SCHEDA SINTETICA DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
Titolo
Sperimentazione di interventi in rete dedicati alla gestione a domicilio dei soggetti affetti
da demenze nella Città di Mantova.
Capofila
Comune di Mantova.
Soggetti Istituzionali coinvolti:
- ASL Provinciale di Mantova (Dipartimento Attività Socio Sanitarie Integrate –
Dipartimento Programmazione Acquisto e Controllo – Distretto Socio Sanitario di
Mantova – )
- ASPeF (Azienda Servizi alla Persona e alla Famiglia, Ente strumentale del Comune
di Mantova)
- Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova (Direzione Sanitaria del Presidio
Ospedaliero C. Poma, Divisione di Neurologia e Unità di Valutazione Alzheimer,
U.O. di Pronto soccorso)
- Fondazione Onlus Mons. A. Mazzali
- Provincia di Mantova – Assessorato alle Politiche Sociali.
Ambito Territoriale:
Città di Mantova
N° 3 Circoscrizioni - Numero abitanti: 47.674, di cui 22.012 maschi e 25.659 femmine
(fonte: dati Ufficio Anagrafe del Comune di Mantova, aggiornati al dicembre 2005).
Destinatari finali del progetto
- Pazienti affetti da demenza in generale, dalla malattia Alzheimer in particolare.
- Caregives dei pazienti (familiari, badanti, volontari).
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Numero di potenziali destinatari:
400 pazienti, ovvero circa il 50% degli anziani affetti da demenza secondo le stime di
prevalenza di seguito specificate.
Ambiti di intervento
Gli interventi avranno prevalentemente carattere domiciliare, con il supporto dei servizi
semi-residenziali e residenziali.
Obiettivo generale:
L’obiettivo generale è individuato nell’offerta di interventi flessibili e pertinenti,
dedicati ai soggetti affetti da demenza, mediante il rinforzo dei legami all’interno della
rete di servizi sanitari e sociali e prevedendo una revisione dell’attuale setting di
assistenza e dei suoi presupposti.
Linee strategiche di intervento:
Costituzione del Comitato Tecnico di Coordinamento con funzioni di indirizzo e di
controllo, ed individuazione del Responsabile di Progetto;
Costituzione del gruppo operativo interistituzionale per l’attivazione di supporti
domiciliari alle famiglie in cui vivono i pazienti affetti da demenza, ed individuazione
del Responsabile del Gruppo Operativo;
Attivazione dei percorsi formativi per diffondere le conoscenze sulle demenze e le
competenze tecniche e relazionali nella gestione a domicilio del paziente;
Garantire e migliorare l’assistenza a domicilio del paziente affetto da demenza con
interventi di modifica nell’ambiente domestico e tramite la sperimentazione delle
tecnologie dedotte dalla domotica e adattate alla tutela della persona affetta da demenza.
Durata della sperimentazione:
36 mesi dalla data di avvio della sperimentazione
Condizioni finanziarie per la realizzazione del progetto di sperimentazione
(triennio 2006-2008):
920.000,00= euro
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Condizioni di sostenibilità del setting sperimentato
250.000,00 euro annui (interamente a carico dei soggetti coinvolti a partire dalla fine
della sperimentazione)
Indicatori
Numero interventi formativi
Numero soggetti coinvolti negli interventi formativi, suddivisi per categoria e profilo
professionale
Numero ore di formazione (ore/aula)
Numero chiamate per assistenza in situazione di acuzie (Call Center)/n° interventi
effettuati
Numero visite delle Unità di Valutazione Alzheimer/n° fascicoli socio sanitari
Numero casi di Alzheimer diagnosticati c/o U.O. Pronto Soccorso Presidio Ospedaliero
di Mantova/n° pazienti assistiti a domicilio
Numero utenti presi in carico dagli U.V.A.(Unità Valutazione Alzheimer)/N° pazienti
assistiti a domicilio
Numero interventi di revisione del setting domiciliare (presidi di supporto applicati e/o
interventi strutturali. N.B. i costi per gli eventuali interventi strutturali saranno a carico
dei beneficiari e/o dell’Ente Locale, e/o dei fondi a sostegno della disabilità)
Numero casi diagnosticati/ricoveri di sollievo sociale annui
Numero pubblicazioni annue
Numero voucher socio sanitari/n° pazienti assistiti a domicilio
Numero prestazioni
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PROGETTO: Sperimentazione di interventi in rete dedicati alla gestione a
domicilio dei soggetti affetti da demenze nella Città di Mantova.
Premesse.
Le demenze rappresentano, nei paesi occidentali, la quarta causa di morte nella
popolazione anziana ultrasessantacinquenne, e la diffusione delle diverse forme di
demenza è in costante crescita.
L’aumento del numero di persone affette da sindrome demenziale è frutto di uno dei
tanti paradossi del nostro tempo. Negli ultimi 40 anni si è registrato, non solo in Italia,
ma in tutti i paesi industrializzati uno sviluppo tecnologico e scientifico che ha
determinato l’allungamento della speranza di vita e l’innalzamento dei tassi di incidenza
e prevalenza delle patologie che sulla base degli studi epidemiologici risultano correlate
all'età. Determinanti sono state le modifiche ambientali, demografiche ed
epidemiologiche, la vertiginosa evoluzione tecnico-scientifica, l’adeguamento dei
servizi territoriali e di prevenzione primaria.
Con il termine demenza s’intende una sindrome clinica caratterizzata da perdita delle
funzioni cognitive, tra le quali la memoria, di entità tale da interferire con le usuali
attività sociali e lavorative del paziente. Oltre ai deficit cognitivi sono presenti disturbi
che riguardano la sfera della personalità, l’affettività, l’ideazione e la percezione, le
funzioni vegetative, il comportamento.
Il soggetto affetto da demenza presenta bisogni particolari sia di tipo clinico-sanitario sia
assistenziali. Ipotizziamo, attraverso un appropriato adeguamento dei servizi per gli
anziani esistenti, di migliorare le capacità del sistema per fronteggiare gli specifici
bisogni di questa fascia di popolazione.
Occorre però rivedere le caratteristiche e ridefinire obiettivi e modalità di intervento dei
servizi esistenti, in modo che nessun Servizio possa rifiutare o espellere i malati più
disturbanti e che in tutti i servizi della rete sia garantito un approccio corretto e
qualificato alle sindromi demenziali.
L’impatto dei costi sociali complessivi, rilevante e nettamente superiore a quelli sanitari,
pone l’esigenza di un profondo adeguamento delle politiche di intervento.
Secondo studi realizzati nei paesi occidentali il costo sociale globale annuo medio per
ogni anziano demente è di circa 50.000 euro annui. Nel nostro Paese il costo annuo
nazionale, attualmente di 50 miliardi di euro, salirà nel 2035 a 120 miliardi di euro, cifra
che rappresenta una parte consistente dell’intero prodotto nazionale lordo. Tale stima si
riferisce ai costi per assistenza e per cure, manca una stima dei costi sociali indiretti
ovvero alla perdita di giornate e/o di produttività di lavoro per i familiari, per le aziende.
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I costi diretti gravano per lo più direttamente sulle famiglie, che hanno, stante la
congiuntura economica, una capacità di spesa sempre minore.
Ciò premesso è inevitabile ipotizzare che, a breve, i maggiori oneri ricadranno sulla
“Polis”, l’Ente Locale di riferimento, che, pur giocando il ruolo di maggior impegno, è il
soggetto meno dotato di risorse.
Il Comune di Mantova, consapevole dell’entità del problema, si propone di costituire
una task force, per dare esecutività ad un progetto di ridisegno delle politiche sociali del
territorio compreso nell’ambito della città, in partnership con i principali attori di
riferimento: ASPeF, ASL, A.O. C. Poma (Presidio Ospedaliero di Mantova),
Fondazione ONLUS M. Mazzali di Mantova, Provincia di Mantova, con l’obiettivo di
formulare e sperimentare una serie di ipotesi per il riallineamento, finalizzato
all’ottimizzazione (incremento di servizio a parità di risorse) delle risorse (umane e
strumentali) per fronteggiare una delle cause maggiormente invalidanti, a livello
soggettivo, e destrutturanti di sistemi sociali (coppia, famiglia, ambienti di lavoro, etc.):
le sindromi demenziali.
Mantenendo in capo al Comune di Mantova la “regia” del progetto, indispensabile per
veicolare le sinergie prodotte dai singoli interventi, è fondamentale individuare da subito
i referenti, singoli o all’uopo associati, cui destinare lo sviluppo dei diversi obiettivi
dell’intervento, facendo riferimento ai partners che hanno condiviso l’idea di partenza:
sperimentare innovazione in un contesto di ristrettezze finanziarie e di apertura ad una
concorrenza in parte senza regole, per impedire sin dall’inizio una lievitazione dei costi.
Strategie fondamentali del presente progetto sono:
- sviluppare, tra le istituzioni, una modalità di lavoro in rete, potenziando integrazione
e flessibilità, ovvero con modalità in grado di rispondere con percorsi dedicati sia alle
situazioni di emergenza, sia ai bisogni diversificati che si presentano nelle diverse
fasi in cui si evolve la malattia;
- sostenere, con interventi specifici, le reti primarie (familiari);
- diffondere tra i servizi socio sanitari una cultura dedicata alla conoscenza e alla
gestione delle demenze e dei rapporti con le famiglie interessate;
- sperimentare tecnologie dedotte dalla domotica e adattate a tutela della persona
affetta da demenza per ampliare e migliorare l’assistenza a domicilio anche del
paziente affetto da demenza.
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ANALISI DEL CONTESTO
1. Stima della prevalenza di popolazione affetta da demenza nel
territorio della Città di Mantova.
2. Composizione della popolazione mantovana residente nella città
suddivisa per fasce d’età e in base alla Circoscrizione di appartenenza
(dicembre 2005)
3. Attuale rete geriatrica nel territorio e strumenti di presa in carico dei
pazienti affetti da demenza.
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ANALISI DEL CONTESTO
1) Stima della Prevalenza di Popolazione Affetta da Demenza nel territorio della
città di Mantova.
E’ noto in letteratura come l’epidemiologia descrittiva delle patologie dementigene, e
del morbo di Alzheimer in particolare, sia una criticità. Considerata tuttavia la rilevanza
sociale e sanitaria di questa patologie, sono state fatte da diversi autori stime di
prevalenza basate sulla clinica, su indagini strumentali e sul consumo di farmaci, per cui
risulta che in Italia siano oltre 800.000 i casi di morbo di Alzheimer, di cui 120.000 in
Lombardia.
I dati relativi alla prevalenza della demenza della popolazione ultrasessantacinquenne
riportati negli studi condotti in diversi paesi industrializzati indicano tassi abbastanza
comparabili che oscillano intorno al 5% nei soggetti di età superiore ai 65 anni con
valori che vanno dal 3,4 % al 6,7% (v. tabella)
Dati di prevalenza della malattia di Alzheimer
Rosman
et al.
(1985)
Lund (Svezia)
3,4%
Copeland Liverpool (GB)
et al.
(1992)
4,2%
Folstein
et al.
(1991)
4,5%
Baltimora (USA)
Zhang et Shangai (Cina)
al. (1990)
4,6%
Lobo et
Saragozza (Spagna)
al. (1995)
5,5%
Beard et Rochester (USA)
al. (1991)
5,7%
O’Connor Cambridge (GB)
et al.
(1989)
6,0%
The
ILSA
Group
(1997)
Italia 6,4%
Ueda et
Hisayama (Giappone)
al. (1992)
6,7%
Anche i dati del Progetto Finalizzato Invecchiamento del CNR, conclusosi nel 1999,
indicano prevalenze per l'Italia in linea con quanto atteso sulla base dei dati della
letteratura internazionale.
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La maggior parte degli studi epidemiologici si è orientata verso la valutazione della
prevalenza della malattia di Alzheimer e della demenza vascolare, che sono tra le forme
più comuni nei paesi industrializzati.
In Italia secondo quanto rilevato dallo studio ILSA (Italian Longitudinal Study of
Anging) la demenza interessa il 5,3% degli uomini ultrasessantacinquenni e il 7,2%
delle donne della stessa età.
La malattia di Alzheimer è la forma più frequente di demenza in Europea, Stati Uniti e
Canada: rappresenta dal 50 al 80% dei casi di demenza. (dal volume Le demenze di
Marco Trabucchi, UTET 2000).
La Provincia di Mantova è particolarmente interessata a tale fenomeno di
invecchiamento della popolazione essendo la seconda in Lombardia per indice di
vecchiaia (rapporto tra ultrasessantacinquenni e giovani fino a 15 anni).
In particolare, nel Distretto di Mantova per ogni 100 ragazzi di età inferiore ai 16 anni ci
sono 181 ultrasessantacinquenni (fonte dati Osservatorio Epidemiologico ASL di
Mantova - dato aggiornato al giugno 2005).
Tenendo conto del bilancio demografico nelle sue componenti di natalità e mortalità, la
popolazione anziana della Provincia di Mantova sta aumentando come si evince dal
grafico sottostante
numerosità degli ultrasessantacinquenni della provincia di
Mantova negli anni - fonte dati Osservatorio Epidemiologico ASL
Mantova - anagrafe assistiti
86000
84000
82000
80000
78000
76000
74000
Serie1
2002
2003
2004
77875
78552
84862
nel prossimo quinquennio la popolazione degli ultrasessantacinquenni potrebbe subire
un incremento del 13% raggiungendo circa le 90.000 unità. L’indice di vecchiaia della
popolazione raggiungerà il valore di 195 ultra65 ogni 100 giovani e l’indice
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demografico di dipendenza (inteso come rapporto tra le persone che in via presuntiva
non autonome per ragioni di età e a denominatore le persone che si presume debbano
sostenerle) passerà dall’attuale 32% al 46%
Applicando le percentuali di prevalenza, distinte per sesso della popolazione, come
rappresentato sopra, per la Provincia di Mantova si possono stimare circa 6.900 casi di
persone affette da demenza come mostrano la tabella e il grafico seguente:
stima popolazione
maschile affetta da
demenza
totale
stima affetti da
demenza
116 10.709 1,0%
107
22.352
224
ultra 65
50.110 7,2%
3.608 33.443 5,3%
1.772
83.553
5.380
totale
61.753
3.724 44.152
1.880 105.905
6.901
maschi
11.643 1,0%
femmine
61-65
fasce d'età
tasso di prevalenza
stima popolazione
femminile affetta da
demenza
tasso di prevalenza
Tabella: stima della prevalenza di popolazione affetta da demenza , secondo il sesso (anagrafe assistiti ASL - giugno
2005)
Grafico: stima della prevalenza di popolazione affetta da demenze, secondo le fasce d’età
stima della prevalenza delle demenze
sul totale popolazione ultrasessantacinquenne della provincia di Mantova
fonte dati anagrafe assistiti ASL giugno 2005
6.901
99.004
stima affetti da demenza
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Rispetto alla popolazione di riferimento per il progetto, si stima, tenendo conto della
composizione della popolazione della Città di Mantova, divisa per fasce di età, come
risultante dalle tabelle sottostanti, una popolazione anziana affetta da demenza di 815
persone.
2) Composizione della popolazione mantovana residente nella città suddivisa per
fasce d’età e in base alla Circoscrizione di appartenenza (dicembre 2005) (fonte dati
anagrafe Comune di Mantova aggiornata al dicembre 2005)
Totale abitanti: 47.674 di cui 22.012 maschi e 25.659 femmine.
Circoscrizione n. 1
Fascia d’età -61/65 anni
Iscritti anagrafe Prevalenza
demenza
Stima affetti
demenza
femmine
maschi
Totale
Fascia d’età ultra 65 anni
679
1%
526
1%
1205
Iscritti anagrafe Prevalenza
demenza
7
5
12
Stima affetti
demenza
femmine
maschi
Totale
3154
1648
4802
227
87
314
7,20%
5,30%
da
da
Circoscrizione n. 2
Fascia d’età 61/65 anni
femmine
maschi
Totale
Fascia d’età ultra 65 anni
femmine
maschi
Totale
Iscritti anagrafe Prevalenza
demenza
694
1%
512
1%
1206
Iscritti anagrafe Prevalenza
demenza
Stima affetti
demenza
7
5
12
Stima affetti
demenza
3192
1831
5023
230
97
327
7,20%
5,30%
da
da
Circoscrizione n. 3
Fascia d’età 61/65 anni
femmine
maschi
Totale
Iscritti anagrafe Prevalenza
demenza
402
1%
320
1%
722
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Stima affetti
demenza
4
3
7
da
Fascia d’età ultra 65 anni
Iscritti anagrafe Prevalenza
demenza
Stima affetti
demenza
femmine
maschi
Totale
1319
893
2212
95
47
142
7,20%
5,30%
da
Esito:
TOTALE STIMA POPOLAZIONE
AFFETTA DA DEMENZA NEL
COMUNE DI MANTOVA
15170
5,37%
815
3) Attuale rete geriatrica nel territori e presa in carico dei pazienti affetti da
demenza.
Considerata la dimensione che sta assumendo il fenomeno delle demenze si rende
necessario passare da un sistema di assistenza che trova i suoi punti forti in servizi
dedicati all’Alzheimer, ad un sistema di rete geriatrica che oltre ai servizi dedicati sia
aperta ai malati di Alzheimer e competente nella gestione delle demenze. Competenza
intesa come capacità di relazione con il paziente e la sua famiglia nelle diverse fasi,
tenuto conto che il decorso della malattia scandisce l’evolvere di problematiche e
bisogni.
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Quadro dei servizi esistenti
Livello di intervento domiciliare
Tipologia servizi
Presa in carico di pazienti
affetti da demenze?
In
assistenza
Domiciliare
Programmata risultano n° 14
soggetti affetti da demenza, su
295 assistiti
37 Medici di Medicina generale;
Assistenza Domiciliare Programmata
Servizio Comunale di Assistenza domiciliare tramite Solo nella fase di aggravamento
della malattia, % non rilevata
Voucher sociali garantiti da soggetti accreditati
Servizio Cure Domiciliari del Distretto Socio Solo nelle fase di aggravamento
Sanitario di Mantova anche tramite erogatori della malattia, % non rilevata
accreditati di Assistenza Domiciliare a mezzo
voucher socio sanitario (n°3 soggetti accreditati)
Livello di intervento ambulatoriale
Tipologia servizi
Presa in carico di pazienti
affetti da demenze?
N° 1 Consultorio Geriatrico dell’Istituto Geriatrico
M. Mazzali
Sì
N° 2 Unità di Valutazione Alzheimer (Azienda
Ospedaliera C. Poma e Istituto Geriatrico M.
Mazzali) Servizio diagnostico dedicato a pazienti
affetti da demenza
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Sì
Livello di intervento Strutture diurne socio sanitarie
Tipologia servizi
Presa in carico di pazienti
affetti da demenze
Centri Diurni Integrati per anziani n° 2 (42 posti)
sì
Livello di intervento Strutture residenziali socio sanitarie
Tipologia servizi
Presa in carico di pazienti
affetti da demenze
Residenze Sanitarie Assistenziali n° 4 (430 posti
letto autorizzati, 424 posti letto accreditati)
Sì
Nucleo Alzheimer n° 1 (36 posti letto)
Si
Servizio dedicato
Istituto Di Riabilitazione Alzheimer n°1 (20 posti
letto) in Rodigo
Si
Servizio di riabilitazione
dedicato
Servizi di ricovero ospedaliero
Tipologia servizi
Presa in carico di pazienti
affetti da demenze
Reparto Ospedaliero di Geriatria (10 posti letto +1
DH);
Si
Reparto Ospedaliero di Neurologia (25 posti letto)
Si
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Come risulta dal quadro della rete geriatrica esistente, solo una parte degli anziani con
demenza usufruisce della rete dei servizi domiciliari e diurni. La rete dei servizi
domiciliari ancorché consolidata e capillare per altre patologie, risulta offrire prestazioni
assistenziali, sanitarie e riabilitative insufficienti per rispondere ai bisogni specifici della
popolazione affetta da demenza. Consolidata risulta anche la rete dei servizi socio
sanitari residenziali. Oltre ai servizi Residenziali dedicati ai pazienti affetti da Morbo di
Alzheimer (Nuclei residenziali e IdR-Istituti di Riabilitazione) tutte le Residenze Socio
Sanitarie per Anziani (RSA) accolgono pazienti affetti da demenze. Nelle tabelle
riportate in Allegato n.1 e relative a tutte le RSA della provincia di Mantova si può
notare come i soggetti ricoverati con “codice diagnosi di stati psicotici organici senili e
presenili” siano nel 2004 n. 2290 su 3.465, pari al 66 % degli anziani ricoverati, e 2304
nel 2005 rappresentando il 63,6% sul totale dei soggetti ricoverati, pari a 3.617 (fonte
dati – ASL di Mantova).
Si riportano di seguito i dati di attività delle Unità di Valutazione Alzheimer presenti in
Mantova:
Enti Gestori
Fondazione M .Mazzali
Az. Osped. C.Poma MN
Anno 2004
N° visite
400
300
di cui prime visite
140
120
Anno 2005
N° visite
500
350
di cui prime visite
150
150
Da dati riportati in tabella si rileva un trend di crescita di persone che si rivolgono alle
Unità di valutazione Alzheimer.
In sintesi, dal quadro dei servizi esistenti, emerge che attualmente il maggior peso
assistenziale grava sulle famiglie. Le significative modifiche degli assetti familiari
(aumento delle famiglie monoparentali, aumento dell'instabilità delle unioni familiari,
riduzione del tasso di nuzialità, aumento degli anziani che vivono soli, diminuzione
degli anziani che vivono con i figli) pongono un interrogativo sulla sostenibilità sociale
della situazione.
Il coinvolgimento dei caregives nella cura, nell’assistenza e nella tutela dell’anziano
diventa progressivamente totale nei diversi stadi della malattia e fortemente gravoso se
si considera che mediamente il decorso della malattia copre un periodo di 10 anni con
conseguenze destabilizzanti sull'equilibrio della vita dei familiari.
Una ulteriore criticità è rappresentata dal fatto che le persone affette da demenza, nelle
prime fasi della malattia, non hanno accesso né alle prestazioni socio assistenziali né a
quelle socio-sanitarie: i vigenti protocolli operativi socio sanitari non prendono in
considerazione questo tipo di patologia fino a quando sussiste, nel paziente, una
parvenza di autonomia.
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OBIETTIVI DEL PROGETTO.
Obiettivo generale.
L’obiettivo generale è individuato nella standardizzazione di una rete di servizi che offra
al paziente a domicilio o in regime di istituzionalizzazione protetta, il miglior
trattamento possibile, attraverso interventi sanitari e sociali che prevedano una revisione
dell’attuale setting di assistenza, ovvero il ripensamento delle politiche e degli interventi
socio sanitari anche attraverso l’adeguamento delle politiche del territorio.
L’individuazione precoce della malattia può:
- garantire un intervento tempestivo sulle cause di demenza reversibile;
- avviare in tempo utile terapie in grado di ritardare la progressione della malattia;
- agire in termini più efficaci sul recupero/mantenimento delle capacità cognitive
residue, organizzare un setting adeguato a garantire la miglior qualità di vita del
paziente e dei caregives.
Il progetto intende superare la criticità fondamentale nel sistema di offerta alla
popolazione anziana: l’assenza di servizi domiciliari specifici e mirati alle famiglie e ai
pazienti affetti da demenza.
Mentre per patologie ad elevato impatto come il cancro o l’AIDS esistono, da tempo,
specifici interventi a diversi livelli, per le malattie correlate all’invecchiamento come le
demenze e, tra queste, la malattia di Alzheimer, non esistono ancora sufficienti
approfondimenti e gli approcci da parte dei vari attori del sistema (familiari, medici di
medicina generale, servizi sociali, servizi ospedalieri) sono spesso tra loro non
coordinati, producendo innalzamento dei costi e carenze qualitative nell’assistenza.
Obiettivi specifici.
1. Sperimentazione, limitata nel primo triennio, alla popolazione residente nella città
di Mantova, di forme innovative di assistenza: informazione, ascolto, valutazione
clinica, progettazione personalizzata di interventi di sostegno della famiglia,
interventi domiciliari dedicati.
2. Acquisizione da parte delle risorse umane, già attive sulla città di Mantova nel
sistema di offerta di servizi domiciliari, di competenze tecniche e relazionali nella
gestione a domicilio del paziente affetto da demenza e della sua famiglia
3. Promozione di un processo di adeguamento e miglioramento dell’assistenza a
domicilio del paziente affetto da demenza,mediante l’individuazione di prassi di
lavoro innovative, connotate anche dall’utilizzo di nuove tecnologie che
consentano una miglior qualità di vita dei soggetti particolarmente fragili.
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OBIETTIVO 1.
SPERIMENTAZIONE DI FORME INNOVATIVE DI ASSISTENZA
Dopo aver esaminato le più recenti linee guida che definiscono criteri e percorsi
diagnostici e assistenziali per le demenze in generale e la malattia di Alzheimer in
particolare, per semplificare, abbiamo tradotto il percorso assistenziale, in tre fasi:
a) Individuazione della malattia (diagnosi precoce)
b) Diagnosi
c) Gestione della demenza (trattamento e assistenza)
Valutando la seconda fase di stretta pertinenza clinica, abbiamo condiviso la necessità di
focalizzare l’attenzione sulla prima e sulla terza fase, concentrando le risorse sul
potenziamento della rete e sulla messa a punto di strumenti di sostegno ai pazienti e alle
famiglie, nelle fasi più critiche dell’evoluzione della malattia.
STRUMENTI
1. INFORMAZIONE
2. ASCOLTO
3. VALUTAZIONE CLINICA
4. PROGETTAZIONE PERSONALIZZATA DI INTERVENTI A SOSTEGNO
DELLA FAMIGLIA
5. INTERVENTI DOMICILIARI DEDICATI
1. INFORMAZIONE
Ci si propone di garantire informazioni corrette sui servizi dedicati ai pazienti dementi
e/o alle loro famiglie tramite gli sportelli o front office già operativi (Circoscrizioni,
sportello ASL, Distretto di Mantova, centralini telefonici Aspef e Fondazione ONLUS
M. Mazzali di Mantova).
Si prevede nell’ambito del progetto di produrre uno strumento informativo dedicato alle
demenze da inserire nei siti internet del Comune di Mantova, dell’ASL e degli altri
partners da aggiornare a cura del Gruppo tecnico del progetto al fine di facilitare il
lavoro degli operatori dedicati al front-office e informare le famiglie sulle opportunità
offerte.
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2. ASCOLTO
Anche se nella prassi già viene offerto questo supporto, si ravvisa la necessità di
garantire punti di riferimento, di ascolto specializzato e, quindi, competente, per i MMG
e i familiari per richieste di aiuto, mediante l’attivazione di un servizio telefonico gestito
da medici geriatri (CALL CENTER Clinico) presso la Fondazione ONLUS M. Mazzali
e l’Aspef con il filtro di operatore formato alle specifiche problematiche. Già a partire
dall’inizio della sperimentazione è necessario creare uno strumento di raccolta che
consenta di catalogare i bisogni e gli esiti degli interventi (n° richiedenti, n° chiamate, n°
prese in carico, tipologia di intervento)
3. VALUTAZIONE CLINICA
La dottrina condivide l’efficacia terapeutica che deriva dalla tempestività della diagnosi.
Il Medico di Medicina Generale (MMG) è in prima linea, è il recettore primo e
principale, nel contrastare questa patologia.
Tramite il Distretto Socio-sanitario di Mantova già nel primo semestre di
sperimentazione sarà attivato in un gruppo di lavoro ristretto, costituito da specialisti e
medici di MMG della Città di Mantova, con l’obiettivo di definire e condividere il ruolo
del MMG nel percorso assistenziale dedicato alle demenze, in particolare il raccordo
operativo tra MMG, UVA e servizi territoriali coinvolti nel progetto. Il compito dei
referenti consisterà nel progettare, entro e non oltre il settembre 2006, definendone
contenuti e format, uno specifico corso formativo, a supporto della individuazione
(precoce) delle demenze e malattie Alzheimer. Considerati i tempi necessari per
l’accreditamento della formazione, si prevede che la realizzazione del corso avvenga nel
2007.
Ulteriore elemento di lavoro per i MMG, coordinati da personale specializzato,
consisterà nell’adozione di strumenti per la diagnosi precoce della malattia e nella
definizione di protocolli operativi.
4. PROGETTAZIONE PERSONALIZZATA DI INTERVENTI A SOSTEGNO
DELLA FAMIGLIA
Ai Medici di Medicina Generale, alle Unità di Valutazione Alzheimer, nonché alle U.O.
specialistiche ospedaliere compete la valutazione clinica, l’individuazione dei bisogni
clinici del paziente e del livello di possibile intervento (specialistico, residenziale
temporaneo o permanente, domiciliare). Al Gruppo tecnico compete, previa formazione
e stesura dei protocolli di intervento, la definizione del piano individuale di assistenza,
in base alla diagnosi ed alle prescrizioni, dopo aver valutato il contesto familiare e la
logistica domestica. ASPeF e Fondazione ONLUS M. Mazzali vengono individuate
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come soggetti erogatori del servizio per tutta la durata della sperimentazione, in questa
fase infatti devono essere validati linee guida e protocolli operativi di assistenza.
5. RIVISITAZIONE DEGLI STRUMENTI DEDICATI AL SOSTEGNO
DELLA DOMICILIARITA’
Il Gruppo Tecnico, nella definizione del piano di assistenza individuale, potrà avvalersi
ed attivare, sulla scorta delle linee guida e dei protocolli in corso di definizione,
strumenti assistenziali domiciliari quali:
a) Voucher sociali sperimentali dedicati ai pazienti affetti da demenze;
b) Voucher socio-sanitari sperimentali dedicati ai pazienti affetti da demenze;
c) Consulenza psicologica alle singole famiglie e corsi educativi rivolti alle famiglie, su
richiesta delle stesse ;
d) Ricoveri di sollievo temporanei di sostegno sociale;
a) Voucher sociali sperimentali
Il voucher sociale è una provvidenza economica che viene riconosciuta ai
familiari/caregives di soggetti fragili, vincolata all’acquisto di prestazioni sociali erogate
da ASPeF e Fondazione ONLUS M. Mazzali, soggetti già accreditati. Tali prestazioni
sono finalizzate a sostenere il carico assistenziale ed emotivo legato alla patologia e a
favorire la scelta responsabile della domiciliarità. I criteri utilizzati per l’accesso al
servizio riguardano il grado d’invalidità del soggetto e il reddito (per questa tipologia di
intervento è prevista una compartecipazione del fruitore, laddove la situazione reddituali
lo consenta).
In sintesi il progetto prevede, per questo strumento:
- lo studio delle modalità di valutazione del progetto individuale previsto dal voucher
sociale che tenga conto dei bisogni particolari di queste famiglie.
- la formazione per Psicologi, Assistenti Sociali e ASA per la gestione del paziente
affetto da demenza.
b) Voucher socio-sanitari: sperimentazione su nuovo targhet
Il voucher socio-sanitario, in Lombardia, rappresenta una delle forme di cure domiciliari
garantite dalle ASL. Si configura come provvidenza economica che viene riconosciuta
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su richiesta del MMG al paziente, vincolata all’acquisto di prestazioni socio-sanitarie
erogate da soggetti accreditati.
L’attuale impostazione dei vouchers socio-sanitari preved interventi infermieristici, di
riabilitazione motoria e socio-assistenziali di diverso grado ed intensità. Dai dati
sull’utenza che ad oggi ne usufruisce si evince che tale strumento non è utilizzabile dalle
famiglie dei pazienti affetti da demenza se non nella fase più avanzata della malattia ed
in ragione delle co-morbilità connesse alla patologia in questione.
Col progetto in itinere si ipotizza di identificare pacchetti di prestazioni socio-sanitarie
domiciliari coerenti con la complessità dei problemi specifici della patologia, in
particolare con i deficit cognitivi e i disturbi comportamentali. Si fa riferimento, anche
sulla base di recenti studi che hanno dimostrato l’efficacia nel ritardare
l’istituzionalizzazione, alle metodiche di trattamento cognitivo quali: la terapia di
orientamento alla realtà (ROT), memotecniche, training all’utilizzo di ausili per
orientamento e memoria combinati con trattamenti comportamentali e interventi di
stimolazione sensoriale.
Sulla scorta degli esiti del progetto, al fine di garantire il diritto di cittadinanza anche a
questi malati e, quindi, la continuità degli interventi assistenziali attivati garantiti con le
risorse con cui il progetto viene finanziato, si intende proporre alla Regione Lombardia
un modello di voucher socio-sanitario dedicato a pazienti con deterioramento cognitivo.
La riconduzione di questa sperimentazione all’interno del sistema delle cure domiciliari,
non solo lombardo, è uno degli ambiziosi traguardi che il Comune di Mantova, insieme
agli altri partners, si propone attraverso la realizzazione del progetto.
La sperimentazione prevede, come anticipato, un periodo di elaborazione delle linee
guida e dei protocolli assistenziali, per la concreta definizione dei livelli di intensità
assistenziale e delle professionalità necessarie: per il fine è stata richiesta la
collaborazione dell’IRCSS di Brescia, autorità scientifica per le tematiche in
argomento.
c) Consulenza psicologica alle singole famiglie e corsi educativi rivolti alle famiglie
Sono tra gli strumenti di sostegno di cui il Gruppo Tecnico dispone, e possono essere
attivati su richiesta espressa dei familiari. I corsi educativi saranno condotti da un
medico geriatra e da uno psicologo, nello specifico sui disturbi della comunicazione e
delle relazioni tra paziente e caregivers.
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Nel sostegno dei familiari è importante garantire comunque:
- Il coinvolgimento dei familiari nella predisposizione del piano di assistenza
individualizzato
- L’applicazione del protocollo per l’inserimento nella rete di servizi con :
• presentazione di organizzazione, competenze, personale e rispettivi ruoli
• presentazione corrette modalità di rapporto con caregives professionali (a chi
presentare eventuali rilievi, a chi chiedere, etc.)
d) Ricoveri di sollievo temporanei di sostegno sociale
Lo strumento risponde anzitutto all’emergenza di sollievo della famiglia e di sicurezza
degli utenti, ma anche al decongestionamento dei servizi sanitari, con gli obiettivi di
garantire appropriatezza degli interventi, un tempo sufficiente alla predisposizione del
piano di assistenza individuale domiciliare e/o a traghettare il malato dal proprio
domicilio a strutture protette (Ospedale, Istituti di Riabilitazione, RSA). Sono stati
individuati 4 posti letto, due presso ASPeF, due presso la Fondazione ONLUS M.
Mazzali.
Il ricovero temporaneo potrà avere come valore aggiunto il monitoraggio gli indicatori
delle capacità funzionali, cognitive, motorie residue del malato e la frequenza dei
disturbi del comportamento eventualmente presenti. Il Gruppo tecnico predisporrà lo
schema del documento (fascicolo socio sanitario) di monitoraggio.
D’intesa con l’Unità operativa di Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero C. Poma,
l’U.O. di Neurologia ed i soggetti accreditati coinvolti (ASPeF e Fondazione ONLUS
Mazzali) verranno definiti protocolli assistenziali, che detteranno indicazioni sulle
modalità di accesso, la durata della permanenza e l’interazione con le unità di cura
specialistica.
In sintesi:
- dare
sollievo/sostegno
ai
famigliari
in
caso
di
momentanea
inadeguatezza/impossibilità dei caregives;
- monitorare gli indicatori delle capacità funzionali, cognitive, motorie residue del
malato e la frequenza dei disturbi del comportamento eventualmente presenti;
- controllare/contenere i disturbi comportamentali;
- razionalizzare il trattamento farmacologico in atto tramite stretto raccordo con il
Nucleo di Valutazione Alzheimer o i reparti ospedalieri specializzati;
- stimolare/mantenere le capacità residue in continuità o in potenziamento rispetto alle
modalità di intervento adottate dalla famiglia;
- trattare la comorbilità;
- informare/formare i familiari permetterli in condizione di gestire il malato al
momento del rientro a domicilio;
- garantire continuità con gli interventi specifici eventualmente forniti da altri Servizi
della rete che hanno in carico il malato.
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Modalità operative
- assestment e monitoraggio delle capacità residue cognitive, funzionali, relazionali e
dei disturbi comportamentali,
- inserimento del soggetto demente in programmi di attività per la
stimolazione/mantenimento delle abilità cognitive e funzionali residue, etc.;
- contenimento dei disturbi comportamentali anche attraverso una maggiore libertà di
espressione degli stessi in ambiente adeguato (ad es. wandering in ambiente idoneo);
- elaborazione di strategie/programmi di gestione dei disturbi comportamentali e di
contrasto dell'involuzione dei deficit, o mantenimento/potenziamento delle
strategie/programmi adottati dagli altri Servizi;
- rilevazione della comorbilità a cura del Medico che ha in carico il malato;
- adeguamento della terapia farmacologica ad azione psicotropa, a cura del Medico che
ha in carico il malato in collegamento/consulenza con il Nucleo di Valutazione
Alzheimer;
- predisposizione di indicazioni da fornire alla famiglia per la gestione del malato al
momento del rientro a domicilio.
Gli oneri relativi all’assistenza in emergenza, per un triennio, saranno compresi tra i
costi per la sperimentazione dell’introduzione di prassi innovative connotate
dall’utilizzo delle nuove tecnologie per il miglioramento della qualità della vita dei
soggetti fragili, mentre i servizi alberghieri verranno addebitati alla famiglia e/o all’Ente
Locale.
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OBIETTIVO 2.
Acquisizione da parte delle risorse umane già attive sulla Città di Mantova nel
sistema di offerta di servizi domiciliari di competenze tecniche e relazionali nella
gestione a domicilio del paziente affetto da demenza e della sua famiglia
(PERCORSI FORMATIVI)
Formazione continua e aggiornamento su indicazioni pratiche per l’individuazione
delle patologie in interesse, rivolta ai caregives professionali:
1)Percorso Formativo dedicati ai Medici di Medicina Generale
Tramite il Distretto socio sanitario di Mantova, saranno coinvolti, nel primo semestre,
in un gruppo ristretto, i medici che rappresenteranno in qualità di referenti i Medici di
Medicina Generale che operano nella Città (complessivamente n°37 professionisti). Il
compito dei referenti consisterà nel progettare, entro e non oltre il settembre 2006,
definendone contenuti e format, uno specifico corso formativo, a supporto della
individuazione (precoce) delle demenze e malattie Alzheimer. Considerati i tempi
necessari per l’accreditamento della formazione, si prevede che la realizzazione del
corso avvenga nel 2007.
Rientrano nei costi a carico del progetto: per il 2006, la valorizzazione (gettone di
presenza) dell’impegno del gruppo ristretto dei medici referenti per la stesura del
progetto formativo; per il 2007, il finanziamento del percorso formativo.
La formazione relativa alle demenze diventerà oggetto di formazione continua già a
partire dal 2008, anno a partire dal quale i costi relativi saranno a totale carico dell’ASL.
2)Percorso Formativo dedicato ad operatori sociali e sanitari.
Saranno coinvolti assistenti sociali, psicologi, ASA, OSS, infermieri professionali,
terapisti della riabilitazione, educatori professionali degli enti che partecipano al
progetto. E’ riservato al Comitato Tecnico l’eventuale inclusione di altre professionalità
e/o l’estensione della facoltà di partecipazione a personale esterno.
Il percorso formativo sarà suddiviso in due parti: la prima, di carattere teorico, cui
seguiranno sessioni di approfondimento delle relazioni con il malato ed i caregivers,
anche attraverso strumenti didattici quali le simulazioni ed i role playing; nella seconda
parte verranno previsti momenti rivolti in modo specifico alle diverse figure
professionali, per approfondire la specificità dell’intervento rispetto al ruolo
professionale.
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Per quanto riguarda la riabilitazione cognitiva, ai terapisti della riabilitazione, agli
psicologi ed agli educatori verranno riservati interventi specifici per l’acquisizione di
metodiche e tecniche (a titolo esemplificativo: ROT, memory training, stimolazione
sensoriale, musicoterapia, etc.).
Per il personale che svolgerà ruoli di fronte office informativo, è previsto uno specifico
addestramento affinché sia in grado di accogliere la richiesta, indirizzando ed
accompagnando i richiedenti all’interno dei percorsi assistenziali possibili.
Si prevedono sin d’ora incontri periodici di supervisione e aggiornamento durante tutta
la sperimentazione, anche per la costruzione e la messa a punto di strumenti di
monitoraggio per la verifica dei risultati quali/quantitativi.
Alla fine del primo percorso di formazione dovrà essere predisposto un opuscolo
informativo, rivolto ai diversi profili professionali.
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OBIETTIVO 3.
Promozione di un processo di adeguamento e miglioramento dell’assistenza a
domicilio del paziente affetto da demenza, mediante l’individuazione di prassi di
lavoro innovative, connotate anche dall’utilizzo di nuove tecnologie che consentano
una miglior qualità di vita dei soggetti particolarmente fragili.
Si tratta di lavorare su due versanti:
I)
ottimizzare le prestazioni già in essere, migliorando la performance degli
operatori sia sul versante dei carichi di lavoro che della sicurezza e soddisfazione
dell’assistito;
II) prevedere soluzioni tecnologiche (con riduzione delle spese a carico dell’utente,
anche attraverso finanziamenti specifici) in grado di prolungare le capacità di
autonomia.
L'azione progettuale si propone di:
Analizzare compiutamente i bisogni di assistenza delle persone anziane in regime
protetto (residenziale) e in regime domiciliare, acquisendo il punto di vista degli utenti.
dei caregivers e degli operatori.
Sviluppare, alla luce delle risultanze dell'analisi e partendo dalla soddisfazione di
bisogni che accomunano i soggetti disabili ininfluente il contesto (igiene, alzata, attività
di riabilitazione) l’introduzione di nuovi dispositivi tecnologici e/o l’integrazione dei
presidi già sperimentati.
Sperimentare ausili commerciali (già presenti sul mercato) per le activity daily life
(ADL), per la tele-assistenza, e dispositivi domotici per l’automazione domestica.
Estrapolare dall'esperienza di Peccioli (prototipo della domotica al servizio dei disabili)
alcuni dispositivi, mirati alla sicurezza in luogo domestico per soggetti disabili, per la
sperimentazione in un contesto non protetto presso abitazioni private nella Città di
Mantova.
Incrementare il know haw degli operatori dedicati all’assistenza che operano in regime
residenziale, semi residenziale e domiciliare.
Creare un nuovo profilo professionale “esperto in domotica applicata” con particolare
riferimento alle situazioni di scarsa autonomia professionale, a supporto
dell’introduzione a domicilio, in modo diffuso, di nuove tecnologie.
Sviluppare nuove professionalità che soddisfino i bisogni assistenza utilizzando
tecnologia, mediandone l’introduzione stessa presso gli utenti del Comune di
Mantova,anche attraverso la formazione degli operatori già dedicati all’assistenza che
operano in regime residenziale, semi residenziale e residenziale.
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Sviluppo dello studio economico della sperimentazione, finalizzato alla verifica
dell'efficacia dell'intervento sia sul versante dell’economicità sia sul versante qualitativo
(riduzione spesa corrente, qualità assistenziale, qualità di vita, formazione e
riqualificazione degli operatori dedicati all'assistenza).
Programma di lavoro.
Il programma di lavoro, che si articola in quattro fasi di intervento, da una parte vuole
sviluppare maggiormente l'integrazione dei servizi socio sanitari, dall'altra applicare gli
studi sulla domotica.
Sul piano operativo:
Ricercatori dell'Università Sant’Anna di Pisa, sede di Pontedera,
Operatori socio sanitari dell’ASL, di ASPeF, della Fondazione ONLUS M. Mazzali,
dell' Azienda Ospedaliera C. Poma, dell’Assessorato ai Servizi Sociali.
Fase 1.
Per ottenere risultati è necessario individuare gli operatori con maggior esperienza e con
loro descrivere le singole operazioni delle prestazioni più comuni (tecnica del processo e
dell'analisi delle singole fasi), avendo cura di estrapolare per ciascuna fase le operazioni
problematiche, rischiose, a qualità non garantibile, etc., per le quali potrebbe essere utile
poter usufruire di tecnologie dedicate.
E’ chiaro che il soggetto innovatore (Università Sant’Anna) avrà anche il compito di
suggerire quanto già è in fase di sperimentazione prototipale, ma questa fondamentale
azione deve avvenire a valle dell’analisi degli operatori, per non condizionare la fase
della valutazione e mortificare la creatività anteponendo l’elenco delle soluzioni alla
definizione dei bisogni. In forza della collaborazione iniziata tra ASPeF e Università
Sant’Anna di Pisa sono già stati individuate tre aree di intervento (vedi Fase 2).
Fase 2.
Sperimentazione di ausili già esistenti sul mercato per
- ADL(Ditta Elmi)
- tele-assistenza (sistema way)
- l’automazione domestica (prototipi di Peccioli - PI-)
E’ necessaria una descrizione analitica dei presidi che si intendono sperimentare, delle
funzioni cui sono commercialmente destinati, quali condizioni psico-fisiche residuali
debbono possedere i soggetti da inserire nella sperimentazione, una prima valutazione
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delle potenzialità dei presidi in sperimentazione e dei loro limiti (eventuali
controindicazioni).
Percorso:
a.
b.
c.
Sperimentazione in ambiente protetto presso la RSAL. Bianchi di Mantova
(comunicare all'ASL Provinciale inizio della sperimentazione settembre2006) con
ospiti e utenti, in un contesto residenziale o semiresidenziale (si ipotizza una
convezione con l’A.O. per l'eventuale reclutamento e presa in carico di pazienti in
dimissione).
Sperimentazione a livello domiciliare dei presidi validati in ambiente
protetto.
Contestuale analisi dei miglioramenti, registrati a livello residenziale e
domiciliare, con individuazione degli ambiti comuni, ai fini della determinazione
delle priorità di intervento (alzata, igiene, alimentazione, etc). Focus group sul
possibile miglioramento delle procedure in essere con la partecipazione di operatori
e caregives e soggetti inseriti nella sperimentazione.
Fase 3.
a) Partendo dall'analisi dei miglioramenti [punto c) della Fase 1.] dovrà essere
compiutamente condiviso il prodotto del lavoro con gli esperti del Sant’Anna ai fini
della individuazione e sperimentazione di ulteriori presidi tecnologici e/o l'integrazione
(messa a punto) dei presidi in sperimentazione [punti a) e b) della Fase 1.].
b) Analisi dei protocolli operativi in uso per l'individuazione delle fasi di intervento
nella quali introdurre i dispositivi tecnologici testati, come sperimentati e/o integrati. Al
di fuori delle operazioni a carico degli operatori di ASPeF e dei Ricercatori Universitari,
è utile immaginare un gruppo di lavoro composto da operatori esperti e da carers con
esperienza assistenziale, per individuare, analogamente a quanto sopra descritto, le
situazioni problematiche per l'anziano nelle attività quotidiane, al di fuori delle fasi
assistenziali, così da individuare le precise condizioni in cui tentare una soluzione di tipo
tecnologico.
c) Individuazione di presidi estrapolati dalla sperimentazione in atto presso il Comune di
Peccioli (PI) e ri-verifica utilizzo/potenzialità in situazione protetta.
d) Istallazione e sperimentazione in almeno tre contesti domiciliari nella Città di
Mantova di sistemi di assistenza integrata che prevedono l'utilizzo anche di nuovi
presidi.
e) Interventi formativi per gli operatori socio sanitari e i caregives dedicati
all’assistenza.
f) Sviluppo di nuove funzioni/professionalità in contesti dotati di maggior supporto
tecnologico.
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Fase 4.
Studio economico della sperimentazione finalizzata alla verifica dell'efficacia
dell’investimento in termini di :
- abbattimento spesa corrente
- riqualificazione operatori
- qualità assistenziale
- qualità di vita
utilizzando il sistema di benchmarking tra casi assistiti con metodi tradizionali e casi
assistiti con l'introduzione di tecnologia.
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PERCORSO ASSISTENZIALE DEDICATO AI PAZIENTI AFFETTI DA DEMENZE
FAMIGLIA
Con richiesta di
INFORMAZIONI
ASCOLTO
IMMEDIATO SU
PROBLEMI
PARTICOLARI
AIUTO PER LA
GESTIONE DEL
FAMILIARE
SERVIZI SOCIALI CIRCOSCRIZIONI
PUNTO DI
ASCOLTO
CLINICO
SPORTELLO UNICO ASL
C’è già una diagnosi ?
SI
NO
VALUTAZIONE MEDICO CURANTE (MMG)
VALUTAZIONE DIAGNOSTICA U.V.A.
PREDISPOSIZIONE
PROGETTO
INDIVIDUALIZZATO
(Gruppo operativo)
Voucher Sociali
DI
Voucher socio sanitari
Ricoveri di sollievo
corsi educativi per caregivers familiari
consulenze psicologiche
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AIUTO
ALLEGATO 1
ANZIANI RICOVERATI IN RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI DELLA PROVINCIA DI
MANTOVA CON CODICE DIAGNOSI DI STATI PSICOTICI ORGANICI SENILI E PRESENILI
2 SEMESTRE 2004 1 SEMESTRE 2005
Denominazione RSA
comune
ALTRE DEMENZE
ALTRE DEMENZE
A. Ricciardelli
Acquanegra sul Chiese
25
22
RSA Asola
Asola
49
55
Villa Azzurra
Borgoforte
106
130
Residenza Alla Pace
Borgofranco sul Po
23
30
Domus Pasotelli Romani
Bozzolo
50
48
RSA Canneto S/Oglio
Canneto sull'Oglio
33
36
Casa Albergo Il Gelso
Castel Goffredo
17
19
Zanetti - Cominelli
Castiglione d. Stiviere
42
43
RSA Cavriana
Cavriana
14
13
Unità Geriatrica Riabilitativa ONLUS
Curtatone
38
43
Casa di Riposo U. Sabbadini
Dosolo - Fraz. Villastrada
15
12
Dr. Carlo Caracci
Gazzuolo
61
59
Villa Maddalena
Goito
119
112
Op. Pia Osp. Civile
Gonzaga
13
18
Comunale Gonzaga
Gonzaga
17
15
Rizzini
Guidizzolo
57
61
Ist.Ger. Mons.A. Mazzali
Mantova
142
138
Isabella D'Este
Mantova
128
122
Casa della Pace
Mantova
11
8
Luigi Bianchi
Mantova
64
51
Mons. P. Benedini
Marcaria
25
26
Villa Aurelia
Marcaria (Fraz. S.Michele)
59
65
P. Sissa
Moglia
43
46
Belfanti
Ostiglia
38
45
Isidoro Cappi
Poggio Rusco
43
43
RSA Pomponesco
Pomponesco
11
14
Trombelli- Comunale
Quistello
41
45
Comunale Revere
Revere
17
14
RSA Rivarolo M.
Rivarolo Mantovano
Geriatrico Intercomunale
Rodigo
Antonio Nuvolari
74
67
144
152
Roncoferraro
61
69
Giuseppe Serini
Sabbioneta
28
26
Comunale S.Benedetto Po
San Benedetto Po
57
65
Baguzzi Dassu'
San Martino dall'Ar.
26
29
Scarpari Forattini
Schivenoglia
58
64
RSA Sermide
Sermide
43
45
G. Canossa
Serravalle a Po
44
44
Casa Famiglia
Solferino
43
45
L. Boni
Suzzara
116
63
Ist. Geriatrico C. L. Grassi
Viadana
58
56
I Girasoli
Virgilio
107
111
Franco Nicolai
Volta Mantovana
22
26
Beata Paola
Volta Mantovana
108
109
2290
2304
TOTALI
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ANZIANI INSERITI IN RESIDENZA SANITARIE ASSISTENZIALI DELLA PROVINCIA DI MANTOVA CON CODICE
DIAGNOSI DI MALATTIA DI ALZHEIMER
Denominazione RSA
A. Ricciardelli
RSA Asola
Villa Azzurra
Domus Pasotelli Romani
RSA Canneto S/Oglio
Zanetti - Cominelli
Unità Geriatrica Riabilitativa ONLUS
Dr. Carlo Caracci
Villa Maddalena
Ist.Ger. Mons.A. Mazzali
Isabella D'Este
Casa della Pace
Luigi Bianchi
Mons. P. Benedini
Villa Aurelia
P. Sissa
Isidoro Cappi
RSA Pomponesco
Trombelli- Comunale
Geriatrico Intercomunale
Antonio Nuvolari
Giuseppe Serini
Baguzzi Dassu'
Scarpari Forattini
Casa Famiglia
L. Boni
I Girasoli
Franco Nicolai
Beata Paola
TOTALI
comune
Acquanegra sul Chiese
Asola
Borgoforte
Bozzolo
Canneto sull'Oglio
Castiglione d. Stiviere
Curtatone
Gazzuolo
Goito
Mantova
Mantova
Mantova
Mantova
Marcaria
Marcaria (Fraz. S.Michele)
Moglia
Poggio Rusco
Pomponesco
Quistello
Rodigo
Roncoferraro
Sabbioneta
San Martino dall'Ar.
Schivenoglia
Solferino
Suzzara
Virgilio
Volta Mantovana
Volta Mantovana
2 SEMESTRE 2004
3310
1 SEMESTRE 2005
3310
4
2
18
19
4
12
2
1
4
19
4
3
19
17
4
13
2
1
3
18
1
2
2
2
5
6
2
1
3
42
11
2
1
10
2
4
7
5
6
198
1
2
2
5
8
4
2
42
12
1
1
16
2
4
4
5
196
ANZIANI DELLA PROVINCIA DI MANTOVA INSERITI IN STRUTTURE DEDICATE A MALATI DI ALZHEIMER
Denominazione
Ist.Ger. Mons.A. Mazzali
Rsa Asola
Istituto di Riabilitazione Villa Carpaneda
comune
Mantova
Asola
Rodigo
2 SEMESTRE 2004
1 SEMESTRE 2005
NUCLO ALZHEIMER
NUCLO ALZHEIMER
Pagina 30 di 30
45
19
90
45
19
103
Scarica

- Alzheimer Comune Mantova