Progetto per la formazione continua dei funzionari della Pubblica Amministrazione addetti ai servizi agli immigrati. Azioni integrate per uno sviluppo sostenibile del fenomeno dell’immigrazione. Novembre 2005 – Giugno 2006 LA RICERCA PREMESSA E OBIETTIVI Premessa. Nel presente rapporto si espongono i risultati di una ricerca quali-quantitativa effettuata nel periodo Novembre 2005 Gennaio 2006. La ricerca si inserisce nell’ambito del “Progetto per la formazione continua dei funzionari della Pubblica Amministrazione addetti ai servizi agli immigrati. Azioni integrate per uno sviluppo sostenibile del fenomeno dell’immigrazione” avviato dal FORMEZ (Dipartimento della funzione pubblica) in collaborazione con STRANIERI IN ITALIA. Obiettivi. Obiettivo principale dello studio è quello di individuare le criticità sul fenomeno dell’immigrazione presso i seguenti target: Funzionari della Pubblica Amministrazione locale addetti all’erogazione di servizi agli immigrati nei Comuni oggetto di indagine; Immigrati che vivono o lavorano nei Comuni oggetto di indagine, vogliosi di integrarsi al meglio nel tessuto sociale, economico e culturale italiano; i cittadini famiglie che usufruiscono di servizi offerti da cittadini stranieri (baby sitter, badanti, colf); i cittadini imprese che utilizzano lavoro straniero (in particolare nei settori agricoltura, edilizia, commercio e altri). 3 METODOLOGIA Popolazione di riferimento. IMMIGRATI: La popolazione di riferimento in questo caso è costituita dagli immigrati presenti sul territorio oggetto di indagine. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: funzionari della Pubblica Amministrazione locale addetti all’erogazione di servizi agli immigrati nei Comuni oggetto di indagine. FAMIGLIE: La popolazione di riferimento è costituita dalle famiglie residenti nelle zone di interesse. IMPRESE:La popolazione di riferimento è costituita dalle imprese interesse. 4 operanti nelle zone di METODOLOGIA Metodologia e campioni. IMMIGRATI: Durante il mese di Novembre 2005 sono state realizzate 395 interviste personali (Face to Face) a immigrati residenti nei comuni di Fiumicino, Ladispoli e Cerveteri. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:Nei mesi di Novembre e Dicembre 2005 sono state realizzate 50 interviste personali (Face to Face) a funzionari della Pubblica Amministrazione locale addetti all’erogazione di servizi agli immigrati nei Comuni oggetto di indagine. Inoltre su questo target sono state realizzate con tecnica motivazionale 8 interviste in profondità. FAMIGLIE: Nel mese di Gennaio 2006 sono state realizzate 400 interviste con metodologia CATI (Computer Aided Telephone Interviewing) ad un campione rappresentativo,delle famiglie residenti nel territorio oggetto di indagine segmentato per numero di componenti proporzionalmente all’universo di riferimento. IMPRESE: Nel mese di Gennaio 2006 sono state realizzate 152 interviste con metodologia CATI (Computer Aided Telephone Interviewing) ad un campione rappresentativo delle imprese operanti nel territorio oggetto di indagine segmentato per settore di attività proporzionalmente all’universo di riferimento. 5 RISULTATI PRINCIPALI: IL FENOMENO DELL’IMMIGRAZIONE Per quanto riguarda il fenomeno dell’immigrazione in generale, riferito al territorio oggetto di indagine, si conferma la sensazione di forte positività, sia sociale che politica, ad esso attribuito. La maggioranza degli intervistati (target immigrati) ritiene che l’atteggiamento degli Italiani verso l’immigrato e vice-versa sia sostanzialmente positivo. Vi sono quindi per l’immaginario collettivo spazi e margine di pacifica convivenza. Il 78% degli immigrati dichiara di essere in Italia da più di due anni, con i familiari prevalentemente per ragioni di lavoro (73%). (53%) e Il 16% delle famiglie intervistate dichiara di avere o di aver avuto in passato un collaboratore immigrato. Tale percentuale sale al 25% per le imprese. 6 RISULTATI PRINCIPALI: LA RELAZIONE CON LA P.A L’offerta dei servizi della P.A negli ultimi anni è migliorata sensibilmente, proprio per far fronte alla fase di forte crescita dell’immigrazione. Non risulta altrettanto elevata la conoscenza di questi servizi specifici. Infatti la percentuale di chi si ritiene molto o abbastanza informato sui “servizi dedicati” è pari al 44% per gli immigrati al 20% per le famiglie e al 24% per le imprese. L’affluenza da parte degli immigrati presso gli uffici della pubblica amministrazione risulta molto elevata, quasi la totalità del campione analizzato (90%) si è recato in almeno un ufficio. In particolare gli uffici dove si registra la più alta affluenza, per il target immigrati, sono: la questura (69%), gli uffici sanitari (41%) e la prefettura (23%). Mentre per il target famiglie la percentuale di affluenza presso gli uffici della Pubblica Amministrazione diminuisce notevolmente. In ogni caso l’ufficio dove si registra la più alta affluenza risulta anche per questo target la questura (19% per le famiglie che hanno dipendenti immigrati). Infine l’affluenza da parte delle imprese presso gli uffici della pubblica amministrazione risulta, come per il target famiglie, più bassa rispetto a quello degli immigrati. 7 RISULTATI PRINCIPALI: LE PROBLEMATICHE Le difficoltà maggiori che gli immigrati/stranieri riscontrano nella relazione con gli uffici della Pubblica Amministrazione sono: incompletezza delle informazioni da parte degli operatori (30%) e complessità delle procedure amministrative (28%). Mentre le difficoltà maggiori che gli operatori della pubblica amministrazione riscontrano nella relazione con i cittadini stranieri sono nel 46% dei casi difficoltà attribuibili al fatto che parlino una lingua diversa da quella italiana e nel 28% dei casi alla complessità delle procedure amministrative. Tra le soluzioni indicate dagli operatori della pubblica amministrazione per migliorare il servizio offerto ai cittadini stranieri si evidenziano maggiormente l’inserimento di mediatori culturali all’interno degli uffici (48%), la creazione di sportelli polifunzionali dedicati solo agli immigrati e in grado di affrontare tutte le tematiche riguardanti gli stessi (36%) e formazione del personale (18%). 8 RISULTATI PRINCIPALI: GLI OPERATORI DELLA P.A Rispetto al passato, l’offerta dei servizi erogati agli immigrati è migliorata per il 76% degli operatori della pubblica amministrazione. Anche se l’offerta dei servizi a questa tipologia di utenza è migliorata, gli uffici della pubblica amministrazione non riescono a soddisfare le domande o i servizi richiesti dagli immigrati e quato avviene per il 46% degli operatori intervistati. I motivi principali sono attribuibili alle scarse risorse economiche (30%) e alle infinite richieste che si accumulano dovute alle tante procedure burocratiche (26%). Secondo gli operatori della Pubblica Amministrazione, i contenuti informativi da implementare per migliorare la relazione con gli immigrati, sono:la conoscenza di tutte le normative inerenti all’immigrazione (44%) e la conoscenza di più lingue (32%). Le modalità da adottare per implementare tali contenuti informativi è per il 66% degli intervistati la formazione continua e per il 26% quella specialistica di base. 9 IMMIGRATI UNIVERSO DI RIFERIMENTO E CAMPIONE L’universo di riferimento, costituito da 8.316 immigrati residenti nei tre comuni al 31 Dicembre 2004 (dati istat), è così distribuito: Popolazione straniera residente al 31 Dicembre Provenienza Maschi Femmine Paesi dell'Est 32% 33% Paesi Africani 9% 5% Paesi centro-sud america 2% 4% Asia 5% 3% Altra Nazione 2% 5% Totale 50% 50% Totale 65% 14% 6% 8% 7% 100% Il campione analizzato, costituito da 395 immigrati intervistati nei tre comuni risulta così distribuito per le variabili sesso e nazionalità. Campione analizzato Provenienza Maschi Paesi dell'est Paesi africani Paesi centro-sud america Asia Altra nazione Totale 23% 16% 1% 9% 1% 50% 11 Femmine 36% 6% 6% 2% 0% 50% Totale 59% 22% 7% 11% 1% 100% LA MIGRAZIONE DA QUANTI ANNI È ANDATO VIA DAL SUO PAESE DI ORIGINE? PER QUALE MOTIVO È VENUTO VIA DAL SUO PAESE? 73% Per lavoro 100% 15% Per seguire famiglia/amici 80% 60% 3% Per studio 45% 40% 20% 19% 20% 3% Per motivi religiosi/politici 16% 5% Altro motivo 0% Meno di 1 anno Da 2 a 5 anni Da 5 a 10 anni Da più di 10 anni Non sa/Nonindica 0% IN QUALI ALTRI PAESI HA VISSUTO OLTRE QUELLO DI ORIGINE? 20% 40% 60% Il 65% degli Stranieri/immigrati intervistati dichiara di aver lasciato il Paese di origine da meno di 5 anni. Non sa/Non indica 2% Altri paesi 28% Solo Italia 70% 1% Il motivo principale dell’abbandono del proprio Paese di origine è per il 73% dei casi ‘il lavoro’, mentre il 15% dichiara di aver seguito la famiglia/amici. Per il 70% degli intervistati l’Italia è l’unico paese in cui hanno vissuto oltre quello di origine. Base= 395 12 80% LA MIGRAZIONE DA QUANTO TEMPO È IN ITALIA? PER QUALE MOTIVO HA SCELTO L’ITALIA? 100% 41% Perché è facile trovare lavoro 80% 19% Per seguire famiglia/amici 14% Perché è facile entrare 60% 46% Per cambiare stato 40% 22% 20% 17% 7% Altro 15% Non sa/Non indica 16% 3% 0% Meno di 1 Da 2 a 5 anni Da 5 a 10 anno anni Da più di 10 anni 0% 10% 20% 30% Il 78% degli intervistati dichiara di essere in Italia da più di 2 anni. L’Italia viene preferita soprattutto perché è facile trovare lavoro (41%) o per seguire famiglia/amici (19%) Base= 395 13 40% 50% LA MIGRAZIONE PER QUALE MOTIVO È VENUTO IN QUESTA ZONA? DA QUANTO TEMPO È IN QUESTA ZONA? Perché ci abitano amici/parenti/comunità di origine 100% 80% 52% 24% Per lavoro 60% 40% 37% Perché l’accoglienza è stata buona per me e lamia famiglia 20% 9% 11% 1% Altro 0% Meno di 1 anno Da 2 a 5 anni 11% Per la convenienza economica della casa 42% Da 5 a 10 Da più di 10Non sa/Non anni anni indica Non sa/Non indica 0% La scelta della zona di residenza è per il 52% dei casi dovuta alla presenza di amici/parenti/ o di comunità di origine. Questo avviene prevalentemente per le persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni (58% vs 52%) e tra i 45 e i 54 anni (60% vs 52%) e la loro nazionalità è nella maggior parte dei casi i Paesi dell’Est (59% vs 52%). Base= 395 14 8% 4% 1% 20% 40% 60% ABITAZIONE VIVE DA SOLO O CON ALTRE PERSONE? DOVE ABITA? 73% Casa in affitto Da parenti/amici 10% 9% Casa di proprietà Senza fissa dimora 2% Dal datore di lavoro 2% In centro diaccoglienza 1% Altro 2% Da solo 9% Non sa/Non indica 1% Con amici 27% Non sa/Non indica 1% 0% Con altri 10% 20% 40% 60% Con familiari 53% 80% Il 73% degli stranieri/immigrati intervistati dichiara di abitare in una casa in affitto, mentre un 10% del campione dichiara di abitare presso parenti/amici e ciò avviene prevalentemente nel comune di Cerveteri. Più della metà degli intervistati (53%) dichiara di vivere con i familiari, mentre un altro 27% vive con amici. Da sottolineare che il 9% degli intervistati dichiara di vivere in una casa di proprietà. Tale segmento è caratterizzato da donne (14% vs 9%) provenienti dal centro-sud America (46% vs 9%). Base= 395 15 LAVORO QUALE È LA SUA ATTUALE CONDIZIONE LAVORATIVA? 30% 26% 25% 20% 16% 15% 10% 13% 11% 10% 8% 8% 5% 5% 2% 0% Occupato con contratto regolare a termine Occupato con contratto regolare stabile Occupato senza Occupato senza contratto in modo contratto in modo stabile occasionali Lavoratore autonomo Disoccupato In cerca di occupazione 1% Studente Casalinga Altro 1% Non sa/Non indica Base= 395 CHE LAVORO FA? 30% 25% 20% 16% 14% 15% 13% 12% 10% 9% 6% 4% 5% 0% 7% 5% Domestico Operaio Venditore ambulante Muratore Cameriere/Barista Attività commerciale Base= 275 16 Infermiere/ assistente anziani/malati Bracciante Agricolo 4% Cuoco/ pizzaiolo 3% 2% Lavori occasionali Impiegato Altro 5% Non sa/Non indica LAVORO DOVE SI TROVA IL LUOGO DOVE LAVORA? COME HA TROVATO LAVORO? 65% Tramite parenti/amici 25% Da solo Tramite una associazione di volontariato religiosa Altro Non sa/Non indica 9% 4% In questo comune 55% 1% Non sa/Non indica Altro 13% 5% 0% 20% 40% 60% Roma 23% 80% Il 65% degli intervistati dichiara di aver trovato lavoro attraverso il passaparola di parenti/amici. Questo avviene prevalentemente per le donne (74% vs 65%) , di età compresa tra i 18 e i 24 anni (78% vs 65%) con provenienza dai Paesi dell’Est (74% vs 65%) e del Centro-sud America (85% vs 65%). Mentre il 25% degli stranieri/immigrati intervistati dichiara di aver trovato lavoro attraverso la ricerca personale. Questo segmento è caratterizzato da persone di sesso maschile (32% vs 25%), con un’età compresa tra 35 e 44 anni (38% vs 25%) e con una provenienza prevalentemente dai Paesi Africani (48% vs 25%). Per quanto riguarda la localizzazione del luogo di lavoro, per il 55% degli intervistati si trova nel comune dove risiedono; mentre, per il 23% dei casi si trova nel comune di Roma. Questa percentuale aumenta se consideriamo le donne (31% vs 23%) e la classe di età 25-34 anni (27% vs 23%). Base= 275 17 IMMIGRATI E GLI ITALIANI SECONDO LEI QUALE È L’ATTEGGIAMENTO IN GENERALE DEGLI ITALIANI NEI CONFRONTI DEGLI IMMIGRATI? 58% POSITIVO E L’ATTEGGIAMENTO DEGLI IMMIGRATI NEI CONFRONTI DEGLI ITALIANI? 68% POSITIVO TOLLERANZA 19% TOLLERANZA NEGATIVO 19% NEGATIVO 16% 12% ALTRO 2% ALTRO 2% NON SA/NON INDICA 2% NON SA/NON INDICA 2% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% SECONDO LEI LA SITUAZIONE DELL’IMMIGRAZIONE RISPETTO AGLI ANNI PASSATI È MIGLIORATA, RIMASTA UGUALE O PEGGIORATA? Non so /non indica 12% SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= -10 Peggiorata 36% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% Il 58% degli immigrati/stranieri intervistati ritiene che l’atteggiamento degli italiani nei confronti degli immigrati sia in genere ‘positivo’, tale percentuale sale al 68%, se si considera l’atteggiamento degli immigrati nei confronti degli italiani. La situazione dell’immigrazione rispetto agli anni passati è peggiorata per il 36% degli intervistati mentre è migliorata per il 26%. Ciò fa registrare un saldo negativo del 10%. Migliorata 26% Rimasta uguale 26% Base= 395 18 70% IMMIGRATI E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IN QUALE DEI SEGUENTI UFFICI PUBBLICI SI È RECATO PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI?* 69% Questura/commissariato 41% Uffici sanitari Asl/consultori L’affluenza da parte degli immigrati presso gli uffici della pubblica amministrazione risulta molto elevata, quasi la totalità del campione analizzato (90%) si è recato in almeno un ufficio. 23% Prefettura 18% Ufficio anagrafe 17% Sportello informativo degli immigrati 12% Scuole In particolare gli uffici dove si registra la più alta affluenza sono: -la questura(69%); -gli uffici sanitari (41%); -la prefettura (23%). 11% Uffici servizi sociali 9% Centri per l’impiego Ufficio relazioni con il pubblico URP/UTG Sportelli unici 6% Si sottolinea un 10% che dichiara di non essersi rivolto a nessuno ufficio. 4% 3% Altro Nessuno ufficio 10% 3% Non sa/Non indica 0% 10% 20% 30% 40% Base= 395 19 50% 60% 70% * la domanda prevede risposta multipla IMMIGRATI E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CONSIDERANDO ORA LA SUA ESPERIENZA IN QUESTI UFFICI LE DOMANDE/RICHIESTE DI SERVIZI SONO STATE INTERPRETATE BENE? * DOVE HA AVUTO PROBLEMI MAGGIORI NELLO SPIEGARE LE SUE DOMANDE/RICHIESTE DI SERVIZI? * ** 44% Questura/commissariato No 10% 8% Uffici sanitari Asl/consultori Non sa/Non indica 1% Prefettura 8% Sportello informativo degli immigrati 4% Scuole 3% Si,con molta difficoltà 3% Ufficio anagrafe 23% Si, subito 66% Uffici servizi sociali 2% Ufficio relazioni con il pubblico URP/UTG 2% Sportelli unici La fase di ascolto dei servizi della Pubblica Amministrazione risulta positiva. Infatti per il 66% degli immigrati intervistati le domande sono state interpretate maniera corretta; mentre il 33% ha riscontrato qualche problema. 1% 1% Centri per l’impiego 24% Nessun problema 1% Altro 15% Non sa/Non indica 0% 10% 20% 30% 40% In particolare l’ufficio dove hanno avuto i maggiori problemi nello spiegare le proprie domande è la questura (44%). Da evidenziare che il 24% degli intervistati dichiara di non aver riscontrato nessun problema e un 15% che invece non da nessuna indicazione in merito. * Rispondono solo coloro che si sono recati in almeno un ufficio pubblico Base= 355 20 ** la domanda prevede risposta multipla 50% IMMIGRATI E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LE RISPOSTE ALLE SUE DOMANDE/SERVIZI RICHIESTI SONO STATE SODDISFACENTI?** Si, completamente 46% PER QUALI MOTIVI? * Non sa/Non indica Base= 355 Problemi di lingua Si, ma in parte 30% 5% 33% Poca disponibilità No 19% 23% Tempi lunghi/Troppa burocrazia 21% Scarsa professionalità/inesperienza 9% 6% Informazioni incomplete Per il 49% la relazione con gli uffici della pubblica amministrazione non è risultata soddisfacente. I motivi principali sono per il 33% dei casi dovuti alla lingua, per il 23% alla poca disponibilità da parte degli operatori e per il 21% ai tempi lunghi e ad una burocrazia complessa. Cattiva organizzazione 3% 2% Personale insufficiente Altro Non sa/Non indica 16% 1% 0% * la domanda prevede risposta multipla Base= 174 * * Rispondono solo coloro che si sono recati in almeno un ufficio pubblico 21 10% 20% 30% 40% IMMIGRATI E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IN QUALI UFFICI PUBBLICI HA AVUTO I PROBLEMI MAGGIORI NEL RICEVERE RISPOSTE ALLE SUE DOMANDE/RICHIESTE DI SERVIZI? * ** 8% Uffici sanitariAsl/consultori Scuole 3% Uffici servizi sociali 3% Ufficio anagrafe 3% 27% poca disponibilità da parte degli operatori gli opuscoli informativi sono troppo complessi dal punto di linguistico 10% 3% Ufficio relazioni con il pubblico URP/UTG 2% Centri per l’impiego 2% orari poco agevoli Altro Sportelli unici 1% Altro 1% Nessuna difficoltà 8% 8% 10% 22% Nessun problema 10% 20% 13% Non sa/Non indica 16% Non sa/Non indica 0% 28% Complessità delle procedure amministrative 8% Prefettura Base= 355 30% Informazioni incomplete 44% Questura/commissariato Sportello informativo degli immigrati QUALI SONO SECONDO LEI LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE SI RISCONTRANO NELLA RELAZIONE CON QUESTI UFFICI? * ** 30% 40% 50% Gli uffici Pubblici dove si sono avute le maggiori difficoltà nel ricevere le risposte alle proprie domande sono la questura e il commissariato (44%). Base= 355 0% 20% 30% 40% QUANTO SI RITIENE INFORMATO SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUOI ACCEDERE? I motivi principali sono: informazioni non esaustive da parte degli operatori (30%), la complessità delle procedure amministrative (28%) e la poca disponibilità da parte degli operatori (27%). Per quanto riguarda il grado di informazione degli immigrati sull’esistenza dei servizi pubblici a cui possono accedere, essi si ritengono per il 44% molto o abbastanza informati. Per nulla 16% Non sa/non indica 6% 22 * * Rispondono solo coloro che si sono recati in almeno un ufficio pubblico Molto 12% Abbastanza 32% Poco 34% Base= 395 * la domanda prevede risposta multipla 10% DIFFICOLTA’ E ASPETTATIVE IN DEFINITIVA, DOVE HA TROVATO MAGGIORI DIFFICOLTÀ? * LA SUA SITUAZIONE IN ITALIA COME È RISPETTO ALLE SUE ASPETTATIVE? Per il lavoro 42% Non indica 3% 24% Per la lingua Migliore 41% 16% Per la casa Uguale 28% 9% L’integrazione sociale Per i documenti/permesso di soggiorno Peggiore 28% 3% 1% Altro SALDO ( MIGLIOREPEGGIORE)= +13 6% Nessuna difficoltà Non sa/Non indica 0% 4% 10% 20% 30% 40% 50% Le difficoltà maggiori riscontrate dagli immigrati (42%), la lingua (24%) e la casa (16%). arrivati in Italia sono: il lavoro Rispetto alle proprie aspettative, per il 41% degli intervistati la propria situazione in Italia risulta essere ‘migliore’. Mentre il 28% degli intervistati dichiara che la propria situazione in Italia rispetto alle proprie aspettative risulta essere ‘peggiore’. Si registra comunque un saldo positivo del 13%. Base= 395 23 * la domanda prevede risposta multipla LA FAMIGLIA HA EFFETTUATO RICONGIUNGIMENTI FAMIGLIARI? QUALE È IL SUO STATO CIVILE? 48% 50% 40% Non indica 5% 35% Si 29% 30% 20% 10% 6% 5% No 66% 5% 1% 0% Coniugato/a Coniugato,ma Convivente lontano dallafamiglia Divorziato/a vedovo/a Nubile/celibe PREVEDE DI FARLO IN FUTURO? Base= 395 IL SUO COMPAGNO/A È DI NAZIONALITÀ ITALIANA? Non indica 6% No 79% Base= 258 Si 15% Non indica 15% Quasi la metà del campione intervistato dichiara di essere coniugato (48%), seguito dal 35% che risulta essere nubile/celibe. Questa ultima percentuale aumenta se consideriamo gli uomini (43% vs 35%) e la fascia di età più giovane (18-24) (62% vs 35%). Per quanto riguarda, invece la nazionalità del compagno, nel 79% dei casi non è italiana. Inoltre il 66% del campione intervistato ha effettuato ricongiungimenti familiari e il 44% prevede di farlo in futuro. 24 No 41% Si 44% Base= 395 LA FAMIGLIA HAI FIGLI? Non indica 8% Si, nel mio paese 24% No 39% Base= 395 I SUOI FIGLI HANNO AVUTO PROBLEMI DI INTEGRAZIONE NELLA SCUOLA/ASILO IN ITALIA?QUALI PROBLEMI? Si, in Italia 29% Non hanno avuto problemi 51% Sono troppo piccoli per andare a scuola 9% 6% I compagni li isolano Il 39% del campione intervistato dichiara di non avere figli. Com’era naturale aspettarsi questa percentuale aumenta se si considera la fascia di età più giovane (18-24) (63% vs 39%). Il restante 53% che dichiara di avere figli si ripartisce tra chi li ha nel proprio Paese di origine (24%) e chi li ha con se in Italia (29%). Questa ultima percentuale aumenta se si considerano le donne (41% vs 29%), la fascia di età 45-54 (47% vs 29%) e la provenienza dai Paesi Africani (37% vs 29%) e dal centro sud-America (39% vs 29%). Inoltre, facendo riferimento al segmento di chi dichiara di avere i figli con se in Italia, emerge nel 51% dei casi che questi ultimi non hanno avuto problemi di integrazione nella scuola/asilo. 25 Burocrazia 3% Problemi di lingua 3% Altre motivazioni 9% Non indica 0% 19% 10% 20% 30% Base= 113 40% 50% 60% PROFILO DEL CAMPIONE ETA’ SESSO 50% 42% 40% Uomo 50% 30% 26% 20% Donna 50% 20% 10% 10% 1% 1% 0% Non indica TITOLO DI STUDIO 50% 43% 40% 30% 21% 20% 10% 11% 8% 7% 7% 3% 0% Non indica Nessun titolo Elementari Medie inferiori Medie superiori Diploma universitario/Laurea breve Base= 395 26 Laurea 18-24 25-34 35-44 45-54 55-64 PROFILO DEL CAMPIONE DA QUALE NAZIONE PROVIENE? HA UN PERMESSO DI SOGGIORNO VALIDO? Paesi africani 22% Asia No 34% 11% Paesi centro-sud america Altra nazione Non risponde 7% 59% Paesi dell'est 7% Si 59% 1% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% Base= 395 27 PUBBLICA AMMINISTRAZIONE- QUANTITATIVA ITALIANI E GLI IMMIGRATI E L’ATTEGGIAMENTO DEGLI IMMIGRATI NEI CONFRONTI DEGLI ITALIANI? SECONDO LEI QUALE È L’ATTEGGIAMENTO DELLA POPOLAZIONE IN GENERALE NEI CONFRONTI DEGLI IMMIGRATI? Positivo Positivo 40% 0% 20% SECONDO LEI LA SITUAZIONE DELL’INTEGRAZIONE SOCIALE DEGLI IMMIGRATI NEL TERRITORIO IN CUI VIVE, RISPETTO AGLI ANNI PASSATI È MIGLIORATA, RIMASTA UGUALE O PEGGIORATA? Migliorata 66% 10% Non sa/Nonindica 10% Rimasta uguale 14% Peggiorata 18% SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= +48 30% 42% Altro 2% Altro 10% Negativo 30% Negativo Non so /non indica 2% Tolleranza 28% Tolleranza 36% 2% 0% 40% Per i funzionari della pubblica amministrazione risulta positivo l’atteggiamento della popolazione italiana nei confronti di quella immigrata (40%), mentre è negativo l’atteggiamento della popolazione immigrata nei confronti degli Italiani (42%). Gli operatori della Pubblica Amministrazione si rendono conto che la situazione dell’integrazione è migliorata rispetto agli anni passati (66%) ma nello stesso tempo ritengono che l’Italia è indietro rispetto alle altre Nazioni Europee(54%). 29 Base=50 10% 20% 30% 40% 50% SECONDO LEI QUALE È LA POSIZIONE ATTUALE DELL’ITALIA RISPETTO ALLE ALTRE NAZIONI EUROPEE ? Indietro rispetto alle altre Nazioni Europee 54% 22% In linea con le altre Nazioni Europee Avanti alle altre Nazioni Europee 4% Non so/non rispondo 20% 0% 20% 40% 60% I SERVIZI DA QUANTO TEMPO UFFICIO/SERVIZIO? LEI OPERA IN QUESTO ORIENTATIVAMENTE, MI PUÒ DIRE SU 100 UTENTI CON CUI VIENE A CONTATTO QUANTI SONO IMMIGRATI/STRANIERI? 40% 50% 32% 30% 44% 40% 22% 20% 30% 20% 20% 14% 12% 20% 10% 16% 18% 10% 2% 0% 0% Meno di un anno 1-3 anni 4-6 anni 7-10 anni Non indica Più di 10 anni Meno di 10 Tra il 10 e 25 Tra 25 e 50 Più di 50 DA QUALE AREA/NAZIONE PROVENGONO MAGGIORMENTE GLI UTENTI IMMIGRATI/STRANIERI CON CUI VIENE A CONTATTO?* Paesi dell'est Quasi la metà del campione intervistato (46%) opera nel proprio ufficio da almeno 7 anni. 88% 22% Paesi africani Asia Altra nazione Per il 44% degli operatori intervistati più della metà degli utenti con cui viene a contatto quotidianamente è immigrato. 14% 6% Paesi centrosud america 4% 0% 20% 40% 60% 80% 100% Base=50 * la domanda prevede risposta multipla 30 I SERVIZI QUALI SERVIZI EROGA MAGGIORMENTE AGLI IMMIGRATI/STRANIERI QUESTO UFFICIO?* Servizi Educativi e Culturali 18% Servizi Anagrafici e di Stato Civile 18% Assistenza Sociale 18% 16% Istruzione (scuola) Informazioni e Orientamento al lavoro 16% Distribuzione materiale informativo 16% Rilascio certificati vari 14% Informazioni sul permesso di soggiorno 14% Erogazione servizi sanitari di prima necessità 10% 6% Rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno Iscrizione al SSN (Sistema Sanitario Nazionale) 4% 2% Iscrizione liste di collocamento 16% Altro Non indica 2% 0% 5% 10% 15% 20% SECONDO LEI RISPETTO AL PASSATO OGGI L’OFFERTA DI TALI SERVIZI È… Per il 76% degli operatori intervistati l’offerta dei servizi sul tema dell’immigrazione rispetto al passato risulta migliorata. Non so /non indica 4% Rimasta uguale 8% Peggiorata 12% SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= +64 Base=50 Migliorata 76% * la domanda prevede risposta multipla 31 I TEMI DA AFFRONTARE OGGI, SECONDO LEI QUALI SONO I TEMI PIÙ URGENTI DA AFFRONTARE PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE SOCIALE DEGLI IMMIGRATI NEL TERRITORIO IN CUI VIVE?* Lavoro 36% 20% Snellire procedure burocratiche/leggi Abitazione 18% Maggiore formazione per il personale 10% Maggiore conoscenza della loro Cultura/ Solidarietà 10% L’indagine, inoltre fa emergere altri due temi da affrontare che sono: una maggiore formazione del personale pubblico nei vari uffici (10%) e fornire una maggiore conoscenza della cultura degli immigrati/stranieri per facilitare una maggiore solidarietà nei loro confronti (10%). 6% Lingua Creare sportelli unici/centri per gli immigrati Altro 0% Secondo i dipendenti della Pubblica Amministrazione intervistati, i temi più urgenti da affrontare nei confronti degli immigrati sono: il lavoro (36%), la semplificazione delle procedure burocratiche (28%) e l’abitazione (18%). 6% 16% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% Base=50 * la domanda prevede risposta multipla 32 PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DEI SERVIZI SECONDO LEI QUALI SONO I PUNTI DI FORZA DEI SERVIZI PUBBLICI OFFERTI DAL SUO COMUNE/UFFICIO AGLI IMMIGRATI?* PUNTI DI FORZA Accoglienza /disponibilità I punti di forza dei servizi offerti agli immigrati risultano: l’accoglienza e la disponibilità da parte degli operatori pubblici (16%), l’orientamento e l’inserimento nel lavoro e nelle scuole(14%), le relazioni pubbliche e l’assistenza in generale (14%). 16% Orientamento/inserimento nel lavoro e scuole 14% Informazioni/relazioni con il pubblico 14% Assistenza 14% 12% Buona organizzazione/Programmazione mirata Nessuno 8% 6% Altro Non sa/ Non risponde 16% 0% 5% 10% 20% 15% PUNTI DI DEBOLEZZA Scarse risorse economiche/strutturali 20% Disinformazione/scarsa competenza 12% Troppa burocrazia/ostacoli legislativi 10% La lingua 8% Sfruttamento lavorativo/lavoro in nero 6% Carenza di personale specializzato Da sottolineare comunque una quota pari al 16% degli operatori che dichiara di non aver nessun punto di debolezza e un altro 12% che non esprime opinioni in questo senso. 6% Nessuno 16% Altro 10% Non sa /Non risponde Invece i punti di debolezza vengono attribuiti dal 20% degli intervistati alle poche risorse sia economiche che strutturali e per il 12% dei casi alla disinformazione e alla poca competenza nell’erogazione dei servizi. 12% 0% 5% 10% 15% 20% Base=50 * la domanda prevede risposta multipla 33 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI IN CHE MODO SI POTREBBE MIGLIORARE LA FASE DI ASCOLTO DELL’UTENTE STRANIERO/IMMIGRATO?* LA DOMANDE E/O SERVIZI RICHIESTI IN QUESTO UFFICIO DAGLI STRANIERI SONO FORMULATI IN MANIERA CHIARA E COMPRENSIBILE DA CONSENTIRE UNA CHIARA INTERPRETAZIONE? No 24% Corsi di formazione (di lingua, conoscenza leggi) 38% Si Presenza di personale qualificato/Interpreti 76% Per il 76% degli operatori intervistati le domande e i servizi richiesti dagli stranieri vengono formulate in maniera chiara e comprensibile. 16% Presenza di mediatori culturali 10% Maggiore sensibilizzazione operatori/immigrati 10% Creazione di sportelli per gli immigrati/centri di aggregazione 10% Implementare servizisocio/economici Per migliorare la fase di ascolto dell’utente straniero/immigrato gli operatori suggeriscono l’inserimento di corsi di formazione volti a far imparare le lingue e approfondire la conoscenza di leggi specifiche (38%) e la presenza di personale qualificato(16%). 8% Altro 4% Non sa/Non risponde 4% 0% Base=50 34 10% 20% 30% * la domanda prevede risposta multipla 40% LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI IL SERVIZIO OFFERTO IN QUESTO UFFICIO RIESCE A SODDISFARE LE DOMANDE/SERVIZI RICHIESTI DAGLI STRANIERI/IMMIGRATI? Si, completamente 54% Base=50 PER QUALI MOTIVI?* No Si, ma in parte 38% 8% Scarse risorse economiche 30% Troppe richieste/troppa burocrazia Il 44% degli intervistati dichiara che i servizi offerti dagli uffici pubblici non riescono a soddisfare completamente le domande degli Stranieri. 26% Mancanza di materiale informativo 9% Altro I motivi sono da attribuirsi alle insufficienti risorse economiche (30%) e al numero elevato di richieste rallentate dalla troppa burocrazia (26%). 26% Non sa/Non risponde 9% 0% Base=23 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% * la domanda prevede risposta multipla 35 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE SI RISCONTRANO NELLA RELAZIONE CON QUESTA TIPOLOGIA DI UTENZA?* Difficoltà dovute alla lingua diversa 46% Complessità delle procedureamministrative 28% Difficoltà dovute alla cultura diversa 24% Conoscenza insufficiente di tutte le normative Tempo a disposizione Altro Nel relazionarsi con l’utenza straniera gli operatori della Pubblica Amministrazione riscontrano problematiche inerenti alla lingua(46%) e alla complessità delle procedure amministrative(28%) 18% 6% 4% 0% 10% 20% 30% 40% QUALI AZIONI SI DOVREBBERO INTRAPRENDERE MIGLIORARE IL SERVIZIO OFFERTO?* 50% PER Sulle azioni da intraprendere per migliorare il servizio offerto gli operatori pubblici propongono: • l’utilizzo di mediatori culturali negli uffici (48%); 48% Utilizzomediatori culturali 36% Sportelli polifunzionali solo per immigrati Formazione del personale Istituzione di Call Center dedicati Altro 0% • l’istituzione di sportelli polifunzionali dedicati solo agli immigrati (36%); •la formazione del personale (18%). 18% 2% 10% 10% 20% 30% 40% Base=50 50% * la domanda prevede risposta multipla 36 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI QUALI SONO I CONTENUTI INFORMATIVI DA IMPLEMENTARE?* Conoscenza di tutte le normative 44% inerenti all’immigrazione Conoscenza di più lingue 32% Capacità di gestire rapporti multiculturali Altro Non sa/Non indica 0% 26% CON QUALE MODALITÀ? Non sa/Non 2% indica Altro 2% 6% 2% 10% 20% 30% 40% I contenuti informativi da implementare per migliorare il rapporto con l’utenza straniera sono per il 44% dei casi la conoscenza delle leggi che riguardano l’immigrazione e per il 32% la conoscenza di più lingue. Inoltre il 26% degli operatori vorrebbe maggiori informazioni per migliorare la capacità di gestire rapporti multiculturali. 50% Formazione specialistica Formazione di base continua 26% 66% Secondo il 66% del campione intervistato la modalità da adottare per implementare questi contenuti informativi è la formazione continua del personale. Base=50 37 * la domanda prevede risposta multipla LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI CON QUALI MEZZI O CANALI INFORMATIVI LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DOVREBBE UTILIZZARE PER RAGGIUNGERE CON MAGGIORE EFFICIENZA GLI STRANIERI/IMMIGRATI?* Giornali/pubblicazioni 26% 20% Televisione Gli intervistati indicano i giornali (26%) come il mezzo di comunicazione che la Pubblica Amministrazione dovrebbe utilizzare per raggiungere con maggiore efficienza l’utenza straniera, mentre per il 20% degli intervistati il canale da utilizzare è la televisione. 16% Sportelli specifici/uffici informazioni 16% Materiale informativo (brochure) 14% Personale più qualificato(mediatori culturali, interpreti) 10% Radio Implementare l'informazione in generale 8% Formazione 8% Assemblee pubbliche con rappresentanti di della pubblica amministrazione Internet 6% 4% Altro Non sa/Non risponde 0% Da evidenziare come la radio viene segnalato solo al 6° posto mentre internet occupa il penultimo posto. 8% 2% 5% 10% Base=50 15% 20% 25% 30% * la domanda prevede risposta multipla 38 LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI QUALI ALTRE AZIONI DOVREBBE ATTUARE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PER MIGLIORARE IL RAPPORTO CON GLI STRANIERI/IMMIGRATI PRESENTI IN ITALIA?* Maggiori interscambi tra lacultura italiana e quellastraniera 20% Istituzione di uffici specifici Per migliorare il rapporto con gli stranieri/immigrati, secondo il 20% degli intervistati si dovrebbero intensificare gli interscambi tra la cultura italiana e quella straniera e per il 16% si dovrebbero istituire uffici dedicati agli immigrati. 16% Snellire la burocrazia 14% Personale più qualificato(mediatori culturali/Formazione Continua) Si evidenzia anche in questo caso,una quota di intervistati che indica la semplificazione della burocrazia (14%) e la presenza di personale più qualificato (14%) tra le azioni da intraprendere. 14% Maggior dialogo/maggior conoscenza della culturastraniera 12% Istituzione di centri per facilitarel'aggregazione/integrazione 8% 4% Maggiori controlli Altro 10% 2% Non sa/Non risponde 0% 5% 10% Base=50 15% 20% 25% * la domanda prevede risposta multipla 39 PROFILO DEL CAMPIONE TIPOLOGIA DI SERVIZIO EROGATO UFFICIO DI APPARTENENZA Ufficio Anagrafe/Stato civile 20% Uffici servizi sociali Rilascio certificati vari 22% 16% Accoglienza/orientamento Questura/commissariato 6% Centro servizi immigrati 6% Casa dei diritti sociali 6% 18% Informazioni/consulenza Uffici sanitari Asl/Consultori 4% Uffici relazioni con il pubblico 4% Scuole/Ministero pubblica istruzione 4% 16% Formazione Assistenza sanitaria 12% 6% Altro 0% Altro 34% 0% 10% 20% 30% 40% Base=50 40 26% 10% 20% 30% PROFILO DEL CAMPIONE CONTENUTO DELL’ATTIVITÀ SVOLTE RUOLO RICOPERTO Impiegato/collaboratore prevalentemente tecnico (contatto diretto con l’utenza / bisogni dell'utenza) Entrambe Istruttore amministrativo 50% prevalentemente amministrativo (istruzione pratiche) 54% 40% 10% 22% Relazioni con il pubblico 6% Insegnante/direttrice 6% Mediatore linguistico culturale/psicologo 4% Assistente sociale 4% 0% 10% 20% 30% 40% 50% Altro 0% SESSO 4% 10% 20% 30% 40% 50% 60% ETA’ 50% Uomo 38% 40% 40% 28% 30% 20% 20% 8% 10% Donna 62% 2% 2% 0% 18-24 Base=50 41 25-34 35-44 45-54 55-64 65 e più PUBBLICA AMMINISTRAZIONE- QUALITATIVA INTRODUZIONE Dal 15 novembre al 15 dicembre 2005 sono stati realizzati 8 colloqui motivazionali, sia personali che telefonici, con operatori della Pubblica Amministrazione locale addetti all’erogazione di servizi agli immigrati. Scopo: analizzare il fenomeno ponendo una particolare attenzione ai servizi erogati agli stranieri e alle probabili criticità. Il campione intervistato Pubblica amministrazione Assessorato ai servizi sociali Centro servizi immigrazione (CIS) Centri per l'impiego Aziende Unità Sanitarie Locali Prefettura/UTG Totale Comuni Provincia di Totale Roma Roma Fiumicino Ladispoli Cerveteri 1 1 1 1 4 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 2 2 1 8 I colloqui sono stati condotti sulla base di un’apposita traccia argomenti e sottoposti ad analisi del contenuto 43 IL VISSUTO DEL FENOMENO IMMIGRAZIONE – (1/3) Per quanto riguarda il vissuto del fenomeno dell’immigrazione in generale, riferito al territorio di appartenenza degli intervistati, si conferma la sensazione di forte importanza, sia sociale che politica, ad esso attribuito. La maggioranza degli intervistati ritiene che l’immigrazione sia in una fase di forte crescita e di difficile arresto perché fortemente incentivato da un’economia mondiale che fa della mobilità una significativa forma di sviluppo. Fenomeno favorito anche, secondo alcuni, dal recente allargamento dell’Unione Europea che ha facilitato l’aumento dei flussi di persone tra paese e paese “il fenomeno dell’immigrazione avrà un andamento alternante, ma non si fermerà più…la globalizzazione economica ne aumenta la portata…anche la nuova Europa sta conoscendo l’immigrazione”. Durante le interviste gli interlocutori non mancano di esprimere e spesso verbalizzare sentimenti di ansia e preoccupazione, attribuibili principalmente: a. all’impressione secondo cui nella situazione attuale di difficoltà economica e strutturale che l’Italia sta attraversando, la gestione del problema degli stranieri risulta essere notevolmente aggravata “ci sono già tanti problemi per gli italiani…è un momento difficile anche per noi…i tagli finanziari non aiutano gli amministratori”; 44 IL VISSUTO DEL FENOMENO IMMIGRAZIONE – (2/3) b. alla percezione secondo cui l’immigrazione oltre che rappresentare un impatto economico e giuridico è anche una questione di carattere sociale e questo, secondo alcuni, potrebbe provocare, nelle realtà territoriali a più forte vocazione immigratoria, una modifica della società con risvolti non facilmente calcolabili “l’immigrazione riguarda le persone con esse si spostano gli affetti, le identità, le idee e la cultura…ci sono problemi di integrazione culturale…sono portatori di civiltà diverse dalla nostra”; c. alle difficoltà concrete che un amministratore di un piccolo comune deve superare. Per cui ai problemi di carattere sociale come casa, lavoro, scuola, sanità ecc., per altro comuni a molti cittadini italiani, si associano quelli più specifici come integrazione, lingua, controllo sociale, identità, religione ecc. “le problematiche degli stranieri spesso coincidono con quelle sociali dei nostri concittadini più bisognosi…c’è il problema della lingua…chiedono luoghi di culto dove incontrarsi” In ogni caso, in seguito ad un’analisi più approfondita sugli atteggiamenti della popolazione del territorio preso in esame, l’opinione comune degli intervistati è che attualmente in essa non sembrano esserci evidenti segni di intolleranza o di apprensione. 45 IL VISSUTO DEL FENOMENO IMMIGRAZIONE – (3/3) Il momento attraversato è considerato critico, ma vi sono per l’immaginario collettivo spazi e margine di pacifica convivenza. Problemi relativi ad aspetti di identità, di religione, o di ordine pubblico allo stato attuale non vengono ritenuti particolarmente rilevanti. Al contrario, molto spesso, esiste la sensazione che in questi comuni vi sia uno spirito di sostanziale accettazione anche perché i cittadini vedono negli stranieri la possibilità di una mano d’opera, in alcuni casi molto preparata, a basso costo, utile all’economia di tutta la zona “culturalmente gli italiani non sono razzisti…sono rari i fenomeni di intolleranza…possono fare i lavori che nessuno vuole più fare e costano poco”. Più che un problema di accettazione degli immigrati si assiste a un sentimento di pessimismo dovuto alla diffusa percezione di una presunta difficoltà della “politica” di riuscire a gestire un fenomeno sociale di così vasta portata. Questo timore sembra non riguardare solo la politica nazionale, ma anche quella degli altri paesi, sia della vecchia che della nuova Europa, dove avvenimenti recenti - vedi le rivolte nelle banlieus di Parigi o i casi di episodi di forte intolleranza in Olanda - dimostrano che in merito alla gestione dell’immigrazione non esiste un vero e proprio modello di riferimento da prendere come esempio, ma tutto è demandato alla forza della politica locale di riuscire ad adattarsi e a gestire il cambiamento. 46 IMMIGRAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – (1/4) Secondo gli intervistati la P.A. nazionale essendo parte integrante del sistema politico che rappresenta riproduce specularmente “la lentezza culturale” con la quale affronta il tema dell’immigrazione. Per ovviare a tale atteggiamento l’opinione comune è che, dal punto di vista operativo, specie nelle zone dove il fenomeno risulta essere più pregnante, come la provincia di Roma, si siano sviluppate delle soluzioni ad hoc, spesso aventi carattere estemporaneo. Questo perché, a detta dei soggetti interpellati, al di là delle norme e delle procedure emanate a livello statale, non sembra esistere un vero e proprio modello organizzativo nazionale a cui fare riferimento, ma quello di ogni singola amministrazione locale: “ognuno ha un suo modo, spesso dettato dalla sensibilità personale, di affrontare le problematiche e di fornire risposte”. L’impressione degli intervistati è che spesso, in tema di immigrazione, la soluzione delle problematiche siano affidate alla capacità/creatività degli amministratori che però sono costretti a fare i conti non solo con l’esigua disponibilità dei fondi finanziari, ma anche e soprattutto con un’infinita serie di norme e impedimenti burocratici. Ciò obbliga le singole amministrazioni, quasi sempre, a non agire sul fenomeno in generale ma su singoli casi, concentrando gran parte degli interventi soprattutto sull’assistenza di carattere sociale “gli uffici della P.A. non sono organizzati…è considerato ancora un problema marginale…si lavora in condizioni difficili e con pochi mezzi”. 47 IMMIGRAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – (2/4) A tale proposito tutti i soggetti interpellati sono convinti che la P.A. debba intervenire con decisione perché l’interesse per le tematiche che riguardano gli stranieri come le procedure relative all’ingresso, al soggiorno, al lavoro e all’assistenza del cittadino straniero, è sempre più quotidiano e diffuso non solo tra la popolazione immigrata ma anche tra i cittadini italiani per la crescente presenza di immigrati nel mondo del lavoro, nelle imprese e nelle famiglie nell’ambito del lavoro domestico. Non solo. Alcuni intervistati sono del parere che la complessità della normativa, le competenze sulla materia dell’immigrazione suddivisa fra numerose amministrazioni centrali e periferiche, le conseguenti e talora divergenti interpretazioni di alcune disposizioni di carattere legislativo, le difficili interpretazioni dottrinali, la giurisprudenza e, infine le differenze culturali e di lingua tra l’utente finale straniero e l’operatore di sportello, provocano nei funzionari un diffuso senso di inadeguatezza a gestire la domanda in maniera opportuna “non sappiamo a chi chiedere delucidazioni mancano le persone con le giuste competenze spesso ci sentiamo abbandonati a noi stessi”. 48 IMMIGRAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – (3/4) Quello della P.A. percepita come organizzata in modo parcellizzato, è un altro elemento considerato di forte criticità che complica ulteriormente la vita di coloro che si devono occupare, quotidianamente, di queste questioni a livello territoriale “il più delle volte non esiste un luogo specifico dove risolvere problemi di natura amministrativa complessa né per un italiano e tanto meno per uno straniero…troppi uffici e scollegati tra loro”. Tra i vari uffici come il comune, la questura, la prefettura, le ASL, l’ufficio per le entrate, l’ufficio del lavoro, l’ufficio per l’imprenditoria ecc., non sembra esistere alcun punto di raccordo e spesso vengono adottate procedure spesso dissimili tra loro. Ciò costringe: l’immigrato a muovesi con maggiore difficoltà rispetto all’italiano perché meno abituato e preparato culturalmente a comprendere l’organizzazione dei vari Enti; il funzionario ad accogliere gli immigrati presso punti informativi generici come gli URP (ufficio rapporto con il pubblico) che però essendo generalmente scollegati dagli altri Enti, spesso risultano inadeguati con il risultato che il personale non è in grado di dare risposte specifiche anche su richieste più frequenti come casa, lavoro, permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari, sanità ecc. 49 IMMIGRAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – (4/4) Per gli intervistati questa situazione impone un intervento urgente di coordinamento e la programmazione di una stretta collaborazione e intensa cooperazione tra i vari Enti, almeno a livello territoriale, che porti al più presto alla comune definizione di passaggi procedurali netti e codificati per ciascun atto che coinvolge i cittadini stranieri, individuando fra le priorità almeno alcuni tra i procedimenti più comuni come quelli relativi alla permanenza regolare sul territorio (rilascio di permessi di soggiorno, rinnovi de i permessi, ricongiungimento familiare), lavoro ( subordinato, autonomo, formazione), sanità (iscrizione al servizio sanitario nazionale). 50 VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (1/7) A fronte di una situazione che presenta in generale tali criticità, si pone una serie diversificata di problematiche che gli uffici pubblici territoriali dei Comuni da noi presi in esame, sia per come sono organizzati che per l’esigua presenza di personale formato per questo specifico settore, non riescono a gestire come dovrebbero e sono costretti ad operare in uno stato di “emergenza” continua. In tal senso i problemi più comuni individuati dagli intervistati sono stati: Assenza di collaborazione con gli altri uffici della P.A.: la loro complessa struttura organizzativa e culturale spesso rende difficile ogni forma di dialogo “è sempre molto difficile ottenere chiarimenti dalla commissariato…dipende dalla buona volontà del singolo impiegato…è più facile avere informazioni come semplice cittadino che come rappresentante di un’istituzione”. Mancanza di banche dati alle quali poter accedere in tempo reale “siamo sommersi da montagne di circolari…per noi l’informatica è ancora una chimera…si aspettano giorni per ricevere chiarimenti”. 51 VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (2/7) Difficile interpretazione e applicazione delle norme. La comprensione della legislazione è definita complessa. Inoltre, mancano esperti che possono fornire interpretazioni in tempi brevi. Il problema principale nasce sopratutto dalle norme che regolano il rilascio del permesso di soggiorno che è alla base di ogni intervento significativo. In alcuni casi si assiste a episodi di discrezionalità e le interpretazioni cambiano a seconda da ufficio e ufficio, mettendo in difficoltà coloro che poi devono erogare i servizi “ultimamente mi è arrivata una donna alla quale è stato concesso un permesso di soggiorno per maternità della durata di 5 anni… ci sono attese per rinnovo lunghissime, è impossibile fare progetti con queste persone…le richieste di ricongiungimento familiare vengono accolte a seconda degli uffici dove vengono fatte”. Carenza di “corsi di aggiornamento continuo” sulle nuove norme: in un contesto in continua evoluzione legislativa ciò che risulta essere deficitario è il rispettivo aggiornamento fatto ai funzionari sulle modifiche attuate. Gli operatori dei servizi sono spesso costretti a leggere circolari che nessuno mai spiegherà “siamo sommersi da circolari a volte contraddittorie tra loro…i funzionari non sono in grado di dare risposte…noi operatori di sportello non sappiamo cosa dire”. 52 VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (3/7) Presenza di ostacoli culturali: ogni gruppo etnico è portatore di una propria cultura un modo di intendere la famiglia e i rapporti gerarchici al suo interno, il ruolo della donna, l’assistenza ai minori, la salute ecc - molto variegata e ricca di sfaccettature spesso di non facile comprensione. Gli uffici pubblici non sono attrezzati ad affrontare questi aspetti e generalmente non è prevista la presenza di “mediatori culturali” utili a porre lo straniero in condizione sia di far comprendere le sue ragioni che di aiutarlo a comprendere quelle delle istituzioni e delle leggi che le governano “agli sportelli si recano solo gli uomini…alle donne viene impedito di partecipare a iniziative per l’integrazione…alcuni soggetti maschili non accettano di essere visitati da un medico donna…si rifiutano di mandare i bambini all’asilo”. Rischio di disomogeneità di trattamento a seconda delle nazionalità di provenienza (in base agli accordi internazionali che intercorrono con l’Italia) “tutto sembra essere diventato più complicato se si considera la gestione di coloro che provengono dalle nazioni che ultimamente sono entrate nella Comunità Europea e di quelli che invece stanno per entrare”. 53 VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (4/7) I problemi di carattere informativo non permettono agli immigrati di ottenere tutto ciò che gli spetta per diritto “non si riesce a raggiungere tutti…le informazioni che li riguardano spesso non arrivano a destinazione…spesso l’immigrato nemmeno sa che esiste un servizio sociale”. La gestione dei non regolari: per le amministrazioni locali questo aspetto rappresenta la vera emergenza stranieri. Secondo la legge per accedere ai servizi pubblici è indispensabile avere un regolare permesso di soggiorno. L’unico modo di occuparsi degli irregolari è affidarsi alla Caritas che con grande difficoltà cerca di tamponare le emergenze. “Come comportarsi con quelli che prima dell’entrata in vigore della nuova legge erano regolari, utilizzatori di servizi, e poi per il cambio delle norme che ne stabiliscono i requisiti sono diventati irregolari?.. Poi ci sono coloro in attesa di ottenimento del permesso o di rinnovo ognuno portatore di problematiche diversificate… Per questi soggetti l’unico servizio offerto è quello sanitario per il quale viene rilasciato il tesserino STP (stranieri temporaneamente presenti )…la Caritas è fondamentale per l’assistenza agli stranieri irregolari”. 54 VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (5/7) Per riuscire ad affrontare una realtà tanto complessa e a strutturare servizi e sportelli dedicati agli immigrati, cercando di aggirare le difficoltà economiche e organizzative, gli Enti da noi presi in esame sono ricorsi all’ausilio di organizzazioni private per lo più appartenenti al “Terzo Settore” come Associazioni di volontariato o Cooperative Sociali, che grazie a convenzioni/progetti temporanei (generalmente utilizzando fondi messi a disposizione dalla Provincia di Roma) hanno allestito sportelli informativi per stranieri aventi il compito di accogliere, esaminare, e suggerire soluzioni “nei nostri uffici non c’è personale specializzato…lì ci sono i mediatori culturali e fanno anche assistenza legale…loro fanno la prima scrematura poi interveniamo noi”. Alcuni intervistati, pur non sottovalutando l’importanza strategica di tali sportelli ne hanno contestato l’eccessiva diffusione perché dislocati in pochi chilometri quadrati e per un bacino di utenza non molto grande, con relativo inutile dispendio di risorse. Per questi soggetti sarebbe opportuno unificare i singoli progetti e magari organizzare la presenza con la formula “a rotazione” “non bisogna fare doppioni, ce n’è uno per ogni comune, Ladispoli, Cerveteri, Santa Marinella, Fiumicino e Civitavecchia…mettere in piedi tante strutture fa spendere soldi”. 55 VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (6/7) Come funzionano questi sportelli? Gli Sportelli per Immigrati, rappresentano una sorta di front office dove gli stranieri si recano sia spontaneamente che inviati dall’amministrazione comunale. Principalmente sono immigrati in regola con il permesso di soggiorno, ma occasionalmente vi fanno riferimento anche gli irregolari. In questi Sportelli le domande più frequenti riguardano le modalità connesse all’ottenimento dei servizi sociali: “sussidio, iscrizioni all’asilo nido, inserimento scolastico e corsi di lingua italiana”. Altre richieste frequenti sono relative a: “come fare i documenti, avere informazioni su cosa dice la legge in merito ad alcune problematiche, quali sono i diritti e quali sono i doveri. Problemi legali, di lavoro, di casa, di rinnovo del permessi di soggiorno, di ricongiungimento familiare, di regolarizzazione dei matrimoni con cittadini italiani”. Gli irregolari chiedono come mettersi in regola e come avere le cure mediche. Questi sportelli si avvalgono di collaboratori che vanno dai mediatori interculturali a all’assistente legale. In alcuni casi e per progetti più allargati ci sono anche assistenti sociali, psicologi, educatori e insegnanti di lingua italiana. 56 VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (7/7) Secondo gli intervistati il contributo di queste organizzazioni è molto prezioso, ma insufficiente a dare risposte adeguate all’ampiezza del fenomeno. Infatti, è opinione comune che non si può pensare di demandare la gestione di simili questioni solo agli Enti privati. Inoltre, la natura temporanea di questi progetti non permette una programmazione di ampio respiro: terminato il finanziamento l’amministrazione locale non è più in grado di gestire la problematica. Invece, per essere in linea con le esigenze emergenti e agevolare l’ascolto delle problematiche in un settore come quello dell’immigrazione caratterizzato da una particolare complessità della normativa e da un numero molto elevato di utenti, non solo stranieri ma anche datori di lavoro italiani, viene auspicato che ci sia, all’interno dei servizi pubblici, personale preparato e formato a conoscere e coordinare le strutture di riferimento e a gestire i rapporti con le persone che hanno una cultura differente. Che abbia la capacità di capire, di analizzare e dare risposte concrete. 57 I SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI: ASPETTATIVE – (1/2) A questo punto la domanda diventa: che cosa dovrebbe fare la P.A. in concreto per migliorare i servizi e renderli più consoni alle reali esigenze degli immigrati? Come detto prima, il grande problema dei servizi pubblici è soprattutto di natura strutturale. Pertanto, venendo a mancare il coordinamento tra gli enti interessati, spesso il personale fatica a dare risposte esaurienti in tempi adeguati. Si afferma infatti che innanzitutto i vari enti, almeno quelli pubblici, dovrebbero collaborare attivamente favorendo la circolazione delle informazioni in modo da ridurre il più possibile gravosi passaggi procedurali. Un altro aspetto sul quale gli intervistati ritengono sia assolutamente indispensabile intervenire è quello di carattere organizzativo interno. E’ opinione comune che i servizi pubblici andrebbero dotati di validi supporti - banche dati o reti informatiche – necessari a favorire il reperimento immediato di informazioni su tutto quello che riguarda le norme, la procedure, i regolamenti, le circolari ecc. E affinché questo miglioramento organizzativo vada a buon fine è considerato assolutamente necessario prevedere un significativo sviluppo delle competenze del personale, sia funzionari che operatori di sportello, che si può ottenere solo grazie ad una pianificazione di percorsi formativi che, come si è visto in precedenza, riguardando un settore in continua evoluzione, non possono essere che continui. 58 I SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI: ASPETTATIVE – (1/2) Questa speranza migliorativa si scontra, comunque, con la consapevolezza che molto difficilmente un Comune di piccole dimensioni e con scarse risorse possa, da solo, farsi carico di un tale investimento migliorativo. In tale scenario sembra ben collocarsi la proposta del FORMEZ relativa al “Servizio di assistenza e tutoraggio continuo” destinata alla Pubblica Amministrazione impegnata nei servizi agli immigrati. Infatti in essa gli intervistati intravedono una possibile soluzione ai problemi sollevati: Perché offre un servizio di consulenza continua fatta da esperti del settore senza la necessità di dover allestire una sezione speciale dedicata a questi soggetti. Perché offre la possibilità di poter usufruire di quella, tanto invocata, formazione continua ai dipendenti. Comunque, tutti gli intervistati sono concordi nel ritenere che i due aspetti, la consulenza e la formazione, non possono essere divisi in quanto l’uno è il completamento dell’atro. Solo in questo modo è possibile garantire una continuità del processo migliorativo del servizio senza problemi di interruzione. “Mentre mi aiuti ad offrire un servizio efficiente mi formi se spendo solo per la formazione non risolvo i problema perché spesso gli operatori cambiano per svariati motivi se mi affido solo alla consulenza, il giorno che non ho più risorse come faccio?” 59 CONCLUSIONI- ( 1/2) Il fenomeno dell’immigrazione è definito di ampie proporzioni e molto complesso da richiedere interventi di trasformazione radicale sul modo di affrontarlo sia a livello generale che di P.A. Secondo gli intervistati, per quanto riguarda la politica nazionale da attuare sarebbe opportuno: 1. Programmare la capacità di ingresso. Le istituzioni non si possono accorgere degli immigrati solo quando sono già in Italia. E’ importante regolare i flussi aiutandosi anche con le ambasciate che devono divenire i primi sportelli della P.A. ai quali i futuri immigrati devono rivolgersi; 2. Attuare una politica di accettazione facendo in modo che gli immigrati si sentano parte della comunità. Solo l’accoglienza non basta, è necessario renderli completamente partecipi sia ai doveri che ai diritti (anche con il voto); 3. Stimolare processi di integrazione culturale che aiutino lo straniero a sentirsi parte integrante della nazione in cui vive. 60 CONCLUSIONI- ( 2/2) Dal canto suo la P.A. dovrebbe: 1. Creare una struttura di coordinamento che rappresenti un vero elemento di raccordo con i vari Enti (anche solo a livello regionale). 2. Realizzare corsi di formazione e aggiornamento per i dipendenti sia sugli atteggiamenti come la capacità di gestire i rapporti con persone che hanno una cultura differente e sia sulle competenze (conoscenza delle norme e delle procedure). 3. Pianificare gli interventi da affidare alle organizzazioni private che vanno scelte con criteri predefiniti validi per tutti. 61 FAMIGLIE ITALIANI E GLI IMMIGRATI E L’ATTEGGIAMENTO DEGLI CONFRONTI DEGLI ITALIANI? SECONDO LEI QUALE È L’ATTEGGIAMENTO IN GENERALE DEGLI ITALIANI NEI CONFRONTI DEGLI IMMIGRATI? Positivo Positivo 19% 26% Tolleranza Altro 2% Non sa/Non indica 0% 13% Negativo 49% Altro 47% 6% Non sa/Non indica 4% 10% 20% 30% 40% 50% NEI 22% Tolleranza Negativo IMMIGRATI 0% 12% 10% 20% 30% 40% 50% SECONDO LEI LA SITUAZIONE DELL’IMMIGRAZIONE RISPETTO AGLI ANNI PASSATI È MIGLIORATA, RIMASTA UGUALE O PEGGIORATA? Non so /non indica 6% Migliorata SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= -32 22% Peggiorata 54% Rimasta uguale 18% Base=400 63 La maggioranza delle famiglie intervistate ritiene che l’atteggiamento degli italiani e viveversa sia sostanzialmente negativo. Inoltre il 54% del campione giudica peggiorata la condizione dell’immigrazione rispetto a qualche anno fa. LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI CI SONO STRANIERI/IMMIGRATI CHE LAVORANO NELLA SUA FAMIGLIA (O NELLA CASA IN CUI VIVE)? Si, attualmente 9% No 84% Si, in passato 7% Solo il 16% (64 su 400) delle famiglie intervistate dichiara di avere immigrati che collaborano in casa. Base=400 64 LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI DI CHE NAZIONALITÀ È LA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATA CHE LAVORA NELLA SUA FAMIGLIA (O NELLA CASA IN CUI VIVE)? * 89% Paesi dell'est Paesi Africani 13% 11% Asia DI QUALE SESSO È LA PERSONASTRANIERA/IMMIGRATA CHE LAVORA NELLA SUA FAMIGLIA? * L’89% delle famiglie intervistate ha collaboratori provenienti dai paesi dell’Est. I collaboratori vengono contattati tramite il passaparola tra amici e parenti (67%) o tramite le associazioni di volontariato religioso(11%). 59% Donne 45% Uomini Paesi centro-sudAmerica Nel 50% dei casi gli immigrati che collaborano presso le famiglie intervistate abitano in una casa in affitto. 6% Altra Nazione 0% 20% 40% 60% 80% 0% 0% 20% 40% 60% 80% 100% Interessante notare che vi è una quota di immigrati che possiede una casa di proprietà. CON QUALI MODALITÀ HA CONTATTATO QUESTA PERSONA? * MI PUÒ DIRE DOVE ABITA QUESTA PERSONA? * Casa in affitto Tramite parenti/amici 67% Tramite una associazione di volontariato religiosa Nella mia casa/casa di genitore/parente Casa di proprietà 11% Tramite l'ufficio di collocamento(centri per l'impiego) 2% Tramite una associazione di volontariato laica 2% 0% 9% Da parenti/amici In centro di accoglienza Non sa/Non indica 9% 11% Da solo Altro 50% 6% 2% 3% Non sa/Non indica 5% 20% 40% 60% 0% 80% 65 Base=64 23% 10% 20% * la domanda prevede risposta multipla 30% 40% 50% LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI CHE MANSIONE HA LA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATO CHE LAVORA NELLA SUA FAMIGLIA? * DA QUANTO TEMPO QUESTA PERSONA LAVORA PER LA SUA FAMIGLIA (O NELLA CASA IN CUI VIVE)? 50% 56% Domestico 42% 42% 40% Infermiere/assistente anziani/malati 27% 30% 9% Giardiniere 20% Baby sitter 2% 8% 10% 5% 3% Altro 9% 0% Meno di 1 Da 2 a 5 anni anno Da 5 a 10 anni Da più di 10 anni Non sa/Non indica 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% QUANTO SI RITIENE SODDISFATTO DEL LAVORO CHE SVOLGE QUESTA PERSONA? Poco 2% Abbastanza 41% L’84% delle famiglie utilizza collaboratori immigrati da meno di 5 anni, prevalentemente per collaborazioni domestiche (56%) o per assistenza agli anziani o malati (27%). Per nulla 5% Senza opinione 1% Quasi la totalità delle famiglie si ritengono molto abbastanza soddisfatti del lavoro che gli immigrati svolgono presso di loro. Molto 51% * la domanda prevede risposta multipla Base=64 66 LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI LEI O UN SUO FAMIGLIARE HA AIUTATO QUESTA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATO AD OTTENERE O RICHIEDERE DOCUMENTI? No 70% CHE TIPO DI DOCUMENTI? * Base=64 37% Ricongiungimento famigliare Si 30% 26% Documenti sanitari Il 30% delle famiglie ha aiutato i loro dipendenti immigrati ad ottenere o richiedere documenti. 21% Affitto della casa In particolare, per i documenti relativi al ricongiungimento familiare (37%), i certificati sanitari (26%) e per l’affitto della casa (21%). 16% Documenti scolastici per i figli 21% Altro 0% * la domanda prevede risposta multipla Base=19 67 10% 20% 30% 40% LE FAMIGLIE E GLI UFFICI PUBBLICI MI POTREBBE DIRE IN QUALE UFFICO SI È RECATO PER OTTENERE INFORMAZIONI SULLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATA? * Questura/commissariato 10% Sportello unico per l'immigrazione/UTG 10% 19% Questura/commissariato 8% Sportello unico per l'immigrazione/UTG IN QUALI DEGLI UFFICI CHE MI HA APPENA INDICATO HA AVUTO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ PER AVERE INFORMAZIONI? * 5% Sportelli unici Uffici servizi sociali 3% Centri per l'impiego 3% Ufficio relazioni con il pubblico URP 30% 0% Sportelli unici 0% Centri per l'impiego 0% 27% Non sa/Non indica 20% 35% Non sa/Non indica Base=64 10% 42% Nessuno ufficio 5% 0% Uffici servizi sociali 0% Nessuno ufficio Altro 3% Ufficio provinciale del lavoro 5% Ufficio provinciale del lavoro 30% 0% 10% 20% 30% 40% Base=29 La percentuale di affluenza presso gli uffici della Pubblica Amministrazione da parte delle famiglie risulta bassa. Infatti il 30% delle famiglie dichiara di non essersi recata in nessun ufficio pubblico per richiedere informazioni sugli immigrati e il 27% non da nessuna indicazione. In ogni caso l’ufficio pubblico dove si è registrata la più alta frequentazione è la questura (19%). Per quanto riguarda le difficoltà riscontrate negli uffici pubblici risulta positivo il fatto che nel 41% dei casi le famiglie non hanno riscontrato nessuna difficoltà. L’esiguo numero di persone che hanno segnalato problemi non ci permette una lettura quantitativa del dato, ma possiamo comunque affermare che le principali lamentale sono concentrate su due aspetti: • i tempi eccessivamente lunghi per ottenere le informazioni • e la poca disponibilità da parte degli operatori. * la domanda prevede risposta multipla 68 50% LE FAMIGLIE E GLI UFFICI PUBBLICI MI POTREBBE DIRE IN QUALE UFFICO SI È RECATO PER OTTENERE/PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATA? * Questura/commissariato Questura/commissariato 14% Centri per l'impiego 14% 14% Centri per l'impiego 6% Sportello unico per l'immigrazione/UTG 6% 5% INPS Ufficio provinciale del lavoro INAIL IN QUALI DEGLI UFFICI CHE MI HA APPENA INDICATO HA AVUTO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ OTTENERE/PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE? * Ufficio provinciale del lavoro 5% Sportello unico per l'immigrazione/UTG 5% 3% INPS 0% 0% Nessuno ufficio Altro ufficio Nessuno ufficio Base=64 Non sa/Non indica 30% Non sa/Non indica 0% 24% 3% 38% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI RELATIVI AGLI IMMIGRATI? Per nulla 11% Non so /non indico 6% Base=21 38% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% 40% La percentuale di affluenza presso gli uffici pubblici da parte delle famiglie intervistate per ottenere la documentazione necessaria per assumere un cittadino straniero è pari al 32%. L’esiguo numero di persone che hanno segnalato problemi non ci permette una lettura quantitativa del dato, ma possiamo comunque affermare che le principali lamentale sono concentrate sui seguenti aspetti: Molto 5% •i tempi lunghi per ottenere la documentazione Poco 48% •e le informazioni incomplete fornite dagli operatori. Base=64 Abbastanza 30% 6 famiglie su 10 si ritengono non informati sull’esistenza dei servizi pubblici a cui possono accedere. 69 * la domanda prevede risposta multipla LE FAMIGLIE E INTERNET LEI O UN SUO FAMILIARE SI È MAI COLLEGATO A INTERNET PER CERCARE INFORMAZIONI SULLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATO? LEI O UN SUO FAMILIARE UTILIZZA IL WEB/INTERNET PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? Si 36% No 64% Base=64 Base=64 Il 36% delle famiglie utilizza il web per avere informazioni sulle iniziative e attività riguardanti della Pubblica Amministrazione No 81% Si 19% SE DOVESSE RICERCARE INFORMAZIONI SU INTERNET, RELATIVE ALLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE GLI IMMIGRATI, A QUALI SITI SI COLLEGHEREBBE? * Siti governativi/UTG 33% Siti regionali 25% 15% Siti provinciali Siti dedicati agli immigrati 17% Siti comunali 17% 12% Siti dedicati agli immigrati Altro Siti governativi/UTG 17% Siti comunali Siti regionali A QUALI SITI SI È COLLEGATO? * 10% 6% Siti provinciali 0% 4% Non so/Non indico Non so/Non indico Base=52 33% 44% 0% 10% 20% 30% 40% Base=12 50% 70 0% * la domanda prevede risposta multipla 10% 20% 30% 40% LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI * IPOTIZZANDO DI DOVER PRENDERE UNA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATA A LAVORARE PER LA SUA FAMIGLIA A QUALE UFFICIO PUBBLICO SI RIVOLGEREBBE PER AVERE INFORMAZIONI? ** Questura/commissariato LEI O UN SUO FAMILIARE UTILIZZA IL WEB/INTERNET PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? 15% Si 23% Prefettura 12% Uffici servizi sociali 11% 11% Sportello unico perl'immigrazione/UTG 10% Centri per l'impiego 3% Sportelli unici 1% Ufficio relazioni con il pubblico URP No 77% Altro 3% Nessuno ufficio 13% Non sa/Non indica 27% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI RELATIVI AGLI IMMIGRATI? SE DOVESSE RICERCARE INFORMAZIONI SU INTERNET, RELATIVE ALLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE GLI IMMIGRATI, A QUALI SITI SI COLLEGHEREBBE? ** Non so /non Sitigovernativi/UTG 15% Siti comunali 14% indico 5% Per nulla 31% Molto 1% 9% Siti regionali Abbastanza 8% Siti dedicati agli immigrati 17% Siti provinciali 4% 1% Altro 54% Non so/Non indico 0% 10% 20% 30% 40% 50% Base=336 60% Poco 46% * Rispondono solo famiglie che dichiarano di non avere collaboratori immigrati 71 ** la domanda prevede risposta multipla LE FAMIGLIE - CONFRONTI NELLA SUA FAMIGLIA UTILIZZATE IL WEB/INTERNET PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI RELATIVI AGLI IMMIGRATI? Non so /non indico 5% Per nulla 28% Molto 1% Si 25% No 75% Abbastanza 19% Poco 47% Base=400 Base=400 80% 77% 75% 70% 100% 5% 11% 64% 28% 80% 60% 50% 31% 60% 40% 5% 6% 48% 36% 47% 30% 46% 40% 25% 23% 20% 20% 30% 19% 10% 0% 0% Si Totale No 17% 1% 5% 1% Totale Famiglie che hanno dipendenti Immigrati Base=400 Base=64 Base=400 Famiglie che hanno dipendenti Immigrati/Stranieri Base=64 Base=336 Famiglie che non hanno dipendenti Immigrati/Stranieri Molto 72 Abbastanza Poco Per nulla Famiglie che non hanno dipendenti Immigrati Base=336 Non so /non indico PROFILO DEL CAMPIONE ETA’ SESSO 30% 26% Donna 52% 21% 19% 20% 18% Uomo 48% 11% 10% 5% 0% 18-24 25-34 35-44 TITOLO DI STUDIO 45-54 55-64 65 e più PROFESSIONE 60% 23% Insegnanti/impiegati 52% 7% Dirigenti/professionisti/imprenditori 50% Operai specializzati/qualificati 40% 5% Operai comuni/manovali/braccianti 4% Commercianti/artigiani 4% 30% 24% 20% 15% Rappresentanti/lavoratori autonomi 9% 10% Agricoltori (diretti, mezzadri, affittuari) 1% 1% 51% Condizione non professionale 0% Nessuno/elementari Media inferiore Medie superiori Università/laurea Altro Base=400 73 0% 4% 10% 20% 30% 40% 50% 60% IMPRESE ITALIANI E GLI IMMIGRATI E L’ATTEGGIAMENTO DEGLI CONFRONTI DEGLI ITALIANI? SECONDO LEI QUALE È L’ATTEGGIAMENTO IN GENERALE DEGLI ITALIANI NEI CONFRONTI DEGLI IMMIGRATI? 26% Tolleranza Non sa/Non indica 0% 10% Negativo 1% 40% Altro 3% 3% Non sa/Non indica 10% 20% 30% 40% SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= -20 10% 20% 30% 40% 50% Per questo target l’atteggiamento degli Italiani nei confronti degli immigrati e vice-versa risulta anche se di poco più positivo. Secondo la metà delle imprese intervistate la condizione dell’immigrato rispetto agli anni passati è peggiorata. Non so /non indica 3% 5% 0% SECONDO LEI LA SITUAZIONE DELL’IMMIGRAZIONE RISPETTO AGLI ANNI PASSATI È MIGLIORATA, RIMASTA UGUALE O PEGGIORATA? NEI 42% Tolleranza 34% Negativo Altro Positivo 36% Positivo IMMIGRATI Migliorata 30% Peggiorata 50% Rimasta uguale 17% Base=152 75 LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI CI SONO STRANIERI/IMMIGRATI CHE LAVORANO NELLA SUA AZIENDA? Si, attualmente 18% Si, in passato No 75% 7% Un quarto delle imprese (38 su 152) intervistate dichiara di aver dipendenti immigrati/stranieri. Base=152 76 LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI DA QUALE AREA/NAZIONE PROVENGONO MAGGIORMENTE GLI STRANIERI /IMMIGRATI LAVORANO NELLA SUA AZIENDA? * DA QUANTO TEMPO LA SUA AZIENDA ASSUME PERSONALE STRANIERO/IMMIGRATO? 60% 24% Paesi Africani L’ 82% delle imprese ha dipendenti immigrati che provengono dai Paesi dell’Est. 50% Quasi la metà delle aziende assumono personale straniero da più di 5 anni, prevalentemente tramite il passaparola (84%) e solo per il 5% utilizzando annunci di lavoro. 20% 8% 0% 10%20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% CON QUALI MODALITÀ HA CONTATTATO QUESTA PERSONA? * Tramite una associazione di volontariato religiosa 10% 5% Meno di 1 anno Da 2 a 5 anni Da 5 a 10 anni Da più di 10 anni 84% Si, per tutti 5% 8% 3% Si, solo per alcuni 5% 8% Altro 0% 16% 0% No 87% Non sa/Non indica 26% 30% LA SUA AZIENDA PROVVEDE DIRETTAMENTE PER L’ALLOGGIO DEI LAVORATORI STRANIERI/IMMIGRATI? Tramite passaparola Da annunci 40% 13% Asia Paesi centro-sudAmerica 53% 82% Paesi dell'est 3% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% Base=38 77 * la domanda prevede risposta multipla LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI QUALI SONO LE MANSIONI PREVALENTEMENTE SVOLTE DALLE PERSONE STRANIERE/IMMIGRATE CHE LAVORANO NELLA SUA AZIENDA? * 39% 40% 30% 20% 13% 13% 11% 11% 8% 10% 8% 8% 3% 0% Operaio Operaio specializzato Commesso Impiegato Cuoco/pizzaiolo Cameriere/Barista Muratore Bracciante Agricolo 3% Lavori occasionali Altro QUALI TIPOLOGIE DI CONTRATTO OFFRE LA SUA AZIENDA AGLI STRANIERI/IMMIGRATI CHE LAVORANO? * Contratto a tempo indeterminato 66% Contratto a tempo determinato 29% Collaborazioni occasionali 3% Contratto a progetto 3% 0% Questo avviene per il 66% dei casi attraverso contratti a tempo indeterminato. 11% Lavoro stagionale Altro Più della metà delle aziende (52%) utilizza immigrati/stranieri come operai o operai specializzati. 3% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% * la domanda prevede risposta multipla Base=38 78 GLI IMMIGRATI E LE AZIENDE L’ORARIO DI LAVORO DEI SUOI DIPENDENTI STRANIERI/IMMIGRATI È PREVALENTEMENTE *: A ore 16% DI QUALE SESSO SONO MAGGIORMENTE LE PERSONE STRANIERE/IMMIGRATE CHE LAVORANO NELLA SUA AZIENDA? * 74% Uomini Part-time Full-time 24% 63% 16% Donne Base=38 In ugual numero LA SUA AZIENDA HA AIUTATO QUESTA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATO AD OTTENERE O RICHIEDERE DOCUMENTI? 11% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% Base=38 No 63% CHE TIPO DI DOCUMENTI? * Base=38 Si 37% Documenti sanitari Il 37% delle aziende ha aiutato i propri dipendenti immigrati a richiedere documenti prevalentemente sanitari. 50% Affitto della casa 14% Ricongiungimento famigliare 14% Altro Base=14 0% 36% 10% 20% 30% N..B.: Si consiglia una lettura qualitativa dei dati a causa dell’esigua numerosità del segmento 79 * la domanda prevede risposta multipla 40% 50% LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI QUANTO SI RITIENE SODDISFATTO DEL LAVORO CHE SVOLGE QUESTA PERSONA? Poco 13% Per nulla 3% Abbastanza 45% Molto 39% L’84% delle aziende che hanno dipendenti immigrati si ritiene soddisfatto del lavoro svolto da queste persone. Base=38 80 LE AZIENDE E GLI UFFICI PUBBLICI MI POTREBBE DIRE IN QUALE UFFICIO SI È RECATO PER OTTENERE INFORMAZIONI SULLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATA? * IN QUALI DEGLI UFFICI CHE MI HA APPENA INDICATO HA AVUTO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ PER AVERE INFORMAZIONI? * Questura/commissariato Questura/commissariato Uffici servizi sociali 5% Centri per l'impiego 5% Ufficio provinciale del lavoro 5% Sportello unico per Ufficio relazioni con il pubblico URP Altro 5% Centri per l'impiego Uffici servizi sociali 0% Ufficio provinciale del lavoro 0% 5% l'immigrazione/UTG Sportelli unici 16% 34% 0% Sportello unico perl'immigrazione/UTG 0% 0% 8% Nessuno ufficio 21% Nessuno ufficio 10% 20% 30% 21% Non sa/Non indica 29% Non sa/Non indica 0% 58% 40% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% Base=38 Base=19 81 * la domanda prevede risposta multipla LE AZIENDE E GLI UFFICI PUBBLICI MI POTREBBE DIRE IN QUALE UFFICIO SI È RECATO PER OTTENERE/PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATA? * Questura/commissariato IN QUALI DEGLI UFFICI CHE MI HA APPENA INDICATO HA AVUTO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ OTTENERE/PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE? * INPS 13% INAIL 5% Sportello unico perl'immigrazione/UTG 5% INPS 6% INAIL 6% Sportello unico per l'immigrazione/UTG Centri per l'impiego 12% Questura/commissariato 24% 0% 3% Centri per l'impiego 0% Nessuno ufficio Altro ufficio 16% Nessuno ufficio 8% Non sa/Non indica Base=38 0% 39% 10% 20% 30% Non sa/Non indica 40% Base=17 IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI RELATIVI AGLI IMMIGRATI? Per nulla 21% 71% 18% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% La questura è l’unico Ufficio Pubblico che pare essere utilizzato con una certa frequenza, sia per raccogliere informazioni, sia per ottenere documenti. Gli altri uffici sembrano invece essere frequentati pochissimo o per nulla. Non so /non indico 8% Uno dei motivi di questa situazione può essere, la mancanza di informazioni sull’esistenza di uffici pubblici deputati a fornire informazioni o documenti relativi agli immigrati: solo il 37% degli intervistati si dichiara informato a riguardo. Molto 5% Poco 34% Abbastanza 32% Base=38 82 * la domanda prevede risposta multipla LE AZIENDE E INTERNET NELLA SUA AZIENDA UTILIZZATE IL WEB/INTERNET PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? No 74% NELLA SUA AZIENDA SI È UTILIZZATO IL WEB/INTERNET PER CERCARE INFORMAZIONI SULLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATO? Si 26% Base=38 Base=38 Il 26% delle aziende utilizza il web per avere informazioni sulle iniziative e attività riguardanti della Pubblica Amministrazione. No 82% Si 18% SE DOVESSE RICERCARE INFORMAZIONI SU INTERNET, RELATIVE ALLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE GLI IMMIGRATI, A QUALI SITI SI COLLEGHEREBBE? * Siti dedicati agli immigrati 13% Siti governativi/UTG 13% 6% Siti provinciali 6% 0% Siti regionali 14% Siti provinciali 14% Siti dedicati agli immigrati 0% Siti regionali Siti comunali 3% 61% 10% 0% 29% Non so/Non indico Non so/Non indico Base=31 43% Siti governativi/UTG 16% Siti comunali Altro A QUALI SITI AVETE FATTO RIFERIMENTO? * 20% 30% 40% 50% 60% Base=7 0% 10% 20% 30% 40% N..B.: Si consiglia una lettura qualitativa dei dati a causa dell’esigua numerosità del segmento 70% 83 * la domanda prevede risposta multipla 50% LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI * IPOTIZZANDO DI DOVER PRENDERE UNA PERSONA STRANIERA/IMMIGRATA A LAVORARE PER LA SUA AZIENDA QUALE UFFICIO PUBBLICO SI RIVOLGEREBBE PER AVERE INFORMAZIONI? ** NELLA SUA AZIENDA UTILIZZATE IL WEB/INTERNET PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? 18% Sportello unico per l'immigrazione/UTG Questura/commissariato 17% Centri per l'impiego 14% Prefettura 12% No 66% 7% Uffici servizi sociali Ufficio relazioni con il pubblico URP Sportelli unici Si 34% 4% 3% Altro 4% 11% Nessuno ufficio Non sa/Non indica 24% 0% 5% 10% 15% 20% 25% SE DOVESSE RICERCARE INFORMAZIONI SU INTERNET, RELATIVE ALLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR LAVORARE GLI IMMIGRATI, A QUALI SITI SI COLLEGHEREBBE? ** Siti comunali IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI RELATIVI AGLI IMMIGRATI? Non so /non 29% Per nulla 35% Siti governativi/UTG Siti provinciali Molto 3% 9% Siti regionali 8% Siti dedicati agli immigrati Altro Abbastanza 17% 8% 2% Non so/Non indico 0% indico 6% 13% 45% 10% 20% 30 % 40% Poco 39% 50% Base=114 84 ** la domanda prevede risposta multipla * Rispondono solo le aziende che dichiarano di non avere dipendenti immigrati LE AZIENDE - CONFRONTI NELLA SUA AZIENDA UTILIZZATE IL WEB/INTERNET PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE? IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI RELATIVI AGLI IMMIGRATI? Non so /non indico 6% Per nulla 32% Molto 3% Si 32% No 68% Abbastanza 21% Poco 38% Base=152 Base=152 100% 80% 6% 74% 68% 70% 66% 80% 60% 6% 8% 21% 32% 35% 50% 60% 34% 40% 34% 32% 30% 26% 40% 38% 39% 20% 32% 20% 10% 21% 17% 0% Si Totale aziende No Aziende che hanno dipendenti Immigrati/Stranieri Base=38 Aziende che non hanno dipendenti Immigrati/Stranieri Base=114 5% 3% 0% Base=152 3% Totale Aziende che hanno Aziende che non Base=152 dipendenti Immigrati hanno dipendenti Immigrati Base=38 Molto 85 Abbastanza Poco Per nulla Base=114 Non so /non indico ANAGRAFICA AZIENDE AMPIEZZA AZIENDALE (NUMERO DI ADDETTI) SETTORE DI ATTIVITÀ 50% 41% Agricoltura Industria 4% 18% 38% 40% 30% Altri servizi 44% Commercio 20% 34% 10% 6% 5% 5% 1% 1% 3% 0% Fino a 2 Base=152 86 Da 3 a 5 Da 6 a 9 Da 10 a 15 Da 16 a 19 Da 20 a 49 Da 50 a 99 100 e più 20129 MILANO – Via Benvenuto Cellini, 2/A – Tel. 02 54123098 – Fax 02 5455493 00186 ROMA – Via di Ripetta, 39 – Tel. 06 32110003 – Fax 06 36000917 e-mail: [email protected] - www.istitutopiepoli.it 87