Progetto per la formazione continua dei
funzionari della Pubblica Amministrazione
addetti ai servizi agli immigrati.
Azioni integrate per uno sviluppo sostenibile
del fenomeno dell’immigrazione.
Novembre 2005 – Giugno 2006
LA RICERCA
PREMESSA E OBIETTIVI
Premessa. Nel presente rapporto si espongono i risultati di una ricerca quali-quantitativa effettuata
nel periodo Novembre 2005 Gennaio 2006.
La ricerca si inserisce nell’ambito del “Progetto per la formazione continua dei funzionari della
Pubblica Amministrazione addetti ai servizi agli immigrati. Azioni integrate per uno sviluppo
sostenibile del fenomeno dell’immigrazione” avviato dal FORMEZ (Dipartimento della funzione
pubblica) in collaborazione con STRANIERI IN ITALIA.
Obiettivi. Obiettivo principale dello studio è quello di individuare le criticità sul fenomeno
dell’immigrazione presso i seguenti target:
Funzionari della Pubblica Amministrazione locale addetti all’erogazione di servizi agli immigrati
nei Comuni oggetto di indagine;
Immigrati che vivono o lavorano nei Comuni oggetto di indagine, vogliosi di integrarsi al meglio
nel tessuto sociale, economico e culturale italiano;
i cittadini famiglie che usufruiscono di servizi offerti da cittadini stranieri (baby sitter, badanti, colf);
i cittadini imprese che utilizzano lavoro straniero (in particolare nei settori agricoltura, edilizia,
commercio e altri).
3
METODOLOGIA
Popolazione di riferimento.
IMMIGRATI: La popolazione di riferimento in questo caso è costituita dagli immigrati presenti sul
territorio oggetto di indagine.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: funzionari della Pubblica Amministrazione locale addetti
all’erogazione di servizi agli immigrati nei Comuni oggetto di indagine.
FAMIGLIE: La popolazione di riferimento è costituita dalle famiglie
residenti nelle zone di
interesse.
IMPRESE:La popolazione di riferimento è costituita dalle imprese
interesse.
4
operanti nelle zone di
METODOLOGIA
Metodologia e campioni.
IMMIGRATI: Durante il mese di Novembre 2005 sono state realizzate 395 interviste personali
(Face to Face) a immigrati residenti nei comuni di Fiumicino, Ladispoli e Cerveteri.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:Nei mesi di Novembre e Dicembre 2005 sono state realizzate
50 interviste personali (Face to Face) a funzionari della Pubblica Amministrazione locale addetti
all’erogazione di servizi agli immigrati nei Comuni oggetto di indagine.
Inoltre su questo target sono state realizzate con tecnica motivazionale 8 interviste in profondità.
FAMIGLIE: Nel mese di Gennaio 2006 sono state realizzate 400 interviste con metodologia CATI
(Computer Aided Telephone Interviewing) ad un campione rappresentativo,delle famiglie residenti
nel territorio oggetto di indagine segmentato per numero di componenti proporzionalmente
all’universo di riferimento.
IMPRESE: Nel mese di Gennaio 2006 sono state realizzate 152 interviste con metodologia CATI
(Computer Aided Telephone Interviewing) ad un campione rappresentativo delle imprese operanti
nel territorio oggetto di indagine segmentato per settore di attività proporzionalmente all’universo
di riferimento.
5
RISULTATI PRINCIPALI: IL FENOMENO DELL’IMMIGRAZIONE
Per quanto riguarda il fenomeno dell’immigrazione in generale, riferito al territorio oggetto di
indagine, si conferma la sensazione di forte positività, sia sociale che politica, ad esso attribuito.
La maggioranza degli intervistati (target immigrati) ritiene che l’atteggiamento degli Italiani verso
l’immigrato e vice-versa sia sostanzialmente positivo. Vi sono quindi per l’immaginario collettivo
spazi e margine di pacifica convivenza.
Il 78% degli immigrati dichiara di essere in Italia da più di due anni, con i familiari
prevalentemente per ragioni di lavoro (73%).
(53%) e
Il 16% delle famiglie intervistate dichiara di avere o di aver avuto in passato un collaboratore
immigrato.
Tale percentuale sale al 25% per le imprese.
6
RISULTATI PRINCIPALI: LA RELAZIONE CON LA P.A
L’offerta dei servizi della P.A negli ultimi anni è migliorata sensibilmente, proprio per far fronte alla
fase di forte crescita dell’immigrazione. Non risulta altrettanto elevata la conoscenza di questi
servizi specifici.
Infatti la percentuale di chi si ritiene molto o abbastanza informato sui “servizi dedicati” è pari al
44% per gli immigrati al 20% per le famiglie e al 24% per le imprese.
L’affluenza da parte degli immigrati presso gli uffici della pubblica amministrazione risulta molto
elevata, quasi la totalità del campione analizzato (90%) si è recato in almeno un ufficio.
In particolare gli uffici dove si registra la più alta affluenza, per il target immigrati, sono: la questura
(69%), gli uffici sanitari (41%) e la prefettura (23%).
Mentre per il target famiglie la percentuale di affluenza presso gli uffici della Pubblica
Amministrazione diminuisce notevolmente. In ogni caso l’ufficio dove si registra la più alta
affluenza risulta anche per questo target la questura (19% per le famiglie che hanno dipendenti
immigrati).
Infine l’affluenza da parte delle imprese presso gli uffici della pubblica amministrazione risulta,
come per il target famiglie, più bassa rispetto a quello degli immigrati.
7
RISULTATI PRINCIPALI: LE PROBLEMATICHE
Le difficoltà maggiori che gli immigrati/stranieri riscontrano nella relazione con gli uffici della
Pubblica Amministrazione sono: incompletezza delle informazioni da parte degli operatori (30%)
e complessità delle procedure amministrative (28%).
Mentre le difficoltà maggiori che gli operatori della pubblica amministrazione riscontrano nella
relazione con i cittadini stranieri sono nel 46% dei casi difficoltà attribuibili al fatto che parlino
una lingua diversa da quella italiana e nel 28% dei casi alla complessità delle procedure
amministrative.
Tra le soluzioni indicate dagli operatori della pubblica amministrazione per migliorare il servizio
offerto ai cittadini stranieri si evidenziano maggiormente l’inserimento di mediatori culturali
all’interno degli uffici (48%), la creazione di sportelli polifunzionali dedicati solo agli immigrati e in
grado di affrontare tutte le tematiche riguardanti gli stessi (36%) e formazione del personale
(18%).
8
RISULTATI PRINCIPALI: GLI OPERATORI DELLA P.A
Rispetto al passato, l’offerta dei servizi erogati agli immigrati è migliorata per il 76% degli operatori
della pubblica amministrazione.
Anche se l’offerta dei servizi a questa tipologia di utenza è migliorata, gli uffici della pubblica
amministrazione non riescono a soddisfare le domande o i servizi richiesti dagli immigrati e quato
avviene per il 46% degli operatori intervistati. I motivi principali sono attribuibili alle scarse risorse
economiche (30%) e alle infinite richieste che si accumulano dovute alle tante procedure
burocratiche (26%).
Secondo gli operatori della Pubblica Amministrazione, i contenuti informativi da implementare per
migliorare la relazione con gli immigrati, sono:la conoscenza di tutte le normative inerenti
all’immigrazione (44%) e la conoscenza di più lingue (32%). Le modalità da adottare per
implementare tali contenuti informativi è per il 66% degli intervistati la formazione continua e per il
26% quella specialistica di base.
9
IMMIGRATI
UNIVERSO DI RIFERIMENTO E CAMPIONE
L’universo di riferimento, costituito da 8.316 immigrati residenti nei tre comuni al 31
Dicembre 2004 (dati istat), è così distribuito:
Popolazione straniera residente al 31 Dicembre
Provenienza
Maschi
Femmine
Paesi dell'Est
32%
33%
Paesi Africani
9%
5%
Paesi centro-sud america
2%
4%
Asia
5%
3%
Altra Nazione
2%
5%
Totale
50%
50%
Totale
65%
14%
6%
8%
7%
100%
Il campione analizzato, costituito da 395 immigrati intervistati nei tre comuni risulta così
distribuito per le variabili sesso e nazionalità.
Campione analizzato
Provenienza
Maschi
Paesi dell'est
Paesi africani
Paesi centro-sud america
Asia
Altra nazione
Totale
23%
16%
1%
9%
1%
50%
11
Femmine
36%
6%
6%
2%
0%
50%
Totale
59%
22%
7%
11%
1%
100%
LA MIGRAZIONE
DA QUANTI ANNI È ANDATO VIA DAL SUO PAESE DI
ORIGINE?
PER QUALE MOTIVO È VENUTO VIA DAL SUO PAESE?
73%
Per lavoro
100%
15%
Per seguire famiglia/amici
80%
60%
3%
Per studio
45%
40%
20%
19%
20%
3%
Per motivi religiosi/politici
16%
5%
Altro motivo
0%
Meno di 1
anno
Da 2 a 5 anni
Da 5 a 10
anni
Da più di 10
anni
Non sa/Nonindica
0%
IN QUALI ALTRI PAESI HA VISSUTO OLTRE QUELLO
DI ORIGINE?
20%
40%
60%
Il 65% degli Stranieri/immigrati intervistati dichiara di aver lasciato il
Paese di origine da meno di 5 anni.
Non sa/Non
indica
2%
Altri paesi
28%
Solo Italia
70%
1%
Il motivo principale dell’abbandono del proprio Paese di origine è
per il 73% dei casi ‘il lavoro’, mentre il 15% dichiara di aver seguito
la famiglia/amici.
Per il 70% degli intervistati l’Italia è l’unico paese in cui hanno
vissuto oltre quello di origine.
Base= 395
12
80%
LA MIGRAZIONE
DA QUANTO TEMPO È IN ITALIA?
PER QUALE MOTIVO HA SCELTO L’ITALIA?
100%
41%
Perché è facile trovare lavoro
80%
19%
Per seguire famiglia/amici
14%
Perché è facile entrare
60%
46%
Per cambiare stato
40%
22%
20%
17%
7%
Altro
15%
Non sa/Non indica
16%
3%
0%
Meno di 1 Da 2 a 5 anni Da 5 a 10
anno
anni
Da più di 10
anni
0%
10%
20%
30%
Il 78% degli intervistati dichiara di essere in Italia da più di 2 anni.
L’Italia viene preferita soprattutto perché è facile trovare lavoro (41%) o per seguire famiglia/amici (19%)
Base= 395
13
40%
50%
LA MIGRAZIONE
PER QUALE MOTIVO È VENUTO IN QUESTA ZONA?
DA QUANTO TEMPO È IN QUESTA ZONA?
Perché ci abitano
amici/parenti/comunità di origine
100%
80%
52%
24%
Per lavoro
60%
40%
37%
Perché l’accoglienza è
stata buona per me e lamia famiglia
20%
9%
11%
1%
Altro
0%
Meno di 1
anno
Da 2 a 5
anni
11%
Per la convenienza economica della casa
42%
Da 5 a 10 Da più di 10Non sa/Non
anni
anni
indica
Non sa/Non indica
0%
La scelta della zona di residenza è per il 52% dei casi dovuta alla
presenza di amici/parenti/ o di comunità di origine.
Questo avviene prevalentemente per le persone di età compresa tra i 25
e i 34 anni (58% vs 52%) e tra i 45 e i 54 anni (60% vs 52%) e la loro
nazionalità è nella maggior parte dei casi i Paesi dell’Est (59% vs 52%).
Base= 395
14
8%
4%
1%
20%
40%
60%
ABITAZIONE
VIVE DA SOLO O CON ALTRE PERSONE?
DOVE ABITA?
73%
Casa in affitto
Da parenti/amici
10%
9%
Casa di proprietà
Senza fissa dimora
2%
Dal datore di lavoro
2%
In centro diaccoglienza
1%
Altro
2%
Da solo
9%
Non sa/Non
indica
1%
Con amici
27%
Non sa/Non indica 1%
0%
Con altri
10%
20%
40%
60%
Con familiari
53%
80%
Il 73% degli stranieri/immigrati intervistati dichiara di abitare in una
casa in affitto, mentre un 10% del campione dichiara di abitare
presso parenti/amici e ciò avviene prevalentemente nel comune di
Cerveteri.
Più della metà degli intervistati (53%) dichiara di vivere con i
familiari, mentre un altro 27% vive con amici.
Da sottolineare che il 9% degli intervistati dichiara di vivere in una
casa di proprietà. Tale segmento è caratterizzato da donne (14%
vs 9%) provenienti dal centro-sud America (46% vs 9%).
Base= 395
15
LAVORO
QUALE È LA SUA ATTUALE CONDIZIONE LAVORATIVA?
30%
26%
25%
20%
16%
15%
10%
13%
11%
10%
8%
8%
5%
5%
2%
0%
Occupato con
contratto
regolare a termine
Occupato con
contratto
regolare stabile
Occupato senza
Occupato senza
contratto in modo contratto in modo
stabile
occasionali
Lavoratore
autonomo
Disoccupato
In cerca di
occupazione
1%
Studente
Casalinga
Altro
1%
Non sa/Non
indica
Base= 395
CHE LAVORO FA?
30%
25%
20%
16%
14%
15%
13%
12%
10%
9%
6%
4%
5%
0%
7%
5%
Domestico
Operaio
Venditore
ambulante
Muratore
Cameriere/Barista
Attività
commerciale
Base= 275
16
Infermiere/
assistente
anziani/malati
Bracciante
Agricolo
4%
Cuoco/
pizzaiolo
3%
2%
Lavori
occasionali
Impiegato
Altro
5%
Non sa/Non
indica
LAVORO
DOVE SI TROVA IL LUOGO DOVE LAVORA?
COME HA TROVATO LAVORO?
65%
Tramite parenti/amici
25%
Da solo
Tramite una associazione di
volontariato religiosa
Altro
Non sa/Non
indica
9%
4%
In questo
comune
55%
1%
Non sa/Non indica
Altro
13%
5%
0%
20%
40%
60%
Roma
23%
80%
Il 65% degli intervistati dichiara di aver trovato lavoro attraverso il passaparola di parenti/amici. Questo avviene
prevalentemente per le donne (74% vs 65%) , di età compresa tra i 18 e i 24 anni (78% vs 65%) con provenienza dai Paesi
dell’Est (74% vs 65%) e del Centro-sud America (85% vs 65%).
Mentre il 25% degli stranieri/immigrati intervistati dichiara di aver trovato lavoro attraverso la ricerca personale. Questo
segmento è caratterizzato da persone di sesso maschile (32% vs 25%), con un’età compresa tra 35 e 44 anni (38% vs 25%) e
con una provenienza prevalentemente dai Paesi Africani (48% vs 25%).
Per quanto riguarda la localizzazione del luogo di lavoro, per il 55% degli intervistati si trova nel comune dove risiedono;
mentre, per il 23% dei casi si trova nel comune di Roma. Questa percentuale aumenta se consideriamo le donne (31% vs 23%)
e la classe di età 25-34 anni (27% vs 23%).
Base= 275
17
IMMIGRATI E GLI ITALIANI
SECONDO LEI QUALE È L’ATTEGGIAMENTO IN GENERALE
DEGLI ITALIANI NEI CONFRONTI DEGLI IMMIGRATI?
58%
POSITIVO
E L’ATTEGGIAMENTO DEGLI IMMIGRATI NEI
CONFRONTI DEGLI ITALIANI?
68%
POSITIVO
TOLLERANZA
19%
TOLLERANZA
NEGATIVO
19%
NEGATIVO
16%
12%
ALTRO
2%
ALTRO
2%
NON SA/NON INDICA
2%
NON SA/NON INDICA
2%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
SECONDO LEI LA SITUAZIONE DELL’IMMIGRAZIONE
RISPETTO AGLI ANNI PASSATI È MIGLIORATA, RIMASTA
UGUALE O PEGGIORATA?
Non so /non
indica
12%
SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= -10
Peggiorata
36%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
Il 58% degli immigrati/stranieri intervistati ritiene che
l’atteggiamento degli italiani nei confronti degli immigrati sia in
genere ‘positivo’, tale percentuale sale al 68%, se si
considera l’atteggiamento degli immigrati nei confronti degli
italiani.
La situazione dell’immigrazione rispetto agli anni passati è
peggiorata per il 36% degli intervistati mentre è migliorata per
il 26%. Ciò fa registrare un saldo negativo del 10%.
Migliorata
26%
Rimasta
uguale
26%
Base= 395
18
70%
IMMIGRATI E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
IN QUALE DEI SEGUENTI UFFICI PUBBLICI SI È RECATO PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI?*
69%
Questura/commissariato
41%
Uffici sanitari Asl/consultori
L’affluenza da parte degli immigrati presso
gli uffici della pubblica amministrazione
risulta molto elevata, quasi la totalità del
campione analizzato (90%) si è recato in
almeno un ufficio.
23%
Prefettura
18%
Ufficio anagrafe
17%
Sportello informativo degli immigrati
12%
Scuole
In particolare gli uffici dove si registra la
più alta affluenza sono:
-la questura(69%);
-gli uffici sanitari (41%);
-la prefettura (23%).
11%
Uffici servizi sociali
9%
Centri per l’impiego
Ufficio relazioni con il pubblico URP/UTG
Sportelli unici
6%
Si sottolinea un 10% che dichiara di non
essersi rivolto a nessuno ufficio.
4%
3%
Altro
Nessuno ufficio
10%
3%
Non sa/Non indica
0%
10%
20%
30%
40%
Base= 395
19
50%
60%
70%
* la domanda prevede risposta multipla
IMMIGRATI E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
CONSIDERANDO ORA LA SUA ESPERIENZA IN
QUESTI UFFICI LE DOMANDE/RICHIESTE DI SERVIZI
SONO STATE INTERPRETATE BENE? *
DOVE HA AVUTO PROBLEMI MAGGIORI NELLO SPIEGARE
LE SUE DOMANDE/RICHIESTE DI SERVIZI? * **
44%
Questura/commissariato
No
10%
8%
Uffici sanitari Asl/consultori
Non sa/Non indica
1%
Prefettura
8%
Sportello informativo degli immigrati
4%
Scuole
3%
Si,con molta difficoltà
3%
Ufficio anagrafe
23%
Si, subito
66%
Uffici servizi sociali
2%
Ufficio relazioni con il pubblico URP/UTG
2%
Sportelli unici
La fase di ascolto dei servizi della
Pubblica
Amministrazione
risulta
positiva.
Infatti per il 66% degli immigrati
intervistati le domande sono state
interpretate maniera corretta; mentre il
33% ha riscontrato qualche problema.
1%
1%
Centri per l’impiego
24%
Nessun problema
1%
Altro
15%
Non sa/Non indica
0%
10%
20%
30%
40%
In particolare l’ufficio dove hanno avuto i
maggiori problemi nello spiegare le
proprie domande è la questura (44%).
Da evidenziare che il 24% degli
intervistati dichiara di non aver
riscontrato nessun problema e un 15%
che invece non da nessuna indicazione
in merito.
* Rispondono solo coloro che si sono recati in almeno un ufficio pubblico
Base= 355
20
** la domanda prevede risposta multipla
50%
IMMIGRATI E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
LE RISPOSTE ALLE SUE DOMANDE/SERVIZI RICHIESTI
SONO STATE SODDISFACENTI?**
Si, completamente
46%
PER QUALI MOTIVI? *
Non sa/Non indica
Base= 355
Problemi di lingua
Si, ma in parte
30%
5%
33%
Poca disponibilità
No
19%
23%
Tempi lunghi/Troppa burocrazia
21%
Scarsa professionalità/inesperienza
9%
6%
Informazioni incomplete
Per il 49% la relazione con gli uffici della
pubblica amministrazione non è risultata
soddisfacente.
I motivi principali sono per il 33% dei casi
dovuti alla lingua, per il 23%
alla poca
disponibilità da parte degli operatori e per il
21% ai tempi lunghi e ad una burocrazia
complessa.
Cattiva organizzazione
3%
2%
Personale insufficiente
Altro
Non sa/Non indica
16%
1%
0%
* la domanda prevede risposta multipla
Base= 174
* * Rispondono solo coloro che si sono recati in almeno un ufficio pubblico
21
10%
20%
30%
40%
IMMIGRATI E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
IN QUALI UFFICI PUBBLICI HA AVUTO I PROBLEMI
MAGGIORI NEL RICEVERE RISPOSTE ALLE SUE
DOMANDE/RICHIESTE DI SERVIZI? * **
8%
Uffici sanitariAsl/consultori
Scuole
3%
Uffici servizi sociali
3%
Ufficio anagrafe
3%
27%
poca disponibilità da parte degli operatori
gli opuscoli informativi sono troppo
complessi dal punto di linguistico
10%
3%
Ufficio relazioni con il pubblico URP/UTG
2%
Centri per l’impiego
2%
orari poco agevoli
Altro
Sportelli unici
1%
Altro
1%
Nessuna difficoltà
8%
8%
10%
22%
Nessun problema
10%
20%
13%
Non sa/Non indica
16%
Non sa/Non indica
0%
28%
Complessità delle procedure amministrative
8%
Prefettura
Base= 355
30%
Informazioni incomplete
44%
Questura/commissariato
Sportello informativo degli immigrati
QUALI SONO SECONDO LEI LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ
CHE SI RISCONTRANO NELLA RELAZIONE CON QUESTI
UFFICI? * **
30%
40%
50%
Gli uffici Pubblici dove si sono avute le maggiori difficoltà nel ricevere le
risposte alle proprie domande sono la questura e il commissariato (44%).
Base= 355
0%
20%
30%
40%
QUANTO SI RITIENE INFORMATO SULL’ESISTENZA
DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUOI ACCEDERE?
I motivi principali sono: informazioni non esaustive da parte degli operatori
(30%), la complessità delle procedure amministrative (28%) e la poca
disponibilità
da
parte
degli
operatori
(27%).
Per quanto riguarda il grado di informazione degli immigrati sull’esistenza
dei servizi pubblici a cui possono accedere, essi si ritengono per il 44%
molto o abbastanza informati.
Per nulla
16%
Non sa/non
indica
6%
22
* * Rispondono solo coloro che si sono recati in almeno un ufficio pubblico
Molto
12%
Abbastanza
32%
Poco
34%
Base= 395
* la domanda prevede risposta multipla
10%
DIFFICOLTA’ E ASPETTATIVE
IN DEFINITIVA, DOVE HA TROVATO MAGGIORI
DIFFICOLTÀ? *
LA SUA SITUAZIONE IN ITALIA COME È RISPETTO
ALLE SUE ASPETTATIVE?
Per il lavoro
42%
Non indica
3%
24%
Per la lingua
Migliore
41%
16%
Per la casa
Uguale
28%
9%
L’integrazione sociale
Per i documenti/permesso
di soggiorno
Peggiore
28%
3%
1%
Altro
SALDO ( MIGLIOREPEGGIORE)= +13
6%
Nessuna difficoltà
Non sa/Non indica
0%
4%
10%
20%
30%
40%
50%
Le difficoltà maggiori riscontrate dagli immigrati
(42%), la lingua (24%) e la casa (16%).
arrivati in Italia sono: il lavoro
Rispetto alle proprie aspettative, per il 41% degli intervistati la propria situazione in
Italia risulta essere ‘migliore’. Mentre il 28% degli intervistati dichiara che la propria
situazione in Italia rispetto alle proprie aspettative risulta essere ‘peggiore’. Si
registra comunque un saldo positivo del 13%.
Base= 395
23
* la domanda prevede risposta multipla
LA FAMIGLIA
HA EFFETTUATO RICONGIUNGIMENTI
FAMIGLIARI?
QUALE È IL SUO STATO CIVILE?
48%
50%
40%
Non
indica
5%
35%
Si
29%
30%
20%
10%
6%
5%
No
66%
5%
1%
0%
Coniugato/a Coniugato,ma
Convivente
lontano dallafamiglia
Divorziato/a
vedovo/a
Nubile/celibe
PREVEDE DI FARLO IN FUTURO?
Base= 395
IL SUO COMPAGNO/A È DI
NAZIONALITÀ ITALIANA?
Non
indica
6%
No
79%
Base= 258
Si
15%
Non
indica
15%
Quasi la metà del campione intervistato dichiara
di essere coniugato (48%), seguito dal 35% che
risulta essere nubile/celibe.
Questa ultima percentuale aumenta se
consideriamo gli uomini (43% vs 35%) e la
fascia di età più giovane (18-24) (62% vs 35%).
Per quanto riguarda, invece la nazionalità del
compagno, nel 79% dei casi non è italiana.
Inoltre il 66% del campione intervistato ha
effettuato ricongiungimenti familiari e il 44%
prevede di farlo in futuro.
24
No
41%
Si
44%
Base= 395
LA FAMIGLIA
HAI FIGLI?
Non indica
8%
Si, nel mio
paese
24%
No
39%
Base= 395
I SUOI FIGLI HANNO AVUTO PROBLEMI DI INTEGRAZIONE
NELLA SCUOLA/ASILO IN ITALIA?QUALI PROBLEMI?
Si, in
Italia
29%
Non hanno avuto problemi
51%
Sono troppo piccoli per andare a
scuola
9%
6%
I compagni li isolano
Il 39% del campione intervistato dichiara di non avere figli. Com’era
naturale aspettarsi questa percentuale aumenta se si considera la
fascia di età più giovane (18-24) (63% vs 39%).
Il restante 53% che dichiara di avere figli si ripartisce tra chi li ha nel
proprio Paese di origine (24%) e chi li ha con se in Italia (29%). Questa
ultima percentuale aumenta se si considerano le donne (41% vs 29%),
la fascia di età 45-54 (47% vs 29%) e la provenienza dai Paesi Africani
(37% vs 29%) e dal centro sud-America (39% vs 29%).
Inoltre, facendo riferimento al segmento di chi dichiara di avere i figli
con se in Italia, emerge nel 51% dei casi che questi ultimi non hanno
avuto problemi di integrazione nella scuola/asilo.
25
Burocrazia
3%
Problemi di lingua
3%
Altre motivazioni
9%
Non indica
0%
19%
10%
20%
30%
Base= 113
40%
50%
60%
PROFILO DEL CAMPIONE
ETA’
SESSO
50%
42%
40%
Uomo
50%
30%
26%
20%
Donna
50%
20%
10%
10%
1%
1%
0%
Non indica
TITOLO DI STUDIO
50%
43%
40%
30%
21%
20%
10%
11%
8%
7%
7%
3%
0%
Non indica
Nessun titolo
Elementari
Medie inferiori Medie superiori
Diploma
universitario/Laurea
breve
Base= 395
26
Laurea
18-24
25-34
35-44
45-54
55-64
PROFILO DEL CAMPIONE
DA QUALE NAZIONE PROVIENE?
HA UN PERMESSO DI SOGGIORNO VALIDO?
Paesi africani
22%
Asia
No
34%
11%
Paesi centro-sud america
Altra nazione
Non
risponde
7%
59%
Paesi dell'est
7%
Si
59%
1%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
Base= 395
27
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE- QUANTITATIVA
ITALIANI E GLI IMMIGRATI
E L’ATTEGGIAMENTO DEGLI IMMIGRATI
NEI CONFRONTI DEGLI ITALIANI?
SECONDO LEI QUALE È L’ATTEGGIAMENTO DELLA
POPOLAZIONE IN GENERALE NEI CONFRONTI
DEGLI IMMIGRATI?
Positivo
Positivo
40%
0%
20%
SECONDO LEI LA SITUAZIONE
DELL’INTEGRAZIONE
SOCIALE
DEGLI IMMIGRATI NEL TERRITORIO
IN CUI VIVE, RISPETTO AGLI ANNI
PASSATI È MIGLIORATA, RIMASTA
UGUALE O PEGGIORATA?
Migliorata
66%
10%
Non sa/Nonindica
10%
Rimasta
uguale 14%
Peggiorata
18%
SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= +48
30%
42%
Altro
2%
Altro
10%
Negativo
30%
Negativo
Non so /non
indica
2%
Tolleranza
28%
Tolleranza
36%
2%
0%
40%
Per i funzionari della pubblica
amministrazione risulta positivo
l’atteggiamento della popolazione
italiana nei confronti di quella
immigrata (40%), mentre è
negativo l’atteggiamento della
popolazione
immigrata
nei
confronti degli Italiani (42%).
Gli operatori della Pubblica
Amministrazione si rendono conto
che la situazione dell’integrazione
è migliorata rispetto agli anni
passati (66%) ma nello stesso
tempo ritengono che l’Italia è
indietro rispetto alle altre Nazioni
Europee(54%).
29
Base=50
10%
20%
30%
40%
50%
SECONDO LEI QUALE È LA
POSIZIONE ATTUALE DELL’ITALIA
RISPETTO ALLE ALTRE NAZIONI
EUROPEE ?
Indietro rispetto alle altre
Nazioni Europee
54%
22%
In linea con le altre Nazioni
Europee
Avanti alle altre Nazioni
Europee
4%
Non so/non rispondo
20%
0%
20%
40%
60%
I SERVIZI
DA QUANTO TEMPO
UFFICIO/SERVIZIO?
LEI
OPERA
IN
QUESTO
ORIENTATIVAMENTE, MI PUÒ DIRE SU 100 UTENTI
CON CUI VIENE A CONTATTO QUANTI SONO
IMMIGRATI/STRANIERI?
40%
50%
32%
30%
44%
40%
22%
20%
30%
20%
20%
14%
12%
20%
10%
16%
18%
10%
2%
0%
0%
Meno di un
anno
1-3 anni
4-6 anni
7-10 anni
Non
indica
Più di 10
anni
Meno di 10
Tra il 10 e
25
Tra 25 e 50
Più di 50
DA
QUALE
AREA/NAZIONE
PROVENGONO
MAGGIORMENTE GLI UTENTI IMMIGRATI/STRANIERI CON
CUI VIENE A CONTATTO?*
Paesi dell'est
Quasi la metà del campione intervistato
(46%) opera nel proprio ufficio da almeno 7
anni.
88%
22%
Paesi africani
Asia
Altra nazione
Per il 44% degli operatori intervistati più della
metà degli utenti con cui viene a contatto
quotidianamente è immigrato.
14%
6%
Paesi centrosud america
4%
0%
20%
40%
60%
80%
100%
Base=50
* la domanda prevede risposta multipla
30
I SERVIZI
QUALI SERVIZI EROGA MAGGIORMENTE AGLI IMMIGRATI/STRANIERI QUESTO UFFICIO?*
Servizi Educativi e Culturali
18%
Servizi Anagrafici e di Stato Civile
18%
Assistenza Sociale
18%
16%
Istruzione (scuola)
Informazioni e Orientamento al lavoro
16%
Distribuzione materiale informativo
16%
Rilascio certificati vari
14%
Informazioni sul permesso di soggiorno
14%
Erogazione servizi sanitari di prima necessità
10%
6%
Rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno
Iscrizione al SSN (Sistema Sanitario Nazionale)
4%
2%
Iscrizione liste di collocamento
16%
Altro
Non indica
2%
0%
5%
10%
15%
20%
SECONDO LEI RISPETTO AL PASSATO OGGI L’OFFERTA DI
TALI SERVIZI È…
Per il 76% degli operatori intervistati
l’offerta
dei
servizi
sul
tema
dell’immigrazione rispetto al passato
risulta migliorata.
Non so /non
indica
4%
Rimasta
uguale
8%
Peggiorata
12%
SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= +64
Base=50
Migliorata
76%
* la domanda prevede risposta multipla
31
I TEMI DA AFFRONTARE
OGGI, SECONDO LEI QUALI SONO I TEMI PIÙ URGENTI DA AFFRONTARE PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE
SOCIALE DEGLI IMMIGRATI NEL TERRITORIO IN CUI VIVE?*
Lavoro
36%
20%
Snellire procedure burocratiche/leggi
Abitazione
18%
Maggiore formazione per il personale
10%
Maggiore conoscenza della loro Cultura/ Solidarietà
10%
L’indagine, inoltre fa emergere altri
due temi da affrontare che sono:
una maggiore
formazione del
personale pubblico nei vari uffici
(10%) e fornire una maggiore
conoscenza della cultura degli
immigrati/stranieri per facilitare una
maggiore
solidarietà nei loro
confronti (10%).
6%
Lingua
Creare sportelli unici/centri per gli immigrati
Altro
0%
Secondo i dipendenti della Pubblica
Amministrazione intervistati, i temi
più urgenti da affrontare nei
confronti degli immigrati sono: il
lavoro (36%), la semplificazione
delle procedure burocratiche (28%)
e l’abitazione (18%).
6%
16%
5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40%
Base=50
* la domanda prevede risposta multipla
32
PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DEI SERVIZI
SECONDO LEI QUALI SONO I PUNTI DI FORZA DEI SERVIZI PUBBLICI OFFERTI DAL SUO COMUNE/UFFICIO AGLI
IMMIGRATI?*
PUNTI DI FORZA
Accoglienza /disponibilità
I punti di forza dei servizi offerti agli
immigrati risultano: l’accoglienza e la
disponibilità da parte degli operatori pubblici
(16%), l’orientamento e l’inserimento nel
lavoro e nelle scuole(14%), le relazioni
pubbliche e l’assistenza in generale (14%).
16%
Orientamento/inserimento nel lavoro e scuole
14%
Informazioni/relazioni con il pubblico
14%
Assistenza
14%
12%
Buona organizzazione/Programmazione mirata
Nessuno
8%
6%
Altro
Non sa/ Non risponde
16%
0%
5%
10%
20%
15%
PUNTI DI DEBOLEZZA
Scarse risorse economiche/strutturali
20%
Disinformazione/scarsa competenza
12%
Troppa burocrazia/ostacoli legislativi
10%
La lingua
8%
Sfruttamento lavorativo/lavoro in nero
6%
Carenza di personale specializzato
Da sottolineare comunque una quota pari al
16% degli operatori che dichiara di non aver
nessun punto di debolezza e un altro 12%
che non esprime opinioni in questo senso.
6%
Nessuno
16%
Altro
10%
Non sa /Non risponde
Invece i punti di debolezza vengono attribuiti
dal 20% degli intervistati alle poche risorse
sia economiche che strutturali e per il 12%
dei casi alla disinformazione e alla poca
competenza nell’erogazione dei servizi.
12%
0%
5%
10%
15%
20%
Base=50
* la domanda prevede risposta multipla
33
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI
IN CHE MODO SI POTREBBE MIGLIORARE LA FASE DI
ASCOLTO DELL’UTENTE STRANIERO/IMMIGRATO?*
LA DOMANDE E/O SERVIZI RICHIESTI IN QUESTO
UFFICIO DAGLI STRANIERI SONO FORMULATI IN
MANIERA
CHIARA
E
COMPRENSIBILE
DA
CONSENTIRE UNA CHIARA INTERPRETAZIONE?
No
24%
Corsi di formazione
(di lingua, conoscenza leggi)
38%
Si
Presenza di personale
qualificato/Interpreti
76%
Per il 76% degli operatori intervistati le
domande e i servizi richiesti dagli stranieri
vengono formulate in maniera chiara e
comprensibile.
16%
Presenza di mediatori
culturali
10%
Maggiore sensibilizzazione
operatori/immigrati
10%
Creazione di sportelli per gli
immigrati/centri di aggregazione
10%
Implementare servizisocio/economici
Per migliorare la fase di ascolto dell’utente
straniero/immigrato
gli
operatori
suggeriscono l’inserimento di corsi di
formazione volti a far imparare le lingue e
approfondire la conoscenza di leggi
specifiche (38%) e la presenza di
personale qualificato(16%).
8%
Altro
4%
Non sa/Non risponde
4%
0%
Base=50
34
10%
20%
30%
* la domanda prevede risposta multipla
40%
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI
IL SERVIZIO OFFERTO IN QUESTO UFFICIO RIESCE A SODDISFARE LE DOMANDE/SERVIZI
RICHIESTI DAGLI STRANIERI/IMMIGRATI?
Si,
completamente
54%
Base=50
PER QUALI MOTIVI?*
No
Si, ma in
parte 38%
8%
Scarse risorse economiche
30%
Troppe richieste/troppa
burocrazia
Il 44% degli intervistati dichiara che i servizi
offerti dagli uffici pubblici non riescono a
soddisfare completamente le domande degli
Stranieri.
26%
Mancanza di materiale
informativo
9%
Altro
I motivi sono da attribuirsi alle insufficienti
risorse economiche (30%) e al numero elevato
di richieste rallentate dalla troppa burocrazia
(26%).
26%
Non sa/Non risponde
9%
0%
Base=23
5%
10%
15%
20%
25%
30%
35%
* la domanda prevede risposta multipla
35
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI
QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE SI RISCONTRANO
NELLA RELAZIONE CON QUESTA TIPOLOGIA DI UTENZA?*
Difficoltà dovute alla lingua diversa
46%
Complessità delle procedureamministrative
28%
Difficoltà dovute alla cultura diversa
24%
Conoscenza insufficiente di tutte le normative
Tempo a disposizione
Altro
Nel relazionarsi con l’utenza straniera gli operatori
della
Pubblica
Amministrazione
riscontrano
problematiche inerenti alla lingua(46%) e alla
complessità delle procedure amministrative(28%)
18%
6%
4%
0%
10%
20%
30%
40%
QUALI AZIONI SI DOVREBBERO INTRAPRENDERE
MIGLIORARE IL SERVIZIO OFFERTO?*
50%
PER
Sulle azioni da intraprendere per migliorare il
servizio offerto gli operatori pubblici propongono:
• l’utilizzo di mediatori culturali negli uffici (48%);
48%
Utilizzomediatori culturali
36%
Sportelli polifunzionali solo per immigrati
Formazione del personale
Istituzione di Call Center dedicati
Altro
0%
• l’istituzione di sportelli polifunzionali dedicati solo
agli immigrati (36%);
•la formazione del personale (18%).
18%
2%
10%
10%
20%
30%
40%
Base=50
50%
* la domanda prevede risposta multipla
36
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI
QUALI SONO I CONTENUTI INFORMATIVI DA IMPLEMENTARE?*
Conoscenza di tutte le normative
44%
inerenti all’immigrazione
Conoscenza di più lingue
32%
Capacità di gestire rapporti multiculturali
Altro
Non sa/Non indica
0%
26%
CON QUALE MODALITÀ?
Non sa/Non
2%
indica
Altro
2%
6%
2%
10%
20%
30%
40%
I contenuti informativi da implementare per migliorare il rapporto
con l’utenza straniera sono per il 44% dei casi la conoscenza delle
leggi che riguardano l’immigrazione e per il 32% la conoscenza di
più lingue. Inoltre il 26% degli operatori vorrebbe maggiori
informazioni per migliorare la capacità di gestire rapporti
multiculturali.
50%
Formazione
specialistica
Formazione
di base
continua
26%
66%
Secondo il 66% del campione intervistato la modalità da adottare
per implementare questi contenuti informativi è la formazione
continua del personale.
Base=50
37
* la domanda prevede risposta multipla
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI
CON QUALI MEZZI O CANALI INFORMATIVI LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DOVREBBE UTILIZZARE PER
RAGGIUNGERE CON MAGGIORE EFFICIENZA GLI STRANIERI/IMMIGRATI?*
Giornali/pubblicazioni
26%
20%
Televisione
Gli intervistati indicano i giornali (26%)
come il mezzo di comunicazione che la
Pubblica Amministrazione dovrebbe
utilizzare
per
raggiungere
con
maggiore efficienza l’utenza straniera,
mentre per il 20% degli intervistati il
canale da utilizzare è la televisione.
16%
Sportelli specifici/uffici informazioni
16%
Materiale informativo (brochure)
14%
Personale più qualificato(mediatori culturali, interpreti)
10%
Radio
Implementare l'informazione in generale
8%
Formazione
8%
Assemblee pubbliche
con rappresentanti di della pubblica amministrazione
Internet
6%
4%
Altro
Non sa/Non risponde
0%
Da evidenziare come la radio viene
segnalato solo al 6° posto mentre
internet occupa il penultimo posto.
8%
2%
5%
10%
Base=50
15%
20%
25%
30%
* la domanda prevede risposta multipla
38
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GLI IMMIGRATI
QUALI ALTRE AZIONI DOVREBBE ATTUARE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PER MIGLIORARE IL RAPPORTO CON
GLI STRANIERI/IMMIGRATI PRESENTI IN ITALIA?*
Maggiori interscambi tra lacultura italiana e quellastraniera
20%
Istituzione di uffici specifici
Per migliorare il rapporto con gli
stranieri/immigrati, secondo il 20% degli
intervistati si dovrebbero intensificare gli
interscambi tra la cultura italiana e quella
straniera e per il 16% si dovrebbero
istituire uffici dedicati agli immigrati.
16%
Snellire la burocrazia
14%
Personale più qualificato(mediatori culturali/Formazione Continua)
Si evidenzia anche in questo caso,una
quota di intervistati che indica la
semplificazione della burocrazia (14%) e
la presenza di personale più qualificato
(14%) tra le azioni da intraprendere.
14%
Maggior dialogo/maggior conoscenza della culturastraniera
12%
Istituzione di centri per facilitarel'aggregazione/integrazione
8%
4%
Maggiori controlli
Altro
10%
2%
Non sa/Non risponde
0%
5%
10%
Base=50
15%
20%
25%
* la domanda prevede risposta multipla
39
PROFILO DEL CAMPIONE
TIPOLOGIA DI SERVIZIO EROGATO
UFFICIO DI APPARTENENZA
Ufficio Anagrafe/Stato civile
20%
Uffici servizi sociali
Rilascio certificati vari
22%
16%
Accoglienza/orientamento
Questura/commissariato
6%
Centro servizi immigrati
6%
Casa dei diritti sociali
6%
18%
Informazioni/consulenza
Uffici sanitari Asl/Consultori
4%
Uffici relazioni con il pubblico
4%
Scuole/Ministero pubblica istruzione
4%
16%
Formazione
Assistenza sanitaria
12%
6%
Altro
0%
Altro
34%
0%
10%
20%
30%
40%
Base=50
40
26%
10%
20%
30%
PROFILO DEL CAMPIONE
CONTENUTO DELL’ATTIVITÀ SVOLTE
RUOLO RICOPERTO
Impiegato/collaboratore
prevalentemente tecnico (contatto
diretto con l’utenza / bisogni
dell'utenza)
Entrambe
Istruttore
amministrativo
50%
prevalentemente amministrativo
(istruzione pratiche)
54%
40%
10%
22%
Relazioni con il pubblico
6%
Insegnante/direttrice
6%
Mediatore linguistico
culturale/psicologo
4%
Assistente sociale
4%
0% 10% 20% 30% 40% 50%
Altro
0%
SESSO
4%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
ETA’
50%
Uomo 38%
40%
40%
28%
30%
20%
20%
8%
10%
Donna 62%
2%
2%
0%
18-24
Base=50
41
25-34
35-44
45-54
55-64
65 e più
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE- QUALITATIVA
INTRODUZIONE
Dal 15 novembre al 15 dicembre 2005 sono stati realizzati 8 colloqui motivazionali, sia personali che
telefonici, con operatori della Pubblica Amministrazione locale addetti all’erogazione di servizi agli
immigrati.
Scopo: analizzare il fenomeno ponendo una particolare attenzione ai servizi erogati agli stranieri e
alle probabili criticità.
Il campione intervistato
Pubblica amministrazione
Assessorato ai servizi sociali
Centro servizi immigrazione (CIS)
Centri per l'impiego
Aziende Unità Sanitarie Locali
Prefettura/UTG
Totale
Comuni
Provincia di
Totale
Roma
Roma Fiumicino Ladispoli Cerveteri
1
1
1
1
4
1
1
1
1
1
1
1
1
1
2
2
2
1
8
I colloqui sono stati condotti sulla base di un’apposita traccia argomenti e sottoposti ad analisi del
contenuto
43
IL VISSUTO DEL FENOMENO IMMIGRAZIONE – (1/3)
Per quanto riguarda il vissuto del fenomeno dell’immigrazione in generale, riferito al territorio di
appartenenza degli intervistati, si conferma la sensazione di forte importanza, sia sociale che
politica, ad esso attribuito. La maggioranza degli intervistati ritiene che l’immigrazione sia in
una fase di forte crescita e di difficile arresto perché fortemente incentivato da un’economia
mondiale che fa della mobilità una significativa forma di sviluppo. Fenomeno favorito anche,
secondo alcuni, dal recente allargamento dell’Unione Europea che ha facilitato l’aumento dei
flussi di persone tra paese e paese “il fenomeno dell’immigrazione avrà un andamento
alternante, ma non si fermerà più…la globalizzazione economica ne aumenta la
portata…anche la nuova Europa sta conoscendo l’immigrazione”.
Durante le interviste gli interlocutori non mancano di esprimere e spesso verbalizzare
sentimenti di ansia e preoccupazione, attribuibili principalmente:
a. all’impressione secondo cui nella situazione attuale di difficoltà economica e strutturale che
l’Italia sta attraversando, la gestione del problema degli stranieri risulta essere notevolmente
aggravata “ci sono già tanti problemi per gli italiani…è un momento difficile anche per
noi…i tagli finanziari non aiutano gli amministratori”;
44
IL VISSUTO DEL FENOMENO IMMIGRAZIONE – (2/3)
b. alla percezione secondo cui l’immigrazione oltre che rappresentare un impatto economico e
giuridico è anche
una questione di carattere sociale e questo, secondo alcuni, potrebbe
provocare, nelle realtà territoriali a più forte vocazione immigratoria, una modifica della società
con risvolti non facilmente calcolabili “l’immigrazione riguarda le persone con esse si
spostano gli affetti, le identità, le idee e la cultura…ci sono problemi di integrazione
culturale…sono portatori di civiltà diverse dalla nostra”;
c. alle difficoltà concrete che un amministratore di un piccolo comune deve superare. Per cui ai
problemi di carattere sociale come casa, lavoro, scuola, sanità ecc., per altro comuni a molti
cittadini italiani, si associano quelli più specifici come integrazione, lingua, controllo sociale,
identità, religione ecc. “le problematiche degli stranieri spesso coincidono con quelle
sociali dei nostri concittadini più bisognosi…c’è il problema della lingua…chiedono
luoghi di culto dove incontrarsi”
In ogni caso, in seguito ad un’analisi più approfondita sugli atteggiamenti della popolazione del
territorio preso in esame, l’opinione comune degli intervistati è che attualmente in essa non
sembrano esserci evidenti segni di intolleranza o di apprensione.
45
IL VISSUTO DEL FENOMENO IMMIGRAZIONE – (3/3)
Il momento attraversato è considerato critico, ma vi sono per l’immaginario collettivo spazi e
margine di pacifica convivenza.
Problemi relativi ad aspetti di identità, di religione, o di ordine pubblico allo stato attuale non
vengono ritenuti particolarmente rilevanti. Al contrario, molto spesso, esiste la sensazione che
in questi comuni vi sia uno spirito di sostanziale accettazione anche perché i cittadini vedono
negli stranieri la possibilità di una mano d’opera, in alcuni casi molto preparata, a basso costo,
utile all’economia di tutta la zona “culturalmente gli italiani non sono razzisti…sono rari i
fenomeni di intolleranza…possono fare i lavori che nessuno vuole più fare e costano poco”.
Più che un problema di accettazione degli immigrati si assiste a un sentimento di pessimismo
dovuto alla diffusa percezione di una presunta difficoltà della “politica” di riuscire a gestire un
fenomeno sociale di così vasta portata. Questo timore sembra non riguardare solo la politica
nazionale, ma anche quella degli altri paesi, sia della vecchia che della nuova Europa, dove
avvenimenti recenti - vedi le rivolte nelle banlieus di Parigi o i casi di episodi di forte
intolleranza in Olanda - dimostrano che in merito alla gestione dell’immigrazione non esiste un
vero e proprio modello di riferimento da prendere come esempio, ma tutto è demandato alla
forza della politica locale di riuscire ad adattarsi e a gestire il cambiamento.
46
IMMIGRAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – (1/4)
Secondo gli intervistati la P.A. nazionale essendo parte integrante del sistema politico che
rappresenta riproduce specularmente “la lentezza culturale” con la quale affronta il tema
dell’immigrazione. Per ovviare a tale atteggiamento l’opinione comune è che, dal punto di vista
operativo, specie nelle zone dove il fenomeno risulta essere più pregnante, come la provincia
di Roma, si siano sviluppate delle soluzioni ad hoc, spesso aventi carattere estemporaneo.
Questo perché, a detta dei soggetti interpellati, al di là delle norme e delle procedure emanate
a livello statale, non sembra esistere un vero e proprio modello organizzativo nazionale a cui
fare riferimento, ma quello di ogni singola amministrazione locale: “ognuno ha un suo modo,
spesso dettato dalla sensibilità personale, di affrontare le problematiche e di fornire
risposte”. L’impressione degli intervistati è che spesso, in tema di immigrazione, la soluzione
delle problematiche siano affidate alla capacità/creatività degli amministratori che però sono
costretti a fare i conti non solo con l’esigua disponibilità dei fondi finanziari, ma anche e
soprattutto con un’infinita serie di norme e impedimenti burocratici. Ciò obbliga le singole
amministrazioni, quasi sempre, a non agire sul fenomeno in generale ma su singoli casi,
concentrando gran parte degli interventi soprattutto sull’assistenza di carattere sociale “gli
uffici della P.A. non sono organizzati…è considerato ancora un problema marginale…si
lavora in condizioni difficili e con pochi mezzi”.
47
IMMIGRAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – (2/4)
A tale proposito tutti i soggetti interpellati sono convinti che la P.A. debba intervenire con
decisione perché l’interesse per le tematiche che riguardano gli stranieri come le procedure
relative all’ingresso, al soggiorno, al lavoro e all’assistenza del cittadino straniero, è sempre più
quotidiano e diffuso non solo tra la popolazione immigrata ma anche tra i cittadini italiani per la
crescente presenza di immigrati nel mondo del lavoro, nelle imprese e nelle famiglie
nell’ambito del lavoro domestico.
Non solo. Alcuni intervistati sono del parere che la complessità della normativa, le competenze
sulla materia dell’immigrazione suddivisa fra numerose amministrazioni centrali e periferiche,
le conseguenti e talora divergenti interpretazioni di alcune disposizioni di carattere legislativo,
le difficili interpretazioni dottrinali, la giurisprudenza e, infine le differenze culturali e di lingua
tra l’utente finale straniero e l’operatore di sportello, provocano nei funzionari un diffuso senso
di inadeguatezza a gestire la domanda in maniera opportuna “non sappiamo a chi chiedere
delucidazioni mancano le persone con le giuste competenze spesso ci sentiamo
abbandonati a noi stessi”.
48
IMMIGRAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – (3/4)
Quello della P.A. percepita come organizzata in modo parcellizzato, è un altro elemento
considerato di forte criticità che complica ulteriormente la vita di coloro che si devono
occupare, quotidianamente, di queste questioni a livello territoriale “il più delle volte non
esiste un luogo specifico dove risolvere problemi di natura amministrativa complessa
né per un italiano e tanto meno per uno straniero…troppi uffici e scollegati tra loro”. Tra
i vari uffici come il comune, la questura, la prefettura, le ASL, l’ufficio per le entrate, l’ufficio del
lavoro, l’ufficio per l’imprenditoria ecc., non sembra esistere alcun punto di raccordo e spesso
vengono adottate procedure spesso dissimili tra loro. Ciò costringe:
l’immigrato a muovesi con maggiore difficoltà rispetto all’italiano perché meno abituato e
preparato culturalmente a comprendere l’organizzazione dei vari Enti;
il funzionario ad accogliere gli immigrati presso punti informativi generici come gli URP
(ufficio rapporto con il pubblico) che però essendo generalmente scollegati dagli altri Enti,
spesso risultano inadeguati con il risultato che il personale non è in grado di dare risposte
specifiche anche su richieste più frequenti come casa, lavoro, permessi di soggiorno,
ricongiungimenti familiari, sanità ecc.
49
IMMIGRAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – (4/4)
Per gli intervistati questa situazione impone un intervento urgente di coordinamento e la
programmazione di una stretta collaborazione e intensa cooperazione tra i vari Enti, almeno a
livello territoriale, che porti al più presto alla comune definizione di passaggi procedurali netti e
codificati per ciascun atto che coinvolge i cittadini stranieri, individuando fra le priorità almeno
alcuni tra i procedimenti più comuni come quelli relativi alla permanenza regolare sul territorio
(rilascio di permessi di soggiorno, rinnovi de i permessi, ricongiungimento familiare), lavoro (
subordinato, autonomo, formazione), sanità (iscrizione al servizio sanitario nazionale).
50
VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (1/7)
A fronte di una situazione che presenta in generale tali criticità, si pone una serie diversificata
di problematiche che gli uffici pubblici territoriali dei Comuni da noi presi in esame, sia per
come sono organizzati che per l’esigua presenza di personale formato per questo specifico
settore, non riescono a gestire come dovrebbero e sono costretti ad operare in uno stato di
“emergenza” continua.
In tal senso i problemi più comuni individuati dagli intervistati sono stati:
Assenza di collaborazione con gli altri uffici della P.A.: la loro complessa struttura
organizzativa e culturale spesso rende difficile ogni forma di dialogo “è sempre molto
difficile ottenere chiarimenti dalla commissariato…dipende dalla buona volontà
del singolo impiegato…è più facile avere informazioni come semplice cittadino
che come rappresentante di un’istituzione”.
Mancanza di banche dati alle quali poter accedere in tempo reale “siamo sommersi
da montagne di circolari…per noi l’informatica è ancora una chimera…si
aspettano giorni per ricevere chiarimenti”.
51
VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (2/7)
Difficile interpretazione e applicazione delle norme. La comprensione della
legislazione è definita complessa. Inoltre, mancano esperti che possono fornire
interpretazioni in tempi brevi. Il problema principale nasce sopratutto dalle norme che
regolano il rilascio del permesso di soggiorno che è alla base di ogni intervento
significativo. In alcuni casi si assiste a episodi di discrezionalità e le interpretazioni
cambiano a seconda da ufficio e ufficio, mettendo in difficoltà coloro che poi devono
erogare i servizi “ultimamente mi è arrivata una donna alla quale è stato concesso
un permesso di soggiorno per maternità della durata di 5 anni… ci sono attese
per rinnovo lunghissime, è impossibile fare progetti con queste persone…le
richieste di ricongiungimento familiare vengono accolte a seconda degli uffici
dove vengono fatte”.
Carenza di “corsi di aggiornamento continuo” sulle nuove norme: in un contesto in
continua evoluzione legislativa ciò che risulta essere deficitario è il rispettivo
aggiornamento fatto ai funzionari sulle modifiche attuate. Gli operatori dei servizi sono
spesso costretti a leggere circolari che nessuno mai spiegherà “siamo sommersi da
circolari a volte contraddittorie tra loro…i funzionari non sono in grado di dare
risposte…noi operatori di sportello non sappiamo cosa dire”.
52
VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (3/7)
Presenza di ostacoli culturali: ogni gruppo etnico è portatore di una propria cultura un modo di intendere la famiglia e i rapporti gerarchici al suo interno, il ruolo della
donna, l’assistenza ai minori, la salute ecc - molto variegata e ricca di sfaccettature
spesso di non facile comprensione. Gli uffici pubblici non sono attrezzati ad affrontare
questi aspetti e generalmente non è prevista la presenza di “mediatori culturali” utili a
porre lo straniero in condizione sia di far comprendere le sue ragioni che di aiutarlo a
comprendere quelle delle istituzioni e delle leggi che le governano “agli sportelli si
recano solo gli uomini…alle donne viene impedito di partecipare a iniziative per
l’integrazione…alcuni soggetti maschili non accettano di essere visitati da un
medico donna…si rifiutano di mandare i bambini all’asilo”.
Rischio di disomogeneità di trattamento a seconda delle nazionalità di provenienza (in
base agli accordi internazionali che intercorrono con l’Italia) “tutto sembra essere
diventato più complicato se si considera la gestione di coloro che provengono
dalle nazioni che ultimamente sono entrate nella Comunità Europea e di quelli che
invece stanno per entrare”.
53
VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (4/7)
I problemi di carattere informativo non permettono agli immigrati di ottenere tutto ciò
che gli spetta per diritto “non si riesce a raggiungere tutti…le informazioni che li
riguardano spesso non arrivano a destinazione…spesso l’immigrato nemmeno sa
che esiste un servizio sociale”.
La gestione dei non regolari: per le amministrazioni locali questo aspetto rappresenta
la vera emergenza stranieri. Secondo la legge per accedere ai servizi pubblici è
indispensabile avere un regolare permesso di soggiorno. L’unico modo di occuparsi
degli irregolari è affidarsi alla Caritas che con grande difficoltà cerca di tamponare le
emergenze. “Come comportarsi con quelli che prima dell’entrata in vigore della
nuova legge erano regolari, utilizzatori di servizi, e poi per il cambio delle norme
che ne stabiliscono i requisiti sono diventati irregolari?.. Poi ci sono coloro in
attesa
di ottenimento del permesso o di rinnovo ognuno portatore di
problematiche diversificate… Per questi soggetti l’unico servizio offerto è quello
sanitario per il quale viene rilasciato il tesserino STP (stranieri temporaneamente
presenti )…la Caritas è fondamentale per l’assistenza agli stranieri irregolari”.
54
VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (5/7)
Per riuscire ad affrontare una realtà tanto complessa e a strutturare servizi e sportelli dedicati
agli immigrati, cercando di aggirare le difficoltà economiche e organizzative, gli Enti da noi
presi in esame sono ricorsi all’ausilio di organizzazioni private per lo più appartenenti al “Terzo
Settore”
come
Associazioni
di
volontariato
o
Cooperative
Sociali,
che
grazie
a
convenzioni/progetti temporanei (generalmente utilizzando fondi messi a disposizione dalla
Provincia di Roma) hanno allestito sportelli informativi per stranieri aventi il compito di
accogliere, esaminare, e suggerire soluzioni “nei nostri uffici non c’è personale
specializzato…lì ci sono i mediatori culturali e fanno anche assistenza legale…loro
fanno la prima scrematura poi interveniamo noi”.
Alcuni intervistati, pur non sottovalutando l’importanza strategica di tali sportelli ne hanno
contestato l’eccessiva diffusione perché dislocati in pochi chilometri quadrati e per un bacino di
utenza non molto grande, con relativo inutile dispendio di risorse. Per questi soggetti sarebbe
opportuno unificare i singoli progetti e magari organizzare la presenza con la formula “a
rotazione” “non bisogna fare doppioni, ce n’è uno per ogni comune, Ladispoli, Cerveteri, Santa
Marinella, Fiumicino e Civitavecchia…mettere in piedi tante strutture fa spendere soldi”.
55
VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (6/7)
Come funzionano questi sportelli?
Gli Sportelli per Immigrati, rappresentano una sorta di front office dove gli stranieri si recano
sia spontaneamente che inviati dall’amministrazione comunale. Principalmente sono immigrati
in regola con il permesso di soggiorno, ma occasionalmente vi fanno riferimento anche gli
irregolari.
In questi Sportelli le domande più frequenti riguardano le modalità connesse all’ottenimento dei
servizi sociali: “sussidio, iscrizioni all’asilo nido, inserimento scolastico e corsi di lingua
italiana”. Altre richieste frequenti sono relative a: “come fare i documenti, avere informazioni
su cosa dice la legge in merito ad alcune problematiche, quali sono i diritti e quali sono i
doveri. Problemi legali, di lavoro, di casa, di rinnovo del permessi di soggiorno, di
ricongiungimento familiare, di regolarizzazione dei matrimoni con cittadini italiani”. Gli irregolari
chiedono come mettersi in regola e come avere le cure mediche. Questi sportelli si avvalgono
di collaboratori che vanno dai mediatori interculturali a all’assistente legale. In alcuni casi e per
progetti più allargati ci sono anche assistenti sociali, psicologi, educatori e insegnanti di lingua
italiana.
56
VISSUTO DEI SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI – (7/7)
Secondo gli intervistati il contributo di queste organizzazioni è molto prezioso, ma insufficiente
a dare risposte adeguate all’ampiezza del fenomeno. Infatti, è opinione comune che non si può
pensare di demandare la gestione di simili questioni solo agli Enti privati. Inoltre, la natura
temporanea di questi progetti non permette una programmazione di ampio respiro: terminato il
finanziamento l’amministrazione locale non è più in grado di gestire la problematica. Invece,
per essere in linea con le esigenze emergenti e agevolare l’ascolto delle problematiche in un
settore come quello dell’immigrazione caratterizzato da una particolare complessità della
normativa e da un numero molto elevato di utenti, non solo stranieri ma anche datori di lavoro
italiani, viene auspicato che ci sia, all’interno dei servizi pubblici, personale preparato e formato
a conoscere e coordinare le strutture di riferimento e a gestire i rapporti con le persone che
hanno una cultura differente. Che abbia la capacità di capire, di analizzare e dare risposte
concrete.
57
I SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI: ASPETTATIVE – (1/2)
A questo punto la domanda diventa: che cosa dovrebbe fare la P.A. in concreto per migliorare
i servizi e renderli più consoni alle reali esigenze degli immigrati? Come detto prima, il grande
problema dei servizi pubblici è soprattutto di natura strutturale. Pertanto, venendo a mancare il
coordinamento tra gli enti interessati, spesso il personale fatica a dare risposte esaurienti in
tempi adeguati. Si afferma infatti che innanzitutto i vari enti, almeno quelli pubblici, dovrebbero
collaborare attivamente favorendo la circolazione delle informazioni in modo da ridurre il più
possibile gravosi passaggi procedurali.
Un altro aspetto sul quale gli intervistati ritengono sia assolutamente indispensabile intervenire
è quello di carattere organizzativo interno. E’ opinione comune che i servizi pubblici
andrebbero dotati di validi supporti - banche dati o reti informatiche – necessari a favorire il
reperimento immediato di informazioni su tutto quello che riguarda le norme, la procedure, i
regolamenti, le circolari ecc. E affinché questo miglioramento organizzativo vada a buon fine è
considerato assolutamente necessario prevedere un significativo sviluppo delle competenze
del personale, sia funzionari che operatori di sportello, che si può ottenere solo grazie ad una
pianificazione di percorsi formativi che, come si è visto in precedenza, riguardando un settore
in continua evoluzione, non possono essere che continui.
58
I SERVIZI PUBBLICI TERRITORIALI: ASPETTATIVE – (1/2)
Questa speranza migliorativa si scontra, comunque, con la consapevolezza che molto
difficilmente un Comune di piccole dimensioni e con scarse risorse possa, da solo, farsi carico
di un tale investimento migliorativo. In tale scenario sembra ben collocarsi la proposta del
FORMEZ relativa al “Servizio di assistenza e tutoraggio continuo” destinata alla Pubblica
Amministrazione impegnata nei servizi agli immigrati.
Infatti in essa gli intervistati intravedono una possibile soluzione ai problemi sollevati:
Perché offre un servizio di consulenza continua fatta da esperti del settore senza la necessità
di dover allestire una sezione speciale dedicata a questi soggetti.
Perché offre la possibilità di poter usufruire di quella, tanto invocata, formazione continua ai
dipendenti.
Comunque, tutti gli intervistati sono concordi nel ritenere che i due aspetti, la consulenza e la
formazione, non possono essere divisi in quanto l’uno è il completamento dell’atro. Solo in
questo modo è possibile garantire una continuità del processo migliorativo del servizio senza
problemi di interruzione. “Mentre mi aiuti ad offrire un servizio efficiente mi formi se
spendo solo per la formazione
non risolvo i problema perché spesso gli operatori
cambiano per svariati motivi se mi affido solo alla consulenza, il giorno che non ho più
risorse come faccio?”
59
CONCLUSIONI- ( 1/2)
Il fenomeno dell’immigrazione è definito di ampie proporzioni e molto complesso da richiedere
interventi di trasformazione radicale sul modo di affrontarlo sia a livello generale che di
P.A.
Secondo gli intervistati, per quanto riguarda la politica nazionale da attuare sarebbe opportuno:
1.
Programmare la capacità di ingresso. Le istituzioni non si possono accorgere degli
immigrati solo quando sono già in Italia. E’ importante regolare i flussi aiutandosi anche
con le ambasciate che devono divenire i primi sportelli della P.A. ai quali i futuri immigrati
devono rivolgersi;
2.
Attuare una politica di accettazione facendo in modo che gli immigrati si sentano parte
della comunità. Solo l’accoglienza non basta, è necessario renderli completamente
partecipi sia ai doveri che ai diritti (anche con il voto);
3.
Stimolare processi di integrazione culturale che aiutino lo straniero a sentirsi parte
integrante della nazione in cui vive.
60
CONCLUSIONI- ( 2/2)
Dal canto suo la P.A. dovrebbe:
1.
Creare una struttura di coordinamento che rappresenti un vero elemento di raccordo con i
vari Enti (anche solo a livello regionale).
2.
Realizzare corsi di formazione e aggiornamento per i dipendenti sia sugli atteggiamenti
come la capacità di gestire i rapporti con persone che hanno una cultura differente e sia
sulle competenze (conoscenza delle norme e delle procedure).
3.
Pianificare gli interventi da affidare alle organizzazioni private che vanno scelte con criteri
predefiniti validi per tutti.
61
FAMIGLIE
ITALIANI E GLI IMMIGRATI
E L’ATTEGGIAMENTO DEGLI
CONFRONTI DEGLI ITALIANI?
SECONDO LEI QUALE È L’ATTEGGIAMENTO IN
GENERALE DEGLI ITALIANI NEI CONFRONTI DEGLI
IMMIGRATI?
Positivo
Positivo
19%
26%
Tolleranza
Altro
2%
Non sa/Non indica
0%
13%
Negativo
49%
Altro
47%
6%
Non sa/Non indica
4%
10%
20%
30%
40%
50%
NEI
22%
Tolleranza
Negativo
IMMIGRATI
0%
12%
10%
20%
30%
40%
50%
SECONDO LEI LA SITUAZIONE DELL’IMMIGRAZIONE
RISPETTO AGLI ANNI PASSATI È MIGLIORATA,
RIMASTA UGUALE O PEGGIORATA?
Non so
/non indica
6%
Migliorata
SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= -32
22%
Peggiorata
54%
Rimasta
uguale 18%
Base=400
63
La maggioranza delle famiglie intervistate
ritiene che l’atteggiamento degli italiani e viveversa sia sostanzialmente negativo. Inoltre il
54% del campione giudica peggiorata la
condizione
dell’immigrazione
rispetto a
qualche anno fa.
LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI
CI SONO STRANIERI/IMMIGRATI CHE LAVORANO NELLA SUA FAMIGLIA (O NELLA CASA IN CUI VIVE)?
Si, attualmente
9%
No 84%
Si, in passato
7%
Solo il 16% (64 su 400) delle
famiglie intervistate dichiara di
avere immigrati che collaborano in
casa.
Base=400
64
LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI
DI CHE NAZIONALITÀ È LA PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATA CHE LAVORA NELLA
SUA FAMIGLIA (O NELLA CASA IN CUI VIVE)? *
89%
Paesi dell'est
Paesi Africani
13%
11%
Asia
DI
QUALE
SESSO
È
LA
PERSONASTRANIERA/IMMIGRATA CHE
LAVORA NELLA SUA FAMIGLIA? *
L’89% delle famiglie intervistate ha
collaboratori provenienti dai paesi dell’Est.
I collaboratori vengono contattati tramite il
passaparola tra amici e parenti (67%) o
tramite le associazioni di volontariato
religioso(11%).
59%
Donne
45%
Uomini
Paesi centro-sudAmerica
Nel 50% dei casi gli immigrati che
collaborano presso le famiglie intervistate
abitano in una casa in affitto.
6%
Altra Nazione
0%
20%
40%
60%
80%
0%
0%
20%
40%
60%
80%
100%
Interessante notare che vi è una quota di
immigrati che possiede una casa di
proprietà.
CON QUALI MODALITÀ
HA
CONTATTATO
QUESTA PERSONA? *
MI PUÒ DIRE DOVE ABITA
QUESTA PERSONA? *
Casa in affitto
Tramite parenti/amici
67%
Tramite una associazione di volontariato
religiosa
Nella mia casa/casa di
genitore/parente
Casa di proprietà
11%
Tramite l'ufficio di collocamento(centri per
l'impiego)
2%
Tramite una associazione di volontariato laica
2%
0%
9%
Da parenti/amici
In centro di accoglienza
Non sa/Non indica
9%
11%
Da solo
Altro
50%
6%
2%
3%
Non sa/Non indica
5%
20%
40%
60%
0%
80%
65
Base=64
23%
10%
20%
* la domanda prevede risposta multipla
30%
40%
50%
LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI
CHE
MANSIONE
HA
LA
PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATO CHE LAVORA NELLA SUA
FAMIGLIA? *
DA QUANTO TEMPO QUESTA PERSONA LAVORA
PER LA SUA FAMIGLIA (O NELLA CASA IN CUI
VIVE)?
50%
56%
Domestico
42%
42%
40%
Infermiere/assistente anziani/malati
27%
30%
9%
Giardiniere
20%
Baby sitter
2%
8%
10%
5%
3%
Altro
9%
0%
Meno di 1 Da 2 a 5 anni
anno
Da 5 a 10 anni Da più di 10
anni
Non sa/Non
indica
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
QUANTO SI RITIENE SODDISFATTO DEL LAVORO
CHE SVOLGE QUESTA PERSONA?
Poco 2%
Abbastanza
41%
L’84% delle famiglie utilizza collaboratori immigrati da meno
di 5 anni, prevalentemente per collaborazioni domestiche
(56%) o per assistenza agli anziani o malati (27%).
Per nulla 5%
Senza opinione
1%
Quasi la totalità delle famiglie si ritengono molto abbastanza
soddisfatti del lavoro che gli immigrati svolgono presso di
loro.
Molto 51%
* la domanda prevede risposta multipla
Base=64
66
LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI
LEI O UN SUO FAMIGLIARE HA AIUTATO QUESTA PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATO AD OTTENERE O RICHIEDERE
DOCUMENTI?
No 70%
CHE TIPO DI DOCUMENTI? *
Base=64
37%
Ricongiungimento famigliare
Si 30%
26%
Documenti sanitari
Il 30% delle famiglie ha aiutato i loro
dipendenti immigrati ad ottenere o
richiedere documenti.
21%
Affitto della casa
In particolare, per i documenti relativi al
ricongiungimento familiare (37%), i certificati
sanitari (26%) e per l’affitto della casa
(21%).
16%
Documenti scolastici per i figli
21%
Altro
0%
* la domanda prevede risposta multipla
Base=19
67
10%
20%
30%
40%
LE FAMIGLIE E GLI UFFICI PUBBLICI
MI POTREBBE DIRE IN QUALE UFFICO SI È RECATO PER
OTTENERE
INFORMAZIONI
SULLA
DOCUMENTAZIONE
NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATA? *
Questura/commissariato
10%
Sportello unico per l'immigrazione/UTG
10%
19%
Questura/commissariato
8%
Sportello unico per l'immigrazione/UTG
IN QUALI DEGLI UFFICI CHE MI HA APPENA INDICATO
HA AVUTO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ PER AVERE
INFORMAZIONI? *
5%
Sportelli unici
Uffici servizi sociali
3%
Centri per l'impiego
3%
Ufficio relazioni con il pubblico URP
30%
0%
Sportelli unici
0%
Centri per l'impiego
0%
27%
Non sa/Non indica
20%
35%
Non sa/Non indica
Base=64
10%
42%
Nessuno ufficio
5%
0%
Uffici servizi sociali
0%
Nessuno ufficio
Altro
3%
Ufficio provinciale del lavoro
5%
Ufficio provinciale del lavoro
30%
0%
10%
20%
30%
40%
Base=29
La percentuale di affluenza presso gli uffici della Pubblica Amministrazione da parte delle famiglie risulta bassa. Infatti il 30% delle
famiglie dichiara di non essersi recata in nessun ufficio pubblico per richiedere informazioni sugli immigrati e il 27% non da nessuna
indicazione. In ogni caso l’ufficio pubblico dove si è registrata la più alta frequentazione è la questura (19%).
Per quanto riguarda le difficoltà riscontrate negli uffici pubblici risulta positivo il fatto che nel 41% dei casi le famiglie non hanno
riscontrato nessuna difficoltà. L’esiguo numero di persone che hanno segnalato problemi non ci permette una lettura quantitativa del
dato, ma possiamo comunque affermare che le principali lamentale sono concentrate su due aspetti:
• i tempi eccessivamente lunghi per ottenere le informazioni
• e la poca disponibilità da parte degli operatori.
* la domanda prevede risposta multipla
68
50%
LE FAMIGLIE E GLI UFFICI PUBBLICI
MI POTREBBE DIRE IN QUALE UFFICO SI È RECATO
PER OTTENERE/PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE
NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATA? *
Questura/commissariato
Questura/commissariato
14%
Centri per l'impiego
14%
14%
Centri per l'impiego
6%
Sportello unico per
l'immigrazione/UTG
6%
5%
INPS
Ufficio provinciale del
lavoro
INAIL
IN QUALI DEGLI UFFICI CHE MI HA APPENA
INDICATO HA AVUTO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ
OTTENERE/PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE? *
Ufficio provinciale del lavoro
5%
Sportello unico per l'immigrazione/UTG
5%
3%
INPS
0%
0%
Nessuno ufficio
Altro ufficio
Nessuno ufficio
Base=64
Non sa/Non indica
30%
Non sa/Non indica
0%
24%
3%
38%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
35%
IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO
SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ
ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI
RELATIVI AGLI IMMIGRATI?
Per nulla 11%
Non so /non
indico 6%
Base=21
38%
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
35%
40%
40%
La percentuale di affluenza presso gli uffici pubblici da parte delle
famiglie intervistate per ottenere la documentazione necessaria per
assumere un cittadino straniero è pari al 32%.
L’esiguo numero di persone che hanno segnalato problemi non ci
permette una lettura quantitativa del dato, ma possiamo comunque
affermare che le principali lamentale sono concentrate sui seguenti
aspetti:
Molto 5%
•i tempi lunghi per ottenere la documentazione
Poco 48%
•e le informazioni incomplete fornite dagli operatori.
Base=64
Abbastanza
30%
6 famiglie su 10 si ritengono non informati sull’esistenza dei servizi
pubblici a cui possono accedere.
69
* la domanda prevede risposta multipla
LE FAMIGLIE E INTERNET
LEI O UN SUO FAMILIARE SI È MAI COLLEGATO A INTERNET
PER CERCARE INFORMAZIONI SULLA DOCUMENTAZIONE
NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATO?
LEI O UN SUO FAMILIARE UTILIZZA IL WEB/INTERNET
PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE
INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?
Si 36%
No 64%
Base=64
Base=64
Il 36% delle famiglie utilizza il web per
avere informazioni sulle iniziative e attività
riguardanti della Pubblica Amministrazione
No 81%
Si 19%
SE DOVESSE RICERCARE INFORMAZIONI SU INTERNET,
RELATIVE ALLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER
FAR LAVORARE GLI IMMIGRATI, A
QUALI SITI SI
COLLEGHEREBBE? *
Siti governativi/UTG
33%
Siti regionali
25%
15%
Siti provinciali
Siti dedicati agli immigrati
17%
Siti comunali
17%
12%
Siti dedicati agli immigrati
Altro
Siti governativi/UTG
17%
Siti comunali
Siti regionali
A QUALI SITI SI È COLLEGATO? *
10%
6%
Siti provinciali
0%
4%
Non so/Non indico
Non so/Non
indico
Base=52
33%
44%
0%
10%
20%
30%
40%
Base=12
50%
70
0%
* la domanda prevede risposta multipla
10%
20%
30%
40%
LE FAMIGLIE E GLI IMMIGRATI *
IPOTIZZANDO
DI
DOVER
PRENDERE
UNA
PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATA A LAVORARE PER LA SUA FAMIGLIA A
QUALE UFFICIO PUBBLICO SI RIVOLGEREBBE PER AVERE
INFORMAZIONI? **
Questura/commissariato
LEI O UN SUO FAMILIARE UTILIZZA IL WEB/INTERNET
PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE
INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?
15%
Si 23%
Prefettura
12%
Uffici servizi sociali
11%
11%
Sportello unico perl'immigrazione/UTG
10%
Centri per l'impiego
3%
Sportelli unici
1%
Ufficio relazioni con il pubblico URP
No 77%
Altro
3%
Nessuno ufficio
13%
Non sa/Non indica
27%
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO
SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ
ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI
RELATIVI AGLI IMMIGRATI?
SE DOVESSE RICERCARE INFORMAZIONI SU INTERNET,
RELATIVE ALLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER
FAR LAVORARE GLI IMMIGRATI, A
QUALI SITI SI
COLLEGHEREBBE? **
Non so /non
Sitigovernativi/UTG
15%
Siti comunali
14%
indico 5%
Per nulla 31%
Molto 1%
9%
Siti regionali
Abbastanza
8%
Siti dedicati agli immigrati
17%
Siti provinciali
4%
1%
Altro
54%
Non so/Non indico
0%
10%
20%
30%
40%
50%
Base=336
60%
Poco 46%
* Rispondono solo famiglie che dichiarano di non avere collaboratori immigrati
71
** la domanda prevede risposta multipla
LE FAMIGLIE - CONFRONTI
NELLA SUA FAMIGLIA UTILIZZATE IL WEB/INTERNET
PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE
INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?
IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO
SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ
ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI
RELATIVI AGLI IMMIGRATI?
Non so /non
indico 5%
Per nulla 28%
Molto 1%
Si 25%
No 75%
Abbastanza
19%
Poco 47%
Base=400
Base=400
80%
77%
75%
70%
100%
5%
11%
64%
28%
80%
60%
50%
31%
60%
40%
5%
6%
48%
36%
47%
30%
46%
40%
25%
23%
20%
20%
30%
19%
10%
0%
0%
Si
Totale
No
17%
1%
5%
1%
Totale
Famiglie che hanno
dipendenti Immigrati
Base=400
Base=64
Base=400
Famiglie che hanno dipendenti Immigrati/Stranieri
Base=64
Base=336
Famiglie che non hanno dipendenti Immigrati/Stranieri
Molto
72
Abbastanza
Poco
Per nulla
Famiglie che non
hanno dipendenti
Immigrati
Base=336
Non so /non indico
PROFILO DEL CAMPIONE
ETA’
SESSO
30%
26%
Donna 52%
21%
19%
20%
18%
Uomo 48%
11%
10%
5%
0%
18-24
25-34
35-44
TITOLO DI STUDIO
45-54
55-64
65 e più
PROFESSIONE
60%
23%
Insegnanti/impiegati
52%
7%
Dirigenti/professionisti/imprenditori
50%
Operai specializzati/qualificati
40%
5%
Operai comuni/manovali/braccianti
4%
Commercianti/artigiani
4%
30%
24%
20%
15%
Rappresentanti/lavoratori autonomi
9%
10%
Agricoltori (diretti, mezzadri,
affittuari)
1%
1%
51%
Condizione non professionale
0%
Nessuno/elementari
Media inferiore
Medie superiori
Università/laurea
Altro
Base=400
73
0%
4%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
IMPRESE
ITALIANI E GLI IMMIGRATI
E L’ATTEGGIAMENTO DEGLI
CONFRONTI DEGLI ITALIANI?
SECONDO LEI QUALE È L’ATTEGGIAMENTO IN
GENERALE DEGLI ITALIANI NEI CONFRONTI DEGLI
IMMIGRATI?
26%
Tolleranza
Non sa/Non indica
0%
10%
Negativo
1%
40%
Altro
3%
3%
Non sa/Non indica
10%
20%
30%
40%
SALDO ( MIGLIORATAPEGGIORATA)= -20
10%
20%
30%
40%
50%
Per questo target l’atteggiamento degli Italiani
nei confronti degli immigrati e vice-versa risulta
anche se di poco più positivo.
Secondo la metà delle imprese intervistate la
condizione dell’immigrato rispetto agli anni
passati è peggiorata.
Non so /non
indica 3%
5%
0%
SECONDO LEI LA SITUAZIONE DELL’IMMIGRAZIONE
RISPETTO AGLI ANNI PASSATI È MIGLIORATA,
RIMASTA UGUALE O PEGGIORATA?
NEI
42%
Tolleranza
34%
Negativo
Altro
Positivo
36%
Positivo
IMMIGRATI
Migliorata
30%
Peggiorata
50%
Rimasta
uguale 17%
Base=152
75
LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI
CI SONO STRANIERI/IMMIGRATI CHE LAVORANO NELLA SUA AZIENDA?
Si,
attualmente
18%
Si, in passato
No 75%
7%
Un quarto delle imprese (38 su 152) intervistate dichiara di aver dipendenti immigrati/stranieri.
Base=152
76
LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI
DA QUALE AREA/NAZIONE PROVENGONO
MAGGIORMENTE GLI STRANIERI /IMMIGRATI
LAVORANO NELLA SUA AZIENDA? *
DA QUANTO TEMPO LA SUA
AZIENDA
ASSUME
PERSONALE
STRANIERO/IMMIGRATO?
60%
24%
Paesi Africani
L’ 82% delle imprese ha dipendenti
immigrati che provengono dai Paesi
dell’Est.
50%
Quasi la metà delle aziende assumono
personale straniero da più di 5 anni,
prevalentemente tramite il passaparola
(84%) e solo per il 5% utilizzando
annunci di lavoro.
20%
8%
0% 10%20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90%
CON
QUALI
MODALITÀ
HA
CONTATTATO QUESTA PERSONA? *
Tramite una associazione
di volontariato religiosa
10%
5%
Meno di 1
anno
Da 2 a 5
anni
Da 5 a 10
anni
Da più di 10
anni
84%
Si, per tutti
5%
8%
3%
Si, solo per
alcuni
5%
8%
Altro
0%
16%
0%
No 87%
Non sa/Non indica
26%
30%
LA
SUA
AZIENDA
PROVVEDE
DIRETTAMENTE PER L’ALLOGGIO DEI
LAVORATORI STRANIERI/IMMIGRATI?
Tramite passaparola
Da annunci
40%
13%
Asia
Paesi centro-sudAmerica
53%
82%
Paesi dell'est
3%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
90%
Base=38
77
* la domanda prevede risposta multipla
LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI
QUALI SONO LE MANSIONI PREVALENTEMENTE SVOLTE DALLE PERSONE STRANIERE/IMMIGRATE CHE
LAVORANO NELLA SUA AZIENDA? *
39%
40%
30%
20%
13%
13%
11%
11%
8%
10%
8%
8%
3%
0%
Operaio
Operaio
specializzato
Commesso
Impiegato
Cuoco/pizzaiolo Cameriere/Barista Muratore
Bracciante
Agricolo
3%
Lavori occasionali
Altro
QUALI TIPOLOGIE DI CONTRATTO OFFRE LA SUA AZIENDA
AGLI STRANIERI/IMMIGRATI CHE LAVORANO? *
Contratto a tempo indeterminato
66%
Contratto a tempo determinato
29%
Collaborazioni occasionali
3%
Contratto a progetto
3%
0%
Questo avviene per il 66% dei casi
attraverso
contratti
a
tempo
indeterminato.
11%
Lavoro stagionale
Altro
Più della metà delle aziende (52%)
utilizza
immigrati/stranieri
come
operai o operai specializzati.
3%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
* la domanda prevede risposta multipla
Base=38
78
GLI IMMIGRATI E LE AZIENDE
L’ORARIO DI LAVORO DEI SUOI DIPENDENTI
STRANIERI/IMMIGRATI È PREVALENTEMENTE *:
A ore 16%
DI QUALE SESSO SONO MAGGIORMENTE LE
PERSONE STRANIERE/IMMIGRATE CHE LAVORANO
NELLA SUA AZIENDA? *
74%
Uomini
Part-time
Full-time
24%
63%
16%
Donne
Base=38
In ugual numero
LA SUA AZIENDA HA AIUTATO QUESTA
PERSONA STRANIERA/IMMIGRATO AD
OTTENERE O RICHIEDERE DOCUMENTI?
11%
0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80%
Base=38
No 63%
CHE TIPO DI DOCUMENTI? *
Base=38
Si 37%
Documenti sanitari
Il 37% delle aziende ha aiutato i propri dipendenti
immigrati a richiedere documenti prevalentemente
sanitari.
50%
Affitto della casa
14%
Ricongiungimento
famigliare
14%
Altro
Base=14
0%
36%
10%
20%
30%
N..B.: Si consiglia una lettura qualitativa dei dati a causa dell’esigua numerosità del segmento
79
* la domanda prevede risposta multipla
40%
50%
LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI
QUANTO SI RITIENE SODDISFATTO DEL LAVORO CHE SVOLGE QUESTA PERSONA?
Poco 13%
Per nulla 3%
Abbastanza
45%
Molto 39%
L’84% delle aziende che hanno dipendenti immigrati si ritiene soddisfatto del lavoro svolto da queste persone.
Base=38
80
LE AZIENDE E GLI UFFICI PUBBLICI
MI POTREBBE DIRE IN QUALE UFFICIO SI È RECATO PER
OTTENERE INFORMAZIONI SULLA DOCUMENTAZIONE
NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATA? *
IN QUALI DEGLI UFFICI CHE MI HA APPENA INDICATO
HA AVUTO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ PER AVERE
INFORMAZIONI? *
Questura/commissariato
Questura/commissariato
Uffici servizi sociali
5%
Centri per l'impiego
5%
Ufficio provinciale del lavoro
5%
Sportello unico per
Ufficio relazioni con il pubblico
URP
Altro
5%
Centri per l'impiego
Uffici servizi sociali
0%
Ufficio provinciale del lavoro
0%
5%
l'immigrazione/UTG
Sportelli unici
16%
34%
0%
Sportello unico perl'immigrazione/UTG
0%
0%
8%
Nessuno ufficio
21%
Nessuno ufficio
10%
20%
30%
21%
Non sa/Non indica
29%
Non sa/Non indica
0%
58%
40%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
Base=38
Base=19
81
* la domanda prevede risposta multipla
LE AZIENDE E GLI UFFICI PUBBLICI
MI POTREBBE DIRE IN QUALE UFFICIO SI È RECATO
PER OTTENERE/PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE
NECESSARIA PER FAR LAVORARE QUESTA PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATA? *
Questura/commissariato
IN QUALI DEGLI UFFICI CHE MI HA APPENA
INDICATO HA AVUTO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ
OTTENERE/PRESENTARE LA DOCUMENTAZIONE? *
INPS
13%
INAIL
5%
Sportello unico perl'immigrazione/UTG
5%
INPS
6%
INAIL
6%
Sportello unico per l'immigrazione/UTG
Centri per l'impiego
12%
Questura/commissariato
24%
0%
3%
Centri per l'impiego 0%
Nessuno ufficio
Altro ufficio
16%
Nessuno ufficio
8%
Non sa/Non indica
Base=38
0%
39%
10%
20%
30%
Non sa/Non indica
40%
Base=17
IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO
SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ
ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI
RELATIVI AGLI IMMIGRATI?
Per nulla 21%
71%
18%
0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80%
La questura è l’unico Ufficio Pubblico che pare essere utilizzato con
una certa frequenza, sia per raccogliere informazioni, sia per ottenere
documenti. Gli altri uffici sembrano invece essere frequentati
pochissimo o per nulla.
Non so /non
indico 8%
Uno dei motivi di questa situazione può essere, la mancanza di
informazioni sull’esistenza di uffici pubblici deputati a fornire
informazioni o documenti relativi agli immigrati: solo il 37% degli
intervistati si dichiara informato a riguardo.
Molto 5%
Poco 34%
Abbastanza
32%
Base=38
82
* la domanda prevede risposta multipla
LE AZIENDE E INTERNET
NELLA SUA AZIENDA UTILIZZATE IL WEB/INTERNET
PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE
INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?
No 74%
NELLA
SUA AZIENDA SI È UTILIZZATO IL
WEB/INTERNET PER CERCARE INFORMAZIONI
SULLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER
FAR
LAVORARE
QUESTA
PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATO?
Si 26%
Base=38
Base=38
Il 26% delle aziende utilizza il web per
avere informazioni sulle iniziative e attività
riguardanti
della
Pubblica
Amministrazione.
No 82%
Si 18%
SE DOVESSE RICERCARE INFORMAZIONI SU INTERNET,
RELATIVE ALLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER
FAR LAVORARE GLI IMMIGRATI, A
QUALI SITI SI
COLLEGHEREBBE? *
Siti dedicati agli immigrati
13%
Siti governativi/UTG
13%
6%
Siti provinciali
6%
0%
Siti regionali
14%
Siti provinciali
14%
Siti dedicati agli immigrati 0%
Siti regionali
Siti comunali
3%
61%
10%
0%
29%
Non so/Non indico
Non so/Non indico
Base=31
43%
Siti governativi/UTG
16%
Siti comunali
Altro
A QUALI SITI AVETE FATTO RIFERIMENTO? *
20%
30%
40%
50%
60%
Base=7
0%
10%
20%
30%
40%
N..B.: Si consiglia una lettura qualitativa dei dati a causa dell’esigua numerosità del segmento
70%
83
* la domanda prevede risposta multipla
50%
LE AZIENDE E GLI IMMIGRATI *
IPOTIZZANDO DI DOVER PRENDERE UNA PERSONA
STRANIERA/IMMIGRATA A LAVORARE PER LA SUA AZIENDA
QUALE UFFICIO PUBBLICO SI RIVOLGEREBBE PER AVERE
INFORMAZIONI? **
NELLA SUA AZIENDA UTILIZZATE IL WEB/INTERNET
PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE
INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?
18%
Sportello unico per l'immigrazione/UTG
Questura/commissariato
17%
Centri per l'impiego
14%
Prefettura
12%
No 66%
7%
Uffici servizi sociali
Ufficio relazioni con il pubblico URP
Sportelli unici
Si 34%
4%
3%
Altro
4%
11%
Nessuno ufficio
Non sa/Non indica
24%
0%
5%
10%
15%
20%
25%
SE DOVESSE RICERCARE INFORMAZIONI SU INTERNET,
RELATIVE ALLA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER FAR
LAVORARE GLI IMMIGRATI, A QUALI SITI SI COLLEGHEREBBE? **
Siti comunali
IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO
SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ
ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI
RELATIVI AGLI IMMIGRATI?
Non so /non
29%
Per nulla 35%
Siti governativi/UTG
Siti provinciali
Molto 3%
9%
Siti regionali
8%
Siti dedicati agli immigrati
Altro
Abbastanza
17%
8%
2%
Non so/Non indico
0%
indico 6%
13%
45%
10%
20%
30
%
40%
Poco 39%
50%
Base=114
84
** la domanda prevede risposta multipla
* Rispondono solo le aziende che dichiarano di non avere dipendenti immigrati
LE AZIENDE - CONFRONTI
NELLA SUA AZIENDA UTILIZZATE IL WEB/INTERNET
PER AVERE INFORMAZIONI SULLE ATTIVITÀ E LE
INIZIATIVE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?
IN DEFINITIVA, QUANTO SI RITIENE INFORMATO
SULL’ESISTENZA DI SERVIZI PUBBLICI A CUI PUÒ
ACCEDERE PER AVERE INFORMAZIONI/DOCUMENTI
RELATIVI AGLI IMMIGRATI?
Non so /non
indico 6%
Per nulla 32%
Molto 3%
Si 32%
No 68%
Abbastanza
21%
Poco 38%
Base=152
Base=152
100%
80%
6%
74%
68%
70%
66%
80%
60%
6%
8%
21%
32%
35%
50%
60%
34%
40%
34%
32%
30%
26%
40%
38%
39%
20%
32%
20%
10%
21%
17%
0%
Si
Totale aziende
No
Aziende che hanno dipendenti Immigrati/Stranieri Base=38
Aziende che non hanno dipendenti Immigrati/Stranieri Base=114
5%
3%
0%
Base=152
3%
Totale
Aziende che hanno
Aziende che non
Base=152
dipendenti Immigrati
hanno dipendenti
Immigrati
Base=38
Molto
85
Abbastanza
Poco
Per nulla
Base=114
Non so /non indico
ANAGRAFICA AZIENDE
AMPIEZZA AZIENDALE (NUMERO DI ADDETTI)
SETTORE DI ATTIVITÀ
50%
41%
Agricoltura
Industria
4%
18%
38%
40%
30%
Altri servizi
44%
Commercio
20%
34%
10%
6%
5%
5%
1%
1%
3%
0%
Fino a 2
Base=152
86
Da 3 a 5
Da 6 a 9 Da 10 a 15 Da 16 a 19 Da 20 a 49 Da 50 a 99 100 e più
20129 MILANO – Via Benvenuto Cellini, 2/A – Tel. 02 54123098 – Fax 02 5455493
00186 ROMA – Via di Ripetta, 39 – Tel. 06 32110003 – Fax 06 36000917
e-mail: [email protected] - www.istitutopiepoli.it
87
Scarica

la pubblica amministrazione e gli immigrati