosi mi
hanno dimostrato affetto».
Biglietti L’Unesco Cup di
stasera serve a raccogliere
fondi per i bambini soldato
del Mali e della Repubblica
Centrafricana. Fino a ieri sera
erano già stati venduti circa
20.000 biglietti. La sfida sarà
trasmessa da Italia 1, ma mai
come in questo caso è meglio
esserci. Per consentire a un
bambino di dire un giorno a
suo figlio «ho visto giocare Zinedine Zidane».
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ieri a Torino
I Member
a colloquio
con il presidente
Sono venuti da tutto il
mondo per incontrare
Andrea Agnelli e il resto del
Top Management della
Juventus: ieri, in occasione
del #J1897day, i Member
J1897 hanno avuto
l’opportunità non solo di
fare la conoscenza, ma
anche di conversare con la
dirigenza del club campione
d’Italia.
Agnelli: «Sono grato a Conte
Juve presto con le big d’Europa»
Il presidente: «Abbiamo fame: alla fine del ciclo 2015-2018 dovremmo
fatturare 300 milioni l’anno e saremo molto vicini alle potenze attuali»
MIRKO GRAZIANO
MILANO
«Ieri non conta, siamo
già proiettati al futuro, abbiamo fame del prossimo successo. Nel triennio 2015-2018
porteremo la Juve a ridosso
delle corazzate europee». Andrea Agnelli e il top management del club campione d’Italia hanno incontrato ieri mattina i “Member J1897” provenienti da tutto il mondo. E
nella pancia dello Juve Stadium il presidente bianconero
ha esposto idee e programmi
chiari, in un cammino di crescita costante che non ammette deroghe o manovre azzardate, ma che «alla fine del ciclo “15-18” ci dovrebbe portare a fatturare annualmente
300 milioni di euro, esclusi i
proventi Uefa, al netto delle
prestazioni sportive, ponendoci quindi molto vicini alle
grandi potenze attuali», ovvero Real, Barcellona, Manchester United e Bayern Monaco.
Insomma, arrivare lì velocemente, a un passo dall’élite,
per poi cercare di sfruttare
l’occasione giusta, un po’ come negli ultimi tempi hanno
fatto Borussia Dortmund e Atletico Madrid. In effetti, se la
Champions si giocasse solo a
livello di fatturato, i bianconeri (e molti altri) non potrebbero mai andare oltre i quarti di
finale, ma per fortuna poi in
campo contano altre componenti: valori sportivi, organizzazione generale e tradizione
per esempio, «e noi in questo
senso possiamo giocarcela
con chiunque - continua Agnelli -. La forza della Juventus
viene da una tradizione che in pochi
possono permettersi
in Europa».
Assist a Conte
«Vincere è l’unica
cosa che conta qui
alla Juve, un dogma che non si elimina», ma allo
stesso tempo il presidente fissa per bene alcuni concetti,
«perché a volte si
parla a sproposito
di stagione falli-
Andrea Agnelli
è nato a
Torino,
il 6 dicembre
1975
mentare. Penso al Bayern di
Guardiola, sepolto dalle critiche per l’eliminazione dalla
Champions, in semifinale! Incredibile: quella appena conclusa è stata la seconda miglior stagione nella storia del
club tedesco». Per Agnelli la
stagione non è mai fallimentare «se si arriva a marzo-aprile con ancora tutti i traguardi
nel mirino, a prescindere da
come vada poi a finire...», aveva spiegato nei giorni scorsi. Di fatto, un assist a un
Conte preoccupato dalla crescente fame di
Champions nel popolo
juventino, «nonostante
una squadra non ancora pronta a competere
per certi traguardi»,
disse a fine campionato. Il leccese sente che
l’anno prossimo non
basterà più primeggiare in Italia, e in
questo senso un
amaro segnale è
arrivato in semifinale di Europa League: fuori col Benfica, e
tecnico bersaglio di critiche anche feroci. «Ma
noi dobbiamo sempre essere
realisti - continua Agnelli - e
fare i conti con gli altri. Dal
canto mio, non ho aggettivi
per valutare quanto fatto negli ultimi tre anni: dobbiamo
essere tutti grati alla gestione
dell’area sportiva, ai giocatori
che suonano l’orchestra, al
suo direttore, Antonio Conte,
e a chi ogni giorno ha lavorato
E su Calciopoli:
«Prima la giustizia
ordinaria, poi la
revisione del
processo sportivo»
dietro le quinte. E’ qui che
emerge il vero valore aggiunto di questa squadra: l’umiltà».
Calciopoli Chiusura dedicata a Calciopoli: «Prima di
chiedere la revisione del processo sportivo, aspettiamo
che vengano completati tutti i
percorsi della giustizia ordinaria...».
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4
Si gioca alle 19
Con i blancos
ecco Seedorf
Appuntamento allo
Stadium: alle 18,30 mezz’ora di
intrattenimento gestito da
Cristina Chiabotto, alle 19
fischio d’inizio della Unesco
Cup, in caso di parità si
batteranno i rigori. La partita
sarà trasmessa su Italia 1.
Biglietterie aperte al Museum
(10,30-16) e allo Stadium (dalle
16). Ecco i convocati di
Juventus Legends e Real
Madrid Leyendas.
JUVE: Alessio, Amoruso,
Birindelli, Camoranesi, Davids,
Di Livio, Ferrara, Iuliano,
Mirkovic, Montero, Nedved,
Padovano, Porrini, Ravanelli,
Sousa, Tacchinardi, Tacconi,
Torricelli, Tudor, Vieri,
Vierchowod.
REAL MADRID: Contreras,
Carlos Sanchez, Fernando
Sanz, Pavón, Hierro, De La
Red, Butragueño, Amavisca,
Morientes, Solari, Esnaider,
Zidane, Seedorf, Karembeu,
Makelele, Michel Salgado,
Amancio.
L’ESTATE BIANCONERA
I NUMERI
3
gli scudetti
vinti di fila dalla
Juventus con
Antonio Conte
in panchina.
Impresa che
al club
bianconero è
riuscita solo
negli Anni 30
21
le reti
di Carlos Tevez,
19 delle quali in
serie A.
L’Apache è
stato il miglior
marcatore
stagionale della
Juventus. Dietro
di lui, Arturo
Vidal e
Fernando
Llorente
a quota 18.
102
i punti
conquistati in
campionato
della Juventus
campione
d’Italia: si tratta
del record
europeo a
livello dei
campionati più
prestigiosi: Liga,
Premier League,
Ligue 1 e
Bundesliga
Antonio Conte, 44 anni LAPRESSE
Squadra
al lavoro
dal 14 luglio
a Vinovo
ALBERTO MAURO
TORINO
La Juve sta pianificando
la prossima stagione. Adunata
a metà luglio (probabilmente il
14) a Vinovo senza gli azzurri.
La Supercoppa slitterà in inverno, probabilmente il 23 dicembre in Qatar. La novità di
quest’estate è la tournée in Australia, con partenza dall’Italia
a inizio agosto e amichevole
contro le All Stars della A-League capitanate da Alessandro
Del Piero il 10 agosto. Il 16, di
ritorno, tappa a Singapore per
affrontare i Lions, ancora in via
di definizione la terza ed ultima amichevole internazionale.
GOLF E SOLIDARIETÀ
Campioni contro
cancro e Sla
Al Royal Park-I Roveri
garà di gol e solidarietà per
sostenere la ricerca scientifica
contro il cancro e la Sla. Tanti i
campioni che parteciperanno
alla Vialli e Mauro Cup; da Del
Piero a Platini, da Manassero a
Canonica, Crespi e Pavan. Tutti
posso sostenere l’iniziativa con
un sms da cellulare (donazione
di 2 euro) o chiamata da fisso
(2/5 euro, a seconda
dell’operatore): il numero, attivo
fino al 21 giugno, è 45504.
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
11
MERCATO
Roma allo sprint tra Cerci ed Iturbe
L’argentino piace a Sabatini, mentre il granata ha una promessa di Cairo. In arrivo Keita, ex Valencia
dus operandi, ci possono essere
due strade: o Iturbe è già in parola con la Roma o i giallorossi
in realtà puntano altrove. Difficile infatti credere che il d.s.
giallorosso sveli così apertamente un suo obiettivo (in passato lo ha fatto solo una volta,
con Lamela, cercando sempre
l’anonimato in tutte le altre occasioni). Che la Roma sia già
da tempo su Iturbe è vero, che
forse abbia allentato la presa
da un po’ anche, considerando
pure che il Verona lo ha riscattato per 15 milioni di euro dal
Porto e ora cerca di massimizzarne il profitto, chiedendo per
lui una base di 25 milioni.
ANDREA PUGLIESE
ROMA
A conti fatti, sembra una
sfida a due, tra Cerci ed Iturbe.
Anche se, in realtà, Sabatini
come sempre lavora su così
tante piste (per poi chiudere al
fotofinish quella più conveniente) che è difficile capire
quale sia quella giusta. Di certo
c’è che la Roma cerca un attaccante esterno, che giochi a destra e sia capace di rientrare,
sfruttando il piede mancino.
L’identikit porta a Cerci ed Iturbe. Ma non solo a loro.
Interpretando Sabatini Sabato il d.s. Sabatini ha parlato
apertamente dell’interesse per
Iturbe e, conoscendo il suo mo-
Alessio Cerci, 26 anni LAPRESSE
Cavallo di ritorno Negli ultimi
tempi, invece, si sono infittiti i
contatti con Sergio Berti per
Alessio Cerci, uno che a Trigoria ci è cresciuto, lasciandoci
un pezzo di cuore. Certo, immaginare che dopo Immobile
(ceduto di fatto al Borussia
Dortmund) il Torino si privi
anche di Cerci non è semplice,
come confermato dallo stesso
presidente granata Urbano Cairo: «Voglio tenere Alessio, è il
nostro top player. L’obiettivo è
di rinnovargli il contratto e di
blindarlo». Cerci, però, in mano ha una promessa verbale di
Cairo: se arriverà un’offerta
congrua per una chance che gli
è a cuore, il presidente lo lascerà andare. E mai come oggi
Alessio è convinto che se c’è
una possibilità di tornare a Roma, a casa sua, è proprio questa. Il costo? Il Torino chiederà
20 milioni, si può chiudere a
16-17 (magari inserendo una
contropartita tecnica).
Gli altri, Keita e Balanta Poi la
Roma nel ruolo continua a tenere monitorati altri nomi, tra
cui Aubameyang (Dortmund)
e Jeramain Lens, ala destra
dell’Olanda e della Dinamo
Kiev. Per il primo ci vogliono
però una ventina di milioni,
per il secondo almeno 15. Sempre più vicino, invece, l’arrivo a
centrocampo di Seydou Keita,
centrocampista ex Valencia,
gestito da Pascal Boisseau, lo
stesso agente di Garcia Gervinho. In difesa, infine, Sabatini ha messo più di un occhio sul
giovane colombiano Eder Alvarez Balanta, 21 anni, centrale del River e della Colombia.
Juan Manuel Iturbe, 20 anni ANSA
Taccuino
SAMPDORIA
Ecco Samp City
al Porto Antico
GENOVA (f.g.) Derby (rossoblucerchiato) al Porto Antico. Dopo il Genoa Museum (che ha avuto
un grande successo di visitatori),
nella zona dell’Acquario aprirà i
battenti entro la fine dell’anno anche Samp City, una nuovissima
struttura che ospiterà, oltre ai cimeli del club di Corte Lambruschini, anche spazi dedicati ai più piccoli e persino un bar in tema sampdoriano. Per questo motivo la
Samp ha lanciato un appello a tifosi
e simpatizzanti in possesso di memorabilia dalla fondazione del club
(1946) ad oggi affinché contattino
l’ufficio marketing del club.
ATALANTA
Camminata nerazzura
con Percassi
BERGAMO (m.s.) Bergamo
fa il pieno con la Camminata Nerazzurra. Ieri mattina si è svolta l’ottava edizione della marcia benefica
atalantina, che ha coinvolto oltre
13 mila partecipanti. Al via, in centro a Bergamo, ha presenziato il
presidente Antonio Percassi, per il
taglio del nastro. Con la Camminata di ieri si è chiusa la sei giorni atalantina di Bergamo.
GENOA
Gasp riparte
da Neustift
GENOVA Manca l’ufficialità,
ma il nuovo Genoa di Gasperini dovrebbe partire per il ritiro di Neustift, in Austria, il prossimo 14 luglio, dove rimarrà dodici giorni.
Due le amichevoli in programma,
più una terza il 26 luglio sulla strada
del ritorno in Italia. Intanto è boom
di prenotazioni fra i tifosi; oltre un
migliaio al seguito del Grifone.
CALCIO A 5
(m.cal.) Stasera (20.30,
diretta RaiSport 2) al PalaBruel
di Bassano si gioca gara-2 della
finale scudetto tra Luparense e
Acqua&Sapone. Dopo il 6-2 per
gli abruzzesi di mercoledì
scorso, i veneti in casa non
possono sbagliare: «Mi aspetto
una grande risposta», ha detto
il tecnico Fulvio Colini, che
ritrova Nora dopo la squalifica.
Mercoledì gara-3, eventuali
quarta e quinta partita il 9 e l’11
giugno a Montesilvano.
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Scudetto, gara-2
La Luparense
cerca la rivincita
CALIBRE DE CARTIER DIVER
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CON LA SUA IMPERMEABILITÀ FINO A 300 METRI, IL CALIBRE DE CARTIER DIVER È UN AUTENTICO OROLOGIO
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ISO 6425: 1996 ALL’ESTETICA CARATTERISTICA DELL’OROLOGIO CALIBRE DE CARTIER. FONDATA NEL 1847, LA MAISON
CARTIER CREA OROLOGI D’ECCEZIONE CHE COMBINANO AUDACIA ESTETICA E SAVOIR-FAIRE OROLOGIERO.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
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MERCATO
Eurocasting Inter
Behrami-Siqueira
perfetti e in... lista
Hanno entrambi i requisiti per i parametri da
Europa League. E’ lotta fra i giovani in prestito
MATTEO DALLA VITE
@Emmedivu
MILANO
E’ partita l’Operazione
Europa. E dietro agli inseguimenti di certi giocatori c’è più
di un perché. L’Inter dà un’occhiata al valore tecnico del calciatore, alla disponibilità tattica e anche a ciò che c’è intorno
o... nel passato. Il club nerazzurro, arrivato quinto e che sarà impegnato il 21 e il 28 agosto nei preliminari per l’accesso all’Europa League, dovrà
consegnare la propria lista l’11
agosto e dentro quella lista ci
sono obblighi precisi: ecco, Valon Behrami e Guilherme Siqueira rientrerebbero perfettamente in questi parametri. E
sono nel mirino del d.t. Ausilio
anche per questo.
Valon story Detto che, al momento, all’interno del gruppo
4+4 ci sono Ranocchia, D’Ambrosio e Andreolli, il posizionamento di Valon Behrami nel
mirino è sia dovuto alla volontà di Walter Mazzarri e sia al
fatto che lo svizzero approdò
clic
LISTE EUROPA LEAGUE
ECCO GLI OBBLIGHI
LEGATI A VIVAI E BABY
Per l’elenco dei 25
giocatori che parteciperanno
all’Europa League sono
previste 2 liste, la A e la B, e
nella seconda si possono
inserire giovani nati dopo il 1°
gennaio ‘93. I vincoli della listaA sono due: la prima riguarda il
numero di giocatori cresciuti
nel club, cioé tesserati per la
stessa società per 36 mesi
consecutivi e no dai 15 ai 21
anni di età; poi ci sono quei
giocatori che per tre anni sono
stati contrattualizzati in una
squadra della stessa nazione
del club di attuale
appartenenza pur se non
necessariamente la stessa.
Per entrambi gli
«sbarramenti», ci vogliono 4
giocatori.
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nel campionato italiano a 18
anni (al Genoa) superando poi
la soglia di appartenenza ad
un club italiano. Per Valon,
obiettivo quasi dichiarato, l’Inter ha offerto prima Kuzmanovic (offerta respinta) e poi
Saphir Taider, il centrocampista voluto da WM ancora a metà con il Bologna. Il problema,
per l’Inter, è la valutazione del
giocatore: De Laurentiis - oltre
al fatto che lo svizzero è tentato anche dall’estero - valuta il
giocatore 9,5-10 milioni di euro. Il club nerazzurro è convinto che valga 5,5 milioni, ed è
esattamente la quantità di euro versati al Bologna per avere
la prima metà del franco-algerino. Le parti si incontreranno
di nuovo, e Mazzarri conta di
avere un giocatore esperto, bivalente e che agevolerebbe
l’aggancio a un obiettivo giovane e più volte palesato: Granit Xhaka, compagno di nazionale di Valon.
Siqueira chiama Italia? Poi,
ecco Guilherme Siqueira: cresciuto nel vivaio dell’Inter ha
poi vissuto altre annate in Ita-
a Giacarta
E Thohir veste
di nerazzurro
i suoi cestisti
Una foto postata su
twitter, tutti vestiti da...
calcio pur essendo una
squadra di basket. E la
squadra è il Satria Muda,
di proprietà di Erick Thohir,
che per il 44° compleanno,
nella sua Giacarta, ha
voluto regalare maglie
dell’Inter a tutti i suoi atleti
ALTRE TRATTATIVE FRA DIFESA E ATTACCO
Ranocchia, vertice rimandato
Chicharito, il c.t. consiglia l’addio
Prandelli... rinvia
l’incontro-rinnovo fra
centrale e club
Hernandez e il
messaggio di Herrera
La convocazione azzurra
(come riserva, per ora) fa posticipare l’incontro fra Andrea Ranocchia e il club per l’eventuale
rinnovo del contratto in scadenza nel 2015. Ci penserà (come
primo step) il suo entourage, ma
per il centrale italiano nulla è
scontato: potrebbe restare e diventare capitano ma anche ricevere un’offerta importante dalla
Juve.
C’è Hernandez ed Hernandez
Javier Hernandez, 26 anni AP
Intanto, il sito ufficiale del Manchester United fa gli auguri al
ventiseienne (ieri) Javier Chicharito Hernandez riportando
sue parole riguardanti l’avventura coi Red Devils cominciata nel
2010. Poi il profilo twitter del
club raddoppia ricordando i suoi
gol e scrivendo «qui ce ne saranno altri». Insomma, il messicano
riceve messaggi da parte del
club ma anche parole chiare dal
suo commissario tecnico, Miguel Herrera. «Io credo che a
Hernandez convenga lasciare il
Manchester United per giocare
con maggiore regolarità - ha raccontato il c.t. del Messico -. E credo anche che dovrebbe decidere
in fretta il suo futuro perché questa situazione lo sta danneggiando chiaramente in ottica Mondiale». L’Inter vorrebbe il giocatore: bisognerà capire se lo United deciderà di cederlo in
prestito vista la valutazione di
12 milioni. Nel frattempo, pare
che il club nerazzurro abbia
chiesto informazione su un altro
Hernandez, Abel, Palermo, che
Zamparini valuta 15 milioni di
euro.
m.d.v.
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S
Valon Behrami, 29 anni, in Italia dal 2003, ora al
Napoli: Mazzarri lo rivorrebbe con sé FORTE
Lo svizzero arrivò
in Italia a 18 anni
L’italo-brasiliano
è partito dal
vivaio nerazzurro
Khrin a Belec, due
rientri. Offerte per
Bardi ma resta e
andrà in prestito
I dubbi di Mbaye
S
Guilherme Siqueira, 28 anni, di proprietà del
Granada: è cresciuto nel vivaio interista AFP
lia con Lazio, Udinese e Ancona. Tipo da lista insomma. Il
Benfica - pur non mollando del
tutto la presa - ha fatto scadere
l’opzione per il riscatto (fissato
a 7 milioni) ma sul laterale sinistro c’è pure l’Atletico Madrid. Il Granada (proprietario
del giocatore) della famiglia
Pozzo avrebbe chiesto 10 milioni di euro: negli ambienti
nerazzurri c’è sempre l’idea di
poter lavorare sul prestito, al
ragazzo non dispiacerebbe un
ritorno in Italia. Nei giorni
scorsi è emersa una voce su
Destro, cresciuto nel vivaio nerazzurro: l’Inter ci ha provato
offrendo Guarin, la Roma al
momento non ha intenzione di
cederlo ma il ragazzo sarebbe
ok per lista e campo.
Khrin, Mbaye, Belec E i baby
da lista? Potrebbero tornare
per restare Khrin e Belec, Duncan sarà ceduto, Bardi ha avuto offerte all’estero ma l’Inter
lo considera il futuro e lo rimanderà in prestito, mentre
Mbaye incontrerà presto l’Inter: la volontà di rinnovare il
contratto in scadenza nel 2016
c’è, ma niente è scontato perché il giocatore (visto che l’Inter ha già tre laterali e ne sta
cercando un altro) vorrebbe
capire quanto sentirsi importante per il domani del club.
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LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
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MERCATO IL TOTO ALLENATORI
Udinese, volata lunga
Stramaccioni o Maran
L’ex pupillo di Moratti ha incontrato Pozzo ed è in leggero
vantaggio sull’ex tecnico del Catania: oggi la decisione
FRANCESCO VELLUZZI
La festa della Repubblica
potrebbe essere anche la festa
dell’Udinese. Perché oggi può
essere il giorno della rinascita.
L’annuncio del nuovo corso.
Che è poi il nuovo tecnico.
Quello che raccoglierà la pesante eredità di Francesco
Guidolin, tre volte in Europa
negli ultimi quattro anni e una
semifinale di Coppa Italia. E
ora supervisore tecnico dei tre
club nell’orbita della famiglia
Pozzo: Udinese, Granada e
Watford.
Maran è
l’alternativa più
affidabile per i
collaboratori
di Gino Pozzo
ROLANDO MARAN
ALLENATORE
Spareggio Le ultime news
dicono che sono rimasti in
corsa due allenatori: Rolando
Maran e Andrea Stramaccioni. Il giovane tecnico romano
avrebbe incontrato proprio in
questi due giorni di vacanza,
quelli ritenuti più tranquilli e,
quindi lontano da occhi indiscreti, i dirigenti bianconeri
che stanno cercando di identificarne meglio il profilo. Sembra particolarmente intrigato
dal progetto dell’Udinese che
lavora per regalare al più presto il nuovo stadio Friuli ai
suoi tifosi. Stramaccioni, dopo le giovanili alla Roma, ha
avuto come per magia la panchina dell’Inter. Poi l’ha persa.
Il contraccolpo psicologico è
stato pazzesco, ma proprio
l’esperienza nerazzurra gli ha
trasmesso una voglia di rivalsa e una grande dose di umiltà. Vuole rimettersi in gioco
ed è attratto dal progetto di
un club in cui la crescita dei
giovani, e qui Strama eccelle,
è ritenuta fondamentale. L’ex
tecnico nerazzurro è ancora
legato da un anno di contratto
al club di Thohir. Proprio su
questo aspetto qualcosa andrà limata. Perché poi l’altro
dettaglio da considerare riguarda i tre collaboratori di
Francesco Guidolin, sotto
contratto fino a giugno 2015
con l’Udinese. Bortoluzzi,
Diamante e Di Iorio sono stati
un problema nella lunga trattativa con Delneri (che aveva
già tre collaboratori e non li
voleva), potrebbero esserlo
meno con Stramaccioni che è
più concentrato sul progetto e
sul programma di lavoro che
sullo staff.
Maran L’alternativa, al momento unica, resta Rolando
Maran, 50 anni, particolarmente sponsorizzato da qualcuno dei più stretti collaboratori di Gino Pozzo. Piace, oltreché per la preparazione (le
cose migliori le ha fatte vedere
a Varese e nel primo anno di
Catania), per l’esperienza nel
governare lo spogliatoio e nel
tener duro con le teste calde.
In Sicilia, dove ha vissuto una
stagione non facile, culminata
con il doppio esonero, di casi
spinosi ne ha affrontati. Ma
anche Stramaccioni all’Inter
ne ha viste di tutti i colori. Maran, trentino, in serie A ha allenato solo il Catania. La prima stagione è andata bene e
ha sfiorato l’Europa. Poi il disastro con la retrocessione.
Andrea Stramaccioni, 38 anni, è sotto contratto con l’Inter BOZZANI
QUI SASSUOLO
QUI CAGLIARI
Rinnovo al 2016
per Di Francesco
Domani l’incontro
C’è Lopez in pole
se Cellino resta
ancora alla guida
(a.to.) La panchina del
Sassuolo ha già un padrone.
Domani Eusebio Di Francesco
s’incontrerà coi vertici del club
neroverde nella sede milanese
della Mapei di Squinzi, per mettere
la firma sul rinnovo, un
adempimento formale: nella
sostanza l’accordo era legato alla
salvezza. Ma il Sassuolo e il
tecnico potrebbero andare oltre,
firmando fino al 2016. Voce che il
d.g. Nereo Bonato conferma come
ipotesi di lavoro per il futuro:
«Allungare il rapporto può essere
una soluzione. Ne parleremo
nell’incontro. Sul rinnovo invece
siamo già d’accordo su tutto».
(fr.vell.) Prima la
trattativa con Giulini, poi le
avances degli americani, quindi
l’infinita questione stadio. In
questo caos il Cagliari continua
a non avere un allenatore e a
non sapere nulla della prossima
stagione. Le ultime news fanno
pensare che al timone ci sarà
ancora Massimo Cellino e in
panchina potrebbe tornare
Diego Lopez, sotto contratto.
Intanto è stato riscattato
Vecino, è prossimo il rinnovo
Conti, si è rotto il ginocchio
Eriksson (6 mesi out) e piace
Mancosu, capocannoniere in
serie B col Trapani.
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VENERDÌ L’INCONTRO CON LOTITO
LE
CARRIERE
S
Dalla
NextGen
all’Inter
Andrea
Stramaccioni,
38 anni, inizia
ad allenare
giovanissimo.
Dopo le
esperienze con
la Roma
Giovanissimi e
Allievi, arriva la
Primavera
dell’Inter, dove
vince la
NextGen Series
2012, torneo
giovanile per
squadre U19 a
livello europeo.
Approda in
prima squadra il
26 marzo 2012.
Chiude la
stagione al 9°
posto, e viene
sostituito da
Walter Mazzarri.
S
Chiusa la pista estera L’Udi-
nese sembra aver abbandonato definitivamente la pista
estera. Un’idea portata avanti
proprio perché i calciatori
stranieri sono molto più di
quelli italiani, ma è anche vero
che non è semplice calarsi da
sconosciuti nella realtà della
serie A. E così si è arrivati al
testa a testa tra Stramaccioni e
Maran. Oggi con tutta probabilità la chiusura della trattativa e l’annuncio del nuovo allenatore e del nuovo corso. Chi
la spunterà avrà una certezza:
Totò Di Natale, pronto a ripartire alla ricerca dei 200 gol in
A nella sua ultima stagione.
4
Dal Varese
al Catania
Rolando
Maran,
50 anni,
comincia ad
allenare come
vice al Chievo.
Poi le
esperienze con
Cittadella, Bari,
Triestina e
Vicenza. Nel
2011-2012
conduce il
Varese alla
finale play-off di
Serie (k.o.
contro la
Sampdoria). Il
Catania lo
prende per la
stagione 201213: fa il record
di punti in A
(56). Il 20
ottobre 2013
viene esonerato,
richiamato a
gennaio 2014 e
esonerato
ancora in aprile.
Edy Reja, 68 anni, ha allenato la Lazio FOTOPRESS
Reja c.t. in Grecia?
Salgono le chance
di Pioli e Inzaghi
Il futuro dell’attuale tecnico
della Lazio rimane in bilico
Nuovo assalto a De Vrij e Astori
STEFANO CIERI
ROMA
Il toto-allenatore continua senza soste in
casa Lazio e si arricchisce ogni giorno di un
nuovo episodio. L’ultimo riguarda Edy Reja,
l’allenatore in carica e, proprio per questo, ancora leggermente favorito sugli altri due candidati, Stefano Pioli e Simone Inzaghi. La novità
relativa a zio Edy è che è entrato a far parte
della ristretta cerchia dei candidati alla panchina della Grecia. La Federcalcio ellenica è alla
ricerca di un nuovo c.t. ed ha messo nel mirino
anche l’allenatore laziale oltre a Claudio Ranieri, il cui nome era sul taccuino dei dirigenti greci già da un po’ di tempo. Se la trattativa dovesse decollare nelle prossime ore le chance di una
permanenza di Reja in biancoceleste si ridurrebbero drasticamente, anche se fino al vertice
con Lotito in programma per venerdì tutto è ancora possibile. Nel frattempo gli altri due candidati aspettano e sperano. Pioli è stato a Formello la settimana scorsa ed ha avuto modo di illustrare a Lotito e Tare il suo progetto. Inzaghi
non ne ha bisogno essendo uno di casa da quindici anni. Un elemento, quest’ultimo, che lo pone in vantaggio, anche se di pochissimo, rispetto agli altri candidati.
Tutto su Astori-De Vrij Il nuovo tecnico, chiunque esso sia, avrà una coppia di centrali difensivi tutta nuova. Gli «esodati» Biava e Dias (a entrambi non è stato rinnovato il contratto in scadenza) dovrebbero essere rimpiazzati da Stefan De Vrij e Davide Astori. Queste, almeno,
sono le intenzioni della società. Per l’olandese,
che ieri ha confermato ai media del suo Paese di
essere in procinto di lasciare il Feyenoord («sì,
c’è la possibilità che io parta, ma adesso voglio
pensare solo al Mondiale»), la trattativa è decisamente a buon punto. Accordo raggiunto col
giocatore, mentre col club si tratta sulla cifra,
ma le distanze sono minime (il prezzo sarà attorno ai 7 milioni). La trattativa per Astori è invece ancora alle battute iniziali. La Lazio ha fatto una prima offerta di 5 milioni che è stata ritenuta bassa dal Cagliari. Sarà dunque necessario
alzarla. Ma bisognerà fare in fretta perché l’ex
patron sardo Cellino ha intenzione di portare
con sé il giocatore a Leeds, il suo nuovo club.
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LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
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MERCATO
Torino da Europa
con Martinez e Kone
Asta per Bergessio
Vicino ai granata pure il brasiliano Peres. La Fiorentina
tratta Rossettini. Udinese su Rugani. Atalanta, idea Bellusci
AFFARI CALDI
1
2
clic
A
IN
BALLO
S
Stefano
Okaka. 24 anni
L’attaccante
potrebbe
lasciare la
Sampdoria
nonostante un
ottimo girone di
ritorno. Si è
fatto avanti il
Galatasaray
SI PARTE L’1 LUGLIO
CHIUSURA TRATTATIVE
L’1 SETTEMBRE ALLE 23
3
ALESSANDRO RUSSO
Il Torino, «ripescato» in
Europa League al posto del Parma, studia le mosse per il dopo
Immobile che è oramai ad un
passo dal Borussia Dortmund:
la firma nelle prossime ore. Il
d.s. granata Petrachi spinge
per l’attaccante venezuelano
Josef Martinez dello Young
Boys mentre porta avanti i contatti per Kone (Bologna) e valuta se esercitare il diritto di riscatto per la metà di El Kaddouri dal Napoli. Piace anche
Bergessio (Catania), per il
quale c’è una vera e propria
asta in corso con Atalanta,
Sampdoria e Lazio. Infine si
aspetta la fumata bianca per il
terzino del Santos Bruno Peres
seguito lungamente durante gli
ultimi mesi.
Viola e Udinese La Fiorentina invece aspetta che si chiarisca la situazione del Cagliari e
il nuovo assetto societario dei
sardi per dare l’assalto a Ros-
settini: Montella lo considera il
primo nella lista dei difensori
ma occhio a Samuel. Cuadrado
potrebbe essere riscattato dall’Udinese prima della possibile
cessione: Barca in pole. L’Udinese intanto lavora ad una parziale contropartita tecnica dai
Viola: piacciono Bernardeschi, Salifu, Babacar ed ha ripreso a corteggiare Duvan Zapata (Napoli). Sempre la squadra di Gino Pozzo segue l’esterno
sinistro
Paganini
(Frosinone). In settimana previsto un contatto con la Juve
per Pereyra, nell’ambito del
quale i friulani chiederanno il
centrale Rugani nell’affare.
Dal suo canto l’Empoli punta
alla riconferma del giovane difensore (ora a metà con la Juventus), ma c’è anche il Sassuolo che potrebbe inserirsi nella
discussione come già successo
nella sessione invernale del
mercato. Situazione più complessa quella di Verdi il cui futuro sarà oggetto di valutazioni
tra Milan e Torino, i club proprietari del cartellino.
1 Luca
Rossettini,
29 anni.
2 Gonzalo
Bergessio,
29 anni.
3 Panagiotis
Kone 26 anni
ANSA/FORTE
Il Consiglio Federale
della Figc la scorsa settimana
ha ufficializzato le date della
prossime sessioni (estiva e
invernale) del calciomercato.
Gli affari in questi giorni sono
già in corso ma la campagna
trasferimenti prenderà il via
ufficialmente solo martedì 1
luglio 2014. La sessione estiva
terminerà quindi lunedì
1 settembre 2014,
alle ore 23. Sono state già
stabilite anche le date per la
sessione invernale di
riparazione che partirà lunedì
5 gennaio 2015 e si
concluderà lunedì
2 febbraio 2015 alle ore 23.
Altri affari Se parte Benatia,
la Roma farà un tentativo concreto per Balanta (River). Atalanta e Lazio hanno mosso i primi contatti per il centrale Bellusci (Catania), che è anche nel
mirino del Genoa che saluta
Calaiò a scadenza: piace al Catania. Sempre l’Atalanta segue
il difensore Matias Malvino del
Defensor Sporting. La Samp ha
due nodi importanti da sciogliere. Il primo riguarda il portiere. Romero non resterà in
blucerchiato, ma rientrerà dopo il Mondiale. Si cerca un acquirente, visto il suo maxi-ingaggio. Da definire anche la situazione di Fiorillo (bisogna
sentire la Juve) e di Da Costa.
Okaka potrebbe partire (Galatasaray?) e in quel caso si punta
al riscatto di Maxi Lopez, se il
Catania verrà incontro alle richieste della Samp che vuole
uno sconto. Barrientos (Catania) ha un’offerta dal San Lorenzo. Newcastle su Ibarbo: secondo la stampa inglese pronta
un’offerta da 10 milioni.
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ALL’ESTERO CASTAIGNOS VA ALLO SWANSEA
S
Duvan
Zapata,
23 anni
attaccante
colombiano
del Napoli.
L’Udinese torna
alla carica
per portarlo in
bianconero
S
Giuseppe
Bellusci,
24 anni
difensore del
Catania
è finito nel mirino
dell’Atalanta
e anche
della
Lazio
S
Omar
El Kaddouri,
23 anni
trequartista del
Torino. I
granata
pensano al
riscatto dal
Napoli dopo la
bella stagione
col Toro
Romelu Lukaku, 21 anni, centravanti belga di proprietà Chelsea AP
Per Costa il Chelsea
gioca la carta Lukaku
Bayern, c’è Garay
Il Liverpool prende
Lambert e offre
31 milioni per Lallana
GIULIO DI FEO
@fantedipicche
Dopo una Premier sfiorata, il Liverpool si attrezza
per non farsi sfuggire la prossima. In avanti ha chiuso per il
nazionale inglese Lambert: 6
milioni al Southampton, acquisto utilissimo perché ha
fatto le giovanili con i Reds. E
il tavolo con i Saints non si
chiude qui, perché il Liverpool
segue anche il croato Lovren
per la difesa e soprattutto
spinge forte per Lallana: per
lui c’è sul tavolo un’offerta di
31 milioni.
Le altre big inglesi Sui social
network girano da giorni le foto di Fabregas in un blitz londinese nel weekend. Viaggio
di piacere, ma è anche vero
che Cesc al Barcellona non è
affatto incedibile e in Premier
ci pensano. Due anni fa l’Arsenal nel cederlo ai blaugrana
strappò un diritto di prelazione in caso di ritorno in Inghilterra, ma i Gunners, che intanto sono vicini a Remy (Newcastle) in attacco, non sembrano
interessati. La lotta è tra le due
Manchester: il City ne ha meno necessità ma ci pensa in caso di perdita di Yaya Touré, allo United troverebbe un amico (De Gea) e un tecnico (Van
Gaal) che l’ha messo in cima
alla lista per la rinascita (segue Koke). Pellegrini però nel
frattempo sistema pure la difesa: a un passo l’accordo con
Bacary Sagna. E il Chelsea?
Anche lì un pensierino a Fabregas l’hanno fatto, ma non è
una priorità. Quella è l’attacco, dove Mourinho ha sempre
in cima alla lista Diego Costa.
E la chiave per sbloccare l’affare con l’Atletico Madrid potrebbe averla in casa: Romelu
Lukaku, 16 gol quest’anno nel
prestito all’Everton, Il belga
potrebbe prendere (a titolo
temporaneo) il posto di Costa
al centro dell’attacco di Simeone ed essere così una sorta di
Courtois-bis: dopo 3 stagioni
al Calderon, infatti, il portiere
è pronto a tornare in Blues da
stella. «Ne parleremo dopo il
Mondiale», dice però Thibaut,
che non gradirebbe il dualismo con Cech.
Altre trattative Il Barcellona in difesa pensa sempre a
Marquinhos, che l’arrivo di
David Luiz a Parigi sposterebbe a destra nella difesa di
Blanc: non c’è ancora trattativa ma l’ex romanista piace parecchio, le alternative sono
Hummels (Borussia Dortmund) e Laporte (Athletic Bilbao). Il Bayern in difesa si avvicina a Garay (Benfica, sarebbe un affare da 15 milioni)
e non molla la pista Kolarov
(Manchester City). Bel colpo
dello Swansea, che per 8 milioni prende dal Twente l’ex
interista Castaignos, 14 gol
nell’ultima Eredivisie. Il Valencia a caccia di qualità in
mezzo: nel mirino Thorgan
Hazard (fratello di Eden, era
allo Zulte ma anche lui è del
Chelsea) ed Enzo Perez (Benfica). Ufficiale il passaggio di
David Villa al New York Fc
nella Major Soccer League,
presto dovrebbe toccare anche a Lampard.
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LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
ilBasket
arco, ma se anche quest’anno dovessi trovare poco spazio, magari
«M
potresti pensare a un bel contratto con una
squadra d’Eurolega, no?». «Non se ne parla
nemmeno. Io voglio giocare nella Nba». Dialogo tra un giornalista e Marco Belinelli di
circa sei anni fa. Dopo una stagione da matricola con i Golden State Warriors vissuta a
lungo in panchina, era lecito pensare che l’azzurro potesse aver voglia di giocare, di essere
protagonista anche se in un basket «minore».
Invece no. Il ragazzo non ha mai mollato. Perché è cresciuto nel mito dei professionisti e
l’unica strada che ha sempre preso in considerazione era quella del basket stelle e stri-
ilCommento
anche di tifosi colombiani. Sta nel solido legame
con la storia fatto di frecce (e bandiere) tricolori e
di commozione per l’inno d’Italia. E sta nel podio,
con quelle facce, che è una finestra spalancata sul
futuro. Dall’ultimo Hinault abbiamo visto sfilare al
Giro d’Italia generazioni di campioni d’ogni provenienza, personaggi di talento e personalità diverse
e ci siamo sempre più convinti che il Giro ha una
forza in sé. È questa corsa che fa grandi i suoi protagonisti. Di più, il Giro è tra le pochissime icone
che danno una bella immagine del nostro Paese.
Basta pronunciare la parola Giro d’Italia per scatenare una reazione emotiva. Un sorriso. È successo
a Belfast, a Bari, a Oropa come ieri e Trieste.
E così finisce che un omino con la faccia che è
una mappa geografica riesce ad allargare i confini
della storia e mette per la prima volta il nome di un
sudamericano sull’albo d’oro della corsa color Gazzetta. Il suo nome è Nairo Quintana e sulle spallucce si porta una storia fatta di nobilissima povertà e
di profondo orgoglio. Dopo essersi nascosto per tre
settimane dietro una maschera, il colombiano in
L’abbraccio sul podio tra Quintana e Aru ANSA
sce. Giovedì sarà il primo italiano a scendere
in campo in una finale Nba con la maglia dei
San Antonio Spurs. Scusate se è poco.
Non avrà disputato dei playoff da protagonista, ma quando è stato chiamato da coach
Gregg Popovich ha sempre dato il suo contributo, anche in difesa. Spesso nella postseason le rotazioni, oltre ad accorciarsi, si basano sugli accoppiamenti difensivi, diventando
le partite molto più tattiche, dove ogni mossa
può fare la differenza tra una sconfitta e una
vittoria. Anche per questo il suo minutaggio è
passato da 25.2 a 16.5 a partita. Ma questo
dato non deve certo essere interpretato come
una bocciatura. In stagione regolare Belinelli
laVignetta
QUINTANA E ARU IL BELLO DEL GIRO
LA CORSA ROSA HA VINTO ANCORA
bbene sì, benedetto Giro d’Italia... Hai vinto
E
anche stavolta. La sintesi della corsa rosa 2014
sta tutta qui nella Piazza Unità d’Italia stracolma
rosa ha pianto in cima allo Zoncolan, quando ha
capito di avere il Giro in tasca e ieri si è lasciato
andare ai sorrisi più luminosi del sua vita. In ogni
intervista si dice «innamorato dell’Italia e di questa
corsa». A Trieste noi salutiamo un nuovo campione
trasformato dalla gestione di una corsa complicata
sotto il profilo psicologico prima ancora che tecnico. E adesso sappiamo che dietro a quell’apparente
aria compassata, il Condor nasconde l’anima di un
predatore.
Eusebio Unzue, il direttore sportivo che ha visto
nascere e crescere anche Miguel Indurain dice che
non ha mai visto un campione che avesse così tanta
personalità. «Quintana si porta dietro tutta la storia dei popoli andini. É un tipo calmo e razionale,
ma è meglio non farlo arrabbiare... quando è buono può essere anche molto buono, ma quando si
incattivisce diventa cattivo come non si può esserlo
di più...».
Al Tour la palla passa a Froome, Contador e Nibali, che sono i tre più forti specialisti delle gare a
tappe. Ma qualcosa ci dice che chiunque di loro
vinca dovrà vedersela dal prossimo anno anche
con Quintana e Aru. Già, perché il giovane sardo è
l’altra grande notizia. È l’unico che in questo Giro è
riuscito a staccare Quintana in salita (a Oropa per
pochi secondi e soprattutto a Plan di Montecampione). Ma sono la grandissima cronoscalata e la
gestione di un momento difficile sullo Zoncolan
che gli assicurano un posto in prima fila nei prossimi Grandi Giri.
E così sotto l’ennesimo acquazzone, tra la folla
immensa di Piazza Unità d’Italia, abbiamo pensato
alla vittoria del Giro, la nostra corsa che offre palcoscenici (leggi percorsi) come nessun’altra al
mondo. La corsa dell’Italia che attraversa la storia,
l’Italia che dovunque ti fermi trovi un tavolo apparecchiato, un panino al salame, un bicchiere di vino e, se c’è tempo, un grappino. L’Italia che va in
piazza ore prima del passaggio e mette palloncini
rosa ai balconi. L’Italia che va ancora sulle salite e
scrive W il Giro. L’Italia che applaude per uno scarafaggio colombiano e si commuove per il primo
campione sardo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DI LORENZO CASTELLANI
re della gara Moto3 (che lo proietta nuovamente al vertice del Mondiale), non a caso pilota della sua neonata scuderia. Un omaggio al
«Talentino» del motociclismo italiano che, idealmente appare come un’investitura, più che
come un passaggio di consegne.
Dopo anni di cattivi pensieri, temendo il futuro, forse siamo riusciti ad invertire la tendenza di nuovi sconfitti. E il fatto che, grazie
anche all’australiano Jack Miller (che precede
di poco Romano nel Mondiale) gli spagnoli
non siano riusciti a vincere nemmeno una volta quest’anno nella classe dei giovani appare
come un timido tentativo di invertire la rotta.
La bandiera Valentino sventola sempre vigorosa e il pesarese ha già detto – e forse già firmato – che andrà avanti ancora due anni. Dietro Andrea Dovizioso può ancora darci qualche bella soddisfazione, così come può crescere definitivamente Andrea Iannone, il migliore
della generazione di mezzo, il più promettente. Ma il torello di Ascoli Piceno potrebbe diventare la chioccia dei ragazzini che si sono
appena affacciati al Mondiale (segnate il nome
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Italia pericolosa
ma vulnerabile
quindi battibile
PAU GASOL
Cestista Nba con i Lakers
Incredibile MarcMarquez93!
Complimenti per un’altra
vittoria in #GPItaly! #6outof6
@paugasol
CLEMENTE RUSSO
La Nazionale azzurra che ha affrontato l’Irlanda GETTY IMAGES
Campione di boxe
di STEFANO BOLDRINI
i vedono come sempre:
C
imprevedibili, pericolosi,
vulnerabili. Ci temono, ma
Pezzi importanti del
#TatankaClub al
@riminiwellness per
migliorare e fortificare
ancor più le proprie
conoscenze
FENATI PUÒ ESSERE LA LOCOMOTIVA
DI NUOVI TALENTI STILE VALENTINO
immagine del Gran Premio d’Italia è VaL’
lentino Rossi in ginocchio nella corsia
box ai piedi di Romano Fenati, grande vincito-
quiInghilterra
IL CINGUETTIO DEL GIORNO
Team di Formula 1
di Enea Bastianini, un ragazzino che farà parlare) oppure scalpitano nei campionati minori.
Ce ne sono che si affacciano. Che mostrano
i germi del possibile protagonista, se non proprio ancora quelli del campione alla Marquez,
tanto per fare un nome facile da ricordare. Sono i ragazzi che crescono nel campionato italiano, nella Rookie Cup, in trasferta nel Cev
spagnolo. Dal quale dovremmo imparare. Perché molte delle squadre iberiche del Mondiale
hanno degli «junior team» dove fare crescere
giovani talenti. Da noi funzionano di più i
«grandi nomi». Che provano a tirare su giovani
talenti. Ci sta provando Paolo Simoncelli, nella
squadra col nome del Sic. Più in grande stile
proprio Valentino con la sua Academy, una
sorta di «cantina» dove far crescere.
Certo, il lato manageriale con cui la Academy si prende cura di questi ragazzi è importante, ma fondamentale è avere a che fare quotidianamente, o quasi, con un modello, un faro, un mito come Rossi. Ecco, Fenati, che riesce
a «mettere in ginocchio» Valentino, può diventare la nuova locomotiva di questo movimento
che non vuole piegare la testa all’avanzata spagnola. C’è tempo prima del ritiro del Dottore,
ma è tempo che la nuova onda inizi a montare.
Lo chiede la nostra storia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TwitTwit
RED BULL RACING
laMoto
ha disputato due ottime partite contro i Miami Heat , avversari che si troverà di fronte
nella serie per il titolo. Probabile quindi che
torneremo a vederlo in campo più spesso.
Quel che conta comunque è che dopo aver
sognato per anni di essere protagonisti anche
noi nelle sfide che contano, aver invidiato
spagnoli, francesi, turchi, tedeschi, persino
svizzeri (senza offesa, non certo la nobiltà del
basket europeo...) ora ci siamo anche noi.
Grazie a un ragazzo da San Giovanni in Persiceto che in camera aveva appeso il poster di
Michael Jordan. E sognava di far l’americano.
Così i commenti inglesi alla partita degli
azzurri. E gli auguri (sinceri) a Montolivo
@ClementeRusso
di FILIPPO FALSAPERLA
19
BELINELLI NELLA FINALE DELLA NBA
ORA ANCHE NOI SIAMO PROTAGONISTI
di MASSIMO ORIANI
di PIER BERGONZI
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Non è qualcosa che si vede
tutti i giorni! La nostra
macchina di F1 in un disegno
particolare in Kazakistan
per un nostro evento
@ redbullracing
GIUSEPPE POETA
Cestista nel Saski Baskonia
Giù il cappello davanti
al campione della
Western Conference
e finalista
[email protected]
@PeppePoeta
MANU GINOBILI
Cestista Nba con San Antonio
Si torna alle finali NBA!
Spettacolare! Molto
orgoglioso di far parte di
questo! Grazie a tutti! E
sempre più in alto
@manuginobili
continuano a considerarsi superiori. Sanno che la furbizia
è la nostra croce e delizia,
quindi non danno peso al test
con l’Irlanda, perché un’Italia
senza Buffon, Pirlo – l’uomo
che stimano di più -, De Rossi
e Balotelli non è credibile.
Hanno preso nota dell’infortunio di Montolivo e i media hanno registrato il grave
infortunio in modo impeccabile, ma, sotto sotto, per loro è
un problema in meno. Sorprende, in positivo, la civiltà
degli internauti, considerate
soprattutto le brutte abitudini
delle nostre parti: augurano
al giocatore del Milan di ristabilirsi in fretta.
Inghilterra-Italia è cominciata. Dodici giorni alla sfida
di Manaus: il conto alla rovescia è scattato dopo la strana
due giorni di amichevoli, con
le rivali che hanno affrontato i
rispettivi test a 24 ore e 35 km
di distanza: da Wembley al
Craven Cottage, in riva al Tamigi. Le batterie pesanti dell’informazione hanno disertato la gara dell’Italia: la scusa
ufficiale è che, ieri, si partiva
per Miami, dove l’Inghilterra
completerà la galleria di amichevoli con Ecuador (il 4 giugno) e Honduras (appena tre
giorni dopo, il 7).
Ma la verità è che, come
sempre, esiste l’Inghilterra e
poi il resto del mondo: diversi
cronisti di primo pelo sapevano a malapena che gli azzurri
sabato scorso avrebbero giocato contro l’Irlanda a Londra.
Sono più informati sul gossip:
le dichiarazioni di Balotelli,
smentite dal diretto interessato ed effettivamente assenti
nel video proposto dai web,
da tre giorni continuano ad
essere disponibili sulle varie
home page. Gli inglesi seguono con maggior interesse le vicende di Massimo Cellino a
Leeds: totem del giornalismo
di queste parti ci hanno fatto
battute su quanto sta accadendo con il dirigente italiano, ignorando gli azzurri di
Prandelli.
Ma alla fine, costretti dalla
presenza dell’Italia nello stadio del Fulham, hanno comunque dovuto dare un’occhiata alla nostra nazionale. I
giudizi, tutto sommato, coincidono – anche qui vige la regola del passaparola -: squadra che ha rotto con il passato
catenacciaro grazie a Prandelli, leggera, difficile da affrontare, ma anche con qualche
punto debole. Quali? La lentezza del gioco e la vulnerabilità quando l’avversario fa
scattare il contropiede. Darmian e De Sciglio sono considerati più bravi ad offendere
che a difendere. Il nostro centrocampo, perso Montolivo,
incute meno paura, sebbene
la prova di Verratti sia piaciuta anche a loro. Elogi a Sirigu,
ma visto che il titolare è Buffon, la cosa ha un peso relativo.
Immobile è ancora sconosciuto: per ora ha fatto notizia
la cifra investita dal Borussia
Dortmund per portarlo in
Germania. Di Balotelli conoscono invece anche le virgole
e lo stanno aspettando al varco: vogliono fargli pagare le
dichiarazioni di questi giorni
e la sua «follia».
Tutto sommato sentono di
potersela giocare: a parte Spagna, Germania e Brasile, gli
inglesi sono pronti a tutto. Anche a vendicarsi dell’eliminazione agli europei del 2012,
nella lotteria dei rigori: è il loro vero incubo.
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20
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
SERIE B DOMANI IL TURNO PRELIMINARE DEI PLAYOFF
Crotone e Modena, è la prima tappA
Sfida secca per andare in semifinale: arrivano Bari e Spezia e i due stadi fanno il pienone
1
GUGLIELMO LONGHI
E’ la grande novità di
quest’anno: l’antipasto dei
playoff, una doppia sfida in
gara secca tra le squadre che si
sono classificate dal quinto all’ottavo posto. L’idea è rendere
ancora più avvincente un finale mai così equilibrato e
l’obiettivo si può dire sia già
stato raggiunto ancora prima
di giocare. E così domani tocca a quattro squadre protagoniste della stagione regolare,
in modi e tempi diversi. Comincia il Crotone di Drago,
una delle formazioni più interessanti della Serie B, che
ospita il lanciatissimo Bari, rinato da se stesso dopo il fallimento e la fine dell’era Matarrese. L’entusiasmo per un traguardo centrato in extremis, e
un mese fa contro ogni pronostico, può essere davvero l’arma in più. In serata, il Modena
che ha l’attacco più forte e l’allenatore con più promozioni
in A (insieme a Iachini, allievo
di Novellino...) ed è ormai stufo della categoria (con questo
sono dieci anni di fila) affronterà lo Spezia di Mangia, rimasto a lungo nell’incertezza
dopo aver superato la crisi di
inizio primavera quando era
finito a 4 punti dalla zona
playoff. Per la doppia sfida di
domani ci sarà anche la conferma di un esperimento che
andrà avanti fino al 18 giugno: i giudici di porta. Ma vediamo come si preparano le
squadre e le città.
2
IL PROGRAMMA VERSO LA TERZA PROMOZIONE
Domani ore 18
CROTONE
BARI
8-11/6
3
18
18
Domani
MODENA
SPEZIA
8-11/6
4
LATINA
15-18/6
20.30
20.30
CESENA
20.30
IN SERIE A
Sfida tra 4 tecnici: 1 Massimo Drago, 43 (Crotone), 2 Roberto Alberti,
43 (Bari). 3 Walter Novellino, 60 (Modena). 4 Devis Mangia, 39 (Spezia)
CROTONE-BARI (ore 18)
Febbre da playoff altissima
a Crotone: scontato il tutto
esaurito con quasi 10 mila
spettatori. Nessun problema
di formazione per Drago, a
parte il difensore Ligi per il
quale la stagione si è conclusa
dopo la trasferta di Avellino. Il
popolo del San Nicola, invece,
guarderà la partita sul maxischermo di piazza Prefettura.
L’iniziativa del sindaco Emiliano accontenta le migliaia di tifosi del Bari che non potranno
seguire la squadra, visto l’esiguo numero di biglietti messi
a disposizione: 866. Scontati i
rientri in difesa di Ceppitelli e
Calderoni, ballottaggio tra
Delvecchio e Fossati.
MODENA-SPEZIA (ore 20.30)
Novellino non avrà Salifu
squalificato e al suo posto potrebbe giocare Signori. In alternativa Mazzarani ma è
molto difficile. In difesa una
sola novità: il rientro del capitano Zoboli. Venduti finora 2
mila biglietti, si pensa di arrivare a 8 mila. Grande attesa
anche a La Spezia: erano in
500 ieri all’allenamento, altrettanti avevano aspettato alla stazione il ritorno della
squadra da Latina. Già venduti 1.300 biglietti: la società ha
chiesto l’ampliamento del settore ospiti dello stadio Braglia
per ampliarlo fino a 3.100
spettatori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
GDS
I playoff di Serie B vedranno al via sei
squadre, due in più delle precedenti
edizioni. Prima delle gare ci sarà un incontro fra arbitri, capitani, allenatori e
dirigenti con un membro della Can B e
della Lega per i chiarimenti sul regolamento; ogni gara avrà arbitri di porta.
TURNO PRELIMINARE La squadra 5a
classificata (Modena) gioca in casa
una gara secca contro l’8a (Spezia),
mentre la 6a (Crotone) affronta in casa
la 7a (Bari). In caso di parità al 90’ si
disputano due tempi supplementari,
in caso di ulteriore parità non ci sono
rigori, ma vanno in semifinale le squadre meglio classificate in campionato.
LE SEMIFINALI La 3a classificata (Latina) disputa una gara di andata e una di
ritorno con la vincente dal confronto
tra la 6a e 7a (ritorno sul campo della
3a). Con le stesse modalità, la 4a (Cesena) sfida la vincente tra la 5a e l’8a
(con gara di ritorno in casa). In caso di
parità di punti, si tiene conto della dif-
IL BRASILE
CI ASPETTA.
www.raisport.rai.it
ore 20.30
IL LUTTO
ferenza reti della doppia sfida. In caso
di ulteriore parità passano le squadre
meglio piazzate in classifica in campionato (niente supplementari).
LA FINALE Le vincenti delle semifinali
disputano la finale con andata e ritorno; il ritorno viene disputato sul campo della squadra che si è piazzata meglio. In caso di parità di punti al termine delle due gare, per determinare la
promossa in A si tiene conto della differenza reti della doppia sfida; in caso
di ulteriore parità, sale la squadra meglio piazzata (niente supplementari).
PLAYOUT: C’E’ NOVARA-VARESE
Novara e Varese si sfidano venerdì 6 e
venerdi 13 per stabilire l’ultima retrocessione in Prima divisione. Resta in
B la squadra che ottiene il maggior numero di punti: in caso di parità si tiene
conto della differenza reti. In caso di
ulteriore parità, si salva la squadra
meglio classificata (ossia il Varese).
Spezia e Gazzetta
piangono
Rino Capellazzi
LA SPEZIA Rino
Capellazzi, storico
corrispondente da La Spezia
della Gazzetta dello Sport, è
morto ieri, intorno all’ora di
pranzo. Per quasi
cinquant’anni, fino al 2007
aveva seguito per il nostro
giornale le imprese dello
Spezia, dai dilettanti fino alla
serie B. Aveva 88 anni ed era
molto conosciuto
nell’ambiente sportivo, dopo
le collaborazioni a La Nazione
e le sue leggendarie
trasmissioni su
TeleLiguriaSud, con speciali
programmi prepartita,
nell’arco di una trentina
d’anni, dall’avvento delle tv
private nella città ligure.
Capellazzi ha conosciuto
decine di presidenti e aveva
una passione viscerale per la
squadra di cui scriveva, tanto
da impegnarsi anche
attivamente in prima persona
per cercare, negli anni bui, di
scongiurare gli eventuali
fallimenti societari.
I funerali si svolgeranno
mercoledì alle 11 nella
cattedrale Cristo Re: così
anche lo Spezia, reduce dalla
sfida di Modena, potrà
essere presente.
Marco Magi
La TV ufficiale dei Mondiali FIFA.
Dal 12 giugno Rai scende in campo insieme alla Nazionale italiana di calcio con 25 partite in diretta, 8 ore di live al giorno sui
canali Rai1, Rai2, RaiSport 1, in alta definizione su Rai HD e tutte
le 64 partite in diretta su Radio 1 e Radio 2. Inoltre si possono
seguire i Mondiali sul sito www.raisport.rai.it con la trasmissione in simulcast e in alta definizione delle gare trasmesse su Rai1.
TELEVISIONE UFFICIALE
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
21
PRIMA DIVISIONE ANDATA FINALI PLAYOFF
LA SITUAZIONE SABATO CI SONO LE PARTITE DI RITORNO
GIRONE A
CREMONESE
ALBINOLEFFE
ALTO ADIGE
COMO
VICENZA
SAVONA
PRO VERCELLI
FERALPI SALÒ
GIRONE B
d.c.r.
8
7
d.c.r.
4
3
d.c.r.
3
4
1
2
CREMONESE
ALTO ADIGE
A
R
R
A
1
1
1
2
0
2
1 BENEVENTO
1
LECCE
A
ALTO ADIGE
PRO VERCELLI
R
0
1
Rit.
7/6
R
A
d.c.r.
LECCE
8
7
PONTEDERA
LECCE
FROSINONE
1
1
A
R
R
A
1
SAVONA
PRO VERCELLI 2
1
2
1
2
0
PISA
0 FROSINONE
3
0
IN B
0
1
L’AQUILA
PISA
2
0
FROSINONE
SALERNITANA
Francesco Cosenza, 28 anni, festeggiato dopo il gol PATTIS
Blitz Cosenza
La Pro Vercelli
fa il colpaccio
Decisivo un colpo di testa del difensore
All’Alto Adige adesso serve un’impresa
ALTO ADIGE-PRO VERCELLI
0-1
MARCATORE Cosenza al 6’ s.t.
ALTO ADIGE (4-3-3) Facchin 5; Cappelletti 6, Kiem 6, Bassoli 6,5, Martin 6,5;
Furlan 6 (dal 21’ s.t. Vassallo 6), Pederzoli 6, Fink 6,5 (dal 38’ s.t. Tagliani s.v.);
Minesso 5,5, Corazza 6,5, Turchetta 6
(dal 21’ s.t. Veratti 5,5). (Tonozzi, Traorè,
Bastone, Cocuzza). All. Rastelli 6,5.
PRO VERCELLI (4-4-1-1) Russo 6,5;
Marconi 6,5, Cosenza 7, Ranellucci
6,5, Scaglia 6,5; Erpen 6, Rosso 6, Ardizzone 6,5, Statella 5 (dal 1’ s.t. Fabiano 6); Marchi 6 (dal 36’ s.t. Disabato
s.v.), Greco 5,5 (dal 19’ s.t. Iemmello
5,5). (Nodari, Bani, Ghosheh, Pepe).
All. Scazzola 7.
ARBITRO Abisso di Palermo 5,5.
NOTE paganti 2.766, incasso di circa
30.000 euro. Ammoniti Furlan, Marconi,
Pederzoli, Vassallo e Rosso. Angoli 6-8.
DAL NOSTRO INVIATO
ROBERTO PELUCCHI
BOLZANO
La Pro Vercelli ha la promozione in tasca e ora può soltanto buttarla via. L’1-0, firma-
to da Cosenza e ottenuto sfruttando un’uscita a vuoto di Facchin, è un tappeto rosso
srotolato davanti al traguardo.
Sabato alle 18 basterà non perdere al Piola - mai terra di conquista quest’anno - per nobilitare una stagione straordinaria,
che avrebbe il logico finale nel
ritorno in Serie B dopo un anno
di assenza. La Pro ha ottenuto
la vittoria con la forza dell’esperienza, quella che non ha l’Alto
Adige, sfrontato e sfortunato.
Pienone Per questa storica finale lo stadio Druso (inadeguato) non ha lasciato libero neppure un centimetro. Tanta gente è rimasta in piedi lungo la
rampa di accesso della tribuna
Canazza, qualcuno si è seduto
persino su un parapetto in cemento della tribuna centrale. E
chi è stato fuori si è goduto lo
spettacolo (gratis) dal tetto del
palazzetto del basket. Con que-
CATANZARO
BENEVENTO
GDS
sto contorno di passione, l’Alto
Adige si è dimostrato squadra
organizzata e aggressiva, anche
con una certa qualità. La sua
partenza sparata ha costretto i
vercellesi a difendersi, però in
modo ordinato. I padroni di casa hanno insistentemente cercato la via della porta: all’inizio
in modo generoso, ma poco furbo, con il passare dei minuti in
modo sempre più convincente.
Proprio nel finale di tempo sono arrivate le due occasioni più
importanti. La prima confezionata da Turchetta, che ha saltato il proprio marcatore e ha sparato in porta, dove ha fatto buona guardia Russo. Lo stesso portiere, poco dopo, ha deviato in
angolo un tiro ravvicinato di
Fink. Poco pungente la Pro Vercelli, con Marchi in campo nonostante l’influenza e Greco fumoso.
Esperienza La forza, soprattutto mentale, dei vercellesi si è
vista nella gestione del secondo
tempo, che si è aperto con il gol
di Cosenza, bravo a sfruttare il
cross da sinistra di Scaglia e
l’errore di Facchin. La reazione
dell’Alto Adige è stata apprezzabile, ma a quel punto superare la miglior difesa del campionato è stata una «mission impossible». Gli attacchi non sono
mai stati puliti e, se si esclude
un mani sospetto di Cosenza in
area, è stata la Pro ad avere sui
piedi la palla del 2-0 (errore di
Iemmello). Poco male, la B è lì
che aspetta.
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L’esultanza di Romeo Papini, 31 anni, dopo il gol LEZZI
I gol nel mezzo
Papini poi Gori
E brividi finali
Reti dei mediani, traversa di Bogliacino
Tutto aperto tra il Lecce e il Frosinone
LECCE-FROSINONE
1-1
MARCATORI Papini (L) al 15’, Gori (F) al
31’ p.t.
LECCE (4-4-2) Perucchini 6; Sales 5,5,
Diniz 6,5, Abruzzese 6, Lopez 6,5; Ferreira Pinto 6 (dal 14’ s.t. Bogliacino 6),
Salvi 6 ( 39’ s.t. Amodio s.v.), Papini 7,
Doumbia 6; Zigoni 5,5 (dal 29’ s.t. Barraco 5,5), Beretta 6. (Petrachi, Martinez, De Rose, Bellazzini). All. Lerda 6.
FROSINONE (4-1-4-1) Zappino 6; M.
Ciofani 6, Biasi 6 (dal 33’ p.t. Bertoncini 6), Blanchard 6, Crivello 6; Gucher
6,5; Paganini 5,5, Gori 6 (dal 40’ s.t.
Carrus s.v.), Frara 6, Curiale 5,5 (dal
37’ s.t. Gessa s.v.); D. Ciofani 5. (Mangiapelo, Viola, Altobelli, Carlini). All.
Stellone 6.
ARBITRO Sacchi di Macerata 6.
NOTE paganti 11.863, incasso di
161.631,50 euro. Ammoniti Salvi, M.
Ciofani e Abruzzese. Angoli 6-0.
GIUSEPPE CALVI
LECCE
Lerda ci prova ma Stellone resiste. Papini illude il Lec-
ce, poi Gori (con deviazione di
Abruzzese) firma un pari pesante per il Frosinone. Dopo
l’1-1 al Via del Mare è tutto da
rifare. Nel ritorno, sabato alle
18, per la promozione in B, la
squadra laziale dovrà cambiare atteggiamento, andando oltre la tattica di attesa che ha
dato frutti in questo primo
match. Di contro, Lerda, che
riavrà Miccoli (ieri assente per
squalifica), troverà magari più
spazi e potrà sprigionare la
forza degli esterni offensivi
nelle ripartenze.
Sprint Lecce Il Lecce parte
bene, Doumbia è ispirato e
può contare sulle sovrapposizioni di Lopez. Senza Vinetot
(al suo posto Sales a destra e
Diniz centrale), nel 4-4-2 Zigoni e soprattutto Beretta si
sacrificano nella fase di interdizione, con l’obiettivo di
oscurare Gucher nell’imposta-
zione del gioco. Stellone crea
un argine piazzando Gucher
davanti alla difesa e, nel 4-14-1, Daniel Ciofani è il terminale offensivo, dietro al quale
Frara e Gori tentano inserimenti a sorpresa, con Paganini e Curiale che agiscono da
esterni.
Gori, per tutti Al primo vero
tentativo i giallorossi fanno
centro: al 15’ nella trequarti
campo Papini ruba palla a Gori e dal limite dell’area infila
Zappino. La sfida non decolla
sul piano spettacolare. Il Frosinone porta palla, sempre
con lanci lunghi e alti, verso
Daniel Ciofani, al quale
Abruzzese concede davvero
poco. Al 31’ la formazione di
Stellone trova il pareggio: Gori, con la deviazione di Abruzzese, beffa il portiere Perucchini. In chiusura di tempo,
Beretta conclude alto dopo
aver subìto una spinta di Blanchard («per me, era rigore»,
dirà Lerda). Nella ripresa, il
Lecce aumenta la pressione
però, a parte qualche incursione di Doumbia e tentativi poco
precisi di Zigoni e Beretta, solo Bogliacino (subentrato a
Ferreira Pinto) fa tremare il
portiere Zappino, colpendo su
punizione la parte alta della
traversa. Frara e compagni
non soffrono e portano a termine la missione. Il Lecce attende il rientro di Miccoli per
sfondare nella calda sfida di
sabato al Matusa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
SECONDA DIVISIONE ANDATA FINALI PLAYOFF
Porto Tolle, che Gomes
Ora il Forlì deve vincere
PORTO TOLLE-FORLI’
3-2
MARCATORI Pettarin (PT) al 4’, Melandri (F) al 12’, Petras (PT) al 23’ p.t.; Drudi (F) al 26’, Gomes (PT) al 45’ s.t.
PORTO TOLLE (3-4-1-2) Cano 6,5; Bertoli 6,5, Melucci 6, Politti 6; Mogos 6,5,
Pettarin 6,5, Soligo 6, Petras 6,5 (dal
47’ s.t. Frigerio s.v.); Segato 6,5 (dal
33’ s.t. Ferretti 6,5); Baldrocco 6 (dal
26’ s.t. Gomes 7), Longobardi 6,5.
(Del Bino, Migliorini, Laurenti, Gherardi). All. Favaretto 6,5.
FORLÌ (5-3-2) Tonti 6; Ferrini 5,5, Fantini 6, Drudi 6,5, Vesi 6, Boron 6; Tonelli
5,5 (dal 13’ s.t. Djuric 6), Cejas 6, Evangelisti 6 (dal 31’ s.t. Barbagli 6); Melandri 6,5, Bernacci 6 (dal 21’ s.t. Docente
6). (Casadei, Gerolino, Senese, Bergamaschi). All. Rossi 6.
ARBITRO Ripa di Nocera Inferiore 6,5.
NOTE paganti 882, incasso di 8.607
euro. Ammoniti Boron, Drudi, Pettarin,
Baldrocco e Bertoli. Angoli 2-4.
LUIGI FRANZOSO
PORTO TOLLE (Rovigo)
Stavolta i minuti finali
mettono il sorriso al Porto Tolle. Gomes al 90’ firma il 3-2: al
ritorno basterà non perdere a
un Porto Tolle impeccabile in
avanti (tre gol, un palo e molte
azioni pericolose) ma ingenuo
e statico dietro, tanto da
concedere al Forlì due volte la
parità. I romagnoli al ritorno,
vincendo, restano in Lega Pro
(non ci sono supplementari).
LA SITUAZIONE DOMENICA CI SONO LE GARE DI RITORNO
GIRONE B
GIRONE A
CUNEO
PORTO TOLLE
1 1
2 0
Ritorno 8/6
A
PORTO TOLLE
FORLÌ
3
2
© RIPRODUZIONE RISERVATA
R
A
ARZANESE
SORRENTO
Ritorno 8/6
R
0
0
ARZANESE
TUTTOCUOIO
IN LEGA PRO
La partita Segato al 4’ indo-
vina l’assist per Pettarin, che
buca Tonti. Al 12’, mentre Boron è a terra, Bernacci va
avanti e appoggia a Melandri,
micidiale nel superare Cano.
La reazione del Porto Tolle è
veemente: Mogos al 17’ colpisce di testa il palo e al 23’ Petras insacca, raccogliendo il
cross di Longobardi. Nella ripresa il caldo si fa sentire e al
26’ Evangelisti spedisce in
area su punizione e Drudi supera Cano di testa. E nel recupero Ferretti combina con
Longobardi al limite, un rimpallo innesca Gomes che mette a sedere due difensori e il
portiere e poi infila.
0 4
3 0
TORRES
FORLÌ
1 0
0 3
0
2
1
1
NORMANNA
TUTTOCUOIO
GDS
serie D
Playoff: la finale è Akragas-Correggese
Assegnato lo scudetto al Pordenone,
in Serie D si gioca soltanto per i
playoff: hanno conquistato la finale
Akragas (davanti a circa 6.000 spettatori) e Correggese. Ecco i risultati e i
marcatori delle semifinali:
Correggese-Matelica 2-1 D’Addazio (M)
al 13’, Luppi (C) al 18’ p.t.; Francesconi
(C) al 48’ s.t.
Akragas-Pomigliano 3-1 G. Esposito (P)
al 16’ p.t.; Arena (A) su rigore al 7’, Saraniti (A) al 16’, Savanarola (A) al 43’
s.t.
La finale Correggese-Akragas si gioca
domenica in campo neutro. In caso di
parità, subito i rigori. Se non ripescati,
ai vincenti va un contributo di 30 mila
euro, ai perdenti di 15 mila euro..
Bacci frena l’Arzanese
Tuttocuoio, ottimo pari
ARZANESE-TUTTOCUOIO
0-0
ARZANESE (4-3-3) Fiory 6,5; Pacini 6,5,
Caso 6, Polverino 7, Mora 6,5; Ausiello
6,5 (dal 29’ s.t. Perna 6), Giannusa 6,
Ricci 6,5 (dal 36’ s.t. Giacinti s.v.);
Mangiacasale 6,5, Ripa 6, Sandomenico 6 (dal 25’ s.t. U. Improta 6). (Sollo,
Palumbo, Calabrese, Rizzo). All. Marra
6,5.
TUTTOCUOIO (4-4-2) Bacci 7; Arvia 6,
Falivena 6, F.Colombini I 6,5, Cacelli 6;
Giannattasio 6,5, Pane 6, Zane 6, Salzano 6 (dal 18’ s.t. Rosati s.v.); Ferrari
6 (dal 14’ s.t. Cherillo 6), Colombo 6
(dal 25’ s.t. Di Giuseppe 6). (Pistolesi,
Cardarelli, F. Colombini II, Vecchio).
All. Ceccomori 6 (Alvini squalificato).
ARBITRO Cifelli di Campobasso 6.
NOTE spettatori 2.000 circa; paganti e
incasso non comunicati. Ammoniti
Ausiello, Cacelli, Mora, Salzano, Pane,
Ricci, Rosati e Giacinti. Angoli 7-3.
GIOVANNI ARUTA
FRATTAMAGGIORE (Napoli)
Adesso l’Azanese deve
fare un mezzo miracolo: andare a vincere in casa del Tuttocuoio per restare in Lega
Pro. Ai toscani invece basta il
pareggio al 90’: non ci saranno i supplementari.
La partita E’ finita 0-0 la gara di andata con due squadre
molto determinate e concentrate. Nel primo tempo l’Arzanese si fa pericolosa al 37’ con
Ausiello che solo davanti al
portiere sfiora il palo, poi al
41’ con Sandomenico che supera un paio di avversari entra
in area e impegna ancora Bacci. Nella ripresa il Tuttocuoio
ha un’occasione al 24’ con Colombo di testa su cross di Cacelli: buona la deviazione in
angolo di Fiory. Poi l’Arzanese
le ha provate tutte. Prima con
il capocannoniere Ripa: ben
servito da Ausiello e tutto solo
in area, ha costretto il portiere
a una respinta con il corpo.
Sul finale ci ha provato due
volte Perna di testa e ancora
Bacci ha detto di no. Non c’è
stato nulla da fare per l’Arzanese, mentre il Tuttocuoio è
riuscito nell’obiettivo.
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22
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
97° GIRO D’ITALIA IL GRAN FINALE
IERI L’ULTIMO SPRINT ALLO SLOVENO MEZGEC
4
FLASH
ROSA
25,2
l’età media
del podio del
Giro 1979, come
quest’anno: vinse Giuseppe
Saronni (21
anni e 8 mesi)
su Francesco
Moser (27,9) e
Bernt
Johansson
(26,2)
10
le tappe
conquistate dai
corridori Under
26 in questo
Giro d’Italia: la
metà.
Tra di esse,
2 le ha vinte
Ulissi,
3 Bouhanni,
2 Nairo
Quintana
4
le maglie
vinte dagli
Under 26:
oltre a Quintana
(24, rosa e
bianca), Nacer
Bouhanni (23)
ha vinto la
rossa.
Arredondo
(azzurra) ha 25
anni e 10 mesi
CLASSIFICA GENERALE
1. Nairo QUINTANA (Col)
km 3444 in 88h14’32”, media 39,031 km/h
2. Rigoberto URAN (Col)
a 2’58”
3. Fabio ARU
a 4’04”
4. Pierre ROLLAND (Fra)
a 5’46”
5. Domenico POZZOVIVO
a 6’32”
6. Rafal MAJKA (Pol)
a 7’04”
7. Wilco KELDERMAN (Ola)
a 11’00”
8. Cadel EVANS (Aus)
a 11’51”
9. Ryder HESJEDAL (Can)
a 13’35”
10. Robert KISERLOVSKI (Cro)
a 15’49”
DAL NOSTRO INVIATO
LUCA GIALANELLA
TRIESTE
Riscrivete gli albi d’oro.
La nuova generazione spinge,
e il Giro d’Italia diventa il simbolo della svolta. Rosa speranza, e non soltanto per l’Italia.
La meglio gioventù ha le gambe di Nairo Quintana, 24 anni,
prima maglia rosa colombiana
dal 1909, e Fabio Aru, terzo a
23 anni. Un colombiano che
viene dalle Ande e un sardo
cresciuto a Villacidro, zona di
carciofi e pomodori. In mezzo,
Rigoberto Uran, 27, colombiano-bresciano. Fate la somma,
età media 25,2 anni, e scoprite
che era dal 1979 che il Giro
non aveva un podio così giovane. Trentacinque anni sono
due generazioni per le persone normali, quattro per il ciclismo.
Passaggio È il 6 giugno 1979
quando sulla corsa Gazzetta si
accende la stella di Giuseppe
Saronni. Ha 21 anni e 8 mesi,
in quattro stagioni vincerà tutto: un altro Giro nel 1983, il
Mondiale ‘82. E chi arriva secondo? Francesco Moser, quasi 28 anni. Momento di passaggio, inizio di una rivalità
incandescente sulla strada e a
parole. Dopo Coppi e Bartali,
l’Italia si ritrovò di nuovo divisa per la bicicletta. Forse come
avverrà da oggi: sei anni di differenza non sono forse quelli
tra Vincenzo Nibali, re nel
2013 e miglior corridore italiano, e Fabio Aru, suo compagno all’Astana, che ha messo la
ciliegina sulla rinascita del ciclismo italiano? Dopo questo
Giro, le gerarchie non saranno
più quelle di prima.
Spettacolo A Belfast, venerdì 9 maggio, si presentano 198
corridori: 56 sono nati dopo il
1° gennaio 1989, il 35%. Il più
giovane è ancora un colombiano, Sebastian Henao, 20 anni.
A Trieste, dopo 3444 km, di
quei 56 ne arrivano 41, il 38%.
Meglio che in Irlanda. E un under 26 vince la corsa Gazzetta:
Quintana è nato il 4 febbraio
1990. Al Tour 2013, secondo
alle spalle di Froome, conquista le maglie a pois della mon-
UN GIRO
NEL FUTURO
25
anni e 2 mesi: l’età media del podio
Da sinistra: Rigoberto Uran
(27 anni e 4 mesi; Nairo Quintana
(24 e 4 mesi); Fabio Aru, 23 anni
e 11 mesi BETTINI
Re Quintana simbolo
della meglio gioventù
E Aru è il domani d’Italia
Edizione rivoluzionaria della corsa Gazzetta finita a Trieste
Nairo, prima rosa colombiana, guida la nuova generazione
Quattro under 25
nei primi 7 della
classifica: non
s’era mai visto
un Giro così verde
tagna e bianca dei giovani. Qui
il condor delle Ande fa ancora
doppietta con quella bianca.
Ma ci sono altri tre dati significativi per capire il valore del
Giro che abbiamo raccontato:
a) quattro giovani nei primi
sette della generale (dopo
Quintana, Aru 3°, il polacco
Majka 6° e l’olandese Kelderman 7°);
b) dieci tappe su 20 (cronosquadre esclusa), quindi il
50%, vinte da under 26 (3
Bouhanni, 2 Quintana e Ulissi,
Matthews, Aru e Battaglin);
c) giovani sono i padroni di
tre delle quattro maglie. Quintana rosa e bianca ha 24 anni,
il francese Bouhanni (rossa a
punti) 23; l’ennesimo colombiano, Arredondondo, maglia
azzurra della montagna, ha 25
anni, ma è fuori classifica per
appena 5 mesi. E Andrea Fedi,
23 anni, è il corridore che ha
fatto più chilometri in fuga:
608. Cioè tre tappe.
Rivoluzione Trieste mostra il
volto migliore per l’ultimo atto
del Giro della rivoluzione. Decine di migliaia di persone nel
salotto di piazza Unità d’Italia
e lungo il circuito finale. Le
Frecce Tricolori inondano il
cielo di verde-bianco-rosso,
che qui apprezzano come pochi altri luoghi. Bisogna tornare più spesso in questa città dal
fascino unico, aristocratica. La
Colombia è a diecimila chilometri di distanza, ma il cuore è
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
BETTINI
v
identiKit
& CARRIERA
Il passaggio delle Frecce
Tricolori nel cielo di Trieste.
Sotto, Quintana bacia il Trofeo
Senza Fine e fa festa con
compagni e staff della Movistar
NAIRO
ALEXANDER
QUINTANA
Nato il
04/02/1990
a
Combita
Colombia
Da dilettante
Tour de
l’Avenir
2010
Pro’ dal 2012
Corre per
la Movistar
20 Vittorie
di cui 4 in Italia
(Giro d’Italia 2014
con 2 tappe
e il Giro dell’Emilia
2012)
6 giorni
in Maglia
rosa
6 giorni
in Maglia
bianca
Secondo
al Tour 2013
Maglia
bianca
Maglia
a pois
qui in piazza per Quintana. La
commozione del re rosa quando alza la piccola Mariana, la
pioggia (un segno del destino)
che bagna la nuova generazione come i semi del futuro raccolto. E persino la volata vincente dello sloveno Luka Mezgec, anche lui 25 anni, davanti
a Giacomo Nizzolo (25 anni,
al quarto secondo posto!) è
simbolica: il Giro unisce, non
soltanto le due Irlanda. Jugoslavia, Slovenia: parole che a
LA GAZZETTA DELLO SPORT
23
L’Affresco
DI CLAUDIO GREGORI
La piazza di Trieste
crogiolo imperiale
Questa non è una città qualunque. Era il porto
dell’Impero austro-ungarico. È la culla di Joyce e
Svevo, di Stuparich e Giotti, di Umberto Saba e
di Susanna Tamaro. Qui passeggiava Rainer
Maria Rilke, che nel castello di Duino iniziò le
Elegie Duinesi. Qui sono cresciuti Nereo Rocco e
Cesare Maldini. Qui hanno pedalato Giordano
Cottur e Margherita Hack, che in bici sbirciava le
stelle.
Trieste è un crogiuolo imperiale, un punto
d’incontro, un porto mondiale, dove s’approda e
si salpa. Il Giro ci è arrivato con piglio corsaro.
Come per incanto un meraviglioso sciame varicolorato volava tra le pietre nobili, i palazzi
eleganti, il lungomare fiorito di gente, di
applausi e di grida. Perfino Joyce, immobile sul
Ponterosso, s’è scosso, voltandosi alle grida e ha
sbattuto le palpebre della sua faccia di bronzo,
udendo il fracasso di quei corsari che
arrivavano da Dublino, la sua città.
Trieste è una città italiana, certo. Il Giro
l’aveva onorata nel 1919 e nel 1946, dopo le due
guerre mondiali, passando con le sue bandiere
di libertà. La prima volta celebrò il ritorno
all’Italia. La seconda volta fu un grido di
popolo, contro la separazione dalla patria, che i
vincitori della guerra stavano progettando. Qui
la Patria è ancora una parola cara. E anche ieri
Trieste è risuonata dell’Inno di Mameli gridato a
piena voce, mentre le Frecce Tricolori pittavano
nel cielo i colori della bandiera italiana. Ma
Trieste è anche una città planetaria, da sempre
aperta sul mondo. Un crocicchio, dove Oriente e
Occidente s’incontrano, dove il mondo latino
conosce il mondo slavo e si confronta. Un
confronto che ha conosciuto le spine della
storia.
Ieri, invece, Trieste era invasa dai corridori, i
nuovi nomadi, «heimatlos», cittadini del
mondo. Centauri cosmopoliti, che la strada
infinita porta lontano, come la navi, che da
sempre, salpano dal porto di Trieste. Questa è la
città della bora, un vento che schiaffeggia e
abbatte. Ma ieri soffiava la brezza dolce, venata
di malinconia, dell’addio. La carovana si
ritrovava tutti intorno agli ultimi fuochi. Con
ardore. Con passione. In Piazza dell’Unita si
udivano tutte le lingue del mondo e c’era una
grande festa. Era una festa nuova, che faceva
garrire le bandiere colombiane.
Trieste volevano dire ferite
aperte.
Vent’anni fa, nel 1994, Berzin 1° e Pantani 2° avevano 24
anni, e chiusero l’era di Miguel
Indurain. Dieci anni fa, Cunego vinse a 22 anni. Nairo Quintana chiude gli occhi al cielo
sul podio, Fabio Aru sorride
con quel volto già entrato nel
cuore della gente. Dalle Rive
di Trieste salpa il ciclismo del
futuro.
C’erano intensità, commozione, stupore
intorno a quel vincitore nuovo, Nairo Quintana,
che aveva fatto il cammino contrario dei
«conquistadores» e portava nella vecchia
Europa il fascino del nuovo mondo. Una moltitudine festante gioiva, gridava, piangeva,
applaudiva. Così, per contrasto, ci siamo
ricordati dei versi di Saba: «Piaceva / essere così
pochi intirizziti / uniti / come ultimi uomini su un
monte, / a guardare di là l’ultima gara». Erano
pochi, allora, dentro la partita. Ma ieri lo stadio
era la città intera. C’era tutto un popolo, sulla
riva del mare, «a guardare di là l’ultima gara».
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24
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
97° GIRO D’ITALIA IL GIORNO DELLA FESTA
TANTISSIME BANDIERE DEL PAESE SUDAMERICANO IERI A TRIESTE
DAL NOSTRO INVIATO
1
CLAUDIO GHISALBERTI
TRIESTE
«Innamorato del Giro». Quella tra Nairo
Quintana e il Giro d’Italia è stata un’attrazione
reciproca. Non a prima vista, però, perché all’inizio il giovane colombiano ha dovuto soffrire. Cadute e problemi di salute sono stati avversari molto duri. Poi sullo Stelvio, la Cima Coppi,
il Condor ha aperto le ali. Il suo volo, salutato
ieri anche dalle Frecce Tricolori, è stato premiato col trionfo. Così, Quintana, è il sesto debuttante a conquistare la maglia rosa negli ultimi
50 anni.
«Sono molto, molto felice. Mi sembra incredibile avere fatto qualcosa di questa grandezza.
Credo sia meraviglioso anche per la mia famiglia e per tutta la mia gente. E la cosa che ancora
più mi inorgoglisce, ma anche sorprende, è vedere tante persone felici per me. Ho coronato il
sogno di vincere una grande corsa a tappe. Un
sogno che, dopo il secondo posto al Tour dello
scorso anno, sentivo più vicino. Ma non è stato
facile».
Un trionfo merita un messaggio.
«Mai smettere di sognare e lottare. Prima o
poi, con i sacrifici, i desideri si avverano».
Le piace il soprannome Condor?
«Sì, perché è un uccello molto bello che appare nello stemma della Colombia. Vola nei cieli di
Boyaca, su tutte le montagne (e lui ne ha mimato il battito d’ali durante la premiazione, ndr).
Non so se la gente la vede così, ma io gli do questo significato».
Che cosa penserà a luglio durante il Tour?
ORGOGLIO
3
«Rinunciare al Tour di quest’anno è stata una
decisione molto difficile, non solo per me, ma
anche per Eusebio Unzue (il team manager,
ndr). Però qui ho imparato molto, il Giro mi ha
insegnato a correre meglio, in condizioni difficili come quando ero ammalato, a correre come
leader di una squadra in una corsa di tre settimane e vestendo la maglia rosa. Il Tour a luglio
lo vedrò in tv, però mi dovrò svegliare presto per
allenarmi perché la mia stagione non è finita.
Andrò alla Vuelta per fare bene».
Si sente più adatto al Giro o al Tour?
«Non lo so, ma l’anno prossimo correrò il
Tour. Vedremo dopo se potrò correrli entrambi».
Al di là della vittoria: come s’è trovato in Italia?
«Mi sono piaciute tante cose dell’Italia: le
montagne, la natura, l’affetto della gente che mi
ha sostenuto e trasmesso energia. Gli italiani sono stati molto carini con me».
Quando ha capito di avere vinto?
«È stato sullo Zoncolan, perché in una tappa
come quella possono succedere mille cose».
La svolta, e la conquista della rosa, è stata
però sullo Stelvio. L’attacco era programmato?
«No, non lo era. L’idea era quella di attaccare
sull’ultima salita, ma in corsa bisogna sapere cogliere l’occasione e sfruttarla al massimo».
Quella tappa ha suscitato molte polemiche.
«Polemiche o no, ho vinto con un solo compagno in fuga con me, mentre dietro c’erano quattro squadre a inseguirmi. Eppure il mio vantaggio è andato crescendo».
Qual è stato per lei il giorno peggiore della
corsa?
«Le tappe della seconda settimana sono state
«La gente felice per me
È questa la mia gioia»
Quintana sul podio ha mimato il battito d’ali del condor
«Mi piace quel soprannome. Mi sono innamorato del Giro»
Immagini del trionfo
1 Nairo Quintana sfila a Trieste
in Piazza Unità d’Italia BETTINI
2 La festa sul podio LAPRESSE
3 Decine di tifosi colombiani
in prima fila per Nairo LAPRESSE
4 Nairo condivide con mamma
Eloìsa la gioia del trionfo BETTINI
5 Il re in rosa col trofeo «Senza
Fine» abbraccia papà Luis ANSA
6 La compagna Paola e la
figlioletta Mariana completano
il quadretto di famiglia LAPRESSE
quasi tutte difficili, tra tensione, cadute e i miei
problemi di salute. Però sapevo che il giorno di
riposo mi sarebbe stato utile ed ero mentalmente preparato per la tappa della Val Martello. Sapevo che quel giorno avrei potuto fare la differenza e ho pregato perché la tappa non venisse
annullata».
Mai temuto di doversi arrendere?
«No, mai. Sapevo che le cose sarebbero cambiate. Così come non ho mai avuto timore di non
farcela. Neanche per un momento mi sono dato
per vinto. Poi tutti quelli che avevo intorno mi
dicevano: “Tranquillo, arriveranno le tappe di
montagna, dove ti troverai bene e potrai puntare alla vittoria”».
La dedica?
«Alla squadra. La Movistar è come una
famiglia. Credo che in nessun altro team ci
sia questa unità e questa umanità».
Dopo questo Giro avrà più pressione addosso?
«Non la vedo in questo modo. So che avrò
più impegni, ma sono giovane, ho 24 anni, la
pressione arriverà se smetterò di vincere».
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LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
2
COLOMBIA
4
5
6
«Siamo guidati dalla fede
Vorremmo andare dal Papa»
Mamma Eloísa, papà Luis, la compagna Paola: la famiglia si stringe
attorno a Nairo. «È un figlio della natura, la differenza è nella testa»
CLAUDIO GREGORI
TRIESTE
«Nairo es el hijo de la naturaleza», diceva papà Luis. «Nairo è il figlio della natura». Semplice come i fiori. Duro come le pietre.
Bello come le nuvole. Nairo Quintana aveva
vinto il Giro d’Italia, primo sudamericano della storia, e i genitori, minuti, stupiti, si confidavano sotto la tenda, aspettando la premiazione.
Mamma Eloísa, 46 chili di simpatia, che
Nairo portava felicemente sulla canna della bici-
cletta, sorrideva, brandendo con la mano destra
una bandierina colombiana. «Per la famiglia
Quintana è un giorno di gloria», diceva papà Luis, con la fierezza dei «conquistadores» spagnoli.
Il suo discorso era spezzato da uno scroscio. Un
acquazzone fiero si abbatteva sulla piazza e papà
Nairo deve salvarsi al centro della tenda. La
pioggia lo riportava nella dimensione che ama:
«È un segno di Dio. La pioggia è benedetta. Fa
germogliare i semi, crescere le piante. L’acqua dà
la vita».
Impegno Accanto a loro Paola teneva in braccio Mariana, la figlioletta di Nairo, tre mesi e
mezzo, folta capigliatura nera. Tranquilla nella
bolgia, i pugnetti chiusi, sbadigliava. Mamma
Eloísa la guardava con tenerezza e sussurrava:
«Mariana è un dono di Dio». Paola, sgranando gli
occhi, diceva: «Nairo è un uomo buono, umile,
impegnato». Usava il termine «dedicado», che è
più di «impegnato»: contiene una nota affettiva,
riguarda chi si dedica, senza distrarsi alla famiglia, al lavoro, alla casa. Mamma Eloísa aggiungeva: «Nairo è forte, ma sensibile. Ha cuore».
«Il suo segreto è la testa», diceva papà Luis.
«La “cabeza” conta in ogni momento della vita:
nello sport e nel lavoro». Nairo ha una venerazione per suo padre. Si consulta con lui prima di
LA GAZZETTA DELLO SPORT
25
intraprendere qualsiasi cosa. Ma mamma Eloísa
è unica. «È stata davvero l’autentica maestra di
Nairo. È lei che lo ha allevato ed educato», concedeva papà. «È lei che lo ha curato, quando da
piccolo, Nairo prese una malattia, quasi sempre
mortale, “el tentado del difunto”». Mamma Eloìsa, disperata, portò Nairo da Maria, che lo curò
con una pozione di dieci erbe e tuberi, usate dagli antichi «muiscas», un tempo signori del luogo. L’effetto fu prodigioso: Nairo guarì e, a tre
anni, tornò a correre per i prati.
La terra «Coltiviamo patate e mais. Alleviamo
mucche e pecore», diceva papà Luis. «Anche galline», aggiungeva mamma Eloísa. «Abbiamo anche un cane, Chapulin, che è la mascotte di Nairo». «La natura è preziosa e va rispettata», continuava papà Luis.
Era bellissimo il contrasto tra le pietre nobili
della piazza e i volti abbronzati dal sole di quei
due «campesinos» felici. Le loro parole erano
limpide come acqua di sorgente, belle come fiori
di campo. «Nairo era bravo a scuola», raccontava
mamma Eloísa. «Ha fatto per cinque anni 18 chilometri in bicicletta per andare da Cómbita ad
Arcabuco al Colegio Alejandro Humboldt, che
frequentava, e, poi, al ritorno, doveva farli in salita».
«Nairo è cresciuto così. Mi sono accorto che
impiegava meno tempo dei corridori veri», rivelava papà Luis. Finché, nell’aprile 2005, Nairo
aveva sfidato Juan Pistolas, l’asso di Cómbita,
dalla piazza centrale fino all’Alto de Sotos, 32
km, e lo aveva battuto. Cinque anni dopo vinceva
il Tour del l’Avenir. Nove anni dopo ha vinto il
Giro. «La fede è la colonna della nostra fami-
«Coltiviamo patate e mais.
Alleviamo mucche, pecore e
galline. Siamo gente semplice,
fiera e onesta. Nairo è così
come lo vedete: buono e forte»
glia», confidava Paola, tenendo la sua bimba con
la delicatezza che si riserva ai fiori. «Nairo è fedele alla Virgen del Topo», aggiungeva mamma
Eloísa. La Madonna del Miracolo. «La prego sempre quando Nairo gareggia». Poi rivelava: «Il nostro sogno è di andare tutti a Roma da Papa Francesco».
L’Italia I Quintana sono da quattro giorni in
Italia. La conoscono bene. «L’anno scorso siamo
venuti al campionato del mondo di Firenze e abbiamo visitato Firenze, Pisa, Roma, Milano», diceva mamma Eloísa. «L’Italia ci incanta». L’Italia
ha dato a Nairo un soprannome nuovo: El Condor. «È molto bello e piace anche a Nairo. Il condor è l’uccello più grande del mondo e sta nello
stemma colombiano. Così Nairo diventa il simbolo del suo paese». Intorno a loro migliaia di
colombiani, venuti da tutta Italia, sventolavano
le bandiere, innalzavano cartelli, mandavano
baci. Poi, finita la pioggia, Nairo andava sul podio. Papà Luis, deposto il bastone, si appoggiava
al podio per poter tenere con le mani e sventolare la bandiera colombiana. Quando aveva 7 anni
il camion che lo portava si rovesciò, ebbe una
lesione spinale: dovette subire 14 operazioni,
prima di riprendere a camminare con il bastone.
Ora, gli occhi umidi di pianto, era più forte del
dolore. Guardava Nairo alzare gli occhi al cielo,
brandire la coppa, simulare con le braccia tese il
volo del condor. «È il giorno più bello della nostra vita», sussurrava mamma Eloísa, mentre
una lacrima rotolava sulla sua guancia come un
diamante.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
27
97° GIRO D’ITALIA LE PAGELLE DEI BIG
URAN HA REGALATO ALL’OMEGA-QUICK STEP IL PRIMO PODIO DI SEMPRE IN UN GRANDE GIRO
Basso e Cunego, è finita un’epoca
Dopo Aru la rivelazione è l’olandese Kelderman. Ottimo Rolland, bocciato Santaromita
Si è esaltato
È nella storia
h 100
Nairo Quintana
La corsa più dura
ura del
mondo ha esaltato
tato il
colombiano. L’Italia
Italia lo
scoprì al Giro
dell’Emilia 2012,
2, in
cima al San Luca.
uca.
Poi il Tour 2013,
3, il
2° posto. E ora
a il
Giro, primo
colombiano a
centrare la maglia
aglia
rosa. A 24 anni.
ni.
Fondamentale
e
restare tranquillo dopo un
n
inizio zoppicante,
ante,
la pioggia di Belfast,
il mal di gola, il catarro, gli
antibiotici. Glili sono bastate
tre tappe perr vincere, come
aveva ipotizzato
zato il suo
stratega Unzue:
zue: Val Martello,
Grappa e Zoncolan.
ncolan. Trionfare
in rosa nella cronoscalata è
segno di maturità
turità e rispetto per
la corsa. Simboleggia
mboleggia la nuova
generazione
e al potere
ANSA
A CURA
DI LUCA GIALANELLA
IALANELLA
9
8
8
7,5
7
6,5
3° a 4’04”
Lo scalatore sardo
è ssbocciato prima con
l’al
l’allungo di Oropa, poi con
lo straripante
s
trionfo di
Mo
Montecampione e l’exploit
ne crono. L’Italia del
nella
f
futuro
e della svolta.
A
Anche
uomo mercato
B
BETTINI
2° a 2’58”
Secondo come nel 2013,
ma allora perse tutto da
Nibali nelle crono. Stavolta ha dominato a Barolo.
Preso dall’Omega per far
classifica, ha regalato al
team belga il primo podio
in un grande giro
LAPRESSE
4° a 5’46”
In questo Giro ha capito
quali siano le sue
possibilità. Ha corso
senza stress e
marcamento, di grande
esperienza: come è uno
che ha vinto sull’Alpe
d’Huez al Tour de France.
ANSA
5° a 6’32”
Per la prima volta entra
nei migliori cinque di un
grande giro. Ha speso
troppo nella prima parte,
per sfruttare la
condizione della Liegi, e
non ha colpito come
doveva ad alta quota
ANSA
7° a 11’
Dopo Aru, è la grande
rivelazione del Giro. A 23
anni ha dimostrato di
essere competitivo ad
alto livello, anche se ha
pagato le pendenze dello
Zoncolan. Il più giovane
dei primi 21 in classifica
BETTINI
6° a 7’04”
Ha sbagliato soltanto la
cronoscalata del Grappa,
forse perché sentiva
troppo questa prova,
alla fine determinante
per la classifica. Ha 24
anni, è della generazione
di Kwiatkowski
BETTINI
6
5,5
5,5
4,5
4
4
12° a 26’13”
Terzo italiano in classifica, a 36 anni. Ha corso
sempre con intelligenza:
non aveva le gambe dei
ragazzini terribili, ha evitato lo scontro frontale e
cercato l’astuzia, la fuga:
ottimo 2° Sullo Zoncolan.
BETTINI
8° a 11’51”
Forse non farà più la valigia al Giro. A 37 anni e
mezzo, l’australiano, 5°
nel 2010 e 3° nel 2013, è
stato perfetto fino alla
crono di Barolo, con 4
giorni in rosa. In montagna s’è sempre staccato
ANSA
9° a 13’35”
Si è spento nelle ultime
tre tappe vere del Giro:
Panarotta, il Grappa e lo
Zoncolan. Peccato, perché il re del 2012 si era
salvato dalla debacle
della cronosquadre e
poteva entrare nei top 5.
BETTINI
15° a 32’08”
Il cuore del vecchio leone
non basta più. Vederlo
aggrapparsi al manubrio
in salita e ondeggiare in
sella non ci piace. Un
applauso per l’orgoglio
a Panarotta: è il rispetto
che doveva al Giro
BETTINI
Ritirato
Nell’Orica che ha
dominato la prima parte
del Giro, ha stonato.
È sembrato un pesce
fuor d’acqua rispetto
al clan australiano. E ha
pagato una partenza
stressante in Irlanda
BETTINI
19° a 49’22”
Gli serve un esame di
coscienza per capire la
strada da seguire. In
squadra è esploso Ulissi,
Cattaneo sta crescendo
bene: hanno 8 e 9 anni di
meno. Impalpabile, a parte due fughe
ANSA
Aru
Ar
Pellizotti
P
Uran
Evans
Rolland
Hesjedal
Pozzovivo
Basso
Kelderman
Santaromita
Majka
Cunego
28
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
97° GIRO D’ITALIA LA RIVELAZIONE
FABIO CON IL TEAM KAZAKO HA UN CONTRATTO FINO AL 2015 CON OPZIONE PER IL 2016
Aru, l’asta
è già partita
Bmc e Sky
pronte a follie
Offriranno al sardo un triennale da 6 milioni,
ma la ricca Astana cercherà di blindarlo
C’è pure il nodo Nibali: possono convivere?
DAL NOSTRO INVIATO
LUCA GIALANELLA
TRIESTE
L’asta si è scatenata. Fabio
Aru, a 23 anni, vale già un contratto milionario. E si sono mosse squadre con portafoglio no-limits: in primis, la statunitense
Bmc e l’inglese Sky. Due milioni
di euro netti per tre anni: questa
è l’offerta che il sardo di Villacidro troverà sul tavolo della sua
casa di Ponte San Pietro (Bg). Cifre da capogiro per il campioncino emergente che ha incantato
al Giro d’Italia.
Squadra-stato Aru è sotto
contratto con l’Astana anche per
il 2015, con un’opzione per il
2016. Ed è chiaro che la sua strada si incrocia con quella di Vincenzo Nibali, che con i kazaki ha
firmato sino al 2016, 3 milioni
netti a stagione: uno dei più più
pagati al mondo. Non sarà comunque facile strappare Aru al
team di Giuseppe Martinelli:
l’Astana è una squadra-stato, bu-
L’urlo di Fabio Aru, 23 anni,
a Montecampione LAPRESSE
dget illimitato, espressione della
politica sportiva della nazione
emergente nello scacchiere asiatico. Nibali e Aru sono l’unica
coppia da grandi giri del presente e del futuro. In prospettiva,
possono vincere tutto. E sappiamo che i Giri sono la vetrina più
importante per la pubblicità e il
marketing. Un esempio? Nel
2010 la Liquigas vinse il Giro con
Basso e la Vuelta con Nibali: investiti 10 milioni di euro, il ritorno fu di 4 volte.
Leader cercasi Perché Bmc e
Sky? Per un motivo che le accomuna: serve un leader per il futuro. La Bmc perde Cadel Evans,
ormai vicino alla pensione a 37
anni e mezzo, e può offrire ad
Aru uno staff tecnico con gli italiani Valerio Piva e Maximilian
Sciandri, aspetto non secondario. Il Team Sky, dal canto suo,
perderà sicuramente Wiggins,
che vuole chiudere la carriera
con la Garmin del vecchio amico
Vaughters (e lo tenta anche l’Orica): Chris Froome ha la stessa età
di Nibali, 29 anni, ma alle spalle
del keniano bianco non c’è molto. Richie Porte non convince, e
poi Sky Italia, che contribuisce al
budget team, «chiede» un italiano di primo piano. Nel 2010, la
squadra di Brailsford aveva disperatamente cercato di strappare Nibali alla Liquigas. Quanto
guadagna adesso Fabio Aru?
Contratto da 500 mila euro a stagione; bonus di 100-150 mila euro per il Giro. Entro la metà di
giugno l’incontro dei manager di
Aru con Vinokourov. Per capire
quali siano le intenzioni. E come
inquadrare Nibali? Possono convivere? E se partisse invece il siciliano? Non dimentichiamo che
sul mercato incombe il nuovo team di Fernando Alonso: Nibali
potrebbe essere l’uomo perfetto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gazzetta.it
CHIUDE OGGI NELLA SALA D’ARTE COMUNALE
Cottur in mostra a Trieste
Quando entrò, da solo, al
motovelodromo nella prima tappa del
Giro del 1946, la Milano-Torino.
Quando venne portato in trionfo dalla
folla dell’Arena di Milano, 50 mila
spettatori, l’ultimo giorno del Giro del
1946. Quando fumava un sigaro – lui
come Bartali e Coppi, come Kubler e
Bobet – dietro le quinte del film «Totò
al Giro d’Italia». Quando pedalava
con gli occhiali da saldatore, con una
smorfia che sembrava quasi un
sorriso. Giordano Cottur viene
ricordato nella sua Trieste da una
mostra allestita dal figlio Giovanni
nella Sala comunale d’arte di Piazza
Unità, nel centenario della nascita e
a otto anni dalla morte. Fotografie,
documenti, giornali e due biciclette
da corsa Wilier distanziate da 60
anni di storia. Cottur, a Trieste, è
sinonimo di ciclismo: il primo fu
Giovanni, un forte corridore all’inizio
del Novecento, poi Giordano, tre
volte terzo al Giro (1940, 1948 e
1949), quindi l’attuale Giovanni, che
continua a pedalare con la società
ciclistica, con il negozio di biciclette
e anche con questo affettuoso
ricordo. La mostra chiude oggi: orari
10-13 e 17-20.
past
NEL NOSTRO SPECIALE
HIGHLIGHTS, INTERVISTE
E LA FESTA COLOMBIANA
Per rivivere le emozioni
del gran finale del Giro
d’Italia 2014 entra nello
speciale dedicato su
Gazzetta.it con gli highlights
di tutte le tappe, le gallery
con le foto più belle, i video
sulla festa colombiana a
Trieste e tutte le interviste, al
vincitore Nairo Quintana e
non solo: Uran, Mezgec, Aru
e Arredondo.
La corsa ai raggi X
DATA
9/5
10/5
11/5
12/5
13/5
14/5
15/5
16/5
17/5
18/5
19/5
20/5
21/5
22/5
23/5
24/5
25/5
25/5
27/5
28/5
29/5
30/5
31/5
Ieri
TAPPA
KM
ARRIVO
MAGLIA ROSA
ROSSA
AZZURRA
BIANCA
1a BELFAST-BELFAST (cronosquadre)
2a BELFAST-BELFAST
3a ARMAGH-DUBLINO
TRASFERIMENTO E RIPOSO a Bari
4a GIOVINAZZO-BARI
5a TARANTO-VIGGIANO
6a SASSANO-MONTECASSINO
7a FROSINONE-FOLIGNO
8a FOLIGNO-MONTECOPIOLO
9a LUGO-SESTOLA
RIPOSO a Modena
10a MODENA-SALSOMAGGIORE TERME
11a COLLECCHIO-SAVONA
12a BARBARESCO-BAROLO (cronometro)
13a FOSSANO-RIVAROLO CANAVESE
14a AGLIÈ-OROPA
15a VALDENGO-PLAN DI MONTECAMPIONE
RIPOSO a Ponte di Legno (Brescia)
16a PONTE DI LEGNO-VAL MARTELLO
17a SARNONICO-VITTORIO VENETO
18a BELLUNO-RIFUGIO PANAROTTA
19a BASSANO-CIMA GRAPPA (cronoscalata)
20a MANIAGO-MONTE ZONCOLAN
21a GEMONA-TRIESTE
21,7
219
187
ORICA
KITTEL
KITTEL
TUFT
MATTHEWS
MATTHEWS
KITTEL
KITTEL
TJALLINGII
TJALLINGII
DURBRIDGE
MATTHEWS
MATTHEWS
103,7
203
257
211
179
172
BOUHANNI
ULISSI
MATTHEWS
BOUHANNI
ULISSI
WEENING
MATTHEWS
MATTHEWS
MATTHEWS
MATTHEWS
EVANS
EVANS
BOUHANNI
VIVIANI
VIVIANI
BOUHANNI
BOUHANNI
BOUHANNI
TJALLINGII
TJALLINGII
MATTHEWS
MATTHEWS
ARREDONDO
ARREDONDO
MATTHEWS
MATTHEWS
MATTHEWS
MATTHEWS
MAJKA
MAJKA
173
249
42,2
157
164
225
BOUHANNI
ROGERS
URAN
CANOLA
BATTAGLIN
ARU
EVANS
EVANS
URAN
URAN
URAN
URAN
BOUHANNI
BOUHANNI
BOUHANNI
BOUHANNI
BOUHANNI
BOUHANNI
ARREDONDO
ARREDONDO
ARREDONDO
ARREDONDO
ARREDONDO
ARREDONDO
MAJKA
MAJKA
MAJKA
MAJKA
MAJKA
MAJKA
136
208
171
26,8
167
172
QUINTANA
PIRAZZI
ARREDONDO
QUINTANA
ROGERS
MEZGEC
QUINTANA
QUINTANA
QUINTANA
QUINTANA
QUINTANA
QUINTANA
BOUHANNI
BOUHANNI
BOUHANNI
BOUHANNI
BOUHANNI
BOUHANNI
ARREDONDO
ARREDONDO
ARREDONDO
ARREDONDO
ARREDONDO
ARREDONDO
QUINTANA
QUINTANA
QUINTANA
QUINTANA
QUINTANA
QUINTANA
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
29
97° GIRO D’ITALIA LA GUIDA
COSÌ L’ULTIMA TAPPA DA GEMONA DEL FRIULI A TRIESTE
POS CORRIDORE
ordine d’arrivo
1
Giacomo Nizzolo, 25 anni BETTINI
TEMPO
25 MAJKA (POL)
51 RATTO (ITA)
77 PELLIZOTTI (ITA)
104 CAPECCHI (ITA)
130 ZOIDL (AUT)
(abb. 10”)
26 GUSEV (RUS)
52 ARASHIRO (GIAP)
78 LE BON (FRA)
105 ROGERS (AUS)
131 HONDO (GER)
27 GATTO (ITA)
53 GENIEZ (FRA)
79 BEPPU (GIAP)
106 IZAGUIRRE (SPA)
132 ARREDONDO (COL)
28 URAN (COL)
54 POLANC (SLO)
80 AMADOR (C.RICA)
107 ANACONA (COL)
133 PANTANO (COL)
29 VEELERS (OLA)
55 PUCCIO (ITA)
81 LOSADA (SPA)
108 MOUREY (FRA)
30 EVANS (AUS)
56 RODRIGUEZ (VEN)
82 QUINTANA (COL)
109 PONZI (ITA)
57 ROCHE (IRL)
83 VENTOSO (SPA)
110 OSS (ITA)
58 MCCARTHY (AUS)
84 ANTON (SPA)
111 SERRY (BEL)
a 1'06"
112 ZARDINI (ITA)
a 1'18"
km 172 in 4h23’58”, media 39,095 km/h
2
NIZZOLO (ITA)
3
FARRAR (USA)
(abb. 4")
4 BOUHANNI (FRA)
(abb. 1")
5
Nizzolo ancora 2°:
è la quarta volta
Viviani solo 20°
MEZGEC (SLO)
(abb. 6") s.t.
FERRARI (ITA)
31 BERARD (FRA)
6
DUQUE (COL)
32 POZZOVIVO (ITA)
7
PAOLINI (ITA)
33 ARU (ITA)
a 9"
59 ROVNY (RUS)
8
VAN DER SANDE (BEL)
34 SANCHEZ (SPA)
60 DE BACKER (BEL)
9
BOZIC (SLO)
86 ZEITS (KAZ)
134 CHALAPUD (COL)
a 43"
135 BONO (ITA)
a 57"
136 CATTANEO (ITA)
a 1'58"
138 TORRES (COL)
139 ALAFACI (ITA)
140 SELLA (ITA)
35 VERMOTE (BEL)
61 VAN POPPEL (OLA)
36 QUINZIATO (ITA)
62 HAAS (AUS)
11 BATTAGLIN (ITA)
37 BRAMBILLA (ITA)
63 HESJEDAL (CAN)
12 MONTAGUTI (ITA)
38 CATALDO (ITA)
64 CARDOSO (POR)
13 COLBRELLI (ITA)
39 WYSS (SVI)
65 GESCHKE (GER)
14 CANOLA (ITA)
40 PAUWELS (BEL)
66 GOOS (OLA)
15 PREIDLER (AUT)
41 TANNER (AUS)
67 DOMONT (FRA)
16 SWIFT (GB)
42 HENAO (COL)
68 KEIZER (OLA)
17 VAN EMDEN (OLA)
43 KISERLOVSKI (CRO)
69 LANDA (SPA)
96 HERRADA (SPA)
122 ROMERO (COL)
149 PICHON (FRA)
a 2'32"
18 VUILLERMOZ (FRA)
44 CUNEGO (ITA)
70 TIMMER (OLA)
97 MOSER (ITA)
123 DUARTE (COL)
150 JUUL JENSEN (DAN)
a 2'38"
19 GRETSCH (GER)
45 MORENO (SPA)
71 MALACARNE (ITA)
98 BAK (DAN)
124 BELKOV (RUS)
151 AGNOLI (ITA)
20 VIVIANI (ITA)
46 ROLLAND (FRA)
72 SUTTON (AUS)
99 BOUET (FRA)
125 GODOY (VEN)
152 PIRAZZI (ITA)
21 CHAVANEL (FRA)
47 TIRALONGO (ITA)
73 FRAPPORTI (ITA)
100 NIEMIEC (POL)
126 VEIKKANEN (FIN)
153 TULIK (FRA)
22 BARBIN (ITA)
48 MONFORT (BEL)
74 MONSALVE (VEN)
101 POLJANSKI (POL)
127 QUEMENEUR (FRA)
23 KELDERMAN (OLA)
49 GASPAROTTO (ITA)
75 HERMANS (BEL)
102 FLENS (OLA)
128 HOOGERLAND (OLA)
24 TJALLINGII (OLA)
50 VORGANOV (RUS)
76 RUBIANO (COL)
103 DUPONT (FRA)
129 BOEM (ITA)
Lo sloveno è di Kranj, 79 km in linea d’aria dall’arrivo di Trieste
«Non poteva esserci giorno migliore per vincere al Giro»
DAL NOSTRO INVIATO
MARCO PASTONESI
TRIESTE
«Ai 600 metri ero in ottima posizione. Ho pensato: oggi me la gioco. All’improvviso
mi sono trovato in mezzo al
gruppo. Ho pensato: anche oggi è andata. Ai 350 ho intravvisto un buco, a destra, e mi ci sono ficcato. Ho pensato: speriamo che quel buco non si chiuda. Ai 150 sono uscito. Ho
pensato: dai che è la volta buona. Ai 50 ero primo. Ho pensato: è fatta».
Vent’anni fa Luka Mezgec re-
Luka Mezgec, 25 anni: 5 successi nel 2014, 16 in carriera BETTINI
«
Che sfortuna a
Bari, quando mi è
saltata la catena
a 300 metri
dal traguardo
LUKA MEZGEC
25 ANNI
Pensavo di essere uno scalatore, invece mi sono rivelato un
velocista». Vittorie in Croazia,
Slovenia, Polonia, Russia, Cina. Quest’anno tre volate vincenti al Giro della Catalogna.
Un arrivederci «Abbiamo
aperto il Giro con le due vittorie di Kittel e lo abbiamo chiuso
con una mia — dice Mezgec —.
E se a Bari non fossi stato colpito dalla sfortuna, avevo la vittoria già servita su un piatto
d’oro. Invece ai 300 metri mi è
saltata la catena, e addio sogni
di gloria». Mezgec dice che
«non poteva esserci giorno migliore per vincere in un grande
giro», confessa che «ho tenuto
duro, da Belfast a Trieste è stata una lunga strada, il momento più difficile giù dallo Stelvio,
per il freddo e il pericolo, ci
vorrebbero regole precise per
le condizioni estreme», ricorda
che «Kittel e Degenkolb sono
buoni insegnanti, non soffro di
gelosia, anzi, posso imparare
senza la pressione di ottenere
risultati immediati», spiega come «in montagna cerco sempre
di risparmiare energie», dichiara che «la Slovenia è piccola, ma ha un bel gruppo di corridori, uniti, che stanno bene
insieme». E proclama che
«adesso che il Giro è concluso,
posso finalmente mangiare
tutto». Poi precisa: «Tranne pasta e riso. Quelli non li posso
più vedere».
114 MARANGONI (ITA)
88 BASSO (ITA)
90 RABOTTINI (ITA)
141 SICARD (FRA)
115 ARMEE (BEL)
89 PETROV (RUS)
a 28"
91 MORI (ITA)
142 BANDIERA (ITA)
116 DOCKX (BEL)
143 LONGO BORGHINI (ITA)
117 HEPBURN (AUS)
144 HUREL (FRA)
118 FISCHER (BRA)
92 DE GENDT (BEL)
119 EISEL (AUT)
93 FEDI (ITA)
120 BOOKWALTER (USA)
94 HANSEN (AUS)
121 STAMSNIJDER (OLA)
95 POELS (OLA)
(abb. 3")
Fedi in fuga
per 608 km
137 BONGIORNO (ITA)
113 KOCH (GER)
87 CASTROVIEJO (SPA)
ALTRI PREMI
10 KEISSE (BEL)
Mezgec, la gioia finale
a due passi da casa
«E ora posso mangiare»
spirava l’aria di casa. Sentiva la
pressione. Come se fosse «homeboy», «enfant du pays», profeta in patria. E ha vinto. Da
Kranj a Trieste ci sono 79 km di
distanza d’aria e 124 di strada,
più una linea di confine e una
storia già scritta. Luka Mezgec
è di Kranj, la terza città più popolosa della Slovenia. E quando il Giro d’Italia arrivò a Kranj
20 anni fa meno un giorno —
era il 2 giugno 1994 —, Luka
non aveva neanche sei anni e
non ricorda nulla, anzi, di quel
giorno, fino a ieri, non sapeva
nulla. «Ma è bello sapere che
forse il Giro è passato sotto casa. Magari era un segno del destino». Tutto è cominciato con
una bella bici acquistata a un
buon prezzo. «I miei amici si
chiedevano che cosa me ne facessi di una bici così bella se
non ci sapevo neanche andare.
Ho cominciato ad allenarmi
per dimostrare che ero capace,
anzi, che ero forte». Luka aveva
16 anni. «Alla prima gara,
mountain bike, sono arrivato
terzo». Ed è stato convocato in
nazionale. «Poi dalla mountain
bike sono passato alla strada.
85 MORABITO (SVI)
a 1'49"
145 FELLINE (ITA)
a 2'01"
146 MALORI (ITA)
a 2'03"
147 BOL (OLA)
a 2'08"
148 WELLENS (BEL)
a 2'10"
154 DEIGNAN (IRL)
a 2'46"
155 TUFT (CAN)
a 1'32"
(abb. 2") a 3'14"
156 QUINTERO (COL)
Andrea Fedi,
23enne della Neri, è
stato il corridore che
ha percorso più
chilometri in fuga:
608. L’uomo più
combattivo è stato
Julian Arrendondo,
già vincitore della
classifica dei Gpm.
Il premio «Azzurri
d’Italia» lo ha vinto
Nacer Bouhanni.
Infine i traguardi
volanti: 32 punti
per Marco Bandiera.
a 4'17"
L’ALBO D’ORO
la classifica finale
Ganna il primo
Binda, Coppi
e Merckx
con 5 trionfi
EVANS 8° DAVANTI A HESJEDAL, PELLIZOTTI CHIUDE 12°
Tre corridori hanno vinto
il Giro d’Italia 5 volte: Alfredo
Binda, Fausto Coppi e Eddy
Merckx. I successi italiani sono
67, mentre la nazione straniera
che ha vinto di più è il Belgio
con 7.
L’ALBO D’ORO 1909 Ganna
1910 Galetti 1911 Galetti 1912 Atala
(a squadre) 1913 Oriani 1914
Calzolari 1915-1918 non disputato
1919 Girardengo 1920 Belloni 1921
Brunero 1922 Brunero 1923
Girardengo 1924 Enrici 1925 Binda
1926 Brunero 1927 Binda 1928
Binda 1929 Binda 1930 Marchisio
1931 Camusso 1932 Pesenti 1933
Binda 1934 Guerra 1935
Bergamaschi 1936 Bartali 1937
Bartali 1938 Valetti 1939 Valetti
1940 Coppi 1941-1945 non
disputato 1946 Bartali 1947 Coppi
1948 Magni 1949 Coppi 1950
Koblet 1951 Magni 1952 Coppi
1953 Coppi 1954 Clerici (Svi) 1955
Magni 1956 Gaul (Lus) 1957 Nencini
1958 Baldini 1959 Gaul (Lus) 1960
Anquetil (Fra) 1961 Pambianco 1962
Balmamion 1963 Balmamion 1964
Anquetil (Fra) 1965 Adorni 1966
Motta 1967 Gimondi 1968 Merckx
(Bel) 1969 Gimondi 1970 Merckx
(Bel) 1971 Petterson (Sve) 1972
Merckx (Bel) 1973 Merckx (Bel)
1974 Merckx (Bel) 1975 Bertoglio
1976 Gimondi 1977 Pollentier (Bel)
1978 De Muynck (Bel) 1979 Saronni
1980 Hinault (Fra) 1981 Battaglin
1982 Hinault (Fra) 1983 Saronni
1984 Moser 1985 Hinault (Fra)
1986 Visentini 1987 Roche (Irl)
1988 Hampsten (Usa) 1989 Fignon
(Fra) 1990 Bugno 1991 Chioccioli
1992 Indurain (Spa) 1993 Indurain
(Spa) 1994 Berzin (Rus) 1995
Rominger (Svi) 1996 Tonkov (Rus)
1997 Gotti 1998 Pantani 1999 Gotti
2000 Garzelli 2001 Simoni 2002
Savoldelli 2003 Simoni 2004
Cunego 2005 Savoldelli 2006
Basso 2007 Di Luca 2008
Contador (Spa) 2009 Menchov
(Rus) 2010 Basso 2011 Scarponi (a
tavolino dopo la squalifica per
doping di Contador) 2012 Hesjedal
(Can) 2013 Nibali 2014 Quintana
(Col)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
52
BATTAGLIN (ITA)
a 2h06'42"
104 HAAS (AUS)
a 3h34'24"
1 QUINTANA (COL)
53
ZARDINI (ITA)
a 2h10'50"
105 HOOGERLAND (OLA)
a 3h37'09"
km 3444,4 in 88h14’32”, media 39,031 km/h
54
WELLENS (BEL)
a 2h12'34"
106 PONZI (ITA)
a 3h37'13"
2
URAN (COL)
a 2'58"
55
VORGANOV (RUS)
a 2h15'56"
107 VAN EMDEN (OLA)
a 3h37'17"
3
ARU (ITA)
a 4'04"
56
BAK (DAN)
a 2h17'27"
108 FRAPPORTI (ITA)
a 3h37'41"
4
ROLLAND (FRA)
a 5'46"
57
CASTROVIEJO (SPA)
a 2h18'13"
109 VEIKKANEN (FIN)
a 3h37'48"
5
POZZOVIVO (ITA)
a 6'32"
58
DOMONT (FRA)
a 2h22'05"
110
AMADOR (C.RICA)
a 3h39'20"
6
MAJKA (POL)
a 7'04"
59
BONGIORNO (ITA)
a 2h23'07"
111
PAOLINI (ITA)
a 3h44'46"
7
KELDERMAN (OLA)
a 11'00"
60
GUSEV (RUS)
a 2h23'21"
112
QUINZIATO (ITA)
8
EVANS (AUS)
a 11'51"
a 2h25'12"
113
SWIFT (GB)
a 3h46'11"
9
HESJEDAL (CAN)
a 13'35"
ANACONA (COL)
a 2h27'30"
114
HONDO (GER)
a 3h47'43"
10
KISERLOVSKI (CRO)
a 15'49"
63
SELLA (ITA)
a 2h27'46"
115
DOCKX (BEL)
a 3h48'30"
11
VUILLERMOZ (FRA)
a 24'45"
64
CATTANEO (ITA)
a 2h27'54"
116
GATTO (ITA)
a 3h48'48"
12
PELLIZOTTI (ITA)
a 26'13"
65
DE GENDT (BEL)
a 2h28'15"
117
QUINTERO (COL)
a 3h50'44"
66
MONSALVE (VEN)
a 2h28'48"
118
MORI (ITA)
a 3h53'05"
67
KEIZER (OLA)
a 2h30'31"
119
BARBIN (ITA)
68
BOOKWALTER (USA)
a 2h32'42"
69
GESCHKE (GER)
a 2h33'30"
70
BERARD (FRA)
a 2h34'17"
71
AGNOLI (ITA)
a 2h38'55"
72
HERMANS (BEL)
a 2h41'22"
73
HANSEN (AUS)
a 2h42'36"
74
SERRY (BEL)
a 2h42'54"
POS. CORRIDORE
TEMPO
13
GENIEZ (FRA)
a 27'02"
14
MONFORT (BEL)
a 28'36"
15
BASSO (ITA)
a 32'08"
16
DUPONT (FRA)
a 36'15"
17
RABOTTINI (ITA)
a 46'35"
18
ROGERS (AUS)
a 48'06"
19
CUNEGO (ITA)
a 49'22"
20
CARDOSO (POR)
a 51'09"
21
POELS (OLA)
a 55'59"
22
HENAO (COL)
a 56'24"
23
HERRADA (SPA)
a 59'01"
61
62
SANCHEZ (SPA)
a 1h02'40"
25
MORABITO (SVI)
a 1h02'59"
26
CATALDO (ITA)
a 1h04'46"
27
PREIDLER (AUT)
a 1h05'03"
28
29
DUARTE (COL)
BRAMBILLA (ITA)
a 1h05'53"
a 1h09'46"
30
ROCHE (IRL)
a 1h13'07"
31
PAUWELS (BEL)
a 1h15'13"
32
PANTANO (COL)
a 1h16'16"
120 MOSER (ITA)
121
CHALAPUD (COL)
a 3h45'16"
a 3h53'33"
MALORI (ITA)
a 3h53'42"
122 CANOLA (ITA)
a 3h56'43"
123 TULIK (FRA)
a 3h58'41"
124 BOZIC (SLO)
a 4h03'51"
125 VENTOSO (SPA)
a 4h04'36"
126 RATTO (ITA)
75
24
ARREDONDO (COL)
a 4h04'39"
127 ARASHIRO (GIAP)
a 4h05'01"
128 BOEM (ITA)
a 4h05'56"
a 2h46'49"
76
GODOY (VEN)
77
BONO (ITA)
a 2h48'24"
78
DUQUE (COL)
a 2h48'58"
79
CAPECCHI (ITA)
a 2h49'18"
80
QUEMENEUR (FRA)
a 2h52'20"
81
TORRES (COL)
a 2h52'24"
82
BEPPU (GIAP)
a 2h58'07"
83
IZAGUIRRE (SPA)
a 2h59'06"
84
WYSS (SVI)
a 2h59'14"
85
PIRAZZI (ITA)
a 3h04'50"
86
RODRIGUEZ (VEN)
a 3h06'07"
87
TIMMER (OLA)
a 3h07'00"
88
VERMOTE (BEL)
a 3h07'48"
89
LE BON (FRA)
a 3h10'20"
a 2h47'27"
129 PICHON (FRA)
a 4h07'42"
130 TANNER (AUS)
a 4h07'43"
131
a 4h08'03"
VAN POPPEL (OLA)
132 FLENS (OLA)
a 4h11'08"
133 DE BACKER (BEL)
a 4h13'17"
134 HUREL (FRA)
a 4h18'05"
135 FISCHER (BRA)
a 4h24'05"
136 MEZGEC (SLO)
a 4h27'29"
137 MARANGONI (ITA)
a 4h27'36"
33
MOUREY (FRA)
a 1h19'33"
34
LANDA (SPA)
a 1h23'06"
35
GOOS (OLA)
a 1h30'43"
36
LOSADA (SPA)
a 1h35'40"
37
ANTON (SPA)
a 1h37'49"
38
BOUET (FRA)
a 1h39'29"
90
BELKOV (RUS)
a 3h10'38"
39
MALACARNE (ITA)
a 1h40'10"
91
MCCARTHY (AUS)
a 3h13'23"
40
ZOIDL (AUT)
a 1h44'53"
92
TJALLINGII (OLA)
a 3h14'51"
145 VIVIANI (ITA)
a 4h35'12"
41
MORENO (SPA)
a 1h45'03"
93
VAN DER SANDE (BEL)
a 3h15'18"
146 VEELERS (OLA)
a 4h36'35"
42
POLANC (SLO)
a 1h45'31"
94
COLBRELLI (ITA)
a 3h17'27"
147 FARRAR (USA)
a 4h38'00"
43
DEIGNAN (IRL)
a 1h47'49"
95
GRETSCH (GER)
a 3h17'55"
148 FEDI (ITA)
a 4h38'27"
44
MONTAGUTI (ITA)
a 1h50'08"
96
FELLINE (ITA)
a 3h19'56"
149 ROMERO (COL)
a 4h39'50"
GASPAROTTO (ITA)
a 3h21'52"
150 CHAVANEL (FRA)
a 4h40'49"
a 3h22'27"
151
45
TIRALONGO (ITA)
a 1h50'49"
97
46
ROVNY (RUS)
a 1h52'16"
98
PUCCIO (ITA)
a 1h52'52"
99
LONGO BORGHINI (ITA) a 3h23'06"
a 3h32'08"
47
ARMEE (BEL)
138 EISEL (AUT)
a 4h27'59"
139 KEISSE (BEL)
a 4h29'52"
140 BOUHANNI (FRA)
a 4h30'05"
141
NIZZOLO (ITA)
142 BANDIERA (ITA)
a 4h32'01"
a 4h34'01"
143 STAMSNIJDER (OLA)
a 4h34'10"
144 FERRARI (ITA)
a 4h34'22"
ALAFACI (ITA)
152 KOCH (GER)
a 4h42'20"
a 4h42'36"
a 1h55'29"
100 JUUL JENSEN (DAN)
153 SUTTON (AUS)
a 4h52'49"
49
NIEMIEC (POL)
a 1h57'41"
101
a 3h33'00"
154 HEPBURN (AUS)
a 5h03'48"
50
POLJANSKI (POL)
a 2h04'29"
102 ZEITS (KAZ)
a 3h33'30"
155 TUFT (CAN)
a 5h05'44"
51
SICARD (FRA)
a 2h04'56"
103 OSS (ITA)
a 3h33'44"
156 BOL (OLA)
a 5h15'19"
48
PETROV (RUS)
RUBIANO (COL)
A punti
Montagna
Giovani
Team a tempi
Team a punti
Energia
CLASSIFICA DI TAPPA
1. Luka MEZGEC (Slo, Giant) 50 punti;
2. Nizzolo e Bouhanni (Fra) 40; 4.
Farrar (Usa) 34; 5. Ferrari 25.
CLASSIFICA FINALE
1. Julian ARREDONDO (Col, Trek) 173
punti; 2. Cataldo 132; 3. Quintana
(Col) 88; 4. Wellens (Bel) 79; 5.
Chalapud (Col) 73; 6. Monsalve (Ven)
68; 7. Aru 57; 8. Rolland (Fra) 46; 9.
Pantano (Col) 43; 10. Pellizotti 42; 11.
Duarte (Col) 41; 12. Roche (Irl) 37; 13.
Deignan (Irl) 35; 14. Rogers (Aus) 33;
15. Battaglin 32; 16. Pirazzi 30; 17.
Uran (Col) 29; 18. Pozzovivo 28.
CLASSIFICA FINALE
1. Nairo QUINTANA (Col, Movistar)
88.14’32”; 2. Aru a 4’04”; 3. Majka
(Pol) a 7’04”; 4. Kelderman (Ola) a 11’;
5. Henao (Col) a 56’24”; 6. Preidler
(Aut) a 1.05’03”; 7. Landa (Spa) a
1.23’06”; 8. Goos (Ola) a 1.30’43”; 9.
Polanc (Slo) a 1.45’31”; 10. Poljanski
(Pol) a 2.04’29”; 11. Battaglin a
2.06’42”; 12. Zardini a 2.10’50”; 13.
Wellens (Bel) a 2.12’34”.
CLASSIFICA DI TAPPA
1. BARDIANI-CSF 13.11’54”; 2. Giant; 3.
Ag2r; 4. Belkin; 5. Omega-Quick Step
a 9”; 6. Fdj.
CLASSIFICA DI TAPPA
1. GIANT-SHIMANO 31 punti; 2.
Bardiani-Csf 25; 3. Fdj 22; 4. Lotto
21; 5. Trek 20.
CLASSIFICA DI TAPPA
1. Enrico BATTAGLIN (Bardiani-Csf) 4
punti; 2. Bozic (Slo) 2;
3. Keisse (Bel) 1.
CLASSIFICA FINALE
1. AG2R-LA MONDIALE 264.30’55”;
2. Omega-Quick Step a 19’32”; 3.
Tinkoff-Saxo a 27’12”; 4. Bmc a
1.08’24”; 5. Movistar a 1.13’52”;
6. Astana a 1.26’51”.
CLASSIFICA FINALE
1. OMEGA-QUICK STEP 327 punti; 2.
Bardiani-Csf 303; 3. Trek e Sky 294;
5. Ag2r 285; 6. Lampre-Merida 280;
7. Giant-Shimano 278; 8. Tinkoff-Saxo
262; 9. Androni 224; 10. Bmc 211.
CLASSIFICA GENERALE
1. Enrico BATTAGLIN (Bardiani-Csf)
16 punti; 2. Bouhanni (Fra) 14; 3. Aru
13; 4. Quintana (Col) 10; 5. Uran (Col)
e Majka (Pol) 6; 7. Wellens (Bel),
Gusev (Rus), Swift (Gb) e Fedi 4.
CLASSIFICA FINALE
1. Nacer BOUHANNI (Fra, Fdj) 291
punti; 2. Nizzolo 265; 3. Ferrari 186;
4. Viviani 174; 5. Swift (Gb) 135; 6.
Mezgec (Slo) 128; 7. Battaglin 108; 8.
Farrar (Usa) 103.
30
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
MOTOMONDIALE GP ITALIA
4
Marc Marquez, 21 anni, festeggiato dal team a
fine gara. Lo spagnolo è salito sul podio in 22
delle 24 gare disputate in MotoGP AFP
I NUMERI
12
Vittorie
di Marquez
in MotoGP
Il fenomeno della
Honda ha già
vinto quest’anno
lo stesso
numero di gare
(6) che aveva
conquistato in
tutto il 2013
187
Podi
di Rossi
Il Dottore ne ha
conquistati 15
in 125, 21 in
250 e 151 in
500/MotoGP. Nel
dettaglio sono
106 vittorie, 49
secondi posti e
32 terzi posti
31
Secondi
posti
di Lorenzo
nella classe
regina
Jorge eguaglia
Mick Doohan ed
Eddie Lawson.
Di più ne hanno
ottenuti solo
Valentino Rossi
(43) e Dani
Pedrosa (35)
di Giovanni
Cortinovis
Bradl, volo senza colpe
Una festa con 16 titoli iridati
Al 4o giro Crutchlow perde il controllo della sua
Ducati, che colpisce la Honda di Bradl. Il tedesco
vola, per fortuna senza conseguenze IPP DA TV
Jorge Lorenzo (2°), Marc Marquez (1°) e Valentino
Rossi (3°) sul podio del Mugello: in carriera hanno
vinto rispettivamente 4, 3 e 9 Mondiali AFP
Marquez
6 pazzesco
Piega Lorenzo
per soli sei metri
Rossi rimonta: 3o
Marc e Jorge si superano una decina di volte
Vale sul podio del Mugello dopo il trionfo di Fenati
DAL NOSTRO INVIATO
FILIPPO FALSAPERLA
SCARPERIA (Firenze)
Sembrava la volta buona.
Invece è ancora la legge di Marc
Marquez. Sono 6 volte 6, un
terzo di campionato: un dominio, che per ora non annoia.
Perché il gran pubblico del Mugello — 111 mila in 3 giorni, oltre 77 mila ieri — ha potuto godere di uno spettacolo sontuoso. Dopo un antipasto delizioso, con Romano Fenati
vincitore e in piena lotta per il
titolo Moto3 e un buon primo
con Simone Corsi, volitivo nel
prendersi il 4° posto in Moto2, il
piatto forte della MotoGP è stato da Masterchef: gli ingredienti migliori al posto (quasi) giusto.
Protagonisti Il pubblico si è
esaltato per i primi passi da protagonista della Ducati. Ha gioito, soprattutto sotto il podio
(commovente la marea gialla)
per Valentino Rossi (non ci saliva dal 2009), ha tenuto il fiato
sospeso per una battaglia senza
limiti, ma correttissima, tra Jorge Lorenzo e Marquez. Che l’ha
spuntata grazie a una sfumatura di classe (e potenza della
Honda) talmente impalpabile
da aprire il cuore alla speranza.
tà. Però il Diavolo ha imparato a
gestire la gara e ha dato tutto
solo all’ultimo giro. Jorge è stato avversario tosto. Non tanto
per la fuga iniziale, scontata visti gli occhi da tigre ritrovati,
quanto per la reazione. Il vantaggio di circa 1” se n’è andato
in 16 giri e quando Marc è passato al comando si pensava alla
Marquez sul
podio: per
lui è la terza
vittoria al
Mugello dopo
quelle del 2010
(125) e 2011
(Moto2) ANSA
solita passerella. Invece Jorge si
è scatenato, innescando una
battaglia di sorpassi e controsorpassi – ne abbiamo contati,
per difetto, almeno 10 – conclusi solo sotto la bandiera, per
meno di 6 metri.
Gemelli Gli italiani giocano di
rimessa. Iannone è partito bene
dalla seconda casella, è andato
in testa, ha resistito 2° un paio
di giri, poi (anche per la gomma morbida posteriore) ha fatto il gambero, dovendo cedere
all’ultimo giro all’incalzare del
compagno di marca Andrea Dovizioso. Che partendo benissimo (dalla 3a fila era 4° alla prima curva) con gomma dura ha
fatto il percorso inverso: i due
sono finiti 6° e 7°.
Propositi «Sono convinto che
la vittoria arriverà presto», proclama un Lorenzo rigenerato e
apparentemente recuperato al
grande spettacolo. «So che
ci saranno gare in cui dovrò difendermi e penserò
a gestire il campionato»,
ha rilanciato Marc con il
naso che si allungava. La sensazione è che il ragazzino non abbia intenzione di lasciare scena
agli altri e non prenda minimamente in considerazione l’ipotesi di rinunciare alla «polpetta», avvelenata per gli altri.
Speranze La gara di Rossi è stata
tutta in rimonta.
Dopo l’errore di gestione in prova (cambiando la gomma ante-
Attacco Eppure qui Lorenzo
lo ha messo davvero in difficol-
TUA DA 99€
AL MESE*
(TAEG 7,54%)
riore) che lo ha fatto partire
dalla 4a fila, ha perso il warm
up per un altro «errore umano»
nel montaggio del cambio, che
ha mandato in tilt l’elettronica.
Moto «titolare» riparata, ma gara in salita. Anche se rapida: 7°
alla prima curva, 3° al 4° giro.
Ma poi non si è mai avuta la
sensazione che potesse infastidire i due scatenati davanti.
Tranquillità A un certo punto
Vale ha provato la mossa disperata, cambiando mappatura,
ma invece di migliorare, la
Yamaha ha perso brillantezza e
il pesarese ha dovuto accontentarsi e prendersi il terzo podio
di fila, che lo proietta al 2° posto del Mondiale. Anche perché
Dani Pedrosa (4°) ha fatto
un’altra delle sue gare, senza
infamia ma anche senza alcuna
lode. L’obiettivo che vale una
stagione, per Rossi sarebbe vincere tra due settimane a Barcellona, casa loro.
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LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
31
Questione d’onore
Il vincitore:
«Era più veloce
Quanti rischi
per batterlo»
«Mi sono divertito? Solo al traguardo!
Il segreto è stato modificare la 6a marcia»
DAL NOSTRO INVIATO
VITO SCHEMBARI
SCARPERIA
Quasi una questione
d’onore tra Marc Marquez e
Jorge Lorenzo quell’ultimo giro. Un duello rusticano, di puro testosterone, che alla fine ha
avuto come vincitore il più giovane, il più forte. Lorenzo, però, ha scosso la dittatura dell’iridato e lo si nota subito dopo
il GP. Il sorriso di Marc stavolta
pare appannato, la battaglia ha
portato alla sesta vittoria di fila
«
Temevo finisse
come un anno fa.
Avevo qualcosa
per la volata,
ha funzionato
I NUMERI DEL GP
In tre giorni
111 mila tifosi
ieri erano 77 mila
SCARPERIA — Alla fine
c’è soddisfazione tra gli
organizzatori del GP d’Italia.
Le condizioni climatiche
avverse di venerdì e le
conseguenti libere saltate al
pomeriggio avevano un po’
«depresso» gli appassionati,
tanto che al primo giorno
solo in 9.723 erano entrati nel
circuito toscano. Con il
sopraggiungere del bel tempo
però sono arrivati anche i
tifosi (in tanti dal centro
Europa): sabato erano 24.123
ad aver timbrato il biglietto,
ieri in 77.463 (l’anno scorso
erano 76.326, nel 2012 solo
64 mila) per un totale di
111.309.
MARC MARQUEZ
PILOTA HONDA
del 2014, ma è stata dura, senza esclusione di colpi, rischiosa oltremodo: «Sì, è stata la gara più difficile della stagione.
Ho faticato per stare al passo
con Jorge nella prima metà di
gara, lui era molto veloce a
centro curva. Ho dovuto spingere al massimo per recuperare terreno e nel frattempo contenere la rimonta di Valentino
che mi segnalavano dai box».
Ricordi Ammette, stavolta,
di essere stato sempre al limite
e svela la chiave tecnica del
successo: «Abbiamo dovuto fare un aggiustamento ai rapporti del cambio, per la sesta marcia. Mi ha dato più velocità
quando mi trovavo in scia.
Ogni volta che Jorge provava
la fuga, riuscivo a contenerlo
in rettilineo. Ma ho dovuto guidare prendendomi troppi rischi, con l’anteriore che spesso
tendeva a chiudersi. Quando
ho passato Lorenzo a due giri
dal termine, mi è venuta in
mente la gara dello scorso anno, quando sono caduto dopo
aver superato Pedrosa. Mi sono tenuto qualcosa per la volata e ha funzionato».
Il rivale Marc comunque rende gli onori delle armi a Lorenzo. Un avversario di questo valore ha nobilitato la sua impresa: «Era lui il più forte in questa
gara. Io non posso essere sempre il più veloce. Come duello è
stato diverso da quello con Valentino in Qatar, Rossi è più
forte in staccata mentre Jorge
ha nella percorrenza di curva
la sua arma. Sono entrambi
grandi piloti, ma servono strategie diverse per ognuno di loro, non posso correre sempre
alla stessa maniera. Con Jorge
è stato divertente sorpassarci
così tante volte, addirittura ci
siamo toccati in un’occasione
(al Correntaio; n.d.r.). Quell’episodio ha davvero attirato
la mia attenzione (ride), il cuore pulsava a 200 giri. Se mi sono divertito? Solo quando ho
passato la linea del traguardo». Tra due settimane si va al
Montmelò. Dice Marquez: «Sono contento, sono di Barcellona, è la mia pista di casa». E Lorenzo: «Sono di Maiorca, ma
sono cresciuto lì. E’ anche la
mia…». Cercheremo di tenerci
tutti liberi per quella domenica
pomeriggio.
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Un finale
thrilling
L’inizio delle «danze»
Marquez sferra il primo attacco
a 7 giri dalla fine: sul rettifilo
d’arrivo la Honda è un fulmine IPP
Lo sconfitto:
«Sono tornato
Duello deciso
dalla Honda»
«Lui era più rapido, però io ora sono
a posto fisicamente e lotto in staccata»
GIOVANNI ZAMAGNI
SCARPERIA
La replica fulminea
Lorenzo non perde terreno
e, anzi, a 6 giri dalla fine
risorpassa l’avversario IPP
Il contatto sfiorato
A 4 giri dalla fine è ancora
battaglia. E i due fenomeni
per poco non si toccano IPP
Il sorpasso decisivo
Inizio dell’ultimo giro: Marquez
torna in testa. Ci rimarrà fino
alla bandiera a scacchi IPP
Quando perdi una gara
per 121 millesimi, fatichi a trovare una giustificazione. Ma
Jorge Lorenzo non ha dubbi:
«La differenza l’ha fatta la superiore velocità della Honda,
anche se Marquez è stato bravissimo soprattutto in frenata». Non deve essere facile digerire una sconfitta quando hai
fatto tutto al meglio, perché significa che al momento Marquez è imbattibile e per riuscire
a stargli davanti devi inventarti
chissà cosa. Ma Lorenzo, giustamente, può gioire per essere
tornato il formidabile pilota
della passata stagione. «Questa è una categoria difficilissima — spiega lo spagnolo della
Yamaha — e se tutto non è a
posto diventa impossibile lottare per la vittoria. Fino a qui
ho faticato per diversi motivi: il
motore più scorbutico per la diminuzione della benzina (da
21 a 20 litri; n.d.r.), le nuove
gomme, la mia condizione fisica. Per tutto questo ho raccolto
poco, ma qui, finalmente, ho
potuto mostrare il mio potenziale».
Positivo Ecco perché è giusto
guardare il bicchiere mezzo
pieno. «È chiaro che quando
fallisci un obiettivo per così poco, non puoi essere completamente contento, ma se guardo
ai primi 5 GP questa è stata una
grande gara: fisicamente sto
molto meglio e questo mi ha
dato anche una maggiore forza
psicologica. Rispetto all’inizio
del campionato, siamo riusciti
a migliorare tanto la moto in
frenata e ho potuto combattere
con Marquez in ogni staccata.
Ci è mancata solo un po’ di velocità massima, ma credo che
la prima vittoria possa arrivare
presto». Effettivamente, quest’anno non si era ancora visto
un Lorenzo così aggressivo, capace di replicare subito a ogni
sorpasso con staccate pazzesche, una concentrazione assoluta e una guida sopraffina:
Jorge ha ottenuto il suo miglior
giro (1’47”984, solo 0”092 più
lento di quello di Marquez) al
penultimo passaggio. «Negli
ultimi due giri il cuore avrà
battuto a 200 pulsazioni…
Marc è molto forte e come Valentino è un grande staccatore:
credo che la maggiore velocità
«
Negli ultimi giri
il cuore andava
a 200 battiti...
Marquez frena
come Valentino
JORGE LORENZO
PILOTA YAMAHA
massima gli abbia dato una
mano, perché recuperava facilmente in rettilineo, ma è stato
possibile lottare con lui», racconta il maiorchino ripercorrendo gli ultimi 10 chilometri,
pieni di adrenalina, con il sorpasso decisivo di Marquez alla
prima curva (San Donato) dell’ultimo giro. Da lì in poi, Lorenzo non ha avuto più la possibilità di riprovarci, ma non ha
davvero nulla da rimproverarsi: «Sono tornato». Un bene anche per lo spettacolo.
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32
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
MOTOMONDIALE GP ITALIA
Podio in casa
VALENTINO ROSSI
IL PRESIDENTE CONI
Malagò: «Rossi?
Come un atleta
da medaglia d’oro»
(v.s.) «Valentino Rossi è
un patrimonio dello sport.
Come Alberto Tomba nello sci,
lui è il riferimento delle moto».
Così Giovanni Malagò,
presidente del Coni, in visita al
Mugello. «Mi spiace che il
motociclismo non sia una
disciplina olimpica, perché
Rossi sarebbe tra i
protagonisti del contest l’Atleta
del centenario». Parole
d’apprezzamento pure per il
lavoro della Fmi che col Team
Italia porta avanti un progetto
di vivaio. E poco prima della
vittoria di Fenati aveva detto:
«Sarebbe bello che Valentino ci
facesse da talent scout».
«Lottare per il titolo?
Se squalificano Marc
per due-tre gare...»
«La verità è che Marquez e Lorenzo sono fuori dalla mia portata
per l’età ma pure perché queste moto si guidano in modo diverso
Malagò mi vede talent scout? Per ora ho avuto c... con Fenati»
Valentino Rossi, 35 anni, nel 2014 ha già conquistato 4 podi AFP
VITO SCHEMBARI
SCARPERIA (Firenze)
Terzo podio di fila, 2° posto nel Mondiale e, volendo,
anche una vittoria da proprietario di team con Fenati. Valentino Rossi è riuscito a raddrizzare un weekend che sembrava
compromesso e ha regalato alla marea di tifosi (77mila ieri)
ancora un motivo per indossare magliette e cappellini gialli
sotto il podio del Mugello. «Sono felice perché un conto è salire su a salutare i fan, a fare ciao
con la manina, un’altra è avere
un piazzamento da festeggiare. E il podio al Mugello vi assicuro che è sempre il più emozionante della stagione. Un
grande risultato vista la “cappella” fatta nelle qualifiche, lì
purtroppo ho vanificato le mie
speranze di vittoria, ma or-
mai…». E dire che anche ieri
mattina, durante il warm up, il
diavolo ci aveva messo la coda:
«Sì, ho avuto un problemuccio
col cambio. Un errore umano,
cose che capitano, ma alla fine
tutto si è sistemato».
L’analisi Rossi rivive così la
sua gara: «All’inizio sono stato
fortunato, ho effettuato dei
sorpassi anche molto divertenti, ma quando mi sono ritrovato terzo Marquez era già a quasi un secondo e mezzo. Un vero
peccato, soprattutto perché
perdevo dai primi due nell’ultima parte del circuito e quindi
non riuscivo ad avvicinarmi
abbastanza per prendere loro
la scia sul rettilineo. Il mio passo era buono, infatti non ho
perso tanto da loro. La definirei una gara solida per me. Poi
mi sono goduto la battaglia tra
Marc e Jorge da un posto spe-
l’omaggio
Emozione Capirossi
Ricorda Simoncelli
Loris Capirossi, 41 anni,
in alto con il team manager
Fausto Gresini, ieri ha fatto un
giro di pista sulla Honda
numero 58 con cui correva
Marco Simoncelli, morto a
Sepang nel 2011. Un evento
che ha suscitato emozione
MILAGRO
ciale. Un grande show davvero,
ma a un certo punto mi è venuto un pensiero: e se facessero
un errorino tra di loro, chissà… magari la lotta potrebbe
diventare a tre». Comunque, il
Dottore si porta a casa il 151°
podio nella classe regina, giusto al 300° GP iridato: «La mia
è una grande carriera e penso
che se c’è gente che mi segue
ancora con affetto lo fa perché
ho sempre dato il massimo per
vincere, ho battagliato con
chiunque, sono stato il più veloce... (ride) specie nel passato. Comunque c’è un motivo
del perché quei due al momento sono fuori dalla mia portata.
C’entra l’età, perché loro devono faticare di meno per mettersi in forma. Ma c’è anche il fatto che le moto ormai si guidano
in maniera diversa da come sono cresciuto io. Ormai non c’è
più strategia in corsa come pri-
ma, ma si va al massimo per
tutti i giri. Poi, il cambio di regolamento avvenuto quest’anno da un lato ha tolto noia ai
GP, ma scombina spesso i piani: in griglia ti ritrovi le Open
davanti, spesso ognuno dei piloti che punta alla vittoria ha
dei bei problemi da risolvere,
per esempio con le Ducati…».
Ambizioni Al sesto GP del
2014, comunque, Rossi è 2° in
classifica, avendo superato di
un punto Pedrosa. «Il titolo?
Beh, forse se squalificano Marc
per due-tre gare posso pensarci… Scherzi a parte, è una bella
soddisfazione, ma ora penso
già a Barcellona. Jorge qui gli è
stato vicino, come avevo fatto
io in Qatar, ma alla fine vince
sempre lui. Quello che possiamo fare è cercare di fregarlo
gara dopo gara. Non voglio fare previsioni per una mia vitto-
ria, l’importante è provarci».
Scopritore
Comunque,
quando Vale andava a posizionarsi sulla griglia di partenza,
il bicchiere era già mezzo pieno. Nella sua veste di proprietario di team aveva già esultato
per la vittoria di Romano Fenati in Moto3. Un trionfo di forza,
dopo un ultimo giro folle. In
perfetto stile Rossi: «Alla prima
Arrabbiata ha fatto un sorpasso da antologia, all’esterno. E
alla seconda è arrivato così forte che ha dovuto farne un altro
per non tamponare quello davanti. In MotoGP? Sì, potrà arrivarci: ha forza e un fisico da
cinghialino, alla Marquez. Il
presidente del Coni Malagò
vorrebbe che facessi il talent
scout per la Fmi? Per ora ho
avuto… culo a trovare Fenati,
vediamo con gli altri».
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VINCERE
È UN LAVORO DI SQUADRA.
Adecco Italia S.p.A.
(Aut. Min. Prot. N. 1100-SG del 26.11.2004)
DAL NOSTRO INVIATO
Anche quest’anno Adecco è partner del Giro d’Italia. È qui per correre
al fianco del talento, dell’impegno e della passione, e per farti uscire
dal gruppo ricordandoti quanta forza può darti l’ambizione. Insieme
ai nostri clienti e lavoratori affronteremo una tappa dopo l’altra
come una grande squadra. Perché è la squadra che ti permette di fare
strada più facilmente, ed è con la squadra del gruppo Adecco che puoi
lanciare la tua volata.
adecco.it
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
33
CROSS
bilità di salire sul podio. Un vero peccato, ma è dall’inizio dell’anno che Enea si sta mettendo in mostra: il suo potenziale
è elevato e ha fatto molto bene
Fausto Gresini ad anticiparne
il debutto iridato.
GIOVANNI ZAMAGNI
SCARPERIA
Coraggio, talento, tecnica, intelligenza: sono diverse
le qualità che servono per vincere un GP. Romano Fenati ha
tanto di tutto questo, come si è
visto nell’ultimo giro del GP
d’Italia: all’Arrabbiata1, una
delle curve più difficili del
mondo, ha sfruttato il coraggio e il talento per passare all’esterno Isaac Vinales, infilandosi poi all’interno di Alex
Rins all’Arrabbiata2, altra piega da paura. Poi, vedendo che
non poteva andarsene, prima
della Bucine, la curva che immette sul rettilineo, ha utilizzato l’intelligenza, facendosi
superare da chi lo inseguiva
per poi sfruttarne la scia fino al
traguardo. «Al Mugello, la regola dice che se esci per primo
dall’ultima piega, ti fregano
sul rettilineo, come è successo
tante volte a me: adesso ho
battuto io gli altri», si compiace Fenati, primo per 10 millesimi (!) su Viñales e per 11 su
Rins, al termine di una delle
gare più belle e combattute di
sempre della Moto3.
In ginocchio Sorpassi e strategia che hanno fatto andare
in visibilio Valentino Rossi, il
quale ha aspettato il suo pilota
prono al parco chiuso. «Quel
passaggio all’esterno all’Arrabbiata è stato incredibile: non
posso dire qual è stata la mia
reazione perché è a sfondo sessuale… Romano lì era così veloce, che ha dovuto infilare un
altro pilota all’interno, altrimenti l’avrebbe tamponato: ci
sta facendo godere», si complimenta il proprietario del team,
per la gioia del suo dipendente. «Vederlo in ginocchio è stata una grande emozione, ma
sono io che mi devo genuflet-
Romano Fenati, 18 anni,
festeggiato da Vale Rossi,
proprietario del team. Sotto
l’arrivo in volata dove ha
battuto Viñales e Rins MILAGRO
Fenati da urlo
Una volatona
per il Mondiale
E Vale gode...
Beffa Viñales per 10 millesimi: «L’ho fregato
con la scia». Ora è a -5 da Miller k.o.
e punito per aver abbattuto Bastianini
tere davanti a lui», sorride Romano, consapevole di aver ottenuto un successo strepitoso.
Volata Arrivato al termine di
un GP pieno di emozioni, sorpassi, contatti, con 13 piloti in
1”5 per più di metà gara. E ben
10 in un secondo fino a poche
curve dalla fine, quando Jack
Miller, con una manovra disperata, ha cercato un pertugio che non esisteva per un
sorpasso impossibile, finendo
a terra e coinvolgendo gli incolpevoli Alex Marquez ed
Enea Bastianini. Un sorpasso
scellerato punito con 2 punti
sulla patente del capoclassifica
del mondiale e che ha tolto la
possibilità a Bastianini di raccogliere un risultato prestigioso: a soli 16 anni, al 6o GP iridato, il pilota di Rimini è stato
sempre con i migliori e a tre
curve dalla fine aveva la possi-
Avversario La manovra di
Miller è stata dettata anche
dall’azione di Fenati, il rivale
che l’australiano teme di più:
vedendolo al comando, Jack
ha forzato più del dovuto, per
non perdere contatto, raccogliendo però solo una caduta
che riapre il campionato: Romano è a soli 5 punti dalla vetta. «Sicuramente è un risultato
importante per il Mondiale, in
una gara dove era impossibile
fare calcoli: in ogni giro c’erano così tanti sorpassi, che in un
paio di curve ti ritrovavi da primo a decimo. E viceversa»
spiega Fenati nella sua tuta tricolore, omaggio al GP di casa,
così come il casco e la carenatura della sua moto. «Mi spiace
abbandonare questa livrea» si
rammarica un po’ Romano,
che domani sarà nuovamente
in pista al Mugello per test di
gomme e mercoledì andrà a
Ostia a sostenere gli esami ministeriali di ammissione per la
4a liceo linguistico.
MONDIALE IN FRANCIA
Toh, Cairoli
è distratto
Così Desalle
fa doppietta
MASSIMO ZANZANI
ST. JEAN D’ANGELY (Francia)
Italiani Molto bravo anche
Alessandro Tonucci, 7o con la
Mahindra ad appena 0”597 da
Romano, mentre Matteo Ferrari ha conquistato il miglior
risultato iridato (14o) e i primi
punti della stagione. Caduto,
ancora, Niccolò Antonelli (al
5o giro, era 8o), ritirato Francesco Bagnaia. In Moto2, bel successo di Tito Rabat, che rafforza il primato in classifica, davanti a Luis Salom e Jonas Folger. Bella rimonta per Simone
Corsi, 4 o al traguardo, 10 o
Franco Morbidelli.
Due sbavature sono costate care ad Antonio Cairoli
nella nona prova del Mondiale
cross. Il siciliano, sette volte iridato, si è dovuto piegare a Clement Desalle (Suzuki), che gli
ha strappato la vittoria in entrambe le manche della MxGP.
«Dopo metà della prima manche ho sbandato in un punto
nuovo del percorso mentre ero
in testa — ha spiegato Cairoli,
ufficiale Ktm —, la moto si è incastrata in una balla segna percorso e Desalle ne ha approfittato. Anche nella seconda frazione sono partito in testa, ho
mantenuto la concentrazione
sino a due giri dalla fine, poi un
doppiato ha cambiato la sua linea e per evitarlo ho frenato
bruscamente, finendo a terra».
Cairoli, secondo e terzo, resta
leader del Mondiale con 20
punti su Desalle. Decimo Davide Guarneri (Tm), mentre David Philippaerts (Yamaha) si è
ritirato nella seconda manche
con la frattura di un dito, causata da un avversario. Mx2 all’insegna del leader Jeffrey
Herlings (Ktm), autore della
quinta doppietta stagionale.
Fra le donne vittoria di Livia
Lancelot (Kawasaki), davanti a
Chiara Fontanesi (Yamaha),
sempre in testa al campionato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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34
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
WE CELEBRATE 30 YEARS OF
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
35
MOTOMONDIALE GP ITALIA
QATAR
1. M.MARQUEZ
AMERICHE
1. M.MARQUEZ
ARGENTINA
1. M.MARQUEZ
SPAGNA
1. M.MARQUEZ
FRANCIA
1. M.MARQUEZ
ITALIA
1. M.MARQUEZ
15 GIUGNO
CATALOGNA
28 GIUGNO
OLANDA
13 LUGLIO
GERMANIA
10 AGOSTO
INDIANAPOLIS
17 AGOSTO
REP.CECA
31 AGOSTO
GRAN BRETAGNA
14 SETTEMBRE
SAN MARINO
28 SETTEMBRE
ARAGON
12 OTTOBRE
GIAPPONE
Lunghezza
circuito:
4.727 m
GP
CATALOGNA
Calendario: tra due settimane c’è Montmelò
19 OTTOBRE
AUSTRALIA
26 OTTOBRE
MALESIA
9 NOVEMBRE
VALENCIA
MONTMELÒ
Rettilineo
più lungo:
1.047 m
Curve
a sinistra: 5
Curve
a destra: 8
Iannone sta bene con i grandi
Parte come un leone e non si fa sopraffare dalla pressione. Dovizioso fa il massimo su questa Ducati
MotoGP
Marc ha
nel mirino
Hailwood
e Surtees
MONDIALE
GARA
POS. PILOTA
1.
M.MARQUEZ
TEMPO/DISTACCO
in 41'38"254
media 173,8 km/h
SPA
Yamaha
a 0"121
2.
LORENZO
ITA
Yamaha
a 2"688
3.
V.ROSSI
Honda
a 14"046
SPA
4.
PEDROSA
Yamaha
a 15"603
5.
P.ESPARGARO SPA
ITA
Ducati
a 17"042
6.
DOVIZIOSO
ITA
Ducati
a 17"129
7.
IANNONE
SPA
Honda
a 27"407
8.
BAUTISTA
Forward Yamaha
a 41"886
9.
A.ESPARGARO SPA
COL Ducati
a 45"212
10. HERNANDEZ
ITA
Ducati
a 45"433
11. PIRRO
R.CEC Honda
a 45"831
12. ABRAHAM
GB
Honda
a 45"839
13. REDDING
Honda
a 46"834
GIA
14. AOYAMA
USA Forward Yamaha
a 1'09"554
15. EDWARDS
GB
Pbm
a 1'17"789
16. M.LAVERTY
a 1'35"031
AUS Pbm
17. PARKES
Avintia
a 1'37"501
FRA
18. DI MEGLIO
RITIRATI: B.SMITH (GB/Yamaha) al 3° giro; CRUTCHLOW
(GB/Ducati) e BRADL (GER/Honda) al 4° giro; FABRIZIO
(ITA/Art) al 7° giro; BARBERA (SPA/Avintia) all’8° giro
NAZ
SPA
MOTO
Honda
GIRO PIÙ VELOCE: il 5° di M.MARQUEZ in 1’47”892,
media 175 km/h
PILOTI
POS. NOME
1.
M.MARQUEZ
2. V.ROSSI
3. PEDROSA
4. LORENZO
5. DOVIZIOSO
6. P.ESPARGARO
7.
A.ESPARGARO
8. BRADL
9. BAUTISTA
10. B.SMITH
11. IANNONE
12. HAYDEN
13. AOYAMA
14. HERNANDEZ
15. REDDING
16. CRUTCHLOW
17. ABRAHAM
18. EDWARDS
19. PIRRO
20. PETRUCCI
21. BARBERA
22. PARKES
COSTRUTTORI
1.
HONDA
2. YAMAHA
3. DUCATI
NAZ
PUNTI
SPA
150
ITA
97
SPA
96
SPA
65
ITA
63
SPA
49
SPA
44
GER
39
SPA
34
GB
34
ITA
34
USA
23
GIA
23
COL
22
GB
21
GB
15
R.CEC
13
USA
8
ITA
5
ITA
2
SPA
2
AUS
1
QAT
25
20
16
11
13
6
8
5
4
9
10
3
7
2
1
AME
25
8
20
6
16
10
7
13
11
9
5
4
3
2
1
-
ARG
25
13
20
16
7
8
1
11
9
10
5
6
4
2
3
-
SPA
25
20
16
13
11
7
9
6
10
8
5
4
2
3
1
-
FRA
25
20
11
10
8
13
7
9
16
6
2
3
4
5
1
-
ITA
25
16
13
20
10
11
7
8
9
2
6
3
4
1
5
-
25
20
11
25
11
16
25
16
10
25
20
11
25
20
8
25
20
10
150
107
66
GIOVANNI CORTINOVIS
Vale sul podio dopo 5 anni
Una marea gialla in pista
Spenti i motori,
i tifosi invadono la
pista: domina il giallo,
colore di Rossi sul
podio del Mugello
dopo 5 anni MILAGRO
le pagelle
DI FILIPPO FALSAPERLA
«Distrugge» il campionato
col sorriso sulle labbra
h 10
Uno normale, nelle sue condizioni (5 vittorie su
5 nel 2014) si sarebbe accontentato del
secondo posto. Invece il ragazzino è andato a
cercarsi rogne per conquistare anche il sesto
successo stagionale. Un pilota straordinario e
un grande combattente, che sta spostando
tutti i parametri della classe regina e quindi del
motociclismo intero. Un leader che vuole
«distruggere» il campionato ma col sorriso
sulle labbra. Che si sia trattata di una vittoria
speciale si è capito all’arrivo: sabato, dopo la
sesta pole dell’anno, la festa si è fermata alle
pacche sulle spalle, ieri è esplosa
ANSA
GLI ALTRI Bradl 8 Voto di comprensione per i botti nel warm up e in gara, senza colpe; Pirro 6,5 Aiutato dalla pista
di casa, ma l’11° posto per un collaudatore non è male; Bautista 6 Il primo degli anonimi; Hernandez 6 Lontanissimo
dai compagni, ma al miglior piazzamento dell’anno; Abraham 6 Non era la pista per le Honda production, ma ha vinto
la battaglia con i compagni di moto; A.Espargaro 5 Ha perso smalto e risultati; Redding 5 Plafonato; M.Laverty
4,5 La sua moto è quello che è; Crutchlow 4 Dice di non aver sbagliato, sarà…; B.Smith 4 Sembra soffrire la
crescita del compagno; Aoyama 4 Ultimo delle Honda production; Edwards 4 Collauda il telaio Forward ma a rilento;
Parkes 4 Prende 20” dal compagno; Di Meglio 4 Ultimissimo; Barbera 4 Subito out; Fabrizio s.v. Una comparsata
Moto2
9
7
Ha tenuto accesa la
fiammella fino all’ultimo
(e oltre) ma soprattutto
si è ritrovato. Torna a
vestire i galloni di
primo sfidante ANSA
Giocarsela con questi
ragazzi è già un gran
merito. Migliora sotto
tutti i punti: onorevole
riconoscere il valore
di chi lo batte REUTERS
Non sono più exploit
grazie a condizioni
favorevoli. Cresce e si
conferma: essere
costante è il più difficile
per un rookie REUTERS
7
7
5
Il metodo paga e
raccoglie il massimo di
quanto gli consente la
Ducati. Un lavoratore
oscuro che fa il gioco
della rossa ANSA
Si sentiva sotto
pressione, ma non si
è fatto condizionare e
ha fatto una partenza
da leone: vuoi mettere
stare lì davanti? ANSA
Si sveglia quando
i giochi sono fatti
per raccogliere un
risultato che vale
solo per la classifica
V.Rossi
Dovizioso
P. Espargaro
Iannone
Pedrosa
REUTERS
TEMPO/DISTACCO
in 39'45"660
media 166,2 km/h
PILOTA
1. RABAT
2. KALLIO
MOTO
Kalex
Kalex
PUNTI
124
102
2.
L.SALOM
SPA
Kalex
a 0"248
3. M.VIÑALES
Kalex
3.
FOLGER
GER
Kalex
a 3"600
4. AEGERTER
Suter
69
4.
CORSI
ITA
Kalex
a 8"117
5.
CORSI
Kalex
66
5.
AEGERTER
SVI
Suter
a 8"124
6.
L.SALOM
Kalex
59
6.
KALLIO
FIN
Kalex
a 8"214
7.
FOLGER
Kalex
47
69
7.
ZARCO
FRA
Caterham Suter
a 8"781
8.
LUTHI
Suter
40
8.
S.LOWES
GB
Speed Up
a 10"575
9.
S.LOWES
Speed Up
33
9.
M.VIÑALES
SPA
Kalex
a 10"912
10. CORTESE
Kalex
32
10.
MORBIDELLI
ITA
Kalex
a 16"251
11. SIMEON
Suter
31
11.
TORRES
SPA
Suter
a 16"297
12. WEST
Speed Up
27
12.
SCHROTTER
GER
Tech 3
a 16"642
15. DE ANGELIS
Suter
18
13.
CORTESE
GER
Kalex
a 17"805
17. MORBIDELLI
Kalex
15
14.
SIMEON
BEL
Suter
a 20"340
22. PASINI
Forward Klx
SPA
Kalex
a 20"945
15. PONS
16. NAKAGAMI (GIA/Kalex) a 25”070; 17. DE ANGELIS
(RSM/Suter) a 38”473; 23. BALDASSARRI (ITA/Suter) a 41”059
GIRO PIÙ VELOCE: il 19° di RABAT in 1’52”587, media 167,7 km/h
COSTRUTTORE
1. KALEX
2. SUTER
3. SPEED UP
4
PUNTI
150
92
47
MONDIALE
POS. PILOTA
NAZ
MOTO
1.
ITA
Ktm
FENATI
Poker Per 4 campionati di fila, Ago vinse tutti gli 8 primi
GP della 500: nel 1971 la striscia si fermò per un problema
meccanico a Monza, ma nel
1968, 1969 e 1970 tirò dritto
fino a infilare 10 trionfi. Surtees, Hailwood e Agostini infilarono le rispettive serie guidando le Mv Agusta: Marquez ha
quindi già fatto la storia della
Honda, perché la casa giapponese non era mai arrivata a
tanto. Lo spagnolo ora insegue
un altro record della MotoGP:
le 7 vittorie consecutive (realizzate in qualsiasi momento
della stagione) ottenute da
Rossi nel 2002, dal GP Spagna
alla Germania. Una serie chiusa con il ritiro di Brno per problemi a una gomma.
Taccuino
GARA
MONDIALE
MOTO
Kalex
Sei vittorie iniziali in un
campionato della 500-MotoGP
sono un’impresa mai riuscita
in epoca moderna: Mick Doohan si era fermato a 4, Valentino Rossi, Kenny Roberts e
Freddy Spencer a 3. A rompere
il tabù ci ha pensato Marc Marquez che riporta indietro il calendario di 43 anni: l’ultimo a
realizzare la sestina iniziale fu
infatti Giacomo Agostini nel
1971, sulla strada che lo portò
a infilare anche il 7o e l’8o successo di fila. A 7 vittorie iniziali
consecutive arrivò anche John
Surtees nel 1959: il massimo,
considerando che allora i GP
stagionali erano solo 7. Invece,
Mike Hailwood firmò una sestina nel 1964 e un settebello
l’anno dopo. Poi Mike the Bike
si concentrò sulle auto, disincentivato dall’arrivo del cannibale Giacomo Agostini.
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Moto3
GARA
NAZ
SPA
10
Lorenzo
Marc Marquez
POS. PILOTA
1.
RABAT
LA STATISTICA
RitoRispettato
TEMPO/DISTACCO
PILOTA
1. MILLER
2. FENATI
3. RINS
4. VAZQUEZ
5. I.VIÑALES
6. A.MARQUEZ
7. MASBOU
8. KORNFEIL
9. BAGNAIA
10. OLIVEIRA
11. AJO
13. BASTIANINI
18. TONUCCI
21. ANTONELLI
23. FERRARI
TEST A LE MANS
MOTO
Ktm
Ktm
Honda
Honda
Ktm
Honda
Honda
Ktm
Ktm
Mahindra
Husqvarna
Ktm
Mahindra
Ktm
Mahindra
PUNTI
104
99
87
76
64
60
45
37
36
33
27
25
12
7
2
in 39'46"256
media 158,2 km/h
SPA
Ktm
a 0"010
2.
I.VIÑALES
SPA
Honda
a 0"011
3.
RINS
POR Mahindra
a 0"121
4.
OLIVEIRA
FIN
Husqvarna
a 0"260
5.
AJO
FRA
Honda
a 0"359
6.
MASBOU
ITA
Mahindra
a 0"597
7.
TONUCCI
SPA
Kalex Ktm
a 5"230
8.
GUEVARA
S.AF Mahindra
a 5"353
9.
BINDER
R.CEC Ktm
a 5"395
10. HANIKA
a 18"618
11. KHAIRUDDIN MAL Honda
SPA
Honda
a 25"338
12. VAZQUEZ
GER Kalex Ktm
a 25"711
13. OETTL
ITA
Mahindra
a 25"796
14. FERRARI
GB
Husqvarna
a 25"904
15. KENT
18. LOCATELLI (ITA/Mahindra) a 27”309; 24. MAZZOLA (ITA/Ftr
Honda) a 40”531; 25. GROPPI (ITA/Ftr Honda) a 44”742
1. KTM
150
2. HONDA
112
GIRO PIÙ VELOCE: il 3° di VAZQUEZ in 1’57”633, media 160,5 km/h
3. HUSQVARNA
39
COSTRUTTORE
PUNTI
Toyota ok, Webber 7o
Le Toyota ibride hanno segnato i due migliori tempi a Le Mans
nella giornata di test in vista della 24
Ore (14-15 giugno): Buemi-Lapierre-Davidson con 3’23”014 hanno
preceduto Wurz-Sarrazin-Nakajima (3’23”156) e Bonanomi-JarvisAlbuquerque (Audi, 3’23”799). Settimo Webber con la Porsche, assieme a Bernhard e Hartley (3’24”911).
EURO F.3 IN UNGHERIA
Fuoco, due volte 2°
(an.gat.) Antonio Fuoco, penalizzato con un drive through in
gara-1, ieri ha chiuso 2° le due gare
dell’Europeo F.3 in Ungheria, dietro
al francese Esteban Ocon.
36
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
BASKET SEMIFINALI SERIE A E FINALI DI CONFERENCE NBA
le Pagelle
DI V.D.S.
AL MEGLIO DELLE 7 DOMANI GARA-3 IN SARDEGNA
Quarti
RIPRESA DA URLO
PER I DUE GREEN
LANGFORD FA
SOLO DANNI
Quarti
PLAYOFF
(1) Milano
3
3
(8) Pistoia
2
2 Reggio Emilia (7)
Semifinali
30/5, 1, 3, 5,7, 9 e 11/6
Finale
(1) Milano
1 Gara-1 1
Siena (2)
(4) Sassari
1 il 15/6 0
Roma (6)
MILANO 5
HACKETT 5 In avvio, con sette
punti, risponde di getto a Drake
Diener. Poi si smarrisce (4 palle
perse).
LANGFORD 4,5 Subito due falli
come in gara-1. Fa più danni che
altro (anche per lui quattro palle
perse).
MOSS 6 Triple importanti, ma
viene travolto dal ritmo di Sassari
nel secondo tempo.
WALLACE 5 Tre rimbalzi, poi il
nulla.
SAMUELS 5 Gioca poco e buca il
match.
h
IL MIGLIORE
7,5 GENTILE
Al culmine della forma psicofisica.
Vederlo è una delizia. Triple,
penetrazioni, assist. Nel terzo
quarto gioca da solo (anche 6
rimbalzi e 4 assist).
CERELLA 5,5 Leonino in difesa ma
quanti errori in tiri facili facili sotto
canestro.
KANGUR 6 Solita tripla in angolo e
super passaggio per lo schiaccione
di Lawal. Poi i falli (3 dopo 15
minuti) lo mandano a sedere.
LAWAL 5,5 Il solito: rimbalzi (7) e
tanti errori in attacco (solo 1/4 ai
liberi).+
JERRELLS 5 Affonda nella ripresa.
MELLI N.G. Rientro soft
dall’infortunio. Qualche errore in
attacco, ma utile nelle rotazioni
difensive vista la messe di falli.
SASSARI 8
M. GREEN 8 In difesa perde con
chiunque, ma quello che fa nel
terzo quarto è spettacolare: tre
triple di getto, assist (11) e
penetrazioni. Morale: 11 punti che
mandano in palla Milano.
h
IL MIGLIORE
8,5 D.DIENER
Fa punti da guardia e da pivot.
L’attacco del Banco di Sardegna,
nel primo tempo, è solo lui. Poi, nel
terzo, infila 11 punti in 4 minuti in
faccia a Langford che va giù come
un pugile suonato.
C. GREEN 7,5 Rinsavisce nel
secondo quarto, infilando 8 punti e
caricando Kangur e Melli di falli.
Nella ripresa s’infila alla festa con
triple da urlo.
THOMAS 6 Partecipa all’abbuffata
con una tripla importante nel
quarto periodo.
EZE 5,5 Tredici minuti spesi
soprattutto nell’orrido primo
tempo. Fatica a questi livelli.
T. DIENER 6,5 Segna poco ma alza
il ritmo nel terzo quarto: serve 5
assist.
DEVECCHI N.G. Pochi minuti (6) di
sofferenza.
SACCHETTI 6,5 Qualche fiammata
(4/4 ai liberi). Utile.
VANUZZO 6 Nove minuti e una
bella tripla. Fa il suo.
GORDON 7,5 Parte male, poi,
quando Sassari si accende
colpisce in transizione sulla tante
palle perse milanesi. Sigla il +11 con
6 punti filati.
ALLE 20.30 SU RAI SPORT 1
Siena (2)
Semifinali
31/5, 2, 4, 6 ,8, 10 e 12/6
(4) Sassari
3
0
Cantù (3)
(5) Brindisi
0
3
Roma (6)
Oggi gara-2 Siena-Roma
Goss e D’Ercole fuori
Stasera in gara-2 di
semifinale, Roma si ripresenta a
Siena col dubbio di Phil Goss, il
cui infortunio muscolare alla
coscia sinistra lo terrà quasi
sicuramente fuori, senza una
data esatta per il rientro. Assente
anche D’Ercole, con la speranza
di recuperarlo in gara-3 a Roma
mercoledì al PalaEur. Siena è al
completo, dopo aver centrato la
100a vittoria nei playoff (con 48
sconfitte). Il grande pubblico di
Milano (7356 spettatori di media
nei quarti con Pistoia) ha
contributo al +8% registrato nel
primo turno rispetto all’anno
scorso (media 4185 presenze).
OGGI Semifinali gara-2:
Montepaschi Siena- Acea Roma
(ore 20.30, arbitri Taurino, Bettini,
Biggi, diretta Rai Sport 1).
DOMANI Semifinali gara-3;
Banco Sardegna Sassari-EA7
Milano (arb. Begnis, Mattioli,
Bartoli).
MarQuez Haynes, 27 anni CIAM
RCS
Sassari, che colpo!
Solita Milano: da +13 al crollo
Drake Diener e i pistoleros Dinamo firmano l’1-1: 59 punti e 11 triple nella ripresa
MILANO
SASSARI
83
90
parte con Moss su Marques
Green, preferito a Travis Diener, ed Eze nei cinque a masticare minuti forse, per non arrivare spompati nel finale. Il match è un continuo uno contro
uno ma quando Sacchetti intuisce che l’ago comincia a pendere dalla parte dell’EA7, si
mette a zona. Intanto Langford
ha già fatto due falli (banale
quello in attacco) e, dopo 6’,
entra un super Gentile.
Green (20 punti, 8 rimbalzi e 4
assist), producono un corri e
tira pazzesco, con triple anche
da otto metri, a un ritmo folle.
(20-14, 40-31; 60-66)
EMPORIO ARMANI MILANO: Hackett 7
(2/4, 1/3), Langford 11 (1/2, 3/4), Moss 12
(4/6 da 3), Wallace 2 (1/2, 0/2), Samuels 6
(3/4); Cerella 4 (2/6), Kangur 5 (1/1, 1/5),
Gentile 21 (6/7, 2/7), Lawal 5 (2/3), Jerrells 8 (1/2, 2/5), Melli 2 (1/2). N.e.: Tourè.
All.: Banchi.
BANCO DI SARDEGNA SASSARI: M.
Green 16 (2/5, 4/5), D. Diener 20 (4/9, 4/7),
Thomas 7 (1/2, 1/3), C. Green 20 (5/11, 2/5),
Eze (0/3); T. Diener 5 (1/1, 1/3), Devecchi,
B. Sacchetti 6 (1/1), Vanuzzo 4 (1/2 da 3),
Gordon 12 (6/8). N.e.: Tessitori. All.: R.
Sacchetti.
ARBITRI: Lanzarini, Martolini, Seghetti.
NOTE - T.l. EA7 4/11, Sas 11/15. Rim.: EA7
37 (Lawal 7), Sas 31 (C. Green). Ass.:
EA7 15 (Hackett e Gentile 4), Sas 26 (M.
Green 11). Progr.: 5’ 9-7, 15’ 30-19, 25’
53-52, 35’ 69-78. Spett.: 12.054.
VINCENZO DI SCHIAVI
MILANO
Dalla sparatoria nel saloon, in un secondo tempo da
brividi, con triple ad altezza
uomo, escono vincenti le colt
ancora fumanti di Drake Diener e del piccolo Marques Green. Fate largo ai due pistoleros
e a questa Sassari che sbanca il
Forum per la seconda volta in
stagione, ribadendo un concetto: è l’unica in grado di farlo. Perché quello che il Banco
fa vedere nel secondo tempo è
qualcosa che forse solo lui sa
fare: 59 punti, 11 triple e un
-10 (46-36) ad inizio ripresa
che, in 7 minuti, diventa un +
5 (53-55). Come? Con la banda dei piccoli: Marques Green,
Travis e Drake Diener che, con
l’aiuto di un imperioso Caleb
Sacchetti «In effetti — ammette Meo Sacchetti — avrebbero dovuto seguirci anche a
metà campo. Ma noi siamo
questi e non possiamo certo
cambiare. E’ il nostro modo di
giocare: ritmi alti e buone percentuali, non quelle del primo
tempo. Quello che mi conforta
è che all’intervallo sono cambiate le facce dei miei giocatori
che, fino a un secondo prima,
sembravano morte». E invece è
Milano che va giù, dopo un primo tempo promettente, come
un pugile stordito. Banchi va
dietro a Sacchetti e abbassa il
quintetto con Gentile da ala
forte. Il capitano sfida Sassari
quasi da solo, non riuscendo
però a ridare a Milano il filo
della partita. Langford langue
in panchina mortificato da
Drake Diener; Hackett schiuma rabbia pure nel dopo gara,
spia di uno spogliatoio dove la
tensione è a mille. «Gara-2 è lo
specchio fedele — spiega Banchi — di quello che ti può fare
Sassari. Ha prodotto un terzo
periodo incredibile in cui ha ribaltato il match. Noi dobbiamo riflettere sui nostri errori e
sull’eccessivo nervosismo.
Certe cose, con più tranquillità, le avremmo fatte meglio,
ma ora è tempo di resettare».
Domani si va in Sardegna con
Sassari che si è presa il servizio.
Fucile Drake Diener carica il
fucile e fa 7-0 Sassari. La risposta di Milano è immediata: 7
punti filati di Hackett e si ri-
Capitano Il capitano milanese apparecchia l’allungo stillando il meglio del suo repertorio: lo seguono Kangur, Jer-
Sacchetti: «Per
come tiravamo
avrebbero dovuto
marcarci da metà
campo...»
Banchi: «Gara-2 è
stata lo specchio
fedele di quello
che può farti
Sassari»
rells e Samules per un +13
(38-25 al 18’) che si spiega anche con le polveri bagnate di
Sassari. Un inusuale 10/30 al
tiro in 20’, alimentato da una
carneficina a rimbalzo (22-15
Milano) spiega il gap. Impossibile pensare a un Banco così
spuntato. Infatti quando Drake
e i due Green ricaricano l’artiglieria e tornano dentro al saloon comincia la mattanza. E
per Milano non c’è più scampo.
Caleb Green, 28 anni, 18.5 di media nelle due gare con Milano CIAM
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LNP GOLD FINALE PROMOZIONE: GARA-1
Piovono triple: Trento batte Capo D’Orlando
TRENTO–ORLANDINA
91-78
(34-25, 52-43; 73-60)
TRENTO: Triche 21 (4/8, 4/7), Pascolo 13
(4/7, 1/1), Baldi Rossi 9 (1/3, 2/4), Forray
20 (5/5, 2/4), Elder 3 (1/1); Fiorito 3 (1/3),
Santarossa 2 (1/ 2, 0/1), Lechtaler 2 (1/
2), Spanghero 18 (1/1, 4/8). N.e.: Molinaro. All. Buscaglia.
UPEA CAPO D’ORLANDO: Soragna 3
(1/3), Nicevic 24 (8/13), Portannese 4,
Mays 8 (1/ 4, 2/8), Archie 15 (7/12, 0/2);
Basile 4 (1/ 2, 0/2), Laquintana 10 (3/5,
1/ 2), Benevelli 8 (3/4), Ciribeni, Valenti
2. All.: Pozzecco.
ARBITRI: Ciaglia, Beneduce, Gagliardi.
NOTE - T.l: Tre 12/14, CdO 20/23. Rimb:
Tre 22 (Baldi Rossi 8), CdO 31 (8 Ar-
chie). Ass: Tre 16 (4 Forray), CdO 14 (5
Mays). Progr.: 5’ 11-14, 15’ 45-30, 25’
65-49, 35’ 84-69. Spett.: 3250.
NICOLA BALDO
TRENTO
Cenerentola non ha nessuna intenzione di lasciare anzitempo il ballo. E l’ha dimostrato portandosi a casa d’autorità il primo atto della finale
di Lnp Gold. Trento sciorina
una prova di forza in una gara
nella quale Capo d’Orlando si
ritrova sempre ad inseguire.
Per la Trento della palla a spicchi già il primo posto in stagione regolare e la presenza in
questa finale promozione è roba da annali, da libri di storia.
Ritrovarsi anche a mandare
k.o. Basile e soci vuol dire continuare a sognare.
Tiratori Trento paga qualcosa a livello fisico, ma è al tiro
che vince questa gara-1 con
17/28 da due e 15/29 da 3 numeri migliori dell’insufficiente 4/21 dalla lunga distanza
dell’Upea. Non basta il solo Nicevic (24 punti) ai siciliani,
perché nella metà campo
bianconera i piccoli sbagliano
poco al tiro: 21 per Triche, 20
Forray e 18 Spanghero.Il vantaggio di Capo d’Orlando dura
pochi minuti, (11-14). Quando Trento inizia a tirare fuori
gli artigli il volto del Poz inizia
a contrarsi: 34-25. All’intervallo lungo sono 9 i punti di
margine dei dolomitici (5243), che nel terzo quarto tornano a pigiare sull’acceleratore.
Spanghero L’ingresso dalla
panchina di Spanghero permette a Buscaglia di sfruttare
al massimo velocità e ritmo,
con una squadra piccola che
permette a Trento di sfiorare i
20 punti di vantaggio. La seconda parte di gara vede
l’Aquila controllare ed avere
ora, domani sera alle 20.30,
l’occasione di portarsi sul 2-0
giocando sempre in casa.
LA SERIE: gara-2 domani a Trento;
gara-3 6/6 e ev. gara-4 8/6 a Capo
d’Orlando; ev. gara-5 l’11/6 a Trento.
Brandon Triche, 23 anni CIAM
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
37
FINALE OVEST SAN ANTONIO SBANCA OKLAHOMA CITY E CHIUDE LA SERIE SUL 4-2
Belinelli, primo italiano in finale Nba
«Ancora non me ne rendo conto»
«La dedico a chi ha
fatto notte fonda
per seguirmi.
Miami? Non mi sta
simpatica»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MASSIMO LOPES PEGNA
@Pegnarol
NEW YORK
Alzi la mano chi l’altra
notte non si è fatto tradire da
un briciolo di emozione, vedendo Marco Belinelli alle
spalle di Peter Holt, mentre il
proprietario degli Spurs ringraziava i suoi attempati ragazzi per l’ennesima finale.
Aveva lo sguardo un po’ intontito, il Beli, di chi ancora
doveva rileggersi con la dovuta calma ciò che stava
stampato sul cappellino gri-
gio appena consegnato: The
Finals. Già, le Finali Nba. Il
primo italiano ad arrivarci.
Impensabile solo fino a pochi
anni fa. Era il suo obiettivo.
Anzi, no. Quello vero è il titolo, sognato fin da quando era
un bambino e insieme ai fratelli nella casa di San Giovanni
in Persiceto, Bologna, tirava
mattina per ammirare Michael Jordan e i suoi Bulls mentre
s’infilavano un anello dopo
l’altro.
Alzati «Stavamo in piedi a
vedere The Finals e adesso le
giocherò. Ragazzi, sinceramente non riesco ancora a
rendermi bene conto di quanto mi sia accaduto» racconta.
Aggiunge: «E’ una sensazione
assolutamente indescrivibile:
sollevare il trofeo della Western Conference, sono senza
parole». Poi la dedica: «So che
in tanti in Italia sono stati al-
Marco Belinelli, 28 anni, 5.2 punti di media contro
i Thunder AFP
zati fino a notte fonda per fare
il tifo. A loro dedico questo
successo».
Minuti Di cui si sente parte
importante. Perché non devono certo ingannare i sei minuti
in cui è rimasto sul parquet in
gara-6 (3 punti, una tripla e
due ottimi interventi difensivi): li ha giocati nel quarto periodo e in un momento cruciale della partita, quello che se
non hai la stima di coach Popovich resti in panchina. Dice:
«E’ il sacrificio richiesto quando sei in una squadra vera.
Pop mi parla, mi dice di star
tranquillo, di essere aggressivo. Trasmette grande fiducia a
me e a tutti gli altri. Mai avuto
un allenatore così bravo».
E’ il modo in cui Belinelli
esprime la felicità di trovarsi
qui: «Perché si gioca un grande basket. Il trionfo in gara-6 è
il successo del gruppo. Abbiamo vinto senza Tony Parker
per tutto il secondo tempo (distorsione a una caviglia, dovrebbe essere ok per gara-1,
ndr.). Tutti hanno contribuito
e tutti ci sentiamo protagonisti: è il motivo per cui gli Spurs
4
PRIMATI
AZZURRI
S
1970
Dino Meneghin
è il primo scelto
All’11o giro da
Cleveland.
1995
Stefano Rusconi
gioca il primo
minuto italiano il
12/11 con
Phoenix
1995
Il 15/11, Enzo
Esposito segna
il primo punto
con Toronto
2006
Andrea
Bargnani è il
primo azzurro
scelto al n.1, da
Toronto
2007
Bargnani è il
primo italiano ai
playoff Nba
sono amati». E, ora, basta nominargli Miami per far risalire immediatamente l’adrenalina: «Gli Heat non stanno
simpatici né a me né agli altri. Sarà una bellissima finale. La perfetta occasione per
dimostrare che l’anno scorso
doveva finire diversamente.
Io non ero ancora qui, ma ho
compreso il dolore provato
dai miei compagni. Ve lo posso garantire: c’è davvero tanta carica in noi in vista di
queste finali».
Passione Dice: «Ve l’ho ripetuto spesso: per me il
basket è amore e passione. E
senza questi due elementi, a
cui aggiungo il duro lavoro,
non sarei mai potuto arrivare fino a qui». Ha cambiato
maglia cinque volte in sette
stagioni, il Beli. Ha fatto il giro d’America pur di salire
ogni anno un piccolo gradino. Così, quando la scorsa
estate gli squillò il telefonino
e dall’altra parte del filo
c’era Popovich che lo convocava a San Antonio, capì di
avercela fatta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Eterno Duncan, il simbolo degli Spurs
A 38 anni Tim rappresenta la continuità, segreto della franchigia texana: «Stavolta ce la faremo»
4
GIOVEDÌ
GARA-1
S
Si apre in
Texas
OVEST
Finale, gara-6:
Oklahoma CitySan Antonio
107-112 dts.
Serie 2-4.
EST
Finale: MiamiIndiana 4-2.
FINALS
Le finali Nba,
sempre al
meglio delle 7,
scatteranno
giovedì 5 in
casa della
vincente della
Western
Conference. Il
format da
quest’anno
torna al
2-2-1-1-1 per la
prima volta in
29 anni.
Queste le date:
gara-1 (a San
Antonio) giovedì
5; gara-2 (a
San Antonio)
domenica 8;
gara-3 (a
Miami) martedì
10; gara-4 (a
Miami) giovedì
12; eventuale
gara-5 (a San
Antonio)
domenica 15;
eventuale
gara-6 (a
Miami) martedì
17; eventuale
gara-7 (a San
Antonio) venerdì
20 giugno
4
MASSIMO ORIANI
Ci sono momenti, istantanee, che ti restano nella
mente per sempre. Gli ultimi 3’
del supplementare che ha regalato agli Spurs la 6a finale
della loro storia rientrano in
quella categoria. E portano la
firma di Timothy Duncan. Ma
come? Non era vecchio, finito,
pronto al ritiro? No, a 38 anni
continua a regalare emozioni,
nonostante la faccia da sfinge e
la loquacità di un monaco trappista. Vederlo segnare canestri
decisivi (7 punti nell’overtime)
e trascinare San Antonio alla
rivincita con Miami attesa 12
mesi ma nella quale forse solo
loro credevano, è stata roba da
brividi per chi ama lo sport.
E dopo aver trafitto ancora
una volta il cuore di Kevin Durant e Russell Westbrook, si è
persino lasciato scappare una
dichiarazione per lui roboante: «Stavolta ce la faremo».
Equivale a quello che negli Usa
chiamano «guarantee». Garantire la vittoria solitamente è
I NUMERI
2
Finali
consecutive
E’ la prima volta
che San Antonio
concede il bis.
Le altre erano
arrivate nel ‘99,
2003, 2005,
2007 e 2013.
Curiosamente, è
anche la prima
in un anno pari.
89
Ultimo
rematch
La rivincita in
finale non si
vedeva dall’8889, quando
furono Chicago
e Utah a
sfidarsi. Vinsero
entrambe le
volte i Bulls.
Forse solo loro
credevano nella
rivincita con
Miami. Decisivo
anche Diaw
Tim Duncan, 38 anni, abbraccia Manu Ginobili, 37 a luglio. I vecchi Spurs sono ancora in finale LAPRESSE
sintomo di insicurezza o sbruffoneria. Non nel suo caso.
Quel«ce la faremo» è la voglia
di gridare al mondo che la tanto decantata «Spurs Way» è viva e vegeta. Costruire guardando non solo a domani ma
anche a dopodomani e al giorno successivo, paga. Come
prendere giocatori nei quali
vedi qualcosa che agli altri è
sfuggito.
Spurs Way La vittoria di San
Antonio nella prima partita
equilibrata della serie, è stata
l’apoteosi del metodo Spurs.
Basti guardare a Boris Diaw,
26 punti nella gara che assegna il titolo della Western Conference. Eppure ha un fondoschiena che fa provincia, gli
servirebbe un reggiseno e cor-
re come uno sfigato che gioca
al campetto la domenica con
gli amici. Ma ha due mani e
una conoscenza del gioco che
coach Popovich ha esaltato al
massimo del suo potenziale.
Già Gregg Popovich. L’ex gm
diventato allenatore a stagione in corso nel ‘96-97 dopo il
disastroso avvio di Bob Hill (315), sull’orlo del licenziamento una calda serata di marzo
del ‘99, in quel di Houston. Era
l’anno della serrata, gli Spurs
avevano perso 8 delle prime 14
partite e, cosa ben più importante, Pop non era ancora Pop.
Come ha raccontato magistralmente Marc Stein, una delle
prime firme del basket di Espn
nei giorni scorsi, svelando
retroscena inediti sul rapporto
Popovich-Duncan, nello spo-
gliatoio dei texani si respirava
aria pesante. Avevano capito
tutti che una sconfitta avrebbe
potuto dire esonero. Le strade
del basket sono davvero infinite. Pensate se quella sera i Rockets avessero pescato il jolly e
giocato una gara strepitosa.
Niente quattro titoli, niente sei
finali, niente dinastia, probabilmente.
Manu Di sabato notte sono
rimasti negli occhi anche quei
canestri inventati dal nulla
dell’immortale Manu Ginobili,
scelto col numero 57 al draft
del ‘99 quando ancora giocava
a Reggio Calabria. Solo la chierica ricorda che sono passati
13 anni da quando trascinò la
Virtus Bologna di Ettore Messina alla conquista del Grande
Slam. La calcolata incoscienza
– quindi solo apparente – è la
stessa. Un attimo ti fa mettere
le mani nei capelli, quello dopo le unisci per applaudirlo.
E i poveri Thunder? Il gm
Sam Presti, costola degli
Spurs, dovrà riflettere a lungo.
La coppia Durant-Westbrook
ha mancato il titolo per il 6° anno in fila. Possono coesistere?
O è meglio prendere un’altra
strada? Se ne parlerà a lungo.
Oggi invece è tempo solo di celebrare gli Spurs. E leccarsi i
baffi pensando a cosa ci aspetta. Se le finali 2014 ci regaleranno anche solo una frazione
delle emozioni di quelle del
2013, avremo di che divertirci.
Ancora Duncan. Pazzesco. O
forse no.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
51-5
Punti
panchina
Le riserve degli
Spurs hanno
dominato quelle
dei Thunder. Il
+46 è il margine
più ampio della
stagione Nba.
155
Doppie
doppie
Duncan
Con i 19 punti e
15 rimbalzi di
gara-6 Tim è
ora a -2 dal
record per i
playoff di Magic
Johnson
Taccuino
SERIE A
Pancotto a Cremona
Accordo prolungato
(a.r.) La Vanoli Cremona riparte da coach Cesare Pancotto
col quale ha raggiunto un accordo
per l’estensione del contratto per la
stagione 2014/2015.
UNDER 19
Casalpusterlengo
Campione d’Italia
L’Assigeco Casalpusterlengo
è campione d’Italia di Lng Under 19.
A Udine, nella finale nazionale Beko,
ha battuto l’Umana Venezia 62-60 (
Donzelli 20, Spissu 14; Vildera, Marcon 13) con un canestro allo scadere, su rimbalzo offensivo, di Giga Janelidze, di origine georgiana. Il terzo
posto va alla Virtus Bologna che supera il Campus Varese 79-62. Miglior quintetto: Zennaro, Vildera
(Venezia), Vai (Varese), Donzelli
(Casalpusterlengo), Pechacek ( Bologna). Mvp finale: Spissu (Casalpusterlengo). Nel corso della manifestazione, coach Tonino Zorzi e Gek
Galanda sono stati inseriti nella Hall
of Fame del Friuli Venezia Giulia.
ESTERO/1
Messina vince
a casa Trinchieri: 2-0
Il Cska di Ettore Messina ha
vinto anche gara-2 sul campo dell’Unics Kazan di Andrea Trinchieri
per 65-61 (Weems 22, Teodosic 17;
Goudelock 19), conduce 2-0 e oggi,
a Mosca, ha il match ball per conquistare la finale della lega Vtb. Nell’altra semifinale, Nizhny NovgorodLietuvos Rytas 2-1.
ESTERO/2
Scariolo eliminato
Grecia: finale 2-2
(pe. m.) Il Barcellona elimina
2-0 il Vitoria di Scariolo e col Real
Madrid va in semifinale nella Acb.
Gara-2, Vitoria-Barcellona 71-95
(Nocioni 14; Lampe 14); SaragozzaReal Madrid 95-101, Siviglia-Valencia 84-78 (Serie 1-1). In Grecia, dopo
aver perso in casa gara-3, il Panathinaikos ha battuto l’Olimpyacos al
Pireo 67-65. La finale è 2-2.
38
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
TENNIS ROLAND GARROS
L’ULTIMA ITALIANA IN SINGOLARE NEGLI OTTAVI SI RIPETE LA SFIDA DI ROMA CON LA SERBA, VINTA DA SARA
Errani, un film già visto: stesso finale con la Jankovic?
Intanto con la
Vinci è nei
quarti in doppio
Sharapova soffre
ma batte Stosur
PARIGI
Sara Errani è tesa. L’ultima rappresentante italiana ancora in gara in singolare al Roland Garros, oggi negli ottavi,
sente molto la vigilia del remake
con Jelena Jankovic dopo il colpo
di due settimane fa nelle semifinali di Roma, imbavagliandole
servizio e rovescio e mandandole
in tilt il dritto. Dopo essersi qualificata con l’amica Roberta Vinci ai
quarti di doppio superando
Petkovic-Rybarikova, potrebbe
ora incrociare Flavia Pennetta. Se
la brindisina, insieme alla francese-rivelazione, Kiki Mladenovic,
supererà oggi le australiane Barty
e Dellacqua.
Spiraglio Così si avvale della
facoltà di non rispondere sul singolare, mentre Roberta racconta
dei problemi fisici in cura dal professor Parra agli adduttori e al
polpaccio: «Che non sono ancora
passati completamente». Del resto, dopo il k.o. d’acchito di Li Na,
il tabellone della parte bassa lascia aperto un bello spiraglio verso la semifinale che confermerebbe il risultato di 12 mesi fa di Sara. Che, nei quarti, avrebbe la vincente di Petkovic-Bertens. Prima
c’è la serba Jankovic, ex numero 1
del mondo, oggi 7, ricca d’esperienza e di capacità anche sulla
terra, con 3 semifinali a Parigi e 2
titoli a Roma.
Paura Sam Stosur mette paura
a Maria Sharapova fino al 6-0
4-3, come tante altre volte con
tante altre big. Perché ha un dritto potente, ha un servizio kick
difficile da fronteggiare e finché
spinge a mille qualsiasi colpo
può arrivare ovunque, anche alla finale del Roland Garros (come nel 2010, battuta dalla Schiavone) e addirittura al titolo agli
Us Open (nel 2011, sorprendendo l’attonita Serena Williams).
Ma appena l’australiana toglie il
piede dall’acceleratore, la divina
Maria la schianta.
v.m.
Jelena Jankovic e Sara Errani a Roma: l’azzurra guida 2-1 TEDESCHI
Pugni a Federer
Gulbis abbatte il monumento
«La mia vittoria più bella»
Il talentuoso lettone che si ispira a Mayweather si impone al quinto set
«Ho scoperto che il lavoro è meglio della birra». Djokovic impressiona
DAL NOSTRO INVIATO
Timeout Dopo i 59 errori
gratuiti, Federer è nero come il cielo di nuovo inverna-
20
I quarti
consecutivi
raggiunti negli
Slam da
Djokovic: l’ultima
volta che il
serbo ha perso
prima è stato al
Roland Garros
2009 contro
Kohlschreiber
(3° turno). Il
record assoluto
è di Federer con
36 quarti di fila
10
VINCENZO MARTUCCI
VinceMartucci
PARIGI
Scusate il ritardo. Novak
Djokovic chocca Tsonga e il
Roland Garros col suo 6-1 6-4
6-1 in 90 minuti. Andy Murray
sprinta su Kohlschreiber in 40
minuti dal 7-7 al 12-10, dopo
lo stop di sabato sera. Dopo 24
Majors infruttuosi, e 3 ore e 42
minuti di una memorabile battaglia, Ernests Gulbis bissa i
quarti di uno Slam, proprio qui
al Roland Garros, dove esplose
nel 2008, a 19 anni, e si fermò
davanti a Nole. Adesso, che ha
la barba, il fisico e la continuità
da uomo di 25 anni ed è salito
alla classifica record di 17 del
mondo, butta giù dalla torre
Roger Federer in cinque set col
suo bel mix di potenza e varietà. «Com’era nel 2010, quando
ci giocai tre volte e com’è ora?
Uguale, col servizio che mette
tanta pressione, come il rovescio potente, da fondo», taglia
corto RogerExpress, già con la
testa all’erba di Halle e Wimbledon: «Molto eccitato di tornare in un posto dove difendo
il titolo e poi dove mi rigioco le
mie chances». Ma ha ragione:
a parte il dritto con un’apertura molto ampia che gli ha dato
coach Bresnik (lo stesso del
primo Becker e oggi della promessa Thiem), le armi paralizzanti del lettone, che sulla terra di Roma ha battuto sia Roger sia Rafa, sono sempre quelle.
«Soprattutto,
è
chiaramente in fiducia dopo
aver vinto due settimane fa
a Nizza, e dopo la buona stagione che sta
avendo». Infatti ha
vinto anche a Marsiglia, sempre in Francia, dove si gioca il
Roland Garros... E,
con 31-10, è dietro
solo a Nadal (37-6) e
Federer (31-7) nel
saldo
vittorie-sconfitte
2014.
4
I NUMERI
Gli anni
dall’ultima
sconfitta di
Federer a Parigi
prima dei quarti:
al 3° turno del
2004 contro
Kuerten.
Federer ha
raggiunto 10
quarti di fila a
Wimbledon
(2003-2012) e 11
semifinali di fila
in Australia
0
S
A sinistra,
Ernests Gulbis,
25 anni. A
destra Roger
Federer, 32
anni
Sotto, Novak
Djokovic, 27
AFP/EPA/AP
le di Parigi: «Molto deluso per
la sconfitta, dopo la chance nel
secondo set e la rimonta del
quarto, per non aver giocato
meglio al quinto». Ma è anche
irritato per quei 10 minuti di
intervento medico sottocoperta che il lettone gli impone
quando lui risale 5-2 al quarto
set: eppure, subito dopo, ricomincia a correre e saltare, gli
strappa un parziale di dieci
punti a uno, anche se non gli
impedisce il 6-4, e quindi il
quinto set. «E’ il secondo match di fila che mi succede, dopo Tursunov: che posso fare
se le regole lo permettono?
Poi tornano in campo e non
sembrano infortunati per
niente. Da junior, andavano
tutti alla toilette quando
servivo per il match sul
5-4 e poi chiedevano time-out subito prima o
subito dopo... Ci sono
cresciuto. Ora vanno
alla toilette dopo il
set, come se dicesero:
“Dammi una pausa”.
Possono chiamare
dottore e fisio in ogni momento e parlarci. Fortuna
che sul Centrale è tutto più veloce, ma che problema è sui
campi secondari?».
Genio Uno che dice «Ho poca
tolleranza per la stupidità»,
merita di più: «L’avevo già battuto in 3 set, riuscirci in 5, come tennista e per la mia fiducia, è davvero una gran cosa, la
vittoria più importante di sempre». Una promessa è una promessa: «Avevo detto che ero in
fiducia, io non mento. Chi lo
fa, poi dimentica quel che ha
detto e deve mentire sempre.
Perciò dico quel che penso e ne
subisco le conseguenze». Tornando sulla sua provocazione:
«Le donne non dovrebbero
giocare a tennis perché poi
sennò fanno i figli tardi». Semplice e diretto: «Con Roger bisogna spingere sul rovescio, è
Roger s’arrabbia per
un timeout:
«Con me lo fanno
tutti, finché le regole
lo permettono...»
lì che sbaglia, è umano anche
lui e accusa la tensione». La
folla? «Qui è dura, bisogna tenersi le emozioni dentro, comunque, meno parlo, meglio
gioco». Le racchette che distrugge e regala al pubblico?
«E’ sempre questione di scelte:
io posso scegliere di romperla
ed avere una multa, il bambino
può accettarla o rifiutarla. Lui
ha fatto la scelta giusta». Il primo Slam dove lo vincerà? «Potrebbe essere ovunque, ma la
terra non è la mia superficie
preferita». Il segreto? «Duro
lavoro e dedizione, come disse
Floyd Mayweather (il pugile,
ndr). Se lavoriamo duro tutta
la settimana è sicuro che il
week-end ci divertiamo di più.
Se restiamo a casa a bere birra
senza far niente, il week-end ci
ubriachiamo ancora. Io ho scoperto che solo dopo il duro lavoro troviamo la gioia». Sorry,
Roger: «Tutti lo amano, ma dovevo vincere. Scusami, è la terza volta che prendo un timeout». Nel tennis è sempre questione di tempo: dopodomani
nei quarti c’è Gulbis-Berdych.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le volte
nell’era Open
che il Canada
aveva
qualificato un
giocatore e una
giocatrice per i
quarti di uno
Slam. Raonic è il
primo uomo nei
quarti a Parigi,
Eugenie
Bouchard è la
terza donna
dopo Bassett
(1984 e 1986) e
Kelesi (1988 e
1989)
8
I quarti
raggiunti a
Parigi da Maria
Sharapova: la
siberiana ha
fatto vittoria nel
2012, finale nel
2011, semifinale
nel 2007 e 2011,
quarti nel 2004,
2005 e 2009
(lu.mar.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
la guida
Uomini, ottavi: Djokovic (Ser) b. Tsonga
(Fra) 6-1 6-4 6-1, Raonic (Can) b. Granollers (Spa) 6-3 6-3 6-3, Gulbis (Let)
b. Federer (Svi) 6-7 (5) 7-6 (3) 6-2 4-6
6-3, Berdych (R.Ceca) b. Isner (Usa)
6-4 6-4 6-4. Terzo turno: Verdasco
(Spa) b. Gasquet (Fra) 6-3 6-2 6-3,
Murray (Gb) b. Kohlschreiber (Ger)
3-6 6-3 6-3 4-6 12-10.
Donne, ottavi: Bouchard (Can) b. Kerber
(Ger) 6-1 6-2, Suarez Navarro (Spa) b.
Tomljanovic (Cro) 6-3 6-3; Sharapova
(Rus) b. Stosur (Aus) 3-6 6-4 6-0; Muguruza (Spa) b. Parmentier (Fra) 6-4 6-2.
Doppio, ottavi: ERRANI-VINCI (Ita) b.
Petkovic (Ger)-Rybarikova (Svk) 7-5 3-6
6-3.
Junior uomini (1° turno): Jokic (Ser) b.
BALDI 7-6 (4) 2-6 6-3, Bahamonde
(Arg) b. BERRETTINI 7-6 (4) 6-2. Junior
donne (1° turno): Arconada (Usa) b.
TURATI 6-0 6-0.
OGGI (ore 11, diretta Eurosport e RaiSport 1) Chatrier: Bertens (Ola) c. Petkovic (Ger), Nadal (Spa) c. Lajovic (Ser),
Stephens (Usa) c. Halep (Rom), Monfils
(Fra) c. Garcia Lopez (Spa). Lenglen: Anderson (Saf) c. Ferrer (Spa), ERRANI c.
Jankovic (Ser), Verdasco (Spa) c. Murray (Gbr), Kuznetsova (Rus) c. Safarova
(R.Ceca). Campo 1: PENNETTA-Mladenovic (Fra) c. Barty-Dellacqua (Aus). Campo 2: KNAPP-Begu (Rom) c. MuguruzaSuarez Navarro (Spa).
Gazzetta.it
I MATCH IN DIRETTA
HIGHLIGHTS, LE FOTO
E I VIDEO PIÙ BELLI
Ogni giorno sul nostro
sito il meglio del Roland
Garros: direttamente da
Parigi risultati in tempo reale,
cronaca, statistiche, focus
sui giocatori più importanti e
curiosità con il meglio delle
foto e dei video.
trés vite
PIOLINE E SANTORO
SI PROPONGONO
«MURRAY TI ALLENIAMO»
«La settimana scorsa ti
ho dato la mia mail
proponendomi come tuo
coach, ma non ho ancora
ricevuto risposta. Ora ti dò il
biglietto da visita di quest’altra
persona». Simpatico siparietto
con gli ex pro francesi Fabrice
Santoro e Cedric Pioline in
diretta tv sul centrale di Parigi
dopo la maratona MurrayKohlschreiber, che sono fra i
tanti candidati a successore di
Ivan Lendl.
SPERANZA AZZURRA Ai Campi
Elisi, davanti alla Torre Eiffel,
l’italiana Federica Rossi vince il
Longines Future Tennis Aces
under 14 battendo in finale
Daria Frayman (Rus) 4-2 4-2.
La stellina del
Tennisportingclub Sondrio è
allenata da Fausto Scolari.
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
39
ATLETICA MEETING A ORVIETO
La Caravelli conquista già l’Europa
Nei 100 hs batte la Borsi: 13”07 a 13”17. Minimo per Zurigo anche per il duecentista Marani (20”65)
Marzia Caravelli, 32 anni (seconda da sinistra) e Veronica Borsi, 26 anni (terza da sinistra) a Orvieto PETRUCCI
Taccuino
CHALLENGE IAAF MULTIPLE
Hardee e Thompson
vincono a Goetzis
L’argento olimpico statunitense Trey Hardee (8518) e la britannica
Katarina Johnson Thompson (6682)
si sono imposti nella tappa del Challenge Iaaf di prove multiple a Goetzis
(Aut). Il clima ha favorito ottime prestazioni, come sabato il 22”34 (+1.5)
dell’olandese Dafne Schippers sui
200. Gare serrate: Hardee ha preceduto di 47 punti il tedesco Kai Kazmirek, la Thompson di 41 la moglie di
Eaton, la canadese Brianne Theisen.
Decathlon: 1. Hardee (Usa) p. 8518;
2. Kazmirek (Ger) 8471; 3. Freimuth
(Ger) 8317. Eptathlon: 1. Johson
Thompson (Gb) p. 6682; 2. Theisen
8Can) 6641; 3. Schippers (Ol) 6545.
PISTA ITALIA
Rossit sale a 1.87
(si.g.) A Udine personale nell’alto con 1.87 per la ventenne poliziotta Desiree Rossit, che dallo scorso anno si allena con Alessia Trost.
Donne. 400hs: Ila. Vitale 59”17. Alto: 2. Omoregie (j) 1.78. A Lana (Bz).
Uomini. Asta: Piantella 5.25; Menz
5.10. A Busto Arsizio (Va). Uomini.
400: Juarez 47”49. 110 hs (0): Fofana 14”22. Donne. Alto: Rossi 1.75;
Lamera 1.75. A Rieti. Donne. 3000
sp: Fascetti 10’44”98. A Pescara.
Donne. Martello: Palmieri 61.08. A
Caprino V. (completamento). Uomini. 3000 sp: A. Zoghlami 8’52”11;
O. Zoghlami 8’52”19; Gerratana
8’52”36; Chiappinelli 8’55”46 (rec. it.
allievi); Garavello 8’57”13.
MEETING EUROPEI
Fassinotti 2.28
(si.g.) A Bedford con 2.28
Marco Fassinotti ha eguagliato il suo
personale all’aperto di Pescara
2010. Buone notizie anche dal meeting belga di Oordegem dove si sono
distinti alcuni azzurri: Mohad Abdikadar ha vinto la serie B dei 1500 in
3’40”46 e Marouan Razine (9°) ha
corso i 5000 in 13’37”80. Uomini.
100 (-0.4): 2. Rosichini 10”61. 800.
III: 6. Bellino 1’49”63. 1500: 5. El Kabbouri 3’44”12. 5000: 17. Zanatta
13’59”41; 28. Lanziner 14’14”36; rit.
Chatbi. 400 hs. I: Flannery (Gb)
48”96. II: 2. Diaz 50”83. A Bedford
(Gb), 100 (+1.7) Gemili 10”08; alto:
Fassinotti 2.28. A Kalamata (Gre).
Lungo: Tsatoumas 8.22 (+1.4). A
Zeulenroda (Ger). Donne. Martello: Klaas 74.55; Heidler 74.47; Zhang
Wenxiu (Cina) 72.76. A Riga (Let).
Uomini. Giavellotto: Grzeszczuk
(Pol) 84.77. A Adler (Rus). Uomini.
Peso: Lesnoy 21.40; Tikhomirov
21.10. Donne. 800: Poistogova
1’58”55. Asta: Zhuk 4.65. Triplo: Koneva 14.83 (+0.4). A Marsiglia (Fra).
Donne. Disco:2. Aniballi 56.25; 6.
Strumillo 51.51.
Antipasto del Golden
Gala, in programma giovedì
all’Olimpico, ieri nel Memorial Coscioni a Orvieto. Protagoniste Marzia Caravelli e Veronica Borsi che sui 100 hs
hanno dato vita ad un bel
duello vinto dalla prima con
13”07 contro 13”17. Per la Caravelli, alla prima sulla distanza, vale già il pass per gli Europei di Zurigo. «Ora Golden Gala e, spero, Coppa Europa», afferma Marzia che sta anche
ragionando sui 400 hs. «Ma
per quella distanza arriverò
progressivamente, ora penso
ai 100 hs». Risultato importante anche per la Borsi che
l’ultima volta era apparsa in
pista ai Mondiali di Mosca dove si ruppe lo scafoide della caviglia. «Mi alleno praticamen-
te solo da un mese – spiega –
ora pure per me Roma e poi il
7 giugno Stettino in Polonia».
Marani Minimo europeo
conquistato anche da Diego
Marani sui 200 che ha chiuso
pur con vento contrario (-0.5)
in 20”65, nuovo personale.
Aveva 20”77 e già la scorsa
settimana si era mostrato in
condizione nella Coppa Campioni per Club in Portogallo
con 20”84 (-1.7). Anche Marani sarà in pista al Golden Gala
insieme ad Andrew Howe contro il francese Lemaitre. A Orvieto da segnalare altri primati personali, come Fabiano
Carrozza e Stefano Massimi
che sui 1500 sono scesi rispettivamente a 3’41”84 e 3’42”37.
Così come la romana Jessica
Paoletta che in batteria ha corso i 100 in 11”49 (+1.4),
3/100 meno del precedente
personale. Nella finale dei 100
maschili si è imposto Jacques
Riparelli in 10”54 dopo aver
corso in 10”36 (+1) in batteria. Nel peso Daniele Secci ha
lanciato 18.42, nel lungo 7.46
(+0.7) di Kevin Ojiaku e 2.18
nell’alto di Ferrante Grasselli
che a parità di misura ha battuto Giulio Ciotti.
pa. m.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Uomini 100 (v. -1.2) 1. Riparelli 10”54
(10”36 in batt +1); 2. Collio 10”71. 200
(-0.5): 1. Marani 20”65; 2. Demonte
21”71. 400: Galletti 47”17.1500: 1. Carozza 3’41”84; 2. Massimi 3’42”37. 400 hs:
Contini 52”25.Donne 100 (+1.4): Paoletta 11”49. 100 hs (+0.6): 1. Caravelli
13”07; 2. Borsi 13”17.
40
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
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PALLAVOLO WORLD LEAGUE
Italia sei grande, è il giorno del poker
Iran battuto davanti ai 6 mila di Verona: quarto successo della stagione. Berruto: «Prova di maturità»
ITALIA
IRAN
3
0
(27-25, 25-18, 25-22)
ITALIA: Parodi 9, Birarelli 7, Travica,
Kovar 15, Piano 3, Zaytsev 18; Rossini
(L), Buti 2, Vettori. Non entrati: Maruotti, Saitta, Lanza, All. Berruto.
IRAN: Seyed 8, Marouf 1, Ghaemi 4,
Gholami 2, Mahmoudi 8, Ebadipour 11;
Alizadeh (L), Ghafour 1, Faezi 1, Mirzajanpour 1, Mahdavi 1. Non entrati:
Mobosheri. All. Kovac.
ARBITRI: Perez Broche (P. Rico) e
Casamiquela (Arg).
NOTE - Spettatori: 6000. Durata set:
33’, 27’, 31’; totale 91’. Italia: battute
sbagliate 14, vincenti 7, muri 6, 2a linea
11, errori 22; Iran: battute sbagliate 12,
vincenti 4, muri 7, 2a linea 9, errori 24.
DAL NOSTRO INVIATO
GIAN LUCA PASINI
VERONA
Un po’ muscoli, un po’
cervello, molto cuore, tanta
qualità. La sintesi dell’Italia
di Mauro Berruto in World
League (fino ad ora) si può
riassumere altrimenti anche
in pochi essenziali numeri: 4
partite e 4 vittorie, 12 set vinti e solo 2 persi. 12 punti in
classifica, esattamente 9 in
più dei campioni del mondo
del Brasile. «Sinceramente
non me lo aspettavo neppure
io - spiega il tecnico azzurro
dopo la seconda vittoria di fila contro l’Iran - come non mi
aspettavo di fare sei set consecutivi, senza perderne alcuno, con una squadra forte
come l’Iran, che ci ha sempre
messo in difficoltà nelle ultime uscite. Ma anche a Verona siamo riusciti a venirne
fuori con una prova di maturità. Non solo con un fondamentale, come la battuta o
l’attacco, ma facendo bene
più cose assieme. Lo abbiamo
ripetuto fino alla noia, a noi il
fatto che siamo già qualificati
per le finali interessa poco,
vogliamo essere a Firenze
con la certezza che ci siamo
guadagnati la qualificazione
sul campo. Adesso ci aspettano altre due gare in Italia, a
Bari e Roma, con la Polonia.
Sono curioso di vedere, per
diversi motivi, la mia squadra
in questi nuovi appuntamenti».
6000 Mauro Berruto è visibilmente soddisfatto perché
anche a Verona è andato tutto per il verso giusto: dalle
tribune stracolme di pubblico, per finire al risultato sul
campo. «E alla prova di maturità di aver saputo gestire bene i momenti difficili». Le difficoltà sarebbero un’altra cosa, potrà obiettare qualcuno,
sta di fatto che gli azzurri
contro la squadra di Boban
Kovac (sostenuta da un tifo
incessante di molti iraniani
che vivono in Italia, colorati e
rumorosi come e di più di
quanto sarebbe accaduto se
si fosse giocato a Teheran)
sono andati in crisi alla fine
del primo set e alla metà del
terzo. Tutte e due le volte a
causa della battute degli iraniani che hanno provato a
la guida
Venerdì e domenica sfide
a Bari e Roma con la Polonia
Jiri Kovar, 25 anni, ieri 15 punti con il 65% in attacco oltre a due muri e due ace TARANTINI
forzare il servizio per cercare
di scardinare le sicurezze degli azzurri. L’Italia ha subìto,
ha incassato qualche punto,
ma poi si è ripresa andando a
chiudere il secondo weekend
in maniera netta e meritata.
Super Jiri Anche per merito
di Jiri Kovar che aveva storto
il naso per la propria prestazione nella prima partita, ma
che ieri è andato decisamente meglio. Chiudendo con un
ragguardevole 65% in attac-
«
Questa squadra
si diverte tanto
e si sa aiutare
nei momenti
di difficoltà
JIRI KOVAR
SCHIACCIATORE
(a.a.) Prima vittoria per l’Argentina di Velasco contro la Germania.
Gli azzurri tornano in campo venerdì e domenica a Bari e Roma
contro la Polonia.
Girone A Italia-Iran 3-0. Classifica: Italia 12; Polonia, Brasile 3; Iran
0.
Girone B Classifica: Serbia, Stati Uniti 5; Bulgaria, Russia 1.
Girone C A Calgary Canada-Finlandia 3-0 (25-21, 25-19, 25-20).
Classifica: Belgio 6; Canada 3; Finlandia, Australia 0.
Girone D A Montpellier Francia-Giappone 3-0 (25-14, 25-15, 2521), Salta Argentina-Germania 3-0 (25-22, 25-23, 25-21). Classifica: Francia 11; Germania 5; Argentina 4; Giappone 1.
Girone E A Eindhoven Olanda-Sud Corea 1-3 (18-25, 23-25, 25-20,
22-25), a Povoa de Varzim Portogallo-Rep.Ceca 0-3 (23-25, 1825, 22-25). Classifica: R.Ceca, Olanda, Sud Corea, Portogallo 3.
FORMULA Alla finale di Firenze, oltre l’Italia, le prime due dei gironi
A e B e la vincitrice della finale di Sydney.
PER GLI EUROPEI (a.a.) La Turchia di Barbolini e la R. Ceca di
Parisi all’Europeo donne 2015 con Bulgaria, Romania e Ungheria.
Nel maschile si qualificano la Slovacchia di Gulinelli e la Bielorussia.
GUIDETTI TRIONFA (a.a.) La Germania di Guidetti vince il suo
primo Volley Masters di Montreux, in finale 3-1 (25-19, 19-25, 2517, 25-21) sugli Stati Uniti, 3a la Russia 3-2 alla Cina.
ADDIO EUGENIO (r.r.) E’ morto a 81 anni a L’Avana, Eugenio George, il padre del volley cubano. Dal 2005 nella Hall of Fame, ha
guidato la nazionale femminile al titolo olimpico del ‘92-96-2000 e
al bronzo 2004.
co (un punto percentuale in
più di Zaytsev) e con un bottino di 15 punti fra cui si contano anche due ace e due muri.
E’ stato il martello, scudettato con la Lube Macerata qualche settimana fa, a trascinare
il gruppo assieme al suo ex
compagno di squadra, Ivan
Zaytsev che ha chiuso il match come il miglior marcatore
della serata: 18 punti. Con la
solita dote di battute pesanti
che hanno provveduto a scardinare la ricezione degli ira-
niani che hanno avuto il merito di provarci fino alla fine.
Ma con questa Italia c’era poco da fare. Berruto ha usato
poco la panchina ha alternato Buti con Piano (festeggiato
dalla sua tifosa speciale Veronica, che ha avuto la fortuna
di ascoltare l’inno in mezzo al
campo, con la squadra). Ma
fino a quando gli schiacciatori avranno queste percentuali... ci saranno altre feste azzurre.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
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TUTTENOTIZIE & RISULTATI
GINNASTICA
ASSOLUTI AD ANCONA
Pozzo in forma
Corpo libero e
sbarra tricolori
Ad Ancona, Enrico Pozzo
(Aeronautica Militare, nella foto)
conquista il titolo assoluto al
corpo libero con 14.800 punti e si
aggiudica anche la finale alla
sbarra con 14.550. Alberto
Busnari sigilla il suo 16° titolo
italiano al cavallo con maniglie
(14.450) mentre Andrea Cingolani
con 14.700 porta a casa il titolo
agli anelli e al volteggio (15.050)
.Le parallele sono di Andrea
Valtorta con 14.400. Tra le donne,
assente Vanessa Ferrari, il
volteggio va ad Arianna Rocca
(14.200), le parallelele
asimmetriche confermano Giorgia
Campana (13.700). Elisa Meneghini
dopo l’all round vince trave
(14.000) e corpo libero (13.900).
BASEBALL
IBL: GODO BATTE SAN MARINO
Striscia Bologna
14 vittorie di fila
Che Williamson
(m.c.) Bologna colleziona la
vittoria di fila n.14 e fa il pieno su
Padova, raggiunto in classifica da
Godo, che grazie al doppio di Molina
e al singolo di Monari al 5°, piega
San Marino.
2° t. ritorno, gara-2: UnipolSai
Bologna-Tommasin Padova 5-0 (v.
Williamson 11so nella foto, p.
Uviedo), Godo Knights-T&A San
Marino 5-4 (v. Ribeiro 8so, p.
Andreozzi; hr Macaluso, Ramos e
Sanchez). Class.: Bologna 944 (171); SM 588 (10-7); Godo e Padova
333 (6-12). Gir. B: Nettuno-Nettuno2
5-2 (, Lino’s Coffee Parma-Rimini 41 (v. Sanchez, p. Patrone, s. Yepez;
hr Salazar). Class.: Rimini 647 (11–6);
Parma 611 (11-7); Città di Nettuno
389 (7-11); Nettuno2 167 (3-15).
RIZZO (m.c.-r.r.) Il prima base
azzurro dei Chicago Cubs, Anthony
Rizzo, distrugge, con 2 fuoricampo
(ora 10) e 4pbc Milwaukee, ma in
Mlb brilla anche loenis Cespedes,
esterno cubano di Oakland, che
sfiora un cycle, finendo a 3/5 con un
doppio, un triplo ed un fuoricampo
con 5pbc. David Wright fa vincere i
NY Mets al 14° contro Philadelphia.
Boston: 6 vittorie di fila.
GOLF
NORDEA MASTERS A MALMOE
Jaidee, successo
al playoff in Svezia
Dodo Molinari 18°
Il thailandese Thongchai
Jaidee ha vinto con 272 colpi (69
70 68 65, -16) il Nordea Masters
(European) disputato allo Sweden
National (par 72) di Malmoe (Sve).
Ha superato Dubuisson (69 69 67
67) e Gallacher (67 72 65 68) allo
spareggio. Edoardo Molinari, che
ha offerto una bella prova, si è
portato dal 32° al 18° posto con
280 colpi (71 69 73 67, -8), Matteo
Manassero dal 38° al 32° con 283
(74 70 70 69, -5) e Andrea Pavan
dal 54° a 40° con 284 (74 71 71 68,
-4).
BEACH VOLLEY
VELA L’UCRAINO E’ MORTO A LIVORNO, DOVE ORMAI VIVEVA
DOMANI EUROPEO: C’É LA BACCHI
Addio maestro Mankin
Faceva volare le barche
Tre ori e un
argento olimpici,
ha insegnato tanti
segreti agli italiani
Era il più bravo
BOXE
LUCA BONTEMPELLI
Il velista ucraino Valentin Mankin è morto ieri a Livorno, dove viveva tempo.
Aveva 76 anni e da tempo aveva subito l’aggressione di un
tumore. Dal termine della sua
carriera sportiva, alla fine degli anni Ottanta, Mankin si era
trasferito in Italia dove ha guidato a lungo le squadre nazionali olimpiche e ricoperto, in
fasi diverse, praticamente tutti i ruoli del settore tecnico.
Con 3 medaglie d’oro e una
d’argento conquistate in 4 edizioni olimpiche consecutive,
dal 1968 al 1980 sotto la bandiera dell’Unione Sovietica,
nelle classi Finn, Tempest e
Star è stato uno dei migliori
velisti di ogni epoca. Per molti
il migliore, considerando che
può partecipare alla sua prima olimpiade solo a 30 anni,
dato che gli è negato il passaporto per mai precisate ragioni politiche.
Carriera I soli due atleti che
hanno fatto meglio di lui nella
storia, il danese Paul Elvstrom
(4 oro consecutivi dal 1948 al
(c.f.) Si apre domani a Cagliari un attesissimo
Europeo per i colori azzurri. A Nicolai-Lupo e
Menegatti-Orsi Toth saranno assegnate le teste di serie n° 1. La grande novità è il ritorno di
Lucia Bacchi con Giulia Momoli in tabelone
con una wild card. Intanto, nel Masters Cev di
Baden (Aut), 5° posto per Tomatis-Ranghieri,
usciti per il k.o. 2-1 con i campioni continentali
Herrera-Gavira (Spa). Il torneo è stato vinto
da Fijalek-Prudel (Pol) davanti a DopplerHorst (Aut) ed agli stessi spagnoli.
WORLD TOUR (c.f.) Nell’Open di Anapa
(Rus), 1° centro di coppia nel World Tour per
Plavins-Solovejs (Let), 2-1 in finale a Semenov-Krasilnikov (Rus). Nel duello tutto svizzero per il 3° posto, Gabathuler-Gerson b. Chevallier-Strasser 2-1. Il prossimo appuntamento del circuito mondiale è ancora in Russia, a Mosca, con il 2° Grande Slam stagionale,
da mercoledì 11.
Valentin Mankin, 76 anni, ucraino di Livorno, 3 ori e 1 argento ai Giochi IV8
1960) e l’inglese Ben Ainslie
(4 ori dal 2000 al 2012, più un
argento nel 1996) hanno cominciato la loro carriera intorno ai 20 anni potendo dunque contare su una attività
ben più lunga e nel caso dell’inglese ancora prolungabile.
Vissuto in un periodo storico dove lo sport subiva enormi condizionamenti dalla politica, Mankin non solo è stato
rallentato nella prima fase ma
ha anche subito la beffa finale
di non poter difendere il titolo
olimpico conquistato ai Giochi di Mosca (regate a Tallin
oggi in Estonia) causa il boicottaggio dell’Unione Sovietica all’Olimpiade di Los Angeles (peraltro in risposta a
quello americano di 4 anni
prima). Con una carriera così
compressa da eventi esterni,
Valentin Mankin, cresciuto
velisticamente sulle rive del
fiume Dnepr e lontanissimo
dal mare, ha avuto relativamente poche occasioni per
mostrare il proprio talento e
non le ha fallite quasi mai.
Umile, meticoloso, instancabile. Spesso la sua barca non
era la più bella e mai la più
nuova, ma quasi sempre la più
veloce. Una lezione formidabile per una intera generazione di velisti italiani che si sono
abbeverati alla fonte del suo
instancabile entusiasmo ricavandone comprensione e affetto. Anche per questo da ieri
lo piangono ovunque in Italia.
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MONDIALI (r.g.) A Wembley nel sottoclou di
Froch, Jamie McDonnell (Gb, 24-2-1) conquista il vacante gallo Wba ko 11 su Tabtimdaeng
Na Rachawat (Thai, 52-3); James DeGale (Ing,
19-1) b. Gonzales (Cuba, 18-1-1) ko 4, neo sfidante di Froch. Massimi: Joshua (Gb, 6) b.
Legg (Gb, 7-3) ko 1. A Macao, Nonito Donaire
(Fil, 33-2), conquista i piuma Wba su Vetyeka
(Saf, 26-3) td 4; Walters (Giam, 24) resta piuma Wba: Darchinyan (Aus, 39-7-1) ko 5; Gradovich (Rus, 19) mantiene i piuma Ibf su
Miskirtchian (Bel, 24-3-1) p. 12. A Krefeld (Ger)
Sam Soliman (Aus, 43-11), nei medi Ibf scalza
Sturm (39-4-2) p.12. Nei mosca donne, Susi
Kentikian (Ger 33-2) resta regina Wba mosca
su Dan-Bi Kim (S.Cor., 9-3-1) kot 9. A Itacalco
(Mes), Cuadros (30) b. Sor Rungvisai (Thai,
27-3-1) TD 7, supermosca Wbc.
PERDE COCCO (r.g.) A Teguise nelle Canarie
(Spa), ottima prestazione del torinese Roberto Cocco (15-11-1) che ha impegnato fino all’ultimo round il locale Mariano Hilario (11-2) origini dominicane, per la cintura Ue supermedi.
A Odessa (Ucr), l’oro di Londra massimi, Olek
Usyk (Ucr, 4) batte Crenz (Arg, 21-9) ko 4.
EUROPEI DONNE (m.moro.) A Bucarest,
nella seconda giornata degli Europei, nei sedicesimi dei 54 kg Davide b. Krstic (Ser) 3-0 e
nei 57 Mesiano b. Revel (Fra) 3-0. Agli ottavi,
nei 60 Marenda b. Lundblad (Sve) 2-1 mentre
non passa il turno nei 69 la Amato battuta da
Copeland (Ing) 3-0.
DEBUTTO OK (r.g.) A Calenzano (Fi) debutto
vincente del superleggero Stefano Napolitano (1) ai danni di Szilagyi (Ung, 0-1) kot 4.
CANOA
SLALOM (a.fr.) Agli Europei di slalom, a Vienna, nel C2 Camporesi-Ferrari, in semifinale
col 9° tempo, per 6 penalità chiudono al 10°
posto. Da venerdì a Londra la Coppa.
FOOTBALL
CANOTTAGGIO
IPPICA
EUROPEI A BELGRADO: BRONZO PER IL 4 SENZA UOMINI
Sancassani e Milani ancora d’oro
E’ il terzo trionfo consecutivo
Laura Milani e Elisabetta Sancassani
(ri.cr.) Vincono sempre loro.
Enormi, campionesse prima con il
cuore e la testa, poi con i muscoli.
Dal 2012, il doppio leggero
femminile italiano di Elisabetta
Sancassani e Laura Milani non
perde un colpo: un oro mondiale
(l’anno scorso) e tre titoli europei
consecutivi. L’ultimo ieri, a
Belgrado, dopo una regata
palpitante in cui Betta e Milo, seste
ai 500, hanno ancora una volta
dimostrato di sapersi esaltare nella
battaglia, di trovare energie e
velocità quando le altre ormai
vedono il buio davanti agli occhi.
Quarte ai 1000, seconde ai 1500,
prime al traguardo per 71 centesimi
sulla Germania di Noske e Mueller,
avversarie di sempre e bronzi
iridati.
Recupero Non era facile: l’inverno
della capovoga bellagina e della
prodiera milanese è stato
altalenante, tra malanni assortiti e
un’alchimia che stentava a
decollare come in passato, tanto
che al primo Meeting nazionale la
Milani non ha gareggiato. Ma
adesso che la stagione si fa calda,
sono tornate a ruggire: «Dopo la
batteria e la semifinale ho detto a
Laura che ero un po’ preoccupata —
racconta Betta — in gara poi c’era
vento a favore e noi rendiamo al
meglio quando la regata è più lenta.
Eravamo molto indietro nella prima
parte, ma sapevo che a mille metri
dovevo attaccare e la barca ha
reagito». Dietro, Laura ha
assecondato con la consueta
classe: «E’ stata una gara molto
dura, non era scontata la
conferma, ma mantenere il titolo mi
rende felicissima, anzi siamo
felicissime, perché abbiamo
lavorato molto quest’inverno e,
dopo qualche malanno, siamo
pronte».
Giovani di bronzo L’altra medaglia
nelle specialità olimpiche arriva dal
4 senza senior, che dopo il 4° posto
al Mondiale conferma
un’autorevolezza che sorprende,
data l’età media del quartetto. Sulla
barca è salito Gabbia, classe ‘93, al
posto di Lodo prima degli Europei,
poi l’influenza che ha falcidiato la
squadra ha messo ko Paonessa
costringendo coach Coppola a
inserire Abagnale (anche lui dello
Stabia, ma con una b sola...), nato
nel 1995, solo a Belgrado. E se si
pensa che il capovoga Vicino è del
‘93 e Perino dell’88, si comprende
come il terzo posto dietro i maestri
inglesi e i greci ma davanti agli
iridati olandesi è una promessa di
gloria. A un passo dal podio (4°)
anche il doppio pl di Ruta e
Micheletti, 5° invece il 2 senza di
Castaldo e Di Costanzo. Podio non
olimpico (argento) nel singolo pl per
Miani, rientrato dopo un anno. Da
rivedere, invece, il 4 senza pl e il 4
di coppia senior, due barche
sempre prodighe di trionfi ma ora in
difficoltà. Il lavoro non manca.
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IFL (m.l.) Week 12. Risultati. Warriors Bologna-Rhinos Milano 10-13; Lions BergamoDolphins Ancona 41-10; Giaguari Torino-Giants Bolzano 7-8; Panthers Parma-Aquile Ferrara 76-6; Briganti Napoli-Marines Lazio 730. Classifica: Parma (8-0), Seamen Mi (8-1)
16; Bolzano (7-1) 14; Bergamo (5-3), Ancona
(5-4) 10; Rhinos Mi (4-5) 8; Torino (3-5), Bologna (3-7) 6; Ferrara (2-6) 4; Lazio (1-7), Napoli
(1-8) 2.
IPPICA
NEL GP REPUBBLICA
Nesta a Bologna
se la deve
guadagnare
Come da tradizione il 2
giugno a Bologna è sinonimo
di Gran Premio della
Repubblica. Sono in 10 al via
quest’anno con Nesta Effe
(foto FORNI) atteso per la
classe anche se il numero di
partenza (10) e la condizione
non proprio al top (nelle
ultime tre uscite ha
combinato poco) non ne
fanno un favorito scontato.
Gli avversari più pericolosi
sembrano Orsia e Papandreu
in pole position. Il record
della corsa è l’1.11.7 di Linda di
Casei nel 2011.
6ª corsa - 17.10 - GP Repubblica Euro 45.100, m 1660: 1 Papandreu
(E. Bellei); 2 Probo Op (E. Moni); 3
Orsia (A. Gocciadoro); 4 Omas Np
(F. Pisacane); 5 Novarica (D. Di
Stefano); 6 Oibambam Effe (A.
Guzzinati); 7 La Vida Loca (R.
Andreghetti); 8 Look Mp (M.
Minopoli jr); 9 Patriot Rl (G. Porzio
jr); 10 Nesta Effe (R. Vecchione).
DERBY FRANCESE A Chantilly il
Derby francese (GP Jockey Club,
gr. 1, m 2100) all’inglese The Grey
Gatsby (Ryan Moore) davanti a
Shamkiyr e al favorito Prince
Gibraltar. Non piazzato Andrea
Atzeni con Ayrad, dopo aver
condotto fino a metà retta.
LISTED A SAN SIRO Ieri due listed nel galoppo milanese. Nel Premio Merano (m 2000)
vittoria di Freedom Holder (F. Branca) davanti
a Victis Hill e Bertinoro. Nel Premio Nogara (m
1400) Ming Zhi Cosmos (U. Ripoli) ha battuto
Ocean Spirit e Lady Dutch.
OGGI QUINTÉ A ROMA A Capannelle galoppo (inizio convegno alle 14.25) scegliamo Le
Vie Infinite (1), Chiara Wells (2), Mister Vellucci
(5), Jolly of Natyri (10), Nuracale (12) e Adsense (8).
SI CORRE ANCHE Trotto: Bologna (15) e Follonica (15.10). Galoppo: Milano (15.05) e Siracusa (15.15).
JUDO
CIANO VINCE A MADRID
(e.d.d.) Antonio Ciano primo negli 81 kg, Giulia
Cantoni seconda nei 70 kg all’European Open
a Madrid. Sei vittorie per il 33enne napoletano, compreso il derby azzurro in semifinale
con Massimiliano Carollo, poi quinto, mentre
Giulia Cantoni dopo tre vittorie è stata superata in finale da Esther Stam, olandese appena passata alla Georgia. Due azzurri sul podio
anche a Leibnitz, nell’European Cup Junior
(596 atleti, 35 nazioni) ed il merito è di Elisa
Adrasti, seconda nei 44 kg e Maria Centracchio, terza nei 57 kg.
LOTTA
TROFEO MILONE (e.d.d.) L’Italia conquista il
Trofeo Milone a Sassari: dedicato al presidente scomparso Matteo Pellicone, Otto sul podio
nella greco-romana: Abbrescia, 1° nei 71 kg, Ficara 2° nei 130 e 6 terzi posti con Gentile (59),
Russo e Giuffrida (75), Macrì (80), Roccaro
(85) e Cecca (98). Nello stile libero Rainero prima (58), Da Col seconda (60), Pizzo (48), Liuzzi
(53), Caneva (69) terze. Secondo posto per
nazioni dietro il Kazakistan e terzo di Lumia (74
kg) nella gara maschile.
NUOTO
DOTTO SPRINT (al.f.) Al memorial Ottaviani di Roma, Luca Dotto vince i 50 sl in 22”47
davanti allo sprinter olandese Van Mierlo
(22”77), neo arrivato in casa Adn.
DOPPIA BIANCHI (al.f.) A Riccione. Uomini: 200 sl Marciano 1’51”79, Di Giorgio
1’51”81; 50 do Pizzamiglio 25”90, Sabbioni
26”09; 50 fa Zironi 24”80; 200 fa Pavone
1’59”58. Donne: 200 sl Mizzau 1’59”96; 50
do Barbieri 29”22; 50 ra Carraro 32”13;
50-200 fa Bianchi 27”57, 2’17”23.
MANAUDOU (al.f.) Si rivede Florent Manaudou a Marsiglia (Fra): nelle batterie del
mattino dei 50 sl nuota 22”10. Uomini: 50100 ra Perez Dortona 27”96, 1’01”26.
OLIMPIADI
DUBBIO PARIGI Il sindaco di Parigi, Anne
Hidalgo, non ha tra le sue priorità promuovere la capitale francese per l’Olimpiade
2024. Lo ha affermato a New York con il
sindaco Bill de Blasio, che ha ribadito il no
anche della Grande Mela.
PALLAMANO
CHAMPIONS (an.gal.) A Colonia (Ger) il
Flensburg Handewitt ha conquistato la
sua prima Champions League maschile
superando, nel derby tedesco, il Thw Kiel
30-28 (14-16) e vendicando le due finali
perse il 2004 con Celje (Slo) e il 2007 con
Kiel (Ger). Eroe della finale, il 36enne portiere del Flensburg Mattias Anderson
(Sve) autore di 21 parate decisive.
PALLANUOTO
WORLD LEAGUE Definite le partecipanti
alle finali di World League (Dubai, 16-22
giugno): con Montenegro, Serbia e Ungheria si qualificano Usa, Australia, Cina, Canada e il Brasile di Ratko Rudic che ha già
fatto passi da gigante.
PARALIMPICI
ATLETICA: CAIRONI RECORD
(c.arr.) Un record mondiale dell’azzurra
Martina Caironi ha chiuso gli Italian Open di
Grosseto, validi per gli Assoluti e sesta
tappa del circuito IPC Athletics Grand Prix
(340 atleti di 31 nazioni). Sui 200m T42, la
sprinter delle Fiamme Gialle ha corso in
32”64, mezzo secondo in meno rispetto al
suo precedente record, ottenuto un anno
fa sempre a Grosseto. Record italiano sui
200m T43 (biamputati) per Giusy Versace
con 30”23, che ha bissato quello sui 100m.
SCHERMA
GLI ASSOLUTI DI ACIREALE
(l. m.) Una finale di spada a squadre maschile accesa ha chiuso ad Acireale (Ct) gli
Assoluti. Fioretto U. Finale: Carabinieri
(Cassarà, Barrera, Biondo, Simoncelli) b.
Fiamme Oro 45-33. 3° posto: Aeronautica
b. Fiamme Gialle 45-33. Spada U. Finale:
Fiamme Oro (Fichera, Santarelli, Ranieri,
Martinelli) b. Aeronautica 41-40. 3° posto:
Esercito b. Cus Catania 45-39. Sciabola D.
Finale: Fiamme Gialle (Vecchi, Gulotta, Sinigaglia, Petraglia)-Aeronautica 45-44. 3°
posto: Carabinieri b. Ariccia 45-43. Paralimpici. Sciabola. Donne. Finali. Cat. A: Trigilia (G. Gaudini Roma) b. Mogos 15-8. Uomini. Finali. Cat. A: Pellegrini Cat. B: Sarri
(Fiamme Oro) b. Cima 15-2. Tricolori non
vedenti. Spada U. Finale: Realdini (Zinella
Scherma) b. Carnazza 10-7. Spada D. Finale: Pizzuti (G. Gaudini Roma) b. Granata
10-8.
VERSO GLI EUROPEI (l.m.) Da oggi a Modica (Rg) in raduno le due squadre di fioretto azzurre in vista degli Europei di Strasburgo (da sabato). Fioretto: Errigo, Di
Francisca, Vezzali e Batini (donne); Cassarà, Baldini, Aspromonte e Avola (uomini). Spada: Fiamingo, Del Carretto, M. Navarria e Quondamcarlo (donne); E. Garozzo, Pizzo, Fichera e Bruttini (uomini). Sciabola: Bianco, Gregorio, Sinigaglia e Vecchi
(donne) e Berrè, Montano, Occhiuzzi e Samele (uomini).
TRIATHLON
DOGANA SECONDA ALL’IRONMAN
(al.f.) Martina Dogana è 2° nell’Ironman 70.3
Italy di Pescara a 10’29” dalla dominatrice
danese Camilla Pedersen (4h19”04”); terza
la svizzera Bilham (a 12’50”). Nella prova
maschile, successo per il sudafricano
Stuard Marais in 3h48’49” davanti agli spagnoli Morales (a 1’04”) e Moreno (a 2’37”); Alberto Casadei, 6° a 5’57”, Fontana 7° a 6’58”,
9° Passuello a 7’51”.
TUFFI
CAGNOTTO QUARTA (al.f.) Tania Cagnotto chiude al 4° posto la gara dal trampolino
3 m alle World Series di Windsor (Can): la
bolzanina ottiene 344.05 punti, fermandosi a 12 punti dal podio conquistato dalla canadese Abel (356.15); successo alla cinese Shi Tingmao (398.45) davanti alla connazionale Wang Han (385.05). Maria Marconi si ferma alle semifinali dai 3 m (295.95
punti) così come Maicol Verzotto e Francesco Dell’Uomo che dai 10 m ottengono
rispettivamente 399.30 e 380.45 punti.
VELA
LUNA ROSSA VINCE IN AUSTRIA
(r.ra.) Il team Luna Rossa con 10 vittorie su
13 regate disputate ha vinto sul lago
Traunsee (Austria) la prima tappa del
GC32 European Tour (circuito di regate
per catamarani lunghi 9 metri e mezzo). Il
team italiano ha dedicato la vittoria a Valentin Mankin, gradissimo velista e direttore tecnico della federvela italiana scomparso ieri.
Il Presidente e il Consiglio della Federazione
Italiana Vela ricordano
Valentin Mankin
straordinario uomo di sport.
- Genova, 1 giugno 2014.
Il Segretario Generale e l’intera Direzione Tecnica della Federazione Italiana Vela sono vicini
ai familiari dell’indimenticabile amico
Valentin
- Genova, 1 giugno 2014.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
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ALTRI MONDI
@AltriMondiGazza
Il fatto del giorno
_la lettera di Etihad
DI GIORGIO DELL'ARTI
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L’ok degli emiri per Alitalia
porterà altri investimenti?
C’è il primo sì
all’accordo: i nodi
restano debito
ed esuberi. E così
l’affare potrebbe
aprire a nuove
partnership
con Abu Dhabi
Il matrimonio tra Alitalia
ed Etihad è cosa fatta. I vertici
delle due compagnie ieri hanno
annunciato, congiuntamente,
che è pronta la lettera degli emiri in cui saranno precisate «le
condizioni e i criteri per il proposto investimento nel capitale
da parte della compagnia».
1
Di quanti soldi si tratta?
Il ministro Lupi ha detto che
gli arabi metteranno 600 milioni, più di quanto si pensava. In
cambio di questo dovrebbero
avere una quota prossima al 49
per cento delle azioni. Gli è stato chiesto se si creerà una «bad
company» e Lupi ha risposto di
no. Ma è questione di terminologia: non si chiamerà «bad
company», bensì «old company».
2
Che cos’è una bad company?
Una compagnia cattiva. Carichi su questa compagnia tutti i
problemi (debiti, esuberi, contenziosi) e crei un’altra compagnia pulita e felice che prosegue l’attività buona. Nel caso di
Alitalia, si sa già che sarà costituita una nuova società
(Newco) posseduta al 49% dagli emiri e al 51% dai vecchi soci
Cai (tra cui le Poste). Era impossibile dare agli arabi la maggioranza, per un veto dell’Ue.
Ma Dubai comanderà lo stesso,
perché sarà il socio di maggioranza relativa. Se mettono 600
milioni e avranno il 49%, gli altri soci dovranno mettere altri
600 milioni o rinunciare. Staremo a vedere.
A CONFRONTO DUE COLOSSI DIVERSI PER FATTURATO E DIPENDENTI
12.800
DIPENDENTI
19.000
134
FLOTTA
98
105
DESTINAZIONI
103
23,9
PASSEGGERI
AS G R
(milioni)
mili ni)
11,5
FATTURATO
FA
TTURA
ATO
(miliardi
di euro)
(mil
rdi d
4,8
2,7
DATI RIFERITI AL 2013 / GDS
3
Che condizioni hanno posto gli
emiri?
Non è ancora ufficiale, ma si
sa che quelli di Etihad pretendono: un taglio degli organici di tremila-tremilacinquecento dipendenti, che gli italiani confidano
di ridurre a 2500 e forse a qualcosa di meno. Il personale Alitalia
consta di 12.800 dipendenti, al
momento. I tagli andranno fatti
prima dell’arrivo del nuovo socio
e si sa già che per questo si adopererà il Fondo Volo, già rifinanziato con 28 milioni, ma che avrà
probabilmente bisogno di altri
soldi. Per inciso: il Fondo Volo,
presso l’Inps, è quello con cui si
pagano le pensioni al personale
delle compagnie aeree, pensioni
piuttosto privilegiate rispetto
agli altri italiani. Ma non sarà
complicato, in realtà, far scivolare gli esuberi verso la pensione,
quando non troveranno posto in
altre compagnie: i piloti italiani
sono ricercatissimi all’estero,
tanti di Alitalia, in questi anni,
sono passati ad Emirates. C’è poi
un debito da un miliardo, in gran
parte in mano alle banche. Le
banche si sono rassegnate ad allungare i termini del rimborso e
dovrebbero essere disponibili a
rinunciare a 400 milioni in cambio di un pezzetto di società. Le
banche, tra l’altro, sono già azioniste, Intesa è anzi l’azionista più
importante col 20,59% seguita
da Unicredit, terzo socio col 13%.
Le banche si sono alla fine rassegnate al sacrificio perché fidano
in una rivalutazione delle loro
azioni. Nel piano di Etihad, la
compagnia dovrebbe cominciare
a guadagnare nel 2017 e non
smettere più. Nei suoi settant’anni di vita Alitalia ha chiuso i bilanci in utile solo due volte. E per
poco.
4
Come intendono far guada-
gnare la compagnia?
Nel piano, gli emiri si danno
cinque anni di tempo. Strategia
imperniata sulla riduzione delle
rotte brevi e sulla creazione di
collegamenti lunghi: lancio da
Roma Fiumicino di 7 nuove rotte
in meno di 3 anni; ottimizzazione degli slot da Linate per la connessione con le capitali europee;
incremento del lungo raggio da
Malpensa con 25 nuovi voli settimanali nel 2018 rispetto agli attuali 11. Malpensa al centro del
traffico cargo, Fiumicino polo dei
passeggeri con contestuale rafforzamento di Linate. Città da
collegare: Pechino, Città del
Messico, Santiago del Cile, San
Francisco, Seul, Shanghai. Più
voli verso Chicago, New York e
Rio, più voli da Abu Dhabi verso
Roma, Milano, Venezia, Catania,
Bologna. Nel 2018, quando la fase di ristrutturazione sarà conclusa, le destinazioni domestiche
saranno 26, quelle internazionali
61 e le intercontinentali 18, per
105 destinazioni complessive e
un flusso di passeggeri che sfiorerà, sempre nel 2018, i 23 milioni. Il primo utile, nel 2017, sarà di
108 milioni, con un fatturato a
3,7 miliardi. Gli emiri calcolano
che nel 2023 il fatturato sarà salito a 4,5 miliardi e l’utile a 212 milioni. Puntano a un load factor
(riempimento degli aerei) dell’80% già dal 2017.
5
Ma questo accordo potrebbe
aprire altre occasioni d’investimento in partnership con Abu
Dhabi?
La cosa è stata già fatta capire
dal loro ministro degli Esteri
Zayed al Nahyan. Negli Emirati
operano già oggi 300 imprese italiane, che fanno di quel Paese il
nostro primo partner commerciale in Medio Oriente, con scambi per cinque miliardi e mezzo di
dollari. Saipem e Tecnimont
stanno costruendo la prima tratta di una ferrovia da un miliardo,
Salini-Impregilo è in corsa per la
seconda tratta. L’Eni ha aperto un
ufficio ad Abu Dhabi (settori di
interesse: petrolio e gas). Inoltre:
Expo 2020 si terrà a Dubai. L’alleanza con Expo 2015, cioè con Milano, è già stata stretta. Senza
contare il traffico passeggeri:
l’anno prossimo per l’Expo nostra
e tra sei anni per l’Expo loro.
A notizie
CAOS
TASI
Tascabili
L’attentatore di Bruxelles
S
Si avvicina
il 16 giugno
tra tante
incertezze
Il 16 giugno,
giorno in cui gli
italiani sono
chiamati per la
prima volta a
pagare la Tasi,
si avvicina. Ma
sulle date e i
termini per
saldare la nuova
tassa che
insieme alla Tari
ha sostituito
(parzialmente)
l’Imu regna
ancora il caos.
Molti comuni
non hanno
infatti ancora
indicato le
aliquote: il
governo deve
varare il
decreto per
fissare le date
entro cui sarà
necessaria la
delibera e, di
conseguenza, la
scadenza per i
cittadini. Si
suppone possa
essere il 16
ottobre. Di
certo per
seconde case e
prime di lusso
resta la prima
rata Imu a
giugno con le
aliquote del
passato
Strage al Museo ebraico
Preso jihadista francese
È un francese di 29 anni l’uomo arrestato
venerdì a Marsiglia con l’accusa di essere il responsabile dell’attentato del 24 maggio al Museo ebraico
di Bruxelles, in cui sono morte 4 persone. Mehdi
Nemmouche di Roubaix (nord della Francia) è stato
trovato in possesso di un kalashnikov e una pistola
come quella utilizzata in Belgio. Sembra che l’uomo
sia stato in Siria nel 2013 per arruolarsi come
volontario nelle schiere dei jihadisti. In un video di 40
secondi che gli è stato sequestrato durante l’arresto,
il sospetto inquadra le armi in suo possesso e dice:
«Al museo ebraico la telecamera non ha funzionato».
L’operazione nel Canale di Sicilia
Sono oltre 3500 i migranti
salvati nel weekend
Fermati cinque scafisti
Immigrati in arrivo al porto siciliano di Augusta REUTERS
È stato uno dei weekend più faticosi
dell’anno per la Marina Militare impegnata nei
soccorsi dei migranti nel Canale di Sicilia.
Basta guardare i numeri: in due giorni, grazie
all’operazione Mare Nostrum, sono state tratte
in salvo 3517 persone in arrivo dalla Libia (1325
nella sola Augusta, nel Siracusano). Si è dovuta
anche mobilitare l’Aeronautica che ha
assicurato i trasferimenti degli sbarcati a Roma
e Verona. Ieri a Pozzallo (Rg), dove sono
arrivate 720 persone, sono stati inoltre fermati
cinque scafisti, accusati di traffico di uomini.
La coppia stava separandosi
Pisa, accoltella la moglie
L’omicidio dopo una lite
Un raptus omicida, una raffica di coltellate: così
Roberto Barbieri, 55 anni, dipendente dell’Enel ha
ucciso la moglie Sandra Fillini, 53enne, medico
dell’Asl, in un casolare poco distante da Castelnuovo
Valdicecina, un borgo nel Pisano. La coppia, che
aveva due figli, di 21 e 16 anni, si stava separando: la
donna è stata uccisa dopo una delle frequenti liti tra i
due. Pare infatti che l’uomo non si rassegnasse alla
fine della relazione. Durante l’aggressione il figlio
minore era chiuso nella sua stanza e ascoltava
musica: non si è reso conto di nulla fino a quando il
padre non è entrato per dirgli cosa aveva fatto.
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
IL DEBUTTO AL BOX OFFICE
ALTRI MONDI
Boom di «Maleficent»
Jolie record negli Usa
Debutto col botto per
«Maleficent»: il film Disney con
Angelina Jolie nei panni della
strega cattiva della Bella
Renzi annuncia:
lo Sblocca-Italia:
«Saremo smart»
Il premier punge la Rai: «Umiliante il loro sciopero»
E Napolitano sferza la politica: «Stabilità e rapidità»
FILIPPO CONTICELLO
filippocont
Non «cool», cha fa tanto
Tony Blair e la «cool Britannia»
dei Novanta. Matteo Renzi se la
immagina «smart» questa Italia
tra dieci anni. Anzi, banalmente,
«bella» perché rivoluzionata
dalle riforme: «Dobbiamo rendere il fisco semplice e rovesciare il rapporto tra Stato e pubblica amministrazione», ha detto
ieri dal festival dell’economia di
Trento. Rigenerato dal trionfo
alle Europee, senza «particolari
timori» per le valutazioni della
Commissione Ue attese per oggi,
ha annunciato la sua «pacifica rivoluzione del consenso». In dono dagli organizzatori del festival ha ricevuto la maglietta della
pedalata con Francesco Moser,
partita in mattinata dal capoluogo trentino e simbolo di velocità
da introdurre a palazzo Chigi. In
attesa di arrivare al traguardo
con risultati, ieri ha pure lanciato un nuovo nome acchiappaconsenso: «Sblocca-Italia» dovrebbe essere il provvedimento
per liberare «interventi fermi da
40 anni». Servirebbe a sciogliere
nodi, soprattutto burocratici,
dopo una consultazione, da oggi, con sindaci e cittadini. Confermata per giugno la riforma
della giustizia civile, che «ora è
barbara», l’altra sfida del premier è nella trincea Rai, diventata il simbolo della guerra contro
lo status quo: «È una polemica
incredibile e lo sciopero è umiliante. Se l’avessero annunciato
prima delle elezioni avrei preso
il 42,8 per cento», ha detto. Del
resto, le sue opposizioni non godono di buona salute: in Forza
Italia tira ancora aria gelida dopo la richiesta di primarie dell’ex ministro Fitto. E tra i 5 Stelle, l’ultranazionalista britannico
Matteo Renzi, in jeans e camicia, ieri al festival dell’Economia di Trento ANSA
Grillo chiude
all’alleanza con
i Verdi in Europa
In Forza Italia
polemica su Fitto
Nigel Farage resta il pomo della
discordia, anche se Beppe Grillo
ieri ha rilanciato l’alleanza,
chiudendo a ogni flirt coi Verdi.
Prima volta In platea il numero uno Fiat, Sergio Marchionne,
sul palco il Renzi trentino, con
jeans, camicia e piglio da riformatore: «La prossima settimana
riparte la discussione sul Senato
e poi torniamo a quella elettorale. Se non le facciamo, è colpa
mia e vado a casa», ha chiarito.
L’accelerazione anche per arrivare alla guida del semestre italiano con in mano gli assi per imporre all’Ue un cambio di rotta.
Tra l’altro, una nuova «corsa» in
patria l’ha richiesta solennemente pure il presidente Napolitano. Con un messaggio per la
Festa della Repubblica ha esortato all’azione e ad evitare scossoni della politica: «Gli italiani
hanno capito che servono stabilità e forti cambiamenti il più
presto possibile, ma è essenziale
avere la fiducia nel futuro», ha
detto. Anche quest’anno, per la
festa del due giugno, niente lustrini al Quirinale, ma tradizionale parata. E poi una prima volta: in tribuna Roberta Pinotti,
una donna che di mestiere fa il
ministro della Difesa.
A Vicenza le campane
hanno suonato a festa. Ogni
chiesa della città ha festeggiato così la notizia, attesa da quasi due mesi, della liberazione
di don Gianantonio Allegri e
don Giampaolo Marta, i due
sacerdoti vicentini rapiti il 4
aprile in Camerun insieme alla
religiosa canadese suor Gilberte Bussiére. I tre erano stati
prelevati da due gruppi armati
nelle loro abitazioni nella diocesi di Maroua, nel Nord del
Paese. «È una notizia che ci
riempie di gioia — ha detto il
direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi — il Santo Padre, che fin
dall’inizio aveva seguito la
drammatica vicenda, ne è sta-
I due vicentini Da sin.,
don Giampaolo Marta e don
Gianantonio Allegri ANSA
TORINO AGGREDITO IN METRÒ
Accoltellato
da baby gang:
grave 27enne
«È di sinistra»
INDISCREZIONE DEL «MIRROR»
Clooney, nuova idea
Darsi alla politica
Alcuni suoi film hanno un
contenuto politico, ma ora George
Clooney sembra voler davvero
«scendere in campo». Secondo il
C’è il sospetto della
violenza politica dietro
l’agguato di sabato notte nella
metropolitana di Torino, sulla
linea diretta al capolinea
Fermi: intorno all’una, poco
prima che il servizio
chiudesse al pubblico, un
27enne è stato stordito con
calci e pugni e poi accoltellato
al petto da una banda di
giovanissimi, quattro ragazzi e
due ragazze. Due componenti
della gang — un diciottenne e
un minorenne — sono stati
arrestati con l’accusa di
tentato omicidio, le due
giovani identificate e
denunciate a piede libero.
Secondo un testimone, la
vittima dell’agguato vestiva in
un modo riconducibile a
gruppi di estrema sinistra
mentre gli aggressori
indossavano giubbetti di pelle
nera e avevano i capelli
tagliati come i naziskin, ma
sono in corso accertamenti
da parte della Digos per
verificare questa ipotesi. La
polizia ha subito individuato i
colpevoli grazie ad alcune
delle oltre 1500 telecamere
del sistema di
videosorveglianza della
metropolitana e ha fermato
i sei aggressori alla fermata di
piazza Massaua, nella zona
orientale della città, dove i
ragazzi e la vittima erano
appena scesi dal treno, e
intanto ha soccorso il giovane
accoltellato. Il 27enne è stato
ricoverato in prognosi
riservata all’ospedale Martini
ma non è in pericolo di vita: la
coltellata, sferrata con una
lama a serramanico poi
trovata dagli agenti in un
cestino dell’immondizia,
gli avrebbe raggiunto
un polmone.
to tempestivamente informato. Ringraziamo il Signore per
come si è conclusa questa vicenda». Decisamente soddisfatto anche Matteo Renzi,
che su Twitter ha dato la notizia del loro imminente ritorno:
«Don Giampaolo e Don Gianantonio saranno a casa stanotte. Bentornati e un abbraccio alle loro comunità e ai loro
amici». E il ministro degli Esteri Federica Mogherini:
«Grande gioia e soddisfazione
per la riuscita di un’operazione condotta magistralmente e
in collaborazione continua
con la Farnesina». Con la loro
liberazione restano tre gli italiani sequestrati nel mondo: il
38enne Giovanni Lo Porto, cooperante palermitano rapito
in Pakistan nel gennaio 2012,
padre Dall’Oglio, scomparso in
Siria nel luglio dello scorso anno e Gianluca Salviato, il tecnico sparito il 22 marzo in Libia.
Salute
DI MABEL BOCCHI
L’allarme degli scienziati tedeschi
S
La stazione dell’agguato ANSA
45
il tabloid britannico «Mirror»,
«spera di unirsi alla campagna
elettorale dei Democratici nel
2016». L’attore, che in settembre
sposerà Amal Alamuddin,
avvocato specializzato in diritti
umani, si era già impegnato
durante la campagna per la
rielezione di Obama nel 2012.
A tutta
PIRATE BAY
CATTURATO
FONDATORE
Creò sito di
condivisione
In cella
in Svezia
È uno dei
creatori di
«The Pirate
Bay», la
popolare
piattaforma per
la condivisione
di musica, film
e giochi.
Ma la sua
avventura è,
per ora, finita:
dopo 2 anni di
latitanza la
polizia svedese
ha arrestato
Peter Sunde,
informatico
finniconorvegese,
35 anni,
condannato nel
2010 in appello
per aver violato
le leggi sul
copyright.
Deve scontare 8
mesi. Fondato
nel 2003, «The
Pirate Bay»
ha toccato
i 20 milioni
di visitatori
al mese
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RILASCIATI DOPO DUE MESI ERANO STATI RAPITI CON LA CANADESE SUOR GILBERTE
Liberi i due preti italiani
sequestrati in Camerun
Addormentata ha infatti guadagnato in tre giorni 70 milioni di
dollari negli Stati Uniti e 100 nel
resto del mondo. Per la major non
è un record, ma per la bella attrice
è il miglior debutto americano di
sempre. Restando negli Usa, al
secondo posto «X-Men: Giorni di
un Futuro Passato» (32.6 milioni).
LA GAZZETTA DELLO SPORT
come una rockstar
Lo stadio romano si trasforma
In 50 mila con il Papa all’Olimpico
«Siate vicini a Gesù e alla gente»
Dopo il calcio e Ligabue, ieri è toccato
a Papa Francesco riempire lo stadio Olimpico
di Roma. Oltre 50mila fedeli hanno pregato e
cantato con il Santo Padre, per la prima delle
2 giornate della 37a convocazione nazionale del
Rinnovamento nello Spirito Santo. «Siate vicini a
Gesù e alla gente», ha detto il Papa (foto Ansa).
Guardare i film porno
causa danni al cervello
Per gli scienziati tedeschi del Max Planck
Institute for Human Development di Berlino non ci
sono dubbi: è la pornografia a causare danni al
cervello. I 64 volontari, invitati a guardare film porno
per minimo 4 ore a settimana, sono stati monitorati
con risonanza magnetica cerebrale mentre osservavano le immagini: questa visione ha comportato una
riduzione della materia grigia nel corpo frontostriale del cervello, responsabile di funzioni come
quella decisionale, della memoria e dell’attenzione.
La ricerca arriva da Seattle
La recessione ingrassa
Colpa del cibo low cost
Gli obesi sono 2 miliardi
Obesità e sovrappeso si sono diffusi a
seguito della crisi finanziaria, che ha comportato
una riduzione delle spese alimentari e un aumento
del consumo di prodotti a basso costo e ad alto
contenuto calorico. Secondo il rapporto dell’Institute
for Health Metrics and Evaluation di Seattle, circa un
terzo della popolazione mondiale, 2,1 miliardi di
persone, soffre di obesità o di problemi legati al
sovrappeso. I più colpiti i bambini: il 47% del totale,
contro il 28% degli adulti. Al primo posto gli Stati
Uniti con il 33,3% di obesi, che in Italia sono il 20%.
Favoriscono i tumori alla pelle
Usa: i lettini abbronzanti
vietati ai minori di 18 anni
Negli Usa i lettini abbronzanti saranno vietati
ai minori di 18 anni. Lo ha deciso la Food and Drug
Administration per limitare l’aumento dei letali casi di
melanoma. Inoltre, i produttori di lettini e lampade
abbronzanti dovranno distribuire opuscoli in cui si
mettono in evidenza i pericoli per la salute dei loro
strumenti, sconsigliandone l’utilizzo a chi ha già
avuto un tumore della pelle o ha un caso in famiglia.
Questo tipo di cancro è in netto aumento negli ultimi
anni, in particolare tra i ragazzi tra i 15 e i 29 anni.
CURIOSO ELENCO DUE METE IN SPAGNA
Dalla California all’Andalusia
Le dieci località del mondo
con un clima sempre «perfetto»
Il meteo fa i capricci? La soluzione è una
fuga in uno dei dieci luoghi del mondo in cui
temperature miti, sole e spesso anche il mare
pulito ci sono praticamente tutti i giorni.
Nell’elenco del celebre sito ambientalista Mother
Nature Network, insieme a località poco note,
come la cittadina di Kunming a 1.800 metri sopra
al livello del mare in Cina, e Durban, sulla costa
orientale del Sud Africa, si scorgono mete
«prevedibili» come la California: lì consigliate
San Diego con i suoi circa 300 giorni all’anno
di sole, e la storica Santa Barbara. Non poteva
mancare nella classifica una meta hawaiana con
la piccola cittadina di Lihue su Kauai: un bagno
nelle acque temperate e le temperatura media
di 27° rendono la località ideale. Piace Sydney,
dove le ondate di calore raramente superano
i 35°, e non sfigura l’America Latina con San
Paolo in Brasile e Medellin in Colombia. Ma non
è necessario arrivare lontano: nella lista anche
due mete spagnole, Malaga e le Isole Canarie.
46
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8, 9, 12, 20: € 4,67; n. 10: € 2,92; n.
1: € 3,25; n. 13: € 9,17; n. 15: €
4,17; n. 17: € 4,58; n. 18, 19: €
3,33; n. 21: € 5,00; n. 24: € 5,42.
Rubriche in abbinata facoltativa:
n. 4: Corriere della Sera € 4,42;
Gazzetta dello Sport € 1,67;
abbinata € 5,00.
n. 16: Corriere della Sera € 1,67;
Gazzetta dello Sport € 0,83;
abbinata € 2,08.
n. 23: Corriere della Sera € 4,08;
Gazzetta dello Sport € 2,92;
abbinata € 5,00.
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
LA GAZZETTA DELLO SPORT
47
ALTRI MONDI
Oroscopo
21/3 - 20/4
Ariete 7,5
21/4 - 20/5
23/11 - 21/12
21/5 - 21/6
22/6 - 22/7
23/7 - 23/8
LE PAGELLE
DI ANTONIO CAPITANI
Luna elargitrice di
vigore e buonumore,
per un giorno (di festa
o lavorativo) di
operosità, creatività,
fattività. Pure suina.
Braverrimi.
L’umore è un cicinìn
sfigopendulo, forse
per noie di casa o di
famiglia. Ma tutto si
risolve, tranqui.
Slancio suino a little
moscett.
IL MIGLIORE. Luna,
Marte e Urano
determinano
appagamenti
multipli nel lavoro e
in amore. Siete
pure su di giri, oltre
che birbe suine.
I programmi della
giornata vanno in
porto. Perché siete
fattivi. E nemmeno
tanto inclini allo
sclero. Il sudombelico
roboa e segna.
La giornata di festa vi
rilassa, il lavoro – se
oggi lavorate –
v’appaga. La
fornicazione è
sfigatina, ma il vostro
charme is decolling.
Bella, prosperosa e
gluteiforme è la Luna
che oggi vigila sul
vostro lavoro,
sull’amor, sul dì di
festa. Tutto è ok! Pure
fornicatamente.
23/9 - 22/10
23/10 - 22/11
22/12 - 20/1
21/1 - 19/2
20/2 - 20/3
Lavoro e famiglia vi
fanno cadere gli
zebedei più della
Tares imminente. Ma
favori amorosi
sopperiscono. Piaceri
suini scarni, però.
Troppa tensione, per
essere un giorno
festivo. Calmatevi e
non spiumate vivo
nessuno. O negoziate.
Limiti sudombelicali
si delineano.
Un cicinìn
grattugiazebedei, oggi,
siete. Distinguete la
pignoleria dalla
precisione. Anche
fornicando. E
rilassatevi, siete tesi!
24/8 - 22/9
Vergine 6,5
Toro 6
Bilancia 7+
Produrrete bene,
nonostante dobbiate
farvi un sedere grosso
come l’Alsazia per la
fatica. Arrivano
leccornie
amorososuine, però.
Sagittario 8
Scorpione 5,5
La Luna v’infonde una
bella sensazione di
comfort nel lavoro e
nel privato. Così vi
ricaricate. Fornicate
pure baldanzosally.
Bene così.
GONZALO HIGUAÍN
Lavoro, famiglia,
amore sembrano
liquefarvi gli zebedei.
Pure il sudombelico
appare impeditino.
Tutelatevi,
organizzatevi, state su.
L’attaccante del Napoli
e dell’Argentina è nato
il 10 dicembre 1987 a
Brest, in Francia.
Dal 2005 al 2013 ha
giocato nel River Plate
e nel Real Madrid
Gemelli 7 +
Cancro 7
Capricorno 6
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CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
[email protected]
VICEDIRETTORI
Stefano Cazzetta
[email protected]
Umberto Zapelloni
[email protected]
Testata di proprietà de “La Gazzetta
dello Sport s.r.l.” - A. Bonacossa © 2014
PRESIDENTE
Angelo Provasoli
VICE PRESIDENTE
Roland Berger
AMMINISTRATORE DELEGATO
Pietro Scott Jovane
CONSIGLIERI
Fulvio Conti,
Teresa Cremisi,
Luca Garavoglia,
Attilio Guarneri,
Piergaetano Marchetti,
Laura Mengoni
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri
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DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
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Il mito del motociclismo
italiano Valentino Rossi ha
festeggiato al Mugello il
traguardo dei 300 Gran
Premi corsi in carriera.
Questo imperdibile video
nel nostro sito mostra
tutti i cambiamenti
dell’oggi 35enne di
Tavullia, attraverso i suoi
ritratti. Dal suo debutto
nel motomondiale, nel
1996, a oggi.
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Il nuovo singolo della
rock band emiliana
Controtempo, sostenuto
e promosso da I Nomadi,
Nazionale Italiana
Cantanti e Centri Giovanili
di don Antonio Mazzi,
vede come protagonisti
Mondonico, Ancelotti,
Trapattoni. Ed è dedicato
alla figura dell’allenatore,
colui che insegna a
giocare sul serio.
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Rossi da 1 a... 300
Tutte le facce
di super Valentino
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pure l’allenatore
diventa canzone
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tribunale di Milano n. 419
dell’1 settembre 1948
ISSN 1120-5067
CERTIFICATO ADS N. 7780 DEL 18-12-2013
La tiratura di domenica 1 giugno
è stata di 320.181 copie
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*con Magic Mondiale Card 11,29 - con libro Zanetti C’è solo un Capitano 14,29 - con DVD La
Grande Guerra N. 3 12,29 - con libro Juventus
Campione d’Italia N. 3 9,29 - con English Express
N. 4 12,29 - con DVD Ayrton Senna N. 5 12,29
- con DVD Notte da Leoni 11,29 - con Tutto Pratt
N. 8 12,29 - con DVD Mina, gli anni RAI N. 9 12,29
- con Libro Pesca Maps 14,29 - con DVD Steven
Seagal N. 12 11,29 - con Subbuteo Vintage Edition
N. 7 11,29 - con DVD Sampei N. 17 11,29 - con
Le Grandi Storie Disney N. 20 9,29 - con Le ricette di Master Chef N. 21 9,29 - con Supereroi il
Mito N. 29 11,29 - con Robot Collection N. 23
14,29 - con DVD Holly e Benji N. 37 11,29 - con
DVD Ken il Guerriero N. 40 11,29 - con Ferrari
Build Up N. 22 11,29 - con Lamborghini Collection
N. 48 14,29 - con Passione Rally N. 59 14,29 con Michel Vaillant N. 78 4,29
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PREZZI ALL’ESTERO: Albania 2,00; Argentina $ 12,50; Austria 2,00; Belgio 2,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro 2,00; Croazia Hrk 15; Francia 2,00; Germania 2,00; Grecia 2,00; Irlanda 2,00; Lux 2,00; Malta 1,85; Monaco P. 2,00; Olanda 2,00; Portogallo/Isole
2,50; SK Slov. 2,20; Slovenia 2,00; Spagna/Isole 2,50; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Hong Kong HK$ 45; Ungheria Huf. 650; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.
48
LA GAZZETTA DELLO SPORT
LUNEDÌ 2 GIUGNO 2014
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