Amianto e altri materiali
fibrosi
Rischi per la salute e
misure di protezione
43
Amianto e altri materiali
fibrosi
Rischi per la salute e
misure di protezione
Suva
Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni
Tutela della salute
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Amianto e altri materiali fibrosi :
Rischi per la salute e misure di protezione
Autore: Egon Hürlimann, Settore chimica
Riproduzione autorizzata con citazione della fonte.
1a edizione – Aprile 1998 – 1’500
In copertina: lavori di isolazione con fibre ceramiche all’interno di
una camera di combustione
Codice: 66080.i
Sommario
1
Introduzione
3
6
2
Basi della tutela della salute negli
ambienti lavorativi
Polveri fibrose in posti di lavoro tipici:
presenza – esposizione – valutazione –
misure di protezione
17
5
6.1
Amianto
2.1
Basi legislative
5
2.2
Identificazione dei rischi per la salute
5
2.3
I tre principi basilari della tutela della
salute sul lavoro
6.1.1 Amianto quale materiale industriale:
fabbricazione, trasformazione e
utilizzazione
17
5
6.1.2 Risanamento
20
Prevenzione nel settore della medicina
del lavoro
5
6.1.3 Riepilogo dei rischi attuali associati
all’amianto
23
3
Tipi di fibre
7
6.2
Fibre minerali artificiali (FMA)
23
3.1
Definizioni
7
3.2
Visione generale
7
6.2.1 Lane (fibre di lana vetrosa e di lana
minerale) per l’isolazione termica e
acustica
23
4
Rischi per la salute associati a polveri
fibrose
6.2.2 Fibre di vetro tessile
26
9
6.2.3 Fibre ceramiche
27
Tecnopatie riconosciute, causate da
polveri fibrose
9
6.2.4 Concentrazioni di polveri fibrose negli
ambienti lavorativi senza manipolazione
di FMA
28
6.3
29
2.4
4.1
4.1.1 Affezioni causate dalle fibre d’amianto
4.1.2 Affezioni causate da fibre minerali
artificiali
4.1.3 Affezioni causate da fibre organiche
naturali
4.2
Fibre delle caratteristiche pericolose
per la salute
9
10
10
10
4.2.1 Geometria delle fibre
10
4.2.2 Biopersistenza
11
4.2.3 Struttura superficiale
11
4.2.4 Comportamento di polverizzazione
11
4.3
4.4
Effetto cancerogeno delle fibre di
materiale diverso dall’amianto: sintesi
Riepilogo dei rischi per la salute e
conclusioni
12
13
5
Valori massimi delle concentrazioni sui
posti di lavoro (valori MAC) e la relativa
sorveglianza
14
5.1
Valore limite in funzione della presenza di
particelle: numero delle fibre
14
Metodo di misurazione per il conteggio
delle fibre
15
Valore limite in funzione della massa:
concentrazione di polvere fine
16
5.2
5.3
2
Fibre organiche
17
6.3.1 Materiali isolanti a base di fibre
organiche
29
7
Bibliografia
31
8
Riassunto
32
Allegato: Descrizione e possibilità d’impiego
di fibre selezionate
34
A1
Fibre sintetiche inorganiche
34
A2
Fibre sintetiche organiche
37
A3
Fibre naturali inorganiche
38
A4
Fibre naturali organiche
39
A5
Uso di prodotti sostitutivi: sintesi
39
1
Introduzione
La presente pubblicazione serve a dare una
visione generale dei rischi per la salute associati ai materiali fibrosi di tipici posti di lavoro
in Svizzera e a informare sulle misure di protezione che occorre adottare. Vengono trattate le fibre di amianto e quelle di materiale
diverso dall’amianto. L’opuscolo ha lo scopo
di prevenire le tecnopatie (malattie professionali). Esso è rivolto agli imprenditori e ai responsabili della sicurezza e della tutela della
salute presso le aziende che producono,
lavorano o eliminano questi materiali, nonché
agli uffici tecnici interessati e alle autorità
coinvolte.
vamente misure rigorose atte a ridurre l’esposizione alla polvere. Alla fine degli anni settanta venne cessato l’uso di isolamenti in
amianto floccato. In numerose aziende specializzate nella lavorazione dell’amianto è
stato inoltre possibile ridurre sensibilmente
l’esposizione alla polvere grazie al continuo
miglioramento degli impianti di ventilazione.
Dopo essersi resi conto della reale pericolosità che l’amianto costituisce per l’ambiente,
nel 1990 fece seguito un divieto generale di
usare questo materiale e ciò a salvaguardia
della salute della popolazione svizzera.
In molti materiali e prodotti industriali e artigianali vengono impiegati già da molti anni
materiali fibrosi (in breve: fibre). Grazie alle
loro caratteristiche chimico-fisiche le fibre
offrono premesse ottimali per numerose
applicazioni tecnologiche. Il più delle volte
esse vengono usate in combinazione con
leganti e riempitivi.
Questi prodotti fibrosi trovano impiego in:
piastre, pannelli o masse malleabili come
protezione antincendio e isolamento
termico;
guarnizioni di freni (ferodi) e di frizioni
nell’industria automobilistica;
guarnizioni resistenti a elevate sollecitazioni
Figura 1
Fibre d’amianto (crocidolite, detta anche amianto
azzurro dal colore tipico delle fibre), ingrandimento
500 x. Si tratta di fibre estremamente sottili che
possono facilmente separarsi longitudinalmente in
fibrille ancora più sottili.
termiche o chimiche.
I prodotti fibrosi trovano un’applicazione
diffusa anche nel settore edilizio e del genio
civile sotto forma di:
lastre piane od ondulate, oppure
condotte in pressione o canalizzazioni.
Per decenni l’amianto (figura 1) era considerato il materiale delle mille possibilità d’uso: in
effetti esso possiede, più di qualsiasi altra
fibra, caratteristiche ottimali per molti prodotti
tecnici. Quando si cominciò a registrare un
numero sempre maggiore di affezioni associate all’amianto e si evidenziò l’effetto nocivo
che esso ha sull’uomo, la Suva ordinò, a partire dalla metà degli anni sessanta, successi-
Figura 2
Fibre sintetiche inorganiche (fibre di vetro tessile),
ingrandimento 500 x. A differenza delle fibred’amianto, queste fibre hanno di regola un diametro più
grande e una struttura più resistente. Di regola non
avvengono separazioni longitudinali delle fibre.
3
In seguito al divieto dell’amianto in importanti
paesi industriali come USA, Germania, Svezia
e anche in Svizzera, l’industria fu costretta a
sviluppare prodotti sostitutivi (figura 2):
vedere bibliografia [1] al capitolo 7. Per molti
prodotti, per i quali le proprietà tecnologiche
dell’amianto coprivano una volta tutta una
serie di esigenze del mondo produttivo,
occorre oggi far ricorso a una combinazione
di diversi generi di fibre (cosiddetti cocktail di
fibre). Grazie a intensi lavori di ricerca è oggi
tecnicamente possibile sostituire l’amianto
praticamente in tutti i campi d’applicazione.
Da circa 15–20 anni, gli studi sui pericoli che
le fibre costituiscono per la salute sono
stati estesi sistematicamente alle fibre di materiale diverso dall’amianto. I risultati ottenuti
prevalentemente da sperimentazioni su animali
sono oggetto di discussioni controverse fra
gli esperti, in modo particolare l’opinione
secondo cui tutte le fibre possono causare, in
determinate circostanze, gravi affezioni
(tumori) [2], [3]. Ci si riferisce qui in special
modo alle fibre minerali artificiali (FMA) che
vengo-no, in parte, fabbricate e lavorate già
da decenni.
La Suva si è prefissa anni fa di individuare i
posti di lavoro in cui vengono utilizzate fibre di
materiale diverso dall’amianto e di esaminare
l’esposizione alle fibre1 subita dai lavoratori.
Sulla base di sopralluoghi e misurazioni sul
posto è stato possibile acquisire fondate conoscenze sull’esposizione alle fibre esistente
su tipici posti di lavoro. Una parte importante
del presente lavoro è dedicata alla presentazione di queste conoscenze pratiche.
La prima parte del presente opuscolo (capitoli dal 2 al 5) tratta i principi basilari: principi
basilari della tutela della salute negli ambienti
lavorativi, generi di fibre e rischi per la salute,
indicazioni relative alle malattie professionali
associate alle fibre, valori massimi delle concentrazioni sui posti di lavoro (valori MAC) e
metodi di misurazione delle sostanze fibrose.
1
Esposizione: entrare in contatto con una sostanza
(per es. polvere di fibre).
4
Nella seconda parte (capitolo 6) vengono presentati importanti generi di fibre e valutate le
esposizioni che i lavoratori subiscono sui posti
di lavorazione e indicate le misure di protezione che devono essere adottare a seconda
del caso.
Nelle appendici A1-A4 sono descritti dettagliatamente alcuni tipi di fibre.
Nell’appendice A5 sono elencati in una tabella
i prodotti sostitutivi più importanti fornendo
una panoramica dei loro campi d’applicazione.
2 Basi della tutela della salute negli
ambienti lavorativi
2.1 Basi legislative
Le disposizioni legislative fondamentali sulla
profilassi delle malattie professionali sono
contenute:
nella legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF) [4] e nella connessa
ordinanza sulla prevenzione degli infortuni e
delle malattie professionali (OPI) [5].
Fa parte delle basi legislative anche:
l’ordinanza del Dipartimento federale
dell’interno sulle misure tecniche per la
prevenzione delle malattie professionali,
cagionate da sostanze chimiche. [6]
Spetta alla Suva sorvegliare l’applicazione
delle prescrizioni sulla prevenzione delle malattie professionali in tutte le aziende assoggettate alla LAINF (OPI art. 50).
2.2 Identificazione dei rischi per
la salute
Il datore di lavoro può adempiere l’obbligo di
proteggere il proprio personale contro le malattie professionali lavorando con fibre solo se
conosce a fondo i materiali in dotazione nella
sua azienda. Egli deve essere in chiaro specialmente sui punti seguenti:
Sì/No
Esistono sostanze fibrose nel processo lavorativo?
Sono noti i generi di fibre?
Dalla legge (LAINF art. 82 cpv. 1) risulta
chiaramente che l’obbligo di prevenire gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali
spetta in primo luogo ai datori di lavoro, risp.
ai superiori. Essi sono tenuti a prendere tutte
le misure:
Può verificarsi un’aerodispersione di fibre respirabili 2
(vedere capitolo 4.2.1)?
Esistono concentrazioni massime ammissibili sui posti di
lavoro (valori MAC)?
Si dispone di indagini che indicano quali concentrazioni
di fibre bisogna prevedere nelle diverse situazioni
regnanti sui posti di lavoro?
necessarie per esperienza,
tecnicamente applicabili
Sono note le misure di protezione appropriate?
Vengono esse applicate?
Esistono altre avvertenze e regole comportamentali
e
previste dai produttori, dalle associazioni professionali e
dalla Suva?
adatte alle circostanze.
2
Secondo la OPI i requisiti essenziali della
sicurezza in relazione alle polvere di fibre
sono:
le misure di protezione da adottare in caso
di esposizione a sostanze nocive (art. 44);
le misure tecniche di ventilazione (art. 33);
gli equipaggiamenti individuali di protezione
Definizione «fibre respirabili»:
lunghezza L > 5 µm
diametro D < 3 µm
rapporto L : D > 3
Una volta raccolte queste informazioni, il
datore di lavoro è in grado di pianificare le
necessarie misure di protezione e di metterle
in pratica.
(art. 5);
la prevenzione nel settore della medicina
del lavoro (art. 70–81).
In base all’articolo 50 capoverso 3 OPI, la
Suva pubblica periodicamente i valori limite
d’esposizione sui posti di lavoro con indicazione delle concentrazioni massime ammissibili sui posti di lavoro (valori MAC) [7]. Questi
valori limite sono impegnativi e devono essere
osservati.
2.3 I tre principi basilari della
tutela della salute sul lavoro
Quando è appurata l’esistenza di rischi per la
salute associati a materiale fibrosi occorre
stabilire le misure di protezione nella seguente
sequenza [7]:
1. Sostituzione di materiali (sostanze) e
procedimenti pericolosi
Per quanto tecnicamente possibile bisogna
ricorrere sempre, come prima misura, alla
5
sostituzione di materiali (sostanze) e procedimenti pericolosi con quelli meno pericolosi.
c) respiratori a filtro a ventilazione forzata e
casco o cuffia classi TH1P, TH2P e TH3P.
Esempio: Sostituzione dell’amianto pericoloso per la salute con altri materiali
molto meno pericolosi.
All’acquisto degli apparecchi di protezione
delle vie respiratorie (maschere, filtri) bisogna
controllare che essi siano conformi alle norme
europee EN 140, EN 143 o EN 149.
2. Protezione collettiva
Tenendo conto dei procedimenti di lavoro,
delle sostanze impiegate e delle condizioni
d’uso, i posti di lavoro devono essere installati in modo che l’aria respirata dai lavoratori
non abbia a contenere concentrazioni di polvere fibrosa nociva. Questo obiettivo è raggiunto di regola quando è garantito il rispetto
dei valori MAC.
A seconda della situazione, questo obiettivo
può essere raggiunto adottando le seguenti
misure:
u
u
lavori svolti con sistemi chiusi
(incapsulamento);
aspirazione alla fonte delle emissioni di
polvere (aspirazione alla fonte);
u
ventilazione artificiale dei locali;
u
ventilazione naturale sufficiente.
3. Protezione individuale
Quando la protezione collettiva si rivela irrealizzabile o non può essere assicurata in misura
sufficiente, occorre utilizzare in più mezzi di
protezione personale.
I respiratori a filtro antipolvere sono apparecchi di protezione delle vie respiratorie appropriati contro le polveri fibrose. Secondo la
loro capacità di ritenuta, essi sono suddivisi
nelle classi di filtri antipolvere P1 (capacità di
ritenuta ridotta), P2 (capacità di ritenuta media)
e P3 (capacità di ritenuta elevata). La scelta di
una delle classi di filtri antipolvere va fatta in
funzione della concentrazione di fibre nell’aria
ambiente. La classe P1 non deve essere
scelta per proteggersi contro le sostanze
cancerogene.
Hanno dato buona prova i seguenti apparecchi di protezione delle vie respiratorie:
a) semimaschere e quarti di maschere con
filtro antipolvere classi P1, P2 e P3;
b) semimaschere antipolvere classi FFP1,
FFP2 e FFP3;
6
Fanno parte dei mezzi di protezione
personale anche:
le tute di lavoro chiuse;
gli occhiali di protezione;
i guanti.
Il datore di lavoro deve mettere a disposizione
tutti i necessari mezzi di protezione personale.
Il lavoratore è tenuto a osservare le istruzioni
del suo superiore e a usare i mezzi di protezione in modo appropriato.
2.4 Prevenzione nel settore della
medicina del lavoro
Un ruolo importante nella profilassi delle malattie professionali viene svolto non solo dalle
misure di protezione tecniche, personali e
organizzative, ma anche dalla prevenzione
nel settore della medicina del lavoro. Per
determinate sostanze nocive, questi provvedimenti vengono applicati anche nei casi in
cui vengono osservati i valori MAC. Nel singolo caso spetta alla Suva decidere se
un’azienda, una parte di essa o singoli lavoratori debbano essere assoggettati alle prescrizioni sulla prevenzione nel settore della medicina del lavoro.
Le aziende i cui collaboratori hanno manipolato o manipolano amianto oppure prodotti a
base di amianto vengono assoggettate alla
prevenzione nel settore della medicina del
lavoro. Questa prevenzione comprende una
visita generale d’entrata, visite di controllo
generali a intervalli prestabiliti, nonché controlli
medici dopo la cessazione dell’attività nell’azienda assoggettata.
I collaboratori che svolgono attività lavorative
a contatto con fibre di materiale diverso dall’
amianto non vengono assoggettati al controllo
obbligatorio.
3 Tipi di fibre
3.1 Definizioni
Il termine generale «fibra» viene usato per indicare tutte le particelle di forma allungata,
vale a dire quelle aventi una lunghezza nettamente maggiore al proprio diametro. Altrimenti
si parla di particelle compatte. La lunghezza
delle particelle fibrose può essere limitata
(fibre vere e proprie, per es. capelli) o praticamente infinita (cosiddetti filamenti).
Le fibre si presentano singolarmente o
disposte in fasci.
Le fibre vengono suddivise secondo la natu-ra
della sostanza in funzione della composizione
chimica del materiale fibroso. Si distinguono:
fibre inorganiche
materie prime: minerali naturali, rocce, sali,
metalli
fibre organiche
Con un ulteriore procedimento di lavorazione
è possibile trasformare la gran parte delle
fibre in tessuti non tessuti, feltrature e – sotto
forma di filamenti o fili – in tessuti, maglierie,
reti e corderie.
3.2 Visione generale
Le applicazioni industriali impiegano una moltitudine di fibre naturali e sintetiche inorganiche
e organiche. Lo sviluppo di fibre a sostituzione
dell’amianto ha portato alla creazione di numerosi nuovi materiali fibrosi.
Le seguenti tabelle danno una visione generale delle fibre attualmente note nonché la
loro classificazione a seconda della sostanza
e del procedimento di fabbricazione.
Nell’allegato (vedere pag. 34) è riportata la
descrizione dettagliata dei principali tipi di
fibre.
materie prime: sostanze vegetali e animali,
prodotti del petrolio
Un secondo criterio di suddivisione tiene
conto del modo in cui il materiale fibroso
viene prodotto (procedimento di produzione):
Fibre naturali:
materia prima naturale che viene trasformata
in fibre tramite un procedimento (chimico-)
fisico. La materia non subisce alcun cambiamento.
Esempi: amianto (asbesto), sepiolite, canapa,
lana.
Fibre sintetiche:
fabbricazione artificiale di fibre. In una prima
fase, la materia prima fibrosa viene prodotta
chimicamente dalle materie grezze organiche
e inorganiche. Si ha qui un cambiamento
della materia. Solo in una seconda fase
avviene l’effettiva fabbricazione delle fibre.
Esempi: fibre di carbonio, fibre minerali artificiali, fibre di poliammide.
7
Fibre naturali
Fibre inorganiche
Fibre organiche
Minerali
Amianto
Materiali diversi
dall'amianto
Fibre vegetali
Fibre animali
Amianto di serpentino
- Crisotilo
-
-
-
Amianto di anfibolo
- Crocidolite
- Amosite
- Tremolite
- altri
Erionite
Palygorskite/Attapulgite
Wollastonite
Sepiolite
altri
Cotone
Canapa
Lino
Luta
altri
Lana
Capelli
Seta
altri
Tabella 1: fibre naturali.
Fibre sintetiche
Fibre inorganiche
Fibre di silice
Fibre organiche
Fibre diverse
dall'amianto
Polimeri sintetici
Polimeri naturali
-
-
Poliacrilonitrile (PAN)
Poliaramide (Kevlar)
Poliammide (PA)
Polivinilalcool (PVAL)
Politetrafluoroetilene (PTFE)
(Teflon)
- altri
- Fibre di cellulosa
· Capro
· Viscose
· Acetato
- Alginate
- Elastodiene (gomma)
- altre
Fibre refrattarie
Fibre di vetro
speciali
Fibre di carbonio
Fibre di polititanato
Fibre d'ossido d'alluminio
Fibre metalliche
Whysker
altre
Fibre minerali
artificiali
Fibre di vetro tessili
-
Filamenti
Fibre tessili
Fibre di acido silicico
altre
Tabella 2: fibre sintetiche.
8
Fibre di vetro
non tessili
- Lana di vetro
- Lana minerale
- Lana di scorie
- Fibre ceramiche
- Fibre di quarzo
- altre
- Microfibre di vetro
- altre
4 Rischi per la salute associati a polveri fibrose
Il rischio che la manipolazione di materiali
fibrosi costituisce per la salute è oggi ancora
motivo di discussioni in parte intense e controverse. Le fibre d’amianto sono state le
prime ad essere individuate come la causa di
gravi affezioni professionali. Sulla base di
esperimenti su animali si è giunti più tardi ad
attribuire anche a fibre di materiale diverso
dall’amianto effetti nocivi sull’uomo. Alcuni
scienziati [2] sono perciò dell’opinione che
tutte le fibre, sempre che siano sufficientemente lunghe e sottili e presentino una biopersistenza abbastanza elevata, posseggono
effetti cancerogeni. Ecco perché la medicina
del lavoro ha ritenuto opportuno occuparsi
maggiormente dei problemi correlati alle fibre
a livello mondiale.
In questo capitolo verranno trattate le affezioni
riconosciute dall’assicurazione come malattie
professionali e cagionate da polveri fibrose,
nonché descritte le caratteristiche delle fibre
che possono costituire un rischio per la salute.
4.1 Tecnopatie riconosciute,
causate da polveri fibrose
Di tutte le fibre tecnicamente importanti,
l’amianto è considerato il responsabile
primario delle malattie professionali. Sono
invece rare le tecnopatie causate da fibre
di materiale diverso dall’amianto.
Il ruolo predominante che le fibre d’amianto
assumono nell’ambito delle malattie professionali è dovuto, fra l’altro:
alla grande diffusione che l’amianto ha
conosciuto in 40 anni d’uso sul piano delle
applicazioni industriali e artigianali;
alle condizioni di lavoro che specialmente
negli anni dal 1950 al 1975 comportavano,
in parte, un’elevata esposizione dei lavoratori alla polvere di amianto;
Passiamo ora a descrivere brevemente le malattie professionali che sappiamo sono dovute
a fibre.
4.1.1 Affezioni causate dalle fibre
d’amianto
Asbestosi
L’asbestosi è una progressiva iperplasia connettiva nei polmoni (fibrosi polmonare), ossia
uno sviluppo eccessivo del tessuto colpito. In
stadio avanzato essa provoca dispnea progressiva, alterazioni funzionali dei polmoni e,
in casi gravi, invalidità da insufficienza respiratoria.
I soggetti colpiti da asbestosi sono inoltre
molto più soggetti a tumori ai polmoni (cancro
polmonare) rispetto alla popolazione media. Il
consumo di tabacco aumenta ulteriormente e
in modo notevole il rischio di contrarre un tumore. Il periodo di latenza3 di un’asbestosi è
generalmente di oltre 15 anni.
L’asbestosi è una malattia dovuta a un’esposizione importante e per lunghi anni alle fibre
nocive, così come la si è riscontrata di sovente
negli anni '50, ’60 e ’70.
La Suva riconosce attualmente ancora circa
5 casi di asbestosi all’anno come malattia
professionale: la tendenza è decrescente. Un
motivo di questa evoluzione positiva va ricercata nel netto miglioramento delle condizioni
di lavoro a partire dagli anni ’80, nonché nel
divieto in vigore già dal 1975 di usare l’amianto
floccato quale mezzo d’isolamento.
Cancro polmonare (carcinoma bronchiale)
Nei casi di un’elevata esposizione pluriennale
si deve temere un elevato rischio di contrarre
un cancro polmonare.
Mesotelioma maligno
Per mesotelioma maligno si intende un tumore
maligno (cancro) che può avere localizzazione
al potenziale effetto nocivo dell’amianto
sull’uomo;
all’elevata biopersistenza di queste fibre.
3
Periodo latente (d’incubazione): intervallo di tempo
che intercorre tra inizio dell’esposizione e comparsa
della malattia.
9
prevalentemente pleurica e più raramente
peritoneale, di cui il nome mesotelioma
pleurico o peritoneale. Questa malattia ha
praticamente sempre un decorso letale.
Il periodo di incubazione è estremamente
lungo: da 20 a 40 anni. I mesotelioma possono insorgere anche in seguito a esposizione nettamente inferiore a quella osservata
nei casi di asbestosi.
I casi riconosciuti dalla Suva sono attualmente
25–30 all’anno; si osserva una stagnazione a
un livello elevato del numero di affezioni che
insorgono nel corso di un anno. Visto il lungo
periodo di incubazione non si è ancora registrata una riduzione dei casi da quando sono
state adottate diverse misure atte a ridurre
l’esposizione alle polveri nocive.
Placche pleuriche
Per placche pleuriche si intende una progressiva iperplasia connettiva (sviluppo eccessivo
del tessuto) a carico della pleura. La si riscontra sovente presso i lavoratori esposti all’amianto. Nella maggior parte dei casi le placche
pleuriche non hanno nessun influsso negativo
sull’organismo e sulla funzione polmonare.
4.1.3 Affezioni causate da fibre
organiche naturali
In Svizzera le affezioni causate da fibre organiche naturali si manifestano sotto forma di
asma allergica (attacchi di affanno che insorgono per spasmi o contratture delle pareti
bronchiali) o di infiammazione polmonare
allergica (cosiddetta alveolite estrinseca o
pneumonia da ipersensibilità). Va comunque
osservato che le cause di queste affezioni
sono da ricercare generalmente non nelle
fibre, ma piuttosto nelle sostanze presenti
sulla superficie delle fibre.
4.2 Fibre delle caratteristiche
pericolose per la salute
4.2.1 Geometria delle fibre
Gli effetti che singole fibre possono avere
sull’uomo nel maneggiare sostanze fibrose
sono di due tipi, ossia:
effetti esterni: per esempio sulla pelle, sugli
occhi (fig. 3)
effetti interni: sulle vie respiratorie (bronchi
e polmoni) e nella regione del ventre e della
pleura (fig. 4)
4.1.2 Affezioni causate da fibre
minerali artificiali
Le affezioni causate da fibre minerali artificiali,
quali le fibre di vetro tessili, le lane isolanti
(lana vetrosa e lana minerale) o le fibre ceramiche e riconosciute come malattie professionali, si limitano fino ad oggi a casi attribuibili agli effetti che le fibre spesse hanno sulla
pelle o sugli occhi. È accertato che si tratta il
più delle volte di irritazioni della pelle d’origine
meccanica che possono essere accompagnate da forte arrossamento e prurito. Rari
sono i casi di reazioni allergiche, di infiammazioni della congiuntiva e della cornea. Le
irritazioni della pelle e degli occhi sono generalmente passeggere e leggere.
Figura 3
Esistono determinati tipi di fibre che possono causare
infiammazioni della pelle quando posseggono una
sufficiente consistenza. Si tratta il più delle volte di
fibre spesse (grossolane).
Figura 4
Fibre sottili del diametro inferiore a 3 µm che passando
attraverso le vie respiratorie possono penetrare fino alle
ultime diramazioni bronchiali e invadere gli alveoli
polmonari.
10
Fibre «spesse», non respirabili
Le sostanze fibrose sono generalmente composte da una miscela di fibre di differente diametro; in una stessa miscela troviamo così
fibre «spesse» e fibre «sottili», che possono
esercitare sull’uomo effetti sia esterni che
interni.
Le fibre spesse, quando posseggono una
sufficiente consistenza, possono causare
lesioni della pelle e degli occhi. A volte a
queste irritazioni possono seguire vere e
proprie malattie della pelle.
Fibre «sottili», respirabili
Le fibre in grado di penetrare nelle vie respiratorie inferiori e nei polmoni, ossia quelle
respirabili, vengono considerate «fibre critiche». La dimensione di queste fibre è definita
come segue (convenzione WHO):
lunghezza L ò 5 µm (5/1000 mm);
diametro D ó 3 µm;
lunghezza : diametro > 3:1 (questo
rapporto minimo permette di stabilire una
distinzione netta fra una fibra e una particella
compatta).
Importante: questa definizione delle fibre critiche comprende unicamente la respirabilità e
la struttura di una fibra. Non dà invece nessuna indicazione su un eventuale rischio per
la salute!
Da questa definizione si può trarre la seguente
conclusione significativa:
I materiali fibrosi le cui singole fibre hanno un
diametro superiore a 3 µm, sono considerati
oggi come innocui per quanto concerne i
rischi per la salute a carico dei polmoni!
4.2.2 Biopersistenza
La biopersistenza delle fibre sta a significare
se ed entro quale lasso di tempo le fibre
penetrate nei polmoni possono dissolversi
(decomporsi) nei liquidi dell’organismo
umano. Le fibre con una solubilità elevata nei
liquidi dell’organismo hanno una biopersistenza ridotta e quindi un tempo di permanenza
breve. Un tempo di permanenza lungo significa che le cellule polmonari colpite vengono
maggiormente irritate: da ciò si può
dedurre un’intensificazione dell’azione cancerogena.
Attualmente non esistono ancora metodi
standard per eseguire un controllo uniforme
della biopersistenza delle fibre. Si può allestire la seguente lista per ordine crescente di
solubilità:
anfibolo, crocidolite;
erionite;
fibre ceramiche ad alto rendimento;
fibre ceramiche;
crisotilo;
lana vetrosa e minerale (lane isolanti);
fibre naturali e sintetiche organiche;
wollastonite;
fibre di gesso.
Biopersistenza
decrescente
Questa lista è basata prevalentemente su
valori empirici. A seconda della composizione
delle fibre minerali artificiali i valori di solubilità
possono variare enormemente.
4.2.3 Struttura superficiale
Le fibre sono diventate un tema molto
discusso non solo in merito alla loro composizione chimica che influisce sulla loro biopersistenza, ma anche alla loro struttura
superficiale. Si suppone, fra l’altro, che sulla
superficie delle fibre si svolgano dei processi
chimico-fisici tali da produrre composti chimici
molto reattivi e di vita breve. Questi cosiddetti
radicali sono in grado di modificare il tessuto
cellulare.
4.2.4 Comportamento di
polverizzazione
Una messa in pericolo della salute da materiali fibrosi presuppone l’aerodispersione di
fibre respirabili, per esempio durante la lavorazione dei materiali, in modo tale da inquinare
l’aria ambiente dei lavoratori. La capacità di
liberare fibre, o comportamento di polverizzazione, di un materiale dipende fra l’altro:
dalla finezza delle fibre;
dalla possibilità di una spaccatura
longitudinale;
dall’impiego di leganti.
11
Misurazioni delle fibre presenti nell’aria degli
ambienti lavorativi hanno dimostrato, per
esempio, che la manipolazione di fibre ceramiche produce una maggiore dispersione di
fibre respirabili che non la manipolazione di
lane isolanti o di fibre di vetro tessile. In effetti,
la proporzione di fibre fini presenti nei prodotti
di fibra ceramica è elevata e, in più, non si fa
ricorso a leganti.
Sulla base di questi due metodi di rilevamento
e dell’attuale stato della scienza è possibile
trarre le seguenti conclusioni:
1. Per quanto concerne i materiali diversi dall’
amianto, gli studi epidemiologici svolti finora
sull’uomo non hanno permesso di rivelare
nessun rischio elevato di cancro ai polmoni
o di mesotelioma.
Eccezione: l’erionite, una zeolite fibrosa
naturale, tuttavia di nessuna importanza
quale materiale d’interesse tecnologico.
Naturalmente la concentrazione di fibre sui
posti di lavoro è influenzata dalle misure di
ventilazione adottate e dai metodi di lavoro,
fattori questi che, per quanto possibile, dovrebbero essere adattati al comportamento
di polverizzazione del materiale.
4.3 Effetto cancerogeno delle
fibre di materiale diverso
dall’amianto: conoscenze attuali
Per accertare se anche le fibre di materiale
diverso dall’amianto esercitano un effetto
cancerogeno sull’uomo si ricorre a due
metodi di rilevamento, ossia:
Esperienze pratiche sull’uomo
In Svizzera, la Suva non ha ancora riconosciuto finora nessun caso di tumore professionale associato a fibre di materiale diverso
dall’amianto.
2. Sulla base di sperimentazioni su animali, la
Suva ha classificato le seguenti fibre come
cancerogene:6
fibre ceramiche;
fibre di titanato potassico.
3. Per le seguenti fibre non è stato provato
nessun effetto cancerogeno. Sussiste tuttavia un sospetto di carcinogenicità sulla
base di sperimentazioni su animali:
Basandosi su indagini epidemiologiche4, si
accerta se il tasso delle malattie cancerose
(cancro ai polmoni e mesotelioma) è statisticamente più elevato presso le persone
esposte che presso quelle non esposte
professionalmente alle fibre.
Sperimentazioni su animali [2], [3]
Queste sperimentazioni servono a verificare
se una determinata fibra può favorire l’insorgere di una formazione tumorale negli animali.
Le sperimentazioni classiche con le fibre
consistono, fra l’altro, nella somministrazione
o nell’iniezione diretta:
nella pleura (iniezione intrapleurale);
nel peritoneo (iniezione intraperitonale);
nei bronchi o nel polmone (instillazione
intratracheale)5.
Per questi esperimenti vengono somministrate generalmente forti dosi di fibre.
12
4
Epidemiologia: ramo della medicina che si occupa
dell’origine e dello sviluppo delle malattie.
5
Immissione di piccole quantità di liquido, a goccia a
goccia.
fibre di ossido d’alluminio;
fibre di lana vetrosa e di lana minerale
(fibre di lana isolante);
fibre di carburo di silicio;
aramide.
6
In Germania, oltre alle sperimentazioni su animali, è
stato introdotto un secondo criterio di classificazione
per determinare la potenzialità cancerogena: il cosiddetto indice di carcinogenicità che viene calcolato
sulla base della composizione chimica secondo la
formula seguente (TRGS 905) [8]:
K I = ossido di Na, K, B, Ca, Mg, Ba-2 x ossido di Al
(calcolo in % del peso)
Na: sodio, K: potassio, B: boro, Ca: calcio,
Mg: magnesio, Ba: bario, Al: alluminio
Per attribuire gli indici di carcinogenicità alle categorie
delle sostanze cancerogene si applicano le seguenti
regole:
Categoria:
KI
2 (potenziale di carcinogenicità comprovato) ó 30
3 (potenziale di carcinogenicità sospetto)
30 – 40
0 (nessun potenziale di carcinogenicità)
ò 40
Nei casi in cui sperimentazioni su animali mettono in
evidenza che per una fibra non esiste nessun effetto
cancerogeno, la fibra viene classificata nella successiva categoria superiore.
La classificazione sulla base dell’indice di carcinogenicità viene applicata solo in Germania. La Svizzera
come pure altri paesi non hanno adottato questo
procedimento, essendo esso oltremodo contestato
dagli specialisti.
4. Per tutti gli alti materiali fibrosi non si dispongono di dati sufficienti per far sospettare effetti
cancerogeni.
4.4 Riepilogo dei rischi per la salute
e conclusioni
Occorre differenziare la valutazione dei rischi
per la salute associati alle fibre. Questi rischi
possono essere influenzati dai seguenti fattori:
- geometria delle fibre: determina la possibilità
di una dispersione di fibre respirabili;
- biopersistenza: esercita un influsso sul tempo
di permanenza delle fibre nell’organismo;
- struttura superficiale: ha, fra l’altro, un influsso
sui processi chimico-fisici alla superficie;
- comportamento di polverizzazione: ha un
influsso sull’emissione di polvere e di conseguenza sull’esposizione alla polvere negli
ambienti lavorativi.
Da uno sguardo nella statistica delle malattie
professionali risulta che:
- l’amianto ha una responsabilità determinante
sull’insorgenza di malattie professionali associate a materiali fibrosi;
- le affezioni causate da fibre di materiale
diverso dall’amianto sono finora molto rare e
piuttosto di natura leggera.
A tutt’oggi non è stato possibile comprovare
l’effetto cancerogeno sul corpo umano delle
fibre di materiale diverso dall’amianto, molto
usate nell’industria. Sulla base di sperimentazioni su animali, le fibre ceramiche e di titanato
di potassio sono state classificate come cancerogene.
Le esigenze della sicurezza sul lavoro nella
manipolazione di materiali fibrosi devono
essere adattate alla potenzialità del rischio. Il
capitolo 6 porta degli esempi per determinate
fibre.
13
5 Valori massimi delle concentrazioni sui posti di
lavoro (valori MAC) e la relativa sorveglianza
Una misura efficace atta a prevenire le malattie
professionali causate da materiali fibrosi è
quella di evitare la formazione di polveri fibrose
negli ambienti lavorativi. In pratica questo
obiettivo può essere raggiunto raramente,
motivo per cui bisogna sempre prevedere
una certa immissione. La concentrazione di
queste polveri fibrose va tenuta la più bassa
possibile onde evitare un rischio per la salute
anche a esposizione pluriennale.
I valori MAC delle concentrazioni di fibre negli
ambienti lavorativi vengono fissati in funzione
del potenziale di rischio per la salute delle differenti fibre.
Definizione del valore MAC
«La concentrazione massima ammissibile sui
posti di lavoro (valore MAC) è quel valore
massimo della concentrazione media nell’aria
di una sostanza sotto forma di gas, vapore o
polvere il quale, di regola, durante un’esposizione di 8 ore giornaliere e fino a 42 ore settimanali, anche per periodi prolungati, secondo
le conoscenze attuali non mette in pericolo la
salute della massima parte dei lavoratori sani
sul luogo di lavoro.»
Occorre tenere presente che i valori MAC
non sono limiti netti fra concentrazioni pericolose e non pericolose. A concentrazioni al di
sotto del valore MAC non è garantita in modo
assoluto la sicurezza di chiunque vi sia esposto:
per persone particolarmente sensibili o già
malate, una esposizione a concentrazioni più
basse può già costituire un pericolo.
5.1 Valore limite in funzione della
presenza di particelle: numero
delle fibre
I valori MAC sono espressi in «numero di fibre»
per i materiali fibrosi che possono liberare
fibre respirabili e classificate a rischio per la
salute. Questo numero di fibre corrisponde
alla quantità di fibre respirabili per unità di
volume dell’aria (L ò 5 µm, D ó 3 µm, L:D > 3,
vedere capitolo 4.2.1).
In generale, il numero di fibre viene indicato
nelle due unità seguenti:
fibre (F)/ml e fibre (F)/m3
(1 F/ml = 1'000'000 F/m3)
Gli attuali valori MAC (1997) espressi in
numero di fibre, sono i seguenti:
Amianto (tutti i tipi)
0,25 F/ml = 250'000 F/m3
Importante: non confondere il valore MAC
con il valore limite d’immissione raccomandato dall’UFAFP8, nettamente inferiore a
1'000 F/m3 risp. a 0,001 F/ml. Questa raccomandazione vale per i locali utilizzati dalla
popolazione in generale.
Materiali diversi dall’amianto
Fibre minerali artificiali
Lane
Lane minerali
isolanti
Lane vetrose
Fibre ceramiche
C7
Microfibre speciali
Fibre di ossido d’alluminio
Fibre di carburo di silicio
7
8
14
C7

F/ml =
 0,5
500‘000 F/m

3
0,5 F/ml =
500'000 F/m3
C = classificato come cancerogeno
UFAFP = Ufficio federale dell’ambiente, delle
foreste e del paesaggio
5.2 Metodo di misurazione per il
conteggio delle fibre
La fissazione di un valore limite del numero
delle fibre come per l’amianto e le fibre
minerali artificiali, è strettamente connessa a
un metodo di misurazione specifico
(ZH 1/120.31; RTM 1). [9]
Questo metodo comprende due fasi:
prelevamento dei campioni sui posti di
lavoro;
conteggio delle fibre al microscopio ottico
in laboratorio.
I campioni vengono prelevati aspirando un
determinato volume dell’aria ambiente sui
posti di lavoro mediante una pompa provvista
di un separatore di particelle (figura 5).
Figura 6
Uno sguardo nel microscopio elettronico a scansione
(MES) mostra un fascio di fibre dell’amosite, ingrandimento 500 x. Grazie a moderne tecniche di analisi ai
raggi X è possibile esaminare e identificare la struttura chimica delle fibre.
Dopo averle prima preparate convenientemente, le fibre trattenute dal filtro vengono
sottoposte a conteggio mediante un microscopio ottico a contrasto di fase. Con un
ingrandimento da 400 a 500 volte vengono
contate unicamente le fibre corrispondenti
alla definizione di fibre respirabili.
Con il microscopio ottico vengono contate
tutte le fibre aventi la geometria predefinita:
non è possibile distinguere i diversi tipi di
fibre. In caso di dubbi, occorre quindi ese-
Figura 7
Analisi delle fibre mediante MES e spettrometro a
raggi X.
guire ulteriori misurazioni mediante conteggio
con il microscopio elettronico a scansione,
abbreviato con la sigla MES (fig. 6): secondo
ZH 1/120.46 [10]. Questo metodo di conteggio permette di identificare ogni singola fibra
e di contare esclusivamente quelle del tipo
ricercato.
Figura 5
Le misurazioni rappresentative sui posti di lavoro premettono che i campioni vengano prelevati direttamente sull’uomo. A tale scopo si fa ricorso a pompe
leggere, portatili, atte ad aspirare l’aria ambiente
attraverso un separatore di particelle. Le fibre trattenute dal filtro vengono in seguito analizzate in laboratorio.
Il metodo MES, rispetto a quello della microscopia ottica, è molto più complesso e dispendioso, in quanto richiede installazioni da
laboratorio costose e oltremodo sofisticate
(fig. 7). In generale si fa ricorso quindi alla
microscopia ottica che risulta sufficientemente precisa per giudicare la concentrazione di polvere fibrosa rispetto al valore
MAC. Il metodo MES viene impiegato principalmente nei lavori di ricerca nonché per
misurare più basse concentrazioni di fibre
comprese tra 100–10'000 F/m3.
15
Per chi desidera maggiori informazioni si rinvia
ai riferimenti bibliografici concernenti i metodi
di misurazione standard nonché alle norme
specifiche. [9], [10].
5.3 Valore limite in funzione della
massa: concentrazione di polvere
fine
Il valore limite (concentrazione di polvere fine)
dei materiali fibrosi che non generano fibre
respirabili (ma possibilmente particelle compatte di polvere fine) viene stabilito come
valore gravimetrico (in funzione della massa)
al posto del metodo del conteggio delle fibre.
Per «polvere fine» si intende quella parte della
polvere respirabile in grado di invadere gli
alveoli polmonari: sono particelle di un diametro aerodinamico inferiore a 7 µm.
Importante: bisogna sempre prevedere che
da fibre „spesse“ possono sprigionarsi piccole
particelle per effetti d’origine meccanica, corrispondenti alla definizione di polvere fine.
Per questi materiali fibrosi, il valore MAC in
vigore attualmente è di 6 mg di polvere fine
per m3. Ciò corrisponde al «valore limite generale per la polvere» utilizzato per polveri
inerti non in grado di provocare sintomi morbosi o la formazione di tessuto connettivale.
La determinazione della concentrazione di
polvere fine avviene con il metodo gravimetrico
per pesatura della parte di polvere fine trattenuta dal filtro tenendo in considerazione il
volume d’aria del campione.
16
6 Polveri fibrose in posti di lavoro tipici:
presenza – esposizione – valutazione – misure di protezione
La Suva, a cui spetta il compito di controllare
l’applicazione delle prescrizioni della prevenzione delle malattie professionali nelle aziende,
ha riservato una priorità particolare alla sorveglianza dei posti di lavoro con esposizione
alle fibre nocive. Per 3–4 decenni la sorveglianza era concentrata sui posti di lavoro in
cui sono stati manipolati amianto grezzo e
prodotti contenenti amianto.
In questi ultimi anni è stata predisposta, in
più, una sorveglianza sistematica dei posti
di lavoro in cui vengono manipolati prodotti
fibrosi diversi dall’amianto, anzitutto fibre
minerali artificiali. Con ispezioni dei posti di
lavoro e mediante l’adozione di misure mirate
è stato possibile individuare e valutare i posti
di lavoro tipici con esposizione alla polvere
fibrosa.
domanda per permessi eccezionali è da inoltrare all’UFAFP, il solo ufficio autorizzato a rilasciarli.
Sulla base di questa evoluzione il tema amianto va considerato sotto gli aspetti seguenti:
amianto quale materiale industriale;
eliminazione di rifiuti contenenti amianto.
Nel seguito questi due argomenti verranno
trattati singolarmente.
6.1.1 Amianto quale materiale
industriale: fabbricazione,
trasformazione e utilizzazione
Già prima dell’introduzione del divieto di usare
l’amianto si registrò una riduzione netta dell’amianto nei settori industriali. Attualmente la
situazione è la seguente:
6.1 Amianto
Industria del fibrocemento (fabbricazione)
Sulla base di un decreto del Consiglio federale,
in Svizzera l’uso generale dell’amianto è stato
vietato a partire dal 1° marzo 1990.
Si tratta di un divieto che concerne sia la fabbricazione di prodotti e oggetti contenenti
amianto, sia l’importazione di prodotti commerciali contenenti amianto.
Negli anni ’70 e ’80, il 90% circa dell’amianto
grezzo importato è stato impiegato per la
fabbricazione di prodotti in fibrocemento
(amianto-cemento), quali pannelli per facciate,
lastre ondulate e tubi.
Base legislativa del divieto di usare
l’amianto
Il divieto generale di usare l’amianto figura
nell’«ordinanza sulle sostanze pericolose per
l’ambiente» (ordinanza sulle sostanze, Osost),
allegato 3.3 [11], la quale è basata sulla legge
federale sulla protezione dell’ambiente (legge
sulla protezione dell’ambiente, LPAmb).
Questo divieto interessa una vasta gamma di
applicazioni ed è entrato immediatamente in
vigore il 1° marzo 1990.
Per speciali prodotti tecnici, quali condotte di
pressione e canalizzazioni o guarnizioni sottoposte a forti sollecitazioni, è stato allestito un
piano delle scadenze che ha prorogato sino
alla fine del 1994 il divieto per determi-nate
applicazioni. A partire da questa data, tutti i
prodotti contenenti amianto sono vieta-ti. La
Nel frattempo tutti i prodotti sono senza
amianto, alcuni già dalla fine degli anni ’80.
Le persone tenute a fabbricare o a lavorare
questi prodotti non sono quindi più esposte
all’amianto. Si è fatto ricorso alle seguenti
fibre sostitutive (fig. 8):
- cellulosa;
- poliacrilonitrile;
- polivinilalcool.
I rischi per la salute associati a queste fibre
sostitutive sono da considerare oltremodo
ridotti, tanto più che l’esposizione alle fibre di
queste sostanze è bassa (figg. 9 e 10).
Industria edile (trasformazione e
utilizzazione)
Nel settore edilizio è diminuito di molto il
rischio di un’esposizione all’amianto da parte
dei lavoratori grazie alla rinuncia rispettiva17
mente al divieto dei prodotti nuovi in amiantocemento. Si deve comunque temere ancora
un’esposizione alla polvere d’amianto che si
produce in occasione dei lavori di demolizione
e smontaggio o riattazione di vecchi pannelli
o tubi. Le misure di protezione da adottare
dipendono dalla situazione esistente sui posti
di lavoro, dalla durata dei lavori e dall’esposizione alla polvere fibrosa (vedere capitolo 6.1.2).
Guarnizioni di freni e frizioni (ferodi)
Figura 8
La produzione di fibrocemento a sostituzione dell’
amianto-cemento ha richiesto lunghe ricerche e
l’introduzione di nuovi procedimenti complessi.
Specialmente la lavorazione delle fibre sostitutive ha
reso necessario creare nuovi macchinari.
Dal 1991, tutte le vetture nuove importate in
Svizzera devono essere equipaggiate esclusivamente con guarnizioni senza amianto.
Anche le guarnizioni di ricambio per i freni a
tamburo, i freni a disco e le frizioni sono oggi
di materiale esente da amianto.
Nelle aziende in cui vengono lavorate e sostituite le guarnizioni di freni e frizioni si è registrata una forte riduzione dell’esposizione all’
amianto. Tuttavia non si può parlare ancora di
un’«esposizione zero» in quanto capita sempre
ancora di dover sostituire ed eliminare vecchie
guarnizioni contenenti amianto (fig. 11).
Comunque il rischio è molto ridotto (misurazioni fatte hanno mostrato valori attorno a
Figura 9
Anche lavorando il fibrocemento con formazione di
polvere bisogna predisporre un sistema d’aspirazione
alla fonte, per es. lavorazione di tubi per canalizzazioni.
Figura 11
Lo smontaggio di guarnizioni di freni (ferodi) richiede
un’aspirazione alla fonte, in quanto si deve prevedere
anche in futuro l’esistenza di guarnizioni contenenti
amianto.
Figura 10
Aspirazione alla fonte per punzonatrici di
pannelli di scisto.
18
1/100 esimo del valore MAC). Per i materiali
di attrito (cosiddetti ferodi) utilizzati per le
guarnizioni di freni - non esiste un’effettiva
produzione svizzera: i prodotti vengono importati - si utilizzano i seguenti prodotti sostitutivi:
- aramide (kevlar);
- fibre di grafite;
- fibre metalliche;
- eventualmente fibre minerali artificiali.
La lavorazione delle guarnizioni per freni e frizioni, perché possa corrispondere allo stato
della buona tecnica, deve essere eseguita
predisponendo un’aspirazione alla fonte durante le operazioni generanti polvere tale da
ridurre al minimo l’esposizione alle fibre nocive
(fig. 12). Da misurazioni fatte sui posti di lavoro
è stato possibile rilevare da 20'000 a 50'000
fibre/m3. Esse sono nettamente al di sotto del
valore MAC per le fibre minerali artificiali.
Materiali per filtri
Dalla fine degli anni ’80 in Svizzera non vengono più fabbricati filtri a base di amianto per
l’industria alimentare e farmaceutica. La loro
importazione venne vietata a partire dal 1994.
Per la fabbricazione di filtri sottoposti a forti
sollecitazioni si fa oggi ricorso, fra l’altro, ai
materiali seguenti:
- fibre minerali artificiali: fibre ceramiche e
speciali microfibre vetrose;
- fibre di polipropilene;
- fibre di teflon;
- fibre di poliacrilonitrile ossidato.
Figura 12
Aspirazione alla fonte durante l’operazione di taglio
di ferodi di materiale senza amianto.
Guarnizioni
Le guarnizioni a base di amianto erano usate
prevalentemente nei settori con esposizione a
forti sollecitazioni, fra l’altro nell’industria chimica e nelle centrali elettriche. I materiali delle
guarnizioni provenivano dall’estero e venivano lavorate in Svizzera da ditte specializzate.
Il divieto di usare l’amianto ha comportato
l’arresto dell’importazione di guarnizioni a
base di amianto: si fece ricorso, fra l’altro, ai
seguenti materiali sostitutivi:
- aramide (kevlar);
- silicati di alluminio;
- acciai fini laminati di grafite.
La dispersione di fibre durante l’operazione di
taglio del materiale era già ridotta nella fabbricazione di guarnizioni a base di amianto.
Come risulta da diverse misurazioni eseguite
sui posti di lavoro, le concentrazioni medie
delle fibre erano di molto al di sotto del valore
MAC pari a 250'000 F/m3. La concentrazione
delle fibre dei prodotti sostitutivi è ancora più
bassa, in quanto esse non contengono, in
generale, che una piccola percentuale di fibre
respirabili.
Esposizioni all’amianto di breve durata sono
ancora possibili in occasione dello smontaggio
di vecchi filtri a base di amianto. Per quanto
concerne i prodotti sostitutivi, le fibre minerali
artificiali non costituiscono nessun rischio per
la salute. Da misurazioni fatte sui posti di
lavoro risulta infatti che le concentrazioni di
fibre rilevate si trovano nettamente al di sotto
del valore limite.
Tessili
La fabbricazione di tessili a base di amianto
per rivestimenti protettivi o per guanti è stata
definitivamente sospesa verso la fine degli
anni ottanta.
A sostituzione di questi tessili si fece ricorso,
fra l’altro, ai seguenti prodotti:
- pelle;
- aramide (kevlar);
- fibre vetrose rivestite di neoprene.
Gli attuali prodotti sostitutivi non emettono
praticamente fibre respirabili. È quindi escluso
un rischio per la salute.
Materiali di riempimento
(riempitivi, cariche)
Nel 1989 è stato abbandonato l’uso dell’ amianto quale additivo fibroso per colle e isolanti.
Fra le fibre alternative troviamo per esempio:
- l’aramide;
- le fibre di vetro tessile;
- le lane vetrose e le lane minerali.
I lavoratori possono esporsi facilmente alle
fibre respirabili quando usano le fibre minerali
artificiali. Numerosi rilevamenti hanno comunque permesso di constatare che i valori ottenuti sono, in generale, di molto inferiori al valore limite (vedere capitolo 6.2.1).
19
6.1.2 Risanamento
Il divieto dell’amianto ha contribuito a far
scomparire dagli ambienti lavorativi i materiali
a base di amianto. Quello che rimane ancora
sono gli innumerevoli edifici e apparecchi
contenenti, in parte, quantità importanti di
amianto. Conformemente alla legislazione
cantonale o comunale devono essere sottoposti a una bonifica, ossia asportazione ed
eliminazione del materiale inquinante, determinati ambienti e strutture costruiti con materiali a base di amianto, specialmente prodotti
isolanti d’amianto floccato, rivestimenti di pavimenti, pannelli leggeri e simili.
Si sa per esperienza che una bonifica dell’
amianto eseguita non a regola d’arte può
essere la causa di esposizioni a fibre di molto
superiore al valore limite (fino a 10 milioni di
fibre per m3). Da qui la necessità di proteggere i lavoratori adottando provvedimenti
appropriati.
Figura 13
Barriera antincendio di un compartimento
tagliafuoco allestita con massa d’amianto.
Il rischio e le misure di protezione da adottare
dipendono prevalentemente dal modo in cui
le fibre d’amianto sono agglomerate nel prodotto. Si distinguono:
- amianto debolmente agglomerato;
- amianto fortemente agglomerato.
Nel seguito si ritiene opportuno trattare più
da vicino questi due tipi di amianto:
Prodotti a base di amianto debolmente
agglomerato
Descrizione dei prodotti
Figura 14
Stuoia d’amianto per l’isolamento di tubazioni.
Di regola, i prodotti a base di amianto debolmente agglomerato hanno un elevato
tenore di amianto (> 40 in % del peso) e una
ridotta massa volumica (< 1000 kg/m3).
Dai prodotti a base di amianto debolmente
agglomerato possono quindi disperdersi
facilmente fibre il che può comportare un
aumento del rischio per la salute. Tipiche
applicazioni sono:
- amianto floccato (intonaco o rivestimento
spruzzato);
- pannelli e lastre leggeri d’amianto;
- rivestimenti a base di amianto per pavimenti;
- materiale isolante in forma di lastre o
pannelli;
- cordoni d’amianto per isolamenti;
- masse d’amianto per paratie o barriere.
(Figg. 13, 14, 15)
20
Figura 15
Trave d’acciaio con rivestimento in amianto
spruzzato
L’asportazione dell’amianto a regola d’arte,
specialmente su vaste superfici isolanti a
base di amianto floccato, richiede un notevole
dispendio di mezzi tecnici, organizzativi e
finanziari!
Asportazione di materiali a base
d’amianto debolmente agglomerato
I lavori di bonifica dell’amianto debolmente
agglomerato devono essere eseguiti conformemente alle direttive CFSL9 «Amianto floccato e altri materiali a base d’amianto debolmente agglomerato (amianto DA)» [12]
(figg. 16, 17, 18, 19, 20).
Figura 16
Le zone in cui vengono eseguiti lavori di bonifica
(risanamento) sono da sbarrare in modo ben visibile
e da munire di cartelli d’avvertimento.
Figura 17
Con ventilatori occorre garantire una sufficiente
depressione costante nella zona di bonifica.
9
Figura 18
Le superfici senza isolamento d’amianto sono da
isolare con fogli di plastica per evitare che vengano
contaminate.
Figura 19
Mezzi di protezione personale da indossare durante
i lavori di bonifica: apparecchi di protezione delle vie
respiratorie (cuffia o casco) con filtri antipolvere P3,
tuta di protezione, guanti.
Figura 20
Sistema di chiuse a 4 camere per la decontaminazione (pulizia) delle persone e dell’attrezzatura.
CFSL= Commissione federale di coordinamento
per la sicurezza sul lavoro
21
La Suva ha pubblicato inoltre un bollettino
d’informazione sul modo corretto di asportare
rivestimenti per pavimenti e pareti contenenti
amianto [13]. Lo scopo è quello di presentare
metodi di lavoro che pur essendo meno dispendiosi di quelli previsti nella citata direttiva
CFSL sono sufficienti per salvaguardare la
salute dei lavoratori.
Importante: tutti i lavori di bonifica di
materiali a base d’amianto debolmente
agglomerato devono essere annunciati
alla Suva prima dell’inizio dei lavori.
secondo le esperienze fatte, concentrazioni
di fibre nettamente al di sotto di quelle osservate per l’amianto debolmente agglomerato.
Dalle misurazioni fatte dalla Suva, le concentrazioni vanno da 100'000 a 600'000 fibre al
m3 (vale a dire da 0,4 a 2,4 volte il valore
MAC). Anche per questi lavori occorre quindi
osservare i principi fondamentali della sicurezza sul lavoro10, fra l’altro:
l
Per quanto possibile, i manufatti in fibrocemento vanno smontanti senza danneggiarli,
per esempio, svitando le strutture della
costruzione, adottando il procedimento di
demolizione a umido, ricorrendo alla spruzzatura di sostanze leganti. Non è consentito
frantumare e gettare a terra questi materiali
o di utilizzare scivoli per i detriti.
l
Quando non è possibile evitare concentrazioni elevate non tollerabili di polvere sui
posti di lavoro e nelle loro immediate vicinanze si devono indossare apparecchi di
protezione delle vie respiratorie:
Prodotti a base d’amianto fortemente
agglomerato
Descrizione dei prodotti
Si tratta di prodotti le cui fibre di amianto sono
agglomerate fortemente per mezzo di leganti.
Un rischio di dispersione di fibre esiste solo in
caso di danneggiamenti d’origine meccanica
del legante (per es. durante la fresatura, la
frantumazione), o, in determinati casi, dalla
disgregazione prodotta col tempo dagli agenti
atmosferici.
Sono particolarmente i prodotti in fibrocemento quelli che si incontrano nel settore
edilizio: essi hanno un tenore di amianto fino
al 20 % del peso e una massa volumica
superiore a 1000 kg/m3:
- rivestimenti per facciate;
- coperture per tetti;
- condotte di aerazione;
- tubi;
- manufatti stampati quali vasi da fiori.
- semimaschere e quarti di maschere con
filtro antipolvere classe P2 (P3 se il valore
limite viene superato di 10 volte);
- semimaschere antipolvere classe FFP2
(FFP3 se il valore limite viene superato di
10 volte);
- respiratori a filtro a ventilazione forzata e
casco o cuffia classe TH2P (TH3P se il
valore limite viene superato di 20 volte).
l
- non permettere di fumare per evitare di
togliersi inutilmente la maschera;
Fanno parte dei prodotti a base di amianto
fortemente agglomerato anche:
- guarnizioni (miscela con caucciù);
- guarnizioni di frizioni (miscela con resine).
Visto che i materiali a base di amianto
fortemente agglomerato costituiscono
solo un rischio ridotto di dispersione
nell’aria di fibre nocive, essi non devono
essere rimossi ed eliminati prima della
loro normale sostituzione a meno che non
risultino danneggiati.
Lavorando a contatto con amianto occorre
adottare, in via generale, le misure igieniche
seguenti:
- interdire di bere e mangiare all’interno
delle zone di lavoro: predisporre a tale
scopo luoghi per la pausa;
- mettere a disposizione locali per lavarsi e
spogliatoi dove poter riporre gli abiti civili
separati dagli indumenti di lavoro.
Vedere anche [14]
Rimozione di materiali a base di amianto
fortemente agglomerato
Durante i lavori di demolizione, bonifica e
riparazione di materiali a base di amianto fortemente agglomerato sono da prevedere,
22
10
Sono raccomandazioni da applicare anche per
la rimozione di altri prodotti quali le guarnizioni.
6.1.3 Riepilogo dei rischi attuali
associati all’amianto
- Dal 1990, anno in cui è stato introdotto il
divieto dell’amianto, è praticamente esclusa
la manipolazione di amianto e di prodotti
nuovi a base di amianto sui posti di lavoro
industriali e artigianali.
Non esiste quindi più nessuna esposizione
all’amianto.
- Durante i lavori di manutenzione e smontaggio di materiali a base di amianto fortemente agglomerato sussiste un temporaneo
rischio di dispersione di fibre.
A seconda della condizione esistente sui
posti di lavoro occorre adottare misure
tecniche e organizzative nonché usare
dispositivi di protezione personale.
6.2.1 Lane (fibre di lana vetrosa e di
lana minerale) per l’isolazione termica
e acustica (fig. 21)
In Svizzera, i settori in cui i lavoratori entrano
in contatto con lane isolanti sono:
- Fabbricazione: 3 aziende (2 lana vetrosa,
1 lana minerale) con un totale di 80–100 persone esposte.
- Trasformazione: da 8 a 10 aziende prevalentemente piccole, specializzate in sistemi di
isolamento con lane isolanti. Operai esposti:
ca. 40–50.
- Uso come isolante: Numerose imprese
dell’industria edilizia (carpentieri, muratori,
isolatori) con un numero elevato di persone
esposte. Numerosi hobbisti.
Fabbricazione (fig. 22)
- Un rischio maggiore per la salute esiste
eseguendo lavori di manutenzione e
smontaggio di materiali a base di amianto
debolmente agglomerato.
Questi lavori devono essere eseguiti secondo
le direttive CFSL e al bollettino Suva sulla
rimozione di rivestimenti per pavimenti e
pareti contenenti amianto.
Tutti i lavori di bonifica di materiali a base
d’amianto debolmente agglomerato devono
essere annunciati alla Suva prima dell’inizio
dei lavori.
Il procedimento di fabbricazione della lana
vetrosa e minerale ha raggiunto un elevato
grado di automatizzazione. Nei luoghi di evidenti fonti di emissioni sono state adottate le
misure atte a ridurre il rischio d’esposizione
(per es. aspirazione alla fonte). Ciò avviene,
6.2 Fibre minerali artificiali (FMA)
Fra le fibre di materiale diverso dall’amianto,
quelle minerali artificiali sono di gran lunga le
più importanti nel settore sia industriale che
artigianale e, di conseguenza, le maggiormente diffuse sui posti di lavoro. La prima di
tutti questi prodotti è la lana isolante (lana
vetrosa e minerale) che viene trasformata e
utilizzata da un gran numero di lavoratori.
Con interventi sistematici la Suva ha eseguito
delle misurazioni atte a rilevare le concentrazioni di fibre liberate nell’aria eseguendo tipiche
attività lavorative. Nel seguito verranno riportati succintamente i risultati ottenuti da questi
interventi.
Figura 21
Fibre di lana minerale, ingrandimento 500 x.
Figura 22 Ü ‘
Nella sfibratrice, considerata il pezzo principale
della produzione della lana isolante, le fibre vengono
prodotte dalla massa fusa.
23
per esempio, presso i forni continui (emissione di monomeri resinosi e ammoniaca),
nei reparti segheria e confezione (ritaglio di
prodotti speciali).
Sono stati rilevati i seguenti valori di concentrazione (tabella 3): procedimento con microscopio ottico, vedere capitolo 5:
Attività/Reparto
Numero fibre Varianza
(valore medio)
Lavorazione del grezzo
nessuna presenza di fibre
250'000 F/m3
100'000–330'000 F/m3
150'000 F/m3
<100'000–300'000 F/m3
Reparto segheria
150'000 F/m3
<100'000–310'000 F/m3
Trasportatore a nastro
200'000 F/m3
140'000–330'000 F/m3
Sfibratrici, piano di
caricamento filatoi
Macchinisti,
giri di controllo
< 100'000 F/m3
Zona magazzinaggio
200'000 F/m3
Confezione
Carico e scarico merci
140'000–350'000 F/m3
< 100'000 F/m3
Tabella 3: Valori di musurazioni (numero delle fibre) ottenuti durante la
fabbricazione di lana isolante
Aziende di trasformazione
La durata media di esposizione alle fibre va
da alcune ore a pochi giorni al mese.
Le misure eseguite su un totale di 14 cantieri
selezionati hanno permesso di rilevare i seguenti valori medi di fibre (varianza tra parentesi):
- lavori d’isolamento all’aperto:
60'000 F/m3 (20'000–140'000 F/m3)
(Figg. 23 e 24)
- lavori d’isolamento all’interno di locali:
160'000 F/m3 (120'000–270'000 F/m3)
(Fig. 25)
Sono state eseguite contemporaneamente
misurazioni con il microscopio elettronico per
l’identificazione delle fibre. Da queste misurazioni risulta che la proporzione di fibre delle
lane isolanti varia dal 20 al 100% a seconda
del cantiere. In media solo il 50% circa di tutte
le fibre respirabili identificate con il microscopio ottico erano fibre provenienti dai materiali isolanti propriamente detti. Le rimanenti
fibre erano fibre di gesso o fibre organiche
Sono circa da 8 a 10 le aziende che trasformano la lana isolante in elementi d’isolazione.
Si tratta essenzialmente dell’operazione di
incollatura dei diversi componenti quali lana
isolante, pannelli di legno, lastre in eternit o di
gesso.
Il numero medio delle fibre è di 150'000 F/m3
(< 100'000–250'000 F/m3).
Opere d’isolamento realizzate sui cantieri
Sono state incluse nelle misurazioni le seguenti
applicazioni tipiche degli isolamenti per
costruzioni:
- tetto fra i puntoni
(prevalentemente all’interno);
- solette per soffitti
(prevalentemente all’interno);
- tetto sopra i puntoni
(prevalentemente all’aperto);
- tetti piani (prevalentemente all’aperto);
- facciate a intercapedine
(prevalentemente all’aperto);
- facciate intonacate
(prevalentemente all’aperto).
Va precisato che per tutti i generi di professione entranti in considerazione, l’effettivo
lavoro d’isolamento, vale a dire il diretto contatto con le lane isolanti, costituisce solo
una piccola parte del lavoro complessivo.
24
Figura 23
Lavori di isolamento all’aperto: isolamento del tetto.
Figura 24
Lavori di isolamento all’aperto: isolamento
di facciate.
Misure generali di protezione [15]
Due sono gli obiettivi che occorre raggiungere
utilizzando lane isolanti (come anche altre
fibre artificiali):
- protezione contro gli effetti delle fibre
respirabili;
- protezione da lesioni dovute a fibre
grossolane.
Ciò può essere realizzato adottando, fra
l’altro, le misure seguenti:
Figura 25
Lavori di isolamento all’interno di un locale:
isolamento del soffitto.
(prevalentemente quelle di legno o di materiale
artificiale).
Valutazione dell’esposizione alle fibre
utilizzando lane isolanti
- Le concentrazioni medie delle fibre constatate durante la fabbricazione, il trattamento
e i lavori d’isolamento erano, senza eccezione alcuna, al di sotto del valore limite di
500'000 F/m3.
- I valori massimi sono stati registrati durante
le operazioni di isolamento eseguite all’interno delle opere in costruzione. Anche questi
valori erano solo di 0,6–0,7 volte il valore
limite.
- I valori MAC, come già precisato, vengono
fissati sulla base di un’esposizione media di
8 ore per giorno lavorativo. La durata media
d’esposizione nel corso di una giornata di
lavoro era comunque di molto inferiore,
specialmente sui cantieri.
Misure associate ai prodotti
- Integrazione ottimale delle fibre nella matrice
con l’aggiunta di lubrificanti e fondenti,
leganti e oli: ossia il fabbricante deve provvedere a migliorare il comportamento di
polverizzazione dei prodotti.
- Impiego sui cantieri di materiale preconfezionato (pannelli, lastre, ecc.) per evitare di
doverlo tagliare sul posto.
Misure tecniche
- Per la fabbricazione e per la trasformazione
meccanica: ricorrere a misure di ventilazione
quali aspirazione alla fonte (figg. 26 e 27) e
ventilazione artificiale. Occorre riservare
particolare attenzione all’impianto di decontaminazione utilizzato, specialmente quando
parte dell’aria depurata viene riciclata nell’ambiente lavorativo. Il separatore deve
soddisfare i requisiti previsti dalla classe di
polvere H (high hazard):
norma CIA 335-2-69, Allegato AA.
Le misurazioni eseguite in Germania [6] hanno
dato valori analoghi a quelli rilevati in Svizzera.
Dalle misurazioni fatte risulta che il comportamento di polverizzazione delle lane isolanti va
giudicato positivamente, vale a dire che
l’aerodispersione di fibre respirabili è nettamente inferiore, per esempio, a quella dei
prodotti a base di amianto.
Figura 26 ‘
Lungo il nastro trasportatore vengono inseriti sistemi
di aspirazione della polvere che si forma durante il
lavoro, per es. l’operazione di taglio.
25
- Protezione degli occhi
Per lavori al soffitto o di demolizione
bisogna usare occhiali di protezione chiusi.
- Protezione delle mani:
Per manipolare le lane isolanti occorre
proteggere le mani:
Figura 27
Particolare di un dispositivo di aspirazione montato
in corrispondenza della lama rotante.
Misure organizzative
- trasporto in imballaggi (fogli di plastica);
- non danneggiare inutilmente il materiale,
per es. gettandolo in giro;
- non usare la scopa o uno straccio per la
pulizia, ma ricorrere a un aspirapolvere
appropriato.
lavori in ambienti ristretti, non ventilati;
lavori di demolizione.
Per apparecchi di protezione delle vie
respiratorie appropriati si intendono:
semimaschere o quarti di maschere con
filtro antipolvere classe P2; (P3 se il valore
limite viene superato di 10 volte);
semimaschere antipolvere classe FFP2
(FFP3 se il valore limite viene superato di
10 volte);
26
respiratori a filtro a ventilazione forzata e
casco o cuffia classe TH2P (TH3P se il
valore limite viene superato di 20 volte).
usando unguenti protettivi (creme
barriera) prima e dopo il lavoro e pulendo
bene le mani.
6.2.2 Fibre di vetro tessile (fig. 28)
Esposizione alla polvere fibrosa
manipolando vetro tessile
In Svizzera non vengono fabbricati fibre di
vetro tessile motivo per cui la manipolazione
di queste fibre si limita, da noi, ai seguenti
settori:
fabbricazione di materiale rinforzato con
fibre, per esempio:
- materiali sintetici (fig. 29);
- lastre da costruzione (per es. pannelli
di gesso).
- Protezione delle vie respiratorie
Bisogna ricorrere a indumenti protettivi
quando si è tenuti a eseguire lavori durante
i quali si registrano elevate concentrazioni
di fibre, per esempio nei lavori di demolizione oppure nelle operazioni di isolazione
da eseguire in locali ristretti non ventilati.
Equipaggiamenti individuali di protezione
Gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie sono da utilizzare laddove risulta impossibile garantire che le esistenti concentrazioni della polvere fibrosa siano inferiori al
valore limite, come lo si riscontra per esperienza eseguendo:
indossando guanti, quelli di pelle per
esempio;
- Indumenti protettivi:
- Per le operazioni di isolamento da eseguire
sui cantieri all’interno di locali: predisporre
una buona ventilazione naturale.
- Per tagliare il materiale sul posto usare
esclusivamente attrezzi provocanti poca
polvere: coltelli, forbici; ma mai le seghe!
Lavorazione di materiale rinforzato con
fibre:
- fresatura;
- perforazione.
Decorazione, arredamento di interni, per
esempio:
- impiego di carte da pareti a base di vetro
tessile.
Isolamento termico ed elettrico.
In diverse misurazioni fatte le concentrazioni
di fibre respirabili si trovavano al di sotto della
soglia di detezione: a seconda del posto di
lavoro questa soglia variava da 10'000 a
50'000 fibre per m3.
Conclusione: durante la manipolazione di fibre
di vetro tessile le concentrazioni di fibre registrate si trovano di molto al di sotto del valore
limite per le fibre e, in generale, anche di molto
al di sotto del valore limite gravimetrico.
Figura 28
Fibra di vetro tessile, ingrandimento 500 x.
Figura 30
L’uso di guanti in cuoio evitano il contatto diretto
con le fibre pungenti che possono provocare
infiammazioni della pelle.
lino che è di molto inferiore (valore MAC:
0,15 mg quarzo fine/m3).
6.2.3. Fibre ceramiche (fig. 31)
Concentrazione di fibre manipolando fibre
ceramiche
Figura 29
Applicazione industriale delle fibre di vetro tessile:
fabbricazione di laminati in combinazione con fogli
di plastica.
In Svizzera le fibre ceramiche vengono utilizzate solo da imprese specializzate: a queste
fibre sono esposti da 50 a 80 dipendenti. Nel
nostro paese non esiste una industria delle
fibre ceramiche.
Misure di protezione
Le misure di protezione da adottare manipolando fibre di vetro tessile si limitano generalmente all’uso di mezzi di protezione personale:
per gli occhi;
per la pelle, specialmente per le mani
(vedere capitolo 6.2.1, fig. 30).
In via generale, i lavori di taglio e smerigliatura
di materiale artificiale rinforzato con fibre
richiedono l’uso di sistemi d’aspirazione alla
fonte oppure una ventilazione artificiale degli
ambienti lavorativi in modo che la concentrazione di polvere fibrosa rimanga al di sotto
del valore limite. Nei casi in cui si usa farina di
quarzo quale materiale di carica, bisogna
rispettare il valore limite per il quarzo cristal-
Figura 31
Fibre ceramiche, ingrandimento 500 x.
27
I settori principali d’applicazione sono:
Isolamento tecnico in zone a temperature
elevate (fig. 32):
- tecnica della combustione;
- apparecchi elettrici.
Filtrazione
- filtri a temperature elevate;
- tecnica di depolverizzazione.
Figura 33
Lavori di isolamento con fibre ceramiche nello spazio
ristretto della camera di combustione. Si devono
usare gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie
(per es. semimaschere con filtri antipolvere FF P2) e
le tute di protezione a perdere.
Figura 32
Lavori preparativi e accesso nella camera di
combustione di un impianto termico di depurazione
dell’aria.
Misurazioni eseguite dalla Suva e dati bibliografici [8] hanno permesso di rilevare le seguenti
concentrazioni di fibre nella manipolazione di
fibre ceramiche:
trasformazione e
lavorazione meccanica:
montaggio/isolamento:
fino a 1,5 Mio. F/m
fino a 2,0 Mio. F/m3
lavori di demolizione
(per es. vecchi forni)
oltre
3
10 Mio. F/m3
Conclusione: visto che le fibre dei prodotti a
base di fibre ceramiche sono debolmente
agglomerate, il loro comportamento di polverizzazione è da considerare svantaggioso.
Le concentrazioni di fibre cui si è esposti
possono quindi essere elevate in mancanza
di misure di protezione tecniche appropriate.
Misure di protezione
Per principio la manipolazione di fibre ceramiche richiede l’adozione di misure analoghe
a quelle descritte per le fibre delle lane isolan-ti
(vedere capitolo 6.2.1) (fig. 33). È opportuno
esaminare inoltre la possibilità di usare prodotti
sostitutivi:
28
Fino a temperature di 1000°C esistono sul
mercato materiali sostitutivi che quanto alla
composizione chimica si distinguono nettamente dalle fibre ceramiche. Una delle differenze essenziali è la biopersistenza molto
bassa delle fibre sostitutive rispetto a quella
delle fibre ceramiche. Siccome le fibre ceramiche vengono classificate come cancerogene
non da ultimo a causa della loro elevata biopersistenza, spetta al datore di lavoro accertare se nel suo caso non fosse più opportuno
ricorrere a prodotti sostitutivi.
6.2.4.Concentrazioni di polvere
fibrose negli ambienti lavorativi
senza manipolazione di FMA [16]
Sorgenti naturali e antropogeniche [17] [18]
sono responsabili dell’esistenza di polvere
fibrosa nell’aria ambiente e nell’atmosfera.
Le fibre inorganiche presenti nella normale
aria di città raggiungono concentrazioni di
6000 F/m3 con un tenore di FMA stimato
attorno al 7% (quasi 400 F/m3). Ciò va tenuto
in considerazione quando si valutano i risulta-ti
di inchieste effettuate per accertare il grado di
esposizione in ambienti chiusi a polveri fibrose
provenienti da prodotti di lana minerale. Queste
inchieste sono state fatte all’inter-no di uffici e
locali commerciali dove tali prodotti sono stati
montati e si trovano, in gran parte, direttamente esposti all’aria del locale. La tabella 4 dà
una visione generale dei risultati delle inchieste
comprendenti 20 oggetti.
Tipo di fibre
Fibre di lana min.
Media aritmetica Media ± scarto standard [F/m3]
[F/m3]
570
570
± 820
Fibre di gesso
1390
1390
±1770
Altre fibre
inorganiche
2610
2610
±3670
Tabella 4: Concentrazioni di polvere fibrosa in ambienti chiusi provvisti
di prodotti di lana minerale (soffitti acustici e simili)
La valutazione dell’esposizione alle fibre in
locali in uso può essere riassunta come
segue sulla base delle misurazioni effettuate
in 20 oggetti:
- Con una posa a regola d’arte dei materiali
isolanti a base di lana minerale, all’interno
di ambienti chiusi si incontra una concentrazione di fibre non superiore a quella dell’
aria esterna (ca. 400 F/m3). In pratica, ciò
rappresenta il caso normale.
- Una concentrazione di fibre leggermente
superiore esiste solo nei casi in cui i prodotti
a base di lana minerale sono stati montati
in modo tale da essere direttamente esposti
all’aria del locale. Una situazione questa
che si incontra specialmente con i soffitti
acustici sprovvisti di tela antipolvere efficace.
- In singoli casi sono state misurate concentrazioni di alcune migliaia di fibre per m3
d’aria dovute a isolamenti carenti (montaggio non conforme allo stato della buona
tecnica) o a interventi provvisori effettuati
sulla struttura dell’edificio.
6.3 Fibre organiche
Dall’esperienza risulta che la manipolazione
di materiali a base di fibre organiche (fig. 34)
o la lavorazione di prodotti contenenti tali
materiali espone l’individuo solo a deboli
concentrazioni di polvere. Praticamente tutti i
materiali a base di fibre organiche sono composti di fibre spesse, non respirabili, motivo
per cui si può quindi escludere qualsiasi concentrazione elevata di fibre respirabili nell’aria
ambiente. Ciò è confermato dalle misurazioni
effettuate, fra l’altro, durante la fabbricazione
di fibrocementi con fibre PVAL (polivinilalcool)
e PAN (poliacrilonitrile).
Le misure di sicurezza indicate per manipolare le fibre organiche sono quelle concernenti
la protezione del corpo: occhi (occhiali) e pelle
(indumenti chiusi). In generale non è necessario ricorrere ad apparecchi di protezione delle
vie respiratorie.
6.3.1. Materiali isolanti a base di fibre
organiche
Già da tempo esistono sul mercato prodotti a
base di fibre naturali quale alternativa agli
esistenti sistemi isolanti quali lana isolante,
schiuma di polistirolo espanso. Da alcuni anni
anche in Svizzera vengono usati specialmente
materiali isolanti a base di fibre di cellulosa.
Si tratta di un materiale riciclato a base di
carta per giornali selezionata. Esso è composto
di cellulosa, di pasta di legno, di riempitivi e di
borati (sale dell’acido borico). I giornali vengono
macinati in un mulino a palle con l’aggiunta di
sali di boro. Si ottiene così un prodotto
floccato. Il sale borico presente in percentuale
elevata serve da protezione antincendio, da
insetticida e da funghicida.
In Germania la «Berufsgenossenschaft Bau»
ha fatto eseguire misurazioni durante la messa
in posa di materiali isolanti. Si tratta di simulazioni su scala industriale [19]. Si ritiene opportuno presentare succintamente queste misurazioni e i provvedimenti di protezione che si
sono resi necessari.
Figura 34
Fibre artificiali (aramide). ingrandimento 500 x.
29
Metodi di misurazione
Risultati delle misurazioni [19]
Sono stati prelevati provini da persone
esposte per determinare:
Le misurazioni hanno dato i risultati indicati
nella tabella 5:
Le valutazioni in laboratorio sono state fatte
secondo i metodi descritti al capitolo 5.
Svolgimento delle simulazioni
Sul cantiere i materiali isolanti a base di fibre
di cellulosa vengono immessi nella macchina
di trattamento sotto forma di fiocchi sciolti,
resi omogenei e convogliati attraverso un
sistema a tubi in modo da raggiungere direttamente i luoghi d’applicazione.
L’applicazione può avvenire in diversi modi a
seconda dello scopo d’uso.
- Sistema a soffiatura
Per soffitti facilmente accessibili o smontabili il materiale viene applicato con il sistema
a soffiatura in modo da formare uno strato
isolante senza giunture. Questo metodo è
particolarmente interessante per i soffitti di
capannoni industriali o per le solette di attici.
- Sistema a iniezione
Il materiale viene iniettato pneumaticamente
dal tubo flessibile nelle cavità previste, dove
si addensa.
- Applicazione a spruzzo
I fiocchi leggermente inumiditi vengono
spruzzati direttamente su pareti massicce o
su pareti leggere fonoassorbenti; per ogni
ciclo operativo si possono realizzare
spessori fino a 20 cm.
30
- Concentrazione totale di
polvere [mg/m3]
- Concentratione polveri fini
[mg/m3]
Microscopio elettronico a
scansione
Concentr. fibre [mio.F/m3]
- Fibre (totale)
- Fibre organiche
- Fibre di solfato di calcio
- Fibre d'amianto
- Altre fibre inorganiche
Applicazione
a spruzzo
- la concentrazione per conteggio delle fibre
respirabili.
Soffiatura
- la concentrazione di polveri fini;
Iniezione
- la concentrazione totale di polvere;
148
30
188
11
8,6
7,6
0,1
–
0,9
21
7,9
6,9
0,1
–
0,9
4,8
4,3
–
–
0,5
Tabella 5: Risultati delle misurazione effettuate
durante i lavori d’isolamento con materiali isolanti
a base di fibre di cellulosa
Valutazione
Le misurazioni hanno fatto registrare concentrazioni molto elevate di polvere e fibre durante
la messa in opera delle fibre di cellulosa. Il valore limite generale della polvere di 6 mg/m3 è
largamente superato. Non esistendo un valore limite espresso come «numero di fibre»
per cellulosa, non viene fatta una valutazione
in questo senso.
Misure di protezione
In considerazione delle elevate concentrazioni
di polvere constatate – generalmente superiori al valore limite – e visto la difficoltà di
adottare sui cantieri misure tecniche efficaci,
specialmente quelle di ventilazione, bisogna
ricorrere a mezzi di protezione individuale.
Apparecchi di protezione delle vie respiratorie, per esempio:
- semimaschere o quarti di maschere con
filtro antipolvere classe P2; (P3 se il
valore limite viene superato di 10 volte);
- semimaschere antipolvere classe FFP2
(FFP3 se il valore limite viene superato di
10 volte);
- respiratori a filtro a ventilazione forzata e
casco o cuffia classe TH2P (TH3P se il
valore limite viene superato di 20 volte).
Protezione degli occhi: occhiali chiusi.
Protezione della pelle: indumenti chiusi,
rivestimenti.
7 Bibliografia
[ 1] Asbestersatzstoff-Katalog, Erhebung
über im Handel verfügbare Substitute für
Asbest und asbesthaltige Produkte (Band 1
bis 10), Forschungsbericht 10408311, Schriftenreihe des Hauptverbandes der gewerblichen
Berufsgenossenschaften e.V. St. Augustin
(1985)
[ 2] Pott, F.: Beurteilung der Kanzerogenität
von inhalierbaren Fasern. In VDI-Bericht
1075: Faserförmige Stäube. VDI-Verlag,
Düsseldorf (1993)
[ 3] Grimm, H.G.: Möglichkeiten zur
Abschützung der Wirkungen von faserigen
Stäuben aus der Sicht der Praxis.
In VDI-Bericht 1075: Faserfîrmige Stäube.
VDI-Verlag, Düsseldorf (1993)
[ 4] Legge federale sull’assicurazione
contro gli infortuni (LAINF), SR 832.20
(ottenibile presso l’UCFSM, Berna)
[ 5] Ordinanza sulla prevenzione degli
infortuni e delle malattie professionali (OPI),
(form. Suva 1520)
[ 6] Valori limite sui posti di lavoro 1997
(form. Suva 1903)
[ 7] Ordinanza del Dipartimento federale
dell’interno sulle misure tecniche per la prevenzione delle malattie professionali, cagionate da sostanze chimiche (form. Suva 1521)
[ 8] BIA-Handbuch, Sicherheitstechnisches
Informations- und Arbeitsblatt 120206,
Arbeitsumweltdossier Künstliche Mineralfasern, Erich Schmidt Verlag, Bielefeld (1994)
[12] Direttive CFSL n. 6503, Amianto floccato e altri materiali a base d’amianto debolmente agglomerato (amianto DA)
[13] Suva: bollettino tecnico: Rimozione di
rivestimenti per pavimenti e pareti contenenti
amianto, codice 66070
[14] BIA-Handbuch, Sicherheitstechnisches
Informations- und Arbeitsblatt 120205,
Arbeitsumweltdossier Asbest. Erich Schmidt
Verlag, Bielefeld (1994)
[15] Regeln für Sicherheit und Gesundheit
beim Umgang mit Künstlichen Mineralfasern
(ZH 1/284). Carl Heymanns Verlag, Colonia
(12/1993)
[16] Dettling, F.: Innenraumbelastungen
durch eingebaute Mineralwolle-Produkte.
In VDI-Bericht 1075: Faserförmige Stäube.
VDI-Verlag, Düsseldorf (1993)
[17] Förster, H.: Anorganische faserförmige
Partikel in der Atmosphäre. In VDI-Bericht
1075. VDI-Verlag, Düsseldorf (1993)
[18] Eurima: Ubiquitäre Faserexpositionen
in Europa - eine Pilotstudie - Untersuchungsbericht 1996 (Eurima: European insulation
manufacturers association, Luxemburg)
[19] Fuehres M.: Fasermessungen bei der
Verwendung von Zellulose-Fasern.
In VDI-Bericht 1075: Faserförmige Stäube.
VDI-Verlag, Düsseldorf (1993)
Fonti d'ordinazione:
Per le pubblicazioni Suva e CFSL:
Suva, Servizio centrale clienti,
[ 9] Verfahren zur Bestimmung von lungengängigen Fasern. Lichtmikroskopisches Verfahren (ZH 1/120.31). Carl Heymanns Verlag,
Colonia (1/1991)
casella postale,6002 Lucerna
[10] Verfahren zur getrennten Bestimmung
von lungengängigen Asbestfasern und anderen anorganischen Fasern. Rasterelektronenmikroskopisches Verfahren (ZH 1/120.46),
Carl Heymanns Verlag, Colonia (1/1991)
Ufficio centrale federale degli stampati e del
materiale (UCFSM),
Fellerstrasse 21, 3027 Berna
Fax 031 992 00 23, Tel. 031 322 39 51
[11] Ordinanza sulle sostanze pericolose
per l’ambiente (ordinanza sulle sostanze),
(ottenibile presso l’UCFSM, Berna) RS
814.013
CEDIS, Centro di documentazione sulla
sicurezza e igiene del lavoro, Palazzo E/2
Milanofiori,I-20090 Assago/Milano
Tel. 824 14 51, Fax 825 41 33
Fax 041 419 59 17, Tel. 041 419 58 51
UCFSM:
Altro riferimento bibliografico:
31
8 Riassunto
L’opuscolo dà una visione generale dei rischi
per la salute associati a materiali fibrosi (fibre
di amianto e fibre di materiale diverso dall’
amianto) usati negli ambienti lavorativi in
Svizzera e informa sulle misure che occorre
adottare per proteggersi.
lavori è assolutamente indispensabile proteggere gli addetti in modo appropriato conformemente alle direttive CFSL. I lavori di bonifica
di amianto debolmente agglomerato devono
essere annunciati alla Suva prima dell’inizio
dei lavori.
Grazie alle loro caratteristiche chimico-fisiche
le fibre offrono premesse ottimali per numerose applicazioni tecnologiche. I prodotti
fibrosi vengono impiegati, fra l’altro, per la
protezione antincendio, per l’isolamento termico, per la fabbricazione di guarnizioni di
freni (ferodi), di frizioni e di guarnizioni resistenti a elevate sollecitazioni termiche e chimiche nonché in forma di pannelli e tubi nei
lavori di costruzione e del genio civile. La
manipolazione di materiali fibrosi può costituire dei rischi per la salute.
In seguito all’introduzione del divieto dell’
amianto l’industria è stata costretta a sviluppare e usare prodotti sostitutivi. Già negli
anni ’80, gli studi sui pericoli che le fibre
costituiscono per la salute sono stati di
conseguenza estesi anche alle fibre di materiale diverso dall’amianto. I risultati ottenuti
prevalentemente da sperimentazioni su animali
sono oggetto di discussioni controverse fra
gli esperti, in modo particolare l’opinione secondo cui tutte le fibre possono causare, in
determinate circostanze, gravi affezioni
(tumori). Finora non è stato possibile dimostrare un effetto cancerogeno sull’uomo dovuto a
materiali diversi dall’amianto, tanto è vero che
la Suva non ha tutt’oggi riconosciuto casi di
cancro da esposizione professionale a fibre di
materiale diverso dall’amianto. Sulla base di
sperimentazioni su animali, la Suva ha comunque classificato le fibre ceramiche e le fibre
di titanato potassico come cancerogene.
Per una serie di altre fibre (fibre di ossido
d’alluminio, fibre di lana vetrosa e di lana
minerale [fibre di lana isolante], fibre di
carburo di silicio, aramide), pur non essendo
stato possibile comprovare un loro effetto
cancerogeno, sussiste un sospetto di carcinogenicità in base a esperimenti effettuati su
animali.
Specialmente l’amianto, che tra gli anni ’50 e
’80 è stato impiegato in grandi quantità per la
fabbricazione di una infinità di prodotti tecnici,
è stato la causa di numerosi casi di tecnopatie
(asbestosi, mesotelioma maligno, cancro ai
polmoni). Quando si incominciò a registrare
un numero sempre maggiore di affezioni associate all’amianto, la Suva richiese l’adozione
di misure rigorose atte a ridurre l’esposizione
alla polvere di amianto. Con il 1° marzo 1990
il Consiglio federale ordinò infine un divieto
generale dell’amianto. Per determinate affezioni associate all’amianto (pleuramesotelioma
per esempio) non si è ancora delineata una
riduzione dei casi registrati ogni anno e ciò a
causa del loro lungo periodo di incubazione
(da 20 a 40 anni).
Il divieto di usare l’amianto ha permesso di
eliminare l’amianto dai posti di lavoro. Gli
interventi di rimozione e bonifica di determinati ambienti e strutture con presenza
di amianto (specialmente prodotti isolanti
d’amianto floccato, rivestimenti di pavimenti,
pannelli leggeri e simili) sono oggi le ultime
attività lavorative durante le quali i lavoratori
sono esposti all’amianto. Per eseguire questi
32
Per molti generi di fibre la Suva ha fissato valori massimi delle concentrazioni sui posti
di lavoro (valori MAC) che occorre assolutamente osservare a salvaguardia della salute
delle persone tenute a lavorare con tali prodotti.
La presente pubblicazione porta al capitolo
6 informazioni dettagliate sia sull’
esposizione dei lavoratori ai materiali fibrosi
maggiormente diffusi in tipici ambienti lavorativi del settore industriale svizzero, sia sulle
misure di protezione che occorre adottare.
Queste conoscenze si basano su azioni
sistematiche di misurazione e su inchieste
che la Suva ha effettuato nei rispettivi ambienti lavorativi.
Per principio devono essere adottare misure
di protezione appropriate nella seguente sequenza:
1. Per quanto tecnicamente possibile bisogna
ricorrere sempre alla sostituzione di materiali (sostanze) e procedimenti pericolosi
con quelli meno pericolosi.
2. Protezione collettiva, vale a dire sistemi
chiusi, aspirazione, ventilazione artificiale,
ecc. con l’obiettivo di restare al di sotto
dei valori MAC.
3. Se necessario, ricorrere, in più, alla protezione individuale, ossia usare dispositivi
di protezione personale, specialmente
apparecchi per la protezione delle vie
respiratorie.
33
Allegato:
Descrizione e possibilità d'impiego di fibre
selezionate
La struttura chimica, le dimensioni, la fissilità
delle fibre nonché il loro campo d’applicazione
pratica sono fattori determinanti quanto ai
rischi potenziali per la salute cui sono esposti
gli utilizzatori. Qui di seguito verranno quindi
descritti dettagliatamente questi aspetti nonché
i procedimenti di fabbricazione di determinate
fibre importanti nel settore industriale.
come materia prima per la fusione, fra l’altro,
l’ossido alcalino, il carbonato di calcio, l’ossido
di magnesio (tabella 1.1).
La fabbricazione dei filati di vetro si ottiene per
fusione secondo il procedimento di tiratura
meccanica da filiera (fig. 1.1):
A1. Fibre sintetiche inorganiche
Le fibre sintetiche inorganiche più importanti
fanno parte della categoria delle fibre minerali artificiali: fibre di vetro tessile, lane isolanti
(lane vetrose e minerali), fibre ceramiche.
Un’altra fibra sintetica inorganica importante
è quella di carbonio.
Forno
Colata
a) Fibre di vetro tessile
La designazione «fibre di vetro tessile» è un
termine generale usato per fibre continue
(filato di vetro a fibre continue) ottenute dalla
fusione del vetro (fino a ca. 1200°C) e utilizzate come materiale tessile. La composizione
chimica può variare a seconda del campo
d’applicazione. Oltre al diossido di silicio
(base della struttura del silicato) presente in
quantità predominante, possono essere usati
Tipo di vetro
A
A
C
D
72,5
67,5
65,0
74,0
E
R
Filiera
Impregnazione
Fascio di fibre
Z
1
_____________________________________________________________________________________________________________________
SiO
54,5
60,0
71,0
2
_____________________________________________________________________________________________________________________
3,5
–
14,5 25,0
1,0
Al2O3
_____________________________________________________________________________________________________________________
Fe O
0,5
0,2
0,5
0,3
–
–
–
9,0
–
2 3
_____________________________________________________________________________________________________________________
BO
–
1,2
50,0
22,5
7,5
CaO
9,0
6,5
14,0
0,5
17,0
2 3
_____________________________________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________________________________
MgO
3,5
4,5 3,0
0,2
4,5
6,0
–
_____________________________________________________________________________________________________________________
BaO
–
–
1,0
–
–
–
–
ZrO
–
–
–
–
–
–
16,0
TiO
–
–
–
–
0,1
0,2
Bobina
_____________________________________________________________________________________________________________________
2
_____________________________________________________________________________________________________________________
–
2
_____________________________________________________________________________________________________________________
–
–
–
–
–
–
1,0
Li2O
_____________________________________________________________________________________________________________________
KO
–
3,5
8,0
1,5
0,1
–
Na O
13,0
13,5
0,5
1,3
0,4
11,0
2
_____________________________________________________________________________________________________________________
2
_____________________________________________________________________________________________________________________
Figura 1.1
Procedimento di tiratura meccanica da filiera per
la produzione di fibre di vetro tessile.
3
_____________________________________________________________________________________________________________________
Densità [g/cm ]
2,48
Resistenza a
trazione [N/mm2]
2450 3200 3400 2460
2,52
Tabella 1.1
Composizione (in %) e proprietà di
alcuni tipi di vetro tessile
34
2,49
2,16
1
2,54
2,50
–
4750
–
vetro A con aggiunta di boro
Dai filamenti a base di vetro si ottengono nel
corso di fasi successive del ciclo produttivo,
diversi manufatti tessili quali tessuti non
tessuti, stuoie o tubi flessibili.
Caratteristiche delle fibre
Le fibre hanno una sezione pressoché uniforme e quasi sempre rotonda determinata dalle
condizioni di produzione. Il diametro varia
generalmente da 5 a 25 µm (1 µm = 1/1000
mm). Non sono note separazioni longitudinali
delle fibre. Ciò significa che le fibre non subiscono una separazione da forze d’origine
meccanica, per esempio dimezzamento della
fibra di partenza, caratteristica questa oltremodo importante dal punto di vista dell’igiene
sul lavoro (vedere 4.2.1).
Campi d’applicazione
Le fibre di vetro tessile sono oltremodo diffuse
nel piano delle applicazioni industriali fra l’altro:
- per rinforzare le materie sintetiche, per
esempio resine sintetiche rinforzate con
fibre di vetro;
- nella protezione antincendio per isolare gli
apparecchi elettrici con stuoie o per migliorare la resistenza al calore e al fuoco in
combinazione con legno, gesso e altri
materiali di costruzione;
- per confezionare indumenti protettivi
resistenti al fuoco;
Fabbricazione (fig. 1.2)
Miscelazione
Preproduzione
Colata
Sfibratore
Additivi
Produzione secondaria
Indurimento
Formatura
Sezionatura
Zona de
raffreddamento
Imballaggio
Produzione primaria
Figura 1.2
Esposizione schematica della produzione di lana isolante (fibre di lana di
vetro e minerale).
Per la sfibratura della massa fusa (colata)
sono noti differenti procedimenti, due dei
quali sono:
- la soffiatura (fig. 1.3)
- la centrifugazione (fig. 1.4)
Forno
- come filtri a manica o strati filtranti resistenti
al calore per abbattere la polvere contenuta
in gas caldi (tecnica della depolverizzazione).
Colata
Flusso di gas
In Svizzera non esiste una produzione di fibre
di vetro tessile. I manufatti importati vengono
semplicemente trattati e lavorati.
Figura 1.3
Sfibratura con il metodo della soffiatura.
b) Fibre di feltro non tessili
(lana isolante)
Le fibre di vetro non tessili, chiamate anche
lane isolanti o isolanti minerali, sono fibre
prodotte con materiali di vetro, minerali e
scorie. Questi ultimi sono insignificanti in
Svizzera.
Le materie prime, risp. la composizione del
vetro fuso sono paragonabili a quelle delle
fibre di vetro tessile.
Forno
Colata
Dischi rotanti
Fibre
Figura 1.4
Sfibratura con il metodo della centrifugazione.
Vengono usate come materie grezze:
Lana di vetro: minerali convenzionali quali
diossido di silicio (50 %) e ossido di alluminio,
nonché fondenti e additivi (ossido alcalino e
35
ossido alcalino terroso, ecc.), come quelli
usati nell’industria del vetro. Oggigiorno oltre
a minerali naturali e al 5 % di soda, si fa generalmente uso di rottami di vetro in misura
fino all’80%.
Lana minerale: rocce sedimentarie ed effusive naturali quali basalto e diabase nonché
calcare (carbonato di calcio) e sughero.
Caratteristiche delle fibre
Il diametro delle fibre della lana isolante dipende dal procedimento di fabbricazione ed
è generalmente da 2 a 9 µm: possono esserci
anche piccole quantità di fibre del diametro
inferiore a 1 µm. Queste fibre sono allora considerate come respirabili, vale a dire che inalandole sono in grado di invadere le piccole
concamerazioni (alveoli) dei polmoni (vedere
4.2.1).
Non sono note separazioni longitudinali delle
fibre.
Un’ulteriore caratteristica importante: rispetto
all’amianto esse sono molto più solubili nei
liquidi dell’organismo umano. Ciò significa
che le fibre della lana isolante vengono eliminate dall’organismo più rapidamente di quelle
dell’amianto.
Campi d’applicazione
La maggior parte della lana di vetro e minerale
viene usata nel settore edile come isolante
contro il calore, il rumore e il fuoco. Nel settore
tecnico la lana isolante viene sistemata in reticolati metallici e usata per isolare tubazioni e
recipienti. Si fa qui ricorso anche a manufatti
prefabbricati quali coperture in forma di gusci,
ecc.
La lana di vetro e la lana minerale vengono
usate inoltre come riempitivi fibrosi nei settori
antincendio, guarnizioni di frizioni (ferodi), filtraggio e prodotti tecnico-chimici.
In Svizzera esistono 2 ditte che fabbricano
lana di vetro e una che fabbrica lana minerale.
La maggior parte delle persone che utilizza
questi materiali e che si trova quindi esposta,
lavora nell’industria edile: carpentieri, copritetti, falegnami, isolatori, muratori, ecc. In
tutto dovrebbero essere alcune migliaia gli
operai che in Svizzera entrano in contatto
sul lavoro con lane isolanti.
36
c) Fibre ceramiche refrattarie11
Le fibre ceramiche refrattarie vengono confezionate con un impasto fuso di ossido
d’alluminio e di diossido di silicio (l’aggiunta
di ossido di zirconio serve a soddisfare esigenze particolari). Si ottengono fibre di silicato
d’alluminio pressoché puro, usate prevalentemente per isolare zone sottoposte a temperature elevate.
La fabbricazione è analoga a quella illustrata
in figura 1.2: miscelazione delle materie prime
– fusione – sfibratura – trattamento – confezione.
In Svizzera non esiste un’industria di fibre
ceramiche. Le fibre vengono importate, fra
l’altro, dalla Germania e dalla Francia.
Caratteristiche delle fibre
Il diametro delle fibre ceramiche varia tra
0,5 µm e 7 µm e dipende pure dal procedimento di fabbricazione. Di regola si ottengono
quindi fibre respirabili (diametro < 3 µm).
Non si deve temere una separazione longitudinale delle fibre.
A differenza delle lane isolanti o delle fibre di
vetro tessile, le fibre ceramiche sono poco
solubili nei liquidi dell’organismo umano e, di
conseguenza, più lungo è il loro tempo di
permanenza una volta penetrate nei polmoni.
La fabbricazione di fibre ceramiche avviene,
a differenza di quella delle lane isolanti, totalmente o quasi senza aggiunta di leganti il
che contribuisce a peggiorare le condizioni di
polverizzazione e quindi a favorire una maggiore dispersione di fibre dalle trecce di filati
(vedere 4.2.4).
Campi di applicazione
Le fibre ceramiche vengono utilizzate in
particolare per confezionare lane, stuoie,
carta, pannelli o manufatti preformati.
11
In inglese: Refractory Ceramic Fibres (RCF).
Per fibre ceramiche si intendono anche le fibre non
silicee quali fibre di ossido d’alluminio, carburo di
silicio o azoturo di silicio. Non fanno però parte delle
fibre ceramiche refrattarie.
Il loro principale campo di applicazione è
l’isolamento da alte temperature fino a ca.
1500°C, per esempio:
- altiforni;
- forni per acciai;
- impianti di combustione.
Altre possibili applicazioni:
- antincendio;
- isolamento elettrico;
- guarnizioni di frizioni;
- filtraggio.
I posti di lavoro in cui si è tenuti a manipolare
fibre ceramiche sono concentrati in poche
aziende specializzate nell’isolamento di
impianti ad alte temperature.
Le persone esposte regolarmente non sono
numerose (circa 50– 80 operai).
d) Fibre di carbonio
Le fibre di carbonio sono composte di carbonio puro e impiegate sotto forma di materiale
fibroso flessibile. Il tenore di carbonio è di
95 – 99,5 %.
La fabbricazione di queste fibre avviene per
decomposizione tecnica controllata (pirolisi)
di polimeri fibrosi (materie sintetiche) quali
rigenerati di cellulosa, poliacrilonitrile. Con
questo procedimento – detto anche carbonizzazione – si ottengono fibre flessibili ad alta
resistenza, trasformabili in manufatti tessili,
quali fibre tessili, fili a filamenti continui, cavi e
feltro.
In Svizzera non esiste nessuna produzione di
fibre di carbonio.
Caratteristiche delle fibre
Le fibre di carbonio hanno un diametro che
varia tra 7 µm e 12 µm e di regola non sono
quindi respirabili.
Non sono note separazioni longitudinali delle
fibre.
Campi d’applicazione
Data la loro elevata resistenza, le fibre di carbonio vengono impiegate come fili continui e
cavi per il rinforzo di materiali sintetici (per es.
epossidi) e di metalli leggeri e leghe metalliche.
Questi materiali compositi trovano applicazione, fra l’altro, nelle costruzioni aeronautiche
e nella missilistica, nonché negli articoli sportivi quali racchette da tennis o barche a vela.
I prodotti a base di fibre di carbonio sono
poco diffusi negli ambienti lavorativi. Vengono
impiegati sporadicamente nelle costruzioni
aeronautiche nonché nello sviluppo di nuovi
materiali.
A 2 Fibre sintetiche organiche
Le fibre sintetiche organiche – dette anche
fibre chimiche – sono generalmente ottenute
a partire dai rispettivi polimeri (materie sintetiche) per filatura (filatura a fusione, a secco o
a umido). Si tratta qui di:
- polimerizzati: polietilene, polipropilene,
poliacrilonitrile, polivinilalcool;
- policondensati: aramide, poliammide e
- prodotti di poliaddizione: poliuretano.
Si ritiene opportuno presentare succintamente
i tipi di fibre più importanti che hanno trovato
applicazione industriale come sostitutivi dell’
amianto:
a) Poliacrilonitrile (PAN)
Le fibre PAN sono composte per il 100% di
poliacrilonitrile.
Caratteristiche delle fibre
Le fibre impiegate nel settore tecnico hanno
un diametro di ca 18 µm che è di molto
superiore a quello delle fibre respirabili. É
possibile una separazione longitudinale in
seguito a sollecitazioni meccaniche.
Campi d’applicazione
L’industria dell’abbigliamento è un campo di
prevalente impiego delle fibre PAN. Quantitativamente queste fibre hanno invece un’importanza ridotta nella fabbricazione di prodotti
tecnici. Combinate con le fibre di polivinilalcool
(vedere allegato 2b) le fibre PAN hanno trovato
un impiego importante e diffuso nella produzione di fibrocementi in sostituzione dell’ amianto. I manufatti in fibrocemento, quali le lastre
piane per facciate e le lastre ondulate o i tubi
per condotte in pressione e canalizzazioni,
sono molto diffusi nel settore delle costruzioni
e del genio civile. Di conseguenza numerosi
sono i posti di lavoro con possibile esposizione a fibre PAN.
37
b) Polivinilalcool (PVAL)
Le fibre PVAL sono ottenute per filatura di
soluzioni acquose di polivinilalcool.
Dato il loro elevato prezzo, le fibre di aramide
non sono ancora molto diffuse negli ambienti
di lavoro. Per il futuro si dovrà prevedere un
aumento del numero delle persone esposte.
Caratteristiche delle fibre
Il diametro medio delle fibre va da 10 a 20
µm ed è quindi di molto superiore a quello
delle fibre respirabili. Non sono note separazioni longitudinali delle fibre.
Campi d’applicazione
Combinate con le fibre PAN, le fibre PVAL
hanno trovato un impiego importante e diffuso
nella produzione di fibrocementi in sostituzione
dell’amianto (vedere allegato 2a).
A 3 Fibre naturali inorganiche
Per fibre naturali inorganiche si intendono
prevalentemente i minerali silicei fibrosi. In
via di principio si fa la distinzione in amianto e
materiali diversi dall’amianto. A differenza dei
materiali diversi dall’amianto che finora non
hanno trovato un’applicazione industriale importante, l’amianto è stato impiegato in grandi quantità nel periodo tra il 1950 e il 1980.
a) Amianto
c) Aramidi
Gli aramidi sono poliammidi aromatici. Si
distinguono essenzialmente due tipi: il
kev-lar-R e il nomex-R. Ambedue i tipi derivano dall’ammide tereftalico di polifenilene e si
distinguono per la posizione dei gruppi dell’
ammide di acidi carbonici (kevlar: posizione
para, nomex: posizione meta).
Gli aramidi appartengono alle fibre organiche
che rimangono stabili alle alte temperature.
Esse hanno assunto una posizione importante come sostitutivo dell’amianto, specialmente nel campo dell’isolamento termico.
Amianto è il termine generale di differenti
minerali di produzione mineraria.
Si distinguono due tipi di amianto: il serpentino e l’anfibolo. L’amianto crisotilo è il minerale più importante del gruppo del serpentino
ed è quello che ha trovato la maggiore diffusione su piano industriale.
Fra gli amianti anfibolici, la crocidolite, detta
anche amianto azzurro dal colore tipico delle
fibre, è quella maggiormente diffusa per fini
industriali. Modesta è invece la diffusione
dell’amosite.
Caratteristiche delle fibre
Caratteristiche delle fibre
Le fibre hanno un diametro di 12 µm circa e
non sono quindi respirabili. Tuttavia le fibre
possono separarsi se sottoposte a sollecitazione d’origine meccanica e vengono offerte
sotto forma di polpa (fibre corte separate) e
del diametro fino a 0,1 µm.
Non si dispone ancora di risultati definitivi
delle ricerche relative alla loro biopersistenza.
Campi d’applicazione
In Svizzera non esiste nessuna produzione di
fibre di aramide. Queste fibre vengono impiegate laddove sono richieste ottime caratteristiche termiche:
- tessili (sicurezza sul lavoro); rivestimenti
resistenti al calore, guanti, ecc.;
- guarnizioni di frizioni (fibre di rinforzo per le
guarnizioni di freni e frizioni);
- feltri di filtri (filtrazione d’aria calda).
38
Le fibre di amianto sono caratterizzate da
una struttura cristallina di facile separazione
longitudinale così da formare delle fibrille
aventi un diametro di molto inferiore a 0,1 µm.
La formazione di fibrille può prodursi anche
nei polmoni invasi da fibre d’amianto.
La solubilità dell’amianto, specialmente dell’
amianto bruno e azzurro, nei liquidi dell’organismo umano è molto ridotta e, in generale,
nettamente inferiore a quella degli altri tipi
noti di fibre. Ne consegue che, una volta inalate, le fibre d’amianto rimangono per decenni
nei polmoni o nel peritoneo senza modificare
la loro struttura. L’amianto anfibolico crocidolite è noto come particolarmente stabile.
Campi d’applicazione
A partire dal 1950, l’amianto ha conosciuto
un’enorme diffusione in tutti i paesi industriali.
Grazie alle sue molteplici proprietà quali:
- refrattarietà;
- resistenza al fuoco;
- elevata resistenza a cesoiamento e flessione;
- buona malleabilità in materiali compositi
come il cemento;
- bassi costi d’acquisto
esso è stato sfruttato per innumerevoli applicazioni tecniche. Una volta divenuti noti i rischi
per la salute legati a questo minerale, subentrò
una continua diminuzione del consumo di
amianto. In alcuni paesi industriali, fra i quali
anche la Svizzera, l’amianto è stato nel frattempo vietato (vedere capitolo 6.1), rendendolo così insignificante per le applicazioni su
piano industriale.
b) Fibre di materiale diverso
dall’amianto
Le fibre di materiale diverso dall’amianto svolgono finora un ruolo insignificante nelle applicazioni industriali e la loro diffusione negli
ambienti lavorativi ha quindi un’importanza
marginale.
Qui di seguito verranno presentati quattro di
questi materiali:
Wollastonite
Wollastonite è un metasilicato di calcio con
struttura concatenata, composto di almeno il
96.5% di ossido di calcio e di diossido di
silicio. Il diametro delle fibre varia da 10 fino a
500 µm; in caso di sollecitazioni di origine
meccanica può verificarsi una separazione in
frammenti di fibra del diametro fino a 0,1 µm.
Tuttavia, adottando procedimenti di produzione appropriati è possibile evitare diametri di
taglia critica.
La wollastonite trova impiego, per esempio,
come riempitivo nel settore antincendio (pannelli), isolamento termico ed elettrico (pannelli,
riempitivi per masse di formatura), guarnizioni
di frizioni, prodotti tecnici di costruzione e prodotti chimici (pitture, colle e masse di formatura).
Attapulgite
L’attapulgite, identica alla palygorskite, è un
idrosilicato di alluminio-magnesio appartenente al gruppo dei minerali argillosi. Le fibre
hanno in media un diametro di 0,06 µm e
come tali sono del tipo respirabile. Sono da
prevedere separazioni longitudinali delle fibre.
L’attapulgite trova impiego come riempitivo
nei prodotti chimici; come fluido tissotropico12
in pitture, prodotti di protezione per costruzioni, mastici o colle.
Sepiolite
La sepiolite è un idrosilicato di magnesio
appartenente al gruppo dei minerali argillosi.
Le fibre hanno diametro tale da considerarle
respirabili. Sono da prevedere separazioni
longitudinali delle fibre.
Trova applicazione, per esempio, come fluido
tissotropico nei prodotti chimici.
Erionite
L’erionite è una zeolite fibrosa (silicato
d’alluminio cristallino alcalino, risp. terra
alcalina). Ha sempre avuto una diffusione
marginale nelle applicazioni industriali. Il suo
impiego è associato a potenziali rischi per la
salute analoghi a quelli dell’amianto. Ecco
perché oggi non si fa più uso dell’erionite.
A 4 Fibre naturali organiche
Le fibre naturali organiche, quali il lino, la
canapa, la lana o la cellulosa. non hanno una
grande importanza nell’applicazione tecnica.
Per determinati lavori di isolamento contro il
calore si fa ricorso a prodotti di cellulosa con
aggiunta di additivi, per esempio quelli ritardanti la propagazione del fuoco.
Quanto all’esposizione dei lavoratori negli
ambienti lavorativi, le fibre naturali organiche
rivestono poca importanza sul piano dell’applicazione tecnica.
A 5 Uso di prodotti sostitutivi:
sintesi
I principali campi d’applicazione dei prodotti
sostitutivi fibrosi e non fibrosi sono riportati in
forma di tabella (tabella 5.1). Il capitolo 3.2
porta una visione generale dei tipi di fibre più
importanti.
Uno studio sui prodotti sostitutivi ha permesso
di accertare che l’amianto può essere sostituito
nella maggior parte dei casi con altri prodotti
fibrosi.
Alcune sostanze, specialmente le lane minerali
e di vetro, non sono da considerare come veri
e propri sostitutivi in quanto vennero già usate
in più o al posto di prodotti a base di amianto.
12
Tissotropia: è il passaggio reversibile di una soluzione
colloidale da gel a sol per pura azione meccanica
(di sbattimento per esempio).
39
Edili- Genio
zia civile
Riempitivi per prodotti
chimici
Prodotti tecnici
per la costruzione
(fibrocementi)
Guarnizioni di frizioni, freni
Filtraggio
Guarnizioni
Elettroisolazione
Isolamento termico
Prodotti sostitutivi
Antincendio, isolamento da
temperature elevate
Sicurezza sul lavoro (guanti,
tute di protezione, ecc.)
Campo
d'applicazione
Fibre sintetiche inorganiche
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Fibre di vetro tessile
l
l
l
l
l
l
l
l
l
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
1
Fibre di vetro non tessile
l
l
Fibre ceramiche
l
l
l
Fibre di quarzo
l
l
l
l
l
l
l
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
2
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Fibre metalliche
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Fibre di carbonio
l
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Fibre naturali inorganiche
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Wollastonite
l
l
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Attapulgite
l
Sepiolite
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Fibre sintetiche organiche
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Poliacrilonitrile
l
l
l
l
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Polivinilalcool
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Aramide
l
l
l
l
l
l
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Polipropilene
l
l
l
l
l
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Politetrafluoroetilene
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Fibre naturali organiche
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Cotone
l
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Canapa e lino
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Fibre di cellulosa
l
l
l
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Prodotti non fibrosi
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Mica
l
l
Talco
l
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Bentonite
l
___________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Cuoio
l
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Acciaio
l
l
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
3
l
Altri
l
4
Figura 5.1: Campi d’applicazione dei prodotti sostitutivi dell’amianto.
1
2
3
4
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Lana minerale e di vetro
Fibre ceramiche refrattarie; in inglese «Refractory Ceramic Fibres (RCF)»
Fibre di grafite
Materie sintetiche rinforzate
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Amianto e altri materiali fibrosi Rischi per la salute e misure