Spedizione in abbonamento postale Comma 20 lett. C - Legge 662/96 - Filiale di Roma - Contiene I.P.
Organigramma dell’ANMIRS per il biennio 2002 - 2004
Approvato il 2 dicembre 2002 dal Consiglio Nazionale
SEGRETERIA NAZIONALE
Donato MENICHELLA
Giovanni SCAGLIONI
Domenico GRISAFI
Renato CIPOLLETTA
Pietro TARANTOLA
Eugenio GLORIALANZA
Roberto TOMACIELLO
Segretario Nazionale
Vice Segretario Nazionale
Segretario Organizzativo
Segretario Attività Scientifica
Segretario Territoriale Nord
Segretario Territoriale Centro
Segretario Territoriale Sud
CONSIGLIO NAZIONALE
Francesca MAZZA
Walter Massimo LAMBIASE
Stefano FELICI
Maurizio FERRETTO
Roberto LUPATTELLI
Lucio LUZZA
Claudio BELLUNATO
Michele NARDELLA
Tommaso Fabrizio MARZANO
Maurizio VERANI
Petros YIANNAKOU
Cristo Re - Roma
Casa Sollievo Sofferenza
S. Carlo I.D.I. - Roma
Sacra Famiglia - Erba
FBF Isola Tiberina - Roma
S. Pietro - Roma
Sacro Cuore Negrar
Casa Sollievo Sofferenza
Casa Sollievo Sofferenza
FBF Isola Tiberina - Roma
Regina Apostolorum - Albano Laziale
REVISORI DEI CONTI EFFETTIVI
Aldo RUSSO
Giovanni BAIANI
Giovanni MOSIELLO
Casa Sollievo Sofferenza
S. Pietro - Roma
Bambino Gesù - Roma
REVISORI DEI CONTI SUPPLENTI
Giorgio Felice BIAVA
I.D.I. - Roma
PROBI VIRI
Paolo GALIANO
Giovanni LENTINI
Francesco Paolo LO MELE
Elena LUDOVICO
Domenico TRESCA
I.D.I. - Roma
Buccheri La Ferla - Palermo
Buon Consiglio - Napoli
Miulli - Acquaviva delle Fonti
Sacro Cuore di Gesù - Benevento
DELEGATI REGIONALI
Matteo VALDESI - SICILIA
Matteo MARUZZI - PUGLIA
Rosario RUFFO - CAMPANIA
Francesco BERGAMASCO - VENETO, TRENTINO
Mario BRENNA - LOMBARDIA
Fedele FASCIANO - PIEMONTE
Buccheri La Ferla - Palermo
Casa Sollievo Sofferenza
Evangelico Villa Betania
Sacro Cuore Negrar
Sacra Famiglia - Erba
Gradenigo - Torino
VICE SEGRETARIO ITALIA NORD
Claudio BELLUNATO
Sacro Cuore Negrar
VICE SEGRETARIO ITALIA CENTRO
Petros YIANNAKOU
Regina Apostolorum - Albano L.
VICE SEGRETARIO ITALIA SUD
Alberto VITALE
Villa Betania - Napoli
A.N.M.I.R.S
Associazione Nazionale
Medici Istituti Religiosi Spedalieri
editoriale
di Stefano Felici
Il nuovo “Impegno Ospedaliero”
Bentrovati!
C
ome avete potuto constatare il giornale è cambiato. Al termine di un iter lungo e tormentato il Consiglio Nazionale Anmirs ha deliberato la nuova linea per l’informazione.
Impegno Ospedaliero, nella versione fin qui adottata, soffriva di difetti
strutturali che si sono trascinati negli anni e che ultimamente si sono fatti più
evidenti. Primo fra tutti l’enorme ritardo fra gli avvenimenti e l’uscita del
giornale. Questo era dovuto in primo luogo al fatto che è un bimestrale e poi
al fatto che realizzare un giornale, dalla scelta degli argomenti alla correzione
delle bozze, passando attraverso l’impaginazione, la scelta delle foto, i titoli,
la spedizione, per non parlare della discussione interna sul contenuto degli
articoli, era compito di tre persone. Da ultimo, la realizzazione del sito
Internet aveva tolto al giornale cartaceo quel minimo di attualità e originalità
che poteva vantare, creando una sovrapposizione che rischiava di rendere
inutile tanta fatica.
Peraltro, non è sembrato opportuno affidare l’informazione sindacale al solo
mezzo informatico perché esso stesso, pur nella sua efficacia e modernità, è
incompleto e rischia di non assolvere al suo compito.
Si è deciso così di voltare pagina, affiancando alla redazione, confermata in
blocco ed integrata da nuovi elementi, una struttura formata da professionisti
del settore che realizzeranno di fatto il giornale. Questa struttura fornirà, su
nostra indicazione, notizie di agenzia, seguirà gli avvenimenti che ci
interessano, realizzando appositi servizi e assicurerà i contatti con personaggi
del mondo politico, medico e sindacale per interviste e tavole rotonde, da
noi gestite, utili ad approfondire gli argomenti che ci riguardano. Cambia il
formato, più moderno, e con esso la veste grafica che cercheremo di rendere
più vivace e fruibile con la realizzazione di rubriche ed appuntamenti fissi.
Infine, cercheremo una sinergia con il sito Internet in modo da realizzare una
complementarietà tra le due strutture per assicurare ai nostri lettori una
informazione completa e piacevole.
Troppa carne al fuoco? Speriamo di no. A noi il compito di realizzare quanto
detto per restituire ad Impegno Ospedaliero il suo ruolo di mezzo di
informazione sindacale e di vetrina dell’Associazione.
Impegno
ospedaliero
N. 1 - GENNAIO
FEBBRAIO 2003
3
IMPEGNO
OSPEDALIERO
ORGANO UFFICIALE
DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI
ISTITUTI RELIGIOSI SPEDALIERI
BIMESTRALE - N. - GENNAIO FEBBRAIO 2003
Direttore
Stefano Felici
Comitato di Redazione
Eugenio Glorialanza
Roberto Lupattelli
Francesca Mazza
Massimo Silvestri
Maurizio Verani
Direttore Responsabile
Luca Chinni
Redazione
Anmirs
Via C. Morin, 45 - 00195 Roma
Tel. 0637514089 Fax 0637514109
[email protected] - www.anmirs.it
Realizzazione a cura di
Iniziative Sanitarie s.r.l.
Viale di Val Fiorita, 86 - 00144 Roma
Tel. 065919418 Fax 065912007
e-mail: [email protected]
Stampa
Centro Poligrafico Romano
Finito di stampare marzo 2003
Autorizzazione del Tribunale di Roma
N. 1589/75 del 03.05.1975
Spedizione in abbonamento postale
Comma 20 lett. C - Legge 662/96 - Filiale di Roma
som
ma
rio
focus
5 Quando il medico bussa alla porta del ricoverato
6 A Roma il XXXI Congresso dei Medici degli Istituti
Religiosi Spedalieri
8
10
12
19
Anziani: manca la consapevolezza sociale
Tra etica, diritti e progettualità
Relazione del Segretario per l’Attività Scientifica
Organigramma dell’ANMIRS
per il biennio 2002 - 2004
20 La testimonianza degli infermieri
attualità
23 Assemblea straordinaria del 7 novembre 2002:
l’evoluzione del fondo
26 Ho avuto tutto ciò di cui avevo bisogno
28 Un portale a misura di bambino
28 Centro Coordinamento Informazioni (CCI)
cronaca
30 Le regioni e il governo:
d’accordo sul riparto del Fsn 2003
nell’inserto
documenti...
Impegno
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4
LA RELAZIONE
DEL SEGRETARIO
NAZIONALE
DONATO MENICHELLA
AL XXXI CONGRESSO
NAZIONALE
f
ffocus
XXXI Congresso Anmirs
di Donato Menichella
L’orgoglio di essere
medici
uomini
Nei nostri ospedali il paziente è al
centro dell’assistenza. Spesso nell’ospedalità
pubblica si va solo per lavorare, da noi, anche
per risolvere il problema del malato. C’è un
superamento del “particolare” dei vari reparti, con un lavoro di equipe tra i vari settori, mantenendo come punto di riferimento, il bene del
paziente che trova un rapporto umano di non
essere considerato un numero.
Generalmente ogni paziente è sistemato in una
stanza singola, in un ambiente confortevole
anche dal punto di vista estetico, evitandogli
tutti quei disguidi e ansie che fanno considerare il paziente, appunto un numero; per
esempio il medico, prima di entrare nella stanza del ricoverato, bussa alla porta, quasi a dimostrazione che è il paziente stesso a chiedere l’intervento del medico e non a sentirsi
costretto a subire la visita.
Tutto questo incide sulla risoluzione della
malattia, soprattutto per quei pazienti appartenenti a categorie particolari come anziani e
bambini. Il paziente una volta che ha provato
l’umanità del rapporto, vuole anche la sinceri-
Il Servizio Sanitario Nazionale, sotto spinte di
natura economica, sta trasformando gli ospedali in
strutture di ricovero per malattie acute, rischiando
di perdere di vista la dimensione umana del soggetto
ricoverato. Si sta eliminando l’assistenza all’anziano,
riducendo i posti letto negli ospedali nei quali gli
anziani, pur impropriamente, trovavano posto.
La nostra ospedalità, invece, dà spazio agli anziani
fornendo loro anche un’assistenza a misura d’uomo.
tà e la trasparenza, non sopporta di non essere fatto partecipe della cura della sua malattia.
Il paziente che vede già ridotta la propria dignità ed è costretto, proprio per questo ad
affidarsi totalmente al medico, deve essere
invece invitato a ritrovare, anche nella sofferenza o attraverso essa la propria dignità. Questo è lo sforzo maggiore che il medico deve
fare, soprattutto quando si trova di fronte a
pazienti con malattie gravi a volte incurabili.
Al medico che entra a lavorare nei nostri ospedali viene chiesto di rispettare il paziente, di
impegnarsi nel suo lavoro, di aiutare il malato
a superare questo momento particolare della
sua vita in cui le condizioni fisiche sono state
compromesse.
Impegno
ospedaliero
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5
ffocus
focus
A Roma il XXXI Congresso Nazionale
dell’Associazione dei Medici degli Istituti Religiosi Spedalieri
La cura come
gesto di amore
“Un uomo può guardare un altro dall’alto verso
il basso solo quando deve aiutarlo ad alzarsi”.
Questo lo slogan lanciato alla cerimonia inaugurale del XXXI Congresso Nazionale Anmirs
Come affrontare la malattia
Impegno
ospedaliero
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nella propria complessità e dare una valida alternativa all’ospedalità pubblica “tradizionale”
e privata è stato il saluto ai partecipanti di Eugenio Glorialanza, Segretario territoriale Centro Italia dell’Anmirs. «Questo» ha detto lo
stesso «lo si può fare con medici qualificati
professionalmente e fedeli al carisma delle istituzioni religiose che hanno sempre al centro
la dignità dell’uomo, migliorando le strutture
di accoglienza e, per quanto riguarda il mondo politico, non avendo paura di puntare sulle nostre strutture ospedaliere».
Negli interventi che si sono succeduti, il motivo messo in evidenza dai vari relatori è stato quello che, al centro dell’assistenza, sta il
malato come persona umana, senza distinzione di religione o di provenienza sociale. «Questo» ha detto Riccardo Di Segni, Rabbino
Capo di Roma «ci viene proprio dal messaggio biblico, anche se poi possono esserci delle
diversità di interpretazione sui temi scientifici di carattere generale come la bioetica».
«Il mondo del lavoro» ha fatto eco il cardinale
Josè Martins Saraiva, Prefetto della Congregazione dei Santi «può diventare sempre più il
luogo di un dialogo interculturale ed interreligioso nei fatti, attraverso una proficua collaborazione al servizio dell’uomo bisognoso e
per i cristiani laici, il luogo della loro santificazione. L’atteggiamento professionale adeguato» ha proseguito il cardinale «deve essere capace di una vera accoglienza che radica e nasce dall’amore di amicizia che l’operatore sanitario dovrebbe avere per il malato, come elemento costitutivo della sua vocazione professionale. Questo rapporto rende più accettabili da parte del malato e i necessari interventi al quale deve essere sottoposto. Si tratta di
uno stile professionale che nasce da una volontà che ha chiara coscienza del suo fine. La
prima solidarietà si realizzerà, così, attraverso
un lavoro fatto bene, che potrà essere luogo
di santificazione personale e di incontro con
tutti gli altri uomini di buona volontà, dediti
alla cura dell’uomo sofferente».
Dal punto di vista politico, invece, Domenico
Gramazio, Presidente dell’Agenzia Sanitaria Regione Lazio, ha messo in evidenza come il Piano sanitario regionale, il primo del Lazio, voglia
dare risposte adeguate capovolgendo i vec-
Domenico Gramazio
Presidente
dell’Agenzia Sanitaria
Regionale Lazio
chi schemi classici di impostazione. Cioè, si
vuole dare maggiore professionalità e capacità nelle strutture: ciò che conta non sono i
posti letto, ma la professionalità, diversamente da quanto fino ad ora fatto con le leggi
emanate negli anni precedenti.
Il tema dell’ospedalità religiosa è stato poi al
centro del dibattito della tavola rotonda, che
ha avuto come moderatore Vincenzo Saraceni,
assessore alla Sanità della regione Lazio. Ha
aperto i lavori un’ampia ed approfondita introduzione storica sulla nascita degli ospedali di
Giuseppe Fioravanti, docente di pedagogia generale all’Università “La Sapienza” di Roma, che
ha tracciato un excursus storico. Il professore
ha evidenziato come l’ospedale era il luogo dove
c’era il malato povero, la sofferenza aveva un
valore rieducativo ed il malato era al centro di
tutta l’assistenza ospedaliera. I reparti erano costruiti a misura di malato ed erano intitolati a
Santi protettori, a differenza di oggi, dove i padiglioni si distinguono per le malattie curate.
Tener presente il servizio religioso ed il volontariato, assistere e curare le persone sul piano
del rispetto della persona stessa, collaborare
con la missione dei religiosi che gestiscono
l’ospedale, sono, invece, i temi principali del saluto portato da fra Pietro Cecinelli, Presidente
dell’Aris.
La tavola rotonda poi è andata avanti con l’intervento di Franco Splendori, che ha posto in
evidenza come la testimonianza religiosa trovi
nel medico il vero protagonista. Il carattere cristiano del medico si ispira al buon Samaritano
della parabola evangelica, caratterizzandone la
professione che ha come compito principale
la difesa della vita. Negli interventi successivi,
ogni oratore ha portato la sua personale esperienza nel proprio settore medico, mettendo
in luce i vari aspetti del rapporto con il malato
e delle strutture sanitarie. Franco Silvano, Presidente dell’ospedale Bambin Gesù, ha evidenziato come, nel mondo, l’ingiustizia maggiore sia
quella di non poter garantire le cure mediche
a tutti quelli che ne hanno bisogno. Ermanno
Genre, Decano della facoltà Valdese di teologia,
parlando di solidarietà medica e di interreligiosità ha detto che occorre osare di più nel mettere in discussione il proprio punto di vista. Se
è giusto definire la propria identità “irrinunciabile”, occorre però evitare di assimilare l’altro
alla propria concezione religiosa.Va rispettata
l’identità dell’altro senza volerla inglobare. Una
testimonianza diretta è stata invece portata dagli
ultimi relatori, Mario Bonora, Vice Presidente
Aris e medico dell’ospedale Sacro Cuore Opera
don Calabria, Gennaro Rocco in rappresentanza
della categoria degli infermieri e Annarita Pirisi
presidente dell’Avo. Questi ultimi hanno messo in evidenza come, sia il personale infermieristico che quello dei volontari, sono parti integranti e importanti nella assistenza al malato
e per entrambi passa la testimonianza dei valori del Vangelo di umanità e solidarietà. Bonora
ha illustrato le varie collaborazioni che il suo
ospedale sta tenendo con altri ospedali in Angola, Brasile, Costa d’Avorio, Mozambico ed
Equador. Queste collaborazioni, oltre che sul
piano scientifico, sono sostenute con contributi economici e la formazione del personale
medico e paramedico. È in atto una collaborazione con l’università di Verona per la formazione di personale paramedico da inviare in Burundi. Nell’ospedale di Luanda c’è, poi, un centro per la cura ed il controllo della Tbc. Diversi,
infine, sono i volontari che ogni anno partono
dall’Italia per andare a prestare aiuto negli ospedali di questi paesi. Sono volontari di ogni genere, dai medici, agli infermieri, ai tecnici come
elettricisti o semplici muratori che vanno materialmente a costruire parti di ospedali.
M.B.
f
...il Piano
sanitario regionale
del Lazio, vuole
dare risposte
adeguate
capovolgendo
i vecchi schemi
classici di
impostazione...
Impegno
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focus
ffocus
di Dionigi Tettamanzi*
* Arcivescovo
di Milano,
Assistente Ecclesiastico
Nazionale
dell’Associazione
Medici Cattolici Italiani
Il messaggio dell’Arcivescovo di Milano
al Congresso Anmirs
Anziani: manca
la consapevolezza
sociale
Il nostro XXXI Congresso ha avuto uno svolgimento un po’ più articolato rispetto alla nostra tradizione:
per prima cosa, l’esigenza di garantire a tutti i partecipanti la possibilità di acquisire i crediti formativi
ci ha costretto a separare nettamente i momenti da dedicare alla parte scientifica da quelli della materia
propriamente sindacale; in secondo luogo si è voluto creare uno spazio significativo da dedicare a temi
etici, legati al nostro lavoro presso ospedali religiosi, rivendicandone e rivalutandone quindi la
specificità e peculiarità.
In tale ottica, abbiamo dedicato il pomeriggio dell’8 novembre ad una tavola rotonda il cui tema era
“I medici dell’ospedalità religiosa nella società del terzo millennio: testimoni di solidarietà e pionieri di
dialogo interreligioso”, ed abbiamo invitato a presiederla S.E. il Cardinale Dionigi Tettamanzi, scelto
in quanto Assistente Nazionale dei Medici Cattolici oltre che per la sua nota apertura ai temi sociali, che
gli ha fatto spesso prendere pubblicamente le parti dei fratelli più deboli e indifesi.
Il Cardinale Tettamanzi aveva accolto con piacere il nostro invito e ci aveva assicurato la sua presenza
al nostro convegno. Ma, si sa, le vie del Signore sono infinite e il Cardinale Tettamanzi, com’è noto, nello
scorso mese di luglio è stato chiamato a dirigere la diocesi di Milano, dove si è insediato a fine settembre:
i molteplici impegni cui ha dovuto far fronte gli hanno impedito di essere fisicamente presente al nostro
congresso come programmato, ma non ha voluto far mancare la sua partecipazione, inviandoci un lungo
e bellissimo messaggio, con il quale ci ha saputo comunque comunicare la sua vicinanza in spirito, il suo
sostegno al nostro operato e l’esortazione a continuare nel cammino intrapreso.
F.M.
I temi trattati nelle diverse
Impegno
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8
sezioni del Congresso prendono in considerazione un’età della vita - l’età anziana - che
oggi viene spesso esorcizzata e rimossa dal
sentire comune e dall’immaginario collettivo. Assistiamo, infatti, a una diffusa disattenzione verso questa età della vita.
Si tratta di una disattenzione che riflette un
difetto culturale molto più profondo presente nella nostra società moderna, che può essere qualificato come censura della vecchiaia. È un fenomeno, questo, che lascia ancora
più perplessi se si tiene in considerazione che
la presenza e la condizione degli anziani, con
tutte le problematiche che vi sono connesse, costituiscono una realtà sempre più rile-
f
vante nella nostra società; gli anziani, infatti,
vanno significativamente aumentando sul totale della popolazione.
Ci troviamo così di fronte ad una contraddizione palese: aumenta la popolazione anziana,
ma non cresce una consapevolezza sociale adeguata ad affrontare il problema che ne consegue, quando non va addirittura aumentando una
positiva emarginazione dell’anziano dalla cultura e dalla concreta organizzazione della vita.
Sono, quindi, da salutare positivamente l’attenzione e l’interesse che, con il Congresso Anmirs, intende riservare a queste problematiche. Sono il segno di quella necessaria e doverosa conversione culturale di cui la nostra
società ha bisogno. C’è bisogno, infatti, come
scriveva Giovanni Paolo II nell’enciclica Evangelium vitae, di “costruire una nuova cultura
della vita: nuova, perché in grado di affrontare
e risolvere gli inediti problemi di oggi circa la
vita dell’uomo; nuova, perché fatta propria con
più salda e operosa convinzione da parte di
tutti i cristiani; nuova, perché capace di suscitare un serio e coraggioso confronto culturale con tutti” (n. 95).
Alla base di questa “nuova cultura della vita”
sta il riconoscimento della inviolabile dignità
di ogni persona umana, quale immagine viva e
palpitante di Dio, in ogni tappa della sua esistenza e in ogni condizione di vita. Va, quindi,
ribadito, con le parole e con i fatti, che ogni
età e condizione umana ha un senso che la
rende degna di essere vissuta e meritevole di
essere custodita, amata e curata. Come ha
scritto ancora Giovanni Paolo II nella Evangelium vitae,“la vita è sempre un bene. È, questa,
un’intuizione o addirittura un dato di esperienza, di cui l’uomo è chiamato a cogliere la
ragione profonda”, che consiste nel fatto che
“la vita che Dio dona all’uomo è diversa e originale di fronte a quella di ogni altra creatura
vivente, in quanto egli, pur imparentato con la
polvere della terra (…), è nel mondo manifestazione di Dio, segno dalla sua presenza, orma
della sua gloria” (n. 34).
È questo un ineliminabile dato della fede: l’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, è
un riflesso della stessa realtà di Dio ed è chiamato ad essere partecipe della vita stessa di
Dio, in comunione con lui. Ma è anche una
intuizione umana, a cui la ragione può arrivare
se animata dall’amore e contrassegnata da uno
sguardo contemplativo nei confronti della
realtà, da uno sguardo cioè che sa andare oltre i puri elementi visibili per cogliere il mistero che è iscritto in ogni persona e che fa
di ogni essere umano un appello alla libertà
dell’altro e al suo amore. Il riconoscimento
dell’inviolabile dignità della persona si presenta
anche sia come fondamento che spiega ed
esige che ci si abbia a prendere cura di ogni
uomo e donna attraverso un servizio di assistenza, sia come incentivo per un progresso
della ricerca scientifica.
Quest’ultima, infatti, va favorita come strumento che permette nuove conoscenze e nuove
applicazioni che devono sempre essere a servizio dell’uomo e della sua inviolabile dignità.
Tutto questo può e deve essere ridetto in riferimento agli anziani, perché anche l’anziano
è persona umana e perché anche la vecchiaia
è una fase dell’esistenza umana con un suo
senso proprio, che la rende degna di essere
vissuta e meritevole di cura da parte di tutti, a
iniziare dai medici e dai diversi operatori sanitari. Si apre qui un campo di riflessione e di
azione nel quale i medici cattolici e, in particolare, quelli che operano negli Istituti Religiosi Spedalieri si devono sentire direttamente e responsabilmente impegnati. Lo esige il
loro essere, come ogni medico,“custodi e servitori della vita umana”. Lo esige la fede che
essi professano, che li rende consapevoli che
nel volto di ogni anziano, specie se solo e sofferente, incontrano e riconoscono il volto
stesso di Cristo. Lo esige il loro essere, in qualche modo, manifestazione di Dio e della Chiesa
che amano e stimano gli anziani come possibili e preziosi dispensatori di sapienza, testimoni di speranza, operatori di carità.
Affidandovi queste semplici e iniziali riflessioni, rinnovo il mio saluto augurando a tutti
e a ciascuno un proficuo svolgimento del
Congresso.
...la vita che Dio
dona all’uomo
è diversa
e originale
di fronte a
quella di ogni
altra creatura
vivente...
Impegno
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focus
ffocus
di Stefano Felici
...gli Enti hanno
constatato l’entità
dei costi dell’Ecm
sia per quel che
riguarda le spese
vere e proprie
sia per le ore che
i Medici sono
“costretti”
a spendere per
l’aggiornamento
Impegno
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XXXI Congresso Nazionale
Tra etica, diritti
e progettualità
Serrato ed essenziale, ma non
per questo meno denso di contenuti, il dibattito sindacale del XXXI Congresso Nazionale
Anmirs, costretto per motivi organizzativi nel
breve spazio del pomeriggio del 9 novembre.
Come di consueto la discussione è stata “lanciata” dalla lettura delle relazioni del Segretario
Nazionale, del Segretario Organizzativo e del Segretario dell’Attività Scientifica che pubblichiamo a parte. Quattro gli argomenti che hanno
animato la discussione: la Società scientifica, l’indennità di esclusività, l’allargamento ad altri laureati non medici e il Fondo integrativo
pensionistico.
Società Scientifica
Ha aperto il dibattito Luca Chinni, Segretario
della Società che ha voluto ribadire la dipendenza dall’Anmirs della Società che persegue
due scopi principali: offrire un importante servizio agli iscritti e contribuire a migliorare l’immagine dell’Associazione.
L’Educazione Continua in Medicina sta vivendo
un momento delicato di evoluzione. Si stanno
chiarendo alcuni aspetti della complessa materia, ma ancora molto c’è da capire. Un dato di
fatto è che sarà difficile farsi assegnare il ruolo
di provider, per ovvii motivi, primo fra i quali la
concorrenza fra le varie società.
La nostra Società ha lavorato bene finora, dandosi una solida struttura, affidandosi all’aiuto di
validissimi collaboratori esterni e organizzan-
do vari eventi di buon successo qualitativo.
Il Consiglio Nazionale su indicazione del Congresso dovrà indicare le prospettive future: allargamento ai medici non iscritti , i rapporti con
le strutture ospedaliere e con l’Aris il ruolo della Segreteria Scientifica Anmirs.
Donato Menichella ha aggiunto un importante
concetto: gli Enti hanno constatato l’entità dei
costi dell’Ecm sia per quel che riguarda le spese
vere e proprie sia per le ore che i Medici sono
“costretti” a spendere per l’aggiornamento.
Possono crearsi dei contrasti tra ente e lavoratore che potrebbero condizionare il percorso
formativo del medico.
L’Anmirs e la Società Scientifica vigileranno anche su questi aspetti.
Dopo un intervento di Gino Pazienza che ha
ribadito per la Società Scientifica il ruolo di faro,
di cassa di risonanza e di argine nei confronti
delle amministrazioni, è stato introdotto il secondo argomento che ha animato il dibattito.
Esclusività
Sicuramente l’indennità di esclusività è “l’argomento” che sta animando ormai da circa due
anni la nostra attività sindacale.
È emersa subito dagli interventi di Menichella,
Eugenio Glorialanza, Giovanni Scaglioni, Pietro
Tarantola che in Lombardia esiste un problema
nel problema. Questa Regione, in una visione politica tutta particolare della Sanità, che combatte
l’ospedalità pubblica e religiosa convenzionata
f
per favorire quella privata, non vuole riconoscere
e concedere il pagamento dell’indennità.
Questo provoca tra gli iscritti malessere e frustrazione con disaffezione verso il lavoro, come
sottolineato dagli interventi di Rovelli (Gravedona), Bartoli (Brescia) e Tizzoni (Conegliano) e nei
confronti del sindacato che sarà chiamato a rispondere con iniziative adeguate. Ferretto ha riferito sulle azioni di pressione politica fatte dall’Anmirs presso la Regione Lombardia rimarcando la totale chiusura della stessa verso una soluzione pacifica della questione.
Menichella ha rassicurato i rappresentanti del
Nord confidando nell’efficacia delle azioni di protesta sindacale e di pressione politica che verranno intraprese. Roberto Lupattelli ha ribadito
l’importanza di manifestazioni di protesta con adeguata campagna stampa di supporto e ricorda l’efficacia della compattezza di certe manifestazioni
di protesta interna volte a coinvolgere le Amministrazioni.
Crescita dell’Anmirs
Lupattelli ha allargato poi il discorso invitando
tutti i delegati a pensare in grande per una crescita dell’Associazione, che deve passare per
un aumento del numero degli iscritti, tramite
l’apertura ad altre categorie di laureati non
medici e per un coinvolgimento di tutte le
strutture sanitarie comprese nell’art. 15 undecies della riforma sanitaria. Glorialanza, Francesca Mazza e Rosario Ruffo si sono dichiarati d’accordo con le proposte avanzate da Lupattelli.
m
Il Fondo Pensionistico
Paolo Spagnolli ha anticipato le novità sul Fondo
pensionistico, volte a semplificarne la gestione e
ad aumentare gli utili (vedi lo specifico articolo
a pagina 23).
Il sito internet
Petros Yiannakou ha ricordato l’importanza e le
funzioni del sito Internet che sta assumendo un
ruolo sempre più importante nell’informazione
sindacale rapidamente fruibile.
Un doveroso tributo
Mentre cominciavano ad affluire le mozioni
conclusive Walter Di Staso, Luca Chinni e Gino
Pazienza hanno annunciato l’intenzione di non
ripresentare la loro candidatura, con motivazioni diverse, ricevendo un giusto tributo di
applausi da parte dei Delegati, per la preziosa
opera da loro svolta in tanti anni di militanza.
Le conclusioni
Donato Menichella ha chiuso i lavori, dopo la
presentazione e l’approvazione delle mozioni che
riportiamo a parte, indicando gli obiettivi per i
prossimi due anni di lavoro:
- azione politica e sindacale volta a risolvere il
problema dell’esclusività e delle code contrattuali con particolare attenzione alla situazione
della Regione Lombardia
- sviluppo della Società Scientifica
- allargamento verso altre categorie di non laureati (inizialmente i biologi)
- apertura nei confronti di altre strutture a noi
paragonabili.
... una crescita
dell’Associazione,
che deve passare
per un aumento
del numero
degli iscritti...
O Z I O N E C O N C L U S IV A
L’Assemblea dei Delegati riuniti a Roma per il
XXXI Congresso Nazionale Anmirs dopo ampio ed approfondito dibattito, impegna il Consiglio Nazionale e la prossima Segreteria:
medici dipendenti da istituti di cui alla circolare
della Presidenza del Consiglio del 5 luglio 2002;
1. ad attivare tutte le iniziative sia politiche sia
sindacali a tutti i livelli, centrali e periferici, per
risolvere il problema dell’esclusività di rapporto e di tutte le code contrattuali per i medici e
in particolar modo per i medici della Regione
Lombardia;
4. ad acquisire visibilità e presenza a tavoli istituzionali, centrali e regionali, sia nella fase di programmazione sia nella fase di attuazione dei
piani sanitari regionali, soprattutto là dove
l’Ospedalità Classificata è molto frammentata e
diversificata.
Mozione TOMACIELLO
2. ad allargare l’Associazione ad altri soggetti
3. a prevedere un patto federativo tra medici e
altre professioni del ruolo sanitario;
Impegno
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focus
ffocus
di Renato Cipolletta
I risultati
sono evidenti,
nel corso
dell'anno sono
stati accreditati
circa 38 eventi...
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Relazione del Segretario per l'Attività Scientifica
«Impegno,
entusiasmo e
determinazione»
Premessa
La stagione 2001/002 va ricordata soprattutto per l'attività a regime della formazione continua in medicina, anche se va precisato che
non è ancora partita la formazione a distanza.
La normativa vigente considera la partecipazione alle iniziative della formazione continua,
come requisito indispensabile per svolgere
l'attività professionale nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale e per ricoprire gli incarichi dirigenziali.
Il programma è iniziato ad Aprile/2002 e prevede per l'anno in corso l'ottenimento di dieci crediti con un minimo di cinque ed un
massimo di venti.
Anche i Docenti/Relatori devono acquisire
crediti, avendo diritto a due crediti per ogni
ora effettiva di docenza in progetti accreditati, per il 2002 sono previsti per essi massimo
cinque crediti.
La Segreteria e la Società Scientifica, hanno
profuso buona parte delle proprie energie, per
coordinare le sezioni periferiche al fine di dar
luogo ad eventi formativi, che permettessero
ai medici l'ottenimento di detti crediti.
I risultati sono evidenti, nel corso dell'anno
sono stati accreditati circa 38 eventi, come si
può evincere dall'allegato alla relazione (elenco eventi accreditati e/o in corso di accreditamento). Si può osservare come buona parte degli Ospedali classificati ha partecipato all'elaborazione degli eventi formativi, e ancora
altri si stanno organizzando.
Per molti eventi, per disfunzioni o legate al
sito dell'Ecm o ad altri intralci ministeriali
(lento lavoro dei referee), il numero di crediti ottenuti giunge all'organizzatore appena
pochi giorni prima o addirittura dopo lo svolgimento dell'evento. Ciò ovviamente deter-
f
m
OZIONE
L'Assemblea dà mandato al prossimo Consiglio Nazionale affinché si adoperi ad aumentare il numero degli iscritti mediante una campagna di acquisizione di strutture sanitarie,
nonché Irccs e strutture di natura ospedaliera privata e religiosi: vedi circolari 5.7.2002
Conferenza Stato Regione relativa ai finanzia-
mina un notevole disagio per i medici in
quanto partecipano a congressi senza conoscere l'esatto numero dei crediti che matureranno. Questo problema è stato più volte
segnalato dalla nostra Segreteria ai responsabili dell'Ecm.
Per tutti gli eventi, d'accordo con il Segretario Organizzativo e con i fondi del bilancio della
Società Scientifica, si è provveduto a pagare le
spese di accreditamento come richiesto dalla
normativa in materia.
Quest'anno si sono avute non poche difficoltà per l'avvio e l'assetto organizzativo dell'Attività e della Società Scientifica.
Il ruolo del rappresentante locale dell'attività
scientifica non è stato ancora del tutto compreso ed è purtroppo assente in molti Ospedali. Per dar vita ad un progetto formativo Nazionale Anmirs, che sia più valido e efficace,
occorre che le sezioni periferiche, la Segrete-
menti al fine di rendere sempre più visibili, a
livello nazionale, i nostri ospedali ed aumentare il peso politico e contrattuale.
Mozione RUFFO-LUPATTELLI
GENCARELLI
approvata all'unanimità
ria Scientifica nazionale, e la Società Scientifica, si integrino sempre di più e diano corpo
ad un unico disegno. La Segretaria deve essere garante dei rapporti di collaborazione tra
la realtà scientifica periferica dei nostri Ospedali e Società Scientifica, per poter creare il
piano nazionale scientifico. Saranno poi i singoli ospedali a realizzarlo, tenendo conto della
realtà formativa aziendale. Ovviamente su questo tema bisogna considerare i pareri e le proposte, che possono venire dal confronto nelle singole sezioni e anche del dibattito congressuale sul tema.
Società scientifica
Encomiabile è stato il lavoro svolto dal Presidente della società Luca Chinni, e da tutto
lo staff tecnico della società, al quale va il ringraziamento di tutta l'associazione e il mio in
particolare.
Moltissime sono state le riunioni ed articolato il dibattito sui numerosi temi che sono stati
messi all'ordine del giorno. Pur avendo avuto
in dote un esiguo bilancio, peraltro non del
tutto utilizzato per l'ottima gestione della stessa, la Società ha dato vita ad ottime iniziative
affiancato da un pregevole dibattito culturale.
Nel gran numero delle iniziative va ricordata
sicuramente l'ultima che si è tenuta all'Idi il 9
ottobre 20002.
"Gli Irccs tra Presente e Futuro", un incontro
dibattito sullo stato degli istituti di ricerca a
carattere scientifico, che ha visto la partecipazione di numerose autorità sia in campo
scientifico, che politico.
La presenza poi del Ministro della Sanità, Gi-
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focus
ffocus
7. presenza di bilancio preventivo e consuntivo;
8. presenza elenco dei Soci in regola con il pagamento delle
quote;
9. elaborazione di linee-guida;
10. promozione di trials di studio;
Il Segretario
Nazionale
Donato Menichella
con l’Assessore
alla Sanità della
Regione Lazio
Vincenzo
Maria Saraceni
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11. promozione di ricerche scientifiche finalizzate;
12. documentati rapporti di collaborazione con Società ed organismi scientifici internazionali;
rolamo Sirchia, ha reso il dibattito più acceso
e interessante.
Ma non da meno sono stati gli altri relatori.
Tra le personalità esterne all'Anmirs, un ringraziamento mi è gradito dare a Fabio Capani, il
cui contributo di pensiero è sicuramente un
arricchimento per l'Associazione.
Al pari decisivo il contributo portato da Alberto Spanò.
Un ringraziamento è doveroso anche per tutti
gli altri Consiglieri della Società.
Ovviamente la Società Scientifica è un soggetto
giuridico in piena evoluzione.
Il Ministero della Sanità non ha ancora elaborato le linee guide per l'accreditamento come
provider, delle società scientifiche; devono ritenersi ancora valide le linee guida elaborate
dalla Fnomceo?
I criteri, come tutti ricorderanno, erano i seguenti:
1.
presenza dello Statuto;
2.
documentata volontà societaria di perseguire attività di formazione e ricerche
attraverso la definizione di una specifica
strategia;
3.
assenza di fini di lucro;
4.
presenza di un organismo responsabile
della formazione;
5.
criteri democratici di eleggibilità;
6.
adeguata diffusione sul territorio nazionale;
13. presenza di adeguati strumenti di informazione e confronto per la diffusione di
linee-guida, ricerche tecnico-scientifiche
e documentazione standard.
Se questi criteri fossero presi in considerazione dal Ministero, per l'accreditamento dei
provider, la nostra Società scientifica forse ne
sarebbe fuori. È anche vero che questi criteri
sono ancora allo studio di un'apposita commissione, che dovrebbe ultimare i suoi lavori
in tempi brevi.
L'enorme numero di società scientifiche presenti nel panorama culturale nazionale renderà difficile l'accreditamento per tutte, forse
un discorso di fusioni potrebbe agevolare il
compito al legislatore.
Si può vedere come su questo tema nulla è
ancora scontato e la parola fine spetta in ultima analisi solo al Ministero o addirittura alle
Regioni.
Molto si è discusso anche in accesi Consigli
Nazionali come mettere al passo la nostra
Società Scientifica con le altre.
Ricorrere a una rifondazione della stessa, con
l'istituzione di una fondazione, oppure dare
un ruolo preminente all'Anmirs, lasciando la
Società Scientifica una autonoma tecnostruttura al servizio dell'associazione?
Ovviamente sarà il dibattito in seno al Congresso Nazionale, al Consiglio Nazionale a sciogliere questo nodo, a me preme fare alcune
considerazioni.
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La Società Scientifica è nata dall'Anmirs e deve
restare dell'Anmirs ed al servizio dei suoi
iscritti, compito che in questo momento sta
svolgendo egregiamente.
È assolutamente indispensabile, che l'Anmirs,
o la sua società entri pienamente nel meccanismo dell'accreditamento degli eventi scientifici. Questo per alcuni ordini di fattori, alcuni di ordine contrattuali.
La formazione ha costi diretti e costi indiretti
(tempo lavoro sottratto all'assistenza), questi
oneri non devono ricadere sui professionisti.
I soldi per la formazione dei medici saranno
sicuramente, fonte di scontro con l'Aris, che
vorrebbe utilizzare le Nostre risorse presenti in contratto, per formare secondo modelli
propri i nostri medici.
m
al Direttore della Rivista, Luigi Pazienza, che,
per quanto di competenza, ha rinnovato la
propria stima a tutti gli organismi editoriali. La
Segreteria Scientifica Nazionale e la Società lo
ha incoraggiato a fissare nuovi obiettivi e favorire lavori scientificamente validi per gratificare obblighi, esigenze culturali, iniziative di
formazione.
In questi ultimi periodi c'è stata una vera fioritura di contributi scientifici di notevole livello, da richiedere numeri straordinari.
Obbiettivo ambizioso per il biennio successivo del suo direttore è la pubblicazione della rivista "on Line", attraverso il nostro sito
Internet. Sono stati richiesti i relativi crediti
anche per il Congresso in atto che presenta
ancora novità organizzative molto importanti.
OZIONE
L'Assemblea generale dell'Anmirs con i suoi
organismi direttivi riuniti nel Congresso Nazionale di Roma il 9.11.2002 si impegna a sostenere fattivamente e ad affiancare l'azione
della Rsl dell'Ospedale Moriggia-Pelascini di
Gravedona (Co) nei confronti dell'Amministrazione della struttura e, unitamente alle altre Rsl lombarde, nei confronti dell'Amministrazione regionale per ottenere l'integrale
Quest'obiettivo ha fatto tristemente capolino in alcuni recenti incontri, avvenuti in Aris
L'altro motivo è che la formazione del medico non può essere affidata solo alle aziende, e
legata ad obiettivi e progetti aziendali, tutto ciò
sarebbe enormemente riduttivo e lesivo per
la professionalità dei medici, e ridurrebbe sostanzialmente la portata del percorso formativo.
Rivista scientifica
La Rivista scientifica, è molto cresciuta in questi anni, e rappresenta da sempre l'esigenza
dei medici di esprimere cultura, e miglioramento di qualità scientifica.
Subito dopo il rinnovo dei quadri statutari l'organo deliberante ha confermato la sua fiducia
applicazione del Ccnl sottoscritto dalle parti
interessate, in particolare per quanto concerne l'esercizio della libera professione, la
corresponsione degli incentivi economici,
l'erogazione dell'indennità di esclusività di
rapporto.
Mozione ROVELLI, SEVERI, ALFINI
Approvata all'unanimità
È stato posto in essere il sistema telematico
rilevatore della presenza dei partecipanti, così
come nel congresso precedente.
Al momento attuale, il Ministero non ha
ancora comunicato il numero dei relativi
crediti.
Prospettive
L'anno sociale trascorso, e quello che ci apprestiamo ad affrontare, sicuramente seguirà
un cambiamento nell'intero assetto dell'organizzazione scientifica.
Inoltre con la modifica del titolo V della Costituzione, si è introdotto nell'assetto statale
e nel Sistema Sanitario Nazionale, il federalismo, una legislazione concorrente in due livelli, uno nazionale ed uno regionale.
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OZIONE
Il Congresso Nazionale Anmirs riconosce che
il rientro di molte Amministrazioni nell'ambito Aris, con la contestuale applicazione del
Ccnl ha contribuito ad ottenere una omogeneizzazione del trattamento normo-economico a livello nazionale, con particolare beneficio per i nuovi assunti.
Il Congresso Nazionale ritiene peraltro che la
mancata erogazione dell'indennità di esclusività di rapporto di lavoro a favore di una parte considerevole di medici - soprattutto per
gli ospedali della Lombardia - continui a rappresentare motivo di grave disagio per l'inac-
cettabile penalizzazione economica.
Il Congresso Nazionale impegna la Segreteria Nazionale ed il Consiglio Nazionale a promuovere a livello nazionale e locale tutte le
iniziative - sindacali e legali - necessarie al superamento di questa iniqua e discriminante
situazione.
Due livelli di potere che spesso invece di dialogare si contrappongono.
Ci sarà quindi una formazione regionale, diversa da regione a regione?
Bisogna non augurarselo, ma certamente le
Regioni legifereranno in materia o creeranno
proprie linee guida in questo settore.
Mozione FERRETTO
a nome delle Rsl di Milano,
Brescia, Erba, Valduce
Approvata all'unanimità
Nei mutamenti legislativi che si preannunciano quindi per l'intero Sistema sanitario, il rinnovamento dell'attività scientifica è divenuto
un'esigenza reale e le difficoltà che hanno accompagnato ed accompagnano la costituzione, l'organizzazione e la futura gestione della
Società Scientifica, ne sono testimonianza.
Il tema scientifico del XXXI Congresso
LE PATOLOGIE DELL'ANZIANO
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La sessione scientifica del XXXI Congresso
Anmirs si è svolta nei giorni 7 e 8 novembre
presso la sala Assunta dell'Ospedale Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina. Si è trattato per
l'Associazione di un ritorno alle origini perché proprio in questa sede trentuno anni fa è
stata fondata l'Anmirs e qui venne celebrato
il 1° Congresso Nazionale.
Tema prescelto: "Le patologie dell'età involutiva", argomento di indubbia attualità considerando che nell'anno 2000 la durata della vita
media ha raggiunto i 78 anni e che circa 10
milioni di persone (il 17,4% dell'intera popolazione) hanno superato i 65 anni.
L'approccio al tema è stato multidisciplinare
ed il Congresso scientifico si è articolato in
due giornate, rispettivamente medica e chirurgica, proponendo 18 relazioni che hanno
riguardato dodici discipline; il che ha favorito
l'interesse e la partecipazione dei congressisti per la molteplicità delle specializzazioni rappresentate. La prima giornata è stata incentrata sulla patologia involutiva cerebrale, con
particolare riguardo alle demenze, e le relative correlazioni con i fattori di rischio vascolare e le malattie cardiache.
Argomento di apertura: la “Fisiologia dell'invecchiamento del Sistema Nervoso Centrale” svolto da P. M. Rossini (Roma); sono seguite in successione le relazioni sugli “Aspetti psicopatologici dell'anziano” (M.Verani - Roma);
“Il declino cognitivo dell'anziano” (G. B. Friso-
f
Bisognerà essere tutti d'accordo e solleciti nel
rispondere alle necessità di potenziamento, di
innovamento che il Ministero e le Regioni e la
futura organizzazione scientifica richiederanno, anche facendo qualche passo indietro, se
e quando fosse richiesto.
La promozione, la programmazione, la realizzazione dell'attività di ricerca clinica, di aggiornamento ed educazione medica continua ha un
senso ed un futuro se tutta l'Associazione si
impegnerà a salvaguardarne filosofia e valori.
Tutte le organizzazioni scientifiche e le stesse
Società Scientifiche, anche quelle che registrano numerosi iscritti e perciò vengono consi-
derate più grandi, sono limitate nella loro attività da notevoli problemi organizzativi.
L'Anmirs, ha già in questo campo fatti notevoli passi da gigante, ora deve pertanto organizzare eventi formativi non solo per i propri
ospedali, ma allestire un sistema di formazione continua anche a distanza per altri fruitori,
non direttamente associati all'Anmirs. Compito precipuo sarà quello di facilitare la formazione per tutto il personale sanitario, non
solo per i medici; in termini numerici si tratta
di costituire un servizio per almeno 12000
utenti e, come si comprende facilmente, si
tratta di un impegno di gran responsabilità e
peso, che richiederà una più articolata ed efficace organizzazione.
Anche per questo le singole attività non devono essere frutto di iniziative individuali, ma
come si diceva all'inizio della relazione si deve
notare il piano formativo dell'Anmirs, sarà poi
compito della società Scientifica o anche di
un altro provider, quello di realizzarlo.
Per maggiore garanzia dovrà essere attuato un
piano didattico annuale e valorizzato il rapporto con le sedi periferiche, valorizzando
ni - Brescia); “Le demenze: classificazioni, eziologia e diagnosi” (O. Zanetti - Brescia);“Il punto della ricerca sulle neurodegenerazioni (Sorbi - Università di Firenze); “I fattori di rischio
cerebrovascolari” (D. Manfellotto - Roma); “Le
correlazioni fisiopatologiche del sistema cuore-cervello nell'anziano” (M. Fioranelli - Roma).
La seconda giornata riguardante le patologie
chirurgiche dell'età involutiva è stata aperta
dalla lettura magistrale di L. Novellino sulle indicazioni della Chirurgia mininvasiva nell'anziano. Successivamente sono state presentate nell'ordine le seguenti relazioni:“Problematiche anestesiologiche nell'anziano” (R. Greco
- Roma); “La chirurgia del colon retto nell'anziano” (G. Cucchiara, S. Colizza, R. Vincenti Roma); “Il cancro della prostata” (E. Cruciani
- Roma); “Il trattamento della degenerazione
maculare senile con terapia fotodinamica” (M.
Fortunato, E. Glorialanza, V. Gasparri, P.Vadalà
- Roma); “Utilizzo di materiale eterologo per
la riparazione delle fratture del pavimento
orbitarlo” (S. De Gregorio- Roma);“Correzione di labio-palatoschisi in unico tempo durante missioni umanitarie di Operation Smile” (F.Abenavoli - Roma);“Le fratture di femore in età involutiva” (A. Carfagni - Roma);
“Ruolo della radiologia interventistica nella patologia dell'età involutiva” (M. Nardella, F. Florio - S. G. Rotondo).
La maggioranza dei relatori che ha partecipato al Congresso opera nell'ambito dell'Ospedalità Classificata o degli Irccs religiosi a dimostrazione dell'alto livello scientifico e professionale raggiunto dai medici del settore. Il
Congresso scientifico è stato inoltre accreditato dal Ministero della Salute per la erogazione dei crediti formativi favorendo la partecipazione intensa ed attenta dei congressisti.
Le relazioni citate saranno pubblicate negli Atti
congressuali sulla rivista scientifica Impegno
Ospedaliero.
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appieno la figura del delegato scientifico.
Bisogna instaurare rapporti di collaborazione
con altre sociètà scientifiche, attraverso protocolli comuni e linee guida comuni non solo
per l'accreditamento degli eventi ma anche per
creare progetti scientifici di più ampio respiro.
La mutidisciplinarietà della nostra associazione può e deve facilitare questo scambio.
La capacità di progredire e di affermarsi è direttamente correlata alla capacità dell'Anmirs
di servire le sedi periferiche con una oculata
politica di gestione finanziaria e di promozione dell'immagine. È indubbio che le strutture
portanti sono le sedi periferiche, ma la loro
attività di formazione, pur prioritaria, deve
essere mediata dalla Società Scientifica, che ha
qui la sua ragion d'essere.
Essa deve collegare le sedi periferiche, come
una piattaforma informatica centrale e deve
infatti essere il collante della forma ed evoluzione dell'aggiornamento professionale.
Obbiettivo per il prossimo biennio della Segreteria Scientifica e della Società deve essere la Formazione a distanza.
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La partecipazione ai congressi scientifici infatti è diventata di recente sempre più costosa, riservata per lo più a branche specialistiche, dotate di notevoli risorse finanziarie assorbite spesso da sponsors farmaceutici.
Il futuro che è ormai presente è quello di
sfruttare la rete telematica per far giungere le
relazioni interessanti a casa di ognuno, risparmiando tempo e denaro e salvaguardando l'impegno lavorativo.
Come abbiamo già detto, grosse società incontrano difficoltà organizzative perché non
riescono ad utilizzare lo strumento dell'informazione. L'uso dello strumento informatico,
in modo corretto ed appropriato, potrà vedere sicuramente La nostra Associazione protagonista nel campo scientifico nazionale.
È necessario quindi che quest'iniziativa di
spessore sia frutto di partecipazione, aggregazione intelligente e produttiva e che sia finanziata e perseguita.
Per raggiungere questo traguardo saranno
sempre più necessari impegno, entusiasmo e
determinazione.
DOCUMENTO CONCLUSIVO
L'Assemblea dei Delegati riunita a Roma in occasione del XXXI Congresso Nazionale Anmirs in
data 9 Novembre 2002, dopo attenta valutazione
e approfondita riflessione sull'attività svolta dalla
Società Scientifica e sulle prospettive legate alla
formazione continua in medicina:
CONSTATA che la Società Scientifica, superate le
iniziali difficoltà e incertezze, è divenuta una realtà
e un patrimonio associativo di indubbio valore;
DICHIARA il proprio compiacimento per la crescita di tale importante Istituto che si è realizzato nel pieno rispetto nei principi della sua costituzione;
INCORAGGIA l'attività che ritiene indispensabile al sistema, nella convinzione che i crediti formativi sono essenziali per la certezza. della professione e per la carriera dei medici;
INVITA i responsabili della Società Scientifica a
vigilare sulla qualità della produzione scientifica e
ad incoraggiare la formazione a distanza e l'ipotesi di piani e progetti formativi aziendali;
RITIENE importante che tale significativo strumento sia esteso a tutta la dirigenza, al personale
dipendente e a quanti pur non appartenenti all'ospedalità classificata, avanzino richiesta di adesione;
IMPEGNA la Società Scientifica a realizzare, come
già avvenuto per l'anno in corso, appuntamenti di
prestigio per potenziare ulteriormente questo
patrimonio associativo;
SOSTIENE che il confronto con l'Aris e con altre
Società Scientifiche possa e debba svilupparsi
esclusivamente nella prospettiva di realizzazione
di corsi comuni di formazione e di progetti di garanzia con l'esclusivo vincolo di non penalizzare
medici e dipendenti e non appesantire il bilancio
dell'Anmirs
Mozione CHINNI-CIPOLLETTA
f
Organigramma dell’ANMIRS per il biennio 2002 - 2004
Approvato il 2 dicembre 2002 dal Consiglio Nazionale
SEGRETERIA NAZIONALE
Donato MENICHELLA
Giovanni SCAGLIONI
Domenico GRISAFI
Renato CIPOLLETTA
Pietro TARANTOLA
Eugenio GLORIALANZA
Roberto TOMACIELLO
Segretario Nazionale
Vice Segretario Nazionale
Segretario Organizzativo
Segretario Attività Scientifica
Segretario Territoriale Nord
Segretario Territoriale Centro
Segretario Territoriale Sud
CONSIGLIO NAZIONALE
Francesca MAZZA
Walter Massimo LAMBIASE
Stefano FELICI
Maurizio FERRETTO
Roberto LUPATTELLI
Lucio LUZZA
Claudio BELLUNATO
Michele NARDELLA
Tommaso Fabrizio MARZANO
Maurizio VERANI
Petros YIANNAKOU
Cristo Re - Roma
Casa Sollievo Sofferenza
S. Carlo I.D.I. - Roma
Sacra Famiglia - Erba
FBF Isola Tiberina - Roma
S. Pietro - Roma
Sacro Cuore Negrar
Casa Sollievo Sofferenza
Casa Sollievo Sofferenza
FBF Isola Tiberina - Roma
Regina Apostolorum - Albano Laziale
REVISORI DEI CONTI EFFETTIVI
Aldo RUSSO
Giovanni BAIANI
Giovanni MOSIELLO
Casa Sollievo Sofferenza
S. Pietro - Roma
Bambino Gesù - Roma
REVISORI DEI CONTI SUPPLENTI
Giorgio Felice BIAVA
I.D.I. - Roma
PROBI VIRI
Paolo GALIANO
Giovanni LENTINI
Francesco Paolo LO MELE
Elena LUDOVICO
Domenico TRESCA
I.D.I. - Roma
Buccheri La Ferla - Palermo
Buon Consiglio - Napoli
Miulli - Acquaviva delle Fonti
Sacro Cuore di Gesù - Benevento
DELEGATI REGIONALI
Matteo VALDESI - SICILIA
Matteo MARUZZI - PUGLIA
Rosario RUFFO - CAMPANIA
Francesco BERGAMASCO - VENETO, TRENTINO
Mario BRENNA - LOMBARDIA
Fedele FASCIANO - PIEMONTE
Buccheri La Ferla - Palermo
Casa Sollievo Sofferenza
Evangelico Villa Betania
Sacro Cuore Negrar
Sacra Famiglia - Erba
Gradenigo - Torino
VICE SEGRETARIO ITALIA NORD
Claudio BELLUNATO
Sacro Cuore Negrar
VICE SEGRETARIO ITALIA CENTRO
Petros YIANNAKOU
Regina Apostolorum - Albano L.
VICE SEGRETARIO ITALIA SUD
Alberto VITALE
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Villa Betania - Napoli
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di Gennaro Rocco*
* Presidente Collegio Ipasvi
di Roma, Direttore corso
di laurea in infermieristica
Idi-Irccs Roma
La testimonianza degli infermieri
Colleghi
di speranza
L’aver affiancato, nell’ambito del Congresso
Anmirs, ad argomenti di più stretta pertinenza
tecnico-scientifica le questioni e le problematiche
inerenti alla solidarietà umana e al dialogo
interreligioso testimonia, una volta di più, l’impegno
dell’ospedalità religiosa sul fronte di una sanità
intesa nel senso più completo del termine.
La presenza a questo con-
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fronto della professione infermieristica vuole
sottolineare come la necessità di testimoniare solidarietà indipendentemente dal credo
religioso, dalla razza e dalla cultura, sia dei medici, ma anche di tutti gli altri operatori sanitari. Degli infermieri in particolare.
Nei modelli organizzativi della sanità moderna e nella stessa realtà quotidiana dei nostri
ospedali, la gestione dei rapporti relazionali con
gli utenti è principalmente nelle mani degli infermieri. Rapporti attinenti non solo all’aspetto assistenziale in senso ristretto, ma anche e
soprattutto a quello interpersonale, di comunicazione profonda con la persona malata. Ne
discende l’impegno costante a raccogliere e
rispondere anche ai bisogni diversi da quelli
strettamente correlati alla cura, diversi ma non
per questo meno importanti e anzi determinanti per il successo della terapia. Insomma: la
cura della salute e non solo della malattia è la
mission primaria per la professione infermieristica. Lo è a maggior ragione nelle strutture
sanitarie che offrono un servizio particolare,
più completo, a chi si trova in una condizione
di sofferenza: gli ospedali religiosi, appunto. Gli
infermieri sono chiamati oggi a testimoniare
in prima persona la sensibilità verso questi
bisogni, ma anche ad agire e ad operare affinché nell’organizzazione del sistema sanitario e
dei servizi sia posta al centro la persona in quanto tale; non la patologia, ma l’uomo malato.
Su questo aspetto della professione gli infermieri italiani stanno compiendo un grande
sforzo organizzativo e prima ancora culturale.
È un percorso complesso, caratterizzato certamente da problemi e manchevolezze, ma
che, specie negli ultimi anni, fa registrare sostanziali progressi, anche in virtù di una figura
professionale profondamente mutata sul pia-
f
no normativo e su quello della formazione.
Gli infermieri italiani (lo hanno fatto da ultimo nel congresso nazionale della Federazione Ipasvi celebrato proprio a Roma nel settembre scorso) rivendicano orgogliosamente
un profilo di crescita professionale che forse,
in questi ultimi anni, non ha pari in Italia. E
non si tratta di un orgoglio vanesio, fine a se
stesso. Deriva piuttosto da
una condizione lavorativa
che si rivela nell’attività di
ogni giorno, costretta a misurarsi costantemente con
l’attualità sociale del nostro
Paese e dunque in continua evoluzione.
Si analizzano qui due aspetti salienti della domanda di
salute che arrivano oggi dalla popolazione: quella riferita alle persone anziane e
quella determinata dal processo di immigrazione.
È evidente che, su questo
doppio binario, la sanità
deve indirizzare la sua
riorganizzazione. Nei prossimi anni sarà fondamentale rispondere più adeguatamente ai bisogni di salute di
una popolazione anziana e multietnica; uno
scenario operativo complesso con cui tutti
noi presto dovremo confrontarci.
In questa chiave, il binomio rappresentato dagli
elementi tecnici e da quelli etici dell’assistenza sarà cruciale, determinante: sempre insieme, a completarsi in un’offerta di cura globale,
che non distingua l’aspetto fisiopatologico da
quello spirituale della persona.
È l’evoluzione demografica stessa che ci impone questo atteggiamento, se è vero che proprio gli anziani e gli immigrati manifestano la
necessità più stringente di solidarietà umana
e di dialogo interculturale.
Gli infermieri stanno lavorando in questa direzione con numerose iniziative di sensibilizzazione e informazione della categoria. Forti
anche di un’esperienza internazionale consolidata che vede gli infermieri italiani in prima
fila nel campo dell’assistenza alle genti colpite
da calamità, epidemie, guerre, nei Paesi del Terzo e Quarto mondo, nelle missioni religiose,
nelle organizzazioni di volontariato, stanno ad
esempio elaborando un opuscolo informativo da distribuire a tutti gli infermieri, che fo-
calizza la necessità di erogare l’assistenza rispettando gli usi, i costumi, i principi alimentari e le esigenze spirituali degli immigrati.
Aspetti, questi, a cui occorre dedicare la massima attenzione, a cominciare dalla ritualità
dei diversi credo religiosi: dagli orari delle preghiere alla percezione del concetto di privacy, molto variegata in relazione alla cultura
di provenienza.
Tutti verifichiamo con i nostri occhi che tanti
ospedali sono in realtà organizzati più sulla base
delle esigenze della stessa struttura che non
sulle necessità dell’utente. Il tempo che viviamo ci impone di cambiare, di rovesciare la
prospettiva. Ci vuole dunque uno sforzo ulteriore anche sulla revisione dei modelli organizzativi delle nostre strutture sanitarie, di
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...presenza
della figura
infermieristica
nel novero
degli ordini
professionali...
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quelle religiose in particolare. L’ospedalità religiosa può e deve sfruttare in questa direzione il vantaggio che le deriva dalla sua stessa
storia, dai principi di solidarietà e di spiritualità che la ispirano e che ne compongono l’essenza. Può rappresentare, perciò, una forza
trainante nei confronti di altre strutture sanitarie, laiche, pubbliche e private, e costituire
per queste un riferimento preciso, un modello
virtuoso da imitare.
Ecco che, per la sanità religiosa il peso della
responsabilità sociale raddoppia. Ma non per
questo spaventa i suoi operatori, per i quali
l’obiettivo della cura globale della persona è
alla base di una scelta professionale che è di
per sé una scelta di vita.
La nuova figura dell’infermiere tracciata dall’attuale quadro normativo è centrale in un
sistema come quello fin qui accennato.A questa è affidata una grande potestà autoorganizzativa e la prerogativa di stabilire processi di
assistenza in completa autonomia. Processi
che devono ispirarsi ai valori fondanti dell’etica
e della deontologia professionale.
Il punto è: come farlo?
La proposta che gli infermieri si sentono
avanzare è necessariamente diversificata e
multidisciplinare. Coinvolge tutta la professione infermieristica, dai suoi organi istitu-
zionali rappresentativi alle unità operative, ai
colleghi impegnati nella formazione e nell’attività di ricerca.
Gli strumenti su cui stiamo lavorando sono
dunque diversi, con l’intento di aprire un dibattito fruttuoso nella nostra professione. Siamo agevolati in questo dallo spirito con cui i
giovani si avvicinano alla scienza infermieristica, con aspettative certamente nuove e assai
diverse rispetto al passato. Fondamentale diviene allora la testimonianza diretta e personale nei luoghi di lavoro. E poi l’investimento
nella formazione di base, specialistica e nell’aggiornamento continuo. In questo campo
abbiamo già capitalizzato una buona esperienza. I centri di formazione convenzionati con
le università dei nostri ospedali religiosi puntano proprio a trasmettere quei valori universali non nuovi per la nostra professione,
ma certamente rinnovati nella forza: quelli della
solidarietà e della fratellanza.
Il successo ottenuto dai master e dai corsi
post laurea fin qui attivati in materie come
l’etica del management in sanità testimonia
che la direzione intrapresa è quella giusta per
veicolare i valori in questione ai colleghi già in
servizio.
Un ruolo chiave in questo processo di trasmissione dei valori è recitato dalle associazioni di operatori sanitari, e in particolare di
infermieri, in primo luogo di quelle cattoliche.
Infine, gli enti istituzionali con cui occorre avviare una nuova stagione di rapporti e di collaborazione. La presenza della figura infermieristica nel novero degli ordini professionali e
un suo maggiore coinvolgimento nelle scelte
di politica sanitaria possono agevolare fortemente questo interscambio, nel segno comune dei valori universali della cristianità.
La legge attribuisce oggi nuove responsabilità
agli infermieri, con una libertà di agire ben più
ampia che in passato. D’altronde, è quanto gli
infermieri italiani hanno rivendicato per molti
anni, nel nome di una crescita professionale
completa e adeguata ai tempi. Ora che questa
è a portata di mano, non abbiamo più alibi per
tirarci indietro.
a
aattualità
di Paolo Spagnolli
Assemblea straordinaria del 7 novembre 2002
L'evoluzione
del Fondo
• Nel 1997, prima riforma statutaria, per recepire l'obbligo di composizione paritaria tra
medici dipendenti e rappresentanti delle amministrazioni nel Consiglio e nell'Assemblea.
• Dal 23 giugno 1999, Convenzione con l'Anmirs (stanza presso la sua sede di Roma, ospitalità al Congresso ecc.). La sistemazione logistica è migliorata ed ha permesso l'attivazione, altrimenti impossibile, delle procedure richieste dalla legge sulla riservatezza dei dati
personali.
• Assunzione di un impiegato per il Fondo Carmelo Daniele - con indubbio vantaggio per
l'organizzazione
• Iscrizione dall'8 febbraio 2000 all'Albo dei
Fondi pensione - I Sezione Speciale - Fondi
pensione preesistenti con soggettività giuridica, con il n° di iscrizione 1337.
• Attivazione, a partire dal 1° luglio 2001, della
gestione amministrativa del Fondo attraverso
un gestore esterno: Prevint S.p.A.
• Gara per il rinnovo del Gestore delle risorse del Fondo, nel secondo semestre del
2001, alla scadenza del precedente contratto
quinquennale con Assicurazioni Generali.
Scelta, da parte del Consiglio di Amministra-
Le modifiche normative intercorse in questi anni e
gli interventi regolamentari della Covip (Commissione
di Vigilanza sui Fondi pensione) hanno reso necessario
un intervento costante di adeguamento dei "vecchi
Fondi", quelli cioè costruiti prima del 1992. Il nostro
Fondo è nato l'8 ottobre 1987 ed ha sino ad ora
realizzato tutti gli adeguamenti resi obbligatori.
zione, del nuovo gestore, Ras S.p.A. attivo
dal 1° gennaio 2002, perché ha offerto la
forma meglio integrata di contratto ed assicurato anche il "know how" per tutta l'ulteriore fase di passaggio organizzativo. Tale
nuovo rapporto ha consentito di far proporre anche al Sindacato nuove convenzioni per prodotti assicurativi di interesse dei
medici e delle loro famiglie.
Occorreva però ancora un passo in avanti per
arrivare ad un pieno adeguamento ai Fondi
pensione di nuova costituzione.
Si è quindi proceduto ad un ulteriore modifica dello Statuto con i seguenti obiettivi:
• una razionalizzazione dell'impianto regolamentare
• il passaggio dal monocomparto al multicomparto
• l'introduzione dell'istituto della Banca depositaria
Impegno
ospedaliero
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aattualità
Il Fondo ha
approvato la
possibilità di
iscrizione per tutti
i dipendenti
medici di Ospedali
Religiosi...
Impegno
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attualit
• l'adozione della scheda informativa
• l'adeguamento anche in tema di redazione
del Bilancio dei termini e delle disposizioni per
i Fondi di nuova costituzione
Il Fondo ha approvato quindi la possibilità di
iscrizione per tutti i dipendenti medici di
Ospedali Religiosi che, ai sensi delle nuove
normative, vengono ora inquadrati come Presìdi delle Asl e non più come " Ospedali Classificati".
Inoltre, tra i dipendenti degli Ospedali Classificati e Irccs o di tali Presidi, si potranno iscrivere anche i laureati non medici - a patto che
il Contratto di riferimento Aris-Anmirs contempli in futuro l'applicazione anche per queste categorie -.
Il multicomparto
(Possibilità di sviluppo di più linee di investimento) L'operatività è prevista dopo il completo trasferimento (primo luglio 2003) delle
riserve matematiche dal precedente gestore,
Generali, a Ras. Alla linea di base che ha reso
ancora un ottimo 5.2 % nel corso del 2002
(assicurativa con caratteristiche di protezione del risparmio grazie al rendimento minimo garantito del 3% annuo,) verranno affian-
cate fino a tre linee - assolutamente non obbligatorie ma a scelta gratuita da parte di ogni
iscritto - di tipo finanziario (come fossero "fondi comuni" di investimento).
Il Consiglio di Amministrazione del Fondo
emanerà un regolamento per definire le modalità di applicazione.
Banca depositaria
L'introduzione della Banca depositaria è un
ulteriore forma di garanzia per gli iscritti al
Fondo, non è obbligatoria per i vecchi Fondi
pensione.
Ma se si sceglie una gestione multicomparto
diviene inderogabile, per controllare che tutte le operazioni svolte dai gestori delle risorse siano conformi sia allo Statuto del Fondo,
sia alle Leggi ed inoltre che gli stessi seguano
le indicazioni fornite dal Consiglio di amministrazione del Fondo e contenute nelle convenzioni di gestione sottoscritte.
Scheda informativa
La Scheda informativa è lo strumento individuato dal legislatore per garantire la chiara e
trasparente rappresentazione delle caratteristiche dei fondi pensione ai potenziali aderenti
Non è obbligatoria per i vecchi Fondi pensio-
tà
ne, ma andrebbe consegnata ai potenziali aderenti unitamente al modulo di adesione
Deve essere redatta in conformità allo schema predisposto dalla Covip e contenere tutte le informazioni anche sugli andamenti della
gestione delle risorse
Il bilancio del Fondo
Il bilancio del Fondo si è fatto molto consistente. Le posizioni accumulate in favore degli
iscritti ammontano al 30/06/2002 ad Euro
65.874.734,91 contro circa 69 miliardi nel
1998. Il Fondo doveva adeguare i tempi di
chiusura e di approvazione del Bilancio, a quelli
previsti dalla normativa in vigore:
- chiusura del bilancio al 31 dicembre dell'anno
- approvazione dello stesso entro quattro
mesi dalla chiusura (quindi nel mese di Aprile
successivo: la prossima Assemblea si terrà
quindi probabilmente il giorno 11 Aprile).
Il regolamento per le anticipazioni
Si tratta di un ulteriore adeguamento operativo, che completa al momento l'offerta di servizi per gli iscritti.
È così diventato operativo l'articolo relativo
dello Statuto (Art. 24).
I moduli per la richiesta e la normativa sono
pubblicati sul Sito Internet del Fondo.
Tutte queste modifiche sono ora all'approvazione finale da parte della Covip:
Polizza
È dal 1998 che il Fondo sta pensando ad una
polizza, accessoria al trattamento previdenziale,
per i casi di morte da qualsiasi causa ed invalidità totale permanente - oltre il 66 % Per quanto rari, i casi annui non sono meno
di 4 o 5 e questa copertura potrebbe venire
incontro alle famiglie, in particolare dei colleghi più giovani, che non hanno ancora accumulato consistenti contributi nel regime Inps
o nel Fondo. Abbiamo ottenuto già una proposta operativa da parte di Ras. In prima ipotesi, a fronte di un contributo di circa duecento Euro annui o suoi multipli, si otterrebbe una copertura variabile in funzione dell'età
di appartenenza.
Il capitale assicurato potrebbe partire da circa 200 mila Euro per i soggetti di 30 anni, de-
a
crescendo peraltro con l'età dell'assicurato.
Il sistema assicurativo obbligatorio Inps, nel
quale confluiscono i nostri contributi pensionistici obbligatori, non da diritto ad una pensione prima di aver accumulato 20 anni di
anzianità contributiva. In caso di morte, dopo
5 anni di contribuzione, gli eredi ottengono
una pensione indiretta. Le cifre accantonate,
comunque, risultano sempre modeste, a fronte della breve durata contributiva.
Non appena la polizza sarà disponibile, ne verrà
data diffusa informazione agli iscritti.
Il meccanismo per accedervi sarà semplice,
tramite una richiesta di destinazione di parte
dei propri contributi personali.
Tutto questo lavoro è stato e viene fatto per
assicurare trasparenza nei confronti dei propri iscritti e confrontabilità con gli altri Fondi
pensione. Ciò ha portato ad un importante
riconoscimento da parte della Commissione
di Vigilanza, che ha deciso di sottoporre anche il nostro Fondo, come tutti i nuovi e solo
quelli importanti tra i vecchi, alla "Vigilanza di
Stabilità".
Il Consiglio, in base a questa richiesta, è tenuto entro questo febbraio e poi annualmente
a fornire alla Commissione una informazione
dettagliata sul tipo di organizzazione che si è
data e sugli strumenti che possiede, a garanzia
ulteriore di serietà nei confronti degli iscritti
passati e futuri.
Per chi voglia
poi approfondire le
ragioni, sempre ottime,
per continuare a
contribuire o per
iscriversi, il nostro sito
www.fondopensionemedici.it
è ricco di informazioni,
tra cui la Sintesi in
formato PowerPoint alla
pagina "Tutto sul Fondo"
Impegno
ospedaliero
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attualit
aattualità
di Roberto Lupattelli
Gencarelli
Ho avuto tutto
ciò di cui avevo
bisogno
L’11 febbraio, il giorno dedicato a Nostra Signora
di Lourdes, con una solenne cerimonia in San Pietro,
la chiesa sublima la sofferenza concentrando il
pensiero e la preghiera sugli ammalati
V
Impegno
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oglio continuare a chiamarli
così contro la vigente tendenza legislativa che
non li vuole chiamare ammalati, non li vuole
chiamare nemmeno pazienti, chissà forse non
li vuole chiamare e basta. L’anonimia li generalizza e permette di ignorarli più facilmente.
L’immagine della sofferenza nella storia è sempre stata scomoda e oggi, in un sistema di mercato, lo è ancora di più. Oggi è obbligatorio
essere sempre giovani, sani, belli, sorridenti e
festaioli, sorseggiare coca-cola con una mano
e inviare SMS con l’altra.
No, non sto a propinarvi il sermone del solito
sepolcro imbiancato. Non è da me, non credo
di avere i titoli per parlare, sono uno di quelli
che siedono in fondo al tempio e non ho abbastanza faccia per alzare lo sguardo.
Peraltro sono convinto che questa società, con
tutti i suoi limiti, sicuramente non è la peggiore che la storia abbia prodotto anche se forse
é tra le più subdole e insidiose. In questo sistema, facilmente i buoni propositi sono strumentalizzati e, con la complicità dei media, indirizzati a sostenere tesi e personaggi tampo-
co opinabili.
Cammino nelle navate di questa Basilica e incontro gente di ogni tipo; ciascuno, però, porta sottobraccio una sofferenza, spinge una
sedia a rotelle o una barella.
Ai piedi dell’Altare del Bernini, i volontari di
tante associazioni schierano ed ordinano le file
delle miserie umane, le vere legioni del Cristo
vivente.
Ne conosco moltissimi, li incontro tutti gli anni
a Lourdes, tranne quelle defezioni, di tanto in
tanto, di chi viene a mancare per una vita migliore.
E qui in Basilica o al Santuario ho sensazioni
diverse da quelle che ho in corsia. Sicuramente perché l’atteggiamento mentale é diverso.
Quì non ho l’obbligo di essere un tecnico, né
di ipotizzare percorsi fisiopatologici, né di definire una diagnosi e una terapia; qui, oggetto
passivo, ricevo qualcosa da chi, per la sfortuna di un handicap o di una malattia, ha molto
più di me.
È con questo confronto che lo spirito abbatte i vincoli del corpo e si innalza ad intuire la
presenza dell’Eterno.
«Ciao, Roberto» mi fa una donnona barellata
con un accento lombardo.
tà
Rosa, credo che abbia ormai la mia età e da
più di venticinque anni vive sdraiata prona su
una barella. Mi ricordo di lei al mio primo pellegrinaggio a Lourdes con gli ammalati, ventuno anni fà. Lunghe chiacchierate tra una sigaretta e l’altra, sotto quella pioggerellina gelata
che trapassa ogni soprabito, cappello o scarpa, a parlare del mondo, di Dio, del quotidiano
e dell’infinito. Me la ricordo in lacrime una sera.
Un idiota l’aveva rimproverata di non pregare
abbastanza. Proprio lei, lei che é una preghiera vivente. Ci sono anche «i ragazzi di Genova». Vivono un anno intero in un istituto in
mezzo alle loro orine e alle loro feci.Ti vedono sul treno, e la prima cosa che ti chiedono
é «ci sei a Lourdes l’anno prossimo?» Li guardi stralunato e rifletti «Ma come, siamo appena partiti e già pensano all’anno prossimo?».
Capito sepolcri imbiancati? Ci sono persone
con la vostra stessa dignità, che vivono un intero anno nella melma sperando in un viaggio
a Lourdes, accuditi e teneramente amati.
«Accuditi» direbbe qualcuno «da chi ha molto da farsi perdonare».
E quand’anche? Nulla e nessuno in questo
mondo fa qualcosa per niente. C’è sempre un
tornaconto: pecuniario, fisico o spirituale.
La gratuità é un attributo solo divino. Solo Dio
dona gratis. Il dono degli umani ha sempre una
contropartita: dalla speranza nel premio finale
alla semplice gioia della condivisione ed é giusto così. Quella sera di gennaio Angelo era
trionfante quando mi venne a cercare per
annunciarmi di aver trovato per me un posto
da barelliere in quello che sarebbe stato in
mio primo viaggio. Gli risposi prima con calma e poi urlando, che non se ne parlava nemmeno. Non era certamente il migliore periodo della mia vita : la professione, la continua
corsa dietro a qualche primario ripulito, il lunario da sbarcare, il tempo che correva sempre troppo velocemente.
Non ho mai saputo chiedergli scusa, mi sono
sempre mancate le parole. Però alla fine presi
quel biglietto.
Il mio incarico era quello di aiutare gli ammalati nell’immersione in piscina. In sette giorni
a
avevo visto tutto quello che c’era da vedere.
In sette giorni avevo capito tutto quello che
c’era da capire.Alla grotta di Massabielle in ginocchio sotto una continua pioggerellina gelata ho invocato fino a tarda notte il perdono
della Vergine per la mia presunzione ed il mio
egoismo. Io, povero imbecille, avevo pensato
di alienare il mio spirito alle stupide ed insignificanti miserie del mio quotidiano.
Io, povero imbecille, mi ero lamentato di non
aver avuto niente di quello che avevo chiesto,
senza accorgermi che il Signore mi aveva già
dato tutto quello di cui avevo bisogno.
In questa Basilica risuona un inno a Maria, che
il vecchio Papa, anche lui ammalato, ha impresso sulle sue insegne.
L’invocazione alla Vergine attraversa inossidata i millenni: dalle comunità paleocristiane,
all’11 febbraio del secondo Millennio, quando
tutti eravamo sul sagrato in una giornata per
me, per altri versi magica, a oggi di nuovo in
questa basilica. Ma ora silenzio! Tra poco avrà
inizio il rito liturgico e il Dio Vivente, sceso tra
noi, prenderà il comando delle Sue schiere di
miserabili, stringerà le file del Suo Esercito e
riaccenderà i cuori rinnovando la speranza in
un mondo migliore.
Impegno
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aattualità
attualit
Ospedale pediatrico “Bambin Gesù”
Un portale a
misura di bambino
A poco tempo di distanza dal-
l’attivazione del portale sanitario pediatrico,
l’Ospedale “Bambin Gesù” di Roma tira le prime somme rendendo noti, durante un incontro organizzato a Roma, i risultati di questo importante progetto, intitolato, per l’appunto,
“www.ospedalebambinogesù.it. Esperienze e
prospettive”. «Non siamo qui per celebrare
qualcosa» esordisce Francesco Silvano, presidente dell’ospedale pediatrico “Bambin Gesù”,
«ma piuttosto per informare la gente su ciò
che è stato fatto: il primo portale sanitario
pediatrico in Italia e anche in Europa. Peccato
solo che nessuno ci abbia ancora imitati. Il portale rappresenta infatti la maniera più innovativa
Centro Coordinamento
Informazioni (CCI)
Impegno
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SITO Anmirs
Si informa che le Rsl dei singoli Ospedali possono accedere alla parte riservata del nostro sito
internet utilizzando la propria Username e Password. Chi non fosse in possesso di tali credenziali può richiederla all’indirizzo e-mail
[email protected] o telefonando in Associazione.
Ecm
È stata attivata una nuova pagina per tutti i
medici organizzatori di eventi Ecm, da dove è
possibile scaricare la documentazione necessaria per il Ministero della Salute.
Oltre a compilare la scheda di “Richiesta di Ac-
di fare sanità, di ampliare la tipologia dell’offerta e di migliorare l’offerta stessa, attraverso l’utilizzo di nuovi canali e strumenti di comunicazione e interazione, come Internet. Una medicina, che supera la barriera del territorio, arrivando nel minor tempo possibile alle esigenze
di questi piccoli pazienti».
Dalla nascita del portale, ad oggi, il “Bambin
Gesù” è diventato il punto di riferimento principale per tutto ciò che riguarda la salute del
bambino su Internet. Con un’esperienza che
vanta oltre 130 anni di attività, l’ospedale, in collaborazione con 5 partner di altissimo livello
nazionale ed internazionale, ha già messo in cantiere, in soli 12 mesi, 230 mila visitatori, suddicreditamento” si devono inviare il “Programma”
dettagliato dell’evento con allegati i Curriculum
Vitae, il “Questionario” e la “Scheda di valutazione
dell’evento formativo da parte dei partecipanti”.
Per facilitare la consegna del materiale al Ministero, si consiglia di inviare il tutto tramite email all’indirizzo [email protected], oppure in un
floppy disk all’Anmirs c/o Massimo Silvestri.
Per aiutare i Responsabili dei Corsi nel completare in modo migliore la scheda di “Richiesta di Accreditamento” si allega la “Griglia di
Valutazione”.
Portale bambino gesù
Alleghiamo l’elenco dei medici, di ogni Ospedale, a cui è stata consegnata la Username e
Password per poter accedere a tutti i servizi
del Portale dell’Ospedale Bambino Gesù:
tà
a
visi fra medici, genitori e bambini, 12 milioni e
mezzo di accessi, oltre 1200 visite in media per
giorno, e 5 mila prenotazioni on-line di esami o
visite. Fra i servizi, si ricordano, per lo più, le
attività di prenotazione on-line, generalmente
evase entro le 48 ore e notificate tramite posta elettronica, le attività di teleconsulto, convalidate dal primario di reparto, corredate dalla bibliografia del caso e, soprattutto, fornite
entro le 72 ore lavorative dalla richiesta, salvo i
casi di urgenza, le attività di percorsi formativi
a distanza, le attività di supporto clinico fra
medici, le attività di supporto assistenziale a
pazienti e ospedali di piccole dimensioni, come
pure le attività messe a punto in un baby portale per l’intrattenimento e la didattica dei bambini, giochi on-line, racconti e fiabe. Per Domenico Gramazio, presidente dell’Agenzia di Sanità
Pubblica della Regione Lazio, «Una grande realtà
che rappresenta ogni anno, per migliaia di famiglie, un punto di riferimento essenziale. Del resto, il “Bambin Gesù” non è un ospedale qualsiasi, ma il fiore all’occhiello dell’assistenza pediatrica e un simbolo della nostra sanità».
Nel variegato mondo della telematica, dove c’è
pure chi riesce a fare di Internet uno strumento illecito e perverso, esiste dunque l’arma del riscatto, attraverso questa grande op-
portunità sociale e sanitaria, che permette il
collegamento in tempo reale con tutte le persone e le informazioni interessate. Del resto,
la sanità, come tutti i campi di applicazione del
sapere umano, per sopravvivere deve poter
appoggiarsi tanto sulle conoscenze umane,
quanto sui supporti scientifici e tecnologici.
Quella che chiamano la new-economy non è
altro che il timone di tutte le realtà operative
di una società complessa e strutturalmente
organizzata. Ma c’è pure che rivendichi il diritto a una sanità globale e non mirata.
«Da quando sono diventato sottosegretario
di Stato alla Salute» racconta Cesare Cursi,
«ho incontrato, girando per l’Italia, tantissime
realtà regionali diverse e spezzettate fra loro.
È mai possibile confrontare la Lombardia alla
Basilicata? Certo che no! Qui bisogna assolutamente evitare che quelli che un tempo erano i viaggi della speranza diventino oggi i viaggi
da Regione a Regione. Oggi, in questa sede, non
posso che congratularmi con quanto è stato
fatto e quanto si farà al “Bambin Gesù”, ma ciò
su cui voglio insistere è la necessità di pareggiare le tante realtà italiane. Il federalismo ha
un senso solo se è condiviso, vissuto e verificato ovunque, specie oggi, che si lavora alla luce
di epidemiologie importanti».
NOME
COGNOME
OSPEDALE
NOME
COGNOME
OSPEDALE
Massimo
Claudio
Renato
Walter Benito
ACERRA
CANNAVIELO
CIPOLLETTA
DI STASO
Costantino
Mario
DILBERIS
DUATI
Stefano
Maurizio
Roberto
Domenico
Walter Massimo
FELICI
FERRETTO
FERRI
GRISAFI
LAMBIASE
Lucio
Francesca
Franco
Fabio
Giovanni
Gloria Maria
Giuliano
Sergio
LUZZA
MAZZA
MAZZARO
MICHIELUTTI
MOSIELLO
PENNASILICO
ROMAGNOSI
ROVELLI
Daniele
Roberto
LIETTI
LUPATTELLI
GENCARELLI
Buon Consiglio
Ospedale Israelitico
Buon Consiglio
Caso Sollievo
della Sofferenza
S. Camillo - Trento
De Gironcoli
- Conegliano Veneto
S. Carlo di Nancy
Sacra Famiglia
S.Maurizio Canadese
Buccheri La Ferla
Casa Sollievo
della Sofferenza
Valduce
Fatebenefratelli
-Isola Tiberina
Rosario
Giovanni
Paolo
Pietro
Roberto
Daniele
Laura
Petros
RUFFO
SCAGLIONI
SPAGNOLLI
TARANTOLA
TOMACIELLO
URBANI
VERNETTI
YIANNAKOU
S. Pietro
Cristo Re
Villa Salus
Sacro Cuore - Negrar (Vr)
OPBG
IDI
S. Raffaele Arcangelo
Moriggia Pelascini
Italia Hospital
Evangelico Villa Betania
S. Giuseppe
Sacro Cuore
S. Orsola
S. Cuore di Gesù
S. Pancrazio
Gradenigo
Regina Apostolorum
I medici iscritti all’Anmirs possono chiedere informazioni ai colleghi per l’accesso al portale oppure inviando una e-mail all’indirizzo: [email protected].
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cronac
ccronaca
di Eugenio Glorialanza
Le regioni e il governo
D’accordo sul
riparto del Fsn 2003
Durante la Conferenza Stato-
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Regioni del 6 febbraio scorso si è finalmente trovato un accordo sul riparto del fondo sanitario
nazionale per l’anno 2003, che ammonta a oltre
78 miliardi di euro.
A dare per primo la notizia è stato il presidente
della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo.
«L’obiettivo non era del tutto scontato. C’erano,
infatti, problematiche relative alla soddisfazione
delle Regioni (che a Fiuggi avevano chiesto 400
mld in più di vecchie lire rispetto a quanto stanziato dal Fsn, ndr) e ai flussi di cassa, che sono
state superate. L’accordo sulla tabella messa a
punto la settimana scorsa, durante il vertice di
Fiuggi, è stato premiato con una prova di solidarietà fra le Regioni. Solo ora possiamo tirare tutti un
sospiro di sollievo», ha detto Ghigo. Soddisfazione
è stata espressa anche dal ministro della Salute,
Girolamo Sirchia. «Sono stati raggiunti gli obiettivi
che stanno a cuore al Governo e, perciò, sono
molto soddisfatto. Siamo tutti contenti e ritengo
che questa sia una base per lavorare bene in futuro». Sirchia ha spiegato anche che l’importante «era
chiudere subito, e non tardi come lo scorso anno,
in modo da avere subito chiaro il quadro generale, che permetterà di sanare alcune iniquità che si
erano verificate in passato e accontentare le richieste delle Regioni» che ha detto di condividere. Per il “governatore” del Lazio, Francesco Storace, infine, la soluzione è convincente soprattutto per quanto riguarda la “questione Bambino
Gesù”. «La conferenza ha sancito un risultato
positivo: l’attuazione di un’ordine del giorno del
Senato che prevedeva uno stanziamento pluriennale a favore dell’ospedale pediatrico della Capitale.» E il sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi
ha aggiunto: «Sono stati stanziati 50 milioni di
euro». Una parte della quota sarà resa disponibile in modo particolare dal Lazio, il resto verrà ripartito fra le Regioni, come “rimborso” per i piccoli ricoverati provenienti dalle altre zone del
Paese. C’è comunque anche chi è non è completamente soddisfatto del risultato raggiunto, come
il vicepresidente della Conferenza delle Regioni,
Vasco Errani, che ritiene che «la quota del Fondo
sanitario nazionale a disposizione delle Regioni
rimanga ancora insufficiente».
Il ministro
della Salute
Girolamo Sirchia
o
documenti
documenti
XXXI Congresso Anmirs
La relazione del
Segretario Nazionale
Donato Menichella
Roma 7/8 novembre 2002
Introduzione
Care colleghe e cari colleghi, concludendo il mandato biennale di Segretario Nazionale da Voi conferitomi, desidero,
come primo atto, ringraziare gli altri componenti della Segreteria e il Consiglio Nazionale uscente del sostegno ininterrottamente fornito alla azione sindacale e associativa.
Durante la relazione e sperando di non dimenticare nessuno, menzionerò il contributo di tutti gli altri Colleghi alla
vita associativa sia nella componente sindacale che in quella scientifica.
Prima di inoltrarmi nel dettaglio, desidero ricordare la figura di Giancarlo Donati, organizzatore dell’ultimo congresso, scomparso dopo malattia breve e repentina.
Donati è stato RSL, proboviro, Consigliere d’Amministrazione del Fondo ma soprattutto socio instancabile dell’Anmirs
e amico di tutti noi. Alla vedova e alla numerosa famiglia,
rinnoviamo tutto il nostro cordoglio e l’affetto.
RAPPORTI CON L’ARIS
L’APPLICAZIONE DEL CCNL
E IL FINANZIAMENTO DELL’ INDENNITÀ
DI ESCLUSIVITÀ DI RAPPORTO
Negli scorsi anni, giocava contro la nostra azione anche lo
stato di frammentazione della controparte.
È appena il caso di ricordare come, durante il negoziato,
nemmeno il 60% degli iscritti all’ANMIRS trovava al tavolo
ARIS rappresentata la propria amministrazione.
Oggi quasi tutti gli iscritti ANMIRS si vedono applicato il
CCNL ARIS-ANMIRS.
L’unico, anche se immenso problema, è costituito dalla effettiva corresponsione dall’indennità di esclusività di rapporto: qualche ospedale ancora si sottrae agli obblighi contrattuali.
All’inizio dell’anno, l’ARIS chiese una convocazione della
commissione contrattuale. Il motivo, non esplicitato “a priori”, riguardava la richiesta di rileggere o, addirittura, di
riscrivere l’art.7 del CCNL.
Come ricorderete, la irrisolta problematica del finanziamento
dell’esclusività di rapporto aveva costretto infatti l’ANMIRS,
all’atto della sottoscrizione del CCNL, ad accettare un
condizionamento all’operatività dello stesso come risulta
dalla lettura dell’art.7.
Il Consiglio Nazionale, allargato alle RSL, affidò un chiaro
mandato alla Commissione Contrattuale.
Il mandato era di non alterare in alcun modo l’art.7 del
CCNL.
Inserto staccabile di Impegno Ospedaliero n. - 2003
Alla fine di un secondo incontro, le parti concordano la
seguente dichiarazione.
Dichiarazione congiunta
Il giorno 14 febbraio 2002, presso la sede nazionale ARIS, SI
SONO INCONTRATI PER L’ANMIRS Dr. Donato
Menichella, Segretario Nazionale e per l’ARIS, Fratel Mario
Bonora, Vice Presidente e responsabile del Servizio Lavoro
e Previdenza
Premesso che
- con l’accordo dell’8 agosto 2001 della Conferenza Stato-Regioni (poi recepito dalla legge 405/2001) è stato disposto il
finanziamento per la copertura degli oneri relativi all’indennità
di esclusività per gli anni dal 2001 al 2004,
- che, così, viene meno la condizione prevista dall’art.7 del CCNL,
- là dove era convenuto che, in difetto di successivo finanziamento, le parti si sarebbero incontrate per procedere alla definizione dell’intero assetto contrattuale,
- che, tuttavia, non si era ancora verificata l’erogazione dei
finanziamenti previsti dall’accordo sopra citato (se non in alcune Regioni o province),
tutto ciò premesso,
le parti si impegnano, in attesa dell’erogazione dei
finanziamenti previsti, ad intervenire a livello locale per
supportare eventuali accordi locali applicativi delle modalità di erogazione dell’indennità di esclusività.
La dichiarazione congiunta, che peraltro chiarisce ancor
meglio i diritti dei medici, fu sottoscritta anche per evitare
colpi di mano. Non è un mistero per nessuno che, anche in
questo ultimo anno, è continuata l’azione di disturbo della
CIMO, offertasi insistentemente all’Aris come interlocutore
(a basso costo).
Un’azione analoga a quella condotta dall’ANAAO negli anni
scorsi, e in questo caso supportata anche da importanti
prelati e personalità politiche.
La dichiarazione (pur non impegnativa sul piano contrattuale) rinforzò il partito pro ANMIRS in seno all’ARIS.
La storia infinita del finanziamento, da parte degli organi
istituzionali, dell’indennità di esclusività di rapporto di lavoro è continuata infatti anche nel 2002 e, ad oggi, non ha
ancora avuto termine.
Molte amministrazioni hanno erogato ugualmente e (sin dall’inizio) questa importante voce retributiva del CCNL, ritenendo sufficienti gli impegni sottoscritti dal Governo nel-
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documenti
Inserto staccabile di Impegno Ospedaliero n. - 2003
l’Accordo Stato-Regioni dell’8 agosto 2001, al di là della
effettiva erogazione dei fondi promessi.
Qualche Amministrazione si è messa in regola successivamente. Purtroppo, invece, altre amministrazioni non hanno
ritenuto opportuno fare altrettanto.
L’Amministrazione dell’Ente IDI-Sanità (Ospedali IDI e S.
Carlo), infine, ha prima iniziato regolarmente l’erogazione
dell’indennità, e successivamente, dal 1° gennaio 2002, ha
interrotto la corresponsione dell’emolumento.
Dopo azione sindacale l’amministrazione IDI Sanità ha comunque accettato di corrispondere un piccolo anticipo
mensile, in attesa del finanziamento previsto dal Patto di
Stabilità dell’8 Agosto 2001.
La necessità di pervenire, al più presto e in tutte le sedi, alla
piena applicazione del CCNL rende indispensabile che la
nostra opera di sorveglianza e di pressione politica sulle istituzioni e sulle amministrazioni continui ancora, fino alla definitiva conclusione della vicenda che è oggettivamente resa
ancor più complessa dalla situazione deficitaria del bilancio
dello Stato e dalla congiuntura economica sfavorevole.
È opportuna una breve cronistoria almeno dei passi più salienti dell’Iter del provvedimento di finanziamento. Nell’estate del 2000 la Camera dei Deputati, in sede di discussione
della legge finanziaria 2001, approvò un ordine del giorno
che impegnava il Governo ad operare in sede di Conferenza
Stato-Regioni, affinché le Regioni assicurassero ai Policlinici
Universitari, agli Istituti e agli Enti di cui all’articolo 4, comma
12 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, nonché
agli Istituiti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, un
finanziamento sufficiente a garantire la copertura economica
“degli oneri connessi ai rinnovi contrattuali del personale”.
Successivamente, nel corso della seduta della Conferenza
Stato-Regioni del 18 gennaio 2001, su richiesta dell’allora
Sottosegretario di Stato al Ministero della Sanità, (On.
Ombretta Fumagalli Carulli), fu deliberata la costituzione di
un gruppo di lavoro Stato-Regioni, per la verifica e la
quantificazione dei finanziamenti necessari per soddisfare
quanto prescritto dal sopraccitato ODG.
Il 23 gennaio 2001, l’Ufficio di Segreteria della Conferenza
Stato-Regioni richiese, ai Ministeri del Tesoro e della Sanità
e alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, la designazione di propri rappresentanti nel gruppo di lavoro “ad
hoc” che si insediò subito dopo.
Nella successiva seduta della Conferenza Stato-Regioni del
1° febbraio 2001, i Presidenti delle Regioni chiesero al
Governo la rideterminazione del Fondo Sanitario Nazionale 2001, al fine di poter dare copertura agli oneri aggiuntivi derivanti dagli accordi contrattuali per il personale dei nostri ospedali ritenendo che, con l’accordo Governo-Regioni del 3 agosto 2000 in materia di spesa sanitaria, tali oneri non fossero stati ricompresi nelle risorse
messe a disposizione.
Successivamente veniva sottoscritto l’accordo Stato-Regioni dell’8 agosto 2001, recepito dalla legge 16 novembre
2001, n. 405.
L’accordo in questione prevedeva, al punto 17, che le risorse - destinate a far fronte ai maggiori oneri relativi alle spese per l’esclusività di rapporto per gli ospedali classificati
religiosi, gli IRCCS, la componente universitaria delle aziende miste e dei policlinici - erano comprese nell’ambito della
somma globalmente definita al punto 6) dell’accordo stesso per il triennio 2002-2004.
Apparentemente nell’Accordo Governo-Regioni dell’8/8/
2001, relativamente alla stessa materia, non si prevedevano
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risorse ad “hoc” per l’anno 2001. Una lettura più attenta ci
fa constatare che l’Accordo dell’8 agosto 2001, nel rivedere
l’accordo sancito il 3 agosto 2000, stabilisce che “allo scopo di
rendere realistica l’entità dei finanziamenti statali è incrementata
la quantificazione delle risorse per l’anno 2001 a chiusura definitiva tra Governo e Regioni della partita finanziaria e sulla base del
principio della corrispondenza delle risorse alle responsabilità”.
Ed infatti, al punto 5 è stabilito che lo Stato integri il finanziamento 2001 della spesa sanitaria pubblica fino a 138.000
miliardi di lire.
Le amministrazioni possono quindi, a buon diritto, rivendicare almeno una parte degli oneri sostenuti per l’erogazione
dell’indennità di esclusività di rapporto. Nel caso non avessero erogato l’indennità per mancanza vera o presunta di
fondi, possono mettersi finalmente in regola.
Comunque, nel CCNL all’art.7, la clausola cautelativa del
finanziamento è prevista solo per gli anni successivi al 2001.
Per l’anno 2001, le amministrazioni sono tenute alla
corresponsione dell’indennità anche senza il finanziamento
pubblico.
L’assessore Saraceni ha dato, durante la tavola rotonda, la
notizia di un ulteriore integrazione del FSN 2001, ciò porta
ulteriori risorse alle Regioni e ai nostri Ospedali.
Il gruppo di lavoro, a suo tempo costituito, si riunì ancora il
2 marzo e il 9 maggio 2002 e nelle suddette riunioni fu
convenuto di predisporre una scheda di rilevazione al fine
di acquisire dalle Regioni i dati relativi alla quantificazione
dei finanziamenti per la erogazione della indennità di
esclusività di rapporto per i dirigenti dipendenti dalle Istituzioni religiose sanitarie. Infatti a causa dell’inerzia delle
regioni i dati pervenuti fino ad allora erano pochissimi.
Il gruppo si è poi riunito ancora il 20 maggio 2002 per
pervenire ad una relazione finale dei lavori alla luce dei dati
resi finalmente disponibili da parte delle Regioni e dal Ministero della salute.
Il 5 luglio 2002 finalmente, la segreteria della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni ha scritto al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero
della Salute, ai Presidenti delle Regioni e delle Province
autonome di Trento e Bolzano una importante circolare
nella quale viene resa nota pubblica la Relazione finale del
Gruppo di lavoro Stato-Regioni, unitamente alle tabelle contenenti i dati relativi ai finanziamenti”.
Il gruppo di lavoro ricorda che le Regioni, dopo reiterati
solleciti, hanno corrisposto alla richiesta di quantificazione
delle risorse necessarie fornendo dati che, però, si riferiscono anche ad Enti non appartenenti ad Istituzioni religiose.
Si riporta testualmente per le importanti conseguenze sul
piano politico-legislativo, associativo ed anche applicativo:
“il gruppo di lavoro ritenne opportuno far presente che, in aderenza stretta al mandato conferito, il lavoro dovrebbe essere
limitato alla individuazione delle Istituzioni religiose operanti nelle
singole regioni ed alla quantificazione degli oneri per l’indennità di
esclusività con riguardo al numero dei medici in servizio con rapporto esclusivo” (…)
Il problema della copertura degli oneri per l’indennità di
rapporto esclusivo non può, a stretto rigore, limitarsi alle
strutture sanitarie delle Istituzioni religiose ma deve, riguardare anche altre strutture che appartengono ad enti aventi
diversa natura giuridica.
Il problema del finanziamento degli oneri suddetti riguarda,
infatti, tutti quegli Enti che, ai sensi delle vigenti, disposizioni, sono tenuti all’adeguamento alle disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
modificazioni e integrazioni”.
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documenti
documenti
La norma di riferimento è l’art. 15 undecies del decreto
legislativo n°229/99 che richiama gli Istituti ed Enti di cui
all’art. 4, comma 12, del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502 e successive modificazioni nonché gli Istituti
di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto privato.
Fra i suddetti enti o istituzioni sono senz’altro da annoverarsi gli ospedali classificati ed equiparati dipendenti da Enti
ecclesiastici.
Vanno, inoltre, considerati gli ospedali di istituzioni o enti
considerati presidi delle USL ai sensi dell’art. 43, secondo
comma, della legge n. 833/78; ed infine sono da comprendervi gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di
diritto privato, con l’avvertenza che non tutti gli istituti appartengono ad Istituzioni religiose”.
Continua il gruppo di lavoro:
“Pertanto, sulla base degli elementi conoscitivi forniti dai
rappresentanti del Ministero della Salute, si ritiene opportuno fornire distinti elenchi che servano ad evidenziare non
solo l’appartenenza delle strutture ad istituzioni religiose o
meno ma anche la situazione giuridica della stessa struttura sanitaria”.
Sono stati quindi predisposti due elenchi:
“1) nell’elenco allegato A, raggruppati per Regioni, sono riportati gli ospedali classificati appartenenti ad istituzioni ed enti ecclesiastici (cattolici e non) che hanno a suo tempo chiesto ed
ottenuto la equiparazione dei servizi e dei titoli del personale
dipendente ai sensi dell’art. 129 del DPR 130168, dell’art. 25
del DPR 761/79 e dell’art. 4, comma 12 del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502. Nello stesso elenco sono inclusi gli
ospedali riconosciuti dagli organismi regionali presidi della Usl
appartenenti ad istituzioni religiose che hanno chiesto ed ottenuto il riconoscimento di equipollenza dei loro ordinamenti ai
sensi dell’art. 26 del DPR 761/79.
2) Nell’allegato B, raggruppati, per Regioni, vengono indicati gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di
diritto privato cui incombe, al pari di quanto previsto per
gli Enti di cui all’allegato ha l’obbligo di adeguamento alle
disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502 e successive modificazioni, così come previsto dall’art,15
undecies del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229.
Tra questi ultimi vi sono alcuni che appartengono ad istituzioni religiose e che sono, tra l’altro, ospedali classificati (Casa
Sollievo della Sofferenza; IDI di Roma; Bambino Gesù) ed a
suo tempo equiparati, ed alcuni appartenenti a Fondazioni di
religione (S. Raffaele di Milano e Stella Maris di Pisa)”.
Conclude il gruppo di lavoro:
“Il problema della copertura degli oneri derivanti
dall’esclusività del rapporto di lavoro della dirigenza sanitaria riguarda tutti gli Enti, siano essi inclusi nell’elenco A
che nell’elenco B”.
Il gruppo di lavoro fà poi delle importanti precisazioni:
“Vi è, però, da precisare, secondo gli elementi forniti e le
riserve espresse dai rappresentanti ministeriali, che, mentre
è pacifico che l’obbligo previsto dalla legge viene rispettato
dagli ospedali classificati che hanno, nel corso del tempo,
sempre provveduto ad adeguare i propri ordinamenti del
personale alle norme pubbliche, (alcuni hanno già ottenuto
il provvedimento ministeriale di approvazione dell’ultimo
adeguamento previsto dal decreto legislativo 19 giugno 1999,
n. 229; altri hanno presentato il regolamento che è in corso
di esame ed i rimanenti sono stati formalmente sollecitati),
non altrettanto si può dire per gli Istituti scientifici privati, nel
cui ambito sembra sussistere una certa resistenza a ritenere
Inserto staccabile di Impegno Ospedaliero n. - 2003
la disposizione normativa come cogente nei loro confronti”.
Tale situazione pone in rilievo l’esigenza, fatta presente dai
rappresentanti. ministeriali, di prevedere una sorta di condizione all’erogazione di eventuali risorse economiche a
copertura degli oneri contrattuali relativi alla indennità di
esclusività.
La materiale erogazione di risorse economiche deve presupporre l’avvenuto adeguamento degli ordinamenti del
personale alle disposizioni del decreto
legislativo 30 dicembre 1999 n° 502 e successive
modificazioni, secondo quanto previsto dal citato art. 15
undecies.
Naturalmente la stessa condizione deve valere anche per
gli Ospedali classificati e per i presidi, per la eventualità che
alcuni di essi omettessero, in deroga ad una lunga tradizione positiva, di provvedere all’adeguamento previsto dal
predetto art. 15 undecies.
Pertanto, si ritiene che ciascuna Regione interessata dovrà
tenere conto di quanto sopra e svolgere ogni opportuna
verifica sull’avvenuto adeguamento prima di adottare provvedimenti mirati alla erogazione concreta di fondi per gli
scopi di cui si discute:
Le verifiche potranno essere fatte sia direttamente presso
le Istituzioni, sia attraverso l’acquisizione dei necessari elementi presso il Ministero delta Salute.
Le conseguenze delle conclusioni del gruppo di lavoro non
possono non essere evidenti a tutti voi.
Penso che saranno elemento di discussione in questo congresso.
PROVINCIA LOMBARDO-VENETA
Alla fine del 1996, la fuoriuscita dall‘ARIS della provincia
Lombardo Veneta dei Fatebenefratelli portò anche alla
disapplicazione ai medici degli ospedali del Contratto Nazionale ARIS-ANMIRS.
La situazione fu tamponata mediante la faticosissima sottoscrizione, nel marzo del 1998, di un “Contratto
interaziendale” fra Provincia Lombardo Veneta e ANMIRS
che si applicava agli Ospedali di Milano, Erba, Brescia e
Venezia.
Le vicende a tutti note hanno poi portato la Provincia Lombardo Veneta a rientrare nell’ARIS, sia pure successivamente alla sottoscrizione del nuovo CCNL.
L’ANMIRS ha chiesto quindi, coerentemente, alla Provincia
Lombardo Veneta l’applicazione del CCNL per i medici di
questi ospedali.
Dopo una iniziale risposta positiva e un paio di incontri da
cui non sembravano emergere particolari problemi (si trattava solamente di normare, mediante alcuni passaggi tecnici, il transito da un contratto ad un altro) sono insorte delle
impreviste difficoltà poste dalla Amministrazione FBF.
Alla fine del 2001 il rapporto tra le parti si è fatto sempre più teso fino ad arrivare alla proclamazione di uno
sciopero.
Nel Novembre 2001 l’Amministrazione FBF, pressata
dall’ANMIRS, ha infine sottoscritto l’applicazione della parte normativa del CCNL rimandando ad una serie di incontri successivi l’applicazione della parte economica.
Il 22 Febbraio 2002 è stato sottoscritto a Brescia anche
l’accordo economico che però ha visto la sua completa
applicazione solo a partire dal 1 luglio 2002.
È da quella data, quindi, che possiamo affermare che anche
la Provincia Lombardo Veneta dei Fatebenefratelli, applica
(indennità di esclusività a parte) il CCNL ARIS-ANMIRS,
sanando così il grande scisma del 1997.
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documenti
Inserto staccabile di Impegno Ospedaliero n. - 2003
Rimangono temporaneamente esclusi dall’applicazione del
CCNL l’ospedale di S. Maurizio Canavese (ex Presidio) e
l’IRCCS di Brescia (struttura da poco entrata nell’ANMIRS).
I problemi di questi ultimi ospedali sono sovrapponibili a
quelli sovraesposti. Si tratta di normare il passaggio da un
contratto ad un altro; un’operazione tecnicamente non difficile se c’è la volontà politica.
Sono già stati avviati contatti con l’Amministrazione per
risolvere entro l’anno la problematica dell’applicazione del
CCNL ai medici delle due strutture.
Per tutti i medici di questi ospedali resta però il problema
della corresponsione dell’indennità di esclusività di rapporto che l’Amministrazione FBF della Provincia Lombardo
Veneta rifiuta di pagare sia in Piemonte, sia in Lombardia,
sia in Veneto non avendo ancora percepito il finanziamento
previsto dall’Accordo di stabilità della conferenza StatoRegioni dell’ 8 Agosto 2001.
Di questa problematica parliamo nel prossimo paragrafo.
ESCLUSIVITÀ
DI RAPPORTO E REGIONE LOMBARDIA
I rapporti tra ANMIRS e Regione Lombardia si sono fatti più
tesi negli ultimi tempi. Infatti, con il tempo, il governo regionale, lungi dal venire incontro ai medici dei nostri ospedali
si è andato via via irrigidendo.
Ricordiamo, infatti, che il 25 Ottobre 2001, in un incontro
presso la sede dell’Assessorato alla Sanità veniva formalmente assicurata l’erogazione agli ospedali religiosi classificati del finanziamento dell’esclusività di rapporto anche per
il 2001.
Questa affermazione veniva successivamente smentita da
un fax in cui si ricordava come la Conferenza Stato-Regioni
avesse esplicitamente previsto un finanziamento per detta
esclusività solo relativamente agli anni 2002, 2003 e 2004.
L’Amministrazione degli ospedali della Lombardia
(Gravedona, Como, Erba, Milano, Brescia) in una singolare
sinergia di movimenti tra loro coglievano la palla al balzo e
rifiutavano qualsiasi ipotesi sia di erogazione dell’indennnità
per il 2001 sia di anticipo sugli anni seguenti.
A questo si deve aggiungere la politica di accreditamento
(come definirla selvaggia?) adottata negli anni dalla Regione
Lombardia che ha portato ad un incremento sempre maggiore della spesa sanitaria, alla sempre incombente minaccia di chiusura di posti letto, a tagli su finanziamenti agli
ospedali soprattutto quelli CLASSIFICATI!!!
Tutto questo ha creato una situazione di disagio e di malcontento dei medici ANMIRS lombardi, penalizzati non solo
dalla mancata erogazione della indennità di esclusività di
rapporto ma anche dalla scarsa o nulla corresponsione di
incentivi proprio a causa dei tagli sulla spesa sanitaria operati dalla regione.
In alcune strutture i medici hanno visto a rischio il proprio
posto di lavoro e continuano a sentire voci di possibilità di
vendita a privati del loro ospedale.
La lettura che le rappresentanze sindacali lombarde fanno
di questa politica è che la Regione tenda a privilegiare la
sanità privata (profit), a scapito di quella classificata (no
profit).
Dopo una richiesta di incontro al Governatore Formigoni
(alla quale lo stesso non ha mai risposto), le RSL degli
ospedali lombardi si sono incontrate il 6 Luglio sotto il
Pirellone per effettuare una manifestazione di protesta
contro la mancata erogazione del finanziamento della
esclusività di rapporto.
Questa mancata erogazione, in un momento di estrema dif-
IV
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ficoltà per gli ospedali classificati della Lombardia, veniva
vista come un tentativo di boicottaggio degli stessi.
Non sfugge a nessuno come la mancata retribuzione di una
importante parte dello stipendio sia disincentivante per i
medici: li invoglia infatti ad abbandonare gli ospedali religiosi classificati.
Ciò in parte è avvenuto, infatti molti medici si sono trasferiti
presso le strutture pubbliche del SSN dove tale retribuzione viene da tempo erogata.
La risposta dell’assessore Borsani a questa manifestazione è
sembrata del tutto fuori tema: venivano infatti elencati i
finanziamenti erogati alle strutture religiose ma nulla di più
veniva detto sulla esclusività di rapporto se non il consueto
richiamo alla Conferenza Stato-Regioni.
Anche una interrogazione dell’Ulivo in sede di Consiglio
Regionale otteneva una risposta analoga.
In tutte le frustranti risposte dei politici viene fatto riferimento alla mancata approvazione da parte del governo di
un provvedimento attuativo che autorizzi la effettiva
erogazione alle regioni di questi importi.
Importi che nel frattempo sono stati stabiliti regione per
regione ed ospedale per ospedale (come evidenziato in altra parte della relazione).
Un ulteriore ritardo nella erogazione della indennità di
esclusività di rapporto rischia di scatenare ulteriori manifestazioni di protesta fra i medici ANMIRS della Regione Lombardia.
ATTIVITÀ SINDACALE OSPEDALE
S. G. ROTONDO 2001-2002
Nei primi mesi dell’anno 2001, dopo due partecipate e
animate Assemblee che hanno visto la partecipazione
mia e del Segretario Territoriale dell’Italia del Sud, Roberto Tomaciello, si giunse alla sottoscrizione con l’amministrazione dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza
del verbale del 20/6/2001. Tale verbale prevedeva la
completa applicazione dell’Accordo aziendale 10/7/98
e successive integrazioni, da tempo disatteso, e dava
luogo ai primi provvedimenti finalizzati all’applicazione
del CCNL 1998-2001:
In particolare vennero concordati:
1) Il premio aggiuntivo relativo al 2° semestre ‘98 per i
reparti/servizi che avevano superato gli obiettivi di produttività previsti dall’Accordo.
2) Il saldo dell’incentivazione dell’anno ‘99 più il premio
aggiuntivo per i Reparti/Servizi che avevano superato gli
obiettivi di produttività;
3) La restituzione della quota di incentivazione a fronte della resa del plus- orario ai medici assenti per Maternità e per
Malattia.
4) L’opzione per Libera Professione Intramoenia entro il 18
Luglio 2001, come da CCNL ARIS-ANMIRS.
5) La corresponsione di alcuni acconti sull’applicazione del
nuovo contratto; vennero liquidati gli arretrati dell’art. 77,
gli arretrati tabellari e venne fissato un acconto mensile
sull’indennità di esclusività (50%).
6) L’individuazione ed l’assegnazione di nuovi Moduli organizzativi e funzionali.
L’accordo è stato pienamente rispettato dall’Amministrazione nei tempi stabiliti.
Il giorno 11/1/2002 l’Assemblea dei Medici:
- chiese la definitiva e piena applicazione del CCNL 19982001 entro il mese di Gennaio;
- proclamò lo stato di agitazione, e
- indisse, per il giorno 1 Febbraio, un’Assemblea perma-
o
documenti
documenti
nente dalle ore 8,30 del mattino con astensione (dalla
stessa data) dalle prestazioni fuori delle normali 38 ore
settimanali.
Il giorno 29 Gennaio l’Amministrazione incontrò la RSL
assistita da me e da Tomaciello e venne elaborata una
ipotesi di accordo che fu firmata il giorno dell’Assemblea
permanente con i Medici fermi in aula in attesa della
sottoscrizione.
L’ipotesi di accordo prevedeva:
1) la messa a regime dell’indennità di esclusività di rapporto a partire dal Marzo 2002,
2) il saldo dell’incentivazione dell’anno 2000 e dell’anno
2001.
3) Il recupero delle ore di Plus-orario 1999, 2000, 2001.
4) La corresponsione del 50% degli arretrati dell’esclusività
relativi al periodo Luglio-Settembre 2001.
Anche questo accordo veniva rispettato dall’Amministrazione nei tempi dovuti, tranne quanto stabilito al punto 3.
Da febbraio a gennaio 2002, a parte qualche incontro sporadico tra RSL ed Amministrazione di cui uno si è svolto
nella sede ANMIRS di Roma, non si è più riusciti ad aver un
reale colloquio tra le Parti per la completa applicazione del
CCNL.
La bozza di proposta per la regolamentazione della libera
professione e per il nuovo accordo sull’incentivazione consegnate alla RSL rimanevano lettera morta.
Dopo ripetute ed inutili richieste di incontro, anche a nome
della Segreteria Nazionale, è stata indetta un’Assemblea permanente per il giorno 2 Luglio 2002.
Il giorno 1 Luglio l’amministrazione ha inviato alla RSL una
lettera nella quale si impegnava a liquidare il 50% dell’indennità di esclusività del periodo Gennaio-Giugno 2001
nei mesi di Agosto e Settembre 2002.
A tale lettera seguì, in data 2 luglio, un’Assemblea dei Medici che prendeva atto delle buone intenzioni ma ribadiva la
volontà di definire in tempi brevi le vertenze riguardanti gli
ulteriori arretrati sull’esclusività, il saldo dell’incentivazione
degli anni 2000-2001 e la sospensione immediata del plusorario in attesa della definizione del nuovo accordo
sull’incentivazione. Essendo ormai estate inoltrata fu ritenuto opportuno prendere tempo e indire una nuova Assemblea Sindacale per il 20 settembre 2002.
Nei giorni antecedenti alla data dell’assemblea l’Amministrazione è stata più volte sollecitata a fissare un incontro
per superare le vertenze.
L’Amministrazione non ha voluto, o potuto, incontrare la
RSL. Conseguentemente, in data 20 settembre, l’Assemblea
dopo una calda ed animata discussione indiceva all’unanimità, come prima iniziativa di pressione sindacale, una giornata di sciopero per il 16 ottobre 2002.
Sono state avviate dalla RSL le procedure previste per l’attivazione dello sciopero.
Per un vizio di forma, a seguito di intervento della Commissione di Garanzia come da legge 83/2000, si giungeva alla
revoca dello sciopero indetto per il 16 ottobre. Nei giorni
successivi le procedure di raffreddamento, correttamente
eseguite, hanno portato all’incontro del 29 ottobre (presso
la Prefettura di Foggia) tra RSL ed amministrazione.
I termini dell’accordo raggiunto in tale sede prevedono:
1) il saldo dell’indennità di esclusività 2001, da corrispondere nei mesi da gennaio a luglio 2003;
2) la riduzione della quota trattenuta dall’amministrazione
per la cosiddetta “libera professione intramoenia allargata”
dal 20 al 5%;
Inserto staccabile di Impegno Ospedaliero n. - 2003
3) il rinnovo dell’accordo Aziendale sulla Previdenza integrativa;
4) la calendarizzazione degli incontri per affrontare le
problematiche della libera professione, dell’incentivazione
e delle tipologie di incarico.
Nella sezione di San Giovanni Rotondo, in questi due
anni, II Sindacato è stato quindi particolarmente impegnato:
- coinvolgendo e sensibilizzando ripetutamente i Medici
con Assemblee ed incontri di Reparto;
- sollecitando continuamente l’Amministrazione ad affrontare e risolvere le problematiche legate sia all’accordo Aziendale 1999 che al CCNL 1998-2001, con
risultati positivi, sia pur dopo lunga battaglia.
Il Contratto Nazionale è stato quasi completamente applicato, la Sezione di S. Giovanni Rotondo è cresciuta (passando da 194 e 288 iscritti) ed è sempre più viva e unita.
Non posso che rivolgere un caldissimo plaudo alla RSL,
composta da Nardella, Lambiase, Russo, Marzano e
Biancofiore, che si è mostrata abile ed instancabile nella
difficilissima opera di riportare l’Amministrazione al rispetto del CCNL ed i medici al rispetto per l’ANMIRS.
Non posso non dimenticare infatti quanto aspro era il
clima assembleare e quante accuse ingiuste all’ANMIRS
ho dovuto sentire in aula soprattutto all’inizio di questa
avventura.
Desidero infine sottolineare l’opera costante di Roberto Tomaciello, con il quale ho condiviso il compito di
assistere questi ragazzi nel loro difficilissimo confronto
da una parte con un’Amministrazione forte e dall’altra
con una base fortemente demotivata e arrabbiata.
IL SITO INTERNET DELLA NOSTRA
ASSOCIAZIONE È UNA REALTÀ
Il XXX Congresso Nazionale ANMIRS del 27-29/9/2001
a Ponzano Veneto, ha votato una mozione nella quale si
affermava la necessità, di migliorare le capacità di comunicazione dell’associazione, attraverso la costituzione di un centro di coordinamento delle informazioni
provenienti da Regioni, RSL, delegati Regionali, Legislatore ecc., da diffondere a tutte le sezioni elaborando
anche documenti informativi sintetici ed aggiornati.
Come Segretario Nazionale dell’Associazione, ho sentito il
dovere di assolvere questa richiesta in tempi brevi. Credo
che la risposta che abbiamo fornito alla domanda di informazione sia da considerare idonea e adeguata ai tempi.
Al Collega Petros Yiannakou, è stato affidato l’incarico di
realizzare quanto richiesto dal Congresso. Grazie alla sua
opera è stato implementato, con l’ausilio del nostro collaboratore Massimo Silvestri, il nuovo sito internet che può
assolvere la funzione sia di organo divulgativo, sia di messa a disposizione di documentazione anche per tutte le
componenti non sindacali della nostra organizzazione in
tempi reali: Fondo pensioni e Società Scientifica.
Il sito è stato realizzato a tre livelli: una prima pagina
accessibile a tutti contiene un indice degli argomenti;
alcuni di questi, come la storia dell’ANMIRS, l’organigramma dell’associazione , il giornale “Impegno
Ospedaliero”, gli avvisi utili per la vita dell’Associazione (Congressi, riunioni, iniziative) sono liberamente
consultabili.
Segue una seconda pagina, previa registrazione e creazione di una password personalizzata, che permette l’accesso
V
V
documenti
Inserto staccabile di Impegno Ospedaliero n. - 2003
alla parte legislativa (leggi e decreti del Governo e delle
Regioni in materia di sanità) e alle notizie provenienti dal
Congresso, dai Consigli Nazionali e dalle RSL, dal Fondo
pensioni e dalla Società Scientifica.
Una terza pagina, più “tecnica”, con accesso soltanto tramite password concessa dall’ ANMIRS stessa, è riservata ai
soci e contiene informazioni e comunicazioni importanti
per la attività sindacale.
Non abbiamo la pretesa di aver inventato nulla di nuovo;
esistono, anche nel nostro settore, iniziative simili ma pensiamo che per l’ ANMIRS, che per natura si sviluppa su
territorio nazionale, questa possa essere davvero utile ed
importante.
Inoltre la novità del mezzo potrebbe stimolare qualche
collega a collaborare inviando contributi tramite e-mail.
È indubbio una iniziativa del genere comporta soprattutto
in fase iniziale una grande mole di lavoro e un grande
impegno. Mi è quindi gradito e doveroso ringraziare il collega Petros Yiannakou per questa sua meritoria fatica.
FONDO DI PREVIDENZA
Nel corso del 2001, il Consiglio di Amministrazione del
Fondo ha deciso la disdetta della precedente Convenzione stipulata con le Assicurazioni Generali, in scadenza dopo
cinque anni.
L’obiettivo evidente di indire una nuova gara ad ogni
scadenza, è fin dalla costituzione del fondo nel 1987,
quello di garantire agli iscritti la possibilità di usufruire
di forme di gestione sempre innovative, a condizioni
sempre meno onerose sfruttando la concorrenza fra le
diverse assicurazioni.
Pertanto, nel 2001, dopo formale disdetta, il Fondo ha inviato un bando di gara a tredici gruppi assicurativi diversi,
chiedendo che nella proposta della nuova convenzione
fossero soddisfatte alcune condizioni ben specificate.
Alla fine dell’iter la valutazione delle ipotesi contrattuali si
è ristretta per la completezza della risposta complessiva
alle esigenze del Fondo, solo, il gruppo RAS e GENERALI.
Le ragioni della scelta di RAS per i cinque anni dal 2001 al
2006 sono state a giudizio del Direttivo del Fondo, principalmente, come logico, di ordine economico, sintetizzabili
in punti chiave:
- polizza proposta ai minori costi (sia di caricamento, vale
a dire percentuale trattenuta dalla Compagnia sui contributi versati, che di retrocessione, in altre parole percentuale dei rendimenti che rimane all’Iscritto, portata dal 96
al 98% e percentuale minima, trattenuta dalla Compagnia
sui rendimenti annui, ridotta dallo 0.40 allo 0.20%)
- migliore proposta di soluzione per introdurre il
“multicomparto”, in altre parole la possibilità che l’Iscritto
possa destinare a sua scelta i contributi anche verso forme di accumulo diverse dalla polizza tradizionale. La scelta tra linee di investimento diverse è divenuta concreta
con l’approvazione della necessaria riforma dello Statuto
nel corso dell’Assemblea Straordinaria del Fondo, il 7 novembre u.s.
- integrazione dei servizi contabili-amministrativi (Service
PREVINT) nella proposta complessiva, senza costi aggiuntivi.
- Servizio di “Banca depositaria”, indispensabile per la corretta applicazione delle disposizioni di natura finanziaria, offerto al minor costo.
Le caratteristiche base del contratto RAS, in ogni modo,
sono rimaste identiche a quelle del precedente contratto:
continua infatti l’investimento in un prodotto totalmente
VI
VI
assicurativo con rendimenti “consolidati” anno per anno
(cioè non fluttuanti secondo l’andamento del mercato) e
minimo garantito del 3%.
L’accumulo dei contributi avviene nel Fondo VITARIV di
RAS, analogo al fondo GESAV di Generali.
È stata preparata una forma aggiuntiva di copertura assicurativa per il caso di morte od invalidità permanente,
anche questa, a costi concorrenziali con il mercato.
Dell’accordo ottenuto ha fatto parte anche la disponibilità di RAS ad operare gratuitamente come supporto tecnico al Fondo, per l’elaborazione di tutti gli strumenti organizzativi: in particolare l’adeguamento dello Statuto e di
parti di Regolamento, lo sviluppo della “Scheda informativa”, la stesura del bilancio secondo le regole suggerite
dalla Commissione di Vigilanza e quant’altro.
L’adeguamento dello Statuto, ha portato ad una stesura che
è gia stata approvata in via preliminare dalla Commissione
di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP). Nel nuovo Statuto
e nell’apposito Regolamento, oltre a quanto già detto, s’introduce anche la possibilità di farsi anticipare denaro dal
Fondo, per le spese di acquisto – ristrutturazione della prima casa o interventi sanitari particolari.
Nelle modifiche è stato possibile introdurre un ampliamento dell’area dei destinatari: anche i dipendenti laureati
delle branche non mediche, come farmacisti, biologi ecc.
dopo la definitiva verifica della COVIP, potranno essere
iscritti e questo varrà anche per i medici ed il personale
laureato delle strutture religiose definite “Presidio” della
ASL, purché naturalmente si applichi loro il contratto ARISANMIRS.
Il cambio di gestione ha una sua logica ed è stato effettuato dal Consiglio di Amministrazione del Fondo dopo attento studio; ciò garantisce la validità delle decisioni adottate.
Peraltro in un primo momento è stato poco considerato
un aspetto non tecnico ma di comunicazione del problema del cambio di gestione che ha creato qualche difficoltà
nelle sedi periferiche.
Poco e male informati alcuni iscritti hanno creato alle RSL,
anche per effetto di controinformazione del gestore precedente.
Nel Consiglio Nazionale del 21.3.2002 fu richiesto ai responsabili del fondo di ogni ospedale devono fornire al
più presto spiegazioni agli iscritti al fondo di tutti gli ospedali.
Personalmente giudicai fondamentale eseguire una capillare
informazione nei confronti degli iscritti, che possono vivere con evidente malessere un cambiamento di cui magari
non percepivano immediatamente il motivo.
Si evidenziò, nel prosieguo anche la necessità di effettuare
gli accordi aziendali per aumentare fino al tetto di 10 milioni (o 12 % del reddito) la quota di versamento al fondo
che è deducibile.
Le difficoltà incontrate con le Generali per il passaggio
della riserva consolidata da un ente assicuratore ad un
altro che si erano manifestate nel Consiglio Nazionale
dell’8/5/2002 si sono successivamente risolte.
STATUTO
In seguito al mandato assembleare del congresso di Ponzano
Veneto, è stata costituita in seno al Consiglio nazionale una
Commissione per la valutazione della possibilità e opportunità di apportare alcune modifiche al nostro statuto.
Il Consiglio Nazionale ha nominato come coordinatore
della commissione per le modifiche statutarie la collega
o
documenti
documenti
Francesca Mazza e come membri Orlandi, Lupattelli,
Savino, Di Staso, Scaglioni, Tomaciello, Lambiase, Ruffo.
Le modifiche discusse dovrebbero riguardare:
1. l’allargamento della base associativa con l’inserimento
nella nostra Associazione di figure professionali non mediche, comunque dipendenti dei nostri ospedali;
2. la riconsiderazione del ruolo dei delegati regionali in
seno al consiglio Nazionale.
Circa il primo punto la commissione ha portato avanti
una approfondita disanima del problema.
Innanzitutto si è giunti alla conclusione che, per evitare
l’insorgenza di possibili conflitti d’interesse, la possibilità
di allargamento dovrebbe interessare solo il personale laureato del ruolo sanitario.
Peraltro è emersa la preoccupazione che l’allargamento a
tali figure, pur aumentando la rappresentatività
dell’ANMIRS, possa snaturare la specificità della nostra
Associazione.
Inoltre dal punto di vista giuridico-normativo le correzioni da apportare allo statuto sarebbero da studiare con
molta prudenza per identificare con precisione e chiarezza il ruolo dei nuovi soci con relativi diritti e doveri.
Una strada percorribile eventualmente con maggiore facilità, in quanto non comporterebbe modifiche dello statuto,
potrebbe invece essere quella di una federazione con altre
associazioni rappresentative di tali figure professionali.
In realtà, i contatti intervenuti con i rappresentanti di tali
diverse professionalità, per la maggior parte biologi, hanno fatto emergere l’interesse ad una collaborazione con
noi solo da parte dello SNABI, sindacato nazionale che
rappresenta una parte (soltanto una parte) dei biologi che
lavorano nelle nostre strutture.
Altri biologi che lavorano nei nostri ospedali, in numero
anche significativo, non sono interessati al discorso in quanto godono di situazioni contrattuali normo-economiche
spesso addirittura privilegiate. Un certo numero di biologi
infine, al contrario non godono di un buon trattamento
contrattuale, vedendo tra l’altro non riconosciuta la natura dirigenziale del rapporto di lavoro.
Qualora non ci si volesse federare con lo SNABI, sarebbe auspicabile che gli operatori sanitari laureati non
medici, degli Ospedali Classificati costituissero una loro
associazione.
La federazione potrebbe avvenire in questo caso con la
nuova associazione.
È stata quindi adottata la decisione di rimettere a voi la
questione.
Il secondo punto all’o.d.g. della commissione per le modifiche statutarie è frutto della constatazione del ruolo sempre più importante che l’organizzazione, in senso federalista,
del SSN riserva ai delegati regionali.
Il ruolo del Delegato Regionale in seno alla nostra Associazione era stato creato alcuni anni fa per poter intrattenere rapporti più stretti con le figure istituzionali delle
varie regioni; allo stato attuale, l’incisività dei delegati regionali è limitata dal fatto che essi possono si partecipare
alle riunioni del Consiglio Nazionale ma non hanno diritto
di voto; inoltre non godono di alcun riconoscimento ufficiale da parte delle Amministrazioni dei nostri ospedali.
La commissione ha pertanto avanzato la proposta di
dare maggior peso al ruolo del delegato regionale che
entrerebbe come membro effettivo in seno al Consiglio
Nazionale, suggerendo due diverse modalità applicative:
Inserto staccabile di Impegno Ospedaliero n. - 2003
1. elezione in periferia (secondo la modalità attualmente operativa) e successiva ratifica e cooptazione da parte del CN;
2. attribuzione di delega per gli affari regionali (uno per
regione) di un Consigliere Nazionale, normalmente eletto
dai Delegati al Congresso. In tal caso il numero dei consiglieri aumenterebbe di tante unità quante sono le regioni
che ospitano almeno un ospedale ANMIRS.
SOCIETÀ SCIENTIFICA
Ricordiamo brevemente le circostanze che hanno indotto
l’ANMIRS a costituire nel proprio ambito la tecnostruttura
denominata “Società Scientifica”.
Il decreto legislativo 229/99 (articoli 16 bis e successivi)
ha unificato e reso obbligatorio sotto il termine di “formazione continua”:
• l’aggiornamento professionale post-laurea,
• la formazione permanente ossia l’adeguamento delle abilità cliniche, tecniche e manageriali al progresso scientifico e tecnologico.
Con la Riforma Ter, quindi, la “Formazione continua” non è
più rimessa alla discrezionalità del singolo medico ma diventa requisito essenziale per poter continuare a svolgere
la professione.
L’avvenuta partecipazione dell’operatore sanitario agli eventi formativi è certificata dal conseguimento dei cosiddetti
crediti formativi.
Per disciplinare la materia si insediò nel luglio del 2000 la
commissione nazionale ministeriale per la “formazione medica continua”, costituita ai sensi del D.Lgs 229/99. Alla Commissione Nazionale è stato delegato dal governo anche il
compito di definire i criteri di valutazione delle strutture
pubbliche e private ai fini del loro accreditamento come
soggetti erogatori di crediti (provider).
Il sistema ECM è entrato a regime, sia pure parziale in
quanto non è ancora disciplinata la formazione a distanza,
dal 1° maggio 2002.
In risposta all’evoluzione legislativa, l’ANMIRS nel Congresso di Como (XXIX Nazionale), attuando quanto deciso dal precedente Congresso di Napoli, modificò il proprio statuto definendo all’art.3 fra le finalità dell’Associazione le seguenti:
“L’incremento delle attività cliniche, scientifiche, didattiche, di tutti gli iscritti, favorendone l’aggiornamento con
corsi di formazione continua e permanente così come previsti dalle normative di legge, dal D.Lgs. 229/99 e successive modificazioni ed integrazioni, ivi comprese le metodiche di formazione a distanza. Ai fini dell’espletamento di
queste attività è istituita la Società Scientifica che ha riferimento sindacale nella figura del Segretario per l’attività
scientifica, ma si avvale di apposita struttura autonoma
tecnico-amministrativa che assume statutariamente la denominazione di Società Scientifica dei medici degli Ospedali Religiosi Classificati ancorché riconosciuti IRCCS.”
Il Consiglio Nazionale, in attuazione di quanto disposto
dallo statuto, deliberò un regolamento apposito, per definire la struttura tecnica deputata al funzionamento della
Società Scientifica e le modalità della sua costituzione.
Il 23 maggio 2001 il C.N. elesse il Presidente della
tecnostruttura nella persona di Luca Massimo Chinni. Successivamente vennero designati a far Parte del Consiglio
Direttivo della Società Alberto Spanò, Fabio Capani, Giorgio Vittori, Rodolfo Vincenti, Giovanni Mosiello, Michele
Fortunato, Ettore Serricchio, Renato Cipolletta, Luigi Pazienza e Francesca Mazza.
VII
VII
documenti
Inserto staccabile di Impegno Ospedaliero n. - 2003
Dell’attività della Società Scientifica nel 2002 riferirà Renato Cipolletta, segretario per l’attività scientifica.
Chinni, a sua volta, vorrà certamente aggiornarvi circa
il suo operato di cui comunque molto già sapete per il
successo delle manifestazioni da lui personalmente organizzate.
A me spettano solo alcune considerazioni di carattere generale e politico sui primi due anni di attività della Società
Scientifica.
La Società Scientifica, nel suo primo biennio di attività, si è
trovata ad operare in un contesto di grande incertezza.
In primis, la scarsa chiarezza delle regole emanate dalla commissione ministeriale per l’ECM; quest’ultima ha più volte
aggiustato il tiro, in relazione alle problematiche sorte nell’applicazione pratica di una materia così complessa. Negli
ultimi tempi, inoltre, si è resa più evidente una certa resistenza dei datori di lavoro (sia pubblici che privati), a sopportare gli oneri derivanti dall’effettivo storno di orario dall’assistenza all’ECM.
A questi problemi esterni alla Società si sono aggiunte divergenze sulla struttura stessa della Società e sulle sue modalità di funzionamento.
Il giorno 27/3/2002 perveniva al Segretario Nazionale (e
per conoscenza al Presidente della Società Scientifica) una
lettera del Direttore della Rivista Scientifica nonché del Dipartimento deputato all’attività editoriale ed alle relazioni
esterne Gino Pazienza nella quale venivano poste alcune
interessanti questioni: “Ritengo opportuno segnalarvi, in quanto massime personalità delle nostre società (sindacale e scientifica) alcuni aspetti di tipo funzionale e organizzativo-funzionale
non più prorogabili onde evitare equivoci e conflittualità nei futuro,
soprattutto quando cambieranno gli attori investiti della responsabilità di un ruolo.
Il primo grosso equivoco da rimuovere è la inevitabile sovrapposizione rappresentativo-funzionale della figura del
Presidente della Società Scientifica e del Segretario Nazionale per l’attività Scientifica dell’ANMIRS nonché Direttore
del Dipartimento della Società Scientifica e deputato all’aggiornamento, all’educazione ed alle relazioni esterne e di
quest’ultimo con il Direttore del Dipartimento deputato
all’attività editoriale ed alle relazioni esterne che si configura nel direttore della Rivista Scientifica con una indefinibile
condizione di onori ed oneri di una carica con l’altra e
conseguente rischio di de/iperresponsabilizzazione”.
Continua l’amico Pazienza: “Penso sia oramai superata la figura del Segretario Nazionale per l’Attività Scientifica e sarebbe
auspicabile prevedere nell’organigramma della Società Scientifica
un unico Dipartimento formativo-informativo il cui Direttore, eletto dal Consiglio Nazionale ANMIRS entrerebbe e far parte della
Segreteria Nazionale in sostituzione del Segretario Nazionale per
l’Attività Scientifica, conservando e permettendo la continuità di
sinergismo tra Sindacato e Società Scientifica e consentendo una
chiara “regolamentazione” dei ruoli tra Presidente e Responsabile
del Dipartimento.
La nuova figura di Direttore di Dipartimento informativoformativo assumerebbe la Direzione della Rivista Scientifica
che diventerebbe sempre più organica alle esigenze della
Società Scientifica e dell’Attività Scientifica”.
Pazienza conclude la lettera ricordando il proprio lavoro di
Direttore della Rivista esprimendo l’intenzione di “passare
la mano”.
Chiudono la lettera considerazioni sull’azione sindacale futura.
VIII
VIII
Questa lettera che, in allegato, viene riportata integralmente per evitare equivoci, pose quindi interessanti quesiti che
furono dibattuti nel Consiglio Nazionale dell’8/5/2002.
In buona sostanza, come è emerso dal successivo dibattito
in Consiglio Nazionale, si è verificata la presa di coscienza
da parte di alcuni componenti della nostra Società Scientifica di un sovrapporsi di competenze in seno alla Società
stessa e quindi una probabile scarsa agilità dal punto di
vista operativo ed un rischio futuro di divergenze, pericolose per un corretto andamento della Società. In quella sede
fu anche dibattuta l’opportunità di concedere alla Società
Scientifica maggiore autonomia economica e finanziaria.
Il mio parere è che tutti, Segretario per l’Attività Scientifica,
Presidente e Consiglieri della Società Scientifica abbiano lavorato molto bene e che esprimano preoccupazioni reali
anche se essendo fortemente coinvolti tendano ad
ipertrofizzarne l’importanza.
In realtà, a parte la spiacevole constatazione di una scarsa
partecipazione dei responsabili scientifici delle sezioni periferiche alla programmazione di Piano Nazionale per l’ECM
dell’ANMIRS che peraltro non ha impedito una ricca messe
di eventi, quel che deve essere meglio definito è il ruolo
futuro della Società Scientifica.
Per che cosa deve servire?
A chi deve servire?
È uno strumento tecnico o uno strumento politico?
ARIS ed ANMIRS possono collaborare o sono destinate a
scontrarsi su questa delicata materia?
A voi le risposte.
XXXI CONGRESSO NAZIONALE
Con il XXXI Congresso Nazionale, si è cercato di dare la
massima visibilità alla nostra Associazione, sia nei confronti
dei politici che delle istituzioni religiose, come più volte richiesto dai delegati nei precedenti Congressi.
Tutti coloro che hanno partecipato all’organizzazione di
questo congresso hanno portato il loro contributo, sia in
termini di impegno personale che in termini di condivisione
di conoscenze personali e relazioni sociali indispensabili per
raggiungere l’obiettivo voluto.
La scelta di Roma come sede del Congresso è stata dettata,
oltre che dalla tradizionale turnazione delle sedi dei nostri
congressi, anche e soprattutto dalla coincidenza del luogo
con la centralità delle suddette istituzioni.
Nuova, rispetto alla tradizione, è stata invece la scelta di
fare un congresso non organizzato da un solo ospedale bensì
da una collaborazione trasversale di tutte le sezioni degli
ospedali romani.
L’operazione è stata dettata dalla volontà di fare un congresso dell’ANMIRS e non di una singola struttura
ospedaliera, per sottolineare la nostra autonomia e per non
dover subire sudditanze psicologiche da parte delle proprietà di qualsivoglia dei nostri ospedali.
Nell’impianto organizzativo si è voluto dare uguale peso
alla parte scientifica che alla parte di “rappresentanza”.
Ampio spazio è stato dedicato ai temi di etica che sono un
valore aggiunto della nostra professionalità.
L’esigenza di ottenere crediti formativi, fruibili da parte di
tutti gli iscritti, ha peraltro costretto l’organizzazione a evitare sovrapposizione di eventi - come avveniva generalmente
nei precedenti congressi. D’altro canto ciò consente anche
una partecipazione più attiva e consapevole da parte dei
congressisti.
Ospedali
aderenti
1)
FATEBENEFRATELLI ISOLA TIBERINA
ROMA
2)
BAMBINO GESÙ
ROMA
3)
S.PIETRO
ROMA
4)
ISTITUTO DERMOPATICO IMMACOLATA
ROMA
5)
S.CARLO DI NANCY
ROMA
6)
REGINA APOSTOLORUM
ALBANO LAZIALE
7)
M.G. VANNINI
ROMA
8)
CRISTO RE
ROMA
9)
ISRAELITICO
ROMA
10) S.GIOVANNI BATTISTA ACISMOM
ROMA
11) MORIGGIA PELASCINI ITALIA HOSPITAL
GRAVEDONA
12) DE GIRONCOLI
CONEGLIANO
13) SACRO CUORE
NEGRAR
14) SACRA FAMIGLIA
ERBA
15) S.ORSOLA
BRESCIA
16) S.RAFFAELE ARCANGELO
VENEZIA
17) S.GIUSEPPE
MILANO
18) VALDUCE
COMO
19) EVANGELICO VALDESE
TORINO
20) S.CAMILLO
TRENTO
21) VILLA S.GIULIANA
VERONA
22) S.CAMILLO
TREVISO
23) VILLA SALUS
MESTRE
24) S.PANCRAZIO
ARCO
25) FBF BEATA VERGINE CONSOLATA
S.MAURIZIO CANAVESE
26) S.CAMILLO ALBERONI
VENEZIA
27) GRADENIGO
TORINO
28) BUON CONSIGLIO
NAPOLI
29) CASA SOLLIEVO SOFFERENZA
S.GIOVANNI ROTONDO
30) SACRO CUORE DI GESU’
BENEVENTO
31) BUCCHERI LA FERLA
PALERMO
32) MIULLI
ACQUAVIVA DELLE FONTI BA
33) EVANGELICO VILLA BETANIA
NAPOLI
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