tMwn
SIGILIAM
POi^OLARI
iiusmii
iicDiiiiH
PITB"
GIUSEPPE
Seconda
interamente
edizione
rif"isa
PALERMO
LIBRERIA
CARLO
(gi" L.
INTERNAZIONALE
CLAUSEN
PEDONE
LAUEIBL)
1891.
jBdb,
Propriet"
Tipografia
del
letteraria.
Giornale
di
Sicilia.
itodbv
STUDIO
CRITICO
sd"
CANTI
POPOLARI
SICILIANI.
jBdb,
Questo
Palermo,
lume
tembre
Massimo
viata
"ol.
scritto
studio,
la
presso
in-I6",
1868,
e
indi
del
nel
Bolognese,
an.
an.
e
da
Giornale
I,
i-9;
nn.
I;
dalla
dallo
la
prima
di
Siri"-
'
volt?
'
Sicilia,
di
in
venne
II, voi.
altri
apparve
Giornale
successivamente
D'Azeglio,
I, 1868-69
1868,
Tipografia
160),
pp.
nei
ripubblica.,.
parte
Sein",
Societ"
an.
di
i; dalla
Napoli,
periodici.
itodbv
Ri
an.
A
MADEE
MIA
MA^BI^
STABILB.
.g,
jiei
^iolo"
tuoi
esima,
coiieisli
in
e
segno
coi
tuoi
di
e
aiuti,
quell'ainore
i
eotto
creaciuta
io
offro
che
a
Tu
ocohi,
tuoi
JVEaar"
Te,
sai
jBdb,
oom-
jBdb,
PREFAZIONE.
Ripubblico,
a
dopo
raccolse
tempo
suo
squisite,
sigiiatemi
dal
Ed
ventini
la
e
dalla
1870
in
Italia
esperienza
in
dalle
pur
notabili
che
sia
numerazione
la
perch"
di
materia
alta
apportate
e
con-
ricerche
volute
,
modificazioni
lezze
genti-
e
modificazioni
le
con
e
simpatie
che
tesi
fat-
qua.
dichiaro
anzitutto
fuori
e
ripubblico
Raccolta,
questa
anno,
questo
su
sia
sorta,
dei
dell'opera,
io
la
Raccolta
stribuzion
di-
rata,
inalte-
ebbi
non
le
ia
rimane
canti
punto
perch"
essendo
mai
timenti
pen-
parte
come
,
oramai
collezione
d'una
tradizioni
ptypdari
conosciuta,
siciliane
la
Biblioteca
delle
frequentemente
"
citata
,
nei
della
volumi
attenenti
gravi
tradizionale:
poesia
a
ragioni
medesima
collezione
ed
,
agli
altrui
opere
il mutarne,
avrebbe
organamento
I'
nelle
e
senza
sione
confu-
recato
,
della
studiosi
Solo
poesia.
alia
guardando
,
di
necessit"
ditferentissimi,
stessi
dalle
distinguere,
Canzuni
novit"
tagjjia
Oltre
d"
ne
onde
sulla
un
e
questa
prima
sono
centinaio
di
quali
alle
ora
un
seconda
poi
canti
altro, generi
stornelli)
C"m)-"{=
(= rispetti),
cantando,
Le
i
dall'
l'uno
d"
ho
si fanno
capitolo
se
appartato
spesso
guire
se-
speciale.
edizione
si
sostanza
e
incompleti
per
avvan-
di
forma.
varianti
o
di
,
poca
importanza
o
di
provenienza
sospetta
ho
soppressi
"
w
TIU
PREFAZIONE
costituendoli
altri
al
canti
rispettivo loro
simili, tipici,e di fonte
Imperciocch"
sar"
non
accinsi
manipoli
Inutile
che
doveano
uno
di
de'
di
io
Gaetano
mia
di
Di
magistrali studi
quando
rilevata
di
altre
dunque
'
da
zibaldone
un
mi
non
restava
posto, eliminando
Cff.
E
un
altre
Uto
:
italiana
sorpreso
della
dei
*,
mia
egliquelle
aver
contadini
esistente
se
in
altre
ie
che
quelle poesie
Ora
sua.
casa
rimettere
non
i nn.
2G\, Se9, 390, 414,
al
cose
il popolo
non
vo!umetti[io
ma.
in
673,
It""
di carte
59
quatto
Poesie
carte
scritte dal
preoediite
,
Di
Giovanni,
po^^larl castelterminesi,
raccolte
il
{18*7-^}"ii 'amuri, gilut"a, spartenza
Paolino
Peulisi
e
seguite
e
lo ha
intito-
nella
sdegnu
sua
dal
"
D.'
ecc.
'
In
Livorno
'
Di
diciassette
i nn.
quale
e trascritte
giovent"
"avano
ne' suoi
popdare
,
da
dei
'.
canta
'
bocca
quella
letteraria
confessato
dalla
qua-
,
trascritte
loro
raccolte
un
dal benemerito
dal D'Ancona
Tortorici
:
vertenze
av-
S ed
illustre di
fattura
Poesia
avea
dei critici
', offertimi
,
giusta osservazione, mi
poesie
sulla
La
n'ebbero
ve
lo informava
storico
i
tra
,
spigolaida parecchi
Giovanni,
sopra
i* amico
gi"
che
bh-
ripetute
senza
rilegatiinsieme
venne
due
l'attenzione
io
osservazione
Tortorici
poi pubblicai
allogai non
scere
cono-
quando
che
"
giovarmi,
spiritoletterario
staccati,ora
citt". La
che
a
Casteltermini, che
dernini
canti
canti
polare.
poil
che
cosa
"
agli studiosi
chiamare
Tortorici, che
indubbiamente
sapere
quali ebbi
piiitardi
sullo
da
"
raccogliere i
a
vari
altro
progressivocon
numero
coi tipi di Frane.
ne
ritenni
108, 174,
nove
^13,218.
Vigo, Editore, 1878; p. 314, nota
soltanto
,
quelle
cio"
,
,
2,
clie por-
240, 244, 270, 385, 38S.
,00
bv
PREFAZIONE
Dai
di Castel
quaderni
"confusi
in
"del mio
mi
rimesso
test"
scelta.
ho
parsi
son
a
arlistrea4e
roba
nella
giudizio d'allora
che
scelsr,cinquantan
canto,
ni
solita
ingannato
dieci
quei
alla
mezzo
essermi
non
termi
IX
voluto
discutibili
m"a
di
diffidando
Pur-e
qui
credo
ridurli
di
rivedendo
dieci,
il manoscritto
disposizione dall'egregio
possessore.
Questo
pei
narrativi
del
brevi
canti
secondo
le
Il
leggende
Barone,
mezzo
a
curso
di
polimetra,
canti
"
allora,
massime
non
"
:
119) vi
da
popolo;
Il canto,
si
dileguano,
senza
il contrario
Nessuno
momento
dichiarandomi
Non
del
mi
nella
pure
sono
i
nn.
senza
il
Alfonso
prof.
Ac-
componimento
sc"rto
per
servavo
(os-
forma
una
tutta
non
lare
popo-
espressioni
certe
Tuttavia
mi
ha
i miei
se
altri mi
sposto
ri-
dubbi
provasse
,.
contrario; invece
mi
l'Accurso,
diede
piena
racconto
il mal
riuscito
presente ristampa e,
964, 973, 976, sulla
fattura
del
come
dei
una
paese.
suo
tentativo
in
ragione
quella pretesa leggenda
un
se
,.
contento
stata
che
in
sospetto, " di origine
resipiscenza,
sopra
lata:
intito-
mandata
l'egregioamico
ma
supposto
essere
dire
e
verun
sarei
prov"
di
il
polimetro
mio
composizione
occorre
e
il
letteraria, certo
popolare, quantunque
sua
che
di venti
una
l'avea
me
ho
pel polimetro
son
e
Studiando
p.
che
meno
,
nn
giovane
d'un
Pei
fatto
un
profano,
indovinelli
e
Resutlano.
poco
non
proprio
d'argomento
era
moUi
io
che
volume.
addietro.
Tra
non
primo
lieto di rivelare
son
potrebbe lusingare l'amor
anni
lirici del
non
comparisce
ri-
quello,cos"
quali
io
forti dubbi.
itodbv
non
Vero
"
"
da
non
che
forma
la
mgttefsi
di valorosi
di
sui
sottile.
di
Ma
"
non
risultati
Sotto
di
qui
col
B'Ancona
da
distinguere
forma
,
"
in
ad
prima
bocca
in
modo
ogni
e
bocca
ne'
,
,
pp.
d'
artif"ziata
:
lingua
o
e
Con
cui
capo
Canti
polari
po-
qualche
italiana
pi" copiosa
e
poi,
un
e
risale
che
se
secoli.
Ma
dell'una
non
maggior
quella
:
letteratura
pi" ch'altro
di
arlii"cio,
certo
quella
fonte
dell'altra
altro, diede
pur
ai
questa
la
e
sia
mente
diretta-
letteraria
gli esempj, che
tempi
pi"
e
,
quattro
si trasmise
forma
a
sui
modificate.
priva
prima
contare
non
a
tre
critico
spontanea
non
nostra
di
Sicilia,che
stampo,
La
della
in
tempo
poesia popolare
forma
sebbene
del
polari
po-
particolarcggiare, io_ credo
nella
una
canti
dei
ultimamente
Studio
posso
"
cio"
ed
in parte
non
vecchia
e
ha
riesca
,
il mio
sono
fattura
e
questa pi" moderna
primi tempi
prima,
volte
addirittura
antica
pi"
sce
cono-
Folk-Iore, che
raccoglitori perch"
1868-70,
che
'
plebea
non
si
dei
del
Raccolta,
riserbo, che
pi"
quali
tradire
origine
pubblicai pi"
questa
una
prodotto
un
della
idee
siciliani,si
e
pel
molto
indiscutibili.
l'aspetto
e
il
numero
come
de'
componimenti
sincerit"
le mie
scrissi
il dare
sol-
osservazioni
si andava
non
canti
buon
un
per
che
vero
letterato, "
della
bisogno
ieri
a
men
analfabeta
musa
l'autore
a
fino
quali
questi
indagini ed
dimostrata
artii"ziata
anche
per
le accurate
critici l'han
canti,
ed
discussione
in
oramai
tanto"-g"lTcch"
artistica
son
lo
molti.
oralmente,
di
mescolfimento
426-27.
itodbv
."UEFA
aulle
NE
XI
plebi itaiiane;la seconda,
si diffuse col
in
"
dovuto
e
II canto
di
mescolato
si
i
e
poeti culti
due
due
forme
fiumi, che
le loro
aU'uiio
ad
posti
sono
volghi. Le
come
per
eolla
riman
dal
volgare
l'Isola
del-
loro
la maniera
dai
qualche
artistica
pi" d'
paralleli,e
del
cosa
una
dei
poetica
poi separarsi
per
giunto
con-
tempi piij antichi
procedono
sempre
taJe
,
imitare
acque,
zialmente
essen-
poesia
canto
a
diventar
,
fino
o
si " continuamente
,
studiata;
volta
"
intersecato
,
parte
divenuto
"
esprimersi nel
spontaneo
,.
canto
sebbene
comune,
cessare
la massima
per
collezioni manoscriUe
Sicilia, i!
,.
italiano
abbia
di
mezzo
Nato
stampa
e
ZIO
sono
fondono
con-
spesso
d"
nuovo
del
e
sapore
ma
:
lore
co-
dell'altro
".
io credo;
Questo
canti
popolari pubblicati
somiglianze degli
ii
giorno
EaccoUa
vorr"
uni
cui
amplissima
di
con
allora
la
alcuni
molti
e
di
facile
vena,
'
Catania,
'
Valga
Stabilimento
per
tutti
diretta
il
della
ed
al
quali egli
,
siciliani
di
il quale
C.
durre
ri-
si
'
coscenziosa.
Si
nostri
da
studi
ed
Si
a
guita
eseprenderne
com-
vedr"
che,
Raccoglitore
amici
^; cosi
Calatola
forai
di
le
,
necessaria
si affid"
tipografico
e
molto
Raccoglitore
dal
di
esperta la
composti da
vennero
Capuana
e
coltura
creati
di
mano
popolari
dal
identit"
letterarie,
importanza.
furono
altri
ai
da
derivato
natura
canti
ripresa
canti
la
si possa
danno
prive
persone
altre
illuminata
il gran
che
poesie
critica
quella compilazione,
da
altres"
di
e
alle
in
studiare
vedr"
come
credo
ma
suoi
altri mol-
1S70
suo
desimo,
me-
[-1874 1.
ventotto
itodbv
tra.
SII
ri"E
tissimi
furono
a
sempre
sicuri
u"
lui trasmessi
d"
"
Sicilia,
Italia
del
dovizia
" tanta
di
da
'. Ed
"
pubbliche
in
difetto
canti
che
altri
canti
nove
dire, ogni
canti
di
Onde
cosa.
genuini
del
confuse
caiiKoni
ed
annotate
Pao!,o
Maura
in
dialetto
mineoli,
siciliano
,
135-169.
pp.
Una
I
I, voi.
an.
tense
di
Bologna
1,
fase.
Eonia;
ne
in
dal
datemene
di
Genova,
fattomi
renae,
conoscere
Italiana
n
n.
(15
ott.
A.
U.
1869;
archivio
un
prof.
D.
indicatomi
di P"stoja, descrittomi
inviata
descrisse
6"; Palermo,
uno
analfiibeti,
d"
di
alcune
con
Capuana
dal
e
uno
e
G.
nella
in
altri
facsimile,
un
Ita
d' Educazione
Casana-
di
Perugia, secondo
uno
una
nella
Sicula,
ne
Biblioteca
nella
Siciliano;uno
in
Rivista
se
nella
uno
Nevati;
Nerucci
d'Istruzione
.4mico
privato
Gaoli;
dall'avv.
dal
L.
va-
come
1879.
Milano, Brigola,
di
di
prefazione
una
zoni
can-
queste rivelazioni
Vedi
profonda.
i
le poesie
con
antiche
credute
,
poeti
libro,dove
un
recate
'; spesso
di
uso
era
in combutta
Compilatore
,
Poesie
ottave),
com'
fuori
stanno
ammirazione
con
trenta-
perfino di principireali *; !e
e
dal
leggende
e
quello
per
",
venne
i sonetti
con
contare
Insaccava
ne
popolo
illustri
poeti
"
pili l",
specialmente
e
di trentanove
composto
canto
un
guardare
senza
da
raccoglitori(tanto
biblioteche
superasse
,
degli
scrupolo
che
private bibliote-
e
tutto,
dare
da
graziarsel
in-
manoscritti, dei
pubbliche
d"
ni...
di
si fecero
non
centoni
a
egli,entusiasta
di
numero
nelle
non
cofrispondenti
vanit"; i quali, pur
il pi" delle volte
ricorrere
quali
alieni
da
copiose offerte,
con
di
FAZIONI.
lettera
di
sitaria
Univer-
Nazionale
nella
dicazioni
in-
d" Fi-
Forteguem
pubblicata nella
Palermo,
an.
1872).
'
Cfr.
i nn.
4191-4199, 4546,
'
di',
i nn.
5190-5192.
5172
ecc.
ecc.
itodbv
II,
rianti
in
le lezioni
nota
elementai-e
principio
dal
ipotetiche
canti
singoh
"
Prefazione
di
siciliani
popolari
Di
minare
eli-
di
e
tuire
restie
affermazioni
molte
prattutto
so-
,
di
della
attenenti
opere
a
stranieri
".
di
pi" direi, ma
tornando
E
canto,
per
dialettali
,
canti
Irar
a
paternit",
patrie
Notamente
"
canto
e
di Trapani,
Palermo,
notoria
loro
conto
del
e
di
raccolte
capricciose attribuzioni,
e
alle
tener
non
dialettologia,
canzoni
verificare
auliche
poesie
le
di
e
ogni
contro
pericolosissimocodesto,
converr"
quale
le
sceverare
parlate
in
Libro
Girgenti.
profitto
i
altri
da
etnografia
siracusane,
,
gi" pubblicate
di
di
catanesi
acitane,
per
tipiche;battezzate,
allo
dir
men.
bisogna.
critico
Studio
che
avverto
"
esso
,
i"cato
noi
gli ultimi
e
e.,
p,
scritto
fu
quale
o
del
due,
Rubieri
S
poesia popolare;
"
"
storia
della
poesia
poesia popolare
Itomania
(Parigi 1876)
di
G.
morie
Per
iranno
del
questo
studio
Parts,
Les
i-elazion"
consultarsi
sapienti studi
ilaliana.
ilaliana
e
C.
per
di
e
chants
Stesso
tutta
popiilaires
del
han
"
dal
Estp.
nel
Pi"mont
20
di
1888).
Nigra
ri-
1877.
n.
voi.
trigata
indella
Birbera,
G.
giunte
da
cate
spic-
sulla
Nigra
dei
raccolta
cona
D'An-
diffusione
(Torino, Loeselier
la
del
luce
Niora.
con
modi-
estetiche
e
Firenze,
ripubblicato
dello
opera
vedute
provenienza
pop.
Piemonte
Kationale
le
i
la citata
con
o
essere
gettato molta
hanno
ed
La
popolari
ma
della
questione
dovuto
che
congenere
capitolo, il secondo
Qualche
avrebbe
accresciuto, dopo
l'altra
e
1868.
della
Canii
A
posito
pro-
giovei-"
dere:
ve-
[Paris, Impri-
MDCCCXC).
tra
la
le due
poesia popolare
recent"ssirae
italiana
opere;
e
Jeanfrov,
la
francese
Les
po-
origines
itodbv
XIV
PREFAZIONE
!e radicali
velato
ed
mezzogiorno
mio
poich" quel
in
quanto
alle
teorie
lavoro
"
cui
giudizi possano
',cosi
ritenere
ho
parte che
teorie
io rivelai
voluto
misi
o
poetica popolare siciliana
forma
alla
la
della
Poesie
France
'
della
il mio
prima
L.
Pedone
8"
in
titoli di
pubblieazioni
gr.
128, nota
a
sui
essi
^.
nello
di
Studio
Carini
critico
e
^, gioveranno
lyrique
France
en
HUtoire
et
1003, raccolti
erano
de
moye'nr"ge
au
Chanson
la
in
(Paris,
po"tulaire
en
C", 18S9).
Lauriel, edit., 1872.
noir
due
di
da
opera
Bibliografia delle Tradizioni
volume
Pag,
edizione
bibliograf"a entra
Questa
stampare:
'
Principessa
(Paris, Plon, Nournt
Palermo,
capitoli
ai
particolarmente quella apposta
e
Tiersot,
e
nella
bibliografiadi
la
l"
e
qua
cosa
dell'Italia continentale,
mano
s"?
per
formulai
o
quella
se
alcuna
se
pensiero.
populaire
Hactiette, IS89)
'
tutta,
leggenda
I canti
de
sparse
Raccolta
chiarire
a
libro
un
notereile
Le
siciliani
non
oramai
in
rimetter
come
,
popolari
canti
nella
poi
evidenza,
o
poesia popolare
spettare di demerito
possa
in
di
ed
ritoccarlo, pronto
arrischiate,o di merito
primo,
E
nulla
ritenuti
e
confortati
di Studi
per
mi
tardi
pi"
volume
nuovo
non
la
le mie
molto
polare
po-
conformi
esser
quei fatti,accettati
e
vennero
un
non
poesia
distrii^^gersi
potranno
non
,
con
d' Italia. Ma
della
trattato
un
del
tra i canti
esistono
settentrione
fatti
pi" recenti;
arricchiti
per
del
alcuni
dagli studiosi
che
i canti
Sicilia,i
per
a
differenze
popolari
colonne; Palermo,
canti
superano
me
gi"
cominciata
d'Italia
(un grosso
Clausen), nella quale
gli
a
800.
4,
itodbv
i soli
oltre
comuni
cinquanta
; i canti
1074, presi in setlantasel
mai
non
di
"
rappresentabili
quando
ebbi
e
ie difficolt"
difficolt"
ben
"
di
dall'essere
adottato
anche
della
La
Biblioteca
vuol'
ho
creduto
delle
e
se
La
di
la
non
agevolmente
di
dei
dubbi
Questi
canti
al
di
generi
di
usticani
egregio
devo
prof. Francesco
t"tt"; quelli di Cattolica
e
canti
M."
Cianciana
storico
di
e
e
ciale
so-
comune,
cav.
velle
no-
popolare.
Chi
ha
grafia da
me
comm.
guita,
se-
XXIV-XXX
Antonio
Alcamo
Mirabella,
fare
a
canti, delle
dei
pagine
di
al
u0
disadatta
della
ali" amico
latinista;i
di
lettali
dia-
sostenitore;
sempre
senso
le
testi
l'alfabeto
letteratura
leggere
ciliane.
si-
popolari
archivio
meno
ragionevolezza
isdegni
quanto
dell'opera,
altri
ed
principio etimologico
dal
il
non
all' indole
fornir
a
dato
la
me
comprendere
sulla
non
'
sola, " per
che
glottologicoita~
tradizioni
stato
sono
dell'Ascoli
coloro
etnografico,
seguire, ritrae
quale
da
altro
grafia, che,
parole, del
e
che
volgari, documento
insieme.
dell'isola,
l'alfabeto
destinata
pi"
essere
,
tradizioni
delle
bench"
quale,
dialetti
risponde
non
1875,
Nel
siciliane,
nell' Archivio
adottato,
siano
segni grafici.Quelle
con
perch"
lavori
ratteri
ca-
fiabe
di
vaii
sempre,
i loro
scopo
volumi
quattro
rappresentarle
lontano
liana; ed
ordinario.
particolarit" de'
esistono
inseriscono
allo
le
notare
ai
queste
quanto
per
l'alfabeto
con
pubblicai
a
esatta,
tutta
non
,
ricerche
niigiiorataconformemente
singole parlate
delie
ora
compresa
neile
qui
fin
grafia, allora
notabilmente
adesso
sono
,
'. La
popolari
canti
questa
Ustica
comuni
contribuzione
a
messa
di
Artetti,
aggiunti
scrittore
Q.
Di
del
lodato
nel
di
Giovanni.
nu.uub,
desto
mo-
corpo
quella
XVI
PREFAZIONE
voi.
I delle
m"e
delle
e
l'Ascoli
parlate
di
Dopo
dei
fa
letti dai
pei
mutaiis
alla
ho
nelle
bozze
la
'
Beitrdge
zur
Kennintss
delle
che
tradizioni
polari,
po-
ail' altra
dei
muti
4-0
des
Klosterschiite
cordarsi
ac-
propria grafia =.
glotlo"ogi-o, ir, 455
der
sia,
! In dieci anni
maggior parte degli scrittori
Arckiaio
siciluinischen
Boszieben
Dmlectes.
Halle
ecc.
Drucfc
Pro-
m
der
di'
Eucli-
,
uckere!
'
dea
Il 19
del
dotti
Ji invitai
da
giorno,
jorrm.
prova
Non
bello
uno
Una
evidente
dico
d"
tutti
e
nomi
scrisse:
grande
della
i nomi
ed
a
tre
in
sulla
d'una
conto
l'altro;
che
un
le
della trascrizione
essi pensassero
c!ie
trascrizione
suo,
illustri
quando
fonica, io
parole unjornu=
ghi"rnu,
ed
io scrissi
ilarit" segui alla presentazione delle tre
incertezza, dalla quale
di
le diffloolt"
dir" solo
riferirlo;
a
per
gnornti,
loro
due
con
Quel
iii'opoaito.
ulilit"
ciascuno
u
convei'sare
onesti, usposi
luogo opportuno
scrivermi,
a
trovandomi
certi dnbbi
e
" questo
insistendosi
1889
entrambi
siciliana
non
ISSO
Waisenhauees,
Marzo
romanisti,
"7!
la
che
malagevole
cosi
correzione
una
si
folkloristi;se
bisogna
scrittura
da
come
la scrittura
potranno
non
ai
comuni
"e\\' Archivio
studio
pei glottologi,o
,
'
gramm
vita nello
ignorare
si fa
o
qual'", E poi, "
testi dialettali
sempre
lettori
stampa
visto
mia
gioveranno
non
usufru"
Wentrup
dover
non
questa benedetta
sa
suoi
pei
e
mutandis,
intendo
e
letto
dia-
seg.), che
e
i testi
pei glottologi,
pi",
folkloristi
di
dd
*.
della
la scrittura
questi;ma
se
pei folkloristi;
esser
un
soverchia
io credo
patri dialetti,
di
il
ed
ciliani
si-
popdari
di Grammatica
*
passato met"
aver
Racconti
(p. CLXXXIV
lodare
a
libert"
e
e
Saggio
siciliane
ebbe
stesso
larghezza
con
del
quella parte
e
Novelle
Fiabe,
quei duo
rispettabilia
egregi
sostegno
per
della
ciascuno
esce
a
forme;
modo
di volermi
non
parere
mia
trascrizione.
nu.uuu,
suo.
t"r
jBdb,
AVVERTENZA
Ecco
ALLA
raccolta
una
siciliani
inediti.
sebbene
Catania
di
Siracusa
e
lo
e
li ho
distribuiti
secondo
la
altri
nelle
altri
in
che
avvertire,
dare
nel
stornelli,
vera
siciliana,
e
loro
di
nel
lia,
Sici-
Messina,
Girgenti
qual
li ho
secondo
mia
dai
posta
tori
raccogli-
di
guisa
le
sole
della
accade
menti
componi-
ordinati
canzoni
poesia
ninne-nanne,
che
profane,
i contrasti
Cos"
ecc.
ne
popolare
" canti
chi
giuo-
e
sacre
fuori
venute
son
gli
e
fanciulleschi, gl'indovinelli, le arie, le legende
e
la
e
Trapani,
distribuzione
per
forma
le
a
genere
compariscano
principal
di
e
seguiti
ciascun
io
saggio,
e
di
lari
popo-
tutta
di
modificando
i titoli
alla
volendo
volume
primo
province
di Palermo
materia,
per
Intorno
un
in
quella
province
esigenza
precedenti.
canti
,
nelle
parte
mille
comunissimi
son
,
maggior
EDIZIONE.
che
pi"
poco
Essi
raccolti
PRIMA
,
delle
li
rubriche
Parti,
li Canzum
mancanti
alle
II dettato
d'essi
de'
provengono;
per
di
altre
mi
Carnalivan,
canti
ritiene
cosa
Orazioni,
li
per
apposto
la
parlata
dei
l"
di
questa
J"cura,
lu
P"liu
la
storia,
Forse
al
le
in
vero
per
quali
tale
non
luoghi
di
avendo
provincia
sentire
dalla
bocca
on-
la
gia,
filolo-
ci"
demente
gran-
bisogna
,
di
li
'Nnimini,
importantissima
avvantaggiano.
sar"
li
sono
raccolte.
l'etnografia e
si
sempre
quali
nuove,
non
potuto
stessa
itodbv
XX
AVVERTENZA
dei
cantatori
le canzoni
che
fiducia
lievi
di
e
ciie mi
valore
nessun
particolarit"di pronunzia qui
d"
ia
argomento
L'
senso
dialetto
Me"i.
Ma
solo
nelle
si
costoro
l'isola
tutta
non
quanti
a
varia
paragogi,
Metter
da
luogo
aferesi
ed
mano
sui
a
altre
irregolari"
bene
dal farlo. Tuttavia
de!
popolo
che
le
hanno
falsi
sulla
o
io
mi
in casi dubbi
in
quali
,
di varianti
punto pi" degli uomini
qui
molto'
ho
di
ricorso
al
aguro
canti
che
intanto
Italia
in
j
le
scenza
conoun
ho
merc"
(ed
ci"
a
l" chiarire
elisioni),
pensiero
un
oneste
ora
mio
un
Sicilia,
pubblicato
ampliato:
quale, poich"
liete ed
Ed
in
notabilmente
ne
loro
e
sone
per-
valgono
misura
spiegare
presente raccolta
poesia popolare
ora
fuori
verso
storica,altrove
Precedela
dei
un
lettere;
la
per
canzoni
a
oscuro
en"mmatico.
quasi
ed
di
dei
guardalo
son
ci", anche
frequente soccorrono
frase
una
e
di
ridurre
colo
verna-
struttura
,
potuto
il
frequenti metatesi,
per
delitto ; ed
un
che
particolarit" foniche.
versi
canti
stro
no-
Giovanni
giacche
,
luogo
di
il
agevolmente
modo
un
ne
recher"
finora
poesie
persuaderanno
a
pratica
questa
classiche
parla
me
egregi cooperatori.
conosciuto
han
le
essere
e
significate;
miei
di
scrupolosa
nutro
ma
debbano
non
inteJiigenzadei
osservanza
certo
un
occorrevano;
nel
si
suo
che
mi
Francia
ed
di
ad
Germania
lunghe
non
sa"i-a.
in
anni,
vazioni,
osser-
rono
manca-
hete
men
ed
ste
one-
compagnia
ragione.
esso
professo grato
in
cHiko
gi" due
nascere
presenta adulto
fare
potranno
son
frutto
accoglienze,non
che
Studio
a
coloro
fecero
che
buon
itodbv
in
viso
AVVERTENZA
XXI
all'operettamia, conchiudo
grazie
alle
gentilipersone
raccolsero
canti
zia
per
Tra
me.
materna
signora
,
figliuoliSalvatore
e
pei
Siciliano
Antonio
Amico
il
Trapani;
per
; il
Michele
prof.Vincenzo
parnta,
che
veri,ma
A
tanti
anche
Palermo,
Giuffr"
Martino
Giovanni
non
il
melodie
pei
per
19 Marzo
Michelan-
Giuliano
e
canti
d"
caltavutofessore
pro-
quelli di Alimena;
Patti
e
solo per
col
Tortorici,ed
il
quellidi SalaOli-
prof. Isidoro
signor Carlo
che
e
mone-Marino
Salo-
pei not"g"an";il
insieme
favori
suoi
Partinico,
pei
pei consiglidei quali mi
delle
,
S.
Giovanni
Pietro
quellid"
egregi aggiungo
trascrizione
Di
per
egli mi
la
il prof.Ugo-
Monte
tra
na-Faulisi
Di
Capaci
di Palermo;
Messi
Caleea
A.
sac.
canti
Di
e
coi
Salv.
Maggiore-Perni
signor
resi; il signor Mattia
il
Carini
signor Gaetano
Casteltermini
dine
gratitu-
Antonio
Bartolomeo;
sfida
la
d"
,
,
alcuni
per
di Sicilia
Stabile
Vincenza
sentite
e
titolo
a
fratello
mio
di
Borgetto; l'avv. Francesco
ge"o
esse
Giuseppe
canti
colme
in vari comuni
che
ricordare, oltre
devo
mia
rendendo
" stato
largo.
Graffeo, per
accompagnano
la
l'opera.
1870.
itodbv
COMUNI
NEI QOALI SONO
I CANTI
STATI RiCCOLTI
POPOLAEI.
jBdb,
COMUXI
NEI
QUALI
SONO
STA'l'I f"AtlCOLTl
I CISTI
XXIII
jBdb,
EPIEG12I0HE
DI ALCUNE
VOCI
DI DIFFERENTE
A, a; 'a la; 0, alla,
I)du, quello; ddu'
due.
Ca
che (proti,e congiun.) ; c",
perch", poich".
Cci^gli, ne, le,lo, 11,loro,a lui.
,
VI, n_.,
SIGNIFICATO
NELLA
PRESENTE
OPEBA,
6
al; 'if.
del; o, (
pu"; pt"',pu"
"iddit.
Siddu, s.
.
'-
-
sei (numero).
"..
Cu, ccu, con;
(' chi, i
S'ora, ftiori;
f"ro, sarebbe,
Ha
ha, "; ha' hai, sei.
He, ho; ", ai, agli, alle.
...
Sta, questa; sta, sta
,..,,
fosse.
(v"rbo);
si
stai.
Su'
io
sono,
essi
sono;
T", tuo, tua; (o' tuoi,
Un, un, uno; "an, non.
Va, va (verbo), via, su
su,
tue.
se
via;
"?",-;
itodbv
i
jBdb,
I
I.
il
e
in
pensato
alle
pi"
tanto
di
che
di
che
anni
"
cero
fe-
quanto
prende
com-
meno
disinvolto.
e
si
pochi
esso,
quanto
sente,
trent'
molto
pel passato
naturale
riesce
Gant"i
Cesare
pi"
canti.
genere
ispirazioni
caste
tanto
presume
meno
in
giacch"
secolo,
questo
suoi
ne'
italiano
popolo
attenzione
popolari
siciliano
popolo
del
canti
A'
canti
Tacendo
addietro
richiamava
,
l'attenzione
Visconti,
corsi,
illirici, greci
dato
fiamma
seconda
e
dalle
migliore
Alpi
a
di
quello
fu
Messina
pubblicazioni
di
che
studi
sarebbesi
continua
gara
pi"
o
meno
toscani,
duzioni;
intro-
succose
saggio
Poca
intervalli,
potuto
di
severi
su
gran
pure
con
aspettare,
ricerche,
diligenti
pi"
,
meno
aveva
favilla
"
frutto
tima
MaritNiccol"
di
un
"
ad
di
volumi
prima
sebbene
e,
:
tarono
presen-
Venezia;
postille
Vieusseux.
del
quali
i
di
del
Giannini,
Toscana,
quattro
anni
dieci
ne"VAntologia
e
note,
con
quali
de'
di
Umbria
pubblicava
ne
del
e
Garrer,
del
popolari
dell'
Campagna,
Tommaseo
e
canti
di
saggi
popolo;
sul
Hebastiani
del
bei
e
letterati
de'
,
questo
tesoro
sempre
vecchio
e
sempre
itodbv
di
o
In
nuovo.
Genova
inediti
popolari
i canti
Marcoaldi
Oreste
in
proemio;
popolari
le canzoni
d"
veneti,
i
ed
del Piemonte;
l'Alver"
de'
Giuseppe
friulani,il Ricordi
e
Lionardo
Vigo.
che
in
il che
fu
non
di
canti
che
,
popolar
Canti
Canti
ed
berti
i sardi
'-,
eppure
:
strare
dimo-
da
inediti
lare,
spigo-
nostra
si facessero
se
Trapani,
m"sse
una
essa
questa
che
di
quella
"
'. Conta
in
quella
poesia
esser
siciliani
popolari
meglio
qui
siciliani
popolari
illustrati
da
Salvatore
itt
potrebbe
miniera
una
raccolti
Catania, tipografia dell'Accademia
'
il
dove
nuova
e
il
non
,
iscarsa
'
ed
a
sia
Marino
evidentemente
si troverebbe
i
volume
suo
venute
sicihani
trovati
in
Leicht
ne,
collezio-
una
del
son
-
canti,
salva
man
largamente.
e
Salomone
ricerche
i vicentini;
Spano
pure
popolari
prova
glitore
racco-
proemiale
non
mietere
dal
lo
la ricchezza
campo
a
darne
a
questo
di consimili
Vigo
primo
anni
settecentocinquanta
provincia :
fu
di canti
Medico
il Rianchi
d'Ancona,
Grande
da
Dal
veronesi, il
lombardi,
ultimi
pubblicata
test"
i
questi
raccolta
Una
i
discorso
altres"
ma
svaligiato
,
del
d"
le ricerche
commenta
Angelo
e
Righi
Marca
l'erudizione
sconfinata
il
in Sicilia
logudoresi. Qui
Nigra
nato
assen-
proverbi veneziani,
il Pull"
quelli della
un
Pasqualigo, accurato
Tigri
Napoli;
in
dall'Andreoli
Rumori
il
ed
illustratore
i toscani
innanzi
andare
Costantino
Torino
stra
illu-
montesi,
liguri,piceni, pie-
umbri,
fa
latini, a' quali
ed
raccoglie
ed
illustrati da
Qioenia
aggiutita
Salomon
la
mostrare
,
preziosissima.
I.ionardo
Vigo.
1^7.
a
quelli
B-MARroo.
del
Vigo
colti
rac,
Palermo,
1867.
itodbv
Gili-
CRITICO
STUDIO
Il
raccoglitore avrebbe
il
migliaio
mai
non
de!
potuto
pubblicazione.
Vigo,
la
essa
quale
il
agevolezza
oltre
logico
che
una,
lo
con
stabilire
necessario
men
nel
facile
ordine
un
notabili
paragoni
dialetti
nazionah
smesso
l' ortograf"a
meglio
che
lo
di
e
frequenti
a
andrei
del
fuori
Vighiana
pronunzia
alla
le
ora
mio
attenersi
per
di
assunto
popolo potrebbero
solamente, che
concorsi
l'uomo
,
i concetti
immaginose.
Quindi
mista
velo
alla
che
lo
tempi
trovasi
poesia
famiglia
la
altro
forme
con
eroici
ne'
la storia
va
ricercato
i! reale-
quelle primitivegenerazioni,altre pi"
dell'affetto
,
che
figurate
ed
sempre
ii mitico
sotto
e
tasia
fan-
,
ricopre
succedute, presso
la
quali
,
sieno
parola
,
coi
accennar
sentimento,
il
piti che
intuiti
i
vincia.
pro-
familiarit"
tanta
dell'umana
poeta
e
manifestava
ha
paradossali. Basta
dall'inizio
animavalo
che
questa
ziar
potrei annun-
forse
e
non
sembrar
fin
render
a
chi
quali a
le
,
quella
a
originidella poesia popolare:
,
cose
degli altri
i canti
qualche lingua forestiera, egliha
risponde
ricercher"
non
ed
che
ci"
sceverare
scendere
i nostri
tra
delle
mente
stretta-
,
e
prendere
com-
il genere
lo
lo
con
bilisce
sta-
sulle tracce
ma
distribuire
partizione,con
nella
tuno
oppor-
partizione
lunga
pi"
torna
nel
e
poesie. Altronde,
la
segui
canti
pi"
tempo
a
sare
sorpas-
duecento
a
componimenti;
numero
O
piii di cinquanta sezioni
poco
present"
ne
sembra
Non
milleduecento
per
POPOLARI
con
di
giacch"
,
.CANTI
qui stampati rimand"
fin
la
di
SUI
le
pure
quali
nel
la riflessione
popolo
che
E
eulte
scema
non
tuttoch"
ne
a
fossero
sit"
l'inten-
raggiunge
itodbv
mai
un'avanzata
civilt",rimane
che, quantunque
viva
abbondante
e
facile
"
ne
vedere
tale
informe
accade
di
negletta,
e
la
sgorga
soffio
un
timento
sen-
sempre
poesia; il che, siccome
nel
comineiamento
d'
,
civilt",
quando
loro
cio"
i
popoli
poetica
potenza
"
non
tuttavia
son
ogni
giovani,
decresciuta
col
studio
poesia
la
e
progresso
loro.
Se
fosse
mio
le
presso
che
dico
antiche
tutti
i libri
darebbero
ragione
in
onde
Grecia,
alle
pili tardi
poesie
Kdda
Io
le
poesie
det
onde
gli
della
sua
lo
dal
del
espressione
gioia
suoi
del
e
sko
nel
gendo
attin-
tramandava
le
e
i sublimi
i canti
ai
ispirate
della
canti
degli Arvali, e gli
Ma
andar
I canti
della
che
del
gi"
d'altri
di
genere
del
da
individuo
una
del
e
popolari, disse Herder,
fasti
delia
e
de'
cuore,
l'immagino
presso
questo
popolo
dello
teogonia
,
fu
ogni
padri,
pianto
tutto
quale rivelazione
preso
dell' individuo
"
a
che
principio
,
dei
che
popolo, il tesoro
religione
vita
Omero,
intendimento,
possiede.
archivi
mi
cantavano
credenze;
scandinava.
il mio
speciale
che
sono
nella
divino
dell'incivilimento
dall'altra,
e
civili. E
rapsodi
contemporanee,
razza
poesia popolare debba
della
i
tessuti
in-
,
parto
sentimento
lare
popo-
meglio
re"igiosie
che
dell'India,e
rivolto
invece
popolo
canti
ebreo
dell'antica
parte,
di
tradizioni
i Veda
e
ho
non
primitivi, intarsiati,o
l'opera
popolo
della
giustificherebbero quei
nepoti leggi,costumi,
del
Bibbia;
nazioni,
frammenti
con
lo
proposito
sua
scienza,
cosmogonia
della
del
il letto
sua
suo
della
sua,
storia; la
interno,
sposa
itodbv
e
STUDIO
il
accanto
Diodoro
CHlTiCO
citati
Plutarco
e
di
prima
se
dell'India
dai
le loro
di
essi
d'
tradizioni
principali popoli
Diacono
fatto
N"
delle
suo
e
tradizioni
pr"
trascurano
non
le usanze,
Cosi
coloro
della
da
altres"
passioni
che, sarebbe
vedere
" casi
e
;
de'
dei
Paolo
se
avesse
Longobardi,
scrivere
la
storia,
vi si fermano
e
e
Grecia
conterranei
con
poesia, la quale
d"
quando
quando
che
prima
a
chi
che
canto
mesta
fiirono
il canto
quel
come
cos"
conto
semplice,
ma
fervide
stano.
tempe-
e
qaest'ingioverebbe
stasse
acqui-
canto
differenti
come
gli
elementi
fuori
d'
una
e
casionali
octura
na-
,
ridente,quando
sempre
ci"
tutti
predisponenti ed
cause
quando
;
gusti,
significa.Da
esso
; concioss"ach"
e
i
tendenze,
gli bollono
dice
che
nostra
Siciliano,le
colori
e
in
mettere
di
diff"cile studiare
ne
passioni
le
del
dentro
dolcezza
le
dei
svariati
sociale
e
il ritrarre
,
e
circostanze
e
suoi
politica
che
anche
la necessit"
le
Persia
universale
Em'opa
qualinello
molto
ci" solamente
impeto
sono
della
storia,
,
storia
nostra
agevolissimo
concitate
dole
della
padre
quelle della
popolo,
la virtfi
gli affetti molteplici e
non
del
consuetudini
giusto criterio interpretarla
segner" il grado
con
e
intelligenza
Se
il
primitiva
i
di
e
sero
aves-
dialetti,co' proverbi.
studio
gente, sar"
e
dei
storia
la vita
co'
dallo
sappia
d"
la
per
poeti rapsodi
con
d'
e
maravigliare se
a
Egitto
prima
d' Asia
da biasimar
son
"a
composto
avesse
di
Erodoto,
,
ne
"
costumi
sacerdoti
7
POPOLARI
non
versi
testimonio
a
raccolto
avesse
CANTI
sepolcro,. Laonde
Siculo
antiche;
SUI
bella
e
fica
magnimaravi-
itodbv
e
CANTI
gliosa,dove
il
potrebbe
POPOLARI
del
cuore
trovare
poeta
continuamente
potente, un'ispirazione
La
e
terra
di
d"
il carattere
sventure
di errori. Le
e
l'inflessibilit"
pianure
i colli
ispirano le
ubertosi.
ardente
tempi
sulle
propositi;
gentilezza
sorriso
di
pi" che
i
fittizia
delle
.nostre
Arabi
dagli
T'amor
contrade; i
perenne
incaloriscono
prosperit"
una
il nostro
tutf
sentimento
,
l'immaginazione, sostengono
E
dall'Etna, che
di
Cerere
ed
del
alla nostra
fondamento,
il sentimento
misto
le
e
di
di
e
di
Tutto
e
e
la
dolcezza
copiosa
di
merit"
ardimenti,e
cecit"
ne'
patria
il titolo
i
sospetti
zione
pericoli,l'ostina-
nell'ingiuria:e poi
quiete, di
e
nel
di
brio
canzoniere
non
senno
e
di
pitazione
preci-
di mansuetudine
a
preferenza
son
che
mono
squisita del
,
nostro
di
!a
doti
particolari.
forma
armonica
dialetto,spiega
qualsivoglia altro
come
simo
ricchis,
Italia
la
beata
,
questo poi,
in
figura.
irragionevoligelosie;proviene
malinconia
fierezza,che
perch"
la
pronti corrucci,le facili
i subiti
,
e
"
l' oltracotanza
bollore
e
,
la
dell'onore,
negl'impegni,
quel
e
d"
un
di miseria
fuoco, provengono
rancori,
il traslato
terra,
albergo
ora
ire, gli eterni
senza
altro
vano
avvi-
,
d'Isola
numenti
mo-
indelebili impronte
testimonianza
d'
cielo
questo
,
e
ridenti
nasce
le molte
monumenti,
fortunosi
men
donne
nostre
rit"
ve-
danno
convalli,le
amene
Dal
il sole
come
lasciateci
che
nei
glorie
riposi,di
,
e,
di
di
e
di
terra
i macigni
giiscogli,
montagne,
limpidissimo riflesso
v"vo,
turbolenze
dell'indole,la tenacit"
cortesia
e
sostenuta?
spiccatodel canto;
noi,di
per
molo
sti-
uno
vena
sia il nostro
di
poesia
canzoniere, e perch"
naturale
di
tanto
questi luoghi
itodbv
10
CANTI
viscere
sue
lido; canta
canta
il
prigioniero,per
inesauribile
dolce,
n"
ia
d'una
malinconica
pi"
del cantastorie;
all'uscio
le
gridar
i! marinaio
;
fonte
raccont"
POPOLARI
di casa;
da
cose
alia
cui
la
perduta
poesia
della
si udr"
giammai.
libert"
"
n"
pi".
quale
poesia
il Diesilla
poesia
le maniere
Poesia
che
ti si
il
ticchia
can-
differenti
di
vendersi; poesia perfino lo scherzo,
formoia, l'indovinello.
Aria
sciogliendo dal patrio
Orazione
E
dalla
Ninna
al
Nuvella
dalla
l'
Diesilla,dal-
alla
Canzuna
"
,
,
poesia che t'esalta,
t'incanta,ti sublima:
pi"
in
hai
te
di
bisogno
stesso
udirla; e quando
quelle vergini
,
ti riaccendono
mente
il
motivo
II.
di musica
Origine
sul
dianzi
diffusione
e
La
proposito.
la
odi,
ti ritornano
ti si
,
sentita
che
ti sei concentrato
fantasie
cuore
,
pi"
alla
ripetono pari
al
\
de' canti
popolari. Opinioni
della
Leggenda
Baronessa
di
Carini.
Prima
d'andare
nei
formino
la
innanzi
miei
si
e
lettori
in
questo studio,"o
ii desiderio
propaghino
questi
di
vedo
si
come
sapere
canti
scere
na-
che
prendono
,
di popolari.
qualificazione
'
questo " superfluo lo
Dopo
Marmier
quando,
scriveva
par
avoir
un
redescendre
Chants
Mondes,
L" Italie n'
: "
"lev"e trop vite
parlare
nel
"
!a
Dante
t.
V,
pag.
dei
a
canti
et
un
popolari di
P"trarque,
guerre
305,
Paris
si apponesse
fie
la
il ne
ctiant
nation
une
ikut
pas
populaire
Suisse,
nella
Reoue
X.
s" est
commence
penser
".
il
delia Svizzera,
guerra
point de poesie populaire; elle
ignorante du
de
mal
quanto
poesie arljstique.Quand
" la forme
populaires
avvertire
" la voir
Maruier,
des
Deua;
1836.
itodbv
11 desiderio
piena
delle
ricercatore
trovar
L'avviso
di fatti
insieme
essi
di
rado
il
pare
canto
diviene
d'una
canzone,
popolare. Se
forse
indovinarsi.
Il canto
bel
fondo
giorno,in
di
oscuro
bella
una
ha
di
compiacenza
che
una
ritenere
'
per
pu"
non
di
canto
tutti,
voli
piiifavore-
potuto
di
Saggio
di
canti
Prefez.
pag.
lo
Chi
suno
nes-
sa
volentieri
poeta
come
ne
,
premia
aglialtri
del
canto
Stamperia
udita.
allora
rinunzia
popolari veronesi,
sni.
popolo.
,
conosciuto
vero
un
fino
far"a ? Nessuno
; 1' autore
esser
del
piazza cittadina, o nel
nell'aperto dei campi,-si
s", col tramandare
trattasi
Righi.
roba
,
condizioni
mai
rispetta la modestia
ne
o
non
.
Se
il
canto
un
nasca
alle tradizioni
chiasso,
un
saperlo
cerca
ad
mezzo
canzona
fatta " ehi
l'ha
cui
l'autore
conoscesse
diventa
nelle
costumi,
affetti naturali, ai
alza
rit",
oscu-
per
accenno
suo
solo
uno
trovossi
Questa
il
,
lunga esistenza; poi rimane, perch" risponde agli
a
Un
quando
il
ragione
il dove
e
o
villaggimancano
nei
conserva.
vera
qualche
di
questo
imparerebbe,peggio se
quando
da
nascendo
perch"
da
n"
il popolo
la
non
Il
si deduce
non
se
loro
difetto, " la
un
spondere.
ri-
l'osservazione
,
dotta.
di persona
sta
paesi e
ci si
prebbe
sa-
non
acconciamente
quale
nome
dove, il perch" del canto
che
nei
pagarlo
ap-
studioso
ogni
nascimento
trj^gano
n"
; ma
il
per
ad
ma
popolari
i! come
quel poeta rustico,che
da
strano;
tradizioni
nostre
comune,
costanle, " che
delio
conoscenza
tutto
pi"
11
C
niente
ha
non
con
SUI
CRITICO
STUDIO
per
genere
cura
; il
alla
popolo,
il merito
col
simili canti
de'
'.
rispetti,
di Ettore-Scipione
Zanclii.
itodbv
12
il
e
CA
popolo presto
qualche
se
fa
lo
impara
ricordata
!a recente
fattura
eh}
ani
non
e
ripeteilo rol ranfarlo
questo
quel
i
col
gliene
ei !o mette
^1 mercato
rampo
nel!'
la forma
uniltiise
di
cinto
cosa
odio
ultimi
dut
ver
marina,
ne
volta
qualche
se
non
si levi
amore
p
i
col
contenuto,
d
chivio
ar-
bocca,
m
le vainnli
sostitm':,ci
ne
agh
il
cinto
un
Ma
ilh
che
sono
Ad
"'
bocca
montagna
rispettxndone
questi leggieriiitocchi
piioU
di
pa"siilo
dilli
pae^e
leggermente iitoccindo
pighi colon loc"h E che
un
quello non
parla dellaltio
ne
va
unx
in
,
d^li
dnl
scalpore :
menarne
circostanza
conoscere
da
senza
diventer"
so
delti
canzone
messinese
Paler
Guarda
Fiu
E
iiesri
Ntra
E
un
ha
1! acqui
la malma
e
li to
fiisehi
e
lu poitu
Quantu
\'"i
Non
Palfrmu
manuali
giaidina
h donni
gahnti'
"ti Mis
livinnu
h
ma
santi
questi altri
luogo da
prender
'
man
doru
cu
fatlu Missina
menzu
ramatura
Palemiu
\a
a
pugnu
mastii
tu
Cu
facciasi
citate Ida
na
eh
nu
in
comuni
lermo
Pa-
:
e
se
ne
Cu
tuttu
Fri
la bedda
avr"
cangiando
Invece,
'in
e
da
da
se
un
Missina
ca
havi
Palermu
"
intendimento
bocca
d'altro
messinese
inteso,e
sempri ortu;
ben
in
diverso
bocca
" il novello
genere
pochi giorni si espande,
tutti;passa
)ij portii,
non
viene
dal
primo,
palermitana.
canto,
allora
ripetuto in ogni
dove
visto, monti, fiumi, con-
itodbv
STUDIO
CRITICO
fini,ridendosi
compie
e
che
presto
formano
il posto ed
il patrimonio
custoditi
sempre
ripetuticon
darsi
d'Italia
un
di
1
il
1
tte
P
les
!
j
11
il
t g
g
IP
h
J
d
"e
i
P
-ardi
ricchissima
Siami
"ei,uetlhs
pulaires
Eli
in
d
p
leusc
A.
te
que
et
Igr"
les
1
uasi
"lpee
N
die
Una
parte
Antonio
e
Caaetti
BaccoHli
provin"o
Altre
Btie
del
D
^
ays
tutti
i
la faciUt"
v"tue
court
tous
les
obsta-
yable, changements
P
le
tanto
proposito.
"
[aas
t
sava
avvi-
facilement
de
P
Mtsstn,
que
la Bretagna
Chanlspo-
maiore,
preface, pag.
XI,
Metz,
1^65.
Rousseau-Pallez
"
dans
scere
cono-
lecito d'intrattenermi
sul
l
in
P
"i
di
ragione,
,
"V
sposta
ri-
miglior
Imbrian",
ti
te
11
es
^
poi
es
I
la
illustratore de' canti
acuto
1
|ioes
V.
Napoli,
t
t
non
vengono
vaghezza
opinione
sua
C
che
precisione,
con
quanta
con
promette
t
g
corani
t
ci
canti
novit"
'. Questa
raccolta
una
delia
poco
R
d
quali
de'
quali, sebbene
abbia
so
diligenteraccoglitorequanto
; dei
esso
canti.
non
scrittore
uno
chi
a
nostri
de'
eletta
o
zone
can-
,
,
"
possa
test"
"O
pi"
trionfa
della
dolcezza
altrimenti, e
dialetti
dura
questa
tramandati
amore,
con
gli autori
popolari
che
un'altra
ed i
omaggio
suprema
che
Per"
graffiare;
possono
snrga
nella
entra
comune,
il fanatico
abbiano
tardi
o
quando
e
,
subito
cede
noi
,
detronizzarlo
a
13
POPOLARI
trionfale
corsa
vera
secondo
meno
CANTI
gabellotiche
de'
una
SUI
e
iscarsa
non
di
,
,
nella collezione
del
essa
ia
diede
Comparetti
popolo italiano, sotto il titolo
meridionali,
raccoltine
n
voi.
I, 1871;
hanno
in
una
v.
fuori
del D'Ancona
e
;
II, 1872.
dozma
insieme
Canti
;
popolari
con
Canti
delle
Torino, IxWECher.
d" opuscoli pubblicati
itodbv
14
Gl'Italiani,secondo
"
popolo
nel
memoria
alla
noi
Questa
cot
lui
amanti
del
di
del
trentanovesima
in
si
lirica
due
fedelissimi
rima
ottava
dal
le ottave
canto
quinto
da
prova
corretto, di cui
nuovamente
tuasf^urato
mutazioni
in
composto in
,
e
gliari,
fami-
'
Innamoramento
trovano
Toscana,
di
le mutazioni
Ma
"
i nostri
s",
per
,.
Vienna
e
e
riscontro
campagnuoli,
epica
Poeta
trentesima
poesie
trasformazione
Paris
Pastore
tante
cantarelliamo
;
narrativa
rono,
rimasero, si enuclea-
stessi tuttod"
poemetto
sua
meglio rispondevano
divennero
e
dalla
puramenle
parte
i nostri
quelle che
sono
si obliterava
moriva
,
nazionale
rimpolparono
che
mano
a
lirici,
invece, che
coscienza
mutata
si
la
tutta
canti; i brani
dei
epico
il contenuto
anche
mano
a
ebbero
ogni popolo,
lui, come
Ma
popolare.
un' epoca
e
POPOLARI
CANTI
forma
tutto
contenuto;
nulla
sono
ci" che
alle
accanto
locale, personale,
"
determinato, storico, sparisce,si cancella, e lascia
al
il campo
libero
sentimento,
puro
alla
passione
neralizzata
ge-
".
copia
tanta
nella
pochi
la notte
del 31 Die.
Imbriani;
'
Napoli,
Dell'organismo
delle
lezioni
dettai*
di Napoli da
"
palermitana,
"
un
del
vato
conser-
ms.
quale
rivi
de-
esistono
pubblicalinella prefazione de! Vigo
Napoli, Firenie, Bologna
in
moderni
di canti
Biblioteca
frammenti
l'Imbriani
per", dal quale crede
antico
Il poema
ISS5, all'et"
1887.
Morano
poetico
ne'
mesi
Vittorio
e
di
46
{Nota
dalla
moriva
Imbriani
Il povero
ecc.
Vedi
anoi.
alla
Onoi-anae
Imbruni,
e
pag.
150
e
Vitt.
a
italiana.
1806
marzo
Xapoli,
edizioiw).
presente
poesia popolare
di febbraio
in
".
aeg.
Sunto
nella R.
Napoli
itodbv
versit"
Uni18S6.
SUI
)
Egli
"
che
pensa
dimostrata
tutti
per
venirmi
in
sar"
di
esiste
luogo, ed
mai
furono
non
epiche;
che
rispetti,
essa
prima
il
ricevette
e
la
popolare
ia Urica
ma
origine
prese
anch'
dovuto
visibilio di
ottave
epica
dall'
italiana
ha
pu"
non
giacch"
,
l"rica
un
tutti
spetti
ri-
strata
dimo-
averla
come
tutti assoluto
un
direttamente
produzione
aver
dire
nostri
de'
dicendo
che
; beninteso
capo
dieci
per
questa origine epica
1"
^POLARI
CANTI
primo
alimento.
D"
"
questo
N'
frammenti
della
amori
Almeno
di
fighuola
fu
dice
cosi
Vigo
L
il latto
che
antico
assai,quantunque
il poema
rifatto
e
riportato al
e
I frammenti
nuovo
Vaju d" notti
Vaju
-l'Imbriani
; ed
Quant'
trova
suo,
a
tu
al secolo
di
esser
argomento.
incomincia
,
:
luna,
di
iMessina, Lanciano, Napoli,
e
mai
cci avissi slatit !
cci capia...,
manca
dell'Umbria, Napoli, Lanciano
pure
della
potuto
piti
:
'nfernu
china
era
abbia
consimile
la
sia
poema
galanti mia...,
quinto
eziandio
come
,11poema
al
nel
e
Piceno, Spoleto, Arpino, Umbria,
Arnesano,
Jjvi
ne
la
varianti
trova
Caballino,
Toscana
circannu
va
comii
1563.
difficolt"
"e mie
sei, e al terzo, che
sono
d'A-
il 4 dicembre
io ci ho
:
si allude
cui
Talamanca
Grua
padre
credo
a
sfortunati
ma
Vcrnagallo,barone
dal
uccisa
felici
La
Pietro
Vmcenzo
con
sturi;la ragazza
de'
pochi
che
conosco
non
la storia
tema
e
Canni
signor di
antico'
poema
di
Carini
scana,
To-
Venezia.
Lecce, Airola, Piemonte,
Baronessa
e
rimonta
,
a
parer
XIII.
itodbv
16
POPOLARI
CANTI
Non
si addice
poesia popolare siciliana,il mostrare
si apponga
lascio
il critico
altri
ad
dico
e
Ed
quel
solamente
di
vuoisi
libro
citato
del
ci"
le
quistione
ricerche
mie
dopo
che,
Salomone-Marino
ms.
infervorarono
cos"
frutto
noi,senza
di
Il volume
le due
desunse
e
riferentisi
recava
d'un
forse
sapersi pertanto
anno,
recai
solo
non
finora
mi
de'
senza
era
della
lunga
insistenza
differente
giunti
a
nel
"
ami*
persone
le donne
volli anche
qualche
mai
non
pi"
raccapezzare,
ed
tempate
at-
Grua,
visitare. Non
nuovo
altro
per
passato
ancora
da
presso
di
cemmo,
indaginifa-
leggenda,
seppi qualche
da
teva
po-
popolo
il castello Talamanca-La
ma
che
ms.,
sollecitudini,
ne
Carini, ed aiutato
frammenti
la
Quanto
mai.
stesso, non
l'assassinio fu consumato,
del lutto
si
Io
un
; e nuove
e
cure
dalla
caduta
a
ricercare
dimenticati, feci ricerca
dei paese,
dove
in
da
paesi vicini
arrestandoci.
ostacoli
che,
de'
risparmiando
non
un
e
era
egli,il
volta
ecco
hitorno
Vigo
che
una
Ed
esistette
non
munale.
Co-
Carini, non
di
le sole
giorno.
la convinzione
esiste, e che
Garuii, di Cinisi
del
da
prefazione,
sua
in Partinico, ud"
cantastorie
furono
Biblioteca
Baronessa
altro, perch" furono
congettura, anzi
non
della
Storia
pure
creduto
Lionardo
nella
riportate
Villabianca, trovandosi
bocca
pochi giorni
non
Villabianca,donde
ottave
reca
ne
che
tura
let-
la
del
capo
a
sorta,-consumatinella
del
alla
riuscire
per
rale,
gene-
quelle
e
,
del
Per"
Sicilia.
la
riguarda
che
avvertire
qui
qual punto
a
pensamenti.
parte della
fa
che
anzitutto
fino
questi suoi
in
solo della
voglio occuparmi
che
me,
a
che
il frutto
frammento
in
Palermo
delle
itodbv
mie
18
CAKTt
il
ma
inutilmente
suo
Vernagailo barone
dal
di D.
esistevano
insieme
qui
i di Xbre
Fu
Pisa, donde
di
poi
il Palmerino
Carini
famiglie pisane
"
1563.
non
Sabato
,; e
La
Caterina
caduta
ecco
s"a
pi"
il caso,
gnora
Grua, Si-
l' altra
Dalle
consimile
le
sizione,
suppo-
di
che
pi"
al
secolo
rifatto
forma
una
affatto
non
bene
sa
ni
"
altn
Diano
delta
di Vicolo
coitt da
di
ie
cura
Palei
a
cinti?
E
tutta
XVI, improntato
citta
Pu,mebiko
V
mo
AuBiA
dal
Comunalp
mai
^e
di
Palermo,
dai
25,
Successi
pag
308
pag
aeoolo
X\
Di
Marzo.
e
; nella
1 al
prei_edutida
di Gioacchino
osservato
da
una
che
niss.
di
Raccolta
XIS, pubblicati
"nlroduy.ioiie
Voi.
in
in
di
I, Palermo,
che
Diari
corredati
in
la Sicilia?
com'esso
che
Sicilia sia
Paeuta
Palermo,
sui mss.
e
cosa
quella
Filippo
vari
e
gagliardo
,
(
gioni
ra-
nuovo
ognuno
in
diversa
che
XIII,
potrti dirsi
v' ebbe
nuova
le
secolo
riportato a!
originale e
cosi
quelle
tutte
come
copie
leggenda
intendere.
a
" del
stato
le
e
ad
avremo
non
E in vero,
".
dare
noi
esso
essere
lavoro
un
parti
sue
Come
"
"
(e le imitazioni
sieno)
tutte
pu"
non
argomento
imitata
cosa
che
nella
veniamo
se
medesimo,
dichiarare
essendolo
vuoisi
storiche
ii canto
per
che
quello
quali prove
ci fornisce
ed
di
antico
etti si allude
cio",a
ai
l'Auria:
,
che
nero
ven-
testimonianza
della S." di Carini
^. Ed
forse
del XV
prima
scrive:
signara D.^
la
luta
vo-
Vernagailo
altra
che
il Caso
ammazzata
Vincenzo
di
non
altre sei nobili
successe
dico
Asturi, perch" all' epoca
stabilirsi. Ove
a
N"
i ricchissimi
in
con
bastsisse,ecco
'
cercai.
Imbriani
sif;tvor
neppure
secolo
POPOLAR!
rac-
della
della
e
aitl"
B"blio-
di note
Luigi Pedone-Lau-
riel editore, 1869
itodbv
per
STUDIO
inflno
pervenuto
storici
CRITICO
noi, cosa
a
amorosi
o
CAMTl
SUI
di
ninne-nanne
di
quella
di
quale sar",
ogni
classe
avvenuto
di
Se
Capisco
bene
che
di
epica
de'
riscontri
l'eco
vittima
col
dove
di
Dieci
sono
di far
nascere
dieci
gliaitfi
costituiscono
l'intera
inferirai il
d'altro
di
da'
canti
che
di
e
l'origine
delpa-
speciale
comprovano
simpatia
che
trov"
caso
migliaia e migliaiadi
che
si
pochi
finora
perde
egli
la
pertutto.
dap-
,
rispetti, varr"
canti
in
la
un
pena
conosciuti
che
,
leggenda?
che
tosa
canti
tra
paese
possono
luoghi lontani, talvolta
di noi
con
i molti
colorito
di acqua
iato,
che
credere
Dal
particolare
non
generale.
provincia? Come
ciascun
dire
assumono
in
gomento
ar-
dimostrazione
divulgarsidel
goccia
una
lago; toglii
altrimenti
de'
pi" si cantano,
frammenti
gran
in
di
invece
come
compassione
presto
,
confronti
sieno
,
piuttosto
pu"
varianti
ma
certo
popolare.
poema
molte
vorrei
che
bocche
sarebbe
Jion
origine epica
tutti,io
luoghi appunto
siciliani
di
vero
rispettivalga
loro
sulle
stesso
gravissimo ;
della
oscitanza
correva
e
fatto il
quando
e
da
un
le molte
s"
dieci de' nostri
bei
lo
imitazione,
questa leggenda, che
,
esistito
la dimostrazione
"
raileli,
Sicilia
persone
per
E
di
chi
da
"
se
inescusabile
per
genda
leg-
una
,
quale
trascurare
fosse
se
La
valore,
quanto
all'altra
punta
una
che
natura?
i letterati
poterono
sacri
canti
,
originale?
poema
semplicirispetti
che
pi"
,
19
POPOLARI
col
di
verrebbero
e
tra
paese
,
nati
esser
sotto
un
a
dimostrare
provincia e
giistessi
concetti
cielo diverso
? Non
bisogno istintivo,
incessante, che
cantare.
Lo
sp"ritoumano
i
ha
riscontra
itodbv
allo
identici.
Come
riproduce
delia
come
pi"i
canti
del
individuali
popolo
cui
a
intime
e
le
passioni
orale
il canto
non
la
e
Non
stampa
nella
di
diffusione
hanno
parte
,
in
nascere
vicini
un
noi
a
di
circostanze
e
solo
punto
luogo
poi
e
di
'.
il
piccola
non
fanno
tempo
In
variare.
furono
rapporti
simili
e
sfogo
portunit"
ragion d'op-
che
canto
di
istintivo:
questo bisogno
a
nuovo
un
espressione e
di
servono
le comunicazioni
commercio,
la
,
devesi
per"
tutto
solo
ma
,
penna
; i
passione,
variazioni
induce
progresso
superiori
stati
negU
della
e
egualipressoch" dovunque:
sono
civilt",il cosiddetto
la
popolo
del
lampi
le vicende
ispecie.Ora
in
dell'amore
l" espr"me
e
proverbi ritraggono
I
tutti i vivaci
riproducono
ne
uomo
sottostia
che
atti
d' osservazione
le scienze
compendiano
diverse
ogni
cosi
e
odific?
l'usignuolo in
medesimi
analogamente.
meno
o
mirabili
i suoi
gorgheggio;
eguali vicende, riproduce i
ad
semplicissimi
colpito da eguali sensazioni, e
si trovi
che
terra,
melodico
ripete il suo
valli
concetti
de'
e
la formica
ogni angolo
per
idee
delle
spesso
tempi
poco
pi" frequenti di
,
quello
che
grandi
le
popolo
che
si possa
feste
pensare;
sufficienti
a
di canti. Essi
o
per
spiegare
quel
la
spesso
'
Cesare
del
popolo
assumono
Lombroso,
altre
Tre
;
le
pellegrinaggi,
continuo
paese,
son
diffusione
di
secondo
cangiano
non
guerre,
de'
poeti
del
de'
fatti
pi"
un
in contrada
di contrada
adottati, abbelliti, modificati
carattere
i
religiose,il vagare
questo
per
e
gran
mero
nu-
accolti,
sono
le abitudini
di
e
natura
il
ma
,
forme
mesi
in
dialettali,
e divengono
Calabria.
Toi'"q
itodbv
a
caiTiao
STUDIO
a
come
i francesi
poco
ecc.
fiori,i colori
lo
perdere
senza
fuori
diventare
potrebbero
,
del
natale
suolo
vestimenla.
d' altre
ciclo
del
il
della
al focolare
leggermente
giro d'Europa
.settentrionali d' Italia
titolo
di Rosmunda
regina
il! paese
e,
che
pii^i
nel
tavano
dello
,
'
dire
Cfiants
d'ime
nella
dimenticarono,
ebbero
di
cura
dell' altra
populaires
Deh
Delle
!
e
sul
caso
du
Nord,
neto
Ve-
nel
navi
delle
che
toscane
del
Malespini
'.
miserevole
ti-aduits
p. 36.
!a
Toscana
guerra
tramandarci
introduttioi", pai- X.Marmibb,
'
in
en
e
N"
sane
pimih-
accorse
di
Portar
A
chi
che
Vespro,
Giovanni
lani
Vil-
altrimenti
di
Lorenzo
"
e
Q-an^aia et pi'"cM"s
Paris, Charpentier 1842.
Messina
Vedendole
Iddio
di
canzone
com'egli " ^ran piotate
donne
il
opera
giornata memoranda
alla
di Messina
popoli
Monferrato,
le siciliane
e
cero
fe-
di paese
veneziana
approdo
dell'Angioino
poemi
tragedia
volgare per
compagnie
le
stiti
ve-
sotto
la
narra
nel
veronese,
popolarizzarono
assedio
i Messinesi
da
questo,
campo
Montaperto
dell'era
frequente
di Manfredi
opera
per
il
Cosi
intendono
monferrina
,
ecc.
i
che
Longobardi, passando
Lombardia
in
comasca
de'
divenuta
gi"
"
573
i
evo
canzone
quale
la
l'anno
Ravenna
di averli
di Saint-Graal
ed
,
seguita a
medio
e
la
cantano
lombarda
Doima
di
nel
Cosi
che
,
Arturo
^
piantali
tra-
se
degli ospiti
son
famiglia dopo
Cos"
Carolingi, di
de'
primitivo.Son
stampo
quali variano
dei
veneti,
spagniioli,portoghesi
,
s' invitano
al
popolari
canti
napoletani, toscani, lombardi,
poco
dei
sui
seompigliate
pieti'a e calcina,
dia briga e travaglio
Messina
vuol
guastare.
itodbv
22
della
di
donzella
citare
in
tra
Genova
e
DunJ
n
1
N
an
Sei
R"^
sei
tantu
fiesca
stato
e
picciottu
l"issi
Pdtri
Idi
"
cci
havi
E
Pi" pmitenzi
nella
Lij,mn
'
ni
L'Elmo,
mi
campagna
bull estate
Romi
a
Figghiu
eunfu
Toscana:
(Liguria).
""
^
(Tofana).
beni
con
e
lu pas"alu
si
ki teni
ya
pudun
cchiu
beni
ti
ssu
addannatu:
cunvem
tuttu
editile
meno
cunfissalu
si
nun
vjggl"U
in
tu;
lo'-cana,nel Veneto,
Pienunte
tjuftlesM)
Che
'
iinii
difCevinaa
d invano,
atromii
dautru
" eh
sa-
rispetto
"
lu me
quann
ricompinsra
oa
u
inveii
iinbihaiinlf
donna
Papa
donni
e
viole
Vurria
pu"
Pilermu,
di la diilElmo
un
Lu
Amari
giovemn
d
a
d
o
ancoia
vuliii
in
ci
cui mia?
e
siete
quelle
Pu
"
del
questmverau
to
sul gmdm
cn
IX:
altenzioni
le
rosso
Toscani
i
qualche
coti
lu giaidin df
a
fiursca
Vmni
oda
si
stetn
stato
peiche
"w
sei
ei
Do\e
e*
e
il eaj
citato
1
iunco
eie
k;
stefa
Doie
E
giornata IV*
della
Ligmi
i
radieah
an
u
e
con
sun
Dond
noi
il c"nto
abbiti lu
Ch
solo
bast"
^.
commercio
unn
novella
quinta
spiegare peiche
pir"
a! Boccaccio
che
Messina,
di
nella
Decamerone
I!
POPOLAKi
CANTI
lo mal
cristallo
fui'" la grasta?
del Coi'toneae.
itodbv
CRITICO
STDDIO
r
andiedi
SUI
Roma,
a
mi
e
23
POPOLARI
CANTI
fu' confessalo
,
E
dissi:"
E
lui mi
Ama
E
"
disse-
1
Son
Se
Padre,
1
1
fa
a
F"
1
pu
Sun
a
se
Roma
dice' ch'u
n'e
Basta
fc lomur
cu
r ho
dit
1
F"
con
che
amur
radicale
Le
e
leti (Verona).
j' ho
pavlatu,
l'" peccalu.
se
e
sia,
cosi
bella fia (Liguriu).
na
Roma
(Toscana).
e
g" e al Papa
Papa
peccatu,
al
e
Papa j' ho
1 " peccatu
cardinal
un
lina
col
f" l amure
le
Rjspond
"
a
e
vec
Lu
e
"
pecette.
p
f" l'amur
a
stat
de
et,
a
v
d
n
essun
padre
u
o
d
a
bene.
vo'
peccato
o
1
M'ha
Son
E
u"
"e
s'tat'
dice'
I h5
Ro
amo
a
Me
1 alti
i
salta fo
donna
una
Vo'
"
lonna
an
a
li
de
:
pi"i vecchi
benedetti
siate
parlatii,
differenza
:
(Piemonte).
metrica
in
Miiiiio:
Domanderemo
Al
sior
Se
l'" peccato
A
fai- l'amor.
Se
l'" peccato,
Peccato
La
nostre
Canio
Cilento
canto
a
uscito
ailatto
dare
mia
fatto
relazioni
seguente,
cosa
sia:
mamma
L'ha
Le
curato
un'
ancor.
Continente
col
di penna
popolare,
idea
originale t' questo
della
spiegano
letterata
passi
in
come
il
venuto
siciliana, e diLentiscosa
prepotenza
birresca.
:
itodbv
nel
Il
2$
Andai
Spiai:
Cui
"
Diss'unu:
cc'"
Cu'
essiri amicu
Chi
a
Diavulu
di sbirru
lu diavulu
questo il canto
popolare
Jm
dintia
Di
Ce
diavulu
Ajuti
c"
E
SI
sburu
"tu
poita
dia\ulu
lette
E
chino
tutto
Dento
ngp
deiionio
demonio
Lo
sbiuo
Quanto
Pure
T
ne
mo
me
fa sto
linfieme
truvaje
nu
cilentano:
lauto,
impeciato.
cornuto,
careeiato.
motivi
se
!
gi" divenuto
sbiiio
un
virrutu,
attaccatu!
ngp
di pece
'itivi
Pig]ia\a nu
U
e
natura
cumutii,
cinto
nfem
lu
a
delle
tabbutu
un
cirziratu
questo il medesimo
della
e
Ajutu! ajutu!
chaidni
un
frasi
zoniere
can-
attaccata.
"
porla
mi
,
Taha
Ca
gridava
delle
espressione
sbinazzu
un
del
patrimonio
girata;
diavulu
un
^
fatto
tiuvau
e
dintia
pKriava
Lu
avutu)
la rettor"ca
foia di focu
e
d"k
eia
Chi
nfernu
lu
a
!
la facile
acquistando
e
n' avi
curaulu,
carzaratu
siciliano la"cnndo
parole
(e
so, l'ha sparagnatu.
putenzia
misi
vurvicatu,
sbirru
un
don
maiicu
Risolutu
dintra?
cc"
Ci sta
"
tabbutu,
gran
di "iiuriiloderatu.
Chi
Guarda
vitti un
lu 'nferiiu,e
a
Dintra, e fuori
E
rOPOL"\RI
CANTI
"
pigha
sbnro
ngp
In
Ajuto! ajuto!
caicerato!
cjinuto,
Ictoretate!..,
itodbv
:
26
CANTI
brigata, canzoni
d" cantare
dir
nato
nondimeno
tanto
del
bene
dove
dai modificare
la
del
sentu
Quaniiu
Un
La
e
la notti
Lu
E
lu
ohi
di la
Principi
Sdilhma
'
Jic"bbu
assii
0
delh
Baronessa
degli
occulti
aii
a
tat"
1
*
i
si"nal
e
ridia
adillima
susu
immuggh
a
ar
uecclln
au
abiilazziu
Hannu
n
In
e
suiineva
la Inna
(la idill
fiammento
ptisuitatu
hinnu
stxtu
ono
""
it t
lehrare
d
tiisti, ire
I
dere
ren-
presentare
tiubbati
mpe^ti
insieme
di
simo
"tiripu
I haiinu
jacobbu chiancennu
Ns/'mmula,
"
ih
oim
muiiacheddu
D" nuvuli
Lu
t
dal
voli parrati
cci
longi
si stia
turaatu
ha
cei
n=emin
euijfidenza
Chis"u
si
mediti
non
oweio
spioniggio
avii
al
tornare
presto, ri-
peso
Iona
vogghiu
li porta
a
ben
Caterina
caccia
stancu
G"sQ-Maria
'
olla
munachedda
Tutta
s-Me
e
occupato. Vi
belli
e
lo
cmti
di
e
piaccmi
dclU
troi ito
ora
PrinciiI
Mi
"
iltio
Vernigillo
Lu
cedere
pro-
innanzi
mettere
qualche
Intan'o
un
Carini, il quTle
amori
forma
sua
,
dell'Arno
raamfe'5tat\
mn
volta
prima
l'ha
di
la opnione
inedito,pur
di
che
le stimi
giustiziaalla
per
rive
io vorrei
argomento
e
sopra,
si vuol
gentile col
perch" eglipossa,
signor Imbriani,
sali'
la
notte,
Pistoiese.
considerazioni
Queste
rispetto
sulle
la
qui non
se
quanto
comune
diveniva
tempi
montagne
ii
isdegnava
non
confondevas"
frisco.Glie
altrove
ignoto
n"
de'
strambotti
e
lo
pigliando
,
fu
d'amore
popolani,tra' quali
a'
iva
quando
POPOLARI
""
1
ni.
u.,.ub,
SL-I
li!. Metrica
I
colti
poeti
la satira
va
nei
componimenti
de'
ed
tuttod"
del
altri simiii
cantando
componimenti
lettori che
mi
di queste
pagine.
singoiare e
questo
La
; nomi
Io
ho
"
intesa
in
come
di
che
,
questi
importanza
senza
seguire
tuttoci"
nel
pei
corso
che
di
pi"
insieme
rispettotoscano,
Sant'Agata,
in
su
paesello marittimo
detta
"
fu detta
la
come
e
;
barcalora;
la
a
e
l' altro
Havvene
v"carlota
a
de'
tenendosi
conto
de'
dere
dive-
a
de'
solite
perch"
fornai, de' carcerati
mi
furnarisca
la
forse
vincia
pro-
mi'r"nara
ordinario
,
,
bocca
l'Etna;
al-
della
danno
nome
sia il canto
camuna
marinai.
de'
campagnola
l'uno
e
mente
comune-
Caltanissetta,sturneUu
,
non
popolo
potuto mettere
un
atrambottu
di Messina
dalla
capitolo,
argomento.
Canzuna
tempo
il
,
L'esame
ecc.
sar"
non
al
i concetti
zioni,
duri, Arii, DlesilU, Ora-
raccolgo qui
noto
men
ignoti
benevolmente
von\tnno
di
l' elegia
,
'Nnimini,
popoiari
tradotti
vengono
Canzuni,
Siorii, Ninni,
siciliano.
i'inno
ode,
"Il
POPOLARI
popolo
q"a!i
V
sono
CANTI
de'
a
la
,
udirsi
campagnuoli,
,
carrettieri
caiuoli
bar-
che
ne
cantano
,
ad
ogni
di passo,
muover
celebrate
con
di
delicata
citt",le
cantilena
voce
un
donne
un
campagnno"a,
e
delle tessitore
pel modo
numero
onde
appoggiatura
ripetere
sanno
considerevole.
Le
persone
soprattutto, sogliono adoperare
po' piii gentile
che
ne
(careri),generalmente
della
ticariota
per" col protrarre la
riesce
sua
piiisimpaticamente
e
una
della
vole
lamentemesta.
itodbv
Pi"
mesta
prende
ancora
nel
pi" malinconica, questa cantilena
e
territorio
di Milazzo
spiccate delle nostre,
meno
chiaro
le
pi" pateticlie,ma
note
quali hanno
preciso.
e
Il metro
della
conosciuto
"
canzuna
buone.
rime
Risultano
in
n"
debbono
del
fu
Siciliano
lai^a.
osservato
lo
Non
che
concetto,
ci vorr"
bel
un
tratto
enunciazione.
a
sei
o
assonanza
i!
popolo
trionfa.
eertamente
a
aimiii
d'aver
le et"
Lettera
Nuove
non
Nella
n
e
ambedue
verso,
sono
conosce
prima
indurre
di
quell' idioma
parte
qui
nei
codici
degli autori
che
gi"
0,
Pitr"
Effemeridi
intorno
i
sono
a
Siciliane,
a
avere
frequenti
stano
manife-
cosi
riducons"
in
a
ne
nuova
la
scorgerne
cedente
pre-
quando
dodici, rima
ed
inedito
canto
un
mirabilmente
sostenute,
difficolt",ma
le
della
non
sfida,e
s' incon-
canzona
" di Sicilia
venato
; e
plicale
isbaglio, pi" facile molti" da
non
avventurare,
primi sonetti; e rHffl;oatate
questo
an.
di
forma
o
le congetture
ricercati
a
se
d"
precedente
versi
ed
natura
uno
il sonetto
che
riesce,
Ma
consonanze.
:
quale
verso
di
dieci
a
le stesse
sempre
di ventun
no
otto
sono
pos-
chio
all'orec-
via
sotto
pria
quattro, quando
a
perch"
Gli
non
ogni
se
ripetere,lo presentano
a
poesia
nella
se
parmi
per
in
e
alterne
con
della
ma
nuovi,
sempre
belle
conservare
i toscani
come
canzuni
nostra
ripetono (e questo
stesso
concetti
hanno
volendo
quell'armonia
altrove)
iperbati
nella
comuni,
mancare,
sono
che,
assonanze
sono
genere
pochi
endecasillabi
otto
', forniti d" quelle
popolare
gli
di
salvo
e,
casi, i canti riportatiin queste pagine
e
carattere
un
stampa.
Studio
"
Niccol"
le
nanzi
in-
patrie
To3itu.sl!o,
critico
inserita
,
1", diap. 1.
itodbv
nelle
STUDIO
delle
trano
in
d"
in
fuori
Ne'
della
al
a
rime
non
la
stesso
che
o
ad
miri
degli
0
li so'
che
'
pi"
o
"
la caiitu
"
in
ripetizione
si
VaccuminzaggMa
^
Ho
assonanza.
Accominciaglia
non
par
quellidi
il
primo
altro
che
ha
tutte
versi,ed
discorso
dice
La
:
di
canti.
In
in
curioso
riet"
va-
ch"
per-
,
il popolo
mal
riferito
havl
camuna
rima, i sei invece
individuah
un
queste
irregolarit"
otto
d'un
delle
accordarsi
verso
Pure
sei
di
molti
chi
canta,
di
rispetti
ritornello
Ca-
:
in aria di l"iiusa:
vecchia, e
alcuni
"
canzuna
Bella, che
:
libert"
sono
anche
'Est"
genere
medesimo
nuova
pedi. Il mutamento
mamma
varia
la
alimenesi,che
abbastanza
la chiusura
La
a
quando
di due
Ghista
altro
cangiano qualche
dopo
siciliana
versi
stelbuono
bizzarro.
e
di otto ; l'avvicendarsi
me
persuada
amalgami
il canto
col terzo.
per
conferma
otto
quale
luogo
il secondo
canzuna
non
facilit"
canti
aver
sono
lo
inatteso
assonanza
sui canti
sempre
vera
sere
d'es-
dopo
versi, l'ultimo
sette
molta
rima
ne'
prevalgono
non
che
,
osservare
quarto,
zione
un'applica-
hanno
qualunque
anche
e
nuova
versi
col
ed
verso,
luogo
potuto
la
con
Consonanza
quinto
dar
per
poi
spesso
in
con
parola
incomincia.
che
nuovo,
pi"i che
s' incontra
prima
volta
concetto
un
29
POPOLARI
Accade
segue.
d'amore,
canti,
CANTI
sospensione pe' primi
con
canti
SUI
generalit"vaghe,
quel che
stati
esca
CRITICO
figghia" tignusa;
luoghi
detta
vedr"
la
a
di
Calabria
1l'arane iara
:
:
cchiii in sti mura!
incomincia
munto
di verso
lo disse
anche
della Vigna.
itodbv
Piei-
30
E
CANTI
questo ritornello
In
ecc.
ricorre
Salapanata
Cliista " cantata
Si' simpatica assai
Chi
suddivide
a
tia duri
e
mi
che
remo
vuole
egli "
se
esclamazione
se
orgoglioso
tutti
tra
rivestire
la
Nata
pagliaidi
con
i
di
solitari
campi
modesta
antichit":
sua
lusia,spartenza
per"
sacri, come
avviene,
raro
o
sieilianizsa
un
Vi
e
getto
a
me
per
di
avente
Antonino
di
piazze
l'azzimato
del-
scia
bellezza, con-
sua
d'amuri, gi-
un
Russo;
o
popolo
quando
tronche
rune
che
ci"
non
htiLiache
due
:
che
dii^nu
amori
popolano
il titolo
folle
magnu
obi
mei
'
lieddi, iiceicati,e
quaklie pdioU
come
chessia,
chic-
dsi Lilesti
\ua
abbonda
proprio,
di
capace
il consorzio
sono
disuoedia
inventa
mementu
manoscritto
e
"opeiadi
secunnu
un
Iona!
sul lastrico
passata
ii canto
aignifloato suo
Ecce,
In
im
pi" peregrina.
argomento
mosti'ero
del rettorico.
quando
esso
in
la
appresso
poco
la pai-tebiblica, ma
di
e
tonfo
sdegnu sfida gli estri poetici di
e
alcun
sanno
"
un
un:
l'idea
nella
e
di chi celebra
anco
I canti
con
l'unico
componimenti,
pi" gentile immagine,
nobilume,
'
bisogno,
altro.
o
cittadine, fugge il palazzo de' ricchi
solo
canzona,
" il pili simpatico,il piiigeniale,"I meno
canzuna
ne'
la
il cantatore
bestia, o
barcaiuolo, o
carcerato
un
riposa, perch"
bel
ogni
se
la
si
divisa
a
acca!
incitare
un
forma:
questa
d'aprili:
tronca
e
mini,
Gefalii,Ter-
fa' muriri.
discorsi, con
con
carrettiere
La
di
corre
in
spesso
regolarmente
come
egli poi
alterna
di
assai
canta, giungendo a! quarto verso,
considera
che
POPOLARI
di
Borsetto
Notisti'
io
ho
posseduto
di fatti luccesst
veduto
nelln
dal
Bar-
m
iuta
lomone-Marin
Sa-
w.fa, al
itodbv
STUDIO
in
velli,ciuretti
Questa
forma
stando
della
quel
a
a' mottetti
0
il
l)
3
d
1 U
si
endecasillabo
portano
im-
Palermo,
pronte
,
questi due:
da
1
I
Li
t
C
d
ed
I
ut
red
Ctot
1
(
d
e
campava
(hr
h
q
est
Be
12
ed
b
t
t
tt
hi
l
I
t
) e di quaRandazzo
l' anni
tl"^
i tt
f
th,
n
1b
ad-
solo. Ma
o
"
n
1
sapeva
muttetto
Og
ttfttdoetna
d
1 ) d
t
"li
p
canta-
1 cantatore
ooe
ut
ttpi
(
so
dtap(cet8"ll)
b
Ita
ui
t
cotacett
Oss
quinario
sentenze
1
0=
11
t
i
in
e
pu" vedere
d
lid
i5m
"
gnificato
l'eguale si-
1
8
M
est
It
mavano
si chia-
dove
:
gdqtdca
ta
quale,
al motto
pure
poco
strofette
il
tt b
beata
t
a
in Ficarazzi
3
amfeidi
a
dava
epigrammatici, argute
II
q
La
,
E l
t
pi"
la
seguente od i seguenti, che ne' mottetti,
q
un
gine
ori-
1
" U
'
1
di
oggi
I
coli
italiana.
il Trucchi
spiritoserisposte:il che
d
in
stramiotiu
accoppiati (che
ed
s'intendono
E
lo
con
esprimente l'invocazione,"
verso,
come
motto,
ciie si ebbe
cohhole'U) presso
0
detti
e
di muUu
valore
nu-
"
,
dice
ne
hanno
ottonario
intesi
chiamare
muttetti.
Ficarazzi
insieme
riuniti
che
od
volte
due
,
cohbole
il primo
pi"
poesia popolare
che
da
gliBtornelli
diminutivo
il medesimo
rappresenta
antica
31
POPOLABI
,
ritiene tuttavia
e
in
Bagher"a,
mutteitti
voce
,
udii
ne' dintorni
versi,che
tre
CASTI
detti in Palermo
duri, fiori,son
a
SUI
CRlTiCO
te, sono
t j
itodbv
32
E
questi appunto
mi
sentito
la lustricana
piliche
sestiere
di
Negli
Santa
di
mari!
il Luna
rita
tocchi
al
;
di
dalle
ne
E
so.
,
"
:
di
non
dalle
nel
pagnatura
accom-
floi'e:
un
il Mari
rosa;
nei
come
,
vota, Muta
e
e
delle
belle
per
di
lo stornello
che
raro
che
trovo
ne
mezza
fu
c"u-
Bosa
d'estati,
ha
Ano
ceduta
pre-
canzuna,
chi
vuoi
che
di malaffare
nel
poich"
duri, arrossendo
donne
queste
che
io insistevo
canzoni
pregando
ci cantano
a
ella
lu
e
mi
quale,
"
:
chiesta
riini
poco
perch"
,
gente
ben
un
cose,
a
carcere,
la
palermitana,
o
ama
dalla
e
qualche risentimento
senza
,
raccoglierlo, poco
" comunissimo
codesti
il duri
popolo
campagnuolo,
donne
buona
cattive
Queste
dal
pregiato
predilettode' chiassi;d"
una
me
procuri
di
pi"
sventura
Uosa
solo
dal
invece
accorto
rispondeva
a
.cantato
dirsi il canto
da
!o
tutti i nomi
si tratta
fatica
lontano
faceva
mia.
niente
galera. Esso
pu"
notturni
invocazione.
essendo
tenersi
duri
mia, G-irla
un
forse
lieve
punto
Arena, famoso
allegra
per
soromamente
verso;
Componimento
non
Ustica) quando
con
quellidi
con
E
a
o
,
ma
dalla
d"
I in
cara
quarto
quinto
Borgo
munemente
co-
Uparota
tenendo
invocasi
VAmaru
si canta.
al
di
aver
battente.
altri il Eus"dda
quali
la
a
tal di
un
d'araneiu.
luna
Pippina
,
al
amorosi
carcere
in
via, e
chitarra
lumia, duri
di
Lipari o
addietro
Lucia
stornelli
duri
di
di
madre
C'mri
que' giorni,veniva
di
canti
chiamare
(venuti cio"
di
mia
avverte
quarant'anai
cantatore
le
POPOLAKl
CANTI
La
io
si
non
geva
soggiun-
'nchiuitur"
itodbv
e
o4
facendo
si vien
quando
colla
quale pochi
paesi
il man"lu
dal
quale
sanno
mio
nel
maggio
a
d'un
cadenze
alle
chitarra,associata
udito
avevo
in
cantare
",e
Per
(1867) di
scorso
un'arietta,che qui
di
aicuni
In
dolcissimi.
suoni
bella,
le accompagna
che
dell'anno
Borgo,
nativo
solamente.
corsero
trarre
alla
mattinate
o
" Io struinento
questi versi
Ficarazzi
nel
'
serenate
saluti
molti
fti caro
mi
POPOLARI
CANTI
esso
in
udire
Palermo,
una
sopra
armonioso
sistro
(azzarinu).
villi 'mpinta
La
Io
vLilova
a
'Rrivari
L'aria
si creda
Chi
e
canti
facili
che
sul
tirato,e
chi
oonoaeono
la penna
dell'Alcoz"r
sappia
e
di
-NffanncUtttTuni
pistoiesi,bioh"
'
Si
canto
giova avvertire
oscena.
(Nota
delia
prime
{e
non
"
ist"
non
dovere
un
Meli,
di
Ignazio Scimonelli, del Queli,
di
luoghi
in
alcuni
in
Orbetello,scacciapensieri in
che
sa
numero)
beila si fa
:
Mariolu
e
popolare di Cianciana
capisce bene
le
le
pochi poeti.
non
proverbio siciliano dice
Un
chi
sono
vaghezza, preferendole sem-
di Giovanni
altri
buon
cosa
mostra
ne
perch"
un
come
le arie
che
aversi
non
a
'
bene
che
istruiti.
dagli uomini
conosciuto
sa
ad
eccellenza, l'unico
per
,
dettarle
"
nobile
d'esser
degno
persona
tanto
!a puUa.
il canto
"
pi"
c"gghiri,
'un
raccoglie
le
';
piiini'a
ficu ehi
La
arvulu
un
a
qui
il flco
che
nella
pres.
edisj.
voce
di
Sicilia,grillone nelle
tnulimi,
comincia
"
a
lu
malimi.
:
la ragazza
ficu, non
Italia. Un
tutta
ti diverti
tagne
mon-
; ma
v'" ombra
pei
non
liani
Sici-
di allusione
itodbv
STUDIO
alle
pre
canzoni, buone
Storii; dico
" il
adesso
metro,
dell' ottava
In
non
tocclii
brevi
Icggcndt,
il
a
che
fi a
nmafo
accoidmo
di cominciamento
preso
a
delle
una
creontiche,
ana-
delle
lunghe,
intendono
le
mente
volgardelle
seguente
leggende
ulh
altre
mancato
i! loro
strofe,che
che
baciati
urna
versi
sonano.
con-
Endecasitlabo
sono
dopo
gli ultimi
e
quasi
servano
Valga
due
un
Passioni
pio
esem-
di
Signuri :
Qiannu
Lu
d
11,1
Lu
SEingu
Ca
pn
Un
Ha
Figghiu
la
santa
appi"
c^niniVA
ciruinnu
via
j
cci
lavia
sanavi.
la tiumma
su
na
la Vuomca
brina
a
mparava,
)a trumna
arras';u
scuntritu
Iddera
bu
Malli
li strati spargiutu
pocu
Maria
la Santa
si
pri
nni
pola
Carini, i
come
finno
illa ottava
di
s
une
quartine
solo
a
d"
l"ccoglitori sia
di loro
tiche.
poe-
considerazione
differenza
qualcuna
sestine
forme
alternatamente
storie
due
a
gravit"
strofette
a
di
ora
delie
co'^i
alla
altre
sono
dette
quartine un'altra,
a
a
dt
picbentame
otta^e
due
due,
'.at-ic
nome
e
rincreiice
aver
versi
azioni
sulle
della Baronessa
due
i
che
degnissima
,
oi^
1' agio di
avvenendo
settenari,
quale
Oi
di
paeselli e
l'autore,varia
n' "
come
preferenza
Stona
conseivano
verso,
nei
figurare
leggende,volgarmente
stampate,
1
sopraccennata
molto
la
quinta
una
alle
sempre
dieci stoue
iiuietra
che
35
POPOLARI
a
che, ignoto
una
Le
CANTI
solo
pi" avanti
Accenner"
della
SUI
i villani.
presso
ne
CRITICO
jia,
la strata,
chiamata
itodbv
lu
ab
CINTI
"
Mana
Tu
"
donna
Vistutu
cu
Beddu
La
Come
lu
S"
so
visu
\cde,
ottave, viene
ha
e
parola
"
non
se
di
guisa
le ottave
di
Cumpagnia
rima
"
maniera
di
Ges"
citta di
1744.
Queste
altre
ed
metri, forse
devoti
di
elemosina.
Uno
'
"E viso
piagato
con
"
ne
tava
ot-
questa
parola
grandemente
'ntruccata;
nella
]"uttrina
lu
Cardinali
in
se
di
ha
ne
cristiana
Bellarminu
cati^uni
ecc., puema
e
vata
ca-
di
siciliani in
Binidittu
la
tava
ot-
Annu-
pri Antuninu
leggende antichissime,in differenti
che
n'ebbi
anzi
rima
ridutta
della
giorno
quei
d'una
verso
Mttrriali;in Palermu,
poveri
ciascun
'
ia incatenatura
particolare di legarsi tra
frammenti
sono
I
di
di
intruccala
la
di
Talora
la memoria
chiamata
Gramignana
sera
volte.
le due
ripetizione dell'ultima
che
la Duttrina
di
mnlenandosi
cosi
{lell'ultimo
letterario
bell'eseinpio
leru
"faropatu
otto
la
non
agevolata. Siffatta
un
'
stuiatu
e
prima parola dell'ottava seguente;
precedente,
loro
ce
la rima
tra
ncutitiaii'
VOSI
iimi,
ripetuta
luogo
la
ana
"
la sirala
pii
arnsto
m
ossimi^hiaii
p"
velu
stu
cu
Figghiu passari,
me
a
vi"tu
nchiajatunm
facci
E
eci
nnhaju
scuimdafa
J^vurata
vesta
nuddu
unu
Unu
hai vistu
na
(.a
Io
"
affritta e
vola
si
POPOLARI
di
citt" le cantano
11 luned"
questo velo
le vie
lungo
sogliono
ad
qualche
dar
o
loro
" consacrato
sacra
sul
sentazione.
rapprefar
dinanzi
della
le
qualche
alle
tina
mone-
anime
inconti-are.
gli
lio
case
asciugato.
itodbv
STUDIO
ClilTICO
purganti, il
mactedi
Giuseppe
a!Ia
SS,
o
Sacramento,
S.
a
SUI
CANTI
Sant'Anna,
a
i! mercoled"
Madonna
del
Carmine,
il venerd"
alla
Passione
Francesco
di Paola
37
POPOLARI
il
gioved" al
di
il sabato
San
a
C,
G.
vero
ov-
Maria
a
la
,
domenica
al santo
Quest' ordine
pi"
che
aiterato
"
dalie
del
della
santo
S. Giovanni
lugHo
a' 24
di
via
e
il
presso
che
celebrano
della
certi
con
settimana
e
della
la festa
Giuseppe, i
le Novene
di
delle
delle
mai
caso
Tra'
quali
Esse
canti
si
Sardegna
di
cerca
hanno
qualche
sacri
de'
da
luogo
e
,
far
di
colle
di
a
qualche
farsi pure
coi
Napoli,
nenie
di
di
h
esao
giorni
vicinarsi
seguito lil av-
precedenti
hanno
i
Passione
led"
merco-
(durante
Paola; nel secondo,
S.
della
Madonna
ricca
una
C'"
le
anime
triboli
cogli
dell' antica
di Paola.
DiesiUi,con
de'
degli
attidos
non
le offerte
S. Francesco
l"
tore
protet-
pesca
addietro
anno
a
il
Antonino,
annoverare
suffragare
poco
nerazione
ve-
corpi decollati,ecc.
dopo
da
dere
pren-
alcuni
in
Immacolata,
onore
son
-^ta
si
di
cui
grossi tonni,solite
per
cantastorie
gioini
della
a
fino
verso
grande
sentimenti
a
primo
,
ciechi
settimane
venerd"
in
tonnare
mancarono
i
nove
Anime
tredicina
una
cosi
per
della
in
di
,
di S. Francesco
Natale,
Carmine,
pi"
per
Nel
e
poich"
essere
speciah
festa, sia
quaresima)
pure
canti
medesima.
di S.
devono
le orazioni
di S. Rosalia
E
nel
pigliail posto
esse
giugno,
gusti e
a'
ricorrono
si hanno
dicendo.
popolo
adattarsi
sanno
che
,
questo posto i santi
di
di
onde
giornata :
Battista
di
la met"
del
feste
cantastorie.
al
aggrada
dell'anno, perch" ognuna
corso
"a
,
le
trapassati.
Abruzzi
o
Roma
e
d"
attitidos
di
un
,
tempo
itodbv
a"
GANTI
comuni
anche
in
Sicilia ed
Cesar", paesetto
le nenie
!e
vestite
a
acerbo
corrotto
esistenza
il
Vigo
loro
dice
di
di saper
"
di
seg,
=
Le
da
pure
calca,
uaa
del
di devota
riempire
del
figliuolo,
rito,
ma-
cliilla,
sar"
jirr";
munnu
traduzione
"a
De'
del
dev'essere
famoso
inno
molto
riore
poste-
diesilla si confonde
dell'Isola
Costumi
orientali
popoli
conto
codeste
gi"
e
voi.
sempre
di
Sardegna
297
II, pag.
,
1886.
di
tutte
messo
(Nola
piangeTasi
e
della
e
orvi, ninariddari,
del
moderna;
pres.
Palermo,
possono
Gianaone
minuzie
parer
,
popolari;
a' cantastorie
Per
soyra
e
ediz./.
le orazioni
e
intesi
,
sunaluri.
afondi"
Salomone-Marino
queste tradizioni
clie s" fiinno
morto,
un
catafascio.
a
particolarit", che
nell' espoixe
le elemosine
donne
bella monografia
nelCet"
di alcuae
tener
Eou
la
editori
Anche
suol
il
qui
ecco
1334.
Sepatairici
'
letterale
antichissimi
abbiamo
Lamantia
lu foeii In
comune
Itala, mentre
Adesso
"degnu
Bresciani,
cogli
il soffitto per
'
modo
madri, mogli, sorelle, alle
Frangipane,Ia quale
Antonio
Milano
la
a
Nell'uso
comparati
che
die"illa;
una
quasi
del Cardinal
Vedi
lettera
per
di Ficarra
ogni
la memoria
di gran
Quannu
'
accerta
'-.Della
fialello morto:
Jurnata
^
'. Ad
le buone
Die^illt
pare
,
invasate, menano
defunto
serva
che
diesilta,
una
tuttavia
cara
del
una
piangere
compunzione
e
avere
mi
^
le
Sardegna
furore
del
memoria
,
cominciamento
quaU
nostra
alla
di
stanza
in
Rammentando
subito
poetico
nef"a
nell' isola
che
Messina.
attitadoras
bruno, da
,
vantasi
le
e
dimenticate
non
si affacciano
prefiche romane
quali
[oggi
di
quel
su
gli attidos
e
POPOLAR[
o
tra
viene
conesse
mente
comune-
diesille di
itodbv
nn
GRiTiao
STUDIO
U
coir orazionp,
di
ricordo
quale
binidicu
la
Ti binidicu
E
lu
1
e
Il
di
cantilene
casa
'
lasciar
e
i ciechi
giorno
*
mente
madre
bito
su-
replicati
i
cui
ribile
inesau-
tesoro
colle
(2 cent)
si accaparra
della
stesso
non
" tale in Sicilia
passa
in
quella delia
ti battezz"
Suirargomen"o
vedi
:
e
ti benedico
e
canta
vena
no-
sulla
quale
di
una
il mui-o
carbone
con
di
donna,
vicina,
cappillattu, intendi
suona
la casa,
L'amore
la
venario,
no-
1' avvicinarsi
le strade
finito,segna
qualche
si
novene
giorno innanzi
i] cieco
caparra
e
le
Per
gere
avvol-
(21 cent.) alla fine del
per
dimenticare
che
balconi.
ninne-
ei suole
sera
qualche
gridando
vanno
verso
da'
dieci srani
diritto di ricompensa.
certo
che
schiette
,
acceso
preludio della novena,
Parrittii
che
della
cadere
il cantastorie
sua,
prete
Li
fanciullesca, m
alteinavmo
grano
mi
dell'uscio, qiiasiper
un
imam
addumaiu
tia
baci
d"
quando
spede
In duluii
e
quell et"
si
carta
e
quella.
cumpaii
questa benedizione'
in
(questo " pagamento)
paga
santu
oummaii
Yan''u
"more,
giorno "
in
la
'
,
di
sol
f"gghiti lu
caldiishimi
sempre
ccliiu lantu
pn
chi pn
Quatit' af"etto
a
ti vattiai
p"
puiu
la canmh
ricoiie
puitai
ligghia logglim
biniiiicu
Sinu
di stenta
ti
quannu
eappillann
bmidicu
Ti
mumentu
ogni
1 appi
chiesa,unni
P'iitinu
Ti
chi
misi
UOVI
Ti
E
figghiu
h mdieu
Ddi
iicconLo,
sacio
raoita
pei^ona
Ti
signi"ici
peicio
39
POPOLARI
CANTI
SUI
stato
acqui-
ha
queste malinconiche
che
udite
viceversa,
per
te aliWa
per
maggior
in
tornare
vanto
(f)
i citali
Vi!
e
CasiumI,
v.
1, p.
343
:
Soiiaim-i
e
itodbv
Balli.
il
40
CANTI
delle
nanne,
1' efficacia
quali
nel
ninni-nanni,
POPOLAR!
"
non
il
provocare
dei
nnenne
Napoletani,
forma
si direbber
fatte
frequenti
non
i
con
nannias
de'
Li
Sardi,
anzi
di
ove
volta
seguissero
ne
costrutti
l'endecasillabo; questo
alcuna
,
stampo,
mutamenti
bambini.
degli EUeni, arieggiano
rispettitoscani
sul loro
apprezzi
non
de'
sonno
pa"iiellede' Corsi, nannarisma
nella
che
persona
di
e
brano
i
parole, serbandone
giovi
a
strarlo
dimo-
:
E
a
Havi
la-v",voli durmiri,
suunuzzu
lu sapi diri,
nun
e
A-Ia-v", voli l" canti,
Comu
Voli
Comu
E
Non
li
di li mircanti;
figgili
li
canti, voli canzuni,
li
di li baruni.
figgili
a-!a-v"!
delle
meno
negletto
state
li Canzuni
dei quali in
scialeschi,
popolari
forse
trovo
E
?
Medici
perch"
a' Fiorentini
hanno
che
la
notturne
di
canti.
questi allegri
col
suo
altrui
,
applaudire,viene
una
grassoccia
fa
male
Una
n"
a
lodare
cantiniera
Lorenzo
org"e
far
di
di
a
quella
che
,
disonesto
pulcinella,
giare
man-
di
fruttivendola,
qualunque
,
anche
fama
l' ambizioncella
donnina
una
care
dimenti-
voglia di
bella
una
dei
giunse
non
la
po' per
carne-
disprezzarsi
onde
maschera
po' per
^.un
da
nulla
osceno,
colascione, un
farsi
libert"
spenta
canti
sono
italiana di canti
Son
canzoni
colle
orazioni
delle
raccolta
esempio.
Delle
?
e
Camalivari,
nessmia
popolo. Nulla
alle spese
non
di
solo
un
studiavasi
al nostro
leggende
sacre
per
far
nu.uub,
,
la ri-
*-a
POPOLARI
CANTI
.
dello
dal
il
di manifestare
a
di
quello
del
proprio
"
vocabolo
sar"
: e
astruse
non
dubbio
nominato
vero
da
e
risposta
di
ca
mani'au
Cu'
fu
ca
sprimintaii
Pietro
^
lu tempu
'ntra
p"i chiamari
fa
Eva
Msp.
Adamu
Nu"
E
La
pueta
la spr"mintau
l'omu
"
donna
'
Maniau,
'
SpHfninlaii,
'
Arrappa,
chiddu
" la
il dubbio
che
,
di
Tripi,da
ora
tutti
col-
suo
stuppa?
zappa
?
suppa
arrappa?
?
^
sti grappa,
di cappa.
la prima
mani'au
pi"
di la riti 'ncappa ?
fllaa la prima
ca
l'
del-
puppa?
Quannu, pueta, mi scio^hi
Ti
chiara
Fullone:
la prima
galera senza
pisci chi
Lu
^
cu
ca
ilei la
proposta.
conosciuto
la prima
fu
Cu'
Dotto
la prima
Cu'
chi cos'"
delia
piena significazione
giammai
Prop. Rispunn": Cu' fiku
E
obbligata
meglio
dal celebre
nessuno
la
e
nome;
rima
genio siciliano. Ecco
dal
creato
proposto
dovere
superiore
riprova pi"
di
trovar
possono
qiiasia beila posta
un
la
sua
questioni pi" alte, le verit"
Le
siciliano.
acume
colla
nella
ognora
nel
sempre
frivolezza
sfida
vera
una
la
quasi
non
che
; e
delia
si ride
compagno
"
nome,
dissimile-
nasconde
Io propone
chi
risponde
chi
II dubbio
del
il dubbio
rispetto. Raramente
paternit", perch"
niente
metro
Nniminu, indovinello,
per
stappa;
zappa;
la prima
suppa
chi 'nvicchiannu
galera
senza
;,,_,
arrappa;
puppa;
maneggi".
da
Mnc.
di
spirimitttau, speriment".
arrappari,
far le gi"nze.
itodbv
STUDIO
L'oniu
Su'
CRITICO
pisci chi
" lu
Io gi" sugnu
Quest'
altro
poi
CAMTi
43
POPOLARI
riti 'ncappa.
'ntra
scioti li to' gruppa,
su'
pueia,
SUI
si rappa.
tu
pueta,
e
dove
parla
,
la
"
neve
nello
indovi-
un
,
:
Fimmiiia
Fimmina
'Ntra
f"mmina
e
sugnu,
fu dda
matri
fu' nata,
chi mi
flci,
bell'aria fai nutricala,
'na
'Mmenzu
Livanii, Punenti
Libbici,
e
.
Sono
della
gl'indovinelliil passatempo
citt"
smessi
non
i lavori
attorno
che
meno
dei
al fuoco
de'
essi. Distintivi
la massima
sono
e
l'apparente
spesso
si traduce
onde
in
chi
soggiungere
"
questa
oscenit":
"
di
nimenti
compo-
doppio
quale, quando
ad
e
gazione
spie-
senso,
esiste,
comune
allontanare
significatosi
;
lunque
qua-
affretta
a
,
Nunziata:
mal
cosa
ac
nata.
ordinari
la chiusnra
"un'ahra,
ed
:
fa Vova
'ntra
la
il
troppo l'ingegno,di
salire
" cos"
l'uovo
non
facile
tra
la
a
:
pagghia V
quasi voglia avvertire
faccia
la
disonesto
indovineHi
Cu'
cosa
di
semplicissimo
'Nnirrfina'nniminagghia
la
nella
ore
il
mensa,
:
Nun
negh
parca
,
Pri la Santa
Ma
concisione,
quali,
,
questo genere
l' indovinello
propone
sospetto
di
concetto
un
a
popolo
i
campagnuoli
lunghe
consumano
,
di
d'^1 minuto
seduti
giorno,
.
di
compagno
tanto
indovinarsi
sulle
come
non
aguzzar
nuvole, perch"
a
sapere
p^Ha.
itodbv
chi
44
CANTI
Codeste
disflde
che
quelle
in
Vigo
di
talvolta
stesso
uno
le gare
nascono
,
quello
dalle
e
le tenzoni
gare
,
siavi
purch"
gli ardenti
petti.Ai
le armi
disdette
cercati
sono
tansi, si
viensi
sfidano
motteggi,
a'
la
da
ne
dubbi
de'
che
a
chi
salu-
da'
saluti
pi"
sciogliersi
ammiratori;
la gara,
si arresta,
! La
le antiche
ha
non
vittorie
odes)
Un
poesia (Carini
da
cui
"n
in
mezzo
le
"
rustici
al
festa
accorrevano
della
popolo
simpatie
o
le
delle
terra
per
puisia).T"e
Sicilia. Una
plaudente
i
canto
paese
li
accoglieva;
disapprovante
antipatie,sopra
a
migliori poeti e
chiesa
o
,.
celebrit"
religiosadi quel
fervorosi
ancora
montagne
Carini
celebra
pri cantari
un'annuale
tempo
cantatori
qualche
strimpella
e
salterio,di cui
sul
popolare siciliano
canto
nacque
e
in
il tintinno
,
volta
fiera,ed
altra
allegramente
colascione, sulla viola, o
sul
di
cionca
il vincitore
intanto
tenzone, ad
altra
tifica
mor-
cando
provo-
,
ad
bidiente
ub-
qualche
,
il vincitore
frizzi,
a'
sconfitta
sua
ritirasi
il vinto
vantando
ehi
a
zone
ten-
versi
devono
accendendosi
sono
,
della
,
guai
fischi
lo
s'interrogano; per
e
gli
inaffii
prosa
; in
o
taverna,
una
prima
e
il
tatamente
inaspet-
conche
la
avessero
rima, guai al vinto
i "uoi
vinto
mai
da' dubbi
e
capaci
scrive
questo
spesso
" disdetta
poeti
se
al proporre
improvviso; e
da
ogni maniera
di
e
siasi
qual-
poeti che
i
tenda, in
una
vino, cui
di
copia
di
tra
incontrare,
albero,
un
Allora,
,
opposti partigianifanno
sotto
"
gli ammiratori
tra
con
sollennit"
una
accorrono.
paese
far nulla
poeti siciliani allorch"
vari
fiera,per
una
da
hanno
non
tra'
avvengono
festa,per
una
per
POPOLARI
un
luogo
itodbv
condo
se-
emi-
STUDIO
si abbandonava
nente,
del
SOI
CRITIGO
subentrava
alle
secondo
un
terzo
un
zioni
Bretoni, di
de
La
cui
altrettanto
simili
affettuosamente
adunanze
altres"
pel
due
de'
canto
avviene
ai
lavori
campestri
? Un
m"sse
uomo
si mettono
l'uno
a
{scaca),0
nuovi
canti
canto
prende
Cantari
lo
lu
Barzas
IntroduQtion,
'
Due
Anche
di
ChanU
LXXIV
queste
non
saperne
consiste
nel
",
La
di
pop.
a
il
pi",
in
pop,
in
della
di
nome
col"
in
sempre
de
la
^ Simile
onde
in
Bretagne,
,
rispettigareggiando
cantare
sebbene
,
chi cede
e
Ruggiero
,
sua
casa
biasimarlo; il
avr"
o
mezzo
giovani
contendente
del
quel
comune
septi"ine "dilloii,
seg,
comuni
dt"tanza
ia
l'imo
D'Ancona,
il vincitore
cantargli stornelii che
Poesia
in
,
il
quale
assistere
due
posa,
partita
la
gara
tempo
anche
o
una
ad
nel
l'altro
importa
e
gare
dice
cantano,
queste ed
ripetono
senza
matto
la
gondolieri stando
j
per
jiag.
di
ciascuno
gentil sesso,
Buggieru
Breiz,
il Visconte
,
Alimena
; frase
"
donna,
una
scacco
in
dei
pardons
mai
specialmente
,
perduto
avr"
si
pur
{a riaita)
gara
il
disputa-
si susciti
s'" trovato
non
alterna, si continua
si
canto
e
lodare
in
:
l'improvviso avviene
per
che
questi vaghi spettacoli,
a
I
un'idea
rispettiquando
Chi
persone.
in
s'intrattiene
dare
poeta
popolari religiose.
resto, quel che
Del
entrando
clamorose.
Villemarqu" ', possono
altre
tra
vive
quanto
primo
un
quarto
un
,
talvolta
ripetendo canzoni;
le lodi
lodi. Ad
proprie
,
tutti
45
POPOLARI
uH'improv\'isocantando
frammischiate
santo
CANTI
ital.,p,
Venezia
dall'altro
finch"
gli d"
la
i) Dal
cantano
obbligato
soherniBcono
40.
parla
destorna
alla
Medico.
mente;
alternata-
l'uno
a
tacersi
b^a,
o
poca
Firenze, Tip. Mariani,
sua
cbe
lentia
va-
1859,
itodbv
46
CANTI
trovi
non
spiegazione soddisfacente,parve
dimostrar
a
chiara
sulle
Galafi, paese
la
POPOLARI
la
Nettuni!
da
di gare
genere
il simulacro
{Maria Assunta),
quelli che
alla
cantando
della
la rincorsa
consiste
appresso
alta
neil'alzare
dai
presa
al di dietro
prima
pure
le strade
adagiata
casa
infantili voci
alle
loro
si
mette
1
'
lo
pi"
Alti-i geaef
fine
vedi
ruggiera
e
bare
e
a
il
grandi
padroncino
p, 355
del v.
I
essi
sopra\"
con
fermano
gare
Usi
vanti
da-
fresche
con
della
degU
la
conducono
soldarello.
le
stenerlo
so-
per
precedenti, aspettando qualche
ripetono in piccolo
certa
Durante
invitati,si
balcone,
nel
e
canzonette
e
alle
,
ed
si-
Tra
quali
immagine
Costumi.
'.
{Nola
edizione).
presente
169.
Non
alternamente
cantano
i di
poesia
sono
satuj, quelli dei soli"tai,da
p.
cadere.
piccole
so'tto un
o
cantatore
i fanciulli
alcune
vo(;e
delle
per
Sulla
della
farlo
non
Assuntina.
una
una
mih
e
quindicina di agosto
per
del
compagni
di chi vien
sussiego
cresce
di
prender
la
pi"
Agosto
di fronte
dovessero
di
polose
po-
cantatori
L'abilit"
voce.
luogo
pi"
Mezzo
Vari
se
protrarre la cantilena",alla quale
attitudine
di
di s" si collocano
come
ad
cantano
ha
ie strade
per
"
\
quello che
"
Immacolata.
camminando
e
della
Tarantella
i sessi
Macl"nna
molto
presumono
bara,
loro
d'ambidue
della
e
alla
guisa
conducendosi
processioni
Buggeri
ballo-canto-pantomima, ed
quattro persone
Altro
nelle
certa
defmii-si
napolitana, pu"
fatta
in
pistoiese e
al
In
IMessina,
presso
-Euggiei-a (non Buggieru), consimile
montagna
stevole
ba-
origine siciliana.
sua
de'
creste
tuttavia
I, 148
eco.
(Nota
i canti
me
della
della m"sse
infeiiti negli Usi
pres.
fmultelti di lu pie
Costumi,
v.
ediz.).
itodbv
Ili,
STUDIO
Non
altro
qualche
la
lungo,
se
parola
tra
:
fllalella,ossia
parola
e
volgo
e
da
;
s"
H
canto,
lodia
ha
nella
associi
la
ne!
loro
alla
l'amore
di
luogo
ai
pi"
ufficio
che
errori
di
ritmo,
que
qualun-
della
Ecco
quale
e
copiare
meio-
veramente
ufficio
il canto
"
de'
canti
e
fare che
con
il cantatore
Amore.
costitutivi
gli elementi
il sentimento
fermo
ed
un
perch" volendoli
e
sar"
;
la
poesia
primo
tra
polare
potutti
l'amore.
egli questo
amore
? Esso
natura, schietto, semplice,spontaneo;
melanconico
nel
s' incontrano
perch"
bisogna
Donna
qual tempra
poesia
alla
poesia.
dubbio
" per
la
di chi li sa,
interezza
tutti
senza
i sentimenti
Ma
cantilena
isposata
della
raccogliere
melodia
tra
"
i letterati
grandissimo
un
esercizio.
IV.
Primo
{che
di demolire
non
senza
ripetizioneorale
la sola
rischio
parola
popolo:
ozioso
gravi difficolt"
avere
la
melodia
del
ed
vocali
consonante
tollera
l'espressioneintiera
La
canzoniere
puro
a
delle
il medesimo
qualche
non
anche
meglio
o
popolare.
di
dar
a
rende
contrarlo
a
I sciocca
perdoni
"
grammaticale.
"
non
sillaba
e
destinata
"
il canto
corregge,
edif"cio
li
ne
elisione
perch"
breve,
protrazione
sillaba
ira
armonici),
spontanea
esubera
la
soverchio
mentre
i
i versi
sono
,
pure
accordi
spiccati
della
che
e
,
metro
giusto
manca
47
POPOLARI
allungarlose
ad
ma
dissero, e il cielo
del
del
qualche piede
:
GANTI
SUI
tutti
u"
sempre
canti
de'
CRITICO
intenso.
itodbv
"
more
l'a-
48
CA
siciliano
L' amante
dimostrare
sulle
tronca
labbra
aequa
del
furono
amici
fino
Marsiglia ;
doni
Giordano
tosto
la invi"
che
sfere
celesti
filato
dagli angeli giungono
diamante
fine
gli occhi, le
"a
Come
bellezze
bianche,
la
la seta
neve
e
sulle
quali
il miele
la
palma
ella
la
le
d'ogni
sapore
sul
servitori
os"
vinta
sfidarne
ed
oscurata
regina dello
Stato
del
re
regno,
della
ed
pittoripossono
re
1 Per
la
l'odore, la
e
corona,
che
chi
non
guisa che,
dovesse
sola
carnato,
l'in-
principie duchi,
volta
il paragone,
dare
an-
le don"
primavera
di
una
le carni
la
sa
se
bellezza
re
e
cer"
vi-
regina di
come
ne
la
morta
decidere
,
il
siciliana, perch"
paradiso, e
;
piedi;
la bocca.
le donarono
ricchissima
una
capo
a'
oro
ciglia,stelle
dol'^ezza,il cinnamomo
Desiderio
maest".
son
Fr"ncia
faccia
di
rosa
d'
trecce
le
,
porta
usci
la
mortali,
lunghezza
pi" famosi
stesso,
de'
trionfali
con
dame
a
lei Dio
Le
dalla
d'Amalfi
i
dipingere,cos"
a
di
infiammato.
coralli,fonte
labbra
volarono
conforto
a
fronte, archi
maravigli"
ne
dell'Oriente
Re
con
il nome
riseppe
festa ;
Pittore
delle
Signore,
Pontefice; le
ne
aquile
tre
rest"
sue
se
fece
universo.
dalle
del
il Sommo
lei i Tre
a
della
il cuore,
tremare
l'ottava
no
a
espressione.
Messina;
e
Vennero
al mondo
nuova
fa
la battezz"
Roma
preziosi: e
fu
e
Palermo
bella.
Napoli
rimira
valgano
le bellezze
per
qualunque
ella nacque,
Quando
a
altrui
se
che
parole
ammirazione
sua
quale
la
donna,
e
la
ha
non
senz' altro
degna
di tenere
terra
farebbe
in
vita
vassalli
grandi
e
di
sua
seder
quest' amante
co'
santi
quanti appariscono
in
sulla
potenti:
itodbv
50
Adunca
ca
Bedda,
suli
sole
Ma
desiderio
posarsele
ti ecce,
e
o
in
pianure
e
amante
si
strugge
dal
lo
spera,
m
in
menta
della
"^eno
sulla
spalla
dolci
1.1 le
Ora
miele
i monti
in
o
maggiorana
donna,
sua
usifjnuolo,in canarino,
in
"lusuri
cuore.
di
converte
fare
un
paroline
che
poi
e
diventare
vuol
bocca
sulla
Giuri
menta
fonda-
dalle
scuote
i
vita.
a
li bianco
colombella,
vi chiamati.
", sole che
di ti amutai
toccale
vinciti,
vu'
lima,
no
ella
poi desidera
Se
po'
e
terra, che
ritorna
morti
la luna
potente
la
il
POPOLARI
CANTI
in
almeno
o
giungere
per
fra
nido
le
a
sae
le ammolliscano
di
affln
ape,
per
recarle
un
:
di ciuri !
cugghiria lu meli,
Si fussi apuzza
,
Cri lu purtassi 'mmucca
i
Ora
pesce
per
a
comperato
esier
diletta,della quale lungamente
reconditi; ed
ch'ella
neo
tiene
al collo
amuleto
alla
conceda
un
le
sole
note
giubileo a
in
cade
chi
lo
Papa
che
lo
a
lui,che
non
Spagna
sa
come
benedica
,
tocchi;
dando
ricor-
altrove
di l" da
guardar
Francia
,
forse
Turchia
,
pag.
la.
fa voti
,
10; ed
luna
ie
Palermo,
" di origine letteraria
cannoni,
ha
deliquio
principaliperdite di'questa terra, e
Monreale, Roma,
'
angiolo
un
faccia,e giura portarlo
al
sua
scoprire gli affetti
cerc"
,
e
dalla
mangiato
di lei. Qua
recarlo
e
e
che
dell'orto,
petto
nel, colombino
fatto
pel
coltivatore
or
amiiri '.
lu me
i
jBdb,
CRITICO
STUDIO
fervidissimi
che
ritrovisi
fortemente
poi
s"
Un'erbicciuola
muri
atterra
bella
sua
:
ed
gii ha
Il pesce
strazi
ferrea
sofferti da
ben
Ora
"
le spenga
si consuma,
non
la
cui
e
d' inverno
neve
fuoco
quello "
;
dalle
il firmamento,
cui faville minaccino
n"
non
del
che
suppone
chirurgi
"l
volta
il d"
per
seguendo
morire.
dell'amata
'
Fantasia,
E
in lei
lei
che
,
visitarla
il
anatomizzando
ritrovino
certa
i suoi
cuor
-gli manchi
cuore
suo
doppio
qui immagine
a
umana
brucia
tutta
spegnere
del
Ora
mare.
e
quello
corpo
e
cuore.
Rammenta
,
dal
e
che
tre
con
da
della
danzata,
fi-
certa
egli and"
pianto
narrando
ancora
avvivata
ferno.
dell'in-
che
suo,
informa
dolori, finisce
una
,
,
volta
dj
tutte
affatto
gravemente
il Viatico
le
per
" forza
e non
l' acqua
tutta
in
parti d'Oriente, le
giunge
,
degli
avvinto
gli orrori
cielo,le pene
incendio
un
sogna
del
idea
d' amore,
fiamme
dal
punto
lontana
cosa
al
andar
vuole
V uccello
poca
battaglia,Io sdegno
aspra
fino
giovane,che
delle
leva
si dimenticano
non
una
della
gli si
,
" vittima
catena
di notte
alle
^
fantasia
dimenticare
amo
questo povero
quali gli parrebbero
che
all'
e
su,
gi" squaglia
quando
nido, danno
del dolce
desiderio
fatto
vien
attendere
la
n"
e
donna.
sua
poco
di
beva,
la strada
preso
persona
amante
mal,
egli smarrisce
messa.
a
Lo
airavemar"a, che
fino
a
poco
o
sua
eolia
pilitesta
lo abbandona
paternostro,
mai
ha
Mangi
psnsiero. Amore
dal
a
schianta.
alberi
fuoco, n"
non
la
abbracciata
domestiche.
faccende
anche
che
51
POPOLARI
GANTI
disperda
" amore,
ed
al
cera
come
SUI
fu
a
quasi
alla finestra
supplicarla
che
affetto.
itodbv
si
52
CANTI
abbassi
risponde
la
per
in
gli permetta
e
nessuno
,
malmenata.
che
Fuoco
onesti
per
lo
apertamente
Quaiinu
Pri
Chistu
" lu
genti ca
sigmi
pu" pretendere che
in
del
salutamu
l"
di
venendo
a
questo
della
pi"
un
rete
che
raffaccio
sotto
a
o
se
il
egli adora
degner"
Vili chi vinili
vesti
cu
:
d'uno'
''
e
ella noi
sguardo,
di povero
cimeddi
vuol
curer"
e' sar"
trarla
pescatore
la
ci salutiamo.
ti vidi
"
tenzione
l'at-
:
riti,
sapiii,chi pisci pi^hiati?
abbasso
su
c'",allora
richiamar
di
che
questo sconsigliato,
le mentite
.Vurria
che
ragazza
tanto,
si sforzi
amante
cadere
vigilanza.
questa reciproca intelligenzanon
che
intel-
vicinato, che pensatamente
all' altrui
segno
*.
'
inutile
interno:
queste segrete
serpente %
loro, li farebbero
se
zione,
circospe-
nii'amamu;
nni
ca
pi"
andare
proverbio chiama
Ma
si persuade
ben
penetriil loro
non
questi
per"
stesso
se
cosi
di cc", siati onesta,
passu
ligen^,perch" gliocchi
il
donna
una
son
vendere
l'occhi,io calu la testa,
cali
conviene
profano
cruccia
ne
se
le raccomanda
anzi
ami,
diri li
nun
Tu
egliin
riguardi non
occhio
affinch"
da
paglia
di
poich"
ma
oggimai
lasciar
ritornando
crucci, perch"
N"
querimonie, e'
tante
a
piuttosto che
Barberia
ella
parola sola;
una
libert",la quale vorrebbe
sua
crudele
POPOLARI
testa,
'^(Sji. (
ti celiti.
itodbv
alla
CRITICO
STUDIO
la me
Sutta
Gliistu 'un
Cc'"
arreca
necessario
l'amore
se
che
sospiri,che
una
d"
pi"
bacio
adirato, il
se
gole
amor
vero,
d'
catena
in
e
serpeggia
vorrebbe
baci
labbra,
ziarsi.
sa-
lo calma
disperato, il
se
Io
morto.
ogni
strappa
risce
guadalle
del
aprendogli i gaudti
senza
di
esservi
senza
amore
cui
non
,
albero
come
non
pu"
foglie
frutta.
sfogo,
d'affanni
vuol
e
;
si alternano
'
se
dannato
se
novello
sulle
sperare
infermo, lo risuscita
Amore
una
il miele
a
uuovi
nascere
s'accrescono,
di caldi
,
senza
"
che
riconforta
paradiso; potente
e
l'altro
glilascia
dell' inferno
fa
quindi ardore
petto dello amante,
Un
c'"
chs
fatti
" di-
?
volta,amore
alimento:
trovano-
sti
que-
cerca
quali,che
de'
senza
trastullo
vano
non
; anzi
suo
alacrit", questi rifiuti che
passione ;
abbia
un
all'amor
mento
ele-
qnal
egli lo apprende
:
danno
che
esplicitaripulsal'amante
ad
fatto
dalla
germogliano
se
misto
gran
impedimenti
cuore
pigghiat".
pisci nun
e
pirdit",
quasi
nel
chi facili vi uni jiti,
quale rimprovero
Ferito
'.
magghi rutti,cc'" punti scappati:
Tempu
si
di piggh"ari ucchiati
loca
megghiu
Lu
non
chi facili?
finestra
"
53
TOPOLARl
GANTI
s"rvinu, gnirn", li vostri riti:
'Un
Dei
SVI
beat^
cantare,
lo amante
il canto
TJcchiata, pesce,
limpido
d'estate,
melanurus
s^ms
significatodi guardatura
lo sente
"
poeta; il canto
dolori
gioie e dolori, e
Al
ama.
chi
uscire
bisogno d"rsfogare per
ha
rivela
in chi
sera
e
quel
di
lume
canto
Lina.,
della
e
luna, in
si leva
ma
qui
gioie
arni
ha
d-
l'a'.l'o
a
itodbv
54
CANTI
nioso, lento
trova
un
volta
sua
pietosa
ma
i
Tace
tacere
a
misurate
con
eco
la
Vui
Inutile ! Ne
ntia
U^nmi
che},lifaccia
lo
tenuto
e
Iftto,che
iipoao
l'.colta
lettu
^
ssu
uumi
eh
haju jittatu
ne
dOretu
"
preghiere,n"
pei
si
:
lu ffuituratu?
lu
essa
minacce, " sospetti del fratello
le
gono
fine
metter
a
dal
nella
necessit"
decoro
le si domanda
il no
di
chiamerebbe
allo
rapire*
un
da
la vendetta
rit"nto
perpetua
verginit".
dell'amor
si
de'
dovrebbe
o
cercare
"
uno
supplica a
aferesi
hiani
al corpo,
lo amante
di
giunte ;
un
suoi
chi
cosa
? Ma
osasse
pensieri,la quale
ammenda
usi
in
una
caratteristici
vane
parte della gio-
ottenuto, " conforto
vita alla morte
non
da'
che
risoluto
sopra
per
ed
vuol
di lei "
cuore
no
degli
siciliano. L'assentimento
al poco,
Ssu,
donna
dichiarazione
all'anima,saluto
'
lungi
s"
lei,che
Eppure,
sordo.
espouT
consentita
il
famiglia :
pili che
la
sposo
delia
di rimaner
di tanto
Questa
di
questa corrispondenza non
genitori e
dura
di bellezze
e
presenti i pericolia' quali lo
le fa
menti
la-
per
vano
rispondergli;in-
a
mover"
egli la proclama dispensatricedi grazie
; invano
alle
ne^a
lela,
i
mei
costringono,
dal
e
dove
cuore
replicherebbe a
mia
lagrime
pei
un
i
t-hi curri
li
e"bo
giovinetti
pmsati
un
V'ha
volentieri
ond
duimiti
Lai^ua
Su
che
il desiato
ehi
Pirchi
cadenze
e
ragoii
membia
tremanti
POPOLARI
guarda
stessa.
pi"
che
tento
Conla
chissu, codesto.
itodbv
sua
futura
ogni
che
donna
,
"
non
di
uomo
d'
corredo
ogni
ripone negli averi
speranza
sua
55
POPOLARI
maggiore
tesoro
compagna
l'uomo,
CANTI
SUI
CRITICO
STUDIO
intenzioni.
oneste
:
della
Quannu
lu
,
zitu
dichiarazione
Alla
in
mandasi
un
altro
in
carta
tardi
prima
e
che
i doni
il
seno
sua
di
; e
il suolo
casa
D
losi
Di
rosi
Ca
p"riiiu dui
Ca
unnu
sunru
Di
losi
Lu
"tis"u
torna
a
della
:
capidli
io
i
tiniti
siti
Pn
a
\!
di
di li
rosi
io"
mi
mii
vur
su
E
di U
roy
palazzi e
E
di li
losi
un
n
hnraiti.
listili
iinamuratu
ca^uu
vascellu
"
vesti,la
abbuttunati
loai
schezza
fre-
guance,
apimpinati
lOfi
di
Rosa
cantate
Tutta
C\
signu
tuttd.
per
canta
e
masciddi
nnomu
"
sue
li vostn
tuiiatd
tutta
duri
d'intorno
letto,le
ntuzzati
dui
p"nnu
"
brillanti;
che
sue
li tnzzi
pittuzzu dui
S'io
di
trecce, le
suo
li \Obtii
ro
I
sue
cilpesti
^LHinu
Di
'Nlra
E
che
moltipiir
infinito. Pi"
simbolo
spande
il
pieno
"
rose
e
scritta
,
le
; rose
Ogni
rosa
ch'ella
dell'amata
d'oro
natura
che
una
si
quasi
cerca
gli occhi,
con
crescono,
dalla
bene
sa
dell'olezzo
e
ne
li trae
siciliano
Oggi egli manda
amuri.
nome
altri
:
saluto
un
la lettera
diviene
ne
; ed
uno
feluca, con
; i salati
d'oro
gli sorride, perch"
il
la
il numero
vengono
lo amante
gliuccclh, poi
con
penna
i saluti
seguono
sospiro, con
col
cos"
cano
zita, s'applicaa la doti,dice il proverbio.
v"^i la
nun
sparmatu
itodbv
36
GANTi
E
di li rosi 'na
Unni
Un
perch"
La
del
che
che
dalle
mani
da
eterni
E
di
questo
tempi,
solo
Notigi
tirano
d'accoMo.
in
" ben
V.-pi"
e
trassegnata
con-
cielo
a'
madre
p"sito,
pro-
dovesse
se
qualunque
gli basti
la
minacce
condanner"
vita
di
lei
:
vali
ri-
agli
godimenti celesti; egli
nell'inferno
di
suo
qual partito
a
a
famiglia,n"
la
pur
di bearsi
in
una
bellezza.
amore,
che
fortuna
odier"
n"
verr"
prima
ma
oonferma
pel parentato
raro
tutti;
che
i suoi
per
volger
meno;
Dio
tanta
gura
scia-
bero
l'alfigliuoli,
:
quosto
sempi-e
quale,
finche
ingiur"e di
luogo,la
acqua
a
nel
manterr"
caldissimo
per
ferma
saprebbe
sua
di
perfetta
" vero,
snelle
mentre
e
tanto
n"
ed
trapunta
del
non
lui mander"
rifiorir"
secco
mariti
e'
l'amer"
corrucci
scendere
vuol
senza
;
parte
e
vederla
questo,
scioglier"questo nodo;
abbia
'
a
d'amore,
cuore.
Morte,
da
supplizi,e
immagine
di
giusto giudizio del
se
esiter"
non
forte
bel
la
paventer"
; e
con
nell'amore
con
'.
garofano
sapone
la promessa,
non
bel
un
cara
di lei
tutto
appigliarsi.
Egli
costo
di
alia
stamattina, eglila desidera
un
lei,sopra
incontrarsi
piaccia
poscia ricapitata di nascosto
e
tenace
coll'Jnvio
offre
gliel'
ei
le mand"
gli piacerebbe
Ma
dono
questo
corrisponde
paradiso,
anzi
(fiord' arancio)
quanto
pezzuola
lavata
iu "u fartunatu.
di zagara
conosce
suocera,
scala giutili,
acchlanassi
mazzolino
POPOLARI
clie suocera
dell'adagio siciliano, che
della
e
nuora
moglie,
stiano
e
per"
per
insieme
lo
cere;
suo-
d'amore
innanzi.
itodbv
i
"O
CANTI
confermato
facile
che
dagli antichi
indovinare
a
in
alla
altrimenti
io
non
e
cose
essere
inchioda
cute; vorrei
"
canta:
le spine
mettermi
valida
N"
che
la
cuore
donna
pensi
i" bene
:
piiidel
spetto,
so-
gelosia,
di amore;
che
dell'uomo,
gelosia
e
han
Io sto
compagnia.
lontana, e
gelosia
male
mi
e
senza
mura
chi
l'Amor
penso
a-
pungono
rivestirmi
origliare,
faccia,con
cosa
"na
pratichi
di
nebbia,
casa
e,
non
dove
dorma,
mio...
"
l'uomo
cio"
rebbero
sa-
riprova
,
che
lano
istil-
cose,
indivisibile
della
ad
tetti
senza
vista,vedere
e
potesse
diffidenza. II
in
compagna
rasi
avve-
che
delle
fornirne
d' ogni donna
cuore
mio:
fabbricare
si
proverbi
e
"
di hraccio
e
non
malcelata
dispetto,rabbia
per" la donna
dell'Amor
i
persone
a
con
valore,
che
sanno
Amor,
E
quando
gelosia " piuttosto delia
Nel
ingegno
provinciale d'Italia
naturale,
suol'
la
tutti
le
atti di
noi; il suspiciosum
anche
conosco
guardi
pure
qui
ti'a
sufficienti
che
com'"
ma
d'
opere
opinioni delle
pi"
che
ed
nuovi
dimostrare, gli adagi,
dubbie
siciliano
dalle
giornata;
da'
e
si ebbero
passato
sicch"
POPOLARI
lontano
va
che
delle
da
possiede;
se
codesti
tu
lo
timori, di perdere
gelosisce
interroghi, egliin-
pareti domestiche
de'
sassolini
della
,
via, dell'acqua
Kd
che
dee
lavare
egli " geloso perch"
vero
hanno
venir
amore
non
possa
detto,
meno
occorrendo,
la
esser
sua
com'"
amata.
che
un
disgiunto dalla gelosia.Gli
le^iera
cosa
quandochessia
non
della
convinto
ama,
andar
donna,
il viso
aliena
al
suo
dal
per
se
stessa,
proponimento
gettare
una
ed
,
occhiata
itodbv
I
a
un
la
stringe
anche
mano:
lontano;
riesce
lo amante
sita. E
saa
d'essersi
come
ad
come
l'usata
sguardi, non
si " per
lo
certo
guardi pi"
0
E
luna,
m'
non
Naturalmente
alla
la
Dimmi
Cu
luna
giacche
di
non
fedelt"
non
sono
Il povero
della
sivi
espres-
magia gli
un
tamento
mu-
sposo,
luna, perch" la
sua
maricandosene,
ram-
amata
!
l'amanti
a
addutna
unni
dui timuna
E
da
travagliato,
la solita
mia,
cchi"i li lampiuna ?
ha
rispostaper lui;'il quale,
fidanzata, domanda
tu;
capitare
cieco, e vede
poca
di lei
sposo
:
ia luna,non
affrontando
"
della
avverato.
clii cci f"ci io
Ga
dover
semplicit"le accoglienze :
chiede
non
legittimo
stesso
hanno
non
;
al
lungamente
cos"
! I saluti
volta
una
che
Amore
accorgersi
no
59
POPOLARI
lo
"
s'inganna.
dopo
e
"
quella
gli pare,
e
lui;n"
a
in
amante,
nuovo
CAST!
si l^gj
mai
reggili'na
la metafora
capirla,senza
si
non
:
ulteriori
si sccivi,
o
navi?
capisce
si fa
o
smozzicature
e
le viste
menti,
compli-
egli le spiattella;
Ora, flggliiuzza,
parrarau
Chista
Come
'un
Ha
suecessii
Ma
no
uomo
"
liggimancu
'na
am"rinni
che
'ntra
sente
amari
a
quattru, cincu,
!a
:
l'Ebbre!
'ntra
donna
nui
;
dui,
e
sei.
propria dignit" egli
""-io-
,
glie qualunque
una
E
almeno
nodo,
passione
che
s' arrestasse
dimentica,
fa
a
gi"
se
di
causa
questo
!
gli " possibile,
pure
ma
tanti
pur
affanni.
troppo la
itodbv
60
pi^a
"
facile
a
della
perdita
maledice
e
vivenza.
r indole
indomita
profusa
si converte
dfige. Le
in
"
Dove
dimostravi
Tu
divedere
dove
e
bionda
come
ingoiai per
che
pece,
amf,ra
amor
tuo.
tante
volte
abbeveratoio
mestolo
di
Se
dover
a
a
dj gente
di codesto
tuo
in
cru-
non
pigliarne
a
alla
donna,
che
affetto
mi
pi"
che
uii
d"
dolce;
l'aloe, che
fi
recare
chiesi
pi"
non
scherno
nella
razza.
pentolino, ben
la
un
su
sei
ora
volta
una
io
mano,
al tuo
onore
procurare
bianca
Quand'eri
e
parenze!
ap-
ti d"sti
ghiaccio, e
eri tenera
d'ogni
biasimo;
tema
l'uDmo
crudele.
dissetarmi
test"
simulazione,tutto
barone, e gettasti lo
ebbi
in
il loro
chiede
era
e
lode,
La
vengono
diventasti
baciavo, ed
d' averti
un
e
sei infida
argomentavo
credesti
tutto
eri fuoco
io ti
Siciliano,forte
l'incomparabile
! che
qual
le.ironie
e
osservare
tramutasi
ma
ed
l'inferno
di
tostamente
rinnovano,
andate,
sono
? Ah
cangia
satira;l'osanna
i frizzi
promesse,
a
si
si
serenate
pilil'amore;
le tue
nell'odio.
piene mani,
a
il posto.
altrettanto
fatto.
pace,
d"
gU
fiera del
la
,
ha
darsene
sa
argomento
nuovo
prime
ognuno
dolorosa, che
pur
nobilmente
e
nell'amore
quanto
tu
qui
sulle
vegga
quell'essereche
a
da
E
In
per
risoluzione,e giorno
sua
aifetto
s",ma
si distrugge
di donna
risana.
ripensando all'onta,non
impreca,
mi
"
non
leone,
morso
non
quanto
con
inattesa
non
Tuttavia
nera
vipera, ma
d'arte
,
del
morso
quasi pentito della
pi"nge
notte
l'inno
virt"
per
ii
si medica
trovarlo:
egli sembra
"
lenisca
la
che
,
medicina,
in
il balsamo
ed
cocente
il veleno
e
POPOLARI
GANTI
casato;
dino
contame,
che
tua
fontana, o^i
Ben
io lo teuni
io ebbi
il
le chiavi
itodbv
STUDIO
codesta
di
lo
Ola
CRITICO
scherno
"iM
omu
Cu
menti
io
ti
delizio
rai
di
te
di
una
punci
altra
in
che
hai
mi
b"cciu
d
ceitu
Curuzzu
questo
'
oocu
to
Dico
ton
te
a
d
eoa
i
ca
che
laro
del
figuiitan ente
detto
romeo
a
tu
I
mUacotogna,
per
cut
e
i azze
gna
vcn
ciot
pi
ingiuTie
ntenio
aiarez
si
tuo
due
i
od
i) diininutivo
"onuaBi
cui
a
e
fare
o
"ve
s
stizza,
1' aria
onde
del
i venti
le strade
v
iticchiara
j,ros8i ]
e
1
umbrollai
intenda
per
haju
virticohiara
a
ancbe
nuora
lano
gn
e
ole
s
scenda
i
^entilt
woso
nelecotogne
Haju
chp
cutugnu
perche
a
amoie
dispiacere Di
Ulora
suocera
iltio
I
ii3s!i
d
^uenc
otogna
nel
ari"aimo
olii la spai,e
guastali
la
hmu
nellp
nela
elle
'
riditi
iini
'
palleggi"" titt
la
muori
or
munti
vi
vi
scanipau
Citugna
siccome
pagliato
im-
dui pareli dmignati
eu
Su
E
fantaccino
un
sapili
nni
pena
fecenn
"aininanco
an
d
lungamente
te
iicutugnati
vi
Finta
culufffteiit
nesce
ca
111 stumacheddu
e itugnu
di
ciitape'"td
iui
TutEu
ben
curii
e
ani
di
omu
d" h
e
Chiuvfu
E
serri
di Napuli manciati
Cutugna dugiiu
d
"anciito
peiduto'
Cutugnelda
Vi
questa j,iumenta;
giovane
1
pipittjli
daveimi
li
ntia
ca\arui
di
laver"
chi
u
jimenta
na
jinci
migliDie
doloie
ricade
61
POPOLARI
io la frusta
aiuti
seri
GANTI
SUI
1 ama
si
e
tugna
ezia
ole anche
1 errami
cerai
t tti
canterei
i
e
d'andanti,
"^
ziti
itodbv
62
e
CA
sarcasmi
di
lo
; per
pi" ogni
riconciliazione, stimolo
buona
Nondimeno
amore.
e' si
in l" che
pi"
va
il Siciliano
natura
tal
se
"
finisce
cosa
a
nuovo
rappac"amento
non
si
cosi
fatto
che
di
la pena
pagare
qualcuno
se
non
s' attent"
fuori
la
maldicenza.
sua
lor
da
di
violare.
quasi
integra, credesi
questa parte
il
Ecco
tutti i
del
cuore
dell' avversione
serie
una
donna,
di
disoneste, che
e
nell'altra
e
altro
ad
senso
ratamente
sciagu-
pena
decoro
eh'
brutto
per
proverbi,che
nella
quasi
sempre
anche
nel ritrarre
Questa
isolano.
nostro
di allusioni
pi"
mira
non
meno
o
povera
pascendosi
volutt", solo
tutta
figlia
,
gettano il vitupero sulla
che,
egli
venir
pertanto
,
sconce
sume
pre-
prezzo
piace, in quella che
se
sua
la suscettivit"
caro
ti d"
se
efficace
poesia distinguasipure,
"
la
racchiudono
sdrucciolevole
morale
a
quei
quale
la
,
di
E
di
i limiti
oscena
differenza
a
forma
una
mai
poesia
qualunque
l'onore, e' gl"fa
sorpasser"
brutto,
maniera
una
macchiarne
di
o
in
avviene,
non
stimi, imperciocch" di
,
di destarne
intenso
pi"
e
una
con
al soddisfacimento
che
,
di
brutali
passioni;essa,
della
importanza
La
e
vera.
che
E
con
cuopre
del
potr"
svelate
"
ci", io
tutto
sentimento
farlo
allo
sentimento
a
fidanza
studio
; n"
e
col
la
a
forse
e
pi"
,
il velo
conoscersi
dei
a"tri,son
buon
turale
na-
cenza
compia-
riiimovere
solo
minata.
esa-
meno
invece
vorr"
non
intendono
nostro
assai
pi" spontanea
questa poesia,buona
que' filosofi che
e
un
posteriore, quando
cose
nore
mi-
non
poesia gentilissimafinora
gentilezza"
mo"to
delle
questa poesia, avr"
successo
da
nostri
io
stumi
co-
viso,
d'av-
d^no
itodbv
STUDIO
CRITICO
delle rette intenzioni.
od
amore
in
vengono
abbastanza.
qual
odio
meno
anch'
tener
che
il tacerlo
fronte
essi. Al
essi ed
ovvie
simile
con-
verit"
il buon
il
riguardano
unica
come
altri lo
amore
chi
dell'
medicina
marito
gli
e
,
quando
ostacoli
abbia
non
appone
al futuro
che
" il notamento
ne
suocera
e
1' altra
della
sulla
ci"
di
un
nuora
'
,
Proverbi
le
e
siciUani
:
quali
La
delle
di
ebbi
della
Suocera
che,
sita,
minuta,
l'una
Popolo,
aii.
1,
a.
e
la discordia
proverbi
gi"
sulla
toccare
a
malcapitata g"oe
la
nelle
Nuora
,
Oel
tra
anzi
nozze,
ragione
de'
a
opposizioni
santa
querimonie
illustrati
dalla
genitori: onde
nmnero
andare
della
de'
bel
,
volta
Le
causa
suocera;
gi"
prima
dichiarazione
di
dalla
preventivo.
di
maggiormente
alle virt"
apporre
rappresentano
e
donna
incominciano
famiglia.Da
suocera
della
corredo, preceduto
nuora
della
prima
che
frapposti
da
e
malattie
precipua
L' idea
" il desiderio
campeggia
vivaci
e
altri lo levano
delle
quale
uomo.
le
immaginazione
matrimonio,
bestemmiano
perdizione
espressive
V
vertire
av-
ascolta.
,
della
il far
di porgere
natura
ferire
di
di volutt"
" inutile
frasi
e
non
costume
che
cielo
a
parole
possono
canti
De'
in
mento
fonda-
scevra
non
particolar
possano
dandomene
tutto
forse
fermo
per
i Siciliani
loro:
del
non
nostra
non
talfiata
di
quale proposito
cos", che
'
puto
sa-
abbondante
tengo
giova, che
non
chicchessia
a
questa
altra
siasi
gl'Italiani,
qual pi"
poesia lubrica; ma
di
la inclinazione
vi
che
toccarsi, credo
a
s' abbiano
guisa
,
ed
altres",
pi"
essa
dubito
i" sovercliio
partorisce,per
la
Non
maniera
di
63
POPOLARI
sappiasi,che
Quando
il soverchio
gli estremi
CANTI
SUI
"".
itodbv
Ore
64
CA
fatta segno
vane,
ostinasi
voluta
di chiamar
di
figlia
la maledetta
agli strali d'una
Ielle
gema
Vogghm
Cd
cantari
l'uso
madre,
e
che
fuiono
mune,
co-
che
perch" sparisca con
huccurf
C ogni
lu
La
vaju
Cam
la
tutta
sono
e
Wdla
tu
doloiosi
1
e
sciagurate
'
Schetta,
'
Mi
'
"ttassa
che
meno
Santo
ia
altasmri,
mala
razza'
*
ispiitti iccenti
sempre
quando
li
e
che
impreviste
tengono
e
pono
erom-
spesso
lontani
l'uno
allora,quanti palpiti,quante
voglia di
che
pensare
la
donna
,
cantare.
avvelenare
Gr'paldi 'da Palermo,
a
vecchia^
col tasso ; qui significa n"
pi"
avvelenare.
riferita
colle note
slienia
illusioni ! E
intendi
da
drrassa
gic/vane, zitella.
ragaziia,
passa,
s
sta
lu
timori
quante
,
idda
e
sta
lacettla
nun
li dividono
cause
c^ll'altro. Quanti
speranze
e
amanti
petto degh
dal
la vecchia
mattasia
con
fan
a
'
^
pa.sa
mi
soggiii
vasaii
pn
sclietta
'lUgno
p"
duci
COSI
haju
Molti
Taccio
me
parola \i
Cci dugnu
mentii
mautu
mi
quarnu
Cunimattu
*
voti
che
al mondo
saranno
n"
seconda
fa
amore
donna
nella
comot"o
Nu"va
in ambo
Dottore
di
scelta
le leggi, ha
st'ottava,
que-
siciliane, illustrata
Rbne
degl'Italiani,t. I, (In Palejino
MDCCI-XX),
pag.
.
CCLVI
:
E
soialari mentii
Vogghiu
vogghiu
schetta,
bu^q
chi
fei'i chiddu
mi
sguazza,
m'arrisetta
nUnna
me
Pirelli quanno
di
la
C"" lu sopr'ossu
su^gii-azza
,
S' iu jocu
e
staju muta
a
tutti
L'errami
levala tu
Morti
sunnu
S' iu
i-'
rijo ramponi
sta
suspiri
m
mala
'""-
n
'na
setti
razza.
itodbv
66
CANTI
qualunque
rifiutato
la
come
E
amiche
stelle,se
che
"
non
del
cuore
Io
vede
la vede
calare
che
maggiori
Nascivi
a
mare
ed
egli che
vi
fondo.
Oh
nascivi
'na r"tica
cu
Quattr'anni stetti lu
Cinc'aani
stetti
Novi
E
fannu
di l"
fugge
il
poesia,
ond'"
la
e
Cos"
fuoco,
ha
sempre
'
*
da
combattuto
piombo
getta
una
queste
sono
!
furtura
\
:
signura.
sventura
che
crudele
! morte
mille
badando
non
allo
vita
soavi
quindici
a
immagini
sbigottimento
alimentato
impedimenti,
speranza
da
contrarie
d'un
ritardato
lieto
mare
di
sguardi
da
da
t"gli,
pun-
avvenire,
passioni
tanto
i
'n furtura,
e
gliuzza
pa-
,
Am"nucciatti,
Mari
il
*,
amatu
cli'liaju
amore
dalla
sostenuto
dal
la terra.
un
contrastato
anzi
turbatu,
vaggheggia
toglie
fine
lontananza,
:
invocata, togliedi
"
cuore
tutta
presa
picco
ap-
,
pi"
ove
anni, quando
di
ahi
questa donna,
'n
vui, bedda
cu
un
si fari luna,
nun
li donni
sunnu
senza
sfurtunatu,
muiinu
stetti lu mari
Sett'anni
e
sotto
al mondo
lu suli ammucciatu
Stetti se' anni
Ottu
a
nascere
si! che
vintura
"
a
n'ebbero
io lu
tane.
fon-
due
a
dimenticato
in
ve
gemono
,
lancia
non
occhi
necessaria
negletto
galla ,
Quanna
ebbe
non
ragione
Altri
a
cui
assomigliano
della
quello
suo.
andare
sciagure
egli
modo
cuor
s'
nessuna
per
cotal
a
pianto
eh'
,
vedesi
,
certo
per
egli i
corredo
dal
vite, e
POPOLARI
il
itodbv
e
pi"
Sd"
pi" terribili,
quanto
potenti,tanto
di
chi !e ha
v' ha
dal
sgorga
l'un
poesia, la quale pi" forte,piiielevata
una
di chi
cuore
r altro
Amore, fede, stoicismo,
canta.
si sostituiscono.
altrove.
e
Quello
fa
impallidire i poeti
di
poter salire soltanto
d' Elicona
le
quali
,
guadagnare.
lava
In
del
tipo
vero
gabinetto
istudio
per
e
mi
di
riversa
affetti
si
impetuosa,
seppelliscee gorgoglia.
ma
di canti
questo genere
Un
triviale
concetto
un'
idea
la
,
bocca
del
dietro
le inferriate
questa
recher"
un
il
e
dato
di
irrompe,
si
non
delia
e
se
fra-
arresta,
costitutivo
pi"
libert"
di
duta,
per-
dalla
comune
,
del
acquista una
carcere,
significato
inesprimibile.Forse
magico
:
ma
di udirne
per
"
detenuto, dall'atteggiamentoeh' egli prende
simil genere
accada
le vette
osteggiatoe travagliato.
l'amore
e
che
,
perdoni la
L'elemento
" il sentimento
arte
genio
,
secentistica,si
dannato,
con-
poesia
per
per
vulcano
nostro
del
quanti stimano
e
piena degli
la
canti
Toscana, Lombardia,
unicamente
essi
de'
connubio,
Sicilia,in Calabria, in Napoli,
"
da
istrano
Parlo
scarsi in
Corsica, quanto
Venezia
come
in
popolari
tanto
in
la natura
Carceri, carcerati, mafia.
religione,pianto, riso, stringonsiin
e
forte
pi"
sentite.
VI.
Pure
67
POPOLARI
CANTI
una
effetto
io
che
me
confesso, che
qualcimo, io
tal
a
reca
o
ad
altri
un
canto
ogni qoal
scatto
quale piet"
forma,
come
fremito
che
non
di
volta
molla
e
mi
gnetica
ma-
non
Bjgnii"care.
itodbv
so
68
"l povero
Quando
cattura,
sua
gli si affacciano
non
come
laccio
il ricinsero
che
la
nera
di
figura
! Ed
l'aria fosca
diventati
in
di
distribuisce
E
essi
Filippo
Chiappara
di chi sta
a' lembi
'
Anche
dalla
dello
nei
sua,
delle
eterno,
onde
varne
pro-
a
U
e
del
male,
tempo
suo,
chia-
Pietro
Giordano
la
Gioacchino
terra
vesti,
e
popolai-e corso
eludere
ovvero
porte
del
S. Pietro
madre
la fiaba
la
cerca
vigilanza
paradiso, perch"
lo ric"ccia
ve
di
Lui,
saliente
aveano
Tenetelo
osato
Perch"
" unico
al
aggrapparsi
lei sollevarsi
^. Cian-
si dice;
raccomandato:
ben
di
popolare,lutt" quelle
aveano
seco
Leto
quellici'uiiligendarmi
E
Mi
bassa
suo
canto
nato
trasci-
uno
dove
crea,
il bene
Oroflno.
cielo,respingeva, secondo
che
-stessi loro
agli
vicar"a
Cosimo
o
deva
ca-
,
lass"i colla violenza
anime
che
qaegVinfaiHi.
di vederne
lanne
Ardito
al fuoco
scappa
esosi
i traditori
guardiano
a
pioggia
immortalarli
inferno
sfuggire all'ira
invano
la
cagnotti
,
equa
Nunzio
o
doppio
suoi
ai
si chiamano
nuovo
in
di
e
spaventevoli guizzavano
servit"
che
condanna
e
che
il momento
quelle bolge
lAbrando
che
curando
eglivuole
sospira
e
gli orrori.
se
lampi
libidine
per
padroni;
minsi
i
torrenti,e
nidla
della
glisi appvesenta
non
quel gendarme,
^
gridava: stringete?
a
Come
giorno
orribili al pensiero
lo afferrarono
polsi!
a'
il
piange
carcerato
que' manigoldi
per
POPOLARI
CANTI
sicuro
acelleifito.
itodbv
COITIOO
STUDIO
ciabelia
invece
viva,
persona
Ma
il
piaghe cocenti.
se
E
frattanto
la
se
egli"
nelle
godono
conforto
sar"
affacciare. E
viene
noi
della
delle
ai
per s"
e
le
ma
riduce
salvo
dev'
ser
es-
sina,
di Mesdove
non
,
si vedr"
amico
arte
per
i rei
mentre
gnorri; e
viso
un
donna
derelitto?
Cristo,puro
Trapani
di
la
largo
di persona
gli altri,suol
per
del
Cittadella
nella
Vicaria
nel
Finanze,
nulla
lo
fanno
non
celebra
La
che
esacerba
e
ingegno
per
da
quelle
al mondo
r"bili
or-
questo
gentile.
e
nuova.
popolo,
La
di salute
vita
Egli predicherebbe
siciliano
Il canto
sua
la
cosi
o
liberare, p noi
a
nfiracolo
uggia
la
perch"
ed
Ges"i
come
Colombaia
lui,dove
per
segrete?
nuovo
piazze, e
nella
ovvero
termine.
il
la vita
sostenere
Favignana
in
deportalo
s' accresceranno
,
tapina
e
K
le prepotenze
e
l' altro
" balsamo
innocente
,
che
l' animo,
speranza
vorr",
Vergine
la
come
La^
chi
oh
manca,
pi"imartella
a
coprirsidel pallio
di vederne
speranza
e
abusi
a
pi"
d"
memoria
sua
Gli
giova?
rigori un
; i
pi"
cosa
nella
mai
nocque
non
continueranno
e
senza
qual
che
querelarsi a
Giustizia
che
benedetto
sar"
continuano
della
birro
come
,
""
POPOLARI
CANTI
SUI
Vicar"a
vecchia
vecchia
" l'attuale
ficio
edi-
una
volta
tutto
voglia
,
egoista,
avida,
dire
Marina
della
renza
diffe-
a
:
"
comu
la
die
Mamma
di
San
Perni
.
'
Cianeiabelia
,
nella Storia
avventure
di
Oroflao,
Jachinu
nell'altro
Gioi-dano
ecc.,
nomi
Letu, storiella popolare
mondo.
Vedi
nel
II volume
mentovati
di birri
in
poesia sulle
di
questi
Canti
polari.
itodbv
loro
;"3^
70
preteso luogo di pena
che
POPOLARI
CANTI
l" i carcerati
rehbesi
ci
stavano
giacch"
poco,
anche
pe' malfattori
comodametito.
chi
Una
buona
si dicesse
se
molto
non
v'ha
'; e
disagio
a
afferma
che
ci stessero
vecchierella
rando
deplo-
,
la trista
giorno
un
forte
rammaricavasi
convertita
in
altro
dicevami
che
io lo vedevo
:
Turiddu
anche
^, e
ricorder"
ne
lo condussero
ora
che
ci
non
dalie
antiche
corre,
quello essendo
l"
alle
bische,canti
quieto
'
Pocbi
secolo
il
ricorderanno
tribunali
fosse stato
dato
perch"
cosi in Palermo.
Marina,
fu
esercenti
il
'
"
n"si
sempre
ed
alti
qualche
tribunali
re
degli
e
fu
Vicaria
potest" viparia del
ad
essi
in Napoli
come
nella Piazza
dall'inquisizione,
Vicaria
rimase
all'antica
,
nella quale i delinquenti furono
feibbrica,
nominare
di
nome
il titolo di
in fflro
di pena;
Plnauze
de'
sede
per
il Palazzo
Quando
convertito
solo
la
ci
,
qui che
rispettivi.Aggiungo
dire,
vero
divario
gran
questo palazzo delle
latto
qiiella
sospiri pianti
qua
luil
bito
proi-
di
reclusione,questo
"
come
hanno
quanto l'animo
sollazzi per
,
'
un
prisjioni
di
me
laggi", dove
nuova
torto, che, per
gran
luogo
anima
con
semplicetta
La
attuali
comportasse
addietro
archivi
e
pi"
casa
buon'
stavo
Piemontesi
".
il
a
stringevoal petto. Io
cantare...
aveva
cere
car-
gliparlavo,ma
e
quei giorni che
questi
stata
era
come
quella
quella Vicaria
venuti
di
lo
me
di
in
son
perfino
donna
e
sempre
Poi
si stava
rito,
ma-
fosse
Quello s"
"
lo vedevo
solo
non
suo
a
Vicaria
"
ogni giorno
lo baciavo
me
l'antica
quale
ne!
essa
,
nostra
toccata
stabilimento.
,
di
ventura
di-
un
carcere
non
dosi
trasportati: ed oggi volen-
si fa altrimenti
che
dicendo
Turi, Turiddu, Turidduzzu,
Tot", Salvatore.
" inutile il dire clie il popolo nostro
chiama
taliani d'ogni provincia, che
non
sieno
di ^dlia
Vicaria.
Piemontesi
o
del
giiI-
Napoletano.
itodbv
CRITICO
STUDIO
guai
in
,; l'una
in
all' Ucciardone,
1' altra
abitanti
dunque
si
pr'uii euteddu
Ca
"
capitare
di Turinu
ligginova
Sta
cbe
vero
questa Vicaria,
siciliano
fine i
hanno
Quivi
della
libert". E
d'orrori
cost"
tanti
chi
a
'
Si
pi" malvagia
anrd
importa
,
Avvertasi
carcere.
13
anni
inedito
esso
di
pure
i
vale
anni,
ecc.
per"
portatori
canto
"
di
vi si
poi
non
di
patisce
che
dentro?
il
stato
:
si
niente
esser
armi.
vero
fonnai"one,
recente
e
,
che
!
; pare
Dal
d" che
jiri seifanni,
onde
sette
a
si vede
Come
il comando
capomastro.
condannati
concep",
al mondo
vista
eondannati;
va
chi lo
a
spegne
questo luogo
tenne
ne
fu mai
esser
Car^rateddu
Ila
che
nato
condan-
del
a
vent' anni
il codice
tanti
di
punt"
Fiore
di
di
pri
sijgnu
aspettu
Turinu
contatto
la
frammento
poi questo
quest' altro inedito
con
donna,
'na
cunnanna,
con
!o storneilo
toscano
:
canna.
i so" per
i
ido
in
cui
il progresso
Maniere
aspetto
si nomini
di
la
citt"
questo scritto
differenti
ricordale
di
Torino,
altre
,
di
condanni
:
E
che
meglio
prima
non
sia
ne
tridici
va
chi
pensare
chi
a
il demonio
vinf
a
quel
,
che
l'aspetto
lungi presentasi in bel-
da
tesori. Maledizione
lo fabbric"
Opera
galera ?
in
giuochie gli spassi,quivi si
il fuoco
pu"
vinni,
ma
pu" saper?
si
che
tridici anni.... ".
va
guardarla
a
perdita,oggi
tanta
semplici trascorsi
per
fossi. Come
di
,
lamentare
non
scalo,
uao
a
circondata
di bastioni
degli
rumore
capo
,
solitaria,cinta
il
alla citt", tra
mezzo
li
POPOLARI
CANTI
SUI
mentre,
come
meti-opolid'Italia
in pi" d'nna
canzona.
itodbv
v
72
CANTI
il povero
cantatore
l'anima
ammiserisce
tutto
piangono
piangi
anche
scrivine
gli
da
sole
in
delle
nel libro
de'
;
immense
di
vivo
ii
vorrebbe
come
i! povero
hanno
e
,
vivi
tal
vile,che
la mala
ubbidiente
il fa
l' uomo
che
consorte
altro
,
casa,
altro
dove
stringa
quello
loro
dei
e
nelle
la scarpa;
uomini
Pari
Lu
'ntra
omu
iiun
li dammusa
judicj mi
diasi ;
di
gli
camerati
fremere
di
a
vina,
ro-
debole
e
e
sogna
; bi-
miare,
bestem-
ricordano
iti
propria
che
sanno
presentarsi al
tore
governarsi col tradi-
veri
uomini
veri
quelli che
pari
che
legge.
uomini,
con
sutta
"
libert"
di stare
segrete folleggianoe r"dono
cli'"
strazio
alia
quello
dall'altro
giovani onorati; i
L'omu
di tanto
i malandrini
di convivere
dappertutto;
suolo.
suoi
loro
il modo
essere
tribunale,differente
umido
d'animo
de'
Laonde
rigori delle
lo trassero
" indizio
indegno
tacere.
e
de'
donerebbe
via, egli abban-
devoto
e
proponimento
maledire
trovare
lagate
stanzette, al-
sue
gustare quella
adattarsi a' loro gusti,con
al
le
volta uscir
gli antichi, compagni,
un
figliuolo,
inverno, dardeggiate dal
Egli lascerebbe
diverrebbe
e
mera
" l'antica-
nuova
ed
dell'argilloso
un'altra
carcerato
tolta !
Ma
perdesti
estate, bersaglio in ogni tempo
malsania
sta,
fore-
caverne,
in
piogge
della
pi" profonde
Vicaria
tombe
il corpo
le ossa,
morti, alzagliin memoria
Questa
croce.
stagioni,della
Oh
orsi
che
dell'inferno
glisi schianta,
il leone
dimagra. Piange
madre,
o
il nome
dentro, il cuore
petto, glisi rodono
e
tu
funerea
una
vi sta
dal
gli esce
POPOLARI
come
potersi
non
ne'
bagni
fanciulli:
'n campagna,
terra,
Figghiu,
parr";
itodbv
74
CAKTl
cui
bastate!
forza
FI
!
la
'
Con
carcerati
debba
a
quindi
sapeva
inUEinzi
per
di
bene
menar
malfattori.
da
l"
anche
avvede
ne
sp
Cu
tra
lui
pi"
di pena;
dir
per
il
ciet"
so-
consorzio
di
il carcerato
temuto
si avvisano
adunque
luogo
pronao,
della
,
le mani
carcere
legge,
semplice tagliaborse,
l'esempio e pel
corrotto
Male
della
infette
far
di
prima; onde
Io scopo
,
sapr"
e
frustrato
tempo
corrottissima
gente
pregata
uscendosi
che
queste membra
curare
un
certo
peggiore
essere
voluzione,
ri-
in Sicilia '.
saranno
egli "
alla
tabula
vera
ferventemente
o
le speranze,
! Se
di
sono
son
d'una
scoppio
primo
,
il cuore
intese
non
tenza
inappellabilesen-
sua
attesa
istruzione
defraudate
potenza,
di ribellarsi
lusinghiera,la
speranza
siffatta
carcere
che
vera
al
Vera
governi
lecito
alla
spacciato
lungamente
quanti
da
si faccia
apporre
sar"
13!
astuzia
o
chi
a
di
o
Egli
naufraga
umana
gua"
autorit"
sua
mettersi.
sbaraglio intendano
qualunque
contro
POPOLARI
coloro
cos", del tempio
lo steaso
cantore
che
tengono
ri-
duzione,
scuola, intro-
"
esso
branco
allorch"
del
delitto;
sentenzia
:
di la Viciria,
dici mali
Cci fallissi la fauci teddi feddi ';
Cu
dici
Coma
'
Questi
narei
di
propria
hbeii
e
twiti
pei
njannati
ma
trittiene
speiaoaa
E
mtno
le pnme
sono
tanti
sola
VI
la c"izara
ea
ad
essere
condannati
opeia
dei
noto
loro
a
castla,
puvireddi
il condannato
che
nelle
iperte
Ia\oii
consorti
!
e
Eidliajio dallo
grandi
ne"
furzati
esta'oi.
a
moti
vita
Co
rivoluzioni
del
sono
stesso
Boan-
le
ceri
car-
1820, 48, 60,
usciti
erasi
belli
per
itodbv
l^e
e
STUDIO
La
Non
ila
animo
lo diuturne
io
s
1
1
avpalo
-".
desiderio
olo d
di
virt"
mille
!..Si
ora
Oh
che
niore
e
ella
ne
fortunosi
"
suo
in
sul
ru^e
i casi
sopra
gli amici
da
di
"
la
condivide
che
la
bene,
che
lui
non
vane
gio-
una
gi" lungamente
rimasta,
la
polvere
che
dar"
che
madre,
tante
ire di
capo
del
il
vita
in tant'oblio
intiera
"
pesta
tem-
! L'
palpita,
:
speranze
spenta
ancora
a-
dere
compren-
filiale. Ella
,
dorme
vento,
sua
s:mpre
desideri
non
al
figliuolo,veglia
povero
piena dell'affetto
Giuda
la
rasse.
sospi-
parte, in tanta
d" lui ! Benedetta
dei
feroci
men
bellezza,invidia di donzelle,
sofferenze
razza
sata
l'u-
fortuna
s"; rammenta
,
no,
di
largheggiavano
che
intenso,divino, che sapr"
sentire
a
rammenta
dileguatecome
benedetta
bugiardi amici,
patemi
allora
si arresta
cuori, per
sono
virilmente
continui
esibizioni,quando
e
vecchierella
una
liberarlo.
per
di
e
cos"
degli anni, e
scacciato
ora
di
Ed
solo
anima
'.
prostrare. Smessa
a
fossero
offerte
1
ang
e
osi
ne
purieddi
fatiche,i
al fiore
torna
quinto
1
li
e
il condannato
z'i
1
con
vino
ir
I ilda
pe
'nsigna li strati
cu
75
POPOLARI
vi 'nvja,
spirito cos" forte, non
"
int ep
vi
CANTi
" violu chi
c"reara
Chi
SUI
CRITICO
altri
sulla
terra.
Che
se
la
madre
de'
sonno
giusti
allora
,
se
ne
il d"
1
prega
della
"'anima
benedetta
che
,
luce
sul
Pui-tedd,i, hnoglii
gemente
ne'
impetri
dal
cielo
superstite:
quali stanno
i ladri
a
toccf
la posta
Viandanti,
itodbv
a'
76
CAUTI
Matii
'"
ca
chiaiiciria
Vili siti moria
On
e
joimi
notti
La
lo-^trarmuzza
Avviene
forse
Ciistu
Ue^"
sempre
di "no,
minacce
; e
la
terribile
di
ritardata
Nuii
Vn
che,
ora
joriiu novi
dialetto
ora
perch".
forse
ha
col
il che, in
quelli di Metz
*
dalle
piglia
vendetta
violenza
dine
libi-
sfrenata
che
il cuore
gliostacoli
ne
scender"
altrettanto
che
l'hanno
di
ufficio di questo
ca.
Sfardaii,
in
che
viditi,
mi
sfardari ':
li vid"rili;
questi
il
casi
vale il quale,
"
esso
popolo riduce
il pi-eseate.Ne'
e
vascia,
rebbi
disprizzat",
significati; ora
di
quale
Alli"bir-ar", paragoge
'ti
molti
sillaba,come
d'una
'
arre
Fuori
uun
furtuna
^
sii
disprizzati
mancanti
"
cui "
di
alternata
venga
vendetta
sono
preghiera,
questa
quello di
tanta
la
v"scia
'n
nel
ilsolo
lo atesso
ha
disprizzatino,
Pirchi
Il ca
che
:
Kun
'
mia
il sentimento
tutto
maggiori
quanto
a
volutt", ora
perch"
,
ognuia
"
cui il piacere d'una
minaccia
a^hiaccia
ari
meridionale,
per
il carattere
un'uva,
pr
lolta
con
un
capace
pr
rara
fatta
mia
chiaiiuia'
allibbirissi
qualche
l'unica
a
manco
sempn
p"
mia'
a
sepurtura
na
iddibiu
cc"
uia
pii
lassastivu
mi
Ca
Ca
ora
ntra
li guai
un
ura
latti chi d^tivu
Tiittu Jdu
'Mmenzu
POPOLARI
altri paesi della
a
un
giusta
la
semplice
misura
canti popolari
Francna
quale,
il gue,
pitivo,
riemi versi
toscani
fanno
di libUrari.
tessa.
pure
dioesi
soiruti, strozzati, stracciate.
itodbv
STUDIO
CRITICO
Mentri
Un
Mentri
la
a
scialu io, e
cantatore
n"
viniriti ;
*
piacevoleggia
il crederebbe
ride
e
mai
rimpianse
attristarsi
seppe
di
? delle
cliianciriti.
vu'
non
le altrui
per
,
martii"datj,
'nc"nia
me
77
POPOLARI
nn'aviti, Jucati e scialati ',
Jornu
Questo
CASTI
siti marteddu,
jornu
Un
SUI
tutto
di
e
delle
caie
gli
non
bove
come
sforzato
L"
che
mal
che,
non
sorriso
lotta colla
forse
lo
" alle
Cu
a
pollici
in
feroce
che
del
la
di Din
vita
pi"
,
pazzu;
matarazzu.
stissu m'ai
cc"
1
P
lei
0
pe
pu
flt
e
felloni
Canto
affer
nu
m
ntto
"
e
lop
attacco
o
m
Ja
"/"
i
ra
ul
zo
a
,
Diu, c"rcacci 'ngrizzu ^.
cuteddu
vato,
ele-
viene
catene
pri capizzu,
"
in
dell'Angiolo
quell'anima straziata
nesciu
nun
lo
cuore.
sti gradi m'appizzu ^,
a
suo
gli aguzzini.
vedrebbe
dolore,
;
vederlo
del
e
pi" espressivo
di
di terra
Anc"lu*di
guardie
trionfare
gemente
petra dura
'na
stu
e
""
Setti parmi
0
del
carzaratu
col
a
egli
;
gli pesano
i Geremia
sogghigno
prese
miserando
Pi mracuJu
Haiu
"
anche
l'ultimo
Su'
le
presso
canto
stato
e
leggerglidentro, si
a
delle labbra
Un
che
maraviglia
gli Eraeliti
morte, Satana
consolatore.
ritrarre
fa
comportano
disperaaone
e
anzi
sbertando
camerone,
Se
catene
,
venga
dei
,
,
d" nulla
ture
sven-
giammai
,
(ucchiali di Gavurru)
sue
tutti,e perfino, chi
delle
manette
le
n
1
itodbv
:
78
CANTI
Mi
E
k
VII.
il
sia
credente,
; che
poi
il siciliano
nei
pagnuolo,
di
grazie a
Dallo
sar"
che
trover
confuso
1
gli
cresce
g
le
b
1
1
tal tatto
0^
no
\
che
d'un
'tigiano,
o
n
in
erno
allo
non
cani-
in
una
sul
far
,
elle 1
o
j
e
e
ne
ore
1
0
e
o
d rete
i
questo
u
metterlo
religioso fino
ove
or
mi
e
morale.
nell'abituro
j
voi
oli
Colt
u
te q
Ite
sconosceie
sempre
di
o
ne
ra(.c
sia
Penetrate
tu^u
voi
tuosamente
di
fin nella
yorr"
nessuno
superstizione,"
pescaio
sera,
fuoclii
alla
di prove.
bisogno
della
rima
,
popolo
dubbio
barca
fi" nella
Religiosit", superstizione,
s"rupolo, tino'
ha
sublime
poesia
!... '.
!
assonanza
in
Morti, la strlnciu,e l'abbrazzu
"
questa
Che
givfu,su' sempri 'mpizzu,
v6tu, mi
Veni
POPOLARI.
e
e
1
e
l
e
5
de
Ito
famigliole alfetcrepitio de'
loro
col rendimento
a
intiera
e
]
h
opolo
,
giornata.
pel quale
quella religione
che
t"
non
,
jBdb,
gli
de!
manca
piantarlo
'carrucole
sulle
volerlo
divoto
e
giudizifallaci
i
del
questo punto
su
quali
la
lo
e
oltre
Spano,
a
canzoniere
bella
una
un'altra
sacre,ancora
cosi
eroici
di
di laudi
cielo
un
quello
del
vicino
tanto, che
a
quando
purganti
non
avviene
alla
tre, che
volta
iscende
uno
anime
In
Paceco,
il
i fatti
come
quanto
Ogni
"
nel
quel
basta,
mette
'da
la
pi"
a
di
pretende
andarsi
a
riporre,
alle anime
della
far
di
superstizioso siccome
che
venerazione
fra noi la
fervore, di
converte
paese
di sotto
Dio,
Maria,
a
che
sempre
deve
a
corpi decdlati; alle quali, a
tuffo
un
" laude
scalino
de'
in
in vita di zelo
panegirico
Dio
giornata, serbasi
paesello
accesi
non
che
; ed
siffatti mostri
soverchio
per
'
di
cui
ritrarre.
a
paese
la idolatria. Anzi
con
Lei,
patrono,
di dare
anche
costo
Celesti
tanto
non
qualche
alle
o
leggende,
teologicaiperdolia si
La
giunge
santo
suo
noi,qucsto
degli altari; inneggia
l'onore
di
cantando
che
poesie popolari
,
che,
cristiani
que' primi
parola
ne
abbondanza,
,
dell'universo, ma
latria
di
profani.
orazioni
ti'ionfo de'
1' eterno
sospiro d'ogni petto.
in
religiosi,ai
,
divino, godono oggi
Creatore
lo insistere
canti
collana
Ai
il canzoniere
mano
consimile
,
celebra
in
prometto. Presso
ne
ce
tutto
sacro
di
dente
cre-
pensatore.
i moltissimi
fronte
lieta
va
di
di
e
,
prudente
copia
tener
Sardegna
sia
se
tanta
con
appena
possono
Anche
vedere
per
libero
sudano
che
progresso
si mettano
quali vorrei consigliare che
nostro
d" coloro
in
mutare
la
gli rinverde
che
travagli
ne'
79
POPOLARI
,
vengono
speranza,
a
aiuto
suo
GANTI
SUI
CRITICO
STUDIO
poesia "
societ"
santi
e
confina
tant'ol-
andata
non
beati
ha
temuto,
pel
Trapani,
nu.uuu,
cielo
',
OU
CANTI
quali
a'
si raccomandano
tutti
e
le buone
N"
coloro
che
questa " devozione
perch"
ho
"
fatto
in
dovuto
il
seggieri assaliti
bambmi
colle
a
al
quindi
ed
fervoi
e
quah
non
ai
da
colpo
un
IJ ?Qo
di
anno
di
colpo
(,
di
'"
Il sentimento
che
btiani
a
"tentiti li
mai
goni,
parasacio
di
stona
ignoranza
del
nnmaginazione
,
nelle
smcero
della chiesa,
a' mmistii
baizellette
frizzi,equivoci,
delle
madre
curiosit"
i
della
giu'^tmato
i
puma
di
sapienza
^c"iimta
iverc
"i
m
5ua
leppellit" nella chie-.a di
vanno
si
,
della
fanatismo,
avverso
nuti
ve-
nella esagerazione,
sua
nel
di
e
sante
anime
documento
a
mIIiu)
Fiii'jteri,
H
pas-
risuscitati
di
e
pregare
S
Fi'ances
impetrar
ad
o
di
giazie
Paula,
i
poveii
Pacecoti
'
Sulle
Anime
prannatioa"i
della
pres
e
,
ghesso
lun-
proverbi, che, pubbhcati quanto
una
7^ppa
bruna
prende luogo
della
nspaimia
quella sepoltura
su
'-ta
insieme
tal Fnncesco
un
pei
di
sai
me,
che
non
tavola
nondimeno
filatessa
una
vntu
non
iricredibili
iti aiuto
morti
pescatori
religioso,puro
stianezze
ed
,
pei
la
Sicilia
la notte
per
di
e
aneddoti
tutto
un
in tutta
poeti lo tiaticma
profano,
popolo
suo
il
figlie, ad
mescola
che
leligioaafacadeila
accecando
perch"
poi
de'
leti
flg^liole.
provincia soltanto,
correnti
fiume,
ladri
e
altres"
ma
,
storie, paurose
,
la poesia
scalda
del
da
annegati
sa
di
un
i' Orato
nostra
vagolanti
di
corso
di malaffare
affettuose, le devote
persuadermi
anime
le donne
pure
guadano
della
penuria
poesia,di
e
non
ie madri
mogli,
gran
POPOLARI
il I utpitolo dei
dei decolliti
vedi
"iaraoishon
negli
Usi
e
mici
Ci/stuim,
v
Eas/'i/
IV
s3
fNola
edi:)
itodbv
e
82
CANTI
novit", non
delle
dalla
trae
importa
che
ebbero,
non
'. Se
non
solo
legame
intimo
n"
in
differenza
breve
ricordo
delle
io devii
ho
fatto
che
io
col
suo
vero
che
e
narrano
affatto
sono
'
Questo
'
Sui
ogni
e
ne
ha
encomiastici;
ecclesiastica
solo
loro
primo
:
*
de'
generali
homines
Vicario
ediz.).
revisione
Il sinodo
nascere.
caniilenas,
hujtxsmodi
nella
aut
non
cosa
a
audeanl
a
o
d'un
canta
questa
seconda
in
canti
questo
Mto
in Sicilia
di queste
;
"
pi"
santo
o
alla
di
nata,
gior-
maniera,
biso-
caso,
scherzi.
sfuggito
a
quanti
!o intervento
della
poesie popolari in su!
di Messina
nwworiter
aip-griAataefaefint.
,
scarsi
poco
religiosie degli
vgltaun
nisi
cui
mare
chia-
tanto
ne
ma,
di
presente
avesse
dieci
miracoli
se
a
nesimo,
cristia-
poesia
,
diocesano
oraHones
l'altro
rispettinel pieno
otto
e
cessaria
ne-
i! racconto
del
apparirebbero
vita
stretto
la
tener
si
i sacri
appartengono
intender
di
genere
occupati di poes"a popolare
autorit"
pres.
vuoisi
ve
pi"
e
eroe
bisogna
proposito rilevo pei' la prima
ci siamo
Teva
non
qualche
quelliin
son
il
indeterminata
dal
se
vocabolo
altro. Moltissimi
un
anche
laudatorio
di
nome,
numerosi
versi, i quali
e
del popolo
concepire
^.
Ma
qui.
soltanto;
significato del
quanto
geste
relaziom,
semplice laude,
a
alquanto
fin
parola
cito
di
il canto
sacro', riducentisi, l'uno
nessun
costa
appicco.Ac-
avuto
aver
possono
lasciando
tra
le
menti
lontani, avveni-
tempi
trovare
che
storia
che
senza
queste relazioni,ma
" facile
della
fornisca
gliene
che, nel modo
non
dirsi
Potrebbe
fantasia
vissero
che
danno
a
,
che
uomini
di sorta
se
ricchissima
sua
glieleinsegni, o
libro
POPOLARI
del
recitare
prius
(p. I,
revisae
e.
XV).
1663
prescri-
aut
et
cantare
a
nostro
fNota
-
itodbv
della
STUDIO
rimanei^si
gna
metri
SUI
contenti
ad
altro
e posporre
letterari,
che
non
di
fino
so
In
popolo.
cospatso
nei
povera
Angela Agnello
scorcio
del
L'iUiDd
Pr'un
lu
DPsei,
d acqua
con
sugnu
Havi
tant'anm
chi
nni
su'
Altri
la dasti
ranti
mi
l'ai^omputo leligio^o,ed
la compaisa
parte che
di
Accumpaim
Cu
k
cada
Ognuna
"
stellp
iiguarda la
Nun
Ca
vidi
tem
Cuslu
la so
"upra
chi
a
questo
sebbene
a
nel
cui suole
:
di nenti,
la jumati
quanta
e
hi
tu
nun
li
onniputenti,
penti,
di tia la va"funata'
Sfila da salari, desiare, bramare,
'
*
AcoumpaHu,
dar
f"nnaniento,la
ali Olienti
fa strata
solo
col popolar
""paia sfudarata'
Tu, piccatun,
Sana
!
morale
co^a
cuncum
apra,
codate
stidda
'na
dici,che
dello
;
ma
presagio
poesia
avanti
un
chi
cosa
*
una
viva,
innanzi
pregiudizio dell'infausto
luogo
ad
la Samaritana!
sthieiano
si
affetto
pma,
luntana
l'acqua
a
dii'si
possa
di Monreale
di la to funtana
uni
Comu
zoncina
can-
sfila ',
mi
chi
dunamiUa
alla
di
"
tant'anm
Dm,
e
esuberante
nata
Havi
0
chiuda
mi
servirsi
canto, attribuito
ciera
,
decasillabo
" l'en-
non
canzwna
qual punto
a
seguente
XVIII
pocu
della
ogni modo,
trovasi
secolo
metro, che
il rispettoall'inno
,
opera
GANTI
che
piuttosto
e
;
GKITICO
apparve.
itodbv
84
CANTI
POPOLARI
.
Chi
ad
sentenzioso
com'"
sa
Renan,
medesima
una
debbano
quanti
filosofia
perch"
tempo,
an
il Siciliano,poeta
hanno
poesia
e
vuoisi
il
presente
tener
che, come
proverbi siciliani,
tutto,
di
spiritodi
loro
questo
questi proverbi,oggi
0
almeno
cosi
non
1 Fiorentini
,
E
chi
vero
per
del
tiri
non
con
ad
non
anche
chi
ne
passo,
del
ha
tesori
de'
cosi
non
ma
dire
affinch"
Mirabile
l'oro
di
la
sua
"
con
si "
non
soli
compete.
non
si
badi
perda
verit"
dono
pretenEsso
non
forse
o
li
di
muover
al tempo
e
al
borra
e
luogo
nella
coppella.
virt"
di
persuadere
nosce
co-
spilluzzicocon
ogni
nella
zioni,
tradi-
com'esso
una
li profonde ad
che
appunto
sue
dire
a
buona
qualunque,
? Tale
faccia
/?"-
siciliani.
una
estraneo
non
i Napoletani
Tratti
multi
e
quali " padrone,
,
mondiglia
in disuso
:
buona,
troppo perch"
bisogno; per"
adagi
dalle
pochi
di
uno
pi" famose
iscostandos"
alla
a
le
mestierante
un
quali per
gloria che
i molti
conosce
i
d" coloro
una
perch"
parlando
il discorso
infiorato
il popolo sentenzia
" alia boria
fatta attenzione
cose
i nostri
che
sa
canti, ne' quali,
dei
fin da'
volta,celebrando
una
napuUtani
,
contado,
udirne
debba
come
,
massaia
che
perch" andato
so
celebra
gesti rumani
rintini
del mondo
e
Pare
si fosse
quali tiri,tre
Penisola,
la
in tutta
di
gentiSezze,pei gesti i Romani,
so
non
straordinario
,
non
maestramenti,
am-
di
sentenziare
comune
le
per
per
isolani
utili
conferma
d'Italia
popolo.
del
tempi antichi dagli stessi
a
numero
quelh
il catechismo
sono
benissimo
questi canti, pieni
superiti da esperienza^ A
ci"
dice
,
origine,immaginer"
essere
filosofo
e
e
di
commuo-
itodbv
STUDIO
Yere
via
per
lo
senza
ricorda
d'
che
Si
pruvidpnza
bta
Havi
su
Mentii
SI
Pinsatt
(.1
metU
dt
ttadiz"one) su
tutti
Fullone
ben
lo
poteva
esser
lu
bbijiii
ai
'
va
nni
rhe
torie,
cani
banchettando
{secondo
dimentica\a
non
negl'istantidfl
cento
su
lui,che
1' anima
pi"
sotto
altri canti
corrivo
alla loro
perseverante
,
co'
volta
il vestito
del
:
pietre
rompi-
ti ammoniscono
nel
e
fare
voglia fermar
gattareddi orvi;
li lani, o
ne
sempre
non
e pensar
figli,
Ougghirist
Avvertasi
li
longanime,
giacch"
'
renze,
appa-
gagliardamente poetica
sentenziare
nel
galta prisci"lora fa
'
ma
ingannano
esse
,
severo
che
piacere;
giudicai dalle
non
a
ci"
tempo.
suo
Cento
dire
s^
di leterniU
poeta
una
si
li lani *,
cogghm
novantanove
chiudeva
del
a
dumani
pani
un
quaiuiu
immoni"ce
perch"
e
tiirn
dimentiL"re
sogliamo
Pietio
ita
lu lupu
canto
e
iti
lu pas-su
a
cci siignu
'un
mi
siamo
pos-
:
det"
prima
all'altro
momento
un
a\anza1u
finiu, e tu
a
Io quantu
K
oggi
Irovu
mi
da
ci
numerati
passeggiera, che
peccato
cci sugnu
Plichi
Questo
in
etica,
Questa
degli uggiosi moralisti,
vita "
che
85
POPOLARI
similitudini.
frasario
^orai,
c"lti
CAKTI
di
e
la nostra
venir
E
SUI
esempi
stereotipo
i nostri
sono
CRITICO
bene
per
dura
che
lipessi, andarsene,
l'int"ero rispettoe t'ultimo
l'attenzione
sul
il mal
verso,
La
paziente,
fortuna
tempo;
le soverchie
far
non
perch"
ma
avversa
a
sperarti,
diesse;'
carezze
fagotto, fig.,morire.
la cui
gravit" sembia
vero
itodbv
''"86
CANTI
sono
rovina
come
tanti
precipua di ogni educazione;
caddero
solo
in
cosa
Uuiti
Chi
ti nni
Chi
servinu
Si
pompi
servi
st'aria
Finir"'
Semu
'
!u
a
Nn'hamiu
cadutu
E
cadiri
Pure
'un
ve'
questa
la
per
tanto;
cos"
alla
mente,
che
la bellezza
donna
che
abbia
non
egli si
fede
divide
da
scinni
e
palazzi,
all' eccesso
contrario
vien
rifiuta la
o
lei,o
fatta
e
donna
di chi l'ama
mano
di
pii"sar"
a
;
tener
Jienea
pregiata quanto
profani.E poi le si ricorda,
dei
nessun
la
^;
tirrana!....
casa
tanto
in
acchiana
cu'
e
si raccomanda
esposta agli occhi
',
li to' sfrazzi:
casati
maggiore,
va
meno
tanti sfrazz"!
ammonizione
severa
volta
:
andare
bisogna
non
altra
umana?
e
tu,
che
st'amminazzi
cu'
munnu,
famosi
suprana?
sti strillie
li to' pompi
quindi fragile
potenza
per
nun
no,
superbo
non
e
di sostanze
fatti di la carni
semu
uomo,
uomini
quella povert"
Nun
che
ed
;
disprezzo guardarono
per
come
danno, perch"
ne
se
debolissima
e
POPOI.AHI
perch"
uomo,
dimentica,
o
tosto
si ride
del
che
suo
amore.
Queste
gelosa
le
della
sua
merosissimp
pratica
e
date
norme
ve
,
alla
alia
donna
riputazione. Intanto
ne
ha
per
prosperit"
gli uomini
dei
quali
,
che
voglia
ben
altre,e
alla
Ammirassi,
'
Finir"'
condotta
proverbi
e
'
Acchiana
minacce.
per
da
finiranno.
acchianari,
nu-
,
provvedono.
'
esser
salila.
jBdb,
canti
di
norma
priiicipal
E
appunto
"
donne.
POPOLARI
benessere
civile
questa
Innumerevoli
le
87
CANTI
SUI
dalle
diaboliche
astuzie
sue
mestica
do-
lontano
ch'eglisi tenga
:
eli pace
e
le
sue
,
arti,
in
messe
nello
anco
ricercata
le viste
disdegnare
di
fa
ala
1
verginella
la
ave,
matto
lunga
la
che
mente
chi
si ostina
la
poi
sue
reti ! Codeste
fine,parte
buona
parte- per
'
Cicerone
" per avventura
un
"
A
pag.
0
la frase
un
dulia
San
Tersa
sua
penna
ed
gran
un
? Pi"
:
guai
a
ehi
la
Parr"
e
in
popolwe
un
esse
in tutta
S. Tommaso,
q-uantu
a
indolenza,
trova
molto
capita
riuscire
sogliono
continuo
:
in
vita
e
lo
Sant'A-
TumaM.
Raccolta
(Napoli, pei tipi Avallone) " lo
Colla
*
S. .agostino
comunissima
d'una
cridi... ^,
personaggio
popolarit" godono
quantu
23
del
bassi
ab-
:
giaculatoria
la
non
h
donne
infingardaggine e
che
senz' a'tro
gustinu,
la
dunque
nelle
li donni
a
donne
per
"
mestiere,
un
la civetteria
Sioiiia. Consimile
prova
chi
esercita
ella
Non
mattina
che
paternostri
pinna Ciciruni
la so
non
della
toglierla di
fede
riporre
chidd'omu
Pazzu
nelle
cu
a
fa
gli occhi
malizia
sbisoria
se
e
;
pu"
gi"
"
non
all'amore.
a
abliassa
,
venga
ripete ogni
chi
sa
moute
vola
sua
e
timore, vedi
per
benedetto
istante
Scrissi
Se
ma
non
il giovanile crocchio
passaggio
suo
vergogna,
per
quello
al
che
in chiesa
reca
se
ritrosa,e
mostra
amore
perch"
di arrossire
fingendo
strada
si
quando
; e
un
azioni,
Laonde,
religiosi.
stimata, si
e
ionoconii
pi"
de' doveri
adempimento
e!!a si vede
sentire
nelle
anco
opra
stesso
scrisse
di
varie
canto
Cicerone
canzoni
di
ecc.
XI
ediz
origine letteraria
ecc.
itodbv
e
88
un
CANTI
fomite.
All'
; alle
opere
mandano
1
su
vestiti
Ealsa
se
metti
ne
unfioie
Lhe
che
e
miglior
che
,
sudano
quando
dimi
settiraina
una
fionzolie
tuttL
della
a
ricamare
vogtiono sgarark
pmme
\intio
messa
a
meglio stiiebbeto
chp
fuggi-fatica
rattopparti
sanno
le ricamatrici
a"la prova
una
saie
mas-
tessitore
! Le
spola,non
la loro
gi"
e
delusioni
amare
egregie
ti parranno
esse
,
Palcimo
m
colla
aspetto
POPOLARI
a
piazzi
m
cosi
son
vender
funicella
Oli quante
Ca
m
Mi
sa
Cu
li
tutta
diraccxiia
la
a
missa
Le
fan
levati di
Va
fa
loio
lusso
le
con
uomini, che
che
s"
Vin.
Tutte
'
men
le
'signuia
na
ati
"t"
na
ali
col
:
e
che
primo
trovare
per
lomp
collo
tutte, quale pi" quale
il purgatorio della
le spese
loro
grana
un
piti
ca-
di
voghono gaiegi);iare
le servette
padrone
uii
'
una
civettuole
amore
n
simana
du
mazza
tante
sono
quantu
lagnu
tri
a
i,urina
fanno
cci
mmenzu
l'inferno del corpo,
sono
non
lci
piedi,
tia
e
ciuri
un
faiebbero
milito
wm^iia
capiddi a la napulitana
Va
crestai''
cmatiia
h
comu
Nfila 1 agugghia
A
Urr"
btdda
:
borsa
paradiso solo
meno,
degli
di coloro
godono.
Satira
civile
queste massimo
che
Lagnusuna,
le
e
politica.
Gare
municipali.
astiose, fisicoso,piene di bile,
altre, le quali istillano
di
principi!
poltrona, infiagai'da,tknnullona.
itodbv
so-
90
CAKTi
Giova
e
di
non
mordace
vedere
meno
del
POPOLAR!
Siciliano
quando
che
,
punge
Errori
trafigge
,
barzellette
castit"
n"
e
ludit
praecord"a
di
onest"
assaJisee
talvolta
parola
che
e
non
e
metafore;
troncate
Orazio, " festevolmente
sul
;
far
di
ha
del
che
esser
,
della
Alare
ha
per
vita;
un
vestir
tale,
,
ca
il
sono
coU'allro
i
di
fare
vole
feste-
pungolo
fuso
bagattella che
con
che
il
e
!a
vizi;piacevoleggia
popolo
ha
ne
per
rattrappita la
in
sei mesi
il
pari haruni.
da'
e
di seta
che
rispetto al
Ne
ha
per
di Eccdhnza;
noto
lino
mu-
un
per
la
tersi
met-
padre
quasi
scimia
di
Ve^i
adagio:
certe
e
vi lavora
creditori del
cessi
che
persona,
possiedono vogliono
Signora
si'faccia
tutto
ha
ne
la sposa,
quelle pedine, le quali
fratello il titolo di
li
Sul
comicamente
adopera
trampoli, e pretendere
per
di ardite
quanti gliene suggeriscono le
si sente
riempie
altra
su'
e
da
malapena
od
rate
vitupe-
comparazioni
satirico-morali,
bastano
varie
condizioni
; ne
"
stesso
se
vedendole
solo.
e
coH'uno, i;iveste
quanti gliene
sopra
in
ritorna
sue
comico
Giovenale
di canti
Parlando
a
la
disd^na.
e
quando
esplicitamente
non
le
,
sferza; scherza
circum
grazia e leggiadria
vocabolo
un
teggi,
mot-
conosce,
non
i" Monti, abbonda
spesso
in
serrate
o
gue.
san-
con
coM'adtntssus
debolezze
sue
Egli,direbbe
altri ?
bizzarre
chi
ma
delle
vergogna
in
ha,
ne
casmo
sar-
perch" indeterminato
forse
,
il concetto
fronte
raccomanda
Non
"a rettitudine
e
di
ma
;
il
rasenta
Urbanit"
Venosino.
frizzante
quasi fiagellaa
facezie,proprio
del
gli mancano.
non
direi
e
,
vizi umani
e
spiritotutto
lo
colali
che
,
itodbv
CRITICO
STUDIO
affettano
che
onesta
perdettero quindo
curtrono
; e
la
gente
de
quali
eii
valh
della
vittima
faccia
altre
e
c"piti
r
dei
ond
il
quale
brutto
esce
iltre
g" impostori dogni
che
Cmt
Tutti
A
E
ne
in
braccia
cera
I amici
(.1
di
due
hanno
non
i
canti
Se
pei
giustizia,pei
"H
pei
re
amici
i
manti
hsceicbbeio
li
ed
u\acita
con
cinti
lo
-.11
lepoic
u"
pur
di
lasciano,
come
raoghe
(quelititili
che
assumer
detto
(he
di
trasta
con-
del Beini)
mighoii (."ipitoli
Chi
Lclim
p\rmu
a
Pii cmipari
Si fannu
elle vale
cui
i
oi
quei
ofleientc
uni
LoraiQt
parjl*
Sicilia
so
" la
sanguininte.
"en
ti \dit
pei
palmenti
dibbenuommi
COI
Colla
d
uca
altieri
il piimo
passaggio
'
1 ej
Giuda
a
Simiggiji-inii
a
la citt"
di Cini
appiestano
mangiare
ogni
Giuda
tanti
sono
non
il \illano
della
medici,
la
Quannu
cinta
non
e
giudici mercaton
ad
o
apprestano
ne
pe
oggid"
'
e
ed
'
regno
esser
contado,
di dire
lu%o
monti
d'
perch"
villana
voltafaccia,
d'
il
e
provincia
siciinna
satin
che
Calasti
nel
pianusp
piacciono
per
uubili
donde
al parere
bidaiono
Paleimo
a.
la ceichii
piet" quando
satire
di serbaisi
cipit"le
che
calasti ? quiai
alle^s^eie
allora
che
pudoie
=iopi annommata
e
dell antica
tolga
che
pi"
91
POPOLARI
hanno
sfuggirsila
N"
provinciale
CASTI
non
pi"
caste.
nativa
SUI
onde
quanto
e
cu
il
h
valurusi
malantnni
la mogghi
regno
?
la Mata
amici
la
valenti
cunfusi
su
"o
vicini
intende
poiolo palermitano
quilifi azione
gnicuiu
\ro
di
110
^tntt
0
ptrsuna
tittavia
di
tiera
ia in-
lu regnn,
ile
itodbv
92
GANTI
"
Vaimu
C
latmu
i
C!
la
a
chi
sunnii
di essi
pi"
invidiabile
dirsi
Nuii
spisid'"utru
un
D'unni
Chi
N"
la
perdona
kannu
specie
si
Chi
non
sa
sa
del
mulu
e
;
vistutu
;
" curunatu.
ad
prendano
il
;
lare
immorta-
proverbio, che
col
novan-
canto, ii quale
dice
che
Li
s"lieiu
un
bene
che
putatu;
manda
che
e
curnuti
il salice
rimettiticci
questa
.contrade
nostre
arditissimo
a
isdegni
non
rispetto,raccolto
e
'Talia
su
E
vistu
cumelii
nn'h"
"ntra tutti lu
Curttelii,qui detto
di
paliu
Livanti,
ed
'un
tu
lu
"utri
punti:
saceiu
ad
la lettura
:
firriatu Punenti
mondato
ri-
corona.
giunse
corona
,
^
non
,
Ginervia, Francia,
Ma
"
a' becchi
la celebrit"
Haju
'
ed
i canti
comu
seguente
di Partiiiico
cchi"i stimata:
d'accordo
va
acquistarsi nelle
:
d'essiri curnutu?
che
neppure
la testa
benvoluto, s" che
e
chi filicistatu"
e
brama
nun
cento
su
uomo
d" tutti " rivirutu:
quest'allegoricacorona
tanove
sorte
'n testa
cuntintizza
faccia
"
non
e
,
st".Ioccu
campa
munarca
passa,
cui
e
presenti
:
travagghiari,spinsiratu
mai
Gomu
E
la loro
'con
festa
ogni
corteggiato
cuntenti, si
Senza
A
ad
compiacenza
di tanta
di In curnutu
cc'"
Campa
piitc"i
li confonde
puzza
venga
pu"
so
becchi
introdotti
cortesie; sono
valuiusi
e
la
cu
in
gluuusi,
su
li pignati chini:
cappellod
di
g"'incontra
che
nni
valenti
ist omini
fanno
e
bciaii
d
Cumuti
Tutti
casa
POPOLARI
quanti,
cunti;
cornuti.
Hostodbv
quel
STUDIO
C"
li to'
Ca
pri fina
E
longhi tanti,
"ix celu
a
Vo
POPOLARI
CANTI
sunnu
junti,
sunnu
becchi,
ed
altri ed
altri
quaH
non
"
non
ha
ne
inutile
i
lubrici, che
po' mestieri
capricciosa.
n"
canti
di venti
meno
contare
senza
punti.
" stata
non
canzoniere
a'
li
bisugoaru sirrari
disgressione
Il nostro
tra'
corna
SUI
pri put"riucistari li santi.
Gei
La
CRITICO
non
pochi:
son
degli uomini,
diversi
il
il calzolaio
risparmiato
consacra
,
fornaio, il
muratore.
politicav'
La
resterebbe
a
entra
di
straforo, ma
fermarsi
il
vero
ogni
fatto
politico che
di satira;
argomento
chiamarsi,
esso
riso la bocca;
e
l'ironico
calarsi
in
nudit",
sua
libert"
Reso
fiero
dallo
Per
esso
se
tale vuol
compone
il doppio
pon"t
senso
;
svela
innanzi, sdegnoso di
passa
depurarlo
e
deride
infama,
lo
esecra,
satira
inno, gli"
un
vulnere
de'
penetrato
indefinita, non
Io
viola, ma
e
in
fango
tanto
filosofia. Fortemente
una
ad
satira,
questa
animam
;
raccoglier
a
lo eccita
non
ma
popolo.
schiva
fugge l'allegor"a,
" grave
il fatto nella
del
sagriflcaalle Grazie, non
non
a
:
significato della
g"'intendimenti
politica secondo
entrandovi
pure
e
chi,
rale
mo-
sentimenti
a
parer
di
suo,
arditamente
della
eccesso
con
la
Io perseguita.
miseria
sua
,
cerca
e
parole
trova
le persone
che
hanno
le
in
in
d'
indignazione
ogni tempo
somma
s"tte, contro
i
le fazioni
e
minaccia
alludendo
e
del
tace, colla
speranza
di
minacciando
un
men
Governo;
proconsoli
,
tristo
odio
contro
qualunque
sotto
e
la
mano
di
e
e
e
gimento
reg-
contro
i Giuda.
dispettando
avvenire
o
E
si
colla
itodbv
94
POPOLARI
CANl'I
politica
canzone
presenti.Amara
mali
disperazione pe'
oscura
bellissima
tirannia
L'abusu
Sempri lu circu
viviri nni tocca
E
s'accuss"
Megghiu
Se
nni
delle
sulle
le
la varca,
j"ssimu a la forca!
che
"
raro
quali
,
rinearca;
urea;
s"cuta
volte, s'aggira su
sacre
la turca;
scherza, lo scherzo
poi il canto
acredine; l'allusione
pi"
sbarca.
a
amara
nni nni
ca
curca;
fruirti nni
'n
A
e
terra
sta
nui sempri
cu
ma
careagni 'ncarca,
li
Ogni nazioni ch'a
Si diverti
fa
difficili:
rime
e
lu putiri str"ca
e
che
,
nerbo, immagini
per
La
le allusioni
per
,
questa
suona
viene
ha
manchi.
parodiando
sua
scherzo, il
Lo
serie, ed
cose
la
sempre
alcuna
volta
in
mettendo
o
ridicolo.
In
tempi
lontani
non
varie
suite
province
d'una
comuni
parte, le gare
di
alimentati
della
municipio,
da
i
erano
su'
vari
i rancori
di
nile
campa-
timida
men
non
deva
ca-
,
pettegolezzidi
politica
una
isola
stessa
provincia:
stessa
ridicolo
feroci,questo
ma
che
,
la
sospettosa
,
quale
afJ"n di comandare.
vari
comuni
i
discordie
dell'isola,
bandiera, quella
tra
termine
e
libert"
dell'
palleggi sguaiati d'insulti
comune,
hanno
canti, documenti
dividere
:
antipatie si
tutti ha
dei
e
d'
perduto
del
raccolti
una
dove
,
ingiurietra
dell' antica
passato,
leguate
di-
son
scambievole
amore
provincia e provincia,se
,
ne!
Oggi, grazie all'affratellamento
all'apparirdella
stessa
studio
suo
poneva
vanno
non
e
comune
hanno
virulenza.
solamente
avuto
Quei
ricor-
itodbv
STUDIO
dati
ed
carneo
qualche
per
anche
not"zia
morale
essi
sui
che
canti
storica, geografica, economica
contenere; perch"
possono
le tradizioni
testimoni
sapere
dal
Principi
donni
il alista
Sciddica
Spati
tu
che
troverai
'
A
ora
e
debbo
in
h
poi
T
immisi
li Miirriali'.i""
ch'io
del
Neapolitana
trovai
ciuasi del
in
e
Cambia
nuovo.
su'
chiacchiaruna
magis verhis,
ha
varianti, che
dappertutto,
questi
diffeienti
e
in Palermo,
Tersi
:
!"
Napnlitani,
Missmisi,
su'
Soiddica-culu
su' li Tirminisi,
li
Cif*lutBni,
PanKi-abbuttat"
su'
Cull'oecliitorti
li Gaatiddazzis".
di
patria,
li Rumani!
giacubioa
Gina-zucculi
in
la
mini
uo-
li Francisi,
Ca
che
etnografiche
chi
Cavaleri
gens
noi
cos" importanti
Bagheria, Villabate, Salaparuta,
e
di
ad
Ficarazzi,edito poi dal Salomone-
tante
tutto
beili donni
convenienfi
ciascuno
con
iwtuto aggiungere
dirlo
Ftmcisi
1| Paleimitatn
comune
la conferma
Su'
davvero
appare
Sirigu^ani
culeddi
hanno
ho
h
togli certi epiteti poro
Chi
Nobili
E
II
culu
questo canto,
Marino,
secondo
occ
mane,
ro-
li Missini^.i
su
caca-rocchi
se
donne
a
li Napulitan
gianiu
Capi "ibelh
Dove,
vieni
li Rumani,
sunnu
Gavaleii
e
V11VC3
Su
restano
tu
delle
sacrando
con-
tinto
Li mp^hiu
Su
che
Cos"
volta
una
Francesi, de' Napoletani
seguente
E
andati.
tempi
si pensasse
come
de'
de'
" dubbio
non
,
sempre-
95
popolari
questi due
li
ItQlidani,
rispetti si
hanno
delle
cai-attevisticlie
tutti questi paesi.
itodbv
96
CANTI
factispollens
guam
di Messina
prive di
Trapani
il cui
Trapani
Cos"
le
Ma
Icari ',per
delle
pagnuolo
"La
gli diede
del
sua
sotto
la
di
poesia
delle
di
icari
Liccari,
al
vicino
aoendeme
di
e
la
sapersene
w"li,
V.
nun
S.
ponnu;
Carini
la vetusta
,
patriadi
la
io nell'anno
Du-
giana
corti-
ebbi
(1867)qualche
scorso
raccontata
questa
,
pi" bella
protezione
a
un
e
una
donna
da
un
cam-
bellezza, fu saha;
di
di
tanto
ov'era
il
assalt"
mento
basti-
un
Liccari,
i"
,
a
breve
n.
CCV.
(Nola
Mia
p.-*".
masero
ri-
andare,
una
*.
il caso,
aggiungeva
ma
di
ricordare.
IV,
e
grazia
pot" fondare
campagnuolo
accennato
in
Liccari,
che
que" forestieri
miglio della precedente
canzone
approdare
pai'te fuggirono, parte
la Bedda
ma
tava
abi-
questo mondo,
che
guemera,
Gli abitanti
coll'aiuto
di
giorno vide
; un
gente
il fiioco.
straordinaria
sentito
aver
Monte
stata la patria della famosa
gli alti'i particolari dell' eccidio
Fra
le
per
snniiu,
Mineo,
e
:
fosse
mare
molta
il sacco
Liccari
nuova
giovani di
paradiso. E
morti, parte prigioni,
della
dantissimo
coralli,abbon-
:
paese
e
di
delle
aggualari
del popolo carinese
Sedda
un
li manii,
greco-sicoleEricine, superiori
Laide; della quale, ricercando
tradizione
perch"
a
biddizzi cci nni
tutte
una
non
:
canto
" noto elle
'
allusioni
d'Africa; ed imparerai
costa
bellezze
l" Muntisi
alle belle
lioni
ribel-
tenipo pericoloso
un
eredi
Favara
a
famose
certe
e
tempestato
della
alle Favaresi
A
ll'armi
ma
rare
Giuliano, degne
XVII,
cu
"
sale,
ad apprezzare
delle
conoscerai
campa
turchesche
scorrerie
il ricordo
secolo
mare
di
anzi
ed
,
nel
curiosit".
POPOLACI
idiz.j.
itodbv
non
0
cari amici, nuri cci jitisp"ssu,
G"
chini
sunna
E
Giuda
lassau
Salami,
^
Finalmente
di che
antico
emporio,
"
la molta
danno
di
sua
Imeii
Ih
vi
notti
e
G"
Ihannu
1 aequa
A
C"ccamu
A
Termmi
Di
bronzo
della
vivere
'
beddi
lacu
nei
1
Palermo
e
in
Palei
AbbuUati
rao
Callo
dite
ci
vuole
gonfi per
:
di siti
"
spampinafi
di diiitia puriih
passando
rappieii"ntante
Sicilia*tanno
ro^.i
de
cinti
iiu"rdito
e
scarsa
Termini,
e
ibitanti
suoi
1 abbattati
argomento
pioverbi
la
; per
^apuiiti
li
e
pulita
ma
attaccati
moiinu
sunna
su
di fuori
malati
e
scavazzi
Palermu
Chiudendo
tutti
cci
si
puliti
e
povni
belle
malaria;
dei
visi
lermo
Pa-
sostanze
povera
catturando
passami
su
N
in
"oum
FiCH-aazoti
Anche
la
bilt"
no-
\ per
spese
donne,
per
si viene
grandi
sue
scelta
Regno,
modeste
pi"
loro
Palermo,
e
pi"
tutti dei
sue
le
per
brunetti
pei
Bt^anoti
'
della
Ficarazzi, travagliata da
acqua
l antica
e
le
volta
;i
vicenda;
a
ie
dentro; Bagheria
tuttod"
che
gente
onde
circondare;
a
;
citt"
di convegno
"dito per
a
altre
degli abitanti
apparenza
guaste
e
che
sanato
ed
biasimarsi
o
luogo
meno
st"ssu
offiziu io ti lass".
paesi
lodarsi
tasso,
e
dittu iddu
lu me
altri
hanno
non
di vilenu
V
per
i_he
Pal/^nu
un
coietto
P
izij
"-11111
un
gian
pei
sacco
frequenti febbri
cilti
peich"
Bologni
"ui
Vangeli
acca
tantu
di
i
popoli,
Siciliani,venendo
i
alla
le
statua
in
coatituzioii
i_oe,
che
danaro
miasmatiche
itodbv
per
"
STUDIO
io vo'
pel
CRITICO
avvertire
contenuto
canti
do'
che
quali passer"
Questa
di oltre
ci"
per
innanzi
dico
toccai
Togli
ad
il sentimento
farsi della
vita
:
a
poeti
coiicettini
freddi
Ma
delle
oltre
d"
io,che
colla
ragioni,che
io
di averlo
Circa
inediti ^no
debba
su
sfiorato.
!300
poeta (e tanti
del
lo
delle
che
l'hanno
non
si
stemperer"
sentimento,
prevalere nel
ho
uno
v' hanno
piuttosto che
nostro
ed
canto:
fatto intravedere
addimandare
queste
etnografiche e
rali,
mo-
questo assunto, bastandomi
Far"
a
E
sapr"
non
invece
opera
proficua
pubblicati dal Vigo, 749 dal Salomone-Marino;
seguito
pi"
dell'animo.
valore),ed egh
brevit"
vorrei
torner"
non
e-
sima
mas-
impressioni
esso
di
canto.
pitiche altro,in
spigare perch"
a
maggior
ora
un
d'esso
le
sua
di cui
commovimento
facolt"
questa
altro elemento
esso,
grazia
sentimento
costitutiva
la
ricercati.
e
ragi"ni buone
quel
sente
pre-
queste pagine.
attinge
sua
il
"
tenerla
di
corso
affetti,la
popolo,
un
d'alto
sicihana
giova
e
nel
avvivare
togliload
stimansi
che
I
tutte
percepite dietro grande
cose
un
di
qua! parte
concorre
';
quali"! canto
principal fonte,perch"
parte
in
dire
per
fra
prima
:
significalo,coi
storici.
canti
pensierie
di
chiaro
poesia popolare
le fonti alle
delicatezza
confondersi,
deve
trattare.
RicDrdi
sar"
essi
inet"
a
treinila
che
sono
spressione
o
della
rassegna
risultato
di
pel pi"
o
99
POPOLARI
CANTI
nessmio
IX.
Varie
SUI
questo
solo
se
riu-
gli altri
studio.
itodbv
100
scir"
pu"
chiaro
tanto
i fatti
a'
Dei
canti
tradizionali
costumi, aiiri
o
de!
invece
che
perch"
non
v'" canto
ed
percepito
esso
riesca
senza
riflessione
un
che
il
dal
tempo
o
cui il canto
si veda
la
senza
certe
popolo,
al
ed
la
quale
sar"
che
da
persone
ragione
che
passata l'opportunit"che
domanda
l" dove*ramante
"
Pri
Vurria
di ci" che
popolare pu"
spesso
"
luogo
la
me
esprisieno
nersi
rite-
vedo, questa
popolo
che
seppero
nascere,
le rendeva
alia
stari i'fiseulidda 'ntra
prendere
com-
derlo,
compren-
perch"
vuoi
lu
menticata
di-
perch"
Cosi
intelligibili.
amata:
sapif" unii' abbiti
stinzione,
di-
pensatamente
ripete,vuoi
le fece
del
dubitare.
a
quasi Impossibile di
il
la
tramandi
fede
meccanicamente
ora
si
che
buona
chiara, com'lo
canzoni
adott"
la
in
cantato
che
quanto
e
poeta,
il fatto,quale
avvenire
o
,
o
altre la storia
viene
Pu"
plici
sem-
(relativamente parlando)
quale,non
della
che
nelle
dire
significato
vero
ragione,e
presente
documento
cosa
nel
che
realt".
al tanto
qualit" per
come
storia
una
pare
venimento,
dell'av-
pel quale
e
potersi
po' indeterminata
storia
compose
sono
a
fatti,
nomi,
a
per voli fantastici del
senza
appreso
ad
quella che
da
meglio
profonde alterazioni
Spero
canti,
notori
celebrano
che
posterioritanto
parola. Negli uni
tempo, "
de'
contemporanei
sono
personaggio
subisce
due
e
si riferiscono
che
a
altri
ma
evidenti
spiccato, quanto
reminiscenze
;
storico
quali fa allusione.
nacquero,
"
l'elemento
apprestare
e
credenze,
delia
mostra, per via di esempi, gliargomenti
in
mettere
a
che
a
POPOLALU
CANTI
'iivernu
la stati ?
itodbv
CRITICO
STUDiO
'Ntra
pakzzii di So Maistati,
lu
di tutti tri Stati;
Cli'" 'ncurunatu
veda
non
in
tenne
colpi la fantasia
l'attenzione
attrasse
Decamerone
Fazello
'
"
Vedi
'
Giornata
ia
com'erano
ossia
orti
di alloro
di
a
le
di
quasi
di
ogni
di mirto
merav^liosa
come
e
sorta
oggid"
re,
li eelubr"
ricordo
un
che
an-
ma
di
T.
era
una
delle
una
vasta
i soli
dove
pesci e
dilettare
la
di
vista
XVI:
secolo
parte
"
Ira
di occidente
inaffiati
soavissimo
era
quali
che
aopra,
ed
di
gairaano
i
le acque.
Sovrastava
mi
reale,
soddisfare
e
erano
gli alberi
quel
a
grosse
pesci;si
re:
nel
aperte
cui
palato
del
mato
for-
lati
nei
meazo
pietre quadrate
oggi
conserta
alla medesima
veriice
" riuscito d'aver
il
quale
mezzo
questo giai-dino si trattenevano
e
parco
flnoggi. In
l'est" intiera
peschiera
non
un
porticoiarghiasimo,
un
del
al palalo
il
In
Cuba
adecente
di acqua,
odore.
al di
il sollazzo
saracene,
parte
it
quesitigiardini detti della
coperte
il palagio per
una
che
quest'invernu.
all'estremit"
doppiezza,
delle lettere
da
ligure
di alberi
spargevano
mancano
Da
ligure S
miglia di circuito, entro
due
cappellette rotonde
le delizie del
intatta
marinaio
pi" tardi
della citt" dalla
mura
questo portico
di
la fama
cui
Boccaccio, che
del
ei descrive
dall'ingresso sino
parco
per
e
atti ?
ne' suoi
di
il
,
del
tempi suoi, cio" nel
giardini
e
ed
Puglia
VI.
qual morio
circo
u"
giardini
s'teta. R"sa
sei
V, novella
a"
fuori
ii canto
22
pagina
a
Eeoo
di
?
Dund"!
'
ebbe
ed
^
Guglielmo li,che
di
s'intitolava
quali
da'
pi" que' pomati
solo
ne!
tempi
Sicilia,ii Ducato
la
governo
sono
non
de'
canto
un
Principato di Capua,
Dove
Gogghiermu,
vatti" fu Re
cu' mi
E
jardina di Palermu,
'iitra li
Sugnu
"
chi
101
POPOLARI
CANTI
risponde :
l'amata
e
SUI
re.
avute
si vedono
pretate.
inter-
degli
Oggi
itodbv
mali
ani-
nulla
lUa
E
CANTI
questo Guglielmo, che
popolari, "
sappia
regno
dei
donna
buone
Egli decreta
giammai
il Ietto: Si
deprehenderit
Ucehit,nulla
dalle
autem
suppos"7ione
seconde)
il
Malo,
il
Buono,
cara
del
La
fossero
d"
TidSinu
poitu
Ora
ca
Guii
Donr
presente
di
non
n
fattu
attenni
di
oojupato
bf ii
a
orti
baiinu
un
e
vigneti
resta
altro
il
parte dell
cuniai
'
nu
In bannu
il giardino restando
e
=
Gu^hiermu
tulio
che
sKibano
stasai fermu
fedlera'smnunazza
e
serbasi
primo,
Gu^hieimn
nfidiJi di Ju Re
del giardino
muro
la
e
Re
amanti
CUI
I
Moiti
il circuito
a
Guglielmo
vibannu
vannu
nfidili ha
ogni
sotto
del
(le
Guglielmo
sotto
che
garizzato
vol-
Paleimu
ntra
ncorunatu
li donni
Voli
tutto
gateii
portu
che
Pn
:
l"
Melkel,
vato
ca-
Costituzioni
ma
popolo
uccidere
canto, rafforza la
non
Melkel
il
tutto
aduUeni
actu
da
esse
compilate
piefpipnzi
i
m
edite
che
ciedeip
done
violan-
^; il qual bando
seguente
Lnmii
a
CUI
memoria
esiste
nel
sfate
ebbe
com
E
Siciliane
stumi
co-
nessuna
adulterum
protracta
parafrasato
che
ipso
suo
snervati
al marito
in
quam
mora
Costituzioni
e
fede
uxorem
gende
leg-
pessimi
,
uxorem
,
morte
romper
maritus
tam
la
pena
,
i
servitii
lunga
per
nelle
del
dagl'inizi
come
leggi infrenare
sudditi,gi"
ardisca
ricomparisce
pure
il vedere
caro
colle
suoi
corrotti.
e
POPOLARI
e
si
massmn,
palayzo
e
pochi
discernere
parte de' muri;
al
-vestigi dell'anljoo
del bac
escavazione
solo
pu"
no
che
formava
peachiera"
'
ComCttut
'
Storia
UiMiA.
"IC
dt
Fieize
hb
Sicilia
-ius.(;
III,tit
ti
sotto
'stri
L
8
De
tiolationt.
iglieln
Monn
o
ei
il Buono
thon
per
" 2.
Isidoro
ISt"-
itodbv
La
STUDIO
Pi"
esplicitisembrano
tenere
antica, altri
opera
infelicissime
dominio
alle
:
stanno
e
del
furore
dimostrare
a
No,
la Francia,
la Francia
ca
Viva
Sicilia,ca
Viva
Paiermu,
Sonati
railfazzonamento
delle
'un
durante
memoranda
terribile
come
ca
di
condizioni
l' isola
per
lunjfamente
se
Vespro, de' quali
ridotta
passcggiero
,
popolo
Senti
sul
come
erasi
103
POPOLlfil
testimonianza
son
quali
angioino
GANTE
i canti
si devono
parecchi
se
SUI
CRITICO
represso
il
detta
ven-
scoppii il
;
martoria;
sona
a
veni
cchi"
'n Sicilia 1
vittoria !
porta
fici niirabbilia !
tutti li
campani
gloria,
a
Spincititutti l'armi tirribbilia,
E
la
C"
pri
Ca
li Francis!
gioia di
'n
rislir"
eterni!
ristaru
chi vince
di Carlo
buoni
parola
pronunzia
c"ciri
altrimenti
tradizione
di sei
dell'eccidio
momento
(ceci),n" sapendo
che
ripetere
soldati
per
ch"ckiri
petere
ri-
a
difetto
di
venivano
,
uccisi:
Nun
vazsaidati
Glilunnu
E
Sistaru, qui
'
C"no,
animati
plur
U
da
sunua
v"uiri
a
^alarvi
Minti
ca
Plancia
'
saian
jiuatu
sempu
La
iraae
nel
toria
seguente alia vit-
univoca
quali,per
secoli,costretti
la
tosto
i
Sicilia.
quale spregio de'
certo
a
d'Angi" ;
'n
la baldanza
e
si accompagnano
'
memoria
a
b
n
bicilia,
*"
cona
Siciba,
ntra
miitoiia,
sempu
morirono
di oonu,
o"rta
cuoio,
per
macello,
iscannace,
e
detto
qui
di
uccidere
frequentissima,dice
pelle
umana.
"
alcuno, quasi
il Di
Questa
come
Giovanni
gli
de-
nella
,
itodbv
"
104
CANTI
Oggi
dici ch"ckiri
cu'
a
Si cc" ta^ia
E
Il vaticinio
in tutto
due
il
indizio
sieno
ed
Vespro
Anteriore
di
avanzo
la
per
"
Teodora.
del
seguaci
se
altro
Michele
delle
"
gini
imma-
sua
dre
ma-
nostri
la
sotto
qnesto
era
giori,
mag-
ignoto quando
"
i riti bizantini
il canto
lebrava
ce-
il Vigo,
da'
probabile
,
di
e
scrive
pompa
ed
greco;
quantunque
pieno vigore;
e
che
n'era
ce
ripristinatoculto
sia
non
pur
monarchia,
rito
dopo
nato
,
poi
onore
questi
che
pensare
^.
imperatore
ogni
da
"
questo
canto, le cui rime
Quel giorno solenne,
festeggiato con
,
dell'
piet"
in
qualche poemetto
questo canto
del
del
fanno
perduti
oramai
a
anche
dell'antichit"
ia memoria
in
ed
eguali alle precedenti
canti
gloria;
so
la memoria.
si avver",
non
un
pri
qui fu ^cUia,
:
di la Francia
Finir"
Sicilia,
'n
la coddu
si dir"
quanmi
sc"rgere
POPOLARI
sasse
ces-
normanna
tuttavia
fossero
:
All^riz^a, fidiliCristiani,
Diroti
di
aduraturi
Maria,
Suii"fis"ru listanti li campani,
C"
nostra
chistu
ia
plebe
sia per
del
parola c"riu
un
cSnu
d
a
lu
dunu
Avevo
ma
editi
LXXXU
gl'istintiferini
vivere
La
'
jornu d'alligria.
Teru
vigore d'indole, sia per
l'umanit"
conu
cui
"
uct,
leggenda
da
dello
sop"
J
a
Appi^^s"
in
i
ha
S
Ila i
di qui"t
I esjiira
lo"bone
s
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eli
due
sicil
M"eino
anu
eoe
della
perdeivi
anti
sto
In
t\
ta
ove
parola
Cosi
persona
conu
generosi,
" appunto
li t endetta
una
lu
de"
pari
il cattivo
vinto
ici.i
al
civilt",che
atnnazzato
avet
I) puroo
ne
Salvatore
C\a
tale
di
manco
ancora
ricordata
j oi e
suh
rag
non
risentiti
son
:
".
Aviri
FArisi
Iti
vita.
la
appunto
parte
in
poesia
pop
MDCCC-
Palermo
,
)
itodbv
106
CANTI
.
bitanze
di Roma
POPOLARI
delle
n"
le anni
mostra
ehe
TI
siciliane
Vicari
Quattro
del
civili discordie
Regina
secolo
Bianca,
n"
di
clie
dar
nelle
isole
e
oligarchiade'
famosi
XIV, cagione
principale
d'ogni
n"
de'
nessuno
genere;
molti
improntitudine
con
seppero
della
nobili
suoi
mai
non
d"
udita
s"
spacciando principi e grandi signori;non
i!
popolo
giorno. Qualche
privato,ristretto
dei
dell'
calamit"
curato
trovare
a
n"
di
venivansi
del
Mediterraneo
e
contemporanei,
fosse
nei
disseminate,
son
onde
prodezze
,
"so
fatto
alla
de' Due
cerchia
alle ricerche
raccoglitorinuove
aggiungersene:
particolare
e
com'
d'un
non
non
bosco
di
d'
cile
" fa-
infruttuose
vqlessero
accurate
ragion
quasi
comune,
sempre
meno
", per
del
Banditi
piccolezze
direi
e
,
cio"
se
delle
cantare
a
,
esempio,
Partinico
che
il fatto
resto
un
,
di
leggenda
'
cosi
Semu
Comu
A
'
Queste
siciliatie
Marino,
lu
n.
di baiinu
paghirrianu
" oi-a
poesia
V.
l" Francis!
comu
sviiituratiidi Purcasi
leggenda
in
parlare :
circati
sintenza
Nni
fa
a
Palermo,
^
misi,
semu
pisu d'oru, Brasi
pubblicata
raccolte
^
ed
tutte
annotate
Pedone
LauHel
*
nelle Leggende
da
Saltatore
edit. 1880.
'popolari
Salomone-
[Nota
della
pres.
edisioneJ.
'
Da
questo primo
si direbbe
neasuiio
che
si
verso
perseguitato
odia, si sentir"
viva
appare
spesso
come
ia memoria
un,
del Vespro; oggi
francese;
ripetere ; Cd
haju
di
lit
pei'"
persona
gigghiit
comu
FranoUi.
lu
'
Nulla
vittima
sappiamo
di
commisera
ne
'
di questo Forcasi, che
peraecuKioni
baronali
o
cei-taiiiente
poliziescbe del tempo
dovett'essere
suo;
il canto
la sorte.
Brusi, Bia";io,nome
d'uno
dei
banditi.
itodbv
STUDIO
Mmalidittu
pigglii11
SI
Muritai
Ma
da
tant
li
v"^cura
di
canto
al
attenzione
non
il
ed
XVI,
di
cagione
pianto
e
la nostra
del
(1529),
Sciacca
baronali
tristata
con-
prepotenze,
pirateriebarbaresche.
da
Fuori
di Sicilia
rancori
antichi
per
de
Sigismondo
ci"
pietoso.Il popolo,
V"scura,
'
Murivi
(U
femminile,
^
~
E
di
Far"
-un
casaldiavolo
passarsi dal
crargli
consa-
pel patriziato d' allora,
sicari
e
freddo
boschi
a'
;
spettatore o
ddisa, pianta
villici iii stroppa,
e
di
i
ed
rapine
cuore
attore
monte,
gambi
a
tanea,
sponmolti
provincia di Trapani
di fame; nella
n:ici"cia.
Casu
"
boscu,
miei"oiu, morire
ch'eli!
scalpore.
rimanendo
foglie sorvonc
le cui
'
plur.
Conte
raccapricciarne qualunque
da
ammazzamenti
dal
proverbiale*;
rimasto
sgherri
suoi
Sciacca
in
storia
d' infamia
a'
commetteva
la
" famoso
Perollo, perpetrato
Barone
oramai
pu"
tra noi
come
famiglia
ed
non
pagina
una
che
del
di
Luna,
ostante
non
noto
" cosi
non
assassinio
lo scellerato
"
" buio
all'isola,
gi" troppo
di dolore
soprusi di ministri, da
da
poli,
Na-
trentennio
di
il lagrinievoleGaso
e
attira
piiino
,
secolo
di
proverbi, tutto
da
anterioie
e
Giovanna
notabile,che
pi"
lume
qualche
famiglia, da
la regina
e
si trae
non
be
di
sventura
f"tto. L'avvenimento
^
l
1500,
qualche leggenda
da
li d 1 =1
miua
ricorda
elle di volo
ct-i
"
di
ilal 1300
casi
e
107
POPOLARI
paioli
sti
a
pri
dispuatu
e,
qiiahhp
altro
nasci
li fiiudd
Trovi
E
cu
CANTI
SUI
CRITICO
d'una
di
Sciacca
Casu
di
! dicesi
Sciacca!
d'un
fattodel
minaccia
chi
quale
simeni
vuol
fare
cosa.
itodbv
un
108
colpevoledi
elio
pi"
di
una
Sciacca, spina eli stu
di
larmi
chi mi
Ma
nuddu
stissa Morti
de
miglio
spasima
fine
mi
dinari?
e
amari,
mor",
e
voli guardari I.,
secolare, la ruggine tra le far
e
Perollo
e
:
cori,
si fannu
nun
'un
gli odii
Luna
precipit" la
'
luttuoso
palori,
sunna
pri mia
antichi
se
unist"
ed
tramanda
ne
cori,
di robba
crudu
e
scene
I
fattu jittari
misiru
stu
lu scr"sciu
Senza
La
m'ha'
gi"va
Gh' " nudu
Biddizza
ora
tante
il ricordo
donna
povera
quantu
Ora
risentirsene
a
feudalit",a
la
indifferente; ed
certo
Casu
A
risentisse
ne
non
Di
ebbe
,
se
bocca
nefandezze
siffatte
non
di sangut"
per
POPOLARI
CANTI
^, quale
? N"
lagrimosa
inattesa
pili u"
cagione
ne
dicono
meno,
i nostri
annali, che la insolita generosit" di quel pirata
Giudeo,
che
di
drappi,
in
quel
Luna
fiero
neglialtri
fine
e
test"
s" che
che
mai
tra
che
i due
il desiderio
di Sicilia e,
prima
Ser"scia, scroscio,intendi
casati
Gli odii dei due
nel 1530
fuggito
di
in
col nefendo
Roma,
e
de'
in odio
potenti
in
al
si riaccendesse
quel
si
mare
poi, le pi"
beile
rivers"
contrade
danari,
in
cominciarono
eccidio
molesterebbe
pi"
non
del de
di vendetta.
del
sperando protezione
parentela,
Perollo,
negati agl'immensi tesori
inoltre
fece
del
tali,i nobili prigionifatti
cose
pirateriaper" impedita
La
'
altre
e
gentileofferta
una
per
giurando
e
Sciacca,
'
frutta
littorale
,
pi"
cedendo
g"ugoo
Perollo.
da
Sigismondo
Clemente
cielo,alla terra, a
l"OO
VII,
se
a
ed
ebbero
de
cui
Luna
era
gato
le-
stesso, si precipit"
nel Tevere.
itodbv
distrasse
campi
le
queste
sacco:
donne
e
incendiate,
case
e
Uomini
desol".
e
ogni
cosa
che
ruba
a
s"
rapiti,
forza
messa
calamit"
nuove
viva
a
e
a
alle
aggiunsero
antiche.
insulari
i canti
delle
quanto
quella
per
Africani
questo
di
luogo
affermare
"l
innanzi
in cai
se
non
averla
il
Solimano
e
gran
si
anno
1577,
aiutala
aperto
I, alleato
Francesco
d"
ingiganti spaveatevol-
ed
magnifico, crebbe
viso
il
dopo
avuta
a
"
fondamento
origine qualche
Francia
di
re
pi"
del
senza
pirateria,favoreggiata
la
data
ebbero
non
degli
protratti. Non
tanto
ma
ci" si
continente)
barbaresche
la
possono
non
cristianissimo
dal
essendosi
(i!in
del
quelli
determinare
che
1534,
di
h-equentemente
marittime
escursioni
siffatti canti;
di
numero
cos"
citt"
molti
dello
mali
pochi
;
dolorano
nostre
di
il riscontro
hanno
pu"
quali
delle
poche
Per
mente.
Ed
quel
a
"
sprovvista
c"lti alia
difesa
torno
conoscerlo, la grande
il
caso
"
ed
grave
Turclii
Cu'
G"
'
lateiidi
'
Corre
:
in
ha vi
io mi
chi
gran
La
ha
il
se
luogo
popolarit"
imminente
il
junti
sunna
scarpi rutti
li sulavi
rotte
parte
povera
de!
eccita
canto
dato
mostra
sona,
la marina,
stamatina
d" Italia
cittadini,
pericolo:
si li sola
le scai-pe,
Rosina
a
i
ci "
.non
! all'armi ! la campana
All'armi
Li
e
che
galere,
musulmane
da
patri!,tetti:
dei
riferirsi ii canto
da
le
';
".
risuoli
iiec
fuggire.
:
" prigion"e!
itodbv
a!la
di
che
110
difesa
La
Si lu
il
pieno
le
i feroci
ra-
Mofii.
l'ultima
soia, ne
serraglio dell'Ottomano
Grassi
Rosa
e
assalto,
di lei:
mano
la
sar"
rapite
sue
del temerario
potti turnari,
nua
di Alfio
testimonianza
tra
la
lu sciliratu
pi^hiau
le siciliane
tra
ond'"
tisorn
ia resistenza:
posta, bestemmii
sua
ottenuto
stu
*al"da
non
" il bottino
a
pure
avea
Ma
N"
pronta,
giovane
poi pianga
pilori chi
"
non
bella
qualche
e
POPOLARI
CANTI
:
Aci
sola
,
per
quattro Sultane
',conta
IH
tra le belle
Sultana
di Aci-Trezza
,
gi" fidanzata
tra' suoi
al
,
concittadino
suo
Felice
lo riconosce
,
schiavi
natia
malinconiche
alle
che
rivela
tutto
note
il mistero
di
onde
una
si
,
la inattesa
lacrimata
e
Un
JDrDU
la
Filici lu me
'rtfimj a
Ora
'
su'
^
Nelljisua
Charte
stri
Segredo,
'
Era
agghicatu,
ero
jia,
signuria
curoannava
:
Elia
chi laiilii m'amava.
state
e
i3icia:
chiamata
pu"
otf
che
ort/oiiisMion
native
Rosa,
fare
non
risponda
religieuse, civile
ei
egli rapporta, sulla fede del Sylio-
Otloman,
essere
JLosalia,Stella, Venera
'
su'
turque,
l'Empire
de
del
e
come
canzone
militaire
e
'n tanta
chista donna
quale
cantore:
chiamava,
In Graaturcu
seavu,
povero
copri
facci airiscatlava !
agghicatu '
Ga
Alla
si
nnomu
beddi
quanta
Era
Di
mi
Forlupa
mircanti, pri lu mari
Era
E
spai-iziohedel
zone
can-
e
di Aci-Reale
il Gi'aii
Visir
quatti^ Sultane,
Itiupei-li.
giunto.
Di. da.
itodbv
STUDIO
a
volta
sua
CRITICO
la fortunata
rime
Mi
Rosa,
a
desi
Notti
io
ed
iddu
lu
Ca
li catini
donna
mia,
soi
Turchia,
'n
di chiantu
lava.
d'essiri Elia,
torno
la so
"
anche
"
sfortunata
in
'.
scava
da
riierire
che
amore
il
il lamento
da
sa
Vurria
Fari
ardimento
ardisce
quello
della
chi (antu
beni
amor
suo,
di
anch'esso
nni
e
la
'
Turca
popolari
vo
a
vedere
se
a
l" dal
Capo
infelice
Bona
inferiore
leggenda,
trattare
avere
la
il riscatto
a
quale
l'
del-
:
Schiavunia,
v"niri
vitlj^
mia;
a
precedente,
oggi
come
paternit" genuina
E
di
saputo
non
certamente'
schiavo
Pr' arriseattari
divennero
vulia;
che
va
^
ddi pai'tiscuri
la
il canto
mot-tu
o
,
ma
;
turbante
'Na
ed
" v"vu
gentile incognita della
Unn'"
Questo
'ntra lu portu,
miglior fortuna,
passare
lo
'
:
mi
palermitano
a
dare
d'an-
Jiri 'n Barbarla,
e
siddu
i! bianco
sotto
lignu
addunu
degno
pescatore
non
navi
va'
Ciiiddu
Earberia
iittariun
'na
mi
E
dal
in
raggiungere
a
schiavo, fa proponimento
quanto tempo
di
amante,
suo
,
chi
sime
mede-
amava;
io l'arma
e
lu trovu
la Sultana
ca
quel
ella collo
mia,
amara
Filici
a
cori,
cJiiancii mnrtu,
a
Ed
?
jornu Filici add"siava,
e
Filici tirminau
una
casa,
Lu
Ora
111
POPOLARI
donna
la me
jornu
Filici
CANTI
improvviso:
canta
Un
Ed
SUI
sono.
nati
per
Ma
ehi
quella lieta coincidenza,
ne
sa
dire la proveniena"
!
sia
vivo
o
morto.
itodbv
N"
vu
capitano
stessi
T
ali
e
e
rispettato
il"er"
Gerosol
la
cap
ta
d
q
b
d
con
d
b
quol
dagli
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galere,
oltre
niseramente
o61,
celli
m
an-
data
di
presso
Dragut
:
M
d
p
giovane
espresso
d
b
D
Il
sei
p
negat
1 isola
di
imiu'LCO
d
p
ne"lo
g
di
possedere
ra
" molto
stornello:
itodbv
la
bene
114
POPOLARI
CANTI
Ed
questo, che
"
da
ch'erompa
di
il solo
sappia.,,
io
petto siciliano in giorni dolorosi.
buon
un
varie
perecchiatigliin
lui
tra
siffattamente
le
Carlo
citt" dell'isola
di
condizioni
ad
che
essa
aggravar
la
pirateria
,
fi'anco-onusulmana
all'impetodei Barbarossa,
Licata.
inefficaci, i
Scarse
in
i loro
certo
Geremia
S.
Parlamento
'
a' Zi
naizato
che
pi ha
si ode
da
debbonai
nazione
la
"
tenere
raunare
assemblee, oseia
ogni parte.
pubblico
i
esso
zionale
tradi-
i rivolgimenti
Tirtei,
i loro
volta
una
chiama
sola,
della
al suono
portare
per
sono
delle
chiamati
giornata
"G.
ore
ool
suo
i cittadini
senatorio
,
,
citt"
della
Palermo,
prjma
general
a
" il oanipanone
Parlamento.
,
sort",
1575, la campana
consiglio nel palagio
Palermo
che
sopra
rappresentanti di tutta In nazione
General
citt" di
Per
numero
canto
avere
^, forse
vi
fine
uno
Palermo
aprile 1575, e des^tinato
per
della
in
di S. Antonio
campanile
.Nel
il
dopo
non
Ariosti;
i loro
e
Antonio
tutta
dovettero
pur
molto
di
Torre
fatto,
,
tracotanza,
per
un
al
opposizioni
tanta
Non
ed
sacco
le
della
degno
si gran
sopra
non
rimangono
memoranda
guisa moderarla.
certa
politiciche
e
infrenar
ardimento
per
e
per"
come
ad
partitipresi
cheggi,
sac-
Messina
Patti
e
insufficienti
od
battaglia di Lepanto,
d' armati
pu"
Agosta
Pantelleria, esposta al
desolate, devastata
la sola
a'
estorsioni, agl'incendt.Resistente
alle
fuoco
limiti
piii
riconosce
non
ap-
lit"
riprese osti-
tornano
(1537)
messe
pro-
trionfali
ie
: e
Le
svaporano
gli archi
sotto
e
Francesco
e
fatte da
governo
gli splendidi conviti
tra
di esultanza
canto
pag.
per
un
ia-
oriolo,
quando
e
quando
le pubbliclie
Guida
tiva
istrut-
140-41,
In
1816.
itodbv
lermo
Pa-
STUDIO
rimedio
CRITICO
^ctchia
questi
a
SUI
115
POrOLARI
CANTI
dellt
phni
infestazioni
cane
afri-
:
Di la gran
Piestu
cjUU
e
Ma
la
dolori
di
rloloii
baruna
e
luntana
e
Ubbidemu
"
profusione
sopri
"innaclii
vicini
Rispunmnu
la campana
sona
Paieimu
n
Tern
Tuni
Ci Qua
sagra
tanti
tesoli
'.^cntuie
che
a
vale
s\entuie
aopia
mentre
s"
mulano
accu-
?
Ed
ecco
storico
intieramente
canto
un
nato
vulgato,
di-
e
,
starei
Francesi
da
Messina
1 Messinesi
di
l'anno
rimasero
capi
per
da
essi
Gei
la Sicilia
la
seguente
i
col
Va
del
giacobini ',
governo
spa-
ruina,
so
la euUana.
miserie
rispetto
di
che
,
di
di
co'
dipinge
Vittorio
XI
Legazia
tribunale
contristarono
che
Clemente
Papa
privilegiodella
nome
per
nana;
tempi fortunosi
Sicilia,quando
ai
dai Siciliani
Missina,
gaddina
delle
oculare
colori
pifitardi
e
di
persi l'oriccliin" e
" il
quale partenza
battezzati
vendette
si parteru
sulidda
Testimonio
'
la
alle
Si fici paci pri la
intorno
1678; per
dei
partenza
combattuto:
Caddi
Bistau
di
della
ribelli
abbandonati
Li
foschi
stesso
soggetti alla Spagna,
quel tempo
gnuolo
dire, il di
per
per
Amedeo
le
re
quistioni
Apostolica
Monarchia,
sciuto
cono,
approvava
canto;
Capi ribelli
C"
Giacubina
au'
li M"ss"ii"b"....
su'
li Miasiftisi
pi"
Var.
itodbv
116
l'interdetto
emanato
fulminava
ne
in
le
capitoli e
d'incorrere
le
40
di
o
a
la tramoja,
i
chiese
temendo
soggiacere
ai
Casa
andare
in
d"
Peste
dassi
brevi
lu
a
bojai
ricordi
per
abbiamo
ne
abbondanti
,
nelle
re
sagramenti :
memorie
complete
e
Savoja.
e
nni
questi
gioja;
simenti.
er"sii,campani
lu Papa
genti,
la so
sunu
cei passali
lasciamo
Storie
li
gastimanu
ca
mila
cori,le
compagnia,
civa
nun
Leggende
dappertutto. Sentito
a
la
i
Muiimenti,
Pari
la
"
:
li terri,persi li
pochi
Blasi
,
e
carduna
e
Megghiu
dei
il Di
Regalbutu
cannizzu
Senza
nelle
'
Arsi
di
dice
altri
"
Ervi
cerca
Catania, ed
,
ecclesiastiche
censure
Pri la fami
poi
di
sicch"
fuggiva
ognuno
Ci"nc"nu
Se
Vescovo
Sicilia ;
ministri
castighi dei
Lu
dal
collegiateabbandonavano
chiuse, ed
eran
POPOLARI
CANTI
solite
" il canto
Sicilia
cittadini
funebre
rimasti
di Messina
cantarsi
vivi
a
Carlo
per
nell'affetto
(1743),che
" l"
ripetersi
o
tolse
condannare
II,uno
pel
di vita
la
polo;
po-
oltre
iattanza
di
,
coloro
della
che
celebrando
Lettera,
in
importanti
il Matrimonio
d'Aragona,
l'Eruzione
del
delle
compenso
stragrande
numero
1672, i
della
il Centenario
ingenti
di forestieri
di Federico
deil'Etna
Tremuoti
de!
del
1693
spese
in
III
Madonna
con
marono
chia-
quella citt";
Gostanza
zione
1760, la Rivolue
del
1783:
e, nel
itodbv
GRlTiGO
STUDIO
pi"
genere
o
la Pestilenza
semi-
fantastico, il Condannato
meno
Se
ecc.
formano
XIX.
quali
,
furon
quando
ignoto
utile
forma
quella
che
i
d' imitare
dallo
Spano,
il Boullier
pensi
nome
assomiglia ;
de!
loro autore
data
occasione
di
o
opuscolo
presto
scrivevo
Questo
Per
la
del Giornale
'
Le
'
mato
Come
del
in
et
les
del
fti,e questo
della
formate
retaggio
'. E
popolo
ho
sarda;
per
il
per
rato
innamodella
miglia
fa-
di meno,
non
i^at"
confermato
poesia popolare
polari
po-
portino
non
giovine
un
diventano
chanls
populaires
con
Palermo,
un
tip.
e
cosi anche
Io s" prega
de
la
Sardaigne,
par
.\u-
ISt"*.
Paris, Deotu
Sardegna
paese,
che
,
che
anni
di
pubblicati
Sicilia, 1SS9.
Eoui.LiER.
fiuSTE
S2
sioiHa
di
dialecte
invito
giovane
una
pi"
ad
pare
d' Italia
quelle che,
come
si sforzeranno
quali, checch"
altra
le altre
rare
menti
senti-
e
le canzoni
delle
in
quando
mi
ai canti
qualunque
a
colo
se-
conservano
Perci"
contentano
,
una
'
',
si
forma
mi
del
,
popolo
successo.
logudoresi ', nessuna
sarde
ne
volte
rare
del
ecc.,
tradizionali
quando
che, stando
avvertire
di
opportuno
buon
civile
affelti
cantano
poeti amanti
con
alcuni
Gioacchino
pel popolo
o
o
tutti i canti
per
popolari,
assolutamente
di
popolari
l'autore, quando
"
ne
farsi
a
popolo
fatti dal
che
meno
politica e
si dicono
allora
Carestia,
letterari
ritengo
sciagurata
storia
una
la
1820,48,60, ai Carbonari
del
Differenza
i
genere
come
io
morte,
a
povero,
canti, non
flne
alle Rivoluzioni
Murai,
che
alla
un
che,
non
questi ultimi
letterari
quelli relativi
di
di
il Testamento
amanti,
i Due
117
POPOLARI
CANTI
SUI
a
in
Brettagna
comporee
un
si va
canto
dal
a
poeta
pagamento
itodbv
l'i.iosul
-118
CANTI
ho
come
intiero
un
per
gi" detto
troppo,
non
toriche;
parole
altrove,quando
rispettoun
la
sempre
comportando
POPOLARI
mira
ardito
; con-e
si affollano
alla
di
niente
volo,
X.
"iano
ha
storici
tempi
e
riporta
di
che
gli
io fa
sopra
,
libro
popolo
tanti
tre
che
e
che
ne
,
di
pi"
sici-
de'
ricordi
incomincino
esse
da
maravigli, giacch"
ne
chiamare
tempi
a
immagini
diverse, il canzoniere
e
detti ;
luoghi ,
a
pi" pu"
quanto
ritorna
del
vorrei
ret-
le tinte.
cuore
vicini,nessuno
non
irrequieta
storiche.
svariale
propriamente
poco
v"
se
di reminiscenze
reminiscenza
si
del
ed
convenienze
delle
Reminiscenze
le memorie
reca
n"
fatto
gi"
,
caricare
per
fedele
Specchio
mobile
tema
dipintore
,
sempre
natura
sua
risparmiare
a
popolo esprime
pensiero solo, ha
lungherie di
esso
il
se
fatti
a
vera
che
quella
non
recenti
non
n"
,
,
contemporanei.
Vere
reminiscenze
di
ne'
tempi
di
Provenza,
in
i
rammentavano
tale
0
tal altro
le passioni, che
la propm
nell'estro di lu"
dal
le
non
dei
soggetto. E^li, dice
gli
si
manifestano,
opinione,
uno
sfogo
e
il La
s'identifica
alla
ebbe
tanto
parte
Federico
loro
e
Francia,
popolare
ebbero
di
di
o
raneo.
Mediter-
dei
canti
e
Trovatori,
di
Manfredi,
Villemarqu",
segue
cos" espr"me le altrui
passione che l'^ta.
:
i
cavalieri,ebbero
completamenl*
golarmente
sin-
e
influsso
principali del
terra
favore
geste
quale
citt"
" la sola
questa preferenza
quali chiamati
la
sulle
mezzo
MarsigHa
se
perci" quelle
con
di
i gusti,
duce
idee, trachi
cerca
O").irf(.,p.XXXVn.
itodbv
CRITICO
STUDIO
certo
contribuirvi
a
Ma
in
alla
venti
Francia
non
,
si
torto
a
quasi
uno
che
uno
diremo
non
ritengono
francesi
riguardano
i
di
Provenza
Roma
loro
de'
" immensa
:
tempi
stilla
'
in
Italia,pag,
late
balla
di costumi
snidato
della
canzoni,
anche
sono
e
:
esulare
che
nella
poi
trovarono
questi fugaci
acquista
fosse
molte,
e
,
il che
103.
fatto
e
',neppure
La
potenza
nel
papale
popolo
venuta
che
l'idea
la
meno
massime
ael
quelle
in
che
di
Roma
sebbene
per
,
e
Crilioa
e
di
risieduti
Firenze
in
volgere
per
potest"
Sicilia
Politica,
dall'Autore:
per
di
medio-evo
speciale importanza
una
,
raccolti
gevano
scor-
sogghigno
gaia scienza,
e
vallereschi,
ca-
uditori;
scettico
avessero
i comuni
romanzi
e
i loro
in
perch"
rimasti.
di Storia, di
ntiovamente
che
non
cos"
essere
uno
commiserazione
penisola
Saggi
visi
Papi.
non
delle
e
Francia
provenzali
lagrime
quanto scorgasi ferma
di
dev'
scotevano
non
reminiscenze
a
Certo,
si vorrebbero
pallidaimitazione
sempre
sarebbero
Vere
la
a
quelle
ma
spagnuole
canzoni
penisola, mescolando
accenni
storico.
che
e
accenna
appartenga
dirsi ricordo
mai
E
rimase
sui
e
che
romanze
questi poeti
benevolenza
trova
si
o
,
sventure
gravi
del mondo.
francigeni poeti percorrendo
non
se
parla
leggende,
come
cantando
anzi
si
leggende nostre,
fatto.
Italia la Cavalleria
e
de' nostri
,
gran
stranieri,ed
ne
nominano
non
,
commerciali
che
possa
specie delle
"19
POPOLARI
maggiori empori
sa
le
scarse
una
italiani
" de'
pi" luoghi
e
leggende,non
CANTI
le relazioni
quello, che
porti con
SUI
PASerALB
VilLabi,
DanfeelaLetteratum
18SS.
itodbv
120
ciA
.
breve
si fosse
periodo
larghezze
Guelfi
nella
e
di
fautrice
mostrata
popolari
,
rimanente
Italia
,
parteggiando pei
,
aiutatrice
della
libert"
comuni
de'
scapito
a
,
della
imperiale.
potenza
Grandeggia Roma,
su
la
tutta
la
stie
Pas^'^ando
montagnp
aquila
reale
e
dalla
mondo
dei
alla
bella,gi"
sua
attende
la
a
deve
che
in
!a bella
del
pu"
dei canti
inalterabih
che
sono
a
non
basi
'
Di
'
Vc"
U
di
a
pag
C
aa
ti 1
chi
celebrano
le
leggi di
55
non
I canto
di^i
ca
di
Roma
la fama
onde
vuol
di
cerca
di
inegbo
U
e"ao
offerire
da
il
versalmente
unisulle
portare
quel Pontefice,
santo, poggia pel poeta popolare
: e
quale
amore.
l'assoluzione
; da
sovranit"
La
far di
so
quale
Roma
a
detto
"
matrimonio
le fattezze
potrebbe confonderai
che
il
tenuta; da Roma
romano
suo
stissa.
solide
non
non
tiene
dolce
pi"
miglior palazzo
fonte
un
; fino
pi" luoghi
sovra
il
ritrarre
suona
braccia
nezia,
Ve-
e
Roma
sola
del
le donne
Roma
dispensa
pittore che
la
una
Spagna
pellegrino ad implorar
peccati; di
suoi
Turchi
e
"ji reca
vi
cuori, Malia
no-
,
chiave
sotto
L amante
dei
caccia
gli
e
poeta delle
fine ; sebbene
senza
pre
sem-
la Sicilia abbia
due
con
"
le armi
il
^
sebbene
cioce
tesori
e
mondo
che
una
religiosone
rassegna
a
suo
os"eiva
bellezze
cdsi
del
fimosi
pm
sovrammodo,
di costanza
e l'argomento
cristianit",
lagione
stemmi
ne' canti
demandale
I
natura
che
1 1 "u
che
di
altro
i icomiut
a
qmh
alla tanta
coli ultimo
crede
1 appoggio
inciclhbile
tanto
assalto
e sostenerli
giustificarla
laAaan
ne
quanto
tanti
citt
i
assalto
cuiiamemo-
p"
sa
es
sfere
a
e
ludendo
al-
e
itodbv
122!
vivere, ne' canti.
venuto, chi lo
che
i
in
! forse
sa
ricordo
Qualche
da'
cavaliere
ci sar"
tempi provenzali; ma
tant'"
i baroni
conti,i principi,
SVI
secolo
vecchi
in Palermo
il
vero,
dalla
parte
gran
(dei quali
sullo
pare,
Spagna,
stanno
e
scorcio
credibile
in-
ammont"
,
parecchie migliaia) ci
a
onde
signoria,
e
nuovi
e
numero
,
ma
di
tenuta, mi
genera! mostra,
una
del
POPOLARI
CANTI
riprova
a
la Sicilia fu per
in
vengono
della
dalit"
feu-
lunga stagione
spettacolo.
Importanti
le tradizioni
sono
Sacra
Corona
tivo
che
meglio
siicj-a,
le
l'autorit"
riconoseevasi
un
deve
inchinarsi
storie,attesta
del
suprema
la stessa
che
anzi, IX quella guisa
canto
'
di
Turcu,
li
curiosit"
Come
alcuni
turchi,
Turchi,
di
(dal
raccapezzardEi;
'predica,
baria,
costar
ptffffhia0
Mustaf";
Vargent
li
Xurchi,
di
Moni,
non
mai
nodo
0 lutti
qui fait
;
Turau
Turchi,
la
c"lto
di
Cui
Hri
pigghia
pigghia
o
guerre,
tutti
a
e
quanta
un
Turcu
0
Marcu;
Cristiani; Argia
frane),
si
dicinu
li
'n
carit"; Sintlrisi
sprovvista,
; Essiri
un
piace anclie
n" visto;Esgiri
alla
su
della pirateria,
corso
pasta fsXia.
mailnaresco
;
i suoi
Fermi
mi
piel", n"
senza
sentirsi
capirne nulla
o
udite
Turcit, sorta
moltissimo
Turcu,
leggieri \
ineducato
genie crudele,
Testa
di
3^a
la
tra
esser
vecchi
nosti'O dialetto
uomo
cio
brac-
de! Parlamento.
dei
pi'ov"rbinati nel lungo
esorbitanti,non
cose
del
onde
degli ascoltatori,cos"
di
storia
dicesi di
f"guratameute
pigghiatu
a
della
; l'addiet-
principe sul
racconti
si dimenticano
non
l'accogliefqui
Cosi
ne'
faccia
presto dimenticata, che
tengono fissa l'attenzione
accenni
nel
cosi
pirateriava
di
l'omaggio
demaniale, patrizioed ecclesiastico
N"
chico.
monar-
governo
appellato il re,
" sempre
baronale
quale l'orgoglio
al
di
e
fig.,non
a
foggia di
comu
In
Turcu
tuttu
TXtrcu
'n
" so;
0
Ali,
f....guerra
Turchi,
mdb,
bante;
tur-
Sas--
Marca
o
tuitu
(Cesi
STUDIO
pilicolpirono
la
dal
mare,
che
sempre
il
poeta
terra
filtri
di
farsi
spera
le tante
per
vuoisi
Slavonia
un
fontane, onde
tre
amata;
sua
la
nera
tigri:
da
crudili,
Si l'oru
Scavu
e
mi
nni
Dd"
vita
d'Europa)
o
regione, come
lontana
traffica sulla
l'Africa
meno
d'Asia
degli
insieme
il
m'abbastassi,
'n
Turchia,
pri p"gnu ristassi.
parla, muti
ricchezze, il
nazioni
s'inchinano
suo
della
sire
temuto
popoli e
si muove,
di schiavi
"
jissia vlnniri
pi"
" rappresentata
essa
terra
" il pi"
splendido,glorioso,il Sultano
Grande,
trionale,
setten-
uomini:
si l'argentu 'un
li Turchi
Turchia
della
toccasi
che
intendere
"a Turchia
come
ed
colla
regno
poli.
di Costantino-
cuori
arma
volte
tante
e
Turchia
che
che
liano,
Sici-
,
dalla
di Livanti,
solo
colla
sue
alleva
al
mente
Sultano
quella delle
riamare
di
t'addivarii 'ntra la Scavunia.
Ca
Tra
del
stre
no-
altra, bagnata
un
volta
qualche
que' luoghi, che
di
fece
ne
anch'essa
Tlghira
(e
e
tributaria
Acqua
quasi
o
alle
pi" vicina
usci
non
luoghi
a'
tati.
poveri depor-
de'
qualunque
Barberia
Europea,
tempo
di
preferenza
a
nostro
Turchia
bene
iaimaginazione
Barlieria, la regione d'Africa
coste,
123
POPOLARI
CANTI
SUI
storico, avvertiamo
momento
questo
che
CRITICO
terra.
l'ammirano
,
i coronati
comando,
sono
potente
Quando
egli
quando
egli
dell'universo.
il desiderio
Le
di
:
0
Dio
! ch'avissi
una
montagna
di r"auita l'annu
QuattrucRiil'unzi
d'oru,
!
itodbv
sue
chessia
chic-
124
la
esorbitante
prezzo
Nuu
N"
riuscir"
forse
pone
s'im-
avventura, lei
dinaru.
stu
sappia
chi
da
desiderata
stata
essa
:
siciliana,d"
donna
giusto concetto
un
essere
? Ebbene
grandezza
tanta
apoteosi delia
naova
formarsi
a
riot-
:
Granturcu
lu
maneu
la
former"
di
si sforzer"
arginterichi pussedi sfora,
cc'"
esagerata
Pare
!
cumaiiDu
al cui riscatto
libert" i! prigioniero,
sua
un
'
lu
giungano, invano
non
esse
lenere
'Mperaturi
di lu
E
dove
avissi lu tisorU;
lu Granturcu
Di
E
POPOLARI
CANTI
cu
per
turco
Gran-
questo
:
Quaniiu nascisti tu,
addisiata;
Fusti di lu Granturcu
lui
essere
schiavo
di
da
lui, d'una
Lu
Terra
catena
lu vacili
scavu
di
poesia
"
e
la catina.
ogni tempo
come
Nel tempo
a
straordinaria
Nella
monte
un
d'oro,
cui il canto
l'ischezia
celebre
Se
si deduce
di questo canto
per
canzone
tanto
Quanfha
e
come
un
di
dal secondo
(Lira 5100]
annue
le immenso
ci riporta
,
Bacco
" mandato
L"
onze
quatti-ocenf
popolare dewdeca
cosi
in
l'Oriente, che
unanimemente.
L'anticliit"
dallo
bacino:
del mondo
ingegni.Dalle prime memorie
degli Europei su di esso
gl'imprendimeiiti
e
molti
1
d'un
e
e
vi delti 'a menzaluna,
Granturcu
Lu
mezzaluna,
d'una
presentata
stata
munita,
bella
qoesU
verso.
e
ispir"
" desideri
centrarono
con-
dalla
Il
le desidera
,
del Sultano.
ricchezze
somma,
costituiva
Sidliano.
Giallo
d^ Alcamo
si
poeta
legge
:
a
lo Saladino.
itodbv
una
STUDIO
CRITICO
SUI
CANTI
125
POPOLARI
,
favolosa
Grecia
Macedone
riero.
delle
l"
:
Gli
l"
:
antichi
di
del
il
del
crociato.
col"
de' suoi
commercio
la
preminenza
di
vascelli,e
all'India
nella
il
monopolio,
del
che
fantasia
sar"
qual
G.
fede,
nello
sul
legno
del
'.
'
E
dell'Italiano,che
del
ma
l'Oriente
pu"
cosa
certo
BiANCBETTi,
Colombo,
pp.
tutto
trovar
ebbe
Elogi
del
86-89.
altri
Treviso
di
pori.
em-
armi
un'altra
la direzione
ma
tenda
sulla
o
ministro, nel
cilio
con-
dell'uomo
commerciante
questo
"
di
s"
non
peo,
dell'Euro-
Siciliano,nella
"
paesi
cui
o-
?
ragione nella dominazione
incremento
ed
conducono
ad
studio
se
il mare
nelle
nella
ma
ogni
averne
per
agenti,
raaravigiiosamente s'appresentano
rientali,anzi
1
potere;
della
dell'Oriente
che
lissima
lib"ra-
attira
di caravane,
nazione
guerriero,nel gabinetto
che
ragiona
il
quella stessa;
o
popoli
delle
sepolcro
natura,
fortuna
una
,
lettere, a! banco
i
gli
,
sture
impo-
; alle
tesori,vi
delia
la ricchezza
propagatore
La
fattorie, di
da
culla
; al
strade
avvicendare
sempre
araba,
di
geografo
greco
coperta
le orientali
politicatrasporta
rimane
La
"
seminate
spesso
e
la terra
tutte
sono
Lo
nave
:
ghi
q"e' luo-
venerata
gareggiano
:
del
musulmano
prode
guor-
verso
e
il curioso
il fanatico
dispensatrice
brama
viaggiatore
Pagodi
Mecca
chiamano
del filosofo. La
e
a'
Gerusalemme
che
del
primitiva delle arti,
,
scienze
di letterato
religioniinvita
Sa sede
imperi
le osservazioni
della
falange
porta le vincitrtci aquile il romano
leggi, delle
studi
l" terribile
condotta
"
scritti
nelle
che,
relazioni,
economici:
Elogio
stoforo
(liCri-
1864.
itodbv
lSi6
CANTI
!a
per
posizione topografica
riversava
sull'Occidente
di
punto
il
che
dell' isola
i Siciliani
le
convegno
le
per
ricchezze.
sue
le fiorenti
repubbliche
La
Sicilia
spedizioni crociate, e
porto quasi necessario
al
di
Genova
Pisa
inviavano
vorrebbe
v"nce
sulle
i Siciliani
spingere
Gorf"
spiagge
1' Acarnania
Venezia
Corinto
d' onde
fra' tanti
di
che
inviati
da
grandissimo
dalla
seta ; fin sotto
le
mura
parte dei giardini imperiali
li
scalare,
antiocheno
Romania,
della
,
arditamente
Giorgio
trae
,
manifattura
Costant"nopoh
fa
tesori
quando
Beozia, Tebe,
,
,
quello della
di
la
,
,
Iti Oriente
Ruggiero
1' Etolia
,
navi
,
del Levante.
suoi
era
sina
Mes-
delle
passaggio
,
ed Amalfi
do-
,
coll'estremO'Oriente,che pel Mediterraneo
tenere
veano
il
POPOLARI
sp"nge l'Ammiraglio
(1149); in Costantinopoli, uscendo
quattromila
Guglielmo
difesa
a
prigioni de'
restano
ne
di
Alessio
tanti
Comneno
e
,
di
un'armata
dugento
siciliane,nel 1188
Tiro
Tripoli
,
conquista
maide
in
beve
con
Palestina
fatica
Gerusalemme
e
e
l'autorit"
con
le nostre
merci
per
del
terra
lo
alla
suo
e
mare
per
'
e
mi
Prima
carichi
".
e
con
negozianti
mare
della
d'oro
trafScava
si
Mathaei
morte
sua
d'argento;
a
Pabis,
Ilisi.
d"
lui sino
Angl.,
ann.
conto
fino
ricevuti
e
alle
^.
popolo
dodici
camelli
le sue
Indie
perciocch" ei
merci
per
1251, pag.
alle
del
credere
con
ciliana,
si-
suo
,
d' Oriente,
conto
per
d'Oriente
da
cosa
Tole-
corona
l'Oriente
Federico
avea
il ciie fu
fotti i Soltani
correvauo
che
potr" opporre
Svevo
tra
corrono
Indie, rispettatedagli stessi Sultani
Forse
II lo
tutto
nome
e
d'Antiocliia,
Federico
aggiunge
parte
gran
il territorio
,
e
quali
,
de' Cristiani
soccorso
; in
ecc.
delie
galere
i suoi
terra
514.
itodbv
e
per
STUDIO
veduto
fu
nelle
guida
al volo
che
fortunose
anioni; ove
pellef;rin
le
Quale
bella
nel
di
quello
L'essermi
Ora
ma
un
strana
". Nel
non
allora
" veramente
basta
che
Tizio
m"sculu.
vena,
di
'mtfrraggta
in
cosi
e
im
p, e.
per
di
epiteto
molte
mi
geografici;
e
n
flgio
a
e
distinguersi dal
e
o
ha
di
da
Eppure
l
Non
che
cordarli
ri-
nel
,
figghia fl-mmina
se
non
s" unisce
il tale mori
ipeteie, che
die
parole
'nfirmu
bisogna
na
Il
due
al Greco,
malatii-'nflrtnu.
arteria
vinorarteria.
data
gran-
Buperliua rafforza il
na
figia
che
i
i'uso
1
and"
una
colla
e
ierantino
differ ace
]
non
spesso
la
d"
il Conte
s"
questo principe,
splendore
ci e
no
di
celebra
Ile jual
d
o
1' uo
L' arter
per" udrai
sangu
non
permette
lasci"
fl-equentc "
olii gliene parla, avverta
figgMu
parola
cosa,
malato
abbia
e
Io
dialetto
Malalu^
dell'altra,
detto
ricorda
qualitlca"one
questa
senso
se
altro
non
storici
che
tutto
con
nostro
tissima
al-
solamente.
memoria
la medesima
significano
un
noi
con
hanno
fin qua,
,
a
e
non
altri accenni
canto
che
mare
fer-
osa
'
diffuso
!a bella
colui
Parr"
naturali
di toccarli
Ruggeri.
'
ad
intorno
nota
come
noi
Greci-Levanti?
po'
muove
,
i cui
un.
contenter"
"
in
insita
,
Costantinopoli,
parole
che
terra
questa
si
e
sole, espressione di un'idea
il
corso
prediletta
,
che
Quale
illuinitia
l'ignoto
aspirazionidel-
ritorna
parte, dove
come
un'aquila
tutto
delle
mefa
questa
cosa?
suo
ali di diamante
sue
d'onde
cantore,
ogni pi"
allora
sar"
naufragio,
"
apre
l'occidente?
di
tavola
apparisce
che
stella
una
quale
; ma
poesia, di maraviglie, di miracoli, ove
di
terra
questa
io contraddire
voit"
; n"
hanno
pochi
che
parlano,e
di cui tutti
l'Oriente
"
non
127
POPOLARI
CANTI
SUI
CRITICO
per
alla
una
greco-levante " anche
siculo-albanese,
che
si chiama
grecit
Sicilia.
itodbv
e
dezza
di
piede
delia
si
cui
degno
rese
canti
Due
battesimo
del
Conti
a
i Milanesi
se
rito
bel
Ruderi
'nnamurari.
al battesimo
accennano
che
loro
Gran
piduzzu s'Lavi
ssu
noi
siciliana;
donna
Si ti searisci
Di
innamorarsi
pot"
',
tuttavia, in grazia
hanno
ambrosiano
immersione
per
i Siciliani
ultimi
furono
a
,
smettere
in
Camiola
Turinga
parte d'Italia.
buona
di
Innamorata
d'
Pietro, e riscattandolo
che
era
del
Vespro
provenzale,
Un.
un
che
ricorda
canto
ai
lungo
per
oltraggifatti
al
a'
al
attentava
piuttosto
pozzo
ci richiama
che
Squiliace
dall' altare
altro
*
la
che
suo
la
col
tempo,
Beati
di
disprezzare
la
mani
in
deboli, ebbe
ad
sgherro
immonde.
*. Qualcun'
,
di
uno
eroina
preferi buttarsi
Paoli
pretesto
guerra
isputo
con
onore,
cadere
nella
catanese
peste di Messina
famigereti
punire gl'ingiusti
incutere
spavento
Fusti
E
'nti'a un.
'Nli-a
un
Si echio
Mi
vidi
Si
Como
mi
vtuali
d'
fonti
mi
"ntra
tocchi,
In puzza
comu
Qamnui
altro
segreta societ"
d'allora.
Groverao
re
prigioniero
da
somma
ingratamente
un
del
bastardo
,
Zita, la quale, inseguita (1280) da
Gamma
in
gli vide
Ricorda
giurata.
di
respinse poi
perch"
infamia,
fede
lo
forte
con
la
giovane, che,
ricca
e
ricorda
altro
Aragona
Marchese
di Marzano
,
nobile
', quella
Orlando
Un
Zita
aippilluta;
alcunu
'acugnu
cu
s'alluntana,
di Missina.
avissila Pesti
itodbv
che
an-
130
GANTI
volte
Due
il fiume
si decanta
mirabi"i
sono
POPOLARI
nel
le cui acque
Giordano,
battesimo; altrettante
V Greto
oggi
,
ridotto
a
fu
esso
corsali
sono
di conti
la Fata
e
di
sono
genovesi,
gnuole
sono
eerte
esse
due
altre
lettere
n"
di
continuo
feluca
sporto
tra-
per
d'imperatori;due
e
d' innamorati
lancie
ed
come
spa-
francesi
de'
nostri
scimitarre
e
eimi.
Superbo
di cui "
Impero Romano,
iin
donna
eerti
monti
', che
"
vi
tra'
appunto
ad
cano,
man-
tanti
padrona
tempo
un
una.
dea, imperatrice d'incognite regioni.Quegli
romana
che
furono
tanto
odiati
poi
e
,
banditi
cantasi
da
figurano
sulla
v'ebbero
nelle
Siciha,
dalla
sulla scena,
e
da
delle
cattive
"
che
vili di
donne
detto
;
Dia
rinomata
l'uno
pel
l'altro
e
nel
discesi
canto, dove
'
Patfuaa
'
Du'
La
mondo
di
lu
'Mperiu
", il
d'una
La
voce
poeti
non
l'Ebbrei,
'un
"
legge spietata;
d'
spada
marrano
fin ne'
la
pi"
l'Ebbrei, viene
'mmenzw
giovane.
sfortunato
uno
consacrati
mia
vengono
Chista
,
la
E-
miseramente
tristi che
ccki"
sunnu
l'Ebbrei
'ntra
mancu
vili
cosi
volte
cinque
terra,. Jc^t^i
isdegno
con
Persi
tanto
In
ecc.
veneziane,
damaschine
spade
corazze,
imperi "
Ugg"
nosce;
sco-
paragone
,
una
re
oggi si
,
cortinaggi.Ne
brei
d'Amalfi,
cavalieri,d"
effetti
un'altra, lo scembro
Morgana
galere, e tra
e
saiutari
Sici"ia,dove
,
galere
la
in
misteriosa, la seta
bellezze
sola,i
Palermo;
introdotto
ripetutamente
moto
volta
una
in
di Denisinni
dell'acqua
appena
fiume;
povero
gendo
pian-
Orlando,
delta
leria;,
Caval-
rustici
catapanu
sono
,
{catahan
Rumanu,
au" a lu munnu
cosi 'lluminati
:
biddizza
la Spala A'Orlannu.
e
t"
itodbv
GRITIOO
STUDIO
erroneamente
ebr.),oggi
Stl
CANTI
usata
a
bizantina, cio"
ufflziale annonario
Usi
XI.
osservandoli
che,
e
come
del vocabolo,
significato
restringo
pochi esempi,
a
costumi
labbra
del
cordi,
ri-
indovinati,
bene
delta
varranno
storia.
tutti,
per
tuosa
l'affet-
danno
che
figliuolo,
dalle pene
luce, benedizione
il giorno della
attende
purgatorio
se
che
le materne
all'anima
benedizione
del
sori
te-
cotesti
farsi ausiliari
assennatezza,
quando
che
in campo
possono,
sa,
ognun
applicaticon
noto
ascosi
di tradizioni
sorgente
qualcuno, vengono
Rileggendone
Mi
vi s" trovano
" altra
11 canto
canti; perch",
ne'
particolari.
usanze
se
guardarsi
deve
rivelando, nello stretto
ed
simbolici.
e
attentamente,
inestimabili.
(deputato),
Popolare.
Scienza
allegorici
solamente
questo
(^w"itoto
grasce.
costumi.
e
ch'esprimeva all'epoca
chiazza,
delle
o
Concetti
Non
di
mastru
significarmalandrino,
ci"
facinoroso, mafiusu, esprime
131
POPOLAKl
estesa
Sinu
E
lu
a
vaneu
la cannila
che
appunto
quello del
in
e
di
mobili, ora
uso
vancu
quasi
,
per
a
la
mezzo
amaru,
richiamarsi;
specie
dimenticata
igiene ha
moderna
d'
di
in Palermo
donna
una
candela.
l'uso
e
seggiola
a
brac-
ma
o
non
si sforza
ombellicale
{E
"
soprapparto;
abolito
del cordone
abolire, del bruciamento
neonato,
viene
quale adagiavasi la
Sicilia,nella
l'altro,che
lu duiuri
a
pr'"ddu addumarn;
ca
qualche
" chiaro
ciuoli
e
la
cannila
itodbv
del
ca
13?
addumam),
iddu
pri
Parimenti,
lo
porter"
dove
come
Mi
vn^hm
Ca
bupti
cuzziehi
E
pii
spalazza
E
pn
wppfddu
subito
spadino.
porta
che
veruna
i nobili
cosi
l" basao
in
e
assegnandoghene
a]
1
i
di
di
canto,
q
uno
cedere
tempo,
suo
ta
lui
t
a
p"
bbe
un
canto
del
'. Laonde
meglio
1782
in
prossimativ
apche
cui
,
diritto.
citarlo anche
parola
una
n
farsi
voluto
modo
un
data
una
vigente quel
ho
a
governati
posteriore a!
non
una
alla nota
meno
guardare
potrebbe
non
n
tanza
torizzava
au-
nuando
Sicilia, atte-
del
determinare
ih
mp
presto
venir
intendea
plebei da
to
Q
n
dovette
sembr"
questo
come
del
t
di cingere
ceto
\ictie
che
artigianoportasse quind'innanzi arme
prendesse vaghezza
"
consuetudine
Caiacciolo
nessun
;
'
scurciatu
ali antica
ed
spitu
un
canuzzu
un
la quale
imparzialit",
sua
vibtitu
abusivi
togliendo certi privilegi
0
uno
zita
un
pattava
mi
il medio
Domenico
lapada
pei
le
che
truvatu
quella consuetudine
Ma
fatto
aiiaccamatu
nt"u
ricoire
anche
"|
di
e
haju
mi
ha
che
dice
meicante,
anno
^ugnu
e
mucanti
lannu
ironia, motteggiando
vedei'^i
pu"
maiitan
figghiu di
Ognuno
dU
capo
qm
Un
Di
se
m
di
f"glu
un
i
vestito
un
fine
con
voglion dare,
le
alla ^levatrice.
di diritto
poi va
giovane
la
che
sposo
spiedo, ecc,
quando
che
di mintaisi
pensiero
ordin"
POPOLARI
CANTI
possa
belliasimo.
secolo
per
costituii'
Ogni
XVIII,
itodbv
Chiaro
di
brodo
in
matrimonio
dove
il
Ma
io trovo
'na
gaddina:
sciannarina
rosa
pirchi
^.
mi
'un
dell'altro
^
dei
anella
altrettali
delle
celebrazione
nella
cose
dolci
,
,
(spinnagghi)ed
cui
nuziale, per
uso
delle
fazzoletti
de'
dasti,
li
cummlnla?
mi
chi
documento
soglionsi donare
ziti:
di
canta:
popolo
fazzulettu
un
levano
te', j"nnaru'miu,
li spinnagghi
Lu
del
piccioniil domani
di
'na
m'ammazza
Spampinasti
prestar
ap-
ch'agghiurnau
quannu
Fatti lu vi'odu
"
di
nuziale
l' uso
canto
un
gli sposi si
cui
soggira
Me
133
{
gallineo
la matina
E
L"
in
apparisce
del
sd"
CRITICO
STJDIO
nozze.
Pili
sembrer"
importante
del
morali
verit"
fornir
onde
modo
ed
istruzione
procede
modesta
di avervi
s'argomenti
de'
mania
severi, che
ne'
cultori
di
saper
d'esempio
si
come
,
conform,azione
'
Eosa
'
Cummima,
altro
tutto
senao
siHannarina,
vale
da
delle
di
e
tutti. Ed
e
del
l'osa
e
moto
alessandrina.
polare,
po-
degli studi pi"
diviene
stesse
ne'
nessuno
scienza
pretesa
rovina
scienze
apprende
anco
quella che
subentra
lettori
ecco
,
citmm"n"ri,
tornar
la
malinteso
e
potrebbe
che
le
apprendono
sussiego. Ma
e
giorni nostri,
presunzione
della
vulgus, e
trovare
a
si
polare
po-
popolo. Qui sparisce la
del
boria
senza
rivelazione
la
volta
fisici ; ci"
dell'otri profanum
scienza
molti
qualche
i fatti
della
nota
a
per
popolarizza
che
gerezza;
leggliono
vo-
motivo
la teoria
dell'universo:
Immagiae
ovientaie!
convenire, qui toccare, spettare; in
conto.
itodbv
134
CANTI
Com'"
poeta
suli n"
C"
suli
La
luna
molte
di
dalla
raccolta
fa chiaria,
'un
bocca
sacri
lu cchi"
ed
guardi ad iddu,
l'timbra
t", dintra
Lu
specchia
canto
elie limosinava
"
innanzi, io
trova
Ti
Cam
da
trapp
lo
via
'nta
cci sia
a
tia.
:
:
si lassa
"n
pac
Un
;
di S. Fratello
poeta
swiliaiio
barda
(colonia lom-
coetui, saputolo poeta, gli
:
sveglia
e
a
giovane
e
gli
dice:
durmigliaus,
la strania
?
ati
sagn amuraus,
m'am^paunni
a
ftau pr"ziaus
Maria
fo un
U gh"a cundpi u ver
Miasia
K
vaiuraus
ti sai ver
puetta
Mi lei dir cam
" vier^a Maria.
E
teologi e
,
cci passa
poeta
un
mest
abbifi daccusc"
Sveggiat
chi
guarda
sfida.
una
conoscerlo
dormiente,
voce
de'
:
Cristii 'n ventri di Maria:
ricetto
in Sicilia)senza
dal
massa;
c"ucia
m"cula
senza
risposta a
ebbe
forse
ecclesiastico
trattati
iddu
t'alluntani,ed iddu
Qaeato
qualche
sia 'na
Tu
fu
di
che
,
Agostino,
specchia
graa
Tu
'Gcuss"
S.
Maria
oratori:
e
ca
da
certi
Sia di cristallu flnu
Vidi
d"
verginit"
data
pi"iche-non
di
'iitunDu,
'ntunnu
della
quella
Pigghia
'
suli
seuza
spiegazione
omelie
uiiiii snnnu;
sliddi su' sempri
e
la
dice
tunnu;
girla,
n"
suli la rischiara
risente
chi firria,
tunnu
si movi,
Lu
sola
essa
'n aranciteddu
Lu
munnu^
mulineddu
un
comu
Comu
tanto
sapiriIn
cumpostu
E
"
Ecco
sapiriio vurria,
Sapiri, ben
"
POPOLARI
stis saga
la
:
,
itodbv
ooii'e
135
E
questo " poco
Curioso
di
Adamo,
p.
di
mustrasti
come
a
lu
delle
comprendere
identificarsi
cristiana.
donna
tredici
del
fiume
Muse)
il
volta
Greto.
incoronati
ignota
in
tologia
mi-
religione
stregherie
mano
banco
un
la
gono
ven-
muoversi
al solo
moneta
Cos"
; di
per
non
potrebbe
eolla
mancano
re
delle
,
popolo pi"
si confonde
Sette
coniano
deila
condanna,
e
(le nove
Incanti, fatagioni,non
incantali,dodici
Battista,
quelli
ascolta
qualche
forse
scongiuri, qualcuno.
(Tam-
spera
Giovanni
Lete, che
fiume
medievale
e
pagana
che
Sorelle
quello
con
1' arcobaleno,
curiosi
d'amore
che
e
per
Febo, Apollo,~Orfeo,Venere,
nove
del
perfino
Bibbia,
David, di Salomone,
S.
meno
di
giudice
una
di
di
della
,
Non
i ricordi
fatto
e
" celebrata
cui
dire.
ancora
di No"
peccato,
suo
ecc.
potrebbe
personaggi
specchiu di Muse),
Sirene, delle
Ninfe,
de'
sapientissimo
come
Cupido
e
di
Mos",
Maddalena
favola,
sa
pel
e-,
uomo
deUa
ricordo
qualche
"
si
quello che
a
della
dov'
ella
,
" scritta.
o
anche
gliosa
e
esse
le
; ma
figura
appariscono
soprannaturali
ne'
di
se
la
a'
ogni maravi-
,
un'epopea,
quali insieme
in
trovansi
Dei
azione
loro
immaginarie
Fate, semidee
la storia
come
ci
bene
degli
sublime
e
mistero,
nei
del
ministre
dramma
cos"
Geni
la
essa
vita
la loro
esistenza
il loro
carattere.
ed
conti
tradizionali
i
sono
principali agenti ,
che
un
"
un
Non
orali
maghi, aglistregoni,ad altri
,
"
esseri
coi
loro
attributi,
forme, costumi, abitazioni,rapporti cogli
costituiscono
Naturale
delle
" nel
il
;
mini
uo-
maraviglioso.
canto
la
allegorie;i concetti
predilezione delle
simbolici
allusioni
trapelano
in
cento
itodbv
e
136
GANTI
luoghi, e
spesso
riduce
un
a
di
pensava
loro
multipli
donna
somma
i numeri
sono
vuole
avere
; tre
fonti
d'amore
cielo
a
diviso
in
tre
tre
Ges"
a
Bambino;
tre
e
anni
sta
di
sole ; tre
fermarvisi
di
lei ; tre
che
maesl"
Palermo
tre
senza
ferma
in
cosi
si ponnu
nun
Aniuri, "untananza
Qui
Ne'
scuciture
e
risultato
ette col
canti
passare
da
bocca
gl'eco-albanesi
,
vere
in
benefico
e
regnicolo
rebbe
vor-
,
pel
:
gilusia^,
de'
oscurit"
che
i-aflizzonameuti
tre nott" sognato
il suo
a
bocca
pei' tre
volte
viene
da
nasce
,
'
rato
cattu-
sera
Palermo,
suppurtari
voglio parlare di quella
non
ffloni e da
la"oni,
rubate
dall'angelo
un
lo amante
gazze
ra-
d'amore,
rose
della
mezzo
le
; tre
dette
parole
un
migliano
s'asso-
le penne
; tre
dal
da
pendono
dalla
di
calano
Ninfe
che
rose
; tre
:
Tri
'
in tre
l'anatomia
,
quale
del
numeri,
fanno
e
anni
tre
(composto,
ne
tre le
giorni s"
trovare
devono
quando
ore
gira,per
soltanto
prigioniero
il
,
raggio
lo
due
sorelle
tre
a
Io
che
tre le
poi
vorrebbe
;
odorisissime
all'uccello d'amore;
d"
comando
per
al cantore
mele
volte
i
e
nove
muover
o%m
naturale
galere del Molo
offrono
forse
suo
Chiesa
giovani
e
trentatr"
al
il cuore,
corteggio;
le
che
tiene
fioriscono
farle
quando
bellezze
dottori
a
che
siciliana,
disposizione
parti
ad
volte
e
per
'. Tre
Tre
tre
che
canto
,
dinnanzi.
e
significatosi
il
del
che
la
trentatr"
tre
che
enimraa
come
tre),
ramo;
oscurit"
un
girare il mondo,
amante
per
farne
venirti
vedrai
una
tale
con
segreto dell' autore
non
passo
POPOLARI
delle
e
subendo
dichiara
piccolo Costantino;
la
con
seonne"-
interpo-
il canto.
donna
di
a-
tre cavalieri
jBdb,
138
CANTI
agliordini
che stanno
la servono,
in
al
numero
Maria
e
Sono
quasi,
o
tato
por-
lino
a!
spinta la fiequente progressione
lu pjttQzzii
ricone
E
Dei
Nott
pompi
E
noi
E
sgi
a
g iitil73
e
\infi
avanzar!
ssi
alcunch"
di
sommi
Anche
del quale
a
a
non
che
meno
sostegno de"
Beatrice
a
o"ott'anni,ia perde
chi
et"
affermava,
33
luoghi della
3
la
anni
e
secolo
rivide
vi
a
delle
nove
dica
',in-
di divino.
parte
aver
l'Alighieriper tutti;
Commedia
Bieina
9, che
gusto,
au-
tutti antichi
nessuna
potrei
spiccano. Egli poi
d"ciottfl
,
a
pi"
numero
d'ogni
e
Cosse,basterebba
numeri
nove
"ogn" nella prima
del
pei popoli
come
d'ogni
alti'i non
quando
billiza
perfetto,di sovrannaturale,
Contrariamente
'
uguali
delle potenze
pel popolo "iostro,
pei
ima
tiiuafali
toi"
e
pottiru
e
volte
nove
fatah
punipusi
'direni
questo ritorno
moderni
non
nove
ben
t
aichi
novi
"oiu
Nuli
ben
pei
altre
no,
gmtilizzi
e
siieni
peini
Novt
St
canto
numeio
ngannasti
con
novi
-Ae
t
billizzinatutali
rai
JVoOT gemmi
Nom
no
s^uente
questo simpatico
Novi
e
ul
queste citazioni
nel
e
lu
tem
cci
stidli
oUi
hastevoh
esse
mancano
"tare
Fiore
cinto
Setti archi
e
sorelle che
il mistico
sempre
,
tiovisi
Ntra
ne
sboccia
mese
da
nove
del
questa regina,novele
di
nono
grembo
POPOLARI
alla
nona
nobbe
"co-
la
ora
,
,
ultime
ore
della
notte;
ventisette, nelnonomesedeli'anao
ta
cant"
a
di-
giudaico.!
C. Cant".
itodbv
STUDIO
avuto
ne'
Siciliani
ha
nostro
carneo
del
il
canti
ritiene
de!
anzi
dalla
l'astr"ngein
volta
allo
fantastico
Non
breve
nordica, il canto
dettato
della Serbia
scozzese
"
come
il canto
di Germania
ogni
della
al
diremo
n"
,
che
anzi
vediamo
che
parla
pensiero,
apparire.
nel
formulare
pi"
tutti
Inoltre
'
Il
La
che
il nostro
Genio
Favilla
un
orientale
F. Wolf.
colt"
fa-
quella
vivo
coglimento,
rac-
di ridondanze
monotonia,
la medesima
forma,
epiteti per
dolci
che
lato
il diremo
pure
ciso
pre-
; il che
si tenns
indizio
di
di sensibilit"
sentita
ri-
petrarchisti vecchi
nuovi.
popolo
breve
di
scevro
di tutti i
quella
non
di
merc"
d'ingegno, e
comune
i romantici
1858
Nel
idea
tetico
pa-
affetti,n"
ripetizionie
stessi
d'altro
la
svegliatezza non
di
Ma
d"
impiega
ripete gli^stessi versi, gli
possano
in
e
de' Settentrionali
mo'
a
tampoco
esso
simile
dis-
non
malinconico,
d" cui
il
come
ma
manifestazione
presenti
scettibile
su-
poesia epica,
guerresco,
cosa
gli oggetti.Scevro
noi
liano
sicialcuna
leva
si
dolcemente
ugualmente
rende
versamente
di-
sarebbe
particolareggia in concetti, in idee,
che
Vedi
Non
all'altezza
al fremito
personifica,tuttoch"
e
riducendosi
frase, ci" che
dallo
ed
scendente
tra-
,
il danese
sempre
maginoso.
dell'im-
degl'Inglesi:
e
largo svolgimento.
popolare
come
non
maniera
non
quella
non
Tedeschi
il canto
'; se
quaato
ma
sua,
scoppiett"o d'una
di
canto
dei
lugubre
degli Arabi,
degl'impetidell'Oriente
e
L'esagerazione "
e
139
popolasi
semitico
genio
lume
che, altrettanto
sui
artiooio
liella
di Palei-mo,
an.
non
di
sa
c"reospezioni
di
,
del Prof.
poesiit
II. n.
Vincenzo
antica
e
Di Giovanni
moderna
strava:
mo-
sieitiana.
18.
itodbv
140
CANTI
riserve
e
di
di
e
raggiri di
morbido,
e
nelle
pensiero, di
frase
figure, splendido
nelle
movimenti, negli andamenti
facile ne'
licato
de-
sublime
trapassi,e quando
libero signore
spigliato,
remoti; od
e
Non
espande.
non
tocco
vola,
ora
ama
medesimo
un
un
della
natura
basta
perch"
pensiero
da
solo
cui
di
forme
de'
ellittiche,
canto
non
precede
cui
e
ha
sempre
ci"
che
suoi
cima
si ditetta
altri,e
de'
poi
della
nota
A
sopra.
"
lo ha
ma
che
lampo
bigrazia," pe' giorni
in
forma
settimana
la duminica
si'
Lu
mercuri
Lu
jovi siti 'na lucenti spala,
Lu
v"nnari
Lu
sabbatu, ch'" l'urtima jurnata,
citati
nomi, in
Questo,
ver-
paradisa,
siti 'n'Ancila
curca
degh
belli
in
non
Fata,
marti
ti
?
chi
:
Lu
si
pel popolo,
numeri,
ore
sue
pensiero, il
abbaglia, E
luni si' 'na Dia
gi"
importa
della
delle
tra ci" che
bene
Lu
Cu'
Altri
ca
segreto, gli
quadri graduati, gliuni pi"
progressione
paziente;
" im-
: ne
cagione
legame
dignit", in feste,in mesi, in giorni,in
Bedda,
ii
di
apparente
consegue,
immaginazione
ha
esso
ora
disogno,
fondo
a
adombramenti
un
ed
medesimo
segiiire un
a
vi ritorni
non
s' arresta,
ora
,
la
di
e
gli si presenta, de' tempi, de' luoghi, de' paesi pi"
discosti
si
ne'
energico, corre
che
sentimento
espressione. Ardito
immagini, rapido
ed
POPOLARI
calata,
stralluc" iu t" visu,
l'atieddu
"iu
valgono
tia
vi fu
va
pacadisu.
pe' numeri
riferirli. Tralascio
dove
dialogistica,
'ii
misu,
anche
ora
l'uomo
e
per
qualche
colla
le
dignit",u"
canto
dalla
donna
ora
,
itodbv
STUDIO
lo amante
col
la ragazza
o
CRITICO
Nel
buon
"
al
saggio
d"
quale
scena:
vita
loro
Lu
di stile
un
camini
non
s"
so
lu
Al
di tia
spesso
eotal" bizzarrie
anche
nei
versi, nei
"
straniero
'
'
A.
Stuiula,
qualobe
di
ricala
umore
~
a
timula
di
=a
passaggio
che
nelle
ma
rime,
qualche
studiate
dalle
ineastonata
gocce
sjt"mjptwa, verdeggia
RiAikcala, risolente. Questo
Moncada
=
su'
Champfleurj'
desprooinces
*.
di
ed
dotto
Acca-
a
di
mo'
rugiada
e
di
prezioso.
'
M.
In
nascere
reliquia, cio"
SpampscM^x
^
'
di cosi strane
trovano
vederle
'
Andrea
soltanto
stilla,distilla,tramanda
forse
;
,
il desiderio
"cula,
'
di
notar
far
:
*
ridd"cula
sono
da
inintelligibili
parole
vero,
'na m"cula,
cc'"
quali si
sentare
preo
spamp"cula,
parma
vucea
non
si
,
'ngast"eula,
"
vorrei
quale proposito
m"cula
stlcula:
nun
la
e
ed
ricu"a;
b"ddizza
gigghiu la
supra
di rima
David, donna
la terra
tu
Irizzi biunni
Li
noscere
rico-
"; intendo
pi" bizzarro
genere
suli " rSi, la luna
Bedda,
legrino,
pel-
comprendono
esprimere
nuovo
pitturissa
'Mmenzu
di
farsi
senza
si
L'oricclii toi su' 'ngastati a
Unni
veste
con
dialogo.
bellezze
certe
Figghia di lu Ro
Nuddu
in
spesso
si possono
non
un
confessore
ultimo, il seguente canto, difficile ad
annotai'si, perch"
ma
ii finto
fidanzato
dei
141
POPOLARI
ora
suo
tratto
riferire,da
sentono,
col
sulla
vengono
per
ed
demonio,
questa
CANTI
SUI
de
canto
MiUziotii
nella
del
richiama
1812
introduzione
Franoe(Pa.rinlSGO)
ai
e
citato
espande.
nelle stesse
ai
auoi
dal
sonetto
al femoso
Chants
Contede
rime.
populaires
Puymaigre.
itodbv
142
"
POPOLAHl
CANTI
demie,
avuto
un
qualche
in
senso
e
spariti,
difficile che
essendo
non
che
passando
pai-ote
taii
antico
de'
canto
nei nnovi
avessero
fossero
dialetti
rimaste, perch"
alterate, incomprese.
Travandomi
avvertire,come
devo
siciliani sieno
dialetto.
cronisti
del
parlare
a
documenti
viventi
Frate
Atanasio
Da
Inoltre, molti
quasi
e
la oscurit"
coloro
che
origine.Quei
sua
cuore
nuovi
e
e
aita storia
colle frasi
XII. Canti
Questo
altre
e
nel
care
che
deU'arte
Canti
Greci
studio
riuscirebbe
tanto
consacrasse
province
seguente
di
capo,
incompleto
canzoniere
essi
mentano
s'argo-
d' Italia
e
alla storia
della
fa-
di Calabria;
dir"
incominciando
se,
di
dopo
popolare
qualche pagina
d' Italia. Di
a
d'Otranto.
Terra
del
stamente
pre-
co' vocaboli
storia
e
lustrare
il-
risposta
di
gioveranno
di Sicilia
poesia
arricchire
siciliano
preziose alla
e
la
possono
giovano
non
primi
dialetto.
lingua
alla
intorno
versi
di
stro
no-
vivente
il nostro
servir
e
cosa
popolari Albanesi
intrattenuto
non
inalterato
gran
di sentenziare
alla
al novecento,
qualche testo, ed
sapere
senza
de!
de'
uno
parole campagnuole
di
popolari
Sala, l'Ariosto
vocabolario,
il nostro
canti
d'Aci,
La
Stefano
modi
i
de' canti
dell'antichit"
dal dugento
popolo di Sicilia,
dimostra
esteriore
forma
questo lato
da
siciliani,
a
popolare
del
delia
a'
dallo
in
liano,
sici-
delle
canti
pertanto
sersi
es-
questo
canzoni
albanesi.
itodbv
culosi-
STUDIO
Le
quali non
so
i canti
insulari
fanno
battaglia, e
sul
fratelli stanno
in
fatto
la bella
stata
presa
Dai
nomi
di
da
Corone
parte
Goronei.
altre
La
parecchie da
sentimenti
ringiovanire ogni
palicaro, prender
paese
scende,
"incontra
del
via
in
povero
l'amata
lodarla;
la
e
tanto
riceve
carezze
in
quella
che
di lei
essa
portarsi
rap-
donde
rebbero
sa-
,
di
colonie
ricordano
deUa
cilia
Sii
sempre
boschi
e
montagna
e,
rabare
che
cortesie,ed
rebbe
vor-
giovane
; nel
accattando
si conturba
fatti
svela
i monti
come
canna
e
in
deve
suo
Dio;
per
,
ne
signore
dei
la donna
grembiale.
un
Camarda,
vecchio
anno
perch"
vecchiaia, pubblicata
Demetrio
di clefti. Un
che
il d"
anch'essa
che
che
della
canzone
per
genitorie
fratello
piccola le
non
in
famiglia di
piange
le rub"
la
per
si dolora
Peloponneso
nel
cordato
vi " ri-
Napoli, rammentati
e
quelle di Calabria,
come
che
tore
can-
morto
ove
un
si rileva
fatti accaduti
in
si
Turchi
turco, che
un
guerresca,
venute
con
dai
gianaizzero,e
Moscove,
canzone
Morea,
sepolti.Vi
pace
un
sia
a
della
forti. Vi
dei
campo
rapito
venne
fosse
loro
del
il marito
forse
non
le rimembranze
sono
partenza
,
patria abbandonata,
all'amata
la
piange
Colerai
Paolo
un
Arianite, caduto
una
vi
ambizione
decreta
giovinettache
la
e
Ifuerra,
che
imperatore
un
ne
Frequenti
la nobile
e
che
patriotticopi"
amor
battaglie
maraviglia
destar
prendervi parte, segnalarvisi e vincere;
di
la
debbano
non
143
POPOLARI
(JANTI
di terraferma.
e
di
e
chi
a
spirar che
lo
con
SUI
CRITICO
non
sa
entra
come
a
versare,
con-
sopraggiunto, inatteso,il cavallo
apprende
la fine
sciagurata
del
cavaliere.
itodbv
loroso
va-
144
CANTI
lamentarsi
Deve
storiche
poche
di
viva
le canzoni
son
la
per
l"ngua e
e
spirituali
del Salve
Beg
d'Otranto;una
Costantino
colonie
giovanissima alla
dei
tanti
recht
il
de'
Costantino
guerra
se
il
dopo
laudi
con
di
dolorata,
Vergine Ad-
alla
canto
un
tori
au-
" parafrasi
una
di
saero
quarta sui pastorial presepio
una
" in
via
e
discorrendo.
Calabria
la
di
nome
canzone
nello
Costantino
Skanderbeg,
di Amurat
in
morto
altri
stre
no-
alcuni
et"
Costantino
primi despoti d'Epiro, o meglio
che
d'un
quasi
il prof, felice
Ma
si tratta
non
gi"
di
tutti i canti
sar"
G"uiTigische gelehvte
nove
Lieb-
un
sonaggio
per-
da
popolari d'Europa
tre
giorni,"
nel partiredice
gl'infedeli;
scorsi
uno
personaggio tradizionale,che
piccolo,sposo
contro
egli non
'
in
esse
,
mostrato
ricomparisce
quali
laude
signori di quei paesi.
ha
che
Delle
di Lazzaro
di
corte
storico,ma
alla
e
qual
il fratello
fratello d'uno
sono
d'Italia,
sacre
strettezza
terza
; sotto
voli
prege-
molte
Piccolo, popolarissima anche
U
critici videro
sono
come
e
un'altra
ma;
di considerazione
Degna
se
vate
conser-
,
sulla risurrezione
e
di
moderne
molta
avente
allo
pel sentimento,
di ecclesiastici.
e
nesi
alba-
manchi
Meglio
che,
non
e
si mantiene
queste
modo
popolari
canzoni
letterati
Terra
in certo
generalmente
paiono
in
se
sacre;
colonie
quattro
perfetta regolarit" metrica.
una
spesso
erotiche
poetica non
che
e
albanesi
le
ia facolt"
tempo:
un
canzoni
conservino
Sicilia,dove
quale
di
che
ne
POPOLARI
anni
e
nove
ritornato, ella
Anzeigen
1867,
chiamalo
alla
giorni dalla
2"9-g. Z"i
glie
mo-
tenza
par-
rimaritarsi
potr"
e
',
seg.
itodbv
146
CANTI
albanesi, dal
" factlo
quale
notizie
trarre
sugli usi
ziali
nu-
questi popoli.
di
metrica
La
POPOLARI
che
malinconia
di
e
tipo dell'Attica,piene
l'antico
conservano
queste canzoni
di
tutta
ad
accenna
di dolorosa
delicata
anima
che
altre
varia
"
,
i Greci
presso
di
pi"
rima
La
sempre.
discorse
qui
continente
del
dialetti in
dei
autonomia
cenni
canti
Havvi
chi
questi elementi
in
Appendice
Saggio
albanese,
gua
"
fiabe
e
al
VI
pag.
rivedo
Mentre
comincia
=
leggende
(Nota
della
sui
e
Salentina
1868.
e
una
pres.
dialetti
tutti
90
aeg. Prato,
e
il
fusi
tre
e
fessore
pro-
i
latino
insieme
considerando
componimento
comparala
Un-
sulta
Tip. Alberghetti 1866.
giovane professore Giuseppe Sehirft
collezione
di
popolari albanesi
il titolo
di
prevalgono
civilt",greco,
nostra
Qratuniatologia
di
seg.;
di "si
e
Proverbi
Leggende
sol
un
fuori
metter
a
SlwU
la loro
raccolta
d'Otranto
trova
qaeste stampe
egli raccoglie sotto
1890.
tracce
fatta dal
d'Otranto
Terra
originari della
cristiano.
'
conservato
non
'.
di
popolari
tre elementi
e
*; e
portino
recente
una
di Terra
Morosi
Giuseppe
Nei
Sicilia
quali hanno
permette
popolari greci
canti
Camarda
*.
brevi
Men
ai
mezzo
del popolo
bocca
i canti albanesi
come
della
che
dalla
il suddetto
avvertire
ad
molto
d'Europa. Della
nazioni
raccolte
e
sapientemente
solo
rimane
meno
cantate
son
la rima
introdotta
venne
fra le altre
che
in che
frequente, perch"
gli Albanesi
e
recente
lingua
" molto
non
generale
canti
sacri
in Sicilia
e
e
profeni
di
,
fuori;la quale
di Archivio
albanese;
d^ Otranto.
Appendice:
Palermo
edizione/.
greci
nei
di
Terra
dialetti
medesimi.
Lecct"
,
CatOi,
Tip. editiice
itodbv
STUDIO
in
che
11 ritmo
special
Questo
superiore
"
cantilene
delia
natura
nenie
quindici
informata
fanciulla.
Io
;
alle otto
:
a
"
vieni,alle
non
divenuta
"
"
terra,
di
Sternatia
la morte
di
le nenie
vengono
Nella
trovasi
un
lor forma
ripetizioned'una
stesse
parole. "
un
dalla
marito,
cantate
medesima
questa
bisog)io di sfogare
non
che
alle dieci sar"
"
seminarvi
Questa
".
dove
sgorga
il
in
dolore,
poesia.
di
nenia
quale si deduce
dalle
esteriore
arte
fu
vedr"
se
esempio
raro
mincer"
co-
mia,"
,
s'ingoila e
sata.
pas-
allora
che
affannoso
pianto
il
aspetter",
mamma
E
:
dica
l'ho
"
vedere
da
m"a,
li
io ti
"
terra, terra, da
"
io
vedr"
se
stesse
mamma
,
"
fuhggine.
dieci hai
Tommaseo,
direbbe
e
una
sue
vieni,
non
di
morta,
come
aspetter",
"
come
angoscia piena
In
nove:
tu
ti
Io
piangere.
io annerir"
vieni,
mia,
una
madre
acciocch"
"
che
vedr"
se
aspetter" alle
io ti
giorno;
aspetter", mamma
e
"
aspetter"
,
n'"
morte
{acciocch" io ti dica)
"
ti
Io
"
la
ve
arguirlodalle
ti
aspetter"
al
lamento,
mio
tu
ti
momentino
un
Morosi
per
" facile
affanno
perduto
primitivo. Tra
un'altra, la figliapiange la
In
"
parole
mestizia
loro
dal
dove
,
hanno
non
stampa
a
serena
quanto
con
"
messe
a
greche
dell' ufficio
e
nell'Italia
raro
provincia di Lecce
nella
comune
sentenza
nenie.
canti, assai
,
le lamentevoli
molto
di
genere
parola greca,
cristiano;siffatta
dalle
confortata
la
tempo
un
il concetto
ed
latino
" validamente
e
di essi " ad
qualcuno
147
POPOLARI
CANTI
SUI
CRITICO
che
per
tutte
prefiche.
" da
idea
? Pu"
lo immenso
fare
attenzione
quasi
essere;
dolore
colle
sempre
ma
alla
pare
glio
me-
di madri
itodbv
di
148
CASTI
POPOLARI
rimaste
orfanelli,di figliuole,
di
prive
consiglio
di
e
conforto.
Pi"
del
curiosa
della
preficadi
Leccese), la quale
se
che
canto
in tutta
Nei
rica
un
cacio
il
di Martano
sto,
passione di Cri-
pel
delle
canto
portano iltitolo Stahat
di
tradimento
Giuda
in
di lettere
che
letterate
Maler, Dies
le
miracolo
biblico
di
"
di
intenso
i canti
e
e
e
per"
popolo
nei
quali il
suo
lo tramandi
lo meno,
digiuna
celebrano
un
Corigliano. Molto
Gesii
si
non
ritmo
lore
Cristo; il do-
esprimere
pu"
di
questa specie
in quartine,
lirico,
ottonari.
faccia
ma
per
Nazareno
"
il canto
se
so
non
lo
adotta
non
"
di
facile
d'amore,
celebra
una
che
generazione
semplice
con
popolo
se
e
e
persona
di
prenda
apterata,
let-
samente;
scrupolopopolo,
o
simpatie popolari,
disinvolto
certa
"
si trasfonde
popolo
sempre
non
affetti
tutto
il
di
religioso
canto
un
del
cuore
quelli d'amore.
son
di
sul
accusa
persona
che
" uniformemente
sacre
cio", di versi
tomba
pi" disperato. Il
n"
legende
Ma
del
morte
stanze
protettore di
sulla
canto
" da
Mi-
e
canto
sentenziare
non
le altre
S. Nicola
un
della
pi"
eoa
che
i
sono
trae
Ne!
.altre).
il soverchio
di un'arte
; non
uso
la rctto-
,
l'ignotopoeta
me;
Pal-
gioni" dell'anno.
artif"cio. Versioni
suo
trarr"
ri-
non
quelli di questue
legarsi a
(quest'ultima meno
serere
lagrime
della
cauto
un
altri
per
tutto
che
canti
spremute
religiosi,
pochi eccettuati, entra
canti
in
ovvero
pare
Itaha
pel
uovo
ricotta
una
(altrocomune
qualche soldarello,1! cantastorie
non
dimanda
e
dalle
Galimera
nella
difficolt".
forma,
Questa
itodbv
il
la
STUDIO
ragione
CIUTICO
la
per
il
quale
giudicatodagli amorosi
Scorrendo
lecere
i canti
de'
canti
che
e
frequenza
donna
i
eolle
erotici
lodi
Le
che
non
un
le fece
canto
di
ma
in
"
kmga
ingiuria
eh'
il
mano
corredo
suo
laonde, come
la famosa
ist"
non
ne
dell'agti,
alcuni
d'una
di
Essa
una
canti
per
settimana
biasimano
malizia
;
la
e
delle
suocere,
gione
ra-
di
preparar
per
mestiere;
Kalsa
in Palermo,
cruna
flore. Inoltre
un
piet"
senza
stoiese;
Pi-
risce
appa-
come
per
compiere
gella
fla-
e
altro del
infl"are il refe nella
per
che
neghittosa
"
un
della
ricamatrice
ora
panettiera, la
cantinieri
Tra
una
frizza
quando
quella
e
Santa
simpatica leccese,
solo
,
tranto
d'O-
le sole
provincia
nostra
zita noi
Terra
son
in
lavora
essa
in
forte
"
della
perditempo
"
non
gloria
vincerla.
della
quella terra, come
,
s"
onde
danno.
o
rispettodella
questa
di
siciliana
mento;
esalta-
di
la
fattezze
sapere
che
abbarbagliato
siciliano
rustico
l'invisibile
del-
e
narrano
la Maddalena
ricama,
se
un
copia
gran
piene
cielo
e
"I confronto
raen
resti
son
vergogna
o
Sant'Anna,
quale " poco
chi
credi
miglianza
rasso-
mondo
questo
maravighose
avere
sostenere
possano
la
"
in
" vero,
donna
pi" affacciare,ha
Filomena,
in
le
perch"
per
la
delia
pel poeta
,
fanno
sacre.
d'Otranto, tu
li hai, ne
ve
santi, terra
e
di lei. Il soie
di
cose
quando
angeli
adontato
hai,
presto
canzoni
Sicilia, tanta
trovi;non
piii sublimi
conquiso.
dalle
di Terra
di
pi"
va
della
paragoni superlativamente iperbolici
ma
e
che
rispetti
erotici
vi
minuto
popolo
149
POPOLARI
GANTI
SUI
la
ladreria
l'astuzia dai
CaHmera.
gli accenni
vari
di
regioni
e
paesi, ce
n'"
della
itodbv
150
POPOLARI
GANTI
Turchia, terra
andare.
Una
in
lontana,
difficile pei cantatore
dov'"
imprecazione dice
Turch"a
Che
la crudelt"
Turchi
!
"
:
ti
chi
portino i Tur-
de'
quaii diviene
"
antonomastica
in
a
canto
un
lontana
certo; fin l"
per
fino
in
proposito degli Ebrei,
detti cani
religiosodi
Anch'
" la
:
nome
di
ed
"
pari
far
Lamagna
quale
il Conte
lo
per
si fa
di
specchi
comunicazioni
imprimer
in faccia
"
paladina
So"eto, le
Altamiira
danno
alla
di
se
belle
andarsi
voglio cantarti
i Latini
i
stesso
non
che
de'
";
Greci
in
Palazzo
una
canzor.e
d' Otranto
Sicilia tra
Adriano
"
di
se
"
Por"bite
e
,
due
Ognunu
canti
quali
de'
i Siciliani
:
la intendano
non
io, significareper
i
U
cu
dice all'amata
che
que' di Piana
ed
Galimera,
dea
Barletta
; presso
ecc.
cese,
zitella lec-
di
se
Greci,
greca,
volendo, credo
sufficienti
in"
della
strinci;perch" l'amante
e
di
e
Romani
dell'adagio siciliano
la conferma
canti
d'un'attivit"
riporre. Altri
a
nostro,
alcuni
,
devono
maginario
im-
essere
roseti damaschini,
chiome
di Andria
tutte
di Martina,
del canto
degli antichi
Castrignano
giorno
mezzo-
parte di storia. Non
son
le lucide
del
Duca
quale, arcibelhssima
,
sai s'abbrazza
*
le carte
"
sono
a
che
il
si veda
fallo)un
di Messina
commerciali
celebri
men
mi
veneziani; ricordi
scudi
e
nobilissimo
alessandrino,di
di pepe
cenno
gli occhi
cui
quello ignoto.In
quanto
meno
in
volta
ch'io
gione
re-
martauese,
nel canzoniere
d'un
(o
essa
brillano
spere
capo
"
non
se
bella
della
questa la seconda
come
"
fama
chi
Tur-
lontana, grande
non
se
due
a
d'Italia. Parlasi
il
Martano.
e,
giunge la
Alemagna
di lei
Spagna
lo
avviene
tini
Lalo
tessa,
Greci, Con-
indigeni,cio"
itodbv
STUDIO
che
gii uni,
di loro
tra
CRITICO
i cos"
SUI
detti
', s'intendono
anche
gli altri
,
lingui
non
ne
mai
sono
151
POPOLARI
Ggh"-ggh"
intendendo
e
GANTI
intesi. Ed
bi-
perch"
,
altro
un
bene
canto
vi
,
" pure
che
accenna
fatti
a
,
condizioni,che bisognerebbe
parte essenziale
Lasciando
di
ho
uno
del tiro
,
matrimoniali
:
e
di
trovato
nuziale
a
,
studiare,perch"
e
cui
per
nella
forse
ultimo
segnalarne
che
sebbene
delle
segno
a
da
Martano),
mai,
lo amante
da
abitudini
storia.
canto
un
canzone
uso
ricercare
questi ricordi,ho
{in
di
detti,ad
a
,
hi
l'elefante
del-
uno
nessuna
stra
no-
comunissimo
colonie
greche;
soscrizione
riceve
1' addiettivo
nep^o
altro
un
de'
qualche
di
l'uso;
nel-
capitoli
dono
l'amata
dal-
dato
alla
morte.
Tra'
canti
bambineschi
infantili,
vaghi
s"
qualche raffronto
sarebbe
non
passo
province
averne
'
Vedi
Iranto
M
Piana
essi
tra
candidi
i canti
e
curiosit"
senza
d' Italia
secondo
de'
fragranti;
de' fanciulli
chi
per
canti
le
e
concetti
cilia
di Si-
legge
popolari
raccolte
che
^
ggh"^gh",
de' Greci, per
il mio
dicono
mettere
i Palermitani
in
canzone
Hcrittarello coi titolo:
Canti
raffrontati
con
quelli
di
alle donne
ia
loro
potei
s
pronunzia.
-popolaridi Terfad'O-
Sicilia. Palermo,
Tip.
del
Io
delle
mano.
Cummari
della
'
a
graziosi per
laderminati,ma
e
pariar rapidamente
a
varie
hai
ne
Giornale
Sicilia, ism.
itodbv
Xni.
popolari
Canti
Napoletani,
Liguri, Piemontesi,
Toscani,
Vicentini,
Veneziani,
Mal
discorrere
saprei
Vittorio
che
prima
coUa
di
Caselli
'-.Eppure
di
canzoniere
quel
Regno
le
che
il medico
Baviera
Corsi.
e
di Roma
Bao-
sua
meridionali,
l'avv.
con
tenere
che
Antonio
l'importanza
mente
a
E
se
se
e
lo
che
1 ebbe
n
giuto
che
Noi
imsiino
Lontmui
il
viva
li
moia
E
il
mora
ed
Alesa.
Loescher,
re
le
li
viia
poi pubblicata
Comparetti
di
re
re
in
^Ja
teneiio
gran
malora
tutti
gli porla
spinto
piede
Fernando
e
Pranza
1495,
coglieva
rac-
Monaco
in
dal-
("*)
gente
amore
deli orto
"toito
Ga"ai
imbriaco
della
e
'
!e Coionp
gl'ossi volumi
{Nota
nel
gueiiesro
di Pranza
due
cantato
,
pubblicato
de
fur
D'Ancona:
1S7I-73.
capi
Feimndo
di
di
se
incomincia
festignto
che
pieno
E
E
hi
e
Sehedel
rispetto
Gii
la
a
Vili
biblioteca
II
i
Carlo
Hartmann
una
dil
giuto
e
iiP
e
ciie
presenta
rap-
d' Italia ;
rispetto
un
contro
popolo
e
parte
da
meno
conservalo
Quello
E
beila
e
fanciulli
Italia
che
E
tradizioni
norimberghese
ha
ci
rimbiiani
Torino,
vuoisi
lo
per
da'
strade
in
Fu
Napoli
dev'essere
piccola
grande
giudicare
per
"
insieme
postura,
per
una
E
di
provincie
anni
se
Sardi,
pubblichi l'ampia
delle
non
Veronesi,
,
antico
vuoisi
canti
Imbrtani
parecchi
da
Lombardi,
Friulani,
de'
popolari
canti
prepara
Abruzzesi, Umbri,
della
Racconti
pres.
ne
ecc-
ooUezione
del
di
Dom.
popolo italiano;
ediz.).
itodbv
'
",154
CANTI
malmaritate,e
doglianze degliamanti
il momento
tendere
Anche
i
qui
de'
tratti
il
accresce
di
pagani
ebrea, infedele
uno
le
con
che
pilibelli
della
de'
novero
alcuni
fanno
vedere
che
forma
della
canzona
negli
quelli sulle
bont"
accenni
venisse
non
vede
a
Le
Mi
E
'
Tamanta
duta
tamanto
mi
e
Mnccndo
nfi
e
i uie
disonore
"
e
sem
e
nella
saggio
di Sicilia.
innanzi
di
i canti
eccellente
dalla
stavolta
l'Umbria
"
che
"
cor-
sua
se
chi Roma
poco
\
gi"
Ip mindan
la
vm
popolali
Tavola
giuoco.
bn^nipre
perde,
ti ti ve"dc
mi
signifii^
Roma
per
e
coisi
tanta
il
corte
suma
ben
costano
r
a
provincia soggetta
era
ver^uin
clip
canti
u"
tatnantaiwas,
ci
la
(nonna) c'"
d'amore
sarebbe
fabbnca
MUJLO
tutto
pubblicatidal Marcoaldi).
il mondo
tutto
a
gli altri
un
canti
rarissimi
che
:
p
'
timanU
ne
Chf
molto
e
Italia.
in
canzonette
i canti
Vediamolo
vendon
Ce
Di
anche
le uidulgpnze
h
conservasi
ninna-nanna
una
perch"
tutta
forma,
indulgenze tenutovi
,,
"
Carini
varianti
in
la
frequente ne'
confermare
Roma.
a
e
in
ne' cento
la fede
perde
trova
Abruzzi
femminili:
sacre
perch"
canto
di
delle
e
religiosiRoma
delle
fidanzata.
,
Umbria
ruecio(treo quattro
mercato
Baronessa
siciliana.
in
nell'at-
Un
desidera.
rispettiirregolariper
Scarseggiano
Negli
la
leggenda
progressione tanto
la
la loro
con
riscontri
l'Imbriani,e
delusi
traditori, e la donna,
all'uomo
Tolti
pure
ritrovo
un
son
questa impare^iabile
reca
POPOLARI
"
Eo
non
IICeLcbibaoi
ntonda
itodbv
A
E
Roma
ho
visto
dalie
costei
prodezze
delle
gliebbe
bisogna
solo
un
!
popoli
due
tra
quando
de
fin che
E
canteremo
E
La
Firenze
nel
tanta
ce
"
di
nel
scorso
Viva
d'Italia
di
odi
meglio,
,
Maria
;
!
per"
che
non
seminati
esser
loro
se
son
lor
allor
allor
de' ladroni
canto
friulano,Parigi; non
i Francesi
r
pe' sii paesi?
se
non
un
l'affanno
Maria
Viva
umbro
vanno,
:
!
gita via;
"
:
ne
s'avr"
Viva
:
de' ladroni
canteremo
razza
canti,
Codesti
del secolo
grido
ch'ecco
canta'
arcanterem
Che
razza
o
il bordone
fratelli :
Arcanterem,
"
La
luogo,
canto,
un
tenere
documento
aver
Lasciate
E
al
properi
d'im-
filatessa
una
di farsi
vece
in-
,
inseguivansii repubblicani
dovuto
avrebbero
sionato
impres-
probabile)
" poco
che
come
i ricordi
fatto
gran
servitori sconcissimi.
per
canto
dimenticati, o perch"
cosa
altrui,e
casa
riporto
ne
nel
perch"
confessarlo, portan la data
pur
Ges"
ratti
o
ma,
rimase
precisione,dell'anno
con
di
abitanti,che pretendono, dice
in
mangiare
Viva
autori
sono
non
piede.
la fede.
va
lusinghiere, trovi
iaudi
a' suoi
e,
ne
popolo (la qual
il
chi
se
poetica Cavalleria
sua
da
e
:
il
s'" posto
" la Francia:
omessa
della
il fatto mio
ce
taciuti i Turchi,
son
ligure,n"
d"
Roma
a
lo5
POPOLARI
gito anch'io,
occhi
mei
co'
CANTI
so'
ce
la rabbia,
Resta
Non
santa
quando
E
SUI
CRITICO
STUDIO
Ges"
c'"
pi".
citt"
canto
!
cosi
che
remota
ricordi
come,
il mare,
parte del ligure;lunghi gli stornelli,molto
itodbv
piii
156
che
POPOLARI
CANTI
" toscani
non
stati
essere
che
guisa
per
:
convertiti,merc"
dirsi," rispetti
pu"
invocazione, in istor-
una
nelli.
E
contrario, brevi
per
del
ottantuno
i
che
cinque
Papa
e
Ne'
con
Bologna,
il resto
la citt"
Spinelli,Manfredi,
donnesche
vanno
gagliardo
Pulci
a
ne'
come
" solamente
nome,
e
sarebbero
colore
di
fa
d"
del
Roma
se
ne
tange
vede
se
no
per
adonta
e
ritrosia
in
doversi
coscienza
sta
dal
dirle
fronte
e
suo
nel
bella.
nostri,essi
In
Toscana,
la
stessa
elle crede
in
dal
" lui che
ver
d'a-
pellegrinaggio
Papa.
ne
N"
far"
l'uomo
lamen-
perch", colpevole di fatto,
merita
suo
della
e
dell'abbandono
amante,
recare
questo, ned
che
tuna
sfor-
sua
vicinato
disarma
dolor
l'assoluzione
forse
cos"
non
dei
corrucci.
nel
da
querimonie,
la
del
ostacoli
mite
al
per
bellezze
cos" prende quel
semplicit",
quando
ottenerne
delle
e
che
an-
Matteo
da
le lodi
a
che
Giuda
peccato tanto
pel
corrispondentia questo
porre
gentilezza che
la donna
venerazione
l'amore,
"
in tutto
tutt'altro
che
suo
anche
amore,
quelle per l'uomo;
di
di
modo
del
e
strambotti
Redi,
e
rivestesi
cosa
ira: per
a
" tutto
e
Siciliani
paiono
dire
a
ogni
come
paro
si volessero
se
Venezia
dagli
negli stornelli, detti
che
riposta negli
non
solo
di
parentela, raddoppiati dalla
I corrucci
togli un
" rispetti
santa.
Pistoiese
nel
versi
sincera
pi"
rispettitoscani, pi"
romansetti
della
la
mostrano
per
ne
parla
,
quattro
a
che
stampati
maritaggio
quali se.
de'
Piceno,
da, due
tanti
vernacolo
affronti;
pure
montalese:
itodbv
non
STUDIO
CRITICO
Brutt"iccia mera
Tu
mi
Oppui
delle
ha
rie
che
la
sopra
basti
ad
i niacellan
de'
copia
sufficiente
al vivo
la
e
l'idea
briciolo
La
Toscana
che
mai
quanto
per
Francia
della
a'
pi"
che
sieno
non
vi
religiosi,
popolo
i
sono
che
pur
,
di
si cale
non
Pisa
cui
de!
Roma
incute,
poesia
tanto
di
"
,
terra
cana.
afri-
coi suoi
muni
co-
una
aggir" in propria
del
resto
loda
il
direttamente
o
gi"
ignota
Venezia, Napoli.
piangere pi" chi
tanto
reputato
indirettamente
questa abbia
la via
di
Anzi
muore,
Nessun
riguarda
in s" alto conto
il
consiglio,
dover
oro.
casp
Siena,
Livorno,
(e questa " poesia)un
stabiliva,nessuno
zoniere
pel can-
,
non
non
siciliano;
ha
non
spesso
Arezzo
Verona
Napoli eglirammenta
che
della
,
d'Orvieto, Bologna,
malgrado
toscano
,
,
a
canzoniere
si
persona
Firenze
di Venezia
che
si affaccia
veruna
poeta popolare
e
e
col terrore
toscano
vi
il
del
Roma
delia
linea
Turchia,
la
che
che
comprovare
a
,
Francia
perdono
ma
ladri
,
toscani.
che
pi"
che
tanto
mescolanze.
strane
La
gli osti,cattivi pi"
e
chiarvi
inconoc-
e
pe' cappellai,
"
fiera) p"' mugnai
e
canti
esprimere
di
satira
la
cercare
a
filare
pur
mitologici, misti sempre
I ricordi
in
senza
,
donna
la
per
pettinarvie
a
ve
: una
settimana
una
assettarla,
stoppa
(e questa
Tedeschi
tutta
numero
faccendiere
gugliata,un'altra
una
un'altra
i
a
" huon
non
delle
e
sta
perduta,
r"cca
bara,
dalla seportura.
amente
massaie
fannunonp,
non
dalla
satiie, ch'io lappia,
Di
157
POPOLARI
!
nescita
pan
CASTI
SUI
la
spetto
ri-
SiciSia,
la bella
itodbv
Fir
158
CASTI
forse
renze;
nelle
da
tutt'altro
farebbero
giunse
non
del
che
viva
Sole.
da
solo canto
e
altro
canzone
contro
donna
di Lucca
Fior
Dio
E
nei
Pisa
udiva
il
montanini
lettura
toscani,
da
essi
pure,
toscana
Fece
Mosca
di
terra
una
qualche
un
verso,
Strozzi; una
Ancona
inedito
dal
e
da
una
"
non
se
tuono,
quali
son
da
fu
non
lemme
Gerusa-
dell'Ariosto. Il poeta
il quale,
a
frutto
senza
la
annoverare
a
considerazioni
glialtri canti, ricorrono
tra
tremar
prevedendo
A
sieno
:
de'
argomento
and"
Cannonate
non
vrebbe
do-
GallispaQO.
l'Orlando
e
quel Napoleone,
vent"i
storica
ci guardi dal fulmine
del Tasso
di
stornello
questo
pel
ognuno
in
di Piero
prof. D'
che
fam"glie.Di
Vili resta
rotta
dalle ti-ucerie del
cava
nelle
e
quali
la popolare
non
antichi
cose
tulipano!
la
libri,
che
case
perla
reminiscenxa
una
Tra'
storici
per Carlo
le
Toscana, meglio
diffusa;mentre
tagne
mon-
di
e
si sapesse,
memorie
tanta
delle
molte,
sono
non
pure
;
la fama
di persone
siffatte
" fin nelle
dei Senesi
qualche
non
che
in
e
di avvenimenti
la storia
se
stata
essere
maravigliare
dove
mai
illetterati vi
passato in Sicilia,aiutata
e
donde
Pistoiese,
Memorie
impressione
istruzione
persone
del
montagne
poesia proviene,
dell'Isola
POPOLARI
quando
con
la
a
lare
popoe
proposito
miglior gio-
battaglia.
d'ogn'albero la foglia:
tirava di mitraglia;
che
por
troverebbe
Air isola deli' Elba
Jstimarsi
guerriero,
l'osso duro
tenze
sen-
:
prigioniero.
itodbv
CRITICO
STUDIO
E
SUI
che
rispetti,
differiscono
non
pi"
in ballo
Apollo,Elicona,
sempre
"a lor
Gli stornelli
semplicit":
natia
ed
entrano
conservano
il riferito
che
mostra
essi
delle
ottave
montanini, dove
le Muse.
Orbetelio
in
raccolto
men
o
dalle
punto
de'
lunghe
Lettere
di certi
studiata
" la forma
altres" di letture
frutto
159
POPOLARI
CANTI
disopra,
si discostano
non
,
in nulla
amorosi
storici
0
quello solo
di
basterebbe
Pi"
il
renderli
a
del
che
ligure
di "totnelli
non
formi
la
A
deve
per
nel
di
s
Quelli
"i
chiima
forestiere,
e
di
canto
santit"
maest"
11
neri
eh
si
romana,
e
per
ama
umbro
del
e
piceno
"
rispettitoscani
av"i
na
flja
chiamate:
gilautin na
e
laxiiiiaie
^o
palle
gli occhi
Quelle
per
italiana,
linteiCdlare:
pos^a
s
beila
esse
Larga
E
deve
a
belk
Graslusetta
un
pregio
pi"ischifiltosi
di boli
mi
sdegnandone
che
Prima
popolate
cinto
"eLte bellpssp
In
limento.
d'incivi-
altro
di voci barbare
a'
matici,
dram-
parlare.
schiettamente
graditianco
canti
popolari.
\ibrato
ritiene
secoli
avessero
non
colluvie
questo solo,in tanta
dei
accade
non
lingua
una
inserenate
o
quatido lirici,quando
sacri
popolaritoscani
i canti
tradizioni
serenate
maggiaiuoli,son
dei
componimenti
D'altri
che
o
Le
rappresentazionidei primi
vere
Se
fiori
rispetti;i mags/i
de'
son
nostri
da'
b
treita
bplia
dt sentura
di mtura
tjlle biande
tiPbse:
le =!Ptte bpllessp
esprime
il desiderio
veneziana
ricchezza
per
genovese;
che
la donna
sia
bellezza, milanese
e
in
altri,rino-
itodbv
160
CANTI
POPOLARI
portano Cartagine, la Francia, Alessandria, dove
manza
battezz"
Tancredi
del
Nord,
Friuli
de'
il canto
e,, de'
d'operai, p.
del
Clorinda.
due
;
di
Come
Liguri ha
dispetto di
sarti,satirizzati
antico
accusano
qualche popolo
in
pure
odio
oscuri
termini
a
e
si riducono
che
stravaganze
mere
a
,
canto
un
Genovesi
tra
Monferrini; altri quella specie di enimmi
classi
certe
sensi
a
,
contraditlor".
Ma
canzoni
nelle
grandezza battagliera,ed
che
amorosi,
settentrione
del
e
vi si fa
e
d"
non
prorince.La
di altre
di
cenno
cavalli.
:
Nei
frequentiviaggi
pilidelle
in
riscontro
ad
quelle di
il commercio
Nel
per
Milanese
saluta
che
Una
al lunedi
del
Sempione,
un' altra
i
suoi; ed
lirica ; nelle
zoni
can-
tando
raccon-
avvenimenti
di
canzoni
nere
ge-
hanno
inducono
popoli stranieri,e
raccoglitore ed
tuttod"
esercitano
canti, i quali se
s'incontrano
che
piet" ;
d'armi
e
il
critico,
sui
canti
non
fosse
le comunicazioni.
ai toscani.
bellezza
Francia,
d'originedella poesia popolare
lingua,potrebbero
la
porta
e
o
" il
ne
prevalgono,
drammatica,
la
amore
altri
l'influenza
come
e
quelli
ne' canti
come
vi
tragico. Queste
l'identit"
ammettere
cos"
volte
d'
in
poesia
epica
Nigra, che
Costantino
la
i rispetti
superano
vi " onorata
rispetti"
alla
frequenticome
pensieri cavallereschi
lagrimevolicasi
il
cos"
donna
si mescola
marziali
i canti
sono
eminentemente
la
l'amore
piemontesi
stare
a
si levano
veder
a
per
dipinge
canzone
mattino
fronte
" il lamento
numero
le povere
per
coscritto
gazze,
ra-
andare
partirele truppe,
de!
e
e
alla
fanno
che
stesso
,
altre
volgono
in
celia
la vita
del
itodbv
sol-
infortunati
solito,roba
al
ma
,
illetterate
non
satirico
pi"
da
tanto
lo fa
conoscere
di lettere
persone
lasciare
sacri,
il dialetto
lingua nazionale,
molte
canzoni
sacre
di tutta
seit,graziosa denominazione
le vincono
Tra
i canti
di
dal
lirica
poesia
di
rimati
a
due
primo.
rime
due,
a
un
e
i
vi
cati
pubbliche
"
ramente
ve-
quelle
son
endecasillabi
gli
con
vU-
sciolti,nei primi due, dall'ultimo
con
iscarse
della
esse
maliziose
e
non
delle
di
ripetizione
verso
,
Non
cos-
genere,
sono
calzolari;una
tetrastiche
o
o
giusto concetto
Lombardia,
ovvero
rima
l'obbligo delia
del
di
hai
vario
Varese
e
amabilissime
ne
di
cos
ingenuit".
danno
come
Ve
amore.
Bolza
parrucchieri
Aera,
canti
bellite
ab-
corrono
Casetti, i quali meglio
da!
e
quale
Italia. Le
Lombarda
popolare
i
lote contro
ed
Somma
dall' Imbr"ani
quelli editi
di
innocenza
per
la
con
vestirsi
ri-
per
,
della
quelle
da
sei ad
versi
otto
a
baciate.
Se
dal
nel
Piemonte
Veneto,
comuni,
Ne'
canti
della
poesia
endecasillabe
e
per"
stufo, parranno
mette
ossia
pavana
d'amore,
bella
veronesi
a
nuove
in
campo
risalendo
va
de'
qualcuno
sette
antichi
si trova.
pubblicati
de'
dal
dissimih
non
curiose.
contro
Righi,
la
tutte
non
amorosi
Una
le ml-
dagli stornelli
Padovani,
chi di canti
e
si
Lombardia
in
differenza
qualche
cento
dalla
e
soffermandosi
lote,quartine
la
tanto
calzolai;molti
di
meno
o
amori
avventure.
ce
i
quello contro
tale "
:
di
pieni
e
vari, qualcuno
Bolza
t". B.
curiosi
quanto
canti
Tra'
0
di
simpatica popolarit", cantando
hanno
fine
suocera
sia
lano
par-
oramai
satira, che
e
contro
itodbv
"
STUDIO
CRITICO
SUI
che
vogliono
fare
^ovaiiotU
in
tirchi
all'amore
senza
Poi
trino
quat-
un
in
vanno
i
ghiottoni,
e
,
163
POPOLARI
benissimo.
tasca, vi sta
i servitori
CANTI
mugnai
nella
canzo-
ladri
i tessitori,
che
locatori a carte, " vedovi, i filatori,
siciliani
i fornai
Gentilissime
cieco.
hanno
non
alla
istrofe
in
mente
bella
di
un
de'
mo'
precedenti, le
mat-
(vere arie
canzonete
che
richiama
" malinconicamente
siciliana,
:
rondi nel a, che
P"rteme
Se
de!
nova
P"rteme
nova
Se
Nelle storie
della
in campo
:
ha
rimati
storie
due
l'esse
me
e
due
nelle
altre
di
terra
conquiste
di
e
delle
Altri
uno;
sulla
romanze
decasillabi
a
ture
avven-
sempre
terzetto
disse
simili alle sfide
neppur
Papa
ritornano
la forma
rimati.
del
poesie, pur
tronco, od
strambotti
politiciantichi
si trova
sono
figliuoli
vestono
tronchi
Veronese
tolto.
storico
accenno
col solo
privo ';
morto.
o
quindi endecasiUabi,
e
a
lihero
nel
Me
l'" vivo
re, i cui
un
vivo.
o
n'esse
me
,
spagnuole,
laudi
bene;
l'" morto
mar
Francia
e
Queste
di canti
lo
viene,
mare
caro
mar
se
qualche
amorose,
piano
de
Francia, che
scena.
se
nova
l'acqua
dal
mio
l'acqua de lo
P"rteme
'
come
cantare
a
rispetti,
versi
dalle
far
settenari);e questa,
canzuna
una
0
e
dei
differiscono
tinade, le quali
siciliane
i toscani
quanto
qualiripetono il pensiero
da
tanto
e
,
non
o
nari
sette-
con
correr
privo,
me
ne
avesse
polari
po-
siciliane;
iscarse
spirituali.
n'esse
uno
privato.
jBdb,
le
164
CANTI
POPOLARI
Rarissimi, scrive il Pasqualigo,
"
le allusioni
il vedere
le varie
come
anche
spettatrice,
tanto
le cui
nativa.
ricordanza
si
canzoni
spirano
altre
In
se
in
ardente
un
dal
canzoni
il senso,
Grecia,
l'Italia dalla
ci"
la
avventura
per
decifrarne
bene
fu
quali Vicenza
pi" strepitose,non
e
e
;
sa
Diversa
oscure.
sono
delle
lontane
meno
maraviglia
certa
reca
vicende
qualcuna,non
in
si trova
le
alcuna
abbiano
vi
fatti storici:
a
centini
vi-
canti
ne'
sono
della
amore
chiamate
volgo
nostro
terra
,
che
Storie,e
s"
prosastiche,chiaro
Queste storie
fanno
luttuose
sono
e
a
esse
perch"
meditare
e
ed avvolte
in
si
non
s"ntevisl
brani;
av\"L"nandosi
ecco
degli altri,,
No
Che
E
se
se
Con
De
'
Canti
ghe
veste
rosso
bel leotir
anci
e
luoi
ae
ghe
dp
tuichin
popolari vicentini
dialetto
to
"onde
ve
raccolti
che
de'
nestrelli....
me-
la loro veste,
per
farsi
^
cane
pi"
Come
,
esempio:
un
1 turchno,
quinto
1 cavaliei
quanti li
verde
per
questi canti
di
glie veste
tuti
De
pi"
delk
iiuelh
a
pure
gh"
curiose
for-
sono
e
e
lacere
che
non
trovatori
alquanto dal
scostarsi
sembra
pi"
forse
e
dei
son
io-
so
profondo mistero,
ornai
canti
truci
spaventosie
rabbrividire, si cupe
il medio-evo,
Queste canzoni
eletta
fatti
conservano
reliquiedi antichissimi
che
a
accenna
erranti, di castelli incantati, e che
di cavalieri
s'anco
colle fiabe
punto da confondersi
sono
non
del
mai
e
marmo
raaimarj
te k
uampagna.
quel che
ed
vi
illustrati
ami
da
Cristoforo
MDCCCLVI.
p. 9. Napoli
itodbv
squaligo,
Pa-
STUDIO
De
De
Nel
CRITiCO
verde
rosso
e
canzoniere
nella
la bella
turchin
quel viso
di
sestine
quitto
intercalale
raccolta
alti
Dal
o
Nii
FurlaTte.
Le
di
cantilena
dico,
Me-
fanno
Vilote
una
col
cuna
al-
alla
,
di
e
fiori,
in
in
cilia
Si-
Toscana
gli
avente
dello
concetto
breve
un
come
arietta
\ivace
mano
ri-
;
cantarsi
m"o, appunto
co'
e
nel
;
1 intermezzo
iltemano
ntoinello
colh
Angelo
" ben
quattro versi,che
ottave
i
o
mo
si
laziore
delle
di
libino
veibo
canzoni
col
d"
Venezia
Intercalari
e
Verona,
ed
chiamito
"tomelii
belo.
loro, l' ultimo, ripetizione del primo
di
volta
^,
italiano
popolo
degli Stornei
165
POPOLARI
l'antanelo
veste
ricca
quelle
tra
le
de
del
mostra
fine del
ghe
quale V"lote,Nanne,
come
sono,
CANTI
se
dalla
rappresentata
SUI
re-
stornello
medesimo
Il canto
compagnament
"ant
di
biano
non
su
per
'
un
Nanne
chiarisce
S/o
che
nel
e'-si
quel
li tengono
net
che
in
nella
pei
ordinario
in
de'
\enPzii
in
poco
dove
un
ses-
scione
cola-
il loro
signi-
parte
Venezia
sem-
dalla
Liguria,in Bologna.
i mottetti
^lustifiLitain
endere
di
in gran
miportat"
nati
\ luentino
noncmanza
Antanelo,
al
suono
l'ac-
con
a
delle
degli
cortile
sonagli;fino
etc
meno
!(, donne
canto
a
mandolino
ome
compi
qualche
m
cembalo
un
piuttosto che
Avviene
iugo
d
stesso
Toscana
che
un
nome
firato
)
donne
fi lo sacfompagna\i
anni
Il
dille
fa
SI
cio"
siciliani,
conto, per
roba
Sicilia,ma
che
gli stomelU
senza
io
sono
gondolieri.
aiuola.
itodbv
non
il
166
CA
fra
contrada
delle
sono
La
esclusivament"
canti
Fwlane,
Le
contrada,
e
donneschi,
tra
paese
veneta
ha
non
la quale
quella del mezzogiorno d'Italia,
nella
natura
daile
donna
piiibelle
fiori
de'
trae
dai
e
del cielo
cose
il sentimento
il colorito
manca
il colorito
e
abbonda
fiordi
viscere
mio,
variata
molto
in
il
dal
vi
di
de'
Maria
i soldai che
Viva
Samarco,
!
quanto
dal
citt", nei
fazioni
eentro
sui
viva
e
Viva
Nicolotti
Servi
Samarco
Santa
le antiche
lontani
dal
natura
non
pi"
al
meno
chevole,
religioso all' amiloro
le varie
malinconicamente.
Viva
oh
dal
mamente
estre-
sono
laguna spiega
veneta
Gli affetti
gue
san-
Una
fortune
vilota
spira
patria ;
Viva
Ed
che
ecc.,
significati
con
tutti
son
gradazionisempre
amor
nella
patrio ,
al
materno
,
e
ecc., hai:
,
tenero
delle sohte
invece
volghi italiani;la
altri
di tal differenza.
perch"
cosicch"
mia,
anema
splendida
e
l' affetto
e
fiordi mentuccia,
rosa,
mie,
rare
se
,
prevale alla immaginazione;
:
della
Ma
terra.
,
invocazioni
gersi
scor-
paragoni
della
di
dalla
tutto
e questo pu"
quale s'ispira;
invocazioni
colle
onde
paese;
satire.
vere
poesia popolare
ridente
e
teggi
mot-
son
de
la Salute !
fa la sentinela !
po' Venezia
e
diversa
di
le Colone!
da
Castello
della
bela!
quest' altra
e
che
Gannareggio
richiama
e
citt"),
(sestieri
alia vittoria
Castellani, operai dell'arsenale
giuochi Jdett" Forse
d'Ercole
accusa
,
o
della
a! Ponte
dei
:
itodbv
gtandoj
Diavolo
Fami
de l'inferiio,
paron
grazia che
una
167
popolari
canti
sui
carneo
STUDIO
la domando
te
=
I Nicoloti te li recomando,
i Castellani
Nominando
eenni
di
del
lode
condizioni
topografiche
Roma
Roma
Ma
Xi
no
ben
Ga
Roma
alcune
Che
so
"
di
bene,
vegoudo
"
sentenziosi
,
nella
iSi8)
raccolU
da
un
A.
Rimsta
articolo
Dal
di
Firenze
di A.
D'Ancona
del
si
sopra
ne'
donnesche
Canti
so
:
sto
que-
sissimi
quali scarmeno
non
i sacri
ecc.
Il
,
VaiinucoL(an.
sui
sparsero
Venezia.
Friuli ? Non
gli storici
le vittorie
tempo
canzoni
del
di bellezze
lode
;
remo.
e
pubbUcati,
da' trecento
in
:
;
un
scagli" l'interdetto
speciale ne' canti
i morali
Vedi
vela
beffarde
,
'
a
Remo
e
;
che
questa
bela
di
egua! matrona;
i
V
Boma,
qne"a,
sempre
febric" Romolo
Turchi
gelo
An-
bona,
si celebrarono
quelh
che
siada
sempre
Amor,
Paolo
di
immutate
sue
"
Venezia
xe
harcalore
sopra
quando
e
Venezia
se
xe
Venezia
Venezia
In
sanla,
xe
religiose;ed
e
granda,
se
Roma
lode
argomento
'
dalle
dell'Adriatico
regina
la
per
secundi, traendo
Venezia
caput mundi,
" in
principio
parafrasa il proverbio veneto
un'altra
Emo;
quelli
ricordo
fanno
laguna
il cui
canzone,
una
in
,
^
Cannareggio
V'ha
di
mentre
mare,
cio" che
distinzione
marinai, prevalgono gii ac-
da
Castello,luogo abitato
Cannareggio
di
i Nicolott"
e
seguente
la
spontanea
sorge
portelia l'inferno.
i Castelani
E
l, n. 12, gennaio
popolali
Medico.
itodbv
168
GANTI
Le"cht
trae
fa bene
e
il
,
del
due
Udine
lo
d" lui
V
Ungheria
forte
e
di versi
a
in
disperazione
dubita
tra
l'uomo
offese
la
e
riduconsi
donna,
brevi
per
canti, per
affatto
mo'
e
se
da
"
benedice
bella
Non
di
pochi
la
nella
v'hanno
guinaria
san-
Gamia
accentuazione,
a' toscani
d"-
Spilimbergo
innamorato
fanno
gl'Italiani
che
mamma
mise
in
Chiesa
all'amore
al
quali
ne'
,
il
{vedi
in chiesa
mondo
una
I)
s"
:
figliuola
d) bel lant
Une
La
a
In
che
Mi
finii d'inamor"'-
sei to mari,
" mitut
Cun
etie biela
Gun
chel
sono
d'Italia
;
glesia benedeta,
Che
Godeste
messa.
tal ciamin"'
vardai
Benedetfa
altre
di
della fede
estranea
conformi
dello
d'essersi
alla
care
,
che
vero
le
; ne'
sillabe,per
di rime
in
epitetiscambiati
ad
pare
resto
di
questi
confessa
giovane
Del
numero
aggruppamento
versi
quali
a'
gelosiasiciliana.
solo
le cui
,
eterno.
amore
,
corruccio, le
minano
no-
mutamento
di sventura
non
quel
ottonari
sempre
un
ed
costanza
di
Parigi , quando
volta
sua
tuale,
intellet-
Napoleone
temendo
che
per
abitudini
Milano, ricordando
in
quella donna
di
documento
suscettivit"
; una
quando
promettente
canti
della
e
quartine
amante
native
montagne
in
volte
sicuro
sensibilit",delle
trecento
quando
,
fede
di
grado
segue
dialetto
quei
popolo. Queste
file
pi"
,
di
giudicare
POPOLAKI
fia a! moiid,
che
vitiillna,
pett cussi
vilotis
per
o
tarond.
dalle
cansonetis, e si diseostano
il metro, che
s'incontra
nella
Spagna,
"
w
170
-
POPOLARI
GANTI
descrizioni
schietta
e
serrada
torrada
o
versi
di
gio
metri
i vari
ecco
:
De
custu
quattro
de'
Sardegna,
dodici
a
quali
un
s^-
dolorosa
pidglieiide'.
Est
di
Documenti
storia, di costumi,
di banditi
trattano
diffidenza
danzosa
affiittu!
coro
fagticrdelitto
Senza
nelle
di
da
doighina,
,
" cjuesto :
mutettos, specie d" mitttetti di Sicilia,
Oli pena
corsi
,
sinfonia,strofe
lira,muta,
deghina
noina
,
Qctava
l
distintivo,
Quartettas,sexta cantada,
l'allegria.
carattere
octava
delle naturali
dipintura
di
speranze
di
e
odio
il carcere,
gioie.L'esilio,
cantati
del
-
gloriaprocellosa, di spavento
angoscia nelle
d"
fine di tal
la morte,
i tradimenti
che
pari
della lor vita piena di bai
e
negli amori,
,
canti
lingua, i
di
indegni
vita, sonvi
le vendette
,
atroci, ragionevolitalvolta, i furti,gli scrocchi, i ripeschi
di
monti
che
gli omicidi,le taglie.Dalla
donne,
nel
ii bandito
passa
descrive
la
carcere,
cattura
sua
e
tutti
coloro
'
Che
in
uccisione
Della
Sardegna
eastano
d"
lo
che
qualche parente
ritenersi
e
se
ne'
lo Spano
afferma
il
non
popolo
balli
a rispetto " la
e
nelle
vera
che
ce
ne
prindpai
d'Italia,cosi deve
inesplorata in Sardegna
letterariapopolari, che
forma
ritenersi,
,
che
de"
clie
10 del
qtialificanoper
a-
bitato
indu-
portati
gi" ri-
per
tarle
can-
1869), Ora, Biecome
tal poesia
da'
li avrebbe
lunghe
della poeaa
soprafftittaforse
i Sardi
e
meglio le canzoni
amasse
brigate (Lettera
e
sono,
o
per
,
;
sarono,
accu-
purgatorio che
al
rispetti deve
de'
dai
e
lui il canto
con
e
lo presero, lo condannarono
egli soffre.
foresta
prettamente
rimanga
del
componimenti
Cattjsom.
itodbv
polare
potutto
semi-
STUDIO
mico
CRITICO
molti
dolorano
171
S
canti
; e
,
co'
anche
voceri
dagh
si fanno
che
nomini)
alle
miste
(li
belle
pi"
dolore, d"
vendetta
virtii cittadine
dal
s'avvingl"-lao
canzomeie
cui " stato
uc
Oh
Lu
succlua
SI
Non
fiine
ir
vita
stoiici
domeahca
Puie
delle
altro
un
tose
i canti
tutto
in
di Muro
i
di
li
fino
cui
ve
di Genova
poesia; Paoli
canto; cenni
storici
e
pag.
Tommaseo,
Vedi
6
e
eeg.
Venezia
del
altri canti
e
Canti
i
di
del
delia
il
narra
dal
fragio
nau-
Doria
; e
Chiesa
della
tetto
popolo
il
Napoleone
storia
che
gl'Italiani
de-
quasi
mancar
capitanate
forniscono
all'intima
raccolti,
'
ha
ne
il crollo
mentre
guerre
a
prsto pigliano i canti
Spagna
descrive
civiH, piaga antica
gaie
uno
Corsica
Le
giovane, a
un
veleni
predica quaresimale (1788) :
di studio.
pugnale
a
enu
e
di
galere
che
stemmia
be-
e
sangie,
'icarseggmio
ma
fede
,
le montagne
canti
mancano
di
sangue,
coglie
se
tenello"i
Spaigiarlo pei
Pei
di
lu tPirenu
chi lu pude
p"
quelli imprecano
accanto
vocer"
iodi
il fratello
iso
fiatollo lu tuo
Ah
E
il
Ecco
coi^o
e
gonarlo
para-
domestiche,
vendetta
croce
come
col
preghiera
e
sangue
,
nei
cielo
raspandosi
,
morto
e
di vanto;
carezze,
Dio
e
gli estinti
dere
confon-
(un tempo
donne
le virtij del
agli assassini,pregando
che
dalle
sopra
scalfendosi;
questi lodano
voglionsi
non
ascoltava
sono
o
di Francia
non
rimasero
in
una
sanno
giarono
echeg-
qualche
voceri, e giovar
sono,
pos-
quel popolo singolare '.
Toscani, Corsi, Illirici,Greci, voi. 2",
1841.
itodbv
CANTI
POPOLARI
Conclusione.
Giunto
al termine
riepilogareil gi"
di
pratica utilit". Parrai, del resto,
vantaggi
che
da'
canti
venire
possano
di
tirarne
le scuole
affetti
di
tesoro
che
ogni studioso, dal
sulla
e
dipingere
canto
a
che
scene
il gran
un'
della natura
libro
linguaggio
in
tetto
vuole
a
altrove, s"
La
presto
vita
il
suo
ritratto
serbano
o
tardi
del
o
non
si sentono,
nel
mai, quando
sta
vero
aperto
gelosia,
nella
pareti domestiche,
a
pi"
sotto
in esso,
durevole
di
la
vera
pi"
,
coltura
dove
in
e
dizione
contita
sen-
che
ci
intellettuale
preferenza
a
,
che
fatti storici
documento
,
carattere
assumeranno
popolo
o
popolo. Quel
del
grado
dell'animo
stato
" !a
dell' "ndole
fermare
" fedelmente
che
di fortuna
vita; il canto
espressione
che
,
studio
della
specchia
si
ceppi dell' ergastolo
a'
mezzo
che
non
de!
e
A
che
nell' amore,
le
,
qualunque
arie
si videro
non
sieri
pen-
imitare,
inestimabili.
bellezze
dispetto, nella gioia,tra
estraneo
chiudono
rac-
di
copia
tanta
sbadigliare affetti
e
tutti ? Schietto
nel
fare
sanno
rato
verseggiatore al pi" ispi-
facile
men
scalpore di
natura,
di
degnano
non
saperli parcamente
a
ritrarrebbe
no
tanto
menar
per
,
immagini
poeta,
grandi
trascurata
,
d'
dimostrato
vergine fantasia,
di
non
perfluo
su-
guenze
conse-
,
tanto
e
credo
tradizionali
Portato
le scuole
che
ma
di
e
questa parte,
a
coltura, i canti, che
sguardo
uno
detto
popolari
addietro, di letteratura.
priva
studio, io
presente
di
abbastanza,
lo
del
s" "
confusa
fin'
di tradizioni.
oggi
con
quella
itodbv
STUDIO
de'
suoi
storia
de'
ha
CRITICO
dominatori,
si " voluto
suoi
governi
memorie
fare
una
senza
si. attribuiscono
si dal
da
delle
stesso
popolo
tanto
sua
storia
la
con
ii
quelleclie
lato
della
perduta;
che
pensare
diverse
"
stessa
cosa
,
ben
quale s"
nella
173
POPOLARI
CANTI
SUI
gli
spesso
istituzioni
sue
s"
e
,
da
quello degli
sforzi
dei propri
Il
terripodi
per
noi.
ii
,
giraaiil
suoi
canti
nelle
di
con
consultarlo
fiabe
sue
motti,
Accanto
dietro
alla
il
; sotto
trover"
e
parola
la strana
adombrata
storico
non
che
cano
cer-
,
suoi
ne'
anche
sentono
proverbi
che
meno
nelle
ognei
,
frasi,
parole.
sta
letterale
senso
studiarle
" venuto
popolo,
,
nelle
d"
amore
questo
,
ne'
stegno
so-
a
,
legislatore,lo
intiero
conoscere
bisogno
durati
esso
memorie
queste
di fecondarle
Il filosofo
di
da
diritti.
ricercare
pazienza,
con
prepotenti
viene
e
il
e
la
significato,
suo
senso
dimessa
la storia
il
sempre
veste
misto
della
e
1' allegorico
fiaba
si
religionedei popoli
delie nazioni.
itodbv
jBdb,
CANTI
POPOLAEI
8ICILIAN"
jBdb,
jBdb,
i
'
Fic"ru
festa
'Mpersturi
un
Un
Green
Cu'
vivi aeqna
di
D
d
L
A
n
P
D
4.
tu, Ninfa
Q
gh
aru
lu
oru
e
'acula
lu
fatali,'
spicehiali,*
li
guleri; *
fiali
Cantuneri
tu, scumidda
s'
(AUmena).
cavaleri,
Quattru
ti
Conti,
Santi.
U
calanu
tia li
T
un
fonti,
chiam
ssu
ti
Q
e
di Livanti.
Marchisi
c'un
S'apri lu celu, e
3.
POPOLARI
GANTI
^
^
(Pdizzi).
d'uoru,
all"grani.
jBdb,
BELLEZZE
E
sparmi
quannu
La
DELLA
nuotti
d'uoru
capiddii
ssu
pariri juoniu
fa'
179
DONNA
chiarii.
(CasteUermini).
5.
Ti
vinniru
Di
li Santi
l'occhi
Avisti
di
Maddalena
G.
ehi
Figghiuzza,
'nfasciata
lu
La
Tu
*
teni
Susulia,
santa
'
Nella
cantilena
"
Missa
'ranni
"che dicesi
'
missa
Vattiaied"u,
capiddi
e
li g"gghia
due
di
del
s"
dicia.
di
ciuri,
Sant'
v"scia,
dim.
Lucia.
patrona
e
^Calan"O.
di Palermo.
endecasillabo.
un
cantata,
messa
tempio.
al
Anna,
Santa
di
{Galtavuturo).
Maria.
popolo questo "
granni,
(Palermo).
Signuri,
Vergini
li
ditferenza della ietta,
a
bassa.
del
" nel canzoniere
cone
Nostru
*.
signuria;
Rosalia, verdine
0
'
aignificato di offerire
nel
L'occhi
'
fu
la
eummari,
Prisintari, qui
i
'na
cumpaii
rari,
quinnici uri,
a
"
panni
'nta
''
amari
p"
'ranni
'nta
"
Vattiatedda
E
trizzi
nascisli
ca
la niissa
Quannu
Lucia,
Rusulia,
ti
mia,
prisintari,'
Santa
detti
dd'omu
Fusti
a
li gran
ti la
L'unist"
Miatu
tu, ciammuzza
nasc"sti
Quaunu
partidpio
nostro
l'uso
battezzato.
oattiatw
,
d" questi vezzi
di
tissimo
Frequen-
participi;
ec-
:
Chiancennu
e
Oh
! ohi
mi
Abbrazzatemu
la
lagrimannu
davanti
Assiltaledda
la
porta,
perdiri
pozza
cu
lassai
l'amanti
e
ecc.
truvari
mia
!
itodbv
ISO
CANTI
li to' billizzi si scuprei'u
Quannu
7,
Picciotti
granili si maravig;ghiaru,
e
la terra,
Trim"
Tutti
l" munti
Tutti
'nt'"n
Li
porti di
Li
morti
Li
to'
8.
E
e
l'arvuli
eiureru,
chianu
addivintaru;
un
'nt'"n
punta
la
'n
Francia, Turchia
'n
li billizzi
i"rriari,'un
Li
to' billizzi m'haiina
camini
Triema
tierra.
l'egualigamma,
A
Quannu
Magna
d'ogni
cc'"
tu
misu
lustra
Suli, lu cielu
lii
'^
Spagna
e
Inghilit"erra;
la
auta
{Palermo).
-.
Catalogna
'n
e
Vajii gridanna
Pr'aviri
arrisuscitara
nn'
'mpasciata
sf"rmaru,
airivisceru;
sepurlura
'
caderu,
fossa
si
'nfernn
biddizzi
fu
POPOLARI
'n
'a
guierra;
la tierra
e
*
lamagna
':
(Casteliermini).
'
'
Biddisea
Scupreni
e
dice
Milizia
popolo, Beeondo
il noab'o
divennero,
eiureru
disser-
caddei'o,sfirmaru
caderu
l'edivissero,arrimsciCarti
i-aroiio, arrivisceru
casi.
maravigliarono,
Bcoprirono, maraoigghiaru
fiorirono, addivintaru
i
risuscitarono, apocopi
tutte.
s
'Mpasciala,
del
pari
'nfasciaia,
die
clie bambina,
flteltermini. S'intende
in
messa
l'amante
fu
fasce, diceai
portata
in
in Ca-
fasco
Catalogna, IngMlterra, eco.
'
'
lavagna.
Lamagna,
In
Cianoiana
varia
Jettu
'Mmennu
'n
cosi
:
dda
aneddu
a
di la Turctiia
n li Spagna
^n Ingtiililten-a,
gal a
e
itodbv
in
Bella,
y.
E
fusi!
ca
vattiata
la
Viju
t"
li to'
Nasci
li
Calati
Calati,
'Nta
biliizzi
eterni,
^utu
un
Li
biilizz! mi
lu
ntm
"
Ch"Bta
persone
del
e
donna
milli.
nn'"
la Magna,
ia
ten'a.
si
parti e
chi
comu
nni
va
si nni
e
o
Spagna
Inghilterra ;
'aa
ghirtanna,
so
'a
va
guerra
olii flci su
la
flci
;
mamma,
la guerra.
a
niaiaraa
!
superna.
li galeri aparma,
'n vita
eterna.
talia, campa
camina,
la
a
e
flgghia
flci bedda
Paleimu
in
palei teni
centii
Sula
Cu"
molti
di
Tui-chia
parti
Quannu
In
aranciu
si
Mora
'
e
la
Sula
s"cutu
luci
"il
una
di
Cehi"
Cci
cci
guerra;
v"i,
suli, lu celu
Cogghiu
'
^
;
Puru
La
belli,
dunaoiu
affacciati
Trema
Gibeiliiia
facci
li biliizzi
Cercii
to'
railli;
a
l'Arpi e la Magna
d'ogni terra.
di li mei
cumpagni,
Torcia
vidiri
'nfiemu,
(Casfe/ferji,
milli
d'amurt
banca
QuiuiQu
Banco
lu
tuLtnluraunnu.
dipingiti
e
Firriafi
'
cunfunnu;
trim"
fu
'"
viegnu,
a
mi
e
pitturi a
sta
Pi'i
in
s"eulu
Anelli, Arcaneili, Sirafini
10.
E
cci
laBelladi
^
biunnu;
tia, capiddu
nascisti
Quannii
blnignu;
d'ogni riegnu
pittura
casa
Paliermu,
'ntra
fonti
un
dipinciri a
Pri
A
'ntra
li
C"lanu
fatta
proseguir"
viegnu,
comuni
presente
d'amore,
dell'Isola
ai
indicativo,
qui
la
a
fenno
che
venirvi.
terminai'e
in
altri
in
"
e
es
donna.
itodbv
l02
POPOLARI
CANTI
siti la
Vui
di
E
'Nta
carni
e
binimi
Novi
gemmi
Novi
cori
E
novi
Novi
pompi
novi
p"ttiru
'Na
'
Pi
Ga
l'ancili
Nn'aviti
E
Ca
rosa
cielu
vui
cu
di
li fai
cc"
russa,
cu
tutti li billizzi aviti
;
ancili,
li fai
sp"nciri '',(Notn).
simigghia,
"
vai;
'
Gintilizzi, sast. plur. aggettivato
"
Perni,
'
Nessun
pittore prf" dipingere
Ca
per
che.
'
Li
fai sp"nciri, li fai alzare, risorgere.
'
Simigghia,
*
l'ancili,
vinciri
'i stessi
'ncelica
^
p" dipinciri,
t"nciri;
pomi
terra
.
ci"nciri,
canta
va
di
'n
si
'un
belli. li fai
e
{C'amporeale).
d'acqua-aranci,
e
niiiru
li moda
li muorti
Si'
13.
'n
di
eguali
ssi billizzi.
vui
a
l'"utri
la pena,
Vattinni
Ninfi
billizzi
comn
Bella, ca
gintilizzi,
avanznri
di
bedda
triunfali.
e
novi
trizzi,
pumpusi
archi
e
fatali,
ben
e
ssi
sireni
soni
Funtana
12.
a
novi
Dei,
Nun
'
stilli. (Noto).
e
'
gintilizzi,
e
'ueiammat"
perni
pelli
e
naturali,
sireni
Novi
E
Siili
Luna,
di
r"i
Novi
cu"riu
'nta
ossa,
belli,
miJ"i;
li belli nn'avanzati
Siti,scanciu
11.
di li
rigghina
pei- ysniili.
perle.
una
donna
pain
a
voi.
somiglianza.
itodbv
vi fici
Din
pi
Veni
Chista
"
criari
pi
vui.
a
d'amuri
suonnu
un
"
roaravigghia,
'na
l'aneili
Cal"ru
"
'un
183
DONNA
DELLA
BELLEZZE
cciui...
durmiri
di
ura
;
v'ai'rispigghia
e
,
Cu'
" sta
Grida
di In
ca
Sapr"
14.
Chistu
*
Risguardu
t"
billizza;
tal"u
d"
tutt'uri,
pinciti '
fu
cu'
ssu
ca
Pinciri
'un
ti
pitturi,
gran
billizza ?
tanta
dipinciu
Chissu
pitturi,
nuddu
putia
ciuri,
la t" trizza.
quant' " bella
Risguardu
Pr"
lu
e
beliu
la
di
{Noto).
cciui.
stu
sparmau
ciuri
lu
"
figgliiaP
cei nn'"
'un
munnu
munti
un
liei sta
ca
mamma
^
,
sulu
Ddiu
Si
15.
calassiru
pittura
Di
pinciri 'un
di
facci
Veru
luna
di
Facci
Quannu
Sona
I d
buona
tfongl
parte
Pisregla
s
la Luna
lell i"ola;onde
Agalla
'Rtaguar"ari
'
F"ftcth
Ve!
on?
I
flgHa,
i na
le
e
mx^"ciHi
%bi
nn
cci
biunni
da
/^pAiw,
come
attentamente
bielh
e
empiili
1 ocelli
cintami
maranigghia,
guardare
conti atto
oiiigme
punzielli
abbalUnuli
e
( Palermo).
nizza
stilli*{Ca"hltermini).
italiani: glio,glia, si mutano
flnat
'
*
di
e
ai
inilli
a
'"si
munnu
affacci
tu
cu
Ddia
stu
nm
ca
g"
nulli
a
si p"
'na
bS"
langili biflli
cc"
fussiru
Li
La
li detti
ca
in gghia,
gghia in.
maraviglia, arrispigghia,
figlio.
e
con
diligenza.
joj'nciriW,dipingerti,
All'afFacciarsi
dell'amata, gli ucoelii
cantano,
Ielle daniiano.
itodbv
I" to'
Bedda,
16.
Ogni
Lu
masl;ru
fonti
!u
'Mmezzu
di
l'"utri
V"nniru
'i me'
Ca
17.
toi
sempri
Spingulidda
Lu
Ti
fannu
festa
Ti
fannu
festa
tiohit"
'
L"tn
'^
Pr
aano
del
a
Al
^
'V ar
'un
In
p"i
v"niri
".
cridiri,
{AKmena)"
lavurata,
fusti
nata,
Scavunia,
e
Valenza
ti
flati
Granata,
e
la
cu
'lluminata,
lo
ssa
Roma
maestro
pei
leggm
Ita
vidi
"
{Palermo).
Turchia!
gran
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ei
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tB-.'^i
i'an-
Di
St
nni
la
di
Siuiliani
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teniiine
gli Spognuoli.
one
pel i-ompiPinentu
ogetto.
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quantu
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capiddi
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la
vistu
scnviii
p"
ai
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a
litgu
nn
minalu
billizza
dapi
pui
Guarda
Oa
li
110C1.I11 fiinnu
Ha
Ta
vederti
Pileimo
Ca"tt"ltepmini
Guarda,
Ca
n
lento
epentesi
te di
anolia
per
i
il compiei
oghvn
ai
all"gh"ri *;
evito
Epeaso
'
di
^
signuria,
granni
Granturcu
ri"m
nnastria,
la
"
tia
a
vnrria
bona
nni
quanlu
qualit"
latn
parmi
Di
lu
pr'
s"diri.
p"i
ti
s"niiu
li
di
jornu
h
pS' viviri;
d'argentu
di
Vattiatedda
E
nni
l"iri
p"
donni
lu t"
a
iu
p"' scriviri,
si' bedda
quantu
Lavuratedda
La
Leti
li
parenti
li biddizzi
Bedda,
li
^
nutaru
di
Di
'
biddiz^i
liiari
li "
on
u"
amovin
hi
mi
p"
urru
diniri
moTun
"db,
u-
Alleila
Cu
Luigia
e
Saraflna,
e
.
"Gnazia
Ninfa
Maruzza,
Vita
Paula, Parma,
li billizzi
Di
Manna
21.
Bella
lu
siti
E
ILu
E
vidiri
pi
siti
Vui
Si'
E
flrriatu
p"
di
E
iu
'Nanieddu
Quattru
lao
Mid"
0
lu
mmir",
pronti,
e
li Santi;
cummeni
si'
re
biedda,
fonti,
un
icni
la
a
ssa
dui
donna,
o
di
ciuri
petri dionianti,
videmmi
(Termini).
l'amanti.
di
'nta
fu
fonti,
beddu
ssu
finn
pri
zuccu
le iniziali della
Pairebbero
galanti !
di
acqua
ciiiamari
yunntu
{Casteltermim).
ponti
senza
l'aduranu
vi
v"i'.
a
petri damanti;
di
pigghia
Si
cuomu
donna
pittuzzu
ssu
Cu'
ca
vii',
a
ce' "
bella, graziasa
specchiu
'Nta
23.
vui
a
^
mid",
ciumi
passatu
Nn'haju
22.
v"i'.
adurnari
pri
picciotta pulita
'Na
'
affaccia
;
Nu",
l'aguali nun
f"rriari,
'A
'
di
^
G;
siti v"'
li sUddi
e
(AUmena).
iu
e
s'affacciati
Luna
Suli
cull'F.
"'Arcu
l'arba
;
Niiiriana,
bella
e
cuomu
la
Luci
l"ttra
nnomu
s" fa
Ga
Catarina
e
'nnavanz"
'na
Giuliana,
e
mmiremma
per
cucuzza,
frizza !
manuzza,
pri'frizza:
!a quale
,
il cajito
avverbi,
che
nacque.
aignifl-
allres'i.
itodbv
BELLEZZE
III,quannu
Ghista
Lu
24.
tiiocca
'Na
Cu
Dai
stiddi
Ed
raggi
E
Campa
quantu
'nta
Li
duv"ssivu
'Mmenzu
E
vui, signura,
Vi
li cuncedl
"uta
'
Passare
di
'
Scocca,
poi,
toi,
mori
nun
li
mai.
{Bagherin).
iiniti,
e
celu
e
calamiti.
acchianati,
*
po' scinniti,
addimannati
vn'
Ddiu, c"
castit"
di
e
:
siti.
bedda
supra
li
billizza.Sali, e
{Alimcna).
celi,
Luna;
Domenicucda.
qui nel
,ccio.Cavalca
'
in
grazi" chi
Funtana
Micuzza,
l'hai;
fai
'ngastati
li Santi
cu
chiddi
'
tutti
scioti
t"niri
Di
26.
avanti
petri domanti
Parrati
lu
capiddi 'naniddati,
testa
ssa
loi.
avulu
li biddizzi
ssi
Signura,
(Gasielbuono)-
assai,
'nciamman
Nn",
'
purtari p"i,
l'ucehiuzzi
Suli
possedi
Ga
"
;
Micuzza,
belli
nn'ha'
di lu
s'arrizza
hillizza.
tu
domanti
cui
25.
d'oru
guardi
biddizzi
Li
nissuna
fini su'
cui
a
Ca
^
^
petri
carnuzza,
chiamasi
scocca
dui
bianca
sempri
nnomu
vi passa
nun
187
DONHA
SGa
mia
manuzza
vuostru
Ca
DELLA
e
aenso
di
vincere,
soprav
vangare,
ooriie
in
Davanzati.
iwstro.
Acchianari,
salire.
jBdb,
l"oe-
ISS
POPOLARI
CANTI
lu
Abbattinu
ssi
A
Ed
ssi
a
'na
Haju
Tu,
saputu
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si tenl
si'
ca
bedda,
Nun
ii lassari
a
:
{Camporeale).
pi
Lassali
a
mia,
ca
ti li 'ncartu
'n
mentiti
pinseri ;
labari
li v"'
?
sfrattidderi,
all'omu
si li cancia
pigghiari;
a
cui
;
veni,
Morti
la
si veni
li beddi
to' biddizzi
Ca
cruna
'na
'n testa
cu' bedda
Ssi
Ca
cummeni,
scocca
li stiddi vu' siti la Luna,
'Mtnenzu
Tutti
'
la furtura;
e
trizzi,e po'
pacenza
sireni,
su'
e
ventii
capiddi
Havi
27.
'n celu
l'occhi
Tiniti
e
oru
sugnu
dinari;
arginteri,
rari.
li carti
'ntra
(Cefalh).
*
La
28.
Lu
populu
tettu
Lu
ciacerdotu
Sintennu
Tu
Unni
"
Furiura,
spavintau
trimau
la eresia
dicia
ca
;
cui
ti li d"tti
li d"lti
ddu
fusti scritta
Iridici Re
Ddia
a
munita
la
;
missa,
si vutau.
dd'attirruri
Figghia,
29.
di
Lu
Mi
tia s"
di
la missa
jistia
ca
pigghiasti l'acqua b"niditta,
Quannu
"
vota
prima
ssi biddizzi?
ca
mi
la banca
criau.
d"
[Gariiii).
l'cru,
fannu;
'
temporale.
jBdb,
BELLEZZE
Tu, quanmi
A
Ti
ci"ranu
Quannii
La
30.
ti 'ntrizzi
fai
Stenni
ssi trizzi
di
to"
lu
nni
Tu
sala
la
su'
Si
di
e
lanni
ilur
Tolum
t ecc
no^a
che
In
di graiuttu
tia non
purtata a la banca
bella
Puatt
Chidda
'
Ciarari
Ssi, afer^
UDni
Piduszu,
dim.
di
Carricatu,
bene, andare
e
siga"Rca
'i Tii
cc'"
di
si
Re
cos"
;
lu
paru,
l'oru,
"nnamufaru.
di chiesi, codeste.
questo
hi
"i tri z:a,
acci,
tr., odorare.
in
Auiri
mia
littn d'oru,
a
oomu
Sottintendi
olmo.
'
v.
"
anima
camlD"a
Palermo
Cucc"ddu
'Na
amatu
avemu
a
fai parere.
qui
mia;
duci, '
;
(AUmena).
*
tarricatu,
nni
ban^u
1
nenti.
allarma
nui
iu
tanti,
du'
l "utri
durbu
tappuoi
ca
is
'n' "utri
e
tanti,
sunnu
!a menti.
'ntva
la tedd"
SI
puuzzu
Tfie:tuna
Pari,
fussi
;
lucenti.
eci nni
e
trasisti
'Talia
sula
t", stidd"
beddi,
mi
V'hogghiu
'
risbliiinenti,
facciuzza
Gei
^
Livanti,
a
ssa
Picuuti
'
{Alimen"i).
'Nta
Gulonna
'
chiaru.
fimi
Sali
d'oru.
pitiuzzu t", petri domanti
31.
'
calami
ssu
Tu
e
*
ssi
luntanu,
'Nta
Si
ricca
di
pariri jornu
bedda
^
;
scarpisi l'ora,
li muschi
=
notti
Cchiii
tu
'
d'oru,
chiara
pari jornu
camini
189
DONNA
ssi trizzuna
sparmi
menzannotti
Quannu
'
DELLA
^edi
o
precedente
peri, albwo.
vei-so
il verbo
l"urbu,
tirmu
sono.
in
Paleitno,
carico.
"uci
sansu
esso
nel
e
a
cu
unu
,
avergli simpatia,
volergli
sangue.
jBdb,
del
CANTI
yU
Ncsei
E
Palermi!
Nun
mi
Sta
tutti
Ridianu
'
di
Questo
furmari!
"
unn'
veni,
ca
il
!n
di
uniia
1q
!." r
1 iltu:
mau
Diiite
di
il concetto
1 1
oi
'
(Alcamo).
fai sirinari.
leii"in
111
feliwjcQento
cosi
ti vosi
lu
i.pn,diia\a 1
S
esprime
(.hp
3
^ei'!
;
manteni,
li ciuri
trubbatii
'
mari
lu
ti
chi
bedda
purtari,
a
spacchi
lu Ddiu
Spampinanu
vJnni
speri,
Binidittu
L'ariu
banneri
li ciiesti
li
lA'oto).
tia.
a
conm
nni
Trimavanu
Ch'aocussi
aiinutaiu,
banner"
d'amuri
Ddia
S"gnuria.
'n
sarria
varcuzza
latii,
lu
a
'n'amanti
eanciassi
Una
manu
tuttu
si.Palermu
'S"
la
ti melti
Quannu
POPOLARI
m,l
m
leis
del
1"
del Purgaioiio
ohe
il
pi"
"
li
Trimavanu
Del
lesto
^endo
\iduisi
In
pr
puie
epecchi
una
Chi"ciom
diLS
mare
in
i modorn"
tumine
poeti.
ponlus,
dica
me
che
t
"^auciii
di
Panza
che
iiflessu
tnmaii
e
tremolar
del
\agi
sub
r
o
noresparsi
(-arte
matiitiiio
incitat
lumina
-ibocciano
il
maie
delicataiente
placidum maie
^ephjrua proohvas
(=vada)
n
pare
(latu
ebollente
v^nga
notte
la
"oaticello matuiino
tu
Don
suo
luwn
iidticendoil
Auioia
Oiunque
bella
stiiscia
4.L,quali
Honiffcans
'
nel
",
e
sub
tremulo
lu mari
di
;
gli antichi
tra
splendei
la luna
di
lunga
Catullo
"geiero
:
il MgL
come
deaei
(0x5)
"J3S
lo vinca
"Virgiliodisse,e bene
Anche
ma
ehi
trovar
saprei
non
della- marina
il tremolar
Conobbi
i
undas
Solis
flon
itodbv
BELLEZZE
d'un
Tistuzza
33.
di
Capiddu
Fruntidda
di
Vuccuzza
'na
diilica
di
di
Quannu
la t"
ed
lanueoa;
*
Addiira
'
Martur
alla
faina,
do
stela
martes
ad
nlo
ato
A
olo
d
a
'
che
:
" annuvulatu.
d
{Aliti
"
p
H
II
ah
u
u
abb
a
ne
d
f
1
a
\
a
n
o
t
a
a
1
co
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d
"
el
al
at
p
l
e
aemp
J
e
al
anm
e
ca
orni
n
l ano-P
n
la
o
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n
peli
at
Castelf
oporz
p
to
a
"!
le W
pe
om
e
del
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sto
a
Ma
uste
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ia
1 t
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o
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sa
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neo
ta
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\
L
'Nsaiddatu
cosa
a
d
u
e
e
na
Bulica
"
nota
ep tet
di
^
cristailina
siddu
o
mile
a
neo'
^
'nsaiddatu,
canta
s
canto; affetto
'
cannila,
prisenzia camina,
tant
o
Capdi
gegnoso
*
aiid
Salaparuta
Un
'nnamuratu,
caiTabba
s'annetta
dal
'
marturina,
aneddu
'n
^
adduratu,
niura
farcuni
Gudduzzu
tatto; preso
tU.
'na
Carmi
"
la
avoriu
'n
'
carmuscina,
d'un
di
Nasiddu
sita
d"
Ucchiuzzu
DOKNA
piriddu carr"catu,
'na
Gigghiuzza
L'ariu
BELLA
e ra
e
on
wo
stia, ben
naiu
altrove
atta
1 ata
add
addosso
alcuno.
Citddu
du"
testa, fnm
dla"ifr
=
nosit"ttM,
licuzza
d
olio
old
g%ggl
d
ooch
u
u
on
e
y
gg
ad
asu
vua
p
sop
a
la
a
A
/
bba
Ca
a
a
a
afik
guastada..
"
la
S'annetta,
SidilM, molte
s" rischiara,"
particella .condiaonale
se
; io
scriver"
volte
come
,
s' iddu
il se
qui,
egli
sta
in
,
itodbv
per
si-
192
CAKTI
Sta
34.
Lu
seggia
Di
la liei cc"
fa l'oduri
li trizzi
D'ora
a
chiddi
e
d'argentu
T'animustrasli
Ouannu
In
a
parti
li dudici
a
mi
Nun
di
Capiddi di 'na nigura
Nasiddu
di 'na
di
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Pittuzau
Diatra
assicelle
'
Scrima,
*
In
'na
che
D'ora
"'
'ntrubbulatii.
li trizzi, d
l'ai-CH
la t^
uctinan
della
2x;r 1(
sedia.
:
.
".
Quacnu
"
quannu
dirimatura.
cos"
'ntrizzaturi
di
lieve
cam"Da
l'ossatura
formano
varia
Salaparuta
qualche
Cavigghiediii, casigliette,qui presti
scriminatura,
Tu
con
cai'mfliia,
cilatu;
vera
l'anu
" fatta.
:
Pri
avanzari.
p"
dllica cannila,
anieddu
staiddatu,
tieni lu meli
la t" prisenzia
'Nchiariaci
ine
^n
ed
QoaDDu
Sottintendi
terra,
marturina,
lisciatu,
'ri avuoliu
di
Vuccuzza
'
'n
,
Pittuzzu
^
piniari ;
termini
Castel
di
canto
Un
se.
fi
pitturi chi
ce' "
(Palermo)
sutterra,
di li trizzi fina
Si' belt"
*
di Muse.
R",
fattu
m'ha'
tu
quanta
".
scrima
specchiu
Bella, la t" bitlizza
Di
"
unn'
la
:
prisenzia camina,
la lo
'ncnrunari
Fai
ificato
ce' "
min
cavigghieddi di rosamarina,
Chi
35.
fina.
d'orii
sid"ti "
chi
chi
mastrii
POPOLARI
d"
prisenzia
Nuveti
camina
li (r"dici Reni.
itodbv
i
Fina
'S.
piedi porti pulizia,
lu
a
D'ora
d'argenta li piratilassi,
e
Spanni rosi
Si
metti
Pi
tnivari
Mancu
39.
s'un
Dammi
G"l cui
moru
di
ssi biundi
e'an
lazzettu
biddizzi
trizzi,
d'oru:
!
(lermini).
travati,
nni
nu
:
tisoru.
un
siti;
di tutti 'i bilJizzi adorna
bedda
di ti stiddi
vn'
brillati,
Cclii"
lustra
di la Luna
nni
facili;
raggi
Quannu
Chi
di
melli
lu
suli vu'
pierrni
di li sti-ati
'mmonzu
cumparennu
'n
oscurati,
trizzi vi facili ;
ssi biunni
'Nnamurari
*
biddizzi,
Gchi"
Li
Si
d'oru,
e
la pena
tia, teni
a
vui
comu
di
cerca
ca
pussedi
Bedda,
Ca
'ntrizzu
dd'omu
Miatu
40,
capiddu
lu
Quantu
viju
(Castelb.).
l
biddizzi,
li io'
di
ti
un
di
cristallu
di
tutta
'un
furriassi
china
stassi.
e
tia
munnu
'nciammai
Quannu
si ferma
comu
nuovii
lucenti
nni
passi.
tia,
a
dd"
bedda
'na
Muntagna
Mi
piernu,*
'n
Stidda
vidiri
pi
via,
d'unni
abbunn"
lu soli
'Ffaccia
la
pi
violi
e
lu tirreno
E
'
POPOLARI
CAKTI
di tutti vi
sta
,
in
viditi.
equilibrio
"
(i^"carazzi].
non
,
piega
da.
nessuna
Fm-riari, firriari, sfirriari, voltare, girare.
itodbv
"uta
41.
un'aviti
biddizzi
Ca
la
Di
figghia siti,
Luna
som,
Li
stidd"
pri jucart
lu
'nta
Quannu
Fata
La
Maddalena
La
rosa
La
nivi
Lu
Suii
'Nta
Ti
iu
ca
li so'
lu
su'
trizzi,
culuri.
biancliizzi;
so
sbensuri:
trizzi
fa' li
fora
e
siti scritta
affacciari
ncchiuzzi
e
ca
{Alimena).
Suli.
lu
sutta
dintra
t"nestra
jistipi
Ghissi
fataciumi, *
la
Ddia
vera
{Palermo).
billizzi,
p"ttini ssi biunni
ti
ssa
di
megghiu
t'annut"
mintiti
li Fati.
li so' biunni
t'annut"
Bedda,
43.
'
t'annut"
russa
Siti 'na
vui
la porta
a
accumpagnanu
La
Quannu
addumati,
torci
maritasti,fonti
Ti
42.
Y"
cielu
'N
pedi
un
li tiniti
du'
moiizu
frati;
v'"
Suli
lu
La
E
quantitali
'n
Nniana
stidda
siti,
Riggina
'na
donna,
195
DONNA
DRfXA
BELLEZZE
rai,
vui;
allustrai
mi
nun
:
viju echini.
(Castelbuono).
'Pollu, chi
44.
Firmata
'
'
"
Annutari
Fatacmuti,
o
'u
'
carru
firmatedi^uteiii,
la filici palummina,
nutari
addutari,
dotare.
fatagione.
"Pollu, Apollo. 'U,
aferesi
dell'articolo
lu, il,lo.
itodbv
POrOI,ARI
CANTI
i
Firmati
p'onuri e
Si flrmaru
celu
La
terra
Firmati,
ca
pocu,
beni.
tatitu
arii
stilli ed
un
curtisia:
pi tia;
firmala
"
pun"
baleni,
pi
si firmali
Lo
Ferrai
li
si f"rmaru
sireni.
la ine
parr"
Ddia.
(Oampureitle).
'
Gtiomn
Nni
In
Nni
la t"
t"
Bella,
cci vaia
Ora
Staju
di
Quattru
'
s
un
di
prima
ca
sira
Fa'
'
cc'"
mi
fina
quattru pri
a
cchi"i
cci
'un
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'un
eierna.
(Casteltennin
hjuriri.
'un
galerisparmat"
'n'aiitri
*
cci verna,
vita
'n
Letu
iia
jnari.
angilu cci arriri:
li donni
fannii
Buoni!
'
vucca
mari
lu
A
E
'ii aceddn
i'arvuli sicchi
Tutti
snpra
piettu
fusti fatta
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lanterna,
maeieddn
a
varca
terra,
rari;
'na
spirlucili cuomu
E
luciti 'n
vu'
di biUizzi
donna
Siti 'na
46.
eielu, e
'n
Luna
La
45.
mnnu
:
vamiu;
cnnfunnu,
juorau.
eci sunnu,
In
mari
mi
luogo l'inverno; flg. vivei
vannii;
risplendere.
Spirlttciri,
Vernari,
ArriHri
seernari, dimocara
per
iu
i-iriri,rict"-i, ridere, proEssi comunissiiiia
nel
ti^o dialetto,
*
iM
favola
de! fiume
Lete
" giunta
fino
al popolo.
itodbv
n
si mint"anu
cosi
Du'
La
billizza
t"
sta
a
munuu
:
stili d'Urlannu
lu
e
ly/
DONNA
DELLA
BELLEZZE
'.
{Castdiennini).
47.
La
Re
cci
Mannari
vuleva
Vanii
circannu
Unni
"
Mi
la
di
muiiarca
dissinLi
spersi pr'ogni via,
" 'ntra
ca
parrata
:
Rusulia,
Santa
a
amimmtuvata.
"
Palermu
'ntra
ca
batia,
'na
'na
assimigghia
Chidda
chiamata:
Maruzza
fari "cci vuleva
Idda
Barbarla,
'ininasciata.
'na
bedda
sta
la
(Sirac-usa).
48.
Aviti
acchianatu
Li
E
Ca
l'occhi
binidilta
Mi
di
'
Una
*
Aiifmaragghiari,
Ci"i'-u
'Mmaculata;
sia,
mamma
stidda
'na
^
'razii t'ha
Virginitatie
lezione
la
vostra
ammaragghi
Quanta
'
di
Ddia,
vera
'nsignatu pulita
v'ha
Si' cciui
49.
'na
ciani
di Palermo
d'amuj-i,
in
Noto,
odore,
aura
e
e
l" r"i
d'ainuri
la
adueata
spala
!
{Palermo).
siciliana,
di lu
Diu
datu
dice
muntata.
grann"
'n:i
di
capidduzzi
granni muntata,
'na
vossignuria
li biliizzi di
L'haju
via,
luntana
acchianatu
L'haju
Pi
di
vinutu
Sugnu
suli;
divina
:
'.
d'Or"annu.
osourai'e.
d'amore.
Delicato
!
itodbv
198
GANTI
POPOLARI
'
Siti
Ca
tu
vinutu
cc"
pi
v"diri
'Ntra
50.
Puru
cu'
a
siti
un
vaju
duna
billizza:
';
vrazza
grannizza,
lu
cu'
a
t"
strazza.
d'altizza,
teni la chiazza;
pi la t" billizza,
omu,
Roma
a
li to'
li libbra
a
ni
p"ru
sugnu
Ca
lu
"a
sta
tanta
cu
(Noto).
ainuri.
taatu
mamma
Palerrau
lu
lu
d'argentu
scritta
Vu'
giuvini flnii,
^
cori
Lu
'
l'oduri,
guoltu d'oru
un
t"
jardinu,
senti
vui
a
cannola
Du'
di
rosa
di luntanu
Sugnu
E
'na
comu
ti cci
";
portu
\
'mmrazza
(Catsteltennini).
bcddi,
U(.climzzi
51.
Vuccuzza,
Si
E
di
si' cartuzza
Tu
Sai
chi
Statti
mi
ca
vampa
ti
a
fai
la
tiri,
parrari!
gintili,
chidda
vampuliari.
dicUj Rusidda
schetta
m"
l'arma
nn'avissimu
pen=!a
muriri,
'mparadisari;
fai
mi
'ncuntrainu,
nni
Ora
Cd
fai
mi
d
pir mia,
?
gintili
'un
ti dubbitari
'.
{CaUatut",i-o).
'
Vro"za
'
T", per tuo, tua.
canti
'
Nei
'
Variante
o
brazsa,
plur.
di
vrassii,
bvaocio.
del Salomone-MariN'
pi" bella
edita
da
n
,
Hai\i
nodbv
52.
Quannu
di
passu
maraviglia,
"
muraglia;
la
pi taliari
Passu
'un
cc"
.
l'occhi,
Sflrriu
Idda
vidennu
la
'Nti
Lu
so
Miatu
pil.tuzz"
rilavi
Chidda
tocca
ca
figghia
S"'
di
Niputi
Nascis'i
di
lu
Miatu
Porta
lu
li
manu:
';
Gaita,
in
purtafa
fonti
Rumanu;
Sa
vita
tua
!
ii
nni
'mperiu
mistu
lu
carta
'
Edi
Bompietro
in
di
popolo
Smidaglia,
'
Ecco
Sei
la
alle
pi"
mani;
a
il
altri
medaglia,
per
traduJJ"ne
delicata
In
fai
ui"
per
",
come
(AlimenaJ.
il pi"
presso
minuto
eni.
Palermo
'
e
chidda
di
mi
E
"*. (Noto).
manu
gintili,
vampuuari
;
ca
vampa,
Ari,
mi
vera
Si' un
pvumetti prestu
aatotari.
si
p"
focii " torti, e nuii
La
si' 'ila
Tu
(Bompietro).
sapuriU,
Vinizianu
Re
K
sita,
la
mamma
pussedi
cui
"
'mplccica
e
'na
a
pi figlia,
'n
ca
Francia,
'n
vattiata
E
cciii
dilicata
tuvaglia :
'na
pettu pi smidaglia
lu
a
pittiglia,
'na
l'havi
ca
menti
Si'
53.
edi
s'agguaglia.
tutta
'
facciuzza
figlia,
vostra
a
mia,
a
dd'omu
Si la
viju
e
mero
dei
che
"
non
Sei
e
primi
quatti-o
" la seta
figlia di
misto
pronunzia.
" della
una
impero,
"
vera
Quella
madre
base
:
ohe
si
tocca,
graaosa,
ancoi'
"
viva
e
si appiccica
Nipote
nella
del
bocca
itodbv
aOO
54.
Gei
passu
(;ci
e
Arraccamava
Comu
un
Ddu
so
cudduzzu
Dda
so
facciuzza
Ga
55.
siti !u slinnardii
Aviti
l'occhi
E
la
E
li labbruzza
di
'Nta
pittuzzu
Li
Io
'egio.
Una.
n
as3
ante
var
di
S t
Nasc
anca
uta
a
Vatbatedda
B
atu
*
'
*
*
Danti
Un
11
finu;
a
di
jardinu,
un
d'oru.
Frane
e
tu
u
d
in
a
la
s
ne
a'
ta
vata
n.
Galta,
G urdanu
u
n
v
1 av
ntra
paradisa
{Ccdtavuttiro).
moru.
marfitanu
add
a
la
ca
^
e
Sin
u
muoru.
pena
pr
1
manu
0
d
z
ta
da
pc
"u
f
d
e
Jta.'nel daieto
Carv""^uz%n
Sul
1
in
a
d l on
Hav
bit
final dda
u
b
d'oru,
e
(ti de
e
Ten
ed
Co"aa
to
nelle
ne
teni
{Marsaht).
vivo,
i ti l'xdd'min
1 manti
'i
Maruzza,
chiazza.
tia di
domanti
snpir
^"'
popolo
di
bedda
euraddu
t"
*
tazza,
vera
'n aneddu
viju a
s' 'un
'na
farcuni
d'un
Bedda,
lu
^
di sta
d'un
vuecuzza
vrazza.
carrabbuzza,
vui,
a
'
manuzza!
so
li
'iia
c"i' "
" cantata
Furriateddu
'
"
Maruzza,
chiumazza;
cci vidia
loalapena
Chista
di
viiiia dda
e
^
dunni
passai
paru
jia =
cci
Gh'a
del
POPOLARI
GANTI
cTie a
co
1
ca
ved
me
1
n
a
un
pa
jii a
gua
e
ali,
aniava
carraHa
nota
1
a
po"
7o
Qu
che
"
itodbv
202
58.
faceiiizza
Gigghiu 'ncarnatu,
'
Puppatuledda
n;
tutta
A
cui
in
to' biddizzi
Li
'D'oru
59.
Diu
a
Buttuni
Jisti
di
Vincisti
Ti
la
Di
supra
Ch'"
"
'nta
cci cadia
dim.
ssa
di
{Milasso).
un
buttuni,
'nfatata,
bella
vincituri,
dilicata.
e
d'amuri,
liettu
un
*
;
marni.
siti
vu'
arrusata,
acqua
cci duna
e
bedda
PuppalKledda,
li me'
a
fusti
e
^
la cci"
curcasti
fai calari ;
furtuiia
manica
'na
si vota
Idda
"
a
Luna,
la me
l'haju
la verr",
a
la
d'arghientu
e
li manu;
a
istanti
gualchi
Arringrazia
Luna,
'nnamurari;
luci
tu
di
pirsuna,
tua
fa'
lu
ti vidi
Sul"
Lu
fatta
mia,
chiss"
d'ora
camini
Uiidi
'
POPOLARI
CANTI
vasuni
un
puppalula,
;
'nzaccarata
vuccuzza
'^
clic io " pure
!
(Noto).
di pupa,
b
'
'
Verr",
In
molti
si dice
e,
'
1
j
Cadia
luoghi di Sicilia
oci"
o
Arrusala,
per
caria,
add.
ccki",
si las""a
cianciri
per
l' h
o
chi"ndri,
eoe,
cadeva.
part., che
fa ttfficio di qualificativo: di
""
itodbv
pattola,
pu-
CAPITOLO
II.
SPERANZA.
DESIDERIO,
0
60.
fussi
chi
Ddiu,
vaju
Chi
volli
Un
fazzuletlu
e
oecddu
l'amanti
nna
biancii
Un
lettu
ben
mi
Dipoi
Quannii
"
61.
dda
a
sira
:
truvassi,
tia;
cu
notti
arripusassi,
mia
t'arringraziu,armuzza
Di
cori
0
Ddiu, chi
fussi
volassi
Quanta
mi
e
!
mia...
dormiri
e
mia
armuzza
ciinzata
porta
vulassi,
m'accattassi
St"ijami li sudura,
"
chi
chi
oceddu
vinissi
nni
!
{Palermo).
vaiassi,
tia !
,
Sopra
Ca
"
hi
t"
ti cuntassi
contassi
CutUassi
,
rimperfetto
dinocchiu
'"
per
mi
la gran
pusassi,
mia.
pena
racconterei.
contei'ei
Kel
dialetto
liano,
sici-
,
congiuiitiTo corifondesi
col
condizionale
presente.
itodbv
Li
genti
Nun
chi
vonnu
mi
cuntanu
li
chi
vinissi
cehi"
nni
Fir.;.ru
tutti
li
piaciri e spassi:
Mi
vaju
e
rjg"rdati
noi
62.
Lassassi
Chi
lu
ma
Vinissi
la
E
a
sinu
Pua
E
ntra
la
lia
Ti
"
'n
cuorpu
lu
"
miezzu
nni
ita
^
^
{Palermo).
murissi,
tiiccassi;
vistissi,
ni'agugliassi ; '
mi
sepurtura
mittissi,
suspiru jittassi;
un
li muorti
va',
tia;
'.
lu
mi
e
curchiettu
'na
mia
cuoddu
'manti
ma
di
quaiinu
'manti
ma
di
d"ttu
'
passi
rispunniss" :
mia, sttlu mi
armuzza
lassi ?
( Casteltermini).
03.
0
La
Di
Ddiii, ch'avissi
Zieca
la
d"
Missina
Granturcu
di
raiu
eumannu
a
di
Ogni
mircanti
mi
O^ni
panneri
Ogni
iratuzzu
grazia
munti
ar"ssi
Quattrucent'unzi
Chista
l"
lu
l'oru,
tr"soni,
renuita
i'annu;
dassi
lu
noia,
'na
pezza
di
pannu,
mi
dassi
a
Ddiu
a
cci
!
so
soru
;
l'addumannu
".
(Cctania).
'
'
Cfr. col
93
n.
della
raocoitailel Salomone-Marino.
'MaT"ii, amante.
"
Curchiettu,
'
Agtigliari, affibbiare, abl"ottonai-e.
'
Poi, dentro.
"
Un
canto
metatesi
affatto
di
eimila
"raoc"iellu,
" nella
ccoceli
raccolta
ietto, ganglierollo.
del
SAr,osiONE-MASiKO,
itodbv
Oli
(ji'
Na
Mi
lazzu
dora
( u
Ba-ifa
chi
a
t.1
dibia
ducenta
=11
ii\i) vedere
iiopoi tante
qui
li
dum.
a
125
p
l" ncoido
e
acchi
1
dU
p
non
mai
casa,
"
*
chiusa
na
H
a
'^
difisa
ento
e
'"
iighiliaa
diaia
isi
)
mm
fusi
ni
la
a
{Tt
Mncissi
adisa
disia
'
varcaneddu
la
adisi
li fmnii
Pappenniii
Qaantu
hti;,a"si
si
filata
ii?':)!
facisbi
cci
eii
u
i
nciirnnag"i
btlfa
scarpnieddu
Lu
Ja
sta
Vecchia
mettiri
Lu
dunni
mi
"f,hu
p
ncatinis-i
Bignanfa
intu"
Li
eu
d argenta
n
Pi
Re
un
Unacu"a
(.he
h
mi
U
mi
ttc"s"i
c(i
la purtassi appressa
"i foia
b5
Ddu
hip
damuii
canzuna
Gun
h
a
inj-pgnii
205
SPFiiANZA
DESIDERIO,
La
lolume
trovato
canti
ne
mnfi,
v
pi
delia
Zecoa
lU Mesbinn.
iU^a
'
all'I
qnaai
A
la
adisa
legolainente
n/hdis
maniera
elegantemente
La
Lu
Pi
E
Un
la
li
liattu
dui
luogo
acconciamente
Caatelter
in
disiddra
vialitu
bi
crnparu
lu
n0ht.i
cientu
suittou
esattamente,
nini
im
rosi
futa
ghisa ghiei
disiddi'a cin usa
mannan
11
due
il canto
si
tntiLhi
dagh
atuppu
tagliai! un
Vaccareddu
Chiusa,
Tutto
usturen
Lo
Pi
voiiebbe
^ecchm
l"lan
usato
avv
inglese Qui
Pi
'
modo
t
ntt, awolto
aLcoiciaii
"api
secect
nsenato
la
fianciaa
na
cliiu^
a
la
disiddru
siaiu
li.
a
di^ddra
unzi
vaccai!
lu
diflsa
na
e
n
camsa
ati'a
co^a
1
guardnno
tintura
e
U
vi
1 iso
Uc
la
tutti
1
nodbv
punt
l
206
tlANTI
POPOLARI
Io, iiiisc"iineddLi,
disiu
Quanti? la tegn"
Gli.
0
E
Ddiii, chi
vardicatu
Ln
fuss"ni
Li
parrineddi
di
l'anciii
Vuoglin
d" In
Pri
capiddH
catina
lu
citicu
li
stizzi,
sfilazzi;
ssi biunni
trizzi,
lazzi.
'ntra
patrun" di
(AUmena).
magli
li
lizzi
e
pazzi
%
\
raga/ia.
il/*7"i(i,
ii qui
usato
vuol
di
Vurdicalu
in
sciiiio
Tab"uteddii,
Fusmtni,
"
itagli
Laniagtia,Alcmagna^
: luogo
siguiiluai-t"
grande,
di
Burvicalti,
d'ainttri, albero
*"
d"
diiu.
acci',
clie la
di tabbutu,
e.
magnifloo, splendido
in
Palermo,
3e|"-
moHuaria,
cassa
donna
per
l'orza
maglia,
di
il cantatore, lo amante,
30,
dicesl
come
di fossa.
,
llitto diventare
credo.
d'amore.
tinsi, pliir.di mugghia
e
No,
simile.
invoce
Pedi
liellito.
nd
"
l'amuri.
ci"ntu
a
ha'
Intendi
godi
di
M'
fatta
!
Spagna,
sangu
magaria
qualcosa
'
t"
ha[ fattu
Probubilmonte
'
si
e
W
Caruso^
di
vuogliu
fari 'na
^
magna
pigghianu st'ai-ma;
resta,
un
'na
Muntiniajuri.
e
corpu
la eammisa
{liompie/ro).
castagna,
munaceddi
Vuogliu
'
di
Li
Di
0
'atra
petra priziusa In fussuni;
67.
*
misa.
I^i
Lu
'
latu
pedi d'.amuri
un
fussi
*
'
earusa,
mortu
'ntra
tabbuteddu
Calanu
"
lu me
a
fussi
'
'na
vedi
la
voce
e
di
liizu,
Uccio.
operazioni maliavdiche
il
pi"
gran
matto.
"iklruna nel significato di
Pi"
capo.
itodbv
lia
,
nanzi,
in-
Ti
vuogliu amari,
Mi
vieni
'n
aU/
SPERANZA
DESIDERIO,
'uti ti puozzu,
amari
ed
ti strincia
suoniiu
t'abl^azzu
e
{CasteUenniiii),
68.
Di
Ca
cci
di li
Unni
cci
'Nta
la
'Nta
pumu
0
Ddiu,
lucia
farisei
la me
Guardala
lucia
celu
la
'tia
stidda;
bedda,
d' idda:
*
zagaredda,
pr' ogni mascidda;
sciannachedda,
m'abbrazzu
Quantu
e
'na
avia
russu
mi
Ane"ledda,
dunni
tinia
[Caltanisselta).
curchiria.
s" 'nciammau
cuoddu
Ki
Un
'N
cci
sua
cori
iu me
cunzatu,
cummitatu!
fussi
parsi graziusa
mi
Idda
ben
mia;
patmna
c"mmara
la via;
"
lettu
passai
cci
'nsitatn, ^
arvulu
un
mi
mi
di fami
Arsir"
Ca
la
ce"
chi
Ddiu,
"
sta
arriposa
Mortu
G9.
nn'
graiiatu,
un
lumia,
fogli curamoglia
Ddassutta
0
beila
SiragLisa 'na
Chiazza
A
vinili
mi
di Palei-mu
E
a
Ddia
Luna,
lu
'^
d' idda
cudduzzu
bedda
quanl'era
e.'n terra
!
!
idda.
{Castelhuono^.1
*
'
Si vede
subito
che
gli ultimi
due
vei-ai fanno
parte d'alti'a
canzona.
'Nsitatu, innestato.
Cummoglia,
da
cummigliari,
nascondere,
coprire.
nastro.
"
Zagaredda,
'
Soiannachedda,
diminuitivo
di. scta""acffl,(;iMrt"co,
co liana,
vrixo,
monile.
itodbv
20"
CANTI
70.
Palermi.!
persi
MuiT"ali
la
E
Napuli
di
Geiiua
E
mi
tutta
L'arma
genti
Chi
nu"
Tanno
Nun
ci
voglia
so
dei Genove^
Po
luon
'
sorti
cehi"
focu
Fino
per
g
ier"
m
quali
e
no
ftt
A
'Le
a
vo
es
ero
a
i-a\a!
a
a
er
{MiliteUo).
queste fontane, salvo
fuoi'i Porta
a' Quattro
aite conduce
tu
a
Mon
n
eie
che
S.
Venti
Monrea
li? l"
a
=egu
'
tardainu:
l'avemu.
I 1S4''
ani
amamu,
miatemu,
ca
tempo
un
sbramu,
e
stimu,
no
"
luci
'he conduce
a
anno
b
state
(Palermo).
taliamu,
lausu
esistenti
1 ngo
e
lu
la mtrina
Nuova
ovan
lu
''
vulemu;
ni
a
!
chi ni
ni
nui
essere
queIJe
a
qualche
d
cori
tantu
possano
lungo
t"
dittu
pri
tia
ppri
ca
m'hantiu
pp"
alludei-si
vita
di
truvari
spinnu
appizzamii tempo,
Tantu
KoD
Tui'chia.
tia ai
ppri
beni
Quannu
"
la
e
la
vossi^nuria
cu
ca
*
navi,
perdiri, e
pozza
Guruzzu,
^
Funtani,
Signuria.
tutti li ,so'
Abbrazzateddu
La
la so
Granturcu
! chi
Oh
Quaitru
persi li g"uali*,
Spagna
persi
lu
li
cavalleria,^
Roma
e
Re
Lu
71.
POPOLARI
Giorgio
o
le altie
e
n.
Istit to
eoad
omo
a
ateddu
"mt
cu
a
T
fuoco
'se tardiamo
non
pe
d
a
ao
te
non
p"
itodbv
210
Bella, fammi
75.
vinutu
mi
strapurtau
E
cci
vinn"
Ca
accittiria
Fammi
cuntenti
cuntenti
lattuchi
C"
Ora
Di
ddi
Ciuruta
77.
nni
Mi
mi
Nun
Mi
nni
Sap"
non.
'
Metatesi
de!
"
Soa
"
Perch"
'
'Ncappucciatu
cestisce
molto
verbo
a
anolie
e
rai
avv.,
Passetto
le
si mi
cuni
l'amuri
Tanticchia,
mi
di
fa
sta
stidda,
piccilidda',
'mparari
p"
{Gefalit).
stancari;
dda
lu
ciuriti,
^.
pochino.
discosto
da
Alimena.
traspurtari.
vedere.
di
o
in forma
lattughe
n' " sciapite.
ve
cyipMCciM,
qaaliflcaiione di pianta
o
erbaggio
di cappuccio.
'
Piccilidda, piccioletta;vedi
"
'Mparari
per
chi
arristati.
pampini
voggh' jiri nni
'
venuto
'ncappucciati*,
voggh'jiriappressa
nni
^;
siti,
avanzi
tastu
senza
e
la stati;
siti,
lattuca
lattuchi
vi
Jeu, s'.'un
nni
" disamurati
chi
bianchi
{Alimena).
pariti,
mi
si ciuci
cci nn'
s"eciu
ca
simana,
la
jardinara
vi vurria
Tastari
prima
s"ritina,
'na
lattuca
li
Ch' hanna
di
pirsuna.
tutta
t"nnira
'Na
76.
S
fortuna;
la me
la me
pri
vaju! {Alimena).
Catarina
la bella
'
vitti
a
"
nni
mi
e
Santa
a
Siddu
Restu
^
tanticchia
Sugnu
disia,
lu
passati
Cuntentami
'
POPOLARI
CANTI
a
p.
57
la nota
4,
'nsignari " del popolo.
itodbv
Ca
idda
Li
so'
mia,
a
parenti
Tant'
Ca
voli
haju
0
.Li
to' biddizzi
li lassari
Lassali
ti "i
E
Poi
li
pani;
l'arginteri,
marzapani *;
li festi
la
di
tozza
su'
ca
'nta
veni
lassali;
gualchi baratteri,
ti li n"sciu
Quannu
pinseri,
'n
a
pr' un
sarvu
fari '. (Cefalo).
cu'
mia,
a
a
a
ti li c"ncia
Ca
haju
l" v"i
idda,
ha,juad idda,
eh'
m"ttiti
ad
dari;
voanu
morti
'na
bedda, bedda,
Nuii
la
fari, 'nsina
a
jeu, pi tantu,
78.
jeu vogghiu
e
mi
'un
211
SPERANZA
DESIDEBIO,
suilcnni,
Pasqua
lu
e
Natali.
(Montem aggiore).
Comii
li Patri
Speru
d'aviri
L'ui'a
Ora
scantu
Nun
mi
Tanto,
*
Mm-sapani,
''
Temo
'
Noe
che
mi
sarete
io ho
mutiate
se
di
da
s"cciu
v"nni
fantasia
quannu,
sia;
l'annu,
*.
sempri aspittannu.
f"ravu
ca
Misia;
cuntcnti
e
no
curu
lu
nun
chi
misi,
certu
plur.
curo
vui,
sempr" aspittannu
!
a
si vutati
volta
una
Santi
a
lu
nni
fussi
ohim"
jornu
pass"
"
voi
lu
e
Mi
Si
le
vecchiu
Sugnu
79.
mia
!
*
{Gefal").
morire.
scatola.
mar^apanu,
pensiero.
stai'"
sempre
ad
attondei'vi,purch"
io sia
m"a.
itodbv
certo
212
CANTZ
Passu
80.
lu
cci
dissi
Idda
mi
dissi:
Gei
dissi
io
Ca
ora
Vidi
Mi
:
:
eh' "
'Amniinni
"
Ainuri,
Aspetta
"
In
sapurita
sta
e
mi
Stanotti
cori
so
'na
"
un
mi
lu
giuvinetla,
'na
basilico;
"
passa
duna
SI.
vija
passannu
Gh'abbivirava
E
POPOLARI
rametta.
tuttu
poeii
t".
giuvinetta;
pigghir".
fraschetta,
e
sunnajii
{Palermo).
" so!
nun
'
un
sonnu
aurusn
:
Idda, la bella, di l'acqua vinia;
'N
testa
Gei
dissi
Idda
mi
Gomu
'Nta
lu
Aurusu,
'
'Nsiru,
manichi;
'
:
si' vizinsu
dagnu
vaao
pri
ti nn' acehiani
dugnu
Greeu
mai
la
di
mia,
I
la via ?
di mia!
'
{Alimena).
pirdissi,
truvassi,
simili
stidda
buon
si
si
;
susu,
v"i
ezoecu
di lu
cu
auguroso,
m.,
ti
vistu
donna
8.
Chi
"
amurusu
biri,vita
a
petti! di Rosa
haju
'Un
'
ti
stidda
La
La
dissi
'
'nsiru
Dammi
"
seurata
L'acqua
82.
:
l'aequa
la
A
lu
portava
E^grissi"*,
ctintrastassi
!
(Palermo).
augurio.
di creta, fetfo
per
Io pi" corpacciuto
e
?Jro.
Risposta molto
maliziosa.
itodbv
senaa
III.
CAPITOLO
BACI.
AMORE,
SS.
liei
Cu'
Fici
f"ci l'amuri
pri spartenza
iia l'amaru
Ed
L'amuri
E
tu
cu
Iddu
Ili
di
lu
mi
Patri,
"
"
C"
pu"
li
cci misi
la
e
cci
purtatu
a
guai,
Morti;
'ncappai
tanti
!
sorti.
giujazza putenzia hai,
Vinni
Ca
assai,
forti,
cuomu
ha
m'
Livarimi
84-
fabbricata
turri
'na
Primu
E
Ainuri, f"ci cosi
Ghistu
amari
di
suonnu
Roma
e
lu
sia
:
me
Chi
"
cci he
donni
(Casieltermini).
Diu,
parratu.
hai, flgghiu
campari
piceatu
notti.
lodatu
Papa
Santu
dissi
ia
"
?
'nnamuratu.
ti l'assorvu
d'"ulru
miu
'un
iu,
"
piceatu,
itodbv
Z14
POPOLARI
CANTI
si
E
'.
111 'nnarauratu
di tia farria
Megghiu
ia,
Papa
Santu
fora
nun
{ Caltmuturi)).
85.
Guiuzzu,
tituli cci
L"
chi
po' ti vegnu
*
pi
d" li
E
di li curt"
luonghi
Bella, s"
di
d
22
to
Qu
Spasa,
W
he
la
la g
p
'n
va
l'hp
voli
e
amavi.
vnlvitii
Ddiu,
p" sarvari.
e
spasa
(CoHeoue).
^,
leni
'n
casa,
priziusa;
Fata,
celit cu'
vi vasa.
petra priziusa. {Noto).
e
a
1
gn
^a
p
t
nt
p"
a
nd
lodi
pe
00
'
vi
siti 'na
1 nta
so
a
''
maravigghiusa.
'na
esente
conf
conUm
e
na
1 p
uni
ghigghia
mante
nta
e
un"
ti
p
ghioja
'na
E
Quest
ca
mammuzza,
Scocca
eiinflssari
cumpiuta;
jal"i"ri
di
teni
a
larga
di bilHzzi
Funtana
Vi
batia,
si
nun
ama,
nun
Voscia
la
"u
f"gghia,"a
Amalu,
Tutta
dinaii,
picciottu 'un
Patri, un
cui
faiia,
otfisu, flgghia mia?
l'aviti
Diu
A
86.
amata
dintra
Basta
Ca
d
li
trasu
^
1
appizzii e
chi
"
a
mi
Basta
"
Lat
paiimu
ca
d
y
itodbv
87.
E
Ssi
denti
ssa
vuccuzza
Pari
di
ca
Lu
stizza
vui
C"
senza
Lu
cori
di
l'amanti
Supra
un
punta
89.
chi
ciatu
!u
C"
vui
miu
lu
danza
^
ssa
E
li modi
Unni
M"ffuli,
senza
fini,
putistati?
^
e
'un
mia
nu
catini
(Palermo).
vi
vi
flrmaju,
echini;
avanti
mai,
scura
pri
vui
';
'ngastaju,
l'aviti
vui
^.
{AUmena).
viriri,
a
vegnu
amata;
putiti
nun
mi
vaju
vi
mia
'seiri
*,
tiegnu stampata.
occiu,
e
'n
v'
"utru
arrir",
'nzuccarata;
vuccuzza
tuoi
camini
e
roggiu
siti tanta
un
Aviti
cu
mi
d"
e
cori
tirali.
stizza
pettu
pettu
parrati,
'ncatinati.
l'arma
e
ca
nna
Vi
stu
rubbini,
li vini
pinsannu
siti belt"
Bella,
Di
pri
'nta
Vn'
a
tanta
botta
pri
ca
Lu
datu
m'assettu
" jornu
Ora
d"
e
ferri, m"ffuli
cc"
Botta
vui
nn'av"ti
y"
Ga
Ad
pettu
Ca'
88.
'
lu
l'ha
labbra
ssi
e
quannu
a
sangu
Biddizzi
'
perni
tu
mi
luci
fai
la
muriri,
strata.
{Noto).
manette.
ogni colpo
deU'oi'ologio pensando
=
Cli'. Salomone-Makino,
'
Danzari,
danzai-e.
requieto degli occhi
Non
della
voi.
151.
n.
si
a
pu"
esprimere
megl
donna.
itodbv
Fuocii
90.
Mi
ehi
f"risti !u
cci
Tr"siri
vulia
cchi"
e
'nta
fussi
comu
'Nta
pittuzzu
cc'"
iu
cu
ssu
E
jeu,
Sentu
l'odur"
chi
Accura
Io
Ed
Nenti
C"
92.
Si
la
La
"
Li
bedda
era
'
Variuni,
'
Spij'ari,
luntanu.
sugnu
mi
sapit"
var"un"
'un
vul"r"ti
avaiione,
peni,
lu
me
amuri;
beni,
ti vurria
cci
^;
pozz' essir" patruni. {Palermo).
ni
vinni
ha
si lavau
chi
li me'
granni
{Cefal").
manteni,
addinucchiuni.
cci
Funtana,
Ed
colla
bedda
manu
"
Questo
e
Pantana,
"
mischinu,
davanti
servi
t'amii
lu
sireni,
qoant'"
mi
manu;
spr"nza
nun
ca
anchi
li me'
n'occhi
cu
ti starria
Bedda,
gesum"nu,
pigghi quarchi
'un
ti taliu
Ga
la
sanu;
jardinu,
lu
e
nni
e
"
"rtulanu;
un
puvireddu
iu
Amuri,
91.
vulia
cuntinu,
'qq
ssu
Zappari
G"gghiri
'
cori,
di
spissu
m'ardi
vidisti
un
pigghiari
a
vinotu
la
cu
lu
addumava
spijari ^
pocu
pif^hiari,
a
acqua
?
acqua
stiss'acqaa.
focu
addumari
accantu
^,
all'acqua
?
errore.
domandare.
verso
dodecasillabo
nel
oanto
ai
riduce
aila
giusta
fiialella.
itodbv
sura
mi-
21"
POPOLAKl
GANTI
Q"
di
Arsu
siti,di fami
dormi
Tu
vaju pazziannu,
]i strati
pi
'nta
e
di
"ettu
ssu
sonnu;
Affrittu
vaju, e dispiratu
Dimmi:
cui
lu
mi
Bedda, p'amari
taliavu
Ti
96.
li senzii
Tutti
li
A
Tu
Ca
c'un
battisti,
ti 'ncurchittasti
ainuri
sulu
li
mi
mia
^
mia
spirtizzi
quanta
{Palenn").
somiu.
m'abbunnasti;
d'amuri
Figlia,tuttu
lu
perdu
?
dannu
piettu m'apristi,
lu
e
addannu,
tornu.
tantu
paga
tia
a
io m'
e
^;
putenzia avisti,
e
sguardu m'ammagasti.
t"
(CasteUermini).
fu
Mi
'07.
Gh'a
li cumanni
Sona
!i
Ga
E
ogni
Vidi
tu
Taliari
'
ralogiu d'amuri,
un
to' sta
pri sunari,
qaarti, li mumenti
l'sriu
quantu
mi
*
tu, codda
affacci
la
e
e
no
lu
pari.
Suli,
cumpari;
stidda
*
" 'ntrinsicu
ti puozzu
l'ori,
e
mill'anni
nmmentu
quannu
Chiarisci
"
mannatu
l'amuri
!
parlari.{CasteUermini).
Spiriizza, accortezza, saga^iif".
Il terzo
Ha;
tu
e
quarto
ti attaccasti
da
verso
alla
signiiioauo
mia
tu
confondesti
[atti
i
sagacia {iiav conlontlerla).
tramoiitai'e.
'
CoMa
'
'Ntrinsicu, qui profondo,
cuddaH,
;
intenso.
itodbv
bellu, ralogiu d'amuri,
Giii soni
98.
Ga
lu
Sona
'ntra
E
roggia
Sina
chi
Guarda
vattiari;
f"ci
mi
tu
e
l'amuri
ch'"
onniputenzia
mairi
ra"
Ca
mari.
sbrennuri,
di
tutta
di lu
fonti
ki
si firmau
china
"
lu
a
quarti d'uri,
sona
e
mumenta
un
chiesa
La
in fa' snnari;
tei
li modi
cu
219
BACI
AMORE,
:
sfari !..,'
m'ha'
(Palermo).
Suli
di lu
pieju
Cchi"
to' finn
li trizzi
Stenni
99.
piettu purtati un
'N
Ed
la
a
gula
Vattinn"
C"
tu
Fa'
fa'
genti;
p"ghiru amanti,
sintimenti.
ma
perdiri 'i
faltu
ha'
M'
li Santi,
cu
mia
a
domanti,
lucenti;
tanti
spasimar!
spasimari
di
arcu
paradisu
'n
risplennenti *.
stidda
'na
Livanti,
a
{CasteUermini).
si'
Rosa,
100.
Nni
Di
li
si' lu
Sanamilla
"
'
'
PI"
ima
bella
si'
galanti
di li Rosi
Riggina
Tu
sini euvirnata
jardina
quantu
vale
chiamila
si
chiigi
sta
variante
del
bello, pi"
fiuti,
mmilinita,
nte
pi(,oeili
L'add
peju
piu
o
cchj
splendido,
t
pi,j
i
molte
setoiidu
giai'dim.
'
Sei allevata
'
Chioga, chiaja, vhiaa, piaga.
nei
(a\
'
tanto
bello
^:
'ii'pulita,
e
'nguetitu di la
splendida del sole.
nel dialetto
euhirita,
rosa
vera
itodbv
volte
220
POPOLARI
CANTI
livir"' di morti
mi
Tannu
Q;,iannu
'
(?).
'nzuccarafa
piettu staju
ssu
a
'ti vita
(CasteUermini).
Darreri
101.
Senili
Tu
la t"
lu
rispim
t"
lu
nun
vidi
S"siti, veni
comu
un
Se'
jorna
fa
Calu
di
"Pri vidiri
Ait"vu
Idda
lu
vanedda
cu'
m'ama
lu
mi
calu
rispusi :
"
Picciottu, cchi"
ti
lentu
me
e
siaju :
'un
'nta
?
';
catina
chi
sta
haju
nun
sbiu
la
a
stasira
unn'era
L'ocei"iu
:
eh' abbentu
cani
stafu,
a
m'ameriu
e
dunami
G"
102.
porta vegiiu
\iju. {Bagherla).
lentu,
stu
cantu;
'ntentu,
cara
di lu
moru
Ora
statti
nun
fari
chiantu.
euiitentu,
chiantu.
tantu
[Misilmeri).
Tricentusissantasei
103.
Milli
sei minuti
e
Sittantatr"
notti
Dudici
'n
E
Sult
pi
Tannu
'
Alzati
'
A
prima
nesci
a
Mi
dam
g" inta
rata; attentamente
si
mpoita
mi
alloi'a
vieni
'na
bella
'na
Nenti
fanu
livir
i
letto
lu
vota
annu,
un
annu,
jornu;
pinia tantu,
si
la notti
mi
i
le^eiai
no
im
IvelU
canto
pr
ma
"
d3imu
un
{Noto).
iicoEduriai
divertimento
ingegnoso
forse
un
lu jornu;
tempu
disbazione
queato
e
annu,
jornu,
un
'titra
la
Vintiquattr'uri
Lu
'
fannu
duminichi
Luiii
un
jorna
cu:
paie
di
uHa
I
fiittuia
anno
e
letto-
bisestile
itodbv
tia
Pri
si' di
cM
Rosa
4.
E. 'nnarauratu
Accussi
Cu
di l'arma
criju tu
st"inari
Un'
cld
la
stilla
avanti
cci"
Affacciau
6.
ura
di l'"utri
Stilla
^
Vghua
ligatu,
tia.
viju a
luci,
facia;
seuru
vera
tanta
{Casteltern.
luci,
tirannia
!
u
aup
nu
n
S
mia;
a
fici
e
S
u
ma
u
di lu hiatu
nmi
stilli
m'ammusci
Gomu
tia;
m'tia'
d'oru
chidd'ura
Muoni
"ia di
sugnii
cat"na
'na
si 'iinainurata,
cch""
stirau
Ti
pirsuna mia;
tit di mia
Criju ehi
adurnata,
pampani
"a
sustenta
22]
BACI
AMORE,
tu
g
Sghnd
)
znna
"ffPp
H
Asstttt
alla
poesia,
canti
dal
ora
n.
fti
II, Palermo,
popolari
(Nota
nelle
1880;
e
dimostra,
litici provengano
della
pres.
w
lefe^eRda
arino
da
canti
ed
pe
m
della
parte
Salomone-M
se
so
pe
cr
canto
Onesto
edita
met
n
-te Q
m
fl
tW
pe
*
sue
Conti
di
Leggende
secondo
me,
ee
nmer
sepp
La
d
ti
Bu"gettu,
sic.
pop.
come
epici,dai quali
non
si sono
edii.).
jBdb,
in
poc^'
cati.
spic-
a2a
POPOLARI
CANTI
Fina
JOG.
Binchi
lu
Sa'
mia
cori
lu
Haju
'na
'ntra
mi
Muortu
lia t'amii,
duni
mi
nun
addumatu;
fuocn
di
vampa
ajutu;
'ngratn '.
cori
ti fai lu
lu
e
firutu,
Uitlu
vidi, e
saputu,
pirdunatu.
si m'aviti
sacciu
s'ha
'un
amuri
nostni
vtnutu,
su'
v'haju purtatu;
chi
" l'amuri
'Ranni
Nmi
pedi
li vostri
a
(Castdtermini).
'Nta
107.
di lu
Ga
la
da
cu
La
mamma,
Mancii
si
pri
Autru
'un
'
C"trtillu
Qualla
Notjai
bella
una
la
quali Hca^ione
ragazza,
Santusztt, dim.
*
'
Ddidda,
dove
'
ai
Non
pronunzia
fo
altro
di
caggia,
bi"lizza,
tia **.
grassoccia
e
di Santi,
nome
cortile.
ben
tetrao
in
quaglia
di Linneo.
aolurma:
Sicilia, " sempre
data
ad
portante.
dell'innamorato
per
ecco,
non
cbe
guardare
ciie
inlVequente
distanza
decco
se
jiri;
! {Almeno).
piitiri
quaglia,
qui tei,protesa non
idda,
caggia,
273.
quaglia, quagghia,
per
a
ourtigliu, aurtigghiu,
per
che
n.
la
ssa
la tua
di
fazzu, taliari
Cfr. Salomokb-M"kino,
'
di
squalla,
bivi.
la lassa
l'iiavi 'n
"^i 'nnamuraju
108.
'nta
scappa
chi
Santa
Miatu
"
sorti
n"
cchi"
la Missa
a
*
ddidda
mancia
la misi
ca
qualla ^
bella
'mpazziri,
pri
ca
n"
pena
tutti
a
*
'na
cc'"
'
fa
cantu
Santuzza
E, cc'"
Ma
curti"lu
siu
per
anolie
istanza
canta.
in
Toscana,
ecc.
te.
itodbv
raarcatn, sta
Gigghhi
Mi
teni
strittu
Mi
sentu
chinu
tuttu
l'occhi
Alzannu
Pi
lu
spienduri
Si
min
calassi
109.
D'oru
E
Li
cci
so'
su'
nutrica;
di
chi
cc'"
muodii
a
s'allammica
e
voli
e
t"
e
chi
si
'na
".
suca,
dica;
Principi
Re,
',
raannuca
muzzica
so'
(To"ioric").
lattuca,
'na
la
nesci
mentri
Amala
anniirviria,
chi
so
tia.
a
billizza
t"
vuogliu
li labbruzza
Na
la
petri domanti,
e
Sangu
d'alligrizza,
l'occhi
pampaneddi
D'ora
E
di
trizza
tia ;
cu
taiiannu
e
ila la
l'urtulanu
Hgalu
e
b"umia
t"
bona
Duca
o
amica.
(Caste"termini).
111).
Unnici
Dudici
donni
Tridici
Ottu
dicinnovi
Si
ehiamaru
Di
'
parali,
addumati
pariti,
'nnamurati;
amanti
di
e
vui
cu
vui
sta
parola sconosciuta
Allammiccirisi
,
penare
vinti
(Palermo).
patruna,
cara
lingua abbrama,
per
soffrire
,
ziti
li 'nnamurati.
patrutia mia,
parrari
JUannuea,
capi ciurJti,
veli
li belli
sunnu
Cara
li
a
di
ninf"
E
111.
'
regni
me.
gran
pena
,
quasi
itodbv
324
CASTI
POPOLARI
Vili siti lu
me
Suli
siti la
me
Stidda
Vui
Un
occhiu
Unu
fa
Chistu
Bella,
la
e
tr"muntana;
mi
di li toi vita
'nsinga
chi
focu
"
lu
a
cu'
duna,
mi
l'"utru
e
Luna,
me
m'ardi
vogghiu io,
chiama;
cnnsuma
e
cu'
:
!
si m'ama
sa
(Boccadifalco).
d'oru
Si' damma
112.
E
si'
Si
v"i
Io
E
Si
cori
lazzi
li vostri
cu
pi
"u
di
l"mmu
',
disignu,
stu
chiantu
ass"'
essir"
nn'h"
Gei
tegiiu.
m'aoimantegnu;
sfallisciu
sorti
cunsignu,
lu
l'armi
corali
sugnu
ti lu
forti
t"
'n pernu;
quann'"
mio,
cori
lu
io "u
Ed
Suli
lu
corau
piiitu,
ss'ucehiuzzu
cu
lamentu.
e
(Palermo).
Di
la
j"ttatia
Dicci
Ga
Si
pi
ca
'Io
li
pedi
cu'
di
jetta l'ancara
sta
sacciu
Pigghiu
imi
mia,
curuzzu
beila
certu
un
cutieddu
a
sta
e
forti
arti,
Morti;
"utra
bella
mi
^;
ed
'ncegnu
cei ha
mm
ca
sa
la
(?)
li marti
di
beila
mi
malatia
sua
Vacci,
Va
lu
malatu
Gc'"
113.
parti,
'ssiri morti
;
parti,
dugnu
la morti.
(Noto).
SI
itodbv
22b
POPOURI
CANTI
stu
M'apru
E
s' 'un
E
fora
mia
sugnu
di
la
l'amicizia
Eedda,
lu
P' 'un
si
Amuri,
tu
Ca
sai
(PaUi).
pi vai;
io
persi
abbannunatu,
vui.
cu
'un
prucintu
nui.
purtatu
m'ha'
li Santi
e
?
cunfissatu
m'h"
nn'amainu
sapiri ca
'n
^
st'arma
cchi", su'gnu addannatu,
pirchi
scordu
mi
vi dass"
li Santi
P'aviri
cori,
stu
dugnu
di Dia
l'arma
Io
vi
cunfessu
mi
Nun
117.
pettu,
vui.
a
penau
(Ba^heria).
Si cuntrastava
Lu
cui
E
Una
La
dissi
nni
amuri
Mi
E
39
e
ti
l'"utra
"
janca;
la brunetta
cciui
:
spiranza. (Noto).
aranciu,
Pi
'nciammari
l'hajumannatu
fosse
dui:
la mia
un
stanca.
nu
vita
mia,
virmiggbiu, allegra-cori;
Io
non
e
tu
mannasti
Bellu, russu,
"
"
bedda
"
Brunittula, si'
119.
mai
l'asnuri !
beddu
Ch'"
"
virduri,
janca;
rosa
secutu
" brunittula
janca
:
amiu'i
s"cuta
iu
Ed
la
cu
ghigghiu
li
ghiggliiu'nimezzu
lu
Spaccau
118.
di Oio
cchi"
(cio" se
'na
assai
non
lumia,
lu
cori.
nostra
la dovessi
a
Dio]
vi
,
quest' anima.
'
BruttUfula,
dim.
molto
gentile, bi'unettiiia.
itodbv
(
siti vui
L'aranciu
La
lumia
Ga
quannu
120
s"c(;iu
si
Cu
piettinid'avoliu
Cu
lazzetti
E
io
Sugnu
si' lu
Suli
Ga
sutta
li to' ra"
mi
currenti,
ca
petri
'
Allatzari,
'
OciMucciu,
e
'',
cci arritiri.
pi mari,
curri
e
granatini *,
legare, allacciare.
maroizsi,
uccelli
:
merli
di
dim.
ocidduszu,
Palermo
in
oaeddu,
uccello.
toi'di.
e
Sp"i"ffula,spillo,
"
Scarfari, scaldare.
'
Soiunii
viitura
'
domanti
tiri.
mi
fai scarfari
mi
chi
pari,
nun
e
lisciare.
AlUffari,
Merrl
punei
chi
Tu
',
pazzi. {CaUavwturo).
li
ca
calamita
Gurri
'
d'oru
marvizzi
e
billizzi
di
si' la
'
'.
pazzi;
n"scinu
bu'
Si vostri
"
mazzi,
merri
cc'"
Tu
Sciumi
mazzi
ti l'allazzi
capitanu
Spingala
121,
'
lu
{Palermo).
ti l'alliff" ',
"
pi
p'amari
mia,
cori,
stu
vagnanu
sita
oc"dducci
Tant'uomini
siti ccM"
'un
capiddi
di
di .cori;
v'amu
ca
e
mia,
a
capiddi rizzi rizzi,
ssi
cu
cu
Quant'
'
io, e
st'occh"
Bedda,
Bedda,
ch'amati
sugnu
Chiancimi
%'Z"
BACI
AMORE,
ma
per
anche
Qranatinu,
Etiopia ed
anche
citimi, fiume, " delia
di
Messina
Catania
pronunzia
ecc.
,
gioia
in
dei
colore
Germania
:
del
via
solo
non.
dove
non
di Calta-
manca
chi
,
rosso,
che
si
trova
granata, granato.
itodbv
nella
POPOLAr.I
CANTI
ma
.
donna
si' 'na
1^1
Ga
lu
pi
spersu
Si
no
Ca
m
fizzu
mi
S"cciu
Comu
'na
fazzu
Ti
E
li'
t"
vivu
Di
Tu
libirt"
muortu
statu
cunicchiuni
^
:
cunnannari,
mi
duni;
a
l'ultima
sar"'
tu
e
-;
mari,
misu
m'haja
belli
quantu
ha'
di
{ ihmeiia).
tribunali,
'n
si m'hai
0
^
lu
acchianu
scaluna
Cunnannarai
0
giuiani,
pr'amuri
passu
mia,
a
piaci
to' su'
chiustizia
la
pri l'amuri
Gientu
mi
di la Bxrbaiia
i
l'uocchi
fannu
Ca
tamari,
lingui di
e
Bella, ca
123.
li magati,
cui
a
terr
muri
pazzis
ti Idzzu
canna
cani
"iiihii,
i
fa la ma^aiia,
amali
di
O^'^a
cn
jiri.
(Caltaeuiuro).
\
mi
la
di
le
'51
corali
si
amati
lu
^ugnu
fa'
mi
munnu
Bftlda, ditnmilld
13:2.
pazzian,
fa'
ca
'mari
amuri
*.
{Ciisteltermini).
'
Canzona
'
Immagine
'
'N
Una
aci^ima
graziosa
'n
Bedda,
Facisti
Sai
chi
to' labbruz^a
Clil cunnaunanu
morti,
0
!
a
:
nata
pri
su'
a
a
Mun'iali
aniuri
duci
mor^
ai n'Iiai di
Cunnaanami
0
fhsti
Mustinia
la
ecc.
ginucuhiuni.
Salaparuta
di
gontilo
o
di Castel tcnnini; s"ti-ove
pL-oniiriKia
della
ddinuciMuni,
variante
ail incantamenti
fflti'",
n
fiitagioiii,
a
veramente
cunicchiuni^ "
nucchiuni,
'
ciie
fiscali,
di
Ciitt'iiri.
cunnannari
vita, o libirt"
mi
dtini.
itodbv
ddi'
124.
Su'
ciecu
Donna
In
cci
appi
0
tim"raria,
avanzari
la
Tiegnu
Pi
chista
Tu
lu
nni
Mancu
si
cci"
Oh
Fuoeu
Jetta
vanipi
Bella
pr'amari
Puru
'
'
Cimer"
andai'e
'
lu
degno
per
m'
Pidicudiiu,
iu
chi
ad
sana:
'n
galera,
sana
*;
paisana. (Noto).
fuocu,
oh
chi
l'havi
nun
nuddu
Muncibieddu
iia
mi
inartiedda
!
:
:
smiduddu.
jitu l'an"eddu,
mia
In
pid"cuddu
""'.
piena.
di
un
gran
chi-nera,
importa
incontro
oh
vu'
^,
furastera,
'na
focu
(Noto).
'taster",
vagghiu
di
a
ia
su'
^
bagghiana;
tanta
'n'armata
mia
d"
cori
china,
per
Concetto
Poco
lu
d"
"
un'amanti
comu
Vol'essiri
'
jissi nni
chi vampa,
?
cimer"
'n
malatu
si
amurusa
bass"Kzi
misa
iu
un
curu
vali
Quanti!
mia
ciuri, ed
mi
'rannizzi
cartisia,
eh'
t"
mia,
tanti
!i mei
testa
ci"uru
Nun
126.
vui
tia,
a
bi"lizzi;
menti
o
voKCia
donna
si' lu
E
"
la
pi
billizza.
'stremi
vuoi
l'avanzati
Mi
125.
li tuoi
Dia,
supernn.
d'amariti
'mpegnn
pi
sorti
vui
e
d'anceliea
T'amai
Signura,
Ctfw
'
Cina
Gomu
'
amanti,
se
una
vado
poeta.
qui fantasia.
in
intiera
galera
;
(n"
avrei
pena)
se
Ai"\
-si
..
/sat"a) armata.
picciuolo.
itodbv
Lu
sa'
chi
Ca
sidd'h"'
t'haju
diri,aiiiiiri
a
amari
mia,
a
'un
biedda
ha'
amari
:
nuddu.
a
{CasieUermlni).
Galofaru
V"I.
Fusti
Tu
lu
nascisti
Cu
la
t"
Ti
manmi
'nta
Io
staju
T^nu
Cu
a
0
Vurria
Ca
"
Va
di
a
vampi
T'
hanna
Ti
su'
vosi
lato
a
pi
a
miei,
finestra
m"
'nciammari,
mastra,
colla
tagghi;
sturdi
!
tinagghi;
?
m'ardi
l'acqua
ti toni
nun
surdi,
siti surdi
e
',
s'ardi;
lami
mi
chi
m'arrifrisea
'mpiduti
dui
li
basuni
a
coi'i
ssu
ca
li carni
misu
vacci
carni
d'amuri
muiiri
arriposi! (PaUrmo).
tu
miu
li miei
rosi,
vidi
e
dm
a
li tanti
sapiri cui
ssa
vom
mimiu
mi
piettu
amici
fuocu
129.
qualche
tu
misu
cari
Lu
a
ti lu
st'arma
ci"uru
M'"ti
Ca
"
li
li rascia
Chi
'
'
mi
Vacci, suspiru miu,
chi
losi
ncnmmaii
dia
'nta
piacili
muriri,
mumenlu
un
h
tutti
mastri
a
di
e
firimi
pi
biddizza
Dicci
Mi
di
t"
E
apib^i
duri
La
128.
'
di
guardi!
li
passi
[Noto).
fQili,_
affacci
li
!
a
chi
inaj.?_
li
porti,
fai^
iuflamm".
tua
miiesfra.
Pare
un
canto
indiri/Kato
sartina.
darle
u"
bacio.
"db,
lu
mi
chi
ti levi
tu
Siti cchi"
130.
D'ora
di
Cu'
A
si
131.
chi
Eedda,
D'ora
Si
vi
Di
Mintitimi
Nenti
'na
vaju
Io
Vinni
L"
Lu
pri tia, me
e
p'amari
a
to' biddizzi
cori
t"
e
comu
tia
mio
'
La
'
Scariri, vedere, scoprire,
'
Una
quale (calcina) bruda
vapiante
Ca
'
Se
;
'ncinseri,
lu
artari;
un
duci
beni
:
arci-ventu,
un
si cc"
la
spunta
*,
l'argentu,
avanzanu
lu
'
vogghiu advirari. (Mineo).
ti
vegnu
Roggeri,
e
'nta
fari;
'nnamurari
a
'ncensu
santa
v'h"
scarpa
Conti
la bedda
fazzu
Comu
Ja
s'havi
lu
(AUmerta).
si nn'adduna.
picciulu lu peri,
Gran
piduzzu
ssu
P^hiatirai
132.
^
vicina
pri
'un
aviti
scarisci
scrima,
ssa
slritina,
'na
e
d'argcntu
e
'",
curuna;
v'ha
ca
paradisa
lu
cacina,
paradisu acchiana;
'n
dd'omu
Havi
di la
aviti
la
vui
cu
menzannotti
Miatu
vu'
domanti
curea
guai (AUinena).
lu'Livanti, adduma
mena
petri
ssi
asaai
d'argentu
e
di
bianca
Ca, quannu
E
p"tirila morti,
cunteiitu
Basta
231
BACI
AMORE,
"
quando
quasi juntu.
spira
vento
di
levante.
conoscere.
:
di
tu
pedi
s'havi
a
vi riesco.
itodbv
232
GANTI
a
tia
nn'aspettu
dici d"
Si mi
"
lu peHu
Ed
a
li
Ca
semu
"
"
"
Li
mura
Li
porti
Pi
nun
'Nta
la gran
di
Comu
di
su'
Longhi
" chiddu
li
jorna
Macari,
anche,
'
Amuri,
qui " l'amata,
Ve^
"
Per
?
(Adern").
Y'allammicati;
'un
ni
muriti!
'
fabbricati,
vui
l'apriti.
e
e
di
mora
curti
la siti.
li nuttati
li ziti ".
(Palermo).-
quiete, riposo.
AbberUu^
'
tia.
la strania.
'un
e
clii addisianu
'
Viderama,
a
?
cummuditati,
sugnu
1
'
ferru
a
vii'
e
pena
aviri 'na
l'acqua
^
bninzu
di
su'
facimu
comu
cci dicimu
'fratuzzi
m'ailammicu,
Io
134.
mia.
cci metta
comu
dui
eaminu,
tia ;
comu
dd",
miu,
genti
{Palermo).
domaschinu,
arri^ramu
Apru
'n
ccu
giuvineddu
Quannu
"
cam"nu
ti fazzu
pari un
Ga
:
la puntu.
a
', mettiti
*
viafiteddu
'N
sint"mentu
si, vegnu
iu videmmu
Ed
nn'affrunfu;
iiovii
Ainuri, amuri
"
',
abbentu
haju
nun
diritillu mi
'
Macari
133.
tia
p'aniaii a
Bedda,
Di
POPOLAHI
2
stare
con
ta
quale
lo amante
fugge travesteti-
altres".
pure,
la nuta
potere
perfino,
di
p.
223.
insieme
lungamenia
e
frequentemente.
itodbv
ao*
CANTI
Si
dici
m'ha'
Ca
'Na
" l'isea
sula
cosa
Ca
la
sunnu
cori
mnoru
haju
lu
purtari a
a
L'uoechi
Lu
tia nn'
pri
ca
POPOLARI
m'ha
mi
di
adduraari;
diri
valiti
mi
bruciari.
a
fueiii,
lu
e
fattu
resta
'un
e
'nfiernu
petra
e
muriri,
a
:
cunlinfari.
(Casteltenninl).
Gom'ha^iu
139.
Ca
d"
Di
st'occhi
tutt'ur"
lu
V"niri
fina
L'amuri
mi
Pi
nu
vSi
squagiir"
Pi
amari
notti
Pi
amuri
canipu
Pi
amuri, bedda,
141.
paci
mi
Venire
ehi
'mmezzu
finqua,
fuocu
?
(Cefal")
.
'nguientu.
sfarria.
lu
juornu unn'haju abbientu,
e
di
n"
malancunia;
la
duni
casa
mia.
e
fuocu
l'affanni
clii l'avrebbe
sientu;
viju, n"
di la vita
a
locu;
lu
coma
cuorpu
'
mia,
a
pS' gualir" senza
vcgnu
Fuocu,
Sempri
ma
!
jocu;
e
'statari sta
a
lu
Quannu
ddoca
"
'iita stu
b"niri
sc"nni
tia,
pupidda mia,
porta
amuri
Bedda,
'
cci
Pi
la
a
cc", cu' !u facia ?
a
amuri
Piersi
menti
me
pettu t", lu spassu
veramenti
Pirch"
140.
la
scurdarimi
a
siti la
Supra
Si
fari
a
stienta,
trova
lu
a
e
li
a
ma
tia.
(CaU"lica).
cori,
diliri;
latto?
itodbv
f
Cu
\Iii
bedda
Alfa
a
F
mm
llu
F
K
C
"
t
e
na
p
m
P
avi
li 1
A
N
L bb
Ca
ORU
Conu
n
nu
lu
1
d
d
d
pe
I
nn
a
11
a
'nfinita
ti
ia
n
og
amata
cca
a
n
n
calamita;
u
vi
ssa
n
rita;
Fata,
n
ma
a
addisiata,
na
t
la
eh
Id
A
liti
u
puiita;
ap
di
o
ated
a
Ite
tata
Id
uzz
va
petra 'nta"iata,
iz
ai
1
u
"
vu
tisori,
"
t
t
ott
I
!
lipaliri!{Cattolica).
1
nt
martiri
pa"ori;
an
g
1
U
D
L
ni
e
pracirj;
tu
ota
1
l
ti
titi
e
pat
14
peni
p
u
orpii mori,
t
t
ta
d
u
^
t"
235
B"CI
AMORE,
(Alimma).
stai,
ti n"
o
*.
vita,
fi -nari,
1
ia
sita;
itodbv
23(5
CANTI
Notti
jornu
e
Fnssi
di vui
m'
144.
mi
tr"tu
Vajii di
notti
poita
Vaju
pi
La
"
Io
cu'
'
'Na
co'-a
Na
vasata
li
f^uda
affaccia
mi
Cu'
ti
Vu'
siti
'Na
parola
Su"i
ti
ed
sapudta
di
ti
Vun'ia
si l'amici
avete
'
Frequenti
"
'"
Un
perdere
bacio
la
vita
'na
vasata,
iia lu
iia lu
e
{Camporeale).
si la
l'hannn
ed
^
vita!
a
guastu.
gustu
:
mantu;
bustu;
tirato.
ne'
in
astuta;
s"ceiu
'un
e
Vui siti lu jippuni
mi
saluta,
focu
dari
l'haju a
siti la fodelta
Che
(Palermo).
ammiiata,
'i to' stu
cantari
s"ceiu
'
la dati:
tegnu sarvata,
Sapissid'appizz"ricci la
Vu'
aviti;
talia,di pirsuna muta;
'Mmueca
Nun
'un
matinata,
!u
frizza di li to'
Stati,
li mariti
a
sirena
'Na
146.
n"
"ui
vogghiu, %idd"
di la
:
faciti;
poviru
dati
^,
rimiti;
la cantati
ne'
chi
{S. Angelo).
?
l'addannati
zoccu
"voggtiiu
raancu
Quannu
calamita
comu
"n
partita ;
dispisari
la
cu
fa
mi
parlari,
nostra
comu
vogghm
Stidda
vurria
pozzu
poitd
l"
cantati
nun
Ne
145.
la
"tu
Di
vu'
cu
a.ccurd"ta
Comu
Cu
POPOLARI
nostri
bocca
canti
io
(di essere
te
le gite di notte.
l'ho
ucciso
a
dai'e,ancbe
sapendo
di
dovei'ci
1).
itodbv
^
Vu'
siti la
racina
Vu'
siti lu
tinieddu
Dammi
si
G"
iia vi
ed
^
iia la
viegnu pri
m'agusta
pistu;
iia lu mnstu;
ed
quanta
vucca
ssa
237
bac"
AMORE,
lu
tastii,
*.
nestu
{ Casteltermini).
0
fa
ti lu
Rusidduzza,
cori
Di
ti criau
la
dari
'na
lu
'Nta
lu
'Nta
la frantidda
Doaanii
p"ttuzzu
ssa
arreri
Tornaeci
"
Suli
ca
vuccuzza
{Palermo).
vasata.
Mastru,
giusta ";
cc'"ni
lu
vita,
l'anticu
munnu
t"
cularita,
jumata;
dda
ti criau
cu
"
diiiiami
a
ca
amata.
cara
pi
nn'"mu
Bedda,
Ga
prima 'ntrata,
" virdi
mentri
rosa
L'oduri
148.
mia
ripusari tu
La
"*?
d'oru, litizola di sita,
Gh"utnazza
Pi
la boraiiiiiivita
"
la
farria
ti ]a
D'oru
chi
sapin
Viirria
147.
lu
'ngastu,
d'agnstu
:
ti tastu.
si cci senti
austu
".
{ Caltavuturu).
'
Raoina,
uva.
t"iiello.
Tinied"u,
"
=
Il canto
;
munte
pi'oTjabil
'
Boimninuta,
'^
Cu
hi
mwmti
venula,
aiiialgdma
di
va
arrivo.
giustii, proprio quando
e
itodbv
230
Slasira
149,
a
CA.\TI
POPOLARI
li da'un
e
la
Tirati
lu licchettu
'Nta
'N
'na
lu
li celi
Vitti
stiddi
Li
Stu
c"amma
Tu
1
'
'
i'arla
pri
di
diiu.
dunucchiedd't,
di
Sicilia.
(Borgetlo).
flci la
mi
Lijaa.
li strati !
'mmif"zzn
"firabliilia,add.,che no'
ed
sustantivamente,
citato
a
p,
e
Tirri"Mlia,
add.
sua
dinocchiu,
per
ginOL-uhio.
bado.
popolari
" notevole
quasi sempre
trovasi
l'incontrarlo
clie celebra
il
in
perato
ado-
quelli che
cano
indi-
Vespro siciliano,
103.
dim.
a
canti
tr"onll;cosi noi canto
Vasuneddu,
aitera
pec
]"lur.di paoii/jhinni, pad"gliono.
"
vittorie
gunoochiu,
func"n, bocca; pigliasi ancha
di
diui.
Pcwijyhium.
'
^;
TiiiypiuU, l)Ut"jate.
'
'
storia,
tirribilia
'ngamiu
il' jia
!a
donna.
la
Funcidda,
*
chi
^;
mirabbilia
purtasti vittoria,
Murgana
Guafda,
la vittoria
vigiha;
farla
nni
d'oru
Si' la Fata
Quafiuu
^
" foca
vLiecuzza
ssa
151,
'
(Allmenu).
Gloria,
pavigghimia
e
!
vasati.
vui
crada
l'Eterna
cu
vasuneddu
Ca
di
misi
dui
e
nn'appi
labbra
eu
Ddoppu
'
:
siti,
amurusu
la funcidda
dugnu
Labbra
150,
ehi
vistu
vi mintiti
'
cuntati
mi
Quaiitii cosi d'amori
Vi
v'assittati;
gmiiicchieddLi
ch'h"
-,
poi trasiti,
e
d'amiiri
se^ia
capti
Ora
tuppiati
porla " chiusa
Siddu
',
viniti
vai
posta
o
d"
vasimi,
bacio.
terribile. Nella
,
crea
vocabo"i
di
il popolo
fojja della iias-sioiie
nuovo
genere.
itodbv
AMORE,
mi
Ca
s" fa
Quannu
Vi
scuprii'i^
f"ci
la
mia
pri
la
ad
davanti
Ca
la me
a
una,
:
ia
a
ad
una
cantati
santa
Mittitivicci
vasu
pirsuna,
nicissilali.
priegu, nivuliddi,
Faciiimi
239
BACI
Luna,
bella, e po' passati.
{CasteUe"-inini).
152.
Di
Di
l'aria
mi
mi
supra
Tuttu
a
Ca
A
E
Cu
mi
notti
l'occhi
mi
moriri
li so'
'
Scupriri, per
'
Le
a
sta
so
fi^liia,
vogghiu purtari! (Palermo).
starimi
taiii
ca
ti
mi
cosa
mi
fai
gradi
^
su'
p"
facisti
batia
a
eh'
p'amari
ssa
gintilia.
e
'un
spirimentu
un
tia !
cu
m'ammagari,
e
puortu
Figghia, 'nta
E
jornu
un
biddizzi, amuri
criju ca
Trovalu
154,
dari;
la voli
mi
jornu
e
L'amuri
C"
ginirau,
putissil'aria purtari
'Mmenzu
Io
idda,
pi cunsigghia,
duna
matruzza
Chi
153.
mi
s' 'un
so
la
ca
mi
matruzza
ad
lu misi
mio
cc" marinai
Appressu
so
m'abbruciau;
e
mairi
so
faidda,
sta
cadiu
l'amuri
'Nsinu
Si
eadiu
a
passari,
mia.
haju
tia.
f"stivu
la vostra
a
fari,
(Palermo).
nata,
dota;
scopi-irl o scupriri, acoprire.
grate delle fln^tre
delia badia.
itodbv
z"o
popolabi
canti
Aviti
Ga
batissa
'na
Finciti
0
111 s"n'ziu ti vota;
ca
quanti!
cci
Manca
maritata.
sira
'na
va
'mpignavu
vu'
a
fici In
Pf' avirivi
pri
vitti
mi
davanti,
cc"
dissi
:
V"sala, prejatinni^
;
avanti:
Passa
^
"
e
nenti
dissi
mi
n"n
soggira mi
Ma
siilameoti.
spusa
e
li Santi
a
cci passava
Arsir"
Idda
vutu
tanti,
a
parienti,
'"ilpignavuamici, 'mpignava
Ancora
{Palermo).
batiota.
cent'anni
va
Bella, pr'amari
155.
vota;
nudda
malata,
flnciti
foddi; e
purii
C"
affaeeiari
vi fa
nun
'ngrata,
tanta
.
diri nenti
'un
*.
{CasteUenn'mi).
nn'Iiajua jiria
ili
156.
'nfasciata
Fusti
'ntra
Tu
s"
notti
"Chi
Tajati
Gh'
'na
coma
"
*
e
joriiu "
'na
comii
culurita,
rosa
"
quanta
aita,
vatUata.
d'ora
vaclii
un
di
fasci
'ntra
Magnavita
a
nutricata.
i" la f" biddixKa
Dumi'
E
stari
rnssa
bedda
ninfa
e
'mmuttanata.
zita,
la me
quannu
"
!
armata
{Alcamo)..
"ii 'nn
'
Prijarisi
'
Rare
'
Tai^^ialiati,
sonu
ne'
cosa,
nostii
dUettai'soiio, prenderne
canti
cedeste
Mamme
piacere.
educatrici.
guardate.
itodbv
24a
eci
Arsir"
160.
vitti
E
Era
Maddalena
a
'nta
lu
la sdruvilhi
addisia
marinaru
ogni portu
Lu
bon
si ili
Lu
niaritatu
Li
iu
E
Cu
162.
siddu
cura
'nta lu
E
Viva
'
Con
oouto
'
U
^01
una
chidda
i
manc"
agdz/a
seguue
che
'ji
si 'mmarcava;
non
quellu
col
cadesse
la
rina,
si nni
raoddu
e
di
purtava
sempii
Java
'.
riggina,
;
!
Missina
cncava!
{Palm^o).
"spaventa
[jncciotta schetia)
a
{Alcamo).
Marina,
stidda
ch'io
lisvegliate, c^a
poteva
Pix;o
'na
pettu
^
murritusa
velu
un
aveva
Palermu, Napuli
viva
E
Se
cci
testa
a
spusa,
casa
pedi 'ntra
ant"cchia
'n'autra
'N
lu
sciddica
so
la
a
chi
mia
Vitti l'amanti
A
'na
java
mentri
Assira
Cci
la
picciottaschietta
'na
spala,
basa
a
addisiu
l'amaru
;
rancidusa;
chi
russi
:
varca,
'na
"
addisia
'
(AUmena).
purapusa
addisia
masciddi
dui
avia;
m"a.
'na
navi
'na
surdatu
Nun
li modi
cu
Ed
parma,
si spagna
sdruvillati,idda
la
vu'
Lu
di
lettu
:
l" vrazzudda
chiumazzeddu
Si
161.
durmia
ca
un
banna,
'na
di
passaju
curcata
Pri
'
POPOLARI
CANTI
n
che
^
oglia
ruzzare.
Questo
65.
nell'ai^ijua
itodbv
163.
Vurria
"
di li me'
E
"
chi
Speru
"
"
"
Li
porti
0
bedda,
Nun
"
d'argentu,
su'
pensi
l'occhi
tutti
Nn'arrussicau
la
E
abballajinu
Satta
la
T"rdri
soni*.
per
certe
occa"oni
col
suo
lu
dire
o
a
la
di
pel modo
'
persone
ciatnm",
'
Vedi
{Nola
popolo ai suole
"
lofnsciini
dai
il primo
pr"jiH,
del perj^tto, nella
Sonatori
pres.
ecc.,
e
Balli,
forma
3*3
pi" italiana
del
v,
I dei
ad
pagare
ora
dalla
quando
canto
quale finLscono
" assai
p.
La
popolare,
da giovani d'ambo
d'amore,
nel
perch"
(pressoi marinai),
si suol
innamoramento
porgere.
ballo
qualche
che
quando
a
,
si danza
suono,
quando
sonatore
'ngHsetta
di tali balli ricordasi
descrive
da
la
bacati
giovani
a
qualche
Allora
del
'.
''?(2'er"i.i"f)
prujemmu
pagamento
ecc.
la tenuia
strincemmu
della
manciammu,
Presso
lu
Prujemmu
prime
nui
guannu
a
;
li strincemmu;
chi
Uno
onde
ridemmu
tuvagghiedda
quando
casa.
taliamrau,
e
U minuto
'
?
suspirammu,
manu
fasola, la tarantella,
questa
sonate
nni
{Alcamo).
abballammu
facci,e poi
li
invitare
taacu-e-punta,
i sessi ,' e
dui
dannati,
vi
trasiti.
allegri la brigata sonando
violino
a
sona
pura
vu'
tinemmu
'Nla
pensi
faciti.
'nz"mmula
siritina chi
Cci
i"rmati,
su'
e
mia
me'
Dda
abballanmi
grapit".
mi
pri
chi
quannu
Nn'aff"rraramu
com'"
dannar!
vu'
pariti.
spirati?
mi
porti
U
vu'
mi
chi
porti, intra
li
Gei
164.
'
bedda
biddizzi
vogghiu
Grapu
cci taliati?
sapiri chi
Taliu, pirch" vui
"
z4s
BACI
AMORE,
drona
pa-
nostro, stupendo
di
due
cuori.
di
terminese
tutte
gli otto versi
della
miei
nostra
UH
e
le
man-
di
Pa-
Costumi,
edii.).
itodbv
244
CANTI
Mi
165.
'nnamurai
Quaiinu
Cu
'na
lu
!u
a
russittedda
La
E
quantu
0
Ddiu
Vita
v'avissi
aviri
nun
aviva
milli
v"i
di
la me
lu
Trovi
mia,
t"
'n
e
suspettu;
gilusia:
cori
'n
n'eppi ti lu desi
si ni
*!
purtari ! {Bagkeria).
a
stari 'n dubbili
nun
veni,
pi muggh"cri,
vita, anima
ca
vi
sapitifari
la mia
e
'Nveci
e
di
non
Veni
va
v'avissi
Amami
Unii
i
li soni
mia
lu
mi
ea
vi
chi
teni,
a
Sempri
Pri
modi
chi
chi
*
abballar!, '
fadali
cianeu,
peri
vostru
vi vitti
sona
manuzza
L'"utra
160.
di 1"
la
a
POPOLARI
vidiri
pettu;
lia
a
*,
l'effettu;
cori, anima
ritratta
'ntra
mia,
petta. {l'iazsa).
stu
*
'Ntxa
167.
loc.
Costumi^
'
vi
Quando
cit.
{Nota
qui
Si descrive
la
=
al
'
Quanti
'
Uno
della
con
la nota
;
\. di p. 2(3
ed 1 mio!
Usi
e
edis.).
delle
una
fissa,
tegnu
ti lass"
nun
pres.
nosti'e
mano
od
di russctta,
occaKionalmente
modi, quanti movimenti
che
ti
donne
una
cocca
qiiaiido ballano.
del
grembiale
e
dajico.
RtissilteMa, vezzegg,
naturalmente
Vedi
mimica
E^se, difatti,sorreggono
l'altra puntano
chi
no
ballare.
vidi
mia
pinseri
dubitari
Nun
'
lu
n'ebbi, lo
diedi
a
b l'areola
alle
mimici
che
rosea
si ha
o
sce
na-
gote.
sapete
voi
fare
ballando
te.
itodbv
!
Comu
Ti
prima, sempri
era
scrissi
'ntra
Si
chi
campu
Amuri
lu
chi
mi
E
lu
suppilu
Cunsiclirilu
169-
tu
vinisti
un'ura
l'ucciuzzi*
Meli
rus"u
Vaju
t'haju;
disia,
ni
vaju
ti
taliu,
eh'
haju;
e
ti
nun
'
;
viju,
cajt".{Piazza).
pr"zziusu,
a
tuttu
vulisti
nun
'
sciaurari
!
^
affruntusu
'nt"ntara
jisari?
^
t'ascutu
pari d'alliccari.
mi
navetta
comu
piniu,
'n terra
e
cc"
;
st"ssu,
mi
clii pena
parri, comu
Mi
e
eh' " bella
Pirchi
Si
uun
t"
zagra
trapassa
e
si
d'aranc"u
Quannu
chi
d'amuri,
dibbulizza
ti cassu;
min
mipariunspassu.(P('"s2ft),
piduzzu
0
Ssa
fia
stissa,
spissu,
suppilu
'n
passa
di
e
'nfernu
sonnu
fu
quannu
Moru
sina
In
a
chinu
Quannu,
E
e
muriri
a
persu
'n
nomu
lu
su'
pri tia stentu
sentu
Haju
t"
jissi'ntra
pura
Moru,epinsannu
168.
cori
sta
Ripeti! sempri lu
Mentri
245
BACI
AMORE,
'nciammai
d"
'n
susu
tia, chi
e
cci
'n
jusu ',
haju
a
fari P
(Ckiaramonie).
'
Io
mi
yo
struggendo
Clio flore
a
poco
(d'arancio)
'
Codesto
'
Affruntusu,
'
Tlcciuzii, della parlata,
'
Se
tu
parli,
a
poco,
oh
com'
" bello
a
odorare
1
vergognoso.
io
ti sto
ad
occhietti.
ascoltare
come
uno
stordito,
uri
tontito.
'
Vo
come
la spola (del telaio)in
au
e
in gi".
itodbv
r.x-
CAPITOLO
SERENATE.
CANTO,
Vcgnu
170-
scali
cantari
vuci
'na
Jettu
Li
a
Lu
,171.
E
Ca
'
tu
si durmiti
a
di lu
Ancileddi,
a
siddu
saluti
a
ssi bell'occhi
mari
li
siti la
;
soru,
Santi;
d'oru,
acula
si 'ntratteni
Saluti,bedda,
su'
vi
tutti
cu
camini
Suli
Salutu
'
avanti;
d'oru
sunnu
petri damanti
di
paradd"su
cchi"
passa
nun
l'ancileddi
ca
Quannu
Lu
e
palazzu d'oru,
stn
a
li scaluna
e
Turniateddi
Griju
IV.
lu
Livanti.
durmiti,
non
li
mura
ca
{Palermo)^
!
tiniti,
patrana;
angioletti.
itodbv
di
Vui
Di
'Nna
un'aquila pariti:
luntanu
curtu
eurtu
e
di li beddi
Ca
lucenti
una
di
cchi"
cosa
S4/
SERENATE
CANTO,
l'"utri
tiniti,
la
purtati
Luna;
{Catania).
cruna.
*
Vinni
172.
Sutta
cantari
a
st'arcu
Dduocu
cci
d'amuri
stati
fi"stivu
Li
pittura
Pi
dipinciria
joma
e
vui, facciuzza
li billizz" di
su'
pinna;
'na
cu
misi
'
'ntinna;
gintilidonna,
vut,
v"siru
culonna,
sta
senza
pingiuta ^
Ca
Quattru
sutta
L'occhi, li gigghia, la
i"na;
sta
donna:
e
vucca
la
scrima,
{Castelbuono).
173.
Cara
Cantu
c"
Aviti
Li
E
vosci
moda
mi
tutta
d'Avula,
Palermu
parr"
lu
Nun
Chi
In
Gc"
ce' "
tantu
eantai'i;
cantari.
Sarausa,
Murriali;
e
'raziusa,
vucca
maravigghiari. (Noto).
fa
no
vi
fa
amanti
d'amuri
tantu
nun
no,
durmiri
lu vostru
strumenti
di
fannu
ssa
munnu
durmiti
la scusa,
'raziusa,
patruna
Tuttu
Cu
cummeni
vuccuzza
Quannu
174.
mi
la
Siti
mia, fazzu
patrona
e
dannu;
a
va
sonnu
stu
cuntornu
sunannu;
itodbv
248
CANTI
Sosia
di p"u
Sonx
pn
quantu
Tu
snla
Jin
Lu
la
a
eci
C"
ce
fa
e
cu
Affaccia
Sidda
f
lu
to
nha
e
nti
mi
dicia
^
presela
e
"
cu
chi
carnai
camma,!
tua.
mi
muia
facci
mia
amanti
e
un'ura,
biutina
na
'
(Torturici).
piimura,
li to
e
annu;
cuntornu,
stetti
cci
e
un
stu
i
jiii pazziannu
flnestii
ti
jornu,
ce
la cilamita
Ddassutta
i
e
Bagaiia
li to
Sutta
Ce
ce
cuiuzzu
jni
sini
joma
beddi
mi
me
Io
'"jra
quintu
Pri
175.
n
POPOLAR!
di
Luna
squagghia
:
eira.
comu
(Palermo).
176.
\imia
nti. !i
untiu
Allun
ehi
su
E
ssu
\niicu^
E
nta
guditi lu
VI
Eu
vaju
Sona
177.
III
Sona
Di
tu
a
Sagnuii
(itaiia
vogghiu
Salomonb-Makino,
"
Sidda=Sisiada^Rti]^dda,
'
per
'
li strati
e
sti dii
n
li
imati,
con
dxmmi
sapiri
n,
vuci;
bona
h^si
nni
Cfl-.
Vianou
pi
iiciri
cureati,
m
duci
dammi
'
'
lettu
cantannu
ciuti,
adduimi
sunnuzzu
citirra
Shannu
Si
tutti
nniinati,
liuti,
boni
(Camporeak).
lena,
ciituzi:
239.
Rosalia.
bianca.
Jicari, piegare, unirsi. (Veri-".giorno che)
si dovranno
unire.
itodbv
ZW
Un'ura
Si' bianca
ssi labbnizza
E
J"incili
vidiri
lo
vi la
Bedda,
to' billjzzi mi
Arsir"
181.
Dui
a
stiddi
mi
Una
'n'"utra
vennu
a
li du'
Stinnardu
uri, a
'na
la
Tu
si' la
Un
'ntr"ccicu
Vincitoria, lo stesso
'
festa
ia
li du'
(Palermo).
':
uri,
vitti calari.
ciuri,
-
^.
assimillari
principali,
ciuri,
lu
sugnu
d'amuri
chp
euntraria
maggiuri,
Cr"sia
ed
rosa
pi aria,
mimoria;
di
rosa
potti
d'ogni
gioria;
pi vincitoria
mi
d'ogni
Colonna
va
'mmanu
nu
mimoria;
dormu
tia
a
parsi
aria
nn'aspettu
mi
nun
d'aviri
Speru
(AUmena).
jettu in
io
dormu
si la sorti
ra"
di tia
io
:
parti sulitaria,
j'eltua
ea
foco
falli addumari.
la
va
sazziari;
puozzu
vi la
unni
quannu
Li
E
mia,
varcocu,
j"ttanu
to'
canzuna
Pi
E
li
cu
sta
Io
E
mi
nun
e
lu
comu
jocu,
'n
ripusari.
lassatu
russa
e
manci"
Nni
180.
m'ha'
'un
tlnutu
m'ha'
notti
tutta
C"
'
POPOLARI
CANTI
a
avemu
vittoria
11
4",
fari;
7" e 8" VPr';o
si
"osi in Monreale
Pn
spinelli
li COM
Tutti
mei
Seguita amiiri,
"
'
Assimillan
'JVMcttow,
a
di
stjnnardu
.
cuntraua,
Viunu
un
ossimigliaii
iittoiia
dan
vincitona
r1ssomlgll^re, diausmere
b
intreccio
itodbv
Cci
E
Ora
Turcu
Re
lu
Fermati,
porta, fa
E
fammi
E
siddu
diciti
Stasira
l'iia vinutu
Stanotli
cci
ruppi
vacili
belli
d'oru
a
E
varchi
E
hastimienti
jittatia
E
di la bella
mi
Quannu
cantava
Pare
'
jlfi
'
I versi
"
Meati
'nsigna"u,
g", 3",
a
la
tre
gnuni
'
;
d'amuri.
fari
di f"llu
(Casteltermlni).
zappagghiuni,
un
vulari,
canti.
m'addestrai.
velatamente
espr"mono
gnuni,
la
mari,
canzuni
m'imparai,
4"
supra
abbrazzari,
l'arma
di
il contesto
'
';
vitti
l'arma
basta
Mi
funtani,
l'abbuccuni
vistu
nn'baju
basta
Mi
184,
scaluni;
tra
tra
(Bagkeria).
^
lu
E
un
avastanti,
visitari.
a
'nsignavu
hajii vivutu
Cci
affacciari.
amanti,
so
mi
la bella
A
Iu
cc'eni
ca
Santi,
Ddia
"
nun
;
arrispigghiari
;
la faciti
dormi
di
la me
mio
l'armu
{AUmena).
'rriminari
a
a
'.
jiriavanti,
nun
miraculu
pocu
:
ealari
ti fazzu
un
un
dinari,
sti canzuni
cu
ti stari
nun
0
Cci
li soi
pedi mio,
Fermati,
183.
iu
'n terra
celu
Si
Principi e Barimi,
cu
cci vegnu
Di
t2.
vinutu
hannu
251
SERENATE
CANTO,
messi
in
non
una
cale, tenuti
medeaima
da
idea.
canto.
itodbv
basta
Di
inenzannolti
Mi
basta
l'arma
Si ddidda
dormi
Comu
eh'
'Na
hajil
cci
Eu
Tannu
uicciotta
Tu
Va
canta
Haju
un
Ca
figura
si
la
di
maritu
mia
"
;
turnari,
mia.
cu
"
{Termini).
curiusu,
m"a;
porta
gilusu,
pri mia;
canti
picdottu
im
:
tua, c"
tantu
ch'"
ca
si truvgssi
Ma
mia
"
canti
arrassu
passaci,
a
'nz"mmula
ca
:
dumannari;
a
vogghiu
ti curchi
Quannu
'
vuci
\a
Nun
'
:
ti
vuci
la
cli'avia
s'asci"
ca
cantari,
cehi"
vuci
mannatu
dittu
canzuni
pozzu
la
'
l'haju
m'ha
Idda
186.
'un
persu
'nnumani;
arrispigghlari \ {Ficarazzi).
falla
pigghiau
si la
Idda
lu
a
li me'
cu
p"cciuttodda
jiditali;
addinacchiani
'nfina
cantava
jippuni,
un
e
stari
Tarma
Mi
A
fi"u
'n'auggh"a,
Senza
185.
c"sii-i
l'arma
basta
Mi
aTuurasu,
.
Nenti
S"
tu,
varianti
Tre
la
iu
di
ti
questo
gilusia
so
^
:
acchianari
picciottu, vo'
Guntenti
"
'
juvassi
faz2U,
susu,
mia.
armuzza
poi'ta la raccolta
cauto
{AUmena).
del
Salomone-
Marino.
*
A
perch"
ch'1\aju persu,
ho
iieMuto.
Queir
a
che
significa perch",
giacch".
ai trov"
=
S'asci"
'
Juvassi, gioverebbe.
'"
Nott
a
passari,
approderebbe
a
nulla
a
passare
la sua
per
caso.
gelosia.
itodbv
187.
Vinni
Fri
rt"diti
Nn"
E
cantari
a
v"i
lu
*
'nta
*
ti metti
Dui
vanedda,
inidudda;
Nn'haju
?
cartedda
'na
'
pidicadda*;
l'occhi
cci
nun
grana
la
e
appisi l'haju senza
Quannu
t"
sta
s"nziu
cutugna
2o"
SERENATE
CANTO,
vai
"
pampinedda
a
la fudda...
'mmenzu
(B"(/ftm").
188.
Vinni
Forsi
Mi
A
'a
189.
Pri
d'ova
E
di
ricotta
'
"
Sol
sino,
idda
!
rosa
suvrana
;
vintina,
vascedda
";
sana
'
cristiana;
Pasqua
rudiriti,
(AUmena).
siritina,
sta
'na
"
quattru praeintina
la
di
dati
'na
ancora
f"rimi
cc"
la casa,
vui, donna
a
uni
clrasa,
'na
di
gigl"u,ed
onuri
casa,
quarcosa;
e
palruna
"
mi
Datimi
duna
nova
acqua-rosa;
cantari
a
dari
E
nuditi,
la
lu maritu
Vinni
Pri
detti
bella
sta
prunidda
v"viri mi
Ga
'
dui
'nta
mi
patruna
detti
CJi'"
"
cantari
a
roderti.
significato di cutugnu
yedi,
la nota
1, di
pagina
61.
(ktfiedda, corba.
Io le tengo
'
OcaM
"
'Na
'
Praeintina,
a
appese
senza
occhi
pampinedda,
vascedda
satia,
s.
m.
che
nna
abb'ano
mollemente
intiera
pi., sorta
picciuoli.
di
socchiuii.
Ascella.
caci
di
Piacenza.
itodbv
Valiti
Datimi
firmiti
Ddumanna
"
Tu
ha
di
La
Vige
'
di
a'
Bim"li
venire
a
come
Una
"
tej,nu
:
li
d di
c"rii
(Palermo).
sdegnu
e
orasti.
^,
gaddi,
e
peddi;
e
vicenda
a
e
la fe
t
ta
ib
g"
che
lo pi", d
J
br gate
a
glia dove
n
pagnamento
accom-
con
a
va
cotta
i
uova
la notte
te
r
fermarsi
caci
e
cose
cantatori.
poeta
poeta
sfida poetica col
PuIIone,
un
di
Noto
popolare
un
di
vedere, egli
A.
Dotto
nn
tempi
pe' suoi
di
era
Tripi.
di
tuttu
oggi Porta
Catania
lu
sugnti,
Regnu.
Garibaldi,
in
Palermo.
capretto.
Ciavareddu,
Feravecchia
Passalacqua.
Pavone,
Rignotttt e
pi
Termini,
cos" celebre
:
Ammuntuvatu
'
ehi
gaddin"
"
tutti
offerta, per
faccia
variante
Porta
dugnu
cutignu
ci avare
muaicali;
strumenti
Roccu
'
nni
ti
cosi
tegnu
v"nninu
l'usanza
comuni
Ocahiw-di-puroi,
'
*
voli
ai. visitino
Santo
la brigata
li
giaii
Gunzaria
la
ili alcuni
Sabato
del
lu
',
castrato.
Crastu,
1
li
i
(Terrasini).
sunnu
cci
ci
i
Vucc"ria
la
'ntra
E
Regnu
pugnu
Termini
Feravecctiia
Dintra
^ugnu
ip utenza
gilusia
Porta
Bui"
lu
vo
ti daiio
iddio
191.
on
pinzili
joinu
D
nt
'.
lu
chi
quantu
cci
Un
i
la lana
di
cantatuia
quanta
Tutti
t
tutt
pi
tutta
cu
di purci
AUununatu
Di
'"
crastu
un
Octhiu
190.
signurina?
megghius
falla
e
Vacciria,
piazze per
mercato
in
Palermo.
jBdb,
da
nuto
te-
Lu
cascavaddaru
Ed
a
la fera
pupi
di iu
E
""
Di
la
Di
li
D"
la
E
d"
"
nni
pagu
li
'.
li
^
{Palermo).
pinni,
l'ali ;
di
'ntinni,
marinari.
tu', bella, vuogliu li capiddi,
chi
staiinu
"
data
nu'
"mu
licenzia
tardu
Gh'a
e
mia
Pueta
E
vuogliu
li so'
Gumpatitimi,
193.
gaddi
d" fadeddi
galeri nii" vuogliu
varcazza
li
scr"isc"u
lu
palunima
Chiddi
La
cu
pezzi
siti
"",
tammureddi.
o
canti
e
sempri
Ca
ii cascavaddi
cu
Si' cantatura
255
SERENATE
CANTO,
'un
raancu
Licenzia
" notti,e
vulit"
sugnu
:
jir"a r"pusari.
nobili
signuri,
sentiri
ca
li s"eciu
cci
addimannu
a
riali ;
testa
jamuninn",
a
vi
nn'"mu
ssa
a
cantari;
stampu
canzuni,
allatinari
a
sii
^
signuri:
jiria 'rripusari.(Bomptetro).
jBdb,
CAPITOLO
PROMESSA,
DICHIARAZIONE,
194.
Abbiti
Ed
Ti
li
a
Salerno
le
per
sue
vuoi
'
E
*
Questo
dei
riscontri
una
variante
lu
a
sapiri
vua
l'haju
pi"
entra
So
Salernu
li
tri
vaju
tia
cu
la
d'una
volta
percU"
vado
'stati
?
?
Maistati;
a
pireh"
'mmiernu
Palermu,
fonti
vattiaru
cci
Pirchi
'
di
mura
la
di
jardina
vattiaru
Unni
E
li
a
la
unn'"bbiti
sapiri
COSTANZA.
unn'"bbiti
sapiri
Vnrria
Viirria
V.
^
Fati;
viegnu
e
'.
vuluntati
ne'
'
canti,
ofa
?
Casteltermini),
le
per
mele,
sue
ora
fontane.
tu
sapere
ha
canto
in
bellissime
Liguria
di
(vedi
chi
palumma
lu
congni
Nascisti
'Ntra
Palermo
pagg.
S2
e
in
e
10O|.
Tei'mini;
ISceo
Termini
Bianca
Ora
in
varianti
Toscana
e
vengo?
e
a
lu
li
friscu
jardina
palazzu
di
fusti
di
di
So
!a
lo
"mmemii,
'stati;
Palermu,
Maistati;
itodbv
ti
(jui
158
CANTI
197
Nun
^otu
Nun
E
di
su
La
volu
tu
lu
e
Io
tantu
Pi
iTvira
l"ti
cammiri
Staju
sh
i
a
Cuiiizzu
A
ti
arauii
U
pigghiioggiu
minu
di
Figghiuzza
lidu
na
lu
pi
{Piln
vnua
dimmi
ni
vinennu
pi^hiai
e
sicutuoggm
mi
nun
"saioggiu
sai
pigghiioggiu la pigghiu
La
vutai
un
u
pigghiai
ca
mpnha
e
sempu
piloi"
'
vutuoggiu
nun
nun
statu
hajn
SI
198
vutai
nun
vutuoggm
Com
POPOLARI
iiii
ertimi
iuntanu
via
tantu
It
no)
amari
a
vu
(iiapitimi Id porta quantacchuni
Vi
dicu
Va^x
\
i"ggliuzza
an
ca
L occhi
stampati
s"cciu
S
t
lu
No
*
Sarogg
*
F"qghirogo
*
SicM(
"
Ammira
'
di
li Sint
comu
to)
n
u
^pecc
amanti
tu
e
nun
mi
ta
o
t
h
fiunt
to
,
diamant
peti!
autru
a
no)
cuiiispunni
nganm
vulte
ni
i
saio
u
t
tst
-ut
p
g"
e
"
seguiter"
u
rogg
'Nti per
nu
fidili
to (non
'
vo
SI
amu
"
tiimaii
cu
Ihai
(P
dii
miui
*
ca
cipidduzzi
N
tutti
\\
^
Mammru
Li
dammi
li belli
cu
cchni
ncnli
mn
lifinu
\
nm
Bella
19^
piioli e
dui
qu
n
a
a
o
'spe
I
'^j
leo
u
itodbv
h
.
DICHIARAZIONE,
Nn'"mu
amari
Ivni
vidi
":;quannu
mia
a
mia
nn'ha'
LassatimOli
Si
m'ha'
(Noto).
smuovi,
chiui
ssi
^.
ccepacori,
pareli,
chiujiriti chiuji;
vua
piaci a Diu,
Tu
'.
grazii e fa\'uri;
avutu
diri du'
si ti
pua
ti
subitu
mia
a
sti cunti
fidili amanti.
tutta
ca
li fari cctii"
DI
E
dui
finestra
ssa
Nun
nui
259
COSTANZA
cori t'arrubbai, 'n s"cciu
Lu
200.
PROMESSA,
di
amari
furtuna
la
e
con,
voli,
iia d'amuri
e
^.
(Caste"termini).
Nu
201.
Di
siti
bella, e
maceri
Maria
Nun
f"ru
Ca
'
\on
'
Que"t
(I^ta
'
A
ansimiti
"
due
Anche
e
di
che
di
che
me
Mana
ono
Inae
aveano
i
e
nisciu,
fattu
Ddiu,
*.
nascin,
vi
^;
purtau
geniu mio,
cori, cc"
non
tu
U
mi
"o
^Itie raoioni
eie
t
vedi
tti ti
subito
efticaussima
{Palermo).
l'asciau.
nuovi
ti c)iiudi
che
paie
stando
a
dentio,
tradotta
ooee".
dalle
Latini
accompagn"
v
ha
quannu
lu
quindo
artan
Piobabilmente
o
di
\ei^
finestra
nari
Re
[inestediiaccheie
fcC
Suli
l'aecumpagnau
a
lu
cerca
cci
donu
so
siti bella
Cu'
vi
li Tri
In
Ognuou
lu
e
maravigrghiau;
ssi bi"lizzi si
Ga
E
l'arba
spacca
(piest" 1 opera
qualche
sua)
inteipo'azioae o
Dio
nel
toniiaivi
intrusione
di
parole.
itodbv
veisi
abU
Mi
202.
lini
Vajii
Mi
fazzu
a
t'h"
'un
Nun
doraiu
nun
Supra
203.
si'
Tu
E
T"
cci
'Ncatinati
sai
Lu
figgilicci
Pi
specchiu
Li
N
e
n
n
Allude
a
Di
donne
eoscnz
C oc
"ita
1
ve
iicc"ru
o
Pu"
U
fQne
o
s
uin
e
es-e
flcli
spowri
aru
'te
era
t
{Boccad"falco).
siccaini
'-,
decora.
chiaro,
j^ua e
a
quant
e
n
'
j ccoiito.
a
al 1860
ra"
guai ?
virga d'ora,
lu
1
pv
one
quando
al
lu
ti tinia
1
a
onottki
i
lueD" postenore
'
il
ott
'n
guai,
dui;
tutti dui
semu
anni
ddu'
stesi
te
vui.
a
li to'
a
tutti
chiantatu
Pi
hai,
nun
.si seiogghinu sii
quannu
Galoffam
vui;
a
p'ainari
a
:
fabbricai,
eurpa
teni
nni
Quannu
204.
io
dicu
addannatu.
vintura
nn'haju
mammuzza
ti lu
moi'u
vuiiri
di
^
c"atu;
cu
d'aniuri
picciotta e
mancu
clatu
tia,
munti
'ntinzioni
Pi
li flcu
cchiui, e
cu
un
l'allammicu,
a
quanta
pututu
stari
pozzu
Si
"
nn'
coi
^;
lu 'nnaiiuiratu,
si fa
F"mmini
pedi
un
\
iiicu
nicu
d" surdatu
se', anni
supra
comu
Stari
'n Palermii
vaju
mettu
Viju
'
POPOLARI
CANTI
o
O"
1 verr"
p
e
e
e
u
la q
stare
d" qual tempo
il canto
? Certo
sia stato
non
interpolato.
raollJsaime.
genero
in
a
tua
"
madre.
penurie.
ale si martoriava.
itodbv
cci
Giuvini
Ma
sta
Pigghia
205.
Ricordati
misi
Si
"
Divelli
di
Sugau
picciottu e
Spiranza
si si'
E
SchettH
cci
haju
haju spr"nza
d'aviri
io
di
donna
vera
ora,
fantasia:
la st"ssa
cci
(Milazzo).
pri tia,
cuiiiineia
chi
'n amurl
Cliistu
:
palora,
scuncertu
omu
un
'nimanu.
la
dasti
cui
a
Ili pam
mentitilla
e
f"ru,
ftgghiolu \
di
cosi
rosa
cci lidi
e
si trova
nun
fattu
ch'hai
Ora
tia
a
comu
.
statu
ha
nd'
261
COSTAi'ZA
PROMESSA,
DICHIARAZIONE,
tia;
a
palora,
si 'un
m'arresti!
ancora,
ti
piggliia
mia.
(Palermo).
Clii
206.
aviti,anima
Mmmenu
Nun
li criditi
Nni
voli
Vi
mintiti
Ghiustu
mali
"
a
no,
a
Bedda,
e
cuntati,
l'accittati,
nun
nui
riditi?
li criditi !
cu'
la mira
sparati
nii
vi f"ru
vui cilatamenti
E
207.
*
ciaiti
ca
parrati,
nun
ea
vucca
ssa
ceu
Criju
mia,
stu
e
vi
vui
dici.
sparati,
firiti, (Noto).
cori
li to' billizzi li
lu
pritegnu,
'
Ga
si li duni
id
'
FiglUiolti, giovano.
'
Ciaiti, chiacchiere,
'
Cilatamenti, occultamente.
"utm
mi
nn'allagnu;
ciarle.
itodbv
Gomu
'na
Senza
nissuna
Si
rosa
Ghiancinu
Ora,
Ch'
208.
Mi
dici
Nun
Ti
mei,
sta
canusci
du'
palora
ca
granni
l'amuri
209.
'Nta
Nun
cc'"
pedi
Cridennu
Ora
cu'
*
lo
grazia
portami
t'ama
lia
a
pettu
:
portu,
schettu.
mi
pari
(Palenno).
suspettu
un
p" avanzari;
'nchinu
di
giujuzza,
Bedda,
chi
mi
chi
ti
ca
(?) quintu
pirsuna
li to'
A
stu
tia 'n aternu
muntu
un
risettti ;
di
'nta
Tant'"
staju pi
mortu,
o
tognu
ti
mi
vivu
picciotto :
scritta
Ca
p"gghia poi'tuV
'un
sugiiu
Serapri
(Palenno).
t'aspettu;
l'haju echini
'un
ura
;
si fannii.
ca
ia
si su'
fannu
'mpegnu,
mia
varca
';
sdegna,
fantani
li cosi
d'aspittari ed
mi
Dn'
ti cunta
longu tempii
Cli'havi
tegnu,
dannu
mio, metticci
curuzzu
a
di
mia
l'occhi
ti
pettu
macula
di
quarcunu
lu
a
e
m'assettu,
si' mari
*;
rispettii:
'un
l'abbannunari.
(AHMena).
210
Bella
d
e u
Va
nte
ti
d
t
d
6t
z
1/
a
a
Ca.
Se
Man
'nsignu
a
a
dn
d
di
zia
"
mia
s'hA.
mm
:
sapiri;
i :
te
a
a
e
amari
nn'"mu
coniu
a
neaeuiiu
ata
la
"ngaiinu.
donna
!
t" jto
itodbv
mio
Lu
'
Jasl"mi
notti
forti
Jastimi
ca
cci
Arsir"
Additnaniiavi
mi
*
La
criatedda
La
patrunedda
'
vi noi
Ora
"
C"
me
pap"
Stu
212.
t"
sapi ch'haju
Nun
Si
amicu
novu
ti
C"
Pir
"!
one
(Pnlermo).
sapi nenli,
nun
lu
statu
Mu
fi sar"
sempri
t"
amanti;
oceurtaraenti,
manciremu
ora
de
onun
p
o
ca
La
gente
e
Do
nandai
da
1
a
fc a
no
ora
a;
'nn'avanti
gastima
nel
:
"3ialetto
:
male-
e
ente
m
be
custanti,
e
I
mp
matinu,
mariti, statti allegramenti,
"^
OS
lu
a
", c" " luntanu,
ce'
nun
:
Palermitanu.
su'
scinniti
vinu,
lu
citatinn
'Gnirn", signura,
"
(JVt
gottn 'mmanu.
in
cu
criri ^
viddanu;
un
a
seinnia
spijau s'era
Idda
"
viviri
a
si In
Busacchinii,
di
passai
mannari,
jastimari,
nuddn
e
a
muriri;
ti sienti
Bella, nn'amamu
211,
m'ha'
puozza
chi
L'agghienti
lia' diri ;
cci
jornu
e
palisari,
a
mali
spija di mia,
fi
Cu'
stari
non
nomu
"
COSTANZA
PROMESSA,
na
e(
on
bella, che
ci'ecle,
o
"ioi d
e
itodbv
264
CANTI
Nna
nn'aniireinu
mentfi
A
]a saluti
Ghista
Di
di
ia
Siti cchi"
213.
lu
li biddizzi
M'
hannu
\h dtn
Paiola
ti
Moiu
notti
cu
h
S
Nun
"
'
Vedi
'
V'"
anche
'
Ca
tn
una
specie
di cannaygiw
nonie
fora
tanti
,
'
Si
senti, si
'"
lo
passo
e
t,
specie
sentirebbe
ripasso
qui
li arreco
da
forse
del
fazzu
'.
" persa,
tempu
pi
passa
Chtsta
di canhi
vei'ao
la
;
spassu,
'
aiuant''
ciii ilice
^
appressu,
nni
mi
'\
tessu
iri attassu
m
(J^ortorici).
euntenti.
vanedda
iiu
mi
persa
*;
amanti:
ti vegnii
si
canti,
si senti
mora
e
io
ruiu
d'un
celu
cara
facci
nm
"eiiipu
contraitione
prende
!u
lu
e
li to'
a
sta
mei
mala
1111
morale
atl'ottavo
un,
joiiu
talli
mi
di la
Lii
e
'
li siotimenti.
dugnu
irai
himi
un
K
mi
'.chetili pii tia
Hi
E
si
alligiizzai
mia
214,
stT
si
la menti;
tanti
mii
i
'stanti
primu
a
tra
f"m
ca
la slidda:
picciridda.(Castelbttono),
'na
trasisti
lo'
'.
d"
"
aria
eli'io ti visti
E
euntenti,
amanti
in
iiniia di
quannu
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cchi"
novu
cantu
Figghiuzza,mi
La
POPOLARI
Ut
cauti di Sicilia
Alcuni
ana
di ritornello
\edi
a
di tinesi
dove
canttfnma,
cantunara
ijuesto,che
come
in codi)
hanno
in
Cef"l"
8J
i
deve
dii 3i
f"ru
tanli
ca
giungeiebbe
questa
Ma
(i_omi,"lola).
avvelenare
biutto
mso
che
tu
mi
fai.
itodbv
eco.
2fab
POPOLARI
CAKTI
notti
E
jornu
e
'fi mandavi
218.
m'ami,
Tra
lu ine
pcttu
Nun
"
Gridimi,
Io
beni
STo
min,
diri
a
G"t fidili
la
Dimmi
0
di
t'haju amari,
gilusia;
la
dubitali
essiri tutta
:
mia
'ngaiinari;
mi
nuii
no
( Torto)" lei).
amanti.
iia
nim
di nu'
pattu tra
ha'
*
vo'
vinta,
;
cuntenti,
tutti
no,
nenti
costanti;
e
fusti,irmuzza
mi
dm
mi
Un
eci nn'"
io cancin
ca
tanti.
nn'ami
nun
^irai.
mi
spusa
Nun
nenti,
i"dili
Rignassi qiiantu
Tu
si trova
chi
dispiettu di
Pri
amanti:
pri tia, moni
mora
iS'wn s'havi
219.
nan
t'ama
sempri
canciari
iiun
t"
iu
comu
occurlamenti,
salutu
nn
scritta,
tegnu
pazziari.(Sirauma).
fai
mi
si
Bedda,
ti
miu
pittuzzu
lu
'Nfra
la bucia
,
a
avemmii
d'"utm
o
tutta
fari
:
mia
^.
(Vastdtermmi).
220.
Si
Curuzzu,
'
'
Vo\
apocope
Si legge
vuoi, ti aspettu cent'anni,
tempu
tale
Per
nun
di
e
fantasia;
mutari
voli, vuole.
quale
dispetto
a
pag.
di tutt"
8
della
io t'ho
Secom'r.
da
Rnccolia
di varie
a
itodbv
DICHIARAZIONE,
pr'arricampari ^
Bedda,
la vita mia
Squaglia
Un
'MI.
Io
giornu pri
li
non
cori
T,u
E
Sulu
si
Tutti
222.
In
lu
fu
E
In
Casca
Ga
Facci
Cu'
0
"
voli
A"'ricampari,
alto.
lo
ti cambio
scordu
di
vai;
di
beni
a
',
'nternu
Per";
un
si nni
Ddiu
'nternu.
di
va
ni
'un
tia ti
la ni"
a
vidi
lu
'nfernu.
cci"i.
(Nolo).
figura,
'spetta fora,
guadagnare,
altra
per
supernu,
si si' tu;
e
specchia
e
{Fatti),
vai.
a
fu ;
aifettu
mai
'
^
amuri
un
quarchi
cangiu
no
j"utu
vinciri
a
recuperare,
J"utu,
non
cangiu p'
facci
di
vui;
a
sfacillatu
abbuccuni
pi
923.
'
ti
strappai,
Ddiu
e
paesa
nun
g"uai,
o
tant'assai,
mi
chistu
muortu
si mi
peni
voggliiu beni, si
s'avissi
Maneu
(Oastelhuoiio).
suggetti dichiarai,
a
ti
nun
tia.
a
o
detti
amatu
'un
moru
jum
la
ine
nuddu
a
Iddu
'
pettu mi
sta
li me'
Chi
'
di
nn'haju
ca
eternu
st'asni
potti soffiriri cchiui,
la custanza
Ora
tutti
pr'amari
'n
2o7
COSTANZA
PEOMESSA,
amore
che
possa
aver
neir
animo
,
acuito.
'
'
Casca
Pi,
abbuCGuni,
apocope
di
cade
pir,
per;
bocconi.
qui specie
di
ripieno
come
il ca.
itodbv
268
Tu
s"' un'amanti
di ii beddi
E
Ti
Ca
dopu
G"niri
224.
la cehi"
mortu
me'
cu'
Bedda,
Coniu
ti
La
biddizza
la
A
parti
mortu
Pri
l'ossa
flou
vita
Curuzzu,
sii beddi
Ti
fazzu
Ga
io lassari
Li
mei
'
Non
far
che
*
Ha'
qui
abbi.
'
ho
"
tia
Intendi
:
Ti
'N
tko"o
Per
la m"a
ossa
sepurtu"H,
por
in
affettu
"
(Catama).
!
timuri
*,
sbrennuri,
\
fijuri'*,
sarr"
mai
:
sepurtur"
'n
t'hannu
a
^
amari.
(Faleniio).
di p:irol;i.
tue
prima
giuramento
:
siattu.
abbannunai
mortu
inanelli
codeste
aspettu
ha'
nun
Ttopo questa parola sottintendi
abbandonato
=
fussi
mi
aEfattn
e
t"
cu
tia
a
propia
fattu
pettu :
nun
la
cu
juramentu
chi
lu
?
grazii chi hai,
prim'amanti pi
Puru
m'ha
portanu
mia,
Sti to' biddizzi
La
affettu
minuzzatu
mei
r"trattii ?
t"
la sorti
mia,
soni
Essennu
Tutti
lu
n'hajii asciatu
non
Ciancimi,
di
(PaiU).
ancora.
chiaga
sinistra
sicura,
sepnltui'a
'n
scupriu
'na
anconi.
palora ';
l'accanzajutantu
Midicina
225.
di
t'amanu
lii
pura,
stanni
misu
e
e
bedda
me,
ti nei
mi
l'ossa
t"
graz"usa
armuzza
pregu,
IVoii fazza
'
POPOLAl"I
CANTI
sopra
perch".
un
belte7ae
e
lo
splendore clie
tu
tiai, i"
amante.
le immagini
di
Dio
e
dei
Santi.
s"pui-Utro.
itodbv
ti
Pal"sari
226.
Si' vampa
vuci
ehi
T'haju
amari
in
anchi
Ed
vita
la
'.
moi'a
"
cara,
sipurtura,
ctiiara
vuci
a
o
campa
su', iia t'amu
cinniri
Binctii
o
me
nni
o
gridari
sintirai
Mi
"
fossa
fora;
e
parla cliiara:
iiternu
sta
morta
la
nni
0
ti
cara:
diiitra
m'abbruci
sta
Sent"
"
vuogliu, amanti
ca
269
COSTANZA
raOMESSA,
DlCHIAflAXlOSE,
:
ancora!
,.
(CmteUermiiti).
La
227.
Si
stu
chia.iadi
Ln
tetlu
si
nun
nun
'na
suia
tia
cu
parru
nun
dura
iu
nostra
amuri
Doppu
tri
jorna
clii su'
s"nziu
Tu
veni
G"
cinniri
a
ti cridevi
Xu
O
Amuri,
Qnannu
s"nziu
t'avirr"
tannu
mortu
ch"anci
e
un'ura,
^. (AUmena).
ancora
zocc'hai
l'avia
di
puramenti
ancora;
pensa
eh' 'un
ca
ancora.
sepurtura,
t'amu
fattu,e
su'
'n
fossa
me
tcmpu
stu
Tuttu
la
cci
tu, bedda,
Dimmi
^8.
pri tia
vota;
!i mura,
di
sparti
Bedda,
Stu
ai cura,
pettu
pinsatu
n'amu
vldutu
?
lassatu,
nisciutu
';
lassatu,
sarroggiu
sippilluUi.
o
{Sferracavallo).
'
Mora
*
Variante
"
Credevi
muoja,
por
del
die
alla
maniera
antica.
precedente.
io ti avessi
abbandonata,
ovvuro
fossi
uscito
di sensi.
itodbv
2^9.
Fri
sina
vinutu
Sugna
"
sentiri
'a
risposta
chi
mi
dici
di
no,
Si
mi
dici
di
s", s"cutu,
mutu
Nun
la
Vegna
La
Di
lu
Finiu
Guarda,
amici
semu
Ma
'n
Ca
{Alimena).
cantu
;
tanfu.
tradimentu,
tantu
araamuni
cc"
mia
tantu
essiri
ha'
jornu
\
patu
'uim"camu
figghiuzza,
no,
t"
iu
U"
fannu
e
:
divirliraentu,
a
mi
stddu
daLu
haju abbentu,
lu
a
la
amari
ppi
Bedda,
e
spassa
lu
'un
stari
vurria
paura;
sepurtura
l'ai'gentu vivu
longu
Nui
la
fa
la
sicutatu,
leva
mi
e
;
amuri.
tegnu
ca
morti
spartenza
Coma
SoO,
donna
sugnu
duni
mi
com'hai
Sectita, amuri,
peri,
pinseri,
Si
"
li to'
a
;
'ntentu,
pri
tanta.
(Catan
'mporta
No
$'i{.
voli
Mentri
St'occhi
Stari
Gei
Di
la
accusst
fannu
luntanu
voli
si n'amarau
funtani
L'amuri
ca
ad
tantu
starau
ducent'anni
sempri
t'haju
sinu
sparti.
sorti,
ogni parti,
forti ;
pari
'ncegtii,sapienza
sp"rtirist'amuri
Puru
nostri
tia mi
di
staimi
e
ia).
ed
arti,
forti ;
sparti,
a
morti.
(Agosto).
itodbv
"i32.
Sempri,
Fidili
Mili
Gomii
la morti
Gcu
'
iu uni
iu
e
nni
nu
Li
ciavi nni
Pi
'un
si
cosi
il cinies")oie
iu
cunf""suri
pettu
li
mari
dopD
U
due
i
veni
oitp
'.
ti firmai
f"rmaturi,
e
spallili(ci"
queiti
amuri;
palisamu,
Iu
cu
Iu iniu
t'amai,
nostra
milli catinazz"
Spiegheiei
serba
fu
ccimu
Siemu
Ed
fidili
curuzzu,
3/1.
COSTANZA
PROMESSA,
jittai
Iu
no':itiu
St-rhiamo
ii coli
i
cbe
(Noto)
amuii
il
segieto
j-lis
t
imi
I"
conie
s
ita
itodbv
VI.
CAPITOLO
DONI.
SALUTI,
Vi
233.
lu
C"
E
Vi
veni
a
Veni
Zoccu
a
'
Cudd"ri,
tavula
vui;
cu
a
'ns"mmula
t'haju prumisu
ti lu
un
cnmmienzn
vui;
a
vutari,
a
cnddari
vui.
cu
schietta, cardiddu
T'haju prumisu
D'oru
permissu
quann'havi
dunniri
Giuvini
lu
'ffacciari
a
quann'havi
manciari
a
siti vui;
pi[^hia
la sira
poi
salutari,
a
quanii'havi
minzijornu
Veni
234.
a
Suli
lu
Suli
propia
la mat"na
Lu
E
cu
mannu
',
(Bompieiro).
d'aniuri,
t'haju
a
dari;
jancu muccaturi,
a
raceamari;
ti'amontai'e.
jBdb,
Chi
238.
E
"
111
tra
pittura
f"ru
n"
Sulu
chi
f"ru
staju
sempri
e
mastri,
mancu
vostri
li manuzzi
amuri,
Sciogghimi,
vostri!
li billizzi
attomu
Nun
Chi
stampasti,
un'aeula
mezzu
Attornu
dasti,
disigni vostri,
di
Firriateddu
mi
chi
fazzuleitu
beddti
m'attaccasti!
comu
e
vostri.
li cumanni
a
';
(Campm-eaU).
Palermu
'Miiienzu
239.
D'ora
Mi
mann"
lu
'nta
Nuddu
'
E
io
Ed
Dntra
etto
izzo
d'oru
tuttu
a
^
c"nciu
pri
e
un
cesia
da
a
e
o
granatu.
*;
cintura.
l'haju mannatu,
bella
bona
la
mannasti
Mi
240.
la
vo'
'na
e
beddu
scarlatii.
iiggilla, ch'"
zitu
lu
cci
raenzu
pozza
Sulu
chi
diri
a
lu, 'gnutticata
E
ristata
zita
me
la
Cc'"
un
li faidduna
su'
d'argenta
e
cc'"
scrittura;
piccata,
pirsuna
pumiddu
ti mandai
'.
{Almeno).
muzzicatu,
lu
cori;
arraccamatu,
u
scritti
he
mettono
tri
palori;
a
I3"U
Fa
G
a
K
-a
a
p"
^ ega
a
gli
aJberi
avvolta.
itodbv
L'"utra
Nu
'Nta
Mancu
Io
chi
fussi
e
C"
mi
t"Ti
TU'
di\ergere
il
cci
'!pai"su
lettu
lumia
Ora,
"
di
'na
a
di
Rospetto
data
tinnii
della
sentu
ZIO
(era
oduii,
ca
pensa
ssa
bella
a
mia
lumia
e
"
mali,
a
*
mia
riaperta
piovemenza
mah
lu
a
pinsati
ziana
La
amau,
beni
vo'
na
,
{ToHorici),
un
salutu,
nun
mammuzza,
l'ha
ti
cui
datu
:
cori.
stu
!
spizziarii
e
mammuzza
mori
nni
'bbandunatu
m'aviti
ca
ciafu,
sfarma
tia
pri
Cti' ti Iha
"
l'"utra
vanedda
sta
eoi
Cc't! so
e
siti schiavuzza
passu
'Na
Zi
:
'mporta
Serapri
241
cori
diceva
Una
{Calfai'utaro).
molto
della
maliziosa
lomia
itodbv
per
VII,
CAPITOLO
'"
Troffa
[%
'Rosta
lu
P"rch"
{'".
C"
sacciu
vogghiu
hi
Nerameim
'
"
Troffa,
Giatlu,
Perche
certu
ca
li
tia
nni
jnor",
ca
cu
t"
cori
lo
mi
cori.
'un
mei,
Tacchi
di
Specchia
pri
cu'
lu
e
versu
a
:
d"
part"
a
duni
l'arma
duna
^
cori,
me
culuri
tanti
gialla
ti
'un
Nun
'
e
lu
chiantasti
di
amuri,
m"tticci,
gilnsia
dipinciu
virdi,
Va'
di
cci
ca
ti
Di
RICONCI"JAZiOXE.
CORRUCCI,
GELOSIA,
prucuri
fammi
p"'
fari
nn
favori,
:
cunt"dai-i;
cesto.
in
ron
Palermo
t'adoperi,
giarmi.
perch"
non
li
^.
{AUmena).
t'abhannnni,
n"ddu
?
pi'ot
jBdb,
GELOSIA,
Si
la
canMi
Senili
La
dui
cori
morti
Quannu
244.
mia,
a
io
stissu
Sanguzzu
duci,
SangKzzu,
ha'
Tu
genti
sta
C"
Quaniiu
Ti
245.
l'ha' lavari
Mentri
ch'assira
pocu
discurria
Un
Vitti
Cu
ca
la
Io
cci dissi
Vattinni
Si
'n'"tra
'Na
badda
vota
e
{Tortorid).
siddiatu
cunimari,
me
cu
lavari,
'nciruttatu
jucari.
Vattinni, sbriugnatu,
"
prestu,
lavari,
m"a.
saiigu
vuleva
"
:
t'ha'
staneu
'manti
me
iu.
:
gilusiii
giuvinottu
un
pratticari,
t'ha'
nun
Iu
cu
Ii"'
dieu
facci
bedda
ssa
voggliiu iu;
cci
nni
{Caltavuturo).
^
riali,
zoccu
tu
mi
puramenti
viju parrari
cu'
stissa
Gull'acqua
echio
e
passi
'n frunti
di
ti fazzu
nun
stu
taliari
0
Ca
arrivar!
!
{Palermo).
colu, stiddi,pianeti biat",
a
Vurr"a
0
:
latu
"
246.
:
amari;
putemu
nun
cu
Diu
guarda
sanguzzu
fari
Massimamenti
mi
m'addisiu
vi
"utru
cu
cu
nni
e;
'"Tl
RiaONCILIAZIO.VK
CORUUCCr,
s"a.
piceiolla li raj
sapiri si
puramenti
la
schetta
eci
facili,
maritati,
la Uniti
?
itodbv
278
CANTI
Puru
sapiria
vurria
Sidd'"
megghiu
Ga
jornu
un
Cu'
247.
si li
Vi
li
la
e
passirannu
Li
pompi
"
'Mmirazza
248,
V"rria
^
mi
tutti nni
Io
criju chi
purtati,
amanti
v'affucati
E
li
E
chiddi
tutti
quaranta
Ghiddi
di
chi
aviti
amanti
(AUmen").
semu,
V
amu
juncemu,
li
'un
'
di lavuranti
nui
?
li passamu;
la festa
dicemu
cei
vidiii.
mi
'mpinti fin
li trenta
a
?
ch'aviti.
chi
'un
tiniti
facili:
purtati
sapiri quant'amanti
Ca
Cchi"
giuala
di la pena
comu
Ora
mi
'n'"utra
a
'inmasciati;
^
ssi sfrazzi
li
e
(Palermo).
*.
Gesuiti,
tanti
cera
diciti;
ciitiddat",
a
'ngrunnuta
mala
sta
li
^
?
lu
ii Ariti!
vui
a
dati
*, mi
f"niri
a
iu
mannu
Vi
E
mia
havi
cei
cu'
porta porta
v'amu,
Pirchi
di
mannaju
Bella, li
Iu
POPOLARI
mintemu,
li cuntamu.
'un
discurremu
vui,
:
t"gghi Adamu!...
ca
(Ba,h.Ha"
'
Chi
'
Intendi
'
Poco
ne
le datt" in
isposoY
il nuovo
sposo.
chi
importa
le prender"
se
le ferite
(=
chi
le tocca
le coltellate).
'
'Ngrunnuta,
"
Ghiaia
*
'Mmirazia,
'
Lavuranti,
o
io
che
stereo
giuali,
v.
a
p.
epentesi di
'ngriitinata, ingi-ognata.
"08, nota
3.
'""
gioi'no di lavcrt
itodbv
sot
a79
RICONCILIAZIONE
Nenti
24y.
la
Quannu
s"cciu
unii'"
Maeari
l'uri unu'"
""a mi
cunsuolu:
pri
C"
sicutati
jlri;
a
fari,
a
si
nun
',
cunirastari
a
aviti
chi
donna
'na
vidir".
siti
ca
pari,
cilata
tutti
di
sapiri;
a
cchi"
cosa
si lassa
Taiinu
lia
belia, ai p" fari,
niunnu,
cosi si viennu
tutti
d"
stu
a
mitriri.
p"
(Casteltermini).
'Nta
250.
z"gari
Li
Nun
Cio"
ventre
'
"
:
Ecco
ciarasti,
la pena
'un
l'agustasti,
ni muristi
'un
chi
a
,
pensate
? l
,
{Palermo).
pei' clii
sono
d'animo.
tr"siri
'Nta
Comu
A
t'abbrazzasti,
e
ii capo
avete
un
" della
non
di
variante
una
pintisti;
parma
di
per
ti
pacetizia cci avisti;
chi
dove
so
e
'mmucca
agitazioni
Entrari,
li
meli
comu
io
li ciuri
di
s"cciu
Avist"
'
vidisti;
arvulu
un
E
li
li vulivi
G"gghiri
A
e
%
ce'cntrasti
onesti
li cosi
Tutti
tu
d'arauri
jardinu
un
Alimena
pai'Iatapalei'jnitana.
;
tu acctiianasti,
d'amuri
pacenzia eoi avisti!
t'abbrazzasli,
parma
scala
'na
la gran
di
zuccu
avisti !
tu ed
modi
ddi mali
Comu
L" rosi culur"ti tu tiiccasti,
li cuglist";
"un
Cu
l'ocelli li muvisti
e
di
Qoannu
Comu
di
la
dda
gran
casa
'un
tu tumasti,
ni muristi !
pena
gran
li burraaclii
Ora
a
ca
junti semu
Sila comu
Tu
v"i, ca li pirdist".
itodbv
le
2bO
POPOLARI
a.VETl
Bella,
251.
E
fa
mancu
di
Stanili
Ili di
viilissi
lu
Fidili
mi
doni,
Mi
Gcu
la
Fai
miUi
Comu
'Varda
Ch'
cori,
'un
^
pareli,
marioli,
'un
putir" e
'n
amanti
'';
'ngratu lu cori,
eh' ha
bella
stari;
vogghiu
cci
fai arrimuddari
sita mi
un
lu
li
tua
jucaredda
ha
(Noto).
praticari.
prummetli
sta
vui,
a
cciui,
valia.
ha
'un
vuliss"
prummisa
la
cciui,
p'amari
t'amu
nun
ca
bella
sta
!
p'auaarla mia;
pi forza
l'auiari
C"
mia
facia;
assai
vui
certu
dui,
adduma
'un
chi
vanipi
abbruciati
Ora
252.
li
abbruciati!
Hagghiu
armuzza
adduQiau,
chi
focu
Lu
ti pozzu,
amari
Comu
a
pruminettl
lu
cori
'n
ca
stari!
cci vo'
(Noto).
Si
253.
t'hagghiu amari,
nni
Castiata
Fammi
E
mi
allura
Aijianu
Ccussi
Mi
'
a
tanfi
'un
nna
un
hanu
lu
preggh"u,
';
priegnu (?)
nutaru
a
tia;
cirivieddo,
strac"ncinu
e
facisti tu,
lassasti
nna
mia
viegnu appriessu
nsii
d'ora
L'ommini
vogghiu
anima
sugnu,
cuntrattu
un
nnj
via;
gbiuvini beddu.
un
focu,
anima
mia.
(l^oto).
Jucareddit, giocoliao.
'
Arriniifddari, ramiiioilire.
"
E
una
donna
che
canta.
jBdb,
2b2
popolari
casti
S"ilu
Va
di
mia,
passi
Lassami
spassi,
e
stari
Gilusu
io di
Mancu
Pi
notti
E
lu
me
vai ?
lu
fa'
passu
cci he
nichei;
a
ziti chi
di
'u
tempu
e
jornu
cori
e
cincn
a
tu
tiuirai,
di
li
^
tinti
mi
{Palermo).
fui
spartenza
';
sagrillcai,
dari
e
spassa
sei.
a
nn'arrassai,
arrimodda
'un
e
mei,
scarpi
tia, mi
la
mai,
statu
nn'amava
ti nn'h"
Ancora
Ca
mi
e
'un
nn'arrassu
luttu
Ga
U"
echi"
Sunnu
Mi
t'assuttigg"iirai.
{Pa"ti).
l" fatti mei.
pi
quannu
megghiu
258.
'ub
e
arreri,
passa
sapirichi pritinnirai?
Vurria
Li
un
sapiri la sira unni
Vurria
Ca
fatti
pani,
mancia
257.
'
echini.
pesti
'un
e
guai,
ti salntu
cchiui.
(Cattavitturo).
:^59.
Lu
vostru
'Mm"tula
C"
vi
Odiu
'i vostri
canusciu
e
Eisolutu
'
S"ilu
Tinta,
cehi"
spasima pri vu',
Chi
'
amanti
di
mia,
e
nii
hi
nu
affetti
s"cciu
"u
spirati,
criditi;
m'ammustrati,
vu'
cu'
siti.
gilusia sempri aspittati,
su'
gi", Ani
sappilo
da
a
li
liti;
me.
cattivo.
itodbv
N"
Beni
chi
vnoglin cehi",
vi
'un
chi
vuogliu
cchi"i
t'arau, n"
Sisd
RICONCILIAZIONE
COBHUJCI,
m'amati,
vnliti?
nni
{ Casteltermlni).
%0.
Unni
Tultu
lutti
f"ru
focu
Nu
m"a,
a
E
"
A
E
nun
cci
A
tia la
Passa
lu
Sugnu
Mi
C"
'
'
Molto
un
g"udu
Ora
'
di
avia
differente
Dicendo
Gaadirl,
che
non
oggi
si
j"anu
mannari,
mannu
e
teinpu
e
va
;
in
dugnu
'.
"
cci niannu,
nun
nun
pazzu
sugnu;
passannu,
ti
nun
',
sugnu;
cci
'un
'. {Palermo).
l'annu
"
vantannu
no,
giuvinti"ti
godi
munnu;
picciottochi vajn scialannu,
*
cu'
a
sta' tantu
schetta
pruvidj
ti
ca
picciutteddu
chistu
Gei
niyi!
opinioni:
maritari
parenti
to'
finti modi:
e
Ddiu
a
?
ti mittivi;
maritaju, pintutn
mi
nun
Li
di
m'avivi
addivintasti
prea
M'avia
cruci
'n
si mutasti
'mporta
2til.
chi
'sprissioni,
f"usi
fermu
Guvemat",
pfumlssioni,
'nternu
facivi mill"
P'amari
Di
toi
dd'amuri
'i'u mi
Ca
ddi
jeru
vogl' iu, c"
sina
ca
cci
ristirai monti
nella
avrebbero
pi" latino
di
del
forma
dato
g"diri
o
a
per
guariH,
(Almeno).
munnu,
406
te
sugnu;
mannu,
cc'"
d.
schettu
dei
Salomone-Marino.
isposo
me
ragazzetto.
godere.
itodbv
a84
vai
Ti
262.
vantannu
lu, geniu
si tu
Quannu
ti
patri
263.
Mi
dati
Va
pratticaticu
No
cu
C"
tanta
La
porta chiusa
stati
e
parrari,
all'erta;
pari,
pirfetta;
datu
aspittari,
la finestra
e
mi
stissu
fattu
m'ha'
aperta;
iaraintari,
pozzu
parola
:
ajutu.(AUmena).
dari
a
li vostri
tempu
haju
haju
"
addivatu
m'ha
porta amicizia
cu'
mia
Ch'
parola
salatu.
un
'nsignativia
va
\
mannatu
nn'haju avuta;
mannu
cei
e
haju
maritatu,
matri
me
Guruzzu,
Di
ti
spusi
cu
la
cci
t'ha'
'un
su' yecchi
Ora
cei
ca
tia 'un
cu
Maritati
Me
PoronRi
CANTI
-
fraschetta,
'na
a
(Camporeale).
l'hai
Diri
mi
Nm
lu
Siti
ra^teri
Ori
a
ca
'
'
'
*
=
Il
M
Che
Io
bo
\e
u"c
non
s
a
a
Ddiu
s
[.o-^o tu
e
pigghiaii
ch
i"e
an
e
n
i
ed
t
ale
^,
p
f"ci
tuta
no;
^
no
''.{Noto).
spo
Idi
il evare.
a
o
questo part
So
si
nun
ca
iti
Ihagghiu
vi
nn
wa
ngolare pe
te d^ll
iti,
nis
i ii
poc"
v
puozzu
t"en to
ti fici ?
no.
stampati
miu
pocu
imgiiziu
iuol
Da
Iu
o
chi
di basuic"
chi
Megghiu
s"
lu
tu
tuzzu
p
Lamun
Iu
t'hagghiu fattu, iu
chi
Dirami
1254.
0
to
KaS
0
d
te
itodbv
CORRUCCI,
GELOSIA,
265.
li mariti
Si
Ad
niii
am"ri
"utrii
Ghistu
mi
la
" l'ult"mu
mnmentu
pri
Chi
ti elidivi
ch'era
0
ti mariti
ca
l"a
chi
tia
avria
tiempn
fazzu,
eei
nun
raattu
o
in
cu
appizzatn
appizzu
''
pazzu,
pizzu ?
sfrazzu
lu
cu
'iigrizzn';
ti
cchi"
lazzu:
un
menti
ina
animaliizzu
qualchi
Pari
'mporta
cantu
Un
"85
RICONCILIAZIONE
:
rizzu,
coma
(Casteltermini).
266.
vogliu cchi"
Nun
sti canuzzi
Cu
Li
cani
E
H
corsi
livreri
D'un
267.
chi
Ca
'
'
'
*
denti
chi
chiss"
quannu
nasciu
"*.(AUmena).
chiama,
liti duna?
a
la me
'minrazza
'na
fontana,
pirsuna.
la
inammana
liti mi
duna.
a
^
(AUmena).
'Ngrizzai'if sincope di indirizzari.
Io
perder"
non
Lebbru,
Canto
debole
Oh
e
pi"
lepre, qui
l'ivolto a donna
gagliardo,
'
vivi
;
pigliari
casa
niuriri
di
nenti
a
quannu.vaju
chi
vonnu
Vulia
ia me
a
a
quannu
valenti;
tigimsii senza
"
assicutari,
allintari,
fatta
sapiri cu'
Chidda
Nun
tanti
sirveru
t'ha'
'
lebbru
fattu
nun
canuzzu
Vurria
A
mia
Th"
All'urtimata
stu
e
poi
un
momento
la ragazza
che
lo baratt"
donna.
o
forse
te.
per
avea
per
lede
promesso
veccliio
un
o
per
ad
un
altro
malfatto.
ohfi fos'e
morta
quando
nacque
!
jBdb,
vane
giouomo
28("
POPOLARI
CANTI
Ura
268.
D'orti
^
pi"
di
Amanti
Mi
cappedd"
Nun
ra'"ti amari
Nun
gi" pirch"
Paga
l'argenta
%
firriola;
e
assai
donna
pariti 'na
cannola;
cristiana
mala
pariti 'na
Mi
li vuostri
d'argentu
e
funtana,
la vostra
ura
vana,
di
l'uomini
sti robbi
si la
dj lana
su'
robba
fora;
'.
bona
"
:
(Casteltermiii!).
Io
iQ9.
Ca
un'asta
Ti
la
Chiss"
Tu
E
Ga
e
passu
sugnu,
"
Staimi
'mpinta
mi
si
a
di
a
lu
la
diri
p"ranna ^,
nviti
ca
cci fussi
mnnnu
certu
sula,
missaggera.
fumasti
mannasti
ca
to' mura,
la bannera;
a
flmmina
pfi tia fn data
'n facci
mi
'na
mannavi
ssi
sutta
spassu
'un
n'avissi
era
tu
";
sula,
pena.
(Galtan"ssetta).
270.
Io, donna
Donna
comu
accusai
tia
vulubblli
nn'haju vistu,
nn
e
larfaiiti,
jBdb,
lu
Ganci
paradisa
fi fai
l'amuri
Ca
Vinir"
chini
Culi'oechi
Donna,
E
'un
li
"manni
T'abbruci, ti cunsumi,
Curuzzu,
272.
Nun
Ca
G"nciu
la
di
si
Tannu,
fusione
della Seconda
sfrata, basta
Raccolta
Bella,
variante
Ti
di
il oore
iu
lu
sv"ju;
abbaju,
e
nni
spiju.
vaju,
nespu"i
La
"arie
Camon
si dona
a
e
passa
canti.
non
eli' 'un
viju;
Maju,
ta"iju^ ("Umenu).
seconda
a
ti
met"
eli-, col
n.
tanti.
:
Fassu
il canto
li
pari a mia,
di due
t" araaju,
ed
tia
{AUme"ia).
ia
qualclii banna
a
\
ed
m"zzicu
ca
si fannu
Quatmu
Vedi
sorti
pri
tanti
fa' nenti
nun
e
sciaiu
picciottu ea
si
la
lu
cani
sugnu
Mancu
Una
patruna,
cuntenti,
mai
nn'amamu
nu'
ila' persu
Tu
'
tanti
am"rinni
pi
tu, donna,
Pirchi
Pare
vadduna,
l'"utri levatilli di !a menti;
E
"
{Tortortci).
current",
ciumi
a
cliisfu,
a
distanti,
cori
cu
unu
dui
a
tutti
a
e
vacanti.
maiiu
vai
p"' fari
:
chiddu
a
mai
amannu
ea
quanti
acqua
furmari
p"i
'un
E
li
e
duni
ca
Donna,
tutti
cu
visLu,
t'"mu
c"
jornu pigghi
un
Cristu,
a
li Santi;
cu
t'a^irari cch"",
Nun
271.
canci
cori
sfugari ki
Pri
287
RICONCILIAZIONE
CORRirCGl,
di
sta
sti'ata
e
'un
ti taliu.
:
spnlu, ti rinunziu,
ti schifili.
itodbv
22
288
POPOLARI
GANTI
Quinnu
273.
Nuti
fatta
e
Tu
non
Di
ncniii
Di
EQid
si
la
fia
E
oiti
Ti
pn
guanln,
E
274.
'Un
t
tantu
" luiitana
Idda
mi
ti la
Nun
In
Cc'eni
Ti
dicisli
sappi
Chi
a
spina,
vista
:
fu
cosa
nni
ciiista ?
"
vista
'na
pani
nun
"
si
^,
pasta;
e
quannu
p" si
guasta.
e
conza
di
vinu
si
sana.
Chi
ce' "
'un
mi
risposta;
chi
di
:
poi
prima
fari avv"diri
vutti
'na
tana;
la
."
diffirenza
Ca
e
{Patii}.
spina,
dari
"
Suli
vo^hiu
ma"a
'.
baggiana. [Palermo).
fari !a
a
dicisti
mi
Tu
'na
" vicina
scusi
e
lurdizza
la so
ca
no,
pn
cunfessi, mala
a
mi
L"ria
275.
vutin
i
ten"
tagghia
sicutari
Nun
au^b"
arrassu
ti va'
munnizza!
na
sti-ata ce' "
Nun
Ora
cu
ti scarpisa
e
sta
'nta
vogghiu lammtari,
mi
cu
avaiizari,
ti p"
gintlhzzi
me
stissu
gnndizza;
hip
postu che
a
',
t xvantad
liun
fci
Ita !a
pti
Mittirimi
si
di
u
pis
frisea
guasta *. {Palermo).
.
'
Avanlarisi,
'
Lurdiasa,
'
Ti
*
La
Yo'
fer
donna
vantarsi.
lo
vedere
in
lurdia, sporchezai.
ohe
stesso
una
questo
scena.
canto
loda
se
stessa.
itodbv
Syy
GANTE
278.
Un
chi
tempu
Eri
tt"niiira
Mi
nn'avissi
Io
Ora
"
t'amava,
duci
e
voli
',
raiviurazza
nianciari;
centu
mazza,
puteva sazziari;
s"' abbanniata
Cu'
lu
a
manciatu
mi
mancu
POPOLARI
chiazza
raniurazzi
chiazza:
tirdinari
a
!
^
"
Lu
vidi
Ca
279.
Quaniiu
Ogni
Nun
mi
Io
Di
La
la
li biddizzi
Di
galeri la
alle
la lana.
cui
a
bedda
Re
cehi"
pirsaiia,
nna
di
di
parr"
vigna
(Palermo).
parr",
;
Spagna,
'.
Sardigna
d'Anna,
megghiu
al fiume
Tirdinari, triddinari,
megghiu
'ntinna,
pi" ridicole
cose
torbido, a
ua'olla
pi" brutte; qui
e
podrida,
tri dinari,
o
inflma
moneta
di Napoli, corrtsponden te ;quasi al centesimo
'
BT^vatura,
'
Jt(M
"
Porse
Mart"no
lu
" paragonata
altrove
'
lava;
e
alla
spina,
rame
l'ex
del-
ecc.
Regno
a
la me
Principissa
Aviti
al cavallo
ssa
^,
sciacqua
ed
mandavi,
di
Luna,
brivatura
'mpinci lu jitu
nni
(Palenno).
!
d'acqua chiara;
cchi"
godi
E
donna
io, eri 'na
si cci
jirimia
al ramolacdo,
*
viddanu
Puteva
li
ti fa' abhanniari
addivintasti
ca
racinedda
nna
puvirazza,
cannolu
"n
ti la
Ca
280.
t'aveva
comu
Ora,
si' fatta
chiazza
chiazza
Eri
'
chi
per
contr.
da
bivirttturd
/in(", jiditu,
non
la figlia di Federico
II
dopo il famoso
0
" della
III detto
interregno
de'
il
Palermo.
di
Semplice,
Quattro
di lira.
abbeveratoio.
abbimratura,
parlata
di
divenuta
Vicari
moglie
(l377-lS9fi)?
itodbv
291
RICONCILIAZIOKE
nostra
amuri
'mporta
nenti
s' 'un
Tu
E
Io
vivi
manci
e
mia
nudda
a
Meli
cci
'un
Cu'
La
vigna
Mi
cogghiu
e
Tutti
Tu
lu
vai
Sempri
pi
io,
dicennu
ti
ca
viju 'na
d
u
d
mni
d eia,
la
cu'
:
(Pcdermo).
pula puta,
mia, flniu l'annata;
*
ca
'nfina
sannu
^.
lassai
e
la
minuta,
vinnignata
la lass"
L"dia, va' dicennu
S.
toi
ss'amiciuzzi
i'ussitedda
cci
Daveru
suca";
mi
chi
;
fai;
lu
" cchiii
'un
cchiui
toi,
zappa
zappa
alo".
un
li labbruzza
l'ossu
S'arrusicanu
(Palermo).
tol,
mi
nn'era, c"
a
'.
n'amamu
specia
diri
v5'
lu
Gei
fu
l'amici
cu
l'appi 'mmucca
spinna
nu
Binila,la
Mi
i2,
cuccagna;
Cti' tasta
soli diri:
Si
11.
stimai, fu
ti
T'amai,
a
marci
vesta
si'
*.
(Cefal"i).
zita,
la t"
strata;
pulita:
'ngrasc"ata ";
dd
ta
uata
itodbv
aya
POPOLiRl
GANTI
dicennu
vai
Tu
Io
ti
nun
levali
Va
Vattinni
vogghiu cchi",
di
'mmenzu,
la
giiunidda
a
Maritati, maritali
28i.
0
Ti
s" mi
sorli
Pri
La
nascisli
Quannu
T'avissi
fattu
Ca
maritu
t"
a
E
ogni
e
'mpinci
jettu pri
scarpa
"So.
cci
ha'
jimintazza senza
loi-da,insafardata.
'
TaddarUa,
pipistrello.
Gmmidiia,
d"m..
Jinia, genia, prosapia.
^
Se
Mussiddu
a
lu
a
carcagnu,
v"diri
tia
a
(Almeno),
fattu
!
li corna,
di
'ntinna.
'na
a
bi'ogna
^
griglia ',
ti attacchi.
mi
caso
"
di grtun", cantuccio.
*
per
la via;
massiddu
Si'
ssu
"*
li searcagnu,
granni
li metti
'Niunscla,
(Palermo).
'mpegnu,
la minna
Quannu
conili
!
casa
ginlilidonna,
t"ssicu
echiii
cornii
'un
tu
"
"
jinia?
petra di 'mmenzu
'na
*,
d' 'a t"
ha'
'.
gualchi bongioriiu (?),
pistu,ti scarpisu,
Gomu
si 'nzunzata
gilasia;
di bona
puramenti
'
cui
veni
si' flila di
chi
Tu
c"
laddarita
a
nni
mi
Nemmenu
'
si' calamita:
ca
brogna,
letteralmente:
musino
a
bucdn
grugnolo,
'
Jimintazza,
(Xui"
una
pegg,
cavalla
d"jimenla,
giuniunta. Grigna,
e
sfi-eoata.
itodbv
GELOSU
CORKUtLI
ti metti
QuaoBU
ti eridi
Tu
286.
Di
chiddi
Ca
quannu
chi
corna
dicci
Ca
pappa
to
a
i
ihmena).
lmiz7i
i
muimizza
nta
li chiazzi
biUizzi
porti pn
chi
matruzza
^
(
si^nt
la
si
sciiini
nninni
e
na
293
F
culonm
a
pupu
i
C(
nni
li
eci
Va
et
su
ti
'"i
e
di
oia
ILIA7I
raantu
s"u
Ddu
na
Vatt"nni
Li
KIfO\
cci
t
ammazza
e
appizzau
cci
appizza.
{Bagheria).
287,
Bedda,
Mi
l'h"
Di
punta
Gei
E
'n
di li frutti
troffa
Cu'
di
S"ffna (ft',
singe), scimia.
'
Il
il dindi,
e
L"idu
In
Cianciana
nn'haju manciatu,
di Dante.
vistubu
pupu
damaschini;
cci
he
cugghiri *. {Palermo).
a
Altrove
di
lassatu,
si canta
;
p
:
Laidclu
Lu
A
vidi
tutn
cotogna
a
in
!u
ad
di
vali
la
senso,
;
ohi
ientu
"ncarcar"
questo
munniiu^a
aunnu
quarcunu
si
ca
cosi
Mac"ri
ti"
comu
si cc'"
Vidi
di linazza.
tuttu, pupu
L'omini
Sulla
vidlri.
si l'havi
'
pappo
di
cutugna
veni appressu
piaciri;
l'haju firriatu,
varcuchedda
e
haju statii,
e
spassi
cosi
to'
eci
jardinu
punta
belli
sunnu
'Na
t"
pigghiatu li
Prunidda
*
lu
a
t'airimazua
la pi/.za.
forza,
di la
vedi
maiiiH.
a
p.
61,
nota
1.
itodbv
CANTI
288.
Quanrrn
Gei
fuoru
Lu
Siili
E
289.
lu
centu
risimi
parrati
i90.
fimmini
vi
iu
T"
"'
'
-
donna
Dd", Don,
Ha
Dd"
tia
a
di
lodari
piaci a vui,
mia.
piaci a
pinni,
senza
dunni
(AUmena).
:
ti
vinni.
Castruginvanni ?
ati brutlizz"
li brutti
cosa
mia.
di taut'anni
*
o
viif;
e
''
{AUmena).
toi:
ipi Idi
qui nel signiflwto di tremuoto
non
cupa
della
lavannara
a
di
aciddazzu
un
di
meg"ia
brutlaccia.
Trimuliizu,
sere
mi
"
vili,
megiiii
cu'
prima
Brattassa,
Pi"
ass"'
a
mia,
pirsiina mia.
pillu
Terranova
La
la
vi
ssu
Vinni
dittu
nn'"
{PoUs2:i).
di
supra
cn'
matri
Di
'
cci
patri
Perci"
cchi"
nn'"
^;
parrati echini,
imn
a
',
nigghiazza,
'na
cu
pillatia
mi
T"
291.
cci
trimoUzzi
e
stizzi stizzi ".
ch'"fi
arrivatu
Picciotti
E
caclia
pa"ureddi
Vu'
negghi
adaciu,
Haiinu
E
tu, l".dia bruttazza
s'annigghiau
nuii
Ssi
'
nascisti
Adaciu
No,
roroLARi
molta
potrebb'ee.'seiela
alla quale
titolo
in
affinit"
Tu
chi
Sicilia
cogli
si'
e
dewt-iznne
dell
duetto
1 canto
comune
anuliL, ili
altri
pe
i
itiso
s
no
al
na
del bassi
versi
l"ggliia di qualchi barimi,
itodbv
390
RECONCiLIAZIONE
L'oceUi
i'arrubbasti
^
Dai
pettu " n"ura
Li
denti
Ora
dui
su'
p"'
Gomu
292.
la
stari
ssi
Parili
di
di
chi
pumidda
!u
E
li to' vavi
milinciana
di
li sbrizzi
cu
Ti
lu
Ca
l'ha'
pettu
{Gefal").
^
tal"arinu
a
quadararu,
mulinu,
un
adacqui
{Baglieria).
*;
la tana.
mussu
macini
toi,
ruvettu,
tiniti 'n
'"
buffazza
li
di
jiiitracci travaglia un
Cu
p"i,
li purciddi ^.
bianculidda
L"ida, eh' ha'
E
la
zappi grassuliddi;
cclii"
'na
mascldr"i;
sputari
e
'mraenzii
Russieatedda
Cu
li
troja 'raraeiizu
Siti cchi"
393.
amari
varcueazza
Lu
gualchi voi,
a
urtulanu.
un
dissi,brattazza, attuppatilu ",
porta di pagliaru.
'u"
comu
(Castelterin"m).
'
Varcucassu,
? PurciMi,
'
'
'
MassJf
fot'ma
il canto-"
Buffazsa,
a
d" varcocu,
porcellini.Parodia
in
Satirizza
secondo
"
pegg,
pegg.
ironica
pi"
"rao.
"
"
laltarintt
lettei-alniente
della
Salomone-Marino.
della
donna
la
,
del rovo;
pi"
in
pronunzia;
tradotto:
Qui per" v'" un'allusione
Attuppatilu,
72 del
il colore
sopra
albicocca.
brutta
rossa
della
quale
petron-
di buffa, itspaccio.
,
tagghiaHnu,
del canto
bianca
o
grossa
oscena,
muso
e
a
Palermo,
miissii
tagliolino,do"
l'allegorianon
i-egge
a
strett"smolto.
turatelo.
itodbv
296
CANTI
Fatti
294.
C"
lu
io lu fatta
Vogghiu
Ca
ssa
E
quannu
'Un
G"
l'ha'
'un
dari
cci ha'
propria
pri
'mmuntuari;
malu
diri,
li manazzi
sputi,
eiuruti,
abbivirati.
statu
Li
comu
mala
d"
saluti,
avvirmati
pecari
to' teni
;
muffut"
acqualerati.(Salaparuta).
l'Arcamisi
comu
fa' fari. ( Villabate).
pidati,
arvuli
jardina
cci ha'
Sempri
viniri,
ti
li to'
siccatu
mac"ri
Si'
piaciri,
haju fattu, mi
tu
ca
haniiu
E
fai sta
qaarchi speda
"'ervi
si'
fari,
vogghiu
mio
'un
S"ccanu
Ca
lu
'un
fari
L"dia,
E
mi
l'aT"ri,
'un
parri, ha' sapiri parrari.
zoecK
Nn'
mio
nnomu
vucca
mi
mia
t", cu
mi
ca
lu
tu
A
295.
fattu
POPOLARI
*
296.
Nn'haju
acchianatu
Nn'haju
E
nn'haju
Nun
manciata
m'ha
simiiiatu
assai
assai
e
merr",
palazzi e turri,
belli terri
mai
successu
tarlnri
:
simili
burri
^.
Tu, cajurdazza ", ssi porti ti serri,
Ca
feti cchi"
Si'
comu
Cu'
'
'
Burra^
'
junci
Glie
Verso
sardi
tunnu,
Jimenta
ti cavarca,
li
'ntra
punc"
surri
e
;
serri,
curri
e
'
"'.{F"carazsi).
burla.
Cajierdazza, cialtronaccia.
questi nomi
'
'na
di
e
nei
aggettivi peggiorativi
puzzi pi"
che
Notisi
dice
di
tonno, sardelle
molto
e
e
e
canti
di coi'raccio
avvilitivi.
sorra.
stupendamente.
"db,
l'uso di
8
POPOIARI
GANTI
ditta
19. T' h"
Malici!
Patruna
i'
sugna
Cu
tanti
Tu
ti cridiennu-
A
tia la
La
tanta
m'ha'
Ed
iu
'ranni
cuomu
Ca
ca
si'
di lu
Papa
Pozza
mi
di sali accattai
e
laida,ti
fusti
Di
ehi
manera
S'idda
veni
a
tanta
'un
lu
Diavuli, facitinni
;
stricu,
salai.
mi
partitu
(Noto).
la
vegna
gutta!
'mmaliditta;
stari cent'anni
aviri
cci
mi
tuttu
'ntra ,'na
Giunca, pinata, misera
P"zzatu
pigghiai;
addiv"ntai?
saparusu
{Gh-t/ent"),
dicisti,
fari stu
Quantu
paura,
ti duna.
vasilieddu
un
Bella, vulema
Ora
haju
di lu salinitru,
mezza
e
cura?
parrari.
pena
jettii'n terra,
E
11.
fa
la strada
sarma
Lu
nn'
dissapitu mi
Pigghiu
'Na
chi
';
cura
a
'mniinazzari,
a
giiusia morti
'na
si uni
cu'
manuatu
giiusiati
Lairu
intntri
parrari,
vuogliu amari,
cu'
a
cci ha'
nun
t' h^'
tia,f"gliuzzumiu,
DI
10.
mei
li cosi
a
mia
cu
ca
ed
carni
pua
affritta ;
rutta,
stari
'nflernu
minnitta
gratta.
vi
^!
a
l'addr"tta;
suggetta
:
{Casieltermini).
itodbv
GELOSIA,
302.
Guai-da
Fanali
sti grana
sp"rtiri a
Gane"asl"
Cu
donna
E
ssi riccliizzi tu
Affaccia
303.
Cu'
voli
P"zzanu
304.
Curriti
La
Voli
Cu
li finestri
D'oru
Di
petn
vprw
IX
\ eni
^el
pi
'
veie
chi
ti
n
festa
dialetto
''
voli
{Alcamo).
!
;
l'Ammaciuni
a
spuiitanu
li
^
mari.
a
mamna
li cindi
vaiiano
arresta
linticchi!
e
frabbicari
pakzzii
pnziusi
due
E
pidocchi,
muratmi
voli
d'argentu
e
Gli ultimi
tatiti di
un
l'occhi,
l'aricchi!
e
tutti, mastri
fattu
(Alcamo).
si mori.
comii
mia, spini 'nta
a
aigimra
ni"
\.,
gori
cantari,
cic"ri cc'", favi
Quantu
'
mali
aviri
ti li
sentimi
pruvirai
e
p"' asc"ari,
ritin ni
nuii
spini di pir"nia
E
'
veni
e
di valori.
mia
a
cori,
pri dinari
pinta
comu
Affaccia
filici
bedda
una
fari!
fannu
zoccu
da'
facciazza
'na
Ma
ad
299
RICONCILIAZIONE
CORRUCCI,
e
coii
un
li
parUto
!a p"
coi
m
lu
a
iena
pi
rtari,
con
dovrebbe
Palermo
difsi
mvralurii,
di muratun
AiKinaciuni
o
cliilomet"o
un
mezzo
la
Magione
prima
la citt"
pur
o
pure
che
dalla
guardare
ogfr", ma
sorgessero
uiiilrala
Magione
dalla Manna
doveva
inipoeaibiie non
anche
Modani
Al ten
il mare,
o
altres"
i bastioni
parte di oriente
o
p"
che
di
Palermo,
c,he questo canto
vicina
esser
parecchi
Ano
ad
distante
naaiue,
esso;
cosa
secoli addietro, ed
al presente circondano
di mezzod".
itodbv
cartuni,
coddu
!u
si stocca
Quanta
di
scala
la
Fac"mueci
'.
'cchianari
a
(Palermo).
305.
Ga
si
mugghieri
me
Havi
iu
si la
Ma
quarchi jornu
cci li fazzu
A
C'un
stassi
a
uni
lu
pinninu
Nni
la
rauntaca
si
genti
Curriti
tutti
ca
Navichi
marinara
Lu
'
in
modo
*
Le
d"
"
Com'"
moglie, ed
che
de'
atfettuoso
AUann"ri",
'
Da
questo
I corrucci
agli
la
questo
vengono
in
(Palermo),
a
ligna:
sarma;
cigna,
gamma.
vigna,
*.
s'a"lanna
tiempu
a
a
{Pdizzi).
tiempii
''
noce
del
noi
collo
salire.
occhi.
amante,
vederla
poi
cedendo
lunga
desidera
che
morta
vita
a
sua
domani!
alloffnarisi, lamentarsi.
che
Io sf^ao
canto
^,
porta cantannu,
vorrebbe
intanto
*
ti
jiu
la
sta
marina
si rompa
pugni
di
'u pupu
la
a
pupu
la
si atocca
tutti
^!
fici 'na
rumpi
Gurriti
dumani
lu
quannu
cutidduzzu
l'occhi
chi"jiri st'occhi!
a
fuss"
chi
jornu
Nni
307.
pidocchi,
rnilinciani;
comu
quannu
filari;
l'ammaccu
cei
Quattrucent'anni
306.
di
a
sapi pittinari.
mancu
L'urtimu
'nsign"
china
tuppu
Ca
E
cunoechi,
cunoechi,
dicennu:
V;iju
cooiincia
il
posto
lo
al
amante
desiderio
adirato
a
ripiegare.
"'. conciliazione
di pace.
itodbv
e
GELOSIA,
Ca
navica
Ga
senza
Li
cu"l'acqua
ventu
'ntinni
e
lu
cu
navica
nun
d'om
li veli
e
d'argentu:
quanta
v"',
Faram"nni
quantu
v"', sugnu
juornLi ii"'
essiri
vientu,
tantu;
Famm"niii
Un
301
RICONCILIAZIONE
CORRUCCI,
mi
nun
mia
imi
scantu;
cuntentu
pri
tantu
:
tantu.
(Casteltermini}.
308.
V"nni
"
Spera
Si
sia
cu
Paci
"
cantari
a
fari
canzuna
fazzu
nun
Quannu
si'
^i
lu
a
filici,
paci.
sempri
no,
nimiei
fazzu
paci :
'nfernu
chi
sapiri quannu
v"'
locu
stu
a
t'abbruci.
(Alcamo).
309.
Sdegnu
Ga
stu
ca
sdcgnu,
cu
Ti
sguardu
Ti
viju
lu
mia
papa
', ti
firriu
talijue
un
mi
sdugnu
M
regnu;
',
nn'addugnu
*
curuzzu
a
Ora, flgliuzza,stu
L'ainiiri
cosi
quantu
a
he
cOtu
va-ca-vegnu
cori
^
e
ti
mi
dugnu:
flniu
lu
sdegna.
{Alimena).
310.
Lu
Santa
Patri
P'assurvirinni
"
Sffuardar", guardare
'
Addugnu
"
Vedo
f W
da
il tuo
G"tu,
ho
tutti li
giubbillu,
piccati.
atcenlamente.
addun"risi,
cuoricino
'a
manna
che
accorgersi,
batte,
che
addarsi.
palpita,
raccolto.
itodbv
aUa
CANTI
Oh
Ddiu,
/Ua
Troni
Chi
Ca
aviri
l'occhi
Si
cali,e
mi
mi
nun
Cu
li me'
Cu
li to'
Ma
si la pena
lu
lu
mia
i'arauri
pri
cosa
a
allagnata
Affaccia
Si
Di
ssi s"nzii
ciii
picciliddi
pri
Nzocchi
'na
a
lu
cmiveni.
raggiiiui;
'
sireni:
mi
nni
{Alhnena).
pirduni.
beni
v"mmu
*,
palora m'abbannuni;
la
bella
so
amanti
sapi
dici
ti
senza
t'haju fattu
cosa
Ora
Lu
cu
tortu,
a
muriri.
m"a
cu
diri.
si metti
Affaccia, bella, siddu
Si'
tortu,
a
m'ocidi;
ca
voUu
t"
(Cefah'i).
spala ti portu,
voUu
manu
!
-
p5' vidiri ^?
manni
la
manu
min
iniii cunforlu,
t'haju fattu qualchi
Seriamenti
312.
ch"ff"ri
t'haju fattu, duci
Ddiu,
quantitali';
scupittati
cenlu
voli
'an
'n
"u
a
ia!
daanati.
manuu,
lampi
e
si metti
cu'
a
vi mii
saitti
e
fussi
sfarmi
no
'un
P"zzaiiu
311.
cunfissuri
assurviss!
Gastimi
E
chi
POPOLASr
si "u
'un
a
teni
",
l'ammucciuni.
(Castelterinini).
'
vi
Non
majido
'
Chi
'
E
'
Da
bambini
'^
Se
la bella sa
on
(imprecazioni
s'iatriga nelle mie
nun
mi
p"i
vidiri
d
volemmo
qualche
faeuende
mi
f e
di] tuoni,
possa
odii
(n"mmif)
ciKa
aver
saette
cento
o
iaiupi
senzji
BC""ioppettato!
?
sempre
bene.
(in segreto sul conto
del
sho
amante)
lo nasconde.
itodbv
Jisai
313.
Vitti
l'occhi
navi
'na
'Siennii
ia
di
tutta
Nni
lu
Nni
li iiianuzzi
pi
vitturiusi
e
'na
capu
Tultu
Ora
s'ha'
Sana
h
la
amari
"
Ati
fattu
Lu
nostru
un
T'ho
a
stati
che
dar
la vidi
tante
pene
fattu.
:
(Palermo).
ammuntuari;
ti fici
nenti,
aggenti
si
:
p" disamari.
allegramenti
vu'
"
di
ass"'
ti fazzu
non
rettu
sblinnenti,
lu
al onore
peni
cori
amari.
a
ssu
'mpustimari
potei pi"
che
aver
(Fulenno).
damanti.
di m"nnuli
dari
amari
m'ha'
nii cadist"
a
chi
chi
'm\
panaru
nn'ha^u
P'anzina
'
amuri
fattu;
m'ha'
tant'
p.irraria
chi
fu
m'assettu:
e
p" accuiamudari.
petra rubhiua
su'
susu
io 'un
s"
ca
curuzzu,
Bedda
Essendo
cosa
(A'oio).
amuri.
sentu
'ncagnasti, ed
Chista
'
arduri.
fari.
galofam
ti
Ti
',
d'amuri;
mia
granni chiaj
Tu
Coma
'n
mia,
a
nn'allegru, ti
316,
tutta
mi
pi
Mi
Io
abbintari
vinci
so
par"stiun
Ora.
petti
paci
rosa
l'oduri
Mi
culuri;
stinnardi
vinutu
'N
315.'
su'
vampi,
mai'i,
piLtuzzu purtat" spicchiali,
Sugnu
314,
\n
railJi
vitti,iiun
Su'
Cori
taliai
e
SO"
RICONUJI.IAZIOKE
COHRUCGI,
GELOSIA,
cori
^.
{Alcamo).
riposo.
(p'amifia"Rt"o
a
tanto
i (o morii-e.
itodbv
clic)
Vili.
CAPITOLO
MATRIMONIO.
317.
Ga
iu
i'h"
Arresta
la
starivi
Pri
a
Iu
Cu'
frabbic"
cu'
la flci fu
Li
trava
Lu
Marteddu,
tettu
'
favata
schettu
Sempri
'
valuri.
di
li
cu
ch'haju
vui
cu
un
l'orse nome
fari.
a
primuri
fu
vera
maistru
e
su'
un
(Alimena).
gran
mastru,
;
d'aggh"astru ^,
d'arcimistru
chi
?
ristari
pozzu
casa
mura
di
;
di tutt' uri ?
iatu
Ani
li
tanti
ora
sta
sunnu
p"' fari,
l'ajutu " lavuri
aviri
vi vinili
Pirchi
"
maritari,
m'iie
ca
Fillu,sti spisicedd" 'un
Ca
E
dissi
ocidduzzu
un
sugnu
"
318.
'
Marteddu
"
consigliava
;
il caiitoi'e
a
prender
moglie.
lavalo, faveto.
'
Favata,
'
Agg"iiastru, oleastro.
itodbv
Criju
ca
si' fatta
Criju
ca
tutta
lu
Pi
d"riti
Li
pittura pi
lu
Baruna
H
E
quaiinu
La
Luna
Lu
Suli
E
a
Suli
sia
la
di
vi
'un
ti
325,
'Gnuri
si fussi
cugnatu,
Spitic"timista
'
Sfantasian,
perder
av"stivu
Re
cori
manica
cosa
riesci
viju mi
iu
tjji"stivu,
j"nnaru
Pigghiasti pi mugghieri
Mancu
pill"stivii,
marit"stivu,
Cugnatu, cugnatuzzu,
Quannu
mitt"stivu;
vi
pri cumpari
Dia
purt"stivii,
la
d'oru
gigliu d'ora
Chi
la
cummari
"odatu
!
mitt"stivu,
la
vattiari
pri
(AUmena).
tisopu.
itila nutric"stivu
bella
'u
f"ru,
cantaru
nobbili
fasciateddi
'Nta
324,
d'
rai
A
purtaru,
f"ru:
cci
i'aceddi
stu
(Palfinno).
ti spusaru,
e
ehi
Mamma,
323,
ti
tia
cu
Cardinala
di
Cuntenti
'.
cliiesa
'n
:
flstinu
sfantasiaru
tia
celu,
stamparu
iu
e
curain"tura
Dicidotta
Ridiu
ti
spassa
Quattordici
Quinnici
l'argentu timi,
d'oru
Couti
Tridiei
322.
di
'na
{AHMetia]
fina
,
lu
ciatu;
riggina,
'ncarutiatu,
di
!
{Ficaroz^i).
liuni,
'ncarnata;
la fentasia.
itodbv
307
MATRIMONIO
Lu
Conti
Lu
Re
vi 111
di
Chistu
eh' 'nn
Facciiizza
maritasti
Ti
Comu
T"
0
Sai
pun"
chi
la
chi
di
t'asci"
P";^ghia(iun
spata;
" addisiata
di
maiancunia
forsi
^.
(Cefalk).
vecchiu
tia,
a
vecchiu;
ssu
!
superchiu,
la via ?
'mmenzu
Lassala
ti dieu?
lucenti
spadda
chit'avia
mamma
d"
pigghiasti un
a
mori
nun
sparapinata.
superchiu
ti metti
Quannu
'
" vista
ti
e
anni
Trentatr"
lettu di ciuri,
un
cannaggiu
'u
spata,
dilicafa;
'a truvastu
"
la
vinc"turi,
soru
'nta
eiircastu
niatina
La
3S6.
lo"
a
spiruiii,
proj
'iita guerra
Vincistivu
lu
lu
vi
Spagna
Viiiistivu
Vi
jetta
ssu
vecchiu;
picciuttcddu aguali
tia.
a
(Caltavutur").
'
Truvastu,
'
Intorno
ciircasiu,
ai cannaggm,
trovaste, coricaste.
o
alla
cantunara
vedi
p.
29.
itodbv
CAPITOLO
celli
stissu
la
Ciancimi
Ahi,
Muv"rirai
li
via
La
ti
Ga
Cu'
Ti
'
Armenia,
'
Poti'ebb'
sona
muriri.
fa
mi
lu
nun
cu
fari,
pozzu
pedi pri partiri!
d"
'na
dalu
ti l'ha
l'ha
eli'haju a fari,
l'accumpagnu
Campana
;
cianc"ri;
a
amiiri, chi t'haju
Pinsandu,
32S-
chi
vulendu
chi
m'ajuta
partenza
lontananza
La
amari
miei, l"rimi
st'occhi
Cii"iicinu
Lu
LONTANANZA.
PAIITENZA,
SEPARAZIONE,
337.
IX.
dalu
'
ca
sona,
sirena;
musica
l'Oturi
lassar!.
suspiri. (Mllasso).
di
lArmeiiia
ssa
a
putenti
di
lena?
Billona
=.
Alimena.
essere
il nome
ili
qualche
celelire
poeta
rustico
Alimena?
jBdb,
e
PARTENZA,
SEPARAZIONE,
Qiiannu
datu
ti l'ha
Cu'
La
spartenza
Ga
si
Lu
t"
Nun
"
cori
l'intunu
joinu
di carizzi
Si
mi
nni
Chi
gi-aii pena
'N
s"cciu
lu
chianciu
cu'
Ca
si
Ora
ca
Sta
'n
331.
cei
nun
dissi
Ora
Chista
e
:^
curuzzu
"
penzi
la
va
(TVj^i).
innii7"
durata,
mori
cu'
pri
tia ;
addulurata,
partenza
vita
mia.
t'haju disprizzatu,
pettu
t"
Amuri
'un
si'
mia
;
stampata,
mia.
la vita
(AUmena).
vitti 'mmarcari
di li
siccau
citati chi
di mia
l'amaru
\" vili cci vitti
Quannu
Cei
mi
e
li lun
e
l'amanti
sangu
judicn
t'ama,
stu
sirviziu
licenzi
mia, si tu ha'
curpu
'ntra
Quannu
Lu
rh\
si nni
Pirdunami
valanza
inntinanzi
ita
iu
sta
Chiancennu
ispaitenza
n
li piggiu
di
vita
Povira
{AUmena).
pena.
imuiusanzi
'n'amanti
ha
di
?
difterenza
nadda
vagghiu
Cu'
pri
sunnu
miu
btna
rutta
cialu
330.
"
lu
avutu
"mu
E
Cu
'resta
:
bona,
"
nun
nni
e
lena
putenti
d' amuri
'ntona
'an
vuci
ssa
muremu
Chistu
329.
io, la
canlu
301.*
LONTANANZA
vini,
vutari,
viniri ?
miu, quinnu
ha'
slari
pinsari,
lu
cchj"
nun
a
mi
vidi.
"
itodbv
i"lO
la chiazza
'Mnieiizu
Vurria
332.
Cu
partili
Lu
'Un
la
La
lu
spiju ad
Una
"a bedda
dici
'N'"utra
"
La
tutti
Stari
In
Salapanita
vai'ia
Vegnu
Ia
strata
Di
uau
'n
sciannarini
'.
littra com'
cchi"
pozzu
nun
cosi
jiri,
li Santi.
quanti
'na
Marmatimi
la vitti
li rosi
davanti?
cc"
sta
S' adura
"
di
scocca
Salutatimilla
334.
:
piiinini.
pari vacanti;
mi
ca
nni
missa
la
a
l"
scinnu
li so' vicini:
di
una
(Palermo).
niaiitan
e
e
i"dili,
asgai
a
china,
"
amari?
pntemii
amanti
savi'Jsi
dm
a
misi
acchianu
strata
Unn'"
"
me
si
s"ceiu
Muntati
333.
mi
mio
Lassavi
-
"
pmtivi;
mi
tu, figghiu "hi
Fors"
"
min
^ogghiu aggiiari.
mio
marinarli
lu
min
{AUmena).
piitiri,
mjii"x
pi^siiij
Marinareddu
"
li vini.
nuti
'mmeiizu
'Rrivannu
lagrimari,
a
cassu
e
varchitta
sta
mettu
mi
cuteddu
c'un
E
'
POPOLARI
CANTI
{/LUmena}.
" usanza,
voscenza;
senza
;
di eosu
" china
e
e
iu
calu
mi
li vicini
gunii
pioninu
pari vacanti.
spijii:
la bedda
mia, l'occhi aucanti?
Duon'"
Sant'Antuninu.
Jiu
a
mi dissi :
Una
li santi,
S'adora
L'"ti-a mi dissi :
"
"
"
E
Lu
quannu
raazzu
veni
di
salutatimilla,
li rosi
russi
e
Manchi.
itodbv
PARTEXKA,
SEPARAZIONE,
'Ntra
stu
Gh'arrinova
D'unni
D"
la
mi
stari
la
Non
partenza pi mia
ha
Nun
A
ha
vulutu
di
Ca
moriu
Niin
sta
Sort"
In
ti scurdari
costa
qualanchi
scorda
di
amara,
tormenta;
gran
nostra
^.
turmentu
Rusidda
mia,
a
cosa
m"cidara,
cara,
mancamentu:
di
siissii sapra
mi
spranza,
'na
"
mai
la
curpatu
eh'
A
si ce' "
tempu la spavtenza.[Palertm).
m'aspittannu
Cci
penza:
prisenza?
vostra
diri
a
lanza,
luntananza
tanta
arrassu
0 s'" di laUu
Sta
'na
tegnu
chiaja quannu
vinni
Mannatimillu
335,
cci
pettu
mm
311
LONTANANZA
tia
la
vara
sempri
'ii eternu
''.
(Palermo)
Va',
336.
Gomu
letterato
jiti,
lassati !
mi
" effettu
Cci
ila culpata
ha
[a Soi'ti
bedda,
di
onta
mortu
mi
ntui'u
e
sempri
stissu sapr"
ti tia
lo
turmentu.
si' cara.
di
di la bara,
sar"
pm'tentu.
rispittusa, elle qui
addolorata, quasi immobile
con
mi
qualunqui mancamentu;
scordu
dim.
amara
b'adimentu;
inicidara,
lu t6, lu miu
vulutu
Amami,
Rispittusedda,
di stare
d"
Ad
S"
ma
pailienza dulurusa
mia
Nun
E
o
"
nni
:
Ch'
twia,
vi
suhi
rispitlusedda
La
'
amico,
oaru
e
con
vivo
vale
non
desiderio
gi" l'ispetdi seguire
amante.
itodbv
La
siggillalicoma
Lu
cori
E
a
littra
junciti,
rispuiiniti
amati.
paroli
assai
cu
siti,
si cuntenti
l'amanti
di
firmati;
la
mi
am"cu,
caru
cori
Lu
vu'
cci
tempu
'na
Xu',
triivali;
l'amanti
di
poeu
'Nta
ehi
scrittura
L"ggiti la
m'apriti,
cori
lu
ciitidduzzu
C'un
l'arrivati.
'aa
(Montmiuggior").
iitii jiu, si nni
Si
337.
S",
si nni
Mi
Jeu
Ventu
marinu,
Terra
di
Lii
fari
'
'
Figghiu,
mi
Io
la
Pidamentu,
In
un
la
vosi
Vurria
Mi
^
altro
Pi
la
'na
passu
statu;
l'ajuta.{Cefalii).
la
potti,
mia...
furtuna
cunforti
di
passi
un
comu
passassi mogghiu
'';
mia
nun
e
littra
bedd'occlii,
li
casa
t' 'a
comu
ha
parteru
di
lattuca.
'na
comu
p"rtiri
vuleva
io
Accussi
"
si
jeru,
pidaaientu
Ma
"
dimmi
Siculiaua, tu
nni
Si
338,
di
cchi"
timiireddu
Ch'"
l'ajuta;
inalatu,
si cadi
scantu
ciu.tu,
me
mi
Ddiii
jiu, e
lu
jiu
la
a
strania?
"
ciuri
avissi
:
all'ortu
[Baglieria).
tia.
a
:
"
fondamento.
canto
mari
Ch'eranu
trovo
si
nai
lustru
questi due
jeru Mi
di
la
vei'si
cons
bedd'ocohi,
casa
m"a.
itodbv
Bcdda,
;"43.
Ciancivi
E
Gei
E
cci
Manti
ccu
Speri!
ca
Si
cc'"
dda
unni
Vai
Ghidda
Cci
di'
Su'
comu
'n
Glii
E
vui
'
a
notti
la
E
'ntra
lu
Poi
la
matina
Chi
pena
Giu"jdda
e
A
di
'n
all'aria
jit",
mi
e
giuitta,
propina
diti
sonnu
vi
cori
lu
dim.
di
siti.
Inntana
quannu
(Patti).
purtati?
mi
propria
niatina,
e
mamma.
sonnu
'ntra
manna.
senza
chi
^
manu
Vui
Toatm,
chi
giuijdda ^
Scriviti
"
nrfaneddu
l'amanti
di
nova
spija,
st'arma;
sira
di
pianeti
Stiddi
344.
baiina;
e
ti
'ncatinata
cianciu
ca
camina,
e
cu'
[Catania).
lisciandrina,
rosa
teni
ca
vili.
cca
nudda
a
si',n"
cu'
u"
:
ti scontra
ca
quarcunu
diri
Non
junciri
pusari
non
e
:
jnnci mai,
ni", parti
suspiru
parti,
nui
a
si
a
noi
a
guai
e
non
m'hajn
Parti
Tu
munti
;
lassai,
partenza
sia
ccliiui
mali
patir! peni
fici fari
Cui
ti
ca
voli
uni
cui
curpa
iiUimlaiiai,
m'
fors"
e
iu
curpii
p"zzinn
343.
simana
'na
non
tia
di
qaamin
mi
comu
stati.
viniti,
mi
parrati;
nni
jiti
lassati!...
(Cefalh).
ginja.
mano.
itodbv
345.
Leggila
Strineila
"
E
'n
E
li vini
di
lagrimannu,
sapiripirch" ti
v"'
Ca
stari
vinia.
ni
'un
'un
mia;
a
sangu,
la mapnavi
lagrimannu
Lu
beni
si v"'
fici cull'occhi
la
li mannu,
ca
scriviri
di
sangu
Ti
petlu
vuleva
la
Ti
Ultra
sta
dl5
LONTANANZA
PARTENZA,
SEPARAZIONE,
la
mannu?
cchi"
puozzu
tia;
a
-di tia.
senza
{Caltavuturo).
lu
Di
iiianiiai dinlm
la
Ti
346.
Chi
subbitu
mintisti
Oh,
amanti
cara,
di
Supra
Chi
347.
O
"
Si
Cu'
Nn'"mu
Di
'
celu
trova
sa
forsi
a
si lu
chidda
me
spartutu
so
a
ripusari!(Milazzo).
duni
nova
l'appinnina.
dd"
chiantu
nn'h"
'pinsari,
si trova?
valli
s"nziu
custritta!
binidittu
uni
mi
m"a
la facciuzza
Sdili'm"i,
fattu
jornu
santu,
l'amanti
Unni
"
ddu
dittu,
m'ha'
quantu
'nta ssi brazi^a
vegnu
"
m'ha
fari.
larimari.
a
m'ha'
nenti
veni
Quannu
'
sdili"niu
in
s"nziu
Lu
fattu
m'hai
chi
ciantu
gran
scrillu,
caria
'na
e
cci
arriva
!
palora;
statu
pr"vu.
(lelii'io.
itodbv
alo
POPOLARI
CIAKTI
nesci
mi
L'arma
lu
Chiamanmi
lu
e
io
s"nziu
ancora
'.
Catarina
nnoinu,
(CaUavuiuro).
Ti
Sia.
In
niaiinn
di
Ghiim
Tu
mi
Ca
notti
guai
teni
La
Sa'
mi
Quanuu
mia;
a
li me'
passlrannu
quannu
teni.
cara
avissi
peni?
'nz"ramula
eurcu
tia.
a
pensa
mannu
comu
cara
beni,
v"'
jornu sempri
f.
]ittra chi li
Sta
si mi
lu t"
manni
veni,
o
va
peni pri fia;
di
e
chi
cori
me
tia.
cu
{Uampm'eale).
349.
lu
"
mi
nni
li
stari
Lu
Fiiiu
E
'
Son
due
la
torna
spartenza
dicu
mancu
Chisti
Di
ca
la
A
350.
amari
duluri, chi
via,
tia.
a
scunquassu,
di tia !
luntanu
e
arrassu
la
cori, figghia,pigghiatillua
Fa
"
chi
affannu,
pi
su' cosi
pirsuna
chi
ehi
li
spartir!accuss"
canti
uniti
parte d'altro canto,
insieme;
forse
Ddiu,
cori
il
iu,
curpati;
manna
dui
ma
cci
spassu,
{Casteldaccia).
mia.
cci curpu
non
vi"
lass",
petri attassu,
lu tantu
pi
L'attassu
Chi
li
lagrimi mei
ti
pena
ccu
e
la fazzu
mi
Chiancemiu
Cu
vaja
amati
primo
;
totrastico
potrebbe
epico.
itodbv
(ar
S"
sparti
l'arnia
di
iu
corpu
Si
sparti
contra
di
la
vuluntati
cori
v' addirnannn,
Licenza
chi
Mentri
:
miu;
'bbannvtnati.
nii
non
campu
miu,
{Messina).
Curuzzu,
351.
E
Ea
mi
Mi
nni
La
notti
lini
s"cciu
Semu
dui
Mi
cchiu
la
di
Ga
vaju
Avissi
'Nta
1
Posdomani
'
Questo
pef
a
lu
di
'Mmenzu
353.
d'un
vonnn,
'un
ca
lu
la
veru,
viju;
eelu,
stu
sparveru,
Ddiu!
autru, Santu
a
magasenu
miu
latu, amuri
la e"mniara
"
fa'-tiddiu
'n
tia
(Taonnina).
Mddu
5utta
comu
t"
'nsonnu,
'np;annu,
annu
mi
a
mi
bacciu
un
mill'unzi
sei
stali
e
puvirt"
paiseddu
D'un
mt
senza
iiasciu
cci
Annannn
Pr"
fidi
amun
chi
Pensa
jomu
tiri
spai
conrn
maiitaju,
havi
Ca
"aciimannu:
',
tia, eunaiduannn:
a
pm"annu
Non
352,
lu
viggliiu,e
tornii
e
(.lancenrm
va]u
inautiu.
podiniam
e
vaju,
toiTiu,
pic^'u
n
v""u
ti
saluti, fia;gliiuzzi,
dui
Serapri
-
nni
rai
mia
e
nasci'
nasci'
t"
un
^.
'na
(AUmeiia).
spina,
ruvettu,
torner".
amanti
provvedere!
di
era
costretto
che
vivere.
a
viaggiale
lontiino
dalla
sua
(loniiLi
itodbv
Nun
chianciu
Mai"cii
lu
lu
tantu
354.
mancu
fari
uri
Sintennu
";ehi"
cc'"
lu
t"
p"niavi ;
arma
'n
avirria
Si
fussi
pisci,passiria lu
L'amuri
355.
si
non
fu
me
cori
Lu
stari
Lu
me
uni
cori
Mannamilla
siddu
Tu,
356.
Sta
Mi
Chi
di
la
li
Vaju
che
mia,
vuci
mia
mori,
a
pu"
'na
in
o
ca
e
chi
(Ciftcmla).
d"
;
tia,
angusl"atu.
dici
mia.
lu
t"
statu
viju cehi"i
t'haju
fa
mia
gusti
ti
bella, addiu,
ora
a
;
t"a,
areialu.
{Palermo).
troppo
amara.
ancora
;
dichiara,
fina
elernu
sepurtura
ridun'e
turmintatu
nun
pri
spassi
t'amir"
Si
e.
sparienza
livasti
Senti
a
moru,
Rigordati
scurdari.
litlra,armuzza
scrivi, e manni
Mi
;
mia,
la
campa
'na
;
tradutu
lunlauu
e
uni
mari
p"
campa
arrassu
;
vinulu,
hanu
partenza
Lu
Vei'so
nn'
forti,e
"
Dulurusa
"
cci
ca
tramuiu,
ammuntuari
nnoinu
aceddu,
genti
mi
jornu
fussi
li
salutu,
un
Si
Sunu
'
pri rispettu.(A/imena).
si'
'ntra
:
matina,
e
aniuri, mannam"
mi
Quanl'
sira
inumentu
itn
Amuri,
Non
\i\ lettu
di
t'avia
ca
fina,
c"miiiara
cnrtinaggiu
chianciu
Ora
la
chi
mora
amanti
^
cara:
pr'ora;
il popolo.
Hostodbv
SBi'AKAZIGKE,
lu
grid"i e gridiroggiu
cinniri
B"nchi
chiara
vuci
a
in
sagnu,
319
LONTANANZA
PARTENZA,
t'amu
:
ancora!
(Sa"aparuta).
357.
Aimiri, lia dncu
E
Dclii! iu
la
sapi
chi
vampa
Di
quanti! haju cianciutu
Ca
'nta
la
l"
Ccu
lu
genti
comii
sensa
'Mpassuliseiu
sciarriu,
staju ;
ti
nun
i'addritta
a
viju,
haju;
catina
inenz'ura'e
passa
viju,
min
nun
mi
la
a
pazzu
ti
haju;
cchi"
'ncontni
ca
un
Siddu
mia
testa
eh' 'un
jorna
'n
e
viju,
eaju
terra
'.
(RosoHni).
Cu
358.
li
fici
lagrlmi mei
cci
Cu
li
mei
lagriitii
timprai
Cu
li
lagrimi
359.
Lu
ti vinni
amara
fa
amuri
nuostm
si
Cu'
sa
cu'
s'aorgiru,
Cu'
sa
si st'uoechi
Apri
Mi
fa'
Sii dui
Illanguidisco
cattiva
cori f"dih
in
pi6"\
e
cchi"i
ritornu,
ti vidirannvt!...
gcnto vori'ebbe
juornu,
"
di sangu
:
vuonnu
'ngannu
per
{Mistretta).
ritaornu,
siddu
senza
cado
flnu,
alluntanannu;
si
vidi
;
'sciari.
a
sp"rtirisi
curuzza
vinu,
nuovu
va
sa
jittarilagrimi
Quantu
Quanta
bella, e
ora,
lu
amuri
persu,
mei
lagrimi
Spartenza
macinai,
pani 'mpastai
t'avia
quannu
li
mei
muiinu,
un
li
Cu
'
rnei
Cu
E
'
lagr"mi
!'
(Casteltermini).
terra.
tener
divisi
i nostri
fedeli
".,.u
cuori
b,
!
CAPITOLO
ABRANDOM).
360.
Un
tiimpu amai
'na
beni
cchi"
La
tinia
'ntra
'na
Cu
li
proprii
lu
'n
Passau
Si
nn'
di
l'ai'ma
lu
la
maQU
jiu
hi
cu
araniastrata
cci
fici la
e
pasci".
merra
oceddu
cuccu
e
cuceii,
mia;
Armata,
c"mmara
me'
"utra
aniinastrata,
merra
tempii!.. Sta
Cantari
MORTE.
SVExTrURA,
Lix vulia
Vinni
X.
piacia
chiamata
lass"
a
:
;
mia
*
!
(Cefal").
361.
Fazzu
la
Ch'addatla
E
"
poi
Va
" ben
lu
vita
chi
quantm
c"ccia
sci" !
sostenuta
va
cu
fa
lu
voli
lu
alla
lu
vaccaru,
vastuneddu
intra, c"
sino
viteddu,
fine
lu
1"
latti "
:
amara
!
allegor
itodbv
SSZ
CANTI
Pirchi
364.
Finiu
mi
paci,
'ntim"
Campir" sempri
Pri
0
tia mori
ce"u,
Cu'
E
s' iu
Tu
365.
si eampu
sa
moru
resti
'n
Carricatu
IjU
stidda
Chi
gran
Iu
l'ariu
Anche
"
meggiu
il dolore
di
!
cciui.
m"ei
nun
nun
e
vidii
a
v"s"tusu
cci ha
vui
!
{Noto).
'
stata;
^
" subbattutu
'ntrubbulatu.
tantu
a
amatu
:
;
avutu
cunf"datu.
lutto, flg, malinconico.
:
{Noto).
Palermo
pai popolo ogni pi" grande
viene
basta
canusciatu
hagghiu
m'ha^hiu
parte
Palermo
ceiui.
l'uocc"
statu
amicizia
visiti!,cio"
la citt" donde
e
t' avissi
nun
nisciuna,
con
fanu
cumparsu
suia
eciui,
l'Ebbrei,
luci
oca
Iu mari
Cu
Yui
(Noto).
guerra.
la trovu
prisenza
av"riti st'amuri
Visitusu,
sempre
ha
pisci di
cu
d'orii
nun
ha
No
E
'
mia
beni,
"
Palermu
la
v"'
pins"eri miei
chi
di
passu
Tuttu
"
lucia
ca
!
terra
tupiei,
nu
"i
a
'n
'mmezzu
e
ciantu
Quannu
L"
Dia
me
Din, turnassi
Pirch"
di
peni,
!
l'eterna
mia
a
circannu
vajn
0
'36G.
paci,
mi
nun
d'arghientu e
persi la
La
tu
;
e
mai"Eeni
si risistu
carricatu
Arburu
Iu
mi
o
e
guerra
?
si sutterra.
e
corpu
vivu
comu
la
turmenti
'ntra
atu
beni
cci", pirch",me
m'ami
min
la
POPOLARI
a
aignifloare la
graye
'
cosa.
perdita
tiitto lo amante.
Subbattulit, sbattuto, ballottato.
itodbv
"
che
Vurria
367.
Di
I'uii"voinu,
firnari
'n
punta
punta
E
l'hagpjhiupersi!
"
tantii
mi
Tiittii
Sugna
eci v"rvichi
Mi
0
ddoppu
Vidi
Carni
un
cu'
Su'
e
cu'
1' ossa,
su
(Terrnmi).
lassai.
'na
scavami
d"iiacci
sugnu
juntu
coi nn'"
fossa,
e
cchiii
'na
smossa,
prejatinni.
di
supra
l'ossa.
d'ali,e jocatOli.
paru
dicci
po' ti dumanna,
di lu
j"chirai;
'
l'annu
nun
Fatti
A
chi
a
Fossa,
diiitra,e poi vattinni;
Ddrivacam"eci
E
apposta,
trovi
spija di
amanti,
cara
vai;
truvirai...
fidili chi
l'amanti
Di
"
fossa,
'na
ti nni
'i rari
ti nni
Si alcuna
{Noto).
spassu.
torni
nni
paru
un
lu
fammi
e
mia
di la carni
Fattinni
369.
balata
.spincila
E
cci
ors";
traver=u,
jintra e
jorna poi
All'ottu
Tu
v"i
mi
appressu,
ed
di
navi
persu,
arrassu.
vaggliiu
mia, persi
tu
mortu
paiai
ciinsumatn
'na
l'amanti
Si
cci
cumpassu;
i'hagghiu
e
'nta
ca
sentii
comu
Persi
368.
tempu
miu
lu
cu
bella
'n'amanti
Avia
;i23
MORTE
SVENTURA,
ABBANDONO,
primu
ca
'n
vrazza
:
Ss'ossa
"
mi
tinni.
{Caltavuiur")^.
'
'
Rari
0
Variante
ali, dadi;
del
canto
ossa
pel giuoco
dello
stesso
nome.
precedente.
itodbv
Cu'
.570.
Quanta
Cu'
la
Ch'
cchiii
"
morti
longliitempi
a
Nun
ctiissa
"
L'amanti
ia
viva
"
li chianti.
passanu
si senti
chi
mi
o
!
"enti,
"
nun
pena
'n'amanti
perdi
cu'
amaru
di
perdi
perdi parenti,
cu'
perdi amici,
:
davanti.
passa
(CasteUermi-nl).
371.
Mi
E
firisti lu
pri
'n
E
eternu
hai
Sempri
chiss"
E
nun
ti lu
comu
chi
t'addunasti
Ora
chi
tu
mi
;
tradituri,
la
p"i nigari
lu
t"
amurl
;
:
diminticari!
p"i
Ora
sanari
p"'
cori
un
tradisti
chi
picun",
un
In
nu
stata
cosa
Laida,
e'
";on
di
v"',
l'ovruri,
Imi
nun
chi
fari.
{CasteUe"-mini).
Qtiaiinu
Zl%
di
passu
ti cridennu
Tu
pirch"
Passu
la
Mmaliditfu
Ga
chi
su'
fussi
d'ora
solita
robba
nun
si- ti v"'
Maritati
Spii'anza
'mi
stari
nun
pii
passu
piglia pr'
drittu
Ma
cc",
tia
:
passari,'
sgarrari via
'un
e
t'ammucciai'i,
li
'.
dinari,
t'anninghiria
";
raaritari,
cchi"i
supra
di
inia.
[Alimena).
"
Ma
vo
'
Che
se
mente
dii'itto pei'
tu
accettar
fossi
"sb;iglLare
non
d"oi-ii,io
nuUa
ila
non
voi-rai
In. via.
toccarti,
non
vo
te.
mdb,
SVENTURA,
ABBANDONO,
373.
Com'haju
Ta
fari
a
vai dieemiu
Gt"stu " lu
Ma
"u
Ora
mi
Gh'
lu
lu
ch'hajuamatu
vera
maritaju,
t'haju dittu
C"
iu
374.
:
Strata
ligna
pri t"a
ca
Ga
pri tia,bedda,
Pri
t"
Pr'
'u 'stremu
mi
fantasia.
di
mittiria.
focu,
{AUmena).
'nvisitaju,
"u
finiu ;
mutimi
l'amuri
mamma
'.
" la me
Abbruciati
pri sdegnu
pocu,
locu,
cerca
"
t
t"a;
a
U"
a
focu
un
t'amajuun.
banna
'n' "utra
a
cM
".
pri pruvar"
flci
mis"
m'Iia'
ca
A"lh
MORTE
s"cutaju,
'un
sdegni! chi eci tegnu
iu.
{AUmena).
375.
Ti
Pi
1' he
'na
mannatu
v"iiiri uni
Tu
cci
Un
jornu
tia
pi missaggera.
l'avisti !a mala
di
ca
sicura
donna
mia
furtuna.
avir"
nn'h"'
pena.
(Palermo).
376.
Jivi
Una
jivia
Cci
addimannai
variante
un
briusaraenti,
mia
amanti
cara
dubbia
'ccillenti
'ntra
passatu
ssi
;
'
:
vampi
?
"
:
cb"
Ca vai
Chisau
Ma
'sciar" la
ti l'ha'
Gomu
Oh
'
'nfemu
Cci
"
'
Iu
a
io
Eccellente, qui
si J"riu
briittu
dicennu
chi
fli veru,
lu
ia
flci
senso
oa
d'ogghiu,
untatu
pi
moru
t'amai
pi pruvari
tia !
un
a
pocu,
tia,
di grave.
itodbv
026
POPOLARI
CANTI
Mi
"
l'haju passata
L'haju passati!
Li
"
Quant'
377,
a
'ntra
hi
" cchi"
la
Cui
Ch'
di
peni
'ntra
turmenti
'nferna
tintu
cui
tempu
Donna
pulita
'un
G"
i'orau
eni birbanti
Ti
Lu
sai
'Na
badda
e
orva
l'amanti
:
{Alimena).
;
tradituri,
milli
cori.
tradituri
pr' un
un
!
'
tra^ucari
e
:
d'amuri,
e
cci v"'
zoccu
nenti
li chianti.
ti lassari
iilillifacci
mustra
chianti.
" nenti
nun
'nciammata
l'omu
e
perdi
passanu
Di
turmenti,
e
su'
nun
pirdiu pr'amuri
poeu
peni
di
pugnu
?
lupari ^.
(Alimena).
*
378,
Pozz'essiri
Mazzuliata
Unni
Ga
379,
A
'
Denisinni,
palla cieca
A
dove
panni.
e
figghidi
purtassira amnmzzatu
e
lu
senza
inulu
a
(Bagheria).
li mamrai,
carrieatu,
n"uru
'na
tabbutu,
*
'mburdutu
varda
:
ti'avolgei'e,
ingannare, sedurre.
Una
'
d'un
pinnuluni
'
prOBciugato
li
!i robbi
Tmvucari,
acijua,
1
chi
Supra
^,
picciottiseantatinni,
tradiscinu
Celu!
Denisinni
a
tila
comu
vidi
Senza
'
purtata
dal
e
antico
un
canale
GoTerno
si lava
pinnuluni,
pugno
e
si
di palline, cio"
navigabile
a
settenti"one
ridotto
oggi
sdagaatta
biancher"a,
ad
una
schioppettata.
di Palermo
,
Svevo, ed
pentoloni, legato
una
a
semplice
verznre
ed
corso
altro.
barda.
itodbv
di
ABBANDONO,
E
'iitra la
E
'ntra
lu
Di
tradituri
di
Sangu
Ajulu, ajutu,
380.
Ca
Datimi
lu
testa
"utru
Ed
jornu
la
mura
mura
Partu
v"ju
unni
E
Mi
jicu
ti
Jeu
"
'Mpuss"rist,
'
La
"
Altri
'
E
'
m
si
gode
l" dove
faccio
l'amor
io vedo
jicu, mi
nenti
fazzu.
ti
lass",
pena
unii' "
a
coma
mi
mia,
nn'a.rrassu
r"mitoriu
;
passu,
aguali a mia.
scuntenti
a
chi
mia
{Falerm").
he
*
;
(Alimena).
'ntrari.
pinitenti,
d'un
gettarsi nei pozzo.
la
fazzu,
e
cuntenti
mia
sugghiuzzo.
%
gran
petri
salutu,
vita
la
Fari
a'H
'-
pazzu.
a
-
ca
sta
li lass"
'Ntussicati
382.
li
'nt"ssicu
lu
:
curuzzu
curuzzu,
ti lass"
e
',
m'arrimazzu.
tegnu li chiavi
Guv"riiati,
(Bo"-getto).
it"' ammaKKU.
curuzzu
fazzu
!
'mpuzzu
n"sciri
guariscilu
si
io
381.
ni"
di
arriddattu
Tuttu
La
lu
di
nova
Sugnu
vinnutu
mi
vera
;
mircatu,
fu
'un
ca
f"rutu
daveru
'."IjJUzzli,
mi
s' 'un
fa
si uni
sangu
appizzatu,
baddi
ciancili,di
l"
t"
cuteddu
cori, un
;
qui
mio,
pei-sone
:
la
passo.
la mia
amante.
liete io mi
allontano.
unisco.
itodbv
"^a
POPOLARI
CANTI
Stii Ddiu
Pi
dari
ofi"tinutu vogghiii amari,
eh' he
bonu
esemp"u
Pigghia
sti carni
E
aangu
di
Stu
lu
Ddiu
fici in
scannalizzanti,
mei
mio
genti.
h
a
currenti,
dumi
tutti
e
munnu
quanti
Cuvirn"tivi,amici, addiu, parenti
,S8S.
JHna
La
li
Li
chianciri
terra
l"
stiddi
mari
!u
cu
colu
lu S.eni
Ghianci
lu
G"
384.
la
Donna,
Ga
Ji'
lu
pi
Sugnu
Ed
Pi
io
mi
anUie
Pam
"
fieni, paragoge
'
Maecsa
di
a
tuoi,
vidi
un
canto
peina,
inaletna,
di
e
srutu,
guveriia,
sferta
quannu
ciecu
e
mutu,
di perna
maccia
nun
mi
dani
o
"",
ajutu,
tit,w{a materna
iM^tito
{Palermo).
mia
tradatu,
sa'
vui
a
e
fui
e
vui
sentu:
'
\mci
si
p'amari
mi
tutti,
a
film
miu
l'aceddu
li btUizzi
Diri
Secwio
munnu
corau
Mortu
chianciti
abbannunau
ripara
p'amari
Tuirhia,
la
tutta
;
la Curii
tutta
tu
mei,
;
cumpagnia
'n
e
bedda
me
vurria
pisci tutti.
'
Turcu
amici
ora,
li
cu
Ghianci
Ed
*
prufunni prufunnati grulli
stissa
Ghianci
'.
(Cefalii).
!
'
{Noto).
ibIi^io""
re
macchia
idiotiami
di
perle.
di reiiman
aeieriiam.
itodbv
-""3U
POPOLARI
GANTI
Sugnu
li s"nzii
G"
l'haju pirdutu.
mia
0
celu, o
terra,
E
chi
servi
Gei
mi
m'ha'
comu
vol'ess"ri
'ppizKavu
lu
tinutu!
amatu!
avutu.
ch'haju
chiddu
^
';
nichiatQ
celu
lu
pri
M'adiru
turnatu,
cadaveru
un
coma
neiiti,staju iimtu;
dicu
parlu, 'un
A'uii
haju squagliata,
Suli
lu
l'acqua e
Comii
387.
{Castdtettnini),
'na
Persi
888.
Io
persi
diamanti
celu, 0 Luna,
E
dunamillu
Sugnu
di
Privu
arridduttu
chi
lu
M'abbannunaru
ii frati
Voler
'jtpiszaou,
frati,
l'amici.
[Palermo).
lo perdetti.
di
rubbina;
in
M"I"izko
si canta
colla
voce
;
Persi
Una
ce
f., itiveoe
s.
ziifflmt,zaffiro
fici;
amato.
essei"
Rubbina,
e
( Tortorki).
puvirtati,
stissi
li ine"
'
'
!
moru.
a
niunnu
M'abbannunaru
lu
ristoru
vera
a
Nichiatu, imbroDciato, stizzito.
Cd
matutina.
vognu
'
'
f"ru.
stidda
finestra
beni
*
qualchi matina,
truvirai
la tua
",
la rubbina
e
qualchi
tu
mi
Sutta
o
virga d'oru;
'iia
ciiati
mei
O
Mortu
-
lu
li s"nzii
Unni
389.
tra
'ngastata
Ch'era
fina,
tanta
ch'era
petra
variante
lu
diamanti
dice
dca/i.
e
la
::i'ff""m.
itodbv
ABBANDONO,
0
G"sii
qoantu
Cu
centu
scali
Io
s"cciu
390.
'Un
s"cciu
Morti
Va)u
villi
davanti
Coma
For^i
"
Un
"
Su'
'
Leccu,
protesi
Proviene
dalla
di
stampe
nella
Matl"o
Baronessa
quattro
'
in
di
cca
l'Amun
pn
ainspunni
tia
muiiu
mei,
'^
iniu
"
chiancinu
{Ahmena).
ad
ara,
*
ancora.
eco.
ecw,
di
nelli pradj
la
a
,
Carini
bella
Agata
Licata,
n.
la
1566
Mayda
questa
'Noisit"risi, vestirai
all'unni:
m
'nvisitati
Historia
di
unni
dumannu
ra
,
-'
"spuiu'
mi
,
ristampata
cit.
,
varianti
spiiiu
cci
amici
di
e
e
l'occhi
di
o).
{Ca"-*ftvutur
famii,
unni,
di luntinu
lUcaii
li me'
Barbarussa
di
^
Amuri,
moisi
l'occhi
p"ssau
Chiancinu
392.
cu'
man,
lecca
Lu
'
1
vap
me
voscuia
amanti
me
duluri,
dari,
cci
lu
valli,'nta
a
l\
]iu
sia
m'hajuadari
manu
ciicannu
Unn'
Ga
li me'
cu
'Nta
391.
avissi
havi.
chi
o
rimeddiu
chi
Amuri,
me
s"cciu
" frevi
accidenti
Sidda
p" acchianari.
lu
nun
s"ddu
s"cciu
Nun
e
Suli !
stu
si cci
malata
ch'"
j" malatu,
da
" g"uiu
'an
331
MORTE
SVENTURA,
a
medesima
pp.
prisa
7. In
dal
ottava.
,
cursali
li
pei' le
Palermo,
Salomone-Marino
dove
248-253
da
son
riportate
(Nota della pres.
ediz.).
lutto.
itodbv
oaS
POPOLARI
CANTI
Morsi
l'amanti
Vuccuzza
falla
Maslru
Idda
ca
"
bella
mia,
figura,
pirdisti"a palora.
pi
la
dui
gi" morta,
sepurtura
io finiscili
ed
:
ora.
(Caltttvuturo).
Oh
393,
Ga
Ora
Io
chi
la me
mi
grati
'manti
pena
a
nun
partu pi stu
partu pi chianciri
chistu
pozzo
voscu
e
cori
min
!
truvari
riu
lagrimari. {Palermo).
itodbv
CAPITOLO
XI.
CARCERATI
CARCERE,
^
Appriniu
394.
mi
L'occhi
Di
di
la
Pocu
sbirri
la
sangu
Giustizia
partili
curria
la
ce'
nun
cu
e
"
fu
;
passu
purtedda
cci
^
*
"u
a
mia
a
passu,
furgaredda
pigliaju
pillaru
Tutta
li
"i
latrimi
un
comu
vitti
la
pettu
Quarinu
Cu
jianu
mi
Qaannu
ch'era
*.
crafassu
un
vanedda
jocu
l'ucchiuzzi
^
;
e
spassu
'ij torra
:
"-
(Alim"na).
'
Dapprima.
,
'
Furffareddu,
'
Una
s"zia,
variante
A
'
'"
"
Mi
mise
Crafassu,
Vn
altro
a
spaz/alonc.
:
guisa
ca
mi
vitti
'i
sbii'ri
'n
coiWa.
rubare.
metatesi
di
fracassu.
canto;
itodbv
""i
CANTI
395.
f unlei
Cu
cimtenti
e
Dunni
di
nta
ni
nescm
II
Pi
mix
E
peli
Gc
"
Cu
397.
Dittm
'Nbi|,natnilu
3itialIArsimh
G"
M
E
Vedi
lu
nti
intorno
'
L'AiBeoale
'
Puntali,
pena
piedi legati a
qualunque.
In
un
Il
Paleimo,
Ktala
sunnu
a
fiova;
nfuimati;
vi
dei
nella
angolo
nova.
puntali ",
lu
i
le notizie
condannati
quale
di
*
di scola
mistru
bagno
un
t
si
di Paloi-mo
gravissima
muro,
S".
Cci
*
lu
alie Vicacie
di
ti 1
stanna
mezzu
acchiana:
qualchi
din
:
sepurtura. {Palermo).
n
e
Luna,
staluna
nn
unni
*
lu jornu
',
ova
tana,
na
si
ii"^
ponnu
(Pidermo).
sona,
la
centu
nfpini
Vi
Tuttu
di
h
i
i
e
di
moitu
chi
nni
Suli
pnita^tu
cci
mi
?
la iuLtuna.
timpani
dmtia
VITO
!
bepuitux
!u
semm
piMuiia
chiimata
Vicxr
li
iSiccia
scahdda
na
Anu
'
la
ne
ni"latu
Sugnu
h
:
abbanninata,
roggm
ne
mancu
nta
^tidta
sti mma'
voli
Sugtiu jittatu a
Haju
mala
navi
qiannu
h
Ddiu
mix
carzaratu
comu
d
i
sta
Sugnu
396.
arai
vmni
mi
Essin
Ca
1
l^ hu
POPOLARI
si sta
carcere,
;
di pag.
alla
con
ovvero
70 o sog,
galera.
catena
una
a
un
pinolo
:
di
ai
li giuvini asiittati.
carceriere,l'aguzano.
itodbv
Passanu
tutti
Atturniatu
398.
Mettiri
la
sint"nedda
gammi
coma
Firriatu
Lu
di
s"cciu
"
Si
'na
tutta
'n'"utra
voia
'
Vai'iaEte
la
sona
la testa
Scipp"mucci
la
chiaja
%
duna.
pii-suna;
me
campana,
li 'nfamuna
a
Lana,
di vara,
jittatapri lignu
Sugna
Ed
quali judici mi
a
la
'ntra
lana
la
pri
',
*,
cacciatura
m'havi
capitana
Nun
cunigghia
e
sbarri,
pitarri ^. (Borgeito).
li
corau
an
cani
1"
a
tirri-tirri
longhi
Sugna
399.
'. (Camporeale),
sbirri,
la fac^i
pozza
:
nova
di li
sugnu
'un
Passa
L"
cursa"i
galeri e
porta la Vicaria
Danner"
OSa
CARCERATI
CAKGERE,
!
"
(Borgeito).
Alimeni
di
0
dotti
li libbia
ohi
^algnat^vl iu
ulemu
"fuduti
tioia
si
unni
li carcerati
Jiti a Palermu
ntra
Iddi suli VI ponnu
daii
no^a
li cuimannati
Dd"
diutia
su
ca
era
C I
*
'
Poita
baunera
modo
Pitarra
olis
sedentaiio
'
I birri
'
Aviri
'
La
dlia
fliie"tu
lirr^hm
cello
ivi
di la ecola
mastru
la
Vii^na
nova
prestamente
erb
,
Sn,iiia
siiiati
camman
e
di
iettax
in
galliuella prataiuoh
Linneo
Oie
iic
"iJbso
piuttosto i,he Yolaie
corre
le spie
e
pri
la
lana
del
campana
! In
In
tenmu
Prati
Ahmetn
aveie
Vespio
vana
non
un
tener
poteit
mai
afferrato
dimenticati
dai
poiolo
di Si
(X}si
jittatu pri lignu
bugnu
Comu
m
ce
e
nnddu
ca
di
pn
*aia,
mia
piutitra
itodbv
ddt"
'Nnueeenti
" st'aria
'Un
sempri
Ca
Pezzu
402.
Du'
403.
di
Cu
qualchi
Sugnu
Lu
'
Bari
'
a
vota
comu
Furriatu
Pare
'mpusturasti '. (AUmena).
ti
di qualche
in questo
iio.ra.itu,
gran
colpo
e
lu
"utra
tradii
fattu,
la
^
petto,
la tana,
ura.
lana.
leggenda.
senso,
di
barattu
'nta
pri
ha'
mancanientu,
ouaigHu
uu
d" Bbirri
zocca
dugnu
"
cap"tanu rbsju
itanimento
Rasulatuna,
t"
lu
rasulatuna
'na
facisti,
'nfami, pensa
beni
Pensaeci
Io
ehi
picciottid'onuri
Pezzu
(Palermo).
jittasti;
'nfamitati
prima
La
:
t'arriducisti;
chi
a
viditi;
vu' sariti.
mia
a
ti
fari 'nfamitati
A
li nutat"
'nfam",
di
mi
accunciateddu
'n facci
?
puvirtati,
me
paiori e
jornu
un
la
dura
sti
Scriviti
ch'aviti
superbia
e
jornu
un
{Palermo).
passati, salutati,
chi
Chi
Ca
Signuri,
sfurtunatu.
io lu
sugau
Amici
401.
Wostm
fa
'nnueeenti
Comu
c"rzar^i jittatu:
sta
'nta
'Nnueeenti
dif"t"suri,
l" me'
chiamatLi
Haju
400.
'
POPOLARI
CANTI
dar
la pariglia, iiojnbare.
rasojo.
itodbv
Garzarateddu
406.
Ghista
S'io
lu
"
chissu
moni,
s'io campu,
E
Ma
siddu
"
vi
piaciri
'u
vostru
libbJrt"
a
arriva
Kll'arma
lu
o
spassu
viii f"siu:
o
sugnu,
diri
l'h"
vostru.
gustu:
'un
n"sciri
a
'
arresto.
bustu,
stu
patinnostru...
an
^
[Jiagheria).
407.
Su'
A
mia
arrassu
E
nun
fa
Gei
c"rpanu
Si
408.
Ma
dicher"
"
Non
sceeuni
mia
d"
di
1889.
da
di
f"iota
tramuntana,
la
ma
se
io
f"stivu,
il
Superna;
via
;
Suprana
'
Turchia.
Psichiatr"a
di Torino,
voi. X,
edizj.
da
giorno
ia
di
yres.
un
e
e
della
contratto
'ncappari. {Alcamo).
p"
Superna
Francia
;
st'erruri:
la
na"V Archivio
me
passari.
li cani
cci
sutta
la
stari;
pi erruri,
n"
comu
mia
sutta
passir"
F"stu,
Cio":
fannu
tradituri,
gabbu
pjgghiu
partfl spiegato
'
di
comu
pigliu
E
'
mi
d'Inghilterra, allongu
0
I,
l'amici
faciti
Ognunu
tia
cammaruiii,
ch'appi
centra
vi
stu
pi sdegna
n"
distineddu
Tutti
fesc.
di
Fu
'Un
'nia
carzaratu
foste
usdr"
(intendi
da
questo
la
cagione).
io
mi
veu-
sospolitarai che
il
poeta
carcere,
terribilmente.
si capisce
qui
a
Petralia
Soprtma
ma
e
potrebbe
Sottana.
itodbv
mi
Quanta
Havi
Un
mia
l'amanti
Haju
voli
sunari
a
sarai
jornu
palermitana,
beni,
l'amanti
tu
Faciti
'na
Ca
sti
pirocchi
Ca
su'
nisciutu
Faciti
tutti
Li
corna
{Bibera).
!
^
quarari
liscia,
vurria
di
la
squarari,
Vicaria.
pittinari*,
'
faciti sirrari
corna,
ehiddi
a
!
pettinipri mia;
ce' "
nun
'
mia.
!
mi
tutti,mastri
Curriti
Si
di
quarara
!
la campana
Amici, amici, qaarari
409.
mia
armuzza
toccu
a
3d'"
CARCERATI
CARCEItE,
chi
'nfussaru
'.
mia
a
{Palermo).
"
\iii.1k
lompe
e
"
il siono
delU
(e leiraW
del
{Ui
Quatara
protei bla le e loM
ile'
'
quali
Maestii
'
Tatto
dice ironicamente
i
il popolo
usuiasa
il \arso
quando
passato
e
id uno
si
in modo
amici
ricordano
lodai^i
pu"
non
11lima
e
caici.(e
caldaia
guadata,
o
clit,
(."mjWTii
pettinignoli
Sirrari, segare
'
fei coma
il canto
Tutto
Io93
carcerato
e
inediti
rrali
al
attribuisce
lo
si
legge
con
"'lailiano,numle
Oillberti
Maura
si
ioli
cu
a
di
117
1801), pag
Mtmu,
memt
nova
a
e
h
tradotte
Nella
edizioni
oanmm
del
lananti
Vuctitia
" iu"
lu
Salv
dinota
Baruni
e
e
ov'egUera
mare,
a
A
Vbnbziako
(Palermo,
Aioen
di
1% camam
cui
retta
Oraziu
nel
Palermo
m
Opeiedi
sac
Pigghtata
dt
molto
Castello
nelle
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iii:a
'Veneziano,
esplosione della polveneii
pei
poeta
a
li
etra
mincanu
Smith
li
hinno
Qui-^ti iltiiii liip\erai
Nfiissaii, (.alimnnie
con
Paulu
aggiunti
Capuana
itodbv
(Ca-
340
CANTI
Nun
410.
mortu
sugnu
Ogghiu
cci nn' "
Corriti
tutti
Mentri
chi
Ma
si iu
Di
chiummu
411.
mmalidicu
Lu
mastru
Ce'
" chidda
su!u
carzaratu
E
chi
'ntra
Duimi
"un
tettu
la
flei puru
'nta
delia
1
0
probabilmente
Chiaatari
Loro,
'
Musura,
credo
non
"
{Oianciana).
mitt"u,
mi
jittau,
n"
come
di
n"
*;
'nnamurau,
cela
dato
scura,
non
Dd"u.
po3Sia del Maura,
ar.dai"
dell' uno
lontano
n"
il quale
dal
vero
dell' altiT). (Nota
chiova, fig. calunniare.
della
pronunzia, lode.
della
oaliianiatori;vi
L"
"
chiova
Nova.
mi
si vidia
cchi"i
edis.).
pres.
'
'
si
;
siburtura
fossa
scura
Io
che
ch'"
la Vicaf"
mia
(Polizs").
ancora;
U
'oa
^.
li mura,
e
Favignana
carzaratu
XVII.
*,
rnusura
palora
lu
fa scrittore
dicendo
la
perdi
39
sec.
!ora
tradttura,
tania, Galafola, 1871) pag,
del
la
'scura;
Cianciana
a
'ria
'
la
judici di
'Llura
addiima.
ancora
fossa
sta
s'arribbassanu
No
Lu
'nta
'i
cuntititassi
e
chiova
ti darr"
chi
Mi
412.
lampa,
ancora
.
cci trasi
Cci
vivu
ti la fazzu
di
cu'
la
chiant"rimi
a
campu,
Ca
su'
no,
a
sugna
C"rzara
Dd"
POPOLARI
solamente
pron.,
mUura.
Intendi:
vi dar"
una
schioppettata,
ecanner".
si rimboccano
i
terribile.
chiodi; quella " pij!i
jBdb,
Ailura
Mi
me
dissi
Adamu
"
'Un
ed
Pri
m'affacciau,
mammuaza
:
dubitar!, figliumiu;
Eva
l'omu
341
CARCERATI
CARCERE,
la
scrittu
carzaratu
lassau:
Ddiu
pensa
".
(CasteUermini).
413
Mmeiizu
li
Cu
Vitti
E
ca
1 occhi
malu
Mi
levanu
a
Gei
su'
La
menti
Nui
semu
E
415.
V'h"
'
'
tennu
Di
n"sciri
" pazzia it
e
Palermo
soavit"
che
pensare
chianciti;
chianciti
vinistivu
di
io possa
a
pazzia
uscir
(Palermo).
?
mia:
un
affetto
'.
riccuntari
pena
eomu
" 'na
sapiti.
cunnannati,
chi
la gran
cc"
:
chiamati,
vui
e
fora
'ncatinatu
di
lu
'nfernu
chi
malinconia
di
lu
riccuntari
Mi
Quanta
variante
pinsirusa
Mammuzza
nati
sirrat"
'un
li
e
vui, matruzzi,
z
'i c"mmari
d'arrassu
'nta
cai
li viditi
morti
o
{Pai imo).
campui
figght
d'
v"vi
mn
cristuni
lu
e
e
chiddi
a
la malaiicunia
e
II \icana
Mittitivi
purgati
la paci
sunnu
funtam
li mali
eh aviti
Jiti
mia
du
vui
stari
Matri
Si
-^ulu
ramenzu
Lu
mitruzza
facunu
cci
ea
Sugnu
la
eri
la Vicaiia
signali
facia
mi
ce
di
cnnnu
manuzzi
Matri
414
lu
cani,
'.
!
di
questo
carcere.
:
itodbv
Una
342
Quannu
arrigurd"fivi di
vita
C"rzara,
starimi
Lu
Tiesta
piensa
Cc"
sulu
A
ca
paci;
'mmienzu
di
li miei
'nnimici,
travagghiu,
tnuorii
manciari
nisciti
La
E
Oii, d
s
1
nt
e
fa
f
p
n
t
fina,
1
T
a
1
co
b
d
ilant
bb
e
u
l
fa
e
i
spili
do
1
(Capaci).
1 1 lata
e
nu
vuci
a
'.
libbirtati';
a
sb
d
r
di miciaci
Te
t tu
Ali I ula
Gal
l'amici,
alliera
p
M
e
e
ora
f
Ga
dici,
pierdiri la paci.
Cantati, carzarat",
417.
piaci !...
nni
mali
li frati
truovi
su'
s' 'un
mi
cu'
a
(Camporeale).
mia.
filici,
casa
cuomu
fa'
ca
Dinari, bon
"
tia
cu
Cu'
E
mia,
scippata
Fuora
principali,
li festi
vennu
Mammuzza,
416.
Vicaria;
la
'ntra
sirratu
Bilichi
abbannunari
si divi
ftgghiunun
Lu
"
'
POPOLAEt
GANTI
1
n
[PaUrii.
n
jBdb,
418.
A
ch'eu
iempu
L'aniicL
mi
Eu
nuii
sapia
Lu
dudici-tar"
Ora
eh'
Chi
m'ha
E
tifavatiu
'un
L'amici
galantomu
era
mi
chi
paria
n"
'u coinu,
un
^ranu
lu
haju cchi",
f"natu
tu
tn"
cchi"
sannu
\
!
povir'omu
iu
l'ari^entu e
si scnrdaru
niancn
l' amu
ca
lu
u"
"i3
GARCBRATJ
CARCERE,
ramu,
ntiomu
mi
comu
chiarau.
(Sambuca-Zabui).
Ghiancinu
419.
"
f"nutu
l'nocchi
pri
^
Airisula
'Mmienzu
Jeu
mi
mi
lu
mari
in
in
dice
"
mientri
e
ed
stu
addentando
Ditdici
anche
tari,
come
"utra
bracchi
funnu
fa
lu
sti carni
san
a
lu
tanti
dannu,
sunnu
:
funnu!
signori
(faochina), catena
"acendo
vanno
:
tirannu,
^ientn
puortami
clie i biiT",di giorao
di sera
havi
Ddiu
curri
munnu,
nun
giubba lunga (frac), giubba
brillanlj,e
'
ea
cuomn
fannii,
carriannu,
stannu
Gr"piti, mari,
quale
bieddu
ehi"nciu,
1"
'Nnuccienti
'Nea
lu
mia
chiantu
miei, gran
(Capaci).
vetlerli
a
d'oro
intimit"
e
e
All'isola
(li
spilli
soprusi
1 santi.
moneta
d'avgento
equivalente
a
Lire
B
e
cent.
d'oggi.
'
stiti
ve-
Fayignana,
di
Ustica
e
di
Panfcllei'ia
ecc.
itodbv
10
XII.
CAPITOLO
RELIGIONE.
Fici
IO.
E
Prima...
E
iu
fu
fu
Terzu
l.
Io
visibbili
Viju
!u
Unni
1
celu
arrisedi
vide
con
e
rumpiu,
nigau;
cridiu,
mani"u
'.
[Patti).
cosa
mirabbili,
'ncumprinsibbili,
Ddiu,
gli occhi
diu;
'nvisibb"li,
ch'"
paraddisu
tra
non
quannu
viju Su
lu
iu
quannu
cuU'occhi
Guarda
lu
quannu
visti
non
si
si scurdau.
Giuda
Masi
Diu,
l'aceurdau;
terza...,e
liutu
Petru
Secundu,
di
Figghia
secunna...
sagru
Primu
Si
cordi
eludici
cu
lu
liutu
un
eli' "
suoi
cosa
amabbili.
e
jBdb,
CIANTI
J
Quant'
14.
D'om
Pa"ermu
'Un
bedda
"
'iia
havi
pani,
Si
di lu
Jovl
tri vascelli
lu
vota
Lod"mucci
furmentu.
Santu
dici
pari'inn,e
lu
chiantu,
'n
furmentu
di
^'intn
l
mantu
d'argentu,
rnisa
"
vinu, n"
e
ddu
satta
'n'"utra
e
Missina
cu
Galaru
Maria
stampa
la matina
E
POPOLARI
'.
Santu
:
!
^
S-inmcntu
{ial'WK-tufo
lUoordo
'
di Al
one
'
stanco
quesfi
mena
alt
Questo egli
433, 437,
11
111
dai
ito si mettono
a
Bdiu.
Lu"iamu
s(^ginnge
la
vista
:
di
l'occhi
(ao" il pnmo
spaCa
'
'Na
Vimmaria
Sullo
ecc.
mietitore
Cosi
lavoratori
sciivevo
mi
seconda
a
di
lu
io nella
tono
stosso
di
Dopo
cui
sinistra.
Il nome
prima
al
che
curva
l'uso dei
nni
di
volume
uiiet"fori
il
spada
Usi
roii
e
menti
E
poi
cunsirvassi
" ben
al
in
in
,
a
le
mezno
Costami
riporfat"i
capu-
apphcato
questi canti; oi-a,
di
e
La
capuJtruccTiieri,
schierandosi
fenno
ediiione
citato
di
:
gli alt"'i fino
seguono
aver
dosi
levan-
Saramenltt.
cont"nua
ogni
i manipoli
l'accoglie
clie
Lticlitsia,co
,
nel quale " cennato
le biade.
Santiss"nii
destra, a
la
per
richiamo
430, 432,
recitare
silen"o, dice
compagni
Santa
a
,
codesti
V9
iditi
Signofe. Colui
ringraiiamu
ohe " l'ultimo
li aMi
ulie ialciano
al
Imponendo
e
4'')
mietitori,cio" il lig"^itrio mgghUuri,
dai
ed
il
vimt
Eottoiiin
vanno
contadini
lodare
a
lasciati dietro
che
i
pi"
veib
PietioOiiGrc
Isg
Caitavutoi'O
detto
due
timi
i
canti
1
soii\e
il berretto
sar"
del qualp
questa
p.
Canti
m"sse
.^
itodbv
132,
(Mia
347
RELIfilONE
Oh
425.
Micheli
San
sili In
Vu'
li
Satta
ancila
veru
ssi valanzi
Pisati
st'arma,
Ora
tu,
arrauzza
Ora
ca
sini
sirpenti,
Ddiu.
Ddiu.
a
statti
cuntenti,
grazia di Odiu.
'n
Sanlu
lu
Saramenta,
G-iaseppi,eh'
San
datu
po' datila
m"a,
Lod"mucci
;
menti,
giustit
e
'
sblinnentl,
Ddiii
vi l'ha
'mmana
Tiniti
E
di
titiiti un
pedi
spata
La
Arcancilu
" lu
mia
nnomu
^
(Caltavuturo).
426.
Arcancilu
di
Capitana
Tu
ti nni
Ga
tu
lu
Pigghiati
Portala
427.
Il
li biddizzi
Gc'
"
maggiore,
*
eresia
desia, pi"
quale
si ha
di
spugghiatu
ti vidi
ca
eh'
'un
Dd"ii
a
ce' "
li
min
;
firutu,
l'ha
Gr"sia
na
scutu,
e
armatu
hai
chi
;
criatii.
'
di
(Cefitl").
valur",
p"' .cuntari.
chi
fa
'un
ti hi
grazii a
tutl'uri
p"' scurdari.
:
(Falenno).
cantatore.
Capitano
chiesa
noi!
l'ernia,spata
Antuni""u
'
La
t'hai
Santu
un
del
e
Ddiu
st'arma
Ga
nome
vistutu,
'nfernu
Palermo
'N
di biancu
avanti
Sant'
'
vai
purtaiinu
Trema
avanta^giatii ',
cela
ti vesti
Gomu
ajiilii,
Micheli, dammi
S.
grande
de!
supremo
Ialino
Antonino
divozione
di
fuoi'i
in
cielo.
chiesa.
la porta
"1\
questo
:
Palermo.
itodbv
"4"
CANTI
42S.
Casteddabojiii
Lu
la Matri
Cruciflssu
'Nta
di
429.
Vitti 'na
Ges"
G"-ibilimanna,
Sarvaturi
nivalidda
ponti, e
tuccava
Quantu
biddizzi
havi
ehiddi
di
',
{Cefal").
'nimenzu
Faceva
Ma
Sant'Anna
Munliniajuri ;
la
menzaustu
Cifalii lu
A
POPOLARI
iu
San
Maria
mari,
Suli,
Pasquali
cchi"
su'
!
^.
mag^iuri
(Ca"tmuturo]
430.
Santuzza
La
vera
Nun
vosi
Ca
notti
castedda,
friquintaricu
signuri ;
P"ddirinu
e
jornu
Lod"mucci
E
'
Santa
Castelbuono
In
*
Pi"
Questo
dita
'
e
"Vedi
!a
cedda,
dinucchiuni
stava
festeggia
011)01119^,in Gibiimanna
in CeM"
la so
la San
Rusulia
si
bcdda,
palazzi, n"
n"
Munti
e
Signuri,
di nostra
rosa
Nemmenu
A
rimita
Rusulia
*.
Saramentu,
tu
Virginedda. (Caltasuturo).
Sant'
Anna,
l' Assunta
(la
in
Ges"
Montemaggiore
Madonna
di
agosto),
mezzo
il Salvatoi'e.
maggiore,
ed
il canto
forma
popolare
precedente
alla
quale
si oppongono
poti'ebiieroanche
i grammatici.
entrare
noi
cap,
popoli.
nel voi. II la leggenda
dolla
stessa
Santa
Rosalia,
patrona
di Palermo.
itodbv
349
RELIGIONE
Vi
431.
Vi
Vi
manna
a
manna
a
'n
voli
Vi
Culi' antri
Chi
E
virgineddi
soi
di
Tri
belli
Ga
'n
paraddisu
la
Cc'"
cappella
lu
Gh'
D' un'
Una
di
tri
Cu
Trema
E
tri
ostia
chisti
palori
lu
Cala
a
lu
la Santissima
Questo
primo
'
Questi
intercalai'i yariauo
canta,
e
ohi
per" apeaao
non.
dignu
{Caltavuturo).
siti!
taciti,
cunsarati;
dic"ti
chi
culi' armi
cela
{Caltavuturo).
appartenere
socoado
consonano
dannati;
poi spinciti,
Trinitat",
tetra'itico sambra
'
".
Lucia
cumunicati;
tri ia
'nfernu
si l'occhi
Saramenlu,
parti nni
santi
soni.
cc'"
Ccincizioni.
Santa
vi
matina
e
Sarvaturi,
quantu
parnneddu,
ogni
lu
di
figuri,
canti
cc'"
di santa
virginedda
0
433.
Passioni,
Maria
stampata
Lod"mncci
La
Redenturi,
tri belli
manti,
;
{Palermo).
culun.
milli
di
Santa
la
Signuri
arraccamati
cunsarata,
Munarca
;
amati.
Nostru
di
'
ia parnia
cu
d'argentu
Ostia
Sant'Anna,
salut"rivi
spusi
e
Cc'"
diri li filici jorna;
li vistita
D'ora
Madonna,
la
paraddisu
sunna
vonnu
432.
salutari
a
manna
ad
la diTOzione
altro
e
la
canto.
volont"
di
colla rinie dell'iDtiero cauto.
itodbv
^OC
CANTI
Mi
434.
^
talen"a
POFOLARI
lu sali
talenta
la missa
ogni inatina,
Mi
talenta
lu Re
la
Mi
la Curti
-Nni
435.
Ca
cunsacrati,
pri
cos"
la cuda
"
chi
cosa
eh' "
del
verbo
'
Notisi
il bell'uso
'
Canto
aioito iiregolare
Una
munnu:
Patr'Eternu
\
all'Orienti
fa
chi
di
cosa
'^
cuiicmTi
'n pugnu,
lu
a
slidda
'nnavanti
dici
Ognuna
Regnu;
eternu;
'n
e
'na
Accumpariu
munnu,
li chiavi
cu
Ddiu, Spiritu Santu
Cu
di lu
s'addiminanu
'un
funnu,
'neegnu *;
cu
lu
tuttu
(Alimma).
nn'"
studianu
e
paradisu pri
lu
'.
ed
nun
Pitruzzu
Ce' " San
43G.
iVJaistati,
Giuseppi patri
inintuvatu
Tri
Riggina,
Divinitati
la
e
li dotti
Ce' " San
Grapi
So
di
ia Divinit"
su'
"
cu
l'osfii
talentano
L'Ascinsioni
'
farina,
Mi
Tutta
al canto
la
e
la
a
sfrata
(AUme
;
;
nenti,
jurnata.
ialeMa-re.
e
probabiimenle
e
studiar!
fraiiimeiito
da
,
legar
seguente.
variante
Ca
;
su'
!i dotti
u"
'un
ponnu,
teologia.
itodbv
Ci'istu
vidi
Nun
la
teni
Ca
Tu, piccaturi, si
Sar"
tu
ti
nua
la
tia
di
supra
sfiidaVata
spata
so
onn"putenti,
"
quantu
?
penti,
(Palermo).
'.
vastunata
*
Cristo
437.
lu
"
focu
Lu
jucatur"
a
l'arma,
Arza
la
lu
438.
Madonna
0
piccaturi, Ddiu
Giusta
E
li detti
chi
L'aucilu
vidi
parti
Doci
"
Eu
v'amu
Mi
chiama
" antico
va
di
e
pisu
persi l'arma,
'u
Signori miu,
li
tali
e
il
pregiuiJizio
vendetta
di
tali
pedi abbagnu,
a
stella
di una
Una
'
Concetto
pi" grazioso
assai
di
un
altro
;
spagnu,
'un
vegnii.
del
cielo
caudata
nel
sdegno
delle storielle di giocatori puniti dal
*
mi
chissu
riferire
tegnu
quantu
jeu
e
"',[Gefalk).
paraddisu
e
pozzu
la comparsa
misu;
spadda
chiancenna
quantu
pisu,
l'arma
sarva
la
a
si
ca
l'arma
ti
cui
a
ti detti
piccati assai, pi
Haju
sua
e
sua
ti sta
L'ancilu
439.
tautt
la
corau
poi
Si
"
'u
{CaUavuiuro).
Maiia.
Carmino
la
=.
Saramentu,
Santa
lu
Ddiu,
a
r"stau
statua
'na
corno
si daniiau.
e
corpo
p' offenniri
spata
Lod"mueci
E
pirdiu,
cent'unzi
Persi
f"niii :
munnu
s' astutau;
Muncibeddu
Lu
Siceu
! Lu
munnu
cielo
che
per
" in
e
a
non
loTi-
f"rmamento.
loro
un
bestemmie.
canto
pei bambini.
itodbv
gioso
reli-
352
GAKTI
Figghiu, lu
"
" l'amuri
Ghistu
stu
Pigghia
Lavati,
la latra
patta
G'un
'Na
'
vota
N"
misi
mi
Dd"
'Nta
Trasiti
vota,
'
Poi
andai
'
Chi
aa
'un
canto
aenzi
tUe
pi"
ouore
questa
lungo
di
cantati,
e
sanati.
tiriti;
addimurati,
e
va'
sapiti'. {Cefalo).
miei, com'haju
\u
nni
poi
ippen'i
jeu campai, {Cefalii).
e
squagghia
Grista
Ge=u
nun
l'anni
Pass"ra
442.
e
:
cori,
cantati
sti crudi
cori
di li
santa
Sanatimilli
presta
',
larimari
e
tiriti;
di
me
cori
li
Gall'acqua
C"lu
'Na
la
cori,
dari;
vosi
mi
medica
chiaj e
li
Trasiti
me
trasiti,traslti,
un
comu
Sanatimi
"
miu
cori
me
stu
putir! lu
senza
cori
so
Signuri
Duci
441.
lu
detti
Mi
davi:
patruni
eh' "
Gesuzzu,
{Cefal").
regnu.
di
chianciri
a
vagnu,
m'avia
Gesuzzu
ji'nn"
Poi
me
un
cori
miu
lu
so, n"
lo
tegnu;
lu
so
'n
appi
chi
arrubb"
m'
lu
ca
lu
a
pin
fattinn"
miu,
sangu
ti
eu
l'obbUcu
e
venitinni
e
Maria
440.
piccata
t"
runla
di
a
fari!
mia,
che
da
ottani
G(
no,
'
itodbv
d54
POPOLARI
GANTI
Napuli
A
fa sira
graziinni
Chi
Cuncizioni
la
Viva
Cristina.
Cruciflssu.
beddu
un
Rumana,
Santa
di
l'ossa
Palermu
Cc'"
Tirnit"
'na
Giuliana,
a
matina,
e
'
la Sala
di
.
Chi
pi
di Ges"i
Davanti
E
jeu, mali
Chi
l'aifari mei
di
Missina
A
Saragusa
'N
Cristina
Salapaiuta
In
di
chiamami!
tre
Paleimo
tanti
si
molta,
ti
Luc"a.
Santa
casali
tutti
f"stulitati ':
sotto
Rusu"ia.
e
citati,
Trapani
dtiiibui-"Luuo
non
due
so
(Salaparuta) '.
jiri.
citati
Santa
e
prigari,
Maria,
cci su' du'
Palermu
Cessanu
Questi
di
ia festa
Santa
E
la bella
diri.
Sant'A"ti;
a
li littri di
diri !
a
mannari
spera
fa ia festa
cu
Fannu
he
lu so maiitu
Catania
447.
haju
mahi
ce' "
Garminu
di lu
Maria
spijari,
divi
mi
fari?
a
jiri?
a
a
cci
! chi
'nfemu
lu
havi
m'
mia
a
Clii sutta
"
pi
cci havi
cu'
Cristu
A
da
mia, com'haju
chi
jorau
lu
Veni
(Salaparuta).
s'allumina!
niumiu
Ghi"nciu, misira
446.
'
"u
tutta
a
ad
quando,
Maria.
iiaa
a
56
(Gibellma).
Caterina
anni
circa.
festivit",.
itodbv
Maria,
448.
Gran
eunsigghiu
Cu
quali
Lu
Patri
"
E
s'avia
quannu
IS'nomu
lu
so
di
'un
cci
cci
di
;
dieia
:
puteinu
dari,
cumminiria;
cci mitteniu
nnotnu
fonti
cci
Figghiu
terra
celu
Dunca
Mari,
si duviaehianiari
di
mancu
vattiari,
!i celi si tinia
a
iinomu
a
di
mari;
grazii, Maria.
(Alcamo).
*
449,
Oh
E
ch'c
quali
U
fa
cela, chi
Celu, chi
par"ri
la
g"diri
E
La
Si
E
strata
ha'
lu
la
fattu
t"
Oh
ehi
G"'
sa
vita
t"
furtunatu
si' !
diletta
e
cara,
sicura.
di
'iia vara,
'nti
spartenza
l'arrauzza
'na
sepurtura;
dulurusa
mia
Tura.
'mpara,
beni, camina
l'ossa
(Alcamo).
junta
ti la
supra
1
si' !
comu
cchi"i,ch'"
corpu
Cascanu
tu
jornu
mia
tardar"
nun
si',
patria
S"siti, armuzza
450.
amatu,
'nnamuratu
ti vegiiu
!
!
Gesuzzu
comu
ddru
arraccamatu
accussl
campa
me
Celn, quann'"
a
di
nni
celu
pinci
biddrizza
Beddru
Chi
atu
ti
manu
Ce' " la
0
beddra
e
duiini
va
amara
a
scura
!
!
(Alcamo).
*
451,
Vitti
Lu
curuzzu
a
Gesuzzu
di
fora
cu
cci
lu
latu
apertu,
paria;
itodbv
"Job
POPOLARI
CANTI
Cu
'na
Je cci
'Nta
"
lu
me
Vaju
452.
J"nci"
fonti
lu
m'addinocchia
Po'
a
mi
vagna
Addimaiinu
pirduno
Talia
eomu
stralluci
Ddru
Ddiu
chi 'n cruci
Nanni
'"
lu
vidi
lu
tirrenu
lu
e
vasti,
ddru
'nta
pi
tia
e
trasu
viso;
haju
cu'
a
offisu.
vasu,
f" raisu
mia
!
?
patri amurusu
ch'"
{Alcamo).
tia !
chiesa
la
ed
e
mia.
a
sp"rgiu pi
lu
:
rispettu,
Portami
"
chiesa
la
a
scriviticci
sangu
a
d'affettu
vuci
ea
curuzzu
ssu
rispusi:
Iddru
Chi
d"ttii
haju
pett",
serivia,
chi
l'atra
jiditu di
C'un
lu
'nsignava
manuzza
Pentiti, chi ti porta 'n paraddisu ! (Alcamo).
Chi
453.
hai,
Chi
hai, suruzza
Tu
ti cridennu
ddoppu
E
mia, sempi-i hai
'n
morta
'un
E
s'ama
mancu
a
Ghista
" la strata
'N
senza
454.
ceiu
Stanoiti
Cu
la cruci
a
Ges"
si
li
patimenti,
'un
ci
Gristu
'nchiuvati
tutti
alcune
pai'late,par
Hun,
Niinni,
di
Sempre
hai
da
?
patiri.
senza
pedi
'
-
stenti,
senza
va
h
'
dti-i
paraddisu jiri;
Ddiu
di
ehi
?
cuntenti,
campar!
'-Ilparaddisu
Ma
ti lamenti
chi
mia,
suruzza
pO' jiri.(Alcamo).
mi
sminai
dui,
non.
dire.
itodbv
357
RELIGIOKE
"
"
Mi
"
affiittu
vitti accussi
Lu
Signuri,
0
cani
duni
Jeu
cu'
fu' lu
Piceni, me
e
cecu
Ddin,
cci
morti
vi detti
sciliratu,e
morti
e
nu
lu
spijai;
a
vui f
sai !
po' spij cu' fu ?
chi
ora
la lancia
nun
peccu
trai,
cchiui.
(Salaparuta).
itodbv
XIII.
CAPITOLO
SENTENZE.
MORALK,
sempi'i
Jittatu
S'
E
'un
si
libbra
pri
S'affanna
Batti,
456.
'
miu
i'Amuri
Quanta
Guarda
E
sta
la
vi
Batti,
'
Navetta,
tessu
tilaru,
tila
chi
mischino
lu
"
li
senti
mi
botti;
forti
veni
menzannotti
{Partinic").
fatti,
su'
e
!
batti,
tilaru
mia,
'ncegnu
cu
ea
'ntillettu,
lu
canni
du'
Tessi-tissennu,
lettu,
matinu.
di
venta
navetta
vidi
'n
perdi
ki
pettu
tavulinu;
un
supra
'uii'ura
e'
SUSI
li
lu
menzannotU
sona
Supra
sf"scia
si
studiusu
Lu
455.
cu
!
arti,
:.
spola.
itodbv
A
la
Nun
lu
lagnusa
suca
l'abbatti,
sonnu
di la Sorti
la mitinedda
a
il"y
SENTENZE
MORALE,
(Borsetto).
^
*
457.
A
la
puvirtati
Mancu
A
fratuzzi
li me'
mi
Pircbi
"
Pirchi
458.
la
trovu
Quannu
Cu
la
Chiamava
sirvutu
Ora
ca
Nun
Si
"
Amici
disse
questo
Pasquale
verde.
'
'
Egli
fu
del
reblie
forse
tu,
un
re.
cbi,
ne
dici
mi
nun
eh'
travaggbianu
t" ;
:
nn'"
cci
'un
:
".
(Termini)
^"
p" nigari :
si
*;
'nvernu
di la
suca
dei
canti
sot'"i
339
cho
e
per
Ift niiniiedda.
a
dicesi
401
la
sua
autore
mala
un
certo Pieti'O di
condotta
si ridusse
al
poeta del popolo.
Veneziano,
di lui, p.
Vemu^
t";
acculisi
cosa
(?)
:
palermitano,
Dicesi
dtate
e
munnu
?
(Palermo).
*!
Giachi
dicia
ciii
'ntentu
'na
di
comu,
nuddu
tu
a
l'avari
Nun
Di
ccbi"
mia
pi
mia
a
comu
n^
:
'nfilici,
vme^unu
p
haju
"
cchiii
vurza
'o coppa
senza
Chista
11 Meli
ctnu
'un
cc'"
Tutti
*
larga
soli diri
459.
'
manu
a
dici
abbannunanu
la
via.
e
statu
aveva
mia
Era
cancianu
stu
a
amici
e
cci fici ?
furtuiia
cc'"
amici,
mia,
cu
Soi'ti sfc'arma
nun
mi
Parenti
affabbuli
scontranu
cu
cchi"
cc'"
frati cbi mali
Quannu
Si vota
'un
si
legge
con
notevoli
varianlj
nelle Opere
117.
dicesi
du'e
e
in
vari
luoghi
'nncrnti, 'ndernu
di
Sicilia,per
=
inverno,
verno,
"D.63.'nm
itodbv
Vor-
360
POPOLARI
GANTI
Sempri erideniiu
Mai
muriri,
Idd"i
stissu
Veni
la
"'
*;
cttvernu
"
li dinari
l'arma
e
eternu.
manciar",
lassa
e
mori
Ai
lu
si leva
morti,
corpi!
in
campari
e
si susteni
L'avaru
Li!
prospiri campari,
va
iu
a
:
'nferiiu
*.
(Salaparuta).
'Un
460.
Vi
cc'"
nesei
Ghista
chi
di la
'un
"
fari
coma
vucca
chi
cosa
vuluntati
mala
a
"',
venta;
un
manciat",
vi la
.
0
nni
p!iru
facili
cumpliment!!.
un
Sunnu
li mali
Vannu
a
patiri li spini
Vannu
a
lu
Dd"
linguie
sfurcati,
trummenti;
e
cull'"tri
'nfernu
cc'"
nun
li
e
spranza
dannati,
cc'"
nun
fuimenta
",
{Salaparuta).
46J.
'Ntra
lettu
un
Addumm"sciutu
'
la missa
E
'un
pri
Cuvernu,
e
qui
come
Cio", l'avaro.
'
E
xm
'
A
mala
'
Fuimentu,
canto
contro
vuluntati,
tu
aeiiiprc
cosi cuvirn"Hsi,
"
cci vurrissi
', e
ti s"siri
il
sta'
a
durmiri
l'arrisbigghimai,
'un
e
Senti
ti nni
amaru
jirrai.
cci
nun
in
jiri,
Salaparuta
aliinentai-si bene,
in
darsi
signil"pato di
mento;
ali-
cura.
peccato dell'avarizia.
frase
latina
foga, fuggimento.
:
"
a
vohintate.
mala
tutto
un
canto
conti'o
la
itodbv
moratone.
mor-
focu
Lu
4fi4.
V"'
Nun
Ora
4^6.
E
mi
vaju
Pi
strata
Mi
dissi
lu
"
"
"
:
nni
Ha'
aviri
eh'
Chiddu
Guarda
Mmisturaiu
'
Mertza
cui
mirudda
giovane, ememorata,
Una
variante
:
piaciri "
t"
a
variu
pocu
bili l'amici
t'alliffe
o
'nnamuratu,
e
e
leggiera,
annidi
labbra
;
axiuttu
cridj;
nenti
eomitti
cchi", chiddu
menza
:
tatti
peitu occultamenti
mmiisturatu,
o
lu
palisari a
l'occbiu
oa
Pii-chi B"
'
e
assai, parr"
Senti
Chi
in
[Noto).
".
quattro cosi
cunfldari
Nun
bella?
di miriilia
fari v"i
tia chi
A
4t"7.
nulla;
donna
" imtamentu
L'amari
?
'i cancella.
d'
'na
^
mimila
t'amnesci
sai
bella,
donna
mezza
parti
'un
dissi lu
va,ju 'n cancelJu,
'na
vai,
li
ventu
fanciulla;
cara
Unni
"
di cancelli
mi
Chi
la
hi
nni
m'ascuntrau
vaju
E
"
vidu
a
:
(Palermo).
p"' prijari.
mi
e
neiiti
dinari;
e
comu
va
partu
{Capissi)
pigghiala pi
e
ti nn"
di !a bedda
?
" 'nnamurata.
di robba
si uni
robba
'.
focu
vero
bedda,
ti curari
La
E
lu
ehi di la donna
Pigghiak
" focu
nun
mmisturatn
misturi
sapiri qual'"
L'omu
4("5.
'nfcrnu
lu
di
di tanti
Gh'"
'
POPOLARI
CANTI
aWB
focidi.
m"stti.
testa, dicevi
di
persona
,
per
lo
cervellina.
putiri.
itodbv
j
Lu
pr"mu,
ha'
Ed
p"i
Quann'ha'
sti
Passu
di sta
di
bedda
E
'na
dici
Mi
Accbiana,
ti
ca
Di
Eu
Una
al
rasente
Ramate
^
:
gruppo
muttu
:
'.
li dinari
,
{Cefal").
;
fUT"dduitu
ari'iddat"Q
piumottu
'aapiociotta
"ntisi
mi
chiamari.
AUijfari, lisciare.
fer
Quliari, accarezzare,
Nella
di Alcamo,
variante
Quando
:
"
"
vide metter
mi
L'ultimo
varia
verao
Om,
gli ultimi
alcuni
in
due
a
questo
punto aggiungono
;
soioggtiirilu gruppu
'Cchiana, olii t'haju a parrari ".
fuori ilnodo(iigruzzolo annodato)del danaro.
cosi in
Palermo
picciotti,siot"tilu
Chiand,
Nun
moine.
vidia
mi
dieia
Mi
E
?
(di questa via).
muro
di Alcamo
variante
nui, su'
amati
semu
Quannu
'
tuttu.
asciutta,
lu
pi
la lass"
'Sennu
"
?
jittari '';
vulia
vitti n"sciri
palora
sta
Di
"
*
gulia
ten! li dinari
mi
^;
pittinari.
vitti lu vurzitni
mi
Nun
"
*
tuttu
'
Trasiti, c" lu fiei pi jucari.
"
'
chiamari
sentu
mi
e
la finestra
Quannu
'ricuttu 'ncuttu
vogghiu
''
putiri,{Alimena).
t"
a
vai, beddu
mi
Quannu
'
mi
spija: Unni
Mi
'nnamuratu,
vanedda
m'alliffa
Idda
chini;
vurzuna
quattra cosi
Unni
:
quantitati,
'n
chiamar"
ti
468,
li
purtari
Taimu
'
purtari
nn'h"'
Dinari
muriri;
di
curari
t'ha'
'un
Secunim,
cilatu;
essiri
v6'
ca
303
SENTENZE
MORALE,
Caste"termini
cunizza
si' vululu
:
tutti.
;
miu, pilati tuttu;
tu, su' li dinari.
itodbv
364
POPOLARI
CANTI
Aviasi
469.
Vurria
Lu
chiddu
Nu
nni
Trasivi
A
'
'nta
c"gghiri
l'amuri
Quannu
Scurdari
470.
La
donna
Straltuci
vidi
Ga
Si vota
sv"ta
e
'u
picciutteddu
!a furtuna
versa
la Morti
Biniditia
"
!a
missa,
ca
(Palermo).
batissa,
passa.
scnmmissa
metti
nni
e
passa,
a
va
'na
"
cci
d'unni
pidata
la
,
tempu
e
'.
anticu
schetta
"
si vesti
matina
Si vota
p" l'amuri
lu
locu,
trova
novu
quannu
maiiciari
Senza
La
si
mm
loeu,
bonu
ra'allammicu.
rosa
ssa
dicu.
uni
jardiuu
un
" pocu,
nun
tia, beni
di
spiju
ainicu.
fattu
m'ha'
ehi
focu,
mi;
an'uricudda
Suli
lu
!u
cantari
cu'
a
lu
e
stissa
in
a
va
vasa;
:
lassa !
[AUmena).
.
La
471.
'N'acula
La
Ora
'
dice
Proverbio
Chillw
sempre
e
e
e
la vulai
terra
cascau
ca
'u veni
CusU'ittu
1
'nsignau di fari un'arti,
f"ci valurusa
piggiu
'N
mi
bella
sugna
pi
forti
chill" " parti,
naa
so
:
mala
sorti.
sapiri la parli,
a
e
cunnannata
a
morti.
siciliano.
quillu
il nostro
poletaao quando
,
come
disseco
popolo quando
i
primi
vuole
ecr-ittoi'i aiciliar.i
come
,
ti
parla.
itodbv
MORALE,
L'uomu
"
"
472.
piccata
Povii-a,
d'omu
Mancu
qiiannu
L'orna
si
pigghia
Di
473.
sta
cui
cci veni
Grasta
di
Cu
la
la
E
toi
poi
Quannu
'un
aviri
Quannu
Vulia
ti
nun
mi
^
si
'.
chiama,
nn'adduna,
vi
la
a
duna,
*.
mammana!
lAUineim).
.
Ciiio
della
"vaiian
e
Seconda
Re
ootSo
Pazzo
'
'
F"
nr
"arie
a
e
paz
che
oj'!
can
l/jiihui
ol l'In
o
r
ui-ia
tu
m
Intendi
gnrda,
I. II
di
lonedellac
trasiorma
sembrano
e
(Palermo).
funtana.
parola
roi-U'"ri 'inmrazza
duna
'un
e
viri,
'.
all'omu
" schetta
donna
:
si 'nnamura
lu chiama
'na
cura
e
l'uccliiuzzi so' fani
cu
piaciri,
e
basilico,ajutu
manu
spirgiura.
ti
e
menz'ura
donna
tiri,
si nni
avanti
{Noto).
cei criri !
spassi
nun
arti
sempri dm-a;
jura
li
'.
,
cui
cci
ti
di li danni
Quannu
la morti
donna
nun
ed
v"rtuti,'ngegnu
jiria
di l'orau
Palora
E
di
amara
paler"
La
ha
quannu
gran
365
SENTENZE
e
quando
saiebbe
e
una
iito
donna
meglio
\i
che
pio
noftL
fosso
n
imoie
oiti
in
si
itodbv
aob
Lu
474.
E
Udiu
olimi
G\
primi
fin
Ca
lomu
pi
Pnma
nun
saddanna\i
ti
Si
"onni
Na
n
fu
'
mi
Ami
"
1
Fidizia
Omini
476.
vi
Nun
di
passu,
dati
chi
v'aviti
'
F"t
Non
'
(Pa/ermo).
nninni
eia
io
n
\
passn
niio^^hii-iiia
ou
',
spassa
zigaieddt
lissu
ItHi
li f
a
(Ptlermo).
"
a
maritali,
eattivi;
li
comu
6.' 'i
*
cani,
primi
mariti
".
{Cefal"),
passaggio.
Ar"-assu, lontano,
^
Ui
pigghiati fimmini
'
La
11
su'
iddanna.
li smtmeddi
vi
l'amuri
Hannu
^
centu
nun
li cattivi
C"
s
mia,
fruii eddi
mimoria
pi
ns
si
di donna
pigghiaiimi
li truvii
Fiidict
in
bamia;
affanna
oii
e
fon
o
culoiina
la donna
oli
conm
a
cndia
10
intra
pirciuttanza
n
augghia
Tiadituii
E
foitil
1 occhi
jeiu
n
sciup"i
ai
^s
vot.1
gai
osannila
canuscm
t
n
poi
donna
H
si
\itti
*
e
nun
Io
i
loniu
Primi
Mi
'N
fillio
f"ci niutri
nni
p"
475.
'
POPOLARI
CANTI
discosto.
furono.
per
abagliai affatto.
Tanto
prestate
che
vero
siciliano dice
fede
di
alle donce.
esse,
cio"
delle
vedove
(ealtivi),l" proverbio
:
itodbv
477.
Tu
mi
romini
Ma
fimmini
Comu
Seguito
'
'
Gli
in
cci
uomini
dai
non
'
le
Le
donne
tutti
si veni"oiio
a
agi'e
arance
Accenna
di
quaJche
dare.
[Nata
dice
ad
vendono
qui all'uso
oasao
della
d'un
pres.
di
".
un
grana
".
mun"
{Alim
(cio"
a
peso).
un
certi
cantaru,
a
pisu
a
ogni
a
edifido
a
quintale
e
30
ammucchiate
l'oru
',
:
unza
a
cantaru
a
d'Italia.
si vinniiiu
"un
-vaimu
si
misi
nanu;
curu;
trenta
a
proverbi
L'omini
nni
comu
vaiinu
agri
Il provei'hio sidliano
Ma
pis"
a
l'aranci
ci"
mi
uun
su'
ca
si v"nniiiu
'un
si vinnimi
Li
diri
a
siati vui,
Lunga
Ca
mannasti
2
comu
centt"s"roi
l'oru.
(do" per nulla)
a
moro.
Yenditori, di collocare
qualunque
la roba
che
pi-esso
vogliono
i
n
s]
ediz.).
itodbv
XIV.
CAPITOLO
SATIRj^,.
curtiggliiucci
stu
'Nta
478.
judici civili
Di
nn'ei"i
Gei
Mi
porta
inatri
dda
Tinta
si
tutti,
jiinc"nu tutti,
fiscali.
'
ad"nzia
teni
Qiiannu
di
peju
avucata
'u
tennu
Aliati!
Curti
li mimuriali.
cunsigghiu
In
'Nta
ch'"
sporta
e
Gran
criminali;
e
nnu
la
sta
chi
Curti,
sta
"a
f"gghia
cci havi
-
!
(Fclei-m").
Ad"it:ia
'
'
letti ib
sapere
A
sosp
tal
che
i^nno
(^otn
questo
p
upo
chi
to
Jsta vaneddi
T
nta
dda
e
e
conoscono
di
di
e
tutti
maldicenza
dei
'nta
chi
il
proverbio
ad
sidiiano
:
curtiggliia
cci
havi
vico-
si cerca
edi:J.
ricordare
matri
cliiassiioli
,
pres.
vuoisi
principio alla fine dei
dei
vita
lavorando
wcevono
della
la
tutti si
popolino, do^e
d"l
nto
bene
asaai
dipinge
il quale
dal
scstenuta
L'allegoria " egregiamente
canto
pie
udienaa.
arancio,
0
1.
nodbv
ogni
"io
p' 'un pagaci
E
Persi
'na
Aeri
482.
Eranu
J"y"
Me
sutta
la
a
'N
Ed
484.
inisu
pi
Non
pi
chidda
da
fidanzati
di
{Cefal").
chiazza;
e
la missa
a
va
d'unni
strata
passa;
divaa
non
Iella sposa.
pensiero
nessun
schiavini
PrazzEia,
Dui, familiarmente
*
Uno
"
Un
alti'o conteneva
1
Ad
un
'
In
di questi
altro
cosi,brutte
"
detto
era
uovi
un
gi"
del
maniere
sull' amor
e
qo\
ma
scarso.
ato
stava
che
per
le
die
uova
che
moglie
piendeie
il volo.
\\ becco
tanto
guscio
detto
della
mdeterminato
numeio
puLmo
fuori
usciva
belle
quante
" torte r ironia
stantie ! Come
eiano
cuoce
al marito
,
!
,
'
Meglio
in
*,
mese.
cuia
nessuna
avea
un
'.
cantari
mastru
stu
pizzu ',
pigghia la cummogghiu
"
uova
di
*;
capitanissa,
sta
passari
*,
vuJari
di
taBtu
misu
fari;
li vosi
mi
e
ch'era
Stralluci
'
ova
ch'era
Lassa
Si
Erano
*
affrittu,
accussi
cuvatizzu
Mugghieri
"
vitti
mi
tatiu
"utru
'N
{Palermo).
pani;
truvai
eci niscia
unu
'.
la frazzata
unu
un'era
"utru
zita *,
la
pi
nun
e
casa
du'
Pigghia
';
manc"ai; appi pitittu,
nun
mugghieri
Gei
la misata
friddi
Arsir"
483.
partita :
'na
si vutava
(Palermo).
cascavaddu.
lu
'un
picciutteddu.
"n
granu
di
junta
ziti tutta
zitu
Lu
un
si spusaru
Eranu
'
POPOLARI
CANTI
.
Termini
Si
;
pigghia la mantigghia
e
va
a
la
mijsa.
nu,,.ub,
delle
E
fani
cci
L'omu
di
s'arricog^hi
quannu
largu
la
missa,
idda
e
{Cefal").
passa.
*
aviti
forza
Pi
mantinutu
l'ha
arripusatu,
vuliti stari
Mentri
m"riri
a
datu
l'ha
mi
Signuri
abbilit"
mia
la
E
lu
^:lii
Li
4S5.
(Palermo).
'.
curnutu
*
Curnutu,
486.
teiii
cavadd"
Quantu
jimintedda
'Na
"utra
ed
"utru
si mancia
E
"utru
E
si
li
la testa
Ora, curnutu,
C"
Ora
fu
Tignusi
488.
Chi
Amaro
su'
di
della
corna;
di
vigna,
ssa
appizzi
d"
cimi
corna.
vigna,
{Alimena).
corna.
paraddisu.
'n
vannu
la
li
bedda
ssa
nni
eci
'un
nnimici
rimprovero
cci
cchi"
'mpatata
{AUmetva),
mura.
tu, tignusu tigna.
'mpalt
frutta
nun
Ca
'
la
s' 'un
l'ova,
li
a
'mpala
va
';
linzola,
caminaru
sutta
e
piduna
'n
dui-a;
!i to'
'nta
naseisti
supra
di
russa
?
scola,
tu
e
'nsalata
la
tu, cornutu,
Di
la
a
cavaddu
eurea
Quaniui
487.
manciatura
a
ten"
ca
a
va
curnutu
tu
malanova,
cuniutazzu,
campaneddra;
moglie
al
marito
infingardo
e
fanimi-
Jone.
Si vede
"
E
tu
ohe
vai
mancano
dei
versi
tra
i
primi due
ed
i secondi,
pedone.
itodbv
372
POPOLARI
CAKTI
"ddri
Sintennu
Mi
jia
Mi
davanu
je
Chi
Pnu
li
pani,
Sant'Antoni.
a
campani:
lassatimi
la
morta
e
{Alcmno).
patri priuri,
hi
a
sunari
eh
Sonu
'
lu cani
monaci!
'n Palerrou
cci dissi
Patri
"
vaneddra
raanciari,senza
a
vuha
Signuri,
jurnatecldriboni;
circannu
G"mpanaggiu
E
vutari
a
ch'era
tempi
A
lu
passa
guagghiardi
Sunnii
489.
chi
sniian
discnzioni
(Alcamo).
*
490.
Sigimra
V
ibi uttanu
Si
VI
la
'
a
A]utu
Li
non
'
campaiiel"o
pe
V
'
atico
dargentu,
'
Sarameutu
lu
?
abbentu,
cimpubanto
e
he
pe
afliettaa
".
(Alcamo).
finutu,
mintali
i
io
'
santu
niunnu
''i vonn
"i
ventu,
";
imn^u
anticclua
[ irid
n
"
tt
scarpi
ntialu
jni
ajutu
anno
lu
stali
monichi
I calvi
la
lu
grulmsu
stu
vuhti
nn"ti
491.
jichi di
di
vdia
posa
Siddiu
chi
putiti di lu scintu
nni
Dunni
Vi
li
scummogghii
Monri
Nebci
iffaccnti
un
a
di pei a sentono
volNre
sonare
"'tra"a per
il
iseo-
non
pripsi il capo
'
'
Vi
si ^onnano
Sevisi^pj
'
Dove
*
"
una
posen
satr^
le pie
le
le scarpe
m
q
esto
contro
glor
uni
del
nanfo
dargento
cyo
do
sa
to *
na
h
fo se
ttx
orrete
In
se
dalla
paura.
malaticcia.
itodbv
batissa
La
Li
492.
Ed
Gei
Le
ed
l"eddri
Nni
vasavi
mi
Carteddra=^ariedd'X,
'
F"aiid"nnia
I" labbra
iari, pratica da
Usi
e
a.
flotKlind"a
,
'
;
vaneddra
'
guastati:
dintra
la
cchi"
malati.
bcddra,
(Alcamo).
monachine.
'
miei
ch'esti
una,
caderu
*
ogni pampineddra,
vista, ina
'n
(Alcamo).
^
carteddra
scuzzulati
di cbista
vicineddri
scrivutu,
spini priparat".
li so'
suniiu
Su'
E
'
dura
ha
'bbal"ari.
a
f"ci 'na
flcudinnia
di
ogni
misiru
'
amuri,
fici
China
gi" ce!
Re
muiiacheddi
Cu'
Li
lu
a
,
me
t, corbello.
ficus indica.
Impaniente
illustrata
"
nel
StMzzulati
voi.
da
Ili,pag.
scuzztt-
272
Costumi.
Vicineddri=vicined("i,
vicini."
VaiwMra^=^eanedcla,
vicolo.
itodbv
dei
XV.
CAPITOLO
DIVERSI.
MESTIERI
unni
'Nsignatimi
493.
Ca
tutta
m'arraccama
'
Vani
li
Cu
'Nl"la
fari
A
a
la
un
levali
Va
fa
curina
Picciotti
cci
e
tri
'un
Figli di panitteri
'
'
'
Vani,
paragoge
di
un'iira,
simana;
lagnusuna,
du'
'rana
^.
(Palerm-").
galanti e puliti,
vi
pigliati,
"a.
delle
Curina,
funicella
Giovani
scapoli eleganti
Mta
signura,
quantu
sta
mazza
*
schetti
s"mana,
'na
la
'mmenzu,
a
arraceamatura,
napulitana,
eiuri,tutta
di
la
comu
la
a
l'augghia,
Va
494.
missa
capiddi
'a
sta
e
foglie bianche
puliti,
non
del
cerftiglione.
isposat"
Jlglie di
"cuoeoli.
jbv
pani-
MESTIERI
'Nti
Cu
E
si
nuduliddi
Mastri
Siti
La
E
lu
carni
li
vi
jumataru
Ca
sempri
496.
Aeri
La
scarpi
vitti la
vitti chi
cci
E
nta
E
'
Saprih
'
Sbrtga
'
stinnia
'
"u
nni
li
ppttu
contratto
(?)
(Gianciana).
mia.
virmiceddi;
ed
ddi
da
!
d'aneddi;
d icqui
fonti
un
brava
era
so' chini
manu
lavava
SI
chuia
bcddi
manuzzi
ttpi"it
itt
grazose
Ionio
11
sapo
gramola
Cium
getta
i
li
^,
virmic"ddara,
Qaant'era graziusa
Avia
furtuna,
fa la bona
riniti
e
*"
si sciarria
la terra
cu'
^,
l" mura,
a
havi
nun
cu
mina
capulia
'
{Cianciano).
muratura,
quannu
vi li
scarparu
Rumpiti
mastri
l'appenninu
purceddi
lu
viditi,
li truvati,
', e
ventu
La
E
11
"
vuccera
comu
lavati,
su'
vespi arrabbiati;
di cinnirazzu
Chini
495.
li
comu
quannu
^
sbriga
bisognu nn'av"ti,
sorti
pi
parimi sapriti ^,
di la
l'acqua
Sunnu
E
vi
la facci
375
DIVERSI
in
una
Vucteto
pozza
plur di
'
Mimi
'
Capuhari
Uie
cenert
iseu
si
d aequa
vt.ce'
d
tra
alla
accanto
i
becui
hoo(.a
T'ita!
de
lato,
e
forno.
o
solila
'
Jurnatant
*
lempie
tigliUBZaie
colui
e
affanna
ohe
nella
t itale
lavora
tena
battere
t
giornata
lavorando
pei
fella
prodori-e.
itodbv
cli(
376
CANTI
Vaja,
raastru, titiitila cara,
su
Gh'havi
497.
la facci tunna
Ga
notti
Cu
cravuni
ammudalati
li cani
comu
E
498.
Tale
Mi
tale
fa lu
Nun
du'
Lu
corvu
La
cicala scatt"
Si'
un
cani
notti
S'aiddt
Jornu
e
";
cantari
pi darreri,
(Bagheria).
la surfai-aru
fa
va
cala
a
a
1"
!
^
scum
laiille
'
A"i
mudalati,
'
Pei
cattivi
*
Novi-dina"i
*
Picofoii
'
Questa.due
%
i
{hnh\
indo
ria cavallo
lem
denari
nove
pili
a
plie
cent
tak
"
iii'^^i) di Ina.
ft^ttaglie
versi
sono
nivncarv^ranraa"ncan,
a
pinseri,
lu
muzzicari.
no
vita
feli,
l"catali ^
so
lu
so
veni
mi
p"',
chi
trimari;
lu
pi
pi
chi
mi
Guarda
Ca
lu
(Cimiciana).
stafferi !
stu
"*
annivric"
Abbajari
499.
l"diu
'rana
jiti,
taciti.
chi
la terra
e
nni
addannati
^
novi-dinari
va
Mancu
Va
ch'"
vi
e
muriti
celu
facili;
arrabbiati,
li ferri tinti
pri
li
'
li cavaddi
la morti
a
taciti !
petra travagliati,
di
'Nchiuvati
Ed
'
{Bagher
trimati
nan
faiddi
jornu
e
chiova
Siti
'
l'occhi beddi,
e
Mastri-f"rrara,comu
Li
'
POPOLARI
cala,
va
a
due
pioverbi
anneiiie,
calare
a
divenu
allusili
le
a
d
e
fu
'lette.
o
scendeie
itodbv
378
CANTI
'Ntra
iu
Gc'eni
502.
carrinu
Guarda
ehi
Cu
la so
Nni
mori
scufia
unu
mastri
503.
custurera
Poviri
I
lu
la fami
sacciu
*
tesimi
di
"
richiama
che
cervello
una
d
'rana.
didaiinove
("cent
grani
onde
che
Illa
moglie
kcdsitano
vivi,
runa
bevi,
da'
manc"ari
a
che
vedi
da mangiai*
dentro
lei
gro^o
uscendo
Ruosa
Ruo'i,
il
Dijuni,
u
caesone
c'J
figliuolie
digiuni.
Vanno
'
Birriuni,
correndo
Custurera,
di qua
e
di
l".
qui cappello.
piar,
di
cttstur
eri."
Cimiteri,
di
fnella Kalna
" to' figghi,
a" tuoi
dei
sogliono pungere
ece
pescatole
un
Palermitani
i
ir)\erliali
aon
e
"
^1)
del Cipo
povert"
I=~
t
in
t
grani {cent. 40).
'
"
vi
motteggio
I i
(Roaa, Rosa,
(cent.42); mangia,
=
oe
protrazione particolaredi vocali)wir!can"it"""i
ricinnovi
'
Mstiiti
Jel Boigo
se
c"
10
un
nella
tariaolu; mancia,
un
a
addumati
crani
e
Kaiiasi
per la pesti
notte
(Alimena).
eh aviti
morti
nc^B
dellAlbeigheiia
di
lamt"
eno
carlino
della Katsa
quei
t"
lira) Un
idea
Questa
sestien
(.atlmu
un
^.
cirnituri
lampi
li
"piigliinnii liti li
i,
milli
fannu
e
*,
sagristani l'affamati,
Jiti dstutannu
V
'
'u birriuti"
e
si nni
e
{Cefal").
\
sbirri,
cirri-mirri
'mraanu
:
dijuni '!
su'
comu
poeu
'rana
li
fannu
ca
"tru
novi
quannn
facennu
'n
maiicu
vita
Massimamenti
Di
eci nn'"
vurzottu
"n
Vannu
POPOLARI
vagliatori.
Astutari, spegnere.
itodbv
MESTIERI
Robbi
di
sagristanu
Ca
all'ottu
La
mamma
La
"
jorna
379
mVERSl
accattati
'un
canusciuti,
sunnu
li
gridannupi
va
f"gliumorta
li robbi
e
strati,
vinnuti
'.
!
"
{Montdllegro).
504.
Lu
E
mari
li
frutta
muntagni
Unni
cresi"
ce' " santiiaria
Arsir"
nni
Lu
'nfernu
'
Questi
quattro ultimi
";
arif"ci,
aretici;
di centu
siculara
e
e
in
dudici
chieraei;
d'avvucati
spizialie
\("r=i
lenici
ce' "
" chinu
Mastri-nutara,
petri pumiei
ce' "
vitti echi"
Parrini, abbati,
di
di
fetinu
ce' " santi
Unni
assai
e
medici.
Cianclana
judici,
{Gii
variano
e
di sagristanu "un accattat",
Mmroglia
dopu jorna ^unnu
canusciuti;
La
grida pri l" aliati :
raammuzza
w
vinnuti ! "
" Lu
flgliu persu e li todM
C"
'Fornelli
?'"
['
l'ho
e
li cittivo
odore.
itodbv
XVI.
CAPITOLO
CITT",
505.
A
cci
"
d'
Gc'
era
Gh'
a
Cu'
avanta
sei
Tutto
dice
di voler
'
Crescioni
messo
stu
porta della
il vei'So
andare
ed
a
citt"
di Monreale
" modo
ed
acci
',
tirrenu.
stacci
(Palesino).
Vinenu.
si' faitu
'n
tremu.
ancora
crisciuna
milia
balluiii
facci,
leta
paria
chi
.
"
Li billizzi di
Vidi, Palermu,
T"nenu,
Hai
cci
vacci
^
l'acqua
di
Vacci,
"
:
Vinenu
'na
cu
di
malapena
misu
a
jardina
un
cei'vegna
Ha'
'
scrusciu
Olii
506.
Veneno.
vidiri
a
haju julu
'u
dittu
l'haiinu
Murriali
Io
'
mi
Tutti
POPOLI.
vecchia
cacaticchiu
fetta
proverbiale
fare
con
cui
:
';
dall' Ardveacovo
si
motteggia
Monreale.
appii.
bu"
trampoli
questo pallone pieno
di
vento.
n""."
b,
chi
'N
si' addivintatu
Ora
fi.
sirv"sti ad
tempu
Di
notti
Bagarioti poviri
Ficarazzoti
C"
l'acqua
A
G"ccamu
A
Termini
Bpddi
i8.
di fora
la
A
lu
A
sena
h]urai
Se
di dintra
purriti^ [Ficarazzdli).
\
\\
su
lu
a
seni
li]umi
di
cu
Li
cchiu
su
Li
Giuigintai i ba^iam
n
storici.
e
la mangiavu
5
Ciccu
beili
h
1 alosi
su
e
*
pisi
qiiinnici
spezii
^
li ddibi
coii
*
li Sanimrasisi
lagnusi
e
li Gammaratisi
porta
riuscito
ht
uni
lagnusi
aprmu
spampinat",
li rosi
Mi
Ch
"
sapuriti,
pigliavu
su
di siti.
l'abbuttatt;
Nm
Quantu
attaccati
m"rinu
e
sunnu
su'
{Palermo).
malati,
seavuzzi
Palermu
'N
^
puliti;
e
l'iianna
cc"
'u P"cchiu
passami
tutti
su'
pi specchia,
"utru
Ciccii
jornu
e
Sm
POPOLI
CITTA,
d' averlo
dicmu
e
hasi
intiero
lo
'
(Cianciano).
a
Picohiu
,
quale proverbialmente
'
Vedi
=
Ddisa,
ampelodesmo.
'
Aiosa,
laecia, soi-ta di
ciu-mi
5
da
si
a
pagina
08; dove
l'ultimo
pesce;
vi
fi/if^
della
,
pronunzia,
i
fiume.
Sammrasisi,
di
appella ogni
Sarabiagesi, del
comu
e
di
S. Biagio
nella
Oii'genti.
itodbv
aSa
CANTI
Li
509.
Giacubina
Facciazza
Li
'
'
Vedi
Il nome
le
per
varianti
XVIII; nel
postura del lor
a'
nel quale i ^mciulli
e
sedendovi
occorre
Monreale
'
'
*
'
sopra,
dichiarare
basta
e
per
schiarimento
qualche
6
ai Messinesi
quello
di
nasce
spiccando
una
a
che
Capidcluiediia, dim.
GufCarusedda,
dim,
dim.
da un'altura
in basso.
di
niuru,
una
Morello, nomi
nera
di
rocca.
di
casati
capelluta, ricca
o
Non
popolo palermitano;
al
sta sopra
d" guttarusd
popolare,
di fico d'India
sdvolare
di capidduta,
giuoco
antico
articolazione
la qualificazione data
soltanto
colo
se-
belli. L'ingiuria
poco
e
un
larga
95.
cagione della
riljelli. A
capi
da
pagina
a
sovrapposizione del
una
bruni,
son
Terminesi
ScUiechi, Cardillo, Itomano,
Nivuredda,
Tirrainisa,
Gulisanisa,
si mettono
dire
(Monreale).
Isiniddara,
" Ce"lutani
paese,
di sciddica-culu
la
ebbero
SVU
^.
Cifaliitana,
la
''
dato
di Siacobini
vaneddi,
e
'a Gasteddub"nisa;
*
nivuredda
la
la
moddi
Guttarusedda
E
:
Rumani;
Mureddi
U
poi
Capiddutedda
Ucchiuzzi
li
e
curtigghi
rosi
di
(Salapartita).
parsi la Palermitana,
mi
Scocca
^
'i Murriali
la bannera
Bedda
511.
Palermitani,
li Cardiddi
flrriaimu
Portami
Gifalutani,
Tirminisi,
li beddi
sunnu
Schicchi,
E
Napulitani,
I" Murrialisi
eaca-rocchi
Tri
Francis!,
'i
li
Run:iani,
Missinisi;
li
su'
culedda
Spati e
510.
!i
'i diavulu
Sciddica-eulu
E
li
ii
poi
li
sunni
cavaleri
e
chiaccJiiaruna
Su'
E
donni
megghiu
Principi
POPOLARI
bvzzarusa,
raonreaiesi.
di capelli.
gozzosa.
brunetta.
itodbv
CITT",
^
Panzarutedda
Testa
512.
di
E
su'
panzuteddi
Capidduteddi
Morti
moddi
capiddi
cintu
si senti
" la
lu
belle
ette
quelle
d"m.
Buccutedda,
abitanti. 'Un
nun
del
di
brutte
le donne
Usi
e
Costumi,
di
con
Termini,
le Castelbo-
esano,
panciute
Caltavutui'o.
larga bocca.
avente
quasi
II
mila
:
di Ganci
manci.
di S, Mauro
v.
e
occliio
q^uelledi Coli
preauo
Sulla quaiiflcaaione di mangia-tnaccheTOni
i miei
Palermo
molle
di Cefal"
territorio
porti, nenti
comune
miasmatidie).
,
proverbio dice
lu fumiacu
Si
febbri
,
antico
A
di
Celal"
di buccutu,
del
comune
Maurini,
di
le
(per
te doane
aon
quelle d'Isnello,
di Scillato,testarde
,
H
cuiana..(Palermo).
'n testa la
e
diiii. di panzarifta,
di fetta. capigUatufa
Ganci
signura.
mancia-macearruna
gigghiu
dice
seai, g"azoae
campana,
a
porta la Palermitana,
Pan^aruledda,
ii caato
curuna;
Napul"tana
lingua sciota,e
'Mmaiiu
'
'na
sunnu
si v"sti
Bannera
"
picciotta Capuana!
la
Annuminata
'
Casteddubunisi,
strittu,la vesta
Quannu
"
^,
sangunar";
sunnu
so'
Pi
li Ganciai
sunna
bedda
Lu
queHe
Gifalutani,
Ch'"
Li
Tutto
l"
porta Pitralia Suprana. (Caltavuturo).
Bannera
'
Resuttanisi,
'
Cull'occhi
513,
Pulizuani,
li
li
di fami
Li Maurini
l'Armirisi,
suimu
Guttaruseddi
(OaUav"tluro).
Gatavuitrisa.
^
buccuteddi
E
Sciddatunara,
la
la
rocca
00=f
POPOLI
I, p.
73
/'Nota della
Castclbuono.
data
ai napoletani vedi
pres.
edizj.
uM.ub,
Pi
514.
Gatanissetta
raariola
E
pi
billizzi viva
A
Gaceaniu
U
Termini,
Austin"
Pi
d'un
San
Vito, in
Cntcianu^^
di
li
"
Cacoamo
*
Burgitani!
il
comune
''
{Partanna).
di NJeasio, in
oome
Agostino, in Montemaggiore,
Sala, cio"
"
Muntivaisi,
'
La
di
tradizione
;
di
Croce
(Cian!*=
lo fa dice
ingiurie.
Supra
d"
malapia.
Salitani
vago.
sempre
del
di
Salapariita.
popolare
di
fl'equenti febbri
per
Monte
Consultisi
Burgilani,
Oibellina;
gonfi
Abbultateddi,
I
^
Sdacca.
quei della
'
Salitani;
Cruci).
ManglEt-ceei quei
nelle
In
Termini
li
su'
Cosimu
faociiino.
",
Jibbiddinisi,
Salernitani
judei
';
li Sciacchitani
li Muntivaisi
Ciminna
Giudei
su'
E
porci russi
vastasi
l'Aleamisi,
*
Vastasu,
"
li
Nucas",
gluriusi.{Montemaggiore
Abbuttateddi
Viva
'
su'
sunari
occhia
Sc"lirati
Di
li
graziusi;
li "Ciani
"
(Caliavuturo).
!
sunnu
ca
e
Cicimnara
'
Murriali
Vituzzi
cantari
Orvi
Lircara,
tribunali;
cci
Gitninna,
516.
la
Palermitana,
la
Muntimajuri
"
fa
ca
"
515.
avanti
g"uv"Tit"iva
,
che
porta
e
riappare
sempre
il canto
di
i Salernitani
p.
quattru
timpuna
comune
detto
97
di
nei
discendano
canti
dai
popolari
:
jissu.
Burgio.
itodbv
e
aob
POPOLARI
CANTI
520.
Trapani, t'ass"migghiu
Palermu
Si'
ti c"rcula
ca
Scaisiudi
Palermu,
li
Murriali
A
d'acqua.
'gnuranti
e
c"cehiura
tutta
',
stocca
e
si' abbunnanti:
cosi
vinal"
sali,corna,
521.
cacca,
paramenti
e
vina
Trapani, quattru
Di
'na
carvuni, Ugna
di
scarsu
bicocca,
'na
a
^
(Partinko).
cavaddri,
e
jardina beddri,
Calatafim", grossi cascavaddri,
sci"cea, bacauuna
A
'N
Trapani
Ed
*
fiitti da
di
Ricordo
Di
e
li
l"^apam.
" un canto
di Trapani
prendendo
le
dalla
le mosse
i molti
pei suoi bei giardini;Gatatafim"
le grosse
e
sarde
gli aselli
;
del
suo
Trapani
e
il 1820.
verso
pei
suoi
Marsala
rossi
Giuliano
San
della
comuni
citt" di Palermo.
(c"cchiura)
E
e
vincia
pro-
per"
cavalli;
pei grossi cacicavalli;Sciacca
piccole (bacaruna
mare;
vari
coccbi
suoi
Monreale
per
grandi
voglionsi
,
Trapani
fra il Monte
apec"alit" di
"
per le brocche
di
prigioni
Palermo
rinomata
il Salomone
dice
mi
nelle
celebra
ohe
'
(Trapani).
,
voi. Il il contrasto
nel
vedi
Trapani
*.
dimenticate.
ormai
gare
beddri
picciotti
precedente
il canto
poeta monrealese
un
curaddri
li nissi
sunnu
di sioccfU, tralci,
invece
ed
Questo
asineddri:
ed
vopi
Munti
lu
a
stacca,
'
Marsa]a
a
saddi
li soi
p"gghia grossi
Mazzara
Ed
bacareddri.
e
e
bacareddri); Mazzata
per
parie boghe (spin*s fiocca,L.J
coralli
e
Monte
S.
Giuhano
per
le belle raga7.ze.
Oli
ultimi
due
versi
corrono
proverbiali. (Nota
della
pres,
edii.).
itodbv
CITT",
ResuUaiiu
A
522.
tutti
D"
li
E
Si
523.
di
portaiiu
Chiazza
A
Ed
a
Ga
si vivinu
'N
Firenzi
'N
Calabria
'nta
E
chini
cci
Ca
^
li
cci
*,
vinissi,
travati,
li
e
Cuntissi,
l'affamati;
l"
su'
ricchizzi,
vinissi,
Cianciana
a
tanti
arriccutu
rm'hannw
{Caliavufuy"j.
petr" damanti;
di
e
furtuna
voli
Sicilia
'o
Ii truvati
d'oru
nuciddi;
l'anciddi.
di
li Conti
su'
l'America
E
Cu'
voli
tutti babbi
Napuli
li
l'acqua
sperti
picciottibeddi
li vrunniceddi
su'
Girgenti
Cu'
li
seacciari
iu tantu
'. (BesHttano).
pri eangiari
fera
sunnu
Cu
524.
Cartavuturi,
'nta
la
a
';
magari
e
corna
donni
certi
Ce' "
p" stari.
cci
Cartavuturi
di
pueti
carricati
Su'
maturi.
ia mienzu
'ntra
stampari;
p"
munnu
", Iu cchi"
Resuttanu
E
iu
a
',
'ii "uturi
avemu
vidi
Nzoccbi
"o7
POPOLI
e
tanti.
(Cianciana).
'
" "feribile
L'autore
" mancato
non
'
Magari,
'
Questo
qui donne
di RoButtano,
quando
"
i
*
alla
"i' pansateddi.
di
,
a'
quali Ano
Babbi, sciocchi,
ingiuria che
a
d"
d'anni
coi'so
Caltavuturo
nella
si ripete spesso
Esso
spesso
come
dim.
Vrunnicedd"s
per lungo
trivio.
da
risponde
concoiM^)no,
Girgentani,
poeta po^"olare,che
in ReautUno.
mai
canto
al
vruntiu.
qualche
Biondi
anno
de'
uomini
avviene,
son
due
a
quei
mietitura,
p
aeai.
detti ironicamente
axldietro
mancava
racqua,
scemi.
itodbv
525.
Lintinisa,
cam"nari
di
La
Catanisa
'n terra
di
Tutta
pi
mi
Ca
fazz
t
N
Nap
N
\
Ro
Dda
-a
I
b
1
don
h
d
Len
e
n
cor
al
so
tta. eh
ludi
C4
du
li t
v
(0
a
n
a
A
(A
riaii,
r
n
'.
Cinriddiana
n
g"
1 lizz
d
1 do
i
e
cruc
in
ten
la
"
un'aquila
nnu
nez
a
na
1
vola,
cori
mia
fammi
Guruzzu,
rosa,
Siravusana,
miu
l'amanti
Sempri
526.
lu
posa,
^
'na
pari
la
sorti
cci
iiun
l'AusUiiisa
pumpusa
si
E
'na
curtisia
Militldisa
La
Bilic"ota,
la
a
Lu
Cina
bop
caniar"
Vogghiu
u
a
^ e
s
Ib
(
a
itodbv
CAPITOLO
XVII.
ANEDDOTI'
STORTA,
Tr"sinu
!7.
E
li
porta
portu
Ora
ch'"
Fri
ca
Guai
a
". E
dioso
esso
Sicilia
qualche
trovarvi
la sua
'un
Gw^hiermii
fattu
stassi
attenni
cacto
facia
ebe
basti
1 canti setiKa
bannu.
(Capaci).
piiter_za,
:
i-aoeogliere in questo capitolo
mia
a
!
eumanna
!u
inalacrianza
edito, percli"
:
Gugghierrau
la so
cu
all'opera
tanto
storia.
stu
a
bannu;
un
fermu
galera amminazza
e
0
che
'iif"diliha
lu Francisi
'N
Re
di lu Re
'nfidili,
Donni
Morti
viliannu;
vannu
ogni amanti
cu'
Palermu,
'ntra
'ncurunatu
li donni
Voli
galeri
insieme
con
confermare
note
qui
sono
gli
ohe
inediti
lo sti'-
possa
il popolo
illustrati al capo
ai.-
ba,
anclu
IX
ibv
dello
Lu
pani
Francisi
di
la menza,
si vidianu
ad
ogni
f"danna
Iddi
nui
E
lini Jivava
mischini
'Nt' "n'
Fu
"a
nni
'Nta
di
ii to'
Si
qualchiduni"
Passassi
si
sutta
ti
No
Viva
Sicilia
Viva
Paiermu,
Spinelli
G"
pri
Ca
li Francisi
'n
qualcuno
li
-,
{Borsetto).
martoria;
cchi"
veni
'un
fiei mirabbilia
campani
Sicilia,
'n
gloria,
a
a
'n
arristaru
ridire
!
tirribbilia;
ristir"
eterno
da
ha
'.
pedi
sona
ca
l'armi
tutti
teni
porta vittoria,
ca
tutti li
Sunati
cnmannari,
a
dubbitari,
Francia
Francia
la
ca
mari,
gu"rreri.
pistir" sutta
la
Senti
530.
{Palermo).
cwnveni,
stissu
lu
ciiraggiu
Siciiia,Sicilia, 'un
Nuddu
cci
havi
cci
simenza,
riali,
tutti
f"gghi su'
E
:
Fraiiza.
la
magna
ricca
si' echi"
lanza
dda
salata
testa
t"
ssa
Ca
Se
so
Sicilia, porti la cruna
529.
1
la
distrutta
tunnina
pi
putenza,
sutta
fu
ura
so
stanza.
sul
memoria,
delia
conto
'.
Sicilia
(Borgetto).
Sicilia
,
qua,
venga
"
duello.
"
Nella
raccolta
del
riferisceai
Salomone-Marino
al
Siei-
Vespro
Ijuio.
'
due
Qneste
l'accolta
e
ultime
pubblicata
canaloni
dal
fanno
parte
Salomone-Marino
di
una
col
leggenda
titolo: "m
che
fa
V"spiru
itodbv
v'azzardati
Nun
531.
sempri
Oggi
Si
coi
E
quannu
si dir"
martoria.
Sicilia,
pri
gloria;
so
Qui fu Sicilia,
:
{Vizzini).
la memoria.
la Francia
di
coria;
'n
coddn
In
tagghia
Finir"
ch"chiri
dici
Sicilia,
Sicilia,
sempri
sunir"
cu'
a
'n
li
virriti 'ntra
ca
Francia
La
v"niri
a
juratii saiarv"
Gh'haciou
E
d"Jl
ANEDDOTI
STORIA,
fidili Cristiani,
Alligrizza,
532.
chjstu
"
cchiti
Nui
Maria,
tistaiiti li
Sun"ssinu
C"
di
aduraturi
Divoti
adnramu
Supra
l'atari
Ck)mu
aduramu
li
comu
seniu
nun
d'alligria
;
tempu
veru
iu
e
vinu
in
Odiu
a
pagani
:
Maria,
a
li Santi
L'Apostuii,
campani,
pani,
e
Misia.
(Vastrogioi'anni).
Chinu
533.
"
Cantami
la
Sicilia
frisclii
di
porla
cu
la
galeri,
Spagna,
taanneri,
li nostri
'n triunfu
Vannu
Cu'
chiaiici,cu' li fujie si nn' appagna.
Un
Ancilu
"
"
Viva
Ga
"u
livau
storia
SXSI
Marzo
Ddiu
mannau
Pruteggimi
Sioilianu,
edit.
Iu
e
difenni
'Mperaturi
di
li cani
popolare
in
e
li
di li celi
a
la
Spagna
ra"
^.
Guirreri,
la cuccagna,
poesia, (la Palermo
MDCCCLSXXII).
:
fNola
della
{Palermo).
L.
Ijiui'jel
Pedone
pres.
edisj.
itodbv
daSa
534.
Sicilia,ca
la l'"cula
Maria
la cruci
E
cu
Roma
Napuli,
Vinezia
G"
Casu
Di
di
chi
Ch'
mi
San
Marcu
Senza
Ora
giuva
st"
La
Li
scr"seiu
pi
Caddi
Ristati
Si
Gei
non
si
sulidda
fici
sul
mare
'un
e'
Venezia
it cavallo
'
Fin
qui
V.
tutte
abbattere
e
cori,
dinari
e
si fannu
spasima
mi
voli
di
?
e
amari.
mori.
guardari. {Palenno).
Missina,
gaddina
nana
;
la cullana
e
i
e
qui
le Potenze
in esso
preponderanti
di
,
l
(dove Sieilia,Malta,
non
l'icoi'data
questo canto
cUe
l'aquila siciliana,la
p.
Lepanto
Genova
per"
di Napoli, S. Marco
a
!
jittari
paiori,
nan
Voricchini
Napoli,
1577, in cui
rammentati
fattu
sunnu
partero
la
cori,
stu
di robba
alla battaglia di
accenna
per
d"
misiru
mia
conti-o i Turehi) " certo
fic"ni ai
mari,
a
paci pi la so ruina
persi
Spagna,
prutitturi
cruda
stisaa Morti
536.
'nf"mali,
ha'
unist"
nuddu
tisori,
ajutu voli '. {Parimico).
m'
ed
chiavi,
di !i Turchi
Ianni
e
lu
li
e
Sciacca, spina
" nudu
Biddizza
Roma,
cifaru
quantu
A
Se
eh' "
la fidi di Ddiu
535.
cori,
sutta
muniiu
!a caccia
a
du'
cu
li ricchi
cu
Vannu
riali,
cu
Spagna
E
lu
ch'havi
La
"
POPOLARI
CANTI
croce
cannate
Ottoniani.
rono
pugna-
ricordagli anni
erano
Tra
in
Ioga
gli stemmi
di Malta, le chiavi
di Roma,
Venezia.
115.
itodbv
d/"i
CANTI
No
ci"nciu
Ga
unni
Maneu
lu
so
bedda
vaju
lu
scopra
ci"nciu
In miu
Ci"nciu
"a bedda
538.
anni
oj
ca
cannizzu
Pri
la furai
*
miu
la
v"ja \ (Catamct).
la
a
li
genti,
e
cardun"
Arsi
l"
terri,persi li simenti,
Pari
ca
Senza
la
cci passau
Megghiu-la Papa
gioja;
so
Savoja
Casa
cr"sii,campani
:
saramenti
e
dassi
nni
*,
traraoja *,
Ervi
suini
sbiju ;
Mulimenti
civa
gastimanu
Tunnaru
Frivara,
non
e
nun
lu
di
festa
taliju:
lu
e
e
Reealbutu
Ln
lu
e
apassu
fa
Ci"neinu
campanara,
la Ciazza
Unn'era
Unnici
POPOLARI
''!
boja
lu
a
(Acireale).
539.
Palerniu
'Un
E
hannu
pani
la niatina
di
Calaru
'
La
'
tano
'
Ricordo
festa
di
e
'
Bella
chiantu,
Santu
fannentu
lt"93 in
".
(Palermo).
Catania.
quella di Sant'Agata, protettricedi
paesetto, l'altro casale
1" uno
di varie
arnese
ivna^ne
Vedi
a
Una
versione
Ricorda
'n
furmentu.
n"
Jornu
di
del
Molimento,
il frumento
contenere
*
lu
misa
Catania.
non
lott-
Catania,
Cannizsu,
''
"
febbraio
"
vinu
e
tri vascelli
del TeiTSmoto
Regalbuto
da
Missina
cu
pag.
die
per
116
di
chiaramente
il
forme
dee
tessalo
passai'e
tempo
questo
nna
a
canto
cui
si
alla
vi
signiftcare che
di
canoe
o
tramoggia
ha
vimini
per
{tramoja).
carestia.
riferiscesi i'iutiero canto.
legge
delle tante
a
p.
carestie
346,
onde
n.
fu
*24.
contristata
itodbv
Cumuli,
540.
Li
sempri
Gurnuti,
lu
Ca
si lu
Cnrnuti,
La
rubbicedda
fu
Gei
Miatu
SicjHa
; ed
a
il
delle
ecco
campane,
inattesi
nel
si
(jueliadel
di i^'umenti
tre
'
porto di Messina
lasciarono
della
per
insaziabile
alimentare
in. proverbio. Il Dd",
'
Ritrae
fu decretata
al vivo
i mille
la coscrii"one.
di
mese
e
saziai'
nova
:
(Palermo).
^
,
i Senatori,
e
di
carichi
l'affamata
a
e
minacciarli
al tocco
entrare
grano
CLuasi disperata
284.
Messina
in
Messina,
sanlu),
[lu jornu
Trapani,
in
sentire
cit.,voi. Ili,pag.
in
nella
1636
del
raai'jo
fatta
essendosi
legni fiamminglii
di Sicilia alla maaiefa
Sfogo
pricura
il Sabato
Santa;
Gallo, Annali
gente. C. Domenico
'
"sti 0 est pronunziasi ancora
pae^
ciai
e
contro
mormorare
la Settimana
vita. Ei'a
di
{Alcamo).
l'appiru allura.
piirarma
a
!
*
ligginova
cu'
popolo incominci"
via,
fumu
vostra
l'appi vecchia
penuria
quale grande
;
picciottid'ora,
nun
pare
unu
'n' "utra
cu'
me
mia,
su'
eu
cliista
sti
maritaru
Si
ed
lu
va
'ntisH
L'aviti
541,
la
si nni
^
"sti
pigghia
ventu
unu,
dijunu.
'un
siti tanti
Dd"
Cu
vita
sta
ca
ad
chinia
stomaca
a
vurria.
iinu
'na
v'abbasta
nun
siti
Ca
spaccassi ad
vi
Dinari!
la
'n' accetta
cfi
corna
S'JO
ANEDDOTI
STORIA,
e
vari
in
latina, per ".
avidit"
il loro
don,
degli Spagnuoli,
fumo
il loro
e
" comunissimo
sotteriUgi presi
Allora, giovani
si miseri
sussiego,
anche
in Sicilia
non
che
mai
gi" passato
adesso
quando
ci
nel
innamorati
itodbv
in
Si-
1^0
furon
'S'"G
CANTI
542.
'Na
'iita lu
friddu
!u
'Mmenzu
Vui
la
quattri! sliirri fa sta
Ma
si riv"ta
Vinnitta
544.
si
procuravai
glie da
dovei'
neppure,
cli"
degno
della
o
non
satira
Appena
la videro
'
Potrebbe
andar
"
per"
non
saprei
cci
ne
che
regnu;
Guvernu
!
pi
O
ci resta
;
qaannu!...
sa
!
sangu
centu
ch'era
pur
cerc"
Regnu
cu'
e
jitia
in faccia
se
iu
sangu
ragazza
mantenere
!
spuggh"annu.
gran
tutta
Palermu
a
lii so
stannu
jornu
chi
una
'
che
poi
si farr"
Trad"stivu
tirannu
java rivutannu,
stu
Sbirruna
stu
a
Pi
populu
;
potti riparli ''. {Marineo).
niii misi
li batii
Lu
birritta,
mmaliditta,
chiesi
e
la
pigliara ^
si la
Li
Aspittamu
e
cadiu
diliggi^
si
Ch'ognanu
gritta,
'n' atra
vi
eci
liggichi
;
v' acciuncaru.
razza
Ddiu
mancu
Chi
543.
la
:
jinnaru
e
manu
vittru,c"
siti di
Ca
li
sditta
di
torta
la chiazza
Mancu
la
misi
aviti
manu
Pi
"visti a
uv"stivu
Palermitani,
Nascistu
POPOLARI
a
(Palermo).
centu,
un
santu,
di sottfarsi
alla
leva,
alla
di '"orred
legge;
si ebbe
celandosi
scuMta
ed
a
meschii
bimani.
(viilni=B"itirti),
nel
cap.
Citl", popoli,
ma
accenna
a
f'iitti
storie
determinare.
Diliggiri, dirigere (?),se
la
presero.
itodbv
Vi
In
purt"stii
si misi
Palagunia
Ma
di
Pi
di
muzzieari
si trova
l'occhi
si vota
lu
piinlii;
ventu,
lu
Muriti, sbirri,'nta quantu
545.
Finiu
C"
lu
misi
semu
Di
Guvernu
stu
Ca
nii' ha
Parrari
C"
Ca
546-
nn' ha
'
L'Albei^o
*
Si sa
olii. Il sei
statue
di
n
U
sotto
Qne"to
lo
e
di canti
delia
'
sano
p" es
di
i
noto
'nsina
Jullo
ol
a
viva
ferni
ni
ii
Jacopone
'".[Mineo).
nova.
vola
calina
tanti
im
^3^
e
-Me
!
il Gemo
ili ultimo
di
iP
Pxiei
no
viisomi
da Todi, adversarius
di
eoccz
Gmtu,
e
o
lana
ffntm
\alope
onalme
alli
" necessaria
1 xvveisieto
vester
presente
ite, peii_he
delle data
"
nello intii-l
Paleimo
aggiunti
lono
ii^i
manca
pelo
poco
ite ed
Paleiiiio
non
peitjuili la mdeazione
'}
gnini
viva,
coniu
'na
limale
pecoie
espres^san
ed
li
a
cosa
\Iala"piiia "ti
a
to iti fino
cftnk
atouu
Aoin"
poderi
pancu
ed
leni,
non
poTei-i.
iippiesei
in
u
cunveni,
non
Pafermu
tanti
pente
iiiaimj
Peicbe
zinne
df"
tutti li vini.
"
di
strata
dei
di
'n
di l'avirseri
All'Osp"zio
p" diri beni,
cch""
"
carruzzuna
spini.
si
pinnatu ppi
Figghioli,ce'
Di
peni,
lupi malantrini;
lana
pecura
li
tanti
p", c"
tanti
'i\ta 'na
'
si
non
Opra
'
'n
sagnatu
avemu
Ogni
'mmeiizu
(Palermo).
cuntu.
v"nniru
e
spasali,
;
sirpenti*,
In
a
'
'.
cantu
si f"nci lu
mavrau
Grap"ti
stabiliraentu
lu
a
397
ANEDDOTI
STORIA,
diaholus
to'icaio
oi
edi
ti atti
(Not"^
avee
del Compieta.
b,
S'ali
Sparma
lu
'Nta
nenti
un
Cu'
547.
Navarra
"
Ucs
Ecco
'
nuto
a
da
accolto
anto
e
mander"
libero
a
Navarra
al
le\a
e
rispose
Novelle
In
fu
e
:"
p. 415.
Vedi
di
aire
della
caito
e
in
un
{PaUiino).
^
di
Pi
son
re
feirovia
delU
lunghe
il
se
mamolo
upati qiel L"ie
ne
o
altti lamenti
del
giud
bocca
di propin
giorno
ed
ittenei
tu
liuto
Uu
nmncasseio
"olle
dco
la
egli
con
ti ii
io
s
veiw
ci e
accolse
s
qielo
con
ne
il secondo
ita
ce
ladro
e
Gm"tizia
qua
Na
protigomitl
gian
del djitto
li primo
he
rcei
suo
dalla
nai
pggliidti
Cosi
pure
sta
passa
per
canta
non
Pico
p.
Lobi
31%,
n.
lo
ai
sintigemnj,
Gioito";
1S!.
nelle
mio
Fiaho,
medesima
tradizione
italiani, p. 163 (In Venetia,
Monosini,
biVassano
n.
",
CCXLIS.
La
Musarra.
Proverbi
Pescetti,
canzuna
leggenda
di questa
popolari, voi. IV,
Navarro
0.
la senti
nu
siciliana
proverbiali,
pres.
!
canzuna
dopo
tui
incoin
pi"
"Navarra
riportata da
MDCXl)
:
;
Racconti
Catania
ed
verso
veraione
una
sta
scaltramente
hpne
fi
accusarci
invece
"
Vedi
jimenti...
le prove
giudice tanto
ter/o
al
tiaiie
\
Ot
"
caia
col
ripete
o'unto
ma
"
"Navan-a
"
e
uoglieie
giudice molti
gli disM
fe"aioae
la turtara
^a\am
euomechL.
il
confesaava
non
a
Mii^iiiaanriP
di
lasciarsi
non
catturato
fu
per"
I
quest)
proieibiale
rimabtn
varr"
'. {Borgstto).
1S33
ispiegaie
pei
capo
la senti
anelJoto
biazano
un
cavaddi
cLt"lebia
nel
Bagbena,
a
trova,
cci cridi
nun
inisu
nu
(iitd
a
e
:
pigg-hiatu attortanienti,
fu
p'armbbari
E
si ed
e
cruci
l'hannu
Navarra
si cci arriva
Bagaria
cull'occhi
Navarra
li Irona,
si senti
e
a
cruci, supra
^
'Ed
fumu,
vidi
la
Fa
leimj
POPOLARI
CAJSTI
Roma,
(Ludovico
FJof.
ital.
ling.
Modi
Pass-irini),
Tip. Tiberina,
1875,
(Nola
sdii.'!.
itodbv
ANEDDOTI
STORIA,
Amuri
548.
Ora
morsi
fici 'na
L'occhi, chi
Amuri
54S.
'un
seggia
desi
Notti
iddu
la me
ed
Lu
ciancii
Ca
ii catini
Ora
Seju, siedo
*
Alla
soi
lo
la tradizione
Reca
!a vita
perduto
la
la
gamena
cur"
e
sua
conserv"
ridusse
a
di
conosce
in
'
Vedi
a
p.
sfogar
e
pelle
e
strinciu;
peju
a
a
peju
^
{Marsala).
sazziu.
mia
amara
l'arma
trovu
chiantu
"
!
mia,
Turchia,
'n
lava:
Elia
la
so
Costantinopoli
schiavo
1 immenso
vi sci'isse i
i
capelli a
sembrai'
pu"
108
^;
seja ^
^
scava
non
suo
donna
una
(Etna).
avesse
iramoi'ta-
coma
doloi-e,fece
ridurre
a
e
feroce, ma
la
le
ossa
fece
delle braccia
un
bicchiere,
passione violenta
regole.
e
pep-
propri pensieri ed affetti;gli occhi
laccetto; del cranio
forse
siciliana
sapendo
lucidi specchi, gli stinctii
come
limili,n"
eci ammiu
meno.
amante
seggiola,
Lft risoluzione
cc"
mi
Filici amava;
a
d'ess"ri
che
Lo
meinona
iu
"utfu,
,
lame
ieju,
e;m
pei
peg"!io
la
cori
Iu
morta,
Oa
mi
':
Filici addisiava.
la Sultana
fa
e
cori, iu
a
Filici tirminau
iu
casa,
iu
Iu
jomu
e
stu
e
a
e
fari
pozzu
Rosa,
a
iu
choju
ddisiu:
specchi,
lazziteddu
jornu
Filici
'
du'
'nt'Arauri
'N
Mi
su'
un
Quarinu
ViviL
i" la
Httra, e
ilei 'na
fici
Mi
cai'ni
me
morsi,
eh' Amuri
Amuri
la
e
seg.
itodbv
non
400
c;anti
Ed
550.
io la vitti
Hurda
E
sa'
Cu'
fa
lu
Tempu
t'h"
Ddiu
dari
tutti
tanti
datu
t'haju
li
a
{Palermo).
si si' smossa,
martiddati,
si' grossa.
putistati
di
m'abbi
fossa
^,
piatati,
cantiddu
un
".
baiati,
tanta
moni,
quannu
Mettimilii
can"
fari balata
a
scaf"
e
'mpicculiri si
a
m'ha
Chi
mueia
pirdunari
t'haju
Ca
:
supra
di
M'hai
E
Cani
Giorgi
Balata
lu
ammazzir".
tr"nguli, scatr"ngu"i
Dici
?
dannu, poi.lu paghir".
l'aggentibianchi
'Nta
(?)
sa
frati Nu"
t"
a
',
d'aggenti iiigri,
Sanagr"
Tutti
551.
patruna
ca
vitti
ca
"u
Marf^arita arre
a
muta
ca
popola
st'affritti
*.
ossa
{Salaparuta).
'
'
Arre,
Dichiai'o
perch"
anzitutto
molte
Sorda
mentre
'
la
Balata
cristiani
che
non
FuHone,
il
linguaggio
Pietro
muta
e
digrossa,
di
e
delia
canto
parla
e
Tei-so,
di
parlata
" per
m"st"flctite. "
sono
Il secondo
itragidi
=
vi
"
non
questo
turahesche,
(Margarita^.
un
che
parole
delle escursioni
:
di nuovo,
arreri,
per
una
secondo
dubbio
senza
donna
chiusa
accompagna
per
parte degl'Islamiti,e
turco
principe
la prega
de'
di
n"
lo
me
che
" n"
la
Palermo.
forse
enimmat"oo,
me
chi
di
sua
dei
tempi
nel
glio
serra-
dett", sigoiSI
padrona.
al mette
mi-
innanzi
ci'isUano.
poeti rustici, parla
eeeergli
lieve
dopo
la
con
pietra
morto.
fossa, lapide.
itodbv
XVIII.
CAPITOLO
SCHERZI.
la
Si
di
senti
La
di
Vegnu
555.
'i
campana
^
Vicinu
ce'"
san
Oiuvannuzzu
San
Lo
'
Intendi,
"
Allude
Mazzara
di
Girgenti
mi
ca
su'
e
;
sona
\
(Caltav.)
Sicilianu,
citatinu,
Cosimu
e
In
cu
so
Damianu,
jardinu *;
sederla.
amante
'
Lercara,
a
Terranova
a
Napuli
Palermitanu
Veru
su'
Val"u
lu
Bivona.
l'haju
mia
soi
li casuzzi
E
Missina,
di
terra
la robba
Chiana.
Palermitana,
'na
"
la
di
Nativa
Tutta
zita
me
k
a
di
fdru
niissa^eri
Li
E
matrimoniu
pi
Marinai
554.
vicino
al
alla
casa
deve
io
giardino di S. Giovanni
nacqui.
della
Guilla, detto
della
nu.uuu,
C"n-
403
"
Si
v"'
Va
a
io mi
sapiri comu
la
parrocchia
chiamu
spija
e
lu
a
parrinii '.
{Pa lerm").
55f".
Mi
maritai,
'Na
picciuttedda ch'era
La
prima
Mi
detti
E
la
sira
'na
chi
557.
Peppi
cci
curcai,
ch'agghiurnai,
E
che
un
le cui
fa
quannu
ad
pezza
frutta
soli
cani
un
pi tri jorna cci strinciu
in Palermo,
cmna
p"
detti
purtai ',
sciannarina
rosa
Tinchiuni
io ti
ca
Tagghia scarpazzi vecchi,
Nn"
gaddina:
'na
vpodu
'na
china,
e
mina;
m'ammazza
Spampinasti
pigghiai ^,
carta
di
comu
Piggti"a stu
"
mi
nuttata
matina,
so^ra
Me
quagghia
'na
e
li
*.
lasagni,
'mpigni ^;
e
di magna
cigni. {Alcamo).
tuttora
rimangono
(Cof ?es"Kb).
"
proverbiali dopo
tre se 'Oli
0
11
p
asa^
T
P
se
d
p
oce
icante
d"
hie, suole
itodbv
Wi
CANTI
55".
Masi
Chi
Li
vimiiu
tistimoni
Sintiti
E
lu
chi
Sei Masi
'nta
'Gtiazia
Sintiti
rocchi
A
Sciacca
Ed
a
Si
ji'a
Cd
560.
di
m'ha
S"cciu
la
Megghiu
I
'
'
Scheiao
su]
Piditeddru,
certu
della
eh
prov.
e
che
dei
di la
onu
a
aMti
ni
chi
*
[
pici
cinigghia
lu
ilcamo).
-'
"
mulu
tig^hia
siignu
sulu
( ilcamo).
di
piditu, peto.
Tommaso
di
denionii
dim
piditeddu
per
piccola brocca; dim. di baccar"
" "
la ci-edenza
die
comune
dell' inferno,
^
sfici
aviti
mia
parlata
nella
Baccareddra,
1
a
c"steddiu,
Muncibeddiu
quadiu
di Masi
nome
lu
cci
"Nn
dati
tici
li di"fiei
a
mancatu
di
'. (Alcamo).
li baccareddu
'nsmu
li
misi
eraiiu
i
l" ciaschi
diceniiu:
Vaju
tmn
cci rumpm
t"nir"
Masi,
pidit ddm
'Mpullonia
Salerai
si 'ntisi ;
dammaggiu
'na
abbaccau
Chi
cuntrattu
chi
Si sdirrubbaii
Li
mai
pi j"ttariun
tutti
misi.
un
Masi...
si chiamava
un
,
di li risi.
muonu
sceccu
Masi,
Masi,
si chiamava
'iita In
lu
'n "tru
a
pigghiau tempu
vi scattati
e
Siddu
sceccn
si chiamanu
nutaru
Cosa
559.
lu
la paga
pi
POPOLAHI
T
o
m
altri
siti dell' isola,
bacara.
il cratere
vi
ed
apam
del
lavorino
Mongibello
con
pece,
sia
la bocca
aolfo ed
itodbv
altre
561.
noi
Mi
Dunn"
Si
si fannu
'Nta
"'avugghi
nnn'
sapiri
v"'
lettn
un
Stronguli ',
ddaddrabbanna.
voggh'jiri
lu
"
li
e
spingali.
dormiri
megghiu
biancu
di
'mmenzu
:
du'
flmroini.
(Alcamo).
paru
di
novi, novi,
novi
llaju
562.
Chi
un
Eranu
di
Gli'
563.
haja
Oh
spiruni
Pari
ddu
Ma
diri
Dietio
'
Pare
=
la
di
banda,
Il
"
Mi
!
cannunata
griddu
!
DdaMi
la
e
chrddu,
di
'na
d;p"'
{^^dda
tbbirnna
;
*,
spata
n"
affaccia
nasu
^
appuntiddu
porta
e
iu
voli
strata
^
iddu
iHa
[Bagheria).
da
homin),
quella
indovinello
un
un
di
aiuoto
i lult
puntello
pesae-spada.
di
pare
Cosi
scrivevo
che
esso
di
Poesie
sac.
D.
Stefano
Reale
origine letterata.
io
voi.
Nella
(Alcamo).
dietro
AppuntiMu,
'
lu
chistu
n"
affaccia
Stiomlt"li
oci
chi
caniina
Quannii
l
di pannu
galera armata,
pisci
senza
Prima
di
naniiu,
nasii,
s'avissi
cadiri
'un
pr'
me
chi
oh
paiinu,
sunnu:
causi
di
nasu,
scupetta,
Pari
"
di
para
di
novi
e
nannu
un
chi
Fussi
Ca
lu
causi
fa
nella
prima
parte d'una
siciliane
edizione; aggiungo
serie
giocose,
Beneficiale
alla sioUiana
di ottave
serie
Mblchiore.
e
ora,
morali,
In
in questa
sul
composte
Palerimo
naso,
dal
MDCCLXXX\'.
S
itodbv
conda,
se-
i.iil
rev.
40b
G"
lia coi difiu
vulari
Vitti
Gli' avia
Chi
E
muti
quattro
misi
lu
'Nta
di
vistu
Haju
567.
Di
Iu
Un
Quindo
Uy^m
'
Fi
'
terra
Ho
quattro
hi
1
babbaluci,
e
gioi-aro
vuei,
se
de^o
in
".
aentu
ammizzau
(che
(juittiiiii
muti
gatti.("Umena).
li
pis'^u
le anguille
l" morti
a
erapi;
dare)
giammai
uoe,
il!e carte
maturi
volar
veduto
Una
anehi
vulari
paipagghiuin
qui
fatti '.
ficu
cu
',
cotti
favi
marza
puiteddu
Ch"ddi
E
li earti
spinciribaiati
Tarantul"cchi
'
jucari a
li cani
dormiri
E
'
di notti
vistu abballari
Haju
ajatu. (GlbelUna).
Sali
lu
siniinari
vistu
He
(Casteliermini).
scurciatti,
cci dettiru
li varvasci
^
scapiddatu,
voi
un
Vitti affacciari
566.
pagar!
a
prisuutu;
era
Vitti lavurari
^
pizzu nisciutu;
di
mortu
un
di li fossi
Chi
chiddi
'ngarzatu
corvu
un
tri parma
curriri
Vitti
ch'haju
affacciari,
pozzu
li lani di i'anciddi
tunnu
Quannn
565.
tutti
a
cci
'un
spija pri
vidi, mi
mi
cu'
chiazza
la
'Mmeazii
564.
'
POPOLARI
CANTI
laiiauti,
E
della chiocci
alirencse
il tartiicli
\ut4i
d
ile,i,
q
\i
esto
dei
ragni sollevar
pietre
^el^o
ti
itodbv
da
S'
'un
Sat"u
568.
prontu
era
gottu
u!i
Haju
lu
Pri
cumpanaggiu
Un
pisciteddu
Haju
'na
Tuttu
la
Haju
Di
siti
vinu
un
mi
eli
'i
soru
mi
Ga
si la
toccu
Stu
me
dormiri
sinu
paria
;
vurria
all'annu
nni
!
quagghia,
'oa
strinciu
(Vicari).
^
sanu
palumma
eomu
la
cuniz^n
'
viviria
e
e
addubbiria
Castedduvitranu;
Agustu
T"
;
cantaru
Pill'aria, piU'aria sta
669.
(Palermo),
'.
turnam
me::zu
sumiuzzu
meiizu
lu
cci
mi
ca
cruci,
mandria
mi
eh' havi
pani
la
sei cannati
rumpi
e
pitittu ca
un
Tuttu
f"rimi
a
'nta
spiticchia
""
st' ugna,
squagghia.
e
(Palermo).
570.
Mmalidittu
lu
cunocchia
E
la
E
l'aeidduzzu
Chistu
"
focu
eh'
'un
eh' "
virticcliiu
la
e
voli
misu
eh'
stuppa,
Alari,
la
a
'un
!
puppa
arruzzulari
p"
^
(Palermo).
571
Cu
'
it
il
i
Pei" companatico
'
Dalla
'
luet"
d
Spihcohtan,
Questa
"
maUi
e
tempu
malu
d'"utru
casa
sta
fa,
;
boccale.
Cannala^
'
'
chiovi
Quinnu
cosa
accomoderei.
mi
Ano
agosto
a
struggersi,
che
non
tutto
venir
pn"
l'anno
meno
di
andai-e..non
intiero.
fmau,
voglia.
nni
va,
non
la ingollo.
u,,.ub,
*)"
CANTI
E
Io
s"ddu
mi
fussi
nni
POPOLARI
di mia
di
e
mia
curamaruzza
jissi,
si chi'uvissi vaddiina
E
Nn'haju
tia,
mandai'i
a
d'
;
vadduiia,
'i to'
raacearruna,
(Palermo).
572.
A
tcnipQ nlii lu t'-'iiipii
tempii 'mi
Qudiiiiu la
Gc'era
Chi
Petra
La
santa
Cu
san
Di
chiusa
i"di
Ciuvan
Ges"
Chi
573.
f"niu
Ili
"
Una
a
eaiiede
5
Non
e
a
gne
nip
obab
e
lu
a
munnu.
prijati*
Ddiu
decullati
d'essiri
Turchia
t
pete
at
di
:
?
1
e
il
P
e
ie u
corp
;
t
o
(Palermo).
'.
malata
era
inalatu
f
a
di
maer
aifauiin,
di
jiri'n
deeo
oi
L
Po-^mo
oli
to
ai
tant'
quann'
di
vuta
Quannu
viiiirannu,
secunnu,
armuzzi
Sant'Antuninu
lu
munnu,
Cristina,a
e
sti divoti
Pici
lu
eucinu
lu Fatturi
Catarina
Pi
tuttu
propriu patiu
P' amari
'iia batia.
Battista
Gristu
;
jiauu pridicannu
Paula
pi
era
Rusulia,
dintra
e
ce'
nun
la siila Santa
stava
San
Tniuta
stissa
era,
a
cano
e
tu
o
e
o
p"
e
o
abb
a
una
e
o
pr"
p"
en
ebbe
enza
ridivenive
letteraria.
itodbv
jBdb,
GIURI.
di
Giuri
575.
lu
Bedda,
Pirchi
576.
si
Ciuri
Nun
ciuri,
Sali
'un
voli
seantadi
di
cc'"
iu
cchi"
t"
affacciari
sbleniiuri,
(Palermo).
lumia.
'na
bedda
cchi"
bedda
d"
tia
'.
{PulenHo).
577.
Meli
Li
lo'
Li
to'
Giuri
579.
Siti
"
1 nn.
Picca,
la
575^85
ficu
biddizai
Ciuri
578.
'
di
di
'un
sa'
cosa
di
picca
^.
{Palermo).
vili.
biddizzi
di
aicca.
su'
cosi
'nfiniti.
{Palermo).
lumia.
stidda
di
la
appartent!i)iio
casa
al
o.
mia.
BelU^^e
{Palermo).
della
donna.
poco.
"
,
H"MoobvL
412
aANTI
580.
Giuri
'Na
581.
di
jinnani.
bedda
582.
La
583.
facci
siti vui
aviti
di la
Quannu
di
Gocciu
Quaitru
Giuri
Vueca
'
linna
di
un,
cu
S86-612
pispisedda
'na
^
(Palermo).
picciridda,(Palermo).
patruna:
Pa"errau
e
ti vurria
vueca
ciatu
Missina.
(Cefalii).
parrari
cu
cMode
uccello
parrari,
cu
la
assai
,
di Piazza
canto
(Palermo).
'.
siti la
castedda
pispola
Vueca
I un.
Dda
di rina.
L'Aeenella, spiaggia che
In
vera
(Palermo).
di lumia.
cu
,
'
'na
si' 'na
Napuli, Roma,
Ciatu
Sarai"nu.
d" nucidda.
Siti cchiu
586.
d'un
'Rinedda
camini
Scorcia
585.
(Palei-mo).
di lumia.
Rina
584.
cc'" In para.
nun
mandrinu.
bedda
Giuri
tia
comu
Aranciu
Cchi"
POPOLARI
tia "\
rada
di
lejto
e
{CasfAdacdd).
Palermo.
grazioso
a
;
vucoi
ap["artengoDO
al
cap.
.
itodbv
413
ciuRi
Slidda
587.
lucenti.
Quanta
petri cci
uni
Tanti
niannu
ponti,
un
suspiri ardenti.
tia
a
fari
a
vonnu
(Palermo)
Petra
588.
Pi
'niagghiata.
l'amuriddu
l'amurlddu
Pi
mi
Tu
t"
l'annata.
mi
'n terra
cori
lu
duni
(Cefal").
jettu. (Cefal").
la vita.
jou
e
{Cef.al").
di finocchi.
Giuri
591.
persi
ciurita.
Ro^a
590.
t"
di ruettu.
Giuri
589.
\
camini
Quannu
tiill'occhi.
t'accumpagnu
{Palermo).
mandrina.
Aranciu
592.
Vu'
lu
sapiti, bidicchia, si
Quannu
Giuri
593.
'un
di
j"na.
Bella, p'amari
Giuri
594.
Li
'
Canto
lu slilu. (Palermo).
veni
viju, mi
vi
v'amu.
a
tia
cc'"
ruina.
'na
{Cefal").
di lumia.
s"nzii
mi
n"scinu
sul
recente, formato
Quante
pete
noe
tia.
pi
noto
Tonno
canto
a
fa
(Cefal").
napoletano
sto
:
poni*.
itodbv
414
POPOLARI
CANTI
di ficu.
Giuri
505.
lis scordi!
mi
Sun
596.
Siti 'na
spina
mi
ca
di
Giuri
597.
Lu
(Palermo).
eli ruettu.
Spina
Spina
anticii.
l'amuri
no
Jornu
!" modi
'ntra
punc"stivu
l'atti,
e
pettn. (Cefalii).
stu
camommu.
pensu
tia, la notti
a
'un
dormu.
[Ficarassi).
Giuri
598.
di flnocclilu.
Giuri
599.
cori
occhiu.
un
'
[Cefalh),
t"
mi
ea
lu
manci",
[Cefulh).
stidda.
Lucenti
600.
scacciami
d'araiiciu.
lu
Dammi
siti
bedda,
Vi
vogghiu
beni
assai
Ti
vogghiu
beni
assai, si' picciridda.{Palermo).
Muta
60!.
L'amanti
P"middu
Cu'
ca
ribbeddn;
io lu
C"
m%
t"
l'amuri
Pi
t'ama
vogghiu
m"o,
b"niri
ch'"
veni
beddu.
(Palermo).
virdi.
cchi"
di mia
gran
tempu
perdi.
( Ce feda).
itodbv
603.
0
mari
Sugnu
Ch'
comu
Setti
rizza
Pi
pruvari
Lu
{Baghena)_
tia.
a
{Cefal").
!
li to'
a
com'"
vrazza
cuntintizza.
la
{Pakf"no).
d'amarena.
di
me
io
m'ami,
nnii
Giur"
607.
'
addisiassi
Ossu
eiuri,
tuccari.
p'amari
rizza
m'
Si tu
il
lumia.
di
Io
606.
'nta
lapuni
un
nn'abbannunai
0
605.
!
sapi quali pampina
'un
Giuri
604.
mari
f^i pena.
raoii"
{Ficarazzi).
pa^hia.
s'aNammica
curiizzu
g
squagghia.
{Fkarazzi).
608.
Giur"
La
la
di
si 'na
vota
Io
mora,
e
di
li
strati,
di la siti.
moru
{Marsala).
risu.
E
Ovu
dugiiu pri
l'acqua e
'ntra
Guri
610.
'
pipi.
mi
testa
Sugnu
609.
di
mi
ss" labbruzza
uni
vaju
'n
vasu,
paradd"su.
(Palermo).
tunnu.
Vostra
mammuzza
Pi
fari
pazziari
Rixsa,
riccio
vi
menza
msirino, echinus
teni
'n'"tr'annu,
munnu.
esculentus
{Palermo).
di Linneo.
itodbv
la
Miita
611.
"u
Assai
l'haJLiammartinatu
Stu
piceiutteddu
0
Lina
Lu
surdateddn
Chi
ia
{Palermo}.
Marina.
""
^
baggiana
e
quacina! (Palermo).
la
di
piceiutteddu
Muntivitranu.
615.
vogghiu
Lu
surdateddu
1
1
di
L
;
facili
insipido
"
i
l"l! i^t
""
novenario
iiicti
j
bon
Liut
")
piopuo
le quali
pen,i"
acquista
ool
costumi,
'.
{Marmla).
(Il un
asttimiio
saristanu
ch'era
Imvoojziont"
ollia
novt"nano,
donne
litri
assai
beni
Lu
UiiL-to
notti
lesu
rhaja
Lu
di
!
(Falermo).
assai
di
rina
rina
0
mia.
l'arma
^
beni
vogghiu
{Marsala).
^
di
Lina!
o
Ln
'.
via.
la
Chi
014.
u"
Palermitanu
mio
Munta
"l'".
'
beni
vogghiu
L'amanti
612.
marni.
dalla
raGU)iti
le )n"linzzaiino
canto
um
mUodia
e
di
bocca
a
giovi-
dolce
e
squisita
'
'
'
A
m
marti
noi
li, un
Invocazione
che
Invocazione
tolta
p"
sgheno
tignitioa
dal
bene
e
Angiolim
meitiere
del
in
a,ine="
(')
muratolo,
a
cu
il canto
rivolto
'
ie'K,
"ittillato
bugjianu,
*
Canto
elle
recente.
pare
laotoso
spocchioso
itodbv
e
418
POPOLARI
CANTI
Giuri
623.
di
duri.
dormi
Tu
d'amuri.
letta,e jeu abljampu
a
(Cefal").
di viola.
Ciuri
624.
Si
Rosa
6-5.
saluta
Giuri
onuri
di
Giuri
di
"
Io
lu ra"
e
poi la vuei. (Cefal").
sta
canzuna
Cc'"
'
Cosi qu^to
Canto,
vi !a
di
lu m"
come
sintiti,
(Cefal").
all'aria
;
vittoria.
(Palermo).
scabra.
amanti
i
jeftu
di
stinnai'du
Pampina
630.
e
'nzolia.
di
siti lu
'.
pipi.
Giuri
Ca
{PaUrnio)
Amuri.
a
G-rapitil'occhi,la menti,
629.
{Palermo).
nuci.
Sintit" la canzuna,
628.
(Palermo).
di ciim.
Pampina
mi.
fora.
la strata.
tia, e po'
a
pi fari
Cantu
cc"
'ncarnata.
Frira"
626.
affacci,t'aspetta
'un
tu
chi
fiori tutti
m'aspetta fora. (Palermo).
Ano
al n, 63"!
appartengono
al ca]".
i
itodbv
631.
Giuri
Li
Cu
032.
di
Ti
stritta
634.
l'haju
Giuri
lumia.
dittu
eh' he
di
1
Ta
637.
638.
di
nn'hai
{Palermo).
e
mi
mii
vaju. {Palermo).
honasira.
o
(Cefal").
pro?i
s' io
t'haju
{Pal"rmo)
amatu.
^
bianca.
Munta
Tannu
tia.
a
{Cefalii).
granata,
h
zitii "
Quannu
cantari.
parrari
licenzia
Cartuzza
Lu
fattu
cannila.
V'addiraannu
Giuri
(Baijheria).
cumaiiou.
Majii.
Lustra
636.
m'ha
v'addiraannu
Licenzia
635.
li
manu
di
di
cuntornu
mari.
Pampina
633.
li
a
di
amicu
ehistu
'
ferra
Scania
'N
di
caiitatura
'na
l'annu.
tutta
lestu
e
la
mi
fa
e
la
pi
zi!a
{Cefal").
ammanca.
via.
si scorda
mamma
scurdir"
d'amari
a
a
so
figgh"u,
tia,
(Montemaggiore).
'
Sferza.
'
I
un.
650-643
appartengono
ai
csp.
Dichiara
sione
,
Promessa,
Costanza.
itodbv
*afJ
POPOLARI
CANTI
pirfettti.
Giuri
639.
^
V
s", faeemii
Si mi
diciti
Si mi
diciti no,
attu,
scheltu
m'arresti!
^
{Camp' reale)^
di
Giuri
640.
iVIaju.
!u
Quannu
tutti dui,
lassiremu
nni
Tannu
speddi,
tiumiiu
'n
e
^
mai
ajorna
(rortorid).
di
Giuri
641.
A
chi
costu
mi
Nuddu
di
Giuri
642.
eh'
Mentri
eiuri.
*
mi
cassanu
spartir"
io
di
lu
io
cori
amuri.
{Palenno).
pruuu.
eu
viva
su
'un
ti abbannumi.
(Cefalh).
eiurita.
Rosa
643.
Tannu
Quannu
'
Iticele,facete,
=
'
In
mi
la morti
Torme
cchi"
leva
autictie, dice
rli sta
strafa
la vita.
il Tommaseo,
Palermo).
o
pi"
gra
di quelle d'ora.
maHoaii
'
passir"
nun
una
Il canto
canzona
popolare di Palermo:
Si
mi
didti
Si
mi
diciti
si, cenf
no,
aggiusta questo
Cassari, trafiggere,
anni
cassamu
paeaar
aspeitu,
(canceUiamnj
l'attu.
verso.
da
banda
a
banda.
itodbv
di
Giur"
644.
Ti
fazzu
'nsigna
di
Ossu
045.
646.
U",
a
t'
{Cefalii) ^
fazzulcUu.
la
'iitra
sugnu
focu.
un
(Cefatu).
furnu.
di
Vampa
ZoccLi
cu
varcocu.
salutari
Fri
',
ruettu
haju
io
mamiaL'i,
a
cuofunnu.
mi
(Palermo).
Giuri
"647.
Stu
di
me
cutugnu.
ti
curuzzu
'nta
niauini
un
puguu.
{Palermo}.
cori
Lu
un
Lu
ci"uru
lu
fannu
mari
mari
!
0
651.
Lu
Ruettu
"
Del
s'"
Giuri
di
me
cori
o
n.
Gelosia
di
mi
ca
veru
(Palermo).
a
nuddu
di
violi,
tutt' uri,
(Palermo).
porti amuri
"vix!taliari.
(Palermo)
'.
canna.
" sinceru
rtivettu,
questo al
cap.
mazzettu
'nnavanti
D'ora
manci.
ciuri.
d"stivu
Bedda,
Da
di
ti lu
mannu
Mi
650.
"
ti
chi
Giuri
649.
"
aranci.
Aranci
1)48.
e
'u t" mi
'nganna
(Cefalh).
rovo,
649
ecc.
tatti
fino
appartengono
al
n.
al
cap.
Saluti,
Boni.
665.
itodbv
652.
lassari
T'hajua
Sucu
653.
a
pocii,
a
poca,
a
(Palermo).
pocu.
d'agresta.
Prima
ti
non
ti sacciu
Ora
tribbotii.
di
Pampina
sapia
e
nn'eri
ca
ti
mi
mastra
;
^.
'n testa
tegnu
(Messina).
*
di
Giuri
654.
Tu
si
biddicchia,
Ca
anicilu
Din!
l'amicizia
pi mia
fmiii.
0
Di
puvireddu
l'occhi
(Cefalh).
^.
musia
di
(Palermo).
ti vasai
cu'
e
Bonciornn,
Giuri
(356.
froppii spisa;
di
ma
t'a"liscia
cu'
Foviru
655.
cirasa.
cci
comu
'ngagghiasti
Lucia
Santa
t'aiinurvau
!
! ^.
[Galtaoutui-o).
Giuri
657.
d'aloja
tincisti
Goinu
li s"nzii
Manc"ativi
lo
'
Ora
'
Musia,
'
E
'
noto
Aloja,
so,
nome
che
e
la bedda
aiia
fo
gioia! (AUmena).
catTubba.
di
Ossu
058.
a
*.
a
che
Santa
meno
dinota
Lucia
e
di te;
la
non
eccel'enza
"
la
midudda.
(Palermo).
ti calcolo.
sopivano
medicati'ice
e
a
turai
e
di
cosa.
consBrvatrJoc
aldi, aloe.
itodbv
degli
"j59.
Gian
Jeu
660.
di
mi
divertu,
Cim'i
Si
661.
di
v"i
Lu
fattillii di
ti lu
t"
li buffi
mi
dicisti
Ladiu
cci
s"'
Addiu
lu
fuju
ti
Giuri
Ma
chi
Siempri
(Alimena]-
tana,
t"
vista;
di
pesta
!
[Caltavutur").
!
t'arrineu,
imomu
si
ti
vi,iu.{Bagheria).
funtana.
viJH, hi
Janzu
haju
pinsannu
^
(Cefali!).
m'acchiana.
".
d'aguannu
iu
la
prima
sbirru
di
Acqua
665.
(Palenno).
li vaddmia
a
di
tu, facci
coniu
Quannu
^
in
! addiu
Sintennu
664.
finestra
d'agresta.
Ladia
Ti
la
a
jiu
mamma
niseeru
Ciiu-i
663.
metti
pasta,
baggiana!
Quannu
662.
(Gefalil).
addannatn.
jiiiestra.
e
Tinta
mori
tu
e
inaritu
vesti
Gei
gtanatvi.
la
ca
a
notti
'im
tia, cuorpu
diioriiui,
di
sangu
(S.
'
l"iiifa, rospo.
'
Laniu,
'
Aguannit,
*
Mal
di
!
'
Caterina).
vomito.
quest'anno.
gocciola.
itodbv
42t
GANTI
66G.
di
Pampina
li
Cristu
E
nuci.
pirdnn"
li so' nn"miei
a
pirduiia a mia,
tu
667.
POPOLARI
di
Pampina
Lu
fumu
di
Lii
nostra
duci
sariguzzu
'.
(Palermo) *,
varcocu.
la
pagghia
s'ha
sdegnu
dura
pocu
eancia"u
:
'n
focu.
{Villabate).
668.
0
mari
!
l'amaru
Sugnu,
Lu
mari
mia,
l'haju
tempu
niugghieri,
senza
fattu
'nn
e
pozzu
stari.
(AUinena)
Giuri
669.
Ora
Si
A
junei
lu
paru
canzoni
Fu
'
Ddiu
stitinardu
junta l'ura,
la
e
gigghiu
di Ribeia
Ciistu
appartenente
nni
quannu
e
e
tu
edita
(Cefal").
bannera.
nun
al cap
rosa
cap
(Marsala).
fina.
Mar
Salomonp
li so
m
al
livamu
la
dal
piidunau
Appartiene, eoi aeguenlfi,
Canto
ch'"
di
Ltibidduraa
'
a
la matina
Io
Una
eiurera.
lodamu
Giuri
670.
'
di
^.
no
fliiisee
:
nmmici
pirdunaii?
ha
S"ConciUattone
Matrimonto
cosi
i
seguenti, Ano
itodbv
al
426
GANTI
677.
mia
Amara
Cliianeinu
C"
la me
Ti
"
la
me
siti
Dissi
mi
comii
talia.
{Pakntio)
'.
ciiiamu!
{Falermo).
d'ora.
e
bedda
veru,
'ngrata, e io pi vai nni
di
PilatH
:
{Falerm"),
mora.
^
tassa
Zocca
"
scrissi
cch""i 'uit cci
'nta sta slrata
Io
mi
'un
veru
saporita
Giuri
680.
mei,
marni.
nnoniu
siti
Ma
bedda
veru
Ciuriddu
Vai
viti sl'occh"
'manti
scurdasti
Ln
"i79.
!
coinu
Dammi
678.
POPOLARI
scrissi
^.
applzzu an
passa*.
(Ficarazsi).
di
Ovn
681.
Pri
canna.
Comu
la
f"gghiu spersu
Isci chi
682.
nescl
ti
Amm"tula
Lu
cimtn
i nn.
!a matina
d" la
{Palermo).
mamma.
!
chi t'ha'
577-682
Questo ed
'
Eis3M, piaata veleaosa.
'
"
'
lo, in questa via,
il Quod
e
pettini e t'allisci,
'
i" da
la sira
tia chiancia
fatta,'un
t'arrinesci.
appai'Ieiigono
al
cap,
{Alc"ino).
Abbantlono
ecc.
scripsi scripsi ilei Vangelo.
EOn
ci
perder" pi"
mi
passo;
io
non
passer"
questa via.
itodbv
683.
Munta
Ch'era
'iifaini
Ddii
Cu'
Alanu
G"
lu
Da
purtai'u
al
'
Invocazione
'
Canto
d'
691
n.
tozie
un
nni
^!
jamu
'
Canto
un'
di
qualche
la
partenza
Canio
moderno
dopo
'
in
(Palenno).
'.
palennitanu
!
lu
\
Quisturi
canti
son
di
(Palermo).
Carcere,
carcerali.
significato.
ad
altro
carcerato
coi
,
riepoiiato
(Palermo).
p' 'u Tribbunali;
senza
carcej'alo
In
a
su'
staju pi
questo
nni
battimanu
e
Scarciai-atu
Ora
!
!
All'uri, all'uri
687.
'
*
laiiu
scrusci
Si
'.
{Palermo).
Vicaria!
all'tsula
Alanu
Cu
(Palermo)
all'ordiui,paisanu,
tutti
t"S6.
Vicaria.
veru
lanu
M"ttiti
sai
via,
'nfami
sta
685.
'a
si ii"sciu
sa
Di
d'
la
In
iiuii
sbirrani
Munta
CSi.
via.
la
quale
(lev'
es^cve
isola.
carcerato
del
rimasto
nella
Vicaria
compagno.
dal
quale
d"
Palermo,
,
lisullfii'etibe
che
un
che
imputato
,
geme
della
in
carcere,
vi
pu"
anciie
rimanere
solo
per
capriccio
o
abuso
polizia.
itodbv
PO
GANTI
di
Giuri
8.
ti lu
0
690.
juru
lu
Ed
io
spicchiteddu
Cu'
sa
si pensa
Muta
nni
mi
Muta
a
'
Quando
*
Canta
carzaratu
manci"
mi
a
chi
fa
arrassu.
l'ossa
l'occhi
di l'armuzza
". {Palermo).
mei
mia.
(ViUabat").
!
mairi
!... {Palermo).
mia
a
fari
la
a
casa
mia.
{Palermo}.
via.
agghiorna
arreri
a
la
e
casa
scura
mia.
(Palertn").
71.
uscir"
una
*
me
vaju
e
cc"
pag.
fa
haju
Tornu
V.
{Bagherkt).
la via.
Picca
Di
l
di lum"a.
chi
694.
nnijmaritamu
avanti
livatu
sa
E
"
'manti
Cu'
693.
'. (Fahrmo).
cunnanna
!
la Vicaria
a
Giuri
692.
donna,
:
di cc"
fossa
me
L'haniiu
Lu
la
'na
lia Ha!
0
mi.
veru
n"sciu
fossa
Ca
KT
la marni,
Quannu
'
aspetto
Dammi
Io
pi
sugim
di Turimi
689."
LA
canna.
Garzaratedda
E
PO
di
donna,
qui (da questo carcere)
anch'essa,
come
il suo
ci sposeremo.
amante,
caixierata.
itodbv
Porta
695."
Assai
la
la
A
porta.
cu
b"niri
vogghiu
me
'manti
eh'
pinsannu
"
morta.
{Acqua
696.
li me'
697,
Giuri
di
s'avvicina
G"
amari
darria.
(Palermo).
a
si v"'
t'ama
cui
a
poeu
'
(Palermo)
pocu.
a
cipressu. (?)
di
cui
a
mi
varcocu.
Pampina
Ama
morti
raanu
L'amuri
698.
Corsari).
mia!
Amarli
Cu
dei
nun
aviri
t'ama,
spassu,
"
tempu
persu.
{Palermo).
Veru
iHla
flcu.
chi
amuri
nova
si scorda
nun
mai
trova
locu,
l'amuri
anticw,
{Ficaraszi).
Spiritu d'acquaviti.
700.
Maritati
S
'un
'
Da
questo
'
Lo
dice
tazione
di
Pampina
G9'J.
si ti v"'
ti
il
'iardu
intitolata
n
maritari;
'un
maiitaii
\o
707
Na^p
Im
ciati
son
i
i
(Palermo).
suitenziosi
nella
CiamtmtCus.,a
Conoetsione
*
ti manti
de
Santa
saora
lappresen-
Mtiigherita
di
itodbv
Ccr-
701.
Giuri
di
Fu
me
Ca
l'oinu
702.
matruzza
Giuri
Tri
cosi
di
havi
Ha?i
Ih
704.
0
mala
assuggettu. (Bag"ieria).
giUiwia. {Palermo}.
e
donna*
Lina
ti cridevi
pi
a
stu
lu
munnu
cumpagna,
{Palermo).
munnu.
!
ca
muntati
cliianu
"
ct'", tanti
Giuri
ti
Comu
Li
donni
Mentri
Cu'
Minaccia
trascorao
"
"
un
lo
modo
Corsari).
purtaru
lu
a
distlnu.
^!
{AUmeii.a).
di fonu.
semu
si 'n'"utra
solita
;
chianciu, figliu Mariana
chi
sa
dei
iinu,
ti
Giuri
706.
'
di
:
pinnina.
[Acqua
705.
:
suppui'tari :
ponnu
Priatoriu
Quantu
sta
ditta
hmnu.
Lina,
Tu
si
nun
Cu'
lassau
lumia.
lunfanaiiza
Ovu.
mi
e
maritatu
di
Amuri,
703.
riiettu.
dicono
fera"
per
Papa
vota
papiamu
Papa
intimorire
aopratutto
le madri
scimi
".
{Bagheria).
clii abbia
a'
figii.
proverbiale.
itodbv
OvLi
707.
Si
di
mori
tunilii.
li Rumani
E
708.
cchi"
Pampina
di
jornu
chianei
Lu
'n
Papa
un
"utru
fanrrn,
Papa
cimtenti
(Palermo).
swnin!.
Carrubba.
'a
e
notti
si sdirrubba.
(Pa"i'rmo).
Giuri
709.
di
cci
Spini
Veni
Havi
jettu,
la
di
Oliva
710.
nni
e
bunt"
di
ricogliu
li mai.?i
'
rosi:
!
(AUme"ia).
sicca,
la
ragiuni
notti
La
paisi.
ridi
povira
cucca
:
assai, lu jornu
picca.
(Mojite S. Gndiatio).
Giuri
711.
La
d'oliva.
"
mamma
schetia
la
e
figgbia
cattiva
"
^
(Palermo).
Giuri
712.
di
Dammi
Lu
Ci"
'
Si
di
zitu
proviene
mette
fronte
Questi
*
t"
a
Scorcia
713.
'
granatu.
Dammi
in
alla
ed
i
tua
soru
di
"
e
seguenti
sorella
e
bont"
canzonella
madre,
^
eugnatu
(Oefal").
castagna.
orvu
dalla
ti vegnu
che
tre
la
zita
delle
dice
della
(Cefal").
figlia gi" vedova
[cauiea)
vergine.
fiori appartengono
(in moglie)
'ncagna.
maggesi.
l'onest"
si
si
ed
io
al
ti diverr"
cap.
Scherzi.
cognato.
itodbv
4d2
POPOLARI
CANTI
sflllazzu
Muta
714.
Re
Lu
vulia
b"niri
di brunzit
d' 'a
mi
Quantu
'.
Chianu
'u
Palazzu
*!
{Falenno).
d'aruta.
Giuri
715.
essiri
Megghiu
=
Invocazione
Verso
il lato
al 18*7
statua
canto, scherzando,
=
"
un
canto
di
del
meridionale
detta
una
'nfernu
'ncatinata;
biitiola
"
!
(Alcamo).
eigniflcato.
senza
comunemente
sino
lu
essiri chiamata
Chi
'
a
"
in
Piano
bronzo
regio Palazzo, nella
del
palazzo
*
in
Piazza
Palermo,
di Filippo IV, eretta
nel
ria,
Vittofu
1561.
la ricorda.
inonsc^
(ho.linta).
itodbv
gi"
Il
*34
CANTI
Si
curaanni
Su'
717.
Ch'a
719.
tri,poeu
e
vinui
chi
imi
L'arauri
vonnu
L'amui-i
"
fattu
pi
L"ssanu
la
Vistata
di
E
una,
Gulonna
Ca
Indicatemi
'n
Garnalivari.
st"
{Palermo).
carrozzi;
ii
giuvinazzi.{Palei-mo).
mugghieri
bedda
'',
{Palermo).
prena.
pariti 'u" palumma,
mi
dici
e
dui,
s", !ii cori
'nganna.
tri, pocu
palori :
e
fabbricata
punta
dove
fora
vannu
canna.
mi
L'oechfU
722.
manciari
d'avena.
li marinara
Giuri
'
scabra:
fari l" vicehiazzi:
Quanna
721.
pi
{Palermo).
'nzalatara,
la
pi
si fannu
Napuli
Giuri
bianca
servi
palori:
macearrimi.
la
sia
" bona
{Palermo).
calaciuni,
stu
cu
dari,
a
tuU'uri.
a
'ssaggiari'i
a
nui
A
720.
'
dui,
rafanella
La
aviti
m'
cc"
unni
'Nsignatiiiii
Ctiidda
siciliani
sirvirivi
vinni
v"niri
718.
di
e
una,
Apposta
Pi
vai
prontu
E
Popolari
vi lu
abiti
a
mari,
menzu
porta lu me
la insalatala
[Pale"-m").
quella,
cori.
che
{Palermo).
vende
bianca
i^jivia.
'
Quando
i marinai
pai'tono.
itodbv
la
435
CARNESCIALATE
A
723.
Li
Turchi
Miatu
724.
mari
menzu
si la
si
cu'
A
E
725.
Lu
pigghia
crapareddu
V'addimannu
Vacci
E
'
il
tu
ti
" questo
per
la rima,
Momma.
soru
lu
cu
passa
ch'"
{Palermo).
sti botti:
latti:
notti.
(Palermo).
b"!
si' cchi"
ca
.iinch"In
il canto
regalo della
culonna,
pinna:
'na
cu
licenzia
B", b",
726.
'na
dui, e tri,senti
e
una,
pieciotta! [Palermo].
cc'era
nutara
schiavotta,
primera,
a
sta
la tiiiia t"
pinna
'na
Jocanu
mari
menzu
Quattordici
La
cc'era
col
persona
Ta""ar",
FINE
be',
K
tabbar"
quale
s' avvia
alla quale
ha
fraceaisino, per
DEI,
PRIMO
(Palermo).
uu
cantato.
puIc"neHa
per
Be', tronco
'nsuantsra,
ricevere
da
bsllu,
guantiera.
VOLUME.
itodbv
CLADSEN'
CARLO
MORTILLARO
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1887
2
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Lu Vespru Sic"llanu. Storia popolare in poesia, io-10" di
"
.
"
.
~
"
"
"
~
"
"
...
pag.
20,
Palermo
,
1882
L.
30
"
TRAINA
(Ani), Vocabola rietto delle voci siciliane dissimili dalle
italiane,con
nn
saggio di altre dilTerenne ortoepiche e
in
aiuto
all'unil" della lingua e contro
grammaticali,
gli
errori provenienti dal dialetlo. Nuova
edlBiono
con
pendice,
apin-ia' di pag.
Appendice sola
526, Palermo
1888
L.
.
3
"
.
"
,
nodbv
50
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