MilanoRisparmia IL PRIMO GIORNALE DI ECONOMIA E INFORMAZIONE DEDICATO ALLA FAMIGLIA MILANESE Anno 2 - numero 10 4 maggio 2006 A PAG. Dichiarazione dei redditi Prosegue l’elenco delle spese deducibili dal reddito delle persone fisiche. MODELLO 730/2006 redditi 2005 Modello N. dichiarazione semplificata dei contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale genzia ntrate CONTRIBUENTE Coniuge dichiarante Dichiarante COGNOME (per le donne indicare il cognome da nubile) DATI ANAGRAFICI 3 DATA DI NASCITA GIORNO COMUNE MESE Dichiarazione congiunta 730 integrativo CODICE FISCALE DEL CONTRIBUENTE (obbligatorio) GRATUITO 5 per mille: indicare a chi devolverlo Un lungo elenco di Onlus che conta 29.000 presenze, fra cui migliaia di associazioni a dir poco stravaganti: per essere sicuri, meglio indicare sempre a chi devolverlo. EURO Gli importi devono essere indicati in unità di Euro Rappresentante o tutore CODICE FISCALE DEL RAPPRESENTANTE O TUTORE NOME COMUNE (o Stato estero) DI NASCITA SESSO (M o F) PROVINCIA (sigla) ANNO PROVINCIA (sigla) A PAG. C.A.P. Fondi comuni di investimento Continua il nostro viaggio negli strumenti di mercato: con questa seconda parte, si conclude la trattazione dei fondi comuni di investimento. A PAG. 4 Sanità a Milano: poche luci molte ombre 6 Milano si accinge ad affrontare le votazioni amministrative È tempo di restituire Milano ai milanesi di Bruno Bonucci Milano, l’antica capitale morale, si presenta con il volto segnato da anni difficili, più povera, più depressa, meno viva e molto meno stimolante, in sostanza una città eccellente ormai solo per le cure mediche, le università e forse la moda. Ereditarne la gestione amministrativa siamo certi che sarà una sfida dura, anzi durissima, con una città che di fatto ha perso punti di Pil, che ha visto crescere una smisurata povertà e una illegalità che vive e prospera ai bordi dei salotti buoni. La città è stata “abbandonata” da centinaia di migliaia di persone, nella stragrande maggioranza giovani, in enorme difficoltà a causa dell’elevatissimo costo della vita. E la città, lentamente, si è richiusa su se stessa. Colpa forse della crescita della microcriminalità che ha espropriato i milanesi della propria città: ci sono aree comple- tamente dedite all’illegalità, allo spaccio e alla prostituzione, altre zone dove gli stessi milanesi si sentono stranieri o perlomeno non così ben accetti. E certo non è stato all’altezza della situazione il progetto dei vigili di quartieri, pochi e spesso impegnati in altre mansioni ben lontane dalla difesa dell’ordine pubblico. Insomma, una Milano sempre meno a misura d’uomo, soprattutto per quei settori della popolazione meno difesi: basti pensare agli anziani e ai bambini, che a Milano non trovano risposte alle proprie esigenze quotidiane. Insomma, diciamocelo con chiarezza: crescere, come del resto invecchiare, nella nostra città è diventato veramente molto difficile. Ma ci si può davvero rassegnare e finire con il considerare Milano, città “extutto”, relegata al ruolo di albergo a cinque stelle per la moda, il business e l’alta finanza? Chiunque avrà il piacere - e l’onere - di I CITTADINI MILANESI SI INCONTRANO SU www.retecivica.milano.it Informazioni, notizie, discussioni e servizi forniti da cittadini, associazioni, enti, un filo diretto con le istituzioni e una nuova sezione dedicata ai consumatori in cui è possibile scaricare “MilanoRisparmia”. governare Milano dovrà davvero rimboccarsi le maniche e dare, finalmente, risposte serie alla cittadinanza, quella vera e non quella fatta da pochi ultra ricchi, calciatori e top model, ma dalle persone che ogni giorno vivono e lavorano in una metropoli sempre meno sicura e vivibile. La prossima amministrazione dovrà tentare di colmare la profonda frattura che si è creata fra cittadini e istituzioni, sicuramente legata all’incapacità dei politici in genere di agevolare e incentivare la partecipazione dei cittadini che in questi anni non sono mai stati coinvolti. Basti osservare il fiorire di decine di comitati spontanei attorno ad altrettanti problemi specifici, come parcheggi, aree verdi, sulla sicurezza eccetera per capire che i cittadini hanno voglia di farsi coinvolgere nella vita politica della loro città. Basta solo dargliene l’occasione. Quanto devono essere pazienti i pazienti... di Alessandro Miano e Ilaria Lucchetti Segreteria nazionale del Movimento Consumatori Liste d’attesa alla paralisi, prestazioni sanitarie in calo, laboratori zonali in via d’estinzione e vaccinazioni infantili non più passate dal Servizio nazionale. È la fotografia del comparto sanitario lombardo scattata dai sindacati Cgil e Cisl, a poco meno di un mese dall’appuntamento elettorale delle amministrative. Con una eccezione: il Centro Unico di Prenotazione (fino al luglio scorso ubicato a Milano in via Rombon e ora dislocato in Sicilia), che raccoglie consensi sia sul fronte dell’efficienza logistica (le attese al telefono sono brevi, soprattutto se si considera che si tratta di un call center) sia relativamente alla preparazione di chi risponde al telefono. Ma salvo il Cup, il quadro nel complesso preoccupa i responsabili della Sanità delle due organizzazioni sindacali. «La situazione delle attese a Milano permane grave e ormai potremmo dire cronica», commenta Fulvia Colombini della Cgil, «e l’aspetto più preoccupante è che non si riesce a risolverla tanto che spesso sono addirittura le stesse strutture ospedaliere a “dirottare” i pazienti verso soluzioni di tipo privato. E negli ultimi tre anni il contesto ha continuato a peggiorare, in particolare per ciò che riguarSEGUE A PAG. 2 MilanoRisparmia pag. 2 in primo piano Carovita: grandi città a confronto Un’indagine di Adiconsum ha rilevato che 37 prodotti ortofrutticoli su 40 a Milano costano più che a Roma I prezzi di molti prodotti al consumo dipendono fortemente dalla localizzazione geografica: le arance tarocco, ad esempio, a Milano costano mediamente il 20 per cento di più che a Torino. Le variazioni dell’inflazione registrate dall’Istat, spesso, non danno il valore reale percepito dai cittadini. Secondo l’Associazione consumatori Adiconsum, infatti, tra i fattori che portano a questi esiti c’è da considerare, innanzitutto, la mancanza a Milano di quella cultura del mercato rionale, che funzionerebbe come un vero calmiere dei prezzi. L’indagine di Adiconsum ha voluto mettere a confronto Milano con altre due metropoli come Roma e Torino. Il raffronto è stato eseguito consultando l’Osservatorio dei prezzi del ministero delle Attività Produttive (maposserva.it) per tutta una serie di beni, che vanno dagli alimentari ai servizi: 37 prodotti ortofrutticoli su 40 a Milano costano più che a Roma. Quello che emerge, valutando l’andamento dei prezzi, è infatti il diverso costo di frutta e verdura, ben più alto rispetto a Roma, ma anche a una città del Nord come Torino. Nella Capitale, inoltre, la forbice dei prezzi è più aperta: si può spendere tanto ma si trova la stessa merce anche a poco. A Milano questo è più difficile e tutto è livellato per un target medio-alto. Per i prodotti ortofrtutticoli un chilo di pomodori da sugo rossi a Milano si trovano, mediamente, a 2,37 euro contro gli 1,34 di Roma (+76,8 per cento) e 1,79 di Torino (+ 32,4 per cento). La scarola costa mediamente 3,32 euro: a Roma 1,57 euro e a Torino 2,43 euro; gli spinaci 3,35 euro, 1,45 euro nella Capitale e 2,36 euro a Torino; le arance tarocco 2,42 euro rispetto a 1,52 euro e 2,01 euro delle altre due città. Di quest’ultimo prodotto è interessante valutare il prezzo all’ingrosso fornito da Infomercati, che mette a confronto 15 mercati all’ingrosso italiani: 0,75 euro per Milano, 0,80 euro per Roma, e 0,60 euro per Torino. Confrontando poi il prezzo all’origine, dato dall’Ismea (30 gennaio 2006) e confermato dal sito www.smsconsumatori.it, che è intorno a 0,20 euro, si capisce ancora meglio qual è il rincaro lungo la catena di distribuzione, che spesso prevede numerosi passaggi nel percorso dal produttore al consumatore. Interessante il dato sul caffè: a Milano il prezzo va da un minimo di 0,75 euro a un massimo di 0,90 euro, con valore medio a 0,81 euro; a Roma, invece, una tazzina costa da un minimo di 0,60 euro a un massimo di 1 euro, mentre Torino si stabilizza su prezzi medio-alti (0,800,88 euro). In pizzeria, a Milano si spendono in media 8,82 euro; a Roma 7,77 euro; a Torino 7,35 euro. Per quanto riguarda i generi alimenta- ri, considerando la ventina di prodotti monitorati dall’Istat, la situazione milanese sembra decisamente più favorevole. Alcuni articoli, però, rimangono più cari: come il pane, che costa mediamente 2,92 euro, mentre a Roma si paga 1,96 euro e a Torino 2,28 euro; o prodotti come latte e riso, che a Roma possono trovarsi a prezzi minimi più bassi; così come per l’acqua minerale: una cassa da sei bottiglie al massimo costa 3,42 euro, mentre a Milano arriva a 5 euro. Quando si parla di prodotti industriali come detersivi, bagnoschiuma, shampoo, Milano mediamente ha prezzi più bassi di Roma, che però riesce meglio a mascherare il caro vita grazie ai minimi di alcune marche più convenienti rispetto quelle meneghine. Colpisce il valore del sapone (l kg), che a Roma costa mediamente 13,36 euro contro i 7,69 euro di Milano, mentre a Torino si scende addirittura a 5,02 euro. DALLA PRIMA PAGINA Quanto devono essere pazienti i pazienti milanesi... da le prestazioni ortopediche, oculistiche, alcuni aspetti della cardiologia, le tac e le mammografie dove le attese possono variare dai 4 ai 6 mesi». «Per offrire servizi migliori ai cittadini», conclude Colombini, «bisognerebbe potenziare il Cup e mettere in rete tutte le agende delle aziende (sia pubbliche che private), e non solo cittadine in senso stretto, ma anche dell’hinterland, perché spesso per chi abita in periferia è più comodo andare in centri della cintura milanese piuttosto che in pieno centro». «Se non si ha il bollino verde, l’indice di priorità che viene rilasciato dal medico di base, i tempi per avere un appuntamento salgono a qualche mese» le fa eco Emilio Di Donè, responsabile Sanità della Cisl. «L’emergenza è stata tale da avere portato il Ministero alla decisione di fare smaltire obbligatoriamente decine di prestazioni entro 30 giorni». Poco brillante anche lo stato di salute in cui versano i poliambulatori pubblici che a Milano sono circa una ventina e negli anni scorsi sono passati dalla gestione Asl alle Aziende ospedaliere. «È successo che se un ospedale è già sott’organico di suo», osserva Di Donè, «sicuramente non manda volentieri il proprio personale al di fuori dell’ospedale, ma cerca di tenerselo stretto. E così i poliambulatori hanno cominciato a svuotarsi di personale, di servizi e alla fine, per forza di cose, anche di pazienti. Purtroppo è una cancrena che li sta consumando tutti da via Gola a Mangiagalli, Andrea Doria e Ippocrate, ma bisognerebbe includere anche gli altri diciannove». Secondo il responsabile Sanità della Cisl il calo delle prestazioni negli ambulatori di zona tra il 2001 e il 2005 si aggirerebbe intorno a quota centomila, ma l’assenza più preoccupante di un adeguato supporto si farebbe sentire ancor più per tutte le patologie e i disturbi mentali “da sempre le Cenerentole della sanità lombarda” rincara il sindacalista. D’accordo sullo stato agonizzante dei poliambulatori pubblici anche Fulvia Colombini che stima in appena il 10 per cento la capacità di queste strutture di evadere la domanda dei cittadini «con il risultato», spiega Colombini, «che poi si va a finire nel privato. Il che è inevitabile perché se un paziente si reca in uno di questi centri e trova una realtà fatiscente, scopre che lì non si fa più un determinato tipo di esami e viene a sapere che a duecento metri c’è un laboratorio privato nuovo di zecca, pulito, moderno, senza attese e in grado di fare molti tipi di controlli, chiara- mente si sposta. La prova è che se dieci anni fa gli ambulatori zonali rappresentavano il 30 per cento delle prestazioni effettuate, oggi la percentuale è precipitata al 10 per cento e se non si farà qualcosa è destinata a diminuire ancora». «A breve», conclude Colombini, «avremo un incontro con la Regione in cui si deciderà il futuro di queste strutture e in quella sede chiederemo tutte le garanzie necessarie. Se non ci verranno concesse allora, piuttosto, premeremo affinché i poliambulatori tornino di competenza delle Asl». Avremmo voluto sentire anche l’altra campana, ovvero il dottor Luciano Bresciani, vicedirettore generale dell’Assessorato Regionale della Sanità, persona attenta e competente (è un medico cardiochirurgo). Purtroppo, complice questo aprile pieno di feste e ponti, siamo incappati negli unici giorni in cui si era concesso il meritato riposo, e ci proponiamo di pubblicare già nel prossimo numero la sua “difesa”. A nostro avviso esiste buona, talvolta ottima sanità a Milano e in Lombardia, ma c’è un neo: spesso occorre pagarsela. Per visite mediche, accertamenti extra ospedalieri questa diventa sempre più “la regola”. Per non parlare dei ticket sui farmaci in fascia A (dispensati dal SSN): la maggior parte dei pazienti li paga e, dall’introduzione dei cosiddetti farmaci generici, che non sempre sono “equivalenti” ai prodotti griffati, chi non si accontenta del prodotto base, ma vuole il farmaco indicato sulla ricetta redatta secondo scienza e coscienza dal medico di famiglia, si trova a pagare, oltre al ticket, la differenza (anche svariati euro) fra la confezione del farmaco generico e quella del farmaco di marca. E in tutto ciò è utile ricordare come a Milano, su un totale di circa 400.000 pensionati, ben 160.000 vivano con una pensione mensile di appena 412 euro. Va da sé che, se su una cifra così pesano anche le spese sanitarie, arrivare a fine mese diventa un risultato davvero impossibile. E allora molti anziani sono costretti a rinunciare a curarsi. Con un effetto sociale devastante anche sotto il profilo economico, oltre che dal punto di vista umano. Insomma un Servizio Sanitario che, con Lea (livelli essenziali di assistenza, stabiliti dalla Regione), ticket, balzelli vari (differenza prezzo fra farmaci griffati e generici a carico del paziente) e visite ambulatoriali rimandate alle calende greche, ha creduto di risparmiare, con l’arte della lesina, sulla pelle delle categorie più deboli: malati e anziani. I cittadini milanesi (e lombardi tutti) si meritano molto ma molto di più. in primo piano 5 per mille: è meglio indicare a chi devolverlo di Fabio Ciccolella Nello sterminato elenco delle associazioni e degli enti che otterranno i finanziamenti del 5 per mille si incontrano parecchie sorprese: Guardia nazionale padana, Club amici della Topolino, Associazione dei commercialisti della Lombardia, Associazione dei medici urologi di Gioia del Colle. Infatti, la possibilità facoltativa di destinare in beneficenza cinque millesimi dell’Irpef, introdotta con la Finanziaria 2006, è stata salutata con gioia dalle associazioni di volontariato e di promozione sociale. Il 5 per mille è un utile strumento di solidarietà, che merita di essere sfruttato, soltanto che il denaro destinato ad aiutare persone svantaggiate, in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari a volte raggiunge le destinazioni più inaspettate, anche all’insaputa dei contribuenti, disperdendosi fra migliaia di bocciofile e associazioni condominiali, organizzazioni senza fini di lucro, associazioni di categoria, sindacati, club, o aziende. Chi sceglie di assegnare il 5 per mille, comunque, può indicare con precisione un destinatario: è sufficiente compilare l’apposito foglio nella dichiarazione dei redditi e scrivere il codice fiscale dell’ente che si vuole beneficiare specificando, ad esempio, il codice dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (80051890152), si può star certi che il 5 per mille andrà direttamente all’organizzazione che studia e combatte i tumori. Il modulo, però, può essere lasciato in bianco, senza precisare una destinazione, apponendo soltanto la firma. In molti, probabilmente, non indicheranno preferenze: è più comodo, perché le associazioni benefiche meritevoli sono numerose e la scelta non è facile. I codici fiscali, fra l’altro, non sempre sono a portata di mano. Questa valanga di denaro senza precisa destinazione, andrà a finire in un grande fondo unico per le Onlus: una bella somma, se si considera che il gettito, nella Finanziaria 2006, è stimato in 270 milioni di euro. Questo fondo sarà ridistribuito fra le 29.000 organizzazioni che hanno presentato domanda all’Agenzia delle entrate. L’elenco è lungo più di 800 pagine e contiene davvero di tutto: dal Touring Club, all’Associazione donne padane, dall’Associazione genitori scuole cattoliche, alla Camera civile degli avvocati di Bologna, dalla Federazione italiana motonautica, alla Federazione italiana gioco bridge; numerosi anche i centri sportivi: dai cir- coli di paese ai giganteschi e costosi policentri privati, dalle squadrette di calcio comunali ai club del golf e gli yacht club; Fondazioni bancarie: compaiono quasi tutti gli istituti di credito italiani; Fondazione Beretta: il ricco gruppo industriale, infatti, oltre a produrre fucili da combattimento, finanzia la ricerca contro le neoplasie maligne. Intendiamoci: la maggior parte delle associazioni destinatarie del 5 per mille sono assolutamente meritevoli di riceverlo, ma alcune delle organizzazioni rapidamente elencate, non dovrebbero trovarsi in una simile lista. Altre, invece, magari hanno tutte le carte in regola, ma avendo chiesto un contributo pubblico, se non altro, dimostrano scarso senso del pudore. È giusto evitare, in ogni caso, che migliaia di organizzazioni di furbi, spudorati o distratti ricevano in premio decine di migliaia di euro. In media, infatti, ogni associazione dovrebbe ottenere circa 17.000 euro. Il consiglio, quindi, è quello di compilare i moduli della dichiarazione dei redditi, se s’intende devolvere il 5 per mille, scrivendo il codice fiscale dell’associazione che si ritiene giusto premiare. Altrimenti, il denaro pioverà dappertutto, anche nelle tasche di chi davvero non lo merita. Nessuna spesa per il contribuente 5 per mille sono 37.368. Di questi, 29.000 sono riuniti nell’elenco Onlus. Gli altri sono stati proposti dai ministeri della Salute, dell’Istruzione e del Lavoro. Molti italiani, offriranno il 5 per mille senza specificare un destinatario e la somma dei contributi senza destinazione sarà ripartita fra le Onlus, gli istituti di ricerca o le università. Ma non in parti uguali: la ripartizione è proporzionale al numero di versamenti diretti a favore di ciascun ente: se un’associazione è stata scelta, con un’indicazione precisa, da 10.000 contribuenti, e un’altra soltanto da 1.000 contribuenti, al momento della ripartizione del fondo unico per le Onlus, viene mantenuta la stessa proporzione; perciò la prima associazione incasserà dieci volte di più della seconda. In ultima analisi, le associazioni o gli enti che hanno ottenuto il maggior numero di pag. 3 Un lungo elenco di Onlus che conta 29.000 presenze, fra cui migliaia di associazioni a dir poco stravaganti È OPPORTUNO INDICARE IL CODICE FISCALE DELL’ASSOCIAZIONE CHE S’INTENDE PREMIARE Il 5 per mille non comporta una spesa in più: firmando il modulo si cambia semplicemente la destinazione di cinque millesimi dell’Irpef, l’imposta sul reddito. Sostanzialmente, invece di lasciarli genericamente allo Stato, possono essere inviati a un’associazione Onlus (cioè senza fini di lucro), alla ricerca scientifica o alle università, alla ricerca sanitaria o al Comune di residenza. Riempire il modulo è semplice: si trova nei modelli del 730, del Cud, o nel Modello Unico e lo spazio da compilare somiglia molto a quello dell’8 per mille. Sono presenti 4 spazi bianchi, uno per ogni categoria; con una firma, si sceglie la categoria a cui destinare cinque millesimi dell’imposta. Chi vuole beneficiare un’associazione o un istituto in particolare, deve scriverne il codice fiscale. In tutto, gli enti ammessi a proporsi come destinatari del MilanoRisparmia donazioni dirette, riceveranno una fetta più grande dei contributi di chi non ha espresso preferenze particolari. Questo significa che le piccole associazioni locali, anche meritorie, riceveranno assai meno dei Lions Club, perché sono conosciute da un minor numero di persone. Nell’elenco delle organizzazioni che possono ricevere il 5 per mille, compaiono anche numerose associazioni dei consumatori. Per coloro che volessero versare un contributo, ecco i nomi e i codici fiscali: Adiconsum 96107650580; Adoc 91046140553; Adusbef 03638881007; Assortenti 95087230108; Cittadinanzattiva 80436250585; Codacons 97102780588; Codici 96237770589; Ctcu 94047520211; Federconsumatori 97060650583; Movimento Consumatori 90038090271. IMPOSTO UN TETTO MASSIMO Le ultime frontiere delle truffe telefoniche La nuova frontiera delle frodi telematiche è il piccolo furto: qualche euro in più caricato nella bolletta del telefono. Le superbollette, che hanno fatto notizia negli ultimi tre anni e hanno arricchito parecchi gestori di telefonia, sono un fenomeno in via d’estinzione. Infatti la famosa truffa dei dialer nei computer è sempre meno efficace (anche perché non funziona con i collegamenti a banda larga), e i servizi telefonici a pagamento hanno un successo modesto. I pirati delle comunicazioni si affidano a nuovi stratagemmi: telefonate a numeri a tariffazione speciale, che gli utenti non hanno mai fatto. La polizia delle comunicazioni assicura che il fenomeno è diffuso, sebbene non sia ancora stato svelato il meccanismo che ne è alla base, perché le indagini sono alla fase iniziale. Fra le ipotesi, c’è quella di una manomissione delle centraline: agendo sulla scatola dei fili, infatti, è possibile collegare un intero palazzo, o un isolato, a un numero telefonico. Uscirà sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero delle Comunicazioni sui servizi Audiotex, ovvero i numeri a valore aggiunto (come quelli con il prefisso 899, 709, 0144) offerti tramite rete fissa, mobile, Internet e televisione digitale. La prima, grande novità, è il tetto massimo per la fatturazione di ciascun servizio: 12,50 euro. Se il prezzo della telefonata supera questo valore, la fatturazione non deve più essere effettuata dall’operatore (come Telecom), ma direttamente dal centro servizi che è costretto, così, a uscire allo scoperto, confrontarsi direttamente con il cliente e prendersi la responsabilità di eventuali raggiri. Il nuovo regolamento darà più poteri alla polizia delle comunicazioni: l’accesso ai centri servizi, ovvero alle aziende che ottengono in concessione i numeri. Per interrompere il servizio, finora, occorreva raccogliere numerose segnalazioni di utenti truffati: l’intera procedura richiedeva almeno quattro mesi. Adesso, dopo tre violazioni delle nuove norme, la stessa società non può ottenere il permesso di attivare nuovi numeri. In caso di contestazione da parte degli utenti, inoltre, le società che hanno in gestione i numeri dovranno dimostrare che hanno ottenuto un consenso esplicito alla fruizione del servizio. MilanoRisparmia la parola agli esperti pag. 4 Altre spese deducibili Prosegue l’elenco delle spese deducibili dal reddito delle persone fisiche di Gian Piero Sala Nel corso della precedente pubblicazione, si è dato spazio agli oneri per i quali è riconosciuta la detrazione del 19 per cento. In questo numero, tratteremo, invece, degli oneri deducibili dal reddito complessivo. Per reddito complessivo si intende la somma dei redditi imponibili delle seguenti categorie, determinati secondo le relative norme: - redditi fondiari, - redditi di capitale, - redditi da lavoro dipendente, - redditi da lavoro autonomo, - redditi di impresa, - redditi diversi. A differenza degli oneri per detrazione (che agiscono in riduzione dell’imposta lorda), tali spese agiscono in diminuzione del reddito complessivo, per la determinazione del reddito imponibile su cui viene applicata l’Ire (imposta sui redditi delle persone fisiche). Si ricorda, ancora una volta, che le deduzioni sono ammesse solo se gli oneri sono stati effettivamente sostenuti dal contribuente nel proprio interesse o in quello delle persone poste fiscalmente a suo carico, sempre nel corso del 2005. Detti oneri non devono essere deducibili dai singoli redditi che compongo il reddito complessivo. PRINCIPALI ONERI DEDUCIBILI NON RESIDENTI Sì No No No No No No No No No ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO COMPLESSIVO Canoni ed altri oneri sui redditi di immobili compresi nel reddito complessivo Spese mediche e di assistenza specifica dei portatori di handicap, necessarie nei casi di gravi e permanenti menomazioni, sostenute per il contribuente o per familiari anche fiscalmente non a carico, indicate separatamente da eventuali spese per vitto e alloggio in istituti di assistenza, anche se rimborsate per effetto di contributi o premi assicurativi pagati per cui non spetta la detrazione dal reddito o la deduzione dal reddito complessivo Assegni periodici al coniuge (tranne quelli per il mantenimento dei figli che, in assenza di specifica determinazione, spettano al 50%) fissati con sentenza del giudice a seguito di separazione legale, scioglimento o annullamento del matrimonio o cessazione degli effetti civili Assegni periodici corrisposti a seguito di testamento o donazione “modale” Assegni alimentari stabiliti dal giudice e corrisposti al coniuge, figli legittimi, legittimati, naturali o adottivi, genitori o in mancanza ascendenti prossimi, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle germani o unilaterali (con precedenza dei primi sui secondi) LIMITI DI DEDUCIBILITÀ 100% Compensi corrisposti ai dipendenti chiamati ad adempiere a funzioni elettorali Sì Contributi devoluti ad Ong (organizzazioni non governative) riconosciute, operanti a favore di Paesi in via di sviluppo Erogazioni liberali in denaro all'Istituto Centrale per il sostentamento del Clero Cattolico, all’Unione Italiana delle Chiese Avventiste, all’Ente morale Assemblee di Dio in Italia, alla Tavola Valdese, All'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia, alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia LIMITI DI DEDUCIBILITÀ 100% 1.032,91 euro No Erogazioni liberali in denaro all'Unione delle Comunità Ebraiche italiane e contributi versati annualmente a norma di statuto 1.032,91 euro No Spese per adozioni internazionali sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura d’adozione di minori stranieri (dette spese devono essere certificate dall’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura d’adozione) 50% (3) No Rendita catastale pagata per l’abitazione principale (adibita a dimora abituale del contribuente e dei suoi famigliari) e le relative pertinenze, in rapporto al periodo dell'anno per cui sussiste la destinazione ed in proporzione alla quota di possesso 100% della rendita 100% 100% No 100% No Indennità corrisposte all'inquilino per cessazione di locazione di immobili urbani ad uso non abitativo 100% Contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori anche per famigliari fiscalmente a carico, limitatamente alla quota a carico del datore di lavoro Contributi a fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale, anche nell'interesse di famigliari fiscalmente a carico (solo per la parte non dedotta da tali soggetti) (Es. Cssn pagato con l'assicurazione auto) Sì 100% 100% Contributi per pensioni integrative: forme pensionistiche complementari o individuali di lavoratori autonomi e titolari di reddito di impresa, anche sostenuti per figli e altri famigliari conviventi ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO COMPLESSIVO Sì Somme assoggettate a tassazione anche separata e restituite al soggetto erogatore, anche se hanno concorso a formare il reddito del precettore nell'anno precedente Contributi per collaboratori domestici e per assistenza personale o famigliare (colf, baby-sitter, badanti), limitatamente alla quota a carico del datore di lavoro NON RESIDENTI No Erogazioni liberali per oneri difensivi di chi usufruisce del patrocinio gratuito per i non abbienti Spese per micro-asili e nidi nei luoghi di lavoro, sostenute dai genitori per la partecipazione alla gestione dei medesimi gestiti dal Comune o dal datore di lavoro o indirettamente tramite soggetti esterni (cooperativa) in base ad apposite convenzioni NOVITÀ PER IL 1.549,37 euro 12% del reddito con massimale di 5.164,57 euro(1) 1.549,37 euro 100% 2% del reddito totale (2) (1) Entro i limiti indicati, qualora il reddito complessivo sia formato anche da reddito di lavoro dipendente, è deducibile un importo non superiore al doppio della quota di Tfr (trattamento di fine rapporto) destinata alle forme pensionistiche collettive. (2) La deducibilità di detti contributi è subordinata al fatto che il contribuente non usufruisca delle detrazioni d'imposta previste per le erogazioni liberali previste a favore delle Onlus. L’elenco delle ONG riconosciute è consultabile sul sito 100% 2.000 euro 2005: il Decreto legge n. 35 del 14 marzo 2005 (cd. decreto competitività) ha stabilito la deducibilità dal reddito complessivo delle persone fisiche e dei soggetti Ires che effettuano erogazioni liberali a favore di Onlus e di associazioni di promozione sociale iscritte al Registro Nazionale previsto dalla L. 383/2000, a condizione che queste tengano le scritture contabili idonee a rappresentare analiticamente e con completezza le operazioni effettuate nel periodo e che predispongano entro 4 mesi dalla chiusura dell'esercizio un documento rappresentativo della situazione patrimoniale economica e finanziaria dell’ente. Il citato decreto sulla competitività ha previsto inoltre la deducibilità dal reddito complessivo delle erogazioni liberali effettuate a favore di università, fondazioni universitarie ed istituzioni universitarie pubbliche nonché di enti di ricerca pubblici ed enti di ricerca soggetti alla vigilanza del Ministero per l'Istruzione, di enti parco regionali e nazionali nonché fondazioni ed associazioni di ricerca scientifica 10% del reddito complessivo con un massimale di 70.000 euro per anno (4) 100% del Ministero degli Esteri all'indirizzo: http://www.esteri.it/ita/4_28_66_75_249.asp. (3) L'albo degli enti autorizzati è consultabile sul sito della Commissione per le Adozioni Internazionali, all’indirizzo: http://www.commissioneadozioni.it/Contents/RicercaEnteAlbo.aspx . (4) Tale agevolazione non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste da altre leggi, a titolo di deduzione o detrazione d'imposta. a cura dello Studio Sala Riva & Associati MilanoRisparmia pag. 5 Le domande dei nostri lettori A cura dello Studio Sala Riva & Associati (www.salarivaeassociati.com) - Inviate i vostri quesiti all’indirizzo: [email protected] e un esperto vi risponderà Nuda proprietà di un’immobile Spettabile “Studio Sala Riva & Associati”, sono proprietaria di un appartamento a Milano, acquistato prima del matrimonio con le agevolazioni fiscali sulla prima casa, dove risiedo con mio marito (in separazione dei beni) e mia figlia di sette mesi. Mia madre, che abita nello stesso stabile, è proprietaria al 100 per cento di un altro appartamento che le è stato donato da suo zio, il quale ha però destinato a sua moglie, che abita in un'altra casa, l'usufrutto del suddetto appartamento. Mia mamma paga a sua zia un affitto e, inoltre, si fa carico carico di tutte le spese di ordinaria e straordinaria amministrazione, dell’Ici eccetera. Attualmente mia mamma è interessata a regalarmi il suo appartamento con l’unica clausola di continuarci a vivere. Ora, le mie domande sono le seguenti: mia madre può donarmi il suo appartamento anche se sua zia è l'usufruttuaria? Se fosse possibile la donazione occorre il benestare di sua zia? Come posso trovare un accordo con mia sorella per la cosiddetta legittima tenendo conto che mia madre vuole donare a mia sorella un altro appartamento? È possibile escludere mio padre da possibili pretese future sulla legittima, dato che vive in casa con mia madre in una situazione di separati in casa, ma ancora sposati a termine di legge? Grazie e buon lavoro. Silvia D’Alonzo Certamente sua madre può donarle l’appartamento anche se la zia è usufruttuaria: precisamente, potrà donarle la cosiddetta “nuda proprietà” dell’immobile. Ovviamente, questo comporta che, fino a che sua zia sarà in vita (supponendo le premorienza di sua madre), lei non potrà disporre dell’appartamento, essendo riservati all’usufruttuario il diritto di godimento e di utilizzo personale del bene. Una volta venuta meno la zia, si avrà il cosiddetto “consolidamento della proprietà” e automaticamente - cioè, senza necessità di atto alcuno - la nuda proprietà si espanderà sino a divenire piena, garantendo così a lei la totale disponibilità dell’immobile in questione. Per ricevere in donazione l’appartamento non occorre alcun benestare da parte di sua zia, dato che il diritto dell’usufruttuario si intende costituito, salva diversa pattuizione all’atto della sua costituzione, per tutta la durata della vita dell’usufruttuario, e non viene intaccato dall’eventuale passaggio della nuda proprietà ad altro soggetto. Premesso che il Codice Civile sancisce l'inviolabilità della quota di legittima (artt. 536 e segg.) e vieta espressamente i cosiddetti “patti successori” (ovvero i patti con cui, nel caso di specie, un soggetto dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta, vedi l’art. 458), se sua madre, nel donare a lei e a sua sorella due distinti appartamenti, non tiene conto dei valori degli stessi, così da preferire l’una all’altra sorella e da ledere la quota di legittima di una delle due (lesione che va determinata in relazione a quello che sarà il valore complessivo dell’asse ereditario), la sorella pregiudicata nei propri interessi potrà agire nei confronti dell’altra con l’azione di riduzione, volta a ristabilire l’equilibrio patrimoniale incrinato. L’azione di riduzione viene attivata solo su istanza della parte lesa. Pertanto, nulla vieta che, in caso di accordo sostanziale fra le sorelle per il rispetto comunque della volontà dispositive di vostra madre, queste possano esplicare pienamente il loro effetto. Come già detto, la quota di legittima è, a norma di legge, inviolabile. Pertanto, fintanto che il vincolo matrimoniale persiste, in caso di premorienza di sua madre, suo padre avrà diritto all’eredità secondo quanto gli spetta in base ai diritti dei legittimari. Se ha altri dubbi mi scriva. (Valeria Fiorone) Agevolazioni prima casa per un secondo acquisto Buongiorno, sono una lettrice del giornale “MilanoRisparmia”. Sul numero n. 8, a pagina 6, ho trovato un ampio servizio sulle imposte per la prima casa, ma avrei necessità di un chiarimento: ho acquistato la prima casa nel gennaio 2000 e ho usufruito di tutti i benefici con trasferimento di residenza dopo 8 mesi dalla data del rogito avvenuto nel gennaio 2000. Ho mantenuto il possesso dell’immobile come prima casa per quasi 6 anni, ma ora, per motivi familiari, sono costretta a vendere o donare l’immobile ai miei genitori. La mia domanda è: in futuro, non avendo nessun’altra proprietà immobiliare, posso acquistare come prima casa un altro immobile con le deduzioni previste come nel primo caso? Vi sarei grata se riusciste a chiarire questo mio dubbio. Nel ringraziarvi anticipatamente per la vostra disponibilità vi porgo i miei più cordiali saluti. Ines Piras Assolutamente, sì. Poiché lei si spoglia, o per donazione o per cessione a titolo oneroso, dell’immobile detenuto per oltre cinque anni come abitazione principale, all’atto dell’acquisto di altro immobile, le spetteranno tutte le agevolazioni relative. Auguri! (Gian Piero Sala) Un dubbio circa eventuale plusvalenza Gentilissimi Signori, leggo sempre “MilanoRisparmia” che trovo estremamente interessante e vorrei porre alla vostra cortese attenzione un mio quesito. Nel settembre 2002 ho acquistato a Milano un alloggio come “prima casa” dove abito tuttora. Sono in procinto di venderlo per comperarne un altro sempre come “prima casa”. Sono soggetta a pagare la “plusvalenza”? Volevo farvi presente che ho sempre vissuto in questo mio alloggio durante tutti questi anni. Ringraziandovi anticipatamente, vi porgo cordiali saluti. Elisa Flak No, la cessione di un’unità immobiliare che è stata adibita, per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto e la cessione, ad abitazione principale (residenza) non costituisce plusvalenza. Direi quindi che può stare tranquilla. I nostri migliori saluti anche a lei. (Fabio Muggiani) Una multa ingiusta, come contestarla Ho letto con interesse l’articolo che spiegava come procedere in caso di multa da contestare. Volevo sapere a chi si deve inoltrare una formale contestazione. Grazie per la cortese attenzione. Pietro Pedron La presentazione del ricorso va effettuata entro 60 giorni dalla notifica del verbale di accertamento, al Prefetto del luogo in cui è stata commessa la violazione. Il ricorso, in carta semplice, va presentato direttamente al Prefetto (a Milano, in corso Monforte, 31), con raccomandata con avviso di ricevimento oppure può essere presentato allo sportello del Corpo di Polizia municipale (a Milano, Sezione Procedure Sanzionatorie in via Rugabella, 2) o inviato loro per raccomandata con avviso di ricevimento. L’organo accertatore, nei trenta giorni successivi, trasmetterà al Prefetto il ricorso, accompagnato dalle proprie osservazioni. In alternativa al ricorso al Prefetto è possibile proporre impugnazione al Giudice di pace competente per il luogo della commessa violazione. Il ricorso, in carta semplice, va depositato direttamente o spedito per posta, con raccomandata con avviso di ricevimento, all’Ufficio del medesimo (a Milano in via Francesco Sforza, 23), entro il termine di 60 giorni dalla notifica del provvedimento sanzionatorio. Al ricorso va allegato il provvedimento impugnato. In questo caso, è bene ricordare che, ancorché il ricorrente possa stare in giudizio personalmente (cioè, senza l’assistenza di un legale), si apre un vero e proprio procedimento con fissazione dell’udienza di comparizione delle parti. Solitamente, il Corpo di Polizia Municipale si costituisce in giudizio, talora anche assistito da un legale. Ciò induce a riflettere sulla previsione delle possibili spese di giudizio cui si potrebbe essere condannati a rifondere, in caso di soccombenza. Se non vi sono prove sufficienti della responsabilità del ricorrente, il Giudice accoglie l’opposizione, annullando la sanzione. La sentenza del Giudice di pace è ricorribile solo per Cassazione. Quale fra le due alternative sia la più conveniente è difficile a dirsi. Se, da un lato, la figura del Giudice può garantire maggiore imparzialità rispetto al Prefetto, dall’altro - come già evidenziato - occorre considerare le maggiori difficoltà (nonché le possibili maggiori spese) legate alla conduzione di una vera e propria causa. È possibile trovare una bozza di ricorso al Prefetto all’indirizzo www.salarivaeassociati.com, nella sezione “materiali”. (Gian Piero Sala) MilanoRisparmia pag. 6 la parola agli esperti Fondi comuni di investimento Continua il nostro viaggio fra gli strumenti di mercato: con questa seconda parte, si conclude la trattazione dei fondi comuni di investimento di Giuseppe Cerilli I fondi comuni bilanciati sono fondi che investono una parte del patrimonio in obbligazioni e una parte in azioni. Le percentuali investite in azioni e obbligazioni sono stabilite dal regolamento del fondo. Di norma la stessa sgr (societa di gestione del risparmio) ha diversi fondi comuni bilanciati, con diverse percentuali dedicate alla componente azionaria. Al crescere della componente azionaria e al crescere della parte di portafoglio non investita in titoli in euro cresce il rischio. I fondi comuni flessibili, I COSTI come i fondi comuni bilanciati, investono sia in azioni che in obbligazioni, sia in euro che in altre valute. La differenze è che, mentre nei fondi bilanciati la percentuale investita in obbligazioni e azioni è prefissata, in un fondo flessibile puro il gestore ha totale autonomia: quindi in alcuni momenti il fondo avrà una forte esposizione azionaria (magari anche il 90% o 100%), mentre in altri sarà prevalente la componente obbligazionaria o monetaria. I fondi comuni obbligazionari investono in titoli di stato e obbligazioni private con una vita residua di 3 - 5 anni. Il rendimento per il risparmiatore è dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Il rischio derivante dai fondi comuni obbligazionari e che uno degli emittenti delle obbligazioni acquistate non paghi interessi o rimborsi il capitale: in realtà tale rischio è piuttosto remoto. Oltre a questo esistono altri rischi, che dipendono dal tipo di fondo comune obbligazionario acquistato: - fondi obbligazionari che investono in titoli a tasso fisso in euro: il rischio è che, con il rialzo dei tassi di interesse, il prezzo delle obbligazioni del fondo scenda, e quindi che anche il prezzo delle quote del fondo cali. In caso di previsione di rialzo dei tassi è meglio passare da un fondo obbligazionario che investe in titoli a tasso fisso ad un fondo obbligazionario che investe in titoli a tasso variabile. - fondi obbligazionari che investono in valute diverse dall’euro (i più diffusi sono i fondi specializzati sul dollaro, sullo yen e gli obbligazionari internazionali): la variazioni del tasso di cambio influenzano il valore delle quote - fondi obbligazionari specializzati in titoli high yeld: sono fondi specializzati nelle obbligazioni di paesi emergenti (sud america, Asia, paesi dell’est Europa) o di emittenti rischiosi. Offrono un rendimento maggiore perchè investono in obbligazioni più rischiose di quelle emesse da società solide o paesi dell’Unione Europea. Il rischio è che gli emittenti delle obbligazioni non paghino gli interessi o non rimborsino il capitale. Nel fondo obbligazionario è difficile distinguere la performance della parte azionaria da quella della parte obbligazionaria. Quindi, se un risparmiatore decide di investire il 50% in azioni e il 50% in obbligazioni, piuttosto che investire in un fondo bilanciato per 100 euro con metà in azioni e metà in obbligazioni è consigliabile investire in 50% di 100 euro in un fondo azionario e il 50% di 100 euro in un fondo obbligazionario. Fondi comuni monetari raccolgono il denaro dei risparmiatori e lo investono in strumenti monetari, cioè titoli di stato italiani ed esteri e obbligazioni con vita residua (il tempo che manca alla scadenza del titolo) inferiori a 1 anno. I titoli acquistati sono in euro (non in valuta straniera) e la durata ridotta (che permette di avere una duration breve) permette di essere protetti contro la variazione dei tassi di interesse (quindi il prezzo dei titoli cambia poco quando i tassi di mercato variano). I fondi monetari sono l’alternativa alla liquidità di conto corrente: permettono di percepire un piccolo interesse (in linea con il rendimento dei bot) dato Dettagli relativi al costo/prezzo di un servizio di risparmio Abbiamo cercato sempre, nell’interesse di chi ci legge e dei risparmiatori di sottolineare sempre la voce “costo”. Gestire il nostro risparmio ha un costo. Questo costo copre appunto le spese e rappresenta il guadagno per il servizio che la Banca o la Sgr ci offre. Aver chiaro questo concetto ci permetterà di esercitare una scelta che tenga conto non solo della validità del servizio che stiamo acquistando ma anche di quanto questo ci viene a costare. Così come quando andiamo a fare la spesa e confrontiamo i prezzi dei prodotti esposti sugli scaffali, allo stesso modo dovremmo avere la possibilità di confrontare i prezzi dei servizi relativi alla gestione del nostro risparmio. Credo che il concetto sia molto chiaro. Piu conoscenza ho, piu serena ed efficace sarà la mia scelta. Come in tutti i mercati anche in quello finanziario il concetto di costo/prezzo a volte non è equamente rapportato al prodotto che stiamo acquistando. Così per lo stesso servizio, una Banca può avere costi diversi di una altra Banca. Questo discorso vale per ogni servizio o prodotto finanziario ci venga offerto dai mercati. Dal conto corrente alle piu complesse gestioni patrimoniali. La parola d’ordine quindi è: quanto mi costa? Da tener presente che ogni dettaglio relativamente al costo/prezzo di un servizio di risparmio è dettagliato nella “Nota Info- mativa” che obbligatoriamente una Banca presso i suoi sportelli o un promotore Finanziario deve consegnarvi. Ma quanti di noi hanno mai letto una Nota Informativa? Il semplice fatto che questi dettagli sono debitamente descritti non esonera chi ci offre il servizio da doverli esporre al momento della contrattazione. Una banca o un promotore che ersercitano professionalmente e seriamente l’offerta di questi servizi non si lascia chiedere quanto costa questo o quel servizio, ma lo indicherà spontaneamente insieme a tutte le altre caratteristiche del prodotto/servizio che vi sta offrendo. Costi dei fondi comuni azionari: - commissione di ingresso; - commissioni di uscita; - commissione di gestione su base annua; - commissione di performance (risultato). Le commissioni di ingresso sono quelle commissioni che paghiamo al momento della sottoscrizione del servizio o del prodotto finanziario. Sono stabilite in percentuale in base al capitale investito. Di solito piu alto è il valore dell'investimento, piu si riducono queste percentuali. Potremmo però trovarci a scegliere se pagare le commissioni di ingresso una tantum oppure se evitarle ed accollarci le commissioni di uscita. In poche parole o pago al momento che sottoscrivo o pago al momento in cui disinvesto. Anche queste commissioni si assottigliano in relazione al tempo che manterrò in gestione il mio capitale. A volte questo sistema viene definito in Tunnel. Così ad esempio se disinvesto il mio capitale entro il primo anno avrò delle commissioni se invece disinvestirò dopo il primo o il secondo o il terzo anno e così via ne avrò altre sicuramente piu basse, fino ad in alcuni casi, azzerare totalmente queste commissioni. Pertanto se il mio intervallo di investimento è superiore ai 4 o 5 anni (cosa necessaria per gli investimenti nei comparti azionari) è sicuramente piu conveniente sottoscrivere l'investimento con le commissioni solamente in uscita (tunnel). Da tenere presente che molte volte e discrezione del promotore o della banca applicare sconti su queste commissioni, Specialmente per le commissioni di ingresso. Le commissioni di gestione invece, rappresentano il costo del servizio che la banca offre gestendo il nostro risparmio. Queste commissioni variano a secondo della Settore di investimento, della filosofia di gestione. In teoria piu alte sono queste commissioni piu bravo e preparato sarà il Gestore dei miei risparmi. Alcune società di gestione a volte applicano anche le commissioni di performance. Queste commissioni, in termini molto semplici, rappresentano una percentuale che il gestore trattiene per le migliori performance ottenute sul quel determinato comparto o settore su cui noi abbiamo investito e da lui gestito. Un parole povere, un premio. Eccezione viene fatta per i Fondi Comuni Monetari o di liquidità. Questi fondi infatti non hanno commissioni ne di ingresso ne di uscita, ma unicamente delle commissioni di gestione annua, tra l'altro molto piu basse delle gestione di gestione delle altre categorie di fondi comuni. Questo è dovuto al semplice fatto che in questi fondi in gestore non fa altro che inserire nel fondo titoli di stato di varia natura. Quindi è del tutto assente la gestione. Rimane comunque significativo il costo di gestione di questi servizi. Infatti proprio per i motivi che abbiamo citato un minor costo di gestione su un investimento i comparti monetari o di liquidità esalterà maggiormente il rendimento del fondo, tenuto conto che nel caso di un fondo monetario i titoli presenti sono uguali a prescindere dalle società di gestione. Maggior ragione per scegliere quello con le commissioni di gestione piu basse. MilanoRisparmia servizi bancari dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Quindi i fondi monetari o i fondi liquidità, sono sicuri, e in pochi giorni possono essere smobilizzati e tornare sul conto corrente. Va chiarito che i fondi di investimento monetari non sono strumenti di investimento di medio o lungo periodo, ma solo parcheggi momentanei per la liquidità. Vanno usati per la parte di portafoglio da mantenere liquida oppure se avete programmi di spesa impegnativi a breve termine (ad esempio l’acquisto di un immobile). Se usati come forma di investimento per periodi medi o lunghi il rischio concreto è di non coprire neanche l’inflazione. Alternative ai fondi monetari Se il vostro bisogno è parcheggiare la liquidità in modo sicuro per un periodo di tempo breve, valutate come alternativa l’uso di obbligazioni in euro di emittenti sicuri (trovate un elenco di obbligazioni sicure su www.pattichiari.it obbligazioni basso rischio e basso rendimento) con scadenza a breve termine (ad esempio 1 anno), da comprare e tenere fino a scadenza, oppure i pronti contro termine bancari. Fondi di fondi sono fondi comuni che investono in altri fondi comuni, preferibilmente gestiti da gestori diversi di diverse sgr, anche di altri Stati. Il vantaggio dei fondi di fondi è l’ampia diversificazione che permettono, in quanto ripartiscono, oltre che su aree diverse, valute diverse, prodotti diversi, anche su gestori diversi. Alcuni fondi di fondi usano criteri oggettivi nella scelta dei fondi in cui investire: ad esempio cercano i migliori gestori (senza guardare a nazionalità o gruppo bancario di appartenenza) basandosi sui rendimenti passati, sulle classifiche e sulle valutazioni di società specializzate: in questo caso il fondo di fondi offre la possibilità di lavorare solo con i migliori gestori, e questo dovrebbe portare a performance migliori. Altri invece utilizzano criteri soggettivi, utilizzando i fondi delle grandi case di gestione americane e inglesi, ma senza usare un approccio matematico nella scelta dei singoli asset. Lo svantaggio dei fondi di fondi deriva dai costi che il sottoscrittore sopporta: infatti, oltre alle commissioni di ingresso nel fondo di fondi, l’investitore paga o rischia di pagare doppie commissioni di gestione (quelle del fondo di fondi e quelle dei singoli fondi comuni in cui il fondo di fondi investe). Al riguardo, stanno nascendo fondi di fondi che applicano una commissione unica comprensiva di tutti gli elementi (quindi del fondo di fondi e degli Oicr in cui va ad investire), al fine i rendere più trasparenti i costi dei prodotti. pag. 7 Indagine sui costi bancari Tempi lunghi Bancomat, prelievo oneroso Dopo l’indagine avviata dall’Antitrust, ecco la mappa delle commissioni applicate in nove istituti bancari, più le Poste di Fabio Ciccolella Dall’indagine di CorrierEconomia sul consueto campione di nove banche, più le Poste emerge che i tassi dei depositi per famiglie sono bassissimi, 0,24 per cento in media, ma è anche costoso riprendersi il denaro con il Bancomat: prelevare contante agli sportelli automatici di una banca diversa dalla propria, infatti, può costare più di 4 euro; e la media di 10 istituti, Poste comprese, è comunque di 2,5 euro. Conviene dunque tenere i soldi sotto il materasso piuttosto che sul conto corrente. Se si sforano le operazioni a forfait comprese nel canone, 77 l'anno in media, alla commissione Bancomat va aggiunto il costo della riga di scrittura, che sull'estratto conto documenta l'operazione: 1,8 euro in media. Mai prelevare a un Bancomat fuori dall'Italia: in Svizzera, ad esem- pio, ritirare 200 franchi costa in media 4,55 euro, con punte di 8,25 euro (Banca di Roma). Oltre alle commissioni della banca, pesano quelle incassate dal circuito internazionale, sul tasso di cambio: MasterCard, applica l'1 per cento. Fra chi non prevede queste commissioni, spicca il primato del Banco di Sicilia: 5,63 euro per un prelievo fuori Ue. Operazione sconsigliata anche con la carta prepagata: 5 euro di commissione, per esempio in Banca Intesa e al Banco di Sicilia. Non contando la riga di scrittura un prelievo su altra banca costa 1,9 euro. Attenzione quindi a scegliere il conto giusto: fra tutti i 435 depositi del sito PattiChiari, il 52 per cento applica una commissione Bancomat su altra banca di almeno 2 euro e la media della riga di scrittura è di 1,7 euro, per un totale di 3,7 euro per singolo prelievo. L'Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti dell’Abi e del Cogeban (Convenzione per la gestione del marchio Bancomat) per verificare l’esistenza di un’intesa tra le banche in grado di falsare la concorrenza. In particolare, per quel che riguarda gli accordi sulle commissioni bancarie per il prelievo di contanti con il bancomat o i servizi di pagamento “Rid” e “Riba”, cioè i servizi con addebito su conto corrente come la domiciliazione bancaria delle bollette o i pagamenti a rate. Il dubbio dell’Antitrust è che vi sia a monte un accordo di cartello tra gli istituti di credito volto a bloccare la concorrenza e di conseguenza i costi dei servizi. Gli accordi su cui sta indagando l’Antitrust riguardano i costi di operazioni interbancarie, le commissioni che una banca paga all’altra quando si scambiano servizi, e non i sovrapprezzi pagati dal consumatore quando adopera, ad esempio, un Bancomat. Ma si sa che i costi di produzione finiscono spesso col determinare il prezzo finale del servizio offerto. Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha chiarito che l’indagine dell’Antitrust sui costi salati applicati ai conti correnti e le spese troppo onerose per le commissioni su Bancomat e carte di credito avrà tempi lunghi. Il garante, infatti, ha messo sotto accusa i costi dei Bancomat e delle carte di credito dopo le osservazioni dell’Unione europea sulle carte di pagamento a seguito delle numerose segnalazioni da parte dei cittadini che lamentavano di dover pagare 2 euro al prelievo di contanti in uno sportello Atm diverso da quello in cui si dispone il conto corrente o in una filiale che non faccia parte del proprio istituto. Nuovo conto corrente “Link Onlus”, di UniCredit Banca Vantaggioso il conto corrente delle Onlus Il nuovo conto corrente Link Onlus, studiato da UniCredit Banca per organizzazioni di volontariato, organizzazioni non governative, cooperative sociali e associazioni sportive e di promozione sociale, non è proprio gratis, ma ha qualche vantaggio da segnalare. Costa 108 euro l’anno (non pochissimo), e in cambio offre il “tutto gratis” per il fai-da-te sul web o presso i nuovi bancomat multifunzione: UniCredit assicura che ce ne saranno sempre di più, fino a 650 entro la fine dell’anno. Gratis anche fino a 60 movimentazioni l’anno allo sportello e, inoltre, niente spese per chiusura trimestrale, per i libretti di assegni (non ancora richiedibili online), la domiciliazione utenze e una carta di credito internazionale e, infine, anche le spese postali. Per UniCredit Banca questo conto farà risparmiare almeno il 50 per cento rispetto alle offerte della con- correnza. In pratica la novità è la stessa di Genius One per il pubblico privato: operando da soli sul web si risparmia davvero molto, basti pensare che il concorrente Conto BancoPosta Impresa fa pagare come minimo 15 euro al mese (180 euro l’anno) per operazioni online gratuite. Ma in questo caso BancoPosta offre anche servizi postali molto usati dalle Onlus come il conto corrente postale e il vaglia. Si tratta di capire se il conto di UniCredit Banca prevede anche affidamenti a tassi contenuti. Inoltre, per i clienti no profit la legge riconosce l’esenzione sull’imposta di bollo. Per questa ragione la banca, fungendo da sostituto d’imposta, ha realizzato un sistema di gestione apposito con una revisione delle procedure in modo da riconoscere anche questo vantaggio a costi contenuti. MilanoRisparmia pag. 8 adiconsum I consumatori pagano mentre l’Anas dorme Vantaggi per gli azionisti, ma non per i consumatori: Adiconsum chiede un incontro con Autostrade spa e una sospesione della concessione in attesa di nuove garanzie «I problemi non risolti restano molti, per questo chiediamo alla società Autostrade che si confronti con tutte le associazioni consumatori e con loro riscriva una vera Carta dei servizi» esordisce Paolo Landi presidente di Adiconsum. Il controllo degli spagnoli sulla società Autostrade non è una buona notizia: ancora una volta i servizi liberalizzati fanno parlare per gli aspetti speculativi e non per gli investimenti per il potenziamento della rete o per una maggiore sicurezza. Le contestazioni e i reclami dei consumatori verso Autostrade spa sono numerosi: dagli aumenti tariffari superiori all’inflazione, che non tengono conto delle entrate provenienti dall’aumento del traffico, alla scarsa manutenzione e alla scarsa sicurezza (segnaletica obsoleta, informazioni parziali del servizio Isoradio), ai costi dei servizi erogati in autostrada (benzina e lubrificanti, consumazioni nelle aree ristoro), vere e proprie royalty ingiustificate. Adiconsum chiede a Autostrade spa di aprire un confronto con tutte le associazioni consumatori riconosciute (e non solo alcune scelte e selezionate), per riscrivere una “Carta dei servizi” che preveda risarcimenti e riduzioni di tariffe in caso di non rispetto degli standard prefissati, come nel caso in cui il tempo impiegato sia 2-3 volte superiore a quello atteso per traffico o per difficoltà di pagamento ai caselli. Per anni abbiamo sollevato problemi alla società Autostrade rispetto alla scarsa manutenzione e alle tariffe elevate dovute a un “price cap” che non tiene conto dell’incremento del traffico. Per non parlare poi delle code chilometriche ai caselli per mancanza di personale e dei mancati investimenti che la società si era impegnata a realizzare. Forse sarebbe il caso di sospendere la concessione in attesa di garanzie sugli investimenti non attuati e sulla qualità del servizio della rete. A quanti oggi si chiedono come sia possibile tutto questo diciamo che la domanda da farsi è un’altra: perché lAnas, cioè l’Autorità di controllo, ha svolto fino a oggi un così pessimo servizio per i consumatori e per il Paese, avallando e coprendo ogni aspetto speculativo del privato? Ancora una volta le privatizzazioni, che avrebbero dovuto migliorare i servizi a fronte degli investimenti annunciati, si sono risolti con una beffa per il Paese e per i consumatori. Il caso Autostrade segue il caso Telecom e il caso Snam Rete Gas. Per questo Adiconsum chiede a Prodi di pronunciarsi per una sospensione della concessione e avviare un’operazione di trasparenza non solo sulla fusione, ma anche sul comportamento dell’Anas. Ancora una volta gli operatori scavalcano l’Agcom Davvero la tv va sul telefonino? a cura di Adiconsum Molti giornali annunciano che in questa settimana si darà inizio alla programmazione della tv ricevibile in mobilità, nonostante la regolamentazione relativa sia ancora al vaglio dell’AGCom. È necessario intanto chiarire che in Italia non sta per nascere la tv sul telefonino ma solo la tv ricevibile in mobilità. Grazie alla trasmissione in Dvb-h, derivata dalla tv digitale terrestre, è infatti possibile vedere la televisione su ricevitori mobili, compresi quindi anche i cellulari predisposti. Non è la tv degli operatori mobili. Le compagnie di telefonia mobile possono sfruttare questa nuova opportunità tecnologica per offrire programmi premium a pagamento, realizzando quindi specifiche pay tv criptate, diffuse attraverso cellulari. Le compagnie telefoniche devono però anche garantire che vengano trasmessi gratuitamente i programmi che altrettanto gratuitamente vengono ricevuti da terminali fissi: e questo oggi non è ancora garantito Adiconsum, partecipando alla consultazione pubblica relativa alla direttiva dell’AGCom (191/06/cons), che dovrà regolamentare la tv digitale mobile, ha redatto un documento propositivo constatando che le regole previste non disciplinano affatto l’avvio delle trasmissioni digitali terrestri verso terminali mobili, ma si preoccupano solo di legittimare quanto le aziende gia stanno per proporre, disinteressandosi completamente degli interessi dei consumatori. Il regolamento sottoposto a consultazione non è affatto chiaro in molti suoi punti in special modo riferendosi alla differenza fra tv a pagamento e tv gratuite. L’AGCom non specifica che tipo di costi deve sostenere l’utente che vede la televisione in mobilità. La delibera deve regolamentare sia lo sfruttamento economico della tecnologia Dvb-h da parte delle compagnie telefoniche ma deve anche garantire il consumatore di poter vedere la tv digitale in movimento gratuitamente sia con lo stesso cellulare che con apparati di ricezione diversi. Adiconsum ritiene che tutti i programmi trasmessi gratuitamente su terminali fissi devono essere gratuiti anche su terminali mobili. In assenza di regole si rischia che una libera innovazione tecnologica che facilità la visione della tv in movimento, diventi solo ad appannaggio di alcune aziende per ricavarne benefici economici. È importante ricordare che le frequenze utilizzate sono le stesse concesse per la visione della normale tv digitale terrestre, quindi frequenze dello stato e quindi di tutti i cittadini. Nel regolamento sottoposto a consultazione non si prendono decisioni in merito alla quantità di canali gratuiti che devono essere forniti in mobilità, al ruolo delle compagnie di telefonia mobile, alle responsabilità dei produttori di videofonini e dei costruttori di altri apparati di ricezione mobile. Non viene garantita la visione in mobilità del servizio pubblico,cioè i canali Rai, pagati con il canone. Il regolamento non concede opportunità alle numerose emittenti italiane di trasmettere anch’esse in modalità Dvb-h, limitando quindi il pluralismo e la liberà di scelta. In assenza quindi di certezze e di una chiara e neutrale regolamentazione è necessario rinviare la commercializzazione di qualsiasi prodotto relativo alla tv in mobilità. Adiconsum chiede l’intervento autorevole dell’AGCom e di tutte le forze politiche per garantire i consumatori affinché non si regolamenti il settore a case fatte, come in passato gia accaduto. PER UNA REALE CONCORRENZA DEL SETTORE BANCARIO Le proposte di Adiconsum all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Adiconsum ha partecipato oggi all'indagine conoscitiva riguardante i prezzi alla clientela dei servizi bancari che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di aprire anche a seguito delle numerose segnalazioni pervenutele dai consumatori. Adiconsum ha presentato delle richieste che favorirebbero la concorrenza del settore a tutto vantaggio dei consumatori: • avvio della portabilità delle coordinate personali (il numero del conto corrente) per facilitare lo spostamento da una banca ad un'altra (per accredito di stipendi e pensioni e per la domiciliazione delle bollette). • divieto di modifica dei costi (spese e commissioni) da parte della banca per un periodo prefissato a partire dall'a- pertura del conto; per le modifiche successive, da applicare sempre a scadenze prefissate, Adiconsum propone l'abolizione della modifica unilaterale (ius variandi) da parte delle banche: le modifiche dovranno avvenire tramite concertazione tra l'istituto bancario e il correntista; • azzeramento delle spese di estinzione del conto corrente: il cliente dovrà essere libero di portare i propri risparmi nella banca che offre le condizioni migliori. Già alcune banche hanno aderito a tale proposta (tutte quelle facenti parte del consorzio PattiChiari), ma ciò deve diventare una prassi condivisa da tutti gli istituti da applicare a tutte le tipologie di conto; • riduzione ai costi effettivi, non superiori a quelli di una “nor- male” commissione bancaria, delle spese per il trasferimento dei titoli (risparmio gestito): tali spese rappresentano per il cliente che decide di cambiare banca un esborso rilevante (alcune centinaia di euro); • aumento del controllo sulle carte di credito revolving che spesso hanno un tasso effettivo superiore al 20 per cento annuo oltre ai costi di accensione e rinnovo. «Quello che chiediamo all'Antitrust» ha detto il segretario generale Paolo Landi «è che questa indagine conoscitiva dell’Agcm si concluda nel minor tempo possibile e soprattutto che l’Agcm assuma concreti provvedimenti in un mercato importante come quello bancario che vadano a smantellare i cartelli ancora presenti». chiamamilano MilanoRisparmia pag. 9 Piccole polveri crescono di Pamela Turchiarulo e Andrea Taverna Osservatorio Meteorologico Milano Duomo Nel complesso delle polveri sottili (PM10) è possibile distinguere una componente primaria, immessa in atmosfera da svariate sorgenti tra cui il traffico urbano, i processi di combustione industriale e la produzione di energia elettrica ed una secondaria, che si genera invece attraverso una serie di reazioni che coinvolgono altri inquinanti già presenti in aria. La quota di emissione di particolato primario derivante dal trasporto stradale, ormai ritenuta la principale fonte di produzione di polveri sottili nelle aree urbanizzate, proviene non solo dagli scarichi degli autoveicoli, ma anche dalla consunzione di freni, gomme e parti meccaniche dei mezzi, nonché dall’abrasione del manto stradale prodotta dal loro passaggio. Non solo, ma il transito delle autovetture svolge inoltre un ruolo fondamentale nel risollevamento delle polveri già depositatesi e, come tale, costituisce un’importante fonte secondaria di produzione delle stesse. Ed è proprio all’abbattimento di questa quota di emissioni secondarie che sono volte le tecniche di sanificazione attraverso lavaggio del manto stradale consigliate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (Eea), di cui è stata avviata negli ultimi anni la sperimentazione da parte di diverse amministrazioni locali italiane. Pioniera è stata proprio, nel 2002, la nostra città, ma da allora molteplici sono le esperienze che si sono susseguite da parte di molti altri comuni tra cui Lodi, Piacenza, Padova, Mestre e Vicenza, fino ad arrivare alla più recente di Como partita il 22 gennaio e che durerà otto settimane. Ad oggi, le conclusioni che è stato possibile trarre dalla sperimentazione non sono tuttavia granché incoraggianti. Un primo fondamentale problema riguarda la difficoltà di correlare causa ed effetto: è quasi impossibile infatti capire se ed in che misura i risultati ottenuti siano realmente attribuibili alla pratica di lavaggio e non piuttosto alle mutate condizioni meteorologiche. In secondo luogo e soprattutto, un’eventuale riduzione di concentrazione del particolato riguarderebbe Dati qualità dell’aria rilevati durante il progetto di educazione ambientale Educaria L’inquinamento a Milano degli ultimi quindici giorni Dati rilevati dalla centralina fissa situata in via Vico. Normativa PM10 in vigore dal 01/01/2005: 50µg/m3, valore limite nelle 24 ore per la protezione della salute umana. Il particolato PM10 viene campionato in continuo per 24 ore, da mezzanotte a mezzanotte del giorno successivo. I valori sono espressi in µg/m3 (microgrammi/metrocubo). comunque quasi esclusivamente la frazione grossolana, che, proprio in virtù delle sue dimensioni, più facilmente si deposita al suolo sotto l’effetto della forza di gravità, mentre la componente fine, assai più pericolosa in quanto maggiormente respirabile, non è influenzata in modo significativo da tale pratica. Certamente assai più efficace, in termini di riduzione della concentrazione delle polveri al suolo, è il lavaggio delle strade operato dai fenomeni meteorologici in occasione di precipitazioni di una certa intensità. Non ci resta quindi che sperare in una bella giornata di pioggia, aspettando che la teconologia venga in nostro aiuto! Un luogo di partecipazione nel cuore di Milano Partecipare, confrontarsi, collaborare: queste sono le parole chiave del Negozio Civico di ChiamaMilano in cui ogni settimana professionisti e cittadini si alternano nel per consigliare e orientare attraverso sportelli gratuiti e aperti a tutti. Per prenotazioni e informazioni vi aspettiamo in largo Corsia dei Servi o all’indirizzo e-mail [email protected]. Lunedì (dalle 16 alle 18) - Progetto integrato di tutela: Cittadinanzattiva offre la sua esperienza per orientare e informare i cittadini milanesi su energia, assicurazioni, banche, Pubblica Amministrazione, telefonia fissa e mobile e trasporti. Mercoledì (dalle 16 alle 18) - Orientamento legale gratuita: diritto di famiglia: un avvocato esperto in diritto di famiglia è a disposizione per un consiglio competente e accurato. Giovedì (dalle 16 alle 18:30) - Mediazione culturale: un esperto chiarirà le procedure burocratiche e amministrative per la popolazione immigrata che vuole capire meccanismi e procedure. Sabato (dalle 11 alle 13) - Orientamento legale generico: due avvocati si alternano per informare sulle possibili soluzioni ai problemi legali. Il Negozio Civico inoltre ospita gratuitamente occasioni di incontro, dibattito e presentazione delle attività di associazioni e gruppi che cercano uno spazio per riunirsi. MilanoRisparmia pag. 10 la pagina del Da sapere sui mutui casa Tasso fisso o tasso variabile, rinegoziazione della rata mensile, ipoteche, piano di ammortamento: i dubbi quando ci si accinge ad accendere un mutuo sono tanti. Ecco tutto quello che è bene sapere prima di rivolgersi in banca a cura del Movimento Consumatori Il mutuo secondo il codice civile è «il contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l’altro si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie», di solito corrispondendogli interessi. Come potete notare, mutuo è il termine giuridico per tutte le forme che nel linguaggio comune definiamo “prestito”, dai contanti che ci dà l'amico se abbiamo dimenticato il portafoglio, al finanziamento per acquistare una auto, dai prestiti del Fondo Monetario internazionale a quello che le banche ci concedono per acquistare le nostre case. Quest'ultimo è quello che generalmente viene identificato, nel linguaggio comune, come mutuo. Come si ottiene un mutuo? Volendo essere banali, un mutuo immobiliare lo si ottiene andando in Banca, riferendo che si desidera acquistare un certo bene immobile di valore superiore all’importo di cui si richiede il finanziamento. La Banca, verificherà la verità delle vostre affermazioni, la regolarità della compravendita che intendete stipulare, il valore del bene che intendete comprare. Le vostre capacità economiche sono di relativa importanza, poiché la Banca si garantirà attraverso la iscrizione di un’ipoteca sul bene che acquisterete, e quindi è in ogni caso tutelata da quanto acquistate. Può essere, in caso di richieste di finanziamento alte, vicine al valore effettivo del bene (le banche comunque in genere non finanziano oltre l’80 per cento, tranne qualche eccezione, che però viene subordinata alla assicurazione del rischio), che vengano richieste garanzie a terzi, se le vostre capacità economiche non danno sicurezza del rimborso del mutuo. Che tipo di contratti esistono? Il mutuo immobiliare si caratterizza, per ciò che ci interessa, dal metodo di calcolo degli interessi. Si avrà un mutuo a tasso fisso, se esso è calcolato all’inizio del rapporto e rimarrà invariabile per tutta la sua durata. Si avrà un mutuo a tasso variabile, se il tasso di interesse, anziché essere pattuito una volta per tutta la durata del rapporto, periodicamente (ogni tre, sei o dodici mesi in genere) si modifichi, sulla base di un meccanismo predetermi- nato, detto Indicizzazione. Tale meccanismo consiste in genere nel collegare il tasso a qualche indice economico aumentato di una percentuale da definire. Recentemente, è stato introdotto il “tasso Strutturato” (o misto) che per due anni riporta un tasso fisso particolarmente basso e poi il diritto/dovere di scegliere tra un tasso fisso o un tasso variabile alla scadenza del secondo anno di mutuo. Si può rinegoziare un mutuo già esistente? Un mutuo già esistente può essere sempre rinegoziato. Tutti i mutui con tasso fisso stipulati prima del 1997 che riportavano tassi usurari sono stati oggetto di rinegoziazione “automatica” ex lege, con mutamento del tasso applicato. Se avete stipulato un mutuo (anche a tasso variabile) prima di tale data verificate l’applicabilità della legge sull’usura di cui potrete avere notizia nel glossario alla voce tasso d’usura, e verificate che la banca abbia, se del caso, aggiornato il tasso come stabilito. In ogni altro caso, la rinegoziazio- ne può investire il tasso, la durata, le garanzie del mutuo: naturalmente, trattandosi del mutamento di un contratto in essere, non è mai obbligatoria, ma necessita della comune volontà delle parti. Che cos’è l’ipoteca? L’ipoteca è definita una garanzia reale, e attribuisce alla banca (come a ogni altro creditore che iscrivesse un’ipoteca su un bene del proprio debitore) il diritto di espropriare i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo di vendita all’asta del bene oggetto dell’ipoteca. In sostanza, il debitore che non riesce a restituire il mutuo, corre il rischio che la banca provveda - con le garanzie di un vero e proprio processo - a mettere in vendita il bene ipotecato per soddisfarsi del proprio credito residuo. Che cosa vogliono dire i termini “Euribor” e “spread”? Nel mutuo a tasso variabile, la banca applica un interesse base che varia nel «Caro Scelli...» di Alessandro Miano del Movimento Consumatori Di buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno A Maurizio Scelli, ex commissario Cri, che mette a disposizione del candidato sindaco Letizia Moratti la sua «capacità di ascoltare i più deboli e i più dimenticati ed essere tramite perché le problematiche del sociale possano arrivare al tavolo della stessa Moratti», il Movimento Consumatori milanese rivolge espressioni di apprezzamento. «Ma c’è un “neo” nelle dichiarazioni di Scelli», dichiara Alessandro Miano, della Segreteria Nazionale e già presidente regionale del Movimento Consumatori. Il valoroso ex commissario della Cri dice di voler operare in una linea di completa continuità con le politiche sociali dell’amministrazione uscente. «Caro Scelli, si informi meglio», spiega Miano, «delle politiche sociali dell’amministrazione uscente, casa, trasporti, mercati comunali (solo per affrontare tre dei tanti temi) ne parli con Carmela Rozza (Sunia) e se crede anche con me e con i miei colleghi». «Si renderà conto», prosegue Miano «che Tiziana Maiolo ha avuto tanta voglia di fare ma pochissimi mezzi a disposizione e che il fatto che sia Rozza che Miano sono probabili candidati della Lista “L’Ulivo per Ferrante” crea nei confronti, sia del Sunia sia del Movimento Consumatori, un’ostracismo del tutto immeritato». «Almeno sul sociale», conclude Miano, «abbattiamo antistorici steccati ideologici, che certo non perseguiamo, e diamo unitariamente una mano a chi soffre. Tutti i milanesi ce ne saranno grati». tempo e ci aggiunge un’ulteriore percentuale. L’Euribor è uno dei tassi di riferimento più utilizzati come interesse base. Si tratta della media dei tassi applicati alla banche europee tra di loro, monitorato e pubblicato dalla Bce ( Banca Centrale Europea). La “ulteriore percentuale” viene chiamata, tecnicamente, “spread”. Come scegliere? L’unica regola generale che ci sentiamo di consigliare è quella di non valutare solo il tasso di interesse, allorquando scegliete un mutuo, ma di calcolare, nei limiti del possibile, l’incidenza del mutuo sulle vostre capacità economiche. Per ciò che riguarda la scelta del tipo di tasso, con il tasso fisso si può programmare il proprio piano di pagamento esattamente e sperare di fare un buon affare (se il mercato dei tassi sale) o rischiare di farne uno cattivo (se il mercato dei tassi scende). Con il tasso variabile si è più certi che il saggio pagato anno per anno risponda a delle logiche attuali (rispetto ai pagamenti) di mercato. Con il tasso strutturato si pospone la scelta di 24 mesi, magari utili in caso di economia instabile o di vostra situazione lavorativa in evoluzione. Bisogna anche valutare la percentuale da farsi finanziare rispetto al prezzo dell'immobile. Quindi, se avete capitali impiegati bene in precedenti investimenti, o che si ritiene che possano portare reddito tra un certo tempo, sarà bene, almeno in una fase di mutui a tasso di interesse basso, farsi finanziare il maggior importo possibile. Se invece avete molta liquidità inutilizzata, spendetela, e fate un mutuo di minor percentuale. Ricordatevi, se comprate una casa, che spesso, se non è nuova, dovrete farci dei lavori: tenete conto anche del loro costo, per valutare le vostre capacità economiche a breve. Quanto alla scelta degli anni di mutuo, ricordate che il suo costo è direttamente proporzionale alla sua durata e quindi, se possibile, è inutile un impegno per una durata superiore a quella che le vostre condizioni economiche si possono permettere di sostenere senza troppe difficoltà. La rata è tanto più alta quanto più è breve il mutuo (ma alla fine, spenderete complessivamente di meno): calcolate al mese quanto incide sulle vostre tasche e scegliete di conseguenza. Infine, occhio al piano di ammortamento. Bisogno di flessibilità? C’è Duttilio. Duttilio di Agos è il primo e unico prestito flessibile. Nel corso del finanziamento potrai: SALTARE UNA RATA VARIARE L’IMPORTO DELLA RATA MODIFICARE LA DURATA DEL RIMBORSO Ogni modifica è completamente gratuita e il tasso d’interesse non cambia! Con Duttilio puoi chiedere fino a 30.000 euro per un massimo di 84 rate, a tasso sempre bloccato anche se fai qualche modifica, e puoi estinguere anticipatamente il prestito senza alcuna penale. L’accettazione della richiesta è subordinata all’approvazione da parte di Agos Spa. Per le condizioni contrattuali fare riferimento ai “fogli informativi” disponibili presso le nostre filiali o sul sito Internet. Questa offerta ha natura di messaggio pubblicitario e non è cumulabile con altre promozioni Agos Spa in corso. Esempio: 30.000,00 € in 84 rate, rata 486,85 €, Tan 7,91%, Taeg 8,34%. 800 19 90 50 Da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 21.30 sabato dalle 8.30 alle 16.00. www.duttilio.it servizi on line MilanoRisparmia pag. 13 Il forum, “ricerca e innovazione” «Lo Stato investe in Rete Civica Milano: per costruire insieme la nostra città innovazione con i nostri Comunalimilano2006.it soldi, e poi le aziende italiane vanno a Rete Civica Milano è un ambiente virtuale dove i cittadini possono interagire tra loro per ridisegnare la propria città, abbattendo le frontiere ed intrecciando la realtà telematica con quella concreta. Il forum principale “Rete Cittadini Milano” raccoglie diverse conferenze riguardanti gli aspetti culturali e storici, la società ed i modi di vivere, ma anche l’attualità, i fabbricare i prodotti servizi, la vita politica ed il tempo libero a Milano. In quest’area trova concretezza il concet- “innovativi” in Asia e che la città appartiene in primo luogo ai suoi cittadini. Inizialmente il forum si chiamava “Par- nei paesi dell’Est per dei cittadini che conoscono, che vivono e che vogliono migliorare la città. La Rete è un vero sfruttare il i cittadini sempre più partecipi alla vita della comunità, ampliando gli spazi della democra- differenziale nel costo to di “Diritto di Cittadinanza” che si riempie di un contenuto reale e che vuole dimostrare liamo di Milano”, poi rinominato “Rete Cittadini Milano” proprio per sottolineare la rilevanza e proprio strumento innovativo di comunicazione online messo a disposizione per rendere zia, della trasparenza, della conoscenza e della collaborazione. Nel 2001 con l’esperienza “Candidati per Milano” si è avvertita l’esigenza di dare spazio ai cittadini, ai loro rappresentanti, alle associazioni e di creare un luogo virtuale comune della mano d’opera e la popolazione italiana resta disoccupata o sottoccupata» PROTAGONISTI DI WWW.COMUNALIMILANO.IT: Fiorella De Cindio e Antonio De Marco per la condivisione di opinioni, progetti, iniziative, commenti e proposte. Costruire duna cura di Fabio Ciccolella que una “città telematica” in cui vengano messi in primo piano suggerimenti ed esigenze attraverso un confronto aperto, continuo e costruttivo con le Istituzioni e le Associa- Nel forum “Ricerca e Innovazione” (tratto dal sito comunaliMilano2006.it) trova spazio la discussione “Milano per l’innovazione”, che prende spunto da un incontro con i candidati dell’Unione organizzato lo scorso dicembre sui temi dell’innovazione, dell’università e della ricerca. «Milano per l’innovazione, l’innovazione per Milano» riporta il primo intervento. «Milano oggi è una città atomizzata, complessa, senza un governo, ma è anche il supporto che contiene iniziative imprenditoriali, accademiche, di ricerca e di sussidiarietà di grande valore sia sul piano dell’innovazione tecnologica sia sul piano delle idee e delle proposte. Ma senza un’azione pubblica capace di fare sistema anche questo ultimo barlume rischia di spegnersi. Serve fare sistema, serve che i soggetti pubblici, le grandi municipalizzate, la macchina comunale siano il volano di una rete vasta ed inclusiva che coinvolga le imprese, le università, le associazioni, le zioni. Tutti coloro che aderiscono al forum “Rete Cittadini Milano” sono chiamati a partecipare in modo costruttivo per raggiungere l’obiettivo di una città nuova, una città europea ed internazionale. Una città attenta tanto ai meriti quanto ai bisogni del cittadino, attraverso una nuova socialità tra i suoi abitanti per diventare esempio di solidarietà e modernità. Una città attenta all’istruzione ed alla cultura, aperta, vivace, sempre pronta a crescere e migliorarsi e non chiusa in se stessa. L’obiettivo comune è l’iniziativa come strumento di sperimentazione del dialogo: opinioni su Internet, specifiche funzionalità (come l’area brainstorming, i materiali a supporto delle discussioni con indice di gradimento) e modalità operative (es. i forum aperti a tempo, il documento di sintesi al termine della discussione) per rendere più efficace il dibattito. strutture che in questi anni hanno mantenuto viva l’innovazione nella realtà meneghina. In merito all’innovazione tecnologica “applicativa” si ragiona sia in termini di “struttura d’offerta” di servizi sia in termini di “domanda di innovazione”. La “struttura d’offerta” di servizi tecnologici è stata finanziata negli ultimi anni da molte risorse pubbliche, con l’obiettivo d’incentivare e migliorare l’attività di centri di ricerca e laboratori, nono- stante il contemporaneo e generale calo dei fondi pubblici destinati alla ricerca. Spesso però i progetti finanziati non hanno dato ritorni tangibili. Parallelamente non è stata in alcun modo sostenuta la “domanda di innovazione”: le risorse minime ad essa destinate si sono trovate di fronte ai limiti di capitalizzazione delle imprese (per lo più di piccole dimensioni) ed alle ridotte capacità manageriali per la gestione dei processi innovativi e per il loro finanziamento. Da qui l’inevitabile sbilanciamento tra le innovazioni offerte e le richieste avanzate, con la necessità di ristudiare un’adeguata strategia per il supporto dell’innovazione tecnologica “applicativa” e per una più equa distribuzione delle risorse, e di promuovere progetti ed iniziative a sostegno della riorganizzazione della domanda d’innovazione. Andrebbero rivisti temi cardine che riguardano innanzitutto la gestione efficace dei processi innovativi; lo studio dei bisogni, la progettazione di prototipi e l’implementazione dei progetti, in un’unica parola il marketing dell’innovazione; la tutela e la promozione efficace dell’innovazione sui mercati; la condivisione dell’innovazione tra piccole e medie imprese attraverso l’aggregazione e la costituzione di vere e proprie reti di imprese; l’accostamento delle imprese al mondo del capitale di rischio (ad esempio attraverso il Private Equity). In risposta a queste proposte, emerge lo scetticismo di alcuni cittadini: «Non vedo per quale motivo lo stato (coi nostri soldi) debba investire in innovazione quando poi le nostre aziende vanno a fabbricare i prodotti “innovativi” in Asia e nei paesi dell’Est per sfruttare il differenziale nel costo della mano d’opera e la popolazione italiana resta disoccupata o sottoccupata?». E ancora: «Il Comune sta rimbalzando da una pagina all’altra dei quotidiani nazionali e vari media a causa della sua penosa disfatta di fronte al virus Kamasutra che come ormai tutti sanno agisce ogni 3° giorno del mese cancellando documenti e programmi targati Microsoft. L’Anagrafe è in palla, il sistema informatico non sa quando potrà riaccendere la macchina. È bello sapere che se, come altri in Europa vedi ad esempio il previdente fisco francese da quest’anno - il Comune avesse optato per l’Open Source nulla di tutto ciò sarebbe accaduto. E con un apprezzabile risparmio di euro! (…) i virus di oggi non sono scritti solo per costringere gli utenti ad acquistare e ad aggiornare costosi antivirus, ma anche per vere e proprie imprese spione e ladresche: questo è incompatibile con le esigenze di sicurezza di una seria amministrazione comunale che tratta anche dati sensibili». Risulta fondamentale quindi per il capoluogo lombardo puntare ed investire sull’innovazione tecnologica, chiave per il successo di una città moderna ed all’avanguardia come Milano. MilanoRisparmia pag. 14 telefonia Pubblicità telefoniche ritenute ingannevoli La competizione tra operatori della telefonia mobile è diventata una giungla senza le regole: i casi di “3”, Vodafone e Tele2 di Francesco Emma Tutto sembra lecito: le compagnie telefoniche incentivano in tutti i modi il tradimento, altre blindano i clienti regalando telefoni che poi vincolano alla fedeltà obbligata. Le regole di trasparenza e d’informazione non vengono rispettate specie quelle riguardanti promozioni e offerte imperdibili ai nuovi clienti. La recente campagna di 3, ad esempio, lanciava Supericarica 9000. Nella pubblicità televisiva, il gestore lasciava intendere ai clienti di Tim e Vodafone che, una volta passati all’Umts di H3G, potevano godere di un regalo eccezionale: fino a 9.000 euro di ricarica spendibili entro il 2020. Ma andando a controllare il contratto molte associazioni dei consumatori hanno scoperto più di un tranello e si sono rivolte all’Autorità garante della concorrenza e del mercato segnalando la presunta pubblicità ingannevole della campagna promozionale. Oggi, i risultati delle lunghe istruttorie dell’Antitrust danno pienamente ragione ai dubbi, tanto da bocciare senza appello la pubblicità televisiva di 3 in quanto ingannevole e da condannare la società a una sanzione di 6.100 euro. Il provvedimento dell’Autorità ristabili- sce ora la verità: la realtà, infatti, era che per ottenere il famoso bonus di 9.000 euro il cliente doveva ricaricare il suo cellulare, dal settembre 2005 all’agosto 2020, di almeno 20 euro di traffico entro il 15 di ogni mese, con un esborso complessivo di 3.600 euro, cui andavano sommati i costi mensili di ricarica per i 180 mesi di durata della promozione. Per di più il bonus risultava riservato esclusivamente alle chiamate e alle videochiamate ad altri utenti 3 e a utenti di rete fissa, con esclusione dunque delle chiamate ad altri cellulari. Ora però gli utenti che hanno aderito a Supericarica 9000 potranno chiedere la risoluzione del contratto. Altra condanna a carico di Vodafone, che nella sua campagna pubblicitaria prometteva 600 euro di telefonate gratis. Nel luglio del 2005 il Movimento difesa del cittadino ha presentato immediatamente ricorso all’Autorità, in quanto la pubblicità puntava sul regalo di 600 euro senza però indicare i costi effettivi dell’offerta pari a 1.050 euro. Il consumatore si trovava perciò a pagare quasi il doppio del bonus. Come se non bastasse alcune limitazioni non erano indicate, come quelle che escludevano i titolari di ricaricabili. L’Antitrust già a settembre 2005 aveva deciso la sospensione dei messaggi di Vodafone, perché poco chiari, provvedimento, però, che non è bastato all’operatore per interrompere questo tipo di campagne. Così, a fine dicembre 2005, l’Antitrust ha avviato una procedura per inottemperanza, dopo aver constatato che Vodafone aveva riproposto messaggi con un contenuto informativo sostanzialmente inalterato, e quindi contenenti il medesimo profilo ingannevole. Il risultato è stata una sanzione di 45.100 euro. Lo scorso febbraio Tele2 per un disguido tecnico confonde le chiamate Internet fatte verso il numero 702 con le chiamate nazionali a Cagliari. In pratica nelle bollette del 25 febbraio aggiunge uno 0 al 702 calcolando a costo maggiorato le chiamate di molti utenti ignari. I più accorti, ovviamente, se ne rendono conto e, chiamato il call center di Tele2, ottengono il rimborso della somma indebitamente fatturata. La restituzione, però, non sembra scattare in automatico per tutti i clienti, tanto da costringere l’Autorità delle comunicazioni all’immediata precisazione che, in caso di errore dell’azienda, debbono essere rimborsati tutti gli utenti a prescindere dalla richiesta di restituzione. PIOGGIA DI RECLAMI PER LE CARTE “TUTTO RELAX” Telefonini Tim improvvisamente muti «Gentile cliente, il notevole traffico generato verso utenze mobili, e l’alto numero di sms sequenziali inviati, inducono a ritenere che la carta prepagata sia usata in maniera non conforme alle previsioni contrattuali, le quali fanno riferimento a un utilizzo per sole comunicazioni interpersonali. Siamo stati costretti, pertanto, a sospendere cautelativamente il servizio, e ci riserviamo di effettuare ulteriori verifiche a tutela degli interessi della scrivente società». Le lettere stanno fioccando sulle scrivanie delle associazioni di consumatori che affilano le armi per difendere gli utenti che, da un giorno all’altro, si sono trovati con i telefonini muti. E non si tratta solo di autocaricatori di schede, ma anche di professionisti notevolmente danneggiati nel lavoro e nell’immagine. Nel mirino di Tim sono cadute molte sim “Tutto Relax”, autoricarica 190 e 300 per sospetta frode informatica. L’Unione consumatori, intanto, denuncia ritorsioni contro gli utenti: si tratta di una vera e propria ritorsione della società telefonica a danno degli utenti finali, rei di aver reclamato il rispetto dei propri diritti. L’Unione consumatori suggerisce di presentare esposti a Carabinieri e Polizia perché la magistratura valuti la sussistenza dei reati di estorsione, truffa e appropriazione indebita. Gli utenti possono rivolgersi alle associazioni di consumatori indicando sinteticamente dati, lamentele, disagi morali, economici e di immagine subiti. Rincari Telecom Italia Moltiplicando l’importo per il numero di utenti (20 milioni) l’aumento raggiunge la bellezza di 52.800.000 euro annui Aumenti in bolletta: le spese di spedizione sono raddoppiate La denuncia del Codacons rivela che nelle ultime bollette Telecom arrivate a casa degli utenti la voce “spese di spedizione bolletta” è raddoppiata, passando da 0,17 euro a 0,37 euro, a cui deve essere aggiunta l’Iva. L’associazione dei consumatori sottolinea che, facendo due calcoli, s’intuisce come tale voce rappresenti una bella spesa per la collettività: per la spedizione della bolletta, infatti, ogni utente pagherà 2,64 euro annui, contro i precedenti 1,22 euro, un aumento di oltre il 100 per cento. Moltiplicando l’importo aumentato per il numero di utenti Telecom (circa 20 milioni), ne risulta che dalle tasche dei consumatori usciranno la bellezza di 52.800.000 euro ogni anno. Il paradosso è che la voce “spese di spedizione bolletta” che Telecom impone ai suoi clienti, è assolutamente illegittima, come hanno stabilito vari Giudici di Pace in tutta Italia. Per tale motivo il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica e una diffida all'Autorità delle comunicazioni affinché verifichino se il comportamento dell'azienda telefonica, che raddoppia una spesa a cui i consumatori non sono tenuti, possa configurare eventuali reati, compreso quello di truffa. Il gruppo telefonico sostiene che l’adeguamento delle spese di spedizione della bolletta è conseguenza diretta dell’aumento dei costi delle stesse che Telecom Italia deve sostenere e precisa inoltre di aver applicato tale ade- guamento a decorrere dalla bolletta relativa al primo bimestre 2006, dopo averne dato preventiva informazione alla clientela. Telecom ribadisce infine la legittimità dell’addebito: è la legge a stabilire che non debbano essere applicate al cliente solo le spese relative all’emissione della bolletta e non quelle connesse alla spedizione, così come previsto anche dalle condizioni generali di abbonamento che regolano il rapporto tra l’azienda e la propria clientela. assicurazioni Qualche volta la tariffa è scontata Particolari profili di guidatori possono usufruire di I principi su cui si basano alcuni soluzioni tariffare presenti sul mercato, promettono tariffe scontate per particolari profili di guidatori: chi usa poco l’auto o chi fa un numero definito di chilometri in un anno. Soluzioni, però, che vanno soppesate a dovere perché comportano franchigie o costi d’installazioni pesanti, ne è dimostrazione il fatto che sono contratti ancora poco diffusi. Fra le formule a tempo, Ras propone “Guida su misura”: l’auto è protetta nei fine settimana, durante le festività nazionali e in altri 30 giorni all’anno a scelta del cliente, giorni che possono essere acquistati presso le agenzie o su Internet; una formula che costa il 20 per cento in meno, rispetto alla Rca tradizionale, e che in realtà garantisce l’auto in ogni momento, applicando un diritto di rivalsa fino a 5.000 euro se la si utilizza nei periodi non coperti. Molte compagnie, invece, puntano sull’abbinamento con un sistema satellitare e Sara, la compagnia dell’Aci, offre SaraFreeKm: alla sottoscrizione si paga solo la metà di una Rca tradizionale (e un 10 per cento ancora in meno), cui si aggiunge durante l’anno una quota a consumo; se l’auto è già dotata di satellitare c’è un ulteriore sconto, mentre se occorre prenderlo in comodato d’uso dalla compagnia si versa ogni anno il 5 per cento + Iva della tariffa Rca, come canone di utilizzo; è altresì necessario disporre di una carta di credito su cui viene addebitata la quota a consumo. La compagnia offre anche SaraFreeDay, una polizza in cui il pag. 15 Si risparmia fino al 30-40 per cento rispetto alle compagnie tradizionali La convenienza delle assicurazioni dirette Il contenimento del premio è la principale arma delle compagnie di assicurazioni dirette, quelle che vendono solo via Internet o call center: si risparmia fino al 30-40 per cento soluzioni economicamente vantaggiose di Ennio Marino MilanoRisparmia rispetto alle compagnie tradizionali. Un mercato ancora ristretto, nell’ordine del 4-5 per cliente sceglie quando usare l’auto e, dunque, far scattare la copertura, inviando un Sms entro le 22 del giorno prima. Tra le prime a lanciare polizze di questo tipo c’è stata Axa Carlink, con Autometrica: un contratto in cui è necessario dotare l’auto di un sistema satellitare (costano circa 500 euro l’installazione e 100 euro l’anno il canone) in cui il cliente dichiara un numero medio di chilometri che effettuerà; versa subito il 35 per cento di una tariffa base e poi il resto secondo il consumo e, se supera la soglia predefinita, la polizza diventa una Rc tradizionale. Il risparmio è consistente per percorrenze che non superano i 6.000 chilometri all’anno. Unipol e Aurora, entrambe del gruppo Unipol, offrono un prodotto che si configura più come strumento di sicurezza che di risparmio: l’installazione del sistema Gps (il canone costa meno di 100 euro l’anno) dà luogo ad uno sconto del 10 per cento sulla Rca e del 50 per cento sul furto e incendio, e serve a registrare automaticamente ogni collisione o tentativo di furto. Anche il gruppo Generali (Generali e Assitalia) offre soluzioni particolari per chi installa il sistema ClearBox, mentre molte altre compagnie scontano le tariffe se il cliente ha provveduto da sé a dotare l’auto del sistema. Ma vi sono anche altri modi per pianificare un risparmio futuro. Ras, per esempio, offre un prodotto chiamato Protezione in movimento: questa opzione permette di non retrocedere come classe bonus malus quando si abbia provocato un incidente, al costo di qualche decina di euro all’anno. cento del totale, nonostante l’offerta abbia avuto modo di evolversi, consolidarsi e farsi apprezzare dai potenziali acquirenti, i quali, nonostante si dichiarino in 6 casi su 10 disponibili a passare ad una compagnia online (rilevazione Nextplora), poi non mettono in pratica tale disponibilità, anche perché non hanno avuto tempo di fare confronti e prendere una decisione. Se possibile le compagnie dirette soffrono ancor di più di quelle tradizionali la tendenza degli italiani a rimanere fedeli alla scelta fatta in passato. Magari sono scontenti e si lamentano ma Databank rivela che prima di cambiare di tempo ne passa: l’anno scorso solo il 4 per cento di tutti gli assicurati ha abbandonato la compagnia con cui aveva sottoscritto un contratto. Per queste ragioni le compagnie dirette, oltre ad offrire premi convenienti ed un livello di servizio soddisfacente, s’inventano promozioni e strategie di marketing per attirare nuovi clienti. Da qualche tempo, ad esempio, Genialloyd e Linear danno la possibilità di bloccare il premio rispettivamente fino a 12 e 24 mesi. Direct Line ha proposto uno sconto fino al 10 per cento per chi paga in anticipo online utilizzando una carta di credito. Genertel ha ideato la polizza dedicata alle donne e quella per la famiglia. Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che, a differenza delle compagnie tradizionali, molte delle dirette di solito non applicano la formula del tacito rinnovo, i motivi per passare a queste ultime non mancano. A patto, però, di poter e voler dedicare un po’ di tempo alla lettura delle condizioni, all’elaborazione dei preventivi e al confronto. Il calcolo di un preventivo può richiedere qualche minuto e la compilazione di un formulario particolarmente dettagliato, ma se si utilizza Internet invece del call center può essere fatto in qualunque ora del giorno e in tutta tranquillità. Questa operazione è fondamentale per verificare l’effettiva convenienza di una compagnia diretta. Infatti se è vero che il risparmio arriva e supera il 40 per cento non è altrettanto vero che tutti possono godere di tali benefici. Generalizzando, chi è in una classe di merito bassa e non ha causato incidenti negli ultimi anni quasi sicuramente potrà contare su un premio vantaggioso, mentre i neopatentati e i residenti in province a rischio (per numero di furti e d’incidenti) potrebbero trovare più conveniente una compagnia tradizionale. Il condizionale però è d’obbligo perché rispetto a quanto succedeva 4-5 anni fa la situazione non è così definita e per avere un quadro preciso è opportuno che ciascuno verifichi di persona cosa offre il mercato. E se poi non si ha proprio tempo e voglia di fare confronti, con un’unica operazione è possibile ottenere i migliori preventivi offerti dalle compagnie, dirette o tradizionali, grazie alla consultazione dei broker online, che nonostante la loro utilità hanno riscosso poco successo. GENERALI: DUE POLIZZE VITA A CONFRONTO “Mista Vita Nuova” e “Valore Previdenza” Assicurazioni sulla vita in forma mista a premio annuo costante, in cui le prestazioni si rivalutano in base al rendimento di una gestione interna separata di attivi, vengono proposte dietro pagamento di un premio annuo per una durata predefinita, in cui i beneficiari ottengono il diritto ad un capitale rivalutato. La parte di premio che copre il rischio morte o l’invalidità non inferiore al 5 per cento è detraibile dall’Irpef nella misura del 19 per cento (massimo 1.291,14 euro), purché la polizza abbia durata di almeno 5 anni. Le condizioni di rivalutazione del capitale accumulato sono garantite attraverso i versamenti periodici. La rivalutazione è basata sul capitale assicurato iniziale, che può essere già comprensivo del minimo garantito. Le spese sono a carico dell’assicurato, da detrarre dal risultato complessivo della gestione prevista dalla polizza. Solo il premio al netto di costi e caricamenti e ulteriormente depurato della parte destinata a coprire la garanzia caso morte e le altre eventuali garanzie concorre alla formazione del capitale. L’elaborazione, infine, prevede che l’assicurato, di sesso maschile ed età 40 anni, versi 1.500 euro l’anno per 25 anni in ciascuna polizza. Si ipotizza, secondo le indicazioni Isvap, una rivalutazione annua del capitale assicurato pari al 4 per cento al lordo dell’imposizione fiscale e dei costi. In corrispondenza del 15° anno, Mista Vita Nuova consente di riscattare un importo superiore. Il divario tra i due importi cresce all’aumentare della durata, nonostante Generali preveda bonus a scadenza. La differenza a favore di Mista Vita Nuova è probabilmente dovuta alla presenza dello sconto su parte del premio, ai minori costi sui rendimenti della gestione separata e ai minori costi fissi sul premio. Costi di caricamento, riscatto e frazionamento sono tuttavia più elevati di quelli previsti da Valore Previdenza. Si sottolinea, inoltre, che solo la polizza di Generali riconosce un rendimento minimo garantito pari al 2 per cento. Entrambi i prodotti prevedono la sottoscrizione di eventuali garanzie accessorie (in tal caso l’offerta di Generali è più ricca e articolata). Infine, in merito alle gestioni offerte da Generali, la scelta del fondo comporta l’assunzione di un rischio cambio che potrebbe anche determinare prestazioni non sufficienti a recuperare il premio versato. MilanoRisparmia pag. 16 bimbi I passeggini del momento Di moda il “tre ruote” Il “tre ruote” rappresenta la tendenza del momento in fatto di passeggini, importata pochi anni fa da Germania e Paesi Scandinavi. La seconda generazione di “tre ruote” permette di avere un mezzo meno ingombrante e più maneggevole, con la ruota anteriore amovibile e piroettante, cioè girevole a 360 gradi, che ha sostituito la ruota fissa ormai fuori produzione. Un successo grazie alla robustezza e alla grinta, ma anche al peso (oltre i 10 kg); il prezzo: dai 110 ai 360 euro a seconda del comfort e degli accessori; se in fibra di carbonio si arrivano a spendere fino ad 800 euro (per i più trendy). Naturalmente risultano più costosi dei “quattro ruote”, che restano ad ogni modo i passeggini predominanti nelle tipologie con chiusura a ombrello e a libro. I primi sono gli ultraleggeri (attorno ai 6 kg), facili da piegare e da portarsi dietro, spesso una seconda scelta accanto al passeggino principale: dai 30 ai 60 euro se in ferro, attorno ai 150 euro se in alluminio e con un ampio ventaglio di offerte (per gli itineranti). I secondi, invece, sono con chiusura a libro, ovvero quando le due parti non scorrono ma si ribaltano una sull’altra (peso sui 9 kg circa): dagli 80 ai 200 euro, prezzo che varia in funzione di marca, colori, design e optional (per gli stanziali). I test di qualità su chilometraggio, pressione ai manici, salti e gradini da superare li giudicano tutti resistenti e sicuri. Orientarsi nell’acquisto dei seggiolini per auto di Rino Burloni I bambini al di sotto dei 12 anni e il metro e mezzo di altezza, necessitano obbligatoriamente del seggiolino auto. Con un’eccezione, però, che riguarda i minori di 3 anni se accompagnati, sui sedili posteriori sprovvisti di cinture di sicurezza, da passeggeri sopra i 16 anni. Un modo, quest’ultimo, per agevolare le famiglie numerose e complicare una materia come la sicurezza auto dei più piccini, tanto importante quanto piena di numeri da ricordare e soldi da spendere. Ecco quali sono i modelli per semplificare la scelta dando i consigli utili agli acquisti. Premesso che il mercato tende ad offrire un prodotto polivalente senza rinunciare agli standard di sicurezza, si potrebbe saltare l’acquisto della navicella (gruppo 0, fino a 10 kg: 6 mesi) che in pratica è la culla allacciabile lungo i sedili posteriori, e buttarsi invece sull’ovetto (gruppo 0+): costa dai 40-60 euro dei modelli più economici, ai 120-150 euro di quelli con protezioni supplementari e cura per l’estetica (indispensabile, se usato spesso). A meno che non si venga sedotti dalla formula trio (navicella, ovetto e passeggino coordinati) che va molto e consente un risparmio medio del 20-25 per cento sia di denaro che di tempo d’acquisto. L’ovetto, dunque, è il primo vero seggiolino, arriva fino ai 13 kg di peso del bebè e i 12 mesi di età, si monta in senso contrario a quello di marcia ed è facilmente trasportabile. Tenendo presente il peso come parametro fondamentale o in certi casi l’altezza del pupo, il com- pimento del primo anno di età suggerisce che è tempo di rimettere mano al portafogli. Si passa poi al gruppo 1, dai 9 ai 18 kg e dai 9 mesi ai 4 anni di età: dai 100 ai 200 euro in relazione a marca e rifiniture, e oltre i 300 euro per chi adotta il sistema Isofix (consigliabile); il guscio del seggiolino dovrà essere bene imbottito ma soprattutto profondo e avvolgente, con il collo e la testa, punti deboli in caso di tamponamento, ben protetti e vicini alle alette. Il posto più sicuro in cui installarlo è sempre sui sedili posteriori, al centro o sul lato destro dove il bimbo si controlla meglio. Frequentemente la scelta dei genitori cade sul cosiddetto trivalente che copre i gruppi 1-2-3 (da 9 a 36 kg e da 1 a 10 anni): dai 70 ai 100 euro se acquistato nella grande distribu- -12 a Milano. bimbi zione, qualcosa in più nei negozi specializzati (risparmioso); una bella comodità se non fosse che la riduzione del comfort (è troppo grande per i più piccini) penalizza questo seggiolino generalista. Come alternativa, il terzo acquisto potrebbe essere il rialzo (gruppi 2-3 da 22 a 36 kg) omologato dai 6 anni in su: se però non ha lo schienale e le protezioni laterali, il corpo e la testa tendono a ciondolare durante i sonnellini. Il totale della spesa, intanto, è salito intorno ai 400 euro. Per abbassare i prezzi bisogna approfittare dei periodi promozionali o ripiegare sull’usato. Molta cautela, però: il grosso del risparmio è meglio realizzarlo su altri prodotti. Se non si è convinti, almeno preoccuparsi di controllare che il seggiolino non sia incidentato, che non abbia crepe, che le cinture funzionino e che non sia troppo vecchio. Il ruolo decisivo lo gioca comunque un corretto utilizzo: è, infatti, fondamentale ancorarlo bene al sedile, legando il pargolo anche nei tragitti brevi. Nei ristoranti sono trattati da adulti di Fabio Ciccolella In Italia i ristoranti che studiano appositi menù per bimbi e, per di più, rispettando le tasche dei genitori, si contano sulle dita di una mano. Andando verso il Nord Europa, invece, fermandosi al ristorante con i propri figli, la scoperta è che, sulla lista proposta, vengono quasi sempre previsti dei menu studiati appositamente per i bambini, con tanto di prezzo scontato. Si riscontra, dunque, una maggior attenzione nei confronti delle famiglie, che pagano il giusto prezzo per un figlio che mangia la metà di un adulto. Da uno studio riguardante i bambini e l'alta ristorazione condotto da Eta Meta Research, su 154 guide restaurant, comprendenti, quindi, i migliori ristoranti selezionati dalle più importanti guide, è emerso che, nonostante l'associazione europea degli Chef, la Euro Toques, si sia data da fare per stilare una Carta dei diritti alimentari per la cresci- ta dei bambini, l'inconsistente risultato ha rilevato che sette importanti ristoranti su dieci non sanno nemmeno che esista la Carta dei diritti alimentari, e la maggior parte di loro considera i bambini una fonte di disturbo per gli altri clienti. Dall'indagine, inoltre, risulta che nel Centro Italia la presenza dei bambini al ristorante è vissuta come uno svantaggio dal 28 per cento dei ristoratori, mentre nel Nord-est il 20 per cento lo considera, addirittura, un disturbo. Se si analizza il dato riguardante le attrezzature disponibili nei locali per permettere ai bambini di mangiare comodamente, si riscontra che il 71 per cento dei ristoratori afferma di avere seggioloni e l'85 per cento di essere disponibile a fare spazio fra i tavoli per eventuali passeggini, ma non si parla né di posate piccole, né di tovagliolini e neanche di piattini. Solo 5 ristoranti su 100 hanno piccole aree di gioco all'interno del locale. Ed è il Nord-ovest a risultare fanalino di coda in questa non gratificante MilanoRisparmia Ancora poche strutture e menù scarsi per i più piccoli, e il prezzo rimane ancora troppo elevato classifica. In quest'area, infatti, solo l'1 per cento dei grandi ristoranti ha un angolino attrezzato allo scopo. Quanto alla scelta dei piatti, la maggior parte dei ristoranti si limita all'offerta della mezza porzione degli stessi cibi previsti per gli adulti. Ci sono, poi, coloro che non vogliono sentire ragioni, un buon 5 per cento degli intervistati, i quali ritengono la frequentazione dei bambini nel loro ristorante del tutto superflua; secondo costoro, infatti, i bimbi si devono adattare a ciò che passa in convento. Più attenta, in questo caso, la risposta dei ristoratori del Nordovest, che prevedono appositi menu studiati per i piccoli (24 per cento). Nelle isole d'Italia, invece, è consuetudine, da parte dei ristoratori sicuramente più estrosi che altrove, badare maggiormente all'impatto visivo dei piatti, in modo tale da invogliare i clienti più piccoli a decidere la scelta del piatto in base all'immagine, oltre che al gusto. PREZZI PIÙ BASSI DEL 12% SUI 2500 PRODOTTI PIÙ ACQUISTATI Non è una promozione limitata nel tempo, ma una vera e propria diminuzione dei prezzi. SUPERMERCATI RINNOVATI E PIÙ ACCOGLIENTI Troverai tanti nuovi prodotti esposti in modo chiaro e semplice per offrirti una spesa più piacevole e veloce. pag. 17 MilanoRisparmia pag. 18 opportunità per i giovani Precaria questione lavorativa Dalla scuola al collocamento I collaboratori compresi nelle diverse articolazioni vigenti costituiscono una quota vicina al 10 per cento del totale della forza lavoro in Italia: 1.177.000 collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, 106.000 collaboratori occasionali, 311.000 nuove partite Iva e ben 400.000 associati in partecipazione. Il lavoro precario e parasubordinato non interessa esclusivamente i giovani al primo lavoro: solo il 21 per cento del lavoro atipico è rappresentato infatti da giovani di età inferiore ai 30 anni, mentre il 68 per cento sul totale è costituito da lavoratori di età compresa fra i 30 ed i 60 anni. Vero, invece, il dato negativo riferito alle lavoratrici: mentre tra i lavoratori dipendenti la forza lavoro femminile arriva appena al 36 per cento, sul totale dei lavoratori parasubordinati, le donne arrivano al 48 per cento, con uno svantaggio ulteriore riferito a compensi più bassi rispetto agli uomini. Secondo i dati diffusi dall’Inps nel 2003 i compensi si aggiravano in media intorno ai 13.000 euro l’anno pro capite. Nel corso del 2004, c’è stata un’inversione di tendenza, ma in negativo: i salari medi sono diminuiti, passando a meno di 11.000 euro annui per gli uomini e a meno di 7.000 per le donne. Anche la diminuzione dei compensi trova spiegazione proprio nella mancanza di precisi riferimenti normativi. I compensi dei lavoratori precari non sono vincolati a minimi di legge, né a contratti di categoria ufficialmente concordati tra le parti. Succede così che, in presenza di aumenti delle aliquote contributive previdenziali obbligatorie, le ditte committenti si rivalgano poi sui compensi. In altre parole, gli aumenti degli oneri previdenziali sono direttamente scaricati sulle spalle dei collaboratori. Per evitare abusi e ricatti occorre fissare dei paletti certi, individuando regole, limiti e tempi di utilizzo massimi di qualsiasi forma di lavoro atipico. A tale proposito, può servire sapere che il 91 per cento dei lavoratori parasubordinati ha avuto un unico committente nell’ultimo triennio. Pur essendo un lavoratore atipico, svolge il proprio servizio presso lo stesso datore di lavoro con mansioni e orari ben definiti, e anche volendo assegnare al lavoro precario caratteristiche particolari, non gli si può negare la dignità e il valore attribuiti al lavoro dipendente. Dopo l’ennesimo rinnovo del contratto, o superato un certo periodo massimo, il lavoro parasubordinato dovrebbe evolversi, trasformandosi in lavoro dipendente. Dovrebbero essere inoltre garantiti, per l’intera durata del contratto, paghe uguali, contributi sociali e gli stessi diritti dei lavoratori subordinati. Le retribuzioni dei giovani under 30 Nelle aziende non esistono percorsi aziendali in numero tale da soddisfare le attese di tutti i giovani laureati, che accettano anche retribuzioni basse pur di lavorare di Rino Burloni Antiche e nuove disparità affliggono e rendono difficili i destini dei giovani. La generazione degli under 30 sta sperimentando malvolentieri sulla propria pelle squilibri che non scompaiono e mettendosi alla prova con nuove tensioni: il problema del divario tra il Nord e il Sud che continua a crescere; la disparità tra chi ha un contratto a tempo indeterminato e chi invece a termine. Le retribuzioni negli ultimi cinque anni sono cambiate e a perdere di più, tra gli under 30, sono i laureati: a rimetterci di più sono i fratelli maggiori che lavorano a Roma e Milano. Anche i diplomati sono finiti stretti in percorsi professionali difficili e con un retribuzione poco soddisfacente. Tra i giovani usciti dalle università, i più penalizzati sembrano essere stati i fratelli maggiori. Quelli che in azienda sono entrati già da qualche anno. Quelli con un’esperienza di tre, quattro o cinque anni. Tra il 2001 e il 2005, i laureati con 3-5 anni di esperienza hanno uno stipendio più basso anche in termini nominali di quanto non fosse nel 2001: sono passati da una busta paga di 26 mila e 803 euro del 2001 a 25 mila e 473 del 2005. In termini reali hanno perso quasi il 15 per cento. L’Associazione direttori risorse umane sostiene che nell’ultimo anno sono andati meglio i laureati che sono entrati nelle imprese farmaceutiche, chimiche e tecnologiche, in quanto il costo del lavoro di questo tipo di aziende è quello che incide meno: un neolaureato entra in media con uno stipendio di 23 mila e 770 euro; dopo un anno la retribuzione diventa di 25 mila e 200 euro e dopo tre arriva a 30 mila e 800 euro. I più giovani, nel Nord Est, nel 2005 hanno avuto una retribuzione di 22 mila euro; peggiori le performance di quelli del Nord Ovest, rimasti con stipendi pressoché inalterati rispetto a quelli del 2001. I dati di Unioncamere rivelano inoltre che, quanto alle opportunità di impiego per i laureati nel Nord Ovest si arriva all’11,6 per cento. Nelle aziende non esistono così tanti percorsi aziendali in numero tale da soddisfare le attese di tutti i laureati: la loro collocazione è all’altezza dell’esigenza professionale di ruolo che l’azienda deve ricoprire. Guardando più in dettaglio e cercando di scoprire cosa succede nelle singole città ci si accorge che sono proprio le due città-calamita a dare maggiori dispiaceri ai laureati con 3-5 anni di esperienza: in cinque anni a Milano c’è stato un calo del 13,4 per cento mentre a Roma è stato pari al 13 per cento; male anche Torino (-12,3 per cento) e Firenze (-10,4 per cento). Quanto ai più giovani, con uno o due anni di esperienza di lavoro, male sono andati quelli di Roma che hanno visto ridurre quasi del 10 per cento lo stipendio in termini reali, di Bologna (-9,2 per cento), Firenze (-9,2 per cento) e Milano (-8,9 per cento). Per quanto riguarda invece la scadenza del contratto, secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia a Milano nel 2005, i contratti a tempo indeterminato sono calati del 6,5 per cento mentre sono state quasi 100 mila le persone che hanno lavorato con contratti a tempo determinato; con una durata sempre più bassa: nel 2005 è stata di 53,2 giorni mentre era stata di 82,3 giorni solo l’anno prima. Se si guarda al lavoro dipendente quello di Milano sembra un mercato del lavoro senza giovani. Nel 2005, infatti, meno dell’1 per cento degli avviamenti ha riguardato giovani con meno di 24 anni. Sono spariti i giovani dal lavoro dipendente e questo può essere dovuto al calo dell’interinale e all’utilizzo massiccio da parte delle imprese di lavoro informale, di tirocini, delle borse-lavoro. Visto che per completare gli studi i ragazzi devono fare dei tirocini, le imprese hanno cominciato a inserire tirocinanti senza aprire dei contratti di lavoro veri e propri. CERCASI PRESTAMPA STAMPA ✦ DIGITALE OFFSET SERVIZI PER L’EDITORIA E LA PUBBLICITÀ Realizzazioni complete dal servizio fotografico alla stampa Per la vostra pubblicità: • Depliant • Cataloghi • Brochure • Manifesti • Locandine • Opuscoli • Volantini • Calendari • Poster in grandi formati a basse tirature Per i vostri prodotti o punti vendita: • Cartellini • Cartelli Vetrina • Espositori in zona est di Milano operatore macchina da stampa offset a foglio. Indispensabile esperienza lavorativa nel settore tipografico. Garantite ottime prospettive di crescita professionale. 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Il tubo catodico classico presenta, nonostante tecnologicamente non sia più all’avanguardia, la miglior naturalezza dell’immagine con il 28 e il 32 pollici. I Crt ad alta definizione, ultimi usciti solo per 25-2832 pollici con profondità intorno ai 30 cm, hanno una visione eccezionale tanto da oscurare tutti i televisori al plasma e gli Lcd. Il tv al plasma arriva a un contrasto di 10000:1 (livello del bianco e nero) ma pecca in luminosità e trasporto del colore, il tv Lcd ha un contrasto di 1000:l e mostra i suoi limiti nell’immagine in movimento, in compenso possiede una grande luminosità. Per quanto riguarda il tubo catodico ad alta definizione, gli ingressi Progressive Component e Progressive Scan per dvd a 576 linee verticali per 1080 pixel orizzontali, danno il massimo della definizione nella visione dei film; ovviamente il lettore dvd deve avere un’uscita Progressive Scan Dcdi Faroudia circuitazione presente nei lettori da 500 euro in su, oltre al sovracampionamento dell'immagine col convertitore da almeno 54 Mhz. Per concludere questa carrellata di ciò che presenta il mercato, è possibile affermare che nei prossimi anni il Crt ad alta definizione soppianterà il vecchio televisore in previsione delle trasmissioni in digitale terrestre. Prima di acquistare un televisore è bene calcolare anche la lunghezza del locale: per 4 o 5 metri si va dal 28 al 32 pollici, il 4/3 tradizionale con base e altezza in un rapporto di 4 a 3 va bene per le trasmissioni tv, non ottimale per la visione dei dvd che sono fatti per il 16-9 schermo (più largo e rettangolare). Per i programmi tv è bene ricordare che il 16/9 modifica le immagini, allargandole e tagliandole in alto o in basso. Viceversa il 4/3 tv in dvd crea 2 bande nere, una in alto e una in basso. Sono indispensabili comunque almeno 2 prese scart, una s-vhs più una componente video opzionale. Per quanto riguarda la scelta del 100 hertz, che evita lo sfarfallio del digitale satellitare, per evitare problemi di scie del colore e artefatti dei dvd, è consigliabile inserire il dispositivo di disinserimento e passare al 50 hertz. Per il 37 e 42 pollici gli lcd e plasma la fanno da padrone, ovviamente con tutti i limiti precedentemente elencati: nonostante il mercato spinga all’acquisto di tv a lcd o al plasma, tra l'altro molto costosi, l’acquisto del tradizionale tubo catodico rimane la spesa più affidabile. Il nuovo modo di fotografare di Francesco Emma Il sistema digitale ha quasi ormai completamente soppiantato il sistema analogico: per la qualità raggiunta, per la facilità di visualizzazione e di archiviazione delle immagini e anche per il risparmio economico che è insito nel sistema. La facilità e il costo quasi zero di ogni scatto, hanno come contropartita la superficialità con la quale si effettuano le fotografie, si fanno tanti scatti ma il singolo scatto viene meno curato. Quando si avevano pochi scatti a disposizione, le lastre fotografiche o i rullini 120 a dodici pose, ad esempio, ogni singola immagine veniva curata con molta meticolosità poiché il risultato finale non poteva essere scadente. Oggi si tende a scattare a raffica curando poco le varie componenti che portano alla realizzazione di una buona fotografia: la scelta della luce in relazione al soggetto da fotografare, la disposizione e l’equilibrio geometrico del soggetto da fotografare, l’esposizione e la velocità di scatto. Non curando queste componenti si rischia inevitabilmente di fare una brutta fotografia; gli automatismi aiutano ma solo se li conosciamo e solo se si decide di avvalersene. Una orribile moda che si è generata con l’avvento del display ottico è quella di inquadrare fissando a 30-40 cm tale display; in questo modo, però, non è possibile rendersi conto della profondità di campo, dell’equilibrio e dei particolari della scena da fotografare; tutte le macchine fotografiche, anche se digitali, posseggono un mirino dal quale si può visualizzare la scena e effettuare una migliore inquadratura. Un’altra cattiva abitudine è fotografare con il flash sempre inserito; questa cattiva abitudine, in molti casi, favorisce la dualità dell’immagine: schiarite ai soggetti in controluce, scene buie. In altri casi, però, turba l’equilibrio delle luci della scena togliendo il naturale contrasto creato da un’immagine con un contenuto grafico godibile. Consigli per l’acquisto Attenzione poi all’acquisto della macchina fotografica digitale; non bisogna cadere nell’errore di dare più importanza alla capacità (numero di megapixel) a discapito della qualità. È inutile avere a disposizione 4,5 o addirittura 6 megapixel di informazione se poi risulta scadente; la qualità di una immagine è sempre conseguenza della buona qualità dell’obiettivo. Occorre anche verificare il tipo di zoom in dotazione alla macchina fotografica, controllando che quest’ultimo sia effettivamente ottico e non digitale, poiché il digitale coglie l'immagine MilanoRisparmia pag. 21 Quali sono i nuovi inconvenienti e come usare al meglio i nuovi sistemi digitali con un certo rapporto d’ingrandimento e la amplifica a uno più elevato, amplificando però anche le imperfezioni e i rumori di fondo dell’immagine iniziale. La scelta per l’acquisto deve essere quindi orientata verso quelle marche che hanno da tempo prodotto macchine fotografiche complete di ottica a discapito di ditte che si sono prevalentemente occupate di elettronica. Le macchine digitali sono sempre dipendenti da un alimentatore elettrico, occorre quindi preoccuparsi di avere a disposizione un cambio di batterie o la possibilità di ricaricarle; questo problema diventa più serio quando si parte per le vacanze e quando la vacanza ci porta in località prive di alimentazione elettrica. In vacanza bisogna altresì controllare che l’unità di memoria a disposizione sia sufficiente per il numero di scatti che s’intendono effettuare; anche in questo caso è meglio portarsene una di riserva. Nel caso non si fosse proprio in un posto isolato è anche possibile far scaricare le immagini su un cd da qualsiasi fotografo un minimo attrezzato svuotando così le varie card di memoria. Comunque sia, un appassionato di fotografia porti in vacanza almeno una macchina fotografica tradizionale: le luci, i colori e i contrasti che sanno riprodurre le diapositive sono impareggiabili. Nel settore della registrazione di filmati televisivi, il digitale è destinato a rimpiazzare i vecchi videoregistratori Dvd digitali allo sbaraglio di Ennio Marino Rispetto ai vecchi dispositivi Vhs, quelli digitali offrono una maggiore qualità audio e video, oltre ad usurarsi molto meno. La rivista spagnola Consumer Eroski ha testato 8 modelli di videoregistratori digitali, per individuare i migliori. I prodotti presi in considerazione sono: Lg Rh7800, Sony RdrHx710, Pioneer Dvr-530Hs e Dvr-320S, Panasonic Dmr-E95H e Dmr-Es10, Samsung DvdR121, Jvc Dr-M100Se. Quattro registrano soltanto su dvd, mentre altri quattro registrano anche su un disco fisso interno di 160 Gb, costando il doppio. La migliore relazione qualità prezzo è del Lg Rh7800, che costa 515,67 euro, meno degli altri modelli di pari requisiti, con il disco fisso. Per chi non ha bisogno di una memoria di registrazione interna, il miglior rapporto qualità -prezzo è offerto dal Panasonic Dmr-Es10 (254,50 euro). Dal punto di vista delle prestazioni, i modelli Lg e Panaso- nic sono risultati i più efficienti. Inoltre, secondo Consumer Eroski, i manuali in dotazione erano corretti per tutti gli 8 modelli testati. Ma solo Lg offre i due anni di garanzia obbligatori per legge, secondo normativa europea. Un’ulteriore caratteristica cui fare attenzione è il tipo di dvd su cui i videoregistratori possono registrare. Non tutti i modelli, infatti, possono fissare le immagini catturate dalla tv su entrambi i tipi di dvd vergine esistenti. È consigliabile dunque scegliere un videoregistratore digitale che lavori con tutti i dvd in commercio, per evitare fastidiosi problemi di compatibilità. Nel caso dei modelli analizzati dalla rivista spagnola, i videoregistratori digitali compatibili con tutti i dischetti sono Lg e Sony. Il Panasonic Dmr-E95H, invece, non può registrare su un dvd riscrivibile, obbligando chi lo compra ad utilizzare, per ogni singola registrazione, un dischetto nuovo. MilanoRisparmia pag. 22 trasporti&mobilità Nuove frontiere della mobilità Razionalizzare gli spostamenti in città con soluzioni di trasporto alternative, ma pratiche e economiche di Fabio Ciccolella Per decongestionare il traffico urbano, ridurre l’inquinamento e abbattere i costi di trasporto le prime risposte vengono dal potenziamento dei servizi di trasporto pubblico e delle infrastrutture. Ma non possono essere le uniche. Esiste, infatti, una fascia di popolazione che non ha la possibilità di utilizzare treni e autobus, per cui l’auto diventa necessariamente il mezzo più comodo per raggiungere le varie destinazioni. Anche per questi viaggiatori esistono delle alternative di viaggio, che possono contribuire a rendere sostenibile anche il trasporto automobilistico. Si tratta di soluzioni che allìestero sono ormai pratica comune, e che in Italia iniziano ad essere sperimentate. Le nuove frontiere della mobilità si chiamano car pooling, car sharing, taxi a chiamata e bus a chiamata. Sono soluzioni di trasporto su gomma in grado di contribuire a risolvere problemi di traffico e di qualità ambientale, soprattutto nelle aree maggiormente congestionate. Si tratta essenzialmente di utilizzare in modo diverso un mezzo di trasporto tipicamente individuale come l'automobile, o di dare flessibilità ad un mezzo di trasporto collettivo come il bus, adattando i percorsi alle esigenze degli utenti. Trasporto individuale: l’auto Car-pooling significa utilizzare un’unica vettura da parte di più utenti che devono compiere lo stesso tragitto. Spostarsi assieme per raggiungere il luogo di lavoro, per persone che provengono da punti di partenza compatibili, lungo cioè lo stesso itinerario, sembra la cosa più ovvia; in realtà le statistiche più aggiornate dimostrano che in città un automobile trasporta in media 1,2 persone. II car pooling può permettere di dare razionalità e logica a questo modo di muoversi. Nelle aziende straniere gli spostamenti collettivi casa-lavoro sono una realtà consolidata. È il datore di lavoro, infatti, tramite la figura del Mobility Manager, che si preoccupa di organizzare gli equipaggi e d'incentivare economicamente i suoi dipendenti a questa scelta di spostamento. L’esempio della Basf, azienda chimica tedesca che ha iniziato nel 1989 ad adottare gli incentivi per l’utilizzo del mezzo privato usufruito collettivamente dai suoi dipendenti, è una dimostrazione di riuscita dell'esperimento; attualmente elargisce un contributo annuo per ogni membro dell’equipaggio, sino ad un massimo di 465 euro, aumentando così da 50 a 1.300 i dipendenti che hanno scelto di compiere il tragitto casa-lavoro adottando il car pooling. Un altro modo di razionalizzare gli spostamenti in città è il sistema di affitto temporaneo dell'autovettura: car sharing. L’affitto temporaneo dell'autovettura è il sistema più conveniente di muoversi in città per chi in un anno percorre meno di 15.000 chilometri. Nei centri urbani, per tragitti brevi e limitati Bus e taxi Vediamo come migliorare i servizi Nuove soluzioni collettive di Leo Cannavaro Il bus a chiamata è ormai operativo in diverse città. Come capacità di trasporto integra le caratteristiche del bus, però, aggiunge le peculiarità del taxi riguardo alla destinazione personalizzata dei tragitti, con l’ulteriore vantaggio delle tariffe, che si avvicinano più a quelle di un autobus che a quelle di un taxi. Chi intende servirsene comunica a un call center lo spostamento che intende effettuare. Un sistema computerizzato inserisce l’input in una banca dati che elabora, tra i tragitti indicati dalle varie chiamate, la soluzione ottimale per l’utente. A questo punto il call center ricontatta il cliente per comunicare le coordinate del servizio: luogo della fermata e ora di passaggio del mezzo. Questo tipo di servizio a chiamata, per cui generalmente si utilizzano dei mini bus, ha il pregio della flessibilità rispetto all’uso del comune mezzo di trasporto. L’autobus, infatti, segue percorsi fissi in determinati orari effettuando le stesse fermate, mentre il bus a chiamata è molto utilizzato per raggiungere zone poco servite e per effettuare spostamenti in orari notturni, quando le corse dei mezzi pubblici sono sospese. Diffuso in molti paesi europei e sperimentato anche a Milano, il sistema di trasporto tramite taxi collettivo prevede che un taxi venga utilizzato da più persone che hanno destinazioni diverse. I vantaggi dal punto di vista della viabilità e dell’impatto ambientale sono innegabili: cinque taxi collettivi con tre persone a bordo occupano lo spazio di quindici vetture con un cliente a bordo, inquinando cinque volte di meno. Il costo delle singole corse, calcolato da appositi tassametri a tariffa differenziata in proporzione alla distanza percorsa dal singolo passeggero, è inferiore a quello del servizio individuale. nel tempo, è stato calcolato che su 100 auto circolanti, 80 vengono utilizzate per meno di un ora al giorno. Il car sharing permette l’utilizzo della stessa vettura da parte di più persone in momenti diversi, liberando spazio nelle strade e limitando l’emissioni di gas nocivi. Un servizio di auto in affitto temporaneo funziona, anzitutto, con la stipula di un abbonamento tra l’utente e l’organizzazione che eroga il servizio di car sharing. Gli abbonati possono, in questo modo, utilizzare un’auto per il tempo necessario, previa prenotazione, prelevandola in un area di sosta predisposta dall’agenzia di affitto. Al temine del tragitto l’auto viene riconsegnata nell’area da cui è stata prelevata, rimettendola a disposizione di altri utenti. Si paga una tariffa in base al tempo di utilizzo e ai chilometri percorsi. Le organizzazioni di car sharing mettono a disposizione dei propri abbonati vetture adatte a tutte le esigenze, dalla city car alla monovolume. MilanoRisparmia PUBBLITREND SRL DIRETTORE RESPONSABILE Loredana Ciraulo Bonucci [email protected] GRAFICA BB BAND GRAFICA& COMUNICAZIONE DIRETTORE EDITORIALE Bruno Bonucci [email protected] REDAZIONE “MilanoRisparmia” via Cadorna, 49/51 20090 Vimodrone (Mi) tel. 02.265.12.155 fax 02.265.02.16 [email protected] CAPOREDATTORE Floriana Giorgi [email protected] CAPOSERVIZIO Fabio Ciccolella [email protected] COLLABORATORI: Giuseppe Cerilli Studio Sala, Riva & Associati Lara Corso Chiara Quaglietti Brando Quaglietti Rino Burloni Anna Renati Sara Togli Francesco Emma Bruno Giletti Leo Cannavaro Ennio Marino Pubblicazione registrata al Tribunale di Milano n. 834 del 31 ottobre 2005. DIREZIONE COMMERCIALE E PUBBLICITÀ tel. 02.265.12.155 fax 02.265.02.16 [email protected] EDITORE E PROPRIETARIO: PUBBLITREND SRL via Giustiniano, 7 20129 Milano FOTOLITO: SELE3 via Cadorna, 49/51 20090 Vimodrone (Mi) tel. 02.25.00.145 - www.sele3.it STAMPA: SIESS via Santi, 87 20037 Paderno Dugnano (Mi) VUOI TUTTI I NUMERI di “MILANORISPARMIA”? LA PRIMA RIVISTA CHE FORNISCE UN VALIDO SUPPORTO ALL’ACQUISTO ORIENTANDO VERSO LE MIGLIORI OFFERTE DEL MERCATO LA RIVISTA DI ECONOMIA PER LA FAMIGLIA IL RISPARMIO RIVOLTO ALLA FAMIGLIA MilanoRisparmia MilanoRisparmia MilanoRisparmia Anno 1 - numero 1 31 ottobre 2005 10 A PAG. A PAG. 20 19 A PAG. Come rinegoziare il muto di casa, la rata del televisore al plasma e magari un prestito personale, inserendo tutto all’interno di un unico finanziamento Aumenti a raffica A PAG. 11 A PAG. A PAG. 12 Gli italiani sono sfiduciati e hanno una visione negativa del futuro Andamento lento 13 di Bruno Bonucci di Bruno Bonucci Più che un comunicato sembra un bollettino di guerra. Il Governo ha intrapreso la strategia della trasparenza e purtroppo disegna un paese in grande difficoltà, che rischia di avere come vittima la famiglia media italiana. I dati analizzati e diffusi dall’Adoc, l’associazione na-zionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori, hanno condotto a una stima relativa agli aumenti per le famiglie italiane, che si dovrebbero aggirare intorno ai 700 euro all’anno. Secondo il presidente dell’Adoc, Carlo Pieri, si tratterebbe di un quadro decisamente allarmante, che fa cadere sulle famiglie ulteriori difficoltà, dopo quelle pesantissime degli ultimi anni. Le previsioni dell’Adoc, anche in base all’andamento dei prezzi del petrolio, indicano che gli incrementi stimati per le tariffe saranno di quasi 100 euro per luce e gas, di oltre 160 euro per gli alimentari e di 80 per i viaggi aerei. Per quanto concerne il costo del carburante da autotrazione la situazione è addirittura allarmante: l’Adoc ha calcolato un aumento della benzina da gennaio a oggi del 23,4 per cento e del gasolio del 21,3 per cento: una famiglia che spendeva UN ANNO DIFFICILE Ulteriori rincari previsti per la famiglia italiana lo scorso gennaio 200 euro per benzina e gasolio, oggi ne spende 222 euro. In sintesi, un anno che si presenta ancora molto difficile e che rischia di veder rimandati tutti quegli interventi finanziari, indispensabili al consumatore italiano, dal clima di campagna elettorale che, di fatto, blocca ogni intervento a sostegno dell’economia reale. Cresce l’incertezza dei consumatori italiani Cambiano i comportamenti di spesa e risparmio Sempre più orientati verso una spesa ragionata Il clima di crescente incertezza economica e politica porta a un deterioramento della progettualità che incide sui consumi e induce a una spesa ragionata. Comportamenti e aspettative dei consumatori del nostro Paese sono stati delineati dalla nuova indagine AcNielsen, unica per estensione, che individua e mette a confronto atteggiamenti e comportamenti di acquisto dei consumatori di 38 Paesi del mondo. Per quanto riguarda l’Italia, emerge un quadro nuo- vo rispetto alle precedenti analisi: minore progettualità nei consumi e nei risparmi insieme a maggiore incertezza e pessimismo per il futuro, fattori che influenzano le scelte del consumatore sempre più orientato verso una spesa ragionata. In relazione alla nostra realtà, emerge la fotografia di un consumatore che, pur vivendo contesti macroeconomici simili a quelli di altri cittadini europei, si mostra più preoccupato e con un elevato grado di in- certezza per il futuro. Dall’indagine risulta che la percezione dell’andamento dell’eFAMIGLIA conomia locale negli ultimi 6 mesiMIA è negaPER LA NO tiva e gli italiani -A oraDIinECO linea con gli euLA RIVIST ropei - ritengono che la situazione sia sensibilmente peggiorata (70%). Il pessimismo affiora anche dalle risposte date alla domanda circa le previsioni per i prossimi 12 mesi: il 36 per cento degli italiani ritiene che la situazione resterà stabile, ben il 46 per cento sostiene che peggiorerà. Non tutti più poveri POTERE D’ACQUISTO IN PICCHIATA Gli italiani sono sfiduciati. A PAG. 5 di Bruno Bonucci di fronte a una stretta monetaria avviata e ce e tempestiva», dice il responsabile ecorente nel nostro paese (252,00 condotta con grande cautela, più lenta di nomico della Margherita Enrico Letta. Si euro), largamente al di sopra Cronaca di un delitto annunciato, così po- quella con cui la Federal Reserve ameri- polemizza su quanto i tassi più alti alteredella media europea (130,00 trebbe essere riassunto il rialzo dei tassi dal cana ha riportato i tassi d’interesse dall’1 ranno i conti pubblici: «Pochissimo», seeuro), anche se non si può tra2 al 2,25 per cento messo in cantiere dalla al 4 per cento in un anno e mezzo ma al- condo il viceministro dell’Economia Mascurare, analizzando i nudi daBanca Centrale Europea, una decisione che trettanto preoccupante. rio Baldassarri; «Abbastanza per dover riti, l’esplosione del credito al fa temere una brusca frenata alla modesta I giudizi dei nostri politici sono abbastan- disegnare i saldi della legge finanziaria», consumo e dei mutui ipotecaripresa economica. Dalla Banca Centrale za discordi, anche se tutti non orientati al- secondo Enrico Letta; sino al commento ri. Il mutuo per comprare casa, giungono notizie per cui, se la ripresa non l’ottimismo. «Non appare una scelta feli- lapidario «La Bce è indipendente in terad esempio, permette dei lauti segue A PAG. 2 si consolidasse, o i rischi di inflazione si ate sicuri guadagni, visto che il tenuassero, la Bce potrebbe attendere anprivato difficilmente diventa cora molto prima di una ulteriore mossa di moroso sulle rate del mutuo, riaumento dei tassi. «La politica monetaria schiando di perdere il bene medella Bce», ha assicurato il presidente deldesimo, senza dimenticare che la Bce, Jean-Claude Trichet, «resta accoal mutuo si affiancano tutta una modante e continua a supportare la ripresa serie di servizi aggiuntivi (aseconomica e la creazione di posti di lavosicurativi...). ro». In realtà, la Bce, e il suo presidente Aggiungendo come sopra citaTrichet, si muovono in un vero e proprio to anche i costi relativi al crecampo minato, tra critiche opposte che vedito al consumo ecco che l’indono economisti europei che affermano debitamento delle famiglie itache i rialzi sarebbero dovuti cominciare liane, rispetto al pil, prende il prima e illustri colleghi che vedono la malargo e ci pone in fondo alle novra come un vero e proprio autogol alclassifiche dei paesi industriaIL PRIMO GIORNALE la già precaria economia europea. Siamo TASSI PIÙ ALTI. Sempre più in rosso i conti sia pubblici sia delle famiglie. lizzati. b.b.DI ECONOMIA E INFORMAZIONE DEDICA TO ALLA FAMIGLIA MILANESE Anche questo 2005 si avvia a chiudersi con un altro exploit dei nostri istituti bancari. Basti guardare i dati delle prime dieci banche italiane e ci si rende conto della situazione: utili per quasi 8,6 miliardi di euro. Quasi un miliardo al mese di guadagni. Visto con gli occhi di chi sta in coda dall’altra parte dello sportello, è difficile da capire. Come fanno le banche a guadagnare così tanto mentre l’economia del paese arranca e le famiglie faticano a far quadrare i conti a fine mese? Il sospetto di molti è sempre lo stesso: che a riempire di utili i bilanci del settore, alla fine, siano i clienti “tosati” dal caro-prezzi dei conti correnti. Una parte di risposta arrivaguardando quanto è cresciuto il costo medio di un conto cor- D L P U D S V L 5 0LODQR MilanoRisparmia segue numero 4 Anno 2 - VWLEDQFDUL 6HPSUHVXLFR 0RYLPHQWR &RQVXPDWRUL DWWHQ]LRQHDL FRVWLGL WUDVIHULPHQWR 7DUVX 7DVVDSHUOD LILXWL UDFFROWDGHLU ODH FKLGHYHSDJDU H FRPHFDOFRODU R O¶LPSRUWRHVDWW A PAG. 3 L ,QRVWULGLULWW EHQHFRPXQH ³*LXVWL]LDXQ LO UHFXSHULDPR WR´ LFD HQW GLP OO¶LGHQWLWjH IRQGDPHQWRGH PXQLWj DFR XQ DGL HQ] GHOO¶DSSDUWHQ LGLULWWL XWHODGHLQRVWU 9 FLYLOHSHUODW A PAG. A PAG. 6 DOLD FRUUHQWLLQ,W FRVWLGHLFRQWL RQRVFLWLYDVXL HF LQ DJ QG Q¶L 8 D J D G Q L W V X U W /¶$QWL UL D F Q D E L W V R F VXL A PAG. 5 QR ,QSULPRSLD lo che favorisce Una politica territorio e sviluppo del iali soc i ia, i serviz dell’econom liche: opere pubb e le grandi zo cen Vin intervista a Giudice, del presidente Consiglio comunale di Milano A PAG. 3 li aumenti è rissa sug Autostrade, 3HGDJJL WURSSRFDUL 6 E aumenta anche il costo del denaro 2/3 i nostri istituti bancari godono di ottima salute mesi è negativa e gli italiani - ora tati della scorsa indagine: nel in linea con gli europei - ritengo- 2004, infatti, l’apprensione degli no che la situazione sia sensibil- italiani in merito alle dinamiche mente peggiorata (lo afferma il della politica era solo del 2 per 70 per cento degli interpellati). cento. Le prime preoccupazioni per il Questo generale clima di incerfuturo risultano l’economia (da tezza e la carenza di progettua21 a 27%), la sicurezza del posto lità impattano sui comportamendi lavoro (da 21 a 22%) e la stati di consumo: l’utilizzo del denaio 2006 26 gen bilità politica (12%), con una naro dopo aver soddisfatto i segue A PAG. 2 sensibile crescita rispetto ai risul- A PAG. Non sarà il Natale della ripresa dei consumi: prevista una riduzione delle spese soprattutto per i regali ad amici e parenti La Banca Centrale Europea ha aumentato di un quarto di punto i suoi tassi Un progetto di formazione che nasce per ridurre la forte impreparazione di base dei cittadini sui servizi finanziari A PAGG. 2 Un altro Natale al risparmio Multa fatta ingiustamente? Procedere con ricorso avverso una sanzione amministrativa per violazione del codice della strada Il costo del denaro aumenta e per le famiglie italiane questo si tradurrà in ulteriori spese A PAG. 15 Malgrado le attuali evidenti difficoltà economiche Gli europei continuano ad avere una visione negativa del futuro, secondo quanto rilevato da un’indagine sulla fiducia dei consumatori effettuata a livello mondiale da AcNielsen. Dai dati emerge un decisa sfiducia dei consumatori e ciò influisce negativamente sulle intenzioni e le abitudini di acquisto. Lo studio ha coinvolto più di 21.100 consumatori in 38 Paesi. Interessanti i dati emersi dall’indagine: in relazione alla nostra realtà, emerge la fotografia di un consumatore che, pur vivendo contesti macroeconomici simili a quelli di altri cittadini europei, si mostra più preoccupato. I recenti messaggi d’allarme sulla fase di recessione, e i dubbi sulla stabilità politica, accentuano il clima di inquietudine già rilevato durante l’anno passato e pesantemente confermato durante l’anno in corso. Dall’indagine risulta che la percezione dell’andamento dell’economia locale negli ultimi sei 15 dicembre 2005 In Italia, i titolari non vengono informati in caso di duplicazione Adesso diamo i numeri: il vecchio “12” va in pensione e arrivano nuovi gestori con nuove tariffe Arrivano le caldaie salva bolletta e i consumi scendono fino al 50 per cento Intervista a Alessandro Miano Carte di credito clonate La bussola del risparmiatore Nuovi operatori telefonici Un taglio alle spese Come regalo di Natale, aumenti per luce e gas? Come cambiano le tariffe da gennaio Bollette, trasporti, carburanti: aumenti per 700 euro all’anno Anno 1 - numero 3 28 novembre 2005 Caro bolletta A Milano, un chilo di pane arriverà a 5 euro?... Le ragioni dei consumatori e dei panificatori Prenotare biglietti aerei on line spesso conviene. Ecco i siti a cui rivolgersi A PAG. Mutuo da rinegoziare La borsa della spesa Vola via con un “clik” Revolving card Il denaro a rate, per incrementare la propria disponibilità finanziaria Anno 1 - numero 2 A PAG.15 Finanziaria del 2006 Via libera al decreto fiscale di Lara Corso Via libera definitivo al decreto fiscale che accompagna la Finanziaria 2006. In particolare sono state inserite maggiori entrate per 2,5 miliardi di euro che hanno così fatto “lievitare” il Dl fiscale a circa 7 miliardi di euro, dagli iniziali 4,5 miliardi. Tra le novità la cancellazione Ici per la Chiesa, strade statali a pagamento, legge “mancia” per i deputati, mutuo per gli “over 65, la nascita di “Riscossione Spa”, l’esenzione Ici per gli immobili commerciali delle chiese e del noprofit, lotta all’evasione fiscale, stretta fiscale sulla aziende dell’energia e del gas. Ecco le varie voci nel dettaglio. Plusvalenze. Il regime della “pex” viene modificato, l’esenzione delle plusvalenze realizzate dalle società, segue A PAG. 2 Speciale promozione di Natale FINO AL 31 GENNAIO 2006, L’ABBONAMENTO A M ILANO RISPARMIA A SOLI 29,90 EURO Anno 2 - numero 9 Aumentano i prezzi non gli stipend i Dal 1950 a oggi lo stipendio mensile di un operaio è cresciuto di circa 70 volte. Peccato che il costo della vita sia andato, in molti casi, ben oltre... A PAG. 20 aprile 2006 FierainMente Una serata dedicata a a una nuova città tutta da vivere Alimenti più sani del previsto Un’Italia divisa in due solo dalla politica Il 97 per cento degli alimenti campionati non ha residui oltre i Perlimiti informazioni, ufficio abbonamenti: 02.265.12.155 di legge Per Natale, regalati Le elezionMilano i viste Risparmia 3 L’ultima possibilità per uscire dalla A PAG. 13 A PAG. 24 crisi: rimboccarsi le maniche e lavo rare E adesso fateci vedere l’Italia dei politici seri i e addinon conform portamenti o di Lara Cors l’I- re com essere dei ladri». st & Young un setdi sulla traGemini Ern chiarezza in o- rittura nde Eur in gra i car fare legge 241/90 dano: per Cap na acquisipiù nome della bisogno, e se coi conti dia «Bisog amministraIn lto me pae mo il di è là. o ha a rica tali la pubblica Bonucci tore che ne tro i 108 eur cificato Cat sparenza del azioni dei consumatori di Loredana a, 252 euro con altro “controstudio”, ti» ha spe le associ men- pa, stabiliti prim re dati cer o gli atti ndi Un ne, ere end ver zio ess le. rofo ied Oli nta app r, ono a Merce costi dev assalto rich o pesante di trasferi del contine ato dall’Abi 65 euro il co- «Tali tornano all’ ha portato al i, e i tempi Parte un prim e della Concorrenza e commission a istruttoria che ,81%) delledi Bruno Bonucci utabili ed equ ridotti. Ribadisco la ant ferma invece «l’avvio di relativi all’ ende imm ere to per il Gar senza compromessi. Dall’al & Wyman, io anno (+2 li. Obiete. Molto dip la mento devono ess ha deliberato orare e riiniz tibas tra, Prodi che, a prendere lab di re che to col cco to a erta con tà rca rito ada ma Me decisioni che per acc malgrado la situazione politica sto annuo del a disponibili aggi autostr altri fattori, strano che Indipendentemente da chi ha conoscitiva dramma- nabili fino al momen sono inimmagitariffe dei ped ha vinto le ele- tica, rifiuta applicati alla da usi, convenzioni e e dei banchieri massim le nostre indagini mo ire se Anas un’indagine l’Euto in cui diventano ogni proposta, tentando di go- emerge una situazio iziativa è cap di sua com ità dei prezzi zioni, le stim cordo che allineati con L’Authotivo dell’in inevitabili». ne che spaven- vernare senza pologie e ent sazione è che conti sono controlli izi bancari». i tto. sen i dei serv ti dife tutt i nvalutare «Ci cos to ta per stri e i per ra. che proietta ombre a tinte minimamente una «Tutti effettua clientela e il via libe arrotondate sul 2004, o i risultati». fosche sul collaborazione io Catricalà, sappiam o 5 riudar a ton rem o», aggiunge Munchau, di sian 200 a An Ved ssim nel da a. dal pro prim a con l’altra metà dell’Italia. lavo petenza rity, guidat enti registrati parlato della go di conamento rop sto prelievo futuro prossimo del nostro Paese e della «La suo nuovo «che il ent aum poi que l’econo ia ha rall tro Gli mia inc là italiana un con srisicata vittoria della coalizio rica com sesi trova in ue e luo nostra economia: l’ Italia batteremo spiega Ale con il Cat bancari. Al ge i tempi e ne di profonde difficoltà. no comunq «Sarà un util da è una nazione centro-sinistra lavoratori» ari in Italia lo dei costi Ma è importante ricorne del Cicr: as- mostra nsu- in due. ò prendere guidata da Romano Proento Codivisa le tasche dei amica dei rinc contro nio ro dal control renti, i servizi di inc si faccia per Affluenza alle urne da aldare che i problemi italiani del Movim a Bankii- della din sull’anno precedente, mo- fronto; nessuno di», scrive l’autorevolissim ti cor sono differensando di dire come sandro Miano ge: «Quest’annotrinon tempi, per una “chiamata to si o editorialista ti da quelli taccio i con carie e gli ord gistiche, pen alle armi” del Financial st della Francia e della Germa ricevute ban izi 2 per cen del 3 per cento nei pae autori. E aggiun o l’ennesimo Times, ue idee diri Consob o all’Antitru ma messa Wolfga unq so (come le di pagamento) e i serv in dia ng atto Munch me com dai iadue schieramenti, una condire au, nia. Molte economie ano silenzi alla ti pa- una ha annunc conto continentali sono afttore del quotidiano londine ti da noi rest remocampag subiremo in las- talia, ni permanen bancomat e mestiere». E na elettorale dai toni esasper se, flitte da bassa crescita nitorati. I cos ndo, anche se l’Abi, aggi. Chiede lgere il loro o (bonifici, ati e «costituisce il peggior le 23 agini sugli aiu e alta disoccupaziomento dei ped applicati da tuttile risultat al mo di pagament tuti ita- svo i chiusura ind esito immaginabi- ne. Anche o è l’ipotesi di un governo enti o- i più alti che rappresenta gli isti la prossima i, che vede at). ass to l’Italia aum ital deom le li soffre le dig iin del anc r termini di deg e un crit basso livelgob di possibilità dell’Italia di ri». one bole o, peggio ancora, la siaa delle ai decode cessionarie ni e le denunc r- sociazi lo di crescita anche se la sua grande intesa manere nell’eu solo l’infondatezz . Il comi- ti di stato conflitto di interessi. «Ci società con atori,trail due Le segnalazio atori, avvalorate da rice creazione di rozona oltre il 2015. Prei, riafferma in tesaconsum sum braio per acque-poli che finora se ne sono dette vedo posti di lavoro è stata rilevant niere, lian euro di media «il ben- Berlusconi Secondo l’In pedaggi costerà ciazioni con che gli investitori internazionali ine del 15 feb e. Ma il pronziarie stra da che e parla di 65 dà ridi tutti dei ini- blema dell’Italia è tuzioni fina mo dati il term elementi», ha detto Cat l’Abi, infatti, più. i colori. enza: l’aumento zino ad assumere scommesse quello di non essere che di isti dall’Antiesecutivo del gli 24 euro in Il punto ora non è sapere dali trovato udi e a iata tato tutt 26 nte anz i avv specula zsire dist lme tra ne tive pre qui , chi occuperà qua- sulla partecip pronta a una vita nell’Unione a debita st’anno hanno fina , per l’Italia izi venuto» all’indagi ti e torna a «respinmonetaria». azione italiana all’euro enhe per stare ile. li poltrone, ma mettere al centro denziavano ren e calà, anc elettorale di inizio apr Davanti a scenari così comple i proble- tro la durata di a dei serv tempo si evi sui conti cor ssi, la speeralizzazioni un governo Prodi. Queste mi del Paese, in primis il rilancio ati nell’offert scadenza ni di trust ente le gen ranza collettiva è che si smetta zi troppo elev dell’e- non sono scomm di ave- la le associazio gere fermam al più preci accusano esse sull'impegno policonomia: occorrono scelte le stime del ta fino a 500 quanti continuamente sto difficili di bancari. Dal litigare cos , sacrite nel tentativ tico ren di o di accaparrarsi Prodi nei confronti dell’eu to cor orfici e soprattutto la più ampia ro. Sa- il giocattolo “Italia” utenti, un con studi specializzati disc condivisio- rebbe infatti , e che si lavori da podifficile trovare un politico Gli ne possibile. Certo partiam euro l’anno. litici seri e da o svantaggiati. Da una parte Berlusconi che propone un governissimo, dopo una campag na politica che decantava le virtù di un governo imprenditori capaci, per porpiù a favore dell’Europa dell’ex presiden- tare l’Italia al posto te della Commissione europe che ci spetta in ambia. Queste so- to internazionale, mostrando al mondo che no scommesse sulle circosta nze economi- il nostro non è solo il paese del bel sole, che che potrebbero obbliga re un governo della pizza e dei mandolini. dai consumatori di Alessandro Miano Segreteria nazionale del Moviment o Consumatori L’ Italia divisa in due: chi trepidav a davanti alla televisione per capire “chi vinceva”, e chi ha passato la notte dormendo come sempre. Sia nel primo che nel secondo gruppo, elettori dell’Un ione e della Cdl: perché la passion e politica è trasversale. Come dirigente del Movimento Consumatori ho rispetto per entrambe le fazioni: una formata da elettori che votano più istintivamente, direi guardando alla “pancia”, e l’altra composta da soggetti che, per fede, ideologia e particolare attenzione ai bisogni primari, meditano più a lungo la scelta da fare nell’urna. Il Movimento Consum atori si confronta e dialoga con gli uni e con gli altri, perché tutti consumatori di prodotti e di servizi, con stessi diritti e doveri. Gli interessi contrapposti fra banche, assicurazioni e cittadini, grande distribuzione e consumatori, ammini strazioni centrali e periferiche e utenti dei servizi pubblici, aziende ospedaliere e pazienti, industria farmaceutica e fruitori del Servizio sanitario nazionale - tanto per citare alcuni settori di mercato dove occorre intervenire a tutela degli utenti - generano quadri e dirigenti consum eristi che, pur con le proprie convinzioni (le più svariate), vogliono e devono dedicar e i propri sforzi a tutti i cittadini, qualsias i maglietta indossino o abbiano indossa to alle recenti elezioni politiche. SEGUE A PAG. 2 I CITTADINI MIL ANESI SI INCONTRANO SU www.retecivica.milano.it Informazioni, notizie, discu ssioni e servizi forniti da cittadini, associazion i, enti, un filo diretto con le istituzioni e una nuova sezione dedicata ai consu matori in cui è possibile scaricare “Milan oRisparmia”. Iscriviti alla nostra mailing list e a ogni uscita riceverai il link per scaricare gratuitamente il numero in formato pdf. Per iscriverti, manda una mail con la tua richiesta a: [email protected] Bisogno di flessibilità? C’è Duttilio. Duttilio di Agos è il primo e unico prestito flessibile. Nel corso del finanziamento potrai: SALTARE UNA RATA VARIARE L’IMPORTO DELLA RATA MODIFICARE LA DURATA DEL RIMBORSO Ogni modifica è completamente gratuita e il tasso d’interesse non cambia! Con Duttilio puoi chiedere fino a 30.000 euro per un massimo di 84 rate, a tasso sempre bloccato anche se fai qualche modifica, e puoi estinguere anticipatamente il prestito senza alcuna penale. 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