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newsletter
Spring 2008
Contenuti:
Tema principale:
Cancro
colorettale
Alimentazione e
cancro
Valore del nursing
oncologico
Tossicità e
Terapie Bersaglio
News EONS e
progetti
aggiornati
Linee-guida sugli
stravasi
Annunci
congressuali
Capo-Redattore:
Jan Foubert, RN, MSc
Redazione:
Carol Krcmar, RN, MN
Emile Maassen, RN, CRN
Cath Miller, MA, RGN Dip Hsm
Scopo di EONS Newsletter è fornire una
risorsa cartacea agli infermieri europei di
oncologia. Il contenuto degli articoli è
destinato alla crescita del corpo di
conoscenze in assistenza oncologica.
La corrispondenza può essere
indirizzataal Capo-Redattore alla
mail:[email protected]
Segreteria EONS:
Rudi Briké
Avenue E Mounier 83/4
B-1200 Brussels, Belgium
Tel: + 32 (2) 779 9923
Fax: 32 (2) 779 9937
E-mail: [email protected]
Sito
web:www.cancereurope.org/EONS.html
EONS ringrazia Amgen, Astra Zeneca,
Merck, MSD, Munidpharma, Novartis,
Nutricia, Roche, Sanofi Aventis e
Topotarget per illoro continuo supporto
alla Società comeSustaining Members.
Copie stampate: 600
La versione elettronica è accessibile a
24000 EONS members
Printed by:
Drukkerij Trioprint Nijmegen BV
The Netherlands
Disclaimer:
Le informazioni riportate nella
rivistacostituiscono il punto di vista degli
autorie non rispecchiano
necessariamente leposizioni
dell'European Oncology NursingSociety.
Le agenzie/compagnie presenticon
annunci pubblicitari sono le
unicheresponsabili dell'accuratezza
delleinformazioni presentate.
Tradotto a cura dell'AIIO.
2 - NEWSLETTER SPRING 2008
Editoriale
Il cancro colorettale è il 3° tipo di cancro più
frequente in uomini e donne. L’American Cancer
Society (ACS) stima che 106680 casi di tumore al
colon e 41930 casi di tumore al retto, saranno
diagnosticati nel 2006 (ACS 2006). La percentuale
d’incidenza e mortalità del cancro colorettale è più
alta nelle nazioni occidentali sviluppate (Van Cutsem
e Costa, 2005). Il picco d’incidenza è negli individui
con più di 60 anni, con più donne che uomini che
sviluppano cancro del colon e più uomini che donne
che acquisiscono cancro del retto (Wilkes G., 2005).
La buona notizia è che il 70% degli attuali pazienti con
malattia localizzata e operata possono essere curati.
Il metodo ideale di screening per il tumore colorettale
non è ancora stato sviluppato e il futuro può sperare
di più sull’uso di promettenti modi di screening.
Sebbene ci sia una crescente consapevolezza
pubblica del cancro colorettale, c’è stata una piccola
discussione pubblica sul suo screening rispetto, ad
esempio, a quello del cancro mammario.
Qualcuno dice: “screening è bene, prevenzione è
meglio”. Una sana dieta e un taglio a fast food e a
cibi elaborati o conservati può aiutare a ridurre il
rischio di cancro.
È importante che pazienti e infermieri conoscano i
fattori di rischio e per questi si prendano delle
precauzioni e delle misure preventive tipo screening.
Cambiare ove è necessario può aiutare a ridurre i
fattori di rischio: nel caso del cancro colorettale, la
dieta può ridurne il rischio di insorgenza. In ogni
modo, indagare sulle informazioni non assicura un
effetto definitivo e c’è ancora molto da scoprire sulla
relazione tra nutrizione e stile di vita e insorgenza di
cancro. Molto di questo può essere letto nell’articolo
“Opportunità dietetiche per pazienti con tumore del
Colon-Retto” di Orla Hynes e Jaonna Middlemis e
“Dieta e Cancro: c’è relazione?” scritto da Carol
Krcmar.
Sia che vengano stampati sui quotidiani, che discussi
alla televisione, o mandati attraverso internet, i dati
sulle ricerche sul cancro sono abbondanti. Poiché la
popolazione è messa al corrente delle ricerche
scoperte, gli infermieri oncologi devono imbattersi in
pazienti che hanno domande riguardanti possibili
nuove opzioni per il trattamento del cancro
colorettale e devono essere preparati a discutere
delle varie alternative. Ad esempio, la ricerca ha
mostrato che, a dispetto delle linee guida nazionali
raccomandate sulla chemioterapia adiuvante per lo
stadio III e IV del cancro colorettale, solo il 45%-55%
dei suddetti pazienti ricevono i trattamenti
raccomandati (Oliveria, Yood, Campbell, Yood &
Stang, 2004). Nonostante ai pazienti opzionati
vengano spigate le diverse differenze di trattamento,
molti pazienti non vengono inviati a un oncologo per il
trattamento. Le ragioni più comuni per la carenza di
raccomandazioni è la comorbidità dei pazienti.
Dall’altro lato, prognostici a ricevere un invio da parte
di un oncologo, sono i pazienti giovani (più giovani di
70 anni) e con uno stadio III di malattia alla diagnosi.
(Oliveria et al, 2004). La terapia adiuvante per il
cancro al colon può aumentare la sopravvivenza per i
pazienti tramite riduzione della mortalità del 30% e la
percentuale può aumentare ulteriormente con
l’aggiunta di nuove terapie adiuvanti (Meyerhardt &
Mayer, 2005). Gli infermieri specializzati in oncologia
possono giocare un importante ruolo nell’aiutare a
identificare pazienti appropriati per la terapia
adiuvante. Nella conclusione della Newsletter EONS,
Eric Van Cutsem fornisce un quadro generale sugli
attuali possibili trattamenti per il cancro colorettale.
Il percorso dei pazienti con cancro colorettale è
spesso stressante e tormentato, dominato da
sentimenti di paura e ansietà. Questo può essere il
risultato della sopportazione di svariati test ed esami
prima di ricevere una definitiva diagnosi, in attesa che
il trattamento cominci, o sensazioni incerte che il
trattamento abbia successo. Il provvedimento per il
supporto e per la guida di un infermiere specialista di
cancro colorettale, come è descritto nell’articolo di
Roni Cummings, può fare la differenza positivamente
nell’approccio di un paziente con esperienza di
cancro.
EONS crede che questa formazione per gli infermieri
Europei specializzati in cancro colorettale sia
necessaria e propone un’associazione comune con i
rappresentanti dei pazienti e il collegio dei medici per
approcciare questo deficit. Noi abbiamo fatto il primo
passo che è la presentazione di un simposio
infermieristico al 10° Congresso Mondiale sul Cancro
Gastro-Intestinale, che si terrà il 27 Giugno 2008 a
Barcellona. Informazioni sul congresso sono
disponibili sul sito www.worldgicancer.com.
Il numero di pazienti trattati tramite l’inibitore EGFR
sono in crescita rapida nei centri oncologici europei.
Alla luce di questo sviluppo, è essenziale che le
conoscenze e l’esperienza clinica sugli effetti
sistemici e non sistemici di questa nuova modalità di
trattamento si stanno rapidamente diffondendo.
Liesbeth Lemmens vi da un quadro generale sullo
stato dell’arte degli inibitori EGFR nell’articolo “Come
comportarsi con la tossicità delle terapie mirate –Inibitori EGFR”.
Lynn Fauld Woods ha scritto un articolo sul paziente
che ne necessita e penso che l’affermazione “quello
che ci piacerebbe avere non è una scienza
bombardante, l’informazione è la chiave”, sia
appropriata. Nonostante significanti progressi stiano
avvenendo nelle scelte di trattamento negli ultimi
anni, l’evidenza sul supporto infermieristico
all’assistenza è carente. L’assistenza preoperatoria e
postoperatoria, la comunicazione, informazioni
anticipate ai pazienti che ne hanno bisogno,
trattamento dei sintomi, e problemi esistenziali sono
aree che dovrebbero essere al più presto
esplorate/studiate nella ricerca infermieristica.
Prossimamante, la sesta Spring Convention intitolata
“Nuovi modi di lavorare: innovazioni nella pratica
infermieristica sul cancro” avverrà a Ginevra. Resto in
attesa di incontrarti a questo eccitante evento
formativo.
Colleghi di…
Hungarian Cancer Society - Section Oncology Nursing
Csaba Avramucz RN, MSN, Vice President Responsible for International Affairs, Hungarian Cancer Society; section Oncology Nursing
Storia della società
La Società Ungherese per il Cancro (MOT) è stata fondata nel 1957, è
cresciuta come società scientifica multidisciplinare ed è diventata uno
dei membri più imponenti della Federazione delle Società Mediche
Ungheresi (MOTESZ). Lo scorso anno la società ha celebrato il 50°
anniversario. Il 27° Congresso del giubileo ha celebrato l’anniversario;
essendo per tradizione il più prestigioso evento dell’oncologia
ungherese si è tenuto al Budapest Congress & World Trade Center in
novembre del 2007. I partecipanti al congresso hanno assistito a un
momento storico in quanto vi è stato il riconoscimento della sezione di
Infermieristica Oncologica.
Mission della Società Ungherese per il Cancro: la sezione di
Infermieristica Oncologica
• Creare un forum per lo scambio di conoscenze e informazioni, dove
gli infermieri e gli esperti che lavorano nell’area della prevenzione
oncologica, del trattamento e della riabilitazione possono cooperare.
• Accrescere l’apprezzamento del lavoro da parte degli infermieri,
specialmente degli infermieri in oncologia, con l’aiuto per
l’educazione, la ricerca e la pratica così che la pratica infermieristica
sia di alto livello professionale.
• Creare una fitta collaborazione tra le varie classi sociali al fine di
ridurre la morbosità delle malattie oncologiche.
Scopi e obiettivi della Sezione Infermieristica
I membri della Sezione Infermieristica hanno stabilito alcuni
ambiziosi obiettivi nella loro organizzazione:
• Dare supporto alla professionalità per incrementare le
conoscenze teoriche attraverso programmi scientifici, conferenze
e programmi di educazione continua;
• Promuovere lo studio dell’oncologia nella formazione di base;
• Promuovere e attivare nuovi corsi di formazione;
• Sviluppare uno standard di cure rivolto ai familiari dei pazienti;
• Assistere i professionisti nella conduzione di ricerche in accordo
con le norme internazionali;
• Alzare il livello professionale degli infermieri nel team oncologico;
• Educare gli infermieri circa la diagnosi, il trattamento, la
riabilitazione e la palliazione;
• Creare una rete di comunicazione e svago;
• Facilitare la promozione della salute nell’ambiente di lavoro;
• Costruire rapporti di collaborazione a livello nazionale e
internazionale tra professionisti e organizzazioni civili,
associazioni e università;
• Fornire borse di studio e assegnare premi professionali per
riconoscere l’importante ed esemplare lavoro svolto nel campo
dell’oncologia (educazione, ricerca e tutte le aree dell’assistenza);
• Dare assistenza ai membri che prendono parte alle conferenze
scientifiche nazionali e internazionali;
• Pubblicare su riviste nazionali e internazionali articoli di nursing
oncologico e diffondere informazioni professionali con l’aiuto dei
media;
• Presentare al pubblico i membri del gruppo oncologico in modo da
accrescere l’apprezzamento verso la competenza oncologica;
• Rappresentare gli interessi etici e professionali dei professionisti a
livello nazionale e internazionale;
• Aumentare il numero dei membri della sezione infermieristica per
accrescere l’unione la professionalità e l’armonia personale in ogni
area dell’oncologia.
Struttura organizzativa della Sezione Infermieristica
La direzione della Sezione Infermieristica della Società Ungherese
per il Cancro è composta da sette membri: presidente, vice-
presidente responsabile per gli affari internazionali, un tesoriere e
quattro membri del consiglio. I membri del consiglio
rappresentano le aree dell’educazione, della ricerca,
dell’assistenza e dell’organizzazione di eventi e congressi.
Vantaggi dei soci
La Società Ungherese per il Cancro è membro dell’associazione
Europea per la Ricerca sul Cancro (EACR) ed EONS, quindi i soci
della Sezione Oncologica diventano anche membri di queste due
organizzazioni. I soci della Sezione Infermieristica ricevono la
pubblicazione “Hungarian Oncology Journal” che viene pubblicata
quattro volte all’anno. Inoltre hanno accesso a www.oncology.hu
che ha una sezione separata accessibile ai soci. E’ inoltre aperta
ai soci la partecipazione alla conferenza bi-annuale della Società
Ungherese per il Cancro.
Affiliazione e collaborazione con altre società
La nostra sezione è pronta per collaborare con infermieri
oncologici e altre figure che operano nel campo dell’oncologia. In
particolare siamo interessati a collaborare con le organizzazioni
che abbiano in comune con noi l’obiettivo della lotta contro il
cancro. E’ nostra intenzione incrementare il team di lavoro
incoraggiando l’iscrizione di nuovi membri all’associazione.
Rapporti con EONS
La sezione infermieristica è stata ufficialmente annessa a EONS
durante il congresso del giubileo. I soci che hanno partecipato alla
riunione statutaria
hanno votato
all’unanimità per
diventare membri
organizzativi di EONS.
Il programma
accademico della
nostra sezione ha
attivato una fitta
collaborazione con Jan
Foubert, ex presidente
e attuale Direttore
Esecutivo di EONS, il
quale è stato spesso
presente nei nostri
programmi
educazionali. Con i
suoi preziosi consigli
pratici Jan ci ha aiutati
a preparare la strada
per arrivare a EONS.
Prospettive future
Per il futuro ci piacerebbe aumentare la consapevolezza
sull’importanza della prevenzione. Crediamo che la cura del
cancro può essere approcciata in modo olistico aiutando i pazienti
mentre noi possiamo sostenere questo approccio con la
formazione e la pratica. I professionisti della salute che hanno a
che fare con pazienti con il cancro dovrebbero loro stessi
praticare uno stile di vita sano ed essere preparati circa
l’importanza della prevenzione dei tumori verso il pubblico:
pensiamo di porre enfasi a questo argomento in futuro.
NEWSLETTER SPRING
2008 -
3
CALL FOR NOMINATIONS
For the third year running ESO is awarding a prize to
promote excellence in cancer journalism.
There will be a top prize of €10,000 and two runners up
prizes of €5,000. All winning articles will be published
in ESO's Cancer World magazine.
Would you like to nominate a journalist who deserves
to be recognised for writing outstanding stories about
cancer?
Do you think that you should be rewarded for your
clear and accurate reporting on cancer?
Materials published in a newspaper, magazine or on
a website between 25 April 2007 and 25 April 2008
will be accepted. The closing date for nomination is
25 April 2008.
For full details and a nomination form visit
www.cancerworld.org/mediaservice
Come e perché tradurre la newsletter nella propria lingua.
Giovanni Cavadini. Azienda Ospedaliera Sant’Anna (Como) – Gruppo Traduttori AIIO.
Tradotto per l’edizione originale da Sarah Jayne Liptrott, Collaboratore/ Infermiere di Ricerca, Istituto Europeo di Oncologia, Milano
Sicuramente, la prima volta che ho sentito parlare di questo
progetto, mi sono chiesto: “Forse per noi è un po’ esagerato…”,
ma la realtà si è rivelata ben presto diversa.
Un anno e mezzo fa, il mio collega Roberto mi parlò di voler
tradurre attraverso AIIO questa rivista, ogni tre mesi. Io conoscevo
pochissimo Roberto, poco la lingua inglese e nessuno da
coinvolgere in questa iniziativa: una situazione che – al massimo –
poteva aiutare AIIO forse per la
traduzione di pochi articoli, ogni
tanto.
In verità, l’impresa cominciò
proprio in quel modo: in pochi
cominciammo a tradurre gli
articoli più interessanti
dell’ultima rivista uscita, per
pubblicarli sul sito web. Poco
dopo la nostra rappresentante
presso EONS, Regina Ferrario,
prendeva accordi per cominciare
il lavoro serio, ufficiale, di
traduzione continua di ogni
numero della newsletter. Il primo
numero, tradotto durante
l’estate, arrivò a Bruxelles da
stampare dopo innumerevoli
telefonate e accordi e correzioni
dell’ultimo minuto…
Nel frattempo, la voce si
spargeva e il progetto raggruppò
diversi collaboratori, venuti a
conoscenza dell’iniziativa tramite
il contatto con gli amici, la rivista associativa, il sito web, il
congresso annuale.
Ad oggi, il Gruppo Traduzioni AIIO conta 20 membri effettivi più
qualche collaboratore estemporaneo e può gestire in modo sereno
la traduzione dell’intera rivista.
Come
Gli articoli in lingua inglese (come appaiono nell’edizione
internazionale) vengono spediti via e-mail al responsabile del
gruppo in diversi momenti, dalle 5 alle 2 settimane prima della
data di restituzione concordata con la redazione.
Tutti gli articoli tradotti ritornano al responsabile che ne corregge
la bozza e spedisce il prodotto finito alla redazione EONS che si
occupa dell’impaginazione (identica all’edizione internazionale).
Dopo qualche giorno, il responsabile riceve l’anteprima
dell’edizione italiana impaginata, di cui può suggerire qualche
ultima correzione, in tempi brevissimi.
Infatti, l’accordo tra AIIO ed EONS prevede che EONS, nei giorni
successivi stampi le riviste anche in italiano e le spedisca in un
unico blocco in Italia, dove AIIO si occuperà della distribuzione
gratuita ai suoi associati.
Sicuramente un grosso ostacolo a partecipare a questo gruppo è
la consapevolezza delle proprie competenze linguistiche: in verità,
molti di noi si sono accorti che è sufficiente una conoscenza
scolastica un po’ allenata della
lingua inglese, poiché gli articoli
originali sono pensati per un
pubblico internazionale e non per
cultori dell’inglese classico!
Inoltre, alcuni membri del gruppo
sono molto esperti e possono
aiutare gli altri nei passi più
difficili.
Perché
I membri di AIIO hanno accolto
con favore la versione tradotta
della rivista: questo lavoro
permette a tutti di avere una fonte
internazionale a portata di mano.
In più, l’impegno sostenuto
dall’Associazione ne aumenta il
prestigio internazionale e il
vincolo di collaborazione con
EONS.
Nondimeno, la collaborazione
intensa tra i vari traduttori crea un
legame tra loro anche senza vedersi mai e un legame più stretto
con l’associazione. È molto stimolante lavorare in questo gruppo
perché si ha la sensazione che ciascun componente cerchi di
risolvere in tempo reale ogni difficoltà che può presentarsi per la
riuscita del lavoro.
Ognuno offre il proprio contributo gratuitamente, almeno per ora,
ma certamente ricevere a casa un frutto così ricco di lavoro
comune, dà molta soddisfazione. Inoltre, è allo studio l’ipotesi di
coinvolgere nella traduzione gli studenti dei corsi di Laurea in
Infermieristica, in modo da far conoscere loro l’Associazione e
creare nuovi contatti.
In definitiva, ci siamo accorti che l’impegno che ci viene richiesto è
sostenibile e che il risultato vale un po’ di fatica. Perciò, siamo sicuri
nel proporre ad altri gruppi linguistici di prendere contatti con EONS
per un lavoro simile: sarà una bella esperienza anche per voi!
Per informazioni: [email protected]
NEWSLETTER SPRING
2008 -
5
Perché indagare il valore degli infermieri nella cura del cancro?
La prospettiva degli economisti
Prof. Petra Riemer-Hommel, Ph.D.
HTW des Saarlandes Institut für Gesundheitsforschung und – technologie (igft), Saarbrücken, Germany
[email protected]
Secondo l’OMS il cancro sta diventando un importante fattore in
aumento nel carico globale delle malattie. Mentre al momento ci
sono circa 24,6 milioni di persone malate di cancro, il numero è
destinato a raggiungere i 30 milioni nel 2010. Pertanto il numero
dei decessi è destinato ad aumentare dagli attuali 7 milioni circa
all’anno ai 10 milioni nel 2010 (1).
Considerando i valori della prestazione delle cure per il cancro in
Europa dobbiamo valutare come affrontiamo i problemi di equità,
scelta e accesso. Nel caso della fornitura delle cure mediche in
generale e in particolare di cure per il cancro, ci troviamo di fronte
allo scambio tra un aumento delle possibilità e il miglioramento
delle possibilità di trattamento, aspettative crescenti dei pazienti e
disponibilità finanziarie ridotte nei sistemi sanitari per soddisfare
bisogni e aspettative dei malati. Non solo i pazienti e i loro
famigliari confrontano il sistema con i loro bisogni e aspettative,
ma anche lo staff medico reagisce sempre di più alla pressione
crescente, girando per l’Europa oppure abbandonando la
professione. Il cambiamento demografico porterà a gruppi sempre
più piccoli di potenziali infermieri, per rispondere alla domanda dei
prossimi anni. Eppure la professione degli infermieri deve
acquistare uno status e sviluppare possibilità di carriera
economicamente attraenti. Per dimostrare il valore dell’infermiere
in generale e in particolare dell’infermiere oncologico gli attuali
sforzi di valutazione della prestazione e della qualità del lavoro
degli infermieri devono essere proiettati in avanti. Needleman et
al. (2007) hanno fornito un riassunto dettagliato della stato attuale
nella valutazione delle prestazioni delle cure infermieristiche (2).
Identificano un gruppo di obiettivi che possono essere perseguiti
con l’aiuto della valutazione delle prestazioni degli infermieri:
• Quantificare l’influenza dell’infermiere sulla sicurezza del malato
e sull’esito delle cure mediche
• Rendere possibili parametri oggettivi di rendimento e la
condivisione della miglior pratica
• Aumentare la pratica ospedaliera degli infermieri e i progetti
sulla qualità delle figure di supporto
• Identificare standard adeguati per i livelli del lavoro di staff
• Identificare le lacune che richiedono ricerca, educazione,
tirocinio nella valutazione della cura infermieristica.
•
Concludono che solo sistemi che misurino effettive prestazioni
consentiranno agli azionisti della salute di comprendere meglio e
monitorare il livello al quale la cura infermieristica incide sulla
salvaguardia del malato e sulla qualità della cura. Minori
complicazioni sono il risultato di una cura migliore e determinano
costi minori. È qui che un’organizzazione professionale come
EONS può offrire supporto alla ricerca clinica e gestionale nel
campo della cura infermieristica del malato di cancro. Se
l’obiettivo è aumentare il valore dell’attività infermieristica nei casi
di cancro nei Paesi membri, non sarà sufficiente offrire tirocinio e
informazioni dedicate e replicarli nei vari Paesi. È necessario
partecipare attivamente al dibattito in corso sulle prestazioni per
stabilire il valore delle prestazioni stesse dell’infermiere
specializzato e non, con riguardo sia alla qualità che al costo. Il
tirocinio degli infermieri per assistere i malati di cancro aumenta
6 - NEWSLETTER SPRING 2008
anche le possibilità degli infermieri di agire nei team
interdisciplinari per la cura del cancro gestendo compiti
complessi. Come ha puntualizzato Richards (2007), abbiamo
bisogno di focalizzarci sulle competenze necessarie per riuscire in
compiti diversi, piuttosto che sui titoli. Abbiamo bisogno di
investire su figure professionali altamente competenti piuttosto
che su infermieri occasionali e di essere sicuri che i medici
svolgano solo quei compiti di loro esclusiva competenza (3). Fino
a oggi, il campo d’azione dell’infermiere si è differenziato in
Europa come conseguenza di una diversa formazione (4) e ha
preparato infermieri con competenze diverse quando dovevano
prendere parte e avere un ruolo nei gruppi multidisciplinari per la
cura del cancro.
Mentre ogni sistema sanitario nazionale affronta per proprio conto
il problema di come meglio gestire la sfida dell’organizzazione e
del servizio di cura, noi dobbiamo anche considerare sempre di
più l’esigenza del paziente e la mobilità del personale, nel
contesto dell’Unione Europea considerata nel suo complesso.
Particolarmente perché la realtà recente sembra indicare che
diversi sistemi sanitari nazionali funzionano a diversi livelli quando
si tratta di cura e diagnosi del cancro. Nell’analisi dei dati di
EUROCARE 4, Verdecchia et al. (2007) arrivano alla conclusione
che il sistema cancro/servizio, programmi di prevenzione e
screening, accesso alla diagnostica e agevolazioni nel trattamento,
protocolli specifici per il tumore, organizzazione multidsciplinare,
applicazione di linee guida che poggiano su risultati clicnici e
reclutamento per esperimenti clinici, probabilmente giustificano la
maggior parte delle differenze più evidenti (5). Berrino et al.
(2007) considerano l’aumento dei casi disopravvivenza come
indice del miglioramento dei sistemi sanitari di cura (6). I fattori
associati all’aumento dei casi di sopravvivenza dovrebbero essere
focalizzati meglio e i risultati comunicati più rapidamente alla
comunità medica e dei ricercatori. Da una prospettiva
infermieristica, l’impatto della gestione multidisciplinare sulla
sopravvivenza e il ruolo degli infermieri in questi team, autorizzano
una ricerca maggiore.
Se siamo d’accordo sul garantire la migliore cura a un maggior
numero di malati come nostro ultimo obiettivo nella cura del
cancro, ogni sistema sanitario deve finanziare le azioni dirette alla
cura del cancro, ottimizzare il processo di gestione e
organizzazione della cura stessa, imparare a indirizzare i bisogni
del paziente e dei famigliari, tanto quanto cominciare a capire i
bisogni dello staff infermieristico.
Nell’analisi “Europe for Patients Project”, l’osservatorio EU (2006)
conclude che la mobilità dei malati attraverso l’Europa è stato fino
a ora un problema marginale – sembra essere soprattutto il
risultato di differenze nell’organizzazione dei sistemi sanitari e
della difficoltà di rimborsi e organizzazione della cura attraverso i
confini (7). La mobilità del personale comunque è una questione a
parte – mentre sembra crescere nel tempo, Buchan e Sochalski
(2004) mettono a fuoco nella loro analisi sulla migrazione degli
infermieri che non solo ci mancano dati comparabili per analizzare
il flusso degli infermieri attraverso l’Europa, ma ci manca anche
l’accesso alle informazioni di base, come per esempio il numero
degli infermieri formati in ogni Paese o il rapporto
infermiere/popolazione (8). Sarà quindi ancora più difficile poter
accedere e comparare i dati sulla formazione nel caso di infermieri
specializzati.
Mowinski Jennings (2003:248) ha scritto: “Se non si indaga, non si
possono studiare gli effetti dell’attività infermieristica”(9). Per
rafforzare la posizione dell’infermiere specializzato nella cura del
cancro in Europa, EONS deve abbinare le competenze dei suoi
membri e spingere per un’educazione e per iniziative di ricerca, in
modo da accrescere la nostra conoscenza sul valore clinico ed
economico dell’infermiere specializzato, tanto quanto ampliare la
nostra base dati sulle qualifiche e sui movimenti degli infermieri
attraverso l’Europa, a supporto dell’analisi politica e dello sviluppo
professionale.
Bibliografia
^
1) WHO “Ask the expert” Online Q&A 13 May 2005
2)
Needleman, J et al: Performance Measurement of Nursing Care – State of the Science and the
Current Consensus, Medical Care Research and Review; 64; 10, 10S-43S, 2007
3)
Richards, M: Getting it right for people with cancer – Clinical case for change, NHS Department of
Health, 2007
4)
European Commission Internal Market DG: Study of specialist Nurses in Europe,
Reference XV/98/09/E, 2000
5)
Verdecchia, A et al: Recent cancer survival in Europe: a period analysis 2000-02 of the EUROCARE4 data, Lancet Oncology; 8; 784-96, 2007
6)
Berrino, F et al: Survival for eight major cancers and all cancers combined for European adults
diagnosed in 1995-99; results of the EUROCARE-4 study, Lancet Oncology; 8; 773-83, 2007
7)
Rosenmöller, M, McKee, M, Baeten, R (editors): Patient mobility in the European Union – Learning
from experience, European Observatory on Health Systems and Policies, Trowbridge, 2006,
The Cromwell Press
8)
Buchan, J, Sochalski, J: The migration of nurses: trends and policies, Bull World Health Organ.,
Aug; 82(8) 587-94-15375448, 2004
9)
Mowinski Jennings, B: Research about Nursing: An Agenda whose Time has come, Policy,
Political Nursing Practice; 4; 246-249, 2003
Dal Presidente
Febbraio 2008
Con questa lettera vorrei condividere la mia positiva esperienza
vissuta con un gruppo di pazienti recentemente formatosi e vorrei
descrivere la forza ed il coraggio che i membri hanno avuto nel far
sorgere la consapevolezza e l’inizio del cambiamento.
Recentemente sono stata invitata a incontrare i membri
dell’European Prostate Cancer Coalition (Europa Uomo) a una
conferenza urologica multidisciplinare a Barcellona. Il cancro alla
prostata è il tumore maggiormente diagnosticato negli uomini con
una frequenza del 24% e rappresenta il 10% delle cause di morte
negli uomini. Europa Uomo è un gruppo formatosi recentemente
da persone sopravvissute al tumore alla prostata provenienti da
tutto il mondo. Questi pazienti pongono l’accento sui bisogni ed
enfatizzano l’impatto del tumore sulla propria vita quotidiana. Il
loro scopo è identificare le diversità esistenti nell’erogare le cure
assistenziali e renderle pubbliche non solo nel settore sanitario ma
anche nell’ambiente politico e all’opinione pubblica al fine di
ridurre trattamenti non idonei e sviluppare un’assistenza
personalizzata. Parlare con le persone che sono arrivate da ogni
parte del globo per essere presenti a questo evento è stato
veramente toccante. È difficile rendere giustizia al valore
dell’assistenza infermieristica riconosciuto da tali gruppi. Essi sono
stati leali verso le prossime sfide nella percezione del
cambiamento avendo ben chiari i loro obiettivi. Con l’aumentare
progressivo dei pazienti che convivono con questo tumore sono
necessari maggiori sforzi per migliorare la qualità di vita tenendo
conto anche delle opinioni del paziente stesso nello sviluppo della
ricerca e dei servizi sanitari futuri. Molte di queste persone
avevano una storia da raccontare dalla sintomatologia posttrattamento alle lotte attraverso le diagnosi e le recidive. Gli
infermieri giocano un importante ruolo nel loro supporto e nella
loro sopravvivenza ed è stata riconosciuta l’esperienza che gli
infermieri di oncologia e di urologia hanno portato nell’assistenza
di queste persone e relativi famigliari. Questi uomini hanno mogli,
bambini, lavori impegnativi ma tuttavia riescono a essere proattivi
in questa vita parallela quali portavoce. Queste discussioni con i
pazienti hanno generato un dibattito durante la Conferenza, la
quale come la maggior parte degli eventi multidisciplinari ha unito
chirurghi, internisti ed oncologi con nessuna menzione agli
infermieri o ad altri professionisti alleati nell’assistenza olistica ai
pazienti. La Conferenza è stata interessante con la presentazione
dell’attuale tecnologia quale l’automazione, i nuovi sviluppi della
Radioterapia e degli agenti chemioterapici. Vi è stata una
discussione riguardo le complesse decisioni da prendere in base
ai diversi trattamenti e come questi condizionano la qualità di vita
a lungo termine dei pazienti rispetto agli aspetti psicosociali o
sessuali. La voce dei bisogni dei pazienti è stata sottovalutata per
la spinta in avanti nei progressi nel trattamento. Ho riflettuto in
seguito come le donne nel tumore al seno abbiano avuto più
successo nel dare voce alle loro problematiche influenzando la
storia e includendo anche il ruolo dell’infermiere specialista in
oncologia. Perché questi uomini non sono stati altrettanto bravi
nel sollevare le loro problematiche? Essi sostengono che questo
sia dovuto al fatto che solo recentemente è sorto il dibattito tra
clinici e ricercatori sulla migliore terapia per il tumore alla
prostata. Ora le comparazioni sono fatte su quale terapia fornisca
la migliore qualità della vita, la maggiore sopravvivenza e
soprattutto fin dove arrivare. Ciò ha contribuito nel dare supporto
continuo ai loro bisogni. Credo anche che gli uomini siano meno
inclini rispetto alle donne ad usare il supporto di gruppo rendendo
così più difficile la costruzione di associazioni credibili.
I gruppi dei pazienti stanno ora rivendicando i loro diritti per
essere consultati ed Europa Uomo sta lavorando per questo.
L’European Cancer Patients Coalition (ECPC) è stata determinante
nell’ingresso a livello europeo di una rappresentanza dei malati
nella ricerca e nella pianificazione politica riguardo il cancro. Parte
dell’importante ruolo di queste rappresentanze sta nell’analizzare i
bisogni e nel rendere note le differenze e le difficoltà nell’erogare
assistenza sanitaria. Queste valutazioni evidenziano le
problematiche che toccano maggiormente le persone. I gruppi di
rappresentanza promuovono il pensiero proattivo e probabilmente
dovremmo lavorare più a stretto contatto con i gruppi di pazienti
al fine di utilizzare le loro esperienze collettive per guidare la
ricerca e le future strategie.
NEWSLETTER SPRING
2008 -
7
Premi EONS
per attività di rilievo nell’ambito della ricerca e della formazione
Matthew Thornton
Vincitore dell’EONS Excellence in Education Award.
Matthew Thornton è Senior Lecturer in Infermieristica Oncologica
presso l’Università di Glamorgan in Galles.
Nella sua attuale posizione, egli ha condotto e sviluppato un corso a
distanza, che permette di ottenere un diploma in Assistenza
Oncologica.
Come infermiere (e infermiere psichiatrico) ha una formazione
infermieristica in ambito oncologico, e ha lavorato sia in ambito
chirurgico, che in quello chemio e radioterapico.
Matthew è anche coinvolto in progetti di ricerca multidisciplinari che
esplorano trattamenti orientati alla presa di decisioni in pazienti
affetti da tumore del polmone in stadio avanzato.
Per essere accettati al corso, il candidato deve poter utilizzare un
personal computer, accedere a internet, essere diplomato e lavorare
con pazienti oncologici.
Il corso è aperto anche ad altri professionisti della salute.
Il BSc (Hons) Cancer Care degree è un corso organico. Si è evoluto
negli ultimi 4 anni in risposta ai documenti strategici governativi, alle
necessità dei servizi e alle speranze degli studenti.
L’anniversario per i 5 anni vede il corso trasformato dal suo inizio con
nuovi moduli sviluppati in risposta al feedback degli studenti e alle
richieste dei fornitori del servizio.
Matthew è stato fortunato nel lavorare con colleghi che hanno passione
nel nursing oncologico e nel fornire la più alta qualità per
l’apprendimento degli studenti.
Gli studenti lavorano duramente per produrre progetti che sono spesso
esemplari e segnalati per la pubblicazione. Non è facile fare questo
considerando che la maggior parte degli studenti ha altri impegni
personali e professionali.
I progetti prodotti dagli studenti spesso formano il razionale per
cambiamenti nel servizio erogato o nella pratica clinica che includono lo
spirito di questo corso: sviluppare la pratica.
Significato del premio per il vincitore.
Matthew riconosce di essere stato felice di ricevere l’EONS Excellence
in Education Award.
Ricevere il premio è il riconoscimento del duro lavoro e dell’impegno
che i colleghi dentro e fuori l’Università e gli studenti hanno investito
negli ultimi 4 anni.
Visto l’incremento delle richieste degli studenti di partecipare al corso, il
direttore del corso stesso avrà bisogno di fare delle revisioni ai
contenuti.
Il premio EONS aiuterà molto a produrre i cambiamenti necessari.
Matthew crede che gli infermieri coinvolti nella cura dei tumori abbiano
un unico, e spesso diversificato, ruolo da giocare.
In quest’ottica, egli invita i professionisti con esperienza in oncologia a
considerare il loro contributo attraverso l’aggiunta di lavori scritti
all’interno o allo sviluppo di una comunità online di infermieri oncologici.
Matthew Thornton
Il progetto.
Da circa 5 anni un gruppo di professionisti sanitari del Velindre - NHS
Trust (NHS= Servizio Sanitario Nazionale) di Cardiff, del Tenovus Cancer
Charity e del Macmillan Cancer Relief, specializzato nella cura in ambito
oncologico, si sono incontrati con i colleghi dell’Università di Glamorgan
per pianificare un programma educativo innovativo per professionisti
dell’assistenza in oncologia.
Il risultato del loro incontro è stato un piano per sviluppare un’attività
formativa sul campo focalizzato su vari aspetti psico-sociali, biologici,
legali, etici e professionali riguardanti il nursing contemporaneo.
Questo lavoro di gruppo ha portato, nel 2003, alla realizzazione di un
diploma in Infermieristica oncologica a distanza, col metodo dell’elearning, chiamato BSc (Hons) Cancer Care degree.
Questo corso è indirizzato sia a non-specialisti che a specialisti
nell’assistenza oncologica che abbiano completato con successo un
corso precedente.
8 - NEWSLETTER SPRING 2008
Ergül Aslan.
Vincitrice dell’EONS Novice Researcher Award.
Ergül lavora come Assitente universitario al dipartimento di ostetricia e
ginecologia inermieristica alla scuola di
nursing dell’università Florence
Nightingale di Istanbul, dove insegna e
ha la supervisione degli studenti
infermieri in ginecologia e ginecologia
oncologica.
Attraverso il suo regolare contatto con i
pazienti, è impegnata nell’educazione
delle donne circa il trattamento dei
tumori ginecologici.
Per migliorare la sua conoscenza nel
nursing oncologico, specialmente nel
nursing onco-ginecologico, Ergül ha
partecipato al 1° Masterclass in
Nursing Oncologico svoltosi a Malta nel
marzo 2007.
Il progetto.
Il ruolo di infermiere di ricerca è nuovo e, per lo più, non riconosciuto in
Italia. Nel suo lavoro all’IEO, Monica ha la supervisione delle infermiere
che fanno ricerca.
Sotto la sua guida, le infermiere hanno sviluppato una job description
per il ruolo di infermiere di ricerca.
Monica ha presentato la job description ai direttori dell’Istituto,
ottenendone l’approvazione.
Oltre allo guida per lo sviluppo e il perfezionamento della job
description, Monica ha stabilito un sistema di valutazione per
l’infermiere di ricerca.
Le infermiere di ricerca dell’Istituto hanno successivamente sottoposto
due articoli alla pubblicazione, un abstract è stato pubblicato a un
meeting internazionale e sono state portate tre presentazioni a meeting
nazionali.
Inutile dirlo, questo risultato ha positivamente contribuito all’entusiasmo
delle infermiere.
Monica ha sviluppato tre progetti di ricerca infermieristici e diversi
programmi educativi per le infermiere dell’istituto.
Monica sente che ricevere il premio EONS Excellence in Management
ha una grande importanza per il lavoro degli infermieri in Italia.
Il progetto di Monica è in controtendenza rispetto ai modelli correnti di
educazione e attività infermieristica in Italia.
Con il suo progetto Monica cerca di dimostrare che un gruppo di
infermieri può dedicare del tempo alla ricerca infermieristica così come
agli studi clinici.
Facendo questo, gli infermieri di ricerca possono sviluppare capacità
specifiche, conoscenze e competenze che li aiuteranno non solo a
migliorare nel loro lavoro di ricerca clinica ma anche a migliorare la
collaborazione con i medici e gli altri professionisti sanitari nello
sviluppo e nel perfezionamento degli studi clinici.
Con le loro conoscenze avanzate e capacità, gli infermieri di ricerca
sono una preziosa risorsa nell’ambito della formazione infermieristica.
Significato del premio per il vincitore.
L’esperienza di sviluppare questo programma e di ricevere il premio
EONS ha insegnato a Monica una preziosa lezione: l’importanza di aver
creduto a “giovani” infermiere di ricerca e di incoraggiare il loro
entusiasmo nel nursing e nella ricerca.
Ricevere il premio ha mostrato a Monica che si stava muovendo nella
giusta direzione e che doveva essere orgogliosa degli sforzi che sono
stati riconosciuti da EONS.
Il premio non rappresenta un punto d’arrivo ma l’inizio della creazione di
un miglioramento delle condizioni organizzative che permetta alle
infermiere di crescere professionalmente.
Lo scopo di Monica per il futuro è di riuscire nel suo ruolo di mentore e
di fornire un supporto per una continua crescita professionale dei suoi
colleghi.
Monica Bianchi.
Vincitrice dell’EONS Excellence in Management Award.
Monica è la responsabile dell’ufficio infermieristico all’Istituto Europeo
di Oncologia di Milano.
Prima di ricoprire questa posizione ha lavorato in cardio-chirurgia,
chirurgia ortopedica, e infine è stata caposala in sala operatoria.
La candidatura di Monica per l’EONS Excellence in Management Award
è stata supportata da un gruppo di infermiere che lavorano all’Istituto
Europeo di Oncologia e che collaborano alla formazione di un gruppo di
lavoro di infermiere di ricerca.
Descrizione del progetto.
Il titolo del progetto di ricerca di Ergül è: “Livelli di ansia e depressione
in pazienti ginecologici oncologici ospedalizzati”.
La diagnosi di tumore può portare a severi livelli di stress in pazienti
oncologici. Alcuni pazienti possono avere difficoltà ad accettare una
diagnosi di tumore che può portare ansia e depressione. I professionisti
sanitari spesso si focalizzano solo sulla diagnosi e nel trattamento del
tumore e non pongono molta attenzione a come si sentono i pazienti e i
loro familiari.
Monica Bianchi
In questo studio, Ergül e i suoi colleghi si sono posti l’obiettivo di
stabilire in modo obiettivo i livelli di stress in pazienti con tumori
ginecologici.
Ella crede che un maggior numero di infermieri e di altri professionisti
dovrebbero cominciare a pensare ai problemi psicologici di
adattamento dei pazienti attuando le scoperte della sua ricerca.
Inoltre, Ergül spera di migliorare la qualità dell’assistenza fornita ai
pazienti con tumori ginecologici attraverso i risultati della ricerca.
Ella sente fortemente che il riconoscimento dei problemi psicologici dei
pazienti oncologici contribuirà a un miglioramento nella loro qualità
della vita.
Ergül ha intenzione di pubblicare i risultati dei suoi studi su una rivista
scientifica.
In Turchia, il numero di studi di ricerca relativi all’assistenza di pazienti
con tumori ginecologici è molto limitato.
Ella crede che i risultati dei suoi studi miglioreranno le conoscenze sui
bisogni dei pazienti con tumori ginecologici. Ergül vuole insegnare agli
studenti infermieri che si può fornire ai propri pazienti un’assistenza
migliore, se li conosciamo più a fondo.
Significato del premio per la vincitrice.
Ergül ha dichiarato che il premio alla sua ricerca consiste nell’aver
ricevuto un riconoscimento EONS alla sua ricerca: ciò è importante per
il suo lavoro, per la sua carriera professionale e infine, ma non ultimo
per importanza, per la sua motivazione a condurre altri studi in futuro.
eons
ONS
E
newsletter
In copertina
Spring 2008
Hélène de Beauvoir (1910-2001)
(sorella minore di Simone de Beauvoir).
Villaggio con barche (olio su tela 92x75 cm)
Ritenuto dipinto presso il Lago di Ginevra nel
1955.
Contents:
Our colleagues
from…
Management of
extravasation
Mobility in
Nursing in Europe
Distress
Management:
The 6th Vital
Sign
EPE awardees
Oral Mucositis
NEWSLETTER SPRING
2008 -
9
Che vogliono e di che necessitano i pazienti?
Lynn Faulds Wood, Presidente dell’European Cancer Patient Coalition
Che vogliono e di che necessitano i pazienti?
L’European Cancer Patient Coalition (ECPC) conosce una delle cose più
importanti della lista dei desideri dei pazienti: gli infermieri.
Sono presidente di ECPC, sopravvissuto al tumore del colon e uno di
quelli che stanno sviluppando le linee-guida ufficiali europee per lo
sceening al cancro del colon-retto.
ECPC ora ha oltre 250 gruppi membri in tutta Europa ed oltre. Ci
incontriamo per parlare con la maggior parte dei nostri gruppi alcune
volte all’anno. Ogni volta che si discute di ciò che noi vorremmo come
pazienti, gli infermieri sono sempre all’inizio del nostro ordine del
giorno. Gli infermieri sono necessari in tutte le fasi del nostro cammino,
specialmente all’inizio in cui riceviamo la sconvolgente diagnosi di un
cancro al colon.
Quello che ci piacerebbe avere non è una scienza bombardante,
l’informazione è la chiave.
Diagnosi e buona informazione a voce e in forma scritta, con sensibilità,
è quello che noi realmente vogliamo. C’è una marea d’informazioni là
fuori: ma mancano quelle adeguate, valide e comprensibili e noi
abbiamo bisogno di un aiuto per contestualizzare ciò che ci sta
accadendo e per trovare cosa è meglio per noi in questo nuovo
spaventoso mondo in cui abitiamo.
Aggiungiamo le sfide dell’alfabetizzazione della salute, che tocca molti
pazienti europei affetti da cancro: si è stimato che un 20-25% di pazienti
dei Paesi europei ha difficoltà nel comprendere quanto viene scritto e i
dettagli della propria malattia. Il paziente che non ha a disposizione i
suoi occhiali da lettura può anche non esser in grado di leggere.
cosa possiamo mangiare, se c’è qualcosa che possiamo fare per
prevenire recidive o evitare il cancro in futuro…fondamentalmente,
vogliamo essere curati da persone che ci incoraggino a fare queste
domande.
Soprattutto, vogliamo medici professionisti che vedano noi e non
solo la nostra malattia, che capiscano che abbiamo bisogno di
aiuto attraverso quella che, per molti di noi, è la prima esperienza
devastante con una malattia complessa e potenzialmente letale.
Sempre più spesso i pazienti vogliono essere partecipi delle loro
cure. Il motto di ECPC è “Nothing About Us Without Us” (Su di
noi, niente senza di noi) e questo significa che noi vogliamo essere
coinvolti nelle decisioni che riguardano il nostro trattamento, le
nostre scelte, o le nostre cure future. Vogliamo discutere i piani di
trattamento e avere gli appuntamenti prenotati o almeno conoscere
cosa accadrà nel futuro. In tutta Europa, in un sondaggio ECPC, la
maggior parte dei nostri membri riportò sensazioni di non veder
riconosciuto il proprio desiderio di ottenere un coinvolgimento nella
cura.
Ci piacerebbe esser supportati dopo la diagnosi, ma spesso, alla
fine della cura, i pazienti si sentono da soli, disorientati e
abbandonati. Condividere le esperienze con altri – mettendoci in
contatto con gruppi di auto-aiuto (con altri che hanno provato la
stessa esperienza) – può essere veramente confortante e può
sollevarci da molte preoccupazioni. Questo potrebbe portare alla
possibilità ad usare meno risorse ospedaliere siccome ogni
fastidioso sintomo può essere risolto per telefono fissando un
appuntamento. Sapere che altri pazienti provano lo stesso mal di
schiena, la stessa insonnia, può essere veramente confortante.
Storia di un paziente:
Iris, Irlanda
“Ero molto felice del modo in cui fui trattato e la velocità con
cui tutto avvenne. Fui affidato a un’infermiera che si prese cura
di me ogni volta che andavo all’ospedale e lei mi chiedeva ogni
volta di ripetere che cosa il dottore diceva per assicurarsi che
avessi capito tutto. Ho ricevuto tutte le informazioni di cui
avevo bisogno e nessuna cosa era così preoccupante.
Se avessi qualche denuncia potrebbe esser che dopo la mia
operazione e il fatto che non necessitai di chemioterapia, mi
sentii alla deriva. Altre persone come me sono là fuori lasciate
a se stesse ma abbiamo ancora bisogno di qualche forma di
“club” per parlare con la stessa mentalità della gente”.
Vogliamo le informazioni giuste al momento giusto; giusto per noi,
non un libretto multi-pagine dettagliato che potrebbe apparire
come una facile soluzione, ma che può essere spaventoso nella
pratica. Uno di questi libretti, ampiamente utilizzato, ha disturbato
molti pazienti parlando di attenzioni ed effetti collaterali prima di
aver bisogno di conoscerli, come la caduta dei capelli che potrebbe
avvenire durante la chemioterapia, mentre non si è parlato si è in
grado di sopportare questo tipo di trattamento.
Vogliamo informazioni sul nostro particolare cancro, come ne
siamo colpiti, quali sono le nostre possibilità di sopravvivenza,
quale/i operazione/i avremo, quanto tempo servirà per recuperare,
10 - NEWSLETTER SPRING 2008
La ricerca ha dimostrato che probabilmente siamo più
accondiscendenti con il trattamento e ad assumere le medicine nel
tempo, se siamo stati coinvolti nella sua pianificazione.
Migliorare la compliance, significa far meglio, usare meno risorse,
diventare meno dipendenti del sistema e, in ultima analisi, costare
meno.
La ricerca ha anche dimostrato che una soluzione è quella di
disporre un numero telefonico infermieristico di supporto. Non lo
usiamo spesso: basta avere il numero e sapere che possiamo
chiamare.
Come scoprire cosa i vostri pazienti necessitano?
Se volete sapere cosa i pazienti realmente vogliono, provate con un
gruppo. Il partito dei pazienti. Questo è ciò che abbiamo fatto nel
Regno Unito pochi anni fa perché abbiamo scoperto che i pazienti
affetti da tumore del colon erano riluttanti ad aderire a comitati e
forum per parlare delle proprie necessità e di qualsiasi mancanza
nella loro cura.
Così, con l’aiuto degli infermieri di tutto il Paese, abbiamo organizzato
dei “patient feedback parties” nel tumore del colon – e un enorme
numero di pazienti è venuto.
Ho partecipato a nove riunioni – fino a 350 persone – con medici,
manager e direttori di ospedale. Per alcuni pazienti timidi gli
organizzatori hanno creato anonime bacheche dove potevano mettere
commenti anonimi, dando a tutti una possibilità per essere ascoltati.
I professionisti si sono ritrovati a riportare alle riunioni una grande
esperienza d’apprendimento, scoprendo irregolarità nei loro sistemi di
cui neppure conoscevano l’esistenza – problemi con le prescrizioni
della farmacia ospedaliera, coi servizi igienici carenti, col parcheggio
raro e costoso, con la segnaletica “misteriosa”. Le riunioni hanno inoltre
sollevato enormi differenze da ospedale a ospedale, nella disponibilità di
migliori strutture per le pratiche diagnostiche.
sentire meglio. Nel Regno Unito, infermieri e pazienti hanno organizzato
campagne locali mensili di sensibilizzazione al tumore del colon, il che
ha contribuito ad aumentare i finanziamenti per i gruppi di auto-aiuto,
acquistando attrezzature specialistiche e migliorando le agevolazioni per
i pazienti.
Le segnalazioni hanno fruttato molti cambiamenti e le riunioni si sono
dimostrate un ottimo modo per trovare pazienti che erano disposti ad
aderire a comitati ospedalieri, a istituire gruppi di auto-aiuto e ad aiutare
gli altri a superare il proprio cammino col tumore.
La storia di Lynn
Tornando indietro di 17 anni, quando mi è stato diagnosticato il cancro,
mi sembra di vedere anni bui.
Ero presentatore della BBC e non avevo ancora mai sentito parlare del
tumore del colon, il secondo tumore killer più grande nei nostri Paesi.
Avevo 40anni e un figlio di 3.
L’attenzione al mio sintomo – sottile sanguinamento rettale – del mio
medico fu “nulla di cui preoccuparsi alla vostra età” e fu solo la mia
tenacia che mi portò a diagnosi devastanti: tumore del colon Stadio C.
Non ho fatto chemioterapia, solo un’intervento chirurgico magistrale, dai
risultati due volte più buoni della media. Comunque, in quei giorni, non
ho avuto nessun infermiere specializzato a supportarmi attraverso
un’esperienza veramente terribile.
Un “Partito dei Pazienti””
Abbiamo preparato un modello per le “riunioni” per catturarne il
feedback, con suggerimenti come seguire l’ordine delle cose da fare,
esempi di comunicati stampa per pubblicizzare l’evento nei giornali
locali e altre informazioni utili sulla pianificazione di una riunione del
genere. Dopo il lancio della riunione per pazienti con tumore del colon,
ci fu un grande interesse, con considerabile successo, nel condurre
riunioni per altre patologie. Se si desidera una copia per la
pianificazione di “patient feedback parties”, inviatemi una e-mail.
Spesso i pazienti acquistano un grande conforto collaborando ad
aumentare la consapevolezza sul tumore del colon e ad aiutare altri a
prevenire l’insorgenza di questo tumore frequente. Infatti la ricerca
dimostra che la partecipazione in questo modo può effettivamente farci
Nel corso degli anni ho trascorso la maggior parte del mio tempo
aiutando a salvare vite umane da un tumore del colon e a migliorare la
qualità di vita per i pazienti. Ho aiutato a creare le nuove
raccomandazioni ufficiali dei sintomi per il Regno Unito (incredibilmente
le prime raccomandazioni al mondo basate sulla ricerca), ho aiutato a
istituire corsi di formazione sulla colonscopia, ho lanciato grandi
campagne di sensibilizzazione con il Principe Carlo e il Papa, e prodotto
un milione di opuscoli che catturassero lo sguardo, i quali stanno ora
per esser tradotti in diverse lingue Europee.
Se si desidera avere uno qualsiasi dei nostri materiali, siete pregati di
contattarmi su:
[email protected] oppure [email protected]
Lynn’s Bowel Cancer Campaign
5 St George’s Road
Twickenham TW1 1QS, UK
Tel: 00 44 208 891 5937
Sito web: www.bowelcancer.tv
European Cancer Patient Coalition
Sito web: www.cancerworld.org/ecpc
Finalità della Newsletter
Scopo di EONS Newsletter è fornire una risorsa cartacea agli infermieri europei di oncologia. Il contenuto degli articoli è destinato alla crescita del
corpo di conoscenze in assistenza oncologica.
Obiettivo:
La rivista è una piattaforma di condivisione di esperienze per le associazioni infermieristiche affiliate e i membri individuali, per mezzo di
cui essi hanno l’opportunità di beneficiare dello scambio di vedute e opinioni sugli attuali cambiamenti culturali, politici, clinici
dell’infermieristica oncologica in Europa. EONS Newsletter aggiorna e informa i soci sulle attività di EONS all’interno della strategia
C.A.R.E., sugli eventi EONS, i progetti EONS, le attività dei consiglieri, le iniziative delle associazioni affiliate e tutte le altre iniziative che
possano giovare agli iscritti.
NEWSLETTER SPRING
2008 -
11
Come comportarsi con la tossicità delle terapie mirate
Inibitori EGFR
Liesbeth Lemmens, BSc, MSc, Coordinator clinical trials digestive oncology, University Hospitals, Leuven, Belgium
Introduzione
Durante l’ultimo decennio, terapie mirate come gli inibitori per il
recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) hanno
dimostrato la loro efficacia nel trattamento di vari tipi di cancro.
Il recettore del fattore di crescita epidermico è una glicoproteina
transmembrana della famiglia dei fattori di crescita tirosin-chinasi
che si esprime in molti tessuti umani normali. La sua attività è
finemente regolata per controllare la crescita e la proliferazione
delle cellule.
In molti tumori solidi, l’alterata regolazione del gene EGFR si
manifesta con la sua iper-espressione ed aumento della
produzione di EGFR – una condizione correlata ad aumento delle
metastasi, a ridotta sopravvivenza, e a prognosi sfavorevole (Figura
1).
Figura 1: attivazione EGFR (Merck KGa)
La percentuale di incidenza è del 2,5% nei pazienti a trattamento
combinato di cetuximab e irinotecan e dell’1,8% nei pazienti trattati con
monoterapia di cetuximab. I sintomi, nel caso di una grave reazione,
sono: l’ostruzione delle vie aeree, dispnea, orticaria e grave ipertensione
(3). In caso del verificarsi di una grave reazione, la somministrazione
degli inibitori EGFR deve essere interrotta immediatamente e deve
essere praticato il trattamento di emergenza. I pazienti che manifestano
una grave reazione di ipersensibilità non devono essere trattati di nuovo
con questo anticorpo monoclonale.
È importante informare i pazienti che vengono dimessi che questo tipo
di reazione può verificarsi anche fino a 24 ore dopo la somministrazione
della terapia. I pazienti (15-23% dei casi) possono manifestare mal di
testa, febbricola, brividi e talvolta lieve dispnea. Ai pazienti deve essere
raccomandato di informare l’infermiere di questi sintomi, in modo che la
velocità di infusione possa essere ridotta nel corso della
somministrazione successiva.(4)
Diarrea
Si è visto che la diarrea, con gli inibitori EGFR, è di solito lieve e
transitoria e varia d’incidenza a seconda se l’inibitore EGFR sia assunto
per via orale (54% dei pazienti trattati con erlotinib e 40-57% con
gefitinib) o per via endovenosa.
E G F R a c t iva tio n
S u r v i v a l /p r o t e c t i o n
D e d iffe r e n t i a t i o n
fr o m
S ig n a llin g
c a s c a d e
a p o p t o s is
•• •
•
•••
•
G e n e
A n g io g e n e s is
a c tiv a tio n
M
G 2
G 1
S
C e ll p r o life r a tio n
La loperamide è il trattamento di scelta e l’infermiere deve consigliare ai
pazienti di averla a portata di mano nel caso cominci ad avere diarrea. Il
dosaggio raccomandato di loperamide è 4 mg inizialmente, poi 2 mg
dopo ogni evacuazione fino a 20 mg die per 24/48 ore fino a quando la
diarrea non sia scomparsa da 12 ore.
Questo effetto collaterale gastrointestinale può essere facilmente
gestito.
M e ta s ta s i s : c e ll
m ig r a t i o n a n d
in va s io n
Il trattamento con inibitori EGFR può anche provocare alcuni disturbi
sistemici, come reazioni di ipersensibilità (specialmente con anticorpi
monoclonali), gastrointestinali, disagio e disturbi metabolici, quali
ipomagnesiemia e ipocalcemia secondarie. Questi effetti collaterali
necessitano di un trattamento speciale. Sebbene molti dei trattamenti e
terapie suggerite siano empirici e basati sull’esperienza, la nostra
conoscenza del profilo di tossicità aumenta costantemente.
Gli infermieri sono pionieri nella lotta contro queste tossicità. Gli
infermieri hanno bisogno di capire il meccanismo d’azione di questi
nuovi farmaci, non solo per arricchire le loro conoscenze di base, ma
anche per avere una solida base per l’educazione del paziente. Essi
hanno bisogno di conoscere gli effetti collaterali ed i possibili interventi,
e di partecipare alla ricerca per individuare interventi efficaci.
Gli effetti collaterali sistemici
Reazione di ipersensibilità
Una reazione di ipersensibilità è un segno di “intolleranza” al farmaco
somministrato si manifesta dopo il trattamento con anticorpi
monoclonali (l’incidenza è del 4,5%). I pazienti possono reagire contro la
parte ‘mouse’ del farmaco chimerico. Gli infermieri devono essere
consapevoli del fatto che questa reazione può verificarsi
immediatamente dopo l’inizio della somministrazione.
12 - NEWSLETTER SPRING 200
Tuttavia, in alcuni pazienti, le dosi di inibitori EGFR dovrebbero essere
ridotte o, anche se raramente, per la diarrea severa che non risponde al
trattamento con loperamide può essere necessaria la sospensione della
somministrazione (5).
Ipomagnesemia
Prove preliminari suggeriscono che una deplezione di magnesio si
verifica nei pazienti che sono in trattamento con EGFR-anticorpi
monoclonali per tumore del colon-retto. Il meccanismo di questo effetto
collaterale è sconosciuto e non è chiaro se tutti o solo un sottoinsieme
di pazienti sia interessato. Risultati di studi clinici utilizzando cetuximab
in combinazione con irinotecan o oxaliplatino hanno evidenziato che il
97% dei pazienti ha avuto una riduzione della concentrazione sierica di
magnesio.
Naturalmente, non tutta l’ipomagnesemia può essere il risultato di un
trattamento con un inibitore EGFR; nei pazienti con tumore avanzato
potrebbe essere pre-esistente, un’ipomagnesiemia sub-clinica non
collegata al trattamento.
I sintomi di ipomagnesiemia sono: stanchezza, sonnolenza, alterazioni
mentali, crisi epilettiche, modifiche del QT, crampi muscolari secondari
a ipocalcemia e, in casi gravi, aritmie. Tuttavia, solo una piccola
percentuale di pazienti hanno sintomi di ipomagnesiemia. Pertanto, gli
infermieri devono monitorare i pazienti attraverso regolari esami del
sangue (ogni due settimane) e, se indicato, i pazienti dovrebbero essere
sottoposti a un ECG.
Il trattamento dell’ipomagnesiemia consiste in alte dosi di magnesio,
circa 9 gr per via orale. Il trattamento di pazienti con magnesio per via
endovenosa non è confortevole e richiede il ricovero in ospedale ogni
36h (6).
Effetti collaterali non sistemici: tossicità cutanea
Gli EGFR-inibitori e gli inibitori della tirosin-chinasi sono responsabili di
un certo numero di classi specifiche di effetti indesiderati sulla pelle
che si verificano nella maggior parte dei pazienti (7-8). Ciò è
probabilmente dovuto alle abbondanti espressione di EGFR
sull’epidermide ed i suoi annessi (follicoli piliferi, ghiandole sebacee).
Il modello clinico di tossicità cutanea è unico e consiste in un’eruzione
acneiforme, xerosi (secchezza della pelle), talvolta eczema, fessure,
paronichia, modifiche dei capelli (trichomegalia delle ciglia, capelli di
velluto (peluria), alopecia frontale (9). Possono anche essere influenzate
le mucose oculare, orale, nasale e vaginale (10-12). La tossicità della
pelle è classificata secondo i criteri NCI-CTC (versione 3.0).
Sebbene la tossicità cutanea non rappresenti un pericolo per la vita e
raramente richieda l’interruzione della terapia con inibitori EGFR-, vi è
un chiaro bisogno di un trattamento di supporto e, se grave, di un
consulto dermatologico. Il rash generalmente colpisce la pelle del viso e
spesso ha un impatto drammatico sull’autostima e la qualità della vita
dei pazienti (13).
L’intensità dell’eruzione cutanea acneiforme può essere correlata con
l’efficacia clinica della terapia con l’inibitore EGFR: più intenso è il rash,
migliore è la risposta alla terapia. Gli infermieri devono fare attenzione
all’utilizzo di queste informazioni, perché ci sono anche i pazienti che
non sviluppano l’acne sotto forma di rash e hanno una buona risposta al
trattamento.
È necessaria un’appropriata educazione dei pazienti e gli infermieri
svolgono ancora un ruolo fondamentale per spiegare i problemi della
pelle e, in generale, le misure che possono essere prese, e le cose da
fare e da non fare, che aiutano a gestire i problemi della pelle.
L’infermiere è anche la prima persona che il paziente deve contattare in
caso di preoccupazione. Mentre i casi di tossicità cutanea, da lieve a
moderata, possono essere gestiti con il trattamento standard, i pazienti
con grave tossicità cutanea devono essere indirizzati verso un
dermatologo (Tabella 1) (14-16).
Figura 2: approccio multidisciplinare al trattamento di
tossicità cutanea secondaria ad inibitori EGFR
Approccio multidisciplinare
Formazione
Oncologo
Dermatologo
Patiente
Infermiere
di oncologia
Grado I - II
Grado > II
tossicità cutanea
Nonostante l’aumento delle conoscenze circa il trattamento di
queste tossicità, esiste l’incertezza circa l’entità della gravità della
tossicità relativa all’inibizione degli EGFR. Gli infermieri dovrebbero
assumere un ruolo attivo nel dare istruzioni ai pazienti perché le
reazioni cutanee possano essere trattate efficacemente se il
trattamento è seguito correttamente.
Conclusioni
Il trattamento di tumori solidi con inibitori EGFR offre un chiaro
vantaggio e questi farmaci hanno un profilo di sicurezza
generalmente tollerabile. È noto che specifiche reazioni avverse
cutanee si verificano in una grande percentuale di pazienti, ma
queste sono di solito lievi e possono essere gestite in modo
efficace.
Bibliografia
1. Reff ME et al: Depletion of B cells in vivo by a chimeric mouse human monoclonal antibody to CD20.
Blood 83(2):435-445, 1994.
Tabella 1: Trattamento della tossicità cutanea basato
sull’esperienza
2. Johnston JB et al: Targeting the EGFR pathway for cancer therapy. Curr Med Chem 13:3483-3492,
2006.
3. TARGET Initiative: EGFR inhibitors in the treatment of cancer. EONS, 2006.
1-2
Acne come rash
Pelle secca
Lesioni/paronichia
Tetracicline:
minocicline o
doxicicline 100 mg/die
Emollienti
Lavaggio Antisettico
(cloramina,
Iodopovidone)
Tetracycline:
minocycline or
doxycycline 200 mg/day
2
Mucosite
Emollienti
più potenti
Bende idrocolloidi
Eczema
Secco:
corticosteroidi
Spugnature di NaCl 0.9%
crema x 1-2
(15 minute, 2 - 3x/die) più settimane)
crema al metronidazolo
Umido:
Superinfectioni (S.aureus): superinfectione
penicillina x 5 giorni
–fucidin crema
per uso topico
+ antibiotico
orale x 5-10 giorni
Based
the3.0NCI-CTC
version
**Basata
sulla on
versione
della NCI-CTC.
5. Kris M et al: Efficacy of gefitinib, an inhibitor of the epidermal growth factor receptor tyrosine kinase
in asymptomatic patients with non-small cell lung cancer: a randomized trial. JAMA 290:2149-58,
2003.
6. Tejpar S et al: Magnesium wasting associated with EGFR-targeting antibodies in colorectal cancer:
a prospective study. Lancet Oncol 8:387-94, 2007.
Propileneglicole
50% solutione acquosa,
coperta con film plastico
(30 min./ die) + fucidin crema
Applicazioni
settimanali di nitrato
di argento
3
4. Thomas M: Cetuximab: adverse event profile and recommendations for toxicity management.
Clinical Journal of Oncology Nursing 9:332-8, 2005.
Trattamento raccomandato
Grado*
7. Busam KJ et al: Cutaneous side-effects in cancer patients treated with the anitepidermal growth
factor receptor antibody C225. Br J Dermatol 1441:1169-1176, 2001.
8. Segaert S et al: Clinical signs, pathophysiology and management of skin toxicity during therapy with
epidermal growth factor receptor inhibitors. Annals of Oncology 16:1425-1433, 2005.
Pomate
antisettiche/lavaggi,
Lacrime
artificiali
Pomata
antibiotica
NSAID per
controllo del dolore
Possibile estrazione
dell’unghia
Superinfectione:
antibiotici orali
3.0
La gestione degli effetti indesiderati è multidisciplinare e tutti i
partecipanti hanno bisogno di istruzione e di formazione per aiutare
i pazienti a capire e far fronte a queste tossicità. (Figura 2).
9. Gallimont-Collen AFS et al: Classification and management of skin, hair, nail and mucosal sideeffects of epidermal growth factor receptor (EGFR) inhibitors. European Journal of Cancer 43
(5):845-851, 2007.
10. Busam KJ et al: Cutaneous side-effects in cancer patients treated with the antiepidermal growth
factor receptor antibody C225. Br J Dermatol 1441:1169-1176, 2001.
11. Segaert S et al: Clinical signs, pathophysiology and management of skin toxicity during therapy with
epidermal growth factor receptor inhibitors. Annals of Oncology 16:1425-1433, 2005.
12. Lacouture ME et al: Cutaneous Reactions to Anticancer Agents Targeting the Epidermal Growth
Factor Receptor: A Dermatology-Oncology Perspective. Skin Therapy Letter 12 (6):1-4, 2007.
13. Segaert S et al: Clinical signs, pathophysiology and management of skin toxicity during therapy with
epidermal growth factor receptor inhibitors. Annals of Oncology 16:1425-1433, 2005.
14. Guillot B et al: Aspects cliniques et prise en charge des effets secondaires cutanés des inhibiteurs
du récepteurs à l’EGFR. Ann Dermatol Venereol 133:1017–1020, 2006.
15. Segaert S et al: The management of skin reaction in cancer patients receiving epidermal growth
factor targeted therapies. JDDG 3:599-606, 2005.
16. Lacouture ME et al : The SERIES clinic: an interdisciplinary approach to the management of
toxicities of EGFR inhibitors. J Support Oncol 4:236–238, 2006.
NEWSLETTER SPRING
2008 -
13
Linee-guida per lo stravaso
Yvonne Wengström
Docente in Ricerca sul Cancro all’Università di Stirling, Scozia e Direttore del Servizio Infermieristico al Karolinska Institutet,
Stoccolma, Svezia.
Un gruppo di membri EONS ha lavorato duramente per raccogliere
lo stato dell’arte sullo stravaso delle terapie del cancro in modo da
sviluppare una nuova linea-guida su base informatica.
Questo modulo è una guida pratica alla gestione dello stravaso.
Consiglia come trattarli e come attuare le nuove linee-guida nella
pratica clinica di tutti i giorni. La linea-guida per lo stravaso è nello
stesso format interattivo dei precedenti moduli del pacchetto
“EONS Guidelines Implementation Toolkit”.
Obiettivi della linea-guida sono aiutare gli infermieri a capire e
riconoscere lo stravaso, migliorarne la prevenzione e la gestione nei
pazienti. Più in particolare:
• Ampliare la conoscenza degli infermieri di specifici elementi
dello stravaso, incluso il riconoscimento precoce;
• Attuare appropriati interventi;
• Aggiornare e informare gli infermieri sugli attuali standard di
gestione;
• Favorire l’adozione di procedure per lo stravaso che concordino
con le linee-guida attuali.
Ecco una breve descrizione delle sei sezioni del kit.
Che cos’è lo stravaso?
Stravaso è la fuoriuscita di una sostanza nei tessuti circostanti (1).
Nel caso della terapia oncologica, lo stravaso è la fuoriuscita
accidentale della chemioterapia dalla sua destinazione (vena) nei
tessuti circostanti (2). Una più ampia definizione di stravaso include
anche i danni che ne derivano. Il grado di danneggiamento varia da
una blanda reazione della cute alla necrosi importante a seconda
della sostanza (1-4). I tipi di stravaso sono spiegati nelle lineeguida.
Quando accade uno stravaso?
Lo stravaso non è così raro come si potrebbe pensare. Nella terapia
del cancro gli esperti hanno stimato l’incidenza dei casi tra lo 0,5%
e il 6% di tutti gli effetti indesiderati associati al trattamento (4).
Considerando però che questi effetti sono frequenti, anche gli
stravasi lo diventano (5).
Alcuni stravasi sono provocati da un errore nella procedura
endovenosa (e.v.) (4,6).
I pazienti che ricevono la chemioterapia possono avere molteplici
fattori di rischio che rendono l’infusione e.v. difficile e a rischio di
stravaso: per esempio, pazienti con vene sottili, fragili e mobili (4).
In aggiunta, ci sono fattori associati all’attrezzatura e al materiale
usato, o a medicazioni concomitanti. Anche i trattamenti stessi
possono incrementare le probabilità di stravaso.
I fattori di rischio più comuni sono elencati nelle linee-guida.
Che cosa implica uno stravaso?
Lo stravaso va evitato. Sebbene non in tutti i casi provochi ulcere o
necrosi ulcerato e necrotico, esso porta ancora sofferenze, disagi e
conseguenze indirette quali l’arresto del trattamento e la prolungata
ospedalizzazione per gestire lo stravaso (3, 4).
Gli specifici sintomi dello stravaso e le sue più vaste conseguenze
14 - NEWSLETTER SPRING 2008
sono trattate in questa sezione delle linee-guida e includono i
sintomi iniziali, il danno tessutale, la chirurgia, l’impatto sulla terapia
per il cancro e altre ancora.
Come si riconosce lo stravaso?
È essenziale che uno stravaso sia riconosciuto e diagnosticato
precocemente. Il modo più efficace è riconoscere e capire tutti i
principali segnali e sintomi, che possono essere individuati dalla
semplice valutazione visiva del punto d’iniezione e dall’osservazione
accurata del dispositivo endovenoso. Quando c’è sospetto di
stravaso, è importante escludere altre possibili circostanze, come
reazioni infiammatorie o flebiti (4, 6).
La qualità della valutazione da parte del personale infermieristico
durante la somministrazione di farmaci citotossici gioca un ruolo
chiave nella riduzione della frequenza e della gravità degli stravasi
vescicanti, dato che il ritardo nel riconoscerli e trattarli accresce la
probabilità di sviluppare danno tessutale e necrosi (4, 7). In caso di
dubbio fermate la somministrazione e chiedete un consiglio. La
scoperta precoce di uno stravaso è spesso basata sui seguenti
fattori: ciò che riferisce il paziente, la valutazione visiva, il controllo
della linea infusiva e la distinzione tra uno stravaso o altre
circostanze.
Come si previene lo stravaso?
Prevenire è meglio che curare. (8). Il personale che gestisce le
terapie endovenose per il cancro deve conoscere le procedure
locali e i protocolli, sviluppando una conoscenza delle fasi che
vanno intraprese per evitare gli stravasi e le lesioni conseguenti.
Questa sezione si trova nelle linee-guida e fornisce consigli per una
buona pratica in modo da prevenire gli stravasi e ridurre al minimo
le ferite.
Come si gestisce lo stravaso?
La gestione dello stravaso comprende la scoperta, l’analisi e
l’azione. Bisogna sospendere l’infusione, aspirare la maggior parte
di quanto iniettato, segnare l’area interessata e poi rimuovere la
cannula (continuando ad aspirare dal punto di stravaso), sollevare
l’arto interessato, fotografare l’area. Poi, a seconda del farmaco
iniettato, bisogna seguire il corretto protocollo determinando le fasi
successive.
Se il farmaco non è vescicante, l’applicazione di un impacco freddo
e il sollevamento dell’arto dovrebbe bastare a limitare gli effetti
collaterali (9). Al contrario, lo stravaso di un farmaco vescicante
richiede diversi passaggi e differisce a seconda delle categorie di
farmaco. Ci sono due principali approcci per limitare il danno
causato dallo stravaso: la localizzazione e la neutralizzazione o la
dispersione e diluizione (9).
La localizzazione e neutralizzazione include l’uso di un impacco
freddo per limitare la diffusione dello stravaso. Antidoti come il
Savene™ per lo stravaso da antracicline possono essere usati per
neutralizzare le azioni vescicanti.
La dispersione e diluizione include l’avvio di appropriate misure per
lo stravaso degli alcaloidi della vinca, l’uso di compresse tiepide per
indurre la vasodilatazione e stimolare il circolo sanguigno nei tessuti
che aiuta a disperdere lo stravaso e l’uso di ialuronidasi per diluire
quanto iniettato.
Gli antidoti sono agenti applicati o iniettati sull’area colpita da
stravaso per neutralizzare gli effetti degli agenti infiltranti. Essi
formano una parte importante di entrambi le strategie.
La tabella sotto riportata, fornisce una rapida consultazione per gli
antidoti da usare in caso stravaso.
Anche se identificato subito, lo stravaso può dare ulcere e necrosi.
Le prime azioni possono limitare il bisogno d’interventi chirurgici
(10). Circa un terzo degli stravasi da antracicline dà ulcere, ma la
chirurgia non deve essere considerata come trattamento iniziale e
primario di scelta. La rimozione chirurgica del danno è indicata
quando l’ulcera o il dolore non passano.
Riassumendo
Per gestire al meglio lo stravaso bisogna considerare le più recenti
conoscenze scientifiche, il consenso medico e il trattamento
ottimale per il paziente. Queste linee-guida includono le ultime
informazioni sullo stravaso, una selezione di protocolli attuali e le
linee di condotta dei centri più importanti (9). Seguendo l’esempio
esposto in queste linee-guida gli infermieri possono contribuire ad
aumentare gli standard di cura nella terapia per il cancro.
Imparando a riconoscere effettivamente uno stravaso e conoscendo
meglio i protocolli locali per gestirlo, tra cui gli antidoti, gli infermieri
possono aiutare a ridurre l’incidenza di questa complicanza nel
trattamento del cancro e, in seguito, giocare un ruolo importante
nella diffusione dell’uso di questa pratica. Attuando le linee-guida
sullo stravaso nella pratica quotidiana, gli infermieri possono fornire
più accurate informazioni in conformità alle evidenze cliniche.
Farmaco stravasato Antidoto suggerito
Livello d’evidenza
Consigli
Antracicline
Savene™
L’efficacia verificata nei
rilievi bioptici dello
stravaso d’antracicline
è stata confermata dai
trial clinici
3 giorni di trattamento
con Savene™: 1000 mg
/m e.v. prima
possibile (non più tardi
di sei ore)dopo lo
stravaso il primo
giorno; 1000 mg/m il
secondo giorno; 500
mg/m il terzo giorno.
Guardare Appendice 4
per maggiori dettagli.
DMSO topico
Suggerito come
possibile antidoto nella
letteratura. A causa
della mancanza
d’evidenze è
consigliabile
approfondire lo studio
Applicarlo localmente
prima possibile.
Ripetere ogni 8 ore per
7 giorni.
Vedere Appendice 5 per
maggiori dettagli.
Suggerito come
possibile antidoto nella
letteratura. A causa
della mancanza
d’evidenze è
consigliabile
approfondire lo studio
Applicarlo localmente
prima possibile.
Ripetere ogni 8 ore per
7 giorni.
Vedere Appendice 5 per
maggiori dettagli.
A causa della
mancanza d’evidenze
questo antidoto non è
consigliato.
2 ml di una soluzione
composta da 4ml di
sodio disolfato + 6 ml
d’acqua sterile per
iniezione
sottocutanea.
Antracicline
Mitomicina C
DMSO topico
Mecloretamina
Sodio tiosolfato
(mostarde azotate)
Alcaloidi della Vinca Ialuronidasi
Taxani
Ialuronidasi
Bibliografia
Suggerito come
possibile antidoto nella
letteratura. A causa
della mancanza
d’evidenze è
consigliabile
approfondire lo studio
150-1500 IU
sottocutanee attorno
all’area di stravaso.
Vedere Appendice 6 per
maggiori dettagli.
Suggerito come
possibile antidoto nella
letteratura. A causa
della mancanza
d’evidenze è
consigliabile
approfondire lo studio
150-1500 IU
sottocutanee attorno
Vedere Appendice 6 per
maggiori dettagli
1. Jones L,Coe P. Extravasation. Eur J Oncol Nurs
2004;8:355–358.
2. Jackson G,Buter J,Cavenagh J, et al. Consensus
opinion on the use of dexrazoxane (Savene™) in the
treatment of anthracyclines extravasation.Consensus
Meeting Report 2006.
3. Ener RA,Meglathery SB, Styler M. Extravasation of
systemic hemato-oncological therapies. Ann Oncol
2004;15:858–862.
4. McCaffrey Boyle D, Engelking C. Vesicant
extravasation: myths and realities. Oncol Nurs Forum
1995;22(1):57–67.
5. Weiner MG, Ross SJ,Mathew JI, et al. Estimating the
costs of chemotherapy-associated adverse event
clusters. Health Serv Outcomes Res Method 2007: In
print.
6. Wood LS, Gullo SM. IV vesicants: how to avoid
extravasation. Am J Nurs 1993;93(4):42–46.
7. Loth TS, Eversmann WW Jr.Treatment methods for
extravasations of chemotherapeutic agents: a
comparative study. J Hand Surg 1986;11(3):388–396.
8. Schrijvers DL.Extravasation:a dreaded complication of
chemotherapy.Ann Oncol 2003;14(Suppl 3):iii26-iii30.
9. Whiteland M. Policy for the management of
extravasation of intravenous drugs. 2001.
www.cancerresource.co.uk/nursing%20development
s/extravasation%20policy.pdf
10. Rudolph R, Larson DL. Etiology and treatment of
chemotheraupeutic agent extravasation injuries: a
review. J Clin Oncol 1987;5(7):1116–1126.
NEWSLETTER SPRING
2008 -
15
International Symposium
25–28 JUNE 2008
B A R C E L O N A , S PA I N
CHAIRS:
Mario Dicato, MD
Luxembourg Medical Center
Luxembourg, Luxembourg
Eric Van Cutsem, MD, PhD
University Hospital Gasthuisberg
Leuven, Belgium
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Imedex® LLC, 4325 Alexander Dr., Alpharetta, Georgia 30022-3740 USA
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Reference: 1.Vectibix® Summary of Product Characteristics 2007.
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ABBREVIATED PRESCRIBING INFORMATION
Please refer to the Summary of Product Characteristics
before prescribing Vectibix® (panitumumab).
PHARMACEUTICAL FORM: Vectibix® 20 mg/ml concentrate
for solution for infusion. Each vial contains 100 mg
of panitumumab in 5 ml. Excipients: sodium chloride,
sodium acetate trihydrate, acetic acid (glacial [for pH
adjustment]), water for injection.
INDICATION: Monotherapy for the treatment of patients
with EGFR-expressing, metastatic colorectal carcinoma
(mCRC) with nonmutated (wild type) KRAS after failure
of fluoropyrimidine-, oxaliplatin-, and irinotecancontaining chemotherapy regimens.
DOSAGE AND ADMINISTRATION: The recommended dose
of Vectibix® is 6 mg/kg of bodyweight given once
every two weeks. The recommended infusion time is
approximately 60 minutes. Doses higher than 1000 mg
should be infused over approximately 90 minutes.
CONTRAINDICATIONS: Hypersensitivity to the active
substance or to any of the excipients, interstitial
pneumonitis or pulmonary fibrosis.
© 2007 Amgen. All rights reserved. PMO-AMG-620-2007
SPECIAL WARNINGS AND PRECAUTIONS: Dermatologic
reactions: Dermatologic reactions are experienced
with nearly all patients (approximately 90%) treated
with Vectibix®; the majority are mild to moderate in
nature. If a patient develops dermatologic reactions
that are grade 3 (NCI-CTC/CTCAE) or higher or
considered intolerable, temporarily withhold Vectibix®
until the reactions have improved to b grade 2. Once
improved to b grade 2, reinstate administration at
50% of the original dose. If reactions do not recur,
escalate the dose by 25% increments until the
recommended dose is reached. If reactions do not
resolve (to b grade 2) or if reactions recur or become
intolerable at 50% of the original dose, the use
of Vectibix® should be permanently discontinued.
Pulmonary complications: If pneumonitis or lung
infiltrates are diagnosed, Vectibix® should be
discontinued and the patient should be treated
appropriately. Hypomagnesaemia: Patients should
be periodically monitored for hypomagnesaemia and
accompanying hypocalcaemia every 2 weeks during
Vectibix® treatment, and for 8 weeks after the
completion of treatment.
INTERACTIONS: Concomitant use of Vectibix® and IFL
or bevacizumab and chemotherapy combinations is not
recommended. Increased deaths were observed when
panitumumab was administered in combination with
bevacizumab and chemotherapy combinations. Patients
receiving Vectibix® in combination with IFL regimen,
leucovorin and irinotecan experienced severe diarrhoea;
therefore administration of Vectibix® in combination
with IFL should be avoided.
PREGNANCY AND LACTATION: There are no adequate data
from the use of Vectibix® in pregnant women. In women
of childbearing potential, appropriate contraceptive
measures must be used during treatment and for
6 months following the last dose. It is recommended
that women do not breast-feed during treatment with
Vectibix® and for 3 months after the last dose.
UNDESIRABLE EFFECTS: Very common (r 1/10): Rash,
erythaema, skin exfoliation, pruritus, dry skin,
skin fissures, paronychia, diarrhoea, fatigue,
nausea, vomiting, dyspnoea, cough. Common
(r 1/100 to < 1/10): Infusion reactions (pyrexia, chills),
hypomagnesaemia, hypocalcaemia, hypokalaemia,
dehydration, headache, conjunctivitis, growth of
eyelashes, increased lacrimation, ocular hyperaemia, dry eye,
eye pruritus, stomatitis, mucosal inflammation,
onycholysis, hypertrichosis, alopecia, nasal dryness,
dry mouth.
PHARMACEUTICAL PARTICULARS: Store in a refrigerator
(2°C – 8°C). Do not freeze. Store in the original carton
in order to protect from light. Chemical and physical
in-use stability has been demonstrated for 24 hours
at 25°C. Vectibix® should be diluted in 0.9% sodium
chloride injection using aseptic conditions.
LEGAL CLASSIFICATION: Medicinal product subject to
medical prescription.
MARKETING AUTHORISATION HOLDER: Amgen
Europe B.V., Minervum 7061, NL-4817 ZK Breda, The
Netherlands. Further information is available from
Amgen (Europe) GmbH, Dammstrasse 23, PO Box 1557,
Zug, Switzerland, CH-6301. Additional information
may be obtained from your local Amgen office.
Marketing Authorisation Number 100 mg vial:
EU/1/07/423/001
World Cancer Congress
27-31 August 2008
Geneva, Switzerland
“Towards true cancer control”
Organized by
International Union Against Cancer
Programme now online !
www.uicc-congress08.org
Supported by
EONS News
EONS è lieta di annunciare ancora nuove affiliazioni di
organizzazioni di ambito oncologico. La prima è la Maltese
Oncology Nursing Association (MONA), divenuta Full member di
EONS. Stiamo anche collaborando con la MDS Foundation
(European Office), la Semmelweis University, Faculty of Health
Sciences (Ungheria) e il TAWAM Hospital (Abu Dhabi), divenuti
Associate members.
Kristin Wolden è la nuova presidente della Norwegian Society of
Nurses in Cancer Care. A nome del Consiglio EONS, vogliamo
darle il benvenuto in EONS e augurarci una stretta collaborazione.
Salutiamo invece Ingrid Lotsberg Noras, sua predecessora,
ringraziandola per il suo contributo e sostegno a EONS.
L’European Association for NeuroOncology (EANO) organizzerà il
proprio 8° congresso dal 12 al 14 settembre p.v. a Barcellona, in
Spagna. Vi si terrà una sessione infermieristica venerdì 12
settembre 2008. Maggiori informazioni su congresso e programma
si possono trovare all’indirizzo www.eano.eu.
I corsi aggiornati TITAN 2008 sono pronti!
Gli apprezzatissimi corsi TITAN continuano a crescere e a
svilupparsi.
I materiali di TITAN 2008 sono stati aggiornati in risposta alle
impressioni di partecipanti e organizzatori dei corsi, secondo le
ultime informazioni scientifiche.
Tra le novità:
• Tutti i corsi in un unico DVD.
• Presentazioni aggiornate con revisioni di letteratura attuale.
• Domande a scelta multipla.
• Casi clinici.
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Pertanto, non esitate se volete prendere parte a questo
programma innovativo – sponsorizzato da Amgen (Europe) GmbH che ha lo scopo di migliorare la prevenzione, il rilevamento e la
gestione delle tossicità ematologiche in Europa.
Per maggiori informazioni su TITAN e sull’organizzazione (o
partecipazione) di un corso TITAN 2008, contattate Rudi Briké
([email protected]) o visitate la pagina TITAN sul sito
web EONS all’indirizzo: www.cancerworld.org/EONS.
Accreditamento:
Sanofi-Aventis:
EONS Nursing Educational event: Curing & Caring in Breast
Cancer, durante il congresso ECCO 14, 23/09/07.
Salzburger Landeskliniken Betriebsgesellschaft mbH:
Weiterbildung Onkologische Pflege.
Corso maggiore.
Maggiori informazioni: www.salk.at
König & May GbR:
Weiterbildungslehrgang für Pflegekrafte in der ambulanten
onkologische Pflege.
Programma educazionale di studio.
Maggiori informazioni: www.km-potsdam.de
ESO/EONS,
European School of Oncology: 2° Masterclass in Oncology
Nursing.
Evento formativo - Sofia, Bulgaria, Marzo 2008.
Maggiori informazioni: www.cancerworld.org
TITAN 2008.
Iniziativa di addestramento (materiali aggiornati)
Maggiori informazioni: www.cancerworld.org/eons
Candidature 2008
L’EONS Excellence in Patient Education Award nasce per incoraggiare approcci creativi e innovativi allo sviluppo di strumenti formativi per
utenti. L’EPE Award premia gli infermieri o le organizzazioni che sono eccelsi nelle delucidazioni ai pazienti oncologici circa la malattia e le
cure.
Il vincitore riceverà:
Un attestato e un premio in denaro di 2000 Euro.
Il diritto di stampare il logo del premio sugli strumenti premiati.
Il premio è sponsorizzato da Amgen (Europe) GmbH
Scadenza delle candidature: 2 giugno 2008.
Per ulteriori informazioni sul premio, potete contattare EONS:
Tel: +32 2 7799923 – Email: [email protected]
Il modulo per candidarsi deve essere scaricato dal sito web EONS:
http://www.cancerworld.org/eons
NEWSLETTER SPRING
2008 -
19
Il trattamento delle metastasi del cancro colorettale
Eric van cute, MD. PhD, Digestive Oncology Unit, University Hospital Gasthuisberg, Leuven, Belgio
Introduzione
Il cancro colo rettale è una delle cause di tumori più comuni a
livello mondiale ed è nel mondo occidentale una delle cause più
frequenti di mortalità per cancro (1) Approssimativamente il 50%
dei pazienti con CRC svilupperà metastasi. La maggior parte dei
pazienti con metastasi da cancro colo rettale moriranno per la loro
patologia. La chemioterapia è la base della terapia per i pazienti
con metastasi CRC. La resezione chirurgica di metastasi
resecabile di fegato o di polmone porta ad una prolungata
sopravvivenza libera da malattia ed una sopravvivenza di 5 anni
del ± 30%. La chirurgia di metastasi è sfortunatamente possibile
solo in un piccolo numero di pazienti.
Agenti citotossici nel cancro colo rettale metastatico
Beneficio di una chemioterapia palliativa.
Non trattati, i pazienti con metastasi CRC hanno in media una
sopravvivenza di 5 – 6 mesi. È stato dimostrato in studi
randomizzati che la chemioterapia per cancro colo rettale
metastatico prolunga la sopravvivenza e mantiene o migliora la
qualità della vita (2-4). in questi studi fu utilizzata la chemioterapia
basata sul vecchio 5-FU-. In media La sopravvivenza dei pazienti
trattati con la chemioterapia era all’incirca di 12 mesi rispetto ai
5- 6 mesi dei gruppi con le migliori terapie di supporto(2).Uno
studio multicentrico randomizzava pazienti asintomatici con CRC
avanzato o in iniziale chemioterapia con methotrexate, 5 –FU ed
acido folico somministrata per 6 mesi o in attesa di chemioterapia
solo dopo la comparsa dei sintomi. La sopravvivenza complessiva
era significativamente più lunga nel secondo gruppo, tuttavia gli
intervalli di osservazione sono stati relativamente lunghi, e più di
un terzo del gruppo di osservazione non ha mai ricevuto
chemioterapia ( 3).
Cicli di 5- Fluorouracile/acido folico
Il 5-fluoracile è stata la terapia di appoggio per il cancro colo
rettale per più di 40 anni. Le maggiori tossicità dose limitanti dei
comuni cicli sono mucosite, diarrea, eritema plantare e palmare e
lieve mielosoppressione. Il trattamento standard per il CRC è stato
per molti anni in un ciclo di 5-Fu a bolo. Parecchi studi clinici,
utilizzando rigorose definizioni di risposta, hanno suggerito che
l’andamento della risposta alla somministrazione del singolo
agente 5-FU è approssimativamente del 10%. La combinazione di
5-FU con acido folico (FA) ha dimostrato di aumentare l’attività di
5-FU. Generalmente, i cicli con infusione sono una delle migliori
vie di somministrazione per il 5FU/FA perché il range di risposta è
più alto, il tempo per la progressione del tumore è più lungo e le
tossicità sono meno pronunciate (meno mucositi, leucopenia e
neutropenia). L'andamento di sopravvivenza in media per i cicli in
infusione non sono più lunghi rispetto ai cicli in bolo.
Nuovi agenti citotossici
CPT- 11 o irinotecan è una camptotechina analoga che inibisce la
topoisomerasi I del DNA che induce rotture del singolo filo
conduttore ed arresto di replicazione del DNA. L’Oxaliplatino è un
platino analogo di terza generazione che induce legami contrari di
DNA e la morte delle cellule apoptotiche. Studi di irinotecan ed
oxaliplatino in pazienti refrattari al 5-FU/FA hanno dimostrato
20 - NEWSLETTER SPRING 2008
l’attività di questi farmaci nel trattamento di seconda linea (4,5).
Due studi fondamentali su l’irinotecan versus le migliori cure di
supporto e si irinotecan versus il 5 FU/FA in infusione hanno
dimostrato un beneficio in termine di sopravvivenza per
l’irinotecan nel trattamento di seconda linea di pazienti con
cancro colo rettale resistente al 5 FU/FA (6,7). La qualità di vita
dei pazienti con irinotecan era superiore rispetto alle migliori cure
di supporto ed era paragonabile alla qualità di vita dei pazienti
trattati con 5 FU/FA somministrato in infusione.
I risultati di studi clinici hanno dimostrato che la combinazione del
trattamento è più attiva del 5FU/FA da solo ed è perciò accettato
che il trattamento combinato è l’opzione standard nel trattamento
di prima linea del cancro colo rettale avanzato. Tuttavia, questi
studi non rispondono alla domanda se tutti i pazienti potrebbero
essere trattati dapprima con un ciclo combinato
5FU/FA/irinotecan o 5 FU/FA/oxaliplatino o con 5 FU/FA
soltanto. Inoltre, questi studi hanno anche mostrato che sebbene
il numero degli effetti collaterali fosse più alto nel trattamento
combinato il tipo di effetto collaterale era accettabile e
controllabile e non influenzava la qualità di vita del paziente.
Come schemi di trattamento per CRC metastatico, uno studio
americano ha confrontato lo schema (bolo 5-FU/FA +irinotecan)
con l’infusione di 5-FU/FA +oxaliplatino (FOLFOX) e con
oxaliplatino ed irinotecan nel trattamento di prima linea del cancro
metastatico colo rettale. L’andamento della risposta, il tempo di
progressione del tumore e la sopravvivenza sono stati
significativamente più alti e lunghi per lo schema FOLFOX rispetto
allo schema IFL (8). Inoltre lo schema FOLFOX induceva meno
effetti collaterali. L’oxaliplatino/5-Fu/Fa ed irinotecan/5-FU/FA
sono generalmente come opzioni nel trattamento di prima linea
del CRC metastatico perché essi forniscono simile efficacia ma
con un diverso profilo di sicurezza: l’oxaliplatino porta ad una
neuro tossicità cumulativa e l’irinotecan può portare diarrea ed
alopecia.
Fluoropiramidine orali
È stato dimostrato che le fluoropiramidine orali sono almeno
altrettanto attive rispetto al 5-Fu endovena (9-13). Tre
fluoropiramidine orali sono state ampiamente indagate nel cancro
colo rettale: UFT, eniluracil e capecitabine. UFT è una
combinazione di uracile e tegafur ( un derivato di 5. FU). L’Uracile
è un normale substrato per dihydropiridine deidrogenasi (DPD) e
blocca l’azione di quest’enzima permettendo l’assorbimento di
tegafur e la disponibilità di concentrazioni di plasma in modo
biologico di 5-FU.UFT è stato abitualmente somministrato con
compresse di leucovorin (LV = acido folico). L’Eniluracil è un
inibitore diretto di DPD ed è somministrato oralmente con il m5FU orale; è stato, tuttavia, ritirato dal mercato a causa di effetti
collaterali inaccettabili. La Capecitabine è un derivato del 5-FU
che può essere assorbito attraverso la mucosa intestinale e
convertita in 5-FU. Le fluoro pirimidine orali hanno un’attività
simile al bolo di 5-FU/FA ma hanno meno tossicità.
Riassunto. Agenti citotossici
• I punti in breve sugli agenti citotossici utilizzati nel trattamento del
cancro colo rettale sono i seguenti:
• X i cicli di infusione di 5-FU/FA sono una via di somministrazione
migliore rispetto ai cicli in bolo.
• La combinazione di due agenti citotossici è più attiva nella prima
linea di CRC metastatico rispetto al 4-FU/FA da soli. La
combinazione di un ciclo con tre agenti citotossici non può essere
sopportato dal punto di vista clinico.
• La combinazione di 5-FU/FA/irinotecan e 5-FU/FA/oxaliplatino
ha evidenziato simile efficacia nel trattamento di CRC metastatico,
ma con un profilo di sicurezza differente.
• Le fluoro pirimidine sono almeno altrettanto attive quanto il 5FU/FA. Studi hanno dimostrato simile efficacia della combinazione
capecitabine ed oxaliplatino rispetto a IV 5-FU/LV/oxaliplatino.Il
ciclo ottimale di capecitabine più irinotecan è ancora sono
indagine.
• Un trattamento secondario è indicato nei pazienti in progressione
di malattia che sono in un relativo buono stato di salute. Nei
pazienti che mostrano una scarsa risposta all’oxaliplatino,
l’irinotecan o la combinazione di 5-FU/FA/irinotecan sono delle
opzioni.
• Nei pazienti che mostrano una scarsa risposta all’irinotecan, il 5FU/FA/oxaliplatino è una ragionevole opzione.
Nei pazienti con CRC metastatico, i tre agenti citotossici
disponibili( fluoro pirimidine, irinotecan ed oxaliplatino) hanno
dimostrato di aumentare soprattutto la sopravvivenza.
Terapie target per il cancro colo rettale metastatico
Agenti biologici più recenti sono entrati nell’area clinica per il
trattamento del trattamento del cancro del colon retto. Due
terapie target sono state utilizzate nel CRC. Il recettore del fattore
di crescita dell’epiderma (EGFR) ed il fattore di crescita
dell’endotelio vascolare (VEGF).
Inibitori dell’angiogenesi
Bevacizumab
Il Bevacizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che si
concentra e si fissa al fattore di crescita dell’endotelio vascolare
(VEGF),inattivando conseguentemente questo fattore di crescita
prima che si possa fissare al suo recettore designato. VEGF è un
componente centrale nel processo dell’angiogenesi, o lo sviluppo
di nuovi vasi sanguigni.
Studi randomizzati hanno dimostrato che il bevacizumab, quando
combinato con l’irinotecan più bolo di 5-FU/LV (IFL) nel
trattamento di prima linea di CRC metastatico e FOLFOX nel
trattamento di seconda linea, porta ad incrementi in termini di
sopravvivenza, sopravvivenza libera da progressione di malattia
I(PFS) e risposta rispetto ad una sola chemioterapia citotossica
(14,15).
Altri studi hanno evidenziato che il bevacizumab aumenta
l’efficacia di un trattamento attivo nel trattamento di prima linea di
CRC metastatico. Il trattamento con bevacizumab può essere
continuato fino a progressione di malattia e può essere
somministrato dopo l’interruzione di agenti citotossici.
Le tossicità più comunemente associate alla chemioterapia, come
la nausea, il vomito, la diarrea, la citopenia e l’astenia, non si
verificano cosi severamente con il bevacizumab. Si può
notare,però, che il bevacizumab non ha dimostrato attività come
singolo agente nel cancro colo rettale. Gli effetti collaterali
associati al bevacizumab sono: ipertensione, proteinuria, trombosi
arteriose, sanguinamenti della mucosa (principalmente epistassi),
e difficoltà di guarigione di ferita. Il rischio di trombosi arteriosa è
aumentato nei pazienti con più di 65 anni e nei pazienti con storia
di trombosi arteriosa (16).
Non c’è nessun’evidenza nel sostenere l’uso di bevacizumab nella
terapia adiuvante. Risultati di studi fino a qui suggeriscono che
l’individuazione di pazienti che potrebbero beneficiare di una
terapia a base di bevacizumab dovrebbe tener conto del giudizio
individuale della valutazione delle tossicità sviluppate nel paziente
e del potenziale per risultati di efficacia positivi.
Inibitori del EGFR
Cetuximab
Cetuximab è un anticorpo monoclonale chimerico che si lega
selettivamente al recettore del fattore di crescita dell’epiderma
(EGFR). Studi preclinici hanno indicato che il cetuximab aveva
un’attività modesta del singolo agente in vivo ed in vitro ma aveva
un’attività più significativa quando combinato con agenti
citotossici.
NEWSLETTER SPRING
2008 -
21
Lo studio BOND ha fornito una forte conferma di evidenza
dell’attività di cetuximab nel cancro colo rettale (17). I tassi di
risposta sono stati 23% per cetuximab/irinotecan ed 11% per
cetuximab da solo. Si potrebbe notare che i pazienti di entrambi le
braccia ricevevano cetuximab, cosi questo studio non è in nessun
modo una valutazione di se il cetuximab conferisce o no un
vantaggio in termine di sopravvivenza. A questa questione è stato
risposto da uno studio dei gruppi Canadese ed Australiano. Questi
gruppi hanno evidenziato che nel colon retto refrattario alla
chemioterapia, il cetuximab più una buona terapia di supporto
(BSC) aumenta la sopravvivenza rispetto a BSC da sola(18).
Panitumumab ed altri agenti EGFR bersagli
Panitumumab, formalmente conosciuto come ABX-EGF, è un
anticorpo monoclonale pienamente umanizzato che colpisce
anche le EGFR. Uno studio randomizzato fase III di panitumumab
più BSC confrontato con solo BSC in pazienti con EGFRoxiliplatino manifesti – e pazienti refrattari ad irinotecan mostrava
una progressione significativamente più lunga di sopravvivenza
libera da progressione di malattia nei pazienti trattati con
panitumumab (19).
L’efficacia e la sicurezza di altri due agenti diretti verso EGFR
(EMD 72000) e gefitinib nel trattamento del cancro colo rettale
sono attualmente investigati in studi clinici.
Sfide con anticorpi anti- EGFR.
Una sfida cruciale per clinici e ricercatori e di dimostrare quali
sono i pazienti che più probabilmente risponderanno ai cicli con
bevacizumab e agli anticorpi anti- EGFR cetuximab e
panitumumab.
Una seconda sfida per il futuro è di trovare una risposta alle
domande strategiche. qual’è la migliore combinazione di agenti,
qual’è la migliore sequenza di somministrare questi agenti, e qual
è l’uso ottimale dei differenti agenti citotossici in combinazione
con i vari biologici nel CRC.
In termini di trattamento di tutti i tipi di cancro, un’importante
sfida è capire maggiormente perché tumori che inizialmente
rispondono ad una combinazione di citotossici e biologici possono
diventare resistenti a questa combinazione. Per chiarire le cause
fondamentali, occorre esaminare biopsie tumorali sequenziali e
prelievi di sangue e plasma eseguiti prima, durante e dopo il
trattamento per marcatori molecolari che possano spiegare la
causa di resistenza acquisita al trattamento.
La sola opzione per curare i pazienti con cancro colo rettale
metastatico è la possibilità di resezione della malattia metastatica.
La resezione delle sole metastasi epatiche è diventa una pratica
standard con una sopravvivenza di lungo termine nel 25% - 35%
dei pazienti selezionati. I pazienti con metastasi inizialmente non
resecabili che sono metastasi resecabili con trattamento sistemico
hanno una simile possibilità di sopravvivenza a lungo termine dopo
resezione (20,21). Per questi pazienti è importante definire quale
combinazione di citotossici e biologici ha la più alta probabilità di
procurare una regressione del tumore che possa intensificare la
resezione delle metastasi. La valutazione della sicurezza è molto
importante in questa regolazione dal momento che non è chiaro
attualmente quale impatto avranno gli inibitori dell’angiogenesi su
complicanze postoperatorie e cicatrizzazione di ferite.
La società in generale e gli economisti della salute stanno
fronteggiando una sfida futura per scoprire i modi per far fronte ai
22 - NEWSLETTER SPRING 2008
costi del trattamento di metastasi del cancro colo rettale che sono
in rapidissima ascesa. Come al solito, identificando quali pazienti
beneficeranno maggiormente da quell’opzione di trattamento
diventa cruciale.
In conclusione, I biologici hanno chiaramente aumentato le opzioni
terapeutiche dei pazienti con cancro colo rettale metastatico ed
offrono la possibilità di prolungare la sopravvivenza. La principale
sfida ad esse è di implementare le strategie in quei pazienti che
possono essere selezionati, basate su caratteristiche molecolari e
/o importanza farmacologica, cosi che i nuovi farmaci e le risorse
possano essere utilizzate ottimamente per i nostri pazienti con
metastasi da cancro del colon retto.
Bibliografia
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mortality in Europe in 2006. Ann Oncol 2007; 18: 581-592.
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21. Nordlinger B, Van Cutsem E, Rougier P, et al. Does chemotherapy prior to liver resection increase
the potential for cure in patients with metastatic colorectal cancer? A report from the European
Colorectal Metastases Treatment Group. Eur J Cancer. 2007; 43: 2037-2045.
www.cancerworld.org/eons
Nuova versione
Gruppo Comunicazione dell’EONS
Probabilmente non è del tutto corretto chiedere ai soci dell’EONS
se visitino il sito web dell’EONS oppure quanto spesso lo fanno.
Sappiamo che il sito è usato regolarmente da infermieri di
oncologia non solo in Europa, ma anche in tutto il mondo, per
accedere a informazioni: ma quanti di voi sanno che il nostro sito
web celebrerà quest’anno i suoi 8 anni di esistenza? Per quelli di
voi che lo hanno seguito fin dal suo esordio nel 2000, sarà
piacevole constatare l’attuale livello di elaborazione delle pagine e
che siamo in grado di offrire ai nostri visitatori informazioni
aggiornate al solo tocco di un pulsante.
Alcuni di voi possono ricordare come fossero le pagine EONS di 8
anni fa e ricordare un tempo in cui il sito non era minimamente
user friendly come invece è nell’attuale veste. Abbiamo lavorato
con almeno 3 differenti agenzie di supporto tecnico per arrivare al
prodotto che vedete ora. La collaborazione con queste agenzie
non è sempre stata facile: immaginate di ricevere suggerimenti
tecnici da un esperto di IT la cui lingua principale sia l’italiano, che
la vostra lingua madre sia un dialetto olandese e che siete un
infermiere specializzato in oncologia con un livello amatoriale di
conoscenza di tecnologie informatiche!
Se l’EONS è presente su internet è grazie alla generosità
dell’European School of Oncology (ESO) che ospita il portale
europeo del cancro. Senza il supporto dell’ESO, nel corso di
questi anni, oggi non avremmo potuto essere qui.
Il sito dell’EONS offre molte informazioni con una navigazione
semplice. Per esempio la Home Page conduce alla sezione News
Bulletin. Se il vostro tempo internet è limitato, leggere questa
sezione dovrebbe essere la vostra prima, e forse sola, sosta. Qui
troverete brevi informazioni sulle attività e sugli eventi dell’EONS,
importanti informazioni sulle scadenze per la registrazione a
conferenze o per la presentazione di richieste e un alert che
richiama l’attenzione sulle novità del sito. Dalla Home Page potete
accedere anche alla versione più aggiornata dell’EONS Newsletter
o avere informazioni sull’European Journal of Oncology Nursing
(EJON), il giornale ufficiale dell’EONS.
Se siete appassionati di storia, o se volete informare un collega
sull’EONS, allora le pagine About EONS sono quello che fa per voi.
D’altra parte, se volete aiutare lo sviluppo post-base
dell’educazione al nursing oncologico, allora vi interesserà girare
fra le pagine di Education and Accreditation Information dove
potrete trovare la più popolare novità del sito dell’EONS, il Post-
Base Core Curriculum.
State cercando finanziamenti per un progetto di ricerca o volete
segnalare un collega per conseguimenti rilevanti in nursing
oncologico? Allora fate rotta sulle pagine Awards dove troverete
quanto vi serve sapere sulle borse di studio o sui premi di
riconoscimento dell’EONS. Ultimo, ma non per importanza, sul sito
dell’EONS troverete informazioni per i soci e links a organizzazioni
nazionali di nursing oncologico e risorse sul cancro.
Noi, i soci del gruppo comunicazione dell’EONS, siamo molto
orgogliosi dei progressi che abbiamo fatto nello sviluppo del sito
web per andare incontro ai bisogni dei soci. All’età di 8 anni,
tuttavia, il sito deve ancora da crescere.
Per esempio la sezione Research è ancora in fase di sviluppo. Da
anni discutiamo l’idea di una sezione riservata ai soci accessibile
tramite password. Ci sono pro e contro nell’avere una sezione
riservata e sono ben accetti suggerimenti da parte dei soci su
questa iniziativa.
Una visita a www.cancerworld.org/eons è gradita. Il nostro
consiglio: visitatelo spesso, siamo certi che scoprirete qualcosa di
nuovo nel sito
NEWSLETTER SPRING
2008 -
23
Il ruolo dell’Infermiere Specialista di cancro colorettale.
Roni Cummings Colorectal Nurse Specialist. Guys & St Thomas Hospital Foundation Trust, London, England
Il cancro colorettale è la seconda più comune causa di morte in
Inghilterra e nel Galles, con circa 35000 nuovi casi all’anno e un
tasso di sopravvivenza a 5 anni inferiore al 40% (Association of
Coloproctology of Great Britain and Ireland – ACPGBI, 2001;
Centre for Reviews and Dissemination - CRD, 2004).
Quasi 21000 di questi tumori sono nel colon e i restanti nel retto.
(Cancer research UK, 2006).
Sebbene l’incidenza del cancro colorettale sembri essere in
aumento, i miglioramenti nelle tecniche chirurgiche e nei
trattamenti adiuvanti hanno contribuito al declino del tasso di
mortalità attuale nell’UK (Dunlop, 2001).
Il percorso del paziente con cancro colorettale è spesso
stressante e preoccupante, porta a sensazioni di paura e di ansia.
Questo può essere il risultato di varie analisi in corso prima di un
diagnosi definitiva, nell’attesa che la cura inizi o per la
preoccupazione sull’esito della cura stessa.
L’Infermiere Specialista Clinico (CNS) è di solito presente nel
momento in cui il paziente è informato della diagnosi di cancro
colorettale. Sostiene e comunica con il paziente per tutto il
periodo della diagnosi e delle scelte del trattamento. I pazienti con
recente diagnosi di cancro hanno bisogno di supporto per
affrontare le molte paure e le ansie che dovranno affrontare
durante questa esperienza. Il sostegno offerto dal CNS è prezioso
nell’aiutare i pazienti a mantenere il controllo, a comprendere
meglio la propria situazione e a essere partecipi nei piani di
trattamento (Sawyer 2000).
In base ai 10 Ruoli Chiave delineati dal Chief Nurse nel piano
sanitario nazionale (DOH 2000), gli infermieri stanno sviluppando
ed estendendo il loro ruolo nella pratica. La ricerca ha dimostrato
che i pazienti apprezzano l’opportunità di discutere le loro ansie
con un esperto della malattia e valutano fortemente la continuità
delle cure e le rassicurazioni offerte dalle visite ambulatoriali (Cox
and Wilson 2003, Taylor and Cardy 2003).
Questo è un percorso complesso per il paziente e l’obiettivo
dell’infermiere specializzato è che il paziente lo completi
assecondandone le necessità e bisogni.
Presso la Guys and St Thomas’ (GSTFT) NHS Foundation Trust
l’Infermiere Specialista fornisce un servizio diverso al malato
affetto da cancro colorettale che è stato visitato e assistito nella
Fondazione (CRC). Gli elementi chiave di questi servizi includono:
1. Organizzazione della giornata del paziente
Nel 2007 al Guys & St. Thomas’ sono state eseguite circa 187
resezioni di nuovi cancri al colon. In questo contesto, è richiesto
un grande sforzo di coordinamento per far sì che questi pazienti
siano curati tempestivamente e che tutti gli obiettivi del
trattamento vengano perseguiti in base alle linee guida direttrici
prefissate.
In questo processo i ruoli chiave del CNS includono:
• assistenza nel coordinamento degli incontri multidisciplinari (MDT).
L’ MDT garantisce che tutti i casi di tutti pazienti vengano discussi
e formulati i relativi piani di cura;
• l’informazione circa i relativi piani di trattamento al paziente e a
coloro che se ne occupano;
24 - NEWSLETTER SPRING 2008
• la valutazione clinica per assicurare che il caso del paziente sia
ridiscusso nel tempo, se necessario;
• la gestione dei singoli casi.
Nell’ambito del team multidisciplinare il CNS rappresenta una
valida risorsa nei trattamenti al colon-retto, migliorando la qualità
dell’assistenza. Con un’adeguata preparazione e protocolli
sviluppati appropriatamente, delle cliniche gestite da infermieri
indipendenti aiutano a ridurre in modo significativo i tempi di attesa
per i nuovi pazienti e per quelli già assistiti (Lewis M et al 2006).
2. Consulenza e sostegno
Sebbene sia difficile quantificare, il CNS dedica gran parte del suo
tempo a sostenere i pazienti e le loro famiglie. Il sostegno include il
tempo dedicato ai pazienti affinché essi possano esprimere le
proprie preoccupazioni e paure.
Questo può succedere in ogni momento durante il percorso del
paziente durante la sua malattia – dalla diagnosi alla fine
dell’assistenza.
È necessaria una valutazione clinica per far ricorso alle altre
discipline quali il Team delle Cure Palliative, i Servizi Sociali di
Counselling.
Questo vuol dire che le risposte dei pazienti indicano che essi
trovano estremamente difficile affrontare una diagnosi di cancro
senza il sostegno del CNS che li guida in un periodo estremamente
difficile.
3. Fornire informazioni
Tutti i nuovi pazienti sono visitati nell’ambulatorio del loro medico
curante e dal CNS. Questa è un’opportunità per il paziente e i
parenti di fare domande al team e per il team di informare il
paziente dei futuri piani di cura. Oltre a tutto ciò il CNS visita i
pazienti interni regolarmente. Lo scopo di queste visite è:
• Provvedere a sostenere e incoraggiare il paziente.
• Collegarsi con lo staff del reparto.
• Fornire informazioni specialistiche per quanto riguarda il cancro
colorettale e insegnare sulla base delle evidenze.
• Fornire informazioni scritte ai pazienti e allo staff relativo.
• Agire in autonomia, ricorrendo all’infermiere senior quando
richiesto.
4. Insegnare
Un elemento fondamentale del CNS è la responsabilità di insegnare
agli altri professionisti. Questo ruolo si ottiene attraverso:
• insegnamento informale sul campo allo staff e ai pazienti;
• insegnare e provvedere ai nuovi membri dello staff sull’induzione
dei programmi;
• insegnare agli studenti su basi informali;
• insegnare agli altri componenti del team di salute
multidisciplinare
È importante che l’Infermiere Clinico Specialista (CNS) fornisca ai
nostri pazienti un’assistenza di qualità fondata sull’evidenza. Per
poter adempiere a tali compiti in modo efficace e assolvere i nostri
obblighi d’insegnamento, come accennato in precedenza, è
importante che noi possiamo usufruire di un aggiornamento
continuo sia sul piano generale che su una specifica sfera di
specialisti di nursing.
5. Ricerca
È importante che il CNS sottoponga regolarmente a controllo il
suo lavoro. Per esempio, nell’estate del 2007, ho svolto
un’indagine attraverso un questionario per valutare il servizio
offerto dallo staff colorettale. L’indagine sulla soddisfazione del
paziente ha rivelato che:
• al 95% dei pazienti sono stati forniti dei dettagli dal CNS (il
resto non ne era certo);
• il 100% di questi pazienti hanno avuto contatti con il loro CNS;
• il 100% dei pazienti hanno trovato utili questi contatti;
• il 62% dei pazienti ha contattato direttamente il CNS per
discutere di preoccupazioni e problemi
• il 100% di questi pazienti ha trovato utile tutto ciò.
6. Clinica guidata da infermieri.
Murray (1997) and Shaw (2000) affermano che i pazienti vedono
gli infermieri più empatici alle loro necessità, hanno più tempo per
l’ascolto e la percezione e forniscono una migliore informazione e
comunicazione piuttosto che i medici.
Il follow-up post-operatorio dei pazienti operati di carcinoma fino a
poco tempo fa è stato tradizionalmente riservato ai medici negli
ambulatori. Un crescente numero di infermieri specialisti nel
cancro colorettale stanno ora gestendo il follow-up clinico basato
sul modello di supporto di Taylor K, Cardy C (2003), sebbene ciò
continui a essere argomento di discussione.
Il follow-up viene criticato perché fornisce scarse prove a
sostegno dei benefici della sopravvivenza; tuttavia uno studio
conclude che i benefici di un controllo regolare che includa
controlli ematici, colonscopie e indagini radiologiche ha una
effetto più che positivo sui tassi di sopravvivenza (Jeffery GM et
al., 2002).
La clinica guidata da infermieri provvede a questa continuità di
cura, alla gestione del sintomo, alla valutazione della malattia e
del supporto psicologico. Vengono eseguiti i protocolli di follow-up
per individuare precocemente malattie ricorrenti o di natura
metastatica.
La clinica ambulatoriale forma una larga e soddisfacente parte del
mio ruolo. I pazienti, nel post-operatorio sono visti inizialmente per
quattro settimane dopo l’intervento, poi sei mesi dopo nel primo
anno, infine una volta all’anno per i quattro anni successivi.
Durante queste consultazioni, se necessario, chiedo delle altre
analisi, come precedentemente indicato.
7. Richiesta di ulteriori indagini.
L’infermiere CNS è in grado di indagare sotto la supervisione e il
sostegno della guida clinica. Questo include:
• Stadiazione CT di torace, addome e pelvi;
• Stadiazione MRI;
• Coloscopia diagnostica, sigmoidoscopia flessibile e clisma
opaco;
• Stadiazione dei livelli dell’antigene carcinoembrionario (CEA);
Concludendo.
Gli infermieri Specialisti del cancro Colorettale sono un esempio di
esperti professionisti (UKCC,1994) focalizzati sul paziente. Essi
che rappresentano la migliore opportunità per sviluppare e
promuovere i servizi di nursing nell’area della malattia colorettale,
in quanto ciò rappresenta una sfida e un’opportunità per
l’infermiere che desideri ampliare la propria conoscenza e tecnica.
Swan E (2005) afferma che nell’ambito delle nuove proposte di
riforma sanitaria, gli infermieri si trovano in una posizione ottimale
per svolgere il loro ruolo di specialisti, essendo idealmente situati
e riconosciuti per sviluppare e accrescere i servizi nell’area della
malattia colorettale.
Bibliografia
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Great Britain and Ireland (2001)
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Colorectal Cancer (2001). ACPGBI,
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Scope of professional Practice.
London : UKCC
NEWSLETTER SPRING
2008 -
25
Opportunità Dietetiche per Pazienti con Tumore del Colon-Retto
Orla Hynes and Joanne Middlemiss, Specialist Gastrointestinal Surgery Dieticians
Guys and St Thomas’ NHS Foundation Trust, London.
Introduzione
Nel 2004 in UK è stata fatta diagnosi di tumore colorettale a 36000
persone e si sono contati 1600 morti (1). Tra il 1970 e la metà del
1990 è aumentata l’incidenza della malattia ma è diminuito il tasso
di mortalità (2). L’aumento dell’incidenza può spiegarsi con
l’accresciuta consapevolezza e con la diagnosi precoce del tumore
colorettale.
Le persone con tumore sono ad alto rischio di impoverimento
dietetico a causa degli effetti fisici e psicologici del trattamento e
della malattia stessa. Spesso, i pazienti si sono sforzati di seguire
una dieta salubre anche prima della diagnosi, in particolare se già
sofferenti di patologie cardiovascolari o diabete, e sono disorientati
quando vengono loro suggeriti cibi calorici, consigli che
contraddicono i messaggi diffusi circa la salute.
Diete alternative e complementari e loro ruolo nel cancro godono
un’attenzione particolare da parte dei media e tali messaggi
possono essere in conflitto con quanto proposto dai professionisti
della salute.
I pazienti con tumore valutano la nutrizione come una componente
importante della loro terapia (3) e perciò è imperativo per chi opera
in servizi oncologici tenere una posizione favorevole a riguardo.
Fattori dietetici a rischio per il tumore colorettale.
Nel caso del tumore colorettale, la dieta può ridurre il rischio di
sviluppare la malattia, per quanto le ricerche non abbiano ancora
scoperto effetti definiti, lasciando spazio a dubbi. C’è tuttavia
l’evidenza che una dieta ricca di fibre possa giocare un ruolo di
prevenzione contro lo sviluppo del tumore colorettale. Una valida
assunzione di fibre, in UK stabilita in 18 gr die, viene considerata
benefica per la salute (4). Le fibre ricavate da frutta e verdura hanno
il beneficio aggiunto di fornire antiossidanti protettivi (5). Una forte
assunzione di carni rosse ed elaborate può essere collegata ad un
rischio aumentato di sviluppare il tumore colorettale a causa – si
pensa – della cottura ad alte temperature, origine di composti
chimici cancerogenici.
Le carni conservate sono considerate più nocive delle fresche per
gli alti livelli di nitriti che nel colon possono essere trasformati in
composti N-azotati cancerogeni (5).
L’aumento di peso corporeo potrebbe essere un fattore rischio per il
tumore colorettale e quindi si raccomanda di mantenere il peso nei
limiti di un salubre indice di massa corporea (BMI) da 18,5 a
25Kg/m2 (5). L’attività fisica è un fattore protettivo per gli effetti
dell’attività fisica sul mantenimento di un peso corporeo corretto.
Una dieta varia che utilizzi sorgenti proteiche eterogenee e una
buona provvista di frutta e verdura (400 gr die) è probabilmente
protettiva contro il tumore colorettale.
Stato nutrizionale dei pazienti affetti da tumore colorettale.
Dewys et al. riportano che l’incidenza della perdita di peso in
pazienti con tumore del colon-retto è del 54%(6). Si osserva
malnutrizione fino all’80% dei pazienti con tumore colorettale
avanzato, in associazione a lunghe degenze ospedaliere, una
diminuita risposta e complicanze maggiori nelle terapie oncologiche,
con aumento complessivo del costo delle cure e sopravvivenza
inadeguata (7). Diagnosi precoce dei problemi nutrizionali e
interventi opportuni sono importanti in vista della guarigione come
della palliazione.
Fattori multipli sono coinvolti nello sviluppo della malnutrizione da
cancro. La perdita di peso può essere dovuta ad anormalità
26 - NEWSLETTER SPRING 2008
fisiologiche associate al tumore, come malassorbimento, ostruzioni,
diarrea e vomito. La cachessia tumorale (una perdita estrema e
continua di peso) può essere definita come una sindrome
multifattoriale continua, caratterizzata da anoressia, diminuzione
generalizzata dei tessuti dell’ospite, riduzione dei muscoli
scheletrici, disfunzioni immunitarie e aberrazioni metaboliche
indotte dal tumore (8). Fattori psicosociali come depressione,
ansietà e modifiche nella percezione del gusto contribuiscono anche
alla problematicità dell’alimentarsi e alla perdita di peso. I
trattamenti oncologici possono influire negativamente sullo stato
nutrizionale. Pazienti con tumore colorettale possono necessitare
trattamenti plurimi (multimodali) che durano più mesi. È importante
ricordare che il paziente così trattato può soffrire effetti collaterali
plurimi causati da ciascun trattamento con esposizione a maggior
rischio di malnutrizione e perdita di peso.
Chirurgia
Il St.Thomas’ Hospital sta gestendo un Programma Intensivo di
Recupero (ERP) per chirurgia colorettale elettiva come sottolineato
da Fearon et.al (9). Il Ricovero Intensivo Post Intervento (ERAS)
vuole migliorare la ripresa e ridurre la durata dell’ospedalizzazione
con una serie di strategie attuate contemporaneamente. Questo
comprende cambiamenti ambientali, di tecniche chirurgiche, di
analgesia e di riabilitazione post intervento.
Il supporto nutrizionale di ERP è diretto a ridurre lo stress
metabolico post operatorio, principalmente verso una diminuzione di
resistenza all’insulina e all’iperglicemia, permettendo un miglior
bilancio azotato. ERP include uno screening nutrizionale all’interno
della valutazione pre-operatoria che permette interventi preventivi
per pazienti con malnutrizione attuale o potenziale. A ogni paziente,
indipendentemente dallo stato nutrizionale, vengono somministrate
dall’infermiere bevande integrative da assumersi il giorno
antecedente l’operazione. Due ore prima dell’intervento i pazienti
assumono Nutricia preOp® (prodotto da Nutricia Clinical Care) che
fornisce 50 gr di carboidrati in soluzione iso-osmolare. La formula
componente è atta a essere eliminata dallo stomaco entro due ore.
Questo carico di carboidrati porta ad eseguire l’operazione con il
paziente non a digiuno come avviene di consueto. Supporti
nutrizionali post-intervento, sottoforma di spuntini ipercalorici
addizionali e nutrimenti orali come bevande supplementari, vengono
somministrati a ogni paziente arruolato nell’ERP per aiutarlo a
soddisfare gli accresciuti bisogni nutrizionali post-operatori. Per
aumentare la compliance si forniscono suggerimenti adattati ai
bisogni e alle preferenze del paziente. La nutrizione orale postoperatoria viene introdotta presto e il paziente è incoraggiato ad
assumere fluidi per via orale ancora in convalescenza. L’assunzione
dietetica inizia già il giorno dell’operazione, al contrario del modo
tradizionale dove il paziente non può ingerire nulla e porta un
sondino naso-gastrico drenante.
Pazienti con allestito uno stoma ricevono supporto e consigli
dietetici per la gestione da infermieri enterostomisti o da dietisti.
Informazioni dietologiche specifiche scritte sono disponibili per
pazienti con colostomie o ileostomie.
Chemioterapia
La chemioterapia può essere usata prima della chirurgia
(neoadiuvante) dopo la chirurgia (adiuvante) o come cura propria
(trattamento palliativo). Alcune volte la Chemioterapia può essere
somministrata in combinazione alla Radioterapia. I principali farmaci
chemioterapici usati nella cura del tumore colorettale sono
l’oxaliplatino, l’irinotecan e il 5-fluoruracile (5FU). Gli effetti
collaterali della chemioterapia che possono contribuire alla perdita
di peso e a deteriorare lo stato nutrizionale includono: ulcere e
stomatiti, alterazioni del gusto, diarrea, diminuita resistenza alle
infezioni, nausea e vomito, stanchezza e anemia.
Ricerche hanno dimostrato che i pazienti che all’inizio della
chemioterapia presentavano già calo ponderale, avevano un rischio
aumentato di sviluppare una maggior tossicità al trattamento
rispetto a quelli senza perdita di peso. Come conseguenza, gli stessi
riceverebbero una dose minore di chemio subendo una diminuita
risposta al trattamento e, nell’insieme, una sopravvivenza ridotta
(10).
Radioterapia
La radioterapia può procurare nausea, anoressia, fatigue e stress
emozionale che, nell’insieme, possono contribuire a ridurre
l’assunzione dietetica. Le radiazioni, in particolare all’area pelvica,
possono provocare infiammazioni acute nelle aree viscerali contigue
alla zona irradiata tali da produrre sintomatologie gastrointestinali
quali diarrea e dolori addominali. Una gran parte di pazienti
sottoposti a questo trattamento possono perdere peso (11). Questi
sintomi possono iniziare durante la seconda o terza settimana di
radioterapia radicale e possono risolversi a trattamento completato.
I consigli sulla dieta, nell’insieme, influenzano positivamente
l’assunzione di cibo, l’andamento della malattia e la qualità di vita
dei pazienti con tumore colorettale sottoposti a radioterapia (12).
Danni cronici ai visceri (enteropatia attinica) sono dovuti
principalmente alla perdita di funzione causata dalla fibrosi.
L’incidenza di questo danno cronico all’intestino è difficile da
definire perché i pazienti possono non seguire i follow-up o non
riportare al loro medico queste alterazioni (11). Conseguenze severe
di ciò sono ostruzioni intestinali, fistolizzazioni, sanguinamenti
intrattabili o tumori secondari. Sintomi meno severi sono stimolo
urgente, incontinenza fecale, diarrea, steatorrea, dolore,
costipazione e perdita di peso con un impatto negativo sulla qualità
di vita. Andreyev (13) ha svolto recentemente una relazione sulle
cause e la gestione di tali sintomi. Egli ha sottolineato il ruolo
potenziale di pro- e pre-biotici, suggerendo di evitare specifici
zuccheri che possano causare malassorbimento (es. il lattosio) nella
gestione dei sintomi dell’incontinenza fecale. Inoltre, modificare
l’assunzione di grassi nella dieta può aiutare ad alleviare la
steatorrea e l’assunzione corretta di fibre può aiutare a prevenire
costipazioni e ostruzioni intestinali. I benefici potenziali di queste
varianti giustificano gli studi randomizzati che li sostengono.
Diete Alternative e Complementari.
È comprensibile perché i pazienti oncologici siano attratti da diete
che promettono la riduzione del tumore e l’aumento delle possibilità
di sopravvivenza o di guarigione dalla malattia. Di fatto, le diete
alternative o complementari non sono state ancora sottoposte a
rigorosi studi clinici controllati e perciò i loro benefici restano
imprecisati. Spesso tali diete sostengono l’esclusione di interi gruppi
di alimenti o promuovono l’assunzione di fibre voluminose e a basso
contenuto di grassi e carboidrati. Queste diete potrebbero
potenzialmente peggiorare lo stato nutrizionale e ostacolare
l’efficacia dei trattamenti oncologici. I pazienti possono avere molti
interrogativi circa le terapie alternative o complementari. Piuttosto
che esserne scoraggiati i sanitari dovrebbero discutere sul razionale
percepito, l’evidenza disponibile e i pro e contro circa i consigli,
rendendoli così capaci di prendere una “decisione informata”. Ove
un paziente scelga di seguire una dieta insolita, il supporto di un
dietologo potrebbe aiutarlo a minimizzare un impatto nocivo sullo
stato nutrizionale.
Screening Nutrizionale.
Per screening nutrizionale si intende una rapida, generale e
solitamente iniziale valutazione fatta da infermieri, medici o altri
sanitari, per individuare i rischi significativi di malnutrizione e il
bisogno dell’intervento di un dietologo per consigli. Esistono vari
strumenti di valutazione per determinare l’esistenza di
malnutrizione, per quanto nessuno di questi sia specifico per il
cancro.
L’European Society of Parenteral and Enteral Nutrition (ESPEN) ha
pubblicato consigli sugli strumenti disponibili (14). Gli infermieri
esercitano un ruolo decisivo nel facilitare lo screening dei pazienti
attraverso il percorso terapeutico e assicurarsi che gli stessi
abbiano riferimenti opportuni per la valutazione nutrizionale e il
supporto dietetico.
Ruolo del Dietologo.
Il National Institute for Clinical Excellence (NICE) ha pubblicato nel
2004 il “Manuale aggiornato per migliorare i risultati nel tumore
colorettale (15). Questo documento offre consigli sugli aspetti dei
servizi in Inghilterra e nel Galles con un plausibile impatto
significativo sui risultati sanitari. Esso mette in evidenza l’importanza
dell’alimentazione attraverso il percorso curativo e include il
dietologo all’interno del team multidisciplinare allargato. La guida fa
particolare riferimento al bisogno di supporto dietetico nelle
settimane seguenti la chirurgia del tumore colorettale. Si
raccomanda anche che i pazienti portatori di stoma dovrebbero
avere accesso a suggerimenti e supporti dietetici specialistici. Il
dietologo ha una conoscenza qualificata sulle tecniche di
valutazione nutrizionale, una solida esperienza del percorso
terapeutico e dei problemi nutrizionali associati a tale gruppo di
pazienti. Diffondere consigli deve essere a misura della malattia del
paziente, della pianificazione del trattamento e dei sintomi per
garantire un buon risultato. È essenziale uno stretto collegamento
con lo staff medico, infermieristico e farmaceutico per assicurare
una gestione ottimale dei sintomi. I suggerimenti ed il counselling
dietetico sono mirati ad aumentare sia la frequenza che la sostanza
nutrizionale dei cibi e bevande. Vengono anche fornite strategie
dietetiche per aiutare a ridurre le sintomatologie. Per alcuni pazienti
è raccomandato un supporto nutrizionale artificiale per mezzo di
NEWSLETTER SPRING
2008 -
27
sonde enterali o nutrizioni parenterali. Decisioni circa questo tipo di
supporto nutrizionale necessitano di un approccio multidisciplinare.
Lo scopo di ciascun suggerimento e supporto nutrizionale è di
massimizzare l’assunzione di nutrienti per mantenere lo stato ed il
peso ottimale e rendere più effettivi i risultati dei trattamenti.
Bibliografia
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//www.nice.org.uk/nicemedia/pdf/CSGCCfullguidance.pdf (last accessed 22/01/2008)
Dieta e Cancro:
c’è relazione?
Carol Krcmar, EONS Communications Team
Le ricerche su dieta e cancro stanno cominciando a fornire evidenza
che modelli dietetici, cibi e nutrienti sono strettamente associati col
rischio di contrarre molti tipi di cancro. Mentre una causa diretta e
un’effettiva relazione non è stata ancora provata, si stima che al
35% delle morti per cancro possano essere legate alla dieta.
Risultati di recenti studi hanno rivelato che una dieta a basso
contenuto di grassi e ad alto contenuto di fibre è associata a un
rischio ridotto per molti tipi di cancro. L’evidenza conclusiva del
beneficio di qualche dieta particolare su rischio o frequenza di
tumore non è ancora disponibile. È tuttavia evidente che una dieta
equilibrata e con pochi grassi dà beneficio alla salute e al benessere
generale.
Una dieta ad alto contenuto di grassi è stata correlata ad aumentato
rischio per il cancro al seno, al colon, alla prostata, all’ovaio,
all’endometrio e probabilmente al pancreas. Incidenza e tassi di
mortalità più elevati per cancro a seno, colon e prostata è stata
riscontrata in popolazioni con dieta ad alto contenuto di grassi,
comparate a quelle con dieta a basso contenuto di grassi.
Comunque, poiché una dieta ad alto contenuto di grassi produce
anche aumento di calorie, è poco chiaro se il fattore più correlato al
rischio di cancro sia l’assunzione di grassi o di calorie.
Al contrario, l’evidenza suggerisce che una dieta ad alto contenuto
di fibre è associata con un rischio ridotto di cancro e principalmente
di cancro del colon. È difficile, comunque, trarre la conclusione che
una dieta ad alto contenuto di fibre riduca il rischio di cancro,
perché i cibi ad alto contenuto di fibre sono frutta e vegetali e sono
di conseguenza ricchi di nutrienti importanti e normalmente a basso
contenuto di grassi.
Popolazioni con una dieta ad alto contenuto di frutta e vegetali
tendono ad avere un rischio più basso di contrarre il cancro. È stata
trovata l’evidenza sull’effetto protettivo di frutta, vegetali e cereali
verso il cancro a polmone, apparato digerente, seno, alla cervice
uterina e ovaio. È certo che i cibi ricchi di carotene proteggano da
alcuni tipi di cancro, in particolare al polmone.
28 - NEWSLETTER SPRING 2008
È provato che vitamine e nutrienti hanno un effetto protettivo contro
il cancro. La ricerca sostiene il ruolo protettivo della vitamina C
contro il cancro a esofago, cavità orale e stomaco. In alcuni studi
epidemiologici, la vitamina E si correla a una riduzione del rischio di
cancro a bocca e stomaco. Il ruolo di integratori vitaminici e
minerali nella riduzione del rischio di cancro è tuttavia da
dimostrare.
Studi recenti hanno dimostrato l’esistenza di una relazione tra
abitudini dietetiche e incidenza di alcuni più comuni tipi di cancro.
Mancano l’aggiornamento di dati derivanti da studi ampi,
randomizzati, controllati e lunghi che supportino definitivamente una
relazione tra dieta e cancro.
La Dieta può influenzare l’esito clinico del cancro al seno
Donne affette da cancro al seno che assumono una dieta a basso
contenuto di grassi possono avere un rischio più basso di ricaduta.
Dei ricercatori arruolarono quasi 2500 donne in post-menopausa e
trattate per cancro al seno e le randomizzarono: 975 le sottoposero
a una dieta a basso contenuto di grassi che prevedeva un consumo
di 33 grammi di grassi al giorno (1). Le rimanenti seguirono la loro
dieta normale e in media consumavano 51 grammi di grassi
quotidiani.
Dopo circa 5 anni di follow-up, la recidiva fu trovata nel 9,8% delle
donne con dieta a basso contenuto di grassi e nel 12,4% di quelle
con dieta standard. Ciò ammontò al 24% di riduzione del rischio di
ricaduta per le donne che assumevano una dieta a basso contenuto
di grassi. Una dieta a basso contenuto di grassi aveva abbassato il
rischio di ricaduta del 42% nelle donne con tumori estrogenonegativi (ER-negativi). Ciò è di interesse clinico, perché tumori ERnegativi non rispondono a trattamenti ormonali come tamoxifen o
inibitori dell’aromatasi e sono perciò più difficili da trattare che i
tumori ormone-sensibili.
Comunque, i ricercatori non sono
ancora certi che la dieta a basso
contenuto di grassi sia
responsabile per la percentuale
più bassa di ricaduta nelle donne
assegnate a quel gruppo. Gli altri
fattori, come la perdita di peso
modesta (visto il basso
contenuto di grassi o il consumo
aumentato di frutta e vegetali)
hanno potuto contribuire al
risultato dello studio.
Ciononostante, i risultati di
questo studio indicano che una
dieta a basso contenuto di grassi
può influenzare il rischio di
ricaduta di cancro al seno in
alcune pazienti. I risultati dello
studio hanno bisogno di essere
confermati da ulteriori e più
grandi trials clinici.
La dieta potrebbe influenzare
lo stadio del cancro alla
prostata
Uno studio condotto nel Centro
di Ricerca per il Cancro “Fred
Hutchinson” di Seattle e
pubblicato nel 2002 (2) rivelò una correlazione tra l’ammontare
totale delle calorie assunte e il rischio di sviluppare un cancro alla
prostata localizzato o di stadio avanzato. I ricercatori esaminarono le
correlazioni tra dieta e cancro alla prostata in 1197 uomini tra i 40 a
64 anni che risiedevano nel territorio di Seattle. A circa la metà
degli uomini inseriti nello studio era stato diagnosticato un cancro
alla prostata. I risultati mostrarono che, rispetto agli uomini che
assumevano meno calorie, quelli che ne assumevano di più avevano
circa il doppio di probabilità di avere diagnosticato un cancro alla
prostata localizzato e quasi il doppio di probabilità di avere
diagnosticato un cancro alla prostata di stadio avanzato.
Su ciò che stavano mangiando gli uomini nello studio, i ricercatori
trovarono che un’assunzione elevata di grassi e calcio aumentava il
rischio di malattia di stadio avanzato nella popolazione studiata. Gli
uomini la cui assunzione di grassi era minore di un terzo delle
calorie totali assunte avevano dimezzato il rischio di cancro alla
prostata di stadio avanzato. Allo stesso modo, i ricercatori trovarono
che uomini che consumavano più di 1200 mg di calcio quotidiani
(l’ammontare trovato approssimativamente in un litro di latte)
avevano due volte il rischio di avere diagnosticato un cancro alla
prostata di stadio avanzato comparato a quelli che consumavano
500 mg di calcio al giorno.
I risultati di questo studio sono interessanti perché gli autori
conclusero che, mentre una dieta ad alto contenuto calorico
aumenta il rischio generale di cancro alla prostata, una dieta ad alto
contenuto di grassi e calcio aumenta il rischio di stadio avanzato del
cancro alla prostata. Le possibili spiegazioni per i risultati dello
studio implicano quanto segue: un aumento delle calorie introdotte
con la dieta può elevare il livello di fattori di crescita insulino-simili
nel sangue, che promuovono la crescita rapida delle cellule, che nel
contempo aumenta la possibilità di un errore casuale nella
replicazione del DNA, che potrebbe determinare un cancro; una
dieta ricca di grassi può influenzare i livelli di ormoni che possono
anche aumentare la replicazione delle cellule prostatiche; degli studi
hanno rivelato che l’assunzione elevata di calcio può abbassare i
livelli di vitamina D nel sangue che ha un effetto di anti-cancro.
Una dieta bilanciata e povera di grassi può prevenire il cancro colorettale
Una dieta equilibrata, a basso contenuto di grassi può
favorire la prevenzione del cancro al colon.
Molti studi hanno rilevato che un consumo alto di carne rossa
(manzo, maiale, agnello) aumenta il rischio di cancro al colon. Le
ragioni di questa relazione non sono ben chiare ma si sospetta che i
carcinogeni trovati negli additivi per trattare la carne (nitrati e nitriti)
così come le sostanze chimiche prodotte dalla cottura della carne
(ammine eterocicliche) siano i responsabili. Risultati di un studio
mostrarono che livelli molto bassi di calcio sembrano aumentare il
rischio di cancro al colon ma, al contrario, non vi è nessuna
evidenza di un beneficio nell’aumento dell’assunzione di calcio con
la dieta per ridurre il rischio di cancro al colon. Il beneficio dell’uso
a lungo termine di multivitaminici come protezione contro il cancro
al colon fu mostrato da due studi di follow-up su operatori sanitari e
infermieri. L’acido folico è probabile che sia uno dei fattori protettivi
principali tra i multivitaminici perché influenza la sintesi di DNA.
Assumere una dieta sana, eliminando fast-food, spuntini
confezionati e golosità di poco valore nutritivo potrebbe aiutare a
ridurre il rischio di cancro. È importante che pazienti e infermieri
siano consapevoli dei fattori di rischio di cancro e che noi tutti
prendiamo misure preventive come partecipare ai programmi di
screening. Piccoli cambiamenti iniziali, quando necessario, possono
favorire la riduzione dei fattori di rischio.
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2008 -
29
Progetto EHTAN
European Healthcare Training and Accreditation Network
Dr David Thomas Cowan, London South Bank University, UK
Dra. M. Luisa Vázquez Navarrete, Consorci Hospitalari de Catalunya, Barcelona, Spain.
A causa della globale mancanza d’infermieri, il dispiegamento e la
mobilità della forza lavoro internazionale infermieristica rimane alta e
all’ordine del giorno delle questioni sanitarie di livello mondiale. La
carenza viene percepita come un ostacolo alla realizzazione degli
obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), del miglioramento globale
della salute e benessere (Buchan e Calman 2004).
Tali questioni hanno richiesto un esame del dispiegamento e della
mobilità della forza lavoro infermieristica all’interno dell’Unione
Europea (UE). Nonostante un lungo accordo sul riconoscimento
reciproco delle qualifiche infermieristiche tra i Paesi dell’Unione
Europea, come indicato nella direttiva 77/453/CEE (1977), non v’è
stato alcun aumento significativo della migrazione di infermieri
all’interno dell’Unione.
Invece di assumere infermieri dai Paesi in via di sviluppo, poichè ha
implicazioni etiche di drenaggio da questi Paesi di una risorsa
preziosa, è stato deciso che i Paesi con carenza di infermieri possono
assumere infermieri dai Paesi UE. Questa cosa avrà luogo in armonia
con l’iniziativa politica di sviluppo dell’Unione Europea in un mondo più
dinamico, competitivo, capace di una crescita economica duratura,
che garantisca una maggiore coesione sociale e di offrire una migliore
opportunità di occupazione. (Lisbona, Consiglio Europeo, 2000).
Infatti, in seguito all’adesione nel 2004 di 10 nuove nazioni, i
precedenti ostacoli alla migrazione degli infermieri all’interno dell’UE
potrebbero non essere così rilevanti, in quanto ci sono altri fattori
‘push / pull’, tra cui la bassa retribuzione e le scarse prospettive di
occupazione in alcuni dei nuovi Paesi, fattori abbastanza forti da
scavalcare le barriere tradizionali come il dover imparare una nuova
lingua (Aiken et al 2004).
Purtroppo, differenze di qualifiche, competenze, cultura, capacità e
pratica clinica del personale infermieristico non sono pienamente
documentate, a causa dell’indisponibilità di un metodo di confronto
dettagliato e tangibile.
I risultati del progetto “Legislazione Semplificata per il Mercato Interno
(SLIM)” hanno stabilito che le direttive europee sugli standard minimi
per l’istruzione e la formazione degli infermieri sono obsolete e che c’è
urgente bisogno di un emendamento (SLIM 1997). L’Advisory
Committee on Training in Nursing (ACTN) della CE lo ha ribadito e ha
stabilito che le direttive devono essere riformulate, aggiungendo
alcune competenze (ACTN 1998).
Questo è stato d’accordo con le conclusioni del team di SLIM sul fatto
che l’approccio di competenza, con una maggiore enfasi sul risultato
finale della preparazione infermieristica, è stato l’approccio corretto.
In risposta a quanto sopra, il progetto Progetto EHTAN: European
Healthcare Training and Accreditation Network (EHTAN) è stata
avviato; lo scopo è di affrontare le questioni UE in materia di qualifiche
e competenze infermieristiche, con l’intenzione di facilitare la mobilità
della forza lavoro infermieristica attraverso lo sviluppo di una matrice
di competenza infermieristica basata sui dati raccolti da un
questionario di auto-valutazione. Il progetto, finanziato
dall’organizzazione Leonardo da Vinci (2005), composto da un
partenariato guidato dalla Florence Nightingale School of Nursing and
Midwifery presso il King’s College di Londra e gestito in collaborazione
con infermieri e altri studiosi di Belgio, Germania, Grecia e Spagna
(EHTAN 2005).
Gli obiettivi specifici del progetto EHTAN e il modo in cui sono stati
affrontati sono elencati nella tabella 1.
30 - NEWSLETTER SPRING 2008
Obiettivi del progetto ETHAN
1. Valutare il contenuto delle qualifiche infermieristiche in tutta
la UE.
2. Identificare le differenze culturali, di esperienza, di formazione
e di lavoro in tutta la UE.
3. Stabilire una metodologia di misurazione e valutazione.
4. Profilare questioni connesse con l’occupazione nei diversi
Stati dell’UE.
5. Valutare i rischi clinici e la gestione delle questioni sollevate
dalla disparità tra gli stati dell’UE.
6. Descrivere la percezione degli infermieri migranti sulle loro
competenze in :
a), il paese dove si sono preparati e qualificati,
b), il nuovo paese in cui si sta lavorando.
7. Spiegare le differenze sulle valutazione delle competenze nel
precedente e nei nuovi paesi.
8. confrontare all’interno dei diversi paesi dell’UE, la percezione
delle loro competenze degli infermieri non migranti.
9. Individuare i settori di formazione che garantiscano infermieri
in grado di essere assunti e ri-qualificati da un paese, in
risposta alla precisa assunzione di bisogni e aspettative.
10. Informare gli organismi di regolamentazione UE delle
questioni riflesse in una matrice di competenza.
Tab 1.
Metodi
Una revisione degli indicatori di competenza, derivata dai
documenti sulle competenze richieste per la pratica infermieristica
nei Paesi europei si è tradotta in un insieme di competenze che
comprende 108 indicatori di competenza che spaziano tra 8
domini pratici che combinavano tutte le caratteristiche dei
documenti visionati. Dal momento che alcuni domini pratici
identificati avevano delle somiglianze che li facevano sovrapporre
tra loro, gli indicatori di competenza sono stati riassegnati a nuovi
8 domini che includevano gli indicatori di competenza ritenuti
rilevanti (Cowan, 2007).
La ricostruzione dei nuovi domini si è verificata durante lo
svolgimento di diversi incontri internazionali e il formato finale è
stato accettato da tutti i partecipanti. Lo schema dell’EHTAN
Questionnaire Tool (EQT) è stato steso, discusso e revisionato due
volte da cinque professori di infermieristica, cinque formatori
esperti, quattro dirigenti infermieristici, sei ricercatori esperti e
altri universitari di strutture universitarie partner che hanno
valutato la rilevanza della scala per la misurazione della
competenza infermieristica. Durante questo processo la scala è
stata considerata valida per le caratteristiche (competenza
infermieristica) da misurare, confermando quindi la validità dei
contenuti (Cowan, 2007).
L’EQT è stato quindi tradotto nelle lingue dei Paesi partecipanti
(fiammingo, tedesco, Greco e spagnolo) e quindi in inglese,
evitando che ci fossero variazioni significative del significato delle
domande. In seguito ne sono state redatte due versioni. La
competenza infermieristica è stata classificata sulla base delle
risposte fornite, chiedendo con quale frequenza l’eseguivano
ciascuna delle competenze descritte sulla base di una scala a 4
punti dove 1= mai, 2= occasionalmente, 3= spesso, 4= sempre.
L’EQT1 (appendice 1) è pensato per gli infermieri emigranti per
confrontare attraverso i 108 quesiti l’autovalutazione della loro
competenza nel Paese europeo in cui si sono formati e qualificati
rispetto a quella misurata nel Paese europeo nel quale stanno ora
lavorando. In questo modo si avranno informazioni su similitudini e
differenze nelle capacità ed esperienze richieste per gli infermieri
in differenti Paesi europei. EQT2 (appendice 2) è stato pensato per
gli infermieri che ancora lavorano nel Paese in cui si sono formati
e qualificati per estrarre dati sull’autovalutazione della propria
competenza (Cowan, 2007).
È stato acquisito un consenso prima della raccolta dei dati nei
cinque Paesi partner. Gli EQT1 e 2 sono stati quindi distribuiti
attraverso i caposala e gli infermieri esperti negli ospedali che
avevano contatti con le organizzazioni partecipanti nel progetto
ETHAN (di solito università). A seguito di ciò, un totale di 79
infermieri da ospedali nei Paesi partner (Regno Unito 30, Belgio
30, Grecia 19) ha completato l’EQT1 e un totale di 588 infermieri
(Regno Unito 100, Belgio 113, Grecia 95, Germania 150 e Spagna
130) hanno completato l’EQT2.
I criteri di inclusione per i soggetti dello studio EQT1 erano che i
partecipanti dovevano essere stati formati nei precedenti 5 anni in
un Paese europeo diverso da quello in cui stavano lavorando e che
stessero lavorando in un setting infermieristico ospedaliero per
acuti. Tali infermieri sono stati individuati previa consultazione con
gli impiegati dell’ufficio personale degli ospedali che avevano una
partnership con le organizzazioni partecipanti all’ETHAN. I
questionati sono stati distribuiti e raccolti a mano dai caposala e
dagli infermieri esperti in questi ospedali. La quota di risposta è
diversa tra i Paesi, ma il 90% dei soggetti interpellati hanno
completato e riconsegnato il questionario.
L’EQT2 è stato distribuito in modo analogo ma ad infermieri di
ospedali per acuti che erano stati formati durante i precedenti 5
anni nel Paese in cui stavano attualmente lavorando. Calcolare
una precisa percentuale di risposta in questo studio è difficile
perché gli infermieri non sono stati contattati individualmente; i
questionari sono stati resi accessibili a tutti gli infermieri che
lavoravano nei reparti di ospedali per acuti e completati da chi era
d’accordo nel farlo. Abbiamo stimato una partecipazione tra il 50
e il 60% degli infermieri che avrebbero potuto partecipare.
Tab. 2.
Paese
Ambito di risultato
Media, (SD)
p < di
GB (n=30)
Paese di formazione
Paese d’impiego
2.92, (0.75)
3.11, (0.76)
0.01
Belgio (n=30)
Paese di formazione
Paese d’impiego
3.08, (0.34)
2.98, (0.38)
0.03
Grecia (n=19)
Paese di formazione
Paese d’impiego
3.08, (0.36)
3.01, (0.29)
0.16
La tabella 3 mostra le risposte del EQT2 sui punteggi di
competenza media autovalutata degli infermieri nei paesi partner
ETHAN come completati dagli infermieri che ancora lavorano nel
paese nel quale si sono formati e qualificati. C’è una differena
statisticamente significativa tra il punteggio degli infermieri di
questi 5 paesi.
Tab. 3.
Country (n=5)
Mean Competence Score
UK
(n=100)
3.33
Spain
(n=130)
3.13
Belgium (n=113)
3.01
Germany (n=150)
2.92
Greece
2.76
(n=95)
Kruskal-Wallis Test < 0.05
La tabella 4 mostra i punteggi di competenza media divisi tra domini di
competenza tra i 5 paesi, nell’ordine: accertamento, presa in carico,
comunicazione, promozione della salute, sviluppo personale e
professionale, pratica professionale ed etica, ricerca e sviluppo, lavoro
di squadra. Le medie variano tra i domini di “ricerca e sviluppo” che
hanno ricevuto le medie più basse e i domini come “cura e
comunicazione” che hanno ricevuto i più alti punteggi di competenza.
Tab. 4.
Risultati
Riassumendo le risposte all’EQT1, la tabella 2 riassume le
differenze tra i punteggi di competenza media degli infermieri
emigranti impiegati negli ospedali di Regno Unito, Belgio e Grecia
confrontati con i punteggi per i Paesi europei dove si sono formati
e qualificati. C’è una differenza statisticamente significativa tra i
punteggi del Paese di appartenenza e del Paese di impiego tra gli
infermieri impiegati in regno Unito e Belgio, ma non tra quelli che
lavorano in Grecia.
NEWSLETTER SPRING
2008 -
31
Discussione
I risultati di questo studio dimostrano che l’autovalutazione della
competenza degli infermieri emigranti (basati su come essi pensano la
loro funzione) varia tra Paese di origine e il Paese d’impiego. I dati sui
punteggi di competenza nei domini pratici per gli infermieri in diversi
Paesi mettono in guardia riguardo le variazioni sulla formazione delle
competenze che devono essere effettuate per facilitare la mobilità degli
infermieri attraverso i paesi EU. Pertanto, lo strumento consentirà a un
infermiere che vuole migrare in un determinato Paese di autovalutarsi
nella competenza e quindi valutare i punteggi di competenza media con
punteggi predefiniti per il loro Paese di origine (o nel quale lavorano già)
e il Paese nel quale intendono emigrare. Questo evidenzierà le aree in
cui è necessaria maggiore esperienza. Lo strumento potrebbe fornire
una guida per i datori di lavoro che assumono infermieri emigranti con
la consapevolezza di differenti livelli di competenza. Tuttavia è
necessario un lavoro maggiore per aumentare il gruppo di dati
disponibili nella EU ma il potenziale è chiaro. Gli infermieri saranno
capaci di fare un giudizio sempre più informato sul confronto tra le
proprie competenze e quelle di un Paese di possibile destinazione.
Conclusioni
I risultati di questi studi suggeriscono che l’EQT può identificare le
differenze nella competenza. Questi dati forniscono un’utile base per lo
strumento ETHAN. Tuttavia, suoi futuri sviluppi, con particolare riguardo
a futuri test psicometrici, sono necessari e richiederanno la raccolta di
dati da un numero elevato di infermieri, sia emigranti che non,
attraverso l’intera EU in espansione. Pertanto c’è la necessità di un
impegno ulteriore, tempo e risorse investite ed un corpo regolatore
europeo per amministrare e aggiornare continuamente lo strumento.
Bibliografia.
1. Advisory Committee on Training in Nursing (ACTN). (1998) European Commission, Directorate
General XV, Brussels.
2. Aiken LH, Buchan J, Sochalski J, Nichols B, Powell M. (2004) Trends in international migration.
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graduates and diplomates from UK nursing programmes. Journal of Clinical Nursing 9, 369-79
4. Buchan J, Calman L. (2004) The global shortage of registered nurses: an overview of issues and
actions. International Council of Nurses, Geneva, Switzerland. www.icn.ch/global/shortage.pdf
5. Cowan DT, Wilson-Barnett J, Norman IJ. (2007) A European Survey of General Nurses’ Competence.
Nurse Education Today 27: 452-458.
6. European Commission. (1977) Directive 77/453/EEC. European Commission, Brussels.
7. Leonardo da Vinci. (2005) www.leonardo.org.uk
8. Lisbon European Council. (2000). Lisbon Strategy,
www.europa.eu.int/comm/lisbon_strategy/index_en.html
9. European Healthcare Training and Accreditation Network (EHTAN). (2005)
www.kcl.ac.uk/nursing/research/ehtan
10.Simpler Legislation for the Internal Market (SLIM). (1997) A Pilot Project. European Commission.
Brussels.
Email: [email protected] and [email protected]
Impact Factor is coming…
Make your article count!
A few tips on how to cite.
Please remember to use the full name of the journal - European Journal of Oncology
Nursing or Eur J Oncol Nursing - to cite articles published in EJON.
You must also include the year of publication, the volume number and the pages of the
article that you wish to cite.
Here is an example of how to cite an article:
Miller M., Maguire R., Kearney N. (2007). Patterns of fatigue during a course
of chemotherapy: Results from a multi-centre study. European Journal of Oncology
Nursing, 11 (2), 126-132
32 - NEWSLETTER SPRING 2008
Involve is a new initiative to engage oncology nurses in better prevention and.
treatment decision making by sharing cancer therapy management practices.
GLB.DOC.08.01.08
Prescription category: A. Comprehensive information can be found in the professional information for the medicinal product.
Sustained Partners EONS 2008
AMGEN
Working in Collaboration with Oncology Nurses
Amgen recognizes and values the role of the oncology nurse in their commitment to improve outcomes for the
person with cancer. Amgen is committed to collaborating with oncology nurses on multiple fronts to advance
the science and knowledge in the field of oncology and ultimately improve the care and experiences of persons
with cancer. Through the TITAN program and other projects, we have reached thousands of nurses in multiple
languages, with the intention to advance knowledge and improve care. We commend and support the mission
and objectives of EONS and look forward to working with oncology nurses throughout Europe and abroad.
Amgen discovers, develops and delivers innovative human therapeutics. A biotechnology pioneer since 1980,
Amgen was one of the first companies to realize the new science’s promise by bringing safe, effective
medicines from lab, to manufacturing plant, to patient. Amgen therapeutics have changed the practice of
medicine, helping millions of people around the world in the fight against cancer, kidney disease, rheumatoid
arthritis, and other serious illnesses. With a deep and broad pipeline of potential new medicines, Amgen
remains committed to advancing science to dramatically improve people’s lives. To learn more about our
pioneering science and our vital medicines, visit www.amgen.com.
Astra Zeneca
Partnering with EONS
AstraZeneca are the second biggest Oncology Company in the world, with major objectives of developing
innovative new medicines with aims of benefiting cancer patients in terms of treatment outcome, quality of life
and improvement in survival. Treatment of cancer clearly requires a multidisciplinary approach, requiring close
collaboration and teamwork between all health case professionals involved with treating the patients, and the
pharmaceutical industry. AstraZeneca recognises the great importance of Oncology Nurses in the treatment of
cancer and their role in ensuring cancer patients get the best treatment and care that they deserve.
AstraZeneca are very pleased to be partnering with the European Oncology Nursing Society (EONS) and look
forward to working closely with the organisation in the future, to assist in the advancement of nurse education
and the continued growth of the organisation.
MERCK KGaA
Merck KGaA focuses its oncology research on the development of novel therapies that specifically target cancer
cells. The monoclonal antibody Erbitux® (cetuximab), Merck's first oncology product, specifically blocks the
epidermal growth factor receptor (EGFR). Erbitux enhances the effect of chemotherapy and radiotherapy. Merck
has also acquired the rights for the oral cancer treatment UFT® (tegafur-uracil).
Merck’s oncology research activities focus on identifying compounds that specifically interfere with one or more
of the key cellular processes or pathways which influence the growth and spread of cancer cells. The resulting
range of new compounds, including the humanized EGFR targeting monoclonal antibody matuzumab, the cancer
vaccine Stimuvax® (formerly referred to as L-BLP25), the angiogenesis inhibitor cilengitide and several
immunocytokines, are currently undergoing clinical development.
MUNDIPHARMA
Mundipharma is one of the Purdue/Mundipharma/Napp independent associated companies and is dedicated to
bringing to patients with severe and debilitating diseases the benefits of novel treatment options in fields such
as severe pain, haemato-oncology and respiratory disease.
34 - NEWSLETTER SPRING 2008
NOVARTIS
Novartis Oncology is committed to developing and advancing the education of nurses engaged in caring for
patients with cancer and to co-ordinate top level nursing educational programmes. As such, Novartis considers
the concept of sustaining partnerships an optimal vehicle to express our willingness and desire to commit to
oncology nursing excellence and to recognize the impact oncology nursing has on the quality of patient care.
Novartis envisions our sustaining partnership will enable EONS to develop the projects, education and
understanding that will ensure the value of collaborative relationships between industry, nurses and the
healthcare community.
Novartis thanks you in advance and looks forward co-operating with you.
ROCHE
Roche Partnership with EONS
One of Roche’s key priorities is the discovery of novel and effective therapeutic agents that provide the best
possible treatment for cancer patients. Throughout our range of oncology products, which include Avastin,
Herceptin, MabThera, Tarceva, Xeloda, Kytril, Bondronat and NeoRecormon, we are dedicated to improving
patient's quality of life. Cancer nurses are a vital component of healthcare services and Roche is committed to
supporting further developments in the profession, through sponsoring the research grant to nurses in cancer
care. We provide educational materials for use by nurses and complementary information for patients. We are
delighted to be partnering with EONS, an organisation that shares our goal of ‘improving the care of individuals
with cancer by supporting and enhancing cancer nurses throughout Europe.’
SANOFI AVENTIS
Sanofi Aventis is the worlds third largest Pharmaceutical organization and the largest in Europe. We are
committed to innovation and a commitment to meet unmet medical needs particularly in Oncology. We seek to
build a sustained, enduring partnership with EONS and through this partnership, a continued education of
Nurses engaged in the treatment of Cancer patients. We believe that the continuing education is critical to the
advancement of Nursing excellence and the eventual quality of patient care. Through our partnership we will
jointly identify the education needs of the Nursing community and address these needs through symposia,
workshops and other means under the auspices of EONS in Europe and in parallel partner with other Nursing
organizations on a global basis. We look forward to working closely with you and in supporting you.
TOPO TARGET
TopoTarget – Practical Answers for Cancer
TopoTarget is a research-based international biopharmaceutical company dedicated to finding practical answers
for cancer. TopoTarget is founded and run by clinical cancer specialists and combines years of hands-on clinical
experience with in-depth understanding of the molecular mechanisms of cancer.
TopoTarget is committed to ease the burden and improve the efficacy of cancer therapies for both patients and
healthcare professionals.
Topotarget is pleased to support the goals of the European Oncology Nursing Society by being a partner of
EONS.
TopoTarget recognizes the role of the oncology nurse and look forward to work with EONS on various projects
such as development of clinical guidelines, supporting educational programs and provide sponsorships for
research.
NEWSLETTER SPRING
2008 -
35
Anthracycline extravasation
could strike at any time
®
dexrazoxane
The only proven and approved antidote
for anthracycline extravasation
Be prepared
Savene® – Brief prescribing information
(based on the UK Summary of Product Characteristics SPC)
Please refer to the SPC for full prescribing information.
Each Savene® box contains 10 vials of Savene® (dexrazoxane) Powder (10 x 500 mg each) and 3 bags of Savene® Diluent (3 x 500 ml each) for infusion. Indications: Treatment of anthracycline extravasation. Dosage and administration:
Administration of Savene® should begin as soon as possible and within 6 hours after the accident. Savene® should be given as an intravenous infusion once daily for 3 consecutive days according to body surface area: day one, 1000 mg/m2;
day two, 1000 mg/m2; day three, 500 mg/m2. For patients with a body surface area of more than 2 m2 the single dose should not exceed 2000 mg. Cooling procedures such as ice packs should have been removed from the affected area at
least 15 min before administration. Before infusion, Savene® Powder must be reconstituted with sterile water before further dilution in Savene® Diluent. Savene® is not recommended in children and patients with renal and hepatic impairment.
Safety and efficacy have not been evaluated in the elderly. Contraindications: Hypersensitivity to the active substance or to any of the excipients, women of childbearing potential not using contraceptive measures, lactation or concomitant vaccination with yellow fever vaccine. Precautions: Local examination should be performed on a regular basis after treatment until resolution and haematological monitoring should be undertaken regularly. Savene® should be administered only under the supervision of a physician experienced in the use of cancer chemotherapeutic agents. Routine liver function tests are recommended before each administration of Savene® in patients with known liver function disorders.
Patients with renal dysfunction should be monitored for signs of haematological toxicity. Men are advised not to father a child during and up to 3 months after treatment. Women of childbearing potential must use contraceptive measures
during treatment. This product is generally not recommended in combination with live attenuated vaccines or with phenytoin. Dimethyl sulfoxide (DMSO) should not be used in patients who are administered Savene®. As the Savene® diluent
contains potassium (98 mg/500 ml) the plasma potassium level of the patient must be closely monitored in patients at risk of hyperkalaemia. It also contains sodium (1.61 g/500 ml) which may be harmful to patients on a low sodium diet.
Interactions: Interactions common to all cytotoxics, which may also react with oral anticoagulants. Concomitant use of immunosuppressives such as cyclosporine and tacrolimus receive extra consideration due to excessive immunosuppression. Pregnancy and lactation: Savene® should not be administered to pregnant women unless clearly necessary. Women of childbearing potential should use contraceptive measures during treatment. Mothers should discontinue
nursing during Savene® therapy. Side-effects: Very common: nausea, injection site pain, postoperative infection. Common: vomiting, diarrhoea, stomatitis, dry mouth, pyrexia, injection site phlebitis, injection site erythema, fatigue,
injection site induration, injection site swelling, peripheral oedema, somnolence, infection, neutropenic infection, wound complication, weight decrease, decreased appetite, myalgia, dizziness, sensory loss, syncope, tremor, vaginal haemorrhage, dyspnoea, pneumonia, alopecia, pruritus, phlebitis, thrombophlebitis superficial, limb venous thrombosis. All adverse reactions have been rapidly reversible. More rarely increased concentrations of liver enzymes (ALT/AST) have been
reported. Refer to the SPC for additional information. MA: EU/1/06/350/001. Price: 9,750 EURO. Date of Preparation: January 2008. TopoTarget A/S. Fruebjergvej 3, DK
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Practical Answers For Cancer
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