UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE
FACOLTÀ DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE
Corso di Laurea in Mediazione Culturale
Lingue dell‟Europa Centrale e Orientale
Tesi Sperimentale di Laurea Triennale
MEDIATORI CULTURALI E OPERATORI DI PACE
INTRODOTTI AI GIOVANI
Analisi del progetto “Peace Counts School”
dell’Institut für Friedenspädagogik Tübingen
Relatore:
Laureanda:
Chiar.mo Prof. Luigi Reitani
Anno Accademico 2007 / 2008
Alda Guerra
A Bruno
Ringraziamenti
Le prime persone che devo ringraziare sono i miei genitori che mi hanno sempre
sostenuta, incoraggiata, appoggiata e per due volte mi hanno dato la possibilità di andare a
Tubinga. Grazie a Leonardo, mio fratello, che mi ha aiutata a sdrammatizzare qualche
momento di difficoltà. Grazie a Luna, ai miei nonni e ai parenti che hanno saputo
appoggiarmi.
Un grazie particolare va a Maria Claudia che mi ha permesso di coltivare la passione
per la lingua tedesca, infusami da mia madre, e mi ha sempre dato degli aiuti davvero
impagabili.
Grazie anche agli amici di Tubinga: primo fra tutti Dejan Mater per la grande amicizia
dimostrata e per l’aiuto costante.
Tra il personale dell’Institut für Friedenspädagogik grazie a Elke Begander, Günther
Gugel, Monica Davis, Nadine Heptner e Uli Jäger per le interviste e la disponibilità. Grazie
anche a Benjamin Boy per l’intervista, Dagmar Nolden per l’aiuto nella stesura del
questionario per gli accompagnatori e a tutti coloro (accompagnatori, alunni e insegnanti)
che hanno gentilmente risposto ai miei sondaggi.
Tra gli amici della Hölderlin Turm grazie ad Anna Thorn, Lotte Mayer e Valérie
Lawitschka per l’interessamento.
Un grazie speciale va al mio relatore, prof. Luigi Reitani, che mi ha dato la chiave
d’accesso per tornare a Tubinga una seconda volta, che mi ha seguita con costanza ed
entusiasmo ascoltando e assecondando i miei pensieri e le mie idee, e per essersi sempre
dimostrato un ottimo docente. Grazie al prof. Francesco Pistolato per avermi fatto conoscere
l’esistenza dell’Institut für Friedenspädagogik Tübingen e per essersi interessato di persona
al mio impiego presso tale istituto. Grazie alla dott.ssa Roberta De Giorgi per il Suo prezioso
aiuto e per la Sua simpatia.
Un grazie sincero a tutti gli amici che mi sono stati vicini, grazie alla mia amica Giulia
e grazie alle mie amiche e compagne universitarie: Adeline, Anna, Elisa, Marilisa e Silvia.
Il grazie più grande, infine, va a Marco che mi ha sempre tenuta per mano, che con il
suo aiuto ha facilitato, resa bella e affascinante la parte più difficile di questa tesi e che è
stato sempre pronto a tutto. Grazie di cuore!
Indice
Premessa ........................................................................................................................... 8
Capitolo I
La storia .......................................................................................................................... 12
1.1
La fondazione .................................................................................................. 12
1.2
L‟inaugurazione della prima sede e l‟avviamento dei lavori ............................. 13
1.3
Le accuse e la sospensione dei lavori ............................................................... 14
1.4
Un nuovo inizio ............................................................................................... 16
1.5
Gli sviluppi fino ad oggi .................................................................................. 17
Capitolo II
Il personale ...................................................................................................................... 19
2.1
Intervista con Nadine Heptner del 17 giugno 2008 ........................................... 20
2.2
Intervista con Elke Begander del 18 giugno 2008 ............................................. 21
2.3
Intervista con Uli Jäger del 18 giugno 2008 ..................................................... 22
2.4
Breve intervista con Günther Gugel del 26 giugno 2008................................... 23
Capitolo III
Finanziamenti e partner cooperativi ................................................................................. 24
Capitolo IV
I progetti.......................................................................................................................... 26
4.1
Promote Peace Education ................................................................................. 27
4.2
Fußball-Lernen-Global, Fair Play for Fair Life ................................................. 27
4.3
Analisi del film Paradise Now.......................................................................... 28
4.4
Analisi sul controllo della violenza .................................................................. 28
4.5
Manuale per la prevenzione della violenza nelle scuole elementari .................. 29
4.6
PeaceXchange.................................................................................................. 29
4.7
Tour de Paix / Peace Counts on Tour ............................................................... 29
4.8
Peace Counts School ........................................................................................ 30
4.9
Versione inglese del CD-ROM Peace Counts................................................... 30
4.10
Runder Tisch Gewaltprävention Tübingen ....................................................... 30
4.11
Schüler Helfen Leben ...................................................................................... 30
4.12
Frieden-Fragen.de ............................................................................................ 31
Capitolo V
Il progetto Peace Counts School ...................................................................................... 32
5.1
L‟organizzazione ............................................................................................. 32
5.2
L‟obiettivo ....................................................................................................... 33
5.3
Il contatto con le scuole ................................................................................... 33
5.4
L‟allestimento dell‟esposizione ........................................................................ 33
5.5
Simulazione e cerimonia inaugurale ................................................................. 34
5.6
Le fasi dell‟esposizione .................................................................................... 37
5.6.1 L‟introduzione all‟esposizione...................................................................... 37
5.6.2 I temi dei reportage ...................................................................................... 40
5.6.2.1 Brasile: Viva Rio: si vive la Favela! ....................................................... 40
5.6.2.2 Filippine: isole della pace nella terra dei ribelli ...................................... 40
5.6.2.3 Sri Lanka: il sig. Narasingham fa marcia indietro ................................... 40
5.6.2.4 Mali: il ritorno del cavaliere del deserto ................................................. 41
5.6.2.5 Israele/Palestina: luoghi di conoscenza per conversazioni pacifiche ....... 41
5.6.2.6 Macedonia: Elena mediatrice ................................................................. 41
5.6.2.7 Giappone: parlare liberamente sul mare aperto ....................................... 41
5.6.2.8 Sud Africa: giovani difficili, mani leggere ............................................. 42
5.6.2.9 Irlanda del nord: due ex terroristi e la guerra fredda ............................... 42
5.6.2.10 Colombia: palla anziché revolver ......................................................... 42
5.6.3 Il Lernzirkel ................................................................................................. 42
5.6.3.1 Stazione: calcio e Fair Play .................................................................... 44
5.6.3.2 Stazione: strada verso la violenza, strada per lasciare la violenza ........... 45
5.6.3.3 Stazione: cultura del conflitto................................................................. 45
5.6.3.4 Stazione: necessità ................................................................................. 45
5.6.3.5 Stazione: raccontare della guerra e della pace......................................... 46
5.6.3.6 Stazione: come si fa la pace ................................................................... 46
5.6.4 L‟assemblea conclusiva ................................................................................ 47
5.6.5 Il questionario conclusivo ............................................................................. 48
Capitolo VI
Elaborazione di questionari ............................................................................................. 50
6.1
Metodo d‟indagine e contenuti dei questionari ................................................. 52
6.1.1 Il questionario per gli alunni ......................................................................... 52
6.1.2 Il questionario per gli insegnanti................................................................... 53
6.1.3 Il questionario per gli studenti accompagnatori ............................................. 53
6.1.4 I questionari dell‟IFT.................................................................................... 54
6.2
Ricezione delle risposte ................................................................................... 54
Capitolo VII
Analisi dei questionari ..................................................................................................... 56
7.1
Analisi delle risposte degli insegnanti .............................................................. 57
7.2
Analisi delle risposte degli alunni .................................................................... 58
7.3
Analisi delle risposte degli accompagnatori e accompagnatrici ........................ 77
7.4
Analisi delle risposte dei questionari dell‟IFT .................................................. 81
Capitolo VIII
Conclusioni ..................................................................................................................... 83
Zusammenfassung ........................................................................................................... 90
Bibliografia ..................................................................................................................... 96
Allegati .............................................................................................................................. I
Indici delle figure, dei grafici, delle tabelle e degli allegati ............................. dopo p. XXII
Premessa
Questa tesi nasce dopo lunghe meditazioni e cambiamenti di rotta, nasce con
l‟intenzione di scrivere qualcosa di nuovo, di cui pochi fossero a conoscenza ma soprattutto
qualcosa in grado di stimolarmi, di coinvolgermi e di appassionarmi al lavoro. Un prodotto
finito che fosse il coronamento di tre anni di studi e la chiusura di un bel capitolo.
Il mio interesse iniziale nasce con il tirocinio svolto in questa Università di Udine
nell‟ottobre del 2007, quando ero impiegata nell‟organizzazione della manifestazione
inaugurale del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Pace Irene e nelle iniziative
seguenti come la presentazione del volume L’antibarbarie di Giuliano Pontara. Collaborando
con il prof. Francesco Pistolato e le altre studentesse che come me erano impiegate nello
stesso tirocinio, ho avuto modo di confrontarmi numerose volte con loro e di avere degli
scambi di opinioni interessanti e stimolanti. In quel periodo ha iniziato a prendere lentamente
forma l‟idea di scrivere una tesi che ruotasse attorno alla tematica dell‟educazione alla pace. È
così che durante un colloquio con il prof. Pistolato scoprivo l‟esistenza dell‟Institut für
Friedenspädagogik di Tubinga (di seguito qui denominato IFT) e anche assieme al mio
relatore, il prof. Luigi Reitani, allora Direttore del Centro Irene, decidevo di partire a Tubinga
per la ricerca.
Questa è stata la seconda volta che mi vedevo proiettata nella realtà estera e in
particolare a Tubinga: il primo soggiorno risaliva infatti al precedente anno accademico
2006/2007 quando mi impegnai in un semestre di studio tramite il progetto Erasmus.
8
La mia seconda permanenza a Tubinga è durata tre mesi, periodo in cui mi sono
dedicata alla ricerca di materiale ma anche all‟esperienza diretta e al contatto con l‟IFT.
L‟obiettivo era dunque quello di relazionare l‟attività dell‟IFT ponendo l‟accento
sull‟attività Peace Counts School rivolta ai ragazzi delle scuole, verificandone gli effetti e
quindi la validità tramite dei questionari.
La ricerca si compone principalmente di tre fasi: reperimento del materiale,
collaborazione con il progetto Peace Counts School, sondaggi tramite interviste personali e
questionari.
Prima di avviare il progetto assieme al personale dell‟Institut für Friedenspädagogik ho
seguito un seminario di formazione organizzato dallo stesso IFT e frequentato da studenti
universitari
interessati
all‟argomento
o
alla
partecipazione
all‟esperienza
di
accompagnamento Peace Counts School.
Il progetto ha come obiettivo la sensibilizzazione dei giovani ai temi della pace,
avvalendosi dell‟aiuto di studenti universitari nel ruolo di accompagnatori.
L‟organizzazione del progetto d‟accompagnamento Peace Counts School consiste nel
contatto con le scuole per ottenere una buona partecipazione, nella scelta di un luogo per la
conduzione e nella formazione degli studenti universitari coinvolti.
Il Peace Counts School si concretizza in un‟esposizione chiamata Peace Counts. Die
Erfolge der Friedensmacher (Peace Counts. Il successo dell‟operatore di pace) che propone
su diversi pannelli espositivi una serie di reportage ad opera di fotografi e giornalisti. Questi
reportage relazionano esempi di situazioni in zone di guerra o comunque disagiate in cui
persone comuni diventano operatori di pace fornendo aiuti concreti alla propria gente e
favorendo la risoluzione dei conflitti. Proprio in queste realtà i giornalisti e fotografi Peace
Counts vanno alla ricerca di quelle figure che nel loro piccolo riescono ad offrire alla gente
bisognosa aiuto e protezione: si tratta di gente comune, uomini e donne che tendono la mano
al prossimo per offrire un‟ancora di salvezza. Così i reportage Peace Counts raccontano di ex
terroristi attualmente impegnati nel sociale per offrire ai giovani del proprio paese un futuro
migliore, di mediatori tra popoli cristiani e musulmani, di territori neutrali in cui incontrarsi e
discutere pacificamente le proprie convinzioni e di partite di calcio in cui oltre ai goal si
contano anche i punti del fair play ovvero del gioco pulito.
Il programma dell‟esposizione dura dalle due alle tre ore e gli alunni che vi partecipano,
una o due classi al giorno con un insegnante accompagnatore, sono coinvolti anche in alcuni
workshop stimolanti. Dopo una fase iniziale di visita ai reportage della mostra, si avvia infatti
il Lernzirkel ovvero il cerchio d‟apprendimento: i ragazzi vengono suddivisi in gruppi da tre a
9
cinque componenti l‟uno e iniziano a lavorare ad una delle sei stazioni del Lernzirkel, dove
ciascun gruppo elabora l‟esercizio proposto nella sua stazione. Ogni stazione del cerchio
d‟apprendimento mette a disposizione numerose fotografie per stimolare e coinvolgere i
ragazzi nello svolgimento del proprio compito, fogli bianchi e pennarelli per annotare i loro
pensieri e infine un pannello espositivo sul quale appendere il lavoro svolto. Si parla di
cerchio d‟apprendimento o Lernzirkel proprio perché l‟esposizione prevede che i gruppi,
terminato il proprio compito, possano ruotare e cimentarsi in un altro esercizio proposto da
una diversa stazione.
Conclusosi il Lernzirkel i gruppi di lavoro si fondono in un‟assemblea conclusiva in
cui ciascun gruppo espone il proprio elaborato e lo discute assieme a tutti i compagni e agli
accompagnatori Peace Counts. L‟insieme delle elaborazioni di ciascuna stazione del
Lernzirkel porta alla creazione di un quadro complessivo che introduce alla discussione
finale incentrata sulla domanda conclusiva: “Come si realizza la pace?”. È grazie alla
didattica del progetto che i ragazzi partecipanti riescono a far propri i principi
dell‟educazione alla pace e acquisiscono così una sensibilità maggiore a temi importanti
come quelli della violenza e della riconciliazione.
A questo punto
l‟esposizione
si conclude con la consegna all‟insegnante
accompagnatore dei questionari elaborati dall‟IFT al fine di raccogliere le impressioni dei
partecipanti.
Sono stata accompagnatrice di tre classi differenti di scuole superiori assieme ad altri
due studenti e ho avuto modo di osservare il coinvolgimento dei ragazzi e la loro prontezza
nell‟esprimere i propri pensieri senza remore. Questa spontaneità mi ha particolarmente
incuriosita verso le loro opinioni e i giudizi in merito all‟esposizione Peace Counts.
Ho iniziato quindi ad elaborare due questionari, uno indirizzato agli alunni e l‟altro ai
loro insegnanti accompagnatori, per un campione totale di centosei ragazzi e cinque
insegnanti. I questionari studiati per i ragazzi si presentano composti da dodici domande a
risposta multipla mentre quelli per gli insegnanti si compongono solamente di quattro
domande a risposta aperta. Questa scelta è frutto di due motivazioni principali: in primo luogo
i ragazzi delle scuole medie e superiori generalmente non amano rispondere a dei questionari
con domande aperte e quindi le risposte multiple risultano più accattivanti, veloci e semplici
da compilare, mentre per gli insegnanti è più indicato un test in cui possano esprimere
liberamente il proprio pensiero; in secondo luogo, essendo il campione composto da più di
cento ragazzi, la decisione di proporre risposte multiple permette un calcolo statistico e la sua
10
rappresentazione mediante grafici fornendo un‟analisi completa senza la necessità di
un‟elaborazione e interpretazione di eventuali domande aperte.
Ho inviato inoltre un terzo questionario, composto da domande aperte, indirizzato a tutti
gli studenti che hanno collaborato all‟accompagnamento Peace Counts.
Nonostante a prima vista l‟indagine più interessante sembri quella rivolta agli alunni, è
importante tenere presente che questi non avrebbero partecipato all‟esposizione senza un
insegnante motivato a coinvolgerli. Inoltre l‟opinione degli studenti accompagnatori, sia in
quanto tali sia in quanto provenienti da discipline diverse, fornisce idee innovative e
suggerimenti utili al miglioramento del progetto.
Per completezza della mia ricerca ho analizzato anche i questionari che l‟IFT consegna
dopo la mostra ai ragazzi.
Nel corso della mia collaborazione con l‟IFT ho condotto anche alcune interviste al
personale, per capire quali sono i vari ruoli e come sono distribuiti, e ottenere le opinioni
personali di coloro che sono i fautori dei vari progetti dell‟IFT.
La mia tesi si compone dunque di sette parti: la nascita e la storia dell‟Istituto, il
personale impiegato, la descrizione dei partner cooperativi e dei finanziamenti, la
presentazione dei progetti promossi, la focalizzazione sul progetto Peace Counts School,
l‟elaborazione di questionari per verificare la validità del progetto e infine l‟analisi delle
risposte ottenute.
A conclusione di questa premessa posso dire che gli obiettivi con cui è nata la mia tesi
sono stati soddisfatti: il lavoro seppur con le sue difficoltà è stato appassionante e stimolante e
ho trovato personale sempre pronto a chiarimenti e a fornirmi tutto il materiale che
richiedevo. L‟esperienza a Tubinga si è rivelata ancora una volta estremamente arricchente
sotto tutti gli aspetti, un soggiorno intenso e carico di soddisfazioni che mi ha permesso
un‟importante crescita non solo come studentessa.
11
Capitolo I
La storia
1.1 La fondazione
A due anni dai festeggiamenti del trentennale della sua fondazione1, l‟Institut für
Friedenspädagogik Tübingen, si conferma un fervente promotore di progetti per una più concreta
educazione alla pace.
La sua storia inizia il 26 ottobre del 1976 presso l‟Università di Tubinga, dove un gruppo
di ricercatori per la pace dell‟Istituto di Politologia si ritrovò per un incontro iniziale che diede
l‟impulso per la creazione della comunità. Questi infatti, dopo aver condotto per alcuni anni un
progetto di ricerca sulla pedagogia di pace, si chiesero come poter effettivamente sviluppare gli
studi compiuti in un contesto pratico di lavoro pedagogico. È importante a questo proposito
sottolineare la difficile situazione storica di quegli anni, caratterizzati da forti tensioni a livello
mondiale, come conseguenza diretta della guerra fredda e anche della divisione della Germania.
Il 16 dicembre dello stesso anno l‟assemblea dei membri redasse lo statuto e fondò così
ufficialmente l‟associazione: il Verein für Friedenspädagogik o Comunità per la Pedagogia di
1
Günther Gugel, 30 Jahre Institut für Friedenspädagogik, (unkorregierte Manuskriptfassung), Tübingen
(November) 2006.
12
Pace. I soci fondatori erano principalmente pedagogisti, teologhi e giuristi, un‟assemblea
composta da gente giovane, con un‟età compresa tra i 25 e 35 anni.
L‟obiettivo del progetto si profilava quindi essere da un lato la creazione di un programma
per l‟insegnamento alle scuole su temi di sicurezza politica, dall‟altro lo sviluppo di settimane di
pace (Friedenswochen)2 come modello di cooperazione politica.
1.2 L’inaugurazione della prima sede e l’avviamento dei lavori
Sei mesi dopo la fondazione dell‟associazione, nell‟estate del 1977, arrivò la prima
autorizzazione per la promozione dei lavori. Questa si rese possibile grazie alla collaborazione
con la Berghof Stiftung für Konfliktforschung, la Fondazione Berghof per la Ricerca sui Conflitti,
fondata nel 1971 da Georg Zundel3. Fu Burkhard Steinmetz ad intraprendere per primo la carica
di amministratore della nuova associazione.
La prima sede del Verein für Friedenspädagogik fu nella Seelhausgasse 3 (v. Figura I-1).
Qui vennero costruite infrastrutture, prese in affitto stanze, fu creata una biblioteca, una
segreteria e addirittura una propria casa editrice. Ci furono i primi incontri tra collaboratori e
vennero organizzate le prime conferenze. Naturalmente questo era solo l‟inizio, ciò a cui si
aspirava era l‟avviamento di attività pratiche frutto degli studi sulla pace oltre che la
sensibilizzazione sociale riguardo a temi di violenza e di pace.
Il raggiungimento dell‟obiettivo non tardò ad arrivare: già dall‟anno seguente, il 1978, a
Tubinga si diffusero sedi di informazione e servizio oltre che vari progetti per l‟educazione alla
pace.
Grazie all‟ambiente favorevole che Tubinga offriva già a partire dagli anni „80, si crearono
più di venti gruppi autonomi con iniziative pacifiste. In quegli anni il lavoro della comunità si
ampliò molto velocemente diffondendosi poi in tutta la Germania Federale.
2
Cfr. Ibid., p. 2.
3
Georg Zundel (1931-2007), nipote del noto imprenditore Robert Bosch, era uno studioso di scienze naturali, un
uomo idealista e pragmatico, convinto che ogni buona idea avesse bisogno della sua base materiale per poter
fiorire. È a lui che Tubinga deve lo studentato Anna-Bosch e l‟Institut für Friedenspädagogik. L‟11 marzo del
2007 Georg Zundel a 75 anni muore a Salisburgo (Cfr. Günther Gugel, Uli Jäger, Zum Tod von Georg Zundel,
«Rundbrief», n.1 (2007), p. 6, Tübingen, Institut für Friedenspädagogik Tübingen e.V.).
13
Figura I-1
Prima sede del Verein nella Seelhausgasse 3
1.3 Le accuse e la sospensione dei lavori
Tra il 1981 e il 1982 grazie all‟acquisto di un immobile da parte della Berghof Stiftung, la
comunità poté lasciare le stanze affittate precedentemente nella Seelhausgasse e trasferirsi nella
Bachgasse 224 (v. Figura I-2), una tappa importante nella storia della comunità, che poteva
finalmente vantare un proprio centro.
In questi anni i temi di sicurezza politica che venivano affrontati dal Verein non
riguardavano solamente le questioni sul riarmo della Germania, ma veniva dato grosso rilievo
anche al mantenimento di un arsenale nucleare e in particolare al deposito di esplosivi Golf, che
giaceva circa a 30 Km a sudovest di Tubinga 5. L‟intento era il blocco della caserma EberhardFinckh6 e del deposito Golf, contro la presenza di armi atomiche e di missili a corto raggio.
4
Cfr. Günther Gugel, 30 Jahre Institut, op. cit., p. 4.
5
Golf è un deposito di materiali bellici sorvegliato dall‟84° Distaccamento di Artiglieria Terrestre dell‟Esercito
degli Stati Uniti d‟America(84th USFAD). Il deposito fu ridotto nel 1967. Attualmente è composto da due bunker
per i missili corazzati e da due torri di controllo e si trova in una foresta (cfr.
<http://de.wikipedia.org/wiki/Eberhard-Finckh-Kaserne#Sondermunitionslager_Golf>, consultato il 19 agosto
2008).
6
Eberhard-Finckh Kaserne è esistita dal 1958 al 1993; si tratta di una guarnigione federale a circa 5 Km a sud di
Tubinga, nel circondario di Reutlingen (cfr. <http://de.wikipedia.org/wiki/Gro%C3%9Fengstingen>, consultato il
19 agosto 2008).
14
Figura I-2
La seconda sede nella Bachgasse 22
Nell‟anno 1983, la comunità fu accusata dall‟Intendenza di Finanza di Tubinga di
perseguire obiettivi di politica nazionale e per questo motivo si stabilì che la comunità stessa non
era più in grado di adoperarsi per la realizzazione di attività socialmente utili, e questo con
effetto retroattivo a partire da due anni prima, dal 1981.
Questa decisione portò a grande sgomento tant‟è che per anni si protrassero numerose
trattative e discussioni. La comunità dovette fare i conti con gravi problemi finanziari: tutti i
prestiti precedentemente accordati dovevano essere restituiti e inoltre era impossibilitata a
presentare qualsiasi tipo di progetto, mancando il presupposto dell‟attività ai fini socialmente
utili.
La restituzione dei prestiti era dovuta al fatto che le fondazioni promotrici del Verein,
come ad esempio la Berghof Stiftung für Konfliktforschung, godevano esse stesse del
presupposto delle attività socialmente utili, e se avessero donato fondi ad una comunità che non
godeva più di tale presupposto, lo avrebbero perso. Inoltre il Verein non aveva più diritto ad
alcuna attestazione ed era soggetta a tutte le imposte sull‟impresa e sull‟industria.
15
Nonostante tutto non tardò a farsi sentire l‟appoggio di numerosi movimenti solidali. Ad
esempio un grosso sostegno arrivò grazie all‟afflusso nel Verein di 250 nuovi membri; ci furono
raccolte di firme e venne organizzato un concerto per la solidarietà con il motto “Ein Abend für
den Frieden” (Una serata per la pace)7.
Nel 1986 il Tribunale Finanziario del Baden-Württemberg conferì alla comunità il
riconoscimento di attività socialmente utili riabilitando il Verein.
Nel 1988 ci fu un nuovo intervento dell‟Intendenza di Finanza della città di Tubinga, la
quale bloccava nuovamente l‟Istituto con la seguente sentenza:
[…] Es soll verdeutlich werden, dass eine Auseinandersetzung mit dem Thema
Frieden direkt und unvermeidlich zu einer Beschäftigung mit unserem
gesellschaftspolitischen
Gesamtgefüge
führt,
und
insofern
von
den
Gemeinützigkeitsvoraussetzungen des § 52 AO nicht mehr abgedeckt wird.
Aus der Revisionsbegründung des Finanzamtes Tübingen vom 15.3.19888.
[…] deve essere chiaro che confrontarsi con il tema della pace porta
direttamente e inevitabilmente ad occuparsi della nostra struttura socio-politica,
e per questo motivo tale confronto non può più soddisfare i presupposti di utilità
sociale del § 52 AO.
Dalla motivazione alla revisione dell‟Intendenza di Finanza di Tubinga del 15
marzo 1988.
Il Verein stesso quindi decise di presentare un‟istanza alla Corte Finanziaria Federale di
Monaco, la quale si espresse a favore del Verein riabilitandone definitivamente le attività.
1.4 Un nuovo inizio
In seguito a tali riconoscimenti e al fine di seguitare con i finanziamenti per la promozione
e l‟incentivazione del lavoro, venne fondata presso la comunità una sede per la ricerca e lo studio
sulla pedagogia di pace, le cui attività vennero senza problemi identificate come socialmente
utili. I contenuti che venivano presi in esame durante i vari congressi organizzati dal Verein
erano quindi fortemente caratterizzati da temi di sicurezza politica.
7
Cfr. Günther Gugel, 30 Jahre Institut, op. cit., p. 5.
8
Cfr. Ibid., p. 5.
16
L‟obiettivo più complesso in quel periodo era quello di estendere a livello comunale
l‟impegno per la pace.
Nel 1988, in seguito alla delibera del Consiglio Comunale di Tubinga, vennero distribuiti
trentottomila opuscoli “An alle Haushalte”9 (A tutte le famiglie); nella prefazione l‟allora
sindaco di Tubinga Schmid specificava come il fascicolo trattasse argomenti riguardanti il
pericolo di guerra, le relative misure di prevenzione e la politica pacifista estesa a livello
comunale.
Questi temi di sicurezza politica non vennero mai abbandonati anche quando nel 1989,
l‟anno della svolta, la nuova politica mondiale permise al lavoro della comunità di svilupparsi in
un senso più moderno: si poterono mettere a fuoco temi come l‟estremismo di destra,
l‟avversione verso l‟estero e la violenza nei sistemi educativi.
1.5 Gli sviluppi fino ad oggi
Con il modificarsi delle tematiche cambiavano anche gli interlocutori della comunità: fu
data particolare attenzione all‟assistenza minorile e iniziarono collaborazioni con organizzazioni
varie tra cui Sindacati, Chiese e Fondazioni atte alla didattica di insegnanti.
L‟unica preoccupazione che toccava la comunità era legata alla sua indipendenza: si
temeva infatti che ricevendo per la prima volta finanziamenti statali fosse a rischio l‟autonomia
dei progetti futuri. In quello stesso anno, per poter seguire e gestire lo sviluppo dell‟Istituto, fu
formato un comitato scientifico che in seguito avrebbe dato lo stimolo per nuovi obiettivi.
Nel 1995 fu fondato il progetto per le scuole Globales Lernen10 (Apprendimento Globale),
in collaborazione con l‟associazione Brot für die Welt11. Venne pubblicato il periodico
quadrimestrale Global Lernen, tutt‟ora prodotto, indirizzato agli insegnanti delle scuole.
Con il 1996 furono pubblicati i primi manifesti illustrati che segnarono l‟inizio di una
lunga serie di materiale incentrato sul tema della pace, e quindi di un nuovo metodo di lavoro
basato sulle emozioni trasmesse dalle immagini e non solamente da racconti di cronaca. In
9
Cfr. Ibid., p. 6.
10
Schulprojektstelle Globales Lernen (cfr. Ibid., p. 7).
11
Brot für die Welt è un‟associazione fondata a Berlino nel 1959 dalla collaborazione di più chiese evangeliche.
L‟amministrazione della stessa è gestita dal Diakonisches Werk, un‟organizzazione per l‟assistenza pubblica che
appartiene alla comunità delle chiese evangeliche in Germania. È l‟equivalente della Caritas nella Chiesa
Cattolica Romana. (cfr. <http://de.wikipedia.org/wiki/Diakonisches_Werk>, consultato il 19 agosto 2008).
17
seguito furono pubblicati i primi CD-ROM e fu creato un sito internet che 10 anni dopo, nel
2006, passò dagli iniziali cinquecento accessi mensili a cinquemila visite giornaliere12.
Nel 1999 la comunità ottenne a Parigi il conferimento del premio onorario Unesco,
un‟ulteriore conferma del valore del lavoro svolto dalla stessa.
Nel 2002 la sede fu trasferita nella Corrensstraße (v. Figura I-3). Con il cambio di
residenza, la comunità cambiò anche il nome in Institut für Friedenspädagogik Tübingen e.V.,
per indicare meglio quello che era il lavoro svolto dall‟Istituto, che a fianco di progetti e ricerche
vantava anche un valido insegnamento in campo scolastico e universitario. La casa, molto
spaziosa, con ampie finestre e numerosi e comodi uffici, fu chiamata Georg-Zundel-Haus dal
nome del fondatore della Berghof Stiftung.
Figura I-3
Sede attuale nella Corrensstraße 12
12
Cfr. Günther Gugel, 30 Jahre Institut, op. cit., p 8.
18
Capitolo II
Il personale
Nel corso delle ricerche presso l‟Institut für Friedenspädagogik, conoscendo il personale e
osservando il loro impegno, è nato l‟interesse nel capire che genere di figure professionali
operassero presso l‟IFT e quali fossero i rispettivi compiti.
Si è deciso quindi di condurre delle interviste al fine di chiarire le relative mansioni e per
poter raccogliere le opinioni del personale sui progetti da loro creati, in modo da analizzare
l‟attività dell‟Istituto anche con un‟ottica soggettiva e propria dei collaboratori.
Nel corso delle interviste venivano poste domande riguardanti il percorso di studi e
l‟avvicinamento all‟Istituto, per poi passare alle opinioni sui vari progetti e sulla loro messa in
pratica.
Questo lavoro si è rivelato interessante e stimolante oltre che utile per ottenere una visione
più completa dell‟Istituto. È stato piacevole notare come le conversazioni prendessero una piega
diversa a seconda del soggetto intervistato, come l‟interesse di quest‟ultimo si focalizzasse su
alcune domande piuttosto che altre, e come le sue opinioni ed esperienze personali portassero a
lunghe e stimolanti esposizioni e discussioni che facevano spesso sforare il tempo inizialmente
prefissato per l‟incontro di due ore. Il personale dell‟Istituto si è rivelato davvero disponibile e
affabile, e solo di rado poco paziente.
19
Le interviste condotte in totale sono sei. Sarebbe interessante riportare le opinioni di tutti,
ma volendo considerare l‟obiettivo iniziale delle interviste, e cioè quello di avere un quadro
completo delle figure professionali operanti all‟interno dell‟IFT e anche una prospettiva
soggettiva degli stessi promotori dei progetti, si è deciso di riportare qui di seguito solamente
quattro dei sei colloqui.
2.1 Intervista con Nadine Heptner del 17 giugno 2008
Nadine Heptner (v. Figura II-1) studia
politologia e pedagogia all‟Università di Tubinga ed
è impegnata nella stesura della tesi di laurea
quinquennale “Was ist Friedensfähigkeit” (Cos‟è il
talento per la pace).
Conosce l‟IFT nel 2006, quando segue per la
prima volta i seminari tenuti da Uli Jäger e da
Günther Gugel. I temi trattati a lezione stimolano il
suo interesse e la voglia di poter affiancare agli studi
pedagogici anche un‟attività pratica. È sua opinione
che vi siano parecchi istituti adibiti alla ricerca ma
Figura II-1
Nadine Heptner
manchino istituti che sappiano accomunare la ricerca
pedagogica alla rispettiva pratica.
Nadine inizia il suo impiego all‟IFT in veste di
accompagnatrice nel progetto espositivo Peace Counts School. In seguito svolge nel 2006 un
tirocinio della durata di sei mesi per essere poi assunta part-time per dodici ore settimanali.
Attualmente conduce assieme a Uli Jäger il progetto Fußball Lernen Global e si occupa
della formazione dei nuovi accompagnatori per le esposizioni Peace Counts School.
Nadine racconta la sua esperienza personale col progetto Peace Counts School. Ciò che
reputa interessante e soprattutto importante è il modo con cui gli studenti dovrebbero accostarsi
al progetto. È compito infatti dell‟accompagnatore trasmettere ai ragazzi la sicurezza nel sentirsi
liberi di esprimere le proprie idee: non esiste un‟opinione giusta o sbagliata, l‟importante è
riflettere sui reportage in oggetto, avvicinandosi così nella maniera giusta al progetto ed
esprimendo il proprio pensiero senza timore.
20
2.2 Intervista con Elke Begander del 18 giugno 2008
Elke Begander (v. Figura II-2) è
impiegata all‟Institut für Friedenspädagogik
in qualità di membro del consiglio direttivo.
Il suo percorso formativo inizia a
Berlino, con gli studi di politica e di storia, e
il suo obiettivo era quello di diventare
insegnante. Prima di iniziare a lavorare ha
seguito un apprendistato per la formazione di
docenti ma ha dovuto confrontarsi con una
forte carenza di posti nel settore. Decide così
di iniziare a lavorare a Tubinga presso
l‟Institut
für
Fernstudien,
un
Figura II-2
istituto
Elke Begander
impegnato nello sviluppo di materiale per
l‟insegnamento dei docenti. Dopo circa
vent‟anni di impiego presso questo ente, Elke Begander, grazie all‟aiuto di un amico, inizia tra il
1982 e il 1983 a lavorare presso l‟IFT. Attualmente è membro del consiglio direttivo ed è anche
docente di politologia a Ludwigsburg, presso una scuola superiore a indirizzo pedagogico.
Con la signora Begander c‟è stato un piacevole scambio di opinioni sul Peace Counts
School e su come questo progetto possa essere stimolante per chiunque vi partecipi. Spiega come
sia effettivamente più entusiasmante se le persone possono trovare e scoprire da sole
l‟interpretazione di un‟immagine o di una situazione e come questo possa portare ad una
maggiore partecipazione alla discussione. Inoltre il progetto Peace Counts School si rivela
produttivo per tutti coloro che vi prendono parte: se da un lato gli alunni delle scuole di fronte a
certi reportage possono prendere spunto per poter a loro volta essere autori di gesti di pace, se
non addirittura scoprire di esserlo già, dall‟altro lato l‟esposizione permette agli insegnanti che
accompagnano i loro studenti di osservare come i ragazzi lavorino diversamente in gruppo e
fuori dall‟edificio scolastico, come riescano a dar voce alle loro idee, a trasmettere entusiasmo e
ad avere pensieri estremamente originali. In ultima analisi, gli studenti universitari che
effettivamente danno vita al progetto, parte integrante dei seminari tenuti da Günther Gugel nel
semestre estivo, possono apprendere direttamente sul campo come ci si relaziona con alunni di
differenti età e come si opera per coinvolgerli nel giusto modo.
21
Anche questa intervista si è rivelata molto interessante e si è conclusa con una curiosa
inversione dei ruoli in cui la signora Begander era particolarmente interessata alle motivazioni
che hanno portato la sottoscritta a lavorare su questa tesi.
2.3 Intervista con Uli Jäger del 18 giugno 2008
Uli Jäger (v. Figura II-3), direttore
dell‟IFT assieme a Günther
Gugel,
é
impiegato presso l‟Istituto dal 1986.
I
suoi studi iniziano
a Tubinga
nell‟ambito della politologia, della sociologia
e della pedagogia.
Il suo primo avvicinamento all‟Istituto,
all‟epoca Verein für Friedenspädagogik,
avviene già nel corso degli studi quando si
concentra
sulla
ricerca
per
la
pace,
Figura II-3
sviluppando la tematica “Friedensbedingung
Uli Jäger
in Deutschland”, ovvero le condizioni di pace
in Germania. Quello che Jäger cerca è la conoscenza pratica, lavorando a contatto con le
persone. Nel corso dei suoi studi diventa anche membro del consiglio direttivo dell‟Istituto, fino
all‟anno della sua laurea, il 1986, quando inizia definitivamente a lavorare presso l‟IFT.
Qui Uli Jäger è principalmente impegnato con il progetto Peace Counts on Tour. Tre volte
all‟anno visita con tutto il team (composto da due persone dell‟Istituto, due reporter per le
fotografie e alcuni giornalisti) diverse regioni del mondo dove poi avviano l‟attività Peace
Counts on Tour.
Jäger parla dell‟importanza di tale progetto che, riportando esempi reali di pace ad opera di
persone comuni e a loro volta provenienti da paesi che necessitano di una migliore cultura di
pace, riesce a rappresentare un notevole stimolo e un valido modello per il progresso pacifico in
altre culture, e dimostra come si possa uscire da un conflitto senza per forza dover ricorrere alla
violenza. Così ad esempio nelle Filippine il team di Peace Counts on Tour si è trovato a lavorare
con persone che erano già impegnate come operatori di pace e che vedendo i reportage
provenienti dallo Sri Lanka, in cui la popolazione ha creato delle zone di pace come riparo dai
conflitti civili, ne hanno preso spunto per avviare processi simili anche nel loro paese.
22
I prossimi viaggi previsti dall‟IFT saranno in Colombia, nel novembre del 2008, e a
Kaliningrad (Russia) e in India nel 2009.
Uli Jäger inoltre tiene dei seminari nei semestri invernali presso l‟IFT. La tematica che
affronta è “Friedenserziehung in Kriegsregionen” (L‟educazione alla pace nelle regioni di crisi).
2.4 Breve intervista con Günther Gugel del 26 giugno 2008
Il periodo compreso tra la metà di maggio
e la fine di giugno del 2008 è stato per l‟IFT
molto
impegnativo
dal
punto
di
vista
organizzativo. In questo periodo infatti era in
corso il progetto Peace Counts School che
vedeva impegnati a Denkendorf, una cittadina
vicino a Stoccarda, studenti e personale
dell‟Istituto. Per questo motivo l‟intervista con
Günther Gugel, impegnato nella gestione di tale
progetto la cui applicazione, come detto, si
inseriva ed era parte integrante di un ciclo di
seminari del semestre estivo presso l‟IFT, è stata
molto rapida e purtroppo non ha permesso
l‟approfondimento
di
soprattutto
cogliere
di
alcune
tematiche
la
e
personale
interpretazione di Gugel sui vari progetti
Figura II-4
Günther Gugel
dell‟Istituto. Tuttavia le informazioni qui di
seguito riportate soddisfano per lo meno il primo obiettivo delle interviste: capire il percorso
formativo e il motivo dell‟avvicinamento all‟Istituto.
Il suo impegno inizia nel 1980 dopo una serie di tappe tra Monaco di Baviera e Tubinga.
I suoi studi iniziano frequentando l‟università di Monaco, dove prima si impegna in un
tirocinio formativo presso l‟IBM e di seguito presta servizio civile in una comunità per bambini.
Gli studi continuano a Tubinga, dove si dedica alla pedagogia e proprio grazie a questo interesse
conosce l‟IFT, all‟epoca ancora Verein für Friedenspädagogik.
Dal 1980 lavora presso l‟Institut für Friedenspädagogik di Tubinga, attualmente come
direttore assieme ad Uli Jäger.
23
Capitolo III
Finanziamenti e partner cooperativi
Per lo sviluppo e il sostegno dei suoi progetti, l‟Institut für Friedenspädagogik Tübingen si
avvale di numerosi finanziamenti da parte di enti diversi 13 tra cui:
Berghof Stiftung für Konfliktforschung (Fondazione Berghof per lo Ricerca sui
Conflitti);
Bundeszentrale für politische Bildung (Centrale Federale per la Formazione
Politica);
Gesellschaft für technische Zusammenarbeit (Società per la Collaborazione
Tecnica);
WSD-Pro Child14;
L‟associazione Brot für die Welt15.
13
Cfr Günther Gugel, Uli Jäger, Finanzen «Jahresbericht», n. unico (2005), p.6, Tübingen, Institut für
Friedenspädagogik Tübingen e.V. .
14
WSD-Pro Child è un‟organizzazione che si occupa della prevenzione della violenza su bambini e ragazzi tramite
seminari, corsi ed attività varie rivolte sia a bambini e ragazzi che ai genitori degli stessi. (cfr. <http://www.wsdpro-child.de/index.php?section=home>, consultato il 23 settembre 2008.)
15
V. nota n. 11, cap. I, p. 17.
24
Altri proventi provengono inoltre da:
finanziamenti dal comune di Tubinga;
donazioni varie;
vendita del materiale pubblicato.
Tra i partner cooperativi dell‟IFT figurano molte istituzioni di ricerca e formazione così
come organizzazioni e associazioni varie16. Tra questi ricordiamo:
il progetto Peace Counts;
Gesellschaft für technische Zusammenarbeit (Società per la Collaborazione
Tecnica);
L‟associazione Brot für die Welt;
Bundeszentrale für politische Bildung, Bonn (Centrale Federale per la Formazione
Politica di Bonn);
Landeszentrale für politiche Bildung, Baden-Württemberg (Centrale Regionale
per la Formazione Politica della Regione del Baden-Württemberg);
Agenzia Zeitenspiegeldi Weinstadt17;
Berghof-Institut für Konstruktive Konfliktbearbeitung, Berlin (Istituto Berghof per
l‟Elaborazione Costruttiva dei Conflitti, Berlino);
Istituto di politologia dell‟Università di Tubinga.
16
Cfr. <http://www.friedenspaedagogik.de/institut/arbeitspartner_kooperationspartner>, consultato il 23 settembre
2008.
17
Agentur Zeitenspiegel è una agenzia di reportage situata nella cittadina di Weinstadt, nel circondario di Stoccarda.
L‟agenzia vanta autori e fotografi di spicco e lavora per magazine come Geo, Stern e Focus (cfr.
<http://www.culture-counts.de/Article/37/de>, consultato il 28 agosto 2008).
25
Capitolo IV
I progetti
L‟Istituto per la Pedagogia di Pace, altrimenti detto IFT, studia continuamente numerosi e
nuovi progetti. Durante l‟intervista con Uli Jäger, direttore dell‟IFT assieme a Günther Gugel,
c‟è stata l‟occasione per approfondire il motivo di questa continua ricerca di nuove idee. Il sig.
Jäger spiegava che la motivazione risiede in un problema di fondo con cui l‟IFT si confronta
continuamente: i finanziamenti. L‟Istituto infatti riceve finanziamenti da vari enti per
l‟istituzione di nuovi progetti, ma non per la loro promozione e sviluppo. Il problema risiede
dunque nella gestione del marketing aziendale. Questa condizione purtroppo impedisce all‟IFT
di maturare le sue idee, di metterle in pratica e di testarle sul campo: un problema non da poco se
si pensa allo scopo con cui nasce: quello di promuovere attività socialmente utili tramite la
diffusione di una cultura di pace non solo teorica ma anche e soprattutto pratica, un‟educazione
alla pace che coinvolga un pubblico vasto, dagli studenti agli adulti, in un contesto variabile
dall‟arte alla politica. Il problema dei finanziamenti è quindi cruciale per l‟IFT: se infatti da un
lato gli vengono assegnati in seguito a nuove idee, dall‟altro non gli vengono concessi per la
pubblicità e la realizzazione delle stesse, troncando così qualsiasi possibilità di sviluppo e
impedendo a progetti validi e promettenti di conseguire risultati concreti per presentarli a diverse
culture.
26
Nel corso delle ricerche presso l‟Istituto si è presentata più volte l‟occasione di osservare la
gestione teorica e pratica delle sue attività e c‟è stata l‟opportunità di prendere parte attivamente
ad uno dei progetti maggiormente ben avviati: il Peace Counts School.
Prima di entrare nello specifico dell‟impiego in tale progetto seguirà un‟analisi delle altre
attività proposte dall‟Istituto che, come il Peace Counts School, sono sinonimo di originalità e di
innovazione. Alcune di queste attività sono state esposte di persona dagli ideatori stessi, per la
maggior parte Günther Gugel e Uli Jäger, mentre per altre la documentazione proviene
soprattutto dai periodici Rundbrief18 che l‟IFT pubblica due volte all‟anno.
4.1 Promote Peace Education
Il progetto Promote Peace Education. Viele Stimmen für den Frieden (Promuovere
l‟educazione alla pace. Molte voci per la pace) si propose di innalzare in Germania il valore dato
all‟educazione alla pace. Nel 2006 l‟Istituto per la Pedagogia di Pace, in onore del trentennale
della sua fondazione, offrì la possibilità a colleghi, amici dell‟Istituto di vecchia data, soci e
persone comuni la possibilità di esprimere in poche frasi le loro aspettative, i loro desideri e
richieste riguardo ad una educazione alla pace. Questa proposta ebbe una grandissima adesione,
tanto da permettere la pubblicazione di un libro 19 che raccoglie molti dei saggi scritti a favore di
questa iniziativa.
4.2 Fußball-Lernen-Global, Fair Play for Fair Life
Nel novembre del 2007 importanti esperti di differenti settori (calcio, sport, formazione,
scuola, commercio etc.) presero in considerazione la nuova idea elaborata da Uli Jäger di mettere
in scena il gioco del calcio come incentivo all‟azione sociale, interculturale e al fine di un
insegnamento globale. Nel progetto Fußball-Lernen-Global ciò che conta non è l‟aspetto
competitivo del calcio quanto piuttosto l‟apprendimento collettivo.
18
Günther Gugel, Uli Jäger, «Rundbrief», n. 1 (2007), Tübingen, Institut für Friedenspädagogik Tübingen e.V. .
19
Promote Peace Education! Viele Stimmen für den Frieden, a cura di Uli Jäger, Günther Gugel, Tübingen, Institut
für Friedenspädagogik Tübingen e. V., 2006.
27
Nadine Heptner nella sua intervista raccontava del suo impegno assieme ad Uli Jäger nel
Fußball-Lernen-Global. Spiegava che il progetto mira ad ottenere un insegnamento sociale
dall‟entusiasmo dei giovani verso il calcio, così che ragazzi di culture differenti conoscano e
imparino diverse possibilità comportamentali sul campo da gioco, possibilità che poi si possono
trasferire nella vita sociale. Per decretare la squadra vincitrice vengono valutati non solo i goal
ma anche i punti per il fair play, ovvero per il gioco corretto; il loro utilizzo esorta così i giovani,
sia maschi che femmine, a mantenere un comportamento corretto e sportivo.
4.3 Analisi del film Paradise Now
Nella primavera del 2005 la Bundeszentrale für politiche Bildung (BpB) (Centro Federale
per la Formazione Politica) decise di inserire il film Paradise Now all‟interno delle proposte per
un ciclo di seminari e di realizzare al riguardo un fascicolo riguardante il film stesso. Questa
decisione portò accanto a reazioni positive anche parecchi interrogativi e giudizi. Per questo
motivo nell‟aprile del 2006 la BpB incaricò l‟Istituto di occuparsi della redazione di una perizia
al riguardo. Questa portò a dei criteri per un adeguato impiego del film e del suo fascicolo in
modo da permettere una corretta riflessione su aspetti di natura pedagogica e di pace.
4.4 Analisi sul controllo della violenza
Accanto a progetti materiali elaborati con ragazzi e adulti, l‟IFT si occupa anche
dell‟elaborazione di perizie riguardanti la violenza, l‟esercizio della stessa e della supremazia
nella società. Le perizie si presentano divise in tre parti distinte: una prima parte in cui vengono
esposte e chiarite le motivazioni di base per la prevenzione all‟esercizio della violenza; una
seconda parte in cui si argomentano accuratamente differenti campi d‟azione e infine una terza
parte dove vengono proposti consigli da applicare e sviluppare in un contesto pratico.
Questo genere di studio si rende possibile grazie alla collaborazione tra l‟IFT e la Deutsche
Gesellschaft für Technische Zusammenarbeit (GTZ) (Società Tedesca per la Collaborazione
Tecnica).
28
4.5 Manuale per la prevenzione della violenza nelle scuole elementari
Nell‟ambito dei vari progetti, l‟IFT ha elaborato un manuale per la prevenzione della
violenza nelle scuole elementari. Il materiale sviluppato unisce alla ricerca e alla conoscenza
scientifica della problematica un‟efficace prevenzione degli abusi di potere e traduce il tutto
nella pratica pedagogica.
La prevenzione al potere in questa concezione abbraccia quattro ambiti:
miglioramento della qualità scolastica a livello sociale;
determinazione e chiarimento di norme e regole per la vita comunitaria;
consapevolezza dell‟esistenza di azioni che portano a gravi situazioni di abuso del
potere o di violenza;
instaurazione nelle scuole di un valido sistema di management dei conflitti.
4.6 PeaceXchange
PeaceXchange è l‟accostamento tra diverse strategie per la risoluzione di situazioni di
violenza nei Paesi del sud del mondo. Si tratta di uno scambio di strategie di pace che avviene tra
giovani tramite incontri diretti e lavori collettivi. L‟IFT a questo proposito ha elaborato del
materiale didattico per scuole sotto il titolo “Frieden gemeinsam üben” (Esercitare insieme la
pace).
4.7 Tour de Paix / Peace Counts on Tour
Nel corso di un progetto di reportage della durata triennale, dal 2002 al 2005, i giornalisti
del progetto Peace Counts hanno documentato innumerevoli esempi pratici di trionfanti
realizzazioni di pace in diverse regioni del mondo. L‟esposizione del materiale raccolto diventa
fonte d‟ispirazione per il pubblico che può trarne spunti personali su come ciascuno possa
adoperarsi per aiutare il raggiungimento della pace. Si tratta infatti di esempi provenienti da
gente comune, da situazioni di vita quotidiana, momenti che vengono immortalati dagli scatti dei
reporter e portati come esempio in altre regioni a loro volta bisognose di sviluppare una cultura
di pace. L‟esposizione si compone di diversi pannelli espositivi con foto e commenti alle stesse e
viene completata da workshop per discutere ed elaborare ulteriormente il tema.
29
Nel 2007 la sperimentazione del progetto Tour de Paix: Station Sri Lanka venne condotta
con successo grazie al supporto finanziario del Deutsches Auswartiges Amt (Ministero degli
Esteri Tedesco) e dall‟Institut für Auslandsbeziehungen20 (Istituto per i Rapporti con l‟Estero).
4.8 Peace Counts School
Il progetto Peace Counts School viene gestito con una metodologia simile al precedente
progetto Peace Counts on Tour, e ne differisce per il pubblico a cui si rivolge: bambini e ragazzi.
L‟obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani alle tematiche di guerra e di pace e permettergli
l‟acquisizione di una maggiore consapevolezza circa la loro possibilità di mettere in atto gesti
socialmente utili. Anche questo progetto prevede dei gruppi di lavoro che possano discutere ed
elaborare la tematica.
4.9 Versione inglese del CD-ROM Peace Counts
Nell‟anno 2005 l‟IFT elaborò un CD-ROM con i migliori reportage Peace Counts. Questo
CD-ROM fu interamente tradotto in inglese nel 2007.
4.10 Runder Tisch Gewaltprävention Tübingen
Nel febbraio del 2003 l‟IFT ideò delle tavole rotonde per la prevenzione alla violenza.
Questi gruppi di lavoro si incontrano tutt‟ora nei locali messi a disposizione dallo stesso IFT e
trattano principalmente tematiche sui conflitti e sulla prevenzione della violenza nelle scuole.
4.11 Schüler Helfen Leben
Schüler Helfen Leben (SHL) è un progetto portato avanti dai giovani per i giovani. I
ragazzi delle scuole inseriscono nel loro orario di lezione una giornata alla settimana dedicata
all‟aiuto sociale: Der Soziale Tag. Einen Tag helfen (Il giorno sociale. Un giorno per l‟aiuto). Si
20
Uli Jäger, Ana Mijic, Tilman Wörz, Peace Counts on Tour. Peace Education in Conflict Regions, Tübingen,
Institut für Friedenspädagogik Tübingen e. V., 2007.
30
tratta di un giorno di lavoro il cui ricavato viene devoluto interamente come aiuto umanitario ai
Paesi del sud-est Europa, in particolare ai ragazzi della Bosnia, dell‟Erzegovina, del Kosovo e
della Macedonia.
L‟IFT anche questa volta si è premurato della formazione dei giovani che si accostano a
questo progetto, elaborando brochure informative e diverso materiale didattico da trattare a
lezione.
4.12 Frieden-Fragen.de
Un progetto che tratta argomenti di pace e di guerra e li spiega ai giovanissimi. Questo è
l‟obiettivo che l‟IFT raggiunge grazie alla creazione del sito http://www.frieden-fragen.de/21 e
grazie all‟impiego di Jule Gölsdorf, dal 2003 anche conduttrice sulla rete televisiva ZDF del
notiziario per bambini Logo!.
Si tratta di un sito in cui i ragazzi più giovani possono avere le risposte e i chiarimenti che
desiderano scrivendo direttamente nella sezione dedicata alle domande. Tra i vari strumenti che
il sito mette a disposizione spicca un vocabolario dedicato alle tematiche di guerra e di pace.
Questo progetto mostra come l‟Institut für Friedenspädagogik sia in grado di adoperarsi
per un pubblico vastissimo, e grazie a Jule Gölsdorf palesa la capacità di saper affrontare nel
giusto modo tematiche di tale delicatezza e importanza.
21
Cfr. <http://www.frieden-fragen.de/> consultato il 25 agosto 2008.
31
Capitolo V
Il progetto Peace Counts School
5.1 L’organizzazione
L‟Institut für Friedenspädagogik Tübingen è sede di due diversi tipi di seminari che si
tengono nel corso del semestre invernale e di quello estivo. Per poter capire in prima persona e
sperimentare il Peace Counts School si è deciso di prendere parte ai seminari del semestre estivo
2008 e di cooperare attivamente al progetto.
I seminari, propedeutici alla conduzione del progetto, forniscono una visione globale e
teorica del progetto e permettono indirettamente agli studenti, futuri accompagnatori
all‟esposizione, di conoscersi e di scambiare opinioni.
Mentre l‟Institut für Friedenspädagogik Tübingen si occupa dell‟organizzazione del
programma di accompagnamento del progetto, l‟agenzia Zeitenspiegel di Weinstadt22 si interessa
della logistica dell‟esposizione.
22
V. nota n. 17, cap. II, p. 25.
32
5.2 L’obiettivo
Il progetto Peace Counts School si propone come obiettivo principale l‟insegnamento della
pace e la sensibilizzazione dei giovani a tematiche di violenza e di pace: bambini e ragazzi
vengono incoraggiati alla responsabilità verso l‟ambiente e la società di cui fanno parte.
L‟educazione alla pace è un tema complesso da affrontare, soprattutto se gli interlocutori
sono bambini o adolescenti. Questo del Peace Counts School è un progetto che permette in
maniera semplice e addirittura personale la trattazione di concetti così delicati.
5.3 Il contatto con le scuole
La fase di avviamento del progetto prevede il contatto con le scuole: l‟IFT provvede a
contattare via e-mail o telefonicamente le scuole della regione in modo da poter poi stilare una
pianificazione delle visite all‟esposizione. Generalmente viene programmata la visita di una
classe al giorno nel corso della mattinata, ed eventualmente viene aggiunta un‟altra classe nel
pomeriggio. A seconda del numero di studenti per ogni classe sono previsti da tre a cinque
accompagnatori. Nel corso del progetto ciascun accompagnatore segue un paio di classi.
5.4 L’allestimento dell’esposizione
Le notizie di guerra e distruzione trovano regolarmente spazio sulle prime pagine dei
giornali, mentre notizie di riappacificazione e ricostruzione passano spesso in secondo piano.
Il messaggio espresso dalle fotografie è “Frieden ist machbar!” (Fare la pace è possibile!),
come dice Michael Gleich, coordinatore del progetto multimediale Peace Counts 23. Nel corso
degli anni passati, fotografi e reporter Peace Counts hanno documentato trenta diversi luoghi di
conflitto e numerose persone emarginate per motivi etnici, religiosi o politici. I reporter
sceglievano regioni in cui i conflitti fossero stati appianati con successo e le foto venivano
selezionate appositamente per le esposizioni rivolte alle scuole. Fotografi di spicco come Uli
Reinhardt, Frieder Blickle e Paul Hahn documentano ad esempio la vita di due ex terroristi
dell‟Irlanda del Nord oggi occupati per il lavoro giovanile, un promoter dello sport in Colombia
23
Cfr. Günther Gugel, Lernen wie man Frieden macht. Pädagogisches Begleitptogramm zur Austellung Peace
Counts. Die Erfolge der Friedensmacher, Tübingen, Institut für FriedenspädagogikTübingen e.V., 2007, pp. 8-9.
33
che combatte contro la violenza grazie al gioco del calcio, oppure un Tamil in Sri Lanka che si
preoccupa della ricostruzione dei villaggi. Come indicato in precedenza, la rete di fotografi è
collegata con l‟agenzia di reportage Zeitenspiegel.
Per permettere il processo di apprendimento ai giovani che visitano l‟esposizione Peace
Counts è stata ideata una particolare tipologia del materiale espositivo, che comprende 8 tavole o
panelli espositivi del formato di 120 x 118 cm. con i temi:
Brasile: Viva Rio: si vive la Favela!;
Filippine: Isole della pace nella terra dei ribelli;
Sri Lanka: Il sig. Narasingham fa marcia indietro;
Mali: Il ritorno del cavaliere del deserto;
Israele/Palestina: Conoscere le controversie per la pace;
Macedonia: Elena mediatrice;
Giappone: Parlare liberamente sul mare aperto;
Sud Africa: Giovani difficili, mani leggere.
Il materiale comprende inoltre un televisore al plasma con lettore DVD in cui scorrono
immagini dell‟esposizione, 2 pannelli con informazioni riguardo l‟esposizione e altri 2 con i
temi:
Irlanda del nord: Due ex terroristi e la guerra fredda;
Colombia: Palla anziché revolver.
5.5 Simulazione e cerimonia inaugurale
Un‟idea molto valida, che permette agli studenti di acquisire consapevolezza e sicurezza
nel lavoro che si apprestano ad avviare, è quella di completare la formazione teorica data dai
seminari con una giornata dedicata ad una simulazione pratica dello svolgimento del progetto.
Quest‟anno l‟esposizione Peace Counts si è tenuta a Denkendorf (v. Figura V-1), una
cittadina nei pressi di Stoccarda. Qui, due giorni prima dell‟avviamento del progetto con le
scuole, si è svolta la simulazione del progetto (v. Figura V-2). Nadine Heptner ha guidato l‟intera
fase di apprendimento, spiegando anche come interagire con gli alunni a seconda dell‟età e del
tipo di scuola.
Alla simulazione del progetto segue la manifestazione inaugurale, generalmente la
domenica precedente l‟inizio delle settimane dedicate al progetto (v. Figura V-3).
L‟inaugurazione è parte integrante del programma di accompagnamento per le scuole e assume
34
una valenza particolare grazie anche alla presenza di invitati speciali quali giornalisti Peace
Counts, fotografi e addirittura alcuni operatori di pace. Quest‟anno ad esempio era ospite Joe
Doherty, operatore di pace dall‟Irlanda del Nord.
Ad ogni manifestazione inaugurale sono presenti circa cinquecento persone provenienti da
realtà diverse24. Il discorso inaugurale viene aperto dal Sindaco della città a cui seguono
interventi vari in rappresentanza dell‟IFT.
Per gli studenti, futuri accompagnatori, vengono organizzati incontri e workshop con
giornalisti e fotografi in modo da permettere l‟acquisizione delle informazioni in prima persona.
Figura V-1
La sede dell’esposizione a Denkendorf
24
Abschlussbericht des Projektes. Peace Counts School. Module für eine verbesserte Werteerziehung und
Gewaltprävention an Schulen. 1.9.2006 – 31.8.2007, Tübingen, Institut für Friedenspädagogik Tübingen e. V.,
2007, p.18.
35
Figura V-2
Simulazione dello svolgimento del progetto
Figura V-3
Incontro degli studenti accompagnatori con uno dei fotografi
Peace Counts durante la giornata inaugurativa
36
5.6 Le fasi dell’esposizione
Il progetto entra nel vivo con la visita degli alunni all‟esposizione. Questa affascina lo
spettatore tramite reportage fotografici che documentano situazioni in zone di guerra o
comunque disagiate in cui persone comuni diventano operatori di pace fornendo aiuti concreti
alla propria gente e favorendo la risoluzione dei conflitti.
I sentimenti suscitati dai reportage stimolano ad un lavoro più partecipe all‟interno dei
workshop che seguono l‟esposizione. I ragazzi vengono infatti divisi in gruppi da tre a cinque
componenti e iniziano a lavorare ad una delle sei stazioni che compongono il cerchio
d‟apprendimento o Lernzirkel. Un volta elaborato l‟esercizio proposto dalla stazione, i gruppi di
lavoro possono ruotare e affrontare le tematiche proposte dalle stazioni successive.
Terminato il lavoro dei workshop nel Lernzirkel i gruppi di lavoro si fondono in
un‟assemblea conclusiva ed espongono i propri elaborati discutendoli e approfondendoli assieme
a tutti i compagni e agli studenti accompagnatori.
Questa discussione finale indirizza i ragazzi all‟interrogativo che riassume lo scopo del
progetto: Come si realizza la pace?
5.6.1 L’introduzione all’esposizione
L‟esposizione Peace Counts. Die Erfolge der Friedensmacher25 (Peace Counts. Il successo
dell‟operatore di pace) propone un accostamento molto approfondito con i temi dei reportage. Il
programma di accompagnamento pedagogico è stato studiato appositamente per coinvolgere
alunni di scuole medie e superiori; nel caso di classi particolarmente giovani viene tolta la
stazione del Lernzirkel dai contenuti più complessi.
Gli accompagnatori nel giorno dell‟esposizione si ritrovano nel locale allestito per la
mostra generalmente un‟ora prima dell‟inizio, preparano il materiale, dispongono un numero
sufficiente di sedie, organizzano i tavoli da lavoro con tutto l‟occorrente e controllano la quantità
di questionari da distribuire.
All‟arrivo della classe segue una fase di introduzione al progetto (v. Figura V-4), in cui gli
studenti dell‟IFT si presentano agli alunni spiegando anche la motivazione che li ha spinti a
collaborare, illustrano le varie fasi della visita e consegnano un breve questionario composto da
25
Cfr. Günther Gugel, Lernen wie man Frieden macht. Pädagogisches Begleitptogramm zur Austellung Peace
Counts. Die Erfolge der Friedensmacher, Tübingen, Institut für Friedenspädagogik Tübingen e.V., 2007.
37
tre domande aperte a cui gli alunni risponderanno in un secondo momento, al termine dei venti
minuti dedicati all‟esplorazione.
Figura V-4
Presentazione dell’esposizione agli alunni
Le domande titolate “Fragebogen zur Ausstellung”26 (Questionario sull‟esposizione) sono
le seguenti:
1. Welches Bild spricht Dir besonders an?
(Quale immagine suscita in te particolare emozione?)
2. Welches Bild drückt für Dich Frieden machen besonders aus? (Warum?)
(Quale immagine esprime secondo te al meglio il concetto fare la pace e perché?)
3. Welche Frage würdest Du dem Fotografen gerne stellen?
(Quale domanda vorresti porre ai fotografi?)
26
Cfr Günther Gugel, Lernen wie man Frieden macht, op. cit., p. 24.
38
Tenendo presente queste domande gli alunni iniziano a perlustrare l‟esposizione, ad
osservare le immagini e a leggerne le didascalie (v. Figura V-5 e Figura V-6).
Figura V-5
Alunni che visitano l’esposizione
Figura V-6
Gli alunni discutono i reportage
39
5.6.2 I temi dei reportage
I reportage dell‟esposizione Peace Counts27 documentano le seguenti storie e progetti
provenienti da tutto il mondo.
5.6.2.1 Brasile: Viva Rio: si vive la Favela!
Il problema: violenza nelle strade, spaccio di droga, omicidi di bambini che chiedono la
carità, spacciatori che sparano alla polizia, assenza dello Stato: niente polizia, giustizia, sanità,
mancanza di canalizzazione e di strade percorribili; 40 mila persone all‟anno uccise in Brasile.
Il progetto: fondazione dell‟organizzazione Viva Rio che dispone oggi di più di mille
collaboratori stipendiati, tremila volontari e più di 500 progetti in 354 Favelas. Aumento delle
forze di polizia e di sorveglianza, diurna e notturna. Recupero giovanile tramite un sistema di
istruzione e di proposte sportive.
5.6.2.2 Filippine: isole della pace nella terra dei ribelli
Il problema: da più di 30 anni gruppi religiosi cristiani e musulmani si combattono.
Il progetto: Padre Roberto Layson, per evitare che i villaggi si trovino sulla linea di tiro
dei ribelli, esorta contadini, uomini di fede e politici affinché aiutino i villaggi a dichiararsi zone
di pace. Padre Roberto Layson inoltre fornisce ai mondariso dei telefoni cellulari in modo che i
trasgressori possano essere subito denunciati grazie all‟immediatezza degli SMS.
5.6.2.3 Sri Lanka: il sig. Narasingham fa marcia indietro
Il problema: vent‟anni di guerra civile, dal 1983 al 2003. La minoranza Tamil conduce
una guerra secessionista contro il governo centrale dello Sri Lanka. Il nord dell‟isola è diventato
una terra fantasma con mine inesplose e villaggi abbandonati.
Il progetto: Rohini Narasingham fa ritorno alla sua terra natale, il nord dell‟isola per
contribuire alla ricostruzione del suo paese. Creazione di abitazioni per l‟accoglienza dei
profughi con una fattoria per l‟agricoltura moderna, costruzione di scuole per i bambini
sordomuti o traumatizzati dalle atrocità della guerra. Azioni sociali che permettono alle donne
più povere, spesso vedove di guerra, di ricostruire le loro case.
27
Cfr: Günther Gugel, Peace Counts. Die Erfolge der Friedensmacher. Katalog zur Ausstellung, Tübingen, Institut
für Friedenspädagogik Tübingen e.V., 2007.
40
5.6.2.4 Mali: il ritorno del cavaliere del deserto
Il problema: due clan diversi di Tuareg lottano per i diritti sull‟acqua. Guerra civile,
terreni aridi e locuste.
Il progetto: presenza di mediatori che concilino il perdono e la collaborazione. Incentivi
finanziari dalla GTZ (Gesellschaft für Technische Zusammenarbeit, Società per la
Collaborazione Tecnica) e dal KfW (Kreditanstalt für Wiederaufbau, Istituto di Credito per la
Ricostruzione) e speranza di un sufficiente tenore di vita e di una collaborazione pacifica tra
antichi rivali.
5.6.2.5 Israele/Palestina: luoghi di conoscenza per conversazioni pacifiche
Il problema: sicurezza per lo Stato di Israele e autonomia per la Palestina. Ciascuno
reclama parte dello stesso territorio, azioni militari, attentati suicidi e azioni terroristiche.
Il progetto: nel villaggio Neve Shalom abitato da Ebrei israeliani e Arabi palestinesi gli
abitanti provano a convivere pacificamente e a collaborare per l‟amministrazione del paese.
Fondazione della School of Peace (Scuola di pace) dove i giovani palestinesi e israeliani parlano,
si confrontano e cercano di conoscersi.
5.6.2.6 Macedonia: Elena mediatrice
Il problema: conflitti tra musulmani albanesi e cristiani macedoni.
Il progetto: Elena Gulmadova è portatrice delle credenze musulmane grazie al padre e
cristiane grazie alla madre. Elena collabora con l‟OSZE (Organisation für Sicherheit und
Zusammenarbeit in Europa, Organizzazione per la Sicurezza e la Collaborazione Europea)
cercando di portare al dialogo due società diverse.
5.6.2.7 Giappone: parlare liberamente sul mare aperto
Il progetto: la crociera Peace Boat che dal 1983 attraversa i mari di tutto il modo per
portare dialogo. In ogni regione del mondo in cui sono presenti conflitti, gli studenti della
crociera raccolgono le parti in conflitto per offrire loro un luogo neutro in cui discutere e trovare
delle possibili soluzioni. Alla fine di un giorno di discussioni e di workshop si festeggia con balli
e canzoni.
41
5.6.2.8 Sud Africa: giovani difficili, mani leggere
Il problema: violenza sulla strada tra bande rivali, violenza contro la polizia, violenza
all‟interno dei carceri.
Il progetto: gli impiegati del CCR (Center for Conflict Resolution, Centro per la
Risoluzione dei Conflitti) lavorano sistematicamente con alunni, insegnanti, polizia, carcerati e
personale delle prigioni per insegnare la mediazione e la possibilità di avere relazioni prive di
conflitto.
5.6.2.9 Irlanda del nord: due ex terroristi e la guerra fredda
Il problema: l‟esercito repubblicano irlandese combatte la guerra d‟indipendenza contro le
forze britanniche.
Il progetto: entrambi gli ex terroristi Joe Doherty e Peter McGuire sono impegnati nel
sociale. Impiego giovanile, offerte formative per il tempo libero e seminari a cui partecipare.
Grazie a queste iniziative riescono a persuadere i giovani a restare lontani dai gruppi paramilitari.
5.6.2.10 Colombia: palla anziché revolver
Il problema: guerriglieri di sinistra e paramilitari di destra si combattono e terrorizzano la
popolazione. Stato, polizia ed esercito non possono intervenire. Alto tasso di disoccupazione e
numerosi rifugiati.
Il progetto: organizzazione di tornei di calcio sulle strade. Le regole fair play con cui si
gioca prevedono una risoluzione dei conflitti costruttiva e priva di violenza. Nel gioco del calcio
vengono integrate le ragazze per stimolare l‟accettazione tra tutti.
5.6.3 Il Lernzirkel
Dopo i venti minuti dedicati all‟esplorazione iniziale dei reportage la classe si raggruppa in
una prima assemblea per poter compilare il questionario, discuterne le risposte e scambiare
opinioni. Gli alunni vengono disposti in senso circolare e siedono di fronte agli accompagnatori
che moderano la discussione e incoraggiano i ragazzi ad intervenire, ponendo domande e
fornendo spunti di riflessione e ulteriori informazioni sul tema. Gli studenti accompagnatori
hanno a disposizione alcune lavagne su cui appendere le immagini discusse dagli alunni e dei
pennarelli per scrivere ed evidenziare diversi concetti.
42
A questo punto due studenti raccolgono i questionari precedentemente distribuiti e
dividono i ragazzi in gruppi da tre a cinque per la fase successiva: il Lernzirkel, il cerchio
d‟apprendimento. Questo è composto da sei Lernstationen, stazioni d‟apprendimento, ognuna
delle quali presenta una proposta di lavoro diversa, che permettono un‟offerta didattica molto
flessibile. Nel caso la classe sia poco numerosa, al fine di mantenere i gruppi di almeno tre
ragazzi, viene tolta una stazione.
Anche in questa fase il compito degli accompagnatori è quello di aiutare i ragazzi a
comprendere gli esercizi proposti dalle stazioni e stimolarli alla riflessione (v. Figura V-7). È
importante far notare loro come non ci sia un‟opinione giusta o sbagliata e che nessuno
correggerà il loro pensiero; non devono temere di esprimere concetti banali e ciascuno deve
sentirsi libero di dare il proprio contributo al lavoro.
Figura V-7
Uno studente accompagnatore aiuta gli alunni nello svolgimento
dell’esercizio proposto da una delle Lernstationen
I ragazzi hanno a disposizione circa mezz‟ora per terminare il lavoro, dopodiché a seconda
del tempo a disposizione della scolaresca e della stanchezza, i gruppi dovrebbero ruotare una o
più volte, ma è raro che ciò riesca a verificarsi.
Il materiale per i workshop messo a disposizione dall‟IFT rappresenta un incentivo
accattivante per i giovani e un notevole aiuto per facilitare il compito accompagnatori: fogli degli
esercizi plasticati, fotografie in formato A4, pennarelli, fogli di carta bianca su cui elaborare le
43
proprie riflessioni e pannelli per appendere immagini e fogli di risposta per la presentazione
davanti agli altri compagni, agli accompagnatori e all‟insegnante (v. Figura V-8).
Figura V-8
Gli alunni preparano la presentazione delle proprie riflessioni
sull’esercizio proposto da una delle Lernstationen
Ragazzi di età diverse si cimentano così con entusiasmo nel lavoro e anche i gruppi che
all‟inizio si mostrano poco complici riescono a farsi coinvolgere. I gruppi esprimono spesso idee
nuove e riflessioni personali, con i più piccoli che portano frequentemente esempi di episodi
vissuti in prima persona.
Le diverse Lernstationen28 utilizzano le tematiche proposte dai reportage per sviluppare
esercizi e riflessioni.
5.6.3.1 Stazione: calcio e Fair Play
I partecipanti del gruppo hanno a disposizione molte foto del progetto Colombia: palla
anziché revolver. Il compito consiste in:
Sistemare le foto nel giusto ordine temporale, raccontare una storia e darle un
titolo.
28
Günther Gugel, Lernen wie man Frieden macht, op. cit., pp. 14-17 e 25-40.
44
Rispondere alla domanda: In un‟immagine l‟allenatore dice chiaramente delle
parole ad un ragazzo. Che cosa gli dice?
Rispondere alla domanda: Che significato ha per voi l‟espressione “fair play”?
Come mai si usa l‟espressione “fair play”? Secondo voi il fair play è qualcosa di
importante oppure no?
5.6.3.2 Stazione: strada verso la violenza, strada per lasciare la violenza
Gli alunni leggono o ascoltano su CD-ROM le interviste con Joe Doherty e Peter McGuire,
del reportage “Irlanda del nord: due ex terroristi e la guerra fredda” e rispondono ad alcune
domande:
Qual é il motivo che ha spinto entrambi ad abbandonare i combattimenti armati?
Che cosa li ha portati a dire: Quella era la strada sbagliata?
Quali esperienze o convinzioni spingono le persone ad utilizzare la violenza?
Quali esperienze o convinzioni spingono le persone a rinunciare alla violenza e a
seguire la strada della riappacificazione?
5.6.3.3 Stazione: cultura del conflitto
A disposizione dei partecipanti ci sono nove raffigurazioni che rappresentano l‟escalation
di uno scontro. I compiti sono i seguenti:
Disporre le immagini in ordine logico.
Scegliere un sottotitolo per ciascuna immagine.
Dare un titolo alla storia così formata.
Rispondere alla domanda: Nelle seguenti immagini chi contribuisce e con quale
comportamento all‟escalation dello scontro?
Rispondere alla domanda: Chi avrebbe potuto reagire diversamente nelle varie fasi?
5.6.3.4 Stazione: necessità
A disposizione di questo gruppo di lavoro ci sono moltissime fotografie provenienti da più
reportage con le quali vengono proposte diverse riflessioni:
Quali necessità di base hanno le persone? (Con il termine necessità di base ci si
riferisce a ciò di cui le persone hanno bisogno per vivere).
Queste necessità sono per tutti uguali oppure ci sono delle differenze, per esempio
tra popolazioni tedesche e africane del sud?
45
Trovare le necessità comunicate da ciascuna delle immagini a disposizione.
5.6.3.5 Stazione: raccontare della guerra e della pace
Il primo compito è quello di mettere in ordine decrescente di importanza le affermazioni
fatte dai fotografi Peace Counts alla domanda “Che cos‟è particolarmente importante per il
giornalismo di pace?”:
Essere nel posto giusto al momento giusto.
Relazionare in maniera libera e indipendente.
Indicare le fazioni in conflitto.
Mostrare le conseguenze della guerra.
Raccogliere la prospettiva delle vittime.
Lasciar parlare le immagini.
Vincere la distanza dalle immagini.
Prendere posizione nel conflitto.
Dar voce a tutti.
Concentrarsi sulle possibili conseguenze.
Riferire eventi spettacolari.
Riferire di tentativi di risoluzione, ricostruzione e conciliazione.
Offrire informazioni di base.
Seguire lo sviluppo in un lungo lasso di tempo.
Non togliere la dignità alle persone di cui si racconta.
Viene poi richiesto di rispondere alla domanda: Se voleste raccontare di un conflitto come
ne parlereste e quale immagine scegliereste?
5.6.3.6 Stazione: come si fa la pace
In questa stazione vengono fornite varie immagini provenienti da più reportage e vengono
posti tre compiti:
Formulare cinque affermazioni per rispondere alla domanda: Che cos‟è importante
quando si vuole raggiungere la pace?
Indicare quali delle immagini a disposizione esprimono le affermazioni sopra
formulate.
Descrivere che ruolo rivestono nel tentativo di raggiungere la pace i concetti:
giustizia, armamento e armi, democrazia e risoluzione dei conflitti.
46
5.6.4 L’assemblea conclusiva
Nelle due o tre ore di lavoro previste per l‟esposizione vengono anche calcolati dieci
minuti di pausa dopo i workshop e prima di iniziare la discussione finale.
In questa assemblea, della durata di 45 minuti circa, ciascun gruppo presenta il proprio
lavoro ai compagni (v. Figura V-9 e Figura V-10). Grazie all‟ausilio di CD-ROM con sequenze
multimediali di interviste e reportage vari, ciascun tema dei workshop può essere approfondito
ulteriormente per permettere una migliore conoscenza dell‟argomento. L‟insieme delle
elaborazione di ciascun esercizio porta alla creazione di un quadro finale che permette di
discutere e riflettere sulla domanda conclusiva: Come si fa la pace?
Figura V-9
Ciascun gruppo presenta le proprie elaborazioni
47
Figura V-10
Un altro gruppo esprime le proprie riflessioni
5.6.5 Il questionario conclusivo
Alla fine dell‟esposizione gli alunni ricevono come piccolo ricordo della giornata un
segnalibro, mentre gli insegnanti ricevono cataloghi per le prossime esposizioni del progetto
Peace Counts School e il CD-ROM Peace Counts per poter approfondire l‟argomento anche in
seguito in classe.
Viene distribuito infine un ultimo questionario, “Meine Meinung zur Austellung”29 (La
mia opinione sull‟esposizione), per raccogliere le impressioni dei partecipanti.
Gli interrogativi posti sono i seguenti:
Die Ausstellung finde ich…
(Trovo l‟esposizione…)
Gut gefallen hat mir…
(Mi è particolarmente piaciuto…)
Weniger gefallen hat mir…
(Mi è piaciuto un po‟ di meno…)
29
V. allegati dal 16 al 19 compresi, da p. XVII a p. XX.
48
Darüber würde ich gerne mehr wissen…
(Mi piacerebbe saperne un po‟ di più di…)
Questo questionario non viene completato sul momento ma nei giorni seguenti e
riconsegnato poi tramite posta all‟Institut für Friedenspädagogik. Generalmente il ritorno dei
questionari non supera il 50-60% del totale distribuito30.
In seguito il direttore Gugel invia tramite e-mail agli studenti accompagnatori dei fogli
valutativi, gli Evaluationsbögen, per ottenere un feedback anche da parte loro. Ogni studente che
ha partecipato al programma di accompagnamento (v. Figura V-11) può così riferire la propria
esperienza.
Figura V-11
Il gruppo di studenti accompagnatori dopo l’esposizione a
Denkendorf del giorno 11 giugno 2008.
Da sinistra: Benjamin Boy, Olga Trabandt,
Alda Guerra e Susanne Raidt.
30
Abschlussbericht des Projektes, Tübingen, Institut für Friedenspädagogik Tübingen e.V., 2007, op. cit., p. 16.
49
Capitolo VI
Elaborazione di questionari
L‟esposizione Peace Counts. Die Erfolge der Friedensmacher a Denkendorf è durata poco
meno di tre settimane, dal 26 maggio al 13 giugno 2008, mentre i seminari tenuti da Günther
Gugel presso l‟IFT si sono conclusi il 23 giugno.
Ai fini di rendere più completa l‟analisi del progetto Peace Counts School in questa tesi, si
profilava interessante conoscere a posteriori le opinioni di tutti i partecipanti e quanto questo
progetto fosse effettivamente riuscito a trasmettere. Si è deciso così di prendere in esame il
feedback non solo degli alunni ma anche dei loro insegnanti e dei colleghi accompagnatori.
L‟obiettivo posto era di sondare fino a che punto e in che modo l‟esposizione li avesse coinvolti.
La motivazione per cui è stato scelto come metodo d‟indagine il questionario è che questo, al
contrario di un‟intervista, avrebbe permesso la raccolta un numero notevolmente superiore di
opinioni.
Esaminando l‟elenco delle scuole che hanno partecipato all‟esposizione Peace Counts, è
emerso che la maggior parte delle classi coinvolte erano quelle con alunni di età compresa tra i
15 e i 17 anni. Compatibilmente con l‟inizio delle vacanze estive si è cercato quindi di
selezionare campioni di alunni di varie età e provenienti da indirizzi scolastici diversi. Le scuole
selezionate sono state le seguenti (v. Figura VI-1):
50
Scuola professionale Friedrich Ebert Schule, Esslingen.
24 alunni, 9° classe. Insegnante accompagnatore: prof.ssa Dorothee Ernst.
Ginnasio tecnico Max-Eyth-Schule, Kirchheim unter Teck.
30 alunni, 11°classe. Insegnante accompagnatore: prof.ssa Birgit Baier.
Istituto tecnico Burgschule Köngen, Köngen.
20 alunni, 10° classe. Insegnante accompagnatore: prof.ssa Renate Burkhard.
Scuola professionale Friedrich Ebert Schule, Esslingen.
12 alunni, 11° classe. Insegnante accompagnatore: prof.ssa Susanne von
Kirchbach.
Hauptschule31 Mörikeschule, Nürtingen.
20 alunni, 5° classe. Insegnante accompagnatore: prof. Karl Rach.
Figura VI-1
Le buste contenenti i questionari per le scuole
31 Haupt·schu·le f (-,-n) INTRAD. (corso di studi quinquennale che segue la scuola elementare). (c) 2002
Langenscheidt KG e Paravia Bruno Mondadori Editori SpA.
51
6.1 Metodo d’indagine e contenuti dei questionari
I plichi per le varie scuole contenevano i questionari per gli alunni, un questionario per
l‟insegnante accompagnatore all‟esposizione e una lettera in cui veniva motivata la ragione del
sondaggio 32.
I questionari degli alunni e dei rispettivi insegnanti si differenziano oltre che per contenuti
anche per lunghezza e forma. Se per gli insegnanti infatti si è optato per un questionario con
quattro domande aperte in modo da dare la possibilità di esprimersi liberamente, per gli alunni si
è preferito redigere un questionario con dodici domande a risposta multipla. Questa decisione
rifletteva due considerazioni diverse: in primo luogo, trattandosi di ragazzi in età scolastica e con
età variabile tra gli 11 anni e i 18 anni, si è considerato che per loro sarebbe risultato poco
stimolante rispondere a domande aperte che avrebbero richiesto un‟opinione personale sulla
visita all‟esposizione, ottenendo così probabilmente delle risposte laconiche e superficiali. In
secondo luogo la scelta del questionario a risposte multiple rispecchiava anche l‟intenzione di
raccogliere facilmente i risultati e di analizzarli tramite grafici e statistiche.
6.1.1 Il questionario per gli alunni
La struttura del questionario per gli alunni33 presenta delle domande in crescendo
d‟importanza. Si parte da una domanda sul grado di soddisfazione generale dell‟esposizione e si
conclude con una domanda riguardante un‟eventuale impiego futuro nel campo della mediazione
culturale.
Nella prima domanda infatti si richiede agli alunni di esprimere con un voto da uno a dieci
quanto l‟esposizione Peace Counts li abbia colpiti.
Nelle quattro domande seguenti si richiede se l‟argomento sia stato trattato nuovamente a
scuola o in famiglia e nella sesta domanda se sia stato approfondito a livello personale.
Nella settima e ottava domanda l‟obiettivo è quello di analizzare le sensazioni avvertite in
seguito a notizie di violenza o di pace trasmesse dai telegiornali, prima e dopo la partecipazione
al progetto.
Le ultime quattro domande, infine, indagano circa l‟opinione dei ragazzi riguardo un futuro
approfondimento della tematica, partendo dalla partecipazione a seminari fino all‟esercizio in
32 V. allegato 11 a p. XII.
33
V. allegato 4 a p. V.
52
prima persona di una professione quale il mediatore culturale. Rispondere a quest‟ultima
domanda non è sicuramente facile per ragazzi in età scolastica, ma se da un lato la figura del
mediatore culturale emerge in ciascuno dei reportage presentati all‟esposizione, dall‟altro si
tratta del percorso di studi che riguarda la sottoscritta e sarebbe stata interessante una risposta in
tal senso.
6.1.2 Il questionario per gli insegnanti
Lo scopo del secondo questionario era, come detto, quello di conoscere il parere degli
insegnanti34. È infatti interessante avere l‟opinione del docente non solo perché questo ha la
possibilità di osservare i propri ragazzi e di capire quale sia effettivamente il loro apprezzamento
verso il progetto, ma anche per scoprire quali sono stati i motivi che hanno suscitato il suo
interesse a coinvolgere la classe alla mostra, e inoltre per prendere in considerazione un giudizio
più maturo riguardo l‟esposizione.
Nella prima delle quattro domande aperte si richiede la motivazione per cui l‟insegnante ha
deciso di partecipare alla mostra.
La seconda e la terza domanda invece si focalizzano sulle reazioni degli alunni, sia prima
che dopo la partecipazione al progetto.
Infine l‟ultimo quesito chiede all‟insegnante un parere del tutto personale riguardo la
mostra e la conduzione della stessa ad opera degli studenti accompagnatori.
6.1.3 Il questionario per gli studenti accompagnatori
Il terzo e ultimo questionario inviato, Fragebogen für Betreuer/in35, aveva come destinatari
i venti partecipanti al seminario e accompagnatori delle classi. Anche per questo formulario si è
optato per domande a risposta aperta.
Nelle prime domande viene richiesto il nome, l‟età, il percorso di studi, la motivazione
della scelta del seminario e in particolare se questo fosse parte integrante del percorso di studi o
una libera scelta dello studente.
Seguono poi due quesiti per avere un‟opinione sul metodo d‟insegnamento adottato
dall‟Institut für Friedenspädagogik Tübingen: si chiede se in seguito ai seminari e alla giornata
34
V. allegato 1 a p. II.
35
V. allegato 12 a p. XIII.
53
dedicata alla simulazione del progetto lo studente si sia sentito adeguatamente preparato per la
conduzione delle classi alla mostra, e si indaga su quale sia stato secondo lo studente l‟obiettivo
con cui l‟IFT ha avviato il progetto Peace Counts School e se tale obiettivo sia stato raggiunto o
meno.
Segue poi un quesito in riferimento agli alunni che lo studente ha accompagnato di
persona: se secondo lui l‟esposizione Peace Counts abbia o meno stimolato i ragazzi, se lo
stimolo possa avere un effetto duraturo e se questo varia a seconda dell‟età.
Le ultime due domande sono di carattere personale e in particolare chiedono se
l‟aspettativa iniziale dello studente sia stata nel complesso soddisfatta, e di esprimere un giudizio
in una scala da uno a dieci sull‟esposizione Peace Counts. Die Erfolge der Friedensmacher.
6.1.4 I questionari dell’IFT
Per completezza della ricerca, si è ritenuto opportuno richiedere all‟IFT la possibilità di
visionare i questionari “Meine Meinung zur Ausstellung” che vengono consegnati agli alunni a
conclusione dei workshop dell‟esposizione.
6.2 Ricezione delle risposte
In totale i questionari hanno raggiunto cinque classi in quattro scuole diverse. Spediti per
posta corredati di SASE36 il lunedì 16 giugno 2008, nella lettera accompagnatoria veniva
cortesemente richiesta una risposta entro il lunedì successivo, il 23 giugno.
La prima classe dalla quale sono pervenute le risposte è stata la Hauptschule Mörikeschule
di Nürtingen, un classe di ragazzi tra gli 11 e i 12 anni. Per tutte le altre risposte invece è stato
necessario sollecitare telefonicamente gli insegnanti e attendere più di un mese.
Per quanto concerne il ginnasio tecnico di Kirchheim unter Teck, a fronte di 30 questionari
inviati per una sola classe ne sono ritornati compilati 43. Gli insegnanti infatti hanno gentilmente
deciso di propria iniziativa di far compilare i questionari anche ad un‟altra classe che aveva
partecipato all‟esposizione e che, trattandosi di alunni della stessa età dei precedenti, erano in
realtà stati esclusi dall‟inchiesta per ottenere un campione maggiormente diversificato.
36
SASE: Self-addressed stamped envelope, busta preindirizzata ed affrancata per permettere al destinatario l‟invio
di una risposta al mittente senza possibilità di errori nella trascrizione dell‟indirizzo né costi a suo carico.
54
Al contrario le insegnanti della scuola professionale Friedrich Ebert Schule di Esslingen
hanno unito i questionari della nona e undicesima classe, allegando però un‟unica risposta del
questionario indirizzato agli insegnanti.
La situazione più particolare è quella che si è verificata con l‟istituto tecnico di Köngen.
Dopo numerosi tentativi telefonici per contattare personalmente l‟insegnante, è stata infine
negata la risposta ai questionari in quanto ormai alla metà di luglio, a distanza di un mese
dall‟invio, era prossimo l‟inizio delle vacanze estive. L‟unica risposta faticosamente ottenuta è
stata quella dell‟insegnante.
In conclusione su 106 questionari spediti agli alunni ne sono stati compilati 87 e dei 5
questionari spediti per gli insegnanti ne sono stati compilati 4. Dei 20 questionari spediti ai
colleghi studenti accompagnatori ne sono stati compilati 16.
55
Capitolo VII
Analisi dei questionari
Nell‟analisi delle risposte dei questionari indirizzati agli alunni verrà presentata oltre che la
media generale dei voti pervenuti anche le medie parziali a seconda del sesso, dell‟età e della
scuola di provenienza. Questi dati si rivelano interessanti nell‟evidenziare la diversità delle
opinioni non solo tra maschi e femmine ma anche tra le varie fasce d‟età.
La motivazione alla base della scelta di calcolare medie parziali in base all‟età anziché alla
classe di provenienza è dovuta al fatto che due delle quattro scuole hanno spedito le risposte
raggruppando questionari di classi diverse senza alcuna distinzione, rendendo impossibile capire
a quali classi appartenessero.
Per quanto concerne le risposte degli insegnanti, essendo in totale 4, non verranno
calcolate statistiche ma verrà presentata un‟analisi generica.
Infine le risposte aperte ai questionari degli accompagnatori verranno analizzate tramite
statistiche ma senza alcuna differenziazione in base al sesso o all‟età.
56
7.1 Analisi delle risposte degli insegnanti
I questionari per gli insegnanti consistevano in quattro domande aperte inviate per posta
ordinaria in data 16 giugno 2008 alla prof.ssa Dorothee Ernst della scuola professionale di
Esslingen, alla prof.ssa Birgit Baier del ginnasio tecnico di Kirchheim unter Teck, alla prof.ssa
Renate Burkhard dell‟istituto tecnico di Köngen e alla prof. Karl Rach della Hauptschule di
Nürtingen.
Come accennato in precedenza le risposte pervenute dagli insegnanti sono state quattro su
un totale di cinque questionari inviati. Il questionario mancante è uno dei due destinati alla
scuola professionale Friedrich Ebert Schuledi Esslingen.
Segue l‟analisi delle risposte.
Domanda 1: Warum haben Sie sich für die Ausstellung Peace Counts School interessiert
und wie war die Reaktion Ihrer Schüler auf den Vorschlag an der Ausstellung teilzunehmen?
(Come mai Si è interessato/a all‟esposizione Peace Counts School e qual è stata la reazione
dei Suoi studenti alla proposta di partecipare all‟esposizione?)
Le risposte in questo caso possono essere ben accomunate. Gli insegnanti dell‟Hauptschule
e dell‟istituto tecnico spiegano che il tema affrontato all‟esposizione è per loro di grande
interesse perché rispecchia le loro passioni, e la prof.ssa Renate Burkhard aggiunge che
“Friedens und Zukunftssicherung” (Pace e sicurezza futura) è una materia che fa parte del loro
piano di insegnamento. Gli insegnanti del ginnasio tecnico e della scuola professionale motivano
la scelta di partecipare al progetto per l‟attualità della tematica affrontata e in particolare la
prof.ssa Dorothee Ernst sottolinea il fatto che la mostra mette in risalto le singole persone che si
adoperano per ottenere soluzioni pacifiche.
In tutti quattro i casi le reazioni degli alunni vengono valutate positive e interessate.
Domanda 2: Welche Reaktionen zeigten Ihre Schüler, nachdem sie in der Ausstellung
Peace Counts School gewesen sind?
(Quale reazione hanno mostrato i Suoi alunni dopo la visita all‟esposizione Peace Counts
School?)
Da queste risposte ciò che emerge è una reazione positiva dei ragazzi, che in seguito alla
visita mostravano una buona conoscenza dei reportage. In particolare, la prof.ssa Dorothee Ernst
57
della scuola professionale nota che i suoi ragazzi hanno acquisito consapevolezza del fatto che al
mondo continuano ad esserci situazioni di crisi e che le soluzioni per risolverle si possono
trovare. La prof.ssa Renate Burkhard racconta come la classe si sia mostrata entusiasta e abbia
manifestato reazioni totalmente positive sia per quanto riguarda l‟accompagnamento ad opera
degli studenti sia per le fasi lavorative: workshop e assemblea conclusiva.
Domanda 3: Glauben Sie, dass Ihre Schüler etwas von dieser Ausstellung gelernt haben
oder das diese Ausstellung auch langfristig etwas bei ihnen bewirken kann? In wiefern?
(Crede che i Suoi alunni abbiano imparato qualcosa da quest‟esposizione o che questa
possa avere su di loro degli effetti a lungo termine? In che modo?)
A questa domanda gli insegnanti non fanno supposizioni e sostengono di non essere in
grado di rispondere. Solamente il prof. Karl Rach della Hauptschule sostiene che l‟esperienza
abbia permesso ai suoi ragazzi di avere un‟idea del mondo e del fatto che ci si può adoperare per
la pace.
Domanda 4: Wie ist Ihre Meinung zur Ausstellung und wie beurteilen Sie die
Durchführung?
(Qual è la Sua opinione riguardo all‟esposizione e come giudica la conduzione della
stessa?)
Nelle risposte a quest‟ultima domanda c‟è un‟importante differenza tra la Hauptschule e le
altre tre scuole. L‟insegnante della Hauptschule, il prof. Karl Rach, avrebbe preferito
un‟esposizione più adeguata a ragazzi più giovani, come i suoi alunni, i quali avrebbero potuto
lavorare con più facilità e fruire maggiormente dell‟insegnamento. Le risposte degli altri docenti
sono state tutte positive: l‟esposizione nel suo complesso e la gestione del lavoro nei workshop
vengono considerate stimolanti, attuali, concrete e adeguate, sia a livello di difficoltà che di
tempo dedicato.
7.2 Analisi delle risposte degli alunni
Prima di procedere con l‟analisi delle risposte, si presenta brevemente la composizione dei
ragazzi in base a sesso, età e scuola di provenienza.
58
Su un campione scelto di 106 ragazzi, 87 hanno risposto ai questionari; di questi 69 sono di
sesso maschile e 14 di sesso femminile. La loro distribuzione a seconda delle scuole comprende
19 ragazzi frequentanti la Hauptschule di Nürtingen, 26 frequentanti la scuola professionale di
Esslingen e 42 del ginnasio tecnico di Kirchheim unter Teck. Nelle tabelle e nei grafici che
seguono le scuole vengono indicate con delle abbreviazioni: “P” per la scuola professionale,
“GT” per il ginnasio tecnico e “H” per la Hauptschule (v. Tabella VII-1 e Tabella VII-2).
Vengono indicate con “n.d.” le risposte non disponibili, perché non indicate o non comprensibili.
Tabella VII-1
Risposte ai questionari divise per scuole
Scuola
Totali
Scuola professionale (P)
26
Hauptschule (H)
19
Ginnasio tecnico (GT)
42
Totali
87
Tabella VII-2
Risposte ai questionari divise per scuole e sesso
Scuola
Sesso
Maschi
Femmine
n.d.
P
23
2
1
H
9
7
3
GT
37
5
Totali
69
14
4
Le età indicate dai ragazzi comprendono: 1 ragazzo di 10 anni, 9 di 11 anni, 8 di 12 anni, 2
di 16 anni, 32 di 17 anni, 18 di 18 anni, 7 di 19 anni, 4 di 20 anni, 3 di 21 anni e 1 di 23 anni (v.
Tabella VII-3). Di conseguenza si è deciso un raggruppamento secondo le seguenti fasce d‟età:
18 ragazzi nella fascia tra i 10 e i 12 anni compresi, 34 tra i 16 e i 17 anni, 25 tra i 18 e i 19, 8 fra
i 20 e i 23 (v. Tabella VII-4).
La suddivisione per fasce di età evidenzia il maggior numero di ragazzi nella fascia d‟età
compresa tra i 16 e 17 anni, 34 alunni di cui 29 maschi e appena 5 femmine; 25 ragazzi tra i 18 e
19 di cui 24 maschi e una sola femmina; 18 ragazzi tra i 10 e 12 anni e infine appena 8 ragazzi
tra i 20 e i 23 di cui solo una ragazza (v. Tabella VII-5).
59
Tabella VII-3
Risposte ai questionari divise per scuole ed età
Età
Scuola
10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 n.d.
P
26 11
H
1
9
1
1
1
1
8
1
GT
Totali
2
9
8
0
0
0
2
6
7
5
3
2
2
32 18
7
4
3
1
0
1
2
Tabella VII-4
Risposte ai questionari divise per scuole e fasce d’età
Scuola
Fasce d'età
10-12
P
H
16-17
18-19
20-23
n.d.
8
12
5
1
18
GT
Totali
18
1
26
13
3
34
25
8
2
Tabella VII-5
Risposte ai questionari divise per scuole, sesso e fasce d’età
Fasce d'età e sesso
Scuola
10-12
M
10-12
F
16-17
M
16-17
F
18-19
M
7
1
12
P
H
9
9
20-23
M
20-23
F
n.d.
4
1
1
7
GT
Totali
18-19
F
7
3
22
4
12
1
3
29
5
24
1
7
1
4
Prevale dunque una distribuzione non omogenea tra maschi e femmine, nettamente in
minoranza. Solo nella Hauptschule ragazzi e ragazze sono meglio distribuiti, di questi 9 sono i
ragazzi e 7 le ragazze, più 3 alunni che non indicano il sesso.
Segue l‟analisi delle risposte.
60
Domanda 1: Hat Dich die Ausstellung Peace Counts School berührt?
Bring Deine Meinung zum Ausdruck von 1= überhaupt nicht bis 10= sehr sogar.
(Ti ha colpito l‟esposizione Peace Counts School?
Esprimi il tuo giudizio da 1 = per nulla, a 10 = moltissimo.)
Il voto medio calcolato sul totale di 87 risposte ricevute è un 6,9. In particolare i ragazzi
danno un 6,6 e le ragazze 7,9, un punto in più (v. Tabella VII-6).
Tabella VII-6
Domanda 1: medie dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
6,6
7,9
P
H
GT
6,1
8,4
6,7
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
8,6
6,8
6,3
5,5
6,9
Osservando il grafico (v. Grafico VII-1) è interessante notare la distribuzione dei giudizi
diversi espressi dal sesso maschile: 47 ragazzi su 69 votano tra il 6 e l‟9 ma 4 votano 1, un
giudizio completamente negativo. La media generale viene quindi abbassata proprio dai ragazzi
maschi, e in particolare dai 4 che votano 1, mentre il voto più basso tra le ragazze è un 3, nessuna
ragazza vota 4 o 5 e 6 ragazze su 14 votano 8.
Grafico VII-1
Domanda 1: distribuzione dei voti divisi per sesso
25
20
15
Totale
Maschi
Femmine
10
5
0
n.d.
1
2
3
4
5
6
61
7
8
9
10
Per quanto riguarda la distribuzione dei voti secondo la scuola di provenienza (v. Grafico
VII-2), sono in particolare i ragazzi di sesso maschile frequentanti la scuola professionale a dare
3 dei 4 giudizi negativi, il quarto 1 espresso appartiene ad un alunno del ginnasio tecnico. 2
alunni del professionale danno come voto 3 ma quasi un terzo, ben 8 su 26, votano 8. La
distribuzione maggiore dei voti si mantiene tra il 5 e l‟8 dove il giudizio medio dell‟istituto
professionale è sufficiente: 6,1.
Grafico VII-2
Domanda 1: distribuzione dei voti divisi per scuola
25
20
15
Totale
P
H
GT
10
5
0
n.d.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Analizzando la distribuzione dei voti del ginnasio tecnico si nota dal grafico come la
distribuzione maggiore dei voti sia compresa tra il 6 e l‟8. Sono infatti 9 ragazzi su 42 che danno
6, 11 che danno 7 e 11 danno 8. La media quindi è 6,7, di mezzo punto superiore a quella dei
coetanei del professionale.
La Hauptschule è la scuola con la media più alta di tutti. I voti si mantengono tra l‟8 e il 10
con una media generale così di 8,4.
Quest‟ultimo risultato concorda con le medie parziali calcolate in base all‟età. Sono i più
giovani quelli con la media più alta, ma questa va notevolmente calando nella fascia 16-17 anni
con media 6,8, 18-19 anni con media 6,3 e 20-23 anni che votano addirittura in media 5,5.
In conclusione si nota generalmente come l‟esposizione abbia colpito maggiormente i
ragazzi più giovani e come le ragazze siano, seppur in numero nettamente inferiore ai ragazzi, la
categoria nella quale l‟esposizione ha riscosso maggior successo.
62
Domanda 2: Hast Du über das Thema der Ausstellung mit deinen anwesenden
Klassenkameraden nochmals gesprochen? (Ja / Nein)
(Hai parlato dei temi dell‟esposizione con gli altri compagni presenti alla mostra? – Sì/No)
Una buona percentuale dichiara di averne riparlato con i compagni presenti. I voti
affermativi sono il 73,6%; le femmine con 13 voti positivi su un totale di 14 raggiungono
addirittura il 92,9%, mentre dicono di sì 49 maschi su 69, il 71%. I più giovani, della
Hauptschule, dicono di sì addirittura per l‟89,5% mentre i ragazzi della scuola professionale e
del ginnasio tecnico danno voti affermativi per il 76,9% e il 64,3% (v. Tabella VII-7).
Tabella VII-7
Domanda 2: percentuali dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
P
H
GT
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
Sì
71,0%
92,9%
76,9% 89,5% 64,3% 94,4% 70,6% 64,0% 75,0% 73,6%
No
29,0%
7,1%
23,1% 10,5% 35,7% 5,6% 29,4% 36,0% 25,0% 26,4%
È interessante notare come suddividendo i voti in fasce d‟età i più giovani hanno il primo
posto con il 94,4% di voti affermativi e il secondo posto appartiene alla classe dei 20-23 anni in
cui il 75% dichiara di averne riparlato con i compagni presenti. Un dato questo che stupisce visto
che alla prima domanda del questionario la fascia d‟età tra i 20 e i 23 anni dava in media uno
scarso 5,5 all‟effetto suscitato dall‟esposizione (v. Grafico VII-3, Grafico VII-4, Grafico VII-5 e
Grafico VII-6).
Grafico VII-3
Grafico VII-4
Domanda 2: percentuali dei voti
Domanda 2: percentuali dei voti
della fascia d’età 10-12
della fascia d’età 16-17
Sì
Sì
No
No
63
Grafico VII-5
Grafico VII-6
Domanda 2: percentuali dei voti
Domanda 2: percentuali dei voti
della fascia d’età 18-19
della fascia d’età 20-23
Sì
Sì
No
No
Domanda 3: Hast Du über das Thema der Ausstellung mit anderen Klassenkameraden,
die nicht anwesend waren gesprochen? (Ja / Nein)
(Hai parlato dei temi dell‟esposizione con gli altri compagni assenti dalla mostra? – Sì/No)
In questo secondo caso la situazione si capovolge e sono le risposte negative a prevalere
per il 65,5%, dove questa volta la percentuale tra maschi e femmine è più o meno simile (v.
Tabella VII-8).
Tabella VII-8
Domanda 3: percentuali dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
P
H
GT
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
Sì
33,3%
35,7%
34,6% 52,6% 26,2% 50,0% 29,4% 28,0% 25,0% 34,5%
No
66,7%
64,3%
65,4% 47,4% 73,8% 50,0% 70,6% 72,0% 75,0% 65,5%
Sono ancora una volta i più giovani che si mostrano maggiormente interessati: come si
nota dal grafico il 50% dichiara di averne parlato con i compagni assenti dalla mostra. Anche
questa dato ha la sua particolarità: indica infatti che la mostra è piaciuta e ha colpito nel segno i
più giovani nonostante l‟insegnante accompagnatore della classe avrebbe preferito per i suoi
alunni un programma più adeguato e semplice in modo che potessero fruire meglio
dell‟insegnamento dato dall‟esposizione 37 (v. Grafico VII-7 e Grafico VII-8).
37
Cfr. paragrafo 7.1: Analisi delle risposte degli insegnanti, domanda 4, p. 58; cfr. anche allegato 2 a p. III.
64
Grafico VII-7
Grafico VII-8
Domanda 3: percentuali totali
Domanda 3: percentuali dei voti
della fascia d’età 10-12
Sì
Sì
No
No
Domanda 4: Hast Du zu Hause mit deinen Eltern oder mit deiner Familie über das Thema
diskutiert?
□ Nein.
□ Ich habe es nur angedeutet.
□ Ja, aber wir haben nicht lange darüber gesprochen.
□ Ja, und wir haben zusammen über das Thema nachgedacht.
(Hai parlato a casa con i tuoi genitori o con la tua famiglia sul tema dell‟esposizione? - No
/ Ne ho solo accennato / Sì ma non ne abbiamo parlato a lungo / Sì e abbiamo riflettuto assieme
sul tema.)
Tabella VII-9
Domanda 4: percentuali dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
P
H
GT
–
5,3%
–
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
n.d.
1,4%
–
A
33,3%
7,1%
38,5% 21,1% 28,6% 16,7% 29,4% 36,0% 37,5% 29,9%
B
42,0%
35,7%
38,5% 26,3% 47,6% 27,8% 44,1% 52,0% 25,0% 40,2%
C
20,3%
28,6%
15,4% 31,6% 19,0% 33,3% 17,6% 12,0% 37,5% 20,7%
D
2,9%
28,6%
7,7% 15,8% 4,8% 16,7% 8,8%
5,6%
–
–
–
–
–
1,1%
8,0%
Come si osserva dal grafico raffigurante il totale delle risposte ricevute (v. Tabella VII-9 e
Grafico VII-9), il 40,2% dichiara di averne solo accennato (“B”), il 29,9% non ne ha proprio
parlato (“A”) mentre appena il 20,7%, 18 persone su 87, ne hanno parlato ma brevemente (“C”)
e solo l‟8% degli alunni dichiara di aver riflettuto sul tema con la sua famiglia (“D”).
65
Grafico VII-9
Domanda 4: percentuali totali
n.d.
A
B
C
D
Quindi in generale per quanto l‟esposizione possa aver colpito i ragazzi comunque hanno
solo accennato il discorso in famiglia o al massimo ne hanno parlato brevemente.
Risulta invece molto interessante osservare le suddivisione delle due risposte in
opposizione: “No” e “Sì e abbiamo riflettuto assieme sul tema”.
Le percentuali di queste due risposte hanno infatti risultati addirittura opposti tra i due sessi
(v. Grafico VII-10 e Grafico VII-11). Solo una ragazza su 14, il 7,1%, dichiara di non aver
toccato l‟argomento, mentre il 28,6% e cioè 4 ragazze su 14 dichiarano di aver riaffrontato
l‟argomento e addirittura di averci riflettuto assieme alla famiglia. La maggioranza delle ragazze,
9 su 14, dichiara di aver accennato all‟argomento o di averne brevemente parlato in famiglia.
Grafico VII-10
Grafico VII-11
Domanda 4: percentuali dei voti
Domanda 4: percentuali dei voti
degli alunni maschi
delle alunne femmine
n.d.
n.d.
A
A
B
B
C
C
D
D
Esattamente in opposizione sono le percentuali maschili: è il 33,3% che dice di no e
appena il 2,9% dice di sì, 2 ragazzi su 69. Anche in questo caso più della metà, il 62,3%, ne ha
accennato o parlato brevemente.
66
Considerando le fasce d‟età, solo il 16,7% dei ragazzi tra i 10 e i 12 anni non ne hanno
parlato; questa è una percentuale che aumenta nelle altre fasce d‟età: 29,4%, 36% e 37,5% dei
ragazzi rispettivamente dai 16 ai 17 anni, dai 18 ai 19 e dai 20 ai 23, dichiara di non averne
parlato. Solo nelle prime due fasce d‟età, tra i 10 e i 12 anni e tra i 16 e i 17, vi è una minima
percentuale di coloro che dichiarano di aver riflettuto in casa sul tema, il 16,7% e il 8,8%
rispettivamente, una risposta che nelle altre due fasce d‟età manca.
Domanda 5: Habt Ihr im Unterricht nochmals über die Ausstellung gesprochen?
□ Nein.
□ Ja, wir haben über das Thema lange nachgedacht.
□ Ja, wir haben über das Thema lange nachgedacht und hatten auch Material
dabei, um das Thema zu vertiefen.
(Avete parlato nuovamente della mostra a lezione? – No / Sì abbiamo riflettuto a lungo sul
tema. / Sì abbiamo riflettuto a lungo sul tema e avevamo anche del materiale per approfondire.)
Dalle risposte a questa domanda emerge un dato incoraggiante: nel 39,1% dei casi il tema
dell‟esposizione Peace Counts è stato ripreso in considerazione e valutato con attenzione (“B”),
ma il 54% (“C”) degli alunni dichiara addirittura di aver approfondito l‟argomento con il
sussidio di materiale didattico (v. Tabella VII-10 e Grafico VII-12).
Tabella VII-10
Domanda 5: percentuali dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
P
H
GT
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
–
5,3%
2,4%
5,6%
2,9%
–
5,6%
2,9%
–
–
n.d.
1,4%
7,1%
2,3%
A
2,9%
14,3%
11,5% 5,3%
B
43,5%
14,3%
80,8% 36,8% 14,3% 33,3% 23,5% 56,0% 50,0% 39,1%
C
52,2%
64,3%
7,7% 52,6% 83,3% 55,6% 70,6% 40,0% 37,5% 54,0%
4,0% 12,5% 4,6%
Allo stesso modo incuriosiscono le percentuali suddivise in base alla scuola di provenienza
(v. Grafico VII-13, Grafico VII-14 e Grafico VII-15).
Considerando l‟analisi della precedente risposta in cui la maggior parte degli alunni
sosteneva di non aver affrontato la tematica a casa o al massimo di averne solo accennato, è
probabilmente per merito degli insegnanti che in tutte e tre le scuole la materia dell‟esposizione è
stata affrontata nuovamente.
67
Nella Hauptschule 10 alunni su 19 asseriscono di aver approfondito il tema con l‟ausilio di
materiale didattico e 7 alunni su 19 sostengono di aver riflettuto a lungo sulla tematica,
riportando quindi una discordanza nei voti. Considerando la giovane età degli alunni frequentanti
la Hauptschule, è verosimile che in classe abbiano lavorato sia con il sostegno di materiale
d‟approfondimento, sia parlando apertamente della mostra a cui hanno preso parte.
Colpiscono invece le percentuali alla seconda e terza risposta espresse dalla scuola
professionale e dal liceo tecnico in cui l‟83,3% ammette di aver approfondito con
documentazione ulteriore. Quasi la stessa percentuale, l‟80,8%, tra i ragazzi dell‟istituto
professionale risponde che sì hanno ben approfondito ma senza materiale aggiuntivo.
Grafico VII-12
Grafico VII-13
Domanda 5: percentuali totali
Domanda 5: percentuali dei voti
della scuola professionale
n.d.
n.d.
A
A
B
B
C
C
Grafico VII-14
Grafico VII-15
Domanda 5: percentuali dei voti
Domanda 5: percentuali dei voti
della Hauptschule
del ginnasio tecnico
n.d.
n.d.
A
A
B
B
C
C
68
Domanda 6: Hast Du dich nach dem Ausstellungsbesuch noch einmal alleine zum Thema
der Ausstellung informiert? (Ja / Nein)
(Dopo la visita all‟esposizione ti sei informato di nuovo sui temi affrontati? – Sì / No)
Anche in questa domanda sono le risposte negative che prevalgono nettamente: l‟86,2%
degli alunni sostiene di non essersi informato personalmente in seguito alla visita
dell‟esposizione (v. Tabella VII-11 e Grafico VII-16).
Tabella VII-11
Domanda 6: percentuali dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
P
H
GT
–
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
n.d.
–
7,1%
–
5,3%
Sì
11,6%
14,3%
–
52,6% 2,4% 55,6% 2,9%
No
88,4%
78,6%
5,6%
–
–
–
1,1%
–
–
12,6%
100% 42,1% 97,6% 38,9% 97,1% 100% 100% 86,2%
L‟alta percentuale di voti affermativi tra gli alunni che ricoprono la fascia d‟età tra i 10 e i
12 anni (v. Grafico VII-17) non stupisce: è infatti probabile che, visto l‟entusiasmo suscitatogli
dalla mostra e la giovane età, i ragazzi abbiano approfondito la tematica con i genitori o
potrebbero essersi cimentati nell‟approfondimento in seguito ad un compito per casa
assegnatogli dall‟insegnante. Tra i 16 e i 17 anni la percentuale è esigua, appena il 2,9%, e risulta
addirittura inesistente nei ragazzi dai 18 anni in su.
Grafico VII-16
Grafico VII-17
Domanda 6: percentuali dei totali
Domanda 6: percentuali dei voti
della fascia d’età 10-12
n.d.
n.d.
Sì
Sì
No
No
69
Domanda 7. Haben Dich vor dem Ausstellungsbesuch die Nachrichten über Gewalt
angesprochen?
(Bring deine Meinung zum Ausdruck von 1 = überhaupt nicht bis 10= sehr sogar.)
(Prima della visita all‟esposizione ti colpivano le notizie che parlavano di violenza?
Esprimi il tuo giudizio da 1 = per nulla a 10 = moltissimo)
Gli alunni soggetto d‟inchiesta danno giudizi diversi a seconda del sesso e delle fasce d‟età
considerate (v. Tabella VII-12). La media generale è 6,5.
Tabella VII-12
Domanda 7: medie dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
6,2
7,7
P
H
GT
6,3
7,7
6,0
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
8,0
6,6
5,3
6,4
6,5
Ancora una volta maschi e femmine si mostrano diversamente interessati: la distribuzione
maschile dei voti infatti si concentra tra il 5 e l‟8, per una media che raggiunge la sufficienza, le
femmine invece esprimono voti principalmente tra l‟8 e il 9 con una media generale di un punto
e mezzo superiore a quella maschile: 7,7 (v. Grafico VII-18)
Grafico VII-18
Domanda 7: distribuzione dei voti divisi per sesso
18
16
14
12
Totale
10
Maschi
8
Femmine
6
4
2
0
n.d.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
I ragazzi della Hauptschule sono sempre i primi in quanto a interesse e sensibilità
dichiarata, con 4 ragazzi votanti il 6, 3 votanti l‟8, 4 votanti il 9 e 4 il 10, totalizzano una media
70
di 7,7. I ragazzi delle scuole superiori invece hanno una media più bassa, entrambe le scuole si
aggirano intorno al voto 6.
Questi dati si confermano nella suddivisione dei voti per fasce d‟età, dove però risulta
interessante osservare l‟andamento dei voti della fascia tra i 16 e i 17 anni (v. Grafico VII-19).
Grafico VII-19
Domanda 7: distribuzione dei voti divisi per fasce d’età
18
16
14
Totale
12
10-12
10
16-17
8
6
18-19
4
20-23
2
0
n.d.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Come si può notare dal grafico 11 ragazzi esprimono un giudizio basso, 5, mentre 9
ragazzi esprimono un voto alto: 8. La media così è un abbondante 6,6 che si abbassa nella fascia
successiva, un 5,3, per rialzarsi a 6,4 tra i ventenni.
Domanda 8: Hat sich nach dem Ausstellungsbesuch Dein Interesse an Nachrichten (über
Gewalt und Frieden) verändert?
(Bring Deine Meinung zum Ausdruck von 1= überhaupt nicht bis 10= sehr sogar.)
(Dopo l‟esposizione si è modificato il tuo interesse alle notizie di violenza e di pace?
Esprimi il tuo giudizio da 1 = per nulla a 10 = moltissimo)
Al fine di capire al meglio i giudizi espressi in questa domanda (v. Tabella VII-13) si rende
necessario comparare questi risultati con quelli della domanda precedente. È infatti interessante
poter confrontare le medie dei voti riferiti in merito alla sensibilità alle notizie di violenza prima
dell‟esposizione e dopo l‟esposizione. Inoltre per un ulteriore confronto verrà fatto anche un
paragone con i giudizi espressi alla prima domanda, cioè a quanto in una scala da 1 a 10 la
mostra ha colpito la sensibilità dei ragazzi. Vengono quindi di seguito riportate per praticità di
consultazione le tabelle con le medie dei voti delle domande 7 e 1 (v. Tabella VII-14 e Tabella
VII-15).
71
Tabella VII-13
Domanda 8: medie dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
5,0
6,5
P
H
GT
4,9
7,6
4,6
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
7,7
5,4
4,2
3,1
5,3
Tabella VII-14
Domanda 7: medie dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
6,2
7,7
P
H
GT
6,3
7,7
6,0
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
8,0
6,6
5,3
6,4
6,5
Tabella VII-15
Domanda 1: medie dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
6,6
7,9
P
H
GT
6,1
8,4
6,7
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
8,6
6,8
6,3
5,5
6,9
Il dato che maggiormente colpisce è il 7,7 espresso dalla fascia d‟età 10-12 anni (v.
Grafico VII-20). È probabile che questo dato sia più veritiero dell‟8 espresso nella settima
domanda: se infatti i giovanissimi dichiarano alla prima domanda che l‟esposizione da 1 a 10 li
ha colpito un 8,6 abbondante, allora è probabile che la mostra Peace Counts abbia suscitato un
effetto importante su di loro e che quindi il loro interesse sia variato parecchio in seguito per
giungere quasi ad un 8. Al contrario sono verosimili nell‟ottava domanda i dati dei ragazzi più
grandi. A questi l‟esposizione aveva colpito rispettivamente un 6,8, un 6,3 e un 5,5, è dunque
probabile che l‟esposizione non abbia cambiato molto la loro sensibilità a certi temi.
Effettivamente un‟esposizione di reportage che mostra operatori di pace in diverse zone del
mondo, per quanto possa appassionare ragazzi ormai adulti, sicuramente non li emozionerà
quanto i ragazzi più giovani che continuamente sono soggetti a stimoli diversi e a nuove
scoperte.
Anche tra maschi e femmine vi è una differenza di un punto e mezzo: nelle ragazze
l‟interesse è cambiato più che abbastanza, un 6,5 in seguito ad una mostra che da 1 a 10 le aveva
colpite una media di 7,9. Ai ragazzi invece che dichiaravano di essere stati colpiti un 6,6
l‟interesse è cambiato davvero di poco: un 5.
La media complessiva tra maschi e femmine e alunni giovani e più maturi è uno scarso 5,3.
72
Grafico VII-20
Domanda 8: distribuzione dei voti divisi per fasce d’età
30
25
Totale
20
10-12
15
16-17
10
18-19
20-23
5
0
n.d.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Domanda 9: Würdest Du eine ähnliche Ausstellung wieder besuchen? (Ja / Nein)
(Vorresti visitare di nuovo un‟esposizione simile? – Sì / No)
Nella tabella e nel grafico che segue vengono indicati anche con “F” i “Forse” che alcuni
alunni hanno inserito e vidimato spontaneamente tra le risposte possibili (v. Tabella VII-16 e
Grafico VII-21).
Tabella VII-16
Domanda 9: percentuali dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
n.d.
2,9%
–
Sì
65,2%
100%
No
27,5%
–
Forse
4,3%
–
P
H
GT
7,7%
–
–
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
–
–
8,0%
–
2,3%
61,5% 89,5% 69,0% 94,4% 67,6% 64,0% 62,5% 71,3%
30,8% 5,3% 26,2%
–
5,3%
4,8%
–
5,6%
29,4% 24,0% 37,5% 23,0%
2,9%
4,0%
–
3,4%
La maggior parte si dichiara interessata e vorrebbe visitare nuovamente un‟esposizione
simile. È particolare osservare la distribuzione dei voti “Sì”: il totale è del 71,3%, i maschi
votano “Sì” per il 65,2% mentre le ragazze per il 100% (v. Grafico VII-22 e Grafico VII-23).
Analizzando la suddivisione delle risposte per fasce d‟età il dato più alto resta quello dei
più giovani, di cui il 94,4% visiterebbero nuovamente una mostra. Il dato si mantiene comunque
alto ma calante nelle fasce d‟età successive: le risposte affermative sono il 67,6%, il 64% e il
62,5%.
73
Grafico VII-21
Domanda 9: percentuali dei totali
n.d.
Sì
No
F
Grafico VII-22
Grafico VII-23
Domanda 9: percentuali dei voti
Domanda 9: percentuali dei voti
degli alunni maschi
delle alunne femmine
n.d.
n.d.
Sì
Sì
No
No
F
F
Domanda 10: Möchtest Du gerne an Seminaren oder Tagungen teilnehmen, die das
Thema vertiefen? (Ja / Nein)
(Vorresti partecipare a dei seminari o congressi che approfondiscano il tema? – Sì / No)
Confrontando le risposte a questa domanda con quelle alla domanda 1 e alla 9 si evince che
i ragazzi sarebbero ben disposti a visitare un‟esposizione simile alla Peace Counts, a cui
attribuiscono un 6,9, ma al 70,1% non interesserebbe partecipare a seminari o a congressi. A dire
no è inoltre la maggior parte dei maschi, il 76,7%, ma meno della metà delle femmine, il 42,9%
(v. Tabella VII-17 e Grafico VII-24).
Dicono di no anche il 38,9% dei più giovani, il 16,7% dice “Forse” e il 44,4% dice “Sì” (v.
Grafico VII-25). Anche questa volta questa fascia d‟età si rivela la più curiosa.
Le percentuali dei “Sì” vanno calando vistosamente tra i 16 e i 17 anni (11,8%) per
aumentare di poco nelle ultime due fasce d‟età: un quarto tra i 18 e i 23 anni dicono di sì.
74
Tabella VII-17
Domanda 10: percentuali dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
P
H
GT
3,8%
–
–
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
n.d.
1,4%
–
Sì
18,8%
42,9%
19,2% 42,1% 19,0% 44,4% 11,8% 24,0% 25,0% 24,1%
No
76,8%
42,9%
76,9% 42,1% 78,6% 38,9% 88,2% 68,0% 75,0% 70,1%
Forse
2,9%
14,3%
–
–
–
15,8% 2,4% 16,7%
–
4,0%
4,0%
–
1,1%
–
4,6%
Grafico VII-24
Grafico VII-25
Domanda 10: percentuali totali
Domanda 10: percentuali dei voti
della fascia d’età 10-12
n.d.
n.d.
Sì
Sì
No
No
F
F
Domanda 11: Könntest Du Dir vorstellen andere Schüler über das Thema Frieden zu
informieren? (Ja / Nein)
(Ti piacerebbe informare altri ragazzi sul tema della pace? – Sì / No)
Più della metà degli studenti, il 57,5%, non è interessata ad informare altri ragazzi sul tema
della pace. Ancora una volta si capovolgono le percentuali tra maschi e femmine: il 65,2% dei
ragazzi dice “No” mentre il 64,3% delle ragazze dice “Sì” (v. Tabella VII-18, Grafico VII-26 e
Grafico VII-27). Tra i 16 e i 23 anni come nelle precedenti risposte l‟interesse alla divulgazione
è esiguo ma non meravigliano i più giovani che ancora una volta sì dichiarano dediti e entusiasti.
75
Tabella VII-18
Domanda 11: percentuali dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
P
H
GT
3,8%
–
–
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
n.d.
1,4%
–
Sì
30,4%
64,3%
15,4% 84,2% 31,0% 83,3% 23,5% 28,0% 25,0% 37,9%
No
65,2%
35,7%
76,9% 15,8% 64,3% 16,7% 73,5% 64,0% 75,0% 57,5%
Forse
2,9%
–
3,8%
–
4,8%
–
–
–
2,9%
4,0%
4,0%
–
1,1%
–
3,4%
Grafico VII-26
Grafico VII-27
Domanda 11: percentuali dei voti
Domanda 11: percentuali dei voti
degli alunni maschi
delle alunne femmine
n.d.
n.d.
Sì
Sì
No
No
F
F
Domanda 12: Möchtest Du in Zukunft gerne im Feld der kulturellen Vermittlung arbeiten,
um Konflikte zwischen verschieden Kulturen zu vermeiden oder aufzulösen? (Ja / Nein)
(Ti piacerebbe in futuro poter lavorare nel campo della mediazione culturale per evitare o
risolvere conflitti tra culture diverse? – Sì / No)
Questa è sicuramente una domanda difficile a cui rispondere e i cui risultati vanno presi
con le dovute cautele, considerando l‟età degli alunni. In generale comunque le risposte sono
negative per il 60,9%: i ragazzi si dichiarano interessati solo al 23,2% al contrario delle ragazze
che dicono di esserlo per il 64,3% (v. Tabella VII-19). In questo caso è da tenere presente che la
metà delle ragazze appartiene alla fascia d‟età tra i 10 e i 12 anni, quindi nella fascia dei più
giovani, mentre le rimanenti 7 ragazze sono per la maggior parte alunne del ginnasio tecnico,
quindi di almeno quattro anni più mature (v. Grafico VII-28 e Grafico VII-29).
L‟interesse dei ragazzi frequentanti le scuole superiori è molto basso anche se si rialza tra i
ventenni che comunque si dichiarano interessati solamente per un quarto del totale.
76
Tabella VII-19
Domanda 12: percentuali dei voti divisi per sesso, scuole e fasce d’età
Maschi Femmine
P
H
GT
3,8%
–
–
10-12 16-17 18-19 20-23 Totale
n.d.
1,4%
–
Sì
23,2%
64,3%
19,2% 84,2% 16,7% 83,3% 20,6% 12,0% 25,0% 32,2%
No
69,6%
35,7%
73,1% 10,5% 76,2% 11,1% 73,5% 80,0% 75,0% 60,9%
Forse
5,8%
–
3,8%
5,3%
7,1%
–
–
5,6%
5,9%
4,0%
4,0%
–
1,1%
–
5,7%
Grafico VII-28
Grafico VII-29
Domanda 12: percentuali dei voti
Domanda 12: percentuali dei voti
delle alunne femmine
della fascia d’età 10-12
n.d.
n.d.
Sì
Sì
No
No
F
F
7.3 Analisi delle risposte degli accompagnatori e accompagnatrici
Il questionario per gli studenti accompagnatori è stato spedito per posta elettronica dopo
l‟esposizione Peace Counts ma prima della fine dei seminari presso l‟IFT.
L‟obiettivo era quello di avere una prospettiva soggettiva dei singoli accompagnatori in
merito al metodo di lavoro adoperato dall‟IFT, ai suoi obiettivi, al raggiungimento degli stessi e
per conoscere a fine progetto il giudizio generico degli studenti che, fra tutte le categorie, sono
stati coinvolti sia nella conduzione dell‟esposizione che nell‟organizzazione della stessa.
Il questionario presentava domande aperte, ma al fine di analizzare statisticamente le
risposte si è provveduto ad elaborarne il contenuto individuando tutte le possibili opinioni
indicate. In pratica analizzando le risposte si è notato che la casistica delle opinioni era
riassumibile in una rosa ristretta di scelte multiple. Nella maggior parte dei casi ciascuna risposta
era riassumibile in una singola opinione (dal cui totale si sono potuti ricavare dei diagrammi
circolari), mentre in alcuni casi la risposta era schematizzabile in più opinioni (estrapolandone
quindi degli istogrammi).
77
Qui di seguito le domande presenti nel questionario e l‟analisi delle risposte ricevute.
Domanda 1: Name, Alt, Studiergang, Semester.
(Nome, età, indirizzo di studi, semestre.)
Su un totale di venti questionari inviati hanno risposto sedici studenti. Tra questi la
distribuzione degli accompagnatori si compone di 10 ragazze e di 6 ragazzi, tutti hanno un‟età
compresa tra i 21 e i 27 anni e per la maggior parte sono studenti di politologia, scienze della
formazione, lingue straniere o frequentanti il master sulla ricerca per la pace e politica
internazionale.
Domanda 2: Hast Du diese Seminar selbst gewählt oder war es in deine Studeingang
vorgesehen? Wenn Du es freiwillig gewählt hast, was war deine Beweggründe.
(Hai scelto da solo di partecipare a questo seminario o era previsto nel tuo piano di studi?
Se lo hai scelto da solo qual è stato il motivo che ti ha spinto a questa scelta?)
Tutti gli accompagnatori dichiarano di aver partecipato al seminario di loro spontanea
iniziativa. Di questi il 50% dà come motivazione della scelta il fatto che il progetto Peace Counts
School si presenta come un‟attività concreta e innovativa; il 25% per interesse verso il pubblico a
cui il progetto si rivolge, il 18,8% dichiara di averlo scelto per coerenza con il proprio indirizzo
di studi; il 18,8% per interesse personale verso la materia trattata; il 18,8% per la frequentazione
passata di un altro seminario condotto dall‟IFT e per interesse a ripetere l‟esperienza.
Domanda 3: Hast Du dich für diese Betreuung der Schulklasse gut vorbereitet gefühlt?
Wenn ja warum? Wenn nein, was hat gefehlt?
(Ti
sei
sentito
adeguatamente
preparato
per
l‟accompagnamento
delle
classi
all‟esposizione? Se sì, perché? Se no, che cosa è mancato?)
La metà degli accompagnatori che hanno dato risposta affermativa si ritengono ben
preparati (risposta “C”, v. Grafico VII-30), il 37,5% ritiene che la preparazione sia stata
abbastanza adeguata (“B”) e appena due ragazzi ritengono rispettivamente di essersi sentiti
molto ben preparati (“D”) e invece non abbastanza preparati (“A”).
Per la maggior parte quindi la giornata dedicata alla simulazione dei workshop e
dell‟accompagnamento all‟esposizione e le giornate di seminario all‟Istituto si sono rivelate utili
78
e hanno permesso agli studenti di apprendere il metodo giusto per interagire e stimolare i ragazzi
in visita alla mostra Peace Counts. Die Erfolge der Friedensmacher.
Grafico VII-30
Domanda 3: percentuali totali
A
B
C
D
Domanda 4: Welche Ziele glaubst Du möchte das Institut für Friedenspädagogik mit
dieses Projekt erreichen? Glaubst Du das, das Institut das vorgesehene Ziel erreicht hat? Wenn
ja warum? Wenn nein, was hat gefehlt?
(Quale scopo credi che volesse raggiungere con questo progetto l‟Institut für
Friedenspädagogik? Credi lo scopo prefissato sia stato raggiunto? Se sì, perché? Se no, che cosa
è mancato?)
La risposta data con maggiore frequenza, il 62,5%, è quella che dichiara che l‟obiettivo
dell‟IFT fosse quello di avvicinare e sensibilizzare i giovani alla tematica della pace. Un‟altra
buona parte degli studenti, il 50%, sostiene che l‟obiettivo fosse anche quello di mostrare ai
giovani che la pace è una condizione che si può raggiungere, portando come esempio i reportage
che illustrano le attività pacifiche nel mondo ad opera di persone comuni. Solo uno studente
sostiene che l‟obiettivo fosse quello di incoraggiare ad azioni pacifiche e un altro invece che lo
scopo prefissato dall‟IFT fosse quello di offrire agli altri studenti universitari partecipanti al
progetto la possibilità di disporre di nozioni teoriche affiancate ad attività pratiche, come
appunto il programma di accompagnamento.
Alla seconda parte della domanda il 37,5% degli studenti dichiara che lo scopo o gli scopi
prefissati dall‟Istituto siano stati completamente realizzati (risposta “C”, v. Grafico VII-31).
Buona parte, il 25%, per incertezze nel giudizio preferisce non indicare nulla (“n.d.”) e il 18,8%
dichiara di non saper rispondere (“D”). Infine solo due studenti, il 12,5%, sostengono che gli
obiettivi siano stati raggiunti nella maggior parte dei casi (“B”) e appena uno studente su 16 dice
79
che gli obiettivi sono stati raggiunti ma solo in casi rari (“A”).
Grafico VII-31
Domanda 4, seconda parte: percentuali totali
A
B
C
D
n.d.
Domanda 5: Meinst Du, dass das Projekt bei den Schülern langfristig etwas bewirkt?
Glaubst du, dass es unterschiedlich sein kann, wenn man das Alter betrachtet? In wiefern?
(Credi che il progetto Peace Counts School possa essere uno stimolo a lungo termine per
gli alunni? Pensi che gli effetti suscitati possano essere diversi in base all‟età? In che modo?)
Al primo punto di questa domanda il 37,5% sostiene che tale progetto possa portare degli
stimoli a lungo termine sugli alunni ma solo nel caso in cui venga affiancato da stimoli di altro
genere, come ad esempio degli approfondimenti in classe (risposta “C”, v. Grafico VII-32). Il
31,3% risponde che è probabile che gli effetti si possano vedere anche a lungo termine (“B”);
due studenti, il 12,5%, sono convinti che non ci possa essere alcun effetto duraturo (“A”) mentre
altri due studenti dicono che l‟effetto ci può essere ed è riscontrabile a lungo termine (“D”); un
solo studente dichiara di non saper rispondere (“E”).
Grafico VII-32
Domanda 5, prima parte: percentuali totali
A
B
C
D
E
80
Alla seconda parte della domanda solo quattro studenti rispondono che gli effetti suscitati
nel lungo periodo si diversificano in base all‟età ma nessuno di questi specifica in che modo.
Domanda 6: Haben das Seminar und das Peace Counts School Projekt deine Erwartungen
erfüllt und warum?
(Il seminario e il progetto Peace Counts School hanno soddisfatto le tue aspettative e
perché?)
È interessante notare come in questa risposta tutti si dichiarino soddisfatti dell‟attività nel
suo complesso ma solamente uno si senta completamente soddisfatto; tutti gli altri quindici
studenti invece si dichiarano parzialmente soddisfatti dal progetto e dal seminario nel suo
complesso. Sarebbe interessante capire che cosa abbia impedito la realizzazione del completo
soddisfacimento degli studenti ma questi non hanno indicato alcun suggerimento.
Domanda 7: Wie würdest Du das Projekt bewerten? Was ist deine Meinung? (1= schlecht
bis 10= ganz gut).
(Come valuteresti il progetto? – Esprimi la tua opinione da 1 = male a 10 = molto bene)
I giudizi espressi in valutazione del progetto, nonostante la non completa soddisfazione dei
ragazzi, sono piuttosto alti. 6 ragazzi esprimono come voto conclusivo un 8, 4 ragazzi esprimono
un 9 e altrettanti un 10. Appena 2 studenti su 16 invece valutano il progetto con un 7 per una
media complessiva piuttosto alta pari a 8,7.
7.4 Analisi delle risposte dei questionari dell’IFT
Per una più completa analisi dei sondaggi sul progetto Peace Counts School si è deciso di
considerare anche i risultati emersi dai questionari “Meine Meinung zur Ausstellung” (La mia
opinione sull‟esposizione), che l‟IFT consegna di volta in volta agli alunni a conclusione del
progetto. L‟analisi di queste risposte è una presentazione di dati già precedentemente raccolti ed
elaborati dal personale dell‟Istituto.
Alla prima domanda, “Die Ausstellung finde ich…” (Trovo l‟esposizione…), su 173
alunni che complessivamente hanno risposto ai questionari, sono 238 le preferenze complessive
raccolte. Il giudizio espresso con maggior frequenza definisce l‟esposizione bella (53 voti) e
molto bella (42 voti), 41 voti la definiscono molto interessante e 36 voti interessante. 30 votanti
81
ritengono l‟esposizione informativa per i temi che tratta e 24 ritengono che la mostra sia stata
ben esposta al pubblico.
Nella seconda domanda l‟IFT chiede agli alunni quello che gli è piaciuto del progetto,
“Gut gefallen hat mir…” (Mi è particolarmente piaciuto…), e 137 voti si esprimono a favore
delle immagini dei reportage e delle tematiche trattate nel corso del programma espositivo, 78
voti dichiarano i lavori di gruppo e 55 voti si pronunciano a favore della conduzione del
progetto: ciò che piace in particolare è la presentazione e la conduzione del progetto ad opera
degli accompagnatori che, come emerge dai questionari, si rivelano abili nell‟utilizzo di un
linguaggio semplice e adeguato e nella creazione di una piacevole atmosfera lavorativa.
Nella terza domanda si chiede che cosa sia meno piaciuto agli alunni: “Weniger gefallen
hat mir…” (Mi è piaciuto un po‟ di meno…). 39 voti dichiarano la loro insoddisfazione riguardo
il lato pratico del progetto: sia il locale adibito all‟esposizione, sia la mostra in sé risultano
troppo piccoli ad opinione degli alunni. A non piacere è inoltre la disposizione dei pannelli
espositivi e la comodità dei posti a sedere. Interessante, inoltre, è notare come 18 persone
sostengano che il tempo a disposizione per lo svolgimento del progetto sia troppo poco per
permettere la discussione dei temi affrontati.
L‟ultima domanda chiede: “Darüber würde ich gerne mehr wissen…” (Mi piacerebbe
saperne un po‟ di più di…). Anche qui è interessante notare come la maggioranza degli alunni,
112 voti, vorrebbe avere un‟esposizione ancora più informativa sui reportage, sugli operatori di
pace, sui fotografi e sulla situazione attuale nel mondo; altri vorrebbero inoltre degli
approfondimenti, magari con l‟aiuto di alcuni pedagoghi, riguardo ai principi per la risoluzione
dei conflitti e in particolare per la risoluzione della violenza in Germania.
82
Capitolo VIII
Conclusioni
In questa tesi sono stati presi in esame molteplici argomenti riguardanti l‟Institut für
Friedenspädagogik di Tubinga. Si è parlato della storia dell‟Istituto dalla sua fondazione nel
1976 alle vicissitudini degli anni ‟80 con i vari sviluppi fino al giorno d‟oggi, a due anni dal
trentennale dalla sua fondazione.
Sono state poi analizzate le figure professionali operanti all‟interno dell‟IFT, dai due
attuali direttori, i signori Gugel e Jäger autori di diversi libri e promotori di svariati progetti, al
personale attualmente impiegato.
Il quarto capitolo, come introduzione alla parte centrale di questa tesi, quella inerente al
progetto Peace Counts School, esamina ed elenca i vari progetti e attività proposti dall‟Istituto.
Questi progetti agiscono su fronti diversi e con differenti metodologie: si passa dal gioco del
calcio come progetto che promuove ed esorta ad un comportamento socialmente corretto, alla
gestione di varie attività con ragazzi e adulti che contribuiscano alla formazione di un‟ampia
cultura di pace, fino all‟ideazione e alla creazione di materiale didattico per le scuole come
importante mezzo per l‟insegnamento della pace.
83
Il nucleo di questo elaborato riguarda l‟analisi del progetto di accompagnamento didattico
Peace Counts School, indirizzato ai ragazzi delle scuole medie e superiori. Esso si concretizza in
un‟esposizione principalmente fotografica di reportage provenienti da diverse zone disagiate del
mondo, in cui persone comuni nel loro piccolo riescono ad adoperarsi per la creazione di
associazioni o progetti capaci di aiutare il proprio paese nella realizzazione di condizioni di
riconciliazione e di pace.
L‟esposizione generalmente si conclude dopo circa tre ore di lavoro e viene condotta
grazie all‟importante collaborazione di alcuni studenti universitari. Questi seguono il seminario
semestrale gestito dall‟IFT, mirato alla conduzione del programma espositivo Peace Counts, e
collaborano con la realizzazione del progetto occupandosi in particolare dell‟accompagnamento
degli alunni alla mostra e del loro impegno nei workshop: gruppi di lavoro formati da tre a
cinque ragazzi che si cimentano con gli esercizi proposti. I gruppi, in ciascuna delle
Lernstationen o stazioni d‟apprendimento che compongono il Lernzirkel o cerchio
d‟apprendimento, affrontano degli esercizi coinvolgenti il cui svolgimento, per la ricercatezza
dei materiali e gli spunti suggeriti, rappresenta a sua volta un lavoro educativo e carico di
stimoli.
È importante sottolineare qui il valore di alcuni aspetti di questo progetto. In prima analisi
è la simulazione dello svolgimento del Peace Counts da parte degli studenti futuri
accompagnatori che riveste davvero un‟importanza fondamentale. Questa permette di cogliere
effettivamente l‟obiettivo con cui nasce il progetto e il metodo procedurale adatto alla
presentazione della mostra e all‟aiuto ai ragazzi per l‟elaborazione degli esercizi proposti.
Oltretutto è proprio nella giornata dedicata alla simulazione del progetto che l‟Istituto
fornisce agli studenti universitari delle t-shirt identificative che permettono oltre a un più facile
riconoscimento degli accompagnatori da parte degli alunni, anche la realizzazione di un
sentimento identificativo all‟interno del gruppo.
Nella prospettiva di un‟analisi globale a conclusione del progetto, è singolare notare come
l‟esposizione Peace Counts nel suo insieme influisca positivamente su tre diverse categorie di
persone: gli alunni, i loro insegnanti e gli studenti accompagnatori.
Osservando infatti il lavoro svolto dall‟Institut für Friedenspädagogik e analizzandolo
secondo la prospettiva di un percorso di studi di mediazione culturale, si può riflettere sul
particolare ruolo che esso esercita, ponendosi come mediatore tra gli studenti, collaboratori in
quanto accompagnatori dell‟esposizione pedagogica, il pubblico, verso gli alunni e in maniera
84
diversa verso gli insegnanti, e i contenuti pedagogici del progetto (v. Figura VIII-1). L‟IFT si
propone come mediatore di un pubblico così variegato grazie alla particolare metodologia con
cui viene sviluppato il progetto, la tecnica con cui viene condotto e grazie all‟originale didattica,
che propone immagini ad alto valore emotivo e accenni biografici di personalità affascinanti
come quelle degli operatori di pace.
Grazie all‟accostamento degli alunni con i temi dell‟esposizione l‟Istituto permette la
realizzazione di una pedagogia di pace nella convinzione che questa favorisca un grande apporto
alla prevenzione della violenza e allo sviluppo di una cultura di pace. L‟utilizzo infatti di
fotografie e reportage presentati tramite offerte mediatiche moderne e la possibilità di offrire
accessi didattici differenti, come ad esempio gruppi di lavoro e materiale in podcast, permettono
all‟alunno lo sviluppo di un entusiasmo su cui far leva in maniera adeguata per favorire la
formazione di una personalità maggiormente attenta all‟ambiente e alla società. L‟IFT è quindi
in primo luogo figura di mediazione tra l‟alunno e le situazioni presentate dai reportage.
In secondo luogo si può notare come l‟Institut für Friedenspädagogik, seppur in maniera
diversa dalla precedente, si proponga come mediatore anche tra gli alunni e gli studenti
accompagnatori, per formare questi ultimi nel ruolo di mediatori tra gli alunni e i contenuti dei
reportage. Il ruolo dell‟IFT è infatti quello di formare delle figure adatte a guidare il progetto
d‟accompagnamento con alunni di età differenti. Questo implica per lo studente universitario una
preparazione che va oltre lo studio dei temi dell‟esposizione e comprende anche e soprattutto
l‟apprendimento del relazionarsi con classi di ragazzi giovani. Si tratta di un compito non facile
da gestire, considerando la delicatezza della tematica da trattare e il fatto che i ragazzi si trovano
ad essere guidati da studenti universitari con un‟età di poco maggiore alla loro ma con un ruolo
comparabile a quello dei loro insegnanti. Il compito dell‟accompagnatore, in seguito alla
formazione dell‟IFT, diventerà quindi a sua volta di mediazione.
In ultima analisi l‟IFT si pone come mediatore anche tra gli insegnanti degli alunni e la
gestione stessa del progetto di accompagnamento Peace Counts School. Un metodo di
apprendimento così innovativo e coinvolgente è sicuramente fonte di spunto per gli insegnanti:
questi infatti vedendo in prima persona la facilità con cui i loro alunni manifestano personalità
così diverse e vivaci e lo slancio con cui si pongono davanti a proposte di lavoro e a temi
complessi come quello sulla pace, possono trarre un suggerimento importante per le loro lezioni,
come incentivo all‟attenzione e all‟apprendimento e come valida alternativa alla classica lezione
frontale.
85
TEMI
ESPOSIZIONE
DELL‟ESPOSIZI
STUDENTI
ONE
GESTIONE E
DIDATTICA
IFT
ALUNNI
TEMI
ESPOSIZIONE
INSEGNANTI
ALUNNI
STUDENTI
ALUNNI
Figura VIII-1
Schema illustrativo dei ruoli di mediazione dell’IFT
Per questi motivi la figura di mediatore che l‟Institut für Friedenspädagogik riveste in
questo progetto può essere considerata tale in quanto permette e insegna l‟interazione con
situazioni, personalità e realtà diverse da quelle a cui il singolo è normalmente abituato.
È opportuno rimarcare che quanto esposto fin‟ora, riguardo all‟entusiasmo degli alunni
verso la tematica, si concretizza per la maggior parte dei casi, e in seguito capiremo il perché, nel
corso delle ore adibite allo svolgimento del progetto e nel seguito della giornata stessa, ma non
nel lungo termine.
Al contrario l‟utilità a lungo termine del progetto nasce sia dall‟attività di mediazione per
un‟adeguata formazione degli accompagnatori impegnati nella conduzione, sia dagli spunti che il
progetto dà agli insegnanti per come si presenta strutturato: lavori di gruppo, sfruttamento del
valore emotivo delle immagini, libera interpretazione ed espressione degli alunni verso gli
esercizi proposti.
Al fine dello sviluppo di questa tesi è stata fondamentale una partecipazione attiva al
seminario tenuto nel semestre estivo così come la partecipazione completa al progetto Peace
Counts School dalla sua organizzazione alla sua conclusione. Una ricerca che si fosse limitata ad
86
un‟osservazione esterna del lavoro e delle varie attività dell‟IFT non sarebbe stata sufficiente per
l‟elaborazione di questa tesi né tantomeno per poter trarre dei giudizi attendibili.
È stato dunque molto importante sia l‟inserimento nell‟Istituto che un‟attenta analisi delle
motivazioni che spingono dipendenti e collaboratori ad avviare le attività.
Nel corso dei seminari e conducendo l‟accompagnamento al progetto Peace Counts School
a Denkendorf sono emersa la motivazione e l‟interesse degli studenti. Sicuramente anche grazie
al sistema universitario tedesco che offre una maggiore possibilità di scelta dei corsi a cui
partecipare, gli studenti intervenivano costantemente a lezione e mostravano notevole attenzione
alla tematica. Questa carica continuava a esser presente anche nel corso della guida
all‟esposizione e si manifestava in un coinvolgimento verso il tema e verso le richieste degli
alunni e portava ad un‟ottima capacità di intervenire, aiutare e stimolare il lavoro dei ragazzi.
Per quanto riguarda gli alunni, è stato molto appagante notare come già nel corso dello
svolgimento degli esercizi dei workshop, tutta la classe, compresi i ragazzi che alla presentazione
iniziale mostravano scarso interesse, riuscivano a farsi coinvolgere dal forte impatto emotivo
dato dalle immagini e dallo stimolo proveniente dagli esercizi, che permettevano una personale
elaborazione dei contenuti oltre che un importante spunto di riflessione sulla situazione
personale di ciascuno. In alcuni casi i ragazzi più coinvolti al termine della mattinata espositiva
si congratulavano di persona con gli accompagnatori per il lavoro svolto, chiedendo
approfondimenti sui reportage che più li avevano colpiti.
Le osservazioni finora esposte sono frutto di un‟attenta osservazione dei ragazzi delle
scuole nel corso dell‟attività con il progetto Peace Counts School. Questi risultati trovano
riscontro con le statistiche sviluppate in seguito all‟invio di 106 questionari a risposta multipla
indirizzati agli alunni che hanno preso parte al programma di accompagnamento.
Grazie ad una rielaborazione complessiva dei sondaggi si nota di come l‟esposizione Peace
Counts abbia effettivamente colpito molto la maggior parte degli alunni, specie quelli più
giovani, con un‟età compresa tra i dieci e i dodici anni: i ragazzi infatti dichiarano per la maggior
parte di aver riparlato dei temi dell‟esposizione con i compagni di classe presenti alla mostra.
Questo, come si accennava prima, porta a dedurre che l‟esposizione riesce ad entusiasmare
i ragazzi verso la trattazione del tema nel lasso di tempo dedicato allo svolgimento del progetto
stesso ed evidentemente anche nel seguito della giornata, ma non nei giorni seguenti: la
maggioranza dichiara infatti di non averne parlato con i compagni assenti né tantomeno in
famiglia, in cui il tema è stato al massimo accennato.
87
Nelle scuole invece il tema è stato ripreso in considerazione e approfondito con l‟ausilio di
materiale didattico inerente. Questo dato trova conferma nella rielaborazione di un altro
questionario, quello indirizzato agli insegnanti, i quali si dichiarano soddisfatti dell‟esposizione,
della tematica affrontata, degli esercizi proposti nei workshop e della conduzione della mostra
stessa definendola nel complesso stimolante, attuale, concreta e adeguata sia come difficoltà che
come tempistica.
Nonostante lo stimolo dato dagli approfondimenti in classe, la maggior parte dei ragazzi
dichiara di non aver comunque approfondito la tematica a livello personale e di conseguenza è
naturale lo scarso interesse dichiarato verso la possibilità di seguire dei seminari o congressi
inerenti, verso un lavoro di esposizione dell‟argomento e quindi anche verso un ipotetico
impiego futuro nel campo della mediazione culturale.
L‟esposizione inoltre riesce a colpire il suo pubblico ma non abbastanza per aumentare la
sensibilità alle notizie di violenza trasmesse dai notiziari.
Come si accennava in precedenza, un altro importante particolare che emerge
dall‟esperienza personale nella conduzione degli alunni al programma d‟accompagnamento
Peace Counts è quello riguardante la sensibilizzazione degli alunni ai temi affrontati tramite lo
svolgimento completo del progetto. A questo proposito va specificata la grande importanza che
riveste la rotazione dei gruppi tra le varie Lernstationen e la riunione conclusiva con tutti gli altri
alunni, gli insegnanti e gli accompagnatori. È infatti grazie all‟impegno e alla riflessione con i
diversi temi proposti dalle differenti stazioni che gli alunni riescono a percepire un quadro più
completo del tema in analisi ed è inoltre grazie alla discussione conclusiva che i ragazzi hanno
una fondamentale possibilità: quella di esporre i lavori compiuti in una stazione e soprattutto di
confrontarli con le opinioni e le conclusioni tratte dall‟elaborazione della stessa stazione da un
altro gruppo.
Nel corso dello svolgimento del progetto Peace Counts School la rotazione tra le varie
Lernstationen avveniva molto di rado e la causa principale era la mancanza di tempo. È questo
un dato su cui riflettere: la mancanza della rotazione dei gruppi di lavoro tra le varie stazioni
impedisce il completo sviluppo del processo di apprendimento e limita la funzione
dell‟assemblea conclusiva che perde la sua finalità di confronto rivelandosi meramente
espositiva.
Questa gestione del Lernzirkel è dunque causa, nell'assemblea conclusiva, del mancato
confronto tra alunni e limita qualsiasi processo di assimilazione dei concetti e qualsiasi apporto a
88
una valida sensibilizzazione degli alunni alla tematica. In questo modo viene dunque a cadere
l'obiettivo stesso per cui è stato ideato il cerchio d'apprendimento.
I risultati emersi da un‟attenta osservazione dello svolgimento del progetto e dall‟analisi
dei questionari sono dunque molto indicativi. Il progetto Peace Counts School piace e colpisce il
pubblico, ma non riesce a suscitare negli alunni un effetto a lungo termine. Inoltre il Lernzirkel
non viene gestito in maniera adeguata, non raggiungendo gli obiettivi per cui è stato ideato.
Questi sono dati che non emergono dal questionario “Meine Meinung zur Austellung” (La
mia opinione sull‟esposizione), elaborato dall‟IFT e distribuito alle classi a conclusione della
mattinata espositiva. In questo questionario infatti le domande poste ai ragazzi sono poche e di
carattere troppo generico per ottenere l‟effettivo feedback dei ragazzi, non riescono a
raggiungere il nocciolo della questione e i risultati che emergono sono quindi solo parte di un
concetto più ampio.
Come si evince dalle statistiche, è la classe di ragazzi più giovani quella che si rivela più
ricettiva e sensibile alla tematica e più propensa ad approfondimenti. Partendo da questo
presupposto si potrebbero modificare le attività e le riflessioni proposte nei workshop per poter
avviare il progetto con più facilità già nelle classi di ragazzi più giovani offrendogli così la
possibilità di fruire al meglio della validità del progetto. In questo modo, facendo leva
sull‟entusiasmo, sulla sensibilità e sulla velocità d‟apprendimento giovanile, il progetto Peace
Counts School potrebbe riscuotere ancora più successo.
Secondariamente poi, diminuendo l‟impegno degli esercizi e modificandone la lunghezza,
anche il tempo necessario per l‟elaborazione dell‟attività di ciascuna stazione risulterebbe
inferiore, e in questo modo i ragazzi potrebbero ruotare all‟interno del Lernzirkel e sviluppare
così, con la discussione e il confronto finale, una più completa consapevolezza e sensibilità.
Infine, grazie ad un opportuno programma che permetta la trattazione e l‟approfondimento
del tema con cadenza regolare e che quindi possa associare al lavoro iniziale dell‟esposizione
anche una serie di stimoli diversi, si potrebbe effettivamente aspirare ad un‟eccellente e più
completa sensibilizzazione dei giovani per un aiuto concreto alla risoluzione di situazioni di
conflitto e alla creazione di circostanze pacifiche.
89
Zusammenfassung
Während dem Studium bin ich zwei Mal in Tübingen gewesen. Beim zweiten Aufenthalt
ging es um meine Bachelorarbeit. Dabei habe ich mich entschieden, über das Institut für
Friedenspädagogik Tübingen (IFT)38 zu schreiben. In einer Praktikumsdauer von drei Monaten
konnte ich theoretische Konzepte kennen lernen, ebenso auch praktische Erfahrungen sammeln.
Mein Interesse zum Thema Friedenserziehung entstand ursprünglich nach einem
Praktikum, das ich an meiner Universität in Udine absolviert habe. Damals war ich bei der
Organisation der Eröffnungsveranstaltung des Instituts für Frieden IRENE beschäftigt.
Dank dem Praktikum, das im Oktober 2007 stattgefunden hat konnte ich von der Existenz
des Instituts erfahren. Aus diesem Grund und nach Absprache mit meinen Betreuer habe ich
mich entschieden, nochmals nach Tübingen zu gehen.
Zwischen der Verschiedenheit des Projekts, welches das IFT anbietet, hat das Projekt
Peace Counts School mein Interesse besonders erweckt. Dabei handelt es sich um ein
pädagogisches Begleitprogramm für Schulklassen, dass das Institut speziell mit der zahlreichen
Mitarbeit von Studenten durchführt. Beim Institut für Friedenspädagogik in Tübingen habe ich
sowohl an dem Seminar im Sommersemester als auch an den Peace Counts School Projekt
teilgenommen.
38
Das Institut für Friedenspädagogik wird im Folgenden zur besseren Lesbarkeit mit IFT abgekürzt. IFT ist auch
die Abkürzung, die in Brochüren und auf der Internetseite des Institutes verwendet wird.
90
Die Geschichte des Instituts beginnt im Jahr 1976. Der Anstoß für die Vereinsgründung
kam aus der damaligen Arbeitsgruppe Friedensforschung vom Institut für Politikwissenschaft.
Am 16. Dezember 1976 wurde auf einer Mitgliederversammlung die Satzung beschlossen und
der Verein für Friedenspädagogik gegründet. Unter den Mitgliedern befanden sich Pädagogen,
Theologen und Politikwissenschaftler.
Das Ziel war die Entwicklung von einem Lehrprogramm für Schulen zum Thema Frieden
und die Erforschung von „Friedenswochen“ als Modell für eine politische Kooperation. 1977
kam die erste Bewilligung für die Förderung der Arbeit des Vereins dank einer wichtigen
Zusammenarbeit mit der Berghof Stiftung für Konfliktforschung. Ein Jahr später entstand der
erste Raum des Vereins in der Seelhausgasse.
Im Jahr 1982 zog die Geschäftstelle in die Bachgasse, ein wichtiger Schritt für den Verein.
1983 entzog das Finanzamt Tübingen dem Verein die Gemeinnützigkeit mit der Begründung,
dass der Verein staatspolitische Zwecke verfolge und diese nicht gemeinnützig sind. Der Verein
kämpfte darauf hin mit größeren finanziellen Problemen. Eine ungeheuere Solidarität machte
sich breit und viele neue Mitglieder kamen hinzu. 1986 sprach das Finanzgericht BadenWürttemberg dem Verein die Gemeinnützigkeit wieder zu.
Mit der Auflösung des Ostblocks 1989 und die neuorientierte Weltpolitik veränderten sich
auch die Gegenstände des Vereins. Eine neue Aufmerksamkeit wird den Themen
Rechtsextremismus, Ausländerfeindlichkeit und Gewalt gewidmet.
Ab 1995 erschienen beim IFT neue Schulprojekte. Im Jahr 2002 zog der Verein in die
Corrensstr. 12 und mit dem Umzug wurde der Name „Verein für“ in „Institut für
Friedenspädagogik“ geändert.
Vor zwei Jahren hat das IFT sein dreißigjähriges Bestehen gefeiert. Das IFT wird heute
von Herrn Günther Gugel und Herrn Uli Jäger geführt und ist immer wieder offen für
PraktikantInnen, die bei verschiedenen Projekten mitmachen und mitarbeiten können.
Die wichtigsten Projekte des Instituts sind hauptsächlich das Peace Counts School, das
Peace Counts on Tour und das Projekt Fußball-Lernen-Global.
Das Projekt Peace Counts on Tour dokumentiert in einer Fotoausstellung die Arbeit von
verschiedenen
erfolgreichen
Friedensmacher,
um
ihre
Geschichten
in
verschiedene
Konfliktregionen zurückbringen mit dem Ziel diese zu verbreiten.
Das Projekt Fußball-Lernen-Global inszeniert den Fußball als Handlungsfeld von sozialen,
interkulturellen und globalen Lernen. Im Mittelpunkt steht das gemeinsame Lernen. Am Ende
zählt nicht nur das Tor, sondern auch die Fair Play Punkte.
91
Das Projekt Peace Counts School geht davon aus, dass Friedenserziehung einen Beitrag
zur Prävention von Gewalt und zur Entwicklung einer Kultur des Friedens leisten kann. Es geht
darum, wie im Projekt Peace Counts on Tour beschrieben, um eine Fotoausstellung, die die
Arbeit von erfolgreichen Friedensmachern in bestimmte Krisenregionen aufzeigt. Das Ziel ist zu
zeigen, dass Frieden machbar ist und das jeder Mensch einen größeren Beitrag zum Frieden
leisten kann.
Das Begleitprogramm für Schulklassen Peace Counts. Die Erfolge der Friedensmacher
bietet eine wichtige Auseinandersetzung mit den Bedingungen des Friedens durch gezielte und
faszinierende Lernangeboten. Es handelt sich um verschiedene Workshops die auch
Lernstationen genannt werden. Kinder und Jugendliche werden in Gruppen aufgeteilt, um an den
Lernstationen verschiedene Übungen zu bewältigen. Es gibt sechs verschiedene Lernstationen,
die zusammen ein Lernzirkel bilden. Je nach Zeitvorgabe können die Gruppen ein oder mehrere
Male rotieren und sich mit einer anderen Lernstation des Lernzirkels auseinandersetzen.
Die Wanderausstellung besteht aus vielen Tafeln und Installationen, die verschiedene
Reportagen darstellt. Zu sehen sind z.B. ehemalige Terroristen aus Nordirland, die heute
Jugendarbeit leisten; ein Sportpromotor in Kolumbien, der mit Straßenfußball gegen Gewalt
arbeitet; ein Tamile, der ganze Dörfer in Sri Lanka wieder aufbaut; eine Vermittlerin in
Mazedonien, die mit verschiedene Konfliktparteien versucht ins Gespräch zu kommen; ein
Kreuzfahrtschiff
Peace
Boat,
das
sich
mit
verschiedenen
Lösungsmöglichkeiten
auseinandersetzt, usw. Es handelt sich um erfolgreiche Konfliktschlichtungen, die sehr gute
Handlungsbeispiele nicht nur für Schüler, sondern auch für Erwachsene darstellen können.
Das Peace Counts School Projekt besteht aus drei verschiedenen Phasen: eine
Anfangsphase; eine zweite Phase der Auseinandersetzung im Workshop und zum Schluss eine
Plenumsphase.
Am Anfang des Projekts stellen sich die Betreuer der Ausstellung vor, meistens sind das
Studenten und erklären den Schülern das Projekt mit grundlegenden Informationen über Inhalt,
Aufbau und Entstehungsgeschichte. Die Schüler haben dann etwa zwanzig Minuten Zeit, um
sich die Ausstellung ein erstes Mal anzuschauen. Mit dabei haben sie auch einen kleinen
Fragebogen, den sie ausfüllen sollen. Dabei geht es über die ersten Gesamteindrücke, die die
Schüler aussprechen können, um danach zusammen mit den Klassenkameraden und Begleitern
die Antworten zu besprechen.
In der zweiten Phase werden die Schüler in Arbeitsgruppen mit drei- fünf TeilnehmerInnen
eingeteilt. Jede Lernstation stellt verschiedene Arbeiten vor und bietet den jungen
92
TeilnehmerInnen die Möglichkeit, sich mit vielen Fotos und anregendem Material
auseinanderzusetzen. Das Niveau der Stationen des Lernzirkels kann entsprechend den
Voraussetzung des Teilnehmers ein bisschen variiert werden. Die Themen, die in den
Arbeitsgruppen behandelt werden, werden in Verbindung mit den Geschichten der Reportage
gebracht. Es handelt sich um sechs verschiedene Stationen: Fußball und Fair Play; Wege zur
Gewalt - Wege aus der Gewalt; Streitkultur; Bedürfnisse; über Krieg und Frieden Berichten und
wie man Frieden macht.
Je nach Schülerzahl und Zeitbudget wird ein oder mehrere Male in den Lernzirkeln
zwischen den Stationen rotiert. Im Schlussplenum werden die Ergebnisse der verschiedenen
Stationen zusammengetragen und mit Erkenntnissen der Friedens- und Konfliktforschung
konfrontiert.
Am Ende bekommen die Schüler einen Abschlussfragebogen Meine Meinung zur
Ausstellung, die danach per Post am IFT zurück geschickt wird.
Das Institut für Friedenspädagogik Tübingen hat eine wichtige Rolle als kultureller
Vermittler für sein Publikum wie Schüler, Studenten und Lehrer. Zuerst ist das IFT in einer
Position als Vermittler für die Schüler, die an dem Begleitprogramm teilnehmen. Dank dem
didaktischen Angebot, sowohl dem didaktischen Material (Tafeln, Installationen, verschiedene
und zahlreiche Fotos, CDs, Fragebogen usw.) als auch der Arbeitsmethode (Workshops, Plenum
und Vertiefung der Themen) erlaubt das IFT seinen Schülern einen wichtigen Ansatz und eine
ungeheure Sensibilisierung mit dem Thema Gewaltlosigkeit und Frieden.
Daneben ist das IFT auch Vermittler zwischen Schülern und Studenten, die das
Begleitprogramm durchführen. Ebenfalls lehrt das IFT den Studenten, wie man dieses
durchführen soll und wie man mit jungen Menschen arbeitet.
Zum Abschluss des Begleitprogramms und der Arbeit des Instituts öffnen sich dem Lehrer
weitere Möglichkeiten für die Unterrichtsstunden, die manchmal variiert werden könnten, um
den Schülern verschiedene didaktische Angebote bieten zu können.
Am Ende meiner Mitarbeit beim Peace Counts School Begleitprogramm wollte ich das
Feed-back des Publikums des Begleitprogramms erforschen. Aus diesem Grund habe ich mich
entschieden, meine Sondierung mit drei verschiedenen Fragebögen durchzuführen. Es war
interessant zu sehen, wie die Meinung der Schüler, Lehrer und Studenten ist, die beim
Begleitprogramm mitgemacht haben. Der erste Fragebogen war an die Schulklassen adressiert,
der zweite an den Lehrer und ein dritter Fragebogen an die Begleiterinnen und Begleiter.
93
Mit meinen Fragen wollte ich sowohl die allgemeine Meinung über das Projekt, als auch
das Interesse der Schüler in eine zukünftige Perspektive von Arbeit im Bereich von
Friedenserziehung oder kulturelle Vermittlung erfassen. Diese Fragen waren für mich von
Bedeutung, um zu erfassen, in wie weit das Projekt die Schüler berührt hat.
Eine wichtige Rolle haben auch die Fragebögen für Lehrer und Begleiter gespielt, bei
denen die Fragen weniger gezielt als bei den Schülern gestellt waren, die aber trotzdem
interessant sind, um die Meinung über das Projekt im Allgemeinen und die Führung desselben
von einem erwachsenen Publikum zu verstehen. Um ein Gesamtüberblick zu haben, habe ich
auch die vom IFT erarbeiten Abschlussfragebogen verwendet.
Während meiner Mitarbeit als Begleiterin der Ausstellung Peace Counts School, habe ich
das Verhalten der Schüler beobachtet und gesehen, wie groß ihre Begeisterung war. Dank der
resultierenden Ergebnissen der Fragebögen habe ich dieselbe Begeisterung empfunden, die ich
während der Ausstellung wahrgenommen habe.
In der Tat hat das Projekt der Mehrheit der Schüler sehr gefallen und berührt. Besonders
den jüngeren SchülerInnen, die zwischen zehn und zwölf Jahre alt gewesen sind. Die
Ausstellung schien die Schüler so begeistert zu haben, dass sie mit ihren anwesenden
Klassenkameraden über das Thema wieder gesprochen haben.
Daraus ziehe ich den Schluss, dass die zur Verfügung stehende Zeit zur Bearbeitung der
verschiedenen Stationen ausgereicht hat und wir im nach hinein auf positives Feedback gestoßen
sind.
Auf der anderen Seite zeigen sich auch die Grenzen der Begeisterung, die nicht über das
Projekt hinaus gehen: die SchülerInnen sprechen nicht zu Hause über das Projekt und die
Mehrheit der SchülerInnen (ausgeschlossen den jüngeren SchülerInnen) meinen, dass sie nicht
an eine Vertiefung des Themas interessiert sind, wie z.B. Seminare oder Tagungen und dass sie
kein Interesse an einer zukünftigen Arbeit im Feld der Friedenserziehung haben.
Außerdem muss man in Betracht ziehen, dass nachdem eine Gruppe die Bearbeitung ihrer
Übung an ihrer Lernstation erfüllt hat, nicht mehr so viel Zeit hat, um von Station zu Station zu
rotieren. Somit hat diese Gruppe ihren Teil der Arbeit in ihrem Workshop erledigt und tut sich
sodann zusammen mit den anderen Gruppen, um gemeinsam das Abschlussplenum zu gestalten.
Deswegen ist es der jeweiligen Gruppen oftmals nicht möglich, einen eigenen Vergleich
über die Bearbeitung der gleichen Übung einer anderen Gruppe zu haben, daher verlässt man
sich am Ende auf die Vorträge und Ergebnisse der anderen Workshops.
94
In diesem Zusammenhang muss man bemerken, dass das Abschlussplenum eine besondere
Wichtigkeit hat, da die SchülerInnen am Ende ihre eigene Meinung zum Thema äußern und sich
über die verschiedene Interpretationen einer Übung auseinandersetzen können. Ohne Rotierung
verliert das Abschlussplenum seine wichtige Funktion vom Vergleich und hat deswegen oftmals
nur eine Ausstellungsfunktion.
Abschließend möchte ich noch bemerken, dass sich die jüngeren SchülerInnen für das
Thema Frieden mehr Interesse als die etwas älteren SchülerInnen gezeigt haben.
Aus diesem Grund wäre es eventuell möglich, dass Begleitprogramm so zu verändern, um
noch mehr auf das Interesse der jüngeren SchülerInnen einzugehen.
Eine weitere Idee wäre die Dauer der zu bearbeitenden Stationen zu kürzen, um eine
Rotation von Station zu Station zu ermöglichen und somit die Funktion des Vergleichens für
jeden Einzelnen im Abschlussplenum zu gewinnen.
Eine weitere Idee wäre die Planung eines bestimmten Projekts, dass eine regelmäßige
Vertiefung des Themas der Ausstellung darstellen könnte, was wiederum zu einer höheren
Sensibilisierung des Themas führen und das Ziel des Projekts noch besser erreicht werden
könnte.
95
Bibliografia
Abschlussbericht des Projektes. Peace Counts School. Module für eine verbesserte
Werteerziehung und Gewaltprävention an Schulen. 1.9.2006 – 31.8.2007, Tübingen,
Institut für Friedenspädagogik Tübingen e. V., 2007.
GUGEL
Günther,
30
Jahre
Institut
für
Friedenspädagogik,
(unkorregierte
Manuskriptfassung), Tübingen (November) 2006.
GUGEL Günther, Lernen wie man Frieden macht. Pädagogisches Begleitptogramm zur
Austellung “Peace Counts. Die Erfolge der Friedensmacher”, Tübingen, Institut für
Friedenspädagogik Tübingen e.V., 2007.
GUGEL Günther, Peace Counts. Die Erfolge der Friedensmacher. Katalog zur
Ausstellung, Tübingen, Institut für Friedenspädagogik Tübingen e.V., 2007.
GUGEL Günther, JÄGER Uli, «Jahresbericht», n. unico (2005) Tübingen, Institut für
Friedenspädagogik Tübingen e.V. .
96
GUGEL Günther, JÄGER Uli, «Rundbrief», n. 1 (2007), Tübingen, Institut für
Friedenspädagogik Tübingen e.V. .
JÄGER Uli, MIJIC Ana, WÖRZ Tilman, Peace Counts on Tour. Peace Education in
Conflict Regions, Tübingen, Institut für Friedenspädagogik Tübingen e. V., 2007.
Promote Peace Education! Viele Stimmen für den Frieden, a cura di Uli Jäger, Günther
Gugel, Tübingen, Institut für Friedenspädagogik Tübingen e. V., 2006.
Materiale multimediale:
CD-ROM, 1976–2006 30 Jahre Institut für Friedenspädagogik, Tübingen, Institut für
Friedenspädagogik Tübingen e. V. .
Siti internet consultati:
<http://www.frieden-fragen.de/>, consultato il 25 agosto 2008.
<http://www.friedenspaedagogik.de/institut/arbeitspartner_kooperationspartner>,
consultato il 23 settembre 2008.
<http://www.stuttgarter-nachrichten.de/stn/page/1650394_0_2147_landsleutefriedensforscher-uli-jaeger.html>, consultato il 25 agosto 2008.
97
Allegati
I
Allegato 1
Questionario indirizzato agli insegnanti delle scuole che hanno partecipato
al progetto Peace Counts School
Aus der Perspektive des Lehrers
1. Warum haben Sie sich für die Ausstellung „Peace Counts School“ interessiert und wie war
die Reaktion Ihrer Schüler auf den Vorschlag an der Ausstellung teilzunehmen?
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
2. Welche Reaktionen zeigten Ihre Schüler, nachdem sie in der Ausstellung „Peace Counts
School“ gewesen sind?
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
3. Glauben Sie, dass Ihre Schüler etwas von dieser Ausstellung gelernt haben oder dass diese
Ausstellung auch langfristig etwas bei ihnen bewirken kann? In wiefern?
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
4. Wie ist Ihre Meinung zur Ausstellung und wie beurteilen Sie die Durchführung?
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________
II
Allegato 2
Questionario (v. Allegato 1) compilato da uno degli insegnanti
III
Allegato 3
Questionario (v. Allegato 1) compilato da uno degli insegnanti
IV
Allegato 4
Questionario inviato agli alunni che hanno partecipato al programma Peace Counts School
FRAGEBOGEN FÜR SCHULKLASSEN
Geschlecht:
□ w □ m
Alter: …
Schule/ Schulart:
……………………….
1. Hat Dich die Ausstellung „Peace Counts School“ berührt?
(Bring Deine Meinung zum Ausdruck von 1= überhaupt nicht bis 10= sehr sogar) …
2. Hast Du über das Thema der Ausstellung mit deinen anwesenden Klassenkameraden
nochmals gesprochen?
□ Ja □ Nein
3. Hast Du über das Thema der Ausstellung mit anderen Klassenkameraden, die nicht anwesend
waren gesprochen?
□ Ja □ Nein
4. Hast Du zu Hause mit deinen Eltern oder mit deiner Familie über das Thema diskutiert?
□ Nein.
□ Ich habe es nur angedeutet.
□ Ja, aber wir haben nicht lange darüber gesprochen.
□ Ja, und wir haben zusammen über das Thema nachgedacht.
5. Habt Ihr im Unterricht nochmals über die Ausstellung gesprochen?
□ Nein.
□ Ja, wir haben über das Thema lange nachgedacht.
□ Ja, wir haben über das Thema lange nachgedacht und hatten auch Material dabei,
um das Thema zu vertiefen.
6. Hast Du dich nach dem Ausstellungsbesuch noch einmal alleine zum Thema der Ausstellung
informiert?
□ Ja □ Nein
7. Haben Dich vor dem Ausstellungsbesuch die Nachrichten über Gewalt angesprochen?
(Bring deine Meinung zum Ausdruck von 1= überhaupt nicht bis 10= sehr sogar.) …
8. Hat sich nach dem Ausstellungsbesuch Dein Interesse an Nachrichten (über Gewalt und
Frieden) verändert?
(Bring Deine Meinung zum Ausdruck von 1= überhaupt nicht bis 10= sehr sogar.) …
9. Würdest Du eine ähnliche Ausstellung wieder besuchen?
□ Ja □ Nein
10. Möchtest Du gerne an Seminaren oder Tagungen teilnehmen, die das Thema vertiefen?
□ Ja □ Nein
11. Könntest Du Dir vorstellen andere Schüler über das Thema Frieden zu informieren?
□ Ja □ Nein
12. Zum Schluss: Möchtest Du in Zukunft gerne im Feld der kulturellen Vermittlung arbeiten,
um Konflikte zwischen verschieden Kulturen zu vermeiden oder aufzulösen? □ Ja □ Nein
Vielen Dank für Deine Mitarbeit und weiterhin viel Erfolg!
V
Allegato 5
Questionario (v. Allegato 4) compilato da uno degli alunni
VI
Allegato 6
Questionario (v. Allegato 4) compilato da uno degli alunni
VII
Allegato 7
Questionario (v. Allegato 4) compilato da uno degli alunni
VIII
Allegato 8
Questionario (v. Allegato 4) compilato da uno degli alunni
IX
Allegato 9
Questionario (v. Allegato 4) compilato da uno degli alunni
X
Allegato 10
Questionario (v. Allegato 4) compilato da uno degli alunni
XI
Allegato 11
Lettera accompagnatoria spedita alle scuole assieme ai questionari
per gli alunni e gli insegnanti (v. Allegato 1 e Allegato 4)
Tübingen, 16. Juni 2008
Sehr geehrte Damen und Herren,
Im Rahmen meiner Bachelorarbeit über das Institut für Friedenspädagogik Tübingen,
würde ich gerne eine Umfrage über die Ausstellung „Peace Counts School“ durchführen.
Aus diesem Grund habe ich einen Fragebogen vorbereitet und es wäre sehr nett, wenn Sie diesen
Fragebogen, den Sie im beilegenden Umschlag finden, an Ihre Schüler, die die Ausstellung
gesehen haben, weitergeben könnten.
Ausserdem schicke ich Ihnen einen zweiten frankierten Umschlag. Es wäre sehr nett, wenn Sie
mir die ausgefüllten Fragebogen, bis zum 23. Juni zurück schicken könnten.
Falls Sie Fragen an mich haben, können Sie mir gerne eine e-mail an folgende Adresse
schreiben: [email protected] .
Vielen Dank schon im Voraus für Ihre Mühe.
Mit freundlichen Grüßen,
Alda Guerra
XII
Allegato 12
Questionario inviato agli studenti accompagnatori
Fragebogen für Betreuer / in
1. Name, Alt, Studiergang, Semester.
2. Hast Du diese Seminar selbst gewählt oder war es in deine Studeingang vorgesehen?
Wenn Du es freiwillig gewählt hast, was war deine Beweggründe.
3. Hast Du dich für diese Betreung der Schulklasse gut vorbereitet gefühlt? Wenn ja
warum? Wenn nein, was hat gefehlt?
4. Welche Ziele glaubst Du möchte das Institut für Friedenspädagogik mit dieses Projekt
erreichen? Glaubst Du dass, das Institut das vorgesehene Ziel erreicht hat? Wenn ja
warum? Wenn nein, was hat gefehlt?
5. Meinst Du, dass das Projekt bei den Schülern langfristig etwas bewirkt? Glaubst du, dass
es unterschiedlich sein kann, wenn man das Alter betrachtet? In wiefern?
6. Haben das Seminar und das „Peace Counts School“ Projekt deine Erwartungen erfüllt
und warum?
7. Wie würdest Du das Projekt bewerten? Was ist deine Meinung? (1 = schlecht bis 10 =
ganz gut)
XIII
Allegato 13
Questionario (v. Allegato 12) compilato da uno degli studenti accompagnatori
(viene omesso il nome dello studente)
1. Geschichte, Spanisch, Politikwissenschaft (Staatsexamen)
2. Ich habe das Seminar freiwillig gewählt, weil mich die Arbeit mit Jugendlichen interessiert und das
Seminar praktische Einblicke bietet. Außerdem finde ich den Ansatz interessant und die Ausstellung
gut.
3. Teilweise. Manchmal wusste man nicht genau was die Schüler bereits wissen. Dies erfuhr man sehr
kurzfristig und konnte sich dann nicht genau darauf einstellen. Ein Gespräch mit der Lehrerin im
Voraus wäre sinnvoll. Bei einer Gruppe die viel Vorwissen mitbrachte, hätte ich mich besser
vorbereiten können. Außerdem wäre konstruktive Kritik von außen gut bzw. gezielte Reflektionen in
der Gruppe nach der Betreuung.
4. Ich glaube, dass das Institut wertvolle Einblicke vermitteln konnte, zur Reflektion
anregen und die
Schüler für bestimmte Themen zu sensibilisieren (Umgang mit Gewalt, Friedensjournalismus).
5. Leider habe ich keine Erfahrung mit der Unterstufe gemacht. Ich kann mir aber vorstellen, dass auch
jüngere Schüler (wenn man das Begleitprogramm etwas auf sie abstimmt) sehr wohl von dem Projekt
profitieren können. Mann sollte die Schüler nicht unterschätzen und kann außerdem leichter an diese
Themen später anknüpfen.
Das Projekt ist auf jeden fall als sehr sinnvoll zu erachten und ich denke ein langfristige Lernerfolg
ist abzusehen. Ich denke, dass jeder Einzelne davon etwas mitnehmen kann. Sinnvoll
wäre
eine
weitere Reflektion oder Anknüpfung anhand der Materialien für die Lehrer im Unterricht.
6. Ja. Mich würde allerdings noch ein genaueres Feedback der Klassen interessieren (Fragebogen).
7. Ich denke Peace Counts School ist ein sehr gutes Projekt: 8-9. Da diese Themen mehr thematisiert
werden sollten in unserer Gesellschaft. Ich denke 2-3h sollte eine Betreuung auf jeden Fall dauern,
damit Fragen besprochen werden können und auf Detailles genauer eingegangen werden kann.
Manche Dinge könnten natürlich mit der Zeit noch erweitert werden (z.B. durch story telling) oder
die Abänderung mancher Materialien.
XIV
Allegato 14
Questionario (v. Allegato 12) compilato da uno degli studenti accompagnatori
(viene omesso il nome dello studente)
1. 23 Jahre, Master Friedensforschung, 2. Fachsemester
2. Zum einen habe ich es wegen des Praxisbezugs selbst gewählt, zum anderen ließ es sich mit
der Studienordnung verbinden.
3. Insbesondere die Kompaktphase vor Ausstellungsbeginn hat eine sehr gute Vorbereitung
geboten, auch wenn ich mich selbst hätte etwas besser vorbereiten können.
4. Das Institut möchte, vermute ich, gerade Schüler auf die dargestellten Konflikte aufmerksam
machen und ihr Interesse an diesen wecken und damit auch die Lust, sich über die
Ausstellung hinaus über die Konflikte zu informieren. Dieses Ziel hat das Institut sicherlich
erreicht, da viele Jugendliche sehr interessiert mitgearbeitet und weitergehende Fragen
gestellt haben.
5. Sicherlich hängt es vom Alter ab, wie intensiv sich die Jugendlichen mit den jeweiligen
Themen beschäftigen. Dennoch wird vermutlich bei allen auch langfristig die Lust geweckt,
sich näher über globale Konfliktsituationen zu informieren.
6. Beides hat meine Erwartungen erfüllt und sogar übertroffen. Einerseits hat mir der tolle
Praxisbezug im Seminar sehr gut gefallen, zum anderen hat mir die Arbeit mit den Schülern
sehr viel Spaß gemacht, da diese wirklich interessiert mitgearbeitet haben, was ich so nicht
erwartet hätte.
7. Bewertung: 9, denn die Ausarbeitung des Projekts war super, bis auf einige Stellen, die
zusätzlicher Erklärung bedürfen (ist aber von den Altersgruppen abhängig).
XV
Allegato 15
Questionario (v. Allegato 12) compilato da uno degli studenti accompagnatori
(viene omesso il nome dello studente)
1. Mafip, 4. Semester
2. Freiwillig
3. Ja, hab die Ausstellung schon Tuebingen und Horb betreut.
4. Schueler sollen fuer das Thema Frieden sensibilisert werden. Durch die Ausstellung kann
ihnen gezeigt werden, dass Frieden moeglich ist (vor allem in ihrem Umfeld). Dieses Ziel
wurde bei vielen Schuelern erreicht.
Studenten werden ebenfalls weitergebildet und haben die Moeglichkeit mit Schuelern zu
arbeiten. Ziel Weiterbildung
Lehrer bekommen Einblick in die Arbeit des IfTs. Ziel Oeffentlichkeitsarbeit
5. Man muss das Seminar im Kontext der ganzen Schulausbildung sehen und da koennen solche
Seminare in Kombination mit anderen Seminaren schon etwas bewirken.
6. Erwartungen erfuellt. Gute Diskussionen ueber Frieden.
7. 9
XVI
Allegato 16
Questionario “Meine Meinung zur Ausstellung” (La mia opinione sull’esposizione)
elaborato dall’Institut für Friedenspädagogik Tübingen e compilato da uno degli alunni
che hanno partecipato al programma Peace Counts School
XVII
Allegato 17
Questionario “Meine Meinung zur Ausstellung” (La mia opinione sull’esposizione)
elaborato dall’Institut für Friedenspädagogik Tübingen e compilato da uno degli alunni
che hanno partecipato al programma Peace Counts School
XVIII
Allegato 18
Questionario “Meine Meinung zur Ausstellung” (La mia opinione sull’esposizione)
elaborato dall’Institut für Friedenspädagogik Tübingen e compilato da uno degli alunni
che hanno partecipato al programma Peace Counts School
XIX
Allegato 19
Questionario “Meine Meinung zur Ausstellung” (La mia opinione sull’esposizione)
elaborato dall’Institut für Friedenspädagogik Tübingen e compilato da uno degli alunni
che hanno partecipato al programma Peace Counts School
XX
Allegato 20
Attestazione che l’Institut für Friedenspädagogik Tübingen ha spedito via posta
per certificare alla sottoscritta la partecipazione all’organizzazione e alla conduzione
del progetto d’accompagnamento pedagogico Peace Counts School
XXI
Allegato 21
Cartolina di saluti da Günther Gugel, direttore dell’Institut für Friedenspädagogik Tübingen
XXII
Indici delle figure, dei grafici,
delle tabelle e degli allegati
Indice delle figure:
Figura I-1 ........................................................................................................................ 14
Figura I-2 ........................................................................................................................ 15
Figura I-3 ........................................................................................................................ 18
Figura II-1 ....................................................................................................................... 20
Figura II-2 ....................................................................................................................... 21
Figura II-3 ....................................................................................................................... 22
Figura II-4 ....................................................................................................................... 23
Figura V-1 ....................................................................................................................... 35
Figura V-2 ....................................................................................................................... 36
Figura V-3 ....................................................................................................................... 36
Figura V-4 ....................................................................................................................... 38
Figura V-5 ....................................................................................................................... 39
Figura V-6 ....................................................................................................................... 39
Figura V-7 ....................................................................................................................... 43
Figura V-8 ....................................................................................................................... 44
Figura V-9 ....................................................................................................................... 47
Figura V-10 ..................................................................................................................... 48
Figura V-11 ..................................................................................................................... 49
Figura VI-1...................................................................................................................... 51
Figura VIII-1 ................................................................................................................... 86
Indice dei grafici:
Grafico VII-1................................................................................................................... 61
Grafico VII-2................................................................................................................... 62
Grafico VII-3................................................................................................................... 63
Grafico VII-4................................................................................................................... 63
Grafico VII-5................................................................................................................... 64
Grafico VII-6................................................................................................................... 64
Grafico VII-7................................................................................................................... 65
Grafico VII-8................................................................................................................... 65
Grafico VII-9................................................................................................................... 66
Grafico VII-10................................................................................................................. 66
Grafico VII-11................................................................................................................. 66
Grafico VII-12................................................................................................................. 68
Grafico VII-13................................................................................................................. 68
Grafico VII-14................................................................................................................. 68
Grafico VII-15................................................................................................................. 68
Grafico VII-16................................................................................................................. 69
Grafico VII-17................................................................................................................. 69
Grafico VII-18................................................................................................................. 70
Grafico VII-19................................................................................................................. 71
Grafico VII-20................................................................................................................. 73
Grafico VII-21................................................................................................................. 74
Grafico VII-22................................................................................................................. 74
Grafico VII-23................................................................................................................. 74
Grafico VII-24................................................................................................................. 75
Grafico VII-25................................................................................................................. 75
Grafico VII-26................................................................................................................. 76
Grafico VII-27................................................................................................................. 76
Grafico VII-28................................................................................................................. 77
Grafico VII-29................................................................................................................. 77
Grafico VII-30................................................................................................................. 79
Grafico VII-31................................................................................................................. 80
Grafico VII-32................................................................................................................. 80
Indice delle tabelle:
Tabella VII-1 ................................................................................................................... 59
Tabella VII-2 ................................................................................................................... 59
Tabella VII-3 ................................................................................................................... 60
Tabella VII-4 ................................................................................................................... 60
Tabella VII-5 ................................................................................................................... 60
Tabella VII-6 ................................................................................................................... 61
Tabella VII-7 ................................................................................................................... 63
Tabella VII-8 ................................................................................................................... 64
Tabella VII-9 ................................................................................................................... 65
Tabella VII-10 ................................................................................................................. 67
Tabella VII-11 ................................................................................................................. 69
Tabella VII-12 ................................................................................................................. 70
Tabella VII-13 ................................................................................................................. 72
Tabella VII-14 ................................................................................................................. 72
Tabella VII-15 ................................................................................................................. 72
Tabella VII-16 ................................................................................................................. 73
Tabella VII-17 ................................................................................................................. 75
Tabella VII-18 ................................................................................................................. 76
Tabella VII-19 ................................................................................................................. 77
Indice degli allegati:
Allegato 1......................................................................................................................... II
Allegato 2........................................................................................................................ III
Allegato 3........................................................................................................................ IV
Allegato 4......................................................................................................................... V
Allegato 5........................................................................................................................ VI
Allegato 6....................................................................................................................... VII
Allegato 7..................................................................................................................... VIII
Allegato 8........................................................................................................................ IX
Allegato 9......................................................................................................................... X
Allegato 10...................................................................................................................... XI
Allegato 11..................................................................................................................... XII
Allegato 12................................................................................................................... XIII
Allegato 13................................................................................................................... XIV
Allegato 14.................................................................................................................... XV
Allegato 15................................................................................................................... XVI
Allegato 16.................................................................................................................. XVII
Allegato 17................................................................................................................. XVIII
Allegato 18................................................................................................................... XIX
Allegato 19.................................................................................................................... XX
Allegato 20................................................................................................................... XXI
Allegato 21.................................................................................................................. XXII
Scarica

Tesi di laurea di Alda Guerra sull`Institut