PIANO di
EDUCAZIONE alla
LEGALITÀ
Chi Siamo
Libera è nata il 25 marzo del 1995, con l’intento di coordinare e sollecitare l’impegno della società
civile contro tutte le mafie. Fino ad oggi, hanno aderito a Libera più di 1200 gruppi tra nazionali e
locali, oltre a singoli sostenitori.
La scelta di coordinare tante realtà nella lotta alle mafie, si è rilevata dunque la migliore non solo
per il numero dei soggetti coinvolti e per il clima di cooperazione creatosi, ma anche per valorizzare
sforzi ed iniziative già esistenti. Libera agisce per favorire la creazione di una comunità alternativa
alle mafie, certa che il ruolo della società civile sia quello di affiancare la necessaria opera di
repressione propria dello Stato e delle Forze dell’Ordine, con una offensiva di prevenzione
culturale.
Libera ha organizzato la sua azione in alcuni particolari settori:
1. il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati ai mafiosi, con la valorizzazione e l’informazione
sulla legge 109/96, per la quale Libera ha raccolto un milione di firme;
2. l’educazione alla legalità: nelle scuole, per diffondere, soprattutto tra i più giovani, una cultura
della legalità e far maturare coscienza civile e partecipazione democratica
3. il sostegno diretto a realtà dove è molto forte la penetrazione mafiosa, con progetti tesi a
sviluppare risorse di legalità umane, sociali ed economiche presenti sul territorio;
4. la formazione, l’aggiornamento e l’informazione sul variegato fronte antimafia e sul mutare del
fenomeno mafioso e sulle soluzioni di contrasto
L’associazione Acmos, che è parte della rete di Libera, è nata nel 1999 da un gruppo di giovani
provenienti da diverse esperienze di volontariato e di impegno sociale, accomunati dal desiderio di
cercare insieme percorsi di solidarietà e giustizia, di partecipazione e responsabilità. Si prefigge
Associazione ACMOS
Via Leoncavallo 27, 10154 Torino
Tel. 011.238.63.30 - Fax 011.247.30.78
Mail [email protected] - Web www.acmos.net
P. Iva 08480610016 - Codice Fiscale 97590480014
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come scopo di promuovere e sostenere l’inclusione democratica, attraverso progetti, di educazione
ai valori e alla prassi che fondano la cultura della cittadinanza attiva, rivolti in particolar modo ai
giovani.
Opera oggi prevalentemente a Torino e Provincia e conta ormai oltre 100 associati e una vastissima
rete di collaborazioni in Piemonte e nel resto d’Italia che la rendono motorino di avviamento della
formazione e movimentazione permanente di oltre 500 persone.
Recapiti
Elisa Ferrero: 347.844.57.33
[email protected]
Giada Versaci: 333.26.15.928
[email protected]
Costi dei laboratori
Ogni laboratorio è stato strutturato su 4 incontri da due ore ciascuno. Tuttavia, è possibile
individuare percorsi differenti, più corti o più lunghi, a partire dalle risorse e dagli interessi delle
singole classi.
Costo orario ad operatore: 35 euro IVA 20% inclusa.
Costo di un laboratorio di 4 incontri da due ore: 280 euro IVA 20% inclusa.
Costo di un incontro preparatorio con i docenti: 20 euro IVA 20% inclusa.
Struttura dei percorsi
Le attività descritte nel PEL- Piano di Educazione alla Legalità fungono da tracce per presentare ai
docenti i percorsi proposti e da schema di riferimento per la strutturazione del laboratorio; in base
alle esigenze dei docenti e dalle risposte degli studenti, è possibile modulare i vari percorsi con
attività specifiche differenti.
Inoltre, nonostante alcuni percorsi si ritrovino tra le proposte per la scuola primaria e per la scuola
secondaria inferiore, le attività con la classe verranno modificate adeguatamente per le fasce d’età
cui sono destinate.
Associazione ACMOS
Via Leoncavallo 27, 10154 Torino
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LE VISITE DIDATTICHE
I. “CASCINA CARLA E BRUNO CACCIA”
a SAN SEBASTANO DA PO
II. “CASA ACMOS” a TORINO
III. “CASCINA ARZILLA” a VOLVERA
Associazione ACMOS
Via Leoncavallo 27, 10154 Torino
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I. “CASCINA CARLA E BRUNO CACCIA”
San Sebastiano da Po
In questa cascina per oltre 30 anni ha abitato la famiglia Belfiore.
Da questa casa partì l’ordine di uccidere il giudice Caccia.
Lo Stato ha condannato all’ergastolo, come mandante dell’omicidio, Domenico Belfiore,
successivamente la confisca definitiva della cascina è avvenuta nel 1999.
Grazie all’impegno di molti, il 17 maggio 2007 la cascina è stata finalmente liberata dalla presenza
della famiglia e assegnata al Gruppo Abele, che ha voluto assumerne la gestione insieme a Libera e
all’associazione ACMOS.
In questo stesso luogo, vogliamo dare inizio ad un nuovo percorso di legalità, trasparenza e
collaborazione.
Queste “mura” sono state testimonianza di mafia sul territorio piemontese ed oggi vengono
restituite alla società organizzata grazia alla legge del 109/96.
Sentiamo la responsabilità verso questo luogo e crediamo che il modo migliore per prendercene
cura sia viverlo.
La cascina diventerà così un centro di cultura, di informazione, di animazione del territorio, di
accoglienza, di sperimentazione di buone prassi in tema ambientale.
Proponiamo, quindi, di svolgere un incontro di ogni laboratorio nella Cascina Caccia, dove gli
studenti oltre a conoscere questa realtà, potranno svolgere attività concrete e manuali.
Per informazioni e prenotazioni:
“Cascina Caccia”
Progetto Educazione alla Legalità
Marco Maccarrone
Tel: 340.08.28.512
Mail: [email protected]
Associazione ACMOS
Via Leoncavallo 27, 10154 Torino
Tel. 011.238.63.30 - Fax 011.247.30.78
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II. “CASA ACMOS”
via Leoncavallo 27, Torino
Casa Acmos è una comunità educativa nata nel 2002 che si colloca nell’ex fabbrica Ceat, all’interno
del quartiere Barriera di Milano: quartiere periferico che ha conosciuto l’industrializzazione e
adesso vive le nuove ondate migratorie.
All’interno di questo contesto Casa Acmos diventa protagonista del territorio circostante, tessendo
reti di collaborazione con le altre associazioni e con agenzie educative, con le scuole e con la
circoscrizione.
La comunità, inoltre, desidera porsi come fucina di elaborazione culturale, partendo da quattro
principi ispiratori:
Formazione permanente: crediamo non sia scontato riuscire a leggere criticamente gli
stimoli e tutte le informazioni che quotidianamente provengono dalla nostra società. Per
questo motivo è bene allenarsi e sapere utilizzare le lenti interpretative adeguate per filtrare
e interpretare la nostra realtà, partendo dall’informazione e dalla formazione partecipata.
Ogni ragazzo può essere protagonista attivo e cosciente della propria vita, basta solo a
trovare gli strumenti giusti per emergere.
Accoglienza: crediamo che la solidarietà e l’accoglienza debbano essere le basi che
regolano le relazioni nel terzo millennio e ci adoperiamo in tal senso tutti i giorni perché
diventino la prassi della nostra vita. Per questo vogliamo fare nostra l’attenzione ai rapporti
con le altre persone, che deve partire dalla capacità di ascoltare e dialogare, come insegnava
Freire.
Risoluzione non violenta dei conflitti: in questo periodo storico fortemente caratterizzato
da guerre, i micro conflitti quotidiani rischiano di minare gli equilibri relazionali. Per questo
scegliamo di vivere giorno per giorno la relazione con l’altro, mettendo in discussione se
stessi e le proprie convinzioni e valorizzando diversità e differenze.
Attenzione ai consumi:che ci portano a selezionare i prodotti alimentari proveniente
perlopiù dal circuito del Commercio Equo e Solidale, dei Gruppi di Acquisto Collettivo e da
Libera Terra, che produce olio, pasta e vino provenienti dai territori confiscati alle mafie. Si
prediligono l’acqua del rubinetto, i detersivi a basso impatto ambientale e alla spina, la carta
riciclata.
Noi ci apriamo per conoscere, formarci, collaborare, progettare con un lavoro di rete nelle scuole,
cercando di arrivare ai giovani parlando un linguaggio a loro familiare e comprensibile senza
snaturare quanto ciò che si vuole trasmettere.
Proponiamo, quindi, di svolgere un incontro di ogni laboratorio in Casa Acmos, dove gli studenti
oltre a conoscere questa realtà, potranno svolgere attività concrete e manuali.
Per informazioni e prenotazioni
Giulia Tulipano
Tel: 340.082.92.15
Mail: [email protected]
Associazione ACMOS
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III. “CASCINA ARZILLA”
Volvera
Dedicato a Rita Atria e ad Antonio Landieri, giovani vittime di mafia.
Bene confiscato alle mafie e riassegnato alla collettività grazie alla legge 109/96
La cascina fu confiscata nel 1993 e assegnata all'associazione Acmos nel 2004, grazie alla
collaborazione con le istituzioni, le scuole, Libera e il Comune di Volvera.
Dal giugno del 2004 la cascina è luogo di incontro, formazione, riflessione, produzione ortofrutticola.
Giovani da tutto il mondo si sono avvicendati per renderla bella, fruttifera, segno di speranza e di
lavoro per la sconfitta delle mafie.
In questi anni si è sviluppato il lavoro di raccolta fondi (pubblici e privati) e di progettazione per
arrivare ad una ristrutturazione del bene che permetta di sfruttarne al massimo le potenzialità.
Attività Arzille:
-Giardino Arzillo: giardino didattico per bambini e giovani che attraverso percorsi di educazione
alla legalità democratica e responsabile potranno sperimentare momenti di formazione e riflessione
collegati alla lavorazione della terra e alla trasformazione dei suoi frutti.
-Spazio Arzillo: Cascina Arzilla è a disposizione delle realtà associative, dei cittadini, delle
istituzioni che vogliano organizzare momenti di formazione, incontro conviviali e campi.
Per info e prenotazioni:
Elena Lumetta
Tel: 349.44.37.353
Mail: [email protected]
Associazione ACMOS
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SCUOLA dell’INFANZIA
I.
LIBERA LE EMOZIONI
II. REGOLE IN GIOCO
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I. LIBERA LE EMOZIONI
Premessa
La scuola ha un ruolo centrale nella formazione del bambino e del futuro cittadino. Per i bambini la
scuola rappresenta il primo luogo di confronto e incontro continuativo e strutturato con il
mondo esterno: è il luogo in cui si deve far interagire il proprio modello educativo, proposto dalla
famiglia, con quello proposto dagli insegnanti e, al tempo stesso, con quello dei compagni, non
sempre provenienti da contesti culturali e sociali simili. In questo difficile compito, la scuola deve
riuscire a dotarsi di strumenti a di spazi capaci di permettere sia la condivisione dei valori e della
cultura di riferimento al fine di aiutare nel consolidamento delle identità singole dei bambini, sia la
propensione all'apertura, al dialogo, al riconoscimento reciproco e alla conoscenza e
approfondimento di modelli diversi dal proprio. L'educazione alla cittadinanza e alla convivenza
civile sono gli ambiti di riferimento per portare avanti riflessioni di questo tipo, ragionando insieme
sulle regole e sulla libertà, sulle proprie identità e sulle interazioni con le altre, sul ruolo e sul senso
del gruppo, sulle modalità di relazione con i compagni.
Ragionare con i bambini di educazione alla cittadinanza significa anche parlare delle emozioni
provate nel momento in cui si è inseriti in un contesto collettivo particolare come quello scolastico,
all’interno del quale sono presenti molteplici norme e codici più o meno formalizzati cui aderire.
Obiettivi specifici del percorso
Libera propone un laboratorio, destinato alla scuola dell’infanzia, in cui i bambini vengono
coinvolti in un percorso di scoperta delle emozioni, prima a livello personale e poi di gruppo, in
modo da lavorare sulla costruzione della propria identità, sulla gestione dei conflitti e
sull’individuazione e sulla condivisione di valori comuni alla classe.
Obiettivi specifici del percorso sono:
- Riconoscere e saper gestire le proprie emozioni
- Ragionare sul concetto di punti di vista
- Ragionare sul senso del conflitto e individuare metodi di risoluzione non violenta
- Individuare metodi, strumenti e riti per gestire le relazioni interne alla classe.
Un laboratorio di questo tipo, per essere efficacemente compreso e vissuto dai bambini, ha bisogno
di un’attiva collaborazione degli insegnanti, in modo da continuare e fare proprie le proposte e gli
stimoli emersi dai bambini per la gestione delle relazioni interne, tra compagni.
Descrizione delle attività
Il laboratorio prevede 4 incontri in classe con durata di circa 1 ora ciascuno ma è possibile
concordare la distribuzione oraria del percorso a seconda della fascia d’età e delle esigenze:
1° incontro Conosciamoci: nel primo incontro è prevista un’attività di gioco e di conoscenza legato
alle emozioni che si provano in contesti differenti. Questa attività verrà svolta in modo da
ragionare prima individualmente sul tema proposto, mentre solo in un secondo momento si
condivideranno i pensieri con il gruppo.
2° incontro Comunichiamo: i problemi della relazione tra pari partono spesso dalla difficoltà di
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comunicare in modo chiaro; per questo è importante ragionare con i bambini sull’ascolto e
sul bisogno di mediare e di farsi capire.
3° incontro I conflitti: ragionare, a partire da un piccolo gioco, sulla rappresentazione dei conflitti,
sulla gestione e sul bisogno di mediazione. I bambini cercano, insieme di trovare delle soluzioni
per affrontare l’emergere di incomprensioni e divergenze interne alla classe.
4° incontro Fiducia: alla base del clima interno alla classe emerge spesso il bisogni di fiducia:
discutere sul senso del termine e sul significato che ognuno ne dà, aiuta a classe a trovare un
accordo nella relazione e per la convivenza. Nell’ultima parte del lavoro, a partire dalla riflessione
più emotiva, cerca di arrivare al concetto di regola, per capirne il senso e l’utilità alla luce del
percorso fatto insieme.
Metodologia che si intende adottare
- ATTIVITA’ LUDICHE differenti che aiuteranno a riflettere sulle tematiche presentate con
un approccio particolare. Strumento utile in questo senso sono alcuni testi e alcune filastrocche, tra
cui il libro "ABC.. come cittadino".
- DISCUSSIONE, il dialogo tra pari e guidato da un adulto: i bambini, disposti in cerchio,
trovano nel laboratorio uno spazio di espressione delle proprie idee e dei propri dubbi,
senza la preoccupazione di essere giudicati o valutati dagli insegnanti o dai propri compagni. Il
conduttore del laboratorio non farà delle "lezioni" sugli argomenti proposti, ma tenterà di guidare la
discussione, riprendendo e sottolineando alcune riflessioni emerse o ponendo nuovi interrogativi
utili al ragionamento collettivo o, infine, tirando le fila di quanto emerso.
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II. REGOLE IN GIOCO
Obiettivi specifici del percorso
L'idea di un progetto di questo tipo nasce da una semplice constatazione: per far sì che le regole
vengano rispettate è necessario che siano comprese, discusse e condivise, dagli adulti come dai
bambini. Parlare di educazione alla cittadinanza e alla legalità significa ragionare sul quotidiano,
sulle percezioni dei singoli bambini del senso delle regole e della libertà, sul valore della
convivenza.
In particolare, gli obiettivi specifici del progetto sono:
- Discutere e ragionare con i bambini sul senso e il valore delle REGOLE, fondamento della
convivenza civile all'interno e al di fuori della scuola.
- Promuovere all'interno delle scuole la cultura della LEGALITÀ e della convivenza civile
attraverso un laboratorio che permette ai bambini di riflettere collettivamente e di discutere
insieme sul senso e sulle problematiche dello stare in classe.
- Ragionare sul significato del GRUPPO, discutendo sugli aspetti positivi e negativi derivanti
dalla scelta dello stare in un gruppo, a partire esperienze vissute in prima persona dai
bambini.
- Far emergere le dinamiche interne alla classe, capire le motivazioni alla base dell'esclusione,
dell'aggressività o dell'isolamento di alcuni compagni.
- Favorire la scelta di modalità di risoluzione dei conflitti interni alla classe basati sulla
comunicazione, sullo scambio e sul rispetto del punto di vista altrui.
Descrizione delle attività
Il laboratorio è articolato in quattro incontri di circa 1 ora ciascuno (a seconda delle età e delle
esigenze). Per le classi della scuola dell’infanzia lo schema di riferimento è il seguente:
1°incontro: dopo la presentazione dei bambini, si inizia a ragionare della parola LIBERTA',
nel tentativo di far emergere il significato di questo concetto tra i bambini, nel proprio
vissuto quotidiano. Dopo la parte di discussione viene proposta un'attività più ludica sempre
riguardante il tema della libertà.
2°incontro: discussione sulle REGOLE, a partire dalla percezione dei bambini sulle regole
interne alla scuola. Al termine della discussione si cercherà di indagare le connessioni tra la
libertà e le regole
3°incontro: introduzione sul senso del GRUPPO, a partire dal punto di vista dei bambini sul
gruppo classe, sulle difficoltà interne e sulle motivazioni alla base di tali difficoltà.
4°incontro: continua la discussione sul gruppo, nel tentativo di far emergere l’importanza dello
STAR BENE INSIEME, riflettendo sul senso e le implicazioni che comporta. Le conclusioni finali
permetteranno di evidenziare il senso e il legame delle attività svolte.
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Metodologia che si intende adottare
Il metodo principale alla base del laboratorio è l’attività ludica che aiuterà a riflettere sulle
tematiche presentate con un approccio particolare. Strumento utile in questo senso sono alcuni testi,
tra cui il libro "ABC.. come cittadino".
Il dialogo tra pari è guidato da un adulto: i bambini, disposti in cerchio, trovano nel laboratorio uno
spazio di espressione delle proprie idee e dei propri dubbi, senza la preoccupazione di essere
giudicati o valutati dagli insegnanti o dai propri compagni. Il conduttore del laboratorio non farà
delle "lezioni" sugli argomenti proposti, ma tenterà di guidare la discussione, riprendendo e
sottolineando alcune riflessioni emerse o ponendo nuovi interrogativi utili al ragionamento
collettivo o, infine, tirando le fila di quanto emerso.
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SCUOLA PRIMARIA
I.
ABC…COME CITTADINO
II. LE VOSTRE IDEE CAMMINANO
SULLE NOSTRE GAMBE
III. LIBERA LE EMOZIONI
IV. CONSUMATORI O CITTADINI??
V. CITTADINI PER… COSTITUZIONE!
VI. DIVERSO DA CHI?
VII. LA LEGALITA’ TRA SCUOLA E
FAMIGLIA
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I. ABC…COME CITTADINO
Obiettivi specifici del percorso
L'idea di un progetto di questo tipo nasce da una semplice constatazione: per far sì che le regole
vengano rispettate è necessario che siano comprese, discusse e condivise, dagli adulti come dai
bambini. Parlare di educazione alla cittadinanza e alla legalità significa ragionare sul quotidiano,
sulle percezioni dei singoli bambini del senso delle regole e della libertà, sul valore della
convivenza.
In particolare, gli obiettivi specifici del progetto sono:
- Discutere e ragionare con i bambini sul senso e il valore delle REGOLE, fondamento della
convivenza civile all'interno e al di fuori della scuola.
- Promuovere all'interno delle scuole la cultura della LEGALITÀ e della convivenza civile
attraverso un laboratorio che permette ai bambini di riflettere collettivamente e di discutere
insieme sul senso e sulle problematiche dello stare in classe.
- Ragionare sul significato del GRUPPO, discutendo sugli aspetti positivi e negativi derivanti
dalla scelta dello stare in un gruppo, a partire esperienze vissute in prima persona dai
bambini.
- Far emergere le dinamiche interne alla classe, capire le motivazioni alla base dell'esclusione,
dell'aggressività o dell'isolamento di alcuni compagni.
- Favorire la scelta di modalità di risoluzione dei conflitti interni alla classe basati sulla
comunicazione, sullo scambio e sul rispetto del punto di vista altrui.
Descrizione delle attività
Il laboratorio è articolato in quattro incontri di circa due ore ciascuno. Per le classi della scuola
primaria lo schema di riferimento è il seguente:
1°incontro: dopo la presentazione dei bambini, si inizia a ragionare della parola LIBERTA',
nel tentativo di far emergere il significato di questo concetto tra i bambini, nel proprio
vissuto quotidiano. Dopo la parte di discussione viene proposta un'attività più ludica sempre
riguardante il tema della Libertà.
2°incontro: discussione sulle REGOLE, a partire dalla percezione dei bambini sulle regole
interne alla scuola. Al termine della discussione si cercherà di indagare le connessioni tra la
libertà e le regole
3°incontro: introduzione sul senso del GRUPPO, a partire dal punto di vista dei bambini sul
gruppo classe, sulle difficoltà interne e sulle motivazioni alla base di tali difficoltà.
4°incontro: continua la discussione sul gruppo, nel tentativo di far emergere la
RESPONSABILITA’ che ciascun bambino si trova ad avere nei confronti del gruppo, riflettendo
sul senso e le implicazioni che comporta. Le conclusioni finali permetteranno di evidenziare il
senso e il legame delle attività svolte.
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Metodologia che si intende adottare
Il metodo principale alla base del laboratorio è la DISCUSSIONE, il dialogo tra pari e guidato da un
adulto: i bambini, disposti in cerchio, trovano nelle due ore di laboratorio uno spazio di espressione
delle proprie idee e dei propri dubbi, senza la preoccupazione di essere giudicati o valutati dagli
insegnanti o dai propri compagni. Il conduttore del laboratorio non farà delle "lezioni" sugli
argomenti proposti, ma tenterà di guidare la discussione, riprendendo e sottolineando alcune
riflessioni emerse o ponendo nuovi interrogativi utili al ragionamento collettivo o, infine, tirando le
fila di quanto emerso.
Inoltre, in ogni incontro, verranno proposte attività ludiche differenti (e diverse per le scuole
primarie e dell'infanzia) che aiuteranno a riflettere sulle tematiche presentate con un approccio
particolare. Strumento utile in questo senso sono alcuni testi, tra cui il libro "ABC.. come cittadino".
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II. LE VOSTRE IDEE CAMMINANO
SULLE NOSTRE GAMBE
Obiettivi specifici del percorso
Il progetto si prefigge due obiettivi principali: in primo luogo discutere con i ragazzi di regole, che
per essere rispettate devono essere comprese, discusse e condivise, dagli adulti come dai bambini;
in secondo luogo ragionare di legalità, di rispetto delle regole, a partire dall'analisi e dalla
riflessione sulla mafia, in particolare sull'atteggiamento e sulla cultura mafiosa.
In particolare, gli obiettivi specifici del progetto sono:
- Promuovere all'interno delle scuole la cultura della LEGALITÀ e della convivenza civile
attraverso un laboratorio che permette di riflettere collettivamente e di discutere insieme sul
senso e il valore delle REGOLE, fondamento della convivenza civile all'interno e al di fuori
della scuola.
- Conoscere il fenomeno MAFIOSO, superare gli stereotipi e le mistificazioni, per capire
realmente cosa significa e cosa comporta.
- Conoscere la STORIA e la VITA di alcuni personaggi che hanno consacrato e consacrano
tutt'ora la propria vita alla lotta alla mafia
- Ragionare sul senso di CULTURA E ATTEGGIAMENTO mafioso, alla base di una cultura
dell'illegalità e della prepotenza, che conosciamo spesso nella nostra quotidianità.
Descrizione delle attività
Il laboratorio è articolato in quattro incontri di circa due ore ciascuno. Lo schema di riferimento è il
seguente:
1°incontro: dopo la presentazione del gruppo classe, si fanno emergere le conoscenze già
presenti nei ragazzi riguardo il FENOMENO MAFIOSO, per poi tentare di definirne le
attività, i metodi adottati e gli strumenti di potere.
2°incontro: riflessione sull' ANTIMAFIA, a partire dal lavoro di Libera e dalle esperienze di
alcune figure simbolo della lotta al fenomeno mafioso, quali Borsellino, Falcone, Rita Atria
o Bruno Piazzese.
3°incontro: discussione sugli ATTEGGIAMENTI MAFIOSI, che interessano la quotidianità
di ciascuno di noi. La riflessione collettiva dovrebbe aiutare i ragazzi a ragionare sulle
dinamiche di classe, sui problemi di convivenza civile e sulla percezione delle regole interne
alla scuola. Se gli studenti sono particolarmente interessati, sarà possibile strutturare
un’attività pratica per meglio comprendere o diffondere il problema (a titolo di esempio: un
piccolo questionario per i compagni di altre classi o una ricerca sui giornali locali)
4°incontro: prosecuzione della riflessione sulla cultura mafiosa. Le conclusioni finali
permetteranno di evidenziare il senso e il legame delle attività svolte.
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Metodologia che si intende adottare
Il metodo principale alla base del laboratorio è la DISCUSSIONE, il dialogo tra pari e guidato da un
adulto: i ragazzi, disposti in cerchio, trovano nelle due ore di laboratorio uno spazio di espressione
delle proprie idee e dei propri dubbi, senza la preoccupazione di essere giudicati o valutati dagli
insegnanti o dai propri compagni. Il conduttore del laboratorio non farà delle "lezioni" sugli
argomenti proposti, ma tenterà di guidare la discussione, riprendendo e sottolineando alcune
riflessioni emerse o ponendo nuovi interrogativi utili al ragionamento collettivo o, infine, tirando le
fila di quanto emerso.
La proposta di un’attività concreta ideata e realizzata dai ragazzi, risponde all’esigenza di
permettere loro di mettersi in gioco in prima persona, attraverso un lavoro di sperimentazione e di
ricerca, anche semplice, ma scelto e portato avanti da loro stessi.
La visita al bene rappresenta sicuramente un metodo interessante per comprendere al meglio il
senso della scelta di legalità e di lotta alla mafia.
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III. LIBERA LE EMOZIONI
Premessa
La scuola ha un ruolo centrale nella formazione del bambino e del futuro cittadino. Per il bambini la
scuola rappresenta il primo luogo di confronto e incontro continuativo e strutturato con il
mondo esterno: è il luogo in cui si deve far interagire il proprio modello educativo, proposto dalla
famiglia, con quello proposto dalle maestre e, al tempo stesso, con quello dei compagni, non sempre
provenienti da contesti culturali e sociali simili. In questo difficile compito, la scuola deve riuscire a
dotarsi di strumenti a di spazi capaci di permettere sia la condivisione dei valori e della cultura di
riferimento al fine di aiutare nel consolidamento delle identità singole dei bambini, sia la
propensione all'apertura, al dialogo, al riconoscimento reciproco e alla conoscenza e
approfondimento di modelli diversi dal proprio. L'educazione alla cittadinanza e alla convivenza
civile sono gli ambiti di riferimento per portare avanti riflessioni di questo tipo, ragionando insieme
sulle regole e sulla libertà, sulle proprie identità e sulle interazioni con le altre, sul ruolo e sul senso
del gruppo, sulle modalità di relazione con i compagni.
Ragionare con i bambini di educazione alla cittadinanza, significa anche parlare delle emozioni
provate nel momento in cui si è inseriti in un contesto collettivo particolare come quello scolastico,
all’interno del quale sono presenti molteplici norme e codici più o meno formalizzati cui aderire.
Obiettivi specifici del percorso
Libera propone dunque un laboratorio, destinato al primo ciclo delle scuole primarie, in cui i
bambini vengono coinvolti in un percorso di scoperta delle emozioni, prima a livello personale e poi
di gruppo, in modo da lavorare sulla costruzione della propria identità, sulla gestione dei conflitti e
sull’individuazione e sulla condivisione di valori comuni alla classe.
Obiettivi specifici del percorso sono:
- Riconoscere e saper gestire le proprie emozioni
- Ragionare sul concetto di punti di vista
- Ragionare sul senso del conflitto e individuare metodi di risoluzione non violenta
- Individuare metodi, strumenti e riti per gestire le relazioni interne alla classe
Un laboratorio di questo tipo, per essere efficacemente compreso e vissuto dai bambini, ha bisogno
di un’attiva collaborazione degli insegnanti, in modo da continuare e fare proprie le proposte e gli
stimoli emersi dai bambini per la gestione delle relazioni interne, tra compagni.
Descrizione delle attività
Il laboratorio prevede 4 incontri da due ore in classe.
1°incontro Conosciamoci: nel primo incontro è prevista un’attività di gioco e di conoscenza legato
alle emozioni che si provano in contesti differenti. Questa attività verrà svolta in modo da
ragionare prima individualmente sul tema proposto, mentre solo in un secondo momento si
condivideranno i pensieri con il gruppo.
2°incontro Comunichiamo: i problemi della relazione tra pari partono spesso dalla difficoltà di
comunicare in modo chiaro; per questo è importante ragionare con i bambini sull’ascolto e
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sul bisogno di mediare e di farsi capire.
3° incontro I conflitti: ragionare, a partire da un piccolo gioco, sulla rappresentazione dei conflitti,
sulla gestione e sul bisogno di mediazione. I bambini cercano, insieme di trovare delle soluzioni
per affrontare l’emergere di incomprensioni e divergenze interne alla classe.
4°incontro Fiducia: alla base del clima interno alla classe emerge spesso il bisogni di fiducia:
discutere sul senso del termine e sul significato che ognuno ne dà, aiuta a classe a trovare un
accordo nella relazione e per la convivenza. Nell’ultima parte del lavoro, a partire dalla riflessione
più emotiva, cerca di arrivare al concetto di regola, per capirne il senso e l’utilità alla luce del
percorso fatto insieme.
Metodologia che si intende adottare
- DISCUSSIONE, il dialogo tra pari e guidato da un adulto: i bambini, disposti in cerchio,
trovano nelle due ore di laboratorio uno spazio di espressione delle proprie idee e dei propri dubbi,
senza la preoccupazione di essere giudicati o valutati dagli insegnanti o dai propri compagni. Il
conduttore del laboratorio non farà delle "lezioni" sugli argomenti proposti, ma tenterà di guidare la
discussione, riprendendo e sottolineando alcune riflessioni emerse o ponendo nuovi interrogativi
utili al ragionamento collettivo o, infine, tirando le fila di quanto emerso.
- ATTIVITA’ LUDICHE differenti che aiuteranno a riflettere sulle tematiche presentate con
un approccio particolare. Strumento utile in questo senso sono alcuni testi e alcune filastrocche, tra
cui il libro "ABC.. come cittadino".
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IV. CONSUMATORI O CITTADINI?
Obiettivi specifici del percorso
La proposta di un percorso educativo centrato sulla riduzione degli sprechi e sul consumo
consapevole nasce in risposta ad una esigenza sentita ormai ad ogni livello della società: il consumo
indiscriminato delle risorse naturali, l’aumento di inquinamento nell’ambiente e alcune tematiche di
grande attualità, come il dibattito sull’energia nucleare, portano alla necessità di sviluppare una
riflessione critica sulla condizione dell’ambiente in cui viviamo e sul futuro che si prospetta; a tal
proposito, è necessario sviluppare nei giovani una coscienza critica ma ancor più una cultura basata
sulla consapevolezza e sulla responsabilità. Durante questo laboratorio, si analizzeranno i diversi
materiali, per ciò che concerne la loro produzione ed il loro smaltimento, si tratterà il tema degli
sprechi e quindi dell’inquinamento fino ad arrivare a discutere sull’utilità del riciclaggio, della
riduzione degli sprechi ed il riutilizzo degli oggetti; elemento fondamentale di questo percorso in
quanto concretizzazione delle tematiche trattate è la proposta di visitare Casa Acmos, sede
dell’associazione Acmos sita a Torino in via Leoncavallo, ispirata ai principi della legalità,
dell’antimafia e della riduzione dei consumi.
Descrizione delle attività
Il percorso è rivolto a studenti delle scuole elementari e medie; il laboratorio si articola in 4 incontri
di due ore ciascuno, comprendente una mattinata di visita a Casa Acmos:
1° incontro: introduzione sull’analisi dei materiali, anche grazie a lavori di gruppo,
attraverso la comprensione di alcune caratteristiche, come l’essere naturale o artificiale
oppure rinnovabile o non rinnovabile. Sono previsti quiz e giochi interattivi per verificare le
conoscenze acquisite.
2° incontro: discussione sul tema degli sprechi e dell’inquinamento che ne consegue;
attraverso una serie di attività ludiche, gli studenti capiranno il concetto di impatto
ambientale e la necessità di soluzioni alternative.
3° incontro: visita durante la mattinata di Casa Acmos; grazie a questa esperienza, gli
studenti vedranno concretizzarsi tutti i principi discussi nei precedenti incontri, quali la
riduzione degli sprechi, il consumo consapevole, riciclaggio e raccolta differenziata.
4° incontro: riepilogo e conclusioni tratte dal percorso; impegno da parte della classe ad
assumere un comportamento coscienzioso nei confronti degli argomenti trattati in classe
come a casa.
Metodologia che si intende adottare
Discussione in assemblea, lavoro a gruppi e confronto tra di essi, animazione e attività ludiche
creative attraverso l’uso di svariati materiali.
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V. CITTADINI PER…COSTITUZIONE!
Obiettivi specifici del percorso
La Costituzione rappresenta la base fondante del patto sociale e della Repubblica democratica
Italiana. La sua nascita e i suoi contenuti fondamentali sono strumenti indispensabili da conoscere
per un buon cittadino consapevole e capace di leggere criticamente la realtà. Il laboratorio proposto
ha quindi l'obiettivo di tracciare un quadro sintetico ma esauriente sulla Costituzione, nel tentativo
di suscitare l'interesse dei ragazzi, anche attraverso attività ludiche, verso le tematiche di fondo
della Democrazia e della Legalità.
In particolare, gli obiettivi specifici del progetto sono:
Promuovere all'interno delle scuole la cultura della LEGALITÀ e della convivenza civile attraverso
un laboratorio che permette di riflettere collettivamente e di discutere insieme sul senso e il valore
delle REGOLE, fondamento della convivenza civile all'interno e al di fuori della scuola.
Conoscere i valori e le riflessioni alla base della nostra COSTITUZIONE.
Ragionare su alcuni articoli particolarmente importanti, nel tentativo di comprenderli e metterli in
pratica in prime persona e come cittadinanza.
Comprendere, in modo semplificato, il processo che ha portato alla redazione del patto costituente.
Descrizione delle attività
Il laboratorio è articolato in quattro incontri di circa due ore ciascuno. Lo schema di riferimento è il
seguente:
1° incontro: Quando è nata: contesto storico e il Patto Sociale  Seconda Guerra Mondiale
2° incontro: Cosa è la Costituzione: come è strutturata, come è nata, quale è la sua importanza,
aspetti innovativi e nodi salienti. Da chi è stata voluta e come è avvenuta la stesura.
3° incontro: Analisi dei primi 12 articoli, dalla laicità al ripudio della guerra. Lettura degli articoli e
riflessione guidata sul senso profondo dei valori della nostra Costituzione
4° incontro: Costituzione e attualità: che ricaduta hanno le leggi sulla nostra quotidianità? Per
scoprirlo si utilizzeranno articoli di giornali, riviste e spunti tratti da Internet.
Metodologia che si intende adottare
Il metodo principale alla base del laboratorio è la DISCUSSIONE, il dialogo tra pari e guidato da un
adulto: i bambini, disposti in cerchio, trovano nelle due ore di laboratorio uno spazio di espressione
delle proprie idee e dei propri dubbi, senza la preoccupazione di essere giudicati o valutati dagli
insegnanti o dai propri compagni. Il conduttore del laboratorio non farà delle "lezioni" sugli
argomenti proposti, ma tenterà di guidare la discussione, riprendendo e sottolineando alcune
riflessioni emerse o ponendo nuovi interrogativi utili al ragionamento collettivo o, infine, tirando le
fila di quanto emerso. Vi sarà alla fine la produzione di un oggetto/ cartellone che riassuma i temi
che sono stati trattati negli incontri.
Il laboratorio può prevedere inoltre l’utilizzo di alcune tecniche ludiche, come ad esempio il gioco
di ruolo, che aiutino i ragazzi a capire le dinamiche alla base dei processi decisionali e ad
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interiorizzarne i valori e le motivazioni; risponde allo stesso principio l’attività proposta nel terzo
incontro, in cui si lavorerà a gruppi per ragionare su alcuni articoli significativi.
VI. DIVERSO DA CHI?
Obiettivi specifici del percorso
Questo percorso ha l’obiettivo di fermarsi a ragionare su cosa e chi si considerano come diversi a
partire dalla conoscenza del gruppo classe; dalle discussioni ci si propone di far emergere quelli che
sono gli stereotipi tipici della nostra società rispetto a ciò che si conosce solo superficialmente e
quindi ragionare sul valore e l’importanza delle differenze sociali e culturali, in quanto arricchenti e
non motivo di conflitto. Tutto ciò è possibile grazie alla comprensione, alla conoscenza e all’ascolto
sviluppati grazie alle relazioni che si instaurano, anche e soprattutto nel gruppo-classe o in generale
nel gruppo tra pari.
Descrizione delle attività
Il laboratorio è articolato in 3 incontri da due ore ciascuno. Lo schema di riferimento è il seguente:
1° incontro noi e gli altri; Con questo incontro si vuole ragionare sul fatto che spesso non
conosciamo davvero le persone che passano molte ore con noi, spesso diamo loro delle etichette
senza davvero capire come sono fatte, cosa provano, come agiscono.
In queste 2 ore ci “racconteremo”, cercando di capire come gli altri ci vedono e ci “etichettano” e
facendo emergere aspetti della nostra personalità che non sono note a tutti
2° incontro saper ascoltare, saper comunicare; Spesso si danno giudizi affrettati sugli altri, perché
non si è stati capaci di ascoltare. Il non ascolto spesso è dovuto al fatto che agiamo per
preconcetti:“se questo si veste in un certo modo di sicuro sarà così”, oppure “se lui ha il colore della
pelle diverso dal mio avrà quella cultura lì”. Questo fa sì che si ragioni solo per stereotipi, non
andando oltre alla pura apparenza. D’altra parte, invece, non sempre si riesce ad esprimere le
proprie emozioni, storie, ecc.. nel modo giusto.
In questo incontro capiremo quanto è importante l’ascolto e la capacità di comunicazione per le
relazioni che instauriamo, soprattutto in un contesto di gruppo.
3° incontro il conflitto; Il non riconoscimento da parte degli altri può generare conflitto.
Per questo è importante saperlo riconoscere per evitare di esserne travolti e per evitare che si creino
pericolose rotture. Imparare a riconoscere e gestire le nostre emozioni ci aiuterà a trovare modalità
di negoziazione e mediazione, evitando che il conflitto venga affrontato con la prepotenza o con la
fuga, che genera frustrazione e poca stima di sé.
In questo incontro introdurremo il tema, trovando modi di esprimere la rabbia in modo non dannoso
e trovando “tecniche” di risoluzione del conflitto stesso in un contesto di gruppo.
Metodologia che si intende adottare
Il metodo principalmente adottato è il dibattito/discussione, guidato dall’educatore ma che parte
dalle conoscenze degli studenti, dai loro spunti e dalle loro domande, dalle loro percezioni e idee
personali. Verranno utilizzati giochi di ruolo, per imparare a mettersi “nei panni degli altri” e
verranno creati supporti per fissare i contenuti emersi.
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VII. LA LEGALITÀ
TRA SCUOLA E FAMIGLIA
Il percorso presentato è stato ideato nell'ambito di un progetto di ricerca sull'educazione alla legalità
promosso dalla Fondazione Goria, attraverso il Master dei Talenti della Società Civile, in
collaborazione con l'Università di Torino e con il sostegno dell'associazione Acmos e della
metodologia Pedagogia dei Genitori. Il progetto, proposto operativamente dalla studentessa Elisa
Ferrero, coinvolge in modo specifico le scuole, le famiglie e gli enti locali.
Le metodologie
La metodologia Pedagogia dei Genitori, propone una modalità di coinvolgimento dei genitori che
permetta di far emergere le competenze e le conoscenze educative che possiedono, di dialogare con
le altre famiglie e con gli insegnanti, di costruire una rete solida di collaborazione. Lo strumento
principale è rappresentato dai gruppi di narrazione, in cui la formazione è offerta dal racconto
dell’esperienza personale di ognuno, non dall’intervento di un esperto: in questi casi, i genitori si
trovano a partecipare a momenti in cui raccontare e condividere con altri le scelte educative
proposte ai figli.
Il metodo dei laboratori di educazione alla legalità proposti da Libera permette, invece, di lavorare
con gli studenti per proporre percorsi di educazione alla legalità ed alla cittadinanza.
L’associazione, che si occupa di antimafia sociale, propone fin dalle scuole primarie, dei laboratori
sul concetto di giustizia sociale e di democrazia, a partire dalla discussione sulla convivenza e sulle
dinamiche interne alla classe, sulle regole e sul loro rispetto.
Il punto di intersezione tra questi due progetti è offerto proprio dall’educazione alla legalità.
Le esigenze rilevate
L'esperienza maturata negli anni attraverso la metodologia Pedagogia dei Genitori, ha fatto
emergere, in primo luogo, che le discussioni con i genitori si concentrano spesso sul tema delle
regole, considerato centrale per l'educazione dei figli, e di cui si individua la necessità di confronto
con la scuola. Sono stati molti, durante gli anni di promozione del progetto, i gruppi di narrazione in
cui si è deciso di discutere di legalità nel tentativo di far incontrare i modelli familiari con quelli
scolastici. I genitori, infatti, sono i primi educatori alla legalità, dal momento che propongono un
sistema preciso e definito di regole da rispettare per i propri figli, decidono sanzioni e punizioni
quando queste vengono infrante, si mettono a disposizione nella negoziazione e nella mediazione
quando lo ritengono giusto: questo sistema normativo viene interiorizzato dal bambino, che lo porta
con sé anche all’esterno, in primo luogo nella scuola
D’altra parte, il lavoro di Libera con gli studenti si scontra con un limite, relativo al fatto che, per
quanto i laboratori fossero ben riusciti e capaci di coinvolgere la classe, rischiano di essere confinati
alle poche ore del laboratorio e di non essere collocati in un percorso educativo più ampio. Il
dialogo con gli insegnanti conferma l’esigenza di allargare ancora il campo, e di coinvolgere
soprattutto le famiglie, ma anche il territorio, le istituzioni cittadine.
L’interiorizzazione delle regole e la crescita di un senso di legalità come mezzo per la convivenza
democratica, sono percorsi difficili che non possono esaurirsi nel coinvolgimento del bambino: per
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essere efficaci occorre fare in modo che anche le famiglie siano coinvolte in questi ragionamenti,
che conoscano il lavoro fatto in classe, per riproporre modalità simili anche a casa.
L’unione dei due progetti nell’ottica dell’educazione alla legalità fornisce un buono strumento per
affrontare la questione in modo complesso e partecipato da tutti i soggetti: i bambini, i genitori, gli
insegnanti e il territorio.
La proposta operativa
Il progetto prevede l'interazione delle proposte di Pedagogia dei Genitori e di Libera, nell'ottica di
un percorso di educazione alla legalità che coinvolga la scuola, le famiglie e il territorio.
Il percorso si struttura in tre fasi, coinvolgendo in forme diverse gli studenti, gli insegnanti e le
famiglie.
I destinatari sono studenti e genitori di qualsiasi classe di scuole primarie e secondarie.
1° fase: la presentazione del percorso
- Presentazione dell'attività al Collegio Docenti, all'Assemblea dei Genitori e all'amministrazione
locale.
- Incontro di formazione sulla genitorialità con le classi interessate (può coincidere con la
presentazione del progetto): organizzazione di un momento di riflessione sul senso del percorso
proposto, soffermandosi in modo particolare sull'importanza del riconoscimento delle competenze e
delle conoscenze di cui sono portatori i genitori. In questa sede si discuterà anche sul tema della
legalità, declinata nei tre livelli: a scuola, in famiglia e con gli enti pubblici.
2° fase: l'applicazione progettuale
Con i genitori: organizzazione di almeno tre momenti di incontri pomeridiani con i genitori interessati e con
i docenti delle classi per attivare un percorso utilizzando lo strumento dei gruppi di narrazione. La struttura
degli incontri è la seguente:
1 Incontro: I genitori e gli insegnanti narrano gli itinerari educativi nel loro ruolo di genitori o di figli.
In particolare, viene chiesto di presentare il proprio figlio, raccontandone in modo particolare le qualità e gli aspetti positivi.
2 Incontro: A tutti i partecipanti viene chiesto di scrivere le narrazioni proposte in forma orale. Le narrazioni scritte vengono lette collettivamente e raccolte in modo da poter, eventualmente essere pubblicate.
3 Incontro: relativo al tema della legalità. anche in questo caso ognuno narra le sue esperienze relative
al tema.
Con gli studenti: organizzazione di un laboratorio di quattro incontri da circa due ore nelle classi coinvolte.
Il percorso presentato è il seguente:
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Incontro: le regole. Discussione partecipata sul senso e il valore delle regole, per comprendere il loro
ruolo nel fondamento della convivenza civile all'interno della scuola e della famiglia.
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Incontro: dalla regola al diritto. Partire da esempio di società con regole palesemente ingiuste per ragionare sulle modalità con cui capire se la regola è giusta o ingiusta. Il criterio proposto è la relazione con i diritti umani, cioè con i valori alla loro base
Incontro: uguali nei diritti. Partire dall'analisi del diritto all'uguaglianza, per comprendere i diversi
modi con cui questo diritto viene definito nella dichiarazione dei diritti dell'uomo, nella dichiarazione dei diritti dei fanciulli e nella nostra Costituzione, ma anche nella scuola e nella famiglia.
Incontro: la responsabilità nella società. Riflessione sulle modalità con cui il sistema di diritti e regole vengono inserite in un contesto sociale più ampio. Per farlo si introdurrà il concetto di responsabilità individuale, consapevoli che per avere tutti gli stessi diritti, è necessario conoscere, promuovere
e rispettare i doveri collegati. Concludere ragionando sulle ricadute concrete nella scuola, nella famiglia e sul territorio.
3° fase: la conclusione
- Incontro in classe tra genitori e studenti che hanno lavorato separatamente, per condividere i percorsi
svolti e le narrazioni scritte.
- Il materiale prodotto dalle narrazioni dei genitori e dal lavoro dei ragazzi viene raccolto e pubblicato
sotto forma di un piccolo opuscolo (per la realizzazione del quale si coinvolgeranno gli enti
pubblici).
- Evento conclusivo: a conclusione del percorso viene organizzato un momento comune in cui condividere pubblicamente i percorsi affrontati da genitori, studenti e insegnanti, nel tentativo di proporre
un nuovo patto di corresponsabilità tra scuola, famiglia e territorio. Questo incontro, oltre ad essere il
momento in cui presentare la pubblicazione, potrebbe prevedere anche una parte seminariale in cui
invitare un ospite autorevole per presentare l'attività e discutere sugli esiti.
Le feste conclusive vengono organizzate in luoghi simbolici e significativi del percorso sulla legalità: nello
specifico, possono rappresentare una risorsa i Beni Confiscati presenti sul territorio, come Cascina Caccia a
San Sebastiano, Cascina Arzilla a Volvera o il Performing Media Lab a Torino.
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SCUOLA SECONDARIA
DI PRIMO GRADO
1.CITTADINI PER… COSTITUZIONE!
2.LE MAFIE AL NORD
3.DIVERTIMENTO ASSICURATO…?
4.CITTADINI O CONSUMATORI??
5.DIVERSO DA CHI?
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I. CITTADINI PER…COSTITUZIONE!
Obiettivi specifici del percorso
La Costituzione rappresenta la base fondante del patto sociale e della Repubblica democratica
Italiana. La sua nascita e i suoi contenuti fondamentali sono strumenti indispensabili da conoscere
per un buon cittadino consapevole e capace di leggere criticamente la realtà. Il laboratorio proposto
ha quindi l'obiettivo di tracciare un quadro sintetico ma esauriente sulla Costituzione, nel tentativo
di suscitare l'interesse dei ragazzi, anche attraverso attività ludiche, verso le tematiche di fondo
della Democrazia e della Legalità.
In particolare, gli obiettivi specifici del progetto sono:
Promuovere all'interno delle scuole la cultura della LEGALITÀ e della convivenza civile attraverso
un laboratorio che permette di riflettere collettivamente e di discutere insieme sul senso e il valore
delle REGOLE, fondamento della convivenza civile all'interno e al di fuori della scuola.
Conoscere i valori e le riflessioni alla base della nostra COSTITUZIONE.
Ragionare su alcuni articoli particolarmente importanti, nel tentativo di comprenderli e metterli in
pratica in prime persona e come cittadinanza.
Comprendere, in modo semplificato, il processo che ha portato alla redazione del patto costituente.
Descrizione delle attività
Il laboratorio è articolato in quattro incontri di circa due ore ciascuno. Lo schema di riferimento
organizzato per nuclei tematici è il seguente
1° incontro: Quando è nata: contesto storico e il Patto Sociale  Seconda Guerra Mondiale
2° incontro: Cosa è la Costituzione: come è strutturata, come è nata, quale è la sua importanza,
aspetti innovativi e nodi salienti. Da chi è stata voluta e come è avvenuta la stesura.
3° incontro: Analisi dei primi 12 articoli, dalla laicità al ripudio della guerra. Lettura degli articoli e
riflessione guidata sul senso profondo dei valori della nostra Costituzione
4° incontro: Costituzione e attualità: che ricaduta hanno le leggi sulla nostra quotidianità? Per
scoprirlo si utilizzeranno articoli di giornali, riviste e spunti tratti da Internet.
Metodologia che si intende adottare
Il metodo principale alla base del laboratorio è la DISCUSSIONE, il dialogo tra pari e guidato da un
adulto: i ragazzii, disposti in cerchio, trovano nelle due ore di laboratorio uno spazio di espressione
delle proprie idee e dei propri dubbi, senza la preoccupazione di essere giudicati o valutati dagli
insegnanti o dai propri compagni. Il conduttore del laboratorio non farà delle "lezioni" sugli
argomenti proposti, ma tenterà di guidare la discussione, riprendendo e sottolineando alcune
riflessioni emerse o ponendo nuovi interrogativi utili al ragionamento collettivo o, infine, tirando le
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fila di quanto emerso. Vi sarà alla fine la produzione di un oggetto/ cartellone che riassuma i temi
che sono stati trattati negli incontri.
Il laboratorio può prevede l’utilizzo di alcune tecniche ludiche, come ad esempio il gioco di ruolo,
che aiutino i ragazzi a capire le dinamiche alla base dei processi decisionali e ad interiorizzarne i
valori e le motivazioni; risponde allo stesso principio l’attività proposta nel terzo incontro, in cui si
lavorerà a gruppi per ragionare su
alcuni articoli significativi.
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II. LE MAFIE AL NORD
Obiettivi specifici del percorso
Negli ultimi decenni il concetto di fenomeno mafioso è cambiato significativamente: il sistema che
una volta si pensava strettamente legato al “codice mafioso” ora non fa più così tanto riferimento ad
esso, il sistema legislativo è cambiato anche grazie agli interventi della società civile ma soprattutto
il fenomeno mafioso non è più strettamente legato al territorio nel sud Italia ma ad un più vasto
terreno. Le mafie, in pochi decenni, si sono espande in tutto il mondo, diventando un problema
mondiale: sono note le mafie dei “cartelli colombiane”specializzate nella produzione e nella
gestione dei grandi traffici di droga, storicamente sono note le mafie del nord americhe, ma anche
quelle dei paesi dell’est, in rapido sviluppo economico.
Si pensa sempre al fenomeno mafioso come a qualcosa di molto distante e poco concreto, che non
ci riguardi da vicino: invece, le mafie nel nord Italia hanno assunto forme e attività davvero
particolari, molto sommerse e poco note, ma molto attive e ricche; solo da poco se ne conosce
davvero la gravità grazie all’”operazione Minotauro”, portata avanti diversi anni conclusasi solo
pochi mesi fa e che ha portato a circa 150 arresti, tra cui vice e sindaci di comuni del torinese.
Il fenomeno mafioso va ripensato in quanto colluso con la politica ed estremamente esteso sul
territorio.
Descrizione delle attività
Il laboratorio è articolato in quattro incontri di circa due ore ciascuno. Lo schema delle attività di
riferimento è il seguente:
1°incontro: dopo la presentazione del gruppo classe, si fanno emergere le conoscenze sul fenomeno
mafioso, superandone gli stereotipi e le mistificazioni, per capire realmente cosa significa e cosa
comporta nelle sue diverse sfaccettature. Focus specifico sulla 'ndrangheta.
2° incontro: Le mafie al Nord, specificamente : in quali ambiti agiscono  l'imprenditoria e il
gioco d'azzardo: a quanto ammonta il giro d'affari? Da quanto tempo agiscono nel nord Italia.
3° incontro: Bruno Caccia. La storia e il suo impegno.
4° incontro: rilancio positivo. Visita in Cascina Caccia e/o come si combatte la mafia al nord oggi?
Beni confiscati e antimafia sociale  informazione, acquisto dei Prodotti di Libera, vivere Cascina
Caccia, partecipare al 21 marzo...
Metodologia che si intende adottare
Il metodo principalmente adottato è il dibattito/discussione, guidato dall’educatore ma che parte
dalle conoscenze degli studenti, dai loro spunti e dalle loro domande; al fine di una migliore
comprensione, si produrranno cartelloni o elaborati scritti che sintetizzino gli elementi emersi
durante la discussione.
Si utilizzeranno giochi di ruolo e si proporranno attività pratico-manuali per approfondire alcune
particolari questioni o elementi del dibattito.
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III. DIVERTIMENTO ASSICURATO…??
Obiettivi specifici del percorso
L’obiettivo principale è cercare di analizzare le motivazioni che spingono gli adolescenti ad
avvicinarsi alle droghe e al consumo di alcool e tabacco, con particolare attenzione agli stili di vita e
ai modelli di divertimento che i giovani hanno come riferimento. Il nostro intento non è tanto quello
di lavorare a livello informativo sulla natura delle sostanze e sugli effetti che hanno sul corpo,
quanto di ragionare sulle cause profonde che stanno alla base di determinate scelte.
Per fare questo crediamo sia necessario:
-
interrogarci sul senso del gruppo e sulla forza che esso esercita sul singolo individuo
-
considerare gli elementi di attrazione che queste sostanze esercitano
riflettere sulla correlazione tra dipendenza da sostanze e il bisogno di appartenere e
riconoscersi nel gruppo
come i media e la pubblicità influenzano rispetto a queste tematiche
Descrizione delle attività previste
Il laboratorio è articolato in 4 incontri da due ore ciascuno.
Lo schema di riferimento è il seguente:
1° incontro: gioco di presentazione: partiamo con l’analisi sul concetto di identità: chi sono e
come mi rappresento? Quale immagine ho di me? Che cosa costruisce la mia identità ( la scuola, il
gruppo di amici, la pubblicità, la famiglia…)?
Partendo, quindi, dalle realtà individuali riflettere su identità personale/realtà di gruppo. Come il
gruppo condiziona le mie scelte? Quanto riesco a far valere la mia idea e quanto, invece, seguo
quella degli altri? Quanto riesco ad influenzare le idee e i comportamenti altrui?
2° incontro: influenza dei media. Partire dalla visione di alcuni spezzoni di film, video musicali e
pubblicità per osservare criticamente quale valenza ha l’essere fumatore e bevitore e confrontarle
con le campagne di sensibilizzazione che sembrano, invece, meno efficaci. Perché? Su quali aspetti
emotivi si fa leva? Contraddizioni degli sponsor pubblicitari ( bevande alcoliche che sponsorizzano
gare automobilistiche) e slogan ( “ Cosa vuoi di più dalla vita?”)
Ragionare sulle motivazioni che spingono un adolescente a fumare e a bere e quali elementi della
quotidianità rafforzano questo comportamento ( facilità nell’acquisto, amicizie, abitudini
familiari…). Chi non segue questi atteggiamenti come viene visto dagli altri? Comprendere le
ragioni che portano a rifiutare una moda.
3° incontro: Parlando di consumi, stili di vita e modelli di divertimento, verrà effettuata una visita
nella comunità di vita Casa Acmos, gestita dall’associazione Acmos, che si trova a Torino, in una
struttura che ospita anche una sede decentrata del Gruppo Abele. Qui i ragazzi che abitano la
comunità praticano ogni giorno l’attenzione ai consumi e la riduzione degli sprechi, ragionando sui
temi delle dipendenze e dei consumi e mettendo in pratica quotidianamente queste riflessioni. E’
Associazione ACMOS
Via Leoncavallo 27, 10154 Torino
Tel. 011.238.63.30 - Fax 011.247.30.78
Mail [email protected] - Web www.acmos.net
P. Iva 08480610016 - Codice Fiscale 97590480014
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importante confrontarsi in questa sede per mostrare ai ragazzi che un altro modo di vivere e
divertirsi è possibile, soprattutto se condiviso e costruito quotidianamente.
4° incontro: Conclusioni e considerazioni sul percorso.
Realizzazione in ogni classe di un’installazione permanente da lasciare all’interno dell’edificio
scolastico, in modo da dare vita ad una mostra che incarni i ragionamenti e il sentire degli studenti.
La mostra sarà realizzata in modo da poter essere partecipata da chi la visita e guidata dai ragazzi
che l’hanno realizzata, così che si sentano responsabili nei confronti della comunità scolastica e
delle famiglie.
Metodologia che si intende adottare
Il metodo principalmente adottato è il dibattito/discussione, guidato dall’educatore ma che parte
dalle conoscenze degli studenti, dai loro spunti e dalle loro domande; al fine di una migliore
comprensione, si produrranno cartelloni o elaborati scritti che sintetizzino gli elementi emersi
durante la discussione.
La visita permetterà di vedere concretamente a cosa portano le riflessioni fatte durante il
laboratorio. Gli elementi emersi nei tre incontri troveranno spazio nella creazione manuale di
un'installazione permanente, creativa e significativa.
Associazione ACMOS
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IV. CONSUMATORI O CITTADINI??
Obiettivi specifici del percorso
La proposta di un percorso educativo centrato sulla riduzione degli sprechi e sul consumo
consapevole nasce in risposta ad una esigenza sentita ormai ad ogni livello della società: il consumo
indiscriminato delle risorse naturali, l’aumento di inquinamento nell’ambiente e alcune tematiche di
grande attualità, come il dibattito sull’energia nucleare, portano alla necessità di sviluppare una
riflessione critica sulla condizione dell’ambiente in cui viviamo e sul futuro che si prospetta; a tal
proposito, è necessario sviluppare nei giovani una coscienza critica ma ancor più una cultura basata
sulla consapevolezza e sulla responsabilità. Durante questo laboratorio, si analizzeranno i diversi
materiali, per ciò che concerne la loro produzione ed il loro smaltimento, si tratterà il tema degli
sprechi e quindi dell’inquinamento fino ad arrivare a discutere sull’utilità del riciclaggio, della
riduzione degli sprechi ed il riutilizzo degli oggetti; elemento fondamentale di questo percorso in
quanto concretizzazione delle tematiche trattate è la proposta di visitare Casa Acmos, sede
dell’associazione Acmos sita a Torino in via Leoncavallo, ispirata ai principi della legalità,
dell’antimafia e della riduzione dei consumi.
Descrizione dell’attività
Il percorso è rivolto a studenti delle scuole elementari e medie; il laboratorio si articola in 4 incontri
di due ore ciascuno, comprendente una mattinata di visita a Casa Acmos:
1° incontro: introduzione sull’analisi dei materiali, anche grazie a lavori di gruppo,
attraverso la comprensione di alcune caratteristiche, come l’essere naturale o artificiale
oppure rinnovabile o non rinnovabile. Sono previsti quiz e giochi interattivi per verificare le
conoscenze acquisite.
2° incontro: discussione sul tema degli sprechi e dell’inquinamento che ne consegue;
attraverso una serie di attività ludiche, gli studenti capiranno il concetto di impatto
ambientale e la necessità di soluzioni alternative.
3° incontro: visita durante la mattinata di Casa Acmos; grazie a questa esperienza, gli
studenti vedranno concretizzarsi tutti i principi discussi nei precedenti incontri, quali la
riduzione degli sprechi, il consumo consapevole, riciclaggio e raccolta differenziata.
4° incontro: riepilogo e conclusioni tratte dal percorso; impegno da parte della classe ad
assumere un comportamento coscienzioso nei confronti degli argomenti trattati in classe
come a casa.
Metodologia che si intende adottare
Il metodo principalmente adottato è il dibattito/discussione, guidato dall’educatore ma che parte
dalle conoscenze degli studenti, dai loro spunti e dalle loro domande; al fine di una migliore
comprensione, si produrranno cartelloni o elaborati scritti che sintetizzino gli elementi emersi
durante la discussione.
Associazione ACMOS
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La visita permetterà di vedere concretamente a cosa portano le riflessioni fatte durante il
laboratorio. Gli elementi emersi nei tre incontri troveranno spazio nella creazione manuale di
un'installazione permanente, creativa e significativa.
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V. DIVERSO DA CHI?
Obiettivi specifici del percorso
Questo percorso ha l’obiettivo di fermarsi a ragionare su cosa e chi si considerano come diversi a
partire dalla conoscenza del gruppo classe; dalle discussioni ci si propone di far emergere quelli che
sono gli stereotipi tipici della nostra società rispetto a ciò che si conosce solo superficialmente e
quindi ragionare sul valore e l’importanza delle differenze sociali e culturali, in quanto arricchenti e
non motivo di conflitto.
Descrizione delle attività
Il laboratorio è articolato in 3 incontri da due ore ciascuno. Lo schema di riferimento è il seguente:
1° incontro: noi e gli altri; Con questo incontro si vuole ragionare sul fatto che a volte non
conosciamo davvero le persone che passano molte ore con noi, spesso diamo loro delle etichette
senza davvero capire come sono fatte, cosa provano, come agiscono.
In queste 2 ore ci “racconteremo”, cercando di capire come gli altri ci vedono e ci “etichettano” e
facendo emergere aspetti della nostra personalità che non sono note a tutti
2° incontro: saper ascoltare, saper comunicare; Spesso si danno giudizi affrettati sugli altri, perché
non si è stati capaci di ascoltare.
Il non ascolto spesso è dovuto al fatto che agiamo per preconcetti:“se questo si veste in un certo
modo di sicuro sarà così”, oppure “se lui ha il colore della pelle diverso dal mio avrà quella cultura
lì”.
Questo fa sì che si ragioni solo per stereotipi, non andando oltre alla pura apparenza.
D’altra parte, invece, non sempre si riesce ad esprimere le proprie emozioni, storie, etc.. nel modo
giusto.
In questo incontro capiremo quanto è importante l’ascolto e la capacità di comunicazione per le
relazioni che instauriamo, soprattutto in un contesto di gruppo.
3° incontro: il conflitto; Il non riconoscimento da parte degli altri può generare conflitto.
Per questo è importante saperlo riconoscere per evitare di esserne travolti e per evitare che si creino
pericolose rotture. Imparare a riconoscere e gestire le nostre emozioni ci aiuterà a trovare modalità
di negoziazione e mediazione, evitando che il conflitto venga affrontato con la prepotenza o con la
fuga, che genera frustrazione e poca stima di sé.
In questo incontro introdurremo il tema, trovando modi di esprimere la rabbia in modo non dannoso
e trovando “tecniche” di risoluzione del conflitto stesso in un contesto di gruppo.
Metodologia che si intende adottare
Il metodo principalmente adottato è il dibattito/discussione, guidato dall’educatore ma che parte
dalle conoscenze degli studenti, dai loro spunti e dalle loro domande, dalle loro percezioni e idee
personali. Verranno utilizzati giochi di ruolo, per imparare a mettersi “nei panni degli altri” e
verranno creati supporti per fissare i contenuti emersi.
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Tel. 011.238.63.30 - Fax 011.247.30.78
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