ANNO XII - N.5 GIUGNO 2011 VARESEFOCUS In BICI per scoprire le meraviglie lacustri Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB (VARESE) Editoriale Un contesto favorevole, un lavoro premiante H o il piacere di presentarmi ai lettori di Varesefocus: sono Gianni Brugnoli, il nuovo Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Sono stato eletto dai miei colleghi imprenditori nel corso dell’assemblea di quest’anno, la cui cronaca è ospitata nelle successive pagine di questo numero. Sostituisco nell’incarico Michele Graglia, che mi ha preceduto negli ultimi quattro anni. Il mandato di presidente dell’Unione Industriali ha questa durata. E non è rinnovabile. Credo che uno dei punti di forza della nostra organizzazione sia proprio il ricambio ai Giovanni Brugnoli vertici. Una scelta voluta - e perciò consacrata nello statuto associativo - perchè il ricambio evita stanchezza e cali di tensione e assicura invece l’avvicendamento di risorse sempre fresche nel fisico, nell’intelletto, nel cuore. So che i colleghi imprenditori si attendono molto dalla loro Unione Industriali, specialmente in un periodo come questo caratterizzato dalla necessità di ri-orientare il modo di fare impresa per fronteggiare le sfide, del tutto nuove, di un mercato aperto e globale. Le difficoltà non mancano. Ma non ho dubbi che un’industria di antica tradizione e solida come quella di questo territorio, che è passata, in due secoli, attraverso numerosi e altrettanto drastici cambiamenti, saprà continuare ad essere quella di sempre. Dovremo interagire con le altre associazioni imprenditoriali, con le forze sindacali e istituzionali, con la sfera politica, con il sistema del credito per cercare di accelerare l’uscita dalla crisi, lavorando congiuntamente per il bene del nostro territorio. Credo che compito di tutti sia quello di contribuire, nei rispettivi ambiti, a creare un clima favorevole perchè il lavoro in provincia di Varese sia premiante, per tutti. Noi imprenditori ce la mettiamo tutta. Ma tanto più grandi saranno i risultati, quanto più ciascuno avrà fatto la propria parte. Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 1 Cinque sensi non bastano. Audi A5 Cabriolet. More intense. Ridefinite lo standard delle vostre sensazioni a bordo di Audi A5 Cabriolet. 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Da Vinci, 9 - 20012 Cuggiono (Mi) Tel. 0331 889601 Gestione editoriale Servizi & Promozioni Industriali Srl Via Vittorio Veneto, 8/E 21013 Gallarate (Va) - Tel. 0331 774345 Pubblicità Servizi & Promozioni Industriali Srl [email protected] Tel. 0331 774345 - Fax 0331 771701 Interventi e contributi di: Luigi Bignami, Giornalista; Andrea Della Bella, Giornalista; Maria Grazia Gasparini, Giornalista; Roberto Morandi, Giornalista; Luisa Negri, Giornalista; Riccardo Prando, Giornalista; Eugenio Peralta, Giornalista; Paola Provenzano, Giornalista; Sergio Redaelli, Giornalista; Verena Vanetti. In redazione: Laura Bardelli, Davide Cionfrini, Silvia Giovannini, Mauro Luoni. Questo numero di “Varesefocus” è stato chiuso il giorno 17 giugno 2011. Il prossimo numero di “Varesefocus” sarà in edicola con “Il Sole 24 Ore” di lunedì 26 settembre 2011. “Varesefocus” ospita articoli e opinioni che possono anche non coincidere con le posizioni ufficiali dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Valore di abbonamento annuo Euro 20,00 (nell’ambito dei servizi istituzionali dell’editore) Fotografi: Archivi aziendali vari, Archivio Caserma Ugo Mara, Archivio Reuters, EOS/F.Blickle, EOS/C.Zahn, Franco Garbin, Mauro Luoni. Segreteria di redazione: Viviana Maccecchini, Maria Postiglione. Si ringrazia Parlamondo Srl di Gallarate per le traduzioni in inglese. M A R I O Economia Arte 13 Pressione alle stelle 61 17 Il profit aiuta il no profit Omaggio al novecentista Montanari 64 Tavernari, la scultura come vita 66 Mostre e appuntamenti Formazione 19 Università 24 36 Una formazione tra moto e farfalle Università Cattaneo Due mesi e mezzo per trovare lavoro 36 Volandia...’Spaziale’! 40 I capolavori del MAGA fanno grande Gallarate 45 Storie di caffè Gourmet 69 Gewürztraminer, il gusto “piccante” dell’Alto Adige Scienza 24 47 Riecco il buco nell’ozono 72 Storia Vita associativa 26 50 Credere nell’industria per il futuro del territorio Foto dal mondo 50 26 Territorio 33 Trenord, il trasporto ferroviario si muove su binari nuovi Disegni fatti dal vento vengono tracciati sulla banchisa polare che copre l'Oceano Artico a nord di Prudhoe Bay, in Alaska. REUTERS/Lucas Jackson Gita a... 52 Una pedalata da romanzo storico Provincia da scoprire 57 Il castello dei Visconti di Jerago 72 La battaglia di Tornavento 77 Marco Formentini, il ragioniere che teneva i conti a Garibaldi Sport 81 130 anni di scherma a Busto Arsizio Musica 85 Remigi: “La canzone simbolo di Milano? Io scelgo la Madunina” Motori 89 Diesel e ibrida, la Panamera scalda i motori In libreria 91 Giardini di asparagi Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 7 FOCUS Focus La cittadella militare di Solbiate Olona Un Corpo d’Armata di reazione rapida della Nato composto da tremila militari appartenenti a quindici diverse nazionalità. le ricadute di questa importante realtà sul territorio. Le missioni di pace all’estero 8 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 D ovunque celermente. Entrando nell’area di pertinenza della caserma Ugo Mara di Solbiate Olona la scritta “ubique celere” impressa sullo stemma, con al centro il profilo di aquila e la spada, dice in modo chiaro che gli uomini e le donne che incontriamo in tuta mimetica ed anfibi sono pronti a partire. Questo è, in estrema sintesi, quello che in sigla si indica come Nrdc-Ita, ossia Corpo d’Armata di reazione rapida della Nato, uno dei sei comandi multinazionali di questo tipo presenti a livello di Alleanza Atlantica. Ritagliato in un lembo di terra tra la superstrada che porta a Malpensa e un centro commerciale, nel sedime di un comune con poco più di 5mila abitanti, è un fazzoletto di terra dove si parlano le lingue del mondo e dove la presenza militare ha una lunga storia alle spalle. Da qui - in caso di un ordine in questo senso da parte del Nac (North Atlantic Council) - con i militari partono tende, cucine mobili, servizi igienici, postazioni informatiche e attrezzature di ogni tipo. I container sono sempre pronti: già issati su carrelli mobili da agganciare ai mezzi che devono trasportarli. A Solbiate Olona Altrettanto pronta è uno dei sei comandi una complessa multinazionali di macchina questo tipo presenti organizzativa a a livello di Alleanza livello di staff tattico, tenuta sempre in Atlantica. FOCUS collocazione in un punto allenamento grazie a esercitazioni In caso di ordine di partenza, con i periodiche che riguardano uomini, militari partono tende, cucine mobili, nevralgico a livello di nodo autostradale. Qui sono di stanza materiali e procedure. servizi igienici, postazioni “Le operazioni alle quali 400 posizioni di staff e un totale di informatiche e attrezzature di ogni partecipiamo richiedono oggi un circa 3.000 persone di 15 tipo. I container sono sempre pronti. approccio globale”: così spiega il nazionalità differenti (la presenza Comandante di Nrdc-Ita, il Generale italiana copre il 70 per cento del di Corpo d’Armata Gian Marco totale a cui si affiancano soldati Chiarini. “Non si tratta solo di coordinare azioni di tipo di altre 14 nazioni aderenti alla Nato, con una quota esclusivamente militare, ma anche di interagire con la maggiore di americani e inglesi, ma anche spagnoli, popolazione locale, di aiutare i Paesi in cui si interviene greci, ungheresi e tedeschi). Il Comando dispone, inoltre, nella delicata fase di transizione post bellica, di di una Brigata di supporto articolata su un Reggimento contribuire ad occuparsi di tante questioni che vanno al di che assicura le comunicazioni ed un Reggimento che là di quelle meramente militari”. In queste parole è relizza fisicamente la struttura da schierare in teatro racchiuso quello che qui chiamano comprehensive d’operazioni. Millecinquecento sono le famiglie dei approach, un mix fatto di operazioni militari e interventi militari che qui stabilmente vivono sul territorio creando, civili, ma anche di costante cooperazione con le altre con la presenza loro e delle loro famiglie, una ricaduta istituzioni e soggetti internazionali presenti nelle zone dove economica sul territorio. Diverse imprese della zona vi è un conflitto bellico. Questo è anche il frutto del nuovo hanno in appalto servizi all’interno della zona militare, Concetto Strategico che i vertici della Nato si sono dati dai lavori di manutenzione delle strutture e dei mezzi, nello scorso autunno durante un summit a Lisbona. “In alla gestione dell’asilo nido che ospita una quarantina di ogni operazione - spiega ancora il Generale Chiarini - ci bambini (36 figli di personale interno e 4 che arrivano sono ufficiali che fanno da collegamento con l’Onu e con i da fuori). Accanto alla colorata e accogliente struttura Governi coinvolti. Importantissimo è per noi anche destinata ai più piccoli vi è l’infermeria, la chiesa e nella l’aspetto della comunicazione con la popolazione locale stessa zona trovano spazio una lavanderia a gettoni e ed il modo in cui veniamo percepiti”. uno sportello bancario. Una piccola cittadella che fa da supporto all’interno del duplice cordone di sicurezza che La caserma e il territorio delimita gli spazi interni. Ampi capannoni ospitano i La dislocazione di questa postazione Nato non è stata materiali necessari ad allestire i campi in caso di scelta a caso. L’area individuata è un punto strategico intervento. Un capannone invece è stato adibito a per le vie di comunicazione aerea e terrestre. C’è la palestra attrezzata per tenersi in allenamento vicinanza dello scalo della Malpensa, ma anche la costantemente. Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 9 FOCUS Focus Non si tratta solo di coordinare azioni di tipo tattico, ma anche di interagire con la popolazione locale, di aiutare i Paesi in cui si interviene nella delicata fase di transizione post bellica. Tra esercitazioni e missioni… Durante l’anno si fanno esercitazioni che mettono in moto tutta la macchina organizzativa e i materiali presenti. Nel 2010 si sono svolte tre esercitazioni: la EagleMeteor 2010, condotta a Torre Veneri (Lecce) in giugno, la Noble Light 2010, condotta a Bellinzago (Novara) e Candelo Masazza (Biella) in ottobre, e la SteadfastJuno 2010, condotta a Solbiate Olona in dicembre. Tutto ciò ha permesso di testare in condizioni realistiche il processo decisionale e di pianificazione delle operazioni, la linea di comando e controllo, la capacità di proiezione logistica e di sostegno di una struttura articolata e complessa anche a migliaia di chilometri di distanza. Basti pensare che, in caso di intervento, le aliquote presenti alla Ugo Mara si mettono a sistema e si garantisce, solo per fare un esempio che renda l’idea delle dimensioni dell’intervento, la funzionalità di qualcosa come 1.500 postazioni informatiche. L’impegno dello scorso anno è stato anche finalizzato a rispondere al meglio alla missione di questi primi sei mesi del 2011: in questo semestre, infatti, l’Nrdc-Ita ha il comando dalla componente terrestre della NRF16 (Nato Response Force), ossia lo strumento di risposta militare a disposizione del comando Nato. Già in calendario per il 2013 vi è un nuovo coinvolgimento dell’Nrdc-Ita nella missione Isaf (International Security Assistance Force) in Afghanistan. Proprio in Afghanistan il Comando Nrdc-Ita è stato schierato per nove mesi (tra il 2005 e il 2006) sotto la guida del Generale di Corpo d'Armata Mauro Del Vecchio. Questa missione - come si legge sul sito del Ministero della Difesa - ha rappresentato il primo impegno operativo del Comando multinazionale di Solbiate Olona dalla sua costituzione (avvenuta nel novembre del 2001). Circa 1.300 uomini del Comando si sono alternati In Afghanistan le truppe del nello staff e nel supporto Comando logistico e delle comunicazioni. L’impegno solbiatese sono del Corpo d’Armata di state schierate per reazione Rapida della nove mesi tra il Nato non si è solo limitato 2005 e il 2006. 10 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 all’aspetto operativo, ma anche al lancio di un’iniziativa umanitaria in sostegno della popolazione afgana denominata “Fai volare la speranza”. Un impegno a cui hanno aderito numerose municipalità, istituzioni pubbliche e private e cittadini della Lombardia che hanno donato fondi e materiale per un ammontare di oltre 150.000 euro, che il Comando di Solbiate Olona si è impegnato a distribuire nella zona di Kabul. A gennaio L’impegno del Corpo 2009 parte del d’Armata non si è solo personale dell’Nrdc-Ita limitato all’aspetto è stato nuovamente operativo, ma anche al dispiegato per quasi lancio di un’iniziativa sette mesi a Kabul per umanitaria in sostegno operazioni a sostegno della popolazione afgana. delle forze in campo e della popolazione civile. Al momento la situazione in Libia, essendo in corso una operazione aerea e marittima, non coinvolge in alcun modo il comando di Solbiate Olona che è un comando terrestre. Ma nessuno può dire quali saranno gli sviluppi futuri di questa operazione o quali altri teatri di crisi ci si troverà di fronte in futuro. Paola Provenzano FOCUS Focus THE MILITARY TOWN OF SOLBIATE OLONA At Solbiate Olona you can find one of six multinational NATO commands. It is home to a Rapid Deployable Army Corps with some 3000 soldiers from 15 different nations. If troops receive orders to leave for a mission they take tents, mobile kitchens, toilet facilities, information systems and all sorts of equipment with them; the containers are ready at all times. It's not just about coordinating tactical actions but also about interacting with the local population and helping the countries where the troops are located in the delicate transitional post-war phase. In Afghanistan the troops from the Solbiate Command were deployed for nine months between 2005 and 2006. The Army Corps did not simply deal with the operational side of things but also launched a humanitarian initiative to support the Afghan population. Dopo i conflitti nell’ex Jugoslavia, riformulato il ruolo della Nato La Nato (North Atlantic Treaty Organization), alla quale si diede vita nel 1949 per la difesa collettiva e la sicurezza al fine di fronteggiare la minaccia sovietica, rappresenta ancora oggi un fondamentale trait d’union tra Stati Uniti ed Europa. Ne parliamo con Massimo de Leonardis, professore ordinario di storia delle relazioni e delle istituzioni internazionali all’Università Cattolica di Milano. Che cosa rappresenta oggi la Nato? Dopo la caduta dell’Unione Sovietica si è visto che in realtà la pace non era assicurata. I conflitti nella ex Jugoslavia lo hanno chiaramente dimostrato. Da qui è nata una riformulazione del ruolo della Nato che è diventata il punto di riferimento per la difesa dei valori e degli interessi dei Paesi alleati, dovunque essi fossero minacciati. Si è superato in questo modo il concetto di “limite territoriale” degli interventi e ciò spiega le missioni in Paesi terzi rispetto all’alleanza, come per esempio è successo in Afghanistan. Cosa è successo sul piano pratico? Se è vero che durante la guerra fredda era chiaro l’interesse comune di questa coalizione, dopo è diventato evidente che vi sono differenti visioni e interessi tra Stati Uniti ed Europa. Con la presidenza Obama ad esempio il rischio è quello di una scarsa fiducia nell’alleanza. Si può spiegare così anche la dinamica dell’intervento in Libia? Direi di no. In questo caso il problema deriva dal fatto che l’intervento in Libia è cominciato come una iniziativa di inglesi e francesi e solo dopo, per le pressioni di altri Paesi, si è chiesto alla Nato di intervenire. A questo punto però solo alcuni membri della Nato hanno deciso di mandare le loro forze. E a ciò si deve aggiungere la scarsa chiarezza del mandato Onu. Insomma si tratta di un caso ben differente rispetto all’ingerenza umanitaria che fu decisa in Kosovo nel 1999. Allora mancò il mandato Onu, ma vi fu ampia condivisione. Quali sono in questo momento le prospettive per lo sviluppo futuro? Per capirlo occorre guardare al Concetto Strategico emerso a Lisbona nello scorso autunno. Questo documento strategico rappresenta la base su cui l’Alleanza opera: ovviamente ad esso è sotteso un documento militare che, in quanto tale, non viene reso noto. Il nuovo Concetto Strategico non è in sé rivoluzionario e, come spesso accade, è il compromesso fra due visioni differenti. Ma la maggiore novità dal punto di vista formale è che si parla di comprehensive approach ossia della compresenza di azioni militari e civili negli interventi e dell’interazione con altri soggetti come ad esempio l’Onu, per la legittimazione degli interventi presso le opinioni pubbliche, e l’Unione Europea per le questioni legate agli aspetti civili della ricostruzione e dei finanziamenti allo sviluppo. (Pa. P.) Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 11 BL Il Leasing della Banca di Legnano BL La crescita programmata della vostra azienda Offriamo formule di leasing particolarmente vantaggiose e su misura con un notevole contenimento dei costi. www.bancadilegnano.it ECONOMIA Economia Pressione alle stelle È quella fiscale che pesa sui bilanci delle imprese italiane e sui redditi dei lavoratori. La tassazione italiana rimane tra le più elevate dell’area Osce. Con un divario in crescita, che ci separa sempre di più dalle economie nostre concorrenti, anche a causa del basso tasso di produttività del Paese. “T u vuo’ fa l’americano” cantava nel ’56 Renato Carosone. Oggi, però, l’invidia per le realtà di oltre confine ha distanze ben più corte. Il sogno per gli imprenditori italiani non ha i contorni a stelle e strisce, ma quelli della Spagna. Dove i colleghi titolari d’impresa pagano molte meno tasse. A fare i conti in tasca alle aziende europee è uno studio di Confindustria, elaborato insieme a Deloitte. Il risultato finale? Se un’impresa, in Italia, A parità di condizioni pagano più tasse solo i lavoratori del Belgio chiude il bilancio con un utile netto di un’impresa che in 380mila euro, questo vuol dire che la stessa (55,4%), della Francia (49,3%), della Italia ha un utile netto Germania (49,1%) e dell’Austria (47,9%). La realtà produttiva in Spagna avrebbe portato di 380mila euro, in a casa un risultato di 600mila euro. La beffa però è che in molti Paesi la pressione Spagna arriverebbe a fiscale sta scendendo. Il cuneo fiscale medio differenza sta nella tassazione effettiva complessiva che nel nostro Paese tocca il dei membri Ocse tra il 2000 e il 2009 è sceso guadagnare fino a 58%, mentre in Spagna si ferma al 29%. Più dell’1,4%. Con una riduzione ancor più 600mila euro. o meno la metà. Peggio di noi fa solo la consistente per quanto riguarda i salari più Francia con una pressione fiscale del 60%, bassi, dove il carico fiscale ha registrato una mentre nel Regno Unito è del 40% e in Germania del 43%. discesa ancor più ripida, pari al 2,1%. Questo grazie a Secondo le proiezioni, rispetto ai 380mila euro di utile post una politica fiscale più attenta alle fasce povere che ha imposte di un’azienda italiana, una tedesca, per il solo contraddistinto Paesi come l’Olanda, la Svezia, la effetto tasse, guadagna il 20% in più, una inglese il 37%. Un Repubblica Slovacca, la Finlandia e quell’Ungheria che gap competitivo di non poco conto. fino a soli pochi mesi fa era davanti all’Italia. E per i lavoratori dipendenti la situazione non è molto Ma il problema non è solo fiscale. A incidere sui guadagni diversa. Anzi, come sottolineato dall’ultima classifica stilata dei lavoratori è anche il basso tasso italiano di dall’Ocse riguardo alle tasse sui salari, l’Italia si piazza al produttività. Che nei 10 anni precedenti la crisi è cresciuto ben poco invidiabile quinto posto. Il cosiddetto cuneo fiscale del solo 3%, contro il +14% che calcola la differenza tra quanto viene pagato dal datore registrato nell’area euro. Il cuneo fiscale di lavoro e quanto effettivamente finisce nel portafoglio del Il risultato è presto detto: essere italiano è il quinto tra dipendente è arrivato a toccare la soglia del 46,9%. Con un in testa alla classifica sulla i 34 Paesi dell’Ocse. trend in crescita. Nell’ultimo anno è stata registrata tassazione del lavoro Nell’ultimo anno un’ulteriore erosione dello stipendio netto dello 0,4%. Un dipendente, avere un basso abbiamo superato aumento della pressione fiscale che è valso il sorpasso in livello di efficienza produttiva, anche l’Ungheria. classifica dell’Ungheria (scesa al 46,4%). Nell’area Ocse vuol dire piazzarsi indietro in Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 13 ECONOMIA Economia quella dei salari netti. In questo caso l’Ocse ci A incidere sulle buste dei Paesi dell’eurozona. La causa? “La paga degli italiani è piazza al 22esimo posto sui 34 Paesi che fiducia dei consumatori è diminuita a causa aderiscono all’Organizzazione. Il salario anche il basso tasso di delle accresciute incertezze del contesto netto medio annuo di un single senza figli nel produttività che cresce economico che incidono sulle prospettive nostro Paese è stato nel 2010 di 25.155 a un ritmo cinque volte individuali e sui bilanci delle famiglie”. Su cui ora aleggia l’incognita di un ulteriore dollari. Un ammontare inferiore sia alla inferiore alla media aumento della pressione fiscale in almeno media Ocse di 26.436 dollari, sia dell’Ue a dell’area euro. 3.500 Comuni. Quelli che potranno 15 dove è di 30.089. Una proporzione che, però, viene ribaltata se ad essere preso in aumentare dello 0,2% l’addizionale Irpef. Lo considerazione è lo stipendio lordo che, con una cifra di permette uno dei decreti di attuazione del federalismo 35.847 dollari è superiore alla media Ocse di 35.576. Si fiscale. L’importante è averne i requisiti. Tra questi, quelli torna al punto di partenza, al fardello di un cuneo fiscale di non aver superato fino ad oggi la soglia dell’aliquota più pesante rispetto agli altri Paesi con cui l’Italia si gioca dello 0,4%. Difficile prevedere quante di queste 3.500 l’importante partita della competitività. amministrazioni sceglieranno la strada di aumentare le “La riforma fiscale andrebbe fatta anche prima di tasse locali. Se, però, settembre”, incalza la fino ad oggi la Cgia di Lo stipendio medio Presidente di Confindustria Mestre calcolava che un In Italia si lavora per Emma Marcegaglia. La tenuta italiano dovesse lavorare netto di un lavoratore pagare le tasse fino dei conti pubblici, anche per italiano è inferiore sia fino al 5 di giugno per al 5 di giugno. Solo la leader di Viale alla media Osce, sia a pagare le tasse di un da questo giorno in quella dell’Europa a 15. dell’Astronomia, rimane un anno a suo carico, per avanti si comincia a punto fermo, ma qualcosa poi cominciare a guadagnare per sé. deve esser fatto “anche a guadagnare per sé solo parità di pressione fiscale”, dal giorno successivo, il rischio ora è di dover spostare un magari spostandola “sulle rendite finanziarie e in parte po’più in là questa soglia temporale. Che è già piazzata, sull’Iva, ma riducendola per lavoratori e imprese”. In gioco tanto per cambiare, ben più avanti rispetto al 30 maggio c’è la crescita del Paese che è ancora ferma al palo. “La degli inglesi e all’11 aprile degli statunitensi. Il che riporta ripresa - avverte il Centro Studi Confindustria - rimane in auge il “Tu vuo’ fa l’americano” di Carosone. anemica”. Nel primo trimestre 2011 il +0,1% del Pil Fiscalmente parlando, almeno. Davide Cionfrini italiano deve fare i conti con il +1,5% tedesco e il +0,8% Il lavoro straordinario a Varese è detassato Lavoro supplementare, straordinario, notturno, festivo e domenicale: su queste parti di salario i dipendenti delle imprese associate all’Unione degli Industriali della Provincia di Varese possono usufruire di un alleggerimento fiscale. A rendere possibile questa detassazione sul territorio è l’accordo firmato dalla stessa Unione Industriali insieme alle sigle sindacali varesine di Cgil, Cisl e Uil. Obiettivo: alleggerire il cuneo fiscale su quelle voci della busta paga che favoriscono la produttività e la competitività aziendale. A Varese ha preso così corpo una delle prime intese in Italia che hanno dato applicazione concreta al patto siglato a livello nazionale da Confindustria e dai Sindacati, per dare la possibilità alle imprese di adottare, a favore dei propri dipendenti e dei lavoratori somministrati, le agevolazioni fiscali. Questo patto, infatti, permetteva a tutte le realtà locali dove fosse stato siglato un accordo territoriale di secondo livello tra l’associazione degli industriali e i sindacati, di applicare il nuovo regime fiscale a qualsiasi impresa associata al Sistema Confindustria. La legge, infatti, prevede che l’applicazione sia legata ad un accordo sindacale di secondo livello. Una condizione che, senza accordi sul territorio, avrebbe limitato nei fatti la detassazione solo a quelle imprese, per lo più grandi, al cui interno viene portata avanti una contrattazione aziendale. In pratica, rischiava di rimanere fuori la gran parte dei lavoratori delle piccole e medie realtà produttive. Ciò nel Varesotto non accade. Ai lavoratori dipendenti di tutte le imprese associate all’Unione Industriali viene applicata l’aliquota secca del 10% a tutti quegli istituti che, come si legge nel testo dell’accordo con i sindacati locali, “sono riconducibili a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, in relazione a risultati riferibili all’andamento economico e agli utili dell’impresa o ad ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale”. In pratica, la parte di salario legato a questi elementi non seguirà la normale e progressiva tassazione sulle persone fisiche, ma beneficerà dello sconto fiscale. (D.C.) 14 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Via Como, 12 21100 Varese Italia T +39 0332237559 hoteldivarese.com VARESEFOCUS SI FA IN 3!!! la tua pubblicità su CARTACEO INTERNET iPAD - iPHONE •17.000 copie cartacee • versione sfogliabile su Internet e App dedicata su iPad e iPhone • pubblicità dinamica • multimedialità: filmati e link Per informazioni: SPI Srl - [email protected] - tel. 0331 774345 - fax 0331 771701 Apple ed il logo Apple sono marchi di Apple Inc., registrati negli Stati Uniti ed in altre Nazioni. iPad è un marchio di Apple Inc.. App Store è un service mark di Apple Inc. ECONOMIA Economia Il profit aiuta il no profit Un progetto di Fondazione Sodalitas per favorire una maggiore attenzione del settore profit nei confronti del Terzo Settore. I l mondo del no profit vive una crescente difficoltà a trovare finanziamenti sufficienti ad assicurarne la sostenibilità nel medio periodo. Il taglio dei trasferimenti dallo Stato agli enti locali e, comunque, la progressiva erosione di risorse pubbliche disponibili, impone di trovare altri canali di sostegno. l’attività della Fondazione ha fatto leva Sodalitas oggi conta Da questa constatazione, Sodalitas ha proprio sulla disponibilità di manager sull’apporto di 100 sviluppato un progetto denominato in pensione, con il progetto Sodalitas manager che “aiutano Sodalitas Social Innovation. Obiettivo: Social Innovation si vuole andare oltre, chi aiuta” e di 75 aiutare il Terzo Settore a sviluppare coinvolgendo anche dirigenti d’azienda aziende di ogni programmi innovativi di elevato valore e in piena attività. E, ovviamente, anche dimensione e settore. La le rispettive imprese, oltre a quelle che facilitare le partnership profit-no profit sezione varesina di allo scopo di realizzare un rilevante già aderiscono alla Fondazione impatto sociale con mutuo beneficio. Sodalitas conta oggi 25 Sodalitas. Come dire: quanti più sono Sodalitas nasce nel 1985 all’interno di gli esperti che possono mettere a consulenti volontari. Assolombarda, l’associazione delle disposizione del no profit le proprie industrie della provincia di Milano, come competenze, tanto più si può riuscire a un’organizzazione che raggruppa imprese ed exdare un supporto qualificato ad un segmento tanto manager in pensione, con l’obiettivo di contribuire importante per chi, nella società, è più debole. In all’evoluzione del ruolo dell’impresa come attore un’ottica di sussidiarietà che avanza proprio in sociale e non solo economico. In che modo? concomitanza con il restringimento dei finanziamenti Sostenendo la tumultuosa crescita del settore no profit pubblici. Con la sempre maggiore difficoltà, cioè, da italiano mediante la messa a disposizione delle parte dello Stato a garantire aiuti a tutti. esperienze professioali maturate dai dirigenti Per ottenerne da altri canali, occorre però essere d’azienda. Mettendo cioè al servizio della società credibili. Occorre presentare dei piani di attività e dei civile i punti di forza della cultura d’impresa. piani economico-finanziari in grado di reggersi. Da allora, Sodalitas, Bisogna dimostrare di saper fare e di saperlo fare divenuta Fondazione nel bene. Ecco allora la grande utilità che può venire da 2007, è cresciuta e si è chi si occupa o si è occupato professionalmente di diffusa nel paese. Oggi organizzazione conta sull’apporto di 100 aziendale, di Aiutare il Terzo Settore manager che “aiutano chi pianificazione a sviluppare programmi aiuta” e di 75 aziende di strategica, di marketing innovativi di elevato ogni dimensione e settore. e altro ancora. La sezione varesina di si tratta cioè di aiutare il valore e facilitare le Sodalitas conta oggi 25 no profit a dotarsi delle partnership profit-no consulenti volontari. competenze e degli profit. Ma, se fino ad ora strumenti necessari per Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 17 ECONOMIA Economia presentare nella maniera adeguata Fino ad ora l’attività di ad un pubblico di interlocutori sensibili e Sodalitas ha fatto leva sulla ed efficace i propri social business virtuosi. La partecipazione alla selezione plan e riuscire così ad ottenere è gratuita e la richiesta dovrà pervenire disponibilità di manager in partnership o finanziamenti. Si in formato elettronico entro il 10 luglio pensione. Ora si vuole tratta anche di mettere a prossimo all’indirizzo: andare oltre, coinvolgendo disposizione delle imprese e degli anche dirigenti d’azienda in [email protected] enti erogatori un orizzonte di piena attività. Sodalitas Social Innovation, ad oggi, ha organizzazioni mature e capaci di già ottenuto l’adesione di 4 fondazioni proporre progetti innovativi e di Fondazione Cariplo, Fondazione Enel Cuore Onlus, elevato valore sociale. E, anche, di dare visibilità alle Fondazione Vodafone Italia ed Unicredit Foundation iniziative di partnership profit-no profit più significative per favorire un'emulazione virtuosa e 4 Organizzazioni rappresentative del Terzo Settore trasversale. Ciessevi, CoLomba, Forum Nazionale Terzo Settore, In quest’ottica è stata elaborata una “griglia di Istituto Italiano della Donazione - e 16 imprese: ABB, compilzione”, uno strumento cioè in grado di aiutare Accenture, Banca Prossima, Banca Popolare di le organizzazioni no profit a presentare nella maniera Milano, Edison, Gruppo Filo Diretto, Holcim (Italia), più adeguata il proprio progetto, mettendo in rilievo le Indesit Company, Italcementi, Linklaters, L’Oreal Italia, informazioni più importanti per la valutazione dei Mellin, Monte dei Paschi di Siena, Roche, progetti. I progetti così presentati verranno esaminati STMicroelectronics, Terna. Mauro Luoni da Commissioni composte da rappresentanti delle imprese, delle Fondazioni erogatrici, delle istituzioni e [email protected] dell’Istituto Italiano della Donazione che valuteranno ciascuna iniziativa. I progetti ritenuti più meritevoli di attenzione verranno proposti - nel prossimo autunno - VENDESI CAPANNONE INDUSTRIALE di MQ 12.000 BUSTO ARSIZIO (VA) Zona industriale di Sacconago PREZZO MOLTO INTERESSANTE Completo di impianti a norma Anno di costruzione: 2001 Area totale: mq 13.600 Area coperta: mq 7.800 P. T.: mq 4.000 (alt. mt 4,0) + mq 3.800 (alt. mt 10,0) 1. P.: mq 3.500 oltre Uffici mq 700 Area esterna: mq 5.800 Portata soletta: kg 1.000/mq. Per informazioni: SARGIM Spa, tel. 02.48.14.274, www.sargim.it Una formazione tra moto e farfalle Continua il viaggio di Varesefocus nel mondo della formazione interna alle imprese: nello scorso numero Lindt con un'Academy per formare i manager, una scuola firmata Bticino per i professionisti dell'hi-tech, un progetto Sices per i saldatori di domani, la Training Academy A. Marchetti di AgustaWestland ed Elmec College. Realtà esemplari e variegate, come quelle che vi presentiamo in questa nuova puntata, nate della convinzione che per un'azienda la formazione oggi è un'assoluta priorità. HUSQVARNA, UNA SCUOLA A TUTTO GAS E' partita a gennaio dell'anno scorso, grazie ad un accordo con l'Isis Newton di Varese, e ha l'obiettivo di offrire agli studenti gli “utensili” giusti per entrare in una “officina” del lavoro quanto mai affascinante e, in prospettiva, di un eventuale inserimento: è un'iniziativa di formazione firmata da Husqvarna, un nome di grande appeal per i ragazzi appassionati della meccanica. L'idea della storica azienda di Cassinetta di Biandronno è quella Garantire una di garantire una formazione specializzata formazione specializzata ai giovani, ma anche ai giovani e creare una quella di creare una sinergia tra le diverse sinergia tra le diverse realtà del territorio. realtà del territorio, in modo da “mettere in rete in un circuito virtuoso l'esperienza e le competenze tecniche che hanno permesso al marchio di affermarsi nel mondo”. Valorizzazione del territorio, dunque: un tema sempre più all'ordine del giorno e a cui le imprese oggi devono riservare ancora maggiore attenzione. In pratica, il percorso prevede una formazione mirata sia ai docenti, sia agli studenti per una conoscenza dell'azienda e del marchio, con momenti di didattica in aula, con corsi dedicati all’assemblaggio del motore e del veicolo e il controllo qualità, ma anche spunti e focus, attraverso conferenze, incontri e stage. Per i ragazzi, un'esperienza unica, grazie all'integrazione tra il mondo della scuola e quello del lavoro, sia - non si può nascondere - per il fascino di un marchio motoristico tanto prestigioso, sia per la concreta occasione di acquisire una professionalità specialistica spendibile nel mondo del lavoro. Per l'azienda, un investimento importante per la formazione di figure professionali, tecnici e operai, che troveranno sbocchi non solo all'interno, ma anche nell'indotto. E un modo - come dichiarato nella conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa da Giuseppe Manacorda, direttore di Stabilimento di Husqvarna Motorcycles - per offrire “una ideale continuità con la lunga tradizione professionale nel settore metalmeccanico ed in particolare motociclistico di Varese e della sua gente”. FORMAZIONE Formazione www.husqvarna-motorcycles.com NETWORK: LA FORMAZIONE SI FA IN ATELIER A differenza delle altre realtà per cui la formazione è un, seppur altissimo, valore aggiunto, la Network di Busto Arsizio, dal 1998 si occupa per definizione di tecnologie innovative e formazione: non un'impresa che fa formazione, dunque, ma un'impresa che è formazione. L'azienda opera nel campo delle reti tecnologiche e delle condotte per la distribuzione di acqua, gas e fluidi in pressione. Offre servizi complementari di vario livello e, naturalmente, consulenza. Inoltre, è specializzata nel campo della formazione e della certificazione per il personale che opera nelle reti o Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 19 FORMAZIONE Formazione INTICOM E LA YAMACADEMY Non un'impresa che nella produzione di macchinari fa formazione ma ed attrezzature per la saldatura di materie plastiche. Una priorità, un'impresa che “è” parte fondante del core business, formazione. tant'è che nel tempo è stata sviluppata una vera e propria divisione chiamata L'Atelier (nome particolarmente azzeccato se si pensa che la formazione è, giustamente, di moda!), che propone percorsi ad personam, corsi di certificazione (come quelli per i saldatori), corsi e seminari sulla realizzazione, gestione e manutenzione delle reti di trasporto e distribuzione acqua e gas, sulla progettazione, installazione, collaudo e manutenzione degli impianti domestici a gas, sul rinnovamento e risanamento delle reti, sull’area sicurezza e sulle energie rinnovabili. Grazie al proprio personale preparato ad hoc ed al supporto di consulenti esterni dalle maggiori realtà di settore, l'azienda fornisce percorsi mirati alle esigenze del cliente, corsi on site, curando tutti gli aspetti organizzativi e logistici e per completare la formazione, grazie alle possibilità di noleggio, consulenza e laboratorio, assicura al cliente un servizio che risponda a tutte le esigenze che emergono in itinere. Qualche dato? Dall'inizio dell'attività di Network al 2010, sono state garantite oltre 28.000 ore di formazione, 5.000 saldatori PE certificati, più di 1.300 corsi UNI 9737, 1.200 saldatori acciaio, più di 500 corsi. Know how made in Italy, ma anche apertura all'internazionale: grazie ad un progetto UndertownLab in collaborazione con realtà internazionali, per condividere le conoscenze legate alle reti hitech. L'Atelier collabora con importanti partner d'oltreconfine con l'obiettivo di definire un’offerta formativa basata sul confronto e sullo scambio di best practices, anche attraverso workshop internazionali, seminari, dimostrazioni tecniche e visite ad impianti. www.networkspa.com 20 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 A pochi giorni dall'estate, la leggerezza e i colori delle vetrine Yamamay invadono piacevolmente le città. Ma che attività di formazione c'è dietro il marchio della Inticom Spa che, ormai, spopola nel mondo dell'intimo? Un nome che la dice tutta: Yamacademy. A raccontarcelo, Roberto Manzi Responsabile Formazione del Personale e Direttore della corporate school di Yamamay. “La nostra accademia gestisce tutte le attività di formazione rivolte sia al personale interno che agli affiliati, in particolare alla forza vendita per la quale si richiede una competenza specifica sul prodotto”. Un plus su cui l'azienda punta molto e all'interno del quale, nel tempo, sono stati studiati percorsi - è proprio il caso di dirlo! - su misura per dipendenti e collaboratori. Basti un dato: dal secondo semestre del 2003 alla fine del 2010 sono state erogate circa 10mila giornate di formazione/uomo. “Nella YamAcademy la teoria d'aula si fonde nella pratica del negozio per diventare una sola cosa - continua Manzi - e fare la differenza dalla concorrenza: una vendita che assista il cliente in tutte le sue fasi. Che trasformi il contatto negozio in una esperienza di acquisto positiva e da rivivere. Non a caso il focus dei Corsi Avanzati che stiamo svolgendo in questi giorni è l'Energia del Punto Yamacademy: dal Vendita”. 2003 al 2010 erogate Due le aree specifiche in cui circa 10mila giornate si articola il programma: di formazione/uomo. retail e corporate. Lo start up del programma retail inizia con una tre giorni di crash test presso un punto vendita, seguito poi da una settimana full time in aula su temi che vanno dalle tecniche di vendita al visual merchandising, all'utilizzo dei sistemi IT di cassa, riassortimento gestione magazzino. Rivolto a titolari, gerenti (o vice) dei negozi, l'aula cede poi posto al training on the job dove la risorsa FORMAZIONE Formazione in formazione viene affiancata a un tutor in uno dei negozi individuati come pilota (Negozio Scuola) per offrire formazione sul campo. L'area corporate è rivolta, invece, alle risorse aziendali, occupate nelle sedi del gruppo o itineranti. In parte i contenuti coincidono con quelli del retail, in parte sono mirati ad esigenze specifiche. Per tutti, prioritarie, le tecniche di comunicazione. Oltre a un'ampia offerta di corsi che con dei focus mirati accompagnano la crescita e l'aggiornamento di tutto lo staff. www.yamamay.com UNA FORMAZIONE SU TUTTI I... LATI Il core business è quello tecnico: l'azienda è tra i principali produttori europei di termoplastici tecnici. Eppure, il valore che Lati Spa, con sede a Vedano Olona, riserva al tema della formazione è quello di una scuola vera a propria. Una sensibilità connaturata all'impresa, certo, che, pure, si è evoluta negli anni adattandosi alle evoluzioni dei mercati internazionali, ai cambiamenti economici, ma anche al contesto sociale, diventando sempre di più un progetto sostanzioso, basato su percorsi mirati e personalizzati. Generico, dunque, parlare di formazione interna: quelli che Lati realizza, in home e più raramente presso enti specializzati, sono percorsi dedicati alla preparazione e crescita del proprio personale, da quello neoassunto a quello con funzioni manageriali. Alcuni dati per fornire un'idea dell'importanza che il presidente, Francesco Conterno, già vincitore di concorso a cattedra e insegnante in una nota Università, così come il fondatore prof. Cosimo Conterno, riserva al tema. Innanzitutto, si parte da un piano formativo, pianificato Il percorso di ciascuno e strutturato annualmente. Il piano include corsi è informatizzato, in obbligatori cui si modo da garantire una tracciabilità della aggiungono corsi formazione sostenuta. occasionali di cui si senta la necessità in itinere. Si va dai corsi sulla sicurezza e sull'ambiente, prioritari dato l'ambito in cui Lati opera e l'esigenza di essere sempre al passo con le nuove normative, ai corsi tecnici, dai moduli per i neoassunti a temi che coprono esigenze più ampie. Qualche curiosità? Di quest'anno è, ad esempio, un corso per quadri e dirigenti sulla Consapevolezza del ruolo. A tutti i dipendenti è stato proposto un corso sul Codice Etico, altro argomento cui la presidenza è particolarmente sensibile. A livello di quantità, giusto per fornire un dato: nel 2010 sono state realizzate oltre 6.120 ore di formazione per circa 240 dipendenti. Il percorso di ciascuno è informatizzato, in modo da garantire una tracciabilità della formazione sostenuta. Per quanto riguarda, invece, la struttura: in generale, si parte da corsi più generici, per arrivare a quelli avanzati, specifici e personalizzati. Ci sono addirittura progetti ad personam, dedicati ad esempio agli stagisti e studiati secondo le necessità, con una parte di formazione in aula ed una di affiancamento pratico. I docenti? Per lo più personale interno specializzato. Due le aule ad hoc in cui si realizza la vera e propria scuola di formazione. Una chicca? Al termine di ogni corso di formazione, agli “studenti” è chiesto di valutare la bontà del corso, con un questionario, che permetta di tararne la qualità e migliorarla, ma soprattutto, di sostenere un test. A dimostrazione dell'importanza che si dà all'argomento, non si tratta di un atto formale, ma di un vero e proprio esame: se non si supera, si deve ripetere il corso. E non si può copiare... www.lati.com GOGLIO: OBIETTIVO QUALITÀ (DI VITA) Quello degli imballaggi e del packaging è un mondo affascinante, in cui si incontrano tradizione e innovazione, rigore e creatività. La Goglio, con il suo quartier generale di Daverio e gli insediamenti produttivi, non solo in Italia, ma anche in varie parti del mondo, è uno dei nomi più prestigiosi in questo settore e rappresenta tutta la filiera. Formazione è quindi una parola chiave per l'azienda, che nel 2010 ha festeggiato il suo 160esimo. “Non solo in termini economici, di sviluppo professionale e di competenze, ma soprattutto di una crescita che va oltre la mera professione. Una crescita personale, umana” ci racconta Stefano Gandini, Responsabile della Formazione. Diversi i progetti realizzati in home con continuità, ma anche in collaborazione con strutture esterne come Enaip, per Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 21 FORMAZIONE Formazione www.goglio.it Silvia Giovannini Un marchio Daimler. quanto riguarda argomenti Dalla formazione una specifici, quali l'uso del pc. crescita che va oltre la Per studiare i suoi percorsi, mera professione: Goglio punta decisamente personale, umana. sulle notevoli opportunità che derivano dai finanziamenti, nonostante i limiti della burocrazia. In azienda, quindi, si concretizza una vera e propria scuola, grazie all'intervento di docenti esterni, e basandosi su progetti realizzati in collaborazione con Fondimpresa e Fondirigenti. Due i percorsi recenti e particolarmente sostanziosi: lean production e formazione linguistica. Quest'ultima prioritaria per un'azienda che opera in ogni parte del mondo e con partner internazionali. A parte, iniziative mirate per i neoassunti, per i quali è studiato un cammino di conoscenza sui vari ambiti (sicurezza, qualità, codice etico, ecc.) con l'accompagnamento da parte di un Tutor. Il piano formativo è ricco e, accanto a corsi obbligatori, ne prevede altri sui temi più disparati. E da qui, in particolare si nota l'attenzione al patrimonio umano e la sensibilità ad aspetti che vanno al di là della produzione. Curiosa la proposta a tutto il personale di un corso per smettere di fumare (caldamente consigliato!), che si sposa con la scelta di preparare e distribuire un opuscolo formativo di educazione alimentare. Una conferma del valore attribuito alla formazione per quanto riguarda la qualità: professionale, ma anche di vita. Il mio Van. Il nuovo Vito. Nuovo Vito. L’affidabilità di cui vantarsi. Consumi ridotti e più rispetto per l’ambiente grazie alle nuove motorizzazioni diesel CDI Euro 5 da 4 e 6 cilindri, al nuovo cambio meccanico ECO Gear e alla disponibilità del Pacchetto BlueEFFICIENCY. Motori da 70 kW (95CV) a 165 kW (224CV). P.T.T. da 2800 a 3200 kg secondo le versioni e volume di carico da 5,2 a 7,4 mc. Concessionaria Mercedes-Benz Veicoli Commerciali - GAZZADA (VA) Via Gallarate 21, tel. 0332 877877 - www.ardena.it Cariparma cresce nella provincia di Varese Secondo l'osservatorio dell'istituto di credito, innovazione ed export guidano la ripresa delle aziende varesine. Il Gruppo Cariparma Crédit Agricole aumenta il suo presidio sul territorio varesino. Si è infatti conclusa di recente, con il passaggio delle ulteriori 85 filiali, l'operazione di cessione degli asset da Intesa Sanpaolo al gruppo controllato dalla Banque Verte che oggi rappresenta il settimo player bancario a livello nazionale. Sono 3 le filiali cedute a Cariparma nella provincia di Varese, per un totale di 13 agenzie, un Centro Private e un Centro Imprese. Abbiamo incontrato Valerio Bottazzoli, Capo Regione Nord Ovest della Banca, e a lui abbiamo chiesto un quadro della situazione delle imprese varesine e delle iniziative che l'istituto bancario ha messo in atto per proseguire sulla strada della ripresa. Le imprese italiane stanno uscendo dalla crisi. Da maggio sono attive le nuove regole dell'accordo Abi - Confindustria e Tesoro con una proroga di sei mesi della sospensione dei debiti e un allungamento delle scadenze. Cariparma si è attivata da tempo per sostenere le aziende di fronte alla crisi e continua a favorirne i progetti di crescita. L'ultima iniziativa a maggio di quest'anno. "informazione pubblicitaria" Sì, la fase ascendente dell'economia sembra finalmente essere arrivata e, a questo punto, è importante non far mancare il sostegno alle imprese. Le misure sistemiche, come quelle previste dalla nuova moratoria sono certamente fondamentali. Cariparma aveva già aderito al precedente accordo Abi - Confindustria - Ministero delle Finanze ma ancora prima aveva voluto attivarsi autonomamente con misure a sostegno delle aziende che affrontavano la crisi. Era luglio 2009 quando Cariparma lanciò sul mercato il pacchetto anticrisi Cariparma Sipuò rivolto alle pmi. Le soluzioni previste permettevano di rafforzare la struttura finanziaria e patrimoniale e consolidare il debito attraverso un finanziamento dedicato, garantivano la massima flessibilità nella gestione dei finanziamenti attraverso la sospensione della quota capitale, con il pagamento della sola quota interessi per 12 mesi, e sostenevano le esigenze di liquidità attraverso l'anticipo per conferimenti dei soci delle Cooperative e dei Caseifici. L'ultima iniziativa alla quale fa riferimento riguarda un plafond che è stato stanziato a sostegno delle pmi italiane del valore complessivo di 1,3 mld di euro. Sono oltre 8.800 le piccole imprese clienti del Gruppo che potranno beneficiarne. Agricoltura e artigianato i settori favoriti ma ampio è il sostegno garantito anche a commercio, industria e servizi. Nella provincia di Varese sono 175 le aziende incluse nel progetto, per un totale di quasi 3,5 milioni di euro stanziati sul territorio. Le aziende meritevoli, individuate in base al rating interno e secondo quanto previsto dai parametri di Basilea 2, potranno disporre immediatamente delle linee di fido già identificate e, elemento di novità introdotto per il 2011, in presenza di garanzie consortili per almeno il 50% sarà possibile una maggiorazione dell'importo erogato grazie agli accordi in essere con i principali Confidi di categoria. Un supporto concreto all'economia del territorio, dunque, che si articola in una gamma di prodotti destinati a soddisfare le principali esigenze di liquidità: dai finanziamenti a medio termine con piani di ammortamento mensili e/o trimestrali alle linee di credito nella forma di anticipo su presentazioni di portafoglio salvo buon fine o cambiali agrarie.Vorrei ricordare infine, come Valerio Bottazzoli, Responsabile Regione Nord Ovest Cariparma ulteriore segnale di vicinanza all'economia dei territori, la collaborazione tra Cariparma e i consorzi di garanzia fidi legati alle principali associazioni di categoria, tra cui Unionfidi, Artigianfidi, Eurofidi: si tratta di iniziative importanti per sostenere le iniziative di sviluppo delle imprese. Quali i principali progetti delle aziende varesine? I temi di innovazione e internazionalizzazione sono sentiti dalle imprese del territorio? Dall'osservatorio di Cariparma, quali sono i settori maggiormente interessati all'una o all'altra direttrice? Gli industriali della provincia di Varese dimostrano forte attenzione agli investimenti che riguardano innovazione e internazionalizzazione. L'export in particolare, principalmente quello europeo che continua a confermarsi in crescita, contribuisce in modo deciso a rendere positivi i dati e le previsioni per questo 2011. I settori maggiormente coinvolti sono quello aeronautico, quello dell'abbigliamento, concentrato principalmente nel distretto Gallaratese, il settore meccanico e quello della lavorazione della gomma e delle materie plastiche. Varese, del resto, è ben strutturata per supportare le varie iniziative in corso, con osservatori di eccellenza (es. L.I.U.C. di Castellanza). UNIVERSITA’ Università Cattaneo Due mesi e mezzo per trovare lavoro Sono stati 507 i neo-laureati festeggiati quest’anno dalla LIUC alla conclusione del percorso di studio. Una festa per loro, che cha coinvolto come sempre parenti e amici. N quest’anno il diploma di laurea, di cui 309 el suo ventennale, l’Università Carlo Per i laureati LIUC laureati in Economia Aziendale; 120 in Cattaneo - LIUC ha rinnovato anche quest’anno l’appuntamento con Laureati in Festa, un’attesa media di Ingegneria Gestionale; 78 in Giurisprudenza. Sono in tutto 106 i laureati che hanno dedicato ai neo-laureati, con la consegna dei soli due mesi e conseguito il massimo dei voti con lode. Insieme diplomi. mezzo per “Mettere gli studenti al centro - ha spiegato il a loro, hanno ricevuto l'attestato 4 laureati che l’inserimento nel rettore Andrea Taroni - è da sempre uno dei mondo del lavoro. hanno proseguito gli studi conseguendo il nostri obiettivi primari e la giornata che Dottorato di ricerca in Gestione Integrata dedichiamo ogni anno ai nostri neolaureati ne è d’Azienda. L’evento, che si è svolto alla un esempio tangibile, perché mette in risalto il presenza di numerose autorità del mondo valore del titolo che questi giovani hanno acquisito, ma politico ed imprenditoriale, è stato un’occasione per ancora di più, quello dell'esperienza che hanno vissuto, mettere l’accento sulle tante peculiarità dell’Università fatta di studio, ma soprattutto di occasioni di crescita Cattaneo: in particolare, il profilo dei neo-laureati si rivela personale e di vita di relazione che si concretizza ancora in controtendenza rispetto a quello degli altri attraverso i periodi trascorsi all'estero, gli stage in azienda, laureati italiani e più in generale rispetto alla situazione la partecipazione alle associazioni studentesche ed alle del Paese, con un’attesa media di soli due mesi e mezzo attività sportive. Un anno, questo, particolarmente denso di per l’inserimento nel mondo del lavoro. “Quella degli ultimi anni - ha osservato il presidente della significato, dato che l'Università Cattaneo taglia il LIUC, Paolo Lamberti - è stata una crisi che non ha avuto traguardo dei suoi primi 20 anni. C’è la soddisfazione per nulla di congiunturale. E’ stata una crisi che ha il cammino percorso, ma ancora di più, il piacere di spacchettato e ricomposto con altri tasselli il puzzle sia verificare l’orgoglio con cui i nostri laureati si fregiano del della suddivisione internazionale del lavoro, sia della marchio Made in LIUC”. In particolare, sono stati 507 i giovani che hanno ricevuto classificazione delle aree in crescita in contrapposizione a 24 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 UNIVERSITA’ Università Cattaneo quelle in recessione o in stasi. La conoscenza di altri paesi, di altri mercati, di altre regole e di altre culture è perciò un altro dei tasselli sui quali si fonda la preparazione che impartiamo ai nostri allievi. Attraversiamo un’epoca di grandi e veloci cambiamenti. Dobbiamo prestare molta attenzione all’investimento che facciamo sui nostri giovani. Non possiamo commettere errori. Non dobbiamo lasciare l’istruzione all’improvvisazione”. (M.L.) Terza edizione “H&A Master in management per il settore aeronautico” Prende il via alla LIUC la terza edizione del master universitario di secondo livello in Management per il settore aeronautico. Domande di partecipazione entro il 22 luglio. In coerenza con i fabbisogni espressi nell'ambito del Distretto Aerospaziale Lombardo, prende il via presso l'Università Carlo Cattaneo-LIUC la terza edizione del master universitario di secondo livello “Helicopter & Airplane - Master in management per il settore aeronautico”, sostenuto dalle imprese del settore, che, in stretta collaborazione con l’Unione Industriali e con l’Università, hanno messo a punto il programma con l’obiettivo di fornire ai partecipanti una preparazione tecnico-gestionale specifica per il settore aerospaziale. Destinatari del master sono giovani neolaureati in ingegneria aeronautica, aerospaziale, meccanica, elettronica e gestionale. Saranno ammessi a partecipare i giovani neolaureati selezionati su tutto il territorio nazionale attraverso screening dei curricula, assessment e colloqui. Il master si svolgerà da ottobre 2011 a luglio 2012 per una durata complessiva di 9 mesi full time articolati in 500 ore di aula (presso l'Università Carlo Cattaneo - LIUC) e 500 ore di stage presso le imprese del settore. Le domande di partecipazione dovranno essere inviate seguendo la procedura on line sul sito dell’Università Carlo Cattaneo-LIUC entro il 22 luglio 2011. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi direttamente all’Università Cattaneo (Telefono: 0331 572329 - 572374 E-mail: [email protected]). Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 25 VITA ASSOCIATIVA Vita associativa Credere nell’industria per il futuro del territorio L’appello del presidente uscente Michele Graglia durante l’Assemblea Generale 2011 dell’Unione Industriali, a cui si sono affiancati il saluto del neo presidente Giovanni Brugnoli, la testimonianza dell’imprenditore “umanistico” Brunello Cucinelli e le conclusioni della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. 26 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 D ue frasi che riassumono non solo la cronaca di un evento, ma gli intenti che hanno mosso un’intera presidenza: “Ritrovare il senso di un cammino che ci vede protagonisti”, “Ridisegnare la nostra comune identità di imprenditori”. Senso e identità. Nell’aprire l’ultima Assemblea Generale dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese da lui presieduta, Michele Graglia spiega il significato di queste due parole che non sono semplici concetti, ma veri e propri punti cardine del suo mandato caratterizzato dal “senso di un impegno nell’impresa che diventa necessariamente impegno per la società”. A cui si accompagna “l’identità dell’imprenditore nel riscoprire e adattare al momento attuale, e soprattutto al futuro, i valori del costruire, dell’organizzare, dell’innovare”. L’appartenenza ad un mondo, quello dei titolari d’impresa, che non può rimanere chiuso su se stesso, ma che deve sentire il peso della responsabilità nei confronti di un’intera L’Unione Industriali ha comunità. Dopo gli sondato insieme a Ipsos incitamenti ad l’immagine che “Industriarsi per il futuro”, a “Ripartire” l’industria ha sul territorio e il ruolo che i e alla “Metamorfosi”, questa volta cittadini le l’imperativo che attribuiscono. Graglia propone alla platea di MalpensaFiere composta circa 1.000 persone, tra imprenditori e autorità, è quello di “Crederci”. Di credere soprattutto nella possibilità di saper “rinnovare quel contratto sociale che è alla base dello sviluppo dell’impresa nel territorio”. È il legame che quest’ultimo ha con la propria industria, VITA ASSOCIATIVA Vita associativa il tema dell’Assemblea. Un legame di cui Michele Graglia: è stata sondata la tenuta attraverso delle accelerare l’uscita dalla crisi, lavorando interviste che l’Unione Industriali ha svolto “L’impresa manifatturiera è congiuntamente per il bene del nostro troppo spesso vista come insieme a Ipsos tra la popolazione del territorio”. Grande attenzione, dunque, un elemento di archeologia alle giovani generazioni. Non fosse altro Varesotto. Casalinghe, professionisti, industriale”. per il fatto che “voler lavorare è un giovani laureati, operai e sacerdoti che desiderio così raro che andrebbe vivono in una terra dove esiste una media incoraggiato”, dice Graglia citando Abraham Lincoln. di 9 imprese manifatturiere per chilometro quadrato, Un grande politico del passato usato per lanciare un contro le 5 della Lombardia e le 2 che si registrano a messaggio alla classe politica del presente. “Che deve livello nazionale; dove una persona ogni tre lavora rifuggire - secondo Graglia - l’incapacità di definire e nell’industria; dove più di un terzo della ricchezza è sostenere le priorità, la continua tentazione del rinvio, legata alla manifattura. Eppure, denuncia Michele l’inadeguatezza delle scelte per ridurre gli sprechi e Graglia, “c’è, a livello generale, nella percezione della gente, la sensazione che la realtà dell’impresa, soprattutto tagliare le spese improduttive, anche a costo nella sua dimensione manifatturiera, appartenga al dell’impopolarità”. Temi su cui l’Italia sconta un ritardo “aggravato dal fatto che la politica troppo spesso passato”. Come se l’industria fosse “un capitolo chiuso”. Ancor peggio: “Frammento ingombrante di archeologia sembra parlare d’altro”. Risultato: “Un Paese dalle virtù industriale”. Una sensazione presente soprattutto tra i private che devono fare i conti con i vizi collettivi”. ragazzi. Da qui la sfida per i prossimi anni. Michele Come in una sorta di “irresponsabilità portata a sistema” dove solo “pochi pagano per gli errori commessi”. Graglia lo dice chiaramente agli imprenditori: “Dobbiamo trasmettere alla nuove generazioni l’entusiasmo per ciò Anche perché ancor di meno sono coloro che “si sentono collettivamente responsabili”. Sul senso di responsabilità, che l’industria significa, per l’opportunità che porta con fa intendere Michele Graglia, gli imprenditori devono sé”. È qui che avviene simbolicamente il passaggio di consegne con Giovanni Brugnoli, eletto poche ore prima essere diversi, devono saper fare la differenza. dall’Assemblea presidente dell’Unione Industriali per il Dopo pochi minuti sarà lo stesso Brunello Cucinelli a far prossimo quadriennio. Su questo punto, sulla sfida di un da megafono del concetto durante l’intervista condotta legame che le imprese devono recuperare con le più dal giornalista Gianfranco giovani generazioni “non ho dubbi che Brugnoli saprà Fabi. L’imprenditore, a La sfida: “Dobbiamo ben indirizzare le attività dell’Unione”, dice Graglia. E capo dell’omonimo gruppo far capire ai giovani come intende farlo lo stesso Brugnoli lo accenna nel suo umbro dedito alla l’importanza che intervento di saluto: “Dovremo interagire con le altre lavorazione del cachemire, l’industria può avere associazioni del territorio, con le forze sindacali e sottolinea come all’interno per il loro futuro”. istituzionali, con il sistema del credito per cercare di della sua impresa “ogni Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 27 VITA ASSOCIATIVA Vita associativa Brunello Cucinelli: due mesi facciamo un’assemblea per dalle conclusioni della presidente di “La crisi attuale è il parlare dei problemi del mondo e di come Confindustria, Emma Marcegaglia: “Cessino i possiamo migliorare”. La ricetta per resoconto economico e conflitti e la delegittimazione continua tra riuscirci? “Bisogna avere il coraggio di poli e all’interno dei poli: non se ne può civile di come volere i giovani e di saperli ascoltare”. Solo abbiamo vissuto negli più, c’è un grande senso di stanchezza”. Il così per Cucinelli si può essere riferimento, neanche tanto implicito, è alle ultimi venti anni”. contemporanei ed avere le armi giuste per reazioni politiche, in certi casi stizzite, agli uscire da una crisi che “è il resoconto appunti fatti in occasione dell’Assemblea di economico e civile di come abbiamo vissuto negli ultimi Confindustria di qualche giorno prima: “Deve essere accettata la critica costruttiva anche verso chi ha venti anni”. Non è solo questione di produttività, relazioni sindacali, indici economici e statistici. L’imprenditore umanistico (una volta si sarebbe detto illuminato) cita Sant’Agostino (“La crisi ci può far migliorare”), Marco Aurelio (“Vivi e datti pace”), Boezio (“Possiamo prendere la vita un pochino meglio avendo più rispetto per gli altri? Sì”). E alla fine la conclusione è la stessa del concetto che fa da filo conduttore alla relazione di Graglia: “Occorre dare un grande valore al territorio e ai giovani”. La politica però, deve dare il buon esempio. Il monito arriva Il Rendiconto delle attività dell’Unione L’assetto associativo con la descrizione dei Gruppi merceologici, del Comitato Piccola Industria, del Gruppo Giovani Imprenditori e dei vari organi. La rappresentatività con la consistenza associativa, le presenze istituzionali e l’azione di Confindustria. La struttura operativa e gli enti collegati con le iniziative di Spi Srl, Provex, Confidi Lombardia, Espansione Srl, Varese Investimenti Spa ed Energi.Va. Come da tradizione parte da qui il Rediconto 2011 sulle attività dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese distribuito durante l’Assemblea Generale che si è svolta a MalpensaFiere. Un volume di 180 pagine che raccontano un anno, il 2010, passato al fianco delle imprese. Dopo la parte introduttiva, riassumibile in un “Chi siamo”, si passa alla seconda parte dedicata al contesto di riferimento. In pratica al “Dove operiamo” con la descrizione dell’economia locale varesina, l’andamento congiunturale, quello occupazionale e il bilancio sul commercio internazionale. Segue la parte più corposa, quella relativa alle azioni portate avanti dalla struttura dell’Unione Industriali sul fronte della competitività delle imprese. Il “Cosa facciamo”. Un’attività a 360 gradi che va dall’opera di informazione a quella di formazione, passando per le tematiche del lavoro, della sicurezza, del fisco, dell’energia, del credito, del territorio e dell’ambiente. Per arrivare alla parte di ricerca, innovazione e qualità e all’internazionalizzazione. A chiudere il quadro ci sono le azioni per la competitività del territorio, quelle che l’Unione Industriali porta avanti in qualità di attore sociale, con lo scopo di sostenere l’economia della provincia e svilupparne il capitale sociale. Gli studi e le ricerche; le relazioni con il mondo dell’istruzione, con le organizzazioni sindacali e le altre associazioni imprenditoriali; la valorizzazione del territorio attraverso l’azione di sensibilizzazione delle istituzioni sull’insufficienza infrastrutturale: questi gli esempi più significativi a cui si affianca l’intensa attività legata all’Università Carlo Cattaneo - LIUC e a quella editoriale legata a Varesefocus e alle pubblicazioni di storia industriale. (D.C.) 28 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 responsabilità nelle Emma Marcegaglia alla istituzioni, anche per politica: “Cessino i decidere cosa possiamo conflitti e la fare” è la precisazione di delegittimazione Marcegaglia che continua tra poli e aggiunge: “Anche così si all’interno dei poli”. può uscire da una situazione nella quale l’Italia da quindici anni ha una crescita del Pil inferiore dell’1% rispetto agli altri Paesi europei concorrenti. Non bisogna avere paura di dire le cose che non vanno”. Anche perché la sfida, per quanto riguarda la provincia di Varese, accomuna sia gli imprenditori, sia la politica: “Quella - dice Graglia prima di congedarsi dalla guida dell’Unione Industriali - di mantenere giovane il territorio. Quella di saper far entrare in circolo la modernità. Quella di dare al territorio, ai giovani, alle imprese ed a tutti coloro che lo desiderano, una prospettiva”. Applauso. Ora tocca a Giovanni Brugnoli. Davide Cionfrini VITA ASSOCIATIVA Vita associativa www.univa.va.it Le aziende premiate Se l’obiettivo era quello di mettere in evidenza il legame che unisce il territorio varesino alla propria industria, la dimostrazione empirica di questo stretto rapporto è arrivata dalla premiazione delle imprese con cento anni di attività e di quelle associate da 50, 40 e 30 anni. Sia per il numero (in totale sono state 31), sia per i nomi saliti quest’anno sul palco. Ancora una volta l’Assemblea Generale dell’Unione Industriali è stata l’occasione per consegnare i tradizionali riconoscimenti a quelle attività imprenditoriali che scrivono ogni giorno la storia economica del Varesotto. Imprese piccole e grandi. Più o meno conosciute. Tutte con un elemento in comune: quello della costanza e della tenacia. Che per la provincia sono sinonimo di ricchezza e benessere. Le imprese premiate per i 100 anni di attività: Fantoni Luigi & C. Sas, Lamberti Spa, Novartis Farma Spa, Whirlpool Europe Srl, Isef Srl, Prodotti Orco Spa Società Alimentare Helvetia. Per i 50 anni di associazione all’Unione Industriali: Forgiatura Marcora Srl, Giuseppe Bellora Spa, Industrie Grafiche Servi Spa, Omnia Stampi Srl. Per i 40 anni di associazione all’Unione Industriali: Cesare Cerana Industriale Spa, F.I.A.S. Srl Fonderie Italiane Acciai Speciali R. Caironi, Ilfas Srl, Impresa di Pulizia Luigi Pellegrini Srl, L.M.P. Fluorcarbon Srl, Norden Sas di Bandini Maria, Officina Meccanica Fratelli Bertolotti Srl, Rettificatrici Ghiringhelli Spa. Per i 30 anni di associazione all’Unione Industriali Carrozzeria Marazzi Spa, Essebi Srl a Socio Unico, Gimatex Industriale Srl, Parasacchi Srl, Repi Spa, Ritorcitura Bardelli Gianfranco Srl, Rotex Srl, Tecnimed Srl, Tessitura Asnaghi Gian Maria & C Srl, Tistamp di Cipolletta Antonino, V.T.E. Srl, Veropiz Srl. (D.C.) Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 29 ... rilanci il business e aiuti l’ambiente Mutuo Energy Fattore determinante per la competitività delle imprese è avere a disposizione energia a costi contenuti. Mutuo energy finanzia la scelta vincente di una fonte energetica pulita e conveniente: quella del sole. Ti aspettiamo in filiale Dal 1897 al servizio del territorio Sedi: Busto Garolfo - via A. Manzoni, 50 - 0331 560111 - Buguggiate - via Cavour, 71 - 0332 458258 Filiali: Varese, Busto Arsizio, Legnano, Gallarate, Parabiago, Somma Lombardo, Cassano Magnago, Castellanza, Castano Primo, Samarate, Canegrate, Villa Cortese, San Giorgio su Legnano, Dairago, Bodio Lomnago, Buscate, Olcella di Busto Garolfo. www.bccbanca1897.it Trenord, il trasporto ferroviario si muove su binari nuovi Dal 1° maggio scorso il servizio su ferro in Regione Lombardia è passato nelle mani di un nuovo soggetto: la new.co ha preso in carico le operazioni curate fino ad oggi da Trenitalia e Le Nord. Obbiettivo: maggiore flessibilità d'esercizio e migliore qualità. I TERRITORIO Territorio Express che collega le stazioni di Milano Cadorna e Milano Centrale con l’aeroporto internazionale, a prezzo di mercato. Con 2.200 corse e oltre 650.000 viaggiatori al giorno, la rete ferroviaria lombarda è tra le più frequentate d'Europa. Con la nuova società sarà attuata una progressiva e completa unificazione dei treni dei due rami (Trenitalia e Le Nord) che fino ad oggi avevano regole e titoli di viaggio (biglietti e abbonamenti) molto diversi. La società unica per il trasporto locale in Lombardia è stata costituita 21 mesi fa con l’obiettivo di aumentare la puntualità, ridurre le soppressioni, migliorare la pulizia e il decoro dei Fra il 2001 e il 2011 treni e dunque la qualità sono stati acquistati 107 nuovi treni e 16 nuove complessiva del viaggio. Alla stesura locomotive per un dei contratti di servizio, investimento di oltre l’impegno assunto nei 1.080 milioni di euro. l trasporto locale in Lombardia cambia. A inizio maggio l'intera attività ferroviaria regionale e suburbana è passata alla nuova compagnia Trenord: l'alleanza "temporanea" Trenitalia-LeNord è diventata un matrimonio. La nascita della nuova compagnia completa il processo di regionalizzazione del Trasporto Pubblico Locale, avviato nel 2009 con la nascita di Trenitalia-LeNord s.r.l., che gestiva i due rami d'azienda di Trenitalia e di Le Nord dedicati al segmento regionale. La nuova società diventa invece un operatore ferroviario a tutti gli effetti, titolare della L’assessore regionale alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo licenza operativa che costituisce la "sintesi" del bagaglio d'esperienza e delle competenze delle aziende da cui ha tratto origine. La società gestisce l'intero trasporto locale lombardo, 42 linee regionali e 10 suburbane nel territorio regionale, a cui si aggiunge il servizio diretto Malpensa La società gestisce l'intero trasporto locale lombardo, 42 linee regionali e 10 suburbane nel territorio regionale, a cui si aggiunge il servizio diretto Malpensa Express. Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 33 TERRITORIO Territorio confronti del committente pubblico Entro il 2015 la flotta sarà 800 mila viaggiatori, con l'intento Regione Lombardia - e quindi con tutti i costituita per oltre 2/3 da di arrivare a un 1 milione. Un clienti, era di mantenere su ogni linea incremento sostenibile treni con età inferiore ai un indice di puntualità ai cinque minuti grazie all'investimento già realizzato 10 anni, in linea con le superiore al 75% dei treni nelle ore di (pari a 1.080 milioni di euro) e a quello migliori esperienze punta, e all’85% per tutta la giornata. programmato con Trenord sul nuovo internazionali. Obiettivi - dicono i vertici - pienamente materiale rotabile». Negli ultimi 15 anni raggiunti nel corso del 2010: puntualità Regione Lombardia ha investito oltre 5 media intera giornata 88,4% e nelle ore di punta miliardi di euro sulle infrastrutture ferroviarie. Fra il 82,9% (+1% sul 2009), soppressioni medie giornaliere 2001 e il 2011 sono stati acquistati 107 nuovi treni e 19,5 (pari allo 0,9% dei treni circolanti), con una 16 nuove locomotive per un investimento di oltre riduzione del 30% rispetto alla media del 2009, 90% 1.080 milioni di euro. «In questi mesi - ha aggiunto dei treni (282 su 330) già soggetti a interventi di nel giorno della presentazione l'ad di Trenord ristrutturazione e di ripristino del decoro. Oltre al Giuseppe Biesuz - abbiamo lavorato per ottimizzare i settore del trasporto pubblico locale, Trenord è titolare processi industriali, ridurre gli sprechi e le inefficienze, anche del servizio - ereditato da Le Nord - di con il solo obiettivo di migliorare le condizioni del conduzione dei treni Eurocity OBB-DB in territorio servizio offerto ai nostri clienti. Così oggi siamo in italiano: i macchinisti della compagnia regionale grado di annunciare un piano di investimenti in nuovi lombarda sono quindi parte del primo operatore treni per 250 milioni completamente in ferroviario passeggeri in regime di concorrenza (anche autofinanziamento». Si tratta infatti di nuovi treni che se a questo punto lo stesso ha anche una quota di la Lombardia acquisterà con proprie risorse e avrà a partecipazione di Trenitalia, di fatto ancora disposizione. «Le procedure di gara - ha concluso monopolista nel trasporto a lunga percorrenza). Biesuz - partiranno nelle prossime settimane. Entro il Il core business, però, rimane il trasporto regionale. 2015, la nostra flotta sarà costituita per oltre 2/3 da L'obbiettivo non è solo migliorare, ma anche treni con età inferiore ai 10 anni, in linea con le aumentare la quota di trasporto pubblico, in una migliori esperienze internazionali». I treni in servizio e Regione con una mobilità molto elevata e con la quelli consegnati in necessità sempre crescente di alleggerire le insufficienti futuro vestiranno la infrastrutture stradali. «Da qui al 2015 - spiega nuova livrea verdeNel 2010, puntualità l'assessore regionale ai trasporti Raffaele Cattaneo bianco e grigia con il media intera giornata - vogliamo incrementare il numero attuale dei logo Trenord in biancopari a 88,4% e nelle ore viaggiatori di almeno il 30% nell'area suburbana e del rosso o verde-rosso di punta 82,9%; 20% a livello regionale, secondo gli obiettivi individuati secondo le diverse soppressioni medie dal Patto per il TPL, passando da 650 mila almeno a declinazioni previste. giornaliere 19,5 (pari La decisione di creare allo 0,9% dei treni un operatore unico a circolanti). livello regionale partecipato in modo paritetico da società FS e soggetto regionale (Le Nord) è una delle possibili scelte per gestire il trasporto locale. Questo ha scelto la Lombardia, coerentemente con il percorso fatto fino ad ora: il fidanzamento tra la "statale" Trenitalia e la lombarda Le Nord è diventato matrimonio, approdo del "modello lombardo" nella ridefinizione dei servizi. «Possiamo affermare - ha spiegato entusiasta il presidente della Regione Roberto Formigoni - che con questa nuova società ci siamo resi protagonisti di un processo molto coraggioso e innovativo, in cui dalla Regione è partito un percorso virtuoso in grado di mettere a disposizione dello Stato le proprie risorse. La nascita di Trenord è l'inizio del percorso, non la conclusione». Roberto Morandi 34 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 o e n a t t a C o l r a C à t i s r e Univ IA M O N A I O A R Z C E E EGN N E D ING RISPRU GIU tà che ti preepaprraofessioni. rl rsi e e p v i e n L’U imprese LIO G e E l r IM pe MOC IA 011 ità C 2 n S u o t i O r l o p p CON al 20 lug ividuale o le dal 4 loquio ind e di tutte > col sentazion > pre e. n ! o i O s IAM ’ammis T T E P d TI AS iti al test Iscriv est t uc.it/[email protected] i l . w ww tamen 00 orien 331.572.3 tel. 0 GS12011 C U I L TERRITORIO Territorio VOLANDIA… ‘SPAZIALE’! C amminare tra pianeti e satelliti, esplorare nuovi nelle ex-Officine mondi e come un astronauta percorrere i corridoi della Stazione Oltre a provare l'emozione di Spaziale Internazionale (SSI, la pilotare un 339 delle Frecce stazione dedicata alla ricerca scientifica Tricolori o salire a bordo di un che si trova in orbita bassa terrestre e gigantesco elicottero Agusta che ha l’obiettivo di sviluppare e testare AW139, a Volandia è possibile tecnologie per l'esplorazione spaziale): conoscere il sistema solare e è questa la nuova esperienza che i l’universo con i suoi segreti e, visitatori possono vivere a Volandia, il forse, i suoi abitanti. Parco e Museo del Volo che ha sede 36 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Aeronautiche Caproni a Somma Lombardo (direzione Castelnovate), dove dal 2 giugno è stato aperto al pubblico il nuovo padiglione dedicato allo spazio: 1.600 metri quadri di area allestita a tema. Oltre a provare l'emozione di pilotare un 339 delle Frecce Tricolori o salire a bordo di un gigantesco elicottero Agusta AW139, a Volandia è dunque possibile conoscere il sistema solare e TERRITORIO Al Parco e Museo del Volo dal 2 giugno è aperto il padiglione dedicato agli oggetti che popolano l’universo. Planetario, sala 3D, ologrammi, “lavori spaziali” e la ricostruzione del suolo lunare e marziano. l’universo con i suoi segreti e, forse, i suoi abitanti. Da Nettuno a Plutone passando per Marte, Venere, Giove e Mercurio fino agli asteroidi e alle comete si può “vivere” il sistema solare, scoprire i satelliti, e conoscere le aziende, gli scienziati e le missioni, con contributi audio e video dedicati. A completare il padiglione anche un Planetario, l’ologramma dello Shuttle, la sala 3D dove vivere l’emozione di visitare la Stazione Spaziale Internazionale, la ricostruzione del suolo lunare e Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 37 TERRITORIO Territorio marziano e la possibilità di simulare un ‘lavoro spaziale’ per sentirsi veri astronauti. Curatore scientifico del nuovo allestimento è Ernesto Vallerani: laureato in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano e al California Institute of Technology, è tra i massimi esperti del settore ed ha preso parte alle missioni Spacelab e Columbus Orbital Facility della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il Padiglione si avvale del contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con la quale si prevedono collaborazioni per l’offerta didattica dedicata alle scuole, delle aziende aerospaziali del gruppo Finmeccanica, ESA (Agenzia Spaziale Europea) e Si può “vivere” il sistema solare, scoprire i satelliti, e conoscere le aziende, gli scienziati e le missioni, con contributi audio e video dedicati. 38 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Compagnia Generale per lo Spazio (CGS Spa). (M.L.) Indirizzo: Volandia Parco e Museo del Volo - Area ex Officine Aeronautiche Caproni Via per Tornavento, 15 Case Nuove, 21019 Somma Lombardo (VA). Parcheggio gratuito Il Parco e Museo è accanto all’aeroporto di Malpensa ed è anche raggiungibile a piedi dal Terminal 2 in 10 minuti. Contatti: INFOLINE 0331 230007 - www.volandia.it Orari di apertura: Da aprile a ottobre: da martedì a venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 - sabato, domenica e festivi dalle ore 10.00 alle ore 19.00. Volandia, Parco e Museo del Volo Guardati intorno, i muri sono intrisi di storia, di sogni, di futuro… sei a Volandia, dove un percorso affascinante ti immerge nella storia dell’aeronautica mondiale, con un focus sulle aziende e i personaggi che hanno segnato la storia della provincia di Varese, la provincia con le Ali, e di tutta l’industria lombarda e nazionale. Nel corso degli anni grandi aziende produttrici di velivoli, come la stessa Caproni, l'Agusta, l'Aermacchi, la Siai Marchetti, hanno dato lustro al nostro territorio e creato un vero distretto del volo, cui l’aeroporto di Malpensa appartiene. Il percorso è suddiviso in cinque aree - le forme del volo, ala fissa, ala rotante, area modellismo e convertiplano - e racconta la conquista dell’aria, dai voli pionieristici in mongolfiera ai primi velivoli di inizio XIX secolo fino al convertiplano, perfetta fusione tra volo verticale ed orizzontale. Il Parco e Museo del Volo è anche dotato di ampie zone coperte e scoperte dedicate ai bambini, con spazi per ogni fascia d’età. Per i più grandi, invece, la zona simulatori, la biblioteca, l’archivio storico consultabile online, la sala convegni e proiezioni. Nel Volandia Store potrai trovare tutti i gadget e le mascotte del parco e museo, oltre a molti articoli meravigliosi. Infine il Flight Cafè è pensato per ristorarti nei tuoi momenti di sosta. A Volandia il sogno e il gioco del volo si uniscono. TERRITORIO Territorio TERRITORIO Territorio I capolavori del MAGA fanno grande Gallarate Inaugurato nel marzo 2010, il museo di via De Magri ha raccolto e ampliato la collezione della Civica Galleria d’Arte Moderna diventando un punto di riferimento a livello nazionale. 40 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Nel 1949 la prima edizione dall’esibizione di arte contemporanea n gioiello dell’arte contemporanea nel del Premio Nazionale Arti cuore di Gallarate: il MAGA di via De “Flash 80 - L’universo camaleontico Visive Città di Gallarate, Magri, a poco più di un anno degli anni Ottanta” e dalla personale di dall’inaugurazione, è già diventato un Carsten Nicolai. Da novembre dello nato con lo scopo di punto di riferimento culturale per tutto il scorso anno fino a febbraio 2011 il raccogliere opere per una territorio della regione e una realtà museale collezione dedicata all’arte MAGA ha ospitato “Cosa fa la mia tra le più ricche e vitali a livello nazionale. Il contemporanea. anima mentre sto lavorando?”, nome e la struttura del Museo d’Arte di un’esposizione di opere contemporanee Gallarate sono nuovi di zecca, ma le sue appartenenti alla Collezione Paolo origini sono antiche: risale al 1949 la prima edizione del Consolandi; al termine della mostra 38 opere, tra cui Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, nato capolavori di Fontana, Manzoni, Castellani, Fabro e proprio con lo scopo di raccogliere opere per una Anselmo, sono state concesse in deposito alla struttura collezione dedicata all’arte contemporanea. Dopo i primi gallaratese fino a giugno del 2012. Dal marzo di otto concorsi, tutti i lavori acquisiti andarono a costituire la quest’anno, infine, la mostra “L’anima del Novecento” Civica Galleria d’Arte Moderna, fondata da Silvio Zanella dedicata ad Alberto Giacometti, con sculture, dipinti e nel 1966, che continuò poi a essere alimentata negli anni disegni del celebre artista svizzero. Altrettanto ricco il in coincidenza con le nuove edizioni del Premio. programma dei prossimi mesi: giovedì 30 giugno sarà Nel novembre 2009 il salto di qualità: il Comune di inaugurata la personale “Alchemica” di Roberto Floreani, Gallarate e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e nell’occasione saranno esposte anche due opere della diventano soci fondatori della Fondazione Galleria d’Arte giovane artista americana Moderna e Contemporanea “Silvio Zanella”, ente Sam Moyer, che destinato a gestire il nuovo Museo. Il 19 marzo 2010 la entreranno poi a far parte 5.000 opere che riflettono tutte le tendenze dell’arte solenne inaugurazione della nuova sede, con una grande del patrimonio del museo contemporanea, mostra in omaggio ad Amedeo Modigliani in occasione fino al 2012. dall’astrattismo all’arte dei 90 anni dalla morte dell’artista: un successo di critica Prima ancora del suo e di pubblico che porterà più di 42.000 persone a patrimonio artistico, a figurativa del secondo Gallarate. È l’inizio di un’attività intensa e ricca di colpire il visitatore del dopoguerra, fino all’arte soddisfazioni: nel primo anno di apertura il MAGA, sotto MAGA è comunque multimediale e al design la direzione da Emma Zanella, ha attirato oltre 70.000 l’aspetto esterno: dagli anni Cinquanta ai visitatori grazie alle sue mostre temporanee e alla l’innovativa e Novanta. collezione permanente, formata da più di 5000 opere, che riflette tutte le tendenze dell’arte contemporanea, dall’astrattismo all’arte figurativa del secondo dopoguerra, fino all’arte multimediale e al design dagli anni Cinquanta ai Novanta. Tra gli artisti rappresentati, grandi nomi come Carrà, Sironi, Guttuso, Del Bon, De Rocchi, Treccani, Morlotti, Munari, Arnaldo e Gio Pomodoro, ma anche i giovani e già celebri Cecchini, Borghi, Calignano o Moro e le opere video di Marcel.lì Antunez Roca, Bianco-Valente, Alice Cattaneo. A questi pezzi va aggiunta una ricca collezione di opere di grafica, ampliatasi negli anni fino a comprendere 1.711 beni, e gli oltre 20.000 libri d’arte che fanno parte del patrimonio della Nel novembre 2009 biblioteca museale. Comune di Gallarate e Molte e di grande Ministero per i Beni Culturali successo le esposizioni organizzate fino a oggi: danno vita alla Fondazione Galleria d’Arte Moderna e dopo la mostra di Contemporanea “Silvio Modigliani, le sale del Zanella”, ente destinato a Museo sono state impegnate gestire il nuovo Museo. U Anno XII - n.5/2011 TERRITORIO Territorio - VARESEFOCUS 41 TERRITORIO Territorio scenografica sede di via De Magri, progettata dallo Studio Pandakovic e Associati e realizzata dagli architetti Maria Luisa Provasoli, Pier Michele Milano e Carlo Moretti, occupa un’area di circa 5.000 mq. Il complesso architettonico è formato da due corpi edilizi comunicanti: il primo nasce dalla ristrutturazione di un fabbricato industriale degli anni Trenta, mentre il secondo, caratterizzato dalla forma curvilinea che abbraccia la piazza centrale, è stato appositamente progettato per il museo. Gli spazi interni sono estremamente adattabili e flessibili, in linea con la filosofia Oltre 70.000 visitatori annui grazie alla collezione permanente e alle mostre temporanee. Unione Industriali e MAGA: una convenzione a favore di lavoratori e imprese Da un lato il MAGA, con la sua architettura e i suoi servizi, intende aprirsi al mondo dell’impresa ritenendo di poter essere luogo privilegiato di incontro tra cultura e cultura d’impresa. Dall’altro, l’Unione Industriali riconosce che l’aspetto creativo, osservato o praticato, è un terreno ricchissimo per stimolare il talento d’impresa. Del resto, l’incontro tra l’espressione artistica e la mentalità d’impresa dà impulso a molti segmenti dell’attività creativa. Con queste premesse, Maga e Unione Industriali hanno sottoscritto una convenzione che, prevedendo condizioni favorevoli per l’accesso alla struttura museale da parte delle imprese e dei lavoratori, si propone di favorire l’incontro tra realtà diverse e tuttavia così attive e importanti per la crescita umana e del territorio quali il mondo delle imprese e quello dell’arte. La convenzione prevede in particolare: - MAGA praticherà ai titolari, soci e dipendenti delle imprese associate all’Unione Industriali (oltre che ai dipendenti della stessa) una riduzione del 30% circa sul biglietto d’ingresso alle mostre temporanee e alla collezione permanente del museo; - MAGA praticherà, per le principali mostre temporanee, una riduzione del 70% circa sul biglietto d’ingresso per pacchetti d’acquisto superiori a 200 biglietti, a favore di titolari, soci e dipendenti delle imprese associate all’Unione Industriali; - a richiesta di imprese associate all’Unione Industriali, il MAGA potrà organizzare incontri introduttivi e visite guidate alle principali mostre temporanee, con costi e organizzazione da concordare; - MAGA potrà proporre workshop creativi e momenti formativi specifici per singole imprese. Una linea culturale e operativa del museo è infatti quella di trarre temi e spunti per il lavoro dal colloquio con i responsabili delle risorse umane delle imprese, facendo convergere la proposta di workshop verso le idee, le necessità, le produzioni e gli argomenti più urgenti che ruotano intorno ad ogni singola e specifica realtà produttiva; - MAGA si renderà disponibile, con costi e organizzazione da concordare, ad ospitare eventi aziendali nella cornice museale quali, ad esempio: visite guidate a porte chiuse; aperitivi e colazioni di lavoro; cene di gala; eventi corporate; serate speciali per ricorrenze aziendali e simili; convegni; conferenze stampa; presentazioni ed incontri. (M.L.) 42 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Prima ancora del suo del museo, che si patrimonio artistico, a propone al pubblico come una struttura colpire il visitatore del dinamica, rigorosa MAGA è l’aspetto esterno: nella ricerca artistica l’innovativa e scenografica ma al tempo stesso sede di via De Magri. orientata al coinvolgimento del pubblico; l’obiettivo dichiarato è quello di vivere l’arte come valore fondante, ma anche come motore vitale dell’economia locale. Una rappresentazione visiva di questo concetto si ha nel MAGA Bar progettato dall’artista catalano Marti Guixé, che accoglie i visitatori in un grande intreccio di panche e tavoli per simboleggiare (e stimolare) le interazioni culturali e sociali con il pubblico e la realtà circostante. Diversi anche i progetti collaterali e le attività didattiche sviluppate dalla direzione del museo. Tra le iniziative più recenti c’è la collaborazione con l’accademia di Belle Arti “Aldo Galli” di Como per dare vita a un percorso di avvicinamento all’arte contemporanea e ai suoi processi creativi, attraverso visite guidate alla collezione, e per promuovere il Premio Next Arts riservato ai giovani artisti delle Accademie italiane e agli studenti dell’ultimo anno di liceo artistico. Proprio nei giorni scorsi si è chiuso inoltre il bando di concorso per la partecipazione a “Un cerchio perfetto”, l’iniziativa che mette la piazza circolare antistante il museo a disposizione di giovani artisti e performer per la realizzazione di progetti espositivi di breve durata. Ma nel primo anno di vita del Museo l’attività non si è mai fermata: 70 tra conferenze e dibattiti, quasi 400 laboratori didattici che hanno coinvolto oltre 20.000 bambini e ragazzi, tra cui i Maga Extralab (quest’anno dall’11 luglio al 9 settembre) per occupare anche la stagione estiva, e il sabato e la domenica la ludoteca per famiglie Ludod’arte. Senza L’obiettivo dichiarato è contare la quello di vivere l’arte partecipazione attiva a come valore fondante, tutte le manifestazioni ma anche come motore culturali che hanno vitale dell’economia coinvolto la città di locale. Gallarate, dal Filosofarti a Duemilalibri passando per il Festival Jazz; il prossimo appuntamento è quello di settembre con Tec Art Eco, il festival itinerante di arte elettronica e sperimentazione visiva e acustica. Eugenio Peralta TERRITORIO Territorio ECODRY GHXPLGL¿FD]LRQH PXUDULD HOHWWURFLEHUQHWLFD FRQGLVSRVLWLYL HOHWWURQLFL FKHJHQHUDQRXQ FDPSRSXOVDQWH VXOOHPROHFROH GHOO¶DFTXD www.ecodryitalia.it - Fax 03621705400 - [email protected] Made in Germany - www.ecodry.de ?V]^RcVUV]]RcVeV ]¹Z^a`ceR_eVVddVcVec`gReZ =R]fTV]RRTTV_UZR^`_`Z A`ceR]ZHVSm64`^^VcTVm:_eVc_VeGZUV`mHVS>Rc\VeZ_X Ac`U`eeZZ_eVcReeZgZm5ZXZeR]ZkkRkZ`_V:_eVcReeZgRAc`U`eeZ 6UZe`cZR]ZV4ReR]`XYZmAc`UfkZ`_ZGZUV`m4`_df]V_kR IDINI CONSULTING GROUP Via Santa Maria, 90 Cologno Monzese (MI) LEADER DELLA COMUNICAZIONE INTEGRATA www.idini.tv - [email protected] TERRITORIO Territorio Territorio Storie di caffé In occasione del 150° dell’Unità d’Italia il Museo della Ceramica Giuseppe Gianetti di Saronno propone una mostra che ha come tema la Storia del caffé nel territorio nazionale. L a passione che gli italiani hanno per il caffè è cosa risaputa ed è noto anche che il caffè tostato “all’Italiana” rende unica questa bevanda. Quasi ogni Paese, del resto, ha il suo modo di gustarlo ma, in Italia, ci sono ben dieci modi di prepararlo: normale, corretto, lungo, ristretto, cappuccino, Nel 1700 la moda di shakerato, macchiato, bere il caffè esplose, mocaccino, decaffeinato, marocchino e forse non è unitamente a quello finita qui. del tè e della I primi contenitori per il cioccolata, tanto che caffè, già in uso anche per offrire una bevanda il tè, erano piccole calda era considerato coppette, simili a dei un atto della migliore portauovo, il cui uso risale ospitalità. ai tempi delle crociate. Il nome arabo era “tassa” e da lì la derivazione di tazza. I primi servizi preziosi da caffè hanno origine turca e furono realizzati ad Istanbul intorno al 1400 quando comparvero le prime “tasse” in porcellana. Dal ‘600 in poi, quando la diffusione del caffè raggiunse l’Europa, furono imitate da produttori francesi, tedeschi, inglesi e italiani applicando naturalmente l’estro e il gusto dei singoli Paesi. I servizi da caffè divennero sempre più raffinati e preziosi ed era un fatto di censo poterli presentare agli ospiti. Verso il 1750 la tazza con relativo piattino diventa la formula più classica per servire il caffè. A Saronno, nel Museo della Ceramica Giuseppe Gianetti, è stata inaugurata lo scorso 28 maggio, (chiusura mostra 31 luglio), in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, una mostra che Fino al 31 luglio, in mostra le produzioni di manifatture quali: Alba Docilia Albisola, Albisola Casa Dell’arte Manlio Trucco, Antonibon Nove, B.M.C. Sesto Fiorentino, Capodimonte, Ginori, Laveno, Civita Castellana, G.Bonato Bassano. Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 45 TERRITORIO Territorio ha come tema: “Storie di Caffé - Servizi da caffé dal ‘700 al ‘900 in Italia”, attraverso i servizi di porcellana prodotti dalle rinomate manifatture italiane, con uno sguardo particolare a quelle del territorio varesino. Il caffè ha da secoli accompagnato un momento piacevole della giornata e la classica tazzina, con tutti i suoi rituali diversi, è diventato uno dei simboli del nostro Paese. “In Italia - racconta la curatrice della mostra, Mara De Fanti - si inizia a parlare del rituale del caffè a Venezia attorno alla metà del 1600 e le industrie di maiolica e poi di porcellana si adoperarono per proporre servizi sempre di alto livello. Nel 1700 la moda di bere il caffè esplose, 46 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 unitamente a quella del tè e della cioccolata, tanto che offrire una bevanda calda era considerato un atto della migliore ospitalità”. In mostra al Museo sono esposte circa 150 ceramiche italiane dal XVIII al XX secolo con manifatture quali: Alba Docilia Albisola, Albisola Casa Dell’arte Manlio Trucco, Antonibon Nove, B.M.C. Sesto Fiorentino, Capodimonte, Ginori, Laveno, Civita Castellana, G.Bonato Bassano, solo per citarne alcune. Sono presenti servizi di importanti artisti tra cui Giò Ponti, Guido Andlovitz, Ambrogio Pozzi e Ugo La Pietra. I Veneziani, dunque, furono i primi ad importare la gustosa bevanda ma all’inizio il costo era molto alto e solo le persone facoltose potevano permetterselo, tanto che i grani erano venduti in farmacia. Poi ci fu “il libero mercato” e con la concorrenza il costo divenne fruibile per molti. II Sono presenti servizi di prodotto divenne simbolo di amicizia, ospitalità e importanti artisti tra amore. Sempre agli inizi cui Giò Ponti, Guido del ‘700 gli innamorati Andlovitz, Ambrogio presero l’abitudine di Pozzi e Ugo La Pietra. inviare alle fanciulle vassoi ricolmi di cioccolata e caffè. In Francia il caffè fu introdotto nel 1644 da alcuni mercanti marsigliesi provenienti dall’Oriente ma non incontrò subito il favore del pubblico poiché ritenuto di sapore troppo amaro. L’inconveniente, se così si può chiamare, fu risolto con l’abitudine di zuccherarlo. In Germania ritardò qualche anno a entrare nelle abitudini quotidiane perché era la birra a farla da padrona, ma anche qui, ben presto, le due bevande convissero piuttosto bene. Oltre Manica fu un negoziante inglese, Eduard Daniel, di ritorno da un viaggio in Oriente nel 1652, ad introdurre il caffè, offrendolo come novità ai suoi amici e formando in seguito addirittura un club del caffè per gustarlo nelle esclusive tazzine di porcellana che lo rendevano così aromatico e gradevole. Riguardo alle tazzine, la storia parla anche di alcune realizzate in modo da impedire ai baffi dei gentiluomini di “intingersi” e nel corso dei secoli questa piccola “tassa” ha subito molte mode: dal barocco e rococò allo stile impero, dal liberty fino ad arrivare alle nostre tazzine contemporanee. La porcellana, resta comunque la regina incontrastata per preservare l’aroma di questa bevanda che rende la pausa un momento unico nella giornata. Maria Grazia Gasparini SCIENZA Scienza Riecco il buco nell’ozono Gli scienziati, a cominciare dagli anni '80, hanno raccolto prove convincenti che la diminuzione della concentrazione dell'ozono stratosferico sia da collegare alla immissione nell’atmosfera di sempre maggiori quantità di un gruppo di composti chimici, i clorofluorocarburi (CFC), noti col nome commerciale di “freon”. egli ultimi mesi particolari condizioni Negli ultimi mesi particolar modo, è un vero e proprio particolari condizioni meteorologiche che si sono venute a killer dell’ozono. meteorologiche sopra il Poiché la massa fredda polare presenta creare sopra il Polo Nord hanno causato una riduzione della quantità di ozono delle protuberanze è successo più di Polo Nord hanno nell’atmosfera come mai si era rilevato una volta che essa si sia protratta fin causato una riduzione prima. Lo ha annunciato l’Agenzia della quantità di ozono sull’Europa, Italia settentrionale Spaziale Europea, elaborando i dati nell’atmosfera come mai compresa. “Verso la fine di marzo – raccolti dal satellite Envisat. Il record di hanno spiegato i ricercatori del si era rilevato prima. minimo è stato causato da venti Laboratoire Atmosphères, Milieux- la insolitamente forti, noti come “vortice riduzione dell’ozono atmosferico era polare”, che hanno isolato la massa atmosferica sul sceso del 40%”. Polo Nord, impedendole di mischiarsi con aria più Perché è così importante l’ozono? Per diversi motivi, calda delle medie latitudini. Ciò ha fatto sì che le ma uno in particolare: esso agisce da filtro alle masse d’aria stagnanti al Polo si raffreddassero radiazioni ultraviolette che arrivano dallo spazio, notevolmente. In queste condizioni e colpita dalla luce proteggendo gli organismi viventi sulla Terra. I raggi del Sole, l’aria ha rilasciato, soprattutto nella parte ultravioletti possono essere dannosi per la vita e per più bassa della stratosfera a circa 20 km dalla l’uomo in particolare possono aumentare il rischio di superficie, atomi di cloro e bromo, derivati dai tumori della pelle e di malattie agli occhi. Inoltre viene clorofluorocarburi prodotti dall’uomo. E il cloro, in alterata la attività fotosintetica delle piante terrestri e N Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 47 SCIENZA Scienza Contrariamente a di quelle acquatiche, con conseguenze che produrlo fino ad oggi. quanto ci si aspettava, Quel che colpisce in tutto questo interessano tanto la produzione di alimenti quanto quella dell'ossigeno. ossia una chiusura del comunque, è il fatto che da quando si è Gli scienziati, a cominciare dagli anni '80, buco nell’ozono sopra studiato il buco nell’ozono a partire hanno raccolto prove convincenti che la il Polo Nord, in realtà dagli anni Settanta, si è quasi sempre diminuzione della concentrazione fatto riferimento a quello esistente al esso è andato via via dell'ozono stratosferico sia da collegare alla Polo Sud. Mai aveva fatto notizia un aumentando. immissione nell’atmosfera di sempre buco nell’ozono nell’emisfero maggiori quantità di un gruppo di composti settentrionale. E oltretutto a partire chimici, i clorofluorocarburi (CFC), noti col nome dagli anni Novanta le misure prese avevano portato a commerciale di “freon”. Questi composti gassosi far sperare che il buco del polo meridionale si venivano impiegati come solventi, refrigeranti, sarebbe richiuso senza ulteriori danni all’atmosfera. propellenti per gli spray, per la produzione di materie Ed infatti, si è arrivati ad un massimo di dimensioni plastiche espanse e per altri usi, perché “inerti”. In tra il 2005 e il 2008, quando ha raggiunto una altri termini sono tanto stabili da non interagire superficie di 30 milioni di chilometri quadrati (circa chimicamente con i materiali con cui vengono a 10 volte l’Italia), dopo di che è iniziata la chiusura contatto. Ma la loro stabilità fa si che essi si che dovrebbe riportare le condizioni di normalità al diffondano fin nella stratosfera dove la radiazione di sopra del Polo Sud entro il 2050- 2060. ultravioletta del Sole li scompone liberando cloro Ma a partire dalla primavera del 1992, monoatomico. Il cloro, attraverso una serie di reazioni inaspettatamente, al di sopra del Mar Glaciale Artico, chimiche, agisce sull'equilibrio tra ozono e ossigeno veniva misurata per la prima volta una diminuzione facendo diminuire la concentrazione dell'ozono. Il della concentrazione dell'ozono pari a circa il 30% di cloro agisce come un catalizzatore, ossia entra nella quella esistente durante il resto dell'anno. La reazione chimica, ma alla situazione però è rimasta quasi invariata per circa 15 fine rimane inalterato e anni e ciò faceva sperare che non dovessero esserci ritorna in circolazione. Si contraccolpi ulteriori. Contrariamente a quanto ci si Importante è ricoprire calcola che un solo atomo aspettava, però, ossia una chiusura del buco le parti esposte al Sole di cloro può distruggere nell’ozono anche sopra il Polo Nord, in realtà esso è con creme protettive, fino a 100.000 molecole andato via via aumentando negli ultimi anni, soprattutto per chi vive di ozono prima di essere raggiungendo l’apice in questi ultimi mesi. in Italia settentrionale, trasformato in HCl e In attesa di capire se il fenomeno si fermerà o se più colpita rispetto al diventare inattivo come continuerà nel suo sviluppo è importante prendere resto della penisola. catalizzatore. provvedimenti pratici quali, ad esempio, coprire molto Le ricerche hanno portato bene le parti esposte al Sole con creme protettive, alla scoperta che, nel processo di demolizione soprattutto chi vive in Italia settentrionale, perché più dell'ozono, sono importanti anche le nubi colpita rispetto al resto della penisola. Luigi Bignami stratosferiche polari (PSC dall'inglese Polar Stratospheric Cluds) che compaiono periodicamente durante l'inverno a circa 20 km di quota dove la temperatura può scendere sotto gli 80° sottozero. THE HOLE IN THE OZONE LAYER IS BACK Sulla superficie dei cristalli di ghiaccio che formano le nubi stratosferiche avvengono reazioni chimiche che Scientists have gathered convincing evidence that the reduction of scindono i composti inerti del cloro, rilasciando the ozone layer is connected to the ever increasing emissions of a quest’ultimo nell’atmosfera. group of chemical compounds, known as chlorofluorocarbons, Per porre rimedio a tutto ciò, nel 1987 venne firmato into the atmosphere. Over the last few months, particular weather il protocollo di Montreal, un trattato internazionale conditions over the North Pole have caused a reduction in the sottoscritto da 191 nazioni con il quale si sarebbero impegnate a ridurre la quantità di sostanze che quantity of ozone in the atmosphere which has never been interessano la distruzione dello strato di ozono. Il witnessed before. The important thing is to use protective sun trattato venne firmato il 16 settembre ed entrò in creams when exposed to the sun. This is particularly true for those vigore il 1º gennaio 1989. In realtà, da questi Paesi who live in northern Italy which is more severely affected than the non è più stato più prodotto, anche se altri, che non rest of the country. avevano firmato il protocollo, hanno continuato a 48 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 LIUC: l’Università per le imprese Nata nel 1991 per iniziativa dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. L’Università Carlo Cattaneo – LIUC ha sede a Castellanza nella provincia di Varese dove sono presenti le più importanti imprese produttive del panorama nazionale. Quindi per genesi e collocazione, la LIUC mantiene costanti relazioni con le imprese e gli ordini professionali, consentendo un adeguamento dei corsi di laurea alle esigenze del mondo del lavoro. L’intitolazione a Carlo Cattaneo ha il significato di un omaggio al grande pensatore che ha avuto l’intuizione di accostare, ai tre elementi della scienza economica classica – materie prime, capitale e lavoro – l’intelligenza e la volontà degli uomini, riconoscendo così la centralità del ruolo dell’imprenditore all’interno del sistema economico. L’Università e il territorio circostante La provincia di Varese offre una straordinaria cornice di rilievi alpini e paesaggi lacustri. Il territorio è caratterizzato da 64.402 imprese, di cui 10.373 attive nell'industria manifatturiera. L'export rappresenta circa il 34% del valore aggiunto. Gli occupati sono pari a 374.000 unità. 2 La sede dell’Università è a 15 km da Milano lungo l’autostrada e la linea ferroviaria che collegano Milano e l’aeroporto di Malpensa. Dal cotonificio al campus universitario L’Università Carlo Cattaneo – LIUC si trova in un’area complessiva di 81.000 mq sulla quale insistono antichi e prestigiosi edifici che hanno ospitato sin dalla fine del 1800 il Cotonificio Cantoni, storica azienda tessile. Il recupero degli edifici industriali è stato realizzato su progetto dell’architetto Aldo Rossi, Premio Pritzker d’Architettura, che, rispettando l’architettura originaria, ha reinterpretato in chiave moderna l’utilizzo degli spazi. Il complesso immobiliare si sviluppa su due ampie aree divise dalla strada statale del Sempione, vecchio tratto, e collegate da un sottopasso pedonale. Lo studente al centro L’uomo, la vera risorsa strategica delle imprese. Sulla centralità dell’uomo si gioca la capacità di indirizzare e gestire i cambiamenti e le trasformazioni del sistema economico mondiale. L’Università Cattaneo ha colto l’esigenza di rispondere a una domanda precisa: favorire lo sviluppo della cultura aziendale e preparare professionisti d’impresa. Con l’attività didattica e di ricerca, si pone l’obiettivo di formare manager che sappiano sintetizzare in un’ottica globale le singole analisi degli specialisti per una visione unitaria del progetto formativo. Infatti, ulteriore caratteristica fondamentale è la forte integrazione tra i diversi insegnamenti che avviene evidenziando e sviluppando i punti di contatto tra le varie discipline, in modo da valorizzare la visione unitaria dell’impresa e perseguire il massimo delle sinergie possibili. Questo per rispondere alla domanda degli studenti, delle famiglie e del mondo del lavoro con un percorso di studio di maggior valore e qualità, capace anche di valorizzare i contributi personali e stimolare gli studenti a sviluppare abilità e qualità comportamentali. Attività di tutoraggio Obiettivo è di offrire un sostegno nell’affrontare lo studio di alcune discipline, attraverso il chiarimento dei concetti chiave, ma anche nella ricerca del metodo di studio più appropriato. Ciascuna facoltà gestisce in maniera autonoma il servizio stesso, proponendo incontri individuali o di gruppo, soprattutto in base alle richieste degli studenti. Skills & Behaviour: alla LIUC si impara a volare Conoscere i propri punti di forza e quelli di debolezza per prepararsi a spiccare il volo nel mondo del lavoro e della vita, acquisendo abilità di carattere trasversale. Questo percorso è una novità assoluta nel panorama universitario italiano a cui hanno già partecipato 1.508 studenti. I partecipanti vengono aiutati a far emergere le proprie abilità (skills) attraverso metodi innovativi di apprendimento, oggi utilizzati soprattutto nel quadro della formazione manageriale e post universitaria. Ciò li porterà a padroneggiare abilità comportamentali (behaviour) diverse da quelle acquisite durante l’attività didattica tradizionale. 3 L’offerta formativa Corsi di laurea e laurea magistrale, Master universitari, Dottorati di ricerca. Facoltà di Economia Il corso di laurea fornisce una solida preparazione di base a 360 gradi nel campo delle discipline economiche e di impresa. Con la laurea magistrale, gli insegnamenti sviluppano un apprendimento integrato e all’avanguardia di conoscenze e abilità funzionali all’esercizio immediato di ruoli specialistici fondamentali per la gestione delle imprese e per le libere professioni. Gli studenti acquisiscono una base di competenze indispensabile per assumere nel tempo posizioni e responsabilità direttive. I percorsi consigliati della laurea in Economia aziendale Management e imprenditorialità Per sviluppare conoscenze e competenze tecniche e metodologiche in tutte le aree funzionali dell’azienda e acquisire sensibilità ai valori dell’innovazione e dell’imprenditorialità. Made in Italy and global markets Tutti gli insegnamenti del terzo anno di 4 corso sono tenuti in lingua inglese. Per approfondire il funzionamento dei mercati globali e le relative problematiche competitive e gestionali. Amministrazione e finanza Per acquisire competenze di natura finanziaria, contabile e di controllo di gestione indispensabili per un efficiente governo delle imprese e per operare con profitto sui mercati finanziari. Psicologia e sociologia per la gestione aziendale Per integrare nella formazione economica i principi e le metodologie della scienza psicologica e sociologica, e allo scopo di migliorare il processo decisionale. Diritto ed economia d’impresa (in collaborazione con la facoltà di Giurisprudenza) Per integrare le conoscenze economiche con gli strumenti giuridici indispensabili ad ottimizzare le scelte operative alla luce dei vincoli posti dalla normativa. I percorsi consigliati della laurea magistrale in Economia aziendale Economia e direzione d’impresa Approfondisce conoscenze in ambito economico aziendale per affrontare le problematiche d’impresa secondo una visione integrata e completa, orientata al cambiamento e all’innovazione. Amministrazione aziendale e libera professione Approfondisce gli aspetti amministrativocontabili, giuridici e fiscali per affrontare le complessità aziendali in qualità di consulenti e operatori d’impresa. Banche, mercati e finanza d’impresa L’approccio multidisciplinare permette una conoscenza della gestione degli intermediari finanziari, delle strutture dei mercati finan- ziari, dei portafogli di titoli e consente di operare nell’ambito della gestione finanziaria ordinaria e straordinaria d’impresa nonché direttamente sui mercati finanziari. Marketing Il percorso sviluppa capacità analitiche, di diagnosi strategica e operative, estese ai diversi settori industriali e dei servizi, pubblici e privati, per affrontare problematiche strategiche e operative di marketing e delle vendite. International business management (corso in lingua inglese) Il percorso approfondisce conoscenze in ambito economico - aziendale, matematico - statistico e giuridico, per affrontare problematiche aziendali sviluppando un’attitudine alle strategie di internazionalizzazione del business. 5 L’offerta formativa Corsi di laurea e laurea magistrale, Master universitari, Dottorati di ricerca. Facoltà di Giurisprudenza In base al decreto ministeriale del 25 novembre 2005, il corso di laurea e laurea magistrale in Giurisprudenza è ora un percorso unico di cinque anni finalizzato al conseguimento della laurea magistrale. L’Università Cattaneo ha realizzato un programma formativo nuovo nel panorama italiano, in quanto, oltre alla preparazione nei principali saperi dell’area giuridica, è prevista una solida formazione in ambito economico ed economico aziendale, per mettere i laureati in condizione di analizzare lo scenario economico, sociale e giuridico del nostro Paese anche in un’ottica internazionale. I percorsi consigliati della laurea magistrale in Giurisprudenza Economico e diritto d’impresa Si caratterizza per un’efficace compresenza di discipline giuridiche ed economicoaziendali e si rivolge in particolare a coloro che sono interessati ad intraprendere la professione di giurista d’impresa, che si oc6 cupa, da consulente esterno o interno all’azienda stessa, di offrire un supporto rispetto alla contrattualistica e ad eventuali controversie ad essa collegate. Internazionale e comparato Forma un giurista capace di inserirsi in organizzazioni internazionali ed europee, in studi legali o in imprese internazionali e in grado di confrontarsi con i sistemi legislativi dei singoli Paesi, con il diritto comunitario europeo e degli altri organismi sovranazionali. Penale e criminologico Il percorso prevede una presenza, accanto alle discipline più tradizionali, di insegnamenti che forniscono strumenti di immediata spendibilità nel settore penale e in particolare criminologico. Gli studenti potranno così entrare in contatto con il mondo delle cosiddette scienze forensi, ausilio per reperimento, conservazione e analisi delle prove di un reato. 7 L’offerta formativa Corsi di laurea e laurea magistrale, Master universitari, Dottorati di ricerca. Facoltà di Ingegneria Come tutti gli ingegneri, anche il gestionale è un progettista di soluzioni, ma con una caratteristica distintiva: ha a che fare non solo con la tecnologia da utilizzare nel processo, ma anche con le persone che fanno parte di un’organizzazione e che sono interessate alla realizzazione del processo stesso. La formazione che si ottiene con la laurea triennale consente già un rapido inserimento nel mondo del lavoro; con la laurea magistrale vengono poi approfondite le competenze necessarie per la progettazione dei processi produttivi e logistici. I percorsi consigliati della laurea in Ingegneria gestionale Meccanico Per operare scelte nella definizione delle caratteristiche dei mezzi di produzione e nel mantenimento dei mezzi di efficienza produttiva. Tessile Per rispondere alla forte concorrenza inter8 nazionale con una formazione tesa al nuovo e al tecnologicamente avanzato. Grafico-cartotecnico (Printing & packaging) Per affrontare la gestione delle problematiche del settore, con l’acquisizione degli strumenti adatti per governare una tecnologia altamente sofisticata ed in continua evoluzione per un’ampia gamma di prodotti. ICT (Information & communication technology) Per approfondire competenze sul processo di sviluppo di sistemi software di livello industriale per l’accesso a database via web e la realizzazione di vari sottosistemi software, la loro validazione e integrazione. Materie plastiche e gomma È la formazione sui materiali e la comprensione delle tecnologie, della gestione dei sistemi produttivi, fino alle tematiche del riciclo e recupero dei materiali polimerici, fondamentali per la gestione ambientale ed economica del ciclo produttivo. In questo settore il nostro paese è leader mondiale. I percorsi consigliati della laurea magistrale in Ingegneria gestionale Business consulting Sviluppa le competenze per applicare le metodologie dell’ingegneria alla gestione dei servizi e rispondere all’evoluzione dell’economia mondiale verso la service science. Chimica industriale Per acquisire una competenza tecnica adeguata alle molteplici attività chimiche che sono alla base del nostro tessuto industriale. Accanto ad un quadro generale, riguardante le materie prime e i prodotti, gli aspetti energetici e chimici, vengono presi in esame i processi tipici di questo settore industriale. Energy management Per integrare il fattore energia all’interno dei processi produttivi aziendali. L’energy manager analizza i bisogni energetici, valuta le possibili fonti energetiche per l’impresa, sia tradizionali che alternative, massimizza l’efficienza energetica complessiva e valuta l’economicità delle alternative d’acquisto. Lean manufacturing Si acquisiscono le competenze per applicare concetti e tecniche per la semplificazione dei processi manifatturieri, allo scopo di ridurre ogni genere di spreco e utilizzare al meglio le risorse disponibili. Finanza d’impresa e mercati finanziari (in collaborazione con la facoltà di Economia) Ha l’obiettivo di approfondire le conoscenze economico-finanziarie secondo la prospettiva dell’impresa e quella del mercato con un approccio applicativo per le funzioni finanziarie d’impresa o per le istituzioni d’intermediazione finanziaria operanti sul mercato. International business management (corso in lingua inglese in collaborazione con la facoltà di Economia) Gli insegnamenti totalmente in lingua inglese sono offerti a una classe composta da studenti sia italiani che stranieri. Fornisce le competenze e le conoscenze necessarie per sfruttare le opportunità offerte dall’internazionalizzazione delle aziende e dalla globalizzazione dei mercati. 9 L’offerta formativa Corsi di laurea e laurea magistrale, Master universitari, Dottorati di ricerca. Sinergia con il mondo delle imprese In linea con lo stile dell’Università Cattaneo, anche i master, al pari di tutti gli altri corsi, sono stati progettati con il concorso delle istituzioni che compongono il mondo del lavoro e, quindi, secondo i casi, con le imprese, le istituzioni finanziarie, gli ordini professionali. Master Universitari di 1° livello • Merchant banking (IV edizione) • Funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie – COPS (XVIII ed.) • Clinical risk management – MACRIM (I ed.) • Management delle relazioni bancarie nel terzo settore – MARTES (I ed.) Master Universitari di 2° livello • Merchant banking (XI ed.) • Assicurazioni, previdenza e assistenza sanitaria obbligatoria e complementare – MAPA (X ed.) • Criminologia forense – MACRIF (VI ed.) • Governo clinico per la medicina interna – CGM (II ed.) • Gestione e organizzazione delle strutture ospedaliere – MAGOSO (I ed.) 10 • Master in diritto delle biotecnologie (II ed.) • Helicopter & Airplane Master – H&A (Management per il settore aeronautico) (III ed.) • Direzione, amministrazione, finanza e controllo di gestione – CFO (II ed.) • Health technology assessment e management delle strutture sanitarie – HTEAM (I ed.) • Risk management e gestione della qualità in sanità (I ed.) • Management per dirigenti di struttura complessa – MADISCO (I ed.) Dottorati di ricerca Corsi triennali post-laurea finalizzati alla formazione di giovani ricercatori con competenze specialistiche. Dalla LIUC dipende in esclusiva il Dottorato in Gestione integrata d’azienda. Sono inoltre attive tre iniziative in consorzio con altre università italiane nelle discipline: • Diritto comparato • Economia e management della tecnologia • Scienze economiche La ricerca Innovarsi per affrontare orizzonti competitivi. Il rating e il ranking dei risultati della ricerca delle Università italiane mettono in evidenza la qualità del lavoro sviluppato dall’area di LIUC ricerca. Gli esiti dell’ultima valutazione operata dal Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) nel 2006, pongono la LIUC nell’area della scienze economiche al decimo posto per qualità in Italia, e al secondo tra le 23 strutture di piccola dimensione. La LIUC si dimostra dunque all’avanguardia in questa particolare area di ricerca. Nell’ambito dei Programmi di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), la LIUC ha poi ricevuto importanti finanziamenti dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Tra i progetti si ricordano: Governance e valutazione dell’università: politiche pubbliche e management Modellizzazione, simulazione e sperimentazione di reti logistiche innovative per la gestione dei farmaci nella sanità Le dimensioni dell'imprenditorialità nei settori maturi: un approccio resource and knowledge-based. La LIUC partecipa anche ad altri progetti attualmente in corso come: • Socrate ruolo della conoscenza nelle reti tra imprese distrettuali Tra i progetti europei: • Endeavour formazione all’imprenditorialità • Vico venture capital e private equity • REFOCUS valorizzazione dei lavoratori senior • Award sicurezza negli impianti chimici • Man Made studio delle reti complesse • Harmonisation of private international law and external relations in family and succession matters codificazione del diritto internazionale La LIUC contribuisce al rapporto Generare classe dirigente, sintesi delle attività di ricerca, approfondimento e dibattito sviluppate ogni anno dall’Associazione Management Club insieme alla LUISS. 11 Per quanto riguarda l’attività di ricerca condotta da centri, laboratori, osservatori e unità di studi, la LIUC si caratterizza per i numerosi ambiti nei quali si conducono le attività: • CEPA: Centro di ricerca sulla pubblica amministrazione – Direttore: Renato Ruffini • CARED: Centro di ateneo per la ricerca educativo-didattica e l’aggiornamento dei docenti – Direttore: Michele Puglisi • CERST: Centro di ricerca per lo sviluppo del territorio – Direttore: Sergio Zucchetti • CETIC: Centro di ricerca per l’economia e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione – Direttore: Aurelio Ravarini • CREMS: Centro di ricerca in economia e management in sanità e nel sociale – Direttore: Davide Croce • CRMT: Centro di ricerca sui trasporti e sulle infrastrutture – Direttore: Anna Gervasoni • CERMEC: Centro di ricerca sul management e sull’economia della cultura – Direttore: Fernando Alberti • C-LOG: Centro di ricerca sulla logistica – Direttore: Fabrizio Dallari 12 • CRC: Centro di ricerca sul crimine – Direttore: Massimo Picozzi • CERICO: Centro di ricerca sulla complessità – Direttore: Giuseppe Scifo • CERCA: Centro di ricerca sul cambiamento e apprendimento organizzativo – Direttore: Gianfranco Rebora • Lab#ID: laboratorio sulla radio frequency identification – Direttore: Luca Mari • Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa – Direttore: Anna Maria Falchero • Unità di studi interdisciplinari per l’economia sostenibile – Direttore: Dipak R. Pant • Unità di studi su tecnologia e innovazione – Direttore: Raffaella Manzini • Unità di studi sull’etica – Direttore: Massimo Folador • LIUC innovazione e brevetti – Direttore: Sara Giordani • Osservatorio Private Equity Monitor – PEM® • Osservatorio settoriale sulle RSA • Osservatorio Performance PA • Lean Club La formazione Sviluppo e aggiornamento delle professionalità. Con il marchio LIUC formazione sono proposti percorsi incentrati sui fabbisogni specifici, individuati e attivati su commessa diretta oppure attraverso l’accesso a finanziamenti pubblici (regionali, comunitari, fondi interprofessionali, ecc.) che permettono ad imprese, amministrazioni o associazioni di fruire di attività formative parzialmente o interamente gratuite. L’Università Cattaneo, grazie alle sue strette relazioni con il mondo delle imprese, della pubblica amministrazione e delle professioni, si pone come un punto di riferimento per lo sviluppo e l’aggiornamento delle diverse professionalità nell’area del management. La varietà delle competenze dei docenti, che apportano contributi sia dall’attività didattica che da quella di ricerca, consente di approfondire un’ampia gamma di tematiche nell’ottica di costruire insieme al manager il programma di formazione più rispondente alle proprie esigenze di sviluppo delle competenze. Per quanto riguarda i corsi finanziati, l’Università si avvale dell’utilizzo di fondi interprofessionali per progetti territoriali, quali ad esempio l’Executive master per dirigenti di PMI finanziato da Fondirigenti e quello per Middle manager finanziato da Fondimpresa. L’offerta si completa con una serie di corsi a catalogo, che sviluppano tematiche come programmazione e controllo, strategia, contabilità, organizzazione del lavoro, logistica. Tra le iniziative più recenti, il primo percorso di company academy, dedicato ai giovani manager della Lindt & Sprüngli e il nuovo Master in management della Piccola e Media Impresa, in collaborazione con la Piccola Industria di Confindustria. E ancora, la Kart Factory by Jmac, in cui i partecipanti vivono l’esperienza di lavorare su una linea di assemblaggio reale e l’Advanced Leadership Lab, che comprende attività outdoor e indooor. La formazione offerta si rivolge anche a professionisti, con corsi di preparazione all’esame di stato, e di aggiornamento per avvocati e dottori commercialisti ed esperti contabili. Ultimamente si è sviluppato anche un corso di preparazione all’esame di abilitazione per consulenti del lavoro ed un percorso di formazione finanziata per il personale degli studi professionali. 13 Un percorso internazionale Arricchire il proprio curriculum con un’esperienza all’estero è una possibilità concreta. I dati dell’anno accademico 2009/10 confermano la LIUC al primo posto per il numero di scambi all’estero. Mobilità studentesca 98 accordi in 37 Paesi, 138 studenti per programmi di studio o stage all’estero, 153 studenti stranieri presso la LIUC. Un laureato su tre partecipa ai programmi di mobilità. L’offerta didattica in lingua inglese Il terzo anno del corso di laurea triennale di Economia e il corso di laurea magistrale International business management sono in lingua inglese e gli studenti sono in classi con docenti e studenti internazionali. Nella facoltà di Ingegneria: 5 corsi tra il terzo anno della laurea triennale e il primo anno della laurea magistrale. Nella facoltà di Giurisprudenza: un semestre in lingua inglese e 5 corsi di indirizzo. I programmi di doppio titolo Doppi titoli in Economia e Ingegneria con università europee e extra-europee sia per la laurea triennale che per la laurea magistrale. 14 Il programma LLP/Erasmus Offre oltre ai tipici programmi di scambio anche altre opportunità come il progetto di stage con borsa. Internazionalizzazione per i docenti Sono 53 i docenti che insegnano nei programmi in lingua inglese, di cui 44 interni e 9 stranieri. Sono 10 i docenti in progetti europei e internazionali. Summer School Brevi soggiorni all’estero durante l’estate con lezioni tenute da docenti del posto e visite ad imprese per una maggiore comprensione del panorama produttivo. La LIUC è giunta alla quinta edizione della Summer School China presso la Fudan University di Shangai e quarta edizione della Summer School Arizona presso l’Arizona State University. È stato concluso un accordo con la University of California di San Diego per corsi estivi di lingua inglese. Dallo studio al lavoro Valide esperienze che facilitano l’inserimento. Stage La LIUC reputa importante che la formazione in aula sia integrata con la partecipazione a periodi di stage che sono offerti agli studenti attraverso le strette relazioni con le imprese, gli enti e gli studi professionali. Lo stage è il primo reale contatto con il mondo del lavoro e questa esperienza è la prima attività di un percorso orientato all’inserimento nel mondo del lavoro, attività specifica del Placement. La filosofia della LIUC è stata ben compresa dai suoi partner, infatti nel corso del 2010 gli stage effettuati sono stati 873 con un aumento dell’8% rispetto al 2009. La LIUC, che ha nell’offerta di stage uno dei suoi asset più importanti, riesce ad assicurare a tutti gli studenti che ne fanno richiesta l’effettuazione almeno di uno stage nel proprio ciclo di studi: a tal fine ha sviluppato e consolidato i propri contatti, stipulando anche apposite convenzioni con associazioni imprenditoriali. Nel 2010 sono state poste in essere ben 34 nuove convenzioni quadro con enti o istituzioni interessate ad agevolare gli stage e i tirocini nei confronti degli studenti e dei laureati LIUC. Placement Nel costante rapporto tra l’Università e le imprese, il servizio Placement, dopo ogni sessione di laurea, segnala nominativi di laureati in base alle necessità delle aziende e delle istituzioni, che in alcuni casi chiedono di effettuare in Università recruiting di gruppo (Assessment Center) prima dei colloqui selettivi individuali nelle loro sedi. Nel 2010 si sono inserite, nella mailing list del Placement 399 nuove imprese che, sommate alle 4.200 precedenti, portano a oltre 4.500 il totale delle aziende operanti con il servizio. Il Placement organizza diversi incontri con primarie imprese che rientrano nel progetto Conoscere le professioni. Il Placement collabora con l’associazione LIUC Alumni, network dei laureati. I riscontri delle carriere dei laureati ci confermano la qualità degli studi compiuti, la stessa percezione che, di questa qualità, hanno le imprese e le altre istituzioni che assumono giovani dall’Università Cattaneo. L’inserimento nel mondo del lavoro per i laureati (media per le tre facoltà) si è stabilizzato in 2 mesi e mezzo. 15 Conoscere la LIUC Profilo dell’Università e occasioni di orientamento. Gli studenti All’anno accademico 2010/2011, si sono iscritti 542 nuovi studenti (di cui 289 a corsi di laurea e 253 a corsi di laurea magistrale) così distribuiti: 364 a economia aziendale, 61 a giurisprudenza e 117 a ingegneria gestionale. La popolazione studentesca complessiva è, alla data del 1 marzo 2011, di circa 2.000 unità, oltre a 380 iscritti ai master. La suddivisione degli iscritti per tipo di corso è la seguente: Economia 53%, Giurisprudenza 26%; Ingegneria 21%. I docenti Il corpo docente consta attualmente, tra ordinari, associati, ricercatori, a contratto, borsisti e cultori della materia, di 375 unità, di cui 52 docenti di ruolo, 314 a contratto e 9 assegnisti di ricerca. I docenti di ruolo sono 22 per il corso di Economia aziendale, 16 per il corso di Ingegneria e 14 per quello di Giurisprudenza. Il rapporto numerico docenti/studenti è quindi estremamente favorevole (1/7). 16 Le immatricolazioni Quest’anno verranno ammessi direttamente gli studenti con voto di maturità superiore o uguale a 80/100. Il test di ammissione è somministrato in diverse sessioni, in LIUC e in altre città italiane. Gli studenti provenienti da località al di fuori delle province di Varese e di Milano sono in aumento e costituiscono il 37,6% di tutti gli iscritti all’Università Carlo Cattaneo – LIUC. Orientamento Tra i progetti più significativi: • Fiere/Saloni dello studente • test psicoattitudinale a 2.200 studenti; • presentazioni della LIUC presso plessi scolastici e sedi locali di Confindustria di tutt’Italia • Università aperta • Conosciamoci meglio • sperimentazioni di Contabilità e bilancio e Matematica • seminari monografici • Business Game Crea la tua impresa, un progetto di learning by doing interattivo • Allena-Menti Borse, premi e altri benefici Sostenere gli studenti e premiarne il merito. Borse di studio Il rapporto con il mondo delle imprese e con la business community si esprime anche nell’offerta di borse di studio, il cui fondo continua ad essere alimentato sia da contributi di soggetti privati (imprese industriali, istituti di credito, privati cittadini, enti quali l’associazione Amici dell’Università e la Famiglia Legnanese che ha offerto, quest’ultima, 45 borse di studio per l’anno accademico 2010/2011), sia da enti pubblici (Regione Lombardia, nell’ambito della normativa sul diritto allo studio, Camera di Commercio di Varese, Provincia di Varese, Comune di Castellanza). Il fondo destinato alle borse di studio e ai sussidi ad altro titolo è cresciuto significativamente passando dai 108.456 euro del primo anno accademico ai 770.000 euro dell’anno accademico 2009/10, a cui vanno sommati esoneri, sconti e riduzioni sulle rette per un ammontare complessivo pari a 1.765.000 euro. La LIUC è impegnata in una azione mirata di sensibilizzazione nei confronti dei soggetti, privati e pubblici, potenzialmente disponibili ad erogare somme con tale finalità. Il merito premia L’Università garantisce inoltre agli studenti la possibilità di vedere riconosciuto il proprio merito con la riduzione delle tasse di iscrizione in base al risultato conseguito all’esame di maturità. Per gli studenti con votazione 100/100 la tassa è di € 3.304,62, pari a una riduzione del 50%; con votazione da 95 a 99/100 la tassa è di € 4.879,62 (riduzione 25%); con votazione da 90 a 94/100 la tassa è di € 5.667,62 (riduzione 12,5%); con votazione inferiore ai 90/100 la tassa di iscrizione è di € 6.454,62. Lo sconto è rinnovabile ogni anno al mantenimento della media di 27/30. A ciò si aggiungono le riduzioni sulla retta di € 1.000 per chi consegue la laurea di primo livello con 110 e 110 e lode e prosegue con la laurea magistrale. Il 5 per 1000 alla LIUC La LIUC è grata a coloro che hanno operato la scelta di donarle il 5 per 1000 e auspica che questa attenzione possa svilupparsi ulteriormente nel prossimo futuro, anche attraverso libere donazioni all’Università. 17 Biblioteca e sito Internet Il sapere a portata di mano. Biblioteca “Mario Rostoni” Offre numerosi servizi mirati a facilitare il più possibile la consultazione di materiale bibliografico da parte degli studenti, nonché ad educarli alla ricerca di informazioni anche con i corsi di Information literacy, che risultano di estrema utilità per la stesura di paper e tesi di laurea. La struttura dispone attualmente di 1.600 mq, ripartiti in 6 sale confortevoli e con vista sul parco, nelle quali trovano posto fino a 350 utenti. Il patrimonio bibliografico: 93.000 volumi, 2.500 periodici di testate italiane ed internazionali. Gli studenti hanno a disposizione una sala con circa 100 accessi fissi, per personal computer portatili, alla rete universitaria e ad Internet. Tutte le sale della biblioteca sono coperte dalla rete wifi della LIUC. È attivo il servizio MyLibrary@Liuc, per creare un portale web specializzato nel settore di interesse di ciascun utente. L’attività editoriale prosegue con la pubblicazione dei LIUC Papers su diversi temi oggetto di ricerche spot svolte dai docenti e ricercatori. A tutto il 2010 ne sono stati pubblicati 242. 18 www.liuc.it Portale di servizi per la vita universitaria. Il sito ha apposite sezioni per ogni settore dell’Università: facoltà, istituti, centri di ricerca, biblioteca, centri di formazione avanzata, progetti, servizi. È attivo un sistema on-line, che consente al nuovo studente di preparare la propria domanda di immatricolazione. È possibile collegarsi al social network Facebook e al canale di YouTube. È presente una sezione in lingua inglese che raccoglie tutte le informazioni utili agli studenti in scambio. Il servizio di Intranet MyLIUC consente agli studenti di consultare da casa tutti le informazioni della vita universitaria e verificare la propria posizione accademica. L’Università possiede 4 aule informatiche, utilizzate principalmente per corsi che prevedono l’uso del computer come strumento didattico. Inoltre, il Centro Risorse Informatiche dispone di 35 PC, che sono a disposizione degli studenti. Dal 2007 l’Università mette a disposizione degli studenti registrati l’accesso a Internet dai propri PC portatili tramite una rete wireless che copre tutti gli edifici dell’Università. Un’università da vivere Aree e attività extra-didattiche per la vita dello studente. La Residenza Universitaria Frutto di un accordo tra l’Università, Comune di Castellanza e Società Hinterland, trova al suo interno: • 440 posti letto • reception • accesso alle camere e al parcheggio con Smart card personalizzata, lettura della serratura per il controllo di entrate e uscite; • self-service e ampio bar • aule studio • aula informatica • scaldavivande a disposizione gratuita • sala musica • sala tv con tv sat (Sky calcio) • spazi riservati per attività ricreative • spazio attività fisica con corsi gratuiti • servizio self-service di lavanderia • assistenza medica c/o la Clinica Humanitas • spazio per culto religioso • sportello bancario • parcheggio interno al coperto La struttura ha un servizio di sicurezza attivo 24h/24 con un sistema di video sorveglianza così da rendere più vigilata e controllata la permanenza dei giovani studenti. Attività extra-didattiche della LIUC Per crescere a livello globale e formarsi per la vita è possibile aderire a varie associazioni: • Associazione Amici di Carlo Cattaneo, organizza feste, eventi, tornei sportivi, ecc. • LIUC Junior Enterprise, che offre consulenza aziendale ad imprese e istituzioni • ELSA (European Law Students Association), che raccoglie gli studenti di Giurisprudenza • ESN (Erasmus Student Network), promuove la mobilità studentesca e sostiene gli studenti in partenza o in arrivo • Leo Club Università LIUC Castellanza, un unicum nel panorama nazionale in quanto il primo Leo di un’università • ARCADIA che propone attività culturali, ludiche e sportive. Tra le discipline sportive si ricordano: basket, pallavolo, calcio, rugby, fitness, tennis. Proseguono le attività della Radio LIUC, della LIUC Band, del laboratorio teatrale e del giornale degli studenti, LIUC Magazine. Inoltre si svolgono attività culturali e concertistiche – organizzate in collaborazione con i comuni di Castellanza e Busto Arsizio – aperte al pubblico. 19 GS11511 Università Carlo Cattaneo corso Matteotti 22 21053 Castellanza (VA) tel 0331.572.1 fax 0331.572.320 [email protected] www.liuc.it FOTO DAL MONDO 50 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 FOTO DAL MONDO Disegni fatti dal vento vengono tracciati sulla banchisa polare che copre l'Oceano Artico a nord di Prudhoe Bay, in Alaska REUTERS/Lucas Jackson Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 51 RUBRICHE Gita a … Una pedalata da romanzo storico Fra i laghi di Varese e di Comabbio, immersi in una natura d’altri tempi, alla ricerca di… fucili austriaci e sciabole tedesche. crivendo dell’isolino mi si destano idee e Dal pontile per oltre il centro storico di Biandronno (lasciare l’Isolina Virginia, a memorie di passatempo giovanili coi l’auto nei pressi della chiesa), e da quelle Biandronno, verso la reminiscenze risorgimentali che s’intonano coetanei studenti del mio Cazzago, e le cene ivi fatte, e i tiri a segno in quei muri e le con le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità: Palude Brabbia, “…armi che scoperte e derubate da due uccellagioni dei passeri e degli stornelli, immersi nel verde. pastori, vennero alcune recuperate per depredati per progetto, e le armi da munizioni opera del sacerdote Grezzi, che dietro e di famiglia di nuovo incassate e nascoste confessione dei suddetti, le ritirò e tenne nascoste qualche sotto terra fra i boschetti nel 1849, dopo l’infausta tempo sotto la predella del gran divano in chiesa battaglia di Novara, al ritorno degli austriaci, quando parrocchiale di Biandronno…”. Il sacro tempio come eravi pena di morte tenerle in possesso…”: così scriveva l’ingegner Giuseppe Quaglia nel 1884 e la nostra piccola “santa barbara”, insomma, e non è finita: “…armi delle quali denunciata l’esistenza al comando militare “pedalata in famiglia” tra i laghi di Varese e di Comabbio austriaco da una spia, causarono ai cugini Quaglia in può ben partire in vista del famoso Isolino Virginia, poco “S 52 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 RUBRICHE Bardello una minuziosa perquisizione con assedio della UN PAESAGGIO POCO ANTROPIZZATO In attesa che quel romanzo possa venire un giorno casa, ed all’ottimo patriota Alessandro Grezzi, pure scritto davvero, lasciamo sulla sinistra le sponde del perquisito senz’esito, uno spavento tale, che fu cagione lago e, percorrendo il nastro ciclopedonale che tiene a della sua morte precoce”. Dieci fucili austriaci provenienti dalle Cinque Giornate di Milano e due sciabole di ufficiali distanza la carrozzabile, ci dirigiamo con lievissimi tedeschi, oltre ad alcuni fucili da caccia, saliscendi in direzione di Cassinetta; un una spingarda e diverse pistole di quarto d’ora di pedalata tranquilla, si piega Il periplo del lago di verso destra seguendo le indicazioni apposite provenienza locale: “Armi a noi carissime, Comabbio facilitato già state gettate nelle acque del lago di e si imboccano i quattro chilometri che a tratti da un Varese, rinascoste in quelle di Monate, e costituiscono il raccordo fra il bacino lacustre percorso palafitticolo di Varese e quello di Comabbio, che si che finirono derubate all’ultima località sui monti di Osmate: armi perciò che subirono in legno sul pelo raggiunge oltrepassato Varano Borghi; il eventi da romanzo”. sottopasso della strada provinciale consente di dell’acqua. Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 53 RUBRICHE Gita a... trovarsi a pochi passi dall’acqua che, giunti Le ghiacciaie di ghiacciaie utilizzate fino a cent’anni fa per poco dopo al bivio, abbracciamo piegando Cazzago Brabbia e, conservare il pesce ed oggi restaurate o stare verso destra. più oltre, al chiostro sulla destra ed attraversare campi e boschetti: Inizia qui la nuova ciclabile che attraversa i le due alternative hanno più o meno il medievale di territori comunali di Ternate e di Comabbio. medesimo sviluppo di un chilometro o poco più Voltorre. Si tratta di un percorso di particolare prima di riunirsi nei pressi di Bodio e bellezza sia perché immerso in un proseguire per Azzate e per Varese (frazione paesaggio poco antropizzato, ricco di di Calcinate degli Orrigoni) per poi giungere vegetazione spontanea tipica delle zone lacustri e dove alla Schiranna. Si può effettuare una breve deviazione il canneto la fa da padrone, per la cura con cui sono per visitare “la spiaggia di Varese”, dove sono anche stati predisposti da Provincia ed amministrazioni locali i una piscina ed il complesso sportivo manufatti che consentono di pedalare in tranquillità e della Canottieri, o proseguire lungo Una sosta sicurezza. Se al momento in cui leggerete queste righe un tratto di ciclabile che presenta alla Schiranna, non fosse ancora completato l’ultimo tratto brevi saliscendi di qualche impegno; la spiaggia di circumlacuale (manca davvero poco a raccordare a Voltorre è d’obbligo utilizzare il Varese. Mercallo con Varano), per evitare di tornare sui vostri sottopasso che porta in un centinaio passi potete seguire le indicazioni stradali per Corgeno e poi, immettendosi in via Lombardia, di nuovo per la A CYCLE ROUTE WHICH IS REMINISCENT OF A ciclabile che conduce ad un camping e a Boffalora di HISTORIC NOVEL Varano: si tratta di tre chilometri poco trafficati. Between the lakes of Varese and Conobbio, steeped in nature of times gone by, in search of Austrian rifles and German IN PISCINA ALLA SCHIRANNA, A sabres, reminiscent of the Risorgimento which fit in perfectly VOLTORRE IL CHIOSTRO with the celebrations for the 150th anniversary of the Giunti di nuovo a Cassinetta si tiene la destra e, Unification of Italy. From the jetty for the little island of Virginia oltrepassata la provinciale ove to Biandronno, towards Palude Brabbia, in the midst 昀漀 indica la segnaletica, si torna greenery. The circumnavigation of the lake is made easier in Giunti di nuovo a a pedalare in tutta tranquillità parts by a wooden lake village structure on the surface of the Cassinetta lungo la ciclopedonale del water. Once you reach Casinetta di Biandronno again, continue di Biandronno si lago di Varese; poco prima di on the cycle path along the Varese lake towards Gavirate. You prosegue sulla Cazzago (vicino al cimitero) è can admire the glaciers of Cazzago Brabbia and further on, ciclabile del lago di possibile scegliere il percorso the medieval cloister of Voltorre. Why not stop off at Schiranna, Varese in direzione di destra, che accarezza le the Varese beach? acque e passa vicino alle di Gavirate. 54 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 RUBRICHE Gita a... di metri al Chiostro medievale per poi tornare sui nostri passi e giungere a Gavirate; da lì a Biandronno ci sono altri venti minuti di pedalata e l’escursione è finita… a meno che vogliate mettervi in cerca dei famosi fucili austriaci. Riccardo Prando PESCE DI LAGO, BUONI DOLCI E POETI La sosta si costringerà ad una deviazione in salita di mezzo chilometro, ma non ne rimarrete delusi: affacciata su piazza Matteotti di Gavirate, proprio di fronte al palazzo municipale, è la storica Pasticceria Veniani dove Giosuè Carducci intratteneva… in poesia le sue amanti, complici i Brutti e Buoni, pasticcini a base di albume di semplice quanto soave fragranza; ai dolciumi raffinati si unisce la possibilità di un brunch veloce (0332.743084, chiuso il lunedì). Pesce di lago e selvaggina sono i piatti forti del ristorante “Da Cesarino”, lungo la provinciale VergiateBesozzo (facilmente raggiungile dalla ciclabile). Il locale ha contribuito a fare la storia della ristorazione in provincia di Varese (mitiche sono le crespelle di lago): prenotare allo 0331-968472, chiuso il mercoledì. Fra le tante possibilità offerte dal territorio lacustre del comune di Varese citiamo almeno la storica trattoria “Maran” a Calcinate del Pesce, poco distante dalla DISTANZE: 40 chilometri totali (27 per il lago di Varese, 9 provinciale per quello di Comabbio, 4 per il raccordo fra i due) che è TEMPO: almeno quattro ore giocoforza DIFFICOLTA’: qualche lieve saliscendi, soprattutto tra Schiranna e Gavirate lambire utilizzando la ciclabile: locale semplice, ampia DA VEDERE: il percorso è essenzialmente di tipo vista lago, dove i filetti di pesce persico sono naturalistico, con romantici scorci panoramici ed ampia un’attrazione culinaria fin dall’Ottocento vegetazione lacustre dove non è difficile avvistare folaghe e (prenotazione allo 0332.310212, chiuso il martedì). svassi; obbligatorie le soste alle ghiacciaie di Cazzago (R.P.) (visitabili nei giorni festivi o chiedendo in parrocchia) e al Chiostro di Voltorre, sede di mostre e convegni Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 55 SCONTI EDU I nuovi iMac da 27” e 21,5” Prova il nuovo iMac. Il massimo degli all-in-one al massimo della performance. È l’iMac più veloce e potente di sempre: con processori quad-core su tutti i modelli, JUDÀFDÀQRDYROWHSLYHORFH*, videocamera FaceTime HD e tecnologia I/O Thunderbolt XOWUDUDSLGD(ORVFKHUPRUHWURLOOXPLQDWR/('DGDOWLVVLPDULVROX]LRQHUHQGHIRWRÀOPDWL e videochiamate FaceTime ancora più spettacolari. Vieni da Bip a provare il nuovo iMac. Fuori è una meraviglia di design. Dentro, una potenza quad-core. Bip. Gli esperti Apple nel centro della tua città. Bip Busto Via Card. E. Tosi, 5 - 21052 Busto A. (VA) Tel. 0331 1838960 Bip Como Via Boldoni, 32 - 22100 Como Tel. 031 265693 *Rispetto alla generazione precedente di iMac. TM e © 2011 Apple Inc. Tutti i diritti riservati. www.bipcomputer.it RUBRICHE Provincia da scoprire Il castello dei Visconti di Jerago Dopo gli ultimi appuntamenti dedicati a ville e chiese, Varesefocus propone ai suoi lettori la visita ad un antico castello, ricco di bellezza e di forza, appartenuto alla famiglia dei Visconti di Jerago. FORTILIZI A DIFESA DEL TERRITORIO Nei pressi dell’antica fortificazione sorge l’oratorio All’epoca del dominio dei Visconti a Milano, il territorio dedicato a San Giacomo, perché tappa del varesino vide il moltiplicarsi di fortificazioni pellegrinaggio diretto a Santiago de e castelli: essi appartenevano a rami Appartenuto ad un ramo Compostella: di origine romanica e con familiari minori della casata viscontea, ed collaterale dei Visconti, il affreschi al suo interno, doveva essere la erano molto importanti all’interno della cappella del castrum. castello di Jerago è a politica strategica del Ducato milanese. La costruzione del castello è molto dominio della media Avevano, infatti, funzioni sia di difesa dei probabilmente precedente al 1248, anno in vallata dell’Arno, in confini da penetrazioni esterne, sia di cui il feudo di Jerago venne assegnato diretta corrispondenza controllo delle vie di comunicazione e dei dall’arcivescovo di Milano Ottone Visconti con diversi altri fortilizi. traffici commerciali. al fratello Gaspare e al nipote Pietro. Dal Tutta l’area del basso Varesotto, 1300 questo feudo fu possedimento della comprendente la zona del Ticino, di famiglia Visconti di Jerago, che nel Gallarate, delle vallate dell’Arno e dell’Olona, presenta Quattrocento ricoprì importanti cariche numerosi fortilizi costruiti dai Visconti per proteggere i nell’amministrazione del propri territori. Uno di questi è il castello di Jerago. Ducato ed ebbe stretti rapporti con i Visconti Nel 1526, durante le lotte LA STORIA milanesi. tra Francia e Spagna, il Posto su un’altura poco lontano dal paese, in posizione Nel 1751 l’edificio castello è stato un strategica sulla valle dell’Arno, il castello di Jerago è passò di proprietà alla importante baluardo, poi collegato a Somma Lombardo attraverso le fortificate famiglia Bossi e poi conquistato dagli Arsago Seprio e Besnate. Jerago era, infatti, in stretta nell’Ottocento ai spagnoli e assediato nel comunicazione visiva con il castello di Orago a est e con Bianchi. Nel secolo 1635 dai francesi. quello di Besnate a sud-ovest. scorso, dopo essere Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 57 RUBRICHE Provincia da scoprire stato acquistato e restaurato da una famiglia fiorentina, è stato venduto all’attuale proprietario che ha apportato nuovi miglioramenti negli anni ’60. L’ARCHITETTURA Edificio abbastanza atipico, il castello è caratterizzato dalla mancanza di torri e dalla struttura severa e massiccia. Il castello di Jerago è un edificio solido e rigoroso, con mura costituite da ciottoli di fiume intervallati a mattoni. Ha un impianto originale quadrangolare con un grande cortile centrale che presenta un pozzo e due tozzi torrioni a est. Il cortile interno è chiuso da tre corpi di fabbrica e da un possente muraglione verso ovest. Intorno al 1500 venne aggiunta la parte dei rustici. Il portone di ingresso è settecentesco e reca lo stemma dei Bossi: alla fine del diciottesimo secolo, sotto questa famiglia, la fortezza fu trasformata in residenza signorile. Il castello conobbe, infatti, alcune modifiche come la realizzazione dell’ampio giardino a balze degradanti cui si accede attraverso il portico a sud e l’apertura di nuove e ampie finestre. Con tale adattamento, l’edificio ha assunto l’aspetto di una vera e propria dimora, grazie anche alla decorazione affrescata dei soffitti a motivi naturalistici, opera di Carlo Antonio Raineri. L’ORATORIO DI SAN GIACOMO AL CASTELLO L’oratorio di San Giacomo, costruito intorno al X secolo, si presenta 58 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 poco fuori dalle mura del castello, tuttavia un tempo si trovava dentro il complesso fortificato. Questa semplice costruzione romanica era la piccola chiesetta del castro, che faceva parte delle tappe dei pellegrini che si recavano a Santiago de Compostela. Al suo interno, sono conservati alcuni affreschi. Nel catino absidale, corre una teoria di santi, intervallata dalle aperture strombate, mentre in alto, molto rovinato, si trova un Cristo in mandorla circondato dai simboli degli evangelisti. Lungo la parete di sinistra, due affreschi quattrocenteschi testimoniano la presenza viscontea nell’oratorio del castello: un personaggio offerente (probabilmente un Visconti) inginocchiato davanti alla Madonna in trono con il Bambino e, a lato, lo stemma visconteo con una poco leggibile iscrizione dedicatoria. Verena Vanetti RUBRICHE Provincia da scoprire THE VISCONTI CASTLE AT JERAGO The castle at Jerago belonged to a secondary branch of the Visconti family. It dominates the middle of the Arno Valley and stands next to other small forts. In 1526, during a battle between France and Spain, the castle was an important stronghold which was then conquered by the Spanish and besieged by the French in 1635. The building is somewhat atypical, indeed, the castle has no towers and has a severe imposing structure. Today, the castle has been perfectly maintained. It is a sort of mansion steeped in greenery where you can organise weddings, company parties and other events. LOCATION PER EVENTI Oggi il castello è mantenuto magnificamente; è una dimora immersa nel verde in cui si possono organizzare matrimoni, feste aziendali ed eventi. Nel grande giardino e nel cortile, durante la bella stagione, è piacevolissimo consumare aperitivi, pranzi, cene sia di giorno che di sera (fino alle ore 24). Al suo interno, ci sono tre sale comunicanti (ciascuna delle quali può contenere cinque tavoli da otto o dieci persone) ed una sala, disponibili per ogni tipo di banchetto. Altri servizi: parcheggio per 100 posti auto; possibilità di riscaldamento; doppie toilettes. Il castello di Jerago si trova in Via Castello, 9 – 21040 Jerago con Orago (Varese). È possibile raggiungerlo da Varese percorrendo l’autostrada A8 ed uscendo a Solbiate Arno. Km.16. Per informazioni contattare il numero 348.4105967. www. jerago.com Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 59 Soluzioni innovative per le vostre risorse umane Sede Centrale Via Adele Martignoni, 25 - 20124 Milano Tel.: 02 479647 11 - Fax: 02 479647 99 Sedi operative Corso Filippo Turati, 53 - 10134 Torino - Tel. 011 0541232 Via della Ferriera, 4 - 40133 Bologna - Tel. 051 7401911 Via Vincenzo Lamaro, 43 - 00173 Roma - Tel. 06 94671311 www.right.com/it RUBRICHE Arte Omaggio al novecentista Montanari A trentacinque anni dalla morte, Varese ricorda il suo pittore. U n Montanari privato, il Montanari intimo della poesia domestica e della riflessione esistenziale, accanto al Montanari epico del Ventennio, quello degli affreschi celebrativi della Casa del Mutilato, della Camera di Commercio e della nascente Provincia. Il secondo lo si va a cercare per la città, nelle sedi deputate, seguendo il percorso tracciato da Daniele Cassinelli, conservatore del museo d’arte di Masnago. E’ un Montanari che resta figlio e testimone di un’epoca storica, di un mondo che allora più che mai richiedeva di essere celebrato nella sua pomposa ufficialità. Il primo Montanari, in parte inedito, lo si ritrova invece nella sala Veratti, fino al 18 settembre, in una piccola ma significativa mostra curata da Silvano Colombo, voluta dai familiari e realizzata dal Comune e Ritratto di Nina: “Al cocumer” (1919) dall’Associazione Varesevive. E’ l’omaggio che la città dedica al suo artista, uno dei più amati dai varesini, a trentacinque anni dalla morte. buona borghesia locale - si veda il ritratto ufficiale del 27 Questa volta l’intento di Colombo, già curatore di dell’imprenditore Giulio Colombo in posa con la figlia nel precedenti rassegne dedicate a Montanari, grazie parco di casa - ma anche ceramista, scultore, mosaicista anche alla collaborazione dei figli del maestro, e delicato cantore di una natura che amalgama ‘sapori’ Giancarlo e Marisa, si preoccupa di ricreare in domestici ed esotici avvicinandoli in un paesaggio miniatura quel milieu familiare che meglio di ogni altra universale dell’anima. Che varia da tinte solari, a colori situazione si presta alla riflessione su uno dei nostri più tenui e crepuscolari come nelle sue visioni sacromontine, interessanti artisti del ‘900, vanto soggetto amatissimo dal nostro. La mostra non solo locale. La lunga lista di in parte conferma quanto chi di lui Montanari fu non solo pittore conosce già sa: per esempio della rassegne nazionali e internazionali, e ritrattista amato ma anche di partecipazioni e riconoscimenti versatilità di un uomo che riusciva ad ceramista, scultore, mosaicista essere insieme ironico e leggero. Si ufficiali della biografia del e delicato cantore di una novecentista Giuseppe Montanari la vedano a questo proposito le ‘cartoline’ natura che amalgama ‘sapori’ dal fronte del sergente Montanari: dice lunga sull’interesse suscitato dalla sua bravura, soprattutto dalla acquarelli ridotti, ma formidabili carte da domestici ed esotici versatilità di quel marchigiano nato avvicinandoli in un paesaggio collezione. Prova che il giovane soldato a Osimo nel 1889, venuto a Varese cercava e trovava nel suo segno ironico, universale dell’anima. nel 19, e mai più ripartito. tra le paure e le incertezze della Grande Montanari fu non solo pittore e ritrattista amato dalla Guerra, la forza per affrontare gli incerti della Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 61 RUBRICHE Arte quotidianità. Ma, accanto a tale leggerezza, la rassegna varesina rivela anche la novità di una forte mano scultorea, quella dell’inedito ritratto in bronzo del 1918 del padre Luigi, il genitore che voleva guidare con mano decisa le scelte di un figlio un po’ ribelle e venuto a Milano per studiare scultura con Enrico Butti. Finì invece, il giovane aspirante artista, per dedicarsi alla pittura, affascinato Marisa (1960) dai ritratti di Cesare Tallone. Il busto paterno è da sempre custodito nella casa di famiglia. E’ ancora piacevole sorpresa per il visitatore l’azzurro ritratto ridente della Nina, la giovane appena conosciuta dall’ artista - è il 1919 - e presto moglie e compagna di una vita. La joie de vivre di Nina, lasciato per una volta il salotto domestico, s’allarga in un gioco d’innocente malizia nel cuore di chi osserva, quasi sottrae ai domestici affetti per donare agli estranei un momento d’intimità. Poco importa se lei ha in testa il berretto d’artista del giovane innamorato e futuro marito (come spiega Colombo) o indossi invece un civettuolo copricapo, uscito fresco dal negozio di qualche modista, in perfetta nuance coll’abito e con gli strepitosi occhi di donna. All’artista importa che quel copricapo, che lui chiama, alla maniera varesina, “al cocumer”, rappresenti il punto focale su cui s’appunta il gioco sottile che magicamente incrocia, nell’occhio del ritrattista innamorato, arte e seduzione. Forse per questo il ritratto è rimasto davvero “gelosamente custodito” tra le mura domestiche. Perché si tratta di sentimenti da non da esibire. Vale un pari pudore il dolore per la morte del figlio primogenito, caduto in guerra a soli ventitré anni, precipitato in un mare che inghiotte col suo corpo la felicità di una famiglia nata per sorridere. E’ proprio quella disgrazia a fare da spartiacque tra un prima e un dopo, ben evidenziati nel percorso della rassegna. Il prima è il berretto di Nina, è la poesia del 62 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Un grande dono di privata umanità che si espande e arriva al pubblico dalla mostra della Sala Veratti. gioco infantile di tre rosei pargoli, è la treccia della bambina Marisa, è il presepino di ceramica costruito dal papà artista in un Natale qualunque e felice, dove non manca niente: Maria e Giuseppe, il bue e l’asino, il bambino sorridente e il pastore. Il dopo è il cartone grigio della disperazione, “Il Sacrificio” del 43, che agghiaccia il cuore e ritrae ben altro presepe: una famiglia prostrata, una dolorosa pietà di gruppo annientata dal dolore incolmabile della morte del figlio. E poi, ma più in là, passerà qualche anno, saranno quei paesaggi di luce sfumata e lontana, quei sereni paradisi in terra, ritrovati con fatica, preludio all’ultimo atto di una vita laboriosa. Il passo definitivo è scandito da una tela del 76, dedicata alla guarigione del cieco di Betsàida, illuminato da una luce mai vista. Che per i figli rappresenta il testamento artistico del padre, la chiave ultima di un onesto e insieme nobile percorso d’artista. Pur essendo l’omaggio dedicato da Varese al suo Montanari contenuto quantitativamente (ma nella prossima sede di Varesevive, si annuncia, resteranno per sempre alcune opere dell’artista) è grande quel dono di privata umanità che si espande e arriva al pubblico dalla mostra della Sala Veratti. Una umanità che anche chi avesse solo appena sfiorato l’arte di Montanari sicuramente avverte, e ritrova nella luce onesta degli occhi di una famiglia che a Varese si è fatta voler bene, perché a Varese ha sempre voluto bene. Luisa Negri GIUSEPPE MONTANARI Fino al ???? Sala Veratti 21 maggio-18 settembre 2011 Via Veratti,Varese Orari: Da martedì a domenica 9.00-12.00/14,30-18.30 A n d y Wa r h o l © / ® / TM T h e A n d y Wa r h o l F o u n d a t i o n f o r t h e V i s u a l A r t s , I n c . drink responsibly A N DY WA R H O L First solo gallery exhibition. Po p A r t i s b o r n . N E V E R S TO P R E A C H I N G F O R T H E S TA R S w w w. d o m p e r i g n o n . c o m RUBRICHE Arte Tavernari, la scultura come vita A Varese e Taino le opere della maturità dell’artista. “N on ho idee prefisse, archetipi da inseguire. Quando inizio una scultura ignoro cosa ne uscirà. Essa Figura nasce, via via, per necessità interiore, una necessità femminile complessa, di sentimenti e di cultura anche, non di acefala, 1958, razionalizzato programma”. gesso Parole di Vittorio Tavernari, parole sospese e indimenticabili, che tornano a ricordare la cifra alta di un uomo, un artista, l’allievo dello studio Wildt, che sapeva esser insieme pittore, poeta e scultore tra i massimi del ventesimo secolo. Un talento, il suo, di cui c’è ovunque traccia per il territorio della provincia, da Varese, a Barasso e Comerio, a Gallarate. Ma riconosciuto e consacrato anche dal museo parigino dedicato a Rodin (era il 1973) e dalle tante rassegne nazionali e internazionali cui fu chiamato a partecipare, Il tutto in un momento in cui fare rassegne di un certo livello oltre che dai giudizi di importanti critici come Jianou, diventa quasi impresa epica e disperante, ostacolata da una Ragghianti, Carli. carenza, ancor più che di denari, di volontà e L’occasione che riavvicina Varese al suo grande artista, nato lungimiranza. a Milano nel 1919 e morto a Varese nel 1987, è E’ grande allora, dopo queste premesse, il piacere di l’annunciata mostra di Villa Recalcati, curata da Flaminio scoprire o riscoprire qui la “qualità virilmente gentile, Gualdoni, in collaborazione con l’archivio Vittorio Tavernari, l’aristocrazia intellettuale di Vittorio Tavernari”. Il tutto, nella e allestita da Sara Frattini tra le sale e il parco di Villa realtà di un territorio di ‘picasass’ che arriva fino a Como e Recalcati. L’importante evento continua il cammino di un alla Svizzera, unito al ricordo delle grandi e lontane mostre impegno preso dalla Provincia - dopo Gio’ di villa Mirabello del 49 e del 53, di quella Pomodoro e Giancarlo Sangregorio - che, In mostra sono ventisette curata da Silvano Colombo nel 74, passando per altre due rassegne, dedicate a opere della maturità dell’antologica del 97 al castello di Masnago. Carlo Zauli e Nino Cassani, porterà alla In mostra sono ventisette opere della maturità artistica dello scultore, realizzazione di una galleria permanente di artistica dello scultore, dal 57 fino agli anni dal 57 fino agli anni scultura nel 2013. L’idea è dovuta a Mauro Ottanta. Dopo la partecipazione alla Biennale Ottanta. Carabelli e Vittore Frattini - figlio dello veneziana del 1956, Tavernari iniziò un ciclo scultore Angelo - a sua volta pittore e di figure sottili plasmate in cemento o fuse in scultore. bronzo. Il firmatario del manifesto del Realismo del 46 Diamo merito alla Provincia di essere arrivati fin qui. E con “Oltre Guernica” avvertiva l’esigenza in quegli anni - dopo un catalogo pronto e mostra già allestita all’anteprima alla le Maternità dell’inizio, frutto dell’attenzione a un’arte di stampa, altro merito raro, questo, di cui ha fatto giusto vanto tradizione antica e sacrale - di avvicinarsi alla scultura Gualdoni, assieme all’assessore alla Cultura Brianza e a informale internazionale di Moore e Harp, come già Paola della Chiesa, dell’Agenzia del Turismo della provincia. dimostravano “Figura sdraiata”, “Figura antropomorfa” e i 64 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 “Totem”. Ma tornerà ben presto al suo primitivo amore per la figura umana - e femminile in particolare - nel ciclo dei Torsi e degli Amanti, come la rassegna spiega. Sono in mostra, segno particolare e altissimo di quella liason tra scultura e musica che si rintraccia nello stesso segno vibrante della sua mano, anche le Quattro Stagioni, del 1981, dedicate a Vivaldi. Le opere esposte a Villa Recalcati evidenziano inoltre l’abitudine dell’artista di ricorrere a materie molto diverse: i Torsi, ad esempio, come i Crocifissi, sono soprattutto in legno, e sono quelli più noti e più visti. Ma Colloquio, 1958, ne possiamo vedere anche in cemento, bronzo materiale poco ‘accarezzato’ dagli scultori. “Credo con forza-scriveva Tavernari - alla materia che uso, sia essa legno o gesso o creta o ferro, purché mi offra, in quel preciso momento, la possibilità di esprimermi, mi dia modo di sfogare, di dar vita a quello che ho dentro e che non può starsene chiuso”. Fu un’esperienza bellissima, ricorda la figlia Carla, anche l’opera realizzata per la Ignis di Borghi con pezzi di lavatrici e elettrodomestici. “Con i soldi di quell’opera papà riuscì a coronare il suo sogno di avere uno studio luminoso, Le opere esposte evidenziano l’abitudine di ricorrere a materie molto diverse: i Torsi, ad esempio, come i Crocifissi, sono soprattutto in legno. Ma se ne possono vedere anche in cemento, materiale poco ‘accarezzato’ dagli scultori. RUBRICHE Arte a Barasso, immerso nel verde”. I Cieli - si veda lo straordinario pezzo in bronzo del ’73 prestato dal Comune di Barasso - sono tra le più mature opere di Tavernari, forse il ciclo che simboleggia idealmente, e chiude, anche se non cronologicamente, il cerchio di una vita e un intero percorso d’artista. Partendo dalla sacralità primordiale della terra e della pietra Tavernari approda, nel silenzio luminoso e siderale dei suoi Cieli, al più alto connubio di scultura e pittura. In un esito finale abbagliante, di luce e temibile smarrimento, espressione massima e umile insieme di quel senso “di impotenza e di limitatezza umana che accompagna ogni più alto tentativo artistico”. Luisa Negri A Varese le sculture, a Taino i disegni e le acqueforti C’è anche un’altra mostra, collegata a Villa Recalcati, di disegni e grafiche di Tavernari in quel di Taino, piccola roccaforte culturale della nostra provincia, onorata persino da Giò Pomodoro e dalla sua monumentale opera “Il luogo dei quattro punti cardinali” che attira visitatori dal mondo. Nella Sala del Centro dell’ Olmo sono presenti, grazie all’impegno di Laura Tirelli, una trentina di disegni e grafiche di Tavernari relativi alle opere esposte in Varese, oltre a due piccole sculture, esempio in miniatura di quell’arte possente che fece dire al critico Raffaele De Grada: “Tra gli artisti degli ultimi cinquant’anni che hanno salvato la scultura, nell’idea di Michelangelo, dall’invasione barbarica, Tavernari rappresenta uno dei più colti, sensibili, illuminati”. Sempre a Taino è in mostra l’unico libro d’artista realizzato da Tavernari con 9 acqueforti, dedicato a “Le ultime lettere di Jaocopo Ortis”, stampato da Fogola di Torino nel 1974. E’ presentato con relativo lavoro preparatorio: la lastra incisa, una bozza a matita e il disegno finale. Belle infine anche le cinque lastre in rame incise, facenti parte di una serie di dieci acqueforti “Gli Amanti” stampate dall’editore di Verona Cappello con un racconto di Piero Chiara. Vittorio Tavernari - Sculture Vittorio Tavernari - Disegni 11 giugno - 28 agosto 2011 Villa Recalcati , Varese - Piazza Libertà 12 giugno - 3 luglio 2011 Centro dell’Olmo - Piazza Pajetta - Taino Orari: Martedì/venerdì 15.00-19.00 Sabato e domenica 10.00-19.00 Orari: Mercoledì, 16.00-18.00 - Sabato e domenica, 10.00-12.00/16.00-18.00. Ingresso libero Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 65 RUBRICHE Arte M O S T R E E A P P U N TA M E N T I I colori delle parabole Roberto Floreani. Alchemica La mostra, costituita da 27 opere, tutte di grande formato, si articola in tre sezioni principali e due complementari. Il progetto include anche una serie di opere scultoree (ceramiche), assoluta anteprima nel lavoro dell’artista, che contamineranno alcune sezioni della mostra. Dal 30 giugno al 25 settembre 2011 Vernissage giovedì 30 giugno ore 18,30 MAGA - Museo Arte Gallarate Via De Magri 1 - tel. 0331 706011 www.museomaga.it - [email protected] Orari: da martedì a domenica 9.30-19.30. Ingresso euro 8,00 intero, euro 5,00 ridotto (15-26 anni e convenzionati), gratuito fino a 14 anni, over 65, soci AMACI e ICOM La mostra collettiva nasce dal quesito sul valore e sul significato che l'arte sacra ha nella società d'oggi e propone circa 25 opere di arte contemporenea sul tema della PARABOLA evangelica come parabola dell'esistenza umana e quindi anche contemporanea. In mostra: Peppino Alberio, Antonella Campi, Claudio Cattaneo, Ivano Ceriani, Maria Enrica Ciceri, Tullo Ficcarelli, Arnaldo Fontana, Viviana Graziani, Barbara Marcaletti, Francesco Rosazza, Giovanni Rossi, Teresa Santinelli, Ambrogio Sozzi, Paola Valsecchi, Giovanni Vanzulli Sino al 3 luglio 2011 Parrocchia SS. Pietro e Paolo - Saronno Piazza Libertà 2, tel. 02 9602379 Orari: sabato e domenica 10.00-12.30 e 16.00-19.30, mercoledì 29 giugno 16.00-19.30. Ingresso libero Biandronno atmosfere Hugo Pratt. I luoghi dell’avventura Nelle sale della Villa e nelle scuderie si snoda la mostra degli artisti appartenenti al Circolo degli Artisti di Varese con opere che parleranno nelle diversità delle emozioni creative, nei materiali e nelle tecniche di esecuzione, in una complessità estremamente articolata, come solo un'associazione d'arte ben radicata nella contemporaneità sa evidenziare. La mostra celebra uno dei più importanti fumettisti italiani attraverso il personaggio più noto ed emblematico delle sue tavole: Corto Maltese. Sono esposti disegni originali in bianco e nero e a colori, strisce di fumetti e un’ampia selezione di materiali documentari. Sino al 17 luglio 2011 Villa Borghi - Biandronno - Via Garibaldi per info 335 5443223 - www.circolodegliartistivarese.it Orari: martedì, giovedì, sabato e domenica 10.00-12.30 e 15.00-18.00 Estate Fotografia. 1° festival degli Audiovisivi Fotografici Mostre e proiezioni Mercoledì 13 luglio 2011 - Silenzi. Davide Niglia Delicate immagini di paesaggio realizzate con il foro stenopeico, contemplando luoghi e scenari Mercoledì 20 luglio 2011 - Portraits of hope. Emanuela Colombo Un racconto del Vietnam dentro le pieghe dell’HIV, fatto di volti e ambienti Mercoledì 27 luglio 2011 - Viaggio in Italia. Autori vari Paesaggi e architetture lungo la penisola visti con occhi affascinati e disincantati Villa Montevecchio, Giardino delle Balaustre - Samarate Via Lazzaretto - tel. 0331 720101 - www.archiviofotografico.org Orari: alle ore 21,15 visita guidata alle mostre allestite nelle sale affrescate, a seguire proiezioni. In caso di maltempo le proiezioni saranno proposte nella sala azzurra della villa. A cura di Laura Bardelli 66 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Dall’8 luglio al 2 ottobre 2011 Museo d’Arte Villa Malpensata - Lugano (CH) Riva Caccia 5 - Tel: +41 (0)58 866 72 14 - www.mdam.ch Orari: da martedì a domenica e lunedì 1 e 15 agosto 10.00-18.00, venerdì 10.00-21.00. Ingresso: Fr. 12 intero, Fr. 8 ridotto, gratuito ragazzi fino a 16 anni accompagnati Note strambe e suoni strani Torna l’iniziativa dedicata ai bambini tra i 5 e i 10 anni per l’estate. All'ingresso ogni bambino riceve una matita tintinnante e una scheda (se non sa leggere può essere aiutato da chi lo accompagna oppure da un volontario del Museo); segue le indicazioni; guarda dipinti, sculture, ceramiche e tessuti e “vede” note, suoni e rumori; risponde alle domande e risolve alcuni giochi. Alla fine per chi indovina tutte le risposte c’è una sorpresa. Sino all’11 settembre 2011 Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte sopra Varese Varese - Piazzetta Monastero, tel. 0332 212042 www.museobaroffio.it - [email protected] Orari: martedì e mercoledì 15.00-18.30, giovedì, sabato e domenica 9.3012.30 e 15.00-18.30. Giovedì 30 giugno e tutti i giovedì di luglio apertura serale fino alle 20.30. Ingresso euro 3,00 intero, euro 1,00 ridotto (bambini e nonni). Prenotazione obbligatoria solo per gruppi di più di 8 bambini (in questo caso è prevista la presenza gratuita di un operatore didattico del Museo). RUBRICHE Arte ROBERTO PERINI. HABANA La mostra, con oltre settanta opere esposte, è dedicata ad uno fra i più noti autori di illustrazione italiani ed al suo grande amore per Cuba, una terra divenuta sua Patria d’adozione per via di una di quelle affinità elettive che a volte incrociano e indirizzano il destino dell’uomo. Partecipazione straordinaria del fotografo Roberto Vignoli con “Malecon”, la più lunga foto al mondo del lungomare dell’Avana. Sino all’11 settembre 2011 Chiostro di Voltorre - Gavirate - Piazza Chiostro 23, tel. 0332 731402 www.chiostrodivoltorre.it - [email protected] Orari: da martedì a domenica 10.00-12.30 e 14.00-18.00. Ingresso a pagamento. Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 67 www.imprese.intesasanpaolo.com NOVA+ IL FINANZIAMENTO CHE MUOVE IL MONDO DELL’INNOVAZIONE. Numero Verde 800.714.714. PIÙ SOLUZIONI PER CHI INVESTE NEL PROGRESSO. Le imprese, per crescere, hanno bisogno di idee sempre nuove, di opportunità e competenze: tutte risorse che richiedono un sostegno concreto. Per questo Intesa Sanpaolo ha scelto di stare al fianco degli imprenditori con NOVA+, una specifica linea di finanziamento di Mediocredito Italiano, Banca del Gruppo Intesa Sanpaolo, studiata per supportare le imprese che investono in progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Perché un’impresa che innova è un’impresa che ha più futuro. Messaggio Pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni contrattuali fare riferimento ai Fogli Informativi di Mediocredito Italiano disponibili in Filiale e sui siti internet delle Banche del Gruppo Intesa Sanpaolo che commercializzano i prodotti. L’erogazione dei finanziamenti è soggetta alla valutazione della Banca. RUBRICHE Gourmet Gewürztraminer, il gusto “piccante”dell’Alto Adige Quest’anno è protagonista di una serie di manifestazioni. Davanti a Castel Mareccio, sede della mostra dei vini di Bolzano, i vigneti s’insinuano fin dentro la città astelli, vescovi e vigneti a perdita d’occhi. Così si è CINQUEMILA AZIENDE Le aziende del settore sono quasi cinquemila, occupano sviluppata nel corso dei secoli la storia vitivinicola diecimila dipendenti e operano in cinquantadue dei 116 dell’Alto Adige che ogni anno affida i suoi vini comuni dell’Alto Adige. Producono 350-400 mila d’eccellenza alla vetrina di Castel ettolitri di vini l’anno, il 95% dei quali Doc (ma il Mareccio a Bolzano, in giugno, tra belle Le aziende del settore vino sviluppa soltanto un quarto del business delle “kellnerine” che sfilano in costume sono quasi 5.000, mele). Spesso si tratta di piccoli poderi privati. locale. Bolzano è “una piccola Vienna” occupano 10.000 Ogni agricoltore possiede in media tre ettari di chiusa tra i monti dove le tipiche dipendenti e operano terra, di cui uno tenuto a vigneto e due a frutteto. teleferiche bianche e rosse s’inerpicano in 52 dei 116 comuni Il 70% della produzione esce dalle quattordici sui colli circostanti sorvolando i filari di dell’Alto Adige. cantine sociali che operano in provincia di Santa Maddalena. Bolzano (la prima fu fondata nel 1893). Nelle viuzze del centro svettano L’associazione dei Vignaioli dell’Alto Adige ha settecenteschi palazzi nobiliari dai colori pastello accanto un’ottantina di soci e s’ispira agli Châteaux francesi con ad arcigne case del popolo dai tetti spioventi. I portici e le vini di carattere e personalità. piazze brulicano di turisti e di bancarelle colme di frutta, Larga parte della produzione delle cantine sociali è di tavolini e trattorie all’aperto, di cantine, Gasthof e “case ancora legata alla Schiava, un vitigno d’antica nobiltà del torchio”. Qua e là occhieggiano ristoranti e lussuosi autoctona. Alla Schiava si riallacciano i tempi in cui l’Alto alberghi, dal centralissimo Laurin all’ospitale Scala Stiegl. Adige produceva quasi E’ una città senza tempo, gaudente e serena, visceralmente esclusivamente vino sfuso, in legata alle memorie asburgiche di Francesco Giuseppe. L’associazione dei damigiana, che prendeva la La sagoma austera di Castel Mareccio spicca nel cuore del Vignaioli dell’Alto Adige strada dell’Italia e della quartiere di Gries, la patria del Lagrein dove i vigneti a ha un’ottantina di soci e Germania per un troppo pergola s’insinuano fin dentro la città. I volti rubizzi di s’ispira agli Châteaux facile smercio. Poi vennero i produttori, sommelier e devoti di Bacco rivelano l’antica francesi con vini di produttori illuminati e le familiarità con Pinot Grigio e Schiave, Chardonnay, carattere e personalità. prime rivoluzioni in Sylvaner e Weissburgunder. C Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 69 RUBRICHE Gourmet campagna e in cantina a favore dei nuovi vitigni e delle produzioni di qualità dal gusto internazionale. SCHIAVA, LAGREIN E SPECK Novacella è un importante centro vitivinicolo sin dai tempi in cui i monasteri erano tenuti a produrre il vino per i riti liturgici. Gironzolando a caccia di suggestioni storiche, non lontano da Bressanone, si trova l'abbazia di Novacella, fondata nel 1142 dal vescovo beato Hartmann come ospizio per i pellegrini, ampliata nei secoli successivi e affidata all'ordine degli agostiniani (il primo cenno della "regula sancti Augustini", la Regola di sant’Agostino, comparve per la prima volta nei testi redatti durante il pontificato di papa Urbano II (10881099). Novacella è un importante centro vitivinicolo sin dai tempi in cui i monasteri erano tenuti a produrre il vino per i riti liturgici. Altra zona d’elezione sono i pendii intorno a Bolzano. Occupano 308 ettari tra le frazioni di Santa Maddalena, Santa Giustina, Rencio, Costa e San Pietro. Nel 1923, a Santa Maddalena fu costituito il primo consorzio di tutela d’Italia. Il vino è prodotto con uve Schiava e sottovarietà con aggiunta di Lagrein fino al 15%. E’ di colore rosso rubino carico con gusto vellutato, sentori di ciliege e profumo di mandorle e viole. Può invecchiare fino a tre anni. E’ un nettare versatile, ideale per accompagnare gustose merende a base di speck altoatesino, antipasti, piatti a base di carne e formaggio. IL TORCHIO DELL’ABBAZIA I vini di Muri-Gries invecchiano invece all'interno di 70 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 venerabili mura. Il convento di Gries fu fondato del 1165. Nel 1845 vi si trasferirono i benedettini di Muri, svizzeri del cantone di Aargau, che nel XIX secolo fecero fortuna con il commercio dei vini di Santa Maddalena e dintorni. Oggi la cantina-convento é un punto di riferimento per il Lagrein. Nel cortile interno si ammira un torchio in legno del 1549. Quest’anno in Alto Adige i riflettori sono puntati sul Gewürztraminer, il più “piccante” dei gioielli dell’enologia sudtirolese che ha svelato i suoi segreti nel convegno “Origini, genetica e futuro del Gewürztraminer” (2-5 giugno, Bolzano e Termeno, www.vinialtoadige.com) con il contributo di esperti e studiosi di fama internazionale, l’inglese Charles Metcalfe, l’italiano Attilio Scienza della facoltà di agraria dell’Università Statale di Milano e lo svizzero José Vouillamoz. L’UVA AROMATICA Nel Simposio Internazionale del Gewürztraminer, il celebre vitigno aromatico ha dato prova di sé anche nel bicchiere: gli I vini dell’Alto appassionati hanno “testato” in Adige riconoscibili una grande degustazione le dal nome Südtirol etichette altoatesine e i cento sulla capsula delle migliori Gewürztraminer del bottiglie. mondo di diversa provenienza: Alsazia, Palatinato, Baden, Austria, Svizzera e una serie di regioni del “nuovo” mondo enologico. Si sono potuti anche assaggiare gli altri vitigni di punta dell’Alto Adige (Pinot bianco, Sauvignon, Schiava, Pinot nero e Lagrein) e, nel corso del Wine Tasting Forum, settantaquattro produttori hanno presentato in degustazione più di quattrocento vini per comparare le caratteristiche delle ultime annate. Non è mancata la possibilità di visitare le cantine (Un’ora in cantina, www.vinialtoadige.com/mostravini). Come rendere riconoscibile la provenienza delle bottiglie? Ci ha pensato la Provincia Autonoma Alto Adige identificando i vini che nascono nel proprio territorio con il nome Südtirol sulla capsula delle bottiglie. Quaranta aziende hanno già aderito al marchio collettivo. Sergio Redaelli LA LEGGENDA DELLE BOTTI DEI RETI E IL RIESLING DELLA CASA ASBURGO RUBRICHE Scheda 10: I vini dell’Alto Adige STORIA - E’ vecchia di tremila anni. Lo testimoniano reperti archeologici, cesoie e mestoli del V secolo avanti Cristo. Quando a Roma, alla corte di Augusto, il vino si conservava ancora nelle otri di pelle e nelle anfore, i Reti di queste valli usavano già le botti di legno. La produzione fiorì durante la monarchia asburgica che portò i primi Riesling e Pinot. PRODUZIONE - La media annua è di 350 mila ettolitri. ZONA VITICOLA - L’Alto Adige è una delle meno estese d’Italia. I vigneti si adagiano lungo i versanti che costeggiano l’Isarco e l’Adige fino alle piane più soleggiate della Bassa Atesina. VENTI VITIGNI - La superficie coltivata a vite è meno di 5.300 ettari su fasce climatiche disparate e terreni molto diversi fra loro, con una ventina di vitigni che prosperano fra i 200 e i 1.000 metri di quota. UVE BIANCHE - Nel 55% dei vigneti si coltivano uve bianche. Pinot grigio, Gewürztraminer, Chardonnay e Pinot bianco sono la punta di diamante, ma si coltivano anche Sylvaner, Müller-Thurgau, Riesling, Sauvignon, Veltliner e Kerner. UVE ROSSE - Tra i vini rossi, oltre ai vitigni autoctoni Schiava e Lagrein, da 150 anni in Alto Adige si coltivano diffusamente anche varietà internazionali più classiche come il Pinot nero e gli uvaggi bordolesi Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. 8 ZONE DOC - Sono Alto Adige (l’appellativo senza aggiunta del vitigno si può utilizzare soltanto per gli spumanti, oppure per il vino Alto Adige bianco Doc), Lago di Caldaro, Valle Isarco, Santa Maddalena, Terlano, Colline di Merano, Val Venosta, Colli di Bolzano. ALTO ADIGE BIANCO - Di un bel giallo paglierino intenso, ha fragranze fruttate e fresche di mela e pesca, abbinate a un “alito” di miele. Accompagna raffinate lavorazioni di pesce e saporiti primi piatti (c’è anche la versione passita). SPUMANTE E DESSERT - Ancora poco noto, lo spumante si ottiene da Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero. I vini da dessert si ricavano prevalentemente da Moscato rosa, Moscato giallo e Gewürztraminer. (S.R.) Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 71 RUBRICHE Storia La battaglia di Tornavento 72 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 I l 22 giugno 1636, nei dintorni di Tornavento, attuale frazione di Lonate Pozzolo, tra gli spagnoli che occupavano il Milanese, capitanati dal marchese di Leganes, e l'esercito invasore dei francesi, alleato dei piemontesi e comandato dal maresciallo di Crequi, fu combattuta nell'ambito della Guerra dei Trent'Anni una sanguinosa battaglia che lasciò 2.000 morti nella Una battaglia fra truppe brughiera. Una cronaca spagnole e francesi, dettagliata di questo fatto alleate a quelle d'armi si trova narrata piemontesi, nell’ambito diffusamente nell'Historia della Guerra dei d'Italia di Girolamo Brusoni, edita nel 1656. Trent’Anni. Ogni anno l'evento è rievocato alla fine di giugno con una manifestazione folcloristica organizzata dalla Confraternita Enogastronomica del Fiume Azzurro e da Saboya 3 Gruppo Storico Un episodio Militare di sanguinioso che Cerimonia e provocò duemila Ballo di morti e che si Tornavento. concluse Ritrovo alla senza vecchia vincitori, né Dogana vinti. AustroUngarica. Ogni anno, a Tornavento di Lonate Pozzolo,una rievocazione storica in costumi del Seicento per ricordare il fatto d’arme. Grande accampamento con tende, velari, vettovagliamento truppe. Centinaia di figuranti in costumi d’epoca. Esibizione di sbandieratori. Svolgimento della battaglia e gran finale con passaggi di cavalleria e truppe armate. (ML) Anno XII - n.5/2011 RUBRICHE Storia - VARESEFOCUS 73 RUBRICHE Storia THE BATTLE OF TORNAVENTO A battle between the Spanish and the French with their Piedmontese allies took place on June 22nd 1636 in Tornavento, in the municipality of Lonate Pozzole, during the Thirty Years' War. In battle the two armies soon turned into a mass of blood and dirt. By morning the Spanish troops had gained the upper hand, in the afternoon the French-Piedmontese were winning and at dusk both sides were worn out, exhausted and extremely diminished in number. There was a terrible stench of death which came from the battlefield. It was a bloody event which caused 2000 deaths and which ended without winners or losers. Every year, at the end of June, there is a historic re-enactment in which the participants wear sixteenth century costumes in memory of the battle. 74 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 I due eserciti divennero un unico corpo di sangue e polvere. Centinaia di cadaveri rimasero sul terreno. Fu colpito a morte anche il nipote del maresciallo Créqui. La cavalleria spagnola caricò, ma fu intercettata da quella piemontese. Il capitano Gerardo Gambacorta, comandante in capo della cavalleria di Sua Maestà cattolica, trafitto da due palle, cadde sul campo. La morte di quest’uomo, valente condottiero, d’ardir senza pari, gettò scompiglio nei ranghi spagnoli e le truppe franco-sabaude colsero l’occa¬sione per prendere l’iniziativa dell’attacco. Jean-Baptiste tornò all’interno del suo gabbione. Gli spagnoli tentarono numerose volte di sbaragliare le difese francesi, che resistettero strenuamente fino a sera. La battaglia andò avanti per quindici ore con sorti alterne: al mattino ebbero la meglio gli spagnoli, nel pomeriggio i franco-piemontesi. Al tramonto entrambi gli eserciti erano sfiancati, distrutti ed enormemente diminuiti di numero. Dal campo emanava un orribile odore di morte. Jean-Baptiste era coperto di polvere dalla testa ai piedi, un’arsura insopportabile gli attanagliava la gola. “Darei qualsiasi cosa per un goccio d’acqua”, pensava, cercando di resistere ai colpi del nemico, ma era così stanco che a mala pena riusciva a reggere l’archibugio. Caricava e sparava senza neppure prendere la mira: aveva gli occhi pieni di fumo e talmente arrossati dalla polvere che vedeva solo ombre davanti a sé. Le fascine del salsiccione a protezione del gabbione erano ormai tutte distrutte, ma un ammasso di corpi e armi lo copriva dall’assalto nemico. Con il calare delle tenebre la battaglia ebbe termine. L’esercito spagnolo riprese la strada da cui era ve¬nuto e si diresse al suo quartiere generale di Abbiategrasso. Ai franco-piemontesi non rimase altro che riattraversare il Ticino e ritornare sui propri passi. “Alla fine”, disse Jean-Baptiste al suo comandante, “nessuno ha vinto. Noi abbiamo mantenuto le nostre difese, ma gli spagnoli ci hanno impedito di raggiungere Milano”. “Ebbene sì”, riconobbe il maresciallo Saint Bonnet, “il nostro disegno è fallito, non possiamo riunirci all’esercito del duca di Rohan. Gli spagnoli dovremo sconfiggerli in altri luoghi”. Ma questo era un problema che non lo riguardava. Più che mai era deciso ad abbandonare i panni del soldato di ventura. Tratto dal libro: Laura Tirelli - Il quadro di Cheglio - Marco Valerio Editore, 2008. Anno XII - n.5/2011 RUBRICHE SENZA VINTI NÉ VINCITORI - VARESEFOCUS 75 B R O K E R D I A S S I C U R A Z I O N I ANNI DI ESPERIENZA AL SERVIZIO DELLE IMPRESE [email protected] - WWW.ERAMOASSOCIATI.IT VIA ALBUZZI 2/B, VARESE - TEL 0332.283123 (4 LINEE R.A.) - FAX 0332.830868 Marco Formentini, il ragioniere che teneva i conti a Garibaldi Patriota di Montegrino, studioso di storia economica e collezionista di documenti antichi, scrisse libri con un taglio attuale e moderno. Il 12 giugno partite le celebrazioni per il bicentenario della nascita. E spiega l’organizzatrice dei festeggiamenti Carolina De Vittori, presidente degli Amici del Piccio e a sua volta storica e autrice di libri - raccontò La dominazione spagnuola in Lombardia e, soprattutto, scrisse la Storia del Ducato di Milano in chiave economica e amministrativa basandosi sui documenti che aveva pazientemente raccolto nei mercatini. Pochi sanno però che fu anche l’economo di Garibaldi e che nei giorni della battaglia di Biumo, nel maggio del 1859, fu catturato dal comandante austriaco Karl Von Urban come ostaggio per il richiesto pagamento di tre milioni di lire, a carico del municipio, a titolo di risarcimento per l’insurrezione di Varese e liberato cinque giorni dopo con altri nove ostaggi. Assistette al cannoneggiamento della città e lo descrisse nell’opuscolo Le cinque giornate di prigionia nelle mani del tenentemaresciallo Urban e il bombardamento di Varese”. Formentini rappresenta il ceto borghese che contribuì RUBRICHE Storia ra amico e “vicino di casa” del pittore Giovanni Carnovali, detto Il Piccio, che lo ritrasse adolescente in un bellissimo disegno. Poi, crescendo, si guadagnò un’autonoma fama come storico scrivendo, tra l’altro, un rarissimo libretto dedicato al paese natale intitolato Cenni statistici, storici e biografici risguardanti il Comune di Bosco e suoi abitanti, pubblicato nel 1856 dalla tipografia Giuseppe Chiusi di Milano. La figura di Marco Formentini (1811-1883), vicepresidente della Società Storica Lombarda, patriota garibaldino nel 1848 e nel 1859, candidato al Parlamento per il collegio di Luino (lasciò il posto a Giuseppe Ferrari) e consigliere provinciale di Milano e di Como (la provincia di Varese non esisteva ancora), sarà ricordata nel bicentenario della nascita (dopo la ricca anteprima di domenica 12 giugno), a cura dell’associazione culturale Amici del Piccio di Montegrino Valtravaglia; e con una serie d’iniziative che s’irradieranno a Luino, Milano e Varese per il 150° dell’Unità d’Italia a partire da agosto. “Formentini faceva di professione il Formentini faceva di ragioniere e amava professione il ragioniere e collezionare amava collezionare documenti storici che documenti storici che utilizzò utilizzò per scrivere per scrivere preziosi e oggi preziosi e oggi introvabili libri. introvabili libri Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 77 RUBRICHE Storia La casa natale di Marco Formentini a Bosco Fu anche l’economo di Garibaldi e nei giorni della battaglia di Biumo, nel maggio del 1859, fu catturato dal comandante austriaco Urban come ostaggio per il richiesto pagamento di tre milioni di lire, a carico del municipio, a titolo di risarcimento per l’insurrezione di Varese. all’emancipazione sociale e civile del Risorgimento. Iniziò gli studi a Bergamo e frequentò l’Accademia Carrara, la stessa dove studiò il Piccio che conosceva, come testimonia il bel ritratto giovanile eseguito nel 1826. Nel 1833 si diplomò ragioniere a Sondrio e fu accolto fra i computisti dell’Imperial Regia Contabilità di Stato. Nel 1836 si trasferì a Milano nel quartiere di Brera e continuò la carriera di ragioniere-economo in Comune fino al 1848, l’anno delle Cinque Giornate. Si schierò con gli insorti e partecipò alla spedizione per liberare Venezia come delegato e contabile del governo provvisorio di Milano. Al rientro diventò uno dei più stimati ragionieri della città e si dedicò a coltivare la passione di ricercatore e collezionista di documenti storici, fonte dei futuri scritti su Milano. Nel 1882 ottenne dal Re il titolo di ufficiale della Corona d’Italia per le opere letterarie e storiche. Morì a Milano il 10 giugno 1883 e la nipote contessa Celestina Dario in Biandrà di Reaglie lasciò le carte non pubblicate alla Società Storica Lombarda. Ricco è il programma dei festeggiamenti in suo onore: il 12 giugno c’è stata l’inaugurazione della targa, rimessa a nuovo dopo il restauro, che era stata posta nel primo centenario della nascita sulla casa natale. Seguirà la presentazione del libro Omaggio a Marco Formentini nel bicentenario della nascita, 1811-2011, nel quale è riprodotto in copia anastatica l’opuscolo, ormai introvabile, sul Comune di Bosco del 1856, aggiornato con nuove ricerche sul Comune natale e sulle persone da lui citate. Il volume è curato da Enrico Fuselli con la collaborazione di Carolina De Vittori. I festeggiamenti ufficiali si terranno a Bosco domenica 21 agosto con la mostra fotografica di Formentini, della sua famiglia e l’emissione di una cartolina celebrativa con annullo postale. Si potrà anche visitare la casa natale. Alle 21 sarà presentato il volume su Formentini e proiettato un video-documentario curato da Achille Locatelli, prima tappa di un lungo tour: il 6 ottobre il testo e il documentario saranno proposti a Varese, Villa Recalcati, con il contributo degli Amici di Piero Chiara, l’8 ottobre a Palazzo Verbania di Luino con il patrocinio del Comune e della Società dei Verbanisti, l’11 novembre nella Galleria d’Arte Moderna in via Palestro a Milano con la collaborazione del Comune e della Società Storica Lombarda. Sergio Redaelli FORMENTINI, IL PICCIO, GUGLIELMO DA MONTEGRINO Carolina De Vittori, docente di lingue all’Isis di Luino, prima di Formentini si è occupata dell’altra gloria locale, Giovanni Carnovali ed è autrice del libro Il Piccio, da Montegrino a Cremona, Diario di un viaggio che racconta la ricerca delle tracce del pittore tra i discendenti delle famiglie che lo ospitarono. E’ presidente dell’associazione intitolata a Giovanni Carnovali che ha 224 iscritti in tutta l’Italia. “Il Piccio - spiega - fu il più grande innovatore romantico tra la fine dell’Ottocento e la Scapigliatura, non partecipò a grandi mostre per scelta, rifiutò di dirigere accademie d’arte, fu uno spirito libero e non amava le regole. Il grande Hayez che lo conosceva lo stimava molto. Tuttavia finì nel dimenticatoio ed è stato rivalutato a partire dal 2004 con le iniziative promosse dalla nostra associazione per il bicentenario della nascita, con la mostra di Cremona nel 2007 e i disegni esposti e Varese, Milano e Roma”. Il prossimo personaggio da riscoprire, annuncia, è Guglielmo da Montegrino, pittore a fresco sul lago Maggiore fra il ‘400 e il ‘500. 78 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Vittorio Rizzi Titolare di VIR HR Human Resources VIR HR Human Resources, opera nella consulenza per la Valorizzazione del Capitale Umano, in particolare nella Ricerca e Selezione del Personale, nella Consulenza Organizzativa e nella Formazione. Nel campo della Ricerca e Selezione tratto distintivo di VIR HR Human Resources è la capacità di fornire un servizio qualitativamente elevato, in tempi brevi ed a costi competitivi, garantendo alla propria clientela un'elevata personalizzazione dell'attività di ricerca, un'accurata assistenza in tutte le fasi della selezione - dalla definizione dei fabbisogni, alla presentazione di una valida short list, alla scelta del candidato - ed un attento monitoraggio dell'inserimento del neo assunto. Il patrimonio di esperienza e professionalità dei consulenti di VIR HR Human Resources assicura l'accesso ad una vasta gamma di contatti e la capacità di compiere valutazioni attendibili sui candidati; l'utilizzo della totalità delle fonti e dei canali di reclutamento disponibili - dagli strumenti tecnologicamente più avanzati alla vasta rete personale di relazioni - consente di ottenere rapidità, efficacia e certezza di risultato in ogni progetto di ricerca. VIR ORGANIZZAZIONE, società dedicata alla Consulenza Organizzativa, mette a disposizione dei propri Clienti qualificate competenze di analisi e progettazione di strutture e processi aziendali oltre a consolidate capacità realizzative in grado di affrontare con successo studi strategici e progetti operativi. Nel settore della formazione la divisone dedicata VIR FORMAZIONE, si propone l’obiettivo di supportare - con l’utilizzo sia di metodologie classiche sia delle tecnologie più innovative - i processi di sviluppo e cambiamento delle imprese, in maniera pragmatica, concreta ed orientata alla soddisfazione dei bisogni reali degli individui e delle organizzazioni, contribuendo così alla massima valorizzazione del patrimonio professionale, esperienziale ed umano presente in azienda. Il nostro team è composto da 10 consulenti specializzati nelle diverse aree, che operano presso le due Sedi di Saronno e di Milano. VIR HR HUMAN RESOURCES – VIR ORGANIZZAZIONE www.virhr.it - www.virorganizzazione.it - [email protected] Via Parini, 1 - 21047 SARONNO (VA) - Tel. 02-9622694 - Fax 02-96198588 Via Sebastiano del Piombo, 5 - 20149 MILANO - Tel. 02-48199379 - Fax 02-48105059 RUBRICHE Sport 130 di scherma a Busto Arsizio Un anniversario prestigioso per una delle più antiche società sportive sorte in Italia per coltivare questa nobile disciplina. Q uando Gaetano Felli afferma che la Pro Patria scherma è la sua famiglia, non pecca di piaggeria, ma dice semplicemente la verità: “Nel 1965 ho iniziato a tirare di scherma e tutta la mia Pro Patria Scherma, carriera agonistica e da l’unica società in Italia dirigente l’ho vissuta in Pro Patria. Come i miei ad avere tutte le due fratelli, Amedeo e specialità: fioretto, Andrea, le loro mogli, spada, sciabola e Rossana Seves e Anna scherma storica, sia Lualdi, i miei quattro maschili che femminili. nipoti e uno dei miei due figli”. Felli, la vostra è una famiglia di schermitori. Com’è possibile? Più che un segreto è stato il caso, o meglio il fascino di questo sport scoperto quasi senza volerlo. Ricordo che al momento di scegliere quale disciplina sportiva praticare mi sono rifiutato di andare in piscina e così, solo per provare, sono andato nella palestra dove si faceva scherma. Poi la bellezza di quest’arte ha fatto il resto e contagiato tutta la famiglia. Qual è il fascino di questo sport? Le prime due cose che apprezzo sono il cerimoniale, poiché la scherma prevede “liturgie” importanti e il fatto che, pur essendoci uno scontro fisico con armi, si tratta di uno sport assolutamente privo di violenza. Poi, e queste cose le ho apprese negli anni, si tratta di una disciplina in cui bisogna allenare il fisico, ma anche la mente poiché richiede resistenza psicologica, tattica, studio dell’avversario. Insomma il fisico conta al cinquanta percento. L’altro cinquanta è questione di testa. Tra agonismo e ruoli dirigenziali siamo a pochi passi dal celebrare le sue nozze d’oro con questa società. Dove trova ancora oggi l’entusiasmo? Pur essendoci uno scontro In questa società non fisico con armi, la mi sono mai annoiato. scherma è uno sport La mia prima lezione assolutamente privo di l’ho fatta al palazzetto di via Ariosto e da lì violenza. ho vissuto tutta una Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 81 Sport seguito tutta la crescita. Oggi siamo quasi una holding poiché c’è la Pro Patria scherma Asd, che è la componente sportiva; poi gli Amici della Pro Patria, l’associazione che si occupa della promozione di questo sport e ci affianca nell’attività e da poco è nata l’associazione dedicata al Museo. RUBRICHE Una disciplina in cui bisogna allenare il fisico, ma anche la mente poiché richiede resistenza psicologica, tattica, studio dell’avversario. Certo, in 130 anni di attività agonistica ne avrete di storia da custodire e raccontare. Siamo tra le società più antiche anche a livello nazionale. Il Museo è oggi una realtà che ci rende orgogliosi e che nel prossimo autunno, in occasione di una prova di Spada dei Master, che si terrà in via Galvani, presenteremo con una anteprima. Cresceremo anche lì. serie di traslochi prima di arrivare nell’attuale sede del Museo del Tessile. Da membro di società invece ho Oggi fare sport è diventato un costo. La scherma è una disciplina economicamente Una fucina di campioni accessibile e cosa tra le più prestigiose serve per praticarla? d’Italia: Busto Arsizio ha La prima cosa che portato sul podio deve fare un giovane che vuole avvicinarsi a olimpico di Sidney, nel questo sport è venire in 2000, Daniele Crosta. via Galvani dove ci Cesare Vago e Giancarlo Toràn, il binomio vincente Quando parli della Pro Patria Scherma non puoi che partire da loro: Cesare Vago e Giancarlo Toràn, ovvero, il presidente, Stella d’argento Coni, sulla tolda di comando dal 1968 a oggi e il maestro, che ha fatto di questa società una fucina di campioni tra le più prestigiose d’Italia, e portato Busto Arsizio sul podio olimpico di Sidney, nel 2000, con Daniele Crosta. Vago, dopo l’anno di vicepresidenza nel 1967, inizia il suo longevo mandato da numero uno e, passo dopo passo, palestra dopo palestra, traccia l’ascesa costante della società. Sono anni difficili per questo sport, afflitto dal nomadismo e che, a livello logistico, tocca il punto più basso quando viene relegato in uno scantinato. Ma sciabole e fioretti continuano a incrociarsi e l’anno della svolta può essere segnato nel 1980, quando il presidente Vago ha la brillante intuizione di affidare la guida tecnica a Giancarlo Toràn, tarantino di nascita, ma ormai bustocco d’adozione. L’uomo venuto dallo Jonio vive la scherma dentro e fuori la palestra. Fa di questo Daniele Crosta sport una vera è propria filosofia di vita: quando “sale” in pedana con i suoi atleti vince, quando depone l’arma pensa e scrive. Toràn è la teoria e la pratica di questa disciplina, il punto di riferimento nel panorama schermistico nazionale. La coppia lavora sodo e in piena sintonia, tanto che la bacheca degli allori si amplia e si fregia di titoli nazionali, continentali e mondiali di tutte le categorie. 82 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Sport per abbattere l’ostacolo economico, abbiamo quella che definiamo “la borsa dell’abbigliamento”. Con gli anni poi i costi si limitano alle armi, che si possono rompere durante un incontro e alle trasferte. Andrea Della Bella RUBRICHE alleniamo. Tra l’altro siamo l’unica società in Italia ad avere tutte le specialità, ovvero: fioretto, spada, sciabola e scherma storica, sia maschili che femminili. I costi? Ci sono, ma soprattutto per i più giovani, poiché il fisico cresce e le attrezzature vanno cambiate. Noi, La nuova sede al Museo del tessile Hanno tirato di scherma in ogni angolo della città, perfino in uno spazio relegato in un sottoscala, ma senza mai perdere l’orgoglio di appartenere alla società sportiva più antica di Busto Arsizio: la Pro Patria Scherma. Di così tanto peregrinare però ne è valsa la pena visto che ormai da qualche anno la casa di questa nobile disciplina è diventata il Museo del tessile, location preziosa sotto il profilo architettonico, ma soprattutto per quanto rappresenta e custodisce, ovvero il glorioso passato di quello che fu il miglior esempio planetario di industria tessile e meccanotessile. E non poteva esserci miglior collocazione per questo sport, dove conta la preparazione atletica, ma anche l’allenamento mentale, la psicologia, la tattica, l’intuito e, non ultima, la tradizione. Ed è proprio quest’ultimo ingrediente l’anello di congiunzione tra la teca della laboriosità bustocca e gli schermitori. Insomma gli ambienti angusti e un po’ polverosi e gli anni vissuti quasi da carbonari fanno ormai parte del passato e danno un tocco di romanticismo alla meravigliosa storia di questa società. Capitoli fatti di aneddoti, di passione tramandata da padre in figlio, di allenamenti, di rispetto per gli avversari, di sconfitte e di tante vittorie. Ma soprattutto di gente, che studia il momento migliore per affondare il fioretto e che sa dare la stoccata, che per quanto leggera, lascia però il segno. (ADB) M A L O N E · M O N T E L E a 15 minuti da Ponte Tresa un panorama di 360 gradi sui laghi Verbano e Ceresio Funivia Monte Lema C A N T 6986 Miglieglia tel. 0041 91 6091168 fax 0041 91 60910 03 Ristorante Vetta tel. 0041 91 96713 53 fax 0041 91 96715 53 www.montelema.ch e-mail: [email protected] M A Porsche consiglia Porsche consiglia www.varese.porsche.it La scegliete per calcolo o per passione? Non lo saprete mai. Nuova Panamera Diesel. In arrivo al Centro Porsche Varese. Sportiva, Gran Turismo, Business: Panamera Diesel racchiude tutto questo. Nuovo motore turbodiesel V6 da 3 litri con iniezione diretta e sistema Common Rail. 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I RUBRICHE Musica LA PAURA DELLA MOTO A Sanremo, Remigi avrebbe dovuto presenziare alla serata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia con una canzone non in gara, La notte dell’addio, cantata al festival nel 1966 da un’Iva Zanicchi al debutto e riproposta da Franco Battiato e Luca Madonia: “Sono canzoni che hanno fatto la storia della musica leggera italiana del dopoguerra - s’inorgoglisce il musicista - Non dovevo cantare ma partecipare come ospite ed essere presente ai collegamenti con diversi programmi televisivi, La vita in diretta, Domenica In, I fatti vostri, Domenica sul due e fare interviste per le radio, insomma tutta la macchina della promozione”. E’ un mezzo disastro per chi vive di serate, una cinquantina l’anno, il cui interesse è rinfocolato proprio dai passaggi in tv: “Partecipare alla vetrina di Sanremo produce lavoro, le richieste aumentano, ti vedono i Rotary, i Lyons, le associazioni ti propongono di fare le serate e gli agenti si muovono di conseguenza. E subito dopo il festival avrei dovuto partire per una tournée alle Cascate del Niagara, in Canada, con due spettacoli al Casinò. Mi spiace, soprattutto, perché l’incidente mi ha lasciato addosso la paura di risalire in sella a una motocicletta. nnamorati a Milano o Luci a San Siro? Qual è la vera canzone simbolo di Milano? “Né l’una né l’altra risponde a sorpresa Memo Remigi, autore nel 1965 del motivo che celebra l’amore sui Navigli - Per me la vera icona musicale di Milano è O mia bela Madunina di Giovanni D’Anzi e dato che la mia Innamorati a Milano è nata proprio nell’ufficio del Maestro che era anche il mio editore, la considero molto rappresentativa del capoluogo. Forse sarà usata in occasione del prossimo Expo”. All’Expo mancano ancora quattro anni ma se il brano di Remigi diventasse la colonna sonora dell’esposizione del 2015, sarebbe la giusta ricompensa per l’inopinato forfait che il musicista ha dovuto dare, quest’anno, al Festival di Sanremo. Era già sul piede di partenza quando un malaugurato incidente stradale a Casciago lo ha messo fuori gioco. E’ il 12 febbraio scorso, giorno di San Valentino. Un genere di musica che va esaurendosi, ormai i locali Ne mancano tre alla prima serata della kermesse al mare dove si balla al chiaro di luna con il cantante canora. Memo rievoca con disappunto: “A distanza celebre al pianoforte e le atmosfere confidenziali di di tanti mesi non sono ancora guarito, sto facendo una volta non esistono più. riabilitazione e sedute di radioterapia ma la gamba mi fa male - spiega - Nell’urto tra la mia motocicletta e un’auto sono volato in aria rotolando dall’altra parte della macchina, per fortuna indossavo il casco e non sopraggiungevano altre auto. Sono ricaduto con una specie di capriola da paracadutista, ma i danni sono stati comunque pesanti: frattura scomposta della tibia della gamba sinistra per la quale mi hanno operato e messo un chiodo di 32 centimetri, distorsione al piede destro e una forte contusione al pollice della mano destra, con un taglio all’altezza del pollice e non riesco ancora a piegarlo. Porto il tutore e se la mobilità non riprende dovrò farmi operare. Purtroppo non riesco a suonare il pianoforte e devo rinunciare al Memo Remigi con le nipotine lavoro”. Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 85 RUBRICHE Musica Ho ancora nelle orecchie il crash dell’impatto con l’auto e il tonfo della ricaduta”. Remigi è nato a Como da una famiglia d’imprenditori tessili e risiede a Varese da alcuni anni. E’ sposato con la signora Lucia e ha un figlio, Stefano, di 40 anni, che fa il consulente finanziario ed è a sua volta un bravo musicista, compagno di Francesca Cavallin, attrice di Un Medico in famiglia 7. E’ nonno di due nipotini, Sofia di dieci anni e Nicolò di otto. Pupillo di Giovanni D’Anzi che lo scoprì sentendolo suonare il piano in uno stabilimento balneario di S. Margherita Ligure e lo volle nella propria scuderia discografica a Milano, ha scritto in carriera decine di canzoni di successo e nel 2008 l’inno dei Mondiali di ciclismo, Varese va. con brani come Domenica è sempre domenica che fu la sigla del Musichiere di Mario Riva, Amore fermati cavallo di battaglia di Fred Buongusto, canzoni come Simpatica, Un bacio a mezzanotte, Donna, Un giorno ti dirò legate alle riviste di Garinei e Giovannini, di Bramieri, D’Apporto, Rascel e ai successi del Quartetto Cetra”. La linea, pubblicata dalla casa discografica Idea di Maurizio Anastasi, s’intitola Le canzoni di Giovanissimo con Bing Crosby sul green sempre: “L’anno scorso ho inciso dopo una partita di golf un terzo doppio Cd, dal titolo Sembra ieri, che raccoglie le mie canzoni su Milano, con brani Accanto all'attività musicale Remigi è stato inediti e i successi cantati anche conduttore televisivo alla Rai e nelle da altri interpreti come l’ormai emittenti private. Si è anche cimentato come classico Innamorati a Milano, Io ti attore teatrale. darò di più, La notte dell’addio, Gocce di luna che fu la sigla di Fantastico 1982. Purtroppo questo tipo di musica ha un mercato che va esaurendosi, ormai i locali al mare dove si balla al chiaro di luna con il cantante GOLF CON BING CROSBY celebre al pianoforte e le atmosfere confidenziali di una Al ricordo del maestro D’Anzi è molto affezionato: “Nel volta non esistono più, oggi ci sono le discoteche con altri 2008 gli ho dedicato un Cd con alcune delle sue più belle ritmi e un altro target”. Progetti per il futuro? “Conservo gelosamente una canzoni, un repertorio di brani classici, senza tempo, che fotografia con il grande Bing Crosby con il quale giocai mi aiuta quando faccio gli spettacoli, canzoni che stanno una memorabile partita a golf. Da ragazzo sono stato un nel cuore del mio pubblico come Ma l’amore no, Non campione, facevo parte della Nazionale italiana e ho dimenticar le mie parole, Bambina innamorata, Ma le vinto più di 150 trofei. Poi ho smesso, ma conto di gambe, Tu musica divina, Nostalgia de Milan e O mia riprendere quando andrò in pensione, il più tardi bela Madunina. Il Cd dedicato al Maestro è stato il primo possibile, naturalmente”. di una serie proseguita con il fisarmonicista Gorny Sergio Redaelli Kramer nel 2009, un mostro sacro della rivista italiana Non solo musica, anche tv e teatro Memo Remigi esordì vincendo il Festival della Canzone di Liegi con Oui, je sais nel 1965 e lo stesso anno partecipò a Un disco per l'estate con la canzone Innamorati a Milano, musica sua e parole di Alberto Testa, che divenne il suo maggiore successo come interprete. Nel 1967 ebbe il battesimo di Sanremo in coppia con Sergio Endrigo con la canzone Dove credi di andare e tornò al Festival altre due volte, nel 1969 con Una famiglia e nel 1973 con Il mondo è qui. Negli anni successivi si dedicò soprattutto alla scrittura, componendo tra l'altro per Shirley Bassey e Ombretta Colli e alla tv. Nel 1977 condusse il programma in diciotto puntate A Modo Mio, con Franca Valeri e l’orchestra di Tony De Vita, dove una diversa vedette a ogni puntata gestiva il programma secondo i propri gusti. Parteciparono Lea Massari, Catherine Spaak, Sandra Milo, Rosanna Schiaffino, Loretta Goggi, Claudia Mori e tante altre. Accanto all'attività musicale (Remigi ha scritto numerose canzoni per lo Zecchino d'Oro vincendo l'edizione del 1979 con il brano Un Bambino), sviluppò l’attività televisiva diventando un volto popolare con varie conduzioni e partecipazioni televisive alla Rai e nelle emittenti private. Si è anche cimentato come attore teatrale nella commedia Un angelo calibro 9 al fianco di Arnoldo Foà, Rosanna Schiaffino e Lia Zoppelli. (SR) 86 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 Residenza privata di riposo, convalescenza e cura sul lago di Lugano all’insegna del “Vivere con servizi” Privacy e il meglio dei servizi alla Rivabella Cure mediche e infermieristiche anche le più specialistiche, grazie alla collaborazione con le migliori strutture sanitarie; un’atmosfera vivibile e per quanto possibile gioiosa come raramente in strutture di questo tipo a foto ritrae Alex Aleman, direttore di Rivabella, con un’affascinante Doris Leuthard, presidente della Confederazione Elvetica: interesse per la politica? “L’interesse è tutto per Rivabella. Semplicemente per la visita della presidente della Confederazione a Caslano il 1. agosto 2010 ci hanno chiesto di preparare aperitivo e banchetto, sapendo che disponiamo di un settore gastronomico di prim’ordine. Abbiamo una perfetta squadra di cucina, è stato fatto con soddisfazione di tutti, ad iniziare dalla signora Leuthard”. L Nell’estate 2010 è stata inaugurata la nuova palazzina abitativa. Altri programmi i vista? “Disponiamo di un ampio terreno con vista-lago sul quale è prevista una palazzina di 12 appartamenti di 60 mq. Tutti di grande pregio e ottimamente orientati tra lago e sole. Il punto di riferimento rimane la struttura centrale con tutti i servizi che in qualsiasi momento, 24 ore su 24, possono raggiungere gli ospiti nelle suites e negli appartamenti. La nuova costruzione – pronta nel 2013 – comprenderà inoltre il centro welness con piscina coperta”. L’accento dove viene posto? “Sul funzionamento ben organizzato e coordinato della struttura. Su un’offerta molto ampia nel campo della cura e della riabilitazione con terapie complementari molto richieste e gradite: fisioterapia, ergoterapia, movimento, ginnastica, il thai, l’ayurveda (medicina tradizionale indiana) fino a ballo, nel caso il tango, il canto, che servono a mantenere l’armonia tra corpo e mente. Non dimenticando un accompagnamento culturale molto attento, dai concerti alle esposizione d’arte nella nostra Art Gallery”. Residenza Rivabella, Via Ressiga 17, 6983 Magliaso, Canton Ticino, Svizzera. Tel. +41 91 612 96 96 - Fax +41 91 606 60 55 E-mail: [email protected] - www.rivabella.ch Apprezzamenti e il riconoscimento che la Residenza Rivabella dialoga con il territorio. “Noi siamo su questo magnifico territorio che si specchia nel lago e rimaniamo una Residenza privata di riposo, convalescenza e cura con uno standing molto alto, dove la gastronomia è un marchio di qualità su una serie di servizi che ci stanno molto a cuore. Intendo cure mediche e infermieristiche anche le più specialistiche, grazie alla collaborazione con le migliori strutture sanitarie; riabilitazioni anche di lunga durata con una squadra di fisioterapisti, ergoterapeuti e neuropsicologi; attività fisiche individuali e di gruppo; personale ben aggiornato e confrontato ai più recenti sviluppi del settore e, soprattutto, un’atmosfera vivibile e per quanto possibile gioiosa come raramente in strutture di questo tipo”. Questo significa che la domanda continua ad essere alta? “Molto alta per strutture di qualità. Noi vogliamo offrire il meglio con una Residenza che ha le caratteristiche di una grande casa in cui ognuno ha il proprio spazio all’interno di una collettività di servizi. Ci interessa molto l’indice di gradimento degli ospiti, cui diamo la possibilità di conservare la propria dimensione privata ed anche intima in una pluralità di rapporti. Grazie all’alto comfort i residenti hanno la possibilità di non diminuire il proprio standard di vita”. RUBRICHE Motori Diesel e ibrida, la Panamera scalda i motori In arrivo sul mercato italiano i due nuovi modelli Porsche. Campioni di risparmio su consumi ed emissioni. S alire a Bologna su un’auto da cui scendere solo all’arrivo a Berlino. Senza mai una sosta. Senza fare mai carburante. L’impresa, è bene dirlo subito, non è da tutti. Accessibile solo per chi ha le disponibilità finanziarie per comprare una Porsche: la Panamera Diesel. Una macchina che fa 100 chilometri con 6,3 litri e un serbatoio di 80 litri. I conti sono presto fatti: un’autonomia di 1.200 chilometri. La Panamera “Fondista imbattibile”, la Diesel può fare definiscono nel quartier generale 1.200 chilometri (Bologna-Berlino) Porsche. Il tutto senza rinunciare senza mai fare il alle prestazioni di cui la stessa casa automobilistica di Stoccarda pieno. ha abituato i suoi clienti appassionati. La Panamera Diesel, infatti, con la sua trazione posteriore può raggiungere, grazie al motore turbodiesel V6, i 100 chilometri orari in 6,8 secondi. Per una velocità massima che può toccare i 242 km/h. Queste le caratteristiche salienti di un modello Gran Turismo che farà il suo debutto nei concessionari italiani a partire dal prossimo mese di luglio, al prezzo di 82.049 euro. Non solo prestazioni. Garantito è anche il comfort per i quattro i passeggeri per cui è stata concepita. Poco importa che la silhoutte sia quella tipica di una Porsche sportiva, bassa e filante. Ad aprire un nuovo capitolo Porsche è invece la Panamera S Hybrid: il modello meno inquinante nella storia della famosa casa automobilistica tedesca. Le emissioni di CO2 di riducono a 159 g/km. Un record interno, ma non solo. In La Panamera S termini di emissioni “questa Hybrid apre un vettura - garantiscono da nuovo capitolo in Porsche - supera nettamente termini di emissioni: tutte le vetture di lusso con sistema Full-Hybrid di serie della mai così basse per sua categoria”. Anche in questo una Porsche. modello l’attenzione ai consumi (6,8 litri di carburante ogni 100 chilometri) e all’ambiente non vanno a scapito della sportività, elemento fondamentale per una Porsche. L’accelerazione da 0 a 100 chilometri avviene in soli 6 secondi e la velocità massima è di 270 km/h. Il segreto sta nei due motori che hanno già dato buona prova di sé sulla Cayenne S Hybrid. Parliamo di un propulsore principale costituito da un motore V6 con compressore volumetrico di 3.0 litri che eroga una potenza di 333 cavalli (245 kW), assistito da un motore elettrico di 47 cavalli (34 kW). Entrambi possono alimentare la Panamera S Hybrid separatamente. Il prezzo per il mercato italiano, su cui il modello è sbarcato in questo mese di giugno, è di 108.269 euro. Sia per la Panamera Diesel, sia per la Panamera S Hybrid il concessionario di riferimento a Varese è il Centro Porsche Delcar Spa di via Sanvito Silvestro, 81. (D.C.) Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 89 lll#hijY^d\^gVhdaZ#Xdb BUSINESS ALL’ESTERO? NON LASCIARE TUTTO IL PESO ALLA TUA AZIENDA Dal 1975 al fianco delle imprese che pensano che i confini non siano il traguardo ma l’inizio della propria attività CHIAMA IL NUMERO 0331 774377 OPPURE VISITA IL SITO WWW.PROVEX.IT Giardini di asparagi “Il nostro corpo è un giardino. La volontà è il giardiniere” (W. Shakespeare). I consigli dei sapienti giardinieri e quelli de La Pina. Per un saggio inizio d’estate. ASPARAGI DI CANTELLO Certo al supermercato li troverete ancora, ma la loro migliore stagione è appena passata. Il libro, invece, è fresco di stampa, e, perdonate il gioco di parole, particolarmente appetibile. Partendo da un elegante formato che lo rende ideale anche come regalo e arrivando al cuore del pianeta asparago: il paese, la coltivazione, le ricette cucinate da grandi chef di 16 ristoranti della nostra provincia e del Canton Ticino. Un viaggio, attraverso il territorio e nella storia, nella natura e ovviamente nelle preziosità alimentari varesine (con relativi enoabbinamenti). Chi vi scrive è una fan dell'asparago, ma la lettura inviterà all'assaggio anche gli incerti. In particolare grazie a scatti fotografici d'eccezione, che meritano una speciale citazione. CIAO CHE FATE? Chissà se La Pina che negli anni '90 viveva a Varese, allora si sarebbe immaginata di pubblicare un libro, che raccoglie il meglio di Pinocchio, la seguitissima trasmissione di DJ, che conduce nella “strana” coppia con Diego, e vederlo segnalato qui? Il libro (un po' come succede in radio) è un mix dell'ironia di entrambi, col contributo della Vale, e quello via sms dei fedelissimi ascoltatori: leggerezza a go go e pillole di saggezza (volute o...casuali!). Come questa: “Coi desideri bisogna stare molto attenti. C'è il rischio che si avverino”. Si riflette un po'. E si ride parecchio. Fulvio Cavadini ASPARAGI DI CANTELLO Edizione PHC, 2011 RUBRICHE In libreria PASQUALE SARACENO COMMIS D'ETAT Ricercatrice di storia contemporanea, varesina doc, l'autrice ha già all'attivo prestigiose pubblicazioni sulla figura di Pasquale Saraceno. Il volume ne ricostruisce gli anni giovanili, fase meno conosciuta del percorso del celebre economista, dagli studi alla Bocconi all'ingresso all’Iri, dal rapporto con l’Università Cattolica all’elaborazione del Codice di Camaldoli, fino all’impegno per la Ricostruzione. Condotto col metodo della ricerca storica, il libro non è un semplice trattato per cultori della materia, ma affronta, con sensibilità, una fase del percorso umano di un giovane e della sua maturazione che lo porterà a farsi sostenitore di valori e regole come fondamento di una società da rinnovare. VARESE I LUOGHI DELLA MEMORIA Itinerari varesini in salsa storica: i luoghi della resistenza. La penna è quella vibrante di Giannantoni Il libriccino è presentato dichiaratamente come una diversa “opportunità per riflettere sulla nostra identità nazionale”, in questo 150esimo di celebrazioni che trova ampio spazio anche sugli scaffali della libreria. Il plus qui è quello dell'ambientazione locale, con ricco apparato iconografico: per gli appassionati di storia, ma anche per chi è spinto da una sana curiositas verso quello che riguarda il nostro territorio. CAMMEO La giornalista bustocca ed eclettica scrittrice si cimenta questa volta con un romanzo thriller. Ambientazione contemporanea ma con un tuffo nel passato della Seconda Guerra, è un giallo avvincente, che tiene incollati anche grazie ai suoi colpi di scena. Protagonista un avvocato che suo malgrado si troverà coinvolto in una complicata “caccia al tesoro”. Sullo sfondo un universo femminile fatale e molto ben tratteggiato. Perfetto sia per i patiti della narrativa La Pina & Diego (con la Vale) CIAO CHE FATE? Mondadori, 2011 Giuliana Arena PASQUALE SARACENO COMMIS D'ETAT Franco Angeli, 2011 Franco Giannantoni VARESE I LUOGHI DELLA MEMORIA Arterigere, 2011 Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 91 www.studiogirasole.com Klkk`g\ilef% <E<I>@%M8g\iklkk`% Gifdfjjfe\c(000[XccËLe`fe\[\^c`@e[ljki`Xc`[\ccXGifm`eZ`X[`MXi\j\#<e\i^`%MX f^^`lef[\`dX^^`fi` Zfejfiq`[`XZhl`jkf[`]fek`\e\i^\k`Z_\`kXc`Xe\%Fcki\)''`dgi\j\#Z_\ZfejldXefg`[`-,'d`c`fe`[` bN_XccËXeef#gfjjfefZfekXi\jlgi\qq`\jki\dXd\ek\Zfdg\k`k`m`\jllej\im`q`f[`XjjfclkXhlXc`k~%KiXd`k\`c Zfejfiq`fc\`dgi\j\XZhl`jkXef`efcki\g`[`(''d`c`fe`[`d*[`^Xjd\kXef% G<ICË<E<I>@8;<CC8KL8@DGI<J8#@C:FEJFIQ@F<E<I>@%M8ßC8I@JGFJK8G@êJ@:LI8<:FEM<E@<EK< <E<I>@%M8 :fejfiq`fg\icË<e\i^`XMXi\j\$G`XqqXDfek\>iXggX,$)((''MXi\j\$K\c%'**)),(''' d'avventura, ma anche per i fedelissimi del romanzo storico: una scrittura da professionista che invoglia alla lettura, nonostante un'impaginazione non proprio ariosa. Con la prefazione di Antonio Morra, caporedattore del Corsera e la foto di copertina di Daniele Belosio. COME IO VEDO IL LAGO Siamo gente di lago. Chi più, chi meno, in questa terra dei sette laghi, difficile non sentire una speciale affezione. Tanto più per “il” Giorgetti, il pescatore, che il lago di Varese non solo lo ama, ma lo ha vissuto davvero. Lui forse lo conosce più degli studiosi e scienziati. Com'è, quindi, davvero questo lago tanto vituperato? Il libretto si legge con piacere: ovviamente non c'è rigore, ma molta passione e tanta esperienza che forse vale di più. Ciononostante, la curiosità sono anche le prefazioni, curate, invece, da due uomini di scienza: Franco Battaglia, docente di chimica e giornalista dal piglio “battagliero” (nomen omen!) e Paolo Sequi del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura. Entrambi concordi nella valorizzazione del metodo...empirico del pescatore. SENSIBILITA’ AMBIVALENTE Superato un comprensibile sospetto verso gli inediti di una neo poetessa, iniziate la lettura delle liriche di questa giovane autrice varesina, senza saltare l'introduzione, in cui chiarisce con straordinaria sensibilità (guarda caso!) il significato di un titolo, che sicuramente incuriosisce. Liriche musicalmente ben costruite, in cui il messaggio non è sotteso, ma emerge prepotente. Certo, dipende anche dalla vostra sensibilità! Con fragile determinazione, per citare il titolo di una delle poesie che meglio rappresentano l'“ambivalenza” di una sensibilità, che nell'apparente debolezza e dalla difficoltà, affiora in tutta la sua forza. VERRAI A TROVARMI D'INVERNO “Verrai a trovarmi d'inverno?” La risposta è la prova d'amore per chi vive sull'isola. Una storia ambientata nell'affascinante Pantelleria, una storia di famiglie fittizie e reali e di amori altrettanto fittizi e reali. L'omosessualità è tratteggiata con una delicatezza e una carica poetica unica e uno stile brillante. La stessa autrice sottolinea: “La realtà è spesso meno dolce di come ve l'ho propinata”. Da leggere senza preconcetti. Elena Raffo CAMMEO Pietro Macchione Ed., 2011 RUBRICHE In libreria Ernesto Giorgetti COME IO VEDO IL LAGO Associazione Culturale Remolungo, 2011 Katia Catalano SENSIBILITA' AMBIVALENTE Pietro Macchione Ed., 2011 Cristiana Alicata VERRAI A TROVARMI D'INVERNO Hacca, 2011 L’ATLANTE DI SMERALDO Uscito in contemporanea in 35 paesi, il romanzo è il consiglio del mese di Sara della Libreria del Corso: un romanzo d'esordio di un autore in realtà già affermato nel campo televisivo, nel genere per ragazzi. Tra le altre collaborazioni: Gossip Girl, The Oc, Una mamma per amica. Di qui forse il tam tam ancor prima dell'uscita del romanzo e l'attenzione della critica che, addirittura, ne parla come di un nuovo possibile Harry Potter. Avventura e magia in una storia davvero affascinante: protagonisti tre fratelli rimasti orfani. Oppure no? RACCONTI DEI SAGGI GIARDINIERI John Stephens L'ATLANTE DI SMERALDO Longanesi, 2011 Raffinata copertina verde, nemmeno a dirlo, greche fiorite e illustrazioni a tema per un susseguirsi di racconti, leggende, miti (anche rivisitati in salsa floreale Anno XII - n.5/2011 - VARESEFOCUS 93 RUBRICHE In libreria Pascal Fauliot Patrick Fischmann RACCONTI DEI SAGGI GIARDINIERI L'ippocampo, 2011 come quello di Re Mida), massime di “filosofia giardiniera” da ogni parte del mondo e della storia. Affascinante, esotico. Racconti da leggere a qualcuno di speciale: magari per conquistare una ragazza con un certo stile o, semplicemente, per scoprire un giardino segreto. IL SOGNO DEL CELTA Mario Vargas Llosa IL SOGNO DEL CELTA Einaudi, 2011 Nobel per la Letteratura 2010, Vargas Llosa non è un autore facile. Questo libro, che si inserisce nel progetto di Einaudi di pubblicarne tutta l'opera, è un'avventura ambientata ai primi del '900. La vita leggendaria dell'irlandese Roger Casement, personaggio complesso e contraddittorio. Una scrittura straordinaria, una storia avvincente, un eroe imperfetto e, tanto più, eroe. Una lettura piacevole e arricchente, seppur impegnativa. THE SPLENDOURS OF THE VARESE AREA Mauro Luoni, Raffaella Ganna THE SPLENDOURS OF THE VARESE AREA Pietro Macchione Ed. 2011 L'edizione inglese di un volume di cui abbiamo già parlato (Varesefocus, dicembre 2010) rappresenta la conferma di un'attenzione sempre crescente al marketing del territorio in chiave turistica. Un'operazione, quella dell'editore, che rappresenta un unicum: il libro non è una tradizionale guida, ma un viaggio alla scoperta delle preziosità meno note. Sorprese e tesori varesini da svelare anche all'estero. LA LUCE CADUTA NEL POZZO Giusi Tamborini LA LUCE CADUTA NEL POZZO Pietro Macchione Ed. 2011 94 VARESEFOCUS - Anno XII - n.5/2011 La letteratura sulla malattia, in particolare sul cancro, è ricca: si va da quella scientifica, al racconto biografico, ad una narrativa che tende a sdrammatizzare, proponendo l'approccio positivo, il sorriso, come una vera e propria terapia. Il racconto della Tamborini, invece, è una storia personale, ma edulcorata (riferimenti a luoghi e persone sono fantastici) e non si offrono ricette. Il percorso dell'autrice tra delusioni e speranze, è un viaggio sofferto dell'io, in cui affiorano le storie dei compagni di viaggio. L'autrice è medico, nonostante una palese volontà di non lasciarlo trapelare (si legge nella biografia in quarta): questo rende il suo percorso, prima nel rifiuto e poi nell'accettazione, ancora più delicato e intenso. Silvia Giovannini (in collaborazione con la LIBRERIA del Corso di Varese) MUSICA TRALLALLERO, TRALLALLA’ Un suggerimento musicale tutto varesino, per questo inizio d'estate. Trallallero Live è il nuovo disco di Riki Cellini: il cd, presentato a Maggio, è il frutto di una registrazione live, tenutasi al Teatrino Santuccio lo scorso Dicembre. Nomi e partecipazioni note nel cd: dal jazzista Baggio, alla strepitosa Aida Cooper, al cantante-attore Fontana, a Paolo Franzato - con un cammeo recitativo - per citarne alcuni. La copertina si basa su un'opera di Giorgio Piccaia e all'interno contributi fotografici e giornalistici varesini. 20 brani, tra inediti e successi del passato, acquistabili su Itunes (dove potrete gustare un assaggio di ciascuno). Un titolo che è tutto un programma ed evoca giochi tra amici, nuovi e ritrovati. Perfetto per l'estate. Riki Cellini TRALLALLERO LIVE 2011 www.studiogirasole.com Gif^\kk`[`Zi\jZ`kX6 :FE=@;@CfdYXi[`Xk`jfjk`\e\% Da quasi mezzo secolo il Consorzio di garanzia collettiva dei Fidi dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese opera a fianco delle piccole e medie imprese rendendo più agevole ed economico l’accesso al credito. Con oltre 1300 imprese consorziate in provincia di Varese e 120 milioni di euro di finanziamenti garantiti erogati attraverso 13 istituti convenzionati, CONFIDI Lombardia è il partner ideale della tua impresa. Piazza Monte Grappa, 5 - 21100 Varese Tel. 0332 251000 - Fax 0332 285565 - [email protected] 0j?ÝÁËË7Ë L’ENERGIA È LA CAPACITÀ DI UN CORPO O DI UN SISTEMA DI COMPIERE LAVORO” Il nostro lavoro? Dare forza alla vostra impresa. %30!.3)/.%32,6IA6ITTORIO6ENETO%'ALLARATE6!TFINFO ESPANSIONEENERGIAIT www.espansione-energia.it