ANNO XII - N.5
GIUGNO 2011
VARESEFOCUS
In BICI
per scoprire le
meraviglie
lacustri
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB (VARESE)
Editoriale
Un contesto favorevole, un lavoro premiante
H
o il piacere di presentarmi ai lettori di Varesefocus: sono Gianni Brugnoli, il nuovo
Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.
Sono stato eletto dai miei colleghi imprenditori nel corso dell’assemblea di quest’anno, la cui
cronaca è ospitata nelle successive pagine di questo numero.
Sostituisco nell’incarico Michele Graglia, che mi ha preceduto negli ultimi quattro anni.
Il mandato di presidente dell’Unione Industriali ha questa durata. E non è rinnovabile.
Credo che uno dei punti di forza della nostra organizzazione sia proprio il ricambio ai
Giovanni Brugnoli
vertici. Una scelta voluta - e perciò consacrata nello statuto associativo - perchè il ricambio
evita stanchezza e cali di tensione e assicura invece l’avvicendamento di risorse sempre
fresche nel fisico, nell’intelletto, nel cuore.
So che i colleghi imprenditori si attendono molto dalla loro Unione Industriali, specialmente
in un periodo come questo caratterizzato dalla necessità di ri-orientare il modo di fare
impresa per fronteggiare le sfide, del tutto nuove, di un mercato aperto e globale.
Le difficoltà non mancano. Ma non ho dubbi che un’industria di antica tradizione e solida
come quella di questo territorio, che è passata, in due secoli, attraverso numerosi e
altrettanto drastici cambiamenti, saprà continuare ad essere quella di sempre.
Dovremo interagire con le altre associazioni imprenditoriali, con le forze sindacali e
istituzionali, con la sfera politica, con il sistema del credito per cercare di accelerare l’uscita
dalla crisi, lavorando congiuntamente per il bene del nostro territorio.
Credo che compito di tutti sia quello di contribuire, nei rispettivi ambiti, a creare un clima
favorevole perchè il lavoro in provincia di Varese sia premiante, per tutti.
Noi imprenditori ce la mettiamo tutta. Ma tanto più grandi saranno i risultati, quanto più
ciascuno avrà fatto la propria parte.
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 1
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Interventi e contributi di: Luigi Bignami, Giornalista; Andrea Della Bella, Giornalista; Maria Grazia Gasparini, Giornalista;
Roberto Morandi, Giornalista; Luisa Negri, Giornalista; Riccardo Prando, Giornalista; Eugenio Peralta, Giornalista; Paola Provenzano,
Giornalista; Sergio Redaelli, Giornalista; Verena Vanetti.
In redazione: Laura Bardelli, Davide Cionfrini, Silvia Giovannini, Mauro Luoni.
Questo numero di “Varesefocus” è stato chiuso il giorno 17
giugno 2011. Il prossimo numero di “Varesefocus” sarà in
edicola con “Il Sole 24 Ore” di lunedì 26 settembre 2011.
“Varesefocus” ospita articoli e opinioni che possono anche non coincidere con le posizioni
ufficiali dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Valore di abbonamento annuo
Euro 20,00 (nell’ambito dei servizi istituzionali dell’editore)
Fotografi: Archivi aziendali vari, Archivio Caserma Ugo Mara, Archivio Reuters, EOS/F.Blickle, EOS/C.Zahn, Franco Garbin,
Mauro Luoni.
Segreteria di redazione: Viviana Maccecchini, Maria Postiglione.
Si ringrazia Parlamondo Srl di Gallarate per le traduzioni in inglese.
M
A
R
I
O
Economia
Arte
13
Pressione alle stelle
61
17
Il profit aiuta il no profit
Omaggio al novecentista
Montanari
64
Tavernari, la scultura come vita
66
Mostre e appuntamenti
Formazione
19
Università
24
36
Una formazione tra moto e
farfalle
Università Cattaneo
Due mesi e mezzo per trovare
lavoro
36
Volandia...’Spaziale’!
40
I capolavori del MAGA fanno
grande Gallarate
45
Storie di caffè
Gourmet
69
Gewürztraminer, il gusto
“piccante” dell’Alto Adige
Scienza
24
47
Riecco il buco nell’ozono
72
Storia
Vita associativa
26
50
Credere nell’industria per il
futuro del territorio
Foto dal mondo
50
26
Territorio
33
Trenord, il trasporto ferroviario
si muove su binari nuovi
Disegni fatti dal vento vengono
tracciati sulla banchisa polare che
copre l'Oceano Artico a nord di
Prudhoe Bay, in Alaska.
REUTERS/Lucas Jackson
Gita a...
52
Una pedalata da romanzo
storico
Provincia da scoprire
57
Il castello dei Visconti di Jerago
72
La battaglia di Tornavento
77
Marco Formentini, il ragioniere
che teneva i conti a Garibaldi
Sport
81
130 anni di scherma a Busto
Arsizio
Musica
85
Remigi: “La canzone simbolo di
Milano? Io scelgo la Madunina”
Motori
89
Diesel e ibrida, la Panamera
scalda i motori
In libreria
91
Giardini di asparagi
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 7
FOCUS
Focus
La cittadella
militare
di Solbiate
Olona
Un Corpo d’Armata di reazione rapida della Nato
composto da tremila militari appartenenti a quindici
diverse nazionalità. le ricadute di questa importante
realtà sul territorio. Le missioni di pace all’estero
8 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
D
ovunque celermente. Entrando nell’area di
pertinenza della caserma Ugo Mara di
Solbiate Olona la scritta “ubique celere”
impressa sullo stemma, con al centro il profilo
di aquila e la spada, dice in modo chiaro che
gli uomini e le donne che incontriamo in tuta
mimetica ed anfibi sono pronti a partire. Questo
è, in estrema sintesi, quello che in sigla si indica
come Nrdc-Ita, ossia Corpo d’Armata di
reazione rapida della Nato, uno dei sei
comandi multinazionali di questo tipo presenti a
livello di Alleanza Atlantica. Ritagliato in un
lembo di terra tra la superstrada che porta a
Malpensa e un centro commerciale, nel sedime
di un comune con poco più di 5mila abitanti, è
un fazzoletto di terra dove si parlano le lingue
del mondo e dove la presenza militare ha una
lunga storia alle spalle.
Da qui - in caso di un ordine in questo senso da
parte del Nac (North Atlantic Council) - con i
militari partono tende, cucine mobili, servizi
igienici, postazioni informatiche e attrezzature di
ogni tipo. I container sono sempre pronti: già
issati su carrelli mobili da agganciare ai mezzi
che devono
trasportarli.
A Solbiate Olona
Altrettanto pronta è
uno dei sei comandi una complessa
multinazionali di
macchina
questo tipo presenti
organizzativa a
a livello di Alleanza livello di staff tattico,
tenuta sempre in
Atlantica.
FOCUS
collocazione in un punto
allenamento grazie a esercitazioni
In caso di ordine di partenza, con i
periodiche che riguardano uomini,
militari partono tende, cucine mobili, nevralgico a livello di nodo
autostradale. Qui sono di stanza
materiali e procedure.
servizi igienici, postazioni
“Le operazioni alle quali
400 posizioni di staff e un totale di
informatiche e attrezzature di ogni
partecipiamo richiedono oggi un
circa 3.000 persone di 15
tipo. I container sono sempre pronti.
approccio globale”: così spiega il
nazionalità differenti (la presenza
Comandante di Nrdc-Ita, il Generale
italiana copre il 70 per cento del
di Corpo d’Armata Gian Marco
totale a cui si affiancano soldati
Chiarini. “Non si tratta solo di coordinare azioni di tipo
di altre 14 nazioni aderenti alla Nato, con una quota
esclusivamente militare, ma anche di interagire con la
maggiore di americani e inglesi, ma anche spagnoli,
popolazione locale, di aiutare i Paesi in cui si interviene
greci, ungheresi e tedeschi). Il Comando dispone, inoltre,
nella delicata fase di transizione post bellica, di
di una Brigata di supporto articolata su un Reggimento
contribuire ad occuparsi di tante questioni che vanno al di
che assicura le comunicazioni ed un Reggimento che
là di quelle meramente militari”. In queste parole è
relizza fisicamente la struttura da schierare in teatro
racchiuso quello che qui chiamano comprehensive
d’operazioni. Millecinquecento sono le famiglie dei
approach, un mix fatto di operazioni militari e interventi
militari che qui stabilmente vivono sul territorio creando,
civili, ma anche di costante cooperazione con le altre
con la presenza loro e delle loro famiglie, una ricaduta
istituzioni e soggetti internazionali presenti nelle zone dove
economica sul territorio. Diverse imprese della zona
vi è un conflitto bellico. Questo è anche il frutto del nuovo
hanno in appalto servizi all’interno della zona militare,
Concetto Strategico che i vertici della Nato si sono dati
dai lavori di manutenzione delle strutture e dei mezzi,
nello scorso autunno durante un summit a Lisbona. “In
alla gestione dell’asilo nido che ospita una quarantina di
ogni operazione - spiega ancora il Generale Chiarini - ci
bambini (36 figli di personale interno e 4 che arrivano
sono ufficiali che fanno da collegamento con l’Onu e con i
da fuori). Accanto alla colorata e accogliente struttura
Governi coinvolti. Importantissimo è per noi anche
destinata ai più piccoli vi è l’infermeria, la chiesa e nella
l’aspetto della comunicazione con la popolazione locale
stessa zona trovano spazio una lavanderia a gettoni e
ed il modo in cui veniamo percepiti”.
uno sportello bancario. Una piccola cittadella che fa da
supporto all’interno del duplice cordone di sicurezza che
La caserma e il territorio
delimita gli spazi interni. Ampi capannoni ospitano i
La dislocazione di questa postazione Nato non è stata
materiali necessari ad allestire i campi in caso di
scelta a caso. L’area individuata è un punto strategico
intervento. Un capannone invece è stato adibito a
per le vie di comunicazione aerea e terrestre. C’è la
palestra attrezzata per tenersi in allenamento
vicinanza dello scalo della Malpensa, ma anche la
costantemente.
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 9
FOCUS
Focus
Non si tratta solo di coordinare azioni
di tipo tattico, ma anche di interagire
con la popolazione locale, di aiutare i
Paesi in cui si interviene nella delicata
fase di transizione post bellica.
Tra esercitazioni e missioni…
Durante l’anno si fanno esercitazioni che mettono
in moto tutta la macchina organizzativa e i
materiali presenti. Nel 2010 si sono svolte tre
esercitazioni: la EagleMeteor 2010, condotta a
Torre Veneri (Lecce) in giugno, la Noble Light
2010, condotta a Bellinzago (Novara) e Candelo
Masazza (Biella) in ottobre, e la SteadfastJuno
2010, condotta a Solbiate Olona in dicembre.
Tutto ciò ha permesso di testare in condizioni
realistiche il processo decisionale e di
pianificazione delle operazioni, la linea di
comando e controllo, la capacità di proiezione
logistica e di sostegno di una struttura articolata
e complessa anche a migliaia di chilometri di
distanza. Basti pensare che, in caso di intervento,
le aliquote presenti alla Ugo Mara si mettono a
sistema e si garantisce, solo per fare un esempio
che renda l’idea delle dimensioni dell’intervento,
la funzionalità di qualcosa come 1.500
postazioni informatiche. L’impegno dello scorso
anno è stato anche finalizzato a rispondere al
meglio alla missione di questi primi sei mesi del
2011: in questo semestre, infatti, l’Nrdc-Ita ha il
comando dalla componente terrestre della
NRF16 (Nato Response Force), ossia lo strumento
di risposta militare a disposizione del comando
Nato. Già in calendario per il 2013 vi è un
nuovo coinvolgimento dell’Nrdc-Ita nella missione
Isaf (International Security Assistance Force) in
Afghanistan. Proprio in Afghanistan il Comando
Nrdc-Ita è stato schierato per nove mesi (tra il
2005 e il 2006) sotto la guida del Generale di
Corpo d'Armata Mauro Del Vecchio. Questa
missione - come si legge sul sito del Ministero
della Difesa - ha rappresentato il primo impegno
operativo del Comando multinazionale di
Solbiate Olona dalla sua costituzione (avvenuta
nel novembre del 2001).
Circa 1.300 uomini del
Comando si sono alternati In Afghanistan le
truppe del
nello staff e nel supporto
Comando
logistico e delle
comunicazioni. L’impegno solbiatese sono
del Corpo d’Armata di
state schierate per
reazione Rapida della
nove mesi tra il
Nato non si è solo limitato 2005 e il 2006.
10 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
all’aspetto operativo, ma anche al lancio di un’iniziativa
umanitaria in sostegno della popolazione afgana
denominata “Fai volare la speranza”. Un impegno a cui
hanno aderito numerose municipalità, istituzioni pubbliche
e private e cittadini della Lombardia che hanno donato
fondi e materiale per un ammontare di oltre 150.000 euro,
che il Comando di Solbiate Olona si è impegnato a
distribuire nella zona
di Kabul. A gennaio
L’impegno del Corpo
2009 parte del
d’Armata non si è solo
personale dell’Nrdc-Ita
limitato all’aspetto
è stato nuovamente
operativo, ma anche al
dispiegato per quasi
lancio di un’iniziativa
sette mesi a Kabul per
umanitaria in sostegno
operazioni a sostegno
della popolazione afgana. delle forze in campo e
della popolazione
civile. Al momento la situazione in Libia, essendo in corso
una operazione aerea e marittima, non coinvolge in alcun
modo il comando di Solbiate Olona che è un comando
terrestre. Ma nessuno può dire quali saranno gli sviluppi
futuri di questa operazione o quali altri teatri di crisi ci si
troverà di fronte in futuro.
Paola Provenzano
FOCUS
Focus
THE MILITARY TOWN OF SOLBIATE OLONA
At Solbiate Olona you can find one of six multinational NATO
commands. It is home to a Rapid Deployable Army Corps with
some 3000 soldiers from 15 different nations. If troops receive
orders to leave for a mission they take tents, mobile kitchens,
toilet facilities, information systems and all sorts of equipment
with them; the containers are ready at all times.
It's not just about coordinating tactical actions but also about
interacting with the local population and helping the countries
where the troops are located in the delicate transitional post-war
phase. In Afghanistan the troops from the Solbiate Command
were deployed for nine months between 2005 and 2006. The
Army Corps did not simply deal with the operational side of
things but also launched a humanitarian initiative to support the
Afghan population.
Dopo i conflitti nell’ex Jugoslavia, riformulato il ruolo della Nato
La Nato (North Atlantic Treaty Organization), alla quale si diede vita nel 1949 per la difesa collettiva e la sicurezza al fine
di fronteggiare la minaccia sovietica, rappresenta ancora oggi un fondamentale trait d’union tra Stati Uniti ed Europa. Ne
parliamo con Massimo de Leonardis, professore ordinario di storia delle relazioni e delle istituzioni internazionali
all’Università Cattolica di Milano.
Che cosa rappresenta oggi la Nato?
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica si è visto che in realtà la pace non era assicurata. I conflitti nella ex Jugoslavia lo
hanno chiaramente dimostrato. Da qui è nata una riformulazione del ruolo della Nato che è diventata il punto di
riferimento per la difesa dei valori e degli interessi dei Paesi alleati, dovunque essi fossero minacciati. Si è superato in
questo modo il concetto di “limite territoriale” degli interventi e ciò spiega le missioni in Paesi terzi rispetto all’alleanza,
come per esempio è successo in Afghanistan.
Cosa è successo sul piano pratico?
Se è vero che durante la guerra fredda era chiaro l’interesse comune di questa coalizione, dopo è diventato evidente che
vi sono differenti visioni e interessi tra Stati Uniti ed Europa. Con la presidenza Obama ad esempio il rischio è quello di
una scarsa fiducia nell’alleanza.
Si può spiegare così anche la dinamica dell’intervento in Libia?
Direi di no. In questo caso il problema deriva dal fatto che l’intervento in Libia è cominciato come una iniziativa di inglesi
e francesi e solo dopo, per le pressioni di altri Paesi, si è chiesto alla Nato di intervenire. A questo punto però solo alcuni
membri della Nato hanno deciso di mandare le loro forze. E a ciò si deve aggiungere la scarsa chiarezza del mandato
Onu. Insomma si tratta di un caso ben differente rispetto all’ingerenza umanitaria che fu decisa in Kosovo nel 1999.
Allora mancò il mandato Onu, ma vi fu ampia condivisione.
Quali sono in questo momento le prospettive per lo sviluppo futuro?
Per capirlo occorre guardare al Concetto Strategico emerso a Lisbona nello scorso autunno. Questo documento
strategico rappresenta la base su cui l’Alleanza opera: ovviamente ad esso è sotteso un documento militare che, in
quanto tale, non viene reso noto. Il nuovo Concetto Strategico non è in sé rivoluzionario e, come spesso accade, è il
compromesso fra due visioni differenti. Ma la maggiore novità dal punto di vista formale è che si parla di comprehensive
approach ossia della compresenza di azioni militari e civili negli interventi e dell’interazione con altri soggetti come ad
esempio l’Onu, per la legittimazione degli interventi presso le opinioni pubbliche, e l’Unione Europea per le questioni
legate agli aspetti civili della ricostruzione e dei finanziamenti allo sviluppo. (Pa. P.)
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 11
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ECONOMIA
Economia
Pressione
alle stelle
È quella fiscale che pesa sui bilanci delle
imprese italiane e sui redditi dei lavoratori.
La tassazione italiana rimane tra le più
elevate dell’area Osce. Con un divario in
crescita, che ci separa sempre di più dalle
economie nostre concorrenti, anche a causa
del basso tasso di produttività del Paese.
“T
u vuo’ fa l’americano” cantava nel ’56 Renato
Carosone. Oggi, però, l’invidia per le realtà di
oltre confine ha distanze ben più corte. Il sogno per
gli imprenditori italiani non ha i contorni a stelle e
strisce, ma quelli della Spagna. Dove i colleghi titolari
d’impresa pagano molte meno tasse. A fare i conti in
tasca alle aziende europee è uno studio di
Confindustria, elaborato insieme a Deloitte. Il
risultato finale? Se un’impresa, in Italia,
A parità di condizioni pagano più tasse solo i lavoratori del Belgio
chiude il bilancio con un utile netto di
un’impresa che in
380mila euro, questo vuol dire che la stessa
(55,4%), della Francia (49,3%), della
Italia ha un utile netto Germania (49,1%) e dell’Austria (47,9%). La
realtà produttiva in Spagna avrebbe portato
di 380mila euro, in
a casa un risultato di 600mila euro. La
beffa però è che in molti Paesi la pressione
Spagna arriverebbe a fiscale sta scendendo. Il cuneo fiscale medio
differenza sta nella tassazione effettiva
complessiva che nel nostro Paese tocca il
dei membri Ocse tra il 2000 e il 2009 è sceso
guadagnare fino a
58%, mentre in Spagna si ferma al 29%. Più
dell’1,4%. Con una riduzione ancor più
600mila euro.
o meno la metà. Peggio di noi fa solo la
consistente per quanto riguarda i salari più
Francia con una pressione fiscale del 60%,
bassi, dove il carico fiscale ha registrato una
mentre nel Regno Unito è del 40% e in Germania del 43%.
discesa ancor più ripida, pari al 2,1%. Questo grazie a
Secondo le proiezioni, rispetto ai 380mila euro di utile post
una politica fiscale più attenta alle fasce povere che ha
imposte di un’azienda italiana, una tedesca, per il solo
contraddistinto Paesi come l’Olanda, la Svezia, la
effetto tasse, guadagna il 20% in più, una inglese il 37%. Un
Repubblica Slovacca, la Finlandia e quell’Ungheria che
gap competitivo di non poco conto.
fino a soli pochi mesi fa era davanti all’Italia.
E per i lavoratori dipendenti la situazione non è molto
Ma il problema non è solo fiscale. A incidere sui guadagni
diversa. Anzi, come sottolineato dall’ultima classifica stilata
dei lavoratori è anche il basso tasso italiano di
dall’Ocse riguardo alle tasse sui salari, l’Italia si piazza al
produttività. Che nei 10 anni precedenti la crisi è cresciuto
ben poco invidiabile quinto posto. Il cosiddetto cuneo fiscale
del solo 3%, contro il +14%
che calcola la differenza tra quanto viene pagato dal datore
registrato nell’area euro.
Il cuneo fiscale
di lavoro e quanto effettivamente finisce nel portafoglio del
Il risultato è presto detto: essere
italiano è il quinto tra
dipendente è arrivato a toccare la soglia del 46,9%. Con un
in testa alla classifica sulla
i 34 Paesi dell’Ocse.
trend in crescita. Nell’ultimo anno è stata registrata
tassazione del lavoro
Nell’ultimo anno
un’ulteriore erosione dello stipendio netto dello 0,4%. Un
dipendente, avere un basso
abbiamo superato
aumento della pressione fiscale che è valso il sorpasso in
livello di efficienza produttiva,
anche l’Ungheria.
classifica dell’Ungheria (scesa al 46,4%). Nell’area Ocse
vuol dire piazzarsi indietro in
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 13
ECONOMIA
Economia
quella dei salari netti. In questo caso l’Ocse ci A incidere sulle buste
dei Paesi dell’eurozona. La causa? “La
paga degli italiani è
piazza al 22esimo posto sui 34 Paesi che
fiducia dei consumatori è diminuita a causa
aderiscono all’Organizzazione. Il salario
anche il basso tasso di delle accresciute incertezze del contesto
netto medio annuo di un single senza figli nel produttività che cresce
economico che incidono sulle prospettive
nostro Paese è stato nel 2010 di 25.155
a un ritmo cinque volte individuali e sui bilanci delle famiglie”. Su
cui ora aleggia l’incognita di un ulteriore
dollari. Un ammontare inferiore sia alla
inferiore alla media
aumento della pressione fiscale in almeno
media Ocse di 26.436 dollari, sia dell’Ue a
dell’area euro.
3.500 Comuni. Quelli che potranno
15 dove è di 30.089. Una proporzione che,
però, viene ribaltata se ad essere preso in
aumentare dello 0,2% l’addizionale Irpef. Lo
considerazione è lo stipendio lordo che, con una cifra di
permette uno dei decreti di attuazione del federalismo
35.847 dollari è superiore alla media Ocse di 35.576. Si
fiscale. L’importante è averne i requisiti. Tra questi, quelli
torna al punto di partenza, al fardello di un cuneo fiscale
di non aver superato fino ad oggi la soglia dell’aliquota
più pesante rispetto agli altri Paesi con cui l’Italia si gioca
dello 0,4%. Difficile prevedere quante di queste 3.500
l’importante partita della competitività.
amministrazioni sceglieranno la strada di aumentare le
“La riforma fiscale andrebbe fatta anche prima di
tasse locali. Se, però,
settembre”, incalza la
fino ad oggi la Cgia di
Lo stipendio medio
Presidente di Confindustria
Mestre calcolava che un
In Italia si lavora per
Emma Marcegaglia. La tenuta
italiano dovesse lavorare netto di un lavoratore
pagare le tasse fino dei conti pubblici, anche per
italiano è inferiore sia
fino al 5 di giugno per
al 5 di giugno. Solo la leader di Viale
alla media Osce, sia a
pagare le tasse di un
da questo giorno in
quella dell’Europa a 15.
dell’Astronomia, rimane un
anno a suo carico, per
avanti si comincia a punto fermo, ma qualcosa
poi cominciare a
guadagnare per sé.
deve esser fatto “anche a
guadagnare per sé solo
parità di pressione fiscale”,
dal giorno successivo, il rischio ora è di dover spostare un
magari spostandola “sulle rendite finanziarie e in parte
po’più in là questa soglia temporale. Che è già piazzata,
sull’Iva, ma riducendola per lavoratori e imprese”. In gioco
tanto per cambiare, ben più avanti rispetto al 30 maggio
c’è la crescita del Paese che è ancora ferma al palo. “La
degli inglesi e all’11 aprile degli statunitensi. Il che riporta
ripresa - avverte il Centro Studi Confindustria - rimane
in auge il “Tu vuo’ fa l’americano” di Carosone.
anemica”. Nel primo trimestre 2011 il +0,1% del Pil
Fiscalmente parlando, almeno.
Davide Cionfrini
italiano deve fare i conti con il +1,5% tedesco e il +0,8%
Il lavoro straordinario a Varese è detassato
Lavoro supplementare, straordinario, notturno, festivo e domenicale: su queste parti di salario i dipendenti delle
imprese associate all’Unione degli Industriali della Provincia di Varese possono usufruire di un alleggerimento
fiscale. A rendere possibile questa detassazione sul territorio è l’accordo firmato dalla stessa Unione Industriali
insieme alle sigle sindacali varesine di Cgil, Cisl e Uil. Obiettivo: alleggerire il cuneo fiscale su quelle voci della busta
paga che favoriscono la produttività e la competitività aziendale.
A Varese ha preso così corpo una delle prime intese in Italia che hanno dato applicazione concreta al patto siglato a
livello nazionale da Confindustria e dai Sindacati, per dare la possibilità alle imprese di adottare, a favore dei propri
dipendenti e dei lavoratori somministrati, le agevolazioni fiscali. Questo patto, infatti, permetteva a tutte le realtà
locali dove fosse stato siglato un accordo territoriale di secondo livello tra l’associazione degli industriali e i
sindacati, di applicare il nuovo regime fiscale a qualsiasi impresa associata al Sistema Confindustria. La legge, infatti,
prevede che l’applicazione sia legata ad un accordo sindacale di secondo livello. Una condizione che, senza accordi
sul territorio, avrebbe limitato nei fatti la detassazione solo a quelle imprese, per lo più grandi, al cui interno viene
portata avanti una contrattazione aziendale. In pratica, rischiava di rimanere fuori la gran parte dei lavoratori delle
piccole e medie realtà produttive.
Ciò nel Varesotto non accade. Ai lavoratori dipendenti di tutte le imprese associate all’Unione Industriali viene
applicata l’aliquota secca del 10% a tutti quegli istituti che, come si legge nel testo dell’accordo con i sindacati
locali, “sono riconducibili a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, in
relazione a risultati riferibili all’andamento economico e agli utili dell’impresa o ad ogni altro elemento rilevante ai
fini del miglioramento della competitività aziendale”. In pratica, la parte di salario legato a questi elementi non
seguirà la normale e progressiva tassazione sulle persone fisiche, ma beneficerà dello sconto fiscale. (D.C.)
14 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
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ECONOMIA
Economia
Il profit aiuta
il no profit
Un progetto di Fondazione Sodalitas per favorire
una maggiore attenzione del settore profit nei
confronti del Terzo Settore.
I
l mondo del no profit vive una crescente difficoltà a
trovare finanziamenti sufficienti ad assicurarne la
sostenibilità nel medio periodo. Il taglio dei
trasferimenti dallo Stato agli enti locali e, comunque,
la progressiva erosione di risorse pubbliche
disponibili, impone di trovare altri canali
di sostegno.
l’attività della Fondazione ha fatto leva
Sodalitas oggi conta
Da questa constatazione, Sodalitas ha
proprio sulla disponibilità di manager
sull’apporto di 100
sviluppato un progetto denominato
in pensione, con il progetto Sodalitas
manager che “aiutano
Sodalitas Social Innovation. Obiettivo:
Social Innovation si vuole andare oltre,
chi aiuta” e di 75
aiutare il Terzo Settore a sviluppare
coinvolgendo anche dirigenti d’azienda
aziende di ogni
programmi innovativi di elevato valore e
in piena attività. E, ovviamente, anche
dimensione e settore. La le rispettive imprese, oltre a quelle che
facilitare le partnership profit-no profit
sezione varesina di
allo scopo di realizzare un rilevante
già aderiscono alla Fondazione
impatto sociale con mutuo beneficio.
Sodalitas conta oggi 25 Sodalitas. Come dire: quanti più sono
Sodalitas nasce nel 1985 all’interno di
gli esperti che possono mettere a
consulenti volontari.
Assolombarda, l’associazione delle
disposizione del no profit le proprie
industrie della provincia di Milano, come
competenze, tanto più si può riuscire a
un’organizzazione che raggruppa imprese ed exdare un supporto qualificato ad un segmento tanto
manager in pensione, con l’obiettivo di contribuire
importante per chi, nella società, è più debole. In
all’evoluzione del ruolo dell’impresa come attore
un’ottica di sussidiarietà che avanza proprio in
sociale e non solo economico. In che modo?
concomitanza con il restringimento dei finanziamenti
Sostenendo la tumultuosa crescita del settore no profit
pubblici. Con la sempre maggiore difficoltà, cioè, da
italiano mediante la messa a disposizione delle
parte dello Stato a garantire aiuti a tutti.
esperienze professioali maturate dai dirigenti
Per ottenerne da altri canali, occorre però essere
d’azienda. Mettendo cioè al servizio della società
credibili. Occorre presentare dei piani di attività e dei
civile i punti di forza della cultura d’impresa.
piani economico-finanziari in grado di reggersi.
Da allora, Sodalitas,
Bisogna dimostrare di saper fare e di saperlo fare
divenuta Fondazione nel
bene. Ecco allora la grande utilità che può venire da
2007, è cresciuta e si è
chi si occupa o si è occupato professionalmente di
diffusa nel paese. Oggi
organizzazione
conta sull’apporto di 100
aziendale, di
Aiutare il Terzo Settore
manager che “aiutano chi
pianificazione
a sviluppare programmi
aiuta” e di 75 aziende di
strategica, di marketing
innovativi di elevato
ogni dimensione e settore.
e altro ancora.
La sezione varesina di
si tratta cioè di aiutare il valore e facilitare le
Sodalitas conta oggi 25
no profit a dotarsi delle
partnership profit-no
consulenti volontari.
competenze e degli
profit.
Ma, se fino ad ora
strumenti necessari per
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 17
ECONOMIA
Economia
presentare nella maniera adeguata Fino ad ora l’attività di
ad un pubblico di interlocutori sensibili e
Sodalitas ha fatto leva sulla
ed efficace i propri social business
virtuosi. La partecipazione alla selezione
plan e riuscire così ad ottenere
è gratuita e la richiesta dovrà pervenire
disponibilità di manager in
partnership o finanziamenti. Si
in formato elettronico entro il 10 luglio
pensione. Ora si vuole
tratta anche di mettere a
prossimo all’indirizzo:
andare oltre, coinvolgendo
disposizione delle imprese e degli
anche dirigenti d’azienda in [email protected]
enti erogatori un orizzonte di
piena attività.
Sodalitas Social Innovation, ad oggi, ha
organizzazioni mature e capaci di
già ottenuto l’adesione di 4 fondazioni proporre progetti innovativi e di
Fondazione Cariplo, Fondazione Enel Cuore Onlus,
elevato valore sociale. E, anche, di dare visibilità alle
Fondazione Vodafone Italia ed Unicredit Foundation iniziative di partnership profit-no profit più
significative per favorire un'emulazione virtuosa e
4 Organizzazioni rappresentative del Terzo Settore trasversale.
Ciessevi, CoLomba, Forum Nazionale Terzo Settore,
In quest’ottica è stata elaborata una “griglia di
Istituto Italiano della Donazione - e 16 imprese: ABB,
compilzione”, uno strumento cioè in grado di aiutare
Accenture, Banca Prossima, Banca Popolare di
le organizzazioni no profit a presentare nella maniera
Milano, Edison, Gruppo Filo Diretto, Holcim (Italia),
più adeguata il proprio progetto, mettendo in rilievo le
Indesit Company, Italcementi, Linklaters, L’Oreal Italia,
informazioni più importanti per la valutazione dei
Mellin, Monte dei Paschi di Siena, Roche,
progetti. I progetti così presentati verranno esaminati
STMicroelectronics, Terna.
Mauro Luoni
da Commissioni composte da rappresentanti delle
imprese, delle Fondazioni erogatrici, delle istituzioni e
[email protected]
dell’Istituto Italiano della Donazione che valuteranno
ciascuna iniziativa. I progetti ritenuti più meritevoli di
attenzione verranno proposti - nel prossimo autunno -
VENDESI
CAPANNONE INDUSTRIALE
di MQ 12.000
BUSTO ARSIZIO (VA)
Zona industriale di Sacconago
PREZZO MOLTO INTERESSANTE
Completo di impianti a norma
Anno di costruzione: 2001
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Una formazione
tra moto
e farfalle
Continua il viaggio di Varesefocus nel mondo della
formazione interna alle imprese: nello scorso
numero Lindt con un'Academy per formare i
manager, una scuola firmata Bticino per i
professionisti dell'hi-tech, un progetto Sices per i
saldatori di domani, la Training Academy A.
Marchetti di AgustaWestland ed Elmec College.
Realtà esemplari e variegate, come quelle che vi
presentiamo in questa nuova puntata, nate della
convinzione che per un'azienda la formazione oggi
è un'assoluta priorità.
HUSQVARNA, UNA SCUOLA A TUTTO GAS
E' partita a gennaio dell'anno scorso, grazie ad un
accordo con l'Isis Newton di Varese, e ha l'obiettivo di
offrire agli studenti gli “utensili” giusti per entrare in una
“officina” del lavoro quanto mai affascinante e, in
prospettiva, di un eventuale inserimento: è un'iniziativa di
formazione firmata da Husqvarna, un nome di grande
appeal per i ragazzi appassionati della meccanica. L'idea
della storica azienda di Cassinetta di Biandronno è quella
Garantire una
di garantire una
formazione specializzata formazione specializzata
ai giovani, ma anche
ai giovani e creare una
quella di creare una
sinergia tra le diverse
sinergia tra le diverse
realtà del territorio.
realtà del territorio, in
modo da “mettere in rete
in un circuito virtuoso l'esperienza e le competenze
tecniche che hanno permesso al marchio di affermarsi nel
mondo”. Valorizzazione del territorio, dunque: un tema
sempre più all'ordine del giorno e a cui le imprese oggi
devono riservare ancora maggiore attenzione. In pratica,
il percorso prevede una formazione mirata sia ai docenti,
sia agli studenti per una conoscenza dell'azienda e del
marchio, con momenti di didattica in aula, con corsi
dedicati all’assemblaggio del motore e del veicolo e il
controllo qualità, ma anche spunti e focus, attraverso
conferenze, incontri e stage. Per i ragazzi, un'esperienza
unica, grazie all'integrazione tra il mondo della scuola e
quello del lavoro, sia - non si può nascondere - per il
fascino di un marchio motoristico tanto prestigioso, sia per
la concreta occasione di acquisire una professionalità
specialistica spendibile nel mondo del lavoro. Per
l'azienda, un investimento importante per la formazione di
figure professionali, tecnici e operai, che troveranno
sbocchi non solo all'interno, ma anche nell'indotto. E un
modo - come dichiarato nella conferenza stampa di
presentazione dell'iniziativa da Giuseppe Manacorda,
direttore di Stabilimento di Husqvarna Motorcycles - per
offrire “una ideale continuità con la lunga tradizione
professionale nel settore metalmeccanico ed in particolare
motociclistico di Varese e della sua gente”.
FORMAZIONE
Formazione
www.husqvarna-motorcycles.com
NETWORK: LA FORMAZIONE SI FA IN
ATELIER
A differenza delle altre realtà per cui
la formazione è un, seppur altissimo,
valore aggiunto, la Network di Busto
Arsizio, dal 1998 si occupa per
definizione di tecnologie innovative e
formazione: non un'impresa che fa
formazione, dunque, ma un'impresa
che è formazione. L'azienda opera
nel campo delle reti tecnologiche e
delle condotte per la distribuzione di
acqua, gas e fluidi in pressione.
Offre servizi complementari di vario
livello e, naturalmente, consulenza.
Inoltre, è specializzata nel campo
della formazione e della certificazione
per il personale che opera nelle reti o
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 19
FORMAZIONE
Formazione
INTICOM E LA YAMACADEMY
Non un'impresa che
nella produzione di macchinari
fa formazione ma
ed attrezzature per la saldatura
di materie plastiche. Una priorità, un'impresa che “è”
parte fondante del core business,
formazione.
tant'è che nel tempo è stata
sviluppata una vera e propria
divisione chiamata L'Atelier (nome particolarmente
azzeccato se si pensa che la formazione è, giustamente, di
moda!), che propone percorsi ad personam, corsi di
certificazione (come quelli per i saldatori), corsi e seminari
sulla realizzazione, gestione e manutenzione delle reti di
trasporto e distribuzione acqua e gas, sulla progettazione,
installazione, collaudo e manutenzione degli impianti
domestici a gas, sul rinnovamento e risanamento delle reti,
sull’area sicurezza e sulle energie rinnovabili. Grazie al
proprio personale preparato ad hoc ed al supporto di
consulenti esterni dalle maggiori realtà di settore, l'azienda
fornisce percorsi mirati alle esigenze del cliente, corsi on
site, curando tutti gli aspetti organizzativi e logistici e per
completare la formazione, grazie alle possibilità di
noleggio, consulenza e laboratorio, assicura al cliente un
servizio che risponda a tutte le esigenze che emergono in
itinere. Qualche dato? Dall'inizio dell'attività di
Network al 2010, sono state garantite oltre
28.000 ore di formazione, 5.000 saldatori PE
certificati, più di 1.300 corsi UNI 9737, 1.200
saldatori acciaio, più di 500 corsi. Know how
made in Italy, ma anche apertura
all'internazionale: grazie ad un progetto
UndertownLab in collaborazione con realtà
internazionali, per condividere le conoscenze
legate alle reti hitech. L'Atelier collabora con
importanti partner d'oltreconfine con l'obiettivo di
definire un’offerta formativa basata sul confronto
e sullo scambio di best practices, anche attraverso
workshop internazionali, seminari, dimostrazioni
tecniche e visite ad impianti.
www.networkspa.com
20 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
A pochi giorni dall'estate, la leggerezza e i colori delle
vetrine Yamamay invadono piacevolmente le città. Ma che
attività di formazione c'è dietro il marchio della Inticom
Spa che, ormai, spopola nel mondo dell'intimo? Un nome
che la dice tutta: Yamacademy. A raccontarcelo, Roberto
Manzi Responsabile Formazione del Personale e Direttore
della corporate school di Yamamay. “La nostra accademia
gestisce tutte le attività di formazione rivolte sia al
personale interno che agli affiliati, in particolare alla
forza vendita per la quale si richiede una competenza
specifica sul prodotto”. Un plus su cui l'azienda punta
molto e all'interno del quale, nel tempo, sono stati studiati
percorsi - è proprio il caso di dirlo! - su misura per
dipendenti e collaboratori. Basti un dato: dal secondo
semestre del 2003 alla fine del 2010 sono state erogate
circa 10mila giornate di formazione/uomo. “Nella
YamAcademy la teoria d'aula si fonde nella pratica del
negozio per diventare una sola cosa - continua Manzi - e
fare la differenza dalla concorrenza: una vendita che
assista il cliente in tutte le sue fasi. Che trasformi il
contatto negozio in una esperienza di acquisto positiva e
da rivivere. Non a caso il focus dei Corsi Avanzati che
stiamo svolgendo in questi
giorni è l'Energia del Punto
Yamacademy: dal
Vendita”.
2003 al 2010 erogate
Due le aree specifiche in cui
circa 10mila giornate
si articola il programma:
di formazione/uomo.
retail e corporate. Lo start up
del programma retail inizia
con una tre giorni di crash test presso un punto vendita,
seguito poi da una settimana full time in aula su temi che
vanno dalle tecniche di vendita al visual merchandising,
all'utilizzo dei sistemi IT di cassa, riassortimento gestione
magazzino. Rivolto a titolari, gerenti (o vice) dei negozi,
l'aula cede poi posto al training on the job dove la risorsa
FORMAZIONE
Formazione
in formazione viene affiancata a un tutor in
uno dei negozi individuati come pilota
(Negozio Scuola) per offrire formazione sul
campo.
L'area corporate è rivolta, invece, alle
risorse aziendali, occupate nelle sedi del
gruppo o itineranti. In parte i contenuti
coincidono con quelli del retail, in parte
sono mirati ad esigenze specifiche. Per tutti,
prioritarie, le tecniche di comunicazione.
Oltre a un'ampia offerta di corsi che con
dei focus mirati accompagnano la crescita e
l'aggiornamento di tutto lo staff.
www.yamamay.com
UNA FORMAZIONE SU TUTTI I... LATI
Il core business è quello tecnico: l'azienda è tra i principali
produttori europei di termoplastici tecnici. Eppure, il valore
che Lati Spa, con sede a Vedano Olona, riserva al tema
della formazione è quello di una scuola vera a propria.
Una sensibilità connaturata all'impresa, certo, che, pure, si
è evoluta negli anni adattandosi alle evoluzioni dei mercati
internazionali, ai cambiamenti economici, ma anche al
contesto sociale, diventando sempre di più un progetto
sostanzioso, basato su percorsi mirati e personalizzati.
Generico, dunque, parlare di formazione interna: quelli
che Lati realizza, in home e più raramente presso enti
specializzati, sono percorsi dedicati alla preparazione e
crescita del proprio personale, da quello neoassunto a
quello con funzioni manageriali.
Alcuni dati per fornire un'idea dell'importanza che il
presidente, Francesco Conterno, già vincitore di concorso
a cattedra e insegnante in una nota Università, così come
il fondatore prof. Cosimo Conterno, riserva al tema.
Innanzitutto, si parte da un
piano formativo, pianificato
Il percorso di ciascuno e strutturato annualmente. Il
piano include corsi
è informatizzato, in
obbligatori cui si
modo da garantire
una tracciabilità della aggiungono corsi
formazione sostenuta. occasionali di cui si senta la
necessità in itinere. Si va dai
corsi sulla sicurezza e
sull'ambiente, prioritari dato l'ambito in cui Lati opera e
l'esigenza di essere sempre al passo con le nuove
normative, ai corsi tecnici, dai moduli per i neoassunti a
temi che coprono esigenze più ampie. Qualche curiosità?
Di quest'anno è, ad esempio, un corso per quadri e
dirigenti sulla Consapevolezza del ruolo. A tutti i
dipendenti è stato proposto un corso sul Codice Etico, altro
argomento cui la presidenza è particolarmente sensibile. A
livello di quantità, giusto per fornire un dato: nel 2010
sono state realizzate oltre 6.120 ore di formazione per
circa 240 dipendenti. Il percorso di ciascuno è
informatizzato, in modo da garantire una tracciabilità
della formazione sostenuta. Per quanto riguarda, invece,
la struttura: in generale, si parte da corsi più generici, per
arrivare a quelli avanzati, specifici e personalizzati. Ci
sono addirittura progetti ad personam, dedicati ad
esempio agli stagisti e studiati secondo le necessità, con
una parte di formazione in aula ed una di affiancamento
pratico. I docenti? Per lo più personale interno
specializzato. Due le aule ad hoc in cui si realizza la vera
e propria scuola di formazione. Una chicca? Al termine di
ogni corso di formazione, agli “studenti” è chiesto di
valutare la bontà del corso, con un questionario, che
permetta di tararne la qualità e migliorarla, ma
soprattutto, di sostenere un test. A dimostrazione
dell'importanza che si dà all'argomento, non si tratta di un
atto formale, ma di un vero e proprio esame: se non si
supera, si deve ripetere il corso. E non si può copiare...
www.lati.com
GOGLIO: OBIETTIVO QUALITÀ (DI VITA)
Quello degli imballaggi e del packaging è un mondo
affascinante, in cui si incontrano tradizione e
innovazione, rigore e creatività. La Goglio, con il suo
quartier generale di Daverio e gli insediamenti produttivi,
non solo in Italia, ma anche in varie parti del mondo, è
uno dei nomi più prestigiosi in questo settore e
rappresenta tutta la filiera. Formazione è quindi una
parola chiave per l'azienda, che nel 2010 ha festeggiato
il suo 160esimo. “Non solo in termini economici, di
sviluppo professionale e di competenze, ma soprattutto di
una crescita che va oltre la mera professione. Una
crescita personale, umana” ci racconta Stefano Gandini,
Responsabile della Formazione. Diversi i progetti
realizzati in home con continuità, ma anche in
collaborazione con strutture esterne come Enaip, per
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 21
FORMAZIONE
Formazione
www.goglio.it
Silvia Giovannini
Un marchio Daimler.
quanto riguarda argomenti
Dalla formazione una
specifici, quali l'uso del pc.
crescita che va oltre la
Per studiare i suoi percorsi,
mera professione:
Goglio punta decisamente
personale, umana.
sulle notevoli opportunità che
derivano dai finanziamenti,
nonostante i limiti della burocrazia. In azienda, quindi, si
concretizza una vera e propria scuola, grazie
all'intervento di docenti esterni, e basandosi su progetti
realizzati in collaborazione con Fondimpresa e
Fondirigenti. Due i percorsi recenti e particolarmente
sostanziosi: lean production e formazione linguistica.
Quest'ultima prioritaria per un'azienda che opera in ogni
parte del mondo e con partner internazionali. A parte,
iniziative mirate per i neoassunti, per i quali è studiato un
cammino di conoscenza sui vari ambiti (sicurezza,
qualità, codice etico, ecc.) con l'accompagnamento da
parte di un Tutor.
Il piano formativo è ricco e, accanto a corsi obbligatori,
ne prevede altri sui temi più disparati. E da qui, in
particolare si nota l'attenzione al patrimonio umano e la
sensibilità ad aspetti che vanno al di là della produzione.
Curiosa la proposta a tutto il personale di un corso per
smettere di fumare (caldamente consigliato!), che si sposa
con la scelta di preparare e distribuire un opuscolo
formativo di educazione alimentare. Una conferma del
valore attribuito alla formazione per quanto riguarda la
qualità: professionale, ma anche di vita.
Il mio Van. Il nuovo Vito.
Nuovo Vito. L’affidabilità di cui vantarsi.
Consumi ridotti e più rispetto per l’ambiente grazie alle nuove
motorizzazioni diesel CDI Euro 5 da 4 e 6 cilindri, al nuovo cambio
meccanico ECO Gear e alla disponibilità del Pacchetto
BlueEFFICIENCY. Motori da 70 kW (95CV) a 165 kW (224CV).
P.T.T. da 2800 a 3200 kg secondo le versioni e volume
di carico da 5,2 a 7,4 mc.
Concessionaria Mercedes-Benz Veicoli Commerciali - GAZZADA (VA) Via Gallarate 21, tel. 0332 877877 - www.ardena.it
Cariparma cresce nella provincia di Varese
Secondo l'osservatorio dell'istituto di credito, innovazione ed export guidano
la ripresa delle aziende varesine.
Il Gruppo Cariparma Crédit Agricole aumenta il suo presidio sul territorio
varesino. Si è infatti conclusa di recente, con il passaggio delle ulteriori 85
filiali, l'operazione di cessione degli asset da Intesa Sanpaolo al gruppo
controllato dalla Banque Verte che oggi rappresenta il settimo player
bancario a livello nazionale. Sono 3 le filiali cedute a Cariparma nella
provincia di Varese, per un totale di 13 agenzie, un Centro Private e un
Centro Imprese. Abbiamo incontrato Valerio Bottazzoli, Capo Regione
Nord Ovest della Banca, e a lui abbiamo chiesto un quadro della situazione
delle imprese varesine e delle iniziative che l'istituto bancario ha messo in
atto per proseguire sulla strada della ripresa.
Le imprese italiane stanno uscendo dalla crisi. Da maggio sono attive
le nuove regole dell'accordo Abi - Confindustria e Tesoro con una
proroga di sei mesi della sospensione dei debiti e un allungamento
delle scadenze. Cariparma si è attivata da tempo per sostenere le
aziende di fronte alla crisi e continua a favorirne i progetti di crescita.
L'ultima iniziativa a maggio di quest'anno.
"informazione pubblicitaria"
Sì, la fase ascendente dell'economia sembra finalmente essere arrivata e,
a questo punto, è importante non far mancare il sostegno alle imprese.
Le misure sistemiche, come quelle previste dalla nuova moratoria sono
certamente fondamentali. Cariparma aveva già aderito al precedente
accordo Abi - Confindustria - Ministero delle Finanze ma ancora prima
aveva voluto attivarsi autonomamente con misure a sostegno delle aziende
che affrontavano la crisi. Era luglio 2009 quando Cariparma lanciò sul
mercato il pacchetto anticrisi Cariparma Sipuò rivolto alle pmi. Le soluzioni
previste permettevano di rafforzare la struttura finanziaria e patrimoniale
e consolidare il debito attraverso un finanziamento dedicato, garantivano
la massima flessibilità nella gestione dei finanziamenti attraverso la sospensione
della quota capitale, con il pagamento della sola quota interessi per 12 mesi,
e sostenevano le esigenze di liquidità attraverso l'anticipo per conferimenti
dei soci delle Cooperative e dei Caseifici.
L'ultima iniziativa alla quale fa riferimento riguarda un plafond che è stato
stanziato a sostegno delle pmi italiane del valore complessivo di 1,3 mld di
euro. Sono oltre 8.800 le piccole imprese clienti del Gruppo che potranno
beneficiarne. Agricoltura e artigianato i settori favoriti ma ampio è il sostegno
garantito anche a commercio, industria e servizi. Nella provincia di Varese
sono 175 le aziende incluse nel progetto, per un totale di quasi 3,5 milioni
di euro stanziati sul territorio. Le aziende meritevoli, individuate in base al
rating interno e secondo quanto previsto dai parametri di Basilea 2, potranno
disporre immediatamente delle linee di fido già identificate e, elemento
di novità introdotto per il 2011, in presenza di garanzie consortili per
almeno il 50% sarà possibile una maggiorazione dell'importo erogato grazie
agli accordi in essere con i principali Confidi di categoria. Un supporto
concreto all'economia del territorio, dunque, che si articola in una gamma
di prodotti destinati a soddisfare le principali esigenze di liquidità: dai
finanziamenti a medio termine con piani di ammortamento mensili e/o
trimestrali alle linee di credito nella forma di anticipo su presentazioni di
portafoglio salvo buon fine o cambiali agrarie.Vorrei ricordare infine, come
Valerio Bottazzoli, Responsabile Regione Nord Ovest Cariparma
ulteriore segnale di vicinanza all'economia dei territori, la collaborazione
tra Cariparma e i consorzi di garanzia fidi legati alle principali associazioni
di categoria, tra cui Unionfidi, Artigianfidi, Eurofidi: si tratta di iniziative
importanti per sostenere le iniziative di sviluppo delle imprese.
Quali i principali progetti delle aziende varesine? I temi di innovazione
e internazionalizzazione sono sentiti dalle imprese del territorio?
Dall'osservatorio di Cariparma, quali sono i settori maggiormente
interessati all'una o all'altra direttrice?
Gli industriali della provincia di Varese dimostrano forte attenzione agli
investimenti che riguardano innovazione e internazionalizzazione.
L'export in particolare, principalmente quello europeo che continua a
confermarsi in crescita, contribuisce in modo deciso a rendere positivi
i dati e le previsioni per questo 2011.
I settori maggiormente coinvolti sono quello aeronautico, quello
dell'abbigliamento, concentrato principalmente nel distretto Gallaratese,
il settore meccanico e quello della lavorazione della gomma e delle materie
plastiche. Varese, del resto, è ben strutturata per supportare le varie
iniziative in corso, con osservatori di eccellenza (es. L.I.U.C. di Castellanza).
UNIVERSITA’
Università Cattaneo
Due mesi e mezzo
per trovare lavoro
Sono stati 507 i neo-laureati festeggiati quest’anno dalla LIUC alla conclusione del percorso di studio.
Una festa per loro, che cha coinvolto come sempre parenti e amici.
N
quest’anno il diploma di laurea, di cui 309
el suo ventennale, l’Università Carlo
Per i laureati LIUC laureati in Economia Aziendale; 120 in
Cattaneo - LIUC ha rinnovato anche
quest’anno l’appuntamento con Laureati in Festa, un’attesa media di Ingegneria Gestionale; 78 in Giurisprudenza.
Sono in tutto 106 i laureati che hanno
dedicato ai neo-laureati, con la consegna dei
soli due mesi e
conseguito il massimo dei voti con lode. Insieme
diplomi.
mezzo per
“Mettere gli studenti al centro - ha spiegato il
a loro, hanno ricevuto l'attestato 4 laureati che
l’inserimento nel
rettore Andrea Taroni - è da sempre uno dei
mondo del lavoro. hanno proseguito gli studi conseguendo il
nostri obiettivi primari e la giornata che
Dottorato di ricerca in Gestione Integrata
dedichiamo ogni anno ai nostri neolaureati ne è
d’Azienda. L’evento, che si è svolto alla
un esempio tangibile, perché mette in risalto il
presenza di numerose autorità del mondo
valore del titolo che questi giovani hanno acquisito, ma
politico ed imprenditoriale, è stato un’occasione per
ancora di più, quello dell'esperienza che hanno vissuto,
mettere l’accento sulle tante peculiarità dell’Università
fatta di studio, ma soprattutto di occasioni di crescita
Cattaneo: in particolare, il profilo dei neo-laureati si rivela
personale e di vita di relazione che si concretizza
ancora in controtendenza rispetto a quello degli altri
attraverso i periodi trascorsi all'estero, gli stage in azienda,
laureati italiani e più in generale rispetto alla situazione
la partecipazione alle associazioni studentesche ed alle
del Paese, con un’attesa media di soli due mesi e mezzo
attività sportive. Un anno, questo, particolarmente denso di
per l’inserimento nel mondo del lavoro.
“Quella degli ultimi anni - ha osservato il presidente della
significato, dato che l'Università Cattaneo taglia il
LIUC, Paolo Lamberti - è stata una crisi che non ha avuto
traguardo dei suoi primi 20 anni. C’è la soddisfazione per
nulla di congiunturale. E’ stata una crisi che ha
il cammino percorso, ma ancora di più, il piacere di
spacchettato e ricomposto con altri tasselli il puzzle sia
verificare l’orgoglio con cui i nostri laureati si fregiano del
della suddivisione internazionale del lavoro, sia della
marchio Made in LIUC”.
In particolare, sono stati 507 i giovani che hanno ricevuto
classificazione delle aree in crescita in contrapposizione a
24 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
UNIVERSITA’
Università Cattaneo
quelle in recessione o in stasi. La conoscenza di altri paesi,
di altri mercati, di altre regole e di altre culture è perciò un
altro dei tasselli sui quali si fonda la preparazione che
impartiamo ai nostri allievi. Attraversiamo un’epoca di
grandi e veloci cambiamenti. Dobbiamo prestare molta
attenzione all’investimento che facciamo sui nostri giovani.
Non possiamo commettere errori. Non dobbiamo lasciare
l’istruzione all’improvvisazione”. (M.L.)
Terza edizione “H&A Master in management per il settore aeronautico”
Prende il via alla LIUC la terza edizione del master universitario di secondo livello in Management per il settore
aeronautico. Domande di partecipazione entro il 22 luglio.
In coerenza con i fabbisogni espressi nell'ambito del Distretto Aerospaziale Lombardo, prende il via presso l'Università
Carlo Cattaneo-LIUC la terza edizione del master universitario di secondo livello “Helicopter & Airplane - Master in
management per il settore aeronautico”, sostenuto dalle imprese del settore, che, in stretta collaborazione con l’Unione
Industriali e con l’Università, hanno messo a punto il programma con l’obiettivo di fornire ai partecipanti una
preparazione tecnico-gestionale specifica per il settore aerospaziale.
Destinatari del master sono giovani neolaureati in ingegneria aeronautica, aerospaziale, meccanica, elettronica e
gestionale. Saranno ammessi a partecipare i giovani neolaureati selezionati su tutto il territorio nazionale attraverso
screening dei curricula, assessment e colloqui.
Il master si svolgerà da ottobre 2011 a luglio 2012 per una durata complessiva di 9 mesi full time articolati in 500 ore
di aula (presso l'Università Carlo Cattaneo - LIUC) e 500 ore di stage presso le imprese del settore.
Le domande di partecipazione dovranno essere inviate seguendo la procedura on line sul sito dell’Università Carlo
Cattaneo-LIUC entro il 22 luglio 2011. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi direttamente all’Università
Cattaneo (Telefono: 0331 572329 - 572374 E-mail: [email protected]).
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 25
VITA ASSOCIATIVA
Vita associativa
Credere
nell’industria per il
futuro del territorio
L’appello del presidente uscente Michele Graglia
durante l’Assemblea Generale 2011 dell’Unione
Industriali, a cui si sono affiancati il saluto del neo
presidente Giovanni Brugnoli, la testimonianza
dell’imprenditore “umanistico” Brunello Cucinelli e le
conclusioni della presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia.
26 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
D
ue frasi che riassumono non solo la cronaca di
un evento, ma gli intenti che hanno mosso
un’intera presidenza: “Ritrovare il senso di un
cammino che ci vede protagonisti”, “Ridisegnare la
nostra comune identità di imprenditori”. Senso e
identità. Nell’aprire l’ultima Assemblea Generale
dell’Unione degli Industriali della Provincia di
Varese da lui presieduta, Michele Graglia spiega il
significato di queste due parole che non sono
semplici concetti, ma veri e propri punti cardine del
suo mandato caratterizzato dal “senso di un
impegno nell’impresa che diventa necessariamente
impegno per la società”. A cui si accompagna
“l’identità dell’imprenditore nel riscoprire e adattare
al momento attuale, e soprattutto al futuro, i valori
del costruire, dell’organizzare, dell’innovare”.
L’appartenenza ad un mondo, quello dei titolari
d’impresa, che non può rimanere chiuso su se
stesso, ma che deve sentire il peso della
responsabilità nei
confronti di un’intera
L’Unione Industriali ha
comunità. Dopo gli
sondato insieme a Ipsos incitamenti ad
l’immagine che
“Industriarsi per il
futuro”, a “Ripartire”
l’industria ha sul
territorio e il ruolo che i e alla “Metamorfosi”,
questa volta
cittadini le
l’imperativo che
attribuiscono.
Graglia propone alla
platea di
MalpensaFiere composta circa 1.000 persone, tra
imprenditori e autorità, è quello di “Crederci”. Di
credere soprattutto nella possibilità di saper
“rinnovare quel contratto sociale che è alla base
dello sviluppo dell’impresa nel territorio”. È il
legame che quest’ultimo ha con la propria industria,
VITA ASSOCIATIVA
Vita associativa
il tema dell’Assemblea. Un legame di cui
Michele Graglia:
è stata sondata la tenuta attraverso delle
accelerare l’uscita dalla crisi, lavorando
interviste che l’Unione Industriali ha svolto “L’impresa manifatturiera è congiuntamente per il bene del nostro
troppo spesso vista come
insieme a Ipsos tra la popolazione del
territorio”. Grande attenzione, dunque,
un elemento di archeologia alle giovani generazioni. Non fosse altro
Varesotto. Casalinghe, professionisti,
industriale”.
per il fatto che “voler lavorare è un
giovani laureati, operai e sacerdoti che
desiderio così raro che andrebbe
vivono in una terra dove esiste una media
incoraggiato”, dice Graglia citando Abraham Lincoln.
di 9 imprese manifatturiere per chilometro quadrato,
Un grande politico del passato usato per lanciare un
contro le 5 della Lombardia e le 2 che si registrano a
messaggio alla classe politica del presente. “Che deve
livello nazionale; dove una persona ogni tre lavora
rifuggire - secondo Graglia - l’incapacità di definire e
nell’industria; dove più di un terzo della ricchezza è
sostenere le priorità, la continua tentazione del rinvio,
legata alla manifattura. Eppure, denuncia Michele
l’inadeguatezza delle scelte per ridurre gli sprechi e
Graglia, “c’è, a livello generale, nella percezione della
gente, la sensazione che la realtà dell’impresa, soprattutto
tagliare le spese improduttive, anche a costo
nella sua dimensione manifatturiera, appartenga al
dell’impopolarità”. Temi su cui l’Italia sconta un ritardo
“aggravato dal fatto che la politica troppo spesso
passato”. Come se l’industria fosse “un capitolo chiuso”.
Ancor peggio: “Frammento ingombrante di archeologia
sembra parlare d’altro”. Risultato: “Un Paese dalle virtù
industriale”. Una sensazione presente soprattutto tra i
private che devono fare i conti con i vizi collettivi”.
ragazzi. Da qui la sfida per i prossimi anni. Michele
Come in una sorta di “irresponsabilità portata a sistema”
dove solo “pochi pagano per gli errori commessi”.
Graglia lo dice chiaramente agli imprenditori: “Dobbiamo
trasmettere alla nuove generazioni l’entusiasmo per ciò
Anche perché ancor di meno sono coloro che “si sentono
collettivamente responsabili”. Sul senso di responsabilità,
che l’industria significa, per l’opportunità che porta con
fa intendere Michele Graglia, gli imprenditori devono
sé”. È qui che avviene simbolicamente il passaggio di
consegne con Giovanni Brugnoli, eletto poche ore prima
essere diversi, devono saper fare la differenza.
dall’Assemblea presidente dell’Unione Industriali per il
Dopo pochi minuti sarà lo stesso Brunello Cucinelli a far
prossimo quadriennio. Su questo punto, sulla sfida di un
da megafono del concetto durante l’intervista condotta
legame che le imprese devono recuperare con le più
dal giornalista Gianfranco
giovani generazioni “non ho dubbi che Brugnoli saprà
Fabi. L’imprenditore, a
La sfida: “Dobbiamo
ben indirizzare le attività dell’Unione”, dice Graglia. E
capo dell’omonimo gruppo
far capire ai giovani
come intende farlo lo stesso Brugnoli lo accenna nel suo
umbro dedito alla
l’importanza che
intervento di saluto: “Dovremo interagire con le altre
lavorazione del cachemire,
l’industria può avere
associazioni del territorio, con le forze sindacali e
sottolinea come all’interno
per il loro futuro”.
istituzionali, con il sistema del credito per cercare di
della sua impresa “ogni
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 27
VITA ASSOCIATIVA
Vita associativa
Brunello Cucinelli:
due mesi facciamo un’assemblea per
dalle conclusioni della presidente di
“La crisi attuale è il
parlare dei problemi del mondo e di come
Confindustria, Emma Marcegaglia: “Cessino
i
possiamo migliorare”. La ricetta per
resoconto economico e conflitti e la delegittimazione continua tra
riuscirci? “Bisogna avere il coraggio di
poli e all’interno dei poli: non se ne può
civile di come
volere i giovani e di saperli ascoltare”. Solo
abbiamo vissuto negli più, c’è un grande senso di stanchezza”. Il
così per Cucinelli si può essere
riferimento, neanche tanto implicito, è alle
ultimi venti anni”.
contemporanei ed avere le armi giuste per
reazioni politiche, in certi casi stizzite, agli
uscire da una crisi che “è il resoconto
appunti fatti in occasione dell’Assemblea di
economico e civile di come abbiamo vissuto negli ultimi
Confindustria di qualche giorno prima: “Deve essere
accettata la critica costruttiva anche verso chi ha
venti anni”. Non è solo questione di produttività, relazioni
sindacali, indici economici e
statistici. L’imprenditore
umanistico (una volta si sarebbe
detto illuminato) cita
Sant’Agostino (“La crisi ci può
far migliorare”), Marco Aurelio
(“Vivi e datti pace”), Boezio
(“Possiamo prendere la vita un
pochino meglio avendo più
rispetto per gli altri? Sì”). E alla
fine la conclusione è la stessa
del concetto che fa da filo
conduttore alla relazione di
Graglia: “Occorre dare un
grande valore al territorio e ai
giovani”.
La politica però, deve dare il
buon esempio. Il monito arriva
Il Rendiconto delle attività dell’Unione
L’assetto associativo con la descrizione dei Gruppi merceologici, del Comitato Piccola Industria,
del Gruppo Giovani Imprenditori e dei vari organi. La rappresentatività con la consistenza
associativa, le presenze istituzionali e l’azione di Confindustria. La struttura operativa e gli enti
collegati con le iniziative di Spi Srl, Provex, Confidi Lombardia, Espansione Srl, Varese
Investimenti Spa ed Energi.Va. Come da tradizione parte da qui il Rediconto 2011 sulle attività
dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese distribuito durante l’Assemblea Generale
che si è svolta a MalpensaFiere. Un volume di 180 pagine che raccontano un anno, il 2010,
passato al fianco delle imprese. Dopo la parte introduttiva, riassumibile in un “Chi siamo”, si
passa alla seconda parte dedicata al contesto di riferimento. In pratica al “Dove operiamo” con
la descrizione dell’economia locale varesina, l’andamento congiunturale, quello occupazionale
e il bilancio sul commercio internazionale. Segue la parte più corposa, quella relativa alle
azioni portate avanti dalla struttura dell’Unione Industriali sul fronte della competitività delle
imprese. Il “Cosa facciamo”. Un’attività a 360 gradi che va dall’opera di informazione a quella
di formazione, passando per le tematiche del lavoro, della sicurezza, del fisco, dell’energia, del
credito, del territorio e dell’ambiente. Per arrivare alla parte di ricerca, innovazione e qualità e
all’internazionalizzazione. A chiudere il quadro ci sono le azioni per la competitività del territorio, quelle che l’Unione Industriali
porta avanti in qualità di attore sociale, con lo scopo di sostenere l’economia della provincia e svilupparne il capitale sociale. Gli
studi e le ricerche; le relazioni con il mondo dell’istruzione, con le organizzazioni sindacali e le altre associazioni imprenditoriali; la
valorizzazione del territorio attraverso l’azione di sensibilizzazione delle istituzioni sull’insufficienza infrastrutturale: questi gli
esempi più significativi a cui si affianca l’intensa attività legata all’Università Carlo Cattaneo - LIUC e a quella editoriale legata a
Varesefocus e alle pubblicazioni di storia industriale.
(D.C.)
28 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
responsabilità nelle
Emma Marcegaglia alla
istituzioni, anche per
politica: “Cessino i
decidere cosa possiamo
conflitti e la
fare” è la precisazione di delegittimazione
Marcegaglia che
continua tra poli e
aggiunge: “Anche così si
all’interno dei poli”.
può uscire da una
situazione nella quale
l’Italia da quindici anni ha una crescita del Pil inferiore
dell’1% rispetto agli altri Paesi europei concorrenti. Non
bisogna avere paura di dire le cose che non vanno”.
Anche perché la sfida, per quanto riguarda la provincia
di Varese, accomuna sia gli imprenditori, sia la politica:
“Quella - dice Graglia prima di congedarsi dalla guida
dell’Unione Industriali - di mantenere giovane il
territorio. Quella di saper far entrare in circolo la
modernità. Quella di dare al territorio, ai giovani, alle
imprese ed a tutti coloro che lo desiderano, una
prospettiva”. Applauso. Ora tocca a Giovanni Brugnoli.
Davide Cionfrini
VITA ASSOCIATIVA
Vita associativa
www.univa.va.it
Le aziende premiate
Se l’obiettivo era quello di mettere in evidenza il legame che unisce il territorio varesino alla propria industria, la dimostrazione
empirica di questo stretto rapporto è arrivata dalla premiazione delle imprese con cento anni di attività e di quelle associate da 50, 40
e 30 anni. Sia per il numero (in totale sono state 31), sia per i nomi saliti quest’anno sul palco. Ancora una volta l’Assemblea Generale
dell’Unione Industriali è stata l’occasione per consegnare i tradizionali riconoscimenti a quelle attività imprenditoriali che scrivono ogni
giorno la storia economica del Varesotto. Imprese piccole e grandi. Più o meno conosciute. Tutte con un elemento in comune: quello
della costanza e della tenacia. Che per la provincia sono sinonimo di ricchezza e benessere.
Le imprese premiate per i 100 anni di attività: Fantoni Luigi & C. Sas, Lamberti Spa, Novartis Farma Spa, Whirlpool Europe Srl, Isef Srl,
Prodotti Orco Spa Società Alimentare Helvetia.
Per i 50 anni di associazione all’Unione Industriali: Forgiatura
Marcora Srl, Giuseppe Bellora Spa, Industrie Grafiche Servi Spa,
Omnia Stampi Srl.
Per i 40 anni di associazione all’Unione Industriali: Cesare
Cerana Industriale Spa, F.I.A.S. Srl Fonderie Italiane Acciai Speciali
R. Caironi, Ilfas Srl, Impresa di Pulizia Luigi Pellegrini Srl, L.M.P.
Fluorcarbon Srl, Norden Sas di Bandini Maria, Officina Meccanica
Fratelli Bertolotti Srl, Rettificatrici Ghiringhelli Spa.
Per i 30 anni di associazione all’Unione Industriali Carrozzeria
Marazzi Spa, Essebi Srl a Socio Unico, Gimatex Industriale Srl,
Parasacchi Srl, Repi Spa, Ritorcitura Bardelli Gianfranco Srl, Rotex
Srl, Tecnimed Srl, Tessitura Asnaghi Gian Maria & C Srl, Tistamp
di Cipolletta Antonino, V.T.E. Srl, Veropiz Srl.
(D.C.)
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 29
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Trenord, il trasporto ferroviario
si muove su binari nuovi
Dal 1° maggio scorso il servizio su ferro in
Regione Lombardia è passato nelle mani di un
nuovo soggetto: la new.co ha preso in carico le
operazioni curate fino ad oggi da Trenitalia e Le
Nord. Obbiettivo: maggiore flessibilità d'esercizio
e migliore qualità.
I
TERRITORIO
Territorio
Express che collega le stazioni di Milano Cadorna e
Milano Centrale con l’aeroporto internazionale, a
prezzo di mercato. Con 2.200 corse e oltre 650.000
viaggiatori al giorno, la rete ferroviaria lombarda è tra
le più frequentate d'Europa. Con la nuova società
sarà attuata una progressiva e completa unificazione
dei treni dei due rami (Trenitalia e Le Nord) che fino
ad oggi avevano regole e titoli di viaggio (biglietti e
abbonamenti) molto diversi.
La società unica per il trasporto locale in Lombardia è
stata costituita 21 mesi fa con l’obiettivo di aumentare
la puntualità, ridurre le
soppressioni, migliorare
la pulizia e il decoro dei Fra il 2001 e il 2011
treni e dunque la qualità sono stati acquistati 107
nuovi treni e 16 nuove
complessiva del
viaggio. Alla stesura
locomotive per un
dei contratti di servizio,
investimento di oltre
l’impegno assunto nei
1.080 milioni di euro.
l trasporto locale in Lombardia cambia. A inizio
maggio l'intera attività ferroviaria regionale e
suburbana è passata alla nuova compagnia Trenord:
l'alleanza "temporanea" Trenitalia-LeNord è diventata
un matrimonio. La nascita della nuova compagnia
completa il processo di regionalizzazione del Trasporto
Pubblico Locale, avviato nel 2009 con la nascita di
Trenitalia-LeNord s.r.l., che gestiva i due rami
d'azienda di Trenitalia e di Le Nord dedicati al
segmento regionale. La nuova società diventa invece
un operatore ferroviario a
tutti gli effetti, titolare della
L’assessore regionale alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo
licenza operativa che
costituisce la "sintesi" del
bagaglio d'esperienza e
delle competenze delle
aziende da cui ha tratto
origine.
La società gestisce l'intero
trasporto locale
lombardo, 42 linee regionali
e 10 suburbane nel territorio
regionale, a cui si aggiunge
il servizio diretto Malpensa
La società gestisce
l'intero trasporto locale
lombardo, 42 linee
regionali e 10
suburbane nel territorio
regionale, a cui si
aggiunge il servizio
diretto Malpensa
Express.
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 33
TERRITORIO
Territorio
confronti del committente pubblico Entro il 2015 la flotta sarà 800 mila viaggiatori, con l'intento
Regione Lombardia - e quindi con tutti i
costituita per oltre 2/3 da di arrivare a un 1 milione. Un
clienti, era di mantenere su ogni linea
incremento sostenibile
treni con età inferiore ai
un indice di puntualità ai cinque minuti
grazie all'investimento già realizzato
10 anni, in linea con le
superiore al 75% dei treni nelle ore di
(pari a 1.080 milioni di euro) e a quello
migliori esperienze
punta, e all’85% per tutta la giornata.
programmato con Trenord sul nuovo
internazionali.
Obiettivi - dicono i vertici - pienamente
materiale rotabile». Negli ultimi 15 anni
raggiunti nel corso del 2010: puntualità
Regione Lombardia ha investito oltre 5
media intera giornata 88,4% e nelle ore di punta
miliardi di euro sulle infrastrutture ferroviarie. Fra il
82,9% (+1% sul 2009), soppressioni medie giornaliere
2001 e il 2011 sono stati acquistati 107 nuovi treni e
19,5 (pari allo 0,9% dei treni circolanti), con una
16 nuove locomotive per un investimento di oltre
riduzione del 30% rispetto alla media del 2009, 90%
1.080 milioni di euro. «In questi mesi - ha aggiunto
dei treni (282 su 330) già soggetti a interventi di
nel giorno della presentazione l'ad di Trenord
ristrutturazione e di ripristino del decoro. Oltre al
Giuseppe Biesuz - abbiamo lavorato per ottimizzare i
settore del trasporto pubblico locale, Trenord è titolare
processi industriali, ridurre gli sprechi e le inefficienze,
anche del servizio - ereditato da Le Nord - di
con il solo obiettivo di migliorare le condizioni del
conduzione dei treni Eurocity OBB-DB in territorio
servizio offerto ai nostri clienti. Così oggi siamo in
italiano: i macchinisti della compagnia regionale
grado di annunciare un piano di investimenti in nuovi
lombarda sono quindi parte del primo operatore
treni per 250 milioni completamente in
ferroviario passeggeri in regime di concorrenza (anche
autofinanziamento». Si tratta infatti di nuovi treni che
se a questo punto lo stesso ha anche una quota di
la Lombardia acquisterà con proprie risorse e avrà a
partecipazione di Trenitalia, di fatto ancora
disposizione. «Le procedure di gara - ha concluso
monopolista nel trasporto a lunga percorrenza).
Biesuz - partiranno nelle prossime settimane. Entro il
Il core business, però, rimane il trasporto regionale.
2015, la nostra flotta sarà costituita per oltre 2/3 da
L'obbiettivo non è solo migliorare, ma anche
treni con età inferiore ai 10 anni, in linea con le
aumentare la quota di trasporto pubblico, in una
migliori esperienze internazionali». I treni in servizio e
Regione con una mobilità molto elevata e con la
quelli consegnati in
necessità sempre crescente di alleggerire le insufficienti
futuro vestiranno la
infrastrutture stradali. «Da qui al 2015 - spiega
nuova livrea verdeNel 2010, puntualità
l'assessore regionale ai trasporti Raffaele Cattaneo
bianco e grigia con il
media intera giornata
- vogliamo incrementare il numero attuale dei
logo Trenord in biancopari a 88,4% e nelle ore
viaggiatori di almeno il 30% nell'area suburbana e del
rosso o verde-rosso
di punta 82,9%;
20% a livello regionale, secondo gli obiettivi individuati
secondo le diverse
soppressioni medie
dal Patto per il TPL, passando da 650 mila almeno a
declinazioni previste.
giornaliere 19,5 (pari
La decisione di creare
allo 0,9% dei treni
un operatore unico a
circolanti).
livello regionale
partecipato in modo
paritetico da società FS e soggetto regionale (Le Nord)
è una delle possibili scelte per gestire il trasporto
locale. Questo ha scelto la Lombardia, coerentemente
con il percorso fatto fino ad ora: il fidanzamento tra la
"statale" Trenitalia e la lombarda Le Nord è diventato
matrimonio, approdo del "modello lombardo" nella
ridefinizione dei servizi. «Possiamo affermare - ha
spiegato entusiasta il presidente della Regione Roberto
Formigoni - che con questa nuova società ci siamo resi
protagonisti di un processo molto coraggioso e
innovativo, in cui dalla Regione è partito un percorso
virtuoso in grado di mettere a disposizione dello
Stato le proprie risorse. La nascita di Trenord è l'inizio
del percorso, non la conclusione».
Roberto Morandi
34 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
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TERRITORIO
Territorio
VOLANDIA…
‘SPAZIALE’!
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amminare tra pianeti e satelliti, esplorare nuovi
nelle ex-Officine
mondi e come un astronauta
percorrere i corridoi della Stazione
Oltre a provare l'emozione di
Spaziale Internazionale (SSI, la
pilotare un 339 delle Frecce
stazione dedicata alla ricerca scientifica
Tricolori o salire a bordo di un
che si trova in orbita bassa terrestre e
gigantesco elicottero Agusta
che ha l’obiettivo di sviluppare e testare
AW139, a Volandia è possibile
tecnologie per l'esplorazione spaziale):
conoscere il sistema solare e
è questa la nuova esperienza che i
l’universo con i suoi segreti e,
visitatori possono vivere a Volandia, il
forse, i suoi abitanti.
Parco e Museo del Volo che ha sede
36 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
Aeronautiche Caproni a Somma
Lombardo (direzione Castelnovate),
dove dal 2 giugno è stato aperto al
pubblico il nuovo padiglione dedicato
allo spazio: 1.600 metri quadri di
area allestita a tema.
Oltre a provare l'emozione di pilotare
un 339 delle Frecce Tricolori o salire a
bordo di un gigantesco elicottero
Agusta AW139, a Volandia è dunque
possibile conoscere il sistema solare e
TERRITORIO
Al Parco e Museo del Volo dal 2 giugno è
aperto il padiglione dedicato agli oggetti che
popolano l’universo. Planetario, sala 3D,
ologrammi, “lavori spaziali” e la
ricostruzione del suolo lunare e marziano.
l’universo con i suoi segreti e, forse, i suoi
abitanti. Da Nettuno a Plutone passando per
Marte, Venere, Giove e Mercurio fino agli
asteroidi e alle comete si può “vivere” il sistema
solare, scoprire i satelliti, e conoscere le aziende,
gli scienziati e le missioni, con contributi audio e
video dedicati.
A completare il padiglione anche un Planetario,
l’ologramma dello Shuttle, la sala 3D dove vivere
l’emozione di visitare la Stazione Spaziale
Internazionale, la ricostruzione del suolo lunare e
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 37
TERRITORIO
Territorio
marziano e la
possibilità di simulare
un ‘lavoro spaziale’
per sentirsi veri
astronauti.
Curatore scientifico
del nuovo
allestimento è Ernesto
Vallerani: laureato in ingegneria aeronautica al
Politecnico di Milano e al California Institute of
Technology, è tra i massimi esperti del settore ed ha
preso parte alle missioni Spacelab e Columbus Orbital
Facility della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Il Padiglione si avvale del contributo dell’Agenzia
Spaziale Italiana (ASI) con la quale si prevedono
collaborazioni per l’offerta didattica dedicata alle
scuole, delle aziende aerospaziali del gruppo
Finmeccanica, ESA (Agenzia Spaziale Europea) e
Si può “vivere” il sistema
solare, scoprire i satelliti, e
conoscere le aziende, gli
scienziati e le missioni, con
contributi audio e video
dedicati.
38 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
Compagnia Generale per lo Spazio (CGS Spa).
(M.L.)
Indirizzo:
Volandia Parco e Museo del Volo - Area ex Officine
Aeronautiche Caproni
Via per Tornavento, 15 Case Nuove, 21019 Somma
Lombardo (VA). Parcheggio gratuito
Il Parco e Museo è accanto all’aeroporto di Malpensa ed
è anche raggiungibile a piedi dal Terminal 2 in 10 minuti.
Contatti:
INFOLINE 0331 230007 - www.volandia.it
Orari di apertura:
Da aprile a ottobre: da martedì a venerdì, dalle ore 10.00
alle ore 18.00 - sabato, domenica e festivi dalle ore 10.00
alle ore 19.00.
Volandia, Parco e Museo del Volo
Guardati intorno, i muri sono intrisi di storia, di sogni, di futuro… sei a Volandia, dove un percorso affascinante ti
immerge nella storia dell’aeronautica mondiale, con un focus sulle aziende e i personaggi che hanno segnato la
storia della provincia di Varese, la provincia con le Ali, e di tutta l’industria lombarda e nazionale.
Nel corso degli anni grandi aziende produttrici di velivoli, come la stessa Caproni, l'Agusta, l'Aermacchi, la Siai
Marchetti, hanno dato lustro al nostro territorio e creato un
vero distretto del volo, cui l’aeroporto di Malpensa appartiene.
Il percorso è suddiviso in cinque aree - le forme del volo, ala
fissa, ala rotante, area modellismo e convertiplano - e racconta
la conquista dell’aria, dai voli pionieristici in mongolfiera ai
primi velivoli di inizio XIX secolo fino al convertiplano, perfetta
fusione tra volo verticale ed orizzontale.
Il Parco e Museo del Volo è anche dotato di ampie zone
coperte e scoperte dedicate ai bambini, con spazi per ogni
fascia d’età. Per i più grandi, invece, la zona simulatori, la
biblioteca, l’archivio storico consultabile online, la sala
convegni e proiezioni. Nel Volandia Store potrai trovare tutti i
gadget e le mascotte del parco e museo, oltre a molti articoli
meravigliosi. Infine il Flight Cafè è pensato per ristorarti nei
tuoi momenti di sosta.
A Volandia il sogno e il gioco del volo si uniscono.
TERRITORIO
Territorio
TERRITORIO
Territorio
I capolavori del MAGA
fanno grande Gallarate
Inaugurato nel marzo 2010, il museo di via De Magri ha raccolto e ampliato la collezione della Civica
Galleria d’Arte Moderna diventando un punto di riferimento a livello nazionale.
40 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
Nel 1949 la prima edizione dall’esibizione di arte contemporanea
n gioiello dell’arte contemporanea nel
del Premio Nazionale Arti
cuore di Gallarate: il MAGA di via De
“Flash 80 - L’universo camaleontico
Visive Città di Gallarate,
Magri, a poco più di un anno
degli anni Ottanta” e dalla personale di
dall’inaugurazione, è già diventato un
Carsten Nicolai. Da novembre dello
nato con lo scopo di
punto di riferimento culturale per tutto il
scorso anno fino a febbraio 2011 il
raccogliere opere per una
territorio della regione e una realtà museale collezione dedicata all’arte
MAGA ha ospitato “Cosa fa la mia
tra le più ricche e vitali a livello nazionale. Il contemporanea.
anima mentre sto lavorando?”,
nome e la struttura del Museo d’Arte di
un’esposizione di opere contemporanee
Gallarate sono nuovi di zecca, ma le sue
appartenenti alla Collezione Paolo
origini sono antiche: risale al 1949 la prima edizione del
Consolandi; al termine della mostra 38 opere, tra cui
Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, nato
capolavori di Fontana, Manzoni, Castellani, Fabro e
proprio con lo scopo di raccogliere opere per una
Anselmo, sono state concesse in deposito alla struttura
collezione dedicata all’arte contemporanea. Dopo i primi
gallaratese fino a giugno del 2012. Dal marzo di
otto concorsi, tutti i lavori acquisiti andarono a costituire la
quest’anno, infine, la mostra “L’anima del Novecento”
Civica Galleria d’Arte Moderna, fondata da Silvio Zanella
dedicata ad Alberto Giacometti, con sculture, dipinti e
nel 1966, che continuò poi a essere alimentata negli anni
disegni del celebre artista svizzero. Altrettanto ricco il
in coincidenza con le nuove edizioni del Premio.
programma dei prossimi mesi: giovedì 30 giugno sarà
Nel novembre 2009 il salto di qualità: il Comune di
inaugurata la personale “Alchemica” di Roberto Floreani,
Gallarate e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
e nell’occasione saranno esposte anche due opere della
diventano soci fondatori della Fondazione Galleria d’Arte
giovane artista americana
Moderna e Contemporanea “Silvio Zanella”, ente
Sam Moyer, che
destinato a gestire il nuovo Museo. Il 19 marzo 2010 la
entreranno poi a far parte 5.000 opere che riflettono
tutte le tendenze dell’arte
solenne inaugurazione della nuova sede, con una grande
del patrimonio del museo
contemporanea,
mostra in omaggio ad Amedeo Modigliani in occasione
fino al 2012.
dall’astrattismo all’arte
dei 90 anni dalla morte dell’artista: un successo di critica
Prima ancora del suo
e di pubblico che porterà più di 42.000 persone a
patrimonio artistico, a
figurativa del secondo
Gallarate. È l’inizio di un’attività intensa e ricca di
colpire il visitatore del
dopoguerra, fino all’arte
soddisfazioni: nel primo anno di apertura il MAGA, sotto
MAGA è comunque
multimediale e al design
la direzione da Emma Zanella, ha attirato oltre 70.000
l’aspetto esterno:
dagli anni Cinquanta ai
visitatori grazie alle sue mostre temporanee e alla
l’innovativa e
Novanta.
collezione permanente, formata da più di 5000 opere,
che riflette tutte le tendenze dell’arte contemporanea,
dall’astrattismo all’arte figurativa del secondo dopoguerra,
fino all’arte multimediale e al design dagli anni Cinquanta
ai Novanta.
Tra gli artisti rappresentati, grandi nomi come Carrà,
Sironi, Guttuso, Del Bon, De Rocchi, Treccani, Morlotti,
Munari, Arnaldo e Gio Pomodoro, ma anche i giovani e
già celebri Cecchini, Borghi, Calignano o Moro e le opere
video di Marcel.lì Antunez Roca, Bianco-Valente, Alice
Cattaneo. A questi pezzi va aggiunta una ricca collezione
di opere di grafica, ampliatasi negli anni fino a
comprendere 1.711 beni, e gli oltre 20.000 libri d’arte
che fanno parte del
patrimonio della
Nel novembre 2009
biblioteca museale.
Comune di Gallarate e
Molte e di grande
Ministero per i Beni Culturali
successo le esposizioni
organizzate fino a oggi: danno vita alla Fondazione
Galleria d’Arte Moderna e
dopo la mostra di
Contemporanea “Silvio
Modigliani, le sale del
Zanella”, ente destinato a
Museo sono state
impegnate
gestire il nuovo Museo.
U
Anno XII - n.5/2011
TERRITORIO
Territorio
- VARESEFOCUS 41
TERRITORIO
Territorio
scenografica sede di via De
Magri, progettata dallo Studio
Pandakovic e Associati e
realizzata dagli architetti Maria
Luisa Provasoli, Pier Michele
Milano e Carlo Moretti, occupa
un’area di circa 5.000 mq. Il
complesso architettonico è
formato da due corpi edilizi
comunicanti: il primo nasce dalla
ristrutturazione di un fabbricato
industriale degli anni Trenta,
mentre il secondo, caratterizzato
dalla forma curvilinea che
abbraccia la piazza centrale, è
stato appositamente progettato
per il museo. Gli spazi interni
sono estremamente adattabili e
flessibili, in linea con la filosofia
Oltre 70.000 visitatori
annui grazie alla
collezione permanente e
alle mostre temporanee.
Unione Industriali e MAGA: una convenzione a favore di lavoratori e imprese
Da un lato il MAGA, con la sua architettura e i suoi servizi, intende aprirsi al mondo dell’impresa ritenendo di poter essere
luogo privilegiato di incontro tra cultura e cultura d’impresa. Dall’altro, l’Unione Industriali riconosce che l’aspetto creativo,
osservato o praticato, è un terreno ricchissimo per stimolare il talento d’impresa. Del resto, l’incontro tra l’espressione
artistica e la mentalità d’impresa dà impulso a molti segmenti dell’attività creativa.
Con queste premesse, Maga e Unione Industriali hanno sottoscritto una convenzione che, prevedendo condizioni favorevoli
per l’accesso alla struttura museale da parte delle imprese e dei lavoratori, si propone di favorire l’incontro tra realtà diverse
e tuttavia così attive e importanti per la crescita umana e del territorio quali il mondo delle imprese e quello dell’arte.
La convenzione prevede in particolare:
- MAGA praticherà ai titolari, soci e dipendenti delle imprese associate all’Unione Industriali (oltre che ai dipendenti della
stessa) una riduzione del 30% circa sul biglietto d’ingresso alle mostre temporanee e alla collezione permanente del
museo;
- MAGA praticherà, per le principali mostre temporanee, una riduzione del 70% circa sul biglietto d’ingresso per pacchetti
d’acquisto superiori a 200 biglietti, a favore di titolari, soci e dipendenti delle imprese associate all’Unione Industriali;
- a richiesta di imprese associate all’Unione Industriali, il MAGA potrà organizzare incontri introduttivi e visite guidate alle
principali mostre temporanee, con costi e organizzazione da concordare;
- MAGA potrà proporre workshop creativi e momenti formativi specifici per singole imprese. Una linea culturale e operativa
del museo è infatti quella di trarre temi e spunti per il lavoro dal colloquio con i responsabili delle risorse umane delle
imprese, facendo convergere la proposta di workshop verso le idee, le necessità, le produzioni e gli argomenti più urgenti
che ruotano intorno ad ogni singola e specifica realtà produttiva;
- MAGA si renderà disponibile, con costi e organizzazione da concordare, ad ospitare eventi aziendali nella cornice museale
quali, ad esempio: visite guidate a porte chiuse; aperitivi e colazioni di lavoro; cene di gala; eventi corporate; serate speciali
per ricorrenze aziendali e simili; convegni; conferenze stampa; presentazioni ed incontri. (M.L.)
42 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
Prima ancora del suo
del museo, che si
patrimonio artistico, a
propone al pubblico
come una struttura
colpire il visitatore del
dinamica, rigorosa
MAGA è l’aspetto esterno:
nella ricerca artistica
l’innovativa e scenografica
ma al tempo stesso
sede di via De Magri.
orientata al
coinvolgimento del
pubblico; l’obiettivo dichiarato è quello di vivere l’arte
come valore fondante, ma anche come motore vitale
dell’economia locale. Una rappresentazione visiva di
questo concetto si ha nel MAGA Bar progettato dall’artista
catalano Marti Guixé, che accoglie i visitatori in un
grande intreccio di panche e tavoli per simboleggiare (e
stimolare) le interazioni culturali e sociali con il pubblico e
la realtà circostante.
Diversi anche i progetti collaterali e le attività didattiche
sviluppate dalla direzione del museo. Tra le iniziative più
recenti c’è la collaborazione con l’accademia di Belle Arti
“Aldo Galli” di Como per dare vita a un percorso di
avvicinamento all’arte contemporanea e ai suoi processi
creativi, attraverso visite guidate alla collezione, e per
promuovere il Premio Next Arts riservato ai giovani artisti
delle Accademie italiane e agli studenti dell’ultimo anno di
liceo artistico. Proprio nei giorni scorsi si è chiuso inoltre il
bando di concorso per la partecipazione a “Un cerchio
perfetto”, l’iniziativa che mette la piazza circolare
antistante il museo a disposizione di giovani artisti e
performer per la realizzazione di progetti espositivi di
breve durata. Ma nel primo anno di vita del Museo
l’attività non si è mai fermata: 70 tra conferenze e
dibattiti, quasi 400 laboratori didattici che hanno coinvolto
oltre 20.000 bambini e ragazzi, tra cui i Maga Extralab
(quest’anno dall’11 luglio al 9 settembre) per occupare
anche la stagione estiva, e il sabato e la domenica la
ludoteca per famiglie
Ludod’arte. Senza
L’obiettivo dichiarato è
contare la
quello di vivere l’arte
partecipazione attiva a
come valore fondante,
tutte le manifestazioni
ma anche come motore
culturali che hanno
vitale dell’economia
coinvolto la città di
locale.
Gallarate, dal Filosofarti
a Duemilalibri passando
per il Festival Jazz; il prossimo appuntamento è quello di
settembre con Tec Art Eco, il festival itinerante di arte
elettronica e sperimentazione visiva e acustica.
Eugenio Peralta
TERRITORIO
Territorio
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TERRITORIO
Territorio
Territorio
Storie di caffé
In occasione del 150° dell’Unità d’Italia il Museo
della Ceramica Giuseppe Gianetti di Saronno
propone una mostra che ha come tema la Storia
del caffé nel territorio nazionale.
L
a passione che gli italiani hanno per il caffè è cosa
risaputa ed è noto anche che il caffè tostato
“all’Italiana” rende unica questa bevanda. Quasi
ogni Paese, del resto, ha il suo modo di gustarlo ma,
in Italia, ci sono ben dieci modi di prepararlo:
normale, corretto, lungo,
ristretto, cappuccino,
Nel 1700 la moda di
shakerato, macchiato,
bere il caffè esplose,
mocaccino, decaffeinato,
marocchino e forse non è
unitamente a quello
finita qui.
del tè e della
I primi contenitori per il
cioccolata, tanto che
caffè, già in uso anche per
offrire una bevanda
il tè, erano piccole
calda era considerato
coppette, simili a dei
un atto della migliore
portauovo, il cui uso risale
ospitalità.
ai tempi delle crociate. Il
nome arabo era “tassa” e
da lì la derivazione di tazza. I primi servizi preziosi
da caffè hanno origine turca e furono realizzati ad
Istanbul intorno al 1400 quando comparvero le prime
“tasse” in porcellana. Dal ‘600 in poi, quando la
diffusione del caffè raggiunse l’Europa, furono imitate
da produttori francesi, tedeschi, inglesi e italiani
applicando naturalmente l’estro e il gusto dei singoli
Paesi. I servizi da caffè divennero sempre più
raffinati e preziosi ed era un fatto di censo poterli
presentare agli ospiti. Verso il 1750 la tazza con
relativo piattino diventa la formula più classica per
servire il caffè. A Saronno, nel Museo della
Ceramica Giuseppe Gianetti, è stata inaugurata lo
scorso 28 maggio, (chiusura mostra 31 luglio), in
occasione del 150° dell’Unità d’Italia, una mostra che
Fino al 31 luglio, in mostra le produzioni di
manifatture quali: Alba Docilia Albisola, Albisola
Casa Dell’arte Manlio Trucco, Antonibon Nove,
B.M.C. Sesto Fiorentino, Capodimonte, Ginori,
Laveno, Civita Castellana, G.Bonato Bassano.
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 45
TERRITORIO
Territorio
ha come tema: “Storie di Caffé - Servizi da caffé dal
‘700 al ‘900 in Italia”, attraverso i servizi di
porcellana prodotti dalle rinomate manifatture italiane,
con uno sguardo particolare a quelle del territorio
varesino.
Il caffè ha da secoli accompagnato un momento
piacevole della giornata e la classica tazzina, con tutti
i suoi rituali diversi, è diventato uno dei simboli del
nostro Paese. “In Italia - racconta la curatrice della
mostra, Mara De Fanti - si inizia a parlare del rituale
del caffè a Venezia attorno alla metà del 1600 e le
industrie di maiolica e poi di porcellana si
adoperarono per proporre servizi sempre di alto
livello. Nel 1700 la moda di bere il caffè esplose,
46 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
unitamente a quella del tè e della cioccolata, tanto
che offrire una bevanda calda era considerato un atto
della migliore ospitalità”.
In mostra al Museo sono esposte circa 150 ceramiche
italiane dal XVIII al XX secolo con manifatture quali:
Alba Docilia Albisola, Albisola Casa Dell’arte Manlio
Trucco, Antonibon Nove, B.M.C. Sesto Fiorentino,
Capodimonte, Ginori, Laveno, Civita Castellana,
G.Bonato Bassano, solo per citarne alcune. Sono
presenti servizi di importanti artisti tra cui Giò Ponti,
Guido Andlovitz, Ambrogio Pozzi e Ugo La Pietra.
I Veneziani, dunque, furono i primi ad importare la
gustosa bevanda ma all’inizio il costo era molto alto e
solo le persone facoltose potevano permetterselo, tanto
che i grani erano venduti in farmacia. Poi ci fu “il
libero mercato” e con la concorrenza il costo divenne
fruibile per molti. II
Sono presenti servizi di prodotto divenne simbolo
di amicizia, ospitalità e
importanti artisti tra
amore. Sempre agli inizi
cui Giò Ponti, Guido
del ‘700 gli innamorati
Andlovitz, Ambrogio
presero l’abitudine di
Pozzi e Ugo La Pietra. inviare alle fanciulle
vassoi ricolmi di
cioccolata e caffè. In Francia il caffè fu introdotto nel
1644 da alcuni mercanti marsigliesi provenienti
dall’Oriente ma non incontrò subito il favore del
pubblico poiché ritenuto di sapore troppo amaro.
L’inconveniente, se così si può chiamare, fu risolto con
l’abitudine di zuccherarlo.
In Germania ritardò qualche anno a entrare nelle
abitudini quotidiane perché era la birra a farla da
padrona, ma anche qui, ben presto, le due bevande
convissero piuttosto bene. Oltre Manica fu un
negoziante inglese, Eduard Daniel, di ritorno da un
viaggio in Oriente nel 1652, ad introdurre il caffè,
offrendolo come novità ai suoi amici e formando in
seguito addirittura un club del caffè per gustarlo nelle
esclusive tazzine di porcellana che lo rendevano così
aromatico e gradevole. Riguardo alle tazzine, la storia
parla anche di alcune realizzate in modo da impedire
ai baffi dei gentiluomini di “intingersi” e nel corso dei
secoli questa piccola “tassa” ha subito molte mode:
dal barocco e rococò allo stile impero, dal liberty fino
ad arrivare alle nostre tazzine contemporanee. La
porcellana, resta comunque la regina incontrastata
per preservare l’aroma di questa bevanda che rende
la pausa un momento unico nella giornata.
Maria Grazia Gasparini
SCIENZA
Scienza
Riecco il buco
nell’ozono
Gli scienziati, a cominciare dagli anni '80, hanno raccolto prove
convincenti che la diminuzione della concentrazione dell'ozono
stratosferico sia da collegare alla immissione nell’atmosfera di sempre
maggiori quantità di un gruppo di composti chimici, i clorofluorocarburi
(CFC), noti col nome commerciale di “freon”.
egli ultimi mesi particolari condizioni Negli ultimi mesi
particolar modo, è un vero e proprio
particolari condizioni
meteorologiche che si sono venute a
killer dell’ozono.
meteorologiche sopra il Poiché la massa fredda polare presenta
creare sopra il Polo Nord hanno causato
una riduzione della quantità di ozono
delle protuberanze è successo più di
Polo Nord hanno
nell’atmosfera come mai si era rilevato
una volta che essa si sia protratta fin
causato una riduzione
prima. Lo ha annunciato l’Agenzia
della quantità di ozono sull’Europa, Italia settentrionale
Spaziale Europea, elaborando i dati
nell’atmosfera come mai compresa. “Verso la fine di marzo –
raccolti dal satellite Envisat. Il record di
hanno spiegato i ricercatori del
si era rilevato prima.
minimo è stato causato da venti
Laboratoire Atmosphères, Milieux- la
insolitamente forti, noti come “vortice
riduzione dell’ozono atmosferico era
polare”, che hanno isolato la massa atmosferica sul
sceso del 40%”.
Polo Nord, impedendole di mischiarsi con aria più
Perché è così importante l’ozono? Per diversi motivi,
calda delle medie latitudini. Ciò ha fatto sì che le
ma uno in particolare: esso agisce da filtro alle
masse d’aria stagnanti al Polo si raffreddassero
radiazioni ultraviolette che arrivano dallo spazio,
notevolmente. In queste condizioni e colpita dalla luce
proteggendo gli organismi viventi sulla Terra. I raggi
del Sole, l’aria ha rilasciato, soprattutto nella parte
ultravioletti possono essere dannosi per la vita e per
più bassa della stratosfera a circa 20 km dalla
l’uomo in particolare possono aumentare il rischio di
superficie, atomi di cloro e bromo, derivati dai
tumori della pelle e di malattie agli occhi. Inoltre viene
clorofluorocarburi prodotti dall’uomo. E il cloro, in
alterata la attività fotosintetica delle piante terrestri e
N
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 47
SCIENZA
Scienza
Contrariamente a
di quelle acquatiche, con conseguenze che
produrlo fino ad oggi.
quanto ci si aspettava, Quel che colpisce in tutto questo
interessano tanto la produzione di alimenti
quanto quella dell'ossigeno.
ossia una chiusura del comunque, è il fatto che da quando si è
Gli scienziati, a cominciare dagli anni '80,
buco nell’ozono sopra studiato il buco nell’ozono a partire
hanno raccolto prove convincenti che la
il Polo Nord, in realtà dagli anni Settanta, si è quasi sempre
diminuzione della concentrazione
fatto riferimento a quello esistente al
esso è andato via via
dell'ozono stratosferico sia da collegare alla
Polo Sud. Mai aveva fatto notizia un
aumentando.
immissione nell’atmosfera di sempre
buco nell’ozono nell’emisfero
maggiori quantità di un gruppo di composti
settentrionale. E oltretutto a partire
chimici, i clorofluorocarburi (CFC), noti col nome
dagli anni Novanta le misure prese avevano portato a
commerciale di “freon”. Questi composti gassosi
far sperare che il buco del polo meridionale si
venivano impiegati come solventi, refrigeranti,
sarebbe richiuso senza ulteriori danni all’atmosfera.
propellenti per gli spray, per la produzione di materie
Ed infatti, si è arrivati ad un massimo di dimensioni
plastiche espanse e per altri usi, perché “inerti”. In
tra il 2005 e il 2008, quando ha raggiunto una
altri termini sono tanto stabili da non interagire
superficie di 30 milioni di chilometri quadrati (circa
chimicamente con i materiali con cui vengono a
10 volte l’Italia), dopo di che è iniziata la chiusura
contatto. Ma la loro stabilità fa si che essi si
che dovrebbe riportare le condizioni di normalità al
diffondano fin nella stratosfera dove la radiazione
di sopra del Polo Sud entro il 2050- 2060.
ultravioletta del Sole li scompone liberando cloro
Ma a partire dalla primavera del 1992,
monoatomico. Il cloro, attraverso una serie di reazioni
inaspettatamente, al di sopra del Mar Glaciale Artico,
chimiche, agisce sull'equilibrio tra ozono e ossigeno
veniva misurata per la prima volta una diminuzione
facendo diminuire la concentrazione dell'ozono. Il
della concentrazione dell'ozono pari a circa il 30% di
cloro agisce come un catalizzatore, ossia entra nella
quella esistente durante il resto dell'anno. La
reazione chimica, ma alla
situazione però è rimasta quasi invariata per circa 15
fine rimane inalterato e
anni e ciò faceva sperare che non dovessero esserci
ritorna
in
circolazione.
Si
contraccolpi ulteriori. Contrariamente a quanto ci si
Importante è ricoprire
calcola
che
un
solo
atomo
aspettava, però, ossia una chiusura del buco
le parti esposte al Sole
di
cloro
può
distruggere
nell’ozono anche sopra il Polo Nord, in realtà esso è
con creme protettive,
fino
a
100.000
molecole
andato via via aumentando negli ultimi anni,
soprattutto per chi vive
di ozono prima di essere
raggiungendo l’apice in questi ultimi mesi.
in Italia settentrionale,
trasformato in HCl e
In attesa di capire se il fenomeno si fermerà o se
più colpita rispetto al
diventare inattivo come
continuerà nel suo sviluppo è importante prendere
resto della penisola.
catalizzatore.
provvedimenti pratici quali, ad esempio, coprire molto
Le ricerche hanno portato
bene le parti esposte al Sole con creme protettive,
alla scoperta che, nel processo di demolizione
soprattutto chi vive in Italia settentrionale, perché più
dell'ozono, sono importanti anche le nubi
colpita rispetto al resto della penisola.
Luigi Bignami
stratosferiche polari (PSC dall'inglese Polar
Stratospheric Cluds) che compaiono periodicamente
durante l'inverno a circa 20 km di quota dove la
temperatura può scendere sotto gli 80° sottozero.
THE HOLE IN THE OZONE LAYER IS BACK
Sulla superficie dei cristalli di ghiaccio che formano le
nubi stratosferiche avvengono reazioni chimiche che
Scientists have gathered convincing evidence that the reduction of
scindono i composti inerti del cloro, rilasciando
the ozone layer is connected to the ever increasing emissions of a
quest’ultimo nell’atmosfera.
group of chemical compounds, known as chlorofluorocarbons,
Per porre rimedio a tutto ciò, nel 1987 venne firmato
into the atmosphere. Over the last few months, particular weather
il protocollo di Montreal, un trattato internazionale
conditions over the North Pole have caused a reduction in the
sottoscritto da 191 nazioni con il quale si sarebbero
impegnate a ridurre la quantità di sostanze che
quantity of ozone in the atmosphere which has never been
interessano la distruzione dello strato di ozono. Il
witnessed before. The important thing is to use protective sun
trattato venne firmato il 16 settembre ed entrò in
creams when exposed to the sun. This is particularly true for those
vigore il 1º gennaio 1989. In realtà, da questi Paesi
who live in northern Italy which is more severely affected than the
non è più stato più prodotto, anche se altri, che non
rest of the country.
avevano firmato il protocollo, hanno continuato a
48 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
LIUC: l’Università
per le imprese
Nata nel 1991 per iniziativa
dell’Unione degli Industriali
della Provincia di Varese.
L’Università Carlo Cattaneo – LIUC ha sede a
Castellanza nella provincia di Varese dove
sono presenti le più importanti imprese produttive del panorama nazionale. Quindi per
genesi e collocazione, la LIUC mantiene costanti relazioni con le imprese e gli ordini professionali, consentendo un adeguamento dei
corsi di laurea alle esigenze del mondo del lavoro. L’intitolazione a Carlo Cattaneo ha il significato di un omaggio al grande pensatore
che ha avuto l’intuizione di accostare, ai tre
elementi della scienza economica classica –
materie prime, capitale e lavoro – l’intelligenza e la volontà degli uomini, riconoscendo
così la centralità del ruolo dell’imprenditore
all’interno del sistema economico.
L’Università e il territorio circostante
La provincia di Varese offre una straordinaria cornice di rilievi alpini e paesaggi lacustri. Il territorio è caratterizzato da 64.402
imprese, di cui 10.373 attive nell'industria
manifatturiera. L'export rappresenta circa il
34% del valore aggiunto. Gli occupati sono
pari a 374.000 unità.
2
La sede dell’Università è a 15 km da Milano
lungo l’autostrada e la linea ferroviaria che
collegano Milano e l’aeroporto di Malpensa.
Dal cotonificio
al campus universitario
L’Università Carlo Cattaneo – LIUC si trova
in un’area complessiva di 81.000 mq sulla
quale insistono antichi e prestigiosi edifici
che hanno ospitato sin dalla fine del 1800 il
Cotonificio Cantoni, storica azienda tessile.
Il recupero degli edifici industriali è stato realizzato su progetto dell’architetto Aldo Rossi,
Premio Pritzker d’Architettura, che, rispettando l’architettura originaria, ha reinterpretato in chiave moderna l’utilizzo degli spazi.
Il complesso immobiliare si sviluppa su due
ampie aree divise dalla strada statale del
Sempione, vecchio tratto, e collegate da un
sottopasso pedonale.
Lo studente al centro
L’uomo, la vera risorsa
strategica delle imprese.
Sulla centralità dell’uomo si gioca la capacità di indirizzare e gestire i cambiamenti e
le trasformazioni del sistema economico
mondiale.
L’Università Cattaneo ha colto l’esigenza di
rispondere a una domanda precisa: favorire
lo sviluppo della cultura aziendale e preparare professionisti d’impresa. Con l’attività
didattica e di ricerca, si pone l’obiettivo di
formare manager che sappiano sintetizzare
in un’ottica globale le singole analisi degli
specialisti per una visione unitaria del progetto formativo.
Infatti, ulteriore caratteristica fondamentale
è la forte integrazione tra i diversi insegnamenti che avviene evidenziando e sviluppando i punti di contatto tra le varie
discipline, in modo da valorizzare la visione
unitaria dell’impresa e perseguire il massimo
delle sinergie possibili.
Questo per rispondere alla domanda degli
studenti, delle famiglie e del mondo del lavoro con un percorso di studio di maggior valore e qualità, capace anche di valorizzare i
contributi personali e stimolare gli studenti a
sviluppare abilità e qualità comportamentali.
Attività di tutoraggio
Obiettivo è di offrire un sostegno nell’affrontare lo studio di alcune discipline, attraverso
il chiarimento dei concetti chiave, ma anche
nella ricerca del metodo di studio più appropriato. Ciascuna facoltà gestisce in maniera
autonoma il servizio stesso, proponendo incontri individuali o di gruppo, soprattutto in
base alle richieste degli studenti.
Skills & Behaviour:
alla LIUC si impara a volare
Conoscere i propri punti di forza e quelli di
debolezza per prepararsi a spiccare il volo nel
mondo del lavoro e della vita, acquisendo abilità di carattere trasversale. Questo percorso
è una novità assoluta nel panorama universitario italiano a cui hanno già partecipato
1.508 studenti. I partecipanti vengono aiutati
a far emergere le proprie abilità (skills) attraverso metodi innovativi di apprendimento,
oggi utilizzati soprattutto nel quadro della formazione manageriale e post universitaria. Ciò
li porterà a padroneggiare abilità comportamentali (behaviour) diverse da quelle acquisite durante l’attività didattica tradizionale.
3
L’offerta formativa
Corsi di laurea e laurea magistrale,
Master universitari,
Dottorati di ricerca.
Facoltà di Economia
Il corso di laurea fornisce una solida preparazione di base a 360 gradi nel campo delle
discipline economiche e di impresa.
Con la laurea magistrale, gli insegnamenti
sviluppano un apprendimento integrato e
all’avanguardia di conoscenze e abilità funzionali all’esercizio immediato di ruoli specialistici fondamentali per la gestione delle
imprese e per le libere professioni. Gli studenti acquisiscono una base di competenze
indispensabile per assumere nel tempo
posizioni e responsabilità direttive.
I percorsi consigliati della laurea
in Economia aziendale
Management e imprenditorialità
Per sviluppare conoscenze e competenze
tecniche e metodologiche in tutte le aree funzionali dell’azienda e acquisire sensibilità ai
valori dell’innovazione e dell’imprenditorialità.
Made in Italy and global markets
Tutti gli insegnamenti del terzo anno di
4
corso sono tenuti in lingua inglese. Per approfondire il funzionamento dei mercati globali e le relative problematiche competitive
e gestionali.
Amministrazione e finanza
Per acquisire competenze di natura finanziaria, contabile e di controllo di gestione indispensabili per un efficiente governo delle
imprese e per operare con profitto sui mercati finanziari.
Psicologia e sociologia
per la gestione aziendale
Per integrare nella formazione economica i
principi e le metodologie della scienza psicologica e sociologica, e allo scopo di migliorare il processo decisionale.
Diritto ed economia d’impresa
(in collaborazione con
la facoltà di Giurisprudenza)
Per integrare le conoscenze economiche con
gli strumenti giuridici indispensabili ad ottimizzare le scelte operative alla luce dei vincoli posti dalla normativa.
I percorsi consigliati della laurea
magistrale in Economia aziendale
Economia e direzione d’impresa
Approfondisce conoscenze in ambito economico aziendale per affrontare le problematiche d’impresa secondo una visione
integrata e completa, orientata al cambiamento e all’innovazione.
Amministrazione aziendale
e libera professione
Approfondisce gli aspetti amministrativocontabili, giuridici e fiscali per affrontare le
complessità aziendali in qualità di consulenti
e operatori d’impresa.
Banche, mercati e finanza d’impresa
L’approccio multidisciplinare permette una
conoscenza della gestione degli intermediari
finanziari, delle strutture dei mercati finan-
ziari, dei portafogli di titoli e consente di operare nell’ambito della gestione finanziaria ordinaria e straordinaria d’impresa nonché
direttamente sui mercati finanziari.
Marketing
Il percorso sviluppa capacità analitiche, di
diagnosi strategica e operative, estese ai
diversi settori industriali e dei servizi, pubblici e privati, per affrontare problematiche strategiche e operative di marketing e
delle vendite.
International business management
(corso in lingua inglese)
Il percorso approfondisce conoscenze in
ambito economico - aziendale, matematico
- statistico e giuridico, per affrontare problematiche aziendali sviluppando un’attitudine alle strategie di internazionalizzazione
del business.
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L’offerta formativa
Corsi di laurea e laurea magistrale,
Master universitari,
Dottorati di ricerca.
Facoltà di Giurisprudenza
In base al decreto ministeriale del 25 novembre 2005, il corso di laurea e laurea
magistrale in Giurisprudenza è ora un percorso unico di cinque anni finalizzato al
conseguimento della laurea magistrale.
L’Università Cattaneo ha realizzato un programma formativo nuovo nel panorama italiano, in quanto, oltre alla preparazione nei
principali saperi dell’area giuridica, è prevista una solida formazione in ambito economico ed economico aziendale, per mettere
i laureati in condizione di analizzare lo scenario economico, sociale e giuridico del nostro Paese anche in un’ottica internazionale.
I percorsi consigliati della laurea
magistrale in Giurisprudenza
Economico e diritto d’impresa
Si caratterizza per un’efficace compresenza
di discipline giuridiche ed economicoaziendali e si rivolge in particolare a coloro
che sono interessati ad intraprendere la
professione di giurista d’impresa, che si oc6
cupa, da consulente esterno o interno all’azienda stessa, di offrire un supporto rispetto alla contrattualistica e ad eventuali
controversie ad essa collegate.
Internazionale e comparato
Forma un giurista capace di inserirsi in organizzazioni internazionali ed europee, in studi
legali o in imprese internazionali e in grado
di confrontarsi con i sistemi legislativi dei singoli Paesi, con il diritto comunitario europeo
e degli altri organismi sovranazionali.
Penale e criminologico
Il percorso prevede una presenza, accanto
alle discipline più tradizionali, di insegnamenti che forniscono strumenti di immediata
spendibilità nel settore penale e in particolare criminologico.
Gli studenti potranno così entrare in contatto
con il mondo delle cosiddette scienze forensi, ausilio per reperimento, conservazione
e analisi delle prove di un reato.
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L’offerta formativa
Corsi di laurea e laurea magistrale,
Master universitari,
Dottorati di ricerca.
Facoltà di Ingegneria
Come tutti gli ingegneri, anche il gestionale
è un progettista di soluzioni, ma con una caratteristica distintiva: ha a che fare non solo
con la tecnologia da utilizzare nel processo,
ma anche con le persone che fanno parte di
un’organizzazione e che sono interessate
alla realizzazione del processo stesso. La
formazione che si ottiene con la laurea
triennale consente già un rapido inserimento nel mondo del lavoro; con la laurea
magistrale vengono poi approfondite le
competenze necessarie per la progettazione dei processi produttivi e logistici.
I percorsi consigliati della laurea
in Ingegneria gestionale
Meccanico
Per operare scelte nella definizione delle caratteristiche dei mezzi di produzione e nel mantenimento dei mezzi di efficienza produttiva.
Tessile
Per rispondere alla forte concorrenza inter8
nazionale con una formazione tesa al nuovo
e al tecnologicamente avanzato.
Grafico-cartotecnico (Printing & packaging)
Per affrontare la gestione delle problematiche del settore, con l’acquisizione degli strumenti adatti per governare una tecnologia
altamente sofisticata ed in continua evoluzione per un’ampia gamma di prodotti.
ICT
(Information & communication technology)
Per approfondire competenze sul processo
di sviluppo di sistemi software di livello industriale per l’accesso a database via web
e la realizzazione di vari sottosistemi software, la loro validazione e integrazione.
Materie plastiche e gomma
È la formazione sui materiali e la comprensione delle tecnologie, della gestione dei sistemi produttivi, fino alle tematiche del
riciclo e recupero dei materiali polimerici,
fondamentali per la gestione ambientale ed
economica del ciclo produttivo. In questo
settore il nostro paese è leader mondiale.
I percorsi consigliati della laurea
magistrale in Ingegneria gestionale
Business consulting
Sviluppa le competenze per applicare le
metodologie dell’ingegneria alla gestione dei
servizi e rispondere all’evoluzione dell’economia mondiale verso la service science.
Chimica industriale
Per acquisire una competenza tecnica adeguata alle molteplici attività chimiche che sono
alla base del nostro tessuto industriale. Accanto ad un quadro generale, riguardante le
materie prime e i prodotti, gli aspetti energetici
e chimici, vengono presi in esame i processi tipici di questo settore industriale.
Energy management
Per integrare il fattore energia all’interno dei
processi produttivi aziendali. L’energy manager analizza i bisogni energetici, valuta le
possibili fonti energetiche per l’impresa, sia
tradizionali che alternative, massimizza l’efficienza energetica complessiva e valuta
l’economicità delle alternative d’acquisto.
Lean manufacturing
Si acquisiscono le competenze per applicare
concetti e tecniche per la semplificazione dei
processi manifatturieri, allo scopo di ridurre
ogni genere di spreco e utilizzare al meglio le
risorse disponibili.
Finanza d’impresa e mercati finanziari
(in collaborazione con la facoltà di Economia)
Ha l’obiettivo di approfondire le conoscenze
economico-finanziarie secondo la prospettiva dell’impresa e quella del mercato con un
approccio applicativo per le funzioni finanziarie d’impresa o per le istituzioni d’intermediazione finanziaria operanti sul mercato.
International business management
(corso in lingua inglese in collaborazione con
la facoltà di Economia)
Gli insegnamenti totalmente in lingua inglese
sono offerti a una classe composta da studenti sia italiani che stranieri. Fornisce le
competenze e le conoscenze necessarie per
sfruttare le opportunità offerte dall’internazionalizzazione delle aziende e dalla globalizzazione dei mercati.
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L’offerta formativa
Corsi di laurea e laurea magistrale,
Master universitari,
Dottorati di ricerca.
Sinergia con il mondo delle imprese
In linea con lo stile dell’Università Cattaneo,
anche i master, al pari di tutti gli altri corsi,
sono stati progettati con il concorso delle istituzioni che compongono il mondo del lavoro
e, quindi, secondo i casi, con le imprese, le
istituzioni finanziarie, gli ordini professionali.
Master Universitari di 1° livello
• Merchant banking (IV edizione)
• Funzioni di coordinamento delle
professioni sanitarie – COPS (XVIII ed.)
• Clinical risk management – MACRIM (I ed.)
• Management delle relazioni bancarie
nel terzo settore – MARTES (I ed.)
Master Universitari di 2° livello
• Merchant banking (XI ed.)
• Assicurazioni, previdenza e assistenza
sanitaria obbligatoria e complementare
– MAPA (X ed.)
• Criminologia forense – MACRIF (VI ed.)
• Governo clinico per la medicina
interna – CGM (II ed.)
• Gestione e organizzazione delle
strutture ospedaliere – MAGOSO (I ed.)
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• Master in diritto delle biotecnologie (II ed.)
• Helicopter & Airplane Master – H&A
(Management per il settore aeronautico)
(III ed.)
• Direzione, amministrazione, finanza
e controllo di gestione – CFO (II ed.)
• Health technology assessment
e management delle strutture
sanitarie – HTEAM (I ed.)
• Risk management e gestione
della qualità in sanità (I ed.)
• Management per dirigenti di struttura
complessa – MADISCO (I ed.)
Dottorati di ricerca
Corsi triennali post-laurea finalizzati alla formazione di giovani ricercatori con competenze
specialistiche.
Dalla LIUC dipende in esclusiva il Dottorato
in Gestione integrata d’azienda.
Sono inoltre attive tre iniziative in consorzio
con altre università italiane nelle discipline:
• Diritto comparato
• Economia e management della tecnologia
• Scienze economiche
La ricerca
Innovarsi per affrontare
orizzonti competitivi.
Il rating e il ranking dei risultati della ricerca
delle Università italiane mettono in evidenza
la qualità del lavoro sviluppato dall’area di
LIUC ricerca.
Gli esiti dell’ultima valutazione operata dal
Comitato di Indirizzo per la Valutazione della
Ricerca (CIVR) nel 2006, pongono la LIUC
nell’area della scienze economiche al decimo
posto per qualità in Italia, e al secondo tra le
23 strutture di piccola dimensione. La LIUC si
dimostra dunque all’avanguardia in questa
particolare area di ricerca.
Nell’ambito dei Programmi di Ricerca
Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale
(PRIN), la LIUC ha poi ricevuto importanti finanziamenti dal Ministero dell’Università e
della Ricerca. Tra i progetti si ricordano:
Governance e valutazione dell’università:
politiche pubbliche e management
Modellizzazione, simulazione e sperimentazione di reti logistiche innovative per la
gestione dei farmaci nella sanità
Le dimensioni dell'imprenditorialità nei
settori maturi: un approccio resource and
knowledge-based.
La LIUC partecipa anche ad altri progetti attualmente in corso come:
• Socrate
ruolo della conoscenza nelle reti tra imprese distrettuali
Tra i progetti europei:
• Endeavour
formazione all’imprenditorialità
• Vico
venture capital e private equity
• REFOCUS
valorizzazione dei lavoratori senior
• Award
sicurezza negli impianti chimici
• Man Made
studio delle reti complesse
• Harmonisation of private international
law and external relations in family and
succession matters
codificazione del diritto internazionale
La LIUC contribuisce al rapporto Generare
classe dirigente, sintesi delle attività di ricerca, approfondimento e dibattito sviluppate
ogni anno dall’Associazione Management
Club insieme alla LUISS.
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Per quanto riguarda l’attività di ricerca condotta da centri, laboratori, osservatori e unità
di studi, la LIUC si caratterizza per i numerosi
ambiti nei quali si conducono le attività:
• CEPA: Centro di ricerca sulla pubblica amministrazione – Direttore: Renato Ruffini
• CARED: Centro di ateneo per la ricerca
educativo-didattica e l’aggiornamento dei
docenti – Direttore: Michele Puglisi
• CERST: Centro di ricerca per lo sviluppo
del territorio – Direttore: Sergio Zucchetti
• CETIC: Centro di ricerca per l’economia e
le tecnologie dell’informazione e della comunicazione – Direttore: Aurelio Ravarini
• CREMS: Centro di ricerca in economia e
management in sanità e nel sociale – Direttore: Davide Croce
• CRMT: Centro di ricerca sui trasporti e sulle
infrastrutture – Direttore: Anna Gervasoni
• CERMEC: Centro di ricerca sul management e sull’economia della cultura –
Direttore: Fernando Alberti
• C-LOG: Centro di ricerca sulla logistica –
Direttore: Fabrizio Dallari
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• CRC: Centro di ricerca sul crimine –
Direttore: Massimo Picozzi
• CERICO: Centro di ricerca sulla complessità – Direttore: Giuseppe Scifo
• CERCA: Centro di ricerca sul cambiamento
e apprendimento organizzativo – Direttore:
Gianfranco Rebora
• Lab#ID: laboratorio sulla radio frequency
identification – Direttore: Luca Mari
• Archivio del cinema industriale
e della comunicazione d’impresa
– Direttore: Anna Maria Falchero
• Unità di studi interdisciplinari per l’economia sostenibile – Direttore: Dipak R. Pant
• Unità di studi su tecnologia e innovazione – Direttore: Raffaella Manzini
• Unità di studi sull’etica – Direttore:
Massimo Folador
• LIUC innovazione e brevetti – Direttore:
Sara Giordani
• Osservatorio Private Equity Monitor –
PEM®
• Osservatorio settoriale sulle RSA
• Osservatorio Performance PA
• Lean Club
La formazione
Sviluppo e aggiornamento
delle professionalità.
Con il marchio LIUC formazione sono proposti percorsi incentrati sui fabbisogni specifici, individuati e attivati su commessa
diretta oppure attraverso l’accesso a finanziamenti pubblici (regionali, comunitari, fondi
interprofessionali, ecc.) che permettono ad
imprese, amministrazioni o associazioni di
fruire di attività formative parzialmente o interamente gratuite.
L’Università Cattaneo, grazie alle sue strette
relazioni con il mondo delle imprese, della
pubblica amministrazione e delle professioni,
si pone come un punto di riferimento per lo
sviluppo e l’aggiornamento delle diverse professionalità nell’area del management.
La varietà delle competenze dei docenti,
che apportano contributi sia dall’attività didattica che da quella di ricerca, consente
di approfondire un’ampia gamma di tematiche nell’ottica di costruire insieme al manager il programma di formazione più
rispondente alle proprie esigenze di sviluppo delle competenze.
Per quanto riguarda i corsi finanziati, l’Università si avvale dell’utilizzo di fondi interprofessionali per progetti territoriali, quali ad
esempio l’Executive master per dirigenti di
PMI finanziato da Fondirigenti e quello per
Middle manager finanziato da Fondimpresa.
L’offerta si completa con una serie di corsi a
catalogo, che sviluppano tematiche come
programmazione e controllo, strategia, contabilità, organizzazione del lavoro, logistica.
Tra le iniziative più recenti, il primo percorso di
company academy, dedicato ai giovani manager della Lindt & Sprüngli e il nuovo Master in
management della Piccola e Media Impresa,
in collaborazione con la Piccola Industria di
Confindustria. E ancora, la Kart Factory by
Jmac, in cui i partecipanti vivono l’esperienza
di lavorare su una linea di assemblaggio reale
e l’Advanced Leadership Lab, che comprende
attività outdoor e indooor.
La formazione offerta si rivolge anche a professionisti, con corsi di preparazione all’esame
di stato, e di aggiornamento per avvocati e dottori commercialisti ed esperti contabili.
Ultimamente si è sviluppato anche un corso
di preparazione all’esame di abilitazione per
consulenti del lavoro ed un percorso di formazione finanziata per il personale degli
studi professionali.
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Un percorso
internazionale
Arricchire il proprio curriculum
con un’esperienza all’estero
è una possibilità concreta.
I dati dell’anno accademico 2009/10 confermano la LIUC al primo posto per il numero
di scambi all’estero.
Mobilità studentesca
98 accordi in 37 Paesi, 138 studenti per
programmi di studio o stage all’estero, 153
studenti stranieri presso la LIUC. Un laureato
su tre partecipa ai programmi di mobilità.
L’offerta didattica in lingua inglese
Il terzo anno del corso di laurea triennale di
Economia e il corso di laurea magistrale International business management sono in
lingua inglese e gli studenti sono in classi
con docenti e studenti internazionali. Nella
facoltà di Ingegneria: 5 corsi tra il terzo anno
della laurea triennale e il primo anno della
laurea magistrale. Nella facoltà di Giurisprudenza: un semestre in lingua inglese e 5
corsi di indirizzo.
I programmi di doppio titolo
Doppi titoli in Economia e Ingegneria con università europee e extra-europee sia per la
laurea triennale che per la laurea magistrale.
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Il programma LLP/Erasmus
Offre oltre ai tipici programmi di scambio
anche altre opportunità come il progetto di
stage con borsa.
Internazionalizzazione per i docenti
Sono 53 i docenti che insegnano nei programmi in lingua inglese, di cui 44 interni e
9 stranieri. Sono 10 i docenti in progetti europei e internazionali.
Summer School
Brevi soggiorni all’estero durante l’estate con
lezioni tenute da docenti del posto e visite ad
imprese per una maggiore comprensione del
panorama produttivo. La LIUC è giunta alla
quinta edizione della Summer School China
presso la Fudan University di Shangai e
quarta edizione della Summer School Arizona presso l’Arizona State University.
È stato concluso un accordo con la University
of California di San Diego per corsi estivi di
lingua inglese.
Dallo studio
al lavoro
Valide esperienze
che facilitano l’inserimento.
Stage
La LIUC reputa importante che la formazione
in aula sia integrata con la partecipazione a
periodi di stage che sono offerti agli studenti
attraverso le strette relazioni con le imprese,
gli enti e gli studi professionali. Lo stage è il
primo reale contatto con il mondo del lavoro
e questa esperienza è la prima attività di un
percorso orientato all’inserimento nel mondo
del lavoro, attività specifica del Placement.
La filosofia della LIUC è stata ben compresa
dai suoi partner, infatti nel corso del 2010 gli
stage effettuati sono stati 873 con un aumento dell’8% rispetto al 2009. La LIUC, che
ha nell’offerta di stage uno dei suoi asset più
importanti, riesce ad assicurare a tutti gli studenti che ne fanno richiesta l’effettuazione
almeno di uno stage nel proprio ciclo di studi:
a tal fine ha sviluppato e consolidato i propri
contatti, stipulando anche apposite convenzioni con associazioni imprenditoriali. Nel
2010 sono state poste in essere ben 34
nuove convenzioni quadro con enti o istituzioni interessate ad agevolare gli stage e i tirocini nei confronti degli studenti e dei
laureati LIUC.
Placement
Nel costante rapporto tra l’Università e le imprese, il servizio Placement, dopo ogni sessione di laurea, segnala nominativi di laureati
in base alle necessità delle aziende e delle
istituzioni, che in alcuni casi chiedono di effettuare in Università recruiting di gruppo
(Assessment Center) prima dei colloqui selettivi individuali nelle loro sedi.
Nel 2010 si sono inserite, nella mailing list del
Placement 399 nuove imprese che, sommate
alle 4.200 precedenti, portano a oltre 4.500
il totale delle aziende operanti con il servizio.
Il Placement organizza diversi incontri con
primarie imprese che rientrano nel progetto
Conoscere le professioni.
Il Placement collabora con l’associazione
LIUC Alumni, network dei laureati.
I riscontri delle carriere dei laureati ci confermano la qualità degli studi compiuti, la
stessa percezione che, di questa qualità,
hanno le imprese e le altre istituzioni che assumono giovani dall’Università Cattaneo.
L’inserimento nel mondo del lavoro per i
laureati (media per le tre facoltà) si è stabilizzato in 2 mesi e mezzo.
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Conoscere
la LIUC
Profilo dell’Università
e occasioni di orientamento.
Gli studenti
All’anno accademico 2010/2011, si sono
iscritti 542 nuovi studenti (di cui 289 a corsi
di laurea e 253 a corsi di laurea magistrale)
così distribuiti: 364 a economia aziendale,
61 a giurisprudenza e 117 a ingegneria gestionale.
La popolazione studentesca complessiva è,
alla data del 1 marzo 2011, di circa 2.000
unità, oltre a 380 iscritti ai master.
La suddivisione degli iscritti per tipo di corso
è la seguente: Economia 53%, Giurisprudenza 26%; Ingegneria 21%.
I docenti
Il corpo docente consta attualmente, tra ordinari, associati, ricercatori, a contratto, borsisti
e cultori della materia, di 375 unità, di cui 52
docenti di ruolo, 314 a contratto e 9 assegnisti di ricerca. I docenti di ruolo sono 22 per il
corso di Economia aziendale, 16 per il corso
di Ingegneria e 14 per quello di Giurisprudenza. Il rapporto numerico docenti/studenti è
quindi estremamente favorevole (1/7).
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Le immatricolazioni
Quest’anno verranno ammessi direttamente
gli studenti con voto di maturità superiore o
uguale a 80/100. Il test di ammissione è
somministrato in diverse sessioni, in LIUC e
in altre città italiane.
Gli studenti provenienti da località al di fuori
delle province di Varese e di Milano sono in
aumento e costituiscono il 37,6% di tutti gli
iscritti all’Università Carlo Cattaneo – LIUC.
Orientamento
Tra i progetti più significativi:
• Fiere/Saloni dello studente
• test psicoattitudinale a 2.200 studenti;
• presentazioni della LIUC presso plessi
scolastici e sedi locali di Confindustria di
tutt’Italia
• Università aperta
• Conosciamoci meglio
• sperimentazioni di Contabilità e bilancio
e Matematica
• seminari monografici
• Business Game Crea la tua impresa, un
progetto di learning by doing interattivo
• Allena-Menti
Borse, premi
e altri benefici
Sostenere gli studenti
e premiarne il merito.
Borse di studio
Il rapporto con il mondo delle imprese e con
la business community si esprime anche
nell’offerta di borse di studio, il cui fondo
continua ad essere alimentato sia da contributi di soggetti privati (imprese industriali,
istituti di credito, privati cittadini, enti quali
l’associazione Amici dell’Università e la
Famiglia Legnanese che ha offerto, quest’ultima, 45 borse di studio per l’anno accademico 2010/2011), sia da enti pubblici
(Regione Lombardia, nell’ambito della normativa sul diritto allo studio, Camera di Commercio di Varese, Provincia di Varese,
Comune di Castellanza). Il fondo destinato
alle borse di studio e ai sussidi ad altro titolo
è cresciuto significativamente passando dai
108.456 euro del primo anno accademico
ai 770.000 euro dell’anno accademico
2009/10, a cui vanno sommati esoneri,
sconti e riduzioni sulle rette per un ammontare complessivo pari a 1.765.000 euro.
La LIUC è impegnata in una azione mirata di
sensibilizzazione nei confronti dei soggetti, privati e pubblici, potenzialmente disponibili ad
erogare somme con tale finalità.
Il merito premia
L’Università garantisce inoltre agli studenti
la possibilità di vedere riconosciuto il proprio merito con la riduzione delle tasse di
iscrizione in base al risultato conseguito all’esame di maturità. Per gli studenti con votazione 100/100 la tassa è di € 3.304,62,
pari a una riduzione del 50%; con votazione
da 95 a 99/100 la tassa è di € 4.879,62
(riduzione 25%); con votazione da 90 a
94/100 la tassa è di € 5.667,62 (riduzione
12,5%); con votazione inferiore ai 90/100
la tassa di iscrizione è di € 6.454,62. Lo
sconto è rinnovabile ogni anno al mantenimento della media di 27/30. A ciò si aggiungono le riduzioni sulla retta di € 1.000
per chi consegue la laurea di primo livello
con 110 e 110 e lode e prosegue con la
laurea magistrale.
Il 5 per 1000 alla LIUC
La LIUC è grata a coloro che hanno operato
la scelta di donarle il 5 per 1000 e auspica
che questa attenzione possa svilupparsi ulteriormente nel prossimo futuro, anche attraverso libere donazioni all’Università.
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Biblioteca
e sito Internet
Il sapere a portata di mano.
Biblioteca “Mario Rostoni”
Offre numerosi servizi mirati a facilitare il più
possibile la consultazione di materiale bibliografico da parte degli studenti, nonché
ad educarli alla ricerca di informazioni anche
con i corsi di Information literacy, che risultano di estrema utilità per la stesura di paper
e tesi di laurea. La struttura dispone attualmente di 1.600 mq, ripartiti in 6 sale confortevoli e con vista sul parco, nelle quali
trovano posto fino a 350 utenti.
Il patrimonio bibliografico: 93.000 volumi,
2.500 periodici di testate italiane ed internazionali. Gli studenti hanno a disposizione
una sala con circa 100 accessi fissi, per personal computer portatili, alla rete universitaria e ad Internet. Tutte le sale della biblioteca
sono coperte dalla rete wifi della LIUC.
È attivo il servizio MyLibrary@Liuc, per
creare un portale web specializzato nel settore di interesse di ciascun utente.
L’attività editoriale prosegue con la pubblicazione dei LIUC Papers su diversi temi oggetto di ricerche spot svolte dai docenti e
ricercatori. A tutto il 2010 ne sono stati
pubblicati 242.
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www.liuc.it
Portale di servizi per la vita universitaria.
Il sito ha apposite sezioni per ogni settore dell’Università: facoltà, istituti, centri di ricerca,
biblioteca, centri di formazione avanzata, progetti, servizi. È attivo un sistema on-line, che
consente al nuovo studente di preparare la
propria domanda di immatricolazione.
È possibile collegarsi al social network Facebook e al canale di YouTube. È presente una
sezione in lingua inglese che raccoglie tutte
le informazioni utili agli studenti in scambio.
Il servizio di Intranet MyLIUC consente agli studenti di consultare da casa tutti le informazioni della vita universitaria e verificare la propria posizione accademica.
L’Università possiede 4 aule informatiche,
utilizzate principalmente per corsi che prevedono l’uso del computer come strumento
didattico. Inoltre, il Centro Risorse Informatiche dispone di 35 PC, che sono a disposizione degli studenti.
Dal 2007 l’Università mette a disposizione
degli studenti registrati l’accesso a Internet
dai propri PC portatili tramite una rete wireless che copre tutti gli edifici dell’Università.
Un’università
da vivere
Aree e attività extra-didattiche
per la vita dello studente.
La Residenza Universitaria
Frutto di un accordo tra l’Università, Comune di Castellanza e Società Hinterland,
trova al suo interno:
• 440 posti letto
• reception
• accesso alle camere e al parcheggio con
Smart card personalizzata, lettura della serratura per il controllo di entrate e uscite;
• self-service e ampio bar
• aule studio
• aula informatica
• scaldavivande a disposizione gratuita
• sala musica
• sala tv con tv sat (Sky calcio)
• spazi riservati per attività ricreative
• spazio attività fisica con corsi gratuiti
• servizio self-service di lavanderia
• assistenza medica c/o la Clinica Humanitas
• spazio per culto religioso
• sportello bancario
• parcheggio interno al coperto
La struttura ha un servizio di sicurezza attivo
24h/24 con un sistema di video sorveglianza
così da rendere più vigilata e controllata la
permanenza dei giovani studenti.
Attività extra-didattiche della LIUC
Per crescere a livello globale e formarsi per la
vita è possibile aderire a varie associazioni:
• Associazione Amici di Carlo Cattaneo,
organizza feste, eventi, tornei sportivi, ecc.
• LIUC Junior Enterprise, che offre consulenza aziendale ad imprese e istituzioni
• ELSA (European Law Students Association),
che raccoglie gli studenti di Giurisprudenza
• ESN (Erasmus Student Network), promuove la mobilità studentesca e sostiene
gli studenti in partenza o in arrivo
• Leo Club Università LIUC Castellanza,
un unicum nel panorama nazionale in
quanto il primo Leo di un’università
• ARCADIA che propone attività culturali, ludiche e sportive.
Tra le discipline sportive si ricordano: basket,
pallavolo, calcio, rugby, fitness, tennis.
Proseguono le attività della Radio LIUC, della
LIUC Band, del laboratorio teatrale e del
giornale degli studenti, LIUC Magazine.
Inoltre si svolgono attività culturali e concertistiche – organizzate in collaborazione con i
comuni di Castellanza e Busto Arsizio –
aperte al pubblico.
19
GS11511
Università Carlo Cattaneo
corso Matteotti 22 21053 Castellanza (VA)
tel 0331.572.1 fax 0331.572.320
[email protected] www.liuc.it
FOTO DAL MONDO
50 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
FOTO DAL MONDO
Disegni fatti dal vento vengono tracciati sulla banchisa polare
che copre l'Oceano Artico a nord di Prudhoe Bay, in Alaska
REUTERS/Lucas Jackson
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 51
RUBRICHE
Gita a …
Una pedalata
da romanzo storico
Fra i laghi di Varese e di Comabbio, immersi in una natura
d’altri tempi, alla ricerca di… fucili austriaci e sciabole tedesche.
crivendo dell’isolino mi si destano idee e Dal pontile per
oltre il centro storico di Biandronno (lasciare
l’Isolina Virginia, a
memorie di passatempo giovanili coi
l’auto nei pressi della chiesa), e da quelle
Biandronno, verso la reminiscenze risorgimentali che s’intonano
coetanei studenti del mio Cazzago, e le cene
ivi fatte, e i tiri a segno in quei muri e le
con le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità:
Palude Brabbia,
“…armi
che scoperte e derubate da due
uccellagioni dei passeri e degli stornelli,
immersi nel verde.
pastori, vennero alcune recuperate per
depredati per progetto, e le armi da munizioni
opera del sacerdote Grezzi, che dietro
e di famiglia di nuovo incassate e nascoste
confessione dei suddetti, le ritirò e tenne nascoste qualche
sotto terra fra i boschetti nel 1849, dopo l’infausta
tempo sotto la predella del gran divano in chiesa
battaglia di Novara, al ritorno degli austriaci, quando
parrocchiale di Biandronno…”. Il sacro tempio come
eravi pena di morte tenerle in possesso…”: così scriveva
l’ingegner Giuseppe Quaglia nel 1884 e la nostra
piccola “santa barbara”, insomma, e non è finita: “…armi
delle quali denunciata l’esistenza al comando militare
“pedalata in famiglia” tra i laghi di Varese e di Comabbio
austriaco da una spia, causarono ai cugini Quaglia in
può ben partire in vista del famoso Isolino Virginia, poco
“S
52 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
RUBRICHE
Bardello una minuziosa perquisizione con assedio della
UN PAESAGGIO POCO ANTROPIZZATO
In attesa che quel romanzo possa venire un giorno
casa, ed all’ottimo patriota Alessandro Grezzi, pure
scritto davvero, lasciamo sulla sinistra le sponde del
perquisito senz’esito, uno spavento tale, che fu cagione
lago e, percorrendo il nastro ciclopedonale che tiene a
della sua morte precoce”. Dieci fucili austriaci provenienti
dalle Cinque Giornate di Milano e due sciabole di ufficiali
distanza la carrozzabile, ci dirigiamo con lievissimi
tedeschi, oltre ad alcuni fucili da caccia,
saliscendi in direzione di Cassinetta; un
una spingarda e diverse pistole di
quarto d’ora di pedalata tranquilla, si piega
Il periplo del lago di verso destra seguendo le indicazioni apposite
provenienza locale: “Armi a noi carissime,
Comabbio facilitato
già state gettate nelle acque del lago di
e si imboccano i quattro chilometri che
a tratti da un
Varese, rinascoste in quelle di Monate, e
costituiscono il raccordo fra il bacino lacustre
percorso palafitticolo di Varese e quello di Comabbio, che si
che finirono derubate all’ultima località sui
monti di Osmate: armi perciò che subirono in legno sul pelo
raggiunge oltrepassato Varano Borghi; il
eventi da romanzo”.
sottopasso della strada provinciale consente di
dell’acqua.
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 53
RUBRICHE
Gita a...
trovarsi a pochi passi dall’acqua che, giunti Le ghiacciaie di
ghiacciaie utilizzate fino a cent’anni fa per
poco dopo al bivio, abbracciamo piegando Cazzago Brabbia e, conservare il pesce ed oggi restaurate o stare
verso destra.
più oltre, al chiostro sulla destra ed attraversare campi e boschetti:
Inizia qui la nuova ciclabile che attraversa i
le due alternative hanno più o meno il
medievale di
territori comunali di Ternate e di Comabbio.
medesimo sviluppo di un chilometro o poco più
Voltorre.
Si tratta di un percorso di particolare
prima di riunirsi nei pressi di Bodio e
bellezza sia perché immerso in un
proseguire per Azzate e per Varese (frazione
paesaggio poco antropizzato, ricco di
di Calcinate degli Orrigoni) per poi giungere
vegetazione spontanea tipica delle zone lacustri e dove
alla Schiranna. Si può effettuare una breve deviazione
il canneto la fa da padrone, per la cura con cui sono
per visitare “la spiaggia di Varese”, dove sono anche
stati predisposti da Provincia ed amministrazioni locali i
una piscina ed il complesso sportivo
manufatti che consentono di pedalare in tranquillità e
della Canottieri, o proseguire lungo
Una sosta
sicurezza. Se al momento in cui leggerete queste righe
un tratto di ciclabile che presenta
alla Schiranna,
non fosse ancora completato l’ultimo tratto
brevi saliscendi di qualche impegno;
la spiaggia di
circumlacuale (manca davvero poco a raccordare
a Voltorre è d’obbligo utilizzare il
Varese.
Mercallo con Varano), per evitare di tornare sui vostri
sottopasso che porta in un centinaio
passi potete seguire le indicazioni stradali per Corgeno
e poi, immettendosi in via Lombardia, di nuovo per la
A CYCLE ROUTE WHICH IS REMINISCENT OF A
ciclabile che conduce ad un camping e a Boffalora di
HISTORIC NOVEL
Varano: si tratta di tre chilometri poco trafficati.
Between the lakes of Varese and Conobbio, steeped in nature
of times gone by, in search of Austrian rifles and German
IN PISCINA ALLA SCHIRANNA, A
sabres, reminiscent of the Risorgimento which fit in perfectly
VOLTORRE IL CHIOSTRO
with the celebrations for the 150th anniversary of the
Giunti di nuovo a Cassinetta si tiene la destra e,
Unification of Italy. From the jetty for the little island of Virginia
oltrepassata la provinciale ove
to Biandronno, towards Palude Brabbia, in the midst 昀漀
indica la segnaletica, si torna
greenery. The circumnavigation of the lake is made easier in
Giunti di nuovo a
a pedalare in tutta tranquillità
parts
by a wooden lake village structure on the surface of the
Cassinetta
lungo la ciclopedonale del
water. Once you reach Casinetta di Biandronno again, continue
di Biandronno si
lago di Varese; poco prima di
on the cycle path along the Varese lake towards Gavirate. You
prosegue sulla
Cazzago (vicino al cimitero) è
can admire the glaciers of Cazzago Brabbia and further on,
ciclabile del lago di possibile scegliere il percorso
the medieval cloister of Voltorre. Why not stop off at Schiranna,
Varese in direzione di destra, che accarezza le
the Varese beach?
acque e passa vicino alle
di Gavirate.
54 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
RUBRICHE
Gita a...
di metri al Chiostro medievale per poi tornare sui nostri
passi e giungere a Gavirate; da lì a Biandronno ci sono
altri venti minuti di pedalata e l’escursione è finita… a
meno che vogliate mettervi in cerca dei famosi fucili
austriaci.
Riccardo Prando
PESCE DI LAGO, BUONI DOLCI E POETI
La sosta si costringerà ad una deviazione in salita di mezzo chilometro,
ma non ne rimarrete delusi: affacciata su piazza Matteotti di Gavirate,
proprio di fronte al palazzo municipale, è la storica Pasticceria Veniani
dove Giosuè Carducci intratteneva… in poesia le sue amanti, complici i
Brutti e Buoni, pasticcini a base di albume di semplice quanto soave
fragranza; ai dolciumi raffinati si unisce la possibilità di un brunch
veloce (0332.743084, chiuso il lunedì). Pesce di lago e selvaggina sono i
piatti forti del ristorante “Da Cesarino”, lungo la provinciale VergiateBesozzo (facilmente raggiungile dalla ciclabile). Il locale ha contribuito a
fare la storia della ristorazione in provincia di Varese (mitiche sono le
crespelle di lago): prenotare allo 0331-968472, chiuso il mercoledì. Fra
le tante possibilità offerte dal territorio lacustre del comune di Varese
citiamo almeno la storica trattoria “Maran” a Calcinate del Pesce, poco
distante
dalla
DISTANZE: 40 chilometri totali (27 per il lago di Varese, 9
provinciale
per quello di Comabbio, 4 per il raccordo fra i due)
che è
TEMPO: almeno quattro ore
giocoforza
DIFFICOLTA’: qualche lieve saliscendi, soprattutto tra
Schiranna e Gavirate
lambire utilizzando la ciclabile: locale semplice, ampia
DA VEDERE: il percorso è essenzialmente di tipo
vista lago, dove i filetti di pesce persico sono
naturalistico, con romantici scorci panoramici ed ampia
un’attrazione culinaria fin dall’Ottocento
vegetazione lacustre dove non è difficile avvistare folaghe e
(prenotazione allo 0332.310212, chiuso il martedì).
svassi; obbligatorie le soste alle ghiacciaie di Cazzago
(R.P.)
(visitabili nei giorni festivi o chiedendo in parrocchia) e al
Chiostro di Voltorre, sede di mostre e convegni
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 55
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RUBRICHE
Provincia da scoprire
Il castello dei
Visconti di Jerago
Dopo gli ultimi appuntamenti dedicati a ville e chiese, Varesefocus propone ai suoi lettori la visita ad un
antico castello, ricco di bellezza e di forza, appartenuto alla famiglia dei Visconti di Jerago.
FORTILIZI A DIFESA DEL TERRITORIO
Nei pressi dell’antica fortificazione sorge l’oratorio
All’epoca del dominio dei Visconti a Milano, il territorio
dedicato a San Giacomo, perché tappa del
varesino vide il moltiplicarsi di fortificazioni
pellegrinaggio diretto a Santiago de
e castelli: essi appartenevano a rami
Appartenuto ad un ramo Compostella: di origine romanica e con
familiari minori della casata viscontea, ed
collaterale dei Visconti, il affreschi al suo interno, doveva essere la
erano molto importanti all’interno della
cappella del castrum.
castello di Jerago è a
politica strategica del Ducato milanese.
La costruzione del castello è molto
dominio della media
Avevano, infatti, funzioni sia di difesa dei
probabilmente precedente al 1248, anno in
vallata dell’Arno, in
confini da penetrazioni esterne, sia di
cui il feudo di Jerago venne assegnato
diretta corrispondenza
controllo delle vie di comunicazione e dei
dall’arcivescovo di Milano Ottone Visconti
con diversi altri fortilizi.
traffici commerciali.
al fratello Gaspare e al nipote Pietro. Dal
Tutta l’area del basso Varesotto,
1300 questo feudo fu possedimento della
comprendente la zona del Ticino, di
famiglia Visconti di Jerago, che nel
Gallarate, delle vallate dell’Arno e dell’Olona, presenta
Quattrocento ricoprì importanti cariche
numerosi fortilizi costruiti dai Visconti per proteggere i
nell’amministrazione del
propri territori. Uno di questi è il castello di Jerago.
Ducato ed ebbe stretti
rapporti con i Visconti
Nel 1526, durante le lotte
LA STORIA
milanesi.
tra Francia e Spagna, il
Posto su un’altura poco lontano dal paese, in posizione
Nel 1751 l’edificio
castello è stato un
strategica sulla valle dell’Arno, il castello di Jerago è
passò di proprietà alla
importante baluardo, poi
collegato a Somma Lombardo attraverso le fortificate
famiglia Bossi e poi
conquistato dagli
Arsago Seprio e Besnate. Jerago era, infatti, in stretta
nell’Ottocento ai
spagnoli e assediato nel
comunicazione visiva con il castello di Orago a est e con
Bianchi. Nel secolo
1635 dai francesi.
quello di Besnate a sud-ovest.
scorso, dopo essere
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 57
RUBRICHE
Provincia da scoprire
stato acquistato e restaurato da una
famiglia fiorentina, è stato venduto
all’attuale proprietario che ha apportato
nuovi miglioramenti negli anni ’60.
L’ARCHITETTURA
Edificio abbastanza
atipico, il castello è
caratterizzato dalla
mancanza di torri e
dalla struttura severa
e massiccia.
Il castello di Jerago è un edificio solido e
rigoroso, con mura costituite da ciottoli di fiume intervallati a mattoni.
Ha un impianto originale quadrangolare con un grande cortile
centrale che presenta un pozzo e due tozzi torrioni a est. Il cortile
interno è chiuso da tre corpi di fabbrica e da un possente muraglione
verso ovest. Intorno al 1500 venne aggiunta la parte dei rustici.
Il portone di ingresso è settecentesco e reca lo stemma dei Bossi: alla
fine del diciottesimo secolo, sotto questa famiglia, la fortezza fu
trasformata in residenza signorile.
Il castello conobbe, infatti, alcune modifiche come la realizzazione
dell’ampio giardino a balze degradanti cui si accede attraverso il
portico a sud e l’apertura di nuove e ampie finestre.
Con tale adattamento, l’edificio ha assunto l’aspetto di una vera e
propria dimora, grazie anche alla decorazione affrescata dei soffitti a
motivi naturalistici, opera di Carlo Antonio Raineri.
L’ORATORIO DI SAN GIACOMO AL CASTELLO
L’oratorio di San Giacomo, costruito intorno al X secolo, si presenta
58 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
poco fuori
dalle mura del
castello,
tuttavia un
tempo si
trovava dentro
il complesso
fortificato.
Questa
semplice
costruzione
romanica era
la piccola
chiesetta del
castro, che
faceva parte
delle tappe dei
pellegrini che
si recavano a
Santiago de
Compostela.
Al suo interno, sono conservati alcuni affreschi.
Nel catino absidale, corre una teoria di santi, intervallata
dalle aperture strombate, mentre in alto, molto rovinato,
si trova un Cristo in mandorla circondato dai simboli
degli evangelisti. Lungo la parete di sinistra, due affreschi
quattrocenteschi testimoniano la presenza viscontea
nell’oratorio del castello: un personaggio offerente
(probabilmente un Visconti) inginocchiato davanti alla
Madonna in trono con il Bambino e, a lato, lo stemma
visconteo con una poco leggibile iscrizione dedicatoria.
Verena Vanetti
RUBRICHE
Provincia da scoprire
THE VISCONTI CASTLE AT JERAGO
The castle at Jerago belonged to a secondary branch of the
Visconti family. It dominates the middle of the Arno Valley and
stands next to other small forts. In 1526, during a battle
between France and Spain, the castle was an important
stronghold which was then conquered by the Spanish and
besieged by the French in 1635. The building is somewhat
atypical, indeed, the castle has no towers and has a severe
imposing structure. Today, the castle has been perfectly
maintained. It is a sort of mansion steeped in greenery where
you can organise weddings, company parties and other events.
LOCATION PER EVENTI
Oggi il castello è mantenuto magnificamente; è una dimora immersa nel
verde in cui si possono organizzare matrimoni, feste aziendali ed eventi.
Nel grande giardino e nel cortile, durante la bella stagione, è
piacevolissimo consumare aperitivi, pranzi, cene sia di giorno che di sera
(fino alle ore 24).
Al suo interno, ci sono tre sale comunicanti (ciascuna delle quali può
contenere cinque tavoli da otto o dieci persone) ed una sala, disponibili
per ogni tipo di banchetto.
Altri servizi: parcheggio per 100 posti auto; possibilità di riscaldamento;
doppie toilettes.
Il castello di Jerago si trova in Via Castello, 9 – 21040 Jerago con Orago
(Varese).
È possibile raggiungerlo da Varese percorrendo l’autostrada A8 ed
uscendo a Solbiate Arno. Km.16. Per informazioni contattare il numero
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Anno XII - n.5/2011
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RUBRICHE
Arte
Omaggio
al novecentista
Montanari
A trentacinque anni dalla morte, Varese ricorda il
suo pittore.
U
n Montanari privato, il Montanari intimo della
poesia domestica e della riflessione esistenziale,
accanto al Montanari epico del Ventennio, quello degli
affreschi celebrativi della Casa del Mutilato, della
Camera di Commercio e della nascente Provincia.
Il secondo lo si va a cercare per la città, nelle sedi
deputate, seguendo il percorso tracciato da Daniele
Cassinelli, conservatore del museo d’arte di Masnago.
E’ un Montanari che resta figlio e testimone di
un’epoca storica, di un mondo che allora più che mai
richiedeva di essere celebrato nella sua pomposa
ufficialità.
Il primo Montanari, in parte inedito, lo si ritrova invece
nella sala Veratti, fino al 18 settembre, in una piccola
ma significativa mostra curata da Silvano Colombo,
voluta dai familiari e realizzata dal Comune e
Ritratto di Nina: “Al cocumer” (1919)
dall’Associazione Varesevive. E’ l’omaggio che la città
dedica al suo artista, uno dei più amati dai varesini, a
trentacinque anni dalla morte.
buona borghesia locale - si veda il ritratto ufficiale del 27
Questa volta l’intento di Colombo, già curatore di
dell’imprenditore Giulio Colombo in posa con la figlia nel
precedenti rassegne dedicate a Montanari, grazie
parco di casa - ma anche ceramista, scultore, mosaicista
anche alla collaborazione dei figli del maestro,
e delicato cantore di una natura che amalgama ‘sapori’
Giancarlo e Marisa, si preoccupa di ricreare in
domestici ed esotici avvicinandoli in un paesaggio
miniatura quel milieu familiare che meglio di ogni altra
universale dell’anima. Che varia da tinte solari, a colori
situazione si presta alla riflessione su uno dei nostri più
tenui e crepuscolari come nelle sue visioni sacromontine,
interessanti artisti del ‘900, vanto
soggetto amatissimo dal nostro. La mostra
non solo locale. La lunga lista di
in parte conferma quanto chi di lui
Montanari fu non solo pittore conosce già sa: per esempio della
rassegne nazionali e internazionali,
e ritrattista amato ma anche
di partecipazioni e riconoscimenti
versatilità di un uomo che riusciva ad
ceramista, scultore, mosaicista essere insieme ironico e leggero. Si
ufficiali della biografia del
e delicato cantore di una
novecentista Giuseppe Montanari la
vedano a questo proposito le ‘cartoline’
natura che amalgama ‘sapori’ dal fronte del sergente Montanari:
dice lunga sull’interesse suscitato
dalla sua bravura, soprattutto dalla
acquarelli ridotti, ma formidabili carte da
domestici ed esotici
versatilità di quel marchigiano nato
avvicinandoli in un paesaggio collezione. Prova che il giovane soldato
a Osimo nel 1889, venuto a Varese
cercava e trovava nel suo segno ironico,
universale dell’anima.
nel 19, e mai più ripartito.
tra le paure e le incertezze della Grande
Montanari fu non solo pittore e ritrattista amato dalla
Guerra, la forza per affrontare gli incerti della
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 61
RUBRICHE
Arte
quotidianità.
Ma, accanto a tale
leggerezza, la
rassegna varesina
rivela anche la
novità di una forte
mano scultorea,
quella dell’inedito
ritratto in bronzo del
1918 del padre
Luigi, il genitore che
voleva guidare con
mano decisa le
scelte di un figlio un
po’ ribelle e venuto
a Milano per
studiare scultura con
Enrico Butti. Finì
invece, il giovane
aspirante artista, per
dedicarsi alla
pittura, affascinato
Marisa (1960)
dai ritratti di Cesare
Tallone.
Il busto paterno è da sempre custodito nella casa di
famiglia.
E’ ancora piacevole sorpresa per il visitatore l’azzurro
ritratto ridente della Nina, la giovane appena conosciuta
dall’ artista - è il 1919 - e presto moglie e compagna di
una vita. La joie de vivre di Nina, lasciato per una volta
il salotto domestico, s’allarga in un gioco d’innocente
malizia nel cuore di chi osserva, quasi sottrae ai
domestici affetti per donare agli estranei un momento
d’intimità. Poco importa se lei ha in testa il berretto
d’artista del giovane innamorato e futuro marito (come
spiega Colombo) o indossi invece un civettuolo
copricapo, uscito fresco dal negozio di qualche modista,
in perfetta nuance coll’abito e con gli strepitosi occhi di
donna. All’artista importa che quel copricapo, che lui
chiama, alla maniera varesina, “al cocumer”,
rappresenti il punto focale su cui s’appunta il gioco
sottile che magicamente incrocia, nell’occhio del
ritrattista innamorato, arte e seduzione.
Forse per questo il ritratto è rimasto davvero
“gelosamente custodito” tra le mura domestiche. Perché
si tratta di sentimenti da non da esibire. Vale un pari
pudore il dolore per la morte del figlio primogenito,
caduto in guerra a soli ventitré anni, precipitato in un
mare che inghiotte col suo corpo la felicità di una
famiglia nata per sorridere.
E’ proprio quella disgrazia a fare da spartiacque tra un
prima e un dopo, ben evidenziati nel percorso della
rassegna. Il prima è il berretto di Nina, è la poesia del
62 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
Un grande dono di privata
umanità che si espande e
arriva al pubblico dalla
mostra della Sala Veratti.
gioco infantile di tre rosei pargoli,
è la treccia della bambina Marisa,
è il presepino di ceramica
costruito dal papà artista in un
Natale qualunque e felice, dove
non manca niente: Maria e
Giuseppe, il bue e l’asino, il
bambino sorridente e il pastore. Il
dopo è il cartone grigio della
disperazione, “Il Sacrificio” del
43, che agghiaccia il cuore e
ritrae ben altro presepe: una
famiglia prostrata, una dolorosa
pietà di gruppo annientata dal
dolore incolmabile della morte del
figlio.
E poi, ma più in là, passerà
qualche anno, saranno quei
paesaggi di luce sfumata e
lontana, quei sereni paradisi in terra, ritrovati con fatica,
preludio all’ultimo atto di una vita laboriosa.
Il passo definitivo è scandito da una tela del 76,
dedicata alla guarigione del cieco di Betsàida, illuminato
da una luce mai vista. Che per i figli rappresenta il
testamento artistico del padre, la chiave ultima di un
onesto e insieme nobile percorso d’artista.
Pur essendo l’omaggio dedicato da Varese al suo
Montanari contenuto quantitativamente (ma nella
prossima sede di Varesevive, si annuncia, resteranno per
sempre alcune opere dell’artista) è grande quel dono di
privata umanità che si espande e arriva al pubblico
dalla mostra della Sala Veratti.
Una umanità che anche chi avesse solo appena sfiorato
l’arte di Montanari sicuramente avverte, e ritrova nella
luce onesta degli occhi di una famiglia che a Varese si
è fatta voler bene, perché a Varese ha sempre voluto
bene.
Luisa Negri
GIUSEPPE MONTANARI
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Sala Veratti 21 maggio-18 settembre 2011
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RUBRICHE
Arte
Tavernari, la
scultura come
vita
A Varese e Taino le opere della maturità
dell’artista.
“N
on ho idee prefisse, archetipi da inseguire. Quando
inizio una scultura ignoro cosa ne uscirà. Essa
Figura
nasce, via via, per necessità interiore, una necessità
femminile
complessa, di sentimenti e di cultura anche, non di
acefala, 1958,
razionalizzato programma”.
gesso
Parole di Vittorio Tavernari, parole sospese e indimenticabili,
che tornano a ricordare la cifra alta di un uomo, un artista,
l’allievo dello studio Wildt, che sapeva esser insieme pittore,
poeta e scultore tra i massimi del ventesimo secolo. Un
talento, il suo, di cui c’è ovunque traccia per il territorio della
provincia, da Varese, a Barasso e Comerio, a Gallarate. Ma
riconosciuto e consacrato anche dal museo parigino
dedicato a Rodin (era il 1973) e dalle tante rassegne
nazionali e internazionali cui fu chiamato a partecipare,
Il tutto in un momento in cui fare rassegne di un certo livello
oltre che dai giudizi di importanti critici come Jianou,
diventa quasi impresa epica e disperante, ostacolata da una
Ragghianti, Carli.
carenza, ancor più che di denari, di volontà e
L’occasione che riavvicina Varese al suo grande artista, nato
lungimiranza.
a Milano nel 1919 e morto a Varese nel 1987, è
E’ grande allora, dopo queste premesse, il piacere di
l’annunciata mostra di Villa Recalcati, curata da Flaminio
scoprire o riscoprire qui la “qualità virilmente gentile,
Gualdoni, in collaborazione con l’archivio Vittorio Tavernari,
l’aristocrazia intellettuale di Vittorio Tavernari”. Il tutto, nella
e allestita da Sara Frattini tra le sale e il parco di Villa
realtà di un territorio di ‘picasass’ che arriva fino a Como e
Recalcati. L’importante evento continua il cammino di un
alla Svizzera, unito al ricordo delle grandi e lontane mostre
impegno preso dalla Provincia - dopo Gio’
di villa Mirabello del 49 e del 53, di quella
Pomodoro e Giancarlo Sangregorio - che,
In mostra sono ventisette curata da Silvano Colombo nel 74,
passando per altre due rassegne, dedicate a opere della maturità
dell’antologica del 97 al castello di Masnago.
Carlo Zauli e Nino Cassani, porterà alla
In mostra sono ventisette opere della maturità
artistica dello scultore,
realizzazione di una galleria permanente di
artistica dello scultore, dal 57 fino agli anni
dal 57 fino agli anni
scultura nel 2013. L’idea è dovuta a Mauro
Ottanta. Dopo la partecipazione alla Biennale
Ottanta.
Carabelli e Vittore Frattini - figlio dello
veneziana del 1956, Tavernari iniziò un ciclo
scultore Angelo - a sua volta pittore e
di figure sottili plasmate in cemento o fuse in
scultore.
bronzo. Il firmatario del manifesto del Realismo del 46
Diamo merito alla Provincia di essere arrivati fin qui. E con
“Oltre Guernica” avvertiva l’esigenza in quegli anni - dopo
un catalogo pronto e mostra già allestita all’anteprima alla
le Maternità dell’inizio, frutto dell’attenzione a un’arte di
stampa, altro merito raro, questo, di cui ha fatto giusto vanto
tradizione antica e sacrale - di avvicinarsi alla scultura
Gualdoni, assieme all’assessore alla Cultura Brianza e a
informale internazionale di Moore e Harp, come già
Paola della Chiesa, dell’Agenzia del Turismo della provincia.
dimostravano “Figura sdraiata”, “Figura antropomorfa” e i
64 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
“Totem”. Ma tornerà ben presto al suo
primitivo amore per la figura umana - e
femminile in particolare - nel ciclo dei Torsi e
degli Amanti, come la rassegna spiega.
Sono in mostra, segno particolare e altissimo
di quella liason tra scultura e musica che si
rintraccia nello stesso segno vibrante della
sua mano, anche le Quattro Stagioni, del
1981, dedicate a Vivaldi.
Le opere esposte a Villa Recalcati
evidenziano inoltre l’abitudine dell’artista di
ricorrere a materie molto diverse: i Torsi, ad
esempio, come i Crocifissi, sono soprattutto
in legno, e sono quelli più noti e più visti. Ma Colloquio,
1958,
ne possiamo vedere anche in cemento,
bronzo
materiale poco ‘accarezzato’ dagli scultori.
“Credo con forza-scriveva Tavernari - alla
materia che uso, sia essa legno o gesso o
creta o ferro, purché mi offra, in quel preciso momento, la
possibilità di esprimermi, mi dia modo di sfogare, di dar
vita a quello che ho dentro e che non può starsene chiuso”.
Fu un’esperienza bellissima, ricorda la figlia Carla, anche
l’opera realizzata per la Ignis di Borghi con pezzi di
lavatrici e elettrodomestici. “Con i soldi di quell’opera papà
riuscì a coronare il suo sogno di avere uno studio luminoso,
Le opere esposte evidenziano
l’abitudine di ricorrere a materie
molto diverse: i Torsi, ad
esempio, come i Crocifissi, sono
soprattutto in legno. Ma se ne
possono vedere anche in
cemento, materiale poco
‘accarezzato’ dagli scultori.
RUBRICHE
Arte
a Barasso, immerso nel verde”.
I Cieli - si veda lo straordinario pezzo in
bronzo del ’73 prestato dal Comune di
Barasso - sono tra le più mature opere di
Tavernari, forse il ciclo che simboleggia
idealmente, e chiude, anche se non
cronologicamente, il cerchio di una vita e
un intero percorso d’artista. Partendo
dalla sacralità primordiale della terra e della pietra Tavernari
approda, nel silenzio luminoso e siderale dei suoi Cieli, al più
alto connubio di scultura e pittura. In un esito finale abbagliante,
di luce e temibile smarrimento, espressione massima e umile
insieme di quel senso “di impotenza e di limitatezza umana che
accompagna ogni più alto tentativo artistico”.
Luisa Negri
A Varese le sculture, a Taino i disegni e le acqueforti
C’è anche un’altra mostra, collegata a Villa Recalcati, di disegni e grafiche di Tavernari in
quel di Taino, piccola roccaforte culturale della nostra provincia, onorata persino da Giò
Pomodoro e dalla sua monumentale opera “Il luogo dei quattro punti cardinali” che attira
visitatori dal mondo.
Nella Sala del Centro dell’ Olmo sono presenti, grazie all’impegno di Laura Tirelli, una
trentina di disegni e grafiche di Tavernari relativi alle opere esposte in Varese, oltre a due
piccole sculture, esempio in miniatura di quell’arte possente che fece dire al critico
Raffaele De Grada: “Tra gli artisti degli ultimi cinquant’anni che hanno salvato la scultura,
nell’idea di Michelangelo, dall’invasione barbarica, Tavernari rappresenta uno dei più
colti, sensibili, illuminati”.
Sempre a Taino è in mostra l’unico libro d’artista realizzato da Tavernari con 9 acqueforti,
dedicato a “Le ultime lettere di Jaocopo Ortis”, stampato da Fogola di Torino nel 1974. E’
presentato con relativo lavoro preparatorio: la lastra incisa, una bozza a matita e il
disegno finale. Belle infine anche le cinque lastre in rame incise, facenti parte di una serie
di dieci acqueforti “Gli Amanti” stampate dall’editore di Verona Cappello con un racconto
di Piero Chiara.
Vittorio Tavernari - Sculture
Vittorio Tavernari - Disegni
11 giugno - 28 agosto 2011
Villa Recalcati , Varese - Piazza Libertà
12 giugno - 3 luglio 2011
Centro dell’Olmo - Piazza Pajetta - Taino
Orari: Martedì/venerdì 15.00-19.00
Sabato e domenica 10.00-19.00
Orari: Mercoledì, 16.00-18.00 - Sabato e domenica,
10.00-12.00/16.00-18.00. Ingresso libero
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 65
RUBRICHE
Arte
M O S T R E
E
A P P U N TA M E N T I
I colori delle parabole
Roberto Floreani. Alchemica
La mostra, costituita da 27 opere, tutte di grande formato, si articola in
tre sezioni principali e due complementari. Il progetto include anche una
serie di opere scultoree (ceramiche), assoluta anteprima nel lavoro
dell’artista, che contamineranno alcune sezioni della mostra.
Dal 30 giugno al 25 settembre 2011
Vernissage giovedì 30 giugno ore 18,30
MAGA - Museo Arte Gallarate
Via De Magri 1 - tel. 0331 706011
www.museomaga.it - [email protected]
Orari: da martedì a domenica 9.30-19.30. Ingresso euro 8,00 intero,
euro 5,00 ridotto (15-26 anni e convenzionati), gratuito fino a 14 anni,
over 65, soci AMACI e ICOM
La mostra collettiva nasce dal quesito sul valore e sul significato che
l'arte sacra ha nella società d'oggi e propone circa 25 opere di arte
contemporenea sul tema della PARABOLA evangelica come parabola
dell'esistenza umana e quindi anche contemporanea. In mostra:
Peppino Alberio, Antonella Campi, Claudio Cattaneo, Ivano Ceriani,
Maria Enrica Ciceri, Tullo Ficcarelli, Arnaldo Fontana, Viviana Graziani,
Barbara Marcaletti, Francesco Rosazza, Giovanni Rossi, Teresa
Santinelli, Ambrogio Sozzi, Paola Valsecchi, Giovanni Vanzulli
Sino al 3 luglio 2011
Parrocchia SS. Pietro e Paolo - Saronno
Piazza Libertà 2, tel. 02 9602379
Orari: sabato e domenica 10.00-12.30 e 16.00-19.30, mercoledì 29
giugno 16.00-19.30. Ingresso libero
Biandronno atmosfere
Hugo Pratt. I luoghi dell’avventura
Nelle sale della Villa e nelle scuderie si snoda la mostra degli artisti
appartenenti al Circolo degli Artisti di Varese con opere che parleranno nelle
diversità delle emozioni creative, nei materiali e nelle tecniche di
esecuzione, in una complessità estremamente articolata, come solo
un'associazione d'arte ben radicata nella contemporaneità sa evidenziare.
La mostra celebra uno dei più importanti fumettisti italiani attraverso il
personaggio più noto ed emblematico delle sue tavole: Corto Maltese. Sono
esposti disegni originali in bianco e nero e a colori, strisce di fumetti e
un’ampia selezione di materiali documentari.
Sino al 17 luglio 2011
Villa Borghi - Biandronno - Via Garibaldi
per info 335 5443223 - www.circolodegliartistivarese.it
Orari: martedì, giovedì, sabato e domenica 10.00-12.30 e 15.00-18.00
Estate Fotografia. 1° festival
degli Audiovisivi Fotografici
Mostre e proiezioni
Mercoledì 13 luglio 2011 - Silenzi. Davide Niglia
Delicate immagini di paesaggio realizzate con il
foro stenopeico, contemplando luoghi e scenari
Mercoledì 20 luglio 2011 - Portraits of hope. Emanuela Colombo
Un racconto del Vietnam dentro le pieghe dell’HIV, fatto di volti e ambienti
Mercoledì 27 luglio 2011 - Viaggio in Italia. Autori vari
Paesaggi e architetture lungo la penisola visti con occhi affascinati e
disincantati
Villa Montevecchio, Giardino delle Balaustre - Samarate
Via Lazzaretto - tel. 0331 720101 - www.archiviofotografico.org
Orari: alle ore 21,15 visita guidata alle mostre allestite nelle sale affrescate, a
seguire proiezioni. In caso di maltempo le proiezioni saranno proposte nella
sala azzurra della villa.
A cura di Laura Bardelli
66 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
Dall’8 luglio al 2 ottobre 2011
Museo d’Arte Villa Malpensata - Lugano (CH)
Riva Caccia 5 - Tel: +41 (0)58 866 72 14 - www.mdam.ch
Orari: da martedì a domenica e lunedì 1 e 15 agosto 10.00-18.00, venerdì
10.00-21.00. Ingresso: Fr. 12 intero, Fr. 8 ridotto, gratuito ragazzi fino a 16
anni accompagnati
Note strambe e suoni strani
Torna l’iniziativa dedicata ai bambini tra i 5 e i 10 anni per
l’estate. All'ingresso ogni bambino riceve una matita
tintinnante e una scheda (se non sa leggere può essere aiutato
da chi lo accompagna oppure da un volontario del Museo);
segue le indicazioni; guarda dipinti, sculture, ceramiche e
tessuti e “vede” note, suoni e rumori; risponde alle domande e
risolve alcuni giochi. Alla fine per chi indovina tutte le risposte
c’è una sorpresa.
Sino all’11 settembre 2011
Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte sopra Varese Varese - Piazzetta Monastero, tel. 0332 212042
www.museobaroffio.it - [email protected]
Orari: martedì e mercoledì 15.00-18.30, giovedì, sabato e domenica 9.3012.30 e 15.00-18.30. Giovedì 30 giugno e tutti i giovedì di luglio apertura
serale fino alle 20.30.
Ingresso euro 3,00 intero, euro 1,00 ridotto (bambini e nonni). Prenotazione
obbligatoria solo per gruppi di più di 8 bambini (in questo caso è prevista la
presenza gratuita di un operatore didattico del Museo).
RUBRICHE
Arte
ROBERTO PERINI. HABANA
La mostra, con oltre settanta opere esposte, è dedicata ad uno fra i più noti autori di illustrazione italiani ed al suo grande
amore per Cuba, una terra divenuta sua Patria d’adozione per via di una di quelle affinità elettive che a volte incrociano e
indirizzano il destino dell’uomo. Partecipazione straordinaria del fotografo Roberto Vignoli con “Malecon”, la più lunga
foto al mondo del lungomare dell’Avana.
Sino all’11 settembre 2011
Chiostro di Voltorre - Gavirate - Piazza Chiostro 23, tel. 0332 731402
www.chiostrodivoltorre.it - [email protected]
Orari: da martedì a domenica 10.00-12.30 e 14.00-18.00. Ingresso a pagamento.
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 67
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RUBRICHE
Gourmet
Gewürztraminer, il gusto
“piccante”dell’Alto Adige
Quest’anno è protagonista di una serie di
manifestazioni. Davanti a Castel Mareccio, sede
della mostra dei vini di Bolzano, i vigneti
s’insinuano fin dentro la città
astelli, vescovi e vigneti a perdita d’occhi. Così si è
CINQUEMILA AZIENDE
Le aziende del settore sono quasi cinquemila, occupano
sviluppata nel corso dei secoli la storia vitivinicola
diecimila dipendenti e operano in cinquantadue dei 116
dell’Alto Adige che ogni anno affida i suoi vini
comuni dell’Alto Adige. Producono 350-400 mila
d’eccellenza alla vetrina di Castel
ettolitri di vini l’anno, il 95% dei quali Doc (ma il
Mareccio a Bolzano, in giugno, tra belle
Le aziende del settore
vino sviluppa soltanto un quarto del business delle
“kellnerine” che sfilano in costume
sono quasi 5.000,
mele). Spesso si tratta di piccoli poderi privati.
locale. Bolzano è “una piccola Vienna”
occupano 10.000
Ogni agricoltore possiede in media tre ettari di
chiusa tra i monti dove le tipiche
dipendenti e operano
terra, di cui uno tenuto a vigneto e due a frutteto.
teleferiche bianche e rosse s’inerpicano
in 52 dei 116 comuni
Il 70% della produzione esce dalle quattordici
sui colli circostanti sorvolando i filari di
dell’Alto Adige.
cantine sociali che operano in provincia di
Santa Maddalena.
Bolzano (la prima fu fondata nel 1893).
Nelle viuzze del centro svettano
L’associazione dei Vignaioli dell’Alto Adige ha
settecenteschi palazzi nobiliari dai colori pastello accanto
un’ottantina di soci e s’ispira agli Châteaux francesi con
ad arcigne case del popolo dai tetti spioventi. I portici e le
vini di carattere e personalità.
piazze brulicano di turisti e di bancarelle colme di frutta,
Larga parte della produzione delle cantine sociali è
di tavolini e trattorie all’aperto, di cantine, Gasthof e “case
ancora legata alla Schiava, un vitigno d’antica nobiltà
del torchio”. Qua e là occhieggiano ristoranti e lussuosi
autoctona. Alla Schiava si riallacciano i tempi in cui l’Alto
alberghi, dal centralissimo Laurin all’ospitale Scala Stiegl.
Adige produceva quasi
E’ una città senza tempo, gaudente e serena, visceralmente
esclusivamente vino sfuso, in
legata alle memorie asburgiche di Francesco Giuseppe.
L’associazione dei
damigiana, che prendeva la
La sagoma austera di Castel Mareccio spicca nel cuore del
Vignaioli dell’Alto Adige
strada dell’Italia e della
quartiere di Gries, la patria del Lagrein dove i vigneti a
ha un’ottantina di soci e
Germania per un troppo
pergola s’insinuano fin dentro la città. I volti rubizzi di
s’ispira agli Châteaux
facile smercio. Poi vennero i
produttori, sommelier e devoti di Bacco rivelano l’antica
francesi con vini di
produttori illuminati e le
familiarità con Pinot Grigio e Schiave, Chardonnay,
carattere e personalità.
prime rivoluzioni in
Sylvaner e Weissburgunder.
C
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 69
RUBRICHE
Gourmet
campagna e in cantina a favore dei nuovi
vitigni e delle produzioni di qualità dal gusto
internazionale.
SCHIAVA, LAGREIN E SPECK
Novacella è un
importante centro
vitivinicolo sin dai
tempi in cui i monasteri
erano tenuti a produrre
il vino per i riti liturgici.
Gironzolando a caccia di suggestioni storiche,
non lontano da Bressanone, si trova l'abbazia
di Novacella, fondata nel 1142 dal vescovo
beato Hartmann come ospizio per i pellegrini, ampliata
nei secoli successivi e affidata all'ordine degli agostiniani
(il primo cenno della "regula sancti Augustini", la Regola
di sant’Agostino, comparve per la prima volta nei testi
redatti durante il pontificato di papa Urbano II (10881099). Novacella è un importante centro vitivinicolo sin
dai tempi in cui i monasteri erano tenuti a produrre il vino
per i riti liturgici.
Altra zona d’elezione sono i pendii intorno a Bolzano.
Occupano 308 ettari tra le frazioni di Santa Maddalena,
Santa Giustina, Rencio, Costa e San Pietro. Nel 1923, a
Santa Maddalena fu costituito il primo consorzio di tutela
d’Italia. Il vino è prodotto con uve Schiava e sottovarietà
con aggiunta di Lagrein fino al 15%. E’ di colore rosso
rubino carico con gusto vellutato, sentori di ciliege e
profumo di mandorle e viole. Può invecchiare fino a tre
anni. E’ un nettare versatile, ideale per accompagnare
gustose merende a base di speck altoatesino, antipasti,
piatti a base di carne e formaggio.
IL TORCHIO DELL’ABBAZIA
I vini di Muri-Gries invecchiano invece all'interno di
70 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
venerabili mura. Il convento di Gries fu
fondato del 1165. Nel 1845 vi si
trasferirono i benedettini di Muri, svizzeri del
cantone di Aargau, che nel XIX secolo
fecero fortuna con il commercio dei vini di
Santa Maddalena e dintorni. Oggi la
cantina-convento é un punto di riferimento
per il Lagrein. Nel cortile interno si ammira
un torchio in legno del 1549.
Quest’anno in Alto Adige i riflettori sono puntati sul
Gewürztraminer, il più “piccante” dei gioielli dell’enologia
sudtirolese che ha svelato i suoi segreti nel convegno
“Origini, genetica e futuro del Gewürztraminer” (2-5
giugno, Bolzano e Termeno, www.vinialtoadige.com) con il
contributo di esperti e studiosi di fama internazionale,
l’inglese Charles Metcalfe, l’italiano Attilio Scienza della
facoltà di agraria dell’Università Statale di Milano e lo
svizzero José Vouillamoz.
L’UVA AROMATICA
Nel Simposio Internazionale del Gewürztraminer, il celebre
vitigno aromatico ha dato prova
di sé anche nel bicchiere: gli
I vini dell’Alto
appassionati hanno “testato” in
Adige riconoscibili
una grande degustazione le
dal nome Südtirol
etichette altoatesine e i cento
sulla capsula delle
migliori Gewürztraminer del
bottiglie.
mondo di diversa provenienza:
Alsazia, Palatinato, Baden,
Austria, Svizzera e una serie di
regioni del “nuovo” mondo
enologico.
Si sono potuti anche assaggiare gli
altri vitigni di punta dell’Alto Adige
(Pinot bianco, Sauvignon, Schiava,
Pinot nero e Lagrein) e, nel corso del
Wine Tasting Forum, settantaquattro
produttori hanno presentato in
degustazione più di quattrocento
vini per comparare le caratteristiche
delle ultime annate. Non è mancata
la possibilità di visitare le cantine
(Un’ora in cantina,
www.vinialtoadige.com/mostravini).
Come rendere riconoscibile la
provenienza delle bottiglie? Ci ha
pensato la Provincia Autonoma Alto
Adige identificando i vini che
nascono nel proprio territorio con il
nome Südtirol sulla capsula delle
bottiglie. Quaranta aziende hanno
già aderito al marchio collettivo.
Sergio Redaelli
LA LEGGENDA DELLE BOTTI DEI RETI
E IL RIESLING DELLA CASA
ASBURGO
RUBRICHE
Scheda 10: I vini dell’Alto Adige
STORIA - E’ vecchia di tremila anni. Lo testimoniano reperti archeologici,
cesoie e mestoli del V secolo avanti Cristo. Quando a Roma, alla corte di
Augusto, il vino si conservava ancora nelle otri di pelle e nelle anfore, i
Reti di queste valli usavano già le botti di legno. La produzione fiorì
durante la monarchia asburgica che portò i primi Riesling e Pinot.
PRODUZIONE - La media annua è di 350 mila ettolitri.
ZONA VITICOLA - L’Alto Adige è una delle meno estese d’Italia. I
vigneti si adagiano lungo i versanti che costeggiano l’Isarco e l’Adige fino
alle piane più soleggiate della Bassa Atesina.
VENTI VITIGNI - La superficie coltivata a vite è meno di 5.300 ettari
su fasce climatiche disparate e terreni molto diversi fra loro, con una
ventina di vitigni che prosperano fra i 200 e i 1.000 metri di quota.
UVE BIANCHE - Nel 55% dei vigneti si coltivano uve bianche. Pinot
grigio, Gewürztraminer, Chardonnay e Pinot bianco sono la punta di
diamante, ma si coltivano anche Sylvaner, Müller-Thurgau, Riesling,
Sauvignon, Veltliner e Kerner.
UVE ROSSE - Tra i vini rossi, oltre ai vitigni autoctoni Schiava e Lagrein,
da 150 anni in Alto Adige si coltivano diffusamente anche varietà
internazionali più classiche come il Pinot nero e gli uvaggi bordolesi
Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
8 ZONE DOC - Sono Alto Adige (l’appellativo senza aggiunta del vitigno
si può utilizzare soltanto per gli spumanti, oppure per il vino Alto Adige
bianco Doc), Lago di Caldaro, Valle Isarco, Santa Maddalena, Terlano,
Colline di Merano, Val Venosta, Colli di Bolzano.
ALTO ADIGE BIANCO - Di un bel giallo paglierino intenso, ha
fragranze fruttate e fresche di mela e pesca, abbinate a un “alito” di
miele. Accompagna raffinate lavorazioni di pesce e saporiti primi piatti
(c’è anche la versione passita).
SPUMANTE E DESSERT - Ancora
poco noto, lo spumante si ottiene
da Chardonnay, Pinot bianco e Pinot
nero. I vini da dessert si ricavano
prevalentemente da Moscato rosa,
Moscato giallo e Gewürztraminer.
(S.R.)
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 71
RUBRICHE
Storia
La battaglia
di Tornavento
72 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
I
l 22 giugno 1636, nei dintorni di Tornavento, attuale
frazione di Lonate Pozzolo, tra gli spagnoli che
occupavano il Milanese, capitanati dal marchese di
Leganes, e l'esercito invasore dei francesi, alleato dei
piemontesi e comandato dal maresciallo di Crequi, fu
combattuta nell'ambito della Guerra dei Trent'Anni una
sanguinosa battaglia che
lasciò 2.000 morti nella
Una battaglia fra truppe
brughiera. Una cronaca
spagnole e francesi,
dettagliata di questo fatto
alleate a quelle
d'armi si trova narrata
piemontesi, nell’ambito
diffusamente nell'Historia
della Guerra dei
d'Italia di Girolamo
Brusoni, edita nel 1656.
Trent’Anni.
Ogni anno l'evento è rievocato alla fine di giugno con una
manifestazione folcloristica organizzata dalla
Confraternita Enogastronomica del Fiume Azzurro e
da Saboya 3 Gruppo Storico Un episodio
Militare di
sanguinioso che
Cerimonia e
provocò duemila
Ballo di
morti e che si
Tornavento.
concluse
Ritrovo alla
senza
vecchia
vincitori, né
Dogana
vinti.
AustroUngarica.
Ogni anno, a
Tornavento di Lonate
Pozzolo,una
rievocazione storica
in costumi del
Seicento per
ricordare il fatto
d’arme.
Grande accampamento con
tende, velari, vettovagliamento
truppe. Centinaia di figuranti
in costumi d’epoca. Esibizione
di sbandieratori. Svolgimento
della battaglia e gran finale
con passaggi di cavalleria e
truppe armate. (ML)
Anno XII - n.5/2011
RUBRICHE
Storia
- VARESEFOCUS 73
RUBRICHE
Storia
THE BATTLE OF
TORNAVENTO
A battle between the
Spanish and the French with their
Piedmontese allies took place on
June 22nd 1636 in Tornavento, in
the municipality of Lonate Pozzole,
during the Thirty Years' War. In
battle the two armies soon turned
into a mass of blood and dirt. By
morning the Spanish troops had
gained the upper hand, in the
afternoon the French-Piedmontese
were winning and at dusk both
sides were worn out, exhausted and
extremely diminished in number.
There was a terrible stench of death
which came from the battlefield. It
was a bloody event which caused
2000 deaths and which ended
without winners or losers. Every
year, at the end of June, there is a
historic re-enactment in which the
participants wear sixteenth century
costumes in memory of the battle.
74 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
I due eserciti divennero un unico corpo di sangue e polvere. Centinaia di cadaveri rimasero sul
terreno. Fu colpito a morte anche il nipote del maresciallo Créqui.
La cavalleria spagnola caricò, ma fu intercettata da quella piemontese. Il capitano Gerardo
Gambacorta, comandante in capo della cavalleria di Sua Maestà cattolica, trafitto da due palle,
cadde sul campo. La morte di quest’uomo, valente condottiero, d’ardir senza pari, gettò scompiglio nei
ranghi spagnoli e le truppe franco-sabaude colsero l’occa¬sione per prendere l’iniziativa dell’attacco.
Jean-Baptiste tornò all’interno del suo gabbione. Gli spagnoli tentarono numerose volte di sbaragliare
le difese francesi, che resistettero strenuamente fino a sera.
La battaglia andò avanti per quindici ore con sorti alterne: al mattino ebbero la meglio gli spagnoli,
nel pomeriggio i franco-piemontesi. Al tramonto entrambi gli eserciti erano sfiancati, distrutti ed
enormemente diminuiti di numero. Dal campo emanava un orribile odore di morte. Jean-Baptiste era
coperto di polvere dalla testa ai piedi, un’arsura insopportabile gli attanagliava la gola.
“Darei qualsiasi cosa per un goccio d’acqua”, pensava, cercando di resistere ai colpi del nemico,
ma era così stanco che a mala pena riusciva a reggere l’archibugio. Caricava e sparava senza neppure prendere la mira: aveva
gli occhi pieni di fumo e talmente arrossati dalla polvere che vedeva solo ombre davanti a sé. Le fascine del salsiccione a
protezione del gabbione erano ormai tutte distrutte, ma un ammasso di corpi e armi lo copriva dall’assalto nemico.
Con il calare delle tenebre la battaglia ebbe termine. L’esercito spagnolo riprese la strada da cui era ve¬nuto e si diresse al
suo quartiere generale di Abbiategrasso. Ai franco-piemontesi non rimase altro che riattraversare il Ticino e ritornare sui
propri passi.
“Alla fine”, disse Jean-Baptiste al suo comandante, “nessuno ha vinto. Noi abbiamo mantenuto le nostre difese, ma gli
spagnoli ci hanno impedito di raggiungere Milano”.
“Ebbene sì”, riconobbe il maresciallo Saint Bonnet, “il nostro disegno è fallito, non possiamo riunirci all’esercito del duca di
Rohan. Gli spagnoli dovremo sconfiggerli in altri luoghi”.
Ma questo era un problema che non lo riguardava. Più che mai era deciso ad abbandonare i panni del soldato di ventura.
Tratto dal libro: Laura Tirelli - Il quadro di Cheglio - Marco Valerio Editore, 2008.
Anno XII - n.5/2011
RUBRICHE
SENZA VINTI NÉ VINCITORI
- VARESEFOCUS 75
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Marco
Formentini, il
ragioniere che
teneva i conti
a Garibaldi
Patriota di Montegrino, studioso di storia
economica e collezionista di documenti antichi,
scrisse libri con un taglio attuale e moderno. Il 12
giugno partite le celebrazioni per il bicentenario
della nascita.
E
spiega l’organizzatrice dei
festeggiamenti Carolina
De Vittori, presidente degli
Amici del Piccio e a sua
volta storica e autrice di
libri - raccontò La
dominazione spagnuola
in Lombardia e,
soprattutto, scrisse la
Storia del Ducato di
Milano in chiave
economica e
amministrativa basandosi
sui documenti che aveva
pazientemente raccolto
nei mercatini. Pochi sanno però che fu anche l’economo
di Garibaldi e che nei giorni della battaglia di Biumo, nel
maggio del 1859, fu catturato dal comandante austriaco
Karl Von Urban come ostaggio per il richiesto pagamento
di tre milioni di lire, a carico del municipio, a titolo di
risarcimento per l’insurrezione di Varese e liberato cinque
giorni dopo con altri nove ostaggi. Assistette al
cannoneggiamento della città e lo descrisse nell’opuscolo
Le cinque giornate di prigionia nelle mani del tenentemaresciallo Urban e il bombardamento di Varese”.
Formentini rappresenta il ceto borghese che contribuì
RUBRICHE
Storia
ra amico e “vicino di casa” del pittore Giovanni
Carnovali, detto Il Piccio, che lo ritrasse adolescente in
un bellissimo disegno. Poi, crescendo, si guadagnò
un’autonoma fama come storico scrivendo, tra l’altro, un
rarissimo libretto dedicato al paese natale intitolato Cenni
statistici, storici e biografici risguardanti il Comune di
Bosco e suoi abitanti, pubblicato nel 1856 dalla tipografia
Giuseppe Chiusi di Milano.
La figura di Marco Formentini (1811-1883), vicepresidente della Società Storica Lombarda, patriota
garibaldino nel 1848 e nel 1859, candidato al Parlamento
per il collegio di Luino (lasciò il posto a Giuseppe Ferrari)
e consigliere provinciale di Milano e di Como (la provincia
di Varese non esisteva ancora), sarà ricordata nel
bicentenario della nascita (dopo la ricca anteprima di
domenica 12 giugno), a cura dell’associazione culturale
Amici del Piccio di Montegrino Valtravaglia; e con una
serie d’iniziative che s’irradieranno a Luino, Milano e
Varese per il 150° dell’Unità d’Italia a partire da agosto.
“Formentini faceva di
professione il
Formentini faceva di
ragioniere e amava
professione il ragioniere e
collezionare
amava collezionare
documenti storici che
documenti storici che utilizzò
utilizzò per scrivere
per scrivere preziosi e oggi
preziosi e oggi
introvabili libri.
introvabili libri Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 77
RUBRICHE
Storia
La casa natale di Marco Formentini a Bosco
Fu anche l’economo di Garibaldi e nei giorni
della battaglia di Biumo, nel maggio del 1859,
fu catturato dal comandante austriaco Urban
come ostaggio per il richiesto pagamento di tre
milioni di lire, a carico del municipio, a titolo di
risarcimento per l’insurrezione di Varese.
all’emancipazione sociale e civile del Risorgimento. Iniziò
gli studi a Bergamo e frequentò l’Accademia Carrara, la
stessa dove studiò il Piccio che conosceva, come testimonia
il bel ritratto giovanile eseguito nel 1826. Nel 1833 si
diplomò ragioniere a Sondrio e fu accolto fra i computisti
dell’Imperial Regia Contabilità di Stato. Nel 1836 si
trasferì a Milano nel quartiere di Brera e continuò la
carriera di ragioniere-economo in Comune fino al 1848,
l’anno delle Cinque Giornate. Si schierò con gli insorti e
partecipò alla spedizione per liberare Venezia come
delegato e contabile del governo provvisorio
di Milano.
Al rientro diventò uno dei più stimati
ragionieri della città e si dedicò a coltivare
la passione di ricercatore e collezionista di
documenti storici, fonte dei futuri scritti su
Milano. Nel 1882 ottenne dal Re il titolo di
ufficiale della Corona d’Italia per le opere
letterarie e storiche. Morì a Milano il 10
giugno 1883 e la nipote contessa Celestina
Dario in Biandrà di Reaglie lasciò le carte
non pubblicate alla Società Storica
Lombarda.
Ricco è il programma dei festeggiamenti in
suo onore: il 12 giugno c’è stata
l’inaugurazione della targa, rimessa a
nuovo dopo il restauro, che era stata posta
nel primo centenario della nascita sulla casa
natale. Seguirà la presentazione del libro
Omaggio a Marco Formentini nel
bicentenario della nascita, 1811-2011, nel
quale è riprodotto in copia anastatica
l’opuscolo, ormai introvabile, sul Comune di
Bosco del 1856, aggiornato con nuove
ricerche sul Comune natale e sulle persone
da lui citate. Il volume è curato da Enrico Fuselli con la
collaborazione di Carolina De Vittori.
I festeggiamenti ufficiali si terranno a Bosco domenica 21
agosto con la mostra fotografica di Formentini, della sua
famiglia e l’emissione di una cartolina celebrativa con
annullo postale. Si potrà anche visitare la casa natale.
Alle 21 sarà presentato il volume su Formentini e
proiettato un video-documentario curato da Achille
Locatelli, prima tappa di un lungo tour: il 6 ottobre il testo
e il documentario saranno proposti a Varese, Villa
Recalcati, con il contributo degli Amici di Piero Chiara, l’8
ottobre a Palazzo Verbania di Luino con il patrocinio del
Comune e della Società dei Verbanisti, l’11 novembre
nella Galleria d’Arte Moderna in via Palestro a Milano
con la collaborazione del Comune e della Società Storica
Lombarda.
Sergio Redaelli
FORMENTINI, IL PICCIO, GUGLIELMO DA MONTEGRINO
Carolina De Vittori, docente di lingue all’Isis di Luino, prima di Formentini si è occupata dell’altra gloria locale, Giovanni Carnovali ed è autrice del
libro Il Piccio, da Montegrino a Cremona, Diario di un viaggio che racconta la ricerca delle tracce del pittore tra i discendenti delle famiglie che lo
ospitarono. E’ presidente dell’associazione intitolata a Giovanni Carnovali che ha 224 iscritti in tutta l’Italia. “Il Piccio - spiega - fu il più grande
innovatore romantico tra la fine dell’Ottocento e la Scapigliatura, non partecipò a grandi mostre per scelta, rifiutò di dirigere accademie d’arte, fu
uno spirito libero e non amava le regole. Il grande Hayez che lo conosceva lo stimava molto. Tuttavia finì nel dimenticatoio ed è stato rivalutato a
partire dal 2004 con le iniziative promosse dalla nostra associazione per il bicentenario della nascita, con la mostra di Cremona nel 2007 e i
disegni esposti e Varese, Milano e Roma”.
Il prossimo personaggio da riscoprire, annuncia, è Guglielmo da Montegrino, pittore a fresco sul lago Maggiore fra il ‘400 e il ‘500.
78 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
Vittorio Rizzi
Titolare di
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Human Resources
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tutte le fasi della selezione - dalla definizione dei
fabbisogni, alla presentazione di una valida short
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RUBRICHE
Sport
130 di
scherma
a Busto
Arsizio
Un anniversario prestigioso per una delle più antiche società
sportive sorte in Italia per coltivare questa nobile disciplina.
Q
uando Gaetano Felli afferma che la Pro Patria
scherma è la sua famiglia, non pecca di
piaggeria, ma dice semplicemente la verità: “Nel 1965
ho iniziato a tirare di
scherma e tutta la mia
Pro Patria Scherma,
carriera agonistica e da
l’unica società in Italia
dirigente l’ho vissuta in
Pro Patria. Come i miei
ad avere tutte le
due fratelli, Amedeo e
specialità: fioretto,
Andrea, le loro mogli,
spada, sciabola e
Rossana Seves e Anna
scherma storica, sia
Lualdi, i miei quattro
maschili che femminili.
nipoti e uno dei miei
due figli”.
Felli, la vostra è una famiglia di schermitori. Com’è
possibile?
Più che un segreto è stato il caso, o meglio il fascino di
questo sport scoperto quasi senza volerlo. Ricordo che
al momento di scegliere quale disciplina sportiva
praticare mi sono rifiutato di andare in piscina e così,
solo per provare, sono andato nella palestra dove si
faceva scherma. Poi la bellezza di quest’arte ha fatto il
resto e contagiato tutta la famiglia.
Qual è il fascino di questo sport?
Le prime due cose che apprezzo sono il cerimoniale,
poiché la scherma prevede “liturgie” importanti e il
fatto che, pur essendoci uno scontro fisico con armi, si
tratta di uno sport assolutamente privo di violenza. Poi,
e queste cose le ho apprese negli anni, si tratta di una
disciplina in cui bisogna allenare il fisico, ma anche la
mente poiché richiede resistenza psicologica, tattica,
studio dell’avversario. Insomma il fisico conta al
cinquanta percento. L’altro cinquanta è questione di
testa.
Tra agonismo e ruoli dirigenziali siamo a pochi passi
dal celebrare le sue nozze d’oro con questa società.
Dove trova ancora
oggi l’entusiasmo?
Pur essendoci uno scontro
In questa società non
fisico con armi, la
mi sono mai annoiato.
scherma è uno sport
La mia prima lezione
assolutamente privo di
l’ho fatta al palazzetto
di via Ariosto e da lì
violenza.
ho vissuto tutta una
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 81
Sport
seguito tutta la
crescita. Oggi siamo
quasi una holding
poiché c’è la Pro
Patria scherma Asd,
che è la componente
sportiva; poi gli Amici
della Pro Patria,
l’associazione che si occupa della promozione di
questo sport e ci affianca nell’attività e da poco è nata
l’associazione dedicata al Museo.
RUBRICHE
Una disciplina in cui
bisogna allenare il fisico,
ma anche la mente
poiché richiede resistenza
psicologica, tattica, studio
dell’avversario.
Certo, in 130 anni di attività agonistica ne avrete di
storia da custodire e raccontare.
Siamo tra le società più antiche anche a livello
nazionale. Il Museo è oggi una realtà che ci rende
orgogliosi e che nel prossimo autunno, in occasione di
una prova di Spada dei Master, che si terrà in via
Galvani, presenteremo con una anteprima. Cresceremo
anche lì.
serie di traslochi prima di arrivare nell’attuale sede del
Museo del Tessile. Da membro di società invece ho
Oggi fare sport è diventato un costo. La scherma è
una disciplina
economicamente
Una fucina di campioni
accessibile e cosa
tra le più prestigiose
serve per praticarla?
d’Italia: Busto Arsizio ha
La prima cosa che
portato sul podio
deve fare un giovane
che vuole avvicinarsi a
olimpico di Sidney, nel
questo sport è venire in
2000, Daniele Crosta.
via Galvani dove ci
Cesare Vago e Giancarlo Toràn, il binomio vincente
Quando parli della Pro Patria Scherma non puoi che partire da loro: Cesare Vago e
Giancarlo Toràn, ovvero, il presidente, Stella d’argento Coni, sulla tolda di comando
dal 1968 a oggi e il maestro, che ha fatto di questa società una fucina di campioni
tra le più prestigiose d’Italia, e portato Busto Arsizio sul podio olimpico di Sidney, nel
2000, con Daniele Crosta.
Vago, dopo l’anno di vicepresidenza nel 1967, inizia il suo longevo mandato da
numero uno e, passo dopo passo, palestra dopo palestra, traccia l’ascesa costante
della società. Sono anni difficili per questo sport, afflitto dal nomadismo e che, a
livello logistico, tocca il punto più basso quando viene relegato in uno scantinato. Ma
sciabole e fioretti continuano a incrociarsi e l’anno della svolta può essere segnato
nel 1980, quando il presidente Vago ha la brillante intuizione di affidare la guida
tecnica a Giancarlo Toràn, tarantino di nascita, ma ormai bustocco d’adozione.
L’uomo venuto dallo Jonio vive la scherma dentro e fuori la palestra. Fa di questo
Daniele Crosta
sport una vera è propria filosofia di vita: quando “sale” in pedana con i suoi atleti
vince, quando depone l’arma pensa e scrive. Toràn è la teoria e la pratica di questa
disciplina, il punto di riferimento nel panorama schermistico nazionale. La coppia lavora sodo e in piena sintonia,
tanto che la bacheca degli allori si amplia e si fregia di titoli nazionali, continentali e mondiali di tutte le categorie.
82 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
Sport
per abbattere l’ostacolo economico, abbiamo quella
che definiamo “la borsa dell’abbigliamento”. Con gli
anni poi i costi si limitano alle armi, che si possono
rompere durante un incontro e alle trasferte.
Andrea Della Bella
RUBRICHE
alleniamo. Tra l’altro siamo l’unica società in Italia ad
avere tutte le specialità, ovvero: fioretto, spada,
sciabola e scherma storica, sia maschili che femminili. I
costi? Ci sono, ma soprattutto per i più giovani, poiché
il fisico cresce e le attrezzature vanno cambiate. Noi,
La nuova sede al Museo del tessile
Hanno tirato di scherma in ogni angolo della città, perfino in uno spazio relegato
in un sottoscala, ma senza mai perdere l’orgoglio di appartenere alla società
sportiva più antica di Busto Arsizio: la Pro Patria Scherma.
Di così tanto peregrinare però ne è valsa la pena visto che ormai da qualche anno
la casa di questa nobile disciplina è diventata il Museo del tessile, location
preziosa sotto il profilo architettonico, ma soprattutto per quanto rappresenta e
custodisce, ovvero il glorioso passato di quello che fu il miglior esempio planetario
di industria tessile e meccanotessile. E non poteva esserci miglior collocazione per
questo sport, dove conta la preparazione atletica, ma anche l’allenamento
mentale, la psicologia, la tattica, l’intuito e, non ultima, la tradizione. Ed è proprio
quest’ultimo ingrediente l’anello di congiunzione tra la teca della laboriosità
bustocca e gli schermitori. Insomma gli ambienti angusti e un po’ polverosi e gli anni vissuti quasi da carbonari fanno
ormai parte del passato e danno un tocco di romanticismo alla meravigliosa storia di questa società. Capitoli fatti di
aneddoti, di passione tramandata da padre in figlio, di allenamenti, di rispetto per gli avversari, di sconfitte e di tante
vittorie. Ma soprattutto di gente, che studia il momento migliore per affondare il fioretto e che sa dare la stoccata, che
per quanto leggera, lascia però il segno. (ADB)
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Remigi: “La canzone simbolo di
Milano? Io scelgo la Madunina”
Omaggio del cantautore “varesino” al Maestro
Giovanni d’Anzi che lo scoprì sentendolo suonare
il piano in spiaggia e lo scritturò nella propria
scuderia. Saltato il Festival di Sanremo per un
incidente stradale, ora pensa all’Expo.
I
RUBRICHE
Musica
LA PAURA DELLA MOTO
A Sanremo, Remigi avrebbe dovuto presenziare alla
serata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia con una
canzone non in gara, La notte dell’addio, cantata al
festival nel 1966 da un’Iva Zanicchi al debutto e
riproposta da Franco Battiato e Luca Madonia: “Sono
canzoni che hanno fatto la storia della musica leggera
italiana del dopoguerra - s’inorgoglisce il musicista - Non
dovevo cantare ma partecipare come ospite ed essere
presente ai collegamenti con diversi programmi televisivi,
La vita in diretta, Domenica In, I fatti vostri, Domenica sul
due e fare interviste per le radio, insomma tutta la
macchina della promozione”.
E’ un mezzo disastro per chi vive di serate, una
cinquantina l’anno, il cui interesse è rinfocolato proprio
dai passaggi in tv: “Partecipare alla vetrina di Sanremo
produce lavoro, le richieste aumentano, ti vedono i Rotary,
i Lyons, le associazioni ti propongono di fare le serate e
gli agenti si muovono di conseguenza. E subito dopo il
festival avrei dovuto partire per una tournée alle Cascate
del Niagara, in Canada, con due spettacoli al Casinò. Mi
spiace, soprattutto, perché l’incidente mi ha lasciato
addosso la paura di risalire in sella a una motocicletta.
nnamorati a Milano o Luci a San Siro? Qual è la vera
canzone simbolo di Milano? “Né l’una né l’altra risponde a sorpresa Memo Remigi, autore nel 1965 del
motivo che celebra l’amore sui Navigli - Per me la vera
icona musicale di Milano è O mia bela Madunina di
Giovanni D’Anzi e dato che la mia Innamorati a Milano è
nata proprio nell’ufficio del Maestro che era anche il mio
editore, la considero molto rappresentativa del capoluogo.
Forse sarà usata in occasione del prossimo Expo”.
All’Expo mancano ancora quattro anni ma se il brano di
Remigi diventasse la colonna sonora dell’esposizione del
2015, sarebbe la giusta ricompensa per l’inopinato forfait
che il musicista ha dovuto dare, quest’anno, al Festival di
Sanremo. Era già sul piede di partenza quando un
malaugurato incidente stradale a Casciago lo ha messo
fuori gioco.
E’ il 12 febbraio scorso, giorno di San Valentino.
Un genere di musica che va esaurendosi, ormai i locali
Ne mancano tre alla prima serata della kermesse
al mare dove si balla al chiaro di luna con il cantante
canora. Memo rievoca con disappunto: “A distanza
celebre al pianoforte e le atmosfere confidenziali di
di tanti mesi non sono ancora guarito, sto facendo
una volta non esistono più.
riabilitazione e sedute di radioterapia ma la gamba
mi fa male - spiega - Nell’urto tra la mia
motocicletta e un’auto sono volato in aria rotolando
dall’altra parte della macchina, per fortuna
indossavo il casco e non sopraggiungevano altre
auto. Sono ricaduto con una specie di capriola da
paracadutista, ma i danni sono stati comunque
pesanti: frattura scomposta della tibia della gamba
sinistra per la quale mi hanno operato e messo un
chiodo di 32 centimetri, distorsione al piede destro
e una forte contusione al pollice della mano destra,
con un taglio all’altezza del pollice e non riesco
ancora a piegarlo. Porto il tutore e se la mobilità
non riprende dovrò farmi operare. Purtroppo non
riesco a suonare il pianoforte e devo rinunciare al
Memo Remigi con le nipotine
lavoro”.
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 85
RUBRICHE
Musica
Ho ancora nelle orecchie il
crash dell’impatto con l’auto e
il tonfo della ricaduta”.
Remigi è nato a Como da una
famiglia d’imprenditori tessili e
risiede a Varese da alcuni
anni. E’ sposato con la signora
Lucia e ha un figlio, Stefano, di
40 anni, che fa il consulente
finanziario ed è a sua volta un
bravo musicista, compagno di
Francesca Cavallin, attrice di
Un Medico in famiglia 7. E’
nonno di due nipotini, Sofia di
dieci anni e Nicolò di otto.
Pupillo di Giovanni D’Anzi che
lo scoprì sentendolo suonare il
piano in uno stabilimento
balneario di S. Margherita
Ligure e lo volle nella propria
scuderia discografica a Milano,
ha scritto in carriera decine di
canzoni di successo e nel 2008
l’inno dei Mondiali di ciclismo,
Varese va.
con brani come Domenica è
sempre domenica che fu la sigla
del Musichiere di Mario Riva,
Amore fermati cavallo di
battaglia di Fred Buongusto,
canzoni come Simpatica, Un
bacio a mezzanotte, Donna, Un
giorno ti dirò legate alle riviste di
Garinei e Giovannini, di
Bramieri, D’Apporto, Rascel e ai
successi del Quartetto Cetra”.
La linea, pubblicata dalla casa
discografica Idea di Maurizio
Anastasi, s’intitola Le canzoni di
Giovanissimo con Bing Crosby sul green
sempre: “L’anno scorso ho inciso
dopo una partita di golf
un terzo doppio Cd, dal titolo
Sembra ieri, che raccoglie le mie
canzoni su Milano, con brani
Accanto all'attività musicale Remigi è stato
inediti e i successi cantati anche
conduttore televisivo alla Rai e nelle
da altri interpreti come l’ormai
emittenti private. Si è anche cimentato come classico Innamorati a Milano, Io ti
attore teatrale.
darò di più, La notte dell’addio,
Gocce di luna che fu la sigla di
Fantastico 1982. Purtroppo questo
tipo di musica ha un mercato che va esaurendosi, ormai i
locali al mare dove si balla al chiaro di luna con il cantante
GOLF CON BING CROSBY
celebre al pianoforte e le atmosfere confidenziali di una
Al ricordo del maestro D’Anzi è molto affezionato: “Nel
volta non esistono più, oggi ci sono le discoteche con altri
2008 gli ho dedicato un Cd con alcune delle sue più belle
ritmi e un altro target”.
Progetti per il futuro? “Conservo gelosamente una
canzoni, un repertorio di brani classici, senza tempo, che
fotografia con il grande Bing Crosby con il quale giocai
mi aiuta quando faccio gli spettacoli, canzoni che stanno
una memorabile partita a golf. Da ragazzo sono stato un
nel cuore del mio pubblico come Ma l’amore no, Non
campione, facevo parte della Nazionale italiana e ho
dimenticar le mie parole, Bambina innamorata, Ma le
vinto più di 150 trofei. Poi ho smesso, ma conto di
gambe, Tu musica divina, Nostalgia de Milan e O mia
riprendere quando andrò in pensione, il più tardi
bela Madunina. Il Cd dedicato al Maestro è stato il primo
possibile, naturalmente”.
di una serie proseguita con il fisarmonicista Gorny
Sergio Redaelli
Kramer nel 2009, un mostro sacro della rivista italiana
Non solo musica, anche tv e teatro
Memo Remigi esordì vincendo il Festival della Canzone di Liegi con Oui, je sais nel 1965 e lo stesso anno partecipò a
Un disco per l'estate con la canzone Innamorati a Milano, musica sua e parole di Alberto Testa, che divenne il suo
maggiore successo come interprete.
Nel 1967 ebbe il battesimo di Sanremo in coppia con Sergio Endrigo con la canzone Dove credi di andare e tornò al
Festival altre due volte, nel 1969 con Una famiglia e nel 1973 con Il mondo è qui.
Negli anni successivi si dedicò soprattutto alla scrittura, componendo tra l'altro per Shirley Bassey e Ombretta Colli e
alla tv. Nel 1977 condusse il programma in diciotto puntate A Modo Mio, con Franca Valeri e l’orchestra di Tony De
Vita, dove una diversa vedette a ogni puntata gestiva il programma secondo i propri gusti. Parteciparono Lea Massari,
Catherine Spaak, Sandra Milo, Rosanna Schiaffino, Loretta Goggi, Claudia Mori e tante altre.
Accanto all'attività musicale (Remigi ha scritto numerose canzoni per lo Zecchino d'Oro vincendo l'edizione del 1979
con il brano Un Bambino), sviluppò l’attività televisiva diventando un volto popolare con varie conduzioni e
partecipazioni televisive alla Rai e nelle emittenti private. Si è anche cimentato come attore teatrale nella commedia
Un angelo calibro 9 al fianco di Arnoldo Foà, Rosanna Schiaffino e Lia Zoppelli. (SR)
86 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
Residenza privata di riposo, convalescenza
e cura sul lago di Lugano all’insegna del “Vivere con servizi”
Privacy e il meglio dei servizi
alla Rivabella
Cure mediche e infermieristiche anche le più
specialistiche, grazie alla collaborazione
con le migliori strutture sanitarie; un’atmosfera
vivibile e per quanto possibile gioiosa come
raramente in strutture di questo tipo
a foto ritrae Alex Aleman, direttore di Rivabella, con un’affascinante Doris Leuthard,
presidente della Confederazione Elvetica:
interesse per la politica?
“L’interesse è tutto per Rivabella. Semplicemente per la visita della presidente della Confederazione a Caslano il 1. agosto 2010 ci hanno chiesto
di preparare aperitivo e banchetto, sapendo
che disponiamo di un settore gastronomico
di prim’ordine. Abbiamo una perfetta squadra di cucina, è stato fatto con soddisfazione
di tutti, ad iniziare dalla signora Leuthard”.
L
Nell’estate 2010 è stata inaugurata la nuova palazzina abitativa. Altri programmi i vista?
“Disponiamo di un ampio terreno con vista-lago sul
quale è prevista una palazzina di 12 appartamenti di
60 mq. Tutti di grande pregio e ottimamente orientati tra lago e sole. Il punto di riferimento rimane la
struttura centrale con tutti i servizi che in qualsiasi
momento, 24 ore su 24, possono raggiungere gli ospiti
nelle suites e negli appartamenti. La nuova costruzione – pronta nel 2013 – comprenderà inoltre il centro
welness con piscina coperta”.
L’accento dove viene posto?
“Sul funzionamento ben organizzato e coordinato della struttura. Su un’offerta molto ampia nel campo della cura e della riabilitazione con terapie complementari molto richieste e gradite: fisioterapia, ergoterapia,
movimento, ginnastica, il thai, l’ayurveda (medicina
tradizionale indiana) fino a ballo, nel caso il tango,
il canto, che servono a mantenere l’armonia tra corpo e mente. Non dimenticando un accompagnamento
culturale molto attento, dai concerti alle esposizione
d’arte nella nostra Art Gallery”.
Residenza Rivabella, Via Ressiga 17, 6983 Magliaso,
Canton Ticino, Svizzera.
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Apprezzamenti e il riconoscimento che la
Residenza Rivabella dialoga con il territorio.
“Noi siamo su questo magnifico territorio che
si specchia nel lago e rimaniamo una Residenza privata di riposo, convalescenza e cura
con uno standing molto alto, dove la gastronomia è un
marchio di qualità su una serie di servizi che ci stanno
molto a cuore. Intendo cure mediche e infermieristiche
anche le più specialistiche, grazie alla collaborazione con le migliori strutture sanitarie; riabilitazioni
anche di lunga durata con una squadra di fisioterapisti, ergoterapeuti e neuropsicologi; attività fisiche
individuali e di gruppo; personale ben aggiornato e
confrontato ai più recenti sviluppi del settore e, soprattutto, un’atmosfera vivibile e per quanto possibile
gioiosa come raramente in strutture di questo tipo”.
Questo significa che la domanda continua ad essere alta?
“Molto alta per strutture di qualità. Noi vogliamo offrire il meglio con una Residenza che ha
le caratteristiche di una grande casa in cui ognuno ha il
proprio spazio all’interno di
una collettività di servizi. Ci interessa molto l’indice
di gradimento degli ospiti, cui diamo la possibilità di
conservare la propria dimensione privata ed anche
intima in una pluralità di rapporti. Grazie all’alto
comfort i residenti hanno la possibilità di non diminuire il proprio standard di vita”.
RUBRICHE
Motori
Diesel e ibrida,
la Panamera
scalda i motori
In arrivo sul mercato italiano i due nuovi modelli
Porsche. Campioni di risparmio su consumi ed
emissioni.
S
alire a Bologna su un’auto da cui scendere solo
all’arrivo a Berlino. Senza mai una sosta. Senza fare
mai carburante. L’impresa, è bene dirlo subito, non è da
tutti. Accessibile solo per chi ha le disponibilità finanziarie
per comprare una Porsche: la Panamera Diesel. Una
macchina che fa 100 chilometri con 6,3 litri e un serbatoio
di 80 litri. I conti sono presto fatti:
un’autonomia di 1.200 chilometri.
La Panamera
“Fondista imbattibile”, la
Diesel può fare
definiscono nel quartier generale
1.200 chilometri
(Bologna-Berlino) Porsche. Il tutto senza rinunciare
senza mai fare il alle prestazioni di cui la stessa
casa automobilistica di Stoccarda
pieno.
ha abituato i suoi clienti
appassionati. La Panamera Diesel,
infatti, con la sua trazione posteriore può raggiungere,
grazie al motore turbodiesel V6, i 100 chilometri orari in
6,8 secondi. Per una velocità massima che può toccare i
242 km/h. Queste le caratteristiche salienti di un modello
Gran Turismo che farà il suo debutto nei concessionari
italiani a partire dal prossimo mese di luglio, al prezzo di
82.049 euro. Non solo prestazioni. Garantito è anche il
comfort per i quattro i passeggeri per cui è stata
concepita. Poco importa che la silhoutte sia quella tipica di
una Porsche sportiva, bassa e filante.
Ad aprire un nuovo capitolo Porsche è invece la Panamera
S Hybrid: il modello meno inquinante nella storia della
famosa casa automobilistica tedesca. Le emissioni di CO2
di riducono a 159 g/km. Un
record interno, ma non solo. In
La Panamera S
termini di emissioni “questa
Hybrid apre un
vettura - garantiscono da
nuovo capitolo in
Porsche - supera nettamente
termini di emissioni:
tutte le vetture di lusso con
sistema Full-Hybrid di serie della mai così basse per
sua categoria”. Anche in questo una Porsche.
modello l’attenzione ai consumi (6,8 litri di carburante
ogni 100 chilometri) e all’ambiente non vanno a scapito
della sportività, elemento fondamentale per una Porsche.
L’accelerazione da 0 a 100 chilometri avviene in soli 6
secondi e la velocità massima è di 270 km/h. Il segreto
sta nei due motori che hanno già dato buona prova di sé
sulla Cayenne S Hybrid. Parliamo di un propulsore
principale costituito da un motore V6 con compressore
volumetrico di 3.0 litri che eroga una potenza di 333
cavalli (245 kW), assistito da un motore elettrico di 47
cavalli (34 kW). Entrambi possono alimentare la
Panamera S Hybrid separatamente. Il prezzo per il
mercato italiano, su cui il modello è sbarcato in questo
mese di giugno, è di 108.269 euro.
Sia per la Panamera Diesel, sia per la Panamera S Hybrid
il concessionario di riferimento a Varese è il Centro
Porsche Delcar Spa di via Sanvito Silvestro, 81.
(D.C.)
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 89
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BUSINESS ALL’ESTERO?
NON LASCIARE TUTTO IL PESO ALLA TUA AZIENDA
Dal 1975 al fianco delle imprese che pensano che i confini non siano il traguardo ma l’inizio della propria attività
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Giardini di
asparagi
“Il nostro corpo è un giardino. La
volontà è il giardiniere” (W. Shakespeare). I consigli dei
sapienti giardinieri e quelli de La Pina.
Per un saggio inizio d’estate.
ASPARAGI DI CANTELLO
Certo al supermercato li troverete ancora,
ma la loro
migliore
stagione è
appena
passata. Il
libro, invece, è
fresco di
stampa, e,
perdonate il
gioco di
parole,
particolarmente
appetibile.
Partendo da un elegante formato che lo
rende ideale anche come regalo e
arrivando al cuore del pianeta asparago: il
paese, la coltivazione, le ricette cucinate da
grandi chef di 16 ristoranti della nostra
provincia e del Canton Ticino. Un viaggio,
attraverso il territorio e nella storia, nella
natura e ovviamente nelle preziosità
alimentari varesine (con relativi enoabbinamenti). Chi vi scrive è una fan
dell'asparago, ma la lettura inviterà
all'assaggio anche gli incerti. In particolare
grazie a scatti fotografici d'eccezione, che
meritano una speciale citazione.
CIAO CHE FATE?
Chissà se La Pina che negli anni '90
viveva a Varese, allora si sarebbe
immaginata di pubblicare un libro, che
raccoglie il meglio di Pinocchio, la
seguitissima trasmissione di DJ, che
conduce nella “strana” coppia con
Diego, e vederlo segnalato qui? Il libro (un po' come
succede in radio) è un mix dell'ironia di entrambi, col
contributo della Vale, e quello via sms dei fedelissimi
ascoltatori: leggerezza a go go e pillole di saggezza
(volute o...casuali!). Come questa: “Coi desideri bisogna
stare molto attenti. C'è il rischio che si avverino”. Si
riflette un po'. E si ride parecchio.
Fulvio Cavadini
ASPARAGI DI
CANTELLO
Edizione PHC, 2011
RUBRICHE
In libreria
PASQUALE SARACENO COMMIS D'ETAT
Ricercatrice di storia contemporanea, varesina doc,
l'autrice ha già all'attivo prestigiose pubblicazioni sulla
figura di Pasquale Saraceno. Il volume ne ricostruisce gli
anni giovanili, fase meno conosciuta del percorso del
celebre economista, dagli studi alla Bocconi all'ingresso
all’Iri, dal rapporto con l’Università Cattolica
all’elaborazione del Codice di Camaldoli, fino
all’impegno per la Ricostruzione. Condotto col metodo
della ricerca storica, il libro non è un semplice trattato
per cultori della materia, ma affronta, con sensibilità,
una fase del percorso umano di un giovane e della sua
maturazione che lo porterà a farsi sostenitore di valori e
regole come fondamento di una società da rinnovare.
VARESE I LUOGHI DELLA MEMORIA
Itinerari varesini in salsa storica: i luoghi della
resistenza. La penna è quella vibrante di Giannantoni Il
libriccino è presentato dichiaratamente come una
diversa “opportunità per
riflettere sulla nostra identità
nazionale”, in questo
150esimo di celebrazioni
che trova ampio spazio
anche sugli scaffali della
libreria. Il plus qui è quello
dell'ambientazione locale,
con ricco apparato
iconografico: per gli
appassionati di storia, ma
anche per chi è spinto da
una sana curiositas verso
quello che riguarda il nostro
territorio.
CAMMEO
La giornalista bustocca ed eclettica scrittrice si cimenta
questa volta con un romanzo thriller. Ambientazione
contemporanea ma con un tuffo nel passato della
Seconda Guerra, è un giallo avvincente, che tiene
incollati anche grazie ai suoi colpi di scena.
Protagonista un avvocato che suo malgrado si troverà
coinvolto in una complicata “caccia al tesoro”. Sullo
sfondo un universo femminile fatale e molto ben
tratteggiato. Perfetto sia per i patiti della narrativa
La Pina & Diego (con la
Vale)
CIAO CHE FATE?
Mondadori, 2011
Giuliana Arena
PASQUALE SARACENO
COMMIS D'ETAT
Franco Angeli, 2011
Franco Giannantoni
VARESE I LUOGHI DELLA
MEMORIA
Arterigere, 2011
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 91
www.studiogirasole.com
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d'avventura,
ma anche per
i fedelissimi
del romanzo
storico: una
scrittura da
professionista
che invoglia
alla lettura,
nonostante
un'impaginazione non proprio ariosa.
Con la prefazione di Antonio Morra,
caporedattore del Corsera e la foto di
copertina di Daniele Belosio.
COME IO VEDO IL LAGO
Siamo gente di lago. Chi più, chi meno,
in questa terra dei sette laghi, difficile
non sentire una speciale affezione. Tanto
più per “il”
Giorgetti, il
pescatore,
che il lago di
Varese non
solo lo ama,
ma lo ha
vissuto
davvero. Lui
forse lo
conosce più
degli studiosi
e scienziati.
Com'è,
quindi,
davvero
questo lago tanto vituperato? Il libretto si
legge con piacere: ovviamente non c'è
rigore, ma molta passione e tanta
esperienza che forse vale di più.
Ciononostante, la curiosità sono anche le
prefazioni, curate, invece, da due uomini
di scienza: Franco Battaglia, docente di
chimica e giornalista dal piglio
“battagliero” (nomen omen!) e Paolo
Sequi del Consiglio per la Ricerca e la
Sperimentazione in Agricoltura. Entrambi
concordi nella valorizzazione del
metodo...empirico del pescatore.
SENSIBILITA’ AMBIVALENTE
Superato un comprensibile sospetto verso gli inediti di
una neo poetessa, iniziate la lettura delle liriche di
questa giovane autrice varesina, senza saltare
l'introduzione, in cui chiarisce
con straordinaria sensibilità
(guarda caso!) il significato di
un titolo, che sicuramente
incuriosisce.
Liriche musicalmente ben
costruite, in cui il messaggio
non è sotteso, ma emerge
prepotente. Certo, dipende
anche dalla vostra sensibilità!
Con fragile determinazione,
per citare il titolo di una delle
poesie che meglio
rappresentano
l'“ambivalenza” di una
sensibilità, che nell'apparente debolezza e dalla
difficoltà, affiora in tutta la sua forza.
VERRAI A TROVARMI D'INVERNO
“Verrai a trovarmi d'inverno?” La risposta è la prova
d'amore per chi vive sull'isola.
Una storia ambientata
nell'affascinante Pantelleria, una
storia di famiglie fittizie e reali e
di amori altrettanto fittizi e reali.
L'omosessualità è tratteggiata con
una delicatezza e una carica
poetica unica e uno stile brillante.
La stessa autrice sottolinea: “La
realtà è spesso meno dolce di
come ve l'ho propinata”. Da
leggere senza preconcetti.
Elena Raffo
CAMMEO
Pietro Macchione Ed.,
2011
RUBRICHE
In libreria
Ernesto Giorgetti
COME IO VEDO IL
LAGO
Associazione Culturale
Remolungo, 2011
Katia Catalano
SENSIBILITA'
AMBIVALENTE
Pietro Macchione Ed., 2011
Cristiana Alicata
VERRAI A TROVARMI
D'INVERNO
Hacca, 2011
L’ATLANTE DI SMERALDO
Uscito in contemporanea in 35
paesi, il romanzo è il consiglio del mese di Sara della
Libreria del Corso: un romanzo d'esordio di un autore in
realtà già affermato nel campo televisivo, nel genere per
ragazzi. Tra le altre collaborazioni: Gossip Girl, The Oc,
Una mamma per amica. Di qui forse il tam tam ancor
prima dell'uscita del romanzo e l'attenzione della critica
che, addirittura, ne parla come di un nuovo possibile
Harry Potter. Avventura e magia in una storia davvero
affascinante: protagonisti tre fratelli rimasti orfani.
Oppure no?
RACCONTI DEI SAGGI GIARDINIERI
John Stephens
L'ATLANTE
DI SMERALDO
Longanesi, 2011
Raffinata copertina verde, nemmeno a dirlo, greche
fiorite e illustrazioni a tema per un susseguirsi di
racconti, leggende, miti (anche rivisitati in salsa floreale
Anno XII - n.5/2011
- VARESEFOCUS 93
RUBRICHE
In libreria
Pascal Fauliot
Patrick Fischmann
RACCONTI DEI SAGGI
GIARDINIERI
L'ippocampo, 2011
come quello di Re
Mida), massime di
“filosofia giardiniera”
da ogni parte del
mondo e della storia.
Affascinante, esotico.
Racconti da leggere a
qualcuno di speciale:
magari per
conquistare una
ragazza con un certo
stile o,
semplicemente, per
scoprire un giardino
segreto.
IL SOGNO DEL CELTA
Mario Vargas Llosa
IL SOGNO DEL CELTA
Einaudi, 2011
Nobel per la Letteratura 2010, Vargas Llosa
non è un autore facile. Questo libro, che si
inserisce nel progetto di Einaudi di
pubblicarne tutta l'opera, è un'avventura
ambientata ai primi del '900. La vita
leggendaria dell'irlandese Roger Casement,
personaggio complesso e contraddittorio.
Una scrittura straordinaria, una storia
avvincente, un eroe imperfetto e, tanto più,
eroe. Una lettura piacevole e arricchente,
seppur impegnativa.
THE SPLENDOURS
OF THE VARESE AREA
Mauro Luoni,
Raffaella Ganna
THE SPLENDOURS
OF THE VARESE
AREA
Pietro Macchione Ed.
2011
L'edizione inglese di un volume
di cui abbiamo già parlato
(Varesefocus, dicembre 2010)
rappresenta la conferma di
un'attenzione sempre crescente
al marketing del territorio in
chiave turistica. Un'operazione,
quella dell'editore, che
rappresenta un unicum: il libro
non è una tradizionale guida,
ma un viaggio alla scoperta
delle preziosità meno note.
Sorprese e tesori varesini da svelare anche
all'estero.
LA LUCE CADUTA NEL POZZO
Giusi Tamborini
LA LUCE CADUTA NEL
POZZO
Pietro Macchione Ed. 2011
94 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011
La letteratura sulla malattia, in particolare sul
cancro, è ricca: si va da quella scientifica, al
racconto biografico, ad una narrativa che
tende a sdrammatizzare, proponendo
l'approccio positivo, il sorriso, come una vera
e propria terapia. Il racconto della Tamborini,
invece, è una storia
personale, ma
edulcorata (riferimenti
a luoghi e persone
sono fantastici) e non si
offrono ricette. Il
percorso dell'autrice
tra delusioni e
speranze, è un viaggio
sofferto dell'io, in cui
affiorano le storie dei
compagni di viaggio.
L'autrice è medico,
nonostante una palese volontà di non lasciarlo
trapelare (si legge nella biografia in quarta):
questo rende il suo percorso, prima nel rifiuto e
poi nell'accettazione, ancora più delicato e
intenso.
Silvia Giovannini
(in collaborazione con la LIBRERIA del Corso di Varese)
MUSICA
TRALLALLERO,
TRALLALLA’
Un suggerimento musicale tutto varesino, per
questo inizio d'estate. Trallallero Live è il nuovo
disco di Riki Cellini: il cd, presentato a Maggio,
è il frutto di una registrazione live, tenutasi al
Teatrino Santuccio lo scorso Dicembre. Nomi e
partecipazioni note nel cd: dal jazzista Baggio,
alla strepitosa Aida Cooper, al cantante-attore
Fontana, a Paolo Franzato - con un cammeo
recitativo - per citarne alcuni. La copertina si
basa su un'opera di Giorgio Piccaia e all'interno
contributi fotografici e giornalistici varesini. 20
brani, tra inediti e
successi del passato,
acquistabili su Itunes
(dove potrete gustare
un assaggio di
ciascuno). Un titolo che
è tutto un programma
ed evoca giochi tra
amici, nuovi e ritrovati.
Perfetto per l'estate.
Riki Cellini
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