(Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: Società Cooperativa OMNIA SERVICE Via Fazello n. 85/ A, 92016 Ribera (AG) Tel/Fax 0925-544580 Email: [email protected] 2) Codice di accreditamento: NZ03983 Albo Regionale degli Enti di Servizio Civile – Regione Sicilia - 3) Albo e classe di iscrizione: 4° Ente in co-progettazione: Comune di Alessandria della Rocca Via Umberto n. 6, 92010 Alessandria della Rocca (AG) Tel/Fax 0922-985319 Codice di accreditamento: Albo e classe di iscrizione: NZ01402 Albo Regionale degli Enti di Servizio Civile – Regione Sicilia - CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: LE CINQUE CULTURE 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore: Patrimonio artistico e culturale Area: Valorizzazione storie e culture locali Codifica: D03 4° 6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: CONTESTO TERRITORIALE E AREA DI INTERVENTO In considerazione dell’omogenea distribuzione sul territorio di emergenze culturali, si è inteso realizzare un progetto unico per i territori interessanti i seguenti Comuni: Alessandria della Rocca, Ribera, Calamonaci, Cianciana, Bivona. Ciò anche in considerazione delle possibilità di miglioramento e sviluppo, anche qui simili, afferenti agli standard sociali, culturali ed economici. Ognuno dei suddetti comuni ha una storia da raccontare ed ha nel suo interno tradizioni e cultura da esportare e da mettere a disposizione del volontario. o ALESSANDRIA DELLA ROCCA, provincia di Agrigento Cenni storici Sorge in una zona collinare esattamente sui Monti Sicani, posta a 520 metri sopra il livello del mare. Il nome Alessandria deriva da quello di Alessandro Presti, dal 1863 venne aggiunta l'accezione "della Rocca" in onore del Santuario omonimo di S. Maria. Il comune conta 4.490 abitanti e ha una superficie di 6.193 ettari. La patrona è Maria SS. Della Rocca. Contesto- Beni culturali Da visitare: la Chiesa del Carmine con annesso l'ex convento dei carmelitani eretta nel 1589; la Chiesa di S. Francesco con annesso un convento dei Padri Minori Riformati fatta costruire dalla baronessa Elisabetta Barresi nel 1610 ed il santuario di S. Maria della Rocca del 1800; resti del castello medioevale del signore Pietro D'Amico; la Chiesa Madre di S. Nicolò; la Chiesa Colleggio di Maria; la Chiesa dell’Annunziata; la Chiesa del Crocifisso; la Chiesa di S. Giovanni Battista; l’Oratorio dei PP. Carmelitani; il Convento di S. Francesco; il Convento dei PP. Carmelitani dell’Annunziata; il Collegio di Maria; il Palazzo Genuardi e il Palazzo Guggini. Da vedere: Festa di San Giovanni e Festa di San Giuseppe o RIBERA, provincia Agrigento Cenni storici Ribera fu fondata nel '600 dalla famiglia de Ribera, da cui prese il nome, e nel secolo successivo crebbe d'importanza, tanto che prese sotto la sua giurisdizione i feudi compresi tra i fiumi Platani e Belice. Ribera è famosa perchè diede i natali a Francesco Crispi, celebre statista e Presidente del Consiglio nei primi anni del '900. Il patrono della città è san Nicola, festeggiato il 6 dicembre. Oggi Ribera comprende le due frazioni di Borgo Bonsignore detto "Santu Petru", sorto durante il ventennio fascista e di Seccagrande, che dopo gli anni '60 si sono arricchite di ville e case. Contesto- Beni culturali Da visitare sono: Il centro storico della città, che presenta il tipico impianto a scacchiera caratteristico delle città agricole, racchiude alcuni, importanti monumenti; a Sud-Ovest di Ribera, sopra un colle dal quale e possibile ammirare il mare, i lussureggianti giardini della Valle di Verdura e il panorama del paese, si trova il diroccato, il Castello di Poggiodiana, con la sua maestosa torre merlata; la Chiesa Madre, edificata nel '600; l'area archeologica con alcune importanti sepolture; la casa Natale di Francesco Crispi, statista e Presidente del Consiglio nei primi anni del '900. Anche dal punto di vista ambientale Ribera è molto ricca, infatti è presente sul territorio comunale la Riserva Naturale Foce Del Fiume Platani, con rare varietà di piante e meraviglie naturali da preservare. Da vedere: Il 19 marzo, viene allestito un grande carro per portare l’immagine di San Giuseppe e la “stragula”, una torre di legno rivestita di rami d’alloro e decorata con i “cudduri”, grandi pani legati con cordicelle. o CALAMONACI, provincia Agrigento Cenni storici Le sue origini risalgono al 1574 e sono legate al nome di Antonio Termini Feneri. Si sviluppò dapprima, come un feudo, che fu di proprietà di varie famiglie nobili. Da vedere è la festa patronale in onore di San Vincenzo Ferreri che si svolge la prima o la seconda settimana di agosto, la cui peculiarità sono le cosiddette "Rigattiate", processioni in corsa con i simulacri di San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo. Il santo patrono è San Vincenzo Ferreri. Conta circa 1.600 abitanti. Contesto- Beni culturali Da visitare sono: la Chiesa Madre, dedicata a San Vincenzo Ferreri, del XVIII - XIX sec. ha al suo interno pregevoli capppelle artistiche; il Municipio situato in piazza Matrice; "il Calvario", situato in via Croce, è interamente ricoperto da pietre provenienti da Gerusalemme; i mosaici dell'artista locale Vito Russo, che decorano le strade del paese. Da vedere: è la festa patronale in onore di San Vincenzo Ferreri che si svolge la prima o la seconda settimana di agosto, la cui peculiarità sono le cosiddette "Rigattiate", processioni in corsa con i simulacri di San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo. o CIANCIANA, provincia di Agrigento Cenni Storici 5200 abitanti, sorge a 390 mt. di altezza s.l.m., nei pressi del Monte Calvario. Fondata nel XVII sec. con “licentia populandi” dalla famiglia Joppolo. Il santo patrono è Sant’Antonio da Padova e si festeggia il 13 giugno. Contesto- Beni culturali Da visitare: il vecchio Mulino dell’acqua che ospita il Museo Civico; le Miniere di zolfo; il Convento ed il Chiostro di San Francesco; il Palazzo Baronale Joppolo; il Palazzo De Michele; le Maccalube; il Portale di San Rocco; sito archeologico “Cozzo Turco”. Da vedere: La Festa del Raccolto, 31 luglio, con la tradizionale “mangiata di ciciri e fave”; la Cavalcata di San Giuseppe il 19 marzo in occasione della festa di San Giuseppe; Festa di S. Maria Bambina, la festa della famiglia. o BIVONA, provincia di Agrigento Cenni Storici Collocata lungo la Valle del fiume Magazzolo. Le sue risalgono al 1172, conta circa 4300 abitanti. Tra le famiglie che hanno dominato Bidona si annoverano i Chiaramente, i D’Oria, i Peralta, i Luna e i Moncada. Particolare rilevanza assume la presenza di numerosissime chiese molte delle quali di antichissima fattura. La santa patrona è Santa Rosalia. Contesto- Beni culturali Da visitare: Cappella Madonna Sprescia; Chiesa Del Carmine; Chiesa di Sant’Isidoro; Chiesa di Santa Rosalia; Chiesa Madre; Palazzo Marchese Greco; Santuario Madonna dell’Olio e Torre dell’Orologio. Da vedere: Sagra della Pesca e la Festa di Santa Rosalia Le attività progettuali bene si sposano con le numerose attività già svolte e in corso di svolgimento dell’Ente proponente. Infatti, la Omnia Service vanta una pluriennale esperienza nel settore della formazione e della valorizzazione del territorio. L’intero bagaglio culturale ed esperenziale nonché le risorse umane interne saranno rese disponibili per la realizzazione e lo svolgimento di momenti di confronto e di coinvolgimento dei volontari alla vita della società. Il presente progetto intende promuovere la cultura della cittadinanza responsabile e attiva nei confronti della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Nel provvedere in materia di riconoscimento, conservazione e valorizzazione di beni di interesse storico, artistico e demoetnoantropologico, si rileva un crescente bisogno di sensibilizzare la popolazione, in particolare quella giovanile, alla riflessione sulle tematiche della conoscenza, del ripristino, del mantenimento e valorizzazione dei beni culturali. A questo scopo si avverte la necessità di: a) Incrementare la conoscenza da parte della cittadinanza relativamente a beni demoetnoantropologici e beni storico-artistici del territorio. A fronte anche dell’aumento della popolazione non autoctona, italiana ed estera, è importante promuovere la conoscenza del patrimonio culturale locale e offrire ai volontari occasioni per avvicinarsi al patrimonio artistico e culturale del proprio territorio, con iniziative che suppliscono il venir meno dei racconti da parte della famiglia e dei nonni; b) Rendere noti e comprensibili i criteri di intervento sui beni, per consentire al cittadino di disporre di informazioni utili per comprendere e apprezzare le azioni volte alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale; c) Migliorare i canali e le modalità di informazione diretta tra l’amministrazione e la collettività, per instaurare una positiva relazione di dialogo e collaborazione reciproca, volta anche a sostenere comportamenti attivi di cittadinanza responsabile. Aspetti questi che è necessario sostenere e soprattutto introdurre, al fine di formare il futuro cittadino in grado di riconoscere il bene culturale, di rinforzare l’attenzione e le capacità di valorizzare e di tutelare nonché difendere, se necessario, il proprio patrimonio e le proprie tradizioni. Oggi risulta sempre più evidente che il cittadino non sempre dispone di informazioni, conoscenze e sensibilità adeguate per comprendere l’importanza di un intervento a favore di un bene, per apprezzarne le ricadute in termini di rafforzamento dell’identità e delle tradizioni locali e per lo sviluppo sociale del territorio più in generale. Si avverte quindi il bisogno sociale di innovare e potenziare la comunicazione/relazione con la popolazione destinataria delle iniziative di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. SITUAZIONE ATTUALE Dopo alcune ricerche statistiche effettuate si è venuti a conoscenza che soltanto il 25% della popolazione conosce discretamente la gloriosa storia del territorio. Per quanto attiene il numero dei visitatori, possiamo affermare che solo il 15% di essi ha visitato l’area in questione, molto probabilmente perchè non ha conoscenza della bellezza dei luoghi e del patrimonio artistico- culturale che possiede. Nonostante il cospicuo patrimonio artistico e demoetnoantropologico presente nell’area in esame, il grado di conoscenza dello stesso da parte della popolazione locale si aggira sul 25%; pertanto necessita un’azione di ricerca e di divulgazione. Si evidenziano, inoltre, l’assenza di una rete territoriale strutturata e consolidata per lo sviluppo dell’area; la limitatezza delle ricerche svolte in termini di abitudini, folklore e tradizioni locali; l’esiguità di materiale informativo e di campagne di comunicazione mirate a pubblicizzare le potenzialità del territorio. Nonostante tali criticità, assunte a priorità dell’azione del progetto, le potenzialità che il territorio esprime sono notevoli e vanno pertanto valorizzate. Non va dimenticato che una maggior conoscenza riguardo al patrimonio culturale che gli appartiene è un investimento non solo per la persona e per la sua educazione, che trova così un legame con la storia della propria comunità, ma per lo sviluppo armonico e condiviso dell’intera comunità. Il presente progetto mira dunque a porre il volontario/cittadino al centro di un’azione di sensibilizzazione ed informazione attorno al binomio “prevenzione e cura”. Concetti che si presentano tra loro necessariamente interrelati qualora si intenda promuovere un atteggiamento di responsabilità nei confronti del patrimonio collettivo. I destinatari: - I giovani in Servizio civile La partecipazione attiva dei giovani in Servizio civile all’insieme delle attività progettuali consentirà loro di maturare un percorso di crescita e formazione personale, consapevolezza di sé e delle relazioni con gli altri rafforzando in particolare: • la cultura della cittadina attiva e socialmente responsabile, • la capacità di lavorare in modo autonomo e in team, • la “cultura della valorizzazione delle storie e culture locali”, in una logica di partecipazione sociale, • le conoscenze in materia di beni artistici e storici - Il patrimonio artistico, storico e culturale La realizzazione del progetto consentirà ai beni presenti nel territorio di divenire destinatari di azioni di sensibilizzazione e valorizzazione. - I beneficiari Le attività progettuali dei giovani in Servizio civile consentirà alla comunità di maturare un percorso di crescita culturale attraverso misure di informazione, documentazione e sensibilizzazione tematica. Vengono quindi individuati come beneficiari tutti i residenti del territorio, i visitatori e le pubbliche amministrazioni. RETE INFORMALE Le attività progettuali vedono un informale coinvolgimento delle amministrazioni relative al territorio di riferimento mediante i loro uffici turistici, gli archivi storici. Inoltre, saranno coinvolte le Pro Loco, i comitati delle feste patronali e tradizionali e le associazioni che operano nel settore del turismo e del volontariato. Nel territorio le agenzie turistiche “TRI.SCA.MAR s.n.c. di P.Triolo & C.” di Sciacca e “REDAL TRAVEL di Piparo Renato” di Ribera parteciperanno alla realizzazione delle attività previste nel progetto (vedi punto 24) 7) Obiettivi del progetto: Il progetto si pone il raggiungimento di obiettivi a breve e medio termine che riguardano sia il volontario stesso che il territorio di riferimento. Obiettivi generali: L’idea progettuale, è quella di far conoscere e soprattutto di valorizzare il ricco patrimonio culturale artistico che questo comprensorio territoriale possiede, testimonianza di una identità eccezionale di antiche e forti tradizioni. Il progetto mira a favorire tale conoscenza attraverso la realizzazione di un sito web dei beni presenti sul territorio. Il progetto mira a favorire la partecipazione di giovani con minori opportunità (bassa scolarizzazione e minori opportunità socio-culturali). Gli obiettivi saranno, nello specifico, tesi a: - qualificare l’offerta turistica locale rafforzando i fattori di interesse culturale; - operare con le pubbliche amministrazioni, al fine di creare un rapporto collaborativo per la risoluzione di problematiche territoriali legate alla valorizzazione della cultura e della storia locale; - coinvolgere le amministrazioni locali nella progettazione al fine di creare un raccordo che, mediante visite, incontri, mostre realizzerà e sopperirà alle carenze attuali; - effettuare una ricerca d'abitudini, folclore, tradizioni etc. legate al passato ed in prospettiva futura; - crescita culturale della comunità attraverso misure di informazione, documentazione e sensibilizzazione tematica. Gli obiettivi specifici che ci si prefigge di raggiungere, per i Volontari in Servizio Civile sono: • Offrire ai giovani volontari l’opportunità di vivere un’esperienza qualificante in grado di cambiare non solo il contesto cittadino con il quale si trovano ad interagire, ma anche il proprio atteggiamento e la propria sensibilità culturale ed artistica; • Educare i volontari alla consapevolezza del proprio ruolo sociale e all’importanza della partecipazione attiva; • Acquisire competenze atte ad intraprendere nell’immediato futuro attività nell’ambito della valorizzazione del patrimonio artistico e culturale nonché la gestione del sito web nel proprio territorio; • Aumentare il senso di appartenenza al proprio territorio; • Svolgere indagini conoscitive sulle aspettative ed il livello di soddisfazione rispetto alle attese dei cittadini, visitatori, associazioni di categoria ecc. Il soddisfacimento di detti obiettivi verrà rilevato mediante i seguenti indicatori di risultato: Per i destinatari • Grado di interesse dei visitatori • Grado di organizzazione degli itinerari proposti • Numero di turisti che si rivolgono al servizio • Possibilità di accesso e comprensione del sito con valenza culturale Per i beneficiari • Grado di interesse dei cittadini, comuni ecc. • Grado di organizzazione degli itinerari proposti Per i volontari • Incremento del livello motivazionale dei volontari, rilevabile mediante somministrazione di questionari proposti dalle figure professionali coinvolte nell’intervento progettuale; • Conoscenze e competenze acquisite con la formazione specifica rilevabile attraverso test d’ingresso, in itinere e conclusivi. • Miglioramento delle capacità del volontario di relazionarsi con gli altri (visitatori, comunità locali, Pubbliche amministrazioni, Pro Loco ecc) • Accrescimento nel volontario del livello di conoscenza sulle risorse artistico culturali presenti nel territorio siciliano. 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Le attività previste per la realizzazione del progetto sono così articolate: Primo trimestre Fase orientativa e formativa 1. condivisione del progetto ed approfondimento degli obiettivi e delle attività che dovranno essere svolte dai volontari; 2. analisi dei fabbisogni formativi, conoscenze ed abilità, in relazione alle attività che i volontari dovranno svolgere; 3. formazione generale e formazione specifica sulle tecniche di ricerca, documentazione ed elaborazione informatica dei testi. Fase attuativa del progetto 1. visita ai territori considerati e presa visione delle patrimonio artistico culturale (beni artistici, tradizioni culturali, manifestazioni folcloristiche ecc ), 2. analisi della documentazione in dotazione (documenti, cataloghi, fotografie, fascicoli, archivi ecc.), 3. individuazione e selezione delle opere e degli argomenti da trattare nel sito web, 4. stesura bozze e progetto di massima. Riunioni periodiche di programmazione delle attività e confronto tra giovani, OLP ed esperti. Secondo trimestre A. Composizione definitiva del sito web. 1. attività di realizzazione del sito web; 2. attività di selezione immagini e fotografie; 3. riunioni di confronto con gli esperti. B. Avvio contatti con il territorio 1. contatti telefonici con i soggetti del territorio (associazioni/biblioteche, parrocchie, Pro Loco) e presentazione del progetto, 2. visite dirette ed incontri organizzativi, 3. predisposizione materiale di lavoro, scelta dei mezzi di promozione del progetto e di sensibilizzazione sul Servizio civile. Riunioni periodiche di programmazione delle attività e confronto tra giovani, OLP ed esperti. Terzo e quarto trimestre 1. convegno di presentazione del progetto 2. pubblicazione articoli nelle principali riviste locali 3. aggiornamento continuo sito web Dodicesimo mese 1. attività di valutazione finale dei risultati di progetto, 2. redazione di una relazione finale sulle attività svolte, 3. attività di valutazione della soddisfazione dei giovani in Servizio civile rispetto all’esperienza condotta. MESI 0 1 2 3 X X 4 5 6 X X X 7 8 9 10 11 12 X X X X ATTIVITA’ Pubblicizzazione del progetto, sensibilizzazione dei giovani selezione dei volontari e X Condivisione del progetto e Formazione dei partecipanti X Ricognizione e ricerca documentale Produzione documentale, creazione sito web, avvio contatti con il territorio, produzione depliant Diffusione informazione e dei risultati prodotti, aggiornamento sito web X Diffusione e valorizzazione dell’esperienza di SCN dei giovani Monitoraggio delle attività Valutazione X • • • • X • • • X • • • X • • • X Il progetto mira a favorire la partecipazione di giovani con minori opportunità (bassa scolarizzazione e minori opportunità socio-culturali). 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività I giovani volontari di Servizio Civile saranno affiancati in tutte le fasi del progetto da tutte le risorse umane e professionali la cui disponibilità è sin da ora dichiarata da l’Ente proponente, Comune di Alessandria della Rocca e dal co-proponente, Omnia Service. Nello specifico saranno coinvolti due esperti in conservazione dei beni culturali per permettere l’acquisizione di Valori e Saperi e per acquisire le tecniche di valutazione di un bene, quattro operatori esperti del web che affiancheranno i volontari nella creazione e gestione del sito, tre programmatori informatici per la realizzazione di un percorso di apprendimento e di attuazione di tutte le attività programmate. Saranno sempre presenti e disponibili due dipendenti del Comune, affinché si sviluppino le necessarie integrazioni e collaborazioni utili al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tutte le risorse umane citate coinvolgeranno i volontari in periodiche riunioni, incontri on the job in cui i volontari saranno coinvolti in attività extra progettuali. Di fondamentale importanza, poi, sarà il ruolo rivestito dagli operatori delle parrocchie, delle associazioni della pro loco, delle associazioni culturali, presenti sul territorio che volontariamente collaboreranno alla messa a punto delle differenti attività. 8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto Il volontario dovrà svolgere un’attività mirata alla ricerca e catalogazione della realtà locale che permetta la creazione del sito web. Il gruppo di volontari in servizio civile verrà avviato al progetto dopo un percorso di informazione e formazione sia generale che specifica, previsto all’inizio del percorso. Inoltre, durante la realizzazione delle attività previste dal progetto si alterneranno momenti di incontro, formazione, programmazione e verifica delle attività. Nello specifico, il volontario dovrà affiancare tutte le attività sopradescritte, con l’obiettivo di gestire il servizio costruito intorno al sito web. Il ruolo del volontario è previsto nelle seguenti attività: • Individuazione e selezione delle opere e degli argomenti da trattare nel sito Web, • Mappatura dei beni artistici e culturali, • Creazione sito Web per diffondere la conoscenza del patrimonio Attività volte alla crescita personale del volontario di s.c.n. I volontari inoltre saranno coinvolti con cadenza trimestrale, in attività di gruppo, presso la sede degli Enti, alla presenza degli operatori interni al servizio e all’ OLP, al fine di creare momenti di confronto e scambio sull’esperienza di s.c.n. Gli operatori, in particolare, diventeranno il catalizzatore principale del percorso di crescita personale di ogni volontario. L’obiettivo degli incontri sarà quello di mettere in evidenza l’evoluzione delle aspettative, delle conoscenze, delle competenze ma soprattutto, a livello personale, misurarsi con le proprie risorse. A tal proposito è previsto, dopo circa sei mesi dall’avvio del progetto, l’organizzazione di un momento di incontro tra volontari di s.c.n. che operano nel territorio anche presso altri Enti, e successivamente, la programmazione di un momento finale, al termine dell’esperienza, con l’obiettivo di offrire visibilità alla comunità locale “Confrontiamoci sul S.C.N.”. (vedi punto 20) Durante questo momento i volontari condivideranno un bilancio di esperienze in relazione all’anno di servizio civile trascorso, e quindi costituiranno uno stimolo per altri giovani che vorranno intraprendere il percorso di s.c.n. Vedi scheda allegata 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 26 10) Numero posti con vitto e alloggio: 0 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 26 12) Numero posti con solo vitto: 0 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 30 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6): 6 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: o o o o Disponibilità a spostamenti all’interno del territorio di riferimento; Flessibilità oraria Serietà e puntualità Disponibilità nei giorni festivi 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: N. Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo Cod. ident. sede N. vol. per sede Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Cognome e nome Data di nascita C.F. 1 Omnia Service soc. coop. Ribera (AG) Via Fazello 85/a 75692 6 Castellana Guglielmo 06/07/1971 CSTGLL71L06H269E 2 Comune di Alessandria della Rocca Alessandria della Rocca (AG) Via Umberto,56 (Piano 1) 8360 5 Bellucci Giovanna Maria 12/08/1957 BLLGNN57M52A181G Lo Monaco Rosalia 01/07/1955 LMNRSL55L41A181G Scaglione Alfonsa 17/05/1952 SCGLNS52E57G273T Scanio Angelo 18/10/1977 SCNNGL77R18Z112A Dimaio Giovanna 15/11/1980 DMIGNN80S55G273V 3 Comune di Alessandria della Rocca Alessandria della Rocca (AG) Via Umberto,56 (Piano 2) 8363 15 Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato Cogno me e nome Data di nascita C.F. 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: Il Progetto LE CINQUE CULTURE sarà pubblicizzato in tutte le sue fasi. La promozione è strettamente inerente alla possibilità che i giovani possano conoscere in modo chiaro, sia le caratteristiche specifiche del progetto che, in generale, la mission del servizio civile nazionale. Gli Enti avranno cura, inoltre, per lo specifico progetto, di rendere chiari gli obiettivi e le attività coerenti per il raggiungimento degli stessi, sia per i volontari che parteciperanno alle diverse azioni che per la comunità locale all’interno della quale il progetto sarà attivo. Inoltre l’azione di pubblicità e diffusione avrà l’obbiettivo di raggiungere i fruitori indiretti del progetto che costituiranno parametro di valutazione dell’efficacia ed efficienza della comunicazione. Gli strumenti di promozione e sensibilizzazione saranno i seguenti: ex ante: 1. Campagne mailing rivolte a mailing list dedicate ed a gruppi mirati di indirizzi (ad esempio giovani residenti) finalizzate alla preventiva informazione dell'uscita del bando per la presentazione delle domande di partecipazione (dalla data di pubblicazione del bando alla data di scadenza, circa un mese) 2. Pubblicazione sul sito internet degli Enti attuatori del progetto (per almeno 30 giorni) 3. Pubblicazione brochure ed opuscoli informativi con distribuzione presso le sedi operative del progetto, le Istituzioni Pubbliche, gli sportelli di relazione con il pubblico dei Comuni coinvolti (U.R.P.) e la Pro Loco operante nel territorio. 4. Presentazione del progetto presso le sedi operative. In itinere: 5. Elaborazione di articoli standard per periodici di enti locali e di associazioni di categoria 6. Giornata di sensibilizzazione e confronto, alla fine del primo semestre, presso la sede di attuazione del progetto. Ex post: 7. Giornata di sensibilizzazione e confronto “Confrontiamoci sul S.C.N.”, alla fine dei dodici mesi presso la sede attuazione del progetto. La partecipazione dei giovani in Servizio civile alla realizzazione delle attività descritte è stimata in 50 ore complessive. I volontari di Servizio Civile Nazionale saranno coinvolti durante l’arco dei dodici mesi nelle attività di promozione e sensibilizzazione, in particolare durante l’anno, presso la sede di attivazione prevista nel progetto, sarà organizzato, un incontro al primo semestre, ed un incontro alla fine del secondo semestre. Durante gli incontri saranno coinvolti operatori, volontari e cittadini della comunità locale, con l’obiettivo di rendere pubbliche le azioni del progetto, il ruolo dei volontari ed i valori del servizio civile nazionale (solidarietà, cittadinanza attiva, non violenza, etc.). 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: Gli Enti attuatori ritengono preferenziali i seguenti specifici requisiti connessi all’attuazione del progetto candidato: o Titolo di studio; o Famigliarità nelle tecnologie informatiche; o Disponibilità ad operare nell’ambito del patrimonio artistico culturale; o Conoscenza del territorio di attuazione; o Precedenti esperienze di volontariato; o Fattori motivazionali o Predisposizione al lavoro di gruppo e alla socializzazione; Metodologia proposta per la selezione: Verrà istituita una commissione formata dagli OLP della sede di realizzazione, da una figura specialistica (psicologo) e da un esperto di selezione. Verrà definito, per ogni volontario candidato, un punteggio massimo di 50 che servirà per la predisposizione di una graduatoria. I punti saranno attribuiti secondo uno schema di valutazione di seguito descritto: o Per la valutazione delle competenze nelle tecnologie informatiche i volontari candidati verranno sottoposti ai test dell’ECDL base; farà punteggio e priorità l’esito degli stessi (punteggio massimo attribuibile: 10 punti) o L’attenzione sociale e motivazionale verrà valutata in un colloquio di tipo attitudinale (punteggio massimo attribuibile: 30 punti) o Curriculum vitae: punteggio massimo attribuibile: 10 punti, secondo la seguente tabella REQUISITO PUNTEGGIO Informatica Condizione di bassa scolarizzazione e minori opportunità socio-culturali Precedenti esperienze nel settore specifico Precedenti esperienze nel volontariato 0-2 0-3 0-2 0-3 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: Gli Enti si avvarranno, per l’effettuazione del monitoraggio interno finalizzato alla valutazione dell’andamento delle attività del progetto, di uno strumento standardizzato di raccolta sistematica dei dati relativi all’attività progettuale. Particolare cura verrà prestata alla valutazione della crescita personale di ciascun volontario, del suo percorso formativo, del raggiungimento degli obiettivi e della relazione tra operatori, volontari e utenti. Il sistema di monitoraggio prevede due fasi di rilevazione a cadenza semestrale ed è rivolto ai diversi attori coinvolti nel progetto: - Un referente incaricato per il monitoraggio designato dall’Ente. - Personale operativo presso la sede e gli O.L.P. - I volontari di S.C.N. - Gli utenti destinatari diretti e indiretti del progetto di S.C.N. Ad ogni fase di rilevamento, il referente per il monitoraggio, si reca presso la sede di attuazione, incontra i referenti istituzionali e gli O.L.P., e verifica la corretta applicazione delle procedure di attuazione dei progetti di S.C.N., ai sensi della Circolare 30 settembre 2004 recante “Disciplina dei rapporti tra enti e volontari del S.C.N.” e della Circolare 8 settembre 2005 “Doveri degli enti di servizio civile e infrazioni punibili con le sanzioni amministrative previste dall’art.3 bis della legge 6 marzo 2001, n.64.” A tale scopo è stata predisposta una apposita scheda di rilevazione che viene compilata, appunto, dal referente per il monitoraggio. (Scheda per il monitoraggio delle procedure di attuazione dei progetti di s.c.n. SCHEDA 1 vedi scheda allegata A) Ad ogni fase di rilevazione, sempre a cadenza semestrale, si somministra a ciascun volontario un questionario anonimo per la valutazione del grado di soddisfazione raggiunto, nel quale è richiesto di indicare il genere, il titolo di studio, al fine di effettuare poi una “statistica” dei dati raccolti, in rapporto alle suddette variabili. (Questionario per il rilevamento del livello di soddisfazione dei volontari di S.C.N. SCHEDA 2 vedi scheda allegata A) Nel secondo semestre, a conclusione del progetto, a ciascun volontario sarà richiesto di compilare un ultimo questionario per l’effettuazione di una sorta di follow-up dell’esperienza di S.C.N. (Questionario di follow-up per la valutazione dell’esperienza di S.C.N. SCHEDA 3 vedi scheda allegata A) Gli Enti hanno predisposto un ulteriore questionario per la valutazione del grado di soddisfazione del servizio offerto dai volontari di servizio civile, grazie alla realizzazione del progetto, da far compilare, laddove è possibile, agli utenti del servizio, destinatari diretti del progetto. (Questionario per il rilevamento del livello di soddisfazione degli utenti del progetto di S.C.N. SCHEDA 4 vedi scheda allegata A) Valutazione degli esiti del progetto in SCN e ricaduta nella comunità locale: Al fine di valutare gli esiti complessivi del progetto in termini di valutazione del rapporto tra costi e benefici impliciti ed espliciti collegati alle attività dei volontari con riferimento ai volontari, all’ente e alla collettività e per rendere pubblici i risultati sarà somministrato un questionario ai referenti di quel servizio che si è avvalso della presenza/collaborazione dei volontari del servizio civile. Questionario per la valutazione del progetto s.c.n. e ricaduta nella comunità locale SCHEDA 5 vedi scheda allegata A) Per ciascuna fase di rilevazione, si prevede un incontro con i volontari e l’ O.L.P. , al fine di dare “restituzione” dei risultati del monitoraggio, pur garantendo a ciascuno il rispetto del proprio anonimato nel rispondere ai questionari somministrati. A tal fine i risultati saranno resi sotto forma di medie e di “statistiche”, con l’obiettivo di restituire una valutazione globale e complessiva dell’esperienza di S.C., dei punti di forza e di debolezza riscontrati nell’attuazione del progetto. L’intento è, infatti, quello di incrementare i primi e di ridurre i secondi, ponendo rimedio tempestivamente ad eventuali inadempienze o difficoltà incontrate. Questi incontri semestrali, rappresentano, inoltre, un’occasione di confronto e di scambio di esperienze, tra ciascuno degli attori coinvolti. Pubblicizzazione dei risultati del monitoraggio interno : A conclusione dell’anno di realizzazione del progetto, si renderanno pubblici gli esiti del monitoraggio ed il complessivo grado di soddisfazione raggiunto dai diversi attori coinvolti nell’esperienza di servizio civile. A tal fine sarà effettuata una accurata “lettura” dei dati raccolti, che saranno raggruppati “interpretati” in rapporto a specifiche variabili ed indicatori quantitativi e qualitativi, realizzando appositi grafici. Il materiale così ottenuto, sarà messo a disposizione dell'ufficio regionale per il Servizio Civile, oltre che essere inserito nel sito dell’Ente coinvolto. 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: - Predisposizione ai rapporti interpersonali; - Capacità di mettersi in gioco; - Disponibilità al lavoro di gruppo; - Flessibilità ai cambiamenti del servizio; - Creatività, propositività e curiosità; - Competenza nell’uso del computer, rilevante sia per la catalogazione del materiale da inserire nel sito web sia per la creazione del suddetto. 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Gli Enti metteranno a disposizione le risorse economiche utili a realizzare le azioni di pubblicità, di diffusione, per le attrezzature utili al buon svolgimento del progetto. L’ammontare economico messo a disposizione dagli Enti sarà proporzionale al numero dei volontari concessi. Nella fattispecie sarà messo a disposizione un budget di € 500,00 per ogni volontario con un minimum di 3.000,00. 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): o TRI.SCA.MAR s.n.c. di P.Triolo & C. Agenzia di viaggi e turismo, si impegna a d offrire il proprio contributo nella realizzazione delle attività previste nel progetto. o REDAL TRAVEL di Piparo Renato Agenzia di viaggi e turismo, si impegna a d offrire il proprio contributo nella realizzazione delle attività previste nel progetto. Si allegano dichiarazioni di impegno delle Società sopracitate. 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: Le risorse tecniche e strumentali disponibili per l’attuazione del progetto sono: o scrivanie, pc con pacchetto Office e altri programmi; o casella di posta elettronica riservata e accesso a internet; o fotocopiatrice a colori, scanner, stampanti; telefono e fax; lavagna a fogli mobili, lavagna luminosa e proiettore; materiale di cancelleria; macchine fotografiche e telecamere; pc portatile con pacchetto Office per le trasferte; biblioteche specialistiche in storia dell’arte (messe a completa disposizione dai sette Comuni); o autovettura per le trasferte sul territorio. o o o o o o Le risorse tecniche e strumentali messe a disposizione dagli Enti sono necessarie per la corretta attuazione delle attività previste previste per il raggiungimento degli obiettivi progettuali (vedi punto 7 e 8.1) CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: 27) Eventuali tirocini riconosciuti : 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: In relazione al presente progetto i giovani potranno acquisire e/o potenziare le seguenti conoscenze/competenze: CONOSCENZE-COMPETENZE TRASVERSALI Capacità di lettura dell’ambiente circostante, (conoscenza della pubblica amministrazione) Capacità di diagnosi dell’organizzazione ospitante, (conoscenza delle competenze funzionali e attività organizzative proprie della struttura di accoglienza responsabile del progetto) Capacità di relazioni positive verticali ed orizzontali, Capacità di ascolto e di comunicazione in piccoli gruppi e in pubblico, Capacità di gestione del tempo lavoro e degli impegni assunti, Capacità di lavorare in gruppo, Gestione dell’imprevisto (problem solving). CONOSCENZE-COMPETENZE DISTINTIVE Capacità di comprensione di un impianto progettuale, Capacità di analisi e di sintesi (raccolta ed elaborazione del dato), Capacità di seguire attivamente l’organizzazione di un evento, Capacità di seguire attivamente la pianificazione di una campagna informativa e di sensibilizzazione, Capacità di elaborare comunicazioni efficaci verso pubblici eterogenei Competenze nella elaborazione di una pubblicazione Ampliamento delle competenze storico-artistiche Competenze nelle ricerche bibliografiche Sviluppo di un linguaggio adeguato ed efficace in ambito storico-artistico Capacità di elaborare testi di contenuto scientifico Maggiore sensibilità alla tutela dei beni culturali Competenze nella elaborazione di un evento culturale CONOSCENZE-COMPETENZE DI SERVIZIO CIVILE Capacità di accoglienza dell’altro, Capacità di ascolto e di non giudizio, Capacità di attivare comportamenti positivi e di valorizzazione delle esperienze, Capacità di promuovere comportamenti di tolleranza nelle relazioni sociali, Capacità di autostima, Capacità di aggregazione. Ai giovani di Servizio civile si rilascerà un documento denominato “Bilancio di esperienza”, ad integrazione del libretto formativo e del curriculum personale, nel quale saranno riportate le conoscenze e le competenze maturate dai giovani, in riferimento alle attività svolte. La professionalità acquisita dai giovani nell’arco dell’esperienza progettuale sarà riconosciuta e certificata dall’ente Omnia Service soc. coop. , in collaborazione con le équipes di esperti che hanno preso parte alla realizzazione delle singole attività, come da progetto. L’Ente riconoscerà questo come titolo preferenziale di accesso qualora si procedesse alla selezione di personale in ambito di promozione culturale. La Omnia Service è un Ente di formazione riconosciuto dalla Regione Siciliana ed attuatore di diversi interventi nel settore della valorizzazione del territorio. Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: Società Cooperativa OMNIA SERVICE Via Fazello n. 85/A, 92016 Ribera (AG) 30) Modalità di attuazione: La formazione verrà effettuata in proprio dagli Enti di quarta classe con formatori accreditati. 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: NO 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Tecniche e metodologie utilizzate per l’erogazione della formazione generale: o Lezione frontale o Casi Studio o Simulazioni o Tecniche operative ( Brain storming, Problem solving, Circle time ) o Lavoro in gruppi o Coinvolgimento dialogico o Workshop o Monitoraggio continuo con verifica dei risultati “on the Job”. Strumenti utilizzati per l’erogazione della formazione generale: o Questionari di valutazione ex ante. o o o o o Schede anamnesi conoscenze individuali d’ingresso. Questionari valutazione post ante. Uso di strumenti multimediali Pc e videoproiettore per presentazioni in ppt. Cancelleria e materiale cartaceo inerente gli argomenti della formazione Obiettivi principali dell’attività di formazione generale saranno: 1. Accrescere nel volontario, le conoscenze specifiche in merito al Servizio Civile Nazionale e al progetto di S.C.N. 2. Costruire un sistema di condivisione dei valori del S.C.N. 3. Diffondere e promuovere, attraverso il volontario, la cultura del servizio civile, sia all’interno dell’Ente che nella comunità locale. 4. Assicurare il carattere unitario e nazionale del servizio civile. 33) Contenuti della formazione: La formazione generale, nei contenuti e nella metodologia, oltre che nell’articolazione temporale, sarà organizzata sulla base di quanto espresso nelle “linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”, pubblicate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, il 4 Aprile 2006. Il percorso formativo del servizio civile, d’altra parte, non può che discendere dall’art. 1 della legge 64/01, che assegna come primi due obiettivi al servizio civile il “concorrere…alla difesa della Patria con mezzi ed attività non militari” e il “favorire la realizzazione dei principi costituzionali di solidarietà sociale.” Come è da tempo ormai assunto nella giurisprudenza del nostro Paese, l’adempimento del “sacro dovere di difesa” si realizza anche attraverso “la prestazione di adeguati comportamenti di impegno sociale non armato”. Tali comportamenti rientrano anche in quella “difesa civile” alla cui attuazione sono deputate diverse istituzioni. La difesa civile non armata e nonviolenta, infine, che si pone quale alternativa alla difesa militare, si riferisce anche a forme storiche di difesa popolare nonviolenta, realizzatesi in Italia e all’estero, e ha come indirizzo culturale e metodologico la prevenzione e la gestione nonviolenta dei conflitti e delle controversie internazionali. Il percorso formativo prende le mosse dalla Carta costituzionale, sia perché in essa è tratteggiata la fisionomia della “Patria” che chi sceglie il servizio civile si impegna a difendere, sia perché in essa hanno fondamento lo stesso servizio civile, con l’eredità ricevuta dall’obiezione di coscienza e gli obiettivi ad esso assegnati dal legislatore (artt.2, 3,4,5,9,11 e 52 Carta Costituzionale). Non sembrerà pertanto inutile insistere sul termine “Patria”, così come viene definito dalla Costituzione e successivamente ampliato dalle sentenze della Corte Costituzionale, e che non rinvia solo al concetto di “confine nazionale”, quanto piuttosto all’idea di una comunità di persone che vivono all’interno di tali confini. In questa accezione, pertanto, l’ambiente, il territorio, il patrimonio culturale, storico e artistico, sono parti costitutive della “Patria” e come tali vanno difese. La “Patria” è inoltre rappresentata dall’insieme delle istituzioni democratiche, dal loro ordinamento, nonché dai valori e dai principi costituzionali di solidarietà sociale. La seconda tappa del percorso formativo è di ordine storico, su due distinti ma convergenti versanti. Da un lato, infatti, è utile ricostruire il percorso di idee, di esperienze e di “fatti” che hanno caratterizzato la storia dell’obiezione di coscienza e del servizio civile degli obiettori, ai quali si deve la maturazione in Italia della consapevolezza che la difesa della Patria non è compito delegato e assolto dalle sole Forze armate, ma che esistono e sono vitali per il Paese e per la sua stessa difesa anche “attività e mezzi non militari”. Dall’altro lato, appare utile ripercorrere l’evoluzione della legislazione e della giurisprudenza costituzionale di questi ultimi anni, per comprendere le modalità con cui la maturazione ideale e concettuale prodotta nella società civile dall’obiezione di coscienza sia stata gradualmente fatta propria dallo Stato, in un percorso che ha rappresentato, attraverso leggi e sentenze, un approfondimento dei contenuti della stessa Carta costituzionale sui temi di nostro interesse. In questo modo si soddisfa, con coerenza logica e didattica, la richiesta che il servizio civile nazionale non dimentichi l’eredità trasmessa dal servizio civile degli obiettori di coscienza, stabilendo che questa parte “storica” del percorso formativo del servizio civile non costituisce una concessione nostalgica agli enti che hanno avuto in passato esperienze di servizio civile alternativo, bensì rappresenta una componente essenziale da offrire ai volontari per capire gli aspetti più nobili e rilevanti dell’impegno assunto oggi con il servizio civile nazionale. Così facendo, inoltre, si metterà in evidenza come il servizio civile contribuisce alla costruzione della pace attraverso l’utilizzo di strumenti pacifici . Il terzo passaggio del percorso formativo approfondirà i significati del termine “civile” che si accompagna al termine “servizio”: che cos’ha di particolare, questo servizio, per poter essere definito “civile”? che cosa lo caratterizza? a quale realtà fa riferimento? Sono queste alcune delle domande che a questo punto il percorso formativo affronterà. La risposta ai quesiti porta ad esplorare il concetto di cittadinanza come modo di strutturare, codificando diritti e doveri, l’appartenenza ad una collettività che abita e interagisce su un dato territorio. Della cittadinanza è opportuno approfondire i principi, ma soprattutto le dimensioni pratiche, concrete, storiche, trattandosi di dimensione viva e vitale, e perciò soggetta a interpretazioni, limitazioni o estensioni. Altrettanto utile può essere ricostruire con i volontari le dimensioni collaterali, relative alle dinamiche delle interazioni sociali (es. inclusione/esclusione, centralità/marginalizzazione, etc.), per offrire ai giovani strumenti concettuali che li aiutino a leggersi nel contesto in cui vivono e operano e a leggere gli aspetti “strutturati” del contesto. Sarà molto importante sottolineare altresì il legame di interdipendenza esistente tra le problematiche locali e le dinamiche di dimensione globale e come il contributo di un progetto di servizio civile in Italia possa essere strettamente collegato ad un progetto all’estero e che anche in tal modo si costruisce la pace. Occorre, infatti, tener conto del grado di conoscenza che i giovani possiedono sul sistema delle istituzioni cui è affidata la vita democratica del nostro Paese, ma anche il livello di benessere, la vivibilità, l’ordine, la sicurezza, il governo della quotidianità, la gestione dei servizi del contesto territoriale in cui il volontario abita e opera. E’ necessario far riscoprire, se non scoprire, il significato, la funzione e il ruolo delle diverse istituzioni pubbliche (dalla Regione alla Provincia al Comune, senza dimenticare le ASL, le municipalizzate, i consorzi, le società di servizi, la Questura, la Prefettura, etc.), le relazioni tra queste e i cittadini, lo spazio dell’autoorganizzazione della società civile, come l’associazionismo e il volontariato, le relazioni tra questi mondi e le istituzioni, le dinamiche esistenti tra gli attori istituzionali e sociali, le logiche e le forme della partecipazione, etc. Per questa via è possibile far crescere nei volontari il senso del servizio civile, inteso come anno di apprendistato alla cittadinanza, speso in un Ente affiancando un operatore locale di progetto, secondo le modalità e i principi definiti nella normativa di accreditamento degli enti e nella Carta etica, che è logico approfondire. In questa fase, vi sarà dunque l’opportunità di approfondire la “letteratura” normativa sul servizio civile nazionale, sui vari attori previsti dal sistema e sui contenuti della Carta etica, nonché sui ruoli e le funzioni attribuite ad ognuno dalla legge e dalle normative derivate, comprese quelle relative all’accreditamento, alla presentazione dei progetti, alla gestione dei volontari. La penultima parte del percorso formativo riguarda l’Ente accreditato, partendo dalla constatazione che un Ente, per essere riconosciuto idoneo a proporre progetti di servizio civile, deve operare nel campo delle attività e dell’uso dei mezzi non militari che concorrono alla difesa della Patria. Il modulo, pertanto, evidenzierà quali sono gli aspetti fondamentali di questa “attività di difesa” condotta dall’Ente, come si realizzano, come sono vissuti dalle altre figure presenti nell’ente con le quali il volontario si incontra e lavora nel corso dell’anno di servizio civile. A partire da questo punto sarà utile una presentazione della storia, delle modalità operative, delle specificità dell’ente che ha proposto al giovane il progetto di servizio civile, il suo radicamento nel territorio, il suo ruolo “civile” nei confronti della comunità locale, le relazioni stabilite con altri soggetti attivi sul medesimo territorio, gli utenti finali delle attività, il significato e gli obiettivi “civili” del progetto. La tappa finale del percorso formativo riguarda più da vicino il volontario in servizio civile, il suo ruolo, la sua funzione, i diritti e i doveri, ma soprattutto le modalità di crescita nel campo dell’esercizio della cittadinanza e della partecipazione responsabile. Gli si presenteranno le modalità, i luoghi e i tempi attraverso i quali può rendersi partecipe, può attivarsi, essere protagonista e propositivo, nel contesto in cui svolge il servizio. Lo si accompagnerà nell’elaborazione della sua esperienza, facendo in modo che riesca a valutarla, a correggerla ed a raccontarla per renderla fruibile agli altri, farla infine apprezzare nella comunità in cui opera, tra i suoi coetanei e nei confronti dei mondi “larghi” che siamo abituati a pensare come “opinione pubblica”. Tutto questo offrendo al volontario strumenti semplici, ma efficaci di valorizzazione della sua esperienza, sia dentro che fuori dell’ente in cui opera. Di seguito vengono specificati i contenuti di ciascuno dei moduli in cui si articolerà la formazione generale. Moduli formativi : 1) Modulo propedeutico: L’identità del gruppo in formazione (durata 6 ore) Si tratta di un modulo/laboratorio nel quale i formatori, utilizzando tecniche formative appropriate, lavoreranno alla definizione di un’identità di gruppo dei volontari in servizio civile che esprimeranno le loro idee sul servizio civile, le proprie aspettative, le motivazioni e gli obiettivi individuali. In questa prima fase i volontari e i membri dello staff tecnico formativo si presenteranno reciprocamente. I primi saranno invitati ad esprimere le motivazioni e le fantasie personali su come l’esperienza potrebbe essere d’aiuto nel loro lavoro e su come la stessa potrebbe incidere su loro vissuto individuale e sociale . I secondi, dopo una breve introduzione teorica sull’importanza della formazione, espliciteranno gli obiettivi del corso, relazionando sui contenuti tematici di settore. I formatori, partendo dai concetti di “patria”, “difesa senza armi”, “difesa nonviolenta”, ecc., avranno, poi, come obiettivo non la condivisione e/o accettazione del significato che le istituzioni attribuiscono a tali parole, bensì quello di creare nel volontario la consapevolezza che questo è il contesto che legittima lo Stato a sviluppare l’esperienza di servizio civile. 2) Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà (durata 5 ore) Partendo dalla presentazione della legge n. 64/01, si evidenzieranno i fondamenti istituzionali e culturali del servizio civile nazionale, sottolineando gli elementi di continuità e di discontinuità fra il “vecchio” servizio civile degli obiettori di coscienza e il “nuovo” servizio civile volontario, con ampi riferimenti alla storia del fenomeno dell’obiezione di coscienza in Italia e ai contenuti della legge n. 230/98. 3) Il dovere di difesa della Patria (durata 5 ore) A partire dal dettato costituzionale, se ne approfondirà la sua attualizzazione anche alla luce della recente normativa e della giurisprudenza costituzionale. In particolare, si illustreranno i contenuti delle sentenze della Corte Costituzionale nn.164/85, 228/04, 229/04 e 431/05, in cui si dà contenuto al concetto di difesa civile o difesa non armata. Possono inoltre essere qui inserite tematiche concernenti la pace e diritti umani alla luce della Costituzione italiana, della Carta Europea e degli ordinamenti delle Nazioni Unite. 4) La difesa civile non armata e nonviolenta (durata 4 ore) Questo modulo, nei contenuti, è strettamente collegato ai moduli di cui ai punti 2) e 3). Muovendo da alcuni cenni storici di difesa popolare nonviolenta, si presenteranno le forme attuali di realizzazione della difesa alternativa sul piano istituzionale, di movimento e della società civile. Nell’ambito di riferimenti al diritto internazionale si possono inoltre approfondire le tematiche relative alla “gestione e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, alla ”prevenzione della guerra” e alle “operazioni di polizia internazionale”, nonché ai concetti di “peacekeeping”, “peace-enforcing” e “peacebuilding”. 5) La protezione civile (durata 4 ore) In questo modulo verranno forniti elementi di protezione civile intesa come collegamento tra difesa della Patria e difesa dell’ambiente, del territorio e delle popolazioni. Si evidenzieranno le problematiche legate alla previsione e alla prevenzione dei rischi, nonché quelle relative agli interventi di soccorso. 6) La solidarietà e le forme di cittadinanza (durata 5 ore) In questo modulo si partirà dal principio costituzionale di solidarietà sociale e dai principi di libertà ed eguaglianza per affrontare il tema delle limitazioni alla loro concretizzazione. In tale ambito saranno possibili riferimenti alle povertà economiche e all’esclusione sociale, al problema della povertà e del sottosviluppo a livello mondiale, alla lotta alla povertà nelle scelte politiche italiane e negli orientamenti dell’Unione Europea, al contributo degli Organismi non Governativi. Verrà inoltre presentato il concetto di cittadinanza e di promozione sociale, come modo di strutturare, codificando diritti e doveri, l’appartenenza ad una collettività che abita e interagisce su un determinato territorio; si insisterà sul concetto di cittadinanza attiva, per dare ai volontari il senso del servizio civile come anno di impegno, di condivisione e di solidarietà. Si evidenzierà il ruolo dello Stato e della società nell’ambito della promozione umana e della difesa dei diritti delle persone ed il rapporto tra le istituzioni e le organizzazioni della società civile. Inoltre, partendo dal principio di sussidarietà, si potranno inserite tematiche concernenti le competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni nei vari ambiti in cui opera il servizio civile, con riferimenti al Terzo Settore nell’ambito del welfare. Sarà infine importante assicurare una visione ampia di queste tematiche, nel senso di evidenziare sempre le dinamiche internazionali legate alla globalizzazione che investono anche le questioni nazionali e territoriali e di offrire un approccio multiculturale nell’affrontarle. 7) Servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato (durata 3 ore) In questo modulo verranno evidenziate le affinità e le differenze tra le varie figure che operano sul territorio. Sarà chiarito il significato di “servizio” e di “civile”. 8) La normativa vigente e la Carta di impegno etico (durata 3 ore) Verranno illustrate le norme previste dal legislatore, nonché quelle di applicazione che regolano il sistema del servizio civile nazionale. 9) Diritti e doveri del volontario del servizio civile (durata 3 ore) In tale modulo, strettamente collegato al precedente, occorrerà mettere in evidenza il ruolo e la funzione del volontario e illustrare la circolare sulla gestione, concernente la disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale. 10) Presentazione dell’Ente (durata 3 ore) In questo modulo, per fornire ai volontari gli elementi di conoscenza del contesto in cui si troveranno a prestare l’anno di servizio civile, verranno presentate la storia, le caratteristiche specifiche e le modalità organizzative ed operative dell’Ente accreditato. 11) Il lavoro per progetti (durata 4 ore) Questo modulo, collegato al precedente, illustrerà il metodo della progettazione nelle sue articolazioni compresa la fase della valutazione di esito, di efficacia ed efficienza del progetto e la valutazione della crescita umana dei volontari in servizio civile. 34) Durata: La formazione generale avrà la durata di 45 ore complessive, così articolate: • 30 ore saranno dedicate alle lezioni frontali. • 15 ore saranno realizzate facendo ricorso alle dinamiche non formali. L’attività di formazione si svolgerà in 9 incontri, da realizzarsi nel corso del primo mese di servizio civile, della durata di 5 ore circa ciascuno, così articolate: • Apertura e introduzione teorica del relatore. • Item tematici e sottosezioni di lavoro. • Esercitazioni e lavori di gruppo. • Restituzione del lavoro effettuato e conclusione Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: Società Cooperativa OMNIA SERVICE Via Fazello n. 85/A, 92016 Ribera 36) Modalità di attuazione: La formazione verrà effettuata in proprio, presso l’Ente di quarta classe Società Cooperativa OMNIA SERVICE, con formatori accertati dall’Ente vedi descrizione punti 37 e 38. 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: Corradino Rita nata a Palermo il 22/10/1979 La Barbera Claudia nata a Ribera il 01/06/1983 Giancani Antonino nato a Ribera il 01/11/1971 Inga Enzo nato a Calamonaci il 30/10/1965 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: Corradino Rita – Psicologo La Barbera Claudia – Psicologo Giancani Antonino – Ingegnere Inga Enzo - Architetto 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Il momento della formazione specifica si articolerà in due momenti che prevedono l’utilizzo di tecniche sia tradizionali, quali la lezione frontale, che non formali. La lezione frontale è uno strumento importante per il passaggio delle informazioni teoriche, per questo il formatore utilizzerà anche materiale informatico, come il power point, per stimolare l’ apprendimento del volontario, anche dal punto di vista visivo. Le dinamiche non formali consistono in tecniche di apprendimento coerenti con la teoria delle dinamiche di gruppo, come la sinottica e il metodo dei casi, il T-group e l’esercitazione, i giochi di ruolo, brain storming, problem solving, circle time, etc. Si tratta di metodologie finalizzate alla risoluzione dei conflitti, per il monitoraggio della motivazione e dell’apprendimento, del ruolo e del senso di appartenenza, coerentemente con il principio secondo cui la potenzialità del gruppo facilita la comprensione, i confronti e gli scambi reciproci e quindi la formazione progressiva dello stesso. La formazione che si basa sulle dinamiche non formali, quindi, fa riferimento alle dinamiche di un gruppo (ed alla sua evoluzione sul piano della autoregolazione della struttura e degli obiettivi) ed è essenzialmente legata a risultati di facilitazione affinché i volontari riescano a percepire e ad utilizzare le risorse interne al gruppo stesso, costituite da ciò che ciascuno, come individuo e come parte di una comunità, porta come sua esperienza, come suo patrimonio culturale, e dalle risorse che l’Ente mette a disposizione dei partecipanti in diversi modi e sotto diversi aspetti. I volontari per questo saranno coinvolti in un percorso che prevede in percentuale l’utilizzo della lezione frontale al 40%, mentre dinamiche non formali al 60%. La lezione frontale infatti rappresenta solo un input iniziale rispetto al contenuto del modulo da affrontare, al quale successivamente, formatore e volontari, faranno riferimento nell’utilizzo delle tecniche non formali, quali ad esempio esercitazioni, discussioni di gruppo, confronti, simulazioni e quanto possa essere utile per approfondire l’argomento. Il calendario degli incontri ed il calendario degli argomenti, saranno forniti nella sede di attivazione del progetto e, quindi, tramite gli operatori e l’OLP, ai volontari coinvolti, a cura dell’Ente che erogherà la formazione, a mezzo di adeguato strumento informativo, nei tempi e nei modi necessari per favorire la completa partecipazione dei volontari stessi. Obiettivi principali dell’attività di formazione saranno: • Accrescere nel volontario, le competenze specifiche coerenti con il percorso formativo etico-sociale proposto dal progetto. • Stimolare nel volontario il desiderio di approfondire il proprio “sapere” nel settore. • Avviare un processo di riflessione e maturazione in relazione alle difficoltà affrontate, dallo stesso volontario, durante lo svolgimento delle attività. • Stimolare la capacità di assunzione di responsabilità di fronte a problematiche specifiche. • Accrescere nel volontario la capacità di confronto e scambio con l’altro. • Favorire l’acquisizione delle informazioni teoriche e pratiche necessarie per orientare il volontario nelle scelte professionali future. Strumenti: • Questionari di valutazione ex ante. • Schede anamnesi conoscenze individuali. • Questionari valutazione post ante. • Supporti audio/video. • Pc e videoproiettore • Supporto cartaceo inerente gli argomenti previsti nei vari moduli • Cancelleria (cartelloni colorati, colori, scotch, pennarelli, fogli A4) 40) Contenuti della formazione: LA QUALITÀ DELLA RELAZIONE Formatore: La Barbera Claudia – Psicologo • • • • • • • • • Gli stili relazionali I fattori necessari ed indispensabili per la costruzione di una relazione positiva Variabili sociali, culturali e antropologici. L’integrazione della persona L’Io e il Noi. La diversità come valore La relazione educativa La relazione di aiuto Le professioni della cura Totale modulo ore 15. Metodologia di insegnamento: lezione frontale • lezione non formale: • braim storming, • role playing • analisi dei casi • esercitazioni pratico-guidate • gruppi di lavoro • IL GRUPPO DI LAVORO Formatore: Corradino Rita - Psicologo • • • • • • La distribuzione dei ruoli Il lavoro di rete Il Servizio Civile Nazionale come lavoro di gruppo Dinamiche di gruppo Difficoltà di gestione delle dinamiche di gruppo Il lavoro di equipe Metodologia di insegnamento: o lezione frontale o lezione non formale: o braim storming o role playing o analisi dei casi o esercitazioni pratico-guidate o gruppi di lavoro Totale modulo ore 20. WEB MARKETING Formatore: Giancani Antonino – Ingegnere • • • • • • • • Il linguaggio HTML Il linguaggio JSP Informatica generale Inglese tecnico Internet marketing Mercato e azienda nel web Programmazione in PHP Tecniche di programmazione java per applicazioni web Metodologia di insegnamento: o lezione frontale o lezione non formale: o role – plaining o esercitazioni pratico-guidate o team building o case history Totale modulo ore 20. CATALOGAZIONE/I BENI CULTURALI/I BENI DEMOANTROPOLOGICI Formatore: Inga Enzo – Architetto • • • • • • • Nozioni storico del territorio e della comunità montana Brevi cenni di storia dell’architettura nella specificità del territorio locale Notizie su siti in contiguità e beni di rilevante importanza sovra comunale Notizie sui beni significativi del territorio locale La catalogazione dei beni La conservazione e catalogazione della documentazione La gestione e la regolamentazione dell’accesso all’archivio Metodologia di insegnamento: o lezione frontale o lezione non formale: o role – plaining o esercitazioni pratico-guidate o team building o case history Totale modulo ore 20 41) Durata: Totale 75 ORE: 35 lezione frontale 40 dinamiche non formali Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Il monitoraggio dell’intero progetto sarà curato dagli esperti della Omnia Service. Tutte le fasi del progetto saranno destinatarie di monitoraggio con particolare attenzione alla formazione dei volontari. Gli strumenti e le tecniche utilizzati per il piano di monitoraggio saranno predisposti per ottenere un report generale ed uno specifico. Nel dettaglio saranno somministrate azioni di monitoraggio per una attenta valutazione sulla formazione e l’apprendimento del volontario durante un singolo modulo didattico, alla fine della formazione e in corso di svolgimento dell’intero progetto attenzionando fase per fase il grado di apprendimento del volontario. Tecniche previste per il monitoraggio: - Questionari di valutazione di apprendimento - Test di verifica grado di soddisfazione - Report del grado di efficacia e di efficienza delle metodologie didattiche - Report di gradimento della logistica e dell’organizzazione - Colloqui informali - Colloqui trasversali - Verifiche pratiche - Verifiche tecnico-pratiche - Simulazioni assistite - Costruzione di portfolio delle competenze Tutte le prove citate saranno somministrate individualmente che in gruppo per verificare il grado e la capacità di lavoro in team. Il monitoraggio avrà cadenza bimestrale e sarà rimodulato e aggiornato in base ai report precedenti. 43) Bilancio di esperienza Il bilancio dell’esperienza del giovane in servizio civile verterà alla valutazione di risultati che riguardano sia l’acquisizione di competenze specifiche riconducibili al progetto, sia l’acquisizione di capacità personali in merito alle modalità di relazione sociale e civile; ovvero l’acquisizione e la condivisione di norme e valori inerenti l’identità di cittadinanza attiva e partecipata. Alla fine del percorso progettuale di s.c.n., il volontario avrà, attraverso lo strumento proposto dalla Regione Siciliana, l’opportunità di fare un bilancio concreto del “sapere” acquisito, tale da indurlo alla possibilità di costruire un percorso personale e professionale. Il bilancio dell’esperienza del giovane volontario di servizio civile andrà predisposto secondo la scheda di cui al riferimento normativo Regione Siciliana n°6 S/5. L’Ente individua in qualità di referente per il bilancio di esperienze del volontario la Dott.ssa Rita Corradino (personale volontario), per le competenze professionali dimostrate nel settore risorse umane. 44) Valutazione degli esiti Il costante e dettagliato lavoro di monitoraggio già descritto sarà uno parametro importante per la valutazione. Inoltre la valutazione sarà ampiamente estesa ai destinatari e fruitori indiretti: i residenti del territorio, i visitatori, le associazioni e le società operanti nel territorio, gli operatori commerciali, le pubbliche Istituzioni. Il rilevamento dei dati utili alla valutazione sarà effettuato dagli stessi volontari a fine del periodo del volontariato con una serie di strumenti predisposti dall’Ente promotore. Saranno infatti predisposte delle griglie con domande dirette a risposta immediata per valutare la percezione del territorio del servizio reso. Saranno contemplati nelle griglie i punti fondamentali per una attenta valutazione: - Utilità del servizio per la collettività - Utilità del servizio per i singoli - Utilità del servizio per le Istituzioni locali, Regionali e Nazionali - Percezione del territorio Tutti i dati saranno poi elaborati ed inseriti in appositi grafici che restituiranno una valutazione. Data Il Responsabile legale dell’ente Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente